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LA COMUNICAZIONE INTERPERSONALE

Non si pu non comunicare


Non si pu non comunicare. La comunicazione insita nella natura delluomo. Nasciamo da una
relazione e veniamo allevati in relazione.
Quando due persone si trovano in ununit spazio-temporale realizzano sempre e comunque un processo
di comunicazione

Il contenuto e la relazione
Ogni comunicazione ha un aspetto di contenuto ed uno di relazione. Quando due persone comunicano tra
loro si scambiano un certo contenuto e contemporaneamente inviano dei messaggi che implicitamente
qualificano la relazione in corso. E lincontro e la qualit interattiva con laltro che definisce lo stile
relazionale. Nella comunicazione, il corpo parla, trasmettendo significati, emozioni, informazioni.
Accanto a questo anche il contesto assume molta importanza.

I fattori interni ed esterni


Ci sono inoltre da considerare fattori interni ed esterni tra i quali:

Dove siamo
Con chi siamo
In quanti siamo
Che rapporti abbiamo con gli altri (ruolo)
Il movente dellincontro
La sicurezza di s
La fiducia in se stessi
La personalit

Informazione e comunicazione
Esistono sostanziali differenze tra il semplice atto di informare e latto di comunicare

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Principali differenze tra Informazione e Comunicazione


Informazione
Messaggio unidirezionale
Assenza di partecipazione
Assenza di relazione
Completa/parziale
Vera/falsa
Comprensibile/incomprensibile

Comunicazione
Messaggio bidirezionale
Partecipazione emotiva
Empatica/distaccata
Verbale/Non verbale
Congruente/paradossale
Intensa/debole

Le barriere della comunicazione


I sondaggi pi recenti mettono in luce come molte persone siano insoddisfatte del proprio modo di
comunicare.

Gli atteggiamenti
Molti atteggiamenti costituiscono una barriera comunicativa. Ad esempio: si pensa che sappiamo tutto su
un particolare soggetto o che abbiamo detto tutto ci che si poteva dire sullo stesso. Spesso si trasmettono
o ricevono meno informazioni del necessario, dando per scontato parte del contenuto comunicativo.

Tipi di barriere
Ulteriori barriere comunicative sono:
- ignorare il fatto che la stessa parola o frase pu avere differenti significati per differenti persone
(alterazione semantica).
- non considerare obiettivamente i fatti
- considerare un unico ed esclusivo modo di fare qualcosa
- parlare o reagire senza pensare prima

Gli atti linguistici indiretti

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A volte chi parla pu voler dire ci che esprime letteralmente, altre volte pu sottintendere un
contenuto opposto, come nel caso dellironia, altre volte ancora desidera inviare richieste implicite che
spera linterlocutore intuisca. Quando ci accade chi parla si avvale di atti linguistici indiretti che
consentono di ottenere la risposta desiderata senza esprimerla apertamente.
Sono atti linguistici indiretti:
- i postulati conversazionali;
- i presupposti linguistici;
- le ambiguit;
- i truismi (ovviet);
- le metafore.

Gli stili della comunicazione


Per stile si intende la tendenza a privilegiare un modo di esprimersi e di relazionarsi che pu essere
utile in certe circostanze e disfunzionale in altre.
Gli stili della comunicazione sono:

passivo;

aggressivo;

manipolativo;

assertivo.

Lo stile passivo pu essere utile quando non abbiamo intenzione di dedicare energie e ci fidiamo
dellinterlocutore.
Lo stile aggressivo pu essere utile quando vogliamo far valutare i nostri diritti.
Lo stile manipolativo pu essere utile quando abbiamo qualcosa da nascondere o da proteggere.
Il tipo di comunicazione utilizzato dipende in larga misura dalla capacit o meno di aver raggiunto una
coerenza interna, che determina la comunicazione assertiva
Lo stile assertivo permette di un rapporto basato sul riconoscimento dei propri e altrui diritti.

Le funzioni relazionali degli atti linguistici


Il linguista R. Jakobson ha fissato le funzioni relazionali degli atti linguistici assegnando alla
comunicazione linguistica sei funzioni relazionali correlate ai fattori che agiscono nel processo di
comunicazione: emittente, canale, messaggio, codice, contesto e destinatario.
Le sei funzioni di Jakobson sono:
1) funzione di contatto sociale: serve per rassicurare che si instaurato il contatto o per verificare che lo
si sta mantenendo;
2) funzione conoscitiva esplorativa: serve per conoscere, esplorare la realt e formularne diverse
dimensioni o aspetti, con domande, curiosit, giudizi, valutazioni;
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3) funzione referenziale: serve per riferire resoconti o commenti;


4) funzione espressiva: serve per esprimere valutazioni, emozioni, giudizi sulla situazione cui si
partecipa;
5) funzione conativa: serve per indurre, spingere o stimolare negli altri determinati comportamenti;
6) funzione metalinguistica: serve per discutere il codice prescelto, serve per interrogarsi sulla
comunicazione stessa.

I cinque atti linguistici


Latto linguistico riguarda i mezzi linguistici che le persone usano per compiere le pi comuni azioni
sociali ed evidenzia il carattere dazione del linguaggio che ha la capacit di provocare effetti sul
ricevente.
I cinque atti linguistici sono:
- verdettivi: constatare, descrivere, dire a qualcuno
come stanno le cose;
- esercitivi: cercare di far fare qualcosa a qualcuno;
- commissivi: impegnarsi a fare qualcosa, assumere impegni;
- espositivi: esprimere i propri sentimenti interiori;
- comportativi: causare cambiamenti attraverso le parole.

Il linguaggio non verbale


Circa 2/3 del nostro modo di comunicare non verbale

16

11

4
Verba
Non
Contes
Paraverb

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Il linguaggio non verbale strettamente collegato a quello verbale, in quanto non tutto pu essere
riportato in forma completa con il solo uso delle parole.
Il corpo parla spesso una lingua che esprime pensieri e intenzioni lontane da quelle che invece presenta
la voce. Il linguaggio non verbale rivela le emozioni pi profonde e pi vere, dice quello che le parole
non possono o non vogliono dire.
Le abilit nellosservare la comunicazione non verbale sono fondamentali in quanto ci forniscono molti
elementi di lettura degli altri.
La comunicazione non verbale riguarda:

la postura

la prossemica

le espressioni del viso

i movimenti delle braccia e delle mani

le comunicazioni cinesiche

La comunicazione paraverbale
La comunicazione paraverbale riguarda:

il tono

il volume;

il tempo;

il timbro.

La leadership
La Leadership un fenomeno collettivo, un fenomeno sociale, concreta , collocata in un
contesto, specifica.
Che cosa vuol dire Leadership?

influenzare gli altri per raggiungere obiettivi condivisi

dirigere e gestire il cambiamento

creare una visione per lorganizzazione

motivare e guidare gli altri verso il successo

creare le condizioni necessarie per raggiungere gli obiettivi

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Manager o leader?
Come abbiamo visto unautorit una persona che occupa una posizione formale che d il potere di
dirigere il comportamento dei subordinati. La leadership invece si pu sviluppare sia su base formale
che informale
Esiste una differenza sostanziale tra il ruolo di manager e quello di leader

M AN AGER
O r g a n iz z a
P ia n if ic a
A m m in is t r a
M a n t ie n e
D e le g a
A c c e t t a la r e a lt
A t t e n t o a s is t e m i e
strutture
C o n t r o lla
I m it a
H a se n so d i
appartenenza

LEA D ER
G u id a
M o t iv a
I n n o va
S v ilu p p a
E u n e s e m p io
S t u d ia la r e a lt
S i c o n c e n t r a s u lle
persone
E o r ig in a le
C re a a p p a rte n e n z a
H a f id u c ia in s e

Due variabili fondamentali


Leadership e management comprendono attivit e comportamenti diversi per quanto riguarda il loro
orientamento verso gli obiettivi, la loro concezione del lavoro, tipologia di relazioni con gli altri e
percezione di s.
In una organizzazione il bisogno di leadership e di management dipende da due variabili fondamentali:

Maggiore il bisogno di cambiamento in una organizzazione, maggiore il suo bisogno di


leadership
Lo scopo della leadership il cambiamento organizzativo

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Maggiore la complessit di una organizzazione, maggiore il suo bisogno di management e


stabilit
Lo scopo del management la stabilit organizzativa

Il sistema
Che cose un sistema ?
Un insieme di oggetti e di relazioni tra gli oggetti e tra i loro attributi. Gli oggetti sono le parti del
sistema (le persone che costituiscono il sistema), gli attributi sono le propriet, le caratteristiche degli
oggetti, e le relazioni tengono insieme il sistema.
Un sistema regolato da un insieme di leggi (regole esplicite ed implicite) che lo mantengono
allinterno di un determinato equilibrio.
Un sistema aperto un sistema che scambia informazioni con lesterno.

Le caratteristiche di un sistema
Le caratteristiche di un sistema sono totalit o non sommativit: ogni parte di un sistema in contatto
con le altre parti che lo costituiscono, un cambiamento in una parte procura un cambiamento in tutte le
parti ed in tutto il sistema. Un sistema non pu essere considerato come la somma delle sue parti.

La comunicazione nel gruppo


Come comunicare nei gruppi?
Il lavoro di gruppo non si impara leggendo,
si impara facendo
Vaccani
Cosa significa saper comunicare in un gruppo?

saper scoprire i suoi interlocutori

saper individuare le coalizioni esistenti

essere in grado di ricostruire la rete dellinformalit organizzativa, delle comunicazioni e dei


rapporti di dipendenza che si stabiliscono

valutare quanto questi possono favorire o ostacolare la realizzazione degli obiettivi comuni

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Gli elementi di successo nella comunicazione di gruppo


4 sono gli elementi di successo nella comunicazione di gruppo:
1. Risorse interne: necessario utilizzare al massimo le capacit e lesperienza di tutti i membri,
favorendo un ascolto attivo, un confronto costruttivo e cercando di ottenere la massima partecipazione
possibile da ognuno;
2. Autorit: nellesercitarla bisogna mantenere un giusto equilibrio tra la salvaguardia delle proprie
esigenze e quella degli altri, cercando di affrontare in modo costruttivo i conflitti;
3. Processi: prestare molta attenzione alle relazioni cercando di capire le esigenze di ogni singolo
componente il gruppo;
4. Cultura e clima: la collaborazione fondamentale per comprendere in ogni sua manifestazione ciascun
componente il gruppo e instaurare un clima di fiducia reciproca.

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