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economia-finanza

Esisteva la moneta
prima che nascesse la moneta?
Odoardo Bulgarelli
Economista

el 1992 lEuropa decideva a


Maastricht di darsi una moneta comune. Da allora dovranno trascorrere dieci
anni prima che dodici Paesi europei,
300 milioni di abitanti,1 non per costrizione ma per loro libera scelta, abbandonino il 1 gennaio 2002 le monete
nazionali per darsi una moneta comune: leuro. Fu un evento storico che
non aveva precedenti. Si avver cos
una parte di quel sogno pi generale
di Unione europea che era iniziato a
Roma nel lontano 1951 con la creazione della Ceca - Comunit Europea del
Carbone e dellAcciaio. A questa segu
nel 1957 la Cee - Comunit Economica
Europea che, nel 1993, assumer simbolicamente il nome di Ue - Unione

Did money exist


before money existed?

Recently, significant difficulties have come to


encroach on the clear advantages of a globalized
world. These are causing economic imbalances and
social tensions. Heated discussions have been
triggered off by these which are touching on the
very sense of globalizations, the markets of which,
at least according to some, are believed to be
becoming of greater importance than politics.
Supranational regulations which discipline this
activity of which a prime aspect ends up by
concerning monetary policy and therefore the
management of money, are being invoked. The very
survival of the euro, the European currency, is at the
centre of the debate; its function and the needs for
a more flexible management that can face up to
economic needs which are often different from time
to time and from period to period, are being
discussed. This leads the Author to dwell on the long
history of money, on the problems that each time it
has had to face and in particular, on its origins.

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europea alla quale attualmente aderiscono 27 Paesi europei con 500 milioni
di abitanti. Intanto lItalia, conformemente agli impegni presi anche in sede
comunitaria, aveva avviato quel graduale processo di abbattimento dei
vincoli valutari alla libera circolazione
dei beni, capitali e servizi che, conclusosi nel 1990, la porter nel novero dei
Paesi globalizzati.2
Oggi, dieci anni dopo lintroduzione delleuro (2002), il permanere di
unEuropa solo parzialmente unificata
e la crisi economico-finanziaria che sta
investendo il mondo globalizzato, ha
riacceso le discussioni. Esse toccano
non solo la stessa sopravvivenza del
leuro e dellUnione europea, ma pi in
generale il senso di una globalizzazione
priva di regole sovrannazionali. Sebbene le discussioni siano aspre e accese, non pochi auspicano che nel futuro
i Paesi del nostro continente non vani-

fichino i pur parziali passi in avanti


fatti verso lunificazione e non rinuncino per sempre a unEuropa unificata.
Occorre infatti tener presente che
la globalizzazione, pur con i suoi indubbi aspetti positivi, sta portando
gravi inefficienze e squilibri; sta innescando pericolose tensioni sociali. La
causa appare legata al fatto che la
globalizzazione un insieme di Paesi
le cui economie sono basate su regole
e principi nazionali troppo spesso diversi tra loro (vedi costo del lavoro)
non adeguatamente contemperati da
regole e principi pi generali che siano
applicabili allintero mondo globalizzato. Questa mancanza di regole e principi generali si avverte in particolare
nel campo finanziario (si pensi ai prodotti derivati). Occorre quindi introdurre correttivi che attenuino tali diversit introducendo nel contempo
pi strette discipline di carattere gene-

rale. In definitiva occorre che si esca


da un sistema di esasperata concorrenzialit (laissez-faire) se si vuole peraltro salvaguardare una pace sociale.
Tale nuova concorrenzialit sta tra
laltro comportando repentini trasferimenti di ricchezza, produttivit e
investimenti da una parte del mondo
(Paesi industrializzati) verso unaltra
parte del mondo (Paesi sinora considerati in via di sviluppo). Vi quindi la
necessit di procedere con pi gradualit e di adottare non sempre facili
iniziative volte a creare condizioni di
sviluppo economico globale pi
equilibrato, anche a costo di un arresto della corsa alla crescita economica mondiale o di un suo contenuto arretramento.
Spetta quindi alla saggezza e
alla lungimiranza dei governanti
porre rimedio alle inefficienze della globalizzazione con iniziative,
anche solidali, che non appaiono
pi dilazionabili se non si vuole
che alla fine la globalizzazione
distrugga se stessa.
In tale contesto di articolata
e complessa gestione delleconomia nazionale e mondiale, un
aspetto non di certo secondario
rappresentato dalla gestione della
moneta. Essa influenza landamento
economico dei Paesi, incide sui processi di distribuzione della ricchezza, pu
o meno tutelare i risparmi delle famiglie, pu innescare processi di inflazione o deflazione, ecc. In altri termini la
politica monetaria influenza il vivere
delle genti.
Volendoci quindi soffermare sulle
vicende della moneta e in particolare
sul cruciale momento delle sue origini
vogliamo sottolineare che nella sua
lunga storia la moneta ha dovuto affrontare le non sempre facili problematiche che si manifestavano, talvolta
anche in modo molto diverso, di epoca
in epoca, problematiche legate da un
unico filo conduttore: la moneta nel
suo significato di mezzo di pagamento.
opinione molto diffusa che la
moneta sia nata nel mondo greco poco
pi di 2.500 anni fa, e pi esattamente
sia nata in Lidia (Asia Minore) nel VII
secolo a.C. Si ritiene infatti che furono
i Lidi che per primi presero un tondello
di elettro (lega tra argento e oro) e con
un conio vi impressero una immagine:
nasceva cos la prima moneta coniata

Il cono di Urukagina del 2350 ca. a.C. Si tratta di


una lunga iscrizione con la quale viene tra laltro
sancito lannullamento dei debiti e la rimessa in libert degli asserviti per mancato pagamento dei
debiti.
The code of Urukagina is of 2350 BC. It is a long
inscription which also decreed the cancellation of
debts and the release of slaves for non-payment of
debts.

neta; in altri termini se non vi fossero


strumenti che fungevano contemporaneamente da mezzi di pagamento, misuratori del valore dei beni, strumenti
per tesaurizzare ricchezza, requisiti
questi che sono propri di una qualsiasi
moneta. Cio, occorre chiedersi: esisteva la moneta... prima che nascesse la
moneta?.
Prima di addentrarci sul tema sar opportuno ricordare la recente
nascita di una nuova disciplina: lassiriologia, una scienza che studia la civilt degli antichi popoli della Mesopotamia come Sumeri, Assiri e Babilonesi
che vissero in quella terra nei tre millenni a.C.4 La notoriet di tale disciplina legata anche alla fortuna di essersi potuta avvalere di una fonte
informativa che non ha eguali nella
storia della civilt antica: le tavolette di argilla scritte in caratteri cuneiformi. Negli ultimi 150 anni (cio
da quando nata lassiriologia) gli
archeologi di tutto il mondo hanno
riportato alla luce dal Vicino Oriente antico, e in particolare dalla Mesopotamia, centinaia di migliaia di
tavolette dargilla (alcuni studiosi
parlano di 1.000.000 di testi) che
giacciono, sovente inedite, presso i
principali Musei del mondo (British
Museum, Louvre, ecc.) ovvero, in misura minore, presso collezioni private.
Lassiriologo Jan Claude Margueron
parla di miliardi di tavolette scritte dai
mesopotamici in quei tre millenni a.C.,
molte delle quali seguitano a essere
custodite dalle viscere della terra da
dove attendono di essere riportate alla

la cui unit era lo statere di circa gr. 14.3


Tale moneta si evolver nei secoli successivi sino a dar luogo alleuro dei
nostri giorni.
anche opinione corrente che
prima della moneta coniata luomo ricorresse di fatto al baratto (scambio di
merci contro altre merci) e, solo molto
sporadicamente, a mezzi di pagamento
come tripodi, lebeti, buoi, pecore, lingotti, ecc. In altri termini si ritiene che
prima della moneta coniata (e quindi
prima del VII secolo a.C.) vi fossero
economie basate essenzialmente sul
baratto, e quindi sostanzialmente primitive.
A questo punto c da chiedersi se
sia o meno corretto pensare che prima
della moneta coniata non vi fosse mo-

1)
I dodici Paesi furono: Austria, Belgio,
Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo e Spagna.
2) Sul tema dellabbattimento dei vincoli
valutari (presenti in Italia per quasi tutto il
secolo scorso) vedi Odoardo Bulgarelli
(2007: 159-181), LItalia verso la globalizzazione. La liberalizzazione valutaria del 1990,
Rivista di Storia Economica, 2.
3) Questo sistema monetario era composto da nove monete di grandezza diversa.
La pi grande, come detto, pesava circa 14
gr. mentre la pi piccola pesava solo 0,15 gr.
Sulla sua successiva evoluzione vedi Odoardo Bulgarelli (1993), La moneta: riflessioni
sulle origini, funzione storica ed attualit della moneta contante, Mondo Bancario.
4) La Mesopotamia fu chiamata dai greci
la terra tra i due fiumi (Tigri e Eufrate); di
essa si parla anche come la culla della civilt, il paradiso terrestre.

ECONOMIA-FINANZA 7

Stele di Naram-Sin (2200 ca a.C.). Tratta del conflitto


tra Lagash e Umma che vede il predetto sovrano
soggiogare i propri nemici.
Stone of Naram-Sin (ca 2200 BC). This is about the
conflict between Lagash and Umma in which the
aforementioned sovereign subjugated his enemies.

8 ECONOMIA-FINANZA

tanti danni hanno prodotto ai giorni


doggi.6 I mesopotamici ricorrevano
anche al rilascio di garanzie e pegni
per tutelarsi nei confronti dei debitori
inadempienti, tutela che poteva anche
avvenire attraverso tribunali i cui giudici emettevano le relative sentenze.
Quelle genti emanarono leggi, come a
esempio il Codice di Hammurabi (282
articoli).7 Da tale documentazione
emerge che i mesopotamici agivano
anche in vista di un profitto conseguito
non solo attraverso lerogazione di
prestiti a interesse ma anche, a esempio, attraverso i commerci per lo svolgimento dei quali potevano costituire
societ con il fine di dividersi tra i soci
gli utili rivenienti da tali commerci.8 Il
perseguimento del profitto poteva
spingere quelle genti anche a concedere prestiti a tassi di usura,9 prestiti cos
gravosi da poter dar luogo alla riduzione in schiavit dei debitori che non
erano in grado di restituire il prestito
ricevuto. Infatti sin dal III millennio a.C.
lusura fu, come oggi, uno dei mali di
quei tempi; essa venne sovente combattuta con ricorrenti provvedimenti
di annullamento dei debiti e di rimessa
in libert degli asserviti per debiti.10
Tali fonti ci dicono inoltre che sin dal
III millennio a.C. vi erano mercanti,
prestatori di fondi e banche,11 soggetti
quindi che concedevano prestiti con
una certa ricorrenza. Vi erano luoghi
in cui si svolgevano i mercati, tra i
quali possiamo ricordare le porte
delle citt o i porti dislocati lungo le
rive dei fiumi Tigri e Eufrate. Talvolta, in tali mercati venivano erette
steli dove venivano indicati i prezzi
di vendita delle merci, prezzi che
potevano essere soggetti anche al
principio della domanda e dellofferta, come avvenne nel commercio paleoassiro tra Assur e Kanish
(XIX-XVIII sec. a.C.).12 Abbiamo
anche atti relativi a matrimoni, divorzi, donazioni, eredit e adozioni. Insomma, in tali documenti
troviamo le origini di molti dei
principali strumenti economici
che sono alla base della nostra
attuale civilt.13
Negli anni 70 del secolo
scorso fece molto scalpore il libro di Samuel Noah Kramer
(1975), Lhistoire commence a
Sumer, in cui lo studioso collocava, nella Mesopotamia del III mil-

Olycom

luce.5 Specialmente sotto un profilo


economico e legale, tali tavolette sono
una miniera informativa in quanto circa l80% di esse rappresentata da
documenti di natura economico-amministrativa-contabile. Vi troviamo ogni
genere di transazioni come lacquisto
di terre, merci, beni e schiavi, prestiti,
tassi dinteresse, crediti e debiti, titoli
al portatore, promissory note, anticresi,
depositi di moneta, pagamenti di imposte, tasse, dazi doganali, decime, multe
e sanzioni. Vi sono persino i cosiddetti
derivati, quegli strumenti che cos

Stele del Codice di Hammurabi (1754 a.C.). Il pi


celebre testo giuridico di quellantichit.
Stone of the Code of Hammurabi (1754 BC). The most
famous legal text of that antiquity.

lennio a.C. le origini della scrittura,


delle prime leggi, delle prime scuole
per scribi, delle prime sentenze, dei
primi proverbi, del primo racconto
sul diluvio universale (che quindi
precede di molti secoli quello tramandatoci dalla Bibbia),14 e di altri eventi;
a questi esempi possiamo ora aggiungere la nascita della moneta e dei
principali strumenti economico-finanziari del nostro tempo.
Ma quel che qui preme mettere
in risalto che nellinsieme delle transazioni sopra enunciate largento a
peso svolse un importante ruolo di
mezzo di pagamento, di moneta. Lo
attestano le migliaia di tavolette di
argilla cuneiformi che trattano di que-

5)
Jan Claude Margueron (1993: 417-418),
La Mesopotamia. Si tenga presente che ormai
da molti anni sono stati sospesi gli scavi ufficiali in Iraq a causa della difficile situazione
politico-militare di quel Paese. Appare quindi significativo il fatto che nel corso del corrente anno sia stata autorizzata per la prima
volta una missione archeologica italiana
guidata dal prof. Franco DAgostino dellUniversit La Sapienza di Roma a riprendere
gli scavi nellIraq del Sud su di un vasto sito
di 45 ettari (Abu Tbeirah) a una ventina di
chilometri da quella Ur dei Caldei da cui si
dice part il patriarca Abramo per raggiungere la Palestina.
6) Tra i primi a parlare delle origini mesopotamiche dei derivati possiamo ricordare
Edward Swan (2000), Building the Global Market: A 4000 Year History of Derivatives.
7) Per il testo dei singoli articoli delle diverse leggi mesopotamiche e ittite Leggi di
Ur-Nammu (intorno 2100 a.C.), serie anaittiu (epoca incerta, forse intorno fine III
millennio a.C.), Codice Lipit-Itar (fine XX
sec. a.C.), Legge Enunna (intorno 1800 a.C.),
Codice Hammurabi (1754 a.C.), Leggi ittite
(met del XVII e XVI sec. a.C.), leggi medio
assire (XIV- XIII sec. a.C.), leggi neobabilonesi (VII sec. a.C.) si veda Claudio Saporetti
(1998), Antiche leggi. I Codici del Vicino
Oriente Antico. Linsieme di queste leggi comprende circa 800 articoli.
8) Si veda a esempio lart. 99 del Codice
di Hammurabi ove detto che se un uomo
versa dellargento (quindi moneta) per costituire una societ ha diritto di partecipare
alla divisione dei guadagni.
9) Molto spesso i tassi dinteresse erano
quelli indicati nelle leggi mesopotamiche
(ana-ittiu, Enunna, Hammurabi): 20 per
cento per i prestiti in argento e 33,3 per
cento per i prestiti in orzo. Non raramente, per, essi potevano essere pi
elevati o pi bassi. A Nuzi, a esempio,
i tassi sui prestiti in argento erano normalmente del 50 per cento (David I.
Owen, 1969, The Loan Documents from
Nuzu).
10) I pi antichi provvedimenti di
annullamento dei debiti risalgono al
III millennio a.C. Di essi ricordiamo
quelli dei sovrani Entemena (intorno
2430 a.C.), Urukagina (2350 a.C.) e Gudea (2140 a.C.). Sempre tra quelli pi
antichi, molto numerosi sono quelli
che risalgono alla prima met del II
millennio a.C., in tutto una trentina di
provvedimenti, come ci dice Mario Liverani (1995: 326-327, 421), Antico
Oriente. Sullusura si veda Odoardo
Bulgarelli (2003: 45-51), Lusura: un fatto che si perde nella notte dei tempi,
Mondo Bancario.
11) Sulle banche si veda Odoardo
Bulgarelli (1999: 3-11), Le banche
nellantichit (III-II millennio a.C.) e una
famiglia di banchieri (V sec. a.C.): i
Murau, Mondo Bancario.
12) Si veda a esempio Ccile M ichel

(2001), Correspondence des marchands de


Kanish.
13) Per maggiori riferimenti su tali transazioni, specialmente bibliografici, si veda
Odoardo Bulgarelli (2009: 1-54), Moneta ed
economia nellantica Mesopotamia. (III-I millennio a.C.), Rivista Trimestrale di Diritto
dellEconomia, 3.
Il testo integrale consultabile in Hyperlink
http://www.fondazionecapriglione.luiss.
it/2009_03_RTDE_supplemento.pdf http://
w w w. f o n d a z i o n e c a p r i g l i o n e . l u i s s .
it/2009_03_RTDE_supplemento.pdf. Si veda
anche Odoardo Bulgarelli (2001), Il denaro
alle origini delle origini e Art Valley Association-Milano (2004) (ed.), La banca premonetale.
14) Tra le opere degli antichi Assiri-Babilonesi, lepopea di Gilgame (la prima epopea
scritta dalluomo) indubbiamente la pi
ampia e complessa. Essa paragonabile alle
grandi composizioni divenute patrimonio di
tutte le genti: Iliade, Odissea e Divina Commedia. Scritta in caratteri cuneiformi su dodici tavolette di argilla, lundicesima ci narra
del diluvio universale babilonese. Lannuncio del ritrovamento di una parte del testo
fu dato a Londra dalla Societ Archeologica
Biblica il 3 dicembre 1872. Il fortunato scopritore, George Smith, era un ex incisore
della Zecca di Stato inglese, persona non
particolarmente esperta in tale campo. La

Tavoletta proveniente da Umma (XXI secolo a.C.).


Importante bilancio di entrate e uscite di argento.
Tablet from Umma (21st century BC). An important
balance sheet of income and expenditure of silver.

notizia ebbe un enorme scalpore e fece il


giro del mondo. Era linizio di un complesso
percorso di ritrovamenti che avrebbero portato a una pi completa ricostruzione del
testo con il racconto del diluvio babilonese,
di cui peraltro vi sono versioni parzialmente
diverse. Una di queste il racconto fatto da
Uta-Napitim a Gilgame del fatto che gli dei,
volendo distruggere lumanit, decidono di
scatenare il diluvio universale, mantenendone per il segreto verso gli uomini. Per aggirare il divieto degli dei, uno di essi, Enki, rivel il segreto alla capanna di un suo
protetto, Uta-Napitim, (un espediente per
aggirare il divieto degli altri dei). Con questo
escamotage Enki fa di fatto sapere a UtaNapitim (il No) che per salvarsi avrebbe
dovuto costruire una nave sulla quale far
salire il seme di ogni essere vivente.
Nella circostanza venivano anche date indicazioni sulle dimensioni della nave; doveva
avere la forma di un cubo di sette piani per
un totale di 63 locali ognuno dei quali lungo
60 metri, largo 6,7 metri, alto 8,6 metri. Allinizio del Diluvio le porte dovevano essere
chiuse e sigillate con bitume. Il racconto di
Uta-Napitim prosegue con la fosca descrizione dei sei giorni e sette notti del diluvio
(con acqua, tuoni, lampi, vento, ecc.) durante i quali sul mondo scese il silenzio e le
terre erano state allagate. A quel punto dice:
Aprii uno spiraglio della nave: un raggio di
sole mi colp la guancia. Allora mi gettai in
ginocchio e mi disperai, sulle mie guance
scorrevano le lacrime. Poi la nave si and a
incagliare sul monte Nimu, che la tenne ferma per sei giorni. Il settimo giorno UtaNapitim liber una colomba che torn indietro senza trovare nulla. Poi liber una
rondine che ritorn senza trovare nulla. Poi
liber un corvo che per non torn perch le acque erano ormai calate e il corvo aveva trovato cibo per nutrirsi. Uscito
cos dalla nave Uta-Napitim prepara libagioni per gli dei. A questo punto si scatena lira del capo degli dei, Enlil, contro
gli altri dei in quanto si era contravvenuto al suo ordine di annientare lumanit.
Placatasi lira, sar lo stesso Enlil a benedire Uta-Napitim e a concedergli limmortalit. Franco DAgostino (1997: 176),
Gilgame alla conquista dellimmortalit,
dopo aver ampiamente parlato del diluvio
babilonese, ci dice che tale testo era gi
noto al tempo dei suoi inventori, i Sumeri
(III millennio a.C.). Come accennavamo
esistono varie versioni del racconto del
diluvio babilonese che in ogni caso precedono di diversi secoli il racconto biblico
fattone, si ritiene da Mos, nella Genesi
(6-9). La Bibbia, come sappiamo, narra della crescente perversit delluomo che Dio
volle punire con il diluvio. Come per molti
libri della Bibbia, accese dispute ruotano
intorno sia alla data in cui i vari libri furono materialmente scritti sia alla datazione
degli eventi in essa narrati. In ogni caso
quel che certo che il diluvio babilonese
precedette di molti secoli quello biblico.

ECONOMIA-FINANZA 9

Gilgames. Lepopea di Gilgames narra tra laltro del


diluvio universale nella tradizione babilonese che
precede di molti secoli quello narrato dalla Bibbia.
The epic of Gilgamesh also describes the Universal
Deluge of the Babylonian tradition which preceded the
similar Deluge narrated by the Bible by many centuries.

ste transazioni. Sin dallinizio, questo


strumento inizi a fluidificare le transazioni facendole uscire gradualmente dalle vischiosit del baratto che
rappresentava un ostacolo alla circolazione dei beni e delle merci. Le
transazioni divennero pi facili da
realizzare.15
Ma largento non fu lunico mezzo
di pagamento. Accanto a esso luomo
mesopotamico us anche lorzo. La
sua ampia produzione costrinse di
fatto luomo a usarlo come mezzo di
pagamento. Presentava per un inconveniente: aveva un basso valore unitario e una limitata conservabilit nel
tempo. Per largento la cosa fu diversa;
luomo lo scelse liberamente tra i diversi beni presenti in natura in quanto
presentava il vantaggio di avere un
valore unitario elevato (ma adeguato
per le transazioni dellepoca) ed era

10 ECONOMIA-FINANZA

senza limiti di conservabilit. Insomma


la vera scelta di una moneta fu quella
che ricadde sullargento. Nei tre millenni a.C. quelle genti usarono anche altri
mezzi di pagamento: rame e stagno (in
misura molto inferiore a quella di argento e orzo), oro (solo talvolta) e altri
beni, che per nel loro insieme non rivestirono limportanza dellargento e
dellorzo.16
La circolazione dellargento a peso, come si diceva, comport subito la
necessit di risolvere i problemi connessi alluso di questa moneta. In primo luogo si dovette fissarne il valore, il
che avvenne in base al peso di fino in
esso contenuto per cui circol a valore reale. Si rendeva per necessario
estrarlo dalle miniere, raffinarlo, stabilirne il grado di purezza17 e quindi pesarlo.18 Ci comport la nascita dei
fonditori dellargento, dei pesatori
dellargento19 e dei saggiatori dellargento. Occorreva scegliere in quale
forma esso dovesse circolare 20 e come
garantirne la corretta circolazione. La
sua custodia avveniva mettendolo in
borse, sacchi sigillati, casseforti, ecc.
Quindi una gestione articolata in un
contesto economico accentrato sul
tempio e il palazzo del sovrano accanto ai quali troviamo un importante
ruolo svolto dai privati.
Come si detto, per quasi tre
millenni largento a peso circol a valore reale (valeva per il contenuto di
fino che conteneva). Anche la moneta
coniata dalla Lidia circol a valore
reale ma ben presto a questultima si
aggiunsero monete a circolazione fiduciaria, cio monete in cui il valore
Banconota da tremila lire. Taglio pi elevato dei
primi cinque tagli di banconote emessi in Italia nel
1746 (100 200 500 1.000 3.000 lire).
A three thousand lira banknote. The highest of the
first five denominations of bankotes issued in Italy
in 1746 (100 200 500 1,000 3,000 lire).

Moneta delettro della Lidia. Queste furono le prime


monete coniate (VII secolo a.C.).
An electrum coin from Lydia. These were the first coins
minted (7th century BC).

facciale imposto dal sovrano era superiore al valore di fino in esse contenuto. Col tempo, alla circolazione metallica si affiancher quella cartacea: la
banconota. Le prime furono emesse in
Cina, e di esse ci parla Marco Polo.21 In
Europa le prime furono emesse nel
1661 da una banca svedese: la Wexeloch Lane Bank. In Italia le prime furono emesse nel 1746 dalle Regie Finanze
di Torino.22 Con la proclamazione del
Regno dItalia (17 marzo 1861) si perveniva alla unificazione del nostro
Paese dopo un periodo di quasi 1.500
anni (cio dalla caduta dellImpero
romano) in cui lItalia era rimasta divisa in Stati, Staterelli, ecc. LItalia unificata eredit dagli Stati precedenti 282
specie di monete (un guazzabuglio
monetario) che richiese una, non facile, riforma monetaria. Ormai lera della
moneta metallica stava tramontando e
lera della banconota, come quella
delleuro di cui abbiamo detto, stava
prendendo il sopravvento a sua volta
insidiata da altri nuovi mezzi di credito come la moneta elettronica e le
carte di credito.
Al termine di quanto detto, possiamo quindi concludere dicendo che
la moneta esisteva prima della moneta (coniata).

Fototeca Gilardi

Vocabularies, theories et modalites de echan- Sire, e nne fatte fare tante che tutto l tesoro
ge, ci dice che nel commercio paleoassiro [del mondo] nappagherebbe (ne potrebbero
(XIX-XVIII sec. a.C.) il karum di Kanish e lHo- acquistare). E quando queste carte sono fattel de Ville di Assur controllavano il titolo te, egli ne fa fare tutti i pagamenti e spendere per tutte le province e regioni e terre ovedellargento usato come moneta.
18) Si dovette far ricorso a un sistema di gli segnoria; e nessuno gli osa refiutare, a
pesi e di misure che per largento fu il siclo pena della vita. Marco Polo prosegue poi
(ca 8 gr), la mina (ca 500 gr) e il talento (ca evidenziando come questa carta-moneta
30 kg). Nelle tavolette si parla spesso di pe- fosse usata per pagare ogni merce come persi del dio Shamas, pesi reali, pesi della le, oro, argento, pietre preziose, ecc. e agcitt, pesi del mercante, ecc., il che lascia giunge: E quando ad qualcuno si rompe o
intendere che la circolazione dei pesi sareb- guastasi alcuna di queste carte e egli vae
be stata controllata da diverse istituzioni. alla tavola del Grande Sire, incontanemente
Lart. 95 del Codice di Hammurabi sancisce gliele cambia e [egli] data bella e nuova, ma
che se un creditore falsa i pesi al momento s gliene lascia 3 per 100 (chi cambia la cartadella restituzione di un prestito in argento, moneta deve pagare una provvigione del 3
per cento). Marco Polo ci dice poi di casi in
perde i diritti sul prestito.
19) Piotor Steinkeller (1989: 93), Sale Docu- cui le persone possono presentare la cartaments of the Ur-III-Period, giunge a ipotizzare moneta al Grande Sire ottenendone in camche i pesatori dellargento (sovente citati bio argento, ragione per la quale, ci dice
nelle tavolette) fossero presenti
in ogni operazione in cui largento interveniva come moneta.
20) Il tema della forma rivestita dallargento monetato di
grande interesse e necessita di
ulteriori approfondimenti. TaluBanconota cinese della Dinastia Ming databile tra il ni dicono che dovesse trattarsi
1368 e il 1399. Di tali banconote ci parla Marco di lingotti, piastre, anelli, ecc.
Polo (1254-1324) ne Il Milione.
Comunque i ritrovamenti sono
A Chinese banknote from the Ming Dynasty which can molto scarsi. A Kanish sono stabe dated between 1368 and 1399. Marco Polo (1254- ti ritrovati stampi per fondere
largento grezzo per farne lin1324) mentioned these banknotes in The Million.
gotti del peso di alcuni sicli,
15) Mentre le tavolette parlano molto del mezza mina, una mina, una milargento a peso esse poco ci tramandano in na e mezza, che dovevano poi
merito alle operazioni di baratto anche se, essere usati come moneta nei
ovviamente, si deve ritenere che esso fosse pagamenti relativi al commerpresente in quelle economie.
cio paleoassiro; si ipotizza inol16) Su questi aspetti Odoardo Bulgarelli tre che il karum di Kanish potes- Una delle prime banconote emesse in Europa nel 1661 dalla banca
svedese Wexeloch Lane Bank.
(2005), Il regolamento degli scambi nel Vici- se fungere da zecca.
no Oriente Antico, in Accademia Nazionale 21) Marco Polo (1982: 124- One of the first banknotes issued in Europe in 1661 by the Swedish
dei Lincei (ed.), Leconomia palaziale e la 126), Il Milione, Edizioni Studi bank Wexeloch Lane Bank.
nascita della moneta: dalla Mesopotamia Tesi, ci dice tra laltro: Or sapallEgeo.
piate chegli [il Grande Sire] fa fare cotal mo- sempre Marco Polo, il Grande Sire deve ave17) A esempio Ccile Michel (2005: 127), Le neta comio vi dir. Egli fa prendere scorza re pi oro e argento di ogni altro.
commerce priv assyriens en Anatolie: un dun lbore ch a nome gelso llbore le 22) Su disposizione di Carlo Emanuele III,
modle du commerce archaque selon K. Po- cui foglie mangiano li vermi che fanno la con decreto 26 settembre 1746 si disponeva
layi, in P. Rouillard (ed.), Autour de Polanyi. seta , e cogliono la buccia sottile che tra lemissione di biglietti di credito (banconote)
la buccia grossa e l le- per i seguenti importi e quantitativi: n. 6.000
gno dentro, e di quella pezzi da 100 lire; n. 6.000 pezzi da 200 lire; n.
Una banconota da venti lire emessa nei primi anni del Regno dItalia.
buccia fa fare carte co- 2.000 pezzi da 500 lire; n. 600 pezzi da 1.000
A twenty lira banknote issued in the first years of the Kingdom of Italy.
me di bambagia; e sono lire; n. 200 pezzi da 3.000 lire. Si noti che a
tutte nere. Quando que- quel tempo con una banconota da 3.000 lire
ste carte sono fatte cos si poteva acquistare un chilo di oro. I possesegli ne fa de le piccole, sori di tali banconote percepivano un inteche vagliano una met resse trimestrale dell1 per cento ed era fatto
di tornesegli picculi, e obbligo a chiunque di accettarli in pagamenlaltra vale 1 tornesello, to. Negli anni susseguenti, le spese militari
e laltra vale un grosso faranno aumentare la circolazione di queste
dargento da Vinegia banconote che raggiunger lapice nel 1797
[Venezia], e laltra un con 97.000.000 di lire. Una crisi di fiducia, con
mezzo, e laltra 2 grossi, perdite economiche per le famiglie, port
e laltra 5, e laltra 10, e alla Legge del 27 luglio 1800 con la quale
laltra 1 bisante doro, e veniva abolita la circolazione di tali bancolaltra 2, e laltra 3, e co- note. Occorrer mezzo secolo prima che ris va infino 10 bisanti. E prendesse nel nostro Paese lemissione di
tutte queste carte sono banconote. Si veda il sito ufficiale della Bansugellate dal Grande ca dItalia http://www.bancaditalia.it/.

ECONOMIA-FINANZA 11

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