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LOSSERVATORE ROMANO
GIORNALE QUOTIDIANO

Unicuique suum
Anno CLIV n. 34 (46.576)

POLITICO RELIGIOSO
Non praevalebunt

Citt del Vaticano

mercoled 12 febbraio 2014

Nella citt di Nanchino

Decine di vittime nei quartieri popolari della capitale del Burundi edificati senza regole

Netanyahu a Washington a marzo

Colloqui
tra Cina
e Taiwan

Piogge torrenziali
devastano Bujumbura

Incognite sulla pace


in Vicino Oriente

PECHINO, 11. In un clima di disgelo, Cina e Taiwan hanno avviato oggi una serie di colloqui
diretti. Nel corso degli ultimi anni, Pechino e Taipeh hanno visto
rafforzarsi le loro relazioni economiche, culturali. Ma colloqui ad
altro livello sono comunque eventi rari.
Lincontro tra il responsabile
del consiglio taiwanese per i Rapporti con la Cina continentale,
Wang Yu-chi, e il direttore
dellufficio cinese per gli Affari
con Taiwan, Zhang Zhijun, si
svolge in un luogo simbolico, la
citt di Nanchino, una delle pi
antiche del Paese e il luogo che i
nazionalisti di Chiang Kai-shek
scelsero come loro capitale.
Il summit, che si concluder il
14 febbraio prossimo, avr tra gli
obiettivi quello di normalizzare i
rapporti di comunicazione tra le
due capitali, migliorare i rapporti
economici e commerciali, e aumentare la presenza di Taiwan
nelle sedi internazionali, ma anche quello di preparare il terreno
per lincontro, caldeggiato da Taipeh, tra il presidente cinese, Xi
Jinping, e la controparte taiwanese, Ma Ying-jeou. Lincontro
odierno fa seguito al colloquio di
Xi con un alto funzionario taiwanese durante lo scorso vertice
dellApec di Bali. Nel 2010, un
accordo per la cooperazione economica ha portato la Cina a diventare il primo partner commerciale di Taiwan.

Le strade di Bujumbura invase dal fango (Afp)

BUJUMBURA, 11. Decine di morti


cinquanta secondo i bilanci pi prudenti un numero ancora imprecisato di feriti, centinaia di case crollate, numerose infrastrutture distrutte
o danneggiate costituiscono il tragico bilancio di piogge torrenziali abbattutesi ieri su Bujumbura, la capitale del Burundi. Il ministro della
Sicurezza pubblica, il generale Gabriel Nizigama, dopo avere visitato
le zone pi colpite, ha riferito altres

che le due strade principali che collegano Bujumbura alla Repubblica


Democratica del Congo e al Rwanda sono chiuse al transito a causa rispettivamente del crollo di un ponte
e di fiumi di fango.
La situazione particolarmente
grave nei quartieri popolari a nord
della citt, Kamenge, Kinama e Buterere, rimasti senza energia elettrica,
acqua potabile e difficilmente raggiungibili. Bujumbura si trova in

una conca circondata da montagne.


Quando forti piogge cadono in cos
poche ore le inondazioni sono abituali, cos come le frane. La stampa
locale sottolinea, peraltro, che al di
l della particolare posizione geografica e geologica di Bujumbura, che
la espone a rischi ambientali, a rendere la situazione drammatica la
costruzione senza regole degli edifici, soprattutto per quanto riguarda i
materiali utilizzati.

Alla ripresa della conferenza internazionale a Ginevra

Scontro anche per i corridoi umanitari in Siria


GINEVRA, 11. Un prolungamento per
tre giorni della tregua per consentire
i soccorsi alla popolazione civile di
Homs ha accompagnato ieri la ripresa della conferenza internazionale
Ginevra 2 sulla Siria. Ma le prospettive di un accordo restano scarse e
anche la questione dei corridoi uma-

nitari oggetto di scontro politico e


diplomatico. Francia e Gran Bretagna hanno ribadito di sostenere un
progetto di risoluzione del Consiglio
di Sicurezza delle Nazioni Unite elaborato da Lussemburgo, Australia e
Giordania, nel quale si chiede al Governo di Damasco di consentire lac-

nata una stella


(13,6 miliardi di anni fa)

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Quella che gli astronomi ritengono unimmagine della formazione di stelle primordiali

SYDNEY, 11. la pi antica stella


mai scoperta dalluomo. nata
13,6 miliardi di anni fa, quando
luniverso era ancora giovanissimo
e conserva le impronte digitali
delle prime stelle nate dopo il Big
Bang. stata scoperta dagli studiosi dellUniversit nazionale australiana, e in particolare dal gruppo coordinato da Stefan Keller e
del quale fa parte il fisico Brian

Schmidt, premio Nobel 2011. La ricerca permette di studiare per la


prima volta la composizione chimica delle stelle pi antiche. La stella, che si trova allinterno della Via
Lattea, distante dalla Terra circa
seimila anni luce. stata individuata mediante il telescopio ottico
Sky Mapper a Siding Spring presso Coonabarabran, nellentroterra
di Sydney.

cesso degli operatori umanitari in


varie parti del Paese oltre che a
Homs, per consentire di prestare
soccorso alle popolazioni civili sotto
assedio, affamate e prive di assistenza medica. assolutamente scandaloso che si continuino ad affamare le
popolazioni ogni giorno, ha affermato il ministro degli Esteri francese, Laurent Fabius, e analoghe
espressioni ha usato lomologo britannico, William Hague.
Di contro, il Governo di Damasco
non nasconde di considerare le accuse strumentali e linsistenza sullallentamento dellassedio alle localit
sotto controllo dei ribelli un modo
per vanificare i successi ottenuti sul
campo dallesercito. Sul piano pi
propriamente diplomatico, inoltre,
gli osservatori sono concordi nel ritenere che Mosca porrebbe il veto,
in questo momento, su una simile risoluzione.
A Ginevra, dove le delegazioni di
Damasco e dellopposizione siriana
sono tornate ieri dopo una pausa di
dieci giorni seguita alla prima tornata di trattative, linviato dellOnu e
della Lega araba, Lakhdar Brahimi,
che presiede la conferenza, ha incontrato separatamente le parti, impegnate ad accusarsi a vicenda per i
bombardamenti a colpi di mortaio e
gli spari che nei giorni scorsi hanno
ostacolato a pi riprese lo sgombero
dei civili da Homs e la distribuzione
di generi di prima necessit a opera
della Mezzaluna rossa siriana sotto
legida delle Nazioni Unite.
Sul tavolo Brahimi ha posto sia
lesigenza di cessare le violenze sia
quella di dare vita a un organo di
governo di transizione, come si concord nella conferenza Ginevra 1,
nel giugno 2012, posizione peraltro
contestata da Damasco. Non ci
possono essere colloqui su un processo politico senza fermare la violenza, il terrorismo e linterferenza
straniera, ha ribadito il vice ministro degli Esteri siriano, Faysal Miqdad. La delegazione della Coalizione
nazionale siriana ha invece comuni-

cato di aver presentato a Brahimi un


suo piano per la costituzione, appunto, di un governo di transizione.
Il portavoce della Coalizione, Louay
Safi, ha anche avvertito che la sua
delegazione che non parteciper a
uneventuale terza tornata di riunioni se non verr compiuto alcun progresso in questa, la cui chiusura
prevista per venerd. Un eventuale
prolungamento, comunque, era stato
ipotizzato dalla portavoce dellO nu
a Ginevra, Corinne Momal-Vanian,
che ieri ha annunciato un incontro,
appunto per venerd, tra Brahimi, il
vice ministro degli Esteri russo, Gennady Gatilov, e il sottosegretario di
Stato americano per gli Affari Politici, Wendy Sherman, per fare esaminare gli sviluppi della situazione.

TEL AVIV, 11. Il riaccendersi delle


tensioni al confine con Gaza e in
Cisgiordania rischia di complicare
ulteriormente le difficili trattative
fra israeliani e palestinesi riprese da
alcuni mesi grazie alliniziativa di
Washington. in tale contesto che
il prossimo 2 marzo il premier
israeliano, Benjamin Netanyahu, si
recher negli Stati Uniti, dove
previsto un incontro con il presidente Barack Obama.
Ma lobiettivo del viaggio, a detta dello stesso Netanyahu, non sar
soltanto quello di fare il punto sulla situazione dei negoziati con i
palestinesi.
Il premier intende anche premere sullinterlocutore statunitense riguardo al programma nucleare iraniano. Teheran ha affermato il
leader del Likud, incontrando un
gruppo di deputati del suo partito
continua a opporsi a qualsiasi
smantellamento delle proprie capacit di arricchimento delluranio,
anche di ununica centrifuga soltanto.
I nuovi negoziati di pace tra
israeliani e palestinesi sostenuti dagli Stati Uniti, ripresi a luglio scorso dopo tre anni di stallo, si sono
bloccati su alcuni punti essenziali.
Il segretario di Stato americano,
John Kerry, che nei mesi scorsi ha
effettuato undici viaggi in Israele e
in Cisgiordania, sta lavorando a un
accordo quadro per cercare di fissare una base comune da cui ripartire. Il principale obiettivo della Casa Bianca quello di arrivare a
unintesa generale entro la fine
dellanno.
Sul terreno, dopo i recenti disordini in Cisgiordania, ora Gaza

lepicentro di nuovi scontri. Nelle


ultime ore laviazione militare israeliana ha condotto due raid sulla
Striscia di Gaza, che non hanno
causato vittime.
Il primo attacco ha colpito
unarea nei pressi di un campo profughi di Nuseirat, nel centro della
Striscia, con lobbiettivo di distruggere un campo daddestramento
delle Brigate Ezzedine al Qassam,
braccio armato di Hamas. Il secondo raid avvenuto nel nord della
Striscia, vicino la localit di Beit
Lahia.
Lesercito israeliano ha confermato gli attacchi, precisando di
aver lanciato le operazioni in rappresaglia al lancio, ieri sera, di un
missile dalla Striscia verso il sud di
Israele, che non ha causato vittime
n danni materiali ingenti. Secondo la stessa fonte, i raid hanno colpito un lanciarazzi sotterraneo e un
sito terroristico.
Solo ventiquattro ore prima dei
due raid, caccia israeliani avevano
colpito una moticicletta a Gaza, ferendo gravemente il guidatore, presunto membro del movimento
estremista Jihad Islamica.

Aumenta nel mondo


il numero dei bambini soldato

Il gioco atroce
della guerra
PIERLUIGI NATALIA

A PAGINA

NOSTRE INFORMAZIONI
Il Santo Padre ha accettato la
rinuncia al governo pastorale
dellArcidiocesi di Montevideo
(Uruguay), presentata da Sua
Eccellenza
Reverendissima
Monsignor Nicols Cotugno
Fanizzi, S.D.B., in conformit al
canone 401 1 del Codice di
Diritto Canonico.

della Diocesi di Mohales Hoek


(Lesotho), presentata da Sua
Eccellenza
Reverendissima
Monsignor
Sebastian
Koto
Khoarai, O.M.I., in conformit
al canone 401 1 del Codice di
Diritto Canonico.

Il Santo Padre ha accettato la


rinuncia al governo pastorale
della Diocesi di Albany (Stati
Uniti dAmerica), presentata da
Sua Eccellenza Reverendissima
Monsignor
Howard
James
Hubbard, in conformit al canone 401 1 del Codice di Diritto Canonico.

Il Santo Padre ha nominato


Arcivescovo di Montevideo
(Uruguay) Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Daniel
Fernando
Sturla
Berhouet,
S.D.B., finora Vescovo titolare di
Felbes e Ausiliare della medesima Arcidiocesi.

Il Santo Padre ha accettato la


rinuncia al governo pastorale

Il Santo Padre ha nominato


Vescovo di Albany (Stati Uniti
dAmerica) il Reverendissimo
Monsignore Edward Bernard
Scharfenberger, del clero della
Diocesi di Brooklyn, finora Vicario Episcopale per il territorio
di Queens.

Provviste di Chiese

Papa Francesco chiede di pregare con lui per Benedetto

XVI

Coraggio e umilt

Il Santo Padre ha nominato


Vescovo della Diocesi di Mohales Hoek (Lesotho) il Reverendo Padre John Joale Tlhomola,
S.C.P.,
Direttore
Generale
dellIstituto Secolare Servants
of Christ the Priest, ad Hammanskraal, Arcidiocesi di Pretoria (Sud Africa).

Nomina
di Vescovo Ausiliare

PAGINA 5

Il Santo Padre ha nominato


Vescovo Ausiliare di Rockville
Centre (Stati Uniti dAmerica)
il Reverendissimo Monsignore
Andrzej Jerzy Zglejszewski, del
clero della medesima Sede, finora Co-Cancelliere e Direttore
dellOffice of Worship diocesano, assegnandogli la Sede titolare vescovile di Nicives.

LOSSERVATORE ROMANO

pagina 2

In una risoluzione adottata dal Congresso

A rischio gli accordi bilaterali

Da Washington sostegno
ai manifestanti ucraini

Ue preoccupata
dallesito
del referendum svizzero

KIEV, 11. Sulla crisi ucraina interviene il Congresso statunitense. La Camera dei rappresentanti ha adottato
ieri una risoluzione in cui esprime
sostegno alle aspirazioni democratiche ed europee del popolo ucraino e
al suo diritto a scegliere liberamente
il suo futuro, senza intimidazioni o
minacce. I parlamentari statunitensi
denunciano quindi le violenze da
parte della polizia, anche contro i
giornalisti, e il rifiuto del presidente Ianukovich di dialogare con i capi
dellopposizione.
Preoccupazione per le violenze
stata espressa anche dai ministri degli Esteri dellUnione europea che
ieri, durante il Consiglio Ue, a Bruxelles, si sono detti pronti a rispondere rapidamente a ogni peggioramento della situazione sul terreno.
Bruxelles invita lUcraina ad aderire ai meccanismi internazionali per
la risoluzione delle crisi. Un nuovo e
inclusivo Governo, riforme istituzionali che bilancino maggiormente i
poteri e la preparazione di libere e
democratiche elezioni presidenziali
contribuiranno a riportare lUcraina
sulla strada delle riforme sostenibili.
Nel comunicato finale del Consiglio non si trova un esplicito riferimento allimposizione di sanzioni,
ipotesi ventilata da alcuni Paesi
dellEst europeo, ma che vede fortemente contrari altri. Nelle conclusio-

Una barricata a Kiev (Reuters)

ni, infine, i ministri hanno ribadito


lofferta allUcraina di firmare un accordo di associazione e di libero
scambio, sottolineando tuttavia che
questo accordo non costituisce
lobiettivo finale delle relazioni tra
Ue e Ucraina. Intanto, sul terreno
la situazione non sembra migliorare.

Le autorit bosniache
offrono il voto anticipato

NICOSIA, 11. Dopo due anni di


stallo, sono ripresi oggi i negoziati per la riunificazione dellisola
di Cipro. Secondo quanto hanno
riferito le agenzie di stampa internazionali, il presidente cipriota,
Nicos Anastasiades, e il leader
turco-cipriota, Dervis Eroglu, si
sono incontrati negli uffici delle
Nazioni Unite presso il vecchio
aeroporto di Nicosia. Lincontro
ha avuto luogo alla presenza della
responsabile delle Nazioni Unite
a Cipro, la statunitense Lisa M.
Buttenheim.
I colloqui, durati circa unora,
sono serviti ad approvare una tabella di marcia per i negoziati futuri. Come evidenzia The Wall
street Journal, lincontro di oggi
stato preceduto nelle settimane
e nei mesi scorsi da unintensa attivit diplomatica condotta dietro
le quinte.
Cipro divisa in due parti dal
1974. Un tentativo di accordo era
gi fallito nel 2004, e dal 2012 si
era interrotto ogni tipo di negoziato.

Manifestazione di solidariet a Sarajevo con i dimostranti di Tuzla (Ansa)

SARAJEVO, 11. Anche se sembrano


essere cessate le violenze dei giorni
scorsi, proseguono le manifestazioni di protesta in quasi tutte le citt
della Bosnia ed Erzegovina per ottenere le dimissioni del Governo,
accusato di avere fatto precipitare il
Paese nella paralisi politica e nel
dissesto economico.
Nella capitale, Sarajevo, centinaia di persone si sono riunite davanti al palazzo della presidenza e
una delegazione stata ricevuta dal
premier, Nermin Niki. Questultimo, hanno riferito i delegati dei
manifestanti, ha promesso di operare perch si tengano al pi presto
elezioni anticipate, ma si rifiutato
di presentare le dimissioni. Il primo ministro ha poi annunciato che
saranno ripresentate allapprovazione del Parlamento una serie di leggi anticorruzione, garantendo il
suo impegno per lapertura di
uninchiesta per verificare la legalit delle privatizzazioni, che hanno
distrutto decine di aziende, aggravando la crisi economica.
Su richiesta della piazza, si invece dimesso il sindaco della citt
di Bugojno, mentre si conclusa
senza incidenti una manifestazione
di centinaia di persone a Mostar,
nonostante il divieto delle autorit.
Nei giorni scorsi si sono dimessi gli
Esecutivi cantonali di Tuzla (citt
industriale del nord, dove la protesta ha avuto inizio), Zenica, Saraje-

vo e di Biha. LUe, in un comunicato ufficiale, ha intanto invitato


tutti i leader politici della Bosnia
ed Erzegovina, senza eccezione, a
dialogare con i cittadini su come
rafforzare lo Stato di diritto e fare
rivivere leconomia.

LOSSERVATORE ROMANO
POLITICO RELIGIOSO
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Londata di protesta non si ferma.


Lopposizione continua ad attaccare
il Governo di Ianukovich, esortando
i manifestanti ad arruolarsi nelle
squadre di autodifesa, le formazioni
spontanee nate dalla protesta.
Lobiettivo dellopposizione difendere le posizioni ottenute nella capi-

Ripresi
i negoziati
per la riunificazione
di Cipro

Per porre fine alle violente manifestazioni antigovernative

GIORNALE QUOTIDIANO
Unicuique suum

mercoled 12 febbraio 2014

Lisbona torna
sul mercato dei titoli di Stato
LISBONA, 11. Dopo tre anni sotto
la tutela della troika (Banca centrale europea, Fondo monetario
internazionale, Unione europea) il
Portogallo si prepara a tornare sul
mercato dei titoli di Stato con
unemissione di bond decennali.
Lo ha annunciato ieri un portavoce dellagenzia del debito lusitana,
aggiungendo che lasta avverr nel
breve periodo, quando le condizioni di mercato lo consentiranno.
A maggio Lisbona uscir dai tre
anni del programma di assistenza
fornito dalla troika, che ha dettato
al Paese ladozione di un programma di severe misure di austerit in
cambio di un prestito di emergenza da 68 miliardi di euro. Un
buon esito dellasta star a significare che il Portogallo di nuovo

pienamente in grado di finanziarsi


sui mercati.
Intanto il Paese continua la lotta alla frode fiscale: e la combatte
anche con la lotteria. Lo scopo
di favorire lemissione degli scontrini fiscali e recuperare, attraverso
maggiori introiti, almeno dieci milioni di euro.
Il Governo metter in palio
ogni settimana unautomobile di
grossa cilindrata che sar assegnata a chi avr il numero di scontrino sorteggiato. In questo modo
ogni contribuente sar invogliato a
chiedere lemissione dello scontrino ha detto il segretario di Stato
per gli Affari fiscali, Paulo Nncio. Tutte le ricevute sono buone:
tazzina di caff, spesa, vestiti, ristorante, viaggi.

GIOVANNI MARIA VIAN


direttore responsabile

TIPO GRAFIA VATICANA


EDITRICE LOSSERVATORE ROMANO

Carlo Di Cicco

don Sergio Pellini S.D.B.

vicedirettore

Piero Di Domenicantonio
caporedattore

Gaetano Vallini
segretario di redazione

direttore generale

tale Kiev, difese da barricate alte fino a cinque metri e fatte di ghiaccio,
pneumatici, panchine e quantaltro.
La procura generale di Kiev ha
fatto sapere che i manifestanti antigovernativi hanno tempo fino al 17
febbraio per sgomberare le strade e
gli edifici pubblici occupati, altrimenti la legge damnistia non sar
applicabile.
Sul piano strettamente politico,
intanto, il quotidiano Kommersant
Ukraina riporta la notizia che il capo dello staff del presidente Ianukovich, Andrei Kliuiev, avrebbe incontrato la leader dellopposizione Yulia
Tymoshenko per discutere della possibile creazione di una nuova maggioranza parlamentare per risolvere
la grave crisi politica. Il quotidiano
riferisce inoltre che lincontro sarebbe avvenuto la settimana scorsa
allospedale di Kharkiv, dove lex
premier ricoverata in stato di detenzione da quasi due anni, nonostante le molteplici richieste di scarcerazione..

che accomunano e vincolano gli


Stati membri).
LEsecutivo europeo preferirebbe
che sia Berna a trovare una soluzione. Ma dagli ambasciatori potrebbe arrivare un segnale pi deciso, anche se la chiusura delle frontiere non questione di giorni o di
mesi: Berna ha infatti tre anni di
tempo per adeguare la sua legislazione. Arrivando a Bruxelles, il capo della diplomazia tedesca,
Frank-Walter Steinmeier, ha sottolineato che la Svizzera si danneggia da sola, visto che la sua economia vive di scambi con i Paesi
europei. Riferimento evidente alla
particolare
natura
dellaccordo
messo in discussione dal voto del
referendum. Limitare la libera circolazione, uno dei pilastri fondamentali dellUe e del mercato unico, farebbe cadere a cascata gli altri
sei accordi entrati in vigore nel
2002 su commercio, appalti pubblici, agricoltura, trasporti terrestri,
trasporti aerei e ricerca.
Tra le possibili conseguenze: treni e aerei potrebbero non essere
pi liberi di circolare tra Svizzera e
Ue, gli studenti non potrebbero
usufruire del programma Erasmus
e il futuro del milione di europei
residenti in Svizzera diventerebbe
un punto interrogativo.

Inondate centinaia di abitazioni nel Berkshire

Il Tamigi esonda
e la Gran Bretagna trema
LONDRA, 11. Nel sud della Gran Bretagna allarme rosso a causa
dellesondazione del Tamigi. Le acque, il cui livello, tra laltro, continua
a salire, hanno invaso centinaia di
abitazioni nel Berkshire. Nel frattempo migliaia di altre case nei villaggi
che si trovano lungo il fiume sono a
rischio anche nel Surrey e nel Somerset. Ha riferito la Bbc che i vigili del
fuoco, in queste ore, stanno incontrando serie difficolt nel portare a
termine le operazioni di soccorso a
causa della portata delle inondazioni
e della vastit delle aree colpite.
Di fronte allemergenza sceso in
campo anche il primo ministro, David Cameron, il quale ha detto con
decisione che bisogna cessare di alimentare polemiche e ha invitato ciascuno a fare il suo lavoro. Le polemiche, sollevate da pi parti, riguar-

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BERNA, 11. Lesito del referendum


svizzero di domenica, che limita
limmigrazione, ha allarmato la
Unione europea e le sue capitali.
Se da un lato ha fatto esultare i
partiti populisti di mezzo continente, dallaltro ha provocato la reazione dei ministri degli Esteri dei Ventotto, riuniti a a Bruxelles. una
brutta notizia per lEuropa ha infatti detto il francese Laurent Fabius, mentre Emma Bonino ne ha
definito il possibile impatto come
molto preoccupante, sia per quanto riguarda lItalia sia per gli altri
accordi con la Ue.
Sia pure di strettissima misura, il
referendum proposto dal partito
antieuropeista Unione democratica
di centro ha avuto esito favorevole,
bocciando lAccordo di libera circolazione delle persone in vigore
con lUnione eueopea, imponendo
di frenare limmigrazione e definendo tetti massimi per tutti gli
stranieri.
Il ministro lussemburghese Jean
Asselborn pur sottolineando che
lespressione democratica del popolo svizzero va rispettata ha precisato che avr certamente conseguenze. E da Berlino il portavoce
del cancelliere Angela Merkel, ha
sottolineato come lesito referendario che di fatto cancella quindici
anni di frontiere aperte tra la Confederazione e lUnione europea
sollever dal nostro punto di vista
problemi notevoli.
I ministri degli Esteri europei
hanno deciso di affrontare la delicata questione durante i lavori
odierni del Consiglio Ue. Ma per
capire che piega possano prendere
le relazioni tra Bruxelles e Svizzera, un ulteriore segnale arriver
mercoled, quando i rappresentanti
permanenti dei Ventotto dovranno
decidere se conferire o meno alla
Commissione europea il mandato
per negoziare laccordo istituzionale per ladattamento automatico
dellacquis svizzero a quello dellUe
(linsieme dei diritti, degli obblighi
giuridici e degli obiettivi politici

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dano i presunti mancati interventi in


seguito alle inondazioni e le scarse
misure di prevenzione adottate dalle
autorit competenti. Cameron si recato nei luoghi pi colpiti nel sud
della Gran Bretagna e, nelloccasione,
ha difeso il lavoro del suo Governo.
stato fatto e stiamo facendo tutto
il possibile per affrontare lemergenza
e per assistere le popolazioni colpite
dai disagi ha affermato il premier.
Inoltre Cameron ha sottolineato che
questo non il momento di pensare
a sostituzioni: il riferimento alle
pressioni di chi chiede le dimissioni
del
responsabile
dellagenzia
dellAmbiente, Lord Smith, il quale,
dal canto suo, ha gi detto chiaramente che non ha alcuna intenzione
di farsi da parte. Della questione se
ne discuter a tempo debito ha detto Cameron.

Una donna travolta dalle acque nei pressi di Oxford (Zuma Press)

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Archiviate
le accuse
a Napolitano
ROMA, 11. Procedimento archiviato per manifesta infondatezza. Il Comitato parlamentare
per la messa in stato daccusa
del presidente della Repubblica
italiana ha deciso marted mattina di non dare seguito alla denuncia presentata dal Movimento 5 stelle a carico di Giorgio
Napolitano. Il Comitato ha infatti approvato la proposta per
larchiviazione, presentata dal
Partito democratico, con 28 voti
favorevoli e otto contrari. Al voto non hanno preso parte i due
presidenti, Ignazio La Russa e
Dario Stefano. Forza Italia, come annunciato durante la dichiarazione di voto, ha invece
lasciato il Comitato prima del
voto in segno di protesta. Gli
esponenti del partito di Silvio
Berlusconi hanno voluto cos
evidenziare una presunta indebita accelerazione dei lavori
dellorganismo parlamentare, insinuando in tal modo che non si
sia voluto discutere delle rivelazioni, contenute in un libro anticipato ieri dal Corriere della
Sera, relative al retroscena della crisi che nel 2011 port alla
nascita del Governo Monti. I
forzisti fanno cos balenare laccusa di comportamenti istituzionalmente non corretti da parte
di Napolitano, colpevole, secondo tale tesi, di essersi incontrato
nellestate del 2011 con Mario
Monti per sondarne leventuale
disponibilit a prendere il posto
di Berlusconi a Palazzo Chigi.
Insinuazioni che dal Quirinale si respingono con fermezza.
In considerazione del delicato
passaggio politico di queste settimane, nelle quali ancora una
volta il Quirinale chiamato a
svolgere un ruolo essenziale a
garantire il rispetto della Costituzione e la continuit dellazione politica, il capo dello Stato
ha voluto scrivere una lettera al
quotidiano milanese, nella quale, rigettando ogni accusa, richiama quel che tutti dovrebbero ricordare circa i fatti reali
che costituiscono la sostanza
della storia di un anno tormentato, mentre le confidenze personali e linterpretazione che si
pretende di darne in termini di
complotto sono fumo, soltanto
fumo.

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LOSSERVATORE ROMANO

mercoled 12 febbraio 2014

pagina 3

Aumenta il numero dei bambini soldato

Tra il Governo di Salva Kiir Mayardit e i miliziani guidati dal suo ex vice Rijek Machar

Il gioco atroce
della guerra

Negoziati fermi per il Sud Sudan

di PIERLUIGI NATALIA
Sono ancora pi di 250.000 i bambini e gli adolescenti arruolati per
combattere le guerre o per servire
nelle diverse milizie belligeranti nel
mondo, praticamente in stato di
schiavit, anche sessuale. Nella cifra sono compresi anche i minori
di diciotto anni arruolati in eserciti
regolari, ma il fenomeno riguarda
soprattutto le bande armate protagoniste dei conflitti oggi in atto nel
mondo. La maggior parte dei rapporti internazionali, pur sottolineando che stime precise sono impossibili, sostengono che i bambini
soldato sono in aumento.
La Giornata internazionale contro luso di bambini soldati, che si
celebra il 12 febbraio, viene a ricordare che c molto da fare per rendere effettiva lapplicazione del
protocollo opzionale alla Convenzione dellOnu sui diritti del fanciullo, firmato in quella data del
2002. Il protocollo stabilisce che
nessun minore di 18 anni pu essere reclutato e utilizzato direttamente nelle ostilit. Lavverbio direttamente una concessione a quegli
Stati in cui esistono scuole militari
anche per minorenni o nei quali,
comunque, consentito il loro arruolamento.
Secondo lOnu, ci sono ancora
bambini soldato in 35 Paesi. La
maggioranza ha dai 15 ai 18 anni,
ma alcuni ne hanno anche meno di
dieci e c una tendenza evidente
allabbassamento dellet media.
Nessun continente estraneo al
fenomeno, neppure lEuropa, come
documentano diversi esempi registrati nei conflitti caucasici. Ma
certo lOccidente risparmiato da
un fenomeno legato alle guerre
parcellizzate, condotte da gruppi
armati che ripropongono, nel terzo
millennio, il fenomeno delle compagnie di ventura medievali europee, abituate a porsi al soldo di un
offerente, ma anche a mantenersi
con le risorse dei territori.
Se questa realt in diminuzione in America latina e in gran parte dellAsia, in Medio Oriente
stato il conflitto siriano a dimostrare che tale pratica tuttaltro che
un retaggio del passato. dei giorni scorsi una nuova denuncia del
Segretario generale dellOnu, Ban
Ki-moon, di arruolamenti di minori nei campi profughi a opera delle
diverse formazioni ribelli, ma anche di milizie filogovernative.
Tuttavia, perpetrata soprattutto
in Africa la tragica consuetudine di
utilizzare bambini e bambine per
fare la guerra, direttamente o indirettamente, per esempio con il loro
impiego come scudi umani o per
trovare passaggi nei campi minati,
o anche per servire da schiavi per i
combattenti. Negli ultimi anni, ad
accrescere il fenomeno hanno contribuito le crisi nel Maghreb, in
Mali, in Sudan, nella Repubblica

Si schianta
in Algeria aereo
con cento persone
a bordo

Centroafricana e nel Corno dAfrica. Ma resta una condizione usuale


anche nella devastata regione dei
Grandi Laghi, gi teatro di quella
che venne considerata la prima
guerra mondiale africana.
Nellest congolese e non solo
gli arruolamenti di minori, spesso con pratiche atroci, restano una
piaga quotidiana. A questo si aggiunge la connessione perversa fra
traffico di armi (prodotte nei Paesi
ricchi: in Africa non ce n neppure
una fabbrica) e uso delle milizie
per garantirsi il controllo a basso
prezzo delle immani risorse minerarie dellarea.
Anche nel passato i ragazzi sono
stati usati come soldati e non
mancano nelle letterature di tutti i
Paesi retoriche esaltazioni di minorenni pronti a combattere e a sacrificarsi ma stato soprattutto nella nostra epoca che il fenomeno si
ingigantito, perch cambiata la
natura dei conflitti. Basti pensare
che fino alla prima guerra mondiale i civili rappresentavano il 5 per
cento delle vittime, mentre oggi sono il 90 per cento. N ha scarso rilievo il fatto che luso di armi automatiche e leggere abbia reso pi
facile larruolamento dei minori.
Un bambino di dieci anni pu usare un AK-47 come un adulto.
I ragazzi, poi, non chiedono paghe, si fanno indottrinare e controllare pi facilmente di un adulto
il che vale anche per i gruppi
terroristici e affrontano il pericolo con maggior incoscienza, per
esempio attraversando campi minati o intrufolandosi nei territori nemici come spie.
Inoltre la lunghezza dei conflitti
rende sempre pi urgente trovare
nuove reclute per rimpiazzare le
perdite e in Paesi dallet media
bassissima lo si fa arruolando i ragazzi. Paradossalmente, questo accresce i rischi per le popolazioni civili: in molti casi, anche quando
non sono imbottiti di droghe come
prassi abituale nella gran parte
dei gruppi armati, i bambini soldato hanno meno autocontrollo dei
miliziani adulti e diventano combattenti dal grilletto facile.
Lazione internazionale contro
luso dei bambini soldato tra le
pi difficili non solo sul piano della prevenzione, ma anche su quello
del recupero e del reinserimento
sociale di quelli che si riesce a sottrarre a tale condizione. Per i ragazzi che sopravvivono alla guerra
e non hanno riportato ferite o mutilazioni, le conseguenze sul piano
fisico sono comunque gravi: stati
di denutrizione, malattie della pelle, patologie respiratorie e dellapparato sessuale, incluso lAids.
Inoltre ci sono le ripercussioni psicologiche dellessere stati testimoni
o protagonisti di atrocit.
Gravi sono anche le conseguenze
di carattere sociale: la difficolt
dellinserirsi nuovamente in famiglia spesso tale che i ragazzi non
riescono ad affrontarla. Per le ragazze, tra laltro, il reinserimento
sociale e la stessa riaccoglienza in
famiglia sono difficilissimi e questo
si traduce in una prospettiva di
emarginazione e di degrado.

Si teme lallargamento del conflitto su scala regionale

Disordini durante la distribuzione di cibo in un campo di profughi sudsudanesi (Afp)

Attentati contro esponenti dellEsecutivo e delle forze di sicurezza

Non si placa
la violenza a Mogadiscio
MO GADISCIO, 11. La capitale somala
resta teatro di continue violenze che
il dispiegamento di forze internazionali e il rafforzamento dellesercito e della polizia locali non riescono ad arginare. Un morto e
quattro feriti sono stati provocati ieri da un duplice attentato ai danni
di esponenti delle forze di sicurezza
e del Governo. Ahmed Omar
Mudane, il vice comandante dei
servizi di sicurezza della regione
della Lower Shabelle, che si estende a nord e ovest della capitale,
stato ferito dallesplosione di un ordigno collocato nella sua automobile e azionato a distanza. Poco dopo, unautobomba esplosa davanti a un albergo a nord di Mogadiscio, dove risiedono alcuni esponenti del Governo somalo, uccidendo una delle guardie incaricate della sorveglianza delledificio e ferendone altre tre.
Nel riferire sui due attentati, Radio Shabelle, la principale emittente somala, specifica che non sono
stati rivendicati, ma sottolinea la loro analogia con quelli perpetrati negli ultimi mesi dai ribelli somali
islamici di al Shabaab.
Sempre ieri, il primo ministro
Abdiweli Ahmed, in carica da tre
settimane, ha annunciato il varo di
una serie di misure per lottare
contro gli elementi di al Shabaab e
le altre forze contrarie alla pace,

promettendo che chiunque si render responsabile di crimini contro


la Nazione e la popolazione verr
arrestato e processato.
Da parte sua, il sindaco di Mogadiscio, Maxud Axmed Nuur Tarsan, ha chiesto misure a garanzia
della sicurezza, ma soprattutto una
cooperazione pi stretta tra le istituzioni e i civili, confermando implicitamente il sostegno ad al Sha-

baab di parti della popolazione.


Radio Shabelle ha riferito anche
della morte di una decina di miliziani al Shabaab nellesplosione di
un potente ordigno che stavano
maneggiando in una casa a BuuloBurde, nella regione centro-meridionale dellHiran. Secondo fonti
governative, la bomba era destinata
a un attentato a Baladweyne, il capoluogo dellHiran.

Rivendicato il sequestro in Mali


di cinque operatori umanitari
BAMAKO, 11. Il Movimento per
lunicit del jihad in Africa Occidentale (Mujao) ha rivendicato
questa mattina il rapimento di
cinque operatori umanitari in Mali. Poche ore prima il Comitato
internazionale della Croce rossa
(Cicr) aveva espresso preoccupazione per avere perso le tracce,
dall8 febbraio scorso, di un team
operativo nellinstabile regione
settentrionale del Mali. Del convoglio partito da Kidal (estremo
nord-est) a destinazione di Gao
(pi a sud) facevano parte quattro impiegati del Cicr e un veterinario di unaltra organizzazione.

Il rapimento degli operatori umanitari si verificato in un clima di


rinnovata tensione nel nord del
Mali, gi teatro di una crisi armata durata 18 mesi a partire da gennaio 2012, quando lestesa regione
desertica dellAzawad passata
sotto controllo di gruppi armati
locali tuareg e di movimenti jihadisti legati ad Al Qaeda per il
Maghreb islamico. Sulla carta, il
conflitto terminato da diversi
mesi, dopo lintervento delle truppe francesi e dei caschi blu, ma
nei fatti le operazioni antiterrorismo sono tuttora in corso.

In Bangladesh arrestati i proprietari della fabbrica divorata da un incendio costato la vita a 112 operai
ALGERI, 11. Sciagura aerea in Algeria. Un aereo militare di tipo
Hercules C130, appartenente
allaeronautica algerina, con almeno 103 persone a bordo,
precipitato oggi nella zona di
Oum El Bouaghi, nella parte
orientale del Paese. Non c alcun sopravvissuto ha dichiarato alla France Presse una fonte
della sicurezza che ha richiesto
lanonimato. Il velivolo era in
partenza verso il sud dellAlgeria, in una regione al confine
con il Mali, e trasportava militari con le loro famiglie, secondo
quanto riferito da una fonte della sicurezza. I media locali dicono che a causare lincidente sarebbero state le cattive condizioni meteorologiche nellarea. Testimoni della zona interrogati
dallagenzia Reuters riferiscono che il velivolo avrebbe urtato
contro una montagna per poi
perdere il controllo e schiantarsi
al suolo.

Lavoro che uccide

I parenti di alcune persone disperse nella sciagura (Afp)

DACCA, 11. Sono stati arrestati ieri


in Bangladesh i due proprietari
della fabbrica della societ Tazreen
ubicata in un sobborgo di Dacca. I
due si erano resi irreperibili dopo il
devastante incendio che, il 24 novembre del 2012, caus la morte di
112 operai. Rischiano ora da sette
anni di prigione alla pena capitale,
come pure gli altri dirigenti della
fabbrica gi in stato di arresto.
A pesare sulle accuse sono le
circostanze della sciagura. La fabbrica, che produce capi dabbigliamento per alcune delle maggiori
catene di vendita mondiali, non
aveva infatti uscite demergenza.
Secondo gli investigatori, con il
diffondersi delle fiamme e lavvio
delle operazioni demergenza, ai
lavoratori venne detto che si trattava di esercitazioni, impedendo a
molti di fuggire sin nelle prime fa-

si dellincendio. Successivamente,
molti trovarono le porte chiuse
dallesterno.
La vicenda della Tazreen particolarmente emblematica per il Bangladesh, che ha nel settore tessile la
prima industria e la maggiore fonte
di valuta pregiata, con oltre 20 miliardi di dollari di controvalore. Soprattutto perch come ha dimostrato anche la successiva tragedia
del crollo del Rana Plaza, costata
la vita ad altre persone, in buona
parte lavoratori delle manifatture
presenti nelledificio ha portato
alla luce le condizioni in cui sono
costretti a lavorare milioni di addetti del settore tessile, per la stragrande maggioranza donne dei
gruppi sociali pi poveri del Paese.
I lavoratori del settore tessile in
Bangladesh sono tra i meno pagati
al mondo.

ADDIS ABEBA, 11. slittata la ripresa


del negoziato ad Addis Abeba per
fermare il conflitto civile esploso da
due mesi in Sud Sudan, prevista per
ieri tra i rappresentanti del Governo
del presidente Salva Kiir Mayardit e
quelli dei ribelli guidati dallex vice
presidente Rijek Machar.
Lo scorso 23 gennaio, al termine
della prima sessione negoziale, le
parti avevano concordato un cessate
il fuoco, segnato peraltro da reiterate
violazioni. Un portavoce del Governo di Juba ha annunciato il rinvio
della nuova sessione negoziale, senza
fornire spiegazioni. In precedenza,
per, erano stati i ribelli a minacciare di abbandonare definitivamente i
negoziati e comunque a comunicare
che ieri non si sarebbero seduti al tavolo delle trattative. Il loro portavoce, Taban Deng, aveva spiegato la
scelta con la mancata scarcerazione
di quattro leader dellopposizione
tuttora detenuti dal Governo di Juba. Da parte sua, la delegazione governativa aveva contestato la partecipazione ai colloqui di altri sette dirigenti dellopposizione, arrestati dopo linizio degli scontri a Juba con
laccusa mossa anche a Machar
di tentativo di colpo di Stato, ma
poi liberati e trasferiti in Kenya.
I negoziati sono promossi dallAutorit intergovernativa per lo sviluppo (Igad), un organismo regionale
formato da sei Stati. Ma ai mediatori dellIgad si affiancano rappresentanti dellUnione africana e della Cina, principale acquirente del petrolio
sudsudanese, il cui controllo a giudizio di tutti gli osservatori il principale motivo dello scontro a Juba
allinterno del Movimento popolare
di liberazione del Sudan (Splm), il
partito nato dalla ribellione protagonista dellultraventennale conflitto
con Khartoum concluso dallo storico accordo di pace del gennaio
2005. LSplm al Governo a Juba
fin da allora, prima nellambito di
unampia autonomia, e poi nel nuovo Stato indipendente dal luglio
2011. Al suo interno, per, sono andati crescendo i contrasti tra la fazione del presidente e quella del suo
ex vice.
Allo scontro politico ed economico si sommano anche componenti
etniche e anche per questo molti
commentatori ritengono che un negoziato efficace dovrebbe coinvolgere come non sta accadendo i
rappresentanti della societ civile e
delle comunit religiose. C da aggiungere che il conflitto minaccia di
valicare i confini del Paese e assumere connotazioni regionali. Preoccupazioni in questo senso, per esempio, ha espresso ancora nelle ultime
ore il Governo dellEtiopia, che ha
chiesto in particolare un immediato
ritiro delle truppe ugandesi, schierate accanto a quelle governative di
Juba.

Alla sbarra
capo dei ribelli
congolesi
KINSHASA, 11. Lex capo ribelle Bosco Ntaganda ordin luccisione e
lo stupro di civili nellest della Repubblica democratica del Congo.
questa laccusa formulata dai procuratori della Corte penale internazionale (Cpi) nellaudizione, tenutasi
ieri allAia, del procedimento per la
convalida delle accuse nei confronti
dellex capo ribelle. Ntaganda ha
giocato un ruolo decisivo nellaggredire e uccidere la popolazione civile
anche reclutando e addestrando
bambini soldato ha detto il procuratore capo, Fatou Bensouda. Lex
generale dissidente a lungo a capo
del Movimento 23 marzo, tuttora attivo nellest della Repubblica democratica del Congo accusato di
aver pianificato e commesso crimini
di guerra e contro lumanit tra il
2002 e il 2003 quando faceva parte
di un altro gruppo ribelle, lUnione
dei Patrioti congolesi guidato da
Thomas Lubanga.
Ora Bensouda e gli altri pubblici
ministeri hanno cinque giorni di
tempo per convincere i giudici a rinviare limputato a giudizio per i crimini di cui accusato. Ricercato per
anni dalla giustizia internazionale,
Ntaganda si consegnato allambasciata americana in Rwanda lo scorso marzo, dopo una frattura in seno
al movimento.

LOSSERVATORE ROMANO

pagina 4

mercoled 12 febbraio 2014

In un testo scritto nel 1953 da Giovanni Battista Montini

La lezione
di Charles de Foucauld
er comprendere queste
pagine bisogner avere
qualche conoscenza della
singolare figura di asceta
e di mistico da cui traggono ispirazione, di Carlo de Foucauld, o, come ormai chiamato dai
suoi seguaci, Carlo di Ges.
Eremita missionario era divenuto
dopo essere stato ufficiale dellesercito coloniale francese, e dopo essersi
convertito a fervore di vita cristiana,
ammaestrato e affascinato dal misterioso incanto del deserto africano;
poi pellegrino in Terra Santa, si fa
trappista, vagante dallArmenia a
Roma, lascia lordine per ritornare in
Palestina, e di l ripassare in Fran-

Giovanni Battista Montini


sostituto della Segreteria di Stato

cia, donde, ordinato Sacerdote, ritorna in Africa, ormai sua patria spirituale, e vi consuma anni di poverissima vita, assistendo, nomade lui
stesso, le trib musulmane; si stabilisce poi nelloasi di Tamanrasset, nello Hoggar, per terminare lanelante
sua carriera terrena assassinato, su la
porta del suo eremitaggio, da quegli
stessi ai quali aveva portato, pieno e
benefico, lumile dono della sua
amicizia: questo fu il primo dicembre del 1916.
Una vita cos varia e tormentata,
cos vagabonda e insieme cos tranquilla, solitaria ed avida dincontri
spirituali, agitata da molteplici esperienze e strane avventure e resa da
esse ognor pi semplice e raccolta,
cos gradatamente spoglia di tutto e
insieme progressivamente ricca di
bont e di amore, sconcertante e avvincente, spunta come un tenue lume fra le mille luci fatue del nostro
secolo, e a mano a mano chessa si
allontana nel tempo diviene un faro,
e segna un cammino.

Questo cammino ora percorso


dal Padre Renato Voillaume, Priore
Generale dei Piccoli Fratelli di Ges, che esorta con questi scritti spirituali le sue umili comunit, le fraternit, che dallo spirito di Carlo di
Ges derivano recente origine. Nasce cos un volume di spiritualit che
viene ad arricchire la letteratura religiosa dun notevolissimo contributo.
Pi che un trattato, pi che un libro
questa collezione di scritti occasionali un documento di vita religiosa
scaturita dallesempio coraggioso e
meraviglioso dellasceta del Sahara, e
sta a provare la perenne capacit
della Chiesa cattolica a generare autentici seguaci di Cristo, creando
stupore e gaudio per la singolarit
del fenomeno religioso chesso descrive, suscitando inquietudine e fascino per la profondit e la semplicit spirituale chesso richiama, e offrendo un codice di ascesi evangelica, spinta da un lato ad espressioni
primitive e genuine della tradizione
monastica, innestata dallaltro nelle
pi elementari condizioni desistenza
e dattivit di umili classi sociali.
Lopera tratta una quantit di
questioni riguardanti la perfezione
religiosa, le virt che le sono proprie, la povert e la carit specialmente, la santificazione alimentata
dalla celebrazione delle feste liturgiche, i grandi temi dellascetica e della mistica, lanalisi dellanima umana
assetata dunione con Dio, e guidata
dalle lezioni evangeliche al servizio e
allamore del prossimo, allabnegazione di s, alla visione del mondo e
della vita nel grande e lucido quadro
della sapienza del Maestro divino: il
lavoro e la preghiera, il silenzio e la parola, la solitudine e la socialit, il nascondimento e lamicizia,
il valore del tempo e quello delleternit, la libert
di spirito e lobbedienza
facile e spontanea, la conoscenza delle miserie
umane e la stima delluomo, la tranquillit e il coraggio, larte di soffrire e
insieme di godere, lindipendenza dal mondo e
lansia di salvarlo, il distacco dalle creature e la
capacit di gustarne il linguaggio e la bellezza, e
tanti altri temi, diversi e
ricondotti ad armonia interiore, ricorrono in queste
pagine e dimostrano quella larga informazione dottrinale e quella personale
esperienza che danno ad
un libro credito e interesse
non comune.

morta
Shirley Temple
morta allet di 85 anni, nella sua casa
di Woodside, in California, lattrice Shirley
Temple, enfant prodige del cinema statunitense.
La notizia stata diffusa dalla famiglia
che in un comunicato parla di una vita
di notevoli successi come attrice,
come diplomatico, e come nostra amata madre,
nonna e bisnonna. Nata a Santa Monica nel
1928 e soprannominata riccioli doro per la
bionda capigliatura mossa,
negli anni Trenta aveva portato sullo schermo
una variet di personaggi di bambine dolci
e leziose, ma dotate di particolare acume.
Icona dellAmerica rooseveltiana,
incarn insieme il senso di candore
e la speranza di rinascita
dopo la grande crisi economica.

Vinse lOscar con Il pranzo di Babette

Addio
a Gabriel Axel
A Sergio Rubin e Francesca Ambrogetti che, nel
2010, gli chiedevano quale fosse il suo film
preferito, Jorge Mario Bergoglio rispondeva
deciso: Tra i pi recenti, Il pranzo di Babette mi
rimasto molto impresso. Ma Papa Francesco
non certo il solo ad avere nel cuore il
capolavoro tratto dal romanzo omonimo di
Karen Blixen che il regista danese Gabriel
Axel firm nel 1987. La pellicola, vincitrice
dellOscar come miglior film straniero, dar ad
Axel, esponente di punta della cinematografia
del suo Paese, fama internazionale. Il regista
morto a 95 anni, il 9 febbraio scorso, nella sua
casa, vicino a Copenaghen.

che apre gli occhi su lo stato dabbandono spirituale di larghissimi


strati di popolazioni sia urbane che
rurali, e che spinge nei suburbi religiosamente pi desolati, nei centri di
lavoro e di traffico pi profani, nelle
campagne pi remote dal campanile
lapostolo della societ presente, non
pi imperniata sul tempio e su Dio,
ma su lutilizzazione del mondo e su
luomo. Anche per questa avventurosa penetrazione pastorale, che fa del
prete e del laico desiderosi della salvezza del prossimo degli
autentici missionari, la
Una vita cos varia e tormentata
scuola delle Fraternit di
Carlo de Foucauld offre
cos vagabonda e insieme tranquilla
magnifiche lezioni di coSolitaria ma avida dincontri spirituali raggio, di saggezza, di carit.
Cos gradatamente spoglia di tutto
E mostra in esempi, che
e insieme progressivamente ricca
hanno il paradossale aspetto delleroismo abituale,
conosciuta per qualificare ammirabi- come allevangelizzazione della dotle il suo quotidiano disinteresse e trina e della grazia debba essere preper disporlo allesercizio del suo mi- via, o concomitante levangelizzazionistero nella forma pi propizia a ne della vita di chi predica e personirenderlo convincente e a dargli di- fica Cristo. Davanti al lettore esteregnit e merito dautenticit evangeli- fatto passano visioni lontane, troppo
ca. Essa pu quindi, cos considera- spesso confinate nel campo della reta, fare della pi umile e spoglia vita miniscenza e della fantasia: sono gli
ecclesiastica un esercizio di santit, apostoli, mandati da Ges, al loro
che facilmente trover nelle pagine primo esperimento annunciatore del
del libro confortanti analogie, inter- regno di Dio, sine pera, sine calceapretazioni appropriate, esempi cal- mentis (Luca, 22, 35); sono le strane
zanti.
figure dei primi eremiti, esuli volonE il beneficio duna simile esorta- tari nel deserto, precursori del futuro
zione alla santit attinta dalla povert sar anche maggiore, se unintenzione, altrettanto moderna che urgente, di evangelizzazione del popolo saggiunga a quella del distacco
dai beni materiali; lintenzione cio
Su tante cose potranno i dotti discutere e gli esperti commentare;
non vogliamo qui dare un giudizio.
Bastino intanto a raccomandare il
volume allattenzione dei lettori italiani alcune circostanze che possono
aprirgli la via ad una favorevole accoglienza. La povert innanzitutto
della maggior parte del Clero italiano: essa ha bisogno di provvidenze,
di cui ora non qui dato discorrere;
ma essa di per s tale veste, che altra migliore non potrebbe essergli ri-

Charles de Foucauld con due schiavi da lui riscattati e liberati (1902)


e, nella foto in basso, in compagnia di un tuareg (1904)

cenobio e del futuro villaggio cristiano; sono i fraticelli medioevali che


vanno ornati di povert e di letizia a
ristorare nel mondo la speranza
dellera cristiana; sono i pellegrini ardimentosi che traversano continenti
ed oceani per recare la buona novella
ai lidi pi lontani; e oggi sono finalmente i piccoli fratelli di Ges, che
vanno vagando ai margini delle opere gi organizzate, delle citt gi costruite, della civilt gi stabilita, per
farsi silenziosi e modesti pionieri
dellamore cristiano.
Questo istinto della pi umile
evangelizzazione oggi diventata
[cos nelloriginale] ideale, e dona ai

Quando Ren Voillaume


chiam il pro-segretario di Stato

Montini, dal 1937 sostituto della Segreteria di Stato, almeno dagli anni
della guerra aveva conosciuto la figura di Charles de Foucauld, il religioso francese nato a Strasburgo il 15 settembre 1858 e assassinato a
Tamanrasset, nel Sahara algerino, il 1 dicembre 1916 dal quale avevano
poi tratto origine i Piccoli fratelli e le Piccole sorelle di Ges, i cui
fondatori Ren Voillaume e Magdeleine Hutin incontrarono il sostituto appunto verso la fine della guerra. Lalto prelato che dal 29 novembre 1952 come pro-segretario di Stato per gli affari ordinari era alla
guida della Segreteria di Stato vaticana insieme a Domenico Tardini,
contemporaneamente nominato pro-segretario di Stato per gli affari
straordinari nei primi mesi del 1953 venne richiesto dal fondatore e
priore generale dei Piccoli fratelli Voillaume di scrivere la prefazione
alla seconda edizione della traduzione italiana del suo Au coeur des
masses. La vie religieuse des Petits Frres du pre de Foucauld. Il volume
era stato pubblicato in Francia nel 1950 e in seconda edizione due anni
dopo, e da poco era uscito in Italia con il titolo Come loro. La vita religiosa dei Piccoli fratelli di Padre de Foucauld, Roma, 1952. Scritto nel
giugno successivo, il testo di Montini non fu mai pubblicato nelloriginale italiano. Lo presentiamo in questa pagina tratto da: Giovanni Maria Vian, I santi di un papa moderno: le canonizzazioni di Paolo VI in
Santi del Novecento. Storia, agiografia, canonizzazioni, a cura di Francesco
Scorza Barcellona, postfazione di Franco Bolgiani, Torino, Rosenberg
& Sellier, 1998.

seguaci di Carlo di Ges il loro talento religioso: escono dalle abitudini comuni per conservare la tradizione evangelica; dimettono la veste dignitosa per assumere quella della fatica misera e dura; lasciano le comunit bene organizzate in collegi impersonali per creare piccoli nuclei di
amici che lavorano, pregano, vivono
insieme; ripudiano ogni distinzione
esteriore per assimilarsi agli umili ceti sociali, ove hanno scelto di vivere;
fanno della rinuncia, dellabbassamento, della pazienza uno strumento di predicazione silenziosa, una
possibilit di amicizia e di apostolato; ma conservano soprattutto
nellintimo del cuore e nel rifugio
delle poverissime abitazioni unassidua, unardente piet di contemplativi e di adoratori, e ne traggono la
difesa dalla volgarit circostante, la
capacit di diffondervi lineffabile
profumo di Cristo.
Quanti sacerdoti, quanti Religiosi
e Religiose, quanti buoni fedeli, in
un paese cos povero di ricchezze
economiche come lItalia, e cos ricco di patrimonio spirituale trascorrono la loro vita, e per generosa elezione e per forza di cose, in condizioni presso che analoghe a quelle
che lardita vocazione dei piccoli
Fratelli preferisce per lo sviluppo
della propria spiritualit; quante anime perci che anelano alla sequela
del Maestro troveranno nelle pagine
di Padre Voillaume la propria lezione di santit.
E perch ci sia, mentre della miseria, della sofferenza, dellabbiezione sociale si arma la negazione di
Dio, il materialismo rivoluzionario,
lanticlericalismo politico, queste pagine sono offerte al pubblico cattolico italiano, come scuola come esempio di ben diversa trasfigurazione
cristiana dellumana fatica, in segno
di coraggio e di speranza.

La potente catechesi simbolica del mosaico di San Clemente


di GIORGIO ALESSANDRINI
Il mosaico absidale della basilica superiore di San Clemente a Roma ci introduce
in un microcosmo popolato di simboli a
celebrare la fecondit dellamore divino
che dalla croce si irraggia e fiorisce.
Liconografia cristiana dei primi secoli
evita la rappresentazione realistica del
Cristo in croce, ricorre invece a un ideogramma caratteristico: la croce gloriosa,
operando cos una trasfigurazione simbolica da un sinistro ordigno di morte
allemblema impreziosito da gemme della
vittoria sulla morte del Cristo risorto apportatrice per noi di eterna salvezza. Basta entrare nella basilica di San Apollinare in Classe a Ravenna per aver chiaro un
esempio della croce trasfigurata che campeggia al centro del catino absidale.
La rappresentazione pi esplicita dei
racconti evangelici della passione matura
pi tardi, ma spesso, come in Santa Maria Antiqua al Foro Romano (VIII secolo),
per linterpretazione teologica del fatto si
fa ricorso al linguaggio simbolico.
Nel caso specifico Ges sulla croce
ritratto con indosso la veste rituale della
celebrazione eucaristica: il modo pi diretto per richiamarsi alla mediazione a
nostro favore dellunico ed eterno sacerdote, secondo la lettera agli Ebrei: Cristo, (...) come sommo sacerdote di beni
futuri (...) non con sangue di capri e di
vitelli, ma con il proprio sangue entr
una volta per sempre nel santuario, procurandoci cos una redenzione eterna
(Ebrei, 9, 11-12).
In secondo piano, dietro Maria e Giovanni in preghiera, figura il centurione a
cui la tradizione ha dato nome Longino,
che anche laffresco riporta, quello che
dopo aver trafitto con un colpo di lancia
il costato di Cristo, lo riconobbe come
Figlio di Dio (Marco, 15, 39). Ma, annota
Giovanni, dal cuore aperto del crocifisso

Come lantico albero


usc sangue e acqua (Giovanni, 19, 34). In basso, sul lato
destro si osserva allora che
quel flusso si mutato in sorgente: dalla morte rinasce la
vita e Cristo la fonte.
Nella basilica di San Clemente i due modi narrativo e
simbolico hanno chiaro riscontro. Il primo, nella basilica inferiore, nella crocifissione
come nelle storie miracolose
attribuite al santo e nella leggenda di santAlessio (XI secolo). Torna invece a trionfare
il modo simbolico nella basilica superiore, nel mosaico
dellabside databile nei primi
del XII secolo, che attraverso
una sapiente composizione di
immagini, prospetta in un
quadro unitario i frutti e la sovrabbondante fecondit della grazia legata alla
croce di Cristo.
La croce nella verticale diventa espressiva del nuovo rapporto instaurato tra il
cielo e la terra, tra il creato e il Creatore,
tra Dio e gli uomini per una comunione
rifondata da Cristo. La stessa croce nel
setto orizzontale, dove la figura del crocifisso sembra aprire le braccia allumanit
e al mondo, sintetizza in immagine la
portata universale della carit del Figlio e
del dono di grazia che si espande per lui
verso lumanit intera. La morte che ha
fissato Ges nellatteggiamento caratteristico dellorante, ne fa licona del mediatore che esercita fino allestremo lintercessione per noi, fino al momento in cui
rende lo spirito.

Nella contemplazione del crocifisso


immerso nel sonno di morte, i Padri avevano visto in figura il nuovo Adamo dormiente dal cui fianco Dio trae come sposa la nuova Eva, la Chiesa madre in Cristo dei nuovi viventi, rappresentata globalmente da tutta la figurazione dellabside.
Lo splendore delloro che, inalterabile,
fa da sfondo alla croce e alle figure
dellintero complesso, esprime il carattere
definitivo e glorioso dellevento che segna
vittoria dellamore sulla potenza mortifera
del peccato. Si pu quindi esultare con
Paolo: Dov o morte la tua vittoria?
Dove o morte il tuo aculeo? (1 Corinzi,
15, 54).
In un mondo che nel tempo e supera
i tempi, la redenzione si compie. La croce

sta allora come lantico albero della vita


al centro di un nuovo eden, dove prospera la vite che rappresenta la Chiesa nei
suoi tralci che portano frutto perch generati nel Cristo, la vite unica e vera. Ecclesia Cristi viti similabimus: cos si legge
nella dicitura sottostante il mosaico con
riferimento a Giovanni: Io sono la vite,
voi i tralci, chi rimane in me ed io in lui
fa molto frutto (15, 5). Il rigoglio dei
tralci, che partono tutti dalla base della
croce circondata da un cespo di foglie di
acanto, si dispiega per lintero catino absidale e la stilizzazione in girali crea gli
spazi che ospitano personaggi e scene
esemplari di una vita che incarna il mandato evangelico. Tra questi si individuano
profeti e santi, come Agostino, Gerolamo,
Gregorio, Ambrogio e altri, e non mancano scene che rappresentano le opere di
carit dei fedeli.
Particolare significato riveste la coppia
di tralci che delimitano lo spazio vicino
alla croce e, passando per il cuore di Cristo, raggiungono la sede celeste dopo
aver disegnato due anse in cui spiccano
le figure di Maria e di Giovanni che accennano a Ges e incarnano al vivo la
parola evangelica: In verit vi dico ancora: se due di voi sopra la terra si accorderanno per domandare qualunque cosa,
il Padre mio che nei cieli ve la conceder. Perch dove sono due o tre riuniti nel
mio nome, io sono in mezzo a loro
(Matteo, 18, 19-20).
Simboli minori come quello del piccolo cervo che alla base della croce schiaccia la testa al serpente antico, le lucerne
accese, gli uccelli del cielo, sono nellopera un invito continuo a farsi condurre
dalle Scritture fin dove cresce lalbero
della vita. Infine le dodici colombe che
stazionano sui bracci della croce evocano
il mandato di Cristo a partire, portando
il Vangelo a tutte le nazioni nei quattro
angoli della terra.

LOSSERVATORE ROMANO

mercoled 12 febbraio 2014

pagina 5

Lattimo
in cui furono divise
le acque

L11 febbraio 2013 nei media internazionali

Una porta
che si affaccia sulla storia
passato un anno dalla rinuncia di Benedetto XVI,
scrive Claudio Sardo su
LUnit dell11 febbraio, un evento storico
che ha dato ai credenti una Chiesa
ringiovanita e al mondo una sponda
pi solida per chi vuole sottrarsi
allomologazione individualista, nichilista, liberista. Ratzinger non sapeva che i cardinali avrebbero eletto
Bergoglio, il primo Papa dellemisfero sud del mondo, il primo a prendere il nome di Francesco. Ma ha
voluto, cercato, preparato quella rottura. In quellatto di umilt e di fede che stata la rinuncia al papato
continua Sardo cera unintelligenza del tempo. E cera anche lo
spirito del Concilio, quello che tanti
conservatori e reazionari volevano
comprimere e sterilizzare, pensando
che proprio il grande teologo Ratzinger fosse il giusto normalizzatore.
Invece Papa Benedetto ha riaperto
alla Rivelazione la porta della storia.
Per descrivere questa scelta imprevedibile Marco Politi su il Fatto
quotidiano cita unespressione tedesca, selbstlos, che significa privarsi
di s; pi forte dellitaliano disinteressato perch implica la forza di
sapersi spogliare dellattaccamento
che ognuno prova per se stesso.
Benedetto XVI la mattina dell11
febbraio, spogliandosi del manto papale di fronte ai cardinali, ha dato
prova di questa forza aggiunge Politi.
Papa Francesco scrive John L.
Allen su The Boston Globe dell11
febbraio sta ribaltando talmente
tante cose nella Chiesa cattolica che
molti parlano di rivoluzione Francesco. Ma lunico vero atto rivoluzionario compiuto da un Papa negli
ultimi seicento anni avvenuto un
anno fa, e non lha compiuto Francesco.
In quellatto di umilt e di fede
che stata la rinuncia al papato,
cera unintelligenza del tempo
continua Sardo; come fece il Vaticano II chiamando i cristiani a cogliere con speranza i segni dei tempi. E Ratzinger lo ha fatto qui
sta la grandezza del gesto riconoscendo un proprio limite, anzi una
propria impossibilit. Non ha rinnegato nulla del suo magistero, dei
suoi scritti, dellincessante ricerca di
un nuovo dialogo tra fede e ragione,
di quellidea di verit che contrasta
il relativismo assoluto: ma la dottrina stava diventando impronunciabile in un contesto di crescente ostilit
verso la Chiesa, di fronte a incoerenze interne che il vecchio Papa non
riusciva pi a governare, di fronte a
pregiudizi che i fatti concreti (gli
episodi di pedofilia, i dossier di Vatileaks, le inchieste sullo Ior, gli
scontri interni alla gerarchia) confermavano e incrementavano. La rottura cio la scelta di spalancare le finestre davanti allassedio era il solo modo per riconsegnare intatto il
patrimonio apostolico alla comunit
cristiana. Papa Francesco stato
eletto in questo contesto, creato consapevolmente da Benedetto. E nel
conclave i cardinali hanno dato al
nuovo Papa il mandato esplicito di
riformare la Chiesa. La riforma
della Chiesa condivisione delle
speranze delle donne e degli uomini, il perdono che viene prima della condanna morale, la verit che
si svela nellamore e non pu essere
cementata in un idolo. Lenciclica
Lumen fidei il punto di congiunzione tra Benedetto e Francesco: il
corrispettivo di quellimmagine che
rester nella storia, con i due papi
che pregano in ginocchio, uno accanto allaltro. Ma tutto ci sarebbe
incomprensibile senza il concilio e
senza un suo rilancio, a cui tende la
svolta impressa dalle dimissioni. La
fede cristiana, scrive il giornalista,
concludendo il suo articolo, non
cultura n ideologia, un incontro
che cambia la vita.
Nella messa che il cardinale Ratzinger, allora arcivescovo di Monaco, aveva celebrato in occasione della morte di Papa Paolo VI nel lontano 1978 scrive Enzo Bianchi su
La Stampa dell11 febbraio citando linedito pubblicato sullO sservatore Romano del 21 giugno scorso
nello speciale sul cinquantennale
dellelezione di Montini al Soglio di
Pietro, avvenuta il 21 giugno 1963
cos aveva affermato: Possiamo immaginare come poteva essere pesante il pensiero di non poter appartenere a se stesso ed essere incatenato fino alla fine, con il suo corpo
che labbandonava, a un compito
che esige, giorno dopo giorno, limpegno vivo e pieno di tutte le forze
umane.

Gli stato sufficiente pronunciare qualche frase in latino un anno fa


per sparire dagli schermi sintetizza
in una frase il passaggio di consegne
Stphanie Le Bars su Le Monde
sottolineando tutti gli elementi di
continuit fra i due pontefici: la
condanna di uneconomia senza vol-

to, delle forze cieche e delle mani


invisibili del mercato, lesortazione a
ripartire dalle fondamenta della dottrina sociale della Chiesa, la cultura
della vita, la critica del matrimonio
omosessuale. Benedetto XVI ha fortemente voluto un Cortile dei gentili
per aprirsi al mondo, e con il suo

Ren Magritte, La calma (1962)

successore la Chiesa ha trovato


unautorit morale che parla anche
ai non credenti.
Francesco continua Stphanie
Le Bars rivoluzionando il modo
di essere Papa, riuscito a rendere
positivo il messaggio della Chiesa e
rendere sempre pi vasto il suo pubblico, e tutto questo in continuit
con un Benedetto XVI fedele, da un
anno, al suo voto di silenzio. Fedele al silenzio e alla discrezione anche
prima e durante il gesto che avrebbe
cambiato la rotta della Chiesa; Ratzinger, sottolinea acutamente Jos
Beltrn su La Razn, ha fatto in
modo che la notizia non trapelasse
prima del tempo. Anche se si trattava di un gesto sottolinea JeanMarie Gunois su Le Figaro a
lungo meditato e preparato da molto tempo.
Una scelta, scrive Isabelle de
Gaulmyn sul quotidiano francese
la Croix, che ha ancorato il concilio Vaticano II alla tradizione della
Chiesa, testimoniando la sua omogeneit con linsieme della tradizione cattolica. semplicemente impossibile riassumere quanto Papa
Ratzinger ha segnato la Chiesa con
il suo pensiero, la sua spiritualit, la
sua teologia, i suoi libri, ormai patrimonio della cattolicit, basti pensare solo alla prima enciclica Deus caritas est, che d la precedenza
allamore, fra le tre virt teologali.
E se il discorso alla Curia sul Vaticano II ha aperto il suo pontificato
continua Isabelle de Gaulmyn, varrebbe la pena anche di andare a rileggersi la lezione a braccio che ha
tenuto ai preti di Roma dopo lannuncio della rinuncia al pontificato,
sullo stesso tema; evidente che si
trattato di una sorta di testamento,
conclude la giornalista francese che
a Ratzinger ha dedicato un bel libro
(Benot XVI. Le pape incompris, Paris,
Bayard, 2008).

Pubblichiamo leditoriale apparso


su Avvenire dell11 febbraio.
di PIERANGELO SEQUERI
Quellattimo da brivido, che
sembr asciugare il tempo, dur
davvero un attimo. Il popolo di
Dio dobbiamo dirlo fu il
primo a riaversi. Intanto che i
dottori discutevano, nel tempio e
fuori del tempio, il senso della
fede incominci a far circolare
unaura di rispetto, di ammirazione, di comprensione e di riconoscenza, cos spontanea e avvolgente, che anche i dottori
smisero di agitarsi e incominciarono a riflettere. Per un attimo,
la sobria compostezza dellannuncio non ci era apparsa come
il chiaro segno della sua medita-

Il popolo di Dio
stato il primo a riaversi
Intanto che i dottori discutevano
nel tempio e fuori del tempio
il senso della fede incominci
a far circolare unaura
di rispetto e di ammirazione
ta ispirazione: prima patita, poi
accolta e infine risolta nella pacificazione dello Spirito. Per un
attimo, lumilt del gesto ci ha
sgomentati e persino mortificati come fosse unumiliazione
del ministero petrino, invece che
lesaltazione della sua integra restituzione alla Chiesa che il Signore guida. Per un attimo, la
serena
determinazione
di
quellatto estremo atto di magistero e di ministero del Papa
pur esso, non dimentichiamolo
ci apparso come un gesto di

Quel tornante decisivo


Il Vaticano

II

come chiave di lettura della rinuncia di Benedetto

di GILFRED O MARENGO
Questo testo nasce dal convincimento che la
rinuncia di Benedetto XVI al ministero petrino non solo un evento del tutto nuovo, ma
rappresenta un tornante decisivo del cammino della vita della Chiesa contemporanea. Tale decisione stata resa pubblica nel corso
dei primi mesi dellinizio delle celebrazioni
del cinquantesimo del Vaticano II (esattamente a distanza di quattro mesi: 11 ottobre 2012
11 febbraio 2013): difficile comprenderla
nelle forme in cui si attuata se non si tiene in conto la singolare novit che il Concilio
rappresenta.
Per questi motivi importante cogliere gli
aspetti pi caratteristici della sensibilit con
la quale il corpo ecclesiale giunto a celebrare questo cinquantesimo, in un contesto se-

Il libro
Pubblichiamo lintroduzione e le conclusioni
del libro Benedetto XVI, il Vaticano II e la
rinuncia al pontificato (Assisi, Cittadella, 2013,
pagine 117, euro 10,50).

gnato dal variegato processo di recezione degli insegnamenti conciliari.


In secondo luogo interessante mettere in
luce loriginalit con la quale Benedetto XVI
ha vissuto le celebrazioni dellottobre del
2012, offrendo una densa serie di riflessioni
proprio su quello speciale evento ecclesiale.
Infine lattenzione si concentra sui testi che
il Papa ha pronunciato dall11 febbraio 2013 al
momento in cui la sua rinuncia divenuta effettiva, il 28 dello stesso mese. La loro analisi
offre la possibilit di cogliere tutta limportanza di quellatto e il suo nesso intrinseco
con il volto pi genuino della Chiesa postconciliare. Non appare casuale che in distinte
occasioni la memoria del Vaticano II ritorni
nelle parole del Santo Padre, con accenti non
di circostanza.
Linsieme di tutti questi elementi invita a
riflettere su quanto il suo Pontificato, fino alla rinuncia, non solo si collochi nel cuore della Chiesa del Vaticano II, ma, sottolineando
la centralit di quellevento, consegna alla vita di tutto il corpo ecclesiale unacuta provocazione a investire in una recezione di quel
magistero, capace di esprimersi in modi e
contenuti non scontati.

Nellautunno del 1962 linsieme dei lavori e


dei materiali preparatori faceva immaginare
un rapido svolgimento e una chiusura che taluni addirittura misuravano in mesi. I fatti
accaduti nelle prime settimane mutarono in
maniera profonda il panorama conciliare e
aprirono una fase, quasi una nuova preparazione, che condusse attraverso tre anni di lavoro agli esiti ben noti. Alcuni eventi inaspettati accaduti durante la prima sessione fecero
quasi presagire un nuovo inizio del Vaticano
II, certamente molto distante da quanto si
poteva prevedere.
Pure alle celebrazioni del cinquantesimo ci
si avvicinati con una sensibilit per lo pi
segnata dal passato recente del percorso recettivo del concilio, immaginando (o temendo) che la doverosa memoria di quellevento
non potesse fare altro che confermare un certo status quo intorno al quale si erano forse
cristallizzate la riflessione e lazione pastorale
post-conciliari. I fatti del febbraio 2013 e
lelezione di un nuovo vescovo di Roma
preso quasi alla fine del mondo hanno improvvisamente scompaginato il panorama della vita ecclesiale, introducendo fattori di novit non comuni. legittimo immaginare che
tali circostanze possono, come accadde nei
primi passi dei lavori conciliari, aprire la strada ad un cammino originale: sembra essere
questo il tempo ove rinnovare la memoria viva di quellevento in forme originali e feconde per la Chiesa del nostro tempo, superando
antichi pregiudizi e qualche sterile rendita di
posizione.
Senza dubbio la testimonianza che il Papa
ha offerto, a muovere dallannuncio della sua
rinuncia, non solo si colloca nel cuore della
Chiesa del Vaticano II, ma sottolineando la
centralit di quellevento si consegna alla vita
di tutto il corpo ecclesiale come acuta e
drammatica provocazione a investire in una
rinnovata recezione del magistero conciliare.
Nel medesimo tempo viene in primo piano
lesigenza di prendere maggiore consapevolezza che la fondamentale ragion dessere del
Vaticano II stata lesigenza di rigenerare
tutta la vita del corpo ecclesiale, nellottica
della sua originaria natura evangelizzatrice e
missionaria, cos come venne segnalata con le
nozioni centrali di aggiornamento e pastoralit.
Al termine di questi primi cinquantanni
post-conciliari, ci si trova collocati in un punto dosservazione che aiuta a riconoscere
quanto possa essere non del tutto equilibrato
un approccio al magistero conciliare che dimentichi questo fondamentale profilo. Esso
non pu essere messo in campo come chiave
di lettura solamente quando sia richiesto dal

XVI

contenuto materiale di uno e di un altro documento: tutto il concilio chiede di essere letto ed assimilato secondo lintenzione forte
che ne guid tutti i lavori. In questa direzione pure gli episodi maggiormente emblematici di unattitudine riformatrice del tessuto
della vita ecclesiale (si pensi a Sacrosanctum
concilium e a Lumen gentium), cos come quelli
dotati di un maggiore profilo di fondazione
teologica (in specie Dei verbum), non possono

La centralit di quellevento
si consegna alla vita della Chiesa
come acuta e drammatica provocazione
a investire in una rinnovata recezione
del magistero conciliare
essere assunti lasciando sullo sfondo la fisionomia propria del Vaticano II. I protagonisti
di quegli anni guadagnarono, talora anche faticosamente, la consapevolezza che rispondere adeguatamente alle attese suscitate dal
concilio, chiedeva di giungere fino a mettere
le mani su alcuni tratti fondamentali della vita e dellinsegnamento ecclesiale.
In questa prospettiva appaiono di corto respiro quelle posizioni che, ormai da decenni,
hanno polarizzato la loro interpretazione del
Vaticano II. Sostenere che nulla mutato dal
1962 e, specularmente, immaginare una radicale cesura avulsa dal cammino della tradizione e dalla continuit storica della vita della
Chiesa, sono atteggiamenti che convergono
nellincapacit di cogliere lintentio profundior
del concilio. Lesercizio di un non facile discernimento, sia storico che teologico, operato da quellassise, ebbe come stabile punto di
paragone la volont di fare s che la comunit
ecclesiale acquisisse un volto sempre pi conforme alla missione affidatale dal Suo Fondatore, nella consapevolezza che la peculiare
temperie storica del Novecento si presentava
come una ineludibile provocazione a tale
cammino (i segni dei tempi). Le istanze che
presiedettero alla convocazione e svolgimento
del concilio, prima ancora che teologiche, furono squisitamente pastorali e ad esse si vollero offrire adeguate risposte.
rimarchevole che una personalit come
Benedetto XVI, per formazione e storia quanto mai sensibile alle problematiche squisitamente teologiche, abbia offerto un articolato
contributo alla recezione del Vaticano II ove
lattenzione al profilo evangelizzatore e testimoniale della vita della Chiesa ampiamente
presente ed acutamente messa in campo come
fondamentale chiave di lettura.

umana e comprensibile liberazione dai pesi. Invece, era limprevedibile audacia della libert cristiana; la quale riprende interamente su di s, per non gravarla
sul ministero ecclesiale, la fragilit del vaso di creta in cui tutti
portiamo il mistero.
Nella realt, uno scenario di
altissima tensione, polarizzato
intorno alla casa di Pietro, veniva improvvisamente contrastato e
persino stravolto da un ultimo
appello di Pietro alla Chiesa intera. La sua potenza drammatica
era tutta nello scarto fra i toni e
il gesto. Le parole erano miti e
minime, sullorlo del silenzio che
ne sarebbe seguito. Il gesto sollevava la montagna e le intimava
di gettarsi nel mare.
Laudacia impensata del gesto
profetico di Papa Benedetto XVI
consegnava apertamente alla
Chiesa la testimonianza della
durezza e dellurgenza di unora
che non poteva pi essere rimandata. La Chiesa non pu pi limitarsi a custodire se stessa, al
riparo dal vento e dal fuoco di
Dio. Intanto, laffettuoso minimalismo del congedo, che si disponeva a onorare la continuit
della sua intercessione nella forma di una presenza trasfigurata
e discreta, incominciava a rischiarare le ombre con la serenit dei suoi modi. E inaugurava,
proprio cos, linedita continuazione monastica del ministero
di un Papa emerito: pura presenza testimoniale e invisibile intercessione orante. Ministero della conferma della fede che si
prolunga spiritualmente, e senza
interferenza alcuna, con altri
mezzi. Mediazione nascosta, certo, ma anche e da subito fedelt di una presenza che toglie
ogni pretesto per gli ingenerosi
moralismi dei grilli parlanti. Il
servitore dei servi della Chiesa
non fugge. Si ritrae, quando il
Signore chiama, per spianare la
strada in perfetta obbedienza
a colui che il Signore ha destinato alla successione di Pietro.
Nella luce dellintegrit che il
gesto ha conservato, e dellesuberanza di eventi che n seguita,
la sua ispirazione ci persuade,
ogni giorno che passa, della portata storica e teologica del suo
carisma e della sua promessa.
Abbiamo imparato qualcosa, sul
ministero petrino nella Chiesa,
che forse avevamo dimenticato.
In quanto eredit personalmente
consegnata dal Signore, per
ledificazione della Chiesa, il ministero di Pietro non propriet
identitaria, ma bene comune.
Non lo si occupa come padroni,
ma come servitori. In quel gesto,
che ha riaperto la storia alla
Chiesa, abbiamo imparato qualcosa anche sul Papa Benedetto
XVI, che ancora non avevamo capito. (E chi ha orecchie per intendere, ha occhi per vedere,
adesso).
Da quellattimo, in cui furono
divise le acque, gi passato un
intero anno. La potenza di quel
gesto, che ha sfidato, per amore
della Chiesa, lincomprensione
mondana dei sapienti e degli intelligenti, ha miracolosamente rischiarato la strada per il popolo
di Dio che stava fra le ombre.
Ma non ha mancato di colpire
almeno per un attimo lo
sguardo smaliziato e incredulo
dei potenti della terra, che si sono sentiti tanto meno agili nello
slancio e nel rinnovamento.
Un mite e colto sacerdote bavarese, dopo aver istruito e confermato anche da Papa la fede
della Chiesa fra le acque, ha suonato infine, con il suo congedo
dal ministero supremo, la campana del risveglio per la Chiesa
del terzo millennio. Il suo rintocco risuonato come un colpo
di maglio per ogni requisizione
proprietaria del ministero ecclesiale, madre di tutte le sue corruzioni: dellautorit nel privilegio,
del mistero nellintrigo, del carisma nella carriera. In un lampo
di silenzio attonito, durato circa
mezzora, il fondamentalismo religioso e la condiscendenza mondana, che insidiano gli aspiranti
leader della comunit, nella
Chiesa, si sono scoperti nudi e
vuoti di legittimazione. Ora tocca davvero al popolo di Dio, e ai
suoi capi, muoversi allaltezza di
quel gesto.

LOSSERVATORE ROMANO

pagina 6

mercoled 12 febbraio 2014

Obiettivo dellincontro tra il patriarca caldeo e il gran muft

Bartolomeo allEurasian Economic Summit

Azione comune
per la riconciliazione in Iraq

Una scelta
a favore del dialogo

BAGHDAD, 11. Allargare le basi di


una azione comune per raggiungere lobiettivo di una pace duratura in Iraq. questo lo spirito
che ha animato il recente incontro
tra il patriarca di Babilonia dei Caldei, Louis Raphal I Sako, e il gran
muft dIraq, Rafi Taha Al-Rifai.
Lincontro, che si tenuto presso la
residenza del leader musulmano a
Sulayamaniyya, capoluogo del governatorato di al-Sulaymaniyya, nel
Kurdistan irakeno, risale al 31 gennaio scorso, ma i dettagli sono filtrati solo in questi giorni sul sito ufficiale del patriarcato caldeo, che
descrive anche latmosfera del faccia
a faccia fra i due esponenti religiosi
e gli obiettivi comuni fissati.
Si tratta, indubbiamente, di un
segnale importante nella direzione
della pace e dellamicizia tra le due
comunit religiose in un Paese ancora martoriato da violenze che, proprio in queste prime settimane del

2014, ha nuovamente raggiunto livelli di forte preoccupazione. Centinaia, infatti, sono i morti dallinizio
dellanno, in una serie di attentati
sanguinari. La tensione ha quindi
ormai raggiunto i livelli del biennio
di sangue 2005-2006. Basti pensare
che nel 2013 le vittime ufficiali sono
state quasi novemila.
Il patriarca Sako, nel suo intervento, ha illustrato al leader islamico le sofferenze della comunit cristiana, del passato e del presente,
sottolineando inoltre il nostro
compito comune di capi religiosi,
che quello composto da sacrificio, dialogo, comprensione reciproca e azione finalizzata al bene e
alla carit, secondo quanto prescrivono i dettami dellislam e del
cristianesimo. La violenza, ha aggiunto Sako, non risolve i problemi
ma foriera di ulteriore violenza.
Il patriarca caldeo ha raccontato
inoltre il dramma dellesodo dei

cristiani e il dolore provato durante la visita ai centri di accoglienza di Kirkuk ed Erbil nel nord
dellIraq. E ha, infine, lanciato un
appello ai nostri fratelli musulmani, sunniti e sciiti, perch possano
giudicare con criterio la realt attuale e favoriscano la coesistenza e
larmonia reciproca.
Rafi Taha Al-Rifai, da parte sua,
ha ringraziato Sako e la delegazione
cristiana per la visita formalmente
una visita di cortesia e ha sottolineato fin dallinizio del suo intervento il valore centrale della persona, elemento comune alle due religioni. Il leader sunnita ha descritto
come buone le relazioni islamocristiane, segnate da un passato caratterizzato da condivisione reciproca anche se oggi vi sono elementi che fomentano le divisioni.
Solo pochi giorni fa, in occasione
della lettera pastorale scritta nel primo anniversario dellinizio del suo
ministero patriarcale, Sako aveva richiamato i cristiani caldei allimportanza dei rapporti con la maggioranza musulmana irachena, rinnovando limpegno a un dialogo fondato sul rispetto reciproco quale
fondamento per la pace e la cooperazione. In particolare, il patriarca aveva auspicato che la Chiesa potesse trovare una nuova metodologia e un nuovo linguaggio teologico rispettando in prima istanza il
valore assoluto della libert religiosa. E, rivolgendosi in special modo
alle voci dellislam moderato,
aveva auspicato la promozione di
una coesistenza pacifica affinch
si respingano in modo netto la logica di violenza contro i cristiani.
Sulla stessa lunghezza donda anche il messaggio che sempre il patriarca Sako aveva diffuso in occasione del nuovo anno. Facciamo
appello a tutti i settori della nazione, nelle attuali circostanze, a operare per la pace, invocando il linguaggio del dialogo, della comprensione
e della moderazione e ponendo al
primo posto linteresse della Patria e
dei cittadini. Un richiamo ad abbandonare lestremismo, la violenza
e le derive settarie, isolando coloro
che cercano di seminare discordia.

In attesa della sentenza sulluso del termine Allah

Alta tensione per i cristiani malesi


KUALA LUMPUR, 11. A meno di un
mese della sentenza che dovr pronunciarsi definitivamente sulluso
della parola Allah, continuano in
Malaysia le pressioni contro la comunit cristiana locale. A segnalarlo
lagenzia glises dAsie, che riferisce come padre Lawrence Andrew,
direttore di The Herald, settimanale dellarcidiocesi cattolica di
Kuala Lumpur, nei giorni scorsi abbia ricevuto per posta una nota proveniente dallufficio di controllo delle pubblicazioni e dei testi coranici,
con la quale si consiglia vivamente il giornale dallastenersi dal fare
uso della parola Allah nella sua
edizione in lingua malese.
La vicenda si riferisce alla nota
controversia fra cattolici e musulmani per luso della parola Allah per
identificare il Dio cristiano. Una
diatriba finita nelle aule di tribunale. Nellottobre scorso una sentenza
della Corte di appello, ribaltando la
decisione di primo grado, ha negato
al settimanale cattolico il diritto di
usare la parola Allah affermando
che tale termine non parte integrante della pratica della fede cristiana. Ma il sacerdote direttore
della rivista ha fatto richiesta di appello e la prima udienza in tribunale fissata per il 5 marzo prossimo.
In una nazione di oltre ventotto
milioni di abitanti in larga maggioranza musulmani (sessanta per cento), i cristiani sono la terza confessione religiosa (dietro ai buddisti)
con un numero di fedeli superiore
ai 2,6 milioni. dalla fine del 2009
che i rapporti fra musulmani e cristiani sono tesi, da quando cio il
ministero dellInterno minacci di
ritirare la licenza al giornale cattolico. Per le autorit, chiamare Dio
Allah potrebbe creare confusione
e indurre alcuni musulmani a convertirsi. Di tuttaltro avviso larcivescovo di Kuala Lumpur, Murphy
Nicholas Xavier Pakiam, il quale ha
ricordato che per tradurre unico

Dio in lingua malese, non c altra


espressione che Allah. Vietarne
luso, ha spiegato monsignor Pakiam, una grave negazione di un
diritto fondamentale della comunit
cristiana indigena. A sostegno delle sue ragioni, la Chiesa cattolica locale ha anche ristampato un raro dizionario malese-latino del 1622, dimostrando cos come, sin dallinizio,
il termine Allah era usato per definire il Dio della Bibbia in lingua
locale. Ad alimentare la tensione,
come segnala lagenzia AsiaNews,
anche la profanazione di numerose
lapidi nel cimitero cristiano a Tanjung Api, nei pressi di Kuantan, capoluogo e distretto dello Stato di
Pahang. Testimoni parlano di intere
porzioni di lapidi devastate, comprese le croci, vasi di fiori in pezzi e
monili e oggetti in pietra rotti in
pi punti; gli autori avrebbero usato
un mezzo pesante per portare a termine i danneggiamenti. Il responsabile della struttura ha denunciato
lepisodio alla polizia. Secondo al-

cuni, lepisodio sarebbe legato anche agli slogan anticristiani e alle


bombe molotov lanciate a fine gennaio contro diverse chiese di Penang. Attacchi che hanno richiamato alla mente londata di violenze
confessionali che ha investito il Paese nel 2010, con decine di chiese e
altri luoghi di culto (anche non cristiani) oggetto di attentati o atti di
vandalismo. Per stemperare il clima,
in occasione del recente capodanno
lunare, i leader religiosi e civili del
Paese hanno lanciato un appello alla pace, allarmonia e allunit nazionale. Anche per questo, per la
Chiesa cattolica locale la priorit
oggi tentare di contenere le tensioni e di riportare un clima di calma e serenit. Tuttavia, la situazione
si presenta delicata. Da un lato
lobiettivo difendere i diritti della
minoranza nelle aule di tribunale,
dallaltro si cerca di lavorare per ritrovare larmonia e favorire la convivenza pacifica fra le diverse tradizioni e culture del Paese.

Il cardinale Baselios Cleemis Thottunkal


presidente della Catholic
Bishops Conference of India
PALAI, 11. Il cardinale Baselios
Cleemis Thottunkal, arcivescovo
maggiore di Trivandrum dei SiroMalankaresi, stato eletto oggi, 11
febbraio, presidente della Catholic
Bishops Conference of India, la
conferenza dei vescovi dei tre riti
cattolici indiani: latino, siro malabarese e siro malankarese. Il cardinale Thottunkal, eletto al termine
degli otto giorni di lavoro della
plenaria della Conferenza episco-

pale succede nella carica al cardinale Oswald Gracias. Cleemis, 55


anni il 15 giugno prossimo, stato
creato cardinale da Benedetto XVI
nel novembre del 2012 ed membro della Congregazione per le
Chiese orientali e del Pontificio
Consiglio per il dialogo interreligioso. Nel 1997 ha ottenuto il dottorato di Teologia ecumenica presso la Pontificia universit San
Tommaso dAquino.

ISTANBUL, 11. Come comunit di


fede e come leader religiosi, siamo
obbligati costantemente a ricordare
alla gente il dovere e la responsabilit di scegliere la pace attraverso il
dialogo: lo ha ribadito il patriarca
ecumenico, Bartolomeo, arcivescovo
di Costantinopoli, al diciassettesimo
Eurasian Economic Summit che si
svolto dal 4 al 6 febbraio a Istanbul.
Il conflitto umano pu essere inevitabile nel nostro mondo, ma la
guerra e la violenza certamente no.
Se la nostra epoca verr ricordata,
facciamo in modo che lo sia per
quelli che hanno dedicato se stessi
alla causa della pace, ha esortato il
patriarca.
Parlando del dialogo interreligioso, ha osservato che i conflitti storici tra cristiani e musulmani in genere affondano le loro radici nella
politica e non nella religione stessa.
Cristiani e musulmani hanno vissuto
insieme, condividendo la stessa regione geografica, nel contesto degli
imperi bizantino e ottomano. Questi modelli storici rivelano delle
possibilit nel nostro mondo, che
modellato dal pluralismo e dalla
globalizzazione. Proprio per questo ha sottolineato Bartolomeo
il dialogo, che riconosce le differenze ma suggerisce anche il modo di
negoziare le differenze, pu rivelarsi
utile per delineare adeguate vie di
comunicazione. lunico modo per
scoprire la pace.
Tuttavia la ricerca di dialogo e di
pace comporta uninversione radicale di quella che diventata la
norma di sopravvivenza nel mondo
di oggi. Si richiede una trasformazione dei valori che si trovano nel
profondo del nostro cuore e della
societ, determinando il nostro rap-

porto con coloro che sfidano la nostra visione del mondo o minacciano il nostro stile di vita. La trasformazione in senso spirituale la nostra unica speranza per spezzare il
ciclo di violenza e di ingiustizia. La
guerra e la pace sono dei sistemi,
modi opposti per risolvere problemi
e conflitti. E sono delle scelte. Ci
significa ha ricordato Bartolomeo
che la pace una questione di
scelta individuale e istituzionale,
nonch di cambiamento individuale
e istituzionale. Comincia dallinterno e si estende prima al locale e poi
al globale. Pertanto la pace richiede
un senso di conversione interiore
(metanoia), un cambiamento nelle

Il comitato esecutivo del Consiglio ecumenico delle Chiese

Verso un pellegrinaggio
per la giustizia e per la pace
BOSSEY, 11. Il Consiglio ecumenico
delle Chiese (Cec), attualmente riunito in Svizzera, sta lavorando per
trasformare il mandato della decima
assemblea generale di Busan (Corea
del Sud) in piani strategici e azioni
visibili, concentrandosi in particolare sugli sforzi delle Chiese verso un
pellegrinaggio per la giustizia e la
pace. La recente assemblea del Cec
ha pubblicato un messaggio conclusivo dal titolo: Intendiamo muoverci insieme. Sfidati dalle nostre
esperienze a Busan, sfidiamo tutte
le persone di buona volont a utilizzare i doni ricevuti da Dio in azioni
capaci di trasformare. Questa assemblea vi invita a unirvi a noi nel
pellegrinaggio.
Lincontro del comitato esecutivo
del Consiglio ecumenico delle Chiese, in corso di svolgimento presso
lIstituto ecumenico di Bossey, si
concluder mercoled prossimo, ed
il primo dopo lassemblea generale
di Busan.
Nel suo discorso dapertura, il segretario generale del Cec, reverendo
Olav Fykse Tveit, ha sottolineato
che il pellegrinaggio riguarda una
spiritualit autentica e unumanit
autentica. Spero e prego che questa
attenzione al pellegrinaggio ci renda
capaci di essere persone pi oneste
e autentiche, verso noi stessi e verso
gli altri, aperti al modo in cui lo
Spirito di Dio ci sta guidando cos
come siamo, ma anche nel mondo
cos com. Tveit ha puntato la sua
attenzione sul concetto di muoversi insieme come Chiese. Dobbiamo interpretare ha detto che
cosa significher questo cambiamento di linguaggio, di prospettiva, di
metodi e di compiti. Siamo un movimento che ha iniziato nel 1948 affermando e ribadendo che staremo
insieme.
Tveit ha anche fornito diversi
esempi del lavoro svolto dal Cec e
dalle sue Chiese membro, con lintenzione di realizzare la visione di
pace giusta. Il segretario generale
del Cec ha ricordato le Chiese in
Sud Sudan e in Siria, nonch numerosi documenti importanti che affrontano questioni legate allunit
dei cristiani, allecologia, allambiente, alla missione, alla giustizia economica e ai diritti delluomo. Inoltre, ha evidenziato la possibilit di
una pi stretta collaborazione con
la Chiesa cattolica ispirata dalle re-

centi dichiarazioni di Papa Francesco.


Nella sua prima relazione al Comitato esecutivo come moderatore
del Comitato centrale del Cec,
Agnes Abuom ha fatto il punto della situazione dopo lincontro in Corea. Ci siamo riuniti dopo pochi
mesi dalla decima assemblea di Busan e con noi, e dentro di noi, ci sono sentimenti, aspettative, preoccupazioni e problemi che ci portano a
condividere ci che riguarda la nostra interpretazione del mandato
dellassemblea, i nostri ruoli e le responsabilit. Ci incontriamo in un
momento in cui la situazione del
mondo presenta, in modo nuovo,
sfide agli Stati, alle comunit, alle
Chiese, e al movimento ecumenico, ha detto facendo riferimento
alle situazioni di violenza in Sud
Sudan, in Siria, nella Repubblica
Centrafricana e alle crescenti disuguaglianze tra ricchi e poveri in tutto il mondo. La dichiarazione di
Aboum fa eco alle parole di Tveit
quando afferma che le Chiese, nonostante le loro differenze e sfide
interne, essendo su lati opposti alle
linee di conflitto, sono una fratellanza che studia e comprende insieme. Muoverci insieme in un pellegrinaggio di giustizia e di pace
ha proseguito Aboum che ha invitato tutti a un senso di speranza in
mezzo alle sfide nella Chiesa e nel
mondo esige maggiore impegno
da parte delle Chiese, dei gruppi sociali e delle organizzazioni della societ civile, nonch la cooperazione
reciproca tra il Consiglio ecumenico
delle Chiese, le organizzazioni ecumeniche regionali, i consigli cristiani
nazionali e le Chiese membro. Siamo chiamati a offrire segni di speranza a un mondo che geme per la
giustizia e la pace. Cerchiamo di essere forti e molto coraggiosi ha
concluso nello svolgimento del
nostro dovere come uno degli organi di governo del Cec. Ricordate
che ci verr chiesto, quale contributo abbiamo dato nella costruzione
del regno di Dio?.
Durante lincontro ecumenico di
Bossey, il comitato affronter la revisione dei piani del Consiglio ecumenico delle Chiese e il relativo budget. Al riguardo saranno resi noti
dichiarazioni pubbliche e i documenti preparatori in vista della prossima riunione del Comitato centrale
prevista il prossimo luglio.

politiche e nelle pratiche; esige da


noi impegno, coraggio, sacrificio, la
volont di diventare persone e comunit in trasformazione.

Hilarion respinge le accuse

Il patriarcato
di Mosca
vuole il concilio
panortodosso
MOSCA, 11. Spero che sia solo
unopinione personale e non la
posizione ufficiale della Chiesa di
Costantinopoli: il metropolita
di Volokolamsk, Hilarion, presidente del Dipartimento per le relazioni esterne del patriarcato di
Mosca, commenta cos al portale
Pravoslavie.ru le recenti dichiarazioni del metropolita di Calcedonia, Atanasio, nelle quali accusa
la Chiesa ortodossa russa di sabotare la preparazione del concilio panortodosso. Dichiarazioni
che vanno ad aggiungersi a quelle di un altro rappresentante del
patriarcato di Costantinopoli, Elpidophoros, metropolita di Prussia, secondo cui il patriarcato di
Mosca ha scelto ancora una volta di isolarsi rispetto alla comunione delle Chiese ortodosse.
Hilarion respinge le accuse, sottolineando che non c altra
Chiesa ortodossa che mantiene
contatti cos intensi con le altre
Chiese locali come il patriarcato
di Mosca. Per quanto riguarda il
concilio (in cantiere da cinquantanni), la Chiesa ortodossa
russa ha una parte attiva nei lavori preparatori, ha coscienza
dellimportanza e per questo studia accuratamente tutti i temi che
vi saranno trattati. vero che i
metodi impiegati finora a livello
panortodosso si sono mostrati
poco efficaci, circostanza che
spiega perch la fase preparatoria
si sia tanto prolungata. Per intensificare il processo, credo osserva il metropolita di Volokolamsk
che bisognerebbe creare un organo panortodosso efficace, capace di realizzare le cose. Se
lobiettivo cos importante, non
bisogna aspettare altri anni per le
riunioni di preparazione ma riunirsi, diciamo, mensilmente.

Lutto nellepiscopato
Luned 10 febbraio morto monsignor Pere Tena Garriga, vescovo titolare di Cerenza, gi ausiliare di Barcellona, in Spagna.
Nato il 14 maggio 1928 a LHospitalet de Llobregat, nellarcidiocesi di Barcellona, era stato ordinato sacerdote il 29 luglio 1951.
Eletto alla Chiesa titolare di Cerenza il 9 giugno 1993 e nominato ausiliare di Barcellona, aveva
ricevuto lordinazione episcopale
il 3 settembre successivo. Il 15
giugno 2004 aveva rinunciato
allincarico pastorale.
Le esequie di monsignor Pene
Tena Garriga si celebrano marted 11 febbraio nella cattedrale di
Barcellona.

LOSSERVATORE ROMANO

mercoled 12 febbraio 2014

pagina 7

I vescovi brasiliani dopo gli incidenti in un istituto nel Maranho

Il presidente della commissione per la pastorale sociale argentina sullesortazione apostolica del Papa

Un sistema carcerario
inaccettabile

Se manca
la gioia del Vangelo

BRASLIA, 11. In Brasile quanto


mai urgente una riforma del sistema carcerario per evitare che il sovraffollamento degli istituti di pena
possa scatenare nuovi sanguinosi
episodi di violenza e possano quindi
ripetersi episodi come quelli avvenuti nel complesso di Pedrinhas,
nello Stato del Maranho, dove sessantatr detenuti sono stati uccisi
nel corso dellultimo anno. quanto si legge in un comunicato
dellepiscopato brasiliano nel quale
si sottolinea come sia deplorevole
che lo Stato e la societ si occupino
della situazione carceraria quando
accadono vicende spaventose, come
appunto quelle del Maranho.
Secondo i presuli, le soluzioni
demergenza proposte dalle autorit, come per esempio il trasferimento dei detenuti pi pericolosi in
strutture federali di massima sicurezza, non affrontano il problema
alle radici e non portano a quelle riforme strutturali richieste dallattuale sistema di giustizia penale. Secondo il documento, il fallimento
del nostro sistema di giustizia penale dovuto dalla politica dellincarcerazione di massa ed dimostrato
da condizioni di detenzione disumane, con pratiche che si avvicinano alla tortura e una mancanza
di preparazione dei funzionari carcerari.

Incontrando i giornalisti, il vescovo ausiliare di Braslia e segretario


generale dellepiscopato, monsignor
Leonardo Ulrich Steiner, ha spiegato che il 40 per cento dei cinquecentomila detenuti del Paese ancora in attesa di giudizio, mentre migliaia di altri hanno gi scontato la
loro pena, ma incredibilmente restano in carcere. Le nostre prigioni,
cos come sono, non sono fatte per
una vita dignitosa, n per il reinserimento sociale dei detenuti, ha aggiunto il vescovo. Secondo lepiscopato dunque urgente una riforma
del sistema carcerario e ci comporta lindividuazione di chiari
obiettivi per la soluzione del problema, nonch la creazione di un
gruppo o di un programma di monitoraggio sullattuazione di questi
obiettivi.
Sul tema, nei giorni scorsi, intervenuto anche larcivescovo di So
Sebastio do Rio de Janeiro, monsignor Orani Joo Tempesta, che ha
messo in discussione il sistema carcerario brasiliano, evidenziando come le prigioni del Paese non rieducano i reclusi. Il presule, il 21 gennaio scorso, ha anche incontrato la
presidente del Brasile, Dilma Rousseff, nel palazzo presidenziale, a
Braslia, e proprio in questa circostanza ha manifestato la sua preoccupazione per il sistema carcerario.

Per quanto si possa dire che ci sono nuove carceri, non si riesce ancora a ottenere che la gente che vi risiede sia rieducata, che acquisisca
un modo corretto di vivere e possa
tornare nella societ, ha detto larcivescovo. Le sue parole, come riferito dallagenzia Fides, sono state
ampiamente riprese dalla stampa
brasiliana in quanto la situazione
delle carceri ha attirato anche lattenzione delle organizzazioni internazionali dopo le violenze dello
scorso anno avvenute nelle prigioni
dello Stato di Maranho, dove, come accennato, sessantatr persone
sono morte nel corso dello scorso
anno.
Nel 2014, il centro penitenziale di
Pedrinhas, uno dei pi violenti del
Paese, ha gi registrato tre morti,
lultimo il 21 gennaio scorso. La
realt di Pedrinhas riflette la situazione del sistema carcerario brasiliano. Secondo un recente studio ufficiale, pubblicato dalla stampa locale, le carceri del Brasile possono accogliere 306.497 detenuti, ma alla fine del 2011 i detenuti erano 514.582.
Il ministro della giustizia ha annunciato la costruzione di nuovi locali
per le carceri, con lobiettivo di raggiungere 62.000 nuovi posti prima
della fine del 2014, anche se questi
non copriranno lattuale deficit di
208.000 posti.

GUALEGUAYCH, 11. Viviamo in


una societ nella quale sembra che
dobbiamo avere molte cose per essere felici, dalla tecnologia ai marchi
della moda, ma il consumismo non
ci lascia mai felici. Una volta che
abbiamo ottenuto quello che volevamo, ci rendiamo conto che non siamo diventati persone migliori n abbiamo pi amici n ci sono benefici
per la famiglia. E ci riguarda non
solo la societ ma anche gli uomini
di fede. A volte ci lasciamo distrarre
da alcune questioni che non ci portano alla gioia dellesperienza di
Ges Cristo. Se ci manca la gioia
nella fede, abbiamo bisogno di un
cammino di conversione per sperimentare in modo quotidiano, pi da
vicino, la presenza di Ges: in
unintervista allAgencia informativa
catlica argentina (Aica), il vescovo
di Gualeguaych, Jorge Eduardo
Lozano, presidente della Commissione episcopale per la pastorale sociale, spiega come la dimensione sociale della fede sia la chiave
dellevangelizzazione, invitando a
individuare come campo privilegiato
di missione le periferie esistenziali e
geografiche e gli uomini e le donne
che le abitano.
Monsignor Lozano tornato in
Argentina dopo un ciclo di conferenze in sei citt spagnole sul tema
La nuova evangelizzazione, la promozione umana e la liberazione alla luce del Documento di Aparecida e
dellesortazione apostolica Evangelii
gaudium di Papa Francesco. Parlando di questultima, il presule ha detto che alcune idee hanno a che vedere con la Chiesa in uscita, che
risponde allatteggiamento di andare
incontro agli altri. E ci collegato
a unespressione originale della
Chiesa in America Latina che chiamiamo conversione pastorale, ovvero la disposizione a rinnovare nella
vita della Chiesa quelle strutture che
non favoriscono la comunicazione
del Vangelo. Altro elemento importante la dimensione sociale
della fede, della Chiesa evangelizzatrice. In tal senso, il Papa pone i
poveri al centro dellattenzione del

nostro compito pastorale. Guarda


anche agli agenti pastorali (catechisti, ministri della comunione, membri di associazioni e movimenti) e ci
aiuta, con la sua parola, a superare
la tentazione dello scoraggiamento,
della chiusura, di quella che chiama
autoreferenzialit.
Da una parte le periferie geografiche, dallaltra le periferie esistenziali: le prime spiega Lozano sono i posti pi lontani dal centro
parrocchiale, dalla diocesi, o quei
Paesi pi difficili da raggiungere
con il messaggio del Vangelo; le
seconde si riferiscono a situazioni
limite che ci presenta la vita, dalla
malattia alla tossicodipendenza, dalla schiavit sessuale o nel lavoro al-

la disoccupazione, alla mancanza di


un tetto.
LEvangelii gaudium contiene anche un appello ai laici affinch mettano in pratica i valori cristiani nel
mondo sociale, politico, economico.
A proposito, per il presidente della
pastorale sociale argentina, si dovrebbe insistere di pi sulla vocazione del laico nella costruzione della
societ, con un ruolo di maggiore
partecipazione, a esempio nei consigli scolastici, nei comitati di quartiere, nel sindacato o in un partito politico, per cambiare il mondo e renderlo pi giusto e solidale. Il compito missionario, conclude, non
un fatto isolato di ogni cristiano ma
riguarda la Chiesa intera.

Invito ai colombiani in vista delle prossime elezioni

Primo posto al bene comune


Iniziativa di dialogo nazionale promossa dalla Chiesa

Insieme per Haiti


PORT-AU-PRINCE, 11. Si chiama Insieme per il bene di Haiti ed
uniniziativa per il dialogo nazionale
fortemente voluta dalla Chiesa cattolica per provare a far uscire il Paese dal vicolo cieco in cui si trova.
Quattro anni fa il terribile terremoto
ha quasi completamente raso al suolo il Paese provocando oltre duecentoventimila vittime. Secondo la Croce rossa internazionale e lOnu, il
sisma avrebbe coinvolto pi di tre
milioni di persone.
Alla fine di gennaio ha preso il
via il dialogo nazionale voluto dalla
Conferenza episcopale per aiutare
Haiti a risollevarsi. A convocare le
parti membri del Governo e
dellopposizione stato il cardinale eletto Chibly Langlois. Il dialogo nazionale riferisce il sito missionline.org ha lobiettivo di arrivare a unintesa che permetta al
Paese lo svolgimento delle elezioni
parlamentari e municipali che avrebbero dovuto tenersi gi due anni fa
ma poi sempre rinviate. Superando
cos lo stallo della contrapposizione
frontale tra il presidente Michelle
Martelly, eletto nel 2011, e le opposizioni.
Credo che fosse necessario e urgente ha spiegato il cardinale
Langlois mettere i soggetti politici
intorno a uno stesso tavolo perch
la situazione socio-economica del
Paese a chiederlo. Viviamo in una
crisi di Governo cronica. Se non vogliamo arrivare a unesplosione del
Paese, ci si deve parlare.
Una cinquantina di rappresentanti dei partiti politici e del presidente
Martelly si stanno cos incontrando
da un paio di settimane in un albergo della capitale Port-au-Prince per
trovare una via duscita alla crisi politica. Abbiamo visto la buona fede

di quanti partecipano a questo dialogo ha aggiunto il porporato e


tutti dichiarano di voler arrivare a
un accordo. Solo che ciascuna delle
parti poi tenta di difendere il suo
punto di vista. Di qui lappello del
cardinale: Nessuno pu pensare di
risolvere da solo i problemi di
Haiti.
Problemi che rimangono immensi: a oltre quattro anni dal sisma sono tuttora pi di 170.000 le persone

che vivono nei campi e un haitiano


su tre si trova in condizioni di insicurezza alimentare. La situazione
ha concluso il porporato catastrofica. La gente non ha lavoro e
non pu guadagnare il necessario
per vivere. La Chiesa molto preoccupata. Noi stessi viviamo ogni
giorno le stesse difficolt dei nostri
fedeli e soffriamo per il fatto di non
essere in grado di assisterli come
servirebbe.

BO GOT, 11. Votiamo pensando al


bene comune: questo linvito, rivolto ai cittadini, contenuto nel
messaggio finale dellassemblea plenaria della Conferenza episcopale
colombiana. Un incontro quasi interamente dedicato allanalisi della situazione nel Paese sudamericano,
caratterizzata dai negoziati di pace
tra Governo e Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc) e
dalle prossime elezioni legislative (il
9 marzo) e presidenziali (il 25 maggio). Quelli offerti dai presuli colombiani sono proposte e orientamenti affinch i risultati del voto
possano contribuire efficacemente al
consolidamento della riconciliazione, della giustizia e della pace da
tutti desiderato.
Nel messaggio firmato dal cardinale arcivescovo di Bogot, Rubn Salazar Gmez, presidente della Conferenza episcopale si ricorda che recarsi alle urne un dovere irrinunciabile e che, come credenti e cittadini, non ci si pu adeguare allapatia pessimistica o alle
lamentele sterili che non risolvono
niente. In gioco c il futuro del
Paese. Serve un grande senso di
responsabilit che si esprime non
solo votando con coscienza e in libert ma anche discernendo con
cura le proposte dei diversi candidati e partiti con lo scopo di sostenere ci che meglio concorre al raggiungimento del bene comune, della giustizia e della pace. Si tratta
di esercitare la nostra coscienza
cittadina e cristiana per eleggere
persone che per le loro qualit
umane, etiche e morali siano capaci
e disponibili a impegnarsi nella ricerca del benessere integrale di tutti
i colombiani attraverso lesercizio
efficace, onesto, responsabile e trasparente delle loro funzioni. Il voto pu servire a sconfiggere la corruzione, il clientelismo e lindebita
pressione dei gruppi armati o di altri interessi disonesti nella sfera
pubblica.

I vescovi sottolineano due elementi fondamentali da tenere presente nel momento di decidere: in
primo luogo che la pace opera
della giustizia e che dunque occorre pensare alle molte disuguaglianze sociali che escludono milioni di
connazionali dalle condizioni minime necessarie per raggiungere uno
sviluppo umano integrale.
Lelenco delle emergenze lungo
e va dalla povert a un sistema sanitario insufficiente, dalla mancanza
di unistruzione scolastica di qualit
alla disoccupazione. In secondo
luogo, occorre privilegiare le proposte politiche dove emergano i principi etici e morali autenticamente
umani, non solo cristiani, come la
tutela del diritto fondamentale alla
vita e la difesa della natura del matrimonio e della famiglia.
Riguardo invece il complesso processo di pace con le Forze armate rivoluzionarie della Colombia, sul
quale la Chiesa cattolica locale si
gi espressa in diverse occasioni, i
vescovi rinnovano con decisione il
loro appoggio a ogni iniziativa in
favore della fine del conflitto che
consenta di gettare le basi per la
ricostruzione di una Colombia pi
giusta, riconciliata e in pace.
Dai dialoghi preliminari di pace
che si stanno svolgendo in questi
giorni a Cuba, sono apparsi, secondo monsignor Daro de Jess Monsalve Meja, arcivescovo di Cali, elementi molto importanti da considerare. Ho sentito che c disponibilit dalle parti. Il presidente Santos
ha detto il presule, che ha partecipato come rappresentante della
Conferenza episcopale colombiana a
diversi dialoghi per la liberazione
dei rapiti dal gruppo guerrigliero
Esercito di liberazione nazionale
(Eln) venuto a parlare con noi
durante lassemblea plenaria e ha ribadito la sua convinzione in questo
dialogo.
Secondo monsignor Monsalve
Meja riferisce Fides lEsercito
di liberazione nazionale avrebbe gi

definito alcuni punti per una possibile agenda per un dialogo di pace
soprattutto nel settore delle miniere,
dell'energia e dellambiente. Al riguardo il presule ritiene essenziale
che lEln entri in questi processi di
dialogo con un tavolo separato, e
che venga rafforzata la partecipazione dei cittadini.
Infine, larcivescovo di Cali ha
lanciato un appello a tutti i colombiani di buona volont affinch si
allontanino da ogni forma di violenza e si impegnino ad aprire uno
spazio per la riconciliazione e ad accettare questi accordi umanitari con
le Forze armate rivoluzione della
Colombia e con lEsercito di liberazione nazionale.

Impegno di tutti
per la pace
in Venezuela
CARACAS, 11. La Chiesa in Venezuela far di tutto per lavorare
con il Governo per il bene del
Paese. Lo ha detto domenica
scorsa larcivescovo di Caracas,
cardinale Jorge Urosa Savino, durante una messa per linsediamento del nunzio apostolico, arcivescovo Aldo Giordano. La cosa
importante ha sottolineato il
porporato fare un grande
sforzo per la pacificazione. Tutti
dobbiamo lavorare. Dobbiamo
impegnarci per porre fine alla
violenza cercando di vivere in un
clima di serenit, senza aggressivit, senza omicidi e senza ingiustizia. Respingo ogni forma di
violenza nelle proteste o nelle
manifestazioni. Ci che deve essere fatto ha concluso dare
risposte alle proteste della gente.

LOSSERVATORE ROMANO

pagina 8

Interventi del Pontificio Consiglio Cor Unum nelle Filippine, in Guatemala e in Haiti

In unomelia del prefetto della Congregazione delle cause dei santi

Le vie della carit

Il cardinale Stepinac
secondo Papa Francesco

di MARIO PONZI
Guatemala e Haiti sono le prossime
tappe del cammino della carit di
Papa Francesco verso le popolazioni
colpite da catastrofi naturali e disastri provocati dalluomo. In Guatemala saranno inaugurate alcune abitazioni fatte costruire da Cor Unum
per le popolazioni colpite dallalluvione che ha devastato il Paese lo
scorso agosto. A Port au Prince il
cardinale presidente Robert Sarah
benedir una grande scuola cattolica, riedificata grazie allintervento
del dicastero dopo essere andata
completamente distrutta nel sisma
che ha colpito Haiti nel 2010. Si
tratta di testimonianze concrete
dice in questa intervista al nostro
giornale monsignor Segundo Tejado
Muoz, sotto-segretario di Cor
Unum che mostrano come i nostri
interventi a favore delle popolazioni
colpite da calamit improvvise non
si limitino al momento dellemergenza, ma si protraggano nel tempo,
quando la luce dei riflettori mediatici non illumina pi la desolazione

genza non sia affatto finita. Il tifone


Haiyan non ha solo falciato oltre
cinquemila vite con la violenza scatenata l8 novembre dello scorso anno, ma continua a mietere vittime
tra quanti sono rimasti feriti e non
stato possibile assistere in modo
adeguato. Ci sono ancora migliaia di
persone che vivono in precariet,
senza cibo, senza acqua, senza dimora, senza medicine. La ricostruzione
ancora a livello di progettazione e,
salvo piccole eccezioni, ancora tutto da fare. Ci siamo trovati di fronte
a una situazione difficile.
La visita che avete compiuto con il cardinale Sarah servita a prendere coscienza di cosa c da fare?
Direi piuttosto che la visita del
presidente del dicastero rientra proprio nello stile di servizio di Cor
Unum. Non ci rechiamo mai in una
zona colpita, nei primi giorni del disastro: siamo convinti che si potrebbero creare ulteriori problemi. Lasciamo invece che a intervenire
nellimmediato siano le Chiese locali
e il nunzio che, essendo sul posto,
diventa realmente la
nostra fonte diretta e
il nostro primo punto
di riferimento.
Ma andare sul posto
due mesi dopo il disastro a cosa serve?

nella quale comunque le popolazioni


colpite continuano a vivere.
Quando partiranno le
Guatemala e in Haiti?

mercoled 12 febbraio 2014

missioni

in

Nel mese di marzo. In Guatemala


il cardinale presidente consegner
ufficialmente diciannove abitazioni
ad altrettanti nuclei familiari, rimasti
senza casa dopo le devastazioni provocate dalle alluvioni dello scorso
mese di agosto. Quello che mi piace
sottolineare che i nuovi alloggi sono stati realizzati non solo per assicurare un riparo alle famiglie, ma
anche per dare un giusto orientamento alla vita della famiglia stessa.
In che senso?
La ricostruzione chiaramente
molto difficile e la situazione della
gente tale da richiedere interventi
immediati. Tuttavia siamo convinti
che la famiglia vada comunque rispettata nella sua complessit, cos
come deve essere rispettato il diritto
dellintero nucleo familiare a vivere
con dignit. Per questo abbiamo rifiutato lidea di costruzioni lampo,
cio di case composte da ununica
stanza, dove vivere in promiscuit.
Le abitazioni che consegnamo sono
costituite da appartamenti con stanze separate e accessori anchessi allestiti a parte. Ci costano un po di
pi, ma assicurano un livello di esistenza certamente pi consono a una
famiglia.
E ad Haiti?
A Port au Prince andremo subito
dopo. Il cardinale benedir una
grande scuola realizzata in collaborazione con la nunziatura. La costruzione iniziata un anno fa ed stata
realizzata interamente con materiali
antisismici. davvero una bella opera. Ma soprattutto il suo compimento un segnale importante per far
capire alla gente che non stata abbandonata dopo le prime emozioni
seguite al disastro. La Chiesa cera,
c e sar sempre accanto a loro.
per lo stesso motivo che siete stati recentemente nelle Filippine?
In quelle terre le ferite sono molto
pi recenti e si pu dire che lemer-

Intanto
bisogna
precisare che non si
tratta del primo intervento nella zona. La
Caritas quella internazionale e quelle nazionali sono strumenti preziosi in questo senso. E poi, ripeto, la funzione essenziale di collegamento
svolta dal nunzio
apostolico. attraverso di lui che giungono
a destinazione i primi
aiuti inviati dal Papa.
Inoltre ci sono i vescovi locali. La visita
di Cor Unum importante proprio nel
periodo
immediatamente successivo, perch c bisogno di assicurare continuit agli
interventi sul campo.
E poi c unaltra importante missione da
compiere. La solidariet internazionale si avvia immediatamente dopo
ogni disastro, in qualsiasi parte del
mondo avvenga. Il problema che
pu nascere in loco quello della
organizzazione, o meglio della destinazione dei fondi. Hanno tutti una
provenienza diversa e spesso chi li
mette a disposizione vuole anche
stabilire a chi o a cosa devono essere
indirizzati. Tutto giusto: tuttavia ci
sono delle priorit, delle urgenze da
affrontare e dunque si tratta di creare un clima di collaborazione effettiva tra tutte le organizzazioni in campo, per mettere a frutto quanto la
generosit della gente mette a disposizione. A volte ci sono da superare
diffidenze, gelosie, incomprensioni.
a questo punto che si rende necessaria la presenza di qualcuno che
possa armonizzare le voci del coro.

E nelle Filippine ci sono


stati molti di questi
problemi ?

Coactus feci firmava dopo gli interrogatori

In realt la cosa che


ci ha pi sorpreso
stato proprio il clima
che abbiamo riscontrato tra la gente. Credevamo di dover portare
con noi una buona
dose di speranza da
offrire e invece ne siamo stati arricchiti noi.
E ripeto che siamo ancora nella fase dellemergenza, e il futuro pi che mai senza
certezze.
E in che modo avete
cercato di armonizzare
le tante voci in campo?
Non che ci sia
una strategia precisa
da adottare. Si tratta
di dialogare e di favorire il dialogo. Il primo giorno siamo arrivati a Manila e il cardinale ha incontrato
tutti i vescovi delle Filippine riuniti in plenaria. Ha lungamente
riflettuto con loro sulLa cattedrale di Tacloban scoperchiata dalluragano
la teologia della carit.
Ha riproposto linsegnamento, pressoch quotidiano, di dinale ha celebrato la messa in una
Papa Francesco a proposito del ser- chiesa completamente distrutta. Vi
vizio della carit della Chiesa, il suo hanno partecipato migliaia di persocontinuo richiamare la alla prossimi- ne. Il cardinale durante lomelia ha
t con i poveri, con i bisognosi. Un messo in risalto proprio latmosfera
insegnamento che certamente in riscontrata in queste zone, tra questa
continuit con quello contenuto nel gente. Dopo simili sciagure, ha nomotu proprio Intima Ecclesiae natura tato, si moltiplicano i gesti di carit
nel quale Papa Benedetto XVI ribadi- e tutti cercano di portare consolaziova che la carit costituisce lintima ne. Il bello che proprio la gente
natura della Chiesa e compito del provata che offre consolazione ai
vescovo vigilare affinch essa giun- soccorritori. Abbiamo visto sotto
ga a destinazione. Appare evidente quella tenda la fede matura di un
che la Chiesa, come dice spesso pro- popolo tenace.
prio Papa Francesco, non e non
deve essere una ong. qualcosa di Cosa far Cor Unum nellimmediato?
diverso perch in essa la carit nasce
Abbiamo tre progetti. Un orfanodallintima natura cristiana.
trofio per accogliere e assistere i tanMa la gente comune lo capisce?
Comincia a capirlo. Labbiamo
notato per esempio nellisola di Leyte. A Tacloban, una delle zone pi
colpite nellarcidiocesi di Palo, il car-

ti bambini rimasti senza genitori;


una casa di accoglienza per gli anziani che, singolarmente, si trovano
nelle stesse condizioni degli orfanelli; e una piccola clinica per offrire
un minimo di assistenza sanitaria.

Il terreno sul quale si realizzer il progetto di Cor Unum

Venerd pomeriggio ho informato


il Santo Padre che i medici avevano valutato come scientificamente
inspiegabile il presunto miracolo
presentato dalla postulazione per la
canonizzazione del beato martire
Alojzije Stepinac. Lo ha rivelato il
cardinale Angelo Amato, prefetto
della Congregazione delle cause
dei santi, durante la messa nella
chiesa romana di San Girolamo dei
Croati luned 10 febbraio, memoria
liturgica del beato arcivescovo di
Zagabria morto nel 1960.
Papa Francesco si rallegrato
molto di questo passaggio importante nelliter della causa di canonizzazione, ha affermato ancora il
cardinale Amato, riferendo anche
un altro aspetto significativo. Il
Pontefice gli ha confidato che da
giovane, in Argentina, aveva seguito con grande interesse e partecipazione la vicenda del martire croato,
aggiungendo un particolare a me
sconosciuto. Alla fine degli interminabili e micidiali interrogatori
ha detto quando larcivescovo
Stepinac, sfinito dalla stanchezza,
era costretto a firmare false confessioni, aggiungeva alla sua firma
due lettere: cf. E il Papa, ha precisato il cardinale prefetto, mi ha
poi spiegato il significato di
queste due lettere: coactus feci.
Cio: lho fatto perch costretto. Dunque, ha rimarcato il porporato, nonostante la spossatezza fisica,
il suo spirito di fede manteneva ancora un residuo
di lucidit per comunicare al mondo la sua indomita fedelt al Vangelo,
che non era stata piegata nemmeno dalla pi
atroce tortura.
Il cardinale Amato ha
ricordato che Stepinac
fu vittima della bufera
anticattolica che si scaten in Europa nel secolo
scorso e che, come un
micidiale terremoto, uccise innocenti, devast
chiese, distrusse scuole e
istituzioni cattoliche. Cos il Novecento, che avrebbe dovuto essere
il tempo della libert, in realt per
lEuropa fu il tempo della tirrannide ideologica antireligiosa, comunista e nazista. Tanto da essere il
tempo delle invenzioni diaboliche
delle foibe, dei lager, dei gulag.
Quei moderni tiranni ha detto
non obbedivano a nessun diritto
che non fosse quello della loro perversa ideologia. Erano fuorilegge
che uccisero uomini e donne, bambini e anziani. E studi storici affidabili, ha aggiunto, calcolano
che mai nella storia ci furono tanti testimoni uccisi in odio alla loro
fede cristiana, come nel secolo
scorso. Nella Christian World Encyclopedia lo studioso anglicano David B. Barrett parla di 26.685.000.
come se intere citt e nazioni
fossero state cancellate dalla furia
del maligno.
Il beato Alojzije Stepinac un
testimone autorevole di queste persecuzioni. Lo conferma un suo

scritto citato dal cardinale Amato


nellomelia: Se gli uomini ti giudicano ingiustamente, specialmente
se avverr mai che sarai condannato per la tua fedelt a Cristo, gioisci e rallegrati, perch Ges soffre
con te. E quando si soffre con Ges, tutto diventa pi facile. Stepinac si oppose con fermezza alle
persecuzioni di ogni provenienza,
alzando la voce in difesa della libert e della giustizia. Contro di
lui il regime, che non voleva creare martiri, utilizz la strategia dello
stillicidio, della morte lenta, pi
micidiale e penosa di ogni altra
forma di martirio. Inoltre, colp il
capo per piegare i fedeli.
La testimonianza di Stepinac, ha
spiegato il cardinale Amato, resta
attualissima: anche oggi viene
apertamente combattuta la visione
cattolica delluomo, della donna,

Il cardinale
in un ritratto
di Jozo Kljakovi
(1964)

del matrimonio, delleducazione


dei giovani, del rispetto e della dignit della vita umana dal suo nascere fino al suo naturale tramonto.
Oggi le virt vengono derise e i vizi esaltati. Le beatitudini evangeliche vengono sostituite da atteggiamenti violenti e trasgressivi. La libert, che lideologia antievangelica
rivendica per se stessa, viene negata a chiare lettere a coloro che la
pensano diversamente. Si impone
con la forza bruta di una propaganda calunniosa ci che non si ottiene con la ragione. Da Stepinac,
ha concluso, impariamo a essere
fedeli a Cristo, alla Chiesa, al Papa; a essere forti dinanzi al disprezzo, allingiustizia, alla persecuzione; a difendere con coraggio i diritti delluomo insieme ai diritti di
Dio E impariamo soprattutto a
perdonare ai nostri nemici e ad
amarli. Le ideologie umane tramontano, le dittature implodono.
Solo la carit di Dio rimane per
sempre.

Nomine episcopali
Le nomine di oggi riguardano Uruguay, Stati
Uniti dAmerica e Lesotho.

Daniel Fernando Sturla Berhouet


arcivescovo di Montevideo
(Uruguay)
Nato nella capitale uruguaiana il 4 luglio
1959, dopo aver conseguito il baccalaureato in
diritto civile nellInstituto Juan XXIII, ha compiuto gli studi di filosofia e scienze delleducazione nellIstituto salesiano Miguel Ra di
Montevideo. Ha studiato poi nellallora Instituto teolgico dellUruguay Monsignor Mariano Soler, ottenendo la licenza in teologia
nel 2006. Entrato nella provincia uruguaiana
della Societ salesiana di San Giovanni Bosco
alla fine degli anni Settanta, ha frequentato il
noviziato nel 1979 e ha emesso la prima professione religiosa il 31 gennaio 1980. Il 21 novembre 1987 stato ordinato sacerdote, ricoprendo i seguenti ministeri tra i salesiani: vicario del noviziato e postnoviziato, direttore
dellaspirantato e maestro dei novizi, direttore
dellIstituto pre-universitario Juan XXIII e professore di storia della Chiesa. Il 28 ottobre
2008 stato nominato ispettore salesiano
nellUruguay e poco dopo stato eletto presidente della Conferenza dei religiosi del Paese.

Il 10 dicembre 2011 stato nominato vescovo


titolare di Felbes e ausiliare di Montevideo.
Ha ricevuto lordinazione episcopale il 4 marzo 2012. Allinterno della Conferenza episcopale uruguaiana responsabile del dipartimento delle missioni e dei laici.

Edward Bernard Scharfenberger


vescovo di Albany
(Stati Uniti dAmerica)
Nato il 29 maggio 1948 a Brooklyn, New
York, dopo aver ottenuto il baccalaureato in
filosofia presso il Cathedral College of the
Immaculate Conception a Douglaston (1969),
ha frequentato il Pontificio Collegio Americano del Nord a Roma, conseguendo nel 1973 il
baccalaureato in teologia presso la Pontificia
Universit Gregoriana. Poi, ha ottenuto la licenza in teologia morale allAccademia Alfonsiana (1976-1978), la licenza in diritto canonico alla Catholic University of America di Washington, D.C., (1978-1981) e il juris doctor in
diritto civile presso la Fordham University nel
Bronx. Ordinato sacerdote il 2 luglio 1973 per
la diocesi di Brooklyn, stato vicario parrocchiale della Saint Stanislaus Kostka Parish a
Maspeth (1973) e della Saint Ephrem Parish a
Brooklyn (1973-1976), vicario giudiziale (1981-

2002), parroco di Saint Matthias a Ridgewood (2002-2013), promotore di giustizia (dal


2009) e vicario episcopale per la strategic
planning (2009-2011). Dal 2013 era vicario episcopale per il territorio di Queens.

John Joale Tlhomola


vescovo di Mohales Hoek
(Lesotho)
Nato il 12 marzo 1966, a Pulane Ha Mosiuoa, distretto di Berea, arcidiocesi di Maseru, dopo la scuola primaria e gli studi secondari, entrato nel noviziato dellIstituto secolare Servants of Christ the priest, (1987-1988)
ad Hammanskraal, nellarcidiocesi sudafricana
di Pretoria. Nel 1989 ha emesso i primi voti
temporanei e nel 1995 quelli perpetui. Dal
1995 al 1996 stato formatore presso il Saint
Ambrose pre-seminary e nel 1997 ha iniziato il
ministero pastorale nella parrocchia della cattedrale Our Lady of Victories di Maseru. Il
28 marzo 1998 stato ordinato sacerdote,
continuando il servizio nella stessa cattedrale
fino al 2003. In quellanno stato trasferito
come parroco alla Christ the priest Mission di
Motsekuoa, nella diocesi di Mohales Hoek,
in Lesotho. Nel 2010 stato per un anno economo del seminario maggiore Saint Augusti-

ne e docente di liturgia e spiritualit nel seminario propedeutico in Lesotho. Dal 2011 direttore generale del suo istituto secolare con
sede ad Hammanskraal.

Andrzej Jerzy Zglejszewski


ausiliare di Rockville Centre
(Stati Uniti dAmerica)
Nato il 18 dicembre 1961 a Biaystok, in Polonia, vi ha studiato filosofia e teologia prima
di trasferirsi, nel novembre 1987, negli Stati
Uniti dAmerica. Qui ha completato la formazione al sacerdozio, ottenendo il master of
arts in teologia presso il seminary of the Immaculate Conception di Huntington. Ordinato presbitero il 26 maggio 1990 per la diocesi
di Rockville Centre, stato assegnato come
vice-parroco alla Saint Christopher Parish di
Baldwin (1990-1995), poi alla Saint Thomas
the Apostle Parish in West Hempstead (19952003) e infine alla Saint Rose of Lima Parish
in Massapequa (2003-2007). Dal 2007 dirige
lufficio diocesano per il culto. inoltre professore aggiunto al seminario di Huntington e
ha tenuto corsi di formazione per diaconi permanenti. Nel 2012 stato nominato anche cocancelliere della diocesi.