Sei sulla pagina 1di 6

Istruzione tecnica e politiche di riforma scolastica_ Stefano Catasta

Se per il complesso delle attivit legislative che hanno cambiato l'assetto della istruzione tecnica
in Italia si vuole utilizzare assennatamente il termine riforma si deve poter sostenere che l'azione,
partendo da un analisi della situazione "ante" ha prodotto un assetto migliore in grado di soddisfare il
divenire della societ italiana.
La sostanza delle leggi che hanno modificato l'assetto della istruzione tecnica in Italia, al di l
delle mere enunciazioni teoriche, che ad un sistema con un una et media degli insegnanti pi alta d'
Europa, con un patrimonio edilizio in condizioni di emergenza, viene chiesto di formare dei quadri
intermedi, lavorando su competenze, abilit e conoscenze descritte nelle Indicazioni con una riduzione
del 20% del monte ore precedente, con classi pi affollate che in precedenza.
Le ricadute di sistema dei provvedimenti furono oggetto del parere del CNPI (1) che non manc
di evidenziarne le criticit.
Dallo stesso documento si possono estrapolare le seguenti considerazioni:
... La riduzione dell'orario delle lezioni appare infatti destinata ad incidere soprattutto su talune
materie caratterizzanti i diversi indirizzi degli istituti professionali e tecnici, col rischio di rendere
alquanto improbabile il conseguimento di quelle competenze professionali che hanno indirizzato gli
studenti nella scelta di determinati percorsi formativi..."
"... Per effetto delle disposizioni dei decreti in esame si determina pertanto un evidente paradosso,
atteso che dette disposizioni, per un verso, sembrano destinate ad anticipare sotto il profilo della
rimodulazione dell'orario delle lezioni il processo di riordino dell'istruzione tecnica e professionale,
per altro verso, paiono contraddirne gli obiettivi e le finalit..."
Chi fosse d'accordo con i rilievi del CNPI potrebbe azzardare la conclusione che la ratio degli
interventi legislativi sia stata quella di indurre un aumento dei laureati in Italia in tutti quei settori in cui
l'impiego poteva essere soddisfatto da tecnici diplomati.
Ci si chiede se l'intento non fosse quello di costringere di fatto i nuovi diplomati alla iscrizione
forzosa alla universit ed in questo modo colmare la distanza tra il numero dei laureati italiani e quelli
europei.

C' da chiedersi polemicamente se per fare bella figura in Europa valesse la pena destabilizzare
un sistema di istruzione storicamente valido e che fu in grado di garantire negli anni sessanta del secolo
scorso il successo economico del nostro paese.
E' ormai evidente dalle interviste e dai commenti dei professori universitari che hanno gestito i
test di ingresso che il livello di preparazione degli aspiranti dottori non sia adeguato.
C' da chiedersi piuttosto se questi diplomati non siano stati costretti ad iscriversi a causa di
una percepita perdita di credibilit dei diplomi tecnici.
A tal proposito va ricordato che gli esiti della riforma dell'istruzione tecnica sono stati contestati
da molti, tra questi alcuni collegi dei geometri che valutate le conseguenze sulla formazione dei neo
diplomati,

hanno sostenuto che l'esito del percorso di formazione non potesse garantire competenze

sufficienti al punto che il ministero dell' istruzione ha dovuto emanare un comunicato stampa (2) per
smentire.
Che il sistema produttivo non richieda figure laureate al posto dei diplomati cosa nota dai
rapporti ISFOL(3), UNIONCAMERE(4), CENSIS(5), pertanto la difesa ed il rafforzamento del sistema
dell'istruzione tecnica in Italia al di la degli enunciati e degli slogan questione cruciale ed un nodo
di svolta delle politiche occupazionali.

Nota: Il grafico mostra come nella fascia di et 25-30 anni il diploma risulti, ai fini delle possibilit occupazionali, un titolo
di studio pi attrattivo della laurea. (S.C.)

"....nel 2012 i diplomati si confermano ancora il gruppo pi richiesto dalle imprese, con una quota pari al 41% delle
assunzioni non stagionali. Dati gli andamenti prima rilevati, questa quota resta invariata rispetto allo scorso anno,
interrompendo quindi la tendenza di medio periodo che aveva visto questo titolo di studio pesare sempre di pi nel
processo di selezione delle risorse umane.." - fonte: UNIONCAMERE rapporto EXCELSIOR 2012

Non si vuole essere i difensori ad oltranza di una impostazione dellistruzione tecnica del
passato che pure necessita di essere adeguata alle conoscenze, alle innovazioni e alle tecnologie del
nostro tempo, ma sostenitori di un principio che non postula in maniera assoluta la formazione
universitaria per i quadri intermedi di primo livello di cui la professione del geometra una chiara e
classica esemplificazione.
Si ritiene che una istruzione tecnica di base fornita dagli attuali Istituti Tecnici, arricchita con un
biennio di Istruzione Tecnica Superiore, possa essere la via maestra per una formazione professionale
adeguata che nello stesso tempo costituisca credito formativo per il proseguimento di una formazione
universitaria di livello superiore.

Verso un approccio sistemico

Il miglioramento della qualit dellistruzione tecnica passa attraverso ladozione di un approccio


sistemico della questione che tenga conto del seguente assunto sintetizzato in tre punti:
1) le competenze base (quelle che consentono l'esercizio della professione di geometra) si acquisiscono
nel corso dei cinque anni di frequenza dellIstituto Tecnico del settore Tecnologico indirizzo ITCA e
sono certificate dal diploma che si consegue con il superamento dellEsame di Stato, le competenze
specialistiche nei successivi percorsi di Istruzione Tecnica Superiore;
2) la diffusione degli ITS sul territorio deve prevedere una accessibilit effettiva a basso costo per
l'utenza;
3) rendere pi efficiente quello che c'....
A mio modo di vedere, alcune disfunzioni gratuite, indotte dalla riorganizzazione delle
discipline e dagli accorpamenti delle classi di concorso, influiscono negativamente sulla efficacia
dellattivit scolastica e pertanto si rende necessario trovare delle alternative.
Ad esempio nell'indirizzo Costruzioni Ambiente e territorio, la modifica dell'ordinamento
affida agli insegnanti della classe di concorso 16/A una notevole responsabilit rispetto alle competenze
dei nuovi diplomati in ITCA considerato che ad un solo docente risulta affidata una cattedra
multidisciplinare: "Progettazione, Costruzioni, Impianti", che pu, da sola, determinare il successo
formativo degli alunni.
Ci potrebbe anche essere considerato un fattore positivo se non si dovesse tener conto della
effettiva realt della scuola, piena di contraddizioni tra eccellenze e carenze non parimenti distribuite.
A mio modo di vedere, nella classe di concorso 16/A una diversa articolazione degli
insegnamenti, a saldi orari invariati, potrebbe ottimizzare il nostro impiego secondo l'attitudine ed il
profilo culturale di ognuno, anche in considerazione dell'aggiornamento dei programmi contenuto nelle
ultime indicazioni ministeriali.

Tale articolazione potrebbe essere quella rappresentata nel seguente schema:

COSTRUZIONI AMBIENTE E TERRITORIO - ITCA


discipline afferenti l'ambito della ingegneria edile - (16/A, 71/A, 72/A)
Classi Concorso
1^
2^
3^
Tecnologie e tecniche di

16/A-71/A-72/A

rappresentazione grafica
Scienze e tecnologie applicate

16/A-71/A-72/A

Progettazione, gestione del cantiere e

16/A

sicurezza
Costruzioni ed impianti

16/A

Topografia

72/A

99

4^

5^

132

132

132

165

132

165

132

132

132

99
99

Nota: la tabella "a saldi invariati" e si pone in alternativa a quella indicata a pag. 17 dell'allegato B alla nota MIUR 2916
del 21.03.2013

A sostegno della tabella proposta possono esprimersi le seguenti considerazioni.


All'interno della classe di concorso 16/A da sempre esistita una sorta di suddivisione
orizzontale delle discipline in due campi: "ambito del disegno e del progetto edile" (ex disegno e
progettazione) e l'ambito strutturale (ex costruzioni). Un docente in ruolo da pi di venti anni (quindi
pi del 70% del totale) per passare da un ambito ad un altro necessita di un aggiornamento oneroso per
l'amministrazione, tenuto conto che le lauree di ingegneria edile conseguite prima degli anni '90 non
prevedevano, nella programmazione, l'adozione delle normative tecniche europee (eurocodici) la cui
codifica successiva (1997). Lo scenario si complica quando un insegnamento basato sulle competenze
di ambito dell'ingegneria edile viene affidato alla classe 20/A (laurea di accesso in ingegneria
meccanica) che la nota MIUR 2916 del 21.03.2013(6) ritiene affine, con il risultato di avere docenti a
cui sono attribuiti insegnamenti non solo non compresi nei titoli abilitativi ma nemmeno
nell'ordinamento della corrispondente laurea che d accesso alla docenza.
La nuova articolazione degli insegnamenti afferenti al settore dell'ingegneria edile, come sopra
rappresentata, consentirebbe senza oneri finanziari aggiuntivi di raggiungere almeno tre obiettivi:
1. Suddividere la responsabilit della conduzione degli insegnamenti professionalizzanti nel corso
di ITCA tra pi insegnanti che sempre elemento di garanzia per il raggiungimento delle
conoscenze e competenze previste dallordinamento;
5

2. Consentire ai docenti di esercitare una scelta sulla base del proprio curriculum di docente e
professionista delle costruzioni edili;
3. Realizzare un effettivo miglioramento della qualit dellofferta formativa finalizzata al
conseguimento delle competenze attese al termine del corso quinquennale dellIstituto Tecnico
Tecnologico ad indirizzo Costruzioni Ambiente Territorio.

note e riferimenti:
(1)

Consiglio Nazionale Pubblica Istruzione - Adunanza del 26.08.2010 - MIURAOODGOS prot. n.6056

(2)

Comunicato stampa congiunto tra la Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici (dott. M.G. Dutto e

M.G. Nardiello) e i presidenti degli Ordini e dei Collegi professionali degli Ingegneri, Agrotecnici, Geometri,
Periti Agrari, Periti Industriali - Roma 26.05.2010
(3)

" Le competenze per l'occupazione e la crescita" Rapporto ISFOL 2012

(4)

Unioncamere rapporto Excelsior 2012 "Diplomati e lavoro"

(5)

46 Rapporto Censis sulla situazione sociale del paese/2012 - Capitolo "Processi formativi"

nota: secondo il rapporto, cala nei giovani la prospettiva di soddisfare le proprie aspettative attraverso il
conseguimento di una laurea, mentre aumentano i ragazzi che si iscrivono agli istituti tecnici al punto che il
39% di quelli che ne aveva fatto richiesta non ha potuto farlo per carenza di disponibilit. (S.C.)
(6)

Tabella C9-T24 in allegato "B" alla nota MIUR 2916 del 21.03.2013