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Il presidente del Coni Malagò esalta l ’ idea di portare il tiro con l ’

Il presidente del Coni Malagò esalta lidea di portare il tiro con larco olimpico in Piazza San Pietro. Cosa non si fa per co m p i a ce re il Renzi a cinque cerchi

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Il presidente del Coni Malagò esalta l ’ idea di portare il tiro con l ’

Venerdì 19 dicembre 2 01 4 Anno 6 n° 349

Redazione: via Valadier n° 42 00193 Roma tel. +39 06 32818.1 fax +39 06 32818.230

Il presidente del Coni Malagò esalta l ’ idea di portare il tiro con l ’
Il presidente del Coni Malagò esalta l ’ idea di portare il tiro con l ’

e 1,40 Arretrati: e 2 ,0 0

Spedizione abb. postale D.L. 353/03 (conv.in L. 27/02/2004 n. 46) Art. 1 comma 1 Roma Aut. 114/2009

RE GIORGIO: ME NE VADO

LASCIA LITALIA NEI CASINI

Il presidente del Coni Malagò esalta l ’ idea di portare il tiro con l ’

Dopo settimane di melina, Napolitano rompe gli indugi: Le mie dimissioni sono imminenti. La data è prevista dopo il 13 gennaio, con la chiusura del semestre europeo a guida Renzi. Venti mesi dopo la sua rielezione, politica e istituzioni nel caos. Traballano Italicum e riforma del Senato. E lelezione del successore è a rischio Vietnam

C

I N Q U E ST E L L E

 
 

Grillo attacca:

Non si dimetta, si costituisca

Il leader M5S: S e r ve un presidente fuori dalla politica. E in uni n te r v i s t a scarica Prodi: Non lo

Il leader M5S: “ S e r ve un presidente fuori dalla politica ” . E

vo t i a m o

De Carolis » pag. 3

Caporale, dEsposito, Marra e Nicoli » pag. 2 - 3

VIVA FIDEL Pace Cuba-Stati Uniti: adesso anche L ’ Av a n a festeggia Barack Obama
VIVA FIDEL Pace Cuba-Stati Uniti: adesso anche L ’ Av a n a festeggia Barack Obama

VIVA FIDEL

Pace Cuba-Stati Uniti:

adesso anche LAv a n a festeggia Barack Obama

Amurri, Chierici, Ciconte e Corlazzoli » pag 6 -7

Sul quotidiano del regime il discorso del presidente Usa. I problemi di Castro nel guidare il cambiamento

  • » CSM » Gli esclusi Lari e Lo Forte si rivolgono al Tar

Palermo, pm furiosi Ricorsi contro Lo Voi

ADDIO LISI
ADDIO LISI
Il presidente del Coni Malagò esalta l ’ idea di portare il tiro con l ’

Virna Lisi La Pre ss e

Virna, bellezza as soluta e controcorrente

È morta a 78 anni la diva che visse tante volte:

Carosello, Cannes, il no a Hollywood, il ritorno

nelle fiction

Delbecchi, Liuzzi e Pagani » pag. 4 - 5

Secondo i due magistrati, la scelta del nuovo procuratore è viziata da una palese violazione delle regole:

il giudice di Eurojust non ha mai ricoperto incarichi direttivi e da 17 anni non gestisce ruoli investigativi. In Procura rabbia e allarme per la n o r m a l i zza z i o n e :

qualcuno pensa persino a un documento di protesta

Mascali, Pipitone eRizza » pag. 10

I KILLER NERI
I KILLER NERI
Il presidente del Coni Malagò esalta l ’ idea di portare il tiro con l ’

Uccisero il cassiere di Mokbel: quegli incroci pericolosi con Mafia Capitale

Lillo e Pacelli » pag. 8

THE INTERVIEW
THE INTERVIEW
Il presidente del Coni Malagò esalta l ’ idea di portare il tiro con l ’

La Corea del Nord vince: Sony ritira il film sequestrato dagli hacker

Pontiggia » pag. 18

Udi Daniela Ranieri

I DUE MARÒ E LA FAVOLETTA DI NATALE » pag. 22 LA CATTIVERIA
I DUE MARÒ
E LA FAVOLETTA
DI NATALE
»
pag. 22
LA CATTIVERIA

Procura di Palermo, hanno scelto Lo Voi. Il tu solo per i confidenti

  • » w w w.fo r u n . s p i n oza . i t

Fuoco, fuochino ...

di Marco Travaglio

È imminente la conclusione del mio man-

dato ....

Ma va? È quasi un peccato che se

ne vada, Re Giorgio II di Borbone: proprio sui titoli di coda, sta cominciando a diventare sim- patico. Mentre il solito esercito di aruspici, indo- vini, esegeti, giorgiologi e aspiranti eredi al trono consulta i fondi di caffè, le viscere animali, le con- giunzioni astrali, la curvatura della schiena e le virgole di ogni monito per azzeccare la data esatta dellabdicazione, lui continua imperterrito a non farvi il minimo cenno. È imminente, ancora un podi pazienza, ci siamo quasi, fuoco, fuocherello,

fuochino ...

Li sta facendo impazzire. Qualcuno

ormai teme che, per pura tigna, si faccia imbal- samare e resti lì altri cinque anni. In realtà si di- verte un mondo, anche alle spalle dei corazzieri più servili: siccome gliele han sempre fatte passare tutte lisce, esaltando come saggio e doveroso ogni suo abuso di potere, lui di abusi ne fa cinque o sei al giorno. Come a dire, con Totò: Chissà questi stupidi dove vogliono arrivare!. Quelli, figuria- moci, arriverebbero a giustificargli una rapina in banca: infatti si producono in imbarazzanti tripli salti mortali carpiati con avvitamento per dire che è tutto normale, anzi è troppo poco, ancora an- cora, dai dai. Mercoledì ha fatto nominare dal Csm, in sua assenza, il procuratore di Palermo che voleva lui contro tutte le regole del Csm stesso. E nessuno ha fatto un p l i ss è . Così come martedì, quando il monarca, nel saluto natalizio alle alte, medie e basse cariche dello Stato, ha impartito di- sposizioni allintero orbe terracqueo: nessuna delle quali era consentita dai suoi poteri costitu- zionali. Ricapitolando. Il premier non deve evo- care le elezioni con discussioni ipoteticheche creano instabilità(e andrebbero possibilmente abolite). Le minoranze interne ai suoi partiti pre- feriti, Pd e Forza Italia, devono evitare ogni mi- nimo accenno a venti di scissione, onde sven- tare lo spettro dellinstabilitàforiero di danni gravinon si sa bene a chi. Le opposizioni non si oppongano con fastidiosi emendamenti (lui li chiama spregiudicate tatti- che emendative) alle leggi imposte dal governo e si uniscano come un sol uomo alla maggioranza per procedere con coerenza e senza battute dar - resto sulla strada delle riforme: non perché gli italiani ne traggano beneficio, anzi (il 2014 non si chiude bene per leconomia), ma perché i nostri amici in Europa e nel mondo si attendono pre- cisamente questoe non dobbiamo deluderli(in Lituania, in Groenlandia e nellIsola di Pasqua, per dire, non si parla daltro). I giuristi critici sul nuovo Parlamento dei nominati stiano zitti, per- ché lui ne conosce un paio favorevoli (perlopiù defunti): se, per Johnny Stecchino, il problema di Palermo era il traffico, per lui il problema dellIta - lia è il bicameralismo paritario, l’“inutile dop- pioneCamera-Senato che infatti resterà intatto, solo senza elezioni (nelle fabbriche che chiudono e nelle famiglie senza soldi, non si parla daltro). I sindacati e i lavoratori, poi, devono astenersi dal protestare contro la riforma del lavoroche è un risultato molto importante. Chi lha detto, oltre a Squinzi? Lui che, in Parlamento dal 1953, non ha mai lavorato in vita sua. Discorso incisivo, si congratula Laura Boldrini, entusiasta per il nuovo ruolo di timbro umano. Stefano Folli, su Re p u b b l i ca , traduce: Istruzioni per il successore. Titolo azzeccatissimo: Sua Maestà vuole scegliersi lerede al trono, che pur- troppo non sa ancora chi sarà (ah i guasti dei re- gimi repubblicani!). Intanto gli lascia le consegne sul tavolo, come la padrona di casa alla colf. In

preda allhorror vacui, ha tutta laria di dirci, sgo-

mento: Che farò senza di me?. Tranquilli, lui

sarà sempre con noi, come il Papa Emerito. Solo che, a differenza di Ratzinger, seguiterà a moni- tare sciarade, rebus, oracoli sibillini e consigli utili a chi, orbo di tanto Faro, restasse al buio dinanzi ai grandi dilemmi esistenziali. Limone o pistacchio? Boxer o slip? Riscaldamento autonomo o centra- lizzato? Bagno o doccia? Cravatta o papillon? Chiamate il numero verde del call center Pron-

toNapo, vi risponderà una voce amica.

2 VENERDÌ 19 DICEMBRE 2014 LA PARTITA il Fatto Quotidiano F orza Italia senza soldi: ripensare
  • 2 VENERDÌ 19 DICEMBRE 2014

2 VENERDÌ 19 DICEMBRE 2014 LA PARTITA il Fatto Quotidiano F orza Italia senza soldi: ripensare

LA PARTITA

il Fatto Quotidiano

Forza Italia senza soldi: ripensare i rimborsi ai partiti

CO N T RO R D I N E : il finanziamento pubblico ai partiti è necessario. Ne va della democrazia. A dare il La al dibattito è Mariarosaria Rossi, sena- trice e tesoriere di Forza Italia. Che ha lanciato un a p p e l l oa Silvio Berlusconi perché Fi si faccia promotrice di un confronto seriocon le altre for- ze politiche per reintrodurre una qualche forma di f i n a n z i a m e n to. Idea che ha stimolato l'intervento

della presidente della Camera Laura Boldrini. Ri- sultato: una sostanziale apertura. Serve una seria riflessione così come bisogna riflettere su come regolamentare le lobby. Non sono soddisfatta, an- zi ho una grande preoccupazione per la situazione attuale, ha detto Boldrini. Abbiamo deciso - spiega di abbandonare il finanziamento pubblico che non era difendibile, ma ora siamo senza. Sia-

mo davvero sicuri che il privato finanzi la politica perché ha amore della cosa pubblica? Non saran- no alla fine tutti a presentare il conto?. Secondo Rossi poi ci sarebbe un altro rischio oltre alle casse vuote dei partiti: il sistema attuale, se sommato al meccanismo elettorale delle preferenze, potreb- be infatti facilitare sistemi di corruzione o quan- tomeno sistemi che non sono tollerabili.

2 VENERDÌ 19 DICEMBRE 2014 LA PARTITA il Fatto Quotidiano F orza Italia senza soldi: ripensare

PIETRO GRASSO PRESIDENTE DEL SENATO Se la situazione degenera, e le condizioni ci sono tutte per ri- vivere le giornate dei 1 01 , il presidente del Senato sarà pronto ad avanzare.

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RENZO PIANO

ARCHITETTO E SENATORE

Una figura dal curriculum inter- nazionale e fuori dai giochi del Palazzo. È lidea di Grillo per il Quirinale. Forse larchitetto, se- natore a vita, ha qualche chance.

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PAOLA SEVERINO

EX GUARDASIGILLI

Appoggiata dallala lettiana di Forza Italia con buoni agganci Oltretevere, ieri è stata boccia- ta dal forzista Giovanni Toti. Quindi mezza bocciatura.

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ROMANO PRODI

EX PREMIER

La visita a Putin non è piaciuta

in patria. Ieri anche Beppe Grillo ha chiarito che il candi- dato M5S non sarà un politi- c o, togliendogli possibilità.

MIE DIMISSIONI IMMINENTILANNUNCIO DEL RE È ARRIVATO

NAPOLITANO CHIARISCE CHE NON RESTERÀ A LUNGO AL QUIRINALE. SUL GIORNO DEL CONGEDO SI IPOTIZZA IL 14 GENNAIO. GIÀ PRONTO LO STUDIO DA SENATORE

  • di Fabrizio dE s p o s i to

P er la prima volta nel

corso del suo breve

mandato a tempo al

Colle, Giorgio Na-

politano fa un esplicito riferi-

mento, senza allusioni o sot- tintesi, alle sue prossime di- missioni di gennaio, per motivi

  • di età (novantanni nel giugno

del 2015) e anche di salute. Il capo dello Stato da antico e pi- gnolissimo comunista abitua- to a pesare le parole e le virgole colloca la fatidica frase come incipit del suo discorso per gli auguri del Corpo diplomatico, al Quirinale, nella tarda mat- tinata di ieri.

Il periodo travagliatoche attende il Paese

Napolitano è seduto e legge. Al suo fianco, a sinistra per chi guarda, cè Paolo Gentiloni, ti- tolare della Farnesina. A destra, invece, Pier Ferdinando Casi- ni, presidente della commis- sione Esteri di Palazzo Mada- ma, è bianco e immobile come un busto di gesso. Re Giorgio saluta i presenti e inizia: La prossima fine di questo anno 2014 e limminente conclusio- ne del mio mandato presiden- ziale inevitabilmente ci porta- no a svolgere alcune considera- zioni sul periodo complesso e travagliato che stanno attraver- sando lItalia, lEuropa e il mondo. Limminente conclu- sione, alla stregua dellApoca- lisse del Sistema. La fissità dello sguardo di Gentiloni non oscil-

la, forse non ha colto. Al con- trario la sfinge democristiana

  • di Casini stringe gli occhi, co-

me uno che ha perso dimprov- viso lorientamento e si smar- risce. Poi realizza e a quel punto sembra Massimo Troisi in Non

  • ci resta che piangerequando pas-

sa il terribile Savonarola. Ri- cordati che mi devo dimette- re. Risposta: Adesso me lo se- gno. Il capo dello Stato spiega a modo suo il 2014 italiani agli ambasciatori di tutto il mondo e fa un altro regalo natalizio al

governo Renzi: Unopera dif- ficile e non priva di incognite, quella avviata e portata avanti dal presidente del Consiglio e dal governo. Ma vi potevano essere delle alternative per chi, come noi, crede nelle potenzia- lità di questo paese?

Niente semestre bianco

Resta con tutti i poteri

Ancora una volta il capo dello Stato sviluppa il dogma della sua infallibilità politica, che non è proprio la forma della moral suasion prevista dalla Co- stituzione materiale, e lo fa in un contesto completamente nuovo per la dottrina giuridica:

mancano trenta giorni alle sue dimissioni e per lui non esiste alcun semestre bianco, come previsto per i presidenti alla fi- ne del loro settennato. Napoli- tano invece sarà nei pieni pote- ri fino allultimo e ieri, per la cronaca, ha letto il quarto di- scorso nel giro di una settima-

na. Instancabile, nonostante tutto. L’“imminente conclu- sionenel giro di pochissime ore ha scatenato una sorta di gioco del lotto nei palazzi ro- mani della politica. Tutti alla ri- cerca della data giusta. Numeri, numeri, numeri. Una baraon- da che non ha impressionato il Quirinale, dove si racconta che il discorso di ieri non cambia di una virgola i programmi, non capiamo tutto questo stu- pore. Il problema è saperli,

 
 

PREVISIONI

Per il forzista Toti attenderà li n co n t ro Renzi-Merkel del 23, per altri addirittura il tentativo greco (il 29)

di eleggere un presidente

di eleggere un presidente

questi programmi. A Monteci- torio, Lorenzo Guerini, vicese- gretario del Pd, confida che il giorno giusto potrebbe essere il 15 gennaio. Così ci ha fatto sa- pere. Giovanni Toti, rotondo e supponente scienziato del cerchio magico berlusconiano, pronostica unaltra data: il 23 gennaio. Questo perché il pre- sidente della Repubblica po- trebbe aspettare lincontro tra Renzi e la cancelliera teutonica Merkel previsto quel giorno.

Ipotesi e strategie

Cosa fare adesso?

Altri, infine, sostengono che forse il capo dello Stato atten- derà, il 29 gennaio, lesito della decisiva votazione del Parla- mento di Atene per il nuovo ca- po dello Stato greco. Uno sce- nario profetico per il nostro Paese: perché in caso di voto negativo si andrebbe alle ele- zioni politiche. In questo lasso

di tempo, i renziani sperano

pure di portare lItalicum alla firma di Napolitano. Incuranti che il probabile Vietnam sulla legge elettorale sarà la prova ge- nerale dei franchi tiratori per gli scrutini quirinalizi. Lunica certezza, allora, si ricava dal di- scorso del 16 dicembre alle alte cariche dello Stato. Il presiden- te aspetterà il 13 gennaio per la fine del semestre europeo a gui- da italiana. Prima ancora, nel discorso di fine anno, quasi si- curamente spiegherà agli ita- liani perché ha deciso di dimet- tersi. Una volta decisa la data vergherà poche righe per infor- mare i presidenti del Parla- mento, Pietro Grasso (Senato) e Laura Boldrini (Camera), e il premier. A Grasso, poi, tocche- rà il ruolo di supplente, alla Bol- drini convocare entro 15 giorni i grandi elettori a Montecito- rio. Napolitano tornerà a fare il senatore a vita, nello studio di Palazzo Giustiniani occupato prima di essere eletto al Quiri-

nale nel 2006. La coabitazione con il successore non sarà sul modello dei due papi. Napoli- tano continuerà a fare politica e qualora il nuovo capo dello Sta- to non rientrasse nello schema e nel profilo che lui spera, la sua voce potrebbe sentirsi spesso.

LA SUCCESSIONE

di Wanda Marra

lamento che si trova

semplicemente a doverlo ratificare, senza poter scegliere davvero, non è dele-

gittimato? E dalla l- to? Noi possiamo discutere, decidere. Ci dovranno spiega- re perché ci propon- gono una persona, invece di unaltra. Io, per esempio, so-

gittimato? E dall ’ a l- to? “ Noi possiamo discutere, decidere. Ci dovranno spiega- re

Idea primarie? Il Pd dice no

no uscito dallAula quando si è vo- tato il jobs act. Timori e minacce, segnali e richieste, si moltiplicano di giorno in giorno in

vista dellelezione del successore di Napolitano. I gazebo, però, non sembrano unopzione possibile pra- ticamente per nessuno dentro al Pd. Ma come, il partito che ha fatto delle primarie un vanto,

guidato da un segre-

tario-premier che

lha scalato a colpi di consultazioni tra gli elettori? La platea prevista per li n q u i- lino del Colle è di- versa, spiegano un potutti: dare anche solo un potere con- sultivo ai cittadini, sarebbe un modo

per arrivare diritti

diritti alla repubblica presidenziale. Non ci servono altre derive popu- liste, sintetizza Stefano Fassina. Primarie? Assolutamente no, va diritta la Giovane Turca, Giuditta Pi- ni. Ci prenderemo le nostre respon- sabilità, spiega Andrea Giorgis, mi- noranza dem, uomo da mediazioni in punta di diritto in Commissione Affari Costituzionali di Montecito- rio.

I PRODIANI , quelli che sarebbero naturalmente più attratti dai gazebo, evitano persino di evocarli: non vo- gliono sentirsi dire che lo fanno per portare avanti il Professore. Anzi, ri- cordano quello che successe lultima volta. Quando si era pensato a una sorta di consultazioni (notturne) tra i democratici chiamati a votare per il Quirinale, per scegliere tra Prodi e DAlema, dopo la bocciatura di Ma-

rini. Alla fine, non se ne fece nulla,

lassemblea convocata praticamente allalba scelse per acclamazione il Prof e i 101 lo affossarono nel segreto dellurna. Le primarie tra i grandi elettori dem, però, tornano, come idea. Per dirla con il bersaniano Alfredo DAttorre:

Dovrà essere Renzi a proporci un metodo. Certo, quelle tra noi potreb- bero essere unopzione. Il segreta- rio-premier ha già fatto sapere che convocherà unAssemblea preventi- va. Sarà risolutiva? Matteo decide lui. Il nome forse già ce lha, anche se non lo dice a nessuno, o magari lo sta cercando. Tipo coniglio dal cappel- lo, scherzano (e neanche tanto) i renziani. Conoscendolo, le vere in- tenzioni del Capo, al netto di accordi obbligati, sarebbero queste. Altro che consultazioni allargate. Certo, laz - zardo è alto. Ma niente paura: Il Par- lamento ha imparato la lezione del 2013. Matteo dixit.

E leggere il presidente della Re- pubblica con le primarie? Non

esiste. Vogliamo cambiare la Costi- tuzione? Se vogliamo delegittimare il Parlamento, questo è il modo. Carlo Galli, storico, deputato Pd, non ha dubbi. Ma in fondo, un Capo dello Stato deciso da tre o quattro persone, e proposto a un Par-

 

CAMBIA VERSO

Per il premier il Parlamento ha imparato la lezione del 2013, al massimo si convocheranno

i grandi elettori del partito

il Fatto Quotidiano
il Fatto Quotidiano
il Fatto Quotidiano LA PARTITA VENERDÌ 19 DICEMBRE 2 01 4 3 NIENTE SOLDI AI DEM

LA PARTITA

VENERDÌ 19 DICEMBRE 2 01 4

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il Fatto Quotidiano LA PARTITA VENERDÌ 19 DICEMBRE 2 01 4 3 NIENTE SOLDI AI DEM

NIENTE SOLDI AI DEM EMILIANI

RICHETTI DEFERITO AI GARANTI

Matteo Richetti, deputato modenese e renzia- no della prima ora, già candidato (poi ritira- tosi) delle primarie emiliane è stato deferito dal tesoriere del Partito democratico di Mode- na al collegio dei garanti perché non in regola con i versamenti al partito. Un provvedimento

adottato anche alla luce delle modifiche ap- portate allo statuto del Pd nellassemblea di domenica scorsa che prevedono che i parla- mentari che non siano in regola con la con- tribuzione alla federazione di appartenenza del partito siano tolti dallanagrafica degli iscritti. Linteressato, dicendosi in regola, ha replicato in un twe e t : Ho versato 10 mila euro

al Pd nazionale solo negli ultimi tre mesi. Ma quanti Pd esistono? #siversaunavoltasola. Ma il Pd locale ha ribadito che i parlamentari modenesi dem versano, mensilmente, una quota di 1.500 euro al partito nazionale e di 2.500 nelle casse di quello locale. Dunque, Ri- chetti si deve mettere in regola. Minaccia ven- tilata, lincandidabilità.

Il saluto di Grillo: Altro che addio, si costituisca

IN UN INCONTRO CON LA STAMPA ESTERA, IL FONDATORE DEL M5S, CHE SCARICA PRODI, ATTACCA IL CAPO DELLO STATO: NON CI HA FATTO ANDARE AL GOVERNO

  • di Luca De Carolis

AUGURI

N ap o l i t an o

ha parlato in occasione degli auguri da parte del Corpo diplomatico Ansa

QUIRINAL PARTY

Accordo Lotti-Verdini:

nome scelto dal suffisso

QUIRINAL PARTY Accordo Lotti-Verdini: nome scelto dal suffisso di Antonello Caporale LA VERA NOVITÀ è che

di Antonello Caporale

LA VERA NOVITÀ è che si è raggiunto un primo accordo sul metodo: i candidati alla successione, numero- si come le renne di Natale, saranno distinti, nelle pratiche del Nazareno, per suffissi. In modo che ciascuno possa orientar- si e patteggiare un suffisso condiviso per lav v i ce n d a m e n to. Poi dal suffisso si proseguirà con il resto. Strada lunga ma più sicura. Lotti, general manager dei renziani, ha visto ieri Ver- dini, procuratore di casa Berlusconi. È stato questultimo a porre la pregiudiziale del suffisso. Prima del nome il suffis- s o, ha detto proprio così. Aggiungendo: Propongo di inizia- re con i cognomi che finiscono in ini. Lotti non è cascato nel- la trappola e ha sparigliato. Ha replicato. Bene, noi lanciamo Mogher-ini e Boldr-ini. Stesso suffisso e ambedue donne. Il contractor berlusconiano sul punto non si è sentito di pro- seguire la discussione: Una cosa dev'esser certa: la parità uomo-donna per noi è un principio irrinunciabile. Incontro in salita, domani il secondo round.

P iù duro che mai, con- tro il nemicoche annuncia il trasloco:

Napolitano non do-

vrebbe dimettersi, dovrebbe co- stituirsi. In contropiede, contro

i Democratici: Erano i referenti

  • di Buzzi e Carminati. Sospeso

tra ostilità e mano tesa verso il suo principale avversario, quel Matteo Salvini che teme e studia. È il Grillo pre-natalizio, per due

ore protagonista in un incontro con la stampa estera a Roma. Torrenziale, reattivo, quasi eu- forico. Pronto alla campagna

elettorale, perché sentele urne

vicine, e di certo le auspica. Alla faccia dello stanchino. Da quando ha nominato il diretto- rio Beppe si sente libero, non lo vedevamo così carico da tempoammettono due parlamentari di peso dei Cinque Stelle. Ha cam-

biato spirito, il diarca, da quel 28 novembre in cui ha calato dal blog la cinquina perché io e il mio camper non bastiamo più. La sera prima gli erano arrivati attivisti e parlamentari sotto ca- sa, in Toscana, per protesta con- tro due espulsioni (Artini e Pin- na). E Grillo si sentì assediato, deluso, forse pronto a mollare tutto. Ma ora ha recuperato. Al punto che mercoledì a Roma è arrivato in macchina da solo. Non succedeva da chissà quan- to. E ieri ha tenuto banco, nella conferenza stampa con i giorna- listi stranieri. Tema, la raccolta

  • di firme per il referendum

sulleuro. Stesso argomento del- la conferenza della scorsa setti-

mana in Senato, stessa squadra

  • di contorno al leader: Barbara

Lezzi, Laura Castelli, Giorgio

Sorial, Alberto Airola, Luigi Di Maio. Ed è proprio Di Maio, pri - mus inter pares del direttorio M5S, a esultare: Abbiamo rac- colto 50mila firme in un fine set- timana, sono già sufficienti per depositare la richiesta di refe- rendum. Ma la parola che aleg- gia di più fuori e dentro la sala

(vietata alla stampa italiana) è Napolitano.

POCHE ORE prima, il presidente ha confermato limminente ad-

dio al Quirinale. E Grillo, uscen- do dallalbergo, lha già invitato a costituirsidando il titolo alla folla di agenzie. In conferenza,

alluomo del Colle ne dice di

fatto

il Fatto Quotidiano LA PARTITA VENERDÌ 19 DICEMBRE 2 01 4 3 NIENTE SOLDI AI DEM

a mano

il Fatto Quotidiano LA PARTITA VENERDÌ 19 DICEMBRE 2 01 4 3 NIENTE SOLDI AI DEM
il Fatto Quotidiano LA PARTITA VENERDÌ 19 DICEMBRE 2 01 4 3 NIENTE SOLDI AI DEM

ogni: Ha gravissime responsa- bilità: ha firmato qualsiasi cosa, si è chiuso nellombra e si è in- ventato le larghe intese per al- lungarsi la carriera. Rappresen- ta una fetta di partito. Poi un grande classico: Se non fosse stato per lui saremmo al gover-

no, le elezioni le avevamo vinte noi. Parole che provocano lo sdegno del Pd, con il vicesegre- tario Guerini in testa. Certo, di

euro e affini Grillo parla, a lun- go: Dobbiamo uscirne prima

possibile, ma nellEuropa unita voglio rimanerci, daltronde ci sono altri Paesi senza la moneta unica. Ma ha tanto da dire su tutto il resto, e sono parole da pre-campagna. Innanzitutto, contro il Pd: Il referente di Buz- zi e dei suoi a Roma e altrove è il Partito Democratico. Se avessi- mo fatto unalleanza con il Pd adesso staremmo dentro questa roba qua. Orfini, il commissa- rio dem a Roma risponde subi- to: Caro Beppe, risparmiaci idiozie: noi la mafia la combat- tiamo tutti i giorni, tu dici che non esiste. Ma Mafia Capitale è benzina per il Grillo che vede il diavolo nella politica tradizio- nale, perfino nei suoi luoghi. Siamo dentro a questa struttu- ra per i partitidice del Parla- mento. E quella parola, partiti, la ripete con ostentato ribrezzo. Convinto di poterlo fare con più forza, rilegittimato dalle inchie- ste in cui i nostri non finiscono mai. Accennano a Salvini, che

ha bollato il referendum sulleu -

ro come una

presa in giro.

Grillo replica cauto: La Lega ha fatto una campagna sulleuro. Alleanze non ne prevediamo ma se ci sono cose che possono por- tare dei risultati, andiamo avan- ti.

IL CAPO del M5S non sbatte la porta a Salvini. Sa che pesca nel suo stesso bacino, ed è forte. Per ora meglio non andare allo scon- tro. Del resto il diarca fa anche di conto. E ribadisce che sul pros- simo inquilino del Colle si può trattare: Vorremmo una perso- na fuori della politica e dei partiti. Lo sceglieremo attraverso la rete. Se lo sceglie un altro partito ed è una candidatura al di fuori di queste logiche, ci sta bene. Più tardi, in una videointervista allAnsa precisa: Prodi? No, non se ne può più. E sui fuoriusciti:

I partiti hanno delle correnti, il M5S ha degli spifferi. Sorride, Grillo. Il fu stanchino.

LE TATTICHE
LE TATTICHE

Lingorgo di date intorno al Colle

di Sara Nicoli

U na tela di date. Tessuta in modo da sostenere le riforme e lelezio - ne del nuovo capo dello Stato in ununica intesa granitica. Ancora una volta, Renzi e Berlusconi, tramite Ver- dini e Lotti, hanno rinnovato quanto stabilito nel Patto del Nazareno attra- verso un timing molto serrato di lavori parlamentari che vedrà prima lappro - vazione, da parte della Camera, della Riforma del Senato (seconda di 4 let- ture previste), poi entro il 20 gennaio al Senato lapprovazione dellItalicum. Quindi, avanti con la nomina del suc- cessore di Napolitano. Sulla data delle dimissioni, sembra che il capo dello Stato sia orientato ad annunciare la fi- ne del suo secondo mandato il 14 gen- naio, un solo giorno dopo la fine della presidenza italiana del semestre euro- peo. Da quel momento, poi, scatteran- no i 15 giorni canonici per la convo-

cazione delle Camere in seduta comu- ne (con gli adempimenti relativi anche

alla nomina dei grandi elettori regio- nali) che, quindi, dovrebbe cadere in- torno ai primi di febbraio. E cè chi so- stiene, nello stretto giro renziano, che il premier sia orientato ad arrivare a questultima scadenza con in tasca un accordo già fatto con Berlusconi e Sal- vini sul nuovo presidente. Un nome che, dicono le stesse fon- ti, sarà sottoposto anche ai 5Stelle, ma solo dopo

aver incassato il via libe- ra degli altri. Le inten- zioni di Renzi sono ap- parse chiare ieri grazie a questa dichiarazione:

Credo che non ci saran- no problemi quando il Parlamento dovrà sosti- tuire Giorgio Napolita- no ha detto da Bruxel- les credo che il Parla-

mento abbia imparato la lezione del 2013, e sono assolutamente convinto che farà quello che deve fare nei tempi stabiliti.

UNA CONVINZIONE che, tuttavia, po- trebbe infrangersi sulla tenuta dei gruppi parlamentari, sia quello del Pd che quello, oggi assai più turbolento, di Forza Italia. Determinando una fase di caos, dalle conse-

guenze immagi-

nabili. Intanto, però, il ti - ming è partito. Oggi la conferen-

za dei capigruppo al Senato calen- darizzerà la di- scussione dellItalicum su cui anche Alfano dimostra fretta:

Fa parte di un ac-

 
 

IL NODO

Se entro

il 20 gennaio, lItalicum non riceve il via libera in Senato,

la legislatura rischia

di avvitarsi

di avvitarsi

cordo che riguarda importanti seg- menti dellopposizione, e mi riferisco a Forza Italia ha detto il ministro dellInterno quindi chiudiamo la partita al più presto possibile. In pra- tica, le stesse parole usate da Maria Ele- na Boschi: Cè laccordo con Forza Italia. Anche perché, dopo lincontro di martedì tra Verdini e Lotti, la nuova legge non fa più paura a Berlusconi che aveva sempre tenuto il freno a mano tirato nel timore che Renzi volesse uti-

lizzarla per andare al voto in primave- ra. Nel nuovo accordo, è prevista len - trata in vigore della legge per il 1 set- tembre 2016, quando la riforma del Se- nato avrà già avuto tutte e quattro le letture previste e forse si sarà ce- lebrato anche leventuale referendum. Non è previsto, invece, il ricorso al Consultellum in caso di un voto anti- cipato prima della primavera del 2017, segno evidente che né Berlusconi, né

Renzi hanno intenzione di ricorrere al-

il Fatto Quotidiano LA PARTITA VENERDÌ 19 DICEMBRE 2 01 4 3 NIENTE SOLDI AI DEM

Laula di Montecitorio Ansa

le urne prima; i sondaggi danno il pre- mier in caduta libera, ma la situazione di Forza Italia è senzaltro peggiore, se- gnando un secco 12,5%. Meglio, dun- que, rispettare anche lantica prassi che vuole un nuovo capo dello Stato di cer- to mal disposto a mostrare debolezza sciogliendo le Camere, come primo at- to del suo settennato, per consentire le elezioni anticipate a primavera prossi- ma. Una prassi che, insomma, ora fa comodo davvero a tutti.

4 VENERDÌ 19 DICEMBRE 2014 IL SORRISO D ’ I TA L I A il Fatto
  • 4 VENERDÌ 19 DICEMBRE 2014

4 VENERDÌ 19 DICEMBRE 2014 IL SORRISO D ’ I TA L I A il Fatto

IL SORRISO DI TA L I A

il Fatto Quotidiano

Due David e sei Nastri: una carriera iniziata nel 1950

A L LA N AG R A F E Virna Pieralisi, era una delle icone del cinema italiano. Nata ad Ancora, si era trasferita prima a Jesi, poi a Roma con la famiglia. Qui a 14 anni ha iniziato a recitare raggiungendo il successo negli anni 50 per una carriera che è durata tutta la vita e che negli anni 60 lha portata anche a Hollywood. Tra i vari riconoscimenti che ha ottenuto, sei Nastri

dargento (Al di là del bene e del malenel 1978, Sapore di mare1983, Buon Natale ... buon annonel 1990, La Regina Margotnel 1995, Và dove ti porta il cuorenel 1997, Il più bel giorno della mia vitanel 2002), due David di Donatello per le interpretazioni (La cicalanel 1980 e Sapore di marenel 1983) e due alla carriera nel 1996 e nel 2009, oltre a un Prix

dinterprétation féminine al Festival del cine- ma di Cannes e un premio César per La Regina M a rgo t . Virna Lisi ha anche lavorato molto in televi- sione: tra le serie tv si ricordano Il bello delle donne, Caterina e le sue figlie, La donna che ritorna, Baciamo le mani: Palermo-New York 1958, Madre, aiutami.

TROPPO VIRNA PER ESSERE SOLO BELLA

SE NÈ ANDATA A 78 ANNI, POCHI MESI DOPO IL MARITO FRANCO PESCI, LATTRICE CHE SEPPE DIRE DI NO A HOLLYWOOD

  • di Malcom Pagani

A lla vana ricerca di una conquista com- plicata, Frank Sinatra indagò la via più rapida per arrivarle al cuore:

Esprimi il tuo più grande desiderio e

io lo realizzerò oggi stesso. E Virna Lisi, una ra-

gazza semplice che tale era rimasta anche nella confusione hollywoodiana, disse soltanto: Vor - rei una mela. Due ore dopo, nella roulotte, di mele ne arrivarono migliaia, ma Virna era già altrove perché ai frutti proibiti del momento ave- va sempre preferito le radici solide. In America, dove era emigrata per recitare nella breve curva

  • di una carriera eterna, Virna Lisi, scomparsa ieri

a 78 anni, era tornata di recente, a Houston, per

guarire da unimprovvisa malattia e tentare di battere un problema senza soluzione.

NON SI ERA ARRESA allinterpretazione dellob - bligato ruolo di vittima sacrificale e aveva lottato, come sempre, per ritornare alla patria acquisita, Roma, approdo mai tradito della prima giovinez-

za dopo uninfanzia itinerante trascorsa al seguito del padre tra le Marche e la Puglia. Chi scrive laveva incontrata a fine settembre, nello spicchio metropolitano in cui dietro cancelli anonimi, si nascondono i giardini fatati della parte nord della città. Oltre gli alberi, i prati allinglese, le mura ocra, le foto alle pareti, i quadri,

4 VENERDÌ 19 DICEMBRE 2014 IL SORRISO D ’ I TA L I A il Fatto
  • i cani e le porcellane ereditate da

viaggi lontani nel tempo e nella memoria, Virna Lisi srotolava senza enfasi la propria vita al- ternando ricordi e schegge bio- grafiche limpide come i suoi oc- chi. Avevano visto tanto e non poco, nel pudore dialettale di chi sa relativizzare e schermirsi per innato pragmatismo conta- dino, avevano trattenuto: Ma davvero dobbiamo parlare di sta cosa e dare tanta importan-

 
 

LULTIMA INTERVISTA Le avances di Sinatra, le polpette di Mastroianni, la simpatia di Jack Lemmon: una vita così intensa da riuscire

a tenerli insieme tutti

a tenerli insieme tutti

ghi silenzi di Lattuada, il lieto umorismo di Raimondo Via- nello e Dino Risi, la simpatia di Jack Lemmon, la brutale mae- stria di Giorgio Strehler. Aveva incontrato molti galantuomini e, giurava senza acrimonia, an- che qualche stronzo. Ma di tutti ricordava un dettaglio, una minuzia, una peculiarità, un re- folo di invidia professionale

mutato in violenza inconsulta:

za a sta fregnaccia?. Si doveva, certo. E non solo perché Virna Lisi, evadendo dalloggettiva bellezza che aveva rintronato torme di uomini, aveva pitturato il mestiere con talento conquistando applausi e am- mirazione nei più importanti Festival del mon- do. Si doveva perché Virna, invitata a incasellare vol- ti, nomi, eventi, gioie e delusioni, di sé aveva rac- contato sempre poco preferendo far parlare una storia personale che prendendo il largo allinizio degli anni 50 laveva vista approdare a più di cento film. Di alcuni E r n e s to di Salvatore Samperi ad esempio aveva perso la memoria, di altre espe- rienze e di altri compagni davventura, tra una trasformazione fisica e laltra, ricordava anche i dettagli. Le polpette che Mastroianni addentava nelle pause, la brusca sincerità di Monicelli, i lun-

Rod Steiger mi fece inciampare e mi spezzò la caviglia. Ogni tanto, tra un aneddoto e laltro, osservando un punto nel vuoto più in là delle finestre, Virna rimpiangeva lunica scena madre a cui avrebbe voluto tornare. Il suo matrimonio, la sua storia lunga 53 anni con Franco Pesci, architetto con la passione per il calcio e per la Roma. Franco le mancava e i giorni, da quando se ne era andato in cielo anticipandola di qualche mese, erano un ar- co nostalgico che trascinava Virna, imperturba- bile e dura alloccorrenza, a un dolore autentico che restituiva lacrime senza finzione. Per ridere, di notte, non di rado scandagliava il sommerso della televisione. Osservando le teche Rai e i fram- menti antichi, riconosceva ai comici di ieri un ta- lento che non ritrovava nei contemporanei. Ama- va Proietti: Mi è capitato di rivedere il cavaliere

nero e ho pensato che quelli co- me Gigi non nascono piùe du- bitava di Totò e delle tante truffe che a suo dire la politica di oggi propinava al popolo non più so- vrano disseminando artifici re- torici che non avevano nessuna rispondenza nel reale. A diffe- renza dei colleghi che alla sini- stra politica avevano affidato speranza e appartenenza, Virna compagnanon si era sentita mai e riteneva che ad alcuni: Al più grande regista del dopo- guerra, Pietro Germi, solo per fare un esempiola scelta fosse costata molto in termini di ricono- scenza collettiva. Per il resto, Virna Lisi aveva sempre ballato da sola. Controvento.

IRRIDENDO il narcisismo di una professione a fortissimo rischio nevrosi con la naturalezza di chi sa che lo splendore, se non è interiore, svanisce in fretta che sia maschile o femminile: Ma li avete visti gli uomini ossessionati dal loro profilo? Que- sti che se credono belli e se specchiano tutto il giorno me fanno una gran pena. Negli uomini il narcisismo è parente stretto dellomosessualità. La donna lo capisce subito, il bluff lo svela in un minuto. Al tavolo da poker Virna non si era mai seduta. Aveva giocato una partita originale senza

un destino certo, sempre in prima persona. Sem- pre a carte scoperte. Aveva vinto e perso, senza mai addebitare agli altri le rare sconfitte del mo- mento. Per questo camminava a testa alta e sapeva sorridere di un timbro suo. Più ruvido di quanto non pretendesse liconografia e più vero di qual- siasi ciak. Virna Lisi. Campo. Controcampo. Lampi nellacqua. E nello schermo, il fiume im- petuoso di chi non si era fatto scegliere mai la parte a costo di passare il turno, rinunciare, at- tendere il ruolo che la convincesse: Mi sceglie- vano per fare la fidanzata elegante o la mogliettina cretina. Sognavo uninterpretazione da donna adulta. La trovò in più occasioni. E ora che sullo sfondo rimangono le immagini, a non trovarla più, con sommo dispiacere, siamo noi.

L’a u to re
L’a u to re
 

Bruno Gambarotta

“ Con quella

Con quella

bocca. .

.sopravvisse a Carosello

  • di Nanni Delbecchi

    • V irna Lisi ha rischiato molto. Bruno Gamba-

rotta ricorda perfettamente quella bellissima ventenne di Ancona divenuta celebre nel 1957 grazie al Carosello del dentifricio Chlorodont dal titolo La bocca della verità, in cui intrepretava la signora Candida Chedenti, moglie del fantozziano ragionier Prudenzio (Enzo Garinei). Le gaffe della svampita si- gnora Candida alla presenza del grasso commendator Lo- ris Gizzi della ditta Zanna

Bianca, principale di Pru- denzio, avrebbero provocato il licenziamento di chiunque. Ma lei aveva un asso nella manica, o meglio tra le lab- bra. Con quella bocca può dire ciò che vuole, era lo slo-

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gan-tormentone che conclu- deva il C a ro s e l l o .Ea un sor- riso così si poteva, anzi, si do- veva, perdonare tutto.

Perché la Lisi ha rischiato?

Lo slogan Con quella bocca può dire ciò che vuoleera una delle tante trovate pub- blicitarie del grandissimo Marcello Marchesi, e la Lisi ha rischiato perché quella battuta le calzava fin troppo a pennello. In quella stagione doro dei Caroselli molti at- tori si identificarono a tal punto con le scenette da ca- dere prigionieri, e diventò difficile fargli fare qualsiasi

altra cosa.

Il caso più classico è quello di Ernesto Calindri in mezzo al- la strada con laperitivo a ba- se di carciofo.

Ce ne sono stati parecchi, di quei casi. Paolo Ferrari con i fustini del detersivo, Cesare Polacco che non può stare senza la brillantina, Nino Ca- stelnuovo che salta la stac- cionata grazie allolio di se-

... mi

Per Virna Lisi, invece, niente effetto staccionata?

Nel modo più assoluto. Su- però benissimo il rischio dellidentificazione, che pure

ci fu. Credo sia dipeso dalla sua straordinaria capacità di restare se stessa in ogni cir- costanza.

Tu allora eri un giovanotto. Ti eri innamorato?

Più che altro affascinato, perché la Lisi non è mai stata un sex symbol. Era una bel- lezza algida, che aveva qual- cosa di irraggiungibile. Il ge- nere Madonna rinascimen-

tale che oggi potremmo pa- ragonare a Marianna Ma- dia.

Infatti solo una come lei po- teva permettersi uno slogan così. Non so come se la ca-

verebbero un'olgettina, o una Minetti.

Certo. E pensare che la Mi- netti è anche igienista den- tale.

Della Lisi è rimasta prover- biale anche la serietà sul la- vo ro.

Aveva questa signorilità in- nata per cui nessuno ha mai potuto permettersi la mini- ma confidenza, lo stesso stile che ha avuto anche nella vita privata. Mai un gossip, mai una paparazzata, nessuna storia sentimentale alli n f u o- ri del matrimonio. Una nor- malità scandalosa per il

il Fatto Quotidiano

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IL SORRISO DI TA L I A

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il Fatto Quotidiano IL SORRISO D ’ I TA L I A VENERDÌ 19 DICEMBRE 2

IL RICORDO DI RENZI

MI SCRISSE UN BIGLIETTOAnche il mondo politico ha voluto ricor- dare ieri Virna Lisi. Lasciatemi ricorda- re una donna straordinaria, simbolo di eleganza e di bellezza: Virna Lisi. Così il premier Renzi, che non ha perso oc- casione per raccontare un aneddoto

personale: Ricordo che cera stata una battuta legata a vicende politiche (quando Massimo DAlema riferendosi al premier disse con una bocca così può dire di tutto, ndr) e mi aveva chia- mato e scritto una cosa. Mi piace pen- sare che lItalia sia anche eleganza e b e l l e zza . Il capo dello Stato ha espres-

so dolorosa sorpresa e sincera commo- zione. Lantidiva più amata del cinema italiano lha definita lOsservatore Ro- mano . Donna tenace e coraggiosa, è tra i pochissimi esponenti del mondo dello spettacolo che non ha mai avuto paura di invecchiare. Restando bellissi- ma.

A n s a / La Pre ss e Virna Lisi negli Anni 60. Nella pagina
A n s a / La Pre ss e
Virna Lisi negli
Anni 60. Nella
pagina a fianco
a Venezia nel 2009.
Sotto, ai tempi di
“Carosello”. A de-
stra con il marito
Franco Pesci
e nella fiction Rai
“Madre aiutami”
S CAT T I

FRANCO PESCI

Un amore durato 53 anni

ERANO sposati dal 1960 Vir- na Lisi e Franco Pesci (foto a destra), architetto e costrutto- re. Pesci scomparso nel 2013

era stato un personaggio noto: ex presidente dellAs Roma, vicepresidente dellAnce, lA ss o c i a z i o n e nazionale dei costruttori edili, presidente dei circoli Aniene e dei Canottieri Roma. Virna Lisi per lui rinunciò a Hollywood

il Fatto Quotidiano IL SORRISO D ’ I TA L I A VENERDÌ 19 DICEMBRE 2
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La t t r i ce

L ’ a t t r i ce

Isabella Ferrari

Mi tremavano le ga m b e. Poi lei mi ha battezzata

  • di Emiliano Liuzzi

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mondo dello spettacolo di ie- ri come di oggi.

La prima serie del Carosello si intitolava Come si rideva una volta. Trovi che nel sor- riso di Virna Lisi ci fosse qualcosa che oggi non c'è più?

Non cè dubbio che è così, Oggi è tutto molto più sguaiato, sgangherato, esage- rato. Anche saper ridere è unarte. Sempre meno fre- quentata.

Unarte a cui lei è rimasta fe- dele. In mezzo secolo né la sua bellezza né la sua classe sono cambiate.

Non ha mai combattuto con- tro il lavoro del tempo sul suo viso, e si è ben guardata dal sottoporsi a quei deva- stanti interventi di chirurgia estetica per cui oggi tante facce a settant'anni diventa- no inguardabili, soprattutto se le confronti con il ricordo di come erano prima. Lei in- vece è rimasta bella fino al- l'ultimo.

Con quella bocca ha potuto non solo dire, ma anche fare quello che voleva.

Certo. Soprattutto ha potuto dire di no, che è sempre la cosa più difficile.

N on è una scena qualsiasi per il ci- nema italiano. Da lì, da quel

momento, i fratelli Enrico e Carlo Vanzina, cioè figli di cotanto Steno, inaugurano un nuovo filone della com- media all'italiana che, in par- te, tra mille difficoltà, resiste anche oggi. Il set è Forte dei Marmi, lambientazione sul finire degli anni Sessanta, ma

prima del 1968, il film S a p o re

  • di mare. Lei, la giovane attrice,

appena 18 anni, si chiama Isabella Ferrari. Laltra è una star, Virna Lisa, quella che aveva sbattuto la porta in fac- cia a Hollywood. Mi trema- vano le gambe, dice oggi la Ferrari, per me era il primo confronto con una grande at- trice. Io ero al debutto, in- sicura, chiusa nei miei diciot- t'anni, con un avvenire an- cora tutto da disegnare. Non sapevo nulla. Non ero solo impaurita, ma anche impac- ciata. E pendevo dalle sue labbra. Per me era Virna Lisi, la grande signora del cinema italiano, io ero una ragazzina. Ma avevamo una scena insie- me. Lo ricordo come se fosse adesso, perché ci sono mo- menti che non si possono di- menticare nella vita. Lei do- veva consolarmi, la storia del film è nota: il mio personag- gio, Selvaggia, ha un fidan- zatino che si innamora della Lisi. E lei, il giorno del mio compleanno, è costretta a consolarmi e in poche battu- te a darmi una lezione di vi- ta.

LA SCENA, dicevamo. Tecni- camente i critici la rivalute- ranno solo in seguito. In real-

tà il regista riesce a mettere in quei pochi minuti quello che rende la pellicola non un film

  • di serie B, ma una commedia

coi fiocchi come, forse, non sarebbe più accaduto. Il con- trasto tra lesordiente Ferrari e la star regge molto bene, tie-

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Virna Lisi, Gianni Ansaldi e Isabella Ferrari in Sapore di saleAnsa

IL FILM
IL FILM

INSIEME IN SAPORE DI MAREDEI VANZINA Per me era la bellezza,

mi colpivano gli occhi, la leggerezza con la quale rimaneva sul set. Sorridente, sempre. Chic, senza essere snob

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ne in piedi lintera storia, quella che trasforma una sta- gione balneare in uno di quei film sempreverdi. Insieme al- la Ferrari ci sono un mani- polo di ragazzi, alcuni già di successo o destinati a un fu- turo, come Jerry Calà e Chri- stian De Sica, Marina Suma o altri come Gianni Ansaldi, il fidanzato, che fermeranno la loro carriera in quella Versilia targata anni Sessanta e si de-

dicheranno ad altro nella vita, sempre con rispettabile suc- cesso, ma più distanti dal ci- nema. E tra loro la Ferrari che, dopo la commedia, cre-

scerà e maturerà interpretan- do ruoli drammatici e brillan- ti, al cinema e a teatro. Per me Virna Lisi era la bel- lezza, dice ancora Isabella, mi colpivano gli occhi, ma anche la leggerezza con la quale riusciva a rimanere sul set. Leggerezza che solo un grande attore riesce a portare. Sorridente, sempre. Chic sen- za essere snob. Questo era Virna Lisi. Ci siamo incon- trate anni dopo e mi ha sem- pre guardata con gli stessi oc- chi, quelli che precedevano il momento della mia prima

scena. Non ha mai smesso di

prendermi sottobraccio, non so se riesco a spiegarmi. Ini- ziò, tra me e lei, un grande amore che, seppur su strade diverse, sarebbe proseguito. Non abbiamo più recitato in- sieme, scherzi del destino, ma ogni volta che mi vedeva mi chiedeva di me: sapevo che non aveva smesso di seguir- mi, come io non avevo smes- so di seguire lei. Un rapporto molto speciale tra due perso- ne che fanno lo stesso mestie- re. Stesso mestiere, e forse la continuità nella bellezza. Un passaggio di testimone vir- tuale. Si assomigliano, le due, in qualche modo. Per le scelte

determinanti, ma anche per quella leggerezza nel recitare che rientra nella finzione ci- nematografica. La Ferrari di Selvaggia era una ragazzina col broncio, Virna Lisi aveva già vinto tutto nel cinema, sorrideva con la consapevo- lezza dei quaranta anni pas- sati e la consapevolezza di chi non sbaglia. Ma qualcosa in comune lo dividono e quella pellicola forse riesce a fare da spartiacque. Non lo so, si- curamente io la guardavo con una grande emozione. Osser- vavo come si muoveva e co- me passava le mani tra i ca- pelli. Ero incuriosita, affasci- nata. Dovevo sforzarmi di poter prendere tutto il me- glio. E in qualche modo ho continuato a farlo anche do- po, nello scoprire come si può gestire la bellezza con il ta- lento, senza rinunciare alla popolarità e stando attente a non svendersi. Virna era tut- to questo. Ripeto: mi ha bat- tezzata, ma ha sempre con- tinuato a trattarmi con un af- fetto estremo, quello che non deve per forza essere esplici- tato nelle parole, lo senti e ba- sta. Mi chiedeva, poche pa- role. Mi chiedeva cosa avessi in programma, quali copioni stessi leggendo. Questo a me bastava per sapere che lei c'e- ra stata e ci sarebbe sempre stata.

SUL FILM in particolare, la Ferrari, preferisce non soffer- marsi. Sarebbe unulteriore parentesi. Ho accettato di di- re queste poche cose solo per- ché lei le meritava e per dire quanto sia stata importante per me. Parlo col cuore, quel- lo di unamica, una collega, ma soprattutto unammira - trice per tutto quello che Vir- na Lisi è stata. Sul set e nella vita. Mi piace ripeterlo: chic, mai snob. Anche dura, a trat- ti. Una lezione per tutte le donne. Le mando un abbrac- cio forte, spero che lo senta.

6 VENERDÌ 19 DICEMBRE 2014 CUBA LIBRE il Fatto Quotidiano I l Congresso può bloccare il
  • 6 VENERDÌ 19 DICEMBRE 2014

6 VENERDÌ 19 DICEMBRE 2014 CUBA LIBRE il Fatto Quotidiano I l Congresso può bloccare il

CUBA LIBRE

il Fatto Quotidiano

Il Congresso può bloccare il piano della Casa Bianca

IL GIORNO DOPO la grande euforia, la strada verso la storica fine dellem - bargo a Cuba appare decisamente in salita. E la realizzazione del sogno di Obama e milioni di cubani rischia di infrangersi su un Congresso america- no ostile, che da gennaio sarà in mano alla destra. E di impantanarsi nelle

sabbie mobili della prossima campa- gna elettorale per il 2016, quella che dovrà portare allelezione del nuovo presidente Usa. E mentre la Casa Bianca non esclude la possibilità che Raul Castro possa ve- nire in visita a Washington per incon- trare Obama, il pericolo che i tempi del

disgelo possano essere molto più lun- ghi di quelli auspicati dal presidente americano è reale. Anche se Obama, che vorrebbe porre fine alle m b a rgo entro la fine del 2016, ha il potere di agire su molti aspetti della vicenda an- che senza lautorizzazione del Con- gresso. Ma questultimo ha gli stru-

menti per bloccare, o almeno per osta- colare a lungo, la svolta: negando i fon- di necessari per riaprire lambasciata, fare ostruzionismo sulla nomina dellambasciatore, votare contro la legge che dovrebbe facilitare i viaggi, e ignorare tutte le richieste mirate alla completa rimozione delle m b a rgo.

OBAMA OSPITE DONOREA CUBA CASTRO DÀ LOK AL CAMBIAMENTO

GRANMA PUBBLICA IL DISCORSO DELLEX NEMICO. E PER LE STRADE LA GENTE FESTEGGIA

  • di Nuccio Ciconte

S ono tornatititola a tutta pagina G ra n m a . Il giorno dopo limprov - visa e clamorosa con-

versazione telefonica tra Barack Obama e Raul Castro, il quoti- diano del Partito comunista cu- bano archivia la cautela della sua edizione online (che lal - troieri aveva quasi nascosto la notizia) e dedica 15 pagine su 16 a questa svolta che segna la fine della guerra fredda nel conti- nente americano. Sono torna- tigrida il giornale che illustra il titolo con una grande foto di Raul Castro circondato dai 5 cubani arrestati e condannati per spionaggio negli Usa (2 era- no stati liberati per aver scon- tato la pena, tre sono arrivata ie- ri a LAvana dopo lo scambio con un prigioniero americano, Alan Gross, detenuto a Cuba e condannato come spia).

COME MAI il giornale castrista non pone laccento sulla fine di unepoca, sulla svolta storica nelle relazioni tra i due Paesi co- sì come hanno fatto ieri i gior- nali di tutto il mondo? Perché lo scambio di prigionieri eroi o spie, dipende dai punti di vista assume per LAvana un signifi- cato così importante, tanto da far passare apparentemente quasi in secondo piano lannun - cio della ripresa delle relazioni diplomatiche tra i due paesi? Da quindici anni il governo castri- sta reclamava in ogni sede inter- nazionale la liberazione dei suoi

eroi ingiustamente accusati di spionaggio. Raul incassa come una grande vittoria lo scambio dei prigionieri e sottolinea: ab- biamo realizzato quel che Fidel promise nel 2001 quando pro- mise: Torneranno. Il richia- mo al vecchio patriarca della ri- voluzione non è casuale, ed è ri- volto ai duri e puri del regime che guardano con fastidio e al- larme a quel che potrebbe acca- de a LAvana nel volgere di po- chi anni. Raul nel discorso alla nazione lo dice in modo chiaro:

sin dalla mia elezione alla guida del paese mi sono sempre impe- gnato per una svolta nei rappor-

 
 

CORSA A OSTACOLI

Raul ricorda il suo impegno per il cambiamento delle relazioni e fa riferimento al p a t r i a rc a Fìdel contro

eventuali oppositori

eventuali oppositori

ti con gli Stati Uniti, così come prima di me lo aveva fatto mio fratello Fidel. E proprio mentre annuncia la clamorosa svolta, rende omaggio alleroico po- polo cubano che ha dimostrato, nonostante aggressioni, perico-

li, sacrifici

di essere sempre fe-

... dele agli ideali di indipendenza e giustizia sociale. Come dire:

non ci siamo piegati, la nostra

schiena è rimasta dritta, la rivo- luzione non ha cambiato idea. Ma è sempre G ra n m a che sinca - rica di segnalare, nonostante tutto, la portata della svolta. Sempre in prima il lettore sco- pre due belle foto e due titoli del- la stessa grandezza: Raul Castro e Barack Obama mentre annun- ciano al mondo la bella novella. Cè il testo integrale del leader cubano, e cè quello molto più lungo del presidente americano. Così per la prima volta i cubani possono leggere integralmente il discorso del capo della Casa Bianca. Una rivoluzione per la stampa cubana. Il nemico di ieri

PARI DIGNITÀ La

prima pagina dellorgano uf- ficiale del partito comunista

6 VENERDÌ 19 DICEMBRE 2014 CUBA LIBRE il Fatto Quotidiano I l Congresso può bloccare il
6 VENERDÌ 19 DICEMBRE 2014 CUBA LIBRE il Fatto Quotidiano I l Congresso può bloccare il

DOPPIAGIOIA S eg n i

di giubilo per la liberazione dei 5 cubani detenuti negli Usa e per la rivoluzione dei rapporti conWashington La Pre ss e

è oggi un leader da guardare con rispetto. Solo nelle prossime set- timane sapremo se la svolta an- nunciata da Obama e da Raul riuscirà a superare gli ostacoli e le trappole disseminate aperta- mente dai Repubblicani e dagli anticastristi negli Usa, e quelle sotterranee ma non meno insi- diosi dei gerarchi del regime cu- bano.

ANCHE ALLA FINEdegli anni 70

del secolo scorso si era arrivati a un passo della svolta. Alla Casa Bianca cera Iimmy Carter. Fi- del Castro, da pochi mesi pre- sidente del movimento dei non allineati, sollecitato da Washin- gton aveva permesso il ritorno

in patria come turisti a migliaia

  • di cubani che erano scappati do-

po il trionfo della rivoluzione. Diversi prigionieri cubani erano stati messi in libertà e spediti allestero. Poi linvasione sovie- tica dellAfghanistan con Fidel schierato in prima fila accanto al Cremlino, nonostante Kabul fosse membro dei non allineati ha fatto precipitare tutto. Car-

ter, accusato dai Repubblicani

per le aperture a Cuba, fu co- stretto a inasprire le pressioni. I rapporti tra LAvana e Washin- gton tornarono burrascosi. Og- gi lUrss non cè più. Ma a LAvana cè ancora chi ha paura

  • di perdere privilegi e potere. E ai

rapporti con gli Usa preferisce quelli con la Cina o la Russia di Putin. Paesi che non obiettano sulla mancanza di una stampa libera o sullinesistente libertà politica.

Sul Malecon si canta per il leader Yankee

GIOIA E SPERANZE DELLA POPOLAZIONE DELLAVANA CHE SI È RIVERSATA NELLE STRADE. NON CI SIAMO PIEGATI AGLI AMERICANI

  • di Alex Corlazzoli

cate per le strade, i giovani esprimo la loro gioia con la musica. La rivoluzione cubana con questa vittoria si consolida. Ora siamo tutti in attesa di conoscere i dettagli dellaccordo:

lapertura dellambasciata Usa a Cuba, lallen- tamento dellembargo, la libertà di poter viag- giare per i cittadini cubani negli Stati Uniti.

Le note di Hasta siempre comandanteecheg-

giano ovunque in questi giorni soprattutto nei quartieri più popolari. Rigo, ingegnere, ha aperto con sua moglie una Casa particularesa Centro Habana. Lui ha a che fare ogni giorno con i problemi che si respirano sullisola a causa di 50 anni di guerra fredda. È otti- mista: È il primo pas- so verso dei rapporti normali tra il popolo Nord Americano e il nostro governo. Le dif- ferenze sono note a tutti e vanno rispettate.

Questo accordo favorirà le relazioni commer- ciali e le condizioni di vita del popolo cubano; tra l'altro dovrebbero aumentare le rimesse e potremo aver accesso a molti prodotti statu- nitensi. Chi conosce bene Cuba è Domenico Vecchio- ni, ambasciatore dItalia sullisola dal 2005 al 2009: I vincitori sono i cubani, gli sconfitti sono gli americani: il regime per il momento non ha modificato una sola virgola della sua struttura. Resta un Paese con un solo partito e un solo capo. Lembargo è fallito ma ora che faranno gli Usa per influenzare il ritorno alla

democrazia, alla libertà, ai diritti delluomo? Va detto che erano già state riconosciute al- cune aperture nel settore degli alimenti e dei medicinali tanto che gli Stati Uniti sono il quinto partner commerciale di Cuba. Ciò non toglie il fatto che lembargo dovrebbe finire:

ciò può essere deciso solo dal Congresso e lì ci sarà battaglia. Va notato che si tratta di un accordo storico fatto in gran segreto: abbiamo assistito a un Paese, come gli Stati Uniti, che cambia la sua politica estera dopo 50 anni sen- za alcun passaggio politico. Lex ambascia- tore a Cuba è convinto che non siamo ancora di fronte alla fine di Fidel e Raul. Parole che trovano confer- ma nellanalisi di Ri- go: È troppo presto per parlare di fine del castrismo! Tracce della rivoluzione cu- bana rimarranno per molti anni dentro e fuori Cuba: non si potranno mai omet- tere i nomi di Fidel e Raul. Dovremo aspettare almeno il 2019 quando Raul lascerà il governo.

  • I eri mattina lAvana si è svegliata in festa. Da ore in città ci sono manifestazioni spon-

tanee per le strade, ad ogni angolo si parla solo

della fine dellembargo Usa, la gente si ab- braccia, piange, balla, si scambia auguri: è la vittoria della legalità. Renato Della Giovanna, vive sotto il cielo castrista da anni. Ha lasciato lItalia e oltre a sposare una cubana ha ab- bracciato Fìdel e la rivoluzione socialista. La televisione di casa sua nel bario Chino a nord della storica piazza del Capitolio, da quando mercoledì Raul Castro ha parlato alla nazione annunciando la ripresa delle relazioni tra gli Stati Uniti e Cuba, trasmette in continuazione interviste e trasmissioni sul ritorno in patria dei tre prigionieri cubani arrestati in Florida nel 1998 per spionaggio. Nelle prime parole scritte via posta elettronica non nasconde lemozione. Anzi leccitazione:

la stessa che racconta Renato si respira lungo il Malecon, in plaza Vieja, sui colorati taxi anni 50 o nella bo-

dega dove ancora si compra il pane, la car- ne e il dentifricio con la tessera. Le bandiere cubane sono moltipli-

6 VENERDÌ 19 DICEMBRE 2014 CUBA LIBRE il Fatto Quotidiano I l Congresso può bloccare il

Fìdel e Raul nel febbraio di questan n o e in foto con il Chenegli anni 60 La Pre ss e

6 VENERDÌ 19 DICEMBRE 2014 CUBA LIBRE il Fatto Quotidiano I l Congresso può bloccare il
6 VENERDÌ 19 DICEMBRE 2014 CUBA LIBRE il Fatto Quotidiano I l Congresso può bloccare il

FRATELLI IMMORTALI I cambiamenti attesi avverranno comunque sotto legida della coppia che governa lisola dal 1959

il Fatto Quotidiano

il Fatto Quotidiano CUBA LIBRE VENERDÌ 19 DICEMBRE 2 01 4 7

CUBA LIBRE

VENERDÌ 19 DICEMBRE 2 01 4

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il Fatto Quotidiano CUBA LIBRE VENERDÌ 19 DICEMBRE 2 01 4 7

Yoani Sanchez:

A L LAVANA, qualcuno si domanda dove sia Fidel Castro. Anzi, che cosa ne pensi il Lider Maximo dello storico riavvicinamento con gli Stati Uniti, il

contemporanea con Barack Obama. Infatti, Fidel - 88 anni compiuti ad agosto - è assente. Ieri non è apparso e, almeno per ora, non

Y oani Sanchez: A L L ’ AVANA, qualcuno si domanda dove sia Fidel Castro. Anzi,

Ma il Lìder Maximo dovè?

nemico di una vita. Tra i primi a porsi il quesito è stata ieri Yoani Sanchez: Il grande assente continua a essere Fidel Castro, nemmeno una foto sua alle spalle di Raul Castro mentre leggeva il dicorsoquasi in

c'è traccia di un suo intervento nellambito delle 'riflessionì pubblicate dalla stampa dellAva n a , ormai da qualche anno lo spazio scelto dallex presidente per comunicare, su diverse questioni e problematiche, il suo pensiero.

di Maurizio Chierici

Q uasi una parola dordine, fumi di pace: il colloquio tra Obama e Raul

Castro scioglie le tensioni en- demiche del continente latino. Da due anni la Farc colom- biana trattan allAvana la fine di una guerra civile lunga mezzo secolo, 220 mila morti. Fiumi di parole che non con- cludono. Ecco che mezzora dopo labbraccio telefonico dei due presidenti, i mediatori Farc proclamano la tregua unilaterale: non spareranno se non per difendersi dallag- gressionedelle forze armate. Spiraglio ambiguo eppure inaugura una speranza senza precedenti. Più o meno alla stessa ora Nicolas Maduro, erede disastrato di Chavez, applaude da Caracas al co- raggio di un gesto che conse- gnerà Obama alla storia. E ringrazia Francesco nostro papa. Parole che allontanano mesi di accuse allimperiali- smo di Washingtonincolpa- to di voler strangolare lindi- pendenza di un paese libero soffiando sulle rivolte dellop- posizione.

A L LIMPROVVISO

cerca

il

dialogo. Il petrolio in caduta libera minaccia i legami con Cuba: 42 mila medici ed in- fermieri in cambio delloro ne- ro che accende le luci di Raul. Cooperazione sul filo del di- sastro e il Venezuela si aggrap- pa per non restare solo. LAmerica Latina tira un sospi- ro. Frequentare lAvana era lincubo che intiepidiva i rap- porti con gli Stati Uniti, lega- me indispensabile ad ogni paese del continente. Da ieri non è peccato. A Cuba trionfo bifronte. Preoccupazione di burocrati e dei politici. Quan- to sopravviverà il partito unico al quale Osvaldo Paya, leader cattolico morto in uno strano

La rete venezuelana e la svolta vietnamita

DIETRO LANNUNCIO DI MERCOLEDÌ LA SPONDA DEL PAESE DI CHAVEZ, SOSTENITORE DELLAVANA, MA SEMPRE PIÙ IN DIFFICOLTÀ. ORA IL REGIME DOVRÀ GUIDARE LA LIBERALIZZAZIONE ECONOMICA

il Fatto Quotidiano CUBA LIBRE VENERDÌ 19 DICEMBRE 2 01 4 7 Y oani Sanchez: A

TA BAC C O

A r r o t o l at r i c i di tabacco in una piccola azienda allAvana e Obama men- tre parla con Castro dallo Studio ovale

La Pre ss e

il Fatto Quotidiano CUBA LIBRE VENERDÌ 19 DICEMBRE 2 01 4 7 Y oani Sanchez: A

incidente stradale, aveva con- trapposto un secondo movi- mento libero da ogni influnza esterna, insomma gli Stati Uniti? Lex presidente Carter aveva presentato il piano Va- rela nellaula magna delluni - versità dellAvana, Fidel in pri- ma con laplauso facile. Finita la cerimonia la proposta di- venta carta straccia. Quanto

resisterà lo stato padre padrone? Si annuncia una transizione viet - namitasincro - nizzata alla pre- senza di Raul, 83 anni che non ri- cordano il carisma di Fidel. La virtù che gli si riconosce e laver affidato agli intellettuali lesplorazione del futuro, mediatori con gli in- tellettuali dellaltra sponda. Dominguez direttore di Te m a s , libro-rivista mensile del par- tito, insegna alla Columbia e incrocia i collaboratori del giornale con i collaboratori di Espacio Laical, libro-rivista del- la chiesa cattolica. Hanno aperto alla diaspora dei fra- telli cubani degli Stati Uniti.

un uomo che si è comportato secondo il suo credo, è stato pienamente fedele al- le sue convinzioni. Crescete da bravi rivoluzionari. Studiate tanto e impara-

te a usare la tecnologia

imparate a

... sentire profondamente tutte le ingiu- stizie compiute contro chiunque, in qualunque posto al mondo. Questa è la qualità più importante di un rivoluzio- nario. Per sempre, bambini miei.

Cos'è che non le piace del suo Paese?

Il caldo (ride) Un esempio? Dobbiamo lavorare per il trasporto urbano, per dare case dignitose ai contadi- ni.

E per la piena libertà, per i di- ritti civili?

La libertà totale non esiste. La democrazia reale è il potere del

popolo. Che potere ha il popo- lo che dice no alla guerra e i governi inviano le truppe? La violazione dei diritti è un pro- blema culturale, lo abbiamo ri- solto.

Da che parte starebbe oggi suo p a d re?

Sempre dalla stessa parte, oggi più che mai: accanto ai pove- ri.

il Fatto Quotidiano CUBA LIBRE VENERDÌ 19 DICEMBRE 2 01 4 7 Y oani Sanchez: A

Aleida Guevara, 53 anni La Pre ss e

Due anni fa è cominciata così. E poi Mariela Castro, senatrice e figlia del presidente, passa da ununiversità allaltro del pae- se allindice fino a qualche an- no fa . Cuba si è aperta in lenta sintonia con le aperture di Obama. Adesso lo sappiamo:

covate tra Vaticano e Canada, incontri alle Le Carré. E i bal - s e ro s sono tornati per vacanze e permessi ormai lunghi. La te- lefonata di ieri ha moltiplicato le prenotazioni degli espatriati che non vogliono perdere il grande momento. Arrivano assieme ragazzi cubani dAmerica che progettano il futuro nella nostalgia dei non-

ni ..

Futuro già cominciato,

adesso forse galopperà. I risto- ranti familiari di ispirazione vietnamita trasformati in ri- storanti con camerieri giacca bianca. La privatizzazione di commerci e mestieri alimenta fantasie che fanno sorridere:

saloni di bellezza per cani, ad esempio. Ma levoluzione pro- fonda mette in conto attese complicate: stampa e informa- zione liberate dalle griglie della censura sarà il segno di una democrazia ritrovata e il tra- monto che si trascina da mesi dellinformazione dissidente, Yoani Sanchez b l o g u e ra regina, simbolo di una indipendenza annacquata dai rapporti ormai larghi con gli Usa. Il commen- to negativo alla mano tesa di Obama fa capire lamarezza. Se i repubblicani non bruciano i primi segni di pace lei e gli altri cosa faranno ? E cosa fa- ranno le cariatidi del partito unico se dovesse apparire il partito concorrente ? Intanto le compagnie straniere già pre- senti allAvana volano in bor- sa. Vola Copa, linea aerea pa- namense che fa la spola Ava- na-Stati Uniti. Vola Melia, al- berghi spagnoli. Volano le im- prese canadesi da sempre a Cuba malgrado lembargo. Al- legria nei villaggi vacanze di ogni nazione. E i cubani sem- pre lì ad aspettare con una pa- zienza illusa dai muri che ca- dono ma che allAvana non sono mai caduti. Forse è la vol- ta buona.

nazionale che si occupa di diritti umani, sono circa 183.000 i cubani che dal gennaio al settembre 2013 sono stati costretti ad abbandonare Cuba. Tra questi, la maggior parte sono giornalisti, blogger e difensori dei diritti umani. In un articolo del maggio 2012, comparso in un giornale del regime, erano circa 57.000 i cubani in prigione o rinchiusi in campi di lavoro, spesso in condizioni disumane, alcuni dei quali per avere semplicemente criticato il regime.

L a questione dei diritti umani per il regime dei Castro ha rappresentato sempre un tabù. Que-

DIRITTI Il grande tabù del regime castrista

stione che ha spinto dissidenti e attivisti a scappare dalla patria. Dati del governo statunitense mostrano che dal 1959 al 1993, i cittadini cubani fuggiti da Cuba per gli Stati Uniti, sono circa 1.200.000. Negli anni successivi il trend non sembra essere cambiato. Se- condo Human Rights Watch, lorganizzazione inter-

ALEIDA GUEVARA

Vinto senza perdere la tenerezza

di Sandra Amurri

A leida,53 anni è la figlia del Coman- dante Ernesto CheGuevara. Pe-

diatra, cura i bambini in ogni Paese in

cui la chiamino a farlo. Determinata nell'argomentare le ragioni della Rivo- luzione, dolce nell'accompagnare le pa- role con il sorriso. Gli occhi neri, lo stesso taglio allungato del papà. La in- contriamo a Roma dove ha ricevuto il premio Solidarietà 2014 conferitole dalla Fondazione Foedus a pochi giorni dalla storica decisione di Obama. So- no qui ma vorrei essere a l'Avana per condividere la gioia della vittoria con il mio popolo. Vorrei abbracciare Fidel, ci dice.

È iniziata la fine dell'embargo?

No, la fine del blocco la decide il Con- gresso americano, questa è una deci- sione molto importante per l'apertura, la distensione tra i popoli. Un ricono- scimento alla rivoluzione.

Cos'è la Rivoluzione?

Come dice Fidel: cambiare tutto quello che deve essere cambiato. È l'integrità del rivoluzionario, mantenere un'etica, essere conseguente con il proprio pen- siero, essere solidale, sensibile al dolore

e all'allegria altrui, sono i suoi valori:

l'istruzione, l'educazione, la salute. Ascoltare i giovani perché è un proget- to che si tramanda.

Obama ha detto: Settantamila medici cubani sparsi nei Paesi più poveri del mondo ci hanno messo in crisi molto più di ogni nostra strategia contro Cuba.

Una grande verità. Forniamo assisten- za medica a 90 Paesi. Quando il blocco economico finirà Cuba sboccerà come un fiore perchè lo spirito del nostro si- stema è la solidarietà e il nostro motto:

Dare senza ricordarlo, ricevere senza dimenticarlo.

chiamerà Vittoria, in onore del 21 di- cembre dell'88 quando venne firmato l'accordo tra Cuba e il Sud Africa per il ritiro delle truppe dall'Angola per l'in- dipendenza della Namibia. Mi opposi, non era giusto per mio marito. Fidel si avvicinò alla culla la guardò ed escla- mò: Tu non sai ancora il temperamen- to di tua madre, è figlia del Che.

Che ripeteva: Essere duri senza mai perdere la tenerezza.

La tenerezza, la parte dolce del pueblo, la sensibilità dell'essere umano, la grande forza della ri- voluzione.

Ha detto che vorrebbe abbracciare Fi- del. È solita farlo?

Sì, certo, ne ho bisogno. Da piccola mi

Cos'è che di lui le tiene co m p a g n i a?

teneva sulle ginocchia. Quando nacque

La

sua lette-

mia figlia il 21 dicembre, mio marito

ra-testamen-

che si trovava in Bolivia aveva scelto

to:

Vostro

per lei il nome di Stefania. Fidel disse: si

padre è stato

   

LIBERTÀ FONDAMENTALE

Quella totale non esiste. La democrazia reale è il potere del popolo. La violazione dei diritti è un problema culturale, lo abbiamo risolto

VENERDÌ 19 DICEMBRE 2014 ROMANZO CRIMINALE il Fatto Quotidiano 8 I mperia, il giallo del consigliere
VENERDÌ 19 DICEMBRE 2014 ROMANZO CRIMINALE il Fatto Quotidiano 8

VENERDÌ 19 DICEMBRE 2014

ROMANZO CRIMINALE

il Fatto Quotidiano

8

Imperia, il giallo del consigliere gambizzato in strada

FRANCESCO CORDÌ, consigliere comunale di maggioranza a Camporosso, in provincia di Im- peria, è stato brutalmente picchiato e poi gam- bizzato insieme al titolare di un bar del paese. Lepisodio presenta aspetti inquieti anche perché sulle prime, con un post su Facebook, Cordì ha negato tutto: È falso. Sto benissimo. Chi scrive certe cose dovrebbe vergognarsi. I due si sono

presentati in pronto soccorso a Bordighera nella serata di mercoledì, nonostante, secondo la loro versione, il pestaggio fosse avvenuto in mattinata. Sentiti dai carabinieri, hanno sminuito la cc a d u to, indicando come responsabili un gruppo di persone che non conoscevano e che stavano litigando tra loro. Sul possibile movente cè ancora il massimo riserbo da parte degli investigatori che però hanno

confermato che Cordì, che lavora come frontaliere nel Principato di Monaco, sia stato raggiunto alle gambe da almeno un colpo di pistola di piccolo calibro. Emilio Simbari, il titolare del bar, invece, sarebbe stato colpito al piede. È un episodio de- precabile. Non riusciamo proprio a capacitarci del perché di questo gesto vile, ha dichiarato il sin- daco di Camporosso, Davide Gibelli.

IL DELITTO FANELLA ERA LA FESTA DELLA NONNAALTRI QUATTRO ARRESTI

ORDINANZA CONTRO I PRESUNTI MANDANTI DELLOMICIDIO DEL CA SS I E R E DEL FINANZIERE NERO DELLA TRUFFA TELECOM ACCUSE AL FASCISTA MACCHI E A DENARO, LEGATO AL CECATO

  • di Valeria Pacelli

T elefonavo per sapere

quando era la festa

della nonna. La fe-

sta della nonna è il

26. Questa l'intercettazione principale dellinchiesta dei pm romani Paolo Ielo e Giuseppe Cascini che ieri hanno messo un ulteriore tassello al giallo dellomicidio del 3 luglio di Sil- vio Fanella, ritenuto il cassie - redi Gennaro Mokbel e con- dannato in primo grado a 9 an- ni per la truffa Telecom-Spar- kle. Altre quattro persone ieri sono finite in carcere. Ma cè ancora un elemento che manca. Perché la Squadra mobile, gui- data da Renato Cortese, sta cer- cando di capire bene il ruolo di Gennaro Mokbel, ossia se sia stato davvero vittima di una re- te di neriche cercava il te - sorodella truffa Fastweb. Ieri è finito in carcere Manlio Denaro, già assolto per la ma- xi-truffa, istruttore in una pa- lestra del quartiere Fleming (Roma Nord). Nuova ordinan-

za per Emanuele Macchi di Cel- lere, ex Nar, già in cella. Sono ritenuti i pianificatori dellag - guato. Diverse la posizioni di Carlo Italo Casoli (anchegli in carcere e accusato con la figlia ai domiciliari di aver fornito i mezzi) e di Gabriele Donnini che invece avrebbe fornito do- cumenti falsi.

IL 7 SETTEMBRE erano già stati arrestati Giuseppe Larosa e Egi- dio Giuliani, in passato vicino ai Nar e fondatore di una coope- rativa di ex detenuti a Novara. In carcere cè finito, nei mesi scorsi, anche Giovanni Battista Ceniti, ferito durante il tentato sequestro che sfociò nellucci - sione di Fanella e lasciato san- guinante davanti allapparta - mento di via della Camilluccia. È dallanalisi del tabulati telefo- nici del suo cellulare che gli in- vestigatori hanno ricostruito parte della vicenda. A dare la svolta poi la telefonata fatta da Denaro dalla stessa ca- bina utilizzata da Carminati, ri- tenuto il capo di Mafia capitale.

L11 giugno scorso, da via Fla- minia Vecchia, a Roma, Denaro chiama Giuliani. D e n a ro : Telefonavo per sapere quando era la festa di nonna

Giuliani:Il 26! (

)

io però vengo

D: Ecco

..

io lì ho invitato anche

Stefano si chiama quel mio ami- co è ...

G: Va bene (

)

Il ristoratore per

fare la festa (

)

Volevo solo ave-

D: Ce ne ha anche un altro G: Perfetto D:Ho rimediato anche tutti i re- galini. La conferma di un incontro tra Denaro e Giuliani arriva da unaltra intercettazione tra Macchi di Cellere e Giuliani del 9 luglio 2014. Giuliani: Intanto te dico io ... cho appuntamento domani perchè mi aggiorna il Bianco!

Capito ?

...

er Canuto

Macchi di Cellere: Ma tu lo hai

visto no ? G: Si si M: E ti ha detto quindi che ha

VENERDÌ 19 DICEMBRE 2014 ROMANZO CRIMINALE il Fatto Quotidiano 8 I mperia, il giallo del consigliere

Via della Camilluccia, 3 luglio scorso, lomicidio di Silvio Fanella Ansa

 
 

LI N DAG I N E La polizia vuol capire se Mokbel era davvero vittima del tentativo di portar via il bottino milionario. I sospetti

del vecchio camerata

del vecchio camerata

risolto tutto G: Sì sì, allora gli ho detto per le trasmissioni per Mediaset e Rai gli ho detto immediatamente e lui andava subito. Er Canutoo il Biancoera proprio Manlio Denaro. Adesso che si è risolto il giallo dei mandanti e organizzatori dellomicidio, gli investigatori vogliono capire i rapporti tra Mokbel e Denaro. Infatti agli at-

ti cè una conversazione inter - cettata nel procedimento su Mafia Capitale tra Carminati e

quelli là di Mokbel a farla questa cosa qua. E poco dopo: Emilio (Siviero, il suo legale, ndr) cha

il suo braccio destro Brugia do- ve si parla un milione di euro che Denaro dovrebbe a Mokbel.

paura. La moglie Rita condivi- de e aggiunge: Ieri non ti dico che mi ha riferito il piccoletto

Non glieli darà maiManlio gli sputa in faccia a Gennaro

( ) ..

Ha detto sotutti terroriz-

zati, non si può più parlare con

Gli dice cosa vuoi?

...

questo è

nessuno, mettono i trasponder

peggio di quellaltro èdopo

sotto le

Fanno le in-

un pouno se le scorda le cose,

dagini, lo sapevamo, che è cam-

dice Carminati.

minarmi qua? dice (

)

Io

biato? ...

dico: chi è che sparge

Agli atti anche interessanti col-

sto terrore a Roma?Dice: I so-

loqui in carcere a Rebibbia tra Macchi e la moglie Rita, regi- strati lo scorso 26 novembre. Macchi Di Cellere è scritto nellordinanza di ieri oltre ad esprimere il timore di essere eli- minato, manifesta il rammarico di essere stato tradito anche dai

litiDico: Dì, perché un conto è Questo ( e a questo punto la donna con la mano si copre per un attimo locchio destro, per indicare al marito lidentità di Questo, ossia Massimo Carmi- nati) ..E il marito conclude: Stanno

suoi legali e che dietro a ciò cè

tutti sotto (

)

Quindi Tutti mo-

una precisa regia. Volete eli-

 

a loro glielhanno ordinato

INTRECCI NERI
INTRECCI NERI
  • di Marco Lillo

    • L a telefonata che ha portato in galera Manlio Denaro

per lomicidio del cassiere di Mokbel parte da una cabina sot-

Quelle relazioni pericolose per il tesoro di Mokbel

to intercettazione perché era usata da Carminati. Questo non è lunico incrocio

gendo: non gliela darà mai

è peggio di quellal -

uomo fischia verso Carminati, mentre è al solito

ness Fleming. L11 giugno del 2014 alle 16 e 50

tra Mafia Capitale e la banda Mokbel. Il Ros ha videoregistrato due incontri inediti tra Carminati e Mokbel: il primo ad agosto e il se- condo a ottobre 2013. Il 28 agosto alle 15 e 13 un

distributore di Corso Francia sotto la videocame- ra dei Carabinieri. EMokbel, fuori campo, che fischia e batte le mani per fasi notare ma è talmente coperto da suscitare lilarità di Carminati e del suo braccio destro Riccardo Brugia. Ma vaffanculo

percorre 400 metri sulla Flaminia Vecchia. Si ri- lassa e chiama da una cabina Egidio Giuliani, poi arrestato per lomicidio Fanella. Denaro secondo i Carabinieri del Ros sin dagli anni 80 gravitava sia negli ambienti dellestrema destra romana sia nel

va, dice Carminati, con il cappello

se voleva

sodalizio criminale capitolino della Banda della Magliana. Purtroppo per lui la cabina era sot-

pure mette la maschera

...

E

toposta a intercettazione dal Ros

   

che indagava su Carminati. Se

     
 

avesse usato un cellulare Denaro

Brugia: se non se levava il casco per me poteva stare unora a bat-

nati con il suo fido Brugia parla

 

tere le mani, è isterico. Pensavo che erano le guardie. Il 21 ot- tobre è invece Carminati, con la sua Smart, dopo prolungate azioni di spedinamentoper le vie di Vigna Clara a parcheggia- re per accedere allo stabile del domicilio di Mokbel. Proprio in quel periodo Carmi-

I

N T E R RO G AT I V I

Carminati, Brugia, il killer: una raffica di contatti prima dellagguato di luglio. Le presenze dei

forse sarebbe ancora a fare listruttore nella sala pesi del Fle- ming dove offre consigli per rin- forzare i muscoli a signore at- tempate e per rafforzare il peso elettorale al suo vecchio cono- scente e deputato di Forza Italia:

Ignazio Abrignani, intercettato casualmente con il futuro (pre- sunto) sequestratore e omicida

  • di un debito di Denaro verso

di un debito di Denaro verso

fratelli DellUtri

preterintenzionale Denaro, co-

Mokbel di un milione, aggiun-

VENERDÌ 19 DICEMBRE 2014 ROMANZO CRIMINALE il Fatto Quotidiano 8 I mperia, il giallo del consigliere

me Il Fatto ha già raccontato. Il Ros intercettava Denaro (e

sona il 23 dicembre. Denaro però non disdegna la terra di sopra e a febbraio 2014 contatta lono - revole Abrignani proponendogli: Vengo con mio cognato e lui ti spiegherà bene la situazione poi vi fissate un secondo appuntamento perché stiamo parlando di un gruppo che su Roma non so se abbia 10 mila voti, na cosa del genere, tu mave - vi detto che ti volevi radicare su Roma politica- mente. Abrignani al Fa t to ha raccontato: Denaro è il mio personal trainer e voleva presentarmi dei militanti di CasaPound che avevano assunto po- sizioni moderate. Tre mesi dopo quella telefo- nata, Denaro si rituffa nel mondo di sottoe chia- ma Giuliani per chiedere la data della spedizione per sequestrare Fanella. Giuliani (condannato a 23 anni già scontati) risponde che la data è il 26 giugno con una battuta macabra: il ristoratore e lì per fare la festa alla nonna, per fare la festa. Ben prima dellomicidio e di quella telefonata, il ROS dedica al triangolo Carminati-Denaro-Mokbel linformativa del 5 febbraio, nella quale aggiunge anche un riferimento ai fratelli DellUtri, che in- contravano Mokbel. Sulla lite Denaro-Mokbel il Ros riporta una conversazione nella quale Brugia dice a Carminati: Gennaro (Mokbel, ndr) mi dis- se: ho messo in mezzo Manlio’”. A quel punto Carminati commenta: No, monon gli potrà manco chiedere i soldi perché come fa a chiedere

quindi lo riconosce subito quando usa la cabina di

15 anni

non glieli darà mai

per me non glieli

Carminati) perché è risultato appartenere alla

gli sputa in faccia

cerchia relazionale di Carminati: il 10 settembre 2013 incontra il braccio destro Brugia, il 23 ot- tobre la moglie del boss e infine Carminati in per-

a Gennaro (

)

VENERDÌ 19 DICEMBRE 2014 ROMANZO CRIMINALE il Fatto Quotidiano 8 I mperia, il giallo del consigliere

Gennaro Mokbel Ansa

non cè andato tutto sto tempo non ce va manco adesso mo pense-

rà: ci sarà lappello

(

)

poi nun se scordamo quello

che ha fatto con

Nino (

)

questo è

 

questo è peggio

dopo un pouno se scorda le cose. La lettura della conversazione è difficile. Secondo il Gip che ha arrestato ieri De- naro, Carminati sta dicendo che Denaro non avrebbe pagato il suo debito a Mokbel sia per la pesante condanna subita (15 anni Mokbel, assolto Denaro, ndr) sia per la pericolosità criminale ri- conosciuta a Denaro, dimostrata poi con lomi - cidio Fanella, il cui movente sarebbe per il Gip mettere le mani sul tesoretto di Mokbel & co. IL Ros annota anche due incontri tra Fanella e Moc- kbel pochi mesi prima dellomicidio: il 7 febbraio 2014 allenoteca Graziani e il giorno dopo al Caffè Negresso. Nella stessa informativa il ROS annota che il 21 gennaio 2014 Mokbel e la compagna Giorgia hanno cenato allOsteria da Claudio con Marcello e Alberto DellUtri. Al termine della ce- na alle 23 e 18 i fratelli DellUtri uscivano dal locale e veniva notato che uno dei fratelli DellUtri (sono gemelli, ndr) teneva in mano piegati alcuni fogli formato A4 che non erano stati notati al suo in- gresso nel locale.

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il Fatto Quotidiano ROMANZO CRIMINALE VENERDÌ 19 DICEMBRE 2 01 4 9 L ea G a

il Fatto Quotidiano

ROMANZO CRIMINALE

VENERDÌ 19 DICEMBRE 2 01 4

9

il Fatto Quotidiano ROMANZO CRIMINALE VENERDÌ 19 DICEMBRE 2 01 4 9

Lea G a ro fa l o :

CO N DA N N E confermate dalla Cas- sazione per l'omicidio di Lea Garo- falo. Quattro ergastoli più una pena

dannati sono i fratelli Carlo e Vito Cosco, compagno e cognato della vittima, Rosario Curcio e Massimo

so d'appello aveva collaborato per il ritrovamento dei resti della donna, rinvenuti nel 2011 in un tombino del-

faccia della terraper avere scelto una strada diversa. La Cassazione ha anche condannato gli imputati al

la Cassazione conferma 4 ergastoli

di 25 anni sono stati inflitti ai cinque imputati per l'omicidio della testi- mone di giustizia calabrese, stran- golata con un cordino e poi bruciata nell'acido nel 2009 a Milano. I con-

Sabatino, che sconteranno tutti il carcere a vita. La pena più bassa è stata decisa invece per Carmine Venturino, l'ex fidanzato della figlia della Garofalo, che durante il proces-

la Brianza a tre anni dalla scomparsa. Un delitto terribile quello di Lea Ga- rofalo, eseguito con modalità e mo- tivazioni mafiose: la donna infatti doveva essere punita e tolta dalla

pagamento delle spese processuali e al risarcimento delle parti civili, tra cui la figlia della Garofalo, Denise, incontrata ieri dalla presidente della Camera Laura Boldrini.

Ultimo appalto al Lavoro per il consorzio di Buzzi

SOLO 5 MESI FA LA GARA VINTA DAL CNS NEL MINISTERO DI POLETTI, EX PRESIDENTE LEG ACO O P IL MANAGER PANZIRONI A VERBALE: FU ALEMANNO A PRESENTARMI IL CAPO DELLA 29 GIUGNO

di Rita Di Giovacchino

G li ultimi affari di

Mafia Capitale

portano dritti al

ministero del La-

voro: parliamo di un appalto da 3 milioni aggiudicato ap- pena 5 mesi fa. E così, quella foto che ritraeva Giuliano Po- letti con Salvatore Buzzi, per il ministro diventa ancor più imbarazzante. Il servizio di

pulizie del ministero del La- voro come rivelato ieri da

i l fa t to q u o t i d i a n o. i t è stato in-

fatti affidato direttamente alla cooperativa 29 giugnodi Buzzi. La gara che dura 4 anni viene aggiudicata nel 2011 a un raggruppamento temporaneo di imprese for- mato dalla società Sea Sud e dal Cns, il Consorzio nazio- nale servizi, nel quale compa- re Salvatore Forlenza, indaga- to per turbativa dasta. La gara arriva alla Cns soltan- to dopo che la cooperativa Antares, una delle sue asso- ciate, viene fatta fuori perché non in regola con la docu- mentazione che prova la re- golarità dei versamenti con- tributivi dei lavoratori. E le connessioni di Buzzi con il mondo della politica non si fermano certo qui. Può sem- brare strano, ma a presentare Buzzi, luomo delle coopera- tive rosse, a Franco Panzironi, ex ad della municipalizzata romana per lambiente Ama, fu lex sindaco Giovanni Ale- manno. Ed è stato proprio Panzironi ad ammetterlo can- didamente durante l'interro- gatorio di garanzia il 2 dicem- bre scorso. Sì, ho conosciuto Buzzi nel periodo fine 2009

inizio 2010

...

ma non nel con-

testo

dellAma ...

lho cono-

sciuto praticamente nella se-

greteria del sindaco Aleman-

no, mi fu presentato come un

conoscente del sindaco

....

Il

pm Luca Tescaroli si mostra

stupito: Il sindaco stes- so?.Lo presentò come pre- sidente delle cooperative ros- se, questo è.Aspetti un at- timo continua il pm se Buzzi apparteneva allanima di sinistra della fondazione perché pagava la fondazione Nuova Italia dove cerano dentro Alemanno?. Come tutti gli imprenditori roma- ni, risponde Panzironi, pa- gano sia destra che sini- stra ....

Lex numero uno di Ama nega le tangenti

Ma non lui, sostiene Panziro- ni: Io non ho mai preso soldi da Buzzi, o almeno precisa:

Non ho mai preso buste in

contanti

....

Ma cè quel rapido

giro in auto in cui, secondo laccusa, Buzzi paga Panzironi e nelle immagini registrate dal Ros sintravede proprio una

borsa. Lui respinge laccusa:

Mi fa salire in macchina per- ché, (Buzzi, ndr) dice ti devo

dire una cosa

...,

probabilmen-

te lui aveva paura di essere in-

tercettato

...

mi fece salire

...

e mi

disse: guarda mi fai sto favo-

re

...’”.

Il favore, spiega Panziro-

ni, è la richiesta di intercedere presso Alemanno per accelera- re i pagamenti alla cooperativa. Feci questo giro e poi mi ha la- sciato. La borsa? Non lho vi- sta, non so nulla. In altre oc- casioni, e sempre in auto, Pan- zironi sostiene che Buzzi avan- zava richieste simili: Ma tu che vai sempre lì dal sindaco mi

puoi aiutare a incassare questi soldi che devo avere?. E pen- sare che parlando di lui, Buzzi e Carminati, il rosso e il nero, di-

cevano: E poi ce soi quindici- mila, nun se ne scorda mai ...

Il libro nero e il libro rosso, il rompicapo delle sigle

La contabilità parallela della Coop 29 giugno, con la miria- de di sponsor e intermediari a

libro paga, è stata trovata il 2 dicembre scorso nellabitazio- ne di Nadia Cerrito, l'ammini- stratrice di Buzzi. Il libro nero,

  • di cui si parla dai primi giorni

  • di Mafia Capitale, non è soli-

tamente quello che gli ammi- nistratori considerano un re- gistro di entrate e uscite, ma una serie di cifre, seguite da si-

il Fatto Quotidiano ROMANZO CRIMINALE VENERDÌ 19 DICEMBRE 2 01 4 9 L ea G a
il Fatto Quotidiano ROMANZO CRIMINALE VENERDÌ 19 DICEMBRE 2 01 4 9 L ea G a

Gianni Alemanno e il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti A n s a / La Pre ss e

 
 

LA CONTABILITÀ Gli investigatori alle prese con le sigle del libro nero della cooperativa: tra le varie tracce, una porterebbe

agli ‘ n d ra n g h e t i s t i

agli n d ra n g h e t i s t i

gle o iniziali su cui stanno let- teralmente impazzendo gli in- vestigatori del Ros, anche per- ché non è stato utilizzato alcun codice, a volte la decrittazione è facile, perché si tratta delle iniziali di un nome: La sigla B- dice Cerrito la mettevo quando me li dava Buzzi, non sapevo da dove venivano, met- tevo la sigla che rispecchiava il nome di chi me li dava; MC era Massimo Carminati; la sigla E era Emilio Gammuto, la Nera il mio nome, erano 500 eu- ro di aumento dello stipen- dio. Cosa avvenuta almeno 14 volte. Ma il mistero è più fitto:

la sigla mercatocompare tre

Non solo silenzi, fiaccole a Sacrofano CAPISCO CHE AL FORESTIERO può sembrare omertoso chi a domanda

Non solo silenzi, fiaccole a Sacrofano

CAPISCO CHE AL FORESTIERO può sembrare omertoso chi a domanda risponde: No, non lo conosco(Il Fatto Quotidiano, mercoledì 17 dicembre, Sacrofano il paese del Nero e dellomertà: Carminati chi?’”). Ma nel paese dell'ex Narpuò succedere che siano veramente in pochi o nessuno a conoscere Massimo Carminati, il boss di Mafia Capitale. Io, per esempio, il volto del Cecato lho visto per la prima volta in Tv pur abitando a tre chilometri da lui. Si può vivere a Sacrofano senza incontrarsi. È vero: Sacrofano è un piccolo paese di 8 mila abitanti. E in teoria si dovrebbero conoscere tutti, o quasi. Qualche maneggio, una folta comunità di rumeni impegnati soprattutto in edilizia e tanti romani che lavorano in città e hanno scelto di vivere qui. Un paese di pendolari, che assiste con sorpresa agli eventi. Un boss, il suo braccio violento, l'imprenditore, il referente politico e quello amministrativo. Se regge laccusa vorrà dire che la cupola mafiosa si era stabilita in questo centro a nord della Capitale. Che Sacrofano sia una roccaforte della destra romana è una triste realtà anche se esiste un'opposizione democratica. Nel vecchio borgo troverete la statua di Giorgio Almirante, appeso al Municipio lo striscione che chiede la liberazione dei due marò sotto processo in India. I sindaci sono espressione della destra rappresentata dalla famiglia Gramazio, dal vecchio senatore Domenico noto alle cronache per la foto che lo ritraeva con una

fetta di mortadella in bocca e lo spumante in mano nellaula del

Senato appena dopo la caduta di Prodi e oggi dal figlio Luca, ex capogruppo di Forza Italia nel consiglio regionale del Lazio. Loro si che conoscevano Massimo Carminati come lo conosceva il sindaco Tommaso Luzzi, anchegli indagato per mafia e sotto processo a Tivoli per corruzione. Sacrofano merita i riflettori accesi e approfondite indagini da parte della magistratura e dei Ros dei carabinieri. Non trovo nulla di sospetto nel fatto che la

locale stazione dei carabinieri sia stata tagliata fuori. Succede sempre così. In tutte le indagini dove la riservatezza è fonda- mentale e poi sono appena sei i carabinieri in servizio e non hanno mica la sezione investigativa. Ogni giornalista interpreta i fatti come meglio crede. Ed è giusto. Ma cari lettori del Fa t to sappiate che stasera a Sacrofano ci sarà una fiaccolata contro il malaffare mafioso per la legalità. Con Libera di don Ciotti e senza bandiere di partito sfileremo per chiedere di andare fino in fondo e dire no alla mafia. A Sacrofano chiediamo le dimissioni del sindaco Tommaso Luzzi.

Mario Savarese

volte per un totale di 16 mila euro. Dietro si nascondevano gli 'ndranghetisti Campennì in trattativa per lappalto al mer- cato di piazza Vittorio? E che dire dei 45mila euro destinati a Moml? O dei 64mila a Oml? Il segreto della Cerrito è parla- re molto e dire poco, soprattut- to sulla lista di sigle racchiuse nella cassaforte della sua men- te. Lo portavo con me (il libro nero) perché mi era stato detto di non lasciarlo in ufficio. Passiamo al libro rosso, più piccolo, con foto di bambini in copertina: Su questo libricino appuntavo i soldi in entrata e

uscita che mi dava Buzzi in al- cune buste bianche, mi faceva mettere delle sigle. Preparavo buste in bianco con i soldi, le lasciavo a Buzzi. Mi sono oc- cupata delle erogazioni a Fon- dazione Nuova, era il mio la- voro, so che era un partito di destra. Ben di più diceva Mas- simo Carminati nelle intercet- tazioni, ad esempio quella del 16 agosto, svoltasi nell'ufficio di Buzzi, presenti anche Cerri- to e Di Ninno:Sai io che fac- cio, io l'aggiorno e lo strappo, capito come. Lo prendo a con- fronto e lo strappo. Un modo, chiosa il Ros nell'informativa, per eliminare ogni prova.

Sgomberato il c ovo dellultrà De Santis

TOR DI QUINTO (ROMA), IL COMUNE SI RIPRENDE LAREA DA CUI PARTÌ LASSALTO FINITO CON LOMICIDIO DI CIRO ESPOSITO

di Gianluca Roselli

I vigili per lo sgombero sono arrivati il 4 dicembre. Ma è

da oggi che la società sportiva Boreale non potrà più accedere alle strutture che occupa a Tor di Quinto, nei pressi dello sta- dio Olimpico a Roma. È la so- cietà nei cui locali viveva Luigi De Santis, il tifoso romanista, militante dellestrema destra, in carcere per lomicidio del tifoso

napoletano Ciro Esposito, col- pito da un colpo darma da fuo- co durante gli scontri del 3 maggio scorso prima della fina- le di Coppa Italia tra Napoli e

Fiorentina. De Santis proprio qualche giorno fa è stato trasfe- rito nel carcere friulano di Tol- mezzo, lo stesso penitenziario in cui hanno portato Massimo Carminati. Il nome della società Boreale è rimbalzato anche nelle crona- che dellinchiesta Mafia capita- le. A quanto emerge dalle inter- cettazioni, il titolare della Bo- reale Srl Roberto Viglianti (non indagato), scrivono i carabinie- ri del Ros, è in diretto contatto con Riccardo Brugia e Massimo Carminati con i quali media per la compravendita di immobili e attività commerciali su Roma.

In realtà ci sono due società Bo- reale. Quella collegata a De San- tis è la Boreale Asd, presieduta da Cesare Zaralli, unassocia - zione sportiva dilettantistica fondata nel 1946 che si occupa di diffondere lo sport tra i gio- vani con una scuola calcio e una decina di squadre con circa tre- cento ragazzi dai 10 ai 18 anni. Poi cè la Boreale Srl, fondata da Alessandro Passi, figlio dellex presidente della Boreale Asd Enzo Passi, oggi presieduta da Viglianti, luomo finito nellin - chiesta Mafia capitale. Con quellaltra società noi non cen - triamo nulla, fanno sapere dal-

la Boreale Asd. Noi abbiamo una reputazione da mantenere nel mondo della formazione sportiva a Roma. Mentre qual- cuno, prima con la vicenda De Santis e ora con queste intercet- tazioni, cerca di screditarci. E lo sgombero che stiamo subendo non è casuale. Da parte del Co- mune cè stata unaccelerazione sospetta. Fatto sta che De Santis, quando viveva lì, aveva trasformato la struttura in una sorta di covo

  • di militanti di estrema destra le-

gati al mondo della tifoseria ro- manista. Tanto che tra i suoi so- dali cera anche Marione Corsi,

anchegli militante di destra e voce radiofonica della tifoseria giallorossa, non indagato ma intercettato con Carminati. Inoltre, in quei 30 mila metri quadri a Tor di Quinto cè an- che il bar Il Trifoglio, storico ri- trovo della destra sociale. Tra laltro è di queste ore la richiesta dei legali della famiglia Esposi- to di acquisire le intercettazioni delle telefonate tra Carminati e soggetti legati al tifo romanista per vedere se può esserci qual-

che elemento utile. La vicenda di questo terreno vi- cino allo stadio Olimpico è complessa. Nel dicembre 2011

il Fatto Quotidiano ROMANZO CRIMINALE VENERDÌ 19 DICEMBRE 2 01 4 9 L ea G a

Daniele De Santis Ansa

il Consiglio di stato ha accolto il ricorso dei proprietari vincitori del bando e ha multato il Cam- pidoglio. Così nel maggio scor- so lex assessore allo Sport Luca Pancalli ha annunciato lo sgombero, che però è avvenuto solo ora. Ora trecento ragaz- zini protestano dalla Boreale Asd non avranno più un cam- po dove giocare.

VENERDÌ 19 DICEMBRE 2014 TRA LE TOGHE il Fatto Quotidiano 10 C arabiniere spara, tunisino muore
VENERDÌ 19 DICEMBRE 2014 TRA LE TOGHE il Fatto Quotidiano 10

VENERDÌ 19 DICEMBRE 2014

TRA LE TOGHE

il Fatto Quotidiano

10

Carabiniere spara, tunisino muore in controllo antidroga

UN TUNISINO è morto per un colpo accidentale partito dalla pistola di un carabiniere, durante un controllo an- tidroga. Il fatto è accaduto ieri po- meriggio in unabitazione ad Alba Adriatica, in provincia di Teramo. I carabinieri erano intervenuti nella casa dove la vittima si trovava as-

C arabiniere spara, tunisino muore in controllo antidroga UN TUNISINO è morto per un colpo accidentale

sieme a un connazionale. In seguito nellabitazione sono stati ritrovati circa 300 grammi di cocaina. La di- namica dellincidente non è molto chiara: fonti hanno riferito che dopo lintervento delle autorità, uno dei due tunisini avrebbe accusato un malore, mentre laltro avrebbe preso

un coltello dalla cucina minacciando e strattonando uno dei due carabi- nieri, tentando di cacciarlo via. A questo punto il carabiniere avrebbe fatto partire il colpo, ferendo luomo allarteria femorale. Il tunisino è mor- to subito dopo lintervento dei soc- co rs i .

Lo Voi, vincente senza titoli A rischio il neo procuratore

GLI SCONFITTI, LARI E LO FORTE, PRONTI AL RICORSO AL TAR SULLA NOMINA A PALERMO

di Antonella Mascali

I l procuratore di Cal-

tanissetta, Sergio Lari,

e il procuratore di

Messina, Guido Lo

Forte, stanno vagliando lipotesi di fare ricorso al Tar contro la nomina a procura- tore di Palermo di Franco Lo Voi, decisa ieri, a maggioran- za, dal Csm. Lo dicono am- bienti vicini ai due magistra- ti. Le probabilità di una vittoria sono altissime, per non dire certe, dato che Lo Voi è di- ventato procuratore di Paler- mo senza aver mai guidato un ufficio giudiziario, tanto- meno una Direzione distret- tuale antimafia. È stato pub- blico ministero solo per po- chi anni a Palermo e da 17 anni non hai mai condotto unindagine. Neppure da membro italiano di Eurojust, il suo ultimo incarico. Inoltre è anche il più giovane di età, anche se il criterio di anzianità è secondario. Che il Csm, a maggioranza, abbia votato un candidato senza titoli è dimostrato dal- la circolare n. P. 19244 del 3 agosto 2010 e modificata il 7 luglio 2011. In merito alle valutazioni attitudinalid i- ce che bisogna riferirsi alle pregresse esperienze di di- rezione, di organizzazione, di collaborazione e coordi- namento investigativo na- zionale, con particolare ri-

guardo ai risultati consegui- ti, i corsi di formazione in

materia organizzativa e ge- stionale frequentati nonché ogni altro elemento che pon- ga in evidenza lattitudine specifica acquisita anche

fuori del servizio in magi-

stratura

....

Infatti, martedì

sera, al Plenum il consigliere di Area, Piergiorgio Morosi- ni, ha concluso così il suo in- tervento: Oggi qui non si decide solo il procuratore di Palermo, ma il ruolo del Csm: custode delle regole e della razionalità, secondo il dettato costituzionale o cu- stode della forza dei nume- ri?. Dopo aver sentito diversi membri di Palazzo dei Ma- rescialli e fonti politiche, die- tro rigoroso anonimato, vie- ne fuori la cronaca di una vit- toria annunciata, quella di Lo Voi.

IL MONDO politico-istituzio - nale voleva Lo Voi e i membri laici di centrodestra e di cen- trosinistra erano intenzionati a votarlo, ci dicono alcuni consiglieri del Csm, solo che alcuni non volevano metter- ci la faccia e hanno ostentato una mediazione. Ieri, alla prima votazione, i laici Paola Balducci (Sel) Giuseppe Fan- fani (Pd) Renato Balduzzi (Scelta Civica) e Alessio Zac- caria (M5s) si sono astenuti, dichiarando che volevano un procuratore con il più ampio consenso possibile. I 7 con- siglieri togati di Area aveva- no votato Lari, e i 5 di Uni- cost Lo Forte. Lo Voi ha avu-

VENERDÌ 19 DICEMBRE 2014 TRA LE TOGHE il Fatto Quotidiano 10 C arabiniere spara, tunisino muore
VENERDÌ 19 DICEMBRE 2014 TRA LE TOGHE il Fatto Quotidiano 10 C arabiniere spara, tunisino muore

I due in corsa e poi sconfitti. A sinistra, Guido Lo Forte, p r o c u rat o re a Messina. A destra, Sergio Lari, p r o c u rat o re a Caltanissetta

Ansa

CARTA CANTA
CARTA CANTA

LA REGOLA VIOLATA DAL CSM

Le attitudini per il

conferimento degli

incarichi direttivi sono riscontrate nella capacità di organizzare, programmare e gestire le risorse in rapporto alle necessità dellufficio. Testo unico sulla dirigenza giudiziaria. (Lo Voi non ha mai diretto un ufficio giudiziario in vita sua, né come capo né come aggiunto)

to i voti dei 4 consiglieri di Magistratura Indipendente, la sua corrente, dei laici di centrodestra Elisabetta Ca- sellati (FI), Antonio Leone (Ncd) Pierantonio Zanettin (Fi) e dei vertici della Cas- sazione. A quel punto il por-

tavoce di Area, la sinistra del- la magistratura, Valerio Fra- cassi, che sosteneva il procu- ratore Lari, va oltre il corren- tismo e chiede ai laici di sce- gliere un nome: o Lari o Lo Forte, e lo avrebbero votato. Persino lo stesso Lari, sentito al telefono dai suoi sosteni- tori, aveva detto: Se sono un problema, mi faccio da par- te. Ma alcuni dei laici fanno capire che su Lo Forte cera il veto. Caselliano, ex pm del processo Andreotti, la sua nomina quando ormai era solo da formalizzare da parte del vecchio consiglio, fu bloccata dal Quirinale, che impedì il plenum perché si doveva procedere alle nomi- ne in ordine cronologico. Unicost martedì sera, pare

per quel veto implicito, si è

impuntata su Lo Forte: Lo sosteniamo fino in fondo ha detto Luca Palamara perché cè una carriera da ri- spettare. Antonello Arditu- ro, di Area, in Plenum ha det- to: Alcune carriere si fanno al calduccio, altre nelle mac- chine blindate, nelle aule

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Il nuovo procuratore capo di Palermo, Francesco Lo Voi La Pre ss e

bunker, in giro per lItalia a interrogare i collaboratori. Questo hanno fatto Lari e Lo Forte. Il mio voto è per loro. Chi non lavora per questo si assume una gravissima re- sponsabilità.

I LAICI, INVECE, allunani -

mità, hanno scelto Lo Voi. Ma se alcuni di loro, quelli di centrosinistra, per esempio, avessero votato con Area, il nuovo procuratore oggi sa- rebbe Sergio Lari. Invece, hanno votato in massa, Lo Voi, con la scusa, di alcuni, che alla prima votazione ave- va avuto più preferenze (9). Un consigliere, che non vuo- le essere citato, è arrabbiato anche con Unicost perché, ci dice, se almeno alcuni dei 5 consiglieri di Unicost avesse- ro votato Lari, sono convinto che avremmo attirato il voto di qualche laico e Lari ce

lavrebbe fatta. Resta il fatto oggettivo, però, che sono sta- ti i laici a essere determinan- ti. Ieri Area ha emesso un co- municato durissimo su quanto accaduto: Ancora una volta, con il voto di Ma- gistratura Indipendente, vin- ce il candidato meno titolato, lontano dagli uffici giudizia- ri, ma anche lontano dalle in- dagini da tanto tempo. An- cora una volta una scelta ra- dicalmente incoerente con le tante parole pronunciate in campagna elettorale. Secon- do Area gli altri due concor- renti, Sergio Lari e Guido Lo Forte avevano profili obiet- tivamente e nettamente su- perioria Lo Voi mai ag- giunto a Palermo, mai pro- curatore della Repubblica, at- tualmente fuori ruolo da al- cuni anni e per un incarico scelto dalla politica.

E tra i pm fa paura la normalizzazione

A PALAZZO DI GIUSTIZIA BOCCHE CUCITE, MA EVIDENTE MALCONTENTO. IN TANTI TEMONO IL COMMISSARIAMENTO DA LARGHE INTESE

diGiuseppe Pipitone e Sandra Rizza

Palermo

B ocche cucite negli stanzoni della Procura di Palermo.

Nel primo giorno dellera Lo Voi, lufficio al secondo piano del Palazzo di Giustizia si sve- glia in preda allincantesimo di un silenzio assordante di bisbi- gli, mugugni, dichiarazioni anonime che dietro i no com- mentdellufficialità rivelano un timore condiviso, e non solo da quella parte della procura che in questi mesi ha sostenuto il pool Stato-mafia: il rischio che si apra una nuova stagione di normalizzazione. Non è in di- scussione la professionalità del nuovo capo (Con Pignatone e Sabella, Lo Voi era una macchi- na da guerra: non si fermava mai, dice uno dei pm più an- ziani), ma il metodo della sua elezione che per la prima volta ha privilegiato lorientamento dei laici sui togati del Csm, ri- velando tutta lispirazione po -

liticadella candidatura vin- cente. E quindi il tentativo di

commissariare lufficio che in-

daga sul patto Stato-mafia, l'in- chiesta che negli ultimi due anni ha trascinato la Procura di Pa- lermo sul terreno del più acceso braccio di ferro istituzionale dal dopoguerra: il conflitto di attri- buzione con il capo dello Stato.

LO DICE persino Leo Agueci, che negli ultimi quattro mesi ha retto ad interimlufficio giudizia- rio più spaccato del Paese, mo- strando equilibrio e misura: Lo

Voi un fuoriclasse, ma credo non sia mai successo che un in-

carico così delicato venisse asse-

gnato grazie al peso dei soli con- siglieri laici del Csm. La novità è che lelezione modello Naza- renodel nuovo capo ha avuto il merito, quanto meno, di rime- scolare schieramenti tradizio- nalmente granitici: non solo i caselliani, che spingevano per la nomina di Guido Lo Forte, ma anche i moderatiche avrebbe- ro apprezzato la vittoria di Ser- gio Lari, ieri mattina non na- scondevano la propria perples-

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Palazzo di Giustizia, Palermo Ansa

 
 

CARBONARI Al Palazzo di Giustizia giornata di riunioni riservate. E un veterano propone: Fa cc i a m o un documento

di protesta ”

di protesta

sità nei confronti di un procu- ratore, fuori ruolo da anni, che approda a Palermo senza aver mai diretto un ufficio giudizia- rio, neanche da aggiunto, e che crea un precedente: Lo Voi era quello con meno titoli e meno anzianità ha detto lex aggiun- to Antonio Ingroia e infatti ha vinto. È la prova che al Csm con- tano più le regole della politica che quelle del diritto.

LA SUA è lopinione più diffusa in procura, anche se nessuno vuole uscire allo scoperto. E se lex capo dell'ufficio Francesco

Messineo si defila, in puro stile

doroteo: Non mi sembra sia il caso di commentare la nomina:

io ormai sono in pensione, l'ar- gomento non mi compete più, il presidente del Tribunale Leo- nardo Guarnotta, ex compo- nente dello storico pool antima- fia, non è meno laconico: Se mi ricordo di Lo Voi? Certo, ma i giudizi li tengo per me. Per il resto, è tutto un malcontento

sotterraneo. Persino i diretti in-

teressati, i due concorrenti boc- ciati scelgono la via della caute- la, rifiutando almeno per il mo- mento di parlare delleventuale intenzione di ricorrere al Tar contro la nomina decisa ieri dal plenum di Palazzo dei Mare- scialli, nonostante il pressing di alcuni tra i colleghi più vicini. Il procuratore di Caltanissetta Sergio Lari è lapidario: Non ci ho ancora pensato. E il suo pari grado di Messina Guido Lo For- te, per quanto apertamente amareggiato, prende tempo:

Sto valutando la situazione. È stata, quella di ieri, una matti- nata di incontri carbonarinel - le stanze di una procura che ora resta in attesa dei consueti ceri- moniali di insediamento: pm in processione da una stanza allal - tra commentando a mezza boc- ca la possibilità di esprimere la solidarietà ai due perdenti, en- trambi aggiunti a Palermo in anni pieni di rischi umani e pro- fessionali. Qualcuno dei vetera- ni, ancora incredulo, ha propo- sto addirittura di stilare un do-

cumento di protesta per il mo- dus operandi adottato dal Csm nella scelta del nuovo capo: un pocome avvenne dopo la strage via DAmelio quando otto sosti- tuti firmarono una lettera di di- missioni, annunciando che sa- rebbero tornati in servizio solo dopo lallontanamento di Pietro Giammanco, il procuratore che aveva isolato prima Falcone e poi Borsellino. Quello stesso do- cumento che Lo Voi non volle mai firmare.

VENERDÌ 19 DICEMBRE 2014 TRA LE TOGHE il Fatto Quotidiano 10 C arabiniere spara, tunisino muore
VENERDÌ 19 DICEMBRE 2014 TRA LE TOGHE il Fatto Quotidiano 10 C arabiniere spara, tunisino muore
il Fatto Quotidiano I TA L I E VENERDÌ 19 DICEMBRE 2 01 4 11 P

il Fatto Quotidiano

  • I TA L I E

VENERDÌ 19 DICEMBRE 2 01 4

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il Fatto Quotidiano I TA L I E VENERDÌ 19 DICEMBRE 2 01 4 11

Palermo, tangenti

QUATTRO DIPENDENTI del Comune di Pa- lermo e undici tra commercianti e professio- nisti sono stati arrestati dalla squadra mobile

ficialmente alloscuro della truffa: a pagare le mazzette era il loro commercialista. Tra gli ar- restati anche il nipote di un consigliere co-

affittato un locale trasformato in un ufficio p a- ra l l e l o, dove tenevano le pratiche fiscali di- stinguendole tra re a l t à (quelle ordinarie) e

in Comune: ci sono anche le suore

con laccusa di corruzione per avere truccato i dati delle tasse comunali dello smaltimento dei rifiuti concedendo consistenti s co n t i , fino al

munale di Forza Italia, Giulio Tantillo, e un fun- zionario dellufficio comunale che si occupa della lotta allevasione fiscale.

l avo ro(quelle taroccate su cui incassavano le tangenti). E gli affari andavano così bene che avevano

50 per cento, in cambio di robuste tangenti. Tra

  • I danni per il Comune ammontano a diverse

progettato di a l l a rga rs i anche ad altri settori

 

i beneficiati anche un convento di suore, uf-

centinaia di migliaia di euro: gli impiegati aveva

comunali. (g . l . b. )

A CHIETI DEVE PAGARE LO STATO:

IL PROCESSO SECONDO SEVERINO

OGGI LA SENTENZA SUL DISASTRO AMBIENTALE DELLA MONTEDISON. LEX MINISTRO, AVVOCATO DI UN CONSULENTE DELLIMPRESA: RESPONSABILITÀ DA ALLARGARE

di Antonio Massari

I l cuore dellinchiesta si

può riassumere in poche

righe firmate dallIstitu -

to Superiore di Sanità:

Lacqua contaminata è stata distribuita in un vasto territorio e a circa 700 mila persone senza controllo e persino a ospedali e scuole. Stiamo parlando della mega discarica di Bussi dove la grande fabbricaMontedison - Ausimont, e prima ancora Montecatini, interrava sin dal 1963 i rifiuti tossici dellimmen - so polo chimico. Il peso dell'in- chiesta, invece, si può valutare nella richiesta formulata dallAvvocatura di Stato che ha chiesto alla Edison di risarcire danni per ben 1 miliardo e 880 milioni di euro.

MA TORNIAMO al cuore della vicenda. Laccusa sostenuta dai pm Giuseppe Bellelli e Anna Rita Mantini riguarda la rea - lizzazione, a partire dal 1963 e fino al 1972 di una mega-disca- rica abusiva dalle dimensioni gi- gantesche (circa 165.000 metri cubi), allinterno di unarea pia- neggiante, estesa circa 33 ettari posta a meno di 20 metri di di- stanza dalla sponda destra del fiume Pescara e destinata allo smaltimento illegale e sistema- tico di ogni genere di rifiuti, spe- cialmente le peci clorurate (re- sidui costituiti prevalentemente da pentacloretano e esacloreta- no) che, fino al 1963 circa, ve- nivano scaricati direttamente, allo stato liquido, nel fiume Pe- scara. Stiamo parlando della più grande discarica abusiva dEuropa. E oggi la Corte dAs - sise di Chieti dovrà pronunciar- si sulle accuse di avvelenamento e disastro ambientale. Tra gli av- vocati cè anche Paola Severino, lex ministro di Giustizia oggi in corsa per la candidatura al Qui- rinale, che difende Mauro Mo- linari, geologo consulente della Montedison. La sua tesi che comè ovvio punta allassoluzio - ne del suo assistito si allarga alle responsabilità della bonifica che, sostiene lex ministro, devessere estesa allo Stato. Non è con i processi penali ha dichiarato la Severino negli scorsi mesi che si ottengono i risultati in tema di ambiente, ma con le bonifiche. Non basta tro- vare il capro espiatorio. Servono soluzioni normative, e che non solo le tante aziende, ma lo stes- so Stato intervenga, perché per decenni ci sono state zone che hanno subito le conseguenze dell'attività industriale. Dobbia- mo trovare una soluzione nor- mativa che imponga la bonifica e consenta di risanare le tante aree dell'Italia dove si sentono le conseguenze dell'inquinamen- to, ma non è trovando le singole persone che si può trovare una

soluzione. E le responsabilità in questo processo? Non esisto- no per gli imputati coinvolti, spiega la Severino, perché allepoca nessuna legge vietava di creare discariche abusive: se non vera la legge, quindi, non poteva esservi reato, tanto meno per chi ha ereditato la situazione dai primi anni 60. Quello della Severino non è lunico nome noto a pesare sull'inchiesta. A spiegarlo, nel suo intervento del 12 dicembre scorso in Corte dAssise, lavvocato dello Stato Cristina Gerardis. Sulla posizio- ne dellex ministro, l'avvocato Gerardis commenta: Chi in- quina paga: non paga la collet- tività, non paga lo Stato, non pa- ga Pantalone, deve pagare chi ha inquinato. Poi concentra lat -

 
 

IL PARERE

Lex membro della Consulta Flick scrive una nota (poi sparita) per dire che condanne del genere sarebbero

i n co s t i t u z i o n a l i

i n co s t i t u z i o n a l i

tenzione su un altro punto: Un ex ministro della Giustizia ed ex presidente della Corte costitu- zionale ha chiesto proprio in questi giorni di pubblicare sul

sito w w w. p e n a l e co n te m p o ra n e o. i t

un parere pro veritatein cui ha inteso garantire, appunto pro ve- r i ta te , che il disastro ambienta- lenon esiste, è invenzione di una cattiva giurisprudenza. La

I FUNERALI
I FUNERALI
il Fatto Quotidiano I TA L I E VENERDÌ 19 DICEMBRE 2 01 4 11 P

Lex ministro della Giustizia, Paola Severino. È tra i papabili per il Colle Ansa

coincidenza

temporale

mi

fa

pensare che vi sia un messaggio

per i giudici di Chieti.

IL RIFERIMENTO è allex mini-

stro e presidente della Corte co- stituzionale, Giovanni Maria Flick che, in estrema sintesi, nel suo parere ha sostenuto, senza espressi riferimenti al processo, che la condanna per disastro am-

bientale potrebbe risultare inco- stituzionale e aver bisogno del parere della Consulta. Lepisodio rappresenta in effetti un piccolo giallo in questa storia: il parere è stato pubblicato poche settima- ne fa, a sua insaputa, sul sito ge- stito dallavvocato Luca Santa Maria, che in questo processo di- fende la Solvay e si è costituita parte civile proprio contro la Edison. Pochi giorni dopo la pubblicazione, però, il parere di Flick è stato rimosso dal sito,

proprio perché incompatibile con la tesi sostenuta da Santa Maria nel processo. Lavvocato dello Stato Cristina Gerardis ha interpretato il parere come un messaggioalla Corte dAssise, che oggi dovrà pronunciarsi, ma Flick smentisce: Non sapevo neanche dellesistenza di questo processo. Ma chi gli ha com- missionato il parere? Non posso rivelare il nome del committen- te, ma non è nessuna delle parti in causa. Nessun messaggio quindi, dice Flick, per una Corte dAssise che, nei mesi scorsi, ha dovuto persino cambiare forma- zione: lex presidente Geremia Spiniello, in unintervista, aveva sostenuto che la Corte avrebbe reso giustizia al territorio. Per i legali della Montedison le sue af- fermazioni preordinavano un giudizio di colpevolezza. E han- no ottenuto la sua sostituzione.

MILANO

di Paola Zanca

Bollate, il renziano vuole primarie chiuse e niente impegni

SCONTRO NEL CIRCOLO PD: IL CANDIDATO SCELTO TRA GLI ISCRITTI. E SENZA OK ALLA TRASPARENZA

E ccolo qui, il Pd che cambia verso. Siamo a Bollate, provincia di Milano, precisamente nel circolo Pd di via Mazzini: qui,

dopodomani dalle 8 alle 20, gli iscritti del partito sceglieranno il loro candidato sindaco. Niente gazebo e partecipazione popo- lare: primarie chiuse, così hanno deciso i renzianissimi tesserati democratici di Bollate. Ma come? Che fine ha fatto la grande battaglia del rottamatore che chiese e ottenne la modifica dello statuto ai tempi della sfida con Bersani? Ha cambiato verso, già. E adesso preferisce il rassicurante calore delle tessere del circolo. La minoranza è inferocita. I numeri stanno dalla parte di Francesco Vassallo, il candidato renziano sostenitore delle primarie chiuse. Per 79 a 37 si è deciso che votano solo gli iscritti: scelgono il candidato del partito che poi, semmai, sfiderà altri concorrenti alle primarie di coalizione. Eppure, quello che ha fatto ancora più imbufalire gli oppositori di Vassallo (e di Renzi) è un altro ordine del giorno, clamorosamente bocciato dai democratici di Bollate a voto segreto: il testo, firmato anche da Massimo Torri, segretario del circolo e sfidante di Vassallo alle primarie di domenica, pre- vedeva lobbligo per i due candidati di sottoscrivere la cosiddetta Carta di Pisa. Si tratta di un documento redatto dallassociazione

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Guerini, vicesegretario Pd Ansa

Avviso Pubblicoe, tradotto in parole povere, è un impe- gno alla correttezza e alla tra- sparenza. Nel caso di Bollate, non è questione di poco con- to. Non solo perché il Comu- ne milanese è stato uno di quelli coinvolti nellinchiesta Infinito, quella sulla ndran - gheta al nord. Ma soprattutto perchè Vassallo ha un fratel- lo, Giuseppe, che di mestiere fa il direttore generale di Gaia Servizi, la municipalizzata

che si occupa di rifiuti e di tante altre faccende. Il rischio di conflitti di interesse cè, ed è pure alto. Ma niente, anche qui maggioranza schiacciante: 77 a 40, quella Carta non è obbligatorio sottoscriverla. Vassallo, sulle pa- gine milanesi di Re p u b b l i ca , fa sapere che, se proprio deve, lo fir- merà una volta eletto. Torri, dal canto suo, minaccia di non par- tecipare al voto di dopodomani e di fondare un nuovo circolo. Aggiunge la deputata Pd Eleonora Cimbro: Il Pd deve inter- venire, non si può accettare che un candidato non sottoscriva un documento che lo impegna a lealtà e imparzialità. La questione è stata sottoposta al segretario del Pd milanese Pietro Bussolati e pure al vicesegretario nazionale Lorenzo Guerini. Eppure al mo- mento sembra che dal Nazareno nessuna batta ciglio.

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Ieri le esequie di Loris Stival Ansa

gusa di non evitare la parte- cipazione degli alunni al fune- rale del piccolo Loris, in modo che abbiano consapevolezza di questa morte e della perdita del loro compagnetto di scuola. In mano, durante il tragitto, tutti i bimbi hanno tenuto un pallon- cino bianco con la foto di Loris. E all'uscita dalla chiesa, la bara bianca è stata sollevata più volte e ha fatto il giro della piazza per- ché tutti i cittadini potessero sa- lutare Loris per l'ultima volta. Come ha fatto una ragazzina la- sciando andare tra le lacrime il palloncino bianco che teneva in mano.

Ragusa, laddio a Loris tra i palloncini Ma la corona di fiori della madre resta fuori

di Giuseppe Lo Bianco

Ragusa

S e nei manifesti di lutto il no- me della mamma, accanto a

quello del marito e del fratello minore, poteva lasciare suppor- re un riavvicinamento della fa- miglia a Veronica Panarello, in carcere con laccusa di omici- dio, sulla bara bianca portata in spalla davanti allaltare da quat- tro persone, tra cui il papà, Da- vide Stival, cera una sola coro- na di fiori accompagnata da un nastro con la scritta: Il Papà e il fratellino: il cuscino a forma di cuore inviato dalla mamma Ve-

ronica è rimasto fuori, appog- giato a una parete della chiesa di San Giovanni Battista, confuso in mezzo agli altri, per la verità,

pochi e a un cagnolino di pelu-

che. Sono venuti in duemila,

compreso il governatore Rosa- rio Crocetta, ieri pomeriggio a Santa Croce Camerina a dare lultimo saluto a Loris Stival, strangolato a otto anni senza ancora un perché in una piazza

 
 

LOMELIA Il padre si costituirà parte civile. E il vescovo tuona:

Solo un pericoloso folle può compiere un tale gesto. Un folle che deve

essere fermato ”

essere fermato

transennata e presidiata dalle

forze dellordine. Solo un folle,

un pericoloso folle, può com- piere un tale gesto. Un folle che deve essere fermato, ha tuona- to dal pulpito il vescovo di Ra- gusa, Paolo Urso, che ha cele- brato i funerali assediati da fo- tografi e cameramen, in una

chiesa stracolma di persone,

molte delle quali rimaste fuori. Spero che il funerale riporti pa- ce in paese e ci sottragga dall'ec- cesso di mediaticità, ha detto il sindaco Franca Iurato, inter- pretando il desiderio assai dif- fuso tra la gente di dimenticare lassassinio di un bambino, uc- ciso, secondo laccusa, dalla sua mamma il 29 novembre scorso. E anche per questo rischia di ca-

dere nel vuoto lennesimo ap-

pello del procuratore di Ragusa Carmelo Petralia, andato in tv a Chi lha visto? a chiedere il soste- gno (e le testimonianze) della popolazione per unindagine ancora fortemente indiziaria. Lavvocato del padre ha annun- ciato che Davide Stival si costi- tuirà parte civile al processo. Dalla scuola Falcone Borselli- no, dove Loris non è mai arri- vato, quel maledetto sabato mattina, è partito un corteo di alunni accompagnati dalle maestre e diretto in chiesa. Fino allultimo gli insegnanti sono stati indecisi se portare o meno i bambini alla funzione funebre:

Ho consigliato alla dirigente della scuola ha detto Franco Di Martino, dirigente del servi- zio psicologico della Asp di Ra-

VENERDÌ 19 DICEMBRE 2014 A L L ’ I TA L I A NA il Fatto
VENERDÌ 19 DICEMBRE 2014 A L L ’ I TA L I A NA il Fatto

VENERDÌ 19 DICEMBRE 2014

A L LI TA L I A NA

il Fatto Quotidiano

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Muore Bomprezzi, una firma a difesa dei diritti dei disabili

È MORTO ieri mattina allospedale Ni- guarda di Milano Franco Bomprezzi, giornalista, scrittore, consulente del Comune di Milano e presidente della Ledha-Lega per i diritti delle persone con disabilità. Nato a Firenze nel 1952, Bomprezzi ha trascorso tutta la sua vita sulla sedia a rotelle a causa dellosteo -

M uore Bomprezzi, una firma a difesa dei diritti dei disabili È MORTO ieri mattina all

genesi imperfetta ed è stato sempre in prima fila nelle battaglie per i diritti del- le persone con disabilità. Nella sua car- riera da giornalista, ha lavorato anche per il Resto del Carlino, la Rai e il Co r r i e re della Sera e lo scorso giugno era stato nominato consulente di supporto alla Task Force per laccessibilità di Expo

Milano 2015. Dal Comune di Milano aveva ricevuto lAmbrogino doro nel 2005, mentre nel 2007 il presidente Giorgio Napolitano lo aveva nominato Cavaliere della Repubblica. Franco era un punto di riferimento per tutte le per- sone con disabilità, ha detto Maria Villa Allegri, vicepresidente di Ledha.

Quanto è difficile vendere il marchio Roberto Cavalli

LO STILISTA FIORENTINO CERCA DA TEMPO UN ACQUIRENTE PER LA SUA AZIENDA DI MODA FALLITA LA TRATTATIVA COI RUSSI, LULTIMO PRETENDENTE È IL FONDO CLESSIDRA DI SPOSITO

diCarlo Di Foggia

N elleterna saga della cessione della mai - sonCavalli, lultima nota è un ritorno di

fiamma: niente russi, potrebbe essere il fondo Clessidra dell'ex numero uno di Fininvest, Clau- dio Sposito, a prendersi il mar- chio fondato 40 anni fa da Ro- berto Cavalli. Nonostante la conferma ufficiale, il condizio- nale è dobbligo: la stessa ope- razione era data per fatta già nel

2009, salvo saltare allultimo. In mezzo decine di trattative, tutte fallite a un passo dalla chiusura. Lultima, quella coi russi di Vtb Capital è naufragata poche set- timane fa: troppa distanza tra i 450-500 milioni offerti, e la ri- chiesta dello stilista fiorentino, affezionato alla sua creatura al punto stando ai rumors