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LOSSERVATORE ROMANO
GIORNALE QUOTIDIANO

Unicuique suum
Anno CLII n. 7 (45.953)

POLITICO RELIGIOSO
Non praevalebunt

Citt del Vaticano

luned-marted 9-10 gennaio 2012

Nelludienza al corpo diplomatico il Papa denuncia la tragedia dei cristiani uccisi e privati dei diritti fondamentali in molti Paesi

Rispetto della vita e della libert religiosa


La crisi impone di riflettere sulla dimensione etica dellesistenza ancora prima che sui meccanismi economici

Al fianco
della comunit
internazionale
Non di rado si rimprovera a Benedetto XVI scarsa attenzione e
addirittura poca sensibilit agli
scenari e ai problemi internazionali, ma nulla pi lontano dalla
realt e a mostrarlo una volta di
pi il suo discorso al corpo diplomatico. Ovviamente il Papa
innanzi tutto il successore dellapostolo Pietro e la presenza
della Santa Sede nel mondo ha
un carattere primariamente ed essenzialmente religioso. Ma proprio perch il vescovo di Roma e
la sua Chiesa sono al servizio del
Vangelo e della famiglia umana,
alta la loro attenzione alle vicende del mondo.
E se allinizio dellanno Benedetto XVI aveva ringraziato inusualmente la presenza degli ambasciatori di tanti Paesi amici,
di fronte a un corpo diplomatico
che tra i pi numerosi e rappresentativi al mondo ha sottolineato
che di per s questo fatto ricorda
limportante
contributo
della
Chiesa cattolica e il suo impegno
al fianco della comunit internazionale. Contributo e impegno
riconosciuti con responsabilit da
moltissimi Paesi, anche negli incontri personali con il Pontefice
di numerosi capi di Stato e di
Governo: come, nel 2011, nelle cerimonie per la beatificazione di
Giovanni Paolo II e per il sessantesimo anniversario di sacerdozio
dello stesso Benedetto XVI.
Nel guardare al panorama
mondiale che davvero oscuro laddove luomo non riconosce
pi il proprio legame con il Creatore e agli sviluppi gravi e
preoccupanti della crisi il Papa
ha unito per al realismo la speranza. Ricordando che sempre bisogna tenere presente la dimensione morale, in economia come
in bioetica: la vita umana e la libert religiosa devono cos essere
rispettate e promosse, nel rifiuto
fermo di ogni politica che miri a
emarginare il ruolo della religione
e del terrorismo motivato religiosamente.
infine significativo che Benedetto XVI si sia detto fiero della
visione cristiana delluomo che
ha ispirato i Padri costituenti della Germania e quanti hanno fondato lEuropa unita e lieto di
segnali incoraggianti nel campo
della libert religiosa in diversi
Paesi, tra i quali ha citato lItalia.
Ripetendo che la Santa Sede
nel mondo per ricordare la realt
di Cristo. Che ha trasformato il
destino delluomo dalla corruzione allimmortalit.
g. m. v.

Di fronte al profondo malessere generato


dalle crisi economiche, politiche e sociali che
investono il mondo, occorre riprogettare risolutamente il nostro cammino attraverso
nuove forme di impegno e nuove regole.
Parte da questo richiamo il discorso del Papa
al corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede durante la tradizionale udienza di inizio anno, svoltasi questa mattina, luned 9
gennaio, nella Sala Regia. Benedetto XVI fa

appello alla comunit internazionale e ai responsabili delle nazioni, invocando dialogo e


riforme che assicurino a tutti la possibilit di
vivere dignitosamente e riconoscano ovunque
la dignit inalienabile della persona umana e
dei suoi diritti fondamentali. A preoccupare
il Pontefice sono le conseguenze della recessione mondiale, che non colpisce solo famiglie e
imprese ma mette in ginocchio le economie
dei Paesi pi poveri e minaccia il futuro dei

giovani. Proprio a questi ultimi Benedetto XVI


dedica la parte centrale del suo discorso, mettendo in rilievo la centralit della questione
educativa e chiedendo la realizzazione di politiche che tutelino la famiglia e sostengano le
istituzioni scolastiche e formative. Un capitolo
cruciale della riflessione papale incentrato
sul tema della libert religiosa. Che va considerata il primo dei diritti umani, perch
spiega riconosce la realt pi fondamentale

della persona. Il Pontefice denuncia in particolare le violenze e le prevaricazioni ai danni


dei cristiani in diversi Paesi. E condanna il terrorismo che usa la religione come pretesto
per accantonare le regole della giustizia e del
diritto. Da Benedetto XVI anche un richiamo
allesigenza di coniugare rispetto del creato e
lotta contro la povert.

Presto operativo limpianto sotterraneo di Fordow nei pressi della citt di Qom

Nuovo sito per larricchimento delluranio iraniano

La foto satellitare dellimpianto nei pressi di Qom (LaPresse/Ap)

TEHERAN, 9. Il nuovo impianto nucleare di Fordow, costruito sotto una


montagna vicino alla citt di Qom,
inizier fra breve le sue attivit di arricchimento delluranio al 3,5 per
cento, al 4 per cento e al venti per
cento. Ad annunciarlo stato ieri il
capo dellorganizzazione per lenergia atomica iraniana, Fereydoun
Abbasi Davani, confermando una
mossa che si attendeva da mesi, in
linea con la dichiarata volont
dellIran di proseguire nel suo programma nucleare a scopo civile nonostante le diffidenze dellO ccidente. Gi a giugno lIran aveva annunciato lintento di trasferire lattivit
di arricchimento delluranio al venti
per cento dal sito di Natanz a quello
di Fordow, al riparo da eventuali attacchi ostili. Lannuncio di Davani
giunge mentre inizia a Caracas, in
Venezuela, la missione in America
latina del presidente iraniano,

Mahmud Ahmadinejad, dopo settimane di tensione, alla luce delle


nuove sanzioni statunitensi contro la
Banca centrale iraniana.
Lultimo teatro di confronto sono
state le acque dello stretto di Hormuz, passaggio obbligato, alla fine
del Golfo persico, per il quaranta
per cento del petrolio mondiale trasportato via mare, e che lIran ha
minacciato di chiudere. Il segretario
alla Difesa americano, Leon Panetta,
ha ribadito come gli americani non
ne tollereranno la chiusura e sul programma nucleare iraniano ha affermato che Teheran ha la capacit di
costruire un ordigno atomico ma
non ritiene che lo stia facendo. Infine, loleodotto costruito dagli Emirati Arabi Uniti che aggira lo stretto
di Hormuz sar operativo entro giugno. Lo ha annunciato oggi il ministro dellEnergia degli Emirati,
Mohamed ben Dhaen Al Hamili.

PAGINE 4

Il Pontefice
battezza
sedici neonati

Sedici neonati sono stati battezzati dal Papa domenica mattina, 8


gennaio, nella Cappella Sistina.
Al termine della messa il Pontefice ha recitato lAngelus con i fedeli presenti in piazza San Pietro.
PAGINA 8

Se abbiamo la fortuna di essere cristiani, abbiamo imparato a distinguere laspettativa dalla speranza, che un dono prezioso

Il mondo alla vigilia


di ALAIN BESANON
l primo gennaio ci siamo augurati il buon anno. Ma
n io n i miei amici labbiamo fatto tanto volentieri. Non sembrava realistico. Unamica mi ha detto:
mi aspetto cose terribili. In questi momenti di pessimismo, bisogna per tenere conto di ci che oggettivamente fondato e di ci che dipende dallumore malinconico.
Certamente ci sono motivi per essere preoccupati. La
mia amica riteneva che eravamo arrivati a una convergenza di molte correnti diverse, che fluivano verso la
stessa cascata, e che tutto si sarebbe fuso in una crisi pi
grande, di natura sconosciuta.
C una crisi economica a prima vista cos profonda e
complicata che gli economisti pi esperti non sono daccordo n sulle cause n sui rimedi. La maggior parte
pensa che durer per molti anni. Dallultima guerra le
nostre societ sopportano la disuguaglianza compensandola con la crescita, da cui traggono giovamento tutti,
compresi i pi poveri. Se non c pi crescita, come reagiranno le nostre societ, cos ferocemente ugualitarie?

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Bisognerebbe quanto meno che fossero governate da


una classe politica di grande qualit. In alcuni Paesi (fra
cui lItalia) noto un sussulto di spirito civico. In altri
non lo percepisco.
Usciamo dallEuropa. In giovent ho conosciuto
unAmerica tranquilla, sicura delle sue istituzioni, bipartisan sulla maggior parte dei temi importanti. La violenza delle opposizioni, lincompatibilit dei programmi,
lirrigidimento delle dottrine: era questo il pane quotidiano del mio Paese, la Francia, ma non quello degli
Stati Uniti.
I nostri media si sono entusiasmati dinanzi alla cosiddetta primavera araba. Un anno dopo, prendiamo coscienza di essere in qualche modo al centro di un immenso movimento del quale non conosciamo la conclusione e non sappiamo neppure esattamente in cosa consista. Quel che dobbiamo fare, in attesa di vederci chiaro, ridurre il nostro deficit cognitivo. Prima di agire o
di non agire bisogna innanzitutto capire.
Un altro conflitto o diversi confitti sembrano maturare nel Vicino Oriente. Molti nodi non sono stati risolti.
Se si giunger a una guerra, nessuno pu dire fino a do-

ve si estender n quale forma assumer. La Cina e la


penisola coreana ci pongono altre questioni, e noi occidentali ne siamo sempre pi coinvolti.
Ma la nostra preoccupazione pu essere spiegata solo
da fattori oggettivi? A me sembra che il nostro malessere, confuso ma profondo, provenga da pi lontano.
Dopo tutto, finora non successo granch. Si direbbe
persino, guardando la televisione, che non succede quasi
nulla. Il livello di vita non seriamente intaccato. Le
lotte sociali, gli scioperi, le manifestazioni sembrano sorprendentemente poco numerosi e miti. Allora perch
tanta preoccupazione?
Perch non capiamo pi bene il mondo. Ieri avevamo
la sensazione, senza dubbio illusoria, di capirlo. Ora
non pi cos. Troppi fenomeni nuovi e sconosciuti appaiono contemporaneamente. Penso a un romanzo di
Turgenev che sintitolava Alla vigilia. Anche noi abbiamo
limpressione di essere alla vigilia, ma non sappiamo
di cosa. Tanto che, se ci venissero chiesti dei consigli,
non sapremmo pi darli. N ai capi di Stato n agli imprenditori oseremmo dire cosa fare.

Sentiamo che il nostro mondo in pericolo. Ma facciamo fatica a prendere le sue difese. La vera arte, la
buona letteratura, il grande pensiero devono esistere da
qualche parte, ma non sappiamo pi dove. Ci mancano
opere e uomini da ammirare. Non ci amiamo pi abbastanza.
Se abbiamo la fortuna di essere cristiani, abbiamo imparato a distinguere laspettativa dalla speranza.
D ellaspettativa possiamo fare a meno, ma non bisogna
dimenticare che noi sappiamo molte poche cose. Non
sappiamo se la nostra angosciata apprensione esagerata. Temiamo qualcosa dimminente. Forse unillusione.
Si parla troppo oggi della fine del mondo. Non dobbiamo dimenticare, come ci ricorda il Vangelo, che non
sappiamo n il giorno n lora.
Quanto alla speranza, bisogna considerarla un dono
prezioso, un tesoro da amare. Non sappiamo, in effetti,
se, accanto a tutto ci che muore, sta per nascere qualche nuova meraviglia. Come se altre meraviglie, altrettanto inattese, non si fossero improvvisamente prodotte
nel corso della nostra storia, in questi tempi che, in ogni
modo, sono gli ultimi.

LOSSERVATORE ROMANO

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luned-marted 9-10 gennaio 2012

Il premier chiede che la misura non sia limitata allEuropa

Il vertice tra Sarkozy e Merkel

Cameron
boccia
la Tobin tax

Il futuro della moneta unica


si decide a Berlino

LONDRA, 9. Aveva detto che la sua


priorit, per quanto riguarda il rapporto con lEuropa, era quella di
proteggere gli interessi della City,
ed proprio questo che David
Cameron sta facendo.
Dopo la decisione di chiamarsi
fuori dal nuovo trattato europeo il
mese scorso a Bruxelles, il premier
britannico ha preso ieri le distanze
da Francia e Germania dicendosi
pronto a bloccare il progetto di una
Tobin tax europea, ovvero una tassa
sulle transazioni finanziarie. Londra
non si oppone allidea in s, ma
chiede chessa venga applicata in
maniera corretta, e soprattutto non
solo in Europa.
In unintervista alla Bbc, Cameron ha dichiarato: Lidea di una
nuova tassa europea quando quella
tassa non verr introdotta altrove
non credo abbia senso e perci la
bloccher. Una tassa soltanto in
Europa, ha detto Cameron, rischierebbe di penalizzare la City, di
compromettere la ripresa economica
e i posti di lavoro nel continente.
A meno che tutto il mondo si
metta daccordo nello stesso momento per introdurre una sorta di
tassa, noi non lo faremo ha detto
Cameron. Le tasse a livello europeo
devono essere approvate da tutti e
ventisette gli Stati membri e il no
della Gran Bretagna metterebbe
dunque fine allidea di una tassa
sulle transazioni finanziarie.
In risposta a quanto dichiarato
dal ministro delle Finanze francese
Franois Baroin, per il quale la
Francia potrebbe introdurre la tassa
da sola, il premier britannico ha
detto: Se i francesi vogliono andare avanti e introdurre la tassa, dovrebbero essere liberi di farlo.
Lopposizione di Londra alla Tobin tax dicono gli analisti potrebbe creare nuove tensioni proprio mentre i leader continentali
cercano nuove strategie comuni in
vista del Consiglio Ue il prossimo
30 gennaio. La linea di Cameron

Pil indiano
in aumento
del sette per cento
nel 2012
NEW DELHI, 9. Leconomia indiana crescer del sette per cento
nel corso del 2012: dopo voci al
riguardo, la conferma arrivata
dal primo ministro, Manmohan
Singh, che ha spiegato riferiscono fonti di stampa che
lorientamento quello di tornare a crescere a un tasso pi alto,
tra il nove e il dieci per cento,
nel medio termine. Malgrado
un contesto internazionale sfavorevole, leconomia indiana dovrebbe crescere di circa il sette
per cento nellanno finanziario
che si chiuder il 31 marzo ha
affermato il primo ministro.
Quindi Manmohan Singh ha aggiunto: Speriamo di riportare il
ritmo dei nostri processi di sviluppo a un tasso d crescita annuale tra il nove e il dieci per
cento nel medio termine. Il primo ministro ha poi ricordato che
il principale motore di crescita
economica sempre stato lalto
tasso di risparmio. Il nostro
tasso di risparmio domestico, che
si attesta attualmente tra il 33 e il
35 per cento del nostro prodotto
interno lordo, agevoler notevolmente la realizzazione dei nostri
obiettivi di crescita ha affermato il primo ministro.
Ricorda lagenzia Adnkronos
che il pil indiano cresciuto del
6,9 per cento nel trimestre luglio-settembre. Osservano gli
analisti politici che leconomia
del Paese sempre riuscita, negli
ultimi tempi, a conservare uno
stato di salute accettabile, arginando, per quanto stato possibile, gli effetti negativi di ricaduta determinati dalla crisi finanziaria globale.

sulla ripresa resta sempre la stessa:


Una soluzione decisiva al problema greco, una decisiva ricapitalizzazione delle banche e un fondo
demergenza della Bce e di altri enti ha spiegato ieri. Dico questo
da qualche tempo, lo potrei persino
trasformare in una canzone; ma si
tratta soltanto dellinizio: il vero
problema delleurozona la competitivit tra la Germania e gli altri
Paesi.
La City di Londra il cuore pulsante della finanza britannica.
Ospita la principale Borsa in Europa, il pi grande mercato valutario al mondo e la maggiore piazza
per i derivati sui tassi dinteresse
con ricavi di 1.400 miliardi di dollari al giorno, pari al 46 per cento del
totale generato a livello globale,
stando ai dati della Banca per i regolamenti internazionali. Con New
York, la City senza dubbio la capitale finanziaria del pianeta. conosciuta anche come miglio quadrato perch copre unarea di poco pi di un miglio. Ospita oltre
cinquecento banche, di cui circa la
met straniere, e centinaia di societ finanziarie. Ogni giorno oltre
300.000 pendolari provenienti da
ogni sobborgo dellimmensa metropoli londinese si riversano in questo
fazzoletto di terra, situato ad est
del West End, per lavoro. Di questi, secondo dati ufficiali, 288.000
operano nel settore finanziario.
Una cifra impressionante considerando che in tutta la Gran Bretagna
sono poco pi di un milione le persone che lavorano nel comparto finanziario. Rappresenta il dieci per
cento del prodotto interno lordo
britannico. Se dovesse passare la linea franco-tedesca sullapplicazione
della Tobin tax, la City da sola fornirebbe un gettito fiscale di quaranta miliardi di euro sui 57 che ne genererebbe lintera Europa, in base
alle stime della Corporation of
London, lente di governo del miglio quadrato. Come ha sottolineato un banchiere, per la Gran
Bretagna la City come il petrolio
del Mare del Nord.
La tassa sulle transazioni finanziarie conosciuta come Tobin tax,
dal nome del premio Nobel per
leconomia James Tobin, che la propose nel 1972. Lidea di Tobin era
per diversa dalla tassa di cui si
parla oggi. Tobin pensava a unimposta che potesse colpire tutte le
transazioni sui mercati valutari per
stabilizzarli, penalizzando le speculazioni valutarie a breve termine e
contemporaneamente per procurare
delle entrate da destinare alla comunit internazionale. Lobiettivo
dei leader europei quello di far
pagare al settore della finanza il suo
prezzo della crisi e di scoraggiare il
trading ad alto rischio. La Francia
potrebbe presentare al Parlamento
gi a febbraio la legge sullapplicazione della tassa, come ha annunciato il ministro degli Alloggi,
Benoist Apparu. Non perch i
finanzieri dicono no che dobbiamo
ascoltarli ha detto il ministro, che
non ha comunque precisato una data per la presentazione del provvedimento. Di recente anche il presidente Sarkozy si espresso positivamente sulla questione.

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Non praevalebunt

BERLINO, 9. Non vogliamo che


nessun Paese esca dalleurozona.
Questo il messaggio lanciato oggi
dal cancelliere tedesco, Angela
Merkel, al termine del vertice a Berlino con il presidente francese, Nicolas Sarkozy. Vogliamo che la Grecia
resti nelleurozona ha sottolineato
Merkel ma in cambio Atene deve
rispettare gli impegni presi. Occorre perci accelerare il varo del meccanismo permanente anticrisi. La
priorit ha detto Sarkozy sono
la crescita e il lavoro.
Si trattato del primo bilaterale
tra i due leader dallinizio dellanno.
Gennaio sar comunque un mese
pieno di appuntamenti ai pi alti livelli per tentare di uscire dalla crisi:
il presidente del Consiglio dei ministri italiano, Mario Monti, che nei
giorni scorsi ha incontrato Sarkozy a
Parigi, mercoled sar a Berlino per
vedere il cancelliere Merkel. I tre
leader si ritroveranno poi il 20 gennaio in Italia, pochi giorni prima
della riunione dei ministri delle Finanze europei del 23 e del vertice
dei capi di Stato e di Governo europei del 30.
Avvio di seduta poco variato per
le principali Borse in Europa in attesa degli esiti del vertice tra Merkel e
Sarkozy. Lo Stoxx 600 sale dello 0,2
per cento. Francoforte parte bene
ma non riesce ad approfittare dei
dati positivi sullexport e si appiattisce. Sempre in tensione gli spread

con il differenziale tra btp e bund


oltre il 520 punti.
Secondo il presidente del Consiglio Ue, Hermann Van Rompuy,
leuro come moneta unica non
mai stata in pericolo; quella che abbiamo una crisi del debito sovrano
in alcuni Paesi della zona euro; avevamo sperato di trovare soluzioni
molto pi veloci. Noi spesso ha
aggiunto abbiamo agito un po
troppo tardi e le nostre decisioni sono state un po troppo deboli. Van
Rompuy si detto ottimista a
lungo termine e determinato per il
superamento della crisi.

Obama annuncia pi misure a favore della classe media e del lavoro

Priorit alla crescita


Si apre a Wall Street la stagione delle trimestrali
WASHINGTON, 9. Gli Stati Uniti faranno tutto il possibile per mantenere la crescita delleconomia del
Paese e per ridare sicurezza alla
middle class. Lo ha affermato il presidente, Barack Obama, nellultimo
discorso settimanale alla radio.
Questanno ha detto ho intenzione di continuare a fare tutto il
necessario per risollevare ancora
leconomia e fare in modo che le famiglie della classe media riacquistino la sicurezza persa negli ultimi
dieci anni. Questo il mio impegno
per il nuovo anno.
Il calo del tasso della disoccupazione dimostra che gli Stati Uniti
stanno andando nella giusta direzione ma bisogna fare ancora di
pi ha detto il presidente Obama.
Dobbiamo continuare in questa direzione ha affermato dobbiamo
continuare a creare posti di lavoro;
dobbiamo continuare a ricostruire la
nostra economia e a fare in modo
che ognuno rispetti le stesse regole. Non possiamo ha aggiunto il
presidente tornare ai giorni in
cui il sistema finanziario era tutto
sulle spalle dellamericano medio.
Questa per me non unopzione.
Intanto, a Wall Street la stagione
delle trimestrali americane si sta per
aprire e lattenzione puntata sulle
banche, anche in seguito alle revisioni al ribasso degli analisti delle stime di utili di Goldman Sachs e
Morgan Stanley.

A dare particolare rilievo alla notizia il Financial Times, sottolineando che Alcoa sar come di consueto la prima a dare il calcio davvio alle trimestrali oggi, luned.
Nei giorni seguenti toccher a JPMorgan, la prima banca a comunicare i conti. Il 2012 sottolinea il
quotidiano economico-finanziario
sar un anno cruciale per le banche,
con le nuove regole (la riforma della
finanza) che entreranno in vigore e

che rischiano di trasformare i modelli di business imponendo paletti


ai tradizionali centri di profitto e
con la crisi europea del debito che
incombe
sulleconomia
globale.
Brad Hintz, analista di Alliance
Bernstein, ha ridotto le stime di
Goldman Sachs per il quarto trimestre da 3,15 dollari per azione a 77
cent per azione e quelle di Morgan
Stanley da un rosso di 19 cent a una
perdita di 75 cent per azione.

Primarie repubblicane
in New Hampshire
WASHINGTON, 9. Primarie repubblicane al via in New Hampshire: il
test si terr domani, marted. I candidati alla nomination si sono affrontati ieri sui temi della spesa,
della leadership, della sicurezza nazionale e del servizio militare nel
corso del dibattito che si svolto al
St. Anselm College di Goffstown.
Lex governatore del Massachusetts,
Mitt Romney, riuscito ad attraversare quasi indenne secondo i
commenti della stampa locale il
confronto cui hanno partecipato
anche il texano Ron Paul, lex
speaker
della
Camera
Newt
Gingrich, lex governatore dello
Utah, Jon Huntsman, e il governa-

tore del Texas, Rick Perry. Al dibattito ha preso parte anche Rick
Santorum, ex senatore della
Pennsylania. Nei sondaggi Romney
saldamente in testa per numero
di consensi, ma perde sensibilmente terreno e il suo diretto inseguitore Ron Paul si avvicina. Secondo
un sondaggio pubblicato da
Politico.com, Romney raccoglier il
35 per cento dei voti. Appena due
giorni fa era al quaranta per cento.
Il suo inseguitore, Paul, al contrario salito dal 17 al venti per cento.
Seguono Jon Huntsman, con l11
per cento, Newt Gingrich con il 9
per cento, e Rick Santorum, sceso
dall11 al 9 per cento.

Nuovo record
per i depositi
delle banche
presso la Bce
FRANCOFORTE, 9. I depositi overnight delle banche presso la Banca centrale europea (Bce) hanno
toccato un nuovo massimo storico a 463,65 miliardi di euro, dopo
il record di 455 miliardi raggiunto
venerd. Permane quindi un clima
di forte sfiducia reciproca tra gli
istituti di credito, che preferiscono mettere in riserva il denaro
nelle casse di Francoforte piuttosto che prestarselo a vicenda. Il
rendimento garantito dalla Bce
infatti decisamente inferiore rispetto a quello ottenibile sul mercato interbancario.
Intanto, il membro del Consiglio della Bce, Luc Coene, in
unintervista a un quotidiano, ha
detto che le domande che riguardano la sopravvivenza delleurozona sono pura fantasia. vero che ha detto c ancora
incertezza sulla sopravvivenza
delleurozona; ma io credo che
resti unipotesi di pura fantasia.
Il Governatore della Banca di
Francia (Bdf) e membro della
Bce, Christian Noyer, ha dichiarato che da quando la Bce ha
realizzato la sua grande operazione di liquidit a tre anni, oltre
500 miliardi di euro, le aste dei
titoli dei debiti sovrani sono andate molto bene e quella del
Fondo europeo di stabilit finanziario anche. Annunciando che
listituto di Francoforte far a
febbraio una seconda operazione
di liquidit a tre anni per un valore che dipender dalla richiesta
delle banche, Noyer ha sottolineato che se necessario faremo
la stessa operazione. Nella situazione attuale, ha rilevato, consideriamo che possiamo sostenere
massicci rifinanziamenti alle banche senza rischi. Ora, ha aggiunto Noyer, mi aspetto che le
banche siano pi attive sul credito alleconomica, che siano veramente dinamiche sia nei prestiti
alle imprese che ai privati. Le
banche hanno la capacit di acquistare dei titoli dei debiti sovrani; un investimento sicuro che
garantisce profitti; non c alcun
motivo per le banche di essere timorate.

A Detroit lauto decolla

Una Mercedes 300 SL vintage in esposizione al salone dellauto (Afp)

GIOVANNI MARIA VIAN

don Pietro Migliasso S.D.B.

Carlo Di Cicco

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Antonio Chil

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DETROIT, 9. Il salone dellautomobile di Detroit si apre oggi nel segno dellottimismo. Infatti la citt dellauto sta vivendo una nuova
stagione molto positiva, che non si vedeva da
molto tempo. E ci ha portato alla creazione
di nuovi posti di lavoro. I tre colossi dellauto,
General Motors, Ford e Chrysler, che hanno
concentrato la produzione a Detroit per la
maggior parte del ventesimo secolo, avevano
visto diminuire le loro quote di mercato, profitti e forza lavoro dal 1970, interrotti solo da
occasionali rimbalzi del ciclo economico statunitense. Pochi mesi fa, rilevano gli osservatori,
qualcosa cambiato. Chrysler ha annunciato
un terzo turno nello stabilimento di assemblaggio su Jefferson Avenue, assumendo 1.100
persone per costruire il nuovo Suv Jeep Grand

Tariffe di abbonamento
Vaticano e Italia: semestrale 99; annuale 198
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Africa, Asia, America Latina: 450; $ 665
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Cherokee. Due anni prima, a met del 2009,


Chrysler e General Motors stavano per fallire,
salvate poi attraverso un massiccio intervento
finanziario del Governo. E ora, in occasione
dellannuale salone dellauto di Detroit, le case
automobilistiche si stanno sensibilmente riprendendo. Le vendite negli Stati Uniti sono
aumentate nel 2011 del 10,3 per cento a circa
12,8 milioni di veicoli. E un altro grande salto
di circa quattordici milioni di unit previsto
per questanno. Nel frattempo, come segnala
lagenzia di stampa Reuters, Volkswagen ha
fatto registrare una notevole incremento nelle
vendite: si stima che nel corso del 2011 sono
stati venduti pi di otto milioni di veicoli, vale
a dire il quattordici per cento in pi rispetto
al 2010.

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luned-marted 9-10 gennaio 2012

LOSSERVATORE ROMANO

La Lega araba
condanna
le violenze
in Siria

Il capo dello Stato sostiene che i fondamentalisti di Boko Haram hanno appoggi nelle istituzioni

DAMASCO, 9. La Lega araba si


appellata al regime siriano e
allopposizione affinch pongano
fine alle violenze, ma ha evitato di
chiedere
linvio
di
esperti
dellOnu per rafforzare la propria
missione di osservatori. quanto
emerge dai documenti ufficiali resi
noti al termine della riunione al
Cairo dei ministri degli Esteri della Lega araba.
In una dichiarazione, il Comitato ministeriale si appellato al
Governo siriano e a tutti i gruppi
armati affinch fermino immediatamente tutti gli atti di violenza.
Circa lOnu, nella dichiarazione
emessa dal Comitato ministeriale
non si parla di esperti ma solo del
fatto che il segretario generale della Lega araba continuer a coordinarsi con il segretario generale
delle Nazioni Unite per aumentare le capacit tecniche della commissione di monitoraggio. Nella
nota si criticano Governo e gruppi
militari per non aver rispettato il
piano di pace proposto dalla Lega
araba e si chiede la massima collaborazione con la missione degli
osservatori.
Intanto proseguono le violenze
in tutto il Paese. Undici soldati siriani sono stati uccisi ieri mattina
nella provincia meridionale di Daraa, vicino al confine con la Giordania, durante uno scontro con
un gruppo di militari che avevano
defezionato. A riferirlo lO sservatorio siriano per i diritti umani
(organizzazione che raccoglie diversi gruppi di attivisti). Altri
venti soldati sono rimasti feriti
nello scontro, mentre nove militari
hanno scelto di passare nel campo
dei ribelli ha reso noto il gruppo
con sede a Londra.

Si temono altri disordini in Nigeria

Il luogo di un recente attentato nel nord del Paese (Afp)

ABUJA, 9. Alla vigilia dello sciopero generale contro laumento del prezzo del carburante dopo il
taglio delle sovvenzioni statali, il presidente della
Nigeria, Goodluck Jonathan, ha accusato elementi interni allapparato statale di appoggiare e
coprire i fondamentalisti islamici del gruppo dei
Boko Haram che, da Natale, hanno massacrato
nel Paese africano pi di ottanta persone.
Dopo che la setta fondamentalista islamista ha
moltiplicato gli attacchi contro i cristiani nel nord
del Paese, il presidente ha senza mezzi termini affermato che alcuni complici di Boko Haram sono allinterno dellapparato dello Stato, alcuni sono in Parlamento, altri operano nel sistema giudiziario, altri ancora nelle forze armate, nella poli-

Anche la rete Haqqani sarebbe coinvolta

Febbre del dialogo


in Afghanistan
KABUL, 9. La parola dialogo in Afghanistan si sta sempre pi affermando: si registra, infatti, unestensione di questo strumento con
lobiettivo di raggiungere, in un
Paese sempre segnato dalla violenza, la tanto agognata riconciliazione
nazionale. E dunque arriva la notizia, rilanciata da vari organi di
stampa, che gli Stati Uniti avrebbero concesso il loro accordo a una
partecipazione al dialogo anche alla
pi che temibile rete Haqqani. In
particolare, d rilievo a questo elemento lExpresse Tribune di
Islamabad. In un articolo in cui si
segnalano nuovi contatti fra la diplomazia statunitense e pakistana, il
giornale, che cita fonti governative,
afferma che Washington ha consultato Islamabad sui suoi pogetti
diretti a favorire lapertura di una
rappresentanza politica dei talebani
in Qatar. Un alto ufficiale pakistano, sostiene larticolo, ha dichiarato che lAmministrazione Obama
non solo ha certificato il consenso
del Pakistan sullidea dellufficio talebano, ma ha anche dato il via libera per permettere al pi letale
gruppo di insorti, la rete Haqqani,
di essere parte del processo di riconciliazione. Come sottolineano
gli analisti politici, questo nuovo
scenario va preso con tutte le riserve del caso, considerando anzitutto
il fatto che il territorio afghano
continua a essere scosso dalle violenze, perpetrate dagli stessi soggetti che si sostiene possano sedere al
tavolo delle trattative.
Nello stesso tempo non si pu
non porre laccento sul fatto che rispetto a qualche mese fa la situazione cambiata. Prima, infatti, i
talebani apparivano determinati a
respingere ogni invito al dialogo.
Ora, tra conferme e smentite, la situazione sembra contemplare la
possibilit che i guerriglieri si aprano a qualche forma di trattativa. E
ci, evidenziano gli osservatori, rappresenterebbe un significativo progresso per la stabilit dellAfghanistan e per gli equilibri dellintera
regione.
Alla base di tutto vi la consapevolezza che senza un coinvolgimento dei talebani nella ricostruzione
afghana, il processo di riconciliazione non avrebbe fiato lungo. Ne
ben consapevole il presidente
Hamid Karzai, che da tempo sta
tentando di far sedere i miliziani al

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tavolo delle trattative. Le offerte di


dialogo, formulate dal capo dello
Stato, finora sono state sempre respinte al mittente: tanto che proprio recentemente Karzai aveva deciso di chiudere la porta a ogni altro tentativo diplomatico. Salvo poi
ripensarci, anche alla luce, rilevano
gli analisti, della posizione degli
Stati Uniti, non intenzionati a scartare del tutto la carta del negoziato.
In questo senso stato chiaro il segretario di Stato, Hillary Clinton,
che, pur con la dovuta prudenza e
circospezione, ha invitato Kabul a
non rigettare lopzione diplomatica,
visto che lazione militare non
lunica soluzione a una crisi che si
trascina da tempo. Ed proprio
sulla base di questa consapevolezza
che la comunit occidentale vede
con favore laccordo preliminare
raggiunto recentemente dai talebani
(come da loro stessi confermato)
per la creazione di un ufficio di
rappresentanza in Qatar. E sembra
che anche il mullah Omar, secondo
fonti di stampa, sarebbe disponibile
a sostenere un dialogo.

zia e nei servizi di sicurezza. Parlando nel corso


di una cerimonia religiosa, Jonathan ha cos lasciato intravvedere una dimensione pi politica
delle violenze. La situazione che dobbiamo
fronteggiare ha affermato il capo dello Stato
peggiore della guerra civile degli anni 60,
quando nella guerra di secessione del Biafra
(1967-1970) si ebbero pi di un milione di morti.
Allora, ha spiegato, si poteva sapere e anche
prevedere da dove arrivava il nemico, ora, invece,
la sfida pi complessa. Le dichiarazioni del
presidente si allineano con linquietudine e i timori espressi da pi parti per una recrudescenza
delle violenze, che sembrano, infatti, destinate a
proseguire.

Relazioni
fra Tripoli
e Khartoum
TRIPOLI, 9. Il presidente sudanese, Omar El Bashir, ha usato la
sua prima visita nella Libia del
dopo Gheddafi per puntare il dito
contro il regime del colonnello
non solo per le sofferenze inflitte
ai libici ma anche al Sudan. Il
presidente El Bashir ricercato
dalla Corte penale internazionale
per genocidio e crimini contro
lumanit nel Darfur ha promesso di aprire un nuova pagina con
la Libia e ha rivendicato di aver
inviato armi al Consiglio nazionale di transizione che combatteva
contro Gheddafi. Gi lo scorso
novembre il presidente del Cnt,
Mustapha Abdel Jalil, si era recato in visita a Khartoum. Intanto,
si aperto lanno scolastico per i
bambini e i ragazzi libici. La
guerra ha fatto slittare linizio delle lezioni di alcuni mesi lanno
scolastico, infatti, sarebbe dovuto
cominciare a settembre e solo
sabato sono tornati a scuola
1.200.000 studenti. La difficolt
ora sar trovare un consenso generale su una nuova versione della
storia e della cultura libica tra le
varie componenti della societ.

Dai sanguinosi assalti alle chiese, che il giorno


di Natale avevano causato almeno quarantanove
morti, sei nuovi attacchi in maggioranza rivendicati dai fondamentalisti islamici di Boko Haram
hanno ucciso altre decine di cristiani. Stragi, rilevano gli analisti, contro le quali nulla ha potuto
lo stato demergenza decretato il 31 dicembre da
Jonathan in alcuni Stati del nord, n il coprifuoco imposto due giorni fa nellAdamawa, un altro
Stato del nordest del Paese, dalle autorit locali.
I massacri avvengono, tra laltro, mentre in tutta
la Nigeria le tensioni sociali sono sempre pi pesanti, in seguito allaumento del prezzo della benzina, raddoppiato dallinizio dellanno.

GINEVRA, 9. Si sono rivelate infondate le notizie provenienti dal


Sud Sudan che parlavano di oltre
3.000 persone uccise nelle violenze interetniche nella regione di
Pibor, nello Stato di Jonglei. Lo
ha detto ieri Hilde Johnson, rappresentante speciale delle Nazioni
Unite nel Sud Sudan.
In una escalation di violenze,
una milizia armata della trib dei
Nuer ha attaccato la settimana
scorsa la zona di Pibor, rifugio
delletnia dei Murle, perch accusati di rapimenti e furto di bestiame. Joshua Konyi, commissario
della regione di Pibor e anchesso
di etnia Murle, aveva reso noto alla stampa che 3.141 persone, in
maggioranza donne e bambini,
erano state uccise in quellattacco.
Il bilancio non era stato confermato n dalle Nazioni Unite, n
dallesercito del Sud Sudan. Ancora precisano le agenzie di
stampa internazionali non si conosce il bilancio ufficiale dellassalto, ma Johnson, dopo una visita nella regione, ha detto che i caschi blu dellOnu hanno difeso i
civili che abitano nei due principali centri abitati della regione,
Pibor e Lekongele.
Il rappresentante speciale delle
Nazioni Unite ha per dichiarato
che circa un terzo delle abitazioni
sono state incendiate e che oltre
60.000 persone hanno urgente bisogno di aiuto. Proprio per questo, gi stata lanciata una vasta
operazione umanitaria di emergenza per fornire unassistenza
immediata e adeguata alle comunit colpite dalle recenti violenze
interetniche. Lo ha confermato da
Ginevra un comunicato del portavoce dellUfficio dellOnu per il
coordinamento degli Affari umanitari, Elysabeth Byrs.

Per colloqui sul disarmo nucleare del regime di Pyongyang

Il presidente sudcoreano in Cina


PECHINO, 9. Il presidente sudcoreano, Lee Myung Bak, arrivato in
visita per tre giorni in Cina per colloqui incentrati sulla situazione nella Corea del Nord dopo lavvento
del nuovo leader, Kim Jong Un.
Lee avr oggi colloqui con il presidente cinese, Hu Jintao, con il premier Wen Jiabao, e con il presidente
del Parlamento, Wu Bangguo. Della
delegazione di Seoul fa parte anche
Lim Sung Nam, linviato speciale
sudcoreano ai colloqui a sei sul programma nucleare del regime comunista nordcoreano, che incontrer la
sua controparte di Pechino. La Cina, unico Paese ad avere stretti rapporti con la Corea del Nord, condivide con Seoul lobiettivo di far ripartire i negoziati a cui partecipa,
assieme alle due Coree, gli Stati
Uniti, la Russia e il Giappone.
Secondo quanto riportato in un
comunicato ufficiale del ministero
degli Esteri cinese, il premier cinese
e quello sudcoreano discuteranno
delle relazioni tra i due Paesi cos
come della situazione nella regione
e in particolare delle questioni di
comune interesse, come la Corea del
Nord. La visita rientra nella ricorrenza del ventesimo anniversario

Il cargo arenato da ottobre sulla barriera corallina si spezzato per le mareggiate

Allarme ambientale in Nuova Zelanda


WELLINGTON, 9. Allarme ambientale in Nuova Zelanda dopo che la
nave cargo Rena, incagliata dallo
scorso ottobre su una barriera corallina al largo delle coste di Wellington, si spezzata ieri in due a
causa delle forti mareggiate, lasciando cadere in mare i circa 1.000
container pieni di carburante che
aveva ancora a bordo. Lo hanno reso noto allagenzia Ansa le autorit
marittime neozelandesi. I due tronconi del cargo si sono allontanati di
circa trenta metri luno dallaltro,
dopo essere stati staccati da onde
alte sei metri. La guardia costiera
subito intervenuta per recuperare
quanto resta del carburante (circa
60 tonnellate) e mettere in sicurezza i relitti. Il cargo, dalla stazza di
47.230 tonnellate e battente bandiera liberiana, si era arenato sulla barriera corallina Astrolabe, famosa
per il suo patrimonio faunistico, il 5
ottobre scorso.

Le Nazioni Unite
smentiscono
la strage
in Sud Sudan

Il cargo spezzato in due (Ansa)

delle relazioni diplomatiche sino-coreane e segna linizio dellanno di


amichevoli scambi bilaterali. La
Cina ha detto il portavoce del ministero degli Esteri di Pechino,
Hong Lei pone molta importanza
alla visita del presidente Lee Myung
Bak e spera che questa visita possa
ancora di pi stringere la fiducia reciproca politica, cos come gli scambi e la cooperazione fra i due Paesi
e la partnership strategica bilaterale. Questa cominciata oggi la seconda visita di Stato in Cina di Lee
Myung Bak da quando divenuto
presidente sudcoreano nel 2008.
La settimana scorsa, lassistente
segretario di Stato americano, Kurt
Campbell, ha incontrato esponenti
sudcoreani e cinesi, chiedendo a Pechino di usare la sua influenza perch la Corea del Nord eviti provocazioni militari nella delicata fase di
transizione del potere, dopo la morte del caro leader Kim Jong Il il
mese scorso. Pechino ha pubblicamente sostenuto la nuova leadership
del figlio, Kim Jong Un.
Nel frattempo, un genio dei geni in campo militare. Cos stato
celebrato ieri dal regime comunista
di Pyongyang il nuovo leader Kim

Sisma
nelle Isole
Salomone
HONIARA, 9. Una forte scossa di
terremoto di magnitudo 6,6 sulla
scala Richter stata registrata oggi
nelle Isole Salomone, nazione insulare nelloceano Pacifico meridionale, a est di Papua Nuova Guinea.
Lepicentro del forte sisma informano le agenzie di stampa internazionali stato localizzato vicino
allarcipelago delle isole di Santa
Cruz. Lo ha reso noto listituto
americano di geofisica Usgs, che per non ha lanciato alcun allerta tsunami. Il terremoto avvenuto alle
15 ora locale (le 5 di mattina in Italia) a una profondit di trentotto
chilometri, circa 350 chilometri a est
di Kira Kira, la principale citt
dellisola pi grande delle Salomone, Makira. Non sono state segnalate vittime o feriti gravi. Gran parte
dei residenti hanno per trascorso la
notte allaperto, nel timore di nuove
scosse.

Jong Un, nel giorno del suo compleanno nato l8 gennaio di un


anno non precisato (ma dovrebbe
avere tra i 28 e i 30 anni) con un
documentario trasmesso dalla televisione di Stato che ne ha esaltato le
qualit di condottiero. E la macchina della propaganda in piena attivit: se vero che la morte del caro
leader lo scorso 17 dicembre per un
attacco cardiaco, stando a quello
che si sa, stato un evento inatteso
quanto sofferto con un intero popolo ritratto in lacrime, disperato,
Pyongyang ha subito dato il via alla
costruzione del culto della personalit per il grande successore.

Per Suu Kyi


pronto un incarico
di governo
nel Myanmar
NAYPYIDAW, 9. Dagli arresti domiciliari a un pi che probabile
ruolo nel Governo del Myanmar.
Aung San Suu Kyi, premio Nobel per la pace 1991 e leader della
Lega nazionale per la democrazia
(Lnd, il principale partito dellopposizione), sembra finalmente
riscuotere il conto dei tanti anni
trascorsi in detenzione.
Secondo quanto dichiarato
allAfp da Nay Zin Latt, consigliere della presidenza del Paese
asiatico, Aung San Suu Kyi potrebbe avere, infatti, un posto
nellalta amministrazione pubblica o anche nellEsecutivo se riuscir a conquistare un seggio alle
legislative parziali dell1 aprile
prossimo. Il premio Nobel per la
pace precisa lagenzia Ansa
sar candidata nella circoscrizione di Kawhmuu, vicino alla vecchia capitale Yangoon. Lo ha
confermato ai giornalisti il portavoce del Lega nazionale per la
democrazia, Nyan Win. Il voto
del primo aprile dovr assegnare
un totale di quarantotto seggi (di
cui quaranta alla Camera bassa,
sei alla Camera alta e due nelle
assemblee regionali) per rimpiazzare le personalit elette nel 2010
che sono state nominate ministri
o viceministri. Il presidente del
Myanmar, Thein Sein, ha garantito che le prossime elezioni saranno libere e giuste.

pagina 4

LOSSERVATORE ROMANO

luned-marted 9-10 gennaio 2012

luned-marted 9-10 gennaio 2012

pagina 5

Nelludienza al corpo diplomatico il Papa denuncia la tragedia dei cristiani uccisi e privati dei diritti fondamentali in molti Paesi

Rispetto della vita e della libert religiosa


La crisi impone di riflettere sulla dimensione etica dellesistenza ancora prima che sui meccanismi economici
Apertura alla vita, difesa della
famiglia, rispetto della libert religiosa:
sono i capisaldi dellopera educativa
indicata dal Papa ai membri del corpo
diplomatico accreditato presso la Santa
Sede durante la tradizionale udienza di
inizio anno svoltasi questa mattina,
luned 9 gennaio, nella Sala Regia.
Excellences,
Mesdames et Messieurs,
Il mest toujours particulirement
agrable de pouvoir vous accueillir,
distingus Membres du Corps diplomatique accrdits prs le Saint-Sige, dans le cadre splendide de cette
salle royale, pour vous formuler personnellement des vux fervents
pour lanne qui commence. Je remercie tout dabord votre Doyen,
lAmbassadeur Alejandro Valladares
Lanza, ainsi que le vice Doyen,
lAmbassadeur Jean-Claude Michel,
pour les paroles dfrentes par lesquelles ils se sont fait les interprtes
de vos sentiments et je salue de manire spciale tous ceux qui participent pour la premire fois notre
rencontre. travers vous, mes souhaits stendent toutes les Nations
que vous reprsentez, avec lesquelles
le Saint-Sige maintient des relations
diplomatiques. Cest une joie pour
nous que la Malaisie ait rejoint cette
communaut au cours de lanne
dernire. Le dialogue que vous entretenez avec le Saint-Sige favorise
le partage dimpressions et dinformations, de mme que la collaboration dans des domaines de caractre
bilatral ou multilatral qui sont
dun intrt particulier. Votre prsence aujourdhui rappelle limportante
contribution de lglise vos socits, dans des secteurs tels que lducation, la sant et lassistance. Signes
de la coopration entre lglise catholique et les Etats sont les Accords qui ont t passs en 2011 avec
lAzerbadjan, le Montngro et le
Mozambique. Le premier a dj t
ratifi; je souhaite quil en aille de
mme rapidement pour les deux autres et que lon parvienne la conclusion de ceux qui sont en cours de
ngociation. De mme, le Saint-Sige dsire tisser un dialogue fructueux avec les Organisations internationales et rgionales et, dans cette perspective, je relve avec satisfaction que les pays membres de lAssociation des Nations de lAsie du
Sud-Est (A.S.E.A.N.) ont accueilli la
nomination dun Nonce Apostolique
accrdit prs de cette organisation.
Je ne peux omettre de mentionner
que, au mois de dcembre dernier, le
Saint-Sige a renforc sa longue collaboration avec lOrganisation Internationale pour les Migrations, en en
devenant membre part entire. Il
sagit l dun tmoignage de lengagement du Saint-Sige et de lglise
catholique aux cts de la communaut internationale, dans la recherche de solutions adquates ce phnomne qui prsente de multiples
aspects, de la protection de la dignit des personnes au souci du bien
commun des communauts qui les
reoivent et de celles dont elles proviennent.
Au cours de lanne qui vient de
sachever jai rencontr personnellement de nombreux Chefs dtat et
de Gouvernement, comme aussi des
reprsentants minents de vos
nations qui ont particip la crmonie de la Batification de mon
trs aim Prdcesseur, le Pape JeanPaul II. Des Reprsentants de vos
pays ont aussi t aimablement prsents loccasion du soixantime anniversaire de mon Ordination sacerdotale. eux tous, comme ceux
que jai rencontrs dans mes voyages
apostoliques en Croatie, SaintMarin, en Espagne, en Allemagne et
au Bnin, je renouvelle ma gratitude
pour la dlicatesse quils mont manifeste. En outre, jadresse une
pense particulire aux pays de
lAmrique Latine et des Carabes
qui, en 2011, ont ft le bicentenaire
de leur indpendance. Le 12 dcembre dernier, ils ont voulu souligner
leur lien avec lglise catholique et
avec le successeur du Prince des
Aptres, en participant, avec des reprsentants minents de la communaut ecclsiale et des autorits institutionnelles, la clbration solennelle dans la Basilique Saint-Pierre,
au cours de laquelle jai annonc
mon intention de me rendre prochainement au Mexique et Cuba. Je
dsire enfin saluer le Sud-Soudan
qui, en juillet dernier, sest constitu
en tant qutat souverain. Je me flicite que ce pas ait t accompli pacifiquement. Hlas, tensions et affrontements se sont succd ces derniers
mois et je souhaite que tous unissent

leurs efforts afin que, pour les populations du Soudan et du Sud-Soudan, souvre enfin une priode de
paix, de libert et de dveloppement.
Mesdames et Messieurs les Ambassadeurs,
La rencontre daujourdhui se droule traditionnellement la fin des
festivits de Nol, o lglise clbre
la venue du Sauveur. Il vient dans
lobscurit de la nuit, et pourtant sa
prsence est immdiatement source
de lumire et de joie (cf. Lc 2, 9-10).
Vraiment, le monde est sombre, l
o il nest pas clair par la lumire
divine! Vraiment le monde est obscur, l o lhomme ne reconnat
plus son lien avec le Crateur et,
ainsi, met galement en danger ses
relations avec les autres cratures et
avec la cration elle-mme. Le moment actuel est malheureusement
marqu par un profond malaise et
les diverses crises: conomiques, politiques et sociales, en sont une expression dramatique.
ce sujet, je ne peux pas ne pas
mentionner, avant tout, les dveloppements graves et proccupants de
la crise conomique et financire
mondiale. Celle-ci na pas frapp
seulement les familles et les entreprises des pays conomiquement plus
avancs, o elle a trouv son origine,
crant une situation dans laquelle
beaucoup, surtout parmi les jeunes,
se sont sentis dsorients et frustrs
dans leurs aspirations dun avenir serein, mais elle a aussi profondment
marqu la vie des pays en voie de
dveloppement. Nous ne devons pas
nous dcourager mais retracer rsolument notre chemin, avec de nouvelles formes dengagement. La crise
peut et doit tre un aiguillon pour
rflchir sur lexistence humaine et
sur limportance de sa dimension
thique, avant mme de le faire sur
les mcanismes qui gouvernent la vie
conomique: non seulement pour
chercher endiguer les pertes individuelles ou celles des conomies nationales, mais pour nous donner de
nouvelles rgles qui assurent tous
la possibilit de vivre dignement et
de dvelopper leurs capacits au bnfice de la communaut dans son
ensemble.
Je dsire ensuite rappeler que les
effets de lactuel moment dincertitude touchent particulirement les jeunes. De leur malaise sont ns les ferments qui, les mois derniers, ont investi, parfois durement, diverses rgions. Je me rfre tout dabord
lAfrique du Nord et au MoyenOrient, o les jeunes, qui souffrent

entre autres de la pauvret et du


chmage et craignent labsence de
perspectives assures, ont lanc ce
qui est devenu un vaste mouvement
de revendication de rformes et de
participation plus active la vie politique et sociale. Il est difficile actuellement de tracer un bilan dfinitif des rcents vnements et den
comprendre pleinement les consquences pour les quilibres de la Rgion. Loptimisme initial a cependant cd le pas la reconnaissance
des difficults de ce moment de
transition et de changement, et il me
semble vident que la voie adquate
pour continuer le chemin entrepris
passe par la reconnaissance de la dignit inalinable de toute personne
humaine et de ses droits fondamentaux. Le respect de la personne doit
tre au centre des institutions et des
lois, il doit conduire la fin de toute
violence et prvenir le risque que
lattention due aux demandes des citoyens et la ncessaire solidarit sociale se transforment en simples instruments pour garder ou conqurir
le pouvoir. Jinvite la communaut
internationale dialoguer avec les
acteurs des processus en cours, dans
le respect des peuples et en tant
consciente que la construction de socits stables et rconcilies, opposes toute discrimination injuste,
en particulier dordre religieux, constitue un horizon plus vaste et plus
lointain que celui des chances
lectorales. Jprouve une grande
proccupation pour les populations
des pays dans lesquels se poursuivent tensions et violences, en particulier la Syrie, o je souhaite une rapide fin des effusions de sang et le
commencement dun dialogue fructueux entre les acteurs politiques, favoris par la prsence dobservateurs
indpendants. En Terre Sainte, o
les tensions entre Palestiniens et
Israliens ont des rpercussions sur
les quilibres de tout le MoyenOrient, il faut que les responsables
de ces deux peuples adoptent des
dcisions courageuses et clairvoyantes en faveur de la paix. Jai appris
avec plaisir que, suite une initiative
du Royaume de Jordanie, le dialogue a repris; je souhaite quil se
poursuive afin que lon parvienne
une paix durable, qui garantisse le
droit des deux peuples vivre en scurit dans des tats souverains et
lintrieur de frontires sres et internationalement reconnues. La Communaut internationale, de son ct,
doit stimuler sa propre crativit et
les initiatives de promotion de ce
processus de paix, dans le respect
des droits de chaque partie. Je suis

aussi avec grande attention les dveloppements en Irak, dplorant les


attentats qui ont caus encore rcemment la perte de nombreuses
vies humaines, et jencourage ses
Autorits poursuivre avec fermet
sur le chemin dune pleine rconciliation nationale.
Le bienheureux Jean-Paul II rappelait que la voie de la paix est
aussi la voie des jeunes1, puisque
ceux-ci sont la jeunesse des nations
et des socits, la jeunesse de toute
famille et celle de lhumanit entire2. Les jeunes, donc, nous poussent considrer srieusement leurs
demandes de vrit, de justice et de
paix. Par consquent cest eux que
jai dedi le Message annuel pour la
clbration de la Journe Mondiale
de la Paix, intitul duquer les jeunes
la justice et la paix. Lducation
est un thme crucial pour toutes les
gnrations, puisque delle dpend
aussi bien le sain dveloppement de
chaque personne que lavenir de
toute la socit. Cest pourquoi elle
reprsente une tche de premire importance en un temps difficile et dlicat. Outre un objectif clair, comme
est celui de conduire les jeunes
une connaissance pleine de la ralit
et donc de la vrit, lducation a
besoin de lieux. Parmi ceux-ci figure
en premier la famille, fonde sur le
mariage dun homme avec une femme. Il ne sagit pas dune simple
convention sociale, mais bien de la
cellule fondamentale de toute socit. Par consquent, les politiques qui
portent atteinte la famille menacent la dignit humaine et lavenir
mme de lhumanit. Le cadre familial est fondamental dans le parcours
ducatif et pour le dveloppement
mme des individus et des tats; en
consquence il faut des politiques
qui le valorisent et qui aident la
cohsion sociale et au dialogue.
Cest dans la famille que lon souvre
au monde et la vie et, comme jai
eu loccasion de le rappeler au cours
de mon voyage en Croatie, louverture la vie est un signe de louverture lavenir3. Dans ce contexte
de louverture la vie, jaccueille
donc avec satisfaction la rcente sentence de la Cour de Justice de
lUnion europenne, qui interdit de
breveter les processus relatifs aux
cellules staminales embryonnaires
humaines, comme aussi la Rsolution de lAssemble parlementaire
du Conseil de lEurope, qui condamne la slection prnatale en
fonction du sexe.
Plus gnralement, en regardant
surtout le monde occidental, je suis

convaincu que sopposent lducation des jeunes et par consquent


lavenir de lhumanit, les mesures
lgislatives qui non seulement permettent, mais parfois mme favorisent lavortement, pour des motifs
de convenance ou des raisons mdicales discutables.
Continuant notre rflexion, un rle tout autant essentiel pour le dveloppement de la personne est rempli
par les institutions ducatives: elles
sont les premires instances collaborer avec la famille et elles ont du
mal accomplir leur tche propre si
vient manquer une harmonie dobjectifs avec la ralit familiale. Il faut
mettre en uvre des politiques de
formation afin que lducation scolaire soit accessible tous et quen
plus de promouvoir le dveloppement cognitif de la personne, elle
prenne soin de la croissance harmonieuse de la personnalit, y compris
son ouverture au Transcendant.
Lglise catholique a toujours t
particulirement active dans le domaine des institutions scolaires et
acadmiques, remplissant une uvre
apprcie ct de celle des institutions tatiques. Je souhaite donc que
cette contribution soit reconnue et
valorise aussi par les lgislations nationales.
Dans cette perspective on comprend bien quune uvre ducative
efficace requiert galement le respect
de la libert religieuse. Celle-ci est caractrise par une dimension individuelle, ainsi que par une dimension
collective et une dimension institutionnelle. Il sagit du premier des
droits de lhomme, parce quelle exprime la ralit la plus fondamentale
de la personne. Trop souvent, pour
des motifs divers, ce droit est encore
limit ou bafou. Je ne puis voquer
ce thme sans commencer par saluer
la mmoire du Ministre pakistanais
Shahbaz Bhatti, dont linfatigable
combat pour les droits des minorits
sest achev par une mort tragique.
Il ne sagit pas, malheureusement,
dun cas unique. Dans de nombreux
pays les chrtiens sont privs des
droits fondamentaux et mis en marge de la vie publique; dans dautres
ils souffrent des attaques violentes
contre leurs glises et leurs habitations. Parfois, ils sont contraints
abandonner des pays quils ont contribu difier, cause des tensions
continuelles et de politiques qui frquemment les relguent comme
spectateurs secondaires de la vie nationale. Dans dautres parties du
monde, on trouve des politiques
orientes marginaliser le rle de la

religion dans la vie sociale, comme


si elle tait cause dintolrance, plutt que contribution apprciable
dans lducation au respect de la dignit humaine, la justice et la
paix. Le terrorisme motiv religieusement a fauch lan pass galement de nombreuses victimes, surtout en Asie et en Afrique, et cest
pourquoi, comme je lai rappel
Assise, les responsables religieux
doivent rpter avec force et fermet
que telle nest pas la vraie nature
de la religion. Cest au contraire son
antithse, qui contribue sa destruction4. La religion ne peut tre utilise comme prtexte pour mettre de
ct les rgles de la justice et du
droit en faveur du bien quelle
poursuit. Dans cette perspective, je
suis fier de rappeler, comme je lai
fait dans mon pays natal, que pour
les Pres constituants de lAllemagne
la vision chrtienne de lhomme a
t la vraie force inspiratrice, comme, du reste, elle la t pour les Pres fondateurs de lEurope unie. Je
voudrais mentionner aussi des signes
encourageants dans le domaine de la
libert religieuse. Je me rfre la
modification lgislative grce laquelle la personnalit juridique publique des minorits religieuses a t
reconnue en Gorgie; je pense aussi
la sentence de la Cour europenne
des droits de lhomme en faveur de
la prsence du Crucifix dans les salles de classes italiennes. Et justement
je dsire adresser lItalie une
pense particulire, en conclusion du
cent cinquantime anniversaire de
son unification politique. Les relations entre le Saint-Sige et ltat
italien ont travers des moments difficiles aprs lunification. Au cours
du temps, cependant, la concorde et
la volont rciproque de cooprer
ont prvalu, chacun dans son domaine propre, pour favoriser le bien
commun. Je souhaite que lItalie
continue promouvoir une relation
quilibre entre lglise et ltat,
constituant ainsi un exemple, auquel
les autres nations puissent se rfrer
avec respect et intrt.
Sur le continent africain, que jai
visit de nouveau en me rendant rcemment au Bnin, il est essentiel
que la collaboration entre les communauts chrtiennes et les Gouvernements aide parcourir un chemin
de justice, de paix et de rconciliation, o les membres de toutes les
ethnies et de toutes les religions
soient respects. Il est douloureux
de constater que, dans divers pays
de ce continent, ce but est encore
lointain. Je pense en particulier la

I saluti del decano e del vice-decano

Un anno cruciale per il futuro dellumanit


Allinizio dellincontro, il decano del
corpo diplomatico accreditato presso la
Santa Sede, lambasciatore di Honduras Alejandro Emilio Valladares
Lanza, ha rivolto al Pontefice un saluto, che pubblichiamo in una nostra traduzione dallo spagnolo, introducendo
anche le parole del vice-decano, JeanClaude Michel, ambasciatore del Principato di Monaco.
Santit,
in questo momento sono intorno a
noi centinaia di persone e tutti avremo lonore di scambiare i saluti con
Vostra Santit. Possiamo dire che
formiamo una grande famiglia proveniente da tutti i continenti e che
parliamo diverse lingue. Riteniamo
che ormai ora di fare alcuni cambiamenti. Pertanto in questa occasione delego al vice-decano, sua Eccellenza Jean Claude Michel, la lettura
del saluto per lo scambio di auguri.
Santit, condividiamo il suo desiderio che la pace di Cristo regni nei
nostri cuori, nelle famiglie e in tutti
i popoli. Dio si oppone a ogni violenza. Grazie.
Ecco una nostra traduzione italiana
dal francese del saluto pronunciato successivamente dallambasciatore vice-decano.
Santo Padre,
al termine di un anno che, per i
suoi numerosi sconvolgimenti politici, economici e finanziari, potrebbe
dimostrarsi cruciale per il futuro
dellumanit, comunque pieno di
speranza che mi permetto umilmente, a nome del corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede, a cui

presto si unir la Malaysia, di porgerle, Santit, i nostri pi sinceri auguri di prosperit per la sua persona
e per il proseguimento della sua missione apostolica.
Fra la desolazione delle popolazioni tanto duramente colpite dai
flagelli naturali e laspirazione a una
maggiore libert di numerosi popoli,
la vocazione di tutti e di ognuno a
vivere in armonia con i propri simili
e con il proprio ambiente resta la legittima e principale preoccupazione
dei credenti e dei non credenti.
Eppure lanno che si appena
concluso ci ha portato, come quelli
che lhanno preceduto, il suo strascico di drammi e di miserie umane.
I conflitti e linstabilit politica
hanno provocato considerevoli e incontrollabili spostamenti di milioni
di uomini, donne e bambini. Alcuni,
fuggendo dai loro Paesi, privati di
tutto da individui senza scrupoli, stipati in imbarcazioni di fortuna, hanno preso il largo per pericolose traversate che per alcuni, purtroppo,
sono state le ultime. Altri, perseguitati, hanno cercato rifugio in immensi campi allestiti in fretta, dove troppo presto hanno imperversato le privazioni, poi la carestia e la malattia.
Oggi ho lopportunit di rendere
omaggio, a nome di tutti i miei colleghi, ai governi e alle organizzazioni umanitarie per le azioni che hanno condotto, nonostante i pericoli e
le difficolt di ogni sorta, allo scopo
di alleviare e di restituire un po di
dignit a questa immensa folla di
sventurati abbandonata a se stessa.
Tengo qui a sottolineare il ruolo importante che la Santa Sede, divenuta
membro dellOrganizzazione Inter-

nazionale per le Migrazioni, ha svolto in queste operazioni di salvataggio senza precedenti.


Dio ode e risponde alle grida
degli uomini. Le violenze e lodio
portano sempre al fallimento.
Mi sia permesso di ringraziare il
Successore di Pietro per la sollecitudine e le suppliche felicemente esaudite, affinch gli elementi scatenati si
quietino e, messe a tacere le armi, gli
uomini avviino un dialogo costruttivo sul cammino della riconciliazione
e della concordia.
In piena estate un evento, carico
di gioia e di speranza, venuto a
colmare il cuore dei credenti, e soprattutto dei cattolici di tutto il
mondo: la celebrazione della ventiseiesima Giornata mondiale della
giovent a Madrid. Che felicit vedere quei giovani provenienti dai
quattro orizzonti, felici di sentir dire
che il Signore per loro e per lintera societ un messaggero di amore e
di pace. Giovani, fiduciosi nel futuro, pronti a irradiare il loro entusiasmo e il loro dinamismo al servizio
del prossimo.
Come non ricordare anche lincontro pieno di speranza che, dalla
profetica iniziativa del beato Giovanni Paolo II, si svolge ad Assisi?
Giornata di riflessione, di dialogo e
di preghiera per la pace e la giustizia nel mondo.
Il 27 ottobre scorso, ha riunito
non solo i rappresentanti di tutte le
religioni, ma anche gli uomini e le
donne di buona volont che hanno
celebrato, sotto la sua paterna benevolenza, Santit, larmonia spirituale
del genere umano.

recrudescence des violences qui touche le Nigeria, comme lont rappel


les attentats commis contre plusieurs
glises durant le temps de Nol, aux
squelles de la guerre civile en Cte
dIvoire, linstabilit persistante
dans la Rgion des Grands Lacs et
lurgence humanitaire dans les pays
de la Corne de lAfrique. Je demande, une fois encore, la Communaut internationale daider avec sollicitude trouver une solution la
crise qui perdure depuis des annes
en Somalie.
Enfin, je tiens souligner quune
ducation correctement comprise ne
peut que favoriser le respect de la
cration. On ne peut oublier les graves calamits naturelles qui, au cours
de 2011, ont touch diverses rgions
du Sud-Est asiatique et les dsastres
cologiques comme celui de la centrale nuclaire de Fukushima au Japon. La sauvegarde de lenvironnement, la synergie entre la lutte contre la pauvret et celle contre les
changements climatiques constituent
des domaines importants pour la
promotion du dveloppement humain intgral. Par consquent je
souhaite que, suite la XVIIe session
de la Confrence des tats Parties
la Convention de lONU sur les changements climatiques, qui sest conclue rcemment Durban, la Communaut internationale se prpare
la Confrence de lONU sur le dveloppement durable (Rio + 20)
comme une authentique famille des
nations et, donc, avec un grand
sens de la solidarit et de la responsabilit envers les gnrations
prsentes et celles du futur.
Excellences, Mesdames et Messieurs,
La naissance du Prince de la paix
nous enseigne que la vie ne finit pas
dans le nant, que son destin nest
pas la corruption, mais limmortalit.
Le Christ est venu pour que les
hommes aient la vie et laient en
abondance (cf. Jn 10, 10). Cest
seulement lorsque lavenir est assur
en tant que ralit positive que le
prsent devient aussi vivable5. Anim par la certitude de la foi, le
Saint-Sige continue donner sa
propre contribution la Communaut internationale, selon cette
double intention que le Concile Vatican II dont le cinquantime anniversaire a lieu cette anne a clairement dfinie: proclamer la grandeur suprme de la vocation de
lhomme et la prsence en lui dun
germe divin, et offrir lhumanit
une coopration sincre, qui instaure
la fraternit universelle qui correspond cette vocation6. Dans cet esprit, je vous renouvelle tous, aux
membres de vos familles et vos
collaborateurs mes vux les plus
cordiaux pour la nouvelle anne.
Merci pour votre attention.
1 Jean-Paul II, Lettre apostolique Dilecti amici, 31 mars 1985, n. 15.
2 Ibidem, n. 1.
3 Homlie de la Messe loccasion de
la Journe nationale des familles catholiques croates, Zagreb, 5 juin 2011.
4 Intervention pour la Journe de
rflexion, de dialogue et de prire pour
la paix et la justice dans le monde,
Assise, 27 octobre 2011.
5 Spe salvi, n. 2.
6 Cf. Gaudium et spes, n. 3.

Di seguito una nostra traduzione


italiana del discorso del Papa.
Eccellenze,
Signore e Signori!
per me sempre unoccasione particolarmente gradita potervi accogliere, distinti Membri del Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede, nella splendida cornice di
questa Sala Regia, per formularvi
personalmente fervidi auguri per
lanno che inizia. Ringrazio anzitutto il vostro Decano, lAmbasciatore
Alejandro Valladares Lanza, come
pure lAmbasciatore Jean-Claude
Michel, per le deferenti parole con
cui si sono fatti interpreti dei vostri
sentimenti, e saluto in modo speciale
quanti partecipano per la prima volta a questo nostro incontro. Attraverso di voi, il mio augurio si estende a tutte le Nazioni che rappresentate, con le quali la Santa Sede mantiene relazioni diplomatiche. una
gioia per noi che la Malesia si sia
aggiunta a questa comunit nel corso dellanno appena concluso. Il dialogo che voi intrattenete con la Santa Sede agevola la condivisione di
impressioni e di informazioni, come

pure la collaborazione in ambiti di


carattere bilaterale o multilaterale
che sono di particolare interesse. La
vostra presenza odierna ricorda limportante contributo della Chiesa alle
vostre societ, in settori quali leducazione, la sanit e lassistenza. Segni della cooperazione tra la Chiesa
Cattolica e gli stati sono gli Accordi
stipulati nel 2011 con lAzerbaigian,
il Montenegro e il Mozambico. Il
primo gi stato ratificato; auspico
che rapidamente accada lo stesso per
gli altri due e che si giunga alla conclusione di quelli che sono in via di
negoziazione. Ugualmente, la Santa
Sede desidera tessere un dialogo
fruttuoso con le Organizzazioni internazionali e regionali e, in questa
prospettiva, rilevo con soddisfazione
che i Paesi membri dellAssociazione
delle Nazioni del Sud-Est Asiatico
(A.S.E.A.N.) hanno accolto la nomina
di un Nunzio Apostolico accreditato
presso questa Organizzazione. Non
posso omettere di menzionare che,
nello scorso mese di dicembre, la
Santa Sede ha rafforzato la sua lunga collaborazione con lO rganizzazione Internazionale per le Migrazioni, diventandone membro a pieno
titolo. Si tratta di un attestato
dellimpegno della Santa Sede e della Chiesa Cattolica al fianco della
Comunit internazionale, nella ricerca di soluzioni adeguate a questo fenomeno che presenta molteplici
aspetti, dalla protezione della dignit delle persone alla cura del bene
comune delle comunit che le ricevono e di quelle da cui provengono.
Nel corso dellanno appena terminato ho incontrato personalmente
numerosi Capi di Stato e di Governo, come pure Autorevoli rappresentanti delle vostre Nazioni che hanno
partecipato alla cerimonia di Beatificazione del mio amato Predecessore,
il Papa Giovanni Paolo II. Rappresentanti dei vostri Paesi si sono poi
resi gentilmente presenti in occasione del 60 anniversario della mia
Ordinazione sacerdotale. A tutti loro, come pure a quanti ho incontrato
nei miei viaggi apostolici in Croazia,
a San Marino, in Spagna, in Germania ed in Benin, rinnovo la mia gratitudine per la delicatezza che mi
hanno manifestato. Inoltre, indirizzo
un particolare pensiero ai Paesi
dellAmerica Latina e dei Caraibi
che, nel 2011, hanno festeggiato il bicentenario della loro indipendenza.
Il 12 dicembre scorso, essi hanno voluto sottolineare il loro legame con
la Chiesa Cattolica e con il successore del Principe degli Apostoli partecipando, con alti esponenti della comunit ecclesiale e autorit istituzionali, alla solenne celebrazione nella
Basilica di San Pietro, nella quale ho
annunciato lintenzione di recarmi
prossimamente in Messico e a Cuba.
Desidero, infine, salutare il Sud Sudan che, nel luglio scorso, si costituito quale Stato sovrano. Mi rallegro che questo passo sia stato compiuto pacificamente. Purtroppo, tensioni e scontri si sono succeduti in
questi ultimi mesi ed auspico che
tutti uniscano i loro sforzi affinch,
per le popolazioni del Sudan e del
Sud Sudan, si apra infine un periodo di pace, di libert e di sviluppo.
Signore e Signori Ambasciatori!
Lincontro odierno avviene tradizionalmente alla fine delle festivit
natalizie, in cui la Chiesa celebra la
venuta del Salvatore. Egli viene nel
buio della notte, eppure la sua presenza immediatamente fonte di luce e di gioia (cfr. Lc 2, 9-10). Davvero il mondo buio, laddove non
rischiarato dalla luce divina! Davvero il mondo oscuro, laddove luomo non riconosce pi il proprio legame con il Creatore e, cos, mette a
rischio anche i suoi rapporti con le
altre creature e con lo stesso creato.
Il momento attuale segnato purtroppo da un profondo malessere e
le diverse crisi: economiche, politiche e sociali, ne sono una drammatica espressione.
A tale proposito, non posso non
menzionare, anzitutto, gli sviluppi
gravi e preoccupanti della crisi economica e finanziaria mondiale. Questa non ha colpito soltanto le famiglie e le imprese dei Paesi economicamente pi avanzati, dove ha avuto
origine, creando una situazione in
cui molti, soprattutto tra i giovani, si
sono sentiti disorientati e frustrati
nelle loro aspirazioni ad un avvenire
sereno, ma ha inciso profondamente
anche sulla vita dei Paesi in via di
sviluppo. Non dobbiamo scoraggiarci ma riprogettare risolutamente il
nostro cammino, con nuove forme di
impegno. La crisi pu e deve essere
uno sprone a riflettere sullesistenza

umana e sullimportanza della sua


dimensione etica, prima ancora che
sui meccanismi che governano la vita economica: non soltanto per cercare di arginare le perdite individuali
o delle economie nazionali, ma per
darci nuove regole che assicurino a
tutti la possibilit di vivere dignitosamente e di sviluppare le proprie
capacit a beneficio dellintera comunit.
Desidero poi ricordare che gli effetti dellattuale momento di incertezza colpiscono particolarmente i
giovani. Dal loro malessere sono nati
i fermenti che, nei mesi scorsi, hanno investito, talvolta duramente, diverse Regioni. Mi riferisco anzitutto
al Nord Africa e al Medio Oriente,
dove i giovani, che soffrono tra laltro per la povert e la disoccupazione e temono lassenza di prospettive
certe, hanno lanciato quello che
diventato un vasto movimento di rivendicazione di riforme e di partecipazione pi attiva alla vita politica e
sociale. difficile attualmente tracciare un bilancio definitivo dei recenti avvenimenti e comprenderne
appieno le conseguenze per gli equilibri della Regione. Lottimismo iniziale ha tuttavia ceduto il passo al riconoscimento delle difficolt di questo momento di transizione e di
cambiamento, e mi sembra evidente
che la via adeguata per continuare il
cammino intrapreso passa attraverso
il riconoscimento della dignit inalienabile di ogni persona umana e
dei suoi diritti fondamentali. Il rispetto della persona devessere al
centro delle istituzioni e delle leggi,
deve condurre alla fine di ogni violenza e prevenire il rischio che la doverosa attenzione alle richieste dei
cittadini e la necessaria solidariet
sociale si trasformino in semplici
strumenti per conservare o conquistare il potere. Invito la Comunit
internazionale a dialogare con gli attori dei processi in atto, nel rispetto
dei popoli e nella consapevolezza
che la costruzione di societ stabili e
riconciliate, aliene da ogni ingiusta
discriminazione, in particolare di ordine religioso, costituisce un orizzonte pi vasto e pi lontano di
quello delle scadenze elettorali. Sento una grande preoccupazione per le
popolazioni dei Paesi in cui si susseguono tensioni e violenze, in particolare la Siria, dove auspico una rapida fine degli spargimenti di sangue e linizio di un dialogo fruttuoso
tra gli attori politici, favorito dalla
presenza di osservatori indipendenti.
In Terra Santa, dove le tensioni tra
Palestinesi e Israeliani hanno ripercussioni sugli equilibri di tutto il
Medio Oriente, bisogna che i responsabili di questi due popoli adottino decisioni coraggiose e lungimiranti in favore della pace. Ho appreso con piacere che, in seguito ad
uniniziativa del Regno di Giordania, il dialogo ripreso; auspico che
esso prosegua affinch si giunga ad
una pace duratura, che garantisca il
diritto di quei due popoli a vivere in
sicurezza in Stati sovrani e allinterno di frontiere sicure e internazionalmente riconosciute. La Comunit
internazionale, da parte sua, deve
stimolare la propria creativit e le
iniziative di promozione di questo
processo di pace, nel rispetto dei diritti di ogni parte. Seguo anche con
grande attenzione gli sviluppi in
Iraq, deplorando gli attentati che
hanno causato ancora recentemente
la perdita di numerose vite umane, e

incoraggio le sue autorit a proseguire con fermezza sulla via di una


piena riconciliazione nazionale.
Il Beato Giovanni Paolo II ricordava che la via della pace la via
dei giovani1, poich essi sono la
giovinezza delle nazioni e delle societ, la giovinezza di ogni famiglia
e dellintera umanit2. I giovani,
dunque, ci spronano a considerare
seriamente le loro domande di verit, di giustizia e di pace. Pertanto
a loro che ho dedicato lannuale
Messaggio per la celebrazione della
Giornata Mondiale della Pace, intitolato Educare i giovani alla giustizia
e alla pace. Leducazione un tema
cruciale per ogni generazione, poich da essa dipende tanto il sano
sviluppo di ogni persona, quanto il
futuro di tutta la societ. Essa, perci, costituisce un compito di primaria importanza in un tempo difficile
e delicato. Oltre ad un obiettivo
chiaro, quale quello di condurre i
giovani ad una conoscenza piena
della realt e quindi della verit,
leducazione ha bisogno di luoghi.
Tra questi figura anzitutto la famiglia, fondata sul matrimonio di un
uomo con una donna. Questa non
una semplice convenzione sociale,
bens la cellula fondamentale di ogni
societ. Pertanto, le politiche lesive
della famiglia minacciano la dignit
umana e il futuro stesso dellumanit. Il contesto familiare fondamentale nel percorso educativo e per lo
sviluppo stesso degli individui e degli Stati; di conseguenza occorrono
politiche che lo valorizzino e aiutino
cos la coesione sociale e il dialogo.
nella famiglia che ci si apre al
mondo e alla vita e, come ho avuto
modo di ricordare durante il mio
viaggio in Croazia, lapertura alla
vita segno di apertura al futuro3.
In questo contesto dellapertura alla
vita, accolgo con soddisfazione la recente sentenza della Corte di Giustizia dellUnione Europea, che vieta
di brevettare i processi relativi alle
cellule staminali embrionali umane,
come pure la Risoluzione dellAssemblea Parlamentare del Consiglio
dEuropa, che condanna la selezione
prenatale in funzione del sesso.
Pi in generale, guardando soprattutto al mondo occidentale, sono
convinto che si oppongano alleducazione dei giovani e di conseguenza
al futuro dellumanit le misure legislative che non solo permettono, ma
talvolta
addirittura
favoriscono
laborto, per motivi di convenienza o
per ragioni mediche discutibili.
Continuando la nostra riflessione,
un ruolo altrettanto essenziale per lo
sviluppo della persona svolto dalle
istituzioni educative: esse sono le prime istanze a collaborare con la famiglia e faticano a compiere il compito
loro proprio se viene a mancare
unarmonia di intenti con la realt
familiare. Occorre attuare politiche
formative affinch leducazione scolastica sia accessibile a tutti e che,
oltre a promuovere lo sviluppo cognitivo della persona, curi la crescita
armonica della personalit, compresa
la sua apertura al Trascendente. La
Chiesa Cattolica sempre stata particolarmente attiva nel campo delle
istituzioni scolastiche ed accademiche, svolgendo unopera apprezzata
accanto a quella delle istituzioni statali. Auspico, quindi, che tale contributo sia riconosciuto e valorizzato
anche dalle legislazioni nazionali.

In tale prospettiva, ben si comprende come unefficace opera educativa postuli pure il rispetto della
libert religiosa. Questa caratterizzata da una dimensione individuale,
come pure da una dimensione collettiva e da una dimensione istituzionale. Si tratta del primo dei diritti
umani, perch essa esprime la realt
pi fondamentale della persona.
Troppo spesso, per diversi motivi,
tale diritto ancora limitato o schernito. Non posso evocare questo tema senza anzitutto salutare la memoria del ministro pachistano
Shahbaz Bhatti, la cui infaticabile
lotta per i diritti delle minoranze si
conclusa con una morte tragica.
Non si tratta, purtroppo, di un caso
isolato. In non pochi Paesi i cristiani
sono privati dei diritti fondamentali
e messi ai margini della vita pubblica; in altri subiscono attacchi violenti contro le loro chiese e le loro abitazioni. Talvolta, sono costretti ad
abbandonare Paesi che essi hanno
contribuito a edificare, a causa delle
continue tensioni e di politiche che
non di rado li relegano a spettatori
secondari della vita nazionale. In altre parti del mondo, si riscontrano
politiche volte ad emarginare il ruolo della religione nella vita sociale,
come se essa fosse causa di intolleranza, piuttosto che contributo apprezzabile nelleducazione al rispetto
della dignit umana, alla giustizia e
alla pace. Il terrorismo motivato religiosamente ha mietuto anche lanno
scorso numerose vittime, soprattutto
in Asia e in Africa, ed per questo,
come ho ricordato ad Assisi, che i
leaders religiosi debbono ripetere con
forza e fermezza che questa non
la vera natura della religione. invece il suo travisamento e contribuisce alla sua distruzione4. La religione non pu essere usata come pretesto per accantonare le regole della
giustizia e del diritto a vantaggio del
bene che essa persegue. In questa
prospettiva, sono fiero di ricordare,
come ho fatto nel mio Paese natale,
che per i Padri costituenti della Germania la visione cristiana delluomo
stata la vera forza ispiratrice, come, del resto, lo stata per i Padri
fondatori dellEuropa unita. Vorrei
inoltre menzionare segnali incoraggianti nel campo della libert religiosa. Mi riferisco alla modifica legislativa grazie alla quale la personalit giuridica pubblica delle minoranze religiose stata riconosciuta in
Georgia; penso anche alla sentenza
della Corte europea dei diritti
delluomo in favore della presenza
del Crocifisso nelle aule scolastiche
italiane. E proprio allItalia desidero
rivolgere un particolare pensiero, al
termine del 150 anniversario della
sua unificazione politica. Le relazioni tra la Santa Sede e lo Stato italiano hanno attraversato momenti difficili dopo lunificazione. Nel tempo,
per, hanno prevalso la concordia e
la reciproca volont di cooperare,
ciascuno nel proprio ambito, per favorire il bene comune. Auspico che
lItalia continui a promuovere un
rapporto equilibrato fra la Chiesa e
lo Stato, costituendo cos un esempio, al quale le altre Nazioni possano riferirsi con rispetto e interesse.
Nel continente africano, che ho
nuovamente visitato recandomi recentemente in Benin, essenziale
che la collaborazione fra le comunit
cristiane e i Governi aiuti a percorrere un cammino di giustizia, di pace
e di riconciliazione, in cui i membri

di tutte le etnie e di tutte le religioni


siano rispettati. doloroso constatare che tale meta, in vari Paesi di
quel continente, ancora lontana.
Penso in particolare alla recrudescenza delle violenze che interessa la
Nigeria, come hanno ricordato gli
attentati commessi contro varie chiese nel tempo di Natale, agli strascichi della guerra civile in Costa
dAvorio, alla persistente instabilit
nella Regione dei Grandi Laghi e
allurgenza umanitaria nei Paesi del
Corno dAfrica. Chiedo, ancora una
volta, alla Comunit internazionale
di aiutare con sollecitudine a trovare
una soluzione alla crisi che dura da
anni in Somalia.
Infine, mi preme sottolineare che
una educazione rettamente intesa
non pu che favorire il rispetto del
creato. Non si possono dimenticare
le gravi calamit naturali che, nel
2011, hanno colpito varie zone del
Sud-Est asiatico, e i disastri ambientali come quello della centrale nucleare di Fukushima in Giappone.
La salvaguardia dellambiente, la sinergia tra la lotta contro la povert e
quella contro i cambiamenti climatici
costituiscono ambiti rilevanti per la
promozione dello sviluppo umano
integrale. Pertanto auspico che, in
seguito alla XVII sessione della Conferenza degli Stati Parte alla Convenzione ONU sui cambiamenti climatici, da poco conclusasi a Durban, la Comunit internazionale si
prepari alla Conferenza dellONU
sullo
sviluppo
sostenibile
(Rio+20) quale autentica famiglia delle Nazioni e, perci, con
grande senso di solidariet e di responsabilit verso le generazioni presenti e per quelle future.
Eccellenze, Signore e Signori!
La nascita del Principe della pace
ci insegna che la vita non finisce nel
nulla, che il suo destino non la
corruzione, bens limmortalit. Cristo venuto perch gli uomini abbiano la vita e labbiano in abbondanza (cfr. Gv 10, 10). Solo quando
il futuro certo come realt positiva,
diventa vivibile anche il presente5.
Animata dalla certezza della fede, la
Santa Sede continua a dare il proprio contributo alla Comunit internazionale, secondo quel duplice intendimento che il Concilio Vaticano
II di cui questanno ricorre il 50
anniversario ha chiaramente definito: proclamare la grandezza somma della vocazione delluomo e la
presenza in lui di un germe divino,
nonch offrire allumanit una cooperazione sincera, che instauri quella
fraternit universale che corrisponde
a tale vocazione6. In questo spirito,
rinnovo a tutti voi, ai membri delle
vostre famiglie e ai vostri collaboratori i miei pi cordiali auguri per il
nuovo anno.
Grazie per la vostra attenzione.
1 Giovanni Paolo II, Lettera Apostolica Dilecti amici, 31 marzo 1985, n.
15.
2 Ibidem, n. 1.
3 Omelia della Santa Messa in occasione della Giornata Nazionale delle Famiglie Cattoliche croate, Zagabria 5
giugno 2011.
4 Intervento per la Giornata di riflessione, dialogo e preghiera per la pace e
la giustizia nel mondo, Assisi, 27 ottobre 2011.
5 Spe salvi, n. 2.
6 Cfr. Gaudium et spes, 3.

LOSSERVATORE ROMANO

pagina 6

luned-marted 9-10 gennaio 2012

Il 15 gennaio la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato

D all11 al 13 gennaio a Salt Lake City oltre duecento delegati a confronto sullimmigrazione

Nuove strade
per levangelizzazione

Negli Stati Uniti


tempo di cambiare

Sul tema Migrazioni e nuova evangelizzazione si terr domenica 15 gennaio lannuale Giornata mondiale del migrante e del rifugiato. Tratti dallultimo numero del mensile
Migranti press, pubblichiamo sul tema lintervento
di ANTONIO MARIA VEGLI
Il fenomeno migratorio porta a una
mescolanza di persone e di popoli,
con le loro caratteristiche sociali,
culturali e religiose. Questo processo apre strade uniche per levangelizzazione perch offre alle comunit cristiane loccasione di testimoniare Ges Cristo, soprattutto attraverso il dialogo rispettoso e la testimonianza concreta della solidariet.
I migranti possono anche risvegliare la coscienza cristiana assopita richiamando a una vita cristiana pi
coerente.
Per questo il messaggio del Santo
Padre per la Giornata mondiale del
migrante e del rifugiato, che si celebrer il 15 gennaio 2012, invita a
prestare una pastorale adeguata ai
migranti in modo che essi si man-

dellarcivescovo presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti e, pi in basso, leditoriale del sacerdote direttore generale della Fondazione Migrantes.

tengano saldi nella loro fede, coerenti nella vita cristiana e forti testimoni del Vangelo, per diventare essi
stessi autentici annunciatori del kerygma evangelico.
Nel mondo delle migrazioni,
importante sollecitare la solidariet
concreta, la tutela della dignit e dei
diritti del migrante, del rifugiato e
dello studente internazionale, il sostegno al loro sforzo di integrarsi
nel Paese di arrivo senza perdere la
loro identit umana e cristiana. Ovviamente occorre anche sensibilizzarli circa i loro doveri verso la societ che li accoglie.
Il Santo Padre sottolinea limportante ruolo della stampa per richiamare la responsabilit dei giornalisti
a lavorare con coscienza, non solo
con notizie dattualit, ma anche
contribuendo con messaggi di verit

Un incontro
da persona a persona
di GIANCARLO PEREGO
Lurgenza di promuovere
con nuova forza e rinnovate
modalit levangelizzazione
oggi favorita dalle migrazioni, che hanno abbattuto
le frontiere e favorito lincontro. Questa coniugazione
stretta tra migrazioni e nuova evangelizzazione il tema centrale del messaggio
per la Giornata mondiale
del migrante e del rifugiato
2012 che sar celebrata in
tutte le parrocchie italiane il
prossimo 15 gennaio 2012.
Una nuova evangelizzazione
che chiede nuovi operatori,
rinnovate strutture, un nuovo modo di comunicare il
Vangelo da persona a persona come ricordava Paolo VI
che aiuti a superare contrapposizioni e nazionalismi e ogni
forma parallela di pastorale migratoria. In Italia la nuova evangelizzazione invita a guardare agli oltre
5 milioni di persone, di cui quasi
un milione di fedeli cattolici "differenti" per tradizioni e riti, ma
anche ai 4 milioni di italiani
allestero, la quasi totalit dei quali cattolici, che hanno formato comunit importanti soprattutto in
Europa e nelle Americhe. Le comunit cattoliche dimmigrati in
Italia come le comunit cattoliche
demigranti nel mondo hanno costituito e costituiscono un valore
aggiunto nellesperienza cristiana
di molte comunit di antica e
nuova tradizione cristiana. Le une
e le altre comunit, costituite soprattutto da giovani, sono risorse
importanti per comunicare il Vangelo, ma soprattutto per viverlo in
contesti diversi. Le note dellapostolicit e della cattolicit della
Chiesa trovano nellincontro tra
popoli, nelle migrazioni e nelle diverse storie di mobilit (la gente
del mare e delle spettacolo viaggiante in particolare) un luogo
fondamentale di espressivit.
In questo senso le migrazioni
sono ricorda il Papa unopportunit provvidenziale per lannuncio del Vangelo nel mondo
contemporaneo, un segno dei

ai cittadini, per diffondere una cultura di solidariet. I mass media,


per il loro immediato impatto
sullopinione
pubblica,
devono
preoccuparsi seriamente di fornire
una corretta e ampia informazione,
evitando terminologie demagogiche,
tese a infierire sullimmagine dei migranti forzati. Il loro contributo
necessario per sensibilizzare la societ a nuove situazioni e alla realt
delle violazioni dei diritti dei rifugiati.
Essendo, poi, competenza di questo dicastero la promozione della
pastorale della mobilit umana in
generale, anche la categoria degli
studenti internazionali fa parte del
complesso fenomeno della mobilit
umana.
Per questo motivo, il nostro dicastero ha gi organizzato due congressi mondiali della pastorale per
gli studenti internazionali: nel 1996
e nel 2005. Il III Congresso mondiale si svolto a Roma, nei giorni 30
novembre - 3 dicembre, sul tema:
Studenti internazionali e incontro
delle culture con lo scopo di studiare la realt di studenti internazionali sia come soggetti della mobilit
umana che come protagonisti della
nuova evangelizzazione negli ambiti
accademici e universitari.

WASHINGTON, 9. C attesa da lungo tempo negli Stati Uniti per una


riforma organica a livello federale
del sistema legale che regola gli ingressi e la permanenza degli stranieri nel territorio nazionale: limmigrazione, si indica da pi parti, un
problema che non coinvolge soltanto i singoli Stati ma lintero Paese.
Vescovi cattolici, esponenti di comunit religiose e rappresentanti di varie organizzazioni sociali sono in
procinto di confrontarsi, tra due
giorni, su uno dei temi pi dibattuti
nel contesto sociale e politico della
nazione. Sar Salt Lake City, nello
Stato dellUtah, a ospitare dall11 al
13 gennaio la conferenza nazionale
dal titolo Immigrazione: un problema di 50 Stati, alla quale parteciperanno, secondo le pi recenti
stime, oltre 200 delegati. Il vescovo
di Salt Lake City, John Charles
Wester, membro del Committee on
Migration della United States Conference of Catholic Bishops (Usccb)
ed ex presidente dello stesso organismo dellepiscopato, offrir alcuni
spunti di riflessione, illustrando ai
partecipanti la dottrina cattolica in
tema di accoglienza degli stranieri e
come questa si possa applicare nel
contesto della realt nazionale e di
quelle pi particolari dei singoli
Stati. Folta si preannuncia la presenza, fra gli altri, anche dei rappresentanti delle autorit civili, a cominciare dai funzionari del Department of Homeland Security e del
Department of Justice del Governo
di Washington. Uno dei contributi
al dibattito verr, in particolare, dal
segretario della sicurezza interna del
Governo, Janet Napolitano.
La conferenza non vuole soltanto
avere un carattere di riflessione ma
soprattutto propositivo: si tratta,
dunque, come sottolineano i promotori, di uniniziativa che si propone,
con proposte concrete, di dare sostegno reale a tutti coloro che si trovano ad affrontare si osserva, in
prima linea, la questione, sia che si
tratti di personale delle istituzioni
statali che delle organizzazioni religiose. Tenendo presente che la soluzione al problema dellimmigrazione va cercata a livello nazionale
ha affermato il direttore per la migration policy della Usccb, Kevin Appleby la conferenza punta a fornire ai partecipanti le conoscenze e le
competenze ad affrontare la questione a livello locale. In un altro intervento Appleby aveva osservato

che se si hanno cinquanta diverse


politiche statali sullimmigrazione,
allora non si vuole avere un sistema
efficace. I membri degli uffici diocesani competenti in materia, degli
ordini religiosi, ma anche le comunit parrocchiali, ha sottolineato il
direttore per ladvocacy del Catholic
Legal Immigration Network, Allison
Posner, sono in prima linea e, a loro, la conferenza fornir supporto e
strumenti per favorire soluzioni
comprensive sia nazionali che locali. Liniziativa si inserisce allinter-

no
della
Settimana
nazionale
sullimmigrazione in corso fino al 14
gennaio. Si tratta del tradizionale
appuntamento che la Usccb organizza da oltre quarantanni e che nel
2012 ha come tema Accogliere Cristo nel migrante. Il tema di questanno ricorda che Cristo si rende
presente nel viaggiatore solitario,
nel nuovo arrivato, e nel migrante,
ha spiegato larcivescovo di Los Angeles, Jos Horacio Gmez, presidente del Committee on Migration
della Usccb.

Il tema al centro di un convegno interreligioso svoltosi a Singapore

Meditazione patrimonio comune


di RICCARD O BURIGANA

tempi per rileggere la nostra vita


cristiana, confrontandoci con chi
proviene da mondi e Chiese differenti. Lasciare soli i migranti, abbandonarli, respingerli o non considerarli nelle nostre comunit significa perdere persone importanti
per ripensare e ridisegnare la
Chiesa, ma anche la citt, con
nuove progettualit politiche,
economiche e sociali.
Lavoratori e famiglie migranti,
richiedenti asilo e rifugiati, studenti internazionali le categorie
di migranti che Benedetto XVI ricorda nel messaggio sono tre
luoghi pastorali per verificare e
ordinare la vita delle Chiese locali
anche in Italia, evitando forme
di discriminazione, favorendo il
rispetto della dignit di ogni persona, la tutela della famiglia, laccesso a una dignitosa sistemazione, al lavoro e allassistenza.
Occorre evitare il rischio che
fu anche per gli italiani in 150 anni di storia italiana che le migrazioni corrispondano alla perdita e allabbandono dellesperienza
di fede, magari motivate anche da
una debole testimonianza della carit, oltre che da una fede chiusa
verso il nuovo o incapace di esprimersi in maniera rinnovata: evitare
il rischio per i migranti di non
riconoscersi pi come parte della
Chiesa.

Unoccasione di riflessione sulla necessit di un continuo rinnovamento


della dimensione contemplativa della
fede cristiana, come primo passo per
un dialogo tra le fedi alla luce di
una prassi meditativa comune. Una
comune radice infatti il titolo di
un convegno ecumenico e interreligioso che si svolto a Singapore nei
giorni 7-8 gennaio, che si proposto
come momento di riflessione e di
confronto sulle tradizioni spirituali
cristiane dei primi secoli del monachesimo, identificate come fonti privilegiate per un cammino spirituale
comune che sappia suscitare il dialogo tra i fedeli nel contesto delle sfide
del mondo contemporaneo.
Il convegno stato promosso dalla World Community for Christian
Meditation (Wccm), unorganizzazione interconfessionale nata allinizio degli anni 90 per promuovere la
conoscenza dellopera del monaco
benedettino John Main che ha dedicato tutta la sua vita alla creazione
di una prassi spirituale che potesse
favorire il dialogo tra le confessioni
cristiane e le varie religioni, a partire
dallidentificazione di un patrimonio
comune. Negli ultimi anni il gruppo,
che attualmente guidato dal benedettino Laurence Freeman, si sviluppato in varie parti del mondo, tra
cui Singapore, pur mantenendo la
sua centralit a Londra.
Allorganizzazione del convegno
ha collaborato, tra gli altri, anche la
Commissione per il dialogo tra le religioni e il dialogo ecumenico
dellarcidiocesi cattolica di Singapore. Soprattutto in questi ultimi anni
la Commissione si particolarmente
impegnata per la promozione e per
il coordinamento di iniziative in grado di favorire il confronto tra uomini
e donne di confessioni e di fedi di-

verse. Per questo la Commissione ha


sviluppato con il gruppo locale della
Wccm una profonda sinergia, proprio nella prospettiva di identificare
dei percorsi comuni in grado di favorire la conoscenza delle tradizioni
cristiane e delle religioni, nella convinzione che senza questa conoscenza non sia possibile costruire un dialogo fondato sulla giustizia per la
pace.
Anche a Singapore, come in altre
realt asiatiche, il dialogo ecumenico
appare una premessa necessaria, tenuto conto che i cristiani costituiscono una ristretta minoranza che vive,
proprio in uno spirito ecumenico, la
propria
vocazione
missionaria
dellannuncio dellevangelo. Il convegno ha inteso sviluppare, soprattutto, la dimensione del dialogo tra
fedi diverse approfondendo lo spirito
di amicizia e di collaborazione tra le
comunit presenti a Singapore e nella regione. Lincontro si focalizzato
sulla prassi contemplativa di ogni

esperienza religiosa nel silenzio della


meditazione, che nasce dal desiderio
di vivere profondamente le peculiarit del patrimonio spirituale che percorre le varie tradizioni religiose, lasciando intravedere elementi comuni.
Proprio la condivisione di queste peculiarit, stato sottolineato, favorisce il dialogo che si alimenta dalla
conoscenza diretta dellaltro: Vivere
nel silenzio del mistero che tutte le
religioni riconoscono come elemento
essenziale di Dio, una buona preparazione per un dialogo reale tra
uomini e donne. Il programma del
convegno ha quindi incluso la presentazione delle diverse spiritualit
delle singole tradizioni religiose da
parte di esperti, un tempo di meditazione silenziosa solitaria e infine la
condivisione fra tutti i partecipanti
di queste esperienze proprio per una
migliore comprensione delle ricchezze spirituali di ogni tradizione.
Limportanza di partire da una
comprensione dellaltro, alimentata

da una conoscenza scientifica e dalla


condivisione di una prassi quotidiana di dialogo ha determinato anche
la scelta dei relatori: fra gli altri,
Habib Syed Hassan Al-Attas, nato
in Arabia Saudita, che stato per oltre trentanni limam della comunit
islamica di Singapore, diventando
un punto di riferimento per il dialogo interreligioso nel Vicino Oriente;
Chung Kwang Tong, segretario generale della Federazione giovanile taoista e membro del locale Consiglio
interreligioso. E ancora, il monaco
buddista Chuan Guan, che ha alle
spalle esperienze di dialogo fra le religioni negli Stati Uniti e in Asia.
Padre Freeman, in particolare, che
ha introdotto la complessit del patrimonio spirituale del cristianesimo
cos come stato declinato nei secoli, ha sottolineato la dimensione ecumenica che la rilettura di questo patrimonio ha assunto in questi ultimi
anni.
Il convegno, secondo le intenzioni
degli organizzatori, ha altres voluto
promuovere la formazione, soprattutto a livello locale, di gruppi di riflessione spirituale e intellettuale sulla
dimensione interiore e sulla prassi
contemplativa di ogni religione, evidenziando che proprio a partire da
questo confronto, che nasce dal desiderio di condividere con uomini e
donne la propria esperienza di fede,
si pu approfondire il dialogo tra fedi diverse. Per la Wccm, inoltre, i
cristiani sono chiamati ad alimentare
il dialogo tra le religioni per rimuovere pregiudizi e per costruire la pace, con unattenzione particolare al
rapporto con la creazione, tanto che
il prossimo convegno annuale del
gruppo interconfessionale previsto
in Brasile il prossimo agosto sar
dedicato proprio al rapporto tra fede
e creazione.

LOSSERVATORE ROMANO

luned-marted 9-10 gennaio 2012

pagina 7

Dal 21 gennaio la tradizionale iniziativa della Conferenza episcopale statunitense

In un libro lopera straordinaria di monsignor Luigi Novarese

Colletta
per lAmerica Latina

Lo spirito
che cura il corpo

WASHINGTON, 9. Si svolger dal 21


al 22 gennaio la tradizionale colletta
promossa, annualmente, dalla United States Conference of Catholic
Bishops (Usccb) per la Chiesa in
America Latina. Si tratta di una
campagna di solidariet che chiama
oramai da quarantacinque anni le
parrocchie nel Paese a mobilitarsi
per promuovere progetti missionari,
di formazione e di catechesi nelle
diocesi del sud America. Si tratta di
un impegno di solidariet che ha
costantemente portato consistenti
frutti di solidariet in territori caratterizzati, per la loro vastit, dalla
necessit di ingenti risorse pastorali.
In particolare sono i bambini, questanno, emblematicamente al centro
della campagna. Unimmagine che
li raffigura in gruppo nellatto di ricevere la loro prima comunione
infatti stata scelta come sfondo pubblicitario per accompagnare liniziativa. In particolare, i fondi raccolti
lanno scorso hanno consentito di
sostenere lopera di catechismo che
ha coinvolto oltre 700 bambini nella
parrocchia di san Blas, situata a El
Pozn, nei pressi della citt di Cartagena, in Colombia.
La colletta, spiegato in un comunicato della Usccb, sostiene progetti pastorali in America Latina e
nei Caraibi, al fine di incoraggiare e
di arricchire la vita spirituale delle
varie comunit, le quali si affidano
proprio alle risorse messe a disposizione per rafforzare le proprie attivit. La colletta, si sottolinea, rappresenta lespressione della fede cattolica nel continente americano.
Larcivescovo di Los Angeles e presidente del Subcommittee on the
Church in Latin America della Usccb, Jos Horacio Gmez, in un appello, si soprattutto rivolto ai fedeli ispanici che vivono negli Stati
Uniti, esortandoli a supportare al
meglio la campagna. In modo particolare ha osservato il presule
la colletta tocca il nostro ministero
per il gran numero di cattolici ispanici negli Stati Uniti. Per loro, ha
specificato, liniziativa offre lopportunit di mostrare solidariet nei
confronti della Chiesa nei loro Paesi
di origine e di contribuire alla nuova evangelizzazione in tutto il continente. Monsignor Jos Horacio
Gmez ha quindi concluso che per
molti fratelli e sorelle, la colletta costituisce loccasione per aumentare
la comprensione delle esigenze delle
popolazioni dellAmerica Latina.
Come accennato la campagna serve a finanziare progetti missionari
nelle aree pi remote del continente,
di formazione di ministri religiosi e
di catechesi. Nel corso dellanno
passato, i contributi hanno consentito di finanziare 407 progetti. Un totale di 7,1 milioni di dollari sono
stati distribuiti a diciannove Paesi.
Il Subcommittee on the Church in
Latin America ha anche assegnato
dei fondi speciali per la ricostruzione delle chiese e delle altre strutture
religiose danneggiate dai disastri
ambientali. A tale proposito si citano le opere di aiuto che sono portate avanti ad Haiti e in Per, Paesi
entrambi colpiti da terremoti. Ad
Haiti, ad esempio, colpito dal sisma
del gennaio 2010, la Usccb ha predisposto un piano di aiuti denominato Program for the Reconstruction
of the Church in Haiti che mette a
disposizione fondi per ricostruire
una settantina tra chiese e altri edifici religiosi. Il 2010 stato un anno
straordinario per la colletta, ha ricordato nel passato larcivescovo di

Lopera, le intuizioni spirituali, il dialogo con la medicina,


limpegno straordinario per i pi deboli e i sofferenti:
quanto viene raccontato nel bel libro Luigi Novarese. Lo
spirito che cura il corpo, che il giornalista Mauro Anselmo ha dedicato alla figura del grande sacerdote piemontese.
di TARCISIO BERTONE

Los Angeles, che ha sottolineato che


attraverso il nostro generoso sostegno alla Chiesa in America Latina
stiamo servendo il Corpo di Cristo
e condividendo la comunione nello
stesso corpo. Nel 2010 sono stati
raccolti, grazie alla colletta, circa 8
milioni di dollari che hanno finanziato pi di 400 progetti.
Il Subcommittee, da parte sua, ha
inoltre approvato il finanziamento
di 174 progetti, per un valore di oltre 2,7 milioni di dollari, al fine di
aiutare il lavoro pastorale della
Chiesa in diciannove Paesi dellAmerica Latina. La decisione stata presa durante la riunione tenuta
lo scorso 12 novembre a Baltimore.
Per loccasione sono stati approvati,
fra gli altri, sussidi aggiuntivi destinati ai progetti di ricostruzione a

Haiti. Fra i progetti spiccano i lavori di consolidamento strutturale di


una scuola secondaria diocesana a
Jacmel e la fase di progettazione
della riparazione della co-cattedrale
di Miragoanes, per un totale di quasi 100.000 dollari. La sottocommissione ha approvato anche il finanziamento di numerosi progetti pastorali, per la formazione di ministri
pastorali e di alcuni progetti straordinari. Per esempio, un sussidio di
95.000 dollari stato destinato alla
Prelatura di Yauyos, in Per, per la
ricostruzione delle chiese danneggiate dal terremoto del 2007. Il finanziamento della formazione di religiosi, seminaristi, clero e diaconi
permanenti ha raggiunto, nel 2011,
la somma di quasi 1,8 milioni di
dollari.

Il sacerdote uomo di compassione, ponte tra Dio e il mondo.


Questa affermazione lapidaria acquistava i suoi contorni man mano
che Benedetto XVI, incontrando il
clero della diocesi di Roma nellAula delle Benedizioni in Vaticano, il
18 febbraio 2010, svolgeva la sua lectio magistralis allinizio di Quaresima. Quello era il titolo scelto per
spiegare come il sacerdote si trova
immerso nella passione del mondo
per trasformarlo e portarlo a Dio,
perci il suo ministero non pu limitarsi allatto cultuale della Messa
ma va realizzato e concretizzato esistenzialmente, anche nellaccettazione delle sofferenze della vita pastorale.
Mi soffermo su questo aspetto
perch, in sintesi, illustra bene la figura di monsignor Luigi Novarese il
quale, fin dal 1943, anno in cui fond la Lega Sacerdotale Mariana,
prendendo forza dalla devozione al
Cuore Immacolato di Maria propagata dalle apparizioni di Fatima
che avevano segnato come nessunaltra gli eventi della storia del
Novecento, scese in campo per affermare coi fatti che la testimonianza della fede doveva uscire dalle sacrestie e rendere pi evidente la sua
presenza nella societ. Il fulcro della
spiritualit che ha accompagnato la
vita e la missione sacerdotale di
monsignor Luigi Novarese ha infatti
una forte connotazione mariana e va
ricordato a questo proposito che fu
mamma Teresa ad avergli inculcato
fin da bambino lamore per la Madonna.
Ma la compassione di cui monsignor Luigi Novarese diede maggior-

Oltre 10 milioni di pellegrini


al santuario di Aparecida nel 2011
APARECIDA, 9. Nel 2011, 10.885.878 milioni di pellegrini si sono recati al santuario
nazionale di Aparecida, in Brasile, nello
Stato di San Paolo. Lo riferisce la Conferenza nazionale episcopale del Brasile
(Cnbb), notando che lanno 2011 ha registrato un movimento di 505.705 devoti in
pi rispetto allanno 2010. Il mese che ha
registrato il maggior numero di visitatori
stato il mese dottobre, con 1.235.242
milioni di fedeli in pellegrinaggio.
Il giorno pi affollato dellanno, il 13
novembre, il santuario ha ospitato quasi
200.000 devoti. In quella occasione, un
lungo fine settimana, il santuario ha accolto giovani provenienti da tutte le parti
del Brasile per il terzo Pellegrinaggio nazionale dei giovani, quando c stata la
consegna dei simboli della Giornata
mondiale della giovent (Gmg). Anche
nel periodo delle vacanze, i pellegrini
hanno preferito il santuario mariano pi
grande al mondo. In un clima di fraternit, oltre un milione di persone hanno
visitato il santuario nel mese di luglio.
Per il rettore, il redentorista padre Darci
Nicioli, il 2011 stato un anno benedetto.

Chiesto dai vescovi a venti anni dagli Accordi di pace che posero fine alla guerra civile

Patto sociale in El Salvador contro la violenza


SAN SALVAD OR, 9. Il bilancio di un
ventennio positivo ma oggi a El
Salvador occorre una marcia in
pi: a pochi giorni dal ventesimo
anniversario degli storici Accordi
di Pace firmati il 16 gennaio 1992 a
Chapultepec, in Messico, monsignor Jos Luis Escobar Alas, arcivescovo di San Salvador, ha tracciato
un bilancio, mostrando quanto questi accordi sono stati rispettati e rimarcando quello che oggi serve al
Paese. Gli Accordi misero fine alla
sanguinosa guerra civile (1980-1992),
che ha provocato in El Salvador circa 75.000 morti. In una nota il presule afferma: Noi come Chiesa abbiamo sempre apprezzato gli Accordi di Pace. In gran parte essi sono
stati applicati e possiamo tracciare,

Una biografia che approfondisce tutti gli aspetti di unesistenza e di un impegno rivolti agli ammalati, ai quali monsignor Novarese insegn a pensare e a vivere in modo nuovo
il proprio ruolo e la sofferenza. Del volume pubblichiamo la
prefazione, scritta dal cardinale segretario di Stato.

in generale, un bilancio positivo.


importante non essere tornati alla
guerra, solo per questo il Paese merita un riconoscimento mondiale,
anche se oggi vive una nuova fase
di violenza. A questo riguardo, dinanzi alla pi grande crisi di sicurezza che vive il Paese, la Chiesa
propone un nuovo patto sociale nazionale per eliminare la violenza e
la povert dalla societ salvadoregna.
Secondo lArcivescovo, i due elementi sono in relazione: Non possiamo pensare che tutto va bene.
Nel fare il bilancio dobbiamo ammettere che ci sono stati progressi,
ma bisogna riconoscere con molto
rammarico la violenza e la povert
in cui viviamo. Non possiamo di-

menticare le tante vittime della violenza odierna. una cosa che dobbiamo risolvere.
La celebrazione dei 20 anni degli
Accordi di Pace conclude la nota
dellarcivescovo ci deve invitare
a riflettere sul pieno rispetto della
pace. Ma c tuttora un debito verso
la societ, perch la situazione non
definitivamente risolta e la societ
del tutto pacificata.
Il nuovo Accordo di Pace proposto dai vescovi di El Salvador intende, per quanto possibile, ridurre
la violenza e la criminalit nel Paese. Liniziativa stata sostenuta
dallUniversit Centroamericana Jos Simeone Canas (Uca), che
membro del Consiglio nazionale per
listruzione (Cne).

La proposta di accordo incentrata su 5 punti: coordinamento tra


le istituzioni, adozione di politiche
economiche per creare nuovi posti
di lavoro, programmi di prevenzione
del disagio giovanile attraverso il
corretto sfruttamento del tempo libero dei ragazzi, predicazione di
principi morali e spirituali, revisione
critica da parte dei media dei loro
programmi al fine di evitare la diffusione della subcultura della violenza.
El Salvador considerato come
uno dei Paesi con il pi alto livello
di violenza, con una media giornaliera di 11 omicidi, la maggior parte
dei quali attribuiti a bande criminali
dedite al narcotraffico, al racket e
alla tratta degli esseri umani.

mente prova fu per la condizione di


sofferenza delluomo. Mauro Anselmo, autore della bella biografia Luigi Novarese. Lo spirito che cura il corpo, lo definisce un esploratore delle
risorse dello spirito nei limiti del
corpo sofferente. Egli ha fatto s
che dalla condizione di limitazione
fisica emergessero impensate potenzialit spirituali e terapeutiche.
La missione sacerdotale a cui Dio
lo ha chiamato stata quella di affrontare la domanda angosciosa del
mondo sul perch della malattia e
della sofferenza (domanda che da
sempre rischia di separare luomo
da Dio), facendo leva sui valori dello spirito della persona sofferente;
valori che, insieme alle migliori cure
dettate dalla scienza medica, fanno
del percorso verso la guarigione
unesperienza dal senso profondamente ricco e umano. Lo spirito
pu diventare cos cura per il corpo.
Il corpo non sta accanto allo spirito come qualcosa di esteriore, ma
lautoespressione dello spirito, la
sua immagine. Ci che costituisce
la vita biologica nelluomo, costitutivo anche della persona. La persona si realizza nel corpo, e pertanto il corpo ne lespressione; in esso si pu vedere la realt invisibile
dello spirito. Con questa riflessione il teologo Joseph Ratzinger, divenuto Papa Benedetto XVI, commentava lenciclica di Pio XII Haurietis aquas (1956) dedicata al culto
del Sacro Cuore (Joseph Ratzinger,
Mistero Pasquale e devozione al Cuore
di Ges, Edizioni AdP).
La visione carismatica di monsignor Novarese ha dato vita nel 1947
al Centro Volontari della Sofferenza, che ora si configura come una
Confederazione internazionale, e
poi allassociazione dei Silenziosi
Operai della Croce, comprendente
sacerdoti, fratelli e sorelle che vivono la consacrazione a Cristo totalmente dedicati al servizio delle persone sofferenti. La definizione scelta
racchiude le linee portanti di un
singolare apostolato dei malati che
monsignor Novarese ha introdotto
nella Chiesa, quale ponte fra Dio
e il mondo in cui luomo vivente si
confronta con il mistero della sofferenza.
Attraverso le pagine di questa
biografia si possono conoscere, con
avvincente interesse, le tappe diversificate della vita di monsignor Luigi Novarese, ma per parte mia, in
quanto salesiano, vorrei sottolineare
alcuni aspetti che me lo rendono
particolarmente vicino.
In primo luogo, la sua infanzia
stata segnata dalla presenza di don
Filippo Rinaldi, terzo successore di
don Bosco, allora alla guida della
Congregazione salesiana, morto nel
1931 e proclamato beato nel 1990. A
lui il sedicenne Luigi, affetto da una
coxite tubercolare, aveva scritto per

chiedere di pregare per la sua guarigione che era senza speranza. In


realt la guarigione lottenne grazie
allintercessione di Maria Ausiliatrice e di don Bosco, e questo fatto
straordinario lo segn a tal punto
da condurlo a dedicare la propria
esistenza agli infermi.
Il secondo aspetto dal timbro
ugualmente salesiano il parallelo
tra la mamma di don Bosco e la
mamma di monsignor Novarese.
Ambedue hanno avuto un ruolo importante nella formazione e nellaccompagnamento dei propri figli e,
come dicevo, nel radicamento di
una autentica devozione mariana.
Un terzo punto che voglio sottolineare, e che si situa in relazione
con il mio attuale incarico di Segretario di Stato, il fatto che monsignor Novarese per lunghi anni ha
prestato servizio in Vaticano presso
la Segreteria di Stato. Inizi nel
1942 e, durante il secondo conflitto
mondiale, svolse compiti delicati di
contatto con i vescovi per far fronte
alle necessit delle famiglie che avevano dei congiunti impegnati in
guerra. Concluse il suo lavoro presso la Segreteria di Stato nel 1970,
dopo ventotto anni assiduamente
spesi, durante i quali ha saputo conciliare il lavoro dufficio assegnatogli
con limpegno di fondatore delle
opere di cui abbiamo parlato.
Servo di Dio nel vero senso del
termine, monsignor Luigi Novarese
ora incamminato verso la beatificazione da tutti auspicata.
Brilla sul moggio della Chiesa e
di fronte alla societ civile la sua innovativa opera di valorizzazione
della sofferenza e promozione integrale del malato. Senza dubbio
lopera di monsignor Luigi Novarese si sviluppata grazie allintelligenza e alle sue notevoli capacit
umane, ma soprattutto ha potuto
radicarsi grazie alla fede carismatica
che accompagna le opere volute da
Dio stesso. La solidit e la bellezza
di tale opera dovuta anche alla filiale fiducia nellaiuto di Maria Santissima e al delicato impegno del
fondatore e dei suoi seguaci nel lasciarsi plasmare dallamore del Cuore Sacratissimo di Ges, in silenziosa e profonda umilt.
Il decreto di venerabilit del servo di Dio Luigi Novarese, promulgato nel marzo 2010, spiega, infatti,
che il suo cammino di santit
quello del silenzio interiore che d
tutto lo spazio del cuore (la tenda
interiore) allAmore Trinitario e al
servizio del prossimo.
Auguro a coloro che si apprestano alla lettura di questa biografia di
essere pervasi dalla fiduciosa speranza che il bene capace di trionfare su qualsiasi forma di limitazione fisica o morale, poich nulla
sfugge alla forza di gravitazione
dellamore di Dio.

LOSSERVATORE ROMANO

pagina 8

luned-marted 9-10 gennaio 2012

Nella Cappella Sistina il Papa battezza sedici neonati

La prima scelta educativa


Sei neonate, tra cui due gemelline, e dieci neonati, tra
i quali uno con pap del Gabon e mamma italiana,
hanno ricevuto il battesimo da Benedetto XVI
domenica mattina, 8 gennaio, nella Cappella Sistina.
I piccoli Daniele Caruso, Valerio Cittadini, Francesco
Di Loreto, Marco Di Ruscio, Andrea Feroce, Ginevra
Frioni, Gabriele Grillea, Valerio Lisi, Marco
Marescotti, Stefano Mariani, Ester Mattiacci, Lon
Ndjimbidy, Mia ed Eva Palino, Gaia Maria
Piperno e Irene Terenzi figli di dipendenti vaticani
e di un agente dellIspettorato di Pubblica Sicurezza
presso il Vaticano erano accompagnati da genitori,
madrine e padrini, e da alcuni parenti. Il Papa ha
presieduto la messa, concelebrata dagli arcivescovi
Flix del Blanco Prieto, elemosiniere, e Luciano
Suriani, delegato per le Rappresentanze Pontificie.
Cari fratelli e sorelle!
sempre una gioia celebrare questa
Santa Messa con i Battesimi dei
bambini, nella Festa del Bat tesimo
del Signore. Vi saluto tutti con
affetto, cari genitori, padrini e
madrine, e tutti voi familiari e amici!
Siete venuti lavete detto ad alta
voce perch i vostri neonati
ricevano il dono della grazia di Dio,
il seme della vita eterna. Voi genitori
avete voluto questo. Avete pensato

Con Benedetto XVI erano larcivescovo James


Michael Harvey, prefetto della Casa Pontificia, il
vescovo Paolo De Nicol, reggente della prefettura, i
monsignori Georg Gnswein, segretario particolare, e
Alfred Xuereb, della segreteria particolare, e il medico
personale Patrizio Polisca. Alla preghiera dei fedeli, il
diacono ha elevato anche unintenzione per i
bambini che soffrono per i maltrattamenti, per la
fame e per le malattie, invocando dal Signore
uomini e donne capaci di chinarsi su di loro con
carit instancabile. Il rito, diretto da monsignor
Guido Marini, maestro delle Celebrazioni Liturgiche
Pontificie, stato animato dai canti della Cappella
Sistina, diretta dal maestro Massimo Palombella.
Nella circostanza stato utilizzato un nuovo fonte
battesimale, fatto preparare dallUfficio delle

al Battesimo prima ancora che il


vostro bambino o la vostra bambina
venisse
alla
luce.
La
vostra
responsabilit di genitori cristiani vi
ha
fatto
pensare
subito
al
Sacramento che segna lingresso nella vita divina nella comunit della
sua Chiesa. Possiamo dire che questa stata la vostra prima scelta educativa come testimoni della fede verso i vostri figli: la scelta fondamentale!

celebrazioni liturgiche del Sommo Pontefice al teologo


Salvatore Vitiello e allarchitetto Alberto Cicerone.
Lopera stata realizzata grazie al contributo della
Fondazione Cassa di Risparmio della provincia
dellAquila. Di immediata lettura sono gli evidenti
simboli biblici e cristologici di cui costituito il fonte:
lalbero (cfr. Ap 22, 2), la roccia (D t 32, 4) e il
sole (Lc 1, 78). Lulivo bronzeo affonda le sue radici
su una roccia appenninica, nella quale incastonata
una pietra proveniente dallarea del fiume Giordano,
dono della Custodia di Terra Santa. Tra i rami,
limmagine del sole che sorge rappresentata da una
sfera in oro, divisibile in due emisferi: quello superiore
copre il fonte, quello inferiore, fissato allalbero,
rappresenta il vero e proprio catino battesimale e
allinterno a forma di conchiglia.

Il compito dei genitori, aiutati dal


padrino e dalla madrina, quello di
educare il figlio o la figlia. Educare
molto impegnativo, a volte arduo
per le nostre capacit umane, sempre
limitate. Ma educare diventa una
meravigliosa missione se la si compie
in collaborazione con Dio, che il
primo e vero educatore di ogni
uomo.
Nella prima Lettura che abbiamo
ascoltato, tratta dal Libro del profeta

Isaia, Dio si rivolge al suo popolo


proprio come un educatore. Mette
in guardia gli Israeliti dal pericolo
di cercare di dissetarsi e di sfamarsi
alle fonti sbagliate: Perch, dice,
spendete denaro per ci che non
pane, il vostro guadagno per ci che
non sazia? (Is 55, 2). Dio vuole
darci cose buone da bere e da mangiare, cose che ci fanno bene; mentre a volte noi usiamo male le nostre
risorse, le usiamo per cose che non
servono, anzi, che sono addirittura
nocive. Dio vuole darci soprattutto
Se stesso e la sua Parola: sa che allontanandoci da Lui ci troveremmo
ben presto in difficolt, come il figlio prodigo della parabola, e soprattutto perderemmo la nostra dignit umana. E per questo ci assicura che Lui misericordia infinita,
che i suoi pensieri e le sue vie non
sono come i nostri per nostra fortuna! e che possiamo sempre ritornare a Lui, alla casa del Padre. Ci
assicura poi che se accoglieremo la
sua Parola, essa porter frutti buoni
nella nostra vita, come la pioggia
che irriga la terra (cfr. Is 55, 10-11).
A questa parola che il Signore ci
ha rivolto mediante il profeta Isaia,
noi abbiamo risposto con il ritornello del Salmo: Attingeremo con
gioia alle sorgenti della salvezza.
Come persone adulte, ci siamo impegnati ad attingere alle fonti buone, per il bene nostro e di coloro
che sono affidati alla nostra responsabilit, in particolare voi, cari genitori, padrini e madrine, per il bene
di questi bambini. E quali sono le
sorgenti della salvezza? Sono la Parola di Dio e i Sacramenti. Gli adulti sono i primi a doversi alimentare a

queste fonti, per poter guidare i pi


giovani nella loro crescita. I genitori
devono dare tanto, ma per poter dare hanno bisogno a loro volta di ricevere, altrimenti si svuotano, si prosciugano. I genitori non sono la fonte, come anche noi sacerdoti non
siamo la fonte: siamo piuttosto come
dei canali, attraverso cui deve passare la linfa vitale dellamore di Dio.
Se ci stacchiamo dalla sorgente, noi
stessi per primi ne risentiamo negativamente e non siamo pi in grado
di educare altri. Per questo ci siamo
impegnati dicendo: Attingeremo
con gioia alle sorgenti della salvezza.
E veniamo ora alla seconda Lettura e al Vangelo. Essi ci dicono che la
prima e principale educazione avviene attraverso la testimonianza. Il
Vangelo ci parla di Giovanni il Battista. Giovanni stato un grande
educatore dei suoi discepoli, perch
li ha condotti allincontro con Ges,
al quale ha reso testimonianza. Non
ha esaltato se stesso, non ha voluto

LAngelus nella domenica che conclude il tempo di Natale

Ognuno di noi voluto e amato da Dio


Ogni uomo voluto e amato da Dio.
Lo ha ricordato il Papa allAngelus
di domenica 8 gennaio, recitato
con i fedeli in piazza San Pietro
al termine della messa presieduta
nella Cappella Sistina.
Cari fratelli e sorelle!
Oggi celebriamo la festa del Battesimo del Signore. Stamani ho conferito il Sacramento del Battesimo a
16 bambini, e per questo vorrei proporre una breve riflessione sul nostro essere figli di Dio. Anzitutto
per partiamo dal nostro essere
semplicemente figli: questa la condizione fondamentale che ci accomuna tutti. Non tutti siamo genitori, ma tutti sicuramente siamo figli.
Venire al mondo non mai una
scelta, non ci viene chiesto prima se
vogliamo nascere. Ma durante la vita, possiamo maturare un atteggiamento libero nei confronti della vita
stessa: possiamo accoglierla come
un dono e, in un certo senso, diventare ci che gi siamo: diventare figli. Questo passaggio segna
una svolta di maturit nel nostro essere e nel rapporto con i nostri genitori, che si riempie di riconoscenza. un passaggio che ci rende anche capaci di essere a nostra volta
genitori non biologicamente, ma
moralmente.
Anche nei confronti di Dio siamo
tutti figli. Dio allorigine dellesistenza di ogni creatura, ed Padre
in modo singolare di ogni essere
umano: ha con lui o con lei una relazione unica, personale. Ognuno di
noi voluto, amato da Dio. E anche in questa relazione con Dio noi
possiamo, per cos dire, rinascere,
cio diventare ci che siamo. Questo accade mediante la fede, mediante un s profondo e personale
a Dio come origine e fondamento
della nostra esistenza. Con questo
s io accolgo la vita come dono
del Padre che nei Cieli, un Genitore che non vedo, ma in cui credo
e che sento nel profondo del cuore
essere il Padre mio e di tutti i miei
fratelli in umanit, un Padre im-

mensamente buono e fedele. Su che


cosa si basa questa fede in Dio Padre? Si basa su Ges Cristo: la sua
persona e la sua storia ci rivelano il
Padre, ce lo fanno conoscere, per
quanto possibile in questo mondo. Credere che Ges il Cristo, il
Figlio di Dio, consente di rinascere dallalto, cio da Dio, che
Amore (cfr. Gv 3, 3). E teniamo ancora una volta presente che nessuno
si fa uomo: siamo nati senza il nostro proprio fare, il passivo di essere
nati precede lattivo del nostro fare.
Lo stesso anche sul livello dellessere cristiani: nessuno pu farsi cristiano solo dalla propria volont,
anche essere cristiano un dono
che precede il nostro fare: dobbiamo essere rinati in una nuova nascita. San Giovanni dice: A quanti
lhanno accolto / ha dato potere di
diventare figli di Dio (Gv 1, 12).
Questo il senso del sacramento
del Battesimo, il Battesimo questa
nuova nascita, che precede il nostro
fare. Con la nostra fede possiamo
andare incontro a Cristo, ma solo
Lui stesso pu farci cristiani e dare
a questa nostra volont, a questo
nostro desiderio la risposta, la dignit, il potere di diventare figli di
Dio che da noi non abbiamo.
Cari amici, questa domenica del
Battesimo del Signore conclude il
tempo di Natale. Rendiamo grazie
a Dio per questo grande mistero,
che fonte di rigenerazione per la
Chiesa e per il mondo intero. Dio si
fatto figlio delluomo, perch luomo diventi figlio di Dio. Rinnoviamo perci la gioia di essere figli: come uomini e come cristiani; nati e
rinati ad una nuova esistenza divina. Nati dallamore di un padre e di
una madre, e rinati dallamore di
Dio, mediante il Battesimo. Alla
Vergine Maria, Madre di Cristo e di
tutti coloro che credono in Lui,
chiediamo che ci aiuti a vivere realmente da figli di Dio, non a parole,
o non solo a parole, ma con i fatti.
Scrive ancora san Giovanni: Questo il suo comandamento: che crediamo nel nome del Figlio suo Ge-

s Cristo e ci amiamo gli uni gli altri, secondo il precetto che ci ha dato (1 Gv 3, 23).
Al termine della preghiera mariana,
Benedetto XVI ha salutato
in diverse lingue i gruppi presenti
in piazza San Pietro.
Je vous salue cordialement, chers
plerins de langue franaise. Alors
que dans nombreux pays est clbre, aujourdhui, la fte de lEpiphanie, ici, Rome, se clbre, celle
du Baptme du Seigneur. Souvenons-nous de notre propre baptme,
de ce jour o le regard du Pre sest
pos sur chacun de nous, nous
inondant de son Esprit et de sa vie.
Le Pre, dsormais, nous appelle
par notre nom et nous invite tmoigner de son amour infini pour
tout homme. Que la Vierge Marie
nous aide offrir notre vie pour
lannonce de la Bonne Nouvelle!
Avec ma Bndiction Apostolique!
I am happy to greet all the English-speaking pilgrims and visitors

present for this Angelus prayer. In


todays Feast, the Baptism of Jesus,
God the Father bears witness to his
only-begotten Son, and the Holy
Spirit anoints him for his imminent
public ministry. Let us ask for the
courage to be always faithful to the
life of communion with the Holy
Trinity which we received in Baptism. May God bless all of you
abundantly!
Von Herzen gre ich alle
deutschsprachigen Pilger und Besucher hier auf dem Petersplatz. Die
Kirche feiert heute das Fest der
Taufe Jesu: Am Jordan steht Christus mitten unter den sndigen
Menschen als einer von ihnen, und
zugleich offenbart ihn der Vater im
Himmel als seinen geliebten Sohn.
Durch das Sakrament der Taufe
werden auch wir zu geliebten Kindern Gottes, neugeschaffen nach
dem Bild Jesu Christi. Mge der
Heilige Geist uns helfen, die Wrde
der Gotteskindschaft in der Liebe
zum Herrn in allen Wirrnissen zu

bewahren und in unserem Leben zu


bezeugen fr die anderen. Der Herr
schenke euch dazu seine Gnade.
Saludo con afecto a los peregrinos de lengua espaola que participan en esta oracin mariana. Celebramos hoy la fiesta del bautismo
del Seor en el Jordn, en el que se
revela el misterio del nuevo bautismo del agua y del Espritu. Os exhorto a hacer memoria del da en
que fuimos iluminados sacramentalmente en Cristo y comenzamos
nuestra existencia como hijos de
Dios. Que el compromiso manifestado entonces y la fe que proclamamos, no dejen de resonar en nuestros corazones y nuestras voces.
Muchas gracias.
Serdeczne pozdrowienie kieruj
do Polakw. Liturgia Kocioa
wspomina dzi chrzest Jezusa w
Jordanie. By to gest solidarnoci z
grzesznikami wszystkich czasw,
ktrzy przez Jego dzieo odkupienia
doznaj Boego usprawiedliwienia i
miosierdzia. Dzikujmy dzi za to,
e i my mamy udzia w tej tajemnicy dziki asce sakramentu chrztu.
Niech Bg wam bogosawi!
[Un cordiale saluto rivolgo ai polacchi. La liturgia di oggi ricorda il
battesimo di Ges nel Giordano.
stato questo un gesto di solidariet
con i peccatori di tutti i tempi, che
grazie alla sua opera di redenzione
sperimentano la giustificazione e la
misericordia di Dio. Rendiamo grazie oggi, perch anche noi partecipiamo a questo mistero per la grazia del sacramento del Battesimo.
Dio vi benedica!]
Rivolgo infine un caloroso saluto
ai pellegrini di lingua italiana, in
modo speciale alle famiglie e ai
gruppi parrocchiali. A tutti auguro
una buona domenica e, nuovamente, ogni bene per lanno da poco
iniziato. Buona domenica, buon anno. Auguri, grazie!

tenere i discepoli legati a s. Eppure


Giovanni era un grande profeta, la
sua fama era molto grande. Quando
arrivato Ges, si tirato indietro e
ha indicato Lui: Viene dopo di me
colui che pi forte di me... Io vi
ho battezzato con acqua, ma egli vi
battezzer in Spirito Santo (Mc 1,
7-8). Il vero educatore non lega le
persone a s, non possessivo. Vuole che il figlio, o il discepolo, impari
a conoscere la verit, e stabilisca con
essa un rapporto personale. Leducatore compie il suo dovere fino in
fondo, non fa mancare la sua presenza attenta e fedele; ma il suo
obiettivo che leducando ascolti la
voce della verit parlare al suo cuore
e la segua in un cammino personale.
Ritorniamo ancora alla testimonianza. Nella seconda Lettura, lapostolo Giovanni scrive: lo Spirito
che d testimonianza (1 Gv 5, 6).
Si riferisce allo Spirito Santo, lo Spirito di Dio, che rende testimonianza
a Ges, attestando che il Cristo, il
Figlio di Dio. Lo si vede anche nella
scena del battesimo nel fiume Giordano: lo Spirito Santo scende su
Ges come una colomba per rivelare
che Lui il Figlio Unigenito
delleterno Padre (cfr. Mc 1, 10). Anche nel suo Vangelo Giovanni sottolinea questo aspetto, l dove Ges
dice ai discepoli: Quando verr il
Paraclito, che io vi mander dal Padre, lo Spirito della verit che procede dal Padre, egli dar testimonianza
di me; e anche voi date testimonianza, perch siete con me fin dal principio (Gv 15, 26-27). Questo ci di
grande conforto nellimpegno di
educare alla fede, perch sappiamo
che non siamo soli e che la nostra
testimonianza sostenuta dallo Spirito Santo.
molto importante per voi genitori, e anche per i padrini e le madrine, credere fortemente nella presenza e nellazione dello Spirito Santo, invocarlo e accoglierlo in voi,
mediante la preghiera e i Sacramenti. Lui infatti che illumina la mente, riscalda il cuore delleducatore
perch sappia trasmettere la conoscenza e lamore di Ges. La preghiera la prima condizione per
educare, perch pregando ci mettiamo nella disposizione di lasciare a
Dio liniziativa, di affidare i figli a
Lui, che li conosce prima e meglio
di noi, e sa perfettamente qual il
loro vero bene. E, al tempo stesso,
quando preghiamo ci mettiamo in
ascolto delle ispirazioni di Dio per
fare bene la nostra parte, che comunque ci spetta e dobbiamo realizzare. I Sacramenti, specialmente
lEucaristia e la Penitenza, ci permettono di compiere lazione educativa in unione con Cristo, in comunione con Lui e continuamente rinnovati dal suo perdono. La preghiera e i Sacramenti ci ottengono quella
luce di verit grazie alla quale possiamo essere al tempo stesso teneri e
forti, usare dolcezza e fermezza, tacere e parlare al momento giusto,
rimproverare e correggere nella giusta maniera.
Cari amici, invochiamo dunque
tutti insieme lo Spirito Santo, perch scenda in abbondanza su questi
bambini, li consacri ad immagine di
Ges Cristo, e li accompagni sempre
nel cammino della loro vita. Li affidiamo alla guida materna di Maria
Santissima, perch crescano in et,
sapienza e grazia e diventino veri
cristiani, testimoni fedeli e gioiosi
dellamore di Dio. Amen.