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MICHAELA VALENTE

TRA STORIA E POLITICA.


UELOGIO DI NERONE DI GIROLAMO CARDANO

LEO

FIRENZE
S. O L S C H K I E D I T O R E
MMV

M ic h a e l a V a l e n t e *

TRA STORIA E POLITICA.


L'ELOGIO DI NERONE DI GIROLAMO CARDANO
Nel 1562, durante quello che stato felicemente definito il 'secolo di
ferro' (Kamen),1 allorquando maggiormente rinverd la tradizione tiranni
cida con colorazioni diverse, Girolamo Cardano pubblic un'opera, YElo
gio di Nerone.2 Lultimo esponente della gens lulio-claudia, il tiranno per
antonomasia, diventava dunque oggetto di un encomio da parte del filoso
fo pavese: si trattava ovviamente di una provocazione - anche se la recente
storiografia neroniana da Santo Mazzarino a Eugen Cizek ha in parte ricon
siderato la figura di Nerone. UEncomium Neronis non poteva essere tra
scurato da Mario Turchetti che, con la sua opera maestosa, offre un primo
orientamento bibliografico e una preliminare base interpretativa per le fon
damentali questioni di tirannide e tirannicidio.3 Il libro di Turchetti ha il
grande merito di fornire un ampio ventaglio delle idee sul tiranno e sul ti
rannicidio partendo dall'et classica, imponendosi cos come un notevole
*
Dottore di ricerca in Storia della formazione dellEuropa moderna. Culture nazionali e
idea dEuropa, Universit degli studi La Sapienza, Roma.
1 Si rimanda a D. Q uaglioni, IIsecolo di ferro e la nuova riflessione politica, in Le filosofie
del Rinascimento, a cura di C. Vasoli, Milano, Bruno Mondadori, 2002, pp. 326-349.
2 G. C ardano , Opera quaedam lectu digna [...] De Libris proprijs. De Curationibus et Praedictionibus admirandis. Neronis encomium [...], Basileae, per Henricum Petri, 1562. Nel 1994 ap
parsa unedizione critica con traduzione dellopera cardaniana: Cardanos Encomium Neronis. Edition, Ubersetzung und Kommentar von N. Eberl, Frankfurt a.M., Peter Lang, 1994; si veda ora
Elogio di Nerone, nota al testo e traduzione di P. Cigada, Milano, Gallone, 1998. A.C. F iorato ,
L (Eloge de Neron par Jrme Cardan, ou la justification du pouvoir absolu, in Le Pouvoir monarchique et ses supportes idologiques au XIV^-XVIF sicles, par J. Dufouret et al., Paris, La Sorbonne
Nouvelle, 1990, pp. 127-144. Si veda poi il recente contributo di G. G alimberti B iffino , Il Ne
ronis Encomium di Cardano: tra apologia e panegirico comparato, in Gerolamo Cardano nel suo
tempo: Atti del Convegno, 16-17 novembre 2001, Pavia, Edizioni Cardano, 2003, pp. 177-191.
3 M. T urchetti, Tyrannie et tyrannicide de VAntiquit nos jours, Paris, Presses universitaires de France, 2001, pp. 364-365. Per le osservazioni sul libro si rimanda alle recensioni di
D. Taranto, Filosofia politica, XVII, 2003, pp. 158-163; G. Paganini, Bruniana & Campanelliana, IX, 2003, pp. 231-234.

M ic h a e la V a l e n t e *

TRA STORIA E POLITICA.


L'ELOGIO DI NERONE DI GIROLAMO CARDANO
Nel 1562, durante quello che stato felicemente definito il 'secolo di
ferro' (Kamen),1 allorquando maggiormente rinverd la tradizione tiranni
cida con colorazioni diverse, Girolamo Cardano pubblic un'opera, YElo
gio di Nerone.2 L'ultimo esponente della gens lulio-claudia, il tiranno per
antonomasia, diventava dunque oggetto di un encomio da parte del filoso
fo pavese: si trattava ovviamente di una provocazione - anche se la recente
storiografia neroniana da Santo Mazzarino a Eugen Cizek ha in parte ricon
siderato la figura di Nerone. \J Encomium Neronis non poteva essere tra
scurato da Mario Turchetti che, con la sua opera maestosa, offre un primo
orientamento bibliografico e una preliminare base interpretativa per le fon
damentali questioni di tirannide e tirannicidio.3 Il libro di Turchetti ha il
grande merito di fornire un ampio ventaglio delle idee sul tiranno e sul ti
rannicidio partendo dall'et classica, imponendosi cos come un notevole
*
Dottore di ricerca in Storia della formazione dellEuropa moderna. Culture nazionali e
idea dEuropa, Universit degli studi La Sapienza, Roma.
1 Si rimanda a D. Q uaglioni, Il secolo di ferro*e la nuova riflessione politica, in Le filosofie
del Rinascimento, a cura di C. Vasoli, Milano, Bruno Mondadori, 2002, pp. 326-349.
2 G. Cardano, Opera quaedam lectu digna [...] De Libris proprijs. De Curationibus et Praedictionibus admirandis. Neronis encomium [...], Basileae, per Henricum Petri, 1562. Nel 1994 ap
parsa unedizione critica con traduzione dellopera cardaniana: Cardanos Encomium Neronis. Edition, Ubersetzung und Kommentar von N. Eberl, Frankfurt a.M., Peter Lang, 1994; si veda ora
Elogio di Nerone, nota al testo e traduzione di P. Cigada, Milano, Gallone, 1998. A.C. Fiorato,
U (Eloge de Neron par Jrme Cardan, ou la justification du pouvoir absolu, in Le Pouvoir monarchique et ses supportes idologiques au XIV-XVIF sicles, par J. Dufouret et al., Paris, La Sorbonne
Nouvelle, 1990, pp. 127-144. Si veda poi il recente contributo di G. Galimberti Biffino, Il Ne
ronis Encomium di Cardano: tra apologia e panegirico comparato, in Gerolamo Cardano nel suo
tempo: Atti del Convegno, 16-17 novembre 2001, Pavia, Edizioni Cardano, 2003, pp. 177-191.
3 M. T urchetti, Tyrannie et tyrannicide de VAntiquit nos jours, Paris, Presses universitaires de France, 2001, pp. 364-365. Per le osservazioni sul libro si rimanda alle recensioni di
D. Taranto, Filosofia politica, XVII, 2003, pp. 158-163; G. Paganini, Bruniana & Campanelliana, IX, 2003, pp. 231-234.

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strumento di lavoro. Con YElogio di Nerone, successivo alla riflessione sul


tirannicidio avviata dallatto di Lorenzino contro il tiranno Alessandro de
Medici, Cardano intende ribaltare lopinione largamente diffusa sul regime
tirannico instaurato dallultimo erede della gens lulia. Il valore negativo
della categoria politica di tirannide sembra essere dunque rovesciato da
Cardano che con questopera esaltava lincarnazione del peggior tiranno.4
A lungo YElogio di Nerone stato considerato come un prodotto del
fiorire della satira lucianea cinquecentesca, di cui erano modelli il Momus
di Leon Battista Alberti, YElogio della follia di Erasmo e i Paradossi di Or
tensio Land. Cardano si sarebbe esercitato non solo con YElogio di Nero
ne, che non pu certo essere ridotto al genere retorico del paradosso,5 ma
anche con la polemica antisocratica6 e con lelogio della podagra.
Lintreccio di filosofia della storia, politica ed etica con forti contami
nazioni autobiografiche ha reso ancor pi affascinante la sfida raccolta dai
lettori dellElogio di Cardano. Allanalisi dellopera si sono dedicati, tra gli
altri, Alfonso Ingegno, Giuliano Procacci7 e Eugenio Di Rienzo.8 Nel Sag
gio sulla filosofia di Cardano, prima rilevante analisi del pensiero cardaniano, Ingegno ha sottolineato il pessimismo antropologico di Cardano e la
relativit dei criteri morali,9 ma ha anche messo in luce come la costruzione
dellimmagine negativa di Nerone discenda direttamente, secondo Carda
4 Sulla filosofia di Cardano, si veda A. I ngegno , Saggio sulla filosofia di Cardano, Firenze,
La Nuova Italia, 1980; N. Siraisi, The Clock and th Mirror: Girolamo Cardano and Renaissance
medicine, Princeton, Princeton University Press, 1997; A. G rafton , Il signore del tempo. I mondi
e le opere di un astrologo del Rinascimento, Bari-Roma, Laterza, 2002 (ed. orig. 1999). Si rimanda
inoltre agli atti di due recenti convegni: Girolamo Cardano. Philosoph, Naturforscher, Arzt, hrsg.
E. K GLER, W iesbaden, Harrassowitz, 1994 e Girolamo Cardano. Le opere, le fonti, la vita, a cura
di M. B ald i e G. C anziani, Milano, Franco Angeli, 1999. Cfr. D. Z ardin, Nellofficina del poli
grafo: la biblioteca ideale di Cardano e le fonti dellenciclopedismo librario, in Libri, biblioteche e
cultura nellItalia del Cinque e Seicento, a cura di E. Barbieri - D. Z ardin, Milano, Vita e pensiero,
2002, pp. 317-372. Si veda anche G. G ig lio n i, Autobiography as selfmastery. Writing, Madness,
and Method in Girolamo Cardano, Bruniana & Campanelliana, VII, 2001, pp. 331-362.
5 A. Grafton afferma che YEncomium Neronis non era soltanto una satira lucianesca, ma
anche un serio sforzo di criticare le principali fonti relative al regno di Nerone, Tacito e Svetonio (.Introduzione a G. C ard an o , Il Prosseneta ovvero della prudenza politica, Milano, 2001,
p. xxvn).
6 Rimando a quanto scritto in Per una storia dei rapporti tra retorica e politica nel Cinque
cento: Socrate e Cardano, in Socrate e la cultura europea, Firenze, Le Monnier, 2004, pp. 189-199.
7 G. P rocacci, Studi sulla fortuna di Machiavelli, Roma, Istituto storico per Fet moderna e
contemporanea, 1965 (nuova ed., Machiavelli nella cultura europea dellet moderna, Roma-Bari,
Laterza 1995, pp. 74-80).
8 E. Di Rienzo , Dal principato civile alla tirannide: il Neronis Encomium di Gerolamo Car
dano, Studi storici, XXVIII, 1987, pp. 157-182, poi in I d ., Laquila e lo scarabeo: Culture e
conflitti nella Francia del Rinascimento e del Barocco, Roma, Bulzoni, 1988, pp. 25-60 e 195-258.
9 I ngegno , Saggio sulla filosofia di Cardano, cit., p. 185.
ej

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CARDANO

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no, dalla politica antiottimatizia. Interessato a trovare una nuova lettura


dellopera di Machiavelli, invece, Giuliano Procacci, che nel De sapientia
individua nellautore del Principe linterlocutore privilegiato di Cardano e
nel Nerone cardaniano un machiavelliano principe civile, che nel suo ten
tativo di dare una qualche base di consenso popolare al suo governo non
arretra di fronte alle pi efferate crudelt.10
Molto originale la prospettiva di Eugenio Di Rienzo, cui si debbono
notevoli contributi su Cardano: YElogio di Nerone rappresenta, a suo avvi
so, Papologia della tirannide, unico baluardo contro lo strapotere della oli
garchia. Inoltre, per primo Di Rienzo ha sottolineato limportanza della let
tura dei testi anticostantiniani (Giuliano e Zosimo) che Cardano avrebbe
potuto consultare nella biblioteca di Mendoza, ambasciatore di Carlo V
al Concilio di Trento.11
Ma per quale ragione Cardano intende riabilitare Nerone? A dare lab
brivio al desiderio di vendicare lonore tradito di Nerone e di svelare le
cause della damnatio memoriae, troviamo ragioni etiche: stata la sola in
degnit del fatto a spingermi a scrivere, quando ho visto che, come spesso
accade, un ottimo principe veniva annoverato con un ragionamento falso e
capzioso tra i peggiori.12 Il processo di revisione deve, per, essere con
dotto secondo criteri precisi che il filosofo non tarda a esporre:
Paragona, se senti il bisogno di essere corretto nei tuoi giudizi, gli uomini con
gli uomini, i tempi coi tempi, le leggi, semplicemente le azioni degli uomini; il luo
go, il tempo, le leggi, le consuetudini, let portano tante modifiche; per questo
spessissimo i malvagi appaiono migliori, gli onesti peggiori.
Linvito esplicito a tenere presente un metro di giudizio relativo e quin
di variabile dipenderebbe, secondo Antonio Corsano, dalla drammatica
esperienza del figlio (condannato a morte per omicidio) con la sua scia
di amara, tangibile rassegnazione: il testo cardaniano sarebbe, dunque, ani
mato da spunti polemici nei confronti dei giudici non equi.14
10 P rocacci, Machiavelli nella cultura europea, cit., p. 80.
11 Su Hurtado de Mendoza, si veda anche L. C anfora , Il Fozio ritrovato. Juan de Mariana e

Andr Schott, Bari, Dedalo, 2001, passim, ma sullimportanza dei testi anticostantiniani per Car
dano, si veda anche I d ., Convertire Casaubon, Milano, Adelphi, 2002, pp. 28-29; cfr. A. H obson ,
Renaissance book collecting: ]ean Grolier and Diego Hurtado de Mendoza, their books and bindings, Cambridge, Cambridge University Press, 1999, passim.
12 C ardano , Elogio di Nerone, cit., p. 7.
13 Ivi, p. 6.
14 A. C orsano , Per la storia del pensiero del tardo Rinascimento. Il Cardano e la storia,
Giornale critico della filosofia italiana, XL, 1961, pp. 499-507: 501.

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Per valutare il governo di Nerone, Cardano deve prima definire le ca


ratteristiche dellottimo principe dotato di saggezza e bont: fondamentale
mantenere la pace allesterno o il condurre guerra solo se necessaria e poi
una politica interna improntata alla giustizia e allequit; inoltre, il principe
deve provvedere al benessere di tutti, particolarmente per degli onesti e
dei bisognosi.15 Secondo questi criteri, Nerone avrebbe dovuto essere as
solto per aver perseguito questi ideali e per aver rispettato queste esigenze
come testimoniano le fonti storiche. Nellanalisi del buon governo, largo
spazio dedicato al tema della guerra e della pace, ma anche a quello della
giustizia: Cardano riprende i temi erasmiani condensati nelladagio dulce
bellum inexpertis contro luso della guerra per affermare che Nerone si di
mostr migliore di tutti gli imperatori romani, precedenti e successivi. Ri
spetto alla giustizia, emerge lamarezza personale per i fatti riguardanti la
sorte del figlio quando invita a riportare la legge alloriginario spirito del
legislatore, senza interpretazioni fallaci.16
Per la sopravvivenza dello Stato, secondo Cardano, pi sicuro per il
principe e pi utile... favorire i deboli.17 Nerone fu un principe, non un
tiranno, e per di pi clemente.18 Persino considerando latteggiamento di
Nerone nei confronti di Seneca e Lucano, partecipi della congiura di Pisone, si deve concludere che era disposto alla clemenza.19 Ebbe la ventura di
nascere sotto una stella poco fortunata20 ed infatti fu costretto a lottare
contro tutti: emerge cos la 'filosofia della storia di Cardano: Nerone porta
a compimento, secondo il disegno tessuto dalla divinit, il ciclo della gens
lulio-claudia,21 definita torcia ardente, suscitata dallinferno, per ordine
della divina giustizia, dal momento che altrimenti non si sarebbero potuti
punire tanti mali provocati dallo spietato popolo romano.22
La scelta politica antiottimatizia di Nerone, causa della sua condanna,
avrebbe dovuto essere perseguita anche ai tempi di Cardano dal momento
che la storia costellata di esempi che mostrano le rovine causate dal con
15 C ardano , Elogio di Nerone, cit., pp. 20-21.
16 Ivi, p. 27. Si veda anche F iorato , L>(Eloge de Neron, cit.
17 C ardano , Elogio di Nerone, cit., p. 30.
18 Ivi, p. 127.
19 Ivi, p. 15. Si veda pure C ardano , Politices seu Moralium liber unus, in I d ., Opera omnia,
a cura C. Sponii, Lione 1663, X, p. 57a. Si rimanda anche alla lettura di N. M achiavelli, Discorsi

sopra la prima deca di Tito Livio, libro III, cap. VI.


20 C ardano , Elogio di Nerone, cit., p. 18.
21 I ngegno , Saggio sulla filosofia di Cardano, cit., p. 195.
22 C ardano , Elogio di Nerone, cit., p. 128.

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centrare il potere nelle mani di uno solo o di pochi satrapi.23 Cardano af


ferma che sia il diritto umano che quello divino obbligano a favorire gli uo
mini di condizione inferiore.24 Lattenzione ai miseri sarebbe poi stata ripa
gata dalle conseguenze felici per lo Stato: non solo pi onesto e pi pie
toso [...] favorire i deboli, ma pi sicuro per il principe e pi utile per la
sopravvivenza dello Stato e di qualsiasi potere.25 Ma in quel caso la rea
zione degli ottimati violenta, si armano, si uniscono, cercano la vendetta;
se non ci riescono, mettono su gli storici.26
Ed infatti Nerone fu sconfitto dalle armi della storia: Tacito e Svetonio,
attraverso le loro opere storiche, hanno deliberatamente costruito la dam
natio memoriae dellimperatore.27 Entrambi furono figure rappresentative
della classe politica avversaria di Nerone e per questo ne determinarono la
condanna.
Gi nel De sapientia (che risale al 1544), e poi anche in altre opere, Car
dano mette a punto una sua teoria politica originale, che lega strettamente
motivi etici e considerazioni gnoseologiche. Senza tenere nella giusta con
siderazione la vastit degli orizzonti culturali di Cardano, la complessit e
talvolta la apparente incoerenza delle soluzioni proposte risulterebbero an
cora pi equivoche. Sarebbe stata proprio la scelta antiottimatizia di Nero
ne a segnarne il destino. Lavversione di Tacito, esponente della classe se
natoria, dipenderebbe da questo 'tradimento neroniano; infatti, preceden
temente Seneca gli aveva persino dedicato il De clementia. Quando Nerone
mut la sua politica, diventando il difensore degli interessi del popolo, solo
allora di colpo fu definito omicida spietato, empio, infame, il peggiore di
tutti gli uomini.28
Conscio del rischio a cui si esponeva additando i pericoli del potere ari
stocratico, Cardano osserva: Temo che qualcuno, dandone uninterpreta
zione maligna [...] finisca col pensare che io approvi loppressione o, addi23 Ivi, p. 32.
24 Ivi, p. 26.
25 Ivi, pp. 30-31.
26 Ivi, p. 143.
27 Dello storico degli Annales, Cardano scrisse: Tacito fu sacerdote di idoli, un individuo
spinto da una sfrenata ambizione e disonest - a voler ricavare un quadro della sua vita sempli
cemente dalle sue parole [...] quellempio adoratore di di si ostinava a considerare delitto le of
fese subite dai membri delle classi pi elevate, cio non valutava pene e condanne sulla base della
giustizia e delle motivazioni, ma sulla base delle ricchezze, del potere e della nobilt...; mentre di
Svetonio, Cardano scrive che arriv a corrompere la moglie di quellimperatore di cui era segre
tario, C ardano , Elogio di Nerone, cit., p. 4. Si veda anche ivi, p. 160.
28 Ivi, p. 34. Si veda F iorato , LEloge de Neron , cit., p. 133.

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rittura, leliminazione dei potenti da parte di un principe. A suo giudi


zio, Tunica forma di dominio durevole quella che punisce la strafottenza
dei potenti, ma favorisce i loro onori.30 A questo punto Cardano indivi
dua quindi anche dei limiti nella politica di Nerone: rispetto al senato
avrebbe dovuto non perseguire lo scontro, ma piuttosto provvedere a un
ricambio dei senatori.31
Non si sottrae alla puntuale disamina dei diversi capi di imputazione
contro Nerone al fine di dimostrare come rientrassero nella prassi, seppure
crudele, dellepoca. E cos, concludendo, Cardano perviene a richiamare il
celebre motto di Aulo Gellio: Ora, finalmente, la verit figlia del tempo,
da me guidata, come nella maggior parte dei casi, dopo tanti secoli uscita
alla luce, difendendo Nerone e condannando gli altri principi in conside
razione dei loro meriti.32
Persino dal confronto con unepoca segnata da tali sciagure, il secolo
in cui vive appare funesto a Cardano: risulta alquanto peggiore questo
nostro secolo di qualsiasi secolo del passato, anche macchiato dei peggiori
delitti, in cui per almeno si teneva conto del pudore:33 biasimava cos il
desiderio di vendetta dei principi del Cinquecento che nel loro accani
mento contro i traditori sembravano quasi determinati a estinguerne la
memoria.34
Responsabili della tradizione negativa di Nerone sono dunque gli sto
rici: Cardano coglie cos loccasione per aprire unanalisi della storia e chie
dersi come sarebbe meglio che non si scrivessero libri di storia. La loro
lettura porta pi danno che vantaggio al genere umano.35 E infatti consi
dera le opere storiche di Tacito, di Svetonio, di Diodoro Siculo, di Appia
no Alessandrino e di Tucidide, come quelle di Machiavelli, [...] contrarie
agli studi della sacra filosofia.36 Unulteriore riflessione sulla storia la tro
viamo nel Prosseneta, nel capitolo LXX, dove consiglia, come neSlElogio,
alcuni storici - Sallustio, Livio e Commynes -, e soprattutto invita a non
distogliere lattenzione dagli arcana imperii?1 La polemica sulla storia
29 C a rd a n o , Elogio di Nerone, cit., p. 55.
30 Ivi, p. 56.
31 Ivi, p. 58.
32 Ivi, p. 127.
33 Ivi, p. 103.
34 Ivi, pp. 136-137.
35 Ivi, p. 157.
36 Ibidem.
37 Ivi, p. 159.

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non affatto originale: basti pensare alle riflessioni di Jean Bodin nella Methodus ad facilem historiarum cognitionem38 e di Francesco Patrizi,39 e an
cora a quella battaglia che fu combattuta contro i libri di storia con lavvio,
da parte protestante, del progetto di Mattia Flacio Illirico con le Centurie
di Magdeburgo, a cui rispose circa trentanni dopo Cesare Baronio con i
suoi Annales ecclesiastici.40
Con la riflessione sulla Poetica di Aristotele e la conseguente specula
zione sul valore da assegnare alla storia, le discussioni suU^r^ historica si
complicarono quando si diffuse il tacitismo e Cardano, denunciando la cor
ruzione di Tacito come storico, si schierava contro questa necessaria ten
denza controriformistica.41 Dimostrata la fallacia e linganno del sapere
umano, la storia demistificata.42 In unanalisi del rapporto tra Cardano
e lars historica, Nancy Siraisi ha giustamente osservato che il vero scopo
era quello di condannare le guerre e le fazioni aristocratiche, ma soprattut
to di andare contro luso dellopera storica di Tacito, che stava rimpiazzan
do quella di Tito Livio.43
Linteresse di Cardano per il tema della tirannide e del tirannicidio non
si esaurisce ovviamente con YElogio di Nerone, ma ritorna in molte opere:
nel De arcanis afferma persino che la tirannide congenita alla natura uma
na,44 mentre nel Prosseneta ammonisce a esaminare chi sia veramente il
tiranno 45 Una trattazione maggiormente approfondita si trova nei Politi38 Si rimanda ora a M.D. C ouzinet , Histoire et mthode la Renaissance: une lecture de la
Methodus ad facilem historiarum cognitionem de ]ean Bodin, Paris, Vrin, 1996.
39 Della historia diece dialoghi di M. Francesco Patritio ne quali si ragiona di tutte le cose
appartenenti aWhistoria, & allo scriuerla, & aWosseruarla, Venezia, Andrea Arriuabene, 1560.
40 P. P olman , Llment historique dans la controverse religieuse du XVIe sicle, Gembloux,
J. Duculot, 1932; I. B ackus, Historical method and confessional identity in th era of th Reformation, 1378-1615, Leiden-Boston, Brill, 2003; S. Z en , Baronio storico: Controriforma e crisi
del metodo umanistico, Napoli, Vivarium, 1994.
41 Si rimanda allancora utile G. T offanin , Machiavelli e il tacitismo. La politica storica al
tempo della Controriforma, Napoli, Guida, 1972 (la ed., Padova, Draghi, 1921); G. C otroneo ,
I trattatisti deir ars historica, Napoli, Giannini, 1971; C. B orghero , La certezza e la storia. Car
tesianesimo, pirronismo e conoscenza storica, Milano, Franco Angeli, 1983. Cfr. A.E. Baldini, Ra
gion di Stato, tacitismo, machiavellismo e antimachiavellismo tra Italia ed Europa nellet della
Controriforma. Una bibliografia, in La Ragion di Stato dopo Meinecke e Croce: a proposito di re
centi contributi, a cura di A.E. Baldini, Genova, Name, 1999, pp. 199-235.
42 I ngegno , Saggio sulla filosofia di Cardano, cit., p. 202.
43 N. Siraisi, Cardano and th history of medicine, in Girolamo Cardano. Le opere, le fonti, la
vita, cit., pp. 341-362: 347.
44 Sistitur igitur tyrannis ad genus humanum, C ardano , De arcanis, in Id ., Opera omnia,
dt., X, p. Ila.
45 C ardano , Prosseneta, cit., p. 89.

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ces, dove Cardano sostiene la liceit del tirannicidio, dopo aver definito i
diversi tipi di tiranno.46
Interessante la riflessione di Cardano rispetto al tirannicidio di Alessan
dro de Medici:47 il duca non pu essere considerato un tiranno ma piut
tosto oligarchiae tyrannicae vindex egregius, cos come Francesco Sforza
fu un principe tirannico, ma non tiranno.48 Da questo punto di vista YElo
gio di Nerone non deve essere affatto letto come paradossale, perch quan
to l sostenuto tende a dimostrare che Nerone non fu affatto un tiranno;
giudizio che ripete nei Politices: Nero tyrannus non fuit, verum ultor piebis ac tyrannicida,49 ma che contraddice in altre opere.
In conclusione, non sembra di poter considerare il Neronis Encomium
come unapologia della tirannide per diverse ragioni: in primo luogo, appa
re contraddittorio teorizzare la tirannide e al contempo ammettere il tiran
nicidio (tyrannum certe necesse est occidere et fugere),50 ma anche la di
mostrazione che Nerone non fu tiranno, ma un principe giusto sembra es
sere un ostacolo ad accogliere quellinterpretazione pur suggestiva. Piut
tosto, avanzando delle sostanziali critiche alle definizioni aristoteliche,
Cardano sembra propendere per un governo popolare e giusto che deve
rispettare alcune esigenze (equit del diritto, tribuni popolari annuali...) e
avversare quelle caratteristiche della tirannide come limposizione di vectigalia.51 Qualora si riuscisse in questo, si vivr con maggiore sicurezza e
minore fatica di quelle godute da chi si lega agli ottimati, passo in cui ri
salta la prossimit fortissima con i temi machiavelliani del capitolo IX del
Principe,52

46 C ardano , Politices, cit., pp. 55-58. Cfr. R. D e M attei, II pensiero politico italiano nell'et
della Controriforma, Milano-Napoli, Ricciardi, 1982-4, II, p. 181.
47 Sul tirannicidio di Lorenzino si rimanda a P. Simoncelli, Profilo delfuoriusciamo repub
blicano fiorentino al tempo dellAltoviti, in Raphael, Cellini and a Renaissance Banker: The Patro
nage of Bindo Altoviti, Milano, Electa, 2004, pp. 285-328: 293-296 e a S. Lo Re , Alle origini della
formazione culturale e politica di Benedetto Varchi e Piero Vettori. La crisi della libert fiorentina
(1527-1532), in corso di pubblicazione. Ringrazio gli autori per avermi consentito di leggere i dat
tiloscritti.
48 C ardano , Opera omnia, cit., p. 57a.
49 Ivi> p. 55 a.
50 Ivi, p. 57a.
51 Ivi, p. 174.
52 Si veda la illuminante lettura di G. Sasso , Principato civile e tirannide, in I d ., Machiavelli
e gli antichi, 4 voli., Milano-Napoli, Ricciardi, 1987-1997, II, pp. 351-490.