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Lo spazio duale

Vogliamo introdurre lo spazio vettoriale duale la cui importanza e fondamentale sia in algebra lineare che (forse molto di piu) in analisi dove il concetto di
spazio duale dello spazio vettoriale delle funzioni continue ha portato allidea
di distribuzione dovuta a Dirac.
Sia V uno spazio vettoriale su k (non necessariamente finito dimensionale). Sappiamo gia dalla teoria precedente che linsieme delle applicazioni
lineari f : V W , W uno spazio vettoriale fissato, e a sua volta uno
spazio vettoriale con le operazioni di somma e prodotto cosi definite:
(f + g)(v) = f (v) + g(v),

(f )(v) = f (v).

Lo spazio vettoriale duale consiste nellinsieme delle applicazioni lineari


da V a W = k. Vediamo la definizione.
Definizione 1.1. Sia V uno spazio vettoriale su k. Definiamo spazio duale
V = {f : V k | f applicazione lineare }
Dalle osservazioni precedenti abbiamo che V e a sua volta uno spazio
vettoriale su k. Vediamo un esempio.
Esempio 1.2. Consideriamo V = k n e fissiamo la base canonica. Allora per
la corrispondenza vista tra matrici ed applicazioni lineari abbiamo che V si
identifica con le matrici 1 n a coecienti in k. Dunque:
V = {f : V k}
= M1,n (k) = {(a1 . . . an )|ai k}
Possiamo esprimere f V dunque utilizzando la matrice ad essa associata
(a1 . . . an ):

x1
..
f (x1 . . . xn ) = (a1 . . . an ) . = a1 x1 + . . . an xn
xn
Non puo sfuggire la somiglianza con il prodotto scalare e infatti vedremo a
breve il collegamento.

Intanto in questo esempio osserviamo che V


= M1,n (k)
= V in quanto
tutti e tre hanno la stessa dimensione e che esiste una base in V particolarmente interessante: e1 . . . en definita come:
ei (ej ) = ij
ove ij = 0 se i = j e ii = 1. E facile verificare che nellidentificazione
V
= M1,n (k) abbiamo ei = (0, . . . 1, 0, . . . 0) ove 1 si trova nel posto i. In
particolare nellisomorfismo tra V = k n e il suo duale V = M1,n (k) un
vettore espresso nelle coordinate della base canonica ei di k n come colonna
viene identificato con il vettore espresso nelle coordinate della base canonica
ei di (k n ) come vettore riga.
Lesempio visto non e che il caso particolare di un fatto molto piu generale che enunciamo in forma di proposizione.
Proposizione 1.3. Sia V spazio vettoriale finito dimensionale su k. Allora
V e isomorfo al suo duale V .
Proof. Sia v1 . . . vn una base fissata di V e definiamo a partire da V quella
che si chiamera la base duale costituita dai vettori v1 . . . vn . Definiamo
lapplicazione lineare vi V come:
vi (vj ) = ij
(Nota: sappiamo bene che e suciente dare una applicazione lineare su di
una base per definirla automaticamente ovunque).
Vogliamo dimostrare che v1 . . . vn e base di V . Vediamo prima che ogni
elemento f V si puo scrivere come combinazione lineare di v1 . . . vn .
Infatti sia f (vi ) = i (cioe la mia f manda il vettore vi della base data, nello
scalare i ). Abbiamo che f = 1 v1 + . . . n vn . Infatti e immediato verificare
che f (vi ) = (1 v1 + . . . n vn )(vi ) = i e quindi f = 1 v1 + . . . n vn (due
applicazioni lineari che coincidono su di una base sono la stessa applicazione
lineare).
Vediamo ora che v1 . . . vn sono linearmente indipendenti. Se 1 v1 +. . . n vn =
0, significa che lapplicazione lineare 1 v1 +. . . n vn applicata ad un qualunque
vettore mi da il vettore nullo, quindi anche applicata ai vettori v1 . . . vn della
base di V :
(1 v1 + . . . n vn )(vi ) = i = 0
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Abbiamo dunque trovato una base di V di n elementi ove n e la dimensione di V , pertanto V e V sono isomorfi.
Vediamo ora la relazione che sussiste tra i prodotti scalari e lo spazio
duale. Notiamo subito che nella dimostrazione che abbiamo fatto, per realizzare lisomorfismo tra V e V abbiamo dovuto fissare una base di V .
In questo caso in algebra lineare si dice che lisomorfismo non e canonico
perche dipende dalla base scelta (e quindi anche dalle coordinate). E possibile realizzare invece un isomorfismo canonico di V con il suo duale V
qualora sia dato in V un prodotto scalare non degenere, come ci dice infatti
la proposizione seguente.
Proposizione 1.4. Sia V spazio vettoriale finito dimensionale su k e , un
prodotto scalare non degenere su V . Allora la funzione che associa a v V
la funzione Lv : V k, Lv (w) = v, w realizza un isomorfismo tra V e il
suo duale V .
Proof. Per prima cosa dobbiamo verificare che la funzione Lv : V k,
Lv (w) = v, w sia una applicazione lineare. Per le proprieta del prodotto
scalare abbiamo subito:
Lv (w + w ) = v, w + w = Lv (w) + Lv (w ),

Lv (w) = v, w = Lv (w).

Dunque abbiamo una funzione ben definita:


: V
v

V
) Lv

Verifichiamo ora che e lineare.


(v + v )(w) = Lv+v (w) = v + v , w = v, w + v , w =
= Lv (w) + Lv (w).
(v) = Lv (w) = v, w = v, w = Lv (w).
Infine verifichiamo che e iniettiva. Infatti se (v) = 0 abbiamo Lv (w) =
v, w = 0 per ogni w V e poiche il prodotto scalare dato e non degenere,
cio implica che v = 0. Dunque e iniettiva, ma poiche dim(V ) = dim(V )
abbiamo che e anche suriettiva e dunque un isomorfismo.
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Vediamo nellesempio concreto di V = k n come si realizza questo isomorfismo attraverso un prodotto scalare.
Esempio 1.5. Sia V = k n e V = M1,n (k) il suo duale nellidentificazione
vista sopra. Sia A la matrice (simmetrica) associata ad un prodotto scalare
non degenere in k n . Consideriamo lapplicazione lineare : k n (k n ) del
teorema e vediamo che aspetto ha:
v ) Lv (w) = v, w = w, v = v t Aw
dove come sempre identifichiamo un vettore con le sue coordinate nella base
canonica. Dunque il vettore v corrisponde non piu al vettore v t come nel
caso precedente ma al vettore v t A!.