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LOSSERVATORE ROMANO
GIORNALE QUOTIDIANO

Unicuique suum
Anno CLIV n. 125 (46.667)

POLITICO RELIGIOSO
Non praevalebunt

Citt del Vaticano

mercoled 4 giugno 2014

Combattimenti sempre pi estesi mentre Obama in Polonia per colloqui sulla crisi

Seggi aperti per le presidenziali

In Ucraina
non tacciono le armi

Elezioni in Siria

KIEV, 3. I caccia militari ucraini hanno attaccato ieri la sede dellautoproclamata Repubblica popolare di Lugansk, con un bilancio di almeno 5
morti, tra i quali anche un leader
politico dei separatisti. I ribelli hanno accusato lesercito di Kiev di avere utilizzato bombe a grappolo. Nelle ultime ore, le denunce di abusi e
crimini di guerra stanno dilagando a
macchia dolio, tanto che la Croce
rossa attraverso un comunicato siglato anche dalle delegazioni russe e
ucraine ha fatto appello a tutti coloro che sono coinvolti negli scontri
di rispettare lemblema dellorganizzazione umanitaria e di prevenirne
luso improprio, affinch sia consentito a tutti gli operatori e ai volontari sul campo di svolgere il loro lavoro.
La battaglia poi scoppiata nella
zona sud della citt, per la conquista
di una caserma, mentre intensi scambi di artiglieria sono tuttora segnalati al confine con la Russia, dove centinaia di ribelli separatisti affermano fonti concordanti sono pronti a
sferrare un nuovo assalto ad alcuni
posti di frontiera. Il Governo di Mosca, dal canto suo, ha denunciato al
consiglio Nato-Russia una serie di
attivit militari senza precedenti al
confine occidentale.
Le sparatorie hanno scosso anche
Sloviansk e Donetsk, con la zona
dellaeroporto ancora una volta isolata e i residenti costretti di nuovo a
barricarsi nelle cantine, o a dormire

fuori per coloro che si erano recati al


lavoro dopo due giorni di fragilissima tregua nellaltra capitale ribelle
dellUcraina orientale.
E mentre la Russia si appresta a
mettere sul tavolo del Consiglio di
sicurezza dellOnu una risoluzione
per chiedere lo stop alle operazioni

militari e lapertura di corridoi umanitari, non sembra al momento che


la diplomazia possa avere molto spazio. Il ministero degli Esteri ha fatto
sapere che Kiev ha commesso un
altro crimine contro il proprio popolo e che il raid di ieri viola gli accordi di aprile, dimostrando che non

Un miliziano a Luhansk (LaPresse/Ap)

c volont di dialogare. Nelle regioni confinanti con il Donbass invece corsa allarruolamento: sono
tanti i giovani, infatti, che vogliono
imbracciare le armi per riconquistare
parte del territorio ucraino.
Intanto, il presidente degli Stati
Uniti, Barack Obama, arrivato in
Polonia, prima tappa di un tour europeo dominato dalla crisi ucraina,
che domani lo porter a Bruxelles
per il vertice del G7 e poi in Francia
per le celebrazioni dei settantanni
dallo sbarco in Normandia, dove sar presenta anche il presidente russo,
Vladimir Putin. A Varsavia, Obama
vedr il presidente, Bronisaw
Komorovski, e il primo ministro,
Donald Tusk. Successivamente avr
un colloquio con alcuni leader
dellEuropa centro-orientale, tra cui
il neo-eletto presidente ucraino,
Petro Poroshenko. la seconda visita di Obama in Polonia: la prima fu
nel maggio del 2011.
Sul fronte del gas, la Russia ritiene che vi sia una concreta possibilit
che la societ ucraina Naftogaz paghi una parte consistente del suo debito (circa 2 miliardi di dollari) per
le forniture entro questa settimana.
Come ha riferito il ministro
dellEnergia russo, Aleksandr Novak,
si tratta di 1,451 miliardi di dollari
per le consegne di metano risalenti
al periodo novembre-dicembre dello
scorso anno, pi i pagamenti di
aprile-maggio 2014, che ammontano
a 500 milioni di dollari.

Nove morti nellattacco sferrato alla chiesa di un villaggio nello Stato nigeriano del Borno

Boko Haram senza argine


ABUJA, 3. Ogni giorno aggiunge notizie di nuove violenze in Nigeria,
dove non si riescono a frenare le
stragi di Boko Haram, il gruppo
islamista che ha gi ucciso migliaia
di persone in attacchi armati e in attentati terroristici. Ieri, mentre era
ancora viva leco della strage provocata dallesplosione, domenica, di
una bomba nello stadio della citt di
Mubi, nello Stato dellAdamawa,
durante una partita di calcio locale,
si avuta notizia che sempre domenica miliziani di Boko Haram hanno
attaccato una chiesa del villaggio di
Attangara, nello Stato del Borno, al
confine con il Camerun, uccidendo
nove delle persone che stavano partecipando alla celebrazione domenicale, secondo quanto confermato
dalla polizia locale.
Il Borno, che di Boko Haram
considerato la principale roccaforte,
uno dei tre Stati nordorientali, con
lo Yobe e appunto con lAdamawa,
dove in atto da oltre un anno
unoperazione dellesercito ordinata
dal presidente federale Goodluck Jonathan contro il gruppo armato;
operazione che peraltro non ha finora portato ai risultati sperati.
D allinizio dellanno, anzi, sono al-

meno duemila le persone uccise, per


met tra le file dei militari e dei miliziani di Boko Haram, ma per laltra met civili.
Sempre nel Borno si trova Chibok, dove a met aprile sono state
rapite da Boko Haram oltre duecento studentesse sulla cui sorte non ci
sono ancora notizie certe, mentre
nelle ultime settimane ci sono stati
interventi contraddittori da parte
delle autorit nigeriane, che hanno
oscillato tra posizioni di possibile
apertura di trattativa con i sequestratori e dichiarazioni di assoluta intransigenza.

Proprio ieri, tra laltro, la polizia


della capitale federale Abuja, ha annunciato la proibizione delle manifestazioni che si susseguono da settimane per chiedere la liberazione delle ragazze. Le dimostrazioni in strada, messe in atto da cittadini riunitisi nel movimento Bring Back Our
Gilrs (Restituite le nostre ragazze) che conta su numerose adesioni
anche allestero, sono quotidiane ed
esercitano una forte pressione nei
confronti del Governo, da pi parti
criticato per non esser ancora riuscito a localizzare e a liberare le ragazze, nonostante laiuto internazionale

che sta ricevendo. Proprio oggi, tra


laltro, il ministro degli Esteri di
Canberra, Julie Bishop, ha comunicato che dopo quelle di Stati Uniti e
Gran Bretagna anche forze speciali
australiane sono a disposizione per
contribuire alla liberazione delle studentesse sequestrate a Chibok
Il portavoce della polizia di Abuja, Altine Daniel ha confermato il
divieto di manifestazione, adducendo motivi di sicurezza. Un rappresentante di Bring Back Our Girls,
Rotimi Olawale, ha detto che i manifestanti continueranno nelle loro
proteste nella capitale.

Gli attentati continuano a mietere vittime tra la popolazione

Come muoiono i civili iracheni

Settantanni fa
la liberazione di Roma

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PAGINA 4
Il luogo di un attentato a Najaf (Epa)

VI

e la vita consacrata

Guida
del rinnovamento
PIER GIORDANO CABRA

A PAGINA

DAMASCO, 3. Gli elettori siriani sono chiamati oggi alle urne per le
elezioni presidenziali indette dal
Governo del presidente uscente e
ricandidato Bashar Al Assad, ma
giudicate una farsa dallopposizione e da molti Governi stranieri. Le
elezioni si svolgono infatti mentre
ancora in corso la guerra civile e
in intere aree del Paese che non sono sotto il controllo dellesercito il
voto non potr avere luogo.
Proprio oggi, il portavoce in Siria del Comitato internazionale
della Croce rossa (Cicr), Ralph El
Hage, ha ribadito che i combattimenti tra esercito e ribelli continuano a impedire agli operatori
umanitari di raggiungere decine di
migliaia di persone che non hanno
acqua potabile o cibo. Nelle zone
di conflitto non possiamo operare
senza il via libera di entrambe le
parti in lotta e accade spesso che
trascorrano mesi prima di poter
portare aiuti, ha detto El Hage
allagenzia Misna. A maggio gli
operatori del Cicr hanno potuto
consegnare per la prima volta acqua e altri beni essenziali nellarea
orientale di Aleppo, controllata dai
ribelli. Interventi sono stati condotti anche nelle regioni di Damasco e Homs.
I seggi per le presidenziali hanno aperto alle sette di questa mattina e chiuderanno alle sette di sera.

BAGHDAD, 3. Non conoscono tregua le violenze in


Iraq. Un attentato dinamitardo stato compiuto in un
liceo di Mahmudiya, a circa trenta chilometri da Baghdad: tre studenti sono morti. Attacchi con vetture cariche di esplosivo sono stati poi perpetrati nella provincia di Babilonia: nella localit di Mashahda, un attentatore suicida, alla guida di unautobomba, si fatto

esplodere uccidendo sei civili. Intanto il Governo iracheno ha comunicato che almeno sessanta miliziani
dello Stato islamico dellIraq e del Levante sono stati
uccisi negli ultimi giorni nel corso di unoperazione su
vasta scala condotta dalle forze di sicurezza nella provincia di Al Anbar. Lazione ha anche portato al sequestro di un grande quantitativo di armi e munizioni.

Secondo i dati del ministero degli


Interni, gli elettori sono 15,8 milioni, chiamati a votare in 9.601 seggi
aperti in tutto il Paese. Ma in base
ai dati delle Nazioni Unite, circa il
40 per cento della popolazione,
22,4 milioni di abitanti prima della
guerra, oggi sfollata o rifugiata
allestero. Il dato sui seggi, inoltre,
non tiene conto delle vaste aree,
soprattutto nel nord, controllate
dai ribelli, che non hanno permesso lallestimento dei seggi.
Il Governo parla invece di una
giornata storica, in cui per la prima
volta si tengono in Siria delle consultazioni multipartitiche. A sfidare
il presidente sono due candidati,
Hassan Al Nouri e Maher Hajjar,
entrambi esponenti di quella che
molti
osservatori
definiscono
unopposizione tollerata dalle autorit di Damasco.

Dopo labdicazione
di Juan Carlos di Borbone

Avviato in Spagna
il percorso
di successione al trono
PAGINA 2

NOSTRE INFORMAZIONI
Il Santo Padre ha accettato la
rinuncia al governo pastorale
dellArcidiocesi di Pontianak
(Indonesia), presentata da Sua
Eccellenza Reverendissima Monsignor Hieronymus Herculanus
Bumbun, O.F.M. Cap., in conformit al Canone 401 1 del Codice di Diritto Canonico.
Il Santo Padre ha accettato la
rinuncia al governo pastorale
della Diocesi di Talibon (Filippine), presentata da Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Christian Vicente F. Noel,
in conformit al Canone 401 1
del Codice di Diritto Canonico.

Il Defensor civitatis
e le suore
di Santa Susanna

Paolo

Bambini tratti in salvo dopo un bombardamento su Aleppo (Reuters)

Provviste di Chiese
Il Santo Padre ha nominato
Arcivescovo
Metropolita
di
Pontianak (Indonesia) Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Augustinus Agus, trasferendolo dalla Sede episcopale
di Sintang.

Il Santo Padre ha nominato


Vescovo di Bandung (Indonesia) il Reverendo Padre Antonius Subianto Bunyamin, O.S.C.,
Priore Provinciale dellO rdine
della Santa Croce di Bandung.
Il Santo Padre ha nominato
Vescovo di Talibon (Filippine)
il Reverendo Daniel Patrick Y.
Parcon, del clero della Diocesi
di San Carlos, finora Rettore
del Saint John Maria Vianney
seminary di San Carlos City.
Il Santo Padre ha nominato
Vescovo della Diocesi di Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia (Italia) il Reverendo
Monsignore Nazzareno Marconi, del clero della Diocesi di
Citt di Castello, Parroco della
parrocchia San Donato in Trestina e Docente di Esegesi
dellAntico Testamento allIstituto Teologico di Assisi.

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mercoled 4 giugno 2014

Per lIlo oltre il settanta per cento della popolazione mondiale non gode di alcuna forma di sicurezza sociale

Dopo labdicazione di Juan Carlos di Borbone

Vite senza protezione

Avviato in Spagna
il percorso
di successione al trono

Quasi ventimila bambini muoiono ogni giorno per cause facilmente prevenibili
GINEVRA, 3. Appena il 27 per cento
della popolazione mondiale gode di
sistemi di sicurezza sociale, mentre il
73 per cento coperto solo parzialmente o per niente. quanto emerge dal rapporto mondiale sulla protezione sociale 2014-2015 realizzato
dallIlo (Organizzazione internazionale del lavoro). Mentre la necessit di una protezione sociale ampiamente riconosciuta si legge nel
rapporto il diritto umano fondamentale alla sicurezza sociale rimane
insoddisfatto per la grande maggioranza della popolazione mondiale.
Lorganizzazione sottolinea inoltre
che sono soprattutto i bambini a pagare gli effetti della mancanza di
protezione sociale: circa 18.000 bambini muoiono ogni giorno, soprattutto per cause prevenibili si legge
nel rapporto e molte di queste
morti potrebbero essere scongiurate
attraverso una protezione sociale
adeguata. Molti bambini non ricevono quelle misure sociali che potrebbero fare la differenza in termini di
nutrizione, salute, istruzione e servizi
di assistenza.
Ma la cosa peggiore sottolinea
lIlo che in media i Governi destinano lo 0,4 per cento del pil (prodotto interno lordo) ai bambini e alle prestazioni familiari. Percentuale
che va dal 2,2 per cento in Europa
occidentale allo 0,2 per cento in
Africa, in Asia e nellarea del Pacifi-

Una piccola lavoratrice nepalese (Epa)

co. Gli scarsi investimenti nei bambini secondo lIlo mette a repentaglio i loro diritti e il loro futuro, nonch come le loro prospettive
di sviluppo.
A peggiorare la situazione poi la
crescente emergenza occupazionale,

che ormai colpisce anche i Paesi


emergenti e le economie considerate
pi dinamiche.
Nel suo ultimo rapporto sul lavoro, pubblicato alla fine di maggio,
lorganizzazione con sede a Ginevra
ha fatto sapere che la disoccupazio-

Insediato il capo dello Stato Arthur Peter Mutharika

Il Malawi
tenta di voltare pagina
LILONGWE, 3. Il Malawi tenta di
voltare pagina dopo lelezione alla
presidenza
di
Arthur
Peter
Mutharika, dichiarato venerd scorso dalla commissione elettorale vincitore delle elezioni presidenziali il
20 maggio scorso, ma che il presidente uscente, Joyce Banda, aveva
dichiarate nulle, adducendo a motivo gravi irregolarit nelle operazioni di scrutinio. La commissione
elettorale aveva per impugnato il
provvedimento davanti alla Corte
suprema e questa aveva riconosciuto la sostanziale validit del processo elettorale, intimando alla commissione di proclamare i risultati.
Mutharika, fratello del defunto ex
presidente Bingu wa Mutharika,
stato accreditato del 36,4 dei voti,
contro il 27,8 per cento di Lazarus
Chakwera, candidato dello schieramento
legato
allex
dittatore
Kamazu Banda, solo omonimo della presidente uscente. Questultima,
che aveva guidato il il Paese dopo
la morte, nel 2012, di Bingu wa
Mutharika, del quale era la vice,
arrivata solo terza, con il 20,2 per
cento. Dopo lannuncio del risultato, Banda aveva comunque riconosciuto la sconfitta, invitando i connazionali a rispettare lesito del voto. Ci nonostante, la presidente
uscente non intervenuta alla cerimonia di insediamento del successore, tenuta non nella capitale Lilongwe, ma nello stadio della citt
di Blantyre. La cerimonia si svolta
ieri, senza attendere che la magistratura si pronunciasse sul ricorso
dello sconfitto Lazarus Chakwera.
Nel suo discorso dinsediamento,
Mutharika si comunque rivolto
direttamente a Banda: Spero che
potremmo darci una stretta di mano e seppellire lascia di guerra. Le
porgo un ramo dulivo. Spero che
non lo lasci cadere, ha detto, dopo aver ricevuto le insegne del potere non da un magistrato, ma da
un militare, il generale Henry
Odilla, come notato da diversi osservatori. Alla cerimonia sono intervenute diverse delegazioni straniere,
ma un solo capo di Stato, il presidente del Botswana, Seretse Khana
Ian Khama.
Per quanto riguarda il programma del suo mandato presidenziale,
Mutharika ha annunciato indagini

sui casi di corruzione denunciati


negli ultimi mesi e soprattutto una
revisione della politica estera del
Malawi, il cui bilancio dipende al
40 per cento degli aiuti esterni. La
nostra politica estera sar definita
tenendo conto di quello che me-

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glio per il Paese. Porteremo avanti i


partenariati tradizionali, ma guarderemo verso nuovi amici tra le economie emergenti, in particolare
Brasile, Cina, India, Sud Africa e
Russia, ha detto il nuovo presidente.

ne in tutto il mondo interessa duecento milioni nel 2013 (199,8 milioni)


e dovrebbe aumentare di 3,2 milioni
nel 2014. LIlo stima inoltre un incremento minore rispetto alle proiezioni precedenti: da qui al 2019 la cifra di disoccupati raggiunger i 213
milioni. A livello mondiale la quota
delle persone senza un lavoro dovrebbe mantenersi al livello attuale
del sei per cento fino al 2017. Quello
che per spaventa di pi sono le
condizioni economiche dei lavoratori: la tutela della maternit inadeguata per il 71,6 per cento delle lavoratrici, 830 milioni di donne. Si va
dai 410 giorni di congedo previsti
dalla normativa croata ai trenta della
Tunisia fino allOman e alla Papua
Nuova Guinea, le uniche Nazioni in
cui lassenza per maternit non retribuita. Al di fuori del territorio Ue,
si distinguono invece Vietnam (183
giorni), Cile (156 giorni) e Russia
(140 giorni). LIlo denuncia la
mancata conoscenza dei diritti legali
e dei benefici, la capacit contributiva insufficiente, la disparit nei sistemi di sicurezza sociale, i controlli
inadeguati, le pratiche discriminatorie, il lavoro nero e lesclusione sociale.

MADRID, 3. Il giorno dopo lannuncio dellabdicazione di re Juan


Carlos di Borbone, si riunisce oggi
a Madrid il Consiglio dei ministri
straordinario, che deve avviare, attraverso una legge ordinaria, il percorso verso la successione al trono.
Labdicazione infatti prevista dalla Costituzione spagnola, ma, in
quasi quarantanni di monarchia
parlamentare, non mai stata approvata la legge che regola il processo per il passaggio di consegne.
previsto che la proclamazione
di re Filippo VI avverr nel Congresso a partire dal 16 giugno, in
una sessione solenne delle Cortes.
Il presidente della Repubblica italiana, Giorgio Napolitano, ha avuto ieri sera un colloquio telefonico
con Juan Carlos di Borbone, al
quale ha espresso sentimenti di
amicizia nel ricordo del suo profondo e antico legame con lItalia e
del ruolo da lui svolto per laffermazione della democrazia nel suo
Paese dopo il franchismo.
Il Comitato esecutivo della Conferenza episcopale spagnola (Cee)
in un comunicato diffuso ieri ha
sottolineato la dedizione generosa di Juan Carlos di Borbone per
il Paese e il suo contributo alla
storia recente di Spagna, in particolare allinstaurazione e il consolidamento della vita democratica,
con speciale rilevanza durante il
periodo della transizione politica.

Il suo servizio alla Spagna prosegue la nota stato di straordinario valore. Siamo sicuri che da
ora ci sar continuit nella persona
del principe delle Asturie. Sentimenti di profonda gratitudine sono
stati espressi dal cardinale Antonio
Caizares Llovera, prefetto della
Congregazione per il culto divino e
la disciplina dei sacramenti, il quale, in un commento pubblicato da
La Razn, ha sottolineato come
le parole rivolte ieri dal re al popolo spagnolo siano state piene di
verit e di senso di responsabilit,
parole che corrispondono completamente agli atti del suo regno che
tanto hanno contribuito al bene
comune di tutti gli spagnoli, al nostro immediato passato, al presente
e che contribuiranno anche al nostro futuro.
Unanime nei media spagnoli il
riconoscimento del fondamentale
ruolo svolto da Juan Carlos nei
suoi trentanove anni di regno. El
Pas in un editoriale dal titolo Il
monarca necessario ricorda i meriti
del re nella difficile transizione verso la democrazia e sottolinea come
la scelta dellabdicazione vada letta
come un impulso verso il rinnovamento di fronte alle importanti sfide del futuro. Sempre su El
Pas, lo storico britannico Paul
Preston sottolinea come Juan Carlos abbia contribuito a superare le
divisioni della guerra civile.

Juan Carlos di Borbone (LaPresse/Ap)

Per Duro Barroso servono nuove misure

Bruxelles chiede di pi per uscire dalla crisi

Una manifestazione di sostenitori della presidente uscente (Afp)

BRUXELLES, 3. La Commissione europea ha reso note ieri le raccomandazioni di bilancio e le riforme strutturali agli Stati membri. Le nostre
priorit sono crescita e la creazione
di posti di lavoro ha detto il presidente della Commissione Ue, Jos

Allarme in Somalia
per linsicurezza alimentare

Sinfiamma il dibattito
sulla presidenza della Commissione Ue

MO GADISCIO, 3. Piogge tardive e


irregolari in Somalia stanno provocando ulteriore allarme per il
possibile peggioramento della sicurezza alimentare della popolazione della Somalia, tuttora esposta anche ai pericoli di un conflitto civile tuttaltro che concluso.
Lo denuncia lultimo rapporto sulla Somalia della Fao, lorganizzazione dellOnu per lalimentazione
e lagricoltura, pubblicato ieri. Il
documento, pur senza parlare di
carestia, sottolinea che le scorte
alimentari si sono completamente
esaurite dopo lultimo, scarso raccolto agricolo e che i prezzi dei
generi alimentari continuano a salire bruscamente. Ad aggravare la
situazione concorrono appunto il
conflitto ancora in corso nel Paese

GIOVANNI MARIA VIAN


direttore responsabile

Carlo Di Cicco
vicedirettore

Piero Di Domenicantonio

e i finanziamenti internazionali
giudicati inadeguati alle esigenze
delle comunit duramente colpite.
La Fao chiede con urgenza 18
milioni dollari per incrementare
gli interventi rapidi quelli di risposta a bisogni prioritari entro
novanta giorni per prevenire e
mitigare un ulteriore deterioramento della situazione della sicurezza alimentare. Il popolo della
Somalia non pu permettersi di
aspettare lesito del prossimo raccolto. Ha bisogno di aiuti urgenti
per migliorare la sicurezza alimentare e mantenere i mezzi di sussistenza, che per lo pi dipendono
direttamente dallagricoltura, ha
dichiarato Luca Alinovi, il capo
dellufficio della Fao in Kenya, responsabile anche per la Somalia.

Servizio vaticano: vaticano@ossrom.va


Servizio internazionale: internazionale@ossrom.va
Servizio culturale: cultura@ossrom.va
Servizio religioso: religione@ossrom.va

caporedattore

Gaetano Vallini

segretario di redazione

Servizio fotografico: telefono 06 698 84797, fax 06 698 84998


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BRUXELLES, 3. Si fa ogni giorno


pi complessa la partita per la presidenza della Commissione Ue.
Angela Merkel continua a sostenere Jean-Claude Juncker, ex premier
lussemburghese con grande esperienza negli affari europei. Sembra
dunque allargarsi la distanza da
Londra: David Cameron ha gi posto il veto sul nome di Juncker.
Lavoro affinch Juncker abbia
la maggioranza necessaria per diventare presidente della Commissione europea ha ribadito ieri il
cancelliere, aggiungendo per che
il dibattito va condotto con spirito europeo, ovvero lavorare per trovare unit. Ed in questo quadro,
ha aggiunto Merkel, non mi indifferente se la Gran Bretagna sar
o meno membro Ue.

Segreteria di redazione
telefono 06 698 83461, 06 698 84442
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Tipografia Vaticana
Editrice LOsservatore Romano

don Sergio Pellini S.D.B.


direttore generale

Manuel Duro Barroso, presentando


le raccomandazioni di Bruxelles per
gli specifici Paesi. questo ha
aggiunto che i cittadini si aspettano da noi, questa la sfida che ci attende lanno prossimo. Il presidente della Commissione ha poi sottoli-

Il rischio che la Gran Bretagna


esca dallUnione nel caso dellelezione di Juncker a presidente della
Commissione stato evocato da
Cameron durante il vertice Ue informale di marted scorso.
Da domani con la nomina del
capogruppo del Ppe, il presidente
del Consiglio Ue, Herman Van
Rompuy, avr i primi interlocutori
del nuovo Parlamento con cui avviare il negoziato.
Intanto stando a indiscrezioni
di stampa Londra studia le possibilit di costruire una "minoranza
di blocco" che possa stoppare lipotesi Juncker e proporre un nuovo
nome. Sulla stessa linea di
Cameron si trovano gi secondo
la stampa Ungheria, Svezia e
Olanda.

Tariffe di abbonamento
Vaticano e Italia: semestrale 99; annuale 198
Europa: 410; $ 605
Africa, Asia, America Latina: 450; $ 665
America Nord, Oceania: 500; $ 740
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neato che non bisogna vanificare gli


sforzi sul consolidamento fiscale perch occorrer un ulteriore sforzo
per far uscire definitivamente lEuropa dalla crisi.
Duro Barroso ha specificato che
la Commissione ha terminato lazione disciplinare sui conti nei confronti di sei Paesi della Ue e ha annunciato che altri due Paesi devono comunque muovere i passi necessari
per portare i bilanci entro i limiti
Ue. I sei Paesi che non sono pi
sotto lazione disciplinare la cosiddetta procedura per deficit eccessivo
sono Austria, Belgio, Danimarca,
Olanda, Slovacchia e Repubblica
Ceca. I due Paesi che sono alle prese
con il taglio del deficit sono Polonia
e Croazia.
LItalia si impegnata a portare
avanti riforme considerevoli il cui
slancio dovrebbe ora intensificarsi
perch si creino le condizioni per
una ripresa forte e duratura nella
crescita e nella creazione di occupazione ha detto Rehn. Le misure decise dalla Francia, invece, vanno
nella buona direzione ma sono insufficienti per raggiungere gli
obiettivi di riduzione del deficit.
Quanto a Berlino, Bruxelles ha ribadito ancora una volta la necessit di
migliorare le condizioni per sostenere ulteriormente la domanda interna, tra laltro riducendo le tasse e i
contributi sociali alti soprattutto per
i redditi bassi.

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mercoled 4 giugno 2014

pagina 3

Minacce di violenze sul ballottaggio per le presidenziali

Entra in carica il nuovo Governo guidato da Miitig

I talebani
e il dopo Karzai

Caos senza fine in Libia

di GABRIELE NICOL
Non sono solo gli afghani a guardare con il giusto interesse al ballottaggio per le presidenziali, il 14
giugno, fra lex ministro degli Esteri, Abdullah Abdullah, e lex ministro delle Finanze, Ashraf Ghani:
ci sono infatti anche i talebani, ma
per motivi opposti. Il popolo afghano vede nellappuntamento di
met giugno una possibilit concreta di voltare pagina, dopo tredici anni di Karzai al potere, nel segno di una ricostruzione che interessi la politica interna ed estera
del Paese. I miliziani, al contrario,
minacciando nuove violenze proprio in occasione del ballottaggio,
riconoscono nellavvenimento elettorale unulteriore occasione per rilanciare la loro azione destabilizzante, fatta di attentati suicidi ed
imboscate. In un comunicato, i talebani hanno minacciato di morte
chiunque, quel giorno, si recher
alle urne. Nella nota poi si afferma
che i candidati per queste elezioni
sono proposti dagli Stati Uniti e
ognuno di essi far il possibile per
mettere in pratica lagenda preparata dagli stessi americani.
I talebani, nel comunicato, fanno
poi riferimento al fatto che sia
Abdullah sia Ghani hanno gi dichiarato la propria disponibilit a
firmare laccordo sulla sicurezza
con Washington per il dopo 2014:
un fatto, questo, sostengono i miliziani, che conferma la sudditanza dei due candidati alla presidenza nei confronti degli Stati
Uniti.
Insomma la situazione in Afghanistan, anche alla luce di questi ultimi sviluppi, si conferma critica e
ricca di incognite. Nei giorni scorsi
il presidente statunitense, Barack
Obama, ha annunciato il calendario per il progressivo disimpegno
delle truppe americane dal Paese.
E anche in questa circostanza si
avuta la prova che tra Washington
e i talebani lontana la possibilit
di una qualche forma di intesa, e
ci, di conseguenza, a discapito
della causa afghana. Infatti i talebani hanno ribadito che tratteranno con le autorit di Kabul, e solo
con loro, quando nel territorio afghano non vi sar rimasto nessun
militare americano. Anche soldati

Ma il premier uscente Al Thani rifiuta di cedere il potere

statunitensi con solo compiti logistici, affermano i miliziani, rappresentano pur sempre una violazione della sovranit afghana.
E il calendario illustrato dal capo della Casa Bianca non va certo
incontro alle richieste dei talebani.
vero, infatti, che alla fine del
2014, dopo un decennio, la missione di combattimento statunitense
nel Paese sar ufficialmente finita.
Ma pur vero che la presenza
americana in Afghanistan sar confermata almeno fino al 2016.
Obama ha dunque annunciato
che gli Stati Uniti lasceranno nel
territorio afghano, nellarco del
2015, ancora 9.800 soldati, con due
missioni ben definite: addestrare le
truppe locali e offrire sostegno a
operazioni contro Al Qaeda, che
saranno poi definitivamente concluse nel 2016. Alla fine del 2015, il
numero dei soldati americani sar
ridotto di circa la met, e si attester quindi sui 4.900. Nel 2016 poi la
presenza militare statunitense sar
limitata alla normale sicurezza attorno allambasciata e alle rappresentanze diplomatiche degli Stati
Uniti.
Karzai ha salutato con favore le
scadenze del calendario dettate da
Obama, vedendovi una storica
opportunit per rilanciare lindipendenza e la sovranit afghana.
Ma lo stesso Karzai ad aver rappresentato un problema, soprattutto negli ultimi tempi, nei rapporti
con gli Stati Uniti, con la sua intransigenza nel non volere firmare,
ad esempio, laccordo sulla sicurezza. Basti pensare poi al rifiuto di
Karzai di incontrare, nei giorni
scorsi, Obama che lo aveva invitato
nella base di Bagram dove era
giunto per una visita a sorpresa.
La crescente tensione ha finito
per isolare lAfghanistan dal contesto internazionale: tra le priorit
del dopo Karzai figura dunque
lesigenza di rilanciare il ruolo di
Kabul anzitutto nello scenario regionale, dove i rapporti con il Pakistan, lIndia, lIran, non sempre
sono facili da gestire. Leventuale
firma dellaccordo sulla sicurezza
con gli Stati Uniti potrebbe rappresentare una solida base da cui
far ripartire la politica estera di
Kabul.

Unauto in fiamme a Bengasi (Ansa)

Sulla pianificazione del voto

Divisi i partiti politici


tunisini
TUNISI, 3. Sempre pi profondo il
solco che divide i partiti tunisini
sullorganizzazione delle prossime
elezioni presidenziali e legislative,
previste entro la fine del 2014. Lincontro di ieri del tavolo di dialogo
nazionale per discutere sullargomento fallito. Una nuova riunione prevista domani, mercoled.
Le proposte al vaglio del forum
sono la realizzazione di un election

day, con presidenziali e politiche


nello stesso giorno (la data non
stata ancora decisa), oppure la separazione dei due appuntamenti,
con la possibilit di un doppio turno per le presidenziali. Al momento, nove deputati che partecipano
alle sessioni del dialogo hanno optato per tenere separate le due date,
mentre dieci vorrebbero che si tenga lelection day.

Dopo il giuramento dellEsecutivo nato dallintesa tra Hamas e Al Fatah

Netanyahu blocca i negoziati con il Governo palestinese


TEL AVIV, 3. Si fa sempre pi teso
il clima in Vicino Oriente dopo il
giuramento del nuovo Esecutivo di
unit nazionale palestinese, del
quale fa parte anche Hamas. Ieri in
Cisgiordania un palestinese ha
aperto il fuoco contro una pattuglia
israeliana a un posto di blocco vicino a Nablus, ferendo un soldato. I
militari hanno risposto uccidendo
laggressore. Lo scontro porta cos
a dodici il numero dei palestinesi
uccisi dagli israeliani in Cisgiordania questanno.
Ma anche sul piano politico si
registra un bilancio pesante. Il Gabinetto di sicurezza israeliano, convocato ieri dal premier Netanyahu,
ha sottolineato che riterr lAutorit palestinese responsabile per
ogni razzo sparato da Gaza e
quindi ha deciso di interrompere
ogni negoziato con il nuovo Governo palestinese, dando a Netanyahu ampi0 mandato per approntare ulteriori sanzioni. Lo
stesso Netanyahu ha quindi chiesto
alla comunit internazionale di non
riconoscere il nuovo Esecutivo:
per me incomprensibile ha detto
il leader del Likud come gli stessi Governi che condannano duramente lomicidio disgustoso nel
Museo ebraico di Bruxelles si esprimano invece con amicizia verso il
Governo palestinese con Hamas,
che unorganizzazione terroristica.
Parole, queste, significative anche
in relazione ai rapporti con Wash
ington. LAmministrazione Obama
ha infatti annunciato lintenzione
di collaborare con il nuovo Esecutivo palestinese. Alla luce di ci che
sappiamo, lavoreremo con questo
Governo ha detto Jennifer Psaki,
portavoce del dipartimento di Stato
americano poich esso non include nessun membro affiliato con

Hamas. Una presa di posizione


che ha suscitato la reazione negativa di Israele: Siamo profondamente delusi dalle dichiarazioni del
dipartimento di Stato ha dichiarato un funzionario.
LEsecutivo palestinese, guidato
dal premier Rami Hamdallah, nasce
dallintesa che ha messo fine alla
contrapposizione tra Hamas e Al
Fatah, e alla conseguente divisione
amministrativa dei Territori. Annunciamo ha detto il presidente
palestinese Mahmoud Abbas nel
suo discorso dopo il giuramento

la fine della divisione palestinese


che ha grandemente danneggiato la
nostra causa nazionale. Poi, dopo
aver chiarito che interesse dei palestinesi avere un Governo di unit
nazionale, Abbas ha detto che il
nuovo Esecutivo ha il sostegno della
comunit internazionale e che si atterr alle linee previste dal Quartetto (Russia, Stati Uniti, Onu, Ue):
riconoscimento di Israele, rifiuto
della violenza e mantenimento di
tutti gli attuali accordi gi siglati.
Il nuovo Governo composto da
17 ministri, tutti indipendenti. Tra

questi tre sono donne: Rula Maaya,


responsabile del turismo, Khawla
Shakhshir, ministro delleducazione, e Haifa al-Agha, alla quale
stato affidato il Ministero per gli
Affari femminili.
Dalla Striscia di Gaza, intanto,
uno dei principali leader di Hamas,
Ismail Haniyeh, ha avvertito che
rimane un esercito composto dalle
Brigate Ezzedin Al Qassam, un
braccio armato di Hamas e che
la resistenza in condizioni eccellenti: capace di difendere il popolo palestinese.

Il partito islamista Ennahda ha


votato per dividere gli appuntamenti, ma ha posto come condizione
lorganizzazione di elezioni legislative prima delle presidenziali.
Conoscere, infatti, prima il nome
del futuro presidente, hanno dichiarato diversi analisti, potrebbe in
qualche modo falsare i risultati delle politiche.
Amer Laarayedh, rappresentante
del partito islamico allinterno del
dialogo nazionale, si detto per
disposto a sostenere lelection day
in caso domani di un nuovo
disaccordo fra i vari partiti. Per
Hamma Hammami, portavoce del
Fronte popolare, le condizioni poste da Ennahda sono per inaccettabili.
La recente legge elettorale prevede per le politiche il voto proporzionale a un turno per circoscrizione, senza soglia minima da raggiungere. Per le presidenziali, invece, scrutino maggioritario e a doppio turno. Secondo un recente
sondaggio, la met dei cittadini tunisini non ha deciso ancora per chi
votare.
Le crisi interne ai maggiori partiti politici, la disillusione di molti
elettori nel periodo post-rivoluzione
e la fase di stallo registrata in campo economico sono tutti elementi
che fanno pensare a un basso tasso
di affluenza alle urne.

Quattro morti e decine di feriti

Tempesta di sabbia su Teheran

La nube sulla capitale iraniana (Epa)

TEHERAN, 3. Almeno quattro persone sono morte a causa di una


enorme e violenta tempesta di sabbia che ieri ha investito la capitale
iraniana. Decine i feriti. Un immenso vortice di sabbia, accompagnato da venti di oltre 120 chilometri orari piogge e un repentino
abbassamento della temperatura
(da 33 a 18 gradi), ha sradicato alberi e provocato ingenti danni a
numerosi edifici. Oltre cinquantamila abitazioni sono rimaste al
buio. La violenza del vento ha
spinto le persone a cercare rifugio
allinterno di palazzi e negozi, riferisce lagenzia France Presse. Danni sono stati registrati anche alle
linee telefoniche ed elettriche. Internet rimasto bloccato per ore,
mentre tutti i voli da e per la capitale iraniana hanno fatto registrare
lunghi ritardi.

TRIPOLI, 3. Caos senza fine in Libia.


Il nuovo Esecutivo di Tripoli guidato dalluomo daffari filo-islamico
Ahmed Miitig la cui elezione il
mese scorso stata dichiarata non
valida per un errore nel conteggio
dei voti ha preso possesso ieri sera
della sede del primo ministro. Il
Governo entrato in carica ha annunciato Miitig in una breve dichiarazione rilasciata alla stampa, nonostante il rifiuto del premier uscente,
Abdallah Al Thani, di cedere il
potere.
Alcuni consiglieri di Miitig, come
indicato da un suo portavoce, sono
potuti entrare senza problemi nella
sede del Governo di Tripoli. Il portavoce ha spiegato che non c' stata
alcuna opposizione da parte dei servizi di sicurezza, schierati in massa
di fronte al palazzo. Tuttavia, un
esponente del Governo uscente, che
ha voluto restare anonimo, ha denunciato che si trattato di un assalto da parte di uomini armati.
Un corrispondente dellagenzia di
stampa France Presse, presente sul
posto, non ha invece segnalato alcuna presenza armata nei pressi
delledificio, che si trova nel centro
della capitale. Miitig il quinto premier dalla caduta nellottobre del
2011 di Gheddafi.
Appena la settimana scorsa, il Governo uscente di Al Theni aveva
chiesto che fosse la giustizia a dire
se dovesse cedere la guida del Paese
al nuovo Esecutivo, la cui elezione
era stata invalidata perch Miitig
aveva ottenuto 113 preferenze invece
delle 120 necessarie per la sua nomina, come stabilito dal Congresso generale nazionale, in Parlamento.
In una dichiarazione ufficiale, Al
Thani ha comunque confermato lintenzione di non lasciare lincarico di
primo ministro, confermando la paradossale situazione di un Paese con
capi di Governo.
Sul terreno, intanto, a due settimane dalloffensiva contro il terrorismo lanciata in Cirenaica dallex generale Khalifa Haftar contro le milizie islamiste, tra cui il gruppo Ansar
Al Sharia, a Bengasi sono stati registrati ieri numerosi episodi di violenza, i pi sanguinosi dalla met di
maggio. Si contano 21 morti, tra cui
11 militari, e 112 feriti.
Sempre ieri, nella capitale, sconosciuti hanno sparato colpi darma da
fuoco contro il convoglio di mezzi
del capo di stato maggiore dellesercito regolare, il generale Abdessalam
Jadallah Al Abidi, senza tuttavia
provocare vittime.

Ancora orrore
in India
NEW DELHI, 3. In India lorrore non
conosce fine. Ieri, nellUttar Pradesh, una ragazza di 22 anni stata
prima violentata da un gruppo di
uomini e poi costretta a bere acido:
infine stata strangolata. Sempre
con lacido, il volto della donna
stato sfigurato per impedirne il riconoscimento. NellUttar Pradesh, sabato scorso, due sorelline erano state
trovate impiccate dopo essere state
stuprate.
In India la violenza contro le
donne ha cominciato a suscitare attenzione dal 2012, quando una studentessa di 23 anni fu vittima di uno
stupro di gruppo su un autobus a
New Delhi: mor dopo dieci giorni
di agonia per le percosse subite dal
branco. Da allora le leggi in materia
sono state inasprite, ma il fenomeno
lungi dallessere stato stroncato.
Basti pensare, infatti, che nel gennaio scorso una dodicenne stata
stuprata e bruciata viva; a febbraio
stata aggredita una bimba di nove
anni che giocava nel cortile di casa.
Secondo gli ultimi dati, in India avviene uno stupro ogni ventidue minuti, e un terzo delle vittime di violenze sessuali minore.
Sempre ieri, intanto, si appreso
di un altro fatto raccapricciante verificatosi qualche giorno fa: otto uomini hanno abusato di un bambino
di dieci anni, in un quartiere a est di
New Delhi. Minacciato di morte se
avesse rivelato la violenza subita, il
bambino per alcuni giorni ha taciuto: stato poi il fratello, intuito
quanto accaduto, a indurre il piccolo
a denunciare la terribile verit.

LOSSERVATORE ROMANO

pagina 4

mercoled 4 giugno 2014

Settantanni fa, il 4 giugno 1944, la liberazione di Roma

Il sostegno di Pio

XII

Donne che difendono


e donne difese
di GIULIA GALEOTTI
nterrompere la clausura per
accogliere i perseguitati: fu
radicale e rapida la scelta
delle suore cistercensi del
monastero di Santa Susanna
a Roma. Il mio commosso ricordo,
settantanni dopo, va a loro, a queste religiose che ci hanno amorevolmente ospitati, salvandoci la vita e
condividendo con noi il loro poco
cibo. A parlare Renato Astrologo, ebreo romano convertito, prima
miracolosamente estratto vivo dopo

ore trascorse sotto le macerie nel


bombardamento di San Lorenzo (19
luglio 1943), e poi salvato grazie
allaiuto di religiosi e religiose cattolici, tra cui, in particolare, nel periodo pi duro della furia degli invasori, le cistercensi.
I fatti sono tristemente noti. Dopo l8 settembre 1943, i nazisti occuparono Roma e da allora le persecuzioni verso gli ebrei divennero
irrimediabilmente feroci. Lacme, il
sabato nero del ghetto: alle 5.15 del
16 ottobre le SS invasero le strade

dal Comitato Papa Pacelli per il 4


giugno, a settantanni dalla liberazione di Roma, presso la Curia generalizia dei padri gesuiti. A ricordare lazione del Defensor civitatis,
tra gli altri, oltre a Renato Astrologo, Pier Luigi Guiducci, storico della Pontificia Universit Salesiana.
Guiducci indaga unaltra dolorosissima pagina di quei mesi, rispetto
alla quale Pio XII assunse subito
una posizione decisa. Nel 1944, infatti, nel corso della marcia trionfale
delle truppe alleate risalenti dal sud
Italia, furono innumerevoli gli stupri perpetrati dai soldati liberatori nei confronti delle donne. In partiRenato Astrologo ricorda
colare ciociare. Stupri
di massa ad Ausonia,
le cistercensi di Santa Susanna
Esperia, Pico, Lenola,
Accogliendoci e condividendo con noi
San Giovanni Incarico:
quando la notizia, coil loro poco cibo
municata da esponenti
ci hanno salvato la vita
cattolici locali, arriv in
Vaticano, Pio XII dette
subito ordine alla Sesionarie di via Vicenza. Poi, da fine greteria di Stato di attivare moltegennaio 1944, le raggiunsero dalle plici canali per arginare le truppe
cistercensi anche Renato, il padre e impazzite tra Lazio e Toscana.
i fratelli maggiori Angelo e Alberto.
veramente tempo che si risolIn quei mesi, gli Astrologo non si va e finisca una simile condizione di
accorsero della presenza di altri fug- cose. La quale scriveva LO ssergiaschi, ma in realt le suore di San- vatore Romano il 30 luglio 1944
ta Susanna stavano nascondendo in ha addirittura dellassurdo e per i
totale 42 persone.
principi e fini cui si ispirano le forze
Il contatto con la madre superio- Alleate e per la nessuna ragione mira fu mediato da padre Libero Ra- litare o politica di questa permanenganella, che ricord come ci fosse il za in terra altrui di truppe indiscipreciso ordine dallalto di far
plinate, indisciplinabili e quindi inaprire le porte della clausura. La
servibili a qualsiasi scopo. Nulla
precisazione non marginale:
cancell le violenze subite, ma linunoperazione condotta su cos
larga scala nella citt invasa sarebbe tervento del Papa conclude Guistata impossibile senza la parte- ducci ne prevenne di ulteriori.
del Portico dOttavia, rastrellando
1.024 persone, tra cui oltre duecento
bambini. Da Auschwitz tornarono
in 16.
Tra gli ebrei romani scampati alla
furia nazista, la famiglia di Renato
Astrologo, con la nonna Emma Piperno, il padre Giuseppe, la madre
Valeria De Nola, i due fratelli maggiori e la sorellina Fiorella. Dapprima, le cistercensi di Santa Susanna
accolsero le donne della famiglia,
che entrarono nel monastero di via
XX Settembre il 24 ottobre, provenienti dalla casa delle clarisse mis-

cipazione attiva e fattiva di Papa


Pio XII.
Don Libero, dal canto suo, conosceva personalmente monsignor
Luigi Traglia, vicegerente della diocesi di Roma. E costui, durante la
messa del Natale 1943 in Laterano,
ai rifugiati politici ed ebrei presenti
che esprimevano profonda gratitudine per gli aiuti, rispose: Ringraziate il Santo Padre, che cos ha voluto.
Queste e altre testimonianze sono
al centro dellincontro organizzato

Omaggio al defensor civitatis


Nessun invito venne diramato: ne manc
del resto il tempo; nessun mezzo di comunicazione funzionava, nemmeno i telefoni, per
cui si sarebbe potuto anche soltanto accennare allomaggio: cos il 7 giugno LO sservatore Romano di cui sopra riproduciamo la prima pagina raccontava la folla
sterminata accorsa il 5 giugno in piazza San
Pietro per rendere omaggio a Pio XII per la
salvezza di Roma.
E il Papa, in quel pomeriggio di giugno,
rispose a quellabbraccio con parole che restituiscono il senso dellimmensa gioia ritrovata: Roma, ieri ancora trepidante per la
vita dei suoi figli e delle sue figlie, per la
sorte dincomparabili tesori di religione e di
cultura, con dinanzi agli occhi lo spettro terrificante della guerra e di inimmaginabili distruzioni, guarda oggi con nuova speranza e
con rafforzata fiducia alla sua salvezza. Pio
XII cos concludeva: Sursum corda! In alto i
cuori: Noi vi gridiamo. E siamo certi che i
vostri cuori unanimi e senza eccezione risponderanno: Habemus ad Dominum: Li abbiamo innalzati al Signore!.
Infine la benedizione. La massa dei fedeli riprende il cronista ha un moto
spontaneo di profonda venerazione: vorrebbe genuflettere: non tutti ci riescono per la
calca spettacolosa, che dovrebbe arretrare di
un passo e non pu: ma tutti si segnano devotamente nel nome augusto di quella San-

tissima Trinit nel cui speciale giorno s attuato il prodigio. Riprendono le acclamazioni con tonalit sempre pi alte: Sua Santit
resta per qualche istante a ringraziare, a benedire ancora: rientra nellaula: richiamato
con le pi calorose insistenze: Egli ritorna,
le braccia distese in impeto di affetto che investe e conquide lanimo degli astanti. Allorch la candida visione scompare le voci si
attenuano, i primi movimenti incidono qua
e l nella piazza: ma ognuno avverte lacrime
di consolazione negli occhi, e pi, pi ancora, nel cuore una fiamma, che nuova adesione, rinnovata e infrangibile, allamist con
D io.

Elogio della burocrazia


di PIETRO SCOPPOLA
Pochi giorni dopo la fine del mio ultimo
anno di liceo, ricordo molto bene, arrivarono a Roma le truppe alleate, (era il famoso 4 giugno del 1944, la data della Liberazione di Roma). stata, quella degli
ultimi anni del fascismo, unesperienza

Lezione
Pubblichiamo parte di una lezione tenuta
nel 1998 dallo storico e politico Pietro Scoppola
nel liceo romano Isacco Newton.

che ho vissuta, che ricordo, e che poi ho


studiato per esigenze di insegnamento.
Ecco, ma a proposito di tutto ci, degli
ebrei, della Shoah, la pulizia etnica un
fenomeno dei nostri giorni. Avviene a poche centinaia di chilometri dalle nostre
terre. E anche nel nostro Paese nascono
fenomeni, si diffondono stati danimo, che
spingono a considerare lidentit etnica in
forme esasperate, esclusive del rapporto
con gli altri. Questo che cosa dimostra?
Dimostra che questi terribili scenari che
abbiamo visto, della distruzione del popolo ebraico, della Shoah, dello sterminio di
unintera razza, sono una minaccia costante. Dice bene Tullia Zevi: Stiamo attenti.

Vigiliamo, perch nel fondo della natura


umana, dellanimo umano, c la tentazione costante del rifiuto del diverso. Quindi tutto ci non un qualcosa da guardare come una terribile curiosit del passato,
che pu avere a che fare con terribili spettacoli appartenenti solo al passato, ma
un insieme di elementi da ricordare costantemente perch i mostri generati dal totalitarismo non ritornino
pi. Perch quei mostri possono
sempre ritornare. Il senso della storia non quello di conservare la
memoria, per una forma di compianto collettivo, di chi ha sofferto,
di chi morto, ma quello di conservare la memoria perch non si
cada nellimmancabile determinismo alla ripetizione di ci che gi
accaduto. Il determinismo alla ripetizione ha le sue radici nellanimo
umano stesso. E lanimo umano di allora
ancora il nostro animo umano, con le
stesse tentazioni, gli stessi rischi.
La burocrazia ha avuto i suoi meriti. Ci
si chiede: che ruolo ha svolto nella nascita
e nel mantenimento dei regimi totalitari? I
regimi totalitari hanno sempre avuto bisogno di unorganizzazione molto complessa, molto articolata. Per, attenzione. Le
burocrazie che si sono formate prima
dellaffermazione dei regimi totalitari talvolta sono state, e possono sempre essere,
un elemento frenante alla invadenza dei
regimi totalitari. Questo lo si visto benissimo in Italia, dove esiste una burocrazia (termine con il quale intendo gli uffici

Truppe alleate sfilano davanti al Colosseo dopo la liberazione di Roma (5 giugno 1944)

pubblici, gli impiegati pubblici, i funzionari, i prefetti, i responsabili dei diversi


settori della pubblica amministrazione, gli
insegnanti, tutto quello che fa parte
dellapparato complessivo dello Stato) che
si formata e strutturata dapprima nello
stato liberale e che ha conservato una
mentalit, una cultura segnata dalla esperienza del liberalismo monarchico e prefascista. Questa burocrazia, talvolta, ha teso
a frenare le spinte proprie del totalitarismo. E lo si visto, per esempio, in un

ambito particolare, molto delicato, come


quello del fenomeno della persecuzione
delle minoranze religiose. Le burocrazie
formatesi nel periodo storico del liberalismo, alla scuola dei grandi maestri (come
Francesco Ruffini) in qualche modo hanno resistito. Esistono una serie di documenti che convalidano questa ipotesi. Se
andate a fare delle ricerche in questo campo negli archivi di Stato troverete una serie di documenti che dimostrano forme di,
sia pure elastica, resistenza (certamente

non di aperta opposizione) della burocrazia alle


pretese, alle logiche del
regime totalitario. Questo
si verific, in Italia, anche
dopo lintroduzione delle
famigerate leggi razziali, quelle del 1938, che
consideravano gli ebrei
non cittadini, escludendoli, in qualche modo, dai diritti di cittadinanza.
E questo un altro aspetto importante
del totalitarismo. I regimi totalitari, per
mobilitare la gente, il popolo, hanno bisogno di individuare un nemico. Non c
mobilitazione totale, mobilitazione al
combattimento se non c lindividuazione
di un nemico. E quando il nemico non c
realmente, lo si crea artificialmente, lo si
inventa.

LOSSERVATORE ROMANO

mercoled 4 giugno 2014

pagina 5

Dal momento che tutto ci che non va


considerato colpa della societ
dellimperialismo
e della globalizzazione
nessuno si sente responsabile di nulla

Michelangelo
Peccato originale
(1510, Cappella Sistina)

Lalibi del vittimismo

Compassione
obbligatoria

di ODD ONE CAMERANA


ttenti alle coincidenze
fornite dalla cronaca, ne
abbiamo colta una di
poco tempo fa che merita di essere riferita e
messa in luce. Mi riferisco al caso
degli embrioni scambiati che ha avuto luogo in una clinica romana. Incidente maturato nellambito di un
episodio di fecondazione assistita
grazie al quale due mamme, la prima biologica e la seconda incinta
con gli embrioni della prima, sono
venute a fronteggiarsi. Inadeguatezza delle norme alle nuove culture insieme al vuoto legislativo sulla fecondazione artificiale hanno dato
origine a una situazione di tensione
e di rivalit mettendo in dubbio il
principio millenario che madre colei che partorisce.
Una serie di circostanze nuove
quali la caduta del divieto della fecondazione eterologa, laccettazione
del fatto compiuto e della morale
tecnologica del si fa quel che si pu
fare, hanno infatti favorito, in nome
della libert di superare vecchi limiti
e di non creare vittime, il prodursi
di uno stato di cose in cui lerrore
umano ha reso possibile la formazione di vittime in contrasto col principio, in questo caso genetico, ispirato
alla difesa delle stesse e al proposito
di non crearne.
Una situazione dunque, almeno
sul piano logico, paradossale, verificatasi in coincidenza con luscita di
un libro che riflette sulla natura della vittima ai nostri giorni tornata a
essere centrale dopo che ne era stata
rivelata linnocenza.
La vittima leroe del nostro
tempo, esordisce Daniele Giglioli
autore di un interessante testo appena uscito in argomento: Critica della
vittima. Un esperimento con letica
(Roma, Nottetempo, 2014, pagine
128, euro 12). Essere vittime prosegue d prestigio, impone ascolto, promette e promuove riconoscimento, attiva un potente generatore
di identit, diritto, autostima. Immunizza da ogni critica, garantisce
innocenza al di l di ogni ragionevole dubbio. Come potrebbe la vittima
essere colpevole, e anzi responsabile
di qualcosa? Non ha fatto, le stato
fatto. Non agisce, patisce. Nella vittima si articolano mancanza e rivendicazione, debolezza e pretesa, desiderio di avere e desiderio di essere.
Non siamo ci che facciamo, ma ci
che abbiamo subto, ci che possiamo perdere, ci che ci hanno tolto.
Non era certo questo il destino
auspicato, neanche allembrione, da
Ren Girard, lo studioso francese
che pi di ogni altro ha dedicato attenzione allinnocenza della vittima
oggetto della Rivelazione, dovendo
per per primo riconoscere anche
come la difesa della medesima sia
diventato il nuovo assoluto: lunica
cosa nel nostro mondo a non dipendere dalla moda (...) non a caso
laumentata potenza della vittima
coincide con lavvento della prima
cultura veramente planetaria, (...) al
di l degli assoluti recentemente
crollati come lumanesimo, il razionalismo, la rivoluzione, la stessa
scienza, non vi il vuoto totale che
fino a poco fa ci veniva annunciato,
vi la cura delle vittime che, nel bene e nel male, domina la monocultura in cui viviamo.
Difesa della vittima la compassione obbligatoria, in vigore nella
nostra societ, che autorizza nuove
forme di crudelt. Girard si riferisce a quella particolare arte in grado
di creare nuove vittime fingendo di
andare in loro soccorso. Detta anche
coscienza vittimaria. Contraddittoria, nel senso che produce pi solidariet, pi soccorso, pi compassione, pi diritti umani, pi giustizia
verso le vittime quante pi sono le
vittime che vengono fatte. Nella corsa alla piet per le vittime lO nu
scavalca a sinistra il cristianesimo secolarizzandolo, appropriandosi dei
suoi meriti e dando via libera
allaborto e alleutanasia.

Preoccupazione vittimaria stare


dalla parte delle vittime spinti dal
desiderio, talora contorto, di interpretare Cristo, talmente sollecitati
dal risentimento verso lingiustizia,
talmente accecati da questo bisogno,
da non capire che, esagerando, si finisce per creare nuove vittime: posizione questa che d origine allemer-

genza umanitaria e degenera nelle


varie forme di falsificazioni e totalitarismi del bene.
Al posto di convertirsi al perdono
e allagape prevale il bisogno di rivincita e si va dalla nostalgia della
vittima divinizzata, al senso di potenza procurato dallindignazione,
allo sfruttamento del dolore, proprio

o altrui, a fini propagandistici, sfruttamento praticato dai rivendicazionisti di professione. Allo stesso genere
di deriva appartengono le autodenunce ossessive, gli autolesionismi,
la creazione di sensi di colpa artificiosi, il tono inquisitorio delle minoranze, luso della vittima come arma,
la conta dei morti subiti in battaglia
gareggiando a chi ne ha subiti di
pi, il dare la colpa del proprio sovrappeso magari ai ristoranti e gli
atteggiamenti intimidatori di chi afferma: Io sono molto pi non violento di te o pi vittima di te.

Una conseguenza della preoccupazione vittimaria, dice Amos Oz,


la perdita del senso del bene e del
male: dal momento che tutto ci che
non va diventato colpa della societ, dellimperialismo, della globalizzazione eccetera, nessuno pi responsabile.
Basta una crisi siccit, carestia,
penuria di petrolio o gas, inondazione ed ecco i pubblici accusatori
pronti a eccitare le folle contro gli
accaparratori e i responsabili presunti. Situazione anticipata da Ges
quando dice: Dovunque sar il ca-

davere, l si raduneranno gli avvoltoi (Matteo, 24, 28).


Un mondo in cui prosperano professionisti dellindignazione, anime
belle, portatori di casi pietosi, pacifisti non pacifici, impresari dellodio,
seminatori di violenza, salvatori, picchiatori mediatici dal quale unica via
di uscita sembra essere limitazione
di Cristo nella forma del ritiro dal
mondo, come attuato da Holderlin,
o il rifiuto formulato a ripetizione
da Bartleby nel racconto di Melville
allorch risponde: Preferirei di no
a ogni proposta che gli era fatta.

Nel Giudizio universale di SantAgata dei Goti

Denuncia sociale tra inferno e paradiso


di ANTONIO PAOLUCCI
Nel cuore dellItalia profonda, a
SantAgata dei Goti, provincia di Benevento, c una antica chiesa dedicata alla
Santissima Annunziata e restaurata grazie alla determinazione e alla competenza di don Franco Iannotta, un colto
parroco studioso delle memorie locali e
strenuo difensore dei valori storici della
sua
comunit.
Pochi
conoscono
SantAgata dei Goti perch il paese
lontano da ogni percorso turistico e pochi conoscono il ciclo di affreschi che,
allinterno della chiesa, ha per argomento il Giudizio universale. Lo conoscono
per gli studiosi come dimostra il libro
che a quei dipinti ha dedicato Chiara
Frugoni (Lavorare allInferno, Bari, Laterza, 2004).
Siamo di fronte a un pittore di controversa identificazione ma di notevole
qualit che opera nel primo quarto del
XV secolo, portatore di una cultura figurativa tardogotica che diresti in bilico

fra stilemi senesi e suggestioni mediterranee di origine catalana e provenzale.


Il Giudizio universale occupa lintera
controfacciata delledificio. I fedeli che,
a conclusione delle funzioni liturgiche,
uscivano e ancora escono dalla chiesa,
prima di essere sulla strada, avevano e
hanno di fronte, come ultimo monito, il
destino di tutti e di ognuno, la rappresentazione di quello che attende i cristiani dopo la morte.
Il pittore di SantAgata dei Goti ha
seguito liconografia tradizionale dei
Novissimi, discostandosene tuttavia in
particolari che lo rendono unico nel corpus della pittura medievale di analogo
soggetto. Vediamo come.
La parte alta dellaffresco occupata
dalla Parusa. Cristo giudice appare nella mandorla, scortata dalle schiere angeliche, al centro del consesso degli apostoli. Nella parte inferiore, l dove raffigurata la resurrezione dei corpi, c un
altare con sette candelabri e con gli
strumenti della passione.

I sette candelabri significano lultima


epifania di Cristo che in mezzo a sette
candelabri doro apparve a Giovanni
nellApocalisse (1, 12-13). liconografia
che in greco si chiama Etimasa, figura
simbolica del corpo del Salvatore e della sua passione. Gli strumenti del Calvario sono le prove testimoniali al tribunale dellAltissimo. Per la nostra fede nella
croce noi saremo giudicati. Anche Michelangelo ne era persuaso. E infatti
colloca in cima al suo Giudizio sistino
un vorticoso volo di angeli che presentano gli strumenti della passione.
Giudizio
di
Questa
parte
del
SantAgata dei Goti sostanzialmente
fedele alla iconografia tradizionale con
poche significative varianti. Per esempio, al centro dellaltare dellEtimasa, ci
sono i corpi nudi dei Santi innocenti.
Sono i fanciulli vittime della strage di
Erode che la piet popolare venerava
come i primi martiri cristiani. C anche,
in posizione abbastanza defilata, la rappresentazione del purgatorio.

Anche limmagine del paradiso obbedisce a una iconografia antica e consolidata. La Gerusalemme celeste un colorato castello dove fioriscono le palme
perch, come dice il Salmista (91, 13),
iustus ut palma florebit e dove i salvati
sono accolti in braccio da Abramo, da
Isacco, da Giacobbe.
Nella parabola del ricco Epulone, Luca aveva scritto che Lazzaro, quando

mor, fu portato dagli


angeli nel seno di Abramo (Luca, 16, 22). Gli
iconografi del medioevo
tradussero in figura questa frase in maniera letterale. Qui, come nei mosaici del battistero di San
Giovanni a Firenze, i giusti stanno, nudi e felici,
fra le braccia dei patriarchi che ce li presentano
quasi fossero cesti di fragranti primizie.
nella raffigurazione
dellinferno che il frescante di SantAgata dei Goti
dimostra il suo talento in
invenzioni figurative di
notevole originalit.
Intanto, perch si va
allinferno? Ci si va perch si contraddicono le
virt. Si accidiosi quando si dovrebbe essere forti e attivi, superbi quando
il primo dovere quello
dellumilt, golosi e fornicatori invece di praticare la temperanza.
Per rendere in immagine questo concetto, il pittore ha dipinto sette donne regali, figure allegoriche delle virt cardinali e teologali, in atto di spingere verso
labisso di fuoco altrettante personificazioni femminili dei vizi, ognuna con legato al collo il peso fatale delle cattive
inclinazioni.
Quanto allinferno vero e proprio, esso un rosso albero di fuoco dal quale
piovono le fiamme di una infinita inarrestabile nevicata. I dannati sono i peccatori, per cos dire, convenzionali,
sottoposti alle pene del contrappasso.
Ed ecco il lussurioso appeso per i genitali, lomicida impiccato, il bestemmiatore al quale il diavolo sta per tagliare la
lingua.
Poi ci sono i peccatori delle professioni e dei mestieri ed qui che linferno
di SantAgata dei Goti assume la forma,
in certo senso politica, della denuncia
sociale.
I professionisti e gli artigiani sono
nudi e sottoposti ai tormenti, ma sono
rappresentati in atto di svolgere le azioni malvage che li hanno dannati nella
vita. Lavorano allinferno, come ha giustamente intitolato il suo libro Chiara
Frugoni.
Il notaio e il giudice stanno davanti a
un tavolo-scrivania colmo di libri e di

Nova et vetera
In occasione dei duecentocinquantanni della costituzione come parrocchia
della chiesa della Santissima Annunziata a SantAgata dei Goti, il 2 giugno si
svolto un incontro per presentare il libro Nova et vetera di Franco Iannotta
(Agropoli, Industria Campana Grafica, 2014, pagine 198, euro 10). Tra i relatori anche il direttore dei Musei Vaticani che si soffermato sulliconografia
del quattrocentesco Giudizio universale nellintervento qui sintetizzato per il
nostro giornale.

carte. Con quei libri e con quelle carte


hanno falsificato testamenti e atti di
propriet e pronunciato inique sentenze.
Allo stesso modo il banchiere allinea
monete sul banco come quando, in vita,
ingannava, nel cambio, ignari clienti.
Anche gli artigiani sono raffigurati in
atto di praticare i mestieri esercitati in
vita con frode. Ed ecco il calzolaio che
confezionava scarpe con pellami scadenti, ecco il mugnaio che, nella molitura,
rubava la farina alla povera gente.
Qualunque artefice sia che non face
/ larte diritta come deve fare / in sempiterna secula l iace. Cos, in traballanti versi di incerto italiano, un ignoto
poeta campano allincirca contemporaneo del nostro pittore, descriveva linferno mettendo insieme osti che danno la
mala misura, orafi che abbassano il titolo delloro mescolandolo a pi vili
metalli, sarti e macellai, medici e farmacisti che nellarte non iro [erano] legali.
Nellaffresco di SantAgata dei Goti
viene tradotta in immagini la conflittualit sociale che nasce dal mancato rispetto delle regole da parte di categorie
professionali che, a questepoca, sono
ormai protagoniste della vita civile. Se
al centro dellinferno c limmagine
dellantipapa Urbano VIII (1378-1389)
immagine poi trasformata, per comprensibili ragioni di opportunit, in quella di
Giuliano lApostata la rappresentazione del peccato sociale la vera novit
dellaffresco apocalittico di SantAgata
dei Goti.
Il peccato sociale, il male fatto al
prossimo con gli strumenti dellordinamento civile e professionale, abita linferno. La considerazione era efficace nel
Quattrocento, quando lautore del nostro Giudizio dispiegava la sua pittura
dai tratti sottili e leggeri come di chi
viene da una raffinata pratica miniatoria, ed ben attuale ancora oggi.

LOSSERVATORE ROMANO

pagina 6

mercoled 4 giugno 2014

A Bruxelles omaggio di cristiani e musulmani alle vittime della strage al museo

Con gli ebrei per la democrazia


BRUXELLES, 3. Pi di un migliaio di
persone, tra le quali ministri e numerosi rappresentanti musulmani e
cristiani, si sono riunite lunedi sera
nella sinagoga di Bruxelles per rendere omaggio alle vittime dellattentato del 24 maggio scorso al museo
ebraico, dove hanno perso la vita
quattro persone: una coppia israeliana, una donna francese e un giovane belga dipendente del museo. La
cerimonia, oltre a ricordare le vittime, ha avuto un duplice significato,
come ha sottolineato Philippe
Markiewicz, presidente della comunit ebraica di Bruxelles: Lanciare
un segnale di apertura a tutte le

componenti della comunit nazionale e vigilare per difendere la democrazia comune.


Nella sinagoga, la classe politica
belga era rappresentata dal vice primo
ministro,
nonch
ministro
dellInterno e delle Pari opportunit,
Jolle Milquet, e dai colleghi della
Giustizia e della Cultura. Presenti,
tra gli altri, larcivescovo di MalinesBruxelles, monsignor Andr Lonard, i dirigenti dellEsecutivo dei
musulmani belgi (lorganismo ufficiale della religione musulmana nel
Paese), il presidente dellUnione delle moschee e il presidente della comunit protestante belga.

Rito presieduto dal patriarca ecumenico Bartolomeo

Consacrata a Tirana
la cattedrale ortodossa

Dopo laccensione di una candela


in memoria delle vittime, stata recitata la professione di fede ebraica,
nonch la preghiera per i defunti e,
a seguire, linno nazionale belga. La
cerimonia si svolta dopo la notizia
dellarresto, in Francia, del presunto
attentatore. Si tratta di un giovane
francese dal profilo jihadista.
Speriamo che sia proprio lui.
importante per noi ha detto il
rabbino capo di Bruxelles sentirci
circondati dalla gente, sostenuti, ma
altrettanto importante per la nostra democrazia.
Auspichiamo che i nostri politici
ha aggiunto il presidente del museo ebraico, Philippe Blondin si
impegnino nel compito di promuovere una vita migliore insieme.
Prima della cerimonia, lEsecutivo
dei musulmani del Belgio, in un comunicato, aveva espresso alla comunit ebraica la propria solidariet e
amicizia, condannando lefferato
crimine commesso a sangue freddo
al museo. Nessuna ragione e nessuna ideologia possono giustificare tali
crimini. Secondo la comunit islamica belga, questi episodi non fanno altro che alimentare, ancora una
volta, il disprezzo se non lislamofobia. Per tale motivo, questa tragedia
ci ricorda limportanza del dialogo e
del vivere insieme.
Lo stesso giorno dellattentato,
anche la Conferenza episcopale belga aveva espresso, in una nota, la
propria vicinanza e il proprio cordoglio ai familiari delle vittime e allintera comunit ebraica.

Grande successo del sito australiano Xt3.com

La fede va condivisa
SYDNEY, 3. Istituito in occasione
della Giornata mondiale della giovent a Sydney nel 2008, il sito internet Xt3.com (Cristo nel terzo
millennio) conta attualmente circa
settantamila utenti registrati in tutto
il mondo. Nel 2011 stato riconosciuto come miglior sito web
dallassociazione australiana della
stampa cattolica. Xt3 spiegano i
promotori svolge le funzioni dei
social network pi diffusi, ma con
unampia base di risorse dei media
di ultima generazione che hanno a
che fare con la fede cattolica.
Lobiettivo, si legge sul sito, aiutare i giovani a metterli in contatto
con altri giovani interessati a conoscere di pi la fede cattolica, a familiarizzare con la Chiesa e a essere
aggiornati su cosa sta succedendo

nella zona in cui vivono. Ecco, allora, linvito: In qualunque parte


del mondo ti trovi, utilizza Xt3 per
connetterti con milioni di persone,
fare nuove amicizie e tenerti in contatto con loro. Non devi necessariamente essere cattolico, Xt3 aperto
a tutti!.
Il sito in rete, creato grazie al
contributo dellarcidiocesi di Sydney
e al sostegno personale del cardinale
arcivescovo George Pell, venne ispirato da alcune parole di Giovanni
Paolo II contenute nel messaggio
per la Gmg del 1989 a Santiago de
Compostela: A voi giovani spetta
in modo particolare il compito di
testimoniare la fede oggi e limpegno di portare il Vangelo di Cristo
via, verit e vita nel terzo millennio cristiano, di costruire una

Da una semplice idea a una vera attivit evangelizzatrice

Giovani filippini missionari in rete

TIRANA, 3. il simbolo della rinascita dellortodossia in Albania,


dopo la lunga parentesi buia
dellateismo di Stato. la nuova
cattedrale ortodossa di Tirana dedicata alla Risurrezione di Cristo,
che stata consacrata domenica 1
giugno. I restauri hanno richiesto
anni di lavoro.
Al rito, presieduto dal patriarca
ecumenico e arcivescovo di Costantinopoli, Bartolomeo, hanno
partecipato presuli e rappresentanti di numerose Chiese ortodosse.
Oltre al primate di Albania, Anastasio, erano presenti, tra gli altri,
il patriarca serbo Ireneo e larcivescovo di Atene e di tutta la Grecia,
Geronimo II. Alla celebrazione
hanno preso parte le pi alte cariche dello Stato, tra cui il presidente della Repubblica, Bujar
Nishani, il primo ministro Edi

Rama e il presidente del Parlamento, Ilir Meta.


La nuova cattedrale si trova al
centro della capitale, nello stesso
punto in cui, nel 1967, il regime
comunista distrusse la vecchia
chiesa ortodossa per fare spazio alla costruzione di un albergo. Sorte
avuta in comune, fino al 1990, con
tutti i luoghi di culto chiese e
moschee che furono distrutte o
trasformate in magazzini, fabbriche, caserme o luoghi di intrattenimento. Il complesso della nuova
cattedrale ingloba anche una piccola chiesa dedicata alla Nativit
del Signore e la sede del santo sinodo della Chiesa ortodossa autocefala dAlbania.
Sulla base dei risultati del censimento del 2011 contestati dalle
minoranze ortodosso il 6,75
per cento dei cittadini albanesi.

MANILA, 3. Essere in prima linea


nelle Filippine nellevangelizzazione
dei media sociali: questa la
missione di un gruppo di giovani
attivo dal 2010 on line sul sito
www.youthpinoy.com. Il nostro sito
racconta al Sir uno dei fondatori,
Kris Bayos stato lanciato ufficialmente nel 2010 ma il lavoro di
preparazione era gi iniziato nel dicembre del 2008, quando la Commissione episcopale per la giovent
e lUfficio dei media della Conferenza episcopale delle Filippine
hanno riconosciuto la necessit di
dare una copertura speciale alle storie che hanno i giovani come protagonisti.
Dopo il lancio, prosegue Bayos,
abbiamo visto lopportunit di far
conoscere il portale attraverso i social media. Quella che era iniziata
come una semplice idea di raccontare le storie dei giovani, si trasformata, col tempo, in una vera e propria missione di evangelizzazione
dei mezzi di comunicazione, senza
precedenti.
Attribuendosi il nome di missionari on line, gli animatori di
YouthPinoy hanno creato altri siti
web e hanno stabilito una serie di
presenze nei social media: le pi note sono il portale per la copertura
delle ultime due Giornate mondiali

della giovent (ydpinoy.com) e un


sito dedicato al secondo martire filippino, ladolescente Pedro Calungsod (sanpedrocalungsod.com).
Il nostro principale sito web
spiega Bayos ora alla sua quarta
versione. Certo, siamo coscienti che
ha un flusso notevolmente limitato,
con 250 visite giornaliere e 550 visi-

to lo organizziamo in prossimit
della Giornata per le comunicazioni
sociali. la nostra iniziativa pi
speciale per dare eco, ogni anno, al
messaggio del Papa al mondo delle
comunicazioni.
Non , per, lunico momento di
incontro vero, come chiede il Papa. Noi cerchiamo sempre di toc-

tatori unici mensili. Ma ci conforta


il fatto che le altre nostre iniziative
nel campo dei social media hanno
registrato risultati migliori. Probabilmente aggiunge il modo pi
concreto con cui abbiamo portato
avanti la nostra missione di evangelizzazione on line il vertice annuale dei social media cattolici. Di soli-

care le anime di coloro che sono feriti, perduti o senza ispirazione, attraverso le storie che presentiamo, i
blog di riflessione, le foto con citazioni bibliche o i messaggi dincoraggiamento che condividiamo. Pur
essendo uno scambio on line costituisce un buon inizio in vista di un
futuro vero incontro.
Tra i progetti futuri di YouthPinoy c anche la Giornata della giovent asiatica che si terr a Daejeon, in Corea del Sud, dal 13 al 17
agosto. Come gruppo di giovani
precisa Bayos abbiamo raccontato
le precedenti Giornate mondiali della giovent in Spagna e in Brasile.
Quindi lintenzione iniziale era di
promuovere una partecipazione virtuale e di comunione, per chi non
sar presente, attraverso i social media. La notizia della visita del Papa
ci ha fatto, per, riconsiderare i nostri piani, anche se siamo un po
vincolati a causa del limite che gli
organizzatori della Giornata hanno
imposto sul numero di delegati che
ogni Paese pu inviare. Secondo
quanto comunicato dalla Commissione episcopale per la giovent della nostra Conferenza episcopale, ai
delegati filippini conclude Bayos
dovrebbero spettare cento posti.
Ciascuna delle ottantasei diocesi del
Paese ha gi presentato almeno tre
nomi. Ora come ora, quindi, non
sappiamo se YouthPinoy sar presente. Noi ci speriamo.

In Irlanda la scommessa vinta dai gesuiti sul web

Spazio sacro
DUBLINO, 3. Internet come spazio sacro.
una scommessa vinta quella della Provincia gesuita irlandese, che nel 1999 ha fondato Sacred
Space (www.sacredspace.ie), spazio sacro, appunto, con lobiettivo di aiutare le persone nella loro preghiera e nella riflessione quotidiana.
In Sacred Space lutente trascorre in media
quattro minuti e mezzo. Un tempo commenta
allagenzia Sir il direttore, il gesuita padre Piaras
Jackson che ci distingue dallutenza ordinaria
di internet e ci dice che sta succedendo qualcosa
di speciale. Inizialmente spiega padre Jackson
il progetto era stato pensato solo per la Quaresima, ma apparve subito chiaro che aveva un
valore duraturo, dal momento che altre lingue
venivano aggiunte dai traduttori, nei diversi
Paesi. E cos siamo andati avanti, tanto da festeggiare questanno il quindicesimo anniversario di presenza on line.

Attualmente il sito disponibile in venti lingue. Lobiettivo sempre lo stesso: Aiutare le


persone nella loro preghiera e riflessione quotidiana, proponendo una preghiera al giorno.
Forniamo anche risorse per sostenere le persone
in una vita cristiana frutto di riflessione. Il sito
puntualizza il direttore si rivolge a tutte le
persone di buona volont ed utilizzato dai cristiani di tutto il mondo. Il 70 per cento degli
utenti cattolico, il resto appartiene a una variet di denominazioni cristiane. Nel corso dellultimo anno abbiamo avuto pi di cinque milioni
e mezzo di visite, ventiquattromila solo mercoled delle Ceneri, che sempre il giorno di maggiore attivit ed considerato lanniversario del
sito.
Il funzionamento del portale molto semplice. Sacred Space spiega il direttore ha
creato una rete di persone in tutto il mondo che

utilizzano un unico sistema per pubblicare in


pi lingue. Le traduzioni vengono prodotte nei
diversi Paesi dai gesuiti e da loro colleghi, in alcuni casi e, in altri, da laici, a volte lavorando
separatamente, ma unendo gli sforzi on line.
Padre Jackson non ha dubbi nellaffermare
che siti come il nostro portano il sale a internet, sono la luce del Web. La nostra semplicit,
infatti, ingannevole: allutente viene proposta
unesperienza semplice, ma in una modalit
adattabile alle diverse situazioni in cui si viene a
trovare. Che si tratti di tablet o di cellulari a
basso costo, la preghiera quotidiana viene proposta in modo coerente, efficace e gratuito. Coloro che usano il sito capiscono che ci che
importante il messaggio del Vangelo. Le persone ci dicono quanto sia importante sapere di
non essere sole: infatti ogni ora del giorno oltre
650 persone si uniscono nella preghiera.

nuova civilt che sia civilt di amore, di giustizia e di pace.


Nasce da qui Xt3.com che risponde allinvito di Papa Francesco per
la 48 Giornata mondiale delle comunicazioni sociali (1 giugno) a
promuovere una comunicazione al
servizio di unautentica cultura
dellincontro.
Xt3 spiegano al Sir i promotori
un sito concepito per fare rete e
basato sui contenuti. La sua proposta diversificata, globale, per
raggiungere il suo intento primario,
ossia la condivisione della fede. Il
sito dispone di una libreria in continua costruzione, tanto da ambire a
diventare la pi vasta e importante
risorsa di libreria cattolica. Non
manca, poi, un canale multimediale
con le ultime notizie da tutto il
mondo e diverse dirette streaming
dal Vaticano.
Un occhio particolare viene riservato alle Gmg internazionali. Xt3
offre anche dei bollettini periodici
su ci che sta succedendo on-line,
per mantenersi in contatto con la
Chiesa cattolica nel mondo.
Lofferta del sito ora disponibile
in tutte le diocesi del mondo, in
modo particolare per i giovani, con
notizie, risorse, consigli, eventi, progetti di beneficenza e altro. Si tratta
di un collegamento diretto con la
pastorale giovanile: ogni diocesi del
mondo pu avere una propria pagina su Xt3.com.
Tra le caratteristiche che rendono
unico il portale figurano la parete
della preghiera (Prayer Wall), dove
ognuno pu dare testimonianza della propria fede, e chiedi a un sacerdote (Ask a priest), rubrica tenuta
da padre John Flynn, il quale risponde alle domande mentre percorriamo insieme il nostro cammino
di fede.
La proposta di Xt3.com comprende inoltre una consulenza 24 ore al
giorno, sette giorni su sette, affidata
a una comunit di giovani volontari
con una formazione specifica, che
offre anche suggerimenti per un uso
sicuro di internet. Costoro, informano i gestori del sito, accolgono i
nuovi visitatori e offrono consulenza
sui contenuti potenzialmente inappropriati.
Tra gli obiettivi per il futuro, diventare parte integrante del curriculum di educazione religiosa nelle
scuole secondarie australiane, attraverso lutilizzo della piattaforma interattiva e dei media on line. La
proposta semplice: Le scuole
possono integrare il proprio curriculum in rete e, attraverso i forum di
discussione, confezionati su misura,
possono condividere foto, notizie ed
eventi con gli studenti, impostare
on line incarichi e accedere alle risorse di libreria disponibili sul
sito.

Lutto nellepiscopato
Monsignor Heinrich Fasching, gi
vescovo ausiliare di Sankt Plten, in
Austria, morto domenica 1 giugno nella casa di cura Elisabethheim della Caritas diocesana, dove era ricoverato a causa di una lunga e grave malattia. Nato il 24 maggio 1929 a Hfnerberg, nella diocesi
di Linz, aveva ricevuto lordinazione
sacerdotale il 29 giugno 1954. Eletto
vescovo titolare di Acci il 24 maggio
1993 e nominato ausiliare di Sankt
Plten, aveva ricevuto lordinazione
episcopale il 4 luglio successivo. Il 7
ottobre 2004 aveva rinunciato allincarico pastorale.

LOSSERVATORE ROMANO

mercoled 4 giugno 2014

Paolo

Paolo

VI

VI

pagina 7

Ernst Gnter Hansing


in preghiera (1969)

e la vita consacrata

Guida
del rinnovamento
di PIER GIORDANO CABRA
Paolo VI il Papa del rinnovamento
della vita consacrata. Lo ha promosso per fedelt al concilio, lo ha guidato con fiducia e saggezza, ha sofferto per le difficolt e le incomprensioni, si santificato accettando dessere inchiodato sulla croce dagli opposti estremismi. Aveva accettato per
fede il concilio, prevedendone la
complessit e la conflittualit, lo
aveva continuato con speranza, certo
della guida dello Spirito Santo, lo
ha realizzato con carit, cercando
formule e soluzioni che raccogliessero il consenso, sempre con rispetto
verso tutti. Dalla prima sgomenta
reazione alla notizia dellindizione
del concilio al fiducioso e laborioso
coordinamento delle varie correnti
durante i lavori, alla paziente, mite,
ferma e sofferta azione per metterne
in atto le indicazioni, ha dimostrato
di essere sorretto da una indiscutibile vita teologale. Il che strettamente connesso con la santit. Ha promosso il rinnovamento della vita
consacrata con i due documenti Ecclesiae sanctae e Renovationis causam,
lo ha richiamato tempestivamente alle sue autentiche finalit con la fine
esortazione apostolica Evangelica testificatio, lo ha seguito con un consistente numero di discorsi, non ha
mai cessato di dialogare e di tendere

la mano anche quando altri esitavano a fare altrettanto.


Aveva studiato dai gesuiti e aveva
frequentato il celebre Oratorio della
Pace dei padri filippini, ai quali rester sempre legato. Per un certo periodo di tempo si sent attratto anche dalla vita monastica benedettina,
incontrata a Chiari, nei pressi di
Brescia, in un monastero trapiantato
dalla Francia. Dalla sua famiglia, autorevolmente inserita nel movimento
cattolico bresciano, aveva appreso il
senso di un forte radicamento nella
Chiesa locale, assieme alla non meno radicata convinzione che la presenza della Chiesa nella societ spetta soprattutto ai laici, a differenza
della cosiddetta controriforma, dove
principalmente il clero e gli ordini
religiosi ebbero il merito non solo di
darvi il contenuto dottrinale ma di
offrire altres la fatica pratica della
sua volgarizzazione. Ebbe presto la
percezione che i mutamenti in corso
esigessero una maggior presenza dei
laici in settori tradizionali occupati
negli ultimi secoli dalla vita consacrata, senza per questo sminuire la
stima per la vita consacrata, quale
valido impulso per loro (i laici) nella
ricerca della santit, alla quale anchessi sono chiamati, specie per le
forme pi alte dei grandi Ordini, a
partire dai monasteri. Uomo del clero diocesano e convinto promotore
del protagonismo dei laici, frequent

personalit della vita consacrata per


affinit culturali e spirituali. Ma soprattutto frequent monasteri italiani, francesi, belgi, tedeschi, dove soleva sostare per ritiri spirituali o per
pause distensive, rimanendone fortemente segnato, tanto che uno studioso esigente come Jean Leclercq
giunse a dire: Non si possono leggere le numerose dichiarazioni di
Paolo VI sul monachesimo senza restare impressionati a motivo della loro precisione e costanza.
Fu eletto Papa in un periodo di
ottimismo per loccidente. Erano anni di proiezione fiduciosa verso il futuro, di crescita economica che faceva presagire luscita dalla povert, di
sguardo critico verso il passato, di
convinzione di assistere a un passaggio epocale, di affermazione di una
cultura progressista che avrebbe permesso di fare nuove tutte le cose.
il tempo della fiducia illimitata
nella politica, con la quale si pensava possibile riplasmare la societ.
il tempo dello sviluppo delle scienze
umane e sociali, che sposta lattenzione dal soggetto allaggregazione
dei soggetti, quali la societ e la comunit. il tempo dello spostamento dellattenzione dallhomo aeternus
allhomo faber sui. il tempo che
sfocer nel Sessantotto, dove le tendenze del decennio subiranno una
vistosa accelerazione, con la contestazione allautorit, alle istituzioni e
al costume tradizionale, con i suoi
acclamati slogan: Vietato vietare,
La fantasia al potere, Non fate
la guerra, fate lamore. La Chiesa
conciliare, mentre guardava con soddisfazione laggiornamento che le
avrebbe permesso di essere finalmente riconciliata con il mondo moderno, si trov contestata da quello
stesso mondo, che intendeva liberarsi da ogni tutela. E la vita consacrata che si stava dedicando, come nessunaltra componente ecclesiale, al
suo rinnovamento, coinvolgendo
linsieme dei religiosi, si trov immersa in questa rivoluzione culturale
che intendeva romperla con il passato, con le sue norme repressive, con
i suoi tab, con le sue disuguaglianze. Paolo VI, che non era certamente
un conservatore, da uomo di notevole intelligenza, nel suo discorso conclusivo del concilio, aveva sorpreso
non pochi, affermando con lucidit
e preveggenza: Quando noi uomini
spingiamo i nostri pensieri, i nostri
desideri, verso una concezione ideale
della vita, ci troviamo subito o
nellutopia o nella caricatura retorica
o nellillusione o nella delusione.
Mai parole trovarono pi riscontro

negli anni successivi, non solo negli


ambienti della vita consacrata, ma
anche della Chiesa e della societ.
Mentre la vita consacrata stava
mettendo in moto il suo rinnovamento, seguendo linvito e le indicazioni del concilio, la rivoluzione culturale in atto nella societ invade
pi o meno percettibilmente la vita
consacrata, intaccando i suoi valori
fondamentali, quali i consigli evangelici, con suoi sottoprodotti: la rivoluzione sessuale, la rivoluzione
economicistica, la rivoluzione individualistica. Nel breve periodo di un
decennio, la vita consacrata perde
un terzo delle sue forze, per abbandoni e mancati rincalzi. Nel frattempo si susseguono esperimenti innovativi, sia nelle norme, sia nelle realizzazioni pratiche. Ma la crisi sembra inarrestabile, aggravata anche
dallo scontro tra innovatori e tradizionalisti, che si accusano e si attaccano reciprocamente per la confusione in corso. Paolo VI segue questa
delicata fase, con il suo incoraggiamento a continuare lopera di aggiornamento, dando anche indicazioni per superare remore e paure,
ma anche con puntualizzazioni tanto
ferme quanto delicate. Lo fa nei numerosi discorsi rivolti ai religiosi, da
lui ricevuti in occasioni di capitoli
generali o di incontri vari. Egli era
consapevole della situazione difficile:
per questo ha preferito fare interventi propositivi e orientativi, con pazienza e mitezza, senza esasperare

posizioni
di per s
esplosive,
nonostante la sua
crescente sofferenza per la piega
presa dagli avvenimenti.
Nel 1971 esce
lesortazione apoEvangelica
stolica
testificatio, un documento
stupendo,
dinamico, incoraggiante e coraggioso,
ricco di ispirazione
e di amore per la vita religiosa. Desidero aiutarvi a continuare il vostro
cammino di seguaci
di Cristo (n. 1) e stimolarvi a procedere con maggior sicurezza e con
fiducia lungo la strada che avete
prescelto (n. 6). Il documento rappresenta linvito a passare dallaggiornamento al rinnovamento, a passare dalladattamento esteriore al rinnovamento interiore, dal momento
che la fedelt alla preghiera o il
suo abbandono sono il paradigma
della vitalit e della decadenza della

Dopo larrivo di 271 eritrei a Lampedusa

Chiesa dellaccoglienza
LAMPEDUSA, 3. Grazie alla collaborazione con le forze dellordine, abbiamo potuto dare una prima, semplice, generosa e doverosa accoglienza a questi sfortunati. Abbiamo
portato loro dellacqua, del cibo e
anche dei vestiti puliti e asciutti.
Ancora una volta lisola di Lampedusa, con i suoi uomini e le sue
donne, accoglie uomini, donne e
bambini che fuggono dalla guerra,
nella speranza di trovare in Europa
un futuro migliore. Parole del parroco di Lampedusa, don Mimmo
Zambito, tra i primi come riferisce il quotidiano La Sicilia a
farsi trovare sul molo Favaloro per
accogliere, sabato mattina, gli ultimi
migranti arrivati sullisola. Nonostante il centro di accoglienza sia
chiuso da diversi mesi e non ci siano luoghi dove poter ospitare anche
temporaneamente immigrati, 230
uomini, 29 donne e 12 bambini, sono stati condotti a Lampedusa prima del trasferimento a Porto Empedocle.
Tutti di origine eritrea, erano stati
salvati dallequipaggio di una motovedetta della capitaneria di porto
che li ha trovati la notte precedente,
a trenta miglia dallisola. I migranti
erano a bordo di un barcone alla
deriva lungo venticinque metri con
il motore fermo a causa di unava-

ria. Durante le ore passate a Lampedusa sono stati assistiti anche dal
parroco, don Mimmo Zambito, che
si fatto trovare sul molo Favaloro
insieme al suo vice, don Giorgio
Casula. Zambito, erede di don Stefano Nastasi, che per primo chiam a Lampedusa Papa Francesco, ha portato con s diversi
aiutanti e volontari della Caritas parrocchiale, Marta
Bernardini
e
Francesco
Piobbichi, dellO sservatorio
Mediterranean Hope della
Federazione delle chiese
evangeliche in Italia, i giovani della Caritas della diocesi
di Tricarico (Matera) e della
parrocchia tedesca di Sankt
Wendel ospiti della parrocchia
di San Gerlando a Lampedusa.
Dopo la strage avvenuta
tra il 12 e il 13 maggio a
cento miglia da Lampedusa, il direttore di
Caritas
Italiana,
don Francesco
Antonio Soddu, ha ripetuto che una
sconfitta
di
tutti e di ciascuno, perch
bisognerebbe
mettere sem-

pre in primo piano la vita di ognuno e il pieno rispetto dei diritti


umani. Dal canto suo il presidente
di Caritas Italiana, monsignor Giuseppe Merisi, ha denunciato la fati-

ca di una politica comune, perch


a dettare le politiche dellimmigrazione in ambito europeo sono ancora rigorose logiche di difesa della
sovranit. Anche le ultime emergenze mostrano come la tensione
tra la necessit di proteggere coloro
che il diritto internazionale ci
impone di accogliere e tutelare e la difficolt di
implementare
sistemi di

accoglienza e tutela sostenibili ed


omogenei crea una zona grigia nella
quale si trovano a vagare, sempre
pi numerosi, i profughi che giungono sulle nostre coste. Spesso purtroppo trovando la morte.
Per la Caritas, visto che neanche
loperazione Mare Nostrum sembra
sufficiente, c da capire qual il dispositivo necessario da mettere in
atto per salvare la vita a queste persone: Le tragedie di questi giorni
ci danno la dimensione del fenomeno: ci fanno capire la forte spinta
da questi Paesi di persone in fuga
da guerre e violenze. Occorre una
riflessione di sistema, sia a livello
europeo sia tra il vecchio continente e i Paesi africani.
Il 27 marzo scorso, in
una lettera aperta, Coordinamento nazionale comunit di accoglienza,
Arci, Caritas Italiana e Fondazione
Migrantes
hanno chiesto un
tavolo di confronto per definire in
tempi rapidi un
piano nazionale di
accoglienza e integrazione.

vita religiosa (n. 42). Un documento realista, perch affronta con concretezza le tensioni del momento,
tensioni tra autonomia personale e
istituzione, tra regolare osservanza e realizzazione personale,
tra grandi e piccole comunit. Un documento scritto
con la delicatezza di una lettera damore e con la sincerit di chi conosce le esigenze
dellamore che promana da
Cristo.
In un momento di egualitarismo e di livellamento al
minimo comun denominatore
di tutte le vocazioni, Paolo VI
ha il coraggio di dire che la
vita consacrata ha un posto
delezione nella vita della
Chiesa (n. 2), per il fatto
che permette di conformarsi
pi profondamente al genere
di vita di Cristo. Donde le citatissime parole: Senza questo segno concreto, la carit
che anima lintera Chiesa rischia di raffreddarsi, il paradosso salvifico del Vangelo di
smussarsi, il sale della terra di
diluirsi in un mondo in fase
di secolarizzazione (n. 3). In
tal modo la Chiesa non pu
fare a meno di questi testimoni eccezionali della trascendenza dellamore di Cristo.
Chi dice queste cose un uomo che appartiene alla gerarchia ecclesiastica, che promuove con forza
il laicato, ma che dalla tradizione
della Chiesa ha appreso che sono le
vette che permettono di alzare lo
sguardo per stimolare a innalzarsi,
che in un mondo che si appiattisce
sul qui e ora sono indispensabili
coloro che vivono per il non ancora, che nel totalitarismo del visibile
affermino di essere mossi dallinvisibile, che nella proiezione verso il futuro, tipico dellepoca, le guide pi
affidabili sono coloro che tendono al
futuro assoluto. Quando dice che
occorrono i testimoni dellAssoluto,
che cosa vuol dire se non che occorre chi accetti di dedicarsi tutto al
Tutto perch altri siano spinti a dedicare qualcosa a Colui dal quale
tutto proviene?
Evangelica testificatio, uno dei documenti pi belli sulla vita consacrata, non ha avuto tutta lattenzione
che si meritava: il clima generale era
troppo ideologizzato per essere valutato serenamente. Il suo procedere
con finezza e sfumature, la poneva
troppo al di sopra delle semplificazioni correnti. Padre Yves Congar
dir: Nel periodo del dopo concilio
si sono fatte delle terribili semplificazioni. Leccesso di idealismo in
libera uscita ha sovente rotto lequilibrio tra ideale e reale, tra i grandi
slanci su cui si basa la scelta di questo genere di vita e la povert della
debole natura umana. Labitudine a
discutere tutto non ha permesso di
lasciarsi mettere in discussione dalle
indicazioni dottrinali e operative del
documento. Il destino di Evangelica
testificatio pu essere visto come lo
specchio del destino del suo autore,
un padre che rivolge parole sagge a
dei figli che pensano di non averne
bisogno o che le considerano belle
ma inadeguate ai tempi, salvo scoprirne la pertinenza e la saggezza
quando ormai il padre non c pi.
Paolo VI percepiva questa situazione,
sentiva che le sue parole e i suoi gesti venivano accettati con i filtri delle
precomprensioni e dei pregiudizi.
Ne soffriva, ma lasci che il tempo
decantasse le polarizzazioni. Soffr,
pazient, si santific. Voleva una vita consacrata santa e la vita consacrata lo aiut a santificarsi. Ma
non cess di amare la vita consacrata, alla quale volle dare come guida
il cardinal Pironio, un uomo di comunione, in grado di comprendere
lo straordinario dinamismo della vita
consacrata dellAmerica latina e di
attuare un avvicinamento con le varie correnti del mondo occidentale.
Una preziosa eredit, destinata a
santificare anche lui con e per la vita
consacrata, nel discernimento di
nuovi non facili cammini. La vita
consacrata, delineata da Paolo VI,
sembrava ad alcuni un sogno utopico o, quanto meno, fuori tempo. Eppure quel sogno ha prodotto forti
personalit, fra le quali basta citare
Papa Francesco, il quale certifica la
verit delle parole del suo predecessore: Ci equivale a sottolineare come lautentico rinnovamento della
vita religiosa sia di capitale importanza per il rinnovamento stesso della Chiesa e del mondo (Evangelica
testificatio, 52).

LOSSERVATORE ROMANO

pagina 8

mercoled 4 giugno 2014

Pablo Picasso
Zingara sulla spiaggia (1898)

Le nomine di oggi riguardano Indonesia, Filippine e Italia.

Messa del Papa a Santa Marta

Un buon avvocato
Dalla nostra parte abbiamo il miglior avvocato difensore, che non
parla tanto ma ama e che proprio in questo momento sta pregando per ciascuno di noi mostrando al Padre le sue piaghe per ricordargli il prezzo pagato per salvarci. Proprio sulla certezza che
Ges prega per noi Papa Francesco ha centrato lomelia della messa
celebrata marted 3 giugno, nella
cappella della Casa Santa Marta.
Io prego per loro; non prego
per il mondo, ma per coloro che tu
mi hai dato, perch sono tuoi sono le parole di Ges al Padre nel
suo discorso di congedo, cos come riportato nel Vangelo di Giovanni (17, 1-11). Ma la liturgia, ha
fatto notare il Pontefice, ci presenta
nella prima lettura anche un altro
discorso di congedo: da Mileto
san Paolo manda a chiamare a Efeso gli anziani della Chiesa per congedarsi, secondo quanto riferiscono
gli Atti degli apostoli (20, 17-27).
San Paolo dice loro di non conoscere la sua destinazione: So soltanto afferma che lo Spirito
Santo, di citt in citt, mi attesta
che mi attendono catene e tribolazioni. Il racconto prosegue con la
notizia che tutti scoppiarono in un
gran pianto e gettandosi al collo di
Paolo lo baciavano, addolorati soprattutto perch aveva detto che
non avrebbero pi rivisto il suo volto. E lo accompagnarono fino alla
nave. Paolo, per, li incoraggia ad
andare avanti, a predicare il Vangelo, a non stancarsi.
Anche quello di Ges ha notato il Papa un discorso di congedo, prima di andare al Getsemani
e cominciare la passione. E i discepoli sono tristi per questo. Ma
c una piccola frase del congedo
di Ges che fa pensare ha spiegato. Ges, infatti parla con il Padre, in questo discorso, e dice: Io
prego per loro. Dunque Ges
prega per noi. Un fatto che potrebbe apparire un po strano,
perch noi pensiamo che giusto
pregare Ges e Ges ci d la grazia. Ma Ges prega per noi! Ges
che prega, Ges luomo-Dio che
prega! E prega per noi: prega per
me, prega per te per ognuno di
noi.
In realt, ha proseguito il vescovo di Roma, Ges gi lo aveva
detto chiaramente a Pietro, assicurandogli di pregare perch la tua
fede non venga meno. Inoltre, ha
ricordato, Ges prega per Lazzaro
davanti alla tomba. E in questo
stesso discorso di congedo prega
per tutti i discepoli che verranno e
che crederanno in lui. Non prega
per il mondo ma prega per loro,
dicendo appunto al Padre che la
sua preghiera per coloro che tu
mi hai dato, perch sono tuoi.
Dunque Ges ci ricorda che tutti
noi siamo del Padre e lui prega per
noi davanti al Padre.
A questo proposito san Paolo, ha
spiegato il Papa, nel capitolo ottavo della Lettera ai Romani ci dice
che una preghiera di intercessione. Cos oggi, mentre noi preghiamo qui, Ges prega per noi,
prega per la sua Chiesa. E lapostolo Giovanni ci rassicura che,
quando pecchiamo, comunque sappiamo di avere un avvocato davanti al Padre: uno che prega per
noi, ci difende davanti al Padre, ci
giustifica.

Possessi
cardinalizi
Due prese di possesso cardinalizie
avranno luogo nei prossimi giorni.
Ne d notizia lUfficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo
Pontefice, annunciando che sabato
7 giugno, alle 17.30, il cardinale haitiano Chibly Langlois, vescovo di
Les Cayes, prender possesso del titolo di San Giacomo in Augusta, in
via del Corso, 499. Il giorno seguente, domenica 8, alla stessa ora,
il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia - Citt della Pieve, prender possesso del titolo di
Santa Cecilia, in piazza di Santa
Cecilia, 22.

Nomine
episcopali

importante, ha rimarcato il
Pontefice, pensare tanto a questa
verit, a questa realt: in questo
momento Ges sta pregando per
me. Io posso andare avanti nella vita perch ho un avvocato che mi
difende. Se io sono colpevole, ho
tanti peccati, Ges un buon
avvocato difensore e parler al Padre di me.
E proprio per sottolineare che
lui il primo avvocato, ci dice: Io
vi invier un altro paraclito, un altro avvocato. Ma lui il primo. E
prega per me, nella preghiera di intercessione che oggi dopo lascensione al cielo Ges fa per ognuno
di noi. Cos come quando noi in
parrocchia, a casa, in famiglia abbiamo alcune necessit, alcuni problemi, diciamo prega per me, lo
stesso dobbiamo dire a Ges: Signore Ges, prega per me.
E oggi come prega Ges? Io
credo che non parla troppo col Padre: ama ha risposto il Pontefice.
E ha aggiunto: Ma c una cosa
che Ges fa oggi, sono sicuro che
la fa: fa vedere al Padre le sue piaghe. E Ges con le sue piaghe prega per noi. Come se dicesse: Padre, questo il prezzo! Aiutali, proteggili, sono i tuoi figli che io ho
salvato.
Altrimenti, ha avvertito Papa
Francesco, non si capisce perch
Ges dopo la risurrezione ha avuto
questo corpo glorioso, bellissimo:
non cerano i lividi, non cerano le
ferite della flagellazione, tutto bello, ma cerano le cinque piaghe. E
Ges ha voluto portarle in cielo
per pregare per noi, per far vedere
al Padre il prezzo, come a dire:
Questo il prezzo, adesso non lasciarli da soli, aiutali!.
Noi ha proseguito dobbiamo avere questa fede che Ges, in
questo momento, intercede davanti
al Padre per noi, per ognuno di
noi. E quando noi preghiamo chiediamo: Ges aiutami, Ges dammi
forza, risolvi questo problema, perdonami!. Pregare cos, ha precisato, sta bene, ma allo stesso tempo non bisogna dimenticare di dire
anche: Ges prega per me, fa vedere al Padre le tue piaghe che sono anche le mie; sono le piaghe del
mio peccato, sono le piaghe del
mio problema in questo momento.
Cos Ges lintercessore che soltanto fa vedere al Padre le piaghe:
questo succede oggi, in questo momento.
Il Pontefice ha concluso riproponendo le parole di Ges a Pietro, la
sua preghiera perch la tua fede
non venga meno. Con la sicurezza
che lui sta pregando allo stesso modo per ognuno di noi: Io prego
per te fratello, sorella, prego per te,
perch la tua fede non venga meno!. Per questo dobbiamo avere
fiducia in questa preghiera di Ges, con le sue piaghe, davanti al Padre.

Verso il cinquantenario della visita di Paolo

VI

a Pomezia

La Chiesa
accanto agli zingari
di ANTONIO MARIA VEGLI
Voi nella Chiesa non siete ai margini, ma, sotto certi aspetti, voi siete
al centro, voi siete nel cuore. Voi
siete nel cuore della Chiesa. Con
queste forti parole, il 26 settembre
1965, Paolo VI si rivolgeva agli zingari radunati a Pomezia in occasione del loro pellegrinaggio internazionale. Quella visita segn una
particolare apertura della Chiesa al
popolo gitano.
Lanno prossimo si celebrer il
cinquantesimo anniversario di quellavvenimento, non per farne una
semplice commemorazione, ma per
riesaminare limpegno pastorale in
favore delle popolazioni zingare, tenendo conto della situazione attuale
che richiede alla Chiesa rinnovate
strategie pastorali.
Dopo quella visita, tante cose sono cambiate. La pastorale specifica
per gli zingari oggi ben strutturata
in 24 Paesi del mondo, soprattutto
in Europa, negli Stati Uniti dAmerica, in Brasile e in Argentina, in India e in Bangladesh, ove le comunit cristiane si sono arricchite di cre-

denti laici, sacerdoti, diaconi e religiosi di etnia zingara. Come non ricordare, poi, ludienza dell11 giugno 2011, che Benedetto XVI ha concesso a oltre duemila rappresentanti
di diverse etnie zingare, accogliendoli in Vaticano per la prima volta.
La pastorale degli zingari aiuta a
promuovere uno sviluppo umano
integrale, sostiene lautostima e incoraggia lesercizio della responsabilit personale. Molti zingari vivono
ancora in condizioni di estrema povert, in situazioni danalfabetismo,
privi di beni indispensabili per una
vita dignitosa. Daltra parte, anchessi spesso non si adeguano alle
leggi o ai doveri dei Paesi che li
ospitano.
Papa Francesco non si stanca di
esortare la Chiesa e gli Stati a rafforzare gli impegni per combattere
la povert, sradicare i pregiudizi,
fermare i processi di razzismo e xenofobia. Abbiamo il dovere di investire in progetti educativi, in servizi
di ospitalit ed accoglienza senza
ingenuit e senza cadere nel puro
assistenzialismo. Sar anche importante rafforzare, poi, una sana iden-

tit e cultura zingara che contribuisca a far crescere il rispetto reciproco e a creare coesione sociale.
Gli zingari attendono laiuto necessario per essere affrancati da paure e pregiudizi, per poter godere anchessi dei benefici delle societ in
cui vivono, impegnandosi nel contempo a rispettare le regole e a creare ambienti di legalit e di sicurezza.
Ma lannuncio del Vangelo il
principale contributo che la Chiesa
pu dare, facendo conoscere Cristo
e le beatitudini, da cui trarre incoraggiamento per tessere relazioni
positive e corrette con la societ
ospitante, con persone del proprio
gruppo e di diverse etnie. Levangelizzazione non pu trascurare quegli
aspetti culturali, linguistici e tradizionali che plasmano lessere umano
e i popoli nella loro integrit. Anzi,
occorre leggere dallinterno la cultura della popolazione zingara quale
elemento da integrare nel disegno
salvifico divino. Come tutti i popoli, anche gli zingari sono fieri della
loro cultura. Vincendo sospetti e
paure, possiamo aiutarli a percorrere
autentici itinerari di scambio positivo con altre societ e di miglioramento della qualit di vita per tutti.
Al fine di riesaminare limpegno
pastorale della Chiesa in favore delle popolazioni zingare e di preparare il cinquantesimo anniversario della visita di Paolo VI a Pomezia, il
Pontificio Consiglio della pastorale
per i migranti e gli itineranti organizza nei giorni 5 e 6 giugno lincontro mondiale dei promotori episcopali e dei direttori nazionali di
questa pastorale, sul tema: La
Chiesa e gli zingari: annunciare il
Vangelo nelle periferie. Il beato
Zefirino Gimnez Malla, martire
zingaro, possa guidare, illuminare e
proteggere le nostre giornate di lavoro e sostenere quanti si dedicano
a questa pastorale con coraggio e
disinteresse.

Concluso il viaggio del cardinale Filoni in Africa

Gioia per il rilascio


dei missionari in Camerun
Ringraziamo Dio per questo momento di gioia che ha dato alla
Chiesa del Camerun e alla Chiesa di
provenienza sia dei due sacerdoti sia
della suora. Con una dichiarazione
rilasciata luned 2 giugno allagenzia
Fides, il cardinale Fernando Filoni
ha commentato cos il rilascio avvenuto nella notte precedente dei
due preti vicentini fidei donum,
Gianantonio Allegri e Giampaolo
Marta, e della religiosa canadese ottantenne Gilberte Bussier, della congregazione delle suore di Nostra Signora di Montreal.
I tre erano stati rapiti il 4 aprile
scorso nel nord del Paese. Il prefet-

Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice

Domenica di Pentecoste
Cappella Papale
NOTIFICAZIONE
L8 giugno 2014, Domenica di Pentecoste, alle ore 10, il Santo Padre
Francesco celebrer la Santa Messa nella Basilica Vaticana.
***
Gli Em.mi Signori Cardinali e i Patriarchi, gli Ecc.mi Arcivescovi e
Vescovi, che desiderano concelebrare con il Santo Padre, sono pregati di
trovarsi alle ore 9.15 nella Cappella di San Sebastiano della Basilica Vaticana per indossare le vesti sacre, portando con s: i Signori Cardinali
la mitra bianca damascata, gli Ecc.mi Arcivescovi e Vescovi la mitra
bianca.
Tutti i Sacerdoti, che desiderano concelebrare con il Santo Padre, muniti di apposito biglietto, rilasciato da questo Ufficio, e portando con s
amitto, camice, cingolo e stola rossa, vorranno trovarsi presso il Braccio
di Costantino, alle ore 8.30, per indossare le vesti sacre.

to della Congregazione per levangelizzazione dei popoli li ha incontrati a Yaound, da dove ripartito
alla volta di Roma, a conclusione
della sua visita pastorale in Camerun e in Guinea Equatoriale. Li ho
trovati emozionati e contenti ha
detto e in buone condizioni fisiche e psicologiche. Il fatto che siano
stati sempre insieme li ha aiutati a
sostenersi vicendevolmente.
Proprio il cardinale Filoni aveva
rilanciato lo scorso 28 maggio, incontrando la Conferenza episcopale
del Camerun a Bamenda, lappello
del cardinale Christian Wiyghan Tumi per la liberazione dei rapiti.
Questo era un momento atteso
ha affermato ma allo stesso tempo
inaspettato: non avevamo sentore di
un rilascio in questi giorni, anche se
si lavorava in merito. Si trattato di
una gradita sorpresa e, soprattutto,
di una grazia. Infatti, ha aggiunto,
loro stessi mi hanno detto: sentivamo che la preghiera della Chiesa ci
accompagnava e avevamo fiducia
che la liberazione potesse avvenire.
Si conclusa cos, nel segno della
gioia, la visita pastorale del porporato alle Chiese del Camerun e della
Guinea Equatoriale. Otto giorni durante i quali ha incontrato le componenti principali delle comunit
cattoliche dei due Paesi africani. La-

sciata la Guinea Equatoriale sabato


sera, 31 maggio, il porporato tornato in Camerun per lultimo appuntamento pubblico in agenda:
quello di domenica 1 giugno con
allievi e formatori del seminario filosofico e propedeutico dedicato a
Maria Regina degli apostoli, a Otl. Qui, nel pomeriggio, dopo aver
presieduto i vespri solenni nella
cappella della struttura educativa,
ha incontrato un centinaio di studenti e i loro docenti. Dopo il saluto del rettore, il prefetto del dicastero missionario ha esortato tutti i
giovani seminaristi del Camerun a
mettersi alla scuola di Ges che li
ha chiamati, per acquisire le virt
che li aiuteranno a vivere il sacerdozio ministeriale come luogo della loro santificazione, poich, senza la
logica della santit, lessere prete
non che una semplice funzione
sociale. Quindi ha raccomandato
ai seminaristi lamicizia con Cristo,
elemento fondamentale di ogni vocazione, invitandoli a lavorare durante il tempo degli studi allintegrazione armoniosa delle dimensioni umana, spirituale e intellettuale. Infine ha ribadito i tre aspetti
fondamentali del discernimento vocazionale: la maturit affettiva, il distacco dai beni materiali e lo spirito
di comunione fraterna.

***
I Cardinali, i Patriarchi, gli Arcivescovi, i Vescovi e tutti coloro che,
in conformit al Motu Proprio Pontificalis Domus, compongono la
Cappella Pontificia e desiderano partecipare alla celebrazione liturgica
senza concelebrare, indossando labito corale loro proprio, sono pregati
di trovarsi alle ore 9.30 presso lAltare della Confessione, per occupare il
posto che verr loro indicato.
Citt del Vaticano, 2 giugno 2014
Per mandato del Santo Padre
Mons. GUID O MARINI
Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie

Lincontro a Yaound con i sacerdoti e la suora liberati

Antonius Subianto
Bunyamin, vescovo
di Bandung (Indonesia)
Nato il 14 febbraio 1968 a Bandung, ha frequentato il seminario
minore di Mertoyudan. Successivamente entrato nellordine della
Santa Croce (OSC), svolgendo gli
studi filosofici e teologici alluniversit cattolica di Bandung. Ordinato sacerdote il 26 giugno
1996, tre anni dopo ha conseguito
la licenza in filosofia alluniversit
cattolica di Lovanio, Belgio. Docente di filosofia presso luniversit cattolica di Bandung (19992003) ha completato la formazione alla Pontificia universit lateranense con la laurea in filosofia
(2003-2007). Vice provinciale del
suo ordine a Bandung e docente
presso la locale universit cattolica
(2007-2010), dal 2008 direttore
esecutivo della Holy Cross Foundation, per le scuole cattoliche
della diocesi, e dal 2009 presidente del comitato direttivo della
Parahyangan Foundation, segretario della fondazione Marga Asah
Talenta, segretario del forum dei
provinciali di congregazioni religiose della diocesi. Dal 2009 al
2010 ha presieduto anche il Legal
Institute della Parahyangan University. Inoltre dal 2010 priore
provinciale OSC di Bandung,
membro del collegio dei consultori e del consiglio pastorale diocesano (incaricato di redigere le pastoral guidelines) e dal 2011 anche
della plenaria dellassociazione dei
docenti universitari cattolici.

Daniel Patrick Y. Parcon


vescovo di Talibon
(Filippine)
Nato a Vallehermoso, Negros
Oriental, diocesi di San Carlos, il
24 novembre 1962, ha frequentato
il Saint Joseph College seminary
di Dumaguete City e il Saint Joseph regional seminary di Jaro,
Iloilo City. Ha anche conseguito
un master al collegio di Santa Rita a San Carlos City e uno alla
Fordham University di Bronx,
New York City, Stati Uniti
dAmerica. Ordinato sacerdote per
la diocesi natale il 29 aprile 1994
nella parrocchia di Canlaon City,
Negros Oriental, fino al 2000
stato direttore spirituale e decano
degli studi al Saint John Mary
philosophy seminary di San Carlos City. Durante gli studi negli
Stati Uniti stato amministratore
parrocchiale ad Hurricane, West
Virginia (2001) e a Liberty, Texas
(2002-2004) e infine vicario parrocchiale a Valley Stream, New
York (2004-2007). Tornato in patria nella diocesi di San Carlos,
dal 2007 rettore del seminario e
incaricato della pastorale matrimoniale e familiare. Durante la sede
vacante della diocesi (2011-2013)
ne stato amministratore.

Nazzareno Marconi
vescovo di MacerataTolentino-RecanatiCingoli-Treia (Italia)
Nato a Citt di Castello (Perugia), il 12 febbraio 1958, dopo gli
studi liceali si formato al sacerdozio come alunno del Pontificio
seminario romano maggiore, conseguendo il baccalaureato in filosofia alla Pontificia universit lateranense e in teologia alla Pontificia universit gregoriana. Ordinato presbitero per la diocesi di Citt di Castello il 2 luglio 1983, ha
ottenuto la licenza in Sacra scrittura al Pontificio istituto biblico e
il dottorato in teologia biblica alla
Pontificia universit urbaniana.
Durante il periodo degli studi
stato per alcuni anni educatore al
seminario romano. Viceparroco a
San Giustino, nel settembre 1988
stato nominato parroco di San
Michele Arcangelo in Citerna (Perugia). In diocesi ha ricoperto numerosi incarichi, tra i quali quello
di direttore dellufficio catechistico. Contemporaneamente stato
scelto come consulente religioso e
biblico per produzioni cinematografiche e multimediali della RaiRadiotelevisione italiana. Dal 1988
insegna esegesi dellAntico Testamento allistituto teologico di Assisi. Nel 2004 i vescovi umbri lo
hanno scelto come rettore del seminario regionale. Dal settembre
2013 parroco di San Donato in
Trestina.

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