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LOSSERVATORE ROMANO
GIORNALE QUOTIDIANO

Unicuique suum
Anno CLIV n. 14 (46.556)

POLITICO RELIGIOSO
Non praevalebunt

Citt del Vaticano

domenica 19 gennaio 2014

Tra le ventuno vittime della strage a Kabul quattro membri dello staff Onu e un rappresentante dellFmi

Papa Francesco a dirigenti e dipendenti della Rai

Furia talebana

La storia
radice di nuovi slanci

E le divergenze tra Kabul e Washington riguardo allaccordo sulla sicurezza permangono


KABUL, 18. Mentre persistono le divergenze tra Kabul e Washington riguardo allaccordo sulla sicurezza, la
violenza talebana non d tregua. E
cos nel momento in cui rischia di
allontanarsi lintesa che dovrebbe
garantire allAfghanistan una maggiore stabilit, i guerriglieri lanciano
un messaggio molto chiaro: la loro
azione destabilizzante continuer.
Come dimostra lattacco compiuto
ieri sera, quando un attentatore suicida si fatto esplodere in un ristorante a Kabul, provocando ventuno
morti. Tra le vittime figurano quattro membri dello staff delle Nazioni
Unite e un rappresentante del Fondo monetario internazionale.
La strage stata perpetrata nel ristorante in uno dei pi rinomati luoghi di ritrovo dei diplomatici stranieri e degli operatori umanitari a
Kabul. Come usanza in molti ristoranti della capitale, i commensali
prima di entrare vengono sottoposti
a rigidi controlli di sicurezza: sono
perquisiti da guardie armate e poi
vengono fatti passare attraverso due
porte dacciaio dotate dei necessari
allarmi. Solo dopo questa trafila si
pu accedere nel locale.
Evidentemente ieri sera nel locale,
che si trova nello stesso isolato
dellambasciata della Norvegia, qualcosa nel sistema di sicurezza non deve aver funzionato. Infatti prima un
attentatore suicida ha azionato la
cintura, carica di esplosivo, che aveva indosso, poi altri miliziani hanno
cominciato a sparare allimpazzata
contro i commensali. Nella notte le
operazioni per mettere in sicurezza
la zona sono andate avanti per ore
perch la polizia temeva che qualche
talebano, approfittando delle tenebre, potesse essersi nascosto per poi
compiere altri attacchi.
Nel rivendicarla, un portavoce dei
talebani ha detto che la strage stata la risposta allattacco aereo statunitense avvenuto marted scorso, nella provincia di Parwan, che, secondo
il Governo afghano, avrebbe causato
la morte di sette bambini e una donna. Ma la strage ripropone soprattutto uno scenario critico, caratterizzato dallazione talebana diretta a
minare le fondamenta del Paese afghano. Ed uno scenario che rischia
di assumere toni ancora pi inquietanti in vista del completo ritiro del
contingente internazionale entro la
fine del 2014.
Ci si chiede, con sempre maggiore
insistenza, se le forze locali saranno

effettivamente in grado di arginare,


da sole, senza aiuti esterni, le violenze talebane. Si teme, del resto, che
tali violenze possano intensificarsi
con il vuoto che verr lasciato dal
contingente internazionale. Ed per

questo motivo che rivestirebbe una


particolare rilevanza strategica laccordo sulla sicurezza, che mira a dare un assetto stabile al futuro, altrimenti assai incerto, del Paese asiatico dopo il 2014.

Un uomo sul luogo della strage (Reuters)

Tuttavia rimangono distanti le posizioni tra Kabul e Washington in


merito alla tempistica della firma.
Gli Stati Uniti insistono affinch
lintesa venga firmata subito; le autorit afghane, invece, preferiscono
prendere tempo. In particolare il
presidente Hamid Karzai ha tenuto
a precisare, in pi di unoccasione,
che la firma dellaccordo deve essere
posta solo dopo le elezioni presidenziali afghane, fissate per il prossimo
5 aprile.
In questi giorni poi il portavoce
della presidenza afghana, Aimal
Faiz, ha detto che lAfghanistan vuole firmare laccordo sulla sicurezza,
ma alle sue condizioni. E la prima
condizione consiste nel riportate la
pace nel Paese. Al riguardo il portavoce ha tenuto a ribadire la richiesta
di Kabul a Washington: porre fine a
ogni tipo di operazione militare nelle case degli afghani. Operazioni dirette a stanare e a eliminare i talebani, ma che non di rado, sostengono
le autorit afghane, hanno finito per
nuocere allincolumit dei civili.
E se lAfghanistan continuer a
mostrarsi intransigente, gli Stati
Uniti hanno pronta lopzione zero:
cio, dopo il 2014 potrebbe non essere impiegato nemmeno un soldato
americano, seppure con soli compiti
logistici. Verrebbe cos accantonata
la prospettiva dellimpiego di un nucleo di militari statunitensi per rendere meno traumatico il passaggio
delle consegne alle forze afghane.

Allarme in Sud Sudan e nella Repubblica Centroafricana

LAfrica e le guerre dei bambini


JUBA, 18. La piaga dei bambini soldato segna in profondit il continente africano e i molteplici conflitti che lo attraversano. Unulteriore
conferma della gravit del fenomeno stato, ieri, lallarme lanciato
dallUnicef, il fondo delle Nazioni
Unite per linfanzia.
I bambini sono in prima linea
nel tremendo conflitto che si combatte in Sud Sudan, una guerra civile che finora ha causato, oltre a
centinaia di morti, circa 400.000 rifugiati, interni e nei Paesi confinanti. Circa 200.000 persone sono fuggite dalle proprie abitazioni solo
nellultima settimana. A nessuna

re in Sud Sudan.
Ogni partito che
non rispetta le leggi che vietano la
partecipazione dei
(@Pontifex_it)
bambini nei conflitti armati deve espersona sotto i 18 anni, sia in ambi- sere ritenuto responsabile ha agto internazionale che nel campo del giunto Uhaa.
diritto nazionale, dovrebbe essere
Ma sotto la lente delle organizzaconsentito prendere parte ai conflit- zioni internazionali non c solo il
ti armati, n come membro di un Sud Sudan. Ventitr ragazzi tra i 14
esercito regolare n allinterno di e i 17 anni, tra i quali sei donne, souna milizia irregolare ha dichiara- no stati rilasciati da gruppi armati a
to Iyorlumun Uhaa, rappresentante Bangui, nella Repubblica CentrodellUnicef in Africa, e in particola- africana, lo scorso gioved. Il rila-

Le guerre spezzano tante vite.


Penso specialmente
ai bambini derubati della loro infanzia.

Resta incerta la partecipazione dellopposizione

y(7HA3J1*QSSKKM( +[!"!=!#!;!

Conto alla rovescia per la conferenza sulla Siria


DAMASCO, 18. Non si ferma il lavoro della diplomazia internazionale
in vista della conferenza sulla crisi
siriana, mentre si fa sempre pi
concreto il rischio di un dilagare
delle violenze nel vicino Libano.
Gli occhi delle cancellerie sono tutti puntati verso Montreux, dove si
aprir la conferenza, mercoled
prossimo, in attesa di capire chi e
come parteciper ai lavori.
La Coalizione nazionale siriana,
una delle principali organizzazioni
dellopposizione al regime del presidente Assad, riconosciuta anche
da Stati Uniti e Gran Bretagna,
oggi riunita a Istanbul per decidere
se partecipare o meno alla conferenza. Secondo indiscrezioni di
stampa, Washington e Londra sarebbero pronte a tagliare ogni sostegno finanziario alla Coalizione
qualora arrivasse un no. Per il momento, lincertezza sovrana: lavvio della riunione della Coalizione,
che doveva inizialmente tenersi venerd, stato rimandato a causa di
alcune condizioni poste da una
quarantina di delegati dissidenti,
come ha spiegato il portavoce della

La qualit etica della comunicazione frutto di coscienze attente,


non superficiali, sempre rispettose
delle persone, sia di quelle che sono oggetto di informazione, sia dei
destinatari del messaggio. chiaro
e diretto il messaggio di Papa
Francesco: assicurare la qualit etica della comunicazione una responsabilit dalla quale chi tito-

Coalizione, Khaled Saleh. Il punto


nodale sul quale ci si sta confrontando riguarda il futuro del presidente Assad e la condizione, considerata da molti imprescindibile, di
un suo completo ritiro dalla scena
politica.
Le ultime offerte del Governo di
Damasco come sottolineano numerosi analisti sembrano avere
smussato latteggiamento di molti
Paesi occidentali nel senso di una
maggiore apertura a un possibile
futuro politico di Assad. Nei colloqui tenutisi venerd a Mosca, Damasco avrebbe offerto uno scambio
di prigionieri con i ribelli (sarebbe
il primo dallinizio del conflitto) e
il cessate il fuoco ad Aleppo.
Intanto, ieri una serie di razzi
esplosi dal territorio siriano si abbattuta in Libano, colpendo varie
localit della Valle della Bekaa.
Uccise otto persone, tra le quali
cinque bambini, nel villaggio di
Aarsal. Il presidente libanese,
Michel Sleiman, ha chiesto alle forze armate di assumere iniziative
per difendere i villaggi di frontiera.

scio avvenuto grazie ai negoziati


tra i rappresentanti delle Nazioni
Unite e le autorit di transizione
del Paese. I giovani si trovano
adesso presso il Centro di orientamento e di transito supportato
dallOnu, dove possono frequentare
lezioni, avere supporto psicosociale
e praticare sport, mentre le loro famiglie vengono rintracciate e viene
organizzato il loro reintegro nelle
comunit di appartenenza. Molti
altri ragazzi sono stati identificati
per essere rilasciati nei prossimi
giorni. Si stima che il numero attuale dei bambini arruolati sia prossimo ai seimila. Le violenze e le
scarse condizioni di sicurezza rendono i bambini molto pi vulnerabili agli arruolamenti ha detto
Souleymane Diabat, rappresentante dellUnicef nella Repubblica
Centroafricana.
E proprio nella Repubblica Centroafricana, oggi sono segnalate
nuove violenze: stando a fonti locali, a Sibut, 160 chilometri dalla capitale, sarebbero stati attaccati locali di una parrocchia cattolica.

lare di un servizio pubblico, non


pu per nessun motivo abdicare.
Destinatari pi immediati sono stati sabato mattina, 18 gennaio, dirigenti e dipendenti della Rai Radiotelevisione italiana, ricevuti in
udienza, nellAula Paolo VI, in occasione del 90 anniversario dellinizio delle trasmissioni radiofoniche e del 60 di quelle televisive.
Ciascuno, nel proprio ruolo e con
la propria responsabilit ha detto
il Pontefice chiamato a vigilare proprio per tenere alto il livello
etico della comunicazione.
Il Papa ha poi sottolineato limportanza della collaborazione della
Rai con la Radio Vaticana e con il
Centro Televisivo Vaticano. Collaborazione attraverso la quale sempre pi persone in italia possono
accedere alle parole e alle immagini
che documentano lattivit papale e
la vita della Chiesa.
PAGINA 8

Bergoglio raccontato
da don Fabin Bez

Per chi non ho suonato


la campana
SILVIA GUIDI

A PAGINA

Il dialogo teologico
tra cattolici e ortodossi

Primato e sinodalit
non si escludono
ANDREA PALMIERI

A PAGINA

NOSTRE INFORMAZIONI
Il Santo Padre ha ricevuto questa
mattina in udienza le Loro Eminenze Reverendissime i Signori
Cardinali:
Marc Ouellet, Prefetto della
Congregazione per i Vescovi;
Karl Lehmann, Vescovo di
Mainz (Repubblica Federale di
Germania).

Homs devastata dai combattimenti (Reuters)

Il Santo Padre ha nominato


lEminentissimo Cardinale Antonio Caizares Llovera, Prefetto
della Congregazione per il Culto
Divino e la Disciplina dei Sacramenti, Suo Inviato Speciale in
Panam per le celebrazioni con-

clusive dellanno giubilare indetto nel V centenario dellerezione


della prima Diocesi (Santa Maria
di Antigua) sulla terraferma del
Continente
americano,
che
avranno luogo nei giorni 14-15
febbraio 2014.
Il Santo Padre ha nominato
Nunzio Apostolico in Tonga Sua
Eccellenza Reverendissima Monsignor Martin Krebs, Arcivescovo
titolare di Taborenta, Nunzio
Apostolico in Nuova Zelanda,
Isole Cook, Fiji, Kiribati, Palau,
Samoa, Stati Federati di Micronesia, Vanuatu e Delegato Apostolico nellOceano Pacifico.

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pagina 2

domenica 19 gennaio 2014

Intervento a Ginevra del capo delegazione della Santa Sede

La protezione dei bambini dagli abusi


costante preoccupazione
Pubblichiamo in una nostra traduzione
lintervento pronunciato dallarcivescovo
Silvano M. Tomasi, capo delegazione
della Santa Sede, durante i lavori del
Comitato della Convenzione dei diritti
del fanciullo, che si riunisce dal 13 al
31 gennaio a Ginevra per la sua sessantacinquesima sessione.
Signora Presidente, Membri del Comitato,
Al momento della ratifica, nel
1990, la Santa Sede ha fatto la seguente dichiarazione:
La Santa Sede considera la presente Convenzione come uno strumento lodevole e opportuno che mira alla tutela dei diritti e degli interessi dei fanciulli, che sono quel
prezioso tesoro dato a ogni generazione come una sfida alla sua saggezza e umanit (...).
Nelladerire alla Convenzione sui
Diritti del Fanciullo, la Santa Sede
intende manifestare una rinnovata
espressione della sua preoccupazione
costante per il benessere dei bambini
e delle famiglie. In considerazione
della sua particolare natura e posizione, la Santa Sede, nelladerire a
questa Convenzione, non intende in
alcun modo prescindere dalla sua
specifica missione, che di carattere
religioso e morale.
La protezione dei bambini continua ad essere unimportante preoccupazione per la societ contemporanea e per la Santa Sede. Il rapporto delle Nazioni Unite sulla violenza
sui bambini, pubblicato nel 2006, citava stime sconvolgenti dellO rganizzazione Mondiale della Sanit,
secondo cui 150 milioni di ragazze e
73 milioni di ragazzi minori di 18 anni sono stati costretti ad avere rapporti sessuali o hanno subito altre
forme di violenza sessuale con contatto fisico (1). Anche se contengono un significativo margine derrore,
tali stime non devono mai essere
ignorate o eclissate da altre priorit
o interessi da parte della comunit
internazionale. Inoltre, queste stime
non contengono proiezioni sul numero di vittime del lavoro infantile e
del traffico di bambini, ai fini sia
dello sfruttamento sessuale, sia del
lavoro forzato, del commercio di organi o per altri motivi vergognosi.
Sebbene si sappia poco della dimensione del problema, nel 2002 lO rganizzazione internazionale del lavoro ha stimato che ogni anno 1,2 milioni di bambini sono vittima di traffico (2).
Persone colpevoli di questi abusi
si trovano tra i membri delle professioni pi rispettate del mondo, e
purtroppo anche tra il clero e altro
personale della Chiesa (3). Ci
particolarmente grave, poich tali
persone occupano posizioni di grande fiducia e sono chiamate a livelli
di servizio intesi a promuovere e a
proteggere tutti gli aspetti della persona umana, compresa la salute fisica, emozionale e spirituale. Questo
rapporto di fiducia fondamentale
ed esige un senso pi elevato di responsabilit e di rispetto per le persone che si servono.
Dinanzi a questa realt, la Santa
Sede ha delineato con cura politiche
e procedure, volte ad aiutare a eliminare questi abusi e a collaborare con
le rispettive autorit statali per combattere questo crimine. La Santa Sede anche impegnata ad ascoltare
con attenzione le vittime e ad affrontare limpatto che queste situazioni
hanno su quanti hanno subito gli
abusi e sulle loro famiglie. La stragrande maggioranza del personale e
delle istituzioni della Chiesa a livello
locale ha fornito, e continua a fornire, una grande variet di servizi ai
bambini, educandoli e sostenendo le
loro famiglie, nonch rispondendo ai
loro bisogni fisici, emozionali e spirituali. Crimini abnormi di abusi commessi nei confronti di bambini sono
stati giustamente condannati e puniti dalle autorit civili competenti nei
vari Paesi.
Pertanto, la risposta della Santa
Sede al triste fenomeno degli abusi
sessuali nei confronti di minori si
articolata in diversi ambiti.

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A livello della Santa Sede, che


esercita sovranit sullo Stato della
Citt del Vaticano, la risposta agli
abusi sessuali stata conforme alla
sua diretta responsabilit sul territorio dello Stato della Citt del Vaticano. A tale proposito, stata promulgata una legislazione speciale per attuare gli obblighi legali internazionali, che copre lo Stato e la sua ridottissima popolazione (4).
A livello internazionale, la Santa
Sede ha preso misure concrete ratificando la Convenzione sui Diritti del
Fanciullo nel 1990. Nel 2000, la
Santa Sede ha aderito al Protocollo
opzionale sulla vendita di bambini,
la prostituzione dei bambini e la
pornografia rappresentante bambini,
nonch al Protocollo opzionale sul
coinvolgimento dei minori nei conflitti armati. La Santa Sede, quindi,
promuove e incoraggia questi strumenti internazionali.
Allo stesso tempo, la Santa Sede,
quale organo centrale della Chiesa
cattolica, ha formulato linee guida al
fine di facilitare il lavoro delle Chiese locali per sviluppare misure efficaci nella loro giurisdizione e in conformit con il diritto canonico.
Le Chiese locali, tenendo conto
delle leggi interne dei rispettivi Paesi, hanno elaborato linee guida e vigilato sulla loro attuazione, al fine di
prevenire qualsiasi altro abuso o affrontarlo prontamente, in conformit
con il diritto nazionale, laddove avviene. I riferimenti ad alcuni esempi
di queste misure attuate dalle Chiese
locali sono citati al paragrafo 99 del
Rapporto periodico della Santa Sede. Per esempio, la Chiesa cattolica
negli Stati Uniti ha adottato una
Carta per la protezione dei bambini
e dei giovani e una serie di misure
correlate (5). Sono state inoltre prese
altre iniziative pratiche, come per
esempio la realizzazione di corsi
online da parte della Pontificia Universit Gregoriana a Roma, insieme
con lUniversit di Monaco, e la
promozione di buone pratiche da
parte di Ong di ispirazione cattolica,
che sono accessibili a livello transnazionale.
Il risultato dellazione combinata
delle Chiese locali e della Santa Sede offre una struttura che, propriamente applicata, aiuter a eliminare
il verificarsi di abusi sessuali sui
bambini da parte del clero e di altro
personale della Chiesa. Data la posizione unica della Santa Sede
nellambito della comunit internazionale e la presenza delle Chiese locali in tante parti del mondo, la
Chiesa cattolica desidera diventare
un esempio della migliore pratica in
questo importante impegno, cos come richiedono gli alti valori e ideali
racchiusi nella Convenzione e nei
suoi Protocolli.
Il Rapporto periodico sulla Convenzione dei Diritti del Fanciullo
(CRC) della Santa Sede si divide in
quattro Parti: la Parte I contiene riflessioni generali, tra cui la natura
della Santa Sede quale soggetto di
diritto internazionale. La Parte II risponde alle osservazioni conclusive
del Comitato alla Relazione iniziale
della Santa Sede, e, in particolare,
alle questioni riguardanti le riserve; i
quattro principi del Comitato e i doveri e i diritti dei genitori, leducazione delle bambine, leducazione
sulla salute e leducazione sulla CRC.
La Santa Sede parla anche dei principi che promuove riguardo ai diritti
e ai doveri del bambini nel contesto
della famiglia. La Parte III presenta
il contributo dato dalla Santa Sede a
livello internazionale per favorire e
promuovere i principi fondamentali
riconosciuti nella CRC in merito a
una vasta gamma di questioni riguardanti i bambini (per esempio la
famiglia, ladozione, i bambini con
disabilit; salute e benessere; tempo
libero e cultura; le misure speciali
per proteggere i bambini, comprese
le questioni riguardanti gli abusi sessuali, la tossicodipendenza, i bambini di strada e i gruppi minoritari).
Infine, la Parte IV affronta lattuazione della Convenzione nello Stato
della Citt del Vaticano.

Lincontro odierno costituisce


unimportante occasione per ringraziare il Comitato per le domande
poste. Le Risposte scritte comprendono nuove informazioni sulle iniziative della Santa Sede relative alla
promozione di principi fondamentali
riguardanti i programmi di assistenza ai bambini vittime di abusi e per
la realizzazione di ambienti sicuri.
Il Rapporto iniziale sul Protocollo
opzionale sulla vendita di bambini,
la prostituzione dei bambini e la
pornografia rappresentante bambini
(OPSC) della Santa Sede si divide in
sei Parti. La Parte I offre una breve
introduzione, comprendente una discussione sulle linee guida del Comitato circa la redazione dei Rapporti
periodici. Le Parti II e III spiegano
la natura della Santa Sede e ribadiscono le sue tre riserve e la sua dichiarazione in merito alla CRC. La
Parte IV tratta il contributo dato dalla Santa Sede nellaffermare i diritti
del bambino attraverso i discorsi e le
dichiarazioni del Santo Padre, indirizzati a tutte le persone di buona volont, sia credenti che non credenti.
La Parte V illustra le attivit internazionali della Santa Sede. Infine, la
Parte VI affronta lattuazione dellOPSC nello Stato della Citt del Vaticano. Le Risposte scritte forniscono
informazioni aggiornate sullattuazione dellOPSC nello Stato della Citt del Vaticano, comprese le modifiche alle sue norme penali, al fine di
definire e penalizzare la vendita di
bambini, la prostituzione dei bambini e la pornografia rappresentante
bambini, come anche altri crimini
indicati nellOPSC. Dopo la presentazione delle Risposte scritte, un cittadino dello Stato della Citt del Vaticano stato messo sotto inchiesta
per presunti reati sessuali commessi
nei confronti di bambini al di fuori
del territorio dello Stato della Citt
del Vaticano.
Il Rapporto iniziale sul Protocollo
opzionale sul coinvolgimento dei
minori nei conflitti armati (OPAC)
della Santa Sede diviso in quattro
Parti. La Parte I costituita da
unintroduzione contenente informazioni fondamentali sulla ratifica e su
altre questioni. Le Parti II e III affrontano il ruolo della Santa Sede e
presentano le considerazioni riguardanti la CRC, comprese le riserve, la
dichiarazione e i sette principi fondamentali della politica della Santa
Sede rispetto ai bambini. La Parte IV
offre una panoramica delle dichiarazioni e delle attivit della Santa Sede, che affermano i diritti del bambino e i principi enunciati nellOPAC
per quanto concerne la prevenzione,
il divieto, la protezione, il recupero e
la reintegrazione. Il Rapporto sullOPAC della Santa Sede contiene poche informazioni relative allo Stato
della Citt del Vaticano, poich non
ci sono forze armate nel senso tecnico del termine, bens un corpo di
guardie (Guardia Svizzera), che
protegge il Papa, e un corpo di polizia (Corpo dei Gendarmi), che
garantisce lordine pubblico nello
Stato.
I Rapporti, come gi detto, indicano anche sette principi chiave che
la Santa Sede promuove quale prospettiva autentica dei diritti e dei
doveri del bambino secondo il diritto internazionale. Possono essere cos articolati: 1) il bambino ha una dignit inerente come essere umano e
come persona umana dal momento
del concepimento fino alla morte naturale; 2) i diritti e i doveri del bambino devono essere visti nel contesto
della famiglia; 3) il pieno rispetto
dei diritti e dei doveri del bambino
esige una protezione e una promozione speciali dei diritti e dei doveri
della famiglia; 4) il benessere del
bambino responsabilit primaria
dei suoi genitori e della sua famiglia
e 5) il bambino ha diritti e doveri riguardo alla protezione della sua vita
e i genitori hanno i doveri e i diritti
corrispondenti di salvaguardare la
vita del bambino dal momento del
concepimento fino alla morte naturale; 6) il bambino ha il diritto e il
dovere di ricevere uneducazione e i
genitori hanno i corrispondenti do-

GIOVANNI MARIA VIAN


direttore responsabile

TIPO GRAFIA VATICANA


EDITRICE LOSSERVATORE ROMANO

Carlo Di Cicco

don Sergio Pellini S.D.B.

vicedirettore

Piero Di Domenicantonio
caporedattore

Gaetano Vallini
segretario di redazione

direttore generale

Un momento
dellincontro (Afp)

veri e diritti di educare il bambino; e


7) il bambino ha diritti e doveri riguardo alla libert di religione, tenendo conto dei diritti e doveri dei
genitori di educare il bambino secondo le proprie credenze morali e
religiose.
Diverse istituzioni della Chiesa
cattolica nel mondo si sono impegnate ad assicurare una serie vasta e
su larga scala di servizi sociali, sanitari ed educativi vitali, accompagnando cos le famiglie nella formazione e nella protezione dei bambini. Basti pensare, per esempio, alla
rete di scuole cattoliche, da quelle
elementari a quelle secondarie e superiori, gestite dagli ordini religiosi,
dalle diocesi e dalle parrocchie locali, che offrono uneducazione vitale e
informale a oltre 50 milioni di bambini nel mondo, spesso in aree rurali
e tra popolazioni emarginate (6).
Alla fine, non c scusa per qualsiasi forma di violenza o di sfruttamento dei bambini. Tali crimini non
possono mai essere giustificati, sia
che vengano commessi a casa, o nelle scuole, nei programmi comunitari
e sportivi, nelle organizzazioni e
strutture religiose. questa la politica di lunga data della Santa Sede.
Papa Giovanni Paolo II, per esempio, ha affermato che qualsiasi abuso
nei confronti dei giovani sbagliato secondo ogni criterio ed giustamente considerato un crimine dalla
societ; anche un peccato orrendo
agli occhi di Dio (7). Per questa ragione, la Santa Sede, e le strutture
delle Chiese locali in ogni parte del
mondo, sono impegnate ad affermare come inviolabili la dignit e lintera persona di ogni bambino, corpo,
mente e spirito.
Papa Benedetto XVI, parlando ai
vescovi irlandesi nel 2006, ha pronunciato queste importanti parole:
Nellesercizio del vostro ministero
pastorale, negli ultimi anni avete dovuto rispondere a molti casi dolorosi
di abusi sessuali su minori. Questi
sono ancora pi tragici quando a
compierli un ecclesiastico. Le ferite
causate da simili atti sono profonde,
ed urgente il compito di ristabilire
la confidenza e la fiducia quando
queste sono state lese. Nei vostri
sforzi continui di affrontare in modo
efficace questo problema, importante stabilire la verit di ci che
accaduto in passato, prendere tutte
le misure atte ad evitare che si ripeta
in futuro, assicurare che i principi di
giustizia vengano pienamente rispettati e, soprattutto, guarire le vittime
e tutti coloro che sono colpiti da
questi crimini abnormi (8).
Allo stesso modo, Papa Francesco
ha chiaramente dichiarato la sua intenzione di mantenere la grande attenzione dedicata dai suoi predecessori a questo grave problema, rendendo partecipi della sua preoccupazione i vescovi dei Paesi Bassi e offrendo loro un consiglio forte: In
modo tutto particolare, desidero
esprimere la mia compassione e assicurare la mia preghiera a ciascuna
delle persone vittime di abusi sessuali e alle loro famiglie; vi chiedo
di continuare a sostenerle nel loro
doloroso cammino di guarigione, intrapreso con coraggio (9). Ha inoltre preso una nuova iniziativa, annunciando la creazione di una Commissione per la protezione dei fanciulli,
al fine di proporre nuove iniziative
per lo sviluppo di programmi per un
ambiente sicuro per i bambini e di
migliorare gli sforzi per la cura pastorale delle vittime di abusi nel
mondo (10).

Servizio vaticano: vaticano@ossrom.va


Servizio internazionale: internazionale@ossrom.va
Servizio culturale: cultura@ossrom.va
Servizio religioso: religione@ossrom.va

Segreteria di redazione
telefono 06 698 83461, 06 698 84442
fax 06 698 83675
segreteria@ossrom.va

Servizio fotografico: telefono 06 698 84797, fax 06 698 84998


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In conclusione,
la Santa Sede sar lieta di accogliere qualsiasi suggerimento da parte del Comitato che possa aiutarla a
promuovere e a incoraggiare il rispetto dei diritti del bambino e ad
assicurare unattuazione efficace dei
provvedimenti della Convenzione e
dei suoi Protocolli.
_________
(1) Cfr. http://www.unicef.org/violencestudy/I.%20World%20Report%20on%20Violence%20 against%20Children.pdf.
(2) Cfr. Organizzazione internazionale del lavoro, Every Child Counts. New Global Estimates on Child
Labour, Geneva, 2002.
Per quanto sia difficile raccogliere
dati statistici affidabili in questo
campo, essi potrebbero almeno indicare la dimensione del problema. Per
esempio, dalle statistiche globali fornite da Arc of Hope for Children si
evince il seguente quadro per il
2013:
- 40 milioni di bambini sono costretti a subire abusi ogni anno;
- il suicidio la terza tra le principali cause di morte tra gli adolescenti nel mondo;
- il 30% di bambini con disabilit
gravi negli istituti speciali in Ucraina muore prima di compiere 18
anni;
- circa un 20% di donne e un
510% di uomini raccontano di aver
subito abusi sessuali da bambini
mentre un 2550% di tutti i bambini
racconta di aver subito abusi fisici;
- le statistiche indicano che ogni
anno 3 milioni di bambine subiscono mutilazioni genitali.
(3) Cfr. John Jay College Research Team The Causes and Context of
Sexual Abuse of Minors by Catholic
Priests in the United States, 19502010, Washington D.C., 2011.
(4) Le competenti autorit giudiziarie dello Stato della Citt del Vaticano ora eserciteranno anche una
giurisdizione penale su questi reati,
secondo le norme convertite in Legge dello Stato della Citt del Vaticano n. VIII, dell11 luglio 2013, contenente Norme complementari in materia
penale; in Legge dello Stato della
Citt del Vaticano n. IX, dell11 luglio 2013, contenente Modifiche al codice penale e al codice di procedura penale, quando tali reati sono a) commessi da persone definite pubblici
ufficiali, (per esempio persone che
lavorano nella Curia Romana e nelle
istituzioni collegate, come anche il
personale diplomatico in missione
nel mondo); b) commessi dagli stessi
nellesercizio delle proprie funzioni;
e c) se chi li commette fisicamente
presente nel territorio dello Stato
della Citt del Vaticano e non stato estradato. (Vedi in particolare,
Legge dello Stato della Citt del Vaticano n. VIII dell11 luglio 2013, contenente Norme complementari in materia penale e Legge dello Stato della
Citt del Vaticano n. IX dell11 luglio
2013, contenente Modifiche al codice
penale e al codice di procedura penale).
(5) La Carta rivista per la protezione dei bambini e dei giovani stata
sviluppata dal Comitato ad hoc per
gli abusi sessuali della Conferenza
dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti (USCCB). stata approvata da tutti i vescovi cattolici statunitensi durante lassemblea generale di giugno
2005, e la seconda revisione stata
approvata durante lassemblea generale di giugno 2011. Le Norme essenziali riviste per le politiche diocesa-

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Vaticano e Italia: semestrale 99; annuale 198
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Africa, Asia, America Latina: 450; $ 665
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ne/eparchiali, riguardanti le accuse di


abuso sessuale sui minori da parte di
sacerdoti o diaconi, sono state sviluppate dal Comitato ad hoc per gli
abusi sessuali della USCCB e dalla
commissione episcopale mista Vaticano-Stati Uniti sulle norme sugli
abusi sessuali. Sono state approvate
da tutti i vescovi durante la riunione
generale di giugno 2005, ricevendo
la successiva recognitio della Santa
Sede il 1 gennaio 2006, e promulgate il 5 maggio 2006. La Dichiarazione
dimpegno episcopale rivista stata elaborata dal Comitato ad hoc per la
vita e il ministero episcopale della
USCCB. stata approvata da tutti i
Vescovi cattolici degli Stati Uniti
durante lassemblea generale di novembre 2005 e poi di nuovo nel
2011. La pubblicazione di questa edizione rivista, contenente tutti e tre i
documenti, stata autorizzata dai
sottoscriventi.
(6) Secondo dati del 2011, la Chiesa gestisce il sistema scolastico non
governativo pi grande al mondo.
Gardner, Roy; Denis Lawton, Jo
Cairns (2005), Faith Schools, Routledge, p. 148, ISBN 978-0-415-335263.
(7) Giovanni Paolo II, Discorso ai
partecipanti alla riunione interdicasteriale con i cardinali degli Stati Uniti
dAmerica, 23 aprile 2002.
(8) Benedetto XVI, Discorso ai Vescovi della Conferenza episcopale dIrlanda in visita ad limina Apostolorum, Sala del Concistoro, sabato 28
ottobre 2006.
(9) Papa Francesco, Discorso ai
Presuli della Conferenza episcopale dei
Paesi Bassi in visita ad limina Apostolorum, Citt del Vaticano 2 dicembre 2013;
http://www.vatican.va/holy_father/francesco/speeches/2013/december/documents/papa-francesco_20131202_presuli-paesi-bassi_it.html
(10) Cfr. Briefing sulla riunione
del Consiglio di Cardinali (gioved,
5 dicembre 2013).
Al Briefing di oggi, gioved 5 dicembre, alle ore 13, oltre al Direttore
della Sala Stampa ha partecipato il
Cardinale Sean Patrick OMalley,
Arcivescovo di Boston, membro del
Consiglio di Cardinali, che ha rilasciato la seguente Dichiarazione:
Continuando con decisione nella linea intrapresa dal Papa Benedetto
XVI, e accogliendo una proposta avanzata dal Consiglio di Cardinali, il
Santo Padre ha deciso di costituire una
specifica Commissione per la protezione
dei fanciulli, con la finalit di consigliare Papa Francesco circa limpegno
della Santa Sede nella protezione dei
fanciulli e nellattenzione pastorale per
le vittime di abusi. Specificamente:
1. riferire circa lo stato attuale dei
programmi per la protezione dellinfanzia;
2. formulare suggerimenti per nuove
iniziative da parte della Curia, in collaborazione con vescovi, conferenze episcopali, superiori religiosi e conferenze
dei superiori religiosi;
3. proporre nomi di persone adatte
per la sistematica attuazione di queste
nuove iniziative, includendo laici, religiosi, religiose e sacerdoti con competenze nella sicurezza dei fanciulli, nei rapporti con le vittime, nella salute mentale, nellapplicazione delle leggi, ecc.
La composizione e le competenze della Commissione verranno indicate prossimamente con maggiore dettaglio dal
Santo Padre con un documento appropriato.
Il Cardinale OMalley ha poi citato alcune delle linee di azione della
costituenda Commissione.

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LOSSERVATORE ROMANO

domenica 19 gennaio 2014

pagina 3

Secondo gli occidentali limitano le libert fondamentali dei cittadini

Torna la minaccia terroristica in vista delle Olimpiadi di Soci

Da Europa e Stati Uniti forte critiche


alle leggi varate in Ucraina

Attentato
in Daghestan

KIEV, 18. braccio di ferro fra il


Governo ucraino, Unione europea e
Stati Uniti sul contestatissimo pacchetto di riforme approvato in maniera rocambolesca dal Parlamento
di Kiev che tra laltro inasprisce le
pene per i partecipanti a manifestazioni non autorizzate. Secondo molti
osservatori, le leggi promulgate ieri sera dal presidente Viktor Ianukovich mirano a togliere spazio alle
migliaia di persone che da quasi due
mesi protestano contro lEsecutivo e
in favore dellintegrazione europea.
Ma alle critiche di Bruxelles e Washington, il ministro degli Esteri di
Kiev, Leonid Kozhara ha risposto in
maniera altrettanto decisa, denunciando gli interventi delle cancellerie
occidentali come uninterferenza
negli affari interni.
Per lalto rappresentante per la
Politica estera e di sicurezza comune
dellUe, Catherine Ashton, le nuove
norme approvate frettolosamente e
in unapparente mancanza di rispetto delle procedure parlamentari sono preoccupanti perch limitano i
diritti fondamentali dei cittadini e
sono contrarie agli obblighi internazionali sottoscritti dallUcraina.
Preoccupazione stata espressa anche dal commissario Ue allAllargamento, tefan Fle, che tramite il
suo portavoce ha dichiarato che le
nuove leggi vanno contro le aspira-

Scontri tra polizia manifestanti nel centro di Kiev (Afp)

zioni europee degli ucraini, gli impegni presi per laccordo con lUe, gli
obblighi internazionali, i principi di
democrazia, e ha ventilato conseguenze nei rapporti di partnership
con Kiev. Dure critiche anche dal segretario di Stato americano, John
Kerry, secondo cui il pacchetto di
norme in contrasto con le regole

democratiche e viola gli standard


di Osce e Unione europea.
Dopo aver approvato la legge di
bilancio senza alcun dibattito e per
alzata di mano, rendendo vana loccupazione della tribuna del Parlamento da parte dei deputati dellopposizione, i parlamentari della maggioranza hanno ieri varato in fretta e

furia una gran quantit di leggi senza curarsi degli avversari politici. In
particolare, le nuove disposizioni
inaspriscono le pene portandole
fino a dieci anni di carcere per gli
organizzatori previste per i disordini di massa e loccupazione di edifici pubblici. Come se non bastasse,
il partito al potere ha deciso anche
di inasprire le pene per chi monta
tende in unarea pubblica senza autorizzazione e per chi manifesta a
volto coperto o in cortei di pi di
cinque auto. Unaltra normativa prevede che le ong che ricevono finanziamenti dallestero abbiano lo status
di agente straniero. Per Yulia
Tymoshenko, ex premier e leader
dellopposizione ucraina condannata
a sette anni di reclusione, si tratta di
un passo verso linstaurazione di una
nuova dittatura.
Senza fornire alcuna spiegazione,
il presidente Ianukovich ha intanto
ieri sera sollevato dallincarico il capo dellamministrazione presidenziale, Serghiei Liovochkin. E secondo alcuni media, sarebbe stato lo
stesso Liovochkin a decidere di rompere dopo la firma delle leggi contro
i manifestanti. Destituiti anche il capo di Stato maggiore dellesercito,
Ghennadi Vorobiov, e due vice ministri delle Finanze, Serghiei Ribak e
Iuri Shevchenko, gi sostituiti.

MOSCA, 18. Torna la paura del terrorismo a venti giorni dal via dei
giochi olimpici invernali di Soci:
un nuovo attentato ha colpito ieri
sera la capitale del Daghestan,
Makhachkala, proprio mentre il
presidente russo, Vladimir Putin,
garantiva in televisione la sicurezza
delle Olimpiadi. Per ora si contano
solo pochi feriti, ma il livello di allerta di nuovo al massimo.
La guerriglia cecena ha compiuto grandi stragi in Russia in mezzo
a una scia quasi quotidiana di attacchi minori nelle varie regioni
caucasiche, in particolare nel Daghestan, come quello di ieri sera.
In un ristorante ha lanciato una
granata e unautobomba esplosa
allarrivo dei poliziotti. Successivamente, quattro militanti islamici sono rimasti uccisi in unoperazione
antiterrorismo condotta dalle autorit russe. Secondo quanto riferito,
i quattro sarebbero i responsabili
dellattentato, a seguito del quale
erano riusciti a scappare e a rifugiarsi in un edificio.
Lattentato arriva nel giorno in
cui il leader ceceno, Ramzan
Kadyrov, ha annunciato nuovamente la scomparsa di Doku Umarov,
il capo dei guerriglieri del Caucaso
del nord che dal 2007 tiene sotto
scacco il Cremlino e che ora minaccia sangue anche sui giochi di

Estremisti islamici protestano contro la nuova Costituzione

Luned a Bruxelles primo consiglio di cooperazione

Violenze
divampano nelle citt egiziane

Tra Iraq e Ue
legami pi stretti

IL CAIRO, 18. Violenti scontri hanno


insanguinato anche ieri lEgitto, nel
venerd di proteste indetto dal fronte
degli oppositori al Governo. Il bilancio, a fine serata, di sette morti,
decine di feriti e oltre 150 arresti. I
disordini sono scoppiati poco dopo
la preghiera di mezzogiorno, quando
alcune centinaia di sostenitori islamici
del
deposto
presidente,
Mohammed Mursi, hanno iniziato
gli annunciati cortei contro la nuova
Costituzione, oggetto di referendum.
I risultati ufficiali della consultazione verranno annunciati in giornata,
ma in base ai dati forniti ufficiosamente da fonti concordanti, la nuova Carta fondamentale avrebbe in-

cassato il 98 per cento di voti a favore.


Al Cairo il bilancio pi drammatico: nel distretto di Alf Mascan, a
Heliopolis, dove ha sede il palazzo
presidenziale Gli estremisti islamici
hanno lanciato molotov, pietre e
tutto ci che hanno trovato sul proprio cammino contro le forze di sicurezza in assetto antisommossa. I
dimostranti uccisi dai colpi di arma
da fuoco sono stati quattro. Molti i
feriti.
Altri due dimostranti sono stati
uccisi a Fayyum, il governatorato a
sud del Cairo considerato un bastione del movimento dei Fratelli mu-

LAlgeria alle urne il 17 aprile


per le presidenziali
ALGERI, 18. Si terranno il prossimo
17 aprile le elezioni presidenziali in
Algeria.
Lattuale
presidente,
Abdelaziz Bouteflika, ha firmato
ieri il decreto con cui convoca il
corpo elettorale alle urne aprendo, di fatto, la strada alla presentazione delle candidature al Consiglio costituzionale che dovr valutarne la validit.
Per assecondare i criteri di selezione scrive lagenzia Misna
gli aspiranti alla presidenza dellAlgeria dovranno presentare almeno
seicento firme di rappresentanti
eletti nelle assemblee popolari comunali, nelle wilaya (prefetture) o
in Parlamento e provenienti dal 25
per cento delle province in cui
diviso il territorio nazionali. In alternativa potranno presentare almeno sessantamila firme di elettori
iscritti nei registri dei votanti.
La campagna elettorale, in base
alla legge, si aprir 25 giorni prima
del voto e si concluder tre giorni
prima dellapertura delle urne.
Bouteflika, rieletto il 9 aprile del
2009 per un terzo mandato con oltre il novanta per cento delle preferenze, in un voto boicottato dalla
maggioranza dei partiti di opposizione, il candidato ufficiale del
Fronte di liberazione nazionale
(Fln). Lo scorso aprile stato ricoverato di urgenza a Parigi in seguito a un problema cardiaco. La sua
lunga degenza di tre mesi e un
prolungato silenzio sulle sue vere
condizioni di salute, Bouteflika ha
76 anni, avevano alimentato preoccupazioni e dubbi sul futuro istituzionale dellAlgeria.

A novembre anche Mohammed


Moulessehoul, scrittore pluripremiato con lo pseudonimo di
Yasmina Khadra, aveva annunciato
come riferisce lagenzia di stampa Agi lintenzione di candidarsi
per la guida del Paese.

sulmani. Un morto anche nella citt


Sei Ottobre, poco a sud del Cairo.
Scontri e violenze si sono poi registrati a Suez, Alessandria, Beni
Suef, Ismailia. In molti casi a fronteggiare i dimostranti sono scesi in
piazza i residenti.
In questo contesto nel quale
da segnalare anche una recrudescenza delle tensioni in Sinai dove terroristi hanno fatto saltare un tratto di
gasdotto ferve lattesa per lannuncio dei risultati definitivi sul referendum costituzionale, previsto per oggi pomeriggio.
La nuova Costituzione che conta 247 articoli stata redatta da
un comitato di cinquanta incaricati
guidati dallex segretario della Lega
araba e candidato alle presidenziali
del 2012, Amr Moussa. Con lapprovazione nel referendum, il nuovo testo apre la strada alla prossima fase
della Road Map indicata dal Governo ad interim, che prevede lindizione di elezioni presidenziali entro
lestate.
Il quotidiano Al Hayat, edito a
Londra, ha reso noto che il generale
Abdel Fattah El Sissi discuter della
propria candidatura alle presidenziali in un incontro del Consiglio supremo delle forze armate. Il summit
si terr dopo che il presidente ad interim, Adly Mansour, avr indetto le
elezioni presidenziali.

Intesa
tra Ungheria
e Russia
MOSCA, 18. Polemiche in Ungheria dopo laccordo sulla costruzione di una nuova centrale
nucleare, firmato marted scorso
a Mosca dal premier, Viktor Orban, e dal presidente Vladimir
Putin. I russi costruiranno due
nuovi reattori in aggiunta ai
quattro esistenti a Paks (cento
chilometri a sud di Budapest sul
Danubio) e accorderanno un
credito di dieci miliardi di euro,
per un valore pari all80 per
cento del progetto.
La centrale di Paks fu costruita negli anni Settanta dallUnione sovietica. Orban rivendica la
legittimit del nuovo progetto
sulla base di una risoluzione approvata dal Parlamento ungherese nel 2009, durante il Governo
socialista, ma questa risoluzione
secondo le opposizioni sarebbe
stata solo preliminare e contestano lintesa con Mosca. Gli stessi
socialisti oggi, anche in chiave
elettorale, accusano Orban di
tradimento degli interessi nazionali.
LUngheria
dipende
dalla
Russia per lapprovvigionamento
di petrolio all80 per cento, del
gas al 75 per cento e adesso anche per la tecnologia e combustibile nucleare. Secondo il Governo, lintesa con Mosca tuttavia
vantaggiosa per il Paese. Orban
ha assicurato ieri che lampliata
capacit dellimpianto di Paks
fornir elettricit a basso costo.

Il ministro degli Esteri iracheno Zebari (Afp)

BRUXELLES, 18. in programma


per luned prossimo a Bruxelles, al
termine del Consiglio dei ministri
degli Esteri dellUnione europea, il
primo consiglio di cooperazione fra
lUe e lIraq. L alto rappresentante
per la Politica estera e di sicurezza
comune dellUe, Catherine Ashton,
e il presidente di turno del Consiglio, il ministro greco Dimitris
Kourkoulas, accoglieranno il mini-

stro per gli Affari esteri iracheno,


Hoshyar Zebari. Al centro dei colloqui, in una fase in cui lIraq sta registrando una preoccupante recrudescenza delle violenze, vi saranno i
temi della sicurezza e dellenergia.
Intanto anche ieri lIraq stato segnato dalle violenze: un attentato
suicida, compiuto nella provincia di
Al Anbar, ha provocato la morte di
sei agenti delle forze di sicurezza.

Per rilanciare le relazioni bilaterali arenate da mesi

Maduro pronto a riaprire il dialogo con Washington

Il presidente venezuelano (La Presse/Ap)

Soci. Finora lhanno dato per morto almeno sei volte, ma Kadyrov
stavolta ha affermato di avere nuove prove: lintercettazione di una
conversazione tra leader dei ribelli
del Daghestan e della KabardinoBalkaria che discutono lelezione
del successore di Doku Umarov in
seguito alla sua morte. Eravamo
sicuri al 99 per cento che Umarov
fosse stato ucciso in una operazione. Ora abbiamo la prova che
morto, anche se il suo corpo non
ancora stato trovato. Lo stiamo cercando, ha detto Kadyrov, che gi
il 18 dicembre aveva annunciato la
sua uccisione. I servizi segreti russi,
tuttavia, non confermano: Non
abbiamo uninformazione simile,
ha precisato una loro fonte.

CARACAS, 18. Il Governo venezuelano del presidente Nicols Maduro si


detto pronto a riprendere i colloqui con gli Stati Uniti, dopo il fallimento del tentativo di avvicinamento fra i due Paesi registrato lo scorso
luglio. Noi siamo pronti e preparati
a sederci attorno a qualsiasi tavolo
del dialogo per trattare i temi bilaterali ha dichiarato Maduro, illustrando un primo bilancio del suo
mandato allAssemblea nazionale.
Privi di ambasciatori dal 2010, i
due Governi avevano iniziato a parlare nel giugno 2013 nel tentativo di
riportare le loro relazioni diplomatiche al massimo livello, con limpegno personale del capo della diplomazia di Caracas, Elas Jaua, e del
segretario di Stato americano, John
Kerry, ma tutto si era arenato appena un mese dopo. A dicembre, era
stato lo stesso Kerry a rilanciare la

disponibilit degli Stati Uniti a riprendere il dialogo con Caracas.


Negli ultimi mesi, e in pi di
unoccasione, il presidente del Venezuela ha accusato lAmministrazione
di Washington di avere scatenato,
insieme alla destra venezuelana, una
guerra economica contro il suo
Governo, sfociata a suo dire in
una inflazione indotta che ha superato il 50 per cento nel 2013, accompagnata dalla progressiva mancanza
di generi di prima necessit.
Lultimo scontro avvenuto lo
scorso settembre, quando Caracas ha
espulso lincaricata daffari statunitense, ricevendo in cambio lo stesso
trattamento.
Nonostante le difficili relazioni diplomatiche, gli Stati Uniti restano
comunque il principale acquirente
del greggio venezuelano.

Nominato
il primo ministro
ceco
PRAGA, 18. Il presidente della
Repubblica Ceca, Milo Zeman,
ha nominato ieri il leader del
partito socialdemocratico (Cssd), Bohuslav Sobotka, come
primo ministro. Sobotka guider
una coalizione assieme al nuovo
partito Azione dei cittadini
scontenti, del miliardario Andrej
Babi, e ai cristiano-democratici,
sulla base di un patto politico
firmato il mese scorso. Il nuovo
Esecutivo potr contare su una
maggioranza di 111 seggi su 200.
Il Cssd risultato il primo
partito alle elezioni anticipate di
ottobre, con poco pi del 20 per
cento dei voti. Al secondo posto
si piazzata la formazione di
Babi, con una piattaforma politica anticorruzione, che inizialmente aveva escluso unalleanza
con i socialdemocratici. Babi,
che sar ministro delle Finanze,
ha dichiarato che le sue priorit
saranno crescita economica e
creazione di nuovi posti di lavoro. Il nuovo Governo ha promesso di non alzare le tasse fino
al 2015 e di ridurre liva su libri
e medicinali. Sono previsti anche sgravi fiscali per i pensionati.
Le elezioni anticipate sono
state convocate in ottobre dopo
che a giugno il Governo di centro destra, di Petr Neas, era caduto per una vicenda di corruzione.

pagina 4

LOSSERVATORE ROMANO

domenica 19 gennaio 2014

Lemigrazione raccontata da Lilia Bicec in Miei cari figli, vi scrivo

Antoniazzo Romano a Palazzo Barberini

Non ero pronta


ma ho lasciato tutto

Pictor urbis
di ANTONIO PAOLUCCI
er intendere il ruolo di
Antonio Aquili, meglio
conosciuto come Antoniazzo Romano, nella
Roma del XV secolo, bisogna prima di tutto considerare la
sua storia. Nato intorno al 1435 nel
Rione Colonna, nel cuore di Roma, Antoniazzo mor quasi settanta anni pi tardi, dopo il 1508. A
quanto dato di sapere veniva da
una famiglia di pittori, era parente
di pittori, due dei suoi figli lo se-

di cardinali e di signori che portavano i pi bei nomi dEuropa (Perrier, Altissen, Sforza, Bessarione)
magari solo per ordinare la pittura
di uno stemma o la copia di una
icona miracolosa. Arrivavano i funzionari di Palazzo per commissionare decorazioni a fresco o stendardi dipinti, arrivavano semplici
pellegrini in cerca di un souvenir
devoto a buon prezzo.
Antoniazzo, coadiuvato da numerosi aiuti cercava di accontentare tutti anche se, come ogni artigiano, doveva avere i suoi clienti
particolarmente affezionati, da servire con speciale riguardo: per
esempio la comunit dei prelati
spagnoli a Roma. Per loro lavora
nella chiesa nazionale di San
Giacomo. Per loro si adatta
volentieri a confezionare
tavole di gusto un po
morisco e anche immagini di san Jacopo
ad modum Hispaniae
(e cio presumibilmente su fondo oro
operato) come richiesto da un documento del 1502.
Essendo poi Antoniazzo artista di solida reputazione, accreditato a corte, ben
inserito nel giro delle
commissioni cittadine, egli svolse di fatto, nella Roma degli
ultimi decenni del
Quattrocento,
un
ruolo prezioso per i
pittori forestieri in
cerca di commissioni
e di notoriet.
I documenti parlano di rapporti di collaborazione e in qualche caso di veri e
propri contratti di
impresa con Melozzo
e con Perugino, con
Pier Matteo dAmelia
e con il senese Pietro
Turini. Per un artista
che dallUmbria e
dalla Toscana veniva
a Roma in cerca di
successo, la bottega di Piazza Cerasa doveva essere un passaggio
obbligato. L si potevano acquisire
utili informazioni professionali,
avere notizie di possibili commissioni, conoscere eventuali clienti e
quindi ottenere concrete opportunit di lavoro.
Consapevole di ci e forte del
suo ruolo di artista egemone, Antoniazzo sfrutt con avvedutezza
questa sua rendita di posizione
coinvolgendo i colleghi umbri e toscani in contratti societari ma anche lasciandosi influenzare dai loro
stili.
La mostra attualmente allestita a
Palazzo Barberini per le cure di
Anna Cavallaro e Stefano Petrocchi, raccogliendo il meglio della
sua produzione e della sua eredit
stilistica, rende ad Antonio Aquili

che stato pictor urbis pi di ogni


altro, lonore e il merito che gli sono dovuti. Perch Antoniazzo, nel
suo sapiente mimetismo, nel suo
opportunistico oscillare fra suggestioni peruginesche, ghirlandaiesche e pierfrancescane, ha saputo
pi di una volta toccare esiti di autentica poesia figurativa.
Prendiamo quel capolavoro assoluto che la Nativit di Civita Castellana. Antoniazzo utilizza materiali iconografici e stilistici di
ascendenza fiorentina e di marca
ghirlandaiesca ma li dispone con
arcaica povert dentro la tavola

brio. In questo modo, usando


mezzi espressivi non diversi da
quelli messi in campo da Piero della Francesca nella sua Madonna
della misericordia e con atteggiamento mentale sostanzialmente simile, Antoniazzo dipinge verso
lanno 1480, un presepe moderno
che ha i caratteri di una icona antica.
Un altro capolavoro assoluto,
pure presente in mostra, la Pala
di Montefalco. Anche in questa occasione Antoniazzo non rinuncia al
fondo oro contro il quale si stagliano tre santi a figura intera ognuno
con i suoi attributi iconografici puntigliosamente
La sua bottega a Piazza Cerasa
esibiti. Non diversamente
era un punto di riferimento a Roma avrebbe impostato una
pala daltare un pittore
E lui con il suo sapiente mimetismo
del secolo precedente. La
connotazione sacrale e la
seppe pi di una volta toccare
funzione liturgica del maesiti di autentica poesia figurativa
nufatto sono per Antoniazzo come per i suoi
centinata. A destra la Vergine ingi- committenti, valori fondamentali
nocchiata a mani giunte, a sinistra cos come valore fondamentale e
san Giuseppe; in alto, al centro irrinunciabile la riconoscibilit dei
dellarco, ritagliata come un emble- santi effigiati. Allinterno di questo
ma sopra due nuvolette oblunghe sistema simbolico accettato e mesdislocate in prospettiva, la colom- so in immagine con piena convinba dello Spirito Santo. Non esiste zione, si collocano tre figure lumipaesaggio ma solo il muro invalica- nose e maestose la cui verosimibile del fondoro. Tutta la sapienza glianza plastica, anatomica e fisiodellartista si concentra nella sottile nomica non solo non diminuisce
modulazione di ombre e di luci ma al contrario esalta i significati
che il bagliore delloro riverbera religiosi di cui sono portatrici.
sui volti e sulle membra dei divini
Ancora una volta viene in mente
personaggi.
Piero della Francesca del Polittico
difficile immaginare una Nati- della Misericordia e del Polittico
vit pi spoglia, pi essenziale, ma degli Agostiniani. Non perch sia difficile anche immaginare una no riscontrabili, nel caso, specifirappresentazione dellevento sacro che consonanze di stile fra Antoaltrettanto solenne e maestosa. La niazzo e il maestro di Borgo, in-

neanche loro, una cosa che sembra


impossibile ma stata la pura e
semplice verit: una partenza-fuga
frutto della povert, di case e scuole senza riscaldamento, di fabbriche
soppresse e salari non erogati, di
diritti dimenticati.
E sotto Natale scrive: Qui in
Italia mi sento Cenerentola in una
favola. Spreco di luci, negozi stipati di merci, vetrine accecanti,
gente a gruppi, libert di fare, di
dire, di muoversi, e a quanto pare
anche di pensare. Per lei clandestina, se va meglio unextracomunitaria, che secondo la legge vigente
va riconsegnata allo Stato da cui
fuggita. Non conosce
una parola ditaliano,
La sua partenza una fuga
ma intanto scopre il
presepio e, insieme,
frutto della povert
il senso di una fede
Di case e scuole senza riscaldamento
che si pu esercitare
di fabbriche soppresse e salari non erogati liberamente. Lilia comincia a fare la babyDi diritti dimenticati
sitter, da Verona va a
Modena, da Modena
cui libert di parola, sia pure dopo a Bologna. Viene ingannata, non sa
lindipendenza del Paese, stata dove andr e finisce a Brescia, sopostacolata in mille modi da politici, porta fame, freddo, umiliazioni.
Quando non racconta di s, profunzionari, autorit locali. Dopo
uno stage pubblicistico negli Stati va a scrivere ai figli la storia moldaUniti, tornata in patria ha speri- va (tanti padroni, tanti regimi, stramentato una povert cos totale pazzata dal potere, dalla povert,
che, nel 2000, ha lasciato tutto ed dalla corruzione, persino dalle departita illegalmente per lItalia. Le portazioni). La vita che il padre di
mie vicissitudini, le mie cadute e le le raccontava e che lei trasferisce ai
mie ripartenze, la storia dei miei ge- figli nelle pagine di una delle tante
nitori nella lontana Siberia, e tanti lettere mai spedite, particolarmenaltri destini li troverete in questo li- te dura e quasi incredibile, perch
contempla la Siberia, la guerra e la
bro.
Dunque, non di un romanzo carestia, la dittatura sovietica e nesche si tratta, anche se preponderan- suna o quasi idea di sopravvivenza.
Viene il giorno in cui la protagote labilit narrativa con cui sono
nista, regolarizzata, fa il
primo ritorno in patria,
dai figli. Sono pagine
piene di pianti e di sorrisi, di racconti, sogni di ricongiunzione, abbracci e
distacchi, lacrime e proNativit (1475-1480)
messe.
E viene il tempo di riprendere a studiare, per
guirono nella professione. Aveva
intimo desiderio, per vocasa e bottega in Piazza Cerasa
glia di conoscere meglio
(oggi Rondanini) a due passi dal
il Paese che lha ospitata,
Pantheon, era uomo di buon censo
per migliorare le condie di ottima reputazione sociale. I
zioni di vita. Poi, ecco il
documenti lo indicano socio di
momento in cui Cristina
confraternite importanti (quella del
e Stasi giungono in Italia,
Sancta Sanctorum, quella della
dalla madre: Finalmente
Santissima Annunziata) membro
siete in Italia con me.
autorevole della corporazione dei
Non un romanzo:
pittori, fornitore di fiducia dei Paverit, vita vissuta, e anlazzi Apostolici.
che abisso profondo e
Non si allontan mai da Roma a
buio in quellistante in
parte qualche rara puntata in procui tre poliziotti alla porvincia. In compenso, negli anni tuta le fanno capire che il
multuosi del secondo QuattrocenSanta Illuminata nel particolare della
scritte le mille evenienze, fatti pen- suo angioletto volato via per semto, quando Roma cambiava pelle e
sieri propositi e problemi; sogni pre.
rinnovava la sua immagine artistisimbologia liturgica del fondoro e
Il libro finito, ma la vita anrimpianti caos e ansia. Ma di un lica, la bottega di Antoniazzo fu un
la verit delle mani del san Giucentro assai attivo di incontri, di
bro di ricordi, nel desiderio di una cora tutta da vivere, e Lilia Bicec la
seppe costruite dallombra e dalla
commissioni e anche di affari. Arricomunicazione scritta che per non vive a partire dalla parola fine in
vavano nella sua bottega i segretari
luce, convivono in perfetto equiliviene partecipata agli amatissimi coda al suo racconto.
destinatari, i figli Cristina e Stasi
soprattutto, ma trattenuta in fogli
che solo molto pi tardi avranno la
possibilit della testimonianza pubblica, ufficiale. A cominciare dallo
Immagini di cinema dallarchivio di Gian Luigi Rondi
sguardo della figura femminile della copertina, una lama lucida e penetrante ancorch protesa verso il
nulla, carica di consapevolezza e di
dignit, e dalla dedica che, purtroppo, fa subito intendere la tragedia
D allarchivio di Gian Luigi Rondi decano
nella tragedia: ...a mia figlia
dei critici cinematografici italiani e organizzaCristina in memoria di mio figlio
tore culturale emergono le foto dei maggiori
Stasi....
protagonisti del cinema mondiale. GradualVerosimile controfigura della promente si svela un viaggio per immagini attratagonista, la donna ritratta il simverso luniverso dei miti del grande schermo.
bolo di tutte quelle che lottano, e
Ne scaturisce un volume Immagini del cinema
sono la quasi totalit, che cercano
viste da Gian Luigi Rondi (Roma, Edizioni Sasoluzioni, restano affidabili, coltivabinae, 2013, pagine 144, euro 20) carico di
no speranze, si rialzano sempre;
storia, foto depoca, testimonianze, uno spaccameglio di tanti uomini che invece si
to della vita artistica internazionale nel quale
avviliscono, si arrendono, cedono
fanno capolino i personaggi pi noti degli ultialle difficolt rifiutando il futuro,
mi decenni: da Chaplin a Gassman, da Antomutando spesso personalit e caratnioni a Rossellini, da Zavattini a Wyler. Non
tere. I ricordi esordiscono sulle primancano attrici indimenticabili come Virna Lime ore della fuga, in balia dei soliti
si, Monica Vitti, Ingrid Bergman e Gina Lolloprofittatori di miseria: fuori casa, in
brigida, intervistata dal curatore Simone Casavista del confine con la Repubblica
vecchia. Una testimonianza personale, dalla
Ceca, in una foresta battuta dalla
quale emerge la personalit di Rondi: profespioggia, niente complicazioni. Ma
sionale, dedito al lavoro e molto pignolo. In
poi si finisce in bocca alle guardie
una breve presentazione di Paolo e Vittorio Tatedesche a pochi metri dalla Gerviani, lo storico del cinema viene definito crimania. Arresto, prigione temporatico acuto, dal rigore scientifico, improvvisanea, minaccia di essere riconsegnati
mente attraversato da passioni o furori. Il lialle autorit ceche se non lascia il
bro diventa quindi una specie di diario a
Paese entro dieci giorni. Altra fuga,
puntate, tra lintimo e limpertinente, tra lampi
altra clandestinit, altro illegale ate intuizioni e ironie da gossip: una scrittura da
traversamento di frontiera tra Gersecolo dei lumi, divertita divertente. E il promania e Italia, fino allarrivo a Vetagonista, accanto ai divi del cinema, proprio
rona. Miei cari figli, non ero pronRondi, elegante e severo, padre dei cento e
ta a partire, ma ho dovuto abbancento piccoli David che da anni rallegrano, o
donare tutto e andarmene. Non
Virna Lisi, Gian Luigi Rondi e Antony Quinn sul set di La venticinquesima ora (1969)
ha salutato ufficialmente nessuno,
imbronciano, la nostra fauna cinematografica.
di CLAUDIO TOSCANI

Testamento non letto, si chiamava


questo libro nel 2009, alla sua apparizione in rumeno. Oggi ha un
titolo pi propriamente epistolare
(Miei cari figli, vi scrivo, Torino, Einaudi, 2013, pagine 180, euro 16)
anche se contiene lettere, o ipotesi
di lettere, la maggior parte delle
quali scritte ma non spedite, di una
donna che ha lasciato Paese e famiglia per emigrare in Italia in cerca
di un futuro, pi che per s, per i
suoi due figli. Lautrice, Lilia Bicec,
una moldava figlia di ex deportati
in Siberia, laureata, giornalista la

Elegante e severo

Pala di Montefalco (1488-1489)

quadrandosi la pala di Montefalco


in un contesto culturale che se da
una parte tiene conto della misura
grande, delle forme espanse e colorite di Melozzo, deve molto,
dallaltro, allquipe umbro-toscana
attiva in quegli anni alla Sistina, e
quindi al Ghirlandaio, al giovane
Signorelli, alle sottigliezze luminose di Bartolomeo della Gatta.
Il riferimento ai capolavori di
Piero della Francesca a proposito
della pala di Montefalco da intendersi nel senso della capacit,
comune ai due artisti, di sacralizzare il vero dando allevidenza delle
cose il senso della fatalit e della
durata.
A ben guardare, percorrendo la
mostra allestita a Palazzo Barberini, ci accorgiamo che vale ancora
la lettura di Roberto Longhi quando parla di un pittore che domina
un po massiccio ma di certo imponente nellaurata tribuna del
Quattrocento romano e papale, alla guisa di un Cavallini minore.
Bisogna riconoscere che quella
idea di Antoniazzo affascinante
reazionario, ultimo alfiere di un
immaginario figurativo classicamente liturgico e romano-cattolico,
resta, al di l del pur suggestivo
alone letterario, una intuizione di
incontrastabile validit. Che poi un
pittore siffatto non avesse pi spazio n futuro nella Roma che si
apriva ai grandi professionisti umbri e toscani (a Perugino, a Botticelli, a Signorelli, al Michelangelo
della Piet di San Pietro) e che
presto (1508) avrebbe ospitato Raffaello, questo ben comprensibile.
Cos come comprensibile il destino dei suoi iconici modelli, presto
stemperati e dissolti nelle repliche
e nelle varianti di una bottega destinata alla emarginazione provinciale.

LOSSERVATORE ROMANO

domenica 19 gennaio 2014

pagina 5

Bergoglio raccontato da don Fabin Bez

Per chi non ho suonato


la campana
Mai di manica larga, mai rigoristi, sempre misericordiosi raccomandava ai confessori
di SILVIA GUIDI
Non sono esattamente come George Clooney, mi dispiace sorride
don Fabin Bez davanti al fotografo che sta scegliendo lo scorcio migliore per ritrarlo durante lintervista
che ha rilasciato al nostro giornale.
Dopo il salto della transenna
dell8 gennaio scorso, durante
ludienza del mercoled, il sacerdote
argentino che ha da poco cambiato incarico pastorale: dal marzo
prossimo sar al santuario di San
Cayetano en Liniers a Buenos Aires
ormai noto in tutto il mondo come il prete della papamobile.

E qualche ricordo?

daccordo?. Ovviamente il parroco


rispose di s, e credo che poche delle
famiglie dei bambini battezzati si
siano accorte che il sacramento era
stato amministrato dallarcivescovo.
Sembrava un prete normale, felice di
far entrare nuove piccole vite nel popolo di Dio. Unaltra volta saranno state le due o le tre del pomeriggio, ricordo che era caldissimo
quellanno a Buenos Aires mi
chiama per chiedermi di andare prima possibile in un
ospedale della citt: C un uomo
che sta morendo,
ha bisogno dei sacramenti, dellunzione degli infermi
e della confessione, potresti andare tu? un sacerdote che ha lasciato la sua vocazione molto tempo
fa. Se puoi, vai subito. Avevo pensato di andare io,
ma meglio di
no. Era gi cardinale e aveva paura
di creare scompiglio in ospedale
andando lui di
persona, e di non
far sentire a suo
agio quelluomo in
un momento tanto
delicato e decisivo.
Era
preoccupato
per la sua anima.
Non era certo la
pigrizia a spingerlo a mandare qualcun altro, ma una
forma di discrezioIl prete di Buenos Aires allOsservatore Romano
ne e di attenzione

Le sue telefonate a sorpresa, diventate celebri sulla stampa di tutto


il mondo, non sono una novit per
noi. Quando morto mio padre, poche ore dopo mi arrivata la sua
chiamata. Una volta, ero ancora seminarista, ha telefonato in parrocchia nel primo pomeriggio dicendo:
Vorrei venire a battezzare da voi,
potresti chiedere al parroco se

Come ha conosciuto Bergoglio?


La prima volta che lho visto, negli anni Novanta, ero ancora studente universitario; mi sono confessato
da lui una confessione molto bella, molto cordiale e poi mi ha regalato un libretto sulla devozione al
Sacro Cuore. Non abbiamo mai lavorato insieme a qualche progetto
particolare, e non cera unamicizia
particolarmente stretta, era semplicemente un hombre cercano, molto vicino a tutti noi, me compreso.
Cosa laveva colpito di pi?
Quello che colpisce tutti, credo:
Bergoglio un uomo libero. E molto, molto intelligente. A Buenos Aires tutti erano colpiti dalla sua austerit, dal fatto che lo infastidisse
ogni barriera di protezione tra se
stesso e il mondo reale. Era evidente, in lui, il gusto, il divertimento
di stare tra la gente, e la semplicit
della sua vita anche da arcivescovo e
da cardinale: neanche il pi povero
dei preti era cos povero.

nei confronti di una


persona che aveva
avuto un percorso
di vita tanto tormentato e doloroso.
Laneddoto porteo
pi singolare che ricorda?
Una cosa che
non accaduta a
Don
me ma a un amico,
don Diego. Bergoglio gli aveva dato appuntamento in
arcivescovado e Diego aveva colto
loccasione per chiedergli consiglio
su tutte le situazioni pi spinose,
complicate e difficili che stava vivendo, parlando il pi liberamente possibile. Larcivescovo ascoltava e faceva domande, e il colloquio stava diventando sempre pi lungo. Uscendo, Diego vide Fernando de la Ra
Bruno, il presidente della Repubblica, che stava aspettando in anticamera. Ed rimasto senza parole. Si
sentiva quasi in colpa per il tempo a
lui dedicato: ma per Bergoglio lui e
il presidente erano ugualmente importanti.
E il primo pensiero quando stato
eletto Papa?
Per me stato uno tsunami interiore, una scossa fortissima; lo desideravo ma sinceramente non lo credevo possibile, per tanti motivi. Appena ho visto la fumata bianca sono
andato a suonare le campane, ma
quando ho sentito il nome mi sono
dimenticato di tornare a suonarle:
ero in ginocchio davanti al televisore. La prima cosa che ho pensato
stata: mi ha ordinato un Papa! Da
noi erano circa le tre del pomeriggio
quando arrivata la notizia: non ho
mai visto tanta gente alla messa po-

Fabin viene invitato da Papa Francesco a salire sulla papamobile, l8 gennaio scorso

meridiana come quel giorno. Lallegria per strada era palpabile. Siamo
un Paese con una piet popolare
molto forte e una grande fede mariana, ma tutta la nostra storia segnata da grandi contraddizioni e divisioni profonde. Vedere la gente che
festeggiava per strada, unita, felice
per lo stesso motivo, stato uno
spettacolo bellissimo.
Qual il consiglio che Bergoglio dava
pi spesso a voi sacerdoti?
Ripeteva sempre che la cosa pi
importante avere un rapporto personale costante, intenso, profondo,
intimo con Ges. Non ci sono altre
strategie, altri segreti. E sulla confessione, ci ripeteva spesso: ni manga
ancha, ni rigorista, mai essere di manica larga, ma neanche rigoristi, e
sempre sempre! misericordiosi.
Lassoluzione dai peccati fa bene a
chi la riceve, ma anche a chi lamministra. Anche il sacerdote ne trae beneficio, perch sta partecipando al
ministero di Cristo. Di solito tendiamo a sottovalutare il potere sanante
della grazia sacramentale e il grande
potere della grazia di stato, in tutte
le vocazioni: sposati, sacerdoti, consacrati. Vale per tutto il popolo cristiano. Se avessimo ben presente il
potere sanante della grazia sacra-

mentale, saremmo tutti innamorati


della confessione, preti e laici.
Dopo il salto sulla papamobile, stato
assediato dalle telefonate di giornalisti,
amici e parenti. Come ha vissuto questa notoriet improvvisa?
Quello che mi successo lo vedo
come un regalo fatto non solo a me,
ma a tutti i sacerdoti di Buenos Aires. Su Twitter [@paterfabian] ho
cercato di raccontare qualcosa della
mia esperienza. E la racconto a tutti
quelli che me lo chiedono. Quel
giorno non avevo il biglietto per
ludienza, ero in mezzo alla folla,
quelle transenne da attraversare sono
un po limmagine di tutta la nostra
vita. Tutti siamo chiamati a stare accanto a Pietro. In mezzo alla folla,
in una giornata come tante, c qualcuno che ti chiama, che vuole a bordo proprio te. Quando rispondi di
s, capisci che non si sale da soli, c
bisogno sempre dellaiuto di qualcuno. E questo vale anche per chi
pi leggero di me... stare con Ges che rende ciascuno di noi veramente protagonista, tutto il resto
apparenza, qualcosa che passa. E
lapparenza stufa prima di tutto noi
stessi, e poi anche gli altri.

Rinascimento retrodatato

La rivolta dei medievisti

di NICOLANGELO DACUNTO

Con il celebre volume su La civilt del Rinascimento in Italia, pubblicato nel 1860, Jakob
Burckhardt contribuiva in misura decisiva alla creazione del mito secondo il quale mente esteriori con una nuova concezione
nellItalia del Quattro-Cinquecento sarebbe della coscienza: Cosa significa peccare?
nato luomo moderno, incarnato da persona- Agire contro la propria coscienza, la cui telit rarissime ed eccezionali come Leon Bat- stimonianza basta a condannare o ad assoltista Alberti e Lorenzo il Magnifico, prototi- vere luomo davanti a Dio.
Ce nera a sufficienza per dire che prima
pi delluomo universale perch versatili ed
eccellenti nelle arti e nella politica. Negli ancora di trovare una formula per definire
umanisti italiani si risvegli il sentimento il Medioevo, occorrerebbe trovarne una per
di s e del valore personale o soggettivo: definire Eloisa, ma anche una per Petrarca
luomo si trasform nellindividuo e come e una per Erasmo.
In realt, come aveva gi osservato Colin
tale si afferm. Naturalmente i secoli precedenti, quelli medievali, apparivano a Morris, il processo che aveva portato alla
Burckhardt come segnati da fede, ignoran- scoperta dellindividuo era gi cominciato
za infantile e vane illusioni.
Insomma luomo moderno era
figlio dellUmanesimo e del Rinascimento, perch il Medioevo, una sorta di parentesi nella storia della civilt, non era
stato capace di esprimere indiAnticipiamo uno degli articoli del prossimo
vidualit altrettanto grandi e
numero della rivista Vita e Pensiero. Lautore
generose.
professore associato di Storia medievale presso la
La fortuna di questa tesi
Facolt di Lettere e Filosofia dellUniversit Cattolica
certificata ancor oggi dal suo
del Sacro Cuore.
radicamento nella cultura cor-

mio monastero o il mio vescovo simoniaco e


guibertista?
Possiamo allora usare una formula a effetto e definire la transizione dal XI al XII secolo come un passaggio dallet dellobbedienza al tempo della responsabilit personale.
Infatti il vasto e articolato movimento di riforma della seconda met del XI secolo mise
in discussione gerarchie consolidate e assetti
del potere che per secoli avevano goduto di
notevole radicamento e pervasivit. In particolare, gli abitanti delle citt (i cives) si trovarono nellinedita situazione di prendere
partito di fronte a chierici simoniaci o
nicolaiti o di opporsi ai vescovi della propria
citt.
Questa diffusa inquietudine religiosa coincideva con una fase di effervescenza economica e sociale dei ceti urbani che, specialmente in Italia, non tard a manifestarsi in
forme nuove anche sul piano politico-istituzionale. Secondo lo storico tedesco Hagen
Keller, nel Comune del XII secolo, inteso come comunit urbana organizzata dal punto
di vista normativo (...), la percezione e linterpretazione delle comunit attive, ma anche la correlazione tra i membri della comunit e la comunit stessa erano diverse da
quelle in essere fino ad allora. I Comuni e le
intorno al 1050. La struttura della societ comunit di vicinato erano interpretati come
che si era specchiata nellideologia dei tre or- universitas, ovvero assumevano con sempre
dines (oratores, bellatores, laboratores) lasciava maggiore evidenza un carattere corporatipoco spazio alla responsabilit individuale. vo. Ci comport una trasformazione del
Centrali, infatti, risultavano il principio ge- modo di vedere i vincoli del singolo, ma anrarchico e la costituzionale diseguaglianza che dei gruppi, nella comunit politico-sotra gli uomini che derivava dalla diversa im- ciale.
portanza delle funzioni e dei meriti teoricaIl discrimine che segnava lavvento di
mente conseguibili dai singoli. Visto che il questo mondo nuovo era il massiccio ricorso
a varie forme di giuramento, una
delle quali, la coniuratio, divenne
Lepistolario di Abelardo ed Eloisa
il principio strutturale dellorganizzazione della comunit. I giudimostra che nel XII secolo alcune personalit
ramenti super evangelia che punavevano una indipendenza di spirito
teggiano le fonti comunali cominciano con la formula ego iuro
e unautoconsapevolezza cos alta
et promitto. La responsabilit del
da spazzar via radicati pregiudizi storici
civis non si esplicava solo verso
lesterno, in quanto il suo agire
sistema degli ordines si reggeva sulla pacifica politico metteva a repentaglio la sua stessa
accettazione del loro posto nella societ, tut- salvezza eterna. Le coniurationes comunali
ti dovevano limitarsi a obbedire, identifican- dei secoli XI e XII non comportavano pi
do la propria scelta individuale con ladesio- semplici obbligazioni tra persone, ma rinviane a un ordo, cosmico, etico e sociale, voluto vano a un autonomo vincolarsi ai princpi
da Dio.
della vita in comune.
Con la lotta per le investiture si pose un
Anche levoluzione del diritto penale fu
problema fino ad allora inedito: a chi obbe- segnata da questo cambiamento, con lintrodire? Chi era il responsabile terreno della duzione delle pene corporali inflitte quale rimia salvezza? Limperatore o i suoi concor- parazione di atti compiuti dal singolo, unico
renti al trono, Gregorio VII o il Papa impe- responsabile delle proprie azioni. La coscienriale Clemente III, labate scismatico del za diventava cos il centro delle valutazioni

etiche, lo spazio in cui atteggiamento interiore, comportamenti concreti e volont divina si coniugavano, secondo le dinamiche
ben descritte da Pietro Abelardo.
Sul piano squisitamente teologico tutto
ci comportava una maggiore attenzione per
il suffragio dei defunti e per il purgatorio,
insieme con una sempre pi precisa contabilit dellAldil. Il destino ultraterreno delle anime veniva cos concepito in unottica
sempre pi chiaramente giuridica.
Emblematico al riguardo lexemplum duecentesco, giustamente valorizzato da Aaron

Vita e Pensiero

rente, ma nella storiografia


scientifica gi nella prima met
del Novecento scoppi la cosiddetta rivolta dei medievisti.
Nel capitolo conclusivo del celebre Hloise
et Ablard, pubblicato nel 1938, lo storico
francese della filosofia medievale tienne
Gilson,
prendendo
di
mira
proprio
Burckhardt, vedeva appunto nellepistolario
di Abelardo ed Eloisa la dimostrazione che
gi nel XII secolo alcune personalit eccezionali erano dotate di una tale indipendenza
di spirito e di un livello cos alto di autoconsapevolezza da far crollare di colpo le frontiere tra Medioevo e Rinascimento. La leon
des faits che si poteva trarre da quella vicenda consisteva prima di tutto nel disvelamento della natura mitologica e ideologica della
differenza tra Medioevo e Rinascimento.
Non dunque una ipotesi storica justiciable
des faits, bens un mythe che comme tel nest
pas discutable.
In pagine davvero esemplari per rigore
metodologico e chiarezza espositiva, Gilson
spiegava che non era la travolgente personalit di Eloisa a essere moderna e poco
medievale; al contrario quelle categorie e
la periodizzazione che a essa era sottesa erano poco adatte a spiegare la complessit del
reale, proprio per il loro carattere marcatamente ideologico e anticristiano. La teologia
abelardiana ed eloisiana dellintenzione si situava infatti contro il giudaismo monastico, sostituendo lesercizio di pratiche pura-

Gurevi, in cui un avvocato sul letto di morte, accortosi di avere subto la condanna dal
Giudice eterno, si rivolse ai suoi colleghi
giuristi che vegliavano su di lui e grid inutilmente: Fate appello. La legislazione
conciliare del Lateranense IV sulla confessione auricolare giungeva al termine di un
complesso approfondimento del legame tra
peccato e dannazione eterna. Iniziava il
cammino che doveva portare la Chiesa a
esercitare il monopolio delle coscienze mediante tecniche sempre pi raffinate di introspezione psicologica. Lintimit della coscienza non aveva per una valenza meramente privata, poich incrociava lordinamento della societ, rispetto al quale lindividuo era chiamato ad agire responsabilmente, con un inevitabile riverbero sul piano religioso, in quanto dalle sue azioni derivava il
suo destino ultraterreno.
Limmagine stessa di Dio, tanto nella riflessione teologica quanto nella sua traduzione iconografica, cambiava profondamente, grazie a una valorizzazione dellumanit

di Cristo, non pi re glorioso ma crocifisso e


morente, il cui dolore aveva agli occhi del
Padre un valore infinito e dava valore divino
al soffrire delluomo (Claudio Leonardi).
Non pi un Dio lontano e onnipotente,
dunque, ma un Dio-uomo, che condivideva
e valorizzava lesistenza individuale in quanto tale e la stessa corporeit, proiettandole
nella dimensione delleterno.
Nella stessa direzione va letta la prevalenza del realismo eucaristico, che consent
unesperienza del divino quasi fisica, assolutamente individuale e strettamente legata alla dimensione etica, poich lessere in grazia di Dio era (ed !) considerato il requisito fondamentale per accostarsi allEucaristia.
Questa nuova sensibilit ebbe larghissima
diffusione, grazie a nuovi modelli di vita religiosa ispirati allideale della vita vere apostolica, veicolati da una agiografia sempre meno condizionata
dal peso della topica di genere
e per questo in grado di dare
uno spazio maggiore allelemento propriamente biografico.
Luomo, responsabile delle
sue scelte e fatto a immagine di
Dio, nel XII secolo prese coscienza del suo essere compartecipe della creazione, grazie al
nuovo equilibrio tra grazia e
natura affermato dai teologi
delle scuole. Lhomo artifex si
defin in riferimento allopus
Creatoris e allopus naturae. I
prodotti dellattivit umana erano perci compartecipi della
creazione. Cos nelle sculture di
Wiligelmo sulla facciata del
duomo di Modena chiaro che verso il 1100
la concezione pessimistica del lavoro come
conseguenza della maledizione narrata dalla
Genesi aveva lasciato il posto a una visione
ottimistica del creato e della possibilit per
luomo di essere compartecipe e responsabile
della creazione in un contesto economico e
sociale segnato da un fortissimo dinamismo.
LOccidente moderno fu, ed ancora,
profondamente segnato da quel modello di
uomo, che proprio negli anni che stiamo vivendo subisce un attacco senza precedenti
perfino nei suoi presupposti biologici. La
tecnologia e la scienza hanno riaperto in termini inimmaginabili fino al recente passato
la cosiddetta questione antropologica. La
crisi dei modelli che abbiamo ricevuto dal
Medioevo e dalla modernit ci impone di
comprendere le radici remote di uneredit
che non possiamo liquidare senza perdere il
significato stesso dellesperienza umana.
Scopriremo, senza sorprenderci, che spesso
si tratta di radici cristiane.

LOSSERVATORE ROMANO

pagina 6

domenica 19 gennaio 2014

Il dialogo teologico tra cattolici e ortodossi

Inaugurato dal patriarcato di Babilonia dei Caldei un ambulatorio a Baghdad

Primato e sinodalit
non si escludono

Aperti
a tutti gli uomini

di ANDREA PALMIERI*
Sono passati quasi quattro anni
dallultima sessione plenaria della
Commissione mista internazionale,
che ha avuto luogo a Vienna nel
settembre 2010, ma, nonostante questo lungo intervallo, non si pu affatto affermare che il dialogo teologico tra la Chiesa cattolica e la
Chiesa ortodossa si sia fermato.
Questi anni, infatti, sono stati dedicati alla preparazione di una bozza di documento da sottoporre allo
studio dei membri della Commissione nella prossima plenaria, che, secondo quanto hanno concordato i
due co-presidenti, il cardinale presidente del Pontificio Consiglio per la
promozione dellunit dei cristiani,
Kurt Koch, e il metropolita Ioannis
Zizioulas, dovrebbe tenersi il prossimo settembre a Novi Sad in Serbia.
La bozza di documento stata elaborata attraverso un lungo processo
redazionale, che ha compreso innanzitutto un incontro di un Gruppo di
redazione nel giugno 2011 a Creta e
poi due riunioni del Comitato di
coordinamento della Commissione
nel novembre 2011 a Roma e nel novembre 2012 a Parigi.
Il documento, il cui testo sotto
embargo fino a quando la Commissione stessa non decider sulla sua
eventuale pubblicazione, dedicato
al rapporto teologico ed ecclesiologico tra primato e sinodalit nella
vita della Chiesa a livello locale, regionale e universale.
Lelaborazione del documento
stata alquanto complessa, in quanto
permane una certa divergenza di
approccio alla tematica in oggetto
non solo tra cattolici e ortodossi,
ma anche allinterno delle delegazioni. Per tale ragione, particolarmente difficile prevedere quale sar
il risultato della prossima plenaria,
che sar chiamata a valutare la bozza di documento. Per il proseguimento del cammino intrapreso, essenziale che ogni partecipante non
pretenda che a questo stadio del
dialogo il contenuto del nuovo documento corrisponda in modo puntuale ed esauriente alla formulazione della dottrina della propria Chiesa, ma sia consapevole che esso deve piuttosto esprimere, con un linguaggio innovativo che non tradisca
per il deposito di fede, il consenso
che fino a ora possibile raggiungere sulla questione in oggetto.
Il riflettere insieme, nella verit e
nella carit, su queste tematiche iniziando da ci che ci accomuna e
senza nascondere ci che ancora ci
separa rappresenta gi un passo importante di un processo non ancora
giunto a termine. I documenti della
Commissione mista internazionale,
infatti, per loro natura, non sono
dei trattati teologici nei quali
esposta la dottrina nella sua completezza sistematica. Tali documenti
non hanno alcuna pretesa di presentare nuove posizioni magisteriali,
ma semplicemente rappresentano il
frutto del lavoro della Commissione
che viene offerto alla riflessione delle Chiese di provenienza come aiuto
nel cammino verso il ristabilimento
della piena comunione. Saranno le
autorit competenti di ciascuna
Chiesa, e non la sola Commissione
teologica, a giudicare quando, una
volta superate tutte le divisioni,
questo cammino, con laiuto di Dio
che il vero e unico artefice
dellunit, sar finalmente concluso.
In questa prospettiva, dunque, affrontare la delicata questione del
rapporto esistente tra primato e sinodalit nella vita della Chiesa non
mira a un compromesso dottrinale
tra gli aspetti pi forti di entrambe
le Chiese, ovvero la tradizione sinodale delle Chiese ortodosse e la forza primaziale della Chiesa cattolica,
ma intende piuttosto mostrare come
tali fondamentali aspetti attinenti alla natura stessa della Chiesa non si
escludano a vicenda, ma anzi si presuppongano lun laltro. Cos, il dialogo teologico cessa di essere un
esercizio puramente teorico e permette ai cristiani di Oriente e di
Occidente di conoscere a fondo le
reciproche tradizioni per comprenderle e, talora, anche per apprendere da esse, rimanendo fedeli al principio fondamentale del dialogo ecumenico, che consiste in uno scambio
reciproco di doni.
Da un lato, la Chiesa cattolica
dovr ammettere che non ha ancora
sviluppato nella sua vita e nelle sue
strutture ecclesiali quel livello di sinodalit che sarebbe possibile e necessario da un punto di vista storico

e teologico e che il rafforzamento


della sinodalit rappresenta il contributo ecumenico pi importante
della Chiesa cattolica al riconoscimento del primato del Vescovo di
Roma. Dallaltro lato, ci si pu
aspettare a ragione dalle Chiese ortodosse il riconoscimento del fatto
che un primato anche al livello universale della Chiesa non soltanto
possibile e teologicamente legittimo,
ma necessario, e che questo non
assolutamente in contrasto con lecclesiologia ortodossa, ma con essa
compatibile.
Un significativo sostegno al dialogo tra cattolici e ortodossi
giunt0 da Papa Francesco, il quale
nella esortazione apostolica Evangelii gaudium ha caratteristicamente
affermato: Nel dialogo con i fratelli ortodossi, noi cattolici abbiamo la
possibilit di imparare qualcosa di
pi sul significato della collegialit
episcopale e sulla loro esperienza
della sinodalit. Attraverso uno
scambio di doni, lo Spirito pu
condurci sempre di pi alla verit e
al bene (n. 246). Una simile idea
era stata espressa da Papa Francesco
nellintervista concessa a padre Antonio Spadaro, direttore de La Civilt Cattolica, dove il Vescovo di
Roma confidava di voler imparare dagli ortodossi sul senso della
collegialit episcopale e sulla tradizione della sinodalit. La riflessione condivisa su come si governava
la Chiesa nei primi secoli continuava Papa Francesco dar frutti
a suo tempo. Intanto, nelle relazioni ecumeniche, importante non
solo conoscersi meglio, ma anche riconoscere ci che lo Spirito ha seminato negli altri come un dono anche per noi. Camminare uniti nelle
differenze. Non c altra strada per
unirci. Questa la strada di Ges.
facilmente comprensibile come
man mano che ci si avvicina alla
questione cruciale dellesercizio del
primato nella Chiesa universale, che
nel corso della storia ha rappresentato uno dei punti di maggiore disaccordo tra ortodossi e cattolici, il
dialogo si faccia pi complesso e i
progressi diventino pi lenti. Tuttavia, anche se il cammino pu sembrare ancora lungo, occorre riconoscere che il dialogo sta gi portando
importanti frutti, tra i quali il principale certamente quello di una ritrovata fraternit ed effettiva collaborazione.
La presenza di delegazioni provenienti da quasi tutte le Chiese ortodosse e soprattutto la storica partecipazione personale del patriarca
ecumenico alla solenne inaugurazione del pontificato di Papa Francesco
lo scorso 19 marzo, come pure le visite al Papa del patriarca greco ortodosso di Antiochia, Yuhanna X, lo
scorso 27 settembre, e del patriarca
greco ortodosso di Alessandria, Teodoro II, lo scorso 30 settembre, sono
un segno inequivocabile del cammino gi compiuto.
In questa direzione, si svolta
anche lintensa attivit di contatti
con le Chiese ortodosse del presidente del Pontificio Consiglio per la
promozione dellunit dei cristiani,
il cardinale Koch, e dei suoi collaboratori, tra le quali si possono

menzionare le visite del porporato


in Romania e a Mosca dove ha avuto la possibilit di incontrare rispettivamente il patriarca Daniel e il patriarca Cirillo.
Un altro significativo esempio di
ottime relazioni che si sono sviluppate in questi anni la collaborazione tra il Pontificio Consiglio per la
promozione dellunit dei cristiani e
la Apostolik Diakonia della Chiesa
di Grecia per progetti di formazione
culturale finalizzati a una maggiore
conoscenza reciproca, che nel 2013
cresciuta ulteriormente. LApostoloki Diakonia, infatti, non solo ha organizzato per il nono anno consecutivo un programma estivo di studio
della lingua greca e di conoscenza
della cultura ortodossa per studenti
cattolici, ma, a partire dallanno appena trascorso, ha deciso anche di
finanziare un corso di lingua neo
greca presso il Pontificio Istituto
Orientale a Roma.
I molti incontri realizzati e le positive esperienze di collaborazione
mostrano come si aprano sempre
pi strade verso la piena comunione, nella legittima diversit delle
Chiese locali. Lungo questo cammino, non bisogna scoraggiarsi a causa
delle difficolt che si incontrano,
ma, al contrario, restando radicati in
Cristo, pastore e vescovo delle nostre anime (1 Pietro, 2, 25), il nostro cuore si riscalder, come avvenne per i discepoli di Emmaus, mantenendo ben viva la speranza che si
compia la volont del Signore, che
tutti siano una sola cosa (Giovanni,
17, 21).
*Sottosegretario del Pontificio
Consiglio per la promozione dellunit
dei cristiani

BAGHDAD, 18. Progetti e iniziative


nel settore umanitario che aiutano
a diffondere lo spirito di collaborazione fra tutti i cittadini e a far capire che i cristiani sono membri autentici di questo Paese, che vogliono
fare del bene a tutti. Con queste
parole rilasciate ad AsiaNews, il patriarca di Babilonia dei Caldei,
Louis Raphal I Sako, ha descritto
lo spirito che ha portato alla realizzazione di un ambulatorio medico a
Baghdad, sostenuto con forza dal
patriarcato caldeo e aperto a cristiani, musulmani e a credenti di altre
religioni, senza alcuna distinzione o
discriminazione.
Il complesso ospedaliero di San
Giuseppe, che sorge nellarea di Baladiyat, nella zona est della capitale
irachena, stato inaugurato il 13
gennaio. Alla cerimonia del taglio
del nastro, effettuato da sua beatitudine Sako, hanno partecipato riferisce AsiaNews il nunzio apostolico in Giordania e in Iraq, arcivescovo Giorgio Lingua, vescovi, sacerdoti, suore, rappresentanti musulmani,
esponenti del Governo centrale e
semplici cittadini. Il complesso, diretto da Ghaleb Mansour, dispone
di una piccola ma accogliente chiesa
per le funzioni religiose, allinterno
della quale si tenuto il discorso
inaugurale.
Lambulatorio si trova in unarea
di Baghdad a maggioranza sciita ma
aperto a tutti, senza eccezioni,
ha spiegato Sako. In occasione della
cerimonia inaugurale i vertici della
comunit musulmana hanno voluto
ringraziare i cristiani, sottolineando
il ruolo della Chiesa nella costruzione del Paese e nel diffondere i
principi di pace e convivenza fra
tutti i cittadini. Al riguardo il patriarca di Babilonia dei Caldei ha
detto che i musulmani hanno gi
colto lo spirito di apertura dei cristiani verso tutte le religioni e soprattutto verso i musulmani stessi.
Nellillustrare i vari reparti, il vesco-

vo ausiliare di Baghdad dei Caldei,


Shlemon Warduni, ha ringraziato
quanti hanno contribuito in modo
attivo alla realizzazione della struttura, in particolare lUfficio finanziamenti per i cristiani, gli yazidi e i
sabei.
Ledificio, nato nel 2010 come residenza per lassistenza agli anziani,
diventato oggi una struttura ambulatoriale a tutti gli effetti, anche
se sono previsti ulteriori miglioramenti nellavvenire. Fonti del patriarcato caldeo spiegano infatti che
finora stato inaugurato solo lambulatorio, ma nel prossimo futuro
sar completato tutto il progetto. Al
momento non vi sono ancora stanze
per i pazienti, ma solo studi per i
medici delle varie specializzazioni.
In un primo momento, come detto,
era stato pensato come una casa di
riposo per anziani, ma non ha riscosso grande successo; per questo
si deciso di trasformarlo in un vero e proprio ospedale.

Larcivesco Welby commenta i risultati di una ricerca

Anglicani in risalita
LONDRA, 18. Segnali incoraggianti
di crescita e di ripresa per la comunit anglicana dopo anni segnati da
una crisi di vocazioni e da una partecipazione in calo da parte dei fedeli. A rilevarlo lo stesso primate,
larcivescovo di Canterbury, Justin
Welby, che ha commentato i risultati di una ricerca demoscopica appena pubblicata. Ci sono tutte le ragioni per ben sperare sul futuro della Chiesa dInghilterra e, in effetti,
di tutte le Chiese in questo Paese.
Ci sono molti segni di crescita, vaste
aree di sviluppo e la Chiesa sta dimostrando pi di quanto abbia
fatto negli ultimi sessantanni come sia essenziale essere uniti nella
nostra societ, ha detto il leader

anglicano in un dichiarazione pubblicata sul sito in rete della Church


of England. La ricerca segnala, infatti, una promettente ripresa delle
pratiche religiose sia attraverso la
costituzione dei nuove congregazioni sia attraverso la crescita numerica
delle presenze nelle storiche cattedrali e nelle parrocchie.
Lo studio, che ha preso in esame
gli ultimi diciotto mesi di vita della
comunit anglicana, stato realizzato in un contesto di un deciso declino delle presenze il 9 per cento
nellultimo decennio della partecipazione dei fedeli alle celebrazioni e
alle attivit delle parrocchie. Nel
corso del tempo c stato un declino
nella percentuale della popolazione

Appello per la pace dal Consiglio delle Chiese

Cos si distrugge il Sud Sudan


JUBA, 18. per noi straziante vedere come quello che era un problema politico allinterno del partito di Governo, il Sudan Peoples
Liberation Movement (Splm), sia
scivolato in fretta in un conflitto
etnico su una scala spaventosamente ampia. quanto affermano i
rappresentanti del South Sudan
Council of the Church (Sscc), lorganismo che raggruppa le principali confessioni cristiane del Sud Sudan, compresa la Chiesa cattolica.
Da met dicembre i combattimenti tra i militari fedeli al presidente, Salva Kiir Mayardit, e i ribelli dellex vice presidente, Riek
Machar, hanno provocato migliaia
di morti, 400.000 sfollati interni e
pi di 80.000 sud sudanesi rifugiati negli Stati limitrofi. Si tratta di
un abominio, avvertono i leader
cristiani che esprimono la loro vicinanza alle vittime e alle popolazioni in fuga. Lo scontro politico in
atto tra il presidente e il suo ex vice ha infatti subito preso una piega

Attraverso questa iniziativa la


Chiesa cattolica irachena ha voluto
dar vita a un luogo aperto a tutte
le religioni e al servizio della societ. Numerosi e positivi i commenti della comunit musulmana
locale, che mostra di apprezzare un
progetto vitale per la popolazione. Lospedale di San Giuseppe diventa cos un segno di speranza e
umanit in un Paese spesso martoriato da violenze che ricorda Asia
News in questi primi giorni del
2014 hanno raggiunto un livello
preoccupante. Appena mercoled
scorso sono morte pi di settanta
persone in una serie di attentati in
diverse zone dellIraq. La tensione
ha ormai raggiunto i livelli del
biennio di sangue 2005-2006: nel
2013 le vittime ufficiali sono state
infatti 8.868 e, dallinizio del mese
di gennaio, la tragica conta dei morti ha quasi raggiunto quota trecento.

di tipo etnico e tribale, contrapponendo le due principale trib del


Paese: dinka (alla quale appartiene
Kiir) e nuer (la trib di Machar). I
rappresentanti delle Chiese e delle
Comunit ecclesiali, con un messaggio intitolato Lasciate vivere il
mio popolo in pace e in armonia,
lanciano un appello alle parti in
conflitto perch cessino immediatamente le ostilit, permettano la
creazione di corridoi umanitari per
soccorrere le popolazioni in difficolt e risolvano le loro controversie in modo pacifico. I leader cristiani si impegnano inoltre a promuovere la pace, anche attraverso
la creazione di comitati di villaggio
per pacificare gli animi, e invitano
i fedeli a non cadere nella trappola
dello scontro tra etnie: Dio ci ha
creato membri di diverse comunit
etniche ma i capi politici usano le
rispettive identit etniche per seminare lodio e dividere la popolazione. Occorre resistere con ogni mezzo a questa tendenza. Il docu-

mento propone infine di convocare


una conferenza nazionale per delineare il futuro del Sud Sudan,
aperta ai membri della societ civile perch la sovranit appartiene
al popolo e non a singoli leader o
a partiti politici.
Secondo la testimonianza riferita dallagenzia Fides di don
Mark Opere Omolm diversi religiosi di entrambe le etnie si sono
adoperati per proteggere e salvare
diverse vite umane. Quello che
queste persone hanno fatto merita
di essere raccontato al pubblico per
sottolineare con forza il ruolo che
le Chiese possono giocare nel plasmare il futuro del nostro Paese,
dice don Mark, che racconta di
Abraham Makuac, un pastore
evangelico della trib dinka, che
ha salvato la vita di diversi nuer
durante gli scontri a Juba. Pur
avendo perso un fratello, brutalmente ucciso durante gli scontri,
egli ha aperto la sua casa e la chiesa per nascondere civili innocenti.

che frequenta la chiesa. Abbiamo


bisogno di ascoltare il messaggio
che ci arriva attraverso questa ricerca al fine di sviluppare le opportune
strategie, smettere di fare cose che
aiutano ad accelerare tale declino e
concentrarci cos sulle cose che sviluppano la crescita.
Nello specifico la ricerca ha messo in evidenza il significativo sviluppo di nuove congregazioni che arriva a coinvolgere circa 21.000 persone. Significativa anche la crescita
delle presenze nelle chiese cattedrali, dove le presenze settimanali sono
cresciute del 35 per cento tra il 2002
e il 2012. Diminuisce invece il numero dei bambini e dei giovani sotto i sedici anni. Quasi la met delle
chiese oggetto della ricerca aveva
meno di cinque fedeli sotto i sedici
anni. Linversione di tendenza della Chiesa ha aggiunto Welby
sostanzialmente nelle mani di Dio.
Dio fedele. Egli si mostrato in
Ges Cristo, e lui si mostra a noi
ogni giorno nella nostra vita e nella
vita delle nostre chiese. Ma egli ci
invita a essere i suoi piedi, le sue
mani, la sua bocca, gli occhi, le
orecchie che ascoltano e servono e
amano le persone intorno a noi, che
soprattutto testimoniano la realt
dellamore di Ges Cristo.

La Segreteria di Stato comunica che deceduto il

Signor

JEAN-LOUIS CAYEUX
padre di Suor Marie des Anges Cayeux,
O.P. in servizio presso la medesima Segreteria di Stato.
I Superiori e i colleghi partecipano al
dolore di Suor Marie des Anges e dei suoi
familiari, assicurando la vicinanza nella
preghiera per il caro defunto che affidano
allamore misericordioso del Signore risorto.

LOSSERVATORE ROMANO

domenica 19 gennaio 2014

pagina 7

Eutanasia e aborto temi allattenzione dei vescovi in Francia

Il vescovo di Roma visita la parrocchia del Sacro Cuore di Ges a Castro Pretorio

Dalla parte della vita

Una singolare missione

Il Papa incoraggia i partecipanti alla marcia di domenica a Parigi


PARIGI, 18. Domani, domenica, in
programma a Parigi la nona edizione della Marcia per la vita, organizzata dal collettivo En marche pour
la vie. In una lettera inviata alla
portavoce, Virginie Raoult-Mercier,
il nunzio apostolico in Francia, arcivescovo Luigi Ventura, riferisce che
Papa Francesco, informato delliniziativa, saluta i partecipanti invitandoli a mantenere viva lattenzione
su un tema cos importante e ricorda lesortazione da lui rivolta il 16
giugno 2013 nellomelia pronunciata
in piazza San Pietro per la Giornata
dellEvangelium vitae: Cari fratelli e
sorelle, guardiamo a Dio come al
Dio della vita, guardiamo alla sua
legge, al messaggio del Vangelo come a una via di libert e di vita. Il
Dio Vivente ci fa liberi! Diciamo s
allamore e no allegoismo, diciamo
s alla vita e no alla morte; (...) in
una parola diciamo s a Dio, che
amore, vita e libert.
In Francia la tutela della vita non
ha mai smesso di essere al centro
dellattenzione della Conferenza
episcopale. Il Consiglio permanente, riunitosi mercoled scorso, ha
diffuso una dichiarazione intitolata
Fin de vie: pour un engagement de solidarit et de fraternit, nella quale si
ribadisce che nessuno pu provocare deliberatamente la morte, fosse
anche su richiesta di una persona
gravemente malata, senza trasgredire un divieto fondamentale. Non
ucciderai (Esodo, 20, 13) resta un
importante requisito morale di ogni
societ e, per i credenti, un comandamento di Dio. Resta, soprattutto, il fondamento di una vita sociale
rispettosa degli altri, specialmente
dei pi vulnerabili.

Nei giorni scorsi il presidente della Repubblica, Franois Hollande,


ha auspicato un testo di legge, il
pi possibile condiviso, che consenta a un paziente affetto da una malattia incurabile di chiedere unassistenza medica per terminare la
propria vita con dignit, mentre il
tribunale amministrativo di Chlons-en-Champagne si pronunciato contro la decisione di eutanasia
passiva presa dai medici di un tetraplegico in stato minimo di coscienza
(i giudici hanno imposto allospedale di Reims di riprendere lalimentazione e lidratazione artificiali
delluomo).

La questione dei centri di detenzione per rifugiati in Australia

Chiedere asilo
non un crimine

SYDNEY, 18. LUfficio cattolico australiano per i migranti e i rifugiati


(Acmro) ha accolto con favore la
decisione del Governo di chiudere
quattro centri di detenzione, annunciata nei giorni scorsi dal ministro dellImmigrazione, Scott Morrison. A cessare le attivit saranno
dal mese prossimo i centri di
Scherger, nel Queensland, di Pontville a Victoria, le strutture di
Leonora nel Western Australia e di
Port Augusta, in South Australia.
Quella del ministro viene descritta
come una prova che la politica
di protezione dei confini del Governo sta funzionando e che sta
diminuendo il numero dei richiedenti asilo provenienti via mare.
Tuttavia, pur apprezzando gli sforzi, il direttore nazionale dellAcmro, padre Maurizio Petten, ha
dichiarato che il recente calo degli arrivi degli immigrati via mare
non una cosa di cui vantarsi.
LAustralia non ha ancora trovato
altri modi per aiutare le persone
che continuano ad avere disperato
bisogno di mettersi al riparo da
conflitti, torture e persecuzioni.
Per Petten, si dovrebbero trattare quanti raggiungono le nostre
coste con rispetto e dignit. Rinchiudere i richiedenti asilo nei centri di detenzione per immigrati
punitivo e immorale. Oltre il 90
per cento dei richiedenti asilo che
arrivano via mare sono risultati essere veri rifugiati, corrispondenti,
quindi, alla loro definizione giuridica. Migliaia di richiedenti asilo,
tra i quali moltissimi bambini, rimangono in stato di detenzione

a Christmas Island, nonostante la


struttura sia stata costruita per
ospitare appena ottocento persone,
cio meno di un terzo di coloro
che si trovano l. Altri tremila sono
detenuti nelle tendopoli oltremare
di Manus Island e di Nauru e in
migliaia sono in stato di fermo nel
centro di Villawood a Sydney, di
Wickham Point nel North Territory, di Maribyrnong a Victoria e a
Curtin, cos come a Yongah Hill,
nel Western Australia.
Chiedere asilo ha sottolineato padre Petten non un crimine, ma purtroppo questi centri di
detenzione sono stati e sono ancora oggi fonte di immenso dolore e
di miseria per i nostri fratelli e sorelle venuti da noi in cerca di rifugio. La Chiesa cattolica ha da
sempre incoraggiato i Governi ad
attuare politiche di assistenza per
le persone in cerca di asilo. LAustralia dovrebbe trattare i rifugiati
con rispetto. Il direttore dellUfficio cita il programma di reinsediamento dei rifugiati dellAcmro:
Nel 2013 il programma prevedeva
circa ventimila posti disponibili.
Purtroppo, questanno stato fortemente ridotto a tredicimila posti,
il che rende ancora pi difficile la
vita ai rifugiati.
I richiedenti asilo hanno sottolineato di recente i vescovi
non sono una questione legale
ma di diritti umani, una questione
morale, e pi in generale gli immigrati, tutti gli immigrati, non
vanno giudicati prima di aver
ascoltato la loro storia.

Nella dichiarazione sul fine vita, i


vescovi evidenziano che tanti individui oggi, a causa di una malattia, di
una disabilit o dellet, si sentono
un peso per i familiari e per la societ, soffrono della loro solitudine, dellindifferenza altrui, dello
sguardo su di essi lanciato da una
societ basata sui valori dellautonomia e dellefficienza. Per affrontare
la dura prova, hanno bisogno di accompagnamento, solidariet e sostegno. Non abbiamo nientaltro da
proporre loro che di mettere fine alla loro esistenza?, si chiedono i
presuli, i quali criticano una societ
che cerca a tutti i costi di schivare la
morte e che ha ridotto ai minimi
termini la vicinanza con chi sta per
morire. Da qui a prendere decisioni disumane il passo pu essere
breve: Il suicidio si legge nel documento spesso presentato ai
nostri giorni come unultima libert, ma allo stesso tempo ci si allarma, giustamente, dei tassi elevati di
suicidi in particolare fra i giovani e
gli anziani. Come reagire davanti alla banalizzazione del suicidio e farne contemporaneamente la promozione? e Chi diventerebbe il giudice di vite che non vale pi la pena
di essere vissute?, sono le domande pi urgenti. discriminatorio
valutare in modo differente il valore
della vita degli uni e degli altri e
ogni suicidio (anche quello medicalmente assistito) un colpo per la
solidariet e la volont di esistenza
del corpo sociale.
La nota del Consiglio permanente, firmata tra gli altri dallarcivescovo di Marsiglia, Georges Pontier,
presidente dellepiscopato, ricorda
che tanti in Francia sono impegnati
ad alleviare le sofferenze delle persone prossime alla morte (nel sito
on line della Conferenza si citano i
115 volontari dellassociazione Accompagner Ici et Maintenant quotidianamente al fianco dei pazienti ricoverati alla Maison Mdicale Jeanne Garnier di Parigi). Ma c ancora
tanto da fare e le campagne mediatiche di promozione di una nuova legge contribuiscono purtroppo a
distogliere lattenzione da indispensabili riforme da intraprendere, fra
le quali laccesso alle cure palliative
e allaccompagnamento di ogni persona malata. La nostra profonda
convinzione concludono i vescovi
che un cambiamento legislativo
deve avere come obiettivo di rendere pi manifesto il rispetto dovuto a
ogni individuo morente. Ci passa
attraverso il rifiuto dellaccanimento
terapeutico e dellatto di uccidere,
cos come per lo sviluppo delle cure
palliative e il rafforzamento della
solidariet familiare e sociale.
Il provvedimento sul fine vita, teso a modificare la legge Leonetti attualmente in vigore, dovrebbe essere
depositato entro la fine dellanno,
presumibilmente in estate.
Ma il 15 gennaio il Consiglio permanente ha affrontato anche il tema
dellaborto, deplorando riferisce il
portavoce, monsignor Bernard Podvin la trasformazione profonda
della legislazione che provocher, se
votata, la sostituzione delle parole
evocanti la situazione di angoscia
della donna con le parole che non
vuole proseguire la gravidanza.
Questa soppressione del riferimento
alle condizioni di disagio della donna , secondo i vescovi, inaccettabile: Essa elude ogni espressione di
compassione della societ e la sua
disponibilit a rispondervi. Abortire non mai banale, conclude
Podvin.

di GIANLUCA BICCINI
Una parrocchia del centro storico di
Roma, che vive per la realt di una
di quelle periferie che stanno tanto
a cuore a Papa Francesco. intitolata al Sacro Cuore di Ges a Castro Pretorio, nella zona della stazione Termini, e domenica pomeriggio, 19 gennaio, riceve la visita del
Pontefice. la terza delle comunit
parrocchiali incontrate dal vescovo
di Roma nella diocesi, dopo quelle
dei Santi Elisabetta e Zaccaria a Prima Porta (26 maggio) e di San Cirillo Alessandrino (1 dicembre) nel
2013. A queste va aggiunta la parrocchia di SantAlfonso Maria de
Liguori alla Giustiniana, di cui ha
visitato il presepe vivente il 6 gennaio scorso.
Lambiente parrocchiale oltre che
dai residenti circa venticinque mila persone, per lo pi anziani in
qualche modo costituito anche dalle
cinquecentomila persone che quotidianamente transitano nel vicino
scalo ferroviario. Per questo i salesiani, cui la parrocchia affidata sin
dalle origini, non si limitano alla cura danime dei residenti ma si dedicano anche ai tanti impiegati e ai
turisti che gravitano nella zona, e a
quellumanit allo sbando fatta di
immigrati, di alcolisti, o di poveri
costretti allaccattonaggio che si aggirano nei pressi della stazione o
dellostello della Caritas diocesana
in via Marsala.
Una singolare missione questa,
che affonda le radici alla fine
dellOttocento, quando, voluta da
due Papi, Pio IX e Leone XIII, fu
realizzata grazie allimpegno personale di don Bosco. Il santo piemontese volle far coesistere nella prima

chiesa parrocchiale costruita dopo la


presa di Roma, un grande santuario
per la devozione universale al Sacro
Cuore di Ges e un oratorio per favorire listruzione, con lapertura di
scuole serali per gli operai e diurne
per i ragazzi.
Come salesiani, ci siamo aperti
ai giovani soprattutto universitari,
per sensibilizzarli al servizio ai poveri senza dimora e ai rifugiati, che
sono al centro delle nostre attenzioni spiega il parroco don Valerio
Baresi. Fra le attivit pi frequentate ci sono i gruppi formativi come i
corsi di musica, il doposcuola, la
formazione dei ministranti, la catechesi diniziazione cristiana, lEstate
Ragazzi che coinvolge giovani e famiglie durante le vacanze estive.
La catechesi degli adulti rivolta
a catechisti, genitori dei giovani e
dei battezzandi, fidanzati, sposi.
Inoltre la parrocchia accoglie da
ben 33 anni un nutrito gruppo di filippini, che qui trascorrono lintera
domenica. La celebrazione della
messa pomeridiana in lingua tagalog il momento di maggior aggregazione.
Lattivit caritativa forse il fiore
allocchiello di questa dinamica parrocchia. Per i senzadimora ogni gioved c Piazza grande, uno spazio
di fraternit fatto di giochi da tavolo ma anche di lettura e di commento della Parola. Il venerd sera, invece i giovani volontari escono per
portare la cena a chi vive sulle strade dellEsquilino.
Ogni anno informa don Baresi almeno 250 rifugiati vengono a
bussare alle nostre porte. Collaboriamo anche con il Centro Astalli,
per favorire il loro inserimento nella
citt. Diamo anche lezioni di guida,

e sosteniamo corsi di informatica e


formazione per conseguire la licenza
media. Distribuiamo vestiario e organizziamo persino gite fuoriporta.
In totale trovano assistenza in parrocchia circa 400 giovani rifugiati e
richiedenti asilo, senza distinzione
di razza o di religione. Numerosi
anche i senza-dimora, molti dei quali italiani, quotidianamente assistiti.
Tutto rientra nel Progetto missionario Sacro Cuore al quale con egli
eredi di don Bosco collaborano numerosi giovani in prevalenza studenti universitari fuori sede e
quattro missionarie di Cristo Risorto. Si tratta di una comunit religiosa nata allinizio degli anni Ottanta
in Uruguay per iniziativa di Adolfo
Antelo, salesiano anche lui, e diffusasi in Argentina, Brasile, Cile, Venezuela, e pi di recente anche in
Italia. Tre delle suore che lavorano
per la parrocchia sono originarie
dellArgentina e naturalmente attendono con ansia larrivo del Papa argentino. Gli mostreranno la statuetta della Madonna di Lujn, patrona
della loro patria, conservata nellantisagrestia della basilica e per loccasione collocata nel presbiterio. Tra
laltro la parrocchia e la terra natale
del Pontefice esiste una sorta di gemellaggio spirituale. La grande statua in bronzo dorato del Cristo che
svetta sul campanile (uno dei pi alti di Roma con i suoi 62,50 metri)
fu donata dagli ex allievi salesiani
argentini in occasione della beatificazione di don Bosco. Un legame
rafforzato quando, nel 1991, il cardinale Quarracino, predecessore di
Bergoglio a Buenos Aires, ha benedetto proprio la statuina della Madonna di Lujn.

La presenza di Cristo nei sacramenti

Ci che allo sguardo umano non appare


di INOS BIFFI
La trascendenza di Dio che eccede ogni nostra possibilit di comprensione ci lascia colmi di silenzioso e ammirato stupore. E daltra
parte, che sia assolutamente impossibile raggiungere Dio ovvio: essendo per sua natura infinito ed
eterno, egli sfugge a qualsiasi presa
umana.
A non essere, invece, altrettanto
ovvia e quindi a suscitare uno stupore molto pi grande per la sua
vicinanza. Colui che oltrepassa senza misura ogni rappresentazione e
che nessun concetto pu racchiudere e circoscrivere ci appare in realt
il pi intimamente e radicalmente
vicino. Noi non comprendiamo e
non possediamo Dio, ma Dio comprende e possiede noi. Se ci siamo
perch Lui c e noi siamo inclusi
in lui; perch ci ritroviamo nel suo
stesso Essere o nel suo abbraccio,
che ci chiama allesistenza.
Prima che ci sia possibile volgere
un qualche sguardo su Dio, o prima
che incominciamo a cercarlo, lui ci
ha gi guardati, ci ha gi cercati. Ed
il significato della creazione dal
nulla o meglio a partire dal suo Essere. La creazione la prima accondiscendenza di Dio verso di noi.
Si riflette poco su questo argomento, che nondimeno offre gi le
ragioni e limpulso per una esperienza mistica naturale, se cos

possiamo chiamarla. Alla constatazione che per puro, gratuito, amore


Dio ha vinto il nostro assoluto e nativo non essere e ci ha fatto salire
allessere, che a lui solo appartiene,
normale che ci si senta pervasi da
un ineffabile senso di meraviglia e
smarrimento, di emozione e lacerazione, di rapimento e turbamento,
di esuberanza e assenza.
E, tuttavia, la vicinanza che oltrepassa ogni nostra attesa e immaginazione unaltra: quella che si
avvera quando il Figlio di Dio si fa
carne e si attenda sorprendentemente in mezzo a noi (Giovanni, 1, 14);
quando Colui che nella condizione di Dio, giunge allestremo della
comunione con luomo assumendo
la condizione di servo e umiliando
se stesso fino alla morte di croce
(Filippesi, 2, 6). La creazione, allora,
diventa redenzione, la vicissitudine
umana una vicissitudine divina e le
nostre situazioni terrene situazioni
divine. Dio sperimenta le nostre circostanze, si ritrova nei tempi e negli
spazi umani.
Ma qui vorrei fissare lattenzione
sulla forma di presenza del Figlio di
Dio nelle circostanze sacramentali,
dove in certo modo lincarnazione
irraggia e si estende, e la grazia della salvezza si insinua nelle pieghe
della materia di cui sono plasmati i
segni sacramentali. Non che la grazia si trovi quasi materializzata o
imprigionata nellacqua o nellolio,

nel pane o nel vino, nei gesti delle


mani o nei suoni delle parole. Piuttosto il contrario. Ges, il Signore, che assumendo i segni nella sua
potest regale, nella sua dimensione gloriosa, li trasfigura con la
sua onnipotente parola e li rende
strumenti visibili ed efficaci della
sua azione invisibile.
Allora, quello che ci pi prossimo e pi consono, quello di cui siamo sostanzialmente intessuti e in
cui siamo immersi il mondo materiale senza che nulla risalti e si
imponga allesterno, diviene come
mediazione e transito salvifici.
A impressionare certamente
limpercepibilit assoluta di questa
presenza sacramentale di Cristo, sottratta a qualsiasi sensibile ravvisabilit. Soltanto degli elementi materiali possono essere rilevati, mentre il
loro senso inatteso e singolare, la loro attuale significazione, sono proclamati e operati dalla forma cio
dalla Parola di Cristo in virt della quale, pur rimanendo esteriormente immodificati, essi ricevono
unintenzione e unefficacia nuove.
Per cui, assumendo il pane e il vino
consacrati, mangiamo il Corpo e beviamo il Sangue del Signore, vero
cibo e vera bevanda (Giovanni, 6,
55); immergendoci nellacqua battesimale, siamo fatti partecipi della
morte di Cristo, della sua sepoltura
e della sua risurrezione (Colossesi, 2,
12; Romani, 6, 4); a loro volta, le
unzioni con lolio consacrato sono
tramite dellabbondanza dello Spirito e del sacerdozio.
La vicinanza di Dio non potrebbe
essere pi prossima e pi disponibile e la sua modalit pi consueta.
Sappiamo senza dubbio che anche
un granello di polvere ha in s la
presenza di Dio che lo sostiene perch non precipiti nel nulla nativo da
cui proviene. Ma nel tempo e nello
spazio dei gesti sacramentali, nella
rete della materia che li intreccia,
opera Cristo risuscitato, che elargisce la grazia della redenzione.
Certamente, per accogliere questa
presenza e per accedervi, necessaria la fede, per la quale pi veramente conta ci che lo stesso Figlio
di Dio assicura e garantisce. Il credente vede con gli occhi di Ges risuscitato. Ecco perch nei sacramenti giunge a discoprire e a raggiungere quello che allo sguardo umano
non appare.

LOSSERVATORE ROMANO

pagina 8

domenica 19 gennaio 2014

Papa Francesco a dirigenti e dipendenti della Rai Radiotelevisione italiana

La storia
radice di nuovi slanci
Assicurare la qualit etica della comunicazione
una responsabilit dalla quale chi titolare di
un servizio pubblico, non pu per nessun motivo
abdicare. Lo ha ricordato il Papa a dirigenti e
dipendenti della Rai Radiotelevisione italiana,
ricevuti in udienza sabato mattina, 18 gennaio,
nellAula Paolo VI.
Gentile Signora Presidente,
cari Dirigenti e Dipendenti della Rai,
do il mio benvenuto a tutti voi! Grazie di essere venuti cos numerosi; una famiglia numerosa, questa! E grazie alla Presidente per le sue
parole, che ho molto apprezzato.
Questo incontro si inserisce nella cornice del
90 anniversario dellinizio delle trasmissioni
radiofoniche della Rai e del 60 di quelle televisive; ed significativo che siano presenti anche i rappresentanti di alcune Reti radio-televisive pubbliche, e delle Associazioni del settore,
di altri Paesi. I due anniversari offrono loccasione di riflettere sul rapporto che c stato in
questi decenni tra la Rai e la Santa Sede, e sul
valore e le esigenze del servizio pubblico.
La parola-chiave che vorrei mettere subito in
evidenza collaborazione. Sia sul versante della
radio, sia su quello della televisione, il popolo
italiano ha sempre potuto accedere alle parole
e, successivamente, alle immagini del Papa e
degli eventi della Chiesa, in Italia, mediante il
servizio pubblico della Rai. Questa collaborazione si realizza con i due enti vaticani: la Radio Vaticana e il Centro Televisivo Vaticano.
In questo modo la Rai ha offerto e offre tuttora agli utenti del suo servizio pubblico la
possibilit di seguire sia gli eventi straordinari
sia quelli ordinari. Pensiamo al Concilio Vaticano II, alle elezioni dei Pontefici, o ai funerali
del beato Giovanni Paolo II; ma pensiamo anche ai tanti avvenimenti del Giubileo del 2000,
alle diverse celebrazioni, come pure alle visite
pastorali del Papa in Italia.
Gli anni Cinquanta e Sessanta sono stati
unepoca di grande sviluppo e crescita per la

Rai. bene ricordare alcuni passi: in quei decenni la Rai copre con le sue trasmissioni tutto
il Paese; inoltre, lazienda di Stato si impegna
per la formazione dei propri dirigenti anche
allestero; infine, aumenta le produzioni, tra le
quali anche quelle a carattere religioso: ricordiamo, ad esempio, i film Francesco di Liliana
Cavani, nel 1966, e Atti degli Apostoli di Roberto Rossellini, nel 1969, questultimo con la collaborazione del Padre Carlo Maria Martini.
La Rai dunque, anche con molte altre iniziative, stata testimone dei processi di cambiamento della societ italiana nelle sue rapide
trasformazioni, e ha contribuito in maniera
speciale al processo di unificazione linguisticoculturale dellItalia.
Dunque, ringraziamo il Signore per tutto
questo e portiamo avanti lo stile della collaborazione. Ma il fare memoria di un passato ricco di conquiste ci chiama a un rinnovato senso
di responsabilit per loggi e per il domani. Il

Lou Castel nel film Francesco dAssisi


diretto da Liliana Cavani

passato la radice, la storia diventa radice di


nuovi slanci, radice delle sfide presenti, e radici
di un futuro, di un andare avanti! Che il futuro non ci trovi senza la responsabilit della nostra identit. Che ci trovi con la radice della
nostra storia e andando sempre avanti. A tutti
voi che siete qui presenti, e a coloro che per
diversi motivi non hanno potuto prendere parte a questo nostro incontro, ricordo che la vostra professione, oltre che informativa, formativa, un servizio pubblico, cio un servizio al
bene comune. Un servizio alla verit, un servizio alla bont e un servizio alla bellezza. Tutte
le professionalit che fanno parte della Rai, dirigenti, giornalisti, artisti, impiegati, tecnici e
maestranze sanno di appartenere ad unazienda
che produce cultura ed educazione, che offre
informazione e spettacolo, raggiungendo in
ogni momento della giornata una gran parte di
italiani. una responsabilit a cui chi titolare
del servizio pubblico non pu per nessun motivo abdicare.
La qualit etica della comunicazione frutto, in ultima analisi, di coscienze attente, non
superficiali, sempre rispettose delle persone, sia
di quelle che sono oggetto di informazione, sia
dei destinatari del messaggio. Ciascuno, nel
proprio ruolo e con la propria responsabilit,
chiamato a vigilare per tenere alto il livello etico della comunicazione, ed evitare quelle cose
che fanno tanto male: la disinformazione, la
diffamazione e la calunnia. Mantenere il livello
etico.
A voi, dirigenti e dipendenti della Rai, e alle
vostre famiglie, come pure ai graditi ospiti di
questo incontro, va il mio pi cordiale augurio
per lanno da poco iniziato. Vi auguro di lavorare bene, e di mettere fiducia e speranza nel
vostro lavoro, per poterla anche trasmettere: ce
n tanto bisogno!
Alla Rai, e alle altre Reti e Associazioni qui
rappresentate, rivolgo lauspicio che, perseguendo con determinazione e costanza le loro
finalit, sappiano sempre porsi al servizio della
crescita umana, culturale e civile della societ.
Grazie.

Una scena degli Atti degli apostoli di Roberto Rossellini (1969)

Orgoglio e umilt
Lormai lunga storia della Rai Radiotelevisione italiana stata rievocata dal
cardinale Angelo Comastri, arciprete
della basilica di San Pietro, durante la
messa celebrata, nellaula Paolo VI, sabato mattina, 18 gennaio, prima dellincontro di Papa Francesco con i dipendenti dellazienda.
Il porporato ha invitato dirigenti e
dipendenti della Rai a riflettere sullorgoglio e sullumilt. E nella sua riflessione partito ricordando che anticamente il luogo su cui sorge laula Nervi
era la villa extra moenia dellimperatore
Nerone, per affermare che lorgoglio
una mala erba che produce tristezza
e sofferenza. Il cardinale ha poi parlato
dellimportanza della famiglia, che il
primo luogo in cui si impara larte di
vivere, si forma la struttura portante
della personalit dei figli, si apprende il
primo fondamentale patrimonio di valori che orienter tutta la vita futura.
E quella grande famiglia che la
Rai qui numerosa per stringersi vicino a lei ha poi detto la presidente Anna Maria Tarantola, accogliendo e salutando il Papa allinizio delludienza. La
presidente ha quindi presentato la realt e gli obiettivi della Rai, in un impegnativo e cruciale processo di cam-

A colloquio con il cardinale Vegli sulla centesima Giornata mondiale del migrante e del rifugiato

Per una cultura dellincontro e dellaccoglienza


di NICOLA GORI
Con la visita a Lampedusa e al
Centro Astalli di Roma, Papa Francesco ha avuto il merito di far includere gli emarginati nellagenda politica. Lo afferma il cardinale Antonio
Maria Vegli, presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per i
Migranti e gli Itineranti, in questa
intervista al nostro giornale, in occasione della centesima Giornata
mondiale del migrante e del rifugiato, che si celebra domenica 19 gennaio.
Per il vostro dicastero il 2013 stato
un anno importante con lelezione di
un Papa come Francesco, che ha
unattenzione privilegiata per i migranti. Cosa cambiato per voi?
Ogni Pontefice ha una propria
personalit e uno stile che lo caratterizza, pur restando nel solco tracciato dal magistero della Chiesa. Il
cambiamento di approccio di Papa
Francesco sotto gli occhi di tutti e
possiamo definirlo diretto, incentrato sulle persone ai margini della societ, al fine di focalizzare linteresse generale sulla loro condizione.
Nei suoi interventi, il Santo Padre
sottolinea il modo in cui il messaggio cristiano deve essere messo in
atto in tutto il mondo. Egli guarda
da una nuova prospettiva gli insegnamenti fondamentali di Ges Cristo e ci chiede di rivedere le nostre
priorit, ma anche di agire, apportando i necessari cambiamenti. In
questo inizio di pontificato, Papa
Francesco gi riuscito a riaccendere lattenzione su quanti sono dimenticati nella coscienza individuale
e nella politica in generale.
significativo che Papa Francesco abbia voluto dedicare la sua prima visita
fuori dal Vaticano a Lampedusa.
La visita ha rappresentato un segno forte di solidariet e ha dato visibilit a quanti sono costretti a fuggire. Limmediatezza della domanda
da lui posta: Dov tuo fratello?,
come pure il commento sulla globalizzazione dellindifferenza fanno appello alla coscienza di ciascuno. A questa definizione di globalizzazione dellindifferenza stata
data molta eco. Ed stata ripresa
da parte di politici e responsabili finanziari, per quanto riguarda le disuguaglianze economiche nel mon-

do. In questo modo gli emarginati


sono stati inclusi nellagenda politica. Maggiore attenzione stata rivolta anche ai flussi migratori misti:
migranti e rifugiati. Gli studi indicano ancora una volta che norme
pi severe in materia di immigrazione non sono una soluzione, in
quanto favoriscono solo i contrabbandieri di esseri umani. A loro si
rivolgono persone in situazioni disperate, che vengono convogliate in
viaggi pericolosi in mare o nel deserto, che terminano spesso in tragedia. Gli Stati esprimono la volont di evitare tutto questo, ma in
realt dovrebbero modificare le loro
politiche in materia di migrazione, e
proteggere innanzitutto la vita delle
persone e i loro diritti, prima ancora
delle frontiere, come stabilito nelle
convenzioni internazionali. Occorrerebbe potenziare i mezzi di soccorso
in mare, senza incriminare i marinai
che soccorrono i naufraghi, garantire laccesso a procedure di asilo
eque ed efficaci, e disporre maggiori
risorse per lo sviluppo umano.
Al Centro Astalli il Pontefice ha rinnovato linvito allaccoglienza e alla solidariet soprattutto alla comunit ecclesiale. In che modo la Chiesa si sentita interpellata da quellappello?
Il Santo Padre pi volte ha richiamato lattenzione sul dramma
dei rifugiati. Le sue parole, tuttavia,
dovrebbero essere interpretate in
modo pi ampio, in quanto nei suoi
appelli non si limita solo ad assicurare la disponibilit dei conventi.
Egli invita ciascuno di noi a riflettere sullaccoglienza e chiede anche
agli Stati di agire in modo positivo.
Come possiamo essere noi di aiuto
con i nostri averi? Come possiamo
rispondere meglio alle necessit intorno a noi? necessaria una risposta generosa in sintonia con la nostra identit cristiana. Limpatto del
Santo Padre sulle persone difficile
da misurare. Nel complesso i fedeli
rispondono con entusiasmo alle sue
parole e alle sue azioni. In diversi
Paesi stanno crescendo le iniziative
dei vescovi che si esprimono sempre
pi direttamente a favore di quanti
vivono ai margini della societ.
Il Papa nel messaggio per la Giornata
mondiale del migrante e del rifugiato
2014 ha rinnovato linvito a passare
da una cultura dello scarto a una
cultura dellincontro e dellaccoglien-

za. Qual la strada per realizzare


questo cambio di mentalit?
Una cultura dellaccoglienza e
dellincontro richiede fortemente
che il fenomeno della migrazione
sia visto da una prospettiva umana,
cio dal punto di vista della persona, con i suoi diritti e doveri. Non
si deve parlare dei migranti come di
pedine sullo scacchiere dellumanit, perch sono persone concrete
che abbandonano o sono costrette
ad abbandonare le loro case. In
questi termini si espresso Papa
Francesco nel suo messaggio per la
Giornata mondiale del migrante e
del rifugiato di questo anno, in cui
ricorre il centesimo anniversario
dellistituzione di tale Giornata.
Il Papa ha chiesto una cooperazione
internazionale e uno spirito di profonda solidariet e compassione. A chi
rivolto in particolare questo invito?

fughi che giungono dalla regione Medio orientale. Quali interventi specifici
sono stati promossi per rispondere a
questa urgenza?
Per
rispondere
allemergenza
umanitaria in Siria necessaria la
solidariet internazionale, con interventi che facciano leva sullaiuto finanziario, sullapertura dei nostri
confini e, soprattutto, sullapertura
dei nostri cuori. difatti in corso
una catastrofe umanitaria, con pi
di 2,2 milioni di siriani rifugiati in
Paesi confinanti, 6,6 milioni di sfollati allinterno del Paese e, soltanto
60.000 siriani ammessi in Europa.
Lasilo e il reinsediamento in Paesi
europei dovrebbero essere drasticamente ampliati o almeno si dovrebbe concedere una protezione tempo-

La cooperazione comporta una


collaborazione ai vari livelli, con
ladozione corale degli strumenti
normativi che tutelino e promuovano la persona umana. Essa esige la
creazione di un sistema normativo
che sia chiaro, coraggioso e lungimirante, e nel pieno rispetto della
dignit umana di ogni migrante. Il
mutuo aiuto internazionale pu tradursi nella formulazione di leggi ad
hoc mirate alla risoluzione dei problemi e non alla costruzione di muri, che provoca ulteriore divisione.
Le strutture che si occupano della prima accoglienza sono in grado di garantire un servizio rispettoso della dignit e dei diritti delle persone?
La qualit dei servizi di prima accoglienza varia da Paese a Paese. Le
condizioni dovrebbero essere umane
e dignitose, e il soggiorno dei richiedenti asilo dovrebbe essere il
pi breve possibile. Si dovrebbe,
anzi, evitare di lasciarli sopravvivere
in strutture come i campi, perch
crescere una famiglia in tali condizioni difficile e ha un enorme impatto sui diversi componenti familiari. Le relazioni sociali si indeboliscono e le persone perdono i valori.
Per questo, tali strutture sono da intendersi per le emergenze e non sono progettate per risiedervi in modo
permanente.
Lemergenza in Siria ha reso ancora
pi drammatica la situazione dei pro-

ranea. Anche la detenzione dei richiedenti asilo siriani deve essere interrotta e i siriani attualmente in
Europa non devono essere rimpatriati in Siria. I Paesi confinanti con
la Siria devono essere assistiti per
poter rispondere alle conseguenze
della loro generosa accoglienza dei
rifugiati. Ci significa non solo assistenza diretta ai rifugiati, ma anche
sostegno macro-economico da parte
di attori dello sviluppo.
Pu tracciare un bilancio del lavoro
svolto dal suo dicastero nellanno trascorso?
Tra le diverse attivit svolte nel
2013, particolare impegno ha richie-

sto la pubblicazione del nuovo documento Accogliere Cristo nei rifugiati e nelle persone forzatamente
sradicate
(www.pcmigrants.org),
che offre orientamenti pastorali aggiornati nel contesto della dolorosa
situazione delle persone coinvolte
nella migrazione forzata. Anche lassemblea plenaria del nostro Pontificio Consiglio stata unopportunit
per approfondire e divulgare tale
documento e la problematica in oggetto.
Un
ruolo
significativo
nellimpegno pastorale va attribuito
alle diverse giornate mondiali, come
la Giornata mondiale del migrante e
del rifugiato, la Domenica del mare,
la Giornata mondiale del turismo o
la Giornata mondiale del circo.
Quali progetti per il 2014?
Ci sono tanti progetti in cantiere.
Mi limito a segnalare alcuni eventi
che maggiormente segneranno il nostro lavoro. Intanto il VII Congresso
mondiale di Pastorale dei migranti,
in programma per novembre a Roma, sul tema Cooperazione e sviluppo nella pastorale delle migrazioni. Poi la riunione dei coordinatori incaricati delle nove regioni
mondiali dellApostolato del mare,
per tracciare lattivit pastorale a favore dei marittimi, dei pescatori e
delle loro famiglie. Infine un incontro dei promotori episcopali e dei
direttori nazionali della pastorale
degli zingari (Roma, giugno 2014),
per riflettere su come rendere pi
credibile ed efficace lopera evangelizzatrice della Chiesa tra gli zingari, e come organizzare il 50 anniversario della visita di Paolo VI
allaccampamento degli zingari a
Pomezia. Abbiamo poi avviato la
prima consultazione con le Conferenze episcopali per preparare un
documento di Orientamenti pastorali per la pastorale per gli studenti
internazionali. E per finire stanno
per essere pubblicati gli atti dellincontro di pastorale della strada per
il continente Africa e Madagascar
(Dar-es-Salaam, Tanzania, 2012) sulla pastorale della strada, per sottolineare lattenzione della Chiesa verso
i camionisti, la sicurezza stradale,
donne e ragazze di strada, bambini
di strada e persone senza fissa dimora. in programma anche una
consultazione con altre Conferenze
episcopali del mondo per un incontro mondiale di pastorale della strada.

biamento, come servizio pubblico e


punto di riferimento che rappresenta
tutti. E ha affermato limpegno, al di l
della ricerca dellaudience, di rilanciare la Rai come vero servizio pubblico,
fornendo informazioni corrette e variegate e programmi piacevoli, capaci di
divertire in modo sobrio ed equilibrato e soprattutto, ha concluso, perseguendo letica nella e della comunicazione.

Inizio della missione


del nunzio
apostolico a Samoa
Monsignor Martin Krebs, arcivescovo titolare di Taborenta, giunto il
24 settembre scorso allaeroporto internazionale di Faleolo, vicino ad
Apia, in provenienza da Auckland.
Il rappresentante pontificio stato
accolto dalla signorina Dorothy Ah
Ching e da William Nickel, funzionari del ministero degli Affari Esteri,
e dal cancelliere dellarcidiocesi di
Samoa-Apia, il reverendo Ioane Patita Ono.
Il 25 settembre, monsignor Krebs
stato accolto dalla signorina Faalavaau Perina Sila, vice capo del Protocollo, al ministero degli Affari
Esteri e del Commercio, e le ha
consegnato copia delle lettere credenziali.
Nella mattina del 26 settembre, il
rappresentante pontificio stato ricevuto davanti alla residenza del capo dello Stato, a Tuaefu, dal suo segretario privato, Logo Silao Lemana,
e dalla signora Tasha Sho, funzionaria del ministero degli Esteri. Sulla
terrazza della residenza, un gruppo
di ballerini in vestiti tradizionali ha
eseguito la tipica cerimonia samoana
di benvenuto, dopo la quale, il nunzio apostolico stato introdotto nella sala principale, dove la signora
Sho ha presentato monsignor Krebs
al re Tui Atua Tupua Tamasese Efi,
che lo aspettava con la sua consorte,
Filifilia Tamasese.
Nel discorso, il nunzio apostolico
ha messo laccento sui legami che intrattiene il popolo samoano con la
Chiesa cattolica e con Papa Francesco. Nella sua risposta, il sovrano ha
ringraziato la Chiesa cattolica per i
suoi inestimabili contributi allo sviluppo della Samoa e del suo popolo, attraverso strutture dedicate
alleducazione e alla solidariet. In
seguito, monsignor Krebs ha avuto
un lungo colloquio con il re e la regina.
Il 27 settembre, il rappresentante
pontificio si incontrato con larcivescovo, monsignor Alapati Mataeliga, e in seguito con il presidente del Consiglio delle Chiese di Samoa, Susuga Leaupepe Kasiano Leaupepe, diacono permanente cattolico, insieme con il suo segretario esecutivo, un pastore anglicano. Lincontro stato molto rispettoso e cordiale, ed servito per conoscere alcuni dettagli sul rapporto fra le varie
denominazioni cristiane e la Chiesa
cattolica a Samoa.
Lindomani, il nunzio apostolico
ha concelebrato con monsignor Mataeliga la messa di dedicazione della
nuova chiesa Divine Mercy Church
a Malololelei. Domenica 29 settembre, monsignor Krebs ha celebrato
lEucaristia nella grandissima sala
parrocchiale della cattedrale, essendo
la nuova cattedrale in costruzione e
la sua apertura programmata per il
prossimo 31 maggio. Dopo aver portato alla folla di fedeli i saluti e la
benedizione del Santo Padre, li ha
invitati a pregare per lui. Dopo un
pranzo con i parrocchiani della cattedrale, il rappresentante pontificio
stato accompagnato allaeroporto e
ha fatto rientro nella tarda serata alla
nunziatura di Wellington in Nuova
Zelanda.