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LOSSERVATORE ROMANO
GIORNALE QUOTIDIANO

Unicuique suum
Anno CLIV n. 114 (46.656)

POLITICO RELIGIOSO
Non praevalebunt

Citt del Vaticano

mercoled 21 maggio 2014

Il vescovo di Roma apre lassemblea generale della Conferenza episcopale italiana

Per un ritorno allessenziale


E definisce un gioiello il primo discorso di Papa Montini ai vescovi italiani

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Le parole
di Francesco
e di Paolo
La decisione di Papa Francesco di
ricordare e consegnare ai vescovi
italiani il primo discorso loro rivolto da Paolo VI pi che eloquente. Montini parl allepiscopato esattamente mezzo secolo fa,
il 14 aprile 1964, quando la conferenza episcopale era appena agli
inizi, tanto che lintervento papale
viene considerato il suo atto di
nascita. Riunioni di vescovi italiani si erano infatti tenute sin dal
1952, con statuti provvisori promulgati nel 1954 e nel 1959, ma fu
solo quel 14 aprile 1964 che lepiscopato si riun per la prima volta
nel suo insieme.
Fu insomma un nuovo inizio,
come nuovo stato oggi il gesto
del Papa, vescovo di Roma e primate dItalia, che ha parlato
allepiscopato rivolgendosi al tempo stesso a ognuno dei suoi fratelli vescovi. Per richiamare a una
riflessione, e insieme a un esame
di coscienza, nella luce della parola di Cristo a Pietro (Tu, seguimi) e di quelle di Paolo alla
comunit di Roma (Desidero ardentemente vedervi per comunicarvi qualche dono spirituale,
perch ne siate fortificati, o meglio, per essere in mezzo a voi
confortato mediante la fede che
abbiamo in comune, voi ed io),
desiderio che Francesco fa suo.
Al Papa sta a cuore, come disse
nelle prime parole dopo lelezione
in conclave, il rapporto tra vescovo e popolo, fondamentale e tradizionale nella Chiesa di Cristo, e
questo lo sfondo del discorso
allepiscopato italiano, che un
richiamo allessenziale e dunque
anchesso indicatore di un nuovo
inizio. Cos significativo che,
eletto da qualche settimana, Francesco abbia per la prima volta incontrato lepiscopato italiano davanti al sepolcro di Pietro e abbia
salutato ognuno dei vescovi: Ho
vissuto questanno cercando di
pormi sul passo di ciascuno di
voi ha sintetizzato.
E il richiamo allessenziale non
pu che passare per un interrogarsi davanti a chi davvero guida
la Chiesa: Chi per me Ges
Cristo? Come ha segnato la verit
della mia storia? Che dice di lui
la mia vita? si chiesto e ha
chiesto il Papa. In tutto il discorso di Bergoglio, nella descrizione
della vita spirituale e delle tentazioni a cui ognuno sottoposto,
si avverte lesperienza delluomo
religioso e del vescovo, comunicata con un linguaggio suggestivo
che guardando allunico Signore
capace di toccare e scuotere:
Teniamo fisso lo sguardo su di
lui, centro del tempo e della storia. lui che avvolge di misericordia le nostre debolezze tutto
rinnovando. Di lui anche se lo
ignorasse vive ogni uomo ha
ricordato il Papa.
Le parole di Francesco sintrecciano con quelle cos attuali,
ha sottolineato di Paolo VI, che
rivolgendosi ai vescovi italiani pose sul tappeto principalmente due
questioni: il numero eccessivo
delle diocesi e la preservazione
della fede nel popolo italiano.
Bisogna procedere uniti disse
Montini, richiamando poi al concilio, occasione unica e felice e
sforzo portato al pi alto grado
per adeguare la rispondenza della
Chiesa ai doveri della sua missione e ai bisogni dei tempi. Che
oggi sono quelli della famiglia,
dei disoccupati, dei migranti, ha
sintetizzato il Papa parlando della
missione. Che offre a tutti, senza
distinzione, la memoria della fede e la compagnia della Chiesa.
g.m.v.

un ritorno allessenziale quello che Papa


Francesco ha chiesto ai vescovi italiani riuniti
ieri pomeriggio, luned 19 maggio, nellaula
del Sinodo in Vaticano, per celebrare la loro
sessantaseiesima assemblea generale. E, fatto
unico, proprio il vescovo di Roma ha inaugurato i lavori assembleari. A tutto campo il discorso che Papa Francesco ha rivolto ai presuli
italiani. E proprio facendo perno sullessenzialit del ministero del vescovo il Pontefice ha
ridisegnato il profilo del pastore chiamato ad
accudire il gregge che il Signore gli ha affidato. Un profilo che si delinea su tre tratti principali: pastori di una Chiesa che comunit
del Risorto; pastori di una Chiesa che
Corpo del Signore; pastori di una Chiesa
anticipo e promessa del Regno.

Da questo profilo essenziale ed esigente derivano tutta una serie di responsabilit per i
vescovi. Cos il Pontefice lancia un appello alla Chiesa italiana, alla quale, dice, non dato
di disertare la sala dattesa affollata di disoccupati, cassintegrati, precari, dove il dramma di
chi non sa come portare a casa il pane si incontra con quello di chi non sa come mandare
avanti lazienda. E poi i richiami allaccoglienza dei migranti, alla protezione della vita,
alleducazione dei giovani e della famiglia. Il
vescovo di Roma critica poi la testa sterile di
chi rimane a sedere ai piedi del campanile,
senza oltrepassare la piazza, lasciando che il
mondo vada per la sua strada.
Per Papa Francesco i vescovi, i preti e tutti i
cattolici dovrebbero vivere decentrati rispetto

a se stessi, protesi allincontro, che poi la


strada per ritrovare veramente ci che siamo:
annunciatori della verit di Cristo e della sua
misericordia. Verit e misericordia, ha spiegato il vescovo di Roma ricordando lenciclica
Caritas in veritate di Benedetto XVI, non vanno
mai disgiunte, perch senza la verit, lamore
si risolve in una scatola vuota, che ciascuno
riempie a propria discrezione, mentre un
cristianesimo di carit senza verit pu venire
facilmente scambiato per una riserva di buoni
sentimenti, utili per la convivenza sociale, ma
marginali. Il Papa parla anche dei limiti della
Chiesa e dei suoi uomini. Il pi grave costituito dalle divisioni, che portano a forme di
settarismo. E richiamando il primo discorso rivolto da Paolo VI allepiscopato italiano, riba-

disce che la mancanza o comunque la povert di comunione lo scandalo pi grande,


leresia che deturpa il volto del Signore e dilania la sua Chiesa.
PAGINE 4

Quando Paolo VI
parl per la prima volta allepiscopato italiano

il momento dellunit
PAGINE 5

Preoccupazione internazionale per laggravarsi della crisi a Tripoli

Sospesi i lavori del Parlamento libico


TRIPOLI, 20. Ancora tensione altissima in Libia: il Governo uscente ha
ceduto alle richieste di Khalifa Haftar, lex generale che venerd scorso
aveva lanciato loffensiva a Bengasi
contro le milizie islamiche. Dopo
lassalto al Parlamento di Tripoli di
domenica, il premier dimissionario
Abdullah Al Thani, ha chiesto al
Congresso generale nazionale (Parlamento ad interim) di annullare lelezione del suo successore Ahmed
Miiting e di procedere a scegliere un
altro candidato per la carica. Il Governo ha chiesto allo stesso tempo al
Parlamento di sospendere i lavori fi-

no a nuove elezioni dopo aver approvato in settimana il bilancio 2014.


La Libia, dunque, a oltre due anni
e mezzo dalluccisione di Gheddafi,
non trova ancora stabilit. Il Paese
diventato ingovernabile e si sono allargate le fratture tra milizie, trib,
militari di formazione laica e guerriglieri islamici che sconfinano nel
fondamentalismo o nei casi pi
estremi in organizzazioni qaediste.
LUnione europea si detta gravemente preoccupata e ha chiesto
alle parti che evitino altro spargimento di sangue. Il segretario generale della Nato, Anders Fogh

Rasmussen, ha ribadito la disponibilit dellAlleanza atlantica a offrire


supporto alle autorit per migliorare
la sicurezza nel Paese, anche se ha
lamentato finora una scarsa cooperazione da parte di Tripoli. Nella capitale la situazione apparentemente
calma, ma si sono registrati ieri nuovi scontri a Bengasi e, sempre in Ci-

renaica, nella citt portuale di


Tobruk, una base aerea ha deciso di
unire le proprie forze a quelle di
Khalifa Haftar che stanno combattendo i miliziani islamici. Lo stesso
ha fatto il comandante delle forze
speciali libiche Wanis Bukhamada.
Intanto, di fronte alla mancanza
di sicurezza nel Paese, lArabia Sau-

NOSTRE
INFORMAZIONI

Militari per le strade

Legge marziale
in Thailandia
BANGKOK, 20. Precipita la situazione in Thailandia. Dopo oltre sei
mesi di grave instabilit politicoistituzionale, che ha provocato 28
morti e ingenti danni economici, il
capo di Stato maggiore dellesercito, generale Prayuth Chan-ocha, ha
decretato nella notte la legge marziale. Il provvedimento preso
senza consultare il Governo assegna accresciuti poteri alle forze armate e decreta la censura su tutti i
media. Il generale, in una nota ufficiale, ha assicurato che non si
tratta di un colpo di Stato e che
lobiettivo dopo la recente destituzione del premier Yingluck Shinawatra evitare ulteriori violenze tra le opposte fazioni in cui

spaccato il Paese, pro e contro il


Governo. Ma, intanto, truppe armate sono state dispiegate nelle
strade di Bangkok. Soldati e veicoli
militari hanno infatti preso posizione in particolare nei quartieri commerciali, alberghieri e nelle vicinanze delle stazioni radio-televisive.
Lesercito ha anche chiesto a tutte le emittenti di modificare i programmi abituali per collegarsi ai
mezzi di comunicazione militari
quando sar richiesto. Il primo
ministro ad interim ha fatto appello allesercito, affinch agisca nel
rispetto
della
Costituzione.
Lesercito deve procedere nel rispetto della monarchia costituzionale ha dichiarato alla stampa.

dita e gli Emirati Arabi Uniti hanno


chiuso le loro ambasciate. Una decisione che segue quella di Algeri che
gi venerd aveva chiuso la propria
ambasciata e il consolato generale,
denunciando una minaccia reale e
imminente contro i suoi diplomatici. E gli Stati Uniti hanno raddoppiato il numero degli aerei nella base
di Sigonella, in Sicilia, da utilizzare
in caso si rendesse necessaria levacuazione del personale diplomatico
dallambasciata americana a Tripoli
di fronte a un ulteriore peggioramento della situazione.

Il Santo Padre ha accettato la


rinuncia al governo pastorale
della Diocesi di Hallam (Inghilterra), presentata da Sua
Eccellenza
Reverendissima
Monsignor John Anthony
Rawsthorne, in conformit al
canone 401 1 del Codice di
Diritto Canonico.

Provvista di Chiesa

Il comandante delle forze speciali annuncia il sostegno a Khalifa Haftar (Reuters)

Il Santo Padre ha nominato


Vescovo di Hallam (Inghilterra) Sua Eccellenza Reverendissima
Monsignor
Ralph
Heskett, C.S.S.R., finora Vescovo di Gibraltar.

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mercoled 21 maggio 2014

Conferenza dei donatori a Oslo

Autobomba disinnescata dalla polizia di Kano

Tragica infanzia
sudsudanese

Sventato in Nigeria
un altro attentato

OSLO, 20. Mentre si segnalano problemi nellapplicazione dellaccordo di pace raggiunto ad Addis
Abeba tra i protagonisti del conflitto esploso a met dicembre, la
Conferenza dei donatori per il Sud
Sudan, organizzata oggi a Oslo, ha
raccolto un terzo del miliardo e ottocento milioni di dollari chiesti
per assistere gli sfollati e le famiglie colpite dalla carestia conseguenza del conflitto. Le offerte pi
sostanziose sono venute dalla Gran
Bretagna, con cento milioni di dollari, dalla Norvegia, con ottanta, e
dagli Stati Uniti, con cinquanta.
Alla vigilia della conferenza, indetta dallOcha (lufficio dellO nu
per il coordinamento degli interventi umanitari), un drammatico
promemoria su cosa si perduto
con la guerra e cosa si deve riconquistare con la pace venuto
dallUnicef, il fondo delle Nazioni
Unite per linfanzia. Lorganizzazione rinnova lallarme per centinaia di migliaia di bambini nei tre
Stati sudsudanesi, Jonglei, Alto Nilo e Unity, pi colpiti dal conflitto.
Secondo lUnicef, ben cinquantamila bambini sotto i cinque anni di
et potrebbero morire di malnutrizione nei prossimi mesi e oltre
740.000 sono comunque ad alto rischio di insicurezza alimentare.
Alla minaccia della fame si unisce poi quella delle epidemie, compreso il colera del quale sono gi
segnalati diversi casi, in maggioranza proprio di bambini. Nonostante che ottantamila persone siano state pienamente vaccinate, lo
stesso ministero della Salute ha
confermato che lepidemia ha colpito anche la capitale Juba, dove il
numero di casi di colera raddoppia
ogni giorno in una progressione
spaventosa.
A questo si aggiunge che pi di
novantamila minori sono stati reclutati sia nelle forze armate sia
nelle milizie ribelli e che scuole e
ospedali sono stati attaccati e distrutti o utilizzati come basi dalle
parti in conflitto. Intanto, donne e
ragazze subiscono sempre pi spesso aggressioni sessuali.
Secondo le stime dellOnu, entro
la fine dellanno met dei dodici
milioni di abitanti del Sud Sudan
saranno in fuga, colpiti dalla fame
o addirittura deceduti. Sei milioni

almeno sono bambini, che inseme


alle donne formano anche la maggioranza dei rifugiati allestero. In
questo momento i bambini del Sud
Sudan hanno bisogno di assistenza
umanitaria; hanno bisogno che i
loro leader proteggano le loro vite,
i loro diritti ed il loro futuro e hanno bisogno che il mondo li ascolti
e porti avanti azioni in loro favore
ha dichiarato il vicedirettore generale dellUnicef, Yoka Brandt.
I dati sul Sud Sudan vanno ad
aggravare quelli gi drammatici
sullinfanzia nel mondo: ancora oggi muoiono ogni anno oltre sei milioni di bambini sotto i cinque anni
circa 18.000 al giorno la maggior parte dei quali per cause prevedibili. Una ricerca condotta per
conto dellUnicef e pubblicata proprio ieri della rivista scientifica
The Lancet, documenta che i tre
milioni di neonati nel mondo che
muoiono nel primo mese di vita
potrebbero essere salvati con cure
adeguate.
Ci sono stati enormi progressi
nel salvare la vita ai minori sotto i
cinque anni, ma il problema rimane per i pi piccoli ha spiegato
Mickey Chopra, responsabile dei
programmi Unicef per la salute
globale, presentando a New York
la ricerca.

ABUJA, 20. La polizia nigeriana ha


annunciato di aver sventato un nuovo attentato con autobomba a Kano,
capitale dellomomimo Stato settentrionale e principale metropoli del
nord del Paese, dove domenica un
attentatore suicida alla guida di
unautobomba aveva ucciso quattro
persone, oltre a se stesso, nel quartiere di Sabongari, abitato in prevalenza da cristiani. Un comunicato
della polizia riferisce che stata impedita ieri una possibile ulteriore
esplosione devastante nella citt vecchia di Kano.
Per entrambi i casi le indagini
puntano su Boko Haram, il gruppo
di matrice fondamentalista islamica
responsabile da quattro anni a questa parte di attacchi armati e attentati terroristici che hanno provocato
migliaia di vittime, in maggioranza
tra la popolazione civile.
Lultimo episodio confermato, oltre allattentato a Kano, la strage,
sempre domenica, di quaranta abitanti del villaggio di Dalwa-Masuba,
nello Stato nordorientale del Borno,
che di Boko Haram la principale
roccaforte. Nel Borno si trova anche
Chibok, la localit dove a met aprile Boko Haram ha fatto irruzione
nel dormitorio di un liceo femminile, sequestrando centinaia di studentesse.

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GIBUTI, 20. Estremismo religioso e radicalismo. Meccanismi per


affrontarlo e porre rimedio il
tema del secondo forum degli
ulema (dottori della legge islamica) dellAfrica orientale che si
conclude oggi a Gibuti dopo tre
giorni di lavori.
Allincontro hanno partecipato
le pi alte autorit islamiche di
Gibuti, Etiopia, Sudan, Somalia e
Kenya, ma anche di Yemen e Arabia Saudita.
Inaugurando i lavori, domenica, il presidente gibutino, Ismail
Omar Guelleh, aveva evidenziato
le numerose difficolt che le violenze di matrice fondamentalista
religiosa hanno generato negli ultimi anni. Guardate tutto ci
che accade intorno a noi: ci sono
intere generazioni che non hanno
mai conosciuto la pace. Dobbiamo lavorare insieme per sradicare
le cause dellestremismo e affrontare al meglio il loro impatto nella societ aveva detto.
Da parte sua, il segretario esecutivo del Consiglio degli ulema
dello Yemen, Ibrahim Ibrahim
Ibad, aveva evidenziato, in riferimento alle correnti estremiste, che
ci sono oggi molte interpretazioni superficiali, ma soprattutto
lontane dallIslam, e questo influisce seriamente sulla nostra religione.

Militari di pattuglia nei pressi del luogo dellattentato a Kano (Reuters)

Secondo Ocse, Onu e Banca continentale per lo sviluppo

Nuovi contrasti tra i Governi di Somalia e Kenya

Aumenta il pil africano


ma senza efficaci ricadute sociali

Non si fermano
le violenze a Mogadiscio

PARIGI, 20. Dopo laumento del 3,9


per cento registrato nel 2013, il prodotto interno lordo (pil) dellAfrica
dovrebbe crescere del 4,8 per cento
questanno e del 5,7 per cento nel
2015, tornando cos ai livelli del
2009, prima della recessione mondiale. quanto emerge dal rapporto
diffuso
oggi
congiuntamente
dallOrganizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse), dal programma delle Nazioni
Unite per lo sviluppo (Undp) e dalla Banca africana per lo sviluppo
(Bafd). Il rapporto sottolinea anche
i contrasti che sotto questo aspetto
ancora esistono nel continente, dove
alla crescita del pil non fa riscontro
un miglioramento equivalente delle
condizioni delle popolazioni. Si
tratta di un fenomeno comune a
tutto il mondo, dove in questi anni
si allargata la forbice tra ricchi e
poveri, ma che proprio in Africa assume dimensioni particolarmente
drammatiche.
Secondo Ocse, Undp e Bafd, i
Paesi africani devono sfruttare in
modo pi efficace i mercati mondiali per crescere pi rapidamente. A
questo scopo e per la creazione di
posti di lavoro, il rapporto ripropone una ricetta fatta di investimenti
in nuovi settori produttivi, sviluppo
di competenze, acquisizione di nuove tecnologie.

Il cordoglio
del Papa
per la tragedia
in Colombia
BO GOT, 20. Vicinanza e affetto ai
familiari delle vittime, trentatr
bambini, del tragico rogo di un
bus avvenuto domenica sera in Colombia sono stati espressi da Papa
Francesco in un telegramma a
firma del cardinale Pietro Parolin,
segretario di Stato fatto pervenire a monsignor Ugo Eugenio Puccini Banfi, vescovo di Santa Marta.
I piccoli avevano dai due ai dodici anni. Altri venti bambini sono
rimasti feriti, con ustioni di secondo e terzo grado: per loro il Papa
ha auspicato una pronta e completa guarigione.
Probabilmente a provocare il rogo stato un carico di carburante
di contrabbando che si trovava sul
pulmino. Le autorit colombiane
hanno arrestato lautista del bus
che nella sciagura ha perso due figli. Riferisce lEfe che lautista, Jaime Gutirrez, si consegnato alla
polizia dopo che la gente ha cominciato a lanciare pietre contro la
sua abitazione.
Dai primi accertamenti condotti
dalle autorit inquirenti, sarebbe
emerso che lautista non era
provvisto di licenza, che il veicolo
non aveva pi lautorizzazione a
circolare dal 2012 e che era privo di
copertura assicurativa contro gli infortuni.

Gli ulema
dellAfrica orientale
contro lestremismo
islamista

MO GADISCIO, 20. Farah Dahir Jimale, un politico somalo che in


passato ha ricoperto lincarico di
commissario (sindaco) della capitale Mogadiscio, rimasto gravemente ferito ieri in un attentato, con
una bomba posta sotto la sua automobile. Lesplosione ha ferito anche un passante. Nel riferire quanto accaduto, un funzionario della
polizia di Mogadiscio, Abdulkadir
Mohamed Abdulkadir, ha specificato che lattentato non stato rivendicato, ma tutti i sospetti sembrano rivolti alle milizie radicali
islamiche di al Shabaab.
Sul piano pi propriamente politico e diplomatico, si segnalano intanto nuove tensioni tra il Governo
della Somalia e quello del Kenya.
Le autorit di Nairobi, infatti, si
apprestano ad aprire una missione
diplomatica ad Hargeisa, il capoluogo del Somaliland, la regione
somala autoproclamatasi ventitr
anni fa autonoma da Mogadiscio,
che per non ne ha mai riconosciuto la scissione. A sua volta, il Somaliland aprir un ufficio diplomatico a Nairobi.
La notizia delliniziativa del Kenya giunta proprio mentre tra
Mogadiscio e Hargeisa sono in atto delicati negoziati diplomatici.
Secondo il portavoce del ministero
degli Esteri di Nairobi, Kibicho
Karanja, non si tratta comunque di

un riconoscimento dellindipendenza del Somaliland. Kibicho ha precisato che il Kenya riconosce lesistenza di un unico governo in Somalia e che la decisione di scambiare dei rappresentanti con Hargeisa risponde alla sola esigenza
di garantire dei servizi ai circa tre
milioni di abitanti che vivono nella
regione e ai somali originari del
Somaliland in Kenya.

In agenda la sicurezza e il rafforzamento dei legami tra i due Paesi

Il segretario di Stato americano in Messico


CITT DEL MESSICO, 20. Il segretario di Stato americano, John Kerry,
si reca domani in Messico per una
visita che ha come principale obiettivo il rafforzamento dei legami tra i
due Paesi. Un consolidamento dei
rapporti si legge in una nota del
dipartimento di Stato americano
che riguarda anzitutto i temi della
sicurezza e delleducazione. Il sottosegretario messicano per lAmerica
del Nord, Sergio Alcocer, citato
dallagenzia Efe, ha detto che la missione di Kerry rappresenta una pre-

GIOVANNI MARIA VIAN


direttore responsabile

Carlo Di Cicco
vicedirettore

Piero Di Domenicantonio

ziosa opportunit per valorizzare


unintesa strategica fra i due Paesi,
ricordando, tra laltro, che in pi di
unoccasione il presidente statunitense, Barack Obama, ha sottolineato
limportanza di avere buoni rapporti
con il Messico.
Durante i colloqui tra Kerry e le
autorit messicane, indicano fonti
diplomatiche, un forte accento sar
posto sulla sicurezza: e non a caso,
visto che in Messico le violenze, in
particolare quelle legate alla criminalit organizzata e al traffico di dro-

Servizio vaticano: vaticano@ossrom.va


Servizio internazionale: internazionale@ossrom.va
Servizio culturale: cultura@ossrom.va
Servizio religioso: religione@ossrom.va

caporedattore

Gaetano Vallini

segretario di redazione

Servizio fotografico: telefono 06 698 84797, fax 06 698 84998


photo@ossrom.va www.photo.va

ga, non danno tregua. Proprio ieri i


cadaveri di sette persone sono stati
trovati dentro un furgoncino posteggiato in una strada della citt portuale di Tampico, nello Stato di Tamaulipas. Lo hanno reso noto le forze della sicurezza locali, affermando
che con ogni probabilit le sette persone quattro uomini e tre donne
sono state uccise nellambito di un
regolamento di conti tra bande rivali
di narcotrafficanti: cio il cartello del
Golfo e quello degli Zetas.

Segreteria di redazione
telefono 06 698 83461, 06 698 84442
fax 06 698 83675
segreteria@ossrom.va
Tipografia Vaticana
Editrice LOsservatore Romano

don Sergio Pellini S.D.B.


direttore generale

La visita di Kerry servir dunque


a fare il punto anche sulle questioni
legate al crimine transnazionale che,
rilevano fonti diplomatiche citate
dallagenzia Efe, finisce spesso per
colpire i pi deboli e vulnerabili. Le
autorit messicane, ha spiegato Sergio Alcocer, fanno grande affidamento sul sostegno degli Stati Uniti
in questo campo, nella consapevolezza che anche negli interessi di
Washington un Messico in cui la
violenza sia drasticamente ridotta.

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Lavoro forzato
per ventuno milioni
di persone
nel mondo
GINEVRA, 20. Il lavoro forzato
nel mondo colpisce circa ventuno milioni di persone e produce
centocinquanta miliardi di dollari annui di profitti illeciti
nelleconomia privata, pari a tre
volte la somma precedentemente
stimata. quanto emerge
dallultimo rapporto dellO rganizzazione mondiale del lavoro
(Ilo) reso noto oggi a Ginevra.
Secondo lIlo, i due terzi di
questa cifra, 99 miliardi di dollari, provengono dallo sfruttamento sessuale. Il lavoro forzato nei
settori delle costruzioni, manifatturiero, minerario e dei servizi
produce 34 miliardi, mentre altri
nove provengono da agricoltura,
allevamento e pesca. A questo si
aggiungono circa otto miliardi
lanno non corrisposti dalle famiglie private che non pagano o
sottopagano i lavoratori domestici. Pi della met delle vittime del lavoro forzato sono donne e ragazze, principalmente
sfruttate sessualmente e nel lavoro domestico. Secondo il direttore generale dellIlo, Guy
Ryder, il documento attribuisce un nuovo carattere di urgenza ai nostri sforzi per sradicare
il prima possibile questa pratica
nefasta, ma estremamente redditizia.

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mercoled 21 maggio 2014

pagina 3

Alla vigilia delle presidenziali

Dopo lincriminazione di cinque ufficiali cinesi accusati di cyber-spionaggio

Rilanciato
il dialogo
sulla crisi
in Ucraina

Tensione tra Washington e Pechino

KIEV, 20. Il cancelliere tedesco,


Angela Merkel, e il presidente russo, Vladimir Putin, hanno avuto
ieri un colloquio telefonico sulla
situazione in Ucraina. Lo fa sapere il Cremlino in una nota precisando che entrambe le parti hanno detto di essere a favore della
continuazione del dialogo tra le
autorit di Kiev e le regioni separatiste orientali.
Il nuovo mediatore dellO rganizzazione per la sicurezza e la
cooperazione in Europa (Osce), il
diplomatico tedesco Wolfgang
Ischinger, ha dichiarato di aspettarsi uno svolgimento pi o meno normale delle elezioni presidenziali in Ucraina in programma
domenica 25 maggio, a eccezione
di alcune zone nellest del Paese
dove continuano gli scontri fra
lesercito regolare e i separatisti filo-russi. Dai dati che abbiamo
possiamo supporre che le elezioni
si svolgeranno tranquillamente in
gran parte del Paese ha dichiarato alla radio Deutschlandfunk.
Non il caso di alcune citt
dellest ha continuato ma
stiamo parlando solo del 10 per
cento degli elettori. Ischinger ha
comunque sottolineato che queste
elezioni non risolveranno di certo
tutti i problemi. Dobbiamo essere realisti. Le elezioni non porteranno i ribelli a deporre le armi,
ma sar comunque un passo importante per arrivare un giorno a
una soluzione diplomatica, ha
aggiunto lambasciatore tedesco.
Nel frattempo, le truppe russe
stanno preparando il ritiro dalle
zone di confine con lUcraina, come ordinato ieri dal presidente
Putin. I comandanti sul campo
nelle zone di esercitazione stanno
pianificando gli spostamenti, ha
detto una fonte del ministero della
Difesa russo citata dallagenzia di
stampa Interfax. I soldati hanno
cominciato a smontare le tende, a
caricare lequipaggiamento e a formare le colonne di veicoli.
La precisazione odierna del cosiddetto ritiro dei soldati di Mosca dal confine ucraino fa seguito
a quanto gi ordinato nelle scorse
settimane dal leader del Cremlino.
Ma n la Nato n gli Stati Uniti
hanno confermato ieri il ritiro dei
soldati nelle proprie basi militari.
Al momento la Russia continua
a essere estremamente poco collaborativa. Non c alcuna indicazione che agli annunci, alle promesse siano seguiti fatti ha detto
il portavoce della Casa Bianca,
Jay Carney, commentando lannuncio di Putin su un ordine di
ripiegamento ai contingenti militari russi in esercitazione a ridosso
del confine ucraino.

La sede del dipartimento di Stato americano a Washington

PECHINO, 20. La Cina rifiuta le accuse di spionaggio informatico provenienti dagli Stati Uniti,
chiude la cooperazione avviata su questo versante
soltanto lo scorso anno tra i due Paesi e convoca
lambasciatore statunitense a Pechino, Max
Baucus, con la richiesta di fare marcia indietro.
Laccusa di cyber-spionaggio economico ai
danni di diverse imprese statunitensi attive nei
settori del nucleare, del solare e del siderurgico
nei confronti di cinque alti funzionari dellesercito
popolare di liberazione cinese fondata su fatti
inventati e mette a repentaglio la cooperazione
tra Cina e Stati Uniti ha reso noto questa mattina il ministero degli Esteri cinese.
Tra i gruppi danneggiati dalle attivit di controspionaggio cinesi ci sarebbero giganti come Alcoa, United States Steel Corporation, Westinghouse Electric e Solar World AG, secondo quanto riferito ieri in conferenza stampa dal Procuratore generale Eric Holder. Le accuse risalgono allo scorso anno, quando un rapporto della societ
statunitense di intelligence Mandiant aveva individuato nellunit 61398 dellesercito cinese la
fonte di un gran numero di tentativi di spionag-

gio informatico ai danni delle aziende statunitensi


per rubarne i segreti industriali. Lunit speciale
operava, secondo il rapporto della Mandiant, da
un ultra-sorvegliato edificio alla periferia di Shanghai, con migliaia di dipendenti, e sarebbe stata
responsabile di furti informatici a 141 organizzazioni e venti industrie, per un totale di circa trecento miliardi di dollari allanno di danni alleconomia di Washington. I cinque funzionari
dellesercito cinese ritenuti colpevoli del reato di
hackeraggio per furto di segreti industriali fanno
parte dellunit 61398.
Dopo la decisione statunitense, il Governo di
Pechino ha deciso di sospendere ogni attivit di
cooperazione con Washington sul cyber-spionaggio. La contro-accusa del Governo cinese quella
di mancanza di sincerit da parte americana, e
questo ha portato alla decisione di sospendere le
attivit del China-US Working Group. Il ministero degli Esteri di Pechino ha smentito ieri sera
che funzionari del Governo o dellesercito siano
mai stati coinvolti o abbiano attivamente preso
parte ad attivit di spionaggio informatico ai danni di aziende statunitensi, e ha definito le accuse

Roma chiede pi Europa


sullimmigrazione

Uccisi tre poliziotti


in un agguato al Cairo
IL CAIRO, 20. Almeno tre poliziotti
egiziani sono stati uccisi e nove feriti in un attacco compiuto da uomini armati al Cairo. Gli assalitori
hanno sparato da una vettura contro un gruppo di agenti che nella
notte presidiava luniversit Al
Azhar, riporta il ministero dellInterno. Ieri mattina altri due poliziotti erano stati uccisi in un attentato nella citt di Minya.
Gli attacchi arrivano alla vigilia
delle elezioni presidenziali che vedono favorito lex comandante
dellesercito Abdel Fattah El Sissi,
che ha battuto con un ampio margine di vantaggio il suo rivale,

Piano in Turchia
per la sicurezza
nelle miniere
ANKARA, 20. A pochi giorni dal
grave incidente nella miniera di
carbone di Soma, che ha provocato 301 vittime, il Governo turco ha
annunciato un piano per migliorare la sicurezza nelle miniere del
Paese. Come riporta il quotidiano
governativo Sabah, il piano
prevede, tra laltro, la ratifica della
convenzione dellIlo (lO rganizzazione internazionale del lavoro)
sulla sicurezza nelle miniere.
Il pacchetto di misure arriva
dopo le dure contestazioni contro
il Governo per lincidente di Soma il peggiore disastro industriale della Turchia moderna
con manifestazioni nelle principali
citt di tutto il Paese per denunciare le scarse misure a tutela dei
minatori e la mancanza di livelli
di sicurezza adeguati nelle miniere. Nel frattempo, altri due dirigenti della compagnia che gestisce
la miniera di Soma sono stati arrestati, portando cos a cinque gli
indagati per negligenza e omicidio
volontario. Il procuratore di Soma
ha escluso che lincidente possa
essere dovuto a un problema nel
sistema elettrico, favorendo invece
lipotesi di una combustione del
carbone al contatto con laria.

di Washington senza fondamento e con ulteriori


motivazioni.
Al contrario ha replicato il ministero degli
Esteri la Cina a essere stata vittima di cyberfurti, intercettazioni e altre attivit di sorveglianza. Il riferimento alle accuse di cyber-spionaggio statunitense ai danni della Cina dellex contractor della National Security Administration,
Edward Snowden, che nel giugno dello scorso
anno si era reso protagonista di una rocambolesca
fuga a Hong Kong da dove aveva rivelato le attivit di spionaggio informatico della Nsa e aveva
detto che gli Stati Uniti attuano misure di spionaggio informatico ai danni di Pechino dal 2009.
Il Governo cinese ha poi diffuso gli ultimi dati
interni riguardanti gli attacchi informatici subiti
dai sistemi informatici cinesi. Secondo il National
Computer Network Emergency Response Technical Team Coordination Center of China, solo tra
il 19 marzo e il 18 maggio scorso le intrusioni nei
sistemi di sicurezza informatica cinese da parte
degli Stati Uniti sono state 2077, per un totale di
1,18 milioni di computer cinesi controllati in remoto da Washington.

Maggioranza
relativa
per Al Maliki

Migranti allo sbaraglio nel Mediterraneo (Ansa)

ROMA, 20. Oggi siamo di fronte


allassoluta esigenza di ottenere un
operativo e concreto modello di
cooperazione con lUnione europea. Si espresso cos il presidente della Repubblica italiana, Giorgio Napolitano, parlando ieri ai
funzionari italiani delle Nazioni
Unite a Ginevra. C la drammatica necessit di non chiudere gli occhi di fronte a questa tragedia.
Intanto ieri il segretario generale
dellOnu, Ban Ki-moon, ha espresso il suo apprezzamento per gli
sforzi dellItalia nel farsi carico per
conto dellEuropa del problema dei

migranti come ha riferito un portavoce. Lalto Commissario Onu


per i diritti umani e lintero sistema
delle Nazioni Unite ha aggiunto
il portavoce hanno sottolineato
che questo problema troppo grande per un solo Paese.
Sulle coste del Mediterraneo
continua lemergenza. Oltre cento
bambini sono stati tratti in salvo
oggi dalla Marina militare italiana:
erano a bordo di due imbarcazioni
alla deriva a sud di capo Passero, in
Sicilia. Le operazioni di soccorso
hanno subito rallentamenti a causa
della cattive condizioni climatiche.

BAGHDAD, 20. Il blocco politico


che fa capo al primo ministro iracheno uscente, lo sciita Nouri Al
Maliki, ha ottenuto il maggior numero di seggi nel Parlamento di
Baghdad: ha raggiunto la maggioranza relativa, ma non quella assoluta. quanto emerge dai dati diffusi ieri dallAlta commissione elettorale, che assegnano al gruppo di
Al Maliki 92 seggi su 328, con un
notevole distacco rispetto alle altre
formazioni politiche, nessuna delle
quali ha raggiunto i 30 seggi. La
coalizione di Al Maliki che ha ottenuto 721.000 preferenze personali
ha vinto in dieci province su diciotto. La prima lista guidata da un
esponente politico sunnita quella
del presidente del Parlamento
uscente, Osama Al Najafi, che ha
ottenuto 23 seggi.

Hamdin Sabahi, nei primi risultati


ancora non ufficiali delle elezioni
presidenziali svolte la scorsa settimana e riservate ai cittadini egiziani
residenti allestero.
In alcune circoscrizioni, come
Australia, Nuova Zelanda e Cina,
El Sissi ha vinto con il 98 per cento
dei voti. Al di l dei risultati, le autorit egiziane hanno giudicato
soddisfacente anche il risultato
dellaffluenza alle urne nei 124 Paesi
in cui si votato: oltre trecentomila
egiziani hanno espresso la loro preferenza, un numero che supera di
tre volte il limite stabilito dalla Costituzione per convalidare il voto.

Putin apre
i rubinetti
del gas
alla Cina
PECHINO, 20. Il presidente russo,
Vladimir Putin, stato ricevuto
oggi a Shanghai da quello cinese,
Xi Jinping. Lo ha annunciato
lagenzia Nuova Cina. Le relazioni tra i due Paesi sono, come ha
affermato ieri lo stesso leader del
Cremlino, al punto pi alto degli
ultimi anni. Mosca e Pechino sono a un passo da un accordo su
un contratto di portata storica per
la fornitura di gas naturale russo
alla Cina. Putin sar oggi e domani nella metropoli costiera cinese,
dove prender parte al vertice
asiatico sulla Cooperazione e la
promozione di misure di reciproca
confidenza (Cica).
Russia e Cina intendono fare
fronte comune su alcune questioni
di politica internazionale e hanno
lanciato un appello affinch sulla
crisi ucraina si abbandoni il linguaggio delle sanzioni unilaterali
e si fermi il finanziamento e lincoraggiamento di ogni misura
volta a cambiare il sistema costituzionale di un Paese. Lo si legge
nel documento congiunto, firmato
da Putin e Xi Jinping, al termine
del loro incontro a Shanghai.
Dietro la crisi ucraina si ormai
innescato un confronto parallelo:
quello energetico tra Mosca e
lOccidente. E la Russia ha deciso
di rispondere indirettamente alle
sanzioni di Stati Uniti, Unione
europea e Canada con unaccelerazione sul fronte asiatico: preannunciando un mega-accordo per
vendere gas alla Cina. Al di l
dellaspetto economico, la visita di
Putin in Cina rappresenta infatti
anche un messaggio politico chiarissimo allOccidente. Proprio
mentre minaccia di chiudere i rubinetti del gas al Governo di Kiev
per il suo debito da 3,5 miliardi di
dollari, Gazprom sembra aver gi
messo a punto gli ultimi dettagli
per la firma di un contratto trentennale dal valore complessivo
enorme 456 miliardi di dollari
che le consentirebbe di esportare
in Cina 38 miliardi di metri cubi
di gas lanno a partire dal 2018.
Si tratta di una manovra con
cui Mosca mostra di volersi smarcare a sua volta, almeno in parte,
dal condizionamento dei legami
con lEuropa come mercato di
sbocco del proprio metano. Riducendo di conseguenza limportanza dei gasdotti ucraini, da cui per
ora passa circa la met del gas
russo verso il vecchio continente.
Laccordo potrebbe essere siglato
durante la visita ufficiale di Putin
a Shanghai, ma per ottenere risultati concreti la Russia dovr certo
investire non poco nello sviluppo
della rete di gasdotti che trasporta
il metano in Cina.
Il gas continua a essere larma
pi potente per la Russia. E cos,
dopo lannuncio dellimminente
accordo con Pechino per il metano, il ministro dellEnergia russo,
Aleksandr Novak, non ha rinunciato ieri a lanciare un monito
allEuropa: il gas che gli Stati
Uniti potrebbero vendere in futuro ai Paesi dellUnione europea
ha sostenuto coster fino al
doppio di quello fornito finora
dalla Russia.

Oltre centosessantamila morti dallinizio del conflitto

Lopposizione siriana
sollecita interventi internazionali
DAMASCO, 20. Nella stessa giornata
in cui fonti siriane considerate di
opposizione hanno pubblicato un
rapporto dal quale risultano oltre
centosessantamila morti dallinizio
del conflitto, nel marzo 2011, sul
piano politico la principale organizzazione dellopposizione, la
Coalizione nazionale siriana, ha
confermato di contare sullaiuto internazionale nella sua lotta al Governo del presidente Bashar Al Assad. Il segretario della Coalizione,
Bader Jamous, a margine di un incontro organizzato a Roma, ha
detto che non c via di uscita dalla crisi siriana senza un intervento
delle potenze straniere.
Jamous, che oggi incontrer a
Parigi il presidente francese, Franois Hollande, ha confermato che
la Coalizione punta a ottenere, dopo quelli di Qatar, Stati Uniti e

Gran Bretagna, anche il riconoscimento diplomatico francese come


rappresentante del popolo siriano,
oltre che ulteriori aiuti finanziari.
Sostegno in questo senso alla
Coalizione era stato espresso in
una riunione a Londra la settimana
scorsa anche dal gruppo Amici
della Siria, che raccoglie undici
Paesi. Nelloccasione, peraltro, il
presidente
della
Coalizione,
Ahmad Jarba, si era visto ancora
una volta respingere la richiesta di
forniture di armi.
Nel frattempo, come detto, lO sservatorio nazionale per i diritti
umani in Siria, unorganizzazione
con base vicina allopposizione, ha
pubblicato un rapporto sulle vittime del conflitto che ne fissa finora
il numero a 162.402, compresi
53.987 civili, di cui 8.607 minori.

pagina 4

LOSSERVATORE ROMANO

mercoled 21 maggio 2014

mercoled 21 maggio 2014

pagina 5

Il vescovo di Roma apre lassemblea generale della Conferenza episcopale italiana

Ritorno allessenziale
Nel pomeriggio di luned 19 maggio
Papa Francesco ha aperto i lavori
della sessantaseiesima assemblea
generale della Conferenza episcopale
italiana. NellAula del Sinodo, in
Vaticano, il Pontefice giunto poco
prima delle 17 e, dopo aver guidato un
momento di preghiera comunitario, ha
rivolto ai presuli il discorso che
pubblichiamo di seguito e ha
partecipato al successivo dibattito.
A me sempre ha colpito come finisce
questo dialogo fra Ges e Pietro:
Seguimi! (Gv 21, 19). Lultima parola. Pietro era passato per tanti stati
danimo, in quel momento: la vergogna, perch si ricordava delle tre
volte che aveva rinnegato Ges, e
poi un po di imbarazzo, non sapeva
come rispondere, e poi la pace,
stato tranquillo, con quel Seguimi!. Ma poi, venuto il tentatore
unaltra volta, la tentazione della curiosit: Dimmi, Signore, e di questo [lapostolo Giovanni] che puoi
dirmi? Cosa succeder a questo?.
A te non importa. Tu, seguimi. Io
vorrei andarmene con questo messaggio, soltanto... Lho sentito mentre ascoltavo questo: A te non importa. Tu, seguimi. Quel seguire
Ges: questo importante! pi
importante da parte nostra. A me
sempre, sempre ha colpito questo...
Vi ringrazio di questo invito, ringrazio il Presidente delle sue parole.
Ringrazio i membri della Presidenza... Un giornale diceva, dei
membri della Presidenza, che questo uomo del Papa, questo non
uomo del Papa, questo uomo del
Papa.... Ma la presidenza, di cinque-sei, sono tutti uomini del Papa!,
per parlare con questo linguaggio
politico... Ma noi dobbiamo usare
il linguaggio della comunione. Ma
la stampa a volte inventa tante cose,
no?
Nel prepararmi a questo appuntamento di grazia, sono tornato pi
volte sulle parole dellApostolo, che
esprimono quanto ho quanto abbiamo tutti nel cuore: Desidero
ardentemente vedervi per comunicarvi qualche dono spirituale, perch
ne siate fortificati, o meglio, per essere in mezzo a voi confortato mediante la fede che abbiamo in comune, voi ed io (Rm 1, 11-12).
Ho vissuto questanno cercando di
pormi sul passo di ciascuno di voi:
negli incontri personali, nelle udienze come nelle visite sul territorio, ho
ascoltato e condiviso il racconto di
speranze, stanchezze e preoccupazioni pastorali; partecipi della stessa
mensa, ci siamo rinfrancati ritrovando nel pane spezzato il profumo di
un incontro, ragione ultima del nostro andare verso la citt degli uomini, con il volto lieto e la disponibilit a essere presenza e vangelo di
vita.
In questo momento, unite alla riconoscenza per il vostro generoso
servizio, vorrei offrirvi alcune riflessioni con cui rivisitare il ministero,
perch si conformi sempre pi alla
volont di Colui che ci ha posto alla
guida della sua Chiesa.
A noi guarda il popolo fedele. Il
popolo ci guarda! Io ricordo un
film: I bambini ci guardano, era
bello. Il popolo ci guarda. Ci guarda per essere aiutato a cogliere la
singolarit del proprio quotidiano
nel contesto del disegno provvidenziale di Dio. missione impegnativa
la nostra: domanda di conoscere il
Signore, fino a dimorare in Lui; e,
nel contempo, di prendere dimora
nella vita delle nostre Chiese particolari, fino a conoscerne i volti, i bisogni e le potenzialit. Se la sintesi
di questa duplice esigenza affidata
alla responsabilit di ciascuno, alcuni tratti sono comunque comuni; e
oggi vorrei indicarne tre, che contribuiscono a delineare il nostro profilo
di Pastori di una Chiesa che , innanzitutto, comunit del Risorto,
quindi suo corpo e, infine, anticipo
e promessa del Regno.
In questo modo intendo anche venire incontro almeno indirettamente a quanti si domandano
quali siano le attese del Vescovo di
Roma sullEpiscopato italiano.

1. Pastori di una Chiesa


che comunit del Risorto
Chiediamoci, dunque: Chi per
me Ges Cristo? Come ha segnato
la verit della mia storia? Che dice
di Lui la mia vita?
La fede, fratelli, memoria viva di
un incontro, alimentato al fuoco della Parola che plasma il ministero e
unge tutto il nostro popolo; la fede
sigillo posto sul cuore: senza questa custodia, senza la preghiera assidua, il Pastore esposto al pericolo
di vergognarsi del Vangelo, finendo

per stemperare lo scandalo della croce nella sapienza mondana.


Le tentazioni, che cercano di
oscurare il primato di Dio e del suo
Cristo, sono legione nella vita del
Pastore: vanno dalla tiepidezza, che
scade nella mediocrit, alla ricerca di
un quieto vivere, che schiva rinunce

Nella logica
della collegialit
Comunione e comunicazione
della fede sono le due
dimensioni sulle quali
riflettono i vescovi italiani
riuniti in questi giorni in
Vaticano per lassemblea
generale. Lo ha ricordato il
presidente della Conferenza
episcopale italiana (Cei),
cardinale Angelo Bagnasco,
nel saluto rivolto a Papa
Francesco, allinizio dei lavori
nellAula del Sinodo. Il
porporato ha spiegato che
verranno approfonditi gli
orientamenti per la catechesi e
saranno valutati gli
emendamenti al nostro stesso
Statuto. A questo proposito,
il cardinale ha assicurato al
Papa che i presuli hanno
abbracciato con piena
disponibilit e pronto impegno
il percorso di discernimento
che lei ci ha additato.
Allinterno delle conferenze
regionali, ha aggiunto, ci
siamo interrogati per
individuare le forme pi
efficaci con cui favorire
collegialit e maggiore
partecipazione, ripensando a
tale scopo il nostro Statuto
alla luce delle sue
indicazioni. Una modalit
significativa di comunione, ha
affermato il porporato, stata
anche la visita del segretario
generale, il vescovo Nunzio
Galantino, che si recato di
persona sul territorio. I
suggerimenti e le indicazioni
pervenuti da tutte le
Conferenze regionali ha
riferito sono stati molteplici,
nel segno della partecipazione
e della responsabilit. Nelle
ultime due sessioni il
Consiglio permanente della
Cei ha valutato e ordinato
lampio materiale, giungendo
ad alcune proposte, che ha
ritenuto di presentare alla
valutazione di questa
assemblea, chiamata a
esercitare in pieno la logica
della corresponsabilit
collegiale.

e sacrificio. tentazione la fretta pastorale, al pari della sua sorellastra,


quellaccidia che porta allinsofferenza, quasi tutto fosse soltanto un peso. Tentazione la presunzione di chi
si illude di poter far conto solamente
sulle proprie forze, sullabbondanza
di risorse e di strutture, sulle strategie organizzative che sa mettere in
campo. Tentazione accomodarsi nella tristezza, che mentre spegne ogni
attesa e creativit, lascia insoddisfatti
e quindi incapaci di entrare nel vissuto della nostra gente e di comprenderlo alla luce del mattino di
Pasqua.

Fratelli, se ci allontaniamo da Ges Cristo, se lincontro con Lui perde la sua freschezza, finiamo per
toccare con mano soltanto la sterilit
delle nostre parole e delle nostre iniziative. Perch i piani pastorali servono, ma la nostra fiducia riposta
altrove: nello Spirito del Signore,
che nella misura della nostra docilit ci spalanca continuamente gli
orizzonti della missione.
Per evitare di arenarci sugli scogli,
la nostra vita spirituale non pu ridursi ad alcuni momenti religiosi.
Nel succedersi dei giorni e delle stagioni, nellavvicendarsi delle et e
degli eventi, alleniamoci a considerare noi stessi guardando a Colui che
non passa: spiritualit ritorno
allessenziale, a quel bene che nessuno pu toglierci, la sola cosa veramente necessaria. Anche nei momenti di aridit,
quando le situazioni pastorali si fanno difficili e
si ha limpressione di essere
lasciati soli, essa
manto di consolazione
pi grande di ogni amarezza; metro di libert
dal giudizio del cosiddetto senso comune; fonte
di gioia, che ci fa accogliere tutto dalla mano di Dio, fino a contemplarne la presenza in tutto e in
tutti.
Non stanchiamoci, dunque, di
cercare il Signore di lasciarci cercare da Lui , di curare nel silenzio e
nellascolto orante la nostra relazione con Lui. Teniamo fisso lo sguardo su di Lui, centro del tempo e
della storia; facciamo spazio alla sua
presenza in noi: Lui il principio e
il fondamento che avvolge di misericordia le nostre debolezze e tutto
trasfigura e rinnova; Lui ci che di
pi prezioso siamo chiamati a offrire
alla nostra gente, pena il lasciarla in
bala di una societ dellindifferenza,
se non della disperazione. Di Lui
anche se lo ignorasse vive ogni
uomo. In Lui, Uomo delle Beatitudini pagina evangelica che torna
quotidianamente nella mia meditazione passa la misura alta della
santit: se intendiamo seguirlo, non
ci data altra strada. Percorrendola
con Lui, ci scopriamo popolo, fino a
riconoscere con stupore e gratitudine
che tutto grazia, perfino le fatiche
e le contraddizioni del vivere umano, se queste vengono vissute con
cuore aperto al Signore, con la pazienza dellartigiano e con il cuore
del peccatore pentito.
La memoria della fede cos compagnia, appartenenza ecclesiale: ecco
il secondo tratto del nostro profilo.

2. Pastori di una Chiesa


che corpo del Signore
Proviamo, ancora, a domandarci:
che immagine ho della Chiesa, della
mia comunit ecclesiale? Me ne sento figlio, oltre che Pastore? So ringraziare Dio, o ne colgo soprattutto
i ritardi, i difetti e le mancanze?
Quanto sono disposto a soffrire per
essa?
Fratelli, la Chiesa nel tesoro
della sua vivente Tradizione, che da
ultimo riluce nella testimonianza
santa di Giovanni XXIII e di Giovanni Paolo II laltra grazia di cui

sentirci profondamente debitori. Del


resto, se siamo entrati nel Mistero
del Crocifisso, se abbiamo incontrato il Risorto, in virt del suo corpo, che in quanto tale non pu che
essere uno. dono e responsabilit,
lunit: lesserne sacramento configura la nostra missione. Richiede un
cuore spogliato di ogni interesse
mondano, lontano dalla vanit e dalla discordia; un cuore accogliente,
capace di sentire con gli altri e anche di considerarli pi degni di se
stessi. Cos ci consiglia lapostolo.
In questa prospettiva suonano
quanto mai attuali le parole con cui,
esattamente cinquantanni fa, il Ve-

nerabile Papa Paolo VI che avremo


la gioia di proclamare beato il prossimo 19 ottobre, a conclusione del
Sinodo Straordinario dei Vescovi
sulla famiglia si rivolgeva proprio
ai membri della Conferenza Episcopale Italiana e poneva come questione vitale per la Chiesa il servizio allunit: venuto il momento
(e dovremmo noi dolerci di ci?) di
dare a noi stessi e di imprimere alla
vita ecclesiastica italiana un forte e
rinnovato spirito di unit. Vi sar
dato oggi questo discorso. un
gioiello. come se fosse stato pronunciato ieri, cos.
Ne siamo convinti: la mancanza o
comunque la povert di comunione
costituisce lo scandalo pi grande,
leresia che deturpa il volto del Signore e dilania la sua Chiesa. Nulla
giustifica la divisione: meglio cedere,
meglio rinunciare disposti a volte
anche a portare su di s la prova di
uningiustizia piuttosto che lacerare la tunica e scandalizzare il popolo
santo di Dio.
Per questo, come Pastori, dobbiamo rifuggire da tentazioni che diversamente ci sfigurano: la gestione
personalistica del tempo, quasi potesse esserci un benessere a prescindere da quello delle nostre comunit; le chiacchiere, le mezze verit che
diventano bugie, la litania delle lamentele che tradisce intime delusioni; la durezza di chi giudica senza
coinvolgersi e il lassismo di quanti
accondiscendono senza farsi carico
dellaltro. Ancora: il rodersi della gelosia, laccecamento indotto dallinvidia, lambizione che genera correnti, consorterie, settarismo: quant
vuoto il cielo di chi ossessionato
da se stesso... E, poi, il ripiegamento
che va a cercare nelle forme del passato le sicurezze perdute; e la pretesa di quanti vorrebbero difendere
lunit negando le diversit, umiliando cos i doni con cui Dio continua
a rendere giovane e bella la sua
Chiesa...
Rispetto a queste tentazioni, proprio lesperienza ecclesiale costituisce
lantidoto pi efficace. Promana

dallunica Eucaristia, la cui forza di


coesione genera fraternit, possibilit
di accogliersi, perdonarsi e camminare insieme; Eucaristia, da cui nasce la capacit di far proprio un atteggiamento di sincera gratitudine e
di conservare la pace anche nei momenti pi difficili: quella pace che
consente di non lasciarsi sopraffare
dai conflitti che poi, a volte, si rivelano crogiolo che purifica come
anche di non cullarsi nel sogno di ricominciare sempre altrove.
Una spiritualit eucaristica chiama
a partecipazione e collegialit, per
un discernimento pastorale che si
alimenta nel dialogo, nella ricerca e
nella fatica del pensare insieme: non
per nulla Paolo VI, nel discorso citato dopo aver definito il Concilio
una grazia, unoccasione unica e
felice, un incomparabile momento, vertice di carit gerarchica e
fraterna, voce di spiritualit, di
bont e di pace al mondo intero
ne addita, quale nota dominante,
la libera e ampia possibilit dindagine, di discussione e di espressione. E questo importante, in
unassemblea. Ognuno dice quello
che sente, in faccia, ai fratelli; e questo edifica la Chiesa, aiuta. Senza
vergogna, dirlo, cos...
questo il modo, per la Conferenza episcopale, di essere spazio vitale di comunione a servizio dellunit, nella valorizzazione delle
diocesi, anche delle pi piccole. A
partire dalle Conferenze regionali,
dunque, non stancatevi di intessere
tra voi rapporti allinsegna dellapertura e della stima reciproca: la forza
di una rete sta in relazioni di qualit, che abbattono le distanze a avvicinano i territori con il confronto, lo
scambio di esperienze, la tensione
alla collaborazione.
I nostri sacerdoti, voi lo sapete
bene, sono spesso provati dalle esigenze del ministero e, a volte, anche
scoraggiati dallimpressione dellesiguit dei risultati: educhiamoli a
non fermarsi a calcolare entrate e
uscite, a verificare se quanto si crede
di aver dato corrisponde poi al raccolto: il nostro pi che di bilanci
il tempo di quella pazienza che
il nome dellamore maturo, la verit del nostro umile, gratuito e fiducioso donarsi alla Chiesa. Puntate ad
assicurare loro vicinanza e comprensione, fate che nel vostro cuore pos-

sano sentirsi sempre a casa; curatene


la formazione umana, culturale, affettiva e spirituale; lAssemblea
straordinaria del prossimo novembre,
dedicata proprio alla vita dei presbiteri, costituisce unopportunit da
preparare con particolare attenzione.
Promuovete la vita religiosa: ieri
la sua identit era legata soprattutto
alle opere, oggi costituisce una preziosa riserva di futuro, a condizione
che sappia porsi come segno visibile,
sollecitazione per tutti a vivere secondo il Vangelo. Chiedete ai consacrati, ai religiosi e alle religiose di essere testimoni gioiosi: non si pu
narrare Ges in maniera lagnosa;
tanto pi che, quando si perde lallegria, si finisce per leggere la realt,
la storia e la stessa propria vita sotto
una luce distorta.
Amate con generosa e totale dedizione le persone e le comunit: sono
le vostre membra! Ascoltate il gregge. Affidatevi al suo senso di fede e
di Chiesa, che si manifesta anche in
tante forme di piet popolare. Abbiate fiducia che il popolo santo di
Dio ha il polso per individuare le
strade giuste. Accompagnate con larghezza la crescita di una corresponsabilit laicale; riconoscete spazi di
pensiero, di progettazione e di azione alle donne e ai giovani: con le loro intuizioni e il loro aiuto riuscirete
a non attardarvi ancora su una pastorale di conservazione di fatto
generica, dispersiva, frammentata e
poco influente per assumere, invece, una pastorale che faccia perno
sullessenziale. Come sintetizza, con
la profondit dei semplici, Santa Teresa di Ges Bambino: Amarlo e
farlo amare. Sia il nocciolo anche
degli Orientamenti per lannuncio e la
catechesi che affronterete in queste
giornate.
Fratelli, nel nostro contesto spesso
confuso e disgregato, la prima missione ecclesiale rimane quella di essere lievito di unit, che fermenta
nel farsi prossimo e nelle diverse forme di riconciliazione: solo insieme
riusciremo e questo il tratto conclusivo del profilo del Pastore a
essere profezia del Regno.

Il primo discorso di Paolo

VI

3. Pastori di una Chiesa


anticipo
e promessa del Regno
A questo proposito, chiediamoci:
Ho lo sguardo di Dio sulle persone
e sugli eventi? Ho avuto fame...,
ho avuto sete..., ero straniero..., nudo..., malato..., ero in carcere (Mt
25, 31-46): temo il giudizio di Dio?
Di conseguenza, mi spendo per
spargere con ampiezza di cuore il seme del buon grano nel campo del
mondo?
Anche qui, si affacciano tentazioni
che, assommate a quelle su cui gi ci
siamo soffermati, ostacolano la crescita del Regno, il progetto di Dio
sulla famiglia umana. Si esprimono
sulla distinzione che a volte accettiamo di fare tra i nostri e gli altri; nelle chiusure di chi convinto
di averne abbastanza dei propri problemi, senza doversi curare pure
dellingiustizia che causa di quelli
altrui; nellattesa sterile di chi non
esce dal proprio recinto e non attraversa la piazza, ma rimane a sedere
ai piedi del campanile, lasciando che
il mondo vada per la sua strada.
Ben altro il respiro che anima la
Chiesa. Essa continuamente convertita dal Regno che annuncia e di
cui anticipo e promessa: Regno che
e che viene, senza che alcuno possa presumere di definirlo in modo
esauriente; Regno che rimane oltre,
pi grande dei nostri schemi e ragionamenti, o che forse pi semplicemente tanto piccolo, umile e nascosto nella pasta dellumanit, perch dispiega la sua forza secondo i
criteri di Dio, rivelati nella croce del
Figlio.
Servire il Regno comporta di vivere decentrati rispetto a se stessi, protesi allincontro che poi la strada

per ritrovare veramente ci che siamo: annunciatori della verit di Cristo e della sua misericordia. Verit e
misericordia: non disgiungiamole.
Mai! La carit nella verit ci ha
ricordato Papa Benedetto XVI la
principale forza propulsiva per il vero sviluppo di ogni persona e
dellumanit intera (Enc. Caritas in
veritate, 1). Senza la verit, lamore si
risolve in una scatola vuota, che ciascuno riempie a propria discrezione:
e un cristianesimo di carit senza
verit pu venire facilmente scambiato per una riserva di buoni sentimenti, utili per la convivenza sociale, ma marginali, che in quanto tali
non incidono sui progetti e sui processi di costruzione dello sviluppo
umano (ibid., 4).
Con questa chiarezza, fratelli, il
vostro annuncio sia poi cadenzato
sulleloquenza dei gesti. Mi raccomando: leloquenza dei gesti.
Come Pastori, siate semplici nello
stile di vita, distaccati, poveri e misericordiosi, per camminare spediti e
non frapporre nulla tra voi e gli
altri.
Siate interiormente liberi, per poter essere vicini alla gente, attenti a
impararne la lingua, ad accostare
ognuno con carit, affiancando le
persone lungo le notti delle loro solitudini, delle loro inquietudini e dei
loro fallimenti: accompagnatele, fino
a riscaldare loro il cuore e provocarle
cos a intraprendere un cammino di
senso che restituisca dignit, speranza e fecondit alla vita.
Tra i luoghi in cui la vostra
presenza mi sembra maggiormente
necessaria e significativa e rispetto
ai quali un eccesso di prudenza condannerebbe allirrilevanza c innanzitutto la famiglia. Oggi la comunit domestica fortemente penaliz-

allepiscopato italiano

il momento dellunit
Il 14 aprile 1964 Paolo VI riceve in
udienza, nella Sala Clementina, i
partecipanti allassemblea plenaria della
Conferenza episcopale italiana. Il testo
del discorso di Papa Montini, citato
da Papa Francesco, stato distribuito
ai presuli durante lincontro nellAula
del Sinodo.
Signori Cardinali,
Venerati Confratelli,
Abbiamo accolto con spontaneo
favore, nonostante la pressione
delle sempre insorgenti occupazioni, la domanda che Ci stata
rivolta di ricevere in Udienza la
Conferenza Episcopale Italiana,
convocata a Roma in assemblea
plenaria per dare modo ai Vescovi italiani di meglio conoscere gli schemi, che saranno trattati nella prossima terza sessione del Concilio Ecumenico
Vaticano Secondo, e di studiare insieme alcuni temi di
comune interesse pastorale.
Ringraziamo dellopportunit, che cos Ci offerta,
dincontrarci con i Nostri
diletti e venerati Confratelli
dellEpiscopato Italiano; di
porgere a voi, che vediamo cos solleciti e cos numerosi, presenti a questa importante riunione, il
Nostro cordiale e riverente saluto, e di assicurarvi, ancora una volta, dellinteresse
particolare, con cui seguiamo le vostre fatiche pastorali, esempio, stimolo e conforto
al Nostro ministero apostolico, e della co-

munione di carit e di preghiera, con cui


spiritualmente Ci associamo fraternamente,
ogni giorno, a tutto il Ceto episcopale della santa Chiesa di Dio, nel quale Ceto il
gruppo eletto e cospicuo dei Vescovi italiani occupa per Noi, com naturale e doveroso, un posto di speciale ed affettuosa
considerazione.
E siamo lieti di ravvisare in questa convocazione un segno della buona e saggia
efficienza della Conferenza Episcopale Italiana, che va assumendo coscienza della
sua funzione importantissima e ormai
acquisita al programma della vita ecclesiastica in Italia; e va acquistando insieme
sempre migliore capacit di compierla degnamente, quella funzione. Ne esprimiamo
la Nostra compiacenza a chi presiede la
Conferenza stessa (Ci duole di sapere indisposto, e perci assente, il Signor Cardinale Siri, e formuliamo per lui i Nostri voti
migliori ed a lui inviamo il Nostro benedicente saluto; cos vada il Nostro memore
augurio ai Signori Cardinali pure assenti
per indisposizione: Fossati e Castaldo);
esprimiamo la compiacenza medesima a
chi, nella Segreteria e nelle Commissioni,
le presta opera assidua e preziosa, ed a chi,
compreso dei compiti della Conferenza,
corrisponde ai suoi inviti ed alle sue iniziative e ne auspica e ne stimola lincremento.
bene che sia cos.
La Conferenza Episcopale Italiana organismo di recente istituzione, ma ormai
di indispensabile funzionalit. Non da
supporre che lEpiscopato Italiano possa
ormai mancare di questa sua unitaria
espressione, di questo strumento di unione,

di coordinamento, di mutua collaborazione, di promozione al livello degli Episcopati degli altri Paesi. Se la sua posizione
geografica, storica, spirituale lo pone in
speciale posizione di ossequio, di fedelt, di cooperazione, di conversazione
verso la Sede Apostolica, non per questo
pu mancare duna sua propria configurazione canonica e morale, di una sua propria responsabilit collettiva nella cura della vita religiosa di questo Paese, e di un
suo piano dazione pastorale, conforme
certamente alle istruzioni direttive della
Santa Sede, ma studiato e svolto da organi
propri e con mezzi propri.
Grandi problemi si prospettano allEpiscopato Italiano, a cominciare da quello
che nasce dal numero eccessivo delle diocesi, per passare a quello della preservazione della fede nel popolo italiano, minacciata dalla evoluzione stessa della vita moderna, e direttamente dal laicismo e dal comunismo, per cercare poi di risolvere quello delle vocazioni e dei Seminari, quello
dellistruzione religiosa, quello dellassetto
sociale cristiano, quello della stampa cattolica, quello della cultura e della scuola nostra, e cos via.
Noi pensiamo che tutti quanti qui siamo
abbiamo la persuasione che questi ed altri
problemi, interessanti la stabilit e lefficienza della Chiesa in Italia, non possono
essere risolti da quel vecchio medico, che
in altre circostanze il tempo; nella presente condizione di cose il tempo non corre a nostro vantaggio; da s i nostri problemi non si risolvono; n da credere che la
nostra fiducia nella Provvidenza, fiducia

sempre doverosa e sempre immensa, esoneri noi Pastori, noi responsabili, dal compiere ogni possibile sforzo per offrire alla
Provvidenza loccasione di suoi misericordiosi interventi. Come non da credere
che a tali problemi ciascun Vescovo, e
nemmeno ciascuna regione possa da s dare sufficiente soluzione; se, per ipotesi, ci
fosse in alcun caso possibile, ivi nascerebbe il dovere di aiuto e di solidariet per
quanti meno fortunati la maggioranza
certamente non possono da s vincere
difficolt, di solito gravissime e aventi di
per s dimensioni nazionali.
Cio: bisogna procedere uniti. venuto
il momento (e dovremmo noi dolerci di
ci?) di dare a noi stessi e di imprimere alla vita ecclesiastica italiana un forte e rinnovato spirito di unit. Non la prima
volta che il cattolicesimo italiano cerca di
attestarsi in concordia unitaria; lorganizzazione, ad esempio, dellAzione Cattolica su
base nazionale stata utile ai fini cherano
nella mente dei Papi, dei Sacerdoti e dei
Laici, che in tale forma e in tale misura
lhanno promossa. Ma lo spirito dunit attende ulteriore approfondimento e nuove
manifestazioni; oltre che esigenze operative
pratiche, ragioni religiose intrinseche alla
vita soprannaturale della Chiesa reclamano
leffusione di questo spirito di unit; crediamo che ci rappresenti questione vitale
per la Chiesa e che risponda alla maturit
del nostro tempo.
Ora a tale animazione unitaria, nello
spirito e nelle opere, Noi crediamo possa
egregiamente provvedere una Conferenza
CONTINUA A PAGINA 6

zata da una cultura che privilegia i


diritti individuali e trasmette una logica del provvisorio. Fatevi voce
convinta di quella che la prima
cellula di ogni societ. Testimoniatene la centralit e la bellezza. Promuovete la vita del concepito come
quella dellanziano. Sostenete i genitori nel difficile ed entusiasmante
cammino educativo. E non trascurate di chinarvi con la compassione
del samaritano su chi ferito negli
affetti e vede compromesso il proprio progetto di vita.
Un altro spazio che oggi non
dato di disertare la sala dattesa affollata di disoccupati: disoccupati, cassintegrati, precari, dove il dramma di
chi non sa come portare a casa il pane si incontra con quello di chi non
sa come mandare avanti lazienda.
unemergenza storica, che interpella
la responsabilit sociale di tutti: come Chiesa, aiutiamo a non cedere al
catastrofismo e alla rassegnazione,
sostenendo con ogni forma di solidariet creativa la fatica di quanti
con il lavoro si sentono privati persino della dignit.
Infine, la scialuppa che si deve calare labbraccio accogliente ai migranti: fuggono dallintolleranza, dalla persecuzione, dalla mancanza di
futuro. Nessuno volga lo sguardo altrove. La carit, che ci testimoniata
dalla generosit di tanta gente, il
nostro modo di vivere e di interpretare la vita: in forza di questo dinamismo, il Vangelo continuer a diffondersi per attrazione.
Pi in generale, le difficili situazioni vissute da tanti nostri contemporanei, vi trovino attenti e partecipi, pronto a ridiscutere un modello
di sviluppo che sfrutta il creato, sacrifica le persone sullaltare del profitto e crea nuove forme di emarginazione e di esclusione. Il bisogno
di un nuovo umanesimo gridato
da una societ priva di speranza,
scossa in tante sue certezze fondamentali, impoverita da una crisi che,
pi che economica, culturale, morale e spirituale.
Considerando questo scenario, il
discernimento comunitario sia lanima del percorso di preparazione al
Convegno ecclesiale nazionale di Firenze nel prossimo anno: aiuti, per
favore, a non fermarsi sul piano
pur nobile delle idee, ma inforchi
occhiali capaci di cogliere e comprendere la realt e, quindi, strade
per governarla, mirando a rendere
pi giusta e fraterna la comunit degli uomini.
Andate incontro a chiunque chieda ragione della speranza che in
voi: accoglietene la cultura, porgetegli con rispetto la memoria della fede e la compagnia della Chiesa,
quindi i segni della fraternit, della
gratitudine e della solidariet, che
anticipano nei giorni delluomo i riflessi della Domenica senza tramonto.
Cari fratelli, grazia il nostro convenire di questa sera e, pi in generale, di questa vostra assemblea;
esperienza di condivisione e di sinodalit; motivo di rinnovata fiducia
nello Spirito Santo: a noi cogliere il
soffio della sua voce per assecondarlo con lofferta della nostra libert.
Vi accompagno con la mia preghiera e la mia vicinanza. E voi pregate per me, soprattutto alla vigilia
di questo viaggio che mi vede pellegrino ad Amman, Betlemme e Gerusalemme a 50 anni dallo storico incontro tra Papa Paolo VI e il Patriarca Atenagora: porto con me la vostra vicinanza partecipe e solidale alla Chiesa Madre e alle popolazioni
che abitano la terra benedetta in cui
Nostro Signore vissuto, morto e risorto. Grazie.

pagina 6

CONTINUAZIONE DALLE PAGINE 4 E 5

Episcopale Italiana consapevole della sua


missione, ed animata da sapiente e coraggioso proposito di svolgerla concretamente e
tempestivamente. Sono a questo fine rivolti i
Nostri voti, ai quali questa riunione offre argomento di espressione e di speranza.
Come vedete, venerati Confratelli, questo
dice la Nostra stima e la Nostra fiducia nella
Conferenza Episcopale, che qui vi raccoglie,
ed implica il proposito, da parte Nostra, di
sostenerla, di riconoscerla, di richiederle
consiglio ed aiuto, di impegnarla a lavoro
utile per s e per la Chiesa intera, e, com
ovvio, di assisterla, perch siamo ad essa collegati, sia come Vescovo di Roma e Primate
dItalia, e sia come onerati, dal Nostro ufficio apostolico, della sollicitudo omnium ecclesiarum (2 Cor. 11, 28).
Questo per la Conferenza. E per il Concilio che cosa vi diremo, Venerati Confratelli?
Voi vedete che grande avvenimento esso
sia, voi conoscete la gravit e la complessit
che esso presenta e che solleva in crescente
misura a mano a mano che il Concilio procede. Il fatto stesso della sua lentezza a raggiungere plausibili conclusioni genera qualche stanchezza, qualche impazienza, qualche
arbitraria previsione. Ci perci di conforto
vedere come anche lEpiscopato Italiano si
prepari alla terza Sessione conciliare, imitando cos gli Episcopati daltre Nazioni, alcuni
dei quali hanno dedicato allo studio dei temi del Concilio esami, discussioni, pubblicazioni di grande rilievo.
Noi Ci asteniamo di proposito dallinterloquire in questa fase dei lavori conciliari nel
merito delle dottrine e dei decreti, che saranno discussi alla riapertura del Concilio. Abbiamo cos voluto perseverare nella linea
pratica, che Ci siamo prefissa; quella di lasciare ai Padri conciliari, e con essi alle varie
Conferenze Episcopali ed alle Commissioni
del Concilio, libera ed ampia possibilit
dindagine, di discussione e di espressione.
stata questa una nota dominante di questo
grande Concilio; desideriamo di restarvi fedeli. Solo stata Nostra premura disporre
che i lavori preparatori delle Commissioni e
della Segreteria procedessero con alacrit, al
duplice scopo di rivedere, in questo periodo
intermedio fra la seconda e la terza Sessione,
gli Schemi alla luce delle osservazioni fatte
dai Padri nelle precedenti Sessioni, per offrirli subito allesame dei Padri stessi; e di
far raccogliere le loro osservazioni e suggerimenti dalle Commissioni, secondo la rispettiva competenza, facendo redigere di conseguenza la stesura degli Schemi in forma tale
da poterli presentare al Concilio, nella fiducia che, dopo qualche definitiva discussione,
essi possano meritare pi rapidamente le deliberazioni conclusive, in un senso o nellaltro, dellAssemblea Conciliare, senza con
questo pregiudicare la durata del Concilio,
circa la quale non dato, in questo momento, fare previsioni. Si voluto cio agevolare
al Concilio la sua efficienza e la sua speditezza; non imporgli limiti e decisioni.
Ma non possiamo astenerCi con voi, Venerati Confratelli, da alcune considerazioni
estrinseche ai temi conciliari, ma relative alla
celebrazione di questo avvenimento, che dicevamo grande, arduo, e complesso, anche
se ci che Noi vi diciamo stato gi ben
detto da molti di voi, e specialmente dal
Nostro compianto Predecessore Giovanni
XXIII, di felice memoria, con lautorit che
gli era propria, non che in varie occasioni da
Noi stessi.
Come dobbiamo giudicare questo fatto
nella storia, anzi nella vita della Chiesa? In
senso assolutamente positivo. Esso una
grazia, che il Signore fa alla sua Chiesa. Esso unoccasione unica e felice perch la
Chiesa possa studiare profondamente e collettivamente tante sue questioni pratiche e
pastorali specialmente, ma non senza diretti
riferimenti anche a punti di dottrina molto
importanti. Esso uno sforzo portato al pi
alto grado per adeguare la rispondenza della
Chiesa ai doveri della sua missione e ai bisogni dei tempi. Esso un atto solenne e clamoroso, quantaltri mai, per dar onore a
Dio, per attestare amore a Cristo, per offrire
obbedienza allo Spirito Santo; cio per ravvivare il rapporto religioso fra Dio e la
Chiesa, e per riaffermare la necessit, la
natura, la fortuna della nostra religione
di fronte al mondo moderno. Esso
un incomparabile momento, in cui la
Chiesa celebra se stessa, si conosce, si stringe, in vincoli interiori
con incontri, amicizie, collaborazioni altrimenti impossibili. Esso un vertice
di carit gerarchica e
fraterna, non mai
prima raggiunto. Esso una chiamata a
tutte le risorse interiori
della
Chiesa, affinch
abbiano
ad
esplicare le loro

LOSSERVATORE ROMANO

mercoled 21 maggio 2014

spesso, invece, da finalit commerciali, materialistiche ed edonistiche.


Per assicurare una maggiore efficacia a tale intervento potrebbe riuscire opportuna
lelaborazione di un nuovo piano concreto
di azione, che dovrebbe poi, con gli adattamenti richiesti dalle circostanze locali, essere
applicato ed attuato nelle singole Diocesi,
sotto la solerte vigilanza ed il paterno stimolo dei Vescovi.
Un terzo punto, al quale vogliamo riferirCi e che riveste, per la sua particolare delicatezza, unimportanza sostanziale, quello dei rapporti tra i singoli Vescovi ed il
proprio Clero. Oggi pi che mai Ci sembra
infatti necessario che i Presuli stiano vicini
materialmente e spiritualmente ai loro saIl primo discorso di Paolo VI allepiscopato italiano
cerdoti, specialmente a quelli giovani, e che
si interessino di loro, li conoscano, li amino
e li aiutino nelle loro difficolt... Ad essi il
Vescovo ricorder sempre amorevolmente
che, assunti a s alto ministero, devono essere ornati di tutte le virt ed offrire agli altri un esempio di vita santa, spiegando che
proprio per questo la Chiesa ha sempre
energie spirituali, a rifarsi alla genuinit del- rir anche in se stessa pi coordinata e desi- concorrono; ed anche per questo sembrano avuto cura di seguire da vicino, con materle loro radici, alla fecondit del loro genio derosa di offrire giusta via allintesa con le necessarie opportune intese ed iniziative tan- na trepidazione, la vita dei sacerdoti, dagli
particolare. Esso una grande preghiera di espressioni legittime degli altri Padri, lEpi- to sul piano diocesano come anche su quello albori della loro vocazione allo svolgimento
seguaci di Cristo, riuniti nel suo nome, per scopato Italiano avr reso al Papa e alla nazionale. Sarebbe, anzi, assai utile ogni della loro missione, dettando di volta in
attualizzare in mezzo a loro la sua ineffabile Chiesa migliore servizio e avr dato ai Con- suggerimento che, dopo un accurato esame volta, a seconda delle necessit, provvide e
e operante presenza. Esso poi rappresenta fratelli lesempio, che da lui sempre atteso, e studio del fatto generale, valesse ad indica- sagge norme intese a salvaguardarli dai peed esplica lintenzione pi sincera, pi disin- di promotore del supremo magistero eccle- re rimedi giovevoli a far s che pi agevole ricoli tanto pi gravi quanto, talora, meno
teressata, pi ardente del Cattolicesimo per siastico, di fautore della concordia nel corpo riesca per tutti il soddisfacimento dei doveri evidenti e a sviluppare in essi la vita soricomporre la comunione perfetta con i Fra- episcopale e di assertore delladesione al Ca- religiosi nei giorni festivi.
prannaturale, lo spirito di preghiera e di satelli cristiani separati nellunica Chiesa di po visibile del Corpo mistico di Cristo. AliLa realt di questi occasionali movimenti crificio, labitudine al raccoglimento, lamoCristo. Esso una voce di spiritualit, di mentare qualche saggia e fraterna conversa- della popolazione richiama alla Nostra men- re allo studio; cose tutte che assicurano al
bont, di pace al mondo intero, in unora zione con i gruppi episcopali degli altri Pae- te unaltra categoria di fedeli bisognosa an- sacerdote quellabbondanza di grazie e di
decisiva per lorientamento ideale e morale si sar parimente di spirituale utilit, per chessa di speciali cure pastorali ed quella superni lumi ai quali i fedeli debbono poi
dellumanit. Qualunque sia lesito del Con- una reciproca edificazione, per una fraterna tanto numerosa degli immigrati e degli emi- poter attingere a sostegno della loro vita
cilio, esso devessere oggi considerato da noi emulazione.
grati per ragioni di lavoro. Lontani dallam- spirituale.
nella sua realt: intenzionale, spirituale, soIn ogni modo, Venerati Fratelli, questo biente nel quale erano prima vissuti, dalle
in questa luce che vanno considerati e
prannaturale, come unora di Dio, un tran- Concilio offre a quanti vi prendono parte
loro famiglie, dai loro affetti, essi restano so- valutati i sacrifici e le rinunce che il Sacerdositus Domini nella vita della Chiesa e nella occasione ad esperienze preziose, invito a
vente pi esposti al pericolo di tralasciare zio comporta, ed in particolare lobbligo del
storia del mondo.
virtuosi esercizi, obbligo a rinnovata unione
celibato ecclesiastico,
Bisogna guardare al Concilio con animo con Dio nellamore e nellorazione. A vicendel quale sar, anzi,
grande e sereno. Magnanimit la virt, che da ci esortiamo dunque a profittare di queopportuno
mettere
questo sacro avvenimento vuole da noi. N sto tempus acceptabile (2 Cor. 6, 2).
frequentemente in eviNon vogliamo omettere, in unoccasione
le molestie, n le fatiche, n le difficolt, n i
denza la bellezza per
cambiamenti, n le esigenze che il Concilio cos propizia al fraterno colloquio, di dare
il suo significato e per
pu recare con s ci devono trattenere dal uno sguardo fugace ad un altro quadro, dela necessit duna
celebrarlo con piena adesione del nostro spi- gno dogni Nostro interesse, come lo del
esclusiva e completa
rito. Noi confidiamo che quanto maggiore vostro generoso impegno pastorale; vogliadedizione del Clero
la vicinanza alla Cattedra di Pietro di chi mo dire il quadro della vita religiosa e moraallamore di Cristo ed
le
italiana,
al
cui
bene

tutto
rivolto
il
vochiamato al Concilio, tanto pi effettivo e
ai molteplici impegni
pi cordiale sia il suo concorso alla buona stro ministero. Venerati Fratelli, vi diremo
dellapostolato.
riuscita e alla degna celebrazione del Conci- semplicemente che vi siamo cordialmente viQuesta
paterna
cini!
Le
condizioni
spirituali
e
sociali
di
quelio medesimo.
funzione
di guida spiPerci, Venerati Fratelli, Noi facciamo as- sto diletto Paese, mentre conservano un prerituale esercitata da
ziosissimo
patrimonio
di
tradizioni
cattolisegnamento sopra la vostra partecipazione
parte del Vescovo nei
attenta, entusiasta, fattiva. N paurosa, n che, e dimostrano segni consolantissimi di
riguardi dei suoi saincerta, n cavillosa, n polemica vuol essere cristiana vitalit, voi lo sapete, non sono
cerdoti far si che tra
tranquille,
non
sono
sicure;
nuovi
e
quasi
certamente tale vostra partecipazione; ma
essi si stabilisca e si
impensati
bisogni
si
manifestano
in
ogni
setfranca, nobile, esperta e vantaggiosa. Ve ne
sviluppi un legame
tore della vita e reclamano soccorsi urgenti,
siamo Noi stessi riconoscenti. Se essa appasempre pi stretto che
ingegnosi e poderosi. Lordinaria ammininon si limiter solo al
strazione del governo pastorale non pi
piano dei rapporti disufficiente a pareggiare la misura dei Nostri
sciplinari e giuridici,
doveri e delle altrui necessit! Noi osserviama che comporter
mo con occhio trepidante ed ammirato le
anche una unione fivostre premure, le vostre fatiche, le vostre
liale di mente e di
pene; ed anche godiamo del bene che andacuore ed una stretta
te compiendo, e sempre con voi soffriamo,
collaborazione
sul
speriamo e preghiamo.
piano apostolico dioNon possiamo in questo momento passare
cesano, con maggiore
ordinatamente in rassegna i punti dolenti
abbondanza di risuldella presente situazione; ma come trascuratati consolanti per
re, a comune esortazione e conforto, di actutti.
cennare almeno ad alcuni di essi?
E quarto punto: la
Primo punto. La vita religiosa, chiaro.
stampa cattolica, anQuesta ci deve interessare sopratcora tanto necessaria,
tutto. Bisogna che ce ne occutanto importante per
piamo a fondo, preferendo quela diffusione dei prinsto capitale problema ad ogni alcipi cristiani e per la
tro pur rilevante connesso con la
difesa degli interessi
realt civile della Nazione.
La prima pagina del 15 aprile 1964
cattolici, tanto opporQuaerite primum regnum Dei
tuna per la formazio(Matth. 6, 33). Ce ne d ottima occasione
dunopinione
ne la riforma liturgica, la quale ci richiapubblica sana e favoma alla visione teologica delle sorti umane,
ladempimento dei doveri religiosi o anche revole ad ogni buona causa; ma ancora tanto
al primato dellazione della grazia, e perci
di aderire a dottrine ed organizzazioni che bisognosa di unit, di sostegno, di vigore, di
della vita sacramentale e della preghiera. Esancor pi li alienerebbero dalla Fede. Anche diffusione. La vostra saggezza Ci dispensa
sa ci offre modo di rieducare religiosamente
per questi, quindi, occorrono da parte della ora dal dire di pi su tema cos conosciuto e
il nostro popolo, di purificare e restaurare le
Sacra Gerarchia opportune provvidenze dibattuto; Ci basta raccomandarlo al vostro
sue espressioni di culto e di piet, di ridare
nellintento che i vari nuclei abbiano la pos- interessamento come uno dei problemi pi
dignit, decoro, semplicit, buon gusto alle
sibilit e la facilit di inserirsi e di innestarsi gravi ed urgenti della vita cattolica.
nostre cerimonie religiose: senza questo revitalmente nelle abitudini e nelle associaziostauro interiore ed esteriore non da sperare
Vogliamo alla fine ricordare che le consiche la vita religiosa possa largamente so- ni delle Diocesi che li accolgono.
derazioni contenute nella Nostra lettera al
Secondo punto. La moralit pubblica e Signor Cardinale Siri del 22 agosto 1963, e
pravvivere nel mutato costume moderno.
Due raccomandazioni Ci permettiamo a privata. Siamo in piena crisi di costume. Te- nel messaggio vostro del novembre scorso,
questo riguardo: dare massima cura alla san- ma delicato e immenso. Esso si estende ad Ci sembrano ancora valide oggi, e perci le
tificazione dei giorni festivi, facendo ogni un programma quanto mai vasto ed impe- richiamiamo alla vostra riflessione ed al vosforzo affinch la celebrazione della Messa gnativo, che parte da unazione concorde stro interessamento, affinch abbiano da voi
festiva, con la parola di Dio, con la parteci- per la moralizzazione della vita privata degli suffragio di nuove e prudenti divulgazioni
pazione dei fedeli abbia per tutti il pi vivo individui e delle famiglie, per giungere ed applicazioni.
interesse; e promuovere il canto sacro, il can- allintera societ e per far risentire i suoi beFiduciosi che la Conferenza Episcopale
to religioso e corale del popolo. Ricordiamo: nfici effetti fino nella vita pubblica e le sue
Italiana, rivolgendo la sua particolare attense i fedeli cantano, non disertano la Chiesa; molteplici istituzioni.
se non disertano la Chiesa, conservano la feQuanto mai necessaria ed urgente appare, zione ai punti che abbiamo creduto utile di
de e la vita cristiana.
a tal riguardo, una concordata attivit di tut- toccare, sapr col suo zelo e con la sua sagUn fenomeno meritevole oggi di una to. LEpiscopato per far s che venga posto gezza trovare le vie ed i modi pi idonei per
particolare attenzione pastorale quello un argine al preoccupante dilagare di ogni assicurare ogni desiderato miglioramento e
di una sempre pi estesa mobilit della forma di licenza ed immoralit che tanto fa- progresso della vita religiosa della Nazione a
popolazione nei giorni festivi, con la cilmente si diffondono, particolarmente at- Noi tanto diletta, ne accompagniamo i lavori
conseguente necessit che si provveda traverso il veicolo di certi spettacoli e di cer- con la Nostra fervida preghiera, mentre a
ad unadeguata assistenza religiosa dei ta stampa, dimentichi della loro vera funzio- tutti di cuore impartiamo la Nostra affettuoFloriano Bodini
fedeli nei luoghi dove essi pi numerosi ne elevante e formativa per luomo e mossi sa Benedizione Apostolica.
Bozzetto per il monumento di Paolo VI

il momento dellunit

LOSSERVATORE ROMANO

mercoled 21 maggio 2014

pagina 7

Nella prolusione del presidente allassemblea della Cei

Una Chiesa
che sa ascoltare
Migranti, lavoro e famiglia sono i
tre grandi temi sui quali si soffermata la prolusione che il cardinale
presidente della Cei, Angelo Bagnasco, ha pronunciato questa mattina
di fronte ai vescovi riuniti in assemblea. Si tratta di questioni che, secondo il porporato, disegnano
lorizzonte dazione della Chiesa in
Italia, chiamata allo stesso tempo a
lavorare su due dimensioni che le
sono proprie e che sono inerenti al
suo mistero: la comunione e la
comunicazione della fede. Comunione, ha osservato il cardinale, al
cui servizio anche un ordinamento giuridico: lo Statuto della nostra Conferenza episcopale ha
detto ne espressione, per
unazione pi efficace e partecipata.
Linvito del Santo Padre a confrontarci sulla sua revisione stato accolto con prontezza, cordialit e
impegno: ne sono segno i preziosi
contributi pervenuti dalle Conferenze episcopali regionali. La comunicazione della fede, invece,
rinvia essenzialmente al confronto
sugli Orientamenti per lannuncio
e la catechesi. Siamo una Chiesa
missionaria ha ricordato il porporato che dona alluomo di oggi
quanto ha di pi prezioso: non una
ricetta o una formula ma una Persona. I lavori dellassemblea, ha
osservato ancora il cardinale, si collocano nel solco vivo e fecondo
del magistero petrino, da Giovanni
XXIII a Papa Francesco: Per nessuno di noi parole come confronto,
partecipazione e sinodalit sono
icone sociologiche o strategiche,
bens realt che, mentre manifestano e rafforzano quanto gi siamo,
ci stimolano ad andare avanti con
fiducia per rendere sempre pi visibile il mistero amato della Chiesa.
Riguardo ai luoghi reali o ideali in cui la presenza della Chiesa
maggiormente necessaria e significativa, il cardinale ha fatto riferimento anzitutto, nella sua prolusione, alla, realt dei migranti: Di
fronte a quanto sta accadendo ha
detto non basta lindignazione
occasionale. La nostra gente lo sa e
risponde con la generosit del cuore. Servono per interventi pi articolati: Per questo non possiamo

rinunciare a dire alla politica specialmente alla politica europea la


sterilit di polemiche che rimbalzano le responsabilit. Se l'Europa
vuole presentarsi come casa comune, e non un insieme di interessi
dove chi pi forte prevale, non
pu tirarsi indietro e guardare infastidita. Cos come servono risposte
anche per quanto riguarda il tema
del lavoro. In Italia, ha detto il cardinale Bagnasco, la disoccupazione
sta congelando unintera generazione e desertificando la societ dei
giovani: chiediamo a chi ne ha la
possibilit di tornare a investire con
coraggio, senza attendersi specie nel breve tempo grandi ritorni. Nel contempo chiediamo che
siano reali, efficaci e veloci le misure di agevolazione fiscale agli imprenditori disposti a coinvolgersi
per creare lavoro. Limpresa pi
importante del Paese, afferma il
cardinale Bagnasco, per la famiglia: Con fermezza, rispetto e insistenza torniamo a chiedere alle Autorit responsabili di avviare politiche che esprimano un s convinto
alla famiglia senza surrogati.
Inoltre chiediamo che la famiglia,
fondata sul matrimonio, non sia
messa sotto scacco da una cultura
insistente e monocorde, che pretende di ridefinire il volto stesso
dellamare favorendone la fragilit,
anzich aiutarlo a superare anche
per il bene dei figli le inevitabili
prove. Snaturare la famiglia significa scendere nel pi profondo, fino
a toccare le corde dellumano e
sciogliere la persona dentro a rapporti liquidi e insicuri.
Un passaggio della prolusione
stato anche dedicato allaltra grande agenzia educativa, oltre alla famiglia e alla Chiesa: la scuola, che
il 10 maggio scorso ha celebrato
una grande giornata di festa nellincontro con il Papa. I giovani, ha
detto il cardinale Bagnasco, sono
costantemente ingannati e questo
un crimine. La scuola, invece,
un tassello decisivo, una condizione necessaria per aprirsi alla
realt cos com, non come spesso
viene rappresentata in modo virtuale. E in questopera la scuola cattolica, se giustamente riconosciuta
e sostenuta, una garanzia.

Messa a Santa Marta

Come bimbi davanti a un regalo


La vera pace una persona: lo Spirito Santo. Ed un dono di Dio
da accogliere e custodire, proprio
come fa un bambino quando riceve
un regalo. Attenzione, per, alle
varie paci che offre il mondo,
proponendo le false sicurezze dei
soldi, del potere e della vanit: queste sono paci solo apparenti e
non sicure. proprio per vivere la
pace vera che Papa Francesco ha
suggerito alcuni consigli pratici nella
messa celebrata marted 20 maggio,
nella cappella della Casa Santa
Marta.
Punto di partenza della sua meditazione sono state le parole del discorso di congedo di Ges ai suoi
discepoli, cos come riportate da
Giovanni nel Vangelo (14, 27-31):
Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Proprio la pace il dono che
lui d prima di andarsene, spiegando: Non come la d il mondo, io
la do a voi. Non sia turbato il vostro
cuore e non abbia timore.
Dunque, ha affermato il Pontefice, il Signore ci d la pace: un
regalo prima di andare verso la passione. Ma, ha avvertito Ges,
chiaro che la mia pace non quella
che d il mondo. infatti unaltra pace. E allora si chiesto il
vescovo di Roma com la pace
che ci d il mondo?.
A questo interrogativo il Papa ha
risposto con un ragionamento articolato indicando, in particolare, tre
aspetti. La pace del mondo, ha detto anzitutto, un po superficiale,
una pace che non arriva fino al
fondo dellanima. Perci una
pace che procura una certa tranquillit e anche una certa gioia, per soltanto fino a un certo livello.
Un tipo di pace che offre il mondo, per esempio, la pace delle

ricchezze, che porta a pensare:


Ma io sono in pace perch ho tutto sistemato, ho per vivere per tutta
la mia vita, non devo preoccuparmi!. Questa idea di pace parte da
una convinzione: Non preoccuparti, non avrai problemi perch tu hai
tanto denaro!. Ma Ges stesso a
ricordarci di non avere fiducia in
questa pace, perch, con grande realismo, ci dice: guardate che ci sono i
ladri, eh! E i ladri possono rubare le
tue ricchezze!. Ecco perch non
una pace definitiva quella che ti
danno i soldi.
Del resto, ha aggiunto il Papa,
non dimentichiamo che il metallo
si arrugginisce. E basta un crollo
della borsa e tutti i tuoi soldi se ne
andranno ha detto ancora per rimarcare come quella dei soldi non
una pace sicura ma solo una pace superficiale e temporale. Per farlo comprendere meglio, Ges stesso
racconta la pace effimera di
quelluomo che aveva tutti i suoi
granai pieni di grano e intanto gi
pensava di metterne su altri allindomani per poi riposarsi in pace,
tranquillo. Ma il Signore gli ha
detto: Stolto, questa notte morirai!. Ecco allora che la pace della
ricchezza non serve anche se
aiuta.
Unaltra pace che d il mondo, ha
proseguito il Papa, quella del potere. E cos si arriva a pensare: Io
ho potere, sono sicuro, comando
questo, comando quello, sono rispettato: sono in pace. In questa
situazione si trovava il re Erode; ma
quando sono arrivati i magi e gli
hanno detto che era nato il re
dIsraele, in quello stesso momento
la sua pace se n andata via subito. A conferma che la pace del
potere non funziona: un colpo di
Stato te la toglie subito!.

Campagna promossa da una rete internazionale di religiose in occasione dei mondiali del Brasile

Un calcio alla tratta


Gioca per la vita, denuncia la tratta: lo slogan della campagna, organizzata alla vigilia del
mondiale di calcio brasiliano, contro lorrendo
crimine che coinvolge almeno ventuno milioni di
persone nel mondo.
Nella mattina di marted 20 maggio, nella Sala
stampa della Santa Sede, stata presentata liniziativa promossa da Talitha Kum, la rete internazionale della vita consacrata contro il traffico di
esseri umani, in collaborazione con la realt locale Um grito pela vida, che fa riferimento alla
Conferenza dei religiosi del Brasile. Motivando
lappoggio dato al progetto dalla Congregazione
per gli istituti di vita consacrata e le societ di vita apostolica, il cardinale presidente Joo Braz
de Aviz ha spiegato che i religiosi e le religiose
si trovano impegnati nella loro missione in mezzo a tutte le forme di povert e toccano con le
loro mani lumiliazione, la sofferenza, il trattamento inumano e degradante inflitto a donne,
uomini e bambini di questa schiavit moderna.
Per questo la vita consacrata si fa una con il Papa, intervenuto pi volte contro questa piaga,
per portare verso le ferite dellumanit lamore
redentore di Dio e speranze di nuova vita.
Anche lambasciata degli Stati Uniti dAmerica
presso la Santa Sede, che sostiene Talitha Kum,
ha voluto aderire alla campagna. La funzionaria
Antoniette C. Urtado ha rimarcato la collaborazione del proprio Paese con il lavoro delle religiose e ha annunciato che il Dipartimento di
Stato sta programmando iniziative comuni con la
Conferenza episcopale statunitense per identificare le vittime della tratta e dare loro i necessari
aiuti.
Da parte sua, la presidente dellUnione internazionale delle superiori generali (Uisg), suor
Carmen Sammut, delle missionarie di Nostra Signora dAfrica, ha illustrato limpegno delle consacrate di tutto il mondo contro ogni moderna
forma di schiavit: Abbiamo incontrato donne e
uomini che sono stati venduti come oggetti sessuali in altri Paesi ha detto perch questo
crimine presente ovunque, a causa dei profitti
enormi che produce. I quali ammonterebbero a
circa 32 miliardi di dollari, per un giro daffari in

continua crescita, in grado di superare tra i mercati illegali persino quello del narcotraffico.
La coordinatrice di Talitha Kum, suor Estrella
Castallone, ha parlato dellorganismo che, nato
nel 2009, comprende oggi 24 reti in rappresentanza di 79 Paesi, con oltre 800 religiose e religiosi di 240 congregazioni coinvolti. La suora filippina, delle figlie di Maria Ausiliatrice, ha illustrato le attivit di protezione e assistenza delle
vittime e delle persone vulnerabili, quelle di prevenzione e, soprattutto, quelle di partnership
svolte dallorganismo. La tratta di persone ha
commentato una rete criminale molto ben
organizzata e ben collegata, e solo attraverso una
rete di salvezza e speranza possiamo impedire
che i pi deboli e i pi vulnerabili diventino una
merce umana.
La campagna brasiliana guarda alle precedenti
esperienze dei mondiali di calcio in Germania e

in Sud Africa. Durante tali occasioni ha fatto


notare suor Castallone molte persone sono impiegate a lavorare in vari settori dellindustria del
turismo come alberghi, bar, ristoranti, trasporti
di merci e persone. Le offerte di lavoro sono tante e si nota un flusso di persone provenienti dai
Paesi limitrofi in cerca di opportunit disposte a
spostarsi dalle aree rurali alle citt che ospitano
le partite. Purtroppo chi accetta offerte di lavoro
pu essere ingannato e diventare vittima di sfruttamento.
Sulla specifica realt del Brasile infine intervenuta la missionaria comboniana Gabriella Bottani, che coordina gli oltre 250 religiosi direttamente coinvolti nella campagna Gioca per la vita. Programmata a Brasilia nel novembre 2013
ha detto essa mira a smuovere lindifferenza
contro le diverse forme di tratta finalizzate allo
sfruttamento sessuale anche minorile, al lavoro in
condizioni di schiavit e al traffico di organi. Si
tratta infatti di una delle forme pi brutali di
distruzione della dignit umana, di cancellazione
dei sogni, delle speranze e della vita stessa di migliaia di persone. Inoltre nello scenario internazionale, la complessit socioeconomica e geografica del Brasile lo caratterizza come un Paese
in cui coesistono tutte le fasi del percorso delle
vittime e del loro sfruttamento. Il Brasile pertanto Paese di origine, transito e destinazione
della tratta. E il maggior numero di rotte lo troviamo nella regione amazzonica e nel nordest.
Le vittime sono soprattutto donne giovani, originarie di famiglie povere, con bassi livelli di studio. Per questo, ha concluso la religiosa, il messaggio della campagna una proposta concreta,
positiva, di vita. Durante la preparazione alla
coppa del mondo abbiamo osservato che le minacce e le opportunit giocano nello stesso campo: da un lato le possibilit di un maggior guadagno e speranza di migliorare le condizioni di
vita, dallaltro un aumento delle situazioni di degrado sociale e minacce alla vita e ai diritti fondamentali. Ecco allora la necessit di denunciare gli sfruttatori, sostenere le vittime e favorirne il
reinserimento sociale cui la campagna mira, attraverso luso di tutti i mezzi di comunicazione,
dai pi tradizionali ai social network.

Un terzo tipo di pace che d il


mondo quella della vanit, che
fa dire a noi stessi: Io sono una
persona stimata, ho tanti valori, sono una persona che tutto il mondo
rispetta e quando vado nei ricevimenti mi salutano tutti. Per anche
questa non una pace definitiva,
perch ha ammonito Papa Francesco oggi sei stimato e domani sarai insultato!. Il Pontefice ha invitato a pensare a cosa successo a
Ges: la stessa gente che la domenica delle palme diceva una cosa, accogliendolo a Gerusalemme, il venerd ne diceva unaltra. Dunque
anche la pace della vanit non funziona, cos come le altre paci
che offre il mondo, perch sono
temporali, superficiali e non sicure.
Per comprendere invece quale sia
la pace autentica bisogna tornare alle parole di Ges: Vi lascio la pace,
vi do la mia pace. Non come la d il
mondo, io la do a voi. Com allora la pace che d Ges? una persona, lo Spirito Santo ha spiegato il Papa. Lo stesso giorno della
risurrezione, nel cenacolo, il saluto
di Ges ai discepoli : La pace sia
con voi, ricevete lo Spirito Santo.
Dunque la pace di Ges una persona, un regalo grande. Perch
quando lo Spirito Santo nel nostro cuore, nessuno pu togliere la
pace. Nessuno! una pace definitiva!.
Davanti a questo grande dono,
qual il nostro lavoro?. Dobbiamo custodire questa pace, ha raccomandato il Pontefice. Si tratta infatti di una pace grande, una pace
che non mia: di unaltra persona
che me la regala, unaltra persona
che dentro il mio cuore, che mi
accompagna tutta la vita e che il Signore mi ha dato.
E come si riceve questa pace dello Spirito Santo? si chiesto ancora il Papa. Due le risposte: anzitutto
si riceve nel battesimo, perch viene lo Spirito Santo, e anche nella
cresima, perch viene lo Spirito Santo. E poi si riceve come un bambino riceve un regalo. Lo stesso
Ges aveva detto: se voi non ricevete il regno di Dio come un bambino, non entrerete nel regno dei cieli. Cos, senza condizioni, a cuore
aperto, si riceve la pace di Ges: come un grande regalo.
E questa ha ribadito il vescovo
di Roma la pace dello Spirito
Santo. Sta a noi custodirlo, non
ingabbiarlo, sentirlo, chiedere aiuto:

Lutto nellepiscopato
Monsignor Eurico Dias Nogueira,
arcivescovo emerito di Braga e padre conciliare, morto in Portogallo, nella tarda serata di luned 19
maggio, allet di 91 anni.
Il compianto presule era infatti
nato il 6 marzo 1923 in Dornelas do
Zzere, diocesi di Coimbra, ed era
stato ordinato sacerdote il 22 dicembre 1945. Con lerezione, in Mozambico, della nuova diocesi di Vila Cabral (oggi Lichinga), il 10 luglio
1964 ne era stato nominato primo
vescovo. Aveva ricevuto lordinazione episcopale il successivo 6 dicembre e aveva partecipato alla terza e
alla quarta sessione del concilio Vaticano II. Trasferito il 9 febbraio
1972 alla sede residenziale di S da
Bandeira, in Angola; il 3 febbraio
1977 aveva rinunciato al governo pastorale della diocesi, che contestualmente era stata elevata al rango di
arcidiocesi assumendo il nome di
Lubango. Il 3 novembre dello stesso
anno era stato promosso alla sede
arcivescovile di Braga. Aveva rinunciato al governo pastorale dellarcidiocesi portoghese il 5 giugno 1999.
Le esequie si celebrano nel pomeriggio di mercoled 21 maggio nella
cattedrale di Braga.

lui dentro di noi. Alla possibile


obiezione che ci sono tanti problemi il Pontefice ha risposto con le
stesse parole di Ges: Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. , infatti, proprio il Signore
a confortarci: Se voi avete questa
pace dello Spirito, se voi avete lo
Spirito dentro di voi e siete consci
di questo, non sia turbato il vostro
cuore, siete sicuri!.
Anche san Paolo, ha spiegato, ci
diceva che per entrare nel regno dei
cieli necessario passare per tante
tribolazioni. Lesperienza, poi, ci
conferma che di tribolazioni tutti
noi ne abbiamo tante, pi piccole e
pi grandi. Tutti!. Ma la pace di
Ges ci rassicura: Non sia turbato
il vostro cuore. Infatti la presenza
dello Spirito fa s che il nostro cuore
sia in pace, conscio ma non anestetizzato, con quella pace che soltanto
la presenza di Dio ci d.
Per verificare quale pace viviamo,
ha suggerito il Pontefice, possiamo
farci alcune domande: Io ci credo
che lo Spirito Santo dentro di me?
Io ci credo che il Signore me lha
regalato? Io lo ricevo come un regalo, come un bambino riceve un regalo, con cuore aperto? Io custodisco lo Spirito Santo che in me per
non rattristarlo?. C per, ha notato il Papa, anche una domanda di
segno opposto: Preferisco la pace
che mi d il mondo, quella del denaro, quella del potere, quella della
vanit?. Ma queste ha ribadito
sono paci con la paura, sempre: il timore che finiscano. Invece
la pace di Ges definitiva: soltanto necessario riceverla come bambini e custodirla. Il Signore, stata
la preghiera conclusiva di Francesco,
ci aiuti a capire queste cose.

Nomina episcopale
in Inghilterra
La nomina di oggi riguarda la
Chiesa in Inghilterra.

Ralph Heskett
vescovo di Hallam
nato il 3 marzo 1953 a Sunderland, dove ha frequentato la
scuola di St. Aidan. entrato poi
nel seminario minore dei redentoristi a Birmingham. Compiuto il
noviziato a Perth, in Scozia, ha
emesso la professione religiosa
nella congregazione del Santissimo Redentore il 28 agosto 1971.
Ha
studiato
teologia
ad
Hawkstone e Canterbury. stato
ordinato sacerdote il 10 luglio
1976. Dopo lordinazione stato
incaricato della predicazione di
missioni popolari, prima in Scozia (1977-1980), e poi in Inghilterra (1980-1984). Dal 1984 al 1987
stato a Kinnoull, Perth (Scozia),
per lavorare nella pastorale vocazionale. Dal 1987 al 1990 stato
superiore di quella comunit redentorista. Dal 1990 al 1996 stato superiore della comunit dei
redentoristi e parroco di Our Lady of the Annunciation a Bishop
Eton, Liverpool. Dopo un anno
di studio allAll Hallows di Dublin, stato prima (1997-1999)
maestro dei novizi a Canterbury,
poi (1999-2008) parroco di St.
Marys, Chapham, nellarcidiocesi
di Southwark. Nel 2008 tornato
come assistente nella parrocchia
di Our Lady of the Annunciation
a Bishop Eton, Liverpool, con
lincarico di delegato per le vocazioni della provincia redentorista
di Gran Bretagna. Il 18 marzo
2010 stato eletto vescovo di Gibraltar, ricevendo lordinazione
episcopale il 10 luglio successivo.

LOSSERVATORE ROMANO

pagina 8

Il cammino ecumenico dopo lo storico abbraccio tra Paolo

VI

mercoled 21 maggio 2014

e Atenagora

Per uscire dalla notte della divisione


di KURT KO CH
Il motivo diretto del pellegrinaggio
in Terra Santa di Papa Francesco il
ricordo dellincontro tra Papa Paolo
VI e il Patriarca ecumenico Atenagora di Costantinopoli, avvenuto il 5 e
il 6 gennaio 1964 sul Monte degli
Ulivi a Gerusalemme. Si incontravano allora per la prima volta dopo
525 anni i massimi rappresentanti
della Chiesa cattolica e della Chiesa
ortodossa e, nella loro persona, due
Chiese sorelle che sono divise da oltre nove secoli. La scelta di Gerusalemme come luogo dellincontro testimonia la particolare sensibilit con
la quale venne considerato questo
evento storico. Tale scelta aveva di
fatti una duplice importanza. Innanzitutto, nelle relazioni tra ortodossi e
cattolici, questo luogo non era gravato da un fardello storico cos pesante come Roma e Costantinopoli;
si poteva pertanto evitare limpressione che il Papa facesse un pellegrinaggio dal Patriarca ecumenico o
che questo bussasse umilmente alla
porta del Pontefice romano. Ma soprattutto, essendo Gerusalemme la
culla del cristianesimo e quindi la
citt che unisce tutti i cristiani, si
intendeva ritornare alle radici comuni per segnare al contempo
un nuovo inizio nelle relazioni. Difatti, entrambi vollero
sottolineare che si trattava
di un pellegrinaggio alle
origini della Chiesa e alle
radici della fede.
Questo primo incontro
dellepoca moderna tra il
vescovo di Roma e il vescovo di Costantinopoli
fu caratterizzato da molte
dichiarazioni incoraggianti e gesti significativi. Il
primo contatto avvenne
presso la residenza della
delegazione apostolica e
si apr con un lungo, caloroso abbraccio. Dopodich, Papa Paolo VI e il
Patriarca Atenagora si sedettero su due seggi di
pari altezza e si intrattennero in un colloquio personale, alla conclusione
del quale recitarono insieme il Padre Nostro, inginocchiandosi luno accanto allaltro. Il secondo incontro ebbe luogo il giorno successivo presso la
sede del Patriarca grecoortodosso, dove venne
letta, in maniera alternata, la preghiera di Ges per lunit dei suoi
discepoli, dal brano del Vangelo di
Giovanni 17.
Il bacio fraterno tra il successore
di Pietro e il vescovo della Chiesa di
santAndrea il santo che condusse
suo fratello Pietro da Cristo e che,
per questo, chiamato protoclito
si presenta a noi come licona
dellumile disponibilit alla riconciliazione dopo secoli di distanza e di
ostilit. Unito a questo magnifico
gesto era il rinnovato impegno, da
parte dei due capi di Chiesa, di ripristinare lunit perduta e di valutare, nella verit e nellamore, le differenze che permanevano. Il Patriarca
Atenagora riassunse bene latmosfera
spirituale di quel momento con parole molto belle: Da secoli, il mondo cristiano vive nella notte della divisione. I suoi occhi sono stanchi di
guardare nelle tenebre. Ed espresse
il desiderio che lincontro di Gerusalemme potesse essere laurora di un
giorno radioso e benedetto.
Lincontro di Gerusalemme segn
una svolta molto promettente nelle
relazioni tra la Chiesa ortodossa e la
Chiesa cattolica. Dobbiamo il fatto
che ad aprire questo nuovo capitolo
furono Papa Paolo VI e il Patriarca
Atenagora, ai carismi particolari che
la Provvidenza divina don a entrambi. Non unesagerazione rendere loro omaggio come uomini del
dialogo e profeti dellamore ecumenico.
Il Patriarca Atenagora promosse
fortemente, in prima linea, il dialogo
intraortodosso e, nella convinzione
che dovesse essere rivitalizzata la sinodalit trascurata allinterno della
famiglia delle Chiese ortodosse, intraprese svariate iniziative panortodosse, tra le quali anche il progetto
della convocazione di un grande
Concilio ecumenico. Gi nei diciotto anni durante i quali fu arcivescovo dellAmerica del nord e del sud,

egli cur contatti amichevoli con


molti cattolici e, come Patriarca ecumenico, rivolse unattenzione particolare al dialogo ecumenico con la
Chiesa cattolica. Questa apertura
ecumenica derivava soprattutto dalla
sua fondamentale convinzione che la
Chiesa in Oriente e la Chiesa in Occidente si erano allontanate non tanto a causa di discussioni dottrinali,
quanto per aver preso strade diverse
nella loro vita. Egli pot cos dichiarare senza mezzi termini: Ci separano soltanto i 900 anni di divisione. E poich considerava le divisioni tra le Chiese come eventi che appartenevano ad altre epoche e rappresentavano dunque un anacronismo, era convinto che esse dovessero

piuto lanno stesso in cui si tenne


lincontro di Gerusalemme, quando
Roma, dopo oltre cinquecento anni,
restitu al patriarcato ecumenico la
testa dellapostolo Andrea, che
particolarmente venerato nella Chiesa dOriente ed il patrono della
Chiesa di Costantinopoli.
Lincontro memorabile di Gerusalemme, in cui la volont di ripristinare lamore fu attestata dalle rispettive dichiarazioni dei due capi di
Chiesa e suggellata dal loro bacio
fraterno, prepar la strada allevento
storico del 7 dicembre 1965, quando,
nella cattedrale di San Giorgio del
Fanar a Costantinopoli e nella basilica di San Pietro a Roma, i pi alti
rappresentanti della Chiesa cattolica
e della Chiesa ortodossa tolsero
dalla memoria e dal mezzo della
Chiesa, come si legge nella loro
Dichiarazione comune, le reciproche
sentenze di scomunica dellanno
1054, per evitare che esse fossero un
ostacolo al riavvicinamento nella ca-

co nel 1968: giunta lora del coraggio cristiano. Ci amiamo gli uni
gli altri; professiamo la stessa fede
comune; incamminiamoci insieme
verso la gloria del sacro Altare comune (Tomos Agapis, n. 2771). La
stessa convinzione fu espressa da Papa Paolo VI, con la sua particolare
sensibilit ai gesti altamente simbolici, quando a Gerusalemme fece dono al Patriarca ecumenico di un calice eucaristico.
In terzo luogo, il presupposto indispensabile per compiere gli atti sopra menzionati la purificazione comune della memoria storica. Perch
siano possibili un nuovo presente e
un nuovo futuro, il passato deve essere cambiato. Ma il pesante passato
pu essere cambiato solo se si dimentica. E dimenticare non significher chiudere gli occhi davanti alla
storia soltanto se il suo pi profondo
contenuto consiste nel perdono, atLuciano Minguzzi, Incontro di Paolo VI con Atenagora (1964)
traverso il quale sono state annullate
le reciproche scomuniche del 1054,
di modo che esse non fanno pi
controversie
interortodosse, tra le 2013 sulla questione del primato nelparte della posizione ufficiale delle
Chiese. Riguardo allatto del 1965, quali, per esempio, la non accetta- la Chiesa universale.
La Chiesa ortodossa e la Chiesa
possiamo dunque dire, riprendendo zione del sopramenzionato docule parole di Joseph Ratzinger, che il mento di Ravenna da parte del pa- cattolica sono tuttavia convinte che
veleno delle scomuniche stato tolto triarcato ortodosso russo, che ha non esista unalternativa al dialogo
dallorganismo della Chiesa e il confermato recentemente la sua op- teologico della verit e che sia loro
simbolo della divisione stato so- posizione al riguardo con una di- compito, nel rispetto della volont
stituito dal simbolo della carit: chiarazione rilasciata nel dicembre del Signore, superare gli ostacoli che
si frappongono al raggiungimento
La relazione di un amore raffreddellunit ecclesiale. Affinch possa
dato, di opposizioni della diffidenessere portato avanti, il dialogo della
za e degli antagonismi stata sostiverit dovr per essere sempre
tuita dalla relazione di amore e di
iscritto allinterno del dialogo
fratellanza, il cui simbolo il bacio
dellamore.
Difatti,
il
dialogo
fraterno.
dellamore e il dialogo della verit
Gli atti del 1964 e del 1965 sono
non possono essere intesi come due
diventati il punto di partenza del
gradini, uno successivo allaltro. Il
dialogo ecumenico dellamore tra ordialogo della verit deve essere semtodossi e cattolici; con essi, il primo
pre accompagnato dal dialogo
passo del dialogo dellamore era gi
dellamore, come ci viene mostrato
compiuto. Ma il dialogo dellamore
dalla bella tradizione dello scambio
richiedeva il dialogo della verit, ovdi visite tra la Chiesa di Costantinovero lapprofondita riflessione teolopoli e la Chiesa di Roma in occasiogica sulle differenze teologiche alla
ne delle rispettive feste patronali o
base della divisione tra le Chiese,
in altre circostanze particolarmente
Oltre
400
fra
rabbini
e
per poter pervenire a una comunioimportanti.
personalit ebraiche di primo
ne ecclesiale ed eucaristica. Linizio
In questa solida tradizione del
piano degli Stati Uniti hanno
di tale dialogo fu annunciato con
dialogo dellamore siscrive anche il
firmato
un
messaggio
di
una dichiarazione comune, nel 1979,
pellegrinaggio di Papa Francesco in
benvenuto a Papa Francesco
dal Patriarca ecumenico Dimitrios I
Terra Santa, il cui momento centrale
per il suo arrivo in Israele. Il
e dal Papa Giovanni Paolo II, in ocsar lincontro con il Patriarca ecumessaggio sar pubblicato su
casione della prima visita di quemenico Bartolomeo I, in ricordo del
quattro pagine del quotidiano
stultimo al Fanar per la festa di
primo incontro avvenuto tra i predeisraeliano
Haa
re
t
z

SantAndrea. Da allora, la Commiscessori dei due capi di Chiesa cindomenica 25 maggio.


sione internazionale mista per il diaquanta anni fa. Cos come allora PaLiniziativa stata promossa
pa Paolo VI e il Patriarca Atenagora
logo teologico porta avanti questo
da
Angelica
Berrie,
presidente
si erano recati a Gerusalemme come
indispensabile lavoro.
del Center for Interreligious
pellegrini e da l erano ripartiti come
Durante il primo decennio, dal
Understanding, con sede a
fratelli, auspicabile che, in occasio1980 al 1990, lattenzione stata riNew York, insieme con il
ne del prossimo incontro tra Papa
volta principalmente al consolidaFrancesco e il Patriarca Bartolomeo
rabbino Jack Bemporad,
mento del fondamento di fede coI, sia possibile celebrare e alimentare
direttore del Centro Giovanni
mune; in questo periodo stato posla fraternit che si nel frattempo
Paolo II per il Dialogo
sibile individuare ampie convergenze
approfondita e fornire un rinnovato
interreligioso, che ha sede a
su temi relativi al mistero della Chieimpulso agli sforzi ecumenici, che
sa e in particolare allEucaristia, al
Roma presso la Pontificia
vanno intesi, secondo le belle parole
rapporto tra fede, sadel metropolita ortodosso Emmacramento e Chiesa, e
nuel Adamakis, come un viaggio
al sacramento dellorecclesiale nella Terra Santa dellunidinazione. Nel secont.
do decennio, dal 1990
In particolare, ci auguriamo che
al 2000, le conversapossa essere riacceso lappassionato
zioni ecumeniche sono
desiderio di ristabilire la comunione
diventate sempre pi
ecclesiale e di partecipare insieme al
difficili, poich lincomune altare eucaristico desidefiammarsi di vecchie
rio che ardeva nellanimo del Papolemiche in merito
triarca Atenagora e di Papa Paolo VI,
alluniatismo e al proil quale lo ribadiva con parole tocselitismo hanno concanti nella sua ultima lettera al Padotto a un drammatitriarca ecumenico, scritta il 4 giugno
co
deterioramento
1972, poco prima che questi morisse:
dellatmosfera del diaAnche noi desideriamo percorrere
logo e infine, nel
con Vostra Santit la via di Em2000, allinterruzione
maus, meditando sulle sacre Scrittudei lavori della Comre, al fine di incontrare il Signore
missione. Da quando,
nella frazione del pane.
a poco tempo di diQuesto obiettivo della via di Emstanza dallinizio del
maus non stato, fino a oggi, ragpontificato di Benegiunto e deve rimanere pertanto al
detto XVI, stato poscentro della preghiera incessante di
sibile riprendere le
ortodossi e cattolici. A tale intenzioconversazioni,
la
ne sar dedicata a Gerusalemme soCommissione si conprattutto la preghiera ecumenica
centra su quel tema
presso la chiesa del Santo Sepolcro.
Marc Chagall, Rabbino con la Torah (1959)
dolente che fino a ora
Come Papa Paolo VI incontr nel
1964 anche il Patriarca greco-orto stato di ostacolo alla
dosso Benediktos e il Patriarca della
Universit San Tommaso
comunione ecclesiale, ovvero la queChiesa apostolica armena Derderian,
dAquino (Angelicum).
stione del primato, e tenta di trattarpregando con loro per lunit della
Il messaggio firmato da
lo nel pi ampio contesto del rapChiesa, cos, dopo lincontro tra Parabbini e capi religiosi di tutte
porto teologico tra sinodalit e pripa Francesco e il Patriarca Bartolole denominazioni ebraiche.
mato nella Chiesa.
meo, anche questa volta sar celericonosciuto da tutti i leader
Da un lato, il dialogo della verit
brato un servizio ecumenico, per
ebrei ha detto il rabbino
riuscito a conseguire risultati incoprofessare pubblicamente che lunit
Bemporad che il dialogo
raggianti, come per esempio il docudella Chiesa innanzitutto un dono
essenziale per unautentica
mento di Ravenna del 2007, nel quafatto da Dio alla sua Chiesa e, solo
comprensione e un reciproco
le entrambi i partners di dialogo
come conseguenza di questo, un
apprezzamento. Papa
hanno dichiarato insieme per la pricompito a essa affidato. GiustamenFrancesco ha detto
ma volta che la Chiesa ha bisogno
te, dunque, la preghiera ecumenica
chiaramente che vuole
di un protos non solo a livello locale
avr un posto speciale durante il
costruire ponti fra tutte le
e regionale, ma anche a livello unipellegrinaggio nella Terra Santa
religioni per portare la pace
versale. Dallaltro lato, per, il dialodellunit.
nel mondo.
go continuamente offuscato da

Il benvenuto
da 400 rabbini
e personalit
ebraiche
degli Stati Uniti

essere superate in maniera definitiva.


Un atteggiamento dialogico altrettanto spiccato e unapertura ecumenica ugualmente marcata caratterizzarono anche Papa Paolo VI. Nella
sua prima enciclica Ecclesiam suam
del 1964, egli dichiar il dialogo parte integrante del programma della
Chiesa cattolica e attribu unimportanza particolare al dialogo con i
fratelli cristiani, tuttora da noi separati: Nulla tanto ci pu essere pi
ambito che di abbracciarli in una
perfetta unione di fede e di carit
(n. 113). Gi allinizio della seconda
sessione del concilio Vaticano II, Papa Paolo VI, nel suo fondamentale
discorso di apertura, sottolineava
che il riavvicinamento ecumenico tra
le Chiese divise era lobiettivo centrale, ovvero il dramma spirituale
per il quale era stato convocato il
concilio.
Lincontro fraterno a Gerusalemme tra i due profeti del dialogo e
dellamore fu dunque una conseguenza logica del loro atteggiamento
di apertura ecumenica. Con il loro
comune pellegrinaggio alle radici del
cristianesimo, essi contribuirono a
un essenziale miglioramento dellatmosfera tra la Chiesa in Oriente e la
Chiesa in Occidente, e dettero avvio
a quel dialogo dellamore che dichiararono essere il programma futuro. Dopo lincontro di Gerusalemme, il dialogo fu portato avanti per
dodici anni tramite un intenso scambio di discorsi e di documenti scritti,
tra il Fanar a Costantinopoli e il Vaticano a Roma; questo scambio, che
fu pubblicato in seguito con il bel
titolo di Tomos Agapis (Libro
dellAgape), testimonia la ferma volont dei due capi di Chiesa di ristabilire la comunione ecclesiale ed eucaristica tra Oriente e Occidente.
Un ulteriore gesto di estrema importanza simbolica a rafforzamento di
questo dialogo dellamore fu com-

rit. In questo storico atto, meritano di essere messe in evidenza soprattutto tre dimensioni essenziali.
Dopo il raffreddamento dellamore tra la Chiesa di Costantinopoli e
la Chiesa di Roma e dopo il conseguente allontanamento reciproco durato per secoli a seguito delle scomuniche del 1054, stato innanzitutto il ristabilimento dellamore che i
due capi di Chiesa si sono sforzati
di conseguire. Nel fare ci, non si
trattava semplicemente di ripristinare
un amore esclusivamente interpersonale e umanistico, ma si trattava
piuttosto di realizzare un amore ecclesiale, ovvero una comunione
damore tra le Chiese. facile capire
allora perch latto del 1965 abbia
avuto implicazioni fondamentali a livello di diritto canonico. Vlassios
Phidas ha osservato giustamente che
le scomuniche del 1054 erano atti canonici vincolanti e che, di conseguenza, anche il loro annullamento
aveva lo stesso carattere, tanto pi
che il Patriarca Atenagora e Papa
Paolo VI agirono in nome delle loro
Chiese, compiendo dunque atti giuridici vincolanti.
In secondo luogo, se vero che il
ristabilimento dellamore ecclesiale
non significa ancora comunione eucaristica, anche vero che esso ne
porta su di s lintera dinamica. In
un convegno ecumenico svoltosi nel
1974, Joseph Ratzinger sottoline in
maniera pertinente che il bacio fraterno e lagape sono in s termine e
rito dellunit eucaristica e invitano
urgentemente al ripristino dellunit
nella comunione eucaristica: L dove lagape una realt ecclesiale, essa deve diventare unagape eucaristica. La necessit di ristabilire la comunione eucaristica come obiettivo
del cammino iniziato a Gerusalemme era gi evidente, allepoca, al Patriarca Atenagora e a Papa Paolo VI,
come manifest in maniera particolarmente chiara il Patriarca ecumeni-