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Pontedera

IL TIRRENO SABATO 27 SETTEMBRE 2014

Pontedera
ViaLotti,3
Telefono 0587/52400
Fax 0587/52733

XIV

Numeroverde 800010409
Ag.fotografica FrancoSilvi
email pontedera@iltirreno.it

Desii racconta col Vangelo il suo addio


LABBANDONO DEL SACERDOZIO I MOTIVI

Un brano tratto da Luca per spiegare il suo stato danimo: Talvolta in chiesa si vive in assenza di un Cristo
Nessuna reazione
dallArcivescovado
un silenzio sacrale

Momenti dellesperienza di don Claudio Desii nel Duomo a Pontedera: con un gruppo di fedeli, con il collega Stefano Serafini, con il vescovo Plotti e i cartelli contro l suo trasferimento

PONTEDERA

Ai fedeli, agli amici, a chi lo conosce, ha voluto dirlo di persona. Con una lunga lettera nella
quale ha raccontato - attraverso il Vangelo - il suo stato danimo. Al vescovo, invece, ha comunicato la decisione di lasciare il sacerdozio con poche righe, scritte in maniera burocratica. Secca, essenziale. Senza
neppure la motivazione. Claudio Desii, questo. Don Claudio, come continueranno a
chiamarlo in tanti, tra quelli
che lo hanno conosciuto, soprattutto nella sua esperienza
di parroco al Duomo di Pontedera, fatto cos. Lascio lo stato clericale in modo definitivo, ha spiegato ai suoi fedeli.
Lo ha fatto con una parola del
Vangelo a me cara e che porto

IL SUO
CARATTERE

Quanti sbagli
Mi si diceva
che ero un megalomane,
un fissato che si credeva
meglio degli altri
E venivo offeso e ripudiato
nel cuore anche in questo momento delicato della mia vita.
Un brano di Luca,Lannuncio, che dice : In quel tempo, i
farisei e i loro scribi dissero a
Ges: I discepoli di Giovanni
digiunano spesso e fanno preghiere, cos pure i discepoli dei
farisei; i tuoi invece mangiano
e bevono!.
Ges rispose loro: Potete

forse far digiunare gli invitati a


nozze quando lo sposo con loro? Ma verranno giorni quando
lo sposo sar loro tolto: allora
in quei giorni digiuneranno.
Credo di sentire questa
mancanza scrive Desii in
chiesa si vive in assenza, talvolta, di un Cristo che ci strappato, proprio come si strappa un
pezzo di stoffa da un vestito
nuovo per cucirlo su una stoffa
vecchia, di un vestito vecchio.
Si crea un grande strappo. Si
sciupa il nuovo che non si pu
adattare al vecchio. Questo
penso di aver vissuto. Si riferisce alloperato del parroco.
Ho talvolta strappato il vestito
nuovo, quello che credevo e la
novit di vita che rappresentava, per calarlo in situazioni pastorali e civili logarate e vecchie, magari per piacere a tutti.

LA SCELTA
FATTA

Sono convinto
che bisogna essere
disposti a pagare
per custodire le novit
senza calarle in situazioni
pastorali e civili logore
Quanti sbagli. Ho cercato di recuperare, non strappando pi
il vestito nuovo: allora venivo
offeso e ripudiato. Quando si
diceva che ero megalomane,
mi si giudicava come se fossi
un fissato che si credeva meglio
degli altri. stata dura. Ma ora
ho la convinzione che bisogna
essere disposti a pagare per custodire il vino nuovo e per non

strappare il vestito nuovo, per


rattoppare il vecchio. Don
Claudio Desii, era stato in Duomo a Pontedera fino al febbraio
del 2007. Poi il vescovo - allora
era Plotti - lo trasfer a Pisa. I fedeli protestarono: affissero cartelli in Duomo, in sua difesa e
contestarono Plotti in occasione di una messa che venne a celebrare a Pontedera. Di recente
era stato a Roma nel ruolo di
formatore della Caritas. La svolta - ha sottolineato ancora Desii - stata presa dopo una lunga riflessione e per questo arrivata senza rimpianti: Sono stato me stesso conclude con i
miei pregi e difetti, ma sempre
attratto da un sogno: comunicare e condividere la fede nel
Vangelo di Ges con fatti e parole.
Emilio Chiorazzo

Un silenzio sacrale la
risposta dellArcivescovado
sulla vicenda di don Claudio
Desii e la sua scelta di
abbandonare labito talare.
Dalla segreteria di monsignor
Binotto (in foto) fanno sapere
che al momento nessuna
dichiarazione verr rilasciata
e che, dati i molti impegni
pastorali, anche un incontro di
persona da escludere.
Nessun commento alla
missiva con cui lex parroco di
Pontedera, comunicava di
lasciare lo stato clericale. Una
decisione, secondo le parole
dello stesso ex prete, non
dovuta a motivi di fede ma a
una condizione ecclesiastica
diventata insopportabile e
lesiva del mio ministero e
della mia dignit personale.
A Pisa dal 2007, e in citt
intende rimanere, Claudio
Desii continuer a seguire i
precetti di carit cristiana con
la sua associazione, il Centro
di solidariet che ha sede in
via Garibaldi: Continuer a
lavorare nei miei progetti di
solidariet ha dichiarato
Desii per incentivare la
raccolta di fondi da destinare
a chi chiede ospitalit ed ha
bisogno di un tetto, dalla
parte degli ultimi. Nei
prossimi mesi lassociazione
diventer una Fondazione.

Centro Medico La Meridiana

S.r.l.

Specialista in Radiologia e Terapia Fisica