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Miseria del settarismo

Logos e universalismo dell'uomo occidentale.


di Sebastiano Caputo - 6 ottobre 2014
Limbecille diceva Georges Bernanos vive di partito preso. Settario, fazioso, manipolato,
opportunista. Sembra il profilo di un politico di professione o di un giornalista di regime che
ragiona e si muove unicamente secondo logiche gi circoscritte. Non era proprio Otto Weininger
che distingueva il genio dalle persone comuni per il suo senso di universalit? Qui sta il problema
dei partiti politici e dei giornali. Lo aveva capito fin da subito Simone Weil (1909-1943) quando
raccomandava la soppressione dei primi. Un partito unorganizzazione costituita in modo da
esercitare unoppressione collettiva sul pensiero di ciascuno degli esseri umani che ne sono
membri, affermava, sottolinando come prendere partito o essere a favore oppure contro di
qualcosa aveva sostituito il senso della verit e della giustizia. Il discorso rimane valido anche per i
giornali, che nei sistemi democratico-pluralisti, si associano impulsivamente ad un definito
schieramento politico. Nessuna forma di avanguardia ideale: le prime pagine sono prevedibili
quanto i programmi elettorali.
Questo processo dicotomico, spiega Weil, risale alla cultura anglosassone e alla costituzione dei
whigs (progressisti) e dei tories (conservatori) in Inghilterra. Prima della Rivoluzione Francese non
esisteva la nozione di partito, e soltanto dopo il 1789, lEuropa continentale inventer un sistema
politico bipartisan (monarchici/repubblicani, riformisti/tradizionalisti, social-democratici/liberaldemocratici, destra/sinistra). Su queste basi filosofiche si divider lIlluminismo. Da una parte
Rousseau, pensatore profondamente europeo, dallaltra, Voltaire, pensatore profondamente
anglofilo. Mentre passeggiava nelle vie della sua benamata Londra, divisa in notabili e senza tetto,
il filosofo di Ginevra teorizzava la volont generale e il contratto sociale in continuit con lo
spirito ellenistico-crisitano e in contrapposizione con quello anglosassone, individualista,
economicistico, positivista, utilitarista, che si sviluppava con Smith, Locke, Hume e Hobbes.
Sulla scia di quellIlluminismo volteriano dimportazione inglese, lEuropa continentale si
trasformata in una societ settaria in cui prevalgolo gli interessi personali, la guerra del tutti contro
tutti, la presa, incondizionata, di posizione. La dichiarazione universale dei diritti delluomo solo
una maschera. Il secolo dei Lumi in realt il mondo degli imbecilli (Bernanos). I partiti
scriveva Weil sono una macchina per fabbricare una passione collettiva. Sono la ragione
impulsiva che domina lintelletto. Ci sottomettiamo allautorit del partito, accettiamo posizioni che
ignoriamo, manifestiamo senza esaminare, pervertiamo la giustizia, distorciamo la verit. E ancora
leggiamo quel giornale perch di sinistra, o votiamo quel partito perch di destra. Scadiamo
nella partigianeria, nella massificazione delle idee, nella faziosit. Diventiamo anime passive o
ridicolmente fanatiche. E cos distruggiamo il logos ereditato da Platone e Aristotele inteso
come spiegazione logica, come principio etico, come ragionamento imparziale, ma soprattutto
abbandoniamo quelluniversalismo che ha fatto dellOccidente il motore dellumanit. Aveva
ragione il giovane austriaco Otto Weininger quando denunciava ogni forma di settarismo. In fondo
nellantisemitismo aggressivo si osserveranno sempre certi tratti ebraici.