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LOSSERVATORE ROMANO
GIORNALE QUOTIDIANO

Unicuique suum
Anno CLII n. 15 (45.961)

POLITICO RELIGIOSO
Non praevalebunt

Citt del Vaticano

gioved 19 gennaio 2012

Alludienza generale Benedetto

XVI

parla della Settimana di preghiera per lunit dei cristiani

Intervista a Mario Monti

Bisogna guardare avanti


con coraggio

Per una risposta comune


alla sete spirituale del nostro tempo
Come possiamo dare una testimonianza convincente se siamo divisi?. nellottica della nuova evangelizzazione che il Papa ha introdotto questa mattina, mercoled 18 gennaio, durante ludienza generale, la
Settimana di preghiera per lunit
dei cristiani, durante la quale da
oggi sino a mercoled 25 si pregher in tutte le chiese per il dono
del raggiungimento della piena comunione. Una grande sfida per la
nuova evangelizzazione, ha detto il
Pontefice, perch essa sar pi fruttuosa se tutti i cristiani annunciano
insieme la verit del Vangelo di Ges Cristo e danno una risposta comune alla sete spirituale dei nostri
tempi.
Benedetto XVI ha colto loccasione
della coincidenza dellinizio della
settimana con ludienza generale,
per ripercorrere litinerario storico di
una pratica promossa per la prima
volta nel 1908 da Paul Wattson, fondatore di una comunit anglicana
che in seguito entr nella Chiesa
cattolica. In seguito, ricevuta la benedizione da san Pio X, liniziativa
venne promossa e incoraggiata
da Benedetto XV con il breve Romanorum Pontificum del 25 febbraio
1916.
Arricchitasi nel corso degli anni,
la celebrazione oggi si sviluppa attraverso la collaborazione di un
gruppo misto composto da rappresentanti della Chiesa cattolica e da
un gruppo ecumenico ha spiegato
il Pontefice di una diversa regione
del mondo incaricato di allestire i

Il magistero del Papa e la sua


personale, forte testimonianza, il
contributo importante della Santa
Sede e della Conferenza episcopale
italiana sono elementi propulsivi e
critici di fondamentale rilievo. Di
fronte al bene comune non si pu
fuggire. A sottolineare con queste
parole il fondamentale apporto dei
cattolici alla vita sociale italiana
stato il presidente del Consiglio dei
ministri, Mario Monti, nellintervista per LOsservatore Romano e
la Radio Vaticana, il cui testo viene
pubblicato integralmente anche sui
siti del nostro giornale
e dellemittente. La
crisi etica, ancora prima che economica,
che attanaglia lEuropa; la frattura tra cittadini e politica; il futuro della moneta unica
e del progetto di integrazione europea; le
politiche fiscali introdotte per raggiungere
il pareggio di bilancio;
le liberalizzazioni: sono questi alcuni dei temi toccati dal presidente del Consiglio
italiano, che ha per
esordito evidenziando
gli aspetti pi qualificanti dei rapporti tra
Stato e Chiesa nel
mondo
globalizzato.
In una realt in cui
lidea stessa di confine
non pi rigida ha
detto il rapporto
tra gli Stati e la Chiesa pu essere un ponte,
un varco che abbatte i
muri degli egoismi nazionali e rinsalda il
senso di unappartenenza che significa riBenedetto XVI
spetto, responsabilit,
solidariet. E proprio
nella rivalutazione delle radici cristiane dellEuropa pu racchiudersi
il segreto per il superamento della
grave congiuntura vissuta dal continente. La giustizia e la pace
ha infatti affermato Monti sono
la risposta pi efficace alle crisi di
senso che la crisi economica ha, in
modo latente, provocato nella quotidianit delle persone. La crisi, per

I vespri presieduti dal Papa nella basilica di San Paolo fuori le Mura a conclusione della settimana ecumenica dello scorso anno

sussidi per la preghiera. Questanno


stato il turno della Polonia. Una
circostanza, ha notato il Papa, che
aiuter a riflettere su quanto sia
forte il sostegno della fede cristiana
in mezzo a prove e sconvolgimenti
come quelli che hanno caratterizzato
la storia della Polonia, che, dopo
aver conosciuto un periodo di convi-

Quasi la met dei cittadini vive in famiglie sostenute dal Governo

LAmerica fa i conti
con la povert

venza democratica e di libert religiosa, negli ultimi secoli stata segnata da invasioni e disfatte, ma anche dalla costante lotta contro loppressione e dalla sete di libert, in
un rincorrersi di vittorie e sconfitte,
sino alla scoperta della vittoria definitiva dellamore in Cristo. Di qui la
scelta del tema per la settimana di
questanno: Tutti saremo trasformati dalla vittoria di Ges Cristo, nostro Signore (cfr. 1 Cor 15, 51-58).
Benedetto XVI si poi soffermato
brevemente sullo stato attuale del
cammino verso lunit di tutti i cristiani. Un traguardo per raggiungere
il quale, ha detto, necessario pregare per ottenere prima di tutto una
conversione interiore sia comune
che personale. Non si tratta dunque di cercare atteggiamenti formali
di cordialit o di cooperazione. Al
contrario, assolutamente necessario
rafforzare la nostra fede in Dio, in
quel Dio che si fatto uno di noi,
e cogliere tutti gli elementi di unit
che Dio ha conservato per noi.

Da queste considerazioni il Papa


ha fatto discendere la natura del dono divino dellunit dei cristiani.
Dunque non un accessorio, ma il
centro dellopera stessa di Cristo.
Per questo essa parte integrante
della responsabilit di ogni battezzato, chiamato a stare insieme e a lavorare insieme per la vittoria, in Cristo, su tutto ci che peccato, male,
ingiustizia, violazione della dignit
delluomo.
Certo, come ha realisticamente riconosciuto Benedetto XVI, il cammino da compiere ancora lungo; le
divisioni tra i cristiani permangono,
anche se per quanto riguarda le verit fondamentali della fede, ci unisce molto pi di quanto ci divide.
Proprio in virt di queste considerazioni necessario rinvigorire la preghiera. Soprattutto in vista della
nuova evangelizzazione, che potr
essere pi fruttuosa se tutti annunciano insieme il Vangelo.
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essere superata in tutti i suoi gravi


profili, richiede quindi di guardare
in avanti con coraggio, con speranza, ma anche di riscoprire le proprie radici. In questo momento le
tensioni finanziarie hanno per
obiettivo leuro che, secondo il presidente del Consiglio italiano resta uno strumento di straordinaria
incidenza nella vita delle persone.
Ma esso ha aggiunto Monti
non il fine dellazione comunitaria che resta il bene comune.
La crisi si supera alzando la bandiera dei valori sopra gli stessi

e Mario Monti durante ludienza di sabato 14

interessi della moneta. Nellintervista Monti non ha mancato di


ricordare lincontro di sabato 14
con Benedetto XVI. Le mani del
Papa ha detto sono mani forti
che sostengono il peso di molti; sono mani che rassicurano, perch a
loro volta si fanno sorreggere.
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Nel 2012-2013 le economie emergenti saranno il motore del pil

La Banca mondiale taglia le stime di crescita

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Una casa abbandonata a Detroit (Reuters)

WASHINGTON, 18. La crisi si fa


sempre pi sentire sulle famiglie
americane. Quasi la met dei cittadini statunitensi, il 48,6 per cento
della popolazione, vive in famiglie
che ricevono qualche forma di aiuto dal Governo federale. Lo riferisce il Wall Street Journal, citando gli ultimi dati disponibili del
secondo trimestre 2010. Il numero
dei programmi dellAmministrazione statunitense per aiutare gli americani sono aumentati con la crisi
finanziaria e il prolungarsi della
debolezza economica.
Leconomia a stelle e strisce stenta a riprendersi: lemergenza lavoro
resta al primo punto dellagenda
presidenziale, nonostante i segnali
incoraggianti registrati nelle ultime
settimane. Ieri il presidente Obama
ha incontrato il comitato per loccupazione e la competitivit. La
nostra competitivit si erosa negli
ultimi decenni; abbiamo perso ter-

reno dallistruzione alle infrastrutture passando per le importazioni


si legge nel rapporto del comitato
consegnato a Obama. Dal canto
suo, il presidente ha dichiarato che
la sua Amministrazione ha compiuto fin qui sostanziali progressi
adottando le raccomandazioni del
comitato.
Il Congresso torna al lavoro dopo tre settimane di pausa e uno dei
nodi che si trover ad affrontare
proprio quello delle tasse, dopo
lestensione di due mesi degli sgravi sugli stipendi, oltre allaumento
del tetto del debito da 1.200 miliardi di dollari chiesto dallAmministrazione.
Laltro grande problema riguarda invece le banche: le autorit
americane hanno varato una nuova
norma che impone stress test annuali condotti autonomamente dalle banche con oltre dieci miliardi
di dollari di asset.

WASHINGTON, 18. La Banca mondiale taglia le previsioni sulla crescita


2012-2013 in seguito alla crisi
dellarea euro. E avverte: sullo sviluppo ci sono molto rischi, persino
le nuove stime potrebbero essere
troppo ottimiste.
Il pil mondiale crescer del 2,5
per cento nel 2012, ovvero 1,1 punti
percentuali in meno rispetto a quanto previsto nel giugno scorso. Nel
2013 la crescita dovrebbe accelerare
al 3,1 per cento. Motore del pil saranno questanno le economie in via
di sviluppo, che cresceranno del 5,4
per cento. Per le economie avanzate
la crescita sar dell1,4 per cento, con
il pil delleurozona previsto contrarsi
dello 0,3 per cento. Il rallentamento delleconomia percepibile nella
diminuzione degli scambi commerciali a livello mondiale e nel calo dei
prezzi dei prodotti di base afferma
la Banca mondiale. Gli scambi commerciali sono previsti salire del 4,7
per cento nel 2012, contro il pi 6,6
del 2011 e il pi 12,4 del 2010. I
Paesi in via di sviluppo devono prepararsi a nuovi shock, con la crisi
del debito nellarea euro e il rallentamento della crescita delle grandi
economie emergenti evidenzia listituto di Washington, riferendosi in
particolare alla Cina e al Brasile.
I Paesi in via di sviluppo hanno
meno spazio di manovra fiscale e
monetaria rispetto al 2008-2009 per
combattere la crisi. Per questo devono finanziare i loro deficit, dare la
priorit alle reti di protezione sociale
e alle infrastrutture e condurre stress
test sulle banche nazionali. Le prospettive per i Paesi poveri sono favo-

revoli ma evidenzia la Banca mondiale se la crisi si intensifica nessuno sar risparmiato. necessario
prepararsi al peggio. Secondo la
Banca Mondiale, in questo contesto,
il tema della sicurezza alimentare
per i Paesi pi poveri una priorit
centrale.
Intanto, il Fondo monetario internazionale (Fmi) ha annunciato che

intende rafforzare le proprie risorse a


mille miliardi di dollari per salvaguardare leconomia globale da un
peggioramento della crisi del debito.
Lo ha detto oggi un funzionario del
G20 allagenzia Bloomberg, precisando che sulla questione lFmi conta
di raggiungere unintesa al G20 del
25-26 febbraio.

La tempesta in scena a Madrid e i falsi scoop sul bardo

Meraviglia Shakespeare

Il Consiglio direttivo dellFmi si


riunito ieri per valutare ladeguatezza delle proprie risorse, sullo sfondo
del downgrade di molti Paesi
dellEuropa da parte di Standard&Poors e il riaprirsi del confronto fra la Grecia e i suoi creditori
privati per lo swap del debito ed evitare un default. La discussione
sulladeguatezza delle risorse dellFmi stata una buona opportunit
per valutare se queste siano sufficienti al Fondo per svolgere il proprio ruolo e assicurare la stabilit
globale ha detto il direttore generale dellFmi, Christine Lagarde, sottolineando che la sfida maggiore
quella di rispondere alla crisi in modo adeguato.

NOSTRE
INFORMAZIONI

Angelica Kauffmann, Miranda e Ferdinando (1782)


SILVIA GUIDI

GIUSEPPE FIORENTINO

A PAGINA

Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale


dellArcidiocesi di Guwahati (India) presentata dallEccellentissimo Monsignore Thomas
Menamparampil, in conformit
al canone 401 1 del Codice di
Diritto Canonico.
Gli succede Sua Eccellenza
Reverendissima Monsignor John
Moolachira, Coadiutore della
medesima Arcidiocesi.

LOSSERVATORE ROMANO

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gioved 19 gennaio 2012

Intervista al presidente del Consiglio dei ministri italiano Mario Monti

Bisogna guardare avanti


con coraggio
Il magistero del Papa e la sua personale, forte testimonianza, il contributo importante della Santa Sede e
della Conferenza episcopale italiana
sono elementi propulsivi e critici di
fondamentale rilievo. Di fronte al
bene comune non si pu fuggire. A
sottolineare con queste parole il fondamentale apporto dei cattolici alla
vita sociale italiana stato il presidente del Consiglio dei ministri,
Mario Monti, nellintervista per
LOsservatore Romano e la Radio
Vaticana, il cui testo viene pubblicato integralmente anche sui siti del
nostro giornale e dellemittente. La
crisi etica, ancora prima che economica, che attanaglia lEuropa; la
frattura tra cittadini e politica; il futuro della moneta unica e del progetto di integrazione europea; le politiche fiscali introdotte per raggiungere il pareggio di bilancio; le liberalizzazioni: sono questi alcuni dei
temi toccati da presidente del Consiglio italiano.
Presidente Monti, in un mondo di profondi cambiamenti economici e politici,
sia a livello nazionale che internazionale, quali sono, secondo Lei, gli aspetti
pi qualificanti dei rapporti tra Stato e
Chiesa? Lei, in particolare, vede dei
cambiamenti in prospettiva?
In uno spazio largo, nel mondo
globalizzato, dove lidea stessa di
confine non pi rigida, il rapporto
tra gli Stati e la Chiesa pu essere
un ponte, un varco che abbatte i muri degli egoismi nazionali e rinsalda
il senso di unappartenenza che significa rispetto, responsabilit, solidariet. La tradizione diventa identit arricchita, risorsa, riscoperta
della comunit come possibilit di
riscatto per ogni persona, storia e
prospettiva di vita.
Presidente, condivide il fatto che le difficolt dellOccidente siano causate da
una crisi etica e di valori, prima ancora che economica? Insomma, incide su
questo, a suo avviso, anche la secolarizzazione e lindebolimento delle radici
cristiane dellEuropa?
Nessuno in grado oggi di stabilire quando finir lattuale crisi economica e finanziaria, poi diventata
sempre di pi crisi sociale; ma ciascuno di noi ha il dovere di scegliere
come chiudere il tempo della povert, interrogandosi seriamente su
quale sia la ricchezza vera. La crisi
conosciuta, a volte perfino drammatica, per le conseguenze materiali.
meno conosciuta, ma non meno grave, per le povert nascoste che pure ha causato: emarginazione, perdita di speranza, denatalit, disgregazione delle comunit, delle famiglie,
delle realt associative. Non sempre
noi vediamo drammi e deserti interiori che affliggono anche i giovani.
In passato, la fine delle crisi economiche pi gravi venuta a coincidere con fatti storici drammatici, ed
oggi si parlato in alcuni giornali
di guerra finanziaria, di attacco allEuropa, di conflitti allinterno stesso dellEuropa. Oggi pi
che mai, la storia e la sua memoria
chiedono limpegno ed il coraggio di
tutti ad ogni livello. Nessuna parola
cade nel vuoto. Nessuna parola pu
non essere ascoltata. Anche un apparente, iniziale insuccesso pu aprire
strade nuove di dialogo e di crescita
civile, morale, sociale. La giustizia e
la pace sono la risposta pi efficace
alla perdita di senso che la crisi economica ha, in modo latente, provocato nella quotidianit delle persone.
La crisi, per essere superata in tutti i
suoi gravi profili, richiede quindi di
guardare in avanti con coraggio, con
speranza, ma anche di riscoprire le
proprie radici.

venza civile e sulla credibilit delle


Istituzioni. I rappresentanti delle
Istituzioni sono chiamati ad assolvere al proprio compito secondo quanto sancito nella nostra Costituzione:
con disciplina e onore. I cittadini
hanno diritto di chiedere condotte
trasparenti e credibili, ma non convogliando i malesseri sociali su facili
vie di fuga che si ristabilisce un ordine ragionevole e un rapporto corretto tra opinione pubblica e Istituzioni. Un tecnico, come sono stato
chiamato, pu liberamente affermare
che lantipolitica e lantiparlamentarismo causano danni che nel tempo
possono dimostrarsi insidiosi. Ogni
soggetto, individuale e collettivo,
privato e pubblico, chiamato ad
essere migliore, in ogni ruolo
piccolo o grande che assuma. Essere credibili cosa significa? Io credo
che significhi soprattutto anteporre
il bene comune a ogni interesse di
parte. Il senso dello Stato si misura
sulla volont e sulla coerenza di ciascuno di tradurre la coscienza e il
sentimento per la democrazia in regola di vita, esigente per se stessi e
solidale per gli altri.
Presidente, la crisi grave. C qualcuno, secondo Lei, che a livello internazionale ha interesse a far saltare la
moneta unica? Insomma: serve una
maggiore integrazione europea, secondo
Lei?
Serve una maggiore coesione europea e serve combattere un rischio
grave e cio che leuro, punto di arrivo, perfezionamento di un processo e pinnacolo molto audacemente
innalzato sulla cattedrale dellintegrazione europea, si trasformi invece
in un fattore di disintegrazione, di
conflitto psicologico. Gi solo psicologico, un conflitto molto grave
in Europa: tra Stati, tra popoli, tra
popoli del Nord, popoli del Sud,
come se ci fossero delle esclusive
distribuite geograficamente tra chi
parsimonioso e serio, e chi viceversa prono allindisciplina individuale
e collettiva. Ora, pensare che la causa della crisi sia leuro non solo un
errore economico, ma un pretesto o,
peggio, un tentativo di scaricare
sullEuropa problemi anche di altre
realt, che coinvolgono ulteriori re-

sponsabilit e ben altri interessi.


per responsabilit di noi europei
aver lasciato consolidare la sensazione, a volte, che la moneta prevalesse
sulla bandiera dellEuropa nella quale ricordiamocelo sempre! le
stelle sono disposte in un rapporto
armonioso, dando il giusto orientamento. Oggi, rinunciare alleuro significherebbe abbandonare allincertezza i pi deboli ed i pi poveri.
Leuro resta uno strumento di straordinaria incidenza nella vita delle
persone, ma non il fine dellazione
comunitaria, che resta il bene comune. La crisi si supera alzando la
bandiera dei valori sopra gli stessi
interessi della moneta, e riconoscendo come la moneta, a sua volta,
non certo solo un fatto tecnico.
Leuro per nascere ha avuto bisogno
infatti di essere accompagnato da
una serie di vincoli per una responsabile gestione dei bilanci pubblici.
Ebbene, in questo senso, leuro ha
indotto tutti i Paesi che hanno voluto abbracciarlo a rispettare meglio
anche valori etici fondamentali, come quello dellequit tra le generazioni. Non pi possibile, in modo
irresponsabile, gravare le generazioni
future di un pesante fardello di debito pubblico prima ancora che nascano, perch ci sono in una visione responsabile dei vincoli posti
proprio come regola di convivenza
tra i Paesi che partecipano alleuro.
Ho voluto fare questa considerazione che mostra come sarebbe veramente paradossale se una punta cos
avanzata nella costruzione europea
dal punto di vista tecnico-politico,
ma anche, in fondo, civile ed etico,
si trasformasse in un fattore di arretramento.
Presidente Monti, pi volte Papa Benedetto XVI e anche i vescovi italiani
hanno sollecitato i cattolici a partecipare al rinnovamento etico e culturale
della politica nazionale. Come vede Lei
questo rinnovato protagonismo dei cattolici nella vita sociale italiana, a servizio del bene comune?
Il magistero del Papa e la sua personale, forte testimonianza, il contributo importante della Santa Sede e
della Conferenza episcopale italiana
sono elementi propulsivi e critici di

Visita a Londra del capo del Governo

LItalia vuole rassicurare


gli investitori della City

Il Presidente della Repubblica


Giorgio Napolitano ha riconosciuto
nel 150 anniversario dellUnit
dItalia una tappa fondamentale per
un compiuto esame di coscienza collettivo. Il che significa innanzitutto
interrogarsi sul valore della convi-

LONDRA, 18. Il presidente del


Consiglio dei ministri italiano,
Mario Monti, oggi a Londra per
una serie di incontri sia con il premier britannico David Cameron
sia con gli investitori della City.
Argomento principale dei colloqui
di Monti resta sempre la sorte
delleuro, legata alla capacit di
una coesa azione europea. Il presidente del Consiglio dei ministri
italiano ha oggi in agenda a Londra sei incontri in nove ore, compresa una lezione alla London
School of Economics e colloqui
con il vice premier e leader del
partito liberale Nick Clegg e poi
con il leader dellopposizione laburista Ed Miliband.
Lobiettivo di Monti ricucire i
rapporti tra la Gran Bretagna,
che si sfilata dal fondo salva
Stati, e il resto dellUnione europea, oltre che di rassicurare gli investitori della City sullaffidabilit
dellItalia. In merito, Monti ha risposto questa mattina con un deciso certo ai cronisti che gli
chiedevano se riuscir a convincere i mercati che lItalia solida e
affidabile nonostante il declassamento di Standard & Poors e le
voci di ulteriori penalizzazioni
che potrebbero venire da altre societ di rating
Sul piano interno, il Governo
italiano ribadisce di considerare
prioritarie le misure per la tutela
del lavoro e per incrementare la
crescita economica, sulle quali
stato convocato un nuovo incontro con i sindacati per luned
prossimo alle 10.

LOSSERVATORE ROMANO

GIOVANNI MARIA VIAN

don Sergio Pellini S.D.B.

Carlo Di Cicco

Segreteria di redazione

Presidente, la classe dirigente italiana


ma naturalmente anche quella europea consapevole che in atto una
frattura tra il Paese reale e il Paese legale? Cio, che quanto pensano i politici spesso non corrisponde al sentire comune della gente?

GIORNALE QUOTIDIANO
Unicuique suum

POLITICO RELIGIOSO
Non praevalebunt

direttore responsabile
vicedirettore

00120 Citt del Vaticano


ornet@ossrom.va

Antonio Chil

http://www.osservatoreromano.va
TIPO GRAFIA VATICANA EDITRICE LOSSERVATORE ROMANO

Piero Di Domenicantonio

redattore capo

redattore capo grafico

A giudizio di alcuni osservatori, comunque, la visita di Monti a


Londra avviene in un momento
caricato di ulteriori difficolt sia
dallannullamento della trilaterale
fra Italia, Francia e Germania, sia
dalla dura replica tedesca alla richiesta dello stesso Monti di
maggiore impegno per aiutare i
Paesi europei pi a rischio a fronteggiare la crisi (LItalia pu fare da sola, ha dichiarato il cancelliere tedesco Angela Merkel).
La visita di Monti comunque
accolta con una forte apertura di
credito dal Financial Times,
nella cui sede oggi Monti ha fatto
la prima tappa della sua visita.
Oltre a unintervista allo stesso
Monti, il quotidiano finanziario
britannico pubblica un articolo
del columnist Martin Wolf nel
quale si sottolinea il ruolo positivo di quelli che vengono definiti i
due super Mario italiani, cio lo
stesso Monti e il presidente della
Banca centrale europea, Mario
Draghi. Wolf insiste sulla necessit di aiutare i due, perch nel salvataggio dellEurozona gli individui possono fare la differenza.
A giudizio dellarticolista, questi
due uomini portano sul tavolo un
sofisticato pragmatismo senza il
quale la difettosa struttura dellEurozona non sopravviver.
Wolf aggiunge che i politici devono essere pi collaborativi e
pi flessibili e forse i due Mario
cambieranno la politica verso una
direzione pi produttiva.

direttore generale

telefono 06 698 83461, 06 698 84442


fax 06 698 83675
segreteria@ossrom.va

Gaetano Vallini

segretario di redazione

fondamentale rilievo. Di fronte al


bene comune non si pu fuggire.
Poco dopo la sua elezione, Benedetto XVI us unespressione ancora pi
chiara: Non fuggire, per paura, davanti ai lupi. Penso che anche di
fronte alla tempesta cos prolungata
che stiamo vivendo, dobbiamo coltivare sapientemente e anche pazientemente, direi la speranza. Alla crisi, cittadini e Istituzioni non
devono rispondere fuggendo come
di fronte ai lupi, ma restando saldamente uniti. Con le parole del Santo
Padre possiamo dire: con i mezzi
della nostra ragione dobbiamo trovare le strade. Il che non significa affatto relegare la fede ad una nicchia
di intimistico personalismo: al contrario, significa riaffermarne lautonomia rispetto alla politica, non renderla sono parole di Joseph
Ratzinger un mero corollario
teorico ad una determinata visione
del mondo.
Presidente, per raggiungere il pareggio
di bilancio sono state aumentate le imposte. Lei ritiene che gi da questanno
possano essere gettate le basi per una
sorta di quoziente familiare, per rendere
pi equi i sacrifici?
Il pacchetto di misure per il consolidamento dei conti pubblici, presentato dal Governo al Parlamento,
che lha prontamente approvato in
dicembre, ha chiesto contributi a
tutti. In questanno 2012 verr dimostrato, con risultati certi, che alcuni,
molti cosiddetti soliti ignoti diventeranno presto soggetti noti dal
punto di vista fiscale. Un primo segno gi contenuto nel Decreto
Salva Italia: si prevista una clausola di favore per lImu a seconda
del numero di figli. In tempo di crisi, e pi in generale entro la cornice
dellequit, vale quanto affermava
Giuseppe Toniolo: Chi pi pu,
pi deve; chi meno pu, pi riceve.
Presidente, non crede che un controllo
fiscale troppo duro sui comportamenti
degli italiani possa diffondere paura tra
chi le tasse le paga, senza toccare la
piaga dellevasione fiscale?
Credo di no. unazione che non
certo ispirata a mire di vessazione
o di accanimento. Non bisogna avere nessuna paura, ma la certezza che
chi non rispetta la legge non rester
nellombra: chi oggi evade pensa di
trarne vantaggio, sicuramente reca
danno ai concittadini e offre ai propri figli in definitiva un pane
avvelenato; consegner loro, forse,
alla fine della propria vita qualche
euro di pi, ma li render cittadini
di un Paese non vivibile.
Presidente, Lei ha detto che il suo Governo non sar impegnato solo sul
fronte economico-finanziario. Da pi
parti si chiede un cambiamento della
legge per la cittadinanza ai minori
stranieri. Lei pensa che sia arrivato il
tempo per affrontare anche questaspetto, che ricordiamo stato evocato
anche dal Presidente della Repubblica?
Io avverto come giusta la fatica di
depurare il linguaggio da troppi eccessi e forzature che hanno contaminato il dibattito pubblico. Certe
espressioni pronunciate fuggono al
nostro pieno controllo e non si sa
bene a quale approdo possono arrivare. Questo ha spesso purtroppo
caratterizzato in passato e ancora
caratterizza il modo in cui i cittadini

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Servizio culturale: cultura@ossrom.va
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e le persone si rapportano ai temi


dellimmigrazione e dellintegrazione. Dignit e sicurezza delle persone
possono, anzi debbono stare insieme: non si tratta di contemperare valori contrastanti, ma di saldare istanze pienamente legittime che tutti avvertiamo. Non c sicurezza senza rispetto, ma non si pu obbligare nessuno alla bont, si deve convincerlo.
Serve il coraggio della verit che,
in molti casi, si traduce nellesercizio
intelligente del buon senso.
Presidente Monti, ci pu essere una
via italiana alle liberalizzazioni, compatibile con le tradizioni e i valori della
societ nazionale?
Penso proprio di s, anzi ci pu
essere una via che valorizza e rende
pi solide e pi genuine quelle tradizioni, senza addossarle ad altri
nella vita sociale. Ci che va sotto il
nome di liberalizzazioni in realt
un insieme di misure per introdurre
nelleconomia e nella societ italiana,
con una pi sana concorrenza, maggiori spazi per il merito, soprattutto
a beneficio dei giovani, degli esclusi.
Le tradizioni qualche volta dobbiamo riconoscerlo sono diventate
corporazioni, sono diventate chiusure corporative e non sempre sono
state vissute come un bene di cui essere orgogliosi, ma da far circolare
per cos dire con altri beni in una
societ composita, che sempre pi
deve cambiare, si spera in armonia,
perch il Paese abbia un ruolo significativo nella comunit internazionale, sia anche competitivo: questo
un termine economico, che denota
un atteggiamento di coraggio, di desiderio anche qui di non fuggire
di fronte ai lupi della competizione
internazionale. Ebbene, per me liberalizzare significa in questo senso
che ho cercato di descrivere offrire
benefici, risparmi e benessere a un
numero pi elevato di cittadini, senza per questo compromettere lesistenza di nessuno. Anche se in Italia
forse pi difficile che altrove, ciascuno pu contribuire allinterno del
proprio settore ad una operazione di
trasparenza contro privilegi eccessivi,
per meglio garantire i giusti diritti.
Ognuno di noi produttore di qualche cosa, offre il suo tempo, le sue
energie, il suo lavoro nellambito di
unimpresa, di unamministrazione,
pensa alle tutele che vorrebbe sempre di pi avere nel proprio ambito
lavorativo, ma contemporaneamente anche consumatore, contemporaneamente anche risparmiatore e
noi dobbiamo cercare di ricomporre
in unit le tutele dei singoli aspetti
per avere una societ pi aperta, pi
dinamica e non ricuso il termine
pi competitiva.

mente affermato che la distinzione


tra lambito politico e quello religioso serve a tutelare la libert religiosa e a riconoscere la responsabilit
dello Stato verso i cittadini. Il Presidente Napolitano ha dichiarato che
il senso della laicit dello Stato abbraccia il riconoscimento della dimensione sociale e pubblica del fatto
religioso. Mi riconosco pienamente
nel criterio della distinzione e della
reciproca collaborazione. Certamente
la fede un valore, innanzitutto da
vivere e da condividere secondo lo
stile e la sensibilit propria di ciascuno, dentro un perimetro di libert
comune a tutti. Considero di estrema e immutata attualit le parole
scritte da Joseph Ratzinger nel 1968:
Tanto il credente quanto lincredulo, ognuno a suo modo, condividono dubbio e fede. Nessuno pu
sfuggire completamente al dubbio,
ma nemmeno alla fede. E chiss mai
che proprio il dubbio non divenga il
luogo della comunicazione.

Presidente, quali sono le vie principali


attraverso cui la Chiesa in Italia pu
contribuire maggiormente a sostenere lo
Stato?
Nella formazione, nellintegrazione, nella responsabilit civile e morale, il contributo della Chiesa
davvero prezioso. Quando ho incontrato il Santo Padre ho vissuto
unesperienza profonda e indimenticabile. stata una visita ufficiale e
spero pur emozionato di aver
rappresentato il mio Paese in modo
adeguato. Le mani del Papa sono
mani forti che sostengono il peso di
molti; sono mani che rassicurano,
perch a loro volta si lasciano sorreggere. Il Santo Padre ha chiara-

Tariffe di abbonamento
Vaticano e Italia: semestrale 99; annuale 198
Europa: 410; $ 605
Africa, Asia, America Latina: 450; $ 665
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Elezioni legislative
anticipate ad aprile
in Grecia
ATENE, 18. Dovrebbero tenersi in
aprile, in una data ancora da stabilirsi, le elezioni anticipate in
Grecia, comunque dopo che lattuale Governo transitorio avr
concluso i negoziati con i creditori, privati e istituzionali, per evitare il default: lo ha affermato lo
stesso premier ellenico, Lucas
Papademos, in unintervista rilasciata al quotidiano The New
York Times. I tempi del voto
stanno minando la compattezza
dellEsecutivo: i conservatori di
Nuova Democrazia vorrebbero,
infatti, si andasse alle urne in
marzo, una volta ridotto lammontare del debito sovrano. Su
posizioni opposte i socialisti del
Pasok, che devono ancora scegliere il loro leader dopo le dimissioni di George Papandreou.

Berlino taglia
le previsioni
di crescita
BERLINO, 18. Prendendo atto che
la crisi economica si far sentire
durante il 2012, il Governo tedesco ha deciso oggi di tagliare le
previsioni di crescita, portandole
dall1 per cento allo 0,7 per cento.
Lo ha ufficializzato una nota del
ministro dellEconomia, Philipp
Rsler, ripresa dalle agenzie di
stampa internazionali. Lo stesso
ministro ha per escluso una recessione. Per il 2013, la stima di
un prodotto interno lordo in crescita dell1,6 per cento. La Germania ha detto Rsler rimane unancora di stabilit in Europa. Dopo due anni di crescita
straordinaria ha aggiunto il titolare del dicastero finanziario
leconomia tedesca resta in forma
robusta.

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LOSSERVATORE ROMANO

gioved 19 gennaio 2012

pagina 3

Scontri nel nord tra forze dellordine e militanti del gruppo islamico Boko Haram

Uccise pi di cinquanta persone nello Jongley

Non si placano in Nigeria


tensioni e violenze

Nuove stragi etniche


nel Sud Sudan

ABUJA, 18. In Nigeria si tenta di avviare un ritorno alla normalit, dopo la revoca dello sciopero generale
seguita alla decisione del Governo
di reintrodurre in parte i sussidi statali allacquisto della benzina, che
erano stati soppressi a inizio anno.
Non si placano per n le tensioni
sociali con critiche allintervento
dellesercito nelle strade di Lagos
n le violenze di matrice fondamentalista religiosa che nelle ultime settimane hanno di nuovo insanguinato il nord del Paese.
In particolare, quattro presunti
miliziani del gruppo fondamentalista islamico nigeriano Boko Haram
sono stati uccisi e altri cinque sono
feriti in uno scontro con lesercito a
Maiduguri, la capitale dello Stato
nigeriano di Borno, dove particolarmente forte la presenza del gruppo stesso, che ha rivendicato numerosi attentati contro cristiani nel
nord della Nigeria. I nostri uomini
hanno avuto uno scontro con alcuni
uomini armati che pensiamo facciano parte della setta Boko Haram.
Quattro di loro sono stati uccisi altri cinque sono rimasti feriti, ha dichiarato
il
colonnello
Victor
Ebhaleme, il comandante della forza
di intervento inviata dal Governo.
In diverse localit settentrionali,
compresa Maiduguri, stato proclamato lo stato demergenza dopo che
a Natale attentati a comunit cristiane avevano provocato oltre cinquanta morti.
In precedenza, fonti locali avevano dato notizia che sospetti militanti di Boko Haram avevano aperto il
fuoco a un posto di blocco nellarea
di Maiduguri, uccidendo due soldati e quattro civili e provocando un
assedio dei militari, accusati dai residenti di aver a loro volta aperto il
fuoco indiscriminatamente. I membri della setta sarebbero responsabili
anche delluccisione di un agente di
polizia avvenuta, sempre ieri, nella
citt di Mubi.
A una ritorsione di gruppi armati
costituitisi in alcune comunit cristiane sono attribuiti invece altri
sanguinosi episodi avvenuti nei
giorni scorsi e dei quali ha dato notizia ieri Al Jazeera. In particolare, i
musulmani del villaggio di Nabalangh accusano gruppi di cristiani
di aver ucciso cinque membri della
loro comunit e di aver dato alle
fiamme quattro moschee, nonostante che la polizia della zona avesse
preannunciato misure di sicurezza
eccezionali per prevenire gli scontri.
Nel frattempo, con la fine dello
sciopero generale, la capitale Abuja

Disordini a Lagos (La/Presse Ap)

legittime aspettative dei nigeriani.


I principali partiti di opposizione
accusano
invece
il
presidente
Goodluck Jonathan, di arroganza
e inadeguatezza nella gestione della crisi, avvertono che non saranno
tollerati ulteriori rincari della benzina e criticano luso della forza per
controllare e reprimere le manifestazioni. Stesse critiche sono arrivate
nei giorni scorsi dalle organizzazioni
umanitarie internazionali e da molti
intellettuali nigeriani.

e le principali citt del Paese tornano lentamente alla normalit: il traffico da ieri a livelli abituali, hanno
riaperto mercati, banche, scuole, uffici, stazioni di servizio. Non cessato per lo scontro, trasferitosi dalle strade al dibattito parlamentare e
sulla stampa. Il partito di maggioranza, il Peoples Democratic Party,
si congratula con il Governo e i
sindacati per aver trovato una soluzione positiva che coniuga gli interessi della finanza pubblica con le

JUBA, 18. Pi di cinquanta persone


sono state uccise in nuove violenze
esplose ieri nello Stato di Jongley,
nel Sud Sudan, teatro da settimane
di una sanguinosa recrudescenza degli scontri armati tra la comunit
dei murle e quella dei lou nuer, che
appartengono alletnia dinka, quella
maggioritaria in Sud Sudan e alla
quale appartengono la gran parte
dei dirigenti del Paese, compreso il
presidente Salva Kiir Mayardit. Nello Jongley i murle e i lou nuer sono
praticamente da sempre in contrasto
per il possesso dei pascoli e si registrano ciclicamente razzie di bestiame. Il governatore dello Jongley,
Kuol Manyang, ha riferito che la
nuova strage stata provocata da
un attacco contro il villaggio di
Duk Padiet, abitato dai dinka, sferrato dai murle, che avrebbero reagito a precedenti episodi di violenza
nei loro confronti, in particolare la
razzia condotta a dicembre dai lou
nuer contro la cittadina di Pibor. Il
governatore ha aggiunto che confermata la morte di 51 persone, per
la maggior parte vecchi, donne e
bambini, mentre 22 feriti sono stati
trasportati nella capitale sudsudanese Juba.
Fonti sul posto hanno riferito che
centinaia di civili di Duk Padiet sono in fuga nella foresta, dove ci sono gi migliaia di rifugiati che hanno abbandonato le loro case per

YAMOUSSOUKRO, 18. Linvito al massimo impegno per la pacificazione


della Costa dAvorio stato rivolto ieri al presidente Alassane Ouattara
dal segretario di Stato americano, Hillary Clinton, giunta in visita ad
Abidjan, la principale citt ivoriana, seconda tappa della sua missione in
Africa occidentale che laveva vista in precedenza in Liberia e che la porter nelle prossime ore in Togo e a Capo Verde. Secondo Clinton, un
dialogo inclusivo la strada per consolidare la pace raggiunta a fatica
dal Paese africano, dopo gli scontri nei quasi cinque mesi allinizio dello
scorso anno tra i seguaci di Ouattara e quelli del suo predecessore,
Laurent Gbagbo, che non gli volle riconoscere la vittoria nel ballottaggio presidenziale del 28 novembre 2010. Secondo Clinton, la Costa
dAvorio vive un momento cruciale e sta compiendo un ritorno regolare e promettente alla pace e alla sicurezza. La responsabile della diplomazia statunitense ha per aggiunto che per mettere al sicuro tali
progressi sar necessario nei mesi e negli anni a venire coinvolgere nel
dialogo politico tutte le voci, comprese quelle di dissenso.

Negato lingresso in Pakistan allinviato statunitense


ISLAMABAD, 18. Il Pakistan ha negato il visto di ingresso allinviato speciale degli Stati Uniti nella regione,
Marc Grossman, previsto oggi per
una serie di consultazioni in merito
al dialogo con i talebani nel vicino
Afghanistan.
Lambasciatore
Grossman ha chiesto di visitare il
Pakistan, ma gli abbiamo comunicato che al momento non possibile, ha spiegato in una nota un funzionario governativo di Islamabad.
Grossman,
partito
ieri
da
Washington, visiter vari Paesi, fra
cui Turchia, Arabia Saudita, Emirati
Arabi Uniti, Afghanistan e Qatar. Il
Pakistan rileva lagenzia Reuters
non ha fornito particolari sui motivi che hanno spinto il Governo
del presidente, Asif Ali Zardari, a

DAMASCO, 18. La Russia ribadisce la sua opposizione a sanzioni contro il


regime siriano cos come allipotesi di un intervento militare. Per noi la linea rossa definita in modo abbastanza chiaro; non sosterremo nessun tipo di sanzioni ha affermato il ministro degli Esteri russo, Serghiei Lavrov.
Quanto allipotesi di un intervento militare, il capo della diplomazia di
Mosca perentorio: chiunque progetta unoperazione di questo tipo non
ricever alcun mandato dal Consiglio di Sicurezza dellOnu. Se qualcuno
ha aggiunto Lavrov concepisce lidea di usare la forza a ogni costo, e
ho gi sentito alcuni appelli per linvio di truppe arabe in Siria, improbabile che saremo in grado di impedirlo. Tuttavia, questo dovrebbe essere
fatto di loro iniziativa. Mosca uno dei cinque membri permanenti del
Consiglio. In quanto tale, pu esercitare il diritto di veto. Facolt che ha
gi usato per bloccare una risoluzione di condanna presentata dai Paesi occidentali contro il regime del presidente siriano, Bashar Al Assad. Al momento, allesame del Consiglio il testo di una nuova risoluzione presentata da Mosca sulla crisi siriana. Crisi in cui, stando ai dati Onu, da marzo
scorso sono morte oltre seimila persone.

negare lautorizzazione allinviato


statunitense, ma per il Washington
Post, la visita stata considerata
inopportuna data la difficile congiuntura fra i due Paesi. Da mesi,
infatti, le relazioni diplomatiche tra
Islamabad e Washington sono ai
minimi storici. Autorevoli analisti
ritengono che la decisione su
Grossman getti una nuova ombra
sui gi tesi rapporti tra Stati Uniti e
Pakistan, che hanno cominciato a
deteriorarsi con il blitz americano
del 2 maggio scorso ad Abbottabad,
dove fu ucciso il leader di Al
Qaeda, Osama bin Laden.
Islamabad ha inoltre chiesto a
Washington scuse ufficiali per un
raid aereo condotto il 26 novembre
scorso e costato la vita a diversi civili e militari. Dopo lincidente del
26 novembre siamo stati molto
chiari ha dichiarato alla stampa il
portavoce del dipartimento di Stato
americano, Mark Toner e abbiamo espresso il nostro dispiacere, le
nostre condoglianze, la nostra vicinanza al popolo pakistano, chiedendo di lavorare a pi stretto contatto
con i militari pakistani per assicurare che incidenti di questo genere
non si ripetano. Incontrando i
giornalisti a Washington, Toner ha
comunque precisato che il Pakistan
continua ad avere un ruolo centrale
nel processo di riconciliazione in
Afghanistan. Non c altra soluzione che continuare a lavorare nonostante le nostre differenze, ha aggiunto il portavoce. Lo stesso Toner
informa lagenzia Ansa non ha
precisato se Grossman, quando si
recher a Kabul, avr un incontro
con i rappresentanti talebani.

Il primo ministro pakistano Raza Gilani allAssemblea nazionale (Ansa)

Ispettori dellAiea
dal 29 al 31 gennaio
a Teheran
TEHERAN, 18. Un gruppo di ispettori dellAgenzia internazionale
per lenergia atomica, si recher in
Iran dal 29 al 31 gennaio. Lo ha
reso noto il rappresentante iraniano presso la stessa agenzia, Ali
Asghar Soltanieh. LAiea aveva
preannunciato che un gruppo di
osservatori si sarebbe recato in
Iran alla fine del mese, dopo lavvio dellarricchimento delluranio
presso limpianto di Fordow.
Questa visita un altro segnale
della nostra trasparenza e cooperazione con lAiea, ha detto
Soltanieh. Intanto, il ministro degli Esteri russo, Serghiei Lavrov,
ha affermato che le nuove sanzioni occidentali contro lIran sono
mirate ad asfissiare leconomia
della Repubblica islamica e
probabilmente a suscitare malcontento nella popolazione.

Colpite soprattutto le comunit indigene

Emergenza alimentare in Paraguay


ASUNCIN, 18. Il Governo del Paraguay ha dichiarato lo stato
demergenza alimentare per novanta giorni, avvertendo che 313 comunit indigene risultano al momento le pi colpite dalla carestia
causata dalla siccit in atto nel
Paese. Il diritto fondamentale di
ogni persona quello di essere protetta contro la fame e la malnutrizione, si legge nel decreto del presidente Fernando Lugo che dispo-

Ma lOsce boccia come non democratiche le elezioni parlamentari in Kazakhstan

Confermata la vittoria di Nazarbayev

Il presidente kazako (Reuters)

scorso 9 luglio, di superare antiche


divisioni per instaurare una convivenza pacifica tra le sue popolazioni. Al tempo stesso, restano irrisolti
i contrasti con il Sudan, soprattutto
in merito alla questione della divisione dei guadagni realizzati grazie
alle risorse petrolifere. Una nuova
tornata negoziale tra i Governi di
Khartoum e Juba stata comunque
avviata questa settimana ad Addis
Abeba, con la mediazione dellUnione africana.

Clinton sollecita il Governo ivoriano


al dialogo con lopposizione

Considerato inopportuno data la difficile congiuntura fra i due Paesi

No di Mosca
a sanzioni contro Damasco

ASTANA, 18. Il partito del presidente


Nursultan Nazarbayev ha conquistato l81 per cento nelle elezioni legislative anticipate svoltesi domenica
in Kazakhstan. Il dato definitivo,
comunicato dalla Commissione elettorale del Paese dellAsia centrale,
comporta lassegnazione al Nur
Otan di ben 83 seggi sui 107 della
Camera bassa del Mazhilis.
Altri otto seggi andranno allAz
Zhol, una formazione liberale vicina
al Governo che ha ottenuto il 7,5 per
cento, e sette al partito comunista
(7,2 per cento). Il solo partito antigovernativo e ostile a Nazarbayev,
che guida il Kazakhstan dal 1991, il
Partito nazionale socialdemocratico,
si fermato all1,68 per cento, ben al
di sotto della soglia minima del 7
per cento necessaria per entrare in

sfuggire alle violenze e che sono


senza cibo e assistenza.
Nonostante linvio di contingenti
militari nella regione, dichiarata zona sinistrata, il Governo di Juba
non riesce a fermare la spirale di
violenze che nello Jongley hanno
causato da dicembre centinaia di
morti e oltre sessantamila sfollati. Il
riaccendersi di questo conflitto interno getta interrogativi inquietanti
sulla capacit del nuovo Stato, che
ha proclamato formalmente la propria indipendenza dal Sudan lo

Parlamento. Ma per gli osservatori


dellOdihr, lufficio dellO rganizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa per il monitoraggio
elettorale, dellAssemblea parlamentare dellOsce e del Consiglio dEuropa le elezioni non hanno rispettato i principi democratici nonostante le ambizioni del Governo di rafforzare il processo democratico.
Anche se tecnicamente ben gestite,
sono mancate le condizioni per un
voto genuinamente pluralistico con
varie barriere alla competizione.
Una elezione orchestrata, ha commentato Miklos Haraszti dellO dihr,
la campagna si svolta in un clima
strettamente controllato tra restrizioni alla libert di riunione, autocensure dei media, minimo spazio
allopposizione sulle televisioni.

ne aiuti statali per la sussistenza


delle famiglie dedite allagricoltura
nei dipartimenti di San Pedro y
Canindey. A patire gli effetti della
siccit sono soprattutto 110.000 nativi appartenenti a una ventina di
etnie, distribuiti nelle regioni occidentali e orientali, dove vivono in
condizioni di povert, in molti casi
estrema.
Esclusi dallemergenza resteranno invece gli agricoltori dotati di
mezzi meccanici dediti alla produzione di beni di esportazione, dalla
soia, al mais, al girasole, al sesamo,
settori comunque fortemente penalizzati dalle scarse precipitazioni
che si registrano da fine novembre.
Questa esclusione ha suscitato le
proteste dei sindacati dei lavoratori
della produzione agricola, secondo
i quali nel solo dipartimento orientale di Alto Paraguay in pericolo
il primo raccolto di soia del 2012.
Il Paraguay il terzo esportatore di
soia in Sudamerica, dopo Brasile e
Argentina, e tale settore rappresenta una voce importante del suo bilancio.
Il Paraguay non lunico Paese
in emergenza sotto questo aspetto.
Anche in Argentina e in Brasile il
ritardo delle piogge sta mettendo a
rischio i raccolti. La siccit provocata dal fenomeno meteorologico
cosiddetto della Nia minaccia di
riproporre il disastro della stagione
2008-2009, quando i raccolti furono quasi del tutto perduti. Per ora,
comunque, nulla sembra ancora
compromesso. Per la soia, precipitazioni normali entro febbraio garantirebbero un raccolto in linea

con la media (nel 2009 incominci


a piovere solo a fine marzo, quando era tardi). Anche per il mais,
nonostante le piogge di dicembre
inferiori al previsto, non sembra
profilarsi il disastro di tre anni fa,
nonostante il previsto calo di produzione generale. Un calo di produzione dei semi oleosi comunque gi in conto e la speculazione
sui mercati internazionali fa prevedere un aumento dei prezzi.

Denutriti la met
dei bambini
in Guatemala
CITT DEL GUATEMALA, 18. Il
presidente del Guatemala, Otto
Prez Molina, appena insediato
nellincarico, ha proclamato lo
stato di calamit pubblica nel sistema sanitario nazionale, con
lobiettivo dichiarato di combattere la denutrizione, che colpisce
la met dei bambini di et inferiore ai 5 anni, e la mortalit
materna, oggi pari a circa 138
decessi ogni 100.000 parti. Prez
Molina ha detto che almeno la
met dei 1084 centri di assistenza sanitaria del Paese hanno gravi problemi di funzionamento,
scarseggiano di personale e farmaci e in alcuni casi sono privi
addirittura di acqua potabile ed
energia elettrica.

LOSSERVATORE ROMANO

pagina 4

gioved 19 gennaio 2012

A un mese dalla morte del primo presidente della Repubblica Ceca

La grande lezione di Vclav Havel


stato un maestro della riflessione sulla trascendenza, lessere, lio, il destino umano
un rinnovamento radicale del rapporto autentico delluomo con quelun mese di distanza dal- lo che ho chiamato ordine umano
la morte di Vclav Havel (e che non pu essere sostituito da
(18 dicembre), risulta nessun ordine politico). Una nuova
sempre pi difficile scri- esperienza dellessere; una riassunvere qualcosa di valido zione della responsabilit suprema;
su di lui, che pur stato uno dei il ritrovato rapporto interiore con
protagonisti mondiali dellavventura laltro uomo e con la comunit umadello spirito umano e dellazione po- na ecco la direzione in cui procelitica nel secolo scorso. Ma la sua der (Ibidem, 21). Con lumanit
opera stata la sua vita. Laveva an- viene alla luce qualcosa di essenzialnotato lui stesso, alla fine della lette- mente nuovo e ultimamente irriducira 136, inviata dal carcere alla moglie bile a tutte le altre cose (...) qualcosa
Olga, il 10 luglio 1982: sempre pi che , ma, in un certo senso, divermi manca lo scrivere, e nel profondo samente, nei confronti di tutto e di
dellanima sono convinto che scrive- se stesso. Un essere che si pone lesr unicamente lopera della mia vi- sere come domanda, un essere in
ta Bologna, Centro Studi Europa questione, un essere al di fuori
orientale, 1983; purtroppo la citazio- dellessere, posto a faccia a faccia
ne omessa sia nelledizione origi- con se stesso. Viene alla luce il miranale (Praga 1992), sia in quella italia- colo del soggetto. Il mistero dellio.
La coscienza di se stesso. La cona (Treviso, Santi Quaranta, 2010).
Havel stato un grande maestro scienza del mondo. Prodigio di lidella riflessione delluomo moderno bert e responsabilit. Luomo, essesui grandi problemi della
trascendenza,
dellessere,
dellio, del destino umano.
Il suo pensiero stato attratto ininterrottamente dalle risposte a questi interrogativi.
Risposte che, alla fine, portano al confronto con Dio.
Le Lettere a Olga, ma anche
tutte le altre opere, tra cui i
drammi teatrali, Il potere dei
senza potere, Interrogatorio a
distanza, Un uomo al castello,
sono una miniera di riflessioni filosofiche ed esistenziali, che sfociano nella domanda ultima su Dio, sul
cristianesimo, sulla religione.
Tutto forse filtrato attraverso
uninquietudine spesso solcata da aporie e contraddiLincontro con Giovanni Paolo II il 18 dicembre 1999
zioni, ma sincera nella propria ricerca accanita e incontentabile.
re che si chiede chi , donde viene e
Le citazioni sarebbero infinite, e dove va. Luomo, colui che e al
vi solo limbarazzo della scelta. Ri- tempo stesso sa di essere, che da un
porto solo qualcuna delle pi signi- lato non comprende appieno il suo
ficative: noi non conosciamo la essere, dallaltro non pu non desistrada per uscire dal marasma del derare di comprenderlo. Il soggetto
mondo e peccheremmo di imperdo- come centro della trasformazione
nabile arroganza se pensassimo di dellessere nel mondo (Lettere a Olscorgere una sostanziale via duscita ga, 129, 22 maggio 1982). La caduta
in quel poco che facciamo e se pro- nellesistenza linfrazione dellequiponessimo a chiunque noi stessi, la librio delle intenzioni fondamentali
nostra societ e le nostre soluzioni della vita (...) Il mondo di questa
come esempio di ci che unicamente caduta sorge dalla crisi del soggetto
ha senso fare (Il potere dei senza po- in quanto soggetto: espressione
tere, 22, 1978). La prospettiva della della crisi della responsabilit
rivoluzione esistenziale (...) so- delluomo e al tempo stesso lapproprattutto prospettiva di una ricosti- fondisce. La caduta nellesistenza
tuzione morale della societ, cio di dunque caduta in un circolo vizioso
di GIOVANNI COPPA

(...) Come interromperlo? Esiste a


quanto pare un solo modo: un capovolgimento radicale verso lessere.
(Ibidem, 136, 10 luglio 1982).
A questa indagine rigorosa e impietosa della perdita del senso
dellessere e della necessit di ricuperarla, Havel vede una sola risposta. Si detto talvolta che egli non
stato un credente cristiano, ma un
agnostico. uninterpretazione molto riduttiva, se non falsa. Per chi conosca gli scritti di Havel, la sua sola,
nostalgica risposta sta nella ricerca
di un senso superiore, con unaspirazione a Dio e a Cristo: lesperienza
storica ci insegna che un punto di
partenza realmente significativo per
luomo generalmente quello che
porta in s lelemento delluniversalit, che non quindi un punto di
partenza parziale, accessibile solo a
una comunit delimitata in un modo
o nellaltro, e impraticabile da altre,
ma che invece un punto di partenza per chiunque; prefigurazione della soluzione generale: e che quindi non solo
espressione di una responsabilit delluomo verso di s e
per s, ma sempre, per sua
essenza, responsabilit verso
il mondo e per il mondo
(...) Patoka [filosofo cecoslovacco cattolico, morto in
seguito alle angherie subte
dal regime] diceva che quello che pi stimolante nella
responsabilit che la portiamo con noi ovunque.
Questo vuol dire che abbiamo e dobbiamo assumerla
qui, ora, in questo spazio e
in questo tempo in cui il Signore Dio ci ha posto e non
possiamo infischiarcene dirigendo la rotta altrove (Il
potere dei senza potere, 18).
Luomo veramente inchiodato
come Cristo in croce nellincrocio
dei suoi paradossi: teso fra lorizzontalit del mondo e la verticalit
dellessere, strappato dalla disperazione dellesistenza da una parte e
dallirraggiungibilit
dellassoluto
dallaltra, oscilla fra il tormento del
non conoscere la propria missione e
la gioia per il suo adempimento, fra
il nulla e la pienezza di senso. E, come Cristo, trionfa prima di tutto
nelle sue sconfitte: nella visione
dellassurdit trova nuovamente il
senso, nel suo fallimento riscopre la
responsabilit, nella sconfitta di una
prigionia trionfa per lo meno su se
stesso (in quanto oggetto delle lusin-

ghe dellesistenza), con la morte (ultima e suprema sconfitta) trionfa definitivamente sulla propria contraddittoriet: concludendo per sempre
il suo tragitto nella memoria
dellessere torna solo allora, senza
rinunciare in nulla alla propria diversit, nel grembo dellessere integrale (A Olga, 144, 4 settembre
1982).
E bisognerebbe citare la lunga pagina dellAppendice di Interrogatorio
a distanza, col discorso da lui pronunciato per il Premio della pace,
conferitogli nel 1989 dai librai tedeschi, dove, a conclusione, egli ricorda il prologo giovanneo Allinizio
di tutto la parola per lamentare
che, potendo una stessa parola essere una volta umile e una volta superba, lorgoglio delluomo come possessore della ragione abbia svilito il
valore della parola: e Havel d di tale trasgressione una sintesi magistrale, in un passo da antologia; egli
esorta a combattere tutti insieme
contro le parole superbe, e cos
conclude: chiaro che questo non
assolutamente compito della sola
linguistica. Come appello alla responsabilit per la parola e verso la
parola un compito essenzialmente
morale. In quanto tale, poi, non
allorizzonte del mondo quale noi lo
possiamo scorgere, ma in qualche
parte l dove dimora quel Verbo che
fu allorigine di tutto e che non la
parola delluomo (Milano, Garzanti, 1990, p. 220).

Havel in un disegno pubblicato nel numero del 21-27 dicembre del settimanale The Prague Post
in una pagina dedicata al ricordo dellex presidente appena morto

contri con i Capi di Stato, alle scadenze del suo lavoro diplomatico,
alla preparazione di conferenze nei
vari Paesi in cui era invitato, fino alle cure della casa, del giardino, della
villa presidenziale estiva.
Personalmente, ho ricordi indimenticabili dei miei incontri con lui,
e delle sue conversazioni, fin dalla
prima allinizio ufficiale della mia
missione nel settembre 1990 quando sottoline con un compiaciuto
sorriso che in quello stesso giorno
partiva il mio predecessore decano
del Corpo diplomatico, rappresentante della Germania comunista: nel
quarantennio del regime, la successione dei decani era combinata in modo da avere solo
Abbiamo una responsabilit
quelli provenienti da Paesi
comunisti di Europa e Asia,
da assumere qui e ora
cosa che infastidiva forteIn questo spazio e in questo tempo
mente gli altri ambasciatori.
I miei rapporti con Havel
in cui il Signore Dio ci ha posto
si accentuarono quando dieE non possiamo infischiarcene
de le dimissioni da presidendirigendo la rotta altrove
te della Cecoslovacchia, volute dal premier slovacco.
Per decisione del protocollo,
Queste citazioni, tratte dalle sue tocc al decano del Corpo diplomaopere filosofiche pi importanti, po- tico rispondere al discorso di Havel,
tranno far credere che la personalit nei giardini del Castello di Praga, il
di Havel fosse chiusa in una sorta di 20 luglio 1992. In quelloccasione,
solipsismo astratto e disinteressato dopo averlo ringraziato a nome di
per il lato attivo della vita, mentre tutti, rilevai che si stava voltando
invece egli fu tutto il contrario: sere- una grande pagina della storia del
no, aperto, cordiale, ironico, di fine Paese: il cardinale Tomek stava
sensibilit e di vasti interessi per tut- morendo, il presidente lasciava, i
to quanto gli stava attorno. Nel suo tempi in cui il protagonista del suo
Un uomo al castello, del 2006, lo si Largo desolato fissava atterrito la porvede quotidianamente impegnato, ta di casa a ogni scampanellata, eraanche nei suoi rapidi viaggi negli no finiti; lepoca eroica del coraggio,
Stati Uniti, in una congerie di cose della lotta, della sopportazione era
pratiche, di attenzioni alle necessit passata, cominciava un tempo nuodella sua vita di Presidente, dagli in- vo, che esigeva non minore coraggio

per affrontare i nuovi problemi della


societ.
Il presidente seguiva le mie parole
con crescente attenzione: e da allora
scocc una scintilla di simpatia, che
non si spense pi. Quando avevo
occasione di incontrarlo, mi parlava
con estrema ammirazione di Giovanni Paolo II (dal canto suo, il Papa si
interessava sempre vivamente della
salute del presidente Havel); fu sempre molto aperto e cordiale, fino alla
sua ultima visita di Stato in Italia e
in Vaticano, quando gli parlai a lungo in aeroporto. Sono ricordi personali, ma che possono contribuire a
comprendere meglio la ricca e vivace
personalit del presidente Havel.
S, la sua morte stata lopera
conclusiva, il capolavoro di tutta la
sua vita. stata lultima irradiazione
di unesistenza tutta spesa per il bene della Nazione, in una esigente e
continua riflessione sulla responsabilit morale del suo compito di statista, di politico, di poeta e letterato,
di altissima statura spirituale e umana. Quella luce rimane. E Havel
aveva in certo modo intuito che il
suo distacco dal mondo avrebbe
continuato a illuminare, anche oltre
la morte: Lessere racchiuso in me e
lessere racchiuso nel mondo scrive in Lettere a Olga (133, 19 giugno
1982) possono tendersi la mano in
qualsiasi momento, in qualsiasi luogo e in qualsiasi modo (...) La rarit
e lincalcolabilit di questi momenti
contribuisce a creare la loro importanza: limportanza di essere isole
di senso nelloceano del nostro faticare, limportanza di essere lumi la
cui luce giunge alle tenebre del viaggio della nostra vita, ad illuminarla,
in tutta la molteplicit del suo tendere.

I sette nomi del Bello

Come definire lindicibile senza violarne il mistero


In occasione della riapertura dopo il restauro, a
Praga, della chiesa della Congregazione degli
Italiani, il 18 gennaio larcivescovo di ChietiVasto tiene una conferenza della quale anticipiamo alcuni stralci.
di BRUNO FORTE
Dire lindicibile senza violarne il mistero
come accendere i sette bracci del candelabro
santo nella notte del mondo, facendo risplendere la vivente menorah dei volti
dellunica luce del cuore, che solo il messia,
lEterno entrato nel tempo, pu accendere in
noi. Levocazione di sette nomi del bello
nelle lingue delloccidente potr aiutare ad
alimentare questa menorah vivente nel santuario di Dio, che il mondo intero.
Il primo di questi nomi del bello lebraico tov: il termine ricorre come un canto fermo quale commento divino allopera dei sei
giorni (cfr. Genesi, 1, 4. 10. 12. 18. 21. 25. 31:
E Dio vide che ci era buono/bello), dicendo inseparabilmente la bont e la bellezza del creato agli occhi del Creatore. In rapporto alle otto opere di Dio la parola ricorre
sette volte: secondo la tradizione rabbinica
non detto dellopera del secondo giorno
perch in essa Dio compie la separazione
delle acque dalle acque, della terra dal cielo,
che sembra contraddire alla bellezza come
unit e corrispondenza. Ci significa che il
creato bello perch domanda, desiderio
del cielo: tov, bello dunque ci che nutre il
desiderio, lanciando ponti verso lEterno per
cui siamo fatti.
Un secondo nome del bello il greco kals (secondo i medioevali da kalo, chiamo;
in realt dal sanscrito kalyah): il bello chiama, attira a s, amabile, si offre, viene incontro. La bellezza appello, offerta, avvento dellAltro. Basti ricordare la voce del misterioso Maestro, unanimemente riconosciuto e amato, che Dionigi, lo pseudo Areopagita: Anche in Dio leros estatico, in
quanto non permette che gli amanti appartengano a se stessi, ma solo allamato (...)

Perci anche Paolo, il grande, tutto preso


dalleros divino e divenuto partecipe della
sua forza estatica, grida con voce ispirata:
Non sono pi io che vivo, Cristo che vive
in me. Egli parla come un vero amante.
Estatico il bello, e non lo raggiunge se
non chi si perde, chi accetta di essere attratto fuori di s per andare verso laltro.
Un terzo nome della bellezza il latino
pulcher (da un cognome romano): bello ,
cio, qualcuno, un soggetto concreto; la bellezza sempre in un frammento, fragile,
finita. A proposito di questa fragilit del bello scrive Cristina Campo: Non la bellez-

sugli abissali silenzi della morte, il cuore


umano, sovrastato dal bello, si fa inquieto riguardo al suo destino. La fragilit del bello
rinvia cos paradossalmente alleterno, come
Persefone che dallAde rimanda ai giardini
della primavera.
Un quarto nome del bello il latino formosus (da forma): bello ci che ha forma, dove la proporzione delle parti rispecchia larmonia dei numeri del cielo. linsegnamento di Agostino, su questo punto totalmente discepolo del mondo greco: Non
a caso nel lodare si usa tanto il termine speciosissimum, che ha lessenza in sommo grado, quanto il termine formosissimum, che
ha la forma in sommo grado. La belDallebraico tov
lezza ordine, armonia, pace: raccolto
riposo dellanima. Rispetto alla visione
al bonicellum del latino medievale
greca Agostino innova, tuttavia, su due
Fino al nome che custodito nel silenzio
punti: il primo che la bellezza per lui
non qualcosa, ma Qualcuno, un Tu
perch racconta
amato: Tardi Ti amai, bellezza tanto
della bellezza che va oltre ogni bellezza
antica e tanto nuova, tardi Ti amai!. Il
secondo che il bello come armonia
za ci da cui si dovrebbe necessariamente non d ragione del male e della sofferenza:
partire? un giacinto azzurro che attira col da una parte Agostino spiega la disarmonia
suo profumo Persefone nei regni sotterranei come momento dialettico necessario, che sta
della conoscenza e del destino (...) Imperdo- al bello come lombra alla luce; dallaltra
nabile , per il mondo doggi, tutto ci che cerca insoddisfatto altre possibilit.
Un quinto nome del bello quello che
somiglia al giacinto di Persefone (...) William Carlos Williams ha definito ci una evoca lirradiarsi della luce: splendido il
volta per tutte in tre grandi versi: Ma ve- bello, radioso come il sole del mattino, e inro, essi la temono / pi che la morte, la bel- sieme pudico come lo stesso sole alle prime
lezza temuta / pi di quanto essi temano luci dellalba, o infiammato di sangue come
la morte. E hanno ragione perch accettarla lastro nellora che volge al tramonto, quan sempre accettare una morte, una fine del do sa tingere ogni cosa del sapore della novecchio uomo e una difficile nuova vita (...). stalgia. Claritas il termine usato da TomTutti provano questo terrore ma i pi prefe- maso dAquino alla ricerca di questa ulterioriscono sparare sulla bellezza o rifugiarsi re, conturbante bellezza: egli ricorre al ternellorrore per dimenticarla. La bellezza ha mine quando parla del bello in rapporto a
insomma unaura tragica: il suo bacio mor- Colui, cui pi si addice lidea della bellezza,
tale, perch il Tutto che si offre nel fram- il Figlio Ges Cristo. in tale contesto che
mento ne rivela linesorabile finitezza. Tommaso aggiunge ai due termini agostiniaquesta la ragione profonda per la quale ni integritas e proportio, il Tutto e la prolesperienza del bello impastata di malin- porzionata armonia delle parti lidea della
conia. Il bello ricorda agli abitatori del tem- claritas, di ci che irradiando trasgredisce i
po la caducit della loro dimora. Sospeso confini, oltrepassa le soglie: La bellezza

scrive nella Summa Theologica ha a che fare con ci che proprio del Figlio. Tre cose
richiede infatti la bellezza. In primo luogo,
lintegrit o perfezione (...) Quindi, la debita
proporzione o armonia. E poi la luminosit
(...) Riguardo allintegrit, essa riguarda ci
che proprio del Figlio, in quanto il Figlio
ha in s in maniera vera e perfetta la natura
del Padre (...) Riguardo alla proporzione,
essa corrisponde a ci che proprio del Figlio, in quanto egli limmagine espressa
del Padre. Di qui si desume che qualunque
immagine pu dirsi bella, se perfettamente
ripresenta/rappresenta loggetto (...) Riguar-

Cristo pantocratore (XII

do al chiarore, esso corrisponde a ci che


proprio del Figlio, in quanto egli il Verbo,
luce e splendore dellintelligenza. In altre
parole, il Tutto si fa presente nel Figlio incarnato non solo come armonia, ma anche
come trasgressione, irradiazione, rapimento,
lacerazione: linfinito nella fragilit del finito, leterno nel tempo, il bene sommo nella
morte di croce. Lagpe crocefissa la rivelazione della bellezza che salva. da qui che
nasce il nome destinato a pi larga fortuna
nelle lingue dellOccidente: bello.
Un sesto nome del bello , appunto, bello (dal latino medievale bonicellum piccolo
bene, bene abbreviato; da qui derivano i termini che nelle lingue romanze designano il nostro oggetto:
bello, bonito, beau, beautiful). La bellezza la contrazione dellO nnipotente nella debolezza, del divino
nellumano, della gloria nellumilt e
nella vergogna della Croce: Non corceri maximo, contineri tamen a minimo,
divinum est Non lessere costretti
dal pi grande, ma lessere contenuti
dal pi piccolo il divino. Il bello
lamore che induce linfinito Bene
a consegnarsi alla morte per amore
della creatura amata. Il bello umilt, knosi dello splendore e proprio
cos paradossale splendore della knosi.
Altri nomi potrebbero essere qui
evocati (ad esempio quello di sublime, derivante da sub limen, sospeso
allarchitrave della porta, al limen e
dunque alto, elevato: amato dalla filosofia moderna, esso definito da
Kant come ci il cui solo pensiero
dimostra la presenza di una facolt
dellanimo nostro che trascende ogni
misura sensibile): il settimo nome
del bello resta, per, pi propriamente custodito nel silenzio. la
bellezza oltre ogni bellezza. la voce del silenzio che secondo il testo
ebraico (1 Re, 19, 12) solo parla ad
secolo, abside del duomo di Cefal)
Elia sullO reb.

LOSSERVATORE ROMANO

gioved 19 gennaio 2012

pagina 5

Il piccolo William
e i seccatori
doltreoceano

John William Waterhouse


Miranda. La tempesta (1916)

di SILVIA GUIDI

di GIUSEPPE FIORENTINO

on facile mettere in
scena a teatro, o far vivere sullo schermo
Ferdinando e Miranda
i personaggi pi giovani, freschi e solari de La tempesta di
Shakespeare; al lettore contemporaneo talvolta possono sembrare due
fidanzati che cinguettano complimenti stucchevoli e si scambiano
battute appesantite da una grottesca
solennit come scrive il giornalista
americano Joel Beers, confessando
in rete tutta la sua antipatia per linsopportabile verbosit di Shakespeare e tutte quelle battute meccanicamente salmodiate durante le recite
scolastiche e fatalmente destinate a
cadere sotto le forbici di un bravo
sceneggiatore.
Non a caso in Prosperos Book di
Peter Greenaway, per citare una delle versioni pi originali e interessanti del capolavoro shakespeariano, il
dialogo tra la figlia del duca di Milano spodestato dal fratello e il figlio del re di Napoli, che si sono innamorati a prima vista e aspettano
solo il permesso del padre di lei per
convolare a nozze, solo il pretesto
per un raffinato esercizio di stile:
due personaggi fiabeschi, che sembrano usciti dal mondo onirico di
Lewis Carroll, si scambiano battute
forbite e giuramenti di amore eterno
muovendosi con grazia dentro una
fuga prospettica di archi neogotici,
in un giardino posto fuori dal tempo e dallo spazio.
Luso del campo lungo, la fotografia volutamente fuori fuoco e i rimandi continui alle pagine su cui
Prospero scrive in bella calligrafia la
sua storia, fanno capire che si tratta
di figure lontane, mitologiche, esclusivamente letterarie: sono parole che
stanno prendendo provvisoria forma
su di un foglio, al massimo illustrazioni animate fiorite a margine di
un testo ancora pi impalpabile della materia di cui sono fatti i sogni.
Perch i dialoghi di Ferdinando e
Miranda (che la sensibile penna di
Anna Brownell Jameson, a met Ot-

Non ci sono pi le scuole di una


volta, almeno a giudicare da
quanto scrive Robert Butler
sullultimo numero di Intelligent Life, la patinata rivista on
line dellEconomist. A suffragare la tesi di Butler che a
molti potr suonare stantia se
non proprio odiosa la semplice notazione che due geni del
calibro di Christopher Marlowe
e William Shakespeare hanno
entrambi frequentato la grammar
school della provincia britannica
negli anni Settanta del XVI secolo.
Studiare nelle scuole delle
campagne inglesi in quegli anni
doveva essere una cosa tosta,
afferma il giornalista, sottolineando come gli studenti del
tempo, certamente poco invidiati
dai loro attuali colleghi, venissero cresciuti a punizioni corporali
e a forzate letture delle Metamorfosi di Ovidio, delle commedie
di Plauto e Terenzio e delle tragedie di Seneca. Il piccolo
William si fatto le ossa imparando la Bibbia quasi a memoria
e studiando i segreti dellarte retorica. Soprattutto, secondo un
criterio educativo allora molto in
voga, i suoi insegnanti gli hanno
trasmesso la capacit di produrre
variazioni dei classici. E questo,
in definitiva, stato il mestiere
di Shakespeare in tutto larco
della sua carriera.
La tempesta stata una delle
sue pochissime creazioni interamente originali. Per il resto, il
suo genio impareggiabile si
dispiegato nel riscrivere, o
meglio reinventare secondo
una nuova sensibilit, testi
classici o storie popolari.
Ma di una vera rivoluzione
Shakespeare stato artefice: figlio di un tempo che
si andava aprendo a nuovi
spazi intellettuali ancora
prima che geografici il
drammaturgo ha infatti
sancito il totale superamento della classica unit di
spazio, tempo e azione
per affidare al verso, e
solo a esso, il compito di
creare scenari e contesti
storici. Solo chi assiste a
un dramma shakespeariano pu vivere la straordinaria
esperienza di attraversare interi
continenti e decine di anni nel
breve volgere di qualche minuto.
Una potenza, quella della parola shakespeariana, rimasta ineguagliata e che deve avere attirato non poca invidia. A cominciare proprio dai suoi contemporanei, tra i quali inizi a circolare
la storiella della falsa identit
dellautore. Sono ormai secoli
che la pazienza dei lettori viene
messa a dura prova da sedicenti
studiosi che cercano di dimostrare come Shakespeare non sia mai
esistito o che al massimo si tratti
di un prestanome pagato per coprire la vera identit dellautore
di cotanta arte, il quale, certamente, deve essere stato di nobili
natali e non il figlio di un umile
guantaio allevato nella campagna inglese.
Evidentemente non soddisfatte
dal tedio causato da queste analisi tendenziose e chiaramente
classiste, sono ora le industrie cinematografica e libraria a riproporre lavvizzito clich, cercando

Quant difficile mettere in scena La tempesta di William Shakespeare

Mirabile Miranda
te definisce stordimento danimo e
che dice nascere dalla vista,
dallascolto o dalla percezione di cose grandi e meravigliose e che spinge perci alla reverenza, alla venerazione, al desiderio di conoscenza.
Shakespeare lo sparge a piene mani
sui personaggi (a uno, Miranda, ne
d il nome) e sulle scene dei suoi ultimi lavori. Lo fa sconfinare talvolta
nel terrore, ma sempre lo disegna
come disposizione dellanimo allincontro con laltro, allamore, allaccettazione dellinatteso e del misterioso. La meraviglia secondo Platone e Aristotele, genera lamore alla
sapienza: la filosofia e linvestigazione dei fenomeni naturali. Aristotele
compie un altro passo: la meraviglia,
per lui, anche allorigine della
poesia, poich il mito, egli sostiene,
riguarda cose meravigliose. a queste cose meravigliose che si volge
lultimo Shakespeare, poiets incanta-

Lucia Brawley e Jason Van Over interpretano Miranda e Ferdinando in uno spettacolo
della compagnia Shakespeare & Company's (2001, foto Kevin Sprague)

tocento, definiva gioielli letterari


impareggiabili) ci mettono cos a
disagio, ci sembrano cos lontani e
artisticamente inerti, un minuetto
troppo lezioso per essere ancora capace di parlare al nostro presente,
per citare ancora la franchezza di
Joel Beers? Perch non siamo pi in
grado di capire un ingrediente
determinante del capolavoro di
Shakespeare, prova a rispondere
Piero Boitani nel suo libro Il Vangelo
secondo Shakespeare (Bologna, Il Mulino, 2009): il tema della meraviglia
causa e conseguenza della moralit,
insieme punto sorgivo e meta finale
di una conoscenza non ridotta della
realt.
Una meraviglia non letteraria ma
esistenziale, che ha pi a che fare
con la profondit speculativa di
Gregorio di Nissa (I concetti creano gli idoli, solo lo stupore conosce, La vita di Mos, Patrologia
Graeca, 44, 377B) che con la perizia
pirotecnica di un virtuoso delliperbole come Giambattista Marino per
il quale del poeta , sempre e comunque, il fin la meraviglia, anche a costo di stordire i lettori con i
quarantacinquemila versi di un poema in ottava rima dedicato ad
Adone.
Il tema stesso de La tempesta, secondo Boitani, uninusitata e complessa Buona Novella, la messa in
scena di qualcosa che possiede
unaura sacra (Io dico che cosa
divina la frase che Miranda pronuncia vedendo per la prima volta
Ferdinando, posta dallautore del
saggio in esergo al capitolo Epifania). Lo stupore: quello che Dan-

to davanti a quel mistero delle cose


che ora prende su di s.
Basta rimanere fedeli al testo
suggeriva Giuseppe Fiorentino nel
suo articolo su La tempesta uscito
sul nostro giornale il 14 luglio scorso
perch se lo si tratta con amore
esso contraccambia, si apre come
uno scrigno per donare la sua infinita ricchezza.
Fedelt al testo significa anche
non perdere i rimandi nascosti contenuti nei nomi dei personaggi principali: come fa notare Boitani, la figlia di Prospero viene spesso chiamata una meraviglia (a wonder). Il
nome stesso deriva dalla radice latina mira, meraviglia; tradotto significa cosa da ammirare, che desta ammirazione. Tutte le altre parole
nellopera con la stessa radice (admired, miracle, e cos via) possono essere riferite a Miranda. O, wonder! /
How many goodly creatures are there
here ! / How beauteous mankind is! O
brave new world / That has such people int! (Che meraviglia! Quante
creature buone ci sono qui! Com
bella questa umanit! O coraggioso
nuovo mondo che ha tali persone in
s!) esclama la figlia di Prospero
vedendo per la prima volta altri esseri umani sullisola.
Lassoluto stupore scrive
Abraham Joshua Heschel in Dio alla ricerca delluomo (Torino, 1969)
per lintelligenza della realt di
Dio ci che la chiarezza e la distinzione sono per la comprensione delle idee matematiche; privi di meraviglia restiamo sordi al sublime. Anche lamore ha un valore conoscitivo: intensifica la capacit di vedere,

di riconoscersi lun laltro allin- zione, non uno scrupolo morale o


terno della coppia ma anche di capi- una regola da rispettare: la persona
re e di conoscere, nel senso di co- amata non si possiede mai del tutto,
gliere la bellezza e lunicit di tutte lamore che suscita apre il cuore a
le cose (quando si innamorati qualcosa di pi grande, a un desidetutto il mondo si colora una frase rio che non pu essere umanada Bacio Perugina tanto banale mente colmato.
quanto vera nella sua essenza).
Ma non c delusione suggeriI due fidanzati vivono una stagio- sce implicitamente il Bardo agli
ne unica, che apre alla meraviglia spettatori per chi, seguendo latdellincontro e fa scoprire la bellezza trattiva iniziale, inizia il cammino di
di esistere e di essere preziosi per una vita a due e ne affronta gli imqualcuno, ma e qui la distanza previsti inevitabili: nella celeberrima
con la temperie culturale contempo- scena degli scacchi, in cui riti sociali
ranea non potrebbe essere pi gran- e sentimenti autentici coincidono,
de il nesso tra stupore e cammino, Miranda e Ferdinando non si promeraviglia e compito, inizio e strada mettono solo amore, ma anche perda percorrere immediato.
dono eterno (Mio adorato, tu bari!;
Nella trama de La tempesta indi- Non ti ingannerei mai risponde Fercato dal percorso
ascetico che ProspePerch i dialoghi di Ferdinando e Miranda
ro impone a Ferdinando, un lavoro maci sembrano cos lontani e inerti?
nuale pesante e ripePerch non siamo pi in grado di capire
titivo che simboleggia la fatica inevitabiun ingrediente determinante di questo capolavoro
le da attraversare perLa meraviglia
ch lattrattiva iniziale non resti unemozione episodica ma diventi vita con- dinando; anche se mi ingannassi, ribatte lei, non mi stancherei mai di
divisa.
Lo stupore descritto da Shake- perdonarti). Lo sguardo di Miranda,
speare sconfina talvolta nel terrore innamorata e felicemente corrisposcrive Boitani ma sempre dispone sta, descritto da Shakespeare assolanimo allincontro e alla percezione miglia allo sguardo del santo come
della profondit misteriosa della lo descrive la poetessa russa Olga
realt. Di spavento di fronte Sedakova: Che cosa intendo parallinafferrabilit ultima del volto lando di impressione di santit?
amato parla anche Giacomo Leopar- Provo a dirlo per quanto mi riguardi in una bella pagina del suo Zibal- da. Innanzitutto, incontrando quedone: proprio, dico, dellimpres- sto sguardo ci vediamo visti fin nel
sione che fa la bellezza su quelli profondo, e questo non fa alcuna
dellaltro sesso che la veggono o paura, come ci sarebbe da aspettarsi,
lascoltano o lavvicinano, lo spaven- non a caso luomo si nasconde allo
tare annota il 16 settembre 1823 sguardo onniveggente di Dio, come
e lo spavento viene da questo, che fece un tempo Adamo. Al contrario,
allo spettatore o spettatrice, in quel questo sguardo ci colma sconfinatamomento, pare impossibile di star mente di gioia e di vigore; l, nel
mai pi senza quel tale oggetto, e profondo di noi, appare visibile
nel tempo stesso gli pare impossibile qualcosa che possibile amare, che
di possederlo comei vorrebbe; per- cosa buona (E Dio vide che era
ch neppure il possedimento carna- buono), e che noi stessi non riuscile, che in quel punto non gli si offre vamo a immaginarci. Questo sguaraffatto al pensiero, anzi questo n do vede in noi la creatura divina.
propriamente alieno; ma neppur Probabilmente questa la luce che
questo possedimento gli parrebbe vede in noi il santo: Non avere
poter soddisfare e riempire il deside- paura, non avere paura di niente,
rio chegli concepisce di quel tale dice questo sguardo. Accanto ai sanoggetto; col quale ei vorrebbe diven- ti noi ci sentiamo al centro del mondo. una percezione sorprendente:
tare una cosa stessa.
La frase che Leopardi appunta in la percezione che la morte vinta e
fretta nel suo diario una constata- niente perisce.

Enigmi nella noche


Susanna, la figlia primogenita di William Shakespeare,
impara a conoscere il padre leggendo la sua ultima opera, La tempesta. questa, in sintesi, la trama di La noche
de la tempestad, ladattamento teatrale del romanzo di
Csar Vidal, curato da Manuel Carcedo, in scena al teatro Karpas di Madrid.
Gli enigmi non mancano nella vita del Bardo, e non
cessano neanche alla sua morte; Vidal mescola storia
come la lettura del testamento, che sconcert non poco
i familiari e fantasia, fatti realmente accaduti e personaggi tratti dallimmenso repertorio del drammaturgo.
Nella pice Susanna, interpretata da Nerea Rojo, unica
erede dei beni del padre, riscopre e rilegge il suo passato grazie alla presenza di un misterioso uomo vestito di
verde, un attore a giudicare dal modo di parlare istrionico e sopra le righe. Ma i confini tra mondo onirico e
mondo reale sono labili: tutte le stanze in scena sono
uguali spiega Carcedo lo spettatore deve sentirsi
catapultato in uno scenario di sogno, fuori dal tempo.
La chiave della storia luomo vestito di verde (interpretato da Alberto Romo), un ruolo molto amato dal
pubblico ma estremamente difficile da far vivere in
scena conclude il regista.

La noche de la tempestad al teatro Karpas di Madrid

di solleticare la curiosit del


pubblico sempre avido di misteri, meglio ancora se rivisitati in
salsa gossip.
stato il caso del film Anonymous, pompato dalle majors
hollywoodiane,
ma
fortunatamente sparito dalle sale nel
giro di qualche settimana. Destino non migliore sembra ora avere Il libro segreto di Shakespeare,
presentato come un grande
thriller di John Underwood (Roma, Newton Compton, 2011, pagine 492, euro 9,90). John
Underwood , guarda caso, lo
pseudonimo dietro il quale si nasconde il giornalista statunitense
Gene Ayres, il quale, senza nemmeno tentare di dare al suo libro
un tocco di originalit, si sforza
di intessere una complicata trama basata sul mistero dellidentit shakespeariana. Lintrigo, come avviene nelle storie di
Dan Brown, verr risolto dallimmancabile eroe a stelle e strisce,
grazie anche alla collaborazione
di una procace assistente (nel caso di Underwood la giovane figlia del protagonista).
Niente di nuovo sotto il sole,
quindi, e tanto meno le prove
che lo scrittore adduce per
puntellare limpianto, invero fragile, del libro. Sostenere che
Mark Twain vada annoverato tra
le fila di chi non ha creduto
nellesistenza di Shakespeare
drammaturgo non certo una notizia. Ma il
fatto che proprio
lautore di Huckleberry Finn venga

Busto di Shakespeare a Verona

tirato in ballo in questo romanzo


induce a qualche considerazione.
Con ogni probabilit lo scrittore fluviale statunitense odiava
lopera di Shakespeare come nutriva repulsione verso buona parte del continente europeo e della
sua storia. La distanza pi netta
tra i due autori in fondo rintracciabile in un diverso atteggiamento nei confronti dellesistenza umana. Mark Twain, al
quale non facevano certo difetto
sagacia e vena polemica, era davvero poco incline alla compassione. Il suo sguardo sul mondo
non era capace di affetto. Di
nessun affetto, nemmeno nei
confronti di Dio.
Mentre Shakespeare si interroga sulle grandi tensioni, anche
spirituali, che agitano la vita
delluomo per scoprire, alla fine
del suo percorso, il valore del
perdono, Mark Twain impiega
pagine e pagine per chiedersi
quale Dio crudele possa mai avere creato un insetto inutile e nocivo come la mosca, capace solo
di propagare malattie letali come
la difterite. Lessere umano, secondo Mark Twain, solo il
frutto meccanicamente determinato dallambiente nel quale ha
la ventura, o sventura, di crescere. Per lui non c speranza, non
c perdono, non c redenzione,
ma solo solitudine e senso di
colpa. Luomo pensato da Mark
Twain assomiglia moltissimo ai
protagonisti del celebre sermone
di Jonathan Edwards Sinners in
the Hands of an Angry God
(Peccatori nelle mani di un Dio
adirato, 1741).
Che piaccia o no, la radice pi
profonda dellaspro e un po monotematico pensiero dello scrittore statunitense chiaramente
puritana. Tutta cattolica invece
lacuta mitezza, mai buonista, di
William Shakespeare e lauspicio
che le sue ossa come recita il
minaccioso epitaffio sulla tomba
possano finalmente riposare in
pace. Senza essere di nuovo importunate da qualche seccatore
doltreoceano.

LOSSERVATORE ROMANO

pagina 6

gioved 19 gennaio 2012

Il tema del primato al centro del dialogo teologico tra Chiesa cattolica e Chiesa ortodossa

Tre volumi per le famiglie in Terra Santa

Non per galateo


ma per obbedienza allunico Signore

Il catechismo
in ebraico

Il dialogo teologico tra la Chiesa


cattolica e la Chiesa ortodossa prosegue il suo cammino nel contesto
di una fitta trama di rapporti personali e istituzionali, che, nellanno da
poco trascorso, hanno conosciuto un
ulteriore sviluppo e una nuova profondit. Si tratta del dialogo della
vita che comprende visite fraterne,
come, a esempio, quella dellarcivescovo di Nea Giustiniana e tutta Cipro Chrysostomos II a Papa Benedetto XVI che ha avuto luogo lo
scorso marzo, ma anche scambi di
delegazioni, collaborazioni in diversi
campi, contatti epistolari. Tutto ci,
lungi dallessere espressione di un
semplice galateo ecumenico, contribuisce in maniera efficace alla formazione di una pi matura interiorit dei singoli, ma anche delle stesse
Chiese, in quanto si superano le antiche barriere e i vecchi pregiudizi.
Un momento di particolare visibilit del progresso di queste relazioni
fraterne stato la Giornata di riflessione, dialogo e preghiera per la pace e la giustizia nel mondo, celebrata ad Assisi il 27 ottobre scorso. La
presenza di numerosi rappresentanti
provenienti da altre Chiese e comunit ecclesiali tra i quali, per
quanto riguarda le Chiese ortodosse,

In quella sede, la Commissione aveva approvato e pubblicato un documento dal titolo Le conseguenze ecclesiologiche e canoniche della natura sacramentale della Chiesa. Comunione
ecclesiale, conciliarit e autorit, nel
quale cattolici e ortodossi affermavano insieme, per la prima volta, la
necessit di un primato al livello di
Chiesa universale e concordavano
sul fatto che questo primato spettava alla sede di Roma e al suo vescovo, mentre riconoscevano ancora
aperta la questione relativa al modo
di comprendere e allesercizio di
questo primato, nonch ai fondamenti scritturistici e teologici.
Sulla base di quanto affermato
nel documento di Ravenna, la Commissione aveva elaborato un progetto di lavoro, secondo il quale lattenzione si sarebbe concentrata innanzitutto sul primo millennio
quando i cristiani di Oriente e Occidente erano uniti. Il Comitato misto
di coordinamento aveva quindi redatto una bozza di documento, che,
seguendo una metodologia prevalentemente storica, prendeva in considerazione una serie deventi e di
fonti patristiche e canoniche che
mostravano che, nel periodo in oggetto, la Chiesa di Roma aveva un
posto distinto tra le Chiese e aveva
esercitato una particolare influenza

Facendo seguito a queste decisioni, una sottocommissione mista si


riunita dal 13 al 17 giugno 2011 a Rethymno (Creta, Grecia) su invito del
metropolita ortodosso del luogo,
Eugenios. Alla riunione, presieduta
dal cardinale Kurt Koch, presidente
del Pontificio Consiglio per la Promozione dellUnit dei Cristiani, e
dal metropolita di Pergamo Ioannis
(Zizioulas), del Patriarcato ecumenico, erano presenti sei rappresentanti
cattolici e quattro ortodossi provenienti da diverse Chiese autocefale
(Patriarcato ecumenico, Patriarcato
di Mosca, Patriarcato di Serbia,
Chiesa di Cipro). Allinizio dellincontro, un cattolico e un ortodosso
hanno presentato testi che esprimevano il loro rispettivo punto di vista
sul tema del rapporto teologico ed
ecclesiologico tra primato e sinodalit. Di fatto, per, i due testi seguivano una differente metodologia:
quello cattolico, facendo ampio riferimento alla storia della teologia,
presentava la dottrina cattolica del
primato nel quadro dellecclesiologia
eucaristica; quello ortodosso, partendo da un approccio sistematico-speculativo del mistero trinitario, cristologico ed eucaristico, si proponeva
di spiegare la necessit di un primato a livello universale da esercitare
nel contesto della sinodalit. Si rive-

vi erano il Patriarca ecumenico Bartolomeo, larcivescovo di Tirana e


tutta lAlbania, e delegati dei patriarcati di Alessandria, Antiochia,
Mosca, Serbia, Romania e delle
Chiese ortodosse di Cipro e Polonia
ha manifestato in maniera visibile
la comune preoccupazione per le
sorti dellumanit. Il potere testimoniare insieme il proprio anelito per
la pace e la giustizia nel mondo, in
questi tempi difficili nei quali per
molti aspetti regnano la frammentazione e lindividualismo, rappresenta
una conquista del movimento ecumenico, che nella sua espressione
pi profonda obbedienza allunico
Signore.
In questo contesto, il dialogo teologico, condotto dalla Commissione
mista internazionale, ha ripreso il
suo lavoro attraverso le strutture di
cui tradizionalmente si avvale, quali
le sottocommissioni e il comitato di
coordinamento, con lintento di superare gli ostacoli emersi nel corso
della sessione plenaria di Vienna.
La sessione plenaria di Vienna
(2010) era stata dedicata allo studio,
gi avviato nel precedente incontro
di Cipro (2009), della questione del
ruolo del vescovo di Roma nella comunione della Chiesa nel primo
millennio, sulla base di un testo elaborato dal Comitato misto di coordinamento nel 2008. Con questo testo si intendeva proseguire la riflessione sul tema del primato nella
Chiesa universale, inaugurata con la
sessione plenaria di Ravenna (2007).

in materia dottrinale, disciplinare e


liturgica.
Tuttavia, al termine della sessione
plenaria di Vienna, malgrado limpegno profuso, non era stato possibile
trovare un accordo per la pubblicazione di un documento comune. Alcuni membri ortodossi consideravano il testo in esame sbilanciato verso
la posizione cattolica in quanto privo di riferimenti alle altri grandi sedi ecclesiastiche della Chiesa antica
e al loro ruolo nei Concili ecumenici. Altri esprimevano la loro perplessit di fronte alla possibilit di approvare un testo di carattere essenzialmente storico da parte di una
commissione teologica. Dopo una
lunga discussione, la delegazione
cattolica accett la proposta di considerare il testo come uno strumento
di lavoro da utilizzare per le successive tappe del dialogo. Animati dalla ferma volont di continuare il
dialogo sulla strada aperta dal documento di Ravenna, i membri della
Commissione decidevano di affidare
a una sottocommissione il compito
di preparare la bozza di un nuovo
documento da sottoporre in seguito
allo studio del Comitato di coordinamento, in vista di una futura sessione plenaria da convocare appena
possibile. In particolare, si stabiliva
che il nuovo testo dovesse prendere
in considerazione il tema del primato nel contesto della sinodalit da
una prospettiva pi marcatamente
teologica.

lava, pertanto, particolarmente ardua limpresa di preparare un testo


comune condiviso. Per evitare che la
riunione si concludesse senza portare a termine il compito affidato, la
sottocommissione decideva di utilizzare come base della discussione il
testo proposto dagli ortodossi, proponendo degli emendamenti per
ampliarne la prospettiva. Si riusciva
in tal modo a produrre un testo da
sottoporre allo studio del Comitato
misto di coordinamento.
La riunione del Comitato misto di
coordinamento ha avuto luogo a
Roma dal 21 al 26 novembre 2011.
Tale organismo era composto da nove membri cattolici e da nove ortodossi (Patriarcato ecumenico, Patriarcato di Alessandria, Patriarcato
di Mosca, Patriarcato di Serbia, Patriarcato di Romania, Chiesa di Cipro, Chiesa di Grecia) sotto la presidenza del cardinale Koch e del metropolita Ioannis. Nel corso della
riunione i lavori sono proceduti
molto lentamente. Limpostazione
sistematico-speculativa della bozza
del documento, ereditata dal testo
preparatorio proposto dalla parte ortodossa, suscitava non poche riserve
in alcuni membri cattolici. A questo
si aggiungeva il fatto che non tutti i
membri ortodossi si riconoscevano
in ci che nel documento in esame
veniva presentato come la posizione
ortodossa sul primato al livello della
Chiesa universale, rendendo complicato per i cattolici comprendere il
punto di vista ortodosso. A motivo

di ANDREA PALMIERI*

di queste difficolt, il Comitato di


coordinamento non ha potuto completare lo studio della bozza di documento, ma ha fissato un nuovo
incontro per il prossimo anno al fine
di proseguire la revisione del documento, chiedendo nel frattempo a
un piccolo gruppo di redazione di
riscrivere alcuni paragrafi problematici.
Un caloroso invito a proseguire
sulla strada del dialogo con fiduciosa speranza, malgrado la consapevolezza delle difficolt del momento,
stato espresso da Papa Benedetto
XVI, nel discorso pronunciato davanti ai membri della delegazione del
Patriarcato ecumenico in visita a Roma per la festa dei santi Pietro e
Paolo, lo scorso giugno: Seguiamo
con grande attenzione il lavoro della
Commissione mista per il dialogo
teologico tra la Chiesa cattolica e la
Chiesa ortodossa nel suo insieme. A
uno sguardo puramente umano, si
potrebbe essere presi dallimpressione che il dialogo teologico fatichi a
procedere. In realt, il ritmo del dialogo legato alla complessit dei temi in discussione, che esigono uno
straordinario impegno di studio, di
riflessione e di apertura reciproca.
Siamo chiamati a continuare insieme
nella carit questo cammino, invocando dallo Spirito Santo luce e
ispirazione, nella certezza che egli
vuole condurci al pieno compimento
della volont di Cristo: che tutti siano uno (Giovanni, 17, 21). A sua
volta, il Patriarca ecumenico Bartolomeo, rivolgendosi alla delegazione
della Santa Sede in visita a Costantinopoli in occasione della festa di
santAndrea, il 30 novembre scorso,
tra le altre cose affermava: Il lavoro
di questa Commissione lungi
dallessere semplice, poich i problemi che si sono accumulati nel corso
di molti secoli, in seguito al reciproco estraniamento e talvolta alla disputa tra le due Chiese, esigono uno
studio e una riflessione attenti. Tuttavia, con la guida del Consolatore,
con buona volont da entrambe le
parti e il riconoscimento del nostro
dovere dinanzi al Signore e agli uomini, si arriver agli esiti auspicati,
quando il Padrone della vigna lo riterr opportuno.
Nel corso del 2011, dunque, il superamento degli ostacoli incontrati
nella plenaria di Vienna riuscito
solo in parte. Il raggiungimento di
un consenso condiviso tra cattolici e
ortodossi sulla cruciale questione del
primato al livello della Chiesa universale richiede ancora molto impegno da parte della Commissione mista. Alla complessit del tema che
stato per secoli al centro del contenzioso tra la Chiese di Oriente e di
Occidente, si aggiunge la necessit
di una laboriosa riflessione sulla metodologia con cui si tratta largomento. La consapevolezza delle differenze che si sono sviluppate nel
corso dei secoli, che sembrano riguardare il modo stesso di fare teologia, non deve tuttavia far dimenticare che cattolici e ortodossi condividono la preziosa eredit del patrimonio di fede e delle discipline ecclesiastiche della Chiesa del primo
millennio. In maniera significativa,
il Santo Padre, incontrando i rappresentanti delle Chiese ortodosse e
orientali ortodosse presenti in Germania, durante il viaggio apostolico
in quella nazione il 24 settembre
2011, affermava: Senza dubbio, fra
le Chiese e le comunit cristiane,
lOrtodossia, teologicamente, la
pi vicina a noi; cattolici ed ortodossi hanno conservato la medesima
struttura della Chiesa delle origini;
in questo senso tutti noi siamo
Chiesa delle origini, che tuttavia
sempre presente e nuova. E cos
osiamo sperare, anche se da un punto di vista umano emergono ripetutamente difficolt, che non sia troppo lontano il giorno in cui potremo
di nuovo celebrare insieme lEucaristia. con questa convinzione che
cattolici e ortodossi devono continuare il dialogo teologico per chiarire le differenze teologiche il cui superamento indispensabile per il ristabilimento della piena unit, che
la meta per la quale si sta lavorando. Si tratta, come si visto, di un
impegno che in questo momento
non sembra facile, ma che irrinunciabile perch corrisponde alla volont di Dio, nella fondata speranza
che lo Spirito Santo, secondo i suoi
imperscrutabili disegni, porter a
compimento.
*Pontificio Consiglio per la Promozione
dellUnit dei Cristiani

di MARCO BONATTI
Come si scrive Trinit in ebraico?
E Immacolata Concezione? E
incarnazione? Il problema non ,
naturalmente, la semplice traduzione delle parole ma il contesto in cui
le verit cristiane vanno presentate.
La cultura e la teologia ebraica non
conoscono questi concetti, e dunque il linguaggio non permette di
accedervi. Anche per questo sono
stati pubblicati, nei giorni di Natale, i primi tre volumi del catechismo in lingua ebraica, destinati ai
bambini e alle famiglie che, in terra
di Israele, vogliono cominciare o
continuare il proprio percorso nella
fede cristiana. Un impegno rivolto
non tanto agli ebrei (sono poche le
conversioni) quanto ai cristiani che
lavorano in Israele. Si tratta di lavoratori che provengono dalle Filippine, dallAfrica, dallAmerica
Latina che, con le loro famiglie, vivono nello Stato di Israele per
qualche mese o per parecchi anni.
Si calcola che siano ormai 230.000.
E vorrebbero non sciogliere i legami con la propria fede, per s e per
i propri figli. Poi ci sono i cittadini
israeliani di etnia araba e religione
cristiana. E anche alcune comunit
di giudeo-cristiani: persone di fede ebraica che intendono continuare il cammino dellebreo Ges di
Nazareth credendo nella sua rivelazione.
Padre David Neuhaus, gesuita,
vicario patriarcale di Gerusalemme
dei Latini con lincarico di seguire
la pastorale di tutti questi israeliani speciali. Prima di lui il compito
era toccato a padre Pierbattista Pizzaballa, il francescano custode di
Terra Santa. Assieme al custode di
Terra Santa, padre Neuhaus aveva
iniziato questo lavoro particolare e
straordinario di traduzione, silenzioso e discreto. Nel cuore della
Gerusalemme nuova e dunque
nel pieno della civilt ebraica
c la piccola chiesa dove il Patriarcato accoglie le attivit della pastorale di lingua ebraica. Con padre
Neuhaus lavorano stabilmente trentacinque famiglie, che si sono prese
lincarico di animare la catechesi e
di gestire i servizi rivolti a migliaia
di bambini e alle loro famiglie. Circa cinquecento persone partecipano
stabilmente alle liturgie e alle attivit pastorali del vicariato ebreofono.
Sono principalmente israeliani di
provenienza mista spiega padre
Neuhaus parenti di ebrei, bambini di ebrei, alcuni ebrei convertiti e
altre persone che non sono ebree
ma sono integrate nella societ
ebraica. Questo, specifica, il
primo gruppo molto ristretto, ma
poi ci sono gruppi pi vasti: gli
operai stranieri che parlano ebraico
ma non frequentano le nostre liturgie in ebraico. Il problema con loro
quando hanno bambini che frequentano le scuole ebraiche. Noi
entriamo per cominciare unattivit
per bambini che sono totalmente
formati nelle scuole ebraiche laiche.
Limpegno rivolto anche agli
arabi cittadini israeliani, discendenti
di quei palestinesi che non fuggirono nel 1948. Alcune famiglie hanno
lasciato la Galilea per trasferirsi al
sud, soprattutto a Beer Sheva, e lavorano con i beduini come professori o medici ma non mandano i
loro bambini alle scuole di lingua
araba a causa del livello basso delle
scuole. Quindi, i nostri libri di catechesi, la nostra rivista, il nostro sito internet (www.catholic.co.il), la

nostra liturgia osserva il gesuita


servono a questa popolazione.
Anche quando il rito non il loro,
perch molti per esempio sono di
rito bizantino o maronita. E evidenzia: Noi non proviamo ad attirare questi bambini a venire nella
Chiesa di rito latino. Insistiamo invece sulla formazione cristiana. Cristiana in ambiente ebraico e laico.
Queste persone non si integrano
dal punto di vista religioso, ma dal
punto di vista culturale, linguistico.
Il vicario descrive una realt che
appare complessa. I lavoratori stranieri che arrivano in Israele devono
mandare i propri figli alla scuola
pubblica, dove si insegna e si parla
lebraico, in quanto le scuole private sono inaccessibili, per via dei costi. Cos ci sono bambini arabi, cittadini israeliani e figli di cittadini
israeliani, che crescono imparando
lebraico senza parlare la propria
lingua nativa. Ci sono anche
africani aggiunge che vengono
qui chiedendo asilo politico, tuttavia quello che a noi interessa sono i
bambini che sono integrati nella
scuola e dopo alcuni anni parlano
essenzialmente lebraico, ma possono scrivere e leggere anche altre lingue. Abbiamo una grande quantit
di bambini libanesi, palestinesi, arabi che vivono nelle citt ebraiche. I
nostri libri di catechismo puntualizza non servono solo per i nostri bambini, ma sono per tutti i
bambini che frequentano la scuola
ebraica. In questa realt ci sono
infine anche cittadini israeliani che
si dichiarano atei, non professano
nessun culto ma sono ebrei per cultura, storia e anche nazionalit. Il
lavoro di formazione (e in questo i
catechismi sono fondamentali) riguarda non soltanto i percorsi di
iniziazione cristiana dei bambini ma
anche quelli rivolti alle persone
adulte. La nostra sfida conclude
il vicario non solo dare la formazione ai bambini pi piccoli ma
di lavorare anche con quelli di et
dai quindici ai venticinque anni,
per dare un senso di Chiesa e di essere cristiano, un senso di gioia.

LOSSERVATORE ROMANO

gioved 19 gennaio 2012

pagina 7

Nellanniversario della promulgazione dello Statuto della Virginia

Cresce il numero dei religiosi e dei sacerdoti inviati allestero

La prima libert

India
Paese di missionari

WASHINGTON, 18. Un Paese che ha


fatto del pluralismo e del rispetto
della libert in campo religioso una
delle principali prerogative: limmagine degli Stati Uniti scaturita
nellintervento che il presidente della Repubblica e capo del Governo,
Barack Obama, ha pronunciato in
occasione della celebrazione della
Giornata della libert religiosa. Un
appuntamento nazionale che ricorda
una data storica fondamentale: si
tratta dellanniversario della promulgazione (16 gennaio 1786), da parte
dellassemblea della Virginia, dello
Statuto per la libert religiosa.

Lo Statuto della Virginia


considerato il primo atto legislativo
dei tempi moderni votato da un
parlamento popolare allo scopo di
concedere piena libert di coscienza
a tutti i cittadini che vivono sotto la
propria giurisdizione. Il principio
dello Stato di Virginia pass, sotto
forma di emendamento adottato nel
1791, nella Costituzione degli Stati
Uniti dAmerica e successivamente
venne introdotto in tutti gli Stati
dellunione. La lunga storia di tolleranza religiosa e di pluralismo
ha sottolineato il presidente Obama
ha rafforzato il nostro Paese e ha

contribuito a creare una societ vivace e rimasta fedele ai principi


contenuti nei documenti fondanti.
Grazie proprio alla ricchezza di tradizioni religiose, oggi, ha aggiunto
il presidente, le persone chiamano
lAmerica casa e cercano di seguire
la propria coscienza in pace.
Lanniversario stato celebrato
con varie cerimonie nei diversi Stati.
Randolph Bell, ex ambasciatore del
Governo degli Stati Uniti e presidente del First Freedom Center (organizzazione indipendente che promuove il rispetto del diritto alla libert religiosa, con sede a Richmond, capitale della Virginia), ha
osservato che quella religiosa la
prima libert, in quanto senza di essa molti altri diritti umani fondamentali non esistono, aggiungendo
poi laugurio che il Governo continui a lavorare con impegno per
mantenere la libert religiosa in prima linea nella politica estera.
Annualmente il Governo pubblica
un rapporto sullo stato della libert
religiosa nel mondo. Lo studio divide i Paesi in base alla pi o meno
grave situazione e alla maggiore o
minore efficacia dei provvedimenti a
tutela della libert religiosa. Recentemente sono stati anche riautorizzati i fondi volti a sostenere la
Commissione del Governo, istituita
appositamente per vigilare sui vari
Paesi. Nei mesi scorsi il segretario di
Stato, Hillary Clinton, aveva ribadito che la protezione della libert
religiosa una preoccupazione fondamentale per gli Stati Uniti fin
dalla formazione della Repubblica
federale e che resta tale e quale anche oggi.
Nellultimo rapporto, allinterno
di una sorta di lista nera, sono
stati inclusi Arabia Saudita, Cina,
Corea del Nord, Eritrea, Iran,
Myanmar, Sudan e Uzbekistan, ma
vengono citate comunque anche altre nazioni dove avvengono significative violazioni. Nellanalisi si sottolinea che i governi che promuovono il rispetto della libert religiosa,
che cooperano con la societ civile e
che contrastano la violenza contribuiscono a rendere pi stabili i loro
Paesi.

BANGALORE, 18. Da Paese di missione a Paese di missionari: lIndia


come confermato da una recente
consultazione svoltasi a Bangalore
(capoluogo del Karnataka) diventata una delle nazioni che invia
pi missionari cattolici allestero. A
sottolineare lo slancio evangelizzatore, in costante progresso, della Chiesa indiana, glises dAsie, agenzia di informazione della Societ
per le missioni estere di Parigi, che,
in un articolo pubblicato nei giorni
scorsi, ricorda i numeri di questa
crescita emersi durante lincontro al
quale dedica una sintesi.
Secondo i dati forniti a Bangalore
da padre Balthazar Castelino, prete
indiano delle Missions trangres de
Paris (Mep) attualmente allopera in
Madagascar, i missionari inviati
dallIndia sono oggi presenti in centosessantasei nazioni. Il sacerdote
ha recensito 6.543 religiosi, 1.940 sacerdoti regolari, 226 preti diocesani
e 159 religiosi in missione, precisando tuttavia la scarsa affidabilit di
queste statistiche, basate su informazioni alquanto frammentarie. Castelino, che anche segretario amministrativo della Conferenza episcopale
del Madagascar, ritiene che il numero dei missionari indiani attualmente in servizio sul territorio sia attorno ai quindicimila. Una cifra che,
lungi dallessere esagerata, de-

stinata ad aumentare in un futuro


prossimo poich ha sottolineato il
rappresentante delle Mep oltre
duecentoquattordici congregazioni
religiose mandano oggi membri di
nazionalit indiana in missione
allestero.
Altra
constatazione
emersa
allImac 2012 (il nome dato a questa
prima sessione missionaria tenutasi
dal 5 al 9 gennaio allIstituto di teologia della Conferenza dei superiori
maggiori) stata che lidea secondo
la quale i missionari indiani si concentrerebbero principalmente in Europa e in America centro-settentrionale non corrisponde alla realt. Le
testimonianze dei partecipanti e le
statistiche portate al congresso hanno invece messo in evidenza che la
grande maggioranza di questi missionari lavora soprattutto in Africa,
in America Latina e nella zona del
Pacifico.
LImac stata organizzata congiuntamente dalla Conferenza dei
vescovi cattolici dellIndia (Cbci) e
dalla Conferenza dei superiori maggiori indiani e si trattato del primo incontro in assoluto sulla missione ad extra. Il cardinale Oswald
Gracias, arcivescovo di Bombay e
presidente della Conferenza episcopale, ha sottolineato limportanza di
questi dati e giornate di studio per
linsieme della Chiesa universale,

mentre larcivescovo di Agra, Albert


DSouza, segretario generale della
Cbci, ha invitato gli organizzatori a
preparare in tempi brevi una seconda edizione della consultazione nazionale.
Lincontro ha riunito una quarantina di rappresentanti di venticinque
organismi missionari, di congregazioni religiose e di diocesi. Vescovi
della Chiesa cattolica indiana (formata dalle tre comunit di rito latino, siro-malabarese e siro-malankarese), superiori maggiori delle congregazioni missionarie del Paese,
esperti della missione ad extra, cos
come missionari indiani con una
lunga esperienza sul terreno, si sono
confrontati per cinque giorni sui risultati raggiunti e soprattutto sulle
sfide che li attendono.
Al termine di questa prima consultazione nazionale, i congressisti
hanno pubblicato una dichiarazione
nella quale evidenziano la necessit
di creare rapidamente una struttura
ufficiale in seno alla Chiesa dellIndia, consentendo cos di formare e
preparare i futuri missionari ma anche di dare sostegno logistico e finanziario
allevangelizzazione
allestero. stato inoltre preso in
considerazione il progetto di un sito
internet e di un centro di informazione.

In un sondaggio del Pew Research Center di Washington

Limmagine
dei mormoni negli Stati Uniti
WASHINGTON, 18. Un sentimento di
incomprensione, mista a fiducia per
il futuro, appare assai diffuso oggi
tra i mormoni negli Stati Uniti, impegnati a sostenere un loro rappresentante, Mitt Romney, nelle elezioni presidenziali. La comunit infatti al centro dellattenzione nella
campagna politica in atto, ma parte
dellopinione pubblica nel Paese
mostra ancora scarsa conoscenza
della sua storia e delle sue tradizioni: lo rileva in particolare un sondaggio recentemente offerto dal Pew
Research Center (istituto indipendente di analisi sociali con sede a
Washington) dal quale emerge come
la maggioranza dei mormoni ritenga
che le proprie tradizioni religiose
non siano ben comprese e accettate
dalla popolazione, fino talvolta al
punto di suscitare aperta avversit.
Sei membri su dieci della comunit fondata da Joseph Smith il 6
aprile 1830 hanno risposto allintervista che i cittadini statunitensi
conoscono poco o nulla della dottrina mormone, nonostante il gruppo
religioso sia tra quelli pi rappresentati nel Paese. Negli ultimi dieci
anni, secondo alcune stime, i fedeli
mormoni che vivono negli Stati
Uniti sono cresciuti del 20 per cento, superando oltre sei milioni
(mentre sono pi di tredici milioni
nel mondo).
Linfluenza dei mormoni risulta
dal fatto che essi rappresentano la
maggioranza della popolazione in
alcune specifiche aree tra cui, in
particolare, lo Stato dellUtah. Eppure, secondo il parere espresso dai
pi nel sondaggio, limmagine del
gruppo religioso nella percezione
comune della gente appare offuscata
da un atteggiamento di diffidenza,
tale che in molti lo identificano come una forma di discriminazione.
Umori e tendenze di una comunit, dunque, ancora poco conosciuta, sono contenuti nel sondaggio
nazionale condotto su un campione
di 1.019 mormoni adulti nel mese di
novembre ma i cui risultati sono
stati diffusi solo di recente.
D allanalisi, come ha sottolineato un
ricercatore del Pew Research Center,

Greg Smith, abbiamo ricavato una


fotografia mista: da una parte molti
mormoni si vedono come incompresi e pensano di essere discriminati,
perch non pienamente accettati dagli altri cittadini. Tuttavia, ha aggiunto, c anche unampia quota
di fedeli che hanno espresso ottimismo, che si sentono felici di osservare e vivere la propria tradizione religiosa e che inoltre ritengono che
migliorer latteggiamento che vi
nei confronti della comunit. Si
tratta di una percentuale rilevante
(63 per cento di ottimisti) che dimostra unattitudine positiva nei riguardi della societ e delle relazioni
al suo interno.
Tutto questo, rileva ancora il sondaggio, si riflette soprattutto sulle
aspettative che riguardano la campagna presidenziale, con oltre la
met dei membri della comunit che
ritengono il Paese pronto ad accettare un presidente mormone. Il
sondaggio ha fatto emergere anche
altri aspetti, tra cui laccentuato
conservatorismo della maggioranza
dei mormoni su alcune questioni.

Tre quarti degli intervistati hanno


risposto che le pratiche abortive sono moralmente sbagliate e due terzi
del campione hanno espresso contrariet verso gli orientamenti omosessuali. Inoltre, una larga maggioranza del campione ha indicato, tra
le priorit nella vita, un matrimonio
sereno e limpegno a diventare genitori responsabili.
La pratica religiosa, infine, risulta
costante nella maggioranza dei fedeli: il 77 per cento dei mormoni infatti partecipa almeno una volta alla
settimana alle cerimonie. I membri
della comunit si ritrovano ogni domenica nelle cosiddette case di riunione, dove si svolgono anche attivit sociali e culturali. Tuttavia il
tempio (la Casa del Signore) il
luogo aperto solo agli appartenenti
al gruppo religioso, dove si svolgono le cerimonie pi importanti. Una
ricerca del Pew Research Center del
2010 aveva fatto emergere, peraltro,
una profonda conoscenza dei vari
temi religiosi fra i mormoni negli
Stati Uniti. (alessandro trentin)

I gruppi di fedeli alludienza generale


Alludienza generale di mercoled 18
gennaio 2012, nellAula Paolo VI, erano presenti i seguenti gruppi:

From Finland: Pilgrims from the


Evangelical-Lutheran
Parish
of
Tampere.

DallItalia: Gruppi di fedeli dalle


Parrocchie: San Carlo Borromeo, in
Borghetto Vara; Santa Maria dellUmilt, in Chiesanuova di Prato;
SantAlfonso; SantAtanasio, in Napoli; Maria Santissima Annunziata;
Immacolata, in Modugno; Madonna delle Grazie, in Statte; Consiglio
dellOrdine degli Avvocati di Roma; Comunit cattolica Eritrea di
Roma; Associazione itinerari di fede
e turismo religioso, di Napoli; Lions
Club Fonti di Veggio, Perugia; Automobile Club, di Frosinone e di
Avellino; Istituto nazionale per la
ricerca e la cura dei tumori, di Milano; Consorzio Horizon, di Licata;
Gruppi di danza liturgica, di Rogliano; Studenti di diverse Scuole
della Diocesi di Caserta, con il Vescovo Pietro Farina; Istituto Morselli, di Gela; Circolo didattico, di
Anzio; Circolo didattico, di Crotone; Circolo didattico Morante, di
Roma; gruppo di fedeli da Montesilvano.

From the United States of America:


Pilgrims from St Bernadette Parish,
Orchard Park, New York; Marines
and Sailors of the USS Whidbey Island; Members of the Focolare
Movement; Students and faculty
from: Briar Cliff University, Sioux
City, Iowa; Midland University, Fremont, Nebraska; St Marys College,

Coppie di sposi novelli.


Gruppi di fedeli da: Ucraina.
I polacchi: Genera Towarzystwa
Chrystusowego dla Polonii Zagranicznej i Zarzd Generalny tego Towarzystwa; grupa turystyczna z
Opola; pielgrzymi indywidualni.
De France: Collge Rocroy, SaintVincent-de-Paul, de Paris; Collge
NotreDame des Missions, de Charenton-le-Pont.

California; Randolf-Macon College,


Ashland, Virginia.
Aus der Bundesrepublik Deutschland: Pilgergruppe aus der Pfarrgemeinde St. Johannes Baptist, Lichtenau-Herbram; Delegation
der
Mainzer Ranzengarde.
Aus der Republik sterreich: Delegation der Pfarrgemeinderatsmitglieder, in Begleitung von Bischof S.E.
Dr. Alois Schwarz.

LOSSERVATORE ROMANO

pagina 8

Alludienza generale Benedetto

XVI

gioved 19 gennaio 2012

ricorda linizio della Settimana di preghiera per lunit dei cristiani

Per una risposta comune


alla sete spirituale del nostro tempo
Come possiamo dare una
testimonianza convincente se siamo
divisi?. nellottica della nuova
evangelizzazione che il Papa ha
introdotto questa mattina, mercoled 18
gennaio, durante ludienza generale, la
Settimana di preghiera per lunit dei
cristiani, durante la quale da oggi
sino a mercoled 25 si pregher in
tutte le chiese per il dono del
raggiungimento della piena comunione.
Una grande sfida per la nuova
evangelizzazione, ha detto il Pontefice,
perch essa sar pi fruttuosa se tutti
i cristiani annunciano insieme la verit
del Vangelo di Ges Cristo e danno
una risposta comune alla sete
spirituale dei nostri tempi.
Cari fratelli e sorelle!
Inizia oggi la Settimana di Preghiera
per lUnit dei Cristiani che, da oltre un secolo, viene celebrata ogni
anno da cristiani di tutte le Chiese e
Comunit ecclesiali, per invocare
quel dono straordinario per cui lo
stesso Signore Ges ha pregato durante lUltima Cena, prima della sua
passione: Perch tutti siano una so-

Dal Papa
gli alluvionati
della Liguria
A Borghetto Vara il 25 ottobre
hanno perso tutto ma non la
speranza. Lalluvione ha spazzato
via il paese e sette persone sono
morte. Stamani alludienza il
sindaco Fabio Vincenzi e il
giovane parroco di San Carlo
Borromeo, don Tommaso Fasoli,
sono venuti dal Papa con settanta
persone tra loro un diacono e
un seminarista del paese a
ringraziarlo per la sua vicinanza
in quelle terribili ore, per il
sostegno anche economico, per il
dono dei paramenti alla nostra
chiesa. Al Pontefice la comunit
ligure ha chiesto di non essere
lasciata sola. Contiamo dice il
parroco sulla sua benedizione,
le sue preghiere, la sua vicinanza
spirituale per non perdere la
speranza che sta dando la forza
a tutta la comunit di andare
avanti, nonostante manchino i
fondi per la ricostruzione,
denuncia il sindaco. E un pieno
di speranza sono venuti a farlo,
nellincontro con Benedetto XVI,
anche trenta bambini ammalati
ricoverati nellIstituto nazionale
dei tumori di Milano. Ad
accompagnarli genitori, medici,
infermieri. Per la sesta volta
iniziamo lanno con il
pellegrinaggio a Roma spiega il
cappellano, don Tullio Proserpio
ed un momento molto atteso
da tutti coloro che vivono sulla
propria pelle lesperienza della
sofferenza. Allincontro con il
Papa partecipano anche tante
famiglie che si dicono non
credenti ma non vogliono perdere
questa esperienza di speranza
comune.
Le basi per rilanciare la nuova
evangelizzazione si trovano nella
cultura e il mondo universitario
in questo campo ha enormi
prospettive: in una dichiarazione
al nostro giornale, il cardinale
Antonio Caizares Llovera spiega
cos il senso della missione del
patronato della Fondazione Santa
Teresa dellUniversit cattolica di
Avila, che ha presentato al
Pontefice gli atti del primo
congresso mondiale sullidentit e
la missione delle universit
cattoliche, svoltosi proprio ad
Avila alla vigilia della giornata
mondiale della giovent
madrilena. La delegazione era
accompagnata dal vescovo di
Avila, monsignor Jess Garca
Burillo. Le Universit cattoliche
spiega il porporato hanno
oggi pi che mai il dovere di
presentare alla societ una visione
delluomo che ha come immagine
la verit di Cristo. Vescovo
emerito di Avila, il cardinale
Caizares Llovera ricorda che fu
proprio lallora cardinale Joseph
Ratzinger a incoraggiarlo nella
fondazione dellUniversit di
Santa Teresa. Infine, la
Fondazione Ernesto Balducci ha
illustrato al Papa le iniziative per
i ventanni della morte del
religioso scolopio, che metteranno
in evidenza lattualit della sua
testimonianza soprattutto sui
temi della pace e
dellaccoglienza.

la cosa; come tu, Padre, sei in me ed


io in te, siano anchessi in noi, perch il mondo creda che tu mi hai
mandato (Gv 17, 21). La pratica
della Settimana di Preghiera per
lUnit dei Cristiani fu introdotta
nel 1908 da Padre Paul Wattson,
fondatore di una comunit religiosa
anglicana che entr in seguito nella
Chiesa cattolica. Liniziativa ricevette
la benedizione del Papa san Pio X e
fu poi promossa dal Papa Benedetto
XV, che ne incoraggi la celebrazione
in tutta la Chiesa cattolica con il
Breve Romanorum Pontificum, del 25
febbraio 1916.
Lottavario di preghiera fu sviluppato e perfezionato negli anni Trenta del secolo scorso dallAbb Paul
Couturier di Lione, che sostenne la
preghiera per lunit della Chiesa
cos come vuole Cristo e conformemente agli strumenti che Lui vuole.
Nei suoi ultimi scritti, lAbb Couturier vede tale Settimana come un
mezzo che permette alla preghiera
universale di Cristo di entrare e penetrare nellintero Corpo cristiano;
essa deve crescere fino a diventare
un immenso, unanime grido di tutto il Popolo di Dio, che chiede a
Dio questo grande dono. Ed precisamente nella Settimana di Preghiera per lUnit dei Cristiani che limpulso impresso dal Concilio Vaticano II alla ricerca della piena comunione tra tutti i discepoli di Cristo
trova ogni anno una delle sue pi
efficaci espressioni. Questo appuntamento spirituale, che unisce cristiani
di tutte le tradizioni, accresce la nostra consapevolezza del fatto che
lunit verso cui tendiamo non potr
essere solo il risultato dei nostri sforzi, ma sar piuttosto un dono ricevuto dallalto, da invocare sempre.
Ogni anno i sussidi per la Settimana di Preghiera vengono preparati da un gruppo ecumenico di una
diversa regione del mondo. Vorrei
soffermarmi su questo punto. Questanno, i testi sono stati proposti da
un gruppo misto composto da rappresentanti della Chiesa cattolica e
del Consiglio Ecumenico Polacco,
che comprende varie Chiese e Comunit ecclesiali del Paese. La documentazione stata poi rivista da un
comitato composto da membri del
Pontificio Consiglio per la Promo-

zione dellUnit dei Cristiani e della


Commissione Fede e Costituzione
del Consiglio Ecumenico delle Chiese. Anche questo lavoro fatto insieme in due tappe un segno del desiderio di unit che anima i cristiani
e della consapevolezza che la preghiera la via primaria per raggiungere la piena comunione, perch
uniti verso il Signore andiamo verso
lunit. Il tema della Settimana di
questanno come abbiamo sentito
preso dalla Prima Lettera ai Corinzi: Tutti saremo trasformati
dalla vittoria di Ges Cristo, nostro
Signore (cfr. 1 Cor 15, 51-58), la sua
vittoria ci trasformer. E questo tema stato suggerito dallampio
gruppo ecumenico polacco che ho
citato, il quale, riflettendo sulla propria esperienza come nazione, ha voluto sottolineare quanto forte sia il
sostegno della fede cristiana in mezzo a prove e sconvolgimenti, come
quelli che hanno caratterizzato la
storia della Polonia. Dopo ampie discussioni stato scelto un tema incentrato sul potere trasformante della fede in Cristo, in particolare alla
luce dellimportanza che essa riveste
per la nostra preghiera in favore
dellunit visibile della Chiesa, Corpo di Cristo. Ad ispirare questa riflessione sono state le parole di san
Paolo che, rivolgendosi alla Chiesa
in Corinto, parla della natura temporanea di ci che appartiene alla
nostra vita presente, segnata anche
dallesperienza di sconfitta del
peccato e della morte, in confronto a
ci che porta a noi la vittoria di
Cristo sul peccato e sulla morte nel
suo Mistero pasquale.
La storia particolare della nazione
polacca, che ha conosciuto periodi
di convivenza democratica e di libert religiosa, come nel XVI secolo,
stata segnata, negli ultimi secoli, da
invasioni e disfatte, ma anche dalla
costante lotta contro loppressione e
dalla sete di libert. Tutto questo ha
indotto il gruppo ecumenico a riflettere in maniera pi approfondita sul
vero significato di vittoria che
cosa la vittoria e di sconfitta.
Rispetto alla vittoria intesa in termini trionfalistici, Cristo ci suggerisce una strada ben diversa, che non
passa attraverso il potere e la potenza. Egli infatti afferma: Se uno

Tra i gruppi di fedeli nellAula Paolo

VI

vuol essere il primo, sia lultimo di


tutti e il servo di tutti (Mc 9, 35).
Cristo parla di una vittoria attraverso lamore sofferente, attraverso il
servizio reciproco, laiuto, la nuova
speranza e il concreto conforto donati agli ultimi, ai dimenticati, ai rifiutati. Per tutti i cristiani, la pi alta
espressione di tale umile servizio
Ges Cristo stesso, il dono totale
che fa di Se stesso, la vittoria del
suo amore sulla morte, nella croce,
che splende nella luce del mattino di
Pasqua. Noi possiamo prendere parte a questa vittoria trasformante se
ci lasciamo noi trasformare da Dio,
solo se operiamo una conversione
della nostra vita e la trasformazione
si realizza in forma di conversione.
Ecco il motivo per cui il gruppo
ecumenico polacco ha ritenuto particolarmente adeguate per il tema della propria meditazione le parole di
san Paolo: Tutti saremo trasformati
dalla vittoria di Cristo, nostro Signore (cfr. 1 Cor 15, 51-58).
La piena e visibile unit dei cristiani, a cui aneliamo, esige che ci
lasciamo trasformare e conformare,
in maniera sempre pi perfetta,
allimmagine di Cristo. Lunit per
la quale preghiamo richiede una
conversione interiore, sia comune
che personale. Non si tratta semplicemente di cordialit o di cooperazione, occorre soprattutto rafforzare
la nostra fede in Dio, nel Dio di Ges Cristo, che ci ha parlato e si
fatto uno di noi; occorre entrare nella nuova vita in Cristo, che la nostra vera e definitiva vittoria; occorre
aprirsi gli uni agli altri, cogliendo
tutti gli elementi di unit che Dio ha
conservato per noi e sempre nuovamente ci dona; occorre sentire lurgenza di testimoniare alluomo del
nostro tempo il Dio vivente, che si
fatto conoscere in Cristo.
Il Concilio Vaticano II ha posto la
ricerca ecumenica al centro della vita
e delloperato della Chiesa: Questo
santo Concilio esorta tutti i fedeli
cattolici perch, riconoscendo i segni
dei tempi, partecipino con slancio
allopera ecumenica (Unitatis redintegratio, 4). Il beato Giovanni Paolo
II ha sottolineato la natura essenziale
di tale impegno, dicendo: Questa
unit, che il Signore ha donato alla
sua Chiesa e nella quale egli vuole

Il Papa saluta i rappresentanti di Borghetto Vara, il paese ligure colpito dallalluvione del 25 ottobre

abbracciare tutti, non un accessorio, ma sta al centro stesso della sua


opera. N essa equivale ad un attributo secondario della comunit dei
suoi discepoli. Appartiene invece
allessere stesso di questa comunit
(Enc. Ut unum sint, 9). Il compito
ecumenico dunque una responsabilit dellintera Chiesa e di tutti i
battezzati, che devono far crescere la
comunione parziale gi esistente tra
i cristiani fino alla piena comunione
nella verit e nella carit. Pertanto,
la preghiera per lunit non circoscritta a questa Settimana di Preghiera, ma deve diventare parte integrante della nostra orazione, della
vita orante di tutti i cristiani, in ogni
luogo e in ogni tempo, soprattutto
quando persone di tradizioni diverse
sincontrano e lavorano insieme per
la vittoria, in Cristo, su tutto ci che
peccato, male, ingiustizia, violazione della dignit delluomo.
Da quando il movimento ecumenico moderno nato, oltre un secolo
fa, vi sempre stata una chiara consapevolezza del fatto che la mancanza di unit tra i cristiani impedisce
un annuncio pi efficace del Vangelo, perch mette in pericolo la nostra
credibilit. Come possiamo dare una
testimonianza convincente se siamo
divisi? Certamente, per quanto riguarda le verit fondamentali della
fede, ci unisce molto pi di quanto
ci divide. Ma le divisioni restano, e
riguardano anche varie questioni
pratiche ed etiche, suscitando confu-

sione e diffidenza, indebolendo la


nostra capacit di trasmettere la Parola salvifica di Cristo. In questo
senso, dobbiamo ricordare le parole
del beato Giovanni Paolo II, che nella sua Enciclica Ut unum sint parla
del danno causato alla testimonianza
cristiana e allannuncio del Vangelo
dalla mancanza di unit (cfr. nn. 98,
99). una grande sfida questa per
la nuova evangelizzazione, che pu
essere pi fruttuosa se tutti i cristiani
annunciano insieme la verit del
Vangelo di Ges Cristo e danno una
risposta comune alla sete spirituale
dei nostri tempi.
Il cammino della Chiesa, come
quello dei popoli, nelle mani del
Cristo risorto, vittorioso sulla morte
e sullingiustizia che Egli ha portato
e ha sofferto a nome di tutti. Egli ci
fa partecipi della sua vittoria. Solo
Lui capace di trasformarci e renderci, da deboli e titubanti, forti e
coraggiosi nelloperare il bene. Solo
Lui pu salvarci dalle conseguenze
negative delle nostre divisioni. Cari
fratelli e sorelle, invito tutti ad unirsi
in preghiera in modo pi intenso
durante questa Settimana per lUnit, perch cresca la testimonianza
comune, la solidariet e la collaborazione tra i cristiani, aspettando il
giorno glorioso in cui potremo professare insieme la fede trasmessa dagli Apostoli e celebrare insieme i Sacramenti della nostra trasformazione
in Cristo. Grazie.

il Pontefice saluta la Fondazione Santa Teresa dAvila dellUniversit cattolica della citt spagnola

Orazione, testimonianza, collaborazione


Un invito a farsi testimoni comuni
della comunione in Cristo stato
rivolto da Benedetto XVI ai membri
della fondazione Santa Teresa dAvila,
dellUniversit cattolica spagnola,
presenti alludienza generale di questa
mattina insieme a numerosi altri
gruppi di fedeli provenienti da diversi
Paesi del mondo.
Je salue les plerins francophones,
particulirement les lves du Collge Notre-Dame des Missions de
Charenton le Pont et ceux du Collge Rocroy Saint Vincent de Paul de
Paris. Je vous invite tre des semeurs dunit l o vous tes, dans
vos familles et dans vos communauts, pour que lamour du Christ
puisse porter tous la paix et la
joie. Je vous bnis de grand cur!
I offer a cordial welcome to all
the English-speaking pilgrims and
visitors present at todays Audience.
My special greeting goes to the
Lutheran pilgrims from Finland. I

also greet the group of sailors and


marines from the United States.
Upon all of you and your families I
cordially invoke Gods abundant
blessings!
Von Herzen gre ich alle
deutschsprachigen Pilger, heute besonders eine Delegation von sterreichischen
Pfarrgemeinderatsmitgliedern in Begleitung von Bischof
Alois Schwarz sowie eine Delegation
der Mainzer Ranzengarde. Herzlich
Willkommen! Beten wir in dieser
Woche um die Einheit aller Christen, damit das gemeinsame Zeugnis, die Solidaritt und die Zusammenarbeit wachse und wir dann
wirklich dem Tag entgegengehen
drfen, an dem wir miteinander den
von den Aposteln berlieferten
Glauben bekennen und die Sakramente der Umgestaltung in Christus
feiern drfen. Danke fr Ihre Aufmerksamkeit.

Saludo a los peregrinos de lengua


espaola, en particular a los miembros del Patronato de la Fundacin
Santa Teresa de vila de la Universidad Catlica de vila, acompaados por el Gran Canciller de la
misma, as como a los dems grupos
de Espaa y de los pases latinoamericanos. Os invito a implorar de
Dios el don de la unidad de los cristianos, para que crezca el testimonio
comn y la colaboracin, y podamos
un da profesar todos juntos la fe
transmitida por los Apstoles y celebrar los sacramentos de nuestra
transformacin en Cristo. Muchas
gracias.
Amados peregrinos de lngua portuguesa, nomeadamente os brasileiros vindos de So Paulo, Recife, Belo Horizonte e Rio de Janeiro, sede
bem-vindos! A todos sado com
grande afeto e alegria, exortando-vos
a perseverar na orao, nesta Semana pela Unidade, para que possa
crescer entre os cristos o testemunho comum, a solidariedade e a colaborao! E que Deus vos abenoe!
Witam serdecznie obecnych tu
Polakw. Dzisiaj pragn zachci
was do ufnej modlitwy o jedno
chrzecijan. Niech nie zabraknie te
gestw wzajemnego zrozumienia,
pojednania i gotowoci do dialogu.
Niech bd one, zgodnie z hasem
tego Tygodnia Modlitw, wiadectwem przemiany i zwycistwa Chrystusa w naszym yciu. Waszym ekumenicznym
deniom
z
serca
bogosawi.

Benedetto

XVI

con la delegazione della Fondazione Santa Teresa dAvila

[Saluto cordialmente tutti i Polacchi qui presenti. Oggi voglio esortarvi alla fiduciosa preghiera per lunit
dei cristiani, affinch non manchino
gesti di reciproca comprensione, di
riconciliazione e di apertura al dialogo. Secondo il motto di questa Settimana di preghiera, tali gesti siano il
segno della nostra trasformazione e
della vittoria di Cristo nella nostra
vita. Benedico di cuore i vostri sforzi
ecumenici.]

Cari fratelli e sorelle,


Rivolgo un cordiale benvenuto ai
pellegrini di lingua italiana. In particolare saluto i sacerdoti aderenti al
Movimento dei Focolari ed auspico
che le giornate di studio di questi
giorni li aiutino a perseverare nella
generosa sequela di Cristo e nella
gioiosa testimonianza del suo Vangelo. Saluto gli studenti della diocesi
di Caserta accompagnati dal loro
Vescovo Mons. Pietro Farina: questo
incontro rafforzi in ciascuno la fede
e limpegno di vita cristiana. Saluto
con affetto i piccoli degenti dellIstituto nazionale per la ricerca e la cura dei tumori di Milano ed assicuro
la mia fervida preghiera affinch il
Signore sostenga ognuno con la sua

grazia. Saluto la folta rappresentanza dellOrdine degli Avvocati di Roma e, mentre li ringrazio per la loro
presenza, desidero incoraggiarli a
svolgere la loro delicata professione
mantenendosi sempre fedeli alla verit, presupposto fondamentale per
lattuazione della giustizia
Porgo, inoltre, un cordiale saluto
ai giovani, ai malati ed agli sposi novelli. Invito voi, cari giovani, a testimoniare sempre con generosit la
vostra fede in Cristo, che illumina il
cammino della vita. Sia la fede un
costante conforto nella sofferenza di
tutti voi, cari malati. E per voi, cari
sposi novelli, la luce di Cristo sia
guida efficace nella vostra esistenza
familiare.

Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice

Conversione di San Paolo


Vespri presieduti dal Santo Padre
Benedetto XVI
Mercoled 25 gennaio 2012, alle ore 17.30, nella Basilica di San Paolo fuori
le Mura, il Santo Padre Benedetto XVI presieder la celebrazione dei Secondi Vespri della solennit della Conversione di San Paolo, a conclusione della Settimana di Preghiera per lUnit dei Cristiani sul tema: Tutti
saremo trasformati dalla vittoria di Ges Cristo, nostro Signore (cfr. 1
Cor 15, 51-58).
Prenderanno parte alla celebrazione i Rappresentanti delle altre Chiese
e Comunit ecclesiali presenti a Roma. Sono invitati, in modo particolare, il clero e i fedeli della diocesi di Roma.
I Cardinali, i Vescovi, i Sacerdoti e i Religiosi, che desiderano partecipare alla celebrazione, indossando labito corale loro proprio, sono pregati di trovarsi per le ore 17 presso lAltare della Confessione per occupare il
posto che verr loro indicato dai cerimonieri pontifici.
Citt del Vaticano, 18 gennaio 2012
Mons. GUID O MARINI
Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie
Per i componenti la Cappella Pontificia sar a disposizione un servizio
pullman, con partenza dalla piazza antistante lingresso dellAula Paolo VI
alle ore 16.30. Quanti desiderano usufruire del servizio sono pregati di
darne comunicazione tempestivamente allUfficio delle Celebrazioni
Liturgiche del Sommo Pontefice.