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CIPA

CENTRO
ITALIANO DI
PSICOLOGIA
ANALITICA

IAAP

International
Association
for Analytical
Psychology

Come un campo lasciato a maggese.


Il luogo della creativit psicologica
in Jung e Masud Khan

Accettella dr. Michele

CIPA
CENTRO

IAAP

International
Association

ITALIANO DI
PSICOLOGIA
ANALITICA

for Analytical
Psychology

Come un campo lasciato a maggese1. Il luogo della


creativit psicologia in Jung e Masud Khan.
Lozio il cominciamento di ogni psicologia.
(F. Nietzsche, Il crepuscolo degli idoli)

Si vivi e reali soltanto nella propria solitudine.


(Masud Khan, Trasgressioni)

La mia coscienza come un occhio che accoglie in s gli spazi pi lontani, ma il non-Io psichico ci che riempie aspazialmente questo
spazio. E queste immagini non sono pallide ombre, ma determinanti
psichiche potentemente attive.
(Carl G. Jung, Prefazione a W. M. Kranefeldt, La psicoanalisi)

approfondimento tematico
Essere come un campo lasciato a maggese significa vivere uno
stato transizionale dellesperienza, un modo di essere caratterizzato
da una quiete vigile e da una consapevolezza ricettiva, desta e sensibile (Khan 1983, p. 198). questo il luogo della sensibilit, e
della creativit, un luogo dove si d possibilit di ascoltare s stessi;
un luogo dellintimit dove si rende creativa primariamente la relazione sia col proprio S, sia con laltro da s. La dimensione psichica del maggese, descritta da Masud Khan, quella data dalla
possibilit di disporre di uno spazio privato non integrato e di
1

Khan 1983, pp. 198-204.

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restare ozioso (Khan 1983, p. 200). questa la dimensione psichica di un ozio creativo che sta a rappresentare lo stato del gioco, vissuto nel contatto con il proprio vero S. Definisce un aspetto
privato del S, non strutturato, senza conflitto, passivamente ricettivo e labile: un rifugio nellintimit della persona dove agisce e si
d espressione alla creativit della psiche. Ha a che fare dunque,
con la possibilit di creare, di consentire al nuovo di essere. Allo
stesso modo rappresenta unabilit dellIo [] una normale funzione dellIo, che al servizio dellindividuo (Khan 1983, p. 199).
Lo stato del maggese implica una certa capacit di rilassamento corporeo (Khan 1989, p. 193), un certo grado di disponibilit al rilassamento fisico: pre-requisito fondante lozio mentale.
Tendenzialmente si avvicina agli stati potenziali dellautoerotismo,
e tiene allattesa, in termini pre-costitutivi, poich solo Colui che
attende trova. La non-attesa garantisce la non-scoperta (Khan
1989, p. 208). Dal corpo allora, proviene questa dimensione
dellozio del maggese, dallIo-pelle potremmo dire con Didier
Anzieu (1985) , da quella precoce esperienza dellIo che sensibilit corporea, nel passaggio dalla non integrazione delle percezioni
corpo, alla crasi rappresentativa di un Io psichico. Lattenzione
posta, quindi, sul sentire, elemento centrale proprio dellIo-corpo.
Da questa finestra sensoriale e dallamplificazione attentiva posta
sulle sensazioni corporee, si apre la dimensione dellascolto riflessivo che definisce lo stato pre-costituivo il maggese di Khan.
Laltro poi, la presenza stessa dellaltro, diventa, in questo stato,
indispensabile. La legittimit del vissuto corporeo, il proprio stato
interiore, deve verificarsi in presenza dellaltro, che ne pu riconoscere a buon titolo lesistenza. La presenza dellaltro ci che dona
allesperienza sensibile il rispecchiamento necessario affinch possa
essere ri-flesso uno stato dellintimit che, diversamente, sarebbe
soltanto fantasticato. La concretizzazione, e forse per cos dire
la catarsi sensibile, di un vissuto del S autentico, attende
unalterit disponibile e accogliente per potersi definire, e da qui
rendersi ri-flessivo, ossia, rappresentabile e, dunque, assimilabile
psichicamente.
Come funzione appartenente allIo, lo stato del maggese, tiene a
quel tempo ritratto dallurto affettivo-relazionale con la realt esterna che, sospeso, si rivolge allautorganizzazione della psiche e

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alle sue rappresentazioni. Si d tempo di quiete alla gestazione


costruttiva delle emozioni, attraverso lo spazio dellimmagine.
Nuove elaborazioni e aggiustamenti degli elementi psichici si strutturano a partire da questo stato transizionale. Non si tratta di una
dimensione solipsistica, ma di una dimensione che ristruttura soprattutto gli spazi ed i tempi interni-esterni delluomo, attraverso
lausilio e la presenza dellaltro. Da questo punto di vista evolutivo,
la capacit di essere come un campo lasciato a maggese una
componente essenziale del processo mediante il quale lindividuo
diventa una persona (Khan 1983, p. 199). Appartiene come
dimensione al silenzio, alla spontaneit e alla produzione grafica:
sono stati transizionali di esperienza visiva dice Khan (1983, p.
202) , vissuti a diretto contatto con s stessi:
un nutrimento dellIo, una condizione preparatoria. Costituisce un substrato energetico per la maggior parte dei nostri sforzi creativi, e creando uno
stato psicologico di non-integrazione e animazione sospesa (che lopposto
del funzionamento mentale organizzato) permette quellembriogenesi di esperienze interiori che distingue la vera creativit dalla produttivit ossessiva
(Khan 1983, p. 201).

Il suo costruirsi, nel tempo, come dimensione e spazio psichico,


trae fondamento strutturante dalla relazione con laltro. La sua base fondativa data dalla matrice delle relazioni che fanno da integrante psichico costruttivo dellIo. Da questo sostrato psichico (il
terreno dellIo) si lascia agire un prodotto psichico nuovo, che va a
rassodare e a ridestare, creativamente, lintera psiche. Per realizzarsi, sintende, questo stato psichico abbisogna di una profonda accettazione di s, di tolleranza per lo stare e lesperire la propria e
pi personale solitudine.
Questo spazio psichico, inteso come uno stare con s stessi, veicola tipicamente laccesso alla propria autenticit. Rappresentato
da stati transizionali dellesperienza, questi si identificano come
stati potenziali nella cui quiete silenziosa pu germogliare
unautentica esperienza di S (Gazzillo & Silvestri 2008, p. 181). Esistono, pertanto, in questo momento dintima ri-flessione interiore,
movimenti psichici creativi che ri-organizzano le esperienze relazionali, fornendo un momento dedicato alla rappresentazione, alla ricostruzione del mondo esterno in figurazioni interiori. Di pi, tale

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esperienza di s, legittima la costruzione di nuovi modelli costruttivi


e, per questo, creativi del proprio senso di s: costruzione e ricostruzione psichica diventano i processi fondativi dello stato ozioso del maggese:
Il restare oziosi una modalit di esperienza che permette il costituirsi di
uno spazio potenziale in cui la persona pu transitare dallessere allo sperimentare se stessa in una condizione interiore che permettere lemergere del
desiderio, dellinteresse, del movimento o dellidea spontanea e personale
(Gazzillo & Silvestri 2008, pp. 181-2).

questa dunque, una zona transizionale per riprendere Winnicott


(1971) (cfr. Fonagy & Turner 2003, pp. 176 e sgg.) ove si contatta la dimensione psichica della creativit e, con essa, della simbolizzazione. Qui si produce quella possibilit dialogica tra il me e il
non-me nella sua tipicit inconscia. Su questo terreno vive lo spazio
della creativit simbolica (cfr. Trevi 1988, p. 37) di un inconscio
autenticamente creativo, capace di produzioni immaginali, di forme narrative e pensieri relazionati allintero organismo psichico ma
dotati di carattere innovativo (Trevi & Innamorati 2000, pp. 945). Appartiene allambiente dellholding (cfr. Winnicott 1965), dove
si pu creare e sviluppare una certa tolleranza dellambivalenza, e
dove le antinomie psichiche possono coesistere condividendo il medesimo momento situazionale. Da un lato allora, lo stato del maggese apporta ri-costruzioni rappresentative sui fenomeni
dellesperienza diurna, dallaltra diviene luogo dellesistenza possibile come co-costruzione dialogica e simbolica.
Da questultimo punto di vista, la coscienza agisce promuovendo e contattando uno stato del come se, compiendo cio un tentativo di relazione con lalterit dellinconscio. dunque, il fine teleologico della psiche che si incontra in quel dato momento, innescato attraverso lespressione di una creativit che attraversa il simbolo e diviene processo autentico (cfr. Pieri 1998, Lemma: creazione), scevro cio di ogni connotato ri-costruttivo di contenuti psichici da rappresentare e sistematizzare (il processo rassodante):
ci che si raggiunge lattivazione di un luogo psichico di per s
soltanto creativo. Su questa linea teorica didea,
Lo scopo principale della situazione analitica diventa quindi offrire al paziente uno spazio privato sorvegliato [] dallaltro, in cui poter semplicemente

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essere, senza reagire a stimolazione potenzialmente alienati, fare esperienza


di ci che si e articolare simbolicamente questa esperienza (Gazzillo & Silvestri 2008, p. 182).

Da questo angolo danalisi allora, questo fare esperienza di ci


che si riprende, in primis, un momento elementare dello psichico
definito nel processo istintuale della riflessione intesa questa, come
essenza e ricchezza della psiche umana (Jung 1937, p. 136) poich appartiene allo stato predispondente la trasformazione psichica.
Per Jung il termine riflessione (reflexio) non si riferisce tanto ad
un atto mentale, quanto piuttosto ad un vero e proprio comportamento. indicato tipicamente come:
[] un atto spirituale in senso contrario al corso delle natura, cio un fermarsi, un riconoscersi, un proiettare immagine, un intimo riferimento e
una spiegazione con loggetto contemplato. Riflessione si deve qui intendere
come un atto del divenire cosciente (Jung 1942/1948, p. 157, n. 9).

In questo senso, la psicologia, o forse meglio, il farsi della psiche,


appartiene allatto di vedere (Jung 1944, p. 18), ossia, a quella
dimensione che Masud Khan chiama appunto lasciarsi a maggese, in cui la rappresentazione della realt esterna e i vissuti che accompagna (urti affettivi), afferrano la dimensione creativa e simbolica della psiche, attraverso un contatto creativo di contenuti inconsci. Diversamente per, poich la creativit dalle parole di Jung
[] che ha le sue radici nellindeterminatezza dellinconscio, chiusa in eterno alla conoscenza umana [sar] sempre soltanto possibile descriverla nelle
sue manifestazioni, intuirla, ma mai coglierla interamente (Jung 1930a, p.
360).

Cos, ci che possiamo contemplare sono soltanto le produzioni


creative e simboliche della psiche su un livello costante di come
se, mai definitivamente esaustive in termini descrittivi, n tantomeno completamente possibili di conoscenza poich, in parte sono
composti da elementi altri dalla coscienza (appartenenti
allinconscio). Lo stare come un campo lasciato a maggese allora,
definisce questo luogo della psiche in cui si d riposo e sistemazione
agli urti conoscitivi della realt esperenziale, dai quali si pu rigenerare il terreno psichico per accogliere nuove produzioni creative,

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nuove soluzioni di sviluppo della personalit, nuove trasformazioni,


attraverso un contagio controllato con i contenuti espressivi del
proprio vero S.

Bibliografia
Anzieu, D. (1985). La Moi-peau. Paris: Dunod. Trad. it. LIo-pelle. Roma: Borla: 1995.
Fonagy, P. & Turner, M. (2003). Psychoanalytic Theories. Perspectives from developmental Psychopathology. London: Whurr Pubblisher Ltd. Trad. it. Psicopatologia evolutiva. Le teorie psicoanalitiche. Milano: Raffaello Cortina, 2005.
Gazzillo, F. & Silvestri, M. (2008). Sua maest Masud Khan. Vita e opere di uno psicoanalista pakistano a Londra. Milano: Raffaello Cortina.
Jung, C.G. (1930a). Psychologie und Dichtung. In E. Ermatinger, Philosophie der Literaturwissenschaft. Berlino: Junker und Dnnhaupt Verlag. Trad. it. Psicologia e poesia.
In Opere, vol. 10*, pp. 355-78. Torino: Bollati Boringhieri, 1998.

(1930b). Prefazione a W.M. Kranefeldt, La Psicoanalisi. In Opere, vol. 4, pp.


343-53. Torino: Bollati Boringhieri, 1998.

(1937). Factors Determining Human Behavior. In Harvard Tercentenary Conference


of Arts and Sciences 1936. Trad. it. Determinanti psicologiche del comportamento
umano. In Opere, vol. 8, pp. 131-43. Torino: Bollati Boringhieri, 2000.

(1942/1948). Zur Psychologie der Trinittsidee. In Psychologische Abhandlungen,


vol. 6. Trad. it. Saggio di esposizione psicologica del dogma della trinit. In Opere,
vol. 11, pp. 115-94. Torino: Bollati Boringhieri, 2000.

(1944). Psychologie und Alchimie. Olten: Walter-Verlag. Trad. it. Psicologia e alchimia. In Opere, vol. 12. Torino: Bollati Boringhieri, 1995.
Khan, M. (1983). Hidden Selves. London: The Hogarth Press & The Institute of PsychoAnalysis. Trad. it. I S nascosti. Teoria e pratica psicoanalitica. Torino: Bollati Boringhieri, 2006.

(1989). The Long Wait and the Other Psychoanalytic Narratives. New York: Summit Book. Trad. it. Trasgressioni. Torino: Bollati Boringhieri, 1992.
Nietzsche, F. (1889). Gtzen-Dmmerung oder Wie man mit dem Hammer philosophirt.
Liepzig: Naumann. Trad. it. Crepuscolo degli idoli ovvero come si filosofa col martello. Milano: Adelphi, 2007.
Pieri, P.F. (1998). Dizionario junghiano. Torino: Bollati Boringhieri.
Trevi, M. (1988). Laltra lettura di Jung. Milano: Raffaello Cortina.
Trevi, M. & Innamorati, M. (2000). Riprendere Jung. Torino: Bollati Boringhieri.
Winnicott, D.W. (1965). The Maturational Processes and the Facilitating Environment:
Studies in the Theory of the Emotional Development. London: Hogarth Press & The
Institute of Psycho-Analysis. Trad. it. Sviluppo affettivo e ambiente. Roma: Armando, 2007.

(1971). Playing and Reality. London: Tavistock. Trad. it. Gioco e realt. Roma:
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