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Italia. Pi verit per fronteggiare il declino.

di Carlo Rossi
http://chiarodiluna-karl.blogspot.it/2014/12/italia-piu-verita-per-fronteggiareil.html

"Standard & Poor's ha abbassato il rating dellItalia sul debito a lungo termine
a BBB-".
" La decisione, spiega S&P in un comunicato, riflette la debolezza ricorrente
che vediamo nella performance del Pil reale e nominale dell'Italia, inclusa
l'erosione della competitivit, che sta minando la sostenibilit del suo debito
pubblico. Un forte aumento del debito, accompagnato da una crescita
perennemente debole e bassa competitivit, non compatibile con un rating
BBB, secondo i nostri criteri".
Cos Il Sole 24 Ore del 5 dicembre 2014. L' agenzia statunitense denuncia la
debolezza strutturale del paese, di cui d dettagliato conto il 48 Rapporto
Censis sulla situazione sociale italiana:
"Un Paese congelato e col fiato sospeso, in cui le famiglie spendono in
contanti al 41% e risparmiano in depositi bancari per placare lansia del
futuro, le imprese smettono di investire (mantenendo per margini di profitto
elevati), 8 milioni di persone non lavorano e le disuguaglianze aumentano
corrodendo il ceto medio. Un Paese che ha cambiato pelle, dove la coesione
sociale non tiene pi, la solitudine avanza, nonostante lesplosione dei social
network, i giovani e le donne vengono mortificati e la politica bypassa sempre
di pi i corpi intermedi. Senza per ancora raccogliere risultati in termini di
ripresa dello sviluppo e delloccupazione" (Manuela Perrone, Il Sole 24 Ore).
Sullo stesso quotidiano della Confindustria, il 30 novembre 2014, Fabio Pavesi
ha posto in rilievo due record dell' Italia: la ricchezza privata e il debito
pubblico. La ricchezza privata non riduce davvero il rischio del debito,
potendo diventare direttamente risorsa pubblica solo attraverso l'
imposizione fiscale, gi elevatissima.
In un sistema sano la ricchezza privata diventa indirettamente risorsa
pubblica quando viene impiegata dai privati per la produzione e il consumo,
aumentando cos la base imponibile. Ma, scrive Perrone, "In generale, per il
pianeta delle industrie, il Censis registra il poderoso calo degli investimenti
che si registrato dal 2008 a oggi con unincidenza sul Pil arrivata al 17,8%:
una flessione complessiva del 25%, soprattutto in hardware (-28,8%),
costruzioni (-26,9%), mezzi di trasporto (-26,1%), macchinari e attrezzature (22,9%). Rispetto al 2007, la mancata spesa cumulata per investimenti ha

raggiunto la somma record di 333 miliardi di euro, pi del piano Juncker". La


caduta dei consumi chiude il circolo vizioso.
Gli italiani possono fronteggiare il declino solo prendendo consapevolezza dei
vizi strutturali che lo determinano. Welfare, autonomie locali, agenzie
educative, pubblica amministrazione, certezza del diritto e legalit, pressione
fiscale e contributiva, costo dell' energia, immigrazione, tendenza
demografica. Questi sono i settori decisivi che richiedono radicali interventi.
Senza verit la via del ritorno allo sviluppo resta inaccessibile.

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