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LOSSERVATORE ROMANO
GIORNALE QUOTIDIANO

Unicuique suum
Anno CLIV n. 50 (46.592)

POLITICO RELIGIOSO
Non praevalebunt

Citt del Vaticano

domenica 2 marzo 2014

Il discorso pronunciato dal Papa durante ludienza alla plenaria della Pontificia Commissione per lAmerica latina

Infuriano i combattimenti tra lesercito di Assad e i ribelli

Per trasmettere fede e speranza

Sangue
a Damasco

Stiamo scartando i nostri giovani


e loro stanno lentamente scivolando nel disincanto. Ma non possiamo abbandonarli: hanno bisogno di
chi gli sappia dare fede e speranza. il senso del discorso che Papa Francesco ha rivolto ai partecipanti alla plenaria della Pontificia
Commissione per lAmerica latina
nellincontro che ha avuto lu0go venerd mattina, 28 febbraio, nella Sala Clementina. Esplicito il riferimento alla situazione dei giovani latinoamericani, oggetto della riflessione dei lavori dellassemblea appena
conclusa: una realt che il Pontefice
conosce bene e che gli sta particolarmente a cuore. Ma il suo pensiero
non poteva non abbracciare lintero
mondo giovanile, che in ogni angolo del mondo alla ricerca di
unutopia destinata a infrangersi
quotidianamente contro una realt
dura e difficile.
Come farvi fronte? Lasciato da
parte il testo del discorso gi preparato e da noi pubblicato integralmente nelledizione di ieri il Pontefice ha parlato a braccio, offrendo
alcune indicazioni racchiuse in un
trinomio: memoria, discernimento,
utopia. Su questo, ha poi suggerito,
si pu innestare quel processo che

porta alla traditio fidei e dunque alla


traditio spei.
Lincontro per Papa Francesco
stato anche occasione per richiamare
le sue esperienze con i giovani latinoamericani. Ha ricordato, per
esempio, come proprio a causa di
una cattiva educazione allutopia,
alcuni giovani argentini appartenenti

allAzione Cattolica, negli anni Settanta, sono finiti tra le fila dei guerriglieri. Poi, per rendere pi immediata la percezione del valore del legame generazionale tra anziani e
giovani, ha citato Rapsodia in agosto,
un film opera del regista giapponese
Akira Kurosawa, nel quale viene
esaltato il ruolo dei nonni nella con-

servazione della cultura tradizionale,


anche quando i genitori ne hanno
assimilata una diversa. Lincontro
dei ragazzi e dei giovani con i nonni
ha affermato decisivo per ricevere la memoria di un popolo e il
discernimento sul presente.
PAGINA 7

DAMASCO, 1. Sangue in Siria: i


combattimenti tra ribelli ed esercito
non conoscono tregua a tre anni
dallinizio delle ostilit. Almeno 17
persone, tra le quali donne e bambini, sono state gravemente ferite,
ieri, in seguito a colpi di mortaio
sulle zone orientali di Damasco. Lo
riferisce lagenzia di stampa ufficiale Sana, che parla di una ragazza in
condizioni critiche dopo essere stata ferita. Lattacco per il quale la
Sana accusa non meglio precisati
gruppi di terroristi avvenuto
mentre migliaia di manifestanti erano scesi in piazza nel distretto di
Mazzeh, a ovest di Damasco, in sostegno del regime del presidente
Bashar Al Assad.
La situazione critica anche al
confine con il Libano. Due ragazzi
sono morti ieri in un raid effettuato dai caccia dellesercito siriano sullarea di Arsal, localit libanese al confine con la Siria. Fonti
di stampa precisano che nellattacco cinque persone sono rimaste ferite. Altre fonti riferiscono di due
raid: il primo avrebbe colpito la
zona di Khirbit Youneen e Wadi
Hmayyed, senza provocare vittime,
mentre il secondo avrebbe causato

Secondo il Governo ucraino la Russia avrebbe inviato altri seimila soldati in Crimea

Alta tensione tra Mosca e Kiev


KIEV, 1. Cresce la tensione in Crimea,
malgrado i primi accenni di dialogo
diplomatico fra Russia e Occidente
sulla spinosa questione.
Il Governo di Kiev ha denunciato
oggi che Mosca ha inviato in territorio ucraino seimila militari. Lo ha
fatto sapere il ministro della Difesa,
Ihor Tenyukh, avvertendo che le
forze armate nazionali sono state poste in stato di massima allerta nella
penisola della Crimea, dove ieri era
stata denunciata la presenza di duemila soldati.
Dal canto suo, il primo ministro,
Arseny Yatseniuk, aprendo stamane il
consiglio dei ministri, ha definito
inaccettabile la presenza di blindati
russi nel centro di citt ucraine, sollecitando Mosca a cessare ogni operazione militare. La presenza inade-

guata dei militari russi in Crimea


una provocazione, ma i tentativi di
fare reagire lUcraina con la forza sono falliti ha detto il capo del Governo. Per questo ha precisato
chiediamo alla Federazione russa e
alle autorit che ritirino le proprie
forze armate nelle basi militari.
Lo stesso primo ministro ha poi
annunciato che il referendum sullo
status della Crimea allinterno
dellUcraina stato anticipato dal 25
maggio al 30 marzo prossimo.
La Crimea gi una Repubblica
autonoma. La penisola, che si protende nel Mar Nero, gi territorio
russo, venne donata nel 1954 da
Nikita Kruschev a Kiev, allepoca
una delle Repubbliche sovietiche.
Quattro giorni fa, il Parlamento
locale aveva deciso di tenere un refe-

Udienza al primo ministro


di Romania

Nella mattinata di sabato 1 marzo,


il Santo Padre Francesco ha ricevuto in udienza il primo ministro della
Romania, Victor-Viorel Ponta, che
successivamente ha incontrato il cardinale Pietro Parolin, segretario di
Stato, accompagnato dallarcivescovo Dominique Mamberti, segretario
per i Rapporti con gli Stati.
Il primo ministro ha portato i saluti del Patriarca ortodosso Daniele.
Al centro dei colloqui, svoltisi in un
clima di cordialit, sono stati i temi
della famiglia, delleducazione, della libert religiosa e della salvaguardia dei valori comuni, nel contesto

della proficua cooperazione tra la


Santa Sede e la Romania a livello
bilaterale e nellambito della comunit internazionale. Nel rilevare il
potenziale della Chiesa Cattolica
per contribuire al bene comune
dellintera societ, sono state toccate anche alcune questioni aperte
che interessano la comunit cattolica in Romania. Infine, c stato uno
scambio di opinioni sullattuale situazione internazionale, in particolare ribadendo lauspicio che si persegua la via del dialogo e del negoziato per porre fine ai vari conflitti
che affliggono il mondo.

rendum sullampliamento dellautonomia di Simferopoli da Kiev il 25


maggio, che anche la data delle
elezioni anticipate presidenziali in
Ucraina.
E mentre fonti dellAmministrazione statunitense hanno segnalato movimenti militari russi in Crimea via
aria e via mare, sulla grave crisi intervenuto anche il presidente, Barack
Obama, che ha lanciato un monito
alle autorit di Mosca. La situazione fluida, ma un intervento militare
ha detto, senza specificare sarebbe una grave violazione del diritto
internazionale e avrebbe un costo.
Obama ha assicurato che Washington sar a fianco della comunit internazionale e si adoperer per lintegrit territoriale ucraina.
Convocato su richiesta di Kiev, si
riunito ieri sera il Consiglio di sicurezza dellOnu. Lambasciatore ucraino, Iuri Sergeyev, ha chiesto aiuto,
mentre la rappresentante statunitense, Samantha Power, ha auspicato
che si attivi subito una mediazione
internazionale.
Dopo una serie di telefonate con il
primo ministro britannico, David
Cameron, il cancelliere tedesco,
Angela Merkel, e il presidente
dellUnione europea, Herman van
Rompuy, stato il presidente russo,
Vladimir Putin, rompendo giorni di
silenzio, a invitare alla calma per evitare ogni escalation.
E in tutto questo proprio mentre
lUnione europea definisce legittimo
il nuovo Governo transitorio di Kiev,
dicendosi pronta a firmare un
accordo di associazione con lUcraina il deposto presidente, Viktor
Ianukovich, riapparso per la prima
volta in pubblico, in Russia.
Durante una conferenza stampa a
Rostov, sul Don, ha bollato il nuovo
Governo rivoluzionario come neofascista, accusando la politica irresponsabile dellOccidente per la crisi
e i morti di una sceneggiatura non
scritta in Ucraina. Subito dopo, le
nuove autorit di Kiev hanno chiesto
ufficialmente alla Russia lestradizione dellex capo dello Stato.

Oggi linserto mensile

Donne e arte
IN

ALLEGATO

sempre nella stessa area due


vittime.
Per modalit e per tipologia
delle vittime, i crimini commessi in
Siria sono assai pi gravi di quelli
perpetrati nella ex Jugoslavia ha
dichiarato ieri Carla del Ponte, ex
procuratore capo del Tribunale Penale Internazionale per lex-Jugoslavia e ora membro della commissione di inchiesta sulla Siria. Non
esistono buoni e cattivi, e tutte le
parti commettono crimini. Del
Ponte e gli altri membri della commissione dinchiesta Onu sono in
questi giorni impegnati in incontri
a porte chiuse, nel sud della Turchia, con rifugiati siriani e dissidenti. Il mandato della commissione,
presieduta dal brasiliano Paulo Srgio Pinheiro, gi scaduto e il cinque di questo mese sar presentato
a Ginevra il rapporto conclusivo
dellinchiesta.
Ma a suscitare le preoccupazioni
della comunit internazionale soprattutto lemergenza dei profughi.
Quello siriano sta diventando il
pi grande gruppo di profughi al
mondo, superato per il momento
solo dagli afghani. Secondo lAlto
commissario per i rifugiati dellOnu, Antnio Guterres, le persone registrate come profughi causati
dalla guerra sono quasi due milioni
e mezzo. Se la tendenza attuale dovesse proseguire, ha aggiunto lAlto
commissario delle Nazioni Unite
per i rifugiati, ci si attende che il
numero di profughi raggiunga i
quattro milioni entro la fine dellanno. E pochi giorni fa le autorit di
Damasco hanno reso noto che intendono cooperare con le Nazioni
Unite nellambito del rispetto della sovranit della Siria per la fine
delle violenze e per lapertura di
corridoi umanitari.

Nuovi disordini a Caracas

LOnu condanna
le violenze
in Venezuela
PAGINA 2

Accanto
a Papa Giovanni
Uomini armati a Simferopoli dietro un cartello che rivendica lappartenenza russa della Crimea
(LaPresse/Ap)

LORIS FRANCESCO CAPOVILLA


A PAGINA 6

NOSTRE INFORMAZIONI
Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:
le Loro Eminenze Reverendissime i Signori Cardinali:
Marc Ouellet, Prefetto della Congregazione per i Vescovi;
Jos Manuel Estepa Llaurens, Arcivescovo Ordinario Militare emerito per la Spagna, in
visita ad limina Apostolorum;
le Loro Eccellenze Reverendissime i Monsignori:
Santiago Garca Aracil, Arcivescovo di Mrida-Badajoz
(Spagna), in visita ad limina
Apostolorum;
Braulio Rodrguez Plaza,
Arcivescovo di Toledo (Spagna), con lAusiliare, Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor ngel Fernndez Collado,
Vescovo titolare di Iliturgi, in
visita ad limina Apostolorum;
Juan del Ro Martn, Arcivescovo Ordinario Militare per

la Spagna, in visita ad limina


Apostolorum;
Francisco Cerro Chaves,
Vescovo di Coria-Cceres (Spagna), in visita ad limina Apostolorum;
Amadeo Rodrguez Magro,
Vescovo di Plasencia (Spagna),
in visita ad limina Apostolorum;
Ciriaco Benavente Mateos,
Vescovo di Albacete (Spagna),
in visita ad limina Apostolorum;
Antonio ngel Algora Hernando, Vescovo di Ciudad Real
(Spagna), in visita ad limina
Apostolorum;
Jos Mara Yanguas Sanz,
Vescovo di Cuenca (Spagna), in
visita ad limina Apostolorum;
Atilano Rodrguez Martnez, Vescovo di Sigenza-Gua-

dalajara (Spagna), in visita ad


limina Apostolorum.
Il Santo Padre ha ricevuto
questa mattina in udienza Sua
Eccellenza il Signor Victor-Viorel Ponta, Primo Ministro della
Romania, con la Consorte, e
Seguito.
Il Santo Padre ha ricevuto
questa mattina in udienza Sua
Eccellenza il Signor Fernando
Zegers Santa Cruz, Ambasciatore di Cile, in visita di congedo.
Il Santo Padre ha accettato la
rinuncia allufficio di Vescovo
della Diocesi di esk Budjovice (Repubblica Ceca), presentata da Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Jii Paour,
OFMCAP., in conformit al canone 401 2 del Codice di Diritto Canonico.

LOSSERVATORE ROMANO

pagina 2

domenica 2 marzo 2014

Nuovi disordini a Caracas

La decisione del supremo tribunale federale

LOnu condanna
le violenze
in Venezuela

Nuova sentenza in Brasile


sul Mensalo

CARACAS, 1. Le Nazioni Unite condannano le violenze in Venezuela.


Lalto commissario per i Diritti
umani, Navi Pillay, ha espresso viva preoccupazione per gli scontri
che hanno causato morti e feriti e
per luso eccessivo della forza da
parte delle autorit.
In un comunicato diffuso a Ginevra, Pillay ha esortato il Governo
e lopposizione al dialogo e ha
chiesto indagini imparziali su
ogni caso di morte o ferimento.
Pillay si detta preoccupata anche
per lalto numero di persone arrestate e per le notizie di persone detenute in isolamento. Le persone
detenute solo per aver esercitato i
propri diritti devono essere immediatamente rilasciate, ha affermato. Secondo lesponente delle Nazioni Unite, questa crisi sar risolta solo se i diritti umani di tutti i
Venezuelani sono rispettati; la retorica incendiaria delle parti assolutamente inutile e rischia di accentuare le tensioni. giunto il tempo di andare oltre laggressione
verbale e di approdare al dialogo
ha sottolineato il commissario delle
Nazioni Unite.
Sulla crisi venezuelana intervenuto, sempre ieri, il segretario di
Stato americano, John Kerry, che
in un incontro con i giornalisti ha
anchegli auspicato il dialogo tra le
parti coinvolte. Devono ha detto Kerry tendersi la mano e avere un dialogo, riunire la gente e risolvere i loro problemi: abbiamo
bisogno di dialogo, non di violenze
e di arresti.
Sul terreno, comunque, la situazione resta estremamente critica.
Tre settimane di scontri politici in
Venezuela sono costate la vita ad
almeno 17 persone: il bilancio stato fornito dalla procuratrice generale, Luisa Ortega, secondo la quale durante le proteste ci sono stati
anche 261 feriti.
Le dimostrazioni organizzate a
Caracas e in altre citt venezuelane
per protestare contro laumento
della criminalit e la crisi economica sono degenerate in violenti
scontri fra gruppi di giovani e la
polizia. A far salire ulteriormente la
tensione stata poi la decisione del
Governo di arrestare alcuni esponenti di spicco dellopposizione.

BRASILIA, 1. stata respinta laccusa


di associazione a delinquere a carico
di otto condannati nellambito del
processo sul Mensalo, lo scandalo
delle tangenti politiche in Brasile
scoppiato nel 2005. Oltre a vedersi
ridurre le pene, molti degli incriminati (tra i quali lex braccio destro di
Lula, Jos Dirceu) ora potranno lasciare il carcere prima del previsto.
La decisione resasi necessaria dopo lammissione di nuovi ricorsi
stata annunciata ieri dal supremo tribunale federale brasiliano con una
maggioranza di sei voti a cinque.
Il risultato ha cos capovolto una
precedente sentenza dello stesso tribunale, emessa nel 2012 e in cui il
capo di imputazione era invece stato
accolto. Determinanti per lassoluzione dalla nuova condanna sono
stati i voti dei giudici Lus Roberto
Barroso e Teori Zavascki, nominati
dalla presidente Dilma Rousseff.
Critico nei confronti del verdetto
stato invece il giudice Joaquim Barbosa, presidente del tribunale, secondo il quale quello del voto stato un giorno triste.
Lo scandalo del Mensalo caus
nel giugno del 2005 una grave crisi
nel Governo brasiliano guidato
dallallora presidente Luiz Incio
Lula da Silva, sempre dichiratosi
estraneo alla vicenda.

D allinizio delle proteste, partite il


4 febbraio dalla citt di San Cristbal, capitale dello Stato di Tchira,
la polizia ha arrestato circa seicento
persone.
E anche ieri, nelle strade di Caracas, la tensione stata altissima.
Sono infatti registrati nuovi scontri
tra qualche centinaio di manifestanti e le forze dellordine; segnalati lanci di pietre e di bombe molotov. I tafferugli hanno interessato
soprattutto il quartiere di Chacao,
nella parte est della capitale. Stando a quanto riferiscono le autorit
non ci sarebbero vittime n feriti.
Per cercare di riportare la calma,
il presidente Maduro ha aperto
due giorni fa una conferenza per il
dialogo nazionale, che tuttavia
stata boicottata dallopposizione.
Nelle intenzioni di Maduro, la
conferenza dovrebbe servire per
arginare i disordini attraverso il
dialogo e lazione per la difesa della Costituzione e della pace. Uno
dei partiti di opposizione Voluntad
Popular, il cui leader Leopoldo
Lpez gi in carcere, ha visto
arrestare anche il proprio coordinatore politico, Carlos Vecchio,
provvedimento duramente contestato dalle formazioni contrarie a
Maduro.

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00120 Citt del Vaticano

Salto nel buio


per migliaia di migranti

Si dimesso
il Governo di Cipro

ornet@ossrom.va
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Nominati da Renzi
9 viceministri
e 35 sottosegretari
ROMA, 1. Il presidente del Consiglio dei ministri italiano, Matteo
Renzi, ha completato venerd la
composizione della compagine
governativa con la nomina di 35
sottosegretari e 9 viceministri.
Fra le 43 nomine, figurano solo 9
donne. In totale, compresi i ministri gi in carica, le esponenti
di sesso femminile rappresentano
il 27 per cento, quota analoga a
quella del precedente Governo
guidato da Enrico Letta.

LONDRA, 1. Limmigrazione sempre


di pi un tema cruciale nel dibattito
politico britannico. Il premier David
Cameron deve fare i conti con nuovi
arrivi, soprattutto dallUnione europea. E aumenta il fronte politico di
coloro che chiedono maggiori
controlli alla frontiera. Lufficio nazionale di statistiche ha reso noto ieri che nel Paese si registra un aumento di arrivi provenienti soprattutto dallUe.
In particolare da Polonia, Spagna,
Portogallo e anche Italia. I dati si riferiscono al periodo settembre 2012 settembre 2013. Nel dettaglio, si cal-

direttore responsabile

TIPO GRAFIA VATICANA


EDITRICE LOSSERVATORE ROMANO

Carlo Di Cicco

don Sergio Pellini S.D.B.

vicedirettore

Gaetano Vallini
segretario di redazione

MADRID, 1. Si fa ogni giorno pi


critica la situazione a Melilla e a
Ceuta le due enclaves spagnole in
Marocco che per i migranti africani rappresentano una delle vie pi
tentate per entrare in Europa. I centri di accoglienza temporanea hanno
un numero di persone tre volte superiore alle loro capacit e non c
giorno in cui non vi siano tentativi
di ingresso. Si stima che negli ultimi nove anni circa quarantamila
persone abbiano cercato di superare
la stretta sorveglianza e le reti di
protezione: diverse migliaia di migranti ci sono riusciti, molti altri sono stati respinti, e alcune decine vi
hanno trovato la morte cercando di
entrare via mare (come accaduto a
quindici uomini annegati il 6 febbraio a largo di Ceuta). Uomini,
donne e ragazzi, stremati dalla fame
e dalla disperazione, si radunano vicino alle due cittadine in attesa del
momento migliore per tentare lingresso. Come avvenuto ieri, quando in 350 hanno cercato di passare
per il varco di Beni Enzar: duecento
ci sono riusciti, e sono stati trasferiti
nei centri di accoglienza, o meglio
nelle tende supplementari allestite
dallesercito e dalla Croce rossa.
Persiste dunque in questarea una situazione di grave emergenza in cui
troppo spesso il viaggio della speranza si traduce in una realt di ulteriore sofferenza, se non di morte.

NICOSIA, 1. I ministri ciprioti hanno rassegnato ieri le dimissioni per


facilitare i cambiamenti nel Governo dopo la decisione del Partito
democratico (Diko, di destra, guidato da Nicolas Papadopoulos) di
uscire dalla coalizione con Adunata
democratica (Disy, di centrodestra,
del presidente della Repubblica,
Nicos Anastasiades).
Diko ha lasciato lEsecutivo per
disaccordi con il capo dello Stato
sulla gestione dei negoziati, di recente riavviati con la controparte
turco-cipriota, per la riunificazione
dellisola. Lo riferiscono i media.
Anastasiades parlando con i
giornalisti durante una conferenza
stampa a Nicosia ha detto di
avere chiesto ai ministri di rimanere ai loro posti sino a quando non
verr effettuato un rimpasto di Governo, che per gli analisti potrebbe
avvenire al massimo entro il prossimo 15 marzo.
La decisione dei ministri di rassegnare le dimissioni arrivata anche a poche ore dal voto con cui il
Parlamento ha respinto un disegno
di legge per la privatizzazione delle
aziende a partecipazione statale,
previsto nel memorandum firmato
lanno scorso da Nicosia con la
troika (Fondo monetario internazionale, Commissione europea e
Banca centrale europea) in cambio

di aiuti economici per uscire dalla


grave crisi finanziaria.
Ieri, avevano annunciato le dimissioni entro mercoled prossimo i
quattro ministri del Diko (sugli 11
che formano il Governo): quello
dellEnergia, Commercio, Industria
e Turismo, Yiorgos Lakkotrypis;
dellIstruzione e della Cultura,
Kyriakos Kenevezos; della Salute,
Costas Petrides; e della Difesa,
Photis Photiou.

Aumentano gli ingressi in Gran Bretagna


dai Paesi dellUe

GIOVANNI MARIA VIAN

caporedattore

Lex presidente brasiliano Lula da Silva (Reuters)

Dopo le divisioni allinterno della coalizione di maggioranza

Migranti scavalcano la recinzione a Melilla (LaPresse/Ap)

Piero Di Domenicantonio

SANTIAGO DEL CILE, 1. Per me


un enorme onore e fonte di orgoglio. Ha commentato cos Isabel
Allende la nomina a presidente
del Senato del Cile. Scrittrice di
fama mondiale e figlia del presidente socialista morto nel golpe
del 1973, Allende sar la prima
donna a ricoprire questo incarico
nella storia del Paese. stata
scelta e nominata da Nueva Mayora, la coalizione di centro sinistra uscita vincitrice dalle elezioni
dello scorso dicembre, che si insedier nel Parlamento cileno il
prossimo 11 marzo. Allende ha dichiarato di sperare che il suo
nuovo ruolo aiuti altre donne a
entrare nel mondo della politica,
esprimendo inoltre la propria
soddisfazione nel ricoprire lo stesso incarico che dal 1966 al 1969 fu
di suo padre.
Il primo compito di Allende
sar quello di presiedere al giuramento di Michelle Bachelet, che
ritorna alla presidenza del Cile,
dopo un primo mandato tra il
2006 e il 2010. Laccordo di coalizione che ha portato Allende alla
presidenza del Senato prevede
che dopo un anno lincarico sia
affidato a Patricio Walker, senatore della Democracia cristiana,
partito che negli anni Settanta si
oppose a Salvador Allende, ora
alleata dei socialisti nella maggioranza di Governo.

Sempre pi critica la situazione a Ceuta e a Melilla

Promosso
dalla troika
il risanamento
di Lisbona
LISBONA, 1. I rappresentanti della
troika (Banca centrale europea,
Fondo monetario internazionale,
Unione europea) hanno promosso
ieri il programma di risanamento
del Portogallo. Al termine della
nuova missione a Lisbona, la troika
ha emesso un comunicato in cui si
afferma che la ripresa economica si
va rafforzando e si evidenzia che il
deficit del 2013 al 4,5 per cento,
ovvero ben al di sotto delle previsioni iniziali. Il verdetto sulla revisione del programma economico
portoghese, che sbloccher 2,5 miliardi del prestito da 78 miliardi
concesso a Lisbona, atteso ad
aprile. Sempre ieri il Governo di
Lisbona ha ribadito, dopo la
valutazione positiva espressa dai
rappresentanti della troika, che
lobiettivo resta quello di uscire a
maggio dal programma di salvataggio.
Intanto nel Paese hanno avuto
luogo nuove proteste contro le misure di austerit approvate dal Parlamento. Nella giornata di ieri migliaia di persone hanno protestato
a Lisbona e in altre citt nellambito di manifestazioni organizzate
dal maggiore sindacato portoghese,
il Cgtp. La protesta diretta in
particolare contro il taglio degli stipendi pubblici e delle pensioni.

Isabel Allende
eletta presidente
del Senato
cileno

direttore generale

colano 212.000 nuovi arrivi rispetto


ai 154.000 dello stesso periodo per
lanno precedente. Circa il settanta
per cento per lavoro, il trenta per
cento per studio. Il numero dei cittadini europei aumentato a 209.000
da 149.000.
Per gli italiani si registra inoltre
un primato: sono oltre 44.000 quelli
ai quali lo scorso anno stato attribuito nel Regno Unito il National
Insurance Number (equivalente al
codice fiscale), il 66 per cento in pi
rispetto al 2012. Si tratta dellaumento maggiore registrato tra i Paesi di
provenienza.

Servizio vaticano: vaticano@ossrom.va


Servizio internazionale: internazionale@ossrom.va
Servizio culturale: cultura@ossrom.va
Servizio religioso: religione@ossrom.va

Segreteria di redazione
telefono 06 698 83461, 06 698 84442
fax 06 698 83675
segreteria@ossrom.va

Servizio fotografico: telefono 06 698 84797, fax 06 698 84998


photo@ossrom.va www.photo.va

Comunque, il dato generale diffuso dallistituto di statistica britannico


riferiscono gli analisti parziale
e limitato a chi appunto richiede il
National Insurance Number (che nel
Paese potrebbero essere giunti da
molto tempo) e andrebbe combinato
con il sommerso, ovvero il dato non
dichiarato.
Tuttavia, resta indicativo di una
tendenza che sembra andare nella
direzione opposta a quella auspicata
dal Governo, il cui obiettivo di limitare gli arrivi a meno di 100.000
allanno entro il 2015.

Tariffe di abbonamento
Vaticano e Italia: semestrale 99; annuale 198
Europa: 410; $ 605
Africa, Asia, America Latina: 450; $ 665
America Nord, Oceania: 500; $ 740
Abbonamenti e diffusione (dalle 8 alle 15.30):
telefono 06 698 99480, 06 698 99483
fax 06 69885164, 06 698 82818,
info@ossrom.va diffusione@ossrom.va
Necrologie: telefono 06 698 83461, fax 06 698 83675

Proteste
ad Atene
contro
i licenziamenti
ATENE, 1. Centinaia di funzionari greci hanno manifestato ieri
per le strade di Atene per protestare contro i numerosi licenziamenti nellambito della ricostruzione del settore pubblico. Il
Governo greco aveva infatti promesso ai rappresentanti della
troika (Unione europa, Banca
centrale europea e Fondo monetario internazionale) di licenziare, nellarco del 2014, 11.500 dipendenti per ridurre la spesa
pubblica e per poter continuare
a beneficiare dei prestiti internazionali.
I manifestanti si sono radunati di fronte al ministero delle Riforme amministrative per poi essere allontanati dalla polizia in
tenuta antisommossa. Successivamente i dimostranti si sono
diretti verso il ministero delle
Finanze, dove sono stati nuovamente respinti dalle forze
dellordine.
Tra i lavoratori scesi ieri in
piazza vi sono stati anche numerosi insegnanti. Riferiscono i
media locali che durante la manifestazioni
sono
divampati
scontri con gli agenti di polizia
che hanno fatto uso di gas lacrimogeni per disperdere la folla.

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Il Sole 24 Ore S.p.A
System Comunicazione Pubblicitaria

Aziende promotrici della diffusione de


LOsservatore Romano

Intesa San Paolo

Alfonso DellErario, direttore generale


Romano Ruosi, vicedirettore generale

Ospedale Pediatrico Bambino Ges

Sede legale
Via Monte Rosa 91, 20149 Milano
telefono 02 30221/3003, fax 02 30223214

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Banca Carige
Credito Valtellinese

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domenica 2 marzo 2014

pagina 3

Criticato per lincapacit di arginare le violenze il presidente nigeriano promette una rapida soluzione

I manifestanti tolgono gli accampamenti a Bangkok

In guerra
contro i miliziani di Boko Haram

La crisi thailandese
resta irrisolta

ABUJA, 1. Il presidente della Nigeria,


Jonathan Goodluck, ha dichiarato
ieri che il Paese in guerra contro i
miliziani islamisti di Boko Haram,
in seguito ai numerosi, efferati attacchi che negli ultimi giorni hanno
provocato decine di vittime. Lamministrazione del presidente Goodluck,
ricordano le agenzie di stampa internazionali, stata criticata per la sua
presunta incapacit di fermare gli attacchi contro i civili indifesi. Dal
canto suo il capo di Stato nigeriano
ha definito invece un grande successo loffensiva militare contro Boko Haram nel nord del Paese, aggiungendo che presto la situazione
torner alla normalit.
Al momento, tuttavia, sembra difficile che la situazione possa essere
normalizzata in tempi brevi. I miliziani infatti non danno tregua con i
loro attacchi indiscriminati contro
uomini, donne e bambini. Violenze
che hanno di conseguenza causato
distruzione e miseria in varie parti
del Paese. Nei giorni scorsi un responsabile dellamministrazione del
distretto di Madagali, Mallam Maina Ularamu, ha lanciato un allarme
riguardo alla situazione nella zona a
confine tra gli Stati di Borno e Adamawa.
A causa delle violenze, sono giunte nelle ultime settimane migliaia di
persone sono giunte nella zona co-

Civili nigeriani costretti ad abbandonare le proprie abitazioni (Reuters)

strette ad abbandonare la localit di


Izge dove i miliziani avevano ucciso
due donne e un uomo e poi dato alle fiamme alcune abitazioni. Si
trattato di un episodio tra i tanti che
hanno indotto gran parte della po-

polazione a temere sempre pi per


la propria incolumit.
Nel maggio scorso il presidente
aveva lanciato unoffensiva militare a
Borno, Adamawa e nello Stato di
Yobe per cercare di arginare le vio-

Coprifuoco
nella
citt libica
di Sebha

Netanyahu atteso a Washington

Sinfiamma il confine
tra Gaza e Israele
TEL AVIV, 1. Ancora tensione al confine tra la Striscia di Gaza e Israele.
Una donna palestinese stata uccisa, oggi, nel sud del territorio controllato da Hamas da colpi sparati
dallesercito israeliano al confine. Lo
riferiscono fonti palestinesi; nessuna
smentita da parte israeliana. Lepisodio segue di poche ore un raid israeliano nel nord della Striscia: lobiettivo, come riferiscono fonti militari,
era una postazione per il lancio di
razzi. Dopo circa un anno di calma
relativa sottolinea la France-Presse
nelle ultime settimane si assistito
a un incremento degli incidenti , con
diversi lanci di razzi da parte di miliziani palestinesi e rappresaglie
israeliane.
Intanto, gli occhi della diplomazia
internazionale guardano a Washington, dove atteso il premier israelia-

Ancora
violenze
in Egitto
IL CAIRO, 1. Un manifestante
morto ieri durante gli scontri al
Cairo tra sostenitori e oppositori
dellex presidente Mohammed
Mursi, destituito dallesercito. Lo
ha reso noto il ministero della Sanit, aggiungendo che altre sedici
persone sono state ferite, nove
delle quali in modo grave.
Oltre quattromila sostenitori di
Mursi hanno manifestato per ore
nel quartiere di Ain Shams della
capitale, paralizzando il traffico.
Manifestazioni simili si sono
svolte nelle citt di Alessandria,
Suez e Ismailia, oltre che nelle
province di Ben Sueif e Minya.
Ad Alessandria incidenti sono
stati segnalati dopo che alcuni
cittadini hanno cercato di zittire i
manifestanti, in gran parte esponenti dei Fratelli musulmani, che
intonavano slogan contro lesercito e il Governo. Dallo scorso dicembre, i Fratelli musulmani, cui
appartiene il deposto presidente,
sono stati dichiarati fuorilegge.
E in considerazione del progressivo deterioramento della situazione di sicurezza, Italia, Belgio, Olanda e Germania hanno
sconsigliato ai propri cittadini di
recarsi in Egitto, in particolare nel
Sinai e a Sharm el Sheikh, per il
timore di attentati.

no, Benjamin Netanyahu, che dovrebbe incontrare luned alla Casa


Bianca il presidente Barack Obama.
Pochi giorni fa, il segretario di Stato
americano, John Kerry, aveva annunciato che i colloqui di pace diretti
tra israeliani e palestinesi, che sulla
carta avrebbero dovuto durare nove
mesi, si estenderanno oltre la scadenza prefissata, ovvero fino alla fine di aprile. La visita del presidente
palestinese Abu Mazen a Washington prevista per il 17 marzo.
I negoziati di pace tra israeliani e
palestinesi sostenuti dagli Stati Uniti, ripresi a luglio scorso dopo tre
anni di stallo, sono al momento
bloccati. Kerry, che nei mesi scorsi
ha effettuato undici viaggi in Israele
e in Cisgiordania, sta lavorando con
entrambe le parti per dirimere alcune questioni chiave, come quelle
degli insediamenti e dei profughi
palestinesi, in vista di un accordo
quadro.
Il principale obiettivo della Casa
Bianca di arrivare a unintesa generale, su tutti i punti, entro la fine
dellanno. Nonostante le difficolt,
Kerry ha sempre ribadito limpegno
di Washington per una giusta soluzione del conflitto che guardi nella
direzione della formazione di due
Stati autonomi e sovrani, in pace tra
loro.

TRIPOLI, 1. Un coprifuoco in vigore dalle 22 alle 7 nella citt libica di Sebha per bloccare le minacce alla sicurezza e per arginare le violenze causate da quanti
intendono andare contro la pace
stato ieri annunciato dal portavoce dellunit responsabile delle
operazioni militari nel sud, Ala Al
Huwaik. Dal mese scorso la localit di Sebha teatro di scontri
tra esponenti della trib Awlad
Soliman, di origine araba, e quelli
di origine africana dei Tabu, che
hanno provocato finora un centinaio di vittime. Oltre ad aver decretato lo stato di emergenza, le
autorit libiche hanno dispiegato
rinforzi militari a Sebha, bastione
dellex colonnello Gheddafi. Le
violenze hanno finito per avere ripercussioni sul voto per lAssemblea costituente. Il presidente
dellAlta commissione elettorale
nazionale, Nuri Elabbar, ha dichiarato che a causa dellinsicurezza e dei sabotaggi da parte di
gruppi etnici, la seconda tornata
elettorale non si potuta tenere
in numerosi seggi. Elabbar ha aggiunto che una terza tornata non
sar organizzata e sar il Parlamento a decidere che cosa fare
degli 11 seggi, su 60, vacanti. I
primi 49 seggi sono stati assegnati
dal 45 per cento degli aventi diritto andati alle urne il 20 febbraio.

lenze scatenate dai miliziani di Boko


Haram, che si battono per rovesciare
il Governo federale di Abuja e imporre la legge islamica nel Paese.
Ma finora la lotta non ha dato i risultati sperati.
E proprio nello Stato di Yobe, nei
giorni scorsi, i miliziani islamisti
hanno perpetrato una strage di studenti, nellattacco contro il collegio
Buni Yadi. Nellazione destabilizzante dei terroristi sono proprio le scuole a essere uno degli obiettivi pi
colpiti: molte sono state date alle
fiamme, con un conseguente pesante
bilancio di vittime. Proprio nella citt di Yobe, nel settembre scorso, erano stati uccisi quaranta studenti durante un attacco compiuto contro un
centro per la formazione agraria.
Dopo questa strage, il governatore
dello Stato, Ibrahim Gaida, ha rivolto critiche al Governo di Abuja perch le forze di sicurezza sarebbero
giunte troppo tardi sul luogo della
strage una volta interpellate durgenza. Per ben cinque ore non cerano
agenti in grado di impedire quello
che stava accadendo ha affermato
in un comunicato il governatore.
E in questi giorni si tenuta ad
Abuja una conferenza internazionale
sulla pace e la sicurezza in Africa alla quale ha preso parte anche il presidente francese, Fraois Hollande.

Emergenza siccit in Malaysia

Razionata lacqua
a Kuala Lumpur

re in un unico accampamento nel


parco Lumphini. Tuttavia, rimarranno operativi e gestiti da gruppi affiliati altri tre bivacchi attorno ad alcuni palazzi istituzionali,
tra cui la sede dellEsecutivo.
Nelle ultime settimane, le difficolt logistiche ed economiche di
una protesta che va avanti ormai
da fine ottobre sono state comunque evidenti, con presidi semivuoti
sorvegliati solo da un minaccioso
servizio di sicurezza reclutato dal
sud, feudo dellopposizione.
Una serie di violenze sparatorie, attacchi esplosivi e scontri con
le forze dellordine, che hanno provocato 21 morti e oltre settecento
feriti ha progressivamente fatto
calare la partecipazione della borghesia di Bangkok, che continua
comunque a sostenere compatta la
lotta contro il Governo.
Ma anche se le strade di
Bangkok torneranno libere, la crisi
politica rimane al momento irrisolvibile. Suthep, che chiede listituzione di un Consiglio del popolo
nominato dagli ambienti monarchici, non ha mai accettato alcun
compromesso. La sua offerta di un
dibattito televisivo con Yingluck
stata respinta ieri dal Governo, che
ribadisce la sua legittimit proveniente dal trionfo elettorale del
2011 e, probabilmente, anche del
voto anticipato del 2 febbraio.
Dato il boicottaggio dellopposizione sostenuta dalllite tradizionale vicina alla monarchia e
lostruzionismo della protesta, lesito della consultazione elettorale del
mese scorso ancora non stato ancora reso noto e Yingluck appoggiata dalle classi medio-basse
rurali rimane precaria nella posizione di primo ministro ad interim.
La crisi politico-istituzionale rischia, quindi, di trascinarsi ancora
a lungo.

Svolta in Cina
sulla sicurezza
informatica

mezzo di persone. Anche nella capitale, Kuala Lumpur dopo due


mesi di siccit, accompagnata da
temperature sopra la media
previsto un razionamento del prezioso liquido. Si temono pesanti
conseguenze
sulleconomia
di
quello che il primo esportatore
al mondo di gomma e il secondo
produttore di olio di palma, oltre
che sul pregiato export di frutta
esotica e fiori.

PECHINO, 1. Il presidente cinese, Xi


Jinping, presieder un gruppo di
lavoro del Partito Comunista Cinese sulla sicurezza cibernetica del
Paese. Senza sicurezza su internet
non c sicurezza nazionale ha dichiarato il presidente, secondo i
media cinesi. Senza informatizzazione non c modernizzazione ha
aggiunto Xi Jinping. Il presidente
ha quindi dichiarato che la Cina
deve sforzarsi di diventare una
potenza cibernetica. Il gruppo di
lavoro avr due vice presidenti, il
premier Li Keqiang e il membro
dellufficio politico comunista Liu
Yunshan. In Cina come sottolineano numerose fonti di stampa
la rete internet strettamente controllata dal Governo, che impedisce
laccesso del pubblico ai siti considerati pericolosi.

Uccisi
cinque talebani
in Afghanistan

Sangue
sulle vaccinazioni
in Pakistan

KABUL, 1. Non si fermano le violenze in Afghanistan, mentre si


acuiscono le divergenze tra lAfghanistan da un lato e gli Stati
Uniti e la Nato dallaltro, in merito al mancato accordo sulla sicurezza. Ieri cinque talebani sono
morti in un raid di un drone statunitense (velivolo senza pilota)
nella provincia di Kunar. Come
accade anche in Pakistan, la strategia dei droni un motivo di contenzioso anche fra Kabul e Washington, con le autorit afghane
che esprimono riserve sui droni
perch ritenuti una minaccia per
lincolumit della popolazione. Il
Pentagono replica che, fatta salva
la volont di non nuocere ai civili,
finora tale strategia ha permesso
di distruggere numerosi postazioni
talebane.

ISLAMABAD, 1. Nuovi attacchi dei


talebani in Pakistan contro la campagna antipolio. Oggi attentati dinamitardi nel distretto di Khyber
hanno provocato la morte di tredici
poliziotti, che stavano scortando
una squadra di medici impegnati
nelle vaccinazioni. Si poi appresso che anche un bambino rimasto
vittima degli attentati. Un commando di miliziani ha lanciato alcuni ordigni in unarea dove erano
radunati medici e i volontari, sopravvissuti allattacco. Si stima che
nel 2013 in Pakistan pi di trenta
medici, impegnati nella campagna
antipolio, siano rimasti uccisi negli
attacchi compiuti dai miliziani. Il
Pakistan tra laltro lunico Paese
dove il numero di nuovi casi di polio stato segnalato in aumento
nel 2013.

Un corso dacqua quasi asciutto (Reuters)

KUALA LUMPUR, 1. Molte zone


della Malaysia sono state colpite
dalla siccit, insuale in un Paese
dove le piogge sono una costante
dovuta alla vicinanza allEquatore
e alla posizione geografica.
Particolarmente colpiti gli Stati
di Selangor, Johor e Negeri
Sembilan, dove il livello dellacqua
negli invasi per lapprovvigionamento gi sceso del 50 per cento. Emergenza per due milioni e

Tra il Governo di Manila e i guerriglieri musulmani del sud dellarcipelago

Verso un accordo di pace nelle Filippine

Il presidente filippino (Afp)

BANGKOK, 1. Il leader della protesta monarchico-nazionalista contro


il Governo thailandese, lex vice
premier Suthep Thaugsuban, ha
annunciato che da domani, domenica, il suo movimento abbandoner tutti gli accampamenti nel centro di Bangkok, a eccezione di
quello nel parco Lumphini. Ma
lepilogo della crisi politica che lacera il Paese asiatico sembra ancora
molto lontano.
Lex vice premier ha parlato durante uno degli abituali comizi alla
folla di manifestanti, specificando
di volere comunque continuare la
lotta per ottenere le dimissioni del
Governo di Yingluck Shinawatra.
La mossa di Suthep rappresenta
in sostanza la fine delloperazione
Bangkok Shutdown (paralisi di
Bangkok) lanciata lo scorso 13 gennaio, una strategia che ha portato
immensi disagi ai residenti della
capitale, incidendo pesantemente
anche sugli arrivi turistici.
Restituiremo ogni incrocio alla
popolazione di Bangkok e da luned non paralizzeremo pi la capitale ha annunciato Suthep. In pratica, il movimento antigovernativo
abbandoner i centralissimi presidi
di Phatumwan, Ratchaprasong e
Asok, situati lungo larteria stradale
principale di Bangkok, per conflui-

MANILA, 1. Il Governo delle Filippine e i leader della ribellione musulmana nel sud dellarcipelago asiatico
firmeranno entro la fine di marzo gli
attesi accordi di pace. Intese che
porranno fine a una delle guerriglie
pi lunghe e sanguinose dellAsia.
Lo ha reso noto ieri il primo ministro della Malaysia, Najib Razak,
precisando che il presidente delle Filippine, Benigno Aquino III, lo ha
invitato a Manila per la cerimonia
della firma, prevista ha detto
entro la fine marzo. Un funzionario dellufficio presidenziale filippino
ha confermato che gli accordi saranno siglati in quel periodo, ma una
data precisa non stata ancora fissata. Benigno Aquino III attualmente
in visita ufficiale in Malaysia, Paese
che in diverse occasioni ha ospitato
round di negoziati tra il Governo di
Manila e i ribelli.

LOSSERVATORE ROMANO

pagina 4

Raccolti gli scritti di Mario Sensi su Loreto

Quando i vescovi si confrontarono sul Vaticano

Le scelte misteriose
della madre di Dio
quali riesce a scoprire lirradiamento devozionale del santuario
e le modalit con le quali questo culto viene replicato prima
nella zona umbro-marchigiana,
poi sempre pi lontano. E la
profonda conoscenza della storia devozionale della regione lo
porta a trovare le origini della
chiesa lauretana in un ex voto
contro la peste, che prevedeva
ledificazione di un sacello sacro
in una sola giornata, e quindi
senza fondamenta: da qui lattributo di miraculose fundata.
Il piccolo santuario mariano
sorto vicino a Recanati si trasforma per presto,
da santuario per
Sarebbe utile studiare
uno scopo specifico
a santuario sede di
la fase gesuitica del santuario
un culto polivalenQuella in cui esso divenne
te. Che, come per
altri casi vicini, nel
uno dei luoghi principali
periodo fra Trecena sperimentare la penitenza
to e Quattrocento,
in quanto santuario
attenzione per le fonti con una mariano, partecipa della sacralisincera disponibilit ad ascoltare t della Santa Casa di Nazaret.
le ragioni e le pratiche della deIn questo stesso periodo,
vozione popolare. In questo, fe- loccupazione musulmana avedele allievo di don Giuseppe De va reso impossibile il pellegriLuca e soprattutto della sua naggio in Terra santa, per cui
compagna di studi e di ricerca la traslazione di sacralit in terRomana Guarnieri, della quale ritori pi accessibili diventa nequi ristampato un saggio di bi- cessaria e lidea che questa sia
lancio e di commento alla prima proprio la Santa Casa originaparte della ricerca.
ria si fa strada. Ma a ispirare la
Sensi attento studioso dei leggenda di una vera e propria
documenti notarili, attraverso i traslazione miracolosa fu un
conflitto giurisdizionale fra Recanati e Macerata, risolto dal
rettore del santuario, Pietro Tolomei, con il ricorso alla leggenda: il volo magico da Nazaret a Loreto consente cos alla
Sede romana di assumere diretStorica contemporaneista,
tamente la giurisdizione del
Lucetta Scaraffia ha
santuario.
ricostruito la storia del
Volo magico che sembrava
santuario mariano nel
trovare origine e al tempo stesvolume Loreto, uscito nel
so conferma in una delle pi
1998 con la casa editrice il
antiche immagini della MadonMulino. Il libro ripercorre
na di Loreto, ritratta allinterno
le vicende e i significati
di un tabernacolo simbolo
religiosi e sociali della
dellanstasis che sta per la Gestoria di quel lembo di
rusalemme celeste con due
Terra santa giunto
angeli ai lati che sembrano somiracolosamente in volo
nel cuore dellItalia.
stenere il tabernacolo ma che, a

domenica 2 marzo 2014

Lettura storica
e lettura teologica

di LUCETTA SCARAFFIA

di FRANCESCO SAVERIO VENUTO

ario Sensi, grande studioso della Chiesa in


epoca medievale e nella prima
et moderna, ha raccolto in Loreto, una chiesa miraculose fundata (Firenze, Edizioni del
Galluzzo, 2013, pagine 469, euro
65), i suoi numerosi scritti sulla
storia del santuario di Loreto. E
riesce anche in questi studi, come negli altri suoi lavori, nel difficile compito di far convivere
precisione filologica e rigorosa

Il sinodo straordinario dei vescovi del 1985


non pot e allo stesso tempo non volle fornire uninterpretazione ufficiale del Vaticano II e risolverne problematiche lasciate
aperte, ma cerc, lontano da steccati ideologici, di ribadire e indicare alcuni criteri
di ermeneutica e lettura dei documenti
conciliari. Il concilio dichiararono i Padri sinodali legittimamente convocato e
validamente celebrato, essendo espressione
autorevole del Magistero del Papa in comunione con i vescovi nellinterpretare il
deposito della fede, da promuovere e applicare integralmente.
Senza dubbio osservarono ancora i
vescovi sono attive delle resistenze nel
processo recettivo come conseguenza di

In volo

Quarantanni
di interpretazioni
Una riproduzione devozionale della Santa Casa

un osservatore meno attento,


possono anche suggerire un
trasporto angelico.
Con Sisto V il piccolo centro
raggiunge il suo apogeo: il Papa marchigiano, infatti, coron
loperazione di traslazione di
sacralit dalla Palestina alloccidente cristiano conferendo a
Loreto la dignit di citt vescovile, e quindi vera e propria citt-santuario.
La successione dei rettori, lo
sviluppo del pellegrinaggio votivo, i risvolti economici della
vita di questo santuario sempre
pi importante nella geografia
dei pellegrinaggi, e divenuto
tappa quasi obbligatoria nel
percorso di discesa verso Roma, sono tutti aspetti approfonditi con rigore documentario e acuta analisi storica nei
vari saggi raccolti nel volume.
Il libro si conclude con la segnalazione di nuove piste di ricerca, necessarie per completare
la storia del santuario, alle quali vorrei aggiungerne una: la

necessit di studiare limportante fase gesuitica, in cui il santuario divenne, grazie alla forte
presenza della Compagnia, uno
dei luoghi principali in cui si
sperimentava la pratica della
penitenza, e dove i religiosi elaborarono i punti essenziali della loro trattatistica sulla confessione.
Molti aspetti della storia di
questo santuario, quindi, sono
stati chiariti, e altri almeno segnalati ai futuri storici, ma rimane aperto quello che Romana Guarnieri chiama il mistero dei santuari.
Che forse, in questo caso,
a dirlo sempre con le sue parole il mistero insondabile
di scelte misteriose da parte
della Madre di Dio, capace di
servirsi financo dei nostri poveri falsi storici, per confondere
i superbi nei pensieri del loro
cuore, effondendo invece grazie su grazie sui poveri di spirito.

Pubblichiamo uno stralcio


di un articolo uscito sul numero
di gennaio del mensile
La rivista del clero italiano.
Nel testo lautore sintetizza quanto
elaborato in maniera pi diffusa
nel libro La recezione del Concilio
Vaticano II nel dibattito storiografico
dal 1965 al 1985. Riforma
o discontinuit? (Cantalupa, Effat,
2011). Nel volume introdotto
da una prefazione del gesuita
Norman Tanner e da una sezione
dedicata
alla premesse di metodo lautore
ricostruisce le tappe salienti
del periodo preso in esame
descrivendo alcune figure
come agenti della recezione
e ripercorrendo la documentazione
storiografica sul concilio alla luce
della dialettica interna fra diverse
posizioni. Il raggio di analisi
del dibattito principalmente
limitato allEuropa occidentale e al
Nord America, limitazione
ragionevole
data la vastit del tema trattato;
corredano il testo una sezione
composta da tre appendici di testi
e un prezioso indice dei nomi.

Il cardinale Gianfranco Ravasi e il filosofo Luc Ferry a confronto su fede e ragione


Dal 4 marzo sar in libreria Lo scandalo
dellamore (Milano, Mondadori, 2014, pagine
200, euro 18) nel quale il cardinale Gianfranco
Ravasi e il filosofo Luc Ferry dialogano sulla
fede, la ragione, la vita, la morte, la verit e la
menzogna. Anticipiamo una parte del dibattito
finale.

Con gli occhi del poeta


ti, la coscienza primaria della persona simbolica, segnata da un moto di adesione affettiva a un universo che si spalanca davanti
allo sguardo. Il bambino, per esempio, ha
come prima conoscenza la visione dinsieme,
in seguito imparer a distinguere secondo i
canoni dellanalisi. Allo stesso modo procede
il poeta, il quale non analizza i sentimenti, i
volti, gli sguardi, le passioni, le vicende, ma
li rappresenta in termini sintetici, a volte
fulminanti, con il bagliore accecante di un
lampo.

LUC FERRY: Credo ut intelligam dice


santAgostino. Vorrei ritornare con lei su
questidea volontariamente paradossale, secondo la quale si dovrebbe prima trovare e
poi cercare. Per dirla in termini pi comuni,
bisognerebbe cominciare dapprima con la fede e solo in un secondo tempo mobilitare la
ragione. A pi riprese lei dice che la vera
teologia cammina su uno spartiacque, fra due abissi, due vallate, in cui
davvero possibile
non bisogna cadere: da un lato, lapproccio unicamente storico, fattuale,
prima credere e poi comprendere?
razionale, filosofico; dallaltro un miLa fede non una raccolta di norme
sticismo irrazionalista, un entusiasmo mistico, una Schwrmerei per
ma coinvolge mente e cuore
usare un termine del romanticismo
Come accade fra due innamorati
tedesco. Occorre dunque mantenersi
sul crinale, e questo implica insieme
sia la ragione e la storia fattuale, sia
un approccio trascendente.
Litinerario di fede autentico , per certi
Solo in questo modo si pu essere in ar- aspetti, parallelo al percorso estetico; perci
monia con loggetto principale della teologia, il punto di partenza credere/amare, con un
Ges, che a un tempo un essere storico, esordio di tipo simbolico rappresentativo. In
ma anche qualcuno di cui non si pu com- tale orizzonte, per usare il binomio a cui lei
prendere il messaggio se non si possiede gi faceva cenno, possiamo affermare: credere, e
la fede. Unicamente a tale condizione ci sar poi cominciare a comprendere.
A questo punto si passa al secondo moarmonia fra il metodo teologico e loggetto
mento, cio allanalisi in senso stretto. Quedella teologia.
Perch ha scelto questo approccio, visto sta ricerca, per, non pu essere condotta atche si tratta di indirizzarsi a dei non creden- traverso un unico canale, ununica via di coti, nel quadro del Cortile dei gentili? Che co- noscenza. Infatti, lo statuto epistemologico
sa si aspetta che comprendano di preciso, da- proprio della teologia necessita di almeno
to che ci vuole in primo luogo la fede per due percorsi paralleli. Il primo comprende la
comprendere, e che, per definizione, noi non documentazione storica e lanalisi razionale.
credenti non labbiamo? Che cosa ha voluto La figura di Ges, per esempio, deve essere
studiata prendendo in considerazione la verimostrare loro?
fica storico-critica ma anche la dimensione
GIANFRANCO RAVASI: Lamare precede il psicologica, con il contributo della psicoanacomprendere. Questo assunto pu essere lisi, con i suoi criteri di indagine, oppure
lavvio per esplicitare il mio pensiero sulla ri- dellantropologia culturale, e non soltanto
flessione teologica, che si rif a uno schema con la pur necessaria analisi razionale intesa
che parte da Pascal, il quale diceva che si secondo rigidi canoni filosofici o storici. Il
comprendono le cose che si amano. Tale secondo livello lo definirei, pur con qualche
concezione pu essere ampliata fino a lambi- precisazione, mistico, teologico in senso
re i confini dellantropologia, cio dellespe- stretto. Si tratta di un canone pi specifico,
rienza comune a ogni persona umana. Infat- che tiene conto della dimensione metarazio-

II

nale, che non significa semplicemente affermare dei principi o delle idee vaghe, inconsistenti, ma riconoscere che esiste un altro ordine conoscitivo con un suo statuto metodologico e una sua coerenza intrinseca. Questo
modello di conoscenza, per esempio, considera la Bibbia anche come parola trascendente, che supera i rigorosi principi di un
linguaggio letterario, storico-critico.
Pu aiutarci a entrare in questa seconda
dimensione il libro di Giobbe, che vede da
una parte i tre amici Zofar, Bildad ed Elifaz,
ai quali si aggiunge Elihu, che intessono i loro dialoghi su una trama di razionalit pura,
senza aprirsi alla trascendenza. In un primo
momento Giobbe polemizza con gli amici affrontandoli sullo stesso terreno del raziocinio, ma alla fine apre un altro orizzonte conoscitivo, che gli consente di affermare, riguardo a Dio: Io ti conoscevo per sentito
dire [ la via razionale] ma ora i miei occhi ti
vedono (Giobbe, 42, 5).
Con questa affermazione egli introduce il
parametro della visione, la conoscenza, appunto, di tipo teologico in senso stretto, che
non vagamente sentimentale, ma possiede
un suo statuto e metodo.
In tale prospettiva possiamo ricordare
Tommaso dAquino, Anselmo, Pascal, Kierkegaard e altri autori ancora, che cercano di
individuare non solo la grammatica della ragione, ma pure quella della metaragione.
Su questa scia possiamo richiamare anche alcuni grandi mistici come Giovanni della Croce e Teresa dAvila.
Per esempio, Giovanni della Croce descrive lascesa verso Dio per gradi, passando anche attraverso la notte dello spirito. Ora, tutto questo non una pura emozione, ma manifesta un rigore espositivo articolato su una
sintassi teologica. In questo senso possiamo
dire che lesperienza del credente e, in subordine, il lavoro del teologo nascono da un
percorso per certi aspetti paragonabile al
coinvolgimento totale richiesto nellinnamoramento. Infatti, lesperienza damore ha certamente una dimensione razionale i due si
conoscono, discutono, sognano, progettano
ma la componente fondamentale sintonizzata su una lunghezza donda diversa.

Tanto che il volto della donna che ami ti appare bellissimo, unico, mentre per gli altri
non che uno dei tanti volti che scorrono
sul video della quotidianit.
Sarebbe errato pensare che linnamoramento sia solo unesperienza emotiva; esso,
infatti, contempla anche laspetto razionale
che, talvolta, pu mettere in crisi il piano affettivo.

Marc Chagall, Giobbe in preghiera (1960)

Linnamorato fa unesperienza di fede


che non ha come interlocutore Dio, ma la
bellezza, che , comunque, una realt trascendente. Questo ci dovrebbe offrire la possibilit di presentare la fede non come una
raccolta di norme, ma come unesperienza
oltre, che coinvolge tutta la persona, mente
e cuore.

unermeneutica impostata su una lettura


parziale e riduttiva dei testi conciliari, dovuta anche a una mancata attenzione da
parte dellepiscopato nel vigilarne linterpretazione e lapplicazione.
Nella relazione finale, oltre a incoraggiare una pi ampia e profonda conoscenza
del concilio, attraverso la sua assimilazione
interiore, la sua riaffermazione e la sua attuazione, il sinodo promosse alcune indicazioni di natura ermeneutica, riproponendo quasi alla lettera i criteri di lettura
dellavvenimento e dei documento conciliari, cos come erano stati redatti dal teologo Walter Kasper in un suo contributo
inviato in fase preparatoria alla Segreteria
generale. Essi sono: lettura integrale di tutti i documenti nella loro specificit e nel
loro reciproco rapporto; attenzione particolare verso le quattro Costituzioni come
chiavi interpretative dei decreti e delle
dichiarazioni; unit tra spirito e lettera
conciliare; continuit del Vaticano II con la
grande tradizione della Chiesa.
Il documento conclusivo del sinodo rappresent un caloroso invito a considerare il
concilio Vaticano II un momento significativo della storia della Chiesa e una ulteriore fondamentale occasione di approfondimento teologico per la fede cristiana. Una
lettura storica e allo stesso tempo teologica
del Vaticano II avrebbe potuto contribuire
a una sua pi integrale comprensione, evitando cos il rischio di letture aprioristiche,
a scapito di una corretta ricostruzione dei
fatti storici, e uninterpretazione ateologica e storicista, incapace di rendere ragione
a una continuit e sviluppo nella storia
della Chiesa.

Secondo Peter Hnermann

Il ponte
di Ratzinger
Benedetto XVI ha gettato
un ponte sul quale ora cammina
Francesco: cos il teologo
tedesco Peter Hnermann
nel corso dellintervista
pubblicata sul blog
delleditrice Queriniana.
Ratzinger, afferma, ha svolto
un ruolo molto importante
nei processi di riforma della
Chiesa cattolica del secolo XX
e nella comprensione del
Vaticano II. Nella serie dei Papi
egli lultimo che ha
partecipato al concilio.
significativo che lultimo atto
del suo ministero sia consistito
nel presentare ancora una volta
al clero romano il concilio dal
suo punto di vista di
testimone.
La singolarit, spiega
Hnermann, sta nella
concezione additiva del
concilio, che potrebbe conciliare
due aspetti: il vecchio e il
nuovo, tradizione e riforma.
Come i suoi predecessori
nel ministero papale, Ratzinger
ha compreso il concilio come un
evento che ha segnato un
passaggio. Qui sono in
discussione questioni del tutto
essenziali, questioni di fede e di
comprensione della Chiesa.
Credo che Benedetto abbia visto
chiaramente questa
responsabilit sottolinea il
teologo.
La nuova formulazione
dellautocomprensione
ecclesiale, che si esprime nel
concilio prosegue il teologo
non fu subito patrimonio dei
teologi e della prassi dei
vescovi. Una parte si poneva
con stupore di fronte a questo
evento mondiale, come lo ha
chiamato Karl Rahner, perch la
Chiesa integrava per la prima
volta il mondo nella riflessione
su se stessa. Laltra parte
continuava a viaggiare sui
vecchi binari. E in Ratzinger lei
trova entrambe le posizioni.
Le decisioni di Benedetto,
conclude Hnermann, sono
state pietre miliari per la
Chiesa nel suo cammino in
questo tempo. Pensiamo a
quando ha detto Non sono pi
nelle condizioni di prestare il
servizio a me affidato: una
nuova definizione, pragmatica
nel senso migliore del termine,
del ministero di Papa, senza che
la teologia del ministero ne
fosse toccata.

LOSSERVATORE ROMANO

domenica 2 marzo 2014

pagina 5

Intervista a don Francesco Cereda regolatore del capitolo generale salesiano

Monsignor Galantino presenta il sussidio della Cei per la quaresima e la Pasqua

Testimoni
della radicalit del Vangelo

In Cristo
la speranza

di CARLO DI CICCO
Mistico nello Spirito, profeta della
fraternit, servo dei giovani: questo lideale identikit del salesiano
oggi. A tracciarne il profilo don
Francesco Cereda, regolatore dellimminente capitolo generale 27
della
congregazione
salesiana.
LOsservatore Romano ha posto
a don Cereda alcune domande per
approfondire il senso di questo appuntamento che proietta la congregazione nellanno del bicentenario
del nascita di don Bosco attraverso
le novit riformatrici del pontificato
di Papa Francesco.
Testimoni della radicalit evangelica:
lavoro e temperanza. Perch i salesiani hanno scelto questo tema per il loro
capitolo generale 27?
La vita consacrata chiamata a
dare testimonianza del Vangelo;
questa la sua identit. La testimonianza fondamentale per la vita
cristiana e ancor pi per la vita consacrata. La testimonianza fa crescere
la Chiesa; Papa Benedetto XVI ci ricordava che la Chiesa cresce per
testimonianza e non per proselitismo. La testimonianza che attrae
quella della vita vissuta secondo il
vangelo. Il lavoro e la temperanza sono il distintivo del salesiano,
ossia il suo modo di testimoniare la
radicalit del Vangelo; con il lavoro
e la temperanza egli concretizza il
programma di vita di don Bosco:
dammi le anime, toglimi pure tutto
il resto. Tale programma rappresenta infatti la mistica e lascetica
del salesiano, che si esprime in modo visibile proprio con la dedizione
nel lavoro apostolico e con la capacit di rinuncia.
In che modo il vostro capitolo generale
terr presente il bicentenario della nascita di don Bosco e il valore simbolico
di rinnovamento e riforma del pontificato di Francesco?

c cambio culturale e sulleducazione si inserisce lannuncio del Vangelo. Dobbiamo preparare i giovani a
essere capaci di trasformare la societ secondo lo spirito del Vangelo
come agenti di giustizia e di pace e
a vivere come protagonisti nella
Chiesa. Il superamento delle situazioni di povert richiede il cambiamento dei modelli culturali; ci avviene con strategie di lungo termine,
quali sono quelle delleducazione:
educazione ai diritti umani e alla
cittadinanza attiva, formazione alla
leadership, qualificazione professionale, proposta del Vangelo e crescita nella fede. Occorre per questo
formare educatori che siano allaltezza delle persone che educano e
che sappiano annunciare Cristo a
una generazione che cambia; in
questo campo la formazione dei laici e il loro coinvolgimento nelleducazione una priorit carismatica
per noi.
Gi dal documento di lavoro capitolare emergono linee operative di rinnovamento. Ci sono delle difficolt da
superare per la fattibilit di nuovi propositi?
Lo strumento di lavoro preparato per questa assemblea capitolare
il frutto e la sintesi dei capitoli
ispettoriali celebrati nelle novanta
ispettorie di tutto il mondo. Esso ci
invita a fare del discernimento il
metodo per interrogarci sulle domande dei giovani e sulle risposte
da dare loro. Tale metodo ci indica
tre tappe: lascolto dei bisogni, desideri, difficolt e rischi; la lettura di
queste situazioni e delle loro cause;
il cammino da percorrere in risposta
allascolto e alla lettura. Il compito
pi impegnativo che ci si prospetta
la conversione, ossia il cambio di
mentalit, il rinnovamento del cuore, la riforma di noi stessi e delle comunit; si tratta di una triplice conversione: spirituale, fraterna e pastorale. In ogni caso occorre mettersi

in ascolto disponibile dello Spirito,


percepirne la voce, seguirlo dove ci
vuole condurre, come don Bosco
che alla fine della vita diceva: Sono sempre andato avanti come Dio
mi ispirava e le circostanze mi suggerivano.
Linvecchiamento, specialmente in Occidente, uno dei problemi maggiori anche dei religiosi e quindi dei salesiani.
Ma non sembra emergere negli istituti
lurgenza di porre in modo nuovo il tema delle vocazioni. I salesiani hanno
maturato una strategia vocazionale?
La geografia vocazionale sta cambiando; oggi le vocazioni alla vita
consacrata crescono di numero in
Africa e in Asia; mentre diminuiscono nei Paesi occidentali. Dio continua a chiamare i giovani anche nei
contesti secolarizzati, ma in questi
casi occorre maggior cura nel riconoscere le vocazioni, incoraggiarle e
accompagnarle. I salesiani si impegnano a far s che tutta la pastorale
giovanile sia orientata vocazionalmente, ossia che tutte le comunit
educative, i gruppi e le associazioni,
gli educatori e le famiglie aiutino
ogni giovane a scoprire il disegno di
Dio sulla propria vita. Inoltre sono
consapevoli che le vocazioni di speciale consacrazione si sviluppano a
partire dalla scoperta di una vocazione apostolica; per questo coinvolgono i giovani in esperienze di
servizio e gratuit nelleducazione,
nel volontariato, nella missionariet,
nella catechesi e insieme in esperienze di preghiera e vita comunitaria. Infine, offrono ai giovani esperienze vocazionali specifiche, quali
la partecipazione alla vita della comunit salesiana, i cammini vocazionali per fasce di et, gli esercizi
spirituali, la comunit proposta
per giovani in ricerca vocazionale,
limpegno apostolico, laccompagnamento spirituale.

Dopo il pellegrinaggio dellurna


di don Bosco e dopo il triennio di
preparazione, il capitolo generale
come la porta che ci introduce al
bicentenario della sua nascita, che
sar celebrato dal 16 agosto 2014 al
16 agosto 2015. Il capitolo intende
infatti aiutarci ad assumere con pi
consapevolezza la nostra identit carismatica, a conoscere, comprendere,
imitare,
invocare
maggiormente
Don Bosco e quindi ad approfondire e comunicare la sua attualit spirituale ed educativa. Nello stesso
tempo questo capitolo avviene durante il primo anno del servizio petrino di Papa Francesco; esso non
potr non tener conto della sua testimonianza di vita semplice e povera; del suo invito a superare la mondanit spirituale; del suo impegno
di essere vicini a tutti, specialmente
ai poveri e sofferenti, ai giovani e
agli anziani, alle famiglie; della sua
audacia ad uscire, ad andare nelle
periferie, a recarsi nelle frontiere. La
Evangelii gaudium diventer certamente un riferimento imprescindibile per il nostro impegno di evangelizzazione dei giovani.
I lavori saranno orientati nel chiuso di
una riforma interna della congregazione o saranno spinti dallattenzione ai
segni dei tempi emersi nella Chiesa e
nel mondo giovanile?
La testimonianza ci proietta al di
fuori; ci domanda di uscire e andare sulle strade, di farci ancor pi
vicini ai giovani e camminare con
loro. Il capitolo ci chiede di far
emergere il nuovo profilo del salesiano di oggi: mistico nello Spirito,
profeta della fraternit e servo dei
giovani. La nostra testimonianza
per gli altri, per tutti, specialmente per i giovani, perch il mondo creda. La testimonianza ci spinge a superare lautoreferenzialit. Se
saremo credenti, diventeremo credibili; se saremo convinti, allora potremo essere convincenti; se saremo
persuasi, diventeremo persuasivi. La
testimonianza attraente far risplendere il Vangelo e attrarre vocazioni.
Quale contributo pensate di dare alla
soluzione della questione giovanile nei
Paesi del benessere in crisi e nei Paesi
pi poveri?
La questione del benessere e della
povert ci interpella a dare risposte
soprattutto attraverso leducazione.
L dove i giovani sono pi segnati
dallesclusione, dallemarginazione,
dal disagio, l siamo e dobbiamo
continuare a esserci e ad andare. Il
compito educativo oggi una missione chiave; senza leducazione non

In 220
da 58 Paesi
Sar il rettor maggiore don Pascual
Chvez Villanueva, nono successore
di don Bosco, ad aprire i lavori del
capitolo generale 27 dei salesiani
dedicato al tema Testimoni della
radicalit evangelica: lavoro e
temperanza. Nella mattina di
luned 3 marzo, presso il
Salesianum di Roma, don Chvez
Villanueva presieder una messa, a
cui far seguito il discorso
inaugurale. Nella mattinata, oltre ai
saluti dei rappresentanti della
famiglia salesiana, previsto
lintervento del cardinale prefetto
della Congregazione per gli Istituti
di Vita consacrata e le Societ di
Vita apostolica, Joo Braz de Aviz.
Ai lavori del capitolo generale
che si concluder il 12 aprile e che
ha allordine del giorno anche
lelezione del nuovo rettor

maggiore partecipano 220


persone tra aventi diritto, delegati e
invitati. Saranno rappresentate
cinquantotto nazionalit a indicare
lirradiamento mondiale del carisma
di don Bosco. Il gruppo pi
consistente sar quello degli
italiani, con 34 membri, seguiti da
indiani (31), spagnoli (20),
brasiliani (13) e polacchi (dieci).
I lavori veri e propri del capitolo
sono stati preceduti da cinque
giorni di esercizi spirituali, dalla
presentazione della relazione del
rettor maggiore e da un
pellegrinaggio ai luoghi salesiani.
A orientare la riflessione dei
padri capitolari sar
lo strumento di lavoro, realizzato
da una commissione che ha
sintetizzato i contributi dei capitoli
ispettoriali.

ROMA, 1. Nellitinerario quaresimale e pasquale la liturgia ci mette a


contatto con la profondit del mistero della misericordia di Dio, sempre sorprendente. Questanno, accogliendo linvito di Papa Francesco,
siamo chiamati a tornare al cuore
del Vangelo: la volontaria donazione del Figlio di Dio, che spogliando
se stesso ci arricchisce con lamore
del Padre e ci ridona speranza: lo
scrive il vescovo di Cassano allJonio, Nunzio Galantino, segretario
generale ad interim della Conferenza episcopale italiana (Cei), nella
presentazione del Sussidio per il
tempo di Quaresima e di Pasqua, da
ieri on line, frutto del lavoro sinergico di alcuni uffici della segreteria
generale della Cei. Svuot se stesso () per questo Dio lo esalt
(Filippesi, 2, 7-9) e Da ricco che
era, si fatto povero per voi (2
Corinzi, 8, 9) i brani che fanno da
filo conduttore. Allo svuotamento
del Figlio di Dio corrisponde il
tempo di Quaresima, allesaltazione
il tempo pasquale. E Ges non salva gli uomini nonostante la croce
ma attraverso la croce, il suo farsi
povero.
Una Chiesa chiamata ad annunciare lEvangelii gaudium, una Chiesa che intende educare alla Vita

Caritas italiana

Il cibo
un diritto
di tutti
ROMA, 1. Una sola famiglia
umana, cibo per tutti: compito
nostro: questo il titolo della
campagna nazionale di sensibilizzazione e formazione elaborata
dagli organismi, dalle associazioni e dai movimenti cattolici italiani per rispondere unitariamente allappello del Papa a dare
voce a tutte le persone che soffrono silenziosamente la fame, affinch questa voce diventi un
ruggito in grado di scuotere il
mondo. Un appello che Papa
Francesco aveva lanciato in un
videomessaggio lo scorso 9 dicembre per lavvio della campagna mondiale sul diritto al cibo
promossa da Caritas Internationalis.
Limportanza di un forte impegno di consapevolezza circa le
cause e le conseguenze degli
squilibri globali, nazionali e locali si legge nel documento base
della campagna una tematica
ben presente nel magistero della
Chiesa, e nellazione degli organismi di volontariato che sulla
dottrina sociale della Chiesa poggiano la propria ispirazione. Oltrepassare lattuale crisi possibile ricostruendo relazioni, strutture, comunit e comportamenti responsabili per il buon vivere a livello locale e globale, esplorando
quelle periferie geografiche ed
esistenziali di recente evocate da
Papa Francesco.
Aspetto centrale della campagna, nellambito della quale
come riferisce un comunicato di
Caritas Italiana saranno anche
elaborate precise richieste alla
politica a livello internazionale,
europeo e italiano, lelemento
educativo, mentre tre sono i filoni tematici in cui essa si articola:
cibo giusto per tutti; finanza al
servizio delluomo; relazioni di
pace. Liniziativa che intende
coinvolgere organismi, associazioni, gruppi e scuole nellapprofondire la conoscenza delle questioni
della fame e della crisi e nel tradurla in impegno sociale e politico nei singoli territori rappresenta unoccasione di impegno
comune a livello nazionale e locale di numerosi enti e organismi
di origine ecclesiale. Insegnanti,
educatori e animatori sono le categorie interpellate innanzitutto
dalla campagna, ma anche giovani imprenditori presenti nei diversi settori produttivi, in particolare in ambito alimentare e in
grado di interpretare una dimensione economico-produttiva e finanziaria responsabile e sostenibile.

buona del Vangelo, non pu afferma monsignor Galantino fare a


meno di entrare nello stesso dinamismo dellazione di Cristo: affiancarsi
a chi fragile, a chi ha bisogno di
tutela, come le giovani generazioni,
che si aprono alla vita e alla speranza del futuro, o anche a chi smarrito, senza trascurare le persone che
invocano aiuto per ritrovare la pienezza della dignit umana. Chi segue fino in fondo i suoi passi si rende conto che viene infine il momento del dono totale, del perdere la
vita per causa sua; una prospettiva
che fa paura, anche se poi si sa che
solo per ritrovarla. Questa la
forma piena della vita del discepolo
e della Chiesa. Perci, continua il
presule, mentre siamo in cammino
verso il convegno ecclesiale di Firenze, mentre cerchiamo di ritrovare
le tracce di un autentico umanesimo, scopriamo che il contributo pi
grande che possiamo dare al nostro
tempo assumere pienamente in
noi limpronta di Cristo, luomo
nuovo che emerge vittorioso dalle
tenebre dellodio, dellingiustizia,
della morte: una vittoria non ottenuta con la violenza, ma con il dono totale di s. In Cristo, povero
che arricchisce con la forza del suo
dono e del suo perdono, le famiglie
cristiane trovano la speranza per
continuare sulla via dellamore reciproco; in Cristo, umiliato dagli uomini, ma esaltato da Dio, ogni fragilit e miseria trova motivi di speranza e risurrezione.
Il Sussidio per il tempo di Quaresima e Pasqua contiene linee celebrative, commenti biblici alle letture
domenicali, suggerimenti liturgicomusicali, schemi per Via Crucis e liturgia penitenziale, itinerari catechistici, video e testimonianze esperienziali. La via della celebrazione
spiega un comunicato della Cei

viene cos a integrarsi con quella


della catechesi (con suggerimenti e
spunti di riflessione per vivere la
Quaresima in famiglia), dellesperienza (con la presentazione video
di alcune iniziative concrete di impegno e la narrazione di testimonianze su come i giovani vivono la
ricchezza del tempo quaresimale e
pasquale), del futuro (dove si offrono spunti di riflessione che spaziano
dalleducazione e dal mondo della
scuola alle vocazioni e allorizzonte
ecumenico) e della bellezza (con
una ricca sezione di immagini di
opere darte, provenienti dal patrimonio artistico italiano).
Il sussidio, scrive il segretario generale ad interim della Conferenza
episcopale italiana, intende offrire
spunti a sostegno del cammino di
fede per i tempi forti della Quaresima e della Pasqua, nella consapevolezza che, come rimarcato da Papa Francesco nella esortazione apostolica Evangelii gaudium, levangelizzazione gioiosa si fa bellezza nella liturgia in mezzo allesigenza
quotidiana di far progredire il bene.
La Chiesa evangelizza e si evangelizza con la bellezza della liturgia
(n. 23). Come Maria, restiamo
nellascolto umile della Parola divina e nella semplice e silenziosa disponibilit a seguire ogni passo di
Cristo, anche quando porta verso la
croce: proprio dalla croce pu ricostituirsi una comunit che testimoni
la forza della risurrezione. Con lauspicio che questo umile strumento
torni utile allazione pastorale delle
nostre comunit cristiane conclude Galantino lo affido ai sacerdoti, ai diaconi e agli operatori pastorali, perch possano trovarvi idee e
suggerimenti per un cammino fecondo e fedele alla sequela di Cristo
Crocifisso Risorto, sorgente della vita e della gioia.

Omelia catechetica del patriarca Bartolomeo

Pentimento
cambiare sul serio
ISTANBUL, 1. Lopportunit, nel bel
mezzo di una crisi finanziaria diffusa e globale, per dimostrare il nostro aiuto materiale e spirituale verso gli altri. Quando agiamo con carit e manifestiamo il nostro pentimento nella pratica, passando da un
modo individualistico e farisaico di
vivere a un altro comunitario e altruista, allora potremo trarre profitto dalla penitenza e dalla conversione, vivendo anche il pentimento come passaggio fondamentale dal peccato di egocentrismo e vanagloria
alla virt dellamore, aspirando
allumilt e allatteggiamento del
pubblicano, che ha meritato la misericordia di Dio. uno dei passaggi pi significativi dellomelia catechetica per la Quaresima scritta dal
patriarca ecumenico, Bartolomeo,
arcivescovo di Costantinopoli.
Con la Quaresima, entriamo in
questo periodo salvifico di purificazione del cuore e dellanima, al fine
di accogliere la Passione, la Croce,
la Sepoltura e la Risurrezione di nostro Signore non solo attraverso rituali e parole ma anche nella pratica
e lesperienza. Pentitevi per diventare persone nuove esorta Bartolomeo rinunciando alla vecchia natura di peccatori e acquisendo novit di vita. Vigilanza, disciplina,
cura per la nostra salvezza, sincero e tangibile pentimento per tutti
i nostri peccati, misfatti e ingiustizie: queste le richieste quaresimali del patriarca. Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno
della salvezza! (2 Corinzi, 6, 2). La
Chiesa ortodossa raccomanda che,
durante il periodo di Quaresima,
concentriamo la nostra attenzione
sul pentimento sincero, il crogiolo
del peccato, secondo san Giovanni
Crisostomo. Il pentimento, infatti,
il primo tema della predicazione
di nostro Signore Ges Cristo e la
vera essenza della dottrina cristiana.
linvito quotidiano della Chiesa a
tutti noi. Nonostante ci, molti di
noi non hanno mai veramente vissuto il pentimento. A volte sentiamo
che non ci riguarda personalmente,
perch non si ritiene possibile laver
commesso dei peccati. Invece ricorda ancora larcivescovo ortodosso

come ci insegna il saggio maestro di vita spirituale Isacco il Siro,


e come la maggior parte dei Padri
della Chiesa proclamano attraverso
lesperienza, il pentimento necessario anche al perfetto. Questo perch il pentimento non semplicemente provare rimorso per i nostri
peccati, con la conseguente decisione di non ripeterli, ma implica anche un cambiamento dei nostri atteggiamenti in direzione di ci che
meglio, cos da acquisire un costante miglioramento davanti a Dio e al
mondo.
In tal senso, il pentimento un
viaggio senza fine verso la perfezione divina a cui dobbiamo sempre
mirare e muoverci. Infatti, dal momento che la perfezione di Dio infinita, la nostra strada verso la sua
somiglianza deve essere illimitata e
infinita. C sempre un livello di
perfezione al di l di ci che abbiamo realizzato sottolinea nel discorso Bartolomeo e quindi dobbiamo cercare costantemente il progresso spirituale e la trasformazione,
come sollecitato da san Paolo, che
asceso al terzo cielo e ha visto i misteri ineffabili: E noi tutti, a viso
scoperto, riflettendo come in uno
specchio la gloria del Signore, veniamo trasformati in quella medesima immagine, di gloria in gloria, secondo lazione dello Spirito del Signore (2 Corinzi, 3, 18). Quanto
pi il nostro mondo interno pulito, pi il nostro occhio spirituale si
purifica e pi chiaramente vediamo
noi stessi e tutto ci che ci circonda.
Di conseguenza, conclude il patriarca ecumenico, il pentimento il
presupposto fondamentale del progresso spirituale, per essere pi somiglianti a Dio. Ma per essere autentico deve essere accompagnato
da frutti adeguati, soprattutto dal
perdono e dalla carit: Dopo tutto,
la via del pentimento il riconoscimento e la confessione dei nostri
peccati, non provare pi rancore
verso gli altri, pregare con passione
e integrit. Una via lastricata di
misericordia, umilt, amore: la vittoria del bene sul male.

LOSSERVATORE ROMANO

pagina 6

domenica 2 marzo 2014

Il saluto del cardinale di Santa Maria in Trastevere durante la consegna della berretta e dellanello

Accanto
a Papa Giovanni
torale. Per loccasione, i segretari dei
partiti in lizza decisero unanimemente di eliminare manifesti e striscioni propagandistici e di sostituirli
con molti teli bianchi su cui spiccava
la dicitura: Evviva il Papa buono.
Lepisodio rende onore e giustizia a
tutti per lesempio dato di sapersi
unire nel tributare onore e affetto al
padre comune. Quellevviva non istitu paragoni e nemmeno costrinse il
Pontefice dentro la ristretta cornice
della bont come che sia. Esso tradusse in qualche modo il complimento che, a nome dei colleghi del
corpo diplomatico, Georges Vanier,
ambasciatore del Canada a Parigi,
aveva rivolto dieci anni prima al neo
cardinale patriarca di Venezia
nellincontro di congedo: Ho letto
che una gran parte della rinomanza
di Bergamo era un tempo dovuta
principalmente a tre attivit: la produzione dei vini, la lavorazione della
seta, lestrazione del ferro. I vini di
Bergamo, eminenza, sono un po la
ricchezza del vostro cuore e la vivacit del vostro spirito. La seta richiama la finezza del vostro temperamento di diplomatico, liridescenza
del vostro senso delle sfumature. Essendo voi il prodotto
di un paese della seta,
non somiglierete certo
a uno di quei cardinali
severi alla Goya; no,
voi avete la forza temprata dalla dolcezza
Il cardinale decano Angelo Sodano
che si trova piuttosto
ha consegnato, a nome di Papa Francesco,
nei quadri di Raffaella berretta e lanello a Loris Francesco
lo. Quanto al ferro di
Capovilla, creato cardinale nel concistoro del
Bergamo esso evoca la
22 febbraio scorso. Durante la cerimonia,
solidit dei princpi
svoltasi nel pomeriggio di sabato 1 marzo,
che ispirano la vostra
a Sotto il Monte Giovanni XXIII, il nuovo
vita e la fermezza di
porporato ha rivolto il saluto che riportiamo
carattere che non tranintegralmente in questa pagina. Dellomelia
sige con la verit. []
del cardinale decano pubblicheremo il testo
Voi siete nel pieno vinella prossima edizione del giornale.
gore, eminenza, e avete sicuramente davanti
a voi numerosi anni,
durante i quali potrete
S, ad ecclesiastici e laici chiedo compiere felicemente le opere del
sommessamente di benedirmi. Lo buon Pastore (A. G. Roncalli, Souchiedo in particolare ai miei congiun- venirs dun Nonce, 1963).
Papa della bont! Episodi diverti ed amici, lo chiedo a Venezia, Roma, Chieti-Vasto, Loreto e Bergamo, sissimi e sintomatici, dichiarazioni
che mi ospita da 25 anni, e mi sento stupefacenti di qualificati rappresena tutti associato nella venerazione di tanti della cultura e della religione
Giovani XXIII e dei Papi che lhanno convincono che il passaggio di Giovanni XXIII sulla scena del mondo
preceduto e son venuti dopo.
Giovanni entrato nella storia conferm il valore attraente della
con lappellativo di Papa della bon- bont evangelica, che conserva pur
sempre
un posto donore nel discort. Di lui Walter Lippmann, uno
dei pi rinomati opinionisti statuni- so della montagna: beati i poveri, i
tensi del secolo XX, ha scritto: Il re- miti, i pacifici, i misericordiosi, gli
gno di Papa Giovanni stato una assetati di giustizia, i puri di cuore, i
meraviglia, tanto pi stupefacente tribolati, i perseguitati (Giornale
ove si pensi come egli sia riuscito ad dellanima, 841).
Il segreto del successo di Roncalli
essere cos profondamente amato in
mezzo alle acri inimicizie del nostro sta nella matrice tradizionale, e, ciotempo. un miracolo moderno che nonostante, dinamica, della sua foruna persona abbia potuto superare mazione e cultura ecneltutte le barriere di classe, di casta, di clesiastica,
colore, di razza per toccare i cuori di lapparente paradosso
tutti i popoli. Nulla di simile si era tra severo conservatorismo
e
umana
ed
mai avverato, almeno nellepoca moderna. Il fatto che gli uomini abbia- evangelica apertura.
Piccolo
alunno
del
no corrisposto al suo amore, dimostra che le inimicizie e i dissensi seminario bergomense
dellumanit non costituiscono la innest la sua sensibirealt completa della condizione lit nel solido tronco
umana. Sappiamo che il miracolo dei severi orientamenti
compiuto da Papa Giovanni non tra- ecclesiastici di ispirasformer il mondo; non diventeremo zione patristica; chieridi colpo uomini nuovi; ma leco uni- co appena quattordiversale suscitata da Papa Giovanni cenne inizi a scrivere
dimostra che per quanto luomo il suo Giornale dellanipossa essere incline al male, perma- ma e continu sino a
ne in lui unattitudine alla bont. ottantuno anni, senza
Per questo non dobbiamo mai dispe- mai mutare temperae
costume.
rare che il mondo possa diventare mento
migliore. Papa Giovanni ha dichiara- Lungo tutto larco delto che il movimento per mettere in la sua esistenza egli rimase lo stesso prete
rapporto gli insegnamenti della
Chiesa con il processo di radicale della giovinezza, con quella sua camutamento della situazione politica ratteristica e mai smentita coerenza
di pensiero e di azione, che trova
ed economica si iniziato con Leopreciso riscontro in ogni variazione
ne XIII e con la Rerum novarum. Padi ministero e di ufficio, pur nei lipa Giovanni lo ha proseguito, non
miti, coi difetti e le carenze di natusoltanto con le due grandi enciclira, di ambiente e di momento storiche, ma soprattutto con la proclama- co in cui dovette operare.
zione del Concilio. Che cosa avverr
Egli stato, pertanto, un prete
di tutto questo di fondamentale allantica, abbarbicato nel terreno soimportanza non soltanto per la lido della rivelazione cristiana, che
Chiesa cattolica ma per tutte le diede tono e slancio al suo servizio.
Chiese e per tutti i governi. In ogni Egli volle essere il prete segnato a
caso, il movimento di modernizza- fuoco dalla familiarit con Cristo, e
zione Giovanni direbbe aggiorna- di nullaltro preoccupato se non del
mento potr forse essere fermato nome, del regno e della volont di
ma non respinto per molto tempo. D io.
Si diceva che egli non ce la facesse a
Lo lasci intuire in un memorabistare chiuso. Quanto Papa Giovanni le discorso al clero romano: La perha iniziato avr grandissime conse- sona del sacerdote sacra [...]. La
guenze e la storia del mondo sar buona indole, gli studi severi, la prodiversa perch egli vissuto (New priet della parola e del tratto sono
York Herald, 7 giugno 1963).
come il mantello che avvolge lumaLattribuzione di Papa della bon- nit del sacerdote: ma la linfa divina
t esplose il 7 marzo 1963, domeni- della sua applicazione ai divini mica delle Palme, nella parrocchia ro- steri e alle opere dellapostolato, egli
mana di San Tarcisio al Quarto Mi- continuer ad attingerla dallaltare.
glio, allorch il Pontefice visit quel- Quello il posto suo che gli conviela comunit in piena campagna elet- ne innanzi tutto. Di l egli parla ai
di LORIS FRANCESCO CAPOVILLA

Signor cardinale Angelo Sodano, decano del Sacro Collegio, inviato a


Sotto il Monte Giovanni XXIII, latore
non di una promozione, n di una
onorificenza, bens di una obbedienza, vi prego di farvi interprete presso
il Santo Padre Papa Francesco dei
miei sentimenti di gratitudine. Accettatene voi stesso la fioritura, che suscita consolazione ed esultanza.
A tutti coloro che allannuncio papale del 12 gennaio, mi hanno fatto
oggetto di benevolenza, ho inviato
quattro righe, alla buona, si direbbe
al caminetto di casa, quale la Chiesa e vuole mostrarsi al mondo.
Modesto contubernale di Giovanni
XXIII sto per essere aggregato al collegio cardinalizio per decisione di Papa Francesco. Conosco quanto basta
la mia piccolezza e mi sento intimidito. Le amabili ed evangeliche parole
dei servitori della Chiesa, dinanzi ai
quali mi sento come una locusta (cfr.
Numeri, 13, 33) mi incoraggiano e mi
confortano. Chiedo di pregare per
me. Io ricambio. Infine, flexis genuis,
chiedo a tutti di benedirmi.

A Sotto il Monte

fedeli e nel volgersi a essi con linguaggio elaborato nella meditazione


e fatto suo, egli ha da apparire come
di casa nel tempio del Signore e le
sacre parole del messale, del breviario, del rituale devono risuonare
nellintimit misteriosa della sua anima prima che sotto le volte del santuario (25 gennaio 1960).
Papa Giovanni, il buono, non
suscita nostalgie, il che equivarrebbe
a guardare indietro; piuttosto egli ci
stimola a tentare lavventura della testimonianza e ci invita a riaprire il
Libro divino per scoprirvi lispirazione alla fedelt e al rinnovamento, binomio da lui coniato come filo conduttore del concilio Vaticano II e
della sua fedele attuazione. Questo
Angelo Giuseppe, angelo del Signore, rinnova ora il monito del vigilare
mentre incombe la notte; di prestare
attenzione, di non arrendersi alle
mode ricorrenti e cangianti; e lo fa
con lautorit dei carismi ricevuti,
leloquenza dellesempio, la forza
della bont e della santit.
Benedetto Papa Giovanni! Ci ha
dato lesempio di saper toccare le
anime prima ancora di aprire le labbra. Come del resto egli parlava al
suo Signore con il testo mirabile
dellImitazione di Cristo: O Ges,
splendore di gloria eterna, conforto
dellanima pellegrina. Presso di te la
mia bocca senza voce, e ti parla il
mio silenzio (Libro III, 21, 4).
Con accenti di ineffabile gratitudine saluto i Papi che pi strettamente
sono legati a Giovanni XXIII:
San Pio X, che l11 agosto 1904 ricevendo in Vaticano don Angelo
Roncalli, dopo la celebrazione della
prima messa nelle Grotte Vaticane,
auspic che il suo ministero fosse
motivo di consolazione per la Chiesa
universale.
Benedetto XV che nel 1920 lo volle
a Roma a Propaganda Fide.
Pio XI, conosciuto allAmbrosiana
di Milano nel 1905, che lo invi suo
rappresentante in Bulgaria, Turchia e
Grecia.
Pio XII che lo design nunzio apostolico in Francia, lo cre cardinale,
lo promosse patriarca di Venezia.
Paolo VI che assunse su di s e
coron santamente il concilio Vaticano II.
Giovanni Paolo I che nel suo unico messaggio papale canonizz il binomio fedelt e rinnovamento.
Giovanni Paolo II che ne visit il
villaggio natale e vi celebr le virt e
i meriti delle famiglie e della tradizione locale e nel centenario della nascita anticip con stupenda omelia la
beatificazione del 3 settembre 2000.
Benedetto XVI che ne apprezz e
cant il vertice da lui raggiunto della perfezione evangelica: semplicit e
prudenza.

mati dalla stessa fede di Abramo, testimoni dei segni che accompagnavano le parole del Maestro. Pietro
ascolt la domanda e rispose per
tutti: Tu sei il Cristo, il figlio del
Dio vivente (Matteo, 16, 16).
E lo stesso dice in unaltra occasione, nella sinagoga di Cafarnao,
dopo la moltiplicazione dei pani e
dei pesci: Noi abbiamo creduto e
conosciuto che tu sei il Santo di
Dio (Giovanni, 6, 69). Poco tempo
mi separa dal redde rationem e io
debbo ridurre tutto ai termini pi
semplici, sbarazzarmi di residua zavorra, patetici diari e album illustrativi, romantiche fantasie e sterili rimpianti. Devo ricondurre tutto allessenziale e puntare la prora verso il
porto. A ci mi sollecita Giovanni
XXIII in una sua riflessione del 1945,
quando aveva sessantaquattro anni,
oltre trenta in meno dei miei attuali:
Non debbo nascondere a me stesso
la verit: sono incamminato decisamente verso la vecchiaia. Lo spirito
reagisce e quasi protesta, sentendomi
ancora cos giovane ed alacre, agile e
fresco. Ma basta unocchiata allo
specchio per confondermi. Questa
la stagione della maturit; debbo
dunque produrre il pi ed il meglio,
riflettendo che forse il tempo concessomi a vivere breve e che mi
trovo vicino alle porte delleternit.
Cos stata la mia parabola! Mi sono
sentito attratto al sacerdozio sin da
ragazzo, cresciuto nella provincia veneta in una famiglia priva di censo e
senza storia, fondata su principi indiscutibili, custode di valori originari, cristiana quanto bastava. Invitato
a lasciarmi plasmare da Cristo e a
immergermi nella tradizione millenaria della Chiesa, provai a rispondere
sin da principio allinterrogativo cui
nessuno pu sfuggire: Chi Ges
per me?. Dovetti dare una risposta
non elusiva e la diedi: Ges il figlio di Maria Vergine, il salvatore, il
maestro, il fondatore della Chiesa, il
risorto, il vivente. Sono prete da oltre settantanni, vescovo da quasi
cinquanta, eppure per me Ges lo
stesso che la mamma e i miei educatori mi insegnarono ad ascoltare e
ad amare; lo stesso che appresi al catechismo parrocchiale e allAzione
cattolica. il Ges dei preti e dei
laici che mi edificarono, talora sino
allesaltazione, nel corso dei decenni.
Chi Ges? colui che mi ha reso
partecipe della natura divina e mi
aiuta a esserne consapevole e a comportarmi in modo coerente, come
ancora una volta mi suggerisce Giovanni XXIII, in una sua nota del
1948: La via pi sicura per la mia
santificazione personale resta lo sforzo vigilante di ridurre tutto: principi, indirizzi, posizioni, affari, al mas-

Giacomo Manz, Maschera mortuaria di Giovanni

Papa Francesco che la vox populi


saluta successore del Papa della
bont.
Signor cardinale decano, fratelli e
Sorelle, ho percorso un lungo e accidentato tragitto prima di giungere a
Camaitino, ultima casa della mia vita. Ho incontrato molte persone e
ho conversato a lungo con alcune.
Ho vissuto eventi pi grandi di me.
Sono passato accanto a esperienze
che mi hanno segnato, anche ferito.
Non ho gustato il paradiso della
fanciullezza. Di conseguenza, una
punta di malinconia, pudicamente
nascosta, mi ha accompagnato giorno dopo giorno; talvolta ha turbato
i rapporti col mio prossimo, tarpato
le ali ai miei slanci. Adesso, nel vespro della mia giornata, come ultimo
tra i suoi, amo riascoltare linterrogativo di Ges agli apostoli che risuona nel profondo della mia coscienza:
Voi chi dite che io sia? (Matteo,
16, 11). Quei giovani avevano abbandonato tutto per seguirlo. Vivevano
con lui in ascolto, desiderosi di assistere, di apprendere. Percorrevano
con lui le strade della Palestina ani-

XXIII

(1963, Sotto il Monte)

simo di semplicit e di calma, con


attenzione a potare sempre la mia
vigna di ci che solo fogliame e viluppo di viticci, ed andare diritto a
ci che verit, giustizia, carit, soprattutto carit. Ogni altro sistema
di fare non che posa e ricerca di
affermazione personale che presto si
tradisce e diventa ingombrante e ridicolo. Lutopia, cos la chiamano
gli increduli, consiste nellarrendersi
a Ges senza condizioni, nel leggere
il suo Vangelo senza glossa, nel mettere il proprio io sotto i piedi e vedere lui in ogni nostro simile, servirlo e amarlo. Era questo il sentire di
Papa Giovanni: un sentire che edifica e unisce. Non sono contento di
me e di sicuro non lo furono e non
lo sono molti di coloro che incrociarono i loro passi con i miei. Tendo
la mano e chiedo la carit come il
mendicante, e nellattesa di ricevere
il pane del perdono recito il Padre
nostro sulla soglia delle case, come
facevano i poverelli nei tempi andati. A chi chiede dove si soffermano
pi sereni i miei ricordi, rispondo: in
parrocchia, a Venezia, tra i ragazzi

dellAzione cattolica, a Parma, tra gli


avieri, e dappertutto, nelle ore silenziose e solitarie. Del mio servizio decennale a Giovanni XXIII sono insoddisfatto, nonostante la mia dedizione e devozione. Mi punge il rimorso di non aver tratto tutto il beneficio di quella vicinanza, di non
essere penetrato addentro nel segreto
della sua povert di spirito. Nellultimo e misterioso suo tratto di strada, egli meritava un collaboratore
pi degno e dotto, pi preparato ed
equilibrato, e anche pi coraggioso.
Non mi riconosco infatti nellesortazione di Paolo al suo Timoteo, invitato a rimanere saldo sulla roccia
delle Sacre Scritture, perch luomo
di Dio sia completo e ben preparato
per ogni opera buona (2 Timoteo, 3,
16). Accanto a Papa Giovanni, lo furono Alfredo Cavagna, suo confessore, e Angelo DellAcqua, sostituto
della Segreteria di Stato, ecclesiastici
superiori a ogni elogio. Adesso, in
piena lucidit, vorrei sentir maturare
in me la decisione espressa da Papa
Giovanni nel suo testamento: Chiedo perdono a coloro che avessi inconsciamente offeso, a quanti non
avessi recato edificazione. Sento di
non aver nulla da perdonare a chicchessia, perch in quanti mi conobbero, ed ebbero rapporti con me, mi
avessero anche offeso o disprezzato
o tenuto, giustamente del resto, in
disistima, o mi fossero stati motivo
di afflizione, non riconosco che dei
fratelli e dei benefattori, a cui sono
grato e per cui prego e pregher
sempre. Mi fa buona compagnia
un pensiero, non saprei dire se amaro o realistico, di Hermann Hesse:
Quando uno diventato vecchio e
ha adempiuto la sua
parte, il compito che
gli spetta di fare, in
silenzio, amicizia con
la morte; non ha pi
bisogno degli uomini,
ne ha incontrati abbastanza. Il gomitolo
della mia esistenza si
dipanato tra due eventi funebri: la morte di
mio padre quando
avevo sei anni, di mia
madre quando ne avevo sessantanove. Dentro
questo
spazio
splende il transito
pentecostale di Papa
Giovanni.
Pertanto
langelo della morte
mi sta appresso da
sempre, e non uno
scheletro con la falce
in mano; un raggio di luce che
squarcia le tenebre. La mia ora non
pu tardare. Ci penso ogni giorno,
talvolta con un pizzico di malinconia, e mi dispongo al giudizio senza
presunzione e senza timore. Non sono cos stolto da ritenermi un giusto. Conosco quanto basta il consuntivo finale. Ripeto sovente: Ho
terminato la corsa, ho combattuto la
buona battaglia, ho conservato la fede (2 Timoteo, 4, 7). Nutro fiducia
sulle sorti del pianeta Terra. Continuo a proporre attenuanti alle colpe
dellumanit, non per inclinazione al
vituperato buonismo, ma per dovere
di giustizia temperata dalla misericordia. Sul dipartirmi dal mio amato
romitorio e dalle persone care, mi
investe linfiammato grido di san
Francesco per tutte le creature: Vorrei condurvi tutti in paradiso; e mi
conferma nella fede il credo di Papa
Giovanni: La mia giornata terrena
finisce. Il Cristo vive e la sua Chiesa
ne continua lopera nel tempo e nello spazio. Sono consapevole che
tutto bello e nuovo nel fulgore del
Risorto: tutto grazia. Quando nel-

la maschera mortuaria di Giovanni,


rilevata da Giacomo Manz, contemplo quel volto maestoso e placido, scavato dalla sofferenza; oppure
quando prendo in mano uno dei
suoi libri, che erano sua delizia; o i
suoi epistolari o il Giornale dellanima; meglio ancora, quando lo rivedo
e gli parlo nelle ore di preghiera e di
contemplazione, qualcosa si scioglie
dentro di me. La malinconia (se c)
se ne va. Le ansiet si placano. Torna il coraggio. Fiorisce la speranza.
Apro la Bibbia e leggo: La sapienza delluomo rende sereno il suo volto (Siracide, 8, 1). E nasce in me il
desiderio di divenire discepolo di
Cristo non incerto n dubbioso,
bens deciso e costante; di imitare il
santo Papa e di obbedire al suo
quinto successore, in quel suo camminare a piedi nudi al seguito del
divino maestro; nel rassettare le reti
sulla riva del lago, nel remare
nellora della tempesta e nellandare
senza borsa, n pane n denaro
(Luca, 9, 3) da un villaggio allaltro,
integro e retto, timorato di Dio e
lontano dal male (Giobbe, 1, 1).
Signor cardinale, fratelli e sorelle,
salutiamo insieme i due Papi associati nel servizio, nella sofferenza,
nella gloria.
Giovanni XXIII e Giovanni Paolo
II, perch otteniamo la grazia di entrare nella costellazione dei giusti,
caricarci sulle spalle le nuove povert, e tentare di convincere i detentori
del potere economico e i manovratori dei poteri mediatici, di non impedirci di essere onesti (al punto di restituire il mal tolto o il mal amministrato) e misericordiosi senza divenire deboli, ottenerci la grazia di arrenderci alla logica del vangelo, disponibili dunque a rinunciare noi
per primi alle cose, almeno a qualcosa, per far divampare nel mondo i
fuochi dellamore.
Diamo infine la parola a Giovanni
Battista Montini, in uno squarcio
oratorio della notte di Pentecoste, 2
giugno 1963. Vale per Giovanni
XXIII, per Giovanni Paolo II ed anche per lui, Paolo VI: Benedetto
questo Papa che ha dato a noi e al
mondo limmagine della bont pastorale e si fatto a chi nella Chiesa
ha la responsabilit di governo
lesempio evangelico del buon pastore. Benedetto questo Papa che ci ha
mostrato non essere la bont debolezza e fiacchezza, non essere irenismo equivoco, non essere rinuncia ai
grandi diritti della verit e ai grandi
doveri dellautorit, ma essere la virt-principe di chi rappresenta Cristo
nel mondo. Benedetto questo Papa
che ci ha fatto vedere, ancora una
volta, che lautorit nella Chiesa non
ambizione di dominio, non distanza dalla comunit dei fedeli, non
paternalismo consuetudinario ed
esteriore, non ci che i nemici della Chiesa o i laici ad essa ostili ed
estranei vorrebbero qualificare: dogmatismo retrivo e inceppante il progresso del mondo; ma sollecitudine provvida e sapiente, ma funzione
voluta da Cristo, insostituibile e degna dogni riverenza e fedelt; ma
servizio umile, disinteressato, faticoso e cordiale, che nella sua pi chiara ed autentica manifestazione tutti
possiamo grandiosamente chiamare
bont. Benedetto questo Papa che ci
ha fatto godere unora di paternit e
familiarit spirituale e che ha insegnato a noi ed al mondo che lumanit di nessuna altra cosa ha maggior bisogno quanto di amore. E benedetta questa Pentecoste triste e
soave, che nellumana agonia di
Giovanni ancora ci mostra dove sia
la prima, la vera sorgente dellamore
che salva: nella Chiesa di Pietro.

LOSSERVATORE ROMANO

domenica 2 marzo 2014

pagina 7

Il discorso pronunciato da Papa Francesco durante ludienza di venerd alla plenaria della Pontificia commissione per lAmerica latina

Per trasmettere fede e speranza


Pubblichiamo qui di seguito la
trascrizione del discorso rivolto a
braccio da Papa Francesco ai
partecipanti alla plenaria della
Pontificia Commissione per lAmerica
latina, durante ludienza svoltasi ieri,
venerd 28 febbraio, nella Sala
Clementina.
Buenos das. Agradezco al Cardenal
Ouellet sus palabras y a ustedes todos el trabajo que han hecho durante estos das.
Transmisin de la fe, emergencia educativa. Transmisin de la fe lo escuchamos varias veces, no nos hace tanto
ruido la palabra, sabemos que es
una obligacin hoy da cmo se
transmite la fe, que ya fue tema propuesto para el anterior Snodo que
termin en la evangelizacin. Emergencia educativa es una expresin
recientemente adoptada por ustedes
con los que prepararon esto. Y me
gusta porque esto crea un espacio
antropolgico, una visin antropolgica de la evangelizacin, una base
antropolgica. Si hay una emergencia educativa para la transmisin de
la fe, es como tratar el tema de la
catequesis a la juventud desde una
perspectiva diramos de teologa
fundamental. Es decir, cules son los
presupuestos antropolgicos que hay
hoy da en la transmisin de la fe
que hacen que para la juventud de
Amrica Latina esto sea emergencia
educativa. Y por eso creo que hay
que ser repetitivo y volver a las
grandes pautas de la educacin.
Y la primera pauta de la educacin es que educar lo hemos dicho, en la misma Comisin, una vez
lo hemos dicho no es solamente
transmitir conocimientos, contenidos, sino que implica otras dimensiones. Transmitir contenidos, hbitos
y valoraciones, los tres juntos.
Para poder transmitir la fe hay
que crear el hbito de una conducta,
hay que crear la recepcin de valores
que la preparen y la hagan crecer, y
hay que dar contenidos bsicos. Si
solamente queremos transmitir la fe
con contenidos, ser una cosa superficial o ideolgica que no va a tener
races. La transmisin tiene que ser
de contenidos con valores, valoraciones y hbitos, hbitos de conducta.
Los antiguos propsitos de nuestros
confesores cuando ramos chicos:
bueno, en esta semana vos hac esto, esto y esto..., y nos iban creando un hbito de conducta. Y no
slo el contenido sino los valores, o
sea que en ese marco la transmisin
de la fe tiene que moverse. Tres
pilares.
Otra cosa que es importante para
la juventud, transmitir a la juventud,
a los chicos tambin, pero sobre todo a la juventud, es el buen manejo
de la utopa. Nosotros en Amrica
Latina hemos tenido la experiencia
de un manejo no del todo equilibrado de la utopa y que en algn lugar, en algunos lugares, no en todos,
en algn momento nos desbord. Al
menos en el caso de Argentina podemos decir cuntos muchachos de
la Accin Catlica, por una mala
educacin de la utopa, terminaron
en la guerrilla de los aos 70. Saber
manejar la utopa, saber conducir
manejar es una mala palabra , saber conducir y ayudar a crecer la
utopa de un joven es una riqueza.
Un joven sin utopas es un viejo
adelantado, envejeci antes de tiempo. Cmo hago para que esta ilusin que tiene el chico, esta utopa,
lo lleve al encuentro con Jesucristo?
Es todo un paso que hay que ir haciendo.
Me atrevo a sugerir, lo siguiente:
una utopa en un joven crece bien si
est acompaada de memoria y de
discernimiento. La utopa mira al futuro, la memoria mira al pasado, y el
presente se discierne. El joven tiene
que recibir la memoria y plantar,
arraigar su utopa en esa memoria.
Discernir en el presente su utopa,
los signos de los tiempos, y ah s la
utopa va adelante pero muy arraigada en la memoria, en la historia que
ha recibido; discernan el presente
maestros del discernimiento lo necesitaban para los jvenes , y ya
proyectada para el futuro. Entonces,
la emergencia educativa ya tiene un
cauce all para moverse desde lo ms
propio del joven que es la utopa.
De ah la insistencia que por ah
me escuchan del encuentro de los
viejos y los jvenes. El icono de la
presentacin de Jess en el Templo.
El encuentro de los jvenes con los
abuelos es clave. Me decan algunos
Obispos de algunos pases en crisis,
donde hay una gran desocupacin

de jvenes, que parte de la solucin


de los jvenes est en que le dan de
comer los abuelos, o sea, se vuelven
a encontrar con los abuelos, los
abuelos tienen la pensin, entonces
salen de la casa de reposo, vuelven a
la familia, pero adems le traen su
memoria, ese encuentro.
Yo recuerdo una pelcula que vi
hace 25 aos ms o menos, de Kurosawa, de este japons, este famoso
director japons; muy sencilla: una
familia, dos chicos, pap, mam. Y
pap, mam se iban a hacer una gira
por los Estados Unidos, entonces le
dejaron los chicos a la abuela. Chicos japoneses de Coca-Cola, hot
dogs, o sea de una cultura de ese tipo. Y todo el film est en cmo esos
chicos empiezan a escuchar lo que
les cuenta la abuela de la memoria
de su pueblo. Cuando los padres
vuelven, los desubicados son los padres, fuera de la memoria, los chicos
la haban recibido de la abuela.
Este fenmeno del encuentro de
los chicos y los jvenes con los
abuelos ha conservado la fe en los
pases del Este, durante toda la poca comunista, porque los padres no
podan ir a la iglesia. Y me decan...
me estoy confundiendo pero, en
estos das no s si estuvieron los
obispos blgaros o de Albania , me
decan que las iglesias de ellos estn
llenas de viejos y de jvenes, los paps no van porque nunca se encontraron con Jess, esto entre parntesis. Este encuentro de los chicos y
los jvenes con los abuelos es clave
para recibir la memoria de un pueblo y el discernimiento en el presente. Ser maestros de discernimiento,
consejeros espirituales. Y aqu es importante para la transmisin de la fe
de los jvenes el apostolado cuerpo
a cuerpo. El discernimiento en el

carte, pero eso se nos mete dentro y


ac caigo en lo de los jvenes.
Hoy da, como molesta a este sistema econmico mundial la cantidad
de jvenes que hay que darles fuente
de trabajo, ... el porcentaje alto de
desocupacin de los jvenes. Estamos teniendo una generacin de jvenes que no tienen la experiencia
de la dignidad. No que no comen,
porque les dan de comer los abuelos, o la parroquia, o la sociedad de
fomento, o el ejrcito de salvacin, o
el club del barrio. El pan lo comen,
pero no la dignidad de ganarse el
pan y llevarlo a casa. Hoy da los jvenes entran en esta gama de material de descarte.
Entonces, dentro de la cultura del
descarte, miramos a los jvenes que
nos necesitan ms que nunca, no slo por esa utopa que tienen porque el joven que est sin trabajo tiene anestesiada la utopa o est a
punto de perderla . No slo por
eso, sino por la urgencia de transmitir la fe a una juventud que hoy da
es material de descarte tambin. Y
dentro de este item de material de
descarte, el avance de la droga sobre
la juventud. No es solamente un
problema de vicio. Las adicciones
son muchas. Como todo cambio de
poca se dan fenmenos raros entre
los cuales est la proliferacin de
adicciones, la ludopata ha llegado a
niveles sumamente altos, pero la
droga es el instrumento de muerte
de los jvenes. Hay todo un armamento mundial de droga que est
destruyendo esta generacin de jvenes que est destinada al descarte.
Esto es lo que se me ocurri decir
y compartir. Primero, como estructura educativa transmitir contenidos,
hbitos y valoraciones. Segundo, la
utopa del joven relacionarla y armo-

presente no se puede hacer sin un


buen confesor o un buen director espiritual que se anime a aburrirse horas y horas escuchando a los jvenes. Memoria del pasado, discernimiento del presente, utopa del futuro, en ese esquema va creciendo la fe
de un joven.
Tercero. Dira como emergencia
educativa, en esta transmisin de la
fe y tambin de la cultura, es el problema de la cultura del descarte. Hoy
da, por la economa que se ha implantado en el mundo, donde en el
centro est el dios dinero y no la
persona humana, todo lo dems se
ordena y lo que no cabe en ese orden se descarta. Se descartan los chicos que sobran, que molestan o que
no conviene que vengan. Los obispos espaoles me decan recin la
cantidad de abortos, del nmero, yo
me qued helado. Ellos tienen all
los censos de eso. Se descartan los
viejos, tienden a descartarlos. En algunos pases de Amrica Latina hay
eutanasia encubierta, hay eutanasia
encubierta, porque las obras sociales
pagan hasta ac, nada ms y los pobres viejitos... como puedan. Recuerdo haber visitado un hogar de ancianos en Buenos Aires, del Estado,
donde estaban las camas llenas; y,
como no haba ms camas, ponan
colchones en el suelo y estaban los
viejitos ah. Un pas no puede comprar una cama? Eso indica otra cosa,
no? Pero son material de descarte.
Sbanas sucias, con todo tipo de suciedad, sin servilletas, y los viejitos
coman ah, se limpiaban la boca
con la sbana. Eso lo vi yo, no me
lo cont nadie. Son material de des-

nizarla con la memoria y el discernimiento. Tercero, la cultura del descarte como uno de los fenmenos
ms graves que est sufriendo nuestra juventud, sobre todo por el uso
que de esa juventud puede hacer, y
est haciendo la droga para destruir.
Estamos descartando nuestros jvenes. El futuro, cul es? Una obligacin. La traditio fidei es tambin, traditio spei y la tenemos que dar.
La pregunta final que quisiera dejarles es: cuando la utopa cae en el
desencanto, cul es nuestro aporte?
La utopa de un joven entusiasta,
hoy da est resbalando hacia el desencanto. Jvenes desencantados a
los cuales hay que darles fe y esperanza.
Les agradezco de todo corazn el
trabajo de ustedes, de estos das, para salir al frente de esta emergencia
educativa y sigan adelante... Necesitamos ayudarnos en esto. Las conclusiones de ustedes y todo lo que
podamos hacer. Muchas gracias.
Di seguito una traduzione italiana
del discorso pronunciato dal Pontefice.
Buongiorno! Ringrazio il Cardinale
Ouellet per le sue parole e tutti voi
per il lavoro che avete fatto in questi
giorni.
Trasmissione della fede, emergenza
educativa. La trasmissione della fede
la sentiamo diverse volte, non ci sorprende tanto la parola. Sappiamo
che un dovere al giorno doggi,
come si trasmette la fede, che gi
stato il tema proposto dal precedente Sinodo, che termin nellevangelizzazione. Emergenza educativa
unespressione adottata recentemente

da voi con coloro che hanno preparato questo lavoro. E mi piace, perch questo crea uno spazio antropologico, una visione antropologica
dellevangelizzazione, una base antropologica. Se c unemergenza
educativa per la trasmissione della
fede, come trattare il tema della
catechesi alla giovent da una prospettiva diciamo di teologia
fondamentale. Vale a dire, quali sono i presupposti antropologici che ci
sono oggi nella trasmissione della fede, che fanno s che per la giovent
dellAmerica Latina questo sia emergenza educativa. E per questo credo
che bisogna essere ripetitivi e tornare ai grandi criteri delleducazione.
E il primo criterio delleducazione
che educare lo abbiamo detto
nella stessa Commissione, una volta
lo abbiamo detto non soltanto
trasmettere conoscenze, trasmettere
contenuti, ma implica altre dimensioni: trasmettere contenuti, abitudini
e senso dei valori, le tre cose insieme.
Per trasmettere la fede bisogna
creare labitudine di una condotta;
bisogna creare la recezione dei valori, che la preparino e la facciano crescere; e bisogna dare anche dei contenuti di base. Se vogliamo trasmettere la fede soltanto con i contenuti,
allora sar solo una cosa superficiale
o ideologica, che non avr radici. La
trasmissione devessere di contenuti
con valori, senso dei valori e abitudini, abitudini di condotta. I vecchi
propositi dei nostri confessori quando eravamo ragazzi: Allora, questa
settimana fate questo, questo e questo...; e ci stavano creando unabitudine di condotta; e non solo i contenuti, ma i valori. In questo quadro
deve muoversi la trasmissione della
fede. Tre pilastri.
Unaltra cosa che importante
per la giovent, da trasmettere alla
giovent, anche ai bambini ma soprattutto ai giovani, la buona gestione dellutopia. Noi, in America
Latina, abbiamo avuto esperienza di
una gestione non del tutto equilibrata dellutopia e che in qualche luogo, in alcuni luoghi, non in tutti, e
in qualche momento ci ha travolto.
Almeno nel caso dellArgentina possiamo dire quanti ragazzi dellAzione Cattolica, per una cattiva educazione dellutopia, sono finiti nella
guerriglia degli anni Settanta... Saper gestire lutopia, ossia saper guidare gestire una brutta parola
saper guidare e aiutare a far crescere lutopia di un giovane, una
ricchezza. Un giovane senza utopia
un vecchio precoce, che invecchiato prima del tempo. Come posso far s che questo desiderio che ha
il ragazzo, che questa utopia lo porti
allincontro con Ges Cristo? tutto un percorso che bisogna fare.
Mi permetto di suggerire quanto
segue. Unutopia, in un giovane, cresce bene se accompagnata da memoria e discernimento. Lutopia guarda al futuro, la memoria guarda al
passato, e il presente si discerne. Il
giovane deve ricevere la memoria e
piantare, radicare la sua utopia in
quella memoria; discernere nel presente la sua utopia i segni dei tempi e allora s lutopia va avanti, ma
molto radicata nella memoria e nella
storia che ha ricevuto; discernevano il
presente maestri di discernimento
ne avevano bisogno per i giovani ,
e gi proiettata verso il futuro.
Allora lemergenza educativa ha
gi l un alveo per muoversi a partire da ci che pi proprio del giovane, che lutopia.
Da qui linsistenza che mi sentono dire qua e l sullincontro degli anziani e dei giovani. Licona della
presentazione di Ges al Tempio.
Lincontro dei giovani con i nonni

decisivo. Mi dicevano alcuni Vescovi


di alcuni Paesi in crisi, dove c una
grande disoccupazione dei giovani,
mi dicevano che parte della soluzione per i giovani sta nel fatto che li
mantengono i nonni. Tornano ad incontrarsi con i nonni, i nonni hanno
la pensione, allora escono dalla casa
di riposo, tornano in famiglia e in
pi portano la loro memoria,
quellincontro.
Io ricordo un film che ho visto
circa 25 anni fa, di Kurosawa, quel
famoso regista giapponese; molto
semplice: una famiglia, due bambini,
pap e mamma. E il pap e la mamma vanno a fare un viaggio negli
Stati Uniti, lasciando i bambini alla
nonna. Bambini giapponesi, Coca
Cola, hot dog... una cultura di questo tipo. E tutto il film racconta come questi bambini cominciano, piano piano, ad ascoltare quanto racconta loro la nonna sulla memoria
del suo popolo. Quando i genitori
ritornano, i disorientati sono i genitori: fuori dalla memoria, che i bambini avevano ricevuto dalla nonna.
Questo fenomeno dellincontro
dei ragazzi e dei giovani con i nonni
ha conservato la fede nei Paesi
dellEst, durante tutta lepoca comunista, perch i genitori non potevano
andare in chiesa. Mi dicevano...
forse mi sto confondendo... in questi
giorni non so se erano stati i Vescovi
bulgari o quelli di Albania mi dicevano che le Chiese da loro sono
piene di anziani e di giovani: i genitori non vanno, perch non si sono
mai incontrati con Ges. Questo tra
parentesi... Lincontro dei ragazzi e
dei giovani con i nonni decisivo
per ricevere la memoria di un popolo e il discernimento sul presente:
essere maestri del discernimento,
consiglieri spirituali. E qui importante, riguardo alla trasmissione della fede dei giovani, lapostolato corpo a corpo. Il discernimento sul
presente non si pu fare se non con
un buon confessore, un buon direttore spirituale che abbia la pazienza
di stare ore e ore ad ascoltare i giovani. Memoria del passato, discernimento sul presente, utopia del futuro: in questo schema cresce la fede
di un giovane.
Terzo. Direi come emergenza educativa, in questa trasmissione della
fede e anche della cultura, il problema della cultura dello scarto. Al
giorno doggi, per leconomia che si
impiantata nel mondo, dove al
centro c il dio denaro e non la persona umana, tutto il resto si ordina,
e quello che non entra in questo ordine si scarta. Si scartano i bambini
che sono di troppo, che danno fastidio o che non conviene che vengano... I Vescovi spagnoli mi parlavano recentemente della quantit di
aborti, il numero, sono rimasto senza parole. Loro l tengono il conto
di questo... Si scartano gli anziani, si
tende a scartarli, e in alcuni Paesi
dellAmerica Latina c leutanasia
nascosta, c leutanasia nascosta!
Perch le opere sociali pagano fino a
un certo punto, non di pi, e i poveri vecchietti, si arrangino. Ricordo
di aver visitato una casa di riposo di
anziani in Buenos Aires, dello Stato,
dove i letti erano tutti occupati, e
siccome non cerano letti mettevano
dei materassi per terra, e l stavano i
vecchietti. Un Paese non pu comprare un letto? Questo indica unaltra cosa, no? Sono materiali di scarto. Lenzuola sporche, con ogni tipo
di sporcizia; senza tovagliolo e i poveretti mangiavano l, si pulivano la
bocca con le lenzuola... Questo lho
visto io, non me lo ha raccontato
nessuno. Sono materiali di scarto;
per questo ci rimane dentro... e qui
ritorno al tema dei giovani.

Oggi, come d fastidio a questo


sistema mondiale la quantit di giovani ai quali necessario dare lavoro, la percentuale cos alta di disoccupazione giovanile. Stiamo avendo
una generazione di giovani che non
hanno lesperienza della dignit.
Non che non mangino, perch danno loro da mangiare i nonni, o la
parrocchia, o lassistenza sociale dello Stato, o lEsercito della Salvezza,
o il club del quartiere... Il pane lo
mangiano, ma senza la dignit di
guadagnarsi il pane e portarlo a casa! Oggi i giovani entrano in questa
gamma del materiale di scarto.
E allora, dentro la cultura dello
scarto, vediamo i giovani che pi
che mai hanno bisogno di noi; non
solo per quella utopia che hanno
perch il giovane che senza lavoro
ha lutopia anestetizzata, o sul
punto di perderla , non soltanto
per questo, ma anche per lurgenza
di trasmettere la fede ad una giovent che oggi materiale di scarto anchessa. E in questa voce del materiale di scarto, c lavanzare della
droga su questi giovani. Non solo
un problema di vizio, le dipendenze
sono molte. Come in tutti i cambiamenti epocali, ci sono fenomeni
strani tra cui la proliferazione delle
dipendenze: la ludopatia arrivata a
livelli estremamente alti... ma la droga lo strumento di morte dei giovani. C tutto un armamento mondiale di droga che sta distruggendo
questa generazione di giovani che
destinata allo scarto!
Questo ci che volevo dire e
condividere. Primo, come struttura
educativa, trasmettere contenuti,
comportamenti e senso dei valori.
Secondo, lutopia del giovane, relazionarla e armonizzarla con la memoria e il discernimento. Terzo, la
cultura dello scarto come uno dei fenomeni pi gravi di cui sta soffrendo la nostra giovent, soprattutto
per luso che di questa giovent pu
fare e sta facendo la droga per distruggere. Stiamo scartando i nostri
giovani! Il futuro qual ? Un compito: la traditio fidei anche traditio
spei, e dobbiamo darla!
La domanda finale che vorrei lasciarvi : quando lutopia cade nel
disincanto, quale il nostro apporto? Lutopia di un giovane entusiasta oggi sta scivolando fino al disincanto. Giovani disincantati, ai quali
bisogna dare fede e speranza.
Vi ringrazio con tutto il cuore per
il vostro lavoro di questi giorni, per
far fronte a questa emergenza educativa, e andate avanti! Dobbiamo aiutarci in questo. Le vostre conclusioni
e tutto quello che possiamo fare.
Molte grazie.

Per una lieve indisposizione

Il vescovo di Roma
rinuncia alla visita
al Seminario
maggiore
Una lieve indisposizione e
qualche linea di febbre hanno
costretto Papa Francesco a rinunciare alla visita al Pontificio Seminario Romano Maggiore, dovera
atteso venerd sera, 28 febbraio.
stato il direttore della Sala stampa
della Santa Sede, padre Federico
Lombardi, a spiegarne i motivi,
aggiungendo che il medico gli ha
consigliato di riposare.

donne chiesa mondo

Sua madre confrontava


tutte queste cose nel suo cuore

LOSSERVATORE ROMANO marzo 2014 numero 21

Isabella Ducrot, Bende sacre 5


(2011, tecnica mista su tessili tibetani)

Donne e arte

Incontro con lalterit


Larte ha origine da un incontro con qualcosa di pi grande e
forte di noi. Che lo si chiami destino, o ispirazione. Tutte le
protagoniste di questo numero dedicato a donne e arte si sono
incontrate con questa alterit, che ha determinato la loro vita.
Questo incontro ha suggerito loro come diventare agenti di
trasmissione della bellezza per gli esseri umani sfavoriti, con il
fine di alleviare la loro condizione di sofferenti, o ha ispirato la
creazione di opere che quasi misteriosamente e loro malgrado
rivelano poi la loro natura sacra. Oppure pu nascere da questo
consapevole incontro una vera e propria creazione architettonica e
artistica finalizzata a costruire la casa di Dio, coscientemente
pensata in modo da rendere la sua presenza pi percepibile agli
esseri umani che ne varcheranno la soglia. Anche il modo in cui
comprendiamo le opere darte ha una storia, che pu venire
attraversata da improvvise rivelazioni: come quella che suggerisce
una rilettura della famosissima Piet di Michelangelo, che si trova
a San Pietro, in senso simbolico-femminile. Larte quindi una
delle vie che le donne percorrono per parlare di Dio e con Dio,
una delle vie che sempre pi le vede protagoniste, cos importanti
che non si possono dimenticare o emarginare, come si fatto per
troppo tempo. una prova che le donne fanno parte proprio
come gli uomini della storia damore di Dio verso il suo creato.
Come ricorda Barbara Hallensleben nella bella riflessione
teologica che pubblichiamo questo mese, la differenza tra uomo
e donna ha a che fare con limmagine che Dio ci rivela di se
stesso, e quindi ogni approfondimento di questa differenza porta
sulle tracce del mistero di Dio. Proprio per questo una riflessione
sul ruolo della donna nellarte in particolare in unarte che si
apre consapevolmente alla spiritualit costituisce un nuovo
passo nella scoperta di come questa differenza diventi spirito di
creazione e di rappresentazione della realt umana e del suo
rapporto con il divino. In questo caso come in molti altri
non si parla di aprire nuovi ruoli alle donne, ma solo di vedere e
riconoscere il lungo cammino che hanno percorso. (l.s.)

Beethoven chiamava il mondo della musica.


Opta per uno spossessamento dellartista?
Si tratta di dimenticare se stessi per servire la musica, piuttosto che utilizzare la
musica per servire se stessi: questa la
condizione sine qua non affinch i suoni
che comunicano diventino suoni creatori
di comunione. La musica allora si esprime
da sola, sulla punta delle dita, in un presente dove tutte le paure segrete sono superate. Allora emoziona quanti la ascoltano, creando con loro un solo cuore. Le
mani dellinterprete fanno di lui un traghettatore di grazia. Egli raggiunge il tocco spirituale, in un gesto epifanico in cui
le sue mani offerte rivelano lanima della
musica. La bellezza ci che appare
quando si perde di vista se stessi, quando
si va oltre se stessi.
Allora la musica dono?
C una forma di gratuit nellarte. La
musica non pu che donarsi, il che presuppone che non sia sorretta da valori
commerciali. Ebbene, oggi la societ consumistica tende sempre pi ad associare la
musica a un commercio. Il musicista professionista viene pertanto messo a dura
prova: competizione, legge del mercato,
redditivit dei concerti, incisioni e cos via.
Al contrario penso che la musica debba
restare unofferta, non un ingranaggio.

Nascosta sotto il pianoforte

Senza giocare con le parole, questo il motivo


per cui la Pdagogie Rsonnance non attribuisce premi?

A colloquio con Elisabeth Sombart


di SYLVIE BARNAY
Lo stupore mi assaliva quando da piccola, nascosta sotto il pianoforte, ascoltavo
la musica. Avevo limpressione di essere io
stessa la musica, afferma Elisabeth Sombart parlando di com nata la sua vocazione. Non si diventa musicisti, si nasce
musicisti: la pianista di fama internazionale ricorda cos larte della musica con
termini simili a quelli dei grandi artisti per
i quali lemozione non dice io, come
sottolinea Gilles Deleuze. Tra gli incontri
determinanti della vita di Elisabeth Som-

donne chiesa mondo

Sono evaso dallalto, nel profondo


del mio cuore mi ha detto in lacrime
un detenuto di Regina Coeli
al termine di un mio concerto
bart, quello con il direttore dorchestra
Sergi Celibidache: Elisabeth si forma per
circa dieci anni alla fenomenologia della
musica che questultimo insegna alluniversit di Magonza. Quellinsegnamento
le apre la via di unesplorazione nuova
della musica vissuta come limmagine
mobile delleternit immobile. Lo sviluppa e crea la Pdagogie Rsonnance, costruita sul principio di base della riduzione della molteplicit dei fenomeni sonori
allunit. La pianista prosegue parallelamente una carriera internazionale in prestigiose sale da concerto: Thatre des
Champs-Elyse a Parigi, Carnegie Hall a
New York, Wignore Hall a Londra, Concertgebouw ad Amsterdam, Suntory Hall
a Tokyo, Victoria Hall a Ginevra. Incide
inoltre unimportante discografia da Bach
a Bartok. Nel 1990 crea in Svizzera la
Fondazione Rsonnance, diffusasi poi in
altri sei Paesi, al fine di portare la musica
nei luoghi di solidariet. Per Elisabeth
Sombart, la musica gioia, respiro, comunione, che trascende ogni sapere, ogni cultura e ogni appartenenza sociale e religiosa.
Lo scrittore Christian Bobin ha detto ascoltandola: A illuminarmi il suo modo di
pulire ogni nota con un piccolo pennello di silenzio. Qual limportanza del silenzio per
lei?
Solo la coincidenza dei suoni e del silenzio permette di essere al centro della
musica. Ogni nota che eseguiamo testimonia un silenzio primordiale. Per questo
ogni interprete, prima di tutto, deve aver
fatto voto di silenzio. Tra una nota e laltra e in ogni nota c il silenzio. Tra una

di una forma di apostolato della consolazione


attraverso la musica. C un legame con il
Vangelo?

nota e laltra c lo spazio per linteriorit.


Lartista che procede con una simile consapevolezza arriva ad amare questo silenzio interiore. Va detto che tutte le opere
musicali cominciano con unespirazione.
Nel corso dellopera, la nostra respirazione si adatta di frase in frase per rivelarle e
collegarle tra loro. Ogni frase musicale
scaturisce allora dalla continuit interiore
dove lanima dellinterprete respira. nel
silenzio, dove nasce la respirazione, che
linterprete trova il cammino del suo cuore, quello che conduce al mondo dellanima della musica, l dove i suoni diventano musica.

Le azioni della fondazione si riallacciano al messaggio del Vangelo di san Matteo: Perch io ho avuto
fame e mi avete dato da
Perch ho avuto sete e mi avete dato da bere
mangiare, ho avuto sete
e mi avete dato da bere;
nudo e mi avete vestito si legge nel Vangelo
ero forestiero e mi avete
Nutrire gli altri con la musica
ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi
diventato per me un dovere
avete visitato, carcerato
e siete venuti a trovarmi (Matteo, 25, 35-36). Nutrire gli altri in gnificherebbe eliminarne uno? Nelle scuoquesto modo diventato un dovere per le Rsonnance, come nelle nostre master
class, quando un allievo esegue con natume.
ralezza i suoi brani, lo portiamo a suonare
In fondo, lei anche molto vicina alla visione in uno dei nostri luoghi di solidariet.
questa per lui la ricompensa pi bella.
neoplatonica del pensiero medievale che concepiva linfinitamente piccolo come il calco
Per concludere, cosa augura a quanti lascoldellinfinitamente grande?
tano?

La musica conduce dunque in unaltra dimensione spazio-tempo?


Al termine di un concerto, le persone lo
dicono magnificamente: Ero in paradiso!. Questo trasporto anche unelevazione. San Girolamo spiega che i musicisti
sono sulla terra per colmare il vuoto che
gli angeli hanno lasciato in cielo partendo
con Lucifero. Quando suona, il musicista
in effetti entra in unaltra dimensione temporale, e con lui quanti lo ascoltano. Il
tempo musicale non il tempo della cronologia o quello degli orologi. il tempo
fuori dal tempo, un tempo che siscrive
negli intervalli tra i suoni, dove il passato
e il futuro si compenetrano nellistante.
Il verbo greco katechein alla lettera far
risuonare, da cui deriva la parola catechismo
(insegnare, trasmettere) allorigine della
fondazione che lei ha creato?
La Fondazione Rsonnance ha una duplice vocazione. Ha come fine, da una
parte, di creare e di gestire le scuole di
pianoforte Rsonnance, i cui principi fondatori sono: gratuit, assenza di esami e di
competizione, insegnamento della Pdagogie Rsonnance, senza limiti di et.
D allaltra, di offrire concerti negli ospedali, nelle case di riposo, nelle strutture medico-sociali, negli istituti per disabili, nei
penitenziari e cos via.
Come reagisce questo pubblico?
Un detenuto venuto a trovarmi in lacrime al termine di un concerto che ho
dato nel carcere Regina Coeli di Roma.
Non aveva mai ascoltato la musica classica
e mi ha detto: Sono evaso dallalto, nel
profondo del mio cuore.
Nelle lettere scritte dal campo di Westerbork
nel 1942-1943, Etty Hillesum diceva della
scrittura che vorrebbe essere un balsamo
versato su cos tante piaghe. Anche lei parla

La musica ci insegna che lunica ricompensa quella interiore, che i suoni diventano musica qui e ora. Quindi come paragonare un giovane musicista a un altro?
Perch metterli in competizione? Non si-

Secondo questo principio, ogni forma


creata potrebbe essere ricondotta allunit
perfetta poich un modello delloriginale. Tutta la pedagogia che cerco di mettere
in atto si fonda su questa relazione tra ci
che costituisce il mondo visibile e un altro
che si pu definire linvisibile, e che
Nata a Strasburgo,
Elisabeth Sombart
inizia presto a
studiare pianoforte: a
dieci anni vince il
Premio di Pianoforte
nel concorso BachAlbert-Lvque.
Lasciata la Francia,
si perfeziona con
Bruno Leonardo
Gelber (Buenos
Aires), Peter
Feuchtwanger
(Londra), Hilde
Langer-Rhl
(Vienna).
Determinante sar
quindi lincontro il
direttore dorchestra
Sergi Celibidache.
Nel 1990 crea in
Svizzera la
Fondazione
Rsonnance,
diffusasi poi in
Italia, Spagna,
Romania, Francia,
Libano e Belgio, che
organizza circa 500
concerti allanno.

Di trasfigurare insieme il nostro ascolto


affinch traspaia la luce che illumina la
vetrata della nostra anima, che non pu
che rischiararsi da sola, perch la nostra
vita sia una creazione continua di grazia e
di bellezza nel cuore di ognuno. questa
la sfida.

Madre e figlia a Mogadiscio (LaPresse/Ap)

donne chiesa mondo women church world mujeres iglesia mundo femmes glise monde donne chiesa mondo women church world mujeres iglesia mundo femmes glise monde donne chiesa mondo
A sinistra, la vetrata interna
della chiesa Maria Theotokos di Loppiano
Sotto: ledificio visto dallalto

Come una preghiera

Il romanzo

Artemisia

Isabella Ducrot racconta il tema della ripetizione nelle sue bende sacre
di CATHERINE AUBIN

Lei ha viaggiato molto, in Oriente e in Estremo


Oriente, e alcuni dicono che la sua arte una
forma di religione: me lo pu spiegare?

Lei pittrice, con un nome francese, ma italiana; quali sono le sue fonti dispirazione?

Per la mia nuova mostra ho utilizzato tessuti buddisti; sono stoffe che i pellegrini acquistano per metterli su statue sacre, sono
dunque oggetti religiosi, come una preghiera.
In Tibet ci sono meno fiori che in India, per
questo i tibetani offrono alle divinit una manifattura umana piuttosto che dei fiori. Questi
tessuti racchiudono in s il pensiero religioso
delle persone che li offrono. Ho quindi utilizzato questa percezione delle cose collegandola
a una rappresentazione che considero una preghiera, ossia la ripetizione. In effetti penso
che in tutte le religioni del mondo ci sia la ripetizione: nelle litanie, nelle suppliche. Dunque, sul tessuto tibetano, che in un certo senso sacro, ho cercato di tradurre in disegno
queste ripetizioni che sono parte integrante di
tutte le preghiere nel mondo.

Sono italiana, ma sono soprattutto napoletana, il che fa una bella differenza. Per me significa dare grande importanza al destino. Significa anche che le cose avvengono naturalmente e non dipendono dalle proprie forze
come in un programma preciso. Quindi, se
devo parlare dispirazione, non lho avuta. Per
me le cose sono accadute in modo naturale:
non ho seguito corsi di disegno e non ho stu-

In mostra a Roma
Bende sacre: questo il titolo della
mostra di Isabella Ducrot che si
inaugura il 3 marzo 2014 alla Galleria
nazionale darte moderna e
contemporanea (Gnam) a Roma. Curata
da Marcella Cossu e Silvana Freddo con
Nora Iosia, la mostra rester aperta fino
al prossimo 18 maggio. Nel catalogo,
edito da Gangemi, sono presenti scritti
di Maria Vittoria Marini Clarelli, John
Eskenazi, Stefano Velotti, Massimiliano
Alessandro Polichetti, Luciano Trina e
Marcella Cossu.

diato belle arti. Non sapevo di saper disegnare. La cosa pi straordinaria che me ne sono
resa conto dopo i cinquantanni. Prima, non
pensavo veramente di essere fatta per la pittura e ancor meno che qualcuno potesse apprezzare le mie opere. Era impensabile per me che
un giorno avrei potuto pubblicare dei libri e
soprattutto che avrei potuto esporre i miei
quadri in una galleria darte. Tutto ci era
completamente inaudito, inatteso, incredibile!

a partire dalla ripetizione che ha scoperto la


preghiera?
S, assolutamente s, perch lho associata a
ci che la preghiera nel mondo. Di fatto
molte preghiere non sono dialettiche. Ho cer-

Lartista nella locandina della mostra

Mai stata una brava ragazza


In ascolto della compositrice russa ortodossa Sofia Gubaidulina
di MARCELLO FILOTEI
n Unione Sovietica, per fortuna, un compositore poteva essere minacciato di morte per
lo stile utilizzato nella scrittura
musicale. Nel 1936 ebbe luogo la
rappresentazione dellopera Lady
Macbeth del distretto di Mtsensk di

Quali sono stati i temi dei suoi primi quadri?

Cosa vuol dire lo spirito nascosto?

s lo spirito. Qui spirito significa qualcosa che


esiste grazie al tessuto, ed questa la differenza rispetto alla carta. La carta accetta lo spirito quando una persona scrive su di essa una
poesia o qualcosaltro, mentre il tessuto trasforma la materia, la fibra, la consistenza: si
pu dire che il tessuto ha una sorta di anima.
In Tibet ho trovato una vera preghiera: una
preghiera di ringraziamento, che proviene da
una famiglia indubbiamente molto ricca perch in seta, meravigliosa a vedersi. E l cera
una collaborazione, un intreccio, tra la realizzazione del tessuto che per cos dire saliva
sul telaio e la preghiera che a sua volta sale.
Entrambi si componevano nello stesso momento: ho visto un legame vero tra la parola e
il tessuto. In un certo senso il tessuto quel
che c di pi vicino a ci che noi siamo come
esseri umani: carne e spirito.

La bellezza. Quando ero in Oriente, ho capito che quei motivi ripetitivi non erano una
mera decorazione come per noi in Occidente,
ma lho percepita come un inno sacro, come
una musica che risuona. Sono stata completamente sedotta dalla ripetizione dei motivi su
quei tessuti. Ed cos che ho cominciato a disegnare sfere rosse, in modo ripetitivo, e ci
mi ha procurato grande gioia, perch questa
maniera di dipingere non un discorso logico.
Si pu dire che la ripetizione concepita in
questo modo assomiglia a una forma di preghiera.

Il clic stata semplicemente la vita. Dopo


aver compiuto cinquantanni la concomitanza
di diversi eventi ha fatto s che le cose avvenissero in modo naturale. Il fatto pi straordinario che quando ho iniziato a dipingere i miei
quadri le persone li hanno apprezzati e me lo
hanno detto, il che mi sembrava incredibile!

Tutti noi indossiamo abiti fatti di tessuti e


non pensiamo mai alla loro struttura. La stoffa stessa la nasconde. Ad esempio nel caso del
velluto o del raso, o anche della seta, la struttura non si vede, ma se non esistesse non ci
sarebbe neanche il tessuto. Pian piano ho
quindi capito il simbolismo del tessuto, come
unopera umana, molto antica e primitiva. E
ho messo insieme il simbolismo del tessuto e
la vita, il pensiero, perch diventassero una
cosa sola. Ho compreso tutto ci senza volerlo, e ancora oggi ne sono sorpresa e meravigliata.

Man mano che un tessuto sale


e si realizza sul telaio
trascina con s lo spirito
Qui spirito significa qualcosa che esiste
grazie al tessuto
la differenza rispetto alla carta

Che cosa evoca la ripetizione per la sua arte?

Ricorda un episodio o un clic che potrebbe aver


dato avvio al suo nuovo percorso?

Ho utilizzato molto presto dei tessuti perch per anni avevo collezionato stoffe e mi appassionavano. Allinizio minteressavano i loro
colori, poi mi sono rapidamente resa conto
che era la struttura dei tessuti ad affascinarmi.
In effetti nel tessuto contenuto lo spirito
nascosto.

cato di riflettere e dimmaginare come gli uomini della preistoria avevano cominciato a utilizzare i loro tessuti, quale era stato il motivo
principale e fondamentale per elaborare una
tecnica di fabbricazione dei loro tessuti cos
complicata quando hanno incominciato a diventare stanziali. E mi sono detta che ci andava al di l del semplice fatto di proteggersi
e che aveva a che vedere con la religione. In
effetti, man mano che un tessuto sale e si
realizza sul telaio, si pu dire che trascina con

Considero la religione qualcosa


che ristabilisce un legame nella vita
La musica non ha compito
pi grave di questo
Dmitrij Shostakovich. Un mese
dopo, la Pravda stronc il lavoro definendolo caos anzich musica in un articolo anonimo, da
alcuni attribuito allo stesso Stalin
che era presente alla rappresentazione. Non che si possa essere nostalgici di episodi del genere, ma
un capo di Governo che va a un

concerto oggi sarebbe gi una notizia. Allora non lo era perch la


musica era considerata una cosa
seria. Il compositore aveva un
ruolo sociale, come qualsiasi altro
artista o intellettuale. E il potere,
quindi, lo controllava.
Questo lambiente in cui nasce nel 1931 a istopol, nella repubblica russa del Tatarstan, Sofia
Gubaidulina. Una grande compositrice, che non mai stata una
brava ragazza. Anzi ha perseguito
con determinazione lintento di
camminare sulla cattiva strada.
Del resto il consiglio le era stato
dato proprio da Shostakovich, un
altro genio che magari scriveva la
Quinta
Sinfonia semplificando
molto il linguaggio per far credere
a Stalin di essere tornato ai modelli del Realismo Socialista, ma
incontrando un talento come
quello di Gubaidulina non si sognava nemmeno di consigliarle di
limitare la propria creativit, anzi
la spingeva nella direzione opposta.

Per paradosso, quindi, proprio


in un ambiente culturalmente angusto, che laveva etichettata come
irresponsabile
per
le
sue
esplorazioni alternative, si sviluppa larte originale e corrosiva di
una delle compositrici pi innovative e rappresentative del XX secolo.
Sono una persona religiosa,
russa ortodossa, e considero la religione, nel senso letterale del termine, come qualcosa che lega, che
ristabilisce un legame nella vita.
La musica non ha compito pi
grave di questo. Gubaidulina si
autodefinisce cos, e definisce cos
anche il suo percorso artistico ed
esistenziale. Ma per farlo in musica bisogna scegliere dei criteri
precisi, chiari per chi ascolta.
Lei ha fatto leva principalmente
sullaspetto simbolico. Cosa vuol
dire simbolo? Secondo me la massima concentrazione di significati,
la rappresentazione di tante idee
che esistono anche fuori della nostra coscienza. Le molteplici radici
che si trovano al di l della co-

scienza umana si manifestano anche attraverso un solo gesto.


Ma Gubaidulina fa di pi e rilegge il suono stesso in chiave
simbolica. Per esempio il primo
movimento della sonata per violino e violoncello Gioisci basato in
gran parte sul passaggio dal suono reale al suono armonico (dalla
concretezza alla leggerezza). Questo effetto si ottiene riducendo la
pressione del dito sulla corda. Pi
il dito sale ascende, si fa leggero pi il suono diventa etereo, il timbro si trasfigura. Pi
chiaro di cos.
Ma ancora non basta e allora
compositrice compie un ulteriore
passo in avanti: poggia questo suo
mondo simbolico su inusuali combinazioni strumentali, utilizzando
un quartetto di sassofoni e percussioni (in Erwartung), oppure accostando il koto (strumento caratteristico della musica giapponese)
allorchestra.
A volte richiama indirettamente
la musica popolare russa, come
nei casi in cui utilizza il bayan,

una fisarmonica cromatica a bottoni che raramente prima era entrata nella produzione colta. Gubaidulina ne intuisce lestrema
forza espressiva e la usa spesso, in
particolare in un brano ritenuto
da molti un capolavoro: Sette Parole, del 1982, per violoncello, fisarmonica e archi.
Gi la scelta di evocare le ultime sette parole di Cristo sulla croce senza utilizzare un testo d la
misura del grado di astrazione
simbolica di un lavoro nel quale il
violoncello rappresenta la vittima,
il Dio-Figlio, la fisarmonica il
Dio-Padre e gli archi lo Spirito
Santo. Ma la simbologia soprattutto nei gesti, nei suoni. A volte
chiara, altre pi nascosta, ma sempre presente sino al finale, dove il
violoncello sposta gradualmente
larchetto verso il basso fino ad
arrivare sul ponticello nel momento della morte. Qui il suono si fa
violento, sgraziato, ruvido. Ma il
procedimento non ancora finito,
larco passa al di l del ponticello,
in una regione in cui le corde producono un suono acutissimo, lontano, poco intonato. la trasfigurazione, il passaggio da uno stato
allaltro.
Gubaidulina una donna che
non ha avuto paura di attraversare
il ponticello. Pi chiaro di cos.

di RITANNA ARMENI
mmaginate il paesaggio toscano di un
dipinto del Rinascimento. Lo sfondo
di un quadro di Piero della Francesca
o di Leonardo da Vinci. Immaginate
le colline, i cipressi, la campagna ordinata dalluomo, le viti, i prati digradanti. E
poi pensate a un manto, un grande manto,
che viene calato dal cielo su uno di questi
prati. Lo sfiora, quasi lo tocca, ma rimane a
qualche metro da terra, qualcosa in alto pare
trattenerlo e rimane sospeso fra cielo e terra,
fra lazzurro e il verde.
Cos si presenta al primo sguardo del visitatore la chiesa dedicata a Maria Theotokos
(Madre di Dio) a Loppiano, una piccola localit situata in quel luogo gi magico che
la Val d'Arno. Quel manto grande, ma
anche dolcemente digradante per raccontare
spiega il gruppo di architette, scultrici e
pittrici che lo ha realizzato una chiesa accogliente come il manto di Maria, una chiesa
che collega il cielo alla terra, il Creatore alle
sue creature.
Sono andata a Loppiano per incontrare le
donne del centro Ave Arte nato allinterno
del movimento dei Focolarini. Quel centro lo
ha voluto Chiara Lubich, la fondatrice del
movimento, per saziare la sete di bellezza
diffusa nel mondo. Quando la chiesa stata
costruita, la comunit dei Focolarini a Loppiano cera gi da un pezzo. Le case nella
campagna toscana erano state ristrutturate,
lantica fattoria era stata rimessa in funzione,
cerano le cooperative, una sede universitaria,
un laboratorio di ceramica, una vita comunitaria, ma mancava qualcosa che a tutto questo desse un senso pi alto, che mandasse il
segnale inequivocabile di una missione e di
una presenza. Ed ecco la decisione di affidare allarchitetta Ave Cerquetti la costruzione
della chiesa come suggello, come punto culmine della cittadella.
Erika Ivacson scultrice di origine ungherese, Elena Di Taranto, architetta, Dina Figuerido, pittrice di origine portoghese, Patrizia
Taranto, architetta e Vita Zanolini, coordinatrice del gruppo, sono le cinque donne che
hanno eseguito il progetto. Ora mi mostrano
il loro lavoro compiuto in tempo di record,
solo quattro anni dal 2004 al 2008. Uno
sforzo eccezionale e pienamente riuscito. Il
manto di Maria l, sfiora il prato e sotto il
manto c la chiesa, circolare, moderna, in
cui le linee curve si inseguono e si incontrano. Ave mi ha chiamata una mattina per
spiegarmi la sua idea, aveva gi tutto nella
sua testa e in un pezzo di carta: la forma circolare, il tabernacolo, le vetrate. Voleva un
progetto che esprimesse Maria, la comunit e

Solo donne
Tra le architette, scultrici e pittrici che hanno fatto la chiesa Maria Theotokos di Loppiano
lapertura al mondo, racconta Elena Di Taranto.
C una rottura in questa chiesa dedicata a
Maria, Madre di Dio, rispetto alla tradizione
dellarte sacra. Ed nella linea curva che le
architette, le scultrici, le pittrici hanno scelto
come elemento architettonico caratterizzante.
Nulla in quelledificio, che oltre la chiesa
contiene sale di incontro, centri per convegni, diritto, squadrato, rigido. Allopposto
tutto curvo, arcuato. circolare la chiesa,
sono circolari i banchi di legno chiaro, si curvano le grandi finestre colorate, avanza
dallalto in basso il tetto bianco diviso da tra-

Per un gruppo di uomini


scegliere di usare le modalit
morbide, luminose e accoglienti
scelte da cinque donne
sarebbe stato improbabile
vi che si inarcano. Non c bisogno che me
lo spieghino, del tutto evidente: la linea
curva il mezzo architettonico che riesce a
realizzare meglio lidea dellaccoglienza. In
quella circolarit dei banchi attorno allaltare
si celebra una comunione e una comunicazione immediata fra i fedeli e i sacerdoti.
Consente, mi spiegano, una particolare presenza corale attorno allaltare. In quel soffitto che si inclina si esprime unidea di protezione, di accettazione di chiunque voglia
entrare nella casa di Dio. E le vetrate enormi
e colorate creano un dialogo continuo tra
interno ed esterno, fra vita che si vive e si celebra.
Non ci sono fiori, non ci sono piante, rarissime e discrete le immagini sacre. La scelta

delle architette, delle scultrici e delle pittrici


del centro Ave quello della semplicit disadorna, del vuoto che diventa bellezza. Non
si rinuncia alla grandezza, alla magnificenza
del sacro, ma non lo si esprime in modo tradizionale. la fede, non altro, evidentemente, che deve riempire quello spazio, la fede
portata dagli uomini e dalle donne che si rifugiano sotto quel manto. Ledificio fatto
per accoglierla.
Colpiscono le grandi vetrate colorate opera
di Dina Figuerido. La luce mi spiega
scivola, preponderante rispetto alle figure
che appena si intravedono. Da una parte la
passione di Cristo, dallaltra la vita di Maria. E, ancora una volta, quella luce accogliente, come accogliente, pi di qualunque
marmo ricco, ornato e decorato, quella grande enorme pietra di Trani bianca, rettangolare, appena incisa, che Erika Ivacson ha scelto
come altare. Lho voluto cos, disadorno,
bianco, grezzo, semplice perch tutti potessero riconoscerlo come loro, potessero vedere
in esso il sacrificio di Cristo per lumanit.
Dietro laltare unaltra vetrata e, dietro
questa, il tabernacolo, posto alla base del
campanile, con due enormi trasparenti fessure che vanno verso lalto. Ancora una volta
linterno e lesterno si fondono, il verde dei
prati, della campagna lavorata dagli uomini
entrano nella casa di Dio.
Sono tutte donne coloro che hanno lavorato a questopera, femminile il gruppo che
ha progettato e ha creato la chiesa di Loppiano anche se hanno collaborato, naturalmente, molti uomini. Un gruppo che poi ha proseguito il suo lavoro in molti altri luoghi sacri. Crediamo in unarte in cui ci sia la presenza di Ges mi spiega Vita Zanolini, la
coordinatrice del gruppo delle architette.
Il gruppo Ave di sole donne solo per caso (e anche per tradizione visto che il movimento dei Focolarini sempre stato diretto
da una donna), ma in questi anni di lavoro si
accorto che esiste unarte sacra, un modo
di costruire luoghi per la fede che solo le
donne riescono a creare. Si reso conto di
avere un compito educativo e di quanto sia
importante che unarte sacra femminile entri
in contatto con un sacerdozio maschile.
Sarebbe stato immaginabile un gruppo di
uomini cos attento a rendere attraverso la
curva, la circolarit, gli spazi aperti, le trasparenze, la potenza e la imprescindibilit
dellincontro fra lumanit e Dio? Non posso
fare a meno di chiederlo anche se loro, quando mi hanno mostrato e illustrato la loro
opera, non hanno mai fatto accenno al femminile. Sorridono e ammettono che sarebbe
stato abbastanza improbabile per un gruppo
di uomini scegliere di usare quelle modalit
morbide, luminose e accoglienti. Avrebbe
preferito probabilmente una chiesa pi diritta, squadrata. Avrebbe suggerito unidea di-

versa del rapporto fra Dio e lumanit. Forse,


addirittura unidea diversa della fede. Aggiungono che, con loro grande stupore, il sovrintendente alle Belle arti di Firenze quando
era venuto a visitare la chiesa di Loppiano
lui uomo aveva detto che in quellopera
era evidente la presenza di una capacit artistica tutta femminile. Mi raccontano di aver
scoperto in questi anni che, in effetti, il loro
modo di lavorare diverso da quello di altre
quipe. Siamo davvero un gruppo, lavoriamo dintesa, ci correggiamo. In questi anni
ho capito che le idee dellaltra non mi escludono, non mi schiacciano, se mai mi contengono dice Erika Ivacson. E Patrizia Taranto
racconta: Andiamo sempre nei luoghi che
dobbiamo costruire o ristrutturare, non riusciamo a progettare asetticamente, a tavolino.
Dobbiamo conoscere chi ci d una commissione, dobbiamo capire che cosa vuole veramente da noi.
Loro di questo sono davvero, senza presunzione, convinte hanno molto da insegnare ai loro committenti che sono sacerdoti,
vescovi, comunit e movimenti cattolici in
cui la componente maschile preponderante
e che, spesso, non sanno che cosa fare. Di
fronte a stupendi monasteri, chiostri, chiese,
conventi non riescono a immaginare spazi diversi, a rispettare quel che deve essere salvato, a comprendere come si pu innovare un
luogo sacro. Un monastero spiegano
oggi non pu essere quello di cinquecento

Quel manto grande


ma anche dolcemente digradante
per raccontare una chiesa accogliente
che collega cielo e terra
Creatore e creatura
anni fa, va salvato nella bellezza che possiede, ma va fa riprogettato per i nuovi compiti
e per le nuove comunit. C nelle chiese,
nelle diocesi, nei monasteri un modo di vivere, da soli o con gli altri che deve essere innovato anche negli spazi. Loro ne sono
convinte. E lavorano, fiduciose nella loro
creativit, nella loro capacit di contribuire a
cambiare lambiente di vita di una comunit
di fede, di introdurre una modernit accogliente quanto la tradizione. Oggi sono un
gruppo molto richiesto, che ha cancellato,
quando ci sono stati, anche antichi muri verso unquipe tutta femminile. Sai quando
nel committente cadono le diffidenze? mi
racconta alla fine sorridendo Vita Zanolini:
Quando vedono che ascoltiamo e prendiamo appunti. A quanto pare non tutti lo fanno.

Giochiamo a rincorrerci, Artemisia ed io.


E a fermarci, non senza trabocchetti, dai
pi materiali e scoperti, ai pi nascosti:
era il 1947 quando la scrittrice italiana
Anna Banti dava alle stampe il suo
secondo romanzo, Artemisia, in cui
racconta la storia della pittrice italiana
vissuta nella prima met del Seicento.
Scritto tra verit e fantasia ricorrendo a
documenti di archivio e, soprattutto, ai
quadri di Artemisia Gentileschi, il
romanzo un suggestivo dialogo a
distanza tra due donne accomunate
dallarte, e dalla difficolt di emergere in
un mondo maschile. La prosa colta,
sofferta e poetica dellAnna Banti del
secondo dopoguerra, incontra la pittura
vibrante, sofferta e coraggiosa
dellArtemisia Gentileschi del XVII secolo:
chi legge si trova avvinto tra due donne e
due secoli che, pur diversi, si intrecciano.
Banti si assume il compito di ridare vita e
voce a quella donna che, superando
lostilit del suo tempo e attraversando
anche un umiliante processo per stupro
(quelli in cui la vittima finisce per essere
considerata colpevole), comunque
riuscita a entrare nella storia dellarte.
Una biografia capace di farsi
autobiografia che molto dice sullarte. E
sulle donne. (@GiuliGaleotti)

Il saggio

Lumanit dietro
le mura
Ci sono patrie che restano assolutamente
uniche, nella loro rarit. il caso di
quelle poche decine di persone nate nella
Citt del Vaticano, lo Stato sorto nel 1929
i cui cittadini sono per lo pi di passaggio
dai rispettivi Paesi di origine. Ebbene,
una donna, Matilde Gaddi, nata
allinterno delle mura vaticane nel 1943, ha
raccontato la sua singolarissima storia
nel volume Lumanit dietro le mura (La
Caravella, 2013): tra aneddoti e curiosit,
colpisce la prospettiva, del tutto inedita.
Quinta figlia di un gendarme, Matilde
nata e vissuta per 23 anni i suoi primi
23 anni in Vaticano con la famiglia. Gli
episodi della guerra non dichiarata tra
gendarmi e bambini, che fatalmente finiva
quasi sempre senza prigionieri, sono
deliziosi. Se gioco e gusto del proibito,
spensieratezza e incoscienza, segnano
linfanzia di tutti, quando si muovono tra
le mura vaticane degli anni Cinquanta,
acquistano un sapore molto divertente.
Come le regole imposte alle donne che,
ad esempio, se proprio volevano usare la
bicicletta, dovevano rigorosamente
spingerla a mano. (@GiuliGaleotti)

La serie tv

Madre, aiutami!
Madre, aiutami! il titolo di una serie
televisiva italiana che, dopo tanti filmati
che hanno avuto come protagonisti dei
sacerdoti, ha finalmente scelto di dare a
una suora questo
ruolo. Un intreccio
che prevedeva
suspence e pericoli,
affrontati da Virna
Lisi, che
interpretava madre
Germana, con
grande
compostezza e
insieme forte
coinvolgimento
emotivo. Madre
Germana combatte
contro tutti per
difendere la
bambina africana
che stata accolta
in convento, e che
in pericolo, e
soprattutto la
consorella Maria che, nella missione in
Congo, stata violentata dai ribelli e poi
rapita. Scoprendo a poco a poco un
traffico di armi che coinvolge perfino il
Vaticano. Anche fra le suore alligna
linvidia e lindisciplina, ma chi fa la
figura peggiore comunque la gerarchia
ecclesiastica che tradisce costantemente
diffidenza verso le donne, incredulit e
indifferenza verso la violenza sessuale, e
che alla fine costretta alle scuse. Ben
rappresentati il coraggio femminile e la
dura vita nelle missioni africane.
(@lucescaraffia)

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LA

SIGNORA ANZIANA E LAUTOBUS DI LINEA

Il simbolo del fallimento della citt: con queste parole


un lettore ha inviato al Corriere della Sera la sequenza
di fotografie che pubblichiamo qui accanto. Roma
sconquassata dalla pioggia, il traffico bloccato, una
signora anziana aspetta per quaranta minuti lautobus che
dovrebbe riportarla a casa, dopo aver fatto la fila per
pagare una bolletta. Finalmente il mezzo arriva: gli
aspiranti passeggeri ha raccontato Ester Palma
sulledizione romana del quotidiano del 2 febbraio scorso
chiudono gli ombrelli per salire a bordo. quello che
fa anche lanziana signora, ma i suoi movimenti sono
rallentati dallet. Una passante si avvicina per aiutarla,
un passeggero gi a bordo chiede allautista di attenderla,
ma quando la donna sta per farcela, il conducente sbuffa
e riparte, lasciando lanziana sul marciapiede. LAtac ha
avviato uninchiesta interna. Ma restano, indelebili, questi
tre fotogrammi a dimostrare linumanit quotidiana a cui
ci stiamo abituando.
D ONNA

CAPO DEL

CONSIGLIO

ECUMENICO DELLE

CHIESE

Essere una voce profetica un compito vitale per


lecumenismo del XXI secolo e per la Chiesa nel mondo di
oggi: cos Agnes Abuom, anglicana del Kenya (madre
protestante e padre cattolico, e madre a sua volta di due
figli), ha commentato la sua elezione a moderatore del

Consiglio ecumenico delle Chiese, ovvero la figura che


affianca il segretario generale (attualmente il luterano
norvegese Olav Fykse Tveit) nella guida del Consiglio.
la prima volta che lorgano principale che riunisce le
diverse confessioni cristiane del mondo 345 in
rappresentanza di circa 560 milioni di fedeli elegge una
donna. La votazione avvenuta a Busan, in Corea, nel
corso della decima assemblea del Consiglio che, ancora
per la prima volta, ha scelto di mettere al centro la
questione della responsabilit dei cristiani nella
costruzione della pace. Sebbene la Chiesa cattolica non
faccia parte del Consiglio, essa ha partecipato ai lavori
con una propria delegazione guidata dal cardinale Kurt
Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la
promozione dellunit dei cristiani.
IL

SEGNO DI

STELLA KIM

SUL GHIACCIO

C una pattinatrice sudcoreana (vincitrice dellargento a


Sochi) che, dalle Olimpiadi invernali di Vancouver (2010)
in poi, prima di scendere in gara si fa silenziosamente il
segno della croce: cos che Stella Kim Yu-na divenuta,
senza volerlo, un simbolo della Chiesa cattolica
sudcoreana. Nata nel 1990, ha iniziato a pattinare a 5
anni, quasi per scherzo. Dopo aver vinto a 12 anni i
campionati sudcoreani di pattinaggio artistico, ha
debuttato sul palcoscenico internazionale, classificandosi

firmato e rinnovato ormai per il quinto anno consecutivo


da suor Ignazia Mercede Miscali, responsabile della
congregazione delle Figlie della Carit di San Vincenzo
de Paoli, e dal comandante della legione sarda dei
carabinieri, generale Luigi Robusto. Dopo la firma del
patto, siglato nella caserma Zuddas e inviato a tutti i
presidi dellArma che conta 277 stazioni nellisola, suor
Ignazia ha espresso piena soddisfazione per il concreto
lavoro svolto insieme fin qui.

seconda in diverse competizioni mondiali. Nel 2005, la


duplice svolta: seri problemi a ginocchia e piedi prima, e
alla schiena poi, la tengono forzosamente lontana dal
ghiaccio per lunghissimi mesi, al punto che la sua carriera
sembra irrimediabilmente compromessa. Ma proprio
allora, attraverso Cho, un cattolico che guida la clinica
privata a Seoul dove seguita, Yu-na entra in contatto
con alcune suore, iniziando con la madre il suo
cammino di conversione. Nel 2007 finalmente le cure
sembrano funzionare, e la ragazza torna sul ghiaccio:
arriva al terzo posto nazionale. Attaccata alla divisa c la
medaglia benedetta della Madonna donatale dalle suore.
Per questo la giovane ha voluto come nome di battesimo
Stella, per onorare la Vergine, Stella mattutina. Al dito
porta un anello con i grani del Rosario. Stella ha
raccontato che la fede le ha donato una nuova pace: Al
momento del battesimo ho sentito unenorme
consolazione nel mio cuore. Ho capito che era lamore di
Dio e gli ho promesso che avrei continuato sempre a
pregarlo.
PROTO COLLO

TRA SUORE E CARABINIERI IN

BIMBE

SARDEGNA

Aiutare le vittime dei reati di riduzione in schiavit, tratta


e commercio di schiavi extracomunitari ed europei; dare
speranza a quanti vogliono sottrarsi alle condizioni di
sfruttamento: questi gli obiettivi del protocollo dintesa

LOSSERVATORE ROMANO marzo 2014 numero 21


Inserto mensile a cura di RITANNA ARMENI e LUCETTA SCARAFFIA, in redazione GIULIA GALEOTTI
www.osservatoreromano.va - per abbonamenti: ufficiodiffusione@ossrom.va

E D ONNE ACCUSATE DI STREGONERIA IN

INDIA

In diverse zone dellIndia, soprattutto nei villaggi rurali


isolati in cui si vive senza possibilit di accedere ai servizi
di base, ricevere unistruzione o integrarsi nella societ, la
povert spinge molte persone ad affidarsi alla
superstizione e a santoni e guaritori che praticano riti
legati alle tradizioni tribali e alla magia nera. Il tutto con
conseguenze talvolta mostruose. il caso dei sacrifici
umani, ancora praticati come suprema forma di offerta
alla divinit. A farne le spese sono sempre le persone pi
deboli: bambine e donne. Secondo quanto riferito dalla
Fondazione Fratelli Dimenticati onlus, una bimba di 4
anni stata sacrificata dai suoi stessi genitori, mentre una
piccola di 7 stata uccisa da due contadini che le hanno
asportato il fegato per effettuare riti propiziatori. Del
resto, cadaveri di bambini sono stati ritrovati sepolti

vicino agli altari di qualche stregone, circondati da


oggetti sacri. Le donne, considerate inferiori rispetto
alluomo, in alcuni villaggi vengono accusate di
stregoneria e, per questo, punite anche con la morte:
secondo alcune ong indiane, sarebbero circa duecento le
donne uccise ogni anno perch ritenute streghe. Una
credenza frutto di quellignoranza contro cui si batte la
Fondazione Fratelli Dimenticati onlus: grazie alle loro
iniziative tanti bambini possono studiare per diventare
domani adulti responsabili. La fondazione oggi
presente, oltre che in India, in Nepal, Messico,
Guatemala e Nicaragua.
SETTIMANA

DELLE SUORE CATTOLICHE STATUNITENSI

Si svolge dall8 al 14 marzo 2014 la prima settimana


nazionale delle suore cattoliche presso luniversit
cattolica femminile St. Catherine a St. Paul in Minnesota.
Inserito allinterno del mese dedicato alla storia delle
donne, lappuntamento intende ricordare le suore delle
pi diverse congregazioni che hanno segnato la storia del
Paese. La settimana di incontri vuole per, al contempo,
indicare vie per possibili cammini futuri, riflettendo sul
significato e le prospettive della vita religiosa. Luniversit
si appresta ad avviare un sito internet che raccolga
materiale proveniente dalle congregazioni femminili di
tutti gli Stati Uniti.

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Guardare con occhi nuovi la Piet di Michelangelo

Simbolo
per il nostro mondo
di LUC TEMPLIER
a Piet di Michelangelo non ha ancora svelato tutti i suoi
misteri. Tuttaltro. I capolavori ne sono ricchi e li si pu
interrogare allinfinito. proprio la loro natura. Un giorno
mi apparso un dettaglio che ha cambiato la mia visione
dellopera. l, nei dettagli, che lessenziale sopravvive sempre.
Al momento sto spiegando in un libro questa scoperta, e qui ve
ne offro un assaggio.
Siamo nel 1499, alla vigilia del passaggio a un nuovo secolo; periodo di transizione, teso, propizio alle urgenze e alle folgorazioni.
In meno di un anno, un giovane ventiquattrenne, in un solo blocco di marmo bianco di Carrara scolpisce un capolavoro immortale.
Ci baster, in effetti, a convincerci del carattere eccezionale di
una simile impresa, chiaramente ispirata alle mani dello scultore
abbandonato allestasi creatrice. in questa specie di ebbrezza,
necessaria, che Michelangelo scolpisce. Vi si butta e si accontenta,
dice lui, di liberare dal blocco la meraviglia che vi ha visto.
Una Piet. Il tema noto. stato gi trattato molte volte: la
Vergine, Maria, tiene tra le braccia Cristo morto, deposto dalla
Croce. Notiamo che la scultura siscrive in un triangolo, simbolo
dellelevazione, della perfezione e della stabilit; uno sgabello a
tre piedi non sempre stabile?
La prima cosa a sorprenderci let di Maria. giovane, troppo giovane, addirittura pi giovane di Cristo. Il suo viso di
unimpenetrabile perfezione; i suoi tratti sono magnificati, angelici. Nessuna emozione turba quel viso giovanile, liscio e inespressivo, esaltato dal contrasto con lesuberanza dei drappeggi.
Nientaltro qui che la bellezza ideale di una giovane donna, archetipo della femminilit. A prevalere laccoglienza, necessariamente silenziosa: impressione accentuata dal gesto della mano sinistra, aperta, che sembra dire: Cos .
Cristo abbandonato. Sembra pi vecchio di Maria, pi piccolo della madre, della donna, della sposa, nelle cui braccia sci-

Nel 1964 quando lopera in mostra a New York


Hupka le scatta oltre duemila foto da singolari angolature
Per farlo pratica anche un foro nel soffitto
per cogliere il volto di Cristo, da sempre nascosto
vola e si lascia scivolare. Di fatto quel corpo giovane e bello non
mostra alcun segno di rigidit. Al contrario, a forma di S, flessuoso, sensuale, languido. Le sue dita accarezzano il tessuto, il
piede in equilibrio su una pietra, nel braccio e nel collo le vene
irrorate di sangue pulsano al ritmo lento dellincanto.
Nel 1964 la Piet parte per New York. Primo e ultimo esilio.
Robert Hupka, un fotografo, la segue nel viaggio. Scatta pi di
duemila foto dellopera, da angolature impossibili, nascoste allo
sguardo da secoli, in un allestimento a contrasto su sfondo nero ben diverso da quello di San Pietro. a partire da quelle
foto eccezionali che vi invito a cambiare visione. Di fatto non vediamo pi solo la Vergine e Cristo morto, ma una giovane donna
e un giovane uomo volontariamente offerto alle sue braccia. Una
coppia insomma. E i due sono vivi. Ma quale immagine potrebbe provare ci che ho appena detto?
A New York Robert Hupka pratica un foro sul soffitto per cogliere il volto di Cristo, sempre celato al nostro sguardo, e che
solo lartista, prima di lui, aveva contemplato. sorprendente!
Perch il viso vivo; di una straordinaria serenit. Sorride, fiducioso, beata beatitudine. Mai un volto umano era nato dal mistero divino dellArte con tanta forza consolatrice.
Allora, oltre a una Piet, capiamo ci che Michelangelo ha suggerito in questa sublime parabola: la capitolazione consenziente
del maschile al principio femminile. Giusta esaltazione dei valori
femminili a lungo calpestati, eppur vicini anche ai valori dei Vangeli.
Magnifico simbolo per il nostro mondo, governato da una maschile trionfante, orgoglioso, che lancia e rilancia continuamente
i suoi profitti, le sue competizioni, i suoi eserciti. Sublime messaggio per la nostra umanit, che ci invita a privilegiare, e ad affidarci, ai valori di accoglienza, apertura, accettazione, che il
principio femminile rappresenta qui. La Piet, in questa prospettiva, potrebbe trovare posto su qualsiasi altare del mondo. Nel
silenzio dellaccoglienza, la frenesia si ritrova sospesa.
Ma perch, mi direte, questa allegoria non era mai stata commentata? Perch le rivelazioni importanti, sacre, non possono
mai essere fatte subito. Esse sono sempre velate: nella poesia,
nelle favole, nelle parabole. Nel marmo. L aspettano, a volte
per lungo tempo, che qualche traghettatore (o passante) o qualche risvegliatore le colga. Perch senza una distanza, un velo,
lessenziale suona come una sciocchezza.

Libera di essere quella che ero


La santa del mese raccontata da Francesca Romana de Angelis
oma, 9 marzo 1440. La notte
scende lentissima, questa sera.
Seduta accanto alla finestra
guardo lultima luce di questo
giorno dolce che porta con s
la promessa di una primavera vicina. Una
tela tessuta di fili doro mi mostr il mio
angelo custode. Da allora non ho tenuto il
conto del tempo, ma questa mattina ho
capito che la mia tela compiuta. Dopo
aver trascorso qualche giorno accanto a
mio figlio malato mi preparavo a far ritorno a Tor de Specchi, la piccola comunit
religiosa che ho fondato e dove vivo ormai
da qualche anno, quando padre Giovanni,
la mia preziosa guida spirituale, mi ha
detto: siete stanca, fermatevi qui. Ho accolto il suo invito e sono rimasta perch le
sue parole mi sono suonate come un segno. In questa casa di Trastevere, la mia
casa coniugale, ho trascorso gran parte
della vita e forse giusto che lultimo nodo si sciolga proprio tra queste mura. Non
ho paura della fine perch spero di raggiungere la pienezza di quel bene che ho
avuto il dono di vedere nelle mie estasi:
un mare dinfinita luce, gli angeli come
fiocchi di neve in cielo, Maria che mi proteggeva con il suo mantello e poneva il
Bambino tra le mie braccia. Non ho paura, ma il distacco comunque difficile.
Oltre al figlio che portai in grembo ne lascio tanti altri, perch ho sentito figli tutti
quelli che ho amato. Non poterli soccorrere quando avranno bisogno di conforto,
solo questo pensiero a darmi malinconia.
In alto, tra le stelle, porter qualche
rimpianto le parole non dette, i gesti
non fatti, il molto che era troppo poco
e tanti ricordi. Il rosa del cielo di Roma
con il verde dei pini; la voce di mia madre
che mi leggeva i Vangeli e la Divina Commedia; il cuore generoso di mio marito
Lorenzo; le risate di allegria dei miei tre
figli bambini; il profumo della mentuccia
che fiorisce tra pietra e pietra lungo la via
Sacra che percorrevo fino a Santa Maria
Nova, la mia chiesa prediletta; lasinello
che carico di viveri e di legna mi stato
fedele compagno per le strade della citt.
Di tutte le parole del mondo ne porter
una sola, mitezza, perch di quelle che
ne contengono infinite altre: amore, consolazione, tenerezza. Come la parola fame,
che non solo fame, ma sofferenza, umiliazione, solitudine, paura.
Ho vissuto in tempi tristissimi. Papi,
antipapi, Roma invasa da stranieri o in
balia di famiglie potenti decise a conquistare il potere. E lutti, violenze, carestie,
lombra maligna della peste. Ho vissuto
anche molti dolori. Su tutti la perdita di
due figli, Giovanni e Agnese, una ferita
crudele di quelle che niente al mondo riesce a guarire. Eppure se penso alla mia vita vedo il dono di tanta grazia. I miei primi anni furono un tempo felice e protetto,
uno scrigno prezioso di forze intatte a cui
attingere quando la vita rischiava di portarsi via la limpidezza dei sogni. Ancora
non avevo lasciato linfanzia e gi immaginavo un futuro di solitudine e preghiera,
quando il mio destino prese unaltra strada. Troppo bella per essere monaca, disse
mio padre. Provai a protestare, ma inutilmente. Infine dissi s, solo per amore filiale.
Fu durante il corteo nuziale verso palazzo Ponziani che qualcosa cambi per
sempre nella mia vita. Ricordo che passato ponte Santa Maria ho sempre amato
i ponti, quelle strisce sospese di terra che
uniscono riva a riva e gli uomini agli uomini pensai che quella che attraversavo
era una Roma che non conoscevo, una citt desolata e poverissima che aveva consumato tanto passato e tanta bellezza. Monumenti in rovina, misere casupole, strade
strette e fangose, bambini laceri e poche
dimore nobili, chiuse e protette come fortezze. Qualche mese dopo, guarita da una
malattia che forse era solo lo smarrimento
di una sposa adolescente, quel modo nuovo di guardare il mondo divenne unidea.
Qualcosa dovevo fare. E qualcosa riuscii a
fare grazie al cuore amorevole di mia cognata Vannozza, allinfaticabile ancella
Clara, ma soprattutto a Lorenzo. Dopo le
perplessit dei primi tempi mio marito
comprese e mi lasci libera di essere quello che ero. Tutti quelli che bussavano alla
nostra porta erano i benvenuti al mio cuore. Cominciai a distribuire farina, olio, vino, denari e la divina provvidenza tornava
sempre a riempire quello che io svuotavo.
Granai colmi e botti piene perch altre
bocche venissero sfamate. Col tempo vendetti i gioielli e gli abiti scoprendo la gioia
di trasformare il superfluo in necessario:
pietre e stoffe preziose diventavano cibo,
panni, medicamenti. Imparai che si pu
pregare impastando il pane, raccogliendo
frutta e verdura nellorto, tagliando legna
da ardere nelle vigne fuori le mura, inventando unguenti che curano i mali del corpo, e parole e gesti che curano quelli
dellanima. E imparai anche che non basta
dare. Accogliere, proteggere, amare, cer-

Orazio Gentileschi,
Visione di santa
Francesca Romana
(1615)

Francesca Romana
de Angelis nata a
Roma, dove vive e
lavora. Dopo la
laurea in lettere, ha
insegnato in un
liceo classico.
Studiosa di
letteratura italiana
del Cinquecento,
ha pubblicato saggi
ed edizioni di testi.
Per anni ha
collaborato a
programmi culturali
e scritto
sceneggiature per la
Rai. Tra le sue
opere, ricordiamo
la splendida
biografia di
Torquato Tasso,
Solo per vedere il
mare (2005, Premio
Massarosa), Storie
del Premio Viareggio
(2008), Con
amorosa voce
(2008). Per noi, ha
scritto la storia di
santa Martina
(gennaio 2013).

cando di portare gioia dove gioia non c.


Perch il cuore degli uomini aveva ragione il poeta che ho amato fin dallinfanzia come quei piccoli fiori che, chinati
e chiusi dal notturno gelo, ritrovano vita
solo al tepore del sole.
Ormai anche lultima luce andata via.
Dalla finestra accostata arriva il brusio dei

tanti che sono venuti a salutarmi. Raccogliere il coraggio dove si pu. Quello che
ho ripetuto agli altri infinite volte, questa
sera lo dico a me stessa. Tenuisti manum
dexteram meam recita il Salmo.
La mano destra stretta nella tua, Signore, sar pi facile congedarmi da chi ho
amato.

Francesco Pinna
Pala di santOrsola
(XVI secolo, particolare)

di BARBARA HALLENSLEBEN

OLTE QUESTIONI

Pasquale Cati, Il Concilio di Trento (1588, particolare)

donne chiesa mondo

marzo 2014

Un programma di vita
modo nel dubbio e nellangoscia (n. 12).
Conosciamo bene, forse addirittura nel nostro
cuore, i due estremi qui citati. Si esprimono
attraverso lapatia o laggressione, che si
trasformano facilmente luna nellaltra, e che a
loro volta minacciano lumanit stessa e
indeboliscono la speranza nella pace e nella
giustizia. Il messaggio antropologico centrale
del concilio si ricollega allaffermazione
biblica della creazione delluomo a immagine
di Dio e ha un centro cristologico: Cristo,
che il nuovo Adamo, proprio rivelando il
mistero del Padre e del suo amore svela anche
pienamente luomo a se stesso e gli manifesta
la sua altissima vocazione, ovvero che
limmagine dellinvisibile Iddio (Colossesi, 1,
15) luomo perfetto che ha restituito ai figli
di Adamo la somiglianza con Dio, resa
deforme gi subito agli inizi a causa del
peccato. Poich in lui la natura umana stata
assunta, senza per questo venire annientata
per ci stesso essa stata anche in noi
innalzata a una dignit sublime. Con
lincarnazione il Figlio di Dio si unito in
certo modo a ogni uomo (n. 22).
Nessunaltra affermazione del concilio stata
citata tanto spesso e ha avuto effetti di cos
vasta portata sulla comprensione della dignit
umana nei dibattiti attuali sui diritti
delluomo in generale e la libert di religione
in particolare. Una teologia della donna ha il
suo posto allinterno di unantropologia
teologica. Luomo immagine di Dio
maschio e femmina (Genesi, 1, 27). Va
notato che finora nei progetti
sullantropologia teologica questo aspetto ha
ricevuto poca attenzione. Forse lessenziale
gi stato detto quando definiamo lumanit in
quanto tale come figura secondo limmagine
di Dio? Il riferimento dellimmagine e
somiglianza di Dio al rispettivo genere non
conduce ad aporie? Quando Ges ci rivela
limmagine di Dio non solo come uomo, ma
come maschio, le donne sono forse escluse
dallimmagine e somiglianza di Dio o
addirittura dalla redenzione, o magari sono
incluse solo indirettamente? Se per siamo
stati creati come maschio e femmina a
immagine di Dio, che si manifestata in
Ges Cristo, allora perch anche le donne
non dovrebbero essere chiamate alla
repraesentatio Christi attraverso lordinazione

sacramentale? Per evitare queste aporie e non


ricadere in clich patriarcali manca
lapprofondimento della questione teologica.
In questo spazio vuoto si sono inserite con
successo altre interpretazioni del doppio
genere delle persone: le teologie femministe,
che vogliono promuovere unemancipazione
della donna in ambito sia ecclesiale sia
sociale; i gender studies, che nella forma
socioculturale del genere come gender, a
differenza del genere biologico come sesso,
vedono un costrutto basato su influenze
esterne, e allo stesso tempo analizzano le
trasformazione della sessualit cos intesa nel
contesto della cultura e della societ; il
riferimento allequiparazione giuridica dei
sessi o il diritto umano della non-

Nata a Braunschweig (1957),


ha studiato teologia, filosofia e
storia alluniversit di Mnster. Collaboratrice pastorale
nella diocesi di Hildesheim
(1984-1988), dal 1988 al
1989 ha lavorato nel segretariato della Commissione ecumenica europea Giustizia e pace a Basilea. Conseguita labilitazione nella facolt di Teologia cattolica di Tubinga
(1992), dal 1994 professoressa di dogmatica e di ecumenismo alla facolt teologica
delluniversit di Friburgo, di
cui (dal 2004 al 2006)
stata decano. Fa parte della
Commissione teologica internazionale.

lautrice

teologiche, ma
anche relative al
dialogo intercristiano e
interreligioso e
non ultimo etiche
ed etico-sociali si
decidono a partire
dallimmagine
delluomo: luomo
sin dallinizio un
animale sociale o
vengono prima i
suoi interessi individuali? La natura delluomo
corrotta radicalmente dal peccato originale
o conserva la sua apertura alla grazia di Dio?
Luomo ha un posto speciale nelluniverso o
un animale evoluto che con la sua intelligenza
tende ad agire in modo distruttivo?
Lorientamento al bene e alla felicit fa parte
della sua vocazione o una forma di
alienazione attraverso la manipolazione
sociale? Lapertura religiosa delluomo
segno di una promessa trascendente o non
altro che un epifenomeno di determinate
funzioni cerebrali? Lantropologia teologica
non riesce a tenere il passo con il rapido
aumento delle domande. una disciplina
relativamente giovane, che ancora non ha
trovato il proprio posto: non appartiene ai
trattati dogmatici classici, n ha uno spazio
preciso nella teologia morale e nelletica
sociale. Un impulso decisivo lantropologia
teologica lha ricevuto dalla costituzione
Gaudium et spes del Vaticano II, che non si
vuole pronunciare solo sulla Chiesa nel
mondo contemporaneo, ma anche sulluomo
nel mistero di Dio: Che cos luomo? Molte
opinioni egli ha espresso ed esprime sul
proprio conto, opinioni varie e anche
contrarie, secondo le quali spesso o si esalta
cos da fare di s una regola assoluta, o si
abbassa fino alla disperazione, finendo in tal

discriminazione. Nellambito della teologia si


aggiunge una strettoia specifica: la questione
teologica della donna stata largamente
limitata alla questione delle possibilit di
lavoro e di influenza delle donne nel servizio
alla Chiesa. In questo caso, per, ancora una
volta non si guarda alla donna come donna,
bens alla donna quale detentrice di funzioni.
Dinanzi a ci, gi Giovanni Paolo II ha
orientato lo sguardo sulla vocazione stessa
della donna. Nella sua Lettera alle donne
(1985), dopo un omaggio alle diverse sfere di
competenza della donna e un esame di
coscienza autocritico per la mancanza di
rispetto dinanzi al ruolo delle donne nella
storia della salvezza, si legge: Grazie a te,
donna, per il fatto stesso che sei donna!.
questo il compito principale di una teologia
della donna: occorre mostrare che cosa la
teologia sa affermare sulla donna come donna
e non sulla donna nei suoi diversi ruoli. La
domanda fondamentale non pu essere altro
che quella gi citata: la differenziazione
sessuale delle persone, e quindi lessere
donna, fa parte dellimmagine e somiglianza
di Dio della persona? La domanda non deve
necessariamente condurre ad aporie, ma pu
essere posta anche in modo teologicamente
molto fecondo. Laffermazione circa
limmagine e somiglianza di Dio delluomo
non in primo luogo una definizione
contenutistica positiva, ma esprime
unindisponibilit: luomo partecipa del
mistero di Dio. Non si esaurisce nellinsieme
di tutte le definizioni concettuali che
possiamo dare di lui. Lantropologia teologica
una teologia apofatica. Da essa non si pu
dedurre unattribuzione di caratteristiche e di
modelli di ruolo. Questa intuizione
fondamentale non affatto vuota e priva di
conseguenze. Porta a un altro tipo di
intuizione, guidata dallattenzione della fede e
dalla fiducia: la differenza tra uomo e donna
ha a che fare con limmagine che Dio ci rivela
di se stesso. Pertanto, non va interpretata
come conflitto e lotta tra i sessi, bens come
ordinamento reciproco nellunit dellumanit
e nella speranza della redenzione e del
compimento. Questa fiducia d avvio alla
ricerca delle tracce del mistero di Dio
nelluomo e nella donna. Per tale compito
abbiamo a disposizione lintero tesoro della

storia della salvezza: Maria, che come colei


che ha partorito Dio ha gi il pi alto titolo
onorifico che si possa attribuire a una
persona; le figure femminili dellAntico e del
Nuovo Testamento, le sante della storia della
Chiesa, martiri e confessori, mogli, madri,
nubili e religiose, di ogni epoca, lingua e
cultura, nelle loro testimonianze orali e scritte,
nelle rappresentazioni artistiche, nelle
comunit e nelle istituzioni alle quali hanno
dato vita, nei molteplici frutti della loro fede.
Questa ricerca di tracce inesauribile.
Comprende il mondo nel quale viviamo e le
nostre esperienze di vita, che cerchiamo di
interpretare riflesse nella storia della salvezza.
Porta alla scoperta di cose nuove e
inaspettate. La fenomenologia teologica, che
occorre sviluppare, non nasce da una distanza
osservatrice. Si dischiude nella sintonia tra
persona comunit dono che Giovanni
Paolo II ha elaborato in modo tanto
straordinario nella sua lettera apostolica
Mulieris dignitatem (1988). Lessere persona
significa: tendere alla realizzazione di s (il
testo conciliare parla del ritrovarsi), che non
pu compiersi se non mediante un dono
sincero di s (Gaudium et spes, n. 24).
Modello di una tale interpretazione della
persona Dio stesso come Trinit, come
comunione di Persone. Dire che luomo
creato a immagine e somiglianza di questo
Dio vuol dire anche che luomo chiamato a
esistere per gli altri, a diventare un dono
(n. 7). La dinamica del dono qui non affatto
limitata alla donna, ma viene concessa
alluomo e alla donna. Nella sua Lettera alle
donne il Papa vede proprio qui la forza
motrice della storia della salvezza: A questa
unit dei due affidata da Dio non soltanto
lopera della procreazione e la vita della
famiglia, ma la costruzione stessa della storia
(n. 8). Alla luce del dono di s di Dio al
creato per amore, anche la teologia
antropologica non pu essere sviluppata a
partire dalla logica dellidentit e della
delimitazione, bens dal rapporto sempre
sorprendente con laltro nella sua diversit.
Occorre il coraggio della fede per accettare
questa differenza, perch qui che
sperimentiamo la bellezza pi grande, ma
anche le ferite pi profonde. La teologia della
donna non in primo luogo una teoria, bens
un programma di vita. Possiede
inevitabilmente unapertura storica: Quando
per verr lo Spirito di verit, egli vi guider
alla verit tutta intera (Giovanni, 16, 13).
comunque possibile formulare una
supposizione per il lavoro teologico futuro: la
Chiesa testimonia sin dallinizio
lautorivelazione di Dio, Padre, in due
persone, il Figlio e lo Spirito Santo. Dio
agisce nella storia con due mani, dice Ireneo
di Lione, il quale ha anche sviluppato le
tipologie Eva-Maria e Adamo-Cristo. Sar pi
facile riconoscere come significativo per la
storia della salvezza il genere maschile di
Ges se riconosciamo la discesa dello Spirito
su Maria (Luca, 1, 35) come modo in cui Dio
ha reso possibile la missione storica del
redentore. Maria non lincarnazione dello
Spirito, ma in lei lo Spirito di Dio rende la

persona capace di partorire Dio. Cos negli


Atti degli apostoli viene promesso allintera
comunit della Chiesa: Avrete forza dallo
Spirito Santo che scender su di voi (1, 8).
Nel mondo delle immagini e del linguaggio
della Bibbia, accanto alla vita in Cristo c
il prendere forma della sposa di Cristo che,
con lui e per mezzo di lui, partecipa allopera
salvifica del Padre. La scarsa attenzione per il
significato soteriologico dello Spirito sembra
andare di pari passo con la mancanza di una
teologia della donna. Non dobbiamo
lamentarci delle mancanze, ma possiamo
partecipare, in ci che possibile qui e oggi,

Michelangelo Naccherino, Adamo ed Eva


(1616, particolare)

alla storia di amore di Dio verso il suo creato.


Infatti, Dio d lo Spirito senza misura
(Giovanni, 3, 34). Le donne sono tra quei laici
che non possono sfuggire al loro destino di
laici. Ci non inteso in modo cinico, ma
come compito, che proprio oggi sar decisivo
perch la recezione del concilio abbia
successo: se le donne scoprono e vivono la
loro vocazione a partecipare alla missione
regale, sacerdotale e profetica di Ges come
donne, e non come titolari di un ruolo al
servizio della Chiesa, contribuiranno a
modellare la vita della Chiesa come partecipi
di questa missione sacerdotale, regale e
profetica. Si creeranno cos nuove tracce della
vocazione di tutto il popolo di Dio alla
missione per la salvezza dellintero creato, che
dischiuderanno il futuro e porteranno con s
nuove intuizioni e possibilit. Lintegrazione
della differenza dei generi nel mondo dei
simboli della Chiesa attraverso lordinazione
sacramentale dei soli uomini un disordine
benefico, che mantiene aperta per la Chiesa e
per lintera umanit una domanda sul valore
indisponibile del rapporto tra uomo e donna.
Se questa apertura viene fraintesa come
risposta statica, nega la dinamica della storia
della salvezza come storia damore, che
giunge fino al compimento: Lo Spirito e la
sposa dicono: Vieni!. E chi ascolta ripeta:
Vieni! (Apocalisse, 22, 17).