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GEROLAMO CARDANO

ALLO STUDIO DI BOLOGNA (*)

Gerolamo Cardano fu condotto, com ben noto, a Bolo


gna alla cattedra primaria di medicina teorica, gi lungamente
occupata dal faentino Benedetto Vittori (1), nellanno 1562-63;
e la tenne fino al 1569-70.
Narra egli stesso nelle memorie die scrisse negli anni
estremi, a ricordare le varie e bizzarre vicende della sua tra
vagliata esistenza, come i Bolognesi fosser da prima mal di
sposti ad accoglierlo nel loro Studio, per le calunnie diffuse
ad arte fra essi da suoi nemici, e come lo sostenesse appresso
di loro la calda difesa del Legato Borromeo (2). E parimente

r ) Daminovi documenti tratti dall'Archivio di Stato di Bologna.


(1) Benedetto Vittori aveva gi;\ appartenuto allo Studio dal 1503 al 1531,
come lettore di logica, di filosofia, poi di medicina teorica e pratica suc
cessivam ente. Condotto nel 1531 a Padova alla prima cattedra di m edicina,
fu richiamato dai Bolognesi nel 1535 ; e a stento, per le vive insistenze del
governo veneto, fu lasciato a leggervi lino al 1538, termine d ell impegno
da lui assuntovi. La ricondotta del Vittori a Bologna fu deliberata il
3 ottobre 1539, L i b r i p a r i , ad li. d., per 700 scudi d oro. D alla cattedra
di medicina pratica, a cui venne nel 1539. pass poi nel "41-42, e rimase
fin che visse, a quella di teorica.
(2) I I i e r . C a r d a n i , I)e vita p r o p r i a , Parisiis, 1643, cap. 17, Ca lu m n a e
diffamai io ins tdiae ab accusai to ri bus, p. 75 : .... dum fononiac aeees sendus essem . miserunt hostes nominis mei quemdam a libelli* Papiam ,
qui ncque auditorium vidit, nec di sei pili oh consuluit, sed nescio nude in
haee verba rescripsit. seu potius sententiam , cum quaedain de alio mi rifica enarrasset, puto quoti non sperarei illuni venturum : De Hieronynio
Cardano iiH ellexi illuni sin cholf ribus profiteri sed sedilibus, hominem
mal orimi inorimi et inoratimi omnibus, qui a stiliti tia non absit; moribus

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egli vi ricorda i precipui casi occorsigli durante quella sua


condotta a Bologna. Ma sopra le difficolt incontrate dal Le
gato per far concMudcre la sua condotta, come sopra il modo
repentino ondessa fu interrotta, i documenti bolognesi por
gono ben pi larghe e varie notizie; le quali non inutile
raccogliere e coordinare, per Y importanza che la condotta del
Cardano ebbe gi di per se nella storia dello Studio bolo
gnese, c pel vario intrecciarsi a proposito di quella di altre
notizie attinnti la storia dello Studio e la storia del pen
siero italiano, nella quale esso ebbe ognora parte nobile e co
spicua.
La proposta del Cardano come dun successore al \ ittori,
che era morto il 12 febbraio 1561, avvenne gi nellaprile di
quellanno per parte del cardinale Carlo Borromeo e dei car
dinali Francesco Alciato e Moroni, ad un tempo stesso (1).
Le pratiche pendenti allora col Boldone, messo innanzi dallo
stesso Borromeo, valsero ai Bolognesi di scrusa a differire ogni
risposta su quella.
Ma quando nel giugno codeste pratiche avevano preso
tal piega da far presagire che non sarebbero riuscite a buon
fine, uno degli oratori dei Bolognesi al Pontelice, Komeo Foscherari, li avvertiva che non concludendo col Boldone sa ria bene che conducessero il Cardano , di cui gli era detto
gran bene, e cliera sostenuto, con assai calore, dal Cardinal
legato (2).
.
Non appena avuto codesto avvertimento, i Bolognesi ma
nifestarono le loro sfavorevoli disposizioni verso il Cardano;
le quali, oltre a significare ai loro oratori, avevano esposte
anche in una lettera diretta al Legato. Ma questi, senza leg-

sane deformem ; qnin etiam artis nerticae panini peritum et opiniones


quasdam in ea sectantem, ut in urbe sua nemini acceptus sit, nec artem
exerceat.... >. Yed. G. V i d a r i . Saggio storico filosofico su Gerolamo
Cardano, in R i v i s t a i t a l i a n a d i filosofia, V i l i , 1898, pp. 300 e segg. Cfr.
in ispecie a p. 308.
(1) Tomaso Cospi ai Quaranta, Roma, .12 e 19 aprile 1561, Le t t. dell Am b. al Sen., 1561.
(2) Romeo Foscherari ai Quaranta, Roma, 18 giugno 1561, L e t t. delVAmb. cit.
v

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gei* la lettera, quando gli oratori bolognesi glie la porsero, ri


spose duramente che egli conosceva ben da se chi fosse il
Cardano, senza che altri glie lo apprendesse, e che se i Bo
lognesi saccordavano col Boldone, egli non avrebbe pi par
lato di condurlo ; ma in caso diverso, volenti o nolenti, avreb
bero dovuto accoglierlo, a meno che adducessero ragionevoli
motivi a giustificare quellavversione che mostravano di nu
trire per lui (1).
I
Bolognesi rispondevano non potersi cos disporre a
pensare al Cardano stante le imputationi datile, il giu stificar le quali, come accenna V. S. Ill.ma habbiamo per
difficile e odioso ; soggiungendo che quando ben anco non
si giustificassero egli impressa et invalsa talmente negli
animi de cittadini la mala opinione di lui, che veramente
perderia allo ingrosso dell honore et deir utile, sendo che
non vi seria persona che li confidasse la vita nelle sue
mani (2).
Ripetevano le stesse cose nelle loro lettere deiragosto e
del settembre, senza mai nulla determinar di preciso sulle
ragioni onde avversavano il Cardano (3); le quali, secondo ogni
verisimiglianza, consistevano, pi ancora che in qualche so
spetto d eresia, nelFonda d'infam ia gettata su di lui dallixoricidio, onde Fanno innanzi era stato convinto il suo primo
genito, e onde costui aveva avuto mozzo il capo (4).
E nel tempo stesso riprendevano colla maggiore energia
le pratiche col Boldone, a cui facevano offrire il cospicuo ono-

(1) L o stesso a gl i stessi, 25 giugno 1561, lim i.


(2) I Quar an ta a g li Oratori. 26 luglio 1561, L i b r i litt. ad li. d.
(:)) I l F o s c h e r a r i a i Quaranta, 2 luglio, 9 agosto, 6 settembre, L e t t .
d e l l A m b. cit.
( 4 ) C a r d a n o , De v i ta p r o p r i a cit., p.
9 9 : Interim accusatila tilius,
quod uxorem vcueno tentasset et in puerperio, decima septima die fe tonarii captus, post quinqnagesimnm tertium diodi idibus Aprilis, sccuri
percussiiH est in carcere. Atque hoc priiuum et maximum infortuninm
per quod ncque retineri honeste poteram neque sine causa dim itti, nec
tuto liabitare in patria, nec cani secure relinquere poteram, dcspectus
o barn bui albani urbcm, contemptus conversabar, ingratus devitabam amicos,
quid agercm non oceurrebat, (|uo me eonferrcm non habebam, nescio an
infoelicior an odiosior *.

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rario di 800 scudi (1). E tornavano pure a ricercar Gabriele


Falloppia, col quale gi avevano trattato quattro anni innanzi
per la cattedra di chirurgia, lasciata libera da Giovanni Fran
cesco Rota (2).
Fallita ogni speranza e del Boldone e del Falloppia, mi
sero avanti al Legato la proposta di condurre alla cattedra
di teorica il vicentino Fraeanzano, e di liberarsi in tal guisa
del Cardano (3). Ma il Borromeo, irritato coi Bolognesi per
ch avesser date molte calunnie et imputationi brutte al
Cardano , senza poi provare nulla contro di lui, dolente
che la sua proposta fosse stata occasione di vituperare un
uomo al quale intendeva di rendere Fonore onde lo teneva
degno (4), resistette fermamente nel suo proposito; cos nel

(1) I Quaranta agli Oratori, 27 settembre e 20 ottobre 1561, L i b r i


l i t t . ' ad li. d.
(2) L e l i o R u i n i ai Quaranta, Padova, 7 giugno 1557, L e t t . eli dir.
al Sen., 1555-61 : Panni intiero et ottim o pensiero essere stato fatto in
eleggere m. Gabriello Falloppia al servitio della u. r. citt in luogo di
m. Frane. Kotta (sic) ; con ci sia che se lioggi in questo studio tra
dottori soggetto di far fiorire il studio nostro col tirar seco m oltitudine
di scolari, egli me ne par uno, s per essere dotissimo e singolarissimo
non tanto in chirurgia di cui principalm ente fa m estieri, nella quale
mirabilmente lodato, s ancora per essere amato da scolari quanto nissun
altro (cosa molto importante a sim ile effetto) . Per allora le trattative
col F alloppia non approdarono a nulla. Furon riprese nel 1559. Camillo
Canonici scriveva ai Quaranta P I I febbraio 1559 ( L e t t . d i div. cit.), d
Padova, ove costoro lo avean mandato per trattare col Falloppia, che questi
aveva s desiderio di venire a Bologna, ma non voleva obbligarsi per pi
di 6 anni, n con onorario minore di 250 scudi pei primi due e di 300 pei
rimanenti. Codeste condizioni generarono per allora difficolt. Non pi
nel 61. 11 28 ottobre i Quaranta davan facolt al Confaloniere di condurlo
per 400 scudi e a quelle condizioni m igliori che a lui ed agli assunti
allo Studio riuscisse di ottenerne ( L i b r i p a r t . ad li. d.): e conformemente
scrivevano al Falloppia stesso ( L i b r i l i t t ., 31 ottobre), e gli mandavano
un loro segretario Galeazzo Zambeccari, per fissare le m odalit del con
tratto (Galeazzo Zambeccari ai Quaranta,, 4 novembre, L e t t . delVAmb.
al Sen., 1561). Ma il Falloppia fu impedito dai Veneti di abbandonare il
loro Studio.
(3) I Quaranta agli Amb., 8 e 12 novembre 1561, L i b r i litt., ad li. d.
(4) I l Fo sc her ari a i Quaranta, 6 settembre 1561, L et t. d e l l Am b. al
Sen., 1561 ; Vincenzo Campeggi a i Quaranta, 22 novembre 1561, L i b r i
litt. ad h. d. ; I Quaranta a gl i Am b as ci a to ri , 29 novembre 1561, L i b r i

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trattare collAinbasciator di Bologna, come nel rispondere ai


cardinali Ferrario e Gonzaga. I quali gli facevano presente
la difficile condizione in cui rischiava di trovarsi egli stesso,
se posta a partito nel Reggimento la condotta del Cardano, vi
fosse respinta; e quella non meno grave in cui sarebbe stato
il Cardano, se condotto finalmente dopo tante difficolt a Bo
logna, avesse avuto a fallire nelle prime cure (1).
Vincenzo Campeggi, uno degli ambasciatori, suggeriva
al Confaloniere come la sola via di scampo, ad evitare ornai
il Cardano, di farne predisporre T animo accortamente, da
un discepolo che ne godeva la confidenza, a non accettare
la condotta, se proffertagli dai Bolognesi per obbedienza al
Legato. Quando potessero ottenere questo (egli concludeva)
havriano soddisfatto in un sol colpo al sig. Legato e a loro
stessi (2).
Ma, se pur quel consiglio fu seguito, esso non condusse
certo a buon resultato, perch a mezzo decembre i Bolognesi
si persuasero che non potevano pi opporsi in alcuna guisa
al voler del Legato. E scrissero al Campeggi: Poich il
S. Legato, per quello havete scritto pi volte et che anco
per altre vostre et luoclii autentici si inteso, ha mostrato
et mostra, voler ad ogni modo esser compiaciuto che si con duca il Cardano, avenga conosciamo come pi volte s'
detto, che quanto al medicare la Citt per liaver poca
fede in lui, non di meno, stimando assai come dobbiamo
la satisfactione di S. S. Ill.ma, ci risolveremo di pigliarlo,
poi che cos piace a S. S. Ill.ma (3).

liti, ad h. d. : Il secondo (capo) tratta dell'ufficio faceste col Sig. Lc gato sopra la cosa del studio cio del Boldonio et del Fracanzano et la
risposta datavi da S. S. I ll.ma che fu sopra il Cardano, la qual risposta
dovete ben credere che non ci possa esser piaciuta in modo alcuno, scudo
gli animi nostri et di tutta questa citt molto alieni da esso Cardano,
nelle cui mani non ci seria persona? n nobile n popolare che confidasse
mettere la salute et vita sua *.
(1) Vincenzo Campegyi al G o n f a l o n ie r e , G dicembre 1561, Let t. d e b
VAmb. cit.
(2) Lo stesso (dio stesso, 22 novembre 1561, Tjett. de lP A m b. cit.
(:J) 1 Q uar an ta a l V A m b 17 dicembre 1561, L i b r i liti., ad li. d.

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Il
Borromeo, fidente nel valore del suo protetto, e per
suaso che, dopo conosciutolo da vicino, i Bolognesi avrebbero
dimessa la loro avversione contro di lui, dichiar di accon
tentarsi che il Cardano fosse condotto per un solo anno, come
di prova. Quanto >air onorario, aveva proposto che gli si desse
quello gi assegnato al Vittori (1). Ma poich i Bolognesi gli
facevano notare che il Vittori aveva avuto 700 scudi dopo
lunghissimi anni di insegnamento e di pratica celebrata nel
medicare, e che non sarebbe stato giusto dare altrettanto a
chi insegnava da minor tempo, e come medico non aveva
cos gran nome (2), il Legato sacconci al partito che si as
segnassero al Cardano cento scudi in pi deir onorario che
aveva a Pavia (3). Ma neppure la misura di questo si riusc
a determinare sollecitamente; combattendosi al proposito in
formazioni differenti che lo facevano oscillare fra i 400 ed
i 500 scudi (4).
Finalmente, dopo lunghe inquisizioni e fastidiosi dibattiti
col Legato e con gli altri fautori del Cardano, i Riformatori
deliberarono di condurlo per 521 scudi e per un solo anno;
col medesimo partito del 29 ottobre 1562, col quale delibera
rono pure la condotta del Fracanzano alla medicina pratica
per 5 anni e con 700 scudi (5). La grave differenza tra le
condizioni fatte ai due lettori ben risponde alle cos diverse
disposizioni danimo, con che i Riformatori serano accinti
a condurli.

(1) Vinc. Campeggi a i Quaranta, 10 gennaio 1562, L e t t . fieliAmb.


<il S e n a t o , 1562.
(2) I Q uaranta a l l Am b. , 28 gennaio 1562, L i b r i litt. ad li. d.
(3) Vinc. Campeggi ai Quaranta, 7 febbraio 1562, Le t t. d e l l A m b a
sciat ore cit.
(4) 1 Quar an ta a l l Am b., 14 febbraio, 25 marzo, L i b r i J i t t . , ad li. d. ;
Vincenzo Campeggi a i Quaranta, 14 marzo, L e t t . d e l l Amb. cit. ; Tx>
stesso al Gonfal., 25 luglio e 5 settembre, L e t t. d e l l Amb. cit. R ipetu
tam ente si tratta di codeste differenze sulla determinazione dello stipendio
da darsi al Cardano in un fascicolo di minute di lettere del Campeggi ai
Quaranta, del gennaio e febbraio 1562, che si trova entro il volume dei
L i b r i litt. di quell anno.
(5) Lbri p a r t . , 29 ottobre 1562.

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Ma le previsioni fidenti del Borromeo non andaron fallite.


Dopo che i Bolognesi ebbero ben conosciuto il Cardano
dappresso, lungi dal serbare contro di lui avversione e sfiducia,
gli ebber stima e deferenza. Talch il 3 aprile deir anno suc
cessivo lo confermarono con ampie parole di lode per 8 anni
nella cattedra affidatagli, e col medesimo stipendio di 700 scudi
assegnato al Fracanzano (1); e pochi d appresso gli conferirono
la cittadinanza (2). Ancora, prima che codesta nuova condotta
scadesse, deliberarono di continuarla per altri due anni, fino
a tutto il 72 (3).
Senoneh, innanzi al termine della precedente condotta,
il 14 ottobre 1570, il Cardano fu, per ordine del S. Ufficio,
rinchiuso in carcere, sostenutovi per 77 giorni, poi relegato in
casa per altri 86 (4). Bench il processo fosse stato esperito
e condotto contro il Cardano con molte disposizioni a mitezza,
e terminasse poi con una assoluzione, i Bolognesi erano in
grave impiccio, date le tendenze dominanti alla Corte di Pio V,
nel seguitare a valersi di lui. E, protestando la loro profes
sione di buoni cattolici e il loro desiderio di aver sempre
lettori del tutto puri da ogni macchia eresiaca, facevan chieder
al Papa licenza di mandar via il Cardano, per quanto il con
tratto con lui concluso dovesse durare ancora due anni. TI
Papa commendava lo scrupoloso loro procedere (5), e il nome
del Cardano era abraso dal rottilo di queir anno (6).

(1) L i b r i p a r t . ad h. d.
(2) L i b r i p a r t . , 26 maggio 1563.
(3) L i b r i pctrt., 28 giugno 1570. 11 Card. Moroni lo aveva raccoman
dato al Reggim ento per la riconferma, asserendo non esservi dubbio elio
appresso tutte le nationi i scritti c eoinpositioni sue sono in tanta stima
e veneratione che reputato tra i primi per non dire il primo doli a
* professione della m edicina a questi tempi, et m eglio sar anco conosciuto
in progresso de anni dalli posteri n o str i : I l 'Moroni ai Quaranta.
28 dicembre 1569, Leti, d e l l Am b. al Sen., 1567-69. 1 Quaranta facevano
rassicurare il Moroni gi nel gennaio del 70 del loro proposito di ricon
fermare il Cardano : l Quaran ta a l l Amb ., 11 gennaio 1570, L i b r i litt.
( 4 ) Ved. C a r d a n o , l)e vita p r o p r i a , cap. 4, p. 22.
(5) Vincenzo M a t t i g l i a n i a i Quaranta, 8 febbraio 1571, L e t t. delVAmb. al Senato, 1571.
(6) Cfr, l i o t u l i det letto ri legisti e a r ti s ti dello S t u d i o llolognese,
l i , p. 179.

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Dimesso dopo di aver sottoscritta una dichiarazione per


impegnarsi a non pi leggere negli Stati della Chiesa (1), si
die il Cardano tutto al medicare; e fidando nelle aderenze
che possedeva in Roma e nell* indulgenza che era di solito
adoprata dal S. Ufficio verso coloro che godevano fama di
buoni medici, si condusse in principio del 71 col, Ed ivi
dal Papa medesimo, oltre che da gran numero di Cardinali,
ebbe invito di prestare lopera sua.
Anche a Roma tuttavia egli serbava desiderio del sog
giorno di Bologna. Una lunga e notevole lettera, che egli
scrisse nell7aprile del 73 ad Annibaie Osio, segretario del
Reggimento, sta a provare ad un tempo stesso e codesto de
siderio del Cardano, e che i Bolognesi avevan pure da parte
loro messo innanzi il partito di ricondurlo (2). E da ricordare

(1) Cfr. la nota seguente.


(2) I I Cardano ad A n n ib a le Osio, segretario del Reggimento, Roma,
28 aprile 1573, J^ett. d i dir. al Sen., 1562-1580 : < A me non oscuro la
bont vostra per molti effetti passati e 1 amor che la mi porta ; e quanto
* sia il partito, io non solo l ' accettaria come cosa utile et lionorevolc et
sopra al tutto che contenerla la quiete de l animo mio la qual sarda
* quanto bene io puossa o bavere o desiderare in questo mondo ; per non
* solo l accettaria da quelli Mag.ci S ig .ri ma la cercharia io istesso.
<
Per li obsta una sola cosa : .che quando io fui preso, volsero eh* io
sottoscrivessi a una lettera de S .mo Pio Quinto di non leggere publica mente mai pi su terre della cliiesia, ma eli io potessi ben leggere in
ogn altro luoco a mio beneplacito. E ancor che Papa Pio istesso voleva
< derogarvi facendomi offerir o la lettura di Bologna che pi gli piaceva
* o di Roma dal Mastro sacri P a lla tii, niente di meno perch rim o e
l altro poi morto, la cosa and in nulla n meno ne consta testim onio
per scrittura. Dunque bisognaria che S. S .t derogasse a quella ordina tione, il che facendo io accettaria volonteri, e bisogneria che questa cosa
havesse origine da quelli Mag.ci S ig .ri n penso che gli la denegasse e
tanto pi che S. S .t a prieghi del Cardinal Crivello et Cesis e Alciato
disse che mi voleva in breve consolarmi, e questo seria il vero modo
e tanto pi che par una cosa abusiva poter leggere a Padova e a Turino
e Pavia e Piasenza e non poter leggere a Bologna et oltre ci che si
venuto in cognitione che se ben li siano m olti errori e scandalosi come
dicono nelle opere m ie, siano mo quanti si vogliano, confessano tutti che
non g li n hcresia n suspiti<ane n di tal sentimento n di tal atto o
vitta. D el che ne fa fede prima che Papa Pio Quinto che fu quello che
fece quel precetto, mi fece chiamar due volte alla sua propria cura e

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GEROLAMO CARDANO

in vero che questi non eran riusciti per anco a provvedere


d?un lettore famoso la cattedra di medicina teorica gin da
lui occupata; mentre mancavano pure di un nome insigne

voleva eli io perseverassi sin in line, ma io veggiendo clic non gli era
speranza, non volsi acconsentire, a ben clic me ne fosse fatto grandissima
instanza da molti camereri, e poi precipuamente da Mons. R .mo Cupiero,
li quali si maravigliaseno clic quel clic gli altri cercavano con ogni in stanza, io ricercato e gi in possesso non volessi ritenere, et una nuova
< foggia di sospetto un lmomo che si pu dir intra a medicar tutto si pu
dir il concistoro. S che V. S. intende la cosa.
Ci poi un altro modo, il qual senza dubbio sarria e facile e non
ha eontraditione alclmna, e massimamente havendo S. S.t promessomi
< pi volte pensioni, la qual chiara e maggior argomento d innocentia
che n leggere n darmi salario, acci eli io restassi a Bologna, come
sarria a dire la met del salario, et a me saria quasi pi grato che 1
leggere con tutto il salario. Dico mo che sarria pi lionorevole e pi
utile per quelli Mag.ci Sig.ri e per me tamquam de milite benemerito.
Quanto al utile, el si vede chiaro che qua a Roma ho fatto tante cure
maravigliose ch'io mai non feci la quarta parte n a Pavia n a Bologna,
< n a Milano n in Inghilterra, e tutto statto causa 1 haver 1 animo
< sencero tutto rivolto solo al medicar con diligentia, e par che Iddio in
questo ancor m habbia favorito sopra la mia speranza; dal che si vede
ancora che ninno al presente mi rifiuta, come tra loro molti et per molti
< anni. Gli vero che quando venni a Roma fui in molto travaglio, dubitando
o di non dover medicar tanto che io potessi sostentarmi, ch invero mi vanno
700 scudi d oro 1 anno, ch si pu veder chiaro alle spese eh io tengo,
o ver dover medicar troppo che la complessione non mi bastassi s per
la et si per la grandezza della citt s per non saper andar per Roma
< et altri impedimenti. Hora si vede eh1 io son cascato in questa seconda
ditticult, la qual per dir il vero assai pi grave che la prima, perch
in quella non gli era salvo mancamento di danaro che si poteva supplir
in pi modi, in questa ci va la vitta che vai assai pi e con la vitta
ancora poi el guadagno e non si pu supplire con altra cosa. Anzi liaveva
* deliberato, quando altra provisione Sua S.t non mi facesse per li molti
negoei che premano S. Beatitudine, per non esser fastidioso n voler
< morire avanti il tempo, di ritirarm i, sperando in Dio e nella mia inno centia e 1 amor eh io porto a tutti quelli mag.ci Signori e poi speeial mente al sangue di S. S.t che non mi dovesse mancar in questa et,
ricordandomi della bont divina ancor in maggior travaglio calamit e
< oppressione non me haveva mai lasciato.
Io son statto troppo prolixo, ma tanto vale un scriver quatro o cinque
volte e succintamente quanto una lettera longa nella qual si vede e si
A b c h . S to e . I t .,

5.*

S e rie .

XXXV.

28

EMILIO COSTA

die sostenesse quella di pratica, essendo stato il Fracanzano


costretto dai Veneti a far ritorno a Padova, senza pur termi
nare il periodo della sua condotta (1). La ricondotta del Car
dano, come che settantenne, avrebbe giovato assai a risolle
vare lo studio della medicina; mentre pure dallo spirito largo
del nuovo Pontefice Gregorio X III potevasi attendere un be
nevolo oblo sulle pecche eresiache di lui.
Anche pi del ritorno alla cattedra, il Cardano avrebbe
bramato Y assegnazione di una pensione in Bologna, che gli

rapresenta l idea compita dun longo travaglio negociatione e statto della


cansa e poi assai ho messo di speranza ne l amor di V. S. verso me,
avisandola per ultimo che ancor che non succeda niente, io reputar per
favore e da quel molto m ag.c0 Regim ento senza il qual bench non pensi
per sua commissione per non contra la sua volont habbia scritta la sua.
e con l huinanit solita, del che in ogni caso resto obbligato assai e a essi
< Mag.ci S ig.ri et a V. S. come instrumento d ogni buon pensiero, alla
quale bascio la mano e la rengratio pur assai e che si degni la supplico
di raccomandarmi a quelli e ringratiarli di tanta cortesia e buon animo.
D i Roma, xxvm aprile M D L X X III.
di Y. m ag.a Signoria
< aff.mo servitore H ier.0 Cardan Medico >.
(1)
L a condotta del Fracanzano sarebbe terminata col 1567. Ma i Ve
neti gli intimarono di tornare a Padova gi nella primavera del 64. E
resistettero alle preghiere e rimostranze dei Bolognesi. Il Vescovo di
Maiorica rispondeva ai Quaranta da Venezia, 22 aprile 1564, Le t t. d i
p r i n c i p i , 1565-66 : La risposta di questi I ll.,ni et E cc.mi S S .ri sopra la cosa
del S ig .re Fracanzano stata che non possono n vogliono n manco
debbono lasciare che il detto Fracanzano legga altrove che in Padova,
havendone essi non solo bisogno, ma necessit grande per quel studio,
del quale dicono esser stato levato dottori et del P. P. et del Re Filippo
quando g li piaciuto di cosi fare >. I Bolognesi seran rivolti allora al
Papa, e i loro oratori nel pregarlo di dare effetto al suo proponimento di
visitar la citt e la fabrica de le seole chera molto bella > lo supplicavano
a non comportare che quel studio sia debilitato da Dottori, come tentavano
di presenti li Sig. V inetiani di fare, havendo fatti precetti penali al
Fracanzano *: G li Amb. ai Quaranta, 20 maggio 1564, Ijett. d e l l Amb.,
1564. Ma non ostante il gagliardo offitio > fatto dal Papa a lluopo (Gior.
d a l l A r m i a i Quaranta, 24 maggio, L,ett. d e l l Amb ., cit.), non si riusc
a nulla, e nel giugno il Papa medesimo viet agli oratori bolognesi che
g li parlassero ancora di un siffatto affare, come di cosa disperata ( I jO
stesso a g li stessi, 5 giugno, Ibid.).

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desse modo di risiedervi prestando Y opera sua nel medicare.


Ma codesto suo desiderio non ebbe adempimento. La pensione
r ottenne, ma in Roma, dove egli termin la vita tre anni
appresso.
Xei documenti bolognesi il nome del Cardano non figura
pi dopo di allora che in una lettera che lAldrovandi, ora
tore presso il Pontefice, scriveva nel 1578 per raccomandare
un memoriale di Taddeo Massa, esecutore testamentario di
lui, circa un credito di 1200 scudi eh egli 'aveva lasciato
verso il Monte Pio di Bologna (1).
Per la cattedra del Cardano i Bolognesi ricercarono
l'anno appresso Gerolamo Mercuriale, ma. non riuscirono ad
accordarsi con lui nella misura deir onorario (2). Per allora
dovettero acconciarsi con un Francesco Ciccarelli che veniva
da Perugia. E soltanto tredici anni di poi riuscirono a fre
giar del nome del Mercuriale lo Studio; nel quale non riu
scirono tuttavia a trattenerlo pi di cinque anni, trascorsi i

(1) Giov. A l d r o v a n d i a i Quaranta, 30 aprile 1578, Lett. delVAmb.


a l S t n ., 1578. Cfr. e r t o l o t t i , I testa men ti d i Girolamo C a r d a n i , in
A r d i . stor. lomb., sor. I, IX , 1882, pp. 614 e segg. : in particolare a p. 632,
ove erroneamente nominato un monte P i v a .
(2) Camillo Galeotti al Gonfaloniere, 27 marzo 1574, L et t. d i d i v e r s i ,
1562-1580: Me n'andai a Padova et havendo trovato un studio molto pieno
et florido et altro elio non il nostro, doppo l haver uditi molti di quelli
dottori cos in legge come in m edicina, trovai che il Capo di Vacca e
il Mercuriale elio tengono il p. luogo et sono concorrenti erano in mag gio* rip u taton e degli altri clic hanno bollissimo nome, il Paterno e il
X iecolin i....... Mi parvo (rabboccarmi con il Mercuriale et doppo un longo
raggionamento ch'avessimo insiem e, quando si venne al ristretto (Vin tendere l'animo suo, S. S. disse che stava bene ove egli era perch era
< molto amato da q . clariss. Signori, alli quali si sentiva molto obligato.
< Non di meno negar non poteva che il desiderio suo era di venire a J5ol logna et ivi far tutta la vita sua, ma che questo non poteva far senza
l honor suo, et che partendosi di qui, questi signori clariss.* conoscessero
c h 'e g li liavcva raggione di farlo.......... A llultim o la conclusione fo questa
che d isse: hor io voglio clic tu sappi la mia ferma deliberatione. Quando
* quelli sig .ri mi volesseno dare scudi ottocento, io non sono per venire.
* ma delli ottocento et m ille sono bene per remettermi et star a quanto
parer al Car.le tuo fratello.... .

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EMILIO COSTA, GEROLAMO CARDANO

quali questi accettava le condizioni profferitegli con eccezio


nale larghezza in quello di Pisa (1).
Bologna.

E m ilio C o s t a .

(1) Il Mercuriale fu condotto nel 1587 ( G l i a s s u n ti dello S tu d io all Am b., 7 febbraio 1587, L i b r i litt. ad li. d. ; Camillo Pa l eo tt i al G o n
faloniere, 27 marzo 1587, L e t i . d i d iv e r s i, 1582-1602) per 12 anni. Ma,,
infrangendo con pretesti l impegno, questi accettava nel 1592 una condotta
a Pisa. Protestarono i Bolognesi col granduca di Toscana (7 ottobre 1582 :
L i b r i litt. ad h. d.), e invocarono per mezzo del oro ambasciatore l in
tervento del Papa (26 agosto, 17, 24 ottobre, 7 novembre, 5 dee. L i b r i
litt. cit.). Ma invano (L A m b . al Sen., 5 settembre, 3, 10, 17, 31 ottobre).
Il Papa non pose interesse nella cosa e nel novembre il Mercuriale era
gi partito.
Ad una monografia sopra il Mercuriale attende gi da tempo, con lar
ghe ricerche particolari e con corredo singolarmente eletto di dottrina nella
storia generale delle scienze mediche, il mio illustre collega prof. Do
menico Maiocchi. Godo vivam ente di preannunziarla come un contributo
bene augurato e prezioso cos alla storia particolare delle cattedre di m e
dicina nello Studio bolognese, come alla storia generale di questo.