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Fisco e Diritto

Cassazione 26 novembre 2009, ordinanza n. 24926

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DECADENZA DAL BENEFICIO PER LA TARDIVA RESIDENZA (CASSAZIONE N. 24926 DEL 26 NOVEMBRE 2009)

Per quanto attiene l’imposta di registro, e con riferimento all'agevolazione fiscale per l'acquisto della prima casa, è presupposto essenziale per il conseguimento del beneficio stesso, che il trasferimento della residenza nel Comune in cui è ubicato l'immobile acquistato sia fatto entro il termine stabilito dall'art. 3 della legge 549/1995. Altresì non assume alcuna rilevanza la circostanza per cui il mancato trasferimento sia o meno attribuibile alla colpa del contribuente. Si tratta di un orientamento ormai consolidato secondo il quale, in tema di agevolazioni per la prima casa, il trasferimento della residenza nel termine di legge, stabilito in 18 mesi, è requisito costitutivo del diritto al beneficio; il mancato adempimento del termine impedisce, in sostanza, il realizzarsi dello stesso beneficio.

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Cassazione 26 novembre 2009, ordinanza n. 24926

La Corte ritenuto che, ai sensi dell'art. 380 bis cod. proc. civ., è stata depositata in cancelleria la seguente relazione:

1. L‘Agenzia delle entrate propone ricorso per cassazione avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale della Toscana, 10/30/06, depositata il 27 aprile 2006, con

la spettanza delle

agevolazioni fiscali previste per l'acquisto della "prima casa". In particolare, in relazione ad

atto di compravendita stipulato nel 1998, il giudice a quo ha ritenuto che il termine di un anno dall'acquisto, all’epoca prescritto dalia legge per stabilire la residenza nel Comune dì ubicazione dell'immobile, pur avendo natura decadenziale, "non scatta se il contribuente abbia preso la residenza od abbia fatto quanto in suo potere per poter materialmente abitare la casa e poi quando possibile abbia preso inconfutabilmente la residenza nella casa acquistata", per cui, nella fattispecie, "è fuor di dubbio che non abbiano perso l'agevolazione gli acquirenti di cui al presente ricorso che hanno documentalmente dimostrato di essersi attivati a richiedere le concessioni amministrative per rendere l'abitazione acquistata abitabile, hanno effettuato i lavori e vi hanno preso materialmente la residenza non appena rilascialo il permesso di abitabilità.

la quale, rigettando l'appello dell'Ufficio, è stata riconosciuta a, (

)

e (

)

I contribuenti non si sono costituiti.

2. Premesso che la notificazione del ricorso, a seguito di ordinanza di questa Corte, è stata

ritualmente rinnovata nei confronti di (

primo, assorbente, motivo di ricorso, con il quale, denunciando la violazione dell'art. 1, nota

II bis, della parte I della tariffa allegata al d.P.R. n. 131 del 1986, nel testo sostituito dall'art.

3 della legge n. 549 del 1995, si censura la suddetta ratio decidendi; essa, infatti, non è conforme alla consolidata giurisprudenza di questa Corte secondo la quale, in tema di imposta di registro, la fruizione dell'agevolazione fiscale per l'acquisto della prima casa richiede, in base alla disciplina introdotta a partire dall'art. 2 del dl. n. 12 del 1985, che l'immobile sia ubicato nel comune ove l'acquirente ha, ovvero - come previsto dalle norme

personalmente, appare manifèstamente fondato il

).

successivamente introdotte - stabilisca la residenza entro un determinato termine dall'acquisto (nella specie, regolata ratione temporis dal citato art. 3 della legge n. 549 del 1995, un anno), senza che, attesa la lettera, e la formulazione delle norme medesime, alcuna rilevanza giuridica possa essere riconosciuta né alla realtà fattuale, ove questa contrasti con il dato anagrafico, né all'eventuale ottenimento detta residenza oltre il termine fissato, essendo quest'ultima presupposto per la concessione del beneficio e trattandosi di normativa agevolativa e quindi di stretta interpretazione (cfr. Cass. nn. 8377 del 2001, 26115 del 2005, 1173 e 4628 del 2008).

3.

In conclusione, si ritiene che il ricorso possa essere deciso in camera di consiglio, per manifesta fondatezza del primo motivo, assorbito il secondo”;

Che la relazione è stata comunicata al pubblico ministero e notificata all'Avvocatura Generale dello Stato;

Che non sono state depositate conclusioni scritte, né memorie.

Considerato che il Collegio, a seguito della discussione in camera di consiglio, condivide i motivi in fato e in diritto esposti nella relazione e, pertanto, riaffermato il principio di diritto sopra richiamato, va accolto il primo motivo di ricorso, assorbito il secondo, la sentenza impugnata deve essere cassata e, non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto, la causa va decisa nel merito, con il rigetto del ricorso introduttivo dei contribuenti;

Che sussistono giusti motivi, anche in considerazione del fatto che la giurisprudenza sopra citata si è consolidata in epoca successiva alla proposizione del ricorso, per disporre la compensazione delle spese dell’intero giudizio.

P.Q.M.

Accoglie il primo motivo di ricorso, assorbito il secondo, cassa la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, rigetta il ricorso introduttivo dei contribuenti,

Compensa le spese dell'intero giudizio.

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