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La dignit umana un problema globale

editoriale
in www.thetablet.co.uk del 5 giugno 2014 (traduzione: www.finesettimana.org)
L'Europa meridionale quest'anno si trova a dover far fronte ad una emergenza seria e crescente di
rifugiati, di questo non c' alcun dubbio. Nessun dubbio, neppure, che il farvi fronte sia
responsabilit dell'intero continente, non solo di Grecia, Italia e Spagna. Infatti l'aspirazione
principale del carico precario di gente disperata che riesce a raggiungere le coste nord del
Mediterraneo quella di attraversare quei paesi per andare altrove in molti casi, anche nel Regno
Unito.
Come in Gran Bretagna, praticamente tutti i governi europei devono far fronte ad una pressione
interna a limitare l'immigrazione. Cos il problema dei rifugiati va a finire tra i problemi troppo
difficili dei politici, nella vana speranza che scompaia.
In un documento che condanna l'inazione dell'UE di fronte alla crescente catastrofe umanitaria,
Amnesty international ha dichiarato: Senza vie sicure e legali verso l'Europa, la gente sempre pi
spinta nelle mani di contrabbandieri e trafficanti ed costretta a rischiare la propria vita in
imbarcazioni inadatte alla navigazione. in questo contesto che si deve leggere il richiamo di papa
Francesco, in una lettera all'Organizzazione Internazionale del Lavoro (agenzia ONU) che non
stata abbastanza attentamente formulata come avrebbe dovuto essere, un richiamo per uno sforzo
coordinato per incoraggiare i governi a facilitare il movimento di migranti a beneficio di tutti,
eliminando in questo modo il traffico di esseri umani e le condizioni di viaggio pericolose.
In effetti, molti di coloro che rischiano il tutto per tutto per viaggiare in una barca aperta allo scopo
di raggiungere il territorio europeo avrebbero legalmente diritto di asilo, se ci fosse un modo
qualsiasi per rivendicare il loro diritto prima della partenza. In mare sono considerati immigranti
illegali, ma una volta arrivati devono essere autorizzati a restare. L'ondata attuale nella marea di
boat-people coincide con la guerra civile in Siria, simili disordini nel Nord Africa hanno avuto un
effetto analogo. In altre parole, non sono solo persone in cerca di fortuna bench questa
definizione si adatti certamente a coloro che approfittano di loro.
I numeri parlano da soli. L'anno scorso, secondo l'Alto Commissariato per i rifugiati dell'ONU,
c'erano stati in Italia fino all'inizio di maggio 3000 arrivi non autorizzati via mare. Quest'anno, in un
periodo equivalente, ce ne sono stati 25 000, cifra che comprende anche i dispersi in mare e i
soccorsi e salvati. Dopo la visita di papa Francesco a Lampedusa la scorsa estate, quando espresse il
suo orrore per come stavano le cose in quel momento, la situazione molto peggiorata. Fino ad un
certo punto, il problema dei boat-people, compreso il numero crescente di chi annega o muore di
fame nel viaggio, un risultato della burocrazia e cio che si continui ad insistere sul fatto che i
richiedenti asilo non possono essere valutati finch non raggiungono il territorio europeo. Ma il
problema causato anche dagli sforzi di limitare il flusso chiudendo i confini degli stati.
In base ai criteri di dignit umana e di bene comune espressi da papa Francesco, non possiamo
permettere che la situazione continui ad essere tale. L'Italia e la Grecia hanno ragione ad insistere
sul fatto che il problema deve essere posto al vertice dell'agenda politica dell'UE, perch questi due
Stati non possono risolverlo da soli. Ma il bene comune di cui si parla qui non confinato ai paesi
con una linea costiera sul Mediterraneo, e neppure al resto dell'Europa. un problema di tutto il
mondo. Certe soluzioni possono sorgere localmente, ma devono essere portate a compimento
globalmente. Perch anche la dignit umana universale.