Sei sulla pagina 1di 8

Spedizione in abbonamento postale Roma, conto corrente postale n.

649004

Copia 1,00 Copia arretrata 2,00

LOSSERVATORE ROMANO
POLITICO RELIGIOSO

GIORNALE QUOTIDIANO

Non praevalebunt

Unicuique suum
Anno CLIV n. 83 (46.625)

Citt del Vaticano

venerd 11 aprile 2014

Il Papa denuncia la tratta degli esseri umani come delitto contro lumanit

Ma la tensione resta alta

Una piaga nel corpo di Cristo

Kerry e Lavrov dialogano


sulla crisi ucraina

Gesto della Chiesa e delle persone di buona volont che vogliono gridare: basta!

Vincent van Gogh, Piet (1889, particolare)

Un gesto della Chiesa. Un gesto


delle persone di buona volont che
vogliono gridare basta! davanti al
crimine contro lumanit costituito
dalla tratta degli esseri umani. Cos
Papa Francesco ha definito la conferenza internazionale sulla tratta delle
persone, che, organizzata dalla Conferenza episcopale dInghilterra e
Galles, stata ospitata in questi
giorni dalla Pontificia Accademia
delle Scienze Sociali.

Netta stata la denuncia del Pontefice che recatosi personalmente


nellAula Magna della Casina Pio IV
questa mattina, gioved 10 aprile
non ha esitato a definire la tratta di
esseri umani come una piaga nel
corpo dellumanit contemporanea
anzi una piaga nella carne di Cristo ha specificato. Si tratta di un
vero e proprio delitto contro lumanit ha aggiunto.

E il fatto che i responsabili degli


organismi di polizia di diversi Paesi
del mondo si siano riuniti per la seconda volta in Vaticano insieme a
vescovi e sacerdoti impegnati nellassistenza alle vittime della tratta per
unire i nostri sforzi ha notato Papa Francesco significa che vogliamo che le strategie e le competenze
siano accompagnate e rafforzate dalla compassione evangelica, dalla

prossimit agli uomini e alle donne


che sono vittime di questo crimine.
PAGINA 7

Udienza alla Gregoriana

Teologi in ginocchio
PAGINA 6

Decine di vittime per un duplice attentato a Homs

Civili siriani travolti da guerra e terrorismo


DAMASCO, 10. Agli scontri armati sui
fronti siriani, particolarmente cruenti
nelle ultime ore, si sommano gli attentati terroristici come quelli di ieri
a Homs, dove lesplosione di due
autobombe ha provocato 25 morti e

107 feriti, compresi diversi bambini e


donne, secondo quanto riferito
dallagenzia di stampa ufficiale Sana. La duplice strage avvenuta nel
quartiere di Karm al Lawz, abitato
da alawiti, la confessione islamica al-

Nellanniversario dellenciclica Pacem in terris

y(7HA3J1*QSSKKM( +&!"!&!=!=!

Due occhi un sorriso

Giacomo Manz, Porta della Morte (1964, particolare)


LORIS FRANCESCO CAPOVILLA

A PAGINA

la quale appartiene il presidente


Bashar Al Assad. Fonti dellopposizione confermano il bilancio degli
attentati e aggiungono che altre decine di civili sono rimaste vittime di
bombardamenti aerei governativi su
diversi fronti.
Per tutta la giornata di ieri si sono
susseguite notizie di combattimenti
tra lesercito e le formazioni ribelli
del cosiddetto Esercito libero siriano. Queste ultime hanno rivendicato
la conquista di due villaggi nella
provincia di Hama. Nellarea costiera al confine con il Libano, intanto,
le due parti si danno ancora battaglia per il controllo delle colline che
circondano il porto di Latakia, capoluogo dellomonima provincia. Da
parte sua, lemittente satellitare Al
Jazeera ha riferito che si combatte
ancora per il controllo del valico di
Kasb, alla frontiera con la Turchia.
Proprio in Turchia, ma anche negli Stati Uniti e in altri Paesi occidentali, sta intanto suscitando scalpore e polemiche una ricostruzione
dellattacco chimico attribuito lanno
scorso al Governo del presidente
Bashar Al Assad. Si tratta di un articolo pubblicato sullultimo numero
della London Review of Books
dal giornalista statunitense Seymour
Hersh, che ebbe il premio Pulitzer
nel 1970 per un reportage sul massacro di My Lai in Vietnam nel 1968
da parte delle truppe statunitensi.
D allarticolo di Hersh, ripreso con
enfasi dalla stampa turca e non solo,
emerge che furono i ribelli siriani,
con laiuto e laddestramento del
Governo di Ankara, a bombardare
con gas sarin il 21 agosto 2013 un
quartiere periferico di Damasco, causando una strage attribuita alle forze
governative. La ricostruzione che
ha fatto scattare le smentite di Ankara e Washington si basa in particolare sulle rivelazioni di un agente
segreto statunitense di cui Hersh
protegge lidentit. Si sarebbe trattato, cio, di una trappola predisposta
dai servizi segreti turchi allo scopo
di provocare un intervento armato
occidentale, in particolare degli Stati
Uniti.
Come noto, comunque, un tale intervento non ci fu, grazie anche a
forti pressioni internazionali e alle
scelte di alcuni Parlamenti, come

quello britannico, che si opposero


alle richieste dei loro Governi. Dopo
settimane di tensioni, ci fu una svolta subito dopo il termine del vertice
del G8 a San Pietroburgo, al cui presidente di turno, il russo Vladimir
Putin, aveva scritto Papa Francesco
per chiedere ai grandi del mondo
di non tralasciare alcuno sforzo per
la pace. Il vertice si concluse senza
decisioni in merito, ma gi il giorno
dopo Stati Uniti e Russia trovarono
unintesa basata sulla disponibilit
del Governo di Damasco a consegnare il proprio arsenale chimico.
Da allora in atto in Siria una missione congiunta dellOnu e dellO rganizzazione per la prevenzione delle armi chimiche.

WASHINGTON, 10. Il segretario di


Il rischio di una divisione in
Stato americano, John Kerry, ha Europa non finito. Lo ha detto
parlato ieri sera al telefono con il intervenendo al Bundestag il miniministro degli Esteri russo, Serghiei stro degli Esteri tedesco, FrankLavrov, per fare il punto sulla crisi Walter Steinmeier, citando le tenin Ucraina e in vista dellincontro sioni a est dellUcraina e lalta
della prossima settimana tra i rap- concentrazione delle truppe russe
presentanti di Stati Uniti, Russia, al confine. Nella crisi in Ucraina,
Unione europea e Ucraina. Lo rife- ha aggiunto il capo della diplomariscono fonti del dipartimento di
zia di Berlino, la Russia ha la reStato. Ma le posizioni tra Mosca e
Washington restano distanti, con sponsabilit dellapertura di un
scambio reciproco di accuse, e la vaso di Pandora.
Dal canto suo, il presidente russituazione nellest dellUcraina
so, Vladimir Putin, si augurato
sempre pi esplosiva.
LAmministrazione Obama ieri che il Governo di Kiev non depessimista sugli esiti dellincontro a cida di fare passi irreversibili e che
quattro che dovrebbe tenersi a gli sforzi di Russia e Ucraina per
Vienna il prossimo 17 aprile. Devo una soluzione diplomatica abbiano
dire ha detto lassistente del segretario di
Stato americano, Victoria Nuland che
non ci aspettiamo
molto da questi colloqui ma crediamo che
sia molto importante
tenere aperto uno spiraglio diplomatico e
vedere dove conduce.
Le autorit ucraine
continuano ad agire in
modo professionale e
con moderazione, manifestando in modo
chiaro che stanno offrendo di risolvere la
situazione con il dialogo e noi sosteniamo
questo approccio.
quanto ha affermato il
portavoce della Casa
Bianca, Jay Carney,
che ha poi ribadito
che vi sono prove
evidenti sia sui media
tradizionali che sui social media, che alcuni
Sostenitori filo-russi a Lugansk (Afp)
dei dimostranti sono
pagati, e non solo locali e questo certamente sicuramen- successo. Il ministero degli Esteri
te ci preoccupa. E alla domanda russo ha per oggi accusato la Nasu chi stia pagando questi dimo- to di usare la crisi in Ucraina per
stranti Carney non ha risposto, pe- consolidarsi, chiamando in causa
r ha detto che chiaro che la immaginarie minacce militari da
Russia non sta giocando un ruolo parte di Mosca; al contrario acutile nel ridurre le tensioni in cusa Mosca lAlleanza atlantica
Ucraina ma, al contrario, attraverso che ammassa le proprie truppe.
Il presidente ad interim ucraino,
una variet di azioni, ha cercato di
destabilizzare la situazione. Sullo Oleksandr Turcinov, ha assicurato
stesso avviso il cancelliere tedesco, oggi unamnistia per gli insorti fiAngela Merkel: Su molti punti lo-russi se consegneranno le armi e
non si pu percepire il contributo lasceranno liberi gli edifici amminidella Russia a una distensione, ha strativi occupati. Lo fa sapere
detto ieri al Bundestag la leader lagenzia Interfax. Intervenendo in
occidentale finora pi attenta a Parlamento, Turcinov ha dichiarato
che se le persone consegnano le
non rompere il filo con il Cremliarmi e liberano gli edifici amminino.
strativi non ci sar alcuna azione
giudiziaria. Il capo di Stato si
quindi detto pronto a firmare un
decreto presidenziale in tal senso.
Le centinaia di insorti filo-russi
armati, che lo stesso Turcinov ha
definito nei giorni scorsi terroristi, hanno ancora in mano il palazzo dellamministrazione regionale di Donetsk e la sede dei servizi
segreti (Sbu) di Lugansk.

Le credenziali dellambasciatore
dellex Repubblica Jugoslava di Macedonia

NOSTRE
INFORMAZIONI
Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Petar Raji, Arcivescovo
titolare di Sarsenterum, Nunzio
Apostolico in Kuwait, Bahrein,
Yemen, Qatar ed Emirati Arabi
Uniti; Delegato Apostolico nella Penisola Arabica.

Nella mattina di gioved 10 aprile, Papa Francesco ha ricevuto Sua Eccellenza


il Signor Zvonimir Jankuloski, ambasciatore dellex Repubblica Jugoslava di Macedonia,
per la presentazione delle lettere con cui viene accreditato presso la Santa Sede

Il Santo Padre ha ricevuto


questa mattina in udienza Sua
Eccellenza il Signor Zvonimir
Jankuloski, Ambasciatore della
ex Repubblica Jugoslava di
Macedonia per la presentazione
delle Lettere Credenziali.

LOSSERVATORE ROMANO

pagina 2

venerd 11 aprile 2014

Prima riunione formale di Nicols Maduro ed Henrique Capriles con i mediatori dellUnasur

Bomba davanti alla sede della Banca di Grecia

Dialogano in Venezuela
presidente e leader dellopposizione

Atene torna a vendere


titoli di Stato
dopo quattro anni

CARACAS, 10. Il Governo e lopposizione del Venezuela tengono oggi la


prima riunione, formale e pubblica,
del dialogo che hanno concordato
per superare la crisi in atto da due
mesi nel Paese. Ancora nelle ultime
ore, comunque, non si sono interrotte in varie localit le proteste di
piazza, anche se per fortuna non si
segnalano nuove violenze, come
quelle che nelle settimane scorse
hanno provocato 39 morti e hanno
portato a migliaia di arresti.
Alla riunione di oggi intervengono il presidente della Repubblica,
Nicols Maduro, il leader dellopposizione Henrique Capriles, e i ministri degli Esteri della Colombia, Mara
ngela
Holgun
Cullar,
dellEcuador, Ricardo Armando Patio Aroca, e del Brasile, Luiz Figuereido, incaricati della mediazione
dellUnione delle Nazioni sudamericane (Unasur). Lincontro di oggi
era stato fissato laltro ieri in una
riunione preliminare tra il vicepresidente, Jorge Arreaza, e Ramn Guillermo Aveledo, il segretario generale
del Tavolo di unit democratica
(Mud), lalleanza delle forze di opposizione guidata da Capriles, che
ha perso di misura da Maduro nelle
ultime elezioni, dopo essere stato
sconfitto da Hugo Chvez.
Ancora ieri sera, Arreaza ha comunque ribadito che la decisione di

Un ministro
degli Esteri francese
a Cuba
dopo trentanni
LAVANA, 10. Il ministro degli Esteri
francese Laurent Fabius si recher
sabato in visita ufficiale a Cuba, dove incontrer il suo omologo Bruno
Eduardo Rodrguez Parrilla. Nel
darne notizia, ieri, una nota governativa ricorda che si tratta del
primo viaggio di un ministro francese degli Esteri in quel Paese da oltre
trentanni. Fabius presenzier anche
allapertura di una sede dellagenzia
Ubifrance, la struttura pubblica di
sostegno allo sviluppo internazionale
delle aziende il cui ruolo sar di
appoggiare le imprese francesi nel
loro approccio al mercato cubano,
si legge sempre nella nota del Quai
dO rsay,
Il comunicato ministeriale ricorda
altres che la visita avviene alla vigilia di trattative tra lUnione europea
e Cuba in vista di un accordo di
dialogo politico e cooperazione.
Liniziativa diplomatica francese,
inoltre, si inserisce in un momento
di rinnovata attenzione allAmerica
latina. una delle priorit della
nostra politica estera, ha scritto Fabius in un messaggio pubblicato su
Twitter, aggiungendo che la sua missione consentit appunto di promuovere i partenariati tra i nostri
due Paesi e aiutare le societ francesi
che intendono impiantarsi o sviluppare progetti a Cuba.
A conferma di questa linea del
Governo francese, domani il presidente Franois Hollande sar in visita in Messico, con lobiettivo di dare
nuovo slancio alle relazioni tra i due
Paesi. Una nota dellEliseo fa riferimento appunto a una visita importante per segnare la ripresa delle relazioni, oltre un anno dopo la scarcerazione in Messico, il 22 gennaio
2013, della francese Florence Cassez,
detenuta per sette anni con laccusa
di essersi resa complice di un rapimento, una vicenda che in passato
aveva profondamente compromesso i
rapporti tra Citt del Messico e Parigi. Pi in generale, con questa visita
di Hollande la Francia punta ad
aumentare scambi e investimenti con
il Messico, seconda economia
dellAmerica latina, in particolare,
nei settori dellaeronautica, energia,
grandi infrastrutture, ma anche sanit, agroalimentare e turismo.

LOSSERVATORE ROMANO
GIORNALE QUOTIDIANO
Unicuique suum

POLITICO RELIGIOSO
Non praevalebunt

00120 Citt del Vaticano


ornet@ossrom.va
http://www.osservatoreromano.va

I ministri degli Esteri di Ecuador, Colombia e Brasile a Caracas (LaPresse/Ap)

Maduro di avviare questo dialogo


non implica un patto con lopposizione. Capriles ha detto da parte sua
che intende proporre alternative
politiche di cui il Paese ha bisogno,
aggiungendo che andare a un dialogo non significa che le proteste
debbano cessare. Secondo il leader
dellopposizione, anzi, devono continuare perch continuano i problemi. Tra laltro, proprio per oggi il

partito Prima la giustizia, quello di


Capriles ha convocato una manifestazione a Caracas. Allinterno del
Mud, inoltre, non mancano importanti esponenti comunque contrari a
dialogare con il Governo che accusano di tenere da oltre quindici anni,
prima con Chvez e ora con Maduro, comportamenti dittatoriali, a meno che il Governo stesso non accetti
di avviare quella che la dirigente

Mara Corina Machado ha definito


una transizione democratica.
Sempre a Caracas, nel rione Chaco della capitale dove da quasi tre
settimane trecento persone sono accampate davanti allufficio locale
dellOnu, continua il blocco di una
delle principali strade cittadine con
il quale i manifestanti intendono
convincere lOnu a dare ascolto alle
loro richieste.

ATENE, 10. La Grecia tornata oggi a finanziarsi sui mercati dopo


quattro anni di recessione e due di
salvataggi. Le banche internazionali hanno ricevuto da Atene il mandato di emettere bond quinquennali in euro. C stato un boom di
domanda (oltre venti miliardi di
euro) che ha consentito di collocare tre miliardi di titoli di Stato a
cinque anni. Il tasso del collocamento al 4,95 per cento. Il ministero delle Finanze ha espresso ottimismo: Il ritorno della Grecia
sui mercati potrebbe fungere da catalizzatore per leconomia nazionale. Vari analisti avevano gi previsto che il tasso dinteresse dei buoni del Tesoro poteva scendere addirittura anche sotto il 5 per cento.
Nel frattempo, il Governo greco
ha dichiarato che non si far intimidire, dopo che, poco prima
dellalba di stamane, unautobomba esplosa davanti alla sede della
Banca centrale ad Atene, senza
provocare feriti. Lobiettivo evidente era di cambiare limmagine
del Paese e la sua agenda, ma non
permetteremo agli aggressori di
raggiungerlo, ha detto il portavoce del Governo, Simos Kedikeglou.
Preannunciato da telefonate anonime a un giornale, lattentato non
stato ancora rivendicato. Si so-

Terza sessione di trattative tra Governo di Bogot e Farc

A Sarajevo manifestanti chiedono le dimissioni dellEsecutivo

Ottimismo
al negoziato colombiano

Riesplode la protesta
in Bosnia ed Erzegovina

Humberto de la Calle rappresentante del Governo colombiano ai negoziati con le Farc (Afp)

LAVANA, 10. Restano molti problemi aperti alla ripresa, in questi


giorni, dei negoziati tra il Governo di Bogot e le Forze armate rivoluzionarie
della
Colombia
(Farc), in corso da un anno e mezzo a Cuba per tentare di mettere
fine a un conflitto civile che si
protrae, con diverse fasi e diversa
intensit, da mezzo secolo. Tuttavia, per la prima volta dallinizio
delle trattative, le Farc hanno
espresso ottimismo su una conclusione positiva. Ricardo Tllez, uno
dei negoziatori dei ribelli, ha dichiarato che lambiente internazionale favorevole e i vari accordi
raggiunti fanno ben sperare nel
raggiungimento di una soluzione.
Nelle prime due sessioni del negoziato, infatti, si arrivati a intese sui principali temi in agenda,
quello relativo alla propriet delle
terre e allo sviluppo rurale (la lotta delle Farc incominci proprio a
tutela dei contadini contro i latifondisti) e quello della futura partecipazione del gruppo alla vita

politica del Paese. In questa terza


sessione in agenda la questione
della produzione di droghe, in
particolare cocaina. Altri temi in
discussione sono la rinuncia alle
armi da parte dei vari gruppi ribelli, le compensazioni alle vittime
del conflitto armato e la creazione
di un meccanismo di verifica per il
compimento da parte delle parti
dellaccordo di pace.
Il presidente Juan Manuel Santos, che si ricandidato alle prossime elezioni di maggio, spera di
concludere i negoziati entro la fine
dellanno. Ottimismo in merito ha
espresso il capo negoziatore governativo, lex vicepresidente Humberto de la Calle.
Ieri in Colombia era la giornata
dedicata a memoria e solidariet
con le vittime del conflitto. La
cosa migliore per celebrare le vittime un accordo di pace, ha detto il coordinatore per gli affari
umanitari dellOnu in Colombia,
Fabrizio Hochschild.

GIOVANNI MARIA VIAN


direttore responsabile

TIPO GRAFIA VATICANA


EDITRICE LOSSERVATORE ROMANO

Carlo Di Cicco

don Sergio Pellini S.D.B.

vicedirettore

Piero Di Domenicantonio
caporedattore

Gaetano Vallini
segretario di redazione

direttore generale

SARAJEVO, 10. Migliaia di manifestanti antigovernativi sono tornati a


protestare ieri a Sarajevo davanti alla
sede della Federazione Bh (entit a
maggioranza croato musulmana della Bosnia ed Erzegovina), chiedendo
le dimissioni dellEsecutivo.
I dimostranti, arrivati nella capitale da molte citt, sono per lo pi
partecipanti dei plenum, cio delle
assemblee spontanee dei cittadini
che si sono formate durante le manifestazioni contro la povert e la corruzione politica. Iniziate il 5 febbraio scorso nella citt industriale di
Tuzla le proteste sono poi sfociate,
due giorni dopo, in violenti scontri
con la polizia e incendi delle sedi
delle amministrazioni cantonali, particolarmente costose e che non esistono nellaltra entit bosniaca, la
Republika Srpska (Rs, a maggioranza serba).
In seguito, i manifestanti avevano
costretto alle dimissioni gli Esecutivi
di quattro cantoni Sarajevo, Tuzla,
Zenica e Biha ritenuti responsabili della grave situazione sociale ed
economica in cui versa il Paese balcanico, con ogni probabilit il fattore che pi di ogni altro ha contribuito a queste proteste. Oltre al drastico calo del prodotto interno lordo,
infatti la forte disoccupazione (ormai
al 46 per cento) a fare temere per il

La Cei
sulla decisione
del Tribunale
di Grosseto
ROMA, 10. Il tribunale di Grosseto
ha disposto la trascrizione, nei registri di stato civile del comune, di un
matrimonio contratto allestero fra
persone dello stesso sesso. In merito,
un comunicato della presidenza della Conferenza episcopale italiana
sottolinea che la decisione suscita
gravi interrogativi e non poche riserve, precisando che con tale decisione rischia di essere travolto uno dei
pilastri fondamentali dellistituto
matrimoniale, riconosciuto e garantito dallordinamento costituzionale.

Servizio vaticano: vaticano@ossrom.va


Servizio internazionale: internazionale@ossrom.va
Servizio culturale: cultura@ossrom.va
Servizio religioso: religione@ossrom.va

Segreteria di redazione
telefono 06 698 83461, 06 698 84442
fax 06 698 83675
segreteria@ossrom.va

Servizio fotografico: telefono 06 698 84797, fax 06 698 84998


photo@ossrom.va www.photo.va

spetta di gruppi nella galassia


dellestrema sinistra. Lazione terroristica si verificata allindomani di
uno sciopero generale e alla vigilia
della missione ad Atene del cancelliere tedesco, Angela Merkel.

futuro. Oltre alle dimissioni del Governo, i manifestanti chiedono a


gran voce la sospensione dei procedimenti penali per tutti i partecipanti ai disordini di febbraio, la sospensione immediata delle privatizzazioni
e la revisione di quelle compiute.

Tensioni
interetniche
in Croazia
ZAGABRIA, 10. Dopo alcuni mesi
di relativa calma, si sono riaccese
negli ultimi giorni le tensioni interentiche nella citt croata di
Vukovar. Le ostilit rileva lAnsa sono state segnalate dopo
che sulle reti sociali e su un portale di informazione di area ultranazionalista apparsa una lista di
negozi appartenenti a cittadini di
etnia serba della citt, pesantemente colpita durante la guerra
degli anni 90, con linvito ai
croati a boicottarli.
La lista comprende 35 esercizi
con indirizzi, nomi dei proprietari
e codici fiscali, seguita da un appello ai croati di Vukovar a non
andare in quei negozi finch
dalla citt non sar rimossa la
scrittura cirillica serba. Dallo
scorso settembre, infatti, sugli
edifici pubblici a Vukovar sono
state poste targhe bilingui, nel rispetto della legge sulla tutela delle minoranze etniche, che prevede
il bilinguismo nei comuni dove
una minoranza superi il 33 per
cento della popolazione, come
il caso per di serbi di Vukovar.
Tra proteste di massa e tensioni, molte targhe sono state rimosse con la forza, ma poi sempre rimesse al loro posto su ordine del
Governo di centro-sinistra.
Il deputato della minoranza
serba al Parlamento di Zagabria,
Milorad Pupovac, ha definito la
lista dei negozi serbi come un
atto non di un Paese europeo e
democratico.

Tariffe di abbonamento
Vaticano e Italia: semestrale 99; annuale 198
Europa: 410; $ 605
Africa, Asia, America Latina: 450; $ 665
America Nord, Oceania: 500; $ 740
Abbonamenti e diffusione (dalle 8 alle 15.30):
telefono 06 698 99480, 06 698 99483
fax 06 69885164, 06 698 82818,
info@ossrom.va diffusione@ossrom.va
Necrologie: telefono 06 698 83461, fax 06 698 83675

Il nuovo
ambasciatore
dellex
Repubblica
Jugoslava
di Macedonia

Sua Eccellenza il Signor Zvonimir Jankuloski, nuovo Ambasciatore dellex Repubblica Jugoslava di Macedonia presso la
Santa Sede, nato a Skopje il 7
ottobre 1958. sposato e ha un
figlio. Laureato in legge (Universit Santi Cirillo e Metodio,
Skopje, 1982), ha successivamente conseguito un dottorato in
legge presso la medesima Universit (1990). Ha ricoperto i seguenti incarichi: assistente presso la corte distrettuale di Skopje
(1982-1983); assistente di diritto
pubblico internazionale presso
la facolt di criminologia dellUniversit Santi Cirillo e Metodio di Skopje (1983-1990); docente in relazioni internazionali
e diplomazia presso la medesima universit (1991-1998); capo
del team di esperti per lelaborazione del Rapporto di compatibilit dellOrdinamento legale
della Repubblica di Macedonia
con quello della Convenzione
europea per la protezione dei
diritti umani e delle libert fondamentali (1996); membro della Delegazione macedone per i
negoziati per il Trattato di associazione e stabilizzazione con
lUnione Europea (2000-2001);
Capo del Centro per i rifugiati e
per lo studio dei flussi migratori
presso lIstituto per la ricerca
sociologica, politica e giuridica
dellUniversit Santi Cirillo e
Metodio di Skopje (1998-2000);
capo del Centro per la sicurezza
nazionale e per gli studi strategici presso lIstituto per la ricerca sociologica, politica e giuridica dellUniversit Santi Cirillo e
Metodio di Skopje (2000-2002);
ambasciatore e rappresentante
permanente presso il Consiglio
dEuropa (20022005); docente
e ricercatore senior presso lIstituto per la ricerca sociologica,
politica e giuridica dellUniversit Santi Cirillo e Metodio di
Skopje (1998-2007); decano della School of law dellUniversity
American College di Skopje
(2008). Attualmente ricopre lincarico di Docente presso la medesima Universit ed visiting
professor presso lEuro Balkan
di Skopje. autore di numerosi
libri e articoli sui diritti umani.
A Sua Eccellenza il Signor
Zvonimir Jankuloski, nuovo
Ambasciatore dellex Repubblica
Jugoslava di Macedonia presso
la Santa Sede, giungano, nel
momento in cui si accinge a ricoprire il suo alto incarico, le felicitazioni del nostro giornale.

Concessionaria di pubblicit
Il Sole 24 Ore S.p.A.
System Comunicazione Pubblicitaria

Aziende promotrici della diffusione de


LOsservatore Romano

Intesa San Paolo

Alfonso DellErario, direttore generale


Romano Ruosi, vicedirettore generale

Ospedale Pediatrico Bambino Ges

Sede legale
Via Monte Rosa 91, 20149 Milano
telefono 02 30221/3003, fax 02 30223214

Societ Cattolica di Assicurazione

segreteriadirezionesystem@ilsole24ore.com

Banca Carige
Credito Valtellinese

LOSSERVATORE ROMANO

venerd 11 aprile 2014

pagina 3

Trenta persone uccise durante scontri tra milizie contrapposte

Otto morti in unincursione nella citt di Gwaram

Strage
a nord di Bangui

Attacco di Boko Haram

BANGUI, 10. Una nuova strage ha


insanguinato ieri la Repubblica
Centroafricana, da quasi un anno e
mezzo dilaniata dalla guerra civile.
Almeno trenta persone, in massima
parte civili, sono state uccise rimanendo coinvolte in scontri tra milizie contrapposte a Dekoa, a nord
della capitale Bangui.
Le violenze sono dilagate soprattutto nellultimo anno, dopo il colpo di Stato del marzo 2013, quando
il presidente Franois Boziz fu rovesciato dagli ex ribelli della Seleka,

LUganda
consegner
ribelli
congolesi
KAMPALA, 10. Il segretario di Stato ugandese Henri Oryem Okello, ha annunciato ieri che il suo
Governo consegner i ribelli congolesi del Movimento del 23
marzo (M23), stimati in un migliaio, che hanno trovato rifugio
in Uganda dopo la sconfitta militare subita nello scorso novembre
in Nord Kivu. Siamo stanchi di
essere accusati di sostenere i ribelli congolesi. Vogliamo cooperare pienamente con la giustizia
congolese e internazionale per il
trasferimento delle persone in
causa nei gravi crimini commessi
dallex ribellione dellM23 durante loccupazione dei territori del
Nord Kivu, ha dichiarato il ministro.
Le prime reazioni nella capitale congolese Kinshasa sono state
di sorpresa, ma anche di cautela.
Sarebbe unottima cosa visto
che lUganda ha preso impegni,
anche giudiziari, quando ha firmato laccordo di Addis Abeba
lo scorso anno, ha commentato
Lambert Mende, il portavoce del
Governo della Repubblica Democratica del Congo. Ma aspettiamo ha aggiunto che gli
ugandesi passino dalle parole alle
azioni, cos si incomincer a intravedere la fine del tunnel nel
processo di stabilizzazione dei
Grandi Laghi.
Da mesi Kinshasa chiede a
Kampala di estradare i membri
dellM23, sia civili sia combattenti, presenti sul suo territorio.
Analoga richiesta rivolta al
Rwanda, dove si troverebbero altri cinquecento ribelli dellM23.
Vari rapporti Onu hanno denunciato un sostegno militare e finanziario sia dellUganda sia del
Rwanda alla ribellione dellM23.
Sulla stampa congolese limprovvisa disponibilit dellUganda a collaborare alimenta dubbi e
sospetti. Si tratta di un brusco
voltafaccia () forse una trappola visto che nei scorsi mesi Kampala ha sempre confermato il suo
aiuto ai ribelli dellM23 e ha rinviato al mittente le richieste di
estradizione, si legge sul quotidiano Le Potentiel, che invita
il Governo a stare in guardia.

originariamente una coalizione di


oppositori (il termine significa alleanza, in lingua locale sango) senza
particolari connotazioni confessionali, ma da tempo formata in maggioranza da combattenti stranieri, in
massima parte di matrice fondamentalista islamica, provenienti soprattutto da Sudan e Ciad. Alle violenze della Seleka sono seguite quelle
delle milizie conosciute come antibalaka (balaka in sango significa
machete), contro i musulmani. Il segretario generale dellOnu, Ban Kimoon, prima di recarsi in Rwanda
per le commemorazioni delle vittime del genocidio di ventanni fa, ha
fatto tappa domenica scorsa a Bangui, dove non ha nascosto i timori
per il possibile ripetersi di unanaloga, spaventosa tragedia. Il riferimento di Ban Ki-moon era in particolare al fatto che le violenze delle
milizie contrapposte hanno assunto
anche un carattere di intolleranza
religiosa e che musulmani e cristiani
sono esposti a pericoli mortali.
Ad arginare le violenze non valso, finora, il dispiegamento di forze
internazionali, quelle della Misca, la
missione africana forte di seimila
uomini, e quelle di Parigi che che
ha inviato i duemila soldati della
missione Salgaris. Proprio ieri a
Bangui sono arrivati i primi uomini
della missione decisa dallUnione

Bambini nigeriani profughi in Camerun a causa delle violenze di Boko Haram (Afp)

ABUJA, 10. Decine di uomini armati hanno attaccato


questa notte un posto di polizia, un tribunale e una
banca nel nord della Nigeria, uccidendo sette poliziotti
e un civile. Le autorit locali hanno indicato come responsabili dellincursione i miliziani di Boko Haram, il
gruppo fondamentalista islamico da anni protagonista
di attacchi armati e attentati che hanno causato migliaia
di morti, soprattutto civili. Il raid, avvenuto nella citt
di Gwaram, nello Stato di Jigawa, iniziato alluna ed
continuato con uno scontro a fuoco durato diverse
ore tra assalitori e forze dellordine.

Protesta della popolazione libica contro i ripetuti episodi di violenza

Disobbedienza civile a Bengasi

Milizie armate nelle strade di Bengasi (Reuters)

Auspicate nuove relazioni militari


tra Stati Uniti e Cina
PECHINO, 10. Un nuovo modello di
relazioni militari tra Stati Uniti e
Cina. A invocarlo il presidente cinese, Xi Jinping, e il capo del Pentagono, Chuck Hagel. Ma al termine della delicata missione asiatica
del segretario alla Difesa americano, le posizioni tra Pechino e
Washington restano distanti.
Tutte le contraddizioni sono
emerse nel corso dellincontro tra
Hagel e il suo omologo cinese
Chang Wanquan. I colloqui hanno
messo in evidenza come a dominare
i rapporti tra Stati Uniti e Cina resti un atteggiamento di sospetto reciproco. Questo a dispetto dello
sforzo dei presidenti Barack Obama
e Xi Jinping, che pi volte hanno
sottolineato la necessit di aprire
una nuova era nelle relazioni tra
le due superpotenze mondiali.
Ma i rapporti bilaterali pi che
un momento di cooperazione continuano ad apparire come un mo-

europea. Si tratta di 55 gendarmi


francesi, andati ad affiancare i compatrioti della Salgaris. Un portavoce
del Governo di transizione centroafricano ha detto che il loro compito
mantenere la sicurezza e addestrare la polizia locale.
Proprio oggi, a quanto si appreso da fonti diplomatiche allOnu,
atteso il voto del Consiglio di sicurezza su una risoluzione che autorizza il dispiegamento di circa dodicimila caschi blu per ristabilire la sicurezza delle popolazioni nella Repubblica Centroafricana.
Il testo della risoluzione, presentato dalla Francia, prevede linvio di
diecimila soldati e 1.800 agenti di
polizia che comporranno la missione Minusca, destinata a subentrare
alla Misca.
Tuttavia, il dispiegamento previsto a partire dal 15 settembre, il che
lascia intatte le preoccupazioni per
una situazione che peggiora giorno
dopo giorno. Nellambito della nuova missione, comunque, potranno
essere inviati appena approvata la
risoluzione aiuti logistici (genio e
trasporti) alle forze internazionali
presenti nella Repubblica Centroafricana e destinate a essere integrate nella forza dellOnu, in particolare quelle africane, secondo uno
schema gi attuato in Mali.

mento di confronto. La Cina non


si far mai contenere, ha detto il
ministro della Difesa di Pechino,
accusando gli Stati Uniti di portare
avanti in Asia orientale e nel Pacifico una esplicita politica di contenimento
dellinfluenza
cinese
nellarea. Non faremo n compromessi n concessioni, e siamo pronti in qualunque momento a reagire
a qualunque tipo di minaccia o di
sfida, ha sottolineato Chang.
Il messaggio di Pechino chiaro,
ed teso a mettere in guardia
Washington su una serie di questioni, che vanno dal caso delle isole
Senkaku contese con il Giappone,
alla vendita di armi statunitensi a
Taiwan. Hagel, davanti alla stampa,
replica accusando Pechino di voler
destabilizzare larea con decisioni
come quella di creare uno spazio di
difesa aerea proprio sopra le Senkaku, generando tensioni che potrebbero sfociare in pericolosi conflitti.

TRIPOLI, 10. Continua per il quarto


giorno consecutivo lazione di disobbedienza civile nella citt di
Bengasi, dove gli abitanti protestano contro i ripetuti episodi di violenza che si verificano quotidianamente in Libia, ma soprattutto
nellest, e per chiedere le dimissioni
del Congresso generale nazionale
(Parlamento). Liniziativa, che sta
paralizzando la seconda citt libica,
stata indetta da organizzazioni
della societ civile, secondo cui lo
sciopero potrebbe durare diversi
giorni. Liniziativa ha raggiunto luned e marted anche la capitale, dove alcune arterie principali sono state bloccate al traffico, immobilizzando la circolazione. A Bengasi invece molti negozi hanno chiuso i
battenti e alcune strade sono state
chiuse. Numerosi anche gli impiegati del settore petrolifero, universit,
scuole e banche che starebbero scioperando per chiedere pi sicurezza
nella seconda citt libica. Intanto,
lesercito libico ha annunciato ieri
sera di aver preso il controllo di due
porti bloccati da luglio, in seguito a
un accordo concluso domenica scorsa con gli autonomisti che da nove
mesi si sono impossessati dei principali terminal petroliferi dellest del
Paese. Il portavoce dello stato maggiore, il colonnello Ali Al Chikhi,
ha annunciato la presa di controllo
dei porti di Zueitina e di Al Hariga,
per una capacit complessiva di
esportazione di 210.000 barili al
giorno.

Lo Stato di Jagawa era stato finora risparmiato dagli


attacchi di Boko Haram, attivo soprattutto in quelli del
Borno, dello Yobe e dellAdamawa, dove in vigore da
quasi un anno lo stato demergenza decretato dal presidente federale Goodluck Jonathan, che vi ha inviato
lesercito. Loperazione militare, peraltro, non ha portato ai risultati che il Governo di Abuja si prefiggeva e,
anzi, nellultimo anno sono nettamente aumentati le
violenze e il numero dei morti, oltre a quello dei civili
costretti a fuggire in cerca di scampo, anche oltre frontiera, in particolare nel Camerun.

Missione
di Ashton
in Egitto

Positivi colloqui
sul programma
nucleare iraniano

IL CAIRO, 10. Lalto responsabile


della Politica estera e di sicurezza
comune
dellUe,
Catherine
Ashton, giunta ieri sera al Cairo
per una visita di due giorni. Lo riferiscono i principali quotidiani
egiziani, precisando che la Ashton
incontrer nella giornata di oggi il
presidente egiziano ad interim,
Adly Mansour, il ministro degli
Esteri Nabil Fahmi, il segretario
generale della Lega araba, Nabil
El Arabi, e i due candidati alle
presidenziali, lex ministro della
Difesa, Abdel Fattah El Sissi e
Hamdine Sabahi.
Nel frattempo, la commissione
elettorale suprema dellEgitto ha
siglato un protocollo dintesa con
lUnione europea e la Lega araba
per il monitoraggio del processo
elettorale in vista delle presidenziali di maggio. Secondo lambasciatore James Moran, capo della
delegazione Ue al Cairo, Bruxelles
seguir per la prima volta le elezioni presidenziali egiziane e produrr un rapporto esaustivo sul
lintero processo.
Intanto, sono almeno 48 gli
estremisti arrestati ieri nel corso
delle manifestazioni organizzate
dai sostenitori dei Fratelli musulmani in varie citt egiziane. La
maggior parte degli arresti sono
stati effettuati al Cairo. Gli attivisti sono accusati di violenze e di
avere partecipato a manifestazioni
non autorizzate.

VIENNA, 10. Iran e le potenze del


gruppo cinque pi uno (i membri
permanenti del Consiglio di sicurezza dellOnu: Stati Uniti, Gran
Bretagna, Francia, Russia e Cina;
pi la Germania) hanno risolto tra
il 50 e il 60 per cento delle questioni sul tavolo dei negoziati sul
nucleare iraniano. Lo ha detto ieri
il ministro degli Esteri iraniano,
Mohammad Javad Zarif, al termine del terzo round della fase finale dei colloqui. Il ministro ha precisato che il nodo cruciale dellarricchimento delluranio tuttavia
fra le questioni ancora aperte. La
parte difficile si avvicina con linizio della redazione dellaccordo,
ha detto ancora il capo della diplomazia di Teheran.
Nel comunicato finale dei colloqui che si sono svolti a Vienna,
Zarif e lalto rappresentante della
Politica estera e di sicurezza comune dellUe, Catherine Ashton,
hanno sottolineato che con lincontro del 13 maggio si aprir
una fase successiva, nella quale
le delegazioni lavoreranno concretamente allaccordo che, nelle intenzioni delle parti, dovrebbe sostituire lintesa ad interim entrata
in vigore il 20 gennaio e valida sei
mesi. Zarif e Ashton, tuttavia, non
hanno nascosto che sar necessario molto lavoro per superare le
differenze che naturalmente ancora esistono in questa fase del processo.

Respinta la richiesta di collaborazione per indagare sui crimini di guerra

Braccio di ferro tra Sri Lanka e Onu


COLOMBO, 10. Il Governo dello Sri
Lanka ha respinto nuovamente la richiesta di collaborazione dellO nu
per indagare sui crimini di guerra
che sarebbero stati perpetrati nel
Paese asiatico durante il lungo conflitto tra le forze armate governative
e i ribelli separatisti di etnia tamil.
Ancora una volta, dunque, lEsecutivo di Colombo ha rifiutato ogni
forma di cooperazione con le Nazioni Unite, sostenendo lillegittimit dellAlto commissariato dellO nu
per i Diritti umani (Unhchr) nellintervenire nelle sue questioni interne.
Di conseguenza, non sar consentito lingresso nel Paese allAlto commissario Navi Pillay, incaricata
dallUnhchr di formare una commissione internazionale, autorizzata
dalla maggioranza degli Stati membri delle Nazioni Unite per fare luce
sui possibili crimini di guerra.

Lo ha confermato il ministro degli Esteri, Gamini Lakshman Peiris,


durante una conferenza stampa nella sede della capitale dellassociazione dei corrispondenti esteri.
La presa di posizione segue di
una settimana linvito del segretario
generale dellOnu, Ban Ki-moon, al
Governo srilankese di operare attivamente in cooperazione con i funzionari dellUnhchr, al fine di aderire alla risoluzione internazionale che
chiede agli ex contendenti ritenuti
responsabili entrambi delle terribili
violenze di fare chiarezza sulle
atrocit compiute, in particolare
contro la popolazione civile.
Lintervento del ministro arrivato dopo aspri scontri verbali tra
lOnu, il presidente srilankese,
Mahinda Rajapaksa, e altri esponenti dellEsecutivo rispecchia in
pieno le indicazioni del Governo,

che preferirebbe un processo interno, sostenendo, invece, che uninchiesta internazionale violerebbe la
sovranit dello Sri Lanka. Abbiamo una posizione chiara e non ci
assoggetteremo alla giurisdizione
del commissariato dellOnu ha ribadito Peiris, confermando, per, la
collaborazione con le agenzie delle
Nazioni Unite su sviluppo, sanit e
istruzione per quanti restano ancora
nello stato di profugo, a quasi cinque anni dalla fine del sanguinoso
conflitto interno.
Una pluridecennale guerra tra
forze governative e guerriglieri secessionisti delle Tigri per la liberazione dellEelam tamil che ha provocato oltre 100.000 morti, di cui
temono le organizzazioni internazionali ben 40.000 nelle ultime fasi
del conflitto (2009), in parte in aree
dichiarate sicure per i civili.

Tocca New Delhi


la maratona
del voto indiano
NEW DELHI, 10. La maratona elettorale indiana affronta oggi una
delle tappe pi importanti, con il
voto in 14 Stati e territori, fra cui
la capitale, New Delhi, Uttar
Pradesh (il pi popolato del Paese), Kerala, Maharashtra e Orissa.
Si vota anche nello Stato orientale
del Bihar, dove stamane due soldati sono stati uccisi da una mina,
probabilmente piazzata dai ribelli
maoisti. Sono in tutto 814 milioni
gli indiani chiamati alle urne per
questa lunga tornata elettorale,
che si aperta il 7 aprile e proseguir a tappe nei diversi Stati fino
al 12 maggio. I risultati saranno
resi noti il 16 maggio. A New Delhi potrebbe ottenere un buon risultato lAam Aadmi Party, il nuovo partito anticorruzione di Arvind Kejriwal.

LOSSERVATORE ROMANO

pagina 4

venerd 11 aprile 2014

Il complesso
si situa nel cuore di un fundus che
apparteneva probabilmente a Elena
la madre di Costantino

Si aprono al pubblico le catacombe dei Santi Pietro e Marcellino sulla via Casilina

La storia passa
per due tombe vuote
di FABRIZIO BISCONTI
sintomatico che proprio
nel giorno della Domenica delle palme, quando si
rievoca la festa e il giubilo per il trionfale ingresso
di Cristo in Gerusalemme, si apriranno al pubblico le catacombe dei
Santi Pietro e Marcellino, uno dei
complessi paleocristiani della Roma

Costantino. La grande tomba a


pianta centrale, con copertura cupolata, dove furono inserite anfore per
alleggerire la muratura (da cui la denominazione di Tor Pignattara
dellintero quartiere), accoglieva il
monumentale sarcofago porfiretico
con scene di battaglia, ora conservato ai Musei Vaticani.
Quel sarcofago e quel mausoleo
furono presumibilmente preparati
per la sepoltura di Costantino che,

Cubicolo dei santi eponimi nelle catacombe dei Santi Pietro e Marcellino (V secolo)

sotterranea pi significativi, per


quanto attiene la topografia religiosa
del suburbio nei secoli della tarda
antichit.
Le catacombe cristiane, in realt,
rappresentano soltanto una porzione, sia pure estremamente estesa, del
complesso monumentale, dal quale
emerge, con tutta la sua mole, il
mausoleo di santElena, madre di

per, come noto, decise di essere


tumulato, assieme alle reliquie degli
apostoli, nellApostoleion di Costantinopoli.
Il mausoleo agganciato a una
basilica circiforme, uno di quegli
edifici, ideati e sfruttati al tempo dei
Costantinidi, per accogliere le sepolture dei cristiani che volevano essere
tumulati presso il santuario dei mar-

tiri eponimi Pietro e Marcellino, sepolti nelle catacombe sottostanti.


Durante gli ultimi venti anni, il
mausoleo e le catacombe sono stati
interessati da un sistematico intervento di restauro guidato rispettivamente dalla Soprintendenza Speciale
per i Beni Archeologici di Roma e
dalla Pontificia Commissione di Archeologia Sacra, che hanno anche
curato la creazione di un museo, sistemato allinterno della piccola
chiesa fatta erigere nel 1632 allinterno del mausoleo.
Con una convenzione, la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra ha incaricato la parrocchia dei
santi Pietro e Marcellino ad duas
lauros che ha sede nella grande
chiesa moderna realizzata da Pio XI,
che fa capo alla Congregazione della
Scuola della Carit Istituto Cavanis
di gestire il pellegrinaggio, per ora
riservato alle giornate di sabato e
domenica. In quelloccasione sar
possibile visitare anche il rinnovato
mausoleo e il museo, che conta circa
duecento materiali archeologici e
plastici del complesso monumentale.
Questultimo, adiacente alla Villa
De Sanctis, aperta al pubblico dal
Comune di Roma anni addietro e
nota anche come Parco Casilino-Labicano, come si diceva, assume la
denominazione ad duas lauros o inter
duas lauros (presso i due allori),
secondo la definizione del Liber Pontificalis nella biografia di Papa Silvestro (314-335), dove si fa riferimento
anche alle enormi donazioni che
limperatore della tolleranza destin
alla basilica labicana. Il complesso si
situa nel cuore di un fundus o di un
ager appartenente com probabile
alla stessa Elena, che, com noto,
ebbe un ruolo importante nella definizione topografica della Roma Costantiniana, anche con la costruzione
della Chiesa di Santa Croce in Gerusalemme, la basilica memoriale che
conserva le reliquie della Santa croce, recuperate dalla madre dellimperatore.
Limportante sito archeologico si
situa proprio sul cimitero degli equites singulares, le guardie a cavallo
dellimperatore che, in occasione
della battaglia di Ponte Milvio, si
schierarono con Massenzio. Questi
militari subirono una damnatio memoriae, per cui le stele delle loro
tombe furono disperse, anche se
molte di queste saranno visibili, da
domenica prossima, nelle catacombe
e nel nuovo museo.
I pellegrini, che si recarono presso
il santuario labicano, gi meta privilegiata dei devoti che vi giungevano

Il Mausoleo di Elena (IV secolo)

in massa sin nellalto medioevo presso i meandri ipogei del complesso


catacombale, arriveranno dinnanzi
alla tomba dei due martiri Pietro e
Marcellino, ucciso durante la persecuzione di Diocleziano (284-305), il
2 giugno del 303. Presso i loro sepolcri, il Papa Damaso fece sistemare una iscrizione, oggi perduta, ma
nota dalle sillogi medievali. Il testo
estremamente suggestivo, in quanto il Papa agiografo ricorda che lo

ch la loro tomba rimanesse ignota;


condotti presso il luogo del supplizio, i martiri prepararono da soli la
propria fossa nella quale rimasero
finch una certa Lucilla si preoccup
di trasferirli nei due loculi della catacomba del III miglio sulla via Labicana (postea commoditam vestra pietate Lucillam hic placuisse magis
sanctissima condere membra).
Ora che la catacomba riaperta al
pubblico, i visitatori potranno vedere le due tombe vuote,
in quanto nel IX secolo
le reliquie dei due marIl giudice aveva ordinato
tiri furono presumibilmente trasferite in Gerdi condurre i due martiri in un bosco
mania. I pellegrini dei
dove dovevano essere decapitati e sepolti
nostri giorni percorrono liter ad sanctos seaffinch la tomba rimanesse ignota
guito dai devoti del
E una certa Lucilla recuper i corpi
passato che hanno lasciato i graffiti per testimoniare la loro frestesso carnefice dei due testimoni quentazione del sito archeologico,
della fede aveva raccontato a Dama- che rappresentava la meta ultima di
so, allora bambino, la dinamica viaggi lunghissimi. Nelle pareti sono
dellesecuzione (percussor retulit Da- stati infatti riconosciuti i nomi di crimaso mihi, cum puer esset). Secondo stiani provenienti anche dallestremo
la narrazione damasiana, il giudice nord-Europa, anche in lettere runiaveva ordinato al boia di condurre i che.
due martiri in una selva dove doveI visitatori potranno anche ammivano essere decapitati e sepolti affin- rare un grande affresco, uno degli

Il Louvre rinuncia a Bisanzio


Sarebbe bello creare al
Louvre un dipartimento dedicato interamente allarte
dei
cristiani
dO riente,
dallimpero
bizantino
al
mondo slavo: lutilit e la
fattibilit di questo progetto
erano
state
confermate
dallaugurio di Nicolas Sarkozy, il 7 gennaio di quattro
anni fa. Lallora presidente
del museo parigino, Henry
Loyrette, si era detto estremamente favorevole alliniziativa; Abbiamo delle collezioni notevolissime, non
sufficientemente valorizzate
aveva confermato nellintervista rilasciata al quotidiano
francese la Croix il 15
marzo del 2011.
Ma il riallestimento del
nono dipartimento del Louvre, in programma per questanno, non si far; avranno
la precedenza i lavori per
migliorare gli spazi dedicati

Particolare dellAvorio Barberini (VI secolo)

allaccoglienza dei visitatori


e delle scolaresche e per
riorganizzare le sale di arte
romana ed etrusca. Tra gli
studiosi e gli storici dellarte
grande il rammarico per
lannullamento di un progetto che avrebbe raggruppato
undicimila oggetti, di cui
diecimila pezzi copti e un
migliaio di oggetti bizantini,
attualmente disseminati nelle
varie sezioni del museo o
ancora chiusi nei magazzini.
A denunciarlo una lettera
aperta inviata al quotidiano
la Croix da Marie-Hlne
Rutschowscaya gi responsabile
della
sezione
copta del Louvre e tra i
massimi studiosi dei tesori
del cristianesimo dO riente
che sostiene che questa scelta sia stata determinata da
un forte pregiudizio culturale laicista.

ottanta che sono stati restaurati dalla


Pontificia Commissione di archeologia sacra, con laiuto concreto
dellAzerbaijan, che ha offerto un
contributo consistente, per interessamento diretto del presidente della
Commissione, il cardinale Gianfranco Ravasi. Questa pittura mostra il
Cristo, Pietro, Paolo insieme a Pietro, Marcellino, Tiburzio e Gorgonio, ossia tutti i martiri sepolti nel
cimitero. Siamo nel 410, Roma saccheggiata e la citt avverte un trauma pari a quello che, ai nostri giorni, ha provocato il crollo delle Torri
gemelle. Ma le catacombe, abbandonate per quanto attiene la funzione
funeraria, continuano a essere meta
di un pellegrinaggio infinito, che
giunge sino ai nostri giorni.
per questo, che il complesso
monumentale, che si incastona come
un gioiello prezioso nel grande Municipio V di Roma Capitale, torna a
splendere per la sinergia di tante
istituzioni e anche per la sensibilit
del Capitolo della basilica di San
Giovanni in Laterano, che ha saputo
superare gli ultimi ostacoli affinch
si concretizzasse lauspicio formulato
da molti enti, personalit della cultura e del popolo di Dio.

Una nuova forma


di sfruttamento delle donne
Pubblichiamo integralmente un articolo apparso su Il Messaggero del 10 aprile.
di LUCETTA SCARAFFIA
La sentenza della Consulta sulla possibilit
di praticare linseminazione eterologa va letta con quella del tribunale milanese che ha
assolto una coppia che ha una figlia concepita in India, con il gamete paterno ma
lovulo comprato, cos come comprato
stato lutero che ha permesso la gravidanza.
Ovviamente, dato che la bambina nata, e
che ha quasi due anni, sarebbe stato crudele strappare la figlia a coloro che lhanno
allevata e imporre ladozione, cosa che la
legge avrebbe previsto in caso di condanna
di pratiche non permesse dalla legge italiana. Quindi i giudici si sono trovati in una
situazione che, per piet, costringeva in un
certo senso allassoluzione. Non si tratta di
giustizia, per, ma di una forzatura della
giustizia.
Diversa invece la sentenza della Corte costituzionale, che ha legiferato sul diritto
astratto di inseminazione eterologa, proibita
dalla legge 40. Ma le due sentenze hanno
in comune la stessa tendenza ad accettare il
fatto compiuto, cio entrambe hanno confermato lidea, purtroppo molto diffusa, che
le possibilit bio-tecnologiche nel campo
della fecondazione assistita vadano accettate
per il solo fatto che esistono, e che sono efficaci per risolvere dei problemi. In questi
casi il problema la sterilit, nel caso milanese aggravata dallet della madre: nessuna
donna normale, infatti, anche se non stata
sottoposta a cure anti-tumorali, riesce a
concepire e molto probabilmente ad affrontare una gravidanza a 54 anni.
Il fatto che tutti i giornali, narrando
lepisodio, abbiano insistito sulle cure tumorali, sorvolando sullet avanzata come
se non costituisse problema, una spia significativa del fatto che ormai non vogliamo pi accettare nessun tipo di limite naturale, che lo consideriamo addirittura insignificante. Lunica cosa che conta che la
scienza ci permetta di farlo: come se gli
strumenti usati dalla scienza per realizzare i
desideri degli esseri umani fossero sempre
neutri, e i desideri per il solo fatto di esistere legittimi. In sostanza, prevale la
morale imposta dalla tecnologia: si fa tutto
quello che si pu fare, e noi dobbiamo
adattarci alle possibilit della tecnica, piut-

tosto che padroneggiarle in base a scelte


morali. Ladattarsi al progresso diviene un
criterio morale, lunico criterio riconosciuto,
generando una confusione costante fra bene
e benessere.
Si tratta di problemi gravi: purtroppo per nel nostro Paese una vera discussione su
questi temi non si pu aprire perch la polarizzazione politica e anche quella fra laici
e cattolici troppo forte per consentire un
terreno comune di confronto. Ben diversa
la situazione francese, in cui per esempio la
filosofa progressista e laica Sylviane Agacinski, proprio a proposito di questi temi, ha
messo in guardia contro il pericolo di creare
una nuova schiavit delle donne povere,
costrette a vendere il loro corpo o sotto forma di ovuli o come utero, in nome della
libert e della realizzazione di persone

Ladattarsi al progresso
diviene lunico criterio morale riconosciuto
Generando una confusione costante
fra bene e benessere

ricche che non sanno, o non vogliono, accettare la frustrazione di un desiderio.


Persone che preferiscono non sapere che
la donazione degli ovuli richiede un intervento chirurgico, preceduto da un pesante trattamento ormonale che sar fonte di
squilibri per tutta la loro vita futura. Che in
India le donne che vendono lutero sono
costrette, per tutto il periodo della gravidanza, a vivere in case sorvegliate, per controllare che le condizioni igieniche siano decenti e lalimentazione sufficiente, e non
possono tornare dalla loro famiglia, dove
spesso hanno lasciato bambini piccoli. Cio
che sono trattate come animali da allevamento e non da esseri umani, per pochi
soldi, per di pi. La libert di superare un
limite quello della sterilit che spesso
solamente conseguenza dellet si realizza
attraverso loppressione di altre donne, ovviamente povere. veramente incredibile
vedere che molti in primo luogo i radicali
si vantino di questo successo senza vedere che frutto di una nuova forma di sfruttamento.

LOSSERVATORE ROMANO

venerd 11 aprile 2014

pagina 5

Papa Roncalli con Giacomo Manz


in una foto del 1960

Nellanniversario dellenciclica Pacem in terris

di LORIS FRANCESCO CAPOVILLA


iamo debitori anche a Giovanni XXIII se nel trambusto di vicende calamitose
teniamo sollevata sopra le
nostre teste la lampada
della speranza, la piccola bambina
che sembra trascinata dalla fede e
dalla carit sue sorelle maggiori,
mentre lei, la piccina, che le alimenta e le sospinge (Charles Pguy); grazie anche a lui se ci consentito presagire la riconciliazione
delle genti e operare con decisione
perch vengano riconosciuti e tutelati i diritti inalienabili della persona;
se abbiamo appreso a leggere pi attentamente i segni dei tempi.
Dobbiamo anche a lui il dono di
camminare con la Chiesa non sconsolati, quasi di fronte a una stele funeraria, n solo abbagliati dinanzi ai
prodigi seducenti della scienza e della tecnica, non essendo semplicemente cultori di benessere comunque ottenuto. Siamo coltivatori di
un giardino destinato a perenne fioritura, bramosi di dissetarci allantica fontana del villaggio che d lacqua alle generazioni di oggi, come la
diede a quelle del passato (Discorsi
messaggi colloqui del Santo Padre Giovanni XXIII, Poliglotta Vaticana, volume III, p. 9).
Risaliamo agli albori del secolo
ventesimo. L11 agosto 1904, il giovane Angelo Giuseppe Roncalli ordinato prete a Roma il giorno prima,
scende nelle Grotte Vaticane, accompagnato dal vice rettore del seminario romano e da alcuni condiscepoli
e celebra la prima messa nella Cappella Clementina, la pi prossima al
sepolcro del Principe degli apostoli.
Depone sulla mensa il memoriale
della sua ordinazione, con cui chiede
per s, fervore apostolico; per i
suoi congiunti ed amici, doni celesti;
per la Chiesa universale, unit, libert e pace. Egli conta 22 anni e 8 mesi. Bergamasco, figlio di coltivatori
della terra, quartogenito di tredici figli, sbocciato al sole durante il
pontificato di Leone XIII; educato
dai familiari in fide et gratia, cresciuto nel grembo della povert con-

Due occhi
e un sorriso

tenta e benedetta, avviato sulle vie


timor
Domini,
dellonest,
del
dellobbedienza, del lavoro; sin da
ragazzo, malgrado gli accesi conflitti
ideologici e le condizioni fatte dai
governi di allora alla Chiesa e ai cattolici, egli leale cittadino dItalia,
conosciuta ed amata, tramite Il Bel
Paese di Antonio Stoppani. dottore in sacra teologia. Nessuno dei
congiunti gli sta accanto, perch le
condizioni economiche della famiglia non hanno consentito lacquisto
del biglietto ferroviario Bergamo
Roma e ritorno.
Chi lo incontra rimane conquistato dal suo aspetto di giovane intelligente, riservato, tranquillo. Si dir di
lui: due occhi e un sorriso. Tale apparve ai romani e al mondo alle
18.20 del 28 ottobre 1958, sulla loggia centrale di San Pietro. S: due
occhi e un sorriso.
Questo in verit non bastava per
prendere in mano il timone della
barca nellera dei voli spaziali, del
mondo spaccato in due a Yalta, della
lotta forsennata al sacro, del ritorno
degli idoli, della crudele indifferenza
innanzi ai drammi della miseria economica, dellanalfabetismo, delle
malattie endemiche, delle ingiustizie
strutturali, dei mercati di droghe e
di armi. Lo sappiamo, non bastava.
Ma due occhi limpidi e il sorriso in-

Energia e giustizia secondo la

ventesimo non dissimile da quella


riservata a Jorge Mario Bergoglio il
13 marzo 2013. Allannuncio dellHabemus Papam il 28 ottobre 1958 molti
evocarono il quarto vangelo: Venne
un uomo mandato da Dio e il suo
nome era Giovanni (Giovanni, 1, 6):
venne e i suoi lo ricevettero, magari
non tutti, non subito.
Allinterrogativo di allora e di
nocente sul volto di un vegliardo
adesso su chi fosse e cosa avesse in
non immalinconito erano segni foriemente Giovanni XXIII rispondono il
ri di novit evangelica.
suo Giornale dellanima e i testi comLa sera del 28 ottobre 1958, quepleti della sua attivit di studioso, di
stuomo, questo prete, apparendo sui
teleschermi avrebbe potuto declamapastore sollecito, di padre universale,
re la cronaca nitidamente stilata 54
mentre nel libro del Siracide scopriaanni innanzi risalendo dalle Grotte
mo la sua scheda
Vaticane, con cuore gonfio di comanagrafica con la
mozione, con la mente aperta sui vatraccia del suo destiUnit,
libert
e
pace
sti orizzonti missionari ed ecumenino, accostata a quelci: Tra i sentimenti, di cui il cuore
la di Samuele, lingesono il leitmotiv della teologia pastorale
riboccava, questo dominava su tutti,
nuo
fanciullo
in
XXIII
di
Papa
Giovanni
di un grande amore alla Chiesa, alla
ascolto di Dio, il sacausa di Cristo, del Papa; di una detrasparente dalla prima allultima enciclica
cerdote attento alle
dizione totale dellessere mio a serviilluminazioni
che
zio di Ges e della Chiesa; di un
vengono
dallalto:
proposito, di un sacro giuramento di
Samuele, caro al Sifedelt alla Cattedra di Pietro, di la- presidente del concilio Vaticano II; gnore, per la sua fedelt fu riconovoro instancabile per le anime. Ma nella terza, sul lato destro della Cap- sciuto profeta. Si riconobbe che egli
quel giuramento che riceveva una pella della Presentazione, accanto era fedele nelle sue parole e aveva
sua propria consacrazione dal luogo allaltare di Pio X, in atto di accorre- veduto il Dio della luce. Invoc il
dove io ero, dallatto che io compire, coi vescovi, verso le frontiere del- Signore onnipotente mentre i nemici
vo, dalle circostanze che laccompala carit: samaritano compassionevo- lo stringevano da tutte le parti. Prignavano, lo tengo qui vivo ancora e
ma dellora del suo eterno sonno,
palpitante nel cuore pi che la pen- le (Luca, 10, 33).
Ripercorro uno ad uno i giorni cos attest davanti al Signore e al
na non valga a descriverlo. Come
suo Messia: Denari e neanche dei
dissi al Signore sulla tomba di san del suo servizio petrino, carichi di sandali da alcun vivente ho accettaPietro: Signore, tu sai tutto: tu sai novit e sorprese: momenti di stupo- to e nessuno pot contraddirlo.
re,
di
ansia,
di
preoccupazioni,
di
che ti voglio bene (Giovanni, 21, 17).
Perfino dopo la sua morte profetizUscii di l come trasognato. I pon- speranze. Rivedo levento del primo
z, predicendo al re la sua fine; antefici di marmo e di bronzo disposti incontro col Popolo Romano. Labche dal sepolcro lev ancora la voce
lungo la basilica pareva mi guardas- braccio commovente si ripete a ogni
per allontanare in una profezia linisero dai loro sepolcri con una signi- elezione. Laccoglienza dei romani a
quit del popolo (46, 16-23).
ficazione nuova in quel d, come ad Giuseppe Sarto agli inizi del secolo
Commenta liricamente il brano biblico Walter Lippman,
opinionista statunitense:
Il regno di Papa Giovanni stato una
meraviglia,
tanto
dottrina sociale della Chiesa
pi stupefacente
ove si pensi come egli sia riuscito a essere
cos profondamente amato
in mezzo alle
quello della scienza e della ri- ciale della Chiesa una tale
acri inimicizie
cerca, e con il sostegno delle proposta va necessariamente
del
nostro
modulata secondo termini di
virt civiche.
tempo. un
Purtroppo queste sono po- sussidiariet. E, comunque, la
miracolo moco riconosciute e valorizzate governance internazionale deve
derno che una
dalle lite dominanti. E cos, i essere in grado di agire laddopersona
abbia
rappresentanti dei cittadini e ve le complesse problematiche
potuto superare
le classi dirigenti spesso non transfrontaliere o la limitateztutte
le
barriere
di
za
di
un
singolo
Stato
rendosanno rinunciare a interessi
classe, di casta, di
economici immediati o a uti- no particolarmente difficile il
colore, di razza per
lizzi senza controlli, che fini- perseguimento di uno sviluptoccare i cuori di tutti i
scono per umiliare la dignit po sostenibile per lambiente e
popoli. Nulla di simile si
la famiglia umana.
dei pi deboli.
era mai avverato, almeno
Tale governance dovr essere
Va superata la prospettiva
nellepoca moderna (New York
creata
e
sostenuta
dalla
volonnefasta del feticismo del denaHerald, 7 giugno 1963).
ro, di uneconomia dellesclu- t politica dei vari Governi,
Ancora non ci rendiamo conto
sione, incentrata sulla cultura dotata di mezzi adeguati per
che nel quinquennio giovanneo,
dellavere e dello scarto, per
quasi inavvertitamente, qualcosa si
assumere, invece, quella di
mise in moto ed ispir un rivolgiuneconomia dellinclusione,
mento positivo ad intra e ad extra di
specie dei pi poveri, guidata
notevoli proporzioni, nel senso di
dalla logica del dono e dal
dilatazione del respiro contemplativo
principio della gratuit.
e di dimensione apostolica della
Anticipiamo parte
Si tratta di riordinare e riChiesa di Cristo.
dellintervento che il vescovo
strutturare eticamente lattuale
Noi diciamo con parole grosse
segretario del Pontificio
economia che in molti suoi
piccole cose; egli ha detto con poveConsiglio della giustizia e
ambiti guidata dallideologia
re parole cose grandi e ha tratteggiadella pace tiene l11 aprile a
dellautonomia assoluta dei
to coi suoi gesti da antico vegliardo,
Roma per la presentazione del
mercati e della speculazione
innamorato del passato, le linee
libro Energia, Giustizia e Pace
finanziaria. Dal superamento
maestre dellavvenire (Ernesto Bal(Citt del Vaticano, Libreria
di simili paradigmi culturali
ducci, Papa Giovanni, Vallecchi 1964,
Editrice Vaticana, 2013, pagine
non potranno che esserci bep. 129).
152, euro 14) pubblicato a cura
nefiche ripercussioni nel camRisento la voce autorevole del cardallo stesso dicastero.
po della gestione dellenergia.
dinale Montini allindomani della
In primo luogo, lattenzione
morte di Papa Giovanni: Difficile
ai pi svantaggiati rispetto
arte quella della profezia, ma in queallaccesso allenergia indisto momento essa sembra rendersi
spensabile al loro sviluppo in- lo svolgimento del loro compi facile e quasi obbligante nellevitegrale. In secondo luogo, pito, e pensata in modo da
denza di alcune premesse poste dal
lattenzione ai mutamenti che poter cooperare agilmente con
Papa di cui piangiamo la morte.
ci comporta per le societ,
altre strutture internazionali
Giovanni ha segnato alcune traiettoper lo sviluppo economico,
sulle attivit connesse allenerrie al nostro cammino, che sar saper gli accordi commerciali,
pienza non solo ricordare, ma seguiper le priorit nella ricerca. gia.
Gli
obiettivi
connessi
alla
re (7 giugno 1963).
Un
nuovo
paradigma
Abbiamo capito continua Baldellenergia postula un nuovo questione energetica possono
ducci che quel progressismo, di
paradigma culturale, sociale e essere raggiunti mediante una
grande
opera
di
educazione
cui eravamo infetti, toglieva la pace
politico.
a noi e agli altri, non perch fosse
Nellattuale contesto di un alla responsabilit ecologica.
religioni,
promovendo
davvero conoscenza delle leggi del
mondo globalizzato e sempre Le
progresso, ma perch tentava le vie
pi interdipendente non va lapertura alla trascendenza, vi
dellavvenire senza averne le chiavi.
dimenticata lesigenza di nuo- contribuiranno inculcando il
Al suo confronto ci siamo sentiti tutve istituzioni sul piano inter- rispetto per la natura e il sennazionale. Per la Dottrina so- so della giustizia.
ti un po vecchi e maldestri: le stesse
infondermi coraggio e grande fiducia (Giornale dellanima, 446).
Pontefici di marmo e di bronzo!
Adesso, tra loro, c anche lui.
Sullaltare di san Girolamo della Basilica Vaticana riposano le sue spoglie; nel tempio augusto splendono
tre immagini di lui, due di Giacomo
Manz, una di Emilio Greco: nella
prima, sul quarto pannello minore
della Porta della Morte (battente sinistro esterno), egli appare in preghiera: Uomo di Dio (1 Timoteo,
6,11); nella seconda, sulla fascia interna della stessa porta, seduto su
piccolo seggio: Vicario di Cristo,

cose che noi avevamo pensato con


orgoglio, egli le ha fatte con semplicit e con sovrabbondanza di coraggio (Balducci, ibidem).
Questo pot accadere perch
quelluomo, sacerdote e pastore, viveva ed agiva dentro la luce di Dio,
pienamente abbandonato in lui, felicemente rivestito con la dalmatica
della tradizione.
Dai viottoli polverosi di Sotto il
Monte Angelo Giuseppe Roncalli
approd alle rive del Tevere, a riprendere e dilatare i princpi e i valori dellunit e della libert, premesse necessarie per avviare il dialogo
sulla pace: La pace del Papa non
semplice augurio cortese, non neppur un insegnamento dottrinale preciso e documentario; una concezione della vita e della civilt; per
noi un comandamento ed un impegno, che potremmo tradurre cos: La
pace non si gode, ma si costruisce, si
crea (Giovanni Battista Montini, 1
giugno 1963).
Giovanni XXIII non si identifica
unicamente con luno o laltro dei
suoi atti pontificali e dei suoi documenti magisteriali, derivati dalla dottrina rivelata e dalla bimillenaria sapienza della Chiesa, dacch egli volle essere e fu tutto intero una lettera di Cristo [allumanit] scritta non
con inchiostro, ma con lo Spirito del
Dio vivente, non su tavole di pietra,
ma sulla tavola di carne del suo cuore (2 Corinzi, 3, 2-3).
Port linfanzia spirituale, due occhi e un sorriso, sul soglio di Pietro.
Disse di s: La mia persona conta
niente. un fratello che parla a voi;
un fratello divenuto padre per vo-

Sviluppo sostenibile
di MARIO TOSO
Data la complessit della questione energetica, la Dottrina
sociale della Chiesa reputa
che essa possa essere adeguatamente affrontata, interpretata e risolta sulla base di una
sintesi di saperi, ossia di un
approccio
interdisciplinare:
scientifico, economico, ambientale, geopolitico, sociale,
religioso. La produzione, la
distribuzione, laccesso e il
consumo dellenergia a livello

individuale e collettivo, locale


e globale, sono, infatti, caratterizzati da problemi tecnici,
strutturali e istituzionali, nonch culturali. Detto altrimenti,
sono dipendenti e condizionati dal modello di sviluppo dei
Paesi, dagli squilibri territoriali, da diseguaglianze sul piano
tecnologico, dalle aspre competizioni e dalle forti conflittualit per il controllo delle
stesse risorse, da scambi commerciali non sempre equi, da
speculazioni finanziarie onni-

vore, da deficienze nelle infrastrutture, nelle risorse monetarie, nellinnovazione, e da fenomeni di corruzione e cattiva
governance, sul piano nazionale ed internazionale.
La questione dellenergia ,
peraltro, interconnessa e interdipendente con altre questioni
non meno rilevanti e decisive
per la vita e la sua qualit, come: la salvaguardia dellambiente, la sostenibilit delle
citt, la sicurezza alimentare,
luso del nucleare civile o pacifico, i modelli di
sviluppo economico,
la pace.
Secondo la Dottrina sociale della
Chiesa, in vista della
realizzazione
della
pace,
comprensiva
di tanti altri beni,
necessario
che
lenergia sia pensata,
prodotta, distribuita,
usata secondo un
nuovo
paradigma.
Un paradigma che
ne valuti la particolare densit antropologica e la consideri
bene a destinazione
universale, per la
realizzazione del bene comune mondiale, ossia del bene dei
popoli,
implicante
solidariet, sostenibilit dello sviluppo e inclusivit per tutti.
Il paradigma dellenergia
come bene a destinazione universale, che devessere accessibile a tutti e fruibile secondo
la regola della giustizia e della
connessa carit, comanda nuovi comportamenti da parte di
tutti, basati sulla responsabilit, sulla solidariet, sulla sussidiariet, sullo sviluppo integrale dei popoli. In particolare, il mondo della politica dovrebbe agire di concerto con

Il libro

Giacomo Manz, medaglia con il motto


di Giovanni XXIII (1960)

lont di Nostro Signore. Ma tuttinsieme, paternit e fraternit, grazia


di Dio: tutto, tutto (11 ottobre
1962).
Unit, libert e pace sono il Leitmotiv della sua teologia pastorale e
del servizio papale, delle sue intuizioni apostoliche, trasparente nella
prima enciclica Ad Petri cathedram
(29 giugno 1959) e nellultima Pacem
in terris (11 aprile 1963), con sottolineature che esigono riconsiderazione: Lerrante sempre ed anzitutto
un essere umano e conserva, in ogni
caso, la sua dignit di persona e va
sempre considerato e trattato come
si conviene a tanta dignit. Inoltre
in ogni essere umano non si spegne
mai lesigenza, congenita alla sua natura, di spezzare gli schemi dellerrore per aprirsi alla conoscenza della
verit. E lazione di Dio in lui non
viene mai meno (159).
Fonte della sua mansuetudine furono i testi biblici e patristici, la teologia della misericordia, la tradizione
dei concili (tutti, come afferm in
apertura del Vaticano II), da Nicea
al Vaticano I. Figlio della campagna,
ruminatore della parola, servo di
Dio e della Chiesa, amata oltre ogni
dire, indagatore di storie degli uomini, raccoglitore di spighe perch nulla andasse perduto, egli torna ad alimentare la lampada della speranza.

LOSSERVATORE ROMANO

pagina 6

venerd 11 aprile 2014

Papa Francesco alla comunit della Pontificia Universit Gregoriana e degli istituti consociati

Teologi
in ginocchio e a mente aperta
Con la mente aperta e in ginocchio.
Questo latteggiamento del teologo
consapevole della sua missione:
il teologo che si compiace del suo
pensiero completo e concluso un
mediocre e quello che non prega
finisce affondato nel suo narcisismo.
Lo ha detto Papa Francesco
alla comunit della Pontificia
Universit Gregoriana, ricevuta
in udienza gioved mattina, 10 aprile,
nellaula Paolo VI, insieme con
i membri dei consociati Pontificio
Istituto Biblico e Pontificio Istituto
Orientale.
Signori Cardinali,
venerati fratelli nellEpiscopato
e nel Sacerdozio,
carissimi fratelli e sorelle,
do il benvenuto a tutti voi, professori, studenti e personale non docente
della Pontificia Universit Gregoriana, del Pontificio Istituto Biblico e
del Pontificio Istituto Orientale. Saluto il Padre Nicols, il Padre Delegato, e tutti gli altri Superiori, come
pure i Cardinali e i Vescovi presenti.
Grazie!
Le Istituzioni a cui appartenete
riunite in Consorzio dal Papa Pio XI
nel 1928 , sono affidate alla Compagnia di Ges e condividono lo
stesso desiderio di militare per Iddio sotto il vessillo della Croce e servire soltanto il Signore e la Chiesa
Sua sposa, a disposizione del Romano Pontefice, Vicario di Cristo in
terra (Formula, 1). importante
che tra di esse si sviluppino la collaborazione e le sinergie, custodendo
la memoria storica e al tempo stesso
facendosi carico del presente e guardando al futuro il Padre Generale
diceva guardare lontano, verso
lorizzonte guardando al futuro
con creativit e immaginazione, cercando di avere una visione globale
della situazione e delle sfide attuali e
un modo condiviso di affrontarle,
trovando vie nuove senza paura.

Il primo aspetto che vorrei sottolineare pensando al vostro impegno,


sia come docenti che come studenti,
e come personale delle Istituzioni,
quello di valorizzare il luogo stesso in
cui vi trovate a lavorare e studiare,
cio la citt e soprattutto la Chiesa di
Roma. C un passato e c un presente. Ci sono le radici di fede: le
memorie degli Apostoli e dei Martiri; e c loggi ecclesiale, c il cammino attuale di questa Chiesa che
presiede alla carit, al servizio
dellunit e della universalit. Tutto
questo non va dato per scontato! Va

vissuto e valorizzato, con un impegno che in parte istituzionale e in


parte personale, lasciato alliniziativa di ciascuno.
Ma nello stesso tempo voi portate
qui la variet delle vostre Chiese di
provenienza, delle vostre culture.
Questa una delle ricchezze inestimabili delle istituzioni romane. Essa
offre una preziosa occasione di crescita nella fede e di apertura della
mente e del cuore allorizzonte della
cattolicit. Dentro questo orizzonte
la dialettica tra centro e periferie

Il saluto del preposito generale della compagnia di Ges

Sulle frontiere
stato il preposito generale della
compagnia di Ges, padre Adolfo
Nicols Pachn, a presentare a
Papa Francesco le comunit della
Pontificia Universit Gregoriana,
del Pontificio Istituto Biblico e
del Pontificio Istituto Orientale.
La storia di queste tre istituzioni,
ha detto rivolgendosi al Pontefice, ci ricorda che esse sono state
affidate alla compagnia di Ges
e noi abbiamo cercato di essere
fedeli, come ne siamo stati capaci,
alla missione originaria di servire
la Chiesa.
Siamo in contatto ha proseguito il preposito generale con
le frontiere dellumanit e del
mondo. E assicuriamo che, come parte del nostro servizio alla
Chiesa, vogliamo anche stare sulle frontiere della teologia, pronti
a osare e a guardare lontano nella
nostra riflessione teologica.
Infine, nel dirsi pronto ad
ascoltare le indicazioni del nostro padre Francesco, anche a
nome degli studenti il religioso

ha promesso di far entrare nelle


nostre aule scolastiche le realt
dei nostri popoli e delle nostre
culture. Per poi riportare ai nostri
popoli ha concluso la profondit del Vangelo e del Regno
di Dio.

assume una forma propria, cio la


forma evangelica, secondo la logica
di Dio che giunge al centro partendo dalla periferia e per tornare alla
periferia.
Laltro aspetto che volevo condividere quello del rapporto tra studio e
vita spirituale. Il vostro impegno intellettuale, nellinsegnamento e nella
ricerca, nello studio e nella pi ampia formazione, sar tanto pi fecondo ed efficace quanto pi sar animato dallamore a Cristo e alla Chiesa, quanto pi sar solida e armoniosa la relazione tra studio e preghiera. Questa non una cosa antica, questo il centro!
Questa una delle sfide del nostro tempo: trasmettere il sapere e
offrirne una chiave di comprensione
vitale, non un cumulo di nozioni
non collegate tra loro. C bisogno
di una vera ermeneutica evangelica
per capire meglio la vita, il mondo,
gli uomini, non di una sintesi ma di
una atmosfera spirituale di ricerca e
certezza basata sulle verit di ragione e di fede. La filosofia e la teologia permettono di acquisire le convinzioni che strutturano e fortificano
lintelligenza e illuminano la volon-

t... ma tutto questo fecondo solo


se lo si fa con la mente aperta e in
ginocchio. Il teologo che si compiace del suo pensiero completo e concluso un mediocre. Il buon teologo e filosofo ha un pensiero aperto,
cio incompleto, sempre aperto al
maius di Dio e della verit, sempre
in sviluppo, secondo quella legge
che san Vincenzo di Lerins descrive
cos: annis consolidetur, dilatetur
tempore, sublimetur aetate (Commonitorium primum, 23: PL 50, 668): si
consolida con gli anni, si dilata col
tempo, si approfondisce con let.
Questo il teologo che ha la mente
aperta. E il teologo che non prega e
che non adora Dio finisce affondato
nel pi disgustoso narcisismo. E
questa una malattia ecclesiastica.
Fa tanto male il narcisismo dei teologi, dei pensatori, disgustoso.
Il fine degli studi in ogni Universit pontificia ecclesiale. La ricerca
e lo studio vanno integrati con la vita personale e comunitaria, con limpegno missionario, con la carit fraterna e la condivisione con i poveri,
con la cura della vita interiore nel
rapporto con il Signore. I vostri Istituti non sono macchine per produrre
teologi e filosofi; sono comunit in
cui si cresce, e la crescita avviene
nella famiglia. Nella famiglia universitaria c il carisma di governo, affidato ai superiori, e c la diaconia
del personale non docente, che indispensabile per creare lambiente
familiare nella vita quotidiana, e anche per creare un atteggiamento di
umanit e di saggezza concreta, che
far degli studenti di oggi persone
capaci di costruire umanit, di trasmettere la verit in dimensione
umana, di sapere che se manca la

I vescovi di Stati Uniti e Messico sulle conseguenze della migrazione

Appello della Conferenza nazionale dei religiosi del Brasile

Famiglie disgregate

Pi missionari per lAmazzonia

LARED O, 10. la disgregazione


della famiglia il primo problema di
cui soffrono i migranti su entrambi
i lati del confine tra Messico e Stati
Uniti, e questo problema preoccupa
la Chiesa: lo ha affermato monsignor James Anthony Tamayo, vescovo di Laredo, il quale ha presieduto nei giorni scorsi una riunione
fra i presuli delle diocesi di confine,

tenutasi proprio nella citt di Laredo, in Texas.


Lincontro servito come occasione per denunciare, ancora una
volta, la mancanza di politiche migratorie integrali e il grave impatto
della migrazione sullunit familiare, dal momento che molti nuclei
vengono smembrati in seguito alle
retate, alle deportazioni di massa e
alla migrazione forzata. I bambini
sono quelli che subiscono maggiormente le conseguenze di questa disgregazione, quando vengono lasciati soli e, in alcuni casi, sono costretti a lavorare con turni massacranti per sostenere la famiglia che
ha perso uno dei genitori. Addirittura alcuni di essi devono lavorare

per ripagare il debito che i loro pap e fratelli maggiori hanno contratto con un trafficante che li doveva far uscire dal Paese.
I vescovi, esprimendo preoccupazione perch nelle comunit parrocchiali i migranti non vengono sufficientemente accolti n assistiti come fratelli nella stessa fede e membri della stessa famiglia, hanno ricordato a tutti coloro che si professano cristiani che nella Chiesa
nessuno straniero e nella Chiesa
non devono esistere frontiere.
Nellincontro di Laredo ha
spiegato monsignor Tamayo abbiamo parlato di questioni importanti in ambito pastorale, come la
preparazione e la celebrazione dei
sacramenti per le persone che vivono su entrambi i lati del confine,
che devono essere amministrati secondo le norme della Chiesa universale. Il vescovo di Laredo ha
inoltre ribadito e chiesto alle comunit che si trovano alle frontiere di
non escludere i migranti dalle varie
attivit svolte.
Lincontro, dopo tre giorni di lavoro e di approfondimento, si
concluso nella cattedrale di San
Agustn con una messa alla quale
hanno preso parte numerosi fedeli,
concelebrata dai vescovi partecipanti, provenienti dalle diocesi messicane di Matamoros, Nuevo Laredo,
Saltillo, Piedras Negras e Nuevo
Casas Grandes e dalle diocesi statunitensi di Brownsville, Laredo, San
Angelo e San Antonio.
Com noto, nei giorni scorsi il
cardinale Sean Patrick OMalley, arcivescovo di Boston, ha celebrato
una messa in Arizona, alla frontiera
con il Messico, durante la quale ha
ricordato gli oltre seimila morti registrati in quindici anni alla sola
frontiera di Nogales e che oggi, in
tutti gli Stati Uniti, ci sono quasi
undici milioni di persone senza documenti in attesa di un futuro.

BRASLIA, 10. Mancano missionari


per lAmazzonia: a lanciare lallarme
la Conferenza nazionale dei religiosi del Brasile (Crb), che nei giorni scorsi si riunita nella capitale.
Tra le tante problematiche affrontate
anche quella relativa alla carenza di
vocazioni che determina una diminuzione di presenze su tutti i fronti
di lavoro e di servizio.
Suor Maria Jos de Mesquita,
delle Figlie di SantAnna, segretaria
della Crb a Manaus, ha sottolineato
le sfide per la missione in Amazzonia e la necessit di religiosi e laici
generosi e disponibili a dare la vita
per servire le comunit che vivono
in questa zona.
Per la missione nella zona dei due
Stati di Amazonas e Roraima, i
missionari vengono da un altro Stato o da altri Paesi, ha detto la religiosa, la quale ha sottolineato che

nella regione ci sono quattro aree


molto isolate a causa delle dimensioni dei fiumi Rio Solimes e Rio
Negro. Ecco perch il territorio di
missione diviso per zone: Alto Solimes e Medio Solimes. E per
questo poter contare su missionari
in grado di aprirsi allinculturazione
per comprendere il linguaggio dei
popoli nativi, indigeni, quilombolas,
ribeirinhos e caboclo una grande
gioia.
Al centro dei lavori dunque le difficili sfide delle diverse realt locali,
segnate anche da problemi come i
disastri naturali, che lasciano vaste
aree inondate e le popolazioni in situazioni di calamit, come avviene
attualmente nel Nord del Brasile.
Tuttavia, tra i religiosi desta ancora
maggiore preoccupazione il continuo espandersi della tratta delle persone, fenomeno contro il quale l11

maggio prossimo a Recife in programma una importante manifestazione con lobiettivo di sensibilizzare lopinione pubblica contro questo
odioso crimine.
La lotta contro la tratta delle persone del resto un tema che coinvolge lintera Chiesa brasiliana. Non
a caso la campagna di Fraternit
2014, che si sta svolgendo in queste
settimane di Quaresima, affronta
proprio tale emergenza con lobiettivo di offrire informazioni adeguate
per una sempre pi efficace opera di
contrasto. Non solo, in vista dei
mondiali di calcio che si terranno in
Brasile dal 12 giugno al 13 luglio,
lepiscopato ha pubblicato un messaggio in cui, in tale prospettiva, si
invita ad aderire al progetto Coppa
della pace e alla campagna Gioca
per la vita e a denunciare il traffico
di esseri umani.

bont e la bellezza di appartenere a


una famiglia di lavoro si finisce per
essere un intellettuale senza talento,
un eticista senza bont, un pensatore
carente dello splendore della bellezza e solo truccato di formalismi. Il
contatto rispettoso e quotidiano con
la laboriosit e la testimonianza degli uomini e delle donne che lavorano nelle vostre Istituzioni vi dar
quella quota di realismo tanto necessaria affinch la vostra scienza sia
scienza umana e non di laboratorio.
Cari fratelli, affido ciascuno di
voi, il vostro studio e il vostro lavoro
allintercessione di Maria, Sedes Sapientiae, di santIgnazio di Loyola e
degli altri vostri santi Patroni. Vi benedico di cuore e prego per voi. Anche voi, per favore, pregate per me!
Grazie!
Adesso, prima di darvi la benedizione, vi invito a pregare la Madonna, la Madre, perch ci aiuti e ci custodisca. Ave Maria...

Lutti nellepiscopato
Monsignor Boniface Lele, arcivescovo emerito di Mombasa, in
Kenya, morto nel pomeriggio di
mercoled 9 aprile allet di 67 anni nellospedale in cui era ricoverato da alcuni giorni a causa di
problemi cardiaci e renali. Il compianto presule era nato a Kyangwithya, diocesi di Kitui, il 14
aprile 1947 ed era stato ordinato
sacerdote l8 dicembre 1974. Eletto a Kitui il 2 novembre 1995,
aveva ricevuto lordinazione episcopale il 2 febbraio 1996. Promosso alla sede arcivescovile di
Mombasa il 1 aprile 2005, aveva
rinunciato al governo pastorale il
1 novembre 2013. Le esequie saranno celebrate marted prossimo,
15 aprile, nella cattedrale di
Mombasa.
Sono stati celebrati marted 8
aprile, nella cattedrale di Saint
Andrew a Little Rock, Arkansas,
Stati Uniti dAmerica, i funerali
di monsignor Andrew Joseph
McDonald, vescovo emerito di
Little Rock. Il presule morto il
1 aprile scorso a Palatine, in Illinois, allet di novantanni.
Nato a Savannah il 24 ottobre
1923, era stato ordinato sacerdote
l8 maggio 1948. Eletto alla sede
di Little Rock il 4 luglio 1972,
aveva ricevuto lordinazione episcopale il successivo 5 settembre.
Aveva rinunciato al governo pastorale della diocesi il 4 gennaio
2000.

La Congregazione per le Chiese Orientali, unita nel cordoglio al Patriarca


Louis Raphael I Sako, al Sinodo e
allintera Chiesa Cattolica Caldea sparsa nel mondo, eleva fervide preghiere
per

Sua Beatitudine
Em.ma il Cardinale

EMMANUEL

III

DELLY

Patriarca emerito
di Babilonia dei Caldei
confermando, insieme al suffragio per la
sua anima, la supplica di pace e riconciliazione per lamata terra irachena, che
egli sempre am e serv generosamente.

LOSSERVATORE ROMANO

venerd 11 aprile 2014

pagina 7

Nel seno di Abramo


(XII secolo, dallHortus deliciarum
di Herrad di Landsberg)

Messa del Pontefice a Santa Marta

La dittatura
del pensiero unico

Il Papa ai partecipanti allincontro sulla tratta

Delitto contro lumanit


Le persone di buona volont vogliono gridare: basta!
La tratta di esseri umani una piaga nel corpo
dellumanit contemporanea, una piaga nella carne di
Cristo. un delitto contro lumanit. Lo ha ribadito Papa
Francesco questa mattina, gioved 10 aprile, incontrando,
nella Casina Pio IV in Vaticano, i partecipanti alla
Conferenza internazionale sulla tratta delle persone umane,
organizzata dalla Conferenza episcopale di Inghilterra e
Galles. Papa Francesco stato accolto al suo arrivo dal
vescovo Marcelo Snchez Sorondo, Presidente della
Pontificia Accademia delle Scienze Sociali che ha ospitato
Signori Cardinali,
cari Fratelli
illustri Signori e Signore,
saluto tutti voi che prendete parte a
questo incontro, il secondo convocato in Vaticano per collaborare insieme contro la tratta di esseri umani.

lincontro, e dal vescovo ausiliare di Southwark, Patrick


Lynch, responsabile dellorganizzazione della conferenza.
Prima di entrare nellAula magna della Pontificia
Accademia, si intrattenuto
con quattro donne vittime della tratta: una cilena, una
della Repubblica Ceca, unungherese e unargentina.
Quindi, dopo aver ascoltato un breve indirizzo di saluto
rivoltogli a nome dei presenti dal cardinale Vincent
Nichols, arcivescovo di Westminster, ha pronunciato il
seguente discorso.

Ringrazio il Cardinale Nichols e la


Conferenza Episcopale di Inghilterra e Galles per averlo promosso, e
la Pontificia Accademia delle Scienze Sociali per ospitarlo. un incontro, un incontro importante, ma
anche un gesto: un gesto della
Chiesa, un gesto delle persone di

Dalla parte
degli schiavi
di GIUSEPPE FIORENTINO
Sono passati centinaia di anni da
quando le navi negriere solcavano
gli oceani con il loro tragico carico. Eppure la schiavit, anche se
non pi ammessa dagli ordinamenti degli Stati, un fenomeno
molto lontano dallessere vinto.
Anzi, attualmente coinvolge molte
pi persone che in passato. Secondo gli ultimi dati forniti dal Global Slavery Index, alla fine dello
scorso anno erano quasi trenta milioni gli individui vittime del traffico di esseri umani in 162 Paesi.
Solo in India, la pi grande democrazia del mondo, ci sarebbero
quattordici milioni di persone ridotte in schiavit. Ma si commetterebbe un grosso errore a pensare
che il fenomeno non riguarda
lEuropa o altre regioni del cosiddetto primo mondo. Perch se
vero che i Paesi avanzati non sono territori di reclutamento, sono
certo luoghi di destinazione dei
moderni schiavi, che spesso finiscono per alimentare il mercato
della prostituzione o lavorare in
modo disumano in tante fabbriche
clandestine.
A sottolineare come la tragedia
della schiavit riguardi anche Paesi
e citt insospettabili stato il vescovo ausiliare di Southwark, Patrick K. Lynch, il quale prendendo la parola durante lincontro
promosso dalla Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles conclusosi oggi nella sede della Pontificia
accademia delle Scienze sociali in
Vaticano ha raccontato come,
quasi per caso, qualche anno fa sia
venuto a conoscenza della tragedia
di una sessantina di giovani donne
originarie delle Filippine, vittime
di una banda di trafficanti senza
scrupoli e sfruttate nel Regno Unito. Il presule, che ricopre lincarico
di presidente dellufficio per la Politica migratoria della Conferenza
episcopale, ha ricordato come
quella notizia fosse stata per lui
una vera e propria presa di coscienza e una spinta ad agire per
combattere il fenomeno.
E la questione di fondo che lincontro in Vaticano ha cercato di
analizzare stata proprio lindividuazione delle strategie per sconfiggere i trafficanti di esseri umani
e per recuperare alla dignit e alla
vita le persone vittime delle bande
criminali. In questa direzione

chiara la necessit di iniziative


complementari che riguardino sia i
Governi e le forze dellordine
rappresentati in buon numero
allincontro sia la Chiesa, soprattutto attraverso le congregazioni
religiose che della liberazione delle
schiave e degli schiavi hanno fatto
il loro particolare carisma.
La seconda e conclusiva giornata dellincontro aperta dal saluto
del cardinale Vincent Gerard Nichols, arcivescovo di Westminster
ha avuto come momenti qualificanti le drammatiche testimonianze di alcune giovani vittime della
tratta, e di due suore, Aurelia
Agredano, vice generale della congregazione spagnola delle Adoratrici, e Florence Nwaonuma, nigeriana appartenente alla congregazione delle sorelle del Sacro Cuore
di Ges.
Da tutte queste testimonianze
emerso un mondo fatto di violenze
e di squallore prima, ma anche di
apertura alla speranza, una volta
iniziato il percorso di recupero. La
cosa pi importante, hanno sottolineato le due religiose, accompagnare le giovani perch la loro
opera riguarda soprattutto donne
sottratte al racket della prostituzione nel loro cammino, senza correre il rischio che si sentano giudicate. un itinerario di condivisione, pi che di riabilitazione, che
scaturisce come ha sottolineato
la religiosa spagnola dalla consapevolezza che la liberazione
possibile, perch esiste un Liberatore la cui presenza tangibile nella vita di ognuno.
Altro grande impegno cercare
di evitare che le ragazze prendano
la via della schiavit. Perch, come
ha segnalato suor Florence Nwaonuma, in Nigeria molte donne si
affidano volontariamente (ma inconsapevolmente) alle bande di
trafficanti, abbagliate dalla falsa
promessa di una vita migliore.
Sempre secondo il Global Slavery
Index, nel mondo ci sono 740.000
nigeriani ridotti in schiavit e
dallAfrica viene il 60 per cento
delle donne straniere costrette alla
prostituzione in Italia. Ma anche
per loro pu esistere un futuro diverso e migliore. Come assicura la
storia di una donna del Darfur:
Giuseppina
Bakhita,
schiava
dalleta di sette anni e santa
dallottobre del 2000.

buona volont, che vuole gridare


Basta!:
La tratta di esseri umani una
piaga nel corpo dellumanit contemporanea, una piaga nella carne
di Cristo. un delitto contro lumanit. Il fatto di trovarci qui, per unire i nostri sforzi, significa che vogliamo che le strategie e le competenze siano accompagnate e rafforzate dalla compassione evangelica,
dalla prossimit agli uomini e alle
donne che sono vittime di questo
crimine.
Sono qui riunite autorit di polizia, impegnate soprattutto a contrastare questo triste fenomeno con gli
strumenti e il rigore della legge; e
insieme operatori umanitari, il cui
compito principale di offrire accoglienza, calore umano e possibilit
di riscatto alle vittime. Sono due
approcci diversi, ma che possono e
devono andare insieme. Dialogare e
confrontarsi a partire da questi due
approcci complementari molto importante. Per questo motivo incontri
come questo sono di grande utilit,
direi necessari.
Penso che un segno importante
il fatto che, a distanza di un anno
dal primo incontro, abbiate voluto
ritrovarvi, da tante parti del mondo,
per portare avanti un lavoro comune. Vi ringrazio molto di questa collaborazione e prego il Signore di
aiutarvi e la Vergine Santa di proteggervi. Grazie.

Anche oggi c la dittatura del


pensiero unico. Se non si pensa in
un determinato modo non si considerati moderni, aperti. E peggio
ancora quando alcuni governanti
chiedono un aiuto finanziario e si
sentono rispondere ma se tu vuoi
questo aiuto devi pensare cos e devi fare questa legge e quellaltra. Il
rischio del pensiero unico che mina
il rapporto con Dio stato al centro
dellomelia di Papa Francesco durante la messa celebrata gioved
mattina 10 aprile nella Casa Santa
Marta. Il fenomeno del pensiero
unico ha sempre causato disgrazie nella storia dellumanit ha affermato il Santo Padre ricordando
anche le tragedie delle dittature del
novecento. Ma, ha detto, si pu reagire: pregando e vigilando.
Riferendosi alle letture del giorno
il Papa ha sottolineato come la liturgia ci fa vedere la promessa di Dio
ad Abramo nostro padre. Il riferimento al passo della Genesi (17, 39) in cui Dio promette ad Abramo
che diventer padre di una moltitudine di nazioni. E il popolo di
Dio da quel momento ha spiegato
il Santo Padre ha incominciato a
camminare cercando di fare in modo di realizzare questa promessa, di
farla diventare realt. una promessa che, anche da parte di Abramo con Dio, ha la forma di alleanza. Dice infatti Dio ad Abramo:
Da parte tua devi osservare la mia
alleanza, tu e la tua discendenza dopo di te, di generazione in generazione. Si deve dunque osservare
lalleanza.
E cos, ha proseguito il Papa, si
capisce che i comandamenti non sono una legge fredda; i comandamenti sono nati da questo rapporto
damore, da questa promessa, da
questa alleanza. E, prendendo
spunto dal passo del Vangelo di
Giovanni (8, 51-59) proclamato nella
liturgia odierna, il Pontefice ha proseguito la sua riflessione indicando
che lo sbaglio di quei dottori della
legge che non erano buoni e volevano lapidare Ges in quel tempo
cerano per anche farisei e dottori
della legge buoni stato di staccare i comandamenti dalla promessa, dallalleanza. Cio staccare i
comandamenti dal cuore di Dio che
ha comandato ad Abramo di camminare sempre avanti.
Per Papa Francesco lerrore, lo
sbaglio di questa gente nasce dal
non aver capito la strada della speranza: credevano che con i comandamenti tutto era pieno, tutto era
compiuto. Ma i comandamenti
nati dallamore di questa fedelt di
Dio sono regole per andare avanti,

indicazioni per non sbagliare: ci


aiutano a camminare e a finire
nellincontro con Ges. Invece
questa gente della quale oggi parla
il Vangelo non sa collegare il compimento dei comandamenti con lalleanza di Dio con il loro padre Adamo. E ripetono di continuo ci sono leggi che dobbiamo osservare!.
Lo fanno perch hanno chiuso il
cuore, la loro mente chiusa a ogni
novit e anche a quello che avevano
promesso i profeti. Per loro vale
solo il discorso dobbiamo fare cos
e cos si deve andare avanti!.
Ecco, ha notato il Pontefice, il
dramma del cuore chiuso, il dramma della mente chiusa. E quando il
cuore chiuso, questo cuore chiude
la mente. E quando cuore e mente
sono chiusi non c posto per Dio.
S, ha spiegato il Papa, ci siamo
soltanto noi e per di pi convinti
nel dire che si deve fare solo quello che io credo, sicuri oltretutto di
fare esattamente quello che dicono
i comandamenti. Ma i comandamenti portano una promessa e i
profeti svegliano questa promessa.
Di fronte alla mente chiusa, per
Ges non possibile convincere,
non possibile dare un messaggio
di novit. Che poi non nuovo
ma quello che era stato promesso
dalla fedelt di Dio e dai profeti.
Eppure gli interlocutori di Ges
non capiscono: hanno la mente
chiusa, il pensiero chiuso, perch
nel loro egoismo, nei loro peccati,
hanno chiuso il proprio cuore. Il
loro, dunque, un pensiero chiuso
che non aperto al dialogo, alla
possibilit che ci sia unaltra cosa,
alla possibilit che Dio ci parli e ci
dica com il suo cammino, come ha
fatto con i profeti. Di sicuro, ha
aggiunto il Pontefice, questa gente
non aveva ascoltato i profeti e non
ascoltava Ges. La loro, per,
qualcosa di pi che una semplice testardaggine. No, di pi! lidolatria del proprio pensiero: io la penso cos, questo deve essere cos e
niente di pi!.
I farisei presentati oggi nel passo
evangelico avevano un pensiero
unico e volevano imporre questo
pensiero al popolo di Dio. Per questo Ges li rimprovera di caricare
sulle spalle del popolo tanti comandamenti. Rimprovera la loro incoerenza dovuta al loro pensiero: si
deve fare cos!. In questo modo
hanno una teologia che diviene
schiava di questo schema del pensiero unico. Finisce che non c
possibilit di dialogo, di aprirsi alle
novit che Dio porta con i profeti.
Del resto questa gente ha ucciso i

profeti e ha chiuso la porta alla


promessa di Dio.
Il fenomeno del pensiero unico
ha sempre causato disgrazie nella
storia dellumanit ha affermato il
Pontefice. Nel secolo scorso abbiamo visto tutti noi le dittature del
pensiero unico che hanno finito per
uccidere tanta gente. Si sono sentite padrone e non si poteva pensare
altrimenti: si pensa cos!
Ma anche oggi ha messo in
guardia il Papa c lidolatria del
pensiero unico. Oggi si deve pensare cos e se tu non pensi cos non
sei moderno, non sei aperto. O
peggio, ha proseguito, tante volte
quando alcuni governanti chiedono un aiuto finanziario si sentono
rispondere ma se tu vuoi questo
aiuto devi pensare cos e devi fare
questa legge e quellaltra, quellaltra.
Dunque anche oggi c la dittatura del pensiero unico e questa dittatura la stessa di questa gente di
cui parla il Vangelo. Il modo di fare
lo stesso. gente che prende le
pietre per lapidare la libert dei popoli, la libert della gente, la libert
delle coscienze, il rapporto della
gente con Dio. E oggi Ges crocifisso unaltra volta.
E cos, ha proseguito il Papa,
questa non una storia di quel
tempo, dei farisei cattivi ma cerano farisei buoni di questa gente
chiusa. una storia anche di oggi.
E il consiglio del Signore di fronte
a questa dittatura lo stesso sempre: vigilare e pregare.
Il Pontefice ha concluso esortando a non essere sciocchi, a non
comprare cose che non servono. E a
essere umili e pregare perch il Signore ci dia sempre la libert del
cuore aperto per ricevere la sua parola che promessa e gioia! alleanza! E con questa alleanza andare avanti.

Il cardinale Ryko apre lincontro internazionale sulle gmg

Verso Cracovia con fantasia missionaria


Per Papa Francesco la gmg costituisce una spinta missionaria di straordinaria forza per tutta la Chiesa.
Lo ha sottolineato il cardinale presidente Stanisaw Ryko aprendo gioved 10 aprile lincontro internazionale dei responsabili della pastorale
giovanile, convocati dal Pontificio
Consiglio per i laici a Sassone di
Ciampino. Si tratta del primo appuntamento in vista della Giornata
mondiale della giovent in programma a Cracovia nel 2016: vi partecipano fino a domenica 13 250 delegati delle Conferenze episcopali di
90 Paesi e di 45 comunit, associazioni e movimenti giovanili cattolici,
oltre ai Comitati organizzatori locali
(Col) di Rio 2013 e della prossima
gmg polacca.
Nel saluto introduttivo il cardinale
Ryko ha parlato anzitutto della celebrazione delle Palme di domenica
prossima in piazza San Pietro, quando alla presenza di Papa Francesco
avverr il passaggio della croce di legno, simbolo delle gmg, dalla delegazione brasiliana a quella dei coetanei di Cracovia. Questanno il rito
particolarmente significativo ha
ricordato poich ricorre il trentennale di quel gesto estremamente profetico del beato Giovanni Paolo II
che, nella Pasqua del 1984, alla fine

dellAnno santo della redenzione


consegn quella croce ai giovani.
Una croce, ha aggiunto, semplice e
spoglia che ha accompagnato i gio-

Volontari alla gmg carioca del luglio 2013

vani attraverso i continenti, dimostrando la sua straordinaria forza attrattiva: quante conversioni ha generato, quante vocazioni al sacerdozio
e alla vita consacrata o al matrimonio cristiano ha suscitato; quanta
speranza ha ridato a giovani disperati e smarriti.
Quindi il porporato ha rievocato
la gmg brasiliana dellestate scorsa,
presieduta dal Papa latinoamericano,
per il quale questi appuntamenti
sono un grande dono per la Chiesa. Ora, ha aggiunto il cardinale
presidente, la grande avventura della fede continua: dopo 25 anni ritorna in Polonia. Quella celebrata a
Czstochowa, Jasna Gra, nel 1991,
dopo la caduta del muro di Berlino,
vide per la prima volta una massiccia
presenza di giovani provenienti
dallEst dellEuropa, in particolare
dai Paesi dellex Unione Sovietica.
Linno di quella giornata, Abb, Padre, ancora oggi cantato dai giovani, e non solo in Polonia. Per, ha
notato, gli anni che ci separano da
quellindimenticabile 1991 sono stati
segnati da molti e profondi cambiamenti sia a livello europeo sia a livello mondiale. cambiata la Polonia
ed cambiata anche la Chiesa che
vive in questo Paese. cambiato soprattutto il mondo dei giovani sem-

pre in fermento. Per questo ogni edizione della gmg una provocazione
lanciata non tanto alla nostra capacit di risolvere questioni logistiche,
quanto alla nostra creativit pastorale e fantasia missionaria.
Quindi il cardinale Ryko ha accennato al tema della misericordia,
che nel magistero di Papa Bergoglio decisamente prioritario, e al
legame che esso ha con il santuario
di agiewniki, alla periferia di Cracovia. Infine si soffermato sullimminente canonizzazione di Papa
Wojtya. Cracovia 2016, ha concluso,
sar unoccasione preziosa per ricordare ai giovani la figura di questo
grande Pontefice e sar, in modo del
tutto speciale, una gmg nella quale
Giovanni Paolo II ritorna tra i suoi
giovani come santo patrono, come
un amico in cielo.
I lavori sono stati poi dedicati alla
verifica della gmg carioca, festa della fede e della fraternit, con lintervento del cardinale Orani Joo
Tempesta, arcivescovo di Rio, e dei
membri del Col. stato tracciato anche un bilancio dei frutti pastorali
della gmg 2013 nei cinque continenti,
arricchito da interventi e testimonianze.