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LOSSERVATORE ROMANO
POLITICO RELIGIOSO

GIORNALE QUOTIDIANO

Non praevalebunt

Unicuique suum
Anno CLIV n. 19 (46.561)

Citt del Vaticano

sabato 25 gennaio 2014

Papa Francesco al tribunale della Rota romana

Entra nel vivo la conferenza sulla Siria

Giudici ma soprattutto pastori

Negoziati in salita
a Ginevra

Dietro ogni pratica ci sono persone che attendono giustizia


I giudici ecclesiastici sono essenzialmente pastori. E come tali non
devono dimenticare che dietro ogni
pratica, ogni posizione, ogni causa,
ci sono persone che attendono giustizia. Lo ha detto Papa Francesco
ai componenti del tribunale della
Rota Romana ricevuti in udienza
nella mattina di venerd 24 gennaio,
nella Sala Clementina, in occasione
dellinaugurazione dellanno giudiziario.
Nel suo discorso il Pontefice ha
insistito sulla necessit di non contrapporre dimensione giuridica e
dimensione pastorale del ministero
ecclesiale, perch entrambe concorrono alla realizzazione delle finalit e dellunit di azione proprie
della Chiesa. Da qui laccento sulla
connotazione profondamente pastorale dellattivit giudiziaria ecclesiale. Che si configura ha
spiegato il Papa come servizio alla
verit nella giustizia e, al tempo
stesso, come servizio al popolo di
Dio in vista del consolidamento della piena comunione tra i singoli fedeli, e fra di essi e la compagine ecclesiale.
A partire da questa premessa, il
vescovo di Roma ha descritto la figura del giudice ecclesiastico, individuandone tre profili essenziali. Anzitutto quello umano, che esige serenit di giudizio e distacco da vedute personali ma anche capacit
di calarsi nella mentalit e nelle le-

gittime aspirazioni della comunit in


cui svolge il servizio. Doti che gli
permettono ha aggiunto di
praticare una giustizia non legalistica o astratta, ma adatta alle esigenze
della realt concreta e in grado di
entrare in profondit nella situazione delle parti in causa.

Al giudice sono richieste inoltre


ed questo il profilo pi strettamente giudiziario del suo ufficio la
perizia nel diritto, lobiettivit di
giudizio e lequit. Alle quali deve
unirsi genuino spirito di servizio,
a comprova della dimensione pastorale che integra e completa la fisio-

nomia del suo ministero. Egli il


servitore della giustizia ha affermato il Pontefice, ribadendo che la
carit pastorale costituisce lanima della funzione del giudice ecclesiastico.
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Attentati dinamitardi provocano almeno quattro morti e un centinaio di feriti

Il Cairo sotto attacco


IL CAIRO, 24. massima allerta nella capitale egiziana, dopo le tre
esplosioni di oggi, vigilia del terzo
anniversario della rivolta contro
Hosni Mubarak. Le misure di sicurezza sono state massicciamente raf-

forzate allaeroporto internazionale


del Cairo, davanti al ministero
dellInterno, in tutto il distretto di
Giza (la megalopoli che abbraccia
parte della capitale), nei pressi delle
ambasciate britannica e statunitense,

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Udienza al presidente
della Repubblica francese

Nella mattina di venerd 24 gennaio Papa Francesco ha ricevuto in


udienza il presidente della Repubblica Francese, Franois Hollande,
il quale si successivamente incontrato con larcivescovo Pietro Parolin, segretario di Stato di Sua Santit, che era accompagnato dallarcivescovo Dominique Mamberti,
segretario per i Rapporti con gli
Stati.
Nel corso dei cordiali colloqui,
stato rilevato il contributo della religione al bene comune. Nel richiamare i buoni rapporti esistenti tra
la Francia e la Santa Sede, stato
ribadito il reciproco impegno a
mantenere un dialogo regolare tra
lo Stato e la Chiesa cattolica e a
collaborare costruttivamente nelle
questioni di interesse comune. Nel

contesto della difesa e della promozione della dignit della persona


umana, si sono passati in rassegna
alcuni argomenti di attualit, quali
la famiglia, la bioetica, il rispetto
delle comunit religiose e la tutela
dei luoghi di culto.
La conversazione proseguita su
temi di carattere internazionale,
quali la povert e lo sviluppo, le
migrazioni e lambiente. Ci si
soffermati, in particolare, sui conflitti in Medio Oriente e in alcune
regioni dellAfrica, auspicando che,
nei diversi Paesi interessati, la pacifica convivenza sociale possa essere
ristabilita attraverso il dialogo e la
partecipazione di tutte le componenti della societ, nel rispetto dei
diritti di tutti, specialmente delle
minoranze etniche e religiose.

che gi ieri aveva diramato un allarme ai propri cittadini, evocando il


rischio di scontri e possibili attentati.
La prima deflagrazione causata
da un attentatore suidica a bordo di
unauto carica di esplosivo ha avuto luogo di fronte al quartier generale della polizia (che ha il compito di
gestire il dispositivo di difesa della
capitale), nel quartiere centrale di
Abdeen, a poca distanza dalla moschea di Al Azhar. Si tratta del primo attentato suicida nella storia recente della capitale.
La forte deflagrazione ha danneggiato gravemente la facciata delledificio e ne ha divelto il cancello
allingresso principale, scavando un
profondo cratere nella sede stradale
e proiettando unampia colonna di
fumo sopra la citt.
Fonti del ministero della Salute
parlano di almeno quattro morti e
oltre ottanta feriti. Illeso il capo
delle forze di sicurezza del Cairo,
che al momento dellattacco si
trovava allinterno del quartier generale.
Colpito dallonda durto anche il
museo islamico e altri palazzi circostanti. Una fonte qualificata al Cairo
ha dichiarato allagenzia Ansa che i
danni al museo sono ingenti.
La televisione di Stato ha riferito
che subito dopo lattentato sono risuonate raffiche di armi automatiche. Stando a testimoni oculari, ad
aprire il fuoco sarebbe stato un commando di miliziani.
Agenti in assetto anti-sommossa
hanno formato cordoni di sicurezza
intorno al complesso, respingendo la
folla radunatasi scandendo slogan,
alcuni dei quali erano di aperto

Come parla Jorge Mario Bergoglio

Bisogna
giocare in attacco
JORGE MILIA

A PAGINA

sostegno al deposto presidente,


Mohammed Mursi.
La seconda esplosione stata registrata a Dokki, nei pressi delledificio che ospita la polizia di Giza, a
poca distanza dalla stazione della
metropolitana di Bohuth. Ci sarebbe
almeno una vittima. Unaltra bomba
poi deflagrata nei pressi di un
commissariato di polizia a Talbeya,
sempre a Giza, lungo la strada che
porta alle piramidi. Il gruppo jihadista Ansar Beyt El Makdes secondo quanto afferma Al Arabiya ha
rivendicato via twitter la paternit
degli attacchi.
Subito dopo, centinaia di persone
si sono radunate davanti alla sede
del quartiere generale delle forze di
sicurezza, scandendo slogan contro i
Fratelli musulmani e chiedendo al
generale Abdel Fattah El Sissi di
candidarsi alle presidenziali.

GINEVRA, 24. Entra nel vivo la


conferenza di pace sulla Siria. Sono previsti per oggi, a Ginevra, i
primi negoziati diretti tra il regime
di Damasco e la rappresentanza
dellopposizione coordinati dallinviato speciale dellOnu e della Lega Araba, Lakhdar Brahimi. Dopo
i toni duri del vertice a Montreux,
ieri, con gli scambi di accuse tra le
parti coinvolte nel conflitto, sembra ancora difficile un accordo in
tempi brevi.
Brahimi ha gi incontrato separatamente i capi delle due opposte
delegazioni: prima il presidente della Coalizione nazionale dellopposizione,
Ahmed Jarba, poi il ministro degli Esteri di Damasco, Walid Muallem. Incontri rigorosamente separati, in vista dellavvio dei
negoziati, ai quali entrambi hanno accettato di partecipare. Non chiaro,
tuttavia, se al momento ci
sia un piano di lavoro comune e se i colloqui saranno da subito diretti. Il
nodo da dirimere resta
sempre lo stesso: il futuro
politico del presidente siriano, Bashar Al Assad, e
dei suoi uomini. Questione divenuta ancor pi
complessa dopo le dichiarazioni del segretario di
Stato americano, John
Kerry, e del ministro degli
Esteri cinesi, Wang Yi. Il
primo ha sottolineato lesigenza ribadita anche dal fronte
dellopposizione rappresentata a
Montreux di unapplicazione rigorosa, cio non negoziabile, delle
conclusioni della conferenza di Ginevra 1, nel giugno 2012, che prevede luscita di scena del presidente
siriano. Il secondo si invece opposto a questa soluzione, difendendo il principio di non ingerenza
negli affari interni siriani. Secondo
Pechino, anche il ruolo futuro di
Assad devessere incluso nelle trattative. Sulla stessa linea, Mosca:
N io, n il presidente Putin crediamo che Assad sia un partner
strategico; tuttavia, Assad lattuale
presidente della Siria, e non pu
essere ignorato ha dichiarato il
premier russo Dmitri Medvedev ai
microfoni della Cnn.
Ma il punto come sottolineano
numerosi analisti che la questione del futuro di Assad rappresenta soltanto la punta delliceberg.
Ci sono tante altre questioni molto
complesse che il negoziato dovr
affrontare: dal cessate il fuoco allo
smaltimento delle armi chimiche,
dalla crisi umanitaria, con lapertura di corridoi umanitari nelle zone
colpite dai bombardamenti, al nodo
dei detenuti politici. Tutto questo,

tenendo conto del fatto che sul terreno la situazione risulta ancor pi
complicata: il fronte dei ribelli
comprende infatti tutta una serie di
gruppi pi o meno identificabili.
Il dialogo sar comunque un
lungo processo ha fatto sapere la
Coalizione nazionale siriana. La
nostra posizione che molto chiara: lapplicazione di Ginevra 1 la
piattaforma su cui cominciare ha
detto Rafif Jouejati, portavoce della Coalizione. Ieri Ahmad Jarba,
capo della Coalizione nazionale, ha
chiesto ad Assad di cedere il potere

Combattenti a Homs (Reuters)

a un Governo di transizione che


possa organizzare nuove elezioni.
Proseguono, nel frattempo, i
combattimenti. Unautobomba
esplosa ieri nel nord est della Siria
uccidendo tre civili, tra i quali una
donna e il suo bambino, oltre a ferirne una ventina. Lesplosione
avvenuta a Malkiye, a ridosso dei
confini con Iraq e Turchia.

I dati sugli ultimi venti anni


di migrazione verso lItalia

Ventimila morti
nel Mediterraneo
PAGINA 2

I rapporti con il Consiglio


ecumenico delle Chiese
e lAlleanza battista mondiale

Cos simpara a
guardare
con gli occhi dellaltro
GREGORY J. FAIRBANKS

A PAGINA

NOSTRE INFORMAZIONI
Il Santo Padre ha ricevuto in
udienza nel pomeriggio di ieri,
gioved 23, le Loro Eccellenze
Reverendissime i Monsignori:
Lorenzo Baldisseri, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi;
Adolfo Armando Uruiona,
Vescovo di Aatuya (Argentina).
Il Santo Padre ha ricevuto
questa mattina in udienza Sua
Eccellenza
Reverendissima
Monsignor Gerhard Ludwig
Mller, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della
Fede.
Il Santo Padre ha ricevuto
questa mattina in udienza Sua
Eccellenza Monsignor Pio Vito

Pinto, Decano del Tribunale


della Rota Romana.
Il Santo Padre ha ricevuto
questa mattina in udienza il
Collegio dei Prelati Uditori del
Tribunale della Rota Romana.
Il Santo Padre ha ricevuto
questa mattina in udienza Sua
Eccellenza il Signor Franois
Hollande, Presidente della Repubblica Francese, e Seguito.

Provvista di Chiesa
In data 24 gennaio, il Santo
Padre ha nominato Vescovo di
Harrisburg (Stati Uniti dAmerica) Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Ronald William Gainer, finora Vescovo di
Lexington (Stati Uniti dAmerica).

Nomine
di Vescovi Ausiliari
In data 24 gennaio, il Santo
Padre ha nominato Vescovo Ausiliare dellArcidiocesi di Bamberg (Repubblica Federale di
Germania) il Reverendo Herwig
Gssl, del clero della medesima
Arcidiocesi, finora Vice-Rettore
del Seminario Maggiore delle
Diocesi di Bamberg e Wrzburg, assegnandogli la sede titolare vescovile di Balecio.
In data 24 gennaio, il Santo
Padre ha nominato Vescovo Ausiliare di Sacramento (Stati Uniti dAmerica) Monsignor Myron
Joseph Cotta, del clero della
Diocesi di Fresno, finora Vicario
Generale e Moderatore della
Curia, assegnandogli la sede titolare vescovile di Muteci.

LOSSERVATORE ROMANO

pagina 2

sabato 25 gennaio 2014

I dati dellOim sugli ultimi venti anni di migrazione verso lItalia

Occupato il palazzo del ministero delle Politiche agricole

Le relazioni diplomatiche tra Stati Uniti e Santa Sede

Ventimila morti
nel Mediterraneo

Infruttuosi
colloqui in Ucraina

Cooperazione
per rafforzare la pace

ROMA, 24. Sono oltre ventimila le


persone morte negli ultimi venti anni nel tentativo di raggiungere le
coste italiane: 2.300 nel 2011, circa
settecento nel 2013. Troppi morti,
troppe speranze naufragate nel lembo di mare che divide il nord Africa dallEuropa ha dichiarato Jos
Angel Oropeza, direttore dellUfficio di Coordinamento dellO im
(lOrganizzazione
internazionale
per le migrazioni) nel Mediterraneo.
Nel corso del 2013 sono stati
quasi 45.000 i migranti che hanno
rischiato la vita nel tentativo di raggiungere le coste italiane e maltesi.
Oltre 42.900 sono sbarcati in Italia,
2.800 a Malta. Si tratta del numero
pi alto di arrivi registrato nei due
Paesi dal 2008 (a eccezione del
2011, anno contrassegnato dalla crisi
libica). In Italia, le donne sbarcate
sono state oltre 5.400, mentre i minori oltre 8.300 (5.200 non accompagnati). La maggior parte degli
sbarchi ha interessato lisola di
Lampedusa (14.700 le persone soccorse) e il territorio siracusano
(14.300).
Questanno i flussi migratori
hanno registrato un aumento del
numero di persone in fuga da guerre e regimi ha dichiarato il rappresentante dellOim. La maggior
parte dei migranti arrivati via mare
in Italia sono stati infatti siriani
(11.300), eritrei (9.800) e somali
(3.200). Tutte persone costrette a
lasciare il proprio Paese e che, secondo la normativa italiana e internazionale, hanno diritto a ricevere
protezione in Italia.
E gli sbarchi stanno continuando
anche nel mese di gennaio 2014:
previsto per oggi ad Augusta, in
Sicilia, larrivo di 204 migranti soccorsi dalla Marina Militare nel
canale di Sicilia. Come abbiamo
gi affermato pi volte, la vera
emergenza del Mediterraneo
rappresentata
dal
numero
di

migranti che continuano a perdere


la vita in mare o di cui non si hanno pi notizie ha aggiunto Oropeza. Tra le questioni umanitarie ancora da risolvere va inoltre ricordata
quella relativa al riconoscimento dei
corpi dei naufragi dello scorso
ottobre: sono molti infatti i parenti
delle vittime ancora in attesa di
sapere se tra i cadaveri recuperati in
mare ci sono anche quelli dei loro
cari.
Purtroppo ha sottolineato ancora il responsabile dellOim per il
Mediterraneo in questi anni le
notizie delle vittime di questa fuga
da guerre, persecuzioni, povert e
fame sono diventate quasi unabitudine, un mero calcolo, un dramma
spesso ovattato da statistiche e
lanci dagenzia. Lurgenza, sempre
pi impellente, di cercare di capire come evitare che le persone
muoiano solo perch vogliono vivere meglio, affinch migrare non sia
pi un pericolo, ma un viaggio sicuro, affinch non sia pi un obbligo, ma una scelta.
Il problema dellimmigrazione e
la gestione dei flussi migratori sono
stati gli argomenti principali al centro della riunione informale, svoltasi ieri, del Consiglio dei ministri
degli Interni e della Giustizia
dellUnione europea. Lincontro si
svolto ad Atene con la partecipazione, tra gli altri, della vice presidente della Commissione europea
e commissario alla Giustizia e Diritti fondamentali, Viviane Reding.
Presente anche il commissario responsabile per gli Interni, Cecilia
Malmstrm.
I ministri hanno discusso della
politica dellimmigrazione legale e
dellallargamento dellapplicazione
della direttiva sulle operazioni di
trasferimento dei cittadini di Paesi
terzi allinterno dellUnione europea, su cui ci sono opinioni
differenti tra Parlamento e Consiglio Ue.

Manifestanti su una barricata al centro di Kiev (Ansa)

KIEV, 24. Delusione stata espressa


dallopposizione ucraina dopo un
lungo vertice con il presidente
Viktor Ianukovich. Alla fine dellincontro il capogruppo del partito
Patria di Yulia Timoshenko aveva
annunciato forti possibilit di mettere fine al bagno di sangue, facendo intravedere degli spiragli nella crisi politica che negli ultimi
giorni ha portato a violenti scontri
nel centro di Kiev. Nel pomeriggio
di ieri il presidente del Parlamento
aveva inoltre annunciato la convocazione di una seduta straordinaria
dellorgano legislativo per discutere
le possibili dimissioni del Governo
e labrogazione delle leggi anti-protesta, causa principale dei violenti
scontri a Kiev.
Poi, per, il leader di Udar Vitali
Klitschko ha raffreddato le speranze dei manifestanti affermando che
la sola cosa ottenuta dallincontro

Confronto a distanza tra Iran e Israele

Forum di Davos tra politica ed economia


DAVOS, 24. stata ancora la politica a tenere ieri banco al Forum di
Davos, dove ha avuto luogo il confronto a distanza tra Iran e Israele.
Ma successivamente lintervento del
presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, ha condotto
le tematiche del World Economic
Fourm, su binari pi propriamente
economici e finanziari.
Dopo lintervento, ieri mattina,
del presidente iraniano, Hassan
Rohani, stata la volta del premier
israeliano, Benjamin Netanyahu,
che ha risposto senza mezzi termini
alle parole del leader di Teheran,
mettendone in dubbio la dichiarata
volont di dialogo e sottolineando
il mancato riconoscimento dellesistenza stessa dello Stato di Israele.
Stessi toni sono stati usati dal presidente Shimon Peres, il quale ha invitato Teheran a impegnarsi in un
processo di pacificazione tra Israele
e arabi.
Ma il vertice di Davos stato anche loccasione per fare il punto
sulla situazione dei rapporti tra
Israele e lEuropa, cos come sulla
crisi israelopalestinese. Il vecchio
continente ha detto Netanyahu
deve mantenere la sua lealt e il
suo equilibrio senza fare pressioni su Israele, se vuole dare una
chance ai colloqui di pace. Io sono pronto per una pace reale e genuina con i palestinesi, e mi auguro
che lo sia anche il presidente Abu
Mazen ha dichiarato Netanyahu,
che oggi dovrebbe avere, a margine
del Forum, un colloquio con il segretario di Stato americano, John
Kerry.
Sul piano economico, largomento principale delle discussioni stato quello degli istituti di credito. Il
presidente della Banca centrale europea (Bce), Mario Draghi, ha detto nel suo intervento che vuole la
fine degli istituti che non presta-

no e che, come nel caso del Giappone, possono bloccare per anni
la ripresa. Lo strumento della vigilanza unica metter in luce tutte
queste zone dombra. Draghi ha comunque sottolineato che in Europa
ci sono segnali incoraggianti, a dimostrazione di un certo grado di ripresa, anche se la criticit della situazione non diminuita. Leconomia nelleurozona cresce di nuovo, ma la crescita mal distribuita
e la disoccupazione a un tasso superiore al 12 per cento ancora
molto elevata. A rendermi fiducioso
il fatto che la crescita non dipende pi solo dalle esportazioni, ma
sostenuta gradualmente anche dalla
domanda interna.
Draghi ha chiesto ai Governi europei e al Parlamento di ridurre i
dieci anni stabiliti per giungere alla
piena operativit del fondo comune
anticrisi. Secondo alcune fonti, una
proposta di compromesso avanzata

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dalla Bce sarebbe quella di far partire il fondo comune fin da subito,
grazie a una capacit di prestito garantita dagli Stati: si tratterebbe,
nel concreto, di un grande fondo di
garanzia, che protegga gli istituti da
future possibili crisi. In ogni caso,
assicura Draghi, il denaro dei contribuenti europei non sar pi utilizzato per salvare le banche. A pagare saranno in primis i creditori e
solo come ultima risorsa gli Stati.
Oltre al fondo comune, la seconda questione chiave indicata da
Draghi stata quella del meccanismo unico di risoluzione bancaria,
cio linsieme delle norme che devono regolare il fallimento delle
banche. I lavori in corso tra Consiglio e Parlamento Ue su questo tema dovranno accelerare: per far votare il testo definitivo ad aprile,
laccordo dovr essere trovato entro
febbraio.

stata la promessa di liberare tutti


i dimostranti arrestati (75 da domenica secondo la polizia). Ianukovich, infatti, nonostante la convocazione della seduta straordinaria del
Parlamento, sembra si sia rifiutato
di sollevare Mikola Azarov dallincarico di primo ministro, e lorgano
legislativo rimane comunque nelle
mani del suo partito delle Regioni.
Lo stesso Azarov ieri aveva anche
respinto con decisione la possibilit
di elezioni presidenziali anticipate,
cos come chiesto dallopposizione
nel suo ultimatum di 24 ore lanciato mercoled.
In piazza Maidan, cuore della
protesta europeista in serata cerano
migliaia di persone, che continuano
a rinforzare le barricate e a erigerne
di nuove. Ma questa mattina i manifestanti antigovernativi hanno
preso dassalto e occupato il palazzo del ministero delle Politiche
agricole, situato sul centralissimo
viale Kreshchatik. Questo nonostante da tutti i leader delle opposizioni siano giunti appelli alla calma
e alla moderazione.
E la protesta sembra destinata a
diffondersi. Ieri gruppi di manifestanti hanno fatto irruzione in alcuni palazzi regionali dellUcraina occidentale, dove lopposizione ha ottenuto pi voti. A Leopoli il governatore Oleg Salo nominato da
Ianukovich stato costretto a dimettersi dai dimostranti, ma ha poi
ritrattato. Proteste anti-governative
sono segnalate ieri anche a Rivne,
Ternopil, Khmelnytsky e Cherkassy.
E oggi gi si costruiscono barricate
intorno agli edifici occupati a Lviv
e Rovno, riferisce lagenzia ItarTass. I dimostranti chiedono le dimissioni dei governatori nominati
dal presidente Viktor Ianukovich.
Nella serata di ieri, dagli Stati
Uniti, il vice presidente Joe Biden
ha chiamato Ianukovich chiedendo
la fine di ogni violenza e invitando
le autorit ad ascoltare e dare risposta a chi protesta in maniera pacifica. E lambasciatore ucraino in
Francia stato convocato al ministero degli Esteri per notificargli la
condanna del Governo Hollande
contro la repressione.

Una mostra fotografica stata allestita dallambasciata degli Stati Uniti


dAmerica presso la Santa Sede per
celebrare il trentesimo anniversario
delle relazioni diplomatiche (10 gennaio 1984). Durante linaugurazione
dellesposizione, avvenuta ieri, gioved
23 gennaio, a Palazzo della Cancelleria, il segretario per i Rapporti con
gli Stati, arcivescovo Dominique
Mamberti, ha pronunciato, in inglese,
il discorso che qui pubblichiamo in
una traduzione italiana.
Signor Ambasciatore,
Eminenze,
Eccellenze, Signore e Signori,
Desidero porgere il mio pi vivo
ringraziamento a Lei, Signor Ambasciatore, per il cordiale invito a
prendere la parola in occasione della commemorazione dei 30 anni
dellallacciamento delle Relazioni
diplomatiche tra gli Stati Uniti e la
Santa Sede.
Come noto, relazioni esistevano
gi da molto tempo prima. Il primo
contatto tra gli Stati Uniti dAmerica e la Santa Sede ad alto livello
avvenuto nel 1788, quando George
Washington comunic a Papa Pio
VI, tramite Benjamin Franklin, che
nella neonata Repubblica non vi
era alcun bisogno di un permesso
da parte dello Stato per la nomina
di un Vescovo, in quanto quello
che la rivoluzione aveva portato alle colonie era proprio la libert, innanzitutto la libert religiosa. Il Papa design un gesuita P. John
Carroll a divenire il primo Vescovo
cattolico negli Stati Uniti dAmerica, costituendo cos la Gerarchia
cattolica nel nuovo Paese indipendente. Dopo quella prima diocesi,
la sede primaziale di Baltimora, sono sorte oltre 200 circoscrizioni ecclesiastiche. Tuttavia, passeranno
quasi due secoli prima che vengano
stabilite le relazioni diplomatiche.
Ci avvenne nel 1984, grazie a
Giovanni Paolo II e al Presidente
Ronald Reagan, che nomin come
primo
Ambasciatore
William
Wilson, fino a quel momento suo
Rappresentante personale presso la
Santa Sede, mentre lArcivescovo,
Monsignor Pio Laghi, poi Cardinale, da Delegato divenne Nunzio
Apostolico. Da allora vi sono stati
dieci Ambasciatori, compreso S.E.
Sig. Kenneth F. Hackett. I Nunzi
Apostolici invece sono stati cinque
con lattuale, S.E. Monsignor Carlo
Maria Vigan.
Le relazioni tra la Santa Sede e
gli Stati Uniti sono cresciute lentamente ma costantemente, divenendo nel tempo sempre pi forti. Lo
dimostrano anche i Viaggi dei Pontefici negli Stati Uniti: al Viaggio
di Papa Paolo VI a New York nel
1965, ne sono seguiti ben 7 negli
Stati Uniti del Beato Giovanni Paolo II e nel 2008 quello di Benedetto
XVI. Pure numerose sono state le
Visite dei Presidenti Usa in Vaticano, dopo la prima di Woodrow
Wilson, nel gennaio 1919. Il Presidente Barack Obama ha visitato
Benedetto XVI nel 2009 e ora si sta
preparando lincontro con Papa
Francesco per la fine del prossimo
mese di marzo.
Il consolidamento dei rapporti
tra la Santa Sede e gli Stati Uniti
lungo gli anni ha consentito un
dialogo di rilievo anche sul piano
internazionale. Se infatti gli Stati
Uniti rappresentano uno dei primi
attori sulla scena internazionale, la

Chiesa e la Santa Sede partecipano


delle gioie e delle speranze, delle
tristezze e delle angosce dellumanit, offrendo a questa la loro
cooperazione sincera al fine di stabilire una fraternit universale (cfr.
Gs 3).
Il 21 marzo 1848, il Senato degli
Stati Uniti discusse un disegno di
legge di bilancio che stanziava fondi per lIncaricato dAffari presso il
Papa Pio IX, nominato dal Presidente James Polk. Durante il dibattito, il Senatore Lewis Cass, riferendosi al Papa Pio IX, disse: Gli occhi della cristianit sono sul suo sovrano. Molto ci si aspetta da lui...
La diplomazia dEuropa trover
pieno impiego alla sua Corte ed i
suoi inviati pi esperti saranno l in
Vaticano.
Non penso di discostarmi dalla
realt se dico che le affermazioni
del Senatore Cass si stanno avverando anche oggi con Papa Francesco, che continuamente stimola la
Chiesa e la Comunit internazionale a non essere semplici spettatori
riguardo alle grandi sfide che assillano lumanit, ma a impegnarsi
per affrontarle. Lo stanno a dimostrare i numerosi incontri che il
Santo Padre ha avuto, fin dai primi
giorni di Pontificato, con Capi di
Stato, Capi di Governo e Responsabili delle Organizzazioni internazionali, tutti desiderosi di incontrarlo e trattare con lui i problemi del
nostro tempo che sono tanti e gravi. Questi richiedono determinazione e concertazione da parte di tutti
gli attori della scena internazionale.
Ecco la necessit e limportanza di
un dialogo sempre pi stretto tra la
Santa Sede e gli Stati Uniti dAmerica. Il Santo Padre, nellEsortazione Apostolica Evangelii gaudium, rileva che per la Chiesa, in questo
tempo ci sono in modo particolare
tre ambiti di dialogo nei quali deve
essere presente, per adempiere un
servizio in favore del pieno sviluppo dellessere umano e perseguire il
bene comune: il dialogo con gli
Stati, con la societ che comprende il dialogo con le culture e le
scienze e quello con gli altri credenti che non fanno parte della
Chiesa cattolica (n. 238).
Papa Leone XIII, nellEnciclica
Longinqua del 1895, ha fatto riferimento ai primi rapporti tra la Santa
Sede e gli Stati Uniti dAmerica.
Cito: Allepoca delle colonie americane, avendo, con laiuto dei cattolici, ottenuto la libert e lindipendenza, unendosi in una Repubblica costituzionale, fu benevolmente istituita fra di Voi la Gerarchia
ecclesiastica; e proprio nel momento in cui il suffragio popolare metteva il grande Washington alla guida della Repubblica, veniva designato dallAutorit Apostolica il
primo Vescovo per la Chiesa americana. La ben nota amicizia e familiarit che vi era tra questi due uomini pare essere unevidenza che gli
Stati Uniti dovrebbero essere uniti
nella concordia e nellamicizia con
la Chiesa cattolica (n. 4).
Il mio augurio che lamicizia e
la collaborazione tra la Santa Sede
e gli Stati Uniti possa sempre pi
consolidarsi nella famiglia delle Nazioni, perch il mondo avanzi nella
costruzione della pace, della giustizia e della fraternit.

Altissima tensione al Parlamento di Ankara

Tafferugli al Parlamento turco (Reuters)

GIOVANNI MARIA VIAN


direttore responsabile

TIPO GRAFIA VATICANA


EDITRICE LOSSERVATORE ROMANO

Carlo Di Cicco

don Sergio Pellini S.D.B.

vicedirettore

Piero Di Domenicantonio
caporedattore

Gaetano Vallini
segretario di redazione

direttore generale

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Segreteria di redazione
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Servizio fotografico: telefono 06 698 84797, fax 06 698 84998


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ANKARA, 24. Il clima avvelenato che circonda


in Turchia la tangentopoli del Bosforo che fa
tremare il Governo del premier Recep Tayyip
Erdoan ha provocato ieri pomeriggio attimi
di fortissima tensione nel Parlamento di Ankara, dove un deputato dellopposizione finito
in ospedale. La tensione degenerata in scontro fisico nellaula quando un deputato del
principale partito di opposizione, il partito
Popolare repubblicano di Kemal Kldarolu,
ha affermato che anche Bilal Erdoan, primogenito del capo del Governo, fra le personalit coinvolte nei casi di corruzione. I deputati
del partito islamico Akp del premier si sono
avvicinati minacciosi, ma diversi parlamentari
dellopposizione hanno fatto schermo davanti

Tariffe di abbonamento
Vaticano e Italia: semestrale 99; annuale 198
Europa: 410; $ 605
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America Nord, Oceania: 500; $ 740
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alloratore. Il Parlamento di Ankara sta dibattendo del molto contestato disegno di legge
presentato da Erdoan dopo lavvio della tangentopoli turca per porre il Consiglio supremo dei giudici e dei magistrati (Hsyk, il Csm
turco) sotto il controllo del Governo. Una
mossa definita anticostituzionale e antidemocratica dallopposizione, che accusa il premier
di volere insabbiare le inchieste che coinvolgono nomi eccellenti del regime, e che ha suscitato lallarme anche in ambito internazionale. Nelle ultime settimane Erdoan ha rimosso
dallincarico pi di tremila dirigenti e funzionari della polizia e oltre 120 magistrati, fra cui
i responsabili dei vari filoni delle inchieste
contro la corruzione.

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LOSSERVATORE ROMANO

sabato 25 gennaio 2014

Entra in carica
a Bangui
la presidente
ad interim
BANGUI, 24. Catherine SambaPanza, eletta dal Parlamento della
Repubblica Centroafricana presidente ad interim, entrata in carica ieri dopo aver prestato giuramento sulla Costituzione. Catherine Samba-Panza, 59 anni, la
prima donna a rivestire questa carica nel Paese. Alla cerimonia di
giuramento erano presenti, tra gli
altri, il presidente del Gabon,
Omar Bongo Ondimba, e il ministro degli Esteri francese Laurent
Fabius.
La presidente ad interim attesa da una missione assai ardua:
riportare la pace in un Paese dilaniato dalla violenza settaria. significativo che fatti di sangue abbiano avuto luogo anche nel giorno dellinsediamento di Catherine
Samba-Panza: dieci persone sono
rimaste uccise, nella capitale Bangui, in scontri fra milizie rivali.
La presidente ad interim succede
a Michel Djotodia, che aveva rovesciato il regime di Franois Boziz nel marzo del 2013, alla testa
della sua coalizione ribelle Seleka,
a sua volta costretto alle dimissioni (lo scorso 10 gennaio) sotto la
pressione della comunit internazionale per non essere riuscito a
fermare le violenze nel Paese.
Nel giorno dellinsediamento la
presidente ad interim ha sottolineato lurgenza della pace in un
territorio che, a causa delle perduranti violenze, conta oltre un
milione e mezzo di rifugiati interni ed esterni. E per contribuire a
riconciliare il Paese i ministri degli Esteri dellUe hanno raggiunto, nei giorni scorsi, unintesa per
linvio di una missione militare, in
appoggio agli sforzi compiuti, in
tal senso, dallUnione africana.

Intesa siglata ad Addis Abeba dopo oltre un mese e mezzo di sanguinosi combattimenti

Cessate il fuoco in Sud Sudan

Un soldato dellesercito sudsudanese nei pressi di Juba (LaPresse/Ap)

JUBA, 24. In Sud Sudan tacciono le armi. Almeno


per il momento. stato infatti siglato ieri, ad Addis Abeba, un cessate il fuoco tra la delegazione
del presidente Salva Kiir (di etnia Dinka) e quella
dei ribelli fedeli allex vicepresidente Riek Machar
(di etnia Nuer). Lintesa stata raggiunta dopo
oltre un mese di aspri combattimenti, che hanno
causato migliaia di morti e oltre mezzo milioni di
profughi, secondo le stime fornite dalle Nazioni
Unite. Un contributo significativo al raggiungimento del cessate il fuoco stato dato anche dalla Cina che, tra laltro, attualmente il pi grande investitore nellindustria petrolifera del Sud

Sulla presenza militare statunitense dopo il 2014

Piano alternativo
per lAfghanistan
KABUL, 24. Sta divenendo sempre
pi probabile ladozione di un piano B per lAfghanistan, in modo da
definire le modalit della presenza
militare statunitense dopo il 2014,
quando cio sar stato completato
il ritiro del contingente internazionale. un piano che si rende necessario visto che appare assai difficile che Afghanistan e gli Stati
Uniti firmino laccordo sulla sicurezza. Permangono infatti le divergenze sulla tempistica: Washington

S di Islamabad
a raid mirati
contro gli insorti
ISLAMABAD, 24. Il Pakistan ha
autorizzato ieri bombardamenti
mirati contro militanti islamici
sospettati di atti di terrorismo.
Durante un vertice presieduto
dal primo ministro, Nawaz Sharif, lEsecutivo ha dato il via libera allesercito per colpire i covi segreti e i campi di addestramento dei miliziani. Le operazioni saranno condotte lungo la
frontiera con lAfghanistan, con
laiuto di aerei spia per intercettare i movimenti dei ribelli. Il
primo ministro aveva incontrato,
nei giorni scorsi, il nuovo comandante dellesercito, Raheel
Sharif, per discutere del recente
intensificarsi delle violenze da
parte degli insorti, soprattutto
con militari e agenti di polizia.
La decisione di ieri giunge in
concomitanza con una serie di
bombardamenti sui distretti tribali del Nord Waziristan e di
Khyber contro presunte basi talebane: raid che hanno consentito di eliminare, riferisce una nota dellesercito, numerosi guerriglieri.
Intanto nella citt di Peshawar si sono registrate nuove violenze: sei persone sono morte in
seguito alla potente deflagrazione di una vettura carica di
esplosivo.

pagina 3

preme perch lintesa sia firmata


subito; il presidente Hamid Karzai
intende ufficializzare laccordo solo
dopo le presidenziali afghane del 5
aprile.
Tra le opzioni allo studio, come
riferisce The Wall Street Journal,
c quella di mantenere le forze statunitensi in Afghanistan nel quadro
di un accordo bilaterale gi esistente e che non in scadenza. Nel
frattempo si pensa di riconsiderare
il mandato della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza
(Isaf), che scadr a fine anno. Ieri
poi il comandante delle forze alleate, John Dunford, ha suggerito al
presidente Barack Obama di lasciare in Afghanistan almeno diecimila
militare, e non solo statunitensi, fino alla fine del 2016. Sul tavolo rimane sempre lopzione zero:
Washington non lascerebbe nemmeno un soldato dopo il 2014, come risposta a Karzai che non vuole
firmare subito laccordo sulla sicurezza.

Sudan. Ai colloqui di pace, apertisi allinizio di


gennaio ad Addis Abeba, in Etiopia, ha preso
parte anche il ministro degli Esteri cinese, Wang
Yi, che durante i lavori ha sottolineato il ruolo di
mediatore che Pechino intende svolgere a sostegno della pace in Sud Sudan. La Cina, scrive il
China Daily, teme che il conflitto si possa
estendere a Paesi vicini, come Sudan, Kenya e
Uganda.
Grazie agli accordi si potr favorire la pace
nel Paese ha detto, citato dalla France Press, il
capo negoziatore dei ribelli, Taban Deng. Dal
canto suo, Nhial Deng Nhial, rappresentante del

Attesa
in Thailandia
la decisione
sulle elezioni
BANGKOK, 24. La Thailandia attende con il fiato sospeso la decisione della commissione elettorale, che deve esprimersi sullannullamento o meno delle legislative
anticipate del prossimo 2 febbraio. Il voto stato indetto dal
Governo della premier, Yingluck
Shinawatra, nel tentativo di fermare londata di protesta e le violenze tra manifestanti e polizia,
che da settimane investono la capitale, Bangkok. Violenze che
hanno provocato diversi morti e
centinaia di feriti.
Lopposizione che chiede a
gran voce le dimissioni di
Yingluck ha ribadito che non
prender parte alleventuale consultazione elettorale. Il Governo
convinto che le elezioni legislative
si terranno regolarmente e per garantire lordine pubblico ha gi
proclamato lo stato demergenza
per due mesi a Bangkok e nelle
aree circostanti.

Governo di Juba, ha affermato: Speriamo che


adesso si possa finalmente mettere fine al bagno
di sangue. I colloqui ad Addis Abeba si sono
svolti sotto legida dellIgad, lAutorit intergovernativa per lo sviluppo (Igad), che raggruppa sette
Paesi dellAfrica dellest: lorganismo ha espresso
grande soddisfazione per laccordo sul cessate il
fuoco. Altrettanto hanno fatto gli Stati Uniti, che
hanno definito lintesa raggiunta ieri una prima
tappa cruciale lungo il cammino di riconciliazione nel Paese. Washington si quindi augurata
che le parti applichino rapidamente e pienamente le clausole siglate.

MO GADISCIO, 24. Nel 2013 gli atti


di pirateria al largo della Somalia
sono stati contenuti: lo ha detto
ieri lammiraglio francese, Herv
Bljean, comandante della forza
europea Atalante. Vi sono sempre dei gruppi attivi affiliati a sistemi mafiosi in Somalia, ma non
vi sono pi le condizioni per rendere interessante un atto di pirateria ha detto lammiraglio in
occasione di una videoconferenza
trasmessa a Parigi. Secondo gli
ultimi dati, solo otto navi sono
state attaccate dai pirati nel 2013
al largo della Somalia: nel 2012
gli attacchi erano stati trentacinque. Tra laltro nessuno degli assalti compiuti dai pirati, lanno
scorso, andato a buon fine.
Lammiraglio ha attribuito questo dato positivo allefficienza
delle forze marittime impegnate
nella zona. Herv Bljean ha poi
spiegato che oltre a quelle della
missione europea, navi della Nato, cinesi, indiane, sudcoreane e
russe pattugliano la zona per scoraggiare le attivit di pirateria nella regione. Mentre la marina mercantile imbarca ormai regolarmente squadre di sicurezza a bordo.
Lammiraglio francese, pur sottolineando i progressi compiuti negli ultimi tempi contro la pirateria, ha ammonito a non abbassare
mai la guardia, poich si di
fronte a un fenomeno pronto a
colpire alla minima disattenzione.
La missione Atalante, alla quale
partecipano una quindicina di
Paesi europei, stata istituita nel
2008 per garantire la sicurezza
dei mari nel golfo di Aden e
nelloceano indiano.

Kim Jong-un invia una lettera al Governo sudcoreano

Da Pyongyang un insolito
messaggio di pace
PYONGYANG, 24. Repentino, ma tutto da verificare, cambio di marcia
del regime comunista nordcoreano
nei confronti della Corea del Sud.
Oggi, infatti, in una lettera al Governo di Seoul inviata su ordine
del numero uno nordcoreano, Kim
Jong-un Pyongyang ha lanciato
un appello a cessare le ostilit militari. Per migliorare le relazioni
importante prendere una decisione
coraggiosa e fermare le azioni militari ostili, indica la missiva della
commissione nazionale di Difesa
della Corea del Nord. importante prosegue il testo migliorare le
relazioni tra Nord e Sud. E serve
una decisione coraggiosa per fermare
tutte le azioni militari ostili.
Gi la scorsa settimana, la commissione nazionale aveva avanzato
una serie di proposte alla Corea del
Sud, in cui si chiedeva lannullamento delle esercitazioni militari congiunta con gli Stati Uniti, ipotizzando in cambio una moratoria

Segnale della crisi valutaria che sta colpendo le economie emergenti

Il peso argentino ai minimi dal 2002


BUENOS AIRES, 24. Fuga dei capitali
e crisi monetaria: leconomia argentina non vive un buon momento. Il
peso crollato ai minimi dal 2002,
con ricadute negative per i conti
pubblici, le imprese e, soprattutto,
le famiglie. Dallinizio dellanno, la
valuta argentina ha perso il 18 per
cento del proprio valore rispetto al
dollaro. Il Governo di Buenos Aires
assicura che si tratta solo di un fenomeno transitorio e non di una vera e propria svalutazione della moneta. I segnali provenienti dallArgentina sono visti, insieme al crollo
della rupia indiana, come una nuova dimostrazione della crisi valutaria
che sta colpendo le economie emergenti, interessate negli ultimi mesi
da forti movimenti di capitale in
uscita. Anche Turchia, Brasile, Cile
e Sud Africa devono infatti affrontare notevoli cali valutari.

Meno atti
di pirateria
al largo
della Somalia

Banconote argentine e statunitensi (LaPresse/Ap)

nellescalation di tensioni tra i due


Paesi asiatici.
Ma Seoul aveva respinto lofferta,
definendola come un fuorviante
esercizio di propaganda. un
peccato che la Corea del Sud prosegua su un atteggiamento errato e
una posizione negativa aggiungeva
la lettera. Viceversa concludeva
Seoul non dovrebbe dubitare della
nostra proposta, senza interpretazioni erronee e frettolose.
Nonostante il messaggio conciliante, il regime nordcoreano non ha
comunque mai rinunciato a mostrare
i muscoli. A conferma di indiscrezioni giornalistiche in circolazione da
alcuni giorni, il Governo di Seoul ha
confermato che la Corea del Nord
ha effettuato di recente una serie di
esercitazioni militari, che simulavano
un attacco mirato allaeroporto civile
di Incheon, il pi grande della Corea del Sud, distante circa quaranta
chilometri dalla capitale. La notizia
stata pubblicata sul quotidiano
sudcoreano Joong Ang

Una centrale
nucleare
in Bolivia
LA PAZ, 24. Presentando ieri in Parlamento il bilancio dellamministrazione 2013, il presidente della Bolivia, Evo Morales, ha annunciato la
costruzione di una centrale nucleare.
Nel suo discorso, il capo dello Stato
ha detto che lo sviluppo a fini pacifici dellenergia atomica una priorit strategica per il Paese. Morales
che ha inaugurato il quinto e ultimo
anno del secondo mandato presidenziale, il nono anno dal suo arrivo alla guida del Paese andino, nel 2006
ha sempre insistito sulla volont
di sviluppare energia atomica. Ad
ottobre, il capo dello Stato aveva anticipato alla stampa che, a questo
scopo, La Paz aveva gi lappoggio
dellArgentina, della Francia, ma anche dellIran. Personale boliviano sar inviato allestero per specializzarsi
nella gestione dei reattori nucleari.

Le manovre, tenute alla presenza


del leader nordcoreano, avrebbero
visto la mobilitazione di circa 150
uomini delle unit speciali aeree, appositamente addestrate per infiltrarsi
in territorio nemico. Di conseguenza, la Corea del Sud ha alzato lallerta militare in vista di un possibile
attacco da una base nordcoreana
della contea di Taetan, nella provincia di Pyongan, e rafforzato la sicurezza allaeroporto internazionale di
Incheon.

Nuovo allarme
debito
negli Stati Uniti
WASHINGTON, 24. Nuovo allarme
debito per gli Stati Uniti, ma
questa volta sembrano esserci spiragli di dialogo tra democratici e
repubblicani.
I parlamentari repubblicani sono infatti pronti a evitare un nuovo braccio di ferro al Congresso
sull'aumento del tetto del debito,
ma stanno preparando una lista
di richieste da avanzare in cambio
del loro appoggio. Il deputato
Luke Messer dell'Indiana ha fatto
sapere ieri che le richieste riguardano gli aggiustamenti che il presidente, Barack Obama, dovr dare alla riforma sanitaria, e questo
insieme ad altre importanti misure di carattere finanziario. Altre
idee riguardano la riforma dei
programmi federali per la formazione professionale.
Obama ha pi volte ripetuto
che non intende patteggiare laumento del tetto del debito. Lo
speaker repubblicano alla Camera, John Boehner, ha lanciato di
recente ai suoi un invito ad agire
in modo moderato alla Camera e
al Senato per non arrivare di
nuovo vicino a un default. La
prossima settimana i repubblicani
faranno sapere che cosa precisamente intendono chiedere in cambio del loro appoggio.

LOSSERVATORE ROMANO

pagina 4

sabato 25 gennaio 2014

Corea dopo la persecuzione del 1801

Come al tempo
degli apostoli
di CRISTIAN MARTINI GRIMALDI
n Corea durante la prima
persecuzione dei cristiani nel
1801 (detta Shinyu), molti fedeli furono costretti a rifugiarsi nelle campagne. Qui
costruirono capanne di fango e paglia e diedero vita a piccole comunit. Paradossalmente, nonostante la
persecuzione avesse quasi decimato

Ritratto di Chong Ha-sang

la giovane comunit cattolica nata


solo pochi anni prima (1784), la migrazione dei superstiti verso le periferie del Paese divenne unoccasione
eccezionale per la diffusione della
fede anche in quelle zone che non
avevano mai avuto contatti con la
nuova religione.
La brutale persecuzione Shinyu,
se da una parte inflisse un colpo durissimo alla nascente comunit,
dallaltra ebbe leffetto di rinsaldare
la devozione in coloro che erano so-

pravvissuti: attraverso il ricordo del venivano dopo i padri e i mariti, e


coraggio dimostrato dai tanti che anche dopo i figli.
erano sfuggiti alla morte o che cattuIl cristianesimo si presentava come
rati avevano resistito sino al sacrifi- una sorta di tutela morale contro
cio pi estremo. Nacquero cos dei loppressione di un sistema che non
villaggi di soli cristiani chiamati rispettava la pari dignit e luguaGyouchon che funsero da dimora e glianza di tutti i membri della socierifugio dei cattolici di tutto il regno t: le comunit di Gyouchon offrivadurante le reiterate persecuzioni del no a molti una reale occasione per
XIX secolo. La persecuzione Shinyu
ricostruirsi una nuova identit socianon fu dunque solo una terribile le attraverso il reciproco sostegno e
sciagura per i cattolici coreani, ma in prospettiva
Al contrario che nel resto del Paese
determin proprio le condizioni per lo sviluppo
nei villaggi di soli cristiani
della futura Chiesa.
si rispettava il principio di uguaglianza
Una delle conseguenze
della persecuzione del
Il che produceva effetti molto positivi
1801 fu quella di coinvolsoprattutto per le donne
gere nella pratica della
nuova dottrina una fascia
di popolazione economicamente bi- il supporto di una collettivit demosognosa: i primi fedeli della comuni- craticamente organizzata. E in una
t cattolica in Corea come del re- societ dove il confucianesimo regosto anche in Cina appartenevano lava rigidamente il ruolo di ciascun
infatti alla classe socialmente pi individuo tutto ci finiva per divenelevata. Dopo la persecuzione, inve- tare un atto radicalmente rivoluzioce, proprio la popolazione disagiata nario. Ovviamente, come ogni espeentr a far parte di queste comunit rimento, anche i Gyouchon non ragcattoliche, nelle quali era particolar- giunsero mai lideale di partenza, ma
mente importante il ruolo svolto dai offrirono comunque unalternativa
capi villaggio. Fu lo zelo e la devo- alle rigide e secolari convenzioni delzione di questi individui a far s che, la societ del tempo.
seppure in assenza di sacerdoti, le
Ed in questo clima di rivolta
comunit Gyouchon prosperassero.
morale che Chong Ha-sang, uno dei
Si occupavano di organizzare lattivit comunitaria, come la coltivazione e la distribuzione degli alimenti. Ma, ancor pi significativo, si
preoccupavano di amministrare i sacramenti e si prendevano cura degli
orfani e dei malati. Quando, anni
pi tardi, un missionario francese
pass per questi villaggi comment:
come rivivere i tempi della Chiesa dei primi apostoli!.
Al contrario di quanto accadeva
di MARCO AGOSTINI
nel resto del Paese, infatti, dove una
forte tradizione confuciana articolava
la societ in classi rigidamente suddivise, nei Gyouchon si rispettava il
principio di eguaglianza. Questo era
vero soprattutto per le donne, ovvero la componente pi discriminata
della societ: per il confucianesimo

La settimana del cinema egiziano ed europeo di Luxor

Dalla mummia in poi


liobi sulla figura di Mohammed Bayoumy, uno dei pionieri della cinematografia egiziana sia il cinema
Si sta concludendo in queste ore la indipendente locale. Un cinema lonsettimana del festival del cinema egi- tano da quello commerciale con star
ziano ed europeo di Luxor. Apertasi strapagate e temi spesso di basso
il 19 gennaio, la manifestazione ha profilo. Tra gli otto film proposti
visto la proiezione di 62 pellicole tra nella sezione dedicata, Rags and
lungometraggi e corti, un focus sul Tatters (2013) di Ahmad Abdallan,
Asham (2012) di Maggie Morgan e
cinema indipendente egiziano, una
Disorder (2012) di Nadine Khan.
retrospettiva dedicata a uno degli atLa settimana stata anche una vetori pi amati, Noor El Sherif, e una trina importante per vedere il cinerassegna sui grandi classici.
ma straniero e conoscere realt e
Lo scopo del festival giunto alla modi di pensare diversi. Ma non neseconda edizione e organizzato dalla cessariamente lontani. Dove al cenNoon Foundation for Culture and tro di ogni storia c sempre luomo
Art, con il Governo egiziano, il go- con le sue speranze e le sue paure
vernatorato di Luxor e la Commis- uguali a tutte le latitudini.
sione europea (che sta per stanziare
Un ponte tra lEgitto e lEuropa
nel Paese 1,5 milioni di euro in pro- stato dunque questo festival fortemente voluto dalla presidente, Magda Wassef, il cui
Il tentativo stato quello di raccontare scopo stato soprattutto
quello di coinvolgere i gioi grandi cambiamenti sociali
vani dellAlto Egitto. Anche
che hanno attraversato il Paese
grazie a conferenze e incontri a cui hanno partecipato
negli ultimi decenni
registi e intellettuali stranieFino alla rivoluzione del 25 gennaio
ri ed egiziani, tra cui lo
scrittore Bahaa Taher.
Una vera e propria sfida se si pengetti per lo sviluppo culturale)
quello di raccontare i grandi cambia- sa che nel sud del Paese difficile
menti sociali che hanno attraversato vedere i film perch non esistono i
lEgitto negli ultimi decenni fino alla cinema. E Luxor non fa eccezione.
rivoluzione del 25 gennaio. Con pel- Se in tutto lEgitto esistono circa
licole che non esitano a tirare fuori 400 sale cinematografiche, con il
temi scomodi e parlare dei tab che Cairo e Alessandria che fanno la
soffocano la societ egiziana, in pri- parte del leone, in molti governatomis la religione e il sesso. Come rati del sud non ve ne sono proExcuse my french di Amr Salama, che prio, dice Youssef Cherif Rizkalla,
parla dei rapporti tra cristiani e mu- il direttore artistico che per diversi
sulmani, o Factory girl di Mohamed anni ha presieduto il festival internaKhan, considerato uno dei maestri zionale del cinema del Cairo, la pi
del neorealismo egiziano, in cui so- importante vetrina della settima arte
no protagoniste le barriere e le diffe- in tutto il Medio Oriente.
renze sociali.
In un Paese economicamente proMa il festival stato anche unoc- strato e in attesa di eleggere un nuocasione per conoscere sia i grandi vo capo dello Stato e un nuovo Parclassici del cinema egiziano come lamento, la cultura pu apparire una
La mummia di Shady Abdel Salam, non priorit. Certamente per, un
alla cui sceneggiatura ha lavorato contributo importante nel cammino
anche Roberto Rossellini, o Cronaca della conoscenza e della formazione
dellultimo tempo di Mohamed El Ka- che aprono la mente alla bellezza.

capi della comunit cristiana, figlio


di un martire cattolico, insieme ad
altri capi locali, nel 1824 prese
uniniziativa destinata a modificare
per sempre la situazione dei cristiani. Chong Ha-sang e altri fedeli spedirono una lettera al Papa per chiedere linvio di missionari. La lettera,
poi tradotta in latino, ebbe unenorme influenza sulla fondazione del
futuro
vicariato
apostolico
di
Joseon.
Nel 1827 la missiva arriv in Vaticano e fece molta impressione allallora prefetto di Propaganda Fide, il
cardinale Bartolomeo Alberto Cappellari, che quattro anni dopo sarebbe diventato Papa e avrebbe preso il
nome di Gregorio XVI. Fu proprio
lui, appena eletto, a chiamare nel
1831 il missionario francese Bruguire, destinato a diventare il primo
vicario apostolico del regno di
Joseon. Finalmente la Chiesa coreana aveva una sua entit autonoma,
non pi subordinata alla diocesi di
Pechino.
Meno di mezzo secolo dopo la
nascita da un piccolo nucleo di letterati, la comunit cristiana del piccolo regno alla periferia del gigante cinese si era finalmente data una sua
struttura, destinata, seppure attraverso numerosi altri travagli, a durare
sino a oggi.

Immagini ottocentesche di villaggi cristiani

Nelliconografia della resurrezione di Tabita a San Pietro

La maest del tornare alla vita

Papa Clemente VIII (1595-1605) attese intensamente il giubileo del


1600. Tra le iniziative da lui intraprese volte al decoro artistico della
basilica vaticana, sono da annoverare labbellimento della Cappella
Clementina e la decorazione degli
altari delle navate minori con le
pale dei miracoli di San Pietro.
Sebbene ricordato per i successi
politici, Clemente VIII come san
Pio V per il quale aveva grande
venerazione predilesse gli uffici
di carattere spirituale a quelli poli-

dalla nostra inviata


ROSSELLA FABIANI

San Pietro resuscita Tabita (1758-1760)

tico-ecclesiastici. La sua formazione e fisionomia interiore erano cresciute allombra della Vallicella negli ideali della Riforma cattolica.
Il ciclo pittorico per San Pietro
rientrava nel pi vasto impegno
per la liturgia: nel 1596 aveva pubblicato il Pontificale Romano, nel
1600 il Cerimoniale dei Vescovi,
nel 1602 il Breviario Romano e nel
1604 una nuova edizione del Messale, imprese nelle quali gli furono
di aiuto il cardinale Cesare Baronio e il Bellarmino.
Giovanni Baglione (1566 circa 1644), nella Vita di Francesco Vanni, attesta che quando venne loccasione in Roma di dipingere in
San Pietro nuovo le tavole grandi
di quegli altari il Pontefice Clemente VIII avea dato a lui [Cesare
Baronio] la carica di scompartire
lhistorie e le opere che si doveano

lavorare (Le vite, Napoli 1733, p.


104). Il ciclo dei miracoli del Principe degli Apostoli doveva interessare gli altari dei piloni di
SantElena, della Veronica e di
SantAndrea; quelli addossati al
pilone di San Longino avevan gi
le pale di San Girolamo nel deserto
e della Messa di San Basilio dipinte da Girolamo Muziano (15321592) sotto Papa Gregorio XIII
(1572-1585). Il Papa intendendo
conferire al programma unorditura precisa e colta, governata da
una solida visione teologica atta a
mostrare i fondamenti dellautorit
del Pontefice Romano, nella scelta
dei soggetti segu il consiglio di Baronio.
Del progetto di Clemente
VIII
si trova riscontro
nelliconografia di Greuter
della Vaticana (1613); lannotazione calligrafa al lato
occidentale del pilone di
SantElena recita: Altare miraculi S. Petri resurrectionis
Thabitae manu equitis Ballionis pinxit. Il cavalier Baglione che dipinse la pala a olio
su intonaco, tra il 1604 e il
1609, anche lautore delle
Vite. Lantico dipinto murale, per, sopravvive solo in
alcuni intensi lacerti con il
volto di San Pietro e altri
personaggi e in una copia
settecentesca a Santa Maria
degli Angeli pensata come
preparazione di un non realizzato mosaico. Sullaltare
vaticano sta, invece, la riproduzione musiva settecentesca di un originale diverso
del medesimo soggetto opera di Placido Costanzi, dipinto tra il 1734 e il 1740 e
ora in Santa Maria degli
Angeli.
Il succedersi di commissioni e rifacimenti, di originali e copie, di cartoni per mosaici
e mosaici non lascia indifferenti:
un incalzarsi diniziative che in vario modo interferirono col progetto
di Clemente VIII. Sotto il pontificato di Urbano VIII balugin lidea
di migliorare il programma clementino colmando le supposte lacune di Baronio nella scelta dei
soggetti iconografici, ma non se ne
fece nulla. Gli uomini cercano
sempre di far meglio di chi venuto prima, ma sanno di poter raggiungere lo scopo evitando di vantare la vista pi lunga solo per il
fatto di essere arrivati dopo; Bernardo di Chartres (filosofo del XII
secolo) ricorda che il nano vede
pi in l del gigante solo quando
ha le spalle del gigante su cui salire. Perch la perfezione si realizzi
non basta il desiderio, esso deve
accompagnarsi allumilt oltre che

allo studio e alla perizia, diversamente produce leffetto opposto,


pu alterare o compromettere. Le
sostituzioni della Crocifissione di
San Pietro del Passignano con la
copia della Trasfigurazione di Raffaello e delloriginale Caduta di Simon Mago di Francesco Vanni con
il mosaico dellApparizione del Sacro Cuore a Santa Margherita Maria Alacoque sono in tal senso emblematiche.
La storia della pala di Placido
Costanzi rappresentativa. Rinnovandosi nel 1727 laltare di Tabita,
fu deciso di commissionare al pittore la tela che avrebbe sostituito
laffresco di Baglione rovinato
dallumidit, secondo le carte della Fabbrica di San Pietro. Una
motivazione che, ricorrendo identica altre volte, ha di fatto originato negli storici dellarte delle perplessit. Nel 1727 cominci il trasferimento di dodici pale da San
Pietro a Santa Maria degli Angeli.

La concitazione dei gesti


dei personaggi minori
non un corredo compositivo
Da quello di Pietro
di colpo prendono vita tutti gli
Il nostro dipinto, pur saldato
allartista nel 1740 (Archivio della
Reverenda Fabbrica di San Pietro,
I piano, serie Armadi, vol. 412, f.
556), rimase in deposito alla Certosa (ossia Santa Maria degli Angeli); non fu collocato nemmeno
per il giubileo del 1750. Solo nel
1758, e dopo una sollecitazione ufficiale, la pala sal il proprio altare ritoccata dal maestro nel 1756:
allora il dipinto murale di Baglione fu asportato. Nel 1719 erano
stati rimossi, con sorte di poco migliore, quelli della Navicella di
Lanfranco dellaltare accanto e, intorno alla met del secolo, il Martirio di San Sebastiano di Domenichino, nella seconda cappella della
navata destra, poi fortemente integrato. Loriginale di Costanzi
sullaltare rimase due anni: nel
1760, morto lartista, il dipinto fu
trasportato a Santa Maria degli
Angeli e rimpiazzato dallalgida
copia.
Placido Costanzi (Roma 17021759) nacque in una famiglia dincisori di gemme e pietre dure. Nel
clima artistico romano si forgi a
una pittura in cui i riferimenti
compositivi alle decorazioni del
Ricci, dellOdazzi, del Gaulli non
interferirono cos tanto da abbandonarlo alla magniloquenza della
visione pittorica del tardo-barocco
romano. Semmai questo retaggio
lo mantenne libero desprimere un

composto e monumentale equilibrio nutrito del classicismo pi recente di ascendenza marattesca e


delle fonti protosecentesche di Annibale Carracci e Domenichino.
La resurrezione della vedova Tabita un miracolo di Pietro a
Giaffa (Atti, 9, 36-42). Uno schema semplice fissa il momento in
cui lApostolo, dopo aver pregato
e intimato lordine della risurrezione, con la mano destra aiuta la
donna che abbondava in opere
buone e faceva molte elemosine
(v. 37), e che la morte aveva ghermito, a rialzarsi.
La semplicit del racconto pone
in evidenza i protagonisti: le loro
immagini non rappresentano una
condizione, una qualit, ma degli
esseri viventi; affascinante la naturale sembianza della rediviva,
con latteggiamento quasi regale,
che nel movimento visibile mostra
lemozione nascosta. Nobilt aggraziata ha il gesto di Pietro in
ognuno dei quadri petrini volutamente enfatizzato che afferra la
mano di Tabita: il
fulcro del dipinto, amplificato dagli intensi
squarci di paesaggio e
cielo. Il tumulto dei
altri
gesti dei personaggi
minori non un corredo compositivo: dal gesto di Pietro, di colpo, prendono vita propria tutti gli altri. I credenti e le
vedove, che da Lidda avevano fatto chiamare lApostolo per mostrargli le tuniche e i mantelli che
Gazzella confezionava quando era
fra loro (v. 40), assistono stupefatti al miracolo del Principe degli
Apostoli per una donna dalla stupefacente carit. Agostino alla fine
del Sermo 313/e cita lepisodio per
invitare alla carit e a confidare
nelle preghiere dei santi. San Giovanni Crisostomo si esprime ancor
meglio: Vedete quale grande sicurezza ci verr da quelli che abbiamo aiutato; non avremo allora una
ricompensa ben pi grande per
aver salvato unanima? Infatti, se
quella Tabita che vestiva le vedove, che aiutava i poveri, fu richiamata dalla morte alla vita e le lacrime di coloro che erano stati beneficati riportarono la sua anima
nel corpo prima della risurrezione,
cosa non faranno per te le lacrime
di coloro che hai salvati?. Sullaltare, al sacerdote che offriva il Sacrificio divino, la pala incessantemente ricordava queste altre parole del Crisostomo: Sapendo questo, non dovete essere fervidi e vigilanti solo adesso, ma propagate
il fuoco che ora vi accende: usciti
fuori spartitevi la salvezza della
citt. Se poi ignorate chi sono gli
infermi cercateli! (Omelia VII, 6).

LOSSERVATORE ROMANO

sabato 25 gennaio 2014

pagina 5

Come parla Jorge Mario Bergoglio

Il campione argentino
Lionel Messi

Bisogna giocare in attacco


di JORGE MILIA
he il calcio sia una pasin de multitudes, pi
che uno slogan da giornale sportivo una definizione che fotografa la
realt. Argentina e calcio sono
tuttuno. Chi lo segue, in generale,
ne completamente preso: si appassiona a una squadra, le consegna il
proprio cuore, ne diventa tifoso, hincha nel gergo di Buenos Aires. raro che con il passare del tempo un
tifoso tradisca la passione primigenia, a meno che le vicende della vita
non lo spingano a trasferirsi in un
Paese lontano, oppure cosa che
successa pi di una volta che la
squadra del cuore venga cancellata
da un fallimento economico. Per la
maggioranza dei tifosi, insomma, la
formula del matrimonio finch
morte non vi separi pi che mai
valida.
La fede dei tifosi nasce in molti
casi nel seno della propria famiglia;
ci sono nuclei parentali dove non ci
si sognerebbe mai che un proprio
membro flirti con una squadra diversa da quella sedimentata nella fisionomia identitaria del proprio casato;
quando le opinioni sono diverse,
vengono accettate, s, ma al prezzo
di una perenne schermaglia. La
scuola un altro alveo dove si abbozza e si cristallizza una appartenenza calcistica.
Qualunque sia lorigine storica
della propria passione il legame con
la squadra del cuore resta immutato
nel tempo. Anzi, accresciuto dal
tempo. Si continuano a soffrire le
sconfitte, si gioisce per le vittorie a
venti, come a trenta o quarantanni,
sospesi in una eterna giovinezza.
Sappiamo che Papa Francesco
non sfugge a questa legge della
passione sportiva; un tifoso anche
lui, del San Lorenzo de Almagro da
sempre, ne conosce le vicissitudini,
e, quando pu, non trascura di informarsi sulle sorti della squadra.
Sappiamo anche che la bella notizia
della vittoria dellultimo campionato
(2013), dopo molto tempo, lo ha rallegrato.
Nella sua profonda formazione di
gesuita argentino, niente che sia
popolare gli estraneo: cucina, musica, calcio, letteratura, poesia. Anche per questo conosce bene il gergo
calcistico, lo adopera con propriet,

Inaugurato un nuovo portale

Tutto Pascoli
consultabile in rete

stato inaugurato nella rete internet


un nuovo portale su Giovanni
Pascoli. Lannuncio arrivato
nellambito del convegno Giovanni
Pascoli nello specchio delle sue
carte. Larchivio in rete, che si
tenuto il 23 gennaio a Pisa, nella
sede della Scuola Normale.
Larchivio Pascoli, composto di oltre
60.000 documenti, stato
interamente digitalizzato e messo a
disposizione on line per la
consultazione. Loperazione ha
richiesto competenze diverse, sia di
tipo archivistico sia letterario. Si
aprono cos nuove possibilit di
ricerca sullopera del poeta. Il
portale, infatti, fornisce una
completa bibliografia per gli studiosi
interessati e consente di confrontare
i dati con rapidit. Al tempo stesso,
per avvicinare i non specialisti alla
figura e alla produzione poetica di
Giovanni Pascoli, vengono suggeriti
percorsi tematici multimediali
accattivanti e di immediata
consultazione.

Terre
dAmerica
Anticipiamo nella
traduzione dallo spagnolo
di Mariana Gabriela Jann
un articolo che sar
pubblicato in rete sul sito di
Alver Metalli Terre
dAmerica. Lautore un
giornalista, gi alunno di
Bergoglio quando questi
insegnava Letteratura e
Psicologia a Santa Fe negli
anni 1964 e 1965.

Papa Francesco con la maglia della sua squadra del cuore, il San Lorenzo de Almagro

e non esita a servirsene per scopi pastorali.


Come quando, durante la giornata
mondiale della giovent in Brasile
altro Paese del tifo calcistico che non
ha eguali nel mondo si rivolto ai

squadra? Deve allenarsi, e allenarsi


molto! Cos la nostra vita di
discepoli del Signore. Per poi citare
san Paolo che addita ai cristiani del
suo tempo la figura di una disciplina
sportiva e le qualit richieste: Ogni
atleta disciplinato
in tutto; essi lo fanno
per
ottenere
una
Niente che sia popolare
corona che appassi estraneo alla conoscenza di Francesco
sce; noi invece una
Conosce il gergo calcistico
che dura per sempre.
lo adopera con propriet
Il premio stesso,
e se ne serve per scopi pastorali
per il Papa, ha una
comparazione
ben
giovani esortandoli a giocare nella nota. Ges ci offre qualcosa di susquadra di Ges. Non ha ab- periore della Coppa del Mondo!
bandonato la metafora calcistica pri- Ges ci offre la possibilit di una vima di averla spremuta ben bene. ta feconda, di una vita felice e ci ofCosa fa un giocatore quando fre anche un futuro con lui che non
convocato a far parte di una avr fine, nella vita eterna. Ma noi

dobbiamo essere in forma per affrontare senza paura tutte le situazioni della vita, testimoniando la nostra fede. Insomma, dobbiamo sudar la camiseta. Che non centra soltanto con lambito calcistico, e ha a
che vedere con il lavoro, per esempio.
Chi lavora, chi guadagna il pane
con il sudore della fronte suda
anche lui la sua maglietta; e gli
sportivi (non soltanto i calciatori)
che pi la sudano sono quelli che
pi corrono, pi giocano e simpegnano per far vincere la propria
squadra.
Lidea di Papa Francesco sempre
stata quella di una Chiesa in cammino. Non la concepisce come un insieme di gruppi statici, li vuole in
marcia, in movimento, anzi, di corsa
e sudando la maglietta: giocano
nella squadra di Dio, sono i suoi

atleti. La realt del sacrificio


richiede qualcosa
di diverso dalla linda presenza domenicale, qualcosa che assomiglia di pi alla fatica di
un giorno lavorativo o di una
partita decisiva ai fini del risultato.
Continuando con le metafore calcistiche, lho sentito dire pi di una
volta che occorre patear por adelante,
calciare in avanti, verso la porta; non
rimanere indietro, impauriti, alla difensiva; dobbiamo puntare a vincere,
fare gol. Non perdersi in finte inconcludenti, non rimanere indietro o
fermarsi a met campo. Calciare in
avanti un atteggiamento sano,
che offre a Dio lopportunit di darci la vittoria.

Forse in altri tempi si sarebbero


usate espressioni pi belliche, di
milizie, soldati e compagnie preparate alla battaglia, ma le immagini
tratte dal calcio arrivano a orecchie
che le prime lascerebbero forse indifferenti.
Nessuno singanni. Papa Francesco non svaluta la Parola; semplicemente la complementa con altre che
permettono che la Parola arrivi pi
in l, in luoghi meno raggiungibili
altrimenti.

La simbologia delle due citt nei Promessi sposi di Alessandro Manzoni

Quel paradiso nascosto nel cuore del lazzaretto di Milano


di GIUSEPPE LANGELLA
Le crisi sono sempre drammatiche e ne faremmo tutti volentieri a meno, ma hanno se
non altro questo di salutare: rimettono in
moto la retta coscienza e la volont, ponendoci di fronte alle nostre colpe e obbligandoci a voltar pagina, a cambiare radicalmente binario, a orientare scelte e comportamenti su regole e princpi pi giusti, saldi e lungimiranti. Ci vale per le congiunture storiche non meno che per i singoli individui.
Non per nulla, soprattutto nelle epoche di
crisi che fioriscono le utopie, figlie redente
delle catastrofi e delle sciagure.
Nel grandioso affresco della Scienza nuova
(1744), vestendo i panni del filosofo della
storia, Giambattista Vico attribuisce ai poeti teologi il merito di aver fondato la civilt, fissandone i cardini su basi religiose. In
altri termini, se le umane belve di cui parla Foscolo nei Sepolcri impararono a esser
pietose, introducendo nella loro vita associata nozze e tribunali ed are, fu per opera di queste mitiche figure, in cui si assommavano le funzioni di pontefice, di re, di
giudice, di sapiente e di depositario della
memoria collettiva. Daltronde, stando alla
tesi vichiana dei corsi e ricorsi storici, i
poeti teologi non erano esistiti solo nei
lontani primordi dellumanit, ma tornavano
a esercitare il loro ruolo a ogni svolta epocale, per riavviare il processo dellincivilimento, azzerato da un rigurgito di barbarie.
Anche Manzoni, erede di Parini e Alfieri,
e in alternativa al neopagano Foscolo, partecipa intensamente a questa missione. La
Milano secentesca dei Promessi sposi, incrociata da Renzo in due circostanze nevralgiche come i tumulti di San Martino e lepidemia della peste, nel pieno quindi di una
barbarica eclissi della legalit, delle consuetudini ordinarie e di ogni patto sociale,
la citt del romanzo si rivela un luogo infernale, dove trionfano lingorda avarizia e la
matta bestialit, il sospetto e linganno, e
dove anche la figura umana, deformata in
gesti sconci e grotteschi, diventa una sorta
di maschera espressionistica. Degni ministri
di questo inferno scoperchiato, di questa citt di Dite turpe e sinistra, sono i monatti,
con le loro canzonacce, gli scrosci di risa sgangherate e i brindisi alla mora,
parenti stretti dei diavoli di Malebolge.
precisamente su questo mondo imbarbarito che intende intervenire il poeta teologo, per dare corso a una nuova civilt.
Ma a quali valori appellarsi, per innescare
lauspicata ricomposizione del tessuto sociale, in modo da consentire a ciascuno di raggiungere una pi compiuta realizzazione
della propria umanit?

Il Manzoni convertito non ha dubbi: la


convivenza pi desiderabile quella che si
ispira ai valori cristiani. Il progetto degli Inni sacri nasce precisamente da questa convinzione, per celebrare, attraverso le principali solennit della fede cristiana, i grandi
misteri della historia salutis e gli ammaestramenti che ne derivano.
Se nella Pentecoste Manzoni contempla in
astratto il mistero della salvezza, affrontandolo da un punto di vista squisitamente teo-

esemplarmente consacrata alle opere di misericordia. Incarna, in questo senso, lideale


della civitas christiana, animata da quellamore gratuito del prossimo, che discende direttamente dallamore di Dio.
Per quanto strano possa sembrare a chi si
fermi alle apparenze, Manzoni ci restituisce,
del lazzaretto, unimmagine dolorosa, certo,
ma insieme confortante: per tutti, per chi vi
morir come per chi vi trover la propria
guarigione, esso il luogo di unesperienza
che d comunque sollievo, perch ogni risorsa e ogni energia
vi vengono spese senza risparmio a vantaggio delluomo, per
la salvezza dellanima e del corpo.
Pubblichiamo alcuni stralci di uno degli articoli
Allinterno del lazzaretto, poi,
contenuti nellultimo numero della rivista Vita e
c un reparto, lo spedale dinPensiero. Lautore insegna Letteratura italiana
nocenti, dove cio vengono
moderna e contemporanea allUniversit Cattolica
raccolti e accuditi i lattanti, che
del Sacro Cuore, dove dirige il Centro di ricerca
mirabilmente rinvia, anche in
Letteratura e cultura dellItalia unita.
forza della suggestione anagrafica, alla citt futura, da far risorgere domani. La pagina in
logico, nei Promessi sposi deve fare i conti cui Manzoni lo descrive, poco oltre lesordio
con le malizie e le refrattariet della storia, del XXXV capitolo, piena di speranza e di
tornando a esso con ben altrimenti inquieta poesia.
Ma il lazzaretto, per sua natura, solo
e trepidante sospensione. Posto che Milano
rappresenta lanti-modello, chi volesse trova- una dimora di transito: quanti avranno la
re, nel vasto perimetro del romanzo, le trac- ventura di sopravvivere al morbo sono destice almeno della citt futura vagheggiata nati a rientrare nelle loro case; Milano, ora
dallautore dovrebbe andare a cercarle dove ridotta, sotto il flagello della peste, a citt
meno se lo aspetterebbe, ovvero nel lazzaret- spettrale, torner a popolarsi. l, pertanto,
to. La Chiesa, di nuovo, ci ha a che fare, che si gioca la partita decisiva, perch non si
perch, come sappiamo, il governo di quel ricada, aggirata la calamit, esattamente nelluogo, come la cura e la consolazione degli la vita di prima, con i suoi calcoli, i suoi
appestati, furono affidati a un gruppo di fra- egoismi, le sue invidie, le sue bassezze, le
ti cappuccini, i quali, senzaltra ragione che sue paure. Lesperienza del lutto, dei patiil non esserci chi altri volesse sostenere un tal carico e senzaltro fine che
di servire, provvidero a
tutto ci che occorresse,
fungendo al tempo stesso
da soprintendenti, confessori, amministratori, infermieri, cucinieri, guardarobi,
lavandai, e andando incontro, spesso, a motivo
del contagio, e tutti con
allegrezza, a una morte
molto pi invidiabile che
invidiata (cap. XXXI).
Al servizio che essi seppero prestare nel lazzaretto
in soccorso dei malati di
peste potremmo dare il titolo di organizzazione della
carit. Con i suoi sedicimila ospiti ammassati in poco
spazio, il lazzaretto , di
Unimmagine settecentesca del lazzaretto di Milano
fatto, una citt in nuce,

Vita e Pensiero

menti, dellimpotenza, dellabbandono, del


disordine, non deve essere vanificata: bisogna, al contrario, farne tesoro, per impostare
la convivenza diversamente che in passato,
su basi pi umane e solidali.
Tra i frutti della tribolazione questo il
pi prezioso: quando tutto ci arride, quando
le giornate scorrono spensierate nel benessere, come rischiamo di dimenticarci di Dio e
dei nostri limiti, cos finiamo per non accorgerci nemmeno degli altri, chiusi nella nostra cieca soddisfazione. Lesperienza del
dolore ci pu aiutare, invece, ad aprire gli
occhi, a dare il giusto peso alle cose e a diventare compassionevoli e soccorrevoli nei
confronti del prossimo, improntando la vita
futura a rapporti di reciproca solidariet.
questo, fra laltro, il senso ultimo della
fervida esortazione con cui padre Felice congeda i pochi guariti in procinto di lasciare il
lazzaretto, nel XXXVI capitolo del romanzo:
piccol popolo corretto dallafflizione, e infervorato dalla gratitudine, essi avrebbero
dovuto intraprendere una vita tutta di carit. Ecco, dunque, cosa avrebbe contraddistinto la progenie dei santi nelle parole del
venerando cappuccino: Quelli che sono
tornati nellantico vigore, diano un braccio
fraterno ai fiacchi; (...) voi che siete rimasti
senza figliuoli, vedete, intorno a voi, quanti
figliuoli rimasti senza padre! siatelo per loro!. Che poi precisamente quanto avviene, nel lazzaretto, tra Lucia e la buona signora rimasta vedova e sola: la giovane la
soccorre, pietosa, e laltra le fa da madre, offrendole il corredo. Davanti a questo caso
edificante padre Cristoforo non pu che lodare il Signore, il quale sa mostrarsi padre
anche ne flagelli, dando un cos chiaro
segno damore alluna e allaltra.
Ma neppure padre Cristoforo, con tutta la
sua fede, pu far finta che il male non esista, o che possa essere facilmente estirpato.
Donando ai due promessi, a ricordo e viatico, un pezzo del famoso pane ricevuto, in
segno di riconciliazione, diversi decenni prima, dalle mani del fratello del gentiluomo
che lui aveva ucciso a fil di spada, rivolge
loro questa toccante raccomandazione: fatelo vedere ai vostri figliuoli. Verranno in un
tristo mondo, e in tristi tempi, in mezzo a
superbi e a provocatori: dite loro che perdonino sempre, sempre! tutto, tutto!.
Il testamento spirituale di padre Cristoforo consegnato a queste lapidarie parole. Se
per alleviare i guai dei nostri fratelli, come
insegna padre Felice, basta un po di altruismo, di carit, per contrastare la cattiveria
non c arma migliore del perdono. Carit,
dunque, e perdono: la citt futura, per Manzoni, va fondata su questi due pilastri della
fede e della morale cristiana.

LOSSERVATORE ROMANO

pagina 6

sabato 25 gennaio 2014

I rapporti con il Consiglio ecumenico delle Chiese e lAlleanza battista mondiale

Cos simpara
a guardare con gli occhi dellaltro
di GREGORY J. FAIRBANKS*
Le dimissioni di Benedetto XVI e
lelezione di Papa Francesco sono
state di grande importanza non solo
per la Chiesa cattolica, ma anche per
i suoi partner ecumenici. La transizione ha offerto ai nostri interlocutori ecumenici lopportunit di condividere la nostra gratitudine per il
ministero di Papa Benedetto XVI e la
gioia per linaugurazione del ministero petrino di Papa Francesco.
Questi eventi ci hanno dato la possibilit di intensificare le relazioni con
i cristiani delle altre comunit, nel
nostro cammino comune verso lunit desiderata da Cristo per la sua
Chiesa.
In questo quadro, il 2013 stato
segnato dalla pubblicazione di due
importanti documenti ecumenici. Il
testo della Commissione Fede e Costituzione del Consiglio ecumenico
delle Chiese (Cec) The Church: Towards a Common Vision (La Chiesa:
verso una visione comune) stato
pubblicato nel marzo del 2013. Si
tratta del secondo documento di
convergenza da quando la Commissione stata istituita nel 1948. Nel
luglio 2013 stato pubblicato il secondo rapporto delle conversazioni
tra lAlleanza battista mondiale e la
Chiesa cattolica. Questo testo, intitolato The Word of God in the Life of
the Church: Scripture, Tradition and
Koinonia (La Parola di Dio nella vita
della Chiesa: Scrittura, Tradizione e
koinonia), il risultato di una serie
di conversazioni iniziate nel 2006.
Nella lunga storia della Commissione Fede e Costituzione, a solo
due testi stato riconosciuto lo status di testi di convergenza. Il primo, era il documento miliare del
1982, Baptism, Eucharist and Ministry
(Battesimo, eucarestia e ministero).
Il nuovo documento sullecclesiologia stato in fase di elaborazione
per circa ventanni. In questo periodo, sono stati pubblicati due documenti di studio come testi sui cui lavorare per arrivare alla stesura definitiva del testo finale di convergenza: The Nature and Purpose of the
Church (La natura e lo scopo della
Chiesa) su Faith and Order Paper, n. 181, pubblicato nel 1998) e
The Nature and Mission of the Church
A Stage on the Way to a Common
Statement (La natura e la missione
della Chiesa - Una fase sul cammino
verso una dichiarazione comune) su
Faith and Order Paper, n. 198,
pubblicato nel 2005.
La Chiesa: verso una visione comune
considerato come una fondamentale dichiarazione ecumenica sulla natura e sullo scopo della Chiesa, la
pi ampia dichiarazione ecumenica
sullecclesiologia prodotta sinora in
un contesto multilaterale. Il documento un testo di convergenza
(riassume un vasto lavoro di documentazione) della Commissione Fede e Costituzione del Cec, a cui da
anni partecipa la Chiesa cattolica,
insieme ad altre Chiese e comunit
ecclesiali comprendenti ortodossi,
anglicani, protestanti, evangelicali, al
fine di pervenire a una visione condivisa della natura e dello sviluppo
della loro vita e testimonianza comune.
Diversi intenti si prefisso tale
fondamentale documento, tra cui
quello di fornire un rinnovato input
allo studio ecumenico dellecclesiologia e alla comprensione ecclesiologica delle varie Chiese e comunit ecclesiali. auspicabile che il testo
aiuti le diverse comunit a esaminare
pi approfonditamente la propria
identit ecclesiale e a cercare una pi
ampia unit. Un secondo obiettivo
quello di far s che si studi ulteriormente e ci si muova maggiormente
verso una definizione condivisa di
ci che significa essere Chiesa. Il
testo di convergenza esorta le Chiese
e le comunit ecclesiali a reagire, a
rispondere. Ci auguriamo che il testo le assista nella loro riflessione sul
significato delluso del termine
Chiesa quando, con esso, esse si
identificano. nostra viva speranza
che tutto ci aumenti nelle Chiese e
nelle comunit ecclesiali il desiderio
della piena e visibile unit.
La Commissione Fede e Costituzione include la Chiesa cattolica tra
i suoi membri dal 1968. Fino a ora,
la Chiesa cattolica ha avuto dodici
commissari su centoventi (il 10 per
cento del totale). Nel comitato permanente di Fede e Costituzione,
composto da trenta membri, vi sono
stati tre cattolici su trenta (di nuovo
il 10 per cento). La Commissione
stata definita dal Consiglio ecumeni-

co delle Chiese come il forum teologico pi rappresentativo della cristianit.


Durante lassemblea generale del
Cec, tenutasi tra lottobre e il novembre scorsi a Busan in Corea del
Sud, stata approvata la ristrutturazione della Commissione Fede e Costituzione, che ha ridotto il numero
dei commissari e restituito loro la
competenza di avviare e valutare studi e documenti. La nuova Commissione sar un unico organo composto da quaranta membri, il 10 per
cento dei quali (quattro) cattolici,
nominati dal Pontificio Consiglio
per la promozione dellunit dei cristiani. La nuova leadership sar nelle
mani di un moderatore e di cinque
vice-moderatori. Almeno uno di loro, facente parte dei membri della
Commissione, sar cattolico, nominato dal Pontificio Consiglio. Il vecchio comitato permanente di Fede e
Costituzione si riunir unultima volta nel marzo 2014 per nominare formalmente i nuovi membri. La nuova
Commissione inizier i suoi lavori
nel 2015 e li terminer nel 2022.
Quanto allAlleanza battista mondiale utile ricordare come questa
sia unalleanza di 228 convenzioni
e unioni battiste in 121 Paesi e territori diversi, comprendente oltre 42
milioni di membri appartenenti a
177.000 chiese e una comunit di oltre 110 milioni di persone. Poich i
battisti hanno radici anabattiste, essi
non amministrano il battesimo a
neonati e bambini; questo spiega la
differenza tra le due cifre sopra menzionate, luna riferita ai fedeli battezzati, laltra alla comunit in generale. Le relazioni tra battisti e cattolici
hanno conosciuto nel passato le loro
difficolt.
Dal 1984 al 1988 fu intavolata una
prima serie di conversazioni tra lAllenza e la Chiesa cattolica. Soprattutto nelle regioni a maggioranza

cattolica e minoranza battista, si ebbero resistenze nei confronti di queste conversazioni iniziali; sono occorsi quasi ventanni per riuscire ad
avviare una seconda serie di conversazioni. In questo periodo, sono state tenute due consultazioni principali per permettere a cattolici e battisti
di incontrarsi e superare i rispettivi
pregiudizi. La prima ha avuto luogo
a Roma nel dicembre del 2000, sul
tema Questioni storiche e contemporanee. La seconda, nel dicembre
dellanno dopo, a Buenos Aires su
Questioni teologiche tra battisti e
cattolici in America latina; la nozione di communio come quadro delle
conversazioni su tematiche controverse.
Come diretto risultato di questi
intensi sforzi compiuti da entrambe
le parti, stato possibile avviare nel
2006 un secondo round di conversazioni, con esito ancora incerto in
quel momento. I temi scelti erano
alquanto eclettici, consistenti per lo
pi in una combinazione delle questioni pi spinose sollevate nella recezione del primo rapporto ed evidenziate durante le conversazioni di
Buenos Aires. I titoli dei capitoli del
secondo rapporto riflettono la variet delle tematiche del documento:
lautorit di Cristo nella Scrittura e
nella Tradizione; il battesimo e la cena del Signore - eucaristia come Parola visibile di Dio nella koinonia
della Chiesa; Maria nella comunione
della Chiesa; sorveglianza e primato
nel ministero della Chiesa. Infine, a
conclusione del grande lavoro portato avanti da entrambe le parti, dal
Pontificio Consiglio per la promozione dellunit dei cristiani e dal
Comitato sulla Dottrina dellAlleanza battista mondiale, il testo stato
ultimato e, nel luglio del 2013, stato pubblicato il rapporto della seconda fase di conversazioni. La
Chiesa cattolica ha pubblicato un

commento al testo, redatto da Thomas A. Baima, vicario per lecumenismo e il dialogo interreligioso
dellarcidiocesi di Chicago e vice rettore per le relazioni accademiche
dellUniversit di Saint Mary of the
Lake a Mundelein, in Illinois. L Alleanza battista mondiale ha pubblicato il testo con due commenti, rispettivamente di Josu Fonseca, del
Baptist Theological Seminary a Santiago del Cile, e del reverendo Stephen Holmes, dellUniversit di
Saint Andrew in Scozia. La prova
della validit del testo, come per
ogni testo, sar nella recezione del
documento da parte di entrambe le
comunit. Lesperienza ci insegna
che lincontro con laltro rappresenta
una sfida non solo per laltro ma
anche per se stessi, rappresenta una
sfida dallinterno per la stessa comunit. Questo quanto evidenziava
Unitatis redintegratio affermando:
Non esiste un vero ecumenismo
senza interiore conversione. Infatti il
desiderio dellunit nasce e matura
dal
rinnovamento
dellanimo,
dallabnegazione di se stessi e dal
pieno esercizio della carit. Perci
dobbiamo implorare dallo Spirito
divino la grazia di una sincera abnegazione, dellumilt e della dolcezza
nel servizio e della fraterna generosit di animo verso gli altri. (n. 7).
Anche noi cattolici siamo invitati,
nel dialogo, a guardare alla nostra
fede con gli occhi degli altri e a
vedere una pi grande ricchezza
allinterno della nostra comunit.
Tra le ricchezze citate dal commentatore cattolico, il reverendo Thomas
A. Baima, vi quanto segue: La
parte contenuta nel n. 147 tra le
migliori esposizioni della teologia
dellImmacolata concezione. Collocando lImmacolata concezione nel
contesto della preparazione di Maria
di Nazareth alla sua libera risposta
alla grazia, il documento allontana

Il patriarca di Costantinopoli ricorda lincontro fra Paolo

VI

la discussione dalla teologia speculativa e la sposta verso la teologia biblica la quale ci mostra Dio che prepara Maria a realizzare il suo ruolo
nella storia della salvezza come la
Nuova Eva. Questa attenzione rivolta, partendo da una base biblica,
a un tema cos difficile per molti
protestanti, quale lImmacolata concezione di Maria, uno stimolo non
solo per i protestanti, ma anche per i
cattolici a portare avanti un approccio pi biblico alla teologia. La recezione del rapporto richieder ancora
tempo, certamente. Entrambe le parti sono tuttavia fiduciose che tra non
molto sar possibile avviare una
nuova fase di conversazioni.

e Atenagora

Strade che convergono


Chi avrebbe potuto immaginare
che la breve visita di Papa Paolo VI
a Gerusalemme nel gennaio 1964
sarebbe diventata una pietra miliare tanto importante nella storia
delle relazioni tra Oriente e Occidente e nella promozione della riconciliazione tra la Chiesa cattolica
romana e quella ortodossa.
Pi che un semplice viaggio in
Terra Santa, levento fu un autentico pellegrinaggio di unit, includendo unoccasione senza precedenti per lincontro unico con il
nostro venerabile e lungimirante
predecessore, il defunto Patriarca
ecumenico Atenagora.
Cos, il 5 e 6 gennaio 1964, Papa
Paolo VI sincontr con il Patriarca
ecumenico Atenagora sul Monte
degli Ulivi. Per la prima volta dopo il grande scisma della met
dellundicesimo secolo un Papa e
un Patriarca si sarebbero incontrati
faccia a faccia. Si sarebbero incontrati sullo stesso suolo sul quale
nostro Signore Ges Cristo, la notte in cui fu tradito e arrestato, aveva pregato perch i suoi discepoli
fossero una sola cosa, ut unum
sint (Giovanni, 17, 21).
Il primo contatto fu presso la
Delegazione apostolica sul magnifico Monte degli Ulivi, dove il Patriarca Atenagora rivolse un discorso al Papa; il secondo avvenne lo
stesso giorno nella residenza del
Patriarca di Gerusalemme, sul
Monte degli Ulivi, ricco di significati, dove Papa Paolo VI rivolse un
discorso al Patriarca.
Nel suo discorso al Papa, il Patriarca Atenagora disse: Possa
questo nostro incontro essere lalba
del luminoso e sacro giorno in cui
le future generazioni cristiane condivideranno lo stesso Calice ().
Ecco, abbracciandoci lun laltro,
insieme incontriamo il Signore.
Pertanto proseguiamo il sacro cammino che si apre dinanzi a noi. Allora Egli si avviciner a noi e camminer con noi, come fece un tempo con i due discepoli sulla strada
di Emmaus (5 gennaio 1964).
In risposta Papa Paolo VI sottoline limportanza del fatto che dopo secoli di silenzio e di attesa, la
Chiesa cattolica e lO rtodossia

nuovamente si rendono presenti


nella persona dei loro rappresentanti pi alti. Aggiunse anche:
Le vie che conducono allunit
possono essere lunghe e piene di
difficolt. Ma le due strade convergono luna verso laltra e giungono
alle sorgenti del Vangelo.
Nel loro comunicato congiunto,
le due guide ecclesiastiche dichiararono: Come due pellegrini-prelati
con gli occhi fissi su Ges Cristo,
fonte di unit e pace, preghiamo
affinch questo incontro sia segno
e preludio di molte occasioni simili
in futuro, per la gloria di Dio e lilluminazione dellintera umanit
(6 gennaio 1964).
Cos, lo storico dialogo damore tra il Patriarca Atenagora e Papa Paolo VI cre le basi per abbattere in modo graduale e sincero le
barriere secolari. A esso segu, poco meno di due anni dopo, la levata reciproca degli anatemi, il 7
dicembre 1965, quando gli stessi
due prelati tolsero dalla memoria
e dal mezzo della Chiesa le sentenze di scomunica dellanno 1054.

Inoltre, quindici anni dopo, ci fu


listituzione del dialogo di verit
teologico ufficiale, il 29 maggio
1980, sotto la guida del nostro predecessore di venerata memoria, il
Patriarca ecumenico Demetrio, e il
successore di Papa Paolo VI, il
compianto Giovanni Paolo II. Ebbe cos inizio il fondamentale processo per analizzare, insieme e
apertamente, le differenze dottrinali tra le nostre due Chiese sorelle.
Per concludere, opportuno ricordare le parole di Papa Paolo VI
e del Patriarca ecumenico Atenagora al ritorno nelle loro rispettive sedi. In un telegramma inviato al Papa, il Patriarca rivolse un saluto
fraterno nel vincolo dellamore,
esprimendo di tutto cuore lauspicio che la voce sacra che dal Santissimo Sepolcro ha detto tante cose buone ai nostri cuori possa guidare e rafforzare tutto il mondo
cristiano nel compiere la santa volont di Dio (10 gennaio 1964).
In piazza San Pietro, il 6 gennaio 1964, Papa Paolo VI disse ai
fedeli accorsi per salutarlo al suo

Bartolomeo
a Parigi
dedicato alle visite di Paolo
Giovanni Paolo II e
Benedetto XVI il libro I Papi in
Terra Santa, curato da Renato e
Riccardo Burigana (Firenze,
2013, pagine 143, euro 12). In
una nostra traduzione
pubblichiamo in questa pagina
la prefazione scritta dal
patriarca Bartolomeo,
arcivescovo di Costantinopoli.
Dal 28 al 30 gennaio,
Bartolomeo sar a Parigi. Il 28,
allAccademia delle scienze
morali e politiche, il patriarca
pronuncer un discorso sulla
libert religiosa in occasione del
diciassettesimo centenario
delleditto di Milano.
Successivamente, nella sede
VI,

della metropolia greco-ortodossa


incontrer i rappresentanti
dellAssemblea dei vescovi
ortodossi di Francia. Gioved 30
larcivescovo di Costantinopoli
parteciper, nella cattedrale di
Santo Stefano, alla Divina
liturgia per la festa dei Tre Santi
Dottori. La visita di Bartolomeo
si concluder allInstitut
catholique di Parigi con una
riunione accademica eccezionale
nel corso della quale verr
assegnata al patriarca la laurea
honoris causa. Il primate
ortodosso terr per loccasione
una relazione intitolata
Religione e ambiente. Quali
sfide spirituali oggi?.

rientro a Roma: Voi avete compreso che il mio viaggio non stato soltanto un fatto singolare e spirituale: diventato un avvenimento, che pu avere una grande importanza storica. un anello che si
collega ad una tradizione secolare;
forse un inizio di nuovi eventi
che possono essere grandi e benefici per la Chiesa e per lumanit.
Nel nostro discorso a Papa Francesco in occasione della visita ufficiale della delegazione patriarcale
in Vaticano per la festa patronale
dei santi Pietro e Paolo (29 giugno
2013) abbiamo sottolineato il nostro impegno a favore degli sforzi
volti allunit: Ecco che con fiduciosa attesa ora contempliamo il
nostro reciproco viaggio verso il calice comune. Non ignoriamo gli
ostacoli che esistono allauspicabile
unit di tutti i cristiani. Nondimeno, non cesseremo di lavorare con
tutte le nostre forze e di aspirare al
Santissimo Spirito. Secondo Gregorio il Teologo, arcivescovo di
Costantinopoli, questo Spirito
molto prudente ed estremamente
amorevole; se scopre dei pescatori,
pu attirare a Cristo il mondo intero, catturandolo con la rete della
parola proprio come fece Pietro.
Di fatto, pu trasformare la passione di fanatici persecutori e creare un Paolo al posto di Saulo, catturandoli con la stessa intensit di
piet con cui erano stati catturati
dal male. questo lo Spirito di
docilit. Oggi lo stesso Spirito ci
rende anche audaci messaggeri
dellunit dei cristiani, per la quale
incessantemente ci inginocchiamo
dinanzi al Padre di nostro Signore
Ges Cristo. Di fatto, questo Spirito stato, e sar sempre; senza
inizio e senza fine. Cos ispirer
sempre in noi il desiderio di unit
nella semplicit e di salvezza per
tutti.
Che possiamo continuare a costruire sulle fondamenta gettate da
quelle due guide lungimiranti che
erano Papa Paolo VI e il Patriarca
ecumenico Atenagora, i quali hanno saputo discernere la volont e il
comandamento del fondatore della
nostra fede, nostro Signore Ges
Cristo. Amen.

Questi due documenti pubblicati


nel 2013, uno multilaterale (Fede e
Costituzione) e uno bilaterale (battista-cattolico), sono entrambi, ognuno a suo modo, espressioni del desiderio di promuovere lunit della
Chiesa, invitando i cristiani a guardare sia allinterno della propria tradizione che allesterno, verso le tradizioni degli altri, al fine di testimoniare in maniera convincente lamore
di Dio nella Chiesa. proprio a
compiere questo che ci invita Papa
Francesco nella sua esortazione apostolica Evangelii gaudium: Dobbiamo sempre ricordare che siamo pellegrini, e che peregriniamo insieme.
A tale scopo bisogna affidare il cuore al compagno di strada senza sospetti, senza diffidenze, e guardare
anzitutto a quello che cerchiamo: la
pace nel volto dellunico Dio. Affidarsi allaltro qualcosa di artigianale, la pace artigianale. Ges ci ha
detto: Beati gli operatori di pace
(Matteo, 5, 9). In questo impegno,
anche tra di noi, si compie lantica
profezia: Spezzeranno le loro spade
e ne faranno aratri (Isaia, 2, 4) (n.
244). Possano questi testi, su cui
hanno lavorato insieme cristiani pieni di fede, essere per noi un utile
viatico sul nostro cammino comune
verso lunit desiderata da Cristo per
la sua Chiesa.
*Pontificio Consiglio per la promozione
dellunit dei cristiani

La presidenza Ccee
per lunit
dei cristiani
In occasione della Settimana di preghiera per lunit dei cristiani, la
presidenza del Consiglio delle Conferenze Episcopali dEuropa, riunita
a Genova, lancia un appello ai cristiani europei a operare per una comune testimonianza: Cristo non
pu essere diviso (il tema scelto per
la Settimana, ndr) un invito a non
servirci di Cristo per giustificare le
nostre incomprensioni e le nostre divisioni. Cristo non si possiede, ma si
d.
Cristo non pu essere diviso
continua il messaggio una provocazione a portare in tutta la sua
integrit lannuncio di salvezza per
luomo, un appello alluomo europeo a non separare la dimensione
religiosa della sua fede tra sfera pubblica e privata, a non disdegnare il
dono della vita decidendo da s quale vita sia degna di essere vissuta e
quale no, a non lasciarsi guidare da
false illusioni, ma a fare spazio alla
speranza.

LOSSERVATORE ROMANO

sabato 25 gennaio 2014

pagina 7

Il cammino ecumenico indispensabile per rispondere ai bisogni delluomo

Larcivescovo Celli ai giornalisti

Con Cristo diviso


in verit siamo morti

Quando la Parola
si annuncia
con le parole

di GENNADIOS ZERVOS*
Celebriamo con solennit la Settimana per lunit dei cristiani che
costituisce una felice occasione per
rinnovare limpegno continuamente,
pregare con seriet e dedizione per
il ristabilimento dellunit e collaborare serenamente per affrontare alla
sua radice la questione, in quanto la
comunit divisa nega di fatto che
Ges Cristo sia lunico Signore.
Vorremo ribadire che questa terribile e triste realt della negazione di
Ges Cristo come unico Signore,
costituisce per noi un motivo di preghiera, affinch Dio mandi il Paraklitos lo Spirito Santo per illuminare i nostri cuori e le nostre anime in modo da vivere in perpetuo
la verit secondo cui Ges Cristo
non pu essere diviso e vivendo in
questo modo riconosciamo e adoriamo Ges Cristo come un unico Signore e unico nostro Salvatore. E
dobbiamo sapere molto bene che
Ges Cristo non viene pi a farsi
crocifiggere; venuto una volta per
tutte, per la nostra salvezza. Tocca a
noi adesso prendere il posto di Cristo sulla Croce e, crocifiggendo le
nostre passioni, la nostra mentalit
mondana, sacrificarci per realizzare
la volont di Dio: Che tutti siamo
una cosa sola (Giovanni, 17, 21).
In questo anno ricorre il cinquantesimo anniversario dellincontro a
Gerusalemme tra Paolo VI e Atenagora, di eterna e gloriosa memoria.
una tappa storica. Costituisce il
principio di un nuovo cammino: il
pensiero di tutto il mondo cristiano
e i cuori degli uomini di buona volont erano rivolti alla citt
dellamore e della riconciliazione,
nei luoghi dove il grande maestro e
pacificatore Ges Cristo diventato
uomo, vissuto, stato crocifisso
ed risuscitato per dare alluomo la
salvezza e la gloria.
Lasciamo parlare il patriarca Atenagora: Lumanit cristiana da secoli vive la notte della divisione. I
suoi occhi sono appesantiti per aver
troppo guardato le tenebre. Sia questo nostro incontro lalba di un luminoso e santo giorno in cui le future generazioni Cristiane comunicando dal medesimo Calice del prezioso corpo e sangue del Signore in
amore e pace e unit canteranno e
glorificheranno lunico Signore e
Salvatore di tutti. Identiche e di
grandissima importanza sono anche
le parole rivolte da Paolo VI ad Atenagora: Sia questo nostro incontro
lalba di un giorno luminoso e santo
in cui le generazioni che vengono
comunichino del medesimo calice
del corpo e del sangue del Signore,
nellamore e nella pace e nellunit
cantino e glorifichino lunico Signore e Salvatore di tutti.
Di speciale rilevanza anche la risonanza che ha avuto lo storico incontro: Tutto il mondo, cristiani e
non cristiani, si sono meravigliati di
questo incontro e lhanno considerato come segno dei tempi che ha
svegliato lopinione pubblica del
mondo ed ha aperto una nuova
strada verso la benedetta unit, che
lunica volont del nostro Signore
Ges Cristo.
verit incontestabile che non
tutto compiuto. Ma con questo
avvenimento stata compiuta la pi
grande offerta da parte dei nostri
contemporanei. Ci che seguir in
questo settore sar la continuazione
e la conseguenza della benedizione
del Monte degli Ulivi. La preghiera
in questo era tanto calda, interpretando il desiderio di milioni di anime, cosicch il Padre celeste ascolter la voce delle sue creature per
lulteriore benedetto cammino comune.
Lo storico incontro di Gerusalemme tra Paolo VI e Atenagora, a cinquanta anni dalla sua ricorrenza, sar solennemente celebreto con manifestazioni e preghiere dai loro successori, Papa Francesco e il patriarca
Bartolomeo, uomini di amore, di
pace, di pazienza, di unit, di umilt e di sacrificio. Senzaltro anche
labbraccio a Gerusalemme tra Francesco e Bartolomeo sar storico: due
pellegrini di preghiera presso il Santo Sepolcro pregheranno e celebreranno il cinquantesimo anniversario
del dialogo dellamore, perch soltanto esso e la preghiera possono
cambiare lodierna realt: Cristo
diviso, e come dice il Patriarca Bartolomeo ci incontreremo non solo
per ricordare e onorare il loro gesto
(quello di Paolo VI e Atenagora) ma
come capi spirituali abbiamo il dovere di fare appello e invitare tutti

gli uomini di buona volont, indipendentemente dalla loro fede e virt, al dialogo e di far conoscere loro
limportanza del messaggio di Ges
Cristo, veramente utile per la rinascita dellesistenza umana. Dunque
pensiamo ai poveri, agli ammalati,
ai carcerati, agli immigrati; pensiamo a tutti quelli che vengono nei
nostri territori e allargano i nostri

confini culturali e spirituali. Pensiamo a


tutti quelli che hanno
bisogno della libert e
della giustizia, del nostro aiuto e della nostra protezione.
Tutti questi bisogni
umani che incontriamo non si guariscono
e non si formano in
una comunit sana in
Cristo, in quanto abbiamo Cristo diviso.
La comunit invano
cerca la sua forma
ideale, la sua identit
in Cristo. Con Cristo
diviso viviamo una
crisi spirituale, morale
e sociale; siamo vuoti,
senza
fraternit
e
amore. In verit, siamo morti, malgrado i
nostri beni terrestri e
la nostra provvisoria
prosperit. La nostra
salvezza e il nostro
bene divino ci fanno
riflettere e ascoltare il
messaggio, linvito di
san Paolo: Cristo
non pu essere diviso. I nostri padri e
le nostre guide spirituali ci invitano alla
preghiera e al dialogo
dellamore nella fede
e nella verit, nella pazienza e nella
speranza di seguire e realizzare la
volont del nostro salvatore Ges
Cristo: che tutti siano una cosa sola (Giovanni, 17, 21).
*Metropolita, arcivescovo ortodosso
dItalia e Malta
ed esarca per lEuropa meridionale

La fede e limpegno concreto per


il bene delluomo sono due tensioni che nel professionista della
comunicazione devono andare
sempre insieme. Lo ha ricordato
larcivescovo Claudio Maria Celli,
presidente del Pontificio Consiglio
delle comunicazioni sociali, ai giornalisti che venerd mattina, 24 gennaio, memoria liturgica del patrono
della stampa cattolica san Francesco di Sales, hanno partecipato alla
messa celebrata nella chiesa di Santa Maria in Traspontina. E proprio
coloro che ogni giorno lavorano
nella comunicazione ha detto
monsignor Celli sono chiamati,
da cristiani, a vivere la frase attribuita a san Francesco che pi volte
il Papa ha ripetuto, invitando ad
annunciare il Vangelo, se fosse necessario, anche con le parole!.
La messa nel giorno di san Francesco di Sales un appuntamento
annuale divenuto ormai, secondo
larcivescovo, una piccola tradizione per gli operatori dei mass media, che si ritrovano insieme come
discepoli del Signore, chiamati
per nome a una vocazione e a una
missione. Il riferimento al brano
evangelico della liturgia: Marco racconta proprio la scelta dei dodici
apostoli sottolineando che Ges
chiam a s quelli che voleva. Infatti lui a chiamare; e cos nasce
la nostra vocazione, che cresce poi
nella concretezza della vita quotidiana.
Proprio con la chiamata dei dodici, ha spiegato monsignor Celli,
siamo davanti allatto creativo di
Ges che, appunto, crea la sua
Chiesa, la sua famiglia: la famiglia
alla quale anche noi apparteniamo. E questa comunit, il popolo
di Dio, si costituisce appunto
nellascolto della sua voce. Ges,

ha proseguito larcivescovo, chiama i dodici per stare con lui, per


seguirlo, per condividere la sua
stessa sorte. Chiede loro, dunque,
di stare accanto ai poveri, ai malfattori proprio come ha fatto lui nei
momenti cruciali della sua vita.
Questa chiamata a stare con
lui, ha suggerito il presule, d significato anche a quella cultura
dellincontro di cui ci parla Papa
Francesco. Noi abbiamo la missione
di predicare, di evangelizzare, di
dare testimonianza, di farci vicini
alluomo; ma possiamo farlo in maniera forte solo stando con lui.
In fondo, ha aggiunto, non servono grandi capacit organizzative
o chiss quali artifici: serve stare
con lui per far esperienza della
gioia, come afferma il Pontefice
nella Evangelii gaudium. Altrimenti,
ha messo in guardia larcivescovo,
si corre il rischio di lavorare e di fare tante cose ma di non trovare la
gioia che viene proprio dallo stare
con Ges. E questo, ha precisato,
non un atteggiamento romantico; si tratta piuttosto di essere
inseriti nella storia salvifica della
Chiesa. Perch, ha concluso, la
nostra fede che vince il mondo e
solo se custodiamo la parola di
Dio saremo capaci di comunicarla
agli altri, favorendo il loro incontro
con il Signore.
Con larcivescovo Celli hanno
concelebrato, tra gli altri, don Giuseppe Costa, direttore della Libreria
Editrice Vaticana, padre Antonio
Spadaro, direttore della Civilt Cattolica, e i monsignori Paul Tighe e
Giuseppe Antonio Scotti, segretario
e segretario aggiunto del Pontificio
Consiglio delle comunicazioni sociali. Tra i presenti, il direttore del
nostro giornale.

Maria Cristina di Savoia sar beatificata a Napoli

Con la corona e il Vangelo


di ULDERICO PARENTE
La vita di Maria Cristina di Savoia
che il cardinale Angelo Amato, in
rappresentanza di Papa Francesco,
beatifica sabato 25 gennaio, a Napoli stata intensa anche se molto breve: mor, infatti, ad appena 23
anni, il 31 gennaio 1836, a causa di
uninfezione contratta dopo aver
dato alla luce Francesco, primogenito ed erede al trono di Ferdinando
II di Borbone, re delle due Sicilie.
A questa morte inattesa e repentina, che ella accolse con piena rassegnazione alla volont di Dio, Maria
Cristina si present con un ricco
corredo di virt cristiane, frutto della grazia e del suo costante impegno di vita cristiana. In particolare
aveva maturato una speciale attenzione verso il prossimo, che costitu
il segno distintivo con cui fu amata
in vita e ricordata dopo la morte.
Figlia di Vittorio Emanuele I e di
Maria Teresa dAsburgo, era nata il
14 novembre 1812 a Cagliari, dove la
casa Savoia si trovava in esilio, essendo il Piemonte occupato dalle
forze napoleoniche. Dopo labdicazione del padre a favore di Carlo
Felice, fu a Nizza, quindi a Moncalieri, stabilendosi infine a palazzo
Tursi, nella citt di Genova, insieme
con la madre e la sorella Maria Anna, che sarebbe divenuta imperatrice dAustria.
Appena ventenne, dopo la morte
della madre, lasci Genova per recarsi a Torino, secondo le disposizioni di Carlo Alberto. Sorretta e
confortata dalla fede, avrebbe desiderato diventare monaca di clausura, ma la ragion di Stato le impose
il matrimonio con Ferdinando II, re
delle due Sicilie (1810-1859), che fu
celebrato il 21 novembre 1832, nel
santuario di Nostra Signora dellAcquasanta, presso Voltri. Maria Cristina stabil che una parte del denaro destinato ai festeggiamenti per le
nozze fosse utilizzato per donare
una dote a 240 spose e per riscattare un buon numero di pegni depositati al monte di piet.
Come regina interpret il suo
ruolo alla luce del Vangelo e degli
insegnamenti della Chiesa. Ogni
giorno assisteva alla messa, aveva
un culto speciale per il santissimo
Sacramento e recitava con grande

fervore il rosario, leggeva la Bibbia


e lImitazione di Cristo.
Non si occup del governo dello
Stato, ma esercit una benefica influenza sul marito, che la definiva
come il suo angelo. Benedetto
Croce riferisce che Maria Cristina
ottenne per molti condannati a
morte la grazia: fra questi ebbe salva la vita anche Cesare Rosaroll,
che aveva cospirato per uccidere
Ferdinando II.
Fu dotata di non comune intelligenza, colta ed esperta in discipline
come la fisica e la classificazione
delle pietre preziose. Le fonti processuali riferiscono di doni
mistici, ma insistono
soprattutto sulla
sua umilt e
sulla sua carit.
Di

queste due virt fece esperienza, in


particolare, il popolo napoletano.
Inviava ai poveri denaro e biancheria, dava ricovero agli ammalati, si
preoccup di fornire un tetto a molti diseredati, diede assegni di mantenimento a giovani donne, sostenne economicamente gli istituti religiosi e i conservatori. In tal modo,
con semplicit e umilt, si avvicin
al popolo, di cui seppe conquistare
il cuore e laffetto.
La sua opera sociale pi nota fu
la riattivazione della industria tessile di San Leucio, dopo anni di abbandono. Qui le famiglie avevano casa,
lavoro,
una
chiesa e una
scuola
obbligatoria,
ed erano

tutelate da una legislazione e uno


statuto particolari. Lattivit produttiva era basata sulla lavorazione della seta che veniva esportata in tutta
Europa.
Il 16 gennaio 1836 nacque Francesco. Il 31 gennaio, mentre si preparava consapevolmente alla morte,
affid il piccolo al marito. Poi pronunci ripetutamente le parole che
possono considerarsi il suo testamento spirituale: Credo in Dio,
spero in Dio, amo Dio.... Rivestita
del manto regale, adagiata in una
bara ricoperta di un cristallo, venne
trasportata nella sala dErede, dove
per tre giorni il popolo sfil in pellegrinaggio per rendere omaggio alla reginella santa. Fu quindi deposta nella basilica del monastero
di Santa Chiara, dove si trova tuttora.
Pio IX nel 1859 firm il decreto di
introduzione della sua causa di beatificazione. Le virt eroiche vennero
riconosciute il 6 maggio 1937. La
promulgazione del decreto sul miracolo attribuito alla sua intercessione
reca la data del 2 maggio 2013.
La beatificazione della reginella
santa porta a compimento il desiderio e il convincimento popolare,
che volle sempre ricordare Maria
Cristina come un autentico esempio
di fedelt al Vangelo, modello anche per i cristiani dei nostri giorni,
soprattutto per coloro che rivestono
ruoli di responsabilit e per le
madri.
Nel panorama della santit Maria Cristina di Savoia si distingue
per la sua originalit e modernit,
per aver saputo valorizzare, in tutte
le sue dimensioni, la dignit della
donna. Spiccano, nella sua intera
esistenza, lattenzione alla formazione religiosa e culturale e la capacit di promuovere il lavoro femminile, accompagnate da un delicato senso di solidariet verso gli ultimi. Come sposa seppe illuminare
con il consiglio e il sostegno della
preghiera le decisioni del marito,
secondo la legge di Dio e non solo
quella degli uomini. Come madre
diede la testimonianza pi eloquente, amando con tenerezza, per il
brevissimo tempo che le fu concesso di vivere, il bambino che aveva
partorito.

Nomine
episcopali
Le nomine di oggi riguardano gli
Stati Uniti dAmerica e la Repubblica Federale di Germania.

Ronald William Gainer


vescovo di Harrisburg
(Stati Uniti dAmerica)
Nato a Pottsville (Pennsylvania), nella diocesi di Allentown, il
24 agosto 1947, dopo aver frequentato la scuola elementare parrocchiale Mary, Queen of Peace e
la Nativity B.V.M. High School,
entrato nel seminario arcidiocesano di Philadelphia, San Carlo
Borromeo in Overbrook, dove ha
conseguito il master of divinity. In
seguito stato inviato a Roma come alunno del Pontificio Collegio
Americano del Nord e ha ottenuto
la licenza in diritto canonico presso la Pontificia Universit Gregoriana (1986). stato ordinato sacerdote il 19 maggio 1973 per la
diocesi di Allentown. Ha ricoperto i seguenti incarichi: vicario parrocchiale nella Saint Bernard parish in Easton (1973-1975), cappellano alla Kutztown University
(1975-1978), vicario parrocchiale
nella Saint Catherine of Siena parish in Reading (1979-1980), segretario del tribunale diocesano
(1980-1983), segretario personale
del vescovo Joseph McShea (19831984), parroco della Holy Trinity
parish in Whitehall (1986-1999),
vicario giudiziale (1986-2002), segretario per la vita cattolica e
levangelizzazione
(1999-2000),
cappellano delle religiose carmelitane dellantica osservanza. stato inoltre membro del consiglio
presbiterale e consultore diocesano. Nominato Vescovo di Lexington (Kentucky) il 13 dicembre
2002, ha ricevuto lordinazione
episcopale il 22 febbraio successivo.

Herwig Gssl, ausiliare


di Bamberg (Repubblica
Federale di Germania)
Nato il 22 febbraio 1967 a Monaco di Baviera, ha compiuto gli
studi filosofici-teologici presso le
universit di Bamberg e di Innsbruck. stato ordinato sacerdote il 26 giugno 1993 e incardinato
nellarcidiocesi di Bamberg. Dopo
il servizio pastorale in diverse parrocchie a Bayreuth, Hannberg e
Weisendorf, nel 2006 stato nominato parroco del raggruppamento parrocchiale di Erlangen
Nord-West. Nel 2007, stato nominato vice rettore del seminario
maggiore di Bamberg e membro
della commissione liturgica diocesana. Nel 2008 stato nominato
anche vice rettore del seminario di
Wrzburg e responsabile della pastorale vocazionale.

Myron Joseph Cotta


ausiliare di Sacramento
(Stati Uniti dAmerica)
Nato il 21 marzo 1953 a Dos Palos (California), nella diocesi di
Fresno, dopo aver frequentato la
Bryant Elementary School, la Sacred Heart Catholic School e la
Dos Palos Joint Union High
School a Dos Palos, ha ottenuto
lassociates degree presso il West
Hills Junior College a Coalinga
(1973). Entrato nel seminario nel
1980, ha svolto gli studi ecclesiastici presso il seminario Saint
John a Camarillo fino al 1987.
stato ordinato sacerdote per la
diocesi di Fresno il 12 settembre
1987. Dopo lordinazione sacerdotale, ha svolto i seguenti incarichi:
vicario parrocchiale della Saint
Anthony parish ad Atwater (19871989); amministratore del santuario Our Lady of Fatima a Laton
(1989-1992); parroco della Our Lady of Miracles parish a Gustine
(1992-1999) e al contempo amministratore parrocchiale della Holy
Rosary parish a Hilmar (1994); vicario generale, moderatore della
curia, vicario per il clero, direttore
dellufficio per la formazione permanente del clero, direttore dellufficio per la propagazione della
fede, direttore del Pastoral Support of Priests, supervisore del Safe Environment Program, direttore
del Sensitive Claim Board e membro del Diocesan Finance Council
(1999-2010); amministratore diocesano (2010-2011); membro del
Diocesan Personnel Board (dal
1996); consultore diocesano (dal
1999); vicario generale e moderatore della curia (dal 2011). Nel
2002 stato nominato cappellano
di Sua Santit e, nel 2008, Prelato
dO nore.

LOSSERVATORE ROMANO

pagina 8

sabato 25 gennaio 2014

Papa Francesco al tribunale della Rota romana

Giudici ma soprattutto pastori


Dietro ogni pratica ci sono persone che attendono giustizia
I giudici ecclesiastici sono
essenzialmente pastori. E come tali
non devono dimenticare che dietro
ogni pratica, ogni posizione, ogni
causa, ci sono persone che attendono
giustizia. Lo ha detto Papa
Francesco ai componenti del tribunale
della Rota Romana ricevuti in
udienza nella mattina di venerd 24
gennaio, nella Sala Clementina, in
occasione dellinaugurazione dellanno
giudiziario.
Cari Prelati Uditori, Officiali e
Collaboratori del Tribunale
Apostolico della Rota Romana,
vi incontro per la prima volta, in
occasione dellinaugurazione dellanno giudiziario. Saluto cordialmente il collegio dei Prelati uditori,

ad iniziare dal Decano, Mons. Pio


Vito Pinto, che ringrazio per le parole che mi ha rivolto a nome dei
presenti. Saluto poi gli Officiali, gli
Avvocati e gli altri collaboratori, come pure i membri dello Studio rotale. Questo incontro mi offre lopportunit di ringraziarvi per il vostro prezioso servizio ecclesiale. La
mia riconoscenza va in particolare a
voi, Giudici rotali, che siete chiamati a svolgere la vostra delicata opera
in nome e per mandato del Successore di Pietro.
La dimensione giuridica e la dimensione pastorale del ministero ecclesiale non sono in contrapposizione, perch entrambe concorrono alla realizzazione delle finalit e
dellunit di azione proprie della

Chiesa. Lattivit giudiziaria ecclesiale, che si configura come servizio


alla verit nella giustizia, ha infatti
una connotazione profondamente
pastorale, perch finalizzata al perseguimento del bene dei fedeli e alla edificazione della comunit cristiana. Tale attivit costituisce un
peculiare sviluppo della potest di
governo, volta alla cura spirituale
del Popolo di Dio, ed pertanto
pienamente inserita nel cammino
della missione della Chiesa. Ne
consegue che lufficio giudiziario
una vera diaconia, cio un servizio
al Popolo di Dio in vista del consolidamento della piena comunione
tra i singoli fedeli, e fra di essi e la
compagine ecclesiale. Inoltre, cari
Giudici, mediante il vostro specifico

Nel 2013 quasi quattrocento cause


Nel 2013 sono state decise quasi quattrocento cause,
pi del doppio rispetto agli anni precedenti, abbattendo limponente mole di procedimenti pendenti, purtroppo alcuni da troppi anni. Lo ha riferito il decano
del tribunale della Rota Romana, monsignor Pio Vito
Pinto, nel discorso pronunciato allinizio delludienza.
Dopo aver ricordato leccezionalit degli avvenimenti che si sono susseguiti durante lanno trascorso
in particolare la decisione di Benedetto XVI di entrare nel silenzio per salire sul monte e la successiva
elezione di Papa Francesco il decano ha sottolineato che il primato di Cristo quanto la Chiesa ha indicato al mondo nella grandezza dei gesti che stanno
rinvigorendo la prassi della fede, dellunica fede cattolica.
La Rota, ha affermato, proprio alla luce di questo
anno di fatica e di impegno, vuole continuare a
essere segno autentico di sollecitudine nel ministero
della giustizia ecclesiale. Il decano ha anche salutato
con favore una inversione di tendenza contro lingiusto prevalere di decisioni negative sulle affermative,
unicamente ancorate alla verit fontale e fattuale, illuminata dallo Spirito, attraverso lapporto di diverse
sensibilit umane e giuridiche. E ha quindi espresso

limpegno a essere maggiormente vicini al Papa


nella difficile ma benedetta opera di discernimento
dei tempi, sui quali si illumini il tempo di Dio, il quale, come fu luce nellepoca cosiddetta di cristianit
stabilita, lo sar anche nellattuale contesto secolarizzato, tenendo lontano dalla suprema legge, la salus
animarum, sia il nocivo lassismo sia il distruttivo rigorismo.
Monsignor Pinto ha detto al Pontefice che lintera
famiglia della Rota Romana prelati uditori e componenti del tribunale con il gran numero degli avvocati rotali vuole, come gi fece a Papa Benedetto,
promettervi perfetta obbedienza al magistero e alle
decisioni che Dio vi ispirer per il bene spirituale del
cuore stesso della Chiesa, la famiglie e il matrimonio
cristiano. Obbedienza e ascolto nella certezza che
ancora oggi Dio vorr continuare a chinarsi sulla nostra esistenza di peccato e di povert, per trasformarla
in segno di grazia, ha aggiunto. E ha assicurato a
Papa Francesco: Non ci terremo fermi spettatori, ma
sosterremo fedelmente con la conversione del cuore il
cammino di verit e di salvezza che lo Spirito Santo
vi dar di indicare alla Chiesa e al mondo.

ministero, voi offrite un competente


contributo per affrontare le tematiche pastorali emergenti.
Vorrei ora tracciare un breve profilo del giudice ecclesiastico. Anzitutto il profilo umano: al giudice
richiesta una maturit umana che si
esprime nella serenit di giudizio e
nel distacco da vedute personali. Fa
parte anche della maturit umana la
capacit di calarsi nella mentalit e
nelle legittime aspirazioni della comunit in cui si svolge il servizio.
Cos egli si far interprete di
quellanimus communitatis che caratterizza la porzione di Popolo di
Dio destinataria del suo operato e
potr praticare una giustizia non legalistica e astratta, ma adatta alle
esigenze della realt concreta. Di
conseguenza, non si accontenter di
una conoscenza superficiale della
realt delle persone che attendono il
suo giudizio, ma avvertir la necessit di entrare in profondit nella situazione delle parti in causa, studiando a fondo gli atti e tutti gli
elementi utili per il giudizio.
Il secondo aspetto quello giudiziario. Oltre ai requisiti di dottrina
giuridica e teologica, nellesercizio
del suo ministero il giudice si caratterizza per la perizia nel diritto,
lobiettivit di giudizio e lequit,
giudicando con imperturbabile e
imparziale equidistanza. Inoltre nella sua attivit guidato dallintento
di tutelare la verit, nel rispetto della legge, senza tralasciare la delicatezza e umanit proprie del pastore
di anime.
Il terzo aspetto quello pastorale.
In quanto espressione della sollecitudine pastorale del Papa e dei Vescovi, al giudice richiesta non soltanto provata competenza, ma anche genuino spirito di servizio. Egli
il servitore della giustizia, chiamato a trattare e giudicare la condizione dei fedeli che con fiducia si rivolgono a lui, imitando il Buon Pastore che si prende cura della pecorella ferita. Per questo animato
dalla carit pastorale; quella carit
che Dio ha riversato nei nostri cuori
mediante lo Spirito Santo che ci
stato dato (Rm 5, 5). La carit
scrive san Paolo il vincolo della perfezione (Col 3, 14), e costituisce lanima anche della funzione del
giudice ecclesiastico.
Il vostro ministero, cari giudici e
operatori del Tribunale della Rota
Romana, vissuto nella gioia e nella
serenit che vengono dal lavorare l
dove il Signore ci ha posti, un
servizio peculiare a Dio Amore, che
vicino ad ogni persona. Siete essenzialmente pastori. Mentre svolgete il lavoro giudiziario, non dimenticate che siete pastori! Dietro
ogni pratica, ogni posizione, ogni
causa, ci sono persone che attendono giustizia.
Cari fratelli, vi ringrazio e vi incoraggio a proseguire il vostro munus con scrupolosit e mitezza. Pregate per me! Il Signore vi benedica
e la Madonna vi protegga.

Il segretario di Stato celebra nella cappella Paolina per lapertura dellanno giudiziario

Mente e cuore aperti


Lattivit dei prelati uditori e di tutti i componenti del tribunale della Rota Romana
una fatica sempre ardua. Ma per essere in
ogni caso fruttuosa e persino salvifica, bisogna che sia marcata dalla costante obbedienza allo Spirito, primo e insostituibile maestro
della verit. quanto ha affermato larcivescovo Pietro Parolin, segretario di Stato, durante la messa celebrata nella cappella Paolina
del Palazzo apostolico, venerd mattina, 24
gennaio, in occasione dellapertura dellanno
giudiziario del tribunale della Rota Romana.
Il presule ha ricordato che prima di ogni
giudizio, i prelati uditori recitano lAdsumus,
lantica invocazione allo Spirito Santo. Questa preghiera, che segna linizio anche delle
assemblee pi importanti della Curia romana,
carica com di ispirazione biblica, davvero
preziosa e pu essere sicuramente fruttuosa.
Da qui linvito a conservare la mente e il
cuore aperti alla sua luce, affinch le vostre
decisioni siano sempre orientate, sostenute,
perfezionate dallo Spirito.
A questo proposito, il segretario di Stato ha
precisato che la verit del vincolo sacro non
nella nostra disponibilit, essendo il matrimonio frutto dellazione dello Spirito Santo e della libera determinazione dei nuben-

ti. Per questo, lindagine su questa misteriosa sinergia non pu essere pienamente vera
e rispettosa della volont di Dio e del bene
dei fedeli se non siamo animati da mutuo e
pacato ascolto, scevro da ogni prevalere di
umano sentire, secondo quellattegiamento
spirituale che san Paolo raccomanda nel secondo capitolo della Lettera ai Filippesi.
Riferendosi a san Francesco di Sales, del
quale si celebrava la memoria liturgica, larcivescovo ha sottolineato che la sua vita e il
suo ministero dovettero confrontarsi con gli
eventi drammatici della separazione dei luterani e dei calvinisti dalla sede di Pietro, riuscendo dei secondi a riportarne molti alla fedelt al vescovo di Roma. Nei secoli successivi, ha aggiunto il presule, a lui si sono ispirati alcuni fondatori di istituti di vita consacrata, tra i quali don Bosco, che prese a modello la sua testimonianza evangelica di mitezza, di nascondimento e di amore verso i
piccoli. Il segretario di Stato ha concluso indicando lesempio del santo vescovo per cogliere il pieno affidamento alla Madre di Ges, mirabile modello di obbedienza e affidamento allo Spirito Santo, che rese benedetto
e fecondo il suo umile consenso al piano divino della redenzione.

Allinizio della celebrazione, monsignor Pio


Vito Pinto, decano del Tribunale della Rota
Romana, ha rivolto un breve saluto allarcivescovo Parolin, ringraziandolo per la sua presenza e sottolineando in particolare limportanza dellumilt come atteggiamento di servizio al Papa e alla Santa Sede. Questo, ha detto, lo stile del Vangelo: servire non alzando la voce. Il decano ha poi invocato sul
presule la protezione di Dio, perch custodito amorevolmente da Maria e Giuseppe, possa efficacemente sostenere il Santo Padre nella
sua volont di riforma, perch la Chiesa sia
segno visibile di Cristo che si fece ultimo e
povero, per arricchirci della sua divinit.
Al termine della celebrazione eucaristica,
dopo linvocazione allo Spirito Santo, i ventidue prelati uditori hanno rinnovato il tradizionale giuramento. I primi a compierlo sono
stati i due nuovi prelati nominati il 23 gennaio da Papa Francesco: il portoghese padre
Manuel Saturnino da Costa Gomes e litaliano monsignor Antonio Bartolacci.
Ha animato la liturgia il coro del Vicariato
vaticano diretto da Temistocle Capone. Hanno partecipato alla messa, oltre al collegio dei
prelati uditori, gli avvocati rotali e i loro familiari.

Messa del Pontefice a Santa Marta

Come
si fa il dialogo
Il dialogo si fa con lumilt, anche a
costo di ingoiare tanti rospi, perch non bisogna lasciare che nel nostro cuore crescano muri di risentimenti e odio. Lo ha detto Papa
Francesco nella messa celebrata
venerd mattina, 24 gennaio, memoria liturgica di san Francesco di Sales, nella cappella della Casa Santa
Marta.
Lo spunto per lomelia stato il
passo del primo libro di Samuele
(24, 3-21), che racconta il confronto
fra Saul e Davide. Ieri ha ricordato il Papa abbiamo sentito la
parola di Dio che ci faceva vedere
cosa fa la gelosia, cosa fa linvidia
nelle famiglie, nelle comunit cristiane. Sono atteggiamenti negativi
che portano sempre a tante liti, a
tante divisioni. Anche allodio. E
questa storia labbiamo vista nel
cuore di Saul contro Davide: lui aveva quella gelosia a tal punto che
voleva ucciderlo.
Ma oggi ha proseguito la
parola di Dio ci fa vedere un altro
atteggiamento: quello di Davide. Il
quale sapeva benissimo di essere
in pericolo; sapeva che il re voleva
ucciderlo. E si trovato proprio nella situazione di poter uccidere il re:
e cos finiva la storia. Eppure ha
scelto unaltra strada; ha preferito
la strada dellavvicinarsi, di chiarire
la situazione, di spiegarsi. La strada
del dialogo per fare la pace.
Invece il re Saul rimuginava nel
suo cuore queste amarezze, insultava Davide perch credeva che era
suo nemico. E questa cresceva nel
suo cuore. Purtroppo, ha affermato
il Papa, queste fantasie crescono
sempre quando noi le ascoltiamo,
dentro di noi. E fanno un muro che
ci allontana dallaltra persona. Cos
finiamo per rimanere isolati in questo brodo amaro del nostro risentimento.
Ecco che Davide, con lispirazione del Signore, spezza questo meccanismo di odio e dice: no, io voglio dialogare con te!. cos, ha
spiegato il Pontefice, che incomincia la strada della pace. Con il dialogo. Ma, ha avvertito, dialogare
non facile, difficile. Tuttavia solo con il dialogo si costruiscono
ponti nel rapporto e non muri che ci
allontanano.

Per dialogare ha precisato il


Papa prima di tutto necessaria
lumilt. Lo dimostra lesempio di
Davide, umile, che ha detto al re:
ma, guarda, io avrei potuto ucciderti, io avrei potuto farti questo, ma
non lo voglio fare! Io voglio essere
vicino a te perch tu sei lautorit, tu
sei lunto del Signore!. Quello di
Davide un atto di umilt.
Dunque, per dialogare non c bisogno di alzare la voce ma necessaria la mitezza. E poi necessario pensare che laltra persona ha
qualcosa in pi di me, cos come
ha fatto Davide, che guardando Saul
diceva a se stesso: Lui lunto del
Signore, pi importante di me.
Insieme con lumilt, la mitezza,
per dialogare ha aggiunto il Pontefice necessario fare quello che
abbiamo chiesto oggi nella preghiera
allinizio della messa: farsi tutto a
tutti.
Umilt, mitezza, farsi tutto a tutti sono i tre elementi base del dialogo. Ma ha puntualizzato il Santo Padre anche se non scritto
nella Bibbia, tutti sappiamo che per
fare queste cose bisogna ingoiare
tanti rospi: dobbiamo farlo perch la
pace si fa cos!. La pace si fa con
lumilt, lumiliazione, cercando
sempre di vedere nellaltro limmagine di Dio. Cos tanti problemi
trovano la soluzione con il dialogo
in famiglia, nelle comunit, nei quartieri. Occorre la disponibilit a riconoscere di fronte allaltro: Ma
senti, scusa, io ho creduto questo....
Latteggiamento giusto umiliarsi:
sempre bene fare il ponte, sempre
sempre!. Questo lo stile di chi
vuole essere cristiano; anche se,
ha ammesso il Papa, non facile,
non facile!. Eppure Ges: lha
fatto, si umiliato fino alla fine, ci
ha fatto vedere la strada.
Il Pontefice ha poi suggerito un
altro consiglio pratico: per aprire il
dialogo necessario che non passi
tanto tempo. I problemi infatti
vanno affrontati il pi presto possibile, nel momento che si pu fare
dopo che passata la tormenta. Bisogna subito avvicinarsi al dialogo,
perch il tempo fa crescere il muro,
proprio come fa crescere lerba cattiva che impedisce la crescita del
grano. E, ha messo in guardia,
quando i muri crescono tanto difficile la riconciliazione: tanto difficile!. Il vescovo di Roma ha fatto
riferimento al muro a Berlino che
per tanti anni stato elemento di divisione. E ha notato che anche nel
nostro cuore c la possibilit di diventare come Berlino, con un muro
alzato verso gli altri. Da qui linvito
a non lasciare che passi tanto tempo e a cercare la pace il pi presto possibile.
In particolare il Papa ha voluto
fare riferimento agli sposi: normale che voi litigate, normale. E
vedendo il sorriso di alcune coppie
presenti alla messa, ha ribadito che
in un matrimonio si litiga, alcune
volte volano i piatti pure. Per, ha
consigliato, mai finire la giornata
senza fare la pace; senza il dialogo
che alcune volte soltanto un gesto, un darsi appuntamento a domani.
Io ho paura ha affermato il
Papa di questi muri che crescono
ogni giorno e favoriscono i risentimenti. Anche lodio. E ha indicato
di nuovo la scelta del giovane Davide: poteva vendicarsi perfettamente, poteva uccidere il re, ma ha
scelto la strada del dialogo con
lumilt, la mitezza, la dolcezza. E,
in conclusione, ha chiesto a san
Francesco di Sales, dottore della
dolcezza, di dare a tutti noi la
grazia di fare ponti con gli altri, mai
muri.