Sei sulla pagina 1di 8

Spedizione in abbonamento postale Roma, conto corrente postale n.

649004

Copia 1,00 Copia arretrata 2,00

LOSSERVATORE ROMANO
POLITICO RELIGIOSO

GIORNALE QUOTIDIANO

Non praevalebunt

Unicuique suum
Anno CLIV n. 68 (46.610)

Citt del Vaticano

luned-marted 24-25 marzo 2014

Incontrando i vescovi della Guinea il Papa parla del mondo ferito dalle guerre

Lannunciazione secondo Severo di Antiochia

Lunit prevalga sui conflitti

Una parola
di misericordia

E allAngelus ha ricordato che la misericordia di Ges pi grande dei pregiudizi


Solo restando uniti nellamore si pu
testimoniare la verit annunciata dal
Vangelo e offrire a questo mondo
ferito da tanti conflitti la possibilit
di trasformarsi in una comunit autenticamente fraterna e riconciliata.
Ricevendo questa mattina, luned 24
marzo, i vescovi della Conferenza
episcopale della Guinea in visita ad
limina, il Papa ha riproposto un passaggio della sua esortazione apostolica Evangelii gaudium per riaffermare la necessit della testimonianza
dellamore che unisce i figli di Dio.
E li rende in grado cos di essere
luce che attira, favorendo la nascita di una societ fraterna e solidale
dove la volont di stare insieme prevale sui diversi conflitti che ancora
oggi dividono lumanit. Divisioni
e discordie tra cristiani ha precisato in proposito sono lostacolo pi
grande allevangelizzazione perch
favoriscono la crescita di gruppi
che approfittano della povert e della credulit delle persone per pro-

porre loro soluzioni facili, ma illusorie, ai problemi. Il Papa ha quindi


invitato i vescovi a insistere sulla formazione dei laici impegnati, in particolare i catechisti i quali compiono
un lavoro insostituibile nellevange-

lizzazione. Allo stesso modo ha


raccomandato particolare attenzione
per le famiglie, alle quali va proposto, senza ambiguit, il modello cristiano a fronte di una mentalit che
d ampio spazio alla poligamia.

Udienza alla plenaria del dicastero


per gli operatori sanitari

Chi soffre
non mai solo

Tra le preoccupazioni il Santo Padre ha indicato le condizioni di


estrema povert del Paese. Nonostante la scarsit di mezzi a disposizione, ha invitato a far sentire comunque la presenza della Chiesa accanto ai pi bisognosi, assistendoli
spiritualmente e materialmente. Ha
chiesto poi vicinanza ai sacerdoti affinch siano testimoni coerenti
dellamore misericordioso di Ges.
Un amore sul quale il Pontefice
ha richiamato lattenzione anche dei
fedeli che hanno partecipato, domenica 23 marzo, allincontro per la recita dellAngelus in piazza San Pietro. La misericordia ha detto in
proposito pi grande del pregiudizio e Ges tanto misericordioso. E ogni incontro con Ges ci
cambia la vita e ogni incontro con
Ges ci riempie di gioia ha ripetuto anche al termine della preghiera
mariana, invitando i presenti a ricordare sempre le due frasi: Lincontro
con Ges ci cambia la vita e ogni incontro con Ges ci riempie di
gioia. Quindi ha ricordato la ricorrenza della giornata mondiale della
tubercolosi di luned 24 marzo e lo
speciale momento penitenziale chiamato 24 ore per il Signore che,
previsto per venerd e sabato prossimi, inizier con la celebrazione pomeridiana nella basilica di san Pietro
e proseguir, nella serata e nella notte, in diverse chiese di Roma.

PAGINA 8

PAGINE 7

Secondo il presidente statunitense le sanzioni sono destinate ad avere un impatto su Mosca

La linea di Obama
KIEV, 24. In uno dei momenti pi
tesi nei rapporti diplomatici con la
Russia, il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha confermato la
propria linea nei confronti di Mosca
sulla crisi in Ucraina.
D allAja, in Olanda, dove oggi
iniziato il summit sulla sicurezza nucleare, il presidente statunitense ha
detto che Washington e i suoi alleati
europei sono sempre pi uniti nella
risposta da dare al Cremlino, sottoli-

y(7HA3J1*QSSKKM( +&!z!@!$!,!

Chiesa evangelica
attaccata
in Kenya
NAIROBI, 24. Quattro persone sono state uccise e altre 17 sono state ferite ieri nellattacco sferrato
da uomini armati contro i fedeli
raccolti in una chiesa evangelica
di Likoni, nei pressi di Mombasa,
nel sud-est del Kenya. Secondo
quanto ha riferito il capo della
polizia locale a unemittente radiofonica, gli autori dellattacco
sono riusciti a fuggire. Lazione
non stata rivendicata, ma le autorit locali ne ritengono responsabili le milizie radicali islamiche
somale di al Shabaab, gi autrici
di numerosi attacchi in Kenya da
quando, nellottobre 2011, il Governo di Nairobi intervenne in armi contro di loro in Somalia. Tra
laltro, diversi testimoni hanno riferito che gli aggressori erano giovani somali.
Tra i primi interventi di condanna dellaccaduto c stato
quello dei responsabili delle comunit musulmane della zona.
Ancora una volta si legge in
un loro comunicato ci troviamo
a dover sottolineare che lislam
una religione di dialogo e di tolleranza e non ha niente a che vedere con atti di odio nei confronti
dei nostri fratelli.

neando come, a suo avviso, le sanzioni imposte a Mosca avranno un


forte impatto e un costo sulleconomia russa. Dopo un colloquio con il
primo ministro olandese, Mark Rutte, il presidente ha ribadito il suo sostegno al Governo di Kiev. AllAja
previsto anche il vertice che potrebbe portare allesclusione definitiva
della Russia dal G8.
Poco prima, il presidente ad interim ucraino, Oleksandr Turchynov,
ha dato oggi ordine a tutti i militari
di Kiev di ritirarsi dalla Crimea, dopo che la penisola stata annessa alla Federazione russa. Il consiglio di
sicurezza e difesa nazionale ha deciso, su indicazione del ministero della
Difesa, di condurre una ripiegamento delle unit militari di stanza nella
Repubblica autonoma della Crimea
ha spiegato Turchynov, incontrando
i capogruppo parlamentari.
Il presidente ha poi aggiunto che
stato anche ordinato al Governo di
fare sgomberare i familiari dei militari ucraini e di provvedere alla loro
sistemazione, nonch a quella di tutti coloro che sono costretti a lasciare
le loro abitazioni dopo le minacce ricevute in questi giorni.
La decisione del ritiro stata presa dopo lattacco di un gruppo di
uomini armati alla base della fanteria di marina di Feodosia, una delle
poche strutture militari ancora battenti bandiera ucraina dopo lannes-

sione della Crimea alla Russia. Lo


ha confermato il portavoce del ministero della Difesa ucraina, Vladislav
Seleznyov, citato dalla Bbc.
Secondo quanto riferisce il portavoce, gli assalitori hanno attaccato la
base da due direzioni usando armi
automatiche e granate stordenti;
hanno quindi accerchiato le forze
ucraine e legato le mani agli ufficiali
che si erano rifiutati di abbandonare
la base senza armi e veicoli. Un soldato ha confermato ad unagenzia di
stampa che sono stati sparati numerosi colpi darma da fuoco e che la
base militare stata conquistata. Tre
veicoli russi sono stati poi visti lasciare la base con a bordo i militari
ucraini prigionieri.
Un altro gruppo di uomini armati
ha tentato di abbordare il dragamine
Charkassi, una delle due unit navali
di Kiev che continuano a battere

bandiera ucraina nelle acque del lago crimeo di Donuzlav, bloccato


dalle truppe russe. Insieme al Konstantyn Olshanski, unenorme nave
da sbarco, il Charkassi lultima
grande nave ucraina che ha ignorato
gli ordini di resa dei russi nelle acque del lago Donuzlav. Secondo il
ministero della Difesa di Mosca, la
bandiera russa sventola su 147 installazioni militari della Crimea e su 54
delle 67 navi militari ucraine, riferisce lItar Tass.
Un ulteriore motivo di allarme
stato dato dal generale Philip
Breedlove, capo delle forze Nato in
Europa, secondo cui la Russia avrebbe accumulato una forza militare sul
confine orientale talmente imponente da minacciare anche le altre Repubbliche post-sovietiche, in particolare la regione secessionista moldava
filorussa della Transnistria.

Nelle elezioni amministrative francesi

Hollande arretra

Lantisemitismo nella letteratura russa


dellOttocento

Alle origini
del mito del complotto
ANNA FOA

A PAGINA

A PAGINA

Nel santuario di Jeoldusan

Fede e martirio
sopra Seoul
CRISTIAN MARTINI GRIMALDI

Un seggio a Nantes (Afp)


PAGINA 2

Icona di san Gabriele arcangelo ed evangelista (Saydnaya, Siria

di MANUEL NIN
a seconda omelia cattedrale
di Severo di Antiochia commenta il mistero dellincarnazione del Verbo di Dio, centrale
nella fede cristiana, e cita allinizio
lannuncio dellarcangelo a Maria:
Rallegrati, piena di grazia, il Signore con te. E spiega: Con
queste parole Gabriele manifest
che il Dio Verbo, senza principio
ed eterno, in modo ineffabile, senza cambiamento n confusione,
viene ad abitare il grembo verginale e si incarna in esso. Perch in
questo breve momento e spazio di
tempo indivisibile fu pronunciata
la parola dellarcangelo e il Verbo
di Dio si trov nel grembo di Maria. Questo faceva conoscere che il
saluto portava a termine qualcosa
di straordinario e non era un semplice saluto.
Le parole dellarcangelo turbano
Maria e affliggono lo stesso arcangelo perch il suo annuncio va oltre la comprensione umana: Gabriele poi era anche lui nellafflizione, nella compassione verso di
noi e nella misericordia, vedendo
che lannuncio alla santa madre di
Dio e vergine Maria era frainteso.
Allora larcangelo, diventato quasi
un mistagogo dellincarnazione del
Verbo di Dio, aggiunge parlando a
Maria: Ma non deve gettarti nel
turbamento che io ti abbia annunziato la venuta di Dio; neppure devi pensare che si tratta di una nascita che avverr da s o in modo
spontaneo. Sar un concepimento
secondo lordine naturale, ma la
gestazione e la nascita saranno senza seme umano. Il Verbo di Dio
infatti viene per raddrizzare la natura umana.
Severo sottolinea poi che Gabriele gi preannuncia la Pasqua di
Cristo, redenzione per Adamo e
per lo stesso ladrone accanto alla
croce: Queste parole aprono anche il paradiso chiuso dopo Adamo. E se il ladrone non fosse stato
preannunciato nelle parole dellarcangelo e non avesse creduto nel
regno di Cristo che non ha fine,
non avrebbe detto vedendo colui
che era messo in croce: Ricordati
di me quando verrai nel tuo regno.
E mai un ladro sarebbe stato oggetto di una promessa, degna di
Dio, se colui che era stato crocefisso non fosse immortale, e se non
fosse stato un re senza inizio e senza fine, lui che si era volontariamente caricato per noi della croce
nella sua carne e aveva assaggiato
la morte che d la vita.
Il patriarca di Antiochia conclude lomelia esortando il suo uditorio non soltanto a proclamare la
propria fede nellincarnazione del
Verbo di Dio, ma a manifestarla
nella propria vita: Quando tu glorifichi Dio per mezzo delle parole,
tu lo fai soltanto con la bocca e

XVIII

secolo)

con la lingua, ma quando fai delle


azioni degne dellagire cristiano, allora innalzi la lode con mille bocche. Ognuno di coloro che ti vedono, glorifica Dio che per noi si
incarnato, perch attraverso il nostro agire istruito da questi comandamenti degni e meravigliosi.
Fondamentale infatti per il
predicatore la testimonianza del
cristiano: Se qualcuno ti vede agire nella santit, e vede che tu disprezzi le ricchezze e che fai partecipare dei tuoi beni coloro che ne
hanno bisogno, correr nel suo
pensiero verso la promessa futura e
celebrer il sole di giustizia che
Cristo, che con la sua risurrezione
ha illuminato la terra e ha insegnato a disprezzare le cose temporali e
ad acquisire invece i beni che durano e sono incorruttibili. Ma se ci
allontaniamo di questi beni e ci lasciamo andare ai desideri e ci lasciamo incatenare dalle cose materiali, il cristianesimo sar deriso, le
speranze della risurrezione saranno
cosa disprezzabile. Questo non avvenga esclama alla fine Severo,
che invoca in conclusione la grazia e lamore per gli uomini del nostro grande Dio e salvatore Ges
Cristo.

NOSTRE
INFORMAZIONI
Il Santo Padre ha ricevuto in
udienza sabato 22 marzo Sua
Eminenza Reverendissima il
Signor Cardinale Angelo Bagnasco,
Presidente
della
Conferenza Episcopale Italiana.
Il Santo Padre ha ricevuto
questa mattina in udienza:
Sua Eminenza Reverendissima il Signor Cardinale Fernando Filoni, Prefetto della
Congregazione per lEvangelizzazione dei Popoli;
le Loro Eccellenze Reverendissime i Monsignori:
Vincent Coulibaly, Arcivescovo di Conakry (Guinea), in visita ad limina
Apostolorum;
Emmanuel Flmou, Vescovo di Kankan (Guinea),
in visita ad limina Apostolorum;
Raphal Balla Guilavogui, Vescovo di NZrkor
(Guinea), in visita ad limina Apostolorum.

LOSSERVATORE ROMANO

pagina 2

luned-marted 24-25 marzo 2014

Nelle elezioni amministrative francesi

Dopo il gelo diplomatico con Mosca

Hollande arretra

Il G7
del passo indietro

Chiara affermazione del Fronte nazionale


PARIGI, 24. un chiaro messaggio
politico quello che emerge dalle amministrative francesi, primo vero test
per il Governo socialista del presidente Franois Hollande. Secondo
lultimo aggiornamento dei risultati
ufficiali, proiettati sullinsieme del
territorio nazionale, il centro-destra
otterrebbe il 46,54 per cento dei voti, la sinistra il 37,74 per cento e il
Fronte nazionale il 4,65. Ma il vero
dato riguarda lastensione: quasi il
quaranta per cento degli aventi diritto non si recato a votare (38,72
contro il 33,5 del 2008). Il secondo
turno avr luogo domenica prossima, 30 marzo.
Il Fronte nazionale, al termine di
una campagna elettorale dai toni
fortemente antieuropeisti, riuscito
a piazzare i suoi candidati al ballottaggio in oltre duecento citt. Il partito di Marine Le Pen in testa ad
Avignone, Perpignan e in altri importanti centri. A Hnin-Beaumont,
comune del nord della Francia con
26.ooo abitanti, il Fronte nazionale
ha vinto al primo turno con il 50,26
per cento dei voti. A Bziers si registra laffermazione di Robert Mnard, fondatore di Reporters sans
frontires. Marine Le Pen ha commentato questi risultati parlando di
fine del bipolarismo della vita politica francese.
A Parigi testa a testa tra Nathalie Kosciusko-Morizet, candidata

Elettori in un seggio a Lille (Afp)

dellUmp (lUnione per un movimento popolare, il partito dellex


presidente Nicolas Sarkozy), e la socialista Anne Hidalgo che venica data per favorita. La candidata del
centrodestra ha ottenuto il 34,80 per
cento dei voti contro il 33,60 della
sfidante. Tuttavia, secondo Le
Monde, la candidata dellUmp ha

Pechino
alla conquista
del porto
del Pireo

Primo presidente di un Governo spagnolo democratico

La morte
di Adolfo Surez

ATENE, 24. I cinesi alla conquista


della Grecia. Stremato dalla recessione e dallausterit imposta dal
salvataggio internazionale, il Paese ellenico diventato terra di notevoli investimenti per le aziende
del colosso asiatico, il cui numero
sul territorio continua a crescere,
tanto da spingerle a creare una
Camera del commercio esclusivamente cinese. Secondo quanto riporta la stampa locale, lobiettivo
dellassociazione quello di proteggere e di promuovere gli interessi delle aziende cinesi in Grecia
nei settori di maggiore interesse:
dai trasporti alle telecomunicazioni, dal commercio allimmobiliare,
ma anche energia, turismo, cantieristica navale e i porti. Comparto, questultimo, su cui i cinesi
nutrono forti ambizioni, con le
banche interessate a rilevare una
partecipazione importante. A riprova di ci, il quartier generale
dellassociazione industriale cinese potrebbe sorgere proprio allinterno del terminal dei container
del porto del Pireo.

Surez in unimmagine del 1996 (Reuters)

MADRID, 24. morto ieri alleta di


81 anni Adolfo Surez, primo presidente di un Governo democratico
in Spagna. Complessivamente, guid lEsecutivo dal luglio del 1976 al
febbraio del 1981.
Surez, che soffriva del morbo
di Alzheimer, era scomparso dalla
vita pubblica da diversi anni, ma
gli spagnoli e il mondo conservano
limmagine delluomo che sfid in
Parlamento, senza battere ciglio, le
pallottole della Guardia civil del
colonnello Antonio Tejero, nel corso del tentato colpo di Stato del 23
febbraio del 1981.
E il Paese si prepara a rendere
omaggio a Surez, a cui il re Juan
Carlos I affid, tra lo scetticismo
generale, la difficile transizione
post-franchista, che riusc a gestire
nei passaggi delicati della legalizzazione dei partiti, compreso il Partito comunista di Santiago Carrillo,
dellamnistia per i prigionieri politici e della nuova Costituzione.
Previsti tre giorni di lutto nazionale. Lattuale presidente del Governo, Mariano Rajoy, ha reso omaggio alla memoria di un uomo di
concordia, che ha reso possibile la
democrazia e ha saputo aprire alla
Spagna le porte dellEuropa.
il momento ha aggiunto di testimoniare il nostro rispetto e la
nostra riconoscenza. Tra le tante
espressioni di cordoglio, quella del
presidente della conferenza episcopale spagnola, Ricardo Blzquez
Prez, arcivescovo di Valladolid.

La Spagna ha detto gli deve


molto per il suo contributo unico
alla riconciliazione e al recupero
delle libert fondamentali e della
democrazia. Il funerale di Stato
nella cattedrale della Almudena sar celebrato, luned 31, dal cardinale Antonio Mara Rouco Varela, arcivescovo di Madrid.

LOSSERVATORE ROMANO
GIORNALE QUOTIDIANO
Unicuique suum

POLITICO RELIGIOSO
Non praevalebunt

00120 Citt del Vaticano


ornet@ossrom.va
http://www.osservatoreromano.va

ottenuto risultati negativi in due


quartieri chiave della capitale: infatti risultata seconda nel suo stesso
arrondissement, il XIV, staccata di
ben sette punti dalla rivale. A questo
si aggiunge poi il fatto che in un altro quartiere decisivo, il XII arrondissement, la candidata dellUmp indietro di quasi cinque punti. A Mar-

Sharia
nella legislazione britannica
LONDRA, 24. La sharia, la legge
islamica, entra di fatto nel sistema
legale britannico, almeno per quel
che riguarda i testamenti. di
questi giorni la notizia che sono
state elaborate nuove linee guida
per notai e avvocati britannici con
lobiettivo di mettere a punto documenti riconosciuti dai tribunali
britannici, ma che abbiano allo
stesso tempo specifiche caratteristiche conformi ai dettami della
legge islamica. Ed la prima volta
che ci accade, come sottolinea il
Sunday Telegraph.
Liniziativa stata lanciata da
The Law Society, unassociazione
che rappresenta avvocati e notai in
Inghilterra e in Galles e dicono
fonti di stampa permetter di
redigere testamenti in conformit

con la legge islamica. Il presidente


dellassociazione, Nicholas Fluck,
difende liniziativa affermando che
volta a promuovere una buona
pratica del diritto.
Non manca tuttavia chi si dice
quantomeno sorpreso esprimendo
timori per il possibile emergere
di un sistema legale parallelo.
Critiche anche dal mondo politico
britannico. C infatti chi trova la
notizia molto preoccupante come la baronessa Caroline Cox,
membro della camera dei Lord e
impegnata in diverse campagne
per la protezione delle donne dalle
discriminazioni di matrice religiosa, che ha pi volte sottolineato
secondo quanto riporta la stampa
britannica tutta la pericolosit
della norma.

GIOVANNI MARIA VIAN


direttore responsabile

TIPO GRAFIA VATICANA


EDITRICE LOSSERVATORE ROMANO

Carlo Di Cicco

don Sergio Pellini S.D.B.

vicedirettore

Piero Di Domenicantonio
caporedattore

Gaetano Vallini
segretario di redazione

direttore generale

siglia, seconda citt francese, probabile il ballottaggio tra il sindaco


uscente Jean-Claude Gau din, dellUmp, e il candidato del Fronte nazionale Stphane Ravier. Escluso il
rappresentante
socialista
Patrick
Mennucci. Sicuro invece il successo
del gollista Alain Jupp a Bordeaux,
per il quarto mandato.
Intanto, atteso in giornata un
incontro allEliseo fra il presidente
Hollande e il primo ministro, JeanMarc Ayrault, per fare il punto.
Molti media nazionali parlano di
una dura sconfitta politica per il
presidente Hollande, lamentandone
limpopolarit, mentre altri sottolineano che quasi sempre nelle elezioni di met mandato il Governo in
carica non riesce a ottenere successi
notevoli. Ieri Ayrault ha lanciato un
appello al fronte repubblicano
contro lavanzata delle forze di estrema destra, chiedendo agli elettori di
sostenere il candidato socialista o
quello di centro-destra meglio piazzato.

ufficiale del premier olandese,


Mark Rutte. Al vertice, oltre ai sette alleati e allospite Rutte, parteciperanno anche i presidenti della
Commissione Ue, Jos Manuel
Duro Barroso, e quello del Consiglio Ue, Herman Van Rompuy.
Intanto, come riporta il settimanale tedesco Der Spiegel, il Governo britannico avrebbe proposto
Londra come sede alternativa del
vertice previsto a Soci. Un vertice
con un invitato in meno, ma sembra che gli altri membri del gruppo
abbiano risposto con segnali favorevoli.

Tweet dellaccount @terzaloggia

Nessuno
sviluppo
senza agricoltura
Lassistenza allo sviluppo dovrebbe includere componenti
agricole per proteggere il diritto
di produrre e commerciare cibo. Lo scrive la Segreteria di
Stato vaticana in un tweet diffuso attraverso il profilo @terzaloggia, in riferimento a un intervento dellarcivescovo Silvano Maria
Tomasi, Osservatore Permanente
della Santa Sede presso lUfficio
delle Nazioni Unite ed Istituzioni Specializzate a Ginevra. Larcivescovo Tomasi, in particolare,
ha parlato del diritto al cibo durante i lavori della XXV sessione
ordinaria del Consiglio dellO nu
per i Diritti umani, in corso a
Ginevra. Il rappresentante della
Santa Sede ha insistito, tra laltro, sul dovere di proteggere i
piccoli coltivatori per garantire
concretamente questo diritto, oltre che di promuovere il ruolo
delle donne nello sviluppo delle
societ rurali.

Manifestazioni e disordini in Venezuela

Scontri
nelle strade di Caracas
CARACAS, 24. Tensione alta nelle
strade di Caracas. Ieri la capitale venezuelana stata ancora una volta
teatro di scontri, a dimostrazione del
fatto che le proteste iniziate pi di
un mese fa si stanno facendo sempre
pi intense. Aumenta anche il bilancio delle vittime: uno studente e
lautista di un mezzo pubblico sono
stati uccisi da colpi di arma da fuoco durante i disordini.
Ieri Caracas stata teatro di due
manifestazioni contrapposte. Migliaia di studenti e cittadini hanno
sfilato contro il Governo in cinque
punti diversi della citt. In unaltra
zona della capitale, diversi cortei, ai
quali hanno preso parte anche membri del Governo, hanno invece sostenuto lazione dellEsecutivo di Nicols Maduro. Allorigine delle proteste non c solo la contestazione po-

Servizio vaticano: vaticano@ossrom.va


Servizio internazionale: internazionale@ossrom.va
Servizio culturale: cultura@ossrom.va
Servizio religioso: religione@ossrom.va

Segreteria di redazione
telefono 06 698 83461, 06 698 84442
fax 06 698 83675
segreteria@ossrom.va

LAIA, 24. Ucraina, ma non solo.


Nei due vertici che si tengono in
questi giorni allAia quello sulla
sicurezza nucleare e il G7 i cosiddetti grandi del mondo devono fare i conti con uno scenario internazionale sempre pi complesso, nel
quale gli effetti della crisi economica si mescolano a rivalit politiche
di vecchia data.
E a dimostrarlo non solo il ritorno al formato del G7 (Stati Uniti, Italia, Germania, Francia, Gran
Bretagna, Canada e Giappone),
abbandonato anni fa era il 1998
per consentire lingresso della
Russia di Vladimir Putin, ma anche la cancellazione del G8 in programma a Soci.
La riunione del G7 stata convocata dal presidente statunitense,
Barack Obama, ufficialmente per
mantenere la pressione su Mosca
dopo la bufera scatenata dallannessione della Crimea. Mercoled
Obama prender la parola a Buxelles, al quartiete generale della Nato, per parlare di rafforzamento del
dispositivo difensivo militare in
Europa. A margine del vertice sulla
sicurezza nucleare al quale Putin
non parteciper Obama ha incontrato il presidente cinese, Xi
Jinping, anchegli impegnato in
una missione europea. inoltre atteso sempre a margine del vertice
sulla sicurezza nucleare un bilaterale tra il ministro degli Esteri
russo, Serghiei Lavrov, e il segretario di Stato americano, John Kerry.
La vera partita, tuttavia, non
politica, bens economica: come
sottolineano numerosi analisti, a
nessuno, in un momento come
questo, fa comodo le sanzioni, n
imporle n tantomeno riceverle.
E questo per il fatto che le sanzioni hanno comunque sempre un
effetto negativo sullandamento dei
mercati, condizionando alla lunga
le attivit dei Governi. Inoltre, il
gelo diplomatico con Mosca potrebbe anche far saltare il previsto
incontro economico tra Russia e
Germania, in programma ad aprile
a Berlino.
La riunione straordinaria del G7
allAja si terr presso la residenza

Servizio fotografico: telefono 06 698 84797, fax 06 698 84998


photo@ossrom.va www.photo.va

litica, ma anche il disagio sociale


causato dalla pesante crisi economica che sta colpendo il Paese e
dallaumento della criminalit. Linflazione esplosa al 57 per cento negli ultimi mesi. Il bolvar scambiato a un tasso svalutato di quasi 15
volte rispetto al cambio ufficiale di
6,29 contro il dollaro. Nel Paese
manca oltre un quarto dei beni primari.
Intanto, Maria Corina Machado,
deputata e una delle principali esponenti dellopposizione antichavista,
stata fermata e rilasciata, allaeroporto di Caracas, dopo essere rientrata
in Venezuela al termine di un viaggio negli Stati Uniti. Lesponente
dellopposizione si era recata a Washington per cercare di intervenire
presso il consiglio permanente dellOrganizzazione degli Stati america-

ni (Osa) con lobiettivo di parlare


della crisi in Venezuela. Tentativo
che stato per inutile, visto che
allultimo il suo intervento stato
cancellato dallagenda dei lavori. Il
presidente Maduro intervenuto di
recente, affermando che il Venezuela
il Paese pi democratico dellAmerica latina e che non c alcuna
persecuzione nei confronti dellopposizione.

SANTIAGO, 24. Una scossa di terremoto di magnitudo 6,1 sulla


scala Richter stata registrata ieri
sera sulla costa nord-orientale del
Cile. Non ci sono danni alle
persone o alle infrastrutture ha
reso noto lOnemi, la protezione
civile del Cile, precisando che anche le linee telefoniche e gli altri
servizi stanno funzionando regolarmente. La scossa stata avvertita soprattutto nelle aree di Arica, Parinacota e Tarapaca, regioni
nelle quali la terra ha tremato con
intensit anche domenica scorsa.
Anche le autorit locali hanno
confermato che la situazione
sotto controllo.

Agenti schierati nella capitale venezuelana (LaPresse/Ap)

Tariffe di abbonamento
Vaticano e Italia: semestrale 99; annuale 198
Europa: 410; $ 605
Africa, Asia, America Latina: 450; $ 665
America Nord, Oceania: 500; $ 740
Abbonamenti e diffusione (dalle 8 alle 15.30):
telefono 06 698 99480, 06 698 99483
fax 06 69885164, 06 698 82818,
info@ossrom.va diffusione@ossrom.va
Necrologie: telefono 06 698 83461, fax 06 698 83675

Scossa
di terremoto
in Cile

Concessionaria di pubblicit
Il Sole 24 Ore S.p.A
System Comunicazione Pubblicitaria

Aziende promotrici della diffusione de


LOsservatore Romano

Intesa San Paolo

Alfonso DellErario, direttore generale


Romano Ruosi, vicedirettore generale

Ospedale Pediatrico Bambino Ges

Sede legale
Via Monte Rosa 91, 20149 Milano
telefono 02 30221/3003, fax 02 30223214

Societ Cattolica di Assicurazione

segreteriadirezionesystem@ilsole24ore.com

Banca Carige
Credito Valtellinese

LOSSERVATORE ROMANO

luned-marted 24-25 marzo 2014

pagina 3

Caccia siriano abbattuto dalla contraerea turca

Brusco aumento di tensione


tra Damasco e Ankara
DAMASCO, 24. Il conflitto siriano ha
registrato nel fine settimana duri
scontri armati e soprattutto un brusco innalzamento della tensione tra
Siria e Turchia. Ieri un caccia siriano stato abbattuto dai sistemi di
difesa aerea di Ankara mentre oltre
il confine infuriava una battaglia tra
tra le forze governative e le milizie
ribelli per il controllo di un valico
di frontiera strategico tra i due Paesi. Il pilota riuscito a salvarsi get-

Il presidente Gl
contrario
alloscuramento
di Twitter
ANKARA, 24. Sono le ultime giornate convulse della campagna
elettorale turca per le amministrative di domenica prossima.
Ore segnate dallo scandalo corruzione che ha toccato il Governo di Recep Tayyip Erdoan, oltre che dalla censura imposta a
Twitter sfociata ora in un braccio
di ferro tra il premier e il presidente della Repubblica, Abdullah Gl. Il presidente gi venerd
e proprio sul suo account Twitter si era dissociato dal provvedimento. Ieri tornato alla carica
dicendosi convinto che lo spiacevole problema sar risolto
presto. Chiudere totalmente internet o questo tipo di piattaforme ha dichiarato il capo dello
Stato non coerente con la
legge. Se una pagina commette
un reato, si pu chiudere quella
pagina, queste sono le nostre regole. una situazione spiacevole
per un Paese sviluppato come la
Turchia, che ha un peso nella regione e che sta negoziando lingresso nellUnione europea.
Le parole del presidente che
viene dalle file del stesso partito
del premier non hanno trovato
eco nel discorso infiammato che
Erdoan ha pronunciato nel pomeriggio in un comizio a Istanbul davanti a decine di migliaia
di sostenitori. Se Twitter non rispetta le leggi turche, faremo
quello che necessario. Non siamo una repubblica delle banane
ha tuonato. Secondo la stampa il
blocco di Twitter stato finora
un fallimento, costato al Paese la
condanna quasi unanime della
comunit internazionale. Il traffico anzi aumentato di oltre il
trenta per cento.

tandosi con il paracadute. Il Governo siriano, secondo il quale laereo


stato colpito mentre era impegnato
nel proprio spazio aereo, ha affermato che quella della Turchia una
aggressione flagrante. Damasco ha
anche accusato Ankara di appoggiare con i suoi carri armati e lartiglieria i ribelli, alloffensiva da venerd
nel nord della provincia mediterranea di Latakia, unarea rimasta sempre saldamente sotto il controllo
delle forze governative e finora solo
sfiorata dai combattimenti. In un
comunicato emesso gi prima
dellabbattimento dellaereo siriano,
il ministero degli Esteri di Damasco
aveva protestato per quello che aveva definito un appoggio militare
senza precedenti e ingiustificabile,
fornito da Ankara ai ribelli.
Gli scontri si concentrano nei
pressi della citt frontaliera di
Kasab e intorno alla localit di
Nabaa Al Mor. Secondo fonti
dellopposizione siriana, le milizie
ribelli avrebbero avuto venti morti e
una trentina di feriti, molti dei quali
sarebbero stati trasportati in territorio turco per essere curati.
Tra le vittime dei combattimenti
figura anche un cugino del presidente Bashar Al Assad. Si tratta di
Hilal Al Assad, che comandava nella provincia di Latakia le forze della

Difesa nazionale, una milizia creata


per sostenere lesercito regolare.
Da parte sua, il primo ministro
turco, Recep Tayyip Erdoan, ha
contestato la versione siriana sullabbattimento dellaereo e ha elogiato
loperato delle proprie forze armate,
affermando che risponderanno a
ogni violazione dello spazio aereo
turco.
Altri due incidenti analoghi avevano fatto innalzare negli ultimi due
anni la tensione tra Siria e Turchia.
Nel settembre del 2013 un elicottero
siriano era stato abbattuto dai turchi
lungo la frontiera. Mentre nel
giugno del 2012 un caccia turco con
due piloti a bordo era stato abbattuto dai siriani lungo le proprie
coste.
Tra le conseguenze della ripresa
degli scontri armati nellarea c anche un nuovo rallentamento del
processo di distruzione dellarsenale
chimico siriano concordato dal Governo di Damasco con la comunit
internazionale.
LOrganizzazione per la prevenzione delle armi chimiche (Opac)
ha infatti comunicato ieri che, proprio a causa dei combattimenti nella
regione, nel porto di Latakia sono
state nuovamente sospese le operazioni di carico di agenti chimici sui
cargo che dovranno portarli allestero per la distruzione.

Ancora violenze nello Yemen


SANA, 24. Attacco qaedista nel sud-est dello Yemen: un
commando armato ha attaccato oggi una postazione
militare nella provincia di Hadramawt uccidendo venti
soldati e ferendone altri sei. Lo hanno reso noto fonti
militari. Lattacco avvenuto 135 chilometri a est del capoluogo provinciale, Mukalla.Unaltra fonte militare ha
attribuito lattacco a miliziani di Al Qaeda attivi nella
penisola araba, lo stesso gruppo che avrebbe gi colpito
pi volte nel sud e nel sud-est dello Yemen.
Marted scorso unautobomba contro una struttura
dellintelligence militare aveva fatto un morto e 13 feriti.
Ieri centinaia di ribelli sciiti hanno bloccato lentrata

della citt di Omran, a nord della capitale yemenita,


dopo scontri con le forze di sicurezza. Gruppi di ribelli
sono entrati nella citt e hanno marciato per chiedere la
rimozione del governatore e del comandante locale
dellesercito dai rispettivi incarichi.
Stando a quanto viene riferito da fonti militari riprese
dalle agenzie di stampa internazionali, le milizie ribelli
sono particolarmente attive nella parte settentrionale del
Paese, dove controllano la provincia di Saada, e stanno
cercando di guadagnare terreno per allargare la propria
zona di influenza. (Nella foto Ansa, uomini armati nei
pressi di Sana)

Nonostante le minacce di Pyongyang proseguono le manovre congiunte di Stati Uniti e Corea del Sud

Esercitazioni della discordia


SEOUL, 24. Nonostante le dichiarazioni bellicose del regime comunista
nordcoreano e le pressioni esercitate
attraverso il lancio di decine di razzi
verso il Mar del Giappone il 17 marzo a scopo dimostrativo, le esercitazioni congiunte Corea del Sud-Stati
Uniti riprenderanno come previsto
questa settimana. Settemilacinquecento militari abitualmente di stanza
a Okinawa e almeno duemila uomini
della marina statunitense affiancheranno nelle prossime ore oltre tremila fanti e circa mille marinai sudcoreani, oltre a un numero non precisato di militari australiani nelle manovre chiamate in codice Draghi gemelli (Ssang Yong), definite dai media di Seoul tra le maggiori di sempre di carattere anfibio.
Le esercitazioni congiunte si terranno fino al 7 aprile prossimo presso la costa sud orientale della Corea
del Sud. I movimenti di uomini e
mezzi saranno sostenuti da dodici
navi anfibie sudcoreane e statunitensi. Manovre consistenti, ma insieme
abituali, arrivate infatti alla quattordicesima edizione e incluse in pi
vaste operazioni che sono iniziate il
25 febbraio e finiranno a met del
mese prossimo.
Come dabitudine, le esercitazioni
giudicate da Pyongyang un costante richiamo alla guerra e bollate
come un piano per una vera e propria invasione hanno sollevato le
ire del regime nordcoreano guidato
dal Kim Jong Un, con iniziative di
ritorsione e la minaccia di una rispo-

Fratelli musulmani
condannati a morte
in Egitto
Militari statunitensi durante una simulazione di intervento (Afp)

IL CAIRO, 24. Al termine di un


processo di massa, la Corte dassise di Minya, in Egitto, ha condannato oggi a morte 529 sostenitori dei Fratelli musulmani,
movimento islamico inserito di
recente dalle autorit del Cairo
nella lista nera delle organizzazioni terroristiche. Lo ha riferito
la televisione Nile Tv.
Il dossier stato subito inviato
al Gran Muft dEgitto, che ha il
compito di ratificare le condanne
capitali o di respingerle. La Corte dassise ha precisato che le
condanne sono state inflitte in relazione alla morte di due poliziotti a Minya, durante le proteste scoppiate ad agosto dello
scorso anno dopo il massiccio intervento delle forze di sicurezza
per sgomberare due sit-in dei
Fratelli musulmani al Cairo e a
Giza.
Tutti i condannati sono inoltre
accusati di appartenere a unorganizzazione terroristica. Lemittente televisiva satellitare Al Jazeera ha reso noto che nella lunga lista ci sono anche la guida
spirituale dei Fratelli musulmani,
Mohamed Badie, e lex presidente del Parlamento, Saad Al Katatni.

Venti soldati uccisi in un attacco nella provincia di Hadramawt

Si estende
lepidemia di ebola
in Guinea
CONAKRY, 24. Si estende lepidemia di ebola, la febbre emorragica,
della quale non si conoscono cure,
che ha colpito la Guinea. Un comunicato diffuso ieri dellUnicef, il
fondo delle Nazioni Unite per linfanzia, afferma che finora ci sono
stati 59 morti su circa ottanta casi
accertati di contagio. Negli ultimi
giorni, lepidemia si diffusa dalle
prefetture di Macenta, Gueckedou
e Kissidougou alla capitale, Conakry. Il comunicato dellUnicef conferma la diagnosi di ebola. In precedenza, il ministero della Sanit
aveva affermato i test condotti in
Francia per cercare didentificare il
virus non avevano ancora prodotto
risultati concludenti. Lalternativa
comunque tra ebola e la febbre di
Marburg, causate da agenti patogeni molto simili e tra i pi virulenti.

sta, anche nucleare, avanzata nei


giorni scorsi dalla Commissione per
la difesa nazionale, massimo organo
militare del Paese.
Tuttavia, ieri i servizi di sicurezza
sudcoreani e statunitensi hanno confermato che al momento non sono
stati segnalati particolari segni di attivit attorno ai siti nucleari, come
pure a quelli missilistici della Corea
del Nord, che ha condotto test atomici sotterranei nel 2006, nel 2009 e
nel 2013.
Iniziative militari congiunte fanno
ormai parte dei rapporti tra le forze
armate statunitensi che nella penisola coreana mantengono quasi trentamila uomini e quelle della Corea
del Sud, assai meglio equipaggiate,
ma anche molto inferiori di numero
rispetto a quelle della Corea del
Nord.
Contemporaneamente, proseguono i difficili tentativi di fare ripartire
il dialogo a sei (Corea del Sud, Corea del Nord, Stati Uniti, Cina,
Giappone e Russia) sul nucleare
nordcoreano, ormai bloccato dal dicembre del 2008. Senza risultati annunciati, ma non per questo inutili,
sono stati i recenti colloqui dellinviato di Pechino, Wu Dawei, che
allinizio della scorsa settimana ha
avuto una lunga serie di incontri con
la dirigenza nordcoreana proprio
sulle prospettive delle trattative, per
la cui ripresa sia lAmministrazione
di Washington che il Governo di
Seoul chiedono ampie garanzie a
Pyongyang.

Esplosione nel mercato di un villaggio dello Stato nigeriano del Borno

Strage di Boko Haram


ABUJA, 24. Unesplosione ha provocato 17 morti e decine di feriti in un
mercato nel villaggio di Nguro-Soye, nello Stato nordorientale nigeriano del Borno. Lattentato, lennesimo attribuito a Boko Haram, il
gruppo di matrice fondamentalista
islamica contro il quale sono impegnate da un anno le forze armate
nigeriane, avvenuto gioved scorso, ma se ne avuta notizia solo
nelle ultime ore. Lesplosione ha
avuto luogo nel momento di massimo affollamento del mercato.
Secondo la polizia locale non
ancora stato ancora determinato con
chiarezza cosa abbia causato la strage. Alcuni abitanti del villaggio, riusciti a trovare riparo nella capitale
statale Maiduguri, hanno infatti fornito una versione diversa. Secondo
questi testimoni, i miliziani di Boko
Haram avrebbero attaccato il villag-

gio utilizzando lanciarazzi in direzione del mercato, uccidendo almeno 29 persone e ferendone un numero imprecisato. Unoperazione
militare ancora in corso nella zona
nel tentativo di individuare i responsabili.
Nguro-Soye situato non lontano
dalla localit di Bama, dove allinizio del mese 47 persone furono uccise durante diversi attacchi. In tutto il Borno, per il timore di nuove
violenze di Boko Haram restano
chiuse decine di scuole e migliaia di
scolari, gi bersaglio di attacchi, sono costretti a restare a casa a tempo
indeterminato.
Lazione di Boko Haram, da
quattro anni protagonista di sistematiche violenze che hanno provocato migliaia di morti, in massima
parte civili, preoccupa anche i Paesi
confinanti. Venerd scorso, a conclu-

sione di una riunione di due giorni


a Yaound, la capitale del Camerun,
i ministri della Difesa dei sei Stati
membri della Commissione del bacino del lago Ciad (Cblt, nellacronimo francese), hanno stabilito la
costituzione di una forza multinazionale. Lintento dichiarato quello di migliorare la sicurezza in una
vasta area africana, in Nigeria e non
solo, minacciata particolarmente da
Boko Haram, ma anche crocevia di
miliziani di diversa natura e del
traffico di armi.
Per leffettivo varo della forza, peraltro, ci vorranno diversi mesi, almeno fino al vertice dei capi di Stato dei Paesi della Cblt (Camerun,
Ciad, Niger, Nigeria, Libia e Repubblica Centroafricana), al momento previsto per ottobre nella capitale nigerina a Niamey.

Il Boeing malese
precipitato
nellOceano Indiano
KUALA LUMPUR, 24. precipitato
nellOceano Indiano meridionale
il volo Boeing 777 della Malaysian
Airlines, laereo disperso dall8
marzo: lo ha reso noto il premier
della Malaysia, Najib Razak, nel
corso di una conferenza stampa a
Kuala Lumpur, in cui ha messo fine a due settimane di giallo sulla
sorte del velivolo. In precedenza
lo stesso Razak aveva informato i
familiari delle 239 persone a bordo dellaereo scomparso
Con profonda tristezza e dispiacere, vi devo informare che,
secondo nuovi dati, il volo Mh
370 finito nel sud dellO ceano
Indiano ha detto Najib, citando
nuovi calcoli basati sui dati forniti
dal sistema satellitare Inmarsat
per appurare la rotta tenuta dal
Boeing dopo aver perso i contatti
con la torre di controllo. Lultima
posizione rilevata del volo della
Malaysia Airlines si trova appunto
nelloceano. Najib ha rinviato a
unaltra conferenza stampa domani per ulteriori dettagli
Questa mattina lequipaggio di
un aereo da ricognizione cinese
aveva avvistato oggetti nellarea
indicata dal premier malese. La
segnalazione con le coordinate
del luogo dellavvistamento era
stata diramata alle autorit australiane e alla nave rompighiaccio cinese Xuelong, partita per le ricerche nei giorni scorsi dal porto di
Fremantle.

Dialogo politico
interrotto
in Costa dAvorio
YAMOUSSOUKRO, 24. Si di nuovo interrotto il dialogo politico tra
il Governo della Costa dAvorio e
lopposizione che fa riferimento
allex presidente Laurent Gbagbo.
Il Fronte popolare ivoriano, principale partito dopposizione, ne ha
attribuito ieri la responsabilit al
Governo, in riferimento alla decisione di trasferire Charles Bl
Goud, collaboratore di Gbagbo,
nel carcere della Corte penale internazionale (Cpi) dellAja. Il trasferimento viene definito in un comunicato dellopposizione di pesante intralcio alla riconciliazione
nazionale. Nel carcere della Cpi
si trova gi lo stesso Gbagbo, accusato di crimini contro lumanit
per le violenze seguite al suo rifiuto di accettare la sconfitta elettorale nel 2010.

LOSSERVATORE ROMANO

pagina 4

Dal punto di vista storico


il punto di partenza la spartizione settecentesca
della Polonia
con lingresso di centinaia di migliaia di ebrei polacchi
nel territorio imperiale

Lantisemitismo nella letteratura russa dellO ttocento

Alle origini
del mito del complotto
Marc Chagall, Io e il villaggio (1911)
e, nel testo, Lebreo errante (1914)

di ANNA FOA
l problema delle origini del moderno
antisemitismo stato sovente affrontato dalla storiografia, e non solo per
coglierne le sue caratteristiche e modalit ma anche per individuarne il fondamentale luogo dorigine: la Germania, la
Russia o invece, come sostenuto da Zeev
Sternhell, la Francia dellAffaire Dreyfus? Il
libro Lombra del Kahal. Immaginario antisemita nella Russia dellOttocento (Roma, Viella,
2014, pagine 288, euro 28), opera di un giovane studioso di slavistica, Alessandro Cifariello, sottolinea il ruolo primario avuto in questo campo dalla Russia dellOttocento e ne
analizza con finezza e dovizia di riferimenti la
giudeofobia. Termine, questo, anchesso nato
in Russia nella seconda met dellOttocento e
prediletto dal proto sionista (nonch medico)
Leo Pinsker che la definiva, nel suo Autoemancipazione del 1882, una psicosi, un tipo
di malattia che ha come oggetto gli spettri.
appunto sui modi assunti da questa psicosi che Cifariello indaga in questo libro, ap-

Dopo lassassinio
dello zar Alessandro II
nel 1881 torn
lantica accusa
di omicidio rituale
di cui restano tracce
anche nei romanzi dellepoca
poggiandosi ampiamente e prevalentemente a
fonti in lingua russa, il che consente al lettore
italiano laccesso a testi normalmente di difficile comprensione. La letteratura privilegiata
su cui si fonda la sua lettura, dobbiamo subito aggiungere, quella letteraria, cio i romanzi. Romanzi famosi, come quelli di alcuni
fra i grandi scritturi russi come Dostoevskij,
Turgenev, Gogol, ma anche una vastissima
letteratura minore sconosciuta al grande pubblico italiano. Una scelta, questa, che lautore
non si sofferma a spiegare e che viene sottolineata, senza per essere del tutto chiarita,
dalla prefazione di Cesare De Michelis.
Divergenze tra le domande dello storico e
quelle del letterato?
Perch, insomma, in Russia la letteratura
e non invece la pamphlettistica politica a fornire le basi per la costruzione di quello che
Cifariello chiama limmaginario antisemita
e che nel suo stesso lavoro appare poi spesso
come il frutto convergente di opzioni politiche e religiose, oltre che letterarie? il sistema autocratico della Russia zarista a spingere
in questa direzione, limitando le possibilit
della politica e offrendo maggiori possibilit
alle formulazioni degli scrittori rispetto a
quello dei teorici? O si tratta invece dellintreccio tra motivazioni religiose, storia politica
e miti della Russia ottocentesca a creare le
condizioni per una diffusione tanto ampia e

pervasiva della mitologia antisemita nella cultura russa?


Pur lasciando aperte queste domande, il
volume rappresenta un apporto ricchissimo al
tema dellantisemitismo del primo Novecento,
analizzandone i retroscena culturali russi e cogliendo gli elementi di costruzione di quello
che possiamo considerare il testo base dellantisemitismo novecentesco (anchesso di matrice russa), I protocolli dei savi di Sion, sulle orme dellimportante studio di Cesare De Michelis Il manoscritto inesistente (Venezia, Marsilio, 2001).
Dal punto di vista storico, il punto di partenza di questa vicenda la spartizione settecentesca della Polonia, con lingresso di centinaia di migliaia di ebrei polacchi nel territorio
imperiale. Ebrei muniti di una loro autonomia organizzativa e politica che risaliva al
Cinquecento, il Kahal, derivazione dal termine ebraico Kehillah, comunit. Dopo un primo tentativo di integrazione tentato dalla zarina Caterina II, gi dopo la terza spartizione
della Polonia, alla fine del Settecento, si
pongono le basi di quella che sar la
Zona di Residenza, creata da Alessandro I nel 1802 e destinata a restare in
vita fino alla rivoluzione del 1917: una
vasta zona sul confine occidentale dove gli ebrei possono risiedere, al di
fuori della quale la loro presenza non
consentita, che comprendeva una parte delle attuali Lituania, Bielorussia, Polonia,
Ucraina, Bessarabia e Russia occidentale.
in questo contesto che si sviluppa da
parte del governo zarista, nel corso del
XIX secolo, una politica limitativa e repressiva dove confluiscono motivazioni
religiose, politiche e sociali: lattacco al
Talmud e alluso dello yiddish, la pressione alla conversione, la lunghissima
coscrizione militare caratterizzano la
prima met dellOttocento, mentre la
pubblica e aperta discussione della questione ebraica, accompagnata
dai pogrom e dal netto rifiuto
di qualsiasi sbocco in chiave emancipativa ne segnano
la seconda met, in particolare dopo lassassinio terroristico dello zar Alessandro
II nel 1881, di cui furono ritenuti responsabili gli ebrei.
questo il periodo della
grande ripresa dellaccusa
di omicidio rituale, che si
esprime anche nei romanzi

Sulla rivista A sua immagine

Fumetti per il Papa


Il messaggio del successore di Pietro
spiegato ai pi piccoli, con lausilio di
immagini colorate e dialoghi vivaci. Sono
le simpatiche Storie a fumetti di Papa
Francesco, iniziativa editoriale lanciata
nel febbraio scorso da A sua immagine
settimanale.
La rivista dellomonima trasmissione di
Raiuno nata come settimanale di approfondimento culturale sulla scia delle rubriche religiose presenti nel palinsesto
Rai e realizzata, per la direzione di Gianni Epifani, in collaborazione con lUfficio
nazionale per le comunicazioni sociali
della Conferenza episcopale italiana. Il

La rivoluzione di Francesco secondo Ernesto Galli della Loggia

Collegialit e decentramento
Le novit pastorali scrive Ernesto
Galli della Loggia in un articolo pubblicato sul Corriere della Sera del 23
marzo e quelle forse ancor pi importanti nella predicazione, nella comunicazione e nellapproccio personali, che Papa Francesco ha recato con s finiscono
per mettere in secondo piano i mutamenti di tipo organizzativo che dopo un
solo anno gi contraddistinguono in misura rilevantissima il suo Pontificato. Il
pi importante di tali mutamenti, continua lo storico, consiste nello spazio sempre maggiore che viene dato alle commissioni di cardinali provenienti da ogni

di scrittori noti come Kostomarov e Ljutonstanskij e nella tesi che lomicidio rituale appartenesse, se non a tutto il mondo ebraico,
almeno ad alcune sette estreme di esso, una
tesi incendiaria che conciliava il mito del sangue con quello del complotto. Il sottotesto
narrativo si concretizzava cos in violenza.
Il libro si muove sul terreno della costruzione immaginaria, scavando ad esempio con
finezza sulla terminologia filosemita e antisemita nel capitolo sulluso del termine id, sulla costruzione del mito del complotto, vera e
propria preparazione alla creazione dei Protocolli, sullanti-nichilismo che assume tutte le
caratteristiche del rifiuto della modernit e
non ultimo sul complesso intreccio con il razzismo. Intreccio assai inferiore come importanza a quello che caratterizza lOccidente e
che ci consente di analizzare differenze e somiglianze tra la giudeofobia russa e un antisemitismo europeo di tipo nuovo, frutto della
cultura razzista di fine Ottocento.
Una giudeofobia, conclude lautore al termine di questa inquietante cavalcata nella letteratura dellodio antiebraico, che non stata mai debellata e che, con il valido supporto del
web, sta oggi risorgendo
in
Russia pi vitale che mai,
contro
la
quale necessario affinare gli
strumenti
di
conoscenza
e
di critica.

parte del mondo, nominate di volta in


volta con compiti di indirizzo, sorveglianza, di consiglio o proposta circa
questioni che riguardano il governo della
Chiesa. Un decentramento sulle Chiese
locali, chiamate a un esercizio di collegialit non strutturata. , scrive Galli
della Loggia, un tipo di rapporto nuovo del centro cattolico con le sue periferie che invece della Curia sottintende
semmai unaccresciuta funzione strategica centrale della rete dei nunzi che
sono sottolinea in genere depositari di alte capacit e di uneccellente tradizione.

soggetto e i testi dei fumetti sono curati


da Stefania Careddu e Marco Adamo,
mentre a storyboard, disegni e colore
hanno lavorato Nunzio Scalercio e Aldo
Barrese.
Nelle strisce di questa settimana il delizioso racconto dellinvito a partecipare alla messa con i nuovi cardinali rivolto dal
Pontefice a Benedetto XVI. Titolo: Papa
Francesco e lamico speciale.

luned-marted 24-25 marzo 2014

Un antidoto dalla lettura di Max Seckler

Teologi
stanchi?
di RINO FISICHELLA
on peregrina la considerazione che stiamo andando verso
una debolezza teologica frutto ormai maturo della teorizzazione della ragione debole. A poco, forse, servita
la provocazione che Giovanni Paolo
II aveva fornito con la Fides et ratio,
perch fede e ragione si facessero
forza reciprocamente. Se si guarda
il panorama teologico attuale colpisce la percezione di almeno una

Se la teologia diventa debole


la pastorale cade nellovviet
E in primo luogo
ne risente la catechesi

appare in prima istanza la profondit del pensiero e la novit che il


suo studio apporta alla teologia.
Quando, invece, il teologo si impegna a raccogliere tutta la sua ricerca
e la sistematizza in modo tale da
darle unanima che rende vivo il
pensiero raccolto, allora lunit
emerge in maniera netta e con essa
anche lepistemologia, le fonti e i
contenuti peculiari che sono stati il
percorso di una vita.
Max Seckler ha avuto lopportunit di compiere questa felice sintesi. Essa trova oggi riscontro in due
volumi preziosi appena pubblicati:
Glaubenswissenchaft
und
Glaube
(Francke Verlag, 2013). Il titolo dice
ci che ha segnato la ricerca teologica dellautore nel corso di quarantanni di docenza e di pubblicazioni: La scienza della fede e la fede.
La fede permane come il denominatore comune senza del quale non
ci sarebbe alcuna scienza teologica.
Ma la fede porta con s le premesse
indispensabili per unepistemologia
che voglia essere coerente con il
contenuto che indaga.
Quanto questi saggi dovrebbero
essere oggetto di studio da parte di
tanti cultori della teologia appare
chiaro dinanzi a molte recenti pubblicazioni. Dimenticare le proprie
radici ed equivocare il metodo di

certa stanchezza nella produzione


teologica.
Il fatto pu avere diverse giustificazioni, ma rende evidente in ogni
caso il pericolo da cui sfuggire. Se
la teologia diventa debole, la pastorale cade nellovviet. In primo luogo ne risente la catechesi, che lo
spazio pi immediato per la formazione dei credenti. Essa perde mordente, lasciando aperta la porta a
situazioni di stanchezza e di ignoranza della fede, preludio per una
banalizzazione dei suoi contenuti.
Queste considerazioni sono scaturite avendo tra le mani lultima
fatica di Max Seckler, uno dei teologi pi significativi della teologia fondamentale del XX secolo. La sua opera permane come una delle prospettive pi profonde
scaturite dal concilio Vaticano II a seguito soprattutto della Dei verbum.
Ci che ha caratterizzato la sua ricerca stato
anzitutto la fedelt alla
scuola teologica di appartenenza: la Tbinger Schule.
La scuola di Tubinga ha fatto storia e ha
saputo interpretare con
grande anticipo le diverse istanze teologiche
Il teologo tedesco
nel corso degli ultimi
due secoli. A essa hanno
legato la loro sorte alcuni teologi. Max Seckler lo ha fatto indagine, fa giungere purtroppo a
certamente per la teologia fonda- non comprendere pi limportanza
mentale. Egli non ha solo mostrato vitale delle fonti con il conseguente
la lungimiranza e originalit del fraintendimento della stessa teolosuo fondatore, Johann Sebastian gia e del suo peculiare carattere
von Drey (1777-1853), ma ha saputo scientifico allinterno nellorganianche mettersi coerentemente nel gramma delle scienze.
Accade, purtroppo, che alcuni
suo solco di pensiero. Questo gli ha
permesso di coniugare istanza stori- presi dallinvaghimento per la
ca e progresso teologico in una scienza, compiano una autentica
continuit ermeneutica di indiscus- violenza nei confronti della teologia
tanto da farla diventare tutto tranne
so valore.
Con il Kurze Einleitung in das ci che dovrebbe essere, scienza di
Studium der Theologie del 1819, e in D io.
particolare gli scritti programmatici
Solo nella misura in cui la teoloVom Geist und Wesen des Katholizi- gia pone alla base la fede pu presmus apparsi nei
quattro numeri della prima annata delTriste constatare come la Dei verbum
la rivista Theologische Quartalschrift
sia purtroppo ancora inesplorata
dello stesso anno,
in tutta la sua ricchezza
Drey poneva le premesse non solo per
E con poca incidenza
evidenziare le scelte
nella vita della Chiesa
teologiche
della
Scuola che fondava
insieme a Johann
Adam Mhler, ma anche per asse- tendere di possedere la qualifica
gnarle le responsabilit che ne do- scientifica. Tolta la fede, al contraveva assumere. Lo spirito e lessenza rio, e assumendo in s solo listanza
del cristianesimo, e del cattolicesi- scientifica distrugge la stessa scienmo in particolare, diventavano pro- tificit che vorrebbe possedere.
Max Seckler, come questi volumi
dromo per una teologia chiamata a
dare identit allevento storico della dimostrano, ha sempre operato nella promozione del sapere scientifirivelazione di Ges Cristo.
Il principio di Tradizione, in co, ma lo ha fatto pienamente come
modo particolare, diventa in questo teologo. La fede stata presupposecolo criterio di discernimento per sto indispensabile per accedere con
produrre unecclesiologia feconda e coerenza allindagine del mistero
sempre attenta allessenza del miste- che porta con s. Limpianto teoloro e allo spirito che chiamata a gico di Drey trova in lui non solo
comprendere. Quanto questa di- un fedele discepolo, ma soprattutto
mensione sia ancora oggi determi- un vero successore nella dinamica
nante lo dimostra il fatto che il ca- teologica dei principi ispiratori.
Questi due volumi rappresentano
pitolo secondo della Dei verbum
permane inesplorato in tutta la sua una tappa significativa per la teoloricchezza e con poca incidenza nel- gia fondamentale. Evidenziano la
la vita della Chiesa e della teologia. forza della sintesi teologica e aproNon sempre facile cogliere no allesigenza di ulteriori tappe
lunit del pensiero teologico quan- che la teologia fondamentale chiado il percorso di uno studioso im- mata a percorrere con il sostegno di
pegnato nella pubblicazione di dif- una tradizione teologica di grande
ferenti tematiche che segnano la spessore intellettivo e di profondo
sua ricerca. In questi casi, ci che senso ecclesiale.

LOSSERVATORE ROMANO

luned-marted 24-25 marzo 2014

pagina 5

La prima struttura
dedicata ai martiri cattolici coreani
si trova a ridosso dellenorme tangenziale
E ha la forma di un grande cappello
Come quello del primo sacerdote e martire locale

Il santuario di Jeoldusan
a Seoul
appena costruito
negli anni Sessanta

Nel santuario di Jeoldusan

Fede e martirio sopra Seoul


Il museo conserva le lettere scritte da Andrea Taegon durante la persecuzione

da Seoul
CRISTIAN MARTINI GRIMALDI
piedi, dal quartiere pi
giovane e pi movimentato di Seoul, dista solo
dieci minuti. Si trova
proprio a ridosso del fiume Han, di fronte lenorme tangenziale sospesa che costeggia largine e
il lungo ponte che connette la metropolitana alla parte sud della citt.
Si erge sopra un cucuzzolo di pietra
a spiovere sulla pista pedonabile che
fiancheggia lHan river: stiamo parlando del primo santuario dedicato
ai martiri cattolici coreani, il santuario di Jeoldusan. Un edificio dalla
forma insolita, una specie di nave
dove al posto della prua si vede una
protuberanza arrotondata che, mi dice Timoteo Jung (parroco della cappella che si trova dentro il santuario
stesso), stata pensata dallarchitetto
Lee Heetae sulla forma del grande
cappello del martire, e primo sacerdote coreano, Andrea Taegon.
Timoteo, che ha studiato a Roma
diversi anni e parla un discreto italiano, mi conduce senza nascondere che si tratta di unoccasione assolutamente eccezionale nel sottoscala delledificio per accedere alla
volta dove custodita la reliquia pi
cara dellintero museo: le lettere manoscritte in latino da Andrea Taegon
e destinate a sostenere la fede della
comunit durante i pi duri periodi
di persecuzione. Con estrema cura
mi vengono mostrati i fogli originali
scritti a mano, che non dimostrano
affatto i centosettantanni che invece
hanno. Vennero vergati tra il 1842 e

il 1846, con una grafia minuta e bellissima, per di pi in latino. Unestetica, dunque, perfettamente apprezzabile anche per locchio occidentale.
Il progetto di creare un santuario
con museo annesso (dove sono custoditi oltre cinquemila oggetti in
esposizione permanente) stato portato a termine nel 1966 quando ancora intorno a questarea lurbanizzazione era praticamente inesistente.
Dalle vecchie foto risalenti a met
anni Sessanta che Timoteo mi mostra, si scorge il santuario appena ultimato circondato da una vasta cam-

pagna. Quella che oggi invece una


zona ad altissima densit abitativa.
Il progetto venne ideato proprio su
questa collina perch era da qui che
i cattolici perseguitati venivano, dopo atroci torture, gettati al di sotto
tra le rocce.
Le procedure attuate per massacrare i cristiani non erano poi del
tutto dissimili da quelle messe in atto nel vicino Giappone, quando i
cristiani venivano gettati tra le fanghiglie incandescenti in quelle che
oggi sono localit termali ad alta frequentazione turistica. Ma qui, in
mancanza di acque cocenti, ci si ac-

Da sinistra: una delle stele nel parco


adiacente il santuario, la statua
raffigurante santAndrea Taegon
e uno dei fogli manoscritti
conservati nel museo

contentava di torturare i cristiani


prima con dure bastonate, e poi li si
fissava a dei grossi collari di legno:
legati mani e piedi venivano lasciati
cos, in ginocchio, a consumarsi di
inedia per giorni interi.
Al primo piano del museo Timoteo mi mostra quella che considerata la seconda reliquia pi prezio-

sa. Lo scranno sul quale sedeva Gio- gore, solo coloro che furono sospetvanni Paolo II quando nel 1984 ven- tati di aiutare lo straniero vennero
ne a Seoul. Sul monitor di fianco, perseguiti: pi di duecento.
poco oltre la statua bianca che lo
Allinterno del parco si possono
rappresenta in posa di benedizione, vedere le riproduzioni delle stele,
viene continuamente trasmesso lin- con scritte in caratteri cinesi, dove il
contro che il Papa ebbe con oltre un reggente di allora, Lee Ha-eung, rimilione di fedeli in quello che oggi cordava alla popolazione leditto con
il parco di Yeouido nel centro di il quale si vietava ogni rapporto con
Seoul.
lo straniero. Perfino assumere un atDa allora sono passati trentanni, teggiamento neutrale veniva considee il ricordo di quella visita non accenna a sbiadire: una pietra miliare
I cristiani venivano prima bastonati
nella storia della Chiesa
coreana, se si pensa che
e poi bloccati con grossi collari
fu quella la prima ceriLegati mani e piedi
monia di canonizzazione
avvenuta al di fuori del
venivano lasciati in ginocchio
perimetro di San Pietro.
a consumarsi di inedia per giorni
Ci dirigiamo verso
luscita e passeggiando
per il parco adiacente il
santuario Timoteo mi spiega il vero rato una forma di collaborazione,
movente che anim lultima delle dunque intollerabile. Letteralmente
persecuzioni (denominata Byeong-in) sullavviso, scolpito nella pietra, si
dei cristiani in Corea: Per le autori- legge: Fare pace con lo straniero
t furono i cattolici ad aiutare i fran- equivale a vendersi ai barbari.
cesi che nel 1866 invasero prima Lironia della storia che furono
lisola di Ganghwa e poi minacciaro- proprio gli stranieri, in particolare la
no di entrare nella capitale. Fu allo- Societ per le missioni estere di Parira che si decise di lavare il sangue gi, a conservare sino a oggi quei fostraniero con il sangue dei seguaci gli scritti da Andrea Taegon di suo
della religione straniera. Una leg- pugno, e di cui giustamente Timoge del taglione solo un po pi con- teo, ma in fondo tutto il Paese, va
cettuale. E infatti, con confuciano ri- oggi tanto orgoglioso.

A settantanni dalleccidio delle Fosse Ardeatine dove tre Papi hanno pregato per le vittime

Pap era una persona seria e serena


di MARCELLO FILOTEI
Aveva dodici anni, e i ricordi sono quelli di una
bambina. I momenti di vita per erano talmente
intensi che non li ha dimenticati. I grandi le raccontavano che il pap era in pericolo, lei lo vedeva
un po da lontano, perch a quei tempi i padri non

Paolo VI accende una lampada


votiva durante la sua visita
del 12 settembre 1965

Benedetto XVI
in preghiera al sacrario
insieme al cardinale Andrea
Cordero Lanza di Montezemolo
(27 marzo 2011)

erano cos in intimit con i figli piccoli. Ma me storia moderna e contemporanea a Roma per parlo ricordo tenerissimo e ci dava una grande sicu- tecipare a un convegno sul tema Settantanni dalrezza. Sapeva quello che doveva fare, non aveva le Fosse Ardeatine. Noi ceravamo. Quel ragazzo
dubbi nelle sue decisioni. Aveva una sorta di chia- ora il cardinale Cordero Lanza di Montezemolo
roveggenza, leggeva bene le situazioni e si com- e fu tra i primi a scavare nella pozzolana delle caportava secondo la sua coscienza.
Una persona seria e serena. La
bambina aveva anche dei fratelli,
I grandi le raccontavano che il padre
pi grandi. Uno di loro aveva diciannove anni e gi allora sapeva
era costantemente in pericolo di vita
che i tedeschi conoscevano bene il
Ma me lo ricordo tenerissimo e ci dava sicurezza
padre: Era stato al comando supremo delle forze militari italiane e
Aveva una sorta di chiaroveggenza
poi al fronte. Le vicende seguite al
e si comportava secondo la sua coscienza
25 luglio 1943 hanno stravolto tutto. Il generale Pietro Badoglio,
dice Adriana Cordero Lanza di Montezemolo
nuovo capo del Governo, lo ha
chiamato come capo della sua segreteria particolare. L8 settembre
ecco un nuovo stravolgimento. Il generale Giorgio ve ardeatine fatte esplodere dai tedeschi in fuga
Calvi di Bergolo ha costituito il comando della cit- per nascondere leccidio. Spesso come raccont
t aperta di Roma affidandogli il settore dellam- in unintervista a Giampaolo Mattei (su LO sserministrazione. Ha fatto parte della delegazione che vatore Romano del 27 marzo 2011) il porporato
ha trattato con i tedeschi il cessate il fuoco. Pochi ha rivissuto quei giorni momento per momento,
giorni dopo, per, i tedeschi hanno fatto prigionie- fino allo stupore, misto a commozione e gratire tutte le autorit. Calvi ha chiesto a mio padre di tudine, provato il 27 marzo del 2011 quando Beaccompagnarlo in Germania, ma lui ha preferito nedetto XVI si rec in visita al sacrario delle Fosse
Ardeatine per ricordare le 335 persone trucidate il
restare a Roma, entrando in clandestinit per con24 marzo 1944.
tinuare a dare un contributo alla liberazione
In quelloccasione Ratzinger cit alcune parole
dellItalia.
incise sulla parete di una cella di tortura in via
Il padre era il colonnello Giuseppe, la figlia Tasso, a Roma, durante loccupazione nazista:
Adriana, il figlio il diciannovenne Andrea. Quella Credo in Dio e nellItalia / credo nella risurreziobambina domani, 25 marzo, sar alla Biblioteca di ne / dei martiri e degli eroi / credo nella rinascita
/ della patria e nella / libert del popolo. Quelle
parole, aggiunse, sono il testamento di una persona ignota, che in quella cella fu imprigionata, e dimostrano che lo spirito umano rimane libero anche
nelle condizioni pi dure. E in nome di quello
spirito umano, Benedetto XVI, come i suoi predecessori, si rec nel sacrario a invocare la divina
misericordia, che sola pu colmare i vuoti, le voragini aperte dagli uomini quando, spinti dalla cieca
violenza, rinnegano la propria dignit di figli di
Dio e fratelli tra loro.
I predecessori ai quali il Papa faceva riferimento
erano Paolo VI e Giovanni Paolo II. Montini, infatti, fece sosta sul luogo delleccidio il 12 settembre
1965. Lo stesso giorno, nellomelia tenuta in occasione della messa celebrata durante la visita alle catacombe romane, Paolo VI stigmatizz il comportamento degli antichi e moderni persecutori, che,
con la violenza fisica o con il peso dun apparato

legale, giudiziario o amministrativo, vogliono imporre la loro verit e soffocare ogni contraria
manifestazione del pensiero e delle sue oneste manifestazioni.
Un percorso, quello indicato da Paolo VI, che
venne ripreso il 21 marzo 1982 da Giovanni Paolo
II durante la sua visita al sacrario delle Fosse Ardeatine. Sono venuto per ascoltare, insieme con
voi, le parole, forti e chiare, degli scomparsi, vittime della logica irrazionale e dissennata della barbarie omicida, disse Wojtya.
Qui, dove la violenza si scatenata in smisurata follia aggiunse il Pontefice essi invitano tutti alla solidariet, alla comprensione, e ci assicurano che la vittoria definitiva sar quella dellamore,
e non quella dellodio; essi ci avvertono che quando si nega e si offende Dio, si nega e si offende
anche luomo, abbassandolo a strumento dei propri capricci, delle proprie ideologie, dei propri progetti di potenza e di sopruso; essi chiedono che il
loro dolore non sia stato inutile per la societ umana, e che Roma, lItalia, lEuropa, il mondo vivano
nella giustizia, nella concordia, nella pace, nel
vicendevole rispetto dei diritti inalienabili della
persona umana, creata a immagine e somiglianza
di Dio.

Il presidente Napolitano alla commemorazione

La pace
sempre una conquista
Bisogna sempre ricordare che la pace non un
regalo o un dato scontato, ma una conquista che
per quanto riguarda noi e gli altri Paesi europei
dovuta precisamente a quella unit europea che oggi
troppo superficialmente da varie parti si cerca di
screditare e attaccare. Lo ha detto il presidente della
Repubblica italiana, Giorgio Napolitano, al termine
della cerimonia che ha ricordato le vittime
delleccidio delle Fosse Ardeatine.
Questa giornata assume il significato di un
momento terribile e incancellabile. Settantanni sono
un importante anniversario. La scorsa settimana a
Cassino sono state ricordate altre giornate terribili,
ha aggiunto il capo dello Stato.

LOSSERVATORE ROMANO

pagina 6

luned-marted 24-25 marzo 2014

In memoria dei missionari martiri

Testimoni
del Vangelo
di JOS MARA GIL TAMAYO*
Negli Atti degli apostoli si racconta
come, nei primi passi della vita della
Chiesa, le autorit ebraiche proibiscano severamente agli apostoli di
parlare di Ges e della sua resurrezione. Essi per non li ascoltano e
rispondono che bisogna obbedire a
Dio prima che agli uomini (cfr. 4,
13-21). quanto basta per proclamare la libert e limperativo della coscienza di tanti profeti e martiri che
nel corso della storia sono stati coerenti con la loro missione di fronte a
coloro che hanno preteso di ridurli
al silenzio e li hanno perseguitati.
Essi non hanno taciuto e le loro voci sono risuonate esemplari e benefiche nella storia dellumanit.
Questo brano della Scrittura ricorda, in una giornata come oggi,
24 marzo, in cui cade il trentaquattresimo anniversario del suo assassinio, un vero martire di Cristo, profeta e buon pastore del suo popolo,
martirizzato per aver difeso con la
sua parola evangelica i pi poveri e
gli oppressi del suo Paese. Mi riferisco a monsignor scar Romero, arcivescovo di San Salvador.
La sua vita di pastore generoso fu
spezzata dai colpi di un sicario mentre celebrava la messa nella piccola
cappella dellospedale della Divina
Provvidenza, dove si trovava la sua
umile residenza. Lassemblea legislativa di El Salvador ha approvato alcuni anni fa la celebrazione in questa data della Giornata di monsignor scar Arnulfo Romero y Galdmez, per rendere giustizia alla
sua memoria e per dare ufficialit a
quello che da decenni era un sentimento condiviso dalla popolazione
del Paese e di tutta lAmerica Latina. Monsignor scar Romero era
diventato la voce di quanti non
hanno voce e il difensore dei poveri in un Paese che allora era immerso nellodio e nella guerra civile.
La sua morte crudele era qualcosa
di atteso da questo buon pastore dei
poveri. Il martirio non simprovvisa
e la santit necessaria per affrontarlo
era qualcosa di gi plasmato nella
vita di monsignor Romero. Questa
affermazione non obbedisce a una

Lultima preghiera dellarcivescovo scar Romero

Chiedo al Signore
di darmi serenit e perseveranza
retorica facile, ma un dato di verit. Vi spiego perch. Qualche anno
fa, nella mia prima visita a El Salvador, sono finite nelle mie mani, grazie a delle persone che avevano conosciuto da vicino monsignor Romero, le fotocopie di alcune pagine
manoscritte dei suoi appunti di coscienza, redatte nel corso dei suoi
ultimi esercizi spirituali, quelli che
fece alla fine di febbraio del 1980,
proprio un mese prima della sua
morte. Questi appunti sono scritti
con la sincerit di chi sta vivendo
dei giorni di ritiro e di silenzio. Trascrivo solo alcune frasi: Chiedo
perdono a Dio per le interferenze
umane nel mio agire come suo strumento. Desidero che questi esercizi
mi rendano pi intimamente unito
alla sua volont. Gli chiedo di far
trasparire di pi in me il suo amore,
la sua giustizia, la sua verit. Ho
paura della violenza sulla mia persona. Son stato avvertito di serie mi-

Il 25 marzo si celebra in Spagna la giornata per la vita

Radici
e speranza della societ
MADRID, 24. La vita si difende soprattutto con un coraggioso cambiamento di mentalit: quanto
sottolineano i vescovi spagnoli in
vista della Giornata per la vita, che
nella penisola iberica si celebra il
25 marzo, solennit dellAnnunciazione del Signore. Per loccasione
la sottocommissione episcopale per
la Famiglia e la Vita ha diffuso un
messaggio, intitolato S alla vita,
speranza di fronte alla crisi, in cui,
ribadendo con decisione il valore
e la dignit della vita umana dal
concepimento e fino alla morte naturale, si ricorda linsegnamento
di Papa Francesco, per il quale
una societ che abbandona i
bambini e che emargina gli anziani
recide le sue radici e oscura il suo
futuro.
In tale prospettiva, i presuli rilevano come per la Spagna, per
lEuropa e per il mondo lapertura
moralmente responsabile alla vita
una ricchezza sociale ed economica, proprio perch grandi nazioni sono potute uscire dalla miseria
anche grazie al gran numero di
abitanti e alle loro capacit. Insomma, il messaggio dei vescovi
iberici evidenzia che oggi sono
proprio i bassi indici di natalit a
diventare un problema cruciale
per le societ di maggior benessere ed perci anche una necessit sociale ed economica proporre
alle nuove generazioni la bellezza
del matrimonio e della famiglia.
La Chiesa in Spagna non manca
di sottolineare come, oggi pi che
mai, i nuclei familiari abbiano bisogno di un aiuto economico e
sociale. E, tuttavia, anche tutto
questo da solo non sufficiente,
poich ci che davvero imprescindibile un cambio di mentalit e di stile di vita che permetta
di conquistare la libert di donarsi
allaltro, al marito, alla moglie, ai
figli, agli anziani, ai sofferenti. La
vita umana, specialmente la pi
debole e indifesa, in sostanza, si
difende con un cambiamento radi-

cale di mentalit. Di qui anche


linvito a riflettere sulla vita nascente come segno di speranza e
lesortazione a recuperare la grandezza del dono della maternit.
Un ulteriore appello viene rivolto
contro determinate ideologie che
cercano, assurdamente, di omologare le differenze, trascinando la
societ alla rovina demografica,
economica e morale. Infine, con
riferimento allaborto e alla legge
che lo regola, la sottocommissione
episcopale ribadisce che non un
segnale di progresso pretendere
di risolvere i problemi eliminando
una vita umana.
La difesa della vita, per, non
una questione che riguarda solo i
credenti. Domenica scorsa per le
strade di Madrid si snodata una
grande manifestazione promossa
dalla piattaforma S alla vita, sostenuta da oltre cinquecento organizzazioni della societ civile e
coordinata dalla federazione spagnola delle associazioni pro life.
La manifestazione, spiega allagenzia Sir la portavoce delliniziativa,
ha avuto come obiettivo prioritario la difesa, il sostegno e la protezione tanto della vita pi indifesa,
quella del nascituro, quanto quella
della madre in attesa. Una societ
non progredisce ed destinata a
un vero e proprio suicidio demografico se non protegge la vita dei
suoi cittadini e se non ha cura della donna incinta offrendole tutto il
suo appoggio e sostegno.
Oltre al raduno principale che si
tenuto a Madrid, altre iniziative
sono avvenute in varie citt. Manifestazioni con le quali, sottolineano
gli organizzatori, si voluto chiedere politiche attive ed efficaci di
protezione della maternit e della
famiglia, un sostegno reale alla
donna in attesa affinch possa
esercitare il suo diritto alla maternit, un impegno pubblico a favore della maternit e della vita come
beni sociali.

nacce nei miei confronti. Temo per


la debolezza della mia carne, ma
chiedo al Signore di darmi serenit
e perseveranza. E anche umilt, perch provo pure la tentazione della
vanit.
In unaltra pagina racconta le sue
confidenze con il confessore, parlando delle difficolt nella vita interiore, e torna a insistere sul timore per
la sua vita: Mi costa accettare una
morte violenta che in queste circostanze molto possibile. Ma, prima di tutto, esprime la sua opzione
di vivere il Vangelo in tutta la sua
radicalit, consacrandosi al Cuore di
Ges, del quale dice stato sempre
fonte di ispirazione e di gioia cristiana nella mia vita. Cos, affido anche
alla sua amorevole provvidenza lintera mia vita e accetto con fede in
Lui la mia morte, per quanto difficile sia. Non voglio affidargli unintenzione, come mi piacerebbe, per la
pace del mio Paese; e per il fiorire
della nostra Chiesa perch il Cuore
di Cristo sapr dare loro il destino
che vorr. Mi basta, per essere felice
e fiducioso, sapere con sicurezza che
in Lui sono la mia vita e la mia
morte; che, nonostante i miei peccati, in Lui ho riposto la mia fiducia e
non rester confuso e altri proseguiranno con maggiore saggezza e santit i lavori della Chiesa e della Patria. Non servono commenti. Basta
constatare che gli Atti degli apostoli
continuano nel nostro tempo in tanti sacerdoti, veri pastori del popolo
di Dio e fedele riflesso del Cuore di
Cristo, come monsignor Romero.

Papa Francesco ha descritto questo modello di pastore, nel suo discorso ai responsabili del Consiglio
episcopale latinoamericano durante
il suo viaggio in Brasile lo scorso
mese di agosto, affermando: A sottolineare le grandi figure dellepiscopato latinoamericano che tutti conosciamo, desidero aggiungere qui alcune linee sul profilo del Vescovo
() I Vescovi devono essere Pastori,
vicini alla gente, padri e fratelli, con
molta mansuetudine; pazienti e misericordiosi. Uomini che amano la
povert, tanto la povert interiore
come libert davanti al Signore,
quanto la povert esteriore come
semplicit e austerit di vita. Uomini che non abbiano psicologia da
prncipi. Uomini che non siano
ambiziosi e che siano sposi di una
Chiesa senza stare in attesa di unaltra. Uomini capaci di vegliare sul
gregge che stato loro affidato e di
avere cura di tutto ci che lo tiene
unito: vigilare sul loro popolo con
attenzione sugli eventuali pericoli
che lo minacciano ma soprattutto
per accrescere la speranza: che abbiano sole e luce nei cuori. Uomini
capaci di sostenere con amore e pazienza i passi di Dio nel suo popolo. Una buona intenzione per cui
chiedere lintercessione di monsignor Romero in questo suo dies natalis martiriale.
*Segretario generale
della Conferenza episcopale spagnola

ROMA, 24. Ricordare i missionari,


che in modi diversi hanno pagato
con la vita il loro generoso servizio
per i fratelli, non deve diventare
per noi un alibi, non possiamo limitarci con la celebrazione del loro
nome. Abbiamo il compito di raccogliere lo stile, la seriet e la dedizione, che li ha spinti a non temere
per leventualit di minacce e rischi. Parola di don Michele Autuoro, direttore di Missio, lorganismo dellepiscopato italiano per la
promozione dellanimazione missionaria, che spiega cos il senso della
Giornata di preghiera e digiuno in
memoria dei missionari martiri che
si celebra oggi, luned 24. Era infatti il 24 marzo del 1980 quando veniva assassinato larcivescovo di San
Salvador, scar Arnulfo Romero y
Galdmez. In tale data, dal 1993,
per iniziativa del Movimento giovanile missionario delle Pontificie
opere missionarie italiane, si ricordano tutti i missionari che sono stati uccisi nel mondo. Liniziativa
ormai diffusa in tante nazioni, anche in date e circostanze diverse:
molte sono le diocesi e gli
istituti religiosi che dedicano particolari iniziative per ricordare i
propri missionari e
tutti coloro che hanno
versato il sangue per il
Vangelo.
Il tema scelto per la
Giornata di questanno
Martyria, che vuol dire
testimonianza, la conditio sine
qua non per essere veramente discepoli di Ges, come spiegato
nel sussidio predisposto da Missio per
lanimazione. Tutti
siamo chiamati a testimoniare la nostra
fede, a raccontare il
nostro incontro con il
Risorto, a sopportare
ogni sorta di tribolazione,
ingiustizia,
persecuzione fisica e
spirituale, incomprensioni di qualsiasi genere, pur di trasmettere la Buona Novella che noi stessi
abbiamo ricevuto da altri. In questo senso, si sottolinea anche linsegnamento di Papa Francesco che
sin dallinizio del suo pontificato
ci esorta ad attraversare le periferie,
a entrarvi e impiantare l la nostra
dimora, la nostra tenda missionaria,
poich quelle periferie sono il luogo preferito di Ges, la strada il
luogo in cui Ges ha scelto di vivere e di annunciare il Vangelo. Martyria dunque uscire da se stessi,
per entrare nella casa dei poveri e

Il presidente della Cei denuncia le conseguenze di una cultura individualista

Sulla pelle dei poveri


ROMA, 24. Bisogna accelerare la
conversione dallio al noi e dal mio
al nostro. Linvito a superare quella visione iperindividualista che
allorigine dei mali del mondo,
tanto allinterno delle famiglie
quanto nelleconomia, nella finanza e nella politica, costituisce uno
dei passaggi centrali della prolusione con cui il cardinale arcivescovo
di Genova, Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale
italiana (Cei) apre nel pomeriggio
di oggi, luned 24, a Roma, la riunione del Consiglio permanente.
Un appuntamento che, come noto, nei suoi tre giorni di lavoro ha
in particolare allordine del giorno
la revisione dello Statuto incominciata durante il Consiglio permanente del gennaio scorso e
lesame di due note riguardanti la
scuola cattolica vero patrimonio
del Paese e lOrdo virginum
nuovo carisma per la Chiesa.
Lintervento del presidente della
Cei, che, anche attraverso una rilettura del messaggio per la Quaresima 2014 di Papa Francesco, sinquadra nel tempo di preparazione alla
Pasqua, torna a sottolineare i temi
della missionariet e della testimonianza quali elementi centrali e
qualificanti la comunit cristiana. In
questa prospettiva, viene focalizzata
lattenzione sulla condizione di miseria nelle sue diverse ma non
scollegate sfaccettature, materiale
e morale e spirituale che investe fasce sempre pi ampie di popolazione. Ormai, sono passati pi di

sei anni dallinizio della grave crisi


economica, che chiede un prezzo altissimo al lavoro e alloccupazione,
ricorda il porporato, per il quale
necessario incentivare i consumi
senza ritornare nella logica perversa
del consumismo che divora il consumatore. Tuttavia, altres indispensabile sostenere in modo incisivo chi crea lavoro e occupazione in
Italia, mentre bisogna ripensare e
rimodulare anche la concezione del
lavoro: il vecchio schema di dura
contrapposizione superato e rischia di danneggiare i pi deboli.
Seguendo questa logica, auspichiamo che il nuovo Governo con la
partecipazione convinta e responsabile del Parlamento riesca a incidere su sprechi e macchinosit istituzionali e burocratiche, ma soprattutto a mettere in movimento la crescita e lo sviluppo, in modo che
leconomia e il lavoro creino non solo profitto, ma occupazione reale in
Italia. Anche perch sostiene il
presidente della Cei anticipando alcuni dati del Rapporto 2014 di Caritas Italiana la povert in rapido e preoccupante aumento, cos
che le iniziative di solidariet sono
in quattro anni raddoppiate registrando un aumento impressionante
di italiani che bussano alla porta,
cos come di gruppi sociali che fino
ad oggi erano estranei al disagio sociale. E, in molti casi, si tratta di
situazioni derivanti anche dalla
rottura dei rapporti coniugali. Di
qui, anche, la sottolineatura della
miseria morale e spirituale lau-

tosufficienza la forma sostanziale


di ogni peccato e la critica alla
violenza accattivante delle ideologie e delliperindividualismo.
Infatti, bisogna andare contro la
corrente di un individualismo scellerato che applicato ai vari campi
dellesistenza privata e pubblica
porta a camminare sulla pelle dei
poveri. In questo senso, la ripresa, giustamente invocata, sar unillusione senza una rinascita morale e
spirituale; e ci sarebbe tanto pi
grave perch la dura lezione della
crisi sarebbe stata vana, pagata soprattutto dai deboli.

rinascere con Lui ogni giorno attraverso un annuncio che instancabilmente ci spinge sulle strade del
mondo.
Secondo lannuale rapporto pubblicato dallagenzia missionaria Fides, sono stati complessivamente
ventidue coloro che sono caduti sul
campo nel 2013, quasi il doppio rispetto allanno precedente (quando
le vittime furono tredici): 19 sacerdoti, una religiosa e due laici. In
America latina sono stati uccisi 15
sacerdoti, di cui ben 7 in Colombia.
In Africa hanno perso la vita un sacerdote in Tanzania, una religiosa
in Madagascar e una laica in Nigeria. In Asia sono stati uccisi un sacerdote in India e uno in Siria; un
laico nelle Filippine. Storie davvero avvincenti, quelle dei nostri missionari, che toccano il cuore perch
riescono ancora oggi a ricomporre
il legame inscindibile tra il Vangelo
e la vita quotidiana, afferma il
comboniano Giulio Albanese, per il
quale, da questo punto di vista,
davvero illuminante la testimonianza di monsignor
Romero
che
costituisce una
sorta di paradigma
per
cogliere il significato del
martirio. La
vita di monsi-

gnor Romero e di tanti apostoli che


hanno condiviso la passione di Nostro Signore cinduce a una sorta di
discernimento sulla nostra quotidianit. Infatti, ricordando i missionari
martiri davvero possibile comprendere che lamore non
unastrazione filosofica o un banale
sentimento dellanima, ma la prova
fattiva che i veri cambiamenti sono
resi possibili solo attraverso il dono
della propria vita. Per don Autuoro, con il loro eroico esempio,
questi nostri amici ci scuotono affinch la nostra vita di discepoli del
maestro Ges continui a proclamare
il Vangelo che libera, che restituisce
la dignit ai troppi fratelli e sorelle
calpestati dalle ingiustizie di altri
fratelli e sorelle.
Nel sussidio preparato per la
Giornata sono raccolte alcune proposte per lanimazione: il testo di
una veglia di preghiera e quello di
una Via Crucis con i testi di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II,
che, come noto, verranno canonizzati il 27 aprile prossimo. Inoltre, le offerte raccolte con il digiuno, donando cio il corrispettivo
del pasto a cui si rinunciato, contribuiranno a realizzare due progetti
missionari: in Tanzania (una scuola
alberghiera per 100 studenti) e in
Bangladesh (ricostruzione della
chiesa di Narail).

LOSSERVATORE ROMANO

luned-marted 24-25 marzo 2014

pagina 7

Udienza del Papa alla Apostolik diakona

Unoccasione
per rilanciare
limpegno ecumenico

sta malattia, e per quanti in diversi


modi le sostengono.

AllAngelus il Pontefice ricorda che lincontro con Ges cambia la vita

Amore e pregiudizio
Ancora la misericordia al centro della
riflessione del Papa. Domenica 23
marzo, parlando ai fedeli in piazza
San Pietro per la recita dellAngelus, il
Pontefice ha ricordato che la
misericordia pi grande del
pregiudizio. Questa la sua riflessione
prima della preghiera.
Cari fratelli e sorelle, buongiorno!
Il Vangelo di oggi ci presenta lincontro di Ges con la donna samaritana, avvenuto a Sicar, presso un antico pozzo dove la donna si recava
ogni giorno per attingere acqua.
Quel giorno, vi trov Ges, seduto,
affaticato per il viaggio (Gv 4, 6).
Egli subito le dice: Dammi da bere (v. 7). In questo modo supera le
barriere di ostilit che esistevano tra
giudei e samaritani e rompe gli schemi del pregiudizio nei confronti delle donne. La semplice richiesta di
Ges linizio di un dialogo schietto, mediante il quale Lui, con grande delicatezza, entra nel mondo interiore di una persona alla quale, secondo gli schemi sociali, non avrebbe dovuto nemmeno rivolgere la parola. Ma Ges lo fa! Ges non ha
paura. Ges quando vede una persona va avanti, perch ama. Ci ama
tutti. Non si ferma mai davanti ad
una persona per pregiudizi. Ges la
pone davanti alla sua situazione,
non giudicandola ma facendola sentire considerata, riconosciuta, e suscitando cos in lei il desiderio di andare oltre la routine quotidiana.
Quella di Ges era sete non tanto
di acqua, ma di incontrare unanima
inaridita. Ges aveva bisogno di incontrare la Samaritana per aprirle il
cuore: le chiede da bere per mettere
in evidenza la sete che cera in lei
stessa. La donna rimane toccata da
questo incontro: rivolge a Ges

quelle domande profonde che tutti


abbiamo dentro, ma che spesso
ignoriamo. Anche noi abbiamo tante
domande da porre, ma non troviamo
il coraggio di rivolgerle a Ges! La
Quaresima, cari fratelli e sorelle, il
tempo opportuno per guardarci dentro, per far emergere i nostri bisogni
spirituali pi veri, e chiedere laiuto
del Signore nella preghiera. Lesempio della Samaritana ci invita ad
esprimerci cos: Ges, dammi quellacqua che mi disseter in eterno.
Il Vangelo dice che i discepoli rimasero meravigliati che il loro Maestro parlasse con quella donna. Ma
il Signore pi grande dei pregiudizi, per questo non ebbe timore di
fermarsi con la Samaritana: la misericordia pi grande del pregiudizio. Questo dobbiamo impararlo bene! La misericordia pi grande del
pregiudizio, e Ges tanto misericordioso, tanto! Il risultato di
quellincontro presso il pozzo fu che
la donna fu trasformata: lasci la
sua anfora (v. 28), con la quale veniva a prendere lacqua, e corse in
citt a raccontare la sua esperienza
straordinaria. Ho trovato un uomo
che mi ha detto tutte le cose che io
ho fatto. Che sia il Messia? Era entusiasta. Era andata a prendere lacqua del pozzo, e ha trovato unaltra
acqua, lacqua viva della misericordia che zampilla per la vita eterna.
Ha trovato lacqua che cercava da
sempre! Corre al villaggio, quel villaggio che la giudicava, la condannava e la rifiutava, e annuncia che
ha incontrato il Messia: uno che le
ha cambiato la vita. Perch ogni incontro con Ges ci cambia la vita,
sempre. un passo avanti, un passo
pi vicino a Dio. E cos ogni incontro con Ges ci cambia la vita. Sempre, sempre cos.

In questo Vangelo troviamo anche


noi lo stimolo a lasciare la nostra
anfora, simbolo di tutto ci che apparentemente importante, ma che
perde valore di fronte allamore di
Dio. Tutti ne abbiamo una, o pi
di una! Io domando a voi, anche a
me: Qual la tua anfora interiore,
quella che ti pesa, quella che ti allontana da Dio?. Lasciamola un po
da parte e col cuore sentiamo la voce di Ges che ci offre unaltra acqua, unaltra acqua che ci avvicina al
Signore. Siamo chiamati a riscoprire
limportanza e il senso della nostra
vita cristiana, iniziata nel Battesimo
e, come la Samaritana, a testimoniare ai nostri fratelli. Che cosa? La
gioia! Testimoniare la gioia dellincontro con Ges, perch ho detto
che ogni incontro con Ges ci cambia la vita, e anche ogni incontro
con Ges ci riempie di gioia, quella
gioia che viene da dentro. E cos il
Signore. E raccontare quante cose
meravigliose sa fare il Signore nel
nostro cuore, quando noi abbiamo il
coraggio di lasciare da parte la nostra anfora.
Al termine della preghiera il Papa ha
rivolto espressioni di saluto a diversi
gruppi di fedeli presenti.
Cari fratelli e sorelle,
adesso ricordiamo le due frasi: ogni
incontro con Ges ci cambia la vita
e ogni incontro con Ges ci riempie
di gioia. La diciamo insieme? Ogni
incontro con Ges ci cambia la vita;
ogni incontro con Ges ci riempie di
gioia. cos.
Domani ricorre la Giornata Mondiale della Tubercolosi: preghiamo
per tutte le persone colpite da que-

Venerd e sabato prossimi vivremo


uno speciale momento penitenziale,
chiamato 24 ore per il Signore.
Inizier con la Celebrazione nella
Basilica di San Pietro, venerd pomeriggio, poi nella serata e nella
notte alcune chiese del centro di Roma saranno aperte per la preghiera e
le Confessioni. Sar possiamo
chiamarla cos sar la festa del
perdono, che avr luogo anche in
molte diocesi e parrocchie del mondo. Il perdono che ci d il Signore
si deve festeggiare, come ha fatto il
padre della parabola del figliol prodigo, che quando il figlio tornato a
casa ha fatto festa, dimenticandosi di
tutti i suoi peccati. Sar la festa del
perdono.
E ora vi saluto tutti di cuore, fedeli di Roma e pellegrini di tanti
Paesi, in particolare quelli di Zagreb
e Zadara in Croazia, e di Bocholt in
Germania; la scuola Capitanio di
Seto-Shi, in Giappone; gli studenti
dellIllinois (Stati Uniti dAmerica) e
quelli di Ferrol (Spagna).
Un saluto particolare rivolgo ai
maratoneti e agli organizzatori di
questo bellevento sportivo della nostra citt.
Saluto la comunit del Pontificio
Collegio Germanico-Ungarico, i responsabili nazionali della FUCI, i catechisti venuti per il corso su Arte
visiva e catechesi, e i partecipanti al
convegno intitolato Nel concepito il
volto di Ges.
Un pensiero va ai gruppi di fedeli
da Altamura, Matera, Treviglio, Firenze, Salerno, Venezia, Santa Severina e Verdellino; ai ragazzi di Cembra e Lavis, e a quelli di Conversano; ai bambini di Vallemare (Pescara); agli scout di Castel San Pietro;
agli studenti di Cagliari e di Gioia
Tauro; al gruppo di quattordicenni
di Milano.
Saluto infine il Centro di Servizio
per il Volontariato della Sardegna; il
circolo ACLI di Masate, lAssociazione Famiglia Murialdo, di Napoli; la
Polizia Municipale di Orvieto.
A tutti voi auguro una buona domenica e buon pranzo. Arrivederci!

Unoccasione per rilanciare limpegno ecumenico e i rapporti di collaborazione con la Santa Sede: in
questo spirito si svolta, nella mattina di luned 24 marzo, ludienza
di Papa Francesco a una delegazione della Apostolik diakona guidata dal direttore generale, il vescovo
Agathanghelos.
Si tratta dellorganismo ecumenico che si occupa della promozione

decima edizione e ci significa che


gi alcune centinaia di studenti cattolici hanno potuto usufruire delle
borse di studio offerte dallApostolik diakona. Inoltre, da due anni
stata attivata presso il Pontificio
Istituto Orientale una cattedra di
lingua greco moderna, tenuta da
un docente di madre lingua, con
lezioni aperte a tutti gli studenti
delle universit pontificie che desi-

di attivit pastorali, culturali ed


editoriali per conto del Santo sinodo della Chiesa ortodossa di Grecia.
Progetti di collaborazione sul
piano culturale tra la Santa Sede e
lApostolik diakona sono stati realizzati a partire dal miglioramento
delle relazioni, seguito alla visita di
Giovanni Paolo II ad Atene nel
2001. Tra le pi importanti iniziative di carattere ecumenico vi il
programma estivo di conoscenza
della lingua neo-greca e della cultura ortodossa, che si svolge nella
capitale ellenica, dove ogni anno
vengono ospitati gratuitamente studenti cattolici delle universit pontificie. La prossima estate si terr la

derano apprendere tale lingua, per


conoscere meglio la Chiesa grecoortodossa e il suo ricco patrimonio
teologico. Infine, lorganismo ha
collaborato anche con la Biblioteca
Apostolica Vaticana per la coedizione di antichi manoscritti greci.
Il programma delle giornate di
permanenza a Roma, dal 21 al 26
marzo, prevede tra laltro visite alle
basiliche papali di San Pietro e di
San Paolo fuori le Mura per venerare le tombe dei due apostoli
e incontri con il presidente del
Pontificio Consiglio per la promozione dellunit dei cristiani, larchivista e bibliotecario di Santa
Romana Chiesa e i responsabili
della Libreria Editrice Vaticana.

A colloquio con monsignor Nykiel in occasione del corso sul foro interno promosso dalla Penitenzieria apostolica

Misericordia per tutti


di NICOLA GORI
La confessione non una tecnica
ma unarte che passa attraverso le
qualit umane e spirituali del confessore. Lo sottolinea monsignor Jzef Krzysztof Nykiel, reggente della
Penitenzieria apostolica, spiegando
al nostro giornale il significato del
venticinquesimo corso sul foro interno, che si apre nel pomeriggio di luned 24 marzo, nel palazzo della
Cancelleria.
Quali sono i destinatari e le finalit
del corso?
Destinatari privilegiati del corso
sono i diaconi e i novelli sacerdoti
che per vocazione e costituzione ministeriale sono i primi dispensatori
della divina misericordia e, come tali, devono essere ben preparati e formati per amministrare rettamente il
sacramento della riconciliazione. Si
tratta infatti di uno dei doveri qualificanti del peculiare ministero che
essi sono chiamati ad esercitare in
persona Christi. Nellamministrare il
sacramento del perdono e della riconciliazione, il presbitero ricorda
il Catechismo della Chiesa cattolica
agisce come il segno e lo stru-

mento dellamore misericordioso di


Dio verso il peccatore. Pertanto,
durante il corso vengono presentati
temi di diritto canonico, di teologia
morale, di liturgia e di prassi pastorale, aspetti eticamente sensibili relativi al sacramento della penitenza,
oltre a tutte le informazioni necessarie per redigere e inviare le domande
o i ricorsi da sottoporre alla Penitenzieria apostolica circa le materie
esclusivamente a essa riservate o che
utilmente possono essere a essa inoltrate. Questanno, poi, il corso si arricchisce di una importante novit,
direi senza precedenti, perch si concluder nel pomeriggio di venerd
28 marzo con una solenne liturgia
penitenziale presieduta da Papa
Francesco nella basilica di San Pietro. un segno tangibile di quanto
al Santo Padre stia a cuore questo
sacramento della riconciliazione e
della penitenza.
Quali devono essere le caratteristiche
principali del buon confessore?
Vorrei rispondere rifacendomi
allesperienza spirituale di quel grande santo confessore che stato Alfonso Maria de Liguori, il quale
nelle Opere morali ha scritto che il

Lutto nellepiscopato
Monsignor Giuseppe Agostino, arcivescovo emerito di Cosenza-Bisignano, morto stamattina, luned
24 marzo, alle ore 8.20, nellospedale civile cosentino Annunziata.
Il compianto presule era nato in
Reggio Calabria il 25 novembre
1928 ed era stato ordinato sacerdote il 15 luglio 1951. Eletto alla sede
arcivescovile di Santa Severina e
nel contempo nominato a Crotone
e a Cariati il 21 dicembre 1973, aveva ricevuto lordinazione episcopale l11 febbraio 1974. Il 4 aprile 1979

aveva rinunciato alla diocesi di Cariati. Il 30 settembre 1986, con il


riordino delle diocesi italiane, era
divenuto primo arcivescovo della
nuova circoscrizione ecclesiastica di
Crotone - Santa Severina. Il 6 giugno 1998 era stato trasferito alla sede di Cosenza-Bisignano. Il 18 dicembre 2004 aveva rinunciato al
governo pastorale dellarcidiocesi.
Le esequie si celebrano nel
pomeriggio di marted 25 marzo,
alle 15.30, nella cattedrale di Cosenza.

confessore deve essere padre che


accoglie, medico che cura, maestro
(o dottore) che educa, giudice che
usa misericordia. proprio cos. Il
confessore deve avere grande capacit di accoglienza e di amore paterno
verso ogni penitente e soprattutto
verso i figli perduti che tornano
da molto lontano. Il padre del figliol prodigo insegna. Deve essere
non come i giudici di questo mondo, che si accertano se negli imputati ci sono delle colpe da punire con
la condanna; ma giudice che discerne se in unanima ci sono le condizioni per ricevere il perdono del Signore: un giudice che opera secondo
la giustizia di Dio applicando la misericordia. Dunque egli maestro di
verit; un maestro che ripropone
linsegnamento di Ges su ci che
bene e su ci che male, senza alcun potere di interpretare la verit
evangelica secondo il proprio modo
di vedere. Solo cos, come bravo medico, potr guarire i mali dellanima
di quei penitenti che si accostano al
sacramento della riconciliazione. A
tale proposito tutti noi, a partire dal
cardinale penitenziere maggiore, che
prestiamo servizio presso la Penitenzieria apostolica, tribunale della misericordia a servizio della Chiesa,
siamo molto grati a Papa Francesco
che in tanti suoi interventi e discorsi
non si stanca di esortare i fedeli a
non avere paura di chiedere perdono
a Dio, di lasciarsi guarire e convertire dal suo amore. Durante lincontro
con il clero di Roma, lo scorso 6
marzo, il Santo Padre ha ribadito
che il sacerdote dimostra viscere di
misericordia nellamministrare il sacramento della riconciliazione; lo dimostra in tutto il suo atteggiamento,
nel modo di accogliere, di ascoltare,
di consigliare, di assolvere.
Dunque il confessionale non solo
spazio teologico ma anche scuola
di formazione della coscienza.
Certamente. Amministrando il sacramento della penitenza, il confessore svolge il delicato compito di

formare e illuminare la coscienza del


penitente. Mi vengono in mente le
intense parole che Giovanni Paolo II
ha utilizzato nellesortazione apostolica Reconciliatio et paenitentia per
sottolineare le qualit umane e spirituali del confessore, che sempre
anche educatore della coscienza.
Leducazione della coscienza non sar quindi una tecnica, ma unarte
che passa attraverso la qualit umana e spirituale del confessore.
Papa Francesco esorta continuamente i
fedeli ad affidarsi alla misericordia di
Dio. Perch gli sta tanto a cuore questo aspetto della vita cristiana?
Perch la misericordia di Dio il
cuore dellannuncio evangelico. Ges venuto a salvare chi era perduto. venuto per comunicarci che
Dio Padre misericordioso. Il Santo
Padre insiste molto nel ricordare che
Dio misericordia infinita perch
vuole suscitare nei cuori degli uomini di buona volont la fiducia e la
speranza che nella vita i cambiamenti sono sempre possibili. sempre
tempo di conversione e di salvezza.
Egli desidera che la Chiesa si mostri
al mondo come madre e maestra di
misericordia, come ha detto durante
ludienza generale del 2 0ttobre
2013: La casa di tutti, dove tutti
possono essere rinnovati, trasformati, santificati dal suo amore, i pi
forti e i pi deboli, i peccatori, gli
indifferenti, coloro che si sentono
scoraggiati e perduti.
passato un anno dallelezione di Papa Francesco. Che cosa che la colpisce
di pi del Pontefice?
Tanti di noi che prestiamo servizio
in Curia romana abbiamo avuto la
grazia di vivere il primo anniversario
del pontificato proprio con il Papa,
facendo insieme a lui gli esercizi spirituali e constatando ancora di pi
quanto egli sia veramente uomo di
profonda preghiera e di fiducia riposta in Dio. Di Papa Francesco colpisce non soltanto il suo essere annunciatore della divina misericordia ma

il suo farsi pastore buono e misericordioso. Colpisce il suo andare


continuamente alla ricerca dei poveri, dei bisognosi e dei sofferenti. La
gente, infatti, sente vicino il Papa,
avverte che non distante dai lori
problemi e dalla loro vita.
Riguardo al corso sul foro interno di
questanno, cosa si attende la Penitenzieria apostolica?
La Penitenzieria apostolica spera e
si augura che, attraverso il corso, i
sacerdoti riscoprano il sacramento
della riconciliazione come via privilegiata per la propria santificazione
e per quella dei fedeli che a esso si
accostano, trascorrendo sempre pi
tempo in confessionale. La storia
della Chiesa brilla della luce di tanti
santi sacerdoti che hanno consumato
la vita in un confessionale. Penso al
santo curato dArs, a san Giuseppe
Cafasso, a san Leopoldo Mandi, a
san Pio da Pietrelcina, e a tanti altri
che solo il Signore ha conosciuto.
Tempo perso, il loro? La risposta ci
viene dal flusso di persone che hanno messo in movimento e che hanno
riportato tra le braccia del Padre.
l, nella penombra di un confessionale, che hanno riacceso il desiderio
di Dio in tante anime e hanno risvegliato alla vita divina tanti cristiani
in letargo. l che hanno ottenuto
conversioni strepitose e plasmato altri santi. dal confessionale che
tanti penitenti hanno ricevuto la forza interiore di iniziare una nuova vita pi conforme a Cristo e al Vangelo. nel confessionale che il sacerdote diventa testimone che solo Dio
ha il potere di togliere il male del
mondo e che lultima parola sul peccato e sulle miserie delluomo la
pronuncia Dio mediante la formula
di assoluzione che il sacerdote rivolge al penitente. Come ci ha ricordato sempre Papa Francesco durante
ludienza generale del 19 febbraio:
Il perdono non frutto dei nostri
sforzi, ma un regalo, un dono
dello Spirito Santo.

Il dolore del Papa


per la morte
del patriarca
Ignatius Zakka
Il cordoglio per la morte del
patriarca Ignatius Zakka I Iwas
avvenuta venerd 21 marzo
stato espresso da Papa Francesco in
un telegramma al locum tenens
della Chiesa
siro-ortodossa di Antiochia. Ne
pubblichiamo di seguito una nostra
traduzione italiana.
Con profonda tristezza ho appreso della morte di Sua Santit
Ignatius Zakka I Iwas, padre e pastore supremo della Chiesa siroortodossa di Antiochia e di tutto
lOriente, e mi affretto ad esprimere a lei, ai vescovi, al clero e ai
fedeli laici le mie condoglianze
personali e la vicinanza orante di
tutti i cattolici in questo tempo di
perdita profondamente sentita.
Lintero mondo cristiano ha perso
uno dei suoi maggiori leader religiosi, coraggioso e saggio nel guidare il popolo attraverso tempi
molto difficili. Dopo lelezione a
Patriarca nel 1980, Sua Santit
stato testimone impegnato dei
successivi conflitti violenti, che
hanno portato morte e sofferenze
indicibili al Medio Oriente, specialmente in Iraq e pi di recente
in Siria. Sua Santit era un uomo
di dialogo e di pace con i seguaci
di tutte le tradizioni religiose. In
modo particolare, rendo un sentito grazie a Dio per il suo lavoro
costante al fine di migliorare le relazioni tra i cristiani e, sin dal
tempo in cui ha partecipato come
osservatore al concilio Vaticano II,
per il suo contributo straordinario
al rafforzamento della comunione
tra i cristiani siro-ortodossi e i fedeli cattolici. Che lO nnipotente
lo accolga nel suo regno e gli conceda il riposo eterno, e che il ricordo del suo lungo e devoto servizio alla Chiesa rimanga vivo come sfida e stimolo per tutti noi.
FRANCESCO

LOSSERVATORE ROMANO

pagina 8

luned-marted 24-25 marzo 2014

Il Pontefice ai vescovi della Guinea in visita ad limina

Lunit
prevalga sui conflitti
In un mondo ferito da tanti conflitti
etnici, politici e religiosi le comunit
cristiane devono diventare esempi di
convivenza fraterna. la
raccomandazione del Papa ai presuli
della Conferenza episcopale della
Guinea, ricevuti in udienza luned
mattina, 24 marzo, in occasione della
loro visita ad limina Apostolorum.
Questa la traduzione in italiano del
discorso consegnato dal Papa ai
vescovi.
Cari Fratelli nellEpiscopato,
Siate i benvenuti in occasione del
vostro pellegrinaggio a Roma per la
visita ad limina! Siete venuti presso
la tomba degli Apostoli Pietro e
Paolo, che hanno reso qui testimonianza a Cristo morto e risorto fino
a donare la propria vita. Sono, ancora oggi, i modelli di tutti i pastori ai
quali il Signore affida il suo popolo.
Potete appoggiarvi ad essi per illuminarvi e sostenervi nelladempimento del vostro incarico.
Ringrazio Monsignor Emmanuel
Flmou, Presidente della vostra
Conferenza episcopale, per le parole
che mi ha rivolto a nome vostro. A
ognuno di voi, e attraverso di voi ai
vostri sacerdoti, ai religiosi e alle re-

ligiose, e a tutti i fedeli laici delle


vostre diocesi, vorrei esprimere il
mio profondo affetto. Permettetemi
anche di menzionare qui il Cardinale Robert Sarah, che, dopo aver generosamente servito la Chiesa nel
vostro Paese, ora uno dei miei stimati collaboratori.
Tengo inoltre a esprimervi la mia
gioia e la mia riconoscenza per il
buon lavoro di evangelizzazione realizzato in Guinea. I discepoli di Cristo formano l un corpo vivo, che
manifesta la gioia del Vangelo mediante lentusiasmo della sua fede,
sebbene le condizioni in cui viene
annunciata la Buona Novella siano
spesso difficili. Allocchio umano i
mezzi di evangelizzazione potrebbero sembrare irrisori. Lungi dallo scoraggiarvi, non dovete mai dimenticare che essa opera di Ges stesso,
al di l di tutto ci che noi possiamo scoprire e capire (cfr. Evangelii
gaudium, n. 12). Peraltro non siete
soli poich tutto il vostro popolo
che insieme a voi missionario (cfr.
Ibidem, n. 119). Dovete dunque avere
grande fiducia e prendere risolutamente il largo.
Tuttavia, affinch il Vangelo tocchi e converta i cuori nel profondo,
dobbiamo ricordarci che solo se sia-

mo uniti nellamore possiamo rendere testimonianza della verit del


Vangelo: Perch tutti siano una sola cosa perch il mondo creda
(Gv 17, 21), ci dice Ges. La Chiesa
ha bisogno della comunione tra voi
e con il Successore di Pietro. Le discordie tra cristiani sono lostacolo
pi grande allevangelizzazione. Favoriscono la crescita di gruppi che
approfittano della povert e della
credulit delle persone per proporre
loro soluzioni facili, ma illusorie, ai
problemi. In un mondo ferito da
tanti conflitti etnici, politici e religiosi, le nostre comunit devono essere autenticamente fraterne e riconciliate, questa sempre una luce
che attrae (Evangelii gaudium, n.
100). Dio ci dona la grazia, se sappiamo accoglierla, di fare in modo
che lunit prevalga sul conflitto.
Non lasciamoci rubare lideale dellamore fraterno! (Ibidem, n. 101).
Affinch lannuncio del Vangelo
rechi frutto, tutta la nostra esistenza
deve essere coerente con il Vangelo
che annunciamo. Sono lieto di constatare che ci gi una realt viva,
da molti punti di vista, nelle vostre
diocesi. Penso prima di tutto ai fedeli laici impegnati nella pastorale, e
in particolare ai catechisti che svol-

Messa a Santa Marta

Emarginati dunque salvi


sulla strada dellemarginazione
che Dio ci trova e ci salva. Lo ha
ricordato Papa Francesco nella
messa celebrata luned mattina, 24
marzo, nella cappella della Casa
Santa Marta, incentrando la sua
omelia su un forte richiamo allumilt.
Per spiegare cosa significa stare
ai margini per essere salvati, il
Pontefice si riferito alla liturgia
del giorno, che presenta due brani
particolarmente eloquenti, tratti dal
secondo Libro dei Re (5, 1-15a) e
dal Vangelo di Luca (4, 24-30). Nel
passo evangelico, ha notato il Santo Padre, Ges afferma di non poter fare miracoli nella sua Nazareth
per mancanza di fede: proprio l,
dove era cresciuto, non avevano
fede. Precisamente, ha aggiunto,
Ges dice: Nessun profeta bene
accetto nella sua patria. E ricorda
poi la storia di Naamn il siro con
il profeta Eliseo, narrata nella prima lettura, e quella della vedova di
Sidone con il profeta Elia.
I lebbrosi e le vedove in quel
tempo erano emarginati ha sottolineato il Papa. In particolare le
vedove vivevano della carit pubblica, non entravano nella normalit della societ, mentre i lebbrosi
dovevano vivere fuori, lontano dal
popolo.
Cos nella sinagoga di Nazareth,
racconta il Vangelo, Ges dice
che qui non ci sar miracolo: qui
voi non accettate il profeta perch
non avete bisogno, siete troppo sicuri. Le persone che Ges aveva
davanti infatti erano tanto sicure
nella loro fede fra virgolette, tanto sicure nella loro osservanza dei
comandanti, che non avevano bisogno di unaltra salvezza. Un atteggiamento che rivela, ha spiegato
il Pontefice, il dramma dellosservanza dei comandamenti senza fede: io mi salvo da solo perch vado

alla sinagoga tutti i sabati, cerco di


obbedire i comandamenti; e che
non venga questo a dirmi che sono
meglio di me quel lebbroso e quella vedova, quegli emarginati!.
Ma la parola di Ges va in senso
contrario. Egli dice: Guarda se tu
non ti senti ai margini, non avrai
salvezza! Questa lumilt, la strada della umilt: sentirsi tanto emarginato da avere bisogno della
salvezza del Signore. E solo lui salva; non la nostra osservanza dei
precetti.
Questo insegnamento di Ges
per, si legge ancora nel passo di
Luca, non piaciuto alla gente di
Nazareth, tanto che si sono arrabbiati e volevano ucciderlo. la
stessa rabbia che prende anche
Naamn il siro, secondo quanto riferisce lAntico Testamento. Per essere guarito dalla lebbra, ha spiegato il vescovo di Roma, Naamm
va dal re con tanti doni, con tante
ricchezze: si sente sicuro, il capo
dellesercito. Ma il profeta Eliseo
lo invita a emarginarsi e a bagnarsi
sette volte nel fiume Giordano.
Un invito che, ha riconosciuto il
Papa, deve essergli sembrato un
po ridicolo. Tanto che Naamn
si sent umiliato, si sdegn e se ne
and, proprio come quelli della
sinagoga di Nazareth. La Scrittura, ha notato il Pontefice, usa lo
stesso verbo per tutte e due le situazioni: sdegnarsi.
Dunque a Naamn viene chiesto
un gesto di umilt, di obbedire
come un bambino: fare il ridicolo!. Ma lui reagisce, appunto, con
sdegno: Noi abbiamo tanti bei
fiumi a Damasco, come lAban il
Parpar, e io vado a bagnarmi sette
volte in questo fiumicello? C
qualcosa che non va!. Sono per i
suoi collaboratori, con il buon senso, che lo hanno aiutato a emarginarsi, a fare un atto di umilt. E

dal fiume Naamn esce guarito dalla lebbra.


Proprio questo, ha sottolineato il
Papa, il messaggio di oggi, in
questa terza settimana di Quaresima: se noi vogliamo essere salvi,
dobbiamo scegliere la strada della
umilt, dellumiliazione. Valga come testimonianza Maria, che nel
suo cantico non dice di essere contenta perch Dio ha guardato la
sua verginit, la sua bont, la sua
dolcezza, le tante virt che lei aveva, ma esulta perch il Signore
ha guardato lumilt della sua serva, la sua piccolezza. proprio
lumilt che guarda il Signore.
Cos anche noi, ha affermato il
Pontefice, dobbiamo imparare
questa saggezza di emarginarci perch il Signore ci trovi. Infatti Dio
non ci trover al centro delle nostre sicurezze. No, l non va il Signore! Ci trover nellemarginazione, nei nostri peccati, nei nostri
sbagli, nelle nostre necessit di essere guariti spiritualmente, di essere
salvati. l che ci trover il Signore.
E questa, ha precisato ancora,
la strada della umilt. Lumilt cristiana non una virt che ci fa
dire io non servo per niente e
cos ci fa nascondere la superbia;
invece lumilt cristiana dire la
verit: sono peccatore, sono peccatrice!. Si tratta, in sostanza, semplicemente di dire la verit; e questa la nostra verit. Ma, ha concluso il Papa, c anche laltra verit: Dio ci salva! Ma ci salva l,
quando noi siamo emarginati. Non
ci salva nella nostra sicurezza. Da
qui la preghiera a Dio perch ci dia
la grazia di avere questa saggezza
di emarginarci; la grazia dellumilt
per ricevere la salvezza del Signore.

gono un lavoro insostituibile di


evangelizzazione e di animazione
delle comunit cristiane. Li ringrazio
di cuore. Voi avete aperto centri di
formazione a loro destinati, e non
posso non invitarvi a perseverare negli sforzi compiuti per garantire la
qualit di questa formazione. Vi
esorto anche a sostenere le famiglie
il cui modello cristiano deve essere
proposto e vissuto senza ambiguit,
mentre la poligamia ancora diffusa
e i matrimoni misti sempre pi frequenti.
Avete anche il compito fondamentale dinvitare i fedeli a pregare
e a vivere in unautentica vicinanza
a Dio, poich dalla qualit
dellamore di Dio che deriva tutto il
dinamismo missionario (cfr. Evangelii gaudium, n. 264). Attraverso la
degna celebrazione dellEucaristia, i
fedeli possono entrare nel mistero
del Signore che d la sua vita per
loro, e trovarvi la gioia della speranza, la consolazione nella prova, la
forza per avanzare lungo il cammino.
Vi suggerisco anche di invitare i
laici, in particolare i pi giovani, a
testimoniare la loro fede impegnandosi maggiormente nella societ,
mostrando cos il proprio attaccamento al loro Paese. In collaborazione con i diversi attori della vita
sociale, siano sempre e ovunque artefici di pace e di riconciliazione per
lottare contro lestrema povert con
cui la Guinea si deve confrontare. In
questa prospettiva, malgrado le difficolt incontrate, vi incoraggio ad
approfondire le relazioni con i vostri
concittadini musulmani, imparando
reciprocamente ad accettare modi di
essere, di pensare e di esprimersi diversi.
Il mio pensiero va anche ai religiosi e alle religiose che, nella diversit dei loro carismi, apportano al
popolo della Guinea lofferta insostituibile della loro preghiera di adorazione, di lode e di intercessione.
Vivendo spesso in una situazione di
grande povert, in collaborazione
con alcuni laici, manifestano la carit di Cristo mediante le loro opere
di assistenza alla popolazione, sia
sul piano sanitario sia nel campo
delleducazione e dellistruzione. Li
assicuro del mio sostegno e della
mia preghiera. Essi compiono una
vera evangelizzazione con le opere,
e rendono una testimonianza autentica della tenerezza di Dio per tutti
gli uomini, in particolare per i pi
poveri e i pi deboli, testimonianza
che tocca i cuori e radica saldamente la fede dei fedeli. Malgrado la
pochezza dei mezzi e limmensit
del compito, vi invito a sostenerli
sempre, sia spiritualmente sia materialmente, affinch perseverino con
coraggio nelle opere di evangelizzazione e di promozione sociale.
Lapostolato dei sacerdoti, generosamente dediti ai compiti del ministero, spesso reso difficile, in particolare dal loro numero troppo esiguo. Li assicuro della mia vicinanza
e del mio incoraggiamento. Siate
per loro padri e amici che sostengono e guidano con cuore e spirito fraterno. Anche i sacerdoti devono vivere coerentemente con ci che predicano; la credibilit stessa della
testimonianza della Chiesa a essere
in gioco. indispensabile fare tutto
il possibile per suscitare abbondanti
e solide vocazioni sacerdotali. Saluto
lapertura recente del Seminario
Maggiore Benedetto XVI, evento
pieno di speranza per il futuro. Approfittate dunque di questa pagina
che si apre nella storia del clero guineano per suscitare un nuovo slancio della vita sacerdotale. La formazione nel seminario deve offrire ai
giovani un cammino serio di crescita
intellettuale e spirituale. Che la santit sacerdotale venga proposta loro
in modo autentico, a cominciare
dallesempio di sacerdoti che vivono
la propria vocazione nella gioia; i
futuri presbiteri impareranno a vivere in modo vero le esigenze del celibato ecclesiastico, come pure il giusto rapporto con i beni materiali, il
rifiuto della mondanit e del carrierismo poich il sacerdozio non
uno strumento di ascesa sociale , e
anche limpegno reale accanto ai pi
poveri.
Cari Fratelli nellEpiscopato, affido tutti voi, come pure i sacerdoti,
le persone consacrate, i catechisti e i
fedeli laici delle vostre diocesi, alla
protezione della Vergine Maria, Madre della Chiesa, e vi imparto di tutto cuore la Benedizione apostolica.

Udienza alla plenaria del dicastero per gli operatori sanitari

Chi soffre
non mai solo
Nella custodia e nella promozione
della vita in ogni istante si riconosce
la dignita della persona. Lo ha detto
Papa Francesco ai partecipanti alla
plenaria del Pontificio Consiglio per
gli operatori sanitari, ricevuti in
udienza questa mattina, luned 24
marzo, nella Sala Clementina. Questo
il discorso del Pontefice.

sofferenti con le loro famiglie, come


su tutti coloro che se ne prendono
cura, la materna protezione di Maria, Salus infirmorum, affinch illumini la vostra riflessione e la vostra
azione nellopera della difesa e della promozione della vita e nella pastorale della salute. Il Signore vi
benedica.

Cari fratelli e sorelle,


vi d il benvenuto in occasione della vostra Sessione Plenaria, e ringrazio Monsignor Zimowski per le
sue parole. A ciascuno di voi va la
riconoscenza del Vescovo di Roma
per limpegno che ponete verso
tanti fratelli e sorelle che portano il
peso della malattia, della disabilit,
di unanzianit difficile.
Il vostro lavoro di questi giorni
prende spunto da quanto il beato
Giovanni Paolo II, trentanni or sono, affermava circa la sofferenza:
Fare del bene con la sofferenza e
fare del bene a chi soffre (Lett.
ap. Salvifici doloris, 30). Queste parole egli le ha vissute, le ha testimoniate in maniera esemplare. Il suo
stato un magistero vivente, che il
Popolo di Dio ha ricambiato con
tanto affetto e tanta venerazione, riconoscendo che Dio era con lui.
vero, infatti, che anche nella
sofferenza nessuno mai solo, perch Dio nel suo amore misericordioso per luomo e per il mondo
abbraccia anche le situazioni pi
disumane, nelle quali limmagine
del Creatore presente in ogni persona appare offuscata o sfigurata. Cos stato per Ges nella sua Passione. In Lui ogni dolore umano, ogni
angoscia, ogni patimento stato assunto per amore, per la pura volont di esserci vicino, di essere con
noi. E qui, nella Passione di Ges,
c la pi grande scuola per chiunque voglia dedicarsi al servizio dei
fratelli malati e sofferenti.
Lesperienza della condivisione
fraterna con chi soffre ci apre alla
vera bellezza della vita umana, che
comprende la sua fragilit. Nella
custodia e nella promozione della
vita, in qualunque stadio e condizione si trovi, possiamo riconoscere
la dignit e il valore di ogni singolo
essere umano, dal concepimento fino alla morte.
Domani celebreremo la Solennit
dellAnnunciazione del Signore.
Ad accogliere la Vita a nome di
tutti e a vantaggio di tutti stata
Maria, la Vergine Madre, la quale
ha quindi legami personali strettissimi con il Vangelo della vita (Giovanni Paolo II, Lett. enc. Evangelium vitae, 102). Maria ha offerto la
propria esistenza, ha messo tutta se
stessa a disposizione della volont
di Dio, diventando luogo della
sua presenza, luogo in cui dimora
il Figlio di Dio.
Cari amici, nel quotidiano svolgimento del vostro servizio, teniamo
sempre presente la carne di Cristo
presente nei poveri, nei sofferenti,
nei bambini, anche indesiderati,
nelle persone con handicap fisici o
psichici, negli anziani.
Per questo invoco su ciascuno di
voi, su tutte le persone ammalate e

Il saluto del presidente

Carne
di Ges
La sofferenza e il dolore non
hanno un senso se non inseriti e
interpretati nella luce del mistero
pasquale di Cristo. Lo ha detto
larcivescovo Zygmunt Zimowski,
presidente del Pontificio Consiglio per gli operatori sanitari, rivolgendo un saluto al Papa
allinizio delludienza.
Attraverso la carne di Ges
martoriata ed elevata in Croce
ha aggiunto il presule il Padre
di misericordia va in cerca della
sua creatura, facendosi simile a
lei nella carne del Figlio, senza
giudicarla se non nel segno
dellamore, rendendo accessibile,
anche
nellultimo
gradino
dellabbrutimento umano, il dono di un amore che perdona e
che salva. E in questo contesto
la sofferenza pu effettivamente
diventare strumento silenzioso,
ma efficace di evangelizzazione,
anche a partire dal letto del dolore e dellabbandono.
Fare del bene a chi soffre
ha poi spiegato il presidente
costituisce limpegno del dicastero per unopera di formazione
costante per tutte le figure professionali, che nel complesso ambito della sanit e della salute si
chinano sul prossimo sofferente. Si tratta di medici, infermieri, personale ausiliario, persone
impegnate a diversi livelli in responsabilit politiche, legislative
e amministrative, a livello internazionale e nei singoli Paesi, cos
come di familiari, di cappellani,
di volontari. Dunque un vero
esercito di persone da seguire
e assistere affinch nella frenesia dei gesti quotidiani ha detto non venga meno il senso di
questa vocazione e si comprenda soprattutto che in questo
esercizio della carit non sono
chiamati ad agire in nome proprio, ma a sentirsi strumenti e testimoni dellintera comunit ecclesiale.
Infine, parlando della plenaria
in corso in questi giorni, larcivescovo ne ha puntualizzato gli
obiettivi, che sostanzialmente si
riassumono nella volont di intravedere percorsi di una rinnovata evangelizzazione accanto e
insieme a chi vive la sofferenza e
il dolore.