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LOSSERVATORE ROMANO
POLITICO RELIGIOSO

GIORNALE QUOTIDIANO

Non praevalebunt

Unicuique suum
Anno CLIV n. 107 (46.649)

Citt del Vaticano

luned-marted 12-13 maggio 2014

Papa Francesco risponde alle domande degli alunni dei pontifici collegi e convitti romani

Decine di migranti muoiono nel Mediterraneo

La leadership del servizio

Dove
annega la speranza

E chiede di pregare per Medio oriente e Ucraina dove la Chiesa soffre


La leadership del sacerdote? Consiste nel servire
con un amore personale per la gente: un vescovo
o un prete che non sa cosa sia il servizio non un
buon pastore, anche se ha tante altre qualit.
uno dei passaggi pi significativi del lungo dialogo che Papa Francesco ha improvvisato stamane,
luned 12 maggio, con gli alunni dei Pontifici collegi e convitti di Roma. I vecchi parroci di Buenos Aires ha ricordato per rendere incisivo il
messaggio quando ancora non esisteva il cellulare, dormivano con il telefono accanto, ma non
moriva nessuno senza sacramenti. Li chiamavano a
qualsiasi ora e loro si alzavano e andavano. Ecco la
vera leadership del prete.
Nellaula Paolo VI, il vescovo di Roma ha risposto
per oltre unora a otto domande rivoltegli da seminaristi e sacerdoti che studiano in citt. Ne uscito
un vero e proprio identikit
del prete per il tempo di
oggi, con pregi da ricercare e difetti da evitare. Il
Papa ha messo in guardia
contro un duplice rischio:
lamore per i soldi e la
vanit, ovvero quei peccati che il popolo non
perdona ai propri pastori.
Perch il popolo non perdona chi attaccato ai soldi o vanitoso e non tratta bene la gente. Per questo la leadership deve tradursi nel servizio, con un
amore personale, indivi-

duale, per ciascuna delle persone affidate al pastore. Ed nella prossimit che il servizio si concretizza, cio nella vicinanza, in quellumile uscire
da s stessi per andare verso le periferie di cui da
sempre parla Jorge Mario Bergoglio. Il quale ha
offerto ai giovani e ai futuri sacerdoti tutta la propria esperienza di prete gesuita, di vescovo a Buenos Aires e a Roma.
Riaffermati i quattro pilastri della formazione
presbiterale spirituale, accademica, comunitaria,
apostolica e linvito a non scivolare nelle ideo-

logie o nel purismo accademico, il Papa si poi


riferito ai benefici della vita comunitaria. E qui
tornato il richiamo alle chiacchiere e ai danni che
esse fanno in una comunit, con la richiesta, invece, di pregare insieme e proprio per quelle persone con cui si hanno problemi.
Se di una cosa in pi c bisogno ha detto
ancora dobbiamo pensare in particolare alla virt della vigilanza. In questo pu essere daiuto rivolgersi a Maria, prima ancora che agli psichiatri.
Bisogna pregare la Madonna, ha detto, perch un
prete che si dimentica della madre nei momenti di
turbolenze corre dei seri
rischi. Infine, dopo aver
affrontato anche il ricorrente problema delle omelie troppo lunghe e noiose
che allontanano i fedeli,
ha augurato ai presenti di
poter sperimentare nella
vita lamicizia sacerdotale e di avere molti amici.
Allinizio dellincontro,
rispondendo al saluto del
cardinale prefetto della
Congregazione per il Clero, Beniamino Stella, che
gli aveva fatto notare la
presenza di oltre 150 seminaristi originari del Medio
Oriente, Papa Francesco
ha assicurato la sua vicinanza nella preghiera, in
questo momento di sofferenza, ai popoli della regione e dellUcraina, dove
la Chiesa sofferente.

Stati Uniti e Unione europea definiscono illegale il referendum dei separatisti

Piano per lUcraina


KIEV, 12. LUnione europea sostiene
i piani e gli sforzi dellO rganizzazione per la sicurezza e la cooperazione
in Europa (Osce) sulla crisi ucraina.
Lo ha detto oggi lalto rappresentante per la Politica estera e di sicurezza comune dellUe, Catherine
Ashton, entrando al consiglio dei
ministri degli Esteri a Bruxelles. I
capi della diplomazia dei Ventotto
hanno ascoltato una relazione di Didier Burkhalter, presidente di turno
dellOsce, sulla Road Map per lallentare la tensione.
Siamo
grandi
sostenitori
dellOsce, sia politicamente che finanziariamente ha continuato
Ashton e Burkhalter ci aiuter a
guardare come andare avanti in vista
delle elezioni presidenziali in Ucraina del 25 maggio. Nel corso del
consiglio Ue parleremo anche di
cosa successo nel fine settimana e
dei sedicenti referendum che si sono
tenuti. In ogni caso, ha concluso
Catherine Ashton, stiamo ancora
aspettando veri segnali distensivi. E
il ritiro delle truppe russe dal confi-

Sabato lincontro del vescovo di Roma


con il mondo dellistruzione italiano

Perch amare la scuola


PAGINA 5

Domenica lordinazione di 13 sacerdoti

Non stancatevi mai


di essere misericordiosi

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PAGINA 6

Documento
della Conferenza episcopale argentina

Di fronte alla violenza


e allingiustizia
non si devono chiudere
gli occhi
PAGINA 4

ne ucraino potrebbe essere il segnale che deve essere mandato. Dal


canto suo, il ministro degli Esteri
britannico William Hague ha affermato che il consiglio Ue continua e
intensifica il lavoro preparatorio per
nuove sanzioni se le circostanze lo
richiederanno. In particolare sar determinante latteggiamento russo verso le elezioni del 25 maggio. I referendum che si sono tenuti nelle regioni orientali dellUcraina ha aggiunto Hague hanno credibilit
zero, sono illegali e non rispettano
alcuno standard di trasparenza.
La controversa consultazione indipendentista svoltasi ieri nelle regioni

orientali ucraine che secondo i separatisti avrebbe fatto registrare un


vero plebiscito e unaltissima affluenza alle urne oltre ad essere considerata illegale da Bruxelles, stata bollata come nulla e non valida
dal presidente francese, Franois
Hollande, in missione oggi a Baku.
Anche gli Stati Uniti lhanno condannata sin dalla vigilia con parole
durissime.
E il presidente ad interim ucraino,
Aleksandr Turcinov, ha definito il referendum farsa propagandistica
senza conseguenze giuridiche. Non
altro che propaganda per coprire
omicidi, rapimenti, violenze e altri

gravi crimini ha detto Turcinov davanti al Parlamento. Mosca, invece,


ha fatto sapere oggi che rispetta
lespressione della volont della popolazione della regione di Donetsk e
Lugansk e spera nel dialogo tra
Kiev e i rappresentanti delle regioni
orientali. E mentre anche oggi si sono verificati scontri a Sloviansk, il
presidente del Consiglio europeo,
Herman Van Rompuy giunto a
Kiev per continuare i colloqui su
come stabilizzare la situazione nel
Paese prima delle presidenziali del
25 maggio, su come porre fine alle
violenze e creare le condizioni per
un dialogo nazionale inclusivo.

Sintensifica la mobilitazione internazionale

Il Pontefice invita alla preghiera per la liberazione


delle ragazze nigeriane
Papa Francesco si unito alla mobilitazione internazionale per ottenere
il rilascio delle oltre duecento studentesse sequestrate nelle settimane
scorse in Nigeria dai terroristi di Boko Haram. Aderendo alla campagna
#BringBackOurGirls, il Pontefice,
con un tweet, ha invitato tutti a
unirsi nella preghiera per limmediato rilascio delle liceali rapite in
Nigeria. I Paesi vicini, Ciad, Camerun e Niger, stanno intanto mettendo a disposizione immagini satellitari per cercare di individuare il luogo
dove sono segregate le studentesse.
Il Governo di Abuja avrebbe stabilito un contatto indiretto con i terroristi, ma finora questo presunto
contatto non avrebbe sortito gli effetti sperati. Boko Haram avrebbe
disseminato larea, in cui le liceali
sono tenute prigioniere, di mine e
trappole esplosive per impedire la liberazione delle giovani. Il presidente
francese, Franois Hollande, ha nel
frattempo reso noto che, sabato
prossimo, potrebbe tenersi a Parigi
un vertice sulla sicurezza in Nigeria.
PAGINA 2

Manifestazione a Los Angeles a sostegno delle studentesse rapite (Reuters)

Una donna sopravvissuta a un naufragio nel Mediterraneo (LaPresse/Ap)

TRIPOLI, 12. Cercavano di realizzare la speranza di una vita migliore,


ma hanno trovato la morte in un
nuovo naufragio al largo delle coste orientali libiche. Un barcone
carico di migranti diretti verso
lEuropa affondato marted scorso a poche miglia dalla costa: almeno quaranta le vittime, tra le
quali molte donne e bambini. Sono invece stati tratti in salvo 52 migranti, ha riferito ieri il colonnello
Ayoub Kassem ai principali organi
di stampa, precisando che secondo
le testimonianze dei sopravvissuti,
a bordo dellimbarcazione naufragata viaggiavano 130 persone
Quarantadue i dispersi.
E un altro barcone affondato
oggi sempre al largo della Libia.
Non si conoscono ancora i dettagli,
ma secondo le prime segnalazioni
circa quattrocento persone erano
sullimbarcazione e alcuni corpi sarebbero gi stati ripescati. Le autorit marittime sono state informate
dallequipaggio di un rimorchiatore
al servizio di alcune piattaforme

petrolifere. Sul posto sono intervenute unit navali italiane.


Sabato il ministro dellInterno di
Tripoli, Salah Mazek, aveva minacciato di facilitare il flusso di migranti verso lUnione europea se
Bruxelles non sosterr Tripoli. Poi
ieri il Governo libico tornato parzialmente sui suoi passi, sottolineando in un comunicato la sua
ferma volont a continuare a collaborare con lEuropa e lItalia nella
gestione dei flussi migratori.
D allinizio dellanno secondo i
dati resi noti dal ministero dellInterno italiano lo scorso 29 aprile
i migranti giunti sulle coste italiane
sono oltre 25.000, un dato molto
superiore a quello del 2013. Con il
miglioramento delle condizioni meteo e lanarchia vigente in Libia,
nelle ultime settimane aumentato
il numero di di persone che scelgono di salpare dalle coste di questo
Paese per raggiungere lEuropa.
Ma troppo spesso la loro avventura
si tramuta in tragedia e i loro sogni
annegano nel Mediterraneo.

NOSTRE INFORMAZIONI
Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:
Sua Eminenza Reverendissima il Signor Cardinale Francisco Robles Ortega, Arcivescovo
di Guadalajara (Messico), con
gli Ausiliari, le Loro Eccellenze
Reverendissime i Monsignori
Miguel Romano Gmez, Vescovo titolare di Vagal, Jos Leopoldo Gonzlez Gonzlez, Vescovo titolare di Tuburnica, e
Juan Humberto Gutirrez Valencia, Vescovo titolare di
Giunca di Bizacena, in visita
ad limina Apostolorum;
Jos Mara De la Torre
Martn, Vescovo di Aguascalientes (Messico), in visita ad
limina Apostolorum;
Gonzalo Galvn Castillo,
Vescovo di Autln (Messico), in
visita ad limina Apostolorum;
Braulio Rafael Len Villegas, Vescovo di Ciudad Guzmn (Messico), in visita ad limina Apostolorum;
Marcelino Hernndez Rodrguez, Vescovo di Colima
(Messico), in visita ad limina
Apostolorum;
Felipe Salazar Villagrana,
Vescovo di San Juan de los Lagos (Messico), in visita ad limina Apostolorum;
Luis Artemio Flores Calzada, Vescovo di Tepic (Messico),
in visita ad limina Apostolorum;
Ramn Castro Castro, Vescovo di Cuernavaca (Messico),

in visita ad limina Apostolorum;


Ral Gmez Gonzlez, Vescovo di Tenancingo (Messico),
in visita ad limina Apostolorum;
Jos de Jess Gonzlez
Hernndez, Vescovo Prelato di
Jess Mara (Messico), in visita
ad limina Apostolorum.

Provviste di Chiese
Il Santo Padre ha elevato
lEparchia di So Joo Batista
in Curitiba degli Ucraini (Brasile) ad Arcieparchia Metropolitana, conservandole lo stesso titolo, e ha nominato Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor
Valdomiro
Koubetch,
O.S.B.M., attuale Vescovo Eparchiale, allufficio di primo Arcivescovo Metropolita.
Il Santo Padre ha eretto
lEparchia dellImaculada Conceio in Prudentpolis degli
Ucraini (Brasile), con territorio
smembrato dalla neo istituita
Arcieparchia Metropolitana di
So Joo Batista in Curitiba degli Ucraini, rendendola suffraganea della medesima, e ha nominato primo Vescovo eparchiale Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Meron Mazur, O.S.B.M., trasferendolo dalla
Sede titolare di Simittu e
dallufficio di Vescovo Ausiliare
di Curitiba degli Ucraini alla
nuova circoscrizione.

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luned-marted 12-13 maggio 2014

Il dramma delle studentesse rapite

Accordo per la costruzione di una ferrovia di seicento chilometri

Grido daiuto
dalla Nigeria

Sempre pi Cina in Africa

ABUJA, 12. Si intensifica la mobilitazione internazionale per cercare


di riportare in libert le oltre duecento liceali rapite, in Nigeria, dal
gruppo terroristico di matrice islamica Boko Haram. Riferisce Sky
News che i Paesi vicini alla Nigeria, ovvero Ciad, Camerun e Niger,
stanno mettendo a disposizione immagini satellitari per cercare di individuare il luogo, o i luoghi, dove
sono tenute le studentesse. Secondo le stesse fonti, il Governo della
Nigeria avrebbe stabilito un contatto indiretto con i terroristi, ma
fino a questo momento questo presunto contatto non avrebbe sortito
gli effetti sperati. Boko Haram
avrebbe tra laltro disseminato
larea, in cui le liceali sono tenute
prigioniere, di mine e trappole
esplosive per impedire che le ragazze siano liberate. Nel frattempo, questa mattina stato diffuso
un video in cui comparirebbero le
giovani sequestrate, alcune delle
quali dichiarano di essersi convertite allislam.
Ieri intanto il presidente francese, Franois Hollande, ha indicato
che sabato prossimo potrebbe tenersi a Parigi un vertice sulla sicurezza in Nigeria con i leader dei
Paesi della regione. Ho proposto,
insieme con il presidente nigeriano
Goodluck Jonathan, una riunione
con i Paesi confinanti ha dichiarato Hollande, aggiungendo che lincontro dovrebbe concentrarsi sulla
sicurezza nel Paese e sui modi per
arginare lazione destabilizzante
condotta da Boko Haram.
Sempre ieri il primo ministro
britannico, David Cameron, ha
promesso che la Gran Bretagna
far tutto quello che pu per
aiutare il Governo nigeriano a trovare e a liberare le studentesse rapite. Il primo ministro ha quindi
confermato il suo impegno aderendo alla campagna #BringBackO urGirls lanciata dalla moglie del presidente statunitense Barack Obama, Michelle. Nello stesso tempo
Cameron ha detto di ritenere
molto improbabile leventualit
che siano inviate truppe britanniche nel Paese, lasciando comunque
intendere che la decisione su possibili manovre su vasta scala spetti al
presidente nigeriano. Tanto che il

Li Keqiang conclude in Kenya la sua missione nel continente

premier britannico, rivolgendosi alle autorit nigeriane, ha affermato:


Se possiamo aiutarvi basta chiedere e vedremo che cosa possiamo
fare.
Nel frattempo il capo del Pentagono, Chuck Hagel, ha chiarito ieri che nemmeno gli Stati Uniti invieranno truppe per la ricerca del
luogo in cui sono tenute prigioniere le studentesse. Fino a questo
momento non ne abbiamo lintenzione ha dichiarato Hagel nel corso di unintervista allemittente televisiva Abc. La scorsa settimana
Washington ha tuttavia inviato una
missione di consiglieri militari per
aiutare le autorit di Abuja nella ricerca delle ragazze. Comunque
Hagel ha tenuto a precisare che anche se non previsto linvio di
truppe, gli Stati Uniti faranno i necessari sforzi per aiutare il Governo
nigeriano in unimpresa che, come
ha sottolineato il segretario alla Difesa, sar molto difficile.
Nei giorni scorsi il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban
Ki-moon si era detto profondamente preoccupato per la sorte
delle studentesse. In un comunicato Ban Ki-moon aveva espresso la
sua vicinanza alle famiglie delle
giovani e aveva dichiarato che attaccare scuole e bambini viola il diritto internazionale, e ci non pu
essere giustificato in alcun modo.
In queste ore poi si stanno registrando nuove manifestazioni, in
varie parti della Nigeria, da parte
di centinaia di donne che chiedono
limmediato rilascio delle liceali.
Nei giorni scorsi una manifestazione in questo senso aveva avuto luogo a Niamey, in Niger. Nelloccasione le donne partecipanti avevano redatto un documento in cui si
sollecita il Consiglio di sicurezza
delle Nazioni Unite e il Tribunale
penale internazionale a perseguire
per crimini contro lumanit tutti i
leader di Boko Haram, definiti
criminali e individui senza legge.
E sempre a causa di Boko Haram e
delle violenze da loro scatenate,
continua nel nord-est della Nigeria
la fuga di massa delle popolazioni
alla ricerca di luoghi pi sicuri. Secondo
lalto
commissariato
dellOnu per i Rifugiati (Unhcr),
gli sfollati interni sono gi oltre
250.000.

Nuovi capi
per la Seleka
prima cosa chiesto di deporre le armi e mettere fine ai prolungati e
sanguinosi scontri settari. Lappello, tuttavia, non stato ascoltato.
Con le modeste risorse politiche,
economiche e istituzionali di cui
pu disporre, Samba-Panza ha il
difficile compito di guidare il Paese
fino alle elezioni previste per il
prossimo gennaio e assume la responsabilit di gestire una crisi
senza precedenti.

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Dopo lintesa ad Addis Abeba tra il presidente e il leader dei ribelli

Accuse reciproche nel Sud Sudan


di violazione della tregua
JUBA, 12. Esercito e ribelli nel Sud
Sudan si accusano a vicenda di violazioni del cessate il fuoco: gli ultimi fatti denunciati dimostrano che
il presidente Salva Kiir o non
sincero o non ha il controllo delle
sue forze, ha affermato ieri il portavoce militare dei ribelli Lul Ruai
Koang. Da parte dellesercito la risposta arrivata dal portavoce

ribelli di aver attaccato postazioni


governative nella citt di Bentiu.
Resta quindi difficile il cammino
verso la pace in Sud Sudan, nonostante lintesa siglata in Etiopia e
che prevede la cessazione del conflitto, la creazione di un Governo
di transizione, nuove elezioni e
lapertura di corridoi umanitari.
La comunit internazionale si era
congratulata per laccordo per un
cessate il fuoco in Sud Sudan raggiunto dopo cinque mesi di ostilit
tra il presidente sudsudanese Salva
Kiir e il suo ex vice Rijek Machar,
oggi alla guida dei ribelli. Laccordo di Addis Abeba dovrebbe mettere la parola fine, si spera non solo
sulla carta, al conflitto interetnico
che ha causato migliaia di morti e
oltre un milione di sfollati ed
stato salutato positivamente dagli
Stati Uniti, dallUnione europea e
dalle Nazioni Unite che hanno
chiesto limmediato invio di aiuti.
Anche il Sudan ha espresso la
speranza che si attui una vera tregua. Il portavoce del ministero sudanese degli Esteri Abou Bakr El
Seddik ha affermato che Khartoum
si sempre appellata a una risoluzione pacifica del conflitto e d il
benvenuto allintesa raggiunta grazie
alla mediazione dellAutorit intergovernativa per lo sviluppo dellAfrica orientale.

Philip Aguer, che ha parlato di attacchi dei ribelli a Bentiu.


Lo scambio di accuse era iniziato
gi sabato quando i ribelli fedeli
allex vicepresidente Rijek Machar
avevano accusato lesercito di aver
attaccato le loro postazioni nello
Stato dellUnity nonostante laccordo di pace firmato dalle parti ad
Addis Abeba. Ieri mattina stata la
volta dellesercito, che ha accusato i

Tragedia a Kinshasa
durante una partita di calcio

Nella tormentata Repubblica Centroafricana

BAMAKO, 12. Fazioni della Seleka,


ex ribelli fondamentalisti della Repubblica Centroafricana, che nel
marzo del 2013 avevano preso il
potere a Bangui prima di essere allontanati dalle forze internazionali,
hanno nominato un nuovo stato
maggiore, con il compito di guidare tutti gli uomini del gruppo. Lo
ha reso noto una fonte vicina alla
formazione. Il nuovo organigramma guidato dal generale Joseph
Zoundeko, dal suo vice, Al Khatim, e dal capo di stato maggiore
incaricato delle operazioni militari,
Ali Nassaraza.
La Repubblica Centroafricana
continua intanto a essere preda di
tremende violenze, che hanno provocato centinaia di migliaia di sfollati e migliaia di vittime, soprattutto civili. Erano stati proprio i ribelli della Seleka (alleanza, in lingua
locale sango) a portare alla presidenza il loro leader, Michel Djotodia, il quale aveva preso il posto
del defenestrato capo dello Stato,
Franois Boziz. Gli stessi miliziani
si erano poi ribellati al potere centrale abbandonandosi ad ogni genere di violenze e di soprusi sulla
inerme popolazione civile. A Djotodia, dimessosi su pressione della
comunit internazionale, succeduta il 20 gennaio scorso il sindaco
di Bangui, Catherine Samba-Panza, la quale, insediandosi, ha per

Il premier cinese a Nairobi (Reuters)

KINSHASA, 12. Tragedia a una partita di calcio a Kinshasa: almeno


quindici tifosi sono morti e altri ventuno sono rimasti feriti ieri a seguito degli incidenti scoppiati durante la sfida tra Asv Club e il Mazembe,
valevole per i playoff del campionato della Repubblica Democratica del
Congo. La squadra di casa, lAsv, era sotto di un gol quando i suoi tifosi hanno iniziato a lanciare oggetti in campo, obbligando larbitro a sospendere la partita. A quel punto sugli spalti dello stadio affollato si
scatenato il panico, con le due tifoserie che si sono scontrate con una
fitta sassaiola. La polizia come ha reso noto il ministro dellInterno,
Andre Kimbuta intervenuta lanciando lacrimogeni dal terreno di
gioco e su una tribuna si creata una ressa che ha portato allimprovviso crollo di una parte della struttura. Il Governo ha spiegato che le
cause dei decessi non sono ancora chiare ma ha ordinato lapertura di
uninchiesta per identificare i responsabili. Nello stadio Tata Raphael
era presente un imponente schieramento di forze dellordine alla luce di
precedenti scontri fra tifoserie.

NAIROBI, 12. La Cina rafforza la presenza in Africa, alla ricerca di nuovi


mercati. Il primo ministro, Li
Keqiang, ha firmato ieri a Nairobi
un maxiaccordo da 3,8 miliardi di
dollari per la costruzione di una linea ferroviaria, che collegher il porto kenyano di Mombasa, principale
polo economico dellAfrica orientale,
con altri quattro Paesi.
Il Kenya stata lultima tappa di
un tour diplomatico di Li nel continente, che lo ha portato anche in
Nigeria, Angola e in Etiopia.
Lintesa, sottoscritta alla presenza
dei presidenti di Kenya, Rwanda,
Sud Sudan, Tanzania e Uganda,
prevede che linfrastruttura lunga
oltre 600 chilometri sostituir entro i prossimi tre anni il vecchio collegamento, risalente al periodo coloniale britannico. Li ha affermato di
desiderare che tutte le capitali africane siano collegate con treni ad alta
velocit, in modo ha detto
allagenzia cinese Xinhua da favorire la comunicazione e lo sviluppo
panafricano. Il presidente ugandese, Yoweri Museveni, ha espresso apprezzamento per lintesa.
Quella appena conclusa stata
della prima visita di Li in Africa in
qualit di premier, e segue un viaggio nel continente del presidente, Xi
Jinping, avvenuto nel marzo dello
scorso anno. In quelloccasione, il
neoeletto capo dello Stato cinese
conferm unofferta di 20 miliardi di
dollari in prestiti per lAfrica entro il
2015. In un discorso tenuto presso la
sede dellUnione africana di Addis
Abeba, il primo ministro ha inoltre
garantito ulteriori finanziamenti. Solo nel 2013, gli interscambi tra Cina
e Africa hanno raggiunto i 210 miliardi di dollari, con oltre 2.500
aziende cinesi che operano nel continente. Li ha auspicato che parte dei
nuovi prestiti siano utilizzati per sostenere le piccole e medie imprese
africane, aggiungendo che lo sviluppo economico del continente offre
enormi opportunit a entrambi i
partner.

Denunce
di brogli elettorali
a Johannesburg
PRETORIA, 12. Violenti disordini sono
scoppiati nelle ultime ore in una township di Johannesburg, scatenati
dai sostenitori dallInkhata Freedom
Party (Ifp), partito nazionalista facente capo alletnia Zulu, che ha lanciato unaccusa di brogli allAfrican
National Congress (Anc) nelle elezioni legislative di domenica scorsa.
Un voto in cui il partito che fu di
Nelson Mandela, al potere da 20 anni, ha vinto con oltre il 62 per cento
dei consensi, riuscendo a strappare
allIfp due circoscrizioni di Alexandra, dove sono esplosi i disordini,
sfociati nellarresto di una sessantina
di manifestanti. Il leader dellAnc,
Jacob Zuma, stato riconfermato per
un secondo mandato.

Al fianco degli studenti contro il Governo di Maduro

Protesta delle donne venezuelane

Una donna manifesta a Caracas (LaPresse/Ap)

GIOVANNI MARIA VIAN


direttore responsabile

Carlo Di Cicco
vicedirettore

Piero Di Domenicantonio

Servizio vaticano: vaticano@ossrom.va


Servizio internazionale: internazionale@ossrom.va
Servizio culturale: cultura@ossrom.va
Servizio religioso: religione@ossrom.va

caporedattore

Gaetano Vallini
segretario di redazione

Servizio fotografico: telefono 06 698 84797, fax 06 698 84998


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CARACAS, 12. Centinaia di madri venezuelane hanno manifestato, nella


giornata di sabato, per le vie di Caracas, al fianco degli studenti, per
protestare contro il Governo di Nicols Maduro. Durante la manifestazione, le donne hanno chiesto il rilascio dei prigionieri politici e dei
giovani che sono ancora agli arresti
dopo la vasta operazione di polizia
condotta gioved scorso contro i
campeggi della libert, nel corso
della quale oltre 240 persone sono
finite in manette. Ci sono ragazzi

Tariffe di abbonamento
Vaticano e Italia: semestrale 99; annuale 198
Europa: 410; $ 605
Africa, Asia, America Latina: 450; $ 665
America Nord, Oceania: 500; $ 740
Abbonamenti e diffusione (dalle 8 alle 15.30):
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Necrologie: telefono 06 698 83461, fax 06 698 83675

che sono stati torturati e assassinati,


altri che continuano a restare in carcere hanno denunciato alcune
mamme citate dalle agenzie di stampa internazionali.
Intanto, come riferisce lagenzia
Reuters, su decisione del tribunale
venezuelano, undici studenti fermati
durante le proteste dovranno sostenere nei prossimi giorni un regolare
processo, mentre per altri centocinquanta giovani finiti in manette
stata stabilita la scarcerazione. Ai
giovani attesi dal processo sono con-

Segreteria di redazione
telefono 06 698 83461, 06 698 84442
fax 06 698 83675
segreteria@ossrom.va

testate, tra laltro, le accuse di associazione criminale, detenzione e uso


di armi improprie, istigazione alla
violenza.
Il clima nel Paese continua dunque a essere molto teso. dallinizio del febbraio scorso che il Venezuela attraversato da proteste degenerate poi in violenti scontri fra
manifestanti e agenti di polizia. Si
stima che dallinizio delle manifestazioni quarantadue persone siano
rimaste uccise. Pi di un centinaio i
feriti.

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EDITRICE LOSSERVATORE ROMANO

don Sergio Pellini S.D.B.


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Banca Carige
Societ Cattolica di Assicurazione
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luned-marted 12-13 maggio 2014

LOSSERVATORE ROMANO

Israele dichiara
il nord del Golan
zona militare
chiusa

Assad apre la campagna elettorale per le presidenziali del 3 giugno

pagina 3

Tra le macerie di Homs

TEL AVIV, 12. Le autorit israeliane hanno dichiarato zona militare


chiusa una parte del settore settentrionale delle alture del Golan.
Secondo i media israeliani, si tratta di una misura precauzionale,
assunta mentre sul versante siriano della linea di demarcazione infuriano i combattimenti fra le forze leali al presidente Assad e le
unit degli insorti. Il timore che
colpi di mortaio possano colpire
accidentalmente cittadini israeliani. La zona interessata dalla chiusura situata nei pressi della citt
di Quneitra.
Il primo ministro israeliano,
Benjamin Netanyahu, intanto
partito la scorsa notte per una visita ufficiale di quattro giorni in
Giappone. Quello di Netanyahu
che stato gi nel Paese del
Sol levante durante il suo primo
mandato alla fine degli anni Novanta il primo viaggio in
Giappone di un capo dellEsecutivo israeliano dal 2008, quando
fu lallora primo ministro, Ehud
Olmert, a recarsi a Tokyo.

Il centro della citt devastato dai combattimenti (Reuters)

Violenze
senza fine
in Iraq
BAGHDAD, 12. Nuove violenze
hanno insanguinato nelle ultime
ore il territorio iracheno. Venti
soldati sono rimasti uccisi in un
attacco compiuto dai miliziani
contro una base dellesercito nei
pressi di Mossul, nel nord del
Paese. Nella provincia di Salahudin, inoltre, sette agenti della sicurezza sono morti, e circa venti
sono rimasti feriti, in seguito
allesplosione di unautocisterna
alla cui guida vi era un attentatore suicida. Lattacco stato compiuto vicino a un posto di blocco
a circa sessanta chilometri a nord
di Baghdad. Tre membri del
gruppo paramilitare Sahwa, vicino al Governo di Baghdad, sono
rimasti uccisi in un attentato perpetrato contro un posto di blocco
da loro presieduto, nei pressi di
Tikrit.
Nel frattempo proseguono, nella provincia di Al Anbar, i combattimenti fra lesercito e i miliziani dello Stato islamico dellIraq e del Levante. Sabato le
forze regolari iracheni avevano
lanciato unoffensiva nella zona di
Falluja, controllata dai ribelli:
unoffensiva che dovrebbe fare da
preludio a un futuro assalto su
vasta scala, con lobiettivo di sradicare dallintera area gli elementi
qaedisti.

Tagli
per i ministeri
francesi
PARIGI, 12. Nuova dieta dimagrante in vista per i bilanci dei
ministeri francesi. Le lettere quadro sui budget 2015-2017, inviate
questo fine settimana dal primo
ministro a ciascun dicastero, chiedono un taglio del 15 per cento
delle spese di funzionamento entro il 2017, e in generale una riduzione in valore assoluto delle
uscite (oneri pensionistici esclusi).
Lobiettivo trasversale in questa fase, ma dovr essere adattato
ai diversi ministeri, precisa una
fonte del Governo in riferimento
ai malumori gi espressi da alcuni
dicasteri, con in testa quello della
Difesa, gi colpito da forti tagli
con il libro bianco quinquennale
dellanno scorso. La cura di austerit non si ferma alle spese di
funzionamento, ma riguarda anche le sovvenzioni agli enti statali
(universit, servizi meteo, camere
di commercio, centri di ricerca),
che dovranno diminuire del 2 per
cento allanno per i prossimi tre
anni, e le operazioni di investimento, per cui non c un obiettivo numerico ma linvito a operare
una programmazione stretta.

DAMASCO, 12. Una bambina con un peluche di


fronte alle rovine della sua casa; due preti ortodossi in una chiesa danneggiata: sono queste le
immagini di maggior effetto fornite dai media ufficiali di Damasco dopo la vittoria militare riportata a Homs. Un tempo primo polo industriale
nel centro del Paese, la citt stata sin dal 2011 la
roccaforte della protesta popolare contro il regime
di Damasco. Una protesta poi trasformatasi in rivolta armata. Lassedio portato dalle forze lealiste
al centro storico della citt per pi di due anni
durante i quali sono morte anche per fame e sete

oltre duemila persone si di fatto concluso solo sabato, quando gli ultimi irriducibili miliziani
si sono ritirati in base a un accordo che ha previsto, tra laltro, la liberazione di quarantacinque
persone tra civili e militari.
La televisione di Stato ha mostrato il ritorno
nelle proprie abitazioni di alcune famiglie, soprattutto nel quartiere di Hamidiya, che pi di altre
zone della citt ha sofferto degli effetti dei combattimenti. Complessivamente, la guerra in Siria
ha finora causato oltre 150.000 morti e milioni tra
profughi e rifugiati.

E allindomani della vittoria a Homs, il presidente Bashir Al Assad, ha avviato ieri la sua campagna elettorale con lo slogan Insieme, rilanciato da tutti i media governativi. In un messaggio alla Nazione, in vista delle consultazioni del 3
giugno prossimo, Al Assad si augurato che tutte le nostre attenzioni siano rivolte alle famiglie
dei martiri. Per ricordarli veramente dobbiamo
sentirci gli uni accanto agli altri. Gli altri due
candidati alle presidenziali sono lindipendente
Maher Hajjar, ex membro del partito comunista,
e limprenditore Hasan Nuri.

Proseguono
le operazioni
antiterrorismo
nello Yemen
SANA, 12. Continuano le operazioni antiterrorismo nello Yemen
mentre la capitale stata teatro
negli ultimi giorni di numerosi
episodi di violenza. Sei presunti
terroristi di Al Qaeda sono rimasti uccisi dallattacco di un drone
a nord-est di Sana nella prima
operazione di questo tipo condotta dopo linizio delloffensiva
lanciata a fine aprile dalle forze
governative contro la rete terroristica.
Il raid stato portato proprio
mentre lambasciata statunitense a
Sana ha annunciato il prolungamento fino al 15 maggio della
propria chiusura al pubblico decisa mercoled scorso per motivi di
sicurezza. Il drone ha sparato
contro una vettura nei pressi del
villaggio di Al-Housoun, non
lontano da Marib, uccidendo le
sei persone che si trovavano accanto al mezzo, ha precisato una
fonte tribale. Gli Stati Uniti, alleati dello Yemen nella lotta al
terrorismo, sono gli unici a disporre di droni nella regione. Al
Qaeda nella penisola arabica (Aqpa) accusa le autorit yemenite di
agevolare gli attacchi piazzando
cimici nelle vetture degli insorti
per renderle facili obiettivi.
E la rappresaglia dei terroristi
non si fatta attendere. Un attacco contro una postazione militare
ha infatti causato ieri la morte di
almeno 13 soldati e decine di feriti. Un attentatore suicida si
inoltre fatto esplodere con la sua
auto dopo aver forzato lingresso
della postazione della polizia militare nella provincia di Hadramout. In precedenza, tre terroristi
erano morti nel tentativo di attaccare il palazzo presidenziale a
Sana.

Rassoul appoggia Abdullah nel secondo turno delle elezioni

I manifestanti antigovernativi davanti alla sede del Parlamento

Nuove alleanze
per il dopo Karzai

In Thailandia
si estende la protesta

KABUL, 12. Si disegnano nuove alleanze in vista del ballottaggio presidenziale in Afghanistan, previsto
per il 15 giugno (anche se manca
ancora la conferma ufficiale da parte della Commissione elettorale indipendente). E la prospettiva che si
viene configurando vede rafforzarsi
la posizione dellex ministro degli
Esteri, Abdullah Abdullah, visto
che un altro candidato alla presidenza, Zalmai Rassoul, gli ha ufficialmente assicurato, ieri, il suo sostegno. Durante una conferenza
stampa tenutasi a Kabul, Rassoul
che stato ministro degli Esteri nel
Governo Karzai e che ha ottenuto
l11,5 per cento dei voti posizionandosi al terzo posto ha spiegato di
aver deciso di appoggiare Abdullah
per rafforzare ulteriormente lunit
nazionale. Prendendo a sua volta
la parola, Abdullah, che ha raccolto
il 44,9 per cento dei voti, ha detto
di essere impegnato a lavorare
onestamente cos da adempiere alle promesse fatte al popolo. Abdul-

lah ha quindi sottolineato che prioritaria, nella sua agenda dei lavori,
luguaglianza fra gli afghani. Il
prossimo governo sar controllato
dal popolo ha dichiarato Abdullah. Rivale dellex ministro degli
Esteri lex ministro delle Finanze
Ashraf Ghani, che ha ottenuto il
31,5 per cento dei voti. Anche Ghani, in pi di unoccasione, ha sottolineato lesigenza di promuovere
una maggiore partecipazione del
popolo alla cosa pubblica, nella
consapevolezza che da tanto tempo che la gente comune vede la politica come unentit lontana, incapace di prendere a cuore le fondamentali esigenze di ogni giorno.
Nel Paese, intanto, le violenze non
danno tregua. Ieri lesplosione di
unautobomba, nella provincia meridionale di Kandahar, ha provocato
la morte di cinque civili: circa cinquanta le persone rimaste ferite.
Lattacco stato compiuto davanti
a un ospedale, nel distretto di Daman.

BANGKOK, 12. Dopo avere avviato la


loro battaglia finale per rovesciare
il Governo, occupando le cinque
emittenti televisive pi importanti
della Thailandia e altri luoghi-chiave, i manifestanti antigovernativi
hanno iniziato oggi una marcia di
protesta verso la sede del Parlamento di Bangkok.
Lobiettivo esercitare pressione
sui deputati perch nominino al pi
presto un organismo governativo
che promuova le riforme, dopo
luscita di scena del primo ministro,
Yingluck
Shinawatra,
destituita
giorni fa dalla Corte costituzionale
con laccusa di abuso di potere (per
il trasferimento tre anni fa del capo
della sicurezza sostituito con un suo
parente).
Per mesi i dimostranti le cosiddette camicie gialle si sono resi
protagonisti di una protesta continua nelle strade della capitale per
ottenere lallontanamento di quello
che definiscono il regime di
Thaksin, con riferimento allex

Se nel 2017 verr rieletto premier

Cameron promette il referendum sullUe


LONDRA, 12. In unintervista, ieri,
alla Bbc, il primo ministro britannico, David Cameron, ha promesso che se sar riconfermato a capo
del Governo alle legislative del
prossimo anno nel 2017 la Gran
Bretagna (o ci che ne sar rimasto, se il 18 settembre prossimo la
Scozia si staccher da Londra) voter un referendum sulluscita o la
permanenza nellUe. Cameron, rivolgendosi agli elettori indecisi in
vista delle prossime elezioni europee di fine maggio e ai tanti che
guardano al partito euroscettico
Ukip, ha ribadito che il suo Governo continuer la rinegoziazione
con Bruxelles per il rimpatrio dei
poteri e, qualsiasi sar il risultato
dei negoziati, il popolo britannico
avr lultima parola sul nostro futuro in Europa, con un referendum in-out nel 2017.

Il premier britannico (Reuters)

premier, Thaksin Shinawatra, attualmente in esilio per sfuggire a una


condanna per corruzione, e fratello
di Yingluck. Non c capo del Governo, non c primo ministro ad interim, ce n solo uno facente funzione con scarso potere. tempo,
quindi, che il Parlamento ne nomini
uno ha dichiarato Suthep Thaugsuban, ex premier e leader della
protesta. Il Governo ad interim guidato dallex ministro del commercio,
Niwattumrong
Boonsongpaisan,
considerato vicino a Yingluk e a
Thaksin, amminister il Paese asiatico fino alle elezioni legislative, previste al momento per il prossimo 20 luglio.
Suthep ha poi annunciato che la
Commissione popolare per le riforme democratiche, da lui stesso presieduta, intende cambiare il Governo pacificamente entro tre giorni.
La situazione si fa di ora in ora
sempre pi tesa. Nella parte occidentale di Bangkok, infatti, sono
continuate anche oggi le manifesta-

Ballottaggio
alle presidenziali
lituane
VILNIUS, 12. La presidente uscente
della Lituania, Dalia Grybauskaite,
in testa con il 46,5 per cento delle preferenze al primo turno delle
elezioni presidenziali. Lo ha reso
noto la commissione elettorale dopo il conteggio del 97 per cento
dei voti. La Grybauskaite cos in
netto vantaggio rispetto al principale rivale, il socialdemocratico
Zigmantas Balcytis, che al momento si attesta al 13,9 per cento delle
preferenze. Pur essendo largamente
in testa al primo turno contrariamente a quanto avevano previsto
gli analisti la presidente uscente,
eletta per la prima volta nel 2009,
non riuscita a superare la soglia
del 50 per cento dei suffragi. Il
turno di ballottaggio in programma per il prossimo 25 maggio.

zioni a sostegno della ex premier e


dellEsecutivo. I partecipanti le
camicie rosse sono decisi a contrastare ogni tentativo di instaurare un
nuovo Governo e c forte preoccupazione che il confronto tra gruppi
rivali possa sfociare in violenze di
massa. Nel timore di scontri tra opposte fazioni di sostenitori, le forze
dellordine sono state messe in stato
di allerta, con migliaia di agenti in
assetto antisommossa che presidiano
le zone nevralgiche di Bangkok.

Ultima fase
delle legislative
indiane
NEW DELHI, 12. Si aperta oggi
lultima fase della maratona elettorale in India. Lunghe code sono state registrate nellantica citt
di Varanasi, dove il nazionalista
ind Narendra Modi affronta
lattivista della lotta alla corruzione Arvind Kejrival. In questa
giornata sono in gioco quarantuno seggi negli Stati dellUttar
Pradesh, del Bihar e del Bengala
occidentale. Sono chiamati alle
urne circa 616 milioni di aventi
diritto al voto, su un totale di 814
milioni in tutto il Paese. Il processo elettorale si aperto lo
scorso 7 aprile. Per i risultati finali occorrer attendere il 16
maggio: per questa data, infatti,
le autorit competenti hanno assicurato che lo spoglio delle
schede sar stato completato.
Si appreso intanto che tredici
persone sono rimaste ferite in
violenti scontri divampati fra sostenitori di partiti rivali nello Stato del Bengala occidentale: nel
riferire la notizia, lagenzia di
stampa Pti ha detto che gli scontri, nel distretto di Haroa, hanno
visto fronteggiarsi i sostenitori
del partito Trinamul Congress
che al Governo nello Stato e
quelli dellopposizione comunista. Per sedare le violenze e riportare la calma sono dovute intervenire le forze dellordine.

LOSSERVATORE ROMANO

pagina 4

luned-marted 12-13 maggio 2014

I vescovi su lotta alla fame, elezioni, questione agraria, mondiali di calcio

Per il Brasile
tempo di grandi sfide
Documento della Conferenza episcopale argentina

Di fronte alla violenza e allingiustizia


non si devono chiudere gli occhi
PILAR, 12. LArgentina malata di
violenza ed a questo aspetto inquietante della realt nazionale che
i vescovi, riuniti nei giorni scorsi in
assemblea plenaria a Pilar, hanno
dedicato la dichiarazione Felices los
que trabajan por la paz, documento
nel quale si sottolinea che per costruire una societ sana imprescindibile limpegno di tutti a rispettare
la legge. Non c nessun attacco al
governo. La Chiesa non una forza
dellopposizione ma neanche una
forza governativa, ma nessuno
pu negare che c violenza, ha
detto il presidente della Conferenza
episcopale, larcivescovo di Santa Fe
Jos Mara Arancedo, in unintervista rilasciata al quotidiano La Nacin. Il presule ha fatto riferimento
al documento messo a punto dai vescovi nel quale si rileva che molti
hanno paura di entrare o di uscire
di casa, o di lasciarla senza nessuno
dentro, e non sono tranquilli mentre
aspettano il ritorno da scuola o dal
lavoro dei loro figli. Gli atti criminali non solo sono aumentati quantitativamente ma anche come aggressivit. E questa violenza, a volte indotta dalluso di sostanze stupefacenti, sempre pi feroce e
spietata. La reiterazione di queste
situazioni alimenta nella popolazione la rabbia e lindignazione che,
tuttavia, in alcun modo giustificano reazioni di vendetta o la cosiddetta giustizia fai da te.
La Conferenza episcopale invita a
considerare violenze anche lesclusione sociale, la privazione delle opportunit, come pure tutte quelle situazioni in cui le persone soffrono
la fame e lemarginazione, la precariet del lavoro e limpoverimento.
Sono situazioni che contrastano con
loffensiva ostentazione di ricchezza da parte di altri. Tutto ci che
attenta alla dignit della vita umana
viola il progetto di amore di Dio. I
presuli segnalano a questo proposito
il fenomeno della denutrizione infantile, le persone costrette a dormire per strada o ammassate nella
stessa abitazione, la violenza domestica labbandono scolastico, gli
scontri fra hooligan, a volte legati
alla politica, lo sfruttamento dei minori, i migranti respinti, la distru-

zione dellambiente naturale. lungo lelenco fatto dai vescovi, i quali


osservano che abbiamo indurito il
cuore inglobando queste disgrazie
nella normalit della vita sociale,
abituandoci allingiustizia e relativizzando il bene e il male. Cresce
la tendenza allindividualismo e
allegoismo, dai quali ci svegliamo
spaventati quando il delitto ci riguarda o tocca da vicino.
Come segnala Papa Francesco
nellesortazione apostolica Evangelii
gaudium, si sviluppata una globalizzazione dellindifferenza (54).
Non serve, non aiuta, dare la colpa
agli altri. Se si vuole raggiungere
una societ pacifica spiegano i
presuli argentini ognuno chiamato a sanare le proprie violenze.
Ed innanzitutto la famiglia, prima scuola di pace, a dover risolvere le crisi che la riguardano. Molti
bambini e adolescenti infatti crescono da soli e per strada provocando lindebolimento dei legami sociali. Ci si ripercuote anche sullistruzione: Episodi di violenza
nelle scuole si svolgono davanti a
sguardi passivi, fino a che troppo
tardi. Molti giovani non studiano
n lavorano, e restano esposti a diverse forme di violenza.
C poi il cancro sociale della
corruzione, pubblica e privata.
Quando viene distolto denaro destinato al bene pubblico, si legge nella
dichiarazione, si provoca una ridu-

zione dei servizi essenziali della sanit, dellistruzione, dei trasporti. E


questi reati generalmente cadono
in prescrizione o si rinuncia di perseguirli garantendo e assicurando
in tal modo limpunit. Si tratta
di truffe economiche e morali che
corrodono la fiducia dei cittadini
nelle istituzioni della Repubblica e
pongono le basi di uno stile di vita
caratterizzato dalla mancanza di rispetto della legge. A ci si aggiunge il crimine organizzato, che si dedica alla tratta delle persone per lo
sfruttamento sessuale o per il lavoro, al traffico di droga e armi. Solo
se le leggi vengono rispettate, e coloro che le violano sono puniti, potremo ricostruire i legami sociali
danneggiati. Ma per raggiungere
tale obiettivo, scrivono i vescovi, occorre che la giustizia sia pi efficace: la lentezza dei processi deteriora la fiducia dei cittadini, afferma
la Conferenza episcopale, la quale
denuncia che quasi la met dei detenuti attende invano la sentenza.
I vescovi che per la festa nazionale del 25 maggio invitano a recitare la preghiera della pace di san
Francesco dAssisi concludono il
documento esortando lArgentina a
recuperare, di fronte alla violenza
verbale, alle calunnie e alle menzogne, limpegno con la verit in tutte le sue dimensioni. Senza questo
passo siamo condannati a una falsa
apparenza di dialogo.

Quarantanni fa lassassinio di Carlos Mugica

Piant la Chiesa
nelle villas di Buenos Aires

BUENOS AIRES, 12. L11 maggio di


quarantanni fa veniva assassinato
il sacerdote argentino Carlos Mugica. Aveva appena celebrato messa nella chiesa di San Francisco
Solano in un quartiere popolare di
Buenos Aires: l, con la chiesa alle spalle, lo hanno mitragliato a
morte, come avverr con monsignor Romero sei anni dopo. Aveva
47 anni. Lo racconta Alver Metalli in un articolo pubblicato in rete
sul sito Terre dAmerica. Con Mugica, aggiunge, iniziava una storia di presenza cristiana nelle baraccopoli della capitale argentina
che arrivata ininterrotta sino ai
giorni nostri.
Larticolo riporta la testimonianza del sacerdote Jos di Paola, dodicenne ai tempi dellassassinio.
Padre Pepe, come oggi viene comunemente chiamato, traccia di
Mugica un profilo nientaffatto
ideologico. Lui e i suoi compagni
hanno piantato la Chiesa nella villa. Trovavo affascinante il modo in
cui legava mondi differenti tra loro, luniversit, le villas, la cultura.
Il suo orizzonte era vasto, viveva
in contatto con tutta la vita argentina, sociale, sindacale, politica, i
preti per il terzo mondo, quelli
della diocesi, i sacerdoti del suo
quartiere.

E la Chiesa argentina rivendica


oggi con forza la figura di Mugica
nel giorno della sua morte. Lo ha
fatto ricorda Metalli il presidente, larcivescovo Jos Maria
Arancedo, aprendo la plenaria della Conferenza episcopale allinizio
di questa settimana. Parlando davanti a cento vescovi, Arancedo si
riferito a Mugica come a un sacerdote che ha vissuto la propria
fede e il proprio ministero in comunione con la Chiesa e al servizio dei pi bisognosi, che ancora
lo ricordano con gratitudine, affetto e dolore. I cosiddetti curas
villeros, che di Mugica hanno assunto leredit, oggi sono ventidue
distribuiti in quattordici baraccopoli della capitale. La figura di
Mugica si legge nellarticolo
oggetto di riscoperta anche tra le
generazioni pi giovani. Bergoglio
ne la ragione principale. Inoltre, aggiunge padre di Paola, i
motivi di sospetto che avevano a
che vedere con i dibattiti ideologici degli anni Settanta e Ottanta
sono venuti meno o sono stati superati. Oggi pi facile vedere in
Mugica il sacerdote che accompagnava il popolo nella villa, cio vederlo nella sua totalit. pi facile anche per chi la pensava molto
diversamente da lui.

APARECIDA, 12. Di fame non si muore per caso. La grave mancanza di


cibo che affligge intere regioni del
pianeta, gettando unombra di morte e miseria su circa un miliardo di
persone, ha anche precise responsabilit economiche e politiche. Ne
sono convinti i vescovi brasiliani che
nel corso della loro assemblea plenaria, svoltasi ad Aparecida dal 30
aprile al 9 maggio scorsi, hanno con
convinzione rinnovato il loro appoggio alla campagna contro la fame lanciata della Caritas internazionalis. Uniniziativa avviata gi nel
dicembre scorso e sintetizzata nello
slogan Una famiglia umana, pane
e giustizia per tutti.
Incontrando i giornalisti, il vescovo di Santarm, Flavio Giovenale,
presidente di Caritas Brasile, ha sottolineato come la comunit internazionale sia ancora molto lontana dal
debellare la fame, che, come noto,
il primo degli obiettivi del millennio posti dalle Nazioni Unite. I
governi di numerosi Paesi non hanno ancora iniziato il lavoro per eliminare la fame, ha detto il presule,
che ha ribadito come lobiettivo della campagna sia quello di sensibilizzare le istituzioni statali e lopinione
pubblica su un raggiungimento di
un obiettivo cos importante. Secondo il presule, la fame non accade
per caso. E ci giustifica ancora di
pi i due filoni della campagna. Il
primo cerca di aiutare concretamente le persone che soffrono per la
malnutrizione. Il secondo ha lo scopo di evitare gli sprechi. In questo
senso, monsignor Giovenale ha citato le statistiche delle Nazioni Unite
che indicano in un miliardo di tonnellate la quantit di cibo che viene
gettata annualmente. Quasi il 60
per cento del cibo prodotto in Brasile non arriva sulla tavola, ha detto il presule che per ha sottolineato come quello brasiliano sia uno
dei Paesi che ha gi avviato un programma di lotta alla fame, nonostante in Brasile ci siano ancora 50
milioni persone che vivono sotto la
soglia di povert. Ci significa che
c ancora molto da fare, ha commentato il presule.
La plenaria dellepiscopato brasiliano, dedicata principalmente al tema dellimpulso missionario sintetizzato nel titolo Comunit delle comunit: una nuova parrocchia, ha
riservato dunque notevole spazio alle questioni di ordine sociale. Tra
queste anche il messaggio intitolato
Pensando al Brasile: sfide dinanzi
alle elezioni del 2014. Presentando
il documento il cardinale arcivescovo di Aparecida e presidente della
Conferenza episcopale, Raymundo
Damasceno Assis, ha spiegato che
con questo testo lanciamo un appello ai brasiliani perch esercitino,
in modo consapevole, il diritto di
voto. Il documento contiene, infatti, approfondimenti importanti per
i cristiani e per lintera societ, che
questo anno dovr eleggere il presidente, i governatori, i senatori, i deputati, a livello federale e statale.
Tre i punti chiave: partecipazione
consapevole alle elezioni; necessit
di conoscere i candidati, la loro storia, quali principi e valori praticano
e difendono; la ricerca di candidati
che si siano impegnati per le tante
riforme necessarie al Paese, in particolare con la riforma politica.
I vescovi brasiliani, sempre nel
corso della plenaria, hanno voluto
dedicare uno specifico documento
anche alla questione agraria. Il testo, frutto di cinque anni di studio e
approfondimento su un tema tanto
sentito in Brasile, indica gli impegni
pastorali che sorgono soprattutto
nei confronti dei popoli indigeni,
ma non solo. Il Brasile un Paese
agricolo, con unestensione enorme
di terra per lagricoltura, che permetterebbe di far vivere molte persone. Invece ha spiegato il cardinale arcivescovo di So Paolo, Odilo Pedro Scherer in questi ultimi
decenni, i campi si sono svuotati.
Questo un problema. Molta gente
che ha abbandonato i campi, non
trova lavoro e condizioni di vita dignitose nelle citt. Ci sono, per,
anche tensioni riguardo al possesso
della terra, riguardo alluso della
terra, riguardo allo sfruttamento,
talvolta, anche della manodopera,
che lavora in condizioni simili a

quelle della schiavit. Ci sono quindi tanti problemi ancora nelle zone
rurali e la nostra assemblea si concentrata su questi problemi per riflettere, per dire una parola di
orientamento al Paese.
Al tema dello sfruttamento per
buona parte dedicata anche la pubblicazione Copa do Mundo Dignidade e Paz che i presuli brasiliani hanno preparato in vista del campionato del mondo di calcio che tra appena un mese richiamer sul Brasile

i riflettori mediatici dellintero pianeta. Nel testo si mettono in guardia le Chiese locali dai rischi solitamente legati a eventi internazionali,
quali la tratta delle persone, la prostituzione, il turismo sessuale, il
traffico di stupefacenti. Nel documento, i vescovi brasiliani hanno
anche espresso preoccupazione per
lesclusione di milioni di cittadini
dal diritto alla giusta informazione e
alla partecipazione nel processo decisionale circa le opere che sono
state eseguite per levento
penalizzando cos la tutela dellambiente e i
diritti di lavoratori e
cittadini.

Conclusa lassemblea plenaria dei presuli cileni

Per una societ fraterna


e che sia sempre aperta alla vita
PUNTA DE TALCA, 12. Tutela della
vita e della famiglia, istruzione, solidariet e giustizia, riforme. Sono
questi i temi affrontati dalla 107
assemblea plenaria della Conferenza episcopale del Cile conclusa nei
giorni scorsi. Nel messaggio dal titolo: Percorsi di giustizia per una
societ fraterna i vescovi hanno
analizzato le sfide che il Paese dovr affrontare nei prossimi anni.
Con linsediamento del nuovo
Governo si legge il Paese affronter una serie di cambiamenti
dal punto di vista politico, fiscale,
educativo e familiare. Alcuni di
questi sono visti come necessari e
urgenti per la costruzione di una
societ pi giusta, equa e fraterna,
con una chiara preoccupazione per
i poveri e gli esclusi che sperano
in un Cile migliore. Altri, riguardano la famiglia e la vita e provocano grandi preoccupazioni.
Secondo i presuli, occorre rispettare i grandi valori che sono
alla base della cultura e dellidentit cilena, di profonda ispirazione
cristiana. Valori che hanno reso
grande la nostra nazione.
Per quanto riguarda la solidariet i presuli hanno apprezzato il
coinvolgimento della popolazione
di fronte ai disastri naturali. incoraggiante vedere come i cileni
non siano rimasti indifferenti davanti al dolore. Abbiamo apprezzato limpegno di tanti giovani che
hanno offerto la loro collaborazione. Lo spirito di solidariet un
patrimonio prezioso che dobbiamo
apprezzare e ringraziare.
La Conferenza episcopale, pur
riconoscendo i passi in avanti compiuti dal Paese dal punto di vista
economico, denuncia la situazione
di migliaia di cileni che vivono

nella povert e nella miseria. Non


possiamo rimanere indifferenti alla
precariet di molti connazionali.
Questa realt dimostra la necessit
di generare politiche pubbliche a
favore di una maggiore equit, sulla base di uno sviluppo economico
pi umano e solidale. Se vogliamo
una societ pacifica e fraterna dobbiamo promuovere la giustizia.
I vescovi, inoltre, nel documento sottolineano limportanza da
dare, sempre, al rispetto della vita.
Il cileno d valore alla vita. A noi
la morte addolora, qualunque sia
la causa. Ecco perch la Chiesa ha
tenacemente difeso i diritti umani
e sostenuto labolizione della pena
di morte. Questi sono passi di
grande civilt. Non vogliamo che
questo patrimonio venga ostacolato da iniziative che mirano a introdurre laborto. Conosciamo le situazioni drammatiche nella gestazione di una creatura e siamo solidali con il dolore delle madri. Lei
e suo figlio sono vittime innocenti
da tutelare. Ma sappiamo che
laborto non sar mai una soluzione e sappiamo che laborto selettivo apre le porte allaborto in ogni
caso. Introdurre laborto, qualunque sia la causa, un duro colpo
per lanima del Cile.
Infine, i vescovi dedicano particolare attenzione alla famiglia.
Abbiamo constatato come si stia
progressivamente impoverendo il
valore del matrimonio e si stia cercando di equipararlo ad altre relazioni. La famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna
e la tutela della vita sono imperativi etici che nascono dalla ragione
umana e che la Costituzione tutela.

LOSSERVATORE ROMANO

luned-marted 12-13 maggio 2014

pagina 5

Amare la scuola, perch.


linsegnamento del maestro
Francesco agli oltre trecentomila
studenti e docenti delle scuole italiane
riuniti in piazza San Pietro sabato
scorso, 10 maggio. Questo il testo
del discorso del Pontefice.
Cari amici buonasera!
Prima di tutto vi ringrazio, perch
avete realizzato una cosa proprio
bella! Questo incontro molto buono: un grande incontro della scuola
italiana, tutta la scuola: piccoli e
grandi; insegnanti, personale non
docente, alunni e genitori; statale e
non statale... Ringrazio il Cardinale
Bagnasco, il Ministro Giannini, e
tutti quanti hanno collaborato; e
queste testimonianze, veramente belle, importanti. Ho sentito tante cose
belle, che mi hanno fatto bene! Si
vede che questa manifestazione non
contro, per! Non un lamento, una festa! Una festa per la
scuola. Sappiamo bene che ci sono
problemi e cose che non vanno, lo
sappiamo. Ma voi siete qui, noi siamo qui perch amiamo la scuola. E
dico noi perch io amo la scuola,
io lho amata da alunno, da studente
e da insegnante. E poi da Vescovo.
Nella Diocesi di Buenos Aires incontravo spesso il mondo della scuola, e oggi vi ringrazio per aver preparato questo incontro, che per
non di Roma ma di tutta lItalia.
Per questo vi ringrazio tanto. Grazie!
Perch amo la scuola? Prover a
dirvelo. Ho unimmagine. Ho sentito qui che non si cresce da soli e che
sempre uno sguardo che ti aiuta a
crescere. E ho limmagine del mio
primo insegnante, quella donna,
quella maestra, che mi ha preso a 6
anni, al primo livello della scuola.
Non lho mai dimenticata. Lei mi ha
fatto amare la scuola. E poi io sono
andato a trovarla durante tutta la
sua vita fino al momento in cui
mancata, a 98 anni. E questimmagine mi fa bene! Amo la scuola, perch quella donna mi ha insegnato ad
amarla. Questo il primo motivo
perch io amo la scuola.
Amo la scuola perch sinonimo
di apertura alla realt. Almeno cos
dovrebbe essere! Ma non sempre riesce ad esserlo, e allora vuol dire che
bisogna cambiare un po limpostazione. Andare a scuola significa aprire la mente e il cuore alla realt, nella ricchezza dei suoi aspetti, delle
sue dimensioni. E noi non abbiamo
diritto ad aver paura della realt! La
scuola ci insegna a capire la realt.
Andare a scuola significa aprire la
mente e il cuore alla realt, nella ricchezza dei suoi aspetti, delle sue dimensioni. E questo bellissimo! Nei
primi anni si impara a 360 gradi, poi
piano piano si approfondisce un indirizzo e infine ci si specializza. Ma
se uno ha imparato a imparare,
questo il segreto, imparare ad imparare! questo gli rimane per sempre, rimane una persona aperta alla
realt! Questo lo insegnava anche
un grande educatore italiano, che
era un prete: Don Lorenzo Milani.
Gli insegnanti sono i primi che
devono rimanere aperti alla realt
ho sentito le testimonianze dei vostri
insegnanti; mi ha fatto piacere sen-

Trecentomila allincontro con il Papa

Perch amare la scuola


tirli tanto aperti alla realt con la
mente sempre aperta a imparare!
Perch se un insegnante non aperto a imparare, non un buon insegnante, e non nemmeno interessante; i ragazzi capiscono, hanno
fiuto, e sono attratti dai professori
che hanno un pensiero aperto, incompiuto, che cercano un di pi,
e cos contagiano questo atteggiamento agli studenti. Questo uno
dei motivi perch io amo la scuola.
Un altro motivo che la scuola
un luogo di incontro. Perch tutti
noi siamo in cammino, avviando un
processo, avviando una strada. E ho
sentito che la scuola labbiamo
sentito tutti oggi non un parcheggio. un luogo di incontro nel
cammino. Si incontrano i compagni;
si incontrano gli insegnanti; si incontra il personale assistente. I geni-

tori incontrano i professori; il preside incontra le famiglie, eccetera.


un luogo di incontro. E noi oggi abbiamo bisogno di questa cultura
dellincontro per conoscerci, per
amarci, per camminare insieme. E
questo fondamentale proprio
nellet della crescita, come un complemento alla famiglia. La famiglia
il primo nucleo di relazioni: la relazione con il padre e la madre e i fratelli la base, e ci accompagna sempre nella vita. Ma a scuola noi socializziamo: incontriamo persone
diverse da noi, diverse per et, per
cultura, per origine, per capacit. La
scuola la prima societ che integra
la famiglia. La famiglia e la scuola
non vanno mai contrapposte! Sono
complementari, e dunque importante che collaborino, nel rispetto
reciproco. E le famiglie dei ragazzi

di una classe possono fare tanto collaborando insieme tra di loro e con
gli insegnanti. Questo fa pensare a
un proverbio africano tanto bello:
Per educare un figlio ci vuole un
villaggio. Per educare un ragazzo ci
vuole tanta gente: famiglia, insegnanti, personale non docente, professori, tutti! Vi piace questo proverbio africano? Vi piace? Diciamolo
insieme: per educare un figlio ci
vuole un villaggio! Insieme! Per
educare un figlio ci vuole un villaggio! E pensate a questo.
E poi amo la scuola perch ci
educa al vero, al bene e al bello.
Vanno insieme tutti e tre. Leducazione non pu essere neutra. O
positiva o negativa; o arricchisce o
impoverisce; o fa crescere la persona
o la deprime, persino pu corromperla. E nelleducazione tanto im-

portante quello che abbiamo sentito


anche oggi: sempre pi bella una
sconfitta pulita che una vittoria
sporca! Ricordatevelo! Questo ci far bene per la vita. Diciamolo insieme: sempre pi bella una sconfitta
pulita che una vittoria sporca. Tutti
insieme! sempre pi bella una
sconfitta pulita che una vittoria
sporca!
La missione della scuola di sviluppare il senso del vero, il senso del
bene e il senso del bello. E questo
avviene attraverso un cammino ricco,
fatto di tanti ingredienti. Ecco perch ci sono tante discipline! Perch
lo sviluppo frutto di diversi elementi che agiscono insieme e stimolano lintelligenza, la coscienza, laffettivit, il corpo, eccetera. Per esempio, se studio questa Piazza, Piazza
San Pietro, apprendo cose di archi-

tettura, di storia, di religione, anche


di astronomia lobelisco richiama
il sole, ma pochi sanno che questa
piazza anche una grande meridiana.
In questo modo coltiviamo in noi
il vero, il bene e il bello; e impariamo che queste tre dimensioni non
sono mai separate, ma sempre intrecciate. Se una cosa vera, buona ed
bella; se bella, buona ed vera; e se buona, vera ed bella. E
insieme questi elementi ci fanno crescere e ci aiutano ad amare la vita,
anche quando stiamo male, anche in
mezzo ai problemi. La vera educazione ci fa amare la vita, e ci apre alla pienezza della vita!
E finalmente vorrei dire che nella
scuola non solo impariamo conoscenze, contenuti, ma impariamo anche abitudini e valori. Si educa per
conoscere tante cose, cio tanti contenuti importanti, per avere certe
abitudini e anche per assumere i valori. E questo molto importante.
Auguro a tutti voi, genitori, insegnanti, persone che lavorano nella
scuola, studenti, una bella strada
nella scuola, una strada che faccia
crescere le tre lingue, che una persona matura deve sapere parlare: la
lingua della mente, la lingua del
cuore e la lingua delle mani. Ma, armoniosamente, cio pensare quello
che tu senti e quello che tu fai; sentire bene quello che tu pensi e quello che tu fai; e fare bene quello che
tu pensi e quello che tu senti. Le tre
lingue, armoniose e insieme! Grazie
ancora agli organizzatori di questa
giornata e a tutti voi che siete venuti. E per favore... per favore, non lasciamoci rubare lamore per la scuola! Grazie!

La lezione di Francesco alla classe pi numerosa del mondo


Pensare. Un verbo che Papa Francesco declina spesso. Quasi sempre al
termine di un discorso pieno di
spunti adatti proprio a una pi attenta riflessione. O di unomelia
nella quale ha mostrato quanto il
Vangelo sia ancora oggi dattualit.
E quando Papa Francesco vuole essere sicuro che ripenseremo a questa cosa, che bella, la fa ripetere
in coro, pi volte. Oggi, a quarantotto ore dallo straordinario
quanto inatteso dagli stessi organizzatori successo dellincontro con
la scuola italiana di sabato pomeriggio, tornano alla memoria proprio
quelle parole sulle quali il Papa,
dalla cattedra dellaula pi grande
del mondo, ha fermato lattenzione
dei trecentomila di piazza San Pietro e dintorni: un vecchio proverbio
africano che dice: Per educare un
figlio ci vuole un villaggio; lo slogan che ha segnato la vita di un
campione dello sport come Jury
Chechi: sempre pi bella una
sconfitta pulita che una vittoria
sporca; e infine la grande lezione
del maestro Francesco: a scuola
per imparare le tre lingue che una
persona deve sempre parlare, la
lingua della mente, la lingua del

cuore, la lingua delle mani. E,


neppure a dirlo, i trecentomila in
piazza lo hanno assecondato e seguito proprio come alunni esemplari.
Del resto, si erano dati appuntamento per vivere insieme la giornata
di sabato 10 maggio come una grande festa una manifestazione per
e non contro e viverla con Papa
Francesco. Per far capire che erano
in piazza soprattutto per ascoltare
la sua lezione, questa volta non
hanno avuto bisogno di interpreti.
Lo hanno detto a modo loro. Cos
mentre i loro beniamini cantanti,
ballerini, attori, showmen, campioni
dello sport continuavano a esibirsi per intrattenerli e per offrire volenterosamente le loro testimonianze, i trecentomila di piazza San Pietro hanno cominciato a scandire il
nome di Papa Francesco sino a
quando leco ritmica dellinvocazione si diffusa e ha raggiunto i giardini davanti a Castel SantAngelo,
dove erano accampati quelli che
non erano riusciti a conquistare un
posto nelle prime file. Il Pontefice
era tra loro da quasi due ore, ma
non aveva ancora parlato. Salutati
s; e anche da vicino perch, uscito
con la jeep scoperta intorno alle 16,
era andato a cercarli proprio sino in
fondo a via della Conciliazione. Poi
una volta raggiunta la cattedra, posta al centro del sagrato della basilica vaticana, aveva sino a quel momento assistito compiaciuto per
la profondit delle testimonianze e
divertito per gli sketch proposti al
programma preparato dagli organizzatori della Conferenza episcopale
italiana. Lincontro, infatti, lo hanno
voluto i vescovi italiani e hanno invitato a parteciparvi scuole statali e
scuole paritarie.

Le ragioni che hanno motivato


lorganizzazione di questa giornata
sono state spiegate dal presidente
della Cei, il cardinale Angelo Bagnasco, nel discorso di saluto a Papa Francesco. Ragioni condivise subito dopo dal ministro italiano
dellistruzione Stefania Giannini, la
quale ha significativamente rivolto il
pensiero alle studentesse nigeriane
da mesi nelle mani di terroristi islamici. Poi le testimonianze rese da
alunni, professori, genitori ed ex
alunni diventati famosi. Interventi
tutti tesi non alla protesta ma a una
richiesta rivolta a chi ha le chiavi
della scuola in Italia: considerare gli
alunni uomini di domani, da formare nelle coscienze e con coscienza, e
da aiutare a crescere al di l del me-

rito puramente scolastico. Con amore. Sono state lette pagine esemplari
in questo senso, scritte da persone
come don Lorenzo Milani, don Tonino Bello e, tra i laici, Daniel Pennac e Alberto Manzi, il maestro
dItalia negli anni Sessanta. Poi Papa Bergoglio ha aggiunto la sua testimonianza personale, quella legata
al ricordo della prima maestra, alla
quale rimasto devoto per tutta la
vita.
Persino il momento del baciamano finale stato estremamente significativo. A salutare il Papa sono
stati i cardinali (erano presenti, oltre
a Bagnasco, Vallini e Betori), gli arcivescovi e i vescovi italiani (tra i
quali il segretario generale della
Cei, il vescovo Nunzio Galantino), i

sacerdoti che si occupano della pastorale nelle scuole e poi loro, i cantanti, gli attori e i ballerini che prima si erano esibiti ma che, nel contatto con il Papa, hanno interpretato solo se stessi, per quello che sono. Cos Fiorella Mannoia non ha
frenato le lacrime, Veronica Pivetti
non si accontentata di baciare la
mano del Papa e lo ha abbracciato
con affetto, Francesco Renga gli ha
presentato orgoglioso i suoi bambini perch li benedicesse, Max Giusti
gli ha chiesto scusa se mai fosse
sembrato irriverente quando ha proposto una filastrocca in uno spagnolo maccheronico sulle note di
un tango argentino.
E proprio dallo showman romano
abbiamo raccolto una testimonianza
per tutti: Chi lavrebbe mai immaginato ci ha detto prima di lasciare la piazza di provare unemozione cos profonda davanti a questuomo meraviglioso? E, tradendo tutta la sua romanit, ha continuato
Mannaggia... me vie da piange...
Ma dove lo tenevate nascosto? Lo
posso invitare alla mia trasmissione
in radio? Sai come lo presenterei?
Direi: Cari ascoltatori, care ascoltatrici qui con noi Pietro... oh: quello vero eh! Proprio Pietro, il primo
Pietro. (mario ponzi)

Nei saluti al Pontefice

Un cammino da percorrere insieme


Libert di educare e libert di scelta: due espressioni ricorrenti nel saluto rivolto al Papa dal cardinale
Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana, allinizio dellincontro. La Chiesa italiana nel suo cammino decennale ha detto tra laltro
ha scelto leducazione come la chiave di volta del suo
impegno di evangelizzazione in una societ che ha
mutato pelle, ma non ha cambiato il cuore. E ha
continuato: Il nostro impegno a considerare la
scuola come un tassello decisivo nella costruzione della citt delluomo, e come una condizione necessaria
per aprirsi alla realt tutta intera.
Non possiamo dimenticare ha aggiunto che
nella storia anche recente del nostro Paese non sono
mancate figure di educatori e di educatrici che hanno
dato un contributo indispensabile alla scuola, in termini di innovazione pedagogica, di apertura al con-

fronto culturale e di crescita della coscienza sociale.


Tale presenza continua ancora oggi in forme diverse e
chiede di rafforzare energie e motivazioni in tutte le
scuole, sia quelle statali che in quelle paritarie. La libert dei genitori verso i propri figli, rappresenta infatti un diritto sancito dal nostro Paese, cio la libert di educare i propri figli secondo i valori nei
quali credono. Diritto che lo stato ha il dovere di garantire e promuovere.
Ha quindi preso la parola il ministro italiano per
lIstruzione Stefania Giannini, che ha presentato al
Papa lomaggio di studenti e docenti delle 22.500
scuole in Italia. E nel manifestare la sua emozione ha
rivolto il pensiero alle studentesse nigeriane rapite e a
tutte le donne alle quali negato laccesso allistruzione. Infine ha ribadito il dovere dello Stato di garantire listruzione a tutti e nelle medesime condizioni.

LOSSERVATORE ROMANO

pagina 6

luned-marted 12-13 maggio 2014

Messa del Papa nella basilica vaticana per lordinazione di tredici sacerdoti

Non stancatevi mai di essere misericordiosi


Non stancatevi mai di essere
misericordiosi. Lo ha raccomandato
Papa Francesco ai tredici sacerdoti
ordinati domenica mattina, 11 maggio,
durante la messa celebrata nella
basilica di San Pietro. Per lomelia il
Pontefice ha pronunciato le parole
suggerite dal Rito di ordinazione dei
presbiteri, soffermandosi a
sottolinearne alcuni passaggi.
Fratelli carissimi, questi nostri figli e
fratelli sono stati chiamati allordine
del presbiterato. Come voi ben sapete, il Signore Ges il solo sommo
sacerdote del Nuovo Testamento; ma in Lui anche
tutto il popolo santo di

Dio stato costituito popolo sacerdotale. Nondimeno, tra tutti i suoi


discepoli, il Signore Ges vuole sceglierne alcuni in particolare, perch,
esercitando pubblicamente nella
Chiesa in suo nome lufficio sacerdotale a favore di tutti gli uomini, continuino la sua personale missione di
maestro, sacerdote e pastore.
Dopo matura riflessione, noi stiamo per elevare allordine dei presbiteri questi nostri fratelli, perch al
servizio di Cristo maestro, sacerdote
e pastore cooperino a edificare il

corpo di Cristo, che la Chiesa, in


popolo di Dio e tempio santo dello
Spirito.
Essi saranno infatti configurati a
Cristo sommo ed eterno sacerdote,
ossia saranno consacrati come veri
sacerdoti del Nuovo Testamento, e a
questo titolo, che li unisce nel sacerdozio al loro Vescovo, saranno predicatori del Vangelo, pastori del popolo di Dio, e presiederanno le azioni di culto, specialmente nella celebrazione del Sacrificio del Signore.
Quanto a voi, fratelli e figli dilettissimi, che state per essere promossi
allordine del presbiterato, considerate che esercitando il ministero della
sacra dottrina sarete partecipi della
missione di Cristo, unico maestro.
Dispensate a tutti quella Parola, che
voi stessi avete ricevuto con gioia
dalle vostre mamme, dalle vostre ca-

techiste. Leggete e meditate assiduamente la parola del Signore per credere ci che avete letto, insegnare
ci che avete appreso nella fede, vivere ci che avete insegnato. Sia
dunque nutrimento al popolo di Dio
la vostra dottrina, che non vostra:
voi non siete padroni della dottrina!
la dottrina del Signore, e voi dovete essere fedeli alla dottrina del Signore! Sia dunque nutrimento al popolo di Dio la vostra dottrina, gioia
e sostegno ai fedeli di Cristo il profumo della vostra vita, perch con la
parola e lesempio edifichiate la casa
di Dio, che la Chiesa.
E cos voi continuerete lopera
santificatrice di Cristo. Mediante il
vostro ministero il Sacrificio spirituale dei fedeli viene reso perfetto, perch congiunto al sacrificio di Cristo,
che per le vostre mani in nome di
tutta la Chiesa viene offerto in modo incruento sullaltare nella celebrazione dei santi misteri.
Riconoscete dunque ci che fate,
imitate ci che celebrate, perch,
partecipando al mistero della morte
e risurrezione del Signore, portiate
la morte di Cristo nelle vostre membra e camminiate con Lui in novit
di vita.
Con il Battesimo aggregherete
nuovi fedeli al popolo di Dio; con il
sacramento della Penitenza rimetterete i peccati in nome di Cristo e
della Chiesa. E qui voglio fermarmi
e chiedervi, per lamore di Ges Cristo: non stancatevi mai di essere misericordiosi! Per favore! Abbiate
quella capacit di perdono che ha
avuto il Signore, che non venuto a
condannare, ma a perdonare! Abbiate misericordia, tanta! E se vi viene
lo scrupolo di essere troppo perdonatori, pensate a quel santo prete
del quale vi ho parlato, che andava

Quel bacio delle mani


Ai tredici nuovi sacerdoti appena ordinati Papa
Francesco ha baciato le mani. A uno a uno. E
prima della messa aveva voluto incontrarli, da
solo, nella cappella della Piet. Oltre che nelle
parole, anche nei gesti come quello di incensarli personalmente, sempre a uno a uno, durante il rito il senso della missione che Papa Francesco ha affidato ai preti ordinati domenica mattina, 11 maggio, nella basilica vaticana.
Tra loro c chi ha provato a resistere in ogni
modo alla chiamata del Signore, tanto da diventare un affermato cardiologo, e chi invece ha
capito fin da bambino che il sacerdozio era la
strada giusta. Undici di loro svolgeranno ora la
missione nella diocesi di Roma. Sette hanno studiato nel collegio diocesano missionario Redemptoris Mater, tre nel Pontificio seminario romano
maggiore e uno nellalmo Collegio Capranica.
In particolare, a rappresentare la Chiesa in
Asia erano in tre. Don Javed Raza Gill, agostiniano scalzo, nato nel 1982 a Khanewal in Pakistan, mentre il trentaseienne vietnamita don
Tao Paolo Nguyen Thien viene dalla diocesi di
Vinh. Arriva invece dalla Corea dove ad agosto si recher il Pontefice e precisamente da
Kim Hae il decano del gruppo: don Sang
Heum Park, detto Damiano, classe 1972, che presta servizio nella parrocchia di Santa Maria Madre del Redentore a Tor Bella Monaca e si formato al collegio Redemptoris Mater.
Proviene dallo stesso collegio anche il pi giovane del gruppo, don Juan Pablo Fernandez
Egas, uno dei quattro latinoamericani ordinati
dal Papa. infatti originario di Quito, capitale
dellEcuador, dov nato nel 1987: destinato alla
parrocchia di San Gregorio Barbarigo allEur.
Sono il quarto di otto fratelli spiega don
Juan Pablo e vengo da una famiglia che fa
parte del cammino neocatecumenale. La prima

chiamata al sacerdozio l'ha sentita a dodici anni


eppure, confida, ho fatto fatica ad accettare
questa vocazione a tal punto che durante
ladolescenza mi sono in qualche modo ribellato. Poi durante una visita a un santuario mariano, ero seduto accanto alla mia fidanzata, non
ho avuto dubbi ricorda. Hanno studiato al Redemptoris Mater anche don Jos Gregorio Alvarez Yepes, venezuelano di trentaquattro anni, che
sta svolgendo il suo servizio nella comunit dei
Santi Martiri dellUganda allArdeatino; don
Eduardo Andres Contreras Valladares, nativo di
Santiago del Cile, ventotto anni, vicario parrocchiale a San Pier Damiani ad Acilia; don Giacomo Ferri, trentenne di Genzano, viceparroco a
San Giovanni della Croce a Castel Giubileo; don
Davide Cianfroni, trentaquattrenne di origine
fiorentina, destinato alla parrocchia di San Policarpo allAppio Claudio. Mentre don Rodrigo
Paiva Dos Reis, brasiliano di Rondonopolis,
classe 1986, presta il suo servizio a San Cipriano
a Primavalle. Dal Brasile, dice commosso, sono
arrivare settanta persone per pregare oggi con
me e per me.
Molto meno strada hanno dovuto fare le persone vicine al romano don Paolo Stacchiotti, nato nel 1986 e alunno del Capranica. La sua, racconta, una vocazione espressamente romana,
maturata nella parrocchia di San Bruno alla Pisana. Sono il primo parrocchiano a diventare
sacerdote in quarantacinque anni di vita della comunit dice e annuncia una grande festa in
parrocchia mentre la settimana prossima sar
gi a Santa Gemma Galgani, dove sto prestando
servizio come diacono.
romano anche don Nicola Di Ponzio, alunno del Pontificio Seminario Maggiore, nato nel
1986 e cresciuto nelle parrocchie di San Giorgio
ad Acilia e San Timoteo a Casal Palocco. Per lui

la chiamata del Signore arrivata dopo un pellegrinaggio in Francia, sulle orme del curato
dArs e di santa Teresina di Lisieux. Parla con
gratitudine degli anni della formazione che mi
hanno fatto capire che il seminario non un posto dove ti insegnano a diventare prete ma dove si viene educati a quella libert e a quella fiducia che ti permettono di seguire Dio. Don
Nicola ha svolto il diaconato a San Giustino
allAlessandrino. Mentre destinato alla parrocchia Santissima Annunziata a via Ardeatina don
Marco Seminara, suo coetaneo e compagno di
studio al Seminario Maggiore. L si formato
anche don Paolo Scipioni, ex cardiologo nato ad
Avezzano nel 1977 e destinato a Santa Croce in
Gerusalemme. S, prima facevo il medico racconta ma gi mentre andavo alluniversit sentivo crescere questo desiderio di essere sacerdote.
Sono stati fondamentali una missione in Africa e
lincontro con due sacerdoti nella parrocchia di
santIppolito.
Con Papa Francesco hanno concelebrato il
cardinale vicario Vallini, larcivescovo vicegerente
Iannone, i vescovi ausiliari di Roma, i superiori
dei seminari e i parroci degli ordinandi con oltre
duecentocinquanta sacerdoti. Tra i presenti, il
cardinale Rivera Carrera, arcivescovo di Mxico,
il vescovo Takaaki Hirayama, rettore ad honorem
del seminario Redemptoris Mater per il Giappone, i rappresentanti delle comunit parrocchiali di origine e di destinazione dei nuovi presbiteri. Era presente inoltre larcivescovo Gnswein,
prefetto della Casa Pontificia. Nelle prime file
cerano, poi, gli amici e i familiari degli ordinati.
In particolare per le loro mamme, come anche
per tutte le madri nel giorno della loro festa, il
Papa ha recitato lAve Maria a conclusione della
messa.

davanti al tabernacolo e diceva: Signore, perdonami se ho perdonato


troppo. Ma sei tu che mi hai dato il
cattivo esempio!. E io vi dico, davvero: a me fa tanto dolore quando
trovo gente che non va pi a confessarsi perch stata bastonata, sgridata. Hanno sentito che le porte
delle chiese gli si chiudevano in faccia! Per favore, non fate questo: misericordia, misericordia! Il buon pastore entra per la porta e la porta
della misericordia sono le piaghe del
Signore: se voi non entrate nel vostro ministero per le piaghe del Signore, non sarete buoni pastori.
Con lOlio santo darete sollievo
agli infermi; celebrando i sacri riti e
innalzando nelle varie ore del giorno
la preghiera di lode e di supplica, vi
farete voce del popolo di Dio e
dellumanit intera.
Consapevoli di essere stati scelti
fra gli uomini e costituiti in loro fa-

vore per attendere alle cose di Dio,


esercitate in letizia e in carit sincera
lopera sacerdotale di Cristo, unicamente intenti a piacere a Dio e non
a voi stessi.
E pensate a quello che diceva
SantAgostino dei pastori che cercavano di piacere a se stessi, che usavano le pecorelle del Signore come
pasto e per vestirsi, per indossare la
maest di un ministero che non si
sapeva se fosse di Dio. Infine, partecipando alla missione di Cristo, capo e pastore, in comunione filiale
con il vostro Vescovo, impegnatevi a
unire i fedeli in ununica famiglia,
per condurli a Dio Padre per mezzo
di Cristo nello Spirito Santo. Abbiate sempre davanti agli occhi lesempio del Buon Pastore, che non venuto per essere servito, ma per servire, e per cercare e salvare ci che era
perduto.

LOSSERVATORE ROMANO

luned-marted 12-13 maggio 2014

pagina 7

Al Regina caeli anche una preghiera per le mamme

Pastori
da importunare
I fedeli devono importunare i
sacerdoti e i vescovi per ricevere da
loro il nutrimento della grazia, della
dottrina e della guida. Lo ha detto
il Papa al Regina caeli recitato in
piazza San Pietro domenica mattina,
11 maggio, giornata mondiale di
preghiera per le vocazioni, al termine
della messa per le ordinazioni
sacerdotali.
Cari fratelli e sorelle, buongiorno!
Levangelista Giovanni ci presenta,
in questa IV domenica del tempo
pasquale, limmagine di Ges Buon
Pastore. Contemplando questa pagina del Vangelo, possiamo comprendere il tipo di rapporto che
Ges aveva con i suoi discepoli: un
rapporto basato sulla tenerezza,
sullamore, sulla reciproca conoscenza e sulla promessa di un dono
incommensurabile: Io sono venuto
dice Ges perch abbiano la
vita e labbiano in abbondanza
(Gv 10,10). Tale rapporto il modello delle relazioni tra i cristiani e
delle relazioni umane.
Molti anche oggi, come ai tempi
di Ges, si propongono come pastori delle nostre esistenze; ma solo il Risorto il vero Pastore, che ci
d la vita in abbondanza. Invito
tutti ad avere fiducia nel Signore
che ci guida. Ma non solo ci guida:
egli ci accompagna, cammina con
noi. Ascoltiamo con mente e cuore
aperti la sua Parola, per alimentare
la nostra fede, illuminare la nostra
coscienza e seguire gli insegnamenti
del Vangelo.
In questa domenica preghiamo
per i Pastori della Chiesa, per tutti
i Vescovi, compreso il Vescovo di
Roma, per tutti i sacerdoti, per tutti! In particolare preghiamo per i
nuovi sacerdoti della Diocesi di Roma, che ho ordinato poco fa, nella
Basilica di San Pietro. Un saluto a
questi 13 sacerdoti! Il Signore aiuti
noi pastori ad essere sempre fedeli
al Maestro e guide sagge e illuminate del popolo di Dio a noi affidato. Anche a voi, per favore, chiedo
di aiutarci: aiutarci ad essere buoni
pastori. Una volta ho letto una cosa
bellissima di come il popolo di Dio
aiuta i vescovi e i sacerdoti ad essere buoni pastori. uno scritto di
San Cesario di Arles, un padre dei
primi secoli della Chiesa. Lui spiegava come il popolo di Dio deve
aiutare il pastore, e faceva questo
esempio: quando il vitellino ha fame va dalla mucca, dalla madre, a
prendere il latte. La mucca, per,
non lo d subito: sembra che se lo
trattenga per s. E cosa fa il vitellino? Bussa col suo naso alla mammella della mucca, perch venga il
latte. bella limmagine! Cos voi
dice questo santo dovete essere
con i pastori: bussare sempre alla
loro porta, al loro cuore, perch vi
diano il latte della dottrina, il latte
della grazia e il latte della guida.
E vi chiedo, per favore, di importunare i pastori, di disturbare i pastori, tutti noi pastori, perch possiamo dare a voi il latte della grazia,
della dottrina e della guida. Importunare! Pensate a quella bella immagine del vitellino, come importuna la mamma perch gli dia da
mangiare.
Ad imitazione di Ges, ogni Pastore a volte si porr davanti per
indicare la strada e sostenere la speranza del popolo il pastore deve
essere avanti a volte altre volte
star semplicemente in mezzo a tutti con la sua vicinanza semplice e
misericordiosa, e in alcune circostanze dovr camminare dietro al
popolo, per aiutare coloro che sono
rimasti indietro (Esort. ap. Evangelii gaudium, 31). Che tutti i Pastori
siano cos! Ma voi importunate i
pastori, perch diano la guida della
dottrina e della grazia.
In questa domenica ricorre la
Giornata mondiale di preghiera per le
vocazioni. Nel Messaggio di questanno ho ricordato che ogni vocazione richiede in ogni caso un esodo
da se stessi per centrare la propria
esistenza su Cristo e sul suo Vangelo (n. 2). Per questo la chiamata a
seguire Ges nello stesso tempo
entusiasmante e impegnativa. Perch si realizzi, necessario sempre
entrare in profonda amicizia con il

Signore per poter vivere di Lui e


per Lui.
Preghiamo perch anche in questo tempo, tanti giovani sentano la
voce del Signore, che ha sempre il
rischio di venire come soffocata da
tante altre voci. Preghiamo per i
giovani: forse qui in Piazza c
qualcuno che sente questa voce del
Signore che lo chiama al sacerdozio; preghiamo per lui, se qui, e
per tutti i giovani che sono chiamati.
Al termine il Pontefice ha rivolto
espressioni di saluto ad alcuni dei
gruppi presenti, chiedendo ai fedeli in
particolare di pregare per le mamme.
Cari fratelli e sorelle,
saluto tutti voi, famiglie, gruppi
parrocchiali, associazioni e singoli
fedeli provenienti dallItalia e da
tanti Paesi, in particolare quelli delle diocesi di Campo Grande e
Dourados (Brasile), di New York,
di Las Palmas (Canarie), e gli studenti di Miranda Do Corvo in Portogallo e i ragazzi della scuola
Cuore di Maria, nel quartiere Alta Cordoba, Argentina.
Saluto le Comunit Neocatecumenali che in queste domeniche del
tempo di Pasqua portano lannuncio di Ges risorto in 100 piazze di
Roma e in tante citt del mondo. Il
Signore vi doni la gioia del Vangelo! E andate avanti, voi, che siete
bravi!
Una benedizione speciale per i
bambini e i ragazzi che hanno ricevuto o stanno per ricevere la Prima
Comunione e la Cresima. E anche
per i familiari e gli amici dei nuovi
sacerdoti della diocesi di Roma che
ho ordinato questa mattina.
Saluto il Corpo Forestale dello
Stato, che organizza la festa nazionale delle Riserve Naturali; e i soci
della Giovane Montagna, giunti a
Roma lungo la Via Francigena; il
Network Italiano di Cure di Supporto in Oncologia, incoraggiando
il loro impegno con gli ammalati e
i familiari; la Protezione Civile Viggi-Clivio; i motociclisti di San
Marino e dellAbruzzo.
E oggi vi invito a dedicare un bel
ricordo e una preghiera a tutte le
mamme. Salutiamo le mamme! Affidandole alla mamma di Ges,
preghiamo la Madonna per le nostre mamme e per tutte le mamme:
Ave Maria....
Un grande saluto alle mamme:
un grande saluto!
Buona domenica a tutti! Buon
pranzo e arrivederci!

Messa a Santa Marta

Siamo tutti ostiari


Nella Chiesa tutti, indistintamente,
siamo incaricati di praticare lantico
ministero dellostiario, cio di colui
che apre le porte e accoglie la
gente. E del resto nella storia della
Chiesa non mai esistito il ministero di colui che chiude le porte in
faccia alle persone.
dunque un invito a non ingabbiare lo Spirito Santo quello
che il Pontefice ha rivolto nella messa celebrata luned mattina, 12 maggio, nella cappella della Casa Santa
Marta. Nellomelia il vescovo di Roma ha subito riproposto una pagina
degli Atti degli apostoli (11, 1-18), che,
ha confidato, considera uno dei
brani pi belli e che insegna tanto a noi vescovi. Gi lincipit, ha
spiegato, molto forte: Gli apostoli e i fratelli che stavano in Giudea
vennero a sapere che anche i pagani
avevano accolto la parola di Dio. E,
quando Pietro sal a Gerusalemme, i
fedeli circoncisi lo rimproveravano
dicendo: Sei entrato in casa di uomini non circoncisi e hai mangiato
insieme con loro!.
Ai loro occhi questo era proprio
uno scandalo, una cosa che non
avrebbero mai pensato potesse accadere. Per loro infatti non era neppure immaginabile entrare in casa e
addirittura sedersi a tavola con persone non circoncise, per una questione di impurit. Invece Pietro
non solo lo aveva fatto, ma aveva
anche battezzato quella gente. In
poche parole, ha rilevato il Papa, lo
avevano considerato un pazzo.
Proprio come se domani venisse
una spedizione di marziani verdi,
con il naso lungo e le orecchie grandi come vengono dipinti dai bambini. Ma se uno di loro dicesse io
voglio il battesimo cosa accadrebbe?
Dunque Pietro, riferiscono gli Atti
degli apostoli, racconta cosa era
successo, come era stato proprio lo
Spirito a spingerlo. lo stesso
Spirito che aveva detto a Filippo di
andare a battezzare quel ministero
di economia della Candace, secondo quanto si legge ancora negli Atti.
Proprio lo Spirito ha spinto Pietro ad andare avanti, lo ha incorag-

Il cardinale Lorenzo Baldisseri


ha preso possesso della diaconia
di SantAnselmo allAventino

Il cardinale Lorenzo Baldisseri, segretario generale del Sinodo dei vescovi,


nella mattina di domenica 11 maggio ha preso solennemente possesso della
diaconia di SantAnselmo allAventino. Nella chiesa romana di piazza dei
Cavalieri di Malta, il porporato stato accolto dal rettore padre Alcuin
Nyirenda che gli ha presentato il crocifisso per il bacio e la venerazione
con labate primate dei benedettini confederati, Notker Wolfe, e il priore
del Collegio SantAnselmo, Elias Lorenzo. seguita la messa, concelebrata, tra gli altri, dal cardinale Bernard Francis Law, dagli arcivescovi Ilson
de Jesus Montanari, segretario della Congregazione per i vescovi, Giovanni
Marra, Piero Marini e Francesco Gioia, dal vescovo Divo Zadi, emerito di
Civita Castellana, dal vescovo eletto Fabio Fabene, sotto-segretario del Sinodo dei vescovi, dallabate benedettino di Subiaco, dom Mauro Meacci,
da sacerdoti che svolgono il loro servizio nel Sinodo dei vescovi. Erano, tra
gli altri, presenti al rito, diretto da monsignor John Richard Cihak, cerimoniere pontificio, il cardinale Beniamino Stella e dipendenti del Sinodo dei
vescovi.

giato, perch non ci sono cose impure. E Pietro ha obbedito. Poi, ha


ricordato il Pontefice, succede
quello che sappiamo: il battesimo di
Cornelio e di tutta la sua famiglia.
Ma ai rimproveri dei fratelli della
Chiesa di Gerusalemme Pietro replica con questa frase: se dunque
Dio ha dato a loro lo stesso dono
che ha dato a noi, per aver creduto
nel Signore Ges Cristo, chi ero io
per porre impedimento a Dio?.
Una domanda che oggi, ha affermato il Papa, raggiunge ciascuno di
noi, perch quando il Signore ci fa
vedere la strada, chi siamo noi per
dire: no, Signore, non prudente,
no, facciamo cos?. Pietro a
prendere questa decisione e a dire: Chi sono io per porre impedimenti?. Si tratta davvero di una
bella parola ha spiegato il Pontefice per i vescovi, per i sacerdoti e
anche per i cristiani: chi siamo noi
per chiudere le porte?. Non a caso
nella Chiesa c sempre stato il ministero dellostiario, che colui che
apre la porta, riceve la gente e la fa
passare, ma mai c stato il ministero di quello che chiude la porta,
mai!.
Inoltre, ha proseguito il Papa, il
Signore aveva detto ai discepoli che
avrebbe inviato un altro Paraclito,
il quale, aveva assicurato, vi guider alla verit tutta intera. Dunque
il Signore lascia la guida della sua
Chiesa allo Spirito Santo. E questo
vale ancora oggi, perch la guida
della Chiesa il Signore lha lasciata
nelle mani dello Spirito Santo: lui
che ci guida tutti con la grazia ricevuta nel battesimo e nei sacramenti.
Lo Spirito Santo non aveva esaurito la missione nel giorno di Pentecoste ha affermato il Pontefice
quando era sceso su di loro e poi
cera stato tanto chiasso, a tal

punto che si diceva: ma questa


gente forse non aveva il caffellate e
ha preso un po di vino per la colazione!. In realt non erano ubriachi: la storia incominciata quel
giorno e da allora lo Spirito va
avanti, portando la Chiesa avanti.
Ed curioso, ha fatto notare in
proposito il Papa, il comportamento
dei cristiani di Gerusalemme che
erano buoni credenti: dopo aver
rimproverato e dato del pazzo a
Pietro, ascoltarono la sua spiegazione e poi si calmarono e incominciarono a glorificare Dio dicendo:
Dunque anche ai pagani Dio ha
concesso che si convertano perch
abbiano la vita!.
perci lo Spirito Santo quello
che, come dice Ges, ci insegner
tutto. E far anche in modo che
noi ricordiamo quello che Ges ci
ha insegnato. Lo Spirito la presenza viva di Dio nella Chiesa,
quello che fa andare la Chiesa, che
fa camminare la Chiesa sempre pi,
oltre i limiti, pi avanti. lui con
i suoi doni che guida la Chiesa.
Non si pu capire la Chiesa di Ges
senza questo Paraclito che il Signore
ci invia e che porta a queste scelte impensabili. Per usare una parola di san Giovanni XXIII: proprio
lo Spirito Santo che aggiorna la
Chiesa e la fa andare avanti!.
Il Pontefice ha quindi invitato i
cristiani a chiedere al Signore la
grazia della docilit allo Spirito
Santo, la docilit a questo Spirito
che ci parla nel cuore, ci parla nelle
circostanze della vita, ci parla nelle
vita ecclesiale, nella comunit cristiana, ci parla sempre: vai avanti,
prendi decisioni, fai questo.... E ha
suggerito anche di ricordare sempre
la domanda di Pietro: Chi sono io
per porre impedimenti allo Spirito
Santo? Chi sono io per cambiare il
ministero dellostiario nella Chiesa

che, invece di aprire, chiude le porte? Chi sono io per dire fino a qui e
non di pi? Chi sono io per ingabbiare lo Spirito Santo?.
Nel rispondere a queste domande,
ha auspicato il vescovo di Roma, il
Signore ci dia quella calma che hanno avuto i cristiani della Giudea
dopo aver ascoltato Pietro, e ci dia
anche la grazia di glorificare Dio.
Quei cristiani ebbero a dire: Dunque anche ai pagani Dio ha concesso che si convertano perch abbiano
la vita. E noi oggi, ha concluso Papa Francesco, diciamo che anche a
questa gente tanto lontana dalla
Chiesa e che forse ne ha unopinione negativa Dio ha concesso che si
convertano, perch abbiano la vita,
perch lo Spirito Santo sovrano.

Nomine episcopali
in Brasile
Le nomine di oggi riguardano la
Chiesa greco-cattolica ucraina in
Brasile.

Valdomiro Koubetch
primo arcivescovo
di So Joo Batista
in Curitiba degli ucraini
Nato il 27 marzo 1953 nella citt di Mandaguau (stato del Paran), ha studiato nel seminario
minore So Jos di Prudentpolis
e nello Studium dellordine basiliano di San Giosafat a Curitiba.
Ha frequentato i corsi di filosofia
nello stesso Studium e quelli di
teologia al Pontificio Ateneo
SantAnselmo di Roma, dove ha
ottenuto anche il baccalaureato.
Ha emesso la professione religiosa nei basiliani il 16 giugno 1978
ed stato ordinato sacerdote il 6
dicembre 1981. Ha conseguito il
dottorato in teologia morale presso la Pontificia Universit Cattolica di Rio de Janeiro, stato
cooperatore, parroco, rettore del
seminario maggiore dei padri basiliani, professore nello Studium
del suo ordine e nello Studium
theologicum dei padri claretiani a
Curitiba. Nominato vescovo coadiutore delleparchia di So Joo
Batista in Curitiba degli Ucraini
il 10 dicembre 2003, ha ricevuto
lordinazione espiscopale il 21
marzo 2004, subentrando al predecessore nel governo pastorale
della medesima il 13 dicembre
2006.

Meron Mazur
primo vescovo
dellImaculada Conceio
in Prudentpolis
degli Ucraini
Nato in Prudentpolis il 5 febbraio 1962, ha compiuto gli studi
primari nel seminario So Jos di
Prudentpolis dal 1975 al 1978, e
quelli di secondo grado a Curitiba, presso il seminario basiliano
dal 1984 al 1986. Ha studiato
Teologia nel Pontificio Ateneo
SantAnselmo di Roma, dal 1986
al 1989, ottenendo il baccalaureato e il dottorato in scienza
delleducazione. Nellordine basiliano di San Giosafat ha emesso
la professione religiosa il 1 gennaio 1988 e l8 settembre 1990
stato ordinato sacerdote nella citt di Prudentpolis. stato coadiutore della parrocchia Nossa
Senhora Auxiliadora di Curitiba
e professore dello studentato basiliano (1993-1994), professore nel
medesimo studentato (1994-1998),
superiore del seminario basiliano,
rettore dello studentato, professore, e ancora coadiutore della parrocchia Nossa Senhora Auxiliadora, direttore spirituale di alcune congregazioni religiose femminili (1999-2005). Il 21 dicembre
2005 stato nominato vescovo titolare di Simittu e ausiliare di
So Joo Batista in Curitiba; il
26 febbraio 2006 ha ricevuto lordinazione episcopale.