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Marshall

benessere
-

1842-1924

Economia

Principles of economics
Industria e commercio
Saggio sulla moneta

del

1890
1919
1871

molto legato alleconomia classica. il fondatore delleconomia neoclassica e si sente fortemente legato
alla tradizione. Da un lato contribuisce alla diffusione del marginalismo, ma contribuisce al suo
superamento perch inserisce nuovi spunti di riflessione. Qui non esiste pi il termine economia politica
ma solo economia. Marshall non vuole considerarsi un rivoluzionario. Non vuole una rottura radicale con il
passato, ma cerca di mettere insieme vari elementi della teoria classica e neoclassica.
Ispirato dalla lettura di Mill e dal desiderio di aiutare le classi pi povere. Caratteristica particolare
linteresse per la questione femminile. Partecipa ad un programma per favorire laccesso agli studi
universitari delle donne. Marshall desidera fare delleconomia una scienza utile per la societ.
Marshall ha due linee di ricerca
-

Ricerca di un sistema teorico rigoroso


Concetti che aiutano lo sviluppo storico- levoluzione delleconomia

Il testo principi di economia d un ruolo centrale alla domanda e alle preferenze del consumatore. I prezzi
sono determinati dal meccanismo fra domanda e offerta. Ci sono richiami allevoluzionismo darwiniano
perch le analogie biologiche sono richiamate in contrapposizione alla fisica e alla meccanica che vanno a
caratterizzare le altre teorie dellequilibrio economico generale.

Metodo scienza
economica
marshalliana

Catene causali brevi: il metodo utilizzato da marshall per risolvere i problemi sono
dei ragionamenti che lo portano a identificare degli equilibri parziali diversi da quelli
generali. Le catene causali brevi servono per capire e spiegare meglio la realt
considerando fattori fissi, fermi e costanti.
Negli equilibri parziali si isolano i nessi secondari. Non quindi lequilibrio generale.
Da qui la distinzione fra breve, medio e lungo periodo.
Marshall dedica molta attenzione a questi due concetti. Due visioni
-

Da un lato lequilibrio corrisponde alla visione statica fra domanda e offerta.


La concorrenza riguarda la presenza di pi imprese sul mercato, cos
numerose che le dimensioni di ciascuna di esse e le loro scelte sono
irrilevanti nel processo dellindustria.

Si trova la nozione secondo cui lequilibrio assume caratteri dinamici,


tenendo conto dellirreversibilit dei movimenti delle imprese lungo le curve
di domanda e di offerta. Anche il concetto di concorrenza in questo caso
viene sfumato, violando la regola del prezzo unico. Le imprese hanno
caratteri di manovra tali da influenzare e modificare i prezzi unici.

Equilibrio e
concorrenza

Marshall introduce concetti di base, ma che risultano essere un po problematici.

Impresa / industria

Necessit di collegare la semplice teoria alla realt pi complessa. Per lui lindustria
un insieme di imprese che producono la stessa merce. Riprende 2 elementi della
tradizione classica
- Lespansione dei mercati di Smith, con maggior divisione del lavoro
- La teoria della rendita differenziale di Ricardo
Ribattezza questi due elementi chiamandoli LEGGE DEI RENDIMENTI DI SCALA,
dando luogo alleconomia di scala. Le imprese per non si comportano nello stesso
modo, proprio perch possono rifarsi alle economie di scala. Arriva a considerare i
rendimenti di scala come il motore dello sviluppo economico, soprattutto
considerando i rendimenti crescenti. Marshall si accorge e osserva che esistono
delle differenze fra le imprese. Per lui il rigore metodologico e scientifico
dellequilibrio generale importante e gli permette di sganciare leconomia dalle
altre scienze. Ritiene possibile la sopravvivenza della concorrenza perch esistono
nelle imprese e negli individui dei limiti oltre i quali la crescita si arresta.
Lindustria composta da tante imprese che come gli alberi di una foresta si
trovano in una diversa fase del ciclo vitale.
Analogia biologica: foresta industria, albero impresa.
Alcune imprese sono giovani, con rendimenti crescenti: mature che alternano
rendimenti crescenti e decrescenti; infine imprese in decadenza totale. Limpresa
rappresentativa ha medie dimensioni e presenta rendimenti crescenti anche
quando linsieme delle imprese stazionario.

Economia esterna

Vantaggi della concentrazione territoriale, che porta alla nascita dei distretti.

(Qualcosa
di
esterno
che
favorisce
per
lindustria e la
produzione
interna)
Diseconomie
Attivit economica che per porta degli svantaggi. Il tema verr poi approfondito
esterne
da Pigou che sottolinea la non coincidenza tra il massimo vantaggio privato e il
massimo vantaggio sociale. Non sono uguali i due vantaggi.
possibile la crescita della popolazione? Marshall ritorna al tema classico di
Ricardo e di Malthus e cerca di rispondere a questa domanda ricorrendo alla teoria
dei rendimenti crescenti. Marshall traccia un quadro vivace sullorganizzazione
produttiva. Studia il lavoro svolto dallimprenditore, la formazione della forza
lavoro utilizzata e le tecniche che minimizzano i costi. Arriva ad elaborare lidea
che la conoscenza e lorganizzazione possono aumentare la produttivit
dellimpresa.
I principi di economia hanno il tema centrale della gradualit del progresso sociale ed economico. La natura
non fa salti secondo Marshall, procede continuamente. come Smith fiducioso nel progresso economico e
sociale e crede che la libert di movimento dellimpresa sul mercato va a facilitare la mobilit sociale.
Marshall distingue diversi aspetti e gradi del processo economico e non ha unottica generale come
accadeva in Smith. Non accetta il problema della presenza di uno stato stazionario.

Marshall punta lattenzione su conoscenza e organizzazione. Difatti nel 1919 scrive un libro chiamato
industria e commercio. Pu essere inteso come un testo di storia di organizzazione industriale. Siamo di
fronte al declino del primato industriale inglese, a fronte dellemergere di nuove potenze come gli USA con
il metodo fordista. Il libro diviso in 3 parti:
1- Ricostruisce il progresso della Gran Bretagna dal Medioevo alla prima rivoluzione industriale. In
realt c un confronto con altri paesi, fa una comparazione con gli usa, la Germania e la
Francia. Analizza i loro diversi modelli di industrializzazione nazionali per lo sviluppo industriale.
Valuta se ci sono e quali sono i punti di forza dei vari paesi. Marshall rivela limportanza del
sistema educativo in Germania; dellampiezza del mercato tipica degli Usa.
2- Marshall studia la produzione sua contemporanea interrompendo lanalisi storica
concentrandosi anche sui processi di meccanizzazione sulle strategie di marketing, laumento
delle dimensioni dellimpresa e la standardizzazione del prodotto.
3- Aspetto pi politico cio il potere di mercato della grande impresa. Studia la concentrazione
industriale. Marshall si rende conto che nella grande impresa c una grande scala che
permette di affrontare spese per ricerca e innovazione tecnologica. Le strategie di prezzo delle
imprese oligopolistiche sono oggetto di osservazione e studio da parte di Marshall.

Professionalizzazione degli studi economici. Con Marshall leconomia si istituzionalizza e assume il carattere
di uno strumento tecnico per lanalisi della realt. Cambia proprio il termine della disciplina: non si parla pi
di political economy ma di economics. Diventa un qualcosa di pi inquadrabile dal punto di vista tecnico.
Analisi sempre pi raffinate con il rischio che la precisione tecnica sia pi importante delle stesse
affermazioni, dei contenuti e della stessa analisi.

Marshall parte dai rendimenti crescenti di scala passando poi alle economie di scala, con suddivisione in
economie interne ed esterne, dalleconomie esterne passa alle diseconomie ed economie di scala quindi ai
poli di sviluppo. La produttivit che cresce grazie alla tecnologia e organizzazione del lavoro testimonia una
visione ottimista. Si occupa

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