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LOSSERVATORE ROMANO
POLITICO RELIGIOSO

GIORNALE QUOTIDIANO

Non praevalebunt

Unicuique suum
Anno CLIV n. 118 (46.660)

Citt del Vaticano

domenica 25 maggio 2014

Allarrivo in Giordania il Papa esprime apprezzamento per le iniziative di accoglienza e di dialogo

Alla ricerca di una pace durevole


Necessaria e urgente una soluzione alla crisi siriana e al conflitto tra israeliani e palestinesi

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Come
cinquantanni fa
Un viaggio impegnativo dove ci
sar molto da guardare e pensare:
cos ha presentato Francesco il
suo pellegrinaggio in Terra santa,
salutando in aereo i giornalisti
che lo accompagnano. Secondo
itinerario internazionale del pontificato, per il primo scelto dal
Papa, perch quello a Rio de Janeiro per la giornata mondiale
della giovent era naturalmente
fissato da tempo. E un altro primo viaggio, quello di Paolo VI nei
luoghi di Cristo allinizio del
1964, il modello, semplice ed essenziale, a cui si ispirato oggi il
vescovo di Roma.
Mezzo secolo e contesti diversissimi separano i due avvenimenti, ma ununica intenzione sembra
unirli e questa pu essere riassunta dallespressione usata da Montini nel suo testamento, scritto nel
1965: uno speciale benedicente
saluto vi riservato appunto
alla Terra di Ges, dove fui pellegrino di fede e di pace. Viaggio di fede e di pace dunque
questo di Papa Francesco, voluto
innanzitutto per ricordare lo storico incontro tra il suo predecessore e il patriarca Atenagora.
Come cinquantanni fa, il Papa
arrivato ad Amman, ricevuto
con rispetto e cordialit da re Abdullah II, figlio di Hussein, il
sovrano che aveva riservato a
Paolo VI unaccoglienza davvero
allaltezza di un avvenimento senza precedenti, in una gelida giornata dinverno raccontata in tutto
il mondo da centinaia di inviati
speciali. Unaccoglienza con ragione entrata nella storia e subito
ricordata nel caloroso discorso di
benvenuto dal re hascemita, che
ha sottolineato come la visita di
Paolo VI sia stata la prima di un
Papa in un paese musulmano.
Proprio la dimensione dellaccoglienza stata subito evocata
da Francesco per salutare la Giordania, oasi di pace che ospita numerosissimi rifugiati: palestinesi e
iracheni, ora soprattutto siriani, in
fuga da una guerra orrenda che
ha gi causato centocinquantamila morti e milioni di profughi. Per
la tragedia della Siria il vescovo
di Roma anima delliniziativa
di preghiera che nello scorso settembre ha impressionato tutto il
mondo ha di nuovo invocato
una soluzione pacifica, necessaria e urgente. Non vi infatti altra via per il superamento dei
conflitti e delle tensioni perduranti in tutta la regione.
Per questo Abdullah II ha lodato apertamente la leadership di
Papa Francesco, che a sua volta
ha definito il sovrano uomo di
pace, ringraziandolo per lo sforzo nel promuovere una pi adeguata comprensione delle virt
proclamate dallislam e la convivenza pacifica tra i fedeli delle diverse religioni. Fra loro i cristiani,
presenti fin da tempi antichissimi,
si sentono e sono cittadini a pieno titolo ha detto il vescovo di
Roma, che ha ricordato le parole
di Benedetto XVI, il quale nel
2009 ha visitato la Terra santa. E
qui infatti si tocca con mano la
profonda verit delle affermazioni
del Vaticano II sul dialogo tra le
religioni e sulla libert religiosa.
Riassunte queste ultime da Paolo
VI con unespressione straordinariamente efficace: nessuno sia costretto a credere, nessuno sia impedito di credere.
g.m.v.

pi che mai urgente e necessario garantire una soluzione pacifica alla crisi siriana,
ma anche una soluzione giusta al conflitto
tra israeliani e palestinesi. Dalla Giordania,
dove giunto sabato mattina, 24 maggio, Papa Francesco inizia il viaggio in Terra santa
con un appello ai responsabili delle nazioni,
invocando limpegno comune in vista di una
durevole pace per tutta la regione mediorientale.
Al sovrano Abdullah II, che gli d il benvenuto nel palazzo reale ad Amman, il Pontefice
manifesta apprezzamento per la generosa ospi-

talit che il regno hascemita fornisce ai tantissimi profughi in fuga dalla Palestina, dallIraq
e in particolare dalla Siria, sconvolta sottolinea da un conflitto che dura da troppo
tempo. Unopera di accoglienza che merita
la stima e il sostegno della comunit internazionale e che il vescovo di Roma rilancia anche nellincontro conclusivo della giornata,
quando, nel luogo del battesimo di Ges, situato a Betania al di l del Giordano, saluta e
incoraggia proprio un gruppo di rifugiati
giunti da diversi Paesi mediorientali, insieme
con alcuni giovani disabili.

Impegnata a promuovere il dialogo e a favorire la libert religiosa, la monarchia di


Giordania mostra agli occhi di Francesco che
possibile realizzare una serena convivenza
tra i fedeli delle diverse religioni. Anche a
partire da una pi adeguata comprensione
dellislam, verso cui il Pontefice esprime profondo rispetto e stima. Non a caso assicura i cristiani nel Paese si sentono e sono
cittadini a pieno titolo e intendono contribuire
alla costruzione della societ insieme con i loro concittadini musulmani, offrendo il loro
specifico apporto. Un contributo reso concre-

to dalla possibilit di professare con tranquillit la loro fede, nel rispetto della libert religiosa: diritto che il Papa giudica fondamentale e si augura di vedere tenuto in grande
considerazione in ogni parte del Medio oriente
e del mondo intero. In questo spirito di apertura e di comprensione si celebra anche la
messa del pomeriggio nello stadio di Amman,
alla presenza di migliaia di fedeli giunti da
tutta la Giordania e dai Paesi vicini.
PAGINE 7

I militari thailandesi serrano la morsa


contribuiscono alla sfiducia di
molti influenti commentatori. Al
contrario del colpo di Stato del
2006, che depose lallora premier
Thaksin (fratello di Yingluck) prima
di tornare al voto lanno successivo,
stavolta i militari non hanno illustra-

to nessuna tabella di marcia. Gli


analisti temono che il Paese non torner alle urne prima di due anni,
con tutte le incognite che ne conseguono.
E dopo il golpe, gli Stati Uniti
hanno deciso di sospendere circa un

Il viaggio di san Francesco


nelle terre dOltremare

Arrestata lex primo ministro Yingluck Shinawatra

BANGKOK, 24. La giunta militare che


ha preso il potere con le armi in
Thailandia ha arrestato ieri lex primo ministro, Yingluck Shinawatra,
gi rimossa dal suo incarico dalla
Corte suprema allinizio di maggio.
La situazione nel Paese asiatico si
complica di ora in ora, con la politica praticamente messa da parte. I
generali golpisti hanno tratto in arresto Yingluck insieme a due suoi familiari, dopo avere convocato oltre
150 esponenti politici, a cui stato
vietato lespatrio. Lex premier,
trionfalmente eletta nel 2011 e destituita circa due settimane fa dalla
Corte suprema, stata portata in
una base militare segreta assieme alla sorella e al cognato, anchessi attivi politicamente. Un portavoce militare ha spiegato che la detenzione
durer due o tre giorni. Secondo
fonti di stampa internazionali, il primo capo di Governo donna nella
storia della Thailandia stata messa
agli arresti domiciliari.
Durante una riunione con i diplomatici stranieri, il generale Prayuth
Chanocha autoproclamatosi premier ha espresso lintenzione di
non rimanere a lungo al potere,
spiegando che lobiettivo principale
quello di promuovere le riforme e
porre fine alle violenze, costate 28
morti e 800 feriti da novembre.
Nonostante le rassicurazioni, non
chiaro se lintenzione di Prayuth
sia davvero quella di ridare la parola
alla politica il prima possibile. Dopo
avere negato per mesi di pensare a
un golpe, le modalit con cui questo
stato invece annunciato al termine della convocazione dei leader politici, ormai considerata una trappola

Forte
della propria debolezza

terzo degli aiuti militari alla Thailandia. Anche se le cifre sono piuttosto
limitate si parla di 3,5 milioni di
dollari su un totale di 10,5 il messaggio appare chiaro: lAmministrazione di Washington chiede il ritorno del Governo ai civili.

FELICE ACCRO CCA

A PAGINA

NOSTRE
INFORMAZIONI
Nomina di Vescovi
Ausiliari

Mosca rispetter lesito delle presidenziali

Putin conciliante sulle elezioni ucraine

Un improvvisato memoriale in ricordo delle vittime dei disordini di inizio anno a Kiev (Reuters)
PAGINA 2

Il Santo Padre ha nominato


Vescovi Ausiliari dellArcidiocesi metropolitana di Milano
(Italia):
il Reverendo Monsignore
Franco Maria Giuseppe Agnesi, del clero della medesima
Arcidiocesi, finora Vicario Episcopale della zona pastorale
seconda (Varese), assegnandogli il titolo vescovile di Dusa;
il Reverendo Padre Paolo
Martinelli, O.F.M. Cap., finora
Preside dellIstituto di Spiritualit Francescana della Pontificia Universit Antonianum, in Roma, assegnandogli
il titolo vescovile di Musti di
Numidia;
il Reverendo Monsignore
Pierantonio Tremolada, del
clero della medesima Arcidiocesi, finora Docente e Vicario
Episcopale per lEvangelizzazione e i Sacramenti, assegnandogli il titolo vescovile di
Massita.

LOSSERVATORE ROMANO

pagina 2

domenica 25 maggio 2014

Mosca rispetter lesito delle presidenziali

Appello dellOccidente per una transizione pacifica

Vladimir Putin
conciliante
sulle elezioni ucraine

Manifestazioni in Libia
a sostegno di Haftar

KIEV, 24. Il presidente russo


Vladimir Putin apre uno spiraglio
di dialogo con le autorit di Kiev:
alla vigilia dallapertura dei seggi, il
leader del Cremlino ha dichiarato
che Mosca rispetter la scelta del
popolo ucraino alle presidenziali
di domenica e lavorer con il capo
di Stato eletto. Ma il presidente
russo non ha mancato di ribadire
che le condizioni in cui si svolgeranno le elezioni non rispettano gli
standard internazionali, perch nel
Paese vicino, ha detto, in corso
una guerra civile senza quartiere.
Quello lanciato ieri da Putin al
forum economico di San Pietroburgo resta in ogni modo un messaggio di distensione che potrebbe
contribuire a una riduzione delle
violenze che sconvolgono lest
dellUcraina, teatro di combattimenti ormai quotidiani tra le truppe fedeli a Kiev e gli insorti filorussi: violenze che hanno fatto anche ieri un numero imprecisato di
morti.
Gli Stati Uniti da parte loro non
sembrano per fidarsi del tutto delle parole del leader del Cremlino, e
il portavoce della Casa Bianca, Jay
Carney, ha precisato che lAmministrazione di Washington accoglierebbe volentieri un segno che mostri che la Russia accetter i risultati
di elezioni libere, democratiche e
giuste in Ucraina. Luso del condizionale la dice lunga sulle perplessit americane. Del resto, Putin
sembra s tendere la mano
allUcraina e ai suoi alleati occidentali, ma allo stesso tempo non manca di lanciare avvertimenti tuttaltro
che concilianti: le sanzioni occidentali contro la Russia per la crisi
ucraina ha ammonito il presidente russo di fronte agli investitori
avranno un effetto boomerang sui
Paesi che le impongono.
Per quanto riguarda la questione
dei pagamenti del gas russo da par-

Alle urne
in Lettonia
Slovacchia
e Malta
BRUXELLES,
24.
Proseguono
nellUe le elezioni per il rinnovo
del Parlamento. Dopo Gran Bretagna e Olanda (gioved) e Irlanda e Repubblica Ceca (venerd), oggi sono chiamati alle urne
i cittadini di Lettonia, Slovacchia
e Malta.
In Lettonia, gli aventi diritto
sono circa un milione e mezzo
(otto i seggi attribuiti). Il voto
viene anche considerato un test
in vista delle parlamentari, in
programma ad ottobre. In Slovacchia dove 4,4 milioni di
elettori sono chiamati ad eleggere i loro tredici rappresentanti
laffluenza alle urne potrebbe far
registrare un record negativo. A
Malta, 330.000 cittadini nomineranno invece sei deputati.
Il 25 maggio andranno alle urne tutti gli altri Paesi: Italia,
Germania, Francia, Spagna, Polonia, Austria, Belgio, Svezia, Finlandia, Danimarca, Grecia, Lussemburgo, Portogallo, Bulgaria,
Romania, Ungheria, Slovenia,
Estonia, Lituania, Cipro e, per la
prima volta, Croazia. I risultati
ufficiali e definitivi saranno resi
noti domenica sera.
Intanto, dai primi exit poll in
Olanda emerge che il partito anti-euro Pvv non ha sfondato. In
base ai dati finora disponibili,
avrebbe infatti ottenuto solo il
quarto posto, con il 12,2 per cento dei consensi. In Gran Bretagna, dopo la netta affermazione
degli euroscettici dellUkip alle
amministrative, il premier, David
Cameron, ha aperto ad accordi
con il partito anti-euro, anche se
solo a livello locale.

te di Kiev, il leader del Cremlino


ha affermato di non aver ancora ricevuto alcuna risposta da parte
dellUe. E i tempi stringono, perch Mosca chiede allUcraina da
cui passa circa la met del gas russo
diretto in Europa di pagare in
anticipo e minaccia di chiudere i
rubinetti del metano il 3 giugno se
non ricever 1,66 miliardi di dollari
per il prossimo mese. Putin inoltre tornato a dire che il deposto
presidente Viktor Ianukovich andrebbe considerato tuttora come il
legittimo capo di Stato, e ha bollato la rivolta di Maidan come un
colpo di Stato sostenuto dai nostri
amici americani.
Il capo di stato maggiore della
Difesa russo, il generale Valery
Gerasimov, ha nel frattempo annunciato che ci vorranno almeno
venti giorni per completare il ritiro delle truppe schierate al confine
con lUcraina che tanta preoccupazione hanno destato a Kiev e in
Occidente. Gerasimov ha cos confermato, almeno in parte, lo scetticismo con cui la Nato e gli Stati
Uniti hanno accolto i ripetuti annunci fatti nelle settimane scorse
dallo stesso Putin.
Ma a far sperare in un futuro miglioramento delle relazioni tra Mosca e Kiev ci sono peraltro i sondaggi elettorali, che danno come
grande favorito il re del cioccolato Petro Poroshenko, un oligarca
filo-occidentale, ma pragmatico: a
tutti gli effetti un uomo daffari
prestato alla politica, e sicuramente
capace di raggiungere una tregua
con Putin pi di altri candidati del
fronte di Maidan. Poroshenko potrebbe essere eletto gi domenica al
primo turno, altrimenti dovr aspettare il 15 giugno per il possibile ballottaggio.
La campagna elettorale si chiusa ieri a mezzanotte. Appare per
sempre pi in dubbio il voto nelle
regioni separatiste di Donetsk e Lugansk, cuore minerario del Paese,
dove i filo-russi controllano ormai
quasi i due terzi delle locali commissioni elettorali distrettuali, e cio
ben 20 su 34. E intanto a est si
continua a combattere tra soldati
ucraini e milizie irregolari. Ieri a
Karlivka, vicino a Donetsk, in uno
scontro a fuoco tra i paramilitari
nazionalisti ucraini e gli insorti filorussi sono rimaste uccise numerose
persone. E molte altre sono rimaste
ferite. Secondo i nazionalisti ucraini, i separatisti hanno teso unimboscata. Successivamente un gruppo di miliziani nazionalisti sarebbe
intervenuto, riuscendo solo in parte
a spezzare laccerchiamento.
Le violenze per non finiscono
qui. Un leader separatista stato
infatti ucciso ieri pomeriggio da un
commando di cinque paramilitari di
un battaglione irregolare sostenuto
dal candidato presidenziale nazionalista Oleg Liashko, che ha poi
pure rivendicato con orgoglio
lazione su Facebook. Gli uomini
armati hanno fatto irruzione nel
municipio di Torez, vicino a Donetsk, e si sono diretti a passo sicuro
nellufficio della vittima e hanno
aperto il fuoco. Un altro filo-russo
rimasto gravemente ferito.

POLITICO RELIGIOSO
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Dimostranti a Bengasi (Reuters)

Accordo in Mali
tra Governo e ribelli separatisti
BAMAKO, 24. Grazie alla decisiva
mediazione dellUnione africana
(Ua) un accordo di cessate il fuoco
nel Mali settentrionale stato raggiunto ieri tra le forze governative e
i ribelli separatisti tuareg che da
quasi una settimana controllano la
strategica cittadina di Kidal, in pieno deserto, e la vicina localit di
Menaka.
A dare lannuncio alla televisione
nazionale stato Mohamed Ould
Abdel Aziz, presidente della Mauritania e della stessa Ua, giunto ieri a
Kidal insieme a Bert Koenders, il

diplomatico ed ex ministro olandese


che guida la Minusma, la missione
delle Nazioni Unite nel Paese subsahariano. Abbiamo appena sottoscritto un accordo che apre la strada
al cessate il fuoco ha riferito Ould
Abdel Aziz. Entrer in vigore con
la firma di tutte le parti.
Allintesa hanno aderito tre diversi gruppi di ribelli: il Movimento
nazionale
per
la
liberazione
dellAzawad (Mnla), le cui milizie
hanno materialmente condotto loffensiva su Kidal, lAlto Consiglio
per lUnit dellAzawad (Hcuc) e il

GIOVANNI MARIA VIAN


direttore responsabile

Carlo Di Cicco
vicedirettore

Piero Di Domenicantonio

I presidenti della Mauritania (a sinistra) e del Mali a Bamako (Afp)

A siglare laccordo con lO sservatorio sono stati gli amministratori


delegati di Intesa Sanpaolo, Unicredit e Banca Mps. Lintesa rappresenta latto di nascita di unalleanza
strategica che dar vita nel prossimo
quinquennio a una grande sfida sulla formazione dei giovani.
sotto questo segno che nasce
la nostra nuova sfida: alfabetizzare
le giovani generazioni in ambito
economico finanziario per renderle
pi competitive e per lasciarsi al pi
presto alle spalle la crisi che ci tormenta ha dichiarato Ceccherini.

Servizio vaticano: vaticano@ossrom.va


Servizio internazionale: internazionale@ossrom.va
Servizio culturale: cultura@ossrom.va
Servizio religioso: religione@ossrom.va

caporedattore

Gaetano Vallini

segretario di redazione

Movimento
arabo
dellAzawad
(Maa). LMnla stato il primo a firmare, seguito dal ministro dellInterno maliano, Sada Samake, che lo ha
fatto a Bamako.
Il presidente maliano Ibrahim
Boubacar Keta ha riservato parole
di gratitudine per il capo di Stato
mauritano, riuscito a fermare un
nuovo bagno di sangue. Ha trattato per tutto il giorno ha riconosciuto Keta ed stato capace di
convincere i nostri fratelli del fatto
che non esiste alcuna alternativa alla
pace e al tavolo negoziale.

Dodici anni
allex capo
delle milizie
congolesi
LAJA, 24. La Corte penale internazionale ha condannato a dodici
anni di carcere lex capo delle milizie della Repubblica Democratica del Congo, Germain Katanga,
per i massacri particolarmente
efferati compiuti dalle sue milizie nel 2003, nella regione nordorientale nel Paese. In particolare
si fatto riferimento alla strage
perpetrata, il 24 febbraio 2003,
dai miliziani nel villaggio di Bogoro: allora furono massacrate
pi di duecento persone. La sentenza stata pronunciata dal giudice Bruno Cotte, precisando che
dalla pena saranno detratti i quasi sette anni di prigione gi scontati da Katanga.
Nel leggere la sentenza, il giudice Cotte ha detto, tra laltro,
che nella strage compiuta nel villaggio di Bogoro luso del machete fu particolarmente violento e
caus sofferenze estreme. A
compiere il massacro furono le
Forze di resistenza patriottica
nellIturi (Frpi), armate e guidate
da Katanga.
Citato dalla France Press, lavvocato difensore di Katanga, David Hooper, ha detto che limputato rimasto molto deluso dal
verdetto perch sperava che la
Corte penale internazionale prendesse in considerazione, prima di
infliggere la condanna, di alcune
circostanze
attenuanti
che
avrebbero potuto indurre i giudici a emettere una sentenza meno
severa.

Jacob Zuma
sinsedia
a Pretoria

In gioco il futuro
ROMA, 24. Lignoranza costa, e
lignoranza economico-finanziaria sta
costando un prezzo altissimo al nostro Paese; occorre reagire con coraggio, e allignoranza vogliamo opporre pi educazione. Questo il
messaggio lanciato da Andrea Ceccherini, presidente dellO sservatorio
permanente Giovani-Editori, in occasione della firma, avvenuta ieri a
Milano, di un protocollo dintesa
per la promozione dellalfabetizzazione economico-finanziaria degli
studenti delle scuole secondarie superiori italiane.

potenze occidentali si dicono profondamente preoccupate per i ripetuti atti di violenza e invitano tutte
le parti ad astenersi dalluso della
forza e a risolvere le loro controversie con mezzi politici.
Ma la violenza continua e con essa i danni alla popolazione civile.
Venti membri di una stessa famiglia
sono rimasti feriti da un razzo che
ha colpito la loro abitazione nella
notte, nei pressi del quartier generale delle forze speciali dellesercito a
Bengasi.

Raggiunto grazie alla mediazione dellUnione africana

LOsservatorio Giovani-Editori porta nella scuola la cultura economica e finanziaria

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GIORNALE QUOTIDIANO
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TRIPOLI, 24. Migliaia di persone


hanno manifestato ieri in Libia a sostegno del generale in pensione,
Khalifa Haftar, che la settimana
scorsa ha lanciato unoperazione
contro le milizie islamiche a Bengasi, nellest del Paese.
Dimostranti si sono radunati a
Tripoli chiedendo lo scioglimento
delle milizie islamiche che dettano
legge nel Paese dalla caduta di
Gheddafi nel 2011. S alla dignit,
La dignit della patria la nostra
dignit, si leggeva sui cartelli che
rievocavano il nome delloperazione
militare lanciata da Haftar, denominata appunto Dignit. Altre manifestazioni a sostegno dellex generale si sono tenute a Bengasi e ad Al
Baida, in Cirenaica. I dimostranti
hanno preso di mira con i loro slogan anche il Congresso nazionale (il
Parlamento sciolto nei giorni scorsi),
accusato di essere troppo accomodante con gli islamisti.
Le potenze occidentali hanno nel
frattempo lanciato un nuovo appello
per una pacifica transizione politica,
nel timore di nuovi possibili scontri.
Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna
hanno esortato le diverse parti a incoraggiare un cammino democratico. Il comunicato, diffuso dal dipartimento di Stato americano,
stato inoltre firmato da Italia, Germania e Unione europea. Le grandi

Servizio fotografico: telefono 06 698 84797, fax 06 698 84998


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Vorr dire qualcosa ha aggiunto


se proprio i Paesi che in Europa
hanno meno cultura economico finanziaria sono stati quelli che la crisi
ha colpito pi duramente.
La firma del protocollo avvenuta
in occasione del convegno Young
Factor, nel quale sono stati presentati i risultati di una ricerca sullalfabetizzazione dei giovani nelle materie
economiche e finanziarie. Lintesa
sar aperta alla successiva sottoscrizione di tutti gli istituti bancari e di
tutte le compagnie assicurative che
vorranno condividere.

Segreteria di redazione
telefono 06 698 83461, 06 698 84442
fax 06 698 83675
segreteria@ossrom.va
Tipografia Vaticana
Editrice LOsservatore Romano

don Sergio Pellini S.D.B.


direttore generale

Oltre 400 migranti


soccorsi
dalla Marina italiana
ROMA, 24. Arriva questo pomeriggio nel porto di Pozzallo il pattugliatore della Marina militare italiana con a bordo i 435 migranti
264 dei quali bambini soccorsi
ieri su un barcone a largo della Sicilia. Le operazioni di salvataggio
si sono rese necessarie vista la
mancanza di dotazioni di sicurezza, il sovraffollamento del barcone
e il gran numero di bambini a bordo. Per la maggior parte, i migranti sono di nazionalit siriana ed
egiziana.

Tariffe di abbonamento
Vaticano e Italia: semestrale 99; annuale 198
Europa: 410; $ 605
Africa, Asia, America Latina: 450; $ 665
America Nord, Oceania: 500; $ 740
Abbonamenti e diffusione (dalle 8 alle 15.30):
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Necrologie: telefono 06 698 83461, fax 06 698 83675

PRETORIA, 24. Cerimonia di insediamento oggi del presidente sudafricano, Jacob Zuma, eletto per
il secondo mandato alla guida del
Paese, nonostante il tentativo dei
partiti dellopposizione di bloccare le consuete procedure di voto
in Parlamento. I nuovi parlamentari eletti con il partito Economic
Freedom Fighters (Eff) hanno inscenato una dimostrazione in aula accusando il leader dellAfrican
National Congress (Anc) di non
meritare lincarico dopo lo scandalo emerso sullutilizzo di ventitr milioni di dollari di fondi
pubblici che sarebbero stati utilizzati per la ristrutturazione della
sua residenza. Nello stesso tempo
lEff ha sottolineato che durante
il primo mandato di Zuma nel
Paese si sono registrati un peggioramento della crisi economica
e un incremento della disoccupazione. LEconomic Freedom Fighters, guidato dallex leader della federazione giovanile dellAnc,
Jilius Malema, ha ottenuto 25
seggi sui 400 che compongono il
Parlamento.

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Intesa San Paolo


Ospedale Pediatrico Bambino Ges
Banca Carige
Societ Cattolica di Assicurazione
Credito Valtellinese

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domenica 25 maggio 2014

pagina 3

Colombia al voto per scegliere il capo dello Stato

Dopo lattacco a un raduno elettorale a Dar

Il presidente
e il negoziato

LOnu condanna le violenze


contro i civili siriani

di PIERLUIGI NATALIA
Le elezioni presidenziali in Colombia, dove questa domenica si vota
per il primo turno, arrivano in un
momento segnato da speranze e
polemiche, entrambe legate soprattutto al negoziato in corso da un
anno e mezzo a Cuba tra il Governo di Bogot e le Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc),
il gruppo guerrigliero pi antico
dellAmerica latina.
Il presidente Juan Manuel Santos, che si candida alla rielezione,
si presenta forte del successo che la
sua coalizione di centrodestra ha
ottenuto alle elezioni legislative tenute in marzo peraltro segnate
da un astensionismo che ha superato il 60 per cento dei circa 32 milioni di elettori quando ha conquistato la maggioranza assoluta
alla Camera, con 91 seggi su 163, e
quella relativa al Senato, con 47
seggi su 102. Il principale partito
rivale, il Centro democratico fondato dallex presidente lvaro Uribe da tempo strenuo oppositore
del suo ex delfino Santos e altrettanto strenuo avversario della trattativa con le Farc dispone oggi
di 20 senatori e 12 deputati, comunque un risultato di rilievo per
una forza politica di recente formazione. Il suo candidato alla presidenza scar Ivn Zuluaga, che
secondo gli osservatori dovrebbe
per lo meno approdare al ballottaggio con Santos. Il terzo incomodo potrebbe essere Enrique Pealosa, del Partito verde, mentre i sondaggi danno poche possibilit a
Clara Lpez Obregn candidata
dalla sinistra, uscita male dalle legislative pur avendo ritrovato lunit tra Polo democratico e Unit
popolare.
Santos punta proprio sulle speranze suscitate dagli accordi gi
raggiunti sui primi tre punti in
agenda nel negoziato a Cuba. Il
primo stato quello dello sviluppo
agricolo e della destinazione e propriet delle terre, cio la questione
per la quale mezzo secolo fa era incominciata la ribellione delle Farc.
Poi c stata, in novembre, lintesa
comunque di massima e non ancora precisata nei dettagli sul disarmo dei guerriglieri e sulla loro
partecipazione alla vita politica del
Paese. La scorsa settimana stato
infine annunciato laccordo sulla

lotta al traffico di droga, traffico


che in passato ha alimentato le
stesse Farc e che secondo gli oppositori alla trattativa tuttora finanzia
la guerriglia.
Sulla trattativa con le Farc sincentra anche lo scandalo, esploso
nellultima settimana, che vede
coinvolto Zuluaga. stato diffuso
un video che lo mostra mentre discute con alcuni suoi collaboratori
di informazioni, sui negoziati con
le Farc, che sarebbero state ottenute illegalmente. Il candidato ha respinto ogni addebito affermando
che si tratta di una montatura ordita per danneggiare la sua corsa alla
presidenza.
Alla questione della guerriglia
sono legate anche anche altre polemiche che hanno segnato la campagna elettorale, in occasione della
quale le Farc hanno dichiarato una
tregua unilaterale, che secondo
lesercito sarebbe stata peraltro subito violata. Lopposizione a Santos, in particolare con la conservatrice Marta Luca Ramrez, sostiene
che le Farc, per essere credibili, dovrebbero impegnarsi a un cessate il
fuoco definitivo e non solamente
temporaneo.
La partita vera che Santos dovr
giocare, in caso di rielezione, sembra per quella sulla futura integrazione delle Farc nella vita politica e nelle istituzioni del Paese. A
novembre, le parti si limitarono a
comunicare che quanto convenuto
approfondisce e irrobustisce la nostra democrazia, ampliando i diritti
e le garanzie dellesercizio dellopposizione, cos come gli spazi di
partecipazione politica. Ma le posizioni restano distanti. Secondo alcuni osservatori, Santos punterebbe
solo a fare entrare in Parlamento
una manciata di ex guerriglieri senza alcun potere decisionale. Diverse fonti, invece, sostengono che
lintesa prevede la creazione di distretti elettorali speciali nelle zone
pi colpite dal decennale conflitto,
per far s che le popolazioni locali
dispongano di una rappresentanza
adeguata. Il punto cruciale per
il modo con il quale dovr essere
ratificato il futuro trattato di pace.
Santos vuole un referendum, mentre le Farc chiedono la convocazione di unAssemblea costituente,
unistanza sollecitata anche da parti
della societ civile.

Una donna ferita durante un bombardamento ad Aleppo (Afp)

Diecimila persone a Istanbul rendono omaggio al giovane ucciso gioved

Alta tensione in Turchia


Previste manifestazioni antigovernative ad Ankara e a Smirne
ISTANBUL, 24. Alta tensione a Istanbul. Ieri diecimila persone sono
scese in piazza per rendere omaggio
a Uur Kurt, il trentenne ucciso
gioved dalla polizia nel corso di
una manifestazione antigovernativa
nel quartiere di Okmeydani. A una
settimana dal tragico incidente nella miniera di Soma, in cui sono
morti 301 minatori, e che ha scate-

nato in varie citt le vibranti proteste della popolazione contro il Governo di Recep Tayyip Erdoan,
nuovi disordini stanno investendo
Istanbul. Fonti locali, citate dalle
agenzie di stampa internazionali,
hanno riferito che negli scontri fra
manifestanti e polizia due persone
sono morte e pi di dieci sono rimaste ferite.

Per la cerimonia di insediamento del primo ministro indiano

A New Delhi il premier pakistano


NEW DELHI, 24. Ci sar anche il
premier pakistano, Nawaz Sharif,
allinsediamento del leader nazionalista ind, Narendra Modi, come
primo ministro indiano, in programma luned. stato infatti accettato
linvito rivolto da Modi a Sharif tre
giorni fa. Si tratta dunque di un reciproco segnale di distensione fra
due Paesi che hanno sempre avuto
rapporti non facili.
Che Sharif sar a New Delhi rappresenta un progresso rispetto a
quanto accaduto lo scorso anno,
quando il premier pakistano invit,

alla sua cerimonia di insediamento,


il collega indiano Manmohan Singh: allora lIndia prefer farsi rappresentare dal suo ambasciatore in
Pakistan.
Non si sa ancora, spiegano fonti
diplomatiche, se in occasione della
cerimonia di giuramento Modi e
Sharif avranno modo di intrattenersi
per un colloquio privato, seppure
breve. Ma ci che conta, in prospettiva, che tra India e Pakistan possano stabilirsi nuovi canali di dialogo che contribuiscano a consolidare
i precari equilibri nella regione. In

questo contesto non rivestono certo


importanza marginale i rapporti fra
lIndia e lAfghanistan.
New Delhi non nasconde lintenzione di avere un peso maggiore
nella politica afghana quando, alla
fine del 2014, sar stato completato
il ritiro del contingente internazionale. Una prospettiva che Kabul
potrebbe non gradire. In merito se
ne sapr di pi dopo il 14 giugno,
quando si conoscer il nome del
nuovo presidente afghano: o Abdullah Abdullah o Ashraf Ghani.

Battaglia
nel sud
dello Yemen
SANA, 24. Almeno 27 persone
sono state uccise e decine di altre ferite in violenti combattimenti tra lesercito e i miliziani
di Al Qaeda a Seyoun, seconda
citt dellHadramout, una regione meridionale dello Yemen.
Nelle ultime ore, gli insorti
hanno lanciato attacchi simultanei contro diversi siti militari
ed edifici pubblici della citt,
utilizzando lanciarazzi e mitragliatrici. Lesercito ha risposto
con raid aerei.

In aumento del 187 per cento negli ultimi venticinque anni

Cresce la spesa bellica in Asia


TOKYO, 24. Cresce la spesa bellica in
Asia. Lallarme sulla corsa agli armamenti nel Continente dove in
drastico aumento il budget militare e
limportazione di armi varie stato
lanciato da Tokyo dal primo ministro
malese, Najib Razak. Parlando alla
Conferenza internazionale sul futuro
dellAsia organizzata nella capitale
giapponese dal quotidiano economico
Nihon Keizai Shinbun il capo
dellEsecutivo di Kuala Lumpur ha
chiesto alle diplomazie internazionali
di avere un ruolo pi attivo nei conflitti, per non lasciare spazio a un uso
dello strumento bellico o alla sua minaccia.
Le Nazioni ha dichiarato
hanno il diritto di autodifesa, tuttavia, a parte i programmi abituali di
ammodernamento bellico, la tendenza attuale indica grandi timori rispetto alla sicurezza e alle possibilit di

conflitto, che potrebbero anche autoalimentarsi e accentuarsi in conseguenza della corsa al riarmo.
Al summit stato evidenziato come negli ultimi 25 anni la spesa bellica complessiva nel continente sia cresciuta del 187 per cento. Occorre respingere le sirene di un riarmo competitivo ha sottolineato il premier
malese e cercare dove possibile di
rafforzare legami multilaterali e diplomatici che possano bilanciare la
tendenza allinstabilit.
Il primo ministro Razak ha inoltre
richiamato alla necessit di affermare limpegno per soluzioni basate sulle regole, di fronte a pretese territoriali in competizione. E a molti questo sembrato un richiamo alle contese territoriali in atto nel Mar Cinese
meridionale, contese che vedono opporsi Paesi come Cina, Vietnam, Filippine e la stessa Malaysia.

Un militare nordcoreano (LaPeesse/Ap)

Questa nuova ondata di proteste


stata provocata dalla notizia che il
giovane Kurt stato colpito alla testa da un proiettile sparato dalla
polizia: un proiettile vero e non di
gomma, stato denunciato da pi
parti. Il vicepremier Blent Arin
ha promesso unaccurata indagine
per fare luce sulla vicenda. Finora
si riusciti a sapere (le autorit
competenti stanno osservando in
merito uno stretto riserbo) che venti armi della polizia sono state sequestrate per lanalisi balistica. La
tensione, intanto, non si registra solo a Istanbul: per i prossimi giorni,
infatti, sono previste massicce manifestazioni antigovernative anche in
altre citt, tra cui Ankara e Smirne.
E proprio a Smirne, ieri, le forze
antisommossa hanno dato lassalto
ai locali della facolt di lingue straniere, occupata dagli studenti da alcuni giorni: trentotto persone sono
state arrestate, ha riferito la stampa
turca. Gli studenti avevano occupato la facolt per protestare contro la
presenza della polizia nel campus.
Sul piano politico, intanto, si segnala che il Governo ha sostituito
trentuno governatori provinciali: lo
ha riferito lagenzia Anadolu, precisando che diciannove sono stati
riassegnati in altre province, mentre
dodici sono stati trasferiti presso la
sede del Governo centrale ad Ankara.

DAMASCO, 24. Il segretario generale


dellOnu, Ban Ki-moon, ha condannato lattacco avvenuto ieri nel sud
della Siria, che ha causato la morte
di almeno ventuno persone. Attraverso il suo portavoce, Ban Ki-moon
ha ribadito di essere contrario alluso
indiscriminato di qualsiasi tipo di arma contro i civili: questo genere di
azioni violano il diritto internazionale umanitario.
Il segretario generale delle Nazioni Unite ha auspicato una svolta politica per uscire dalla crisi, rammaricandosi per lincapacit della comunit internazionale di mostrarsi
unita nel porre fine al conflitto e individuare i responsabili gli autori di
attacchi come quello odierno. Il
popolo siriano ha aggiunto ha
disperatamente bisogno della fine
delle violenze, e di una nuova Siria
dove le loro legittime aspirazioni siano soddisfatte e tutte le comunit
siano protette.
Lattacco avvenuto a Dar mentre era in corso un raduno dei sostenitori del presidente Bashar Al Assad per la campagna elettorale in vista delle presidenziali del prossimo 3
giugno.
Intanto, secondo fonti degli attivisti, un attacco con armi chimiche sarebbe stato compiuto in una localit
nella Siria centrale, nella regione di
Hama. Lautenticit delle testimonianze riportate dagli attivisti non
pu tuttavia essere verificata in maniera indipendente.
Pochi giorni fa lO rganizzazione
per la prevenzione delle armi chimiche (Opac) aveva messo in guardia
da possibili attacchi di questo tipo.
Gioved lOpac, durante una riunione del consiglio esecutivo allAja, ha
comunicato che le ultime cento tonnellate dellarsenale chimico di Damasco sono pronte per essere distrutte.

Cooperazione
sul nucleare
tra Iran e Aiea
VIENNA, 24. LIran per la prima volta dal 2008 ha fornito informazioni
per rispondere alle preoccupazioni
della comunit internazionale sulle
presunte implicazioni militari del
suo programma nucleare.
Lo ha riferito lAgenzia internazionale per lenergia atomica (Aiea)
nel rapporto trimestrale. Secondo il
documento, Teheran ha dato informazioni sui test per applicazioni civili degli stessi detonatori che potrebbero invece essere usati per la
costruzione di una bomba atomica.
LIran sta quindi continuando a
rispettare gli impegni presi con il
gruppo cinque pi uno (i Paesi
membri permanenti del Consiglio di
sicurezza dellOnu pi la Germania)
alla fine dello scorso anno a Ginevra. Una conferma in questo senso
avuta anche dalle dichiarazioni rilasciate
dal
direttore
generale
dellAiea, Yukiya Amano.

Maggiore collaborazione
tra Vietnam e Filippine
MANILA, 24. Il primo ministro vietnamita, Nguyen Tan Dung, e il
presidente filippino, Benigno Aquino III, hanno rafforzato la partnership strategica e la cooperazione bilaterale. Lobiettivo incrementare
gli scambi economici e migliorare la
collaborazione in settori quali istruzione, cultura, attivit sociali, sicurezza marittima e protezione dei
mari. Il premier e il presidente si
sono incontrati a Manila in occasione del Forum economico mondiale
per lAsia orientale, incentrato sul
tema: Promuovere la crescita in un
progresso disomogeneo.
Nguyen Tan Dung ha partecipato alla sessione di apertura dei lavori della conferenza in qualit di
ospite donore ed intervenuto a
una
tavola
rotonda
dedicata
allagricoltura e alla sicurezza alimentare nei Paesi dellAsean (lAssociazione che riunisce dieci Nazio-

ni del sud-est asiatico). Inoltre, il


capo dellEsecutivo vietnamita si
trattenuto a lungo con altri leader
internazionali, discutendo di affari
e varie questioni economiche.
Il rafforzamento del legame tra
Manila e Ha Noi avr come priorit rinsaldare il patto di cooperazione sottoscritto nellottobre del 2011
e che copre il periodo 2011-2016; il
volume di affari cresce ogni anno e
nel 2013 si attestato attorno ai 2,9
miliardi di dollari.
Oltre ai rapporti bilaterali tra i
due maggiori Paesi emergenti del
sud-est asiatico, lincontro di Manila ha inevitabilmente toccato la situazione nel Mar Cinese meridionale. Nel tratto di mare, Vietnam e
Filippine hanno infatti contenziosi
aperti con la Cina, che negli ultimi
anni ha alzato il tono delle rivendicazioni su vaste aree al largo delle
coste dei due Paesi.

LOSSERVATORE ROMANO

pagina 4

domenica 25 maggio 2014

C un momento in cui Dio appare


con un nitore e una presenza
assolutamente unici
In quel giorno importante
non chiudere gli occhi

La Bibbia ebraica riletta da Lapide

Traduzioni
scivolose
di CRISTIANA D OBNER

Dinamiche della fede

Quando irrompe
la grazia
di GIANFRANCO RAVASI
a meta suprema della fede
la contemplazione, lascoltoadesione e ladorazione che
sbocciano dallepifania della
grazia divina. ci che
esprime con una straordinaria intensit
mistica una donna ebrea, Etty Hillesum, nata in Olanda nel 1914, destinata
con tutta la famiglia a scomparire a 29
anni nel 1943 nelle camere a gas naziste
di Auschwitz. Nei Diari che compose
sia prima sia durante lorribile attesa
della fine ci sono pagine emozionanti
di spiritualit e di tenerezza. Ieri sera,
subito prima di andare a letto scriveva nella fase previa allarresto e nella
cupa atmosfera degli ebrei braccati
mi sono trovata improvvisamente in ginocchio nel mezzo di questa grande
stanza, tra le sedie di acciaio sulla
stuoia chiara. Un gesto spontaneo:
spinta a terra da qualcosa che era pi
forte di me.
Questo inginocchiarsi non tanto
una scelta devozionale, il segno dellirruzione della grazia che spinge dolcemente alladorazione. suggestivo
che pochi anni prima la stessa cosa era
accaduta a Simone Weil, durante un
viaggio ad Assisi, nel 1937: Qualcosa
di pi forte di me mi ha costretta, per
la prima volta in vita mia, a inginocchiarmi. il momento in cui Dio appare con un nitore e una presenza assolutamente unici. In quel giorno importante non chiudere gli occhi e non
resistere alla potenza di quellilluminazione trascendente, generatrice di fede
e di amore. Ecco perch entra ancora
in causa la libert umana alla quale dovremo in seguito dedicare uno spazio
specifico nella sua dialettica con la grazia divina.
La grazia come radice della fede rimane, comunque, una componente
fondamentale della fede e questo dato
riconosciuto da tutte le espressioni religiose pi alte. Certamente questo avviene con tonalit e accenti differenti.
Ad esempio, questo primato diventa
quasi esclusivo allinterno della teologia
musulmana: A Dio appartengono
loriente e loccidente: dovunque voi giriate il volto, l c il volto di Dio, si
legge nel Corano. Ed , questa, una visione alta e gloriosa, ma pu avere come corollario la riduzione della creatura in un circuito obbligato ove tutto

scandito da quella presenza.


Non vogliamo ora entrare nelle
varie sfumature di questa concezione che alla grazia assegna
una funzione quasi totalizzante,
cos che non venga intaccata lonnipotenza di Dio.
Cercheremo solo di rappresentarla,
esaltandone anche il valore positivo, attraverso una curiosa testimonianza culturale, affidandoci al Divano occidentale-orientale di Goethe. Il grande autore
tedesco ha, infatti, attinto a quella sorta
di scrigno che la poesia e la mistica
orientale, ne ha estratto perle che ha
elaborato, trasfigurato, incastonato in

gno di Goethe a far sentire il respiro di


unumanit che, pur nelle tante diversit, ha unanima comune, soprattutto
nellinvocare Dio. Scriveva, infatti:
Anche se ti nascondi in mille forme,
pure ti riconosco subito; di mille veli
incantati puoi vestirti, o Onnipresente,
ma ti riconosco subito.
Ecco, per, uno dei
canti che egli dedica alla
Nei Diari che compose prima
grazia divina onnipotente,
ricamandolo su una fitta
e durante lattesa della fine ad Auschwitz
serie di citazioni, allusioEtty Hillesum racconta di essersi trovata
ni, ammiccamenti della
cultura religiosa musulimprovvisamente e senza spiegazione
mana. Loccidente di
in ginocchio in questa grande stanza
Dio! E loriente di Dio!
Le regioni del settentrione e del mezzogiorno ponuove collane cos che anche noi occi- sano in pace dentro le sue mani. Lui
dentali le potessimo indossare. Egli lunico Giusto, per tutti egli vuole il
usava il termine non del tutto felice di giusto. Si levi alta la lode di questo
talismani e le sue rielaborazioni non nome, fra i suoi cento nomi! Amen. Se
sono esenti da critiche sia filologiche mi sbaglio, se mimbroglia il mio vasia teologiche. , per, prezioso limpe- gare, tu mi sbrogli. Quando agisco,

quando scrivo, indirizza il mio cammino. Quando ti schiaccia, rendi grazie a


Dio, e rendi grazie a lui, quando ti allevia.
quellabbandono totale e assoluto
nelle mani di Dio che ben espresso
anche nelle formule arabe maktb, sta
scritto, e insciallah, Dio lo voglia!,
ma anche nel grido del Giobbe del racconto iniziale che fa da cornice al poema (che avr per una diversa impronta): Il Signore ha dato, il Signore ha
tolto, sia benedetto il nome del Signore! (1, 21). Una formula, questultima,
che segnalata anche nella prassi del
funerale dei beduini dellArabia settentrionale: Rabbu jabu, Rabbu ahadu, Il
Signore ha dato, il Signore ha tolto!.
ammirevole la purezza di questo consegnarsi nelle mani di Dio, ma come
insegna il lungo dibattersi di Giobbe
nel suo dolore di fronte a un Dio muto
e assente il Signore cos grande da
non aver bisogno di far tacere la libert, la domanda, la protesta delluomo.

A Gorizia un nuovo premio di storia contemporanea

Tra ricerca e pacificazione


di ANDREA POSSIERI
Al netto di ogni retorica stereotipata
sullimportanza dello studio del passato, il Premio nazionale di storia
contemporanea Friuli Storia la cui
prima edizione verr assegnata domenica 25 maggio a Gorizia rappresenta un momento significativo
per il dibattito politico e culturale
italiano. Prima di tutto, per la rinnovata valorizzazione di un sapere,
la storia per lappunto, che fino a
pochi decenni fa rappresentava un
elemento costitutivo del discorso
pubblico europeo sia per ci che
concerneva la costruzione politicosimbolica delle identit collettive,
che per la sua centralit negli ordinamenti scolastici e che oggi, invece, pare scontare una reiterata
marginalizzazione a favore di una
molteplicit di psicologismi e sociologismi di varia natura e fattura.
Una marginalizzazione che sembra delineare, in realt, una situazione paradossale. Il declino delle

A Roma, Firenze e Modena

Omaggi a Michelangelo

Michelangelo, Cristo risorto portacroce


(1514-1516, Bassano Romano)

Etty Hillesum
e due pagine del suo diario

A quattrocentocinquantanni dalla morte di


Michelangelo (18 febbraio 1564) i Musei
Capitolini saranno la sede, dal 27 maggio al
14 settembre, della mostra Michelangelo.
Incontrare un artista universale.
Lesposizione intende ripercorrere la vita e
lopera di questo genio multiforme attraverso
le quattro arti in cui si espresse mettendo a
confronto disegni, dipinti, sculture, modelli
architettonici, oltre a una scelta di autografi
scritti, tra lettere e rime. Tra le opere esposte
la Madonna della Scala, la Leda, il Crocifisso
del Bargello, il Bruto e il Cristo risorto di
Bassano Romano. Quasi in contemporanea
(dal 18 giugno al 20 ottobre), Casa
Buonarroti a Firenze e la Galleria civica
di Modena ospiteranno due mostre dedicate
alla fortuna e allinflusso di Michelangelo
nellarte visiva del Novecento: non solo
scultura, pittura e architettura,
ma anche grafica, fotografia, video e design.

culture politiche otto-novecentesche,


che si basavano su una poderosa
narrazione storico-ideologica della
realt, e la cosiddetta modernit liquida, hanno generato, infatti, la
percezione diffusa di vivere in una
sorta di societ orizzontale caratterizzata da un presente ossessivo, in
cui la dimensione storica viene spesso derubricata a un succedaneo di
facile fruizione, ad affabulazione
leggendaria, se non addirittura a un
racconto mitico dai contorni
affascinanti, quanto incerti e
fumosi.
A prova di ci, sufficiente dare uno sguardo al dibattito politico, ormai caratterizzato da partiti-personali
sempre meno interessati alla
ricerca delle radici e delle tradizioni politiche; al recente
programma di ricerca varato
dallUnione Europea, Horizon 2020, in cui le discipline
umanistiche sembrano avere
un ruolo ancillare rispetto alle cosiddette scienze dure; e,
La
infine, a una sempre pi diffusa letteratura del mistero
e del fantastico in cui il
racconto fiabesco si combina inestricabilmente con unambientazione
storica.
Oltre a questo, per, limportanza
del Premio Friuli Storia da ravvisare in altri due elementi decisivi:
innanzitutto, nella particolare giuria
che assegna il premio, costituita da
un pubblico di lettori insieme a un
comitato scientifico di storici di professione provenienti da scuole di
pensiero differenti; e, in secondo
luogo, nella specialissima cornice
territoriale in cui si svolge la manifestazione: il Friuli e Gorizia, terre di
confine e di identit conflittuali, di
appartenenze separate e di scontri
armati. E quindi anche di storiografie parallele, che di quei conflitti ne
costituiscono il nerbo e il materiale
infuocato anche in tempo di pace.
Proprio per questo, non pu passare inosservato il fatto che tra i
promotori del premio siano presenti
sia lAssociazione partigiani Osoppo-Friuli che lIstituto friulano per
la storia del movimento di liberazione. Una compartecipazione che ri-

manda, naturalmente, alleccidio di


Porzs che si consum nel febbraio
del 1945 quando un commando
dei Gruppi di azione patriottica
(Gap) comunisti guidato da Mario
Toffanin, detto Giacca, attacc il
comando delle formazioni O soppo, di estrazione cattolica e azionista e che rappresenta, ancora oggi, una ferita aperta nella storia
dItalia. Una lacerazione profonda
che solo recentemente, dopo decen-

malga di Porzs con la lapide che ricorda leccidio del 1945

ni caratterizzati da processi giudiziari e scomuniche ideologiche, sta


avendo dei timidi segnali di pacificazione.
Il Premio Friuli Storia sembra andare in questa direzione. Non certo
verso la costruzione di una sterile
memoria condivisa, quanto, piuttosto, verso una necessaria pacificazione nazionale che attesti la volont di
percorrere strade diverse dal conflitto ideologico pervasivo del passato e
dalla scomunica dottrinale di quanti
sostengono interpretazioni differenti
da quella ritenuta ufficiale.
Aby Warburg, eclettico uomo di
cultura europea vissuto a cavallo tra
il XIX e il XX secolo, ammoniva che
per produrre una buona ricerca storica bisognava eludere la sorveglianza delle guardie confinarie delle discipline. Parole importantissime che acquisiscono un grande significato per le nuove generazioni
di studiosi chiamati a superare, una
volta per tutte, la pastoie ideologiche del Novecento e una sempre pi
diffusa scialba asetticit accademica.

Pinchas Lapide un autorevole personaggio del dialogo ebraico-cristiano, inteso nella sua accezione pi profonda e
pi ampia: umanit, ebraicit e fraternit di Ges: ecco dove si trova il triplice nuovo inizio di un dialogo di fede
cristiano-ebraico, che non parte pi dal
cielo che noi tutti non conosciamo
ma da questa terra voluta da Dio, che
la nostra patria comune: cos scrive in
La Bibbia tradita. Sviste, malintesi ed errori di traduzione (Bologna, Edb, 2014,
pagine 264, euro 24).
Lapide, nato a Vienna nel 1922, fu introdotto allamore per la tradizione del
suo popolo e del Tanak, la Bibbia
ebraica, dal nonno. Internato in campo
di concentramento dal furore nazista a
quindici anni, riuscito a fuggire in Cecoslovacchia, pass in Polonia e infine
raggiunse lInghilterra. Giunse nel 1940
in Palestina, allora sotto il comando britannico, visse lesperienza del kibbutz,
poi entr nellesercito israeliano e sbarc in Italia con le truppe britanniche.
Nel dopo guerra studi lingue alluniversit di Vienna e successivamente
ebraismo e storia del cristianesimo primitivo a quella di Gerusalemme con
Martin Buber. Ha anche prestato servizio nel corpo diplomatico israeliano ed
ha avuto modo di entrare in contatto
con molte personalit e di tessere legami ecumenici profondi e durevoli.
Lamore per la Bibbia, per lebraismo
e per ogni persona che cercasse lAltissimo, lo ha portato a scrivere diverse
opere che potessero servire da ponte e
chiarimento e conducessero i cristiani a
una migliore conoscenza della Bibbia
ebraica, delle Scritture cristiane e dello
stesso Ges: Il mettersi alla sua ricerca merita ogni sforzo e ogni fatica
(p. 244).
Giacch egli scrive in tedesco, i riferimenti principali per le sue traduzioni
sono la traduzione di Lutero, la Einheitsbersetzung (cio la traduzione comune
delle Conferenze episcopali dei Paesi di
lingua tedesca) e la Bibbia di Gerusalemme. Afferma Jean Louis Ska nella
presentazione : Si sente in ogni pagina del libro la passione dellautore
per la propria fede e per la lingua
ebraica, la lingua della parte pi antica
della Bibbia, comune ad ebrei e cristiani (p. 10).
Nel suo studio Lapide descrive nel
dettaglio i sei livelli delle lingue semitiche: lessicale, sintattico e grammaticale,
terminologico, teologico, degli idiomatismi. Il sesto quello detto del palinsesto in cui si tratta anzitutto di quei
passi dei Vangeli che sorprendono dal
punto di vista del contesto, interrompono bruscamente lo snodarsi della riflessione, contengono elementi non plausibili, appaiono oscuri, confusi o addirittura privi di senso o rasentano i solecismi (p. 60).
Purtroppo nella trasmissione del testo biblico sono nei secoli intervenuti
erro-ri, corruzioni, traduzioni non rispondenti al testo originale. Due esempi possono essere indicativi: Girolamo,
alle prese con il passo in cui Mos discese dal Sinai dopo lincontro con
Dio, tradusse in Esodo, 34, 30 Et facies
sua cornutus erat (il suo volto era cornuto). Ben conosciamo, a riguardo, la
statua scolpita da Michelangelo. Per
in ebraico, scrive Pinchas, il verbo irraggiare, emettere raggi, identico al
sostantivo che indica le corna, le quali viste controluce appaiono come raggi
luminosi (p. 107). Ancora: nel Vangelo
di Matteo, Ges afferma pi facile
che un cammello passi per la cruna di
un ago che un ricco entri nel regno dei
cieli (p. 179). Questo passo cos enigmatico che ha fatto scorrere fiumi di inchiostro su interpretazioni diversissime,
poggia su un fuorviante errore di traduzione (p. 180) che lebraico pu
chiarire. Il testo originale, espresso in
aramaico da Ges, suonava: pi facile che una gomena passi per la cruna
di un ago che un ricco entri nel regno
dei cieli! . Gomena si dice gamia e
nella parabola viene trasmessa come
gamai, cammello!
Tutte falle evidenziate nel corso di
questo lavoro attraverso il quale il lettore, aiutato dal commento e dalla spiegazione sempre attenta e sciolta, conoscer sempre meglio il mondo e la
mentalit del popolo nel quale Ges
nato. E la curiosit crescer pagina dopo pagina.
Sostare su questo studio pu significare molto per chi si interroghi sulla
propria fede: Questo Ges riscoperto,
cos vicino alla vita e cos familiare con
il mondo, potrebbe probabilmente diventare ci che egli ha appassionatamente desiderato essere per tutta la sua
vita: un operatore di pace, che abbatte i
muri delle divisioni fra gli uomini, per
trasformare i vecchi mattoni in pietre da
costruzione e gettare ponti di concordia
e comprensione.

LOSSERVATORE ROMANO

domenica 25 maggio 2014

pagina 5

Per un breve frammento di tempo


le spade vennero riposte nel fodero
Nessuno dei due abdic alla propria fede
ma questo non imped un confronto
che si protrasse per alcuni giorni

Il viaggio di san Francesco nelle terre dOltremare e lincontro con il sultano

Forte
della propria debolezza

San Francesco davanti al sultano (1295-1299, Assisi, Basilica superiore)

di FELICE ACCRO CCA


l viaggio di Papa Francesco in Terra Santa, a cinquantanni dallo storico pellegrinaggio di Paolo VI, riporta alla mente anche il viaggio
di un altro Francesco, il santo di
Assisi, che nel 1219 part per le terre dOltremare. Francesco am il Cristo sopra
tutto e sopra tutti, cosciente che il dono
della fede, riscoperta in et adulta dopo
un incontro lacerante e liberante con
il dolore umano, era il pi importante da
lui ricevuto nella vita. Appaiono perci riduttive e non rispondenti a verit alcune
riletture attualizzanti che mirano a presentarne lesperienza religiosa in chiave irenica, quasi che ai suoi occhi unesperienza

di fede valesse laltra. Nondimeno, la sua


esperienza di fede fu indubbiamente originale: in tempi non facili, egli percorse una
via diversa, additando ai frati, che per
divina ispirazione avevano chiesto di recarsi tra i saraceni e altri infedeli (Regola non bollata, XVI, 3), un ideale di testimonianza silenziosa e pacifica, che neppure aveva nel proselitismo un suo connotato essenziale.
Nel 1219, dunque, egli part portando
con s frate Illuminato (Bonaventura, Leggenda maggiore, IX, 8). Quella dellassisiate
fu unesperienza che non pass affatto
inosservata, lasciando tracce oltre che nelle vitae a lui dedicate nel corso del Duecento cosa, peraltro, prevedibile anche in autori non francescani e perfino in

fonti di matrice islamica, come riusc a


provare, ormai diversi decenni or sono, il
grande islamista francese Louis Massignon. La testimonianza pi antica di parte
cristiana una lettera di Giacomo da Vitry, un prelato brabantino che nel 1216 Innocenzo III aveva nominato vescovo di
Acri (Tolemaide).
Nel 1220, in una lettera diretta tra gli
altri anche a Papa Onorio III, il prelato si
mostrava addolorato poich alcuni dei
suoi chierici lavevano abbandonato per
aggregarsi ai frati minori; nonostante ci,
parlando del loro fondatore non pot evitare di esprimersi con una punta di ammirazione: Il loro maestro scrisse , che
fond questo ordine, venuto presso il nostro esercito, acceso dallo zelo della fede,
non ebbe timore di portarsi in mezzo
allesercito dei nostri nemici e per alcuni
giorni predic ai saraceni la parola di Dio,
ma con poco profitto.
Non si pu dire che la spedizione fosse
stata programmata con cura. Certo, suscita sconcerto misto a tenerezza il racconto
di Giordano da Giano; il cronista umbro
narra infatti che Francesco, messosi alla ricerca del suo interlocutore, il sultano Malik al-Kamil, prima di giungere a lui sub
molte ingiurie e offese, e non conoscendo

Negli archivi fotografici dellcole biblique et archologique franaise di Gerusalemme

Cristiani doriente
Malgrado la povert dellambiente che
li circonda, i volti che appaiono da queste immagini manifestano uninfinita dignit e una serena bellezza scrive lex
sindaco di Parigi Jean Tiberi nella prefazione al catalogo della mostra fotografica Les chrtiens dOrient, travers le
fonds photographique ancien de cole
biblique et archologique franaise de Jrusalem (Parigi, Hritage Architectural,
2014, pagine 160), allestita nella capitale
francese in occasione dellottavo centenario della fondazione dellordine dei domenicani, festeggiato nel quinto arrondissement, il cuore del quartiere latino.
Qual il nesso tra loriente cristiano e
i segugi di Dio, come venivano chiamati nel medioevo i figli spirituali di Domenico, interpretando creativamente letimologia della parola latina che li designava
(Domini canes)? Lcole biblique et archologique franaise, fondata dai padri
domenicani a Gerusalemme nel 1890, tra
i pi antichi istituti dedicati agli studi biblici in Terra Santa.
Tra i beni conservati dallcole biblique c anche un ricco fondo fotografico
che comprende oltre ventimila immagini,
tra clichs in vetro e in argento e stampe
originali, scattate nel quadro delle ricerche svolte dai padri. Realizzate con intenti di documentazione scientifica, queste immagini appaiono oggi come le
istantanee di un panorama umano e urbano unico al mondo, in cui si intreccia

no in maniera inestricabile le testimonianze storiche di tradizioni culturali e


religiose spesso in conflitto tra loro, ma
da secoli vicine di casa.
Ragazzi e ragazze continua Tiberi
nella prefazione stanno gli uni accanto
agli altri sui banchi di scuola, sotto gli
auspici di una mentalit decisamente
avanguardista, e la loro fierezza appare
radiosa alla guida di rutilanti macchine
agricole come sotto luniforme candida
delle bande parrocchiali, perfettamente a
loro agio nei loro costumi di scena sui
palchi allestiti dai loro maestri ed educatori. Si tratta di un fondo fotografico
davvero singolare spiega leditore del
catalogo, Paul-Henri Guermonprez e
ancora solo parzialmente esplorato, nato
grazie a un numero altissimo di campagne esplorative, tra cui si segnala il lavoro di padre Raphal Savignac, particolarmente interessato allarcheologia, e di padre Antonin Jaussen, che prediligeva letnografia.
Queste immagini, risalenti prevalentemente alla fine dellOttocento continua Paul-Henri Guermonprez documentano la vita quotidiana di comunit
cristiane presenti in Palestina e in Medio
Oriente dalle origini del cristianesimo.
Malgrado le tragedie della storia che le
hanno progressivamente decimate, riemergono oggi miracolosamente dalloblio
e dallanonimato per apparire alla luce
del sole, come quella giovane ragazza cri-

la loro lingua gridava tra le percosse: Sol- lit di un confronto, che si protrasse per
dan, Soldan. E cos fu condotto da lui e fu alcuni giorni.
Di Francesco si detto e scritto tutto e
onorevolmente accolto e cura-to molto
umanamente nella sua malattia. Senza al- il contrario di tutto, fino a diffonderne
cun interprete, senza alcuna mediazione, nella vulgata comune unimmagine per
si lanci nella mischia con decisione. Nes- molti versi non rispondente al vero: un
sun gesto eclatante compiuto dal proprio Francesco diverso di volta in volta, a seeroe trapela dal racconto di Giordano, conda dei bisogni e delle mode, che fininessun segno celeste viene a toglierlo dalle sce per aver poco in comune con quelmani degli avversari: perci difficile pen- luomo in carne ed ossa che Tommaso da
sare che ci si trovi di fronte a uninvenzio- Celano descrisse esser stato di statura
ne o rielabo-razione del cronista. Luomo mediocre piuttosto piccola e che, nella
di Dio appariva forte unicamente della sua debolezza, un fatto, questo,
La spedizione non fu programmata con cura
che mise in risalto anche
Prima di giungere da Malik al-Kamil
la magnanimit del sultano.
lassisiate sub ingiurie e offese
Qualche tempo dopo,
Non conoscendo la lingua
Giacomo da Vitry (nel catra le percosse gridava Soldan, Soldan
pitolo 32 della Historia occidentalis) parl ancora di
quellincontro, confermando sostanzialmente la sua versione prece- sua incomparabile umilt, mostrava tutta
dente e, in qualche modo, pure il racconto la mitezza possibile con tutti, adattandosi
di Gior-dano: Noi abbiamo potuto vede- opportunamente ai costumi di ognuno
re scrisse colui che il primo fonda- (Vita del beato Francesco, 83), che amava
tore e il maestro di questo Ordine (...). Cristo sopra ogni cosa e dal quale niente e
Egli era stato preso da tale eccesso di nessuno avrebbero potuto separarlo.
Non c tuttavia bisogno di forzare
amore e di fervore di spirito che, venuto
nellesercito cristiano, davanti a Damietta, troppo le fonti per asserire il suo rifiuto di
in terra dEgitto, volle recarsi, intrepido e una logica fondata sullo scontro religioso.
munito solo dello scudo della fede, In tal senso, il suo incontro con il sultano
Malik al-Kamil sorprende tuttora, rivelannellaccampamento del Sultano dEgitto.
In sostanza, la spedizione si risolse con do straordinaria umanit, capacit di
un nulla di fatto. Eppure quella partenza, ascolto, comprensione e misericordia da
che allumana ragione pu apparire scon- parte di entrambi i protagonisti, mentre lo
stile di presenza proposto nel capitolo XVI
siderata, ha prodotto un incontro la cui
della Regola non bollata rivela tutta la sua
lezione appare ancora capace di far medistraordinaria attualit. E forse stata protare. A trovarsi di fronte furono due perprio tale vicenda, unitamente allinsegnasonaggi tanto diversi ma, sotto alcuni
mento che da essa scatur, una delle ragioaspetti, sorprendentemente vicini: luno ni che spinsero Giovanni Paolo II a elegFrancesco ignaro e sprovvisto di tutto, gere la citt di Assisi quale sede degli insi rec nellaccampamento avversario fa- contri di preghiera per la pace.
cendo leva non sulla forza delle armi, ma
A distanza di otto secoli, dobbiamo rimunito solo dello scudo della fede; lal- conoscere che ancora questa la profezia
tro il sultano Malik al-Kamil lo accol- per il futuro, una profezia alla quale sono
se onorevolmente e lo cur molto chiamati, in primo luogo, tutti i figli di
umanamente nella sua malattia. In tem- Abramo ebrei, cristiani e musulmani e
po di riarmo seppero ascoltarsi, facendo s tutti i credenti in Dio. Una via che rifugche per un breve frammento di tempo le ge dallirenismo a buon mercato e chiede
spade venissero riposte nel fodero. Nessu- rispetto reciproco, accoglienza, conoscenza
no dei due abdic alla propria fede, tutta- dellaltro; una via che ricerca la verit atvia quella diversit pur profonda non traverso il confronto e il dialogo, aborrenimped lincontro, n fu negata la possibi- do ogni forma di violenza.

La formella realizzata nel 1967 dallo scultore Enrico Giaroli

stiana [nella foto riprodotta a destra] originaria del villaggio di Madab in Giordania che abbiamo scelto come immagine
di copertina del catalogo. Superbamente
fotografata da padre Savignac nel 1905,
questo ritratto, colto nel suo ambiente di
tutti i giorni, rivela il soggetto nella sua
verit con una semplicit disarmante. Se
lo sguardo dello spettatore viene colpito
dai piedi nudi, che sembrano radici fissate saldamente al suolo, o dalla ricca collana a cui sospesa una croce, dettaglio
che permette di riconoscere lappartenenza confessionale della ragazza, il lieve e
familiare sorriso rivolto al fotografo fa capire che il soggetto ritratto era ben felice
di posare davanti allobiettivo. Nella foto riprodotta in basso a sinistra, invece,
un gruppo di seminaristi greco cattolici
posa seduto alla fontana di Battir, a sud
di Gerusalemme. Siamo nel 1901. Allo
stesso fondo fotografico domenicano
dedicata una mostra in corso in Svizzera:
il Museo cantonale darte di Lugano accoglie fino al 1 giugno Gerusalemme
fotografata. Immagini dallarchivio dellcole biblique et archologique franaise di Gerusalemme 1870-1935, dedicata
alla Citt Santa negli archivi della scuola
fondata nel 1890 dal padre Marie-Joseph
Lagrange.(silvia guidi)

E Paolo VI
volle in Vaticano
labbraccio
con Atenagora
Allinterno delle mura della Citt
del Vaticano, non lontano dal colonnato di San Pietro, si trova la
piccola chiesa dei Santi Martino e
Sebastiano degli Svizzeri: venne
fatta costruire da Papa Pio V nel
1568. Il portale, in bronzo, venne
realizzato nel 1967 dallo scultore
emiliano Egidio Giaroli che per
Papa Paolo VI realizz anche la
Croce pettorale del sinodo, le due
torciere bronzee poste nella basilica vaticana ai piedi della statua di
san Pietro e lurna dargento per le
reliquie di san Pietro.
La porta della chiesa dei Santi
Martino e Sebastiano conosciuta
anche con il nome di porta del
Concilio: fu voluta infatti per celebrare artisticamente il Vaticano II
che si era concluso due anni prima. Lopera caratterizzata da sei
formelle: le due superiori raffigurano
lapertura e la chiusura del concilio;
quelle centrali due scene della vita di
Ges (la nativit e il discorso della
montagna); infine le due inferiori dove,
a illustrare la forte spinta ecumenica

data dal Vaticano II, furono commissionate due immagini significative: Paolo
VI che unisce in un abbraccio Oriente e
Occidente e, nel riquadro in basso a
destra, lincontro tra Papa Montini e il
patriarca Atenagora.

LOSSERVATORE ROMANO

pagina 6

domenica 25 maggio 2014

Liberale Cozza
San Filippo Neri invita i fanciulli a venerare la Madonna (1811)
Chiesa di San Giacomo, Brescia

San Filippo Neri seguiva personalmente il cammino di crescita dei suoi discepoli

Padre
e maestro di anime
di ED OARD O ALD O CERRATO*
Sul tema In Ges Cristo il nuovo
umanesimo si svolger, nel novembre 2015, il quinto Convegno nazionale della Chiesa italiana: a Firenze,
la citt in cui, esattamente cinque secoli prima, il 21 luglio 1515, san Filippo Neri vide la luce e il giorno
seguente, nel bel San Giovanni, fu
battezzato. La felice coincidenza
consentir cos allOratorio filippino
di vivere il quinto centenario della
nascita del suo fondatore anche in
relazione al convegno che affronter,
come si legge in un comunicato della Conferenza episcopale, le sfide
nuove che chiamano in causa la nostra passione educativa, la nostra intelligenza e creativit pastorale, per
promuovere lincontro tra le persone
e il Vangelo di Ges, che rende piena la vita e le d significato.
La passione educativa di Filippo
del quale il 26 maggio ricorre la
memoria e la sua proposta che

tanti, in tante parti del mondo, ha


affascinato lungo la storia, hanno
radice nella ricca umanit del santo
plasmata dalla comunione con Colui
di cui Filippo diceva: Chi vuol
altro che non sia Cristo non sa quel
che si voglia; chi fa e non per
Cristo, non sa quel che si faccia.
Fu padre, il solo titolo che egli
accettava volentieri perch questo
sonava amore. E tale paternit
cos rispondente al bisogno insopprimibile delluomo, che figlio fin
nel pi profondo del suo essere
traspare da tutto lagire di Filippo:
anche dalle forme di affetto verso i
suoi figli spirituali, dallinteresse che
mostrava verso tutte le questioni e i
problemi della loro vita, dal desiderio di averli vicini e dal cercarli
quando, per qualche tempo, non li
vedeva, dalla continua disponibilit,
dalla cura attenta e individuale della
loro anima, che mai scordava i corpi
e il posto della persona nella societ.
Padre Filippo afferma Guzmn

Carriquiry

segue personalmente la crescita dei suoi


amici e discepoli,
valorizzando, in
modo cos moderno la loro coscienza e la loro
libert. La persona cresce nella sua
umanit soltanto
se incontra una testimonianza
pi
grande di se stessa, una paternit, una presenza straordinaria che le indichino il cammino
di crescita, i crocevia della propria libert, le esigenze della responsabilit, senza restare
irretita nei propri limiti, nelle proprie passioni e giustificazioni. Filippo Neri fu autentico maestro di

anime non in senso intimistico, ma


nel dono che abbraccia tutta la persona, con le sue circostanze, fin nella
profondit del suo essere. Il programma spirituale del Neri scrive

John Henry Newman e gli oratoriani

Uniti pi da uno spirito che da una regola


di INOS BIFFI
Quando si tratt, per John Henry
Newman, di determinare la sua vocazione e il suo posto nella Chiesa
siamo negli anni 1846-1847 dietro le suggestioni del cardinale Wiseman, la sua scelta alla fine si
orient verso lOratorio. Egli era
fortemente attratto dalla figura del
suo fondatore, san Filippo Neri, e
dalla sua spiritualit, contrassegnata
dalla libert interiore e personale,
dai contatti umani e dalla gioia del
servizio, che gli altri Ordini, pur
presi in considerazione, non gli
avrebbero offerto. Egli era attratto
dagli oratoriani, e la ragione osserva Louis Bouyer era che essi
vivono in comunit, ma senza essere
dei regolari; mettono in comune i
loro sforzi, dopo una vita spirituale
profonda e il compimento dei loro
doveri sacerdotali, ma non sono legati da nessun voto, uniti pi da
uno spirito che da una regola.
Agli occhi di Newman lideale
oratoriano era simile a quello di un
college di Oxford, come egli lo aveva sempre concepito. Quando parla di un oratoriano, Newman ha in
mente il ritratto intellettuale e umano di un fellow di Oxford e di un
gentleman inglese (Morales Marn).
E egli annoter agire di persona, dipendere dalle proprie risorse, dalla propria considerazione,
preoccuparsi degli altri, conoscere il
cuore umano, avere tatto ed essere
sensati nel giudizio sono caratteristiche di un oratoriano, cos come
il coltivare quelle virt che permettono alluomo di agire da s, come
individuo in unistituzione. Soprattutto egli apprezzava nellO ratorio
il fatto che lo scrive in una lettera
non si cercava di creare uomini
identici tra loro e che lo spirito
di san Filippo ammetteva persone
dalla mente e dalle inclinazioni diverse. Da qui lesortazione: Non
vi spogliate delle qualit che Dio vi
ha dato, ma perfezionatele per il
suo servizio. E anche affermer:
Non desidero nulla di questo
mondo; non desidero ricchezze n
potere n fama; tuttavia non amo la
povert, le difficolt, lansia, la
mancanza di comodit. Amo la calma, la sicurezza, la vita fra amici e
libri. E sar a Birmingham che
egli vivr la sua vita da oratoriano,
con unintensa attivit pastorale,
con uno stile di vita semplice e limpido; immerso nel tempo e teso
alleternit; e pur non compreso e
osteggiato, intimamente sereno.
Daltra parte, in ogni circostanza
e traversia perseverano intatti il
senso della presenza di Dio, la buona coscienza, la pace dellanima,
che sono in Newman come il castello pi interiore dellanima (Bouyer). Egli rimarr a Birmingham
anche dopo che il cardinalato avr
riacceso la memoria della sua persona, dopo tanto silenzio. Sappiamo
quello che, alla fine della sua vita,
egli rispose a un suo piccolo proni-

pote che gli aveva chiesto se era pi


grande un cardinale o un santo:
Un cardinale un uomo della terra, terrestre; un santo un uomo
del cielo, celeste.
Non meraviglia che san Filippo
sia il santo che egli pi ama e al
quale si trova profondamente legato. E lo provano gli accenti di questa preghiera al fondatore dellO ratorio: O mio caro e santo patrono,
Filippo, io mi metto nelle tue mani
e per lamore di Ges, per quel desiderio damore, che ti scelse e ti fece santo, ti imploro: prega per me;
come egli ha condotto te nei cieli,

cos, quando sar il suo tempo, anche me porti nei cieli. Tu hai sperimentato le prove e le tribolazioni
della vita; hai ben conosciuto che
cosa significhi subire gli assalti del
demonio, lo scherno del mondo, le
tentazioni della carne e del sangue.
Ti ben noto quanto sia fragile la
natura umana e quanto il cuore
delluomo sia ingannevole; e sei cos
colmo di benevolenza e di compassione, che, tutto avvolto ora dalla
tua ineffabile gloria e beatitudine,
puoi, io lo so, avere un pensiero per
me. Mio caro san Filippo, pensa a
me; non mancare di pensare a me,

anche se io talvolta sono cos smemorato di te. Ottienimi tutte le cose


che mi sono necessarie per la mia
perseveranza nella grazia di Dio e
per la mia salvezza eterna. Ottienimi, con la tua potente intercessione,
la forza di combattere la buona battaglia, di essere personalmente un
testimone di Dio e della religione in
mezzo ai peccatori; la forza di essere coraggioso, quando Satana vorrebbe spaventarmi o spingermi e fare quello che male, di vincere me
stesso, di fare tutto il mio dovere, e
quindi di essere assolto nel giudizio.

Massimo Marcocchi
si nutre di fiducia
nella natura umana,
si caratterizza per
lequilibrio del rapporto tra Dio e luomo, tra natura e grazia, rifugge dai toni
foschi e accigliati, si
illumina di festosit
e di gioia. Questo
programma influenzato dallumanesimo cristiano, il
cui retroterra teologico il principio
che la grazia non
sopprime la natura
ma la sana, la irrobustisce, la perfeziona.
La tentazione che
quellepoca conobbe, forte e sottile,
fu di naturalizzare la Grazia, riducendo tutto allumano. La gioia cristiana di Filippo invece la felicit
delluomo consapevole di essere figlio di Dio, arricchito della vita nuova che sgorga dallincontro con Cristo, lanciato in unavventura di lieta
giovinezza spirituale destinata a realizzarsi non fuori dal mondo ma in
esso, come Filippo ebbe a dichiarare
a una signora che gli domandava da
quanto tempo avesse lasciato il mondo: In verit, non lho mai lasciato.
Ma unaltra tentazione si affacciava sulla scena, come reazione alla
mondanit imperante: sfidare bellicosamente il mondo che non si lascia incontrare da Cristo. Filippo super anche questa. Stim la santit
di vita di fra Girolamo Savonarola,
ma tutto il suo apostolato lantitesi
del metodo savonaroliano. LO ratorio port limpronta dellanima di
Filippo eccezionalmente interiore e
della sua mente straordinariamente
aperta; un apostolato animato dal
pi puro affetto per luomo concreto, incontrato nella realt della vita,
non vagheggiato alla luce dellideologia.

Fin dai primi anni della sua presenza in Roma, dove giunse ventenne e dove, a trentasei anni, divenne
prete, lapostolato che sempre esercit fu quello semplice dellincontro in
cui fioriva unamicizia: Si accostava
alla spicciolata ora a questo, ora a
quello, tutti attesta il primo biografo divenivano presto suoi amici. Erano persone di tutte le et e
di ogni condizione; anche giovani,
naturalmente, e a essi, come agli altri, ci che proponeva contrariamente allidea, artificiosamente diffusa, di un santo a cui, traducendo
assai malamente il romanesco Statte
bono, si fa dire State buoni se potete era un solido cammino di
crescita ritmato dal tempo e dallimpegno. Padre Filippo ama la spontaneit, rifugge dallartificio, sceglie i
mezzi pi divertenti per educare alla
virt, ma ben lontano dal proporre
un esercizio che esclude limpiego
della volont.
Colpisce afferma ancora Guzmn Carriquiry la solidit del suo
radicamento nel realismo dellIncarnazione. La santa umanit di Ges
diviene una evidenza commovente.
La tradizione patristica, la familiarit
con le Sacre Scritture e la testimonianza dei martiri e dei santi aprono
e illuminano il cuore a riconoscere
e ad aderire a questa Presenza. []
noto limpressionante e fondamentale fervore eucaristico di Filippo:
Chiesa ed Eucaristia, totalmente
compenetrate, fanno riferimento al
corpo misterioso, reale, di Ges Cristo. Egli percepisce il Volto del Signore, la sua presenza reale e interpellante, anche negli infermi, nei poveri, nei bisognosi. Alla base di tutto
c la convinzione che la vita spirituale, il cammino della santit, non
si fonda su una gnosis per iniziati,
n per i sapienti e i giusti, ma su
un avvenimento reale, un incontro
imprevedibile nelle circostanze della
vita, accessibile inoltre a qualunque
persona, di qualunque stato o condizione, che lo accolga con stupore di
bambino.
*Vescovo di Ivrea

I sessant'anni della Mission de France

Ci sono ancora muri da abbattere


di GIOVANNI ZAVATTA
Crisi di valori, decristianizzazione della societ, penuria di vocazioni sacerdotali, formazione e sviluppo del ministero missionario diocesano, nuova evangelizzazione: la Francia di
sessanta-settanta anni fa, almeno dal punto di
vista delle emergenze religiose, assomigliava
molto alla Francia di oggi. Nello Stato europeo laico per eccellenza, la Chiesa intravedeva
sintomi da denunciare, bisogni da ascoltare,
assimilabili ai cahiers de dolances contemporanei. E li portava allattenzione del Papa. Basta
leggere la costituzione apostolica Omnium ecclesiarum, datata 15 agosto 1954, con la quale
Pio XII istituiva la prelatura territoriale della
Mission de France, per rendersene conto. Se
le responsabilit pastorali spingevano a occuparsi dei Paesi pi lontani ancora privati della
luce del Vangelo, affidandoli alle cure dei
missionari, ci tuttavia scrive il Pontefice
non doveva indurre a dimenticare linsieme
delle nazioni cristiane e a lesinare gli sforzi affinch in esse restasse integra la professione
della fede. Tra le nazioni in crisi cera proprio la Francia. Le difficolt delle circostanze, la malizia del tempo e degli uomini, la diminuzione del numero dei preti e altre cause
importanti e gravi hanno impedito di
mettere in pratica, si
legge nel documento, i suggerimenti
che gi Leone

e soprattutto Pio X avevano dato al riguardo. E cos proviamo ancora oggi dolore
e dispiacere nel vedere tanti uomini, in particolare fra coloro che si guadagnano il pane
ogni giorno nelle fabbriche, nelle officine e
nei campi, ingannati dagli insegnamenti dei
materialisti, abbandonare quasi completamente i precetti e le condotte cristiane.

XIII

Labbazia di Pontigny
La Mission de France
ha una sede episcopale e unabbazia.
Si tratta dellAbbazia di Pontigny,
(nella foto) che si erge
nel cuore di un piccolo villaggio
dellYonne. considerata una
delle pi belle chiese abbaziali
cistercensi
costruite nel XII secolo.

Fondata come seminario aperto nel 19411942 a Lisieux su impulso del cardinale arcivescovo di Parigi Emmanuel Suhard la Mission de France diventa dunque nel 1954 diocesi di Prelatura nullius, con uno spicchio di
territorio (la parrocchia di Pontigny) sottratto
allarcidiocesi di Sens. Non cambia, invece,
lobiettivo: formare preti secolari che vogliono
dedicarsi allevangelizzazione, alla missione
apostolica nelle diocesi povere di vocazioni
sacerdotali; un anno di studio prima di essere
inviati dal proprio vescovo nelle regioni pi
decristianizzate. C un muro che separa la
Chiesa dalla massa. Bisogna abbattere a ogni
costo questo muro, per restituire a Cristo le
masse che lhanno perso, diceva Suhard.
Le periferie delle citt, la campagna, il
mondo delleducazione, della sanit, del lavoro, dei migranti, delle carceri, pi in generale
della solidariet: queste le aree dazione dei
sacerdoti, dei diaconi permanenti, dal 2002
anche dei laici, della Comunit Missione di
Francia, ieri testimoni delleredit lasciata dai
preti operai, al diretto servizio dei gruppi
cristiani, oggi pi a stretto contatto con la vita

delle persone comuni, in dialogo con i non


cristiani e allascolto di poveri ed emarginati.
Sabato 31 maggio, allabbazia cistercense di
Pontigny, in Borgogna, dove nata, la Mission de France dar lavvio alle celebrazioni
per il suo sessantesimo compleanno (e per i
novecento anni dellinizio di edificazione
dellabbazia). Ci sar un incontro sul tema
Liturgia e missione al quale interverranno,
oltre allarcivescovo di Sens e Auxerre, Yves
Patentre, prelato della Mission de France,
labate di Cteaux, Olivier Quenardel, e Jol
Cherief, prete-operaio a Gennevilliers. Nel
1947 ricorda monsignor Arnaud Favart, vicario generale della Mission de France Karol Wojtya, allora giovane sacerdote polacco,
volle fare il giro dei principali luoghi delleffervescenza missionaria in Francia e ne rimase
cos impressionato da pubblicare, al ritorno
dal suo viaggio, una lunga descrizione di questo slancio missionario, di cui vedeva
unespressione emblematica nella Mission de
France. Uno slancio, sottolinea Favart, che
ha portato a vivere la missione nelle periferie
esistenziali, secondo lespressione di Papa
Francesco.
Al 1 gennaio 2014 la Communaut Mission
de France contava su 684 membri: 255 ministri ordinati fra sacerdoti e diaconi permanenti
(155 incardinati alla prelatura territoriale e 100
alle altre diocesi) e 429 laici (333 donne e 96
uomini). Complessivamente centocinque quipes in cinquantuno diocesi, alle quali vanno
aggiunte quelle che operano allestero, precisamente in Algeria, Tunisia, Marocco, Egitto,
Cina, Cambogia, Filippine e Brasile. C chi,
avvocato, assiste le donne vittime di violenze
coniugali, chi responsabile di biblioteca in
un quartiere popolare, chi fa il clown-dottore
nelle corsie degli ospedali, chi, disabile, cappellano in due carceri e si
batte per lintegrazione
dei
detenuti
disabili.
Convinti che la fede vada
vissuta ed espressa quotidianamente,
condivisa
con gli uomini e le donne
di oggi, allascolto e al
servizio di tutti.

LOSSERVATORE ROMANO

domenica 25 maggio 2014

pagina 7

Nomine episcopali
in Italia
Le nomine di oggi riguardano la
Chiesa ambrosiana.

Durante il volo verso la Giordania

Telegrammi del Pontefice


a capi di Stato
Cari amici vi chiedo di accompagnarmi con le vostre
preghiere nel mio pellegrinaggio in Terra Santa. Lo ha
scritto Papa Francesco in un tweet lanciato dallaccount
@Pontifex stamane, sabato 24 maggio, allinizio del suo
secondo viaggio internazionale. Atterrato ad Amman poco
prima delle 13 locali (mezzogiorno in Italia), il Pontefice era
partito alla volta della capitale giordana a bordo dellAirbus
A321 dellAlitalia decollato alle 8.33 dallaeroporto romano
di Fiumicino. In precedenza presso la Domus Sanctae
Marthae, Papa Francesco era stato salutato dai cardinali
Angelo Sodano, decano del Collegio cardinalizio, e Agostino
Vallini, vicario generale per la diocesi di Roma; e dagli
arcivescovi Georg Gnswein, prefetto della Casa pontificia
(che lo ha poi accompagnato a Fiumicino), e Konrad
Krajewski, elemosiniere. Giunto in automobile allaeroporto,
il vescovo di Roma stato accolto, tra gli altri,
dallarcivescovo Adriano Bernardini, nunzio apostolico in
Italia, e dal vescovo di Porto - Santa Rufina, Gino Reali.
A salutarlo a nome del Governo italiano era il ministro per
la Semplificazione e la Pubblica amministrazione, Maria

Franco Giuseppe Agnesi


ausiliare di Milano

Anna Madia. Presenti anche il decano del corpo diplomatico


accreditato presso la Santa Sede, Jean-Claude Michel,
lambasciatore dItalia presso la Santa Sede, Francesco
Greco, il prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro.
In questo viaggio accompagnano il Pontefice, tra gli altri i
cardinali Pietro Parolin, segretario di Stato, Leonardo
Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese orientali,
Jean-Louis Tauran, presidente del Pontificio Consiglio per il
dialogo interreligioso, e Kurt Koch, presidente del Pontificio
Consiglio per la promozione dellunit dei cristiani;
larcivescovo Angelo Becciu, sostituto della Segreteria di
Stato; i monsignori Guido Marini, Gianluca Pezzoli e
Diego Ravelli, e il francescano Silvio Rogelio De La
Fuente; il medico Patrizio Polisca, il direttore della Radio
Vaticana e della Sala Stampa della Santa Sede, padre
Federico Lombardi, il direttore del Centro televisivo vaticano,
monsignor Dario Edoardo Vigan, e il direttore del nostro
giornale. Durante il viaggio verso la Giordania il Papa ha
inviato i seguenti telegrammi ai capi di Stato dei Paesi
sorvolati.

A Sua Eccellenza
lOn. Giorgio Napolitano
Presidente della Repubblica Italiana
Palazzo Del Quirinale
00187 Roma

His Excellency
Nicos Anastasiades
President
of the Republic of Cyprus
Nicosia

His Excellency Shimon Peres


President of the State of Israel
Tel Aviv

Nel momento in cui mi accingo a


compiere il mio pellegrinaggio in
Terra Santa, a cinquantanni dallo
storico viaggio del venerabile Paolo
VI, al fine di pregare per la giustizia
e la pace e per incoraggiare il dialogo ecumenico e interreligioso, desidero rivolgere a lei, Signor Presidente, e al Popolo italiano il mio cordiale saluto, che accompagno con
sinceri auspici per il bene spirituale
e sociale della diletta Italia.

I extend warm greetings to you


and the citizens of Cyprus as I journey over your country on my pilgrimage to the Holy Land. I invoke
upon the entire nation the Lords
blessings of joy and peace.

As I begin my pilgrimage to the


Holy Land, I send cordial and good
wishes to you and all the people of
Israel. I look forward to meeting with you and to visiting the Holy
Land. I willingly invoke upon you
and your fellow citizens Almighty
Gods abundant blessings.

FRANCISCUS PP.

FRANCISCUS PP.

In un messaggio
in risposta al telegramma del Papa, il
presidente della Repubblica italiana
Napolitano ha scritto che lintera
comunit internazionale guarda con
grandissima attenzione a questa sua
missione in una terra attraversata da
tensioni profonde e che tanto
rappresenta nella storia e per il mondo
intero. Il capo dello Stato italiano si

dice certo che il pellegrinaggio sar


foriero di un messaggio di speranza per
tutti coloro che si impegnano
a portare pace
e stabilit in quella terra cui anche
lItalia legata
da importantissimi vincoli storici e
religiosi. Da qui laugurio conclusivo
di un pieno successo per la missione
di Papa Francesco.

FRANCISCUS PP.

His Excellency Karolos Papoulias


President
of the Hellenic Republic
Athens
I send cordial greetings to Your
Excellency and to your fellow citizens as I fly over your country at
the beginning of my pilgrimage to
the Holy Land. I pray to Almighty
God, that he may guide your efforts
in favour of an ever more just and
peaceful society. Upon the Greek
people, I invoke the Lords abundant blessings.
FRANCISCUS PP.

Ad Aversa il cardinale Amato presiede il rito di beatificazione dei martiri Mario Vergara e Isidoro Ngei Ko Lat

Messaggeri del Vangelo in Oriente


Il martirio di padre Mario Vergara e
del catechista Isidoro Ngei Ko Lat,
allalba del 25 maggio 1950, ha avuto
un prodigioso effetto missionario.
Cos il cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle cause dei santi, ha descritto i frutti della
testimonianza di fede del sacerdote
campano e del laico birmano che, in
rappresentanza di Papa Francesco,
ha beatificato sabato pomeriggio, 24
maggio, nella cattedrale di Aversa.
Nella sua lettera apostolica per la
beatificazione il Pontefice ha ricordato il porporato li ha chiamati eroici messaggeri del Vangelo
nelle terre dOriente, i quali non dubitarono di anteporre lamore di Cristo e dei fratelli alla loro vita. Infatti, il sacrificio dei due ha generato la fioritura del cattolicesimo in
Myanmar. Le loro croci hanno fatto crescere lalbero della Chiesa, infondendo nei battezzati la fierezza
della loro identit cristiana e dando
loro un rinnovato dinamismo di
apostolato e di testimonianza.
Il porporato ha fatto notare come
il beato Isidoro sia il primo frutto
della santit della Chiesa in Myanmar. Egli ripropone il modello dei
primi cristiani, che ebbero nei martiri i testimoni eroici di Cristo e gli
autentici evangelizzatori della loro
gente. Anche la diocesi di Aversa
fiera di aver dato i natali al beato
Mario Vergara, missionario generoso, che ha portato in terra straniera
le virt pi belle della sua gente: la
fede cattolica, la laboriosit, lentusiasmo missionario, la bont e
quellatteggiamento di rispetto e di

fraternit, che tanto colpirono gli


abitanti del posto.
Non bisogna dimenticare, ha sottolineato il porporato, che anche
oggi i cristiani subiscono persecuzione e morte. dellaprile scorso, infatti, luccisione del gesuita padre
Frans van der Lugt, avvenuta nella
citt siriana di Homs. Aveva settantasette anni e aveva fatto dellaiuto a
poveri e sofferenti la propria missione. Lassassino ha voluto spegnere una presenza cristiana di fede e di
coraggio. Le modalit del misfatto
ricordano il martirio dei nostri
due beati: due colpi sparati
per spiegare a chiunque che in
quellinferno non c pi spazio per nessun cristiano.
Come Caino uccisore del
mite Abele ha spiegato il
cardinale questuomo diventato il messaggero del male, che si oppone alla fraternit, alla bont, alla solidariet,
allamore, in una parola, alla vera umanit. Infatti, ha aggiunto,
il dna di ogni essere umano la
bont e non la malvagit, lamore e
non lodio, la fraternit e non linimicizia.
Cosa dire di fronte a questo scempio e di fronte al martirio dei nostri
beati? La risposta ha detto il
prefetto ce la danno gli antichi
scrittori cristiani. In particolare,
Tertulliano rivolgendosi ai persecutori pagani dei suoi tempi diceva: A
nulla serve ogni vostra pi raffinata
crudelt. Noi diventiamo pi numerosi ogni qualvolta siamo da voi
mietuti: il sangue dei cristiani un

seme. Il sacrificio dei martiri, ha


sottolineato, deve rafforzare la nostra fede. Anche nel nostro piccolo
abbiamo bisogno di coraggio per vivere giorno dopo giorno secondo il
Vangelo, in una societ che spesso
scambia il bene per male e il vizio
per virt. I martiri sono gli esperti

del bene e ci educano a vivere bene


e a difendere il bene dagli attacchi
del male. Inoltre, ha aggiunto, essi
si pongono come nostri avvocati
presso il Signore, per ottenerci grazie e favori spirituali e temporali.
La beatificazione dei due martiri, infatti, significa che da oggi le diocesi di Aversa e di Loikaw in Myanmar possono onorarli con il culto
pubblico liturgico e possono pregarli

per ricevere protezione e aiuto. Facciamo tesoro del loro esempio, imitiamo la loro testimonianza e soprattutto preghiamoli per le nostre necessit.
La testimonianza di instancabile
missionario di padre Vergara ancora viva in Myanmar. Il cardinale
Amato ha ricordato il suo impegno
apostolico. Viaggia instancabilmente ha detto da un villaggio
allaltro per predicare, battezzare,
confessare, dire messa, celebrare matrimoni e cresime, amministrare
lolio santo degli infermi. Ma
legge anche libri di medicina
per venire incontro ai malanni
pi diffusi, come malaria e
dissenteria. Con la sua instancabile dedizione, converte interi villaggi. Per questo suo
apostolato si affida incondizionatamente alla divina Provvidenza e chiede laiuto della
preghiera. Viene incontro a tutti
con le offerte dei benefattori.
Dopo un periodo di prigionia
in India, ha proseguito, torna in
Birmania e riprende la sua intensa
attivit apostolica. Fornito di una
discreta conoscenza e pratica medica, costruisce dispensari per le cure
immediate agli infermi. Sono stati
tramandati alcuni di questi episodi
ritenuti straordinari, come il caso
di un bambino moribondo che
guarisce grazie a un sorso di vino
dato in mancanza di medicine. Uno
storpio, da lui massaggiato, riprende
a camminare. Questa sua opera benefica suscita ammirazione, ma anche gelosia da parte di stregoni e di

capi locali. proprio in tale contesto che matura il martirio. Nei suoi
movimenti ha detto il cardinale
Amato il padre sempre accompagnato dal fido Isidoro. Nonostante le difficolt di spostamento Vergara continua il suo apostolato di
evangelizzazione e di promozione
umana. Un giorno, ha ricordato,
viene convocato dalle autorit locali per discutere sullopportunit o
meno di continuare la guerriglia. Il
padre consiglia di deporre le armi
e di cessare il reclutamento dei giovani inesperti di guerriglia. Questo
appello evangelico alla pace e alla
concordia gli attira lodio dei ribelli.
cos che padre Vergara e Isidoro
vennero arrestati, nella piazza del
villaggio, il 24 maggio 1950 e condotti al cospetto dello spietato capo
dei ribelli, che li accus di spionaggio. Il missionario si difese energicamente, rigettando laccusa completamente falsa e, anzi, denunciando i
soprusi dei soldati verso i civili.
Non bast. Di notte furono portati
lungo il sentiero che costeggia il fiume Salwen e fucilati. I nostri martiri ha concluso il prefetto morirono a causa della loro fede e del loro benefico apostolato di carit, di
pace e di fraternit. Ma essi non
giunsero impreparati al martirio.
Infatti, Isidoro era un giovane colto e intelligente e conosceva bene i
rischi che correva accompagnando il
missionario. Dal canto suo padre
Vergara gi da piccolo, sognando la
missione, sognava anche il martirio.
Il loro martirio fu il coronamento di
una vita spesa per il regno.

Nato a Milano il 4 dicembre


1950, entrato in seminario dopo
la maturit scientifica conseguita
nelle scuole pubbliche. Ha studiato nei seminari arcivescovili milanesi di Saronno e di Venegono Inferiore, conseguendo il baccalaureato in teologia. Ordinato sacerdote l8 giugno 1974 a Milano,
stato vice rettore nel seminario
teologico di Saronno dal 1974 al
1980; assistente diocesano del settore giovani di Azione cattolica
dal 1980 al 1989; assistente diocesano generale di Azione cattolica
e responsabile della pastorale giovanile dal 1990 al 1995. Dal 1994
al 1995 stato responsabile della
Federazione oratori milanesi.
stato poi pro vicario generale, moderator curiae e presidente del consiglio degli affari economici
dellarcidiocesi e presidente della
Caritas ambrosiana dal 1995 al
2003; parroco di San Giovanni
Battista in Cesano Boscone e decano del decanato di Cesano Boscone dal 2003 al 2008; prevosto
di Busto Arsizio e decano del decanato di Busto Arsizio dal 2008
al 2012. Dal 2012 vicario episcopale della zona II (Varese) e membro del consiglio episcopale.

Paolo Martinelli
ausiliare di Milano
Nato a Milano il 22 ottobre
1958, ha conseguito il diploma di
perito agrario e il 25 settembre
1978 entrato nel postulandato
cappuccino di Cerro Maggiore.
Emessa la prima professione l8
settembre 1980, fino al 1985 ha frequentato a Milano il corso istituzionale di teologia presso lo Studio teologico San Francesco dAssisi, affiliato alla Pontificia Universit Antonianum. Il 23 dicembre 1984 ha emesso la professione
perpetua, il 7 settembre 1985 stato ordinato presbitero, e gli stata
affidata lanimazione spirituale
presso lIstituto della Sacra Famiglia di Cesano Boscone. Dal 1988
al 1993 ha frequentato la Pontificia
Universit Gregoriana, dove ha
conseguito il dottorato in teologia
fondamentale con la tesi Il mistero
della morte in Hans Urs von Balthasar. Il mistero pasquale come rivelazione dellamore trinitario di Dio
e ha poi tenuto corsi e seminari.
Nel 2003 stato nominato professore straordinario presso lIstituto
di Spiritualit - Antonianum di
Roma, divenendone preside nel
dicembre 2004 e venendo confermato nel 2005, nel 2008 e nel
2011. Nellottobre 2005 ha partecipato come esperto (adiutor del segretario speciale) alla XI assemblea
ordinaria del Sinodo dei vescovi.
L8 maggio 2006 stato nominato
consultore della Congregazione
per gli istituti di vita consacrata e
le societ di vita apostolica ad
quinquennium. Nel gennaio 2012
divenuto anche consultore della
Congregazione per la Dottrina
della Fede. Alla XII assemblea generale ordinaria del Sinodo dei
vescovi, tenutasi nellottobre 2008,
stato adiutor del segretario speciale e dal dicembre 2009 consultore della segreteria generale
del Sinodo dei vescovi. autore
di pubblicazioni di carattere teologico e spirituale.

Pierantonio Tremolada
ausiliare di Milano
Nato a Lissone (Monza-Brianza) il 4 ottobre 1956, ha studiato
nei seminari milanesi fino allordinazione presbiterale avvenuta il 13
giugno 1981. Quindi stato inviato a Roma, presso il Collegio
Lombardo, per frequentare il Pontificio Istituto Biblico, e ha conseguito la laurea in Sacra scrittura,
con una tesi diretta dal padre gesuita Albert Vanhoye, oggi cardinale, E fu annoverato fra iniqui.
Prospettive di lettura della Passione
secondo Luca 22, 37, pubblicata in
Analecta biblica. Dal 1987 al
2014 stato docente nel quadriennio teologico a Venegono Inferiore, e dal 1997 al 2014 rettore responsabile della formazione dei
diaconi permanenti. Dal 2007 al
2013 stato anche collaboratore
responsabile per la formazione
permanente del clero (clero giovane). Dal 2012 vicario episcopale
per levangelizzazione e i sacramenti.

LOSSERVATORE ROMANO

pagina 8

domenica 25 maggio 2014

Allarrivo in Giordania il Papa esprime apprezzamento per le iniziative di accoglienza e di dialogo

Alla ricerca di una pace durevole


Necessaria e urgente una soluzione alla crisi siriana e al conflitto tra israeliani e palestinesi
Il Papa giunto in Giordania, prima
tappa del viaggio in Terra santa.
Laereo con a bordo il Pontefice
atterrato allaeroporto internazionale di
Amman nella tarda mattinata di
sabato 24 maggio. Francesco ha poi
raggiunto il palazzo reale, dove si
svolta la cerimonia di benvenuto, e
dopo il saluto del re Abdullah II bin
Hussein ha pronunciato il seguente
discorso.
Maest,
Eccellenze,
Cari Fratelli Vescovi,
Cari Amici,
Ringrazio Dio di poter visitare il
Regno Hascemita di Giordania, sulle orme dei miei predecessori Paolo
VI, Giovanni Paolo II e Benedetto
XVI, e ringrazio Sua Maest il Re
Abdullah II per le sue cordiali parole di benvenuto, nel vivo ricordo del
recente incontro in Vaticano. Estendo il mio saluto ai membri della Famiglia Reale, al Governo e al Popo-

lo della Giordania, terra ricca di storia e di grande significato religioso


per lEbraismo, il Cristianesimo e
lIslam.
Questo Paese presta generosa accoglienza a una grande quantit di
rifugiati palestinesi, iracheni e provenienti da altre aree di crisi, in particolare dalla vicina Siria, sconvolta
da un conflitto che dura da troppo
tempo. Tale accoglienza merita,
Maest, la stima e il sostegno della
comunit internazionale. La Chiesa
Cattolica, secondo le sue possibilit,
vuole impegnarsi nellassistenza ai
rifugiati e a chi vive nel bisogno, soprattutto tramite Caritas Giordania.
Mentre con dolore constato la
permanenza
di
forti
tensioni
nellarea medio-orientale, ringrazio
le Autorit del Regno per quello che
fanno e incoraggio a continuare ad
impegnarsi nella ricerca dellauspicata durevole pace per tutta la Regione; a tale scopo si rende quanto mai
necessaria e urgente una soluzione

pacifica alla crisi siriana, nonch una


giusta soluzione al conflitto israeliano-palestinese.
Colgo questa opportunit per rinnovare il mio profondo rispetto e la
mia stima per la comunit Musulmana, e manifestare apprezzamento
per il ruolo di guida svolto da Sua
Maest il Re nel promuovere una
pi adeguata comprensione delle
virt proclamate dallIslam e la serena convivenza tra i fedeli delle diverse religioni. Lei noto come un
uomo di pace e artefice della pace.
Grazie! Esprimo riconoscenza alla
Giordania per aver incoraggiato diverse importanti iniziative a favore
del dialogo interreligioso per la promozione della comprensione tra
Ebrei, Cristiani e Musulmani, tra le
quali quella del Messaggio Interreligioso di Amman e per aver promosso in seno allONU la celebrazione
annuale della Settimana di Armonia
tra le Religioni.

Vorrei ora rivolgere un saluto carico di affetto alle comunit cristiane


che, presenti nel Paese fin dallet
apostolica, offrono il loro contributo
per il bene comune della societ
nella quale sono pienamente inserite. Pur essendo oggi numericamente
minoritarie, esse hanno modo di
svolgere una qualificata e apprezzata
azione in campo educativo e sanitario, mediante scuole ed ospedali, e
possono professare con tranquillit
la loro fede, nel rispetto della libert
religiosa, che un fondamentale diritto umano e che auspico vivamente
venga tenuto in grande considerazione in ogni parte del Medio
Oriente e nel mondo intero. Esso
comporta sia la libert individuale
e collettiva di seguire la propria coscienza in materia religiosa, sia la libert di culto... la libert di scegliere la religione che si crede essere vera e di manifestare pubblicamente la
propria credenza (Benedetto XVI,
Esort. ap. Ecclesia in Medio Oriente,
26). I cristiani si sentono e sono cittadini a pieno titolo ed intendono
contribuire alla costruzione della societ insieme ai loro concittadini
musulmani, offrendo il proprio specifico apporto.
Rivolgo infine uno speciale augurio per la pace e la prosperit del
Regno di Giordania e del suo popolo, con lauspicio che questa visita
contribuisca ad incrementare e promuovere buone e cordiali relazioni
tra Cristiani e Musulmani. E che il
Signore Dio ci difenda tutti da quella paura del cambiamento alla quale
Sua Maest ha fatto riferimento.
Vi ringrazio per la vostra calorosa
accoglienza e cortesia. Dio Onnipotente e Misericordioso conceda alle
Vostre Maest felicit e lunga vita e
ricolmi la Giordania delle sue benedizioni. Salam!

Il saluto del re Abdullah

Per vincere la paura


del cambiamento
La paura dellaltro e la paura
del cambiamento portano verso
la mutua rovina, non verso il rispetto reciproco. questo uno dei
passaggi pi significativi del saluto
che il re Abdullah II di Giordania
ha rivolto al Papa allinizio dellincontro. Un passaggio che stato ripreso dallo stesso Pontefice nel suo
discorso.
Qui oggi musulmani e cristiani
ha assicurato il sovrano stanno
costruendo un futuro comune, sulla
base del rispetto reciproco, della
pace e della fede in Dio. Un
obiettivo, ha aggiunto, che interessa
tutta lumanit. Nella nostra era
moderna dobbiamo affrontare vaste
sfide globali, non ultimo il conflitto
settario e interreligioso. Ma Dio ci
ha dato una difesa imbattibile: dove
le ideologie diffondono ignoranza e
sfiducia, le nostre voci congiunte
possono portare comprensione e
buona volont; dove le vite sono
state schiacciate dallingiustizia e
dalla violenza, i nostri sforzi comuni possono aiutare a portare guarigione e speranza. E poich il
mondo ricco di persone di buona
volont che cercano di promuovere
la dignit umana e la coesistenza
pacifica, il re di Giordania ha voluto riconoscere con gratitudine

Ad Amman i primi incontri del viaggio

Tra un popolo aperto ai bisogni di chi soffre


dal nostro inviato MARIO PONZI
Papa Francesco con una splendida
orchidea nera tra le mani, accanto a
un bambino visibilmente impacciato, un po per lemozione, un po
per lo smarrimento in una situazione certo inconsueta per lui. la prima immagine, o almeno la pi immediata, dellarrivo del Papa ad
Amman.
Anche se lomaggio floreale una
consuetudine in qualsiasi cerimonia
di accoglienza, qui assume un significato speciale: lorchidea nera che
gli ha offerto il giovane Kassim
infatti il simbolo del regno hascemita di Giordania. Un gesto tanto pi
significativo perch allaeroporto internazionale Queen Alia della capitale giordana non cerano i sovrani,
ma il principe Ghazi bin Muhammed in loro rappresentanza: il benvenuto ufficiale ha avuto luogo infatti pi tardi, nel palazzo reale.
Allaeroporto solo una piccola folla e diverse autorit religiose, tra le
quali il nunzio apostolico, arcivescovo Giorgio Lingua, il patriarca di
Gerusalemme dei latini, Fouad
Twal, il custode di Terra santa, padre Pierbattista Pizzaballa, che hanno salutato per primi il Papa appena sceso dallaereo. Poi stata la
volta dellarcivescovo di Petra e Filadelfia dei greco-melkiti, Yaser Rasmi Hanna Al-Ayyash, dellarcivescovo di Baghdad dei latini, Jean
Benjamin Sleiman, e di altri religiosi. Ad Amman al seguito papale si
aggiunto lesponente islamico Omar
Ahmed Abboud, presidente dellistituto per il dialogo interreligioso di
Buenos Aires.
Il corteo delle vetture uscito dal
modernissimo complesso aeroportuale e si diretto verso la capitale.
Lungo le strade, mentre ci si avvicinava al palazzo reale, esplosa la
festa. Grande lemozione vissuta stamane in questa citt, giardino daccoglienza del Medio Oriente. Culla
di civilt e punto dincontro tra Europa ed Asia, oltre che esempio di

convivenza pacifica e rispettosa tra


cristiani e musulmani, questa terra
conserva un forza attrattiva straordinaria per i credenti. Ai cristiani ogni
pietra ispira il ricordo delle origini
della fede. Ma molti di questi luoghi sono sacri, e altrettanto significativi, anche per i musulmani; anzi,
hanno avuto un ruolo fondamentale
per lo sviluppo dellislam, la religione che oggi unisce la stragrande
maggioranza dei giordani.
I cristiani sono una piccola minoranza. Ma qui, tra questa gente, il
comune legame con certi luoghi
colto come una ricchezza e non come motivo di contesa o, peggio ancora, di scontro violento. E ci costituisce il tratto caratteristico
dellanima di un popolo capace di
aprirsi ai bisogni di chi soffre. Un
popolo che non chiede la carta
didentit a chi bussa alla porta della solidariet.
Ne sanno qualcosa i tantissimi
profughi palestinesi, siriani e iracheni che oggi trovano rifugio nei campi allestiti per assisterli. Tra laltro,
una rappresentanza di costoro, a fine giornata, incontrer Papa Francesco a Betania oltre il Giordano, nella chiesa latina, dove ci sar anche
unaltra rappresentanza di umanit
sofferente, i disabili.
stata dunque la Giordania della
convivenza pacifica e del dialogo ad
accogliere Papa Francesco. A migliaia si sono accalcati lungo il percorso papale, sventolando le stesse
bandiere, gridando le stesse frasi di
benvenuto: impossibile distinguere i
cristiani dai musulmani.
Del resto, il successore di Pietro
si pu considerare di casa tra questi luoghi da almeno cinquantanni.
Quel mezzo secolo che Papa Francesco venuto a celebrare nel ricordo di un abbraccio che ha aperto
un cammino nuovo proprio per i
cristiani, un cammino sulla strada
verso la piena unit. Lincontro tra
Paolo VI e il patriarca Atenagora,
avvenuto il 5 gennaio 1964 sul monte degli Ulivi, accanto alla sorpresa
per uniniziativa senza precedenti

suscit allora tantissime speranze. E


oggi rivive con interpreti nuovi, ma
animati dallo stesso ardore ecumenico. E soprattutto dalla stessa volont di dare un contributo al processo
destinato a mettere la parola fine allo scandalo della divisione tra i discepoli dellunico Cristo.
Veloce il percorso sino al palazzo
reale. Amman si mostrata in tutto
il suo fascino. La sensazione di
trovarsi in una qualsiasi grande citt
europea o americana. Ma anche se
concepita su modelli occidentali, resta indelebile la sua anima pi vera,
legata alle tradizioni. Ne sono
espressione inconfondibile il brulichio delle persone indaffarate, le
mille botteghe che punteggiano le
ampie strade della capitale. Anche
se apparentemente il contrasto cos netto, si ha la sensazione che modernit e tradizione vadano a braccetto senza disturbarsi e convivano
molto meglio che in altre metropoli
asiatiche.
Rispettosa, ricca di storia, a tratti
affascinante per il suo vigore e al

tempo stesso per la difesa delle sue


tradizioni, la popolazione di questa
terra piacevole da scoprire minuto
dopo minuto. Ed straordinario come tutto ci sia confluito nelle manifestazioni e nelle parole delle prime ore riservate al Pontefice.
Al palazzo reale il Papa stato ricevuto dal re Abdallah II bin Al
Hussein e dalla regina Rania. Un
breve incontro in privato con il re,
poi con la sua famiglia e infine con
le autorit giordane radunate, con il
corpo diplomatico, nel salone dei ricevimenti, dove avvenuto lo scambio dei discorsi.
Concluso lincontro, senza concedersi un attimo di sosta neppure
per il pranzo consumato precedentemente a bordo dellaereo durante il
volo da Roma ad Amman Papa
Francesco salito nuovamente
sullauto con la quale raggiunge
lInternational Stadium, dove lo
hanno atteso migliaia di fedeli, venticinquemila solo allinterno del
complesso sportivo. Come di consueto ampio il giro tra la folla, in un

II

tripudio di grida e di colori. Tra i


presenti ci sono numerosi ospiti dei
campi profughi. E molti dei loro figli sono fra quei 1.400 bambini che
riceveranno la loro prima comunione nel corso di questa celebrazione.
Poi Papa Francesco visita il luogo
dove storici e archeologi hanno indicato il sito del battesimo di Ges:
una grande pozza dacqua sulle rive
del Giordano, nella zona di Wadi
Al-Kharrar nome poetico che significa valle del mormorio delle acque che scorrono e nota nellantichit come Betania. Accompagnato
dal re, il Papa giunge su una piccola
auto elettrica dapprima il sito del
battesimo, poi la riva del fiume per
benedirne le acque cos come aveva
fatto cinquantanni fa Paolo VI.
Prima di rientrare ad Amman
dove in nunziatura trascorrer la
notte nella chiesa latina, ancora in
costruzione, previsto lincontro con
seicento tra rifugiati e disabili. Intensa, dunque, questa prima giornata di Papa Francesco in Terra santa.
E il fitto programma domenicale
difficilmente ne lascia immaginare
una seconda pi tranquilla.
Nella mattina della domenica, infatti, il viaggio fa tappa in Palestina
e nel pomeriggio vive uno dei suoi
momenti pi significativi con lincontro tra il Pontefice e Bartolomeo.
Senza dimenticare la visita al campo
profughi di Dheisheh, dove nel
Phoenix center attendono il Papa i
bambini ospitati anche negli altri
due campi palestinesi di Aida e Beit
Jibrin.
Tra laltro il Phoenix center stato realizzato grazie allofferta lasciata da Giovanni Paolo II nel 2000
durante la visita compiuta al campo
profughi di Aida.
Insomma si tratta di un viaggio
molto impegnativo, come lha definito lo stesso Pontefice salutando
in aereo i settanta giornalisti del volo papale. Dovete guardare, scrivere, pensare, fare tante cose, ha detto ringraziandoli e assicurando la
propria preghiera.

il ruolo di guida che ha Papa Francesco in questa causa. Lei si impegnato nel dialogo specialmente
con lislam. I musulmani ovunque
apprezzano i suoi messaggi di stima
e di amicizia. Oltre a essere successore di san Pietro, lei diventato
una coscienza per il mondo intero.
Sin dallelezione, ci ha ricordato
con le parole e con i fatti che Pontefice
significa
costruttore
di
ponti.
Il sovrano ha affermato che anche i giordani stanno costruendo
ponti. Il nostro lavoro comprende
azioni concrete e tangibili, che durano da anni, ha proseguito citando il Messaggio interreligioso di Amman
che
contiene
linvito
dellislam allarmonia universale,
alla misericordia e alla giustizia, rifiutando le false pretese di coloro
che diffondono lodio e seminano
divisione. La Giordania inoltre
la patria delliniziativa del 2007
Una parola comune tra noi e voi, la
lettera aperta scritta il 13 ottobre da
138 leader religiosi musulmani, che
rilancia due grandi comandamenti
dellislam e del cristianesimo:
lamore di Dio e lamore del prossimo.
In proposito Abdullah II ha sottolineato che i seguaci delle nostre
due religioni, oltre la met
dellumanit, sono ovunque vicini
luno dellaltro. Infine ha rievocato i due forum cattolico-musulmani
svoltisi uno in Vaticano e laltro in
Giordania, in attesa del prossimo
che si terr a Roma a novembre.
Come quarantunesimo discendente del profeta Maometto ha
detto ho cercato di promuovere
lo spirito autentico dellislam,
lislam di pace, anche attraverso
limpegno a lavorare perch Gerusalemme sia un luogo di devozione per tutti e casa sicura per tutte
le comunit e per ogni generazione. Quindi ha accennato alla conferenza regionale convocata lo scorso anno dalla Giordania, sulle sfide
che i cristiani arabi devono affrontare: Le comunit cristiane arabe
sono parte integrante del Medio
Oriente. Qui in Giordania esiste
unantica eredit cristiana in armonia con il retaggio e lidentit islamica del nostro Paese. Abbiamo a
cuore queste radici. E siamo lieti
che lei come i suoi predecessori
compir un pellegrinaggio nel luogo del battesimo di Ges a Betania
oltre il Giordano.
Infine, evidenziando che la pace
del mondo dipende dalla comprensione e dalla coesistenza tra tutte le
persone di ogni fede, il re ha parlato del ruolo guida avuto dalla
Giordania nel 2010, quando alle
Nazioni unite ha promosso la settimana mondiale dellarmonia tra le
religioni, divenuta ormai un appuntamento annuale. Quindi ha
auspicato di poter continuare a lavorare insieme per rafforzare larmonia e affrontare le sfide, perch
lumanit e la saggezza di Papa
Francesco possono dare un contributo speciale ad alleviare la crisi
dei rifugiati siriani e il fardello che
grava sui Paesi confinanti che li
ospitano, come la Giordania. In
proposito ha chiesto di aiutare la
Siria a riconquistare il suo futuro, a
porre fine allo spargimento di sangue e a trovare una soluzione politica e pacifica.
Analoghe azioni di sostegno ha
poi invocato anche per aiutare palestinesi e israeliani a risolvere il loro lungo conflitto. Insieme ha
detto possiamo aiutare i leader di
entrambe le parti a compiere i coraggiosi passi necessari verso la pace, la giustizia e la coesistenza. E
ha concluso con la speranza che il
viaggio del Papa possa essere fecondo e portare pace, poich benedetti sono gli operatori di pace.