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Trasporto di Cristo morto

(Pala Baglioni)

Datazione: 1507
Autore: Raffaello
Tecnica: Olio su tela
Dimensione: 184x176cm
Collocazione: Galleria Borghese, Roma
Committenza: Atalanta Baglioni

Soggetto:
La tavola con il Trasporto di Cristo morto era originariamente parte di una pala daltare, completata da
cimasa e predella. La pala d'altare, stando alle notizie riportate da Vasari, venne commissionata da Atalanta
Baglioni, appartenente alla celebre famiglia perugina. Il soggetto della pala centrale, la Deposizione di
Cristo, piuttosto inconsueto, venne probabilmente dettato dalla volont di omaggiare il figlio della donna,
Grifonetto, assassinato nel corso di alcuni fatti di sangue interni alla stessa famiglia per il dominio di Perugia
nel 1500. Grifonetto aveva infatti ucciso nel sonno con la spada tutti i parenti maschi rivali, in occasione
delle nozze "di sangue" di suo cugino Astorre Baglioni con Lavinia Colonna. Abbandonato dai suoi stessi
familiari, compresa la madre inorridita per l'accaduto, era tornato a Perugia dove Giampaolo Baglioni,
miracolosamente scampato alla strage fuggendo per tempo a Marciano, lo raggiunse e lo fece uccidere.
Poco prima di morire per Grifonetto venne raggiunto dalla madre e dalla moglie, Zenobia, che riuscirono a
fargli perdonare i suoi assassini: ormai incapace di parlare, il moribondo tocc la mano della madre in segno
di assenso al perdono. Il vestiti insanguinati dell'uomo vennero quindi trasportati da Atalanta lungo la via
pubblica. Raffaello si misura con un tema complesso, che implica lorganizzazione di pi figure che
manifestano attitudini, movimenti e tensioni dellanimo diversi: alla fine del suo periodo fiorentino, lartista
dimostra di aver compreso le lezioni di Michelangelo e di Leonardo, in particolare dei loro recenti progetti
per la Battaglia di Anghiari e di Cascina, raggiungendo analoghi traguardi di drammaticit e di eroismo.

Linguaggio visivo: la figura della Vergine nel dipinto quindi doveva rispecchiare il dolore materno della
donna. Lo schema della composizione classico, come indicato dal corpo del Cristo, derivato dagli antichi
rilievi in cui si rappresenta Meleagro. La donna seduta che sorregge la Vergine riprende la torsione della
Madonna di Michelangelo nel Tondo Doni. Lartista si misura con la rappresentazione del dramma, espresso
attraverso le pose dinamiche e la divergenza dei corpi. Il pthos di Michelangelo, per, si attenua qui in una
sorta di dolore interiorizzato , in una rassegnazione dolente e muta che culmina nel gruppo delle Pie Donne,
a destra. Nel dolore di Maria si allude al dolore di Atalanta per il figlio. I riferimenti a Michelangelo sono
riconoscibili, oltre che nella maggiore solidit dei corpi e nellarticolazione dei movimenti, nel braccio
abbandonato di Cristo e, soprattutto, nella donna allestrema destra, in basso, che ripete, trasla nello
spazio, la posa serpentina della Vergine del Tondo Doni.