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LOSSERVATORE ROMANO
GIORNALE QUOTIDIANO

Unicuique suum
Anno CLIV n. 35 (46.577)

POLITICO RELIGIOSO
Non praevalebunt

Citt del Vaticano

gioved 13 febbraio 2014

Alludienza generale Papa Francesco parla ancora delleucaristia

Torna lo scontro diplomatico allO nu

Un incontro che cambia la vita

Muro contro muro


sulla crisi siriana

E chiede aiuto per i romani che soffrono dopo lalluvione e per la mancanza di lavoro
Una celebrazione eucaristica pu essere anche impeccabile dal punto
di vista esteriore, addirittura bellissima; tuttavia se non conduce
allincontro con Ges rischia di
non portare alcun nutrimento al nostro cuore e alla nostra vita. il
punto centrale della riflessione proposta da Papa Francesco questa mattina, mercoled 12 febbraio, durante
ludienza generale in piazza San Pietro.
Proseguendo le sue riflessioni
sullEucaristia il Pontefice tornato
sul senso della partecipazione, soprattutto alla messa domenicale, da
molti vissuta come una tradizione
consolidata, ha detto, o come
unoccasione per ritrovarsi e addirittura per chiacchierare.
Per capire se viviamo nel modo
giusto la partecipazione allEucaristia il Papa ha fatto cenno ad alcuni
segnali molto concreti. Il primo
indizio il nostro modo di guardare e di considerare gli altri. A
messa, ha spiegato, si va perch
amiamo Ges e vogliamo condividere la sua passione e la sua resurrezione. Ma ci che ci si deve chiedere se amiamo come Ges vuole
che noi amiamo quei fratelli e quelle
sorelle che sono nel bisogno. Riferendosi in particolare alla realt di
Roma, Papa Francesco ha rivolto un
pensiero a quanti soffrono ancora a
causa dellalluvione dei giorni scorsi,
o a quanti vivono situazioni di precariet per la mancanza di lavoro,

invitando i fedeli a pregare per loro


e ad aiutarli.
Il secondo indizio latteggiamento con cui ci si accosta alla celebrazione eucaristica. A messa si va consapevoli di essere peccatori e dunque
bisognosi di perdono, di essere perci accolti e rigenerati. E se qualcuno ha ammonito non si sente
bisognoso della misericordia di Dio,
non si sente peccatore, allora
meglio che non vada a messa.
Lultimo indizio a cui si riferito
Papa Francesco il rapporto tra celebrazione eucaristica e vita delle comunit cristiane. Il Pontefice ha ripetuto come aveva fatto durante
la messa di luned scorso a Santa
Marta che lEucaristia non
qualcosa che facciamo noi; non
una nostra commemorazione di
quello che Ges ha detto e fatto.
No. proprio unazione di Cristo,
attraverso la quale il Signore si rende presente in mezzo a noi, entra
nella nostra esistenza e ci nutre
della sua parola.
Viviamo lEucaristia stata
lesortazione conclusiva del Pontefice con spirito di fede, di preghiera, di perdono, di penitenza, di gioia
comunitaria, di preoccupazione per i
bisognosi e per i bisogni di tanti fratelli e sorelle, nella certezza che il
Signore compir quello che ci ha
promesso: la vita eterna.
PAGINA 8

Denunciate azioni di pulizia etnica contro le popolazioni musulmane della Repubblica Centroafricana

Ban Ki-moon chiede pi truppe internazionali a Bangui

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BANGUI, 12. Il Segretario generale


delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon,
ha prospettato ieri linvio di altri soldati internazionali nella Repubblica
Centroafricana, dove si susseguono
gli attacchi delle milizie armate contrapposte contro i civili e dove organizzazioni come Amnesty International parlano ormai esplicitamente di
pulizia etnica in atto. Ban Ki-moon,
in una telefonata con il ministro degli Esteri francese, Laurent Fabius,
ha sottolineato la necessit di porre
fine alle violenze che stanno sempre
pi assumendo un carattere anche
confessionale.
Il Segretario generale dellOnu ha
ribadito che la comunit internazionale ha una responsabilit collettiva
e ha aggiunto che la risposta agli
scontri in corso deve essere abbastanza robusta da fermare le violenze
e prevenire il compimento di ulteriori e diffuse atrocit.
In proposito, Ban Ki-moon ha
appunto chiesto a Fabius di insistere
per accelerare il dispiegamento delle
truppe dellUnione europea nel Paese, sollevando anche lipotesi di inviare un numero aggiuntivo di soldati.
Nel Paese sono dispiegati attualmente un contingente francese e
truppe della Misca, la missione originariamente inviata dalla Comunit
economica dellAfrica centrale e poi
passata sotto lautorit dellUnione
africana. La loro presenza, peraltro,
finora non ha consentito di arginare
gli scontri armati, n tantomeno di
disarmare le milizie. Per mesi ad accanirsi contro le popolazioni erano
state quelle della coalizione Seleka,
autrice del colpo di Stato che nel

A trentanni dalla firma


del nuovo concordato
tra Italia e Santa Sede

Un nuovo modo
di guardarsi
PIETRO PAROLIN

A PAGINA

marzo scorso rovesci il presidente


Franois Boziz. Peraltro, nei ranghi
della Seleka, originariamente formati
da oppositori centroafricani a Boziz
senza particolari caratteristiche confessionali, c da tempo una maggioritaria presenza di combattenti provenienti dallestero, soprattutto da
Ciad e Sudan, di matrice soprattutto
fondamentalista islamica. Alla Seleka
si contrappongono le milizie conosciute come antibalaka (balaka significa machete in lingua locale sango), accusate oggi di accanirsi contro la popolazione musulmana, soprattutto nelle regioni occidentali,
ma anche nella capitale Bangui, in

quella che secondo Amnesty International sarebbe appunto una pulizia etnica.
Di segno diverso lallarme lanciato da altre organizzazioni umanitarie come Oxfam e Azione contro
la fame, che sottolineano soprattutto
una crescente emergenza alimentare.
Secondo le due organizzazioni, a pesare negativamente sullandamento
del mercato dei cereali e dei beni alimentari proprio il perdurare delle
violenze. A causa delli nsicurezza
diffusa, ingenti quantit di cibo
non riescono ad entrare nel Paese,
si legge in una nota diffusa ieri. Da
settimane, trasportatori del confi-

nante Camerun si rifiutano di varcare la frontiera per consegnare i propri carichi, temendo attacchi. Anche
Oxfam e Azione contro la fame, comunque, sottolineano che ad aggravare il quadro la fuga alla quale le
violenze delle milizie antibalaka costringono i cittadini musulmani, tradizionalmente ai primi posti nel
commercio dei prodotti alimentari.
Tra le poche notizie positive c
quella dellavvio, oggi, di un ponte
areo del Programma alimentare
mondiale dellOnu per Bangui. Un
primo aereo ha portato ottanta tonnellate di riso e sono previste 24
analoghe consegne quotidiane.

Si rafforza in Pakistan il fronte delle donne attentatrici suicide

Addestrate a morire e a uccidere


ISLAMABAD, 12. Si sta rafforzando in Pakistan il fronte delle donne attentatrici
suicide. Lallarme stato lanciato durante i colloqui tra la delegazione del Governo e quella dei talebani, in corso in
una localit segreta di Islamabad, diretti
a trovare una soluzione negoziale che
ponga fine alle violenze. Rappresentanti
della delegazione talebana, citate dalle
agenzie di stampa internazionali, hanno
affermato che al momento sono pi di
cinquecento le donne che i guerriglieri
stanno addestrando nei loro campi, non
dato sapere se per convinzione o per
coercizione, per farle diventare attentatrici suicide. I colloqui si stanno svolgendo
in un clima di collaborazione, ma, nello
stesso tempo, stanno confermando alcuni
aspetti particolarmente inquietanti di
una crisi la cui soluzione sembra essere
ancora molto lontana. E uno di questi
aspetti rappresentato proprio dalla presenza di donne che si stanno addestrando per farsi saltare in aria. Il Governo
pakistano ha conseguito un risultato importante nel far sedere una delegazione
talebana al tavolo dei negoziati, ma, alla
luce di questi fatti, ben altri traguardi
devono essere raggiunti.

Stoviglie sulla parete di quella che una volta era una cucina ad Aleppo (Afp)

GINEVRA, 12. I contrasti diplomatici sulla tragedia siriana restano


profondi e la mancanza di progressi alla conferenza internazionale
Ginevra 2 esplicitamente ammessa dallinviato dellOnu e della Lega araba, Lakhdar Brahimi, che la
presiede. Al muro contro muro delle parti siriane il governo di Damasco e la Coalizione nazionale siriana, unica delegazione accreditata
a Ginevra di unopposizione frammentata in diversi gruppi in larga
misura in conflitto tra loro fanno
riscontro gli irrigidimenti di posizioni in sede Onu.
La Russia ha confermato che
porrebbe il veto alla risoluzione
che diversi Paesi, comprese Francia
e Gran Bretagna, intendono presentare al Consiglio di sicurezza
con lo scopo dichiarato di aprire
corridoi umanitari per prestare soccorso alle popolazioni civili ostaggio della guerra. La risoluzione
chiederebbe ai belligeranti ma
secondo Mosca sarebbe in pratica
rivolta al Governo di Damasco
di dare accesso agli operatori umanitari in varie parti del Paese, oltre
che a Homs. In questa citt in
atto da cinque giorni una tregua,
segnata da violazioni delle quali
esercito siriano e ribelli si attribuiscono a vicenda la responsabilit.

A insistere sulla necessit di aprire corridoi umanitari in Siria, stato ieri anche il Segretario generale
dellOnu, Ban Ki-moon, ricordando che il migliaio di civili che si
potuto soccorrere finora a Homs
costituisce una parte infinitesimale
della popolazione ostaggio della
guerra. Il viceministro degli Esteri
russo, Ghennady Gatilov, ha detto
per che la formulazione della risoluzione sui corridoi umanitari
inaccettabile e non c dubbio che
la bloccheremo. Secondo Gatilov,
il testo politicizzato e il suo scopo porre le basi per future operazioni militari contro il Governo siriano. Il viceministro russo ha poi
avvertito che tale posizione condivisa dalla Cina, anchessa con diritto di veto in Consiglio di sicurezza.
Al tempo stesso, Gatilov ha annunciato che Mosca presenter a
sua volta una risoluzione sulla Siria
per mettere al centro dellattenzione la lotta al terrorismo, considerato una minaccia per lintera regione
mediorientale. Gatilov ha fatto
esplicito riferimento a quello di
matrice fondamentalista islamica,
ma il Governo di Damasco definisce terroristi tutti i gruppi armati
dellopposizione, compresi quelli
rappresentati alla conferenza Ginevra 2.

NOSTRE
INFORMAZIONI
Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Valena (Brasile), presentata da
Sua
Eccellenza
Reverendissima
Monsignor Elias James Manning,
O.F.M. Conv., in conformit al Canone 401 1 del Codice di Diritto Canonico.

Provviste di Chiese
Il Santo Padre ha nominato Vescovo della Diocesi di Valena (Brasile)
Sua
Eccellenza
Reverendissima
Monsignor Nelson Francelino Ferreira, finora Vescovo Titolare di Alava
ed Ausiliare di So Sebastio do Rio
de Janeiro.

Una giovane pakistana nella valle dello Swat (Afp)

Il Santo Padre ha nominato Vescovo della Diocesi di Caic (Brasile) il


Reverendo Padre Antnio Carlos
Cruz Santos, M.S.C., finora Superiore
Pro-Provinciale della Societ dei
Missionari del Sacro Cuore, con
sede a Niteri.

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pagina 2

gioved 13 febbraio 2014

Per laccordo sulla sicurezza si dovranno attendere le presidenziali afghane di aprile

Trecentomila profughi nellovest dellIraq

Tra Santa Sede e Ungheria

Gli Stati Uniti


pensano al dopo Karzai

In fuga
dalle violenze

Scambio
degli strumenti
di ratifica

KABUL, 12. Sembra ormai insanabile


la frattura fra gli Stati Uniti e il presidente afghano, Hamid Karzai. Come sottolinea nelledizione odierna
The Wall Street Journal, Washington ha perso la speranza di far firmare a Karzai, in tempi brevi, laccordo sulla sicurezza. E lopzione

Lieberman
ottimista
sul dialogo
con i palestinesi
TEL AVIV, 12. Sono ottimista,
ma gli europei e gli americani
sanno che ora la ripresa dei negoziati dipende dai palestinesi:
questo il giudizio espresso ieri
dal ministro degli Esteri israeliano, Avigdor Lieberman, alla vigilia di un viaggio ufficiale in
Francia. La palla nel campo
palestinese, noi abbiamo fatto
tutto quello che potevamo; siamo
andati lontano e abbiamo mostrato la nostra volont, ma non
faremo compromessi.
A Parigi Lieberman avr un
colloquio con il capo della diplomazia francese, Laurent Fabius,
in merito non solo alle trattative
con i palestinesi, ma anche al
dossier nucleare iraniano. La
Francia riferiscono fonti
dellufficio di Lieberman gioca
un ruolo fondamentale sulla scena internazionale per impedire la
continuazione del programma
nucleare iraniano. Domenica
scorsa, il premier israeliano
Benjamin Netanyahu aveva apertamente criticato la decisione di
Washington di ridurre le sanzioni
allIran nel quadro dellaccordo
raggiunto con il gruppo cinque
pi uno.
Sul fronte delle trattative con i
palestinesi, Lieberman ha preso
le distanze dalle recenti critiche
rivolte da alcuni esponenti del
Governo alloperato del segretario di Stato americano, John Kerry. Pi volte, infatti, nelle scorse
settimane, rappresentanti di partiti legati al movimento dei coloni e allestrema destra israeliana
avevano preso di mira Kerry, accusandolo di aver compiuto scelte sbagliate che avrebbero danneggiato Israele.
Kerry, sta lavorando a un accordo quadro per cercare di fissare una base comune da cui ripartire. Kerry si sta concentrando su
tre punti: il riconoscimento palestinese di Israele come Stato
ebraico, listituzione di alcune
parti di Gerusalemme est come
capitale del futuro Stato palestinese, e una soluzione del problema dei profughi.

pi probabile ora quella di attendere lelezione del nuovo presidente


afghano, il cui nome uscir dalle urne il prossimo 5 aprile, per intavolare una nuova intesa con il Paese
asiatico. Anche fonti del Pentagono,
citate sempre dal Wall Street Journal, confermano che la distanza tra
i due intelocutori si sta ampliando
invece che riducendo. Ad aggravare
la tensione stato laccordo sulla sicurezza per il dopo 2014, ma in
realt da tempo che tra Washington e Karzai i rapporti non sono
pi idilliaci.
Il presidente afghano in questi ultimi tempi ha dimostrato ferrea intransigenza riguardo alla tempistica
della firma sullaccordo in questione, da siglare, secondo lui, solo dopo le presidenziali di aprile. Di parere opposto Washington, che preme perch la firma sia posta subito.
Ecco allora prendere sempre pi
consistenza lopzione zero, che consiste nel non lasciare dopo il 2014
ovvero quando sar stato completato il ritiro del contingente internazionale alcun soldato statunitense
sul territorio afghano, nemmeno con
soli compiti logistici. Unopzione
che verrebbe a sostituire quella pensata da principio, che prevedeva il
dispiegamento di un robusto nucleo
di militari americani cos da rendere
meno traumatico il passaggio della

responsabilit sulla sicurezza alle


forze locali.
Segnala sempre The Wall Street
Journal che in queste ultime settimane sia il presidente Barack Obama che il segretario alla Difesa,
Chuck Hagel, hanno limitato allo
stretto indispensabile i contatti con
Karzai, a testimonianza della volont di attendere ancora qualche mese,
appunto in vista delle presidenziali
di aprile, prima di definire una precisa strategia nei rapporti con linterlocutore afghano. Ma c anche
da rilevare che sembra probabile che
ad aprile lAfghanistan non avr un
nuovo presidente: al momento, infatti, pare che nessuno dei candidati
abbia una maggioranza tale da garantirgli la vittoria al primo turno. si
dovrebbe dunque attendere una seconda votazione: insomma il Paese
potrebbe contare su un nuovo assetto istituzionale non prima della fine
di luglio. Si verrebbe dunque a profilare uno scenario quanto mai incerto, che rischia di trasformarsi in
un terreno propizio per i talebani,
che potrebbero approfittarne per innescare nuove violenze.
Intanto si segnala che le autorit
afghane hanno lanciato una campagna di vaccinazione a Kabul dopo
la scoperta di un primo caso di poliomielite nella capitale dalla caduta
dei talebani nel 2001.

Civili sul luogo di un attentato a Baghdad (LaPresse/Ap)

BAGHDAD, 12. Rischiano di provocare una crisi umanitaria su vasta


scala i combattimenti che nellovest
dellIraq oppongono da settimane i
miliziani di Al Qaeda e di altre formazioni estremiste sunnite da un
lato e le forze governative dallaltro.
Infatti, come ha denunciato ieri
lAlto commissariato dellOnu per i
rifugiati (Unhcr), sono trecentomila, al momento, le persone che nel-

la turbolenta provincia di Al Anbar


sono state costrette a lasciare la
propria abitazione per sfuggire alle
perduranti violenze. I profughi provengono in gran parte dalle citt di
Ramadi e Falluja, e si aggiungono
agli 1,1 milioni di sfollati che ancora
non hanno potuto fare ritorno alle
loro case dopo il conflitto tra sciiti
e sunniti che ha segnato lIraq tra il
2006 e il 2007.

Il commissario allAllargamento incontra il presidente Ianukovich per trovare una soluzione alla crisi ucraina

Nuova mediazione tentata dallUe a Kiev


KIEV, 12. Il commissario allAllargamento dellUe, Stefan Fle,
giunto ieri a Kiev e oggi si incontrer con il presidente ucraino, Viktor
Ianukovich. Si tratta del terzo viaggio in tre settimane ha evidenziato
la portavoce dellEsecutivo europeo
Pia Ahrenkilde a testimonianza
dellimpegno dellUnione europea

per aiutare lUcraina a trovare una


soluzione alla crisi. La scorsa settimana era stato lalto rappresentante
per la Politica estera e di sicurezza
comune dellUe, Catherine Ashton,
a incontrare a Kiev il capo dello
Stato ucraino e i principali leader
dellopposizione. Nonostante questi
tentativi di dialogo la situazione nel

Gruppi dellopposizione nella capitale ucraina (Reuters)

Paese resta per tesa e certamente


non sembrano contribuire a una distensione le dichiarazioni degli opposti schieramenti. I manifestanti
antigovernativi hanno tempo fino al
17 febbraio per sgomberare le strade
e gli edifici pubblici occupati altrimenti la legge damnistia non sar
applicabile. Lo ha ricordato ieri il
procuratore regionale di Kiev, Mikhailo Vitiaz, sottolineando che i
reati di cui sono accusati gli occupanti sono seri e prevedono lunghi
periodi in carcere. Dal canto suo,
Vitaliy Klitschko che guida lAlleanza democratica ucraina per le riforme (Udar) si detto disponibile ad
affrontare in televisione il presidente
Ianukovich, anche a pi riprese, ma
soltanto dopo che questi avr rassegnato le dimissioni.
Intanto, un tribunale di Kharkiv
ha respinto la richiesta dellex premier e leader dellopposizione Yulia
Tymoshenko, di potere beneficiare
di condizioni detentive meno severe.
Lo fanno sapere i media locali. Yulia
Tymoshenko condannata nellottobre del 2011 a sette anni di reclusione in un processo che Ue e Stati
Uniti ritengono di matrice politica
aveva chiesto permessi di libert
temporanea, luso del cellulare senza
limitazioni e visite pi frequenti. La

corte, presieduta dal giudice Antonina Iurieva, ha in pratica confermato


la decisione delle autorit carcerarie,
che avevano gi negato le richieste
avanzate. Lavvocato dellex premier,
Oleksandr Plakhotniuk, ha annunciato che contro la sentenza sar presentato ricorso in appello.

Incostituzionale
la legge sulla droga
Fini-Giovanardi
ROMA, 12. La Corte costituzionale
italiana ha dichiarato incostituzionale la legge Fini-Giovanardi,
che equipara le droghe pesanti e
quelle leggere. Secondo la Consulta il provvedimento viola larticolo 77 della Costituzione, che regola le procedure di conversione
dei decreti legge. La sentenza
potrebbe avere ripercussioni sia
sul numero degli attuali detenuti
sia sui procedimenti attualmente
in corso.

Comunicato congiunto della commissione bilaterale permanente di lavoro


tra la Santa Sede e lo Stato dIsraele (11 febbraio 2014)
La Commissione Bilaterale Permanente di Lavoro tra la Santa Sede e
lo Stato di Israele si riunita nella
giornata dell11 febbraio 2014, in sessione Plenaria, presso lHotel David
Citadel di Gerusalemme, per continuare i negoziati in base allArticolo
10 2 del Fundamental Agreement.
Lincontro stato presieduto dal
Sig. Zeev Elkin, Vice-Ministro degli
Affari Esteri, e da Mons. Antoine
Camilleri, Sotto-Segretario per i
Rapporti con gli Stati.
La Sessione Plenaria stata informata sulle poche questioni rimanenti
riguardanti il Single Document. Le
Parti hanno preso nota, in una atmosfera riflessiva e costruttiva, dei
progressi compiuti dallultima Plenaria del giugno 2013, e hanno concordato i passi futuri, in vista della

prossima Plenaria prevista per giugno 2014 nella Citt del Vaticano.
La Delegazione della Santa Sede
era composta da:
Mons. Antoine Camilleri, SottoSegretario per i Rapporti con gli
Stati;
S.E. Mons. Antonio Franco, Nunzio Apostolico, Co-Presidente del
Livello di lavoro della Commissione
Bilaterale Permanente di Lavoro;
S.E. Mons. Giuseppe Lazzarotto,
Nunzio Apostolico in Israele;
S.E. Mons. Giacinto-Boulos Marcuzzo, Vicario del Patriarcato Latino
per Israele;
Mons. Maurizio Malvestiti, SottoSegretario della Congregazione per
le Chiese Orientali;

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Mons. Alberto Ortega Martn,


Officiale della Segreteria di Stato;
Mons. Matteo De Mori, Consigliere della Nunziatura Apostolica;
Sig. Henry Amoroso, Primo Consigliere Giuridico;
Sig. Samir Abu-Nassar, C.P.A.,
Consigliere Finanziario;
Archimandrita Maher Abboud,
Arcieparchia
Greco-melchita
di
Akko;
P. Ibrahim Faltas, O.F.M., Custodia di Terra Santa;
Sr. Naomi Zimmermann, F.S.E.,
Segretaria.
La Delegazione dello Stato di
Israele era composta da:
Sig. Zeev Elkin, Vice-Ministro
degli Affari Esteri;

GIOVANNI MARIA VIAN


direttore responsabile

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EDITRICE LOSSERVATORE ROMANO

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Gaetano Vallini
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delle questioni di Diritto Civile, Ministero della Giustizia;

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Luned, 10 febbraio corrente, nella


sede del Parlamento ungherese a
Budapest, S.E. Mons. Alberto
Bottari de Castello, Arcivescovo
titolare di Oderzo e Nunzio Apostolico in Ungheria, e il Dott.
Zoltn Balog, Ministro delle Risorse Umane di Ungheria, hanno
proceduto allo scambio degli strumenti di ratifica dellAccordo tra
la Santa Sede e lUngheria sulla
modifica dellAccordo, firmato il
20 giugno 1997 sul finanziamento
delle attivit di servizio pubblico e
di altre prettamente religiose
(della vita di fede) svolte in Ungheria dalla Chiesa Cattolica, e su
alcune questioni di natura patrimoniale, che era stato firmato a
Budapest il 21 ottobre 2013.
Al solenne atto hanno partecipato:
da parte della Santa Sede:
S.Em.za il Card. Pter Erd, Arcivescovo di Esztergom-Budapest e
Presidente della Conferenza Episcopale Ungherese; S.E. Mons.
Antal Spnyi, Vescovo di Szkesfehrvr; Mons. Gbor Mohos,
Segretario Generale della Conferenza
Episcopale
Ungherese;
Mons. Grzegorz Piotr Bielaszka,
Segretario della Nunziatura Apostolica in Ungheria, e il Rev. Andrs Dobos, Collaboratore locale
della medesima Nunziatura;
da parte dellUngheria: Sig.
Gyrgy Hlvnyi, Segretario di
Stato per i Rapporti con le Chiese, le Minoranze e la Societ Civile; Sig. Zoltn Csallkzi, Capo
di Gabinetto del Vice Primo Ministro; Sig. Mrk Aurl rszegi,
Vice Capo di Gabinetto del Ministro degli Affari Esteri; Dott. Csaba Pkozdi, Capo del Dipartimento per il Diritto Internazionale e per il Diritto delle Minoranze
del Ministero degli Affari Esteri, e
Dott. Tibor Fedor, Capo Dipartimento del Ministero delle Risorse
Umane.
LAccordo, a norma dellArticolo 7 (2), entrato in vigore con
lo scambio degli strumenti di ratifica.

Sig. Itai Apter, Dipartimento per


gli Accordi Internazionali, Ministero
della Giustizia;
Sig.ra Karin Dosoretz, Dipartimento per il Diritto Internazionale
Generale, Divisione Affari Legali
(MAE);
Sig. Rony Tzuberi, Capo del Personale dellUfficio del Vice-Ministro
degli Affari Esteri;
Sig.ra Rachel Gur, Consigliere
Capo dellUfficio del Vice-Ministro
degli Affari Esteri;
Sig. Gershon Kedar, Ufficio del
Vice-Ministro degli Affari Esteri;
Sig.ra Noga Katz, Consigliere per
i media dellUfficio del Vice-Ministro degli Affari Esteri;
Sig.ra Tamar Abo, Dipartimento
per gli Accordi Internazionali, Ministero della Giustizia.

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Saltano i colloqui
tra Unione europea
e Svizzera
sullelettricit
BERNA, 12. Tensione tra Unione
europea e Svizzera allindomani
del risultato del referendum sulle
quote degli immigrati. Bruxelles
ha comunicato alle autorit svizzere la cancellazione della riunione
del 17 febbraio a proposito del negoziato sullelettricit. Nessun
negoziato a livello tecnico su un
accordo in materia di elettricit
previsto alla luce della nuova situazione perch dobbiamo verificare il da farsi nellambito del pi
ampio contesto delle relazioni bilaterali ha dichiarato ieri la portavoce della Commissione Ue, Pia
Ahrenkilde Hansen. Il negoziato
tra lUnione europea e la Svizzera
sullelettricit iniziato nel 2007
al fine di integrare anche la Confederazione nel mercato interno
europeo dellenergia.
La decisione di far saltare la
riunione del 17 febbraio stata
presa al termine della riunione dei
ministri degli Affari generali. I
ventotto Paesi Ue ha dichiarato
il ministro degli Esteri greco,
Evangelos Venizelos , pur rispettando lesito del referendum, si
aspettano che la Svizzera onori i
propri obblighi derivanti dagli accordi stipulati con lUnione europea nel quadro del diritto pubblico internazionale.
In particolare, il consiglio dei
ministri Ue ha ricordato che le
libert fondamentali sono una
parte integrante dei rapporti fra
Ue e Confederazione elvetica, secondo la dichiarazione letta al termine da Venizelos.

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gioved 13 febbraio 2014

pagina 3

Previsti interventi a livello economico e politico

Accordo raggiunto nei colloqui di Nanchino

Pechino rinnova
la scommessa
sul continente africano

Cina e Taiwan apriranno


uffici di rappresentanza

PECHINO, 12. La Cina intende impegnarsi di pi nella risoluzione di


conflitti e nellindividuare soluzioni
pacifiche per le crisi in Africa.
Con queste parole Zhong Janhua,
inviato speciale di Pechino per gli
Affari africani, ha annunciato ieri
la decisione del suo Governo di
rinnovare limpegno nel continente
nero. Si tratta secondo le sue
stesse parole dellapertura di un
nuovo capitolo nelle relazioni tra
Cina e Africa, e avr importanti

Giudicate valide
le elezioni
thailandesi
BANGKOK, 12. La Corte costituzionale thailandese ha respinto
la richiesta di annullare le elezioni tenutesi il 2 febbraio, presentata dallopposizione che ha
boicottato il voto. Lo riportano
i media locali. I giudici hanno
stabilito che non ci sono i termini per procedere allannullamento. Il Partito democratico, che
sostiene la protesta antigovernativa tuttora in corso a Bangkok,
aveva chiesto di annullare la
consultazione il cui risultato
non stato ancora annunciato,
anche perch il 10 per cento dei
seggi non sono riusciti ad aprire
a causa della pressione della
protesta perch incostituzionale. Il Partito democratico aveva chiesto inoltre di sciogliere il
Partito di Governo Puea Thai
e di interdire i suoi dirigenti
dalla politica per cinque anni.
Allinizio della settimana,
Sonthiyan Chuenruthainaitham,
uno dei leader della protesta antigovernativa thailandese, stato
arrestato a Bangkok con laccusa
di tradimento e di aver violato
lo stato di emergenza. La task
force istituita dal Governo di
Yingluck Shinawatra per gestire
lo stato di emergenza minacciava da tempo di arrestare i leader
della protesta. Ma finora era
prevalsa la linea morbida per
non provocare un movimento
che, secondo molti analisti, cerca linstabilit per spingere le
forze armate a intervenire nella
crisi politica in corso ormai da
oltre tre mesi.

conseguenze tanto sul piano politico quanto su quello economico.


In unintervista esclusiva allagenzia stampa Reuters, Zhong
Janhua ha precisato che il caso della crisi in Sud Sudan in cui la
Cina, principale investitore estero,
ha partecipato con unintensa attivit diplomatica al tentativo di risolvere la crisi politico-miliare in
atto solo linizio. Abbandonando latteggiamento di riserbo
che ha finora caratterizzato lazione
diplomatica di Pechino in Africa, il
responsabile cinese ha ammesso
che si tratta di una sfida con cui
ci stiamo confrontando. Per noi,
qualcosa di nuovo.
E allo scopo di lanciare questo
piano stato dedicato anche il
viaggio del presidente cinese Xi
Jinping in Africa lo scorso anno,
nel corso del quale il capo di Stato
ha sottolineato limportanza di trasferire la tecnologia e attivit formative in molti Paesi africani dilaniati da conflitti.
La nuova tendenza sottolineano gli analisti costituisce una prima assoluta da quando, negli anni
Cinquanta, la Cina var la sua politica di non ingerenza negli affari
politici di Paesi stranieri, e in particolare in quelli africani.

PECHINO, 12. Cina e Taiwan apriranno uffici di rappresentanza per le organizzazioni semiufficiali che si occupano dei rapporti tra i due lati
dello stretto. Lo ha annunciato
lagenzia di stampa cinese Xinhua.
il risultato pi importante della prima giornata dei colloqui di Nanchino tra i due Paesi e il primo passo
diplomatico reciproco condotto da
Pechino e Taipeh dal 1949. Protagonisti degli incontri di questi giorni
sono i responsabili delle relazioni bilaterali: Zhang Zhijun per la Cina e
Wang Yu Chi per Taiwan.
Essere seduti qui e parlare
unopportunit molto importante
ha dichiarato Wang Yu Chi considerando il fatto che le due parti un
tempo erano quasi in guerra. Il risultato raggiunto dar il via a uno
scambio di rapporti pi profondo rispetto a quello solamente commerciale, e segna un nuovo passo di avvicinamento nei rapporti tra Pechino
e Taipeh. Cina e Taiwan hanno comunque convenuto sullimportanza
di approfondire i legami economici
che oggi vedono un interscambio
commerciale vicino ai duecento miliardi di dollari e si sono dette
daccordo sulla reciprocit dellassistenza sanitaria per gli studenti residenti nei due territori.

La presidente della Fed chiede limpegno della politica per ridare slancio alleconomia

Janet Yellen non fa sconti


Assicurati la continuit nella politica monetaria e il ritiro graduale degli aiuti

Trovato ucciso
un giornalista
messicano
sequestrato
CITT DEL MESSICO, 12. Un
giornalista messicano rapito il 5
febbraio nello Stato messicano
di Veracruz stato ritrovato
morto, insieme ad altri due cadaveri, in una fossa clandestina.
Lo ha annunciato ieri sera
Enoch Maldonado, a capo delle
indagini penali dello Stato messicano. Uno dei corpi ritrovati
nel comune di Las Choapas
stato pienamente identificato come quello di Gregorio Jimnez
de la Cruz, in base agli esami
forensi, ha detto il funzionario
in una conferenza stampa a
Xalapa, capitale dello Stato di
Veracruz. Cinque uomini sospettati dellomicidio del giornalista
sono stati arrestati dalla polizia,
ha aggiunto Maldonado.
La scoperta dei cadaveri ha
detto dal canto suo il procuratore di giustizia Amedeo Flores,
come riferisce lagenzia Efe
stata possibile dopo larresto, luned scorso alla stazione di autobus di Coatzacoalcos, di uno
dei rapitori, Jos Luis Mrquez
Hernndez, nel momento in cui
si preparava ad abbandonare lo
Stato di Veracruz. Luomo arrestato, oltre a dare la sua versione del rapimento, ha reso possibile la cattura di altri quattro sequestratori. Negli ultimi due anni dieci giornalisti sono stati assassinati nello Stato di Veracruz.

Lincontro tra i negoziatori di Taipeh. a sinistra, e di Pechino (LaPresse/Ap)

La presidente della Federal Reserve durante laudizione (LaPresse/Ap)

In vigore a Managua
la riforma
della Costituzione
MANAGUA, 12. Gli emendamenti alla
Costituzione approvati il mese scorso dal Parlamento del Nicaragua sono entrati oggi ufficialmente in vigore. Questi emendamenti consentiranno al presidente Daniel Ortega
di candidarsi per un nuovo mandato alla guida del Paese nelle elezioni
del 2016. La riforma, inoltre, abolisce la soglia del 35 per cento dei
consensi necessaria per essere eletti
capo dello Stato e consente a questultimo di emettere decreti aventi
valenza di legge. Il presidente Ortega ha definito gli emendamenti alla
Costituzione necessari per la stabilit del Paese. Dure critiche da
parte dellopposizione.

WASHINGTON, 12. Assicura continuit nella politica monetaria, con un


freno graduale agli aiuti, che sar
dettato dalle condizioni delleconomia reale. Il messaggio lanciato ieri
dalla nuova presidente della Federal
Reserve (Fed), Janet Yellen, al suo
primo intervento pubblico dal giorno dellinsediamento, molto chiaro. Per rimettere in sesto gli Stati
Uniti dalla peggiore crisi economica
del secondo dopoguerra c ancora
molto da fare
In unaudizione al Congresso,
Yellen ha detto chiaramente che per
attuare lattesa crescita economica
serve limpegno di tutti, e soprattutto della politica. La ripresa del
mercato del lavoro lungi dallessere completata; troppi americani restano disoccupati, linflazione resta
al di sotto del nostro obiettivo e il
lavoro per rendere il sistema finanziario pi robusto non ancora
completato ha dichiarato Yellen,
assicurando continuit nella politica
monetaria con il freno al programma degli incentivi che sar deciso
alla luce delle informazioni ricevute,
poco alla volta. Affermazioni, queste, che hanno avuto un effetto rassicurante per gli operatori a Wall
Street: gli indici hanno guadagnato.
Yellen ha voluto precisare che la
Fed ha fatto e sta facendo un duro
lavoro per aiutare la ripresa, e la dimostrazione arriva dal fatto che la
Banca centrale intende facilitare
laccesso al credito fino a quando il
tasso di disoccupazione non sar

Passo in avanti
per lAlleanza del Pacifico
BO GOT, 12. Colombia, Cile, Messico e Per hanno firmato un accordo che elimina, con azione immediata, i dazi sul 92 per cento dei
prodotti commerciali. Scopo della
firma quello di aumentare gli
scambi e conquistare i mercati della
regione Asia-Pacifico, attraendo gli
investimenti esteri. inoltre prevista la liberalizzazione per i capitali
e libero accesso alle persone che
possono viaggiare senza visto di ingresso. Laccordo segna un passo
avanti decisivo per lAlleanza del
Pacifico formata un anno fa a Lima. Lintesa sul libero scambio
stata siglata nel corso di una cerimonia, nella citt colombiana di
Cartagena, in presenza dei presidenti della Colombia, Juan Manuel

Santos, del Cile, Sebastin Piera,


del Per, Ollanta Humala, e del
Messico, Enrique Pea Nieto.
Questo protocollo render le nostre economie pi competitive, le
far crescere pi velocemente e
creer pi posti di lavoro ha dichiarato Santos, aggiungendo che
laccordo permetter ai quattro Paesi di affrontare la crisi finanziaria
con rischi minori.
LAlleanza, che prevede inoltre
leliminazione progressiva del restante otto per cento delle tariffe
doganali, raggruppa allo stato attuale una popolazione di 212 milioni di persone e rappresenta il 36
per cento del prodotto interno lordo della regione dellAmerica Latina e dei Caraibi.

sceso ben al di sotto del 6,5 per


cento.
Si tratta come hanno evidenziato in molti di una rassicurazione
importante per il mercato del lavoro, dopo il calo della disoccupazione al 6,6 per cento a gennaio. Il
successo della linea della Fed inoltre testimoniato ha aggiunto Yellen dalla ripresa del mercato immobiliare e dallaumento delle vendite di auto.
Intanto, il Congresso ha compiuto questa notte un importante passo
in avanti sulla questione del debito.
La Camera dei rappresentanti, a
maggioranza repubblicana, ha votato a favore dellinnalzamento del
tetto del debito, scongiurando cos
un nuovo rischio di default per gli
Stati Uniti.
La misura passata con stretto
margine (221 voti contro 201) a causa di un gruppo di repubblicani che
si sono schierati con i democratici.
Ora il testo del provvedimento
che consentir allAmministrazione
di Barack Obama di far fronte ai
propri impegni finanziari fino al 15
marzo dellanno prossimo passa al
Senato, che a maggioranza democratica. Il voto previsto per domani e il suo esito appare scontato. La
scadenza ultima per innalzare la soglia del debito era stata fissata al 27
febbraio, e il Tesoro americano aveva gi varato alcune misure straordinarie per far fronte a uneventuale
mancanza di denaro nelle casse dello Stato.

Vola il mercato
immobiliare
a San Paolo
BRASILIA, 12. Vola il mercato immobiliare in Brasile, e soprattutto
a San Paolo, la citt pi ricca e
popolosa del Paese, con oltre venti milioni di abitanti. Le vendite
di case hanno fatto segnare alla fine del 2013 un aumento del 23,6
per cento rispetto allanno precedente, secondo dati resi noti oggi
dal sindacato dei costruttori (SecoviSP). Gli immobili nuovi venduti sono stati 33.198, per un valore complessivo di 19,1 miliardi di
reais (circa 6,4 miliardi di euro),
in aumento del 30,2 per cento rispetto al 2012. il segno dicono gli analisti che leconomia
in una fase positiva.

Dialogo
tra le due Coree
ulteriore
segnale di disgelo
SEOUL, 12. Sono iniziati questa
mattina i primi colloqui ad alto livello fra Seoul e Pyongyang dal
2007. Lincontro si svolge nella
zona smilitarizzata di confine a
Panmunjon, dove le parti si sono
parlate per unora e mezza. Alla
sessione mattutina, ne seguir
unaltra nel pomeriggio.
Lincontro avviene dopo che
quattro giorni fa il regime comunista di Pyongyang a sorpresa
aveva offerto di tenere unampia
discussione sui rapporti intercoreani. Lagenzia di stampa sudcoreana Yonhap parla di incontro
cruciale che chiarir il tono dei futuri rapporti bilaterali.
Incontrer la mia controparte
nordcoreana con un atteggiamento aperto, per esplorare le
possibilit di aprirci a una nuova
penisola coreana, ha detto il capo della delegazione di Seoul, il
viceconsigliere per la Sicurezza
nazionale, Kim Kyou Hyun. Non
vi unagenda precisa per i colloqui, ma Kim ha sottolineato di
volere dare priorit allincontro
sulle riunioni delle famiglie separate dalla guerra del 1950-53, programmato per fine febbraio.
Pyongyang ha per recentemente
minacciato di annullarlo come
protesta per le annuali esercitazioni militari congiunte fra Stati Uniti e Corea del Sud.
Le due Coree sono dunque tornate a parlarsi dopo un lungo silenzio. I colloqui, su cui pende
tutta la prudenza del caso visti i
precedenti, rappresentano il ritorno al dialogo diretto e i primi
dallinsediamento dello scorso febbraio della presidente sudcoreana,
Park Geun Hye. Limportanza
delliniziativa nei nomi scelti per
guidare le delegazioni: Kim Kyou
Hyun, stretto collaboratore di
Park, per la Corea del Sud, e
Won Dong Yon, vice direttore del
dipartimento del Fronte unito del
partito dei lavoratori, per quanto
riguarda Pyongyang.

Barclays taglia
posti di lavoro
ma aumenta
i bonus
LONDRA, 12. Barclays ha annunciato una decisione assai discutibile: taglier questanno tra diecimila e dodicimila posti di lavoro,
settemila dei quali in Gran Bretagna, per ridurre i costi. Ma nello
stesso tempo aumenta i bonus per
i suoi dipendenti. A confermare
questo scenario stato ieri lamministratore delegato, Antony
Jenkins, il quale ha detto che tali
decisioni rientrano nel vasto piano
di ristrutturazione del colosso
britannico dopo la serie di scandali che lhanno colpito. Alla
Barclays noi crediamo che si debba pagare per le prestazioni e per
la competitivit ha detto Jenkins
alla Bbc, sottolineando che la
banca intende puntare sui migliori banchieri. Lamministratore delegato ha quindi affermato:
Noi operiamo in molti Paesi in
tutto il mondo e competiamo per
i talenti nel mercato globale.
E questa politica, secondo
Jenkins, spiegherebbe laumento
dei bonus per i dipendenti nel
2013, saliti complessivamente del
dieci per cento, a 2,38 miliardi di
sterline da 2,17 miliardi del 2012, e
del tredici per cento per la banca
dinvestimento. Nel frattempo, per, la scure cala sui dipendenti. A
quanto si apprende da fonti vicine
allistituto, la riduzione del personale riguarda anche posizioni senior nel quadro dirigenziale, in
particolare nel settore della banca
di investimenti.
Proprio questo settore, soprattutto dopo lo scandalo del tasso
interbancario Libor, era finito nelle mire della ristrutturazione voluta da Jenkins. I tagli al personale
annunciati per il 2014, che rappresentano il nove per cento della
forza lavoro totale (139.600 dipendenti), seguono una riduzione del
personale gi effettuata lo scorso
anno su 7.650 posti.

LOSSERVATORE ROMANO

pagina 6

gioved 13 febbraio 2014

Wcc ed episcopato cattolico svizzero dopo il referendum sullimmigrazione

Convegno della Ecumenical World Development Conference

cristiano
chi accoglie lo straniero

Verso una nuova cultura


del lavoro

GINEVRA, 12. La Svizzera ha bisogno di continuare a essere un luogo


che accoglie lo straniero. quanto
ha detto il segretario generale del
World Council of Churches (Wcc),
Olav Fykse Tveit, commentando i
risultati del referendum contro
limmigrazione di massa che, domenica scorsa, con una maggioranza
di poco pi del 50 per cento, ha
stabilito la reintroduzione nella
Confederazione elvetica di tetti massimi per limmigrazione di stranieri,
cittadini dellUnione europea, frontalieri e richiedenti asilo inclusi. Il
leader dellorganizzazione ecumenica ha espresso solidariet e vicinanza ai membri delle Chiese e delle
comunit ecclesiali che, in vista della consultazione referendaria, si sono spesi per una posizione inclusiva. In particolare, Fykse Tveit ha
messo in guardia anche dagli effetti avversi che la decisione referendaria pu avere sulla vita e lo sviluppo dello stesso Wcc e delle altre
organizzazioni ecclesiali ed ecumeniche presenti in Svizzera. Noi dipendiamo dalla diversit del nostro
personale e la loro presenza ci porta
in dono lamicizia tra le Chiese. Per
poter mantenere tutto questo, abbiamo bisogno di ulteriori informazioni da parte delle autorit svizzere
sullimpatto della legge.
Anche il portavoce della Conferenza episcopale svizzera, Simon
Spengler, ha stigmatizzato il risultato del referendum, definendolo
una conseguenza di una campagna
basata sulla paura mentale degli
estranei. Per Spengler importante
ribadire larricchimento che viene alla societ elvetica dagli immigrati,
un dato che viviamo ogni giorno
nelle parrocchie.
Thomas Wallimann-Sasaki, presidente ad interim della commissione

Giustizia e Pace della Conferenza


episcopale elvetica, non nasconde la
delusione. Ho limpressione che i
risultati del referendum siano
espressione di un sentimento di
paura che purtroppo distrugge il
senso di solidariet. In Svizzera,
forse pi che altrove, sottolinea ancora Wallimann-Sasaki allagenzia
Sir, si commette lerrore di credere
che si pu esistere senza comunicazione, che si pu vivere senza essere
in relazione con laltro. Un atteggiamento che forse pu funzionare in
ambienti rurali e montani, ma i Paesi oggi sono chiamati tutti ad aprirsi
al mondo. E gli svizzeri hanno difficolt con il mondo che entra nelle
loro case. Inoltre, gli svizzeri
hanno la sfida oggi di condividere
la propria esperienza democratica.
Siamo consapevoli che abbiamo ricchezze ma poco aperti a donarle in
Europa.
La Svizzera, secondo gli ultimi
dati, ospita una popolazione straniera pari al 23,3 per cento degli 8
milioni di abitanti del Paese. Tra gli
immigrati, gli italiani sono tra i pi
numerosi (circa 290.000). Dalle urne, come noto, comunque uscito
un Paese spaccato, con i cantoni romandi francofoni pi filoeuropei e
le grandi citt che si sono espressi
contro liniziativa, mentre i cantoni
di lingua tedesca e il Ticino hanno
votato a favore. In particolare, il
cantone italofono, che ha un flusso
di circa sessantamila frontalieri
dallItalia, ha registrato la pi alta
percentuale di voti a favore (68,17
per cento). Per gli svizzeri di lingua italiana ha aggiunto il responsabile della commissione Giustizia e Pace la situazione complessa. In effetti i risultati del referendum in Ticino sono stati diversi
rispetto agli altri cantoni perch in

Ticino ci si confronta con il problema dei lavoratori italiani che arrivano dalla Lombardia. Non credo che
si tratti di paura piuttosto di una
preoccupazione per una situazione
che si gestisce male a livello di competitivit nel mercato del lavoro
(con un abbassamento dei salari) e
anche a livello di circolazione locale
delle persone che, numerosissime,
soprattutto nel fine settimana vengono ad acquistare in Svizzera e in
particolare a Chiasso. A ogni modo chiaro che la visione cristiana
ci dice che non c lo straniero. Che
siamo tutti fratelli e sorelle. Potrebbe risultare un linguaggio vecchio.
Significa per che c una sfida a
cui rispondere: non chiudersi in se
stessi ma condividere le ricchezze e i
problemi con gli altri. I risultati di
questo referendum ci chiedono il
coraggio di una solidariet, soprattutto verso gli svantaggiati e i poveri. Ci dice di non aver paura. Di
fronte a tutto ci, la posizione del
Papa una grande sfida per la nostra Chiesa e il nostro Paese. Un
Paese ricco ma che rischia di chiudersi sempre di pi al mondo e
allEuropa. Le parole del Papa ci indicano uno stile diverso di posizionarsi rispetto al mondo. Una Chiesa
che sa uscire. Si tratta allora di capire come rendere pubblico il messaggio di una solidariet cristiana
che non guidata dalla paura ma
dalla speranza che si apre allaltro.
Nei giorni precedenti alla consultazione referendaria la stessa commissione Giustizia e Pace dellepiscopato era intervenuta con una nota dal titolo Le persone non sono
merce in cui ribadiva un secco
no alliniziativa popolare proposta dal partito antieuropeista Unione democratica di centro, noto per i
suoi accenti xenofobi.

di RICCARD O BURIGANA
Come i cristiani possono contribuire, insieme, alla promozione di una
nuova cultura del lavoro? Come
creare delle opportunit di occupazione che favoriscano la crescita
economica e il rispetto dei valori
umani? Sono state queste le domande centrali del convegno ecumenico
internazionale Good Work che si
tenuto dal 7 al 9 febbraio allHigh
Leigh Conference Centre di Hoddesdon, in Inghilterra. Lincontro
stato promosso dalla Ecumenical
World Development Conference
(Ewdc), che raccoglie chiese, comunit e organizzazioni ecumeniche,
soprattutto del mondo anglosassone.
Dal 1990 la Ewdc organizza, ogni
diciotto mesi, un dibattito internazionale su un aspetto della testimonianza cristiana nella societ, aprendo il confronto anche a istituzioni
politiche ed economiche. Lincontro
unimportante occasione di scambio fra teologi, economisti e politici
per esplorare una delle questioni
considerate vitali nelle dinamiche
del
lavoro,
nella
definizione
dellidentit e nella costruzione della societ. Il convegno di questanno si posto il problema di come i
cristiani debbano favorire una migliore comprensione della dimensione teologica del lavoro allinterno
delle proprie comunit in una prospettiva ecumenica. Per la Ewdc la
prospettiva ecumenica ha assunto
un ruolo fondamentale in questo
momento storico dal momento che i
cristiani, insieme, possono contribuire meglio che in passato alla definizione di nuove regole per il futuro della societ. Il dialogo ecumenico ha quindi la possibilit di favorire lazione dei cristiani per indicare
la strada in modo da facilitare laccesso al lavoro, soprattutto dei pi
giovani, e da rendere pi presenti
nella societ contemporanea i valori
umani.
Nella tre giorni si discusso sul
concetto di teologia del lavoro, secondo la formulazione delle singole
tradizioni cristiane, alla luce dei
passi compiuti dal dialogo ecumenico; non si tratta di giungere a
ununivoca definizione delletica del
lavoro ma di favorire la condivisione
di approcci diversi, sottolineando la
comune origine di una riflessione
che pone al centro la persona umana. Si preso in esame come le
chiese e le comunit ecclesiali possano contribuire alla definizione della
categoria good work che deve comprendere laspetto della distribuzione delle risorse, la salvaguardia del
creato, la denuncia di ogni forma di
discriminazione, la lotta contro la
povert e il rispetto per la dimensione della famiglia; da questo punto
di vista particolare attenzione stata

La Chiesa e il dramma dei giovani africani attratti in Turchia dal miraggio calcistico

Se il sogno si sgonfia come un pallone


di EGIDIO PICUCCI
La via classica dellemigrazione,
nord Africa - sud Italia, con i luttuosi episodi che hanno interessato alcuni sbarchi a Lampedusa, ha impedito
che si conoscesse la via precedente,
la Mediterranea dellEst, che ha interessato e interessa soprattutto la
Turchia e la Grecia. Nel 2010 vi sono
passati 36.000 rifugiati. Per frenare
quellondata migratoria nellagosto
del 2012 la Grecia ha inviato sulla
frontiera duemila poliziotti e allinizio del 2013 cominciata la costruzione di un muro lungo oltre dieci
chilometri, sormontato da una rete
in ferro spinato. Cos, tra il 2010 e il
2012, risultano affogati o morti per
ipotermia nel fiume Evros 112 emigranti; cifra rettificata dal mufti musulmano della stessa zona, il quale
ha detto di averne seppelliti almeno
quattrocento. A parlare padre
Giulio Ohnele, sacerdote nigeriano,
che si occupa della pastorale e
dellaccompagnamento dei giovani
africani specialmente suoi connazionali sbarcati sulle rive del Bosforo con la speranza di essere chiamati a giocare in qualche club locale. Tutti, infatti, vengono dal mondo
del calcio. Uno di loro, Pasquale, ha
detto di essere arrivato a Istanbul
(citt di cui ignorava perfino lesi-

stenza) perch lallenatore della


squadra in cui giocava in Nigeria
laveva ceduto alla squadra di Izmir,
che lavrebbe ingaggiato per 4.000
dollari. I giorni passavano e io ero
sempre in panchina ha detto e
quando ho chiesto il perch mi stato risposto che il contratto era stato
annullato. Figurarsi; solo e senza un
soldo in tasca. Alle mie rimostranze,
lallenatore mi consigli di recarmi a
Istanbul, dove sarebbe stato pi facile trovare una squadra disponibile.
Unaltra cocente delusione: arrivai
qui, ma nessuno si mai interessato
a me.
La stessa sorte toccata ai suoi
coetanei provenienti dallEritrea,
dallEtiopia, dal Camerun, dalla Somalia e da unaltra decina di Paesi
africani, certi di poter mostrare la
propria bravura in uno stadio affollato di tifosi. E pensare ha raccontato uno di loro che la mia famiglia ha venduto tutto per pagarmi il
viaggio.
Vista la situazione, padre Giulio
ha pensato di organizzare un campionato parallelo riservato solo agli
africani, con la speranza che qualcuno potesse sfondare in campo nazionale, ma, soprattutto, per tirar
fuori decine e decine giovani dal disagio e dalla disperazione che li stava consumando. Ha avuto ragione,

perch una decina di loro sono entrati in uno dei tanti club nazionali.
La maggior parte di loro, tuttavia,
restata fuori, chiusa nella propria
solitudine e con grossi problemi relativi al cibo, alla casa, al permesso di
soggiorno, che costa fra i mille e i
tremila dollari ogni sei mesi. Non c
stata, quindi, altra soluzione che restare a Istanbul illegalmente e con
lincubo di essere scoperti, finire in
carcere o rimpatriati. Difficile, se
non impossibile, trovare un lavoro;
chi lo trova deve adattarsi una vita
di stenti e a uno stipendio da fame.
C chi ha pensato di tornare in
patria. Ma come pagare il viaggio? E
poi, con quale faccia presentarsi in
famiglia a mani vuote? Drammatiche
storie divenute famigliari anche alle
suore dellospedale austriaco di San
Giorgio di Istanbul, dove un terzo
dei letti destinato a chi non pu
pagare n la degenza n le medicine.
Storie che conosce bene padre Giulio, a cui i giovani ricorrono con la
speranza di trovare se non laiuto, almeno la protezione. Io farei limpossibile per loro ha detto ma
in Turchia la Chiesa cattolica non ha
nessun riconoscimento giuridico.
gi tanto se la polizia non fa pi
quelle retate di emigrati alluscita
della liturgia domenicale come qualche anno fa.

Molti di questi giovani, infatti, sono cattolici e la domenica si ritrovano in questa o quella chiesa. La chiesa preferita , tuttavia, quella di
SantAntonio (a due passi dalla famosa piazza Taksim), retta dai frati
minori conventuali e frequentata anche dai musulmani, soprattutto il
marted per il pane del santo. Cos, in un Paese musulmano al 97 per
cento, dove le tracce della presenza
cristiana sono rinvenibili quasi solo
negli antichi luoghi di culto o nei
musei, la chiesa dedicata ad Antonio
da Padova stracolma di giovani,
anche non cristiani. Fino a venti anni fa sembrava riservata solo a un
pugno di cattolici di rito armeno o
caldeo. Oggi, gli emigrati asiatici,
soprattutto filippini, si occupano
della musica; gli africani animano la
liturgia con danze e costumi che la
gente guarda con simpatia. Pasquale,
il giovane che avrebbe dovuto giocare a Izmir, dice di essere arrivato in
Turchia per scendere in un campo
da gioco, ma Dio lo ha destinato a
uno stadio diverso. Il mio desiderio
era trovare quello che lAfrica non
pu darmi, un campo sportivo che
mi permettesse di vivere onestamente, ma Dio mi ha dirottato in un altro campo in cui ho incontrato un
gruppo di preghiera che ha maturato
la mia fede. Va bene cos.

riservata alla riflessione su cosa i cristiani debbano fare per riaffermare


la centralit del valore dellaccoglienza dei migranti, i quali devono
essere messi nelle condizioni di trovare un lavoro e di ricongiungersi
con la propria famiglia quanto
prima.
Al convegno si inoltre parlato
di come, concretamente, le chiese e
le comunit ecclesiali possano giocare un ruolo da protagoniste nel
processo di ripensamento della natura e delle regole del lavoro sia a
livello locale che universale, cercando di trovare delle soluzioni per garantire un good work a ogni uomo e
a ogni donna, nella ricerca di un
equilibrio tra la creazione di nuove
opportunit di lavoro e la sostenibilit ambientale dello sviluppo economico.
Agli interventi dei relatori, che
hanno arricchito i lavori con contributi particolarmente apprezzati per
senso ecclesiale e competenza scientifica, si sono alternati momenti di
confronto in gruppi di lavoro dove

Celebrazioni in Myanmar

In centomila
di tutte le fedi
al santuario
di Nyaunglebin
NAYPYIDAW, 12. Dal 7 al 9 febbraio pi di centomila fra cristiani, buddisti, musulmani e
ind hanno affollato il santuario di Nostra Signora di Lourdes a Nyaunglebin, in Myanmar, in occasione del centododicesimo anniversario della sua
fondazione, per chiedere grazie
personali e per il Paese. Un
flusso record favorito dalla decisione del Governo di Naypyidaw di imporre minori restrizioni ai fedeli.
Al pellegrinaggio riferisce
AsiaNews hanno partecipato
presuli, duecento sacerdoti, trecento religiosi e numerose suore. Larcivescovo di Yangon,
Charles Maung Bo, ha presieduto la concelebrazione eucaristica della mezzanotte dell8
febbraio, chiedendo pace, giustizia e sviluppo umano per
tutte le anime della nazione birmana, le sue etnie e le comunit
religiose.
Durante lomelia monsignor
Bo ha parlato di opportunit
storica per un vero processo di
riconciliazione e ricostruzione
della nostra nazione, grazie
anche al contributo della Chiesa nei settori dellistruzione e
dello sviluppo umano. Con lintercessione di Maria sar possibile ricostruire ci che andato perduto, ha spiegato, invitando a lenire le ferite della storia e a non dimenticare i fatti,
anche tragici, del passato.

si discusso della dimensione quotidiana del processo per la creazione


di opportunit di buon lavoro e
del ruolo delle comunit cristiane in
tale processo; la necessit di avere
questi spazi di confronto, come
stato ricordato alla conclusione del
convegno, risponde a una delle
istanze della Ecumenical World Development Conference, quella cio
di dedicare un tempo sufficiente alla
preghiera ecumenica comunitaria,
fondata sulla lettura della Parola di
D io.
Con il convegno Good Work
la Ewdc ha voluto cos riaffermare il
proprio impegno per offrire una riflessione di alta qualit scientifica, a
livello globale, su cosa i cristiani devono fare per cambiare la societ in
una prospettiva ecumenica che cresce nellascolto e nel dialogo, nella
Chiesa e tra le Chiese, alla luce della condivisione quotidiana delle sofferenze e delle gioie per aiutare il
mondo a conoscere Cristo e a vivere
secondo i valori evangelici di accoglienza e di giustizia.

LOSSERVATORE ROMANO

gioved 13 febbraio 2014

pagina 7

Nella Repubblica Centroafricana cristiani e musulmani per fermare le violenze

Vescovi e Caritas tornano a invocare interventi per salvare i profughi

Stesso sangue
stesso impegno per la pace

Il grido
del Sud Sudan

BANGUI, 12. Cristiani e musulmani:


lo stesso sangue, la stessa lingua, lo
stesso Paese. lo slogan che si
pu leggere su un cartello nella parrocchia di padre Dieudonn, giovane sacerdote della diocesi di Alindao, nella Repubblica Centroafricana. Nel marzo del 2013, a causa delle minacce dei ribelli Seleka, padre
Dieudonn era stato costretto a fuggire in piroga lungo il fiume Mbomou, trovando rifugio nella Repubblica Democratica del Congo. Dopo
qualche mese il sacerdote centroafricano era riuscito a tornare nella sua
parrocchia, da dove ha assistito, il 5
dicembre scorso, allavanzata delle
milizie anti-balaka sulla capitale
Bangui. Ne seguito un periodo,
non ancora concluso, di vendette e
di rappresaglie nei confronti degli
appartenenti reali o presunti della
Seleka, ma anche dei musulmani accusati di aver parteggiato per la ribellione.
Padre Dieudonn fin da subito
intervenuto per cercare di placare
gli animi. L8 dicembre scorso, vedendo attaccare i negozi di alcuni
commercianti musulmani, ha chiamato il capo del quartiere e insieme
a lui ha tentato di calmare gli esagitati e di proteggere le propriet dei
musulmani. Da settimane il sacerdote ripete incessantemente durante le
omelie che la violenza e lodio sono assolutamente contrari agli insegnamenti del Vangelo. La parrocchia da lui amministrata ha organizzato delle giornate di preghiera e
di riconciliazione tra cristiani e musulmani allinsegna dello slogan:
Cristiani e musulmani: lo stesso
sangue, la stessa lingua, lo stesso
Paese.

Anche tra i musulmani si levano


le voci di coloro che predicano la
pace e la riconciliazione. In particolare, limam di Bangui e presidente
della comunit islamica centroafricana, Oumar Kobine Layama, che ad
agosto ha ricevuto minacce di morte
da parte della dirigenza di Seleka,
perch ricordava ai ribelli (in gran
parte musulmani) che rubare, uccidere, violentare le donne e terrorizzare la gente, del tutto contrario a
quello che Dio esige da noi nel Corano.
Limam Oumar Kobine Layama,
larcivescovo cattolico di Bangui,
monsignor Dieudonn Nzapalainga,
e il pastore Nicolas Guerkoyame
Gbangou, presidente delle Chiese
evangeliche, sono i tre leader religiosi che operano insieme nel Paese
per riconciliare i centroafricani.
Nei giorni scorsi, monsignor Nzapalainga e limam hanno lanciato
un appello nel quale hanno ricordato che compito dello Stato proteggere i suoi cittadini, cristiani e
musulmani, non delle milizie o di
gruppi armati. Occorre che la Repubblica Centroafricana sia uno
Stato laico, che tutti i cittadini siano
uguali davanti alla legge. Non vogliamo che la religione sia trascinata
in un conflitto che puramente politico. I due leader religiosi hanno
percorso insieme lEuropa per attirare lattenzione sul dramma della Repubblica Centroafricana, in preda
alla guerra civile, dove l80 per cento della popolazione cristiana, il
10 per cento musulmana e il 10 per
cento animista.
Da circa due anni, larcivescovo
di Bangui, limam e il pastore evangelico hanno dato vita a una piatta-

forma interconfessionale per cercare


di placare le tensioni ed evitare laggravarsi del conflitto, formando sacerdoti, pastori e imam al fine di
creare dei meccanismi di dialogo e
di mediazione e impedire il coinvolgimento dei civili e larruolamento
dei bambini soldato nei conflitti interni.
Secondo Pax Christi International
aumentato negli ultimi mesi il numero di bambini soldato reclutati
dai diversi gruppi armati che si affrontano nella Repubblica Centroafricana. I bambini si legge in un
comunato di Pax Christi International devono essere liberati e affidati a organismi per la protezione
dellinfanzia. La crisi politica che si
verificata dopo il colpo di Stato
del marzo del 2013 ha scatenato
unondata di violenza terribile provocando una catastrofe umanitaria,
persino definita da qualcuno pregenocidaria, che semina morte e terrore. Migliaia di persone sono state
uccise (oltre mille solo lo scorso dicembre). Circa il 60 per cento della
popolazione necessita di assistenza
umanitaria.
Al riguardo, Pax Christi International ha anche lanciato un forte appello ai donatori internazionali affinch accrescano gli aiuti al Paese
africano, permettendo alla neoeletta
presidente Catherine SambaPanza
di avviare il suo programma, nel
quale lemergenza umanitaria e la riconciliazione nazionale sono tra i
punti salienti. Londata di violenza
nel Paese continua e purtroppo la
presenza di oltre seimila militari
africani e di pi di millecinquecento
soldati francesi non sufficiente ad
arginarla.

Nel convento di Amborovy le carmelitane combatt0no la malnutrizione

Oro verde in Madagascar


ANTANANARIVO, 12. In Madagascar
c un oro verde che pu aiutare
la popolazione, tra le pi povere del
pianeta, a sopravvivere e a integrare
la poca alimentazione giornaliera. Si
tratta di unalga, la Spirulina platensis, conosciuta per le sue notevoli
propriet mediche ed energetiche.
Da quasi due anni a utilizzarla, anzi
a coltivarla per poi distribuirla ai
bambini e alle famiglie pi povere,
sono le carmelitane di Amborovy,
nei pressi della cittadina di Mahajanga. A renderlo noto la fondazione Aiuto alla Chiesa che soffre,
presente da tempo nellisola con diversi progetti di sviluppo. Conoscevamo gi lefficacia della spirulina racconta la priora, suor Odette
i cui effetti sono di grande aiuto
ai malati, agli anziani e soprattutto
ai bambini malnutriti. La microscopica alga, ricchissima di proteine
gi ribattezzata loro verde del
Madagascar stata casualmente
scoperta in un villaggio nel sud
dellisola. In questo piccolo centro
il tasso di mortalit infantile era nettamente inferiore alla media nazionale, spiega il vescovo di Mahajanga, Roger Victor Solo Rakotondrajao. Dopo alcune ricerche stato
possibile attribuire la straordinariet
della situazione alla presenza di un
bacino ricco di spirulina. Cos, sono
nati i primi laboratori nella diocesi
di Morondava, il cui vescovo, Marie
Fabien Raharilamboniaina, stato il
primo a trovare un accordo con
unassociazione francese per la coltivazione dellalga. Sicure degli otti-

mi risultati spiega suor Odette


ci siamo lanciate in questo progetto. Molti medici, infatti, consigliano loro verde a chi non pu permettersi di acquistare medicine.
Grazie alla spirulina aggiunge la
religiosa i bambini aumentano di
peso pur non mangiando abbastanza riso.
In Madagascar l80 per cento della popolazione vive con meno di un
dollaro al giorno e solo il 15 per

cento della popolazione ha accesso


alle cure mediche di base. Nei villaggi i bambini muoiono ancora per
malattie perfettamente curabili e
lisola al sesto posto nel mondo
per la malnutrizione infantile. Molte
famiglie non possono curare i propri figli per mancanza di denaro o
per lassenza di un ospedale nelle
vicinanze e la Chiesa locale tra le
poche realt al fianco della popolazione.

JUBA, 12. Interpellati dal messaggio imperativo del Vangelo per la


pace e la giustizia chiediamo unimmediata e incondizionata cessazione
delle ostilit in ogni parte del Paese:
crediamo che il dialogo sia il migliore e lunico giustificato mezzo
per risolvere le controversie e le divisioni tra le parti. La violenza non
mai unopzione. quanto ribadiscono, con forza, i vescovi di Sudan
e Sud Sudan in una nota che arriva
mentre il Sud Sudan, a due anni di
distanza dallindipendenza, rischia
di precipitare nuovamente sullorlo
di una guerra civile. La popolazione
stremata e gli sforzi compiuti per
porre fine ai combattimenti non
sembrano dare segnali confortanti.
Caritas italiana impegnata insieme
a Caritas Sud Sudan e alle altre Caritas presenti nel Paese nella risposta
allemergenza, offrendo sostegno ai
profughi e agli sfollati e provvedendo alla distribuzione di cibo, acqua
e servizi essenziali.
Dopo gli scontri nella notte del 15
dicembre scorso, nella capitale Juba
si sono sentiti risuonare colpi di armi da fuoco e bombe, e si sono verificati uccisioni indiscriminate di civili inermi in diversi quartieri della
citt. Da allora, in poco pi di un
mese, il conflitto ha raggiunto dimensioni catastrofiche, secondo le
testimonianze dellente caritativo e
delle ong presenti nel Paese. Agli
inizi di febbraio si contano oltre
diecimila morti e circa settecentocinquantamila sfollati (ovvero il 10 per
cento dellintera popolazione sud
sudanese). Gli accordi di pace firmati lo scorso 23 gennaio ad Addis
Abeba tra il Governo e ribelli del
Movimento di Liberazione del Popolo Sudanese (Splm) non sono
riusciti a porre fine alle ostilit e si
costituito un movimento/esercito di

resistenza, che punta al rovesciamento del Governo di Juba, accusato di essere autoritario e antidemocratico.
Dietro il confronto tra il Governo
e i ribelli, emerge una lotta per il
controllo del potere in uno Stato
quanto mai ricco di risorse naturali,
dalluranio, a terre fertili e ricche
dacqua, a grandi giacimenti di petrolio. La Chiesa cattolica sta svolgendo un ruolo importante nella
lotta per la liberazione nazionale e
chiede un posto al tavolo di pace
con il solo scopo di difendere la popolazione, permettendole di vivere
normalmente. Da Juba ha dichiarato al Sir, Enrica Valentini, direttrice del Catholic Radio network
difficile capire se ci siano degli
interessi al tavolo delle trattative e a
dialogare veramente.

Nel frattempo per i combattimenti continuano, con un aumento


preoccupante delle uccisioni su base
etnica, in una spirale di violenza
senza fine. E accanto al rumore delle armi, sempre pi assordante, si
sente oggi il grido della popolazione che chiede aiuto.
Negli ultimi anni Caritas italiana
che ha sempre rilanciato con forza gli appelli al dialogo e alla riconciliazione ha sostenuto in Sud
Sudan anche progetti di sviluppo
agricolo e di sicurezza alimentare,
promozione dei diritti, pace e riconciliazione, e progetti sanitari in diversi villaggi del Paese. Chiunque
volesse sostenere gli interventi in
corso, potr inviare offerte a Caritas
italiana tramite il conto corrente postale n. 347013, specificando nella
causale Sud Sudan.

Gruppi di fedeli alludienza generale


Alludienza generale di mercoled 12
febbraio, in piazza San Pietro, erano
presenti i seguenti gruppi.
DallItalia: Gruppi di fedeli dalle
Parrocchie: Unit pastorale Santa
Maria Maddalena - Val di Non; Annunciazione della Beata Vergine
Maria, in Arzergrande; SantAgostino, in Vicenza; San Giuseppe, in
Volpiano; Immacolata Concezione,
in Romito Magra; SantIsidoro in
Fiumaretta; San Leone, in San Leo;
San Gabriele dellAddolorata, in
Ortona; Maria Santissima Incoronata, in Minervino Murge; San Bartolomeo, in Caserta; SantAntonio di
Padova alla Pineta, in Napoli; San
Giovanni Battista, in Regina di Lattarico; San Francesco, in Cagliari;
Parrocchia dei Casini, in Quarrata
di Pistoia. Collaboratori delle varie
Authorities, di Roma; Soci dei
Lions Club di Napoli; Associazione
Arma Aeronautica, di Bari; Associazione Intercasertana, di Caserta; Associazione Terzo millennio, di Termoli; Associazione italiana persone
down, di Bergamo; Associazione volontari ospedalieri regione Veneto;
Associazione insegnanti in pensione,
di Crotone; Associazione Apleti, di
Bari; Associazione Maria Regina
della pace, di Verona; Associazione
Progetto Albatros, di Sassari; Associazione di protezione civile, di Alviano; Associazione diabete junior
Campania; Unione italiana ciechi,
di Catanzaro; Gruppo Volontari del
sorriso, di Brescia; Gruppo Famiglia
del Sacro Cuore di Ges, di Roma
e di Cassano Murge; Gruppo una
casa per la vita; Gruppo Unitalsi, di
Vittoria; Gruppo Maiorana Maggiorino, di Roma; Gruppo Fidapa, di
Melfi; Responsabili degli Oratori
Canossiani; Ufficiali e Militari della
Scuola Sottufficiali dellEsercito, di
Viterbo. Gruppi di Studenti: Liceo
Fermi, di Gaeta; Liceo Pertini, di
Ladispoli; Collegio Brandolini, di
Oderzo; Istituto Milani, di Caivano;
Istituto Alfieri, di Asti; Istituto Barlacchi, di Crotone; Istituto EinaudiGramsci, di Padova; Istituto Mecenate, di Pescara; Istituto Pascal-Comi, di Teramo; Istituto Traiano, di
Dragona; Istituto Luosi, di Mirandola; Istituto Margaritone-Vasari, di
Arezzo; Istituto Vanoni, di Vimercate; Istituto per i servizi alberghieri,
di Teano; Istituto Volta, di Sassuolo; Istituto Focaccia, di Salerno;
Istituti comprensivi di Castellalto,
Canzano, Santa Maria di Castella-

bate, Bolotana; Scuola Rodari, di


Manziana; Scuola Buonarroti-Vinci,
di Mondragone; Scuola Fusco, di
Angri; Scuola SantAntonio di Padova, di Pisa; Scuola Bovio, di Foggia. Gruppi di fedeli da: Castelluccio Inferiore, Crispiano, Viadana,
Genzano di Lucania, Lavinio, Como, Granarolo dellEmilia, San
Marzano sul Sarno, Vallo della Lucania.
Coppie di Sposi novelli
Vescovi e Fedeli dalla Repubblica
Ceca, in occasione della Visita ad
limina Apostolorum; Gruppi di fedeli dalla Croazia.
I polacchi: Pielgrzymi z parafii
Wszystkich witych z Zakliczyna w
archidiecezji krakowskiej; parafialna
pielgrzymka z Osieka w diecezji
sandomierskiej; pielgrzymi indywidualni.
De France: Collge Stanislas, de
Paris; Collge de La Rochefoucauld, de Paris; Collge Notre-Dame de Sion; Collge Saint-Nicolas,
de Toulouse; Collge Notre-Dame
de France, de Paris; Lyce Chalonnais, de Charnay-le-Macon; Lyce
Le Bon Sauveur, du Vsinet; Lyce
Blomet, de Paris; Lyce BossuetNotre-Dame, de Paris.
From England: Students and staff
from St Benedicts Catholic School,
Bury St Edmunds, Suffolk.
From Denmark: a group of Vietnamese.
From Hong Kong: Students and
teachers from Tak Sun Secondary
School.
From the United States of America:
Students and staff from: University
of Loyola, Chicago, Illinois; University of St Thomas, St Paul,
Minnesota, Rome Campus; Benedictine College, Atchison, Kansas.
Aus der Bundesrepublik Deutschland: Kursteilnehmer der AndreasHermes-Akademie.
Aus der Republik sterreich: Pilgergruppen aus den Pfarrgemeinden
Hl. Thomas, Althofen; Dompfarre
St. Peter und Paul, Klagenfurt; Heiligenkreuz, Villach; Pilgergruppe
aus der Dizese Gurk-Klagenfurt.
Pilgergruppen aus Feldkirchen; Heiligenkreuz; Kappel; Klagenfurt;

Wabelsdorf;
Pfarrgemeinderat
Friedlach-Tauchendorf.
Aus der Schweizerischen Eidgenossenschaft: Mitglieder der Theologischen Fakultt der Universitt Fribourg.
De Espaa: Hermandad Matriz
de Nuestra Seora del Roco, de Almonte; Cofrada de Nuestro Padre
Jess de la Humildad, Virgen de la
Antigua, Virgen de la Piedad y Santo Entierro, de Alcaudete.

Lutto nellepiscopato
Monsignor Lon Hgel, vescovo
titolare di Utica, gi ausiliare di
Strasbourg in Francia, morto
marted 11 febbraio.
Il compianto presule era nato
a Montreux-Vieux, arcidiocesi di
Strasbourg, il 30 gennaio 1925, ed
era stato ordinato sacerdote l8
aprile 1950. Eletto alla sede titolare di Utica e al contempo nominato ausiliare di Strasbourg il
9 settembre 1985, aveva ricevuto
lordinazione episcopale il successivo 10 novembre. Aveva rinunciato allufficio di ausiliare il 18
dicembre 2000.

La Congregazione per il culto divino e


la disciplina dei sacramenti partecipa
vivamente al dolore per la morte di

Sua Ecc.za Rev.ma Monsignor

PERE TENA GARRIGA


Vescovo ausiliare emerito
di Barcellona
gi Sottosegretario del nostro Dicastero.
La Congregazione ricorda con gratitudine la qualificata collaborazione e il
prezioso contributo da lui offerto dal
1987 al 1993 al Dicastero per la promozione della vita liturgica nella Chiesa,
ed invita ad elevare preghiere di suffragio al Signore per leterna felicit della
sua anima benedetta.
Vaticano, 12 febbraio 2014

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