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LOSSERVATORE ROMANO
POLITICO RELIGIOSO

GIORNALE QUOTIDIANO

Non praevalebunt

Unicuique suum
Anno CLIV n. 16 (46.558)

Citt del Vaticano

mercoled 22 gennaio 2014

Ritirato dallOnu linvito allIran mentre lopposizione siriana si spacca

Il racconto di una vita con i senzatetto

Vigilia incerta
per la conferenza sulla Siria

Invisibili
perch troppo visibili
di GIULIA GALEOTTI

NEW YORK, 21. La cancellazione


dellinvito allIran a partecipare alla
conferenza internazionale di pace
sulla Siria, da domani a Montreux e
poi a Ginevra, e la spaccatura registrata
nellopposizione
siriana,
proiettano incertezza ulteriore sulla
possibilit che il confronto diplomatico riesca a mettere fine a un conflitto che continua ad avere conseguenze devastanti.
Il Segretario generale dellO nu,
Ban Ki-moon, ha ritirato linvito
allIran, fatto appena 24 ore prima,
dopo che il Governo di Teheran ha
dichiarato di non accettare, come
base per le trattative, le decisioni
emerse dalla precedente conferenza
del giugno 2012, cio la necessit di
una transizione politica in Siria. Il
portavoce dellOnu, Martin Nesirky,
ha ricordato come durante i numerosi incontri e colloqui telefonici con i
vertici della diplomazia iraniana,
Ban Ki-moon avesse ricevuto assicurazioni in questo senso.
Lirrigidimento giunto dallayatollah Ali Khamenei, massima autorit islamica del Paese. Il suo consigliere per la politica estera, Ali
Akbar Velayati, ha dichiarato che
lIran non accetter mai il comunicato finale della cosiddetta conferenza
Ginevra 1 (quella che si apre domani
nota come Ginevra 2) perch ci
significherebbe legittimare i terroristi siriani, espressione con la quale
il Governo di Damasco e quello di
Teheran suo alleato definiscono tutti

Attentato
contro Hezbollah
a Beirut
BEIRUT, 21. Lesplosione, stamani
a Beirut, di unautobomba guidata da un attentatore suicida ha
causato almeno cinque morti e
una ventina di feriti nel quartiere
meridionale di Haret Hreik, roccaforte del movimento sciita Hezbollah. Lattentato stato rivendicato dal fronte Al Nusra, uno dei
gruppi fondamentalisti islamici
attivi in Siria. In uno analogo, il
2 gennaio, cerano stati quattro
morti e settanta feriti.

A Montreux la sala della conferenza per la pace in Siria (Afp)

i gruppi armati dellopposizione al


presidente siriano Bashar Al Assad.
Tale posizione stata confermata subito dopo dallambasciatore iraniano
allOnu, Mohammad Khazaee. Peraltro, la portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Marziyeh Afkham, ha detto questa mattina che
se la conferenza Ginevra 2 agir con
realismo pu essere un passo nella
direzione di una ricomposizione pacifica della crisi.
Sempre stamani, il ministro degli
Esteri russo, Serghei Lavrov, ha detto che il ritiro dellinvito allIran
certamente un errore, ma non un disastro.
La decisione di Ban Ki-moon
sembrava, di contro, aver sciolto le
ultime riserve sulla partecipazione
alla conferenza della Coalizione nazionale siriana, che raccoglie diversi
gruppi di opposizione. Dopo lannuncio in questo senso, per, il principale di tali gruppi, il Consiglio nazionale siriano, ha deciso luscita
dalla Coalizione. Il gruppo ha spiegato che partecipare a Ginevra 2 significherebbe rinnegare limpegno a
non aprire trattative che non presuppongano la rimozione di Assad dal
potere. A questo punto, diversi osservatori ritengono improbabile che

in Svizzera possa esserci quella che


lOnu ha pi volte definito una delegazione sufficientemente credibile
e rappresentativa dellopposizione.
Al tempo stesso, Russia e Stati
Uniti, promotori della conferenza insieme con lOnu, sembrano andare
alla trattativa con priorit diverse.

Un mondo con poco lavoro


GINEVRA, 21. Oltre duecento milioni di persone non hanno un lavoro.
E quasi 840 milioni di lavoratori
possono contare su meno di due
dollari al giorno. A disegnare il
quadro della situazione globale
delloccupazione lIlo (Organizzazione internazionale del lavoro)
in un rapporto pubblicato ieri.
Lorganizzazione di Ginevra segnala il rischio di una ripresa economica senza occupazione e il peggioramento dei dati soprattutto in riferimento ai giovani, un tema che sar

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Sfollati centroafricani senza cibo


proporzioni epiche, sottolineando
che essa richiede unazione internazionale immediata e concreta.
Il Consiglio dei ministri degli
Esteri dellUnione europea, intanto,
ha dato il via libera alla pianifica-

Lavrov ha detto che il primo obiettivo in questo momento fermare


lazione dei gruppi armati di matrice
fondamentalista islamica. Il Governo
di
Washington,
appoggiato
dallUnione europea e da altri soggetti internazionali, insiste affinch
si arrivi a una transizione politica.

Per lIlo oltre duecento milioni di persone sono disoccupate

Catherine Samba Panza nominata presidente ad interim

BANGUI, 21. Gli sviluppi politici


nella Repubblica Centroafricana,
dove ieri Catherine Samba Panza,
attuale sindaco della capitale Bangui, stata nominata presidente ad
interim, non sembrano ancora in
grado di fermare una crisi che si fa
di ora in ora pi drammatica. Il
Programma alimentare mondiale
(Pam) dellOnu ha fatto sapere ieri
che gli alimenti da distribuire alle
migliaia di sfollati sono in via di
esaurimento. Secondo il Pam, inoltre, la situazione di insicurezza del
Paese sta bloccando le vie di rifornimento per la distribuzione di cibo.
LUnicef, il fondo dellOnu per
linfanzia, ha denunciato da parte
sua nuove e terribili violenze negli
ultimi giorni, in particolare luccisione di tre bambini e 19 adulti di un
convoglio di civili in fuga dal nord
del Paese, attaccato vicino a Bouar.
Lo stesso Segretario dellO nu,
Ban Ki-moon, ha lanciato un appello per unazione immediata nella
Repubblica Centroafricana. In un
messaggio inviato a Ginevra per
una sessione speciale del Consiglio
dei diritti umani, Ban Ki-moon ha
definito la crisi centroafricana di

nvisibili perch troppo visibili.


Presenze, sempre pi costanti
nel nostro panorama cittadino,
che vivono silenziosamente abbandonate sul ciglio delle strade che
percorriamo ogni giorno. Che ci
mettono a disagio perch pi facile disporre un bonifico per i poveri dellAfrica che superare la tentazione di distogliere lo sguardo
dai giacigli che custodiscono gli
scarti della nostra indifferenza.
Ciascuno di noi ha la sua colpa
per aver tentato di scacciare il grido di solitudine, di desolazione e
di abbrutimento che proviene, muto, da queste persone. Dai corpi
consumati e provati dei senzatetto,
senza casa e senza famiglia, dai
volti murati dentro loro stessi,
completamente soli. Parrebbero impermeabili a tutto, eppure non
difficile scorgere il cuore schiacciato dal dolore di chi sa di vivere e
di morire accanto a noi nel nostro
totale disinteresse.
Eppure c qualcuno che prova a
fare qualcosa. In Francia una donna e un uomo hanno scelto di
vivere con loro, condividendone
letteralmente lesistenza: Colette
Gambiez e Michel Collard. Volendo conoscere davvero queste persone, sono diventati clochard, affrontando la lotta quotidiana contro
freddo, fame, rifiuto, solitudine e
abbandono per tentare di costruire
una comunit e tracciare un cammino insieme.
Il racconto degli anni vissuti con
i senzatetto diventato nel 1998 il
libro Quand lexclu devient llu, vie
partage avec les sans-abri, ora tradotto in italiano (Sulla strada, Roma, Castelvecchi, 2013). Sono pagine capaci di immergerci in questo
mondo lontano da noi eppure a
noi vicinissimo: il mondo delle
donne e degli uomini ombra, che
vivono tra i cartoni, frugano nei bidoni della spazzatura, dormono nei
marciapiedi e nei corridoi della metropolitana.
Collard venne a contatto con
questa realt tramite unassociazione di volontariato nella quale rimase cinque anni, prima di prendere
la decisione di condividere la vita
dei senzacasa nella sua interezza.
Era il 1983. Nove anni pi tardi
Collard ha proseguito il suo cammino con Gambiez, infermiera fondatrice della comunit Magdala (a
favore dei senzatetto), diventata nel
frattempo sua moglie. Insieme hanno quindi abbandonato tutto per
condividere la vita dei pi poveri.
Dietro la loro scelta, il desiderio di
seguire lesempio di san Francesco,
per capire e amare, interpellare se
stessi e la Chiesa, nella convinzione
che sia possibile proprio l lincontro con Dio.
Il cuore della loro esperienza
esattamente quello che non vorremmo ascoltare: Pi che del pane bisogna offrire una relazione
fraterna, cio reciproca. La vera
infelicit di chi vive sulla strada,
infatti, sta nel dolore lacerante del
mancato incontro.
Grazie alla scelta di Collard e
Gambiez, ascoltiamo chi ci raccon-

zione operativa di un intervento militare nella Repubblica Centroafricana, se un mandato in questo senso
sar deciso nella riunione del Consiglio di sicurezza dellOnu gi fissata
per gioved.

anche sul tavolo del Forum economico mondiale che si apre mercoled a Davos.
Nel 2013 202 milioni di persone
non hanno svolto attivit lavorativa
regolare. La cifra riferisce lIlo
aumentata di cinque milioni rispetto al 2012. Sempre nel 2013 il
tasso dei senza lavoro rimasto
fermo al sei per cento, in crescita
di 0,5 punti percentuali rispetto al
2007. Ma laspetto pi inquietante
riguarda la mancanza di fiducia:
soltanto nellarco del 2013, 23 milioni di persone hanno abbandonato il mercato del lavoro, molto
spesso per la convinzione di non
poter trovare un impiego.
Stando ai dati dellIlo, nei Paesi
sviluppati e nellUnione europea la
crescita della disoccupazione tra il
2007 e il 2013 stata di quasi tre
punti percentuali (dal 5,8 all8,6
per cento). NellUnione europea il
dato passato dal 7,2 all11 per
cento. Soltanto la Germania ha fatto segnare una controtendenza,
passando dall8,6 al 5,3 per cento.
La disoccupazione giovanile, sottolinea lIlo, resta la principale
preoccupazione con 74,5 milioni
di persone tra i 15 e i 24 anni senza
lavoro. Un altro problema chiave
riguarda invece il rapporto tra povert e lavoro: nel 2013, 839 milioni
di persone vivevano con meno di
due dollari al giorno. C stata
una riduzione sostanziale dei lavori poveri, ovvero sottopagati, ma
ora il percorso in stallo dice
lIlo. Nel 2013 i lavoratori in estrema povert (375 milioni vivono con
meno di 1,25 dollari al giorno) sono diminuiti solo del 2,7 per cento.
Troppo poco.

Il diario spirituale
del vescovo Enrico Bartoletti

Vita
di un traghettatore
Un bambino centroafricano di fronte alla sua casa distrutta nei combattimenti a Bangui (Afp)

ROBERTO PERTICI

A PAGINA

ta la verit di questa vita, le storie,


i dolori, i sogni. Ci sono le difficolt concrete: chi si corica ogni sera
in un letto non riesce a immaginare
in cosa consista la vita di una persona il cui corpo non mai ben disteso, ma sempre contratto e rannicchiato. C la violenza subita e
provocata, che il pane quotidiano
dei poveri. C il disadattamento,
la follia, a volte; per luomo che
sente bruciare dentro il proprio fallimento il rifugio nellimmaginario
pu risultare la sola via per restare
a galla.
Sono situazioni rapide e mortifere come le sabbie mobili per le
quali necessario un aiuto capillare
quotidiano, ben oltre la soglia
dellinserimento formale. Per alcuni il reinserimento diventato ormai quasi impossibile. Allora cerchiamo di promuovere attivit che
li distolgano dallo stato meramente
vegetativo. Lidea di creare luoghi comunitari sul tipo delle comunit dellArca, spiegano gli autori
del libro.
Dimostrazione di una realt che
accomuna le societ pi lontane, le
vite raccontate da questa stupefacente coppia francese trovano sembianze concrete nelle immagini di
Lee Jeffries, fotografo autodidatta
di professione contabile, che ha
trascorso gli ultimi anni nelle strade di Roma, Los Angeles, Parigi,
Miami, New York, Las Vegas e
Londra. Non si riconoscono i luoghi, ma solo la dimensione personale: sono ritratti in bianco e nero
di sguardi e volti di uomini, donne
e bambini accomunati dagli stenti
e dalla sofferenza, ma che brillano
di vita.
Non immagini a tradimento, ma
ritratti frutto dellincontro, costruito nelle vie delle citt. Tra luce e
ombra, inquadrature sobrie in sfondi monocromatici scuri, le immagini restituiscono occhi terribilmente
vivi, brillanti, lucidi, sgranati dalla
sorpresa, che piangono e guardano
il cielo, occhi bendati e ciechi, occhi enormi e occhi che sono fessure. Tante barbe, tante lacrime, tantissime rughe. E mani. Mani che
supplicano, ridono, si disperano,
implorano, pregano, nascondono,
mani che fumano, mani giunte nel
grembo. Bambini che si danno la
mano.

Relazioni della Santa Sede


con le Chiese in Europa dellEst

Attraverso
uno scambio di doni
HYACINTHE DESTIVELLE

A PAGINA

Le differenze teologiche
non precludono lunit in Cristo

Sotto lo stesso tetto


FRATEL

ALOIS

A PAGINA

NOSTRE INFORMAZIONI
In data 21 gennaio, il Santo Padre ha accettato la rinuncia al
governo pastorale della Diocesi
di Yoro (Honduras), presentata
da Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Jean-Louis Giasson, P.M.E., in conformit al canone 401 2 del Codice di Diritto Canonico.
In data 21 gennaio, il Santo
Padre ha accettato la rinuncia al
governo pastorale della Diocesi
di Langres (Francia), presentata

da Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Philippe Gueneley, in conformit al canone 401


1 del Codice di Diritto Canonico.

Provvista di Chiesa
In data 21 gennaio, il Santo
Padre ha nominato Vescovo di
Langres (Francia) il Reverendo
Monsignore Joseph de MetzNoblat, finora Vicario Generale
di Verdun.

LOSSERVATORE ROMANO

pagina 2

Entrano in vigore le contestate norme che proibiscono le manifestazioni in Ucraina

La direzione d il via libera dopo laccordo con Berlusconi

Battaglia nelle strade di Kiev

Renzi incassa il s
del partito sulla riforma
della legge elettorale

KIEV, 21. In Ucraina entrata in vigore la controversa legge che limita


le proteste di piazza, con Kiev trasformata in un campo di battaglia
dai violenti scontri di domenica e luned fino a tarda sera tra la polizia e
pi di diecimila manifestanti proUe. di diverse centinaia di persone il numero dei feriti nei disordini,
e tra questi oltre cento poliziotti. Lo
fa sapere il ministero dellInterno
ucraino specificando che ottanta
agenti sono stati ricoverati in ospedale. E a questi si aggiungono almeno 26 giornalisti. La polizia ha inoltre arrestato 31 persone.
La nuova normativa, firmata venerd scorso dal presidente Viktor
Ianukovich, stata pubblicata sulla
gazzetta ufficiale, nonostante gli appelli dellopposizione filoeuropea e
dellOccidente per un suo ritiro. La
legge proibisce, tra laltro, di erigere
barricate, di entrare in massa in luoghi pubblici, di formare cortei con
pi di cinque veicoli, di allestire tende e palchi e di distribuire ai manifestanti materiali come i caschi protettivi e i megafoni. previsto larresto per chi si copre il volto con un
fazzoletto o un casco. Per i trasgressori sono previste multe e in alcuni
casi anche il carcere, fino a cinque
anni per chi occupa un edificio pubblico. A rischio anche limmunit dei
parlamentari che potrebbero essere
processati con il via libera di una
commissione indipendente.
Nella notte decine di giovani vestiti con abiti sportivi scuri hanno
creato disordini nel centro di Kiev e

di MARCO BELLIZI

Una fase degli scontri tra polizia e manifestanti nella notte a Kiev (Afp)

ci sono stati anche degli scontri in


un supermercato della catena Silpo
nel quartiere Podil. I giovani, secondo i manifestanti antigovernativi, sono dei titushki, cio dei provocatori
pagati dal Governo per attaccare i
dimostranti o provocare scontri con
la polizia. Attorno alle 3 di notte
come ha potuto constatare lagenzia
Ansa un gruppo di circa 150 di
questi presunti titushki stazionavano

Al via il negoziato Ue
di adesione della Serbia

PRISTINA, 21. Le elezioni municipali nel settore nord (serbo) kosovaro di Kosovska Mitrovica, invalidate dalla rinuncia del sindaco,
Krstimir Panti, saranno ripetute
il 23 febbraio prossimo. Lo ha annunciato ufficialmente ieri la presidente del Kosovo, Atifete
Jahjaga, confermando anticipazioni di stampa dei giorni scorsi.
Panti, esponente dellala serba
pi dura e intransigente, risultato
eletto nelle amministrative del tre
novembre e primo dicembre scorsi, si infatti rifiutato di prestare
giuramento da sindaco in segno
di protesta contro la presenza di
simboli statali del Kosovo sui documenti ufficiali.
Il ministro degli Esteri di
Pristina, Enver Hoxhaj, ha frattanto annunciato che Tonga ha riconosciuto lindipendenza del
Kosovo, portando a 105 il numero
complessivo dei Paesi che lo hanno fatto finora (sul totale di 193
rappresentati alle Nazioni Unite).
Si tratta del primo riconoscimento del nuovo anno.

Il primo ministro serbo Ivica Dai (La Presse/Ap)

BRUXELLES, 21. Prende il via oggi a


Bruxelles la prima conferenza intergovernativa che segna lavvio del
negoziato di adesione della Serbia
allUnione europea.
Un risultato reso possibile dagli
innegabili progressi compiuti dal
Paese balcanico nel processo di democratizzazione e ammodernamento delle proprie strutture statali,
che hanno consentito alla Serbia di
lasciarsi definitivamente alle spalle
un pesante passato segnato dalle
guerre sanguinose che hanno sancito drammaticamente la fine della
vecchia Jugoslavia.
Per il primo ministro, Ivica
Dai, lavvio del negoziato con
lUe segna lapertura di una nuova
era politica per Belgrado. Il Paese,
ha detto incontrando il corpo diplomatico, proseguir nel programma di riforme e si impegner a costruire una societ democratica basata sullo stato di diritto, a sviluppare i diritti umani e le libert secondo gli standard europei.
A Bruxelles, Dai incontrer il
presidente della Commissione Ue,
Jos Manuel Duro Barroso, e il
presidente del Consiglio europeo,
Herman van Rompuy. Della delegazione serba fanno parte anche il
vicepremier, Aleksandar Vui, il
ministro degli Esteri, Ivan Mrki, il
ministro responsabile per lIntegrazione europea, Branko Rui, e il

capo negoziatore con la Ue, Tanja


Mievi. LUnione europea sar
rappresentata dal ministro degli
Esteri greco, Evangelos Venizelos,
il cui Paese detiene la presidenza di
turno semestrale, e dal commissario
allAllargamento, tefan Fle.

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davanti al teatro dellOpera. Tutti


avevano in mano delle mazze di legno e sembra che a dare loro degli
ordini fosse un uomo sulla quarantina su un fuoristrada nero e con i finestrini oscurati. I giovani provocatori erano seguiti da un gruppetto
di europeisti in auto che volevano
filmarli e controllare dove si dirigessero e ci sono stati dei tafferugli.

Nel settore nord


del Kosovo
si rivota
il 23 febbraio

Riconosciuti i progressi compiuti dal Governo del Paese balcanico

GIORNALE QUOTIDIANO
Unicuique suum

mercoled 22 gennaio 2014

Panam rifiuta la mediazione europea


nella disputa sul canale
PANAM, 21. LAutorit del canale
di Panam (Acp) ha rifiutato la
mediazione della Commissione europea nella disputa contrattuale
con il consorzio europeo al quale
stato affidato lampliamento del
canale. LAutorit, in un comunicato, afferma che non verr accolto lintervento di terzi. Domenica
il vicepresidente della Commissione europea, Antonio Tajani, aveva
annunciato che lorganismo sarebbe sceso in campo per svolgere
unopera di mediazione. La disputa riguarda i costi extra dellampliamento, che punta al raddoppio
della capacit del canale entro la
met del 2015: al momento lopera
stata completata per il settanta
per cento. Del consorzio europeo,
guidato dalla spagnola Sacyr, fan-

no parte litaliana Salini-Impregilo


e la belga Jan de Nul. Lampliamento del passaggio via mare diventato necessario per consentire il
transito dei giganti cargo portacontainer, le cui dimensioni non
consentono loro di attraversare le
chiuse del canale nella sua ampiezza attuale.
Il consorzio europeo ora indica
costi supplementari non previsti
nel contratto originario per 1,6 miliardi di dollari, rispetto ai 3,6 miliardi stimati inizialmente. Secondo il consorzio, questi costi andrebbero a carico dellamministrazione panamense che, invece, sostiene che deve essere il consorzio
stesso a sobbarcarsi le spese supplementari.

GIOVANNI MARIA VIAN


direttore responsabile

TIPO GRAFIA VATICANA


EDITRICE LOSSERVATORE ROMANO

Carlo Di Cicco

don Sergio Pellini S.D.B.

vicedirettore

Piero Di Domenicantonio
caporedattore

Gaetano Vallini
segretario di redazione

direttore generale

Lex premier Yulia Tymoshenko


condannata a sette anni in un processo che Ue e Stati Uniti ritengono
di matrice politica ha ieri affermato che se fosse libera combatterebbe
anche lei. Rivolgendosi ai manifestanti ha detto: Se fossi libera sarei
con voi. La libert vale questa lotta.
Siete degli eroi. La Casa Bianca si
dice profondamente preoccupata
dalle violenze ed esorta tutte le
parti a evitare che la situazione degeneri, ma allo stesso tempo sottolinea come lintensificarsi delle tensioni sia dovuto alle azioni del Governo per indebolire le fondamenta
della democrazia ucraina inasprendo
le pene per le proteste pacifiche e
togliendo alla societ civile e allopposizione politica le protezioni giuridiche di base della democrazia.
Il ministro degli Esteri russo,
Serghiei Lavrov, ha rivolto questa
mattina un duro attacco allopposizione ucraina definendo le sue proteste minacciose e in completa violazione di ogni norma europea.
Lavrov ha ribadito che la Russia
pronta a colloqui con lUnione europea sulla grave crisi in Ucraina.

Il Pentagono offre aiuti per la sicurezza a Soci

Operazione antiterrorismo
nel Daghestan
MOSCA, 21. Continuano le operazione antiterrorismo nel Daghestan,
la turbolenta Repubblica del Caucaso russo, mentre mancano poco
pi di due settimane allapertura
dei giochi invernali di Soci, dove
alta lallerta attentati. Come ha reso noto oggi il comitato nazionale
antiterrorismo, sono in corso operazioni contro membri di una banda
armata in due diversi distretti della
regione.
Il 17 gennaio, due esplosioni avevano devastato un ristorante nella
capitale del Daghestan, Makhachkala, causando almeno sette feriti.
Il giorno seguente, le forze speciali
russe hanno ucciso sette persone sospettate di appartenenza a gruppi
armati, tra cui una donna. Loperazione avvenuta a Semender. Le
forze di sicurezza stanno ancora
studiando il video diffuso in questi

Servizio vaticano: vaticano@ossrom.va


Servizio internazionale: internazionale@ossrom.va
Servizio culturale: cultura@ossrom.va
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Segreteria di redazione
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La direzione del Partito democratico (Pd), non senza qualche insofferenza, ha dato il via libera ieri, 20
gennaio, al progetto di riforma della legge elettorale, sul quale il segretario Matteo Renzi ha trovato
sabato scorso laccordo con il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi.
Renzi si presentato alla riunione dei vertici del suo partito illustrando un piano nel quale ha fatto
la sua apparizione il doppio turno,
un tema da sempre caro al Pd e attraverso il quale il sindaco di Firenze riuscito a prendere in contropiede lala pi radicale del partito. Lintesa, la profonda sintonia
con Berlusconi, leader di un partito
dopposizione condannato in via
definitiva per frode fiscale e non
candidabile alle elezioni, continua
a essere vissuta da una parte del
Pd, oltre che come una scelta censurabile in linea di principio, come
un grave errore strategico, tanto
che il presidente del partito, Gianni Cuperlo, marted, ha optato per
le dimissioni. E, in effetti, lex senatore ed ex presidente del Consiglio, riuscito a riguadagnare la ribalta, accreditandosi come interlocutore principale per quelle riforme
che, negli auspici, dovrebbero cambiare volto al Paese.
In s la riforma della legge elettorale presenta, senza entrare nei
dettagli, un meccanismo in grado
di agevolare la formazione di coalizioni, mantenendo un livello accettabile di rappresentanza e soprattutto di peso per le forze minori,
pur in presenza di soglie di sbarramento discretamente elevate. Garantisce la governabilit attraverso
un consistente premio di maggioranza, ma lo lega, in maniera opportuna, alla scelta degli elettori, i
quali possono, attraverso il secondo turno, decidere a chi attribuirlo,
qualora nessuna delle coalizioni
abbia raggiunto al primo turno il
35 per cento dei consensi. In que-

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giorni in cui un gruppo di jihadisti


del Caucaso settentrionale ha rivendicato gli attentati suicidi di fine dicembre a Volgograd (34 morti) e rivolgendosi al presidente Vladimir
Putin ha minacciato nuove azioni
terroristiche.
Gli Stati Uniti offrono pieno
supporto al Governo russo per garantire la sicurezza delle Olimpiadi
invernali di Soci, fra il 7 e il 23 febbraio. Lo ha reso noto il Pentagono, precisando che a questo scopo,
i comandanti statunitensi della regione si stanno preparando nel caso
sia necessario tale supporto.
Mezzi aerei e navali, compresi due
vascelli nel Mar Nero, saranno disponibili per ogni evenienza, se richiesti, ha affermato lammiraglio
John Kirby. Al momento, ha aggiunto, non sono giunte richieste
dal Cremlino.

Forze speciali russe di pattuglia a Makhachkala (Reuters)

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Vaticano e Italia: semestrale 99; annuale 198
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Africa, Asia, America Latina: 450; $ 665
America Nord, Oceania: 500; $ 740
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fax 06 69885164, 06 698 82818,
info@ossrom.va diffusione@ossrom.va
Necrologie: telefono 06 698 83461, fax 06 698 83675

sta fase, tra laltro, il peso dei partiti pi piccoli pu tornare a farsi
sentire.
Pi carente, invece, e forse insoddisfacente, a giudicare dalla recente sentenza in materia della
Corte costituzionale, la parte dedicata alle preferenze, con liste pi
corte ma bloccate, e seggi attribuiti
s su base nazionale ma attraverso
calcoli che non renderebbero poi
cos chiaro agli elettori quanto abbia pesato il loro voto. Insomma,
una riforma non perfetta ma ragionevole e, sembra, in grado di venire incontro alle esigenze di gran
parte delle forze politiche.
Rimane il grande interrogativo,
riguardo ai motivi per i quali una
soluzione di analogo buon senso
non sia stata praticata prima. La risposta implica inevitabilmente anche la valutazione circa i meriti o
meno del segretario del Partito democratico. Attraverso un accordo,
di cui , inoppugnabilmente, il
principale ispiratore, Renzi riuscito a controllare, almeno per il momento, lala pi radicale del partito, e si accredita come politico del
fare, quel titolo che lo stesso Berlusconi ha tanto agognato e del
quale non mai riuscito completamente a fregiarsi. Ma soprattutto,
chiusa la partita giudiziaria con la
condanna e la decadenza del leader
di Forza Italia, Renzi pu ora permettersi di avanzare, per usare termini finanziari, una opzione ostile sul centrodestra.
Con laccordo sulla riforma elettorale stretto con Forza Italia, infatti, il segretario del Pd non solo
mette in discussione il peso del
Nuovo centrodestra di Alfano, ma
si vuole presentare come il primo
leader post-ideologico dopo quella
che impropriamente viene definita
seconda Repubblica, puntando a
guadagnare consensi anche nello
schieramento opposto. Non si tratta per solo di tattica elettorale. Su
molti temi Renzi propone soluzioni
trasversali, non lontane da quelle
dellopposizione. Se queste sono,
tutto sommato, tollerate anche dagli elettori di sinistra, proprio
perch con la condanna di Berlusconi si chiusa una fase e si sono
aperte le porte a una normalizzazione della dialettica politica. Renzi, usando una metafora calcistica,
ha parlato della sua proposta di
legge elettorale come di un cucchiaio, il pallonetto con il quale si
prende in contropiede il portiere
avversario. Solo nelle prossime settimane si sapr se il tiro destinato
a entrare in porta.

Missione
di Erdoan
a Bruxelles
ANKARA, 21. Missione oggi e domani a Bruxelles del premier turco,
Recep Tayyip Erdoan, che incontrer i presidenti delle tre istituzioni Ue, Herman Van Rompuy, Jos
Manuel Duro Barroso e Martin
Shulz. la prima visita del premier turco allUnione europea da
cinque anni. Un periodo di quasi
gelo fra il Paese candidato alladesione e Bruxelles giunto a una
svolta lanno scorso con il rilancio
delle trattative e lapertura di un
nuovo capitolo negoziale. Erdoan
avrebbe dovuto preparare a Bruxelles un ulteriore passo avanti, lavvio di negoziati su altri due capitoli. Ma il clima nelle ultime settimane si di nuovo raffreddato. Il 17
gennaio infatti esploso a Istanbul
lo scandalo sulla corruzione con
larresto di 52 personalit vicine al
Governo turco fra cui i figli di tre
ministri. Il premier ha reagito denunciando un tentativo di colpo
di Stato pilotato dallestero.

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LOSSERVATORE ROMANO

mercoled 22 gennaio 2014

Riparte
il negoziato
sul nucleare
iraniano
GINEVRA, 21. Con la sospensione
dellarricchimento delluranio iraniano al 20 per cento e la revoca
di alcune sanzioni da parte
dellUnione europea e degli Stati
Uniti come previsto dallaccordo semestrale che pone limiti al
programma nucleare di Teheran
i Paesi del gruppo cinque pi uno
(i membri permanenti del Consiglio di sicurezza dellOnu: Stati
Uniti, Gran Bretagna, Francia,
Russia e Cina; pi la Germania)
riprendono oggi a Ginevra i contatti per giungere a un accordo
definitivo che proclami indiscutibilmente pacifico latomo iraniano. Questi negoziati con lIran,
ha previsto ieri lalto rappresentante per la Politica estera e di sicurezza comune dellUe e coordinatrice del gruppo cinque pi
uno, Catherine Ashton, cominceranno a febbraio.
Linizio
dellattuazione
del
Piano dazione congiunto concordato il 24 novembre a Ginevra
stato annunciato ieri dal ministro
degli
Esteri
iraniano,
Mohammad Javad Zarif, e confermato dal direttore generale
dellAgenzia internazionale per
lenergia atomica (Aiea), Yukiya
Amano. stato precisato che le
autorit di Teheran hanno sospeso le attivit di arricchimento
delluranio al 20 per cento. La
portavoce del dipartimento di
Stato americano, Jen Psaki, ha
definito significativi i primi passi
nellambito dellaccordo sul nucleare. I fatti di oggi mostrano
che abbiamo di fronte a noi lopportunit senza precedenti di vedere se possiamo risolvere questa
pressante preoccupazione per la
sicurezza nazionale in modo pacifico ha aggiunto la portavoce.

Tensione tra Gaza e Israele

CONAKRI, 21. A due giorni dalla


riconferma del primo ministro
della
Guinea,
leconomista
Mohamed Said Fofana, nella capitale Conakry stato varato il
nuovo Governo. Un decreto del
presidente Alpha Cond ha annunciato la composizione di un
Esecutivo di 34 ministri, 19 dei
quali gi presenti in quello
uscente.
La composizione del nuovo
Esecutivo ha suscitato delusioni
e critiche negative in diversi
analisti che attendevano un
cambiamento pi netto. Nelle
ultime settimane il presidente
Cond aveva infatti annunciato
un rimpasto significativo per
un Governo di missione. Non
solo non c stata la sia pur minima apertura allopposizione
che alcuni attendevano, ma le
nomine hanno rafforzato la presenza nel Governo del Raggruppamento del popolo di Guinea,
il partito di Cond, a discapito
dei suoi alleati della coalizione
Arcobaleno.
Lentrata in carica del nuovo
Governo giunge una settimana
dopo linvestitura del nuovo
Parlamento eletto lo scorso settembre, dove lRpg detiene 53
dei 114 seggi, ma con i suoi alleati arriva alla maggioranza assoluta di 58.

SANA, 21. Almeno 22 persone sono rimaste uccise nel nord dello
Yemen in una nuova ondata di
violenze esplose durante il fine
settimana tra i ribelli sciiti Huthi
e alcuni uomini armati della potente trib Hashid. Lo riferiscono
fonti locali. Da entrambe le parti si contano 22 morti nelle ultime
48 ore, hanno detto le fonti,
precisando che i combattimenti si
sono concentrati a Usaimat, 140
chilometri a nord di Sana.
A rendere pi incandescente la
situazione nonostante luscita
dal potere del presidente Ali
Abdullah Saleh che per 32 anni
ha guidato il Paese un commando armato ha ucciso questa
mattina a Sana un negoziatore
dei ribelli sciiti Huthi al dialogo
nazionale in corso dal 18 novembre nello Yemen per cercare di
trovare un accordo di transizione
tra tutte le forze politiche, elaborare una nuova Costituzione e
permettere di tenere le elezioni
generali. Ahmed Sharafeddin, docente universitario e tra gli esponenti pi autorevoli del gruppo,
stato assassinato mentre guidava
dalla sua casa nella capitale verso
lhotel che ospita i negoziati con
il Governo del presidente Abd
Rabbo Mansour Hadi. Il 22 novembre scorso il deputato Abdel
Karim Jadban, ugualmente rappresentante dei ribelli sciiti Huthi
al dialogo nazionale, era stato ucciso da sconosciuti mentre usciva
da una moschea a Sana.
Sabato scorso, sempre nella capitale yemenita, era rimasto ucciso un diplomatico iraniano, responsabile degli affari finanziari
presso la rappresentanza della Repubblica islamica, che sconosciuti
armati cercavano di rapire.

Palestinese durante una fase degli scontri a Nahal Oz al confine tra Gaza e Israele (Ansa)

TEL AVIV, 21. Resta alta la tensione al confine tra


la Striscia di Gaza e Israele. Due missili sono stati lanciati ieri contro la localit israeliana di Eilat,
sul mar Rosso. Lo ha reso noto la polizia, spiegando che i due ordigni hanno colpito unarea
desertica e isolata, senza provocare vittime n
danni materiali. Il lancio stato rivendicato da
Ansar Beit Al Maqdis, un gruppo salafita che
opera nella Striscia di Gaza e nel Sinai egiziano.
Pochi giorni fa, unaltra escalation di violenze:
cinque ordigni sono stati lanciati dalla Striscia
contro la citt di Ashqelon.

Inchiesta
sullesercito congolese

Varato
il Governo
in Guinea

Sanguinosi
scontri tribali
nel nord
dello Yemen

Nuovi lanci di missili dalla Striscia contro localit sul mar Rosso

Dopo luccisione del colonnello Moise Banza in Nord Kivu

KINSHASA, 21. Nella Repubblica


Democratica del Congo sembra essere in corso uninchiesta sul comportamento dellesercito impegnato
contro le formazioni ribelli nellest
del Paese. In particolare, giunta
ieri notizia dellarresto secondo
la versione ufficiale per essere interrogato del capitano Moise
Banza, braccio destro del colonnello Mamadou Ndala, ucciso lo scorso 2 gennaio a Beni, nella tormentata regione orientale del Nord

pagina 3

Kivu, in circostanze che non sembrano ancora chiarite.


Le autorit di Kinshasa avevano
attribuito la sua morte a unimboscata delle Forze alleate democratiche - Esercito nazionale per la liberazione dellUganda (Adf-Nalu),
una delle tante formazioni ribelli
straniere presenti nellest della Repubblica Democratica del Congo e
contro le quali in atto proprio in
queste ore una nuova offensiva. La
vicenda sta per continuando a suscitare dubbi e interrogativi.
In base ad alcune testimonianze
locali, Ndala considerato un eroe
della campagna militare contro la
ribellione del Movimento del 23
marzo (M23), sconfitta sul terreno
lo scorso novembre sarebbe invece rimasto vittima di rivalit allinterno dellesercito. Due settimane
fa erano scoppiati disordini intorno
alla prigione di Beni, dove sono
detenuti due militari sospettati di
aver partecipato allimboscata nella
quale stato ucciso Ndala.

In un messaggio il premier israeliano, Benjamin


Netanyahu, si rivolto ad Hamas, la fazione palestinese che controlla Gaza, sottolineando la propria determinazione a mantenere la calma nella
regione. Consiglio ad Hamas ha detto Netanyahu di prendere in considerazione questa
politica. Messaggio ribadito dal ministro della
Difesa, Moshe Yaalon, secondo il quale Israele
attaccher chiunque minacci la vita dei propri
cittadini. Nel frattempo, ad Ashdod, citt costiera
non distante dalla Striscia di Gaza, lesercito ha
schierato una batteria antimissile Iron Dome.

I lavoratori
del settore
petrolifero
in sciopero in Ciad
NDJAMENA, 21. In Ciad si sta radicalizzando lo sciopero dei lavoratori del settore petrolifero, in
corso da venerd scorso nei giacimenti sfruttati da aziende cinesi
nelle regioni sudoccidentali di
Bongor e Moudou. Secondo fonti
locali citate dalla Misna, lagenzia
internazionale delle congregazioni
missionarie, ad astenersi dal lavoro sono ormai oltre un migliaio di
addetti del settore per protesta
contro la decisione delle imprese
straniere di impedire lo svolgimento di riunioni sindacali e
lelezione di rappresentanti a tutela dei loro interessi. Le fonti citate dalla Misna aggiungono che la
situazione particolarmente tesa
a Koudalwa, nella regione di
Bongor, dove si sono verificati disordini tra scioperanti e forze di
polizia. Nel Ciad, come nei confinanti Sudan e Sud Sudan, la Cina ha importanti concessioni per
lo sfruttamento dei giacimenti petroliferi.

Lescalation delle violenze a Gaza sottolineano gli analisti non gioca a favore dei negoziati
diretti tra israeliani e palestinesi. Negoziati, questi, sostenuti in modo particolare da Washington.
LAmministrazione Obama, grazie allazione del
segretario di Stato, John Kerry, sta elaborando
una proposta di piano generale per riaprire i
canali del dialogo su molti temi chiave del
contenzioso. Lobiettivo quello di arrivare a
unintesa di massima entro la met del 2014 e
quindi a un accordo definitivo entro la fine
dellanno.

Attaccata una base Nato in Afghanistan

I talebani non danno tregua


KABUL, 21. Senza tregua le violenze
in Afghanistan. Ieri un commando
di talebani ha compiuto un attacco
contro una base Nato nel distretto
di Zharay, nella provincia meridionale di Kandahar. Lassalto stato respinto: nove miliziani sono rimasti
uccisi. Successivamente si appreso
che anche un soldato della Nato
rimasto ucciso. Lattacco di ieri viene ad aggiungersi ad altri sferrati di
recente contro obiettivi Nato. Del
resto, la strategia dei talebani chiara: colpire i baluardi a difesa del popolo afghano, per indebolirli sempre
pi. Ed una strategia che rischia di
incidere assai negativamente sulla
stabilit del territorio quando, dopo
il 2014, sar stato completato il ritiro
del contingente internazionale. Si teme infatti che, approfittando del
vuoto che verr lasciato dalla coalizione, i miliziani possano intensificare le violenze.
Di fronte a questo scenario acquisterebbe rilevanza strategica laccordo sulla sicurezza che Stati Uniti e
Afghanistan ancora non hanno firmato a causa delle divergenze anzitutto sulla tempistica. E se lintesa

non andasse in porto, Washington


ha gi minacciato ladozione dellopzione zero: vale a dire, nessun soldato statunitense rester in Afghanistan dopo il 2014, seppure incaricato
di svolgere solo compiti di carattere
logistico.
Per rendere meno traumatico il
passaggio delle consegne, gli Stati
Uniti avevano pensato di impiegare
sul terreno un nucleo di militari dopo che sar stato completato il ritiro
del contingente internazionale. Ma
la resistenza di Kabul a firmare subito, come vorrebbero invece le autorit statunitensi, laccordo sulla sicurezza ha portato Washington a prendere in seria considerazione lopzione zero. In particolare il presidente
afghano, Hamid Karzai, a voler
prendere tempo, sostenendo che la
firma dellintesa deve avvenire solo
dopo le elezioni presidenziali afghane, fissate per il prossimo 5 aprile. Il
futuro dellAfghanistan, dunque, si
annuncia allinsegna dellincertezza,
tanto pi se continueranno a risultare infruttuosi gli sforzi diplomatici,
da parte di Kabul, diretti a intavolare una qualche forma di dialogo con

Mezzo milione di civili in Sud Sudan sfollati e privi di aiuti

Un popolo in ostaggio della guerra


JUBA, 21. Si fanno di ora in ora pi
drammatiche le condizioni delle popolazioni del Sud Sudan, tornate
ostaggio della guerra ad appena sei
anni e mezzo dalla fine dellultraventennale conflitto con Khartoum e a
due e mezzo dallindipendenza proclamata nel luglio 2011. La guerra civile scoppiata a met dicembre tra i
reparti dellesercito fedeli al Governo
del presidente Salva Kiir Mayardit e
quelli che fanno riferimento allex vicepresidente, Rijek Machar, sta avendo ripercussioni drammatiche, con oltre mezzo milione di sfollati, ai quali
sempre pi difficile prestare soccorso per le agenzie dellOnu e per le
organizzazioni umanitarie. Molti hanno
trovato
rifugio
nelle
basi
dellOnu, ma i campi profughi sono
allo stremo a causa del continuo e
massiccio afflusso di persone e lazione degli operatori umanitari ostaco-

lata dai combattimenti, mentre si susseguono notizie di attacchi e saccheggi ai depositi di cibo.
Nonostante le dichiarazioni cautamente ottimiste che filtrano da Addis
Abeba, dove da due settimane stato
convocato un negoziato, le parti sembrano ancora decise ad affidarsi alle
armi. Lesercito, che due giorni fa
aveva ripreso la citt di Bor, capitale
dello Jonglei, ha annunciato ieri anche la riconquista di Malakal, nellAlto Nilo.
Non ci sono conferme indipendenti
ancora in tarda mattinata un portavoce
dellUnmiss,
la
missione
dellOnu che a Malakal ha una base
dove si sono rifugiati oltre ventimila
feriti, parlava di combattimenti in
corso ma alcuni osservatori sottolineano come gli sviluppi militari, paradossalmente, potrebbero favorire un
esito positivo dei negoziati.

Un casco blu dellOnu nelle strade di Juba (Reuters)

i talebani, nellottica del processo di


riconciliazione nazionale.
Sul fronte pakistano, intanto, segnala la France Presse, sintensifica
lazione dellesercito di Islamabad
contro i talebani. Allalba di questa
mattina sono state bombardate postazioni dei miliziani nel nord-ovest:
venticinque talebani sono morti. Si
poi appreso che i miliziani hanno attaccato, ancora una volta, operatori
sanitari impegnati nelle vaccinazioni
antipolio: quattro membri del team
sono stati uccisi in due distinte imboscate.

Manifestazioni
di protesta
in Cambogia
PHNOM PENH, 21. Cresce la tensione in Cambogia, dove ieri sono stati registrati scontri tra manifestanti e polizia e altri arresti tra
gli esponenti dellopposizione.
A conferma della difficile situazione, ma anche della preoccupazione del Governo, il premier,
Hun Sen, al potere da ventotto
anni, ha fatto sapere che allopposizione non sar consentito tenere il Paese in ostaggio per vantaggi politici. E che continuando
cos andr incontro a una dura
reazione. Ma lopposizione non
cede. Gli attivisti stanno infatti
preparando le manifestazioni che
domani, mercoled, ricorderanno
il decimo anniversario dellassassinio dellallora presidente dei Sindacati liberi, Chen Vichea.
Manifestazioni proibite dal decreto governativo in vigore da
qualche settimana e che porranno, quindi, lopposizione ancora
di pi in rotta di collisione con il
capo dellEsecutivo. Sulla tensione in Cambogia intervenuto
lEuroparlamento, che con una risoluzione votata da 740 membri
ha chiesto a Phnom Penh di riconoscere il ruolo legittimo dellopposizione democratica nel contribuire allo sviluppo complessivo
politico ed economico del Paese,
chiedendo riforme, in particolare,
nel sistema legale ed elettorale.

LOSSERVATORE ROMANO

pagina 4

mercoled 22 gennaio 2014

Il diario spirituale del vescovo Enrico Bartoletti

Vita
di un traghettatore
di ROBERTO PERTICI
uella di Enrico Bartoletti
stata una figura di spicco
nella Chiesa italiana degli
anni Cinquanta e Sessanta,
nel periodo del concilio
Vaticano II e del post-concilio: prima come vescovo
ausiliare, poi amministratore apostolico sede
plena, infine (per pochi mesi) arcivescovo
nella diocesi di Lucca, poi come segretario
generale della Cei, dal settembre 1972 alla
morte nel marzo 1976. La sua azione pastorale aveva un complesso retroterra spirituale
e religioso, che emerge nitidamente dal suo
diario spirituale recentemente pubblicato (In
spe fortitudo. Diario spirituale 1933-1975, a
cura di Marcello Brunini, introduzione di
Agostino Giovagnoli, Bologna, Edb, 2013,
pagine 206, euro 18,50). Le prime pagine risalgono al 1933, quando, diciassettenne,
Bartoletti alunno del seminario fiorentino
del Cestello. Lultima del 19 dicembre 1975,
a pochi mesi dalla sua morte improvvisa.
Bartoletti il tipico vescovo del concilio,
anzi fu in qualche modo il traghettatore
della Chiesa italiana sulla sponda conciliare.
Eppure si era formato nelle istituzioni ecclesiastiche dei decenni precedenti: allapertura
del Vaticano II, aveva quarantasei anni ed
era vescovo da quattro. Il problema storico
che figure come la sua pongono pi o meno il seguente: quali elementi della loro formazione, del precedente radicamento nella
Chiesa di met Novecento hanno consentito
la conversione conciliare degli anni Sessanta e la posizione di avanguardia tenuta
poi fino alla morte? Questo problema, lo si

Come
si sono salvati
i manoscritti
di Timbuctu

Quando abbiamo capito la gravit


della situazione, abbiamo spostato i
manoscritti di notte. Il reportage
che Le Figaro ha dedicato ai
tesori dellInstitut Ahmed Baba di
Timbuctu, il 17 gennaio scorso,
raccoglie le testimonianze di quanti
hanno rischiato la vita per salvare
un patrimonio documentario dal
valore inestimabile, quello che gli
abitanti della citt dei 333 santi
nel Mali chiamano il cuore e i
polmoni della loro comunit:
trattati di astronomia, medicina,
matematica, teologia. Durante
loccupazione islamista del gennaio
scorso, 4.203 manoscritti sono stati
bruciati dai miliziani, ma circa il
novanta per cento dei libri stato
messo in salvo. Ho chiamato tutti
i componenti della mia famiglia e
con laiuto di sei persone abbiamo
portato le casse di manoscritti da
cugini, zii, e parenti ricorda
Moctar Sidi Yahia allinviato del
giornale francese. A distanza di un
anno dal saccheggio, gli itinerari
della diaspora emergono dai
racconti di chi ha amato la propria
tradizione culturale pi della
propria incolumit; alcuni
manoscritti sono stati portati nella
capitale Bamako, circa mille
chilometri pi a sud, a dorso
dasino, altri in macchina, nascosti
dentro sacchi di riso. Molti libri
sono stati portati in case di
periferia, sempre a Timbuctu.
Sono entrati in questo magazzino
spiega Mohamed Alkady
Souleymane Maga ma non
avevano nessuna luce con loro e per
fortuna non sono riusciti a portare
via niente. Dovevamo essere
prudenti perch se ci avessero preso
ci avrebbero tagliato le mani, come
ai ladri. Lultimo capitolo del
salvataggio dei manoscritti di
Timbuctu, comunque, non stato
ancora scritto chiosa David Bach
al termine del suo reportage; ormai
sono diventati famosi, e questo li
rende molto appetibili sul mercato
del traffico illecito.

affronta adeguatamente se si supera una visione rigidamente dicotomica del rapporto


fra Chiesa preconciliare e Chiesa post-conciliare. Quella che stata chiamata lermeneutica della riforma risulta utile, non solo sul
pi generale piano storico, ma anche su
quello pi propriamente biografico: perch
non nega la novit e (se si vuole) la discontinuit, ma allo stesso tempo cerca di individuare al centro di ogni discontinuit una
continuit pi fondamentale e profonda.
La Chiesa italiana sotto Pio XII, specie negli anni Cinquanta, non monolitica: vi sono sensibilit ecclesiali diverse, spesso rap-

per molti aspetti un prete intellettuale. Si


insistito sulla sua estraneit negli anni
Trenta rispetto al gruppo di Frontespizio, ma sappiamo che Papini, Cicognani,
Manacorda venivano spesso invitati nel seminario dove il giovane Bartoletti studiava.
La rivista di Bargellini, pur con tutti i suoi
tratti di polemica animoderna, fu portatrice
di un cattolicesimo inquieto, non mai clericale, operando ampie aperture alla coeva letteratura europea: da Mauriac a Bernanos,
entrambi presenti in questo diario. Nel ben
diverso contesto del dopoguerra, Bartoletti
Paolo VI saluta larcivescovo Bartoletti
divent un punto di riferimento di quella
cultura, in contatto con La Pira,
con don Raffaello Bensi, con patazione di passi biblici. Le attente annotazio- sia che si incentrasse sulla Chiesa come miIl problema storico di figure come la sua
dre Turoldo, con Ernesto Balducni del curatore ci consentono di ricostruirne stero di comunione (Lumen gentium), sia che
ci.
si affronta se si supera
la complessit: si va dal Pentateuco ai Salmi, considerasse i suoi rapporti col mondo conMa in questo contesto, qual al libro di Giobbe, ai Profeti, ai Vangeli, a temporaneo (Gaudium et spes).
una visione rigida
la sua specifica sensibilit religio- gli Atti, a san Paolo, di cui ritornante la
Si trattava di una lettura non comune, che
sa? A tale riguardo, questo Diario meditazione sulla Lettera ai Romani. Come lo differenziava ovviamente dalla minoranza
che separi ideologicamente
spirituale fornisce elementi di no- continuo anche il bisogno di preghiera: Il conciliare, ma che era abbastanza peculiare
Chiesa preconciliare e postconciliare
tevole rilievo. La prima parte meglio che possa dare agli altri di me stesso anche allinterno della stessa maggioranza.
(1933-1946) la pi organica: si scrive il 12 novembre 1941 la mia pre- Riproponeva si potrebbe dire il primato
presentate da alcuni grandi figure di vescovo tratta spesso di materiali e appunti presi du- ghiera: quella soprattutto e prima di tutto. Il dello spirituale e lo poneva in un rapporto
(Andrea Riccardi ha spesso parlato delle rante gli esercizi spirituali a cui Bartoletti resto tutto effimero, accidentale, questa no. non facile con le derive sociologiche e tutte
Chiese di Pio XII), e lo stesso magistero partecipa in quegli anni. Essi seguono quin- Pregare. Sempre, sine intermissione. Essere politiche di certo cattolicesimo post-conciliapontificio offre una serie di spunti potenzial- di alcuni schemi consueti: esame di coscien- Angelo Custode dei miei alunni con la pre- re. Con quelle frange cerc di non interrommente innovatori. Per il giovane Bartoletti, za, sottolineatura dei propri limiti religiosi e ghiera continua, particolare, per i singoli in- pere mai il dialogo, ma avvert anche i rischi
allievo del Pontificio Istituto Biblico nei pri- morali, proponimenti di varia natura. Siamo dividui.
insiti nelle loro impostazioni: Questo voler
mi anni Quaranta e poi per linsegnante di di fronte a una severa auto-educazione mo con questo retroterra spirituale e cultu- entrare a ogni costo nella realt del mondo,
Sacra Scrittura, Pio XII il Pontefice della rale (si parla di ginnastica della volont), rale che il vescovo ausiliare di Lucca arriv questo identificarsi con lazione sociale, e
Divino afflante Spiritu (settembre 1943); per il basata sulla necessit di distruggere in me allappuntamento con levento conciliare. promozionale del mondo, questo profanizzaliturgista, lautore della Mediator Dei (1947); la natura e di vivere con spirito di fede; Determinante nella sua conversione fu cer- re, per cos dire, e pubblicizzare la vita del
per il vicerettore e poi rettore dei seminari sul bisogno di disciplina interiore, da rag- tamente lincontro con Giovanni XXIII. Il cristiano e della Chiesa ha veramente sotto
fiorentini, colui che con lenciclica Menti no- giungere attraverso una continua lotta con- diario registra le udienze del 13 dicembre di s (...) il pericolo di un neo-integrismo,
strae (settembre 1950) cerca di superare il tro alcune tendenze disgregatrici, che vengo- 1960 e del 20 giugno 1961, ma particolamen- rovesciato sintende. Pu nascere anche da
diaframma fra il seminario e il mondo in cui no individuate con una certa insistenza.
te significative sono le annotazioni dell11 ot- una frustrazione (...) Credo che questo senso
Ma non si tratta tanto di una severa prati- tobre 1962, il giorno dellapertura del conci- di frustrazione, che nasconde in s i pericoli
inserito.
Bartoletti annota nel suo diario le udienze ca ascetica, di una sorta di stoicismo cristia- lio: Il Papa che dono di Dio per la sua di un efficientismo e di un neo-clericalismo
che dal luglio 1942 a quello del 1958 il Pon- no. Perch tutto questo lavorio interiore la Santa Chiesa! ha parlato con semplicit e pericolosissimi, sia psicologicamente alla batefice gli concede, mostrando nei suoi con- conseguenza di unopzione fondamentale: la chiarezza. Il suo ottimismo, la sua fiducia se di tanti movimenti fra noi, generosi, ma
fronti un sentimento profondo, che emerge ricerca di un rapporto totalitario con Ge- nei tempi nuovi, la sua fede nella Chiesa ap- spesso cos gravemente divergenti da una
anche post mortem, quando lo inserisce nella s Cristo. Questa parola (totalitario), mutua- paiono cosa tanto radicata nel suo animo, autentica linea di fede.
In questa complessa azione, si incontr
grande preghiera di intercessione del 23 no- ta dal coevo linguaggio politico, viene usata che ben difficilmente potranno essere sovervembre 1961 accanto ai sacerdoti che hanno da Bartoletti a pi riprese: Bisogna che sia chiati dalle voci del Concilio. Quella la li- quasi naturalmente con la linea di Paolo VI,
contato di pi nella sua vita. Questo legame totalitario nella mia finalit. Tutte le creature nea. O bene o male, verr fuori sicuramente. che lo chiam a Roma quale segretario gesi rinnova anche coi successori: in fondo il devono servirmi unicamente allo stesso sco- (...) Qualunque siano i lavori e le conclusio- nerale della Conferenza episcopale italiana.
prelato toscano (pi di quanto si possa po: formare in me il Cristo ( 3 aprile 1939); ni future, il Concilio ha gi dato i suoi frut- Gli anni che seguirono furono quelli del repensare) prete romano: Roma alma ma- Insegnami, Signore, a diventare davvero to- ti. Ha imposto alla considerazione degli uo- ferendum sul divorzio e della lacerazione del
ter!, non bisogna dimenticarla, ma esserne
mini il mistero della Chiesa nella cattolicesimo italiano, della crisi e del tentadegni, annota il 22 luglio 1942, quandorsua vera luce. Circolano tante idee tivo di rifondazione della Democrazia criIl seminario minore da lui guidato
mai, dopo il lungo soggiorno romano, tore corrono tanti interrogativi, che stiana da parte della segreteria Zaccagnini,
nato a Firenze.
non possono non rompere lindiffe- dellapertura delliter legislativo che avrebbe
fu luogo di smistamento e aiuto per gli ebrei
Insomma il giovane Bartoletti pienarentismo e il laicismo generale. Dio portato, anche in Italia, a una legislazione
Cos l8 dicembre 1943
mente inserito nella Chiesa italiana di met
sa parlare, quando vuole, agli uo- abortista. Gli anni, anche, che portarono al
convegno ecclesiale su Evangelizzazione e proNovecento. Si forma al Capranica, di cui somini che lattendono e lo cercano.
fu arrestato e interrogato
mozione umana dellautunno 1976, che Bartono stati alunni due recenti Pontefici, BeneMa quel retroterra spirituale e
letti prepar, ma a cui non pot partecipare
Poi venne liberato
detto XV e Pio XII. La sua tesi di licenza (coculturale determin anche la pecu- per la morte prematura: mentre la sua aziome quella quasi contemporanea di Albino
con ammonimenti e pesanti minacce
liare lettura che Bartoletti avrebbe ne di mediazione e di equilibrio vi sarebbe
Luciani) su Rosmini: entrambi risentono
elaborata dellevento conciliare e stata pi che mai utile.
del clima assai critico verso il grande filosofo
dei suoi frutti. La chiave, il centro,
La sua politica (si pensi al tentativo di
roveretano che ancora domina gli studi cattalitario con Te (27 ottobre 1940); Devo il nucleo essenziale di tutto il Vaticano II gli evitare il referendum sul divorzio attraverso
tolici. Ed nello scorcio del pontificato pauna buona volta decidermi a essere integrale, parve la costituzione conciliare Dei verbum e una modifica consensuale della legge Fortucelliano, che gli giunge la nomina a vescovo
totalitario; a cercare solamente la tua volont quindi la riproposta del primato assoluto na-Baslini, nel quadro di una pi complessiausiliare di Lucca: viene consacrato l8 setper uniformarmi a essa (28 novembre della parola di Dio e del suo ascolto. E poi- va riforma del Concordato) fu spesso criticatembre 1958.
ch ripet sovente la parola di Dio e la ta e messa in discussione, ma il Papa gli rin1940).
La sponda romana lo soccorre in alcuni
Un tale rapporto con Ges lo si raggiun- catechesi non maturano i loro frutti se non nov sempre la sua fiducia: Mi ha detto
decisivi momenti critici: alla fine del decennascono e non sfociano nella preghiera per- annotava dopo ludienza del 20 settembre
ge
innanzitutto
attraverso
lascolto
attento
nio precedente, quandera rettore del Seminario minore di Montughi, aveva avuto gra- della sua parola. Qui sta unaltra peculiarit sonale e comunitaria, da quel primato scatu- 1975 di essere consapevole delle difficolt
vi contrasti con alcuni alti esponenti del cle- della spiritualit bartolettiana, che appare riva la nuova attenzione per la Chiesa in in cui mi trovo e delle critiche, cui posso esro fiorentino, in particolare col rettore del gi nel suo diario degli anni Trenta: il rap- preghiera e per una liturgia rinnovata (la co- sere esposto; mi ha, per, incoraggiato a
portare il peso, che non ho cercato, ma mi
Seminario maggiore, venendo messi in di- porto diretto, continuo con le Scritture, in stituzione Sacrosanctum concilium).
Il momento ecclesiologico, che per molti stato imposto. Mi ha detto, citando lImitascussione i suoi metodi educativi giudicati un periodo in cui non sempre veniva assicutroppo innovativi. Lo stesso cardinale arcive- rato nei seminari. La quasi totalit di queste allora e dopo stato considerato il problema zione, che devo portare la croce e la croce
scovo Elia Dalla Costa non condivideva le pagine, dei propositi e delle introspezioni primario del concilio, per lui invece scaturi- porter me. E Bartoletti, la croce, la port
sue impostazioni, tanto che nel 1948 i giova- che vi sono frequenti, scaturisce dalla medi- va come conseguenza da queste premesse: fino in fondo.
ni del liceo furono sottratti al Minore e riaggregati al Maggiore. Ebbene, fu proprio da
Roma, dalla Congregazione dei seminari,
che gli giunse un aiuto decisivo: fu il visitatore inviato dal Vaticano che approv la sua
Il Ges dei Vangeli nelle fotografie di Enrico Nicol
condotta, invitando Dalla Costa a rimuovere
il rettore del Seminario maggiore. Cos nel
1955 egli venne nominato rettore unico dei
seminari fiorentini, nomina che gli avrebbe
aperto la strada dellepiscopato.
La storia fa irruzione in questo diario (prima le annotazioni sono esclusivamente di
Pubblichiamo la presentazione scritta dal cardinale diacono di di PROSPER GRECH
carattere spirituale) il 15 luglio 1942, quando
Santa Maria Goretti per il libro fotografico Sgrid i venti e il
Bartoletti registra la morte durante un bommare. Intuizioni di immagini dai Vangeli di Enrico Nicol Questa eccezionale serie di fotografie di Enrico Nicol apre un nuobardamento aereo di un amico, cappellano
vo genere sia nel racconto della vita di Ges sia nella tecnica foto(Roma, Palombi, 2013, pagine 95, euro 19).
militare in Africa settentrionale. Di particografica medesima. Lo sfocato non sempre si deve buttare nel cestino,
lare importanza le annotazioni dellestate del
qualche volta bisogna esporlo in galleria.
1943: i continui bombardamenti, la caduta di
Qui si tratta di presentare Ges al credente in una forma inusuale.
Mussolini, larmistizio, lItalia divisa in due.
Il motivo viene tratto dalle diverse avventure del Maestro nella barca
Bartoletti piange sullItalia (Povera patria
di Pietro. Qualche volta dorme a poppa durante una tempesta che
nostra, insultata, divisa, annientata; ma pi
ne minaccia laffondamento, altre volte appare di notte camminando
ancora annientati gli uomini, i nostri uomini,
le nostre donne, i nostri soldati. Che incosul mare e viene creduto un fantasma, comanda di buttare la rete
scienza e che egoismo. Traditori e traditi; un
quando non c speranza di pescare qualcosa, chiede una barca per
bubbone che si apre e manda il suo pus.
allontanarsi un po dalla riva e predicare alla folla, chiama i discepoli
Domine salva nos perimus!). Il radiomessagmentre rassettano le reti dopo la pesca. Insomma, qui si entra nel
gio pontificio del precedente Natale riechegcuore della missione di Ges e dei suoi apostoli, da Pietro a Francegia in quella tragica situazione: Signore besco.
nedite la Patria nostra, fateci la nostra unit.
Ma di quale Ges parliamo? Evidentemente di Ges di Nazaret in
Soprattutto i cattolici io per primo sencarne e ossa morto e risorto, ma ancora palpabile e di buon appetito!
tano la loro responsabilit, nellora che volEppure,
dalle foto di Nicol non appare cos. piuttosto quella fige. E le Chiese di Pio XII com noto
gura che cammina sul mare creduta un fantasma dai pescatori. un
fecero il loro dovere: quella fiorentina, per
Ges doceta, cio con un corpo solo apparente ma non reale? un
impulso di Dalla Costa, fu molto attiva nel
salvataggio degli ebrei, per i quali il SeminaCristo risorto che passa per le porte chiuse? No, il Ges uomo la
rio minore fu usato come luogo di smistacui figura resa in modo confuso, come in uno specchio, di quelli
mento e di alloggio provvisorio. Il diario
antichi fatti di rame alquanto ruvido. E ci accade ruotando lobiettinon lo registra, ma la mattina dell8 dicemvo un po a destra o a sinistra per non fissare la fantasia su una forbre 1943, subito dopo la messa, don Enrico
ma ben definita ma per lasciarle la libert di penetrare il mistero di
venne arrestato e sub un lungo interrogatoCristo riconoscendone la divinit. Se questa ineffabile anche
rio, dopo il quale fu rimandato dai suoi rainimmaginabile. E come si pu rendere lineffabile e linimmaginabigazzi con ripetuti ammonimenti e pesanti
le se non per mezzo dello sfocato?
minacce. Dallambiente fiorentino ( un al questa loriginalit di questo libro, un libro che serve sia per actro elemento da tener presente), Bartoletti
Sal in una barca, che era di Simone, e lo preg
compagnare la meditazione del credente sia per indicare ai fotografi
mutua la vivacit intellettuale e linteresse
di scostarsi un poco da terra (Luca, 5, 3a)
un nuovo approccio al Sacro.
per il dibattito culturale: egli fu sempre

Sfocato per capirlo meglio

LOSSERVATORE ROMANO

mercoled 22 gennaio 2014

pagina 5

Rivoluzione culturale a Calcutta

Due lettere scritte da Vincent van Gogh


nel 1888 e, quella in basso, nel 1880

Dattilografo
addio
di MARCELLO FILOTEI
Silenzio e tempo. quello che rimane alle poche centinaia di dattilografi che ancora si possono trovare nelle strade di Calcutta. Ventanni fa erano oltre duemila e avvicinandosi alle loro postazioni era tutto un battere sui tasti, correggere
sollecitazioni linguistiche dei clienti
non sempre perfette, consigliare,
aggiustare, e soprattutto fretta, velocit: gli impegni erano tanti, non
ci si poteva distrarre.
Ora non pi cos e alcuni di loro si possono permettere il lusso di
raccontare di quando scrivevano in
continuazione lettere damore, contratti, comunicazioni aziendali, richieste amministrative. Attorno a
questattivit fioriva un ampio indotto, fatto principalmente di scuole di dattilografia e fabbriche di
macchine da scrivere.
Tutto finito. arrivato il computer. In India ha impiegato un po di
pi che in occidente, ma il risultato
lo stesso. Non sorprende, dunque,
che stia per chiudere una delle ultime scuole di dattilografia di Calcutta, il Sufee Commercial College
che ha formato giovani negli ultimi
ottantanni. Il prossimo sar lultimo corso. I ragazzi non sono pi
disposti a impiegare energie per imparare a fare con difficolt quello
che si pu fare semplicemente. Per-

ch la differenza proprio questa:


lo strumento elettronico, infinitamente pi complesso del suo antenato a tastiera, restituisce un sistema molto pi immediato, che per
anche profondamente diverso.
Con il computer si pu cancellare e
ristrutturare pi volte una frase,
laddove con la macchina da scrivere
il procedimento meccanico, pi
complicato e meno efficace. Per
questo il computer non cambia solo
il modo di scrivere, ma anche quello di pensare alla scrittura. Redigendo un qualsiasi testo, avendo di
fronte uno schermo si pu tranquillamente prima scrivere tutto quello
che ci viene in mente e poi organizzarlo, dare una scansione temporale
piuttosto che unaltra cambiando
lordine dei capoversi. Con il foglio
questo non possibile, una volta
scritta una frase rimane esattamente

dove labbiamo messa. O si ricomincia da capo o si lascia cos


com.
Viene da pensare che con il computer prima si scrive e poi si pensa,
mentre con la macchina da scrivere
si fa il contrario. meglio? peggio? Sicuramente diverso. A Calcutta se ne sono dovuti accorgere
per forza. E il resto dellIndia non
diverso, tanto che ormai non ha
pi senso fabbricare le macchine da
scrivere. Nei giorni scorsi, infatti,
ha chiuso i battenti la Godrej &
Boyce, lultima azienda al mondo
che produceva lantico strumento.
Esce cos dai radar della modernit uninvenzione che ha dato
grande lustro allItalia: la prima
macchina per scrivere fu ideata da
Giuseppe Ravizza nel 1846, una
delle pi celebri, la Lettera 22 fu
realizzata dalla Olivetti a met anni
Cinquanta. Una invenzione che
cambi il modo di lavorare, finch
non ne arrivata unaltra che lha
cambiato nuovamente.
E se vero che ogni cosa pu essere sempre guardata da almeno
due punti di vista, questa vicenda
certifica non solo che rimanere avvinghiati alle innovazioni del passato sempre controproducente, ma
anche che linnalzamento del livello
culturale se favorisce lo sviluppo
delle societ nel loro complesso
crea danni a categorie specifiche.
Del resto il problema non nuovo e
in qualche modo ha
toccato anche lItalia, quando il tasso
di analfabetismo si
abbass repentinamente in pochi decenni. Gli allora
scrivani, a mano,
che erano considerati degli intellettuali e soprattutto nei
piccoli centri svolgevano un ruolo sociale importante e
apprezzato, si ritrovarono praticamente
disoccupati. Come
quello impersonato da Tot in Miseria e nobilt che parlando al cafone che si siede al suo banchetto
per chiedergli di scrivere una lettera, prima si accerta di stare di fronte a un potenziale cliente: Dunque. Lei ignorante?. Poi avuta
una risposta positiva espone la sua
filosofia: Bravo, bravo. Viva
lignoranza! Tutti cos dovrebbero
essere... E se ha dei figliuoli, non li
mandi a scuola, per carit! Li faccia
sguazzare nellignoranza.
Ora non funziona pi, il cafone
ha imparato a scrivere e non gli si
pu pi proporre di spedire al
compare-nipote di quarantacinque anni quella lettera, gi pronta,
preparata tre anni prima per un signore che ne aveva quarantadue.
Del resto laveva rifiutata anche
quando era analfabeta, perch il cafone ignorante, non stupido.

Nelle lettere di van Gogh al fratello Theo e agli amici

Linvolontario ritratto
di Vincent
Apprezza anche le riflessioni di
Vincent sullarte e sulla pittura di
cui seminato lepistolario. Scopre
che con quelle lettere si creato
un archivio spontaneo, perch sono una miniera di schizzi dei quadri che Vincent ha realizzato.
In breve Johanna capisce che il
vero tesoro delleredit proprio in
quellepistolario. Comincia cos a
catalogare, riordinare, quindi dare
alle stampe quello che diventa
unautobiografia tra parole e immagini. Senza volerlo, senza saperlo, Vincent ha costruito per i posteri un formidabile autoritratto, sullo sfondo
Il 23 luglio 1890
di unepoca che lui sa
raccontare con aforismi
scrive lultima missiva
lapidari,
dimostrando
E il 27 visto vagare
un insospettabile talento
per la scrittura con cui
per i campi senza gli attrezzi da pittore
sa giocare molto bene.
Probabilmente ha con s una rivoltella
Racconta e poi divaga,
per poi concentrarsi in
Cynthia Saltzman, a cui si deve meditazioni estetiche molto sofistianche laccortezza di aver conser- cate. A un tratto ad esempio dice:
vato, per quanto possibile, le sug- Ci si immagina che le parole non
gestioni della scrittura del grande siano niente. Invece non cos.
artista.
Dire bene una cosa altrettanto
Tutti sanno che in vita van Go- interessante e altrettanto difficile
gh lavor appartato, sempre in lot- che dipingere una cosa. C larte
ta con crisi forse psicotiche o forse delle linee e dei colori, ma non di
epilettiche, che non espose mai e meno c e rester larte della paroriusc a vendere un quadro solo a la.
Questo interessantissimo epistounoscura pittrice della bohme parigina. Pochi conoscono, invece, la lario si legge dunque come un rocausa dellesplosione improvvisa manzo, anche se lascia aperti due
della sua fama dopo la morte pre- interrogativi a cui sembra che gli
matura sua e del fratello Theo. Ci studiosi non intendano, per ora, risi deve alla cognata Johanna, che spondere. Uno riguarda lambiguo
eredita un numero inverosimile di rapporto che Theo, pi giovane
lettere scambiate tra i due fratelli. del fratello di quattro anni, ha avuJohanna abbastanza colta e intel- to con Vincent. Poche notizie si
ligente per capire come da queste hanno anche sulla morte prematulettere nasca lidea di un quadro. ra di Theo, che muore a pochi medi SANDRO BARBAGALLO

stata recentemente pubblicata unantologia essenziale di circa duecento lettere scritte da Vincent van Gogh al fratello
Theo e a vari amici, come Gauguin, Bernard, il dottor Gachet
(Lettere, Torino, Einaudi, 2013, pagine XLV+768, euro 85). Le lettere
sono scritte in tre lingue, olandese,
francese, inglese, ma soprattutto in
queste due ultime. La studiosa che
ha curato la preziosa raccolta

si di distanza da Vincent. Di questo morboso rapporto resta testimonianza nelle due lapidi affiancate, avvolte in un sudario di edera,
nel piccolo cimitero in mezzo ai
campi di Auver-sur-Oise, dove van
Gogh aveva trascorso gli ultimi
mesi di vita.
Il secondo interrogativo riguarda
il suicidio. Qualcuno sostiene che
si spar al ventre, qualcun altro al
petto, e c anche chi sostiene che
il pittore intercett per sbaglio un

colpo di un ignoto cacciatore di


corvi. Sport simile al tiro al piccione molto in voga in quel paese.
Resta il fatto che la pistola, arma
del delitto, non fu mai trovata.
Fatto questo, riferito persino dalle
guide ancora oggi.
Del resto basterebbe analizzare
alcune lettere dellultimo periodo
per capire se frasi come quelle
scritte agli amici potrebbero appar-

Nel film Still Life di Uberto Pasolini


di EMILIO RANZATO
John May (Eddie Marsan) un funzionario
comunale incaricato di ricercare i parenti di
chi morto in completa solitudine. Grigio e
solitario, ma anche meticoloso e determinato, non si rassegna allidea di partecipare da
solo ai funerali delle persone di cui si occupa, nemmeno quando gli viene comunicato
che il suo ufficio sta per essere chiuso per ragioni di bilancio. Still Life significa natura
morta, pi letteralmente vita ferma, senza
emozioni, com quella sin troppo solitaria
del protagonista. Ma nel film di Uberto Pasolini gi regista dellaltrettanto piccolo e
delicato Machen. La vera storia di una falsa
squadra (2007), ma anche produttore di
grande successo con un film molto diverso
come Full Monty (1997) a dispetto della
desolazione che sembra aleggiare attorno alle
esistenze pi o meno prematuramente interrotte di cui il protagonista si prende cura, si
aprono squarci di sentimenti, rapporti, aneddoti di momenti condivisi, attraverso le poche parole pronunciate a mezza bocca da chi
ha conosciuto gli scomparsi. Scampoli di vita su cui John riesce a gettare per un attimo
luce facendo leva sulla sua claudicante abilit maieutica, e forzando la riluttanza degli
interpellati, a volte giustificata, altre volte ottusa e cocciuta, altre volte ancora dettata
dalla semplice inerzia e noncuranza.
C ancora vita, soprattutto, in un senso
strettamente cristiano. Nel saluto estremo del
funerale, cui John non a caso assiste sempre
nonostante sia il solo astante oltre al prete.
Ma anche dopo la morte, come il film sug-

Detective story in cerca delluomo


gerisce sottilmente durante tutta la sua durata attraverso la caparbiet da angelo custode
di John, o nel suo sguardo attonito di fronte
a chi sparge con indifferenza le ceneri dei
defunti. E come suggerisce in modo meno
sottile in unultimissima immagine che rappresenta lunica vera sbavatura del film. Didascalica aggiunta a un epilogo per il resto
commovente e allo stesso tempo rasserenante. Unica nota dolciastra di unopera che per

il resto non vuole affatto essere rassicurante


o edificante e anzi sottesa dalla denuncia di
un mondo, anche istituzionale, in cui lelemento umano sembra essere passato tragicamente in secondo piano. In questo senso,
oggetto della singolare detective-story sono
tanto singoli individui quanto lumanit
intera.
Lo stile della regia, fatto di ritmi catatonici e inquadrature sempre fisse e dalla composizione estremamente geometrica, sulla falsariga del
cinema di Kaurismki, sta
diventando un po una moda e una scorciatoia tecnicoespressiva per tanti nuovi
autori contemporanei, per lo
pi europei. Quasi una reazione alla moda opposta e
altrettanto comoda di
muovere forsennatamente la
cinepresa a spalla sullonda
lunga del Dogma scandinavo. Ma labilit di Pasolini
sta nella grande economia
narrativa, che rende conchiusa e significativa ogni
scena, e che in fin dei conti
giustifica proprio quel rigore
geometrico ai limiti della
maniera. E lesigenza di far

quadrare il cerchio a livello narrativo, il regista-sceneggiatore la sente forse sin troppo,


nel senso che gli sviluppi della vicenda, oltre
a essere un po telefonati, rischiano di assumere i contorni cartesiani di un teorema. Ma
sono i piccoli dettagli, le espressioni quasi
impercettibili dei volti, di nuovo dunque
lelemento umano, a garantire comunque le
emozioni.
stata infine elogiata da pi parti la performance di Marsan. Pi che di una grande
interpretazione, tuttavia, si tratta di unaltra
scelta azzeccata di Pasolini. E non soltanto
perch lattore inglese ha la faccia giusta per
calarsi nei panni di un impiegato tanto gri-

Il titolo significa natura morta


letteralmente vita ferma e senza emozioni
Ma in questa desolazione il protagonista
trova scampoli di vita su cui gettare luce
gio fuori quanto dolente dentro, ma soprattutto perch finora aveva sempre avuto ruoli
da caratterista, ossia di qualcuno che abbiamo limpressione di aver visto gi tante volte
senza ricordarci esattamente dove. Proprio
limpressione che farebbe il suo personaggio.
Questo film disadorno, fatto con pochissimi attori e mezzi modesti, anche lo specchio del cinema dautore dei nostri tempi,
schiacciato da eventi cinematografici grossi e
rumorosi, ma non per questo rassegnato a
scomparire.

tenere a un aspirante suicida. La


disgrazia accadde il 27 luglio 1890
e i primi di luglio Vincent scrive:
Sono talmente assorbito dalla distesa infinita di campi di grano
sulle colline, grande come un mare, giallo tenue, verde pallido, viola
tenue di un pezzo di terra lavorato
e ripulito dalle erbacce, punteggiato regolarmente dal verde delle
piante di patate in fiore; tutto sotto un cielo dai toni delicati, azzurro, bianco, rosa e violetto (...) Mi
sento in uno stato danimo quasi
troppo tranquillo, lo stato danimo
per dipingere.
Al tempo stesso in unaltra lettera descrive la genesi di tre celebri
capolavori: Campo di grano con volo
di corvi, Il giardino di Daubigny e
Campo di grano sotto un cielo nuvoloso. Racconta anche che appena
tornato da una gita a Parigi si
subito rimesso al lavoro, cercando
di esprimere la sua tristezza ed
estrema solitudine dipingendo immense distese di campi sotto cieli
nuvolosi. , insomma, sempre lucido e consapevole, tanto da dire in
unaltra lettera sempre del luglio
1890, E se la malattia si ripresentasse, tu mi scuseresti. Amo ancora
molto larte e la vita, ma quanto
ad avere una moglie non ci credo
granch.
In una lettera di giugno dello
stesso anno, invece, aveva raccontato: Ieri ho dipinto sotto la
pioggia (...) una strada bianca attraversa la tela (...) la pioggia era
sottile e stria tutta la tela di linee
azzurre e grigie.
Tra le cose importanti che raccontano le lettere di van Gogh c
la sua passione per i ritratti. Considera una grande innovazione il
modo moderno di interpretare le
fisionomie con colori insoliti, ispirati alla psicologia del modello.
Sogna di avere dieci anni di meno
per poter lavorare a questo tema.
Abbiamo capito che van
Gogh dichiara di amare
la vita e larte, fa progetti
per quadri che dipinger,
ma trascorre la festa del
14 luglio in una tetra solitudine, perch il fratello
non ha mantenuto la promessa di recarsi ad Auver.
Anzi,

partito
per
lOlanda. Questo fatto
appare a Vincent come
un segno del destino. La
malinconia non gli impedisce per di dipingere,
riempiendo il proprio
vuoto interiore e concludendo lopera Campo di
grano con volo di corvi.
Terminare quel quadro gli
lascia una grande calma,
come di un debito pagato. Il 23 luglio 1890 scrive lultima
lettera a Theo, lasciandosi scappare
una sorta di amarezza per il senso
della vita. La domenica 27 luglio
visto vagare per i suoi campi, senza gli attrezzi da pittore. Probabilmente ha con s una rivoltella per
sparare agli odiosi corvi neri. Di
quel misterioso colpo si sa soltanto
che rest in superficie, al punto
che il pittore ha ancora la forza di
tornare in paese e salire nella piccola camera sottotetto della Locanda Ravoux.
I padroni, saliti a cercarlo, notano una chiazza di sangue sospetto
sui suoi vestiti. Subito mandano a
chiamare il dottor Gachet, che per ritiene impossibile estrarre la
pallottola. A questo punto si richiama anche Theo, che arriva trafelato e trova Vincent seduto sul
letto che fuma la pipa. Parlano a
lungo insieme per un giorno intero. La sera Theo si stende sullo
stretto giaciglio accanto al fratello,
che sente mormorare: Vorrei andarmene. Vincent morir alluna e
mezzo del mattino dopo.
Probabilmente Theo sapeva di
essere seriamente malato. A settembre la sua salute peggiora e a ottobre ha un crollo fisico e nervoso,
dovuto sia al dolore per la morte
di Vincent, sia allavanzamento
della sifilide. Il 25 gennaio 1891, il
trentunenne Theo muore allospedale di Utrecht. Poco prima della
morte aveva pensato alla possibilit di pubblicare le lettere del fratello. Ne riconosceva la bellezza,
cos come comprendeva la grandezza dei suoi quadri. Aveva conservato lultima lettera che Vincent
gli aveva scritto, in cui diceva: Ti
ripeto di nuovo che per me tu sei
molto pi di un gallerista che
espone quadri di Corot, e che tu
hai avuto un ruolo nella produzione stessa di alcune mie tele, quelle
in cui, anche nei periodi di calamit, si ritrova la quiete.

LOSSERVATORE ROMANO

pagina 6

di HYACINTHE DESTIVELLE*
Nellesordio della Prima lettera ai
Corinzi, proposta in questo anno
2014 alla nostra meditazione per la
Settimana di preghiera per lunit
dei cristiani, san Paolo si rallegra dei
doni spirituali concessi da Dio alla
Chiesa di Corinto. Lapostolo esprime la sua riconoscenza e la sua
gioia per la grazia di Dio che stata
data ai Corinzi in Cristo Ges, pur
sapendo che tra di essi esistono conflitti (cfr. I Corinzi, 1, 1-17). Questo
testo, come sottolinea la presentazione della Settimana di preghiera preparata congiuntamente dal Pontificio Consiglio per la promozione
dellunit dei cristiani e dalla Commissione Fede e Costituzione del
Consiglio ecumenico delle Chiese,
per i cristiani un invito a riconoscere
la presenza dei doni di Dio in altre
comunit e a rallegrarsi delle benedizioni che esse ricevono.
latteggiamento che ci propone
anche Papa Francesco nella sua
esortazione apostolica Evangelii gaudium, dove ci invita, nelle relazioni
ecumeniche, non solo a riconoscere i
doni degli altri cristiani, ma anche
ad accoglierli come un dono per
noi: E se realmente crediamo nella
libera e generosa azione dello Spirito, quante cose possiamo imparare
gli uni dagli altri! Non si tratta solamente di ricevere informazioni sugli
altri per conoscerli meglio, ma di
raccogliere quello che lo Spirito ha
seminato in loro come un dono anche per noi. Cos, conclude il Santo Padre, attraverso uno scambio
di doni, lo Spirito pu condurci
sempre di pi alla verit e al bene
(n. 246).
Possiamo rileggere alcuni eventi
significativi delle relazioni tra la
Santa Sede e diverse Chiese ortodosse slave nel corso dellanno 2013
proprio alla luce di questo invito allo scambio di doni.
Uno dei doni pi straordinari delle Chiese in Europa dellEst il rinnovamento che stanno sperimentando a seguito della caduta dei regimi
che le avevano perseguitate, rinnovamento la cui vastit e rapidit sono senza precedenti. Le celebrazioni
del 1025 anniversario del battesimo
della Rus, comprendenti importanti
raduni panortodossi a Mosca, Kiev
e Minsk, sono state anche unoccasione per celebrare la ritrovata vitalit di queste Chiese. il dinamismo,
caratteristico delle Chiese sia ortodosse sia greco-cattoliche, che il cardinale Kurt Koch ha potuto constatare in Ucraina, dove si recato per
la prima volta, dal 5 al 12 giugno,
come presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dellunit
dei cristiani, accompagnato da padre
Milan ust, officiale del medesimo
dicastero. Il viaggio a Kiev, a Lviv e
in Transcarpazia stato utile per
prendere coscienza della diversit
delle situazioni locali. Il cardinale
Koch ha incontrato il metropolita
Volodymyr di Kyiv, primate della
Chiesa ortodossa ucraina, e monsignor Sviatoslav Shevchuk, arcivescovo maggiore di Kyiv-Haly, capo
del sinodo della Chiesa ucraina greco-cattolica, della quale ha visitato
la nuova cattedrale. A Lviv, il cardinale si recato presso il seminario
maggiore latino e luniversit cattolica dUcraina, dove ha tenuto una
conferenza sulle prospettive del dialogo ecumenico tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa.
innegabile che in vari luoghi
sussistano tensioni interconfessionali, che si sovrappongono a fattori
nazionali; occorrer ancora del tempo per riconciliare le memorie. Di
questo processo di riconciliazione
stato un bellesempio lincontro su
Il futuro del cristianesimo in Europa, organizzato dal 28 al 30 novembre a Varsavia dalla Conferenza
episcopale polacca e dal patriarcato
di Mosca. Tuttavia, sotto certi aspetti, queste tensioni sono in gran parte
frutto della vitalit stessa del cristianesimo nellEuropa orientale e del
rinnovamento dal quale i cristiani
dOccidente possono certamente ricevere molto.
Il rinnovamento delle Chiese slave stato reso fecondo dagli innumerevoli martiri che hanno testimoniato la loro fedelt a Cristo
nellepoca ancora recente delle persecuzioni, divenendo, attraverso la
loro comune sofferenza, una promessa di unit per le nostre Chiese.
Questo ecumenismo dei martiri
una dimensione importante dello
scambio di doni al quale noi siamo

mercoled 22 gennaio 2014

Relazioni della Santa Sede con le Chiese in Europa dellEst

Le differenze teologiche non precludono lunit in Cristo

Attraverso
uno scambio di doni

Sotto
lo stesso tetto

invitati. Pertanto, il 1700 anniversario dellEditto di Milano, che mise


fine alla persecuzione dei cristiani e
concesse la libert di culto a tutte le
religioni, ha avuto uninnegabile
portata ecumenica. Gli eventi organizzati dal 5 all8 ottobre 2013 in
Serbia e in Montenegro dal patriarcato serbo per commemorare questo
giubileo sono stati una celebrazione
della libert religiosa, libert che riveste un significato particolare per le
Chiese ortodosse, soprattutto per
quelle slave, duramente perseguitate
nel ventesimo secolo in Europa
dellEst. Le celebrazioni panortodosse hanno riunito numerosi capi di
Chiese autocefale, tra i quali il patriarca ecumenico Bartolomeo, il patriarca Teofilo di Gerusalemme e il
patriarca Kirill di Mosca. Papa
Francesco ha nominato come rappresentante della Santa Sede per
queste celebrazioni il cardinale Josef
Tomko, prefetto emerito della Congregazione per levangelizzazione
dei popoli, che stato accompagnato dal sottoscritto. A Nis, citt nata-

le dellimperatore Costantino, il cardinale Tomko ha letto un messaggio


augurale, trasmettendo i saluti di
Papa Francesco al patriarca serbo
Irenej e a tutti i primati ortodossi l
riuniti. stata unoccasione per sottolineare il fatto che in molte regioni
del mondo, e soprattutto in Medio
Oriente, dove la situazione dei cristiani critica, la difesa della libert
religiosa resta non solo un campo di
collaborazione, ma anche un ambito
in cui lo scambio di doni tra cattolici e ortodossi pi che mai necessario.
Un campo in cui si pu applicare
in modo particolarmente fecondo lo
scambio di doni la cultura. Uno
degli obiettivi della visita compiuta
a Roma dall11 al 13 novembre 2013
dal metropolita Hilarion, presidente
del Dipartimento per le relazioni
esterne del patriarcato di Mosca,
stato proprio la promozione di alcuni progetti di collaborazione culturale tra il patriarcato di Mosca e la
Chiesa cattolica. Nel quadro di questa visita stato organizzato, in
omaggio allappello alla pace lanciato da Papa Francesco, un concerto
per la pace, nel corso del quale sono
stati eseguiti vari brani musicali del
metropolita. Qualche giorno prima
del suo arrivo, in un messaggio letto
in occasione di un concerto del coro
sinodale del patriarcato di Mosca
nella basilica di Santa Maria Maggiore, Papa Francesco, facendo riferimento alla frase di Dostoevskij la
bellezza salver il mondo, aveva
invitato a riconoscere i doni spirituali presenti nelle diverse tradizioni
culturali e artistiche: Oggi la Chiesa pu e deve respirare con i suoi
due polmoni, quello delloriente e
quello delloccidente. Dove non riusciamo ancora a farlo pienamente,
secondo la misura dellunit chiesta
da Ges nella sua preghiera al Padre, possiamo farlo in tanti altri modi, e uno di essi proprio il grande patrimonio di arte e cultura che
le diverse tradizioni hanno prodotto
per la vita in abbondanza del popolo di Dio.

Un altro campo dove lo scambio


di doni tra cattolici e ortodossi
necessario lantropologia. Pi di
altre, le Chiese ortodosse slave hanno sofferto a causa di regimi che
hanno promosso unantropologia
perversa. indubbiamente per questo motivo che la Chiesa ortodossa
russa ha avvertito molto presto, alla
fine dellera comunista, il bisogno di
esprimere la propria concezione
delluomo, che ha ispirato I fondamenti della dottrina sociale adottati dal concilio episcopale nellanno
2000. Le questioni antropologiche
sono anche al centro dei dibattiti attuali sul matrimonio e sulla famiglia
che agitano le societ occidentali.
Durante la permanenza del metropolita Hilarion a Roma, il 13 novembre stato organizzato dal Pontificio Consiglio per la famiglia, insieme al Dipartimento per le relazioni esterne del patriarcato di Mosca,
un simposio dal titolo Ortodossi e
cattolici insieme per la famiglia.
Alcuni giorni dopo, dal 17 al 19 novembre, si tenuta lottava Confe-

renza internazionale interconfessionale di Minsk su Lantropologia


cristiana dinanzi alla sfida della modernit, organizzata dallIstituto
per il dialogo interreligioso e le comunicazioni interconfessionali del
sinodo della Chiesa ortodossa bielorussa e dal Centro di educazione cristiana dei santi Metodio e Cirillo,
sotto la presidenza del metropolita
Filaret di Minsk, esarca patriarcale
di tutta la Bielorussia. Il cardinale
Francesco Coccopalmerio, presidente del Pontificio Consiglio per i testi
legislativi, vi ha partecipato in rap-

presentanza del Pontificio Consiglio


per la promozione dellunit dei cristiani, di cui membro. Nel suo intervento, dove ha sottolineato che la
fonte dellantropologia la teologia,
ha ricordato in particolare lenciclica
Lumen fidei di Papa Francesco: La
fede ci insegna a vedere che in ogni
uomo c una benedizione per me,
che la luce del volto di Dio mi illumina attraverso il volto del fratello
(n. 54).
Nella sua esortazione apostolica
Evangelii gaudium, Papa Francesco
fa un esempio concreto dei doni che
i cattolici possono ricevere dagli ortodossi: Nel dialogo con i fratelli
ortodossi, noi cattolici abbiamo la
possibilit di imparare qualcosa di
pi sul significato della collegialit
episcopale e sulla loro esperienza
della sinodalit (n. 246). La sinodalit stata proprio uno dei temi
dellincontro che il cardinale Kurt
Koch ha avuto con il patriarca di
Mosca e di tutta la Russia, Kirill,
durante il secondo viaggio che ha
compiuto in Russia come presidente
del Pontificio Consiglio, dal 14 al 19
dicembre. Nel corso di questa visita
il porporato, accompagnato dal sottoscritto, si recato prima di tutto e
per la prima volta a San Pietroburgo, dove ha visitato la Laura di
SantAlexander Nevskij, che questanno celebra il suo trecentesimo
anniversario, accolto dal suo superiore, il vescovo Nazarij (Lavrinenko). Il cardinale si inoltre recato
presso lAccademia di teologia ortodossa, dove stato ricevuto dal rettore, il vescovo Amvrosij (Ermakov),
e ha tenuto una conferenza sul dialogo cattolico-ortodosso alla presenza dei docenti e degli studenti
dellaccademia. Su invito dellarcivescovo di Madre di Dio a Mosca,
Paolo Pezzi, Koch ha incontrato il
clero cattolico nel quadro dei colloqui pastorali dedicati al concilio Vaticano II e al dialogo ecumenico.
Questi contatti della Santa Sede
con le Chiese slave nel 2013 mostrano fino a che punto pu essere fecondo linvito di san Paolo a rallegrarci della grazia di Dio che stata data ad altre Chiese, nel campo
teologico come pure in quello spirituale o culturale. Tale atteggiamento
paolino senza dubbio un requisito
affinch, divenendo i nostri stessi
doni un motivo di rendimento di
grazie anche per gli altri cristiani,
sinstauri tra di noi quella fiducia indispensabile al nostro cammino verso lunit, come ci rammenta ancora
Papa Francesco nellEvangelii gaudium: Dobbiamo sempre ricordare
che siamo pellegrini, e che peregriniamo insieme. A tale scopo bisogna
affidare il cuore al compagno di
strada senza sospetti, senza diffidenze, e guardare anzitutto a quello che
cerchiamo: la pace nel volto dellunico Dio (n. 244).
*Reverendo officiale
del Pontificio Consiglio
per la promozione
dellunit dei cristiani

Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice

Conversione di San Paolo


Vespri
presieduti dal Santo Padre Francesco
INDICAZIONI
Sabato 25 gennaio 2014, alle ore 17.30, nella Basilica di San Paolo fuori le
Mura, il Santo Padre Francesco presieder la celebrazione dei Secondi
Vespri della solennit della Conversione di San Paolo, a conclusione della Settimana di Preghiera per lUnit dei Cristiani sul tema: Cristo non
pu essere diviso (cfr. 1 Cor 1, 1-17).
Prenderanno parte alla celebrazione i Rappresentanti delle altre Chiese
e Comunit ecclesiali presenti a Roma. Sono invitati, in modo particolare, il clero e i fedeli della diocesi di Roma.
I Cardinali, i Vescovi, i Sacerdoti e i Religiosi, che desiderano partecipare alla celebrazione, indossando labito corale loro proprio, sono pregati di trovarsi per le ore 17 presso lAltare della Confessione per occupare
il posto che verr loro indicato dai cerimonieri pontifici.
Citt del Vaticano, 21 gennaio 2014
Mons. GUID O MARINI
Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie
Per i componenti la Cappella Pontificia sar a disposizione un servizio
pullman, con partenza dalla piazza antistante lingresso dellAula Paolo
alle ore 16.30. Quanti desiderano usufruire del servizio sono pregati di
darne comunicazione allUfficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice.
VI,

Nella cattedrale di Strasburgo la sera del 30 dicembre 2013

di

FRATEL

ALOIS

Recentemente (dal 28 dicembre al


1 gennaio) trentamila giovani di
tutti i Paesi dEuropa si sono riuniti
per cinque giorni a Strasburgo, in
Francia. Sono stati accolti da migliaia di famiglie della citt e dei
piccoli centri situati sui due lati della frontiera franco-tedesca. Queste
giornate di incontri e di ascolto reciproco hanno rivelato, tra i giovani
cristiani e tra quanti li hanno accolti, un forte desiderio di raggiungere
una migliore comprensione tra i popoli.
Il raduno di Strasburgo, citt
simbolo di riconciliazione, era il
trentaseiesimo degli incontri europei che la nostra comunit di Taiz
organizza ogni anno in una grande
citt del continente. Moltiplicando
queste occasioni per intessere relazioni personali, vorremmo aiutare i
giovani ad acquisire una vera coscienza europea. Il lavoro delle istituzioni fondamentale ma, senza
lincontro tra le persone, lEuropa
non si costruisce.
Certo, lEuropa vive un periodo
di pace senza precedenti nella sua
storia. Tuttavia, tra lEst e lO vest,
se non c pi il Muro, esistono per ancora muri nelle coscienze. I
giovani venuti a Strasburgo vorrebbero unEuropa aperta e solidale:
solidariet fra tutte le nazioni europee e con i popoli pi poveri degli
altri continenti. Ora aspirano a
unaltra organizzazione economica:
chiedono che la globalizzazione
delleconomia sia associata a una
globalizzazione della solidariet. Si
aspettano dai Paesi ricchi una maggiore generosit, che si esprima sia
attraverso investimenti nei Paesi in
via di sviluppo che vadano realmente a favore di una maggiore
giustizia, sia attraverso unaccoglienza degna e responsabile degli
immigrati di queste nazioni.
I giovani sono consapevoli che,
come cristiani, devono essere in prima linea per vivere la riconciliazione e la condivisione. Le ferite della
storia lasciano spesso tracce profonde e segnano per generazioni le coscienze e le mentalit. Ma le umiliazioni subite non portano necessariamente alla violenza. Possono essere guarite. I giovani hanno in
ogni caso una possibilit per dare il
proprio contributo: rifiutarsi di trasmettere alla prossima generazione i
rancori e le amarezze talvolta ancora vive. Non si tratta di dimenticare
un passato doloroso ma di interrompere la catena che fa perdurare
i risentimenti e di conseguenza di
guarire poco a poco la memoria
con il perdono. Senza perdono non
c futuro per le societ. Il formidabile slancio che allorigine della
costruzione europea nato in buona parte da questa convinzione.
Con i giovani di diverse confessioni riuniti a Strasburgo, abbiamo
ricordato che, se cerchiamo una riconciliazione tra cristiani, non per
ripiegarci su noi stessi. La cerchiamo affinch essa sia un segno del
Vangelo e diventi un fermento di
riavvicinamento tra gli uomini e tra
i popoli. Cristiani riconciliati fanno
udire la voce del Vangelo molto pi
chiaramente in un mondo che ha
bisogno di fiducia per preparare un
futuro di giustizia e di pace.
Attualmente, tra cristiani separati
in molteplici confessioni, rischiamo
di fermarci a una tranquilla coesistenza. Come si pu andare oltre?

A Taiz ci stupiamo nel constatare


che i giovani che passano insieme
qualche giorno sulla nostra collina,
ortodossi, protestanti e cattolici, si
sentono profondamente uniti senza
peraltro ridurre la loro fede al minimo comune denominatore n procedere a un livellamento dei loro
valori. Al contrario, approfondiscono la propria fede. La fedelt alla
loro origine coabita con unapertura
a persone diverse da loro. Da dove
viene tutto ci? Dal fatto che hanno accettato di mettersi sotto lo
stesso tetto e di volgersi insieme
verso Dio. Se questo possibile a
Taiz, perch non dovrebbe esserlo
anche altrove?
Vorrei allora trovare le parole
giuste per domandare ai cristiani
delle diverse Chiese: non c un
momento in cui bisognerebbe avere
il coraggio di metterci insieme sotto
lo stesso tetto, senza aspettare che
tutte le formulazioni teologiche siano pienamente armonizzate? Non
possibile esprimere la nostra unit
in Cristo che non diviso constatando che le differenze che restano nellespressione della fede non ci
dividono? Ci saranno sempre delle
differenze: esse avranno bisogno di
dibattiti sinceri, ma spesso potranno anche essere un arricchimento.
Facciamo con i cristiani di altre
confessioni tutto ci che possibile
fare insieme, non facciamo nulla
senza tener conto degli altri. Do
qualche esempio. Pregare insieme
una volta allanno durante la settimana dellunit dei cristiani non
pu bastare, anzi rischia di diventare un gesto un po formale; perch
non pregare insieme pi spesso? In
molti luoghi esistono collaborazioni
interconfessionali, soprattutto nella
pastorale carceraria e ospedaliera.
Perch non moltiplicarli, piuttosto
che lavorare in parallelo? Ci si potrebbe attuare persino in ambiti delicati come il risveglio alla fede dei
bambini e la pastorale dei giovani.
Nel metterci sotto lo stesso tetto,
non dobbiamo aver paura che la
verit del Vangelo venga diluita.
Dobbiamo confidare nello Spirito
Santo. Non si tratta di metterci insieme per essere pi forti, ma per
essere fedeli a Cristo dolce e umile
di cuore. Da lui apprendiamo che
la verit si fa sentire attraverso
lumilt.
Affronto, per finire, uno dei punti pi delicati. I cristiani non potrebbero considerare che il vescovo
di Roma chiamato a sostenere la
comunione tra tutti, una comunione in Cristo dove possono restare
alcune espressioni teologiche che
implicano delle differenze? Papa
Francesco non ci indica forse la direzione mettendo come priorit per
tutti lannuncio della misericordia
di Dio? Non perdiamo questo momento provvidenziale. Sono consapevole di toccare un tema scottante
e di farlo forse in modo maldestro
ma, per andare avanti, mi sembra
inevitabile cercare il modo per intraprendere questa via di una diversit riconciliata.
Alla fine dellincontro di Strasburgo molti giovani sono tornati
nel proprio Paese decisi a essere
portatori di pace e di riconciliazione. Sanno che tutti possono partecipare a una civilt contraddistinta
non dalla diffidenza ma dalla fiducia. Nella storia a volte sono bastate poche persone per far pendere la
bilancia verso la pace.

LOSSERVATORE ROMANO

mercoled 22 gennaio 2014

pagina 7

Appello dei vescovi dopo gli scontri in Tierra Caliente

La parrocchia secondo Papa Francesco

Pi coesione per contrastare


la violenza in Messico

Comunit missionaria

CITT DEL MESSICO, 21. Il nuovo


anno in Messico iniziato come
finito il 2013, caratterizzato da
unondata di violenza a opera di
bande criminali che preoccupa le
autorit e la Chiesa e mette a repentaglio la vita di migliaia di cittadini,
in particolare nella regione di Tierra
Caliente. Coloro che hanno assistito allescalation di violenza nel Michoacn si legge in un comunicato della locale arcidiocesi sanno
perfettamente che la sanguinosa
guerra tra criminali stata la conseguenza del classico atteggiamento di
chi afferma che qui non succede
niente oppure che solo un problema tra bande e assassini che
non riguarda la popolazione. Poi le
cose sono degenerate, gli attacchi si
sono diffusi in altri Stati e i criminali hanno occupato il vuoto di potere lasciato dalle autorit a ogni livello di Governo. Adesso le bande
gestiscono le attivit economiche e
si sono impossessate dei luoghi di
lavoro, oltre ad amministrare fonti
di ricchezza illecita provenienti non
solo dal traffico della droga. La
corruzione e la mancanza di una efficace risposta prosegue il comunicato hanno spinto i cittadini
non disposti a tollerare la criminali-

t, a prendere le armi, malgrado la


paura di ritorsioni, per proteggere
se stessi e perfino a estendere la loro
azione di giustizia fai da te anche
a territori diversi dalla loro residenza. Il vescovo di Apatzingn, nel
Michoacn, monsignor Miguel Patio Velzquez riferisce Fides ha
anche chiesto al Governo e a tutti i
politici di dare al popolo della regione chiari segnali che effettivamente intendono fermare questa
macchina assassina. La gente si
aspetta unazione pi efficace dallo
Stato. I recenti avvenimenti, in questo nuovo anno 2014 ha sottolineato il presule hanno indignato
il nostro popolo, in quanto confermano che n i politici n il Governo
mostrano segni di voler risolvere il
problema di Tierra Caliente. Invece
di ricercare i criminali che danneggiano la comunit, lesercito messicano, per ordini superiori, andato
a disarmare i gruppi di autodifesa
nella zona di Nuova Italia e Antunez, attaccando persone indifese e
provocando tre morti. La situazione
ha proseguito il vescovo sfuggita al loro controllo, cos, trovandosi circondati dalla popolazione,
hanno aperto il fuoco, prima in aria
e poi verso la gente. Al riguardo,

Campagna dellonlus Semi di Pace International

Sms di solidariet
per una scuola di Puruagua

ROMA, 21. Dal 19 gennaio al 4 febbraio, con un sms da cellulare,


possibile donare due euro per contribuire alla ristrutturazione della
scuola primaria Dolores G. de
Parada nella cittadina di Puruagua, in Messico. Liniziativa stata lanciata dallonlus Semi di Pace
International (Dove la solidariet
mette radici) nellambito della
campagna Contigo Vamos
Adriano Giannini. Oltre agli sms
inviati utilizzando i principali operatori telefonici, sar possibile donare fra i due e i cinque euro con
una chiamata da rete fissa. Il numero da comporre per sostenere la
raccolta fondi il 45508. Le modalit e la lista dei gestori telefonici
possono essere consultati sul sito
on line www.semidipace.it.
Lobiettivo dare un aiuto concreto ai centoventi bambini tra i 6
e i 12 anni che frequentano listituto, gestito dalle Figlie della Passione di Ges Cristo e di Maria Ad-

dolorata. Puruagua poco pi di


un paese nel municipio di Jerecuaro, nello stato di Guanajuato. Gli
abitanti vivono grazie alle risorse
dellagricoltura. Liniziativa
scritto in un comunicato si propone di garantire loro un futuro
migliore, combattendo analfabetismo, abusi e abbandono. Lassociazione presente dal 2009 in
Messico, con una sede di rappresentanza proprio presso la scuola
che intende riqualificare. Grazie al
sostegno a distanza, assicura ai
bambini istruzione gratuita, materiale didattico, vestiario e sostegno
psicologico. Pi volte allanno, i
volontari di Semi di Pace, associazione nata a Tarquinia (Viterbo)
nel 1980, si recano sul posto per
tenere contatti con le famiglie dei
piccoli.
Il progetto Contigo Vamos
dedicato ad Adriano Giannini,
campione di vita e di altruismo,
morto nel 2011 a soli 7 anni.

monsignor Patio Velzquez ha invitato a pregare per il popolo di


Dio pellegrino nella Tierra Caliente,
cos tanto castigato dal flagello della
violenza assurda e fratricida. Durante la celebrazione eucaristica di
domenica scorsa, nella cattedrale
dellAssunta ad Apatzingn, in occasione dellarrivo dellimmagine
della Vergine della Candelaria, il vescovo ha chiesto ai fedeli di bandire i demoni per tornare alla pace,
alla sicurezza e alla libera circolazione nello Stato di Michoacn, e in
generale, in tutta Tierra Caliente.
Di fronte allimmagine della Vergine, monsignor Patio Velzquez ha
detto che la societ ha un disperato bisogno di Dio; per questo ha
chiesto a tutti i partecipanti di pregare per la pace e il ritorno della
calma nella zona. Al termine della
celebrazione liturgica, padre Gregorio Lpez, vicario pastorale di Apatzingn, ha chiesto ai fedeli di unirsi per aiutare il Governo a ristabilire
lordine. La comunit ha detto
si deve svegliare, deve credere, deve
tornare ad avere fiducia. Ma la situazione molto delicata, perch se
le autorit non fanno quello che
promettono, consentono lazione dei
gruppi di autodifesa.

A Madrid
cristiani a confronto
contro
la tratta
degli esseri umani
MADRID, 21. in corso a Madrid fino a mercoled 22 la riunione della
Christian Organizations Against
Trafficking in Human Beings (Red
de Organizaciones Cristianas contra
el Trfico de Seres Humanos), i cui
lavori riferisce ilsismografo.blogspot sono stati aperti dalla D efensora del Pueblo Espaol, Soledad Becerril, che ha illustrato
unampia relazione sulle Vctimas
invisibles: la trata de personas en
Espaa. Informe 2012.
Allincontro hanno preso parte
una sessantina di esperti che nellambito della Chiesa cattolica, in
diversi luoghi del mondo, si occupano di questa grave piaga sociale
spesso ignorata o sottovalutata.
Lo scopo della Caritas spagnola e
della Caritas Internationalis, che
sponsorizzano levento, non solo
lo scambio di esperienze e opinioni,
ma anche il rafforzamento di una
rete planetaria in grado di operare
con maggiore coordinamento. Da
questo impegno dovrebbe uscire un
programma di lavoro e azione per il
2014 e il 2015. I lavori sono stati
aperti dagli interventi di monsignor
Rafael del Ro, presidente di Caritas
Spagna, di monsignor Ciriaco Benavente, presidente della commissione
episcopale per le migrazioni, e di
Martina Liebsch, direttrice di Caritas Internationalis.
Secondo la Croce rossa spagnola,
nei primi sei mesi dello scorso anno,
un minore su cinque e una donna
su sette giunti nel Paese attraverso
sbarchi clandestini sono vittime della tratta di esseri umani. Lorganizzazione ritiene che la Spagna sia diventata la porta dEuropa per introdurre minori e donne verso altri
Paesi.

di ANTONIO FALLICO
La parrocchia nel pensiero di Papa
Francesco si pone sulla stessa lunghezza donda gi indicata da Giovanni XXIII, che la defin fontana
del villaggio a cui tutti ricorrono
per la loro sete, e da Giovanni Paolo II, che la concep come una realt
dinamica posta a servizio del popolo di Dio, la stessa Chiesa che vive
in mezzo alle case dei suoi figli e
delle sue figlie.
dello stesso avviso Papa Francesco che nella esortazione apostolica Evangelii gaudium scrive: La
parrocchia non una struttura caduca; proprio perch ha una grande
plasticit, pu assumere forme molto diverse che richiedono la docilit
e la creativit missionaria del pastore e della comunit. (n. 28). Questo suppone, che realmente stia in
contatto con le famiglie e con la vita del popolo e non diventi una
struttura prolissa separata dalla gente. Occorre dunque che la parrocchia riscopra tutto il dinamismo della sua natura missionaria prendendo
coscienza che essa realizza se stessa
nella misura in cui diventa realmente presenza ecclesiale nel territorio attraverso i suoi membri, riconosciuti a pieno titolo agenti
dellevangelizzazione. Non esita,
infatti, il Santo Padre a riconoscere
la lentezza e il ritardo nel processo
di rinnovamento delle parrocchie
che stentano a vivere vicino alla
gente e a divenire ambiti di comunione viva e di partecipazione,
orientate completamente verso la
missione.
Per delineare sinteticamente il
volto della parrocchia missionaria
che incarna in s questi requisiti,
Papa Francesco la definisce comunit di comunit, luogo cio dove
confluiscono realt ecclesiali diverse
mosse da ununica passione: diventare una sola famiglia condividendo
la stessa vocazione missionaria. Tra
questi organismi ecclesiali, accanto
ai movimenti e alle diverse forme
associative, il vescovo di Roma enumera anche le comunit di base e le
piccole comunit, che esprimono
pi pienamente se stesse nella misura in cui non perdono il contatto
con la realt della parrocchia e si integrano con piacere nella pastorale
organica della Chiesa particolare
(n. 29). A queste condizioni esse saranno una ricchezza per la Chiesa
che lo Spirito suscita per evangelizzare tutti gli ambienti e settori in
quanto apportatrici di un nuovo
fervore evangelizzatore e di una forte capacit di dialogo con il mondo,
che rinnovano la Chiesa.
In questo, Papa Francesco risente
certamente dellesperienza portata
avanti insieme agli altri vescovi
dellAmerica latina ove le comunit
di base sono state e sono una scelta
pastorale dellintero episcopato locale. Bisogna osservare per che anche in Europa, a partire dallItalia,
seppure con metodi e stili diversi rispetto allAmerica latina, da alcuni
decenni le piccole comunit o comunit di base agiscono nel territorio parrocchiale in quanto articolazioni della parrocchia stessa, concepita come comunione di comunit, conseguendo ottimi risultati pastorali. Lepiscopato italiano ha
esplicitamente valorizzato tale immagine di parrocchia scrivendo nel
Catechismo degli adulti La verit vi
far liberi (n. 458) che la parrocchia
al suo interno pu essere articolata
in piccole comunit ecclesiali di base, che sincontrano per la preghiera, la lettura della Scrittura, la catechesi, la condivisione dei problemi
umani ed ecclesiali in vista di un
impegno comune. Esse risultano
particolarmente preziose per la formazione delle persone e la valorizzazione dei loro doni, per lesperienza concreta di fraternit e di appartenenza alla Chiesa, per levangelizzazione e la promozione umana.
Si tratta di unintuizione molto
pertinente alla situazione della
Chiesa attuale chiamata a evangelizzare in una societ ormai da un canto fortemente anonima e massificata
e dallaltro individualizzata a oltranza. Daltra parte, al di l del decentramento della parrocchia in piccole
comunit, ritengo sia davvero difficile oggi trovare altre soluzioni pastorali per lurgenza cos fortemente
avvertita di annunciare il Vangelo
nei vasti e dispersivi territori urbani,
aiutando la gente a riscoprire il valore e la ricchezza delle relazioni
umane, la familiarit e la fraternit
cristiana.
Quali le strade per realizzare il
rinnovamento della parrocchia auspicato da Papa Francesco? lui

stesso a suggerire piste e tappe diverse. Tra queste, innnazitutto il


porre la comunit ecclesiale in stato di uscita, perch la Chiesa sia
sempre con le porte aperte (cfr.
n. 46). Qundi, luscire verso gli altri
per raggiungere le periferie umane.
Poi, inculturare la fede e il messaggio evangelico (cfr. nn. 68; 116). Cos come, occorre valorizzare la piet
popolare (cfr. nn. 122-123) e, infine,
coltivare la gioia dellannuncio del
Vangelo, un leit-motiv che pervade
tutta lesortazione apostolica (cfr.
nn. 1-2).

Si tratta di orientamenti che rivelano la ricchezza dellesperienza


personale fatta da Papa Francesco
nel lungo itinerario del suo ministero presbiterale prima ed episcopale
poi, fino a questi primi mesi di pontificato. un tesoro da valorizzare
nellesperienza concreta di ognuno,
sacerdote o laico, impegnato nel ministero della Parola l dove il Signore invia ad annunciare la buona novella, tenendo presente il modello
per eccellenza di tale ministero che
lo stesso Ges nella testimonianza
costante della sua predicazione in
terra di Palestina.

Censimento di Caritas e fondazione Migrantes

In aumento a Roma
i luoghi di culto per gli immigrati
ROMA, 21. Sono aumentati a Roma e provincia i luoghi di culto e
di preghiera delle diverse confessioni e religioni, dove gli immigrati vivono la propria fede: 293 le
strutture censite, 37 in pi rispetto
allanno precedente. Nel dettaglio,
172 sono per i cattolici, 53 per gli
ortodossi, 27 per i protestanti, sette
per gli ebrei, 25 per musulmani,
sette per i buddisti, uno per gli induisti e uno per i sikh. Lo rileva la
guida Gli immigrati a Roma e provincia. Luoghi di incontro e preghiera, presentata ieri, luned 20, a Roma da Caritas diocesana e dalla locale sezione della fondazione Migrantes.
La presenza cristiana su
442.818 stranieri residenti rappresenta circa i due terzi del totale
(65,2 per cento), di cui i cattolici
sono il 30 per cento, gli ortodossi
il 27,9 per cento, gli evangelici e
altri gruppi cristiani il 7,4 per cento. I musulmani incidono per il 20
per cento (76.000). Gli induisti
(11.000), i buddisti (9.000) e i fedeli di altre religioni orientali
(4.500, specialmente sikh che si
trovano al confine con la provincia
di Latina) sono il 6,5 per cento.
Per la comunit ebraica stata
stimata una presenza di mille persone, per le religioni tradizionali
africane 3.000 persone, altre 3.000
persone appartengono a gruppi
differenziati. Tra gli immigrati c,
tuttavia, anche una notevole presenza di atei e di agnostici.
La guida, come tradizione, riporta tutti i luoghi di culto aperti
a Roma e provincia, corredati da
indirizzi, orari, nomi dei responsabili e brevi schede sulla storia delle
religioni. Il fatto che la Caritas e
la Migrantes si facciano carico di
censire tutti i luoghi di culto, an-

che quelli dove pregano i fedeli di


altre religioni hanno spiegato
monsignor Enrico Feroci, direttore
della Caritas diocesana, e monsignor Pierpaolo Felicolo, direttore
dellUfficio Migrantes di Roma e
Lazio attesta la necessit di rispettare la libert di coscienza di
ogni immigrato. Bisogna convincersi che il dovere di testimoniare
la propria fede non fa venire meno
lapprezzamento dei semi di verit
che si riscontrano nelle altre religioni. Caritas e Migrantes chiedono perci maggiore apertura
sia ai singoli cittadini che ai
responsabili delle rispettive comunit e ai decisori pubblici.
La guida, in questo senso, sottolinea soprattutto la necessit di
concepire politiche migratorie
aliene dai fondamentalismi e dai
laicismi di vario tipo, per riuscire
ad apprezzare il ruolo che le diverse comunit religiose possono esercitare per promuovere un processo
di integrazione partecipata, in un
quadro di doveri e diritti condivisi. La guida, stato sottolineato,
ha perci anche una funzione sociale, che pu essere di grande
supporto al processo di integrazione, evitando il pericolo di sradicamento. I luoghi di preghiera censiti, infatti, sono anche luoghi di incontro, nel cui ambito si attivano
reti di amicizia e di mutua assistenza e si promuovono diverse
iniziative socio-culturali: centri di
ascolto, di consulenza e di sostegno, corsi di italiano e di madrelingua, incontri sulla cultura di
origine, attivit sportive, corali,
gruppi giovanili e incontri conviviali, quasi sempre dopo il rito religioso. In questo modo si attua
una simbiosi tra cura spirituale e
promozione umana.

LOSSERVATORE ROMANO

pagina 8

mercoled 22 gennaio 2014

Messa a Santa Marta

Dio sceglie i piccoli


Dio sceglie sempre il pi piccolo,
lo chiama per nome e intreccia con
lui un rapporto personale: per
questo che per dialogare con lui bisogna innanzitutto essere piccoli.
Lo ha ricordato Papa Francesco
nella messa celebrata nella cappella
della Casa Santa Marta marted
mattina, 21 gennaio, memoria liturgica di santAgnese vergine e martire.
Proprio la lettura del primo libro
di Samuele (16, 1-13a), che racconta
lunzione di Davide, ha suggerito al
Pontefice la riflessione per lomelia.
Il rapporto del Signore con il suo
popolo ha detto un rapporto
personale, sempre. Un rapporto
da persona a persona: lui il Signore e il popolo ha un nome. Le
persone hanno un nome. Non un
dialogo fra il potente e la massa,
ma un dialogo personale. Del
resto, ha proseguito il Pontefice,
le persone sono organizzate come
popolo e il dialogo con il popolo.
E in un popolo ognuno ha il suo
posto.
per questa ragione, ha spiegato, che mai il Signore parla alla
gente come se si rivolgesse a una
massa. Invece parla sempre personalmente, chiamando ogni persona con il proprio nome. Inoltre il
Signore sceglie personalmente,
ha aggiunto il Papa suggerendo
lesempio del racconto della creazione. Lo stesso Signore, che con le
sue mani artigianalmente fa luomo,
gli d un nome: ti chiami Adamo.
E cos incomincia quel rapporto fra
Dio e la persona.
Papa Francesco ha poi indicato
un altro aspetto fondamentale: C

Nella memoria liturgica di santAgnese vergine e martire

La presentazione
degli agnelli al Papa
Nella Domus Sanctae Marthae, Papa Francesco ha presieduto, marted mattina, 21 gennaio, la cerimonia di
presentazione degli agnelli benedetti nella basilica di
SantAgnese fuori le Mura, sulla via Nomentana la cui
lana verr utilizzata per confezionare i palli. Il rito, che
si svolto nella memoria liturgica della vergine e martire
romana, stato diretto da monsignor Guido Marini,
maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie.
Erano presenti monsignor Pio Vito Pinto, decano del
Tribunale della Rota Romana, con monsignor Antonio
Bartolucci; i monsignori Giacomo Ceretto e Natalino
Zagotto, canonici della basilica di San Giovanni in Laterano; monsignor Marco Frisina, rettore della basilica di
Santa Cecilia in Trastevere; don Franco Bergamin, parroco della basilica di SantAgnese fuori le Mura, con il
vice parroco, don Edoardo Parisotto, e un collaboratore
don Fabricio Mendes; dom Tommaso Gerogeon e suor

Bernarda Hoshiba, della curia generalizia dei cistercensi


della stretta osservanza, e dom Loris Tomassini, dellabbazia trappista delle Frattocchie; Francesco Amendola
ed Ennio Rocchi, custodi della basilica di San Giovanni
in Laterano. Alla cerimonia hanno partecipato anche le
religiose Gabriella Wedrzycka e Ewa Jankowska, delle
suore della Sacra Famiglia di Nazareth, che secondo una
tradizione risalente al 1884 quando la loro fondatrice,
la beata Frances Siedliska, accett lincarico si sono
occupate di preparare gli agnelli nella loro casa romana
allEsquilino; e la badessa Maria Giovanna Valenziano,
con suor Rosaria Gissi, del monastero benedettino di
Santa Cecilia in Trastevere, che con la comunit confezioneranno i palli. Al termine, due sediari pontifici, Nicola Pace e Filippo Giovagnoli, insieme con il decano di
Sala, Augusto Pellegrini, hanno consegnato gli agnelli al
monastero.

un rapporto fra Dio e noi piccoli.


Dio grande e noi piccoli. Cos
anche quando Dio deve scegliere
le persone, anche il suo popolo,
sceglie sempre i piccoli. Tanto che
al suo popolo dice: io ti ho scelto
perch tu sei il pi piccolo, quello
che ha meno potere tra i popoli.
Ecco, dunque, la ragione di fondo del dialogo tra Dio e la piccolezza umana. E a questo proposito
il Pontefice si riferito alla testimonianza della Madonna che dir:
ma il Signore ha guardato la mia
umilt, ha guardato quelli che sono
i piccoli, ha scelto i piccoli.
Proprio nella prima lettura di
oggi ha poi continuato il Papa
si vede questo atteggiamento del
Signore, chiaramente. Quando Samuele sta davanti al pi grande dei
figli di Iesse dice: Certo davanti al
Signore sta il suo consacrato!. Perch era un uomo alto, grande. Ma
il Signore, ha aggiunto, dice a Samuele: Non guardare al suo aspetto n alla sua alta statura. Io lho
scartato, perch non conta quel che
vede luomo: infatti luomo vede
lapparenza, ma il Signore vede il
cuore.
Dunque il Signore sceglie secondo i suoi criteri. Per questo, ha
affermato il Pontefice, nella preghiera allinizio della messa, guardando santAgnese, abbiamo pregato: Tu, Signore, che scegli i deboli
e i miti per confondere i potenti
della terra....
Riferendosi ancora alla lettura biblica, il Santo Padre ha ribadito che
il Signore sceglie Davide, il pi
piccolo, che non contava per il padre. Pensava che non era a casa, e

Il cappellano della Guardia svizzera ora ausiliare di Friburgo

Incontro dellApostolato del mare

Messa di ringraziamento
del vescovo de Raemy

Con i marittimi e le loro famiglie

Il vescovo Alain de Raemy, ausiliare


di Lausanne, Genve et Fribourg, ha
celebrato nel pomeriggio di luned 20
gennaio, la messa di ringraziamento
al termine del suo servizio come cappellano della Guardia Svizzera Pontificia
NellAula delle Benedizioni del Palazzo Apostolico, il presule che ha
ricevuto lordinazione episcopale lo
scorso 11 gennaio nella cattedrale di
Friburgo ha descritto lidentit delle guardie svizzere ricorrendo allimmagine del dna e offrendo una personale interpretazione di ciascuna delle tre lettere del termine. La d sta
per dedizione, dedica, la n per
notazione, nota, nota bene e la a
per attenzione. Proprio grazie a
questattenzione, le guardie devono
tener conto di ogni persona. Infatti, ha detto, cos si comporta proprio
il cristiano: non solo vede, ma guarda
e tiene conto di ogni persona. Ecco
allora il richiamo alla dedizione,
che devessere la stessa per tutte le
persone incontrate, indipendentemente dalla loro condizione sociale. Infine, riguardo alla notazione, il vescovo ha chiesto di affidare a Dio nella preghiera tutti gli uomini e le donne con cui si entra in contatto nel servizio quotidiano.
Presente larcivescovo Becciu, sostituto della Segreteria di Stato, hanno
concelebrato con monsignor de Raemy i cardinali Koch, Harvey e Cottier, larcivescovo Gnswein, prefetto
della Casa Pontificia, e monsignor
Wells, assessore. Successivamente, nel

cortile donore del quartiere svizzero


in Vaticano, si svolta una cerimonia,
alla presenza, tra gli altri, del cardinale Bertello, presidente del Governatorato, del comandante della Guardia
Svizzera, Anrig, del vice comandante,
Graf, e degli ufficiali e sottufficiali del
Corpo.

Non si pu ignorare la penosa


situazione in cui molti pescatori e
le loro famiglie stanno vivendo,
n dimenticare il dramma dei
marittimi ancora ostaggio dei pirati e le loro famiglie. Il cardinale Antonio Maria Vegli, presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli
Itineranti, ha colto loccasione
dellapertura dellincontro annuale
dei coordinatori regionali dellApostolato del mare che si
svolge a Roma dal 20 al 24 gennaio per richiamare lattenzione
internazionale sulla situazione dei
marinai colpiti dalla crisi o vittime
della pirateria. Il porporato ha invitato cappellani e volontari a
continuare a essere vicini ai marittimi e alle loro famiglie per
mostrare il volto amoroso della
Chiesa.
Ricordando poi il congresso
mondiale svoltosi in Vaticano lo
scorso anno, il cardinale ha rievocato le parole del documento finale, nel quale si definiva lApostolato del mare uno strumento della
nuova evangelizzazione attraverso
un percorso di conversione personale e formazione dei cuori.
Un percorso da intraprendere
avendo come guida la dottrina sociale della Chiesa e utilizzando
tutti i mezzi di comunicazione, inclusi i social media.
Durante lincontro verr riproposta ai partecipanti la lettera

Nomina episcopale
in Francia
La nomina di oggi riguarda la
Chiesa in Francia.

Renato Guttuso, Uscita per la pesca (1949)

apostolica di Giovanni Paolo II


Stella maris (1997) per discutere
del ruolo e dei compiti dei coordinatori regionali in collaborazione
con il Pontificio Consiglio. In
quel documento Papa Wojtya incoraggiava a promuovere nellambiente marittimo uno spirito
ecumenico e a nominare, su
proposta dei vescovi promotori interessati, un coordinatore per
ciascuna regione comprendente
varie conferenze episcopali. Tutto

Inizio della missione del nunzio apostolico in Thailandia


Monsignor Paul Tschang In-Nam,
arcivescovo titolare di Amanzia,
giunse il 15 novembre 2012 a Bangkok, dove fu accolto dal cardinale
Michael Michai Kitbunchu, arcivescovo emerito di Bangkok, da alcuni vescovi rappresentanti delle conferenze episcopali di Thailandia,
Cambogia, Laos e Myanmar, e da
un gruppo di sacerdoti, religiosi, religiose e rappresentanti laici dei movimenti ecclesiali.
Il 20 novembre fu ricevuto dal
capo del Protocollo del ministero
degli Affari Esteri, lambasciatore
Charin Chayapongse, al quale present copia delle lettere credenziali.
Il 4 dicembre seguente giunse a
monsignor Tschang In-Nam la comunicazione della Casa Reale, nella

quale si informava che, pur non


avendo ancora presentato le lettere
credenziali al re, poteva gi esercitare le sue funzioni di capo missione;
ci permise al nunzio apostolico di
prendere parte alle celebrazioni
dellottantacinquesimo compleanno
del sovrano, svoltesi dal 5 all8 dicembre.
La cerimonia ufficiale della presentazione delle lettere credenziali
ha avuto luogo un anno dopo, il 12
dicembre 2013. Il rappresentante
pontificio stato accompagnato al
palazzo reale Ambara, dove ha presentato le lettere credenziali al principe ereditario Maha Vajiralongkorn, in rappresentanza del re
Bhumibol Adulyadej.

Nel corso del successivo colloquio, monsignor Tschang In-Nam


ha manifestato al principe ereditario
i saluti e i migliori auguri del Santo
Padre per il sovrano, uniti alla preghiera per la prosperit e il benessere della popolazione thailandese.
Il principe, in risposta, ha espresso ammirazione e rispetto verso il
Sommo Pontefice e ha affermato di
apprezzare limportante contributo
della Chiesa cattolica in diversi settori della societ, quali leducazione,
la sanit e le opere sociali caritative,
promettendo ogni possibile collaborazione per un fruttuoso servizio nel
Paese, in vista di un rafforzamento
dei rapporti bilaterali tra la Santa
Sede e il regno di Thailandia. Il
principe, infine, ha ricordato che

forse gli aveva detto: ma vai a custodire le pecore perch noi dobbiamo concludere un grande affare
qui e tu non conti. Invece proprio
Davide, il pi piccolo, stato eletto dal Signore e unto da Samuele.
Tutti noi, con il battesimo, siamo stati eletti dal Signore. Tutti
siamo eletti ha affermato il Papa,
spiegando che il Signore ci ha
scelto uno per uno. Ci ha dato un
nome. E ci guarda. C un dialogo.
Perch cos ama il Signore.
Ma anche Davide, divenuto poi
re, ha sbagliato e forse ha fatto
tanti sbagli. La Bibbia ce ne racconta due forti: due sbagli pesanti. E cosa ha fatto Davide? Si
umiliato, tornato alla sua piccolezza e ha detto: sono peccatore!
Ha chiesto perdono e ha fatto penitenza.
Cos dopo il secondo peccato,
quando lui aveva sentito la voglia
di guardare quanto forte fosse il
suo popolo, il Signore gli ha fatto
vedere che quel censimento era un
atto di superbia. E Davide ha
detto: ma punisci me non il popolo! Il popolo non ha la colpa, io
sono il colpevole!. Cos facendo
Davide ha custodito la sua piccolezza: con il pentimento, con la
preghiera. Anche con il pianto,
perch quando fuggiva dai suoi
nemici piangeva. E si diceva: forse
il Signore vedr questo pianto e
avr piet di noi!.
Proseguendo la riflessione su
questo dialogo fra il Signore e la
nostra piccolezza, la piccolezza di
ognuno di noi, il Papa ha posto
una domanda: Dov la fedelt
cristiana?. E ha risposto: La fedelt cristiana, la nostra fedelt,
semplicemente custodire la nostra
piccolezza perch possa dialogare
col Signore. Ecco perch lumilt, la mitezza, la mansuetudine sono tanto importanti nella vita del
cristiano: sono una custodia della
piccolezza. Sono le basi per portare sempre avanti il dialogo fra la
nostra piccolezza e la grandezza del
Signore.
Papa Francesco ha concluso
lomelia con una preghiera: Ci dia
il Signore, per intercessione della
Madonna che cantava gioiosa al
Dio perch aveva guardato la sua
umilt la grazia di custodire la
nostra piccolezza davanti a lui.

una cugina di Papa Francesco, suor


Ana Rosa Sivori, lavora da anni nel
nord del Paese come missionaria.
In precedenza, la Conferenza episcopale aveva organizzato una celebrazione eucaristica di ringraziamento nella cattedrale di Bangkok,
per dare il benvenuto al rappresentante pontificio. La messa era stata
concelebrata da tutti i vescovi e da
numerosi sacerdoti. Durante la cerimonia monsignor Louis Chamniern
Santisukniran, arcivescovo di Thare
and Nonseng e presidente della
Conferenza episcopale, aveva presentato il nuovo nunzio allassemblea dei fedeli. In seguito il rappresentante pontificio gli aveva consegnato le lettere commendatizie del
segretario di Stato.

ci per una realt che sta rapidamente cambiando con lapertura


di nuove rotte marittime e la fusione delle aziende tesa a massimizzare lefficienza e il profitto.
Anche alla luce di queste indicazioni il porporato ha chiesto
una maggiore unit nel portare
avanti il lavoro pastorale tra i marittimi, evitando le frammentazioni e le divisioni. In proposito ha
richiamato linvito espresso nel
documento finale del congresso
mondiale dello scorso anno: favorire una maggiore solidariet tra
le nazioni in cui opera lApostolato del mare, condividendo risorse e lo sviluppo delle competenze dei vari settori dellindustria
marittima, in particolare nella
pesca.
Con un dialogo paziente ha
aggiunto il cardinale presidente
si dovranno creare nelle Chiese
nazionali e diocesane la consapevolezza e lattenzione verso questo
ministero molto specifico.
Successivamente, il vescovo
Joseph Kalathiparambil, segretario
del Pontificio Consiglio, ha presentato il programma dellincontro, invitando a riservare spazio
non solo alla riflessione e allo studio, ma anche alla reciproca conoscenza, in considerazione del fatto
che ai lavori partecipano nuovi
coordinatori regionali. Il dicastero
ha suddiviso larea territoriale in
cui opera lApostolato del mare in
nove regioni, alla cui guida c un
coordinatore.

Joseph de Metz-Noblat
vescovo di Langres
Nato il 6 febbraio 1959 a Cherbourg, nella diocesi di Coutances,
dopo gli studi superiori di diritto
civile, conclusi con una licenza, ha
iniziato la carriera nella marina militare, ottenendo il grado di capitano di fregata. Successivamente, ha
svolto lincarico di capo del personale di unimpresa metallurgica. Ha
fatto gli studi filosofici e teologici
presso il seminario maggiore di
Metz e ha poi continuato presso
lInstitut catholique di Parigi, ottenendo una licenza in diritto canonico. Nel 2006 ha frequentato il corso di formazione per gli educatori
del clero. Ordinato sacerdote il 28
maggio 1987 per la diocesi di Verdun, ha ricoperto i seguenti incarichi ministeriali: vicario a Saint-Michel e poi a Commercy (1987-1995);
parroco del gruppo parrocchiale di
Triaucourt et Rembercourt, e poi di
Verdun (1995-2005); nello stesso
tempo, cappellano del Mouvement
Eucharistique des Jeunes (19872005), responsabile del servizio diocesano per le vocazioni (1990-2001),
responsabile diocesano della pastorale giovanile (1999-2005); superiore
del seminario propedeutico interdiocesano Saint Jean-Baptiste di
Nancy (2005-2011). Dal 2011 vicario generale di Verdun. Inoltre
stato membro del tribunale interdiocesano come difensore del vincolo e dal 2003 come vicario giudiziale aggiunto. Dal 2006 al 2012
stato anche direttore nazionale
dellUnione apostolica del clero.