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Mastro-don Gesualdo, pubblicato nel 1889, uno tra i pi conosciuti romanzi

di Giovanni Verga. Narra la vicenda dell'omonimo protagonista, ed


ambientato a Vizzini, in Sicilia, nella prima met dell'Ottocento in periodo
risorgimentale.
Secondo romanzo del ciclo dei vinti, il frutto di un lungo lavoro preparatorio
proseguito incessantemente per nove anni. I primi abbozzi risalgono al 18811882, subito dopo la pubblicazione de I Malavoglia. Mastro-don Gesualdo usc a
puntate sulla Nuova Antologia dal 1 luglio al 16 dicembre 1888, e poi in
volume presso l'editore Treves, nel 1889, ma datato 1890. A differenza dei
Malavoglia, Mastro-don Gesualdo fu accolto positivamente.
L'operazione linguistica condotta dallo

scrittore risulta in questo romanzo particolarmente complessa, a causa


dell'eterogeneit delle classi sociali rappresentate, ognuna portatrice di un
lessico proprio.
L'elaborazione dell'opera stata ricostruita filologicamente da Carla Riccardi,
curatrice anche dell'Edizione Nazionale delle Opere di Giovanni Verga. La
filologa ha accolto come definitivo il testo cos come appare nel manoscritto
inviato in tipografia, e lo ha corredato di un ricco apparato genetico nel quale
sono per anche presenti alcune varianti evolutive.

Trama
Il romanzo diviso in 4 parti, ognuna delle quali suddivisa a sua volta in
capitoli.

Parte prima
Cap I. Un incendio scoppia a palazzo Trao, di propriet di una famiglia nobile
decaduta, composta da 3 fratelli: don Diego (malato di tisi), don Ferdinando e
donna Bianca. La gente che accorre la critica per le condizioni in cui si
ridotta; i suoi componenti infatti non hanno voluto cambiare stile di vita e
iniziare a lavorare, attivit estranea alla loro classe sociale. I fratelli
preferiscono vivere dellelemosina dei parenti, che peraltro forniscono i viveri e
gli abiti per Bianca. Quando scoppia lincendio Bianca si trova nella sua camera
da letto con Nin Rubiera, suo cugino ed amante. I due vengono scoperti da don
Diego.
Cap II. Don Diego lindomani si reca al palazzo della cugina Rubiera per
raccontarle ci che ha scoperto, con lintenzione di combinare un matrimonio.
La baronessa per non vuol saperne di ammogliare labbiente figliolo con
Bianca poich priva di dote ma promette che si impegner a trovarle un marito
alla sua altezza. Don Ferdinando considerato pi stupido di don Diego;

questultimo ossessionato dalle carte della lite, ossia la documentazione di


una contesa giudiziaria secolare che oppone i nobili Trao alla corona di Spagna.
Quando quella lite sar vinta frutter unimmensa ricchezza alla loro famiglia.
Don Gesualdo Motta intanto si messo in testa di concorrere allasta per la
gabella delle terre comunali ed il barone Zacco si infuria per questo perch
sono da generazioni di propriet della sua famiglia.
Cap. III. Ha luogo la festa di San Gregorio Magno; la cugina Marianna Sganci
ha organizzato un ricevimento a casa sua, al quale accorso il fior fiore della
nobilt. Alla festa viene anche mastro don Gesualdo, che viene fatto
accomodare sul balcone del vicoletto, riservato agli invitati meno prestigiosi ed
ai parenti poveri, dove appunto erano seduti anche don Ferdinando e donna
Bianca. Alla festa gli invitati parlottano del matrimonio di Bianca e Gesualdo e
criticano la cosa per linferiore condizione sociale di lui, indignandosi per non
essere stati informati di nulla, pur essendo parenti di Bianca. Oltre al
matrimonio di Bianca si sta programmando anche quello di Nin Rubiera con Fif
Margarone. Gesualdo e la baronessa Rubiera sono diventati soci in affari per
potersi accaparrare le terre del comune: lui mette a disposizione il capitale, lei
il nome prestigioso. A un certo punto Bianca e Nin si incontrano e riescono a
discutere da soli sul balcone. Bianca lo mette alle strette, vuole che le dica
chiaramente se hanno un futuro insieme ma lui un debole, succube della
madre e si lascia manovrare da lei come un burattino. Nin alla fine confessa
che la madre non acconsente al suo matrimonio. Emerge allora la realt dei
loro prossimi matrimoni, lui con Fif Margarone, di cui ha gi il sentore da un
po, lei con don Gesualdo, di cui per ignara. Lei si dispera, lui si preoccupa
solo del fatto che non devono dare nellocchio. Lui potrebbe opporsi alla
volont della madre ma vile e codardo. Sarebbe infatti figlio unico e leredit
gli spetterebbe integralmente, il giorno che la madre venisse a mancare ma
cos debole che accetta passivamente ci che la madre gli impone, anche di
sposare una donna brutta che per giunta non ama. Egli infatti teme che possa
infliggergli una vita di inferno, negandogli il denaro, fintanto che in vita. La
zia Sganci chiede a Gesualdo di accompagnare a casa i Trao cos che lui abbia
la prima occasione per conoscere sua nipote Bianca. Il marchese Limoli, zio
della ragazza, cerca di convincerla che un buon partito perch ha molto
denaro; il canonico Lupi fa lo stesso con Gesualdo, dicendo che il matrimonio
con la donna lo introdurr nella buona societ e conseguir cos il titolo
nobiliare.
Cap. IV Viene descritta la solerzia di Gesualdo nello svolgere il proprio lavoro e
nel controllare quello altrui. Gesualdo non si ferma di fronte a nessuna difficolt
e lavora
strenuamente in ogni condizione climatica. Tutti i pasticci dei parenti ricadono
sulle sue spalle, lui lunico che fatica e mantiene tutti quanti. Gesualdo controlla costantemente le
sue propriet e che i braccianti lavorino la terra, ma spesso e volentieri li trova oziosi, sdraiati al
riposo dal sole. Gesualdo abita con lumile servetta Diodata, compiacente e servizievole,
segretamente innamorata delluomo. Si racconta come Gesualdo sia partito dal nulla e con alacrit
sia riuscito a crearsi la sua fortuna e ad accumulare la sua roba; egli infatti un uomo che si
fatto da s (Homo faber fortunae suae). Si narrano poi i primi dissidi con il padre, quando per voler
aiutare economicamente la famiglia va a lavorare come manovale. Tutte le sue fatiche e i sacrifici
vengono ricompensati perch Gesualdo ha il cervello per gli affari e riesce perci a diventare
padrone lui stesso di molteplici terreni. Un giorno Gesualdo comunica a Diodata che presto

prender moglie; ella sconvolta dalla notizia anche perch teme per la sorte che avranno i figli
avuti da lui e abbandonati

Cap. V. La sorella Speranza e il cognato Burgio speculano sugli affari;


Burgio si occupa sempre di investimenti che non fruttano niente. Il fratello
Santo vive sulle spalle di Gesualdo e il padre, non volendo essere defraudato
del suo ruolo di capofamiglia, combina solo guai con gli affari del figlio, ai quali
questultimo sempre costretto a rimediare. Il padre si sente depauperato
della sua posizione allinterno della famiglia e quindi fa di testa sua, rovina gli
affari del figlio, facendogli perdere soldi. A causa di una malversazione del
padre un ponte crollato e Gesualdo ha perso un affare. Sotto la spinta di
questa disgrazia si decide al matrimonio con Bianca propostogli dal canonico
Lupi.

Cap. VI. Bianca si reca in chiesa per confessarsi e l il sagrestano Luca e


il canonico Lupi esercitano su di lei pressione psicologica circa il matrimonio
con Gesualdo. Nei giorni precedenti lui aveva presentato la proposta ufficiale ai
suoi fratelli, che per non avevano acconsentito e per questo va in collera. Don
Luca esorta donna Bianca a riproporre la questione del matrimonio ai suoi
fratelli perch sarebbe un affarone per tutta la sua famiglia, unoccasione da
non perdere. Donna Marianna a sua volta cerca di convincere Ferdinando e
Diego che pure sono restii a dare in moglie la loro sorella a uno come Gesualdo.
La loro nobilt deriva dal sangue, per questo ripudiano lidea di fare entrare
nella loro famiglia il mastro. Alla fine tuttavia, rassegnati, dicono a Bianca di
fare ci che vuole. Ella decide di sposarsi non per il guaio combinato con il
cugino, ma per uscire dalle ristrettezze economiche in cui versa la famiglia.
Cap. VII. Al loro matrimonio non viene nessun parente, n di lei perch non
approvano, n di lui perch si vergognano della loro condizione di miserabili. I
pochi invitati presenti alla successiva festa sembrano interessati solo ad
arraffare cibo e a sparlare dellatteggiamento dei fratelli di lei. Diodata
innamorata di Gesualdo ma lui le ha combinato un matrimonio riparatore con
Nanni lOrbo. Gesualdo si illude di poter trovare un possibile terreno dintesa
con la moglie (i segni umili di privazione che lavvicinavano a lei). Viene
consumata la prima notte di nozze. Lui impacciato, ha quasi paura di toccarla
anche perch lei rimane rigida. Tale atteggiamento preannuncia la loro futura
incomunicabilit, il principio di ununione triste.

Parte seconda
Cap. I. Nella sede del comune si svolge la gabella per laffitto delle terre
comunali; c un parapiglia generale: tutti si infervorano e si accapigliano,
tranne Gesualdo, che resta

impassibile perch sa di avere il coltello dalla parte del manico ed il pi


furbo di tutti. Per quanto lui faccia offerte alte, cercano di farlo desistere
dallimpresa prima proponendogli la concessione del denaro perso nella
cauzione del ponte crollato a patto che lui rinunci ad accaparrarsi le terre
comunali; viene proposto poi che le terre siano divise tra lui, la baronessa
Rubiera e il barone Zacco, che ne ha il possesso da generazioni. Ma Gesualdo
non accetta neanche questa proposta; non vuole scendere a compromessi
perch vuole il monopolio sulle terre. Tiene cos tanto ad aggiudicarsele anche
per una rivalsa personale nei confronti dei nuovi parenti per laffronto subito
(matrimonio a sua insaputa riparatore). Il suo pi acerrimo competitore il
baronello Rubiera, che sia avido sia geloso nei confronti del marito di Bianca.
Il matrimonio con la donna stato un fallimento perch lui tuttora solo contro
tutti, non ha ottenuto lappoggio dei nobili sposandola. Venendo a sapere dal
canonico dei moti rivoluzionari carbonari di Palermo, Gesualdo decide di aderire
lui stesso alla Carboneria ed anzi di provare ad assumerne la guida per farla
pagare a tutti i pezzi grossi. Il moto popolare nelle campagne sfocia nella
rivendicazione delle terre da parte dei villani.
Cap. II. Si prospetta il tema della rivolta contadina; da una parte i villani,
incapaci di organizzarsi e di darsi dei capi, dallaltra i galantuomini, impauriti
dalla collera popolare. Ma il fermento popolare prodotto dalle notizie dei
rivolgimenti politici palermitani non sfocia nella temuta jacquerie, anzi rinsalda
la solidariet tra i possidenti che dimenticano la loro rivalit di cani e gatti
per fare fronte comune contro il nemico di classe. I rivoltosi infatti si riuniscono
durante una notte ma al primo segnale di pericolo si disperdono e scappano.
Secondo Gesualdo, il fervore politico dei galantuomini solo un ennesimo
tentativo di tagliarsi luno allaltro lerba sotto i piedi e deriva dalla necessit di
trovarsi dalla parte giusta, qualora la rivoluzione avesse successo. In Gesualdo
e negli altri possidenti dunque prevale linteresse a tutelare i propri profitti.
Cap. III. Si chiude con il parto prematuro di Bianca che d alla luce Isabella,
dovuta al colpo per la perdita del fratello Diego. La povera ragazza era stata
tenuta alloscuro del degenerare della sua malattia. Durante la notte don Diego
morente rimasto affidato soltanto alla carit del sagrestano poich a causa
dei tafferugli in paese, nessuno aveva avuto il coraggio di uscire di casa. Diego
muore tra lindifferenza dei parenti, nessuno dei quali vorrebbe accollarsi le
spese del funerale.
Cap. IV. Tradito dal barbiere mastro Titta, Nin Rubiera vede consegnata la
lettera damore indirizzata ad Aglae, prima donna di una compagnia teatrale,
alla fidanzata Fif. Aglae, che recita dentro e fuori del teatro, una donna
scaltra che cerca di ricavare i maggiori vantaggi possibili dal fascino che
esercita sui provinciali vizzinesi, apparentemente ignara dei guasti patrimoniali
che la passione pu arrecare. Le malignit mormorate a teatro da parenti e
conoscenti sulla paternit di Isabella non hanno alcun fondamento reale e sono
lennesimo gratuito atto di ostilit nei confronti del mastro. Dopo i familiari e
Bianca, neanche Isabella infatti potr colmare il vuoto di affetti nel quale si

muove il protagonista. Il baronello Rubiera per conquistare Aglae, le manda


leccornie di ogni tipo, che insieme al suo collega consuma nella taverna. I 2
sono dei ruffiani. Alla fine Nin riesce a raggiungere il suo scopo, indebitandosi
fino al collo; la baronessa essendo venuta a conoscenza di ci, gli ha tagliato i
viveri. Il canonico Lupi intercede per lui presso Gesualdo, cercando di
persuaderlo a fargli un prestito per sanare i debiti. Una volta morta la madre,
lui otterr leredit e da galantuomo qual , estinguer il debito contratto con
Gesualdo.
Cap. V. La baronessa Rubiera viene a sapere della nuova amante di suo figlio e
di tutti i soldi che per lei sperpera, che per certo non sono suoi, perch la
baronessa gli aveva proibito di disporre della sua eredit. Una mattina un
conoscente detto il Ciolla viene a farle visita, mettendole la pulce nellorecchio
riguardo al coinvolgimento di Gesualdo nellaffare come prestatore di denaro.
La baronessa insospettita decide di andare al battesimo di Isabella Trao, per
saperne di pi, ma quando chiede spiegazioni a Bianca prima e a Gesualdo poi,
le vengono negate. Alla cerimonia i parenti di Gesualdo non si presentano
perch si sentono indegni della nobilt. La donna ossessionata dal pensiero
che la sua roba in imminente pericolo. Laver concesso il denaro a Nin
per Gesualdo un modo per vendicarsi di lei. A causa di tutti gli affanni la donna
viene colpita da un ictus cerebrale che la rende paralitica e incapace di parlare.
Nin allora abbandona lamante, si ravvede e inizia a prendersi cura della
madre senza sosta come per espiare la sua colpa. Ora lui ad avere in mano
lamministrazione della casa e per la madre inerte e muta un dolore ogni
volta che il figlio prende le chiavi dei magazzini, contenenti i suoi averi. Per
limprovviso malore non ha fatto in tempo a diseredare il figlio come invece
sarebbe stato nelle sue intenzioni. Lunica ragione per cui Nin lascia Aglae
perch ha saputo che la madre aveva intenzione di chiamare il notaio e quindi
per paura di perdere leredit. Col prendersi cura della madre il ragazzo
deperisce e non si cura pi.

Parte terza
Cap. I. Qui si parla della figlia di Gesualdo, ma nata con qualche probabilit
dalla relazione tra Bianca e Nin. Isabella prima dei 5 anni viene mandata in
collegio. Bianca, dopo il parto, aveva iniziato a deperire di giorno in giorno,
perch malata di tubercolosi come i fratelli. Essendo Isabella la sua unica figlia,
Gesualdo desidera il meglio per lei: la migliore educazione, che possegga tutto
ci che a lui mancato, che conduca una vita pari a quella di una figlia di un
nobile. Bianca per non avrebbe voluto separarsi da lei. Le compagne di
collegio vedono di malocchio la bambina, in quanto figlia di un arricchito,
condizionate in questo dall'opinione dei parenti. Le lanciano continue
frecciatine sulla sua condizione di inferiorit. Quando il padre va a trovarla, ella
ha nei suoi confronti lo stesso atteggiamento della madre: restio al contatto
fisico e quasi di repulsione nei suoi confronti. La ragazzina si sente solo Trao,
rinnegando il cognome Motta. Fif Margarone dopo il tradimento di Nin non
vuole pi saperne di sposarlo, perci lui per ragioni di interesse e di tutela del
suo casato opta per sposare Giuseppina Alosi; ella infatti garantisce il debito
del marito ipotecando le proprie terre a favore di mastro don Gesualdo, non
avendo Nin la disponibilit di denaro che gli occorreva. Quando Isabella pi

grande passa al primo educatorio di Palermo. Quando si trovava di fronte a lei


Gesualdo provava soggezione tanto era la nobilt della sua persona. N il
fratello di Bianca n i parenti di Gesualdo sentono legami con la ragazza, con la
quale infatti mantengono una distanza. Anche quando imperversa lepidemia di
colera tutti i parenti rifiutano per orgoglio laiuto di Gesualdo, che offrirebbe
volentieri la propria dimora in campagna, lontano dal paese appestato. Non
vogliono mischiarsi a persone tanto diverse.
Cap. II. In campagna a Mangalavite d ricovero a mezzo paese a causa
dellincalzare del colera. Isabella, uscita dal collegio per il diffondersi
dellepidemia, vive in campagna unesistenza infelice poich si sente sola, in un
ambiente privo di stimoli, eccezion fatta per il rapporto che si viene a creare
con il cugino Corrado, di cui Gesualdo diffida in quanto letterato e quindi in
grado di incantare la sua figliola con le sue belle parole.
Cap. III. Gesualdo si reca alla Salonia dopo aver appreso che anche il padre si
ammalato di colera; luomo arriva giusto in tempo per vederlo morire nella
notte. La sorella Speranza, fintamente addolorata, si preoccupa unicamente
della ripartizione delleredit e rifiuta ancora una volta laiuto di Gesualdo, che
si offre di condurre con s tutta la famiglia a Mangalavite. Amareggiato per
lingratitudine della sorella se ne ritorna a casa, dove Nanni lOrbo lo mette in
guardia sulla tresca tra Isabella e Corrado. Gesualdo allora va su tutte le furie e
impone a lui e alla zia Cirmena di andarsene. Gesualdo cosciente del fatto
che Cirmena vorrebbe far sposare al nipote la ragazza per migliorare la loro
situazione economica ma lui a rovinare il sangue non ci sta, mettendo in
secondo piano per la felicit della figlia.
Cap. IV. Gesualdo tenta in tutti i modi di scoraggiare la passione di Isabella per
Corrado ma alla fine costretto a ricondurla in convento. La madre difende a
spada tratta la figlia; uno strazio per lei doversene separare e questa rimarr
una ferita insanabile nel suo cuore. Vorrebbe tenerla con s per quel poco che
le resta da vivere ma il marito irremovibile. Tuttavia amici e parenti gli
remano contro e lo pugnalano alle spalle, facendo scappare la ragazza dal
convento cosicch i 2 amanti hanno la possibilit di riunirsi. Ma la giovane
ormai compromessa e Cirmena auspica le nozze tra il figlio e Isabella.
Tuttavia quando Gesualdo viene a conoscenza della situazione, fa intervenire la
polizia e Corrado mandato in esilio. Si paventa intanto la possibilit di un
matrimonio riparatore, con un uomo maggiormente all'altezza di Isabella;
costui sar il duca di Leyra, nobile di Palermo, oberato di debiti, perch per
niente avvezzo agli affari. Isabella andava a piangere dai parenti e a supplicarli
di non sacrificarla. Gesualdo, conosciuta la reputazione delluomo, non pi
convinto di concedergli in sposa la figlia, ma messo alle strette da tutti, in
particolare dal marchese Limoli che vuol fargli capire che la ragazza rimasta
incinta di Corrado, alla fine acconsente. Il matrimonio viene celebrato in fretta,
senza troppe cerimonie e i 2 coniugi partono per Palermo.

Parte quarta
Cap. I. Sei mesi pi tardi nasce il figlio di Isabella e Corrado, della cui
illegittimit Gesualdo tiene all'oscuro Bianca. A causa del parto di Isabella,
Gesualdo costretto a donare altre propriet (oltre a quelle della dote) al
genero per placare la sua ira. Il padre addoloratissimo per il fatto che i terreni
assegnati in dote vengono mal gestiti e coltivati dopo tutte le fatiche che aveva

fatto a metterli insieme. Il genero continuava a contrarre debiti e lui era


costretto a provvederci cosicch tutti i suoi risparmi cominciavano ad essere
dissipati. Bianca intanto continua a peggiorare con lunico desiderio di poter
rivedere la figlia unultima volta, evento che non si verificher. La donna
accusa Gesualdo di averle strappato la figlia contro la sua volont. Bianca in
fin di vita e per loccasione si presentano al suo capezzale i parenti pi stretti:
prima il barone Zacco e la sua famiglia; il barone pi che mostrare dolore per la
sua imminente fine parla imperturbabilmente daffari, sparlando del canonico
Lupi e di Nin Rubiera, con la scusa di voler distrarre la povera Bianca. Si
presentano poi Nin e la consorte, con il pretesto di voler visitare la cugina
malata, ma con il vero intento di chiedere lennesimo aiuto economico a
Gesualdo. La visita a Bianca per entrambe le famiglie di parenti diviene una
copertura per poter sancire un accordo economico con Gesualdo. Le sorelle
Zacco pensano gi a quale potrebbe essere una nuova moglie per luomo e per
questo Bianca lo implora di non farle pi venire. Vi cos da parte sua, per la
prima volta, quasi la dimostrazione di un sentimento nei confronti del marito.
Cap. II. Tutte le serve abbandonano la casa dei coniugi Motta per paura di
essere contagiati dalla tisi. Come ultima speranza Gesualdo manda a chiamare
Diodata, il cui marito acconsente a farla lavorare solo su compenso economico.
Tuttavia Bianca per gelosia la rifiuta e non vuole avere niente a che fare con lei.
Gesualdo decide di far chiamare tutti i parenti di Bianca perch la poveretta sta
per morire. La donna muore senza che la figlia sia potuta accorrere al suo
capezzale, ignara della degenerazione della malattia materna, che il duca
aveva voluto tenerle nascosta.
Cap. III. Dopo la morte di Bianca anche Gesualdo si ammala di un tumore allo
stomaco a causa di tutti i dispiaceri e gli affanni. Si paventa infatti una
rivoluzione da parte dei villani che vogliono che le terre comunali siano
egualmente ripartite fra loro. La sua roba minacciata e come se non bastasse
tutti gli hanno voltato le spalle.
Cap. IV. Le pretese della povera gente sui possedimenti dei pi ricchi, primo
fra cui spicca Gesualdo, si fanno sempre pi pressanti. Da tanto tempo mal
visto dai poveri, ora non solo diffamato da coloro che hanno debiti nei suoi
confronti, ma anche dai signori, i quali cercano di dirottare lira popolare nei
confronti del pi potente e ricco di loro. Ormai stanco di Gesualdo, il popolo in
rivolta assalta i suoi magazzini. Questo capitolo ambientato in concomitanza
durante gli inizi dei moti del 1848.
Cap. V. Intanto la malattia di Gesualdo, manifestatasi in concomitanza con la
morte di Bianca, degenera a tal punto che il duca di Leyra decide di portarlo a
Palermo con la falsa intenzione di farlo visitare dai migliori medici della citt e
assicurargli le cure pi efficaci. La figlia gli fa visita nelle sue stanze tutte le
mattine, pi per un dovere morale, che per sua reale volont. Il palazzone in
cui vivono i duchi un surplus di sfarzo e sprechi, popolato da uno stuolo di
servi che ostentano una finta riverenza nei confronti del padrone ma che
oziano per la maggior parte del tempo. I due coniugi sembrano andare damore
e daccordo ma lei in realt conduce una vita carica di menzogne, di ipocrisia,
coltivando altre relazioni. Il genero vuole impedire a Gesualdo di far testamento
perch teme che egli possa lasciare ad altri parte della propria fortuna. Egli
infatti ha degli scrupoli di coscienza nei confronti dei figli avuti con Diodata.
Durante lultimo colloquio tra padre e figlia sembra crearsi un po di tenerezza
e complicit tra loro, che subito svanisce poich i due non riescono a
comunicare: lei rimane una Trao, una dunaltra pasta e lui un Motta, lei

trincerata nel suo rancore e lui attanagliato dal dubbio circa lessere o meno il
vero padre di Isabella. Lultima richiesta che rivolge alla figlia di concedere
del denaro a Diodata e ai suoi figli (ma per opposizione del genero, questa
richiesta non verr eseguita). La sua tragica fine avviene pochi giorni dopo,
durante la notte, in solitudine, tra l'indifferenza dei servi, che ignorano e anzi
risultano infastiditi dai suoi lamenti di dolore, che credono essere solamente
delle lagne di un povero vecchio. Un dovere come un altro servire chi
realmente nato meglio di loro; inaccettabile servire un arricchito ma loro pari
dal punto di vista sociale. L'uomo ha le mani ancora segnate dalla calcina,
primo particolare dell'aspetto fisico del mastro sottolineato dal Verga nel
capitolo III, mani da cui i servi capiscono "com'era nato". Tutte le ricchezze
accumulate da Gesualdo verranno dilapidate dal genero.

Temi
Mastro-don Gesualdo uno dei capolavori di Giovanni Verga e appartiene al
ciclo, incompiuto, detto dei Vinti. Il romanzo infatti incentrato sulla figura di
Gesualdo Motta, un uomo che nel corso della sua vita sacrifica ogni affetto a
ragioni strettamente economiche ritrovandosi alla fine schiacciato e sconfitto
dall'aridit di cui si circondato.
Il tema del romanzo risulta evidente sin dal titolo: il personaggio principale,
Gesualdo Motta soprannominato dai suoi compaesani "mastro-don". Si tratta
di un nomignolo dispregiativo che sottolinea la natura di parvenu di Gesualdo,
una via di mezzo fra "Mastro" (appellativo riservato a chi dirige un gruppo di
muratori) e "Don" (epiteto riservato ai signori e proprietari terrieri).
Il protagonista, infatti, da muratore diventa imprenditore, proprietario terriero,
marito di una nobildonna; da qui il suo conseguente isolamento, poich viene
detestato da tutti coloro che non hanno ottenuto lo stesso successo in termini
di ascesa sociale e disprezzato dal ceto notabile che lo considera un bifolco
arricchito.
Il romanzo costituito da ventuno capitoli suddivisi a loro volta in quattro parti
corrispondenti alle quattro pi importanti fasi della vita del protagonista: il
matrimonio con Bianca Trao, il successo economico, l'inizio del declino di
Gesualdo, la sua morte. Si tratta quindi di un romanzo che ricorre ad una
tecnica per scorci: i fatti pi importanti vengono isolati grazie ad ampi salti
temporali.

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