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Premetto prima di addentrarmi in una critica del nuovo formalismo borghese in ca
mpo di scrittura e giornalismo, che effettivamente la critica che da pi parti mos
sa ai blogger e non solo a loro, ma a molte persone che scrivono su internet se
non addirittura nei giornali o riviste (quindi iscritti agli albi dei giornalist
i)ha una parte di verit e va certamente accolta. Innanzi tutto perch molto di ci ch
e scritto e diffuso su facebook, o nei vari post completamente incomprensibile,
e fa un utilizzo degenerato dell ortografia. Tema che andrebbe affrontato anche a
proposito del fenomeno in crescita dell analfabetismo di ritorno,cio della volont di
trasmettere in brevi messaggi succinti temi e concetti che andrebbero invece af
frontati con pi calma,dedizione e con articoli pi lunghi. Il fenomeno di comunicaz
ione attraverso sms e poi post su facebook ha certamente creato una disarmonia n
ello stile di scrittura e trasmissione del pensiero scritto,oltre che addirittur
a del pensiero verbale.Come allo stesso tempo oltre al fenomeno dell analfabetismo
di ritorno e della non capacit di scrivere e capire i propri errori di scrittura
e sintassi,c al fianco anche il problema storico dell analfabetismo vero e proprio,
o della mancata educazione alla scrittura che include anche persone che hanno av
uto accesso recentemente alle tecnologie di comunicazione grazie allo sviluppo d
ella stessa tecnologia a livello globale,ma hanno un retroterra di comunicazione
del pensiero che pre- letterario in alcuni casi solo dialettale.E un fenomeno non
solo diffuso in Italia e legato ai dialetti ancora in forte uso nelle regioni,co
me vuole far credere una certa vulgata di intellettuali borghesi,ma un fenomeno
che comprende anche nazioni del resto del mondo siano esse sviluppate pi o meno d
i altre.E la stessa vulgata che da tempo critica in modo acceso le nuove tecnolog
ie partendo dagli sms a facebook,in nome di un idea ancora classista di educazio
ne e trasmissione della comunicazione,che tende a voler sminuire il progresso e
la possibilit per ampie masse di persone di utilizzare canali alternativi di comu
nicazione e esprimere in modo pi libero il proprio pensiero oltre che a comunicar
e.Insomma canali di trasmissione e diffusione del pensiero,che non vengono accet
tati e benvoluti al massimo da certe classi intellettuali,siano esse formate da
insegnanti o da intellettuali organici a partiti,o giornalisti di quotidiani naz
ionali. Non sono benvoluti questi canali e queste nuove tecnologie perch di sicur
o spodestano molta di quella intellighenzia abituata a farsi elogiare che onnipr
esente qui in Italia,Paese che passa troppo rapidamente dalle super-semplificazi
oni all iper regolamentazione e alla complessit.Insomma una vera e propria casta, c
he radicata non solo nella intellighenzia della sinistra al caviale ,ma anche in mo
vimenti anti-modernisti e neo-luddisti,(si passa dalla critica alla Tav per arri
vare alla critica del social network fino ad arrivare a affermare che gli Italia
ni sono tutti ignoranti perch non sanno scrivere e sono influenzati dalla tv e co
si via,facendo di tutta l erba un fascio)fino ai liberali di stampo governativo e
neo-fascista che non riescono a tollerare che la popolazione si informi tramite
canali (certamente non sempre credibili e con vera sostanza)ma alternativi ai ca
nali fossilizzati dei grandi quotidiani o mass media che imperavano almeno fino
ad un decennio fa,prima della diffusione capillare di internet(Rai,corriere dell
a sera, ecc).Ma la critica anti-modernista quella che riesce a convogliare pi per
sone della cosiddetta intellighenzia,magari la stessa intellighenzia che ha pros
pettato nel 68 la ascesa dei movimenti di contestazione, quando si poteva scrive
re qualsiasi rivista-opuscolo da diffondere senza porre molta attenzione alla gr
ammatica,a quei tempi anche la parola doveva essere libera. Adesso questa sinist
ra anti-modernista,anti-marxista e da salotto intellettuale,vanta una critica qu
anto mai feroce ai nuovi social media,e ai forum o blog che pullulano su interne
t,magari ponendo come centro della critica la sempre meno considerazione degli s
tudenti verso la scuola tradizionale (tra le altre cose istituzione borghese),e
contro la trasmissione del sapere da parte degli Insegnanti,che vengono fatti pa
ssare come il capro espiatorio dell intero assetto tecno-modernista.
Ma se volessimo addentrarci in una critica di questa vulgata,dovremmo per forza
farlo in nome del progresso tecnico e moderno,anche dei rapporti di comunicazion

e,volendo non di certo aggiungere critica negativa alla critica da parte della v
ulgata dei contenuti spesso distorti e di poco spessore di molti blog che pullul
ano su internet.Ma bensi chiedendoci se giusto e chiedendo alla stessa vulgata u
na risposta adeguata al quesito,che la lingua non si adatti alla modernit,mentre
infatti il mondo va sempre pi veloce e un treno impiega un ora ad arrivare a dest
inazione invece che due ore,stesso processo non dovrebbe avvenire anche nella li
ngua?Non semplicemente attraverso una maggiore sintesi,che ormai regna sovrana d
appertutto facendo mancare linfa vitale al dibattito politico,sociale,e scientif
ico(perch la troppa sintesi riuscita a impedire alle persone di trasmettere attra
verso la scrittura idee pi complesse)ma bensi attraverso una ridefinizione globale
della lingua Italiana e delle lingue nazionali siano esse europee maggiormente
toccate dalla globalizzazione,o di paesi emergenti?Insomma voglio dire che nulla
rimane stabile,tanto meno la scrittura,di una lingua come quella Italiana che a
ncora troppo ancorata al passato,troppo complessa a livello ortografico anche ri
spetto ad un altra storica lingua europea adesso sistema di linguaggio internazion
ale cio la lingua inglese.Alcuni linguisti dicono che le lingue passeranno come s
ono passate anche altre cose nella storia del mondo,attraverso una loro ri-defin
izione nell arco dei prossimi anni,e questo processo inevitabile come sono inevita
bili i social network e la tecnologia di comunicazione sia essa alternativa o no
.La lingua Italiana poi ha un grado di complessit che poco si adatta al sistema d
i comunicazione globale,fondato sulla lingua inglese.Nulla rimane stabile nella
storia delle societ umane,e quindi veramente a-storico che certe elite culturali
del Paese si chiudano in un nuovo auto-referenzialismo,contro il popolo dei blog
,che certo ha molto da imparare dai Professori e dai Cultori della scrittura e d
ella lingua,ma che molte volte preferisce alla forma,o alla estetica la possibil
it data per la prima volta nella Storia di riuscire a far passare dei messaggi ad
ampie fasce della popolazione,(a volte purtroppo molto discutibili).In molti ca
si la vita precaria e manca il tempo,e si usano i blog per fare delle battaglie
sociali e politiche dimenticate e censurate dai sistemi mediali tradizionali.Anc
he in questo caso sarebbe meglio semmai apprezzare il fatto che classi che un te
mpo non trasmettevano il proprio pensiero,come le classi pi basse della societ ade
sso possono farlo,e sarebbe opportuno capire anche il disagio e la precariet esis
tenziale di molte persone che fanno questo.E attuale anche in questo discorso la
frase che diceva Karl Marx, dove passa la borghesia con la sua tecnologia,essa dis
trugge i valori tradizionali,e riporta gli esseri umani ai loro rapporti pi mater
ialistici ,e pare che il passaggio della borghesia stia portando via anche ampie f
ette di grammatica Italiana consolidata nelle forme di trasmissione del sapere d
elle classi ricche e intellettuali.
EDOARDO BUSO