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FACOLTA DI SCIENZE MFN

Corso di Laurea in Scienze Ambientali


Gestione Conservazione dellAmbiente Marino

Confronto gestionale verso la


creazione di un network tra
lAMP del Promontorio di
Portofino e lAMP delle Cinque
Terre

Relatore : Riccardo Cattaneo Vietti


Candidata : Mariasole Marina Bianco
!1

INDICE

AREE MARINE PROTETTE : sviluppo sostenibile e biodiversit


Liter legislativo internazionale.

pagg.

2- 6

LE AREE MARINE PROTETTE IN ITALIA


La situazione e la normativa nazionale

pagg.

8 -11

LAREA MARINA PROTETTA DI PORTOFINO

pagg.

12-13

DECRETO ISTITUTIVO

pagg.

14-19

STATUTO DEL CONSORZIO DI GESTIONE

pagg.

20-23

pagg.

24-35

pagg.

36-55

pagg.

56-58

pagg.

59-61

DECRETO DI MODIFICA DELL'AREA MARINA PROTETTA


G.U. n 24 del 31-01-2005

pagg.

62-69

DISCIPLINARE PROVVISORIO

pagg.

70-94

LE AMP VERSO LA CREAZIONE DI UN NETWORK


Il confronto tra Portofino e Cinque Terre
per la semplificazione e lomogenizzazione della normativa

pagg.

95-96

DIFFERENZE ESTENSIVE DEI DECRETI

pagg.

97-98

AMP VERSO LA CREAZIONE DI UN NETWORK


Il confronto tra Portofino e Cinque Terre
Tra Regolamento e Disciplinare Provvisorio
EQUIPARAZIONI DISUGUAGLIANZE - CONFRONTI

pagg.

99-103

DIFFERENZE ED EQUIPARAZIONI SPECIFICHE RELATIVE


all attivita di pesca e all attivita subacquea
pesca
pagg. 103-115
subacquea
pagg. 116-125

pagg. 104-126

REGOLAMENTO G.U. n 119 del 23-05-2002

superato

REGOLAMENTO DI ESECUZIONE E DI ORGANIZZAZIONE


G.U. n 181 del 04-08-2008
LAREA MARINA PROTETTA DELLE CINQUE TERRE
DECRETO ISTITUTIVO Decreto Minist. 12 dicembre 1997

RAFFRONTI TRA LE ALTRE ATTIVITA

superato

pagg. 127-129

!2

AREE MARINE PROTETTE : sviluppo sostenibile e biodiversit


Liter legislativo internazionale che porta alla concretizzazione di questi
concetti.
Il sistema delle risorse naturali, con particolare riferimento alle aree marine
protette, strettamente correlato alla sostenibilit dello sviluppo sia per le
funzioni che le aree protette svolgono in relazione alla tutela ambientale sia nel
contesto socio-economico e culturale a livello locale e globale.
Infatti le aree marine protette possono, attraverso il mantenimento della
biodiversit e dellequilibrio ecologico e attraverso luso tradizionale delle
risorse, rivestire un ruolo strategico nella gestione degli ambienti marini e offrire
una risposta concreta al degrado dellambiente causato da un eccessivo
sfruttamento.
In effetti Aree Marine Protette, sviluppo sostenibile e protezione della
biodiversit sono concetti strettamente legati tra loro; lesigenza di conciliare
crescita economica ed equa distribuzione delle risorse in un nuovo modello di
sviluppo nasce nella sensibilit collettiva internazionale nei primi anni 70 del
XX secolo.
In questi anni divenne evidente per lopinione pubblica che lo sviluppo del
mondo industriale, che pur aveva portato ad un benessere prima sconosciuto
allumanit, doveva essere opportunamente controllato e regolamentato in
quanto stava incidendo in modo crescente e negativo sulla qualit complessiva
dellambiente terrestre.
La crescita di una nuova sensibilit ambientale fu incrementata anche da vari
disastri ambientali che si susseguirono negli anni 60 dal progressivo
depauperamento della pesca del Nord Atlantico al disastro di Minamata in
Giappone del 1965 dove un intero villaggio di pescatori fu avvelenato dal metilmercurio di origine industriale.
Questa sensibilit nellopinione pubblica nei confronti dellambiente forz la
comunit internazionale ad impegnarsi per identificare le linee guida di uno
sviluppo che non avesse come unico obbiettivo la creazione di ricchezza, ma
soprattutto il benessere legato alla qualit della vita, dellambiente ed a una
gestione sostenibile delle risorse in grado di consentire unequa distribuzione
dei costi e dei benefici tra i popoli con una visione prospettica alle generazioni
future.
Alla luce di questi fatti nel 1972 si riun a Stoccolma la Conferenza delle Nazioni
Unite sullAmbiente Umano che rappresent una svolta sostanziale nella politica
ambientale mondiale e attraverso la quale venne riconosciuta una valenza
prioritaria per lumanit riguardo alla difesa e al miglioramento dellambiente
naturale assegnando a questi concetti un valore pari a quello della pace e dello
sviluppo socio-economico del terzo mondo.

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Nello stesso anno (1972) lUNESCO pubblic la Raccomandazione sulla


protezione, a livello nazionale, del patrimonio culturale e naturale mondiale
chiedendo agli stati di adottare i provvedimenti necessari alla tutela e alla
conservazione del patrimonio culturale e naturale mondiale e delle aree che
costituiscono lhabitat di specie animali e vegetali di particolare
importanza dal punto di vista della scienza, della conservazione o della
bellezza naturale o in relazione allopera congiunta delluomo e della
natura.
Entrambi i provvedimenti adottati dalla politica ambientale mondiale accrebbero
la sensibilit internazionale anche nei confronti della necessit di protezione
dellambiente marino in precedenza gi stimolata dallistituzione nel 1935 delle
prima area marina protetta al mondo:
Fort Jefferson National Monument in
Florida.
Successivamente nel 1975 si tenne a Tokyo la prima conferenza mondiale sulle
Aree Marine Protette.
Nel 1982 attraverso la Convenzione sul Diritto del Mare di Montego Bay le AMP
divennero parte integrante dellattivit di gestione dellambiente marino mentre il
United Nations Environmental Programme (UNEP) nel 1985 defin le linee guida
per la protezione dellambiente marino dallinquinamento di origine
terrestre, suggerendo che gli Stati avrebbero dovuto, in un modo
compatibile col diritto internazionale, prendere tutte le misure appropriate,
come listituzione di riserve e santuari marini, per proteggere al massimo
grado possibile determinate aree dallinquinamento.
Nonostante tutto i livelli di inquinamento e lo sfruttamento intensivo delle risorse
naturali continuarono ad aumentare nel corso degli anni 80 fino a che non si
posero le basi teoriche per un per un pi armonioso sviluppo dellumanit che
concili crescita economica ed equa distribuzione delle risorse: lo sviluppo
sostenibile.
Ufficialmente questo termine compare per la prima volta nel 1980 nel titolo di un
documento internazionale sulla Strategia Mondiale per la Conservazione ",
redatto dall'Unione Mondiale per la Conservazione della Natura (IUCN), dal
Programma Ambiente per le Nazioni Unite (UNEP) e dal WWF, tuttavia, solo
nel 1987 che la Commissione Indipendente sull'Ambiente e lo Sviluppo (World
Commission on Environment and Development) presieduta da Gro Harlem
Brundtland, ne fornisce una definizione precisa:
L'umanit ha la possibilit di rendere sostenibile lo sviluppo, cio di far
s che esso soddisfi i bisogni dell'attuale generazione senza
compromettere la capacit delle generazioni future di rispondere ai loro ;
un processo nel quale lo sfruttamento delle risorse, la direzione degli
investimenti, lorientamento dello sviluppo tecnologico ed il cambiamento
istituzionale sono tutti in armonia, ed accrescono le potenzialit presenti e
future per il soddisfacimento delle aspirazioni e dei bisogni umani.
In seguito, il concetto di sviluppo sostenibile venne ufficializzato in occasione
della Conferenza delle Nazioni Unite su Ambiente e Sviluppo tenutosi a Rio de
Janeiro nel giugno del 1992 e nota anche come Vertice della Terra.

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La conferenza fu organizzata per elaborare strategie finalizzate a diminuire gli


effetti del degrado ambientale mediante la cooperazione tra gli Stati tesa a
promuovere un sistema economico internazionale idoneo a generare una
crescita e uno sviluppo sostenibile per tutti i Paesi preservando lintegrit
ambientale.
La Conferenza port alla Dichiarazione di Rio su Ambiente e Sviluppo contente
principi molto importanti, seppur non vincolanti, quali: lobbligo di non causare
danni ambientali transfrontalieri e di informare le comunit dei processi
decisionali nazionali, il principio noto come chi inquina paga e lobbligo di una
preventiva valutazione di impatto ambientale delle principali attivit nazionali.
In questa occasione furono anche individuate le strategie nazionali e regionali
per consentire lo sviluppo sostenibile, il Programma dAzione Agenda 21 che
evidenzi la necessit di armonizzare le politiche nazionali in materia
economica, sociale e ambientale individuando alcuni argomenti come lacqua, i
rifiuti e la salute sui quali concentrarsi per favorire la crescita di una politica di
sviluppo compatibile con la tutela delle risorse naturali e attenta allinteresse
delle generazioni future.
A Rio furono anche firmati due importanti accordi internazionali:
- La Convenzione quadro sulle modificazioni climatiche, base del
protocollo di Kyoto, contenente le norme internazionali per il controllo
dellemissione dei sei gas ritenuti responsabili del riscaldamento globale del
pianeta.
- La Convenzione sulla diversit biologica contenente lindicazione
dellimportanza delle aree protette quali strumenti efficaci per la salvaguardia
della biodiversit. Questa Convenzione costituisce la prima occasione di vasta
portata nella quale la protezione della biodiversit e oggetto di un accordo
internazionale e che la sua salvaguardia sia considerata un interesse collettivo
della comunit internazionale nel suo complesso.
Infatti la principale ragione della creazione di Aree Marine Protette la
protezione/conservazione della biodiversit, in particolare a livello di specie ed
habitat.
Biodiversit intesa, come:
variabilit degli organismi viventi d'ogni tipo, provenienti da ecosistemi
terrestri, marini e da altri ecosistemi acquatici, nonch dei complessi
ecologici di cui fanno parte.
Il ruolo fondamentale della biodiversit come indicatore dello stato di salute di
un ambiente e per la funzionalit stessa degli ecosistemi ormai ampiamente
comprovato. Mentre, per, sono disponibili numerosi studi nel campo della
biodiversit terrestre, e programmi per la sua conservazione, il problema della
sua salvaguardia negli ambienti marini ha sinora ricevuto minore
considerazione. per sempre pi evidente che gli ecosistemi marini sono in
ugual modo a rischio, e che gli ambienti marini che ricevono la maggiore
pressione da parte delle attivit umane sono particolarmente esposti al pericolo
di perdita di diversit biologica.

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Nel 2001, l' UNESCO ha ampliato il concetto di sviluppo sostenibile indicando


che "la diversit culturale necessaria per l'umanit quanto la biodiversit per la
natura (...) la diversit culturale una delle radici dello sviluppo inteso non solo
come crescita economica, ma anche come un mezzo per condurre una
esistenza pi soddisfacente sul piano intellettuale, emozionale, morale e
spirituale".
Durante il Summit Mondiale sullo Sviluppo Sostenibile, tenutosi a Johannesburg
nel settembre 2002 , stato approvato il Programma d'Azione per rilanciare i
temi sullo sviluppo sostenibile promuovendo ulteriori iniziative.
Il Vertice Mondiale sullo Sviluppo Sostenibile (WSSD) ha riconosciuto per le
strategie regionali e nazionali che lo sviluppo sostenibile non pu essere
realizzato in modo isolato e che gli indirizzi internazionali devono essere
adattati alle circostanze locali e alle condizioni dell'eco-regione di
riferimento .
In sintesi il concetto di sviluppo sostenibile si sostanzia in un principio etico e
politico, che implica che le dinamiche economiche e sociali delle moderne
economie siano compatibili con il miglioramento delle condizioni di vita e la
capacit delle risorse naturali di riprodursi in maniera indefinita.
La sostenibilit , dunque, da intendersi non come uno stato o una visione
immutabile, ma piuttosto come un processo creativo con radici fondate nel
territorio, che richiama la necessit di coniugare le tre dimensioni fondamentali
e inscindibili dello sviluppo: Ambientale, Economica e Sociale
.
Il concetto di sviluppo sostenibile si caratterizza, pertanto, per la sua triplice
dimensione:
Sostenibilit economica - La sostenibilit economica pu essere
definita come la capacit di un sistema economico di generare una
crescita duratura degli indicatori economici. In particolare, la capacit di
generare reddito e lavoro per il sostentamento delle popolazioni.
All'interno di un sistema territoriale per sostenibilit economica si intende
la capacit di produrre e mantenere all'interno del territorio il massimo del
valore aggiunto combinando efficacemente le risorse, al fine di
valorizzare la specificit dei prodotti e dei servizi territoriali.
Sostenibilit sociale - La sostenibilit sociale pu essere definita
come la capacit di garantire condizioni di benessere umano (sicurezza,
salute, istruzione) equamente distribuite per classi e per genere.
All'interno di un sistema territoriale per sostenibilit sociale si intende la
capacit dei soggetti di intervenire insieme, efficacemente, in base ad
una stessa concezione del progetto, incoraggiata da una concertazione
fra i vari livelli istituzionali.
Sostenibilit ambientale - Per sostenibilit ambientale si intende la
capacit di preservare nel tempo le tre funzioni dell'ambiente: la funzione
di fornitore di risorse, funzione di ricettore di rifiuti e la funzione di fonte
diretta di utilit. All'interno di un sistema territoriale per sostenibilit
ambientale si intende la capacit di valorizzare l'ambiente in quanto
elemento distintivo del territorio, garantendo al contempo la tutela e il
rinnovamento delle risorse naturali e del patrimonio.

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Tale triplice dimensione stata colta appieno dalla UE che nella sua
Costituzione recita: L'Unione si adopera per lo sviluppo sostenibile dell'Europa,
basato su una crescita economica equilibrata e sulla stabilit dei prezzi, su
un'economia sociale di mercato fortemente competitiva, che mira alla piena
occupazione e al progresso sociale, e su un elevato livello di tutela e di
miglioramento della qualit dell'ambiente. Essa promuove il progresso scientifico
e tecnologico (Costituzione europea Titolo I articolo I -3)
.
Inoltre, nel riesame della strategia per lo sviluppo sostenibile COM(2005) 658, la
Commissione evidenzia una serie di questioni essenziali, che necessitano del
massimo impegno al pi alto livello politico, annoverando tra queste la gestione
delle risorse naturali, con il proposito di salvaguardare la capacit del pianeta di
sostenere tutte le diverse forme di vita, rispettare i limiti delle sue risorse
naturali e promuovere la produzione e il consumo sostenibili per spezzare il
vincolo tra crescita economica e degrado ambientale.
In particolare, le Aree Marine Protette intese come Qualunque area intertidale
o sublitorale con le acque che la ricoprono, la flora, la fauna, le
caratteristiche storiche e culturali, sottoposta per legge a misure di
protezione riferite, in tutto o in parte, all'ecosistema ambientale che vi
compreso (definizione fornita dall'International Union for Conservation of
Nature and natural resources, Buenos Aires, 1995) rappresentano un esempio di
sistema naturale in cui i fruitori divengono protagonisti di modelli di sviluppo
sostenibile.
La centralit del ruolo svolto dalle AMP nel perseguimento dello sviluppo
sostenibile stata ulteriormente ribadita in occasione del World Summit sullo
sviluppo sostenibile del 2002, che ha evidenziato come la gestione razionale
dell'ambiente marino sia fondamentale per poter utilizzare efficacemente le sue
risorse, conservandolo per le generazioni future e ha stabilito che le aree marine
protette entro il 2012 debbano validare la propria esistenza e "certificare" il
raggiungimento dei propri obiettivi non solo nel campo biologico, ma anche
socioeconomico ed amministrativo, e debbano organizzarsi in un sistema di tipo
network.
Appare fondamentale evidenziare come, pur essendo la protezione ed il
ripristino dei valori biologici la principale finalit attribuita all'istituzione di
un'AMP, alla stessa viene riconosciuto un ruolo centrale nell'incentivare l'uso
sostenibile di tutte le risorse presenti sul territorio, nel favorire attivit di ricerca,
educazione ed addestramento, per diffondere e approfondire le conoscenze
sull'ambiente marino e stimolare nuove forme di ricreazione e turismo
compatibili dal punto di vista ambientale.
Queste funzioni complessivamente considerate e opportunamente attivate
possono favorire il raggiungimento di numerosi benefici connessi alle diverse
dimensioni della sostenibilit dello sviluppo.

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In relazione alla dimensione Ambientale i vantaggi derivanti dall'istituzione di


un'AMP riguardano:
! La protezione ed il ripristino della biodiversit e la salvaguardia della diversit
genetica ;
! La tutela del paesaggio;
!La tutela e la valorizzazione delle risorse biologiche e geomorfologiche locali;
!Il mantenimento della produttivit degli ecosistemi e la salvaguardia dei
processi ecologici essenziali.
In relazione alla dimensione Economica, l'istituzione e la corretta gestione di
un'AMP favoriscono:
!La valorizzazione delle attivit tradizionali gi presenti nel territorio circostante
l'area, nonch la creazione di nuove attivit compatibili con gli obiettivi di
salvaguardia ambientale
;
!La regolamentazione dell'attivit di pesca, che impedendo fenomeni di
sovrappesca evita il depauperamento delle risorse nel medio termine;
!La promozione e lo sviluppo delle attivit turistiche.
Infine, in relazione alla dimensione Sociale, i potenziali vantaggi riguardano:
!La promozione di nuove forme di ricreazione e turismo ecocompatibili;
!La creazione di nuove opportunit occupazionali ed imprenditoriali legate a
tali attivit turistiche;
!La promozione di programmi di studio e ricerca scientifica nei settori
dell'ecologia, della biologia e geologia marina e della tutela ambientale;
!La diffusione e la divulgazione della conoscenza dell'ecologia, degli ambienti
marini e costieri dell'area naturale marina protetta;
Appare evidente quindi, che la protezione di un'area non implica l'esclusione da
essa di qualsiasi attivit umana, con particolare riferimento a quella produttiva,
ma richiede la realizzazione di forme di sviluppo diverse, che si potranno attuare
solo considerando il ruolo svolto dall'area marina protetta all'interno di un
sistema territoriale che include non solo la costa ma anche l'entroterra.
Infatti, solo la gestione integrata e coordinata di tutte le attivit presenti nel
sistema permette un utilizzo efficiente e sostenibile delle risorse naturali,
economiche e culturali dell'area marina.
Il difficile rapporto tra conservazione della risorsa marino costiera e l'uso
antropico del territorio richiede, dunque, la partecipazione fattiva di tutti gli attori
interessati, utenti, operatori economici, policy maker locali ad una gestione
oculata di tale patrimonio legato indissolubilmente alla crescita economica e
sociale del sistema territoriale su cui insiste.

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LE AREE MARINE PROTETTE IN ITALIA


La situazione e la normativa nazionale che portarono allistituzione delle AMP.
LItalia vanta lungo i suoi 8.000 km di costa paesaggi litorali e subacquei di eccezionale
bellezza, che rappresentano una risorsa inestimabile di ricchezza e variet biologica e
di peculiarit paesaggistiche. Purtroppo nellultimo secolo questo patrimonio invece di
essere tutelato, per garantire che la sua bellezza rimanesse immutata, stato
eccessivamente sfruttato mettendo a rischio lo stato di salute di interi ecosistemi
marini.
Infatti il Mar Mediterraneo un laboratorio affascinante per lo studio della biodiversit,
dando, infatti, alloggio a 10.000-12.000 specie marine (di cui circa 8.500 di fauna
macroscopica e 1.300 vegetali). Questa diversit biologica cos ricca rappresenta dall'
8 al 9 percento del numero totale di specie marine al mondo ed ancora oggi se ne
rilevano di nuove negli strati marini e nelle aree inesplorate.
Per questo motivo le AMP vengono considerate strutture efficaci per la corretta
gestione della fascia costiera alla luce del degrado ambientale connesso con lo
sviluppo socio-economico che ha coinvolto la fascia costiera italiana a partire dagli
anni 60.
In Italia la fascia costiera stata ed ancora uno degli ambienti pi a rischio per il
degrado generato dalla crescita della popolazione residente che rappresenta circa il
60% della popolazione italiana, a cui si devono aggiungere lattivit industriale ed
agricola ed un flusso turistico che in certe localit decuplica le presenze durante
lestate. Oltre allinquinamento ed allurbanizzazione, anche il trasporto marittimo, il
continuo prelievo di risorse da parte della pesca e il conseguente by-catch, la
comparsa di specie aliene e i cambiamenti climatici contribuiscono ad aumentare
limpatto sullambiente marino.
Si pensi infatti, che il Mediterraneo uno dei mari del pianeta maggiormente esposti
alle attivit antropiche e, nonostante le sue acque rappresentino meno dell' 1% delle
acque del mondo, esposto al 15% di tutto il traffico commerciale globale ed al 30%
del traffico marittimo di idrocarburi.
Il quadro complessivo e molto preoccupante e necessita senza dubbio di maggiore
attenzione dal punto di vista politico, considerando quanto recita larticolo 9 della
Costituzione Italiana: La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca
scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della
Nazione. Raramente, in sessantanni di Repubblica, un articolo della Costituzione
stato cosi disatteso.
Visto che in Italia, la conservazione pura e semplice non ragionevolmente possibile,
la gestione globale del territorio unita alluso regolato della risorsa ambiente
comunque difficile da attuare soprattutto nelle zone costiere dove vi sono forti interessi
socio-economici, ai quali si devono aggiungere, per mancanza di controlli e non solo
speculazioni finanziario-immobiliari Una reale protezione dellambiente si pu ottenere
solo se vi partecipazione e condivisione di finalit e obbiettivi da parte dellopinione
pubblica e soprattutto delle popolazioni locali.

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Bisogna far capire alla popolazione che listituzione di unAMP non implica solo
lintroduzione di vincoli o limitazioni nelluso delle risorse ambientali, ma anche una
valorizzazione delle bellezze paesaggistiche nonch lindividuazione di nuove
opportunit economiche possibili attraverso unappropriata zonazione dellarea ed alla
quantificazione delle variabili ambientali e antropiche coinvolte.
Per questo motivo, molto importante sensibilizzare le realt locali ed in particolare gli
appartenenti al mondo della pesca e della subacquea ricreativa che sono le prime due
categorie a risentire delleffetto positivo dato dallistituzione dellAMP sia attraverso la
ricostruzione degli stock ittici sia valorizzando limmagine turistica delle Regioni che le
ospitano incrementandone flussi turistici e indotto economico.
La zonazione di unAMP costituisce il momento di analisi delle informazioni ambientali
e socio-economiche raccolte nella fare preparatoria; essa porta allidentificazione di
ambiti di valenza omogenea che, in funzione delle loro caratteristiche, saranno pi
affini a specifici livelli di protezione.
In effetti la zonazione unoperazione delicata in quanto deve essere in grado di
rispondere alle esigenze proprie della conservazione dellambiente naturale e
contemporaneamente consentire la fruibilit delle risorse regolando le attivit umane.
In generale, in Italia, la zonazione articolata su tre livelli a diversa gradualit
protettiva:
Zona A, di Riserva Integrale: rappresenta il luogo con i pi alti valori ai fini conservativi
che deve essere protetto da qualsiasi forma di utilizzo da parte delluomo. Per questo
motivo, in queste aree, consentito laccesso solo al personale dell AMP o per scopi
scientifici di ricerca autorizzati.
Zona B di Riserva Generale: ospita i siti di particolare valore per la conservazione e
che possono essere in stretta relazione con la zona A. Questa zona prevede la
possibilit di condurre attivit ricreative ed economiche per in modo controllato e
rispettoso dellambiente.
Zona C di Riserva Parziale: costituisce la maggior parte di una AMP e funge da
cuscinetto tra lAMP e la costa non protetta contornando le precedenti zone.
La normativa italiana in tema di protezione della fascia costiera e delle risorse
biologiche marine cominci con la legge 963 sulla Pesca Marittima del 1965 emanata
dal Ministero della Marina Mercantile. Questa legge, tuttora in vigore, prevede
listituzione di zone di tutela biologica come supporto alla gestione delle risorse ittiche e
quindi prevede la protezione di ambienti di concentrazione di novellame come le
praterie di Posidonia Oceanica, le zone di pesca sovrasfruttate e i banchi di corallo
rosso vietandovi la pesca o limitandola per un periodo di tempo determinato.
Anche il Codice della Navigazione ha permesso in passato alcune azioni di protezione
concedendo loccupazione e lutilizzo di beni demaniali e di zone di mare territoriale,
per un periodo di tempo, compatibilmente con le esigenze di pubblico uso.
Sfruttando questa opportunit, il WWF nel 1973 istitu il Parco Marino del Miramare a
Trieste che divent cosi la prima Area Marina Protetta in Italia e che rappresenta
tuttora un ottimo esempio di corretta gestione.

!10

Ma fu solo nel 1982 con la legge 979, Disposizioni per la difesa del mare, che si ebbe
il primo vero strumento giuridico per proteggere lambiente marino in quanto tale e non
per finalit di gestione delle risorse ittiche dinteresse economico.
Questa legge, oltre a prevedere un servizio di vigilanza costiera e dintervento nella
lotta contro linquinamento, introdusse anche la possibilit di istituire 20 Riserve Marine
definite come: ambienti marini, dati dalle acque, dai fondali e dai tratti di costa
prospicenti che presentano un rilevante interesse per le caratteristiche naturali,
geomorfologiche, fisiche, biochimiche con particolare riguardo alla flora e alla fauna
marine e costiere e per l'importanza scientifica, ecologica, culturale, educativa ed
economica che rivestono.
Con questa legge venne introdotta anche una novit rispetto al quadro internazionale:
in Italia la legge dello stato a fornire la lista di riferimento delle aree meritevoli di
salvaguardia, non il risultato di studi scientifici o specifiche attivit di ricerca, e tra le
aree di reperimento meritevoli vennero segnalati il Golfo di Portofino e le Cinque Terre.
Dieci anni dopo la L.979/1982 fu approvata la legge-quadro 394/1991 sulle Aree
Protette che, per la parte relativa alle aree marine, integr la precedente individuando
altri 26 nuovi siti di reperimento meritevoli di essere protetti con listituzione di unAMP.
Inoltre questa legge introdusse la possibilit di prevedere la protezione dulteriori nuove
aree identificate sulla base di ricerche e studi che ne avessero evidenziato la valenza
ambientale.
La legge-quadro, pur facendo maggiore chiarezza sulle responsabilit, non riusc a
sciogliere alcuni nodi giuridici ed in particolare le norme relative alla gestione da parte
dello Stato o degli Enti locali, favorendo sovrapposizioni di competenze e creando
quindi conflittualit.
Infatti lItalia con la L.979/1982 fu una delle prime Nazioni a livello mondiale a
pianificare la creazione di un sistema di aree protette.
Nonostante questo primato i risultati furono scarsi sia per un conflitto di competenze
divise tra quattro Ministeri, regioni, province e comuni, sia per il rigetto delle
popolazioni locali soprattutto a livello degli operatori economici i cui interessi insistono
direttamente o indirettamente sulla risorsa mare.
Oggi il Ministero dellAmbiente e della Tutela del Territorio e del Mare la struttura
preposta alle procedure per i provvedimenti istitutivi ed le azioni riguardanti le AMP gi
istituite. Esso opera tramite una Segreteria Tecnica per le Aree Marine Protette,
composta da esperti cui spetta listruttoria preliminare per listituzione e
laggiornamento delle AMP, il supporto alla gestione e al funzionamento nonch alla
progettazione degli interventi da realizzare anche attraverso finanziamenti comunitari.
Di fatto su 51 aree marine di reperimento previste dalla normativa nazionale [al fine di
conservare specie, comunit e i diversi processi ecologici in atto in un area difendendo
la biodiversit ed evitando lintroduzione di specie, manufatti o sostanze che in qualche
modo possano alterarne lequilibrio] ad oggi solo 24 AMP sono state giuridicamente
istituite e tra queste solo alcune hanno un regolamento e un Ente gestore in grado di
affrontare con competenza una seria gestione territoriale.

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Spesso il contrasto allistituzione delle AMP viene proprio dallimpossibilit di conciliare


un regolamento che prevede una seria gestione territoriale e gli interessi socioeconomici locali quali soprattutto pesca e nautica da diporto che peraltro sono le
attivit a maggior impatto sullAMP.
Per risolvere questo tipo di problema e pi in generale per una corretta progettazione e
un futuro buon funzionamento dellarea, fondamentale che siano coinvolte nella
progettazione tutte le fasce socio-economiche direttamente o indirettamente
interessate analizzando tutti gli aspetti, positivi e negativi, della ricaduta economica che
listituzione di unAMP implica.
Il successo di unArea Marina Protetta funzione diretta del coinvolgimento e della
partecipazione delle realt locali, senza il loro appoggio difficilmente le risoluzioni
adottate verranno rispettate.
Quindi, concludendo, se le AMP vengono correttamente impostate e gestite si ha una
valorizzazione della risorsa Mare riuscendo a garantire sia luso tradizionale sia la
sostenibilit delle risorse marine, conservando la biodiversit e favorendo un turismo
sempre pi ecocompatibile.
Purtroppo, nonostante lo sviluppo delle AMP degli ultimi anni, non e stato possibile
armonizzare politiche e normative in misure coordinate di tutela dellambiente marino
ponendo le basi per un network tra le AMP italiane e in seguito tra tutte le AMP del
mediterraneo.
In Australia e negli Stati Uniti si e molto lavorato in questo senso negli ultimi anni
progettando e creando sistemi (networks) dAMP per proteggere le principali
emergenze ambientali a scala di bacino.
Le AMP rappresentano, in sintesi una straordinaria opportunit in termini di controllo e
protezione dellecosistema marino, di educazione e di informazione scientifica.
Per questo motivo, lo scopo di questa tesi quello di ipotizzare un piano di gestione a
livello regionale, creando cos un network di indirizzi comuni tra le due Aree Marine
Protette liguri: Portofino e Cinque Terre.
In primo luogo le due AMP verranno analizzate singolarmente mettendo in luce i piani
di gestione soprattutto in relazione alla pesca, al turismo e alla subacquea.
Successivamente si cercher di creare un piano di gestione applicabile ad entrambe
le Aree Marine Protette.

!12

LArea Marina Protetta di Portofino.


Regione: Liguria
Provincia: Genova
Dimensioni: totale superficie 346 ha per 13.893 m di linea di costa:
-zona A, 18 ha per 1.402 m di linea di costa pari al 3,7%
-zona B 134 ha per 6.299 m di linea di costa;

-zona C 194 ha per 6.192 m di linea di costa.


Istituzione: L. n. 979/82; D.M. 06/06/98; D.M. 26/04/99 di modifica;
Regolamento D.M. 19/02/02

Il promontorio di Portofino costituisce una delle emergenze pi importanti della


Riviera Ligure orientale. Ha una forma pi o meno quadrangolare e si protende
in mare per circa 5 km, delimitando ad ovest il Golfo del Paradiso e ad est il
Golfo del Tigullio.
!13

Il lato meridionale lungo circa 6 km e comprende le due insenature di Cala


dell'Oro e di San Fruttuoso e una serie di falesie alte e scoscese, che
proseguono sott'acqua, talvolta fino a profondit abbastanza elevate (40 e 50
m), dove iniziano i fondi detritici e fangosi.
I fondali di Portofino sono ritenuti tra i pi ricchi e interessanti, non solo del Mar
Ligure, ma dell'intero Mediterraneo, ed per questo motivo che sono tra i pi
studiati, oltre che tra i pi frequentati dai subacquei.
La morfologia marina assai varia: diverse condizioni di illuminazione e una
morfologia del fondale movimentata dalla presenza di grotte ed anfratti, creano
un ambiente subacqueo di incomparabile bellezza caratterizzato da una fauna
bentonica assai ricca e diversificata, che rappresenta la principale attrazione
per migliaia di sub che si immergono ogni anno in queste acque.
I fondali tra i 20 e i 50 metri di profondit ospitano un ambiente mediterraneo di
elevatissimo pregio ambientale: il precoralligeno ed il coralligeno, la cui
ricchezza di forme e colori sono legati alla presenza di spugne, gorgonie,
madreporari e briozoi. Tra tutti spicca il Corallium rubrum (corallo rosso), che
tornato a svilupparsi sui fondali dellArea Marina di Portofino, dopo un periodo
in cui sembrava oramai irrimediabilmente compromesso dalleccessivo
sfruttamento delluomo.
I fondali sabbiosi lungo i versanti occidentali e orientali del promontorio invece
vantano la presenza di praterie di Posidonia oceanica, una pianta marina
presente solo nel Mediterraneo, che riveste un ruolo ecologico importantissimo,
agendo in modo attivo nel consolidamento dei fondali e nella difesa della costa,
ma soprattutto ospitando, grazie alla sua funzione di nursery, moltissime
specie di pesci, molluschi e crostacei che qui trascorrono la fase giovanile della
loro vita, nascondendosi tra le sue foglie per trovare rifugio e nutrimento.
L'area marina protetta, istituita nel 1998, gestita dal Consorzio di Gestione
"Area Marina Protetta di Portofino" che rilascia le eventuali autorizzazioni per la
fruizione dell'area composta dalla Provincia di Genova e dai tre comuni di
Camogli, Portofino e Santa Margherita Ligure e dallUniversit di Genova.

!14

DECRETO ISTITUTIVO MINISTERO DELL'AMBIENTE


Decreto 26 aprile 1999 "Istituzione dell'area naturale marina protetta
denominata Portofino"
"IL MINISTRO DELL'AMBIENTE "D'intesa con il Ministro del Tesoro;
VISTO il Titolo V della legge 31 dicembre 1982, n. 979, recante disposizioni per la
difesa del mare;
VISTA la legge 8 luglio 1986, n. 349, istitutiva del Ministero dell'Ambiente;
VISTA la legge quadro delle aree protette 6 dicembre 1991, n. 394 e, in particolare, gli
articoli 8 e 18;
VISTO l'articolo 1, comma 10, della legge 2 dicembre 1993, n.. 537, con il quale le
funzioni del soppresso Ministero della Marina Mercantile in materia di tutela e difesa
dell'ambiente marino sono trasferite al Ministero dell'Ambiente;
VISTA la legge 9 dicembre 1998, n. 426 recante "Nuovi interventi in campo
ambientale", ed in particolare l'art. 2;
VISTA la proposta della Consulta per la difesa del mare dagli inquinamenti formulata
nella riunione del 16 giugno 1992;
VISTO il parere dell'Istituto Centrale per la Ricerca Applicata al Mare;
VISTI i pareri dei comuni di Portofino, Camogli e Santa Margherita Ligure;
VISTA la nota n. 98830/1134 dell'8 settembre 1997 con la quale la Regione Liguria ha
chiesto di modificare l'originaria proposta della Consulta per la difesa del mare dagli
inquinamenti;
VISTO il parere favorevole espresso dalla Consulta per la difesa del mare dagli
inquinamenti in data 6 novembre 1997, sulla predetta proposta di modifica;
VISTA la nota n. SCN/ST/97/4465 del 21 marzo 1997, con la quale il Servizio
conservazione della natura ha trasmesso la delibera del Comitato per le aree naturali
protette di approvazione dell'aggiornamento per l'anno 1996 del Programma triennale
per le aree naturali protette 1994/1996;
VISTA la nota d'intesa del Ministro del Tesoro prot. n. 112845 del 18 marzo 1998;
VISTO il proprio decreto ministeriale in data 6 giugno 1998, istitutivo dell'area marina
protetta denominata Portofino, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 13 agosto 1998 n. 188;
VISTE le ulteriori richieste di modifica ed integrazione avanzate dagli enti locali
interessati e dalla Regione Liguria;
RAVVISATA l'opportunit di provvedere all'integrale sostituzione del citato decreto;
SENTITO il parere espresso nella seduta del 22 aprile 1999 della Conferenza
Unificata, ai sensi dell'articolo 77 del decreto legislativo 15 marzo 1998 n. 112;
DECRETA
ARTICOLO 1
1. E' istituita, d'intesa con il Ministro del Tesoro, ai sensi della legge 31 dicembre 1982,
n. 979, come modificata e integrata dalla legge 6 dicembre 1991, n. 394 e dalla legge 9
dicembre 1998, n. 426, l'area naturale marina protetta denominata Portofino.

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ARTICOLO 2
1. Con riferimento alla cartografia allegata, l'area naturale marina protetta Portofino
delimitata dalla congiungente i seguenti punti, comprendendo anche i relativi territori
costieri appartenenti al demanio marittimo:
latitudine
longitudine
A)
44 19' 12" N 09 12' 52" E
B)
44 18' 20" N 09 13' 10" E
V)
44 18' 11" N 09 12' 46" E
Z)
44 18' 09" N 09 12' 54" E
C)
44 18' 11" N 09 13' 13" E
D)
44 17' 43" N 09 13' 22" E
E)
44 18' 32" N 09 10' 25" E
F)
44 18' 50" N 09 10' 34" E
G)
44 18' 53" N 09 10' 28" E
H)
44 18' 35" N 09 10' 13" E
I)
44 18' 50" N 09 09' 18" E
L)
44 19' 13" N 09 08' 29" E
M)
44 19' 33" N 09 08' 44" E
N)
44 19' 26" N 09 09' 01" E
O)
44 19' 31" N 09 09' 04" E
P)
44 19' 38" N 09 08' 47" E
Q)
44 19' 48" N 09 08' 55" E
R)
44 20' 46" N 09 09' 10" E
S)
44 20' 46" N 09 09' 20" E
2. Non fanno parte dell'area marina protetta di Portofino e non sono, pertanto,
assoggettati ai vincoli di cui al presente decreto il canale di accesso e la rada di
Portofino, il canale di accesso e la rada di S. Fruttuoso, il canale di accesso e la rada
di Porto Pidocchio, fatto salvo quanto previsto dall'art. 4, comma 11, del presente
decreto.
ARTICOLO 3
1. Nell'ambito delle finalit di cui all'articolo 27, comma 3, della legge 31 dicembre
1982, n. 979 e all'articolo 18, comma 2, della legge 6 dicembre 1991, n. 394, l'area
naturale marina protetta Portofino, in particolare, persegue:
1. la protezione ambientale dell'area marina interessata;
2. la tutela e la valorizzazione delle risorse biologiche e geomorfologiche della zona;
3. la diffusione e la divulgazione della conoscenza dell'ecologia e della biologia
degli ambienti marini e costieri dell'area naturale marina protetta e delle
peculiari caratteristiche ambientali e geomorfologiche della zona;
4. l'effettuazione di programmi di carattere educativo per il miglioramento della
cultura generale nel campo dell'ecologia e della biologia marina;
5. la realizzazione di programmi di studio e ricerca scientifica nei settori
dell'ecologia della biologia marina e della tutela ambientale, al fine di assicurare
la conoscenza sistematica dell'area;
6. la promozione di uno sviluppo socio-economico compatibile con la rilevanza
naturalistico-paesaggistica dell'area, anche privilegiando attivit tradizionali
locali gi presenti. Sempre nell'ambito dell'azione di promozione di uno sviluppo
compatibile con le predette finalit, per le attivit relative alla canalizzazione dei
flussi turistici e di visite guidate, la determinazione della disciplina relativa dovr
prevedere specifiche facilitazioni per i mezzi di trasporto collettivi gestiti
prioritariamente da cittadini residenti nei Comuni di Portofino, Camogli e Santa
Margherita Ligure.

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ARTICOLO 4
1. All'interno dell'area naturale marina protetta Portofino, per come individuata e
delimitata all'articolo 2, sono vietate le attivit che possono compromettere la tutela
delle caratteristiche dell'ambiente oggetto della protezione e le finalit istitutive
dell'area naturale marina protetta medesima, ai sensi dell'articolo 19, comma 3, della
legge 6 dicembre 1991, n. 394. In particolare, sono vietate:
1. la caccia, la cattura, la raccolta, il danneggiamento e, in genere, qualunque
attivit che possa costituire pericolo o turbamento delle specie animali e
vegetali, ivi compresa l'immissione di specie estranee;
2. l'alterazione con qualunque mezzo, diretta o indiretta, dell'ambiente geofisico
e delle caratteristiche biochimiche dell'acqua, nonch la discarica di rifiuti solidi
e liquidi e, in genere, l'immissione di qualsiasi sostanza che possa modificare,
anche transitoriamente, le caratteristiche dell'ambiente marino;
3. l'introduzione di armi, esplosivi e di qualsiasi mezzo distruttivo o di cattura,
nonch di sostanze tossiche o inquinanti;
4. le attivit che possano comunque arrecare danno, intralcio o turbativa alla
realizzazione dei programmi di studio e di ricerca scientifica da attuarsi nell'area.
2. La zona A di riserva integrale, che comprende il tratto di mare da Punta Torretta a
Punta del Buco (Cala dell'Oro), delimitata dalla congiungente i punti sottoindicati:
3.
latitudine
longitudine
T) 44 18' 55" N 09 09' 26" E
U) 44 18' 44" N 09 10' 00" E
4. In zona A, oltre a quanto indicato al comma 1, sono vietati:
1. l'asportazione, anche parziale, ed il danneggiamento delle formazioni
geologiche e minerali;
2. la navigazione, l'accesso e la sosta con navi e natanti di qualsiasi genere e tipo;
3. la balneazione;
4. la pesca, sia professionale che sportiva, con qualunque mezzo esercitata.
5. In zona A , invece, consentito l'accesso unicamente alle imbarcazioni di servizio
con compiti di sorveglianza e soccorso ed a quelli di appoggio ai programmi di ricerca
scientifica nei modi esplicitamente autorizzati dall'ente gestore dell'area naturale
marina protetta.
6. La zona B di riserva generale, che comprende il tratto di mare da Punta di
Portofino a Punta della Chiappa, fatto salvo il corridoio di accesso e la rada di S.
Fruttuoso, delimitata dalla congiungente i punti sottoindicati:
7.
latitudine
longitudine
D)
44 17' 43" N 09 13' 22" E
E)
44 18' 32" N 09 10' 25" E
F)
44 18' 50" N 09 10' 34" E
G)
44 18' 53" N 09 10' 28" E
H)
44 18' 35" N 09 10' 13" E
I)
44 18' 50" N 09 09' 18" E
L)
44 19' 13" N 09 08' 29" E
8. In zona B, oltre a quanto indicato al comma 1 del presente articolo, sono vietati:
1. l'ancoraggio libero, fatto salvo quanto previsto al comma 4 ed al successivo
comma 7, lettera b), e) e f);
2. la navigazione a motore, fatto salvo quanto previsto al comma 4 ed al
successivo comma 7, lettera a), b), e) e f);
3. l'ormeggio non regolamentato;
4. la pesca subacquea.

!17

9. In zona B, oltre a quanto indicato al comma 4 del presente articolo, invece


consentito:
1. l'accesso ad ogni tipo di natante da diporto, di cui all'articolo 1, lettera d) della
legge 8 agosto 1994, n. 498 con l'utilizzo di remi o di vela oppure anche con
impiego di motore con velocit massima di 5 nodi ma, in quest'ultimo caso, al
solo fine di raggiungere, con rotta perpendicolare, gli ormeggi regolamentati di
cui all'art. 4, comma 7, lett. c);
2. l'accesso e l'ancoraggio alle imbarcazioni a motore per il solo esercizio della
pesca professionale, riservata ai pescatori residenti nonch alle cooperative di
pescatori costituite ai sensi della legge 13 marzo 1958, n. 250, con sede nei
comuni territorialmente interessati, alla data del 1agosto 1998, con i mezzi
selettivi e nei luoghi autorizzati dall'ente gestore dell'area marina protetta;
3. l'ormeggio alle strutture galleggianti ed a quelle fisse a terra appositamente
predisposte dall'ente gestore;
4. la balneazione;
5. l'accesso e l'ancoraggio ad imbarcazioni, fino a 12 metri di lunghezza e con
velocit massima di 5 nodi, per visite subacquee guidate, organizzate, sulla
base della regolamentazione dettata dall'ente gestore, da imprese ed
associazioni gi presenti nei Comuni della riserva e in quelli immediatamente
confinanti alla data del presente decreto. L'accesso e l'ancoraggio alle
condizioni di cui sopra consentito altres ad imprese ed associazioni che entro
due mesi dalla data di pubblicazione del presente decreto provvedano ad
associarsi ad imprese o associazioni operanti nel settore subacqueo, gi
presenti alla data del 1 agosto 1998 nei Comuni di Portofino, Santa Margherita
Ligure e Camogli;
6. l'accesso e l'ancoraggio in numero massimo di 30 imbarcazioni al giorno, ai
natanti privati a remi o a vela di cui all'art. 1 lettera d) della legge 8 agosto 1994
n. 498, oppure anche con impiego di motore alla velocit massima di 5 nodi,
solo per l'ancoraggio delle aree individuate dall'ente gestore su indicazione
della Commissione tecnico-scientifica. In tale aree potranno effettuarsi
immersioni subacquee specificamente autorizzate dall'ente medesimo, in un
numero massimo di 90 subacquei al giorno. I proprietari dei natanti saranno
responsabili in solido del rispetto delle norme di tutela ambientale, anche da
parte delle persone trasportate, sia durante le fasi di avvicinamento sia durante
l'immersione;
7. il prelievo di organismi e minerali, per soli motivi di studio, esplicitamente
autorizzato dall'ente gestore;
8. l'attivit di pesca sportiva da riva con canna senza mulinello e l'attivit di
pesca sportiva da natante con uso di canna e lenza da fermo, esercitate dai
residenti nei Comuni territorialmente interessati.

!18

10. La zona C di riserva parziale, che comprende il tratto di mare da Punta Pedale alla
Punta Portofino, fatto salvo il corridoio di accesso e la rada di Portofino, e da Punta
della Chiappa a Punta Cannette, fatto salvo il corridoio di accesso e la rada di Porto
Pidocchio, delimitata dalla congiungente i punti sottoindicati:
11.
A)
B)
V)
Z)
C)
D)
L)
M)
N)
O)
P)
Q)
R)
S)

latitudine
44 19' 12" N
44 18' 20" N
44 18' 11" N
44 18' 09" N
44 18' 11" N
44 17' 43" N
44 19' 13" N
44 19' 33" N
44 19' 26" N
44 19' 31" N
44 19' 38" N
44 19' 48" N
44 20' 46" N
44 20' 46" N

longitudine
09 12' 52" E
09 13' 10" E
09 12' 46" E
09 12' 54" E
09 13' 13" E
09 13' 22" E
09 08' 29" E
09 08' 44" E
09 09' 01" E
09 09' 04" E
09 08' 47" E
09 08' 55" E
09 09' 10" E
09 09' 20" E

12. In zona C, oltre a quanto indicato al comma 1, vietato:


1. l'ancoraggio libero, fatto salvo quanto gi previsto dai precedenti commi 4 e
7, lettera b) e) e f), nonch quanto stabilito al successivo comma 10, lettera a)
del presente articolo;
2. l'ormeggio non regolamentato;
3. la pesca subacquea.
13. In zona C, oltre a quanto indicato ai commi 4 e 7 del presente articolo consentito:
1. l'ancoraggio nelle sole aree predeterminate dall'ente gestore, tenuto conto
dello stato dei fondali ;
2. l'accesso ed il transito alle imbarcazioni da diporto con utilizzo di remi o vela;
3. l'accesso alle imbarcazioni da diporto naviganti a motore aventi lunghezza
massima fuori tutto non superiore ai ventiquattro metri e con velocit massima
di cinque nodi, al solo fine di raggiungere con rotta perpendicolare gli ormeggi
regolamentati e le aree di ancoraggio predeterminate dall'ente gestore;
4. la pesca sportiva effettuata da riva, con lenza e canna anche con mulinello, e
da natante, con lenza e canna da fermo, esercitate dai residenti nei Comuni
interessati ed in quelli immediatamente limitrofi;
5. le attivit subacquee compatibili con la tutela delle specie viventi e la
conservazione dei fondali (fotografia, riprese, turismo subacqueo, ecc.).
14. La navigazione a motore nella fascia di mare prospiciente l'area marina protetta di
Portofino, per una larghezza di 500 metri a partire dal confine dell'area protetta, dovr
essere effettuata ad una velocit massima di dieci nodi, fatto salvo il transito dei mezzi
impiegati per servizio pubblico navale di linea che potranno procedere ad una velocit
di trasferimento non superiore a venti nodi.
15. Le attivit sopra elencate ai commi 4, 7 e 10 sono provvisoriamente consentite fino
all'entrata in vigore del regolamento di cui all'art. 7 del presente decreto.

!19

ARTICOLO 5
1. La gestione dell'area naturale marina protetta di Portofino sar affidata ai sensi di
quanto disposto dalla legge quadro sulle aree protette 6 dicembre 1991 n. 394 cos
come integrata dalla legge 9 dicembre 1998 n. 426
ARTICOLO 6
1. All'onere derivante dalle prime spese relative all'istituzione dell'area naturale marina
protetta di Portofino, ivi compresa l'installazione dei segnalamenti e quanto altro
necessiti a dare precisa conoscenza della delimitazione dell'area naturale marina
protetta e della sua ripartizione, si fa fronte con l'impegno gi assunto con il decreto
ministeriale emanato in data 6 giugno 1998. Per le attivit finalizzate alla gestione
ordinaria dell'area marina protetta di Portofino, si provveder ad assegnare, per
ciascun esercizio finanziario successivo, in relazione agli stanziamenti di bilancio sul
capitolo 4637 dell'unit
ARTICOLO 7
1. Il regolamento di esecuzione e di organizzazione dell'area naturale marina protetta
di Portofino, formulato entro 180 giorni dall'ente delegato alla gestione anche sulla
base dell'esperienza condotta nell'applicazione provvisoria delle misure di deroga di cui
al precedente art. 4, commi 4, 7 e 10, sar approvato dal Ministero dell'Ambiente ai
sensi del combinato disposto dall'articolo 28, commi 6 e 7, della legge 31 dicembre
1982 n. 979, e dell'articolo 19, comma 5, della legge 6 dicembre 1991, n. 394.
Nel suddetto regolamento dovr essere prevista l'istituzione di un comitato tecnicoscientifico con compiti di ausilio all'ente gestore e alla commissione di riserva.
2. previsionale di base 8.1.2.1 "Difesa del mare", una somma non inferiore a Lit.
500.000.000.
ARTICOLO 8
1. Le disposizioni del presente decreto, per quanto attiene alla perimetrazione e alle
finalit indicate, potranno essere oggetto di riconsiderazione per ragioni scientifiche e
di ottimizzazione della gestione sotto il profilo socio-economico volto al perseguimento
dello sviluppo sostenibile delle aree interessate.
ARTICOLO 9
3. Il presente decreto sostituisce integralmente il decreto emanato in data 6 giugno
1998.
Roma, 26 aprile 1999.

!20

STATUTO DEL CONSORZIO DI GESTIONE DELL'AREA MARINA PROTETTA DEL


PROMONTORIO DI PORTOFINO
Art. 1 Costituzione e denominazione del Consorzio
In applicazione del Decreto del Ministro dell'Ambiente del 22 giugno 1999, tra la Provincia di
Genova, il Comune di Camogli, il Comune di Portofino, il Comune di Santa Margherita Ligure e
l'Universit di Genova, costituito, ai sensi dell'art.25 della legge 8 giugno 1990, n. 142, il
Consorzio di gestione denominato "Area Marina Protetta del Promontorio di Portofino".
Art. 2 Durata e sede
Il Consorzio costituito a tempo indeterminato e cessa per l'esaurimento del fine per cui stato
costituito. L'Ente ha sede nel Comune di Portofino, sede scientifica nel Comune di Santa
Margherita Ligure, centro di accoglienza e foresteria nel Comune di Camogli. L'Ente pu
articolarsi in ulteriori sedi distaccate.
Art. 3 Finalit
Il Consorzio ha come scopo l'esercizio delle funzioni di cui al Decreto del Ministro dell'Ambiente
del 22 giugno 1999, in relazione al Decreto del Ministro dell'Ambiente del 26 aprile 1999, con
cui stato istituita l'Area Marina Protetta.
Art. 4 Funzioni
Il Consorzio quale Ente Gestore svolge le funzioni di carattere organizzativo e amministrativo
necessarie al perseguimento degli obiettivi che l'Area Marina Protetta si propone, quali:
1. la protezione ambientale dell'Area Marina interessata;
2. la regolarizzazione, la promozione ed il controllo delle attivit di pesca;
3. la tutela e la valorizzazione delle risorse biologiche e geomorfologiche della zona;
4. la diffusione e la divulgazione della conoscenza dell'ecologia, della biologia e
geologia degli ambienti marini e costieri dell'area naturale marina protetta e delle
peculiari caratteristiche ambientali e geomorfologiche della zona;
5. l'effettuazione di programmi di carattere educativo per il miglioramento della
cultura generale nel campo dell'ecologia, della biologia e della geologia marina;
6. la realizzazione di programmi di studio e ricerca scientifica nei settori dell'ecologia,
della biologia e geologia marina e della tutela ambientale, al fine di assicurare la
conoscenza sistematica dell'area;
7. la promozione dello sviluppo socio-economico, attraverso la valorizzazione delle
attivit tradizionali gi presenti e la creazione di nuove attivit compatibili con gli
obiettivi di salvaguardia ambientale.
Art. 5 Patrimonio del Consorzio
Il Consorzio dotato di un proprio patrimonio costituito da un fondo di dotazione, fissato
dall'Assemblea, e sottoscritto da ciascun consorziato in parti uguali, nonch dagli eventuali
conferimenti in natura e dalle acquisizioni dirette effettuate con mezzi propri nei modi di legge.
Eventuali conferimenti in natura sono imputati alla quota di partecipazione e valutati in base al
valore attuale con le modalit previste dall'art. 2343 c.c. Al Consorzio possono inoltre essere
assegnati beni in uso, locazione o comodato gratuito, da parte degli Enti consorziati. Tutti i beni
in dotazione - come i beni direttamente acquisiti dal Consorzio - sono iscritti nel libro dei cespiti
del Consorzio, e, a suo nome, presso i registri mobiliari e immobiliari.
Art. 6 Quote di partecipazione
Le quote di partecipazione al fondo di dotazione del Consorzio sono stabilite come segue:
1. Provincia di Genova 20%
2. Comune di Camogli 20%
3. Comune di Portofino 20%
4. Comune di Santa Margherita Ligure 20%
5. Universit di Genova 20%
Art. 7 Organi del Consorzio
Sono Organi del Consorzio:
1. l'Assemblea;
2. il Consiglio d'Amministrazione;
3. il Presidente del Consiglio d'Amministrazione;
4. il Direttore;
5. il Collegio dei Revisori.
Art. 8 Assemblea
L'Assemblea composta dai legali rappresentanti degli Enti consorziati, o loro delegati, e da
sette membri, nominati come di seguito indicato:
1. cinque da ognuno degli Enti consorziati;
2. uno dal W.W.F. ;

!21

3. uno dalle categorie socio economiche interessate all'area.


Il Regolamento di attuazione dello Statuto fissa le modalit di nomina di quest'ultimo
componente dell'Assemblea. All'Assemblea partecipano inoltre, senza diritto di voto, i Presidenti
delle Consulte di cui all'art.23.
Il Presidente dell'Assemblea nominato dall'Assemblea stessa con la maggioranza prevista al
successivo art.11, comma 5. Qualora il W.W.F., e le categorie socio economiche interessate
all'Area Marina, seppure richiesti, non provvedano alle nomine di propria competenza,
l'Assemblea si considera comunque validamente costituita, e pu funzionare con i quorum di
cui al successivo art. 11.
Art. 9 Attribuzione dell'Assemblea
L'Assemblea titolare della funzione d'indirizzo generale dell'attivit dell'Ente e ad essa spetta,
pertanto, deliberare i seguenti atti fondamentali:
1. nomina del Collegio dei Revisori;
2. approvazione del bilancio di previsione e del conto consuntivo;
3. determinazione dell'entit del fondo di dotazione consortile, di cui al precedente
art. 5, comma 1;
4. approvazione del Regolamento di attuazione dello Statuto;
5. approvazione del Regolamento di esecuzione del decreto istitutivo, e di
organizzazione dell'Area Marina Protetta;
6. determinazione del rimborso spese ai componenti dell'Assemblea e
determinazione delle indennit e del rimborso spese del Consiglio
d'Amministrazione e del Collegio dei Revisori;
7. approvazione delle modificazioni al presente statuto;
8. approvazione dei programmi di indirizzo dell'attivit del Consorzio, e controllo sulla
loro attuazione. L'assemblea pu organizzare consultazioni su tutte le materie di
propria competenza.
Art. 10 Convocazione dell'Assemblea
L'Assemblea si riunisce almeno due volte l'anno; la prima, per l'approvazione del bilancio di
previsione, la seconda, per l'approvazione del conto consuntivo. L'Assemblea si riunisce inoltre
tutte le volte che il Presidente dell'Assemblea lo ritenga necessario per trattare argomenti di
competenza assembleare.
La convocazione pu essere richiesta da un terzo dei componenti l'Assemblea e va indetta
entro e non oltre venti giorni dalla richiesta.
L'Assemblea convocata mediante avviso scritto contenente l'indicazione del luogo, giorno e
ora dell'adunanza e l'elenco delle materie da trattare.
L'avviso deve pervenire ai componenti l'Assemblea, almeno dieci giorni prima per la data
dell'Assemblea.
Nell'avviso pu essere fissato il giorno per la seconda convocazione. Nei casi d'urgenza
l'Assemblea pu essere convocata ventiquattro ore prima dell'adunanza mediante telegramma
recante in sintesi gli argomenti da trattare.
Almeno ventiquattro ore prima della riunione, gli atti relativi agli argomenti posti all'ordine del
giorno sono depositati nella segreteria del Consorzio a disposizione dei rappresentanti.
La presente disposizione non si applica ai casi d'urgenza di cui al comma 5.
Art. 11 Funzionamento dell'Assemblea
L'Assemblea elegge il proprio Presidente, che dura in carica tre anni. L'assemblea valida in
prima convocazione con la presenza di almeno otto componenti. In seconda convocazione
l'Assemblea valida, purch siano presenti almeno sei componenti. Le votazioni avvengono
per voto palese e le deliberazioni sono validamente assunte con la maggioranza dei voti
presenti, sia in prima sia in seconda convocazione.
Per l'approvazione del bilancio, per la nomina del Presidente dell'Assemblea, e per le modifiche
allo Statuto, necessaria la presenza di almeno otto componenti, sia in prima sia in seconda
convocazione. Le deliberazioni relative sono validamente assunte a maggioranza dei presenti.
Art. 12 Consiglio d'Amministrazione
Il Consiglio di Amministrazione composto di cinque membri, nominati da ognuno degli Enti
costituenti il Consorzio. Il Consiglio di amministrazione nomina nel suo seno il Presidente,
scelto tra uno dei rappresentanti dei Comuni partecipanti al Consorzio, al quale spetta la
rappresenta del Consorzio. Il Consiglio di amministrazione dura in carica tre anni. Il Consigliere
che si assenta tre volte consecutive, senza giustificato motivo, decade dalla carica. Il
Regolamento di attuazione dello Statuto regolamenta le relative procedure.
Art. 13 Attribuzione del Consiglio di Amministrazione
Il Consiglio provvede all'amministrazione del Consorzio, in particolare esso:
1. propone all'Assemblea gli atti di cui alle lettere b), c), d), e), f), g), dell'art. 9;
2. organizza le consultazioni con le Associazioni ambientaliste riconosciute, e con le

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categorie socio-economiche interessate all'Area;


3. d esecuzione alle deliberazioni dell'Assemblea;
4. promuove presso le autorit competenti i provvedimenti che si rendano necessari
per il perseguimento dei fini del Consorzio;
5. assume il personale e delibera il conferimento d'incarichi professionali di
consulenza ed assistenza che si rendano necessari;
6. delibera sulle azioni da promuovere o sostenere in giudizio;
7. provvede alla costituzione delle Consulte, previste al successivo art. 23;
8. delibera su tutte le materie non esplicitamente riservate all'Assemblea;
9. nomina il Direttore dell'Area Marina Protetta, sulla base di nomi proposti dagli Enti
costituenti il Consorzio, con le modalit stabilite dal regolamento di attuazione
dello Statuto.
Art. 14 Adunanze e deliberazioni del Consiglio di Amministrazione
Il Consiglio di amministrazione convocato e presieduto dal Presidente, o in sua assenza, dal
consigliere anziano, con le modalit previste dal regolamento di attuazione dello Statuto. Il
Consiglio deve essere convocato entro cinque giorni, qualora le richiedano per iscritto almeno
tre consiglieri. Le adunanze sono valide con l'intervento della maggioranza dei suoi componenti.
Ciascun consigliere ha diritto ad un voto; egualmente il Presidente. Le deliberazioni sono
adottate a maggioranza assoluta dei presenti. L'elenco delle delibere del Consiglio di
amministrazione deve essere trasmesso in copia agli Enti facenti parte del Consorzio.
Art. 15 Attribuzioni del Presidente del Consiglio di Amministrazione
Il Presidente:
1. convoca e presiede il Consiglio di Amministrazione e ne firma i processi verbali;
sulla regolare e puntuale esecuzione dei provvedimenti presi dal Consiglio di
Amministrazione;
2. vigila sulla regolare e puntuale esecuzione dei provvedimenti presi dal Consiglio di
Amministrazione;
3. ha la legale rappresentanza del Consorzio di fronte a terzi e dinanzi alle autorit
giudiziarie ed amministrative;
4. cura le relazioni esterne, indirizza e controlla l'attivit del Direttore del Consorzio.
In caso d'assenza o impedimento del Presidente, ne esercita le funzioni in via
vicaria il consigliere anziano di et.
Art. 16 Direttore del Consorzio
Al Direttore del Consorzio attribuita la gestione amministrativa del Consorzio, ed in
particolare:
1. sovrintendere agli uffici e servizi contabili, e vigilare sul loro ordinato svolgimento;
2. stipulare contratti e convenzioni di pertinenza del Consorzio;
3. provvedere alla gestione finanziaria;
4. rilasciare autorizzazioni, permessi, attestazioni e certificazioni;
5. esercitare le funzioni attribuite dai Regolamenti del Consorzio;
6. assumersi la responsabilit tecnica degli schemi di deliberazione da sottoporre
all'Assemblea ed al Consiglio.
Art. 17 Collegio dei Revisori
Il controllo sulla gestione economico-finanziaria del Consorzio esercitato dal Collegio dei
revisori, eletto dall'Assemblea, e composto secondo i criteri fissati dall'art. 57, comma 2, della
legge 8 giugno 1990, n. 142.
Il Collegio dura in carica tre anni decorrenti dalla deliberazione di nomina; i suoi componenti
non sono revocabili salvo che per inadempienza, e sono rieleggibili per una sola volta. Il
Collegio ha la responsabilit di esercitare le funzioni previste dalla legge sopra citata e dal
Regolamento di attuazione dello Statuto. I Revisori possono assistere alle sedute
dell'Assemblea e, su invito del Presidente, anche alle adunanze del Consiglio di
Amministrazione nelle quali si tratti di bilancio, di conto consuntivo oppure di materie
economico-finanziarie di rilevante interesse per il Consorzio.
Art. 18 Trasmissione atti fondamentali del Consorzio
Il Direttore provvede a trasmettere agli Enti consorziati, entro quindici giorni dalla loro adozione,
i seguenti atti:
1. deliberazioni di approvazione del bilancio preventivo;
2. deliberazioni di variazioni dello Statuto;
3. deliberazioni di approvazione del bilancio consuntivo;
4. deliberazioni di nomina del Collegio dei Revisori;
5. deliberazioni di approvazione del Regolamento di attuazione dello Statuto e del
Regolamento di esecuzione del Decreto istitutivo, e di organizzazione dell'Area
Marina Protetta;

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6. deliberazioni di approvazione dei programmi di indirizzo dell'attivit del Consorzio;


Le deliberazioni del Consiglio di Amministrazione sono trasmesse in elenco.
Tale trasmissione non ha finalit di controllo ma d'informazione sulle attivit
dell'Ente.
Art. 19 Forme di consultazione
Il Regolamento di attuazione dello Statuto, di cui al precedente art.9, punto d), disciplina le
forme di consultazione del Consorzio, e di tutela dei diritti degli utenti.
Art. 20 Uffici, personale e servizi
Il Regolamento di attuazione dello Statuto di cui al precedente art. 9, punto d), disciplina
l'organizzazione degli Uffici, del personale e dei servizi del Consorzio.
Il Regolamento dovr privilegiare, ove possibile, forme di convenzione con altri soggetti, e
l'affidamento di servizi a categorie di operatori locali.
Gli Enti partecipanti al Consorzio possono distaccare proprio personale presso il Consorzio
stesso.
Art. 21 Contabilit e finanza
Per la finanza e la contabilit del Consorzio, si applicano le norme vigenti per gli Enti locali
territoriali. Il bilancio di previsione, ed il Conto Consuntivo, sono inviati al Ministero
dell'Ambiente.
Le risultanze della gestione annuale del Consorzio sono inviate ad ogni ente consorziato per gli
adempimenti di cui all'art. 14 del decreto legislativo 25 febbraio 1995, n. 77.
Le entrate del Consorzio sono costituite dai trasferimenti del Ministero dell'Ambiente e della
Tutela del Territorio, dalle entrate derivanti dalle attivit e dai servizi prestati dal Consorzio, dai
contributi di enti e di istituzioni pubbliche e private, dai possibili contributi e trasferimenti degli
Enti Consorziati.
Art. 22 Commissione di Riserva
La Commissione di Riserva, nominata e composta ai sensi delle vigenti leggi, affianca l'Ente
gestore in tutte le attivit di gestione della Riserva.
In particolare esprime parere obbligatorio sulla proposta di Regolamento di esecuzione e
organizzazione dell'Area Marina Protetta e formula proposte e suggerimenti per tutto quanto attiene
al funzionamento ed alla gestione della Riserva.
Art. 23 Consulte dell'Area Marina Protetta
Le Consulte sono organi a rilevanza interna, con compiti di elaborare proposte in merito ai
programmi dell'Area Marina protetta, e di costituire il referente per le consultazioni del
Consorzio.
Il Regolamento di esecuzione del presente Statuto determina il numero, la composizione e
funzioni delle Consulte; i Presidenti delle Consulte partecipano, senza diritto di voto, alle
Assemblee del Consorzio.
Art. 24 Attivit regolamentare
Il Consorzio - anche sulla base dell'attivit svolta, precedentemente alla sua costituzione, ai
sensi dell'art. 2 del Decreto del Ministero dell'Ambiente del 22 giugno 1999 - predispone il
Regolamento di esecuzione del decreto istitutivo e di organizzazione dell'Area Marina Protetta,
che disciplina i divieti e le eventuali deroghe in funzione del grado di protezione necessaria.
Art. 25 Norme di rinvio
Per tutto quanto non disposto dal presente Statuto si intendono applicabili le disposizioni di
legge previste per gli Enti Locali.

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REGOLAMENTO DI ESECUZIONE E DI ORGANIZZAZIONE


DELLAMP DI PORTOFINO
Pubblicato sulla G.U. n119 del 23.05.02

superato
TITOLO I - ORGANIZZAZIONE DELLAREA MARINA PROTETTA
Articolo 1 Oggetto
1. Il presente regolamento, ai sensi dellarticolo 7 del decreto del Ministro
dellAmbiente, 26 aprile 1999, di istituzione dellarea marina naturale protetta
denominata Portofino da esecuzione allo stesso e disciplina lorganizzazione della
medesima area.
Articolo 2 Organi dellarea marina protetta
1. Sono organi dellarea marina protetta: il Responsabile dellarea marina protetta; la
Commissione di riserva; il Comitato tecnico scientifico.
Articolo 3 Responsabile dellarea marina protetta
1. Il Responsabile dellarea marina protetta individuato e nominato dal Soggetto
gestore, tra soggetti aventi adeguate competenze professionali e specifica esperienza
in materia di gestione.
2. Lincarico di responsabile dellarea marina protetta viene conferito per tre anni sulla
base di un contratto redatto ai sensi delle vigenti disposizioni di legge.
3. Lincarico rinnovabile.
4. Al responsabile dellarea marina protetta sono attribuite le seguenti funzioni relative
allorganizzazione ed al funzionamento dellarea marina protetta:
a) curare lattuazione delle direttive del Ministero dellambiente e della tutela del
territorio per il perseguimento delle finalit proprie dellarea marina protetta;
b) curare la predisposizione del programma annuale di gestione e
valorizzazione dellarea marina protetta;
c) predisporre una relazione annuale sulla gestione e sul funzionamento
dellarea marina protetta da inviare al Ministero dellambiente e della tutela del
territorio con le eventuali osservazioni formulate dalla Commissione di riserva;
d) raccordare lo svolgimento delle sue funzioni con i competenti organi del
Soggetto gestore, con la Commissione di riserva e con il Comitato tecnico scientifico;
e) predisporre il bilancio preventivo e il conto consuntivo;
f) promuovere lattivazione di progetti anche mediante lacquisizione di
finanziamenti pubblici nazionali e comunitari e privati;
g) promuovere iniziative per lo sviluppo di attivit economiche compatibili con le
finalit dellarea marina protetta;
h) predisporre ed aggiornare linventario dei beni immobili e mobili del
Consorzio di pertinenza dellarea marina protetta;
i) qualsiasi altro compito affidato dal Soggetto gestore.
5. Il Responsabile dellarea marina protetta esercita le funzioni attribuitegli, secondo le
direttive impartite dal Soggetto gestore.

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Articolo 4 Commissione di riserva


1. La Commissione di riserva istituita presso il Soggetto gestore affianca il medesimo
nella gestione dellarea marina protetta, formulando proposte e suggerimenti per tutto
quanto attiene al funzionamento ed alla gestione della medesima. In particolare
esprime parere:
- sulla proposta di regolamento di esecuzione e di organizzazione dellarea
marina protetta e sulle eventuali proposte di modifica del medesimo;
- sui programmi annuali di gestione;
- sul bilancio preventivo e consuntivo;
- sulla relazione annuale sul funzionamento dellarea marina protetta;
- sulla richiesta di modifica della perimetrazione dellarea marina protetta e della
relativa disciplina di tutela eventualmente avanzata dal Soggetto gestore;
- ogni qualvolta richiesto dal presente regolamento.
2. La Commissione di riserva convocata dal Presidente ogni qualvolta lo ritenga
necessario. Il Presidente , comunque, tenuto a convocare la Commissione per
esprimere il parere sugli atti di cui al comma 1, e qualora lo richieda la met pi uno
dei componenti della medesima.
3. La convocazione della Commissione di riserva avviene con lettera raccomandata,
contenente lordine del giorno unitamente alla relativa documentazione, almeno dieci
giorni prima della data fissata per la seduta. In caso di urgenza, la convocazione pu
avvenire con avviso a mezzo telegramma o fax, contenente lordine del giorno e la
relativa documentazione, inviato almeno tre giorni prima della data fissata per la
seduta.
4. I verbali della Commissione di riserva sono inviati al responsabile dellarea marina
protetta che ne cura la trasmissione al Soggetto gestore e al Ministero dellambiente e
della tutela del territorio.
5. Ai componenti della Commissione di riserva viene corrisposto un rimborso per le
spese di viaggio, vitto e alloggio sostenute, previa presentazione della documentazione
giustificativa, nei limiti di cui alla vigente normativa in materia di trattamento economico
di missione e di trasferimento dei Dirigenti statali di 1 fascia.
Articolo 5 Comitato tecnico scientifico
1. Ai sensi dellarticolo 7, comma 2 del Decreto del Ministro dellambiente 26 aprile
1999, istituito il Comitato tecnico scientifico con compiti di ausilio, in materia tecnicoscientifica, al Soggetto gestore ed agli organi dellarea marina protetta.
2. Il Comitato tecnico scientifico nominato dal Soggetto gestore ed composto da: il
Responsabile dellarea marina protetta, che lo presiede; un esperto qualificato
designato dal soggetto gestore; un esperto qualificato designato dal Ministero
dellAmbiente e della tutela del territorio.
3. I componenti del Comitato tecnico scientifico rimangono in carica per un periodo non
superiore ai tre anni. Lincarico pu essere rinnovato.
Articolo 6 Contabilit e finanza
1. La finanza e la contabilit dellarea marina protetta si svolgono secondo le direttive
impartite dal Ministero dellAmbiente e della tutela del territorio, nel rispetto della
normativa vigente in materia di Enti locali.

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TITOLO II - DISPOSIZIONI GENERALI


Articolo 7 Delimitazione generale dellarea marina protetta
1. La delimitazione dellarea marina protetta di Portofino nonch la suddivisione in
zone A, B e C definita dal Decreto del Ministero dellAmbiente, con allegata
cartografia, del 26 aprile 1999, pubblicato sulla G.U. del 7 giugno 1999, n 131.
Articolo 8 Fascia di transito
1. La navigazione a motore nella fascia di mare prospiciente larea marina protetta di
Portofino, per una larghezza di 500 metri a partire dal confine dellarea marina protetta
dovr essere effettuata ad una velocit massima di dieci nodi, fatto salvo il transito dei
mezzi impiegati per servizio pubblico navale di linea e dei centri dimmersione
autorizzati, che potranno procedere ad una velocit di trasferimento non superiore a
venti nodi e dei mezzi di sorveglianza.
Articolo 9 Divieti generali
1. Allinterno dellarea marina protetta di Portofino, come sopra individuata, sono
vietate le attivit che possono compromettere la tutela delle caratteristiche
dellambiente oggetto della protezione e le finalit istitutive dellarea marina protetta
medesima, ai sensi dellarticolo 19 comma 3, della legge 6 dicembre 1991, n. 394. In
particolare, sono vietate:
a) la libera navigazione, fatto salvo quanto esplicitamente previsto dal
presente regolamento circa i regimi di tutela allinterno delle diverse zone
dellarea marina protetta;
b) la caccia, la cattura, la raccolta, il danneggiamento e, in genere,
qualunque attivit che possa costituire pericolo o turbamento delle specie
animali e vegetali, ivi compresa limmissione di specie estranee;
c) lalterazione con qualunque mezzo, diretta o indiretta, dellambiente
geofisico e delle caratteristiche biochimiche dellacqua, nonch la discarica di
rifiuti solidi e liquidi e, in genere limmissione di qualsiasi sostanza che possa
modificare, anche transitoriamente, le caratteristiche dellambiente marino;
d) lintroduzione di armi, esplosivi o di qualsiasi altro mezzo distruttivo e di
cattura,nonch di sostanze tossiche o inquinanti;
e) le attivit che possono comunque arrecare danno, intralcio o turbativa alla
realizzazione dei programmi di studio e di ricerca scientifica da attuarsi nellarea;
f) la pesca subacquea;
g) la pesca a strascico;
h) le immersioni subacquee, fatto salvo quanto esplicitamente previsto dal
presente regolamento circa i regimi di tutela allinterno delle diverse zone di
area marina protetta.
2. Per quanto non previsto dal presente regolamento circa le discipline di tutela nelle
zone A, B e C dellarea marina protetta vigono i divieti di cui al decreto del Ministero
dellambiente del 26 aprile 1999.

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Articolo 10 Definizioni
1. Ai fini del presente regolamento, si intende:
- per natante: ogni unit da diporto avente lunghezza fuori tutto non superiore a
metri 7,50 se a motore o a metri 10 se a vela, anche se con motore ausiliario
(Articolo 1, lettera d), Legge 11 febbraio 1971, n. 50 nel testo vigente);
- per imbarcazione: ogni unit destinata alla navigazione da diporto avente
lunghezza fuori tutto superiore a metri 7,50 se a motore o a metri 10 se a vela,
anche se con motore ausiliario (Articolo 1, lettera C), Legge 11 febbraio 1971,
n. 50 nel testo vigente), e non superiore a 24 metri;
- per nave da diporto: ogni unit avente lunghezza fuori tutto superiore a 24 metri;
- per unit navale: genericamente ogni mezzo nautico come definito nellarticolo
136 del Codice di Navigazione;
- per lunghezza fuori tutto: la distanza, misurata in linea retta, tra il punto
estremo anteriore della prora e il punto estremo posteriore della poppa, escluse
tutte le appendici come le delfiniere, il bompresso, le piattaforme poppiere, le
falchette e similari (Articolo 13, Legge 11 febbraio 1971, n. 50 nel testo
vigente);
- per attivit subacquea si intendono le visite guidate subacquee con e senza
autorespiratore organizzate da imprese e associazioni con o senza partita IVA
e immersioni subacquee con e senza autorespiratore effettuate da soggetti singoli;
- per soggetti singoli in relazione allattivit subacquee si intendono le singole
persone fisiche.
Articolo 11 Attivit di sorveglianza
1. La sorveglianza dellarea marina protetta di Portofino esercitata ai sensi
dellarticolo 19, comma 7, della legge 6 dicembre 1991, n. 394 come modificato
dallarticolo 2, comma 17, della legge 9 dicembre 1998, n. 426, dalla Capitaneria di
Porto nonch dalle polizie degli Enti Locali, delegati nella gestione delle medesime
aree protette.
2. Lattivit di sorveglianza nellarea marina protetta di Portofino coordinata dalla
Capitaneria di Porto.
TITOLO III - DISCIPLINA DELLA BALNEAZIONE
Articolo 12 Disposizioni generali
1. La balneazione vietata in zona A.
2. La balneazione consentita nelle zone B e C dellarea marina protetta, nel rispetto
delle ordinanze degli Uffici Circondariali Marittimi.
TITOLO IV - DISCIPLINA DELLATTIVITA SUBACQUEA
Articolo 13 Disposizioni generali. ZONE:
1. Nella zona A vietata lattivit subacquea.
2. Nella zona B lattivit subacquea senza autorespiratore consentita; lattivit
subacquea con autorespiratore subordinata al rilascio di autorizzazioni da parte
del Soggetto gestore, secondo quanto disposto dai successivi articoli 14, 15, 16,
17, 18 e 19.
3. Nelle zone C lattivit subacquea libera, salva la facolt del Soggetto gestore di
porre limitazioni volte ad assicurare la tutela delle specie viventi e la conservazione
dei fondali.
4. In tutta larea marina protetta sono vietate le attivit subacquee notturne, salvo
specifiche autorizzazioni del Soggetto gestore sulla base dei criteri individuati dal
medesimo.

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Articolo 14 Tipologia dellutenza dellattivit subacquea in zona B:


1. Nella zona B possono svolgere attivit di visite guidate subacquee i seguenti
soggetti se in possesso dei requisiti previsti dallarticolo 4, comma 7, lettera e) del
decreto ministeriale 26 aprile 1999:
a) imprese la cui ragione sociale prevede quale attivit prevalente
laccompagnamento a subacquei;
b) associazioni senza scopo di lucro il cui statuto prevede espressamente lo
svolgimento di attivit subacquea a scopo didattico o ricreativo.
2. Il Soggetto gestore pu altres autorizzare lo svolgimento di visite guidate
subacquee da parte di imprese e/o associazioni che abbiano una comprovata
esperienza nel settore, previo parere conforme della Commissione di riserva,
stabilendo, eventualmente, il possesso anche di ulteriori requisiti.
3. Possono, inoltre, svolgere attivit subacquea i soggetti singoli secondo le modalit
autorizzative di cui allarticolo 16.
Articolo 15 Modalit di autorizzazione delle imprese e delle associazioni per le
visite guidate in zona B:
1. Il Soggetto gestore pu rilasciare alle imprese e alle associazioni di cui allarticolo
14, comma 1, lettere a), b) e comma 2, che ne facciano richiesta, unautorizzazione
avente una durata non superiore ad un anno.
2. Lautorizzazione di cui al comma 1, viene rilasciata con le modalit ritenute
necessarie dal Soggetto gestore per assicurare la tutela delle specie viventi e la
conservazione dei fondali e una corretta programmazione delle attivit subacquee.
3. Con lautorizzazione vengono, inoltre, individuate le unit navali addette alle attivit
di visite guidate subacquee per un numero di unit non superiore a sei per ciascun
soggetto autorizzato; le eventuali sostituzioni delle unit navali dovranno essere
preventivamente autorizzate dal Soggetto gestore.
4. Le unit navali autorizzate ai sensi del presente articolo non possono avere
lunghezza superiore a dodici metri.
5. Il Soggetto gestore potr rinnovare, sino al 31/12/2005, le autorizzazioni gi
rilasciate anteriormente alla data del 30 giugno 2001 alle unit navali di lunghezza
superiore a dodici metri, per le quali non vi sia stato cambiamento di propriet.
6. Il Soggetto gestore dispone i criteri in base ai quali le vicende modificative od
estintive riguardanti soggetti autorizzati ai sensi del presente articolo debbono
considerarsi ostative alla sopravvivenza dellautorizzazione in capo al soggetto nuovo
o modificato.
7. La violazione di quanto stabilito nellautorizzazione e dal presente regolamento
costituisce motivo di revoca delle stesse da parte del Soggetto gestore.
8. Il rilascio delle suddette autorizzazioni pu essere subordinato al pagamento di un
corrispettivo monetario al soggetto gestore.
Articolo 16 Modalit di autorizzazione dei singoli soggetti per le immersioni
subacquee in zona B:
1. Il Soggetto gestore pu autorizzare immersioni subacquee di soggetti singoli, che
effettuano limmersione sia con natante sia da terra, fino ad un massimo di 90
subacquei al giorno.
2. Le immersioni subacquee, effettuate da un numero di natanti non superiore a 30,
possono svolgersi secondo quanto previsto dellarticolo 19.
3. Le immersioni subacquee effettuate partendo da terra, senza supporto di natante di
appoggio, potranno avere luogo esclusivamente nei seguenti siti: Punta Chiappa
Levante, Dragone, Colombara.
4. Il Soggetto gestore determina leventuale pagamento di un corrispettivo monetario
per il rilascio delle suddette autorizzazioni.

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Articolo 17 - Registro delle visite guidate subacquee


1. Le imprese e le associazioni autorizzate ad effettuare immersioni devono riportare in
un apposito registro, vidimato dallAutorit Marittima e dal Soggetto gestore, per ogni
visita guidata, la data, il sito di immersione, gli estremi dei partecipanti e le guide
responsabili dell'immersione.
2. I registri dovranno essere tenuti aggiornati a fine immersione ed esibiti a richiesta
dellAutorit Marittima e del Soggetto gestore.
3. I dati contenuti nei registri saranno utilizzati dal Soggetto gestore unicamente a
scopo statistico e ai fini della tutela ambientale.
Articolo 18 Modalit di accesso, sosta e ormeggio in zona B per le attivit subacquee
con autorespiratore:
1. La navigazione delle unit navali, autorizzate dal Soggetto gestore, deve avvenire
perpendicolarmente alla linea di costa e a velocit massima di 5 nodi al solo scopo di
raggiungere i seguenti siti di ormeggio individuati e predisposti in sede di prima
applicazione dal Soggetto gestore:
a) 2 siti ad elevato interesse naturalistico, in cui ammesso lormeggio ad
una sola unit navale alla volta:
1) Isuela
4419'233 - 0908'670
2) Altare
4418'330 - 0911804
b) 18 siti di interesse naturalistico, in cui possono essere ormeggiate
contemporaneamente 2 unit navali:
1) Punta Chiappa Levante 4419'306 - 0908744
2) Punta della Targhetta
4419'302 - 0908867
3) Grotta dellEremita
4419'081 - 0909087
4) Punta della Torretta
4418'754 - 0910056
5) Punta dellIndiano
4418'799 - 0910180
6) Dragone
4418'697 - 0910545
7) Colombara
4418'594 - 0910629
8) Secca Gonzatti
4418'530 - 0910700
9) Targa Gonzatti
4418'504 - 0910781
10) Scoglio del Raviolo
4418'504 - 0910842
11) Testa del Leone
4418'505 - 0910981
12) Scoglio del Diamante
4418'487 - 0911112
13) Relitto Mohawk Deer
4418'490 - 0911516
14) Cala Inglesi Est
4418'460 - 0911270
15) Punta Vessinaro
4418'253 - 0911901
16) Casa del Sindaco
4418'178 - 0912179
17) Chiesa di San Giorgio
4418'037 - 0912665
18) Faro
4418'886 - 0913138
2. La sosta ai natanti e alle imbarcazioni delle imprese e delle associazioni
autorizzate dal Soggetto gestore e ai natanti dei subacquei privati consentita per il
tempo sufficiente per effettuare limmersione.
3. Le modalit di accesso e di immersione nel sito dove collocata la statua del
Cristo degli Abissi saranno disciplinate dal Soggetto gestore e dalla Capitaneria di
Porto.
4. Il Soggetto gestore determina le modalit relative allutilizzo degli ormeggi e
limporto dei corrispettivi economici.

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Articolo 19 Modalit di svolgimento delle attivit subacquee


1. Le immersioni devono svolgersi secondo quanto previsto dalla vigente normativa e,
comunque, ad esclusione dei soggetti singoli, sempre alla presenza di una guida ogni
cinque subacquei.
2. Il numero massimo di immersioni al giorno per ciascun sito di 72, comprese le
guide; in nessun caso possono essere ammessi pi di 24 subacquei
contemporaneamente su ciascun sito.
3. Le visite subacquee devono essere svolte secondo le seguenti modalit:
a) visite con non pi di dodici subacquei per volta nel caso di imprese, di cui
allarticolo 14, comma 1, lettera a) e comma 2. Nei siti in cui consentito
lormeggio a due imbarcazioni contemporaneamente ammesso lormeggio ad
una sola imbarcazione se il numero di subacquei trasportati di ventiquattro,
qualora i documenti di bordo lo consentano.
b) visite con non pi di sei subacquei nel caso di associazioni, di cui allarticolo 14,
comma 1, lettera b) e comma 2, e nel caso delle visite subacquee di soggetti
singoli di cui allarticolo 14, comma 3.
4. Viene fatto divieto di eseguire e di far eseguire esercizi che prevedono contatto con
il fondo marino.
Articolo 20 Programmazione e monitoraggio delle attivit subacquee
1. Il Soggetto gestore provvede alla programmazione ed al controllo delle attivit
subacquee previste dal presente regolamento, garantendo il rispetto dei limiti previsti
dal presente titolo e delle vigenti disposizioni di legge.
2. Il Soggetto gestore effettua regolarmente il monitoraggio scientifico dei siti
dimmersione, per verificare limpatto ambientale.
3. Il Soggetto gestore fornisce annualmente al Ministero dellAmbiente e della tutela
del territorio, alla Commissione di riserva ed allAutorit marittima una relazione tecnica
sullo stato ambientale dei siti e sul numero di immersioni che si effettuano in ciascun
sito. Il Soggetto gestore concorda con i soggetti pubblici interessati le modalit per la
trasmissione dei dati sui monitoraggi effettuati.
4. Il Soggetto gestore, sulla base del monitoraggio di cui al comma 2 e con parere
conforme della Commissione di riserva, pu modificare le condizioni e i limiti per le
attivit subacquee.
TIPO

DURATA

PERIODO

COSTO

Tessera Residenti

annuale

1 gennaio / 31 dicembre

30,00

Tessera NON RESIDENTI

annuale

1 gennaio / 31 dicembre

60,00

Tessera NON RESIDENTI

semestrale

1aprile / 30 settembre

40,00

TITOLO V - DISPOSIZIONI PER LATTIVITA DI PESCA SPORTIVA


Articolo 21 Disposizioni generali
1. Lattivit di pesca sportiva vietata nella zona A dellarea marina protetta.
E consentita nelle zone B e C della medesima secondo quanto previsto dal presente
titolo.
2. Lattivit di pesca sportiva subordinata al rilascio di autorizzazioni da parte del
Soggetto gestore.
3. Al pescatore sportivo non consentito catturare prede per un peso complessivo
superiore a tre chilogrammi al giorno, limite superabile per la cattura di un singolo
esemplare.
4. Sono vietate la cattura ed il prelievo di individui giovani come definiti dalla normativa
vigente.
5. Sono altres vietate gare di pesca sportiva.

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Articolo 22 Tipologia dellutenza per la pesca sportiva


1. Per lo svolgimento delle attivit di pesca sportiva si individuano le seguenti utenze:
a) pescatori sportivi residenti nei comuni di Camogli, Portofino e Santa
Margherita Ligure, di seguito nominati residenti;
b) pescatori sportivi non residenti.
Articolo 23 Modalit di autorizzazioni per lattivit di pesca sportiva
1. Il Soggetto gestore autorizza la pesca sportiva compatibilmente con le esigenze di
conservazione e salvaguardia della risorsa ittica e della tutela dei fondali.
2. Il Soggetto gestore in ogni caso, per la pesca con i palangari, traina e nattelli, non
pu rilasciare complessivamente pi di 120 autorizzazioni, contestualmente operative,
di cui 80 nominali e 40 alle associazioni di pesca sportiva. Le autorizzazioni rilasciate a
queste ultime devono prevedere un limite di 20 uscite ciascuna.
3. Le autorizzazioni possono essere annuali o semestrali.
4. Il pescatore sportivo tenuto a portare con se lautorizzazione e ad esibirla agli
organi preposti alla sorveglianza e al controllo.
5. Il pescatore sportivo autorizzato nellambito di quanto previsto al comma 2 e
allarticolo24, comma 3, dovr riportare su un apposito libretto, vidimato dal Soggetto
gestore la data, le ore di pesca, le zone di pesca, il tipo di pesca effettuata, la
classificazione del pescato e il peso. Il registro dovr essere tenuto aggiornato a fine
pesca ed esibito a richiesta al Soggetto gestore. Il suddetto registro dovr essere
consegnato al Soggetto gestore alla scadenza dellautorizzazione.
6. Il Soggetto gestore individua adeguate modalit di monitoraggio per la valutazione
del prelievo complessivo della pesca sportiva.
7. Il Soggetto gestore determina eventuali corrispettivi economici delle autorizzazioni.
Articolo 24 - Modalit della pesca sportiva e tipologia degli attrezzi consentiti
1. Nella zona B consentita, previa autorizzazione del Soggetto gestore, l'attivit di
pesca sportiva ai soli residenti, con le modalit di seguito riportate e l'utilizzo dei
seguenti attrezzi:
a) da riva con canna senza mulinello, con ami di lunghezza non inferiore a 18 mm;
b) da natante con lenze fisse quali canne, bolentini, correntine a non pi di tre
ami di lunghezza non inferiore a 18 mm, lenze per cefalopodi, tranne che nello
specchio acqueo antistante la zona di Cala dellOro;
c) con palangari aventi un numero massimo di 100 ami di lunghezza non
inferiore a 22 mm, ad una distanza minima di 80 metri dalla costa, ad
esclusione dello specchio acqueo antistante Cala dellOro;
d) da natante a motore, a velocit non superiore ai 5 nodi, con non pi di due
lenze a traino, che abbiano ami di lunghezza non inferiore a 18 mm, nei due
settori compresi tra Punta Chiappa e S. Fruttuoso e tra S. Fruttuoso e Punta del
Faro di Portofino.
2. Nelle zona C consentita, previa autorizzazione del Soggetto gestore, l'attivit di
pesca sportiva ai soli residenti, con l'utilizzo dei seguenti attrezzi:
a) da riva, con lenza e canna anche con mulinello, con ami di lunghezza non
inferiore a 18 mm;
b) da natante,con bolentino e canna da fermo,con ami di lunghezza non
inferiore a 18mm;
c) da natante, oltre ai metodi precedentemente citati, con correntine a non pi
di tre ami di lunghezza non inferiore a 18 mm, lenze per cefalopodi;
d) mediante nattelli di superficie con non pi di due ami di lunghezza non
inferiore a 18 mm. Il numero di nattelli utilizzati non pu essere superiore a 5;
e) con palangari aventi un numero massimo di 100 ami di lunghezza non
inferiore a 22 mm, ad una distanza minima di 50 metri dalla costa;
f) da natante a motore, a velocit non superiore ai 5 nodi, con non pi di due
lenze a traino che abbiano ami di lunghezza non inferiore a 18 mm.
3. Nelle zone C altres consentita, previa autorizzazione del Soggetto gestore, la
pesca sportiva ai non residenti secondo le modalit e con l'utilizzo degli attrezzi di cui

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al precedente comma 2 lettera a) e b), con lobbligo della compilazione del libretto di
cui allarticolo 23, comma 5.
Articolo 25 - Monitoraggio della pesca sportiva
1. Il Soggetto gestore sulla base dei dati raccolti secondo quanto previsto dall'articolo
23, comma 5, nonch sulla base di altre forme idonee di monitoraggio di cui allarticolo
23, comma 6, fornisce alla Commissione di riserva e al Ministero dellAmbiente e della
tutela del territorio una relazione annuale sull'attivit di pesca e sullo sforzo di pesca. Il
Soggetto gestore concorda con i soggetti pubblici interessati le modalit per la
trasmissione dei dati sui monitoraggi effettuati.
2. Il Soggetto gestore effettuer ricerche scientifiche, in conformit con la normativa
nazionale vigente, mirate a valutare l'impatto della pesca sportiva al fine di individuare
e garantire una gestione sostenibile della risorsa.
3. Il Soggetto gestore, sulla base dei dati raccolti, del monitoraggio e delle risultanze
scientifiche di cui ai commi 1 e 2, pu, su parere conforme della Commissione di
riserva, determinare il numero e il periodo delle autorizzazioni nonch gli eventuali siti
di pesca e le eventuali turnazioni.
4. Il Soggetto gestore pu in qualsiasi momento limitare la pesca, relativamente alle
modalit ed al periodo, per garantire la tutela della qualit ambientale.
TITOLO VI - DISCIPLINA DELLA PESCA PROFESSIONALE
Articolo 26 - Disposizioni generali
1. L'attivit di pesca professionale vietata in zona A ed consentita nelle zone B e
C dell'area marina protetta come disciplinata dal presente regolamento.
2. Nelle zone B e C consentito laccesso e lancoraggio esclusivamente alle
imbarcazioni a motore aventi lunghezza inferiore a 12 metri e comunque di stazza
inferiore alle 10 TSL e 15 GT, per il solo esercizio della pesca professionale. Lattivit di
pesca professionale riservata ai pescatori residenti nei comuni di Camogli, Portofino
e Santa Margherita Ligure, nonch alle cooperative di pescatori costituite ai sensi della
legge 13 marzo 1958, n. 250, con sede nei comuni territorialmente interessati alla data
del 1 agosto 1998.
3. I soggetti abilitati alle attivit di pesca professionale ai sensi del comma 2 e delle
disposizioni di legge devono comunicare annualmente al Soggetto gestore i periodi,
gli attrezzi utilizzati e le modalit di pesca all'interno dell'area marina protetta. Tali
comunicazioni vengono riportate su un apposito registro tenuto dal Soggetto gestore,
delle cui annotazioni viene rilasciata copia ai soggetti stessi.
Articolo 27 - Attrezzi di pesca professionale e modalit di pesca
1. Nella zona B la pesca professionale consentita esclusivamente con i seguenti
attrezzi e modalit:
a) rete circuitante, a batimetrie non inferiori a 50 metri, tranne che sulla
direttrice mediana esterna alla Cala dellOro;
b) rete da posta fissa, disposta perpendicolarmente alla linea di costa, ad
esclusione del periodo dicembre - febbraio, nei seguenti settori: tra Punta
Chiappa e Punta del Buco, tra Punta Carega e Cala degli Inglesi e tra Cala
degli Inglesi e Punta del Faro di Portofino. In ognuno di questi settori il Soggetto
gestore individua 5 siti predeterminandone la rotazione e regolandone i turni
c) palangari, con un massimo di 200 ami, di lunghezza non inferiore a 22 mm,
ad una distanza minima di 80 metri dalla costa, in tutta la zona B ad esclusione
della zona antistante Cala dellOro.

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2. Nelle zone C consentita la pesca professionale con i seguenti attrezzi e modalit:


a) rete circuitante, a batimetrie non inferiori a 50 metri;
b) rete da posta fissa, disposta perpendicolarmente alla linea di costa, ad
esclusione del periodo dicembre febbraio .Il Soggetto gestore determina i siti
predeterminandone la rotazione e regolandone i turni;
c) palangari, con un massimo di 200 ami di lunghezza non inferiore a 22 mm,
ad una distanza minima di 50 metri dalla costa;
d) mediante Tonnarella che dovr essere protetta da un recinto di sicurezza,
nel periodo marzo - ottobre e mediante Mugginara, per il periodo aprile giugno, nei siti tradizionali antistanti Porto Pidocchio.
3. In zona B, fino al 31 marzo 2003, e in zona C, fino al 31 marzo 2005, consentita
la pesca professionale con rete a sciabica, esclusivamente per la pesca del rossetto
(Aphia minuta), nel tratto compreso tra il canale di accesso a Porto Pidocchio e Punta
Cannette, se autorizzata dal Ministero delle politiche agricole e forestali. Entro il
termine fissato, il Soggetto gestore promuove ed agevola la riconversione di
questattivit, al fine del mantenimento dei livelli reddituali ed occupazionali.
4. Il Soggetto gestore effettuer ricerche scientifiche, secondo la normativa nazionale
vigente, mirate a monitorare l'impatto della pesca professionale al fine di individuare e
garantire una gestione sostenibile della risorsa.
5. Il Soggetto gestore, anche sulla base delle risultanze scientifiche di cui al comma 4,
pu, su parere conforme della Commissione di riserva, assumere provvedimenti, di
carattere temporaneo o permanente, finalizzati al divieto od alla limitazione delle
tipologie di pesca, delle modalit di svolgimento e del periodo di pesca, al fine di
garantire una corretta gestione della risorsa.
TITOLOVII - DISCIPLINA DELLE ATTIVIT DI PESCATURISMO
Articolo 28 - Disposizioni generali
1. Il Soggetto gestore, sentita la Commissione di riserva, nel rispetto delle disposizioni
del presente regolamento, definisce le misure per lo svolgimento e la promozione
delle attivit di pescaturismo cos come definite dalla normativa vigente. Tale attivit
pu essere svolta da pescatori professionisti residenti, nonch da cooperative di
pescatori professionisti costituite ai sensi della legge 13 marzo 1958, n. 250, con sede
nei comuni territorialmente interessati dall'area marina naturale protetta alla data del 1
agosto 1998.
TITOLO VIII - DISPOSIZIONI PER LA NAUTICA DA DIPORTO
Articolo 29 - Disposizioni generali
1. In zona A vietata la libera navigazione.
2. In zona B consentita:
a) la navigazione con lutilizzo di remi o a vela;
b) la navigazione ai natanti a motore con velocit non superiore a 5 nodi;
c) laccesso alle imbarcazioni da diporto con impiego di motore, con velocit
massima di 5 nodi, esclusivamente al solo fine di raggiungere, con rotta
perpendicolare, l'ormeggio regolamentato di cui all'articolo 30, comma 3.
3. In zona C consentita:
a) la navigazione con lutilizzo di remi o a vela;
b) la navigazione ai natanti a motore con velocit non superiore a 5 nodi;
c) laccesso alle imbarcazioni con impiego di motore, con velocit massima di 5
nodi, al solo fine di raggiungere, con rotta perpendicolare, gli ormeggi
regolamentati dal Soggetto gestore.
4. La Capitaneria di Porto e il Soggetto gestore possono emanare provvedimenti per
restringere le attivit di cui ai commi 2 e 3 al fine di tutelare la qualit ambientale.

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Articolo 30 - Ormeggi per le attivit diportistiche


1. In zona A vietato l'ormeggio.
2. In zona B consentito l'ormeggio ai natanti da diporto nei seguenti siti di
ormeggio, individuati e predisposti dal Soggetto gestore, come segue:
a) tra Punta Chiappa e Punta del Bussego;
b) Baia di S. Fruttuoso zona Est;
c) Cala degli Inglesi;
d) tra la punta della Torretta e limbarcadero di S. Fruttuoso.
3. Nel sito di cui al comma 2, lettera d) altres consentito, allo scopo di
salvaguardare le attivit economiche del borgo di S. Fruttuoso di Capodimonte,
l'ormeggio alle imbarcazioni. In tale caso laccesso a tale ormeggio deve avvenire dal
canale di accesso a S. Fruttuoso, con rotta perpendicolare alla linea di costa.
4. In zona C consentito l'ormeggio ai natanti e imbarcazioni nelle zone individuate
ed opportunamente attrezzate dal Soggetto gestore, sentita la Commissione di riserva.
5. Il Soggetto gestore, sulla base delle richieste da parte di residenti a Punta Chiappa
e San Rocco, nonch da parte di pescatori o operatori commerciali che esercitino la
propria attivit nella zona C del lato di Camogli, pu definire la predisposizione di
gavitelli, previa approvazione di un piano di posizionamento, elaborato dallo stesso
Soggetto gestore tenendo conto della tutela ambientale, sentita la Commissione di
riserva.
6. Il Soggetto gestore determina le modalit relative allutilizzo degli ormeggi, e
limporto dei corrispettivi economici per l'utilizzo degli stessi.
Articolo 31 Ancoraggio
1. In zona A vietato l'ancoraggio.
2. In zona B vietato l'ancoraggio.
3. In zona C altres vietato l'ancoraggio, fatto salvo quanto previsto transitoriamente
dall'articolo 32.
4. Restano ferme le ordinanze degli Uffici circondariali marittimi in termini di sicurezza
della balneazione.
Articolo 32 - Norma transitoria:
1. Fino allindividuazione e alla predisposizione di zone di ormeggio regolamentate da
parte del Soggetto gestore e comunque non oltre il 31 dicembre 2003, consentito
lancoraggio in zona C con le modalit e nelle zone di seguito riportate:
a) nel tratto di mare compreso tra Punta Cannette e la Tonnarella, ai natanti e
alle imbarcazioni a non meno di 100 metri dalla costa.
b) nel tratto di mare delimitato dalla congiungente i punti A e B e i punti C e D di
cui al Decreto del Ministero dellAmbiente del 26 aprile 1999, esclusa la zona
interna all'insenatura di Paraggi, ai natanti ed imbarcazioni a non meno di 100
metri dalla costa.
2. Nelle aree di ancoraggio come individuate nel comma 1 lettere a) e b) vietato
l'ancoraggio in particolari aree delimitate da opportuni segnalamenti per tutelare le
praterie di Posidonia.
3. Restano ferme le ordinanze degli Uffici circondariali marittimi in termini di sicurezza
della balneazione.
TITOLO IX - RICERCA SCIENTIFICA
Articolo 33 - Disposizioni generali:
1. La ricerca scientifica nelle zone A, B e C dell'area marina protetta consentita
previa autorizzazione del Soggetto gestore, sentita la Commissione di riserva.
2. Nelle zone B e C dell'area marina protetta e consentito il prelievo di organismi e
campioni, per soli motivi di studio, previa autorizzazione del Soggetto gestore.

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Articolo 34 - Modalit di autorizzazioni per la ricerca scientifica:


1. La richiesta di autorizzazione, per lo svolgimento delle attivit di cui all'articolo 33,
comma 1, avanzata dal responsabile scientifico della ricerca, dovr indicare le finalit
del progetto, la durata della ricerca, tutte le informazioni utili riguardanti il mezzo
navale, le strumentazioni di bordo ed il personale impiegato.
2. La richiesta di autorizzazione per lo svolgimento delle attivit di cui all'articolo 33,
comma 2, avanzata dal responsabile scientifico della ricerca, dovr indicare le finalit
della ricerca, tutte le informazioni utili riguardanti il mezzo navale, le localit e le
modalit di prelievo, le strumentazioni di bordo ed il personale impiegato.
TITOLO X - ATTIVITA DI SOCCORSO E SORVEGLIANZA SANZIONI
Articolo 35 Attivit di soccorso e vigilanza:
1. Nelle zone A, B e C dellarea marina protetta consentito laccesso, la sosta e
lancoraggio alle unit navali di servizio con compiti di sorveglianza e soccorso.
Articolo 36 Sanzioni
1. Restano ferme le sanzioni penali ed amministrative previste dalle vigenti leggi.

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REGOLAMENTO DI ESECUZIONE ED ORGANIZZAZIONE


DELL'AREA MARINA PROTETTA DENOMINATA PORTOFINO
pubblicato sulla G.U. N 181 del 4 Agosto 2008
(ex Articolo 28, comma 5, Legge 31 Dicembre 1982, n. 979)
TITOLO I - DISPOSIZIONI GENERALI
Articolo 1 Oggetto
1. Il presente Regolamento stabilisce la disciplina di organizzazione dellarea marina
protetta Portofino, nonch la normativa di dettaglio e le condizioni di esercizio delle
attivit consentite allinterno dellarea marina protetta medesima, come delimitata ai
sensi dellarticolo 2 del Decreto istitutivo del 26/04/1999 del Ministro dellambiente e
della tutela del territorio e del mare e nel rispetto della zonazione e della disciplina
generale delle attivit consentite di cui al decreto istitutivo medesimo.
Articolo 2 - Definizioni
1. Ai fini del presente regolamento si intende:
a) accesso, l'ingresso, da terra e da mare, all'interno dell'area marina protetta delle
unit navali al solo scopo di raggiungere porti, approdi, aree predisposte all'ormeggio o
aree individuate dove consentito l'ancoraggio;
b) accompagnamento e supporto alle immersioni subacquee le attivit
professionali svolte dai centri di immersione autorizzati dallEnte gestore, con lutilizzo
di unit navali adibite allo scopo, a supporto delle immersioni subacquee effettuate in
modo individuale o in gruppo, senza laccompagnamento in immersione di guide o
istruttori;
c) alaggio, l'insieme delle operazioni per portare le unit navali a terra;
d) ancoraggio, l'insieme delle operazioni per assicurare la tenuta al fondale delle
unit navali, effettuato esclusivamente dando fondo all'ancora;
e) attivit didattica e di divulgazione naturalistica, le attivit professionali svolte
da operatori iscritti a imprese e associazioni, con lutilizzo di unit navali adibite allo
scopo, finalizzate allosservazione dellambiente marino;
f) balneazione, lattivit esercitata a fine ricreativo che consiste nel fare il bagno e
nel nuotare, che pu essere praticata anche con limpiego di maschera e boccaglio,
pinne, 2 calzari e guanti e che pu comportare il calpestio dei fondali e dei tratti di
costa fino alla massima escursione di marea;
g) campi ormeggio, aree adibite alla sosta delle unit da diporto, attrezzate con
gavitelli ancorati al fondale, disposti in file ordinate e segnalati per la sicurezza della
navigazione. Anche detti campi boe;
h) centri di immersione, le imprese o associazioni che operano nel settore turistico
ricreativo subacqueo e che offrono servizi di immersioni, visite guidate e
addestramento;
i) imbarcazione, qualsiasi unit da diporto, con scafo di lunghezza da 10 a 24 metri,
come definito ai sensi del D. Lgs.vo 18 Luglio 2005, n. 171;
j) immersione subacquea, linsieme delle attivit effettuate, in modo individuale o in
gruppo, con lutilizzo di apparecchi ausiliari per la respirazione (autorespiratori) o in
apnea, finalizzate allosservazione dellambiente marino;
k) monitoraggio, la sorveglianza regolare dellandamento dei parametri indicatori
dello stato e dei processi, finalizzata alla valutazione delle deviazioni da uno standard
determinato;
l) natante, qualsiasi unit da diporto, con scafo di lunghezza pari o inferiore a 10
metri, come definito ai sensi del D. Lgs.vo 18 Luglio 2005, n. 171;

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m) nave da diporto, qualsiasi unit navale destinata alla navigazione da diporto,


con scafo di lunghezza superiore a 24 metri, come definito ai sensi del D. Lgs.vo 18
Luglio 2005, n. 171;
n) navigazione, il movimento via mare di qualsiasi costruzione destinata al trasporto
per acqua;
o) ormeggio, l'insieme delle operazioni per assicurare le unit navali a un'opera
portuale fissa, quale banchina, molo o pontile, ovvero a unopera mobile, in punti
localizzati e predisposti, quale pontile galleggiante o gavitello;
p) pesca sportiva, l'attivit di pesca esercitata a scopo ricreativo;
q) pesca subacquea, l'attivit di pesca, sia professionale sia sportiva, esercitata in
immersione;
r) pescaturismo, lattivit integrativa alla piccola pesca artigianale, come disciplinata
dal decreto ministeriale 13 aprile 1999, n. 293, che definisce le modalit per gli
operatori del settore di ospitare a bordo delle proprie imbarcazioni un certo numero di
persone, diverse dallequipaggio, per lo svolgimento di attivit turistico-ricreative;
s) piccola pesca artigianale, la pesca artigianale esercitata a scopo professionale
per mezzo di imbarcazioni aventi lunghezza inferiore a 12 metri tra le perpendicolari e
comunque di stazza non superiore alle 10 TSL e 15 GT, esercitata con attrezzi da
posta, ferrettara, palangari, lenze e arpioni, come previsto dal decreto ministeriale 14
settembre 1999 e compatibilmente a quanto disposto dal Regolamento CE n. 3 1967/2006 del
Consiglio del 21 dicembre 2006, relativo alle misure di gestione della pesca nel Mar
Mediterraneo;
t) transito, il passaggio delle unit navali all'interno dell'area marina protetta;
u) unit navale, qualsiasi costruzione destinata al trasporto per acqua, come
definito allarticolo 136 del codice della navigazione;
v) visite guidate subacquee, le attivit professionali svolte da guide o istruttori
afferenti ai centri di immersione autorizzati dallEnte gestore, con lutilizzo di unit
navali adibite allo scopo e laccompagnamento dei subacquei in immersione,
finalizzate allosservazione dellambiente marino;
w) zonazione, la suddivisione dellarea marina protetta in zone sottoposte a diverso
regime di tutela ambientale.
Articolo 3 Finalit e delimitazione dellarea marina protetta
1. Sono fatte salve le finalit, la delimitazione dellarea marina protetta Portofino e le
attivit non consentite come previste agli artt. 3, 2 e 4 del decreto istitutivo 26 aprile
1999.

TITOLO II ORGANIZZAZIONE DELL'AREA MARINA PROTETTA


Articolo 4 Gestione dell'area marina protetta
1. La gestione dell'area marina protetta Portofino, ai sensi dellarticolo 19 della legge 6
dicembre 1991, n. 394, come integrato dallarticolo 2, comma 37, della legge 9
dicembre 1998, n. 426 e successive modifiche, e dellarticolo 5 del decreto del
26/04/1999 del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, affidata
al Consorzio di gestione denominato "Area Marina Protetta del Promontorio di
Portofino".
2. Costituiscono obblighi essenziali per lEnte gestore:
a) il rispetto degli impegni assunti in materia di reperimento ed utilizzo delle
risorse umane, ai sensi dellarticolo 8 della legge 31 luglio 2002, n. 179;
b) il rispetto degli obblighi previsti dalla vigente normativa in materia di
segnalazione delle aree marine protette.
3. Il Ministro dellambiente e della tutela del territorio e del mare, previa messa in mora
dellente gestore, pu revocare con proprio provvedimento laffidamento in gestione in

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caso di comprovata inadempienza, inosservanza, irregolarit da parte dellEnte gestore


a quanto previsto dal decreto istitutivo, dal presente Regolamento e dalla normativa
vigente in materia.
Articolo 5 Responsabile dellArea marina protetta
1. Il Responsabile dell'area marina protetta individuato e nominato con
provvedimento dellEnte gestore, tra soggetti aventi adeguate competenze
professionali e specifica esperienza in materia di gestione, sulla base dei requisiti
stabiliti con decreto del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare.
2. L'incarico di Responsabile dell'area marina protetta viene conferito dallEnte gestore,
previa valutazione di legittimit del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e
del mare, mediante stipula di un contratto di diritto privato secondo modalit stabilite
con decreto del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare.
3. Lincarico di Responsabile dellarea marina protetta rinnovabile.
4. Al Responsabile dellarea marina protetta sono attribuite le seguenti funzioni relative
allorganizzazione ed al funzionamento dellarea marina protetta:
a) curare la predisposizione del programma annuale di gestione e
valorizzazione dell'area marina protetta;
b) curare la predisposizione del bilancio preventivo e del conto consuntivo;
c) raccordare lo svolgimento delle sue funzioni con i competenti organi dellEnte
gestore, con la Commissione di riserva e con il Comitato tecnico scientifico;
d) curare l'attuazione delle direttive del Ministero dell'ambiente e della tutela del
territorio e del mare per il perseguimento delle finalit proprie dell'area marina protetta;
e) promuovere l'attivazione di progetti anche mediante l'acquisizione di
finanziamenti pubblici nazionali, comunitari e privati;
f) promuovere iniziative per lo sviluppo di attivit economiche compatibili con le
finalit dell'area marina protetta;
g) qualsiasi altro compito affidato dallEnte gestore.
5. Il Responsabile dell'area marina protetta esercita le funzioni attribuitegli, secondo le
direttive impartite dallEnte gestore.
Articolo 6 - Commissione di riserva
1. La Commissione di riserva, istituita con decreto del Ministro dell'ambiente e della
tutela del territorio e del mare ai sensi dellarticolo 28, comma 3, della legge 31
dicembre 1982, n. 979 e successive modifiche, da ultimo contenute nellart. 2, comma 339,
della Legge 24 dicembre 2007, n. 244, affianca lEnte delegato nella gestione dellarea,
formulando proposte e suggerimenti per tutto quanto attiene al funzionamento ed alla gestione
dell'area marina protetta ed esprimendo il proprio parere su:
a. le proposte di aggiornamento del decreto istitutivo;
b. le proposte di modifica ed aggiornamento della zonazione e della disciplina
delle attivit consentite nelle diverse zone;
c la proposta di Regolamento di esecuzione ed organizzazione dellArea marina
protetta e le successive proposte di aggiornamento;
d. il programma annuale relativo alle spese di gestione;
e. le relazioni sul funzionamento e lo stato dellArea marina protetta;
f. gli atti e le procedure comunque incidenti sullArea marina protetta.
2. Il parere della Commissione di riserva reso nel termine di 30 giorni dal ricevimento
della richiesta da parte dellEnte gestore; decorso tale termine, lEnte gestore procede
indipendentemente dall'acquisizione del parere. Qualora, per esigenze istruttorie, non
possa essere rispettato il termine di cui al presente comma, tale termine pu essere
interrotto per una sola volta e, in tal caso, il parere deve essere reso definitivamente
entro 15 giorni dal ricevimento degli elementi istruttori integrativi forniti dallEnte

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gestore. Resta salva la possibilit per la Commissione di interrompere ulteriormente il


termine di cui al presente comma, per la necessit di ottenere ulteriori elementi
istruttori conseguentemente allemersione di nuovi fatti o circostanze successivamente
conosciuti.
3. La Commissione convocata dal Presidente ogni qualvolta lo ritenga necessario. Il
Presidente , comunque, tenuto a convocare la Commissione per esprimere il parere
sugli atti di cui al comma 1, e qualora lo richieda la met pi uno dei componenti della
medesima.
4. La convocazione della Commissione avviene con lettera raccomandata, contenente
l'ordine del giorno unitamente alla relativa documentazione, almeno 10 giorni prima della data
fissata per la seduta. In caso di urgenza, la convocazione pu avvenire con avviso a mezzo
telegramma o fax, contenente l'ordine del giorno e la relativa documentazione, inviato almeno
3 giorni prima della data fissata per la seduta.
5. I verbali della Commissione sono inviati al Responsabile dell'area marina protetta
che ne cura la trasmissione allEnte gestore e al Ministero dellambiente e della tutela
del territorio e del mare.
6. Ai componenti della Commissione viene corrisposto un rimborso per le spese di
viaggio, vitto e alloggio sostenute, previa presentazione della documentazione
giustificativa, nei limiti di cui alla vigente normativa in materia di trattamento economico
di missione e di trasferimento dei Dirigenti statali di I fascia.
7. Le funzioni di segreteria della Commissione sono assolte dal personale dellEnte
gestore.
Articolo 7 Comitato tecnico scientifico
1. Ai sensi dellarticolo 7 del decreto istitutivo dellarea marina protetta, istituito il
Comitato tecnico scientifico con compiti di ausilio, in materia tecnico scientifica, allEnte
gestore, al Responsabile dellArea marina protetta e alla Commissione di riserva.
2. Il Comitato tecnico scientifico nominato dallEnte gestore ed composto da:
a. Il Responsabile dellArea marina protetta, che lo presiede,
b. Un esperto qualificato designato dallEnte gestore;
c. Un esperto qualificato designato dal Ministero dellambiente e della tutela del
territorio e del mare.
3. I componenti del Comitato tecnico scientifico rimangono in carica per un periodo non
superiore a tre anni. Lincarico pu essere rinnovato.
4. Ai componenti del Comitato tecnico scientifico viene corrisposto un rimborso per le
spese di viaggio, vitto e alloggio sostenute, previa presentazione della documentazione
giustificativa, nei limiti di cui alla vigente normativa in materia di trattamento economico
di missione e di trasferimento dei Dirigenti statali di I fascia.
TITOLO III - DISCIPLINA DI DETTAGLIO E CONDIZIONI DI ESERCIZIO
DELLE ATTIVITA CONSENTITE
Articolo 8 - Zonazione e attivit consentite nelle diverse zone dellarea marina protetta
1. Sono fatte salve la zonazione e la disciplina delle attivit consentite nelle diverse
zone dellarea marina protetta Portofino, di cui al Decreto istitutivo del Ministro
dellambiente 26 aprile 1999.
Articolo 9 Disciplina delle attivit di soccorso, sorveglianza e servizio
1. Nelle zone A, B e C dellarea marina protetta sono consentite le attivit di soccorso
e sorveglianza nonch le attivit di servizio svolte da e per conto dellEnte gestore.

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Articolo 10 - Disciplina delle attivit di ricerca scientifica


1. Nelle zone A, B e C la ricerca scientifica consentita previa autorizzazione
dellEnte gestore.
2. Alla richiesta di autorizzazione, per lo svolgimento delle attivit di cui al comma
precedente, avanzata dal responsabile scientifico della ricerca, deve essere allegata
una relazione esplicativa inerente i seguenti temi:
a. tipo di attivit e obiettivi della ricerca;
b. parametri analizzati;
c. piano di campionamento, con localizzazione delle stazioni di prelievo e di
analisi;
d. mezzi ed attrezzature utilizzati ai fini del prelievo e delle analisi;
e. tempistica della ricerca e personale coinvolto.
3. Il prelievo di organismi e campioni consentito per soli motivi di studio limitatamente
alle zone B e C dell'area marina protetta, previa autorizzazione dellEnte gestore.
4. I programmi di ricerca scientifica nellarea marina protetta coordinati dal Ministero
dellambiente e della tutela del territorio e del mare sono consentiti, previa
autorizzazione dellEnte gestore, fornendo le medesime indicazioni di cui al comma 2.
5. Le autorizzazioni di cui ai commi 1 e 3 sono rilasciate esclusivamente a fronte di una
dichiarazione di impegno del richiedente a fornire allEnte Gestore una relazione
tecnico-scientifica sullattivit svolta e sui risultati della ricerca, nonch copia delle
pubblicazioni risultate dagli studi effettuati in cui dovr essere citata la collaborazione con larea
marina protetta.
6. Nellambito dei programmi di ricerca scientifica realizzati dallEnte gestore per le
finalit di monitoraggio e gestione dellarea marina protetta, specifici incarichi di ricerca
potranno essere affidati a istituti, enti, associazioni o organismi esterni.
7. La richiesta di autorizzazione ad eseguire lattivit di ricerca scientifica deve essere
presentata almeno 15 giorni prima della data prevista di inizio attivit.
8. Per tutte le discipline non esplicitate al presente articolo, valgono per le attivit di
ricerca scientifica le disposizioni di cui al presente Regolamento e al decreto istitutivo
dellarea marina protetta.
Articolo 11 Disciplina delle attivit di riprese fotografiche, cinematografiche e televisive
1. Nellarea marina protetta sono consentite attivit amatoriali di ripresa fotografica,
cinematografica e televisiva.
2. Le riprese fotografiche, cinematografiche e televisive professionali, a scopo
commerciale o con fini di lucro, salvo casi di prevalente interesse pubblico
allinformazione, devono essere preventivamente autorizzate dallEnte gestore.
3. Le riprese sono consentite secondo le disposizioni e le limitazioni indicate dallEnte
gestore allatto dellautorizzazione e comunque senza arrecare disturbo alle specie
animali e vegetali e allambiente naturale dellarea marina protetta in genere.
4. Il personale di vigilanza pu impedire lesecuzione e la prosecuzione delle attivit di
cui al presente articolo, ove le giudichi pregiudizievoli ai fini della tutela del patrimonio
naturale e culturale nonch della tranquillit dei luoghi dellarea marina protetta.
5. LEnte gestore pu acquisire copia del materiale fotografico e audiovisivo
professionale prodotto, per motivate ragioni istituzionali e previo consenso dellautore,
anche al fine dellutilizzo gratuito, fatta salva la citazione della fonte.
6. La pubblicazione e produzione dei materiali fotografici e audiovisivi deve riportare
per esteso il nome dellarea marina protetta.
7. Per tutte le discipline non esplicitate al presente articolo, valgono per le attivit di
riprese fotografiche, cinematografiche e televisive le disposizioni di cui al presente
Regolamento e al decreto istitutivo dellarea marina protetta.

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Articolo 12 Disciplina dellattivit di balneazione


1. Nella zona A non consentita la balneazione.
2. Nelle zone B e C la balneazione consentita, nel rispetto delle ordinanze degli Uffici
Circondariali Marittimi.
Articolo 13 Disciplina delle immersioni subacquee individuali
1. In zona A sono vietate le immersioni subacquee individuali.
2. Nelle zone B e C non sono consentite immersioni subacquee individuali notturne.
3. Nelle zone B, le immersioni subacquee diurne senza autorespiratore sono
consentite, previa specifica autorizzazione dellEnte gestore, esclusivamente presso i
siti individuati di cui al successivo comma 4, nei limiti di tempo della normale
immersione con autorespiratore e nel rispetto delle distanze di legge dagli attrezzi da
pesca a posta fissa.
4. Nelle zone B le immersioni subacquee individuali diurne sono consentite, previa
autorizzazione dellEnte gestore, ad eccezione del sito di interesse storico e culturale
Cristo degli Abissi, esclusivamente presso i seguenti siti, individuati dallEnte gestore:
1) Punta Chiappa Levante
2) Punta della Targhetta
3) Grotta dellEremita
4) Punta della Torretta
5) Punta dellIndiano
6) Dragone
7) Colombara
8) Secca Gonzatti
9) Targa Gonzatti
10) Scoglio del Raviolo
11) Testa del Leone
12) Scoglio del Diamante
13) Relitto Mohawk Deer
14) Cala Inglesi Est
15) Punta Vessinaro
16) Casa del Sindaco
17) Chiesa di San Giorgio
18) Faro
19) Isuela
20) Altare
21) Cristo degli Abissi (sito di interesse storico e culturale)
5. Nella zona C le immersioni subacquee individuali diurne sono libere.
6. Le immersioni subacquee individuali, con o senza autorespiratore, presso i siti di cui
al precedente comma 4, possono essere svolte esclusivamente secondo le seguenti
modalit:
a. in caso di immersioni effettuate da persona singola, esclusivamente se in
possesso di brevetto almeno di secondo grado e di autorizzazione da parte
dellEnte gestore;
b. in caso di immersioni effettuate in gruppo, in presenza di un subacqueo in
possesso di brevetto almeno di secondo grado, individuato allatto
dellautorizzazione da parte dellEnte gestore, in un numero di subacquei non
superiore a 5 per ogni subacqueo in possesso di brevetto almeno di secondo
grado;
c. in ciascun sito limmersione deve svolgersi entro il raggio di 100 metri
calcolato dalla verticale del punto di ormeggio, fatto salvo il sito di immersione
di interesse storico e culturale Cristo degli Abissi, presso il quale le immersioni
devono svolgersi senza interferire col canale di transito dei mezzi nautici.

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7. Le immersioni subacquee individuali per le persone disabili, con o senza


autorespiratore, possono essere svolte esclusivamente da subacqueo disabile con
brevetto di livello A, B o C o equivalente, accompagnato come previsto dalla didattica
di appartenenza e in presenza di subacqueo in possesso di brevetto almeno di
secondo grado in numero di uno ogni 5 subacquei.
8. LEnte gestore pu autorizzare immersioni subacquee individuali da natante fino ad
un massimo giornaliero di 90 subacquei, con un massimo di 6 subacquei per natante.
9. Lormeggio dei natanti a supporto delle immersioni subacquee individuali
autorizzate dallEnte gestore consentito ai gavitelli singoli contrassegnati e
appositamente predisposti dallEnte gestore, posizionati compatibilmente con
l'esigenza di tutela dei fondali, con le seguenti modalit:
a. per il tempo strettamente sufficiente per effettuare limmersione;
b. per un totale massimo di 24 subacquei per ciascun sito.
c. nel sito di interesse storico e culturale Cristo degli Abissi, lormeggio
consentito esclusivamente ai natanti, ormeggiati poppa-prua fra i gavitelli
installati a tale scopo.
d. laccesso in zona B ai gavitelli contrassegnati per le immersioni subacquee
deve avvenire con navigazione perpendicolare alla linea di costa.
10. La navigazione nellarea marina protetta delle unit a supporto delle immersioni
subacquee individuali consentita alla velocit massima di 5 nodi.
11. Al fine di contingentare i flussi turistici, in relazione alle esigenze di tutela
ambientale sottese al provvedimento istitutivo, e determinare la capacit di carico di
ogni sito di immersione, lEnte gestore effettua il monitoraggio delle attivit subacquee
nellarea marina protetta e adegua, con successivi autonomi provvedimenti, la
disciplina delle immersioni subacquee, eventualmente stabilendo il numero massimo di
immersioni al giorno per ciascun sito.
12. Ai fini del rilascio dellautorizzazione per lo svolgimento delle immersioni
subacquee individuali in zona B e leventuale utilizzo dei gavitelli singoli predisposti a
tale scopo, i richiedenti devono:
a. versare allEnte Gestore un corrispettivo a titolo di diritto di segreteria e
rimborso spese, secondo le modalit indicate al successivo articolo 28;
b. indicare le caratteristiche del natante utilizzato per limmersione, nonch gli
estremi identificativi del brevetto subacqueo in possesso dei singoli soggetti
c. individuare un subacqueo in possesso di brevetto almeno di secondo grado,
che dichiari formalmente di conoscere lambiente sommerso dellarea marina
protetta.
13. Le immersioni subacquee individuali nelle zone B e C devono rispettare il
seguente
codice di condotta:
a. non consentito il contatto con il fondo marino, lasportazione anche parziale
e il danneggiamento di qualsiasi materiale e/o organismo di natura geologica,
biologica e archeologica;
b. non consentito dare da mangiare agli organismi marini, introdurre o
abbandonare qualsiasi materiale e, in generale, tenere comportamenti che
disturbino gli organismi;
c. il transito nelle grotte naturali deve avvenire nei modi e tempi strettamente
necessari ai fini delleffettuazione del percorso sommerso;
d. fatto obbligo di mantenere lattrezzatura subacquea quanto pi possibile
aderente al corpo;
e. fatto obbligo di segnalare allEnte gestore o alla locale Autorit marittima la
presenza sui fondali dellarea marina protetta di rifiuti o materiali pericolosi e
attrezzi da pesca abbandonati;

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f. non consentito luso di mezzi ausiliari di propulsione subacquea, ad


eccezione di quelli eventualmente utilizzati dalle persone disabili di cui al
precedente comma 7, previa autorizzazione dellEnte gestore.
14. Per tutte le discipline non esplicitate al presente articolo, valgono per le immersioni
subacquee individuali le disposizioni di cui al presente Regolamento e al decreto
istitutivo dellarea marina protetta.
Articolo 14 - Disciplina delle visite guidate subacquee
1. Nella zona A sono vietate le visite guidate subacquee.
2. Nelle zone B sono vietate le attivit di didattica subacquea.
3. Nelle zone B sono consentite le visite guidate subacquee svolte dai centri
d'immersione autorizzati, esclusivamente presso i seguenti siti:
1) Punta Chiappa Levante
2) Punta della Targhetta
3) Grotta dellEremita
4) Punta della Torretta
5) Punta dellIndiano
6) Dragone
7) Colombara
8) Secca Gonzatti
9) Targa Gonzatti
10) Scoglio del Raviolo
11) Testa del Leone
12) Scoglio del Diamante
13) Relitto Mohawk Deer
14) Cala Inglesi Est
15) Punta Vessinaro
16) Casa del Sindaco
17) Chiesa di San Giorgio
18) Faro
19) Isuela
20) Altare
21) Cristo degli Abissi (sito di interesse storico e culturale)
4. Nelle zone B, le visite guidate subacquee, presso i siti di cui al precedente comma 3,
svolte dai centri d'immersione subacquei autorizzati dallEnte gestore, possono essere
svolte esclusivamente secondo le seguenti modalit:
a. in presenza di guida o istruttore del centro di immersioni autorizzato;
b. in un numero di subacquei non superiore a 5 per ogni guida o istruttore del
centro di immersioni autorizzato;
c. in ciascun sito non possono effettuare immersioni pi di 24 subacquei
contemporaneamente.
d. in ciascun sito limmersione deve svolgersi entro il raggio di 100 metri
calcolato dalla verticale del punto di ormeggio, fatto salvo il sito di immersione
Cristo degli Abissi, presso il quale le immersioni devono svolgersi senza
interferire col canale di transito dei mezzi nautici.
5. Nelle zone B sono consentite le visite guidate subacquee notturne, svolte dai
centri dimmersione autorizzati dallEnte gestore, esclusivamente presso i seguenti siti:
2) Punta della Targhetta
3) Grotta dellEremita

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5) Punta dellIndiano
6) Dragone
7) Colombara
11) Testa del Leone
15) Punta Vessinaro
16) Casa del Sindaco
18) Faro
20) Altare
6. Le visite guidate subacquee per le persone disabili, condotte dai centri di
immersione autorizzati dallEnte gestore, possono essere svolte esclusivamente da
subacqueo disabile con brevetto di livello A, B o C o equivalente, accompagnato
come previsto dalla didattica di appartenenza e in presenza di guida o istruttore del
centro di immersione.
7. Le unit navali utilizzate per lo svolgimento delle visite guidate subacquee non
possono avere lunghezza superiore a 12 metri, salvo quelle che siano state
autorizzate prima del 30 giugno 2001 per le quali non sia intervenuto cambiamento
di propriet.
8. La navigazione nellarea marina protetta delle unit adibite alle attivit dei centri
dimmersione consentita alla velocit massima di 5 nodi.
9. Non consentito luso improprio di impianti di diffusione della voce e di segnali
acustici o sonori, se non per fornire informazioni sugli itinerari e sulle localit
visitate, con volume sonoro strettamente indispensabile alla percezione degli stessi
da parte dei passeggeri a bordo.
10. Lormeggio delle unit dei centri dimmersione autorizzati dallEnte gestore
consentito ai gavitelli singoli contrassegnati e appositamente predisposti dallEnte
gestore, posizionati compatibilmente con l'esigenza di tutela dei fondali, con le
seguenti modalit:
a. nel sito di interesse storico e culturale Cristo degli Abissi consentito ai
natanti, ormeggiati poppa-prua fra i gavitelli installati a tale scopo;
b. la sosta consentita per il tempo strettamente sufficiente per effettuare
limmersione;
c. in zona B laccesso ai gavitelli deve avvenire con navigazione perpendicolare
alla linea di costa.
11. Prima della visita guidata subacquea fatto obbligo ai centri di immersione di
informare gli utenti riguardo le regole dellarea marina protetta, limportanza
dellecosistema, le caratteristiche ambientali del sito di immersione e le norme di
comportamento subacqueo ai fini di non recare disturbo ai fondali e agli organismi.
12. Le visite guidate subacquee devono rispettare il codice di condotta di cui al
precedente articolo 13, comma 13.
13. Il responsabile dellunit navale, prima dellimmersione, deve annotare in apposito
registro previamente vidimato dallEnte gestore, gli estremi dellunit navale, i
nominativi delle guide e/o degli istruttori, dei partecipanti e i relativi brevetti di
immersione, la data, lorario e il sito di immersione. Il registro dovr essere tenuto
aggiornato, esibito a richiesta allAutorit preposta al controllo o al personale
dellEnte gestore e riconsegnato allEnte gestore entro il 31 dicembre di ciascun
anno. I dati contenuti nei registri saranno utilizzati dallEnte gestore per le finalit
istituzionali.
14. Le unit navali autorizzate alle attivit di visite guidate subacquee sono tenute ad
esporre i contrassegni identificativi predisposti dallEnte gestore ai fini di agevolare
la sorveglianza ed il controllo.

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15. Ai fini del rilascio dellautorizzazione per lo svolgimento delle visite guidate
subacquee nellarea marina protetta e leventuale utilizzo dei gavitelli singoli
predisposti a tale scopo, i centri di immersione richiedenti devono:
a. risultare residenti nei Comuni ricadenti nellarea marina protetta e in quelli
viciniori alla data del 26 Aprile 1999, o essersi associati entro il 7 agosto 1999 ai
soggetti gi operanti nei Comuni dellarea marina protetta alla data del 1 agosto 1998;
b. risultare in possesso di specifici requisiti di compatibilit ambientale,
individuati dallEnte gestore con successivo provvedimento;
c. risultare titolari di una sede operativa nei comuni ricadenti nellarea marina
protetta;
d. indicare le caratteristiche delle unit navali utilizzate per lattivit, nonch gli
estremi identificativi del brevetto subacqueo in possesso dei singoli soggetti;
e. versare allEnte Gestore un corrispettivo a titolo di diritto di segreteria e
rimborso spese, secondo le modalit indicate al successivo articolo 28;
16. Al fine di contingentare i flussi turistici, in relazione alle esigenze di tutela
ambientale sottese al provvedimento istitutivo, il numero massimo di unit navali
impiegabili nelle visite guidate subacquee stabilito dallEnte gestore in 6 per ciascun
soggetto. Ogni variazione della flotta deve essere comunicata e debitamente
autorizzata dallEnte Gestore. Le unit inserite nella predetta flotta adibita alle visite
guidate subacquee a far data dallentrata in vigore del presente regolamento devono
essere dotate di motore conforme alla Direttiva 2003/44/CE relativamente alle
emissioni gassose e acustiche.
17. I centri di immersione autorizzati che ne facciano richiesta possono utilizzare il
marchio registrato dellarea marina protetta ai fini della divulgazione dellattivit
subacquea.
18. Il rilascio dellautorizzazione comporta lobbligo di fornire agli utenti lapposito
materiale informativo sullarea marina protetta predisposto dallEnte gestore.
19. LEnte gestore effettua il monitoraggio delle attivit subacquee nellarea marina
protetta al fine di determinare la capacit di carico di ogni sito di immersione e adeguare,
con successivi provvedimenti, la disciplina delle immersioni subacquee guidate.
20. Per tutte le discipline non esplicitate al presente articolo, valgono per le immersioni
subacquee guidate le disposizioni di cui al presente Regolamento e al decreto
istitutivo dellarea marina protetta.
Articolo 15 - Disciplina delle attivit di accompagnamento e supporto alle immersioni
subacquee
1. Nella zona A sono vietate le attivit di accompagnamento e supporto alle
immersioni.
2. Nelle zone B sono consentite le attivit di accompagnamento e supporto alle
immersioni, svolte dai centri d'immersione autorizzati, esclusivamente presso i siti
individuati al precedente articolo 14, comma 3.
3. Ai subacquei impegnati in immersioni subacquee individuali o in gruppo, svolte
con laccompagnamento e il supporto dei centri di immersione ma senza la presenza in
immersione di guide o istruttori, si applicano le disposizioni di cui al precedente
articolo 13, commi 2, 3, 5, 7, 8 e 13.
4. Le immersioni subacquee individuali o in gruppo svolte con laccompagnamento il
supporto dei centri di immersione ma senza la presenza in immersione di guide o
istruttori, possono essere svolte esclusivamente secondo le seguenti modalit:
a. in presenza di un subacqueo in possesso di brevetto almeno di secondo
grado, che dichiari formalmente di conoscere lambiente sommerso dellarea
marina protetta, individuato dal responsabile dellunit navale;
b. in un numero di subacquei non superiore a 5 per ogni subacqueo in
possesso di brevetto almeno di secondo grado di cui alla precedente, lettera a);

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c. in caso di immersioni effettuate da persona singola, questa deve essere in


possesso di brevetto almeno di secondo grado;
d. in ciascun sito limmersione deve svolgersi entro il raggio di 100 metri
calcolato dalla verticale del punto di ormeggio, fatto salvo il sito di immersione
di interesse storico e culturale Cristo degli Abissi, presso il quale le immersioni
devono svolgersi senza interferire col canale di transito dei mezzi nautici.
5. Ai centri di immersione impegnati in attivit di accompagnamento e supporto alle
immersioni si applicano le disposizioni di cui al precedente articolo 14, commi 2, 6,
7, 8, 9, 10, 11, 14 e 18.
6. Il responsabile dellunit navale, prima dellimmersione, deve annotare in apposito
registro previamente vidimato dallEnte gestore:
a. gli estremi dellunit navale;
b. i nominativi dei subacquei in possesso di brevetto almeno di secondo grado,
che abbiano dichiarato di conoscere lambiente sommerso dellarea marina protetta;
c. i nominativi dei partecipanti e i relativi brevetti di immersione;
d. la data, lorario e il sito di immersione.
7. Il registro di cui al precedente comma 6 dovr essere tenuto aggiornato, esibito a
richiesta allAutorit preposta al controllo o al personale dellEnte gestore e
riconsegnato allEnte gestore entro il 31 dicembre di ciascun anno. I dati contenuti nei
registri saranno utilizzati dallEnte gestore per le finalit istituzionali.
8. Ai fini del rilascio dellautorizzazione per lo svolgimento delle attivit di
accompagnamento e supporto alle immersioni subacquee si applica quanto previsto
dal precedente articolo 14, comma 15.
Articolo 16 - Disciplina della navigazione da diporto
1. Nellarea marina protetta vietato lutilizzo di moto dacqua o acquascooter e mezzi
similari, la pratica dello sci nautico e sport acquatici similari.
2. Nellarea marina protetta vietata la navigazione alle navi da diporto.
3. Nellarea marina protetta vietato laccesso, il transito e la navigazione nelle
zone destinate alla balneazione, segnalate da gavitelli di colore rosso, secondo quanto
disposto dalla competente Autorit marittima;
4. Nella zona A vietata la libera navigazione.
5. Nelle zone B e C consentita la libera navigazione a vela, a remi, a pedali o con
propulsori elettrici;
6. Nelle zone B e C consentito laccesso e la navigazione a motore ai natanti nonch
alle imbarcazioni che attestino il possesso di uno dei seguenti requisiti di eco-compatibilit:
a. unit dotate di casse per la raccolta dei liquami di scolo;
b. motore conforme alla Direttiva 2003/44/CE relativamente alle emissioni
gassose e acustiche (motori fuoribordo elettrici, motori entrobordo conformialla
direttiva, motori fuoribordo a 4 tempi benzina verde, motori fuoribordo a 2 tempi
ad iniezione diretta);
c. utilizzo di vernici antifouling a rilascio zero.
7. Nelle zone B e C consentito laccesso alle imbarcazioni non in possesso dei
requisiti di eco-compatibilit di cui al precedente comma 6, al solo fine di raggiungere,
con rotta perpendicolare, le aree di ormeggio regolamentato.
8. La navigazione a motore consentita, nel rispetto delle disposizioni degli Uffici
Circondariali Marittimi, a velocit non superiore a 5 nodi e comunque sempre in
dislocamento.
9. Non consentito lo scarico a mare di acque non depurate provenienti da sentine
o da altri impianti dellunit navale e di qualsiasi sostanza tossica o inquinante, nonch
la discarica di rifiuti solidi o liquidi.

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10. Non consentito luso improprio di impianti di diffusione della voce e di segnali
acustici o sonori.
11. Per tutte le discipline non esplicitate al presente articolo, valgono per le unit da
diporto le disposizioni di cui al presente Regolamento e al decreto istitutivo dellarea
marina protetta Portofino.
Articolo 17 - Disciplina dellattivit di ormeggio
1. In zona A non consentito lormeggio.
2. In zona B lormeggio consentito a natanti e imbarcazioni, limitatamente ai
seguenti siti, individuati e predisposti dallEnte gestore:
a) tra Punta Chiappa e Punta del Bussego, ai natanti;
b) nella Baia di S. Fruttuoso, lato Est, ai natanti di lunghezza inferiore ai 7,5 metri;
c) nella Cala degli Inglesi, ai natanti;
d) nella Baia di S. Fruttuoso, lato Ovest, ai natanti e alle imbarcazioni.
3. Nelle zone B e C non consentito lormeggio delle unit da diporto ai gavitelli
riservati alle immersioni subacquee.
4. In zona C lormeggio consentito ai natanti e alle imbarcazioni limitatamente ai
siti individuati ed opportunamente attrezzati dallEnte gestore.
5. Allinterno degli specchi acquei adibiti ai campi ormeggio
a. non sono consentite le attivit subacquee con o senza autorespiratore;
b. non sono consentiti lancoraggio, la libera navigazione e la permanenza di
unit navali non ormeggiate;
c. lormeggio deve essere effettuato esclusivamente al gavitello preassegnato
dallEnte gestore;
d. in caso di ormeggio non preassegnato, lormeggio deve essere effettuato
esclusivamente ai gavitelli contrassegnati con la propria categoria di unit da
diporto (natante, imbarcazione);
e. non consentita ogni attivit che rechi turbamento od ostacolo al buon
funzionamento del campo di ormeggio.
6. Con provvedimento dellEnte gestore, possono essere individuati nelle zone B e C
ulteriori specchi acquei adibiti a campo ormeggio per il diporto, posizionati
compatibilmente con l'esigenza di tutela dei fondali, realizzati e segnalati in conformit
alle direttive del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare.
7. Ai fini dellormeggio nellarea marina protetta, i soggetti interessati devono
richiedere allEnte gestore il rilascio dellautorizzazione a fronte del versamento di
un corrispettivo, commisurato
alla lunghezza fuori tutto dellunit navale;
al possesso di requisiti di eco-compatibilit dellunit navale di cui al
successivo comma 12;
alla durata della sosta.
8. I corrispettivi dovuti per lautorizzazione allormeggio nellarea marina protetta
sono disposti secondo le modalit di cui al successivo articolo 28.
9. Ai fini del rilascio delle autorizzazioni per lormeggio nellarea marina protetta,
godono di titolo preferenziale e possono effettuare il pagamento delle relative tariffe in
misura ridotta, secondo modalit e parametri definiti annualmente dallEnte gestore, i
proprietari di natanti e imbarcazioni che attestino il possesso di uno dei seguenti requisiti di
eco-compatibilit:
unit dotate di casse per la raccolta dei liquami di scolo;
motore conforme alla Direttiva 2003/44/CE relativamente alle emissioni gassose e
acustiche (motori fuoribordo elettrici, motori entrobordo conformi alla direttiva, motori
fuoribordo a 4 tempi benzina verde, motori fuoribordo a 2 tempi ad iniezione diretta);
utilizzo di vernici antivegetative a rilascio zero.

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10. Per motivi di sicurezza, manutenzione o esigenze di tutela ambientale, lEnte


Gestore pu limitare laccesso alle zone di ormeggio.
11. Per tutte le discipline non esplicitate al presente articolo, valgono per le attivit di
ormeggio le disposizioni di cui al presente Regolamento e al decreto istitutivo
dellarea marina protetta.
Articolo 18 - Disciplina dellattivit di ancoraggio
1. Nelle zone A e B lancoraggio e lalaggio non sono consentiti.
2. Nella zona C lancoraggio consentito a natanti e imbarcazioni, salvo che nelle
seguenti aree, opportunamente segnalate:
a) nello specchio acqueo della baia di Paraggi (segnalata da cima tarozzata nel
periodo 1 marzo 31 ottobre e da boa cilindrica luminosa di colore giallo con
cartello divieto dancoraggio, nel periodo 1 novembre 28 febbraio);
b) nelle zone di balneazione, segnalate da gavitelli di colore rosso, secondo le
ordinanze della Capitaneria di Porto;
c) allinterno e nelle immediate vicinanze delle aree adibite a campo ormeggio;
d) alle sole imbarcazioni, nel tratto di mare compreso tra Punta Cannette e la
Tonnarella, allinterno della linea virtuale congiungente tre boe luminose
cilindriche di colore giallo recanti i cartelli divieto dancoraggio alle imbarcazioni.
3. Per tutte le discipline non esplicitate al presente articolo, valgono per le attivit di
ancoraggio le disposizioni di cui al presente Regolamento e al decreto istitutivo
dellarea marina protetta.
Articolo 19 - Disciplina dellattivit didattica e di divulgazione naturalistica
1. Nella zona A lattivit didattica e di divulgazione naturalistica non consentita.
2. Nelle zone B e C lattivit didattica e di divulgazione naturalistica subordinata al
rilascio di autorizzazioni da parte dellEnte gestore.
3. LEnte gestore autorizza soggetti di comprovata esperienza nellambito
delleducazione ambientale e della divulgazione naturalistica legate allambiente
marino, cui affidare il compito di realizzare, allinterno dellarea marina protetta, attivit
didattiche o divulgative.
4. I soggetti autorizzati allesercizio di attivit didattica e di divulgazione naturalistica
possono svolgere attivit subacquea ai fini dello svolgimento dellattivit formativa.
5. I soggetti autorizzati allesercizio di attivit didattica e di divulgazione naturalistica,
che svolgano lattivit subacquea di cui al precedente comma, possono ormeggiare le
unit navali in zona B, per il tempo strettamente necessario per lo svolgimento
dellattivit formativa, esclusivamente presso i seguenti siti di ormeggio:
8) Secca Gonzatti;
11) Testa del Leone;
19) Isuela.
6. Ai fini del rilascio dellautorizzazione per lo svolgimento dellattivit didattica e di
divulgazione naturalistica nellarea marina protetta i soggetti richiedenti devono:
a. indicare le caratteristiche delle unit navali utilizzate per lattivit, nonch gli
estremi identificativi del brevetto subacqueo in possesso dei singoli soggetti;
b. versare allEnte Gestore un corrispettivo a titolo di diritto di segreteria e
rimborso spese, secondo le modalit indicate al successivo articolo 28;
7. Per tutte le discipline non esplicitate al presente articolo, valgono per le attivit
didattiche e di divulgazione naturalistica le disposizioni di cui al presente Regolamento
e al decreto istitutivo dellarea marina protetta.

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Articolo 20 - Disciplina dellattivit di pesca sportiva


1. La pesca subacquea in apnea vietata in tutta larea marina protetta.
2. La detenzione e il trasporto di attrezzi adibiti alla pesca subacquea allinterno
dellarea marina protetta non sono consentiti.
3. Nellarea marina protetta sono vietate le gare di pesca sportiva.
4. Nelle zone A vietata qualunque attivit di pesca sportiva.
5. Nelle zone B lattivit di pesca sportiva consentita, ai soggetti residenti nei
comuni di Camogli, Portofino e Santa Margherita Ligure alla data di istituzione dellarea
marina protetta Portofino, previa autorizzazione dellEnte gestore, con i seguenti attrezzi:
a. da riva, con numero massimo di 2 canne senza mulinello, con ami di
lunghezza massima non inferiore a 18 mm;
b. da natante, con lenze fisse quali canne da bolentino, con mulinello da
bolentino, bolentini, guadini e correntine, a non pi di 3 ami di lunghezza non
inferiore a 18 mm, tranne che nello specchio acqueo antistante la zona di Cala
dellOro, in numero massimo di 1 attrezzo a persona;
c. da natante, con lenze per cefalopodi, con esclusivo lento spostamento a
remi del natante, tranne che nello specchio acqueo antistante la zona di Cala
dellOro, in numero massimo di 1 attrezzo a persona;
d. con 1 solo palangaro a natante, avente un numero massimo di 100 ami di
lunghezza massima non inferiore a 22 mm, calato ad una profondit non
inferiore a 40 metri da Punta Chiappa a Casa del Sindaco e ad una profondit
non inferiore a 50 m da Casa del Sindaco a Punta del Faro, ad esclusione
dello specchio acqueo antistante Cala dellOro;
e. da natante a motore, in navigazione, a velocit non superiore ai 5 nodi,
con non pi di 2 lenze a traino, che abbiano ami di lunghezza non inferiore a 18
mm, nei due settori compresi tra Punta Chiappa e S. Fruttuoso e tra S.
Fruttuoso e Punta del Faro di Portofino;
6. Nella zona B ogni attrezzo da posta fisso, posizionato a distanza inferiore a 100
metri dai siti di immersione di cui ai precedenti articoli 13 e 14, dovr essere calato
unora dopo il tramonto e salpato entro le ore 8.00 del mattino seguente.
7. Nella zona C lattivit di pesca sportiva consentita ai residenti nei comuni di
Camogli, Portofino e Santa Margherita Ligure alla data di istituzione dellarea marina
protetta Portofino, previa autorizzazione dellEnte gestore, con i seguenti attrezzi:
a. da riva, con lenza e canna in numero massimo di 2 canne anche con
mulinello, con ami di lunghezza massima non inferiore a 18 mm e lenze per
cefalopodi;
b. da natante, con bolentino, guadino e canna da bolentino, con mulinello da
bolentino, con ami di lunghezza massima non inferiore a 18 mm in numero
massimo di 1 attrezzo a persona;
c. da natante, con correntine a non pi di 3 ami di lunghezza non inferiore a 18 mm;
d. da natante, con lenze per cefalopodi, con esclusivo lento spostamento a remi
del natante;
e. con 1 solo palangaro a natante avente un numero massimo di 100 ami di
lunghezza non inferiore a 22 mm. In corrispondenza dei tratti di costa da punta
del Faro a Punta Olivetta e da Punta Chiappa sino allinizio del canale di
transito di Porto Pidocchio il palangaro dovr essere calato ad una profondit
non inferiore a 40 metri;
f. mediante non pi di n. 5 nattelli di superficie, con non pi di 2 ami di
lunghezza non inferiore a 18 mm;
g. da natante a motore, in navigazione, a velocit non superiore ai 5 nodi, con
non pi di 2 lenze a traino che abbiano ami di lunghezza non inferiore a 18 mm.

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8. Nella zona C lattivit di pesca sportiva consentita ai soggetti non residenti nei comuni
ricadenti nellarea marina protetta, previa autorizzazione dellEnte gestore, con i seguenti
attrezzi:
a) da riva, con lenza e canna in numero massimo di 2 canne anche con
mulinello, con ami di lunghezza massima non inferiore a 18 mm;
b) da natante, con bolentino e canna da bolentino, con mulinello da bolentino, con ami
di lunghezza massima non inferiore a 18 mm, in numero massimo di 1 attrezzo a
persona;
9. Ai fini del rilascio delle autorizzazioni alla pesca sportiva nelle zone B e C ai
residenti nei comuni ricadenti nellarea marina protetta, lEnte gestore rilascia un
massimo di 120 autorizzazioni, contestualmente operative, per la pesca con palangari,
traina e nattelli, di cui 80 nominali e 40 alle associazioni di categoria.
10. E vietato luso di esche e di sistemi di pesca cha consentano la cattura di
esemplari di cernia di qualsiasi specie e misura, al fine di permettere il
ripopolamento naturale dellarea protetta. La cattura accidentale di esemplari di cernia
dovr essere segnalata tempestivamente allEnte gestore.
11. La quantit del prodotto pescato non pu superare i 3 chili al giorno per persona, a
meno che tale quantitativo non sia superato dalla cattura di un singolo esemplare.
12. Il pescatore sportivo autorizzato alla pesca con palangari tenuto a
contrassegnare con opportuna targhetta identificativa rilasciata dallEnte gestore il
galleggiante dellattrezzo di pesca, pena la rimozione ed il sequestro di ogni attrezzo
non contrassegnato ad opera delle autorit competenti.
13. Il pescatore sportivo autorizzato allattivit di pesca con palangari, traina e nattelli,

tenuto alla compilazione del registro delle uscite di pesca sportiva, vidimato dallEnte
gestore, riportando la data, le ore di pesca, le zone di pesca, il tipo di pesca effettuata,
la classificazione del pescato e il peso. Il registro dovr essere tenuto aggiornato a fine
pesca, esibito a richiesta allEnte gestore e consegnato al medesimo Ente alla
scadenza dellautorizzazione.
14. Ai fini del rilascio deIlautorizzazione alle attivit di pesca sportiva nellarea
marina protetta, i soggetti richiedenti devono versare allEnte gestore un corrispettivo a
titolo di diritto di segreteria e rimborso spese, secondo le modalit di cui al successivo articolo
15. A fronte di particolari esigenze di tutela ambientale, lEnte gestore si riserva il diritto,
con successivo provvedimento, di disciplinare le modalit di prelievo delle risorse ittiche.
16. Per tutte le discipline non esplicitate al presente articolo, valgono per le attivit
di pesca sportiva le disposizioni di cui al presente Regolamento e al decreto istitutivo
dellarea marina protetta.
Articolo 21 - Disciplina dellattivit di pesca professionale
1. Nellarea marina protetta vietata la pesca a strascico e con reti derivanti.
2. Nelle zone A vietata qualunque attivit di pesca professionale.
3. Nelle zone B e C consentita esclusivamente la piccola pesca artigianale,
riservata ai residenti nei comuni di Camogli, Portofino e Santa Margherita Ligure
nonch alle imprese e alle cooperative di pesca aventi sede legale nei suddetti comuni
alla data di entrata in vigore del presente regolamento.
4. Nella zona B la piccola pesca artigianale consentita esclusivamente con i
seguenti attrezzi e modalit:
a) rete da posta fissa, disposta perpendicolarmente alla linea di costa;
b) con 1 solo palangaro avente un numero massimo di 200 ami di lunghezza
massima non inferiore a 22 mm, calato ad una profondit non inferiore a 40
metri da Punta Chiappa a Casa del Sindaco e ad una profondit non inferiore
a 50 m da Casa del Sindaco a Punta del Faro, ad esclusione dello specchio
acqueo antistante Cala dellOro;

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5. Nella zona C la piccola pesca professionale consentita con i seguenti attrezzi e


modalit:
a) rete da posta fissa;
b) con 1 solo palangaro avente un numero massimo di 200 ami di lunghezza
massima non inferiore a 22 mm, ad una distanza minima di 50 m dalla costa;
c) mediante Tonnarella e Mugginara, nel periodo marzo ottobre, nei siti
tradizionali in prossimit di Porto Pidocchio.
d) Nella zona B ogni attrezzo da posta fisso, posizionato a distanza inferiore a
100 metri dai siti di immersione di cui ai precedenti articoli 13 e 14, dovr essere
calato unora dopo il tramonto e salpato entro le ore 8.00 del mattino seguente.
6. Nelle zone B e C inoltre consentita lattivit professionale per la pesca del
rossetto (Aphia minuta), previa autorizzazione da parte dellEnte gestore, con i modi e i
tempi stabiliti dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, riservata ai pescatori
professionisti in possesso di specifica licenza, che abbiano gi svolto tale attivit di
pesca, autorizzata dal medesimo Ministero delle Politiche Agricole e Forestali prima
della data 31 dicembre 2004.
7. fatto divieto di scarico a mare di acque non depurate provenienti da sentine o da
altri impianti dellunit navale e di qualsiasi sostanza tossica o inquinante, nonch la
discarica di rifiuti solidi o liquidi.
8. La richiesta di autorizzazione ad eseguire lattivit di pesca professionale deve
essere presentata almeno 30 giorni prima della data prevista di inizio attivit.
9. I soggetti legittimati alle attivit di piccola pesca professionale devono
comunicare annualmente allEnte gestore i periodi, gli attrezzi utilizzati e le modalit di
pesca all'interno dell'area marina protetta ai fini del monitoraggio. Tali comunicazioni
vengono riportate su un apposito registro tenuto dallEnte gestore, delle cui
annotazioni viene rilasciata copia ai soggetti stessi.
10. A fronte di particolari esigenze di tutela ambientale, lEnte gestore si riserva il
diritto, con successivo provvedimento, di disciplinare ulteriormente le modalit di
prelievo delle risorse ittiche.
11. Per tutte le discipline non esplicitate al presente articolo, valgono per le attivit
di pesca professionale le disposizioni di cui al presente Regolamento e al decreto
istitutivo dellarea marina protetta.
Articolo 22 - Disciplina dellattivit di pescaturismo
1. Nelle zone A vietata qualunque attivit di pescaturismo.
2. Nelle zone B e C sono consentite le attivit di pescaturismo, con gli attrezzi e le
modalit stabilite per la pesca professionale al precedente articolo, riservate ai soggetti
legittimati alla piccola pesca professionale di cui al precedente articolo, purch in
possesso di idonea licenza allesercizio della attivit di pescaturismo.
3. Non consentito luso improprio di impianti di diffusione della voce e di segnali
acustici o sonori.
4. I soggetti legittimati alle attivit di pescaturismo sono tenuti a fornire allEnte
gestore informazioni relative alle attivit di pesca esercitate, ai fini del monitoraggio
dellarea marina protetta.
5. LEnte gestore, sentita la Commissione di riserva, nel rispetto delle disposizioni del
presente regolamento, definisce le misure per lo svolgimento e la promozione delle
attivit di pescaturismo cos come definite dalla normativa vigente.
6. Per tutte le discipline non esplicitate al presente articolo, valgono per le attivit di
pescaturismo le disposizioni di cui al presente Regolamento e al decreto istitutivo
dellarea marina protetta.

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TITOLO IV - DISCIPLINA DELLE AUTORIZZAZIONI ALLO SVOLGIMENTO DELLE


ATTIVIT CONSENTITE NELLAREA MARINA PROTETTA PORTOFINO
Articolo 23 - Oggetto ed ambito di applicazione
1. Il presente Titolo disciplina i criteri e le procedure per il rilascio delle autorizzazioni
allo svolgimento delle attivit consentite nellarea marina protetta, come previste dal
decreto di istituzione dellarea marina protetta Portofino.
2. Ogni provvedimento concessorio o autorizzatorio deve essere adottato con
richiamo espresso al potere di sospensione o di revoca previsto dal presente
Regolamento.
3. Il titolare dellautorizzazione tenuto a conservare presso di s il titolo
autorizzatorio rilasciatogli, al fine di poterlo esibire ai soggetti legalmente investiti
del potere di vigilanza e/o controllo sulle attivit svolte allinterno dellarea marina
protetta, su mera richiesta di questi ultimi.
Articolo 24 Domanda di autorizzazione
1. La domanda di autorizzazione presentata allEnte gestore dellarea marina
protetta, negli appositi moduli da ritirarsi presso gli uffici amministrativi dellEnte
gestore medesimo, disponibili anche sul sito internet dellarea marina protetta.
2. La modulistica predisposta a cura dellEnte gestore conformemente alle
indicazioni sottoindicate. Tali indicazioni (dichiarazioni e documenti da allegare)
sono riportate nei moduli a seconda delloggetto dellautorizzazione.
3. Il rilascio dellautorizzazione, ove previsto nei precedenti articoli, implica lobbligo di
esporre i relativi segni distintivi rilasciati dallEnte gestore.
4. La domanda di autorizzazione deve precisare:
a. le generalit del richiedente;
b. l'oggetto;
c. la natura e la durata dellattivit, specificando la presunta data di inizio, per la
quale l'autorizzazione richiesta;
d. il possesso dei requisiti previsti dal presente Regolamento per lattivit
oggetto della domanda di autorizzazione.
e. la formula prescelta per il pagamento del corrispettivo per lautorizzazione e i
relativi diritti di segreteria.
5. LEnte gestore si riserva, a fronte di gravi esigenze correlate alla tutela ambientale,
di sospendere temporaneamente e/o disciplinare in senso restrittivo le autorizzazioni
per le attivit consentite nellarea marina protetta "Portofino".
6. facolt dellEnte gestore, per accertate esigenze di carattere eccezionale afferenti
lattivit istituzionale, volte a far fronte a situazioni di emergenza, di rilasciare, anche
in deroga alle disposizioni del presente Regolamento, particolari autorizzazioni
finalizzate allo scopo.
Articolo 25 Documentazione da allegare
1. Alla domanda di autorizzazione deve essere allegata la documentazione atta a
dimostrare il possesso dei requisiti previsti dal presente Regolamento per lattivit
oggetto della domanda di autorizzazione.
2. Sono ammesse le Dichiarazioni sostitutive di certificazioni previste dagli articoli 46 e
48 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445.

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Articolo 26 - Procedura d'esame delle istanze di autorizzazione


1. Le istanze di autorizzazione di cui al precedente articolo 24 sono esaminate dagli
organi tecnici dellEnte gestore, alla luce delle informazioni fornite allatto della
domanda di cui allarticolo 24 e dei criteri di cui al successivo articolo 27.
2. L'istanza di autorizzazione accolta o rigettata entro massimo 60 giorni dalla data
di ricezione dell'istanza stessa, salvo diversa indicazione di cui al Titolo III.
3. Per tutte le richieste di autorizzazione avanzate da visitatori e non residenti relative
ad attivit chiaramente riconducibili a soggiorni turistici nellarea marina protetta
(balneazione, ormeggio, ancoraggio, diporto, pesca sportiva, immersioni
individuali), lEnte gestore provvede ad evadere le richieste coerentemente alle
esigenze di utilizzazione dellautorizzazione richiesta.
Articolo 27 - Criteri di valutazione delle istanze di autorizzazione
1. LEnte gestore provvede a svolgere una adeguata indagine conoscitiva che permetta
di verificare le dichiarazioni effettuate allatto delle richiesta.
2. Il rilascio delle autorizzazioni per lo svolgimento delle attivit consentite nelle zone B e
C di cui ai precedenti articoli, pu essere effettuata dallEnte gestore in base a regimi di
premialit ambientale, turnazione, contingentamento e destagionalizzazione, definito sulla
base del monitoraggio dellarea marina protetta e delle conseguenti esigenze di tutela
ambientale.
3. Nel rilascio delle autorizzazioni allesercizio delle attivit individuali di cui ai
precedenti articoli, lEnte gestore potr privilegiare le richieste avanzate dai soggetti
residenti nei comuni ricadenti nellarea marina protetta.
4. Nel rilascio delle autorizzazioni allesercizio delle attivit dimpresa, lEnte gestore
potr privilegiare le richieste avanzate dai soggetti residenti nei Comuni ricadenti
nellarea marina protetta e dalle imprese e dalle associazioni costituite con maggior
numero di soci residenti nel medesimo comune, coerentemente con il decreto istitutivo
dellarea marina protetta e con i principi scaturenti dalla legge 394/91.
5. Nel rilascio delle autorizzazioni allesercizio delle attivit dimpresa, lEnte gestore
potr privilegiare le richieste avanzate dai soggetti disponibili a formalizzare il
contenimento delle tariffe per i servizi erogati agli utenti, mediante apposite
convenzioni.
6. LEnte gestore tenuto a pubblicizzare anche per via informatica i provvedimenti
concernenti linterdizione delle attivit, nonch le procedure per il rilascio delle
autorizzazioni delle attivit consentite.
7. L'istanza di autorizzazione rigettata previa espressa e circostanziata motivazione:
a) qualora lattivit di cui trattasi sia incompatibile con le finalit dellarea marina
protetta;
b) in caso di accertata violazione delle disposizioni previste dalla normativa
vigente di settore, dal decreto istitutivo e dal presente Regolamento;
c) qualora emerga la necessit di contingentare i flussi turistici ed il carico
antropico in ragione delle primarie finalit di tutela ambientale dellarea marina
protetta.
8. Leventuale rigetto dellistanza di autorizzazione, cos come linterdizione totale
dellattivit, sar motivata dallEnte gestore esplicitando le ragioni di tutela ambientale
sottese al provvedimento.
9. Il provvedimento di autorizzazione verr materialmente rilasciato previa verifica del
regolare pagamento dei corrispettivi e dei diritti di segreteria di cui al successivo articolo 28.
Articolo 28 Corrispettivi per le autorizzazioni e Diritti di segreteria
1. I soggetti proponenti domanda di autorizzazione sono tenuti al versamento dei
corrispettivi per il rilascio delle relative autorizzazioni ed i diritti di segreteria.

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2. Lente gestore, ai fini del rilascio dellautorizzazione, chiede ai soggetti proponenti


domande di autorizzazione la corresponsione dei diritti di segreteria e pu richiedere la
corresponsione di un corrispettivo.
3. Il richiedente tenuto al pagamento dellimporto stabilito al momento del rilascio
dellautorizzazione, salvo quanto previsto al successivo comma 5.
4. Il corrispettivo per il rilascio dellautorizzazione per lo svolgimento delle immersioni
subacquee individuali in zona B e leventuale utilizzo dei gavitelli singoli predisposti a
tale scopo, disposto su base giornaliera, settimanale, mensile e annuale.
5. Il corrispettivo per il rilascio dellautorizzazione ai Centri di immersione per lo
svolgimento di visite guidate subacquee e attivit di accompagnamento e supporto alle
immersioni subacquee nellarea marina protetta disposto su base annuale e
triennale. Il richiedente tenuto al pagamento del 50% dellimporto stabilito al
momento del rilascio dellautorizzazione e al saldo del corrispettivo entro 120 giorni dal
rilascio dellautorizzazione. Qualora la richiesta sia presentata entro il 30 novembre
dellanno solare precedente a quello di riferimento, il corrispettivo per il rilascio
dellautorizzazione stabilito in misura ridotta, secondo modalit definite annualmente
dallEnte gestore.
6. Il corrispettivo per il rilascio dellautorizzazione per lormeggio nellarea marina
protetta disposto su base giornaliera, settimanale e mensile, in funzione della
lunghezza fuori tutto dellunit navale. Per la gestione dei servizi di ormeggio e la
riscossione sul posto dei corrispettivi per lautorizzazione alla sosta, lEnte gestore
potr avvalersi di societ e soggetti terzi incaricati a tale scopo.
7. Il corrispettivo per il rilascio dellautorizzazione per le attivit didattiche e di
divulgazione naturalistica nellarea marina protetta disposto su base mensile e annuale,
in funzione del periodo di armamento e della portata passeggeri dellunit navale.
8. Il corrispettivo per il rilascio dellautorizzazione per lesercizio dellattivit di pesca
sportiva nellarea marina protetta disposto su base mensile e annuale, in funzione
della tipologia di pesca.
9. I corrispettivi per il rilascio delle autorizzazioni di cui ai precedenti commi sono ridotti
per i proprietari di unit navali che attestino il possesso dei requisiti di ecocompatibilit
richiamati al precedente articolo 16.
10. I pagamenti dei corrispettivi per il rilascio delle autorizzazioni di cui al presente articolo
possono essere effettuati con differenti modalit indicate dallEnte gestore con successivo
provvedimento.
11. LEnte Gestore pu autorizzare gli operatori e i gestori di servizi che ne facciano
richiesta alluso del marchio registrato dellarea marina protetta ai fini della
divulgazione dellattivit, determinandone leventuale corrispettivo.
TITOLO V - DISPOSIZIONI FINALI
Articolo 29 - Monitoraggio e aggiornamento
1. LEnte gestore effettua un monitoraggio continuo delle condizioni ambientali e
socioeconomiche dellarea marina protetta e delle attivit in essa consentite, secondo
le direttive emanate dal Ministero dellambiente e della tutela del territorio, e su tale
base redige annualmente una relazione sullo stato dellarea marina protetta.
2. LEnte gestore, sulla base dei dati acquisiti con il monitoraggio previsto al comma 1,
verifica, almeno ogni tre anni, ladeguatezza delle disposizioni del Decreto istitutivo
concernenti la delimitazione, le finalit istitutive, la zonazione e i regimi di tutela per le
diverse zone, nonch le discipline di dettaglio del presente Regolamento, alle esigenze
ambientali e socio-economiche dellarea marina protetta e, ove ritenuto opportuno,
propone al Ministero dellambiente e della tutela del territorio e del mare
laggiornamento del Decreto istitutivo e/o del presente Regolamento.

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Articolo 30 Sorveglianza
1. La sorveglianza nell'area marina protetta effettuata dalla Capitaneria di Porto
competente, nonch dalle polizie degli enti locali delegati nella gestione dellarea, in
coordinamento con il personale dellEnte gestore che svolge attivit di servizio,
controllo e informazione a terra e a mare.
Articolo 31 Pubblicit
1. Il presente Regolamento di organizzazione, una volta entrato in vigore sar affisso
insieme al decreto istitutivo, nei locali delle sedi dellArea marina protetta, nonch nella
presso le sedi legale ed amministrativa dellEnte gestore.
2. LEnte gestore provveder allinserimento dei testi ufficiali del presente Regolamento
di organizzazione e del Decreto istitutivo dellarea marina protetta nel sito web dellarea
marina protetta.
3. LEnte gestore provveder alla diffusione di opuscoli informativi e di linee guida del
presente Regolamento di organizzazione e del Decreto istitutivo dellarea marina
protetta presso le sedi di enti e associazioni di promozione turistica con sede allinterno
dellarea marina protetta, nonch presso soggetti a qualunque titolo interessati alla
gestione e/o organizzazione del flusso turistico.
4. Il responsabile di ogni esercizio a carattere commerciale munito di concessione
demaniale marittima dovr assicurare e mantenere lesposizione del presente
Regolamento di organizzazione e del Decreto istitutivo dellarea marina protetta in un
luogo ben visibile agli utenti.
Articolo 32 Sanzioni
1. Per la violazione delle disposizioni contenute nel decreto istitutivo dellarea marina
protetta e nel presente Regolamento, salvo che il fatto sia disciplinato diversamente o
costituisca reato, si applica larticolo 30 della legge 6 dicembre 1991, n. 394 e
successive modificazioni e integrazioni.
2. Nel caso in cui laccertata violazione delle disposizioni di cui al comma 1 comporti
una modificazione dello stato dellambiente e dei luoghi, lEnte gestore dispone
limmediata sospensione dellattivit lesiva ed ordina, in ogni caso, la riduzione in
pristino o la ricostituzione di specie vegetali o animali a spese del trasgressore, con la
responsabilit solidale del committente, del titolare dellimpresa e del direttore dei
lavori in caso di costruzione e trasformazione di opere. In caso di inottemperanza al
suddetto ordine, lEnte gestore provvede allesecuzione in danno degli obbligati,
secondo la procedura prevista dallarticolo 29 della legge 6 dicembre 1991, n. 394.
3. In caso di accertamento della violazione delle disposizioni previste dal decreto
istitutivo dellarea marina protetta e dal presente Regolamento, compreso leventuale
utilizzo improprio della documentazione autorizzativa, possono essere sospese o
revocate le autorizzazioni rilasciate dallEnte gestore, indipendentemente
dallapplicazione delle sanzioni penali ed amministrative previste dalle norme vigenti.
4. Il verbale attestante la violazione delle disposizioni di cui al comma 1, redatto dalle
Autorit preposte alla sorveglianza dellArea marina protetta, dovr essere immediatamente
trasmesso allEnte gestore, che provveder ad irrogare la relativa sanzione.
5. Gli introiti derivanti dallapplicazione delle sanzioni di cui al presente articolo saranno
imputati al bilancio dellEnte gestore e destinati al finanziamento delle attivit di
gestione, coerentemente con le finalit istituzionali dellArea marina protetta.

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Larea Marina Protetta delle Cinque Terre


Regione: Liguria
Provincia: La Spezia
Dimensioni: totale superficie 2.726 ha per 17.308 m di linea di costa
- zona A 79 ha per 2.073 m di linea di costa 1,7 %;
- zona B 186 ha per 2.734 m di linea di costa;

- zona C 2.461 ha per 12.501 m di linea di costa).


Istituzione: L. n. 979/82; D.M. 12/12/97; D.P.R 06/10/99
istitutivo del Parco Nazionale delle Cinque Terre

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L'area marina protetta, istituita nel 1997 attigua all'omonimo parco nazionale
terrestre istituito con D.P.R. del 06/10/99 al cui Ente ne affidata la gestione.
L'Ente Parco pertanto rilascia le eventuali autorizzazioni per la fruizione
dell'area marina protetta che regolamentata secondo una suddivisione in
zone a differente grado di tutela e protezione ambientale (Zona A, B e C).
Il mare e la terra alle Cinque Terre si fondono a formare un paesaggio unico e
suggestivo. I monti, che superano gli 800 m, scendono infatti improvvisamente
verso il mare con i terrazzi che degradano fino a lambire l'acqua e i fondali che
gi a pochi metri dalla riva raggiungono notevoli profondit.
Lungo la costa si alternano falesie a strapiombo sul mare, baie, spiaggette e
anfratti tra scogli e grotte. Le pareti rocciose, come pure le numerose secche e
gli scogli isolati, sono popolate da innumerevoli gorgonie, come la policroma
Leptogorgia sarmentosa e la bianca Eunicella verrucosa, una specie rara nel
Mediterraneo ma piuttosto comune in queste acque.
I fondali rocciosi di Punta Mesco e Capo Montenero, le zone di maggior pregio
e variet, sono ricchi di vita gi a basse profondit con formazioni di corallo,
compreso il rarissimo corallo nero.
Talvolta le falesie proseguono per diverse decine di metri di profondit, come a
Punta Mesco e, in minor misura, a Capo Montenero, mentre in altri casi la
roccia termina a pochi metri di profondit, dove hanno inizio ampie zone
sabbiose. Proprio queste due aree, che rappresentano le zone di mare di
maggior pregio e variet, sono sottoposte a maggior tutela (zona A e zona B).
La parte pi superficiale delle scogliere sommerse presenta le tipiche
associazioni fotofile del Mediterraneo occidentale. Nei casi in cui le pareti
proseguono in profondit, sono colonizzate da specie sciafile, cio amanti della
semi-oscurit. Sono inoltre presenti alcune piccole praterie e chiazze sparse di
Posidonia.
La formazione pi importante di questa pianta marina si trova tra Monterosso e
Punta Mesco. L'ambiente sommerso ancora abbastanza ben conservato, con
numerose specie e biocenosi di fondo duro e di fondo mobile.
Le zone di maggiore interesse sono quelle di Punta Mesco e Capo Montenero,
per la ricchezza delle formazioni biologiche, tra cui spicca il coralligeno, che
richiama numerosi subacquei per la bellezza e la spettacolarit delle sue
formazioni con la gorgonia rossa, accompagnata dalla margherita di mare e da
Leptosammia pruvoti .
Davanti alla spiaggia di Corniglia sono inoltre presenti sabbie ad anfiosso, un
animale abbastanza raro e di notevole interesse scientifico.
Ma c' un'altra presenza che rende il mare delle Cinque Terre ancora pi unico:
i cetacei presenti numerosi e con diverse specie tanto che quest'area stata
inserita nel Santuario per i Mammiferi Marini.
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La finalit dell' Area Marina Protetta Cinque Terre, che comprende due zone A
di riserva integrale e due zone B di riserva generale a Punta Mesco e Capo
Montenero e che vanta una ricchezza e variet straordinaria di specie animali e
vegetali, quella di tutelare e valorizzare le caratteristiche naturali, chimiche,
fisiche e della biodiversit marina e costiera, anche e sopratutto attraverso
interventi di recupero ambientale, avvalendosi della collaborazione del mondo
accademico e scientifico.
Per queste ragioni sono costantemente realizzati programmi di studio,
monitoraggio e ricerca scientifica nei settori delle scienze naturali e della tutela
ambientale, con l'obbiettivo di assicurare la conoscenza sistematica dell'area,
ma anche per la promozione di uno sviluppo sostenibile dell'ambiente, con
particolare riguardo alla valorizzazione delle attivit tradizionali, delle culture
locali, del turismo ecocompatibile e alla fruizione delle categorie socialmente
sensibili.

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DECRETO ISTITUTIVO

Decreto ministeriale 12 dicembre 1997


Istituzione dell'area naturale marina protetta denominata "Cinque Terre"
(G.U. della Repubblica Italiana n. 48 del 27 febbraio 1998)

superato

Il Ministro dell'Ambiente d'intesa con il Ministro del Tesoro:


VISTO il Titolo V della legge 31 dicembre 1982 n. 979, recante disposizioni per la difesa del
mare;
VISTA la legge 8 luglio 1986 n. 349, istitutiva del Ministero dell'ambiente;
VISTA la legge quadro sulle aree protette 6 dic. 1991 n. 394 e, in particolare, gli art. 8 e 18;
VISTO l'art. 1, comma 10, della legge 24 dicembre 1993 n. 537, con il quale le funzioni del
soppresso Ministero della Marina Mercantile in materia di tutela e difesa dell'ambiente marino
sono trasferite al Ministero dell'ambiente;
VISTA la proposta della Consulta per la Difesa del Mare dagli Inquinamenti formulata nella
riunione dell'11 gennaio 1996;
VISTI i pareri dei Comuni di Vernazza, con nota prot. n. 3021 del 25 luglio 1996, Riomaggiore,
con nota prot. 1852 del 29 marzo 1996, Monterosso al Mare, con nota prot. n. 5704 del 25 luglio
1996 e Levanto con nota prot. n. 11858 del 5 dicembre 1996;
VISTO il parere dell'Istituto Centrale per la Ricerca Applicata al Mare, espresso con nota prot. n.
45400 del 22 agosto 1996;
VISTO il parere della Regione Liguria, espresso con nota prot. n. 31479/604 del 26 marzo 1996
e ribadito con nota prot. n. 38150/453 del 27 marzo 1997;
VISTA la nota n. SCN/ST/97/4465 del 21 marzo 1997, con la quale il Servizio Conservazione
della Natura ha trasmesso la delibera del Comitato per le Aree Naturali Protette di approvazione
dell'aggiornamento per l'anno 1996 del Programma triennale per le Aree Naturali Protette
1994/1996;
VISTA la nota d'intesa del Ministro del Tesoro n.177851 dell'1 settembre 1997; Ravvisata la
necessit di provvedere all'istituzione dell'area naturale marina protetta denominata "Cinque
Terre"
DECRETA
Articolo 1.
E' istituita, d'intesa con il Ministro del Tesoro, ai sensi della legge 31 dicembre 1982 n. 979,
come modificata e integrata dalla legge 6 dicembre 1991 n. 394, l'area naturale marina protetta
denominata "Cinque Terre".
Articolo 2.
Con riferimento alla cartografia allegata al presente decreto, del quale costituisce parte
integrante, l'area naturale marina protetta "Cinque Terre" delimitata dalla congiungente i
seguenti punti, comprendendo anche i relativi territori costieri appartenenti al demanio
marittimo:
Latitudine
Longitudine
Punto 1 44 09'. 01 N
09 37'. 12 E
Punto 2 44 08'. 62 N
09 36'. 55 E
Punto 3 44 07'. 63 N
09 37'. 69 E
Punto 4 44 07'. 63 N
09 38'. 96 E
Punto 5 44 04'. 45 N
09 43'. 59 E
Punto 6 44 05'. 53 N
09 44'. 93 E
Articolo 3.
Nell'ambito delle finalit di cui all'art. 27, terzo comma, della legge 31 dicembre 1982 n. 979 e
all'art. 18, secondo comma, della legge 6 dicembre 1991 n. 394, l'area naturale marina protetta
"Cinque Terre", in particolare, persegue:
a) la protezione ambientale dell'area marina interessata;
b) la tutela e la valorizzazione delle risorse biologiche e geomorfologiche della zona;
c) la diffusione e la divulgazione della conoscenza dell'ecologia e della biologia degli
ambienti marini e costieri dell'area naturale marina protetta e delle peculiari
caratteristiche ambientali e geomorfologiche della zona;
d) l'effettuazione di programmi di carattere educativo per il miglioramento della
cultura generale nel campo dell'ecologia e della biologia marina;
e) la realizzazione di programmi di studio e ricerca scientifica nei settori dell'ecologia,
della biologia marina e della tutela ambientale, al fine di assicurare la conoscenza
sistematica dell'area;

!60

f) la promozione di uno sviluppo socio-economico compatibile con la rilevanza


naturalistico-paesaggistica dell'area, anche privilegiando attivit tradizionali locali
gi presenti; nell'ambito dell'azione di promozione di uno sviluppo compatibile con
le predette finalit, per le attivit relative alla canalizzazione dei flussi turistici e di
visite guidate, la determinazione della disciplina relativa dovr prevedere specifiche
facilitazioni per i mezzi di trasporto collettivi gestiti preferibilmente da cittadini
residenti nei Comuni di Vernazza, Rio Maggiore, Monterosso al Mare e Levanto.
Articolo 4.
All'interno dell'area naturale marina protetta "Cinque Terre", per come individuata e delimitata al
precedente art. 2, sono vietate, fatto salvo quanto esplicitamente previsto al comma 2 del
presente articolo circa i regimi di tutela all'interno delle diverse zone, le attivit che possono
compromettere la tutela delle caratteristiche dell'ambiente oggetto della protezione e le finalit
istitutive dell'area naturale marina protetta medesima, ai sensi dell'art. 19, 3 comma, della
legge 6 dicembre 1991 n. 394.
All'interno dell'area naturale marina protetta sono individuate le zone sottoelencate, con i relativi
regimi di tutela:
Zona A di riserva integrale, che comprende:
il tratto di mare delimitato dalla congiungente i punti sottoindicati:
Latitudine
Longitudine
Punto 7
44 08'. 61 N
09 37'. 44 E
Punto 8
44 08'. 42 N
09 37'. 26 E
Punto 9
44 08'. 01 N
09 37'. 60 E
Punto 10 44 07'. 84 N
09 38'. 31 E
Punto 11 44 08'. 12 N
09 38'. 57 E
Punto 12 44 08'. 21 N
09 38'. 36 E
In tale zona, fatto salvo quanto disposto dalla normativa vigente, sono consentiti:
a) l'accesso al personale dell'Ente Gestore, per attivit di servizio e a quello
scientifico, per lo svolgimento di ricerche debitamente autorizzate;
b) le visite guidate, anche subacquee, regolamentate dall'Ente Gestore, secondo
percorsi prefissati, tenendo conto delle esigenze di elevata tutela ambientale;
c) l'ormeggio dei natanti per le attivit di cui sopra;
d) la balneazione, come disciplinato da apposita regolamentazione a cura dell'Ente
Gestore;
e) l'accesso, ma non l'ormeggio e l'ancoraggio, a piccoli natanti sprovvisti di motore, il
cui numero sar regolamentato dall'Ente Gestore.
In tale zona , invece, vietata qualsiasi forma di pesca sportiva e professionale.
Zona B di riserva generale che comprende:
il tratto di mare delimitato dalla congiungente i punti sottoindicati:
Zona B (Mesco)
Latitudine
Longitudine
Punto 13
44 08'. 94 N 09 37'. 12 E
Punto 14
44 08'. 75 N 09 36'. 88 E
Punto 15
44 07'. 77 N 09 37'. 69 E
Punto 16
44 07'. 77 N 09 38'. 34 E
Punto 17
44 08'. 47 N 09 38'. 96 E
Punto 18
44 08'. 64 N 09 38'. 60 E
Zona B (Montenegro)
Latitudine
Longitudine
Punto 19
44 05'. 75 N 09 44'. 38 E
Punto 20
44 05'. 75 N 09 44'. 09 E
Punto 21
44 05'. 50 N 09 43'. 77 E
Punto 22
44 05'. 16 N 09 44'. 33 E
Punto 23
44 05'. 54 N 09 44'. 83 E
In tale zona, fatto salvo quanto disposto dalla normativa vigente, sono consentiti:
a) la navigazione a natanti ed imbarcazioni, a velocit ridotta;
b) l'ormeggio di natanti ed imbarcazioni per attivit di servizio e di ricerca scientifica
autorizzata;
c) l'ormeggio di natanti ed imbarcazioni private, in zone appositamente predisposte
dall'Ente Gestore;
d) la piccola pesca con attrezzi selettivi e che non danneggino i fondali (reti da posta,
circuizione con imbarcazioni entro i 10 metri di l.f.t.) ai pescatori professionisti dei
Comuni inclusi nell'area naturale marina protetta;
e) le immersioni subacquee, compatibili con la tutela dei fondali e degli organismi marini.

!61

f) la balneazione;
g) la pesca sportiva con lenze e canne da fermo.
In tale zona , invece, vietata la pesca a strascico nonch la pesca subacquea.
Zona C di riserva parziale che comprende:
il residuo tratto di mare, all'interno del perimetro dell'area naturale protetta, come
delimitato al precedente articolo 2. In tale zona, fatto salvo quanto disposto dalla normativa vigente,
l'attivit di pesca professionale, pesca sportiva e pesca subacquea potranno essere regolamentate
dall'Ente Gestore.
Articolo 5.
La gestione dell'area naturale marina protetta "Cinque Terre" sar affidata all'Ente Parco Nazionale delle
"Cinque Terre", non appena costituito ai sensi dell'art. 4 della legge 8 ottobre 1997 n. 344. Nelle more,
l'Ispettorato Centrale Difesa Mare provveder agli adempimenti di legge in gestione diretta ai sensi
dell'art. 28 della legge 31 dicembre 1982 n. 979 e dell'art. 19 della legge 6 dicembre 1991, n. 394.
Articolo 6.
All'onere derivante dalle prime spese relative all'istituzione dell'area naturale marina protetta "Cinque
Terre" si fa fronte, per l'installazione dei segnalamenti e quant'altro necessiti a dare precisa conoscenza
della delimitazione dell'area naturale marina protetta e della sua ripartizione, con Lit. 135.000.000 a
gravare sul Capitolo 4637 dello stato di previsione della spesa del Ministero dell'Ambiente, nonch con la
somma iniziale di Lit. 100.000.000 per le spese di primo avviamento, ivi comprese quelle relative alla
stampa e diffusione di opuscoli illustrativi e divulgativi, a gravare sul Capitolo 1558 dello stato di
previsione della spesa del Ministero dell'Ambiente, entrambe per l'esercizio finanziario 1997.
Successivamente si provveder ad assegnare, per ciascun esercizio finanziario 1998, 1999 e 2000,
tenendo presenti gli attuali stanziamenti di bilancio sul medesimo Capitolo 4637, la somma non inferiore
a Lit. 500.000.000 per le attivit finalizzate alla gestione ordinaria delle aree naturali marine protette.
Articolo 7.
Il regolamento di esecuzione del presente decreto e di organizzazione dell'area naturale marina protetta
sar approvato ai sensi dell'art. 28 della legge 31 dicembre 1982 n. 979, come modificato dall'art. 19, 5
comma, della legge 6 dicembre 1991 n. 394, nei termini consentiti dall'eventuale Convenzione di
affidamento dell'area protetta medesima all'Ente delegato e comunque non oltre 180 giorni
dall'approvazione di tale Convenzione. Nel suddetto regolamento dovr essere prevista l'istituzione da
parte del Ministro dell'ambiente di un Comitato tecnico-scientifico con compiti di ausilio all'Ente Gestore e
alla Commissione di Riserva.
Articolo 8.
Le disposizioni del presente decreto, per quanto attiene alla perimetrazione e alle finalit indicate,
potranno essere oggetto di riconsiderazione, sentita la Consulta per la Difesa del Mare dagli Inquinamenti
per ragioni scientifiche e di ottimizzazione della gestione sotto il profilo socio-economico volto al
perseguimento dello sviluppo sostenibile delle aree interessate.
Roma, 12 dicembre 1997
Il Ministro: Ronchi
Registrato alla Corte dei conti il 15 gennaio 1998. Registro n. 1 Ambiente, foglio n. 5

!62

DECRETO DI MODIFICA DELL'AREA MARINA PROTETTA.


Gazzetta Ufficiale n. 24 del 31/01/2005
IL MINISTRO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO
VISTA la legge 31 dicembre 1982, n. 979, recante disposizioni per la difesa del mare;
VISTA la legge 8 luglio 1986, n. 349, istitutiva del Ministero dell'ambiente;
VISTA la legge quadro sulle aree protette 6 dicembre 1991, n. 394, e successive
modifiche;
VISTO l'art. 1, comma 10 della legge 24 dicembre 1993, n. 537, con il quale le funzioni
del soppresso Ministero della marina mercantile in materia di tutela e difesa
dell'ambiente marino sono trasferite al Ministero dell'ambiente;
VISTO l'art. 2, comma 14, della legge 9 dicembre 1998, n. 426, con il quale e' stata
soppressa la Consulta per la Difesa del Mare dagli inquinamenti;
VISTO l'art. 2, comma 14, della legge 9 dicembre 1998, n. 426 con il quale, per
l'istruttoria preliminare relativa all'istituzione e all'aggiornamento delle aree protette
marine, per il supporto alla gestione, al funzionamento nonch alla progettazione degli
interventi da realizzare anche con finanziamenti comunitari nelle aree protette marine,
e' stata istituita, presso il competente servizio del Ministero dell'ambiente, la segreteria
tecnica per le aree protette marine;
VISTO il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300 di riforma dell'organizzazione del
Governo;
VISTA la legge 23 marzo 2001, n. 93 e, in particolare, l'art. 8, comma 8, con il quale e'
venuto meno il concerto con il Ministro della marina mercantile previsto dall'art. 18,
comma 1, della legge 6 dicembre 1991, n. 394;
VISTO il decreto del Presidente della Repubblica 17 giugno 2003, n. 261 recante il
Regolamento di organizzazione del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio
e, in particolare, l'art. 2, comma 1, lettere a) e d) che attribuisce alla direzione generale
per la protezione della natura le funzioni in materia di individuazione, conservazione e
valorizzazione delle aree naturali protette, nonch in materia di istruttorie relative
all'istituzione delle riserve naturali dello Stato;
VISTO il decreto ministeriale 12 dicembre 1997 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del
27 febbraio 1998, con il quale e' stata istituita l'area marina protetta Cinque Terre;
VISTO il decreto del Presidente della Repubblica 6 ottobre 1999, istitutivo del parco
nazionale delle Cinque Terre, ed in particolare l'art. 1, comma 8, che prevede
l'affidamento in gestione dell'area marina protetta Cinque Terre all'Ente parco
nazionale delle Cinque Terre;
VISTO in particolare l'art. 8 del citato decreto del Ministro dell'ambiente 12 dicembre
1997, il quale prevede che le disposizioni dello stesso decreto, per quanto attiene alla
perimetrazione e alle finalit indicate, potranno essere oggetto di riconsiderazione,
sentita la Consulta per la difesa del mare dagli inquinamenti, per ragioni scientifiche e
di ottimizzazione della gestione sotto il profilo socio-economico volto al perseguimento
dello sviluppo sostenibile delle aree interessate;
VISTA la richiesta di modifica della perimetrazione e del regime vincolistico di cui al
decreto ministeriale del 12 dicembre 1997 istitutivo dell'area marina protetta Cinque
Terre, avanzata in data 5 novembre 2001 dal Parco nazionale delle Cinque Terre, in
qualit di Ente gestore, ai sensi dell'art. 8 del suddetto decreto;
VISTO il parere favorevole espresso in data 24 gennaio 2002 dalla Commissione di
riserva dell'area marina protetta Cinque Terre sulla proposta di aggiornamento del
decreto istitutivo della medesima area marina protetta Cinque Terre, avanzata dal
Parco nazionale delle Cinque Terre in qualit di Ente gestore;
CONSIDERATO l'esito dell'incontro, svoltosi in data 18 luglio 2002 presso l'Ente Parco
nazionale delle Cinque Terre, tra i rappresentanti della segreteria tecnica per le aree
protette marine e del suddetto Ente parco, in qualit di Ente gestore dell'area marina
protetta;

!63

VISTA la relazione tecnica a supporto della proposta di modifica dell'area marina


protetta Cinque Terre, trasmessa in data 3 giugno 2003 dall'Ente Parco nazionale
delle Cinque Terre in qualita' di Ente gestore;
VISTA l'istruttoria preliminare per l'aggiornamento dell'area marina protetta Cinque
Terre svolta dalla segreteria tecnica per le aree protette marine, riportata nella
relazione del settembre 2003, con la quale si concorda, in linea di massima, con le
motivazioni addotte dal soggetto gestore per la modifica del decreto ministeriale del 12
dicembre 1997 e si ravvisa la necessita' di aggiornare la zonazione dell'area marina
protetta nell'ottica di una gestione dinamica della stessa;
VISTO il parere favorevole sull'aggiornamento dell'Area marina protetta Cinque Terre,
ai sensi dell'art. 26 della citata legge 31 dicembre 1982, n. 979, espresso dal comune
di Riomaggiore con nota n. 9591 del 27 dicembre 2003 e le successive note n. 2004
del 18 marzo 2004 e n. 2690 del 14 aprile 2004;
VISTO il parere favorevole sull'aggiornamento dell'Area marina protetta Cinque Terre,
ai sensi dell'art. 26 della citata legge 31 dicembre 1982, n. 979, espresso dal comune
di Levanto con la deliberazione di giunta comunale n. 5 del 16 gennaio 2004 e le
successive note n. 3652 del 18 marzo 2004 e n. 1033 del 14 aprile 2004;
VISTO il parere favorevole sull'aggiornamento dell'Area marina protetta Cinque Terre,
ai sensi dell'art. 26 della citata legge 31 dicembre 1982, n. 979, espresso dal comune
di Monterosso al Mare con nota n. 9609 del 29 dicembre 2003 e successive note n. 2571
del 18 marzo 2004 e n. 3366 del 14 aprile 2004;
VISTO il parere favorevole sull'aggiornamento dell'Area marina protetta Cinque Terre,
ai sensi dell'art. 26 della citata legge 31 dicembre 1982, n. 979, espresso dal comune
di Vernazza con nota n. 5239 del 22 dicembre 2003 e la successiva nota n. 1432 del
15 aprile 2004;
VISTO il parere favorevole sull'aggiornamento dell'Area marina protetta Cinque Terre
espresso dalla provincia della Spezia con nota prot. n. 2004/650 del 9 gennaio 2004;
VISTO il parere favorevole sull'aggiornamento dell'Area marina protetta Cinque Terre,
ai sensi del citato art. 26 della legge 31 dicembre 1982, n. 979, espresso, con alcuni
rilievi e correzioni, dalla Regione Liguria con delibera di giunta regionale prot. n. 20 del
16 gennaio 2004 e con successiva nota prot n. 49091/134 del 14 aprile 2004;
RITENUTO opportuno accogliere le osservazioni della Regione Liguria con la nota
prot: n. DPN/2D/7706/2004 del 16 marzo 2004 in particolare, relativamente alla
possibilit di effettuare la balneazione nelle zone A, disciplinata e contingentata dal
soggetto gestore, nel rispetto delle finalit istitutive dell'area marina protetta;
VISTO il parere favorevole espresso nella seduta del 23 settembre 2004 dalla
conferenza unificata, ai sensi dell'art. 77 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112;
RAVVISATA la necessit di provvedere all'aggiornamento dell'area marina protetta
denominata Cinque Terre;
DECRETA
Articolo 1.
1. Il decreto ministeriale 12 dicembre 1997, istitutivo dell'area marina protetta
Cinque Terre, e' integralmente sostituito dal presente decreto, che ne
assorbe tutti gli effetti sin qui prodotti.
Articolo 2. Denominazione
1. E' istituita l'area marina protetta denominata Cinque Terre.

!64

Articolo 3. Definizioni
1. Ai fini del presente decreto, si intende per:
a) acquacoltura, l'insieme delle pratiche volte alla produzione di individui di
specie animali e vegetali in ambiente acquatico mediante il controllo, parziale o
totale, diretto o indiretto, del ciclo di sviluppo degli organismi acquatici;
b) ancoraggio, l'insieme delle operazioni per assicurare la tenuta al fondale delle
unit navali, effettuato esclusivamente dando fondo all'ancora;
c) balneazione, l'attivit esercitata a fine ricreativo che consiste nel fare il
bagno e nel nuotare, che pu essere praticata anche con l'impiego di maschera e
boccaglio, pinne, calzari e guanti e che pu comportare il calpestio dei fondali e dei
tratti di costa fino alla massima escursione di marea;
d) centri di immersione, le imprese o associazioni che operano nel settore
turistico-ricreativo subacqueo e che offrono servizi di immersioni, visite guidate
e addestramento;
e) imbarcazione, qualsiasi unit navale destinata alla navigazione da diporto,
con scafo di lunghezza da 10 a 24 metri, come definito ai sensi della legge 11
febbraio 1971, n. 50, e successive integrazioni e modificazioni;
f) immersione subacquea, l'insieme delle attivit effettuate con l'utilizzo di
apparecchi ausiliari per la respirazione (autorespiratori), finalizzate
all'osservazione dell'ambiente marino e all'addestramento subacqueo;
g) misure di premialit ambientale, disposizioni differenziate ed incentivi,
anche economici, finalizzati alla promozione delle attivit che implicano un
minore impatto ambientale;
h) monitoraggio, la sorveglianza regolare dell'andamento dei parametri
indicatori dello stato e dei processi, finalizzata alla valutazione delle deviazioni
da uno standard determinato;
i) natante, qualsiasi unita' navale, destinata alla navigazione da diporto, con
scafo di lunghezza pari o inferiore a 10 metri, come definito ai sensi della legge
11 febbraio 1971, n. 50, e successive integrazioni e modificazioni;
j) navigazione, il movimento via mare di qualsiasi costruzione destinata al
trasporto per acqua;
k) ormeggio, l'insieme delle operazioni per assicurare le unit navali a
un'opera portuale fissa, quale banchina, molo o pontile, ovvero a un'opera
mobile, in punti localizzati e predisposti, quale pontile o gavitello;
l) pesca sportiva, l'attivit di pesca esercitata a scopo ricreativo;
m) pesca subacquea, l'attivit di pesca, sia professionale sia sportiva,
esercitata in immersione;
n) pescaturismo, l'attivit integrativa alla piccola pesca artigianale, come
disciplinata dal decreto ministeriale 13 aprile 1999, n. 293, che definisce le
modalit per gli operatori del settore di ospitare a bordo delle proprie
imbarcazioni un certo numero di persone, diverse dall'equipaggio, per lo
svolgimento di attivit turistico-ricreative;
o) piccola pesca artigianale, la pesca artigianale esercitata a scopo
professionale per mezzo di imbarcazioni aventi lunghezza inferiore a 12 metri
tra le perpendicolari e comunque di stazza non superiore alle 10 TSL e 15 GT,
esercitata con attrezzi da posta, ferrettara, palangari, lenze e arpioni, come
previsto dal decreto ministeriale 14 settembre 1999, e con gli altri attrezzi
selettivi di uso locale individuati dal soggetto gestore;
p) ripopolamento attiva, l'attivit di translocazione artificiale di individui
appartenenti ad una entit faunistica che e' gi presente nell'area di rilascio;
q) unit navale, qualsiasi costruzione destinata al trasporto per acqua, come
definito all'art. 136 del codice della navigazione;
r) zonazione, la suddivisione dell'area marina protetta in zone sottoposte a
diverso regime di tutela ambientale.

!65

Articolo 4. Finalit
1. L'istituzione dell'area marina protetta Cinque Terre persegue la protezione
ambientale dell'area interessata e si prefigge le seguenti finalit:
a) la tutela e la valorizzazione delle caratteristiche naturali, chimiche, fisiche e
della biodiversit marina e costiera, anche attraverso interventi di recupero
ambientale;
b) la promozione dell'educazione ambientale e la diffusione delle conoscenze
degli ambienti marini e costieri dell'area marina protetta, anche attraverso la
realizzazione di programmi didattici e divulgativi;
c) la realizzazione di programmi di studio, monitoraggio e ricerca scientifica nei
settori delle scienze naturali e della tutela ambientale, al fine di assicurare la
conoscenza sistematica dell'area;
d) la promozione dello sviluppo sostenibile dell'area, con particolare riguardo
alla valorizzazione delle attivit tradizionali, delle culture locali, del turismo
ecocompatibile e alla fruizione da parte delle categorie socialmente sensibili.
Articolo 5. Delimitazione dell'area marina protetta
1. L'area marina protetta Cinque Terre, che comprende anche i relativi territori
costieri del demanio marittimo, e' delimitata dalla congiungente i seguenti punti,
riportati nella rielaborazione grafica della carta n. 3 dell'Istituto Idrografico della Marina
allegata al presente decreto, del quale costituisce parte integrante:
Punto Latitudine
Longitudine
A1)
44 09'.05 N 009 37'.10 E (in costa)
B)
44 08'.29 N. 009 36'.06 E
C)
44 03'.54 N 009 43'.48 E
D1)
44 04'.99 N 009 45'.68 E (in costa)
2. Le coordinate geografiche indicate nel presente decreto sono riferite al sistema
geodetico mondiale WGS 84.
Articolo 6. Zonazione dell'area marina protetta
1. L'area marina protetta e' suddivisa in zone sottoposte a diverso regime di tutela
ambientale, tenuto conto delle caratteristiche ambientali e della situazione socioeconomica ivi presenti.
2. La zona A di riserva integrale comprende i seguenti tratti di mare, riportati nella
rielaborazione grafica di cui all'art. 5:
a) il tratto di mare prospiciente la costa di Punta Mesco, delimitato dalla
congiungente i seguenti punti:
Punto Latitudine
Longitudine
E1)
44 08'.65 N
009 37'.42 E (in costa)
E)
44 08'.46 N
009 37'.24 E
F)
44 08'.05 N
009 37'.58 E
G)
44 07'.88 N
009 38'.29 E
H)
44 08'.16 N,
009 38'.55 E
H1)
44 08'.25 N
009 38'.34 E (in costa)
b) il tratto di mare prospiciente la costa di Capo Monte Negro, delimitato dalla
congiungente i seguenti punti:
Punto Latitudine
Longitudine
T1)
44 05'.43 N
009 44'.37 E (in costa)
T)
44 05'.53 N
009 44'.17 E
U)
44 05'.34 N
009 44'.48 E
U1)
44 05'.58 N
009 44'.81 E (in costa)

!66

3. La zona B di riserva generale comprende i seguenti tratti di mare, riportati nella


rielaborazione grafica di cui all'art. 5:
a) il tratto di mare circostante la zona A di Punta Mesco, delimitato dalla
congiungente i seguenti punti:
Punto Latitudine
Longitudine
L1)
44 08'.98 N
009 37'.10 E (in costa)
L)
44 08'.79 N
009 36'.86 E
M)
44 07'.81 N
009 37'.67 E
N)
44 07'.81 N
009 38'.32 E
P)
44 08'.51 N
009 38'.94 E
P1)
44 08'.68 N
009 38'.58 E (in costa)
b) il tratto di mare circostante la zona A di Capo Montenegro, delimitato dalla
congiungente i seguenti punti:
Punto Latitudine
Longitudine
Q1)
44 05'.79 N
009 44'.36 E (in costa)
Q)
44 05'.79 N
009 44'.07 E
R)
44 05'.47 N
009 43'.67 E
S)
44 05'.04 N
009 44'.31 E
S1)
44 05'.52 N
009 44'.94 E (in costa)
4. La zona C di riserva parziale comprende il residuo tratto di mare all'interno del
perimetro dell'area marina protetta, come delimitato all'art. 5.
Articolo 7. Attivit non consentite
1. Nell'area marina protetta Cinque Terre non sono consentite le attivit che possano
alterare le caratteristiche dell'ambiente e comprometterne le finalit istitutive. In
particolare, coerentemente quanto previsto all'art. 9, comma 6 della legge 6 dicembre
1991, n. 394 e salvo quanto previsto all'art. 8 non e' consentita:
a) qualunque attivit che possa costituire pericolo o turbamento delle specie
vegetali e animali, ivi compresa la balneazione, la navigazione, l'ancoraggio,
l'ormeggio; l'utilizzo di moto d'acqua o acquascooter e mezzi similari, la pratica
dello sci nautico e sport acquatici similari, la pesca subacquea, l'immissione di
specie alloctone e il ripopolamento attivo;
b) qualunque attivit di cattura, raccolta e danneggiamento di esemplari delle
specie animali e vegetali, ivi compresa la caccia e la pesca;
c) qualunque attivit di asportazione, anche parziale, e di danneggiamento di
reperti archeologici e di formazioni geologiche;
d) qualunque alterazione con qualsiasi mezzo, diretta o indiretta, dell'ambiente
geofisico e delle caratteristiche biochimiche dell'acqua, ivi compresa
l'immissione di qualsiasi sostanza tossica o inquinante, la discarica di rifiuti
solidi o liquidi, l'acquacoltura e l'immissione di scarichi non in regola con le pi
restrittive prescrizioni previste dalla normativa vigente;
e) l'introduzione di armi, esplosivi e di qualsiasi mezzo distruttivo o di cattura,
nonch di sostanze tossiche o inquinanti;
f) l'uso di fuochi all'aperto.
Articolo 8. Attivit consentite
1. Nel rispetto delle caratteristiche dell'ambiente dell'area marina protetta Cinque
Terre e delle sue finalit istitutive, in deroga a quanto disposto all'art. 7 del presente
decreto, sono consentite:

!67

Zona A di riserva integrale


) le attivit di soccorso, di sorveglianza e servizio;
b) le attivit di ricerca scientifica autorizzate dal soggetto gestore;
c) la balneazione, disciplinata dal soggetto gestore in base ad un regime di
turnazione e contingentamento definito sulla base A del monitoraggio dell'area
marina protetta, con accesso da terra e da mare, esclusivamente a nuoto o con
natanti condotti a remi, senza l'impiego di pinne, calzature e guanti;
d) la navigazione a remi, autorizzata dal soggetto gestore, ai natanti;
e) le visite guidate subacquee, autorizzate dal soggetto gestore, anche sulla
base del monitoraggio periodico degli impatti sui fondali, con un rapporto guida/
sub non inferiore a 1/5, ai centri d'immersione aventi sede legale nei comuni
ricadenti nell'area marina protetta alla data di entrata in vigore del presente
decreto.;
Zona B di riserva generale
a) le attivit consentite in zona A;
b) la navigazione a vela e a remi;
c) la navigazione a motore ai natanti, ad eccezione delle moto d'acqua o
acquascooter e mezzi similari, autorizzata dal soggetto gestore, a velocit non
superiore ai 5 nodi;
d) la navigazione a motore alle unit navali adibite al trasporto collettivo, alle
visite guidate, e alle attivit dei centri d'immersione, autorizzata dal soggetto
gestore, a velocit non superiore ai 5 nodi;
e) l'ormeggio, autorizzato dal soggetto gestore, in zone individuate mediante
appositi campi boe, posizionati compatibilmente con l'esigenza di tutela dei
fondali;
f) l'esercizio della piccola pesca artigianale, riservata alle imprese di pesca che
esercitano l'attivit sia individualmente, sia in forma cooperativa, aventi sede
legale nei comuni ricadenti nell'area marina protetta, alla data di entrata in
vigore del presente decreto, e ai soci delle suddette cooperative inseriti alla
stessa data nel registro di ciascuna cooperativa;
g) l'attivit di pescaturismo, riservata alle imprese di pesca che esercitano
l'attivit sia individualmente, sia in forma cooperativa, aventi sede legale nei
comuni ricadenti nell'area marina protetta, alla data di entrata in vigore del
presente decreto, e ai soci delle suddette cooperative inseriti alla stessa data
nel registro di ciascuna cooperativa;
h) la pesca sportiva, con lenza e canna, autorizzata dal soggetto gestore e
riservata ai residenti nei comuni ricadenti nell'area marina protetta;
i) le visite guidate subacquee, svolte compatibilmente alle esigenze di tutela dei
fondali e autorizzate dal soggetto gestore;
j) le immersioni subacquee, svolte compatibilmente alle esigenze di tutela dei
fondali.
Zona C di riserva parziale
a) le attivit consentite in zona A e in zona B;
b) la navigazione a motore ai natanti, ad eccezione delle moto d'acqua o
acquascooter e mezzi similari, e alle imbarcazioni, a velocit non superiore ai
10 nodi;
c) l'ancoraggio, in zone appositamente individuate, compatibilmente alle
esigenze di tutela dei fondali;
d) la pesca sportiva, con lenza e canna, autorizzata dal soggetto gestore, per i
non residenti, nei comuni ricadenti nell'area marina protetta;
e) la pesca sportiva con nasse e palamiti, con numero di ami a persona non
superiore a 70, con limite massimo di 200 ami a imbarcazione, autorizzata dal
soggetto gestore, per i residenti nei comuni ricadenti nell'area marina protetta;
f) la navigazione ai mezzi di linea, a velocit non superiore ai 15 nodi
3. Tutte le attivit consentite di cui al precedente comma 1 sono disciplinate e', ove
previsto, specificamente autorizzate dal soggetto gestore dell'area marina protetta
Cinque Terre, secondo le modalit indicate dal successivo art. 10.

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Articolo 9 Gestione dell'area marina protetta


1. La gestione dell'area marina protetta Cinque Terre, ai sensi dell'art. 2, comma 37
della legge 9 dicembre 1998, n. 426, resta affidata all'Ente Parco Nazionale delle
Cinque Terre, gi individuato dall'art. 1, comma 8, del decreto del Presidente della
Repubblica 6 ottobre 1999, istitutivo del parco nazionale delle Cinque Terre.
2. Costituiscono obblighi essenziali per il soggetto gestore di cui al comma 1:
a) il rispetto degli impegni assunti in materia di reperimento ed utilizzo delle
risorse umane di cui al comma 2;
b) il rispetto del termine per la predisposizione del Regolamento di cui all'art.
10,
comma 2;
c) il rispetto degli obblighi previsti dalla vigente normativa in materia di
segnalazione delle aree marine protette.
3. Il Ministro dell'Ambiente e della tutela del territorio pu revocare in ogni momento
con proprio provvedimento l'affidamento in gestione in caso di comprovata
inadempienza, inosservanza, irregolarit da parte del soggetto gestore a quanto
previsto dal presente decreto.
Articolo 10. Disciplinare provvisorio e Regolamento
1. Il soggetto gestore dell'area marina protetta Cinque Terre, conformemente alle
direttive emanate dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio, considerate le
peculiarit e le specifiche esigenze di protezione e salvaguardia delle zone a diverso
regime di tutela, determina con disciplinare provvisorio e quindi con Regolamento, di
cui al comma 2, le modalit e le eventuali condizioni di esercizio delle attivit
consentite nell'area marina protetta, previste all'art. 8 del presente decreto.
2. Il Regolamento di esecuzione del decreto istitutivo e organizzazione dell'area marina
protetta Cinque Terre, formulato entro un anno dall'entrata in vigore del presente
decreto, e' approvato dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio.
3. Fino all'entrata in vigore del Regolamento di cui al comma 2 e comunque entro
centottanta giorni dall'entrata in vigore del presente decreto, il soggetto gestore
predispone un disciplinare provvisorio delle attivit consentite, di cui all'art. 8,
conformemente alle direttive del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio.
4. Il disciplinare provvisorio, sottoposto al Ministero dell'ambiente e della tutela del
territorio per la verifica di conformit con il presente decreto istitutivo, e' recepito con
ordinanza della competente Capitaneria di Porto.
5. Fino all'adozione del disciplinare provvisorio non sono consentite le attivit di cui
all'art. 8 per le quali e' previsto il rilascio di una specifica autorizzazione del soggetto.
6. Al fine di ridurre e contenere l'impatto ambientale delle attivit di cui all'art. 8, il
soggetto gestore pu prevedere nel disciplinare provvisorio e nel Regolamento misure
di premialit ambientale, conformemente alle direttive del Ministero dell'Ambiente e
della tutela del territorio.
7. Nell'ambito dell'azione di promozione di uno sviluppo compatibile con le finalit
istitutive, il soggetto gestore predispone e attua iniziative per la specifica valorizzazione
delle realta' socio-economiche locali, con prioritario riferimento alla canalizzazione dei
flussi turistici, alle visite guidate e ai mezzi di trasporto collettivi.
Articolo 11. Commissione di riserva
1. La commissione di riserva, istituita presso il soggetto gestore dell'area marina
protetta Cinque Terre, formula proposte e suggerimenti per tutto quanto attiene al
funzionamento dell'area marina protetta ed esprimendo il proprio parere sulla proposta
di disciplinare provvisorio e di regolamento di esecuzione del decreto istitutivo e
organizzazione dell'area marina protetta, nonch sulle previsioni relative alle spese di
gestione e sulla proposta di aggiornamento di cui all'art. 14, comma 2.
2. Il parere della commissione di riserva e' reso nel termine di trenta giorni dal
ricevimento della richiesta; decorso tale termine, si procede indipendentemente
dall'acquisizione del parere.
Articolo 12. Demanio marittimo

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1. I provvedimenti relativi all'uso del demanio marittimo e delle zone di mare ricadenti
all'interno dell'area marina protetta Cinque Terre, anche in riferimento alle opere e
concessioni demaniali preesistenti all'istituzione della stessa, sono adottati o rinnovati
dall'amministrazione competente d'intesa con il soggetto gestore dell'area marina
protetta, tenuto conto delle caratteristiche dell'ambiente oggetto della protezione e
delle finalit istitutive.
2. Per le opere eseguite in assenza di permesso di costruire, in totale difformit o con
variazioni essenziali, secondo quanto previsto all'art. 2, comma 1, della legge 9
dicembre 1998, n. 426, si verifica l'acquisizione gratuita a favore del soggetto gestore,
il quale predispone un elenco delle demolizioni da eseguire da trasmettere al prefetto
ai sensi dell'art. 41 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6
giugno 2001, n. 380.
3. Al fine di coordinare quanto previsto dalla legge quadro sulle aree protette,
relativamente alla tutela e salvaguardia degli ambiti territoriali ricompresi nelle aree
marine protette, con le competenze -in materia di difesa della costa, ripascimento degli
arenili protezione e osservazione dell'ambiente marino e costiero, demanio marittimo e
porti- di cui alla legge della Regione Liguria del 28 aprile 1999, n. 13, gli interventi
previsti dagli strumenti di programmazione territoriale degli assetti costieri nonch i
programmi per la gestione integrata della fascia costiera, relativi ai comuni ricadenti
nell'area marina protetta, sono realizzati mediante concertazione con il soggetto
gestore dell'area marina protetta.
Articolo 13. Monitoraggio e aggiornamento
1. Il soggetto gestore effettua un monitoraggio continuo delle condizioni ambientali e
socio-economiche dell'area marina protetta, secondo le direttive emanate dal Ministero
dell'Ambiente e della tutela del territorio, e su tale base redige annualmente una
relazione sullo stato dell'area marina protetta.
2. Il soggetto gestore, sulla base dei dati acquisiti con il monitoraggio previsto al
comma 1, verifica, almeno ogni tre anni, l'adeguatezza delle disposizioni del presente
decreto che concernono la perimetrazione, la zonazione, i regimi di tutela e le finalit
istitutive alle esigenze ambientali e socio-economiche dell'area marina protetta e, ove
ritenuto opportuno, propone al Ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio le
necessarie modifiche.
Articolo 14. Sorveglianza
1. La sorveglianza nell'area marina protetta e' effettuata dalla Capitaneria di Porto
competente, nonche' dalle polizie degli enti locali delegati nella gestione dell'area.
Articolo 15. Sanzioni
1. Per la violazione delle disposizioni contenute nel presente decreto e delle
disposizioni emanate dal soggetto gestore dell'area marina protetta di Cinque Terre si
applica quanto previsto dalla vigente normativa.
Roma, 9 novembre 2004
Il Ministro: Matteoli

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AREA MARINA PROTETTA CINQUE TERRE


DISCIPLINARE PROVVISORIO
(ex Art. 10, decreto 9 novembre 2004 del Ministro dell'Ambiente e della
tutela del territorio, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 24 del 31 gennaio
2005, di modifica dellarea marina protetta denominata Cinque Terre)
Il presente Disciplinare Provvisorio si applica alle attivit che, secondo quanto stabilito
nellart. 8 del decreto 9 novembre 2004 del Ministro dell'ambiente e della tutela del
territorio, sono consentite nellarea marina protetta Cinque Terre, in quanto
regolamentate e/o autorizzate dallEnte parco nazionale delle Cinque Terre, in qualit
di Ente gestore.
Fino alladozione del Regolamento di esecuzione e di organizzazione dellarea marina
protetta di cui allarticolo 10 del decreto 9 novembre 2004 del Ministro dell'Ambiente e
della tutela del territorio, adottata la seguente disciplina provvisoria delle attivit
consentite, ferme restando losservanza delle normative vigenti nonch le disposizioni
della locale autorit marittima.
Capo I - DISPOSIZIONI GENERALI
Articolo 1 Definizioni
1. Ai fini del presente disciplinare si intende:
a) acquacoltura, l'insieme delle pratiche volte alla produzione di individui di
specie animali e vegetali in ambiente acquatico mediante il controllo, parziale
o totale, diretto o indiretto, del ciclo di sviluppo degli organismi acquatici;
b) ancoraggio, l'insieme delle operazioni per assicurare la tenuta al fondale
delle unit navali, effettuato esclusivamente dando fondo all'ancora;
c) balneazione, lattivit esercitata a fine ricreativo che consiste nel fare il
bagno e nel nuotare, che pu essere praticata anche con limpiego di
maschera e boccaglio, pinne, calzature e guanti e che pu comportare il
calpestio dei fondali e dei tratti di costa fino alla massima escursione di
marea;
d) campi ormeggio, aree adibite alla sosta delle unit da diporto, attrezzate
con gavitelli ancorati al fondale, disposti in file ordinate e segnalati per la
sicurezza della navigazione. Anche detti, impropriamente, campi boe;
e) centri di immersione, le societ, imprese, associazioni o circoli sportivi
che operano nel settore turistico-ricreativo subacqueo e che offrono servizi di
immersioni, visite guidate e addestramento;
f) imbarcazione, qualsiasi unit navale destinata alla navigazione da diporto,
con scafo di lunghezza superiore a 10 e fino a 24 metri, come definito ai sensi
della legge 11 febbraio 1971, n. 50 e successive integrazioni e modificazioni;
g) immersione subacquea, linsieme delle attivit effettuate con lutilizzo di
apparecchi ausiliari per la respirazione (autorespiratori), finalizzate
allosservazione dellambiente marino e alladdestramento subacqueo;
h) locazione di unit da diporto , il contratto con il quale una delle parti si
obbliga, dietro corrispettivo, a far godere allaltra per un dato tempo lunit
navale, secondo quanto previsto dalla Legge 11 Febbraio 1971, n. 50. Lunit
passa in godimento autonomo del conduttore il quale esercita con essa la
navigazione e ne assume la responsabilit ed i rischi;
i) misure di premialit ambientale, disposizioni differenziate ed incentivi,
anche economici, finalizzati alla promozione delle attivit che implicano un
minore impatto ambientale;
j) monitoraggio, la sorveglianza regolare dellandamento dei parametri
indicatori dello stato e dei processi, finalizzata alla valutazione delle deviazioni
da uno standard determinato;

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k) natante, qualsiasi unit navale, destinata alla navigazione da diporto, con


scafo di lunghezza pari o inferiore a 10 metri, come definito ai sensi della legge
11 febbraio 1971, n. 50 e successive integrazioni e modificazioni;
l) nave da diporto, qualsiasi unit navale destinata alla navigazione da
diporto con scafo di lunghezza superiore ai 24 metri, ai sensi della legge 11
febbraio 1971, n. 50 e successive integrazioni e modificazioni;
m) noleggio di unit da diporto, anche detto charter nautico, il contratto
con il quale larmatore, in corrispettivo del nolo pattuito, si obbliga a mettere a
disposizione dellaltra parte lunit da diporto per un determinato periodo da
trascorrere a scopo ricreativo in zone marine o acque interne a sua scelta, da
fermo o in navigazione, alle condizioni stabilite dal contratto. Lunit noleggiata
rimane nella disponibilit del noleggiante alle cui dipendenze resta anche
lequipaggio;
n) ormeggio, l'insieme delle operazioni per assicurare le unit navali a
un'opera portuale fissa, quale banchina, molo o pontile, ovvero a unopera
mobile, in punti localizzati e predisposti, quale pontile galleggiante o gavitello;
o) pesca sportiva, l'attivit di pesca esercitata a scopo ricreativo;
p) pesca subacquea, l'attivit di pesca, sia professionale sia sportiva,
esercitata in immersione;
q) pescaturismo, lattivit integrativa alla piccola pesca artigianale, come
disciplinata dal decreto ministeriale 13 aprile 1999, n. 293, che definisce le
modalit per gli operatori del settore di ospitare a bordo delle proprie
imbarcazioni un certo numero di persone, diverse dallequipaggio, per lo
svolgimento di attivit turistico-ricreative;
r) piccola pesca artigianale, la pesca artigianale esercitata a scopo
professionale per mezzo di imbarcazioni aventi lunghezza inferiore a 12 metri
tra le perpendicolari e comunque di stazza non superiore alle 10 TSL e 15 GT,
esercitata con attrezzi da posta, ferrettara, palangari, lenze e arpioni, come
previsto dal decreto ministeriale 14 settembre 1999;
s) ripopolamento attivo, lattivit di traslocazione artificiale di individui
appartenenti ad una entit faunistica che gi presente nellarea di rilascio;
t) transito, il passaggio delle unit navali all'interno dell'area marina protetta;
u) trasporto passeggeri lattivit professionale svolta da imprese e
associazioni abilitate, con lutilizzo di unit navali adibite al trasporto passeggeri
condotte da personale marittimo;
v) trasporto marittimo di linea, lattivit di trasporto passeggeri svolta da
unit adibite e autorizzate a tale scopo, condotte da personale marittimo, di
propriet di societ e armatori, lungo itinerari e percorsi prefissati ed in orari
stabiliti;
w) unit navale, qualsiasi costruzione destinata al trasporto per acqua, come
definito allarticolo 136 del codice della navigazione;
x) visite guidate, le attivit professionali svolte, a fronte del pagamento di un
corrispettivo, da guide turistiche iscritte a imprese e associazioni, a terra e a
mare, con lutilizzo di unit navali adibite allo scopo, finalizzate allosservazione
dellambiente marino emerso e costiero;
y) zonazione, la suddivisione dellarea marina protetta in zone sottoposte a
diverso regime di tutela ambientale.

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Articolo 2 - Disposizioni generali e attivit non consentite


1. Nellarea marina protetta Cinque Terre, come definita e delimitata nel decreto del
Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio del 9 novembre 2004, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 24 del 31 gennaio 2005, ai sensi dellarticolo 7 del medesimo
decreto non sono consentite le attivit che possono alterare le caratteristiche
dellambiente e comprometterne le finalit istitutive.
2. Coerentemente a quanto previsto allarticolo 19, comma 3 della legge 6 dicembre
1991, n. 394, non consentita:
a) qualunque attivit che possa costituire pericolo o turbamento delle
specie vegetali e animali, ivi compresa la balneazione, la navigazione,
lancoraggio, lormeggio, lutilizzo di moto dacqua o acquascooter e
mezzi similari, la pratica dello sci nautico e sport acquatici similari, la pesca
subacquea, l'immissione di specie alloctone e il ripopolamento attivo;
b) qualunque attivit di cattura, raccolta e danneggiamento di esemplari
delle specie animali e vegetali, ivi compresa la caccia e la pesca;
c) qualunque attivit di asportazione, anche parziale, e di
danneggiamento di reperti archeologici e di formazioni geologiche;
d) qualunque alterazione con qualsiasi mezzo, diretta o indiretta,
dell'ambiente geofisico e delle caratteristiche biochimiche dell'acqua, ivi
compresa l'immissione di qualsiasi sostanza tossica o inquinante, la discarica di
rifiuti solidi o liquidi, lacquacoltura e l'immissione di scarichi non in regola con
le pi restrittive prescrizioni previste dalla normativa vigente;
e) l'introduzione di armi, esplosivi e di qualsiasi mezzo distruttivo o di
cattura, nonch di sostanze tossiche o inquinanti;
f) l'uso di fuochi all'aperto.
3. In particolare, nelle zone A, B e C dellarea marina protetta Cinque Terre, non sono
consentite le seguenti attivit:
Zona Attivit non consentite
a) ricerca scientifica non autorizzata
b) balneazione non autorizzata
c) navigazione a remi non autorizzata
d) immersioni subacquee guidate non autorizzate
Zona A di riserva integrale
e) navigazione a motore e a vela
f) utilizzo di moto dacqua o acquascooter e mezzi similari
g) pratica dello sci nautico e sport acquatici similari
h) ormeggio e ancoraggio
i) trasporto passeggeri e di linea
j) pesca professionale e sportiva
k) immersioni subacquee individuali
l) immissione di specie alloctone
m) ripopolamento attivo
n) pescaturismo
o) visite guidate
a) ricerca scientifica non autorizzata
b) balneazione non autorizzata
c) navigazione a motore ai natanti non autorizzata
d) ormeggio non autorizzato
e) trasporto passeggeri non autorizzati
f) visite guidate non autorizzate
g) pesca professionale non autorizzata
h) pesca sportiva non autorizzata
i) immersioni subacquee guidate non autorizzate

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Zona B di riserva generale


j) immersioni subacquee individuali non autorizzate generale
k) navigazione a motore a imbarcazioni e navi da diporto
l) utilizzo di moto dacqua o acquascooter e mezzi similari
m) pratica dello sci nautico e sport acquatici similari
n) ancoraggio
o) pescaturismo
p) pesca subacquea e a strascico
q) immissione di specie alloctone
r) ripopolamento attivo
s) trasporto di linea
a) ricerca scientifica non autorizzata
b) ormeggio non autorizzato
c) ancoraggio non autorizzato
d) trasporto passeggeri e di linea non autorizzati
e) visite guidate non autorizzate
f) pesca professionale non autorizzata
g) pesca sportiva non autorizzata
h) immersioni subacquee guidate non autorizzate
Zona C di riserva parziale
i) immersioni subacquee individuali non autorizzate parziale
j) navigazione a motore navi da diporto
k) utilizzo di moto dacqua o acquascooter e mezzi similari
l) pratica dello sci nautico e sport acquatici similari
m) pesca subacquea e a strascico
n) immissione di specie alloctone
o) ripopolamento attivo
4. Con provvedimento dellEnte parco, predisposta una planimetria dellarea marina
protetta Cinque Terre, ove sono individuate la perimetrazione, la zonazione, le aree di
ormeggio, i centri accoglienza dellarea marina protetta, i siti delle immersioni
subacquee, le corsie di atterraggio per i mezzi di linea ed il limite dei 300 metri dalla
costa.
Articolo 3 - Attivit consentite
1. Nel rispetto delle caratteristiche dell'ambiente dellarea marina protetta Cinque Terre
e delle sue finalit istitutive, sono consentite:
Zona A di riserva integrale
a) le attivit di soccorso, di sorveglianza e servizio;
b) le attivit di ricerca scientifica autorizzate dallEnte parco;
c) la balneazione autorizzata dallEnte parco;
d) la navigazione a remi autorizzata dallEnte parco ;
e) le visite guidate subacquee autorizzate dallEnte parco, svolte dai centri
d'immersione aventi sede legale nei Comuni ricadenti nellarea marina
protetta alla data di entrata in vigore del decreto istitutivo;
Zona B di riserva generale
a) le attivit di soccorso, di sorveglianza e servizio;
b) le attivit di ricerca scientifica autorizzate dallEnte parco;
c) la balneazione autorizzata dallEnte parco;
d) la navigazione a vela e a remi;
e) la navigazione a motore ai natanti, ad eccezione delle moto dacqua o
acquascooter e mezzi similari, autorizzata dallEnte parco, a velocit non
superiore ai 5 nodi;
f) la navigazione a motore alle unit navali adibite al trasporto passeggeri, alle
visite guidate e alle attivit dei centri dimmersione, autorizzata dallEnte
parco, a velocit non superiore ai 5 nodi;

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g) l'ormeggio, autorizzato dallEnte parco, negli appositi campi ormeggio


installati dal medesimo Ente parco;
h) lesercizio della piccola pesca artigianale, autorizzata dallEnte parco,
riservata alle imprese di pesca che esercitano lattivit sia individualmente,
sia in forma cooperativa, aventi sede legale nei Comuni ricadenti nellarea
marina protetta, alla data di entrata in vigore del decreto istitutivo, e ai soci
delle suddette cooperative inseriti alla stessa data nel registro di ciascuna
cooperativa;
i) la pesca sportiva, con lenza e canna, autorizzata dallEnte parco e riservata
ai residenti nei Comuni ricadenti nellarea marina protetta;
j) le visite guidate subacquee, autorizzate dallEnte parco;
k) le immersioni subacquee, autorizzate dallEnte parco;
Zona C di riserva parziale
a) le attivit di soccorso, di sorveglianza e servizio;
b) le attivit di ricerca scientifica autorizzate dallEnte parco;
c) la balneazione;
d) la navigazione a vela e a remi;
e) la navigazione a motore ai natanti, ad eccezione delle moto dacqua o
acquascooter e mezzi similari, e alle imbarcazioni, a velocit disciplinata in
funzione della distanza dalla costa;
f) la navigazione a motore alle unit navali adibite al trasporto passeggeri, alle
visite guidate e alle attivit dei centri dimmersione, autorizzata dallEnte
parco,a velocit disciplinata in funzione della distanza dalla costa;
g) la navigazione ai mezzi di linea, autorizzata dallEnte parco, a velocit
disciplinata in funzione della distanza dalla costa;
h) l'ormeggio autorizzato dallEnte parco, negli appositi campi ormeggio
installati dal medesimo Ente parco;
i) lancoraggio autorizzato dallEnte parco;
j) lesercizio della piccola pesca artigianale, autorizzata dallEnte parco,
riservata alle imprese di pesca che esercitano lattivit sia individualmente,
sia in forma cooperativa, aventi sede legale nei Comuni ricadenti nellarea
marina protetta,alla data di entrata in vigore del decreto istitutivo, e ai soci
delle suddette cooperative inseriti alla stessa data nel registro di ciascuna
cooperativa;
k) lattivit di pescaturismo, autorizzata dallEnte parco, riservata alle imprese
di pesca che esercitano lattivit sia individualmente, sia in forma
cooperativa, aventi sede legale nei Comuni ricadenti nellarea marina
protetta, alla data di entrata in vigore del decreto istitutivo, e ai soci delle
suddette cooperative inseriti alla stessa data nel registro di ciascuna
cooperativa;
l) la pesca sportiva, con lenza e canna, autorizzata dallEnte parco e riservata
ai residenti nei Comuni ricadenti nellarea marina protetta;
m) la pesca sportiva con nasse e palamiti, con numero di ami a persona
non superiore a 70, con limite massimo di 200 ami a imbarcazione,
autorizzata dallEnte parco, riservata ai residenti nei Comuni ricadenti
nell'area marina protetta;
n) la pesca sportiva, con lenza e canna, autorizzata dallEnte parco, ai non
residenti nei Comuni ricadenti nellarea marina protetta.
o) le visite guidate subacquee autorizzate dallEnte parco;
p) le immersioni subacquee autorizzate dallEnte parco.

Capo II - DISCIPLINA DELLE ATTIVIT CONSENTITE


Articolo 4 - Disciplina delle attivit di ricerca scientifica
1. Nellarea marina protetta sono consentite esclusivamente le attivit di ricerca
scientifica autorizzate dallEnte parco.

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2. Ai fini dellesercizio dellattivit di ricerca scientifica, sono rilasciate le autorizzazioni


da parte dellEnte parco secondo i criteri e le procedure previste nel Capo III e
nellAllegato 1 del presente Disciplinare provvisorio, di cui costituisce parte integrante.
3. Il rilascio dellautorizzazione implica lobbligo di esporre i contrassegni autorizzativi
rilasciati dallEnte parco, che comprendono sia bandiere o pennelli da issare solo
durante lesercizio dellattivit autorizzata, sia pannelli e/o adesivi da esporre sullunit
navale. I suddetti contrassegni devono essere riconsegnati presso gli uffici dellEnte
parco al termine di scadenza dellautorizzazione.
4. La richiesta di autorizzazione ad eseguire lattivit di ricerca scientifica deve essere
presentata almeno 3 mesi prima della data prevista di inizio attivit.
5. I programmi di ricerca scientifica nellarea marina protetta coordinati dal Ministero
dell'Ambiente e Tutela del Territorio sono autorizzati, previa comunicazione allEnte
parco da parte del Soggetto attuatore, fornendo le seguenti indicazioni:
a. piano di campionamento, con localizzazione delle stazioni di prelievo e di analisi;
b. attrezzatura utilizzata ai fini del prelievo e delle analisi;
c. parametri analizzati.
6. La richiesta di autorizzazione ad eseguire attivit di ricerca scientifica, compresi i
programmi coordinati dal Ministero dell'Ambiente e Tutela del Territorio, rilasciata a
fronte di una dichiarazione di impegno del richiedente a fornire allEnte parco una relazione
tecnico-scientifica sullattivit svolta e sui risultati della ricerca, nonch copia delle pubblicazioni
risultate dagli studi effettuate in cui verr citata la collaborazione con larea marina protetta.
7. fatto divieto di scarico a mare di acque non depurate provenienti da sentine o da
altri impianti dellunit navale e di qualsiasi sostanza tossica o inquinante, nonch la
discarica di rifiuti solidi o liquidi.
8. Nellambito dei programmi di ricerca scientifica realizzati dallEnte parco per le
finalit di monitoraggio e gestione dellarea marina protetta, specifici incarichi di ricerca
potranno essere affidati a istituti, enti o organismi esterni.
9. Per tutte le discipline non esplicitate al presente articolo, valgono per le attivit di
ricerca scientifica le disposizioni di cui al presente disciplinare provvisorio e al decreto
9 novembre 2004 di modifica dellarea marina protetta Cinque Terre.
Articolo 5 - Disciplina dell'attivit di balneazione
1. La balneazione consentita nelle zone A, previa autorizzazione dellEnte parco, con
accesso da terra e da mare, esclusivamente a nuoto o con natanti condotti a remi,
senza limpiego di pinne, calzature e guanti, dal 1 maggio al 30 settembre;
2. La balneazione consentita nelle zone B, previa autorizzazione dellEnte Parco,
con accesso da terra e da mare, esclusivamente a nuoto o con unit navali
autorizzate;
3. La balneazione consentita liberamente in zona C.
4. Le autorizzazioni alla balneazione nelle zone A e B sono rilasciate da parte
dellEnte parco secondo i criteri e le procedure previste nel Capo III e nellAllegato 2
del presente Disciplinare provvisorio, di cui costituisce parte integrante;
5. Ai fini dellesercizio della balneazione nelle zone A e B, salva la necessit di
contingentamento dellattivit, possono richiedere lautorizzazione:
a) i residenti nei comuni ricadenti nellarea marina protetta;
b) i proprietari di abitazioni nei comuni ricadenti nellarea marina protetta;
c) coloro che abbiano risieduto per almeno 10 anni nei comuni ricadenti
nellarea marina protetta;
d) i parenti di primo grado e affini dei soggetti di cui alle precedenti lettere a), b) e c);
e) i risiedenti stagionalmente per almeno 3 pernottamenti consecutivi in una
struttura ricettiva nei comuni ricadenti nellarea marina protetta.
6. Nel decidere il contingentamento dellattivit, lEnte parco stabilir un numero
massimo di presenze giornaliere, in relazione allattivit da limitare, che risponda in
termini tecnici alle esigenze di tutela ambientale sottese al provvedimento.
7. Ai fini del rilascio dellautorizzazione di cui al precedente comma 5, sar considerato
titolo preferenziale la residenza nei comuni ricadenti nellarea marina protetta.

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8. Ai fini del rilascio dellautorizzazione di cui al precedente comma 5, lettera e), sar
considerato titolo preferenziale ladesione da parte della struttura ricettiva al circuito del
marchio di qualit ambientale promosso dallEnte Parco Nazionale delle Cinque Terre.
9. Leventuale rigetto dellistanza di autorizzazione, cos come uninterdizione totale
dellattivit, sar motivata dallEnte parco esplicitando le ragioni di tutela ambientale di
cui allart. 23, comma 6, sottese al provvedimento. LEnte parco pubblicizzer con ogni
mezzo i provvedimenti di interdizione e le modalit di richiesta di autorizzazione, in
particolare tramite affissioni in prossimit delle aree interdette o le cui attivit sono
state limitate, nonch sul sito internet ufficiale.
10. Per tutte le discipline non esplicitate al presente articolo, valgono per lattivit di
balneazione le disposizioni di cui al presente disciplinare provvisorio e al decreto 9
novembre 2004 di modifica dellarea marina protetta Cinque Terre.
Articolo 6 - Disciplina dellattivit di ormeggio
1. Nelle zone A dellarea marina protetta non consentito lormeggio.
2. Nelle zone B consentito, previa autorizzazione dellEnte parco, lormeggio dei
natanti, gi autorizzati al transito nelle zone B, nei campi ormeggio predisposti dal
medesimo Ente parco.
3. Nella zona C consentito, previa autorizzazione dellEnte parco, lormeggio dei
natanti e delle imbarcazioni nei campi ormeggio predisposti dal medesimo Ente
parco.
4. Allinterno degli specchi acquei adibiti ai campi ormeggio non consentito
lancoraggio; non consentito lormeggio di pi unit al medesimo gavitello;
lormeggio deve essere effettuato esclusivamente al gavitello preassegnato
dallEnte parco; in caso di ormeggio non preassegnato, lormeggio deve essere
effettuato esclusivamente ai gavitelli contrassegnati con la propria categoria di
unit da diporto (natante, imbarcazione).
5. Nelle zone B e C consentito, previa autorizzazione dellEnte parco, lormeggio
delle unit navali delle imprese aventi sede legale nei comuni ricadenti nellarea
marina protetta, impegnate in attivit dei centri dimmersione, pescaturismo,
trasporto passeggeri e visite guidate, ai rispettivi gavitelli singoli, contrassegnati
in modo diverso in funzione della categoria a cui sono riservati, appositamente
predisposti dallEnte parco, posizionati compatibilmente con l'esigenza di tutela dei
fondali.
6. Ai fini dellesercizio dellattivit di ormeggio nellarea marina protetta Cinque
Terre, sono rilasciate le autorizzazioni da parte dellEnte parco secondo i criteri e le
procedure previste nel Capo III e nellAllegato 3 del presente Disciplinare provvisorio,
di cui costituisce parte integrante.
7. Ai fini dellesercizio dellormeggio nei campi boe predisposti per il diporto in zona
B, salva la necessit di contingentamento dellattivit, possono richiedere
lautorizzazione:
a) i residenti nei comuni ricadenti nellarea marina protetta;
b) i proprietari di abitazioni nei comuni ricadenti nellarea marina protetta;
c) coloro che abbiano risieduto per almeno 10 anni nei comuni ricadenti
nellarea marina protetta;
d) i parenti di primo grado e affini dei soggetti di cui alle precedenti lettere a), b) e c);
e) i risiedenti stagionalmente per almeno 3 pernottamenti consecutivi in una
struttura ricettiva nei comuni ricadenti nellarea marina protetta.
8. Nel decidere il contingentamento dellattivit, lEnte parco stabilir un numero
massimo di presenze giornaliere, in relazione allattivit da limitare, che risponda in
termini tecnici alle esigenze di tutela ambientale sottese al provvedimento.
9. Ai fini del rilascio dellautorizzazione di cui al precedente comma 7, sar considerato
titolo preferenziale la residenza nei comuni ricadenti nellarea marina protetta.
10. Ai fini del rilascio dellautorizzazione di cui al precedente comma 7, lettera e), sar
considerato titolo preferenziale ladesione da parte della struttura ricettiva al circuito del
marchio di qualit ambientale promosso dallEnte Parco Nazionale delle Cinque Terre.
11. Leventuale rigetto dellistanza di autorizzazione, cos come uninterdizione totale
dellattivit, sar motivata dallEnte parco esplicitando le ragioni di tutela ambientale di

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cui allart. 23, comma 6, sottese al provvedimento. LEnte parco pubblicizzer con ogni
mezzo i provvedimenti di interdizione e le modalit di richiesta di autorizzazione, in
particolare tramite affissioni in prossimit delle aree interdette o le cui attivit sono
state limitate, nonch sul sito internet ufficiale.
12. Il rilascio dellautorizzazione implica lobbligo di esporre i contrassegni autorizzativi
rilasciati dallEnte parco, che comprendono sia bandiere o pennelli da issare solo
durante lesercizio dellattivit autorizzata, sia pannelli e/o adesivi da esporre sullunit
navale. I suddetti contrassegni devono essere riconsegnati presso gli uffici dellEnte
parco al termine di scadenza dellautorizzazione.
13. I titolari di concessioni demaniali marittime in vigore alla data di emanazione del
presente disciplinare attinenti gavitelli singoli di ormeggio e altri spazi per lormeggio
nellarea marina protetta, dovranno richiedere il rinnovo allAmministrazione
competente unitamente alla richiesta di autorizzazione allEnte parco, comunicando gli
estremi della concessione gi in loro possesso.
14. Eventuali nuove richieste di concessioni demaniali marittime dovranno essere
inoltrate allAmministrazione competente unitamente alla richiesta di autorizzazione
allEnte parco.
15. Con provvedimento dellEnte parco, sono individuati gli specchi acquei adibiti a
campo ormeggio per il diporto nelle zone B e C, posizionati compatibilmente con
l'esigenza di tutela dei fondali ed attrezzati, delimitati e segnalati secondo quanto
previsto dalle normative vigenti.
Articolo 7 - Disciplina dellattivit di ancoraggio
1. Lancoraggio consentito dallalba al tramonto, e comunque non oltre le ore 20,
previa autorizzazione dellEnte Parco, esclusivamente in zona C, al di fuori degli
specchi acquei adibiti a campi ormeggio, in apposite zone individuate con
provvedimento dellEnte Parco.
2. vietato lancoraggio nelle aree appositamente individuate e segnalate dallEnte
parco in quanto interessate dalla presenza di biocenosi sensibili, quali le praterie di
Posidonia oceanica e i fondali rocciosi a coralligeno.
3. Con provvedimento dellEnte parco, sono individuati gli specchi acquei dove
vietato lancoraggio ai fini della tutela delle biocenosi sensibili di cui al precedente
comma 2, delimitati e segnalati secondo quanto previsto dalle normative vigenti.
4. Ai fini dellesercizio dellattivit di ancoraggio nellarea marina protetta Cinque Terre,
sono rilasciate le autorizzazioni da parte dellEnte parco, compatibilmente con le
esigenze di contingentare i flussi turistici del diporto, secondo i criteri e le procedure
previste nel Capo III e nellAllegato 4 del presente Disciplinare provvisorio, di cui
costituisce parte integrante.
5. Il rilascio dellautorizzazione implica lobbligo di esporre i contrassegni autorizzativi
rilasciati dallEnte parco, che comprendono sia bandiere o pennelli da issare solo
durante lesercizio dellattivit autorizzata, sia pannelli e/o adesivi da esporre sullunit
navale. I suddetti contrassegni devono essere riconsegnati presso gli uffici dellEnte
parco al termine di scadenza dellautorizzazione.

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Articolo 8 - Disciplina della navigazione da diporto


1. Nellarea marina protetta Cinque Terre vietato lutilizzo di moto dacqua o
acquascooter e mezzi similari, la pratica dello sci nautico e sport acquatici similari.
2. Nellarea marina protetta, secondo quanto previsto dalle normative vigenti e dalle
disposizioni della locale autorit marittima, la navigazione consentita oltre la distanza
di 100 metri dalla costa a picco sul mare e oltre la distanza di 200 metri dalla costa
bassa e dagli arenili frequentati dai bagnanti.
3. Nelle zone A consentita, previa autorizzazione dellEnte parco e
compatibilmente con le esigenze di contingentare i flussi turistici, la navigazione a
remi, al solo scopo di effettuare la balneazione, in numero non superiore ad un natante
per richiedente, ai natanti di propriet di:
a) residenti nei comuni ricadenti nellarea marina protetta;
b) proprietari di abitazioni nei comuni ricadenti nellarea marina protetta;
c) coloro che abbiano risieduto per almeno 10 anni nei comuni ricadenti
nellarea marina protetta;
d) parenti di primo grado e affini dei soggetti di cui ai precedenti punti a), b) e c).
4. Per la navigazione a remi nelle zone A con natanti dotati di fuoribordo fatto obbligo di
sollevare il piede del motore in posizione di riposo, con lelica fuori dallacqua;
5. Nelle zone B e C consentita la navigazione a remi e a vela;
6. Per la navigazione a remi nelle zone B con natanti dotati di fuoribordo, non
autorizzati alla navigazione a motore, fatto obbligo di sollevare il piede del motore in
posizione di riposo, con lelica fuori dallacqua;
7. Nelle zone B consentita la navigazione a motore, a velocit non superiore a 5
nodi, compatibilmente con le esigenze di contingentare i flussi turistici, ai natanti da
diporto autorizzati dallEnte parco, in numero non superiore ad un natante per
richiedente, di propriet di:
a) residenti nei comuni ricadenti nellarea marina protetta;
b) proprietari di abitazioni nei comuni ricadenti nellarea marina protetta;
c)coloro che abbiano risieduto per almeno 10 anni nei comuni ricadenti
nellarea marina protetta;
d) parenti di primo grado e affini dei soggetti di cui alle precedenti lettere a), b) e c);
8. Nel decidere il contingentamento dellattivit in zona A e B, lEnte parco stabilir un
numero massimo di presenze giornaliere, in relazione allattivit da limitare, che
risponda in termini tecnici alle esigenze di tutela ambientale sottese al provvedimento.
9. Ai fini del rilascio dellautorizzazione di cui ai precedenti commi 3 e 7, sar
considerato titolo preferenziale la residenza nei comuni ricadenti nellarea marina protetta.
10. Leventuale rigetto dellistanza di autorizzazione, cos come uninterdizione totale
dellattivit, sar motivata dallEnte parco esplicitando le ragioni di tutela ambientale di
cui allart. 23, comma 6, sottese al provvedimento. LEnte parco pubblicizzer con ogni
mezzo i provvedimenti di interdizione e le modalit di richiesta di autorizzazione, in
particolare tramite affissioni in prossimit delle aree interdette o le cui attivit sono
state limitate, nonch sul sito internet ufficiale.
11. Ai fini del rilascio delle autorizzazioni di cui al precedente comma 7 sar
considerato titolo preferenziale la dotazione di sistemi di propulsione quali motori
elettrici, motori alimentati con combustibile biodiesel, motori a 4 tempi benzina verde o
motori a 2 tempi ad iniezione diretta, ovvero conformi con i requisiti previsti dalla
direttiva 2003/44/CE relativamente alle emissioni gassose e acustiche.
12. Nelle zone B consentita la navigazione a motore, a velocit non superiore a 5
nodi, ai natanti da diporto non di propriet dei soggetti di cui al precedente comma 7,
autorizzati dallEnte parco compatibilmente con le esigenze di contingentare i flussi
turistici, purch muniti di:
a) motori elettrici, motori alimentati con combustibile biodiesel, motori a 4 tempi
benzina verde o motori a 2 tempi ad iniezione diretta, ovvero conformi
con i requisiti previsti dalla direttiva 2003/44/CE relativamente alle emissioni
gassose e acustiche.
13. Nelle zone B vietata la navigazione a motore ai natanti non autorizzati, alle
imbarcazioni e alle navi da diporto.

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14. Nella zona C consentita la navigazione a motore ai natanti e alle imbarcazioni


da diporto, con le seguenti modalit:
a) a velocit non superiore a 5 nodi, entro la distanza di 300 metri dalla costa;
b) a velocit non superiore a 10 nodi oltre la distanza di 300 metri dalla costa.
15. Nella zona C vietata la navigazione a motore con navi da diporto.
16. consentito laccesso alle grotte ai natanti condotti a remi, dotati di adeguati
sistemi di protezione morbida delle fiancate, per impedire il danneggiamento delle
pareti e delle formazioni rocciose.
17. fatto divieto di scarico a mare di acque non depurate provenienti da sentine o
da altri impianti dellunit navale e di qualsiasi sostanza tossica o inquinante, nonch la
discarica di rifiuti solidi o liquidi.
18. fatto divieto di uso improprio di impianti di diffusione della voce e di segnali
acustici o sonori.
19. Ai fini dellesercizio della navigazione da diporto nellarea marina protetta Cinque
Terre, sono rilasciate le autorizzazioni da parte dellEnte parco secondo i criteri e le
procedure previste nel Capo III e nellAllegato 5 del presente Disciplinare provvisorio,
di cui costituisce parte integrante.
20. Il rilascio dellautorizzazione implica lobbligo di esporre i contrassegni autorizzativi
rilasciati dallEnte parco, che comprendono sia bandiere o pennelli da issare solo
durante lesercizio dellattivit autorizzata, sia pannelli e/o adesivi da esporre sullunit
navale. I suddetti contrassegni devono essere riconsegnati presso gli uffici dellEnte
parco al termine di scadenza dellautorizzazione.
21. Con provvedimento dellEnte parco, per motivi di sicurezza della balneazione e di
migliore fruibilit, sono individuati gli specchi acquei antistanti gli arenili ove consentire
esclusivamente la navigazione a remi in corrispondenza delle corsie di atterraggio,
delimitati e segnalati secondo quanto previsto dalle normative vigenti.
22. LEnte parco si riserva il diritto, con successivo provvedimento, di disciplinare gli
accessi ai punti di approdo e la distribuzione degli spazi attinenti, anche attrezzando
idonei corridoi di atterraggio.
23. Per tutte le discipline non esplicitate al presente articolo, valgono per le unit da
diporto le disposizioni di cui al presente disciplinare provvisorio e al decreto 9
novembre 2004 di modifica dellarea marina protetta Cinque Terre.
Art. 9 - Disciplina delle attivit di trasporto passeggeri e visite guidate
1. Nellarea marina protetta, secondo quanto previsto dalle normative vigenti e dalle
disposizioni della locale autorit marittima, la navigazione consentita oltre la
distanza di 100 metri dalla costa a picco sul mare e oltre la distanza di 200 metri dalla
costa bassa e dagli arenili frequentati dai bagnanti.
2. Nelle zone A vietata la navigazione ai mezzi di trasporto passeggeri e alle unit
navali adibite alle visite guidate.
3. Nelle zone B, la navigazione a motore ai mezzi di trasporto passeggeri e alle unit
navali adibite alle visite guidate autorizzati dallEnte parco consentita alla velocit
massima di 5 nodi.
4. In zona C la navigazione a motore ai mezzi di trasporto passeggeri e alle unit
navali adibite alle visite guidate autorizzati dallEnte parco consentita, con le
seguenti modalit:
a) a velocit non superiore a 5 nodi, entro la distanza di 300 metri dalla costa;
b) a velocit non superiore a 10 nodi oltre la distanza di 300 metri dalla costa.
5. fatto divieto di scarico a mare di acque non depurate provenienti da sentine o da
altri impianti dellunit navale e di qualsiasi sostanza tossica o inquinante, nonch la
discarica di rifiuti solidi o liquidi.

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6. consentito laccesso a remi alle grotte ai soli natanti adibiti a trasporto passeggeri
e alle unit navali adibite alle visite guidate, dotati di adeguati sistemi di protezione
morbida delle fiancate, per impedire il danneggiamento delle pareti e delle formazioni
rocciose.
7. fatto divieto di uso improprio di impianti di diffusione della voce e di segnali
acustici o sonori, se non per fornire informazioni sugli itinerari e sulle localit visitate,
con volume sonoro strettamente indispensabile alla percezione degli stessi da parte
dei passeggeri a bordo.
8. Ai fini dellesercizio dellattivit di trasporto passeggeri e di visite guidate nellarea
marina protetta Cinque Terre, sono rilasciate le autorizzazioni da parte dellEnte parco
secondo i criteri e le procedure previste nel Capo III e nellAllegato 6 del presente
Disciplinare provvisorio, di cui costituisce parte integrante.
9. Il rilascio dellautorizzazione implica lobbligo di esporre i contrassegni autorizzativi
rilasciati dallEnte parco, che comprendono sia bandiere o pennelli da issare solo
durante lesercizio dellattivit autorizzata, sia pannelli e/o adesivi da esporre sullunit
navale. I suddetti contrassegni devono essere riconsegnati presso gli uffici dellEnte
parco al termine di scadenza dellautorizzazione.
10. Coerentemente con lart. 14, comma 1, della legge 394/91 ed, in particolare, con
lesigenza di tutelare linteresse pubblico alla creazione delle condizioni di mercato del
lavoro idonee a frenare e/o invertire il fenomeno migratorio, causa diretta e indiretta del
degrado ambientale ed idrogeologico, il cui recupero posto quale obiettivo prioritario
dellattivit istituzionale dellarea marina protetta - ai fini dellesercizio dellattivit di
trasporto passeggeri e visite guidate, lEnte parco privilegia le richieste di
autorizzazione avanzate dai residenti, nonch dalle imprese e dalle associazioni con
maggior numero dei propri soci residenti nei comuni ricadenti nellarea marina protetta.
11. Ai fini del rilascio dellautorizzazione, le unit navali adibite al trasporto
passeggeri e alle visite guidate entro il 1 gennaio 2007 devono:
a) essere equipaggiate con motore fuoribordo elettrico, a 4 tempi benzina
verde, o a 2 tempi ad iniezione diretta, o con motore entrobordo alimentato
a biodiesel, ovvero con motori conformi con i requisiti previsti dalla direttiva
2003/44/CE, relativamente alle emissioni gassose e acustiche;
b) essere dotate di casse per la raccolta dei liquami di scolo e sistema di
raccolta delle acque di sentina, documentata con autocertificazione;
c) essere muniti di un registro di scarico delle acque di sentina da
conservare tra i documenti di bordo, unitamente alle ricevute di conferimento
delle miscele di idrocarburi a centri di smaltimento autorizzati.
12. Fino alla data indicata al comma 11, tali requisiti costituiscono criteri preferenziali
per il rilascio della relativa autorizzazione.
13. Il rilascio dellautorizzazione comporta lobbligo di fornire allEnte parco dati e
informazioni relative ai servizi prestati, ai fini del monitoraggio dellarea marina protetta,
e di fornire agli utenti lapposito materiale informativo predisposto dallEnte parco.
14. Ai fini del rilascio dellautorizzazione, il soggetto richiedente dovr dichiarare il
proprio impegno a stipulare idonea convenzione con lEnte Parco, anche in merito alle
tariffe da praticare.
15. Per tutte le discipline non esplicitate al presente articolo, valgono per i mezzi di
trasporto passeggeri e le unit navali adibite alle visite guidate le disposizioni di cui al
presente disciplinare provvisorio e al decreto 9 novembre 2004 di modifica dellarea
marina protetta Cinque Terre.
Art. 10 - Disciplina delle attivit di locazione di unit da diporto.
1. Ai fini dellesercizio dellattivit di locazione di unit da diporto nellarea marina
protetta Cinque Terre, sono rilasciate le autorizzazioni da parte dellEnte parco
secondo i criteri e le procedure previste nel Capo III e nellAllegato 7 del presente
Disciplinare provvisorio, di cui costituisce parte integrante.

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2. Coerentemente con lart. 14, comma 1, della legge 394/91 ed, in particolare, con
lesigenza di tutelare linteresse pubblico alla creazione delle condizioni di mercato del
lavoro idonee a frenare e/o invertire il fenomeno migratorio, causa diretta e indiretta del
degrado ambientale ed idrogeologico, il cui recupero posto quale obiettivo prioritario
dellattivit istituzionale dellarea marina protetta - ai fini dellesercizio dellattivit di
locazione di unit da diporto, lEnte parco privilegia le richieste di autorizzazione
avanzate dai residenti, nonch dalle imprese e dalle associazioni con maggior numero
dei propri soci residenti nei comuni ricadenti nellarea marina protetta.
3. Il rilascio dellautorizzazione implica lobbligo di esporre i contrassegni autorizzativi
rilasciati dallEnte parco, che comprendono sia bandiere o pennelli da issare solo
durante lesercizio dellattivit autorizzata, sia pannelli e/o adesivi da esporre sullunit
navale. I suddetti contrassegni devono essere riconsegnati presso gli uffici dellEnte
parco al termine di scadenza dellautorizzazione.
4. Il rilascio dellautorizzazione comporta lobbligo di fornire agli utenti adeguata
informazione circa il disciplinare provvisorio e il decreto istitutivo dellarea marina
protetta Cinque Terre, anche attraverso lapposito materiale informativo predisposto
dallEnte parco;
5. Gli utenti dei servizi di locazione di unit da diporto sono obbligati a dichiarare la
presa visione del disciplinare provvisorio e del decreto istitutivo dellarea marina
protetta Cinque Terre;
6. Il rilascio dellautorizzazione comporta lobbligo di fornire allEnte parco dati e
informazioni relative ai servizi prestati, ai fini del monitoraggio dellarea marina protetta.
7. Ai fini del rilascio dellautorizzazione, il soggetto richiedente dovr dichiarare il
proprio impegno a stipulare idonea convenzione con lEnte Parco, anche in merito alle
tariffe da praticare.
8. Per tutte le discipline non esplicitate al presente articolo, valgono per le unit da
diporto in locazione le disposizioni di cui al presente disciplinare provvisorio e al
decreto 9 novembre 2004 di modifica dellarea marina protetta Cinque Terre.
Art. 11 - Disciplina delle attivit di noleggio di unit da diporto.
1. Ai fini dellesercizio dellattivit di noleggio di unit da diporto - anche detto di
charter nautico - nellarea marina protetta Cinque Terre, sono rilasciate le
autorizzazioni da parte dellEnte parco secondo i criteri e le procedure previste nel
Capo III e nellAllegato 8 del presente Disciplinare provvisorio, di cui costituisce parte
integrante.
2. Coerentemente con lart. 14, comma 1, della legge 394/91 ed, in particolare, con
lesigenza di tutelare linteresse pubblico alla creazione delle condizioni di mercato del
lavoro idonee a frenare e/o invertire il fenomeno migratorio, causa diretta e indiretta del
degrado ambientale ed idrogeologico, il cui recupero posto quale obiettivo prioritario
dellattivit istituzionale dellarea marina protetta - ai fini dellesercizio dellattivit di
noleggio, lEnte parco privilegia le richieste di autorizzazione avanzate dai residenti,
nonch dalle imprese e dalle associazioni con maggior numero dei propri soci residenti
nei comuni ricadenti nellarea marina protetta.
3. Il rilascio dellautorizzazione implica lobbligo di esporre i contrassegni autorizzativi
rilasciati dallEnte parco, che comprendono sia bandiere o pennelli da issare solo
durante lesercizio dellattivit autorizzata, sia pannelli e/o adesivi da esporre sullunit
navale. I suddetti contrassegni devono essere riconsegnati presso gli uffici dellEnte
parco al termine di scadenza dellautorizzazione.
4. Il rilascio dellautorizzazione comporta lobbligo di fornire agli utenti adeguata
informazione circa il disciplinare provvisorio e il decreto istitutivo dellarea marina
protetta Cinque Terre, anche attraverso lapposito materiale informativo predisposto
dallEnte Parco;
5. Gli utenti dei servizi di noleggio sono obbligati a dichiarare la presa visione del
disciplinare provvisorio e del decreto istitutivo dellarea marina protetta Cinque Terre;
6. Il rilascio dellautorizzazione comporta lobbligo di fornire allEnte Parco dati e
informazioni relative ai servizi prestati, ai fini del monitoraggio dellarea marina protetta.

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7. Ai fini del rilascio dellautorizzazione, il soggetto richiedente dovr dichiarare il


proprio impegno a stipulare idonea convenzione con lEnte Parco, anche in merito alle
tariffe da praticare.
8. Per tutte le discipline non esplicitate al presente articolo, valgono per le unit da
diporto adibite a charter nautico e noleggio le disposizioni di cui al presente disciplinare
provvisorio e al decreto 9 novembre 2004 di modifica dellarea marina protetta Cinque
Terre.
Art. 12 - Disciplina del trasporto marittimo di linea
1. Nellarea marina protetta, secondo quanto previsto dalle normative vigenti e dalle
disposizioni della locale autorit marittima, la navigazione consentita oltre la
distanza di 100 metri dalla costa a picco sul mare e oltre la distanza di 200 metri dalla
costa bassa e dagli arenili frequentati dai bagnanti.
2. La navigazione dei mezzi di linea non consentita nelle zone A e B.
3. In zona C, la navigazione dei mezzi di linea consentita, previa autorizzazione
dellEnte parco, con le seguenti modalit:
a) a velocit non superiore a 5 nodi, entro la distanza di 300 metri dalla costa;
b) a velocit non superiore a 15 nodi, oltre la distanza di 300 metri dalla costa.
4. La navigazione consentita parallelamente alla linea di costa; nel corso delle
operazioni di avvicinamento alle aree di attracco e ormeggio, la navigazione
consentita perpendicolarmente alla linea di costa, allinterno di appositi corridoi
individuati dallEnte parco.
5. Nel caso di concomitanza allattracco fra due o pi mezzi di linea, fatto divieto di
stazionare ad una distanza inferiore ai 350 metri dalla costa ai mezzi in attesa di
effettuare le operazioni di avvicinamento allattracco.
6. Durante lo stazionamento allinterno dei porticcioli e degli approdi i mezzi di linea
dovranno provvedere allo spegnimento dei motori e procedere comunque a lento
moto, nei limiti di manovrabilit consentiti dallunit navale.
7. Con provvedimento dellEnte parco, sono individuate le rotte di navigazione dei
mezzi di linea di cui al precedente comma 4, delimitate e segnalate secondo quanto
previsto dalle normative vigenti.
8. fatto divieto di scarico a mare di acque non depurate provenienti da sentine o
da altri impianti dellunit navale e di qualsiasi sostanza tossica o inquinante, nonch
la discarica di rifiuti solidi o liquidi.
9. fatto divieto di uso improprio di impianti di diffusione della voce e di segnali
acustici o sonori, se non per fornire informazioni sugli itinerari e sulle localit visitate,
con volume sonoro strettamente indispensabile alla percezione degli stessi da parte
dei passeggeri a bordo.
10. Ai fini dellesercizio della navigazione dei mezzi di linea nellarea marina protetta
Cinque Terre, sono rilasciate le autorizzazioni da parte dellEnte parco secondo i
criteri e le procedure previste nel Capo III e nellAllegato 9 del presente Disciplinare
provvisorio, di cui costituisce parte integrante.
11. Il rilascio dellautorizzazione implica lobbligo di esporre i contrassegni
autorizzativi rilasciati dallEnte parco, che comprendono sia bandiere o pennelli da
issare solo durante lesercizio dellattivit autorizzata, sia pannelli e/o adesivi da
esporre sullunit navale. I suddetti contrassegni devono essere riconsegnati presso gli
uffici dellEnte parco al termine di scadenza dellautorizzazione.
12. Le unit navali adibite al trasporto di linea entro il 1 gennaio 2007 devono:
a) essere equipaggiate con motore alimentato a biodiesel, ovvero con motori
conformi con i requisiti previsti dalla direttiva 2003/44/CE, relativamente alle
emissioni gassose e acustiche;
b) essere dotate di casse per la raccolta dei liquami di scolo e sistema di
raccolta delle acque di sentina, documentata con autocertificazione;
c) essere muniti di un registro di scarico delle acque di sentina da conservare
tra i documenti di bordo, unitamente alle ricevute di conferimento delle miscele
di idrocarburi a centri di smaltimento autorizzati.
13. Fino alla data indicata al comma 12, tali requisiti costituiscono criteri preferenziali
per il rilascio della relativa autorizzazione.

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14. In caso di sostituzione dei mezzi nautici di linea per problemi tecnici, necessario
richiedere un nuovo rilascio dellautorizzazione.
15. Nuove autorizzazioni ai mezzi di linea verranno rilasciate esclusivamente se
compatibili con le esigenze di tutela ambientale e le capacit di carico dellarea marina
protetta.
16. Il rilascio dellautorizzazione comporta lobbligo di fornire allEnte Parco dati e
informazioni relative ai servizi prestati, ai fini del monitoraggio dellarea marina protetta,
e di fornire agli utenti lapposito materiale informativo predisposto dallEnte parco.
17. Ai fini del rilascio dellautorizzazione, il soggetto richiedente dovr dichiarare il
proprio impegno a stipulare idonea convenzione con lEnte Parco, anche in merito alle
tariffe da praticare, che dovranno prevedere appositi benefici per i soggetti residenti nei
comuni ricadenti nellarea marina protetta.
18. Ai fini del rilascio dellautorizzazione, a bordo di ogni unit di linea dovr essere
garantito un apposito spazio attrezzato a disposizione dellEnte Parco per attivit
istituzionali, di informazione, commercializzazione di prodotti e servizi.
19. Per tutte le discipline non esplicitate al presente articolo, valgono per i mezzi di
linea le disposizioni di cui al presente disciplinare provvisorio e al decreto 9 novembre
2004 di modifica dellarea marina protetta Cinque Terre.
Articolo 13 - Disciplina dellattivit di pesca professionale
1. Nellarea marina protetta Cinque Terre vietata la pesca delle seguenti specie:
a. Cernia (Ephinepleus sp.);
b. Cernia di fondale (Polyprion americanus);
c. Nacchera (Pinna nobilis).
2. Nelle zone A e nella zona B circostante la Punta Montenero vietata qualunque
attivit di pesca professionale.
3. Nella zona B circostante la Punta Mesco e nella zona C consentita, previa
autorizzazione dellEnte parco, la piccola pesca artigianale, riservata alle imprese e
alle cooperative di pesca aventi sede legale nei comuni ricadenti nellarea marina
protetta alla data di entrata in vigore del decreto istitutivo, costituite da soci residenti o
che abbiano risieduto per almeno 10 anni nei comuni ricadenti nellarea marina protetta,
inseriti alla stessa data nel registro di ciascuna cooperativa, con i seguenti attrezzi:
a) con reti da posta, secondo le seguenti modalit:
- le reti devono essere calate non prima di 2 ore dal tramonto e salpate non
meno di 2 ore dopo lalba successiva e comunque non oltre le ore 08.00;
- le reti devono essere calate perpendicolarmente alla linea di costa;
- Ogni imbarcazione autorizzata potr imbarcare al massimo 2.300 metri di
reti cos suddivise:
x) ogni imbarcazione autorizzata potr imbarcare fino ad un massimo di
2.300 metri di rete con maglie superiori a 55 millimetri (comunemente
nominate maglie del 9);
y) ogni imbarcazione autorizzata potr imbarcare fino ad un massimo di
1.800 metri di rete con maglie da 55 millimetri (comunemente
denominate maglie del 9);
z) ogni imbarcazione autorizzata potr imbarcare fino ad un massimo di
500 metri di rete con maglie da 38,46 millimetri (comunemente
denominate maglie del 13) ed un massimo di 1.200 metri di rete con
maglie da 55 millimetri, vietato lutilizzo di reti con maglie diverse da
quelle indicate ai punti x), y) e z);
b) con palamiti, come previsto dalla normativa vigente;
c) pesca alla lampara o a circuizione, su imbarcazioni entro i 10 metri di
lunghezza f.t., con reti tipo cianciolo di lunghezza massima di 200 metri,
calando la rete a non meno di 30 metri dalla costa e calando la rete a non
meno di 35 metri dalla costa;
d) gli attrezzi di cui ai precedenti punti a), b) e c) sono utilizzabili in alternativa
fra loro, in periodi diversi, indicati allatto della richiesta di autorizzazione.

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4. fatto divieto di scarico a mare di acque non depurate provenienti da sentine o da


altri impianti dellunit navale e di qualsiasi sostanza tossica o inquinante, nonch la
discarica di rifiuti solidi o liquidi.
5. Ai fini dellesercizio della pesca professionale nellarea marina protetta Cinque
Terre, sono rilasciate le autorizzazioni da parte dellEnte parco secondo i criteri e le
procedure previste nel Capo III e nellAllegato 10 del presente Disciplinare provvisorio,
di cui costituisce parte integrante.
6. La richiesta di autorizzazione ad eseguire lattivit di pesca professionale deve
essere presentata almeno 30 giorni prima della data prevista di inizio attivit.
7. Ai fini del rilascio dellautorizzazione, allatto della richiesta deve essere dichiarato
leventuale utilizzo promiscuo di reti da posta, indicando lunghezza totale per tipo di
maglia e periodo di utilizzo.
8. Il rilascio dellautorizzazione implica lobbligo di esporre i contrassegni autorizzativi
rilasciati dallEnte parco, che comprendono sia bandiere o pennelli da issare solo
durante lesercizio dellattivit autorizzata, sia pannelli e/o adesivi da esporre sullunit
navale. I suddetti contrassegni devono essere riconsegnati presso gli uffici dellEnte
parco al termine di scadenza dellautorizzazione.
9. Il rilascio dellautorizzazione comporta lobbligo di fornire allEnte parco dati e
informazioni relative alle attivit di pesca esercitate, ai fini del monitoraggio dellarea
marina protetta.
10. LEnte parco si riserva il diritto, con successivo provvedimento, di disciplinare le
modalit di verifica della necessit di limitare le attivit di pesca per le finalit di tutela
delle risorse ittiche.
11. A fronte di particolari esigenze di tutela ambientale, lEnte parco si riserva il diritto,
con successivo provvedimento, di disciplinare le modalit di prelievo delle risorse
ittiche, con particolare riferimento alle seguenti specie:
a) Aragosta rossa (Palinurus elephas)
b) Astice (Homarus gammarus)
c) Cicala (Scyllarus arctus)
d) Magnosa (Scyllarides latus)
12. Per tutte le discipline non esplicitate al presente articolo, valgono per le attivit di
pesca professionale le disposizioni di cui al presente disciplinare provvisorio e al
decreto 9 novembre 2004 di modifica dellarea marina protetta Cinque Terre.
Articolo 14 - Disciplina dellattivit di pesca sportiva
1. Nellarea marina protetta Cinque Terre vietata la pesca sportiva delle seguenti
specie:
a) Cernia (Ephinepleus sp.);
b) Cernia di fondale (Polyprion americanus);
c)Nacchera (Pinna nobilis).
2. La pesca subacquea in apnea vietata in tutta larea marina protetta. La
detenzione e il trasporto di attrezzi adibiti alla pesca subacquea allinterno dellarea
marina protetta consentito, previa autorizzazione dellEnte parco, esclusivamente
alloggiando i suddetti attrezzi, smontati, allinterno di appositi contenitori
ermeticamente chiusi, lungo rotte predefinite dichiarate allatto della richiesta di
autorizzazione.
3. Le gare di pesca sportiva sono vietate in tutta larea marina protetta.
4. Nelle zone A vietata qualunque attivit di pesca sportiva.
5. Nelle zone B consentita, previa autorizzazione dellEnte parco, la pesca sportiva,
riservata ai residenti nei comuni ricadenti nellarea marina protetta, con i seguenti
attrezzi:
a) con bolentino dallimbarcazione, anche con canna a mulinello, a non pi
di 2 ami;
b) con un massimo di 2 canne singole fisse o da lancio o lenza, da terra, a
non pi di 2 ami;
c) con lenza a traina, a non pi di 2 traine a imbarcazione;
d) con totanara o polpara, con o senza esca, limitatamente al periodo dal 15
ottobre al 15dicembre.

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6. Nelle zone B e C consentito, previa autorizzazione dellEnte parco, un prelievo


cumulativo giornaliero di pesce, molluschi ottopodi, decapodi, fino a 3 kg per persona
e comunque non superiore a 5 kg per unit navale, nel caso in cui a bordo vi sia pi
di una persona , salvo il caso di singolo esemplare di peso superiore, ai residenti nei
Comuni ricadenti nellarea marina protetta;
7. Nelle zone B e C consentito, previa autorizzazione dellEnte parco, un prelievo
cumulativo giornaliero di molluschi bivalvi e gasteropodi a scopo di esca fino a 2 kg
per persona, ai residenti nei comuni ricadenti nellarea marina protetta;
8. Nella zona C consentita, previa autorizzazione dellEnte parco, la pesca sportiva,
riservata ai residenti nei comuni ricadenti nellarea marina protetta, con i seguenti
attrezzi:
a) con bolentino dallimbarcazione, anche con canna a mulinello, a non pi
di 2 ami;
b) con un massimo di 2 canne singole fisse o da lancio o lenza, da terra, a
non pi di 2 ami;
c) con lenza a traina, a non pi di 2 traine a imbarcazione;
d) con totanara o polpara, con non pi di 2 totanare a imbarcazione,
limitatamente ai periodi determinati con provvedimento dellEnte parco;
e) con palamiti, con numero di ami a persona non superiore a 70, con limite
massimo di 200 ami a imbarcazione,
f) con 1 nassa nel periodo dal 1 luglio al 31 agosto, se munita del
contrassegno identificativo rilasciato dallEnte parco al momento
dellautorizzazione.
9. Nella zona C consentita, previa autorizzazione dellEnte parco, la pesca sportiva
ai non residenti nei comuni ricadenti nellarea marina protetta, con un massimo di 2
canne o lenze da terra, a non pi di 2 ami.
10. fatto divieto di scarico a mare di acque non depurate provenienti da sentine o
da altri impianti dellunit navale e di qualsiasi sostanza tossica o inquinante, nonch la
discarica di rifiuti solidi o liquidi.
11. Ai fini del rilascio dellautorizzazione di cui al precedente comma 9, sar
considerato titolo preferenziale ladesione da parte della struttura ricettiva al circuito del
marchio di qualit ambientale promosso dallEnte Parco Nazionale delle Cinque Terre.
12. Nella zona C, ai fini del rilascio dellautorizzazione alla pesca sportiva, salva la
necessit di contingentamento dellattivit, sono equiparati ai residenti le seguenti
categorie:
a) i proprietari di abitazioni nei comuni ricadenti nellarea marina protetta;
b) coloro che abbiano risieduto per almeno 10 anni nei comuni ricadenti
nellarea marina protetta.
13. Nel decidere il contingentamento dellattivit, lEnte parco stabilir un numero
massimo di presenze giornaliere, in relazione allattivit da limitare, che risponda in
termini tecnici alle esigenze di tutela ambientale sottese al provvedimento.
14. Ai fini del rilascio dellautorizzazione di cui al precedente comma 12, sar
considerato titolo preferenziale la residenza nei comuni ricadenti nellarea marina
protetta.
15. Leventuale rigetto dellistanza di autorizzazione, cos come uninterdizione totale
dellattivit, sar motivata dallEnte parco esplicitando le ragioni di tutela ambientale di
cui allart. 23, comma 6, sottese al provvedimento. LEnte parco pubblicizzer con ogni
mezzo i provvedimenti dinterdizione e le modalit di richiesta di autorizzazione, in
particolare tramite affissioni in prossimit delle aree interdette o le cui attivit sono
state limitate, nonch sul sito internet ufficiale.
16. Ai fini dellesercizio della pesca sportiva nellarea marina protetta Cinque Terre,
sono rilasciate le autorizzazioni da parte dellEnte parco secondo i criteri e le
procedure previste nel Capo III e nellAllegato 11 del presente Disciplinare provvisorio,
di cui costituisce parte integrante.
17. Il rilascio dellautorizzazione comporta lobbligo di esporre i contrassegni
autorizzativi rilasciati dallEnte parco, che comprendono sia bandiere o pennelli da
issare solo durante lesercizio dellattivit autorizzata, sia pannelli e/o adesivi da

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esporre sullunit navale. I suddetti contrassegni devono essere riconsegnati presso gli
uffici dellEnte parco al termine di scadenza dellautorizzazione.
18. Il rilascio dellautorizzazione comporta lobbligo di fornire allEnte parco dati e
informazioni relative alle attivit di pesca esercitate, ai fini del monitoraggio dellarea
marina protetta.
19. Il transito di unit navali allinterno dellarea marina protetta con attrezzi da pesca
sportiva e quantitativi di pescato diversi o superiori dai limiti stabiliti dal presente
Disciplinare consentito, previa autorizzazione dellEnte parco, esclusivamente ai
residenti nei comuni ricadenti nellarea marina protetta, alloggiando i suddetti attrezzi,
con gli ami disarmati, allinterno di appositi contenitori ermeticamente chiusi, lungo
rotte predefinite che saranno individuate con provvedimento dellEnte parco.
20. A fronte di particolari esigenze di tutela ambientale, lEnte parco si riserva il diritto,
con successivo provvedimento, di disciplinare le modalit di esercizio della pesca
sportiva, con particolare riferimento alle seguenti specie:
a) Aragosta rossa (Palinurus elephas)
b) Astice (Homarus gammarus)
c) Cicala (Scyllarus arctus)
d) Magnosa (Scyllarides latus)
21. Per tutte le discipline non esplicitate al presente articolo, valgono per le attivit di
pesca sportiva le disposizioni di cui al presente disciplinare provvisorio e al decreto 9
novembre 2004 di modifica dellarea marina protetta Cinque Terre.
Articolo 15 - Disciplina dellattivit di pescaturismo
1. Nellarea marina protetta Cinque Terre vietata la pesca delle seguenti specie:
a)Cernia (Ephinepleus sp.);
b)Cernia di fondale (Polyprion americanus);
c)Nacchera (Pinna nobilis).
2. Nelle zone A e nelle zone B dellarea marina protetta vietata qualunque attivit di
pescaturismo.
3. Nella zona C consentita, previa autorizzazione dellEnte parco, lattivit di
pescaturismo, come disciplinata dal decreto ministeriale 13 aprile 1999, n. 293,
riservata alle imprese di pesca che esercitano lattivit individualmente o in forma
cooperativa, aventi sede legale nei comuni ricadenti nellarea marina protetta alla data
di entrata in vigore del decreto istitutivo, costituite preferibilmente da soci residenti o, in
subordine, che abbiano risieduto per almeno dieci anni nei comuni ricadenti nellarea
marina protetta, e ai soci delle suddette cooperative, inseriti alla stessa data nel
registro di ciascuna cooperativa, con gli attrezzi e le modalit previste per la pesca
professionale al precedente Articolo 14, comma 3, del presente Disciplinare.
4. fatto divieto di scarico a mare di acque non depurate provenienti da sentine o da
altri impianti dellunit navale e di qualsiasi sostanza tossica o inquinante, nonch la
discarica di rifiuti solidi o liquidi.
5. fatto divieto di uso improprio di impianti di diffusione della voce e di segnali
acustici o sonori, se non per fornire informazioni sugli itinerari e sulle localit visitate,
con volume sonoro strettamente indispensabile alla percezione degli stessi.
6. Ai fini dellesercizio dellattivit di pescaturismo nellarea marina protetta Cinque
Terre, sono rilasciate le autorizzazioni da parte dellEnte parco secondo i criteri e le
procedure previste nel Capo III e nellAllegato 12 del presente Disciplinare provvisorio,
di cui costituisce parte integrante.
7. Il rilascio dellautorizzazione implica lobbligo di esporre i contrassegni autorizzativi
rilasciati dallEnte parco, che comprendono sia bandiere o pennelli da issare solo
durante lesercizio dellattivit autorizzata, sia pannelli e/o adesivi da esporre sullunit
navale. I suddetti contrassegni devono essere riconsegnati presso gli uffici dellEnte
parco al termine di scadenza dellautorizzazione.
8. Il rilascio dellautorizzazione comporta lobbligo di fornire allEnte parco dati e
informazioni relative alle attivit di pesca esercitate, ai fini del monitoraggio dellarea
marina protetta.
9. Ai fini del rilascio dellautorizzazione, il soggetto richiedente dovr dichiarare il
proprio impegno a stipulare idonea convenzione con lEnte Parco, anche in merito alle

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tariffe da praticare, che dovranno prevedere appositi benefici per i soggetti residenti nei
comuni ricadenti nellarea marina protetta.
10. A fronte di particolari esigenze di tutela ambientale, lEnte parco si riserva il diritto,
con successivo provvedimento, di disciplinare le modalit di esercizio delle attivit di
pescaturismo, con particolare riferimento alle seguenti specie:
a) Aragosta rossa (Palinurus elephas)
b) Astice (Homarus gammarus)
c) Cicala (Scyllarus arctus)
d) Magnosa (Scyllarides latus)
11. Per tutte le discipline non esplicitate al presente articolo, valgono per le attivit di
pescaturismo le disposizioni di cui al presente disciplinare provvisorio e al decreto 9
novembre 2004 di modifica dellarea marina protetta Cinque Terre.
Articolo 16 - Disciplina delle immersioni subacquee guidate svolte da Centri di
immersione e altri operatori del settore.
1. Nelle zone A e B sono vietate le attivit di didattica subacquea.
2. Nelle zone A sono consentite, previa autorizzazione dellEnte parco, le immersioni
subacquee guidate svolte dai centri d'immersione, iscritti nellelenco regionale degli
operatori del turismo subacqueo di cui alla Legge Regionale n. 19 del 4 luglio 2001,
aventi sede legale nei Comuni ricadenti nell'area marina protetta alla data di entrata in
vigore del decreto istitutivo e costituiti per almeno l90% da soci residenti nei comuni
ricadenti nellarea marina protetta, dal 1 maggio al 31 ottobre, con le seguenti modalit:
a) ogni guida non pu condurre nellimmersione pi di 5 subacquei, per un
massimo di 2 guide e 10 subacquei per ciascuna immersione;
b) per ciascuna zona A, consentito un massimo di 2 immersioni dalle ore
06.00 alle ore 12.00 ed un massimo di 3 immersioni dalle ore 12.00 alle
ore 20.00.
3. Nelle zone A, per le esigenze di sicurezza delle immersioni subacquee guidate
stabilite dalle normative vigenti consentita, previa autorizzazione dellEnte parco, la
navigazione a remi e con motore elettrico ai natanti di propriet dei soggetti di cui al
precedente comma 2. Nel caso che il natante disponga anche di fuoribordo con motore
a scoppio, fatto obbligo di sollevare il piede del suddetto motore in posizione di
riposo, con lelica fuori dallacqua.
4. Le immersioni subacquee in zona A sono consentite solo in presenza di guida con
grado minimo Dive Master.

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5. Nelle zone B sono consentite, previa autorizzazione dellEnte parco, le immersioni


subacquee guidate svolte da centri d'immersione e associazioni aventi sede legale nei
Comuni ricadenti nell'area marina protetta alla data di entrata in vigore del decreto
istitutivo e costituiti per almeno l90% da soci residenti nei comuni ricadenti nellarea
marina protetta, dal 1 maggio al 31 ottobre, con le seguenti modalit:
a) ogni guida non pu condurre nellimmersione pi di 5 subacquei, per un
massimo di 2 guide e 10 subacquei per ciascuna immersione;
b) per ciascuna zona B, consentito un massimo di 3 immersioni dalle ore
06.00 alle ore 12.00, un massimo di 3 immersioni dalle ore 12.00 alle ore
20.00 ed 1 immersione notturna dalle ore 20.00 alle ore 23.00.
6. Nelle zone B, la navigazione a motore alle unit navali adibite alle attivit dei centri
dimmersione e degli altri operatori del settore consentita a velocit non superiore ai
5 nodi.
7. Nelle zone C sono consentite, previa autorizzazione dellEnte parco, le visite
guidate subacquee svolte da centri d'immersione e associazioni aventi sede legale nei
Comuni ricadenti nell'area marina protetta alla data di entrata in vigore del decreto
istitutivo e costituiti per almeno il 90% da soci residenti nei comuni ricadenti nellarea
marina protetta, dal 1 maggio al 31 ottobre.
8. In zona C, la navigazione a motore alle unit navali adibite alle attivit dei centri
dimmersione e degli altri operatori del settore consentita, previa autorizzazione
dellEnte parco, con le seguenti modalit:
a) a velocit non superiore a 5 nodi, entro la distanza di 300 metri dalla costa;
b) a velocit non superiore a 10 nodi,oltre la distanza di 300 metri dalla costa.
9. vietato il contatto con il fondo marino, lasportazione anche parziale e il
danneggiamento di qualsiasi materiale e/o organismo di natura geologica e biologica,
ed fatto obbligo di mantenere lattrezzatura subacquea quanto pi possibile aderente
al corpo.
10. fatto divieto di scarico a mare di acque non depurate provenienti da sentine o da
altri impianti dellunit navale e di qualsiasi sostanza tossica o inquinante, nonch la
discarica di rifiuti solidi o liquidi.
11. Laccesso alle grotte sommerse consentito esclusivamente con lutilizzo di
apparecchi per la respirazione a circuito chiuso o semichiuso, con scarico dellaria fuori
dalle grotte.
12. Lormeggio delle unit navali dei centri dimmersione autorizzati dallEnte parco
consentito ai rispettivi gavitelli singoli, contrassegnati e appositamente predisposti
dallEnte parco, posizionati compatibilmente con l'esigenza di tutela dei fondali.
13. fatto divieto di uso improprio di impianti di diffusione della voce e di segnali
acustici o sonori, se non per fornire informazioni sugli itinerari e sulle localit visitate,
con volume sonoro strettamente indispensabile alla percezione degli stessi da parte
dei passeggeri a bordo.
14. Il responsabile dellunit navale, prima dellimmersione, deve annotare in
apposito registro previamente vidimato dallEnte parco gli estremi dellunit navale, i
nominativi delle guide e dei partecipanti e i relativi brevetti di immersione, la data,
lorario, il sito di immersione. Il registro dovr essere esibito allAutorit preposta al
controllo o al personale dellEnte parco.
15. Ai fini dellesercizio delle immersioni subacquee guidate nellarea marina protetta
Cinque Terre, sono rilasciate le autorizzazioni da parte dellEnte parco secondo i criteri
e le procedure previste nel Capo III e nellAllegato 13 del presente Disciplinare
provvisorio, di cui costituisce parte integrante.
16. Ai fini del rilascio dellautorizzazione, le unit navali adibite alle immersioni
subacquee guidate, entro il 1 gennaio 2007, a seconda della tipologia, devono:
a) essere equipaggiate con motore fuoribordo elettrico, a 4 tempi benzina
verde, o a 2 tempi ad iniezione diretta, o con motore entrobordo alimentato
a biodiesel, ovvero con motori conformi con i requisiti previsti dalla direttiva
2003/44/CE, relativamente alle emissioni gassose e acustiche;
b) essere dotate di casse per la raccolta dei liquami di scolo e sistema di
raccolta delle acque di sentina, documentata con autocertificazione;
c) essere muniti di un registro di scarico delle acque di sentina da conservare

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tra i documenti di bordo, unitamente alle ricevute di conferimento delle


miscele di idrocarburi a centri di smaltimento autorizzati.
17. Fino alla data indicata al comma 16, tali requisiti costituiscono criteri preferenziali
per il rilascio della relativa autorizzazione.
18. LEnte parco provvede alla creazione di un Albo dei centri di immersione e degli
altri operatori del settore abilitati ad operare allinterno dellarea marina protetta sulla
base di particolari requisiti, tra cui il possesso di un idoneo brevetto per guide e
istruttori rilasciato da una delle federazioni nazionali o internazionali, liscrizione delle
guide allElenco Regionale degli Operatori del Turismo Subacqueo ed un curriculum
professionale che attesti la conoscenza di base dellambiente marino e delle norme di
tutela unitamente ad una approfondita conoscenza specifica dei fondali dellarea
marina protetta.
19. Ai fini del rilascio dellautorizzazione, il soggetto richiedente dovr dichiarare il
proprio impegno a stipulare idonea convenzione con lEnte Parco, anche in merito alle
tariffe da praticare, che dovranno prevedere appositi benefici per i soggetti residenti nei
comuni ricadenti nellarea marina protetta.
20. Ai fini del rilascio dellautorizzazione, il periodo di apertura delle attivit dei centri
di immersione e degli altri operatori del settore deve essere almeno di 150 giorni. Le
autorizzazioni sono rilasciate sulla base di un regime di contingentamento e turnazione
delle immersioni guidate in relazione ai diversi operatori, ai siti e ai periodi. Tale regime
prevede anche unadeguata turnazione tra le immersioni guidate e le immersioni
individuali.
21. Ai fini del rilascio dellautorizzazione, almeno uno dei soci dei centri di
immersione e degli altri operatori del settore deve essere in possesso di abilitazione
per accompagnare disabili visivi e motori.
22. Il rilascio dellautorizzazione implica lobbligo di esporre i contrassegni autorizzativi
rilasciati dallEnte parco, che comprendono sia bandiere o pennelli da issare solo
durante lesercizio dellattivit autorizzata, sia pannelli e/o adesivi da esporre sullunit
navale. I suddetti contrassegni devono essere riconsegnati presso gli uffici dellEnte
parco al termine di scadenza dellautorizzazione.
23. Il rilascio dellautorizzazione comporta lobbligo di fornire agli utenti lapposito
materiale informativo predisposto dallEnte parco.
24. LEnte parco effettua il monitoraggio delle attivit subacquee nellarea marina
protetta al fine di determinare la capacit di carico di ogni sito di immersione e
adeguare, con successivi provvedimenti, la disciplina delle immersioni subacquee
guidate.
25. Per tutte le discipline non esplicitate al presente articolo, valgono per le immersioni
subacquee guidate le disposizioni di cui al presente disciplinare provvisorio e al
decreto 9 novembre 2004 di modifica dellarea marina protetta Cinque Terre.
Articolo 17 - Disciplina delle immersioni subacquee individuali.
1. Nelle zone A sono vietate le immersioni subacquee individuali.
2. Nelle zone B sono consentite le immersioni subacquee individuali autorizzate
dallEnte parco, compatibilmente con le esigenze di contingentare i flussi turistici, dal 1
maggio al 31 ottobre, dallalba al tramonto, in gruppi di non pi di 5 subacquei, nei
siti e secondo gli orari determinati dallEnte parco al fine di garantire la non
contemporaneit con le altre immersioni individuali e le immersioni subacquee guidate;
3. Nella zona C sono consentite, previa autorizzazione dellEnte parco, le immersioni
subacquee individuali, dal 1 maggio al 31 ottobre.

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4. vietato il contatto con il fondo marino, lasportazione anche parziale e il


danneggiamento di qualsiasi materiale e/o organismo di natura geologica e biologica,
ed fatto obbligo di mantenere lattrezzatura subacquea quanto pi possibile aderente al
corpo.
5. Laccesso alle grotte sommerse consentito esclusivamente con lutilizzo di
apparecchi per la respirazione a circuito chiuso o semichiuso, con scarico dellaria fuori
dalle grotte.
6. Ai fini dellesercizio delle immersioni subacquee individuali nellarea marina protetta
Cinque Terre, sono rilasciate le autorizzazioni da parte dellEnte parco secondo i
criteri e le procedure previste nel Capo III e nellAllegato 14 del presente Disciplinare
provvisorio, di cui costituisce parte integrante.
7. Ai fini dellesercizio delle immersioni subacquee individuali nelle zone B, salva la
necessit di contingentamento dellattivit, possono richiedere lautorizzazione:
a) i residenti nei comuni ricadenti nellarea marina protetta;
b) i proprietari di abitazioni nei comuni ricadenti nellarea marina protetta;
c) coloro che abbiano risieduto per almeno 10 anni nei comuni ricadenti
nellarea marina protetta;
d) i parenti di primo grado e affini dei soggetti di cui alle precedenti lettere a), b) e c);
e) i risiedenti stagionalmente per almeno 3 pernottamenti consecutivi in una
struttura ricettiva nei comuni ricadenti nellarea marina protetta.
8. Nel decidere il contingentamento dellattivit, lEnte parco stabilir un numero
massimo di presenze giornaliere, in relazione allattivit da limitare, che risponda in
termini tecnici alle esigenze di tutela ambientale sottese al provvedimento.
9. Ai fini del rilascio dellautorizzazione di cui al precedente comma 7, sar
considerato titolo preferenziale la residenza nei comuni ricadenti nellarea marina
protetta.
10. Ai fini del rilascio dellautorizzazione di cui al precedente comma 7, lettera e), sar
considerato titolo preferenziale ladesione da parte della struttura ricettiva al circuito del
marchio di qualit ambientale promosso dallEnte parco nazionale delle Cinque Terre.
11. Leventuale rigetto dellistanza di autorizzazione, cos come uninterdizione totale
dellattivit, sar motivata dallEnte parco esplicitando le ragioni di tutela ambientale di
cui allart. 23, comma 6, sottese al provvedimento. LEnte parco pubblicizzer con ogni
mezzo i provvedimenti di interdizione e le modalit di richiesta di autorizzazione, in
particolare tramite affissioni in prossimit delle aree interdette o le cui attivit sono
state limitate, nonch sul sito internet ufficiale.
12. Il rilascio dellautorizzazione implica lobbligo di esporre i contrassegni autorizzativi
rilasciati dallEnte parco, che comprendono sia bandiere o pennelli da issare solo
durante lesercizio dellattivit autorizzata, sia pannelli e/o adesivi da esporre sullunit
navale. I suddetti contrassegni devono essere riconsegnati presso gli uffici dellEnte
parco al termine di scadenza dellautorizzazione.
13. LEnte parco effettua il monitoraggio delle attivit subacquee nellarea marina
protetta al fine di determinare la capacit di carico di ogni sito di immersione e
adeguare, con successivi provvedimenti, la disciplina delle immersioni subacquee
individuali.
14. Per tutte le discipline non esplicitate al presente articolo, valgono per le immersioni
subacquee individuali le disposizioni di cui al presente disciplinare provvisorio e al
decreto 9 novembre 2004 di modifica dellarea marina protetta Cinque Terre.
Art. 18 Disciplina delle attivit di riprese fotografiche, cinematografiche e televisive
1. Nellarea marina protetta sono consentite attivit amatoriali di ripresa fotografica,
cinematografica e televisiva.
2. Le riprese fotografiche, cinematografiche e televisive professionali, a scopo
commerciale o con fini di lucro, devono essere preventivamente autorizzate dallEnte
parco.
3. Le riprese dovranno essere effettuate seguendo le disposizioni e le limitazioni
indicate dallEnte parco e comunque senza arrecare disturbo alle specie animali e
vegetali e allambiente naturale dellarea marina protetta in genere.

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4. Il personale di vigilanza pu impedire lesecuzione e la prosecuzione delle attivit di


cui al presente articolo, ove la giudichi pregiudizievoli ai fini della tutela del patrimonio
naturale e culturale nonch della tranquillit dei luoghi dellarea marina protetta.
5. Ai fini dellesercizio delle riprese fotografiche, cinematografiche e televisive
professionali nellarea marina protetta Cinque Terre, sono rilasciate le autorizzazioni
da parte dellEnte parco secondo i criteri e le procedure previste nel Capo III e
nellAllegato 15 del presente Disciplinare provvisorio, di cui costituisce parte integrante.
6. Il rilascio dellautorizzazione implica lobbligo di esporre i contrassegni
autorizzativi rilasciati dallEnte parco, che comprendono sia bandiere o pennelli da
issare solo durante lesercizio dellattivit autorizzata, sia pannelli e/o adesivi da
esporre sullunit navale. I suddetti contrassegni devono essere riconsegnati presso gli
uffici dellEnte parco al termine di scadenza dellautorizzazione.
7. La pubblicazione e produzione dei materiali fotografici e audiovisivi deve riportare
per esteso il nome dellarea marina protetta.
8. LEnte parco si riserva la possibilit, per motivate ragioni istituzionali, di richiedere
copia del materiale fotografico e audiovisivo prodotto, anche in considerazione della
necessit di verificare la rispondenza delle riprese con le finalit istituzionali dellarea
marina protetta, nonch di acquisire il consenso allutilizzo gratuito, citandone la fonte.
9. Per tutte le discipline non esplicitate al presente articolo, valgono per le delle
attivit di riprese fotografiche, cinematografiche e televisive le disposizioni di cui al
presente disciplinare provvisorio e al decreto 9 novembre 2004 di modifica dellarea
marina protetta Cinque Terre.
Articolo 19 Sorveglianza
1. La sorveglianza nell'area marina protetta effettuata dalla Capitaneria di Porto
competente, in coordinamento con il personale dellEnte parco che svolge attivit di
servizio e informazione a terra e a mare.
Articolo 20 Sanzioni
1. I trasgressori al presente Disciplinare provvisorio, salvo che il fatto sia disciplinato
diversamente o costituisca reato, sono perseguiti ai sensi dellarticolo 30 della legge 6
dicembre 1991, n. 394 e successive modificazioni e integrazioni.
2. In caso di accertamento della violazione delle disposizioni previste dal presente
Disciplinare provvisorio, compreso leventuale utilizzo improprio della documentazione
autorizzativa, possono essere sospese o revocate le autorizzazioni rilasciate dallEnte
parco secondo i criteri e le procedure previste nel successivo Capo III,
indipendentemente dallapplicazione delle sanzioni penali ed amministrative previste
dalle norme vigenti.
3. E fatto obbligo a chiunque spetti di osservare e fare osservare il presente
Disciplinare provvisorio che entra immediatamente in vigore.
Articolo 21 - Disposizioni finali
1. Il responsabile di ogni esercizio a carattere commerciale munito di concessione
demaniale marittima deve curare e mantenere lesposizione del presente Disciplinare
in un luogo ben visibile agli utenti.

!92

Capo III - CRITERI E PROCEDURE PER IL RILASCIO DELLE


AUTORIZZAZIONIALLO SVOLGIMENTO DELLE ATTIVIT CONSENTITE
NELLAREA MARINA PROTETTA DELLE CINQUE TERRE
Articolo 22 - Oggetto ed ambito di applicazione
1. Il presente Capo disciplina i criteri e le procedure per il rilascio delle
autorizzazioni allo svolgimento delle attivit consentite nellarea marina protetta, come
previste dal decreto 9 novembre 2004 di modifica dellarea marina protetta Cinque
Terre.
Articolo 23 Domanda di autorizzazione
1. La domanda di autorizzazione presentata allEnte parco dellarea marina protetta,
negli appositi moduli da ritirarsi presso gli uffici amministrativi dellEnte parco
medesimo, disponibili anche sul sito internet dellarea marina protetta:
w w w. a r e a m a r i n a p r o t e t t a 5 t e r r e . i t
2. La modulistica predisposta a cura dellEnte parco conformemente alle indicazioni
sottoindicate. Tali indicazioni (dichiarazioni e documenti da allegare) sono riportate nei
moduli a seconda delloggetto dellautorizzazione (Allegati 1, 2, 3, 4,5, 6, 7, 8, 9, 10, 11,
12, 13, 14, 15).
3. Per le istanze di autorizzazione allo svolgimento delle attivit di balneazione,
ormeggio, ancoraggio, navigazione a remi nelle zone A, navigazione a motore
nelle zone B, diporto, pesca sportiva e immersioni subacquee individuali da parte
dei residenti nei comuni ricadenti nellarea marina protetta Cinque Terre o equiparati
le indicazioni sono riportate in modo aggregato nellAllegato 16.
4. Il rilascio dellautorizzazione implica lobbligo di esporre i relativi segni distintivi
rilasciati dallEnte parco. I suddetti oggetti devono essere riconsegnati presso gli uffici
dellEnte parco al termine di scadenza dellautorizzazione.
5. La domanda deve precisare:
a) Le informazioni riguardanti il richiedente;
b) L'oggetto;
c) La natura e la durata dellattivit, specificando la presunta data di inizio, per
la quale l'autorizzazione richiesta.
6. LEnte parco si riserva, a fronte di gravi esigenze correlate alla tutela ambientale, di
sospendere temporaneamente e/o disciplinare in senso restrittivo le autorizzazioni per
le attivit consentite nellarea marina protetta Cinque Terre.
7. facolt dellEnte parco, per accertate esigenze di carattere eccezionale afferenti
lattivit istituzionale, finalizzate ad incombenze di emergenza e/o di ricerca scientifica,
la concessione, limitatamente ai percorsi e tempi strettamente necessari
allassolvimento delle esigenze medesime, anche in deroga allarticolato del presente
Disciplinare, di particolari autorizzazioni finalizzate allo scopo.
Articolo 24 Documentazione da allegare
1. Alla domanda di autorizzazione deve essere allegata la documentazione atta a
dimostrare che il richiedente ha titolo per la richiesta.
2. Sono ammesse le Dichiarazioni sostitutive di certificazioni previste dagli articoli 46 e
48 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445.

!93

Articolo 25 - Procedura d'esame delle istanze di autorizzazione


1. Le istanze di autorizzazione di cui al precedente articolo 23 sono esaminate dal
Responsabile dellarea marina protetta e dagli organi tecnici dellEnte parco, alla luce
dei criteri di cui al successivo articolo 26.
2. L'istanza di autorizzazione accolta o rigettata entro massimo 60 giorni dalla data
di ricezione dell'istanza stessa, salvo diversa indicazione di cui al Capo II.
3. Per tutte le richieste di autorizzazione avanzate da visitatori e non residenti relative
ad attivit chiaramente riconducibili a soggiorni turistici nellarea marina protetta
(balneazione, ormeggio, ancoraggio, diporto, pesca sportiva, immersioni
individuali) lEnte parco provvede ad evadere le richieste coerentemente alle
esigenze di utilizzazione dellautorizzazione richiesta.
Articolo 26 - Criteri di valutazione delle istanze di autorizzazione
1. LEnte parco provvede a svolgere una adeguata indagine conoscitiva che permetta
di verificare le dichiarazioni effettuate allatto delle richiesta.
2. L'istanza di autorizzazione rigettata previa espressa e circostanziata motivazione:
a) qualora lattivit di cui trattasi sia incompatibile con le finalit dellarea
marina protetta;
b) in caso di accertata violazione delle disposizioni previste dalla normativa
vigente di settore, dal decreto istitutivo e dal presente Disciplinare
provvisorio;
c) qualora emerga la necessit di contingentare i flussi turistici ed il carico
antropico in ragione delle primarie finalit di tutela ambientale dellarea
marina protetta;
3. Il provvedimento di autorizzazione verr materialmente rilasciato previa verifica del
regolare pagamento dei diritti di segreteria di cui al successivo art. 27.
4. Il titolare dellautorizzazione tenuto a conservare presso di s il titolo autorizzatorio
rilasciatogli, al fine di poterlo esibire ai soggetti legalmente investiti del potere di
vigilanza e/o controllo sulle attivit svolte allinterno dellAMP, su mera richiesta di
questi ultimi.
Articolo 27 Diritti di segreteria
1. Il rilascio delle autorizzazioni soggetto al pagamento degli importi dei diritti di
segreteria e rimborso spese come di seguito previsti:
Oggetto della richiesta di autorizzazione
Attivit imprenditoriali: Importo in Euro
Ricerca scientifica 0,00
Trasporto passeggeri 0,00
Visite guidate 0,00
Locazione unit navali 0,00
Charter nautico e noleggio unit navali 0,00
Trasporto di linea 0,00
Pesca professionale 0,00
Pescaturismo 0,00
Immersioni subacquee guidate 0,00
Riprese fotografiche e video professionali 0,00
Attivit ricreative Importo in Euro
Balneazione 0,00
Campi ormeggio 0,00
Ancoraggio 0,00
Diporto 0,00
Pesca sportiva 0,00
Immersioni individuali 0,00

!94

2. Il pagamento dei suddetti importi effettuato tramite versamento su


conto corrente n.____________ intestato allEnte parco _________________,
causale Diritti di segreteria.
Articolo 28 Norma transitoria
Con riferimento alle previsioni normative dellart. 7 e precisamente al comma riferito
allacquisizione preventiva dellautorizzazione dellEnte Parco Nazionale delle Cinque
Terre per lancoraggio nelle apposite zone individuate con provvedimento dellEnte
medesimo, in considerazione che la tempestiva evasione delle richieste presuppone la
predisposizione degli automatismi ed operativit necessari che al momento devono
ancora essere perfezionati, fino al 31.12.2005, lancoraggio potr essere effettuato,
esclusivamente nelle apposite zone individuate con provvedimento dellEnte Parco
Nazionale delle Cinque Terre, anche senza la preventiva autorizzazione dellEnte
medesimo.

!95

AREE MARINE PROTETTE VERSO LA CREAZIONE DI UN NETWORK


Il confronto tra Portofino e Cinque Terre
per la semplificazione e lomogenizzazione della normativa
Premessa
Nella situazione attuale risulta difficile pensare ai presupposti per la creazione
di un network comprendente linsieme dei dati tra le due AMP.
La mancanza di uniformit: formale, consecutiva, sostanziale nellestensione e
nella redazione degli articoli e dei conseguenti commi porta ad una difficolt nel
confrontare: decreti, regolamento e disciplinare provvisorio.
In taluni casi viene asserito lo stesso principio ma, con estensione
grammaticale differente, cos facendo si genera confusione e conseguente
mancanza di rispetto della norma.
Per questi motivi vi la necessit di omogeneizzare secondo delle linee guida
comuni gi a partire dai principi pi semplici come ad esempio delle indicazioni
del Ministero dellAmbiente nella consequenzialit degli articoli per i
regolamenti.
Infatti luniformit di estensione e lomogenit nellarticolazione porterebbero ad
una pi immediata applicazione da parte dellEnte gestore e a una pi facile
comprensione delle norme vigenti da parte del cittadino.
Le indicazioni da parte del Ministero dovrebbero includere le priorit da dare
agli articoli in special modo per i regolamenti di attuazione cos da uniformare le
estensioni degli stessi.
CONFRONTI E DISSONANZE NEI DECRETI
Considerazioni di base:
a) - Datazione dei due decreti. Gi dalla premessa il decreto istitutivo della
AMP 5 TERRE ( successivamente citata: 5T) appare ben pi articolato, infatti
sono trascorsi 7 anni dalla prima estensione,1997, alla seconda, 2004/2005; dai
primari 10 punti ai 26 dellultima estensione. Mentre il decreto istitutivo dellAMP
PORTOFINO ( successivamente citata: PF) risale al 1999.
Inoltre gli articoli delle 5T sono titolati, il che permette una pi facile
individuazione e specifiche pi puntuali.
b) Referenziazione. Il consorzio gestionale di PF indipendente dallente
Parco Naturale di Portofino, mentre 5T dipende dal Parco Nazionale delle
Cinque Terre
c) Riconoscimento territoriale. Per quanto non influente sotto laspetto
giuridico, il riconoscimento sostanziale delle Cinque Terre come patrimoinio
dellumanit da parte dellUnesco riveste una caratteristica comunicazionale di
forte impatto nei confronti della popolazione mondiale.

!96

Differenze:
1) Vi una sostanziale differenza dovuta allampiezza delle due aree e alle
percentuali assegnate alle differenti zone:
-PF divieto pressoch assoluto di accedere alla zona A
-5T divieto regolamentato per accedere alla zona A
2) la percentuale relativa alla area delle differenti zone:
- PF ( A+B)= 152 ha
43%
C= 57%
- 5T ( A+B)= 265 ha
9%
C= 91%
3) la percentuale relativa alla lunghezza delle differenti zone:
- PF ( A+B)= 7.701 m.
55%
C= 45%
- 5T ( A+B)= 4.807 m.
27%
C= 73%
La pura asetticit dei numeri fornisce gi delle sostanziali differenze e le
difficolt di comparazione.
4) Vocazione turistica. Andatasi uniformando negli ultimi anni, presenta ancora
differenze sostanziali, dovute soprattutto alla storicit turistica e alle vie di
accesso alle singole localit.
Lo sviluppo del turismo di localit come Santa Margherita Ligure, Portofino e
Camogli con radici pi consolidate e flussi continui anche per brevi periodi
senza dimenticare lampiezza della ricettivit alberghiera, risulta diverso dalle
frequentazioni turistiche presenti nelle Cinque Terre con un turismo pi povero
anche per la mancanza di una adeguata ricettivit alberghiera compensata dal
soggiorno in abitazioni private.
Relativamente alle vie daccesso non deve essere dimenticato che la riviera
ligure percorsa dalla statale Aurelia che permette un pi facile e immediato
acesso alle localit del Golfo del Tigullio con i mezzi privati, mentre questi ultimi
incontrano una difficolt oggettiva nellaccessibilit e spazi adeguati allo
stazionamento nel territorio delle Cinque Terre, dove viene invece favorito
eincentivato il trasporto ferroviario.
Conseguenze dirette si riscontrano nel turismo subacqueo, molto presente in
PF, e carente nelle 5T.
5) Morfologia territorio e subacquea
In PF si trovano falesie alte e scoscese fino a 40/50 metri. I fondali sono tra i pi
ricchi e interessanti dellintero Mediterraneo, con un elevatissimo pregio
ambientale. La fauna marina bentonica allinterno dellarea molto ampia e
diversificata, favorendo la formazione di specie rare come il prezioso corallo
rosso, grazie anche alla pi facile esposizione ai raggi solari dei fondali meno
ripidi. Sui fondali sabbiosi si trova poi unalta concentrazione di Posidonia
Oceanica, unottima nursery per moltissime specie di pesci.
In 5T i monti alti oltre i 700 metri scendono ripidamente verso il mare e i fondali
gi a pochi metri da riva raggiungono notevoli profondit, che favoriscono la
presenza di specie sciafile. Risalendo si incontrano formazioni coralligene come
la gorgonia rossa e il corallo nero.

!97

DIFFERENZE ESTENSIVE DEI DECRETI


Come gi riportato le differenti datazioni sostanziano un processo di
aggiornamento e approfondimento che viene riscontrato nel decreto del 2004
esteso su pressione del Ministero dellAmbiente, relativo alla Area Marina
Protetta delle Cinque Terre.
Nel raffrontare i differenti decreti si sono riportati in sintesi i differenti articoli
rimandando alla specifica trattazione in un riscontro alle pagine precedenti.
Sostanzialmente uguale il confronto estensivo per le due AMP per quanto riguarda

PORTOFINO
Art. 1
(Istituzione e denominazione)

5 TERRE
Art. 1
Istituzione
Art. 2
Denominazione

pag. 13

pag 62
pag. 62

Art. 3
pag. 63
Definizioni
Titoli sono 18 e compaiono voci:
acquacultura, misure di premialit
ambientale, ripopolamento attivo
Non presenti in toto e come voci
singole in PF
Art. 2
(Delimitazione)

pag. 14

Art. 5
pag. 64
Delimitazione dellarea
Pi specifico si fa riferimento ai nuovo
sistema geodetico mondiale WGS84

Art. 3
pag. 14
(Finalit)
Il comma 6 non presente in 5T, si
trover in articoli successivi di 5T.

Art. 4
pag. 64
Finalit
in PF mancano parole come
biodiversit marina
e costierarecupero ambientale

Art. 4
(Attivit vietate)
Comma 1.2
Comma 1.3
Comma 1.1
Comma 1.4 manca in 5T

Art. 7
pag. 65
Attivit non consentite
Comma 1.d
Comma 1.e
Comma 1.b
Comma 1 molto pi specifico rispetto a PF
Comma 1.a manca in PF
Comma 1.c manca in PF
Comma 1.f manca in PF

pag. 15

Comma 2.1 zona A manca in 5T


Comma 2.2 zona A vietata
Comma 2.3 zona A vietata
Comma 2.5 zona A
consentita ai mezzi di servizio,
ricerca e soccorso
comma 2.4 zona A manca in 5T
Comma 2.8.1 zona B manca in 5T
Comma 2.8.2 zona B
Comma 2.8.3 zona B

simile
simile
simile

simile

Art.8 .1 d zona A consentita


pag. 66
Art.8. 1.c zona A consentita
Art.8. 1.a-b zona A consentita

Art.8. 1.e zona A manca in PF


Art.8.1.b-c-d zona B
Art.8.1.e zona B ormeggio autorizzato

!98

Comma 2.8.4 zona B manca in 5T pesca subacquea


PORTOFINO
Art. 4
Comma 2.9.1 zona B
pag.16
Comma 2.9.2 zona B
Comma 2.9.3 zona B
Comma 2.9.4 zona B manca in 5T
Comma 2.9.5-6
Comma 2.9.7 zona B manca in 5T
Comma 2.9.8 zona B

5 TERRE
Art.8.1.b-c-d zona B
Art.8.1.f zona B vedi art.3 comma o)
piccola pesca pag.43
Art.8.1.e zona B
Art.8.1.i-j zona B

simile

Art.8.1.h zona B

Art. 4
pag.17
Comma 2.12.1 zona C
vietato ancoraggio libero
Comma 2.12.2 zona C manca in 5T
Comma 2.12.3 zona C manca in 5T

Art.8
Comma 1.c zona C
consentito

Comma 2.13.1 zona C


Comma 2.13.2-3 zona C
Comma 2.13.4 zona C
Comma 2.13.5 zona C manca in 5T

Comma 1.c zona C


Comma 1.b-f zona C
Comma 1.d zona C

Art. 5
(Gestione)
Comma 1

pag 66

Comma 1.e zona C manca in PF

pag.18

Art.9
Gestione
Comma 1-2-3 pi specifico

pag.67

Art.6
(Stanziamenti) manca in 5T
Art. 7
(Regolamento)
Comma 1

simile

Art.10
Disciplinare provvisorio e Regolamento
Comma 1 manca in PF
Comma 2

Art.8 Art. 9 manca in 5T


Portofino - Regolamento Esecutivo
Titolo I art. 4

pag.24

Art.11
Commissione di Riserva

pag.67

Art.12
Demanio marittimo
Manca in PF

pag. 68

Art.13
Monitoraggio e aggiornamento
Manca in PF
Portofino - Regolamento Esecutivo
Titolo X art. 35

pag.34

Art.14
Sorveglianza

pag.68

Portofino - Regolamento Esecutivo


Titolo X art. 36

pag.34

Art.15
Sanzioni

pag.68

!99

AREE MARINE PROTETTE


PORTOFINO CINQUE TERRE
Regolamento e Disciplinare provvisorio
EQUIPARAZIONI DISUGUAGLIANZE - CONFRONTI
Premessa
Alle differenze di base riguardanti decreti e allimpossibilit di raffrontare punti
non espressi nelluna o nellaltra AMP si proceder confrontando e
sottolineando le discordanze relative ai regolamenti.
Va innanzitutto considerato che risulta difficile una equiparazione tra un
Regolamento (Portofino) e un Disciplinare Provvisorio ( Cinque Terre) che oltre
a presentarsi, sotto laspetto giuridico, attraverso differenti titolazioni, hanno
differenti organi di gestione.
Infatti per quanto attiene allAMP delle Cinque Terre si riscontra una dipendenza
diretta con lEnte Parco Nazionale, cosa che non avviene per la AMP di
Portofino che risulta indipendente dallEnte Parco Naturale.
Anche se molto si fatto in termini di omogeneizzazione con la stesura del
nuovo regolamento di Portofino approvato nellagosto 2008 permangono
ancora differenti titolazioni tra i capitoli degli articoli ( Portofino: Titolo Cinque
Terre: Capo ) e non ultimo le diverse attribuzioni date ai commi e sottocommi, e
alle diverse priorit assegnate.
AMP Portofino citato a seguire come PF
AMP Cinque Terre citato a seguire come 5T
PF
Titolo I
Disposizioni Generali
Articolo 1
pag. 35
Oggetto
Articolo 2
pagg. 35-36
Definizioni
Articolo 3
pag. 36
Finalit e delimitazione.
5T
Capo I
Disposizioni generali
Articolo 1
pagg. 69-70
Definizioni
Articolo 2
pagg.. 71-72
Disposizioni generali e attivit non consentite
Comma 1 presenta i termini del decreto
Comma 2 elencazione delle attivit non consentite
Comma 3 specificazione per zona A,B,C delle attivit non consentite
Comma 4 planimet., perimetrazione, zonazione limite 300 m dalla costa
Articolo 3
pagg. 72-73
Attivit consentite
Ampia e circostanziata lelencazione ai vari commi per artt. 2, 3
!100

PF
Titolo II
Organizzazione dellarea marina protetta
Articoli 4,5,6,7
pagg. 36,37,38
Gestione- Responsabile- Comm. di Riserva Comit. tecn.scientifico
RIFERIMENTO
5T
mancante
PF

Titolo III

Disciplina di dettaglio e condizioni di esercizio delle attivit


consentite
Articolo 8
pag. 38
Zonazione e attivit consent
Articolo 9
pag. 38
soccorso, sorveglianza e servizio
Artico10
pag. 39
commi 1-8
Disciplina dellattivit ricerca scientifica
5T
Capo II
Disciplina delle attivit consentite
Articolo 4
pag. 74
commi 1-9
Disciplina dellattivit ricerca scientifica
Articolo 11 pag 39
commi 1-7
.riprese fotograf. cinematograf.,televisive.
RIFERIMENTO
5T
Capo II
Articolo 18 pagg. 89-90 commi 1-9
.riprese fotograf. cinematograf.,televisive.
Articolo 12 pag. 40
commi 1-2
Disciplina.balneazione
RIFERIMENTO
5T
Capo II
Articolo 5
pagg. 74-75 commi 1-10
Disciplina.balneazione
Articolo 13 pagg. 40-42
commi 1-14 + sottocommi
Discipl. Immersioni subacquee individuali
RIFERIMENTO
5T
Capo II
Articolo 17 pagg. 88-89 commi 1-14 + sottocommi
Discipl. Immersioni subacquee individuali
Articolo 14 pagg. 42-44
commi 1-20 + sottocommi
Discipl. Visite guidate subacquee.
RIFERIMENTO
5T
Capo II
Articolo 16 pagg. 86-88 commi 1-25 + sottocommi
Discipl. Visite guidate subacquee svolte da centrioperatori del settore
Articolo 15 pagg. 44-45
commi 1-8 + sottocommi
Disciplaccompagnamento e supportosubacquee
RIFERIMENTO
5T
Capo II
Articolo 16 pagg. 86-88 commi 1-25 + sottocommi
Discipl. Visite guidate subacquee svolte da centrioperatori del settore

!101

Articolo 16 pagg. 45-46


commi 11 + sottocommi
Discipl. della navigazione da diporto
RIFERIMENTO
5T
Capo II
Articolo 8
pagg. 77-78 commi 1-23 + sottocommi
Discipl. della navigazione da diporto
Articolo 17 pagg. 46-47
commi 1-11 + sottocommi
Discipl. attivit dormeggio
RIFERIMENTO
5T
Capo II
Articolo 6
pagg. 75-76 commi 1-15 + sottocommi
Discipl. attivit dormeggio
Articolo 18 pag. 47
commi 1-3 + sottocommi
Discipl. attivit di ancoraggio
RIFERIMENTO
5T
Capo II
Articolo 7
pag. 76
commi 1-5
Discipl. attivit di ancoraggio
Articolo 19 pag. 47
commi 1-7 + sottocommi
Discipl. dellattivit didattica e divulg. naturalistica
RIFERIMENTO
5T
mancante
Articolo 20 pagg. 48-49
commi 1-16 + sottocommi
Discipl. attivit pesca sportiva
RIFERIMENTO
5T
Capo II
Articolo 14 pag. 83-85 commi 1-21 + sottocommi
Discipl. attivit pesca sportiva
Articolo 21 pagg. 49-50
commi 1-12 + sottocommi
Discipl. attivit pesca professionale
RIFERIMENTO
5T
Capo II
Articolo 13 pagg. 82-83 commi 1-12 + sottocommi
Discipl. attivit pesca professionale
Articolo 22 pag. 50
commi 1-6
Discipl. attivit pescaturismo
RIFERIMENTO
5T
Capo II
Articolo 15 pagg. 85-86 commi 1-11 + sottocommi
Discipl. attivit pescaturismo
PF

Titolo IV

Disciplina delle autorizzazioni allo svolgimento delle attivit


consentite nellarea marina protetta Portofino
Articolo 23 pag. 51
commi 1-3
Oggetto e ambito di applicazione
5T
Capo III
Criteri e procedure per il rilascio delle autorizzazioni
allo svolgimento delle attivit consentite nellaerea marina protetta
delle Cinque Terre
Articolo 22 pag. 91
Oggetto e ambito di applicazione
!102

Articolo 24 pag. 51
commi 1-6 + sottocommi
Domanda di autorizzazione
RIFERIMENTO
5T
Capo III
Articolo 23 pag. 91
commi 1-7 + sottocommi
Domanda di autorizzazione
Articolo 25 pag 51
commi 1-2
Documentazione da allegare
RIFERIMENTO
5T
Capo III
Articolo 24 pag. 91
commi 1-2
Documentazione da allegare
Articolo 26 pag. 52
commi 1-3
Proceduraistanze di autorizzazione
RIFERIMENTO
5T
Capo III
Articolo 25 pag. 92
commi 1-3
Proceduraistanze di autorizzazione
Articolo 27 pag. 52
commi 1-9 + sottocommi
Criteri di valutazione.autorizzazione
RIFERIMENTO
5T
Capo III
Articolo 26 pag. 92
commi 1-4 + sottocommi
Criteri di valutazione.autorizzazione
Articolo 28 pag. 52-53
commi 1-11
Corrispettivi e diritti di segreteria
RIFERIMENTO
5T
Capo III
Articolo 27 pagg. 92-93 commi 1-2
Diritti di segreteria
PF
Titolo V
Disposizioni finali
Articolo 29
pag. 53
commi 1-2
Monitoraggio e aggiornamento
RIFERIMENTO
5T
mancante
Articolo 30
pag. 54
Sorveglianza
RIFERIMENTO
5T
Articolo 19 pag. 90
Sorveglianza
Articolo 31
pag. 54
Pubblicit
RIFERIMENTO
5T
Articolo 21 pag. 90
Disposizioni finali

Capo II

commi 1-4
Capo II

!103

Articolo 32
pag. 54
Sanzioni
RIFERIMENTO
5T
Articolo 20 pag. 90
Sanzioni

commi 1-5
Capo II
commi 1-3

!104

DIFFERENZE ED EQUIPARAZIONI SPECIFICHE RELATIVE


ALL ATTIVITA DI PESCA E ALL ATTIVITA SUBACQUEA
ATTIVITA DI PESCA
Verranno di seguito raffrontate nelle differenze e nelle equiparazioni le diverse
tipologie dellattivit di pesca:
-

Pesca sportiva
Pesca professionale
Pescaturismo

Per quanto riguarda il Disciplinare Provvisorio delle 5T, vi sono alcune


disposizioni che valgono per tutte le tipologie di pesca sopra indicate:
-

In tutta lAMP 5T vietata la pesca delle seguenti specie:


a. Cernia (Ephinepleus sp.)
b. Cernia di fondale (Polyprion americanus)
c. Nacchera (Pinna nobilis)

A fronte di particolari esigenze di tutela ambientale, lEnte parco si


riserva il diritto, con successivo provvedimento, di disciplinare le
modalit di prelievo delle risorse ittiche, con particolare riferimento alle
seguenti specie:
a) Aragosta rossa (Palinurus elephas)
b) Astice (Homarus gammarus)
c) Cicala (Scyllarus arctus)
d) Magnosa (Scyllarides latus)

fatto divieto di scarico a mare di acque non depurate provenienti da


sentine o da altri impianti dellunit navale e di qualsiasi sostanza tossica
o inquinante, nonch la discarica di rifiuti solidi o liquidi.

Le tre tipologie di pesca vengono consentite solo previa autorizzazione


dellEnte parco secondo i criteri e le procedure previste nel Capo III e
nellAllegato 11 del Disciplinare provvisorio, di cui costituisce parte
integrante.

!105

LA PESCA SPORTIVA
La pesca sportiva uno sport che pu essere praticato sia in corsi d'acqua
dolce che in mare. molto diffusa in diverse regioni italiane attraverso circoli di
appassionati
La pesca sportiva si suddivide in
pesca di superficie
pesca in apnea
Entrambe le categorie sono accomunate nella stessa federazione sportiva, la
F.I.P.S.A.S. (Federazione Italiana Pesca Sportiva e Attivit Subacquee).
L'etica della pesca sportiva pone colui che la pratica (pescasportivo) in
condizioni di parit con la sua preda. Chi pratica la pesca sportiva nella sua
autenticit non si pone come unico obiettivo il catturare pesce per nutrirsene,
ma cerca la sfida nella cattura stessa; ne la prova il recente diffondersi del
No-kill e del Catch & Release.
Il "No-Kill" una particolare regolamentazione adottata specialmente nelle acque
cosiddette "a salmonidi" e che prevede che ogni pesce catturato venga rilasciato.
Il "Catch & Release" il complesso sempre in evoluzione di quegli accorgimenti
che, se adottati dal pescatore di superficie, favoriscono la sopravvivenza del
pesce catturato e rilasciato. La continua evoluzione dei suddetti accorgimenti
dettata dalla volont di garantire la sopravvivenza del pesce; attualmente tale
garanzia manca in quanto una percentuale non bene identificata delle catture
pu riportare ferite tali da causarne la morte per via dell'impossibilit ad
alimentarsi.
Per quanto riguarda la pesca in apnea essa permette invece il cosiddetto
"Catch & Release", cio la possibilit innanzitutto di evitare di catturare le prede
che non hanno valore gastronomico o venatorio, e solo in determinati casi di
effettuare la cattura.
Il vero pescasportivo rispettoso delle leggi che regolano la sua disciplina
(misure minime, divieti di pesca, pesci in pericolo estinzione, etc.) e della natura
stessa. Per molti pescasportivi, in effetti, gioca un ruolo fondamentale nella
propria passione l'ambiente di pesca, a volte pi della quantit di pescato.
Inoltre esistono degli accorgimenti nelle varie tecniche di pesca sportiva che
permettono di selezionare in anticipo le prede da catturare evitando catture
indiscriminate e prede sottomisura (ad esempio la misura degli ami, il tipo di
esca... e nella pesca in apnea la possibilit di vedere la preda prima di scoccare
il tiro per valutare la specie e le dimensioni). Comunque il pescatore sportivo
non trae profitto economico dalla pesca e non cattura prede di cui non poi non
si ciba, integrandosi quindi nella catena alimentare che lega tutti gli esseri
viventi. La pesca sportiva uno sport popolare alla portata di una larga fascia di
utenza, senza limiti di et, fisici o economici: una disciplina che coinvolge ogni
fascia sociale.
La pesca uno strumento di miglioramento individuale, un'educazione naturale
che modella il carattere, insegnando la calma e la contemplazione, spingendo
al rispetto dell'ambiente e alla conoscenza della natura.

!106

In PF viene disciplinata al Titolo III , articolo 20, pag 48


Nel vecchio regolamento
Titolo V, articolo 24, comma 1 zona B, comma 2 zona C,pag. 30-31

In 5T viene disciplinata al Capo II, articolo 14, comma 5 zona B ,


zona C ,pag. 84

comma 8

1) In entrambe le AMP viene riportata la specifica definizione di ci che si


intende per pesca sportiva: attivit di pesca esercitata a scopo ricreativo
In PF Titolo I, articolo 2.p)
in 5T Capo I, articolo 1.o)
Nel vecchio Regolamento dellAMP PF non vi nessuna specifica definizione di pesca
sportiva.

2) In entrambe le AMP vige il divieto di pesca nella zona A e sono vietate


le gare di pesca sportiva.
3) Lattivit di pesca sportiva consentita nelle zone B e C per i residenti
dei comuni dellarea di riferimento, previa autorizzazione del soggetto
gestore, che si riserva differenti modalit e differenti tipologie di attrezzi
consentiti.
4) In PF la pesca subacquea in apnea vietata in tutta larea marina
protetta e la detenzione e il trasporto di attrezzi adibiti alla pesca
subacquea allinterno dellarea marina protetta non sono consentiti.
Nelle 5T La pesca subacquea in apnea vietata in tutta larea marina
protetta. La detenzione e il trasporto di attrezzi adibiti alla pesca
subacquea allinterno dellarea marina protetta consentito, previa
autorizzazione dellEnte parco, esclusivamente alloggiando i suddetti
attrezzi, smontati, allinterno di appositi contenitori ermeticamente chiusi,
lungo rotte predefinite dichiarate allatto della richiesta di autorizzazione.

Le sostanziali differenze riguardano le tipologie di attrezzi consentiti:

Nella zona B:
PF ! Nelle zone B lattivit di pesca sportiva consentita, ai soggetti residenti
nei comuni di Camogli, Portofino e Santa Margherita Ligure alla data di
istituzione dellarea marina protetta Portofino, previa autorizzazione dellEnte
gestore, con i seguenti attrezzi:
- a) da riva, con numero massimo di 2 canne senza mulinello, con ami di
lunghezza massima non inferiore a 18 mm;
- b) da natante, con lenze fisse quali canne da bolentino, con mulinello
da bolentino, bolentini, guadini e correntine, a non pi di 3 ami di
lunghezza non inferiore a 18 mm, tranne che nello specchio acqueo
antistante la zona di Cala dellOro, in numero massimo di 1 attrezzo a
persona;
!107

- c) da natante, con lenze per cefalopodi, con esclusivo lento


spostamento a remi del natante, tranne che nello specchio acqueo
antistante la zona di Cala dellOro, in numero massimo di 1 attrezzo a
persona;
- d) con 1 solo palangaro a natante, avente un numero massimo di 100
ami di lunghezza massima non inferiore a 22 mm, calato ad una
profondit non inferiore a 40 metri da Punta Chiappa a Casa del
Sindaco e ad una profondit non inferiore a 50 m da Casa del Sindaco
a Punta del Faro, ad esclusione dello specchio acqueo antistante Cala
dellOro;
- e) da natante a motore, in navigazione, a velocit non superiore ai 5
nodi, con non pi di 2 lenze a traino, che abbiano ami di lunghezza non
inferiore a 18 mm, nei due settori compresi tra Punta Chiappa e S.
Fruttuoso e tra S. Fruttuoso e Punta del Faro di Portofino;
Nella zona B ogni attrezzo da posta fisso, posizionato a distanza inferiore a 100
metri dai siti di immersione predisposti, dovr essere calato unora dopo il
tramonto e salpato entro le ore 8.00 del mattino seguente.

5T! Nelle zone B consentita, previa autorizzazione dellEnte parco, la pesca


sportiva, riservata ai residenti nei comuni ricadenti nellarea marina protetta, con
i seguenti attrezzi:
a) con bolentino dallimbarcazione, anche con canna a mulinello, a non
pi di 2 ami;
b) con un massimo di 2 canne singole fisse o da lancio o lenza, da terra,
a non pi di 2 ami;
c) con lenza a traina, a non pi di 2 traine a imbarcazione;
d) con totanara o polpara, con o senza esca, limitatamente al periodo dal
15 ottobre al 15dicembre.
Nel precedente regolamento prevedeva lutilizzo, da natante, di non pi di 3 ami
riportandone la dimensione (minimo 18 mm) mentre le 5T non pi di 2 ami e non ne
riporta la dimensione.
Per la traina in entrambe sono consentite 2 lenze a imbarcazione, ma PF specifica
velocit massima 5 nodi e dimensione degli ami (minimo 18 mm) delimitando le zone
allinterno dellarea citata.
La pesca con palamiti consentita in PF con un max 100 ami (minimo 22 mm) a una
distanza minima di 80 m dalla costa, mentre in 5T non consentita.
Lutilizzo di totanare e polpare nelle 5T viene limitata al periodo 15 ott.-15 dic. Per
contro in PF non risulta disciplinata.

!108

Zona C
PF! Nella zona C lattivit di pesca sportiva consentita ai residenti nei
comuni dell AMP con i seguenti attrezzi:
a) da riva, con lenza e canna in numero massimo di 2 canne anche con
mulinello, con ami di lunghezza massima non inferiore a 18 mm e lenze
per cefalopodi;
b) da natante, con bolentino, guadino e canna da bolentino, con
mulinello da bolentino, con ami di lunghezza massima non inferiore a 18
mm in numero massimo di 1 attrezzo a persona;
c) da natante, con correntine a non pi di 3 ami di lunghezza non
inferiore a 18 mm;
d) da natante, con lenze per cefalopodi, con esclusivo lento spostamento
a remi del natante;
e) con 1 solo palangaro a natante avente un numero massimo di 100 ami
di lunghezza non inferiore a 22 mm. In corrispondenza dei tratti di costa
da punta del Faro a Punta Olivetta e da Punta Chiappa sino allinizio del
canale di transito di Porto Pidocchio il palangaro dovr essere calato ad
una profondit non inferiore a 40 metri;
f) mediante non pi di n. 5 nattelli di superficie, con non pi di 2 ami di
lunghezza non inferiore a 18 mm;
g) da natante a motore, in navigazione, a velocit non superiore ai 5
nodi, con non pi di 2 lenze a traino che abbiano ami di lunghezza non
inferiore a 18 mm.

5T! Nella zona C consentita, previa autorizzazione dellEnte parco, la


pesca sportiva, riservata ai residenti nei comuni ricadenti nellarea marina
protetta, con i seguenti attrezzi:
a) con bolentino dallimbarcazione, anche con canna a mulinello, a non
pi di 2 ami;
b) con un massimo di 2 canne singole fisse o da lancio o lenza, da terra,
a non pi di 2 ami;
c) con lenza a traina, a non pi di 2 traine a imbarcazione;
d) con totanara o polpara, con non pi di 2 totanare a imbarcazione,
limitatamente ai periodi determinati con provvedimento dellEnte
parco;
e) con palamiti, con numero di ami a persona non superiore a 70, con
limite massimo di 200 ami a imbarcazione,
f) con 1 nassa nel periodo dal 1 luglio al 31 agosto, se munita del
contrassegno identificativo rilasciato dallEnte parco al momento
dellautorizzazione.
Pressoch identici alla zona B gli attrezzi utilizzabili da riva e da natante.
In PF vengono consentiti nattelli (numero max 5 con non pi di 2 ami, minimo 18 mm),
non previsti per 5T.
La pesca coi palamiti consentita in entrambe le AMP, in PF presenta una differenza
relativa alla distanza dalla costa ( 50 m.) mentre in 5T prevede un numero di ami a
persona max 70 con un limite max di 200 ami a imbarcazione senza specificare la
distanza dalla costa.

!109

In PF previsto luso di correntine a non pi di 3 ami (minimo 18mm) mentre in 5T non


pi di 2 totanare, sempre in periodi determinati dallEnte parco.
E prevista la pesca con la nassa in 5T, munita di contrassegno identificativo nel
periodo 1 luglio-31 agosto, mentre non viene prevista in PF.

Non residenti
PF ! Nella zona C lattivit di pesca sportiva consentita ai soggetti non
residenti nei comuni ricadenti nellarea marina protetta, previa autorizzazione
dellEnte gestore, con i seguenti attrezzi:
a) da riva, con lenza e canna in numero massimo di 2 canne anche con
mulinello, con ami di lunghezza massima non inferiore a 18 mm;
b) da natante, con bolentino e canna da bolentino, con mulinello da
bolentino, con ami di lunghezza massima non inferiore a 18 mm, in
numero massimo di 1 attrezzo a persona;

5T! Nella zona C consentita, previa autorizzazione dellEnte parco, la


pesca sportiva ai non residenti nei comuni ricadenti nellarea marina protetta,
con un massimo di 2 canne o lenze da terra, a non pi di 2 ami.

Prelievo massimo giornaliero e specie vietate


PF! E vietato luso di esche e di sistemi di pesca cha consentano la cattura di
esemplari di cernia di qualsiasi specie e misura, al fine di permettere il
ripopolamento naturale dellarea protetta. La cattura accidentale di esemplari di
cernia dovr essere segnalata tempestivamente allEnte gestore.
La quantit del prodotto pescato non pu superare i 3 chili al giorno per
persona, a meno che tale quantitativo non sia superato dalla cattura di un
singolo esemplare.

5T! Nelle zone B e C consentito, previa autorizzazione dellEnte parco, un


prelievo cumulativo giornaliero di molluschi bivalvi e gasteropodi a scopo di
esca fino a 2 kg per persona, ai residenti nei comuni ricadenti nellarea marina
protetta; Nellarticolo 14, comma 1 delle 5T vengono elencate le specie di cui
vietata la pesca e nel successivo comma 20 le specie di cui la pesca
regolamentata.
Per quanto riguarda il prelievo cumulativo giornaliero in PF previsto un massimo di 3
kg al giorno, mentre per le 5T il limite espresso di 3 kg a persona, con un massimo di
5kg per imbarcazione, limite superabile per la cattura di un singolo esemplare. In PF
vietata la cattura e il prelievo di individui giovani.

Modalit di autorizzazione
Le modalit per le autorizzazioni per entrambe le AMP vengono rilasciate
compatibilmente con le esigenze di conservazione e tutela delle risorse ittiche e
dei fondali.
!110

Nelle due AMP da parte del pescatore sportivo vige lobbligo di esibire
lautorizzazione/contrassegno rilasciate dal soggetto Gestore e consegnare alla
scadenza dellautorizzazione un apposito libretto dove verranno riportati dati e
informazioni relativi allattivit di pesca esercitata.

PF! A fronte di particolari esigenze di tutela ambientale, lEnte gestore si


riserva il diritto, con successivo provvedimento, di disciplinare le modalit di
prelievo delle risorse ittiche. Ai fini del rilascio deIlautorizzazione alle attivit di
pesca sportiva nellarea marina protetta, i soggetti richiedenti devono versare
allEnte gestore un corrispettivo a titolo di diritto di segreteria e rimborso spese.
Il pescatore sportivo autorizzato allattivit di pesca con palangari, traina e
nattelli, tenuto alla compilazione del registro delle uscite di pesca sportiva,
vidimato dallEnte gestore, riportando la data, le ore di pesca, le zone di pesca,
il tipo di pesca effettuata, la classificazione del pescato e il peso. Il registro
dovr essere tenuto aggiornato a fine pesca, esibito a richiesta allEnte gestore
e consegnato al medesimo Ente alla scadenza dellautorizzazione.
Ai fini del rilascio delle autorizzazioni alla pesca sportiva nelle zone B e C ai
residenti nei comuni ricadenti nellarea marina protetta, lEnte gestore rilascia
un massimo di 120 autorizzazioni, contestualmente operative, per la pesca con
palangari, traina e nattelli, di cui 80 nominali e 40 alle associazioni di categoria
Il pescatore sportivo autorizzato alla pesca con palangari tenuto a
contrassegnare con opportuna targhetta identificativa rilasciata dallEnte
gestore il galleggiante dellattrezzo di pesca, pena la rimozione ed il sequestro
di ogni attrezzo non contrassegnato ad opera delle autorit competenti.

5T! Nella zona C, ai fini del rilascio dellautorizzazione alla pesca sportiva,
salva la necessit di contingentamento dellattivit, sono equiparati ai residenti :
- i proprietari di abitazioni nei comuni ricadenti nellarea marina protetta;
- coloro che abbiano risieduto per almeno 10 anni nei comuni ricadenti
nellarea marina protetta.
Nel decidere il contingentamento dellattivit, lEnte parco stabilir un numero
massimo di presenze giornaliere, in relazione allattivit da limitare, che
risponda in termini tecnici alle esigenze di tutela ambientale sottese al
provvedimento.
Nel regolamento precedente, Titolo V, articolo 25, pag. 31 il soggetto Gestore forniva
alla commissione di riserva e al Ministero dellAmbiente una relazione annuale
sullattivit di pesca e sullo sforzo di pesca. Inoltre effettua ricerche scientifiche mirate
sa valutare limpatto della pesca sportiva al fine di garantire una gestione sostenibile
della risorsa. Sulla base dei dati raccolti il soggetto gestore determina il numero e il
periodo delle autorizzazioni per garantire la tutela della qualit ambientale.
Le differenze riguardano il numero di autorizzazioni massime consentite.
Nelle 5T il numero massimo di presenze giornaliere, stabilito dallEnte parco in base
alle esigenze di tutela ambientale. In PF sono previste 120 autorizzazioni (80 nominali,
40 ad associazioni con un limite di 20 uscite), annuali o semestrali, per la pesca con palangari,
traina e nattelli.

!111

LA PESCA PROFESSIONALE
La pesca artigianale stata, ed , quellattivit produttiva che pi rispecchia le abitudini
locali. Le pesche speciali ne sono una chiara testimonianza. In passato ci era ancor
pi accentuato e la diversit di attrezzi a di attivit era molto maggiore. La presenza di
diversi tipi di fondo ha favorito il diffondersi di numerosi sistemi di pesca di tipo
artigianale (o piccola pesca) che sono variamente distribuiti lungo tutta la costa e che
possono essere globalmente divisi in tre gruppi: reti da posta fisse (tramagli e reti a
imbrocco), palangari e piccola circuizione (cianciolini o lamparelle e sciabichetta o
sciabichella).
RETI DA POSTA FISSE: a questa categoria appartengono i tremagli e le reti a
imbrocco, cio reti che, bench possano trovarsi sul fondo oppure a mezzacqua,
vengono ancorate in modo fisso al fondo marino con ancore o pesi. I pesi o le ancore
vengono segnalati in superficie da galleggianti muniti di bandierine gialle di giorno, e
luci gialle di notte per renderne possibile lindividuazione al momento del recupero.
Queste reti, una volta calate, vengono lasciate in posizione per un certo periodo di
tempo, in genere una notte, in modo tale da renderle ancora pi invisibili al pesce, e
poi recuperate. Normalmente, nellintervallo fra loperazione di cala e quella di salpata
la barca rientra in porto.
- Il tremaglio (o tramaglio) formato da tre pezze di rete sovrapposte e
collegate lungo il loro lato maggiore. Le due esterne, dette maglione, sono a
maglie pi grandi di quella interna, e fanno si che il pesce, da qualunque parte
provenga, pu agevolmente superarle ma, entrato a contatto con la seconda,
trova in questa una specie di sacca e, nel tentativo di sfuggire, si impiglia
sempre di pi. La dimensione delle maglie esterne va da 160 a 180 mm,
mentre le maglie interne sono comprese tra 60 e 70 mm. Viene calato a una
profondit che varia tra i 2 e i 40 m e la zona di pesca varia con la stagione,
come le principali specie bersaglio (seppie, triglie, orate, occhiate, scorfani
ecc...). Quando la maglia interna pi piccola (45 mm), si parla di tramaglino:
mirato alla pesca delle triglie, viene impiegato specialmente nelle zone di secca
da fine primavera a inizio autunno; quando invece le maglie sono pi grandi
(200 mm quelle esterne e 60-90 mm quelle interne), si parla di tramaglione,
che diretto alla pesca delle aragoste e viene calato a 50-100 m, soprattutto in
primavera-estate.
- Le reti a imbrocco invece, sono reti di nylon trasparente alte 3-4 m e formate
da un solo panno, disposte verticalmente nellacqua. Hanno praticamente una
cattura monospecifica e monotaglia che dipende dalla misura della maglia con
cui armata. In questo caso infatti, la cattura avviene per imbrocco: il pesce,
una volta entrato nella maglia della rete, non riesce pi ad andare n avanti n
indietro. Se la maglia fosse pi piccola non riuscirebbe a penetrare con la testa
nella maglia stessa, se daltra parte fosse pi grande passerebbe tutto intero
dalla parte opposta, evitando in ambedue i casi la cattura. Se impiegate per la
cattura di sogliole, vengono calate in genere a una profondit di 15-50 m, sia
su fondali duri che sabbiosi o vicino ad afferrature; le maglie del panno hanno
una dimensione di 70-80 mm. Se usate per la cattura di naselli (reti
nasellare), triglidi di grosse dimensioni e sugarelli, vengono calate a una
profondit che varia tra i 90 e i 300 m; in questo caso la dimensione delle
maglie del panno varia tra 52 e 58 mm; le reti a maglia grande (330-400 mm ed
oltre) sono specifiche per la cattura dei pesci spada.
PALANGARI (o Palamiti): sono composti da una serie di lenze (braccioli) di cui una
estremit termina con un amo e laltra collegata ad un cavo (trave) lungo anche
diversi chilometri. I braccioli vengono legati al trave ad intervalli regolari, pari a circa 2
volte la loro lunghezza. Questo attrezzo pu essere considerato fra i pi selettivi tra
tutti i sistemi di pesca, ma attualmente non trova ampia diffusione fra le marinerie
toscane, probabilmente anche per il costo e il tempo necessario alla messa in opera

!112

del mestiere. Al variare della specie bersaglio pu operare sia sul fondo (palamito
fisso) sia in superficie (palamito derivante).
- I palangari fissi, possono essere usati sia per la pesca ai naselli sia per la
pesca del pesce bianco. I palangari per naselli hanno una trave che varia tra i
2.000 e i 4.000 m, la lunghezza del braccio varia tra 1,5 e 2,0 m, e sono
distanziati tra loro 4 - 6 m. Lesca costituita da sardine, e sono usati
saltuariamente destate a una profondit che varia tra 100 e 500 m. I palangari
per pesce bianco invece, hanno una trave lunga tra 2.000 e 3.000 m, i bracci
misurano 1 - 1,5 m, e sono distanziati da 5 a 15 m. Utilizzati pi saltuariamente,
sono posizionati a profondit che non superano mai i 50 m.
- I palangari derivanti, sono utilizzati nei mesi estivi/autunnali per la pesca del
pesce spada. La trave lunga tra i 5.000 e i 35.000 m, i bracci tra 5 e 10 m, e
sono distanziati di 30-50 m. Gli ami sono innescati con sgombri congelati.
RETE DA CIRCUIZIONE uno strumento ed una tecnica di pesca indirizzata in
genere a specie che vivono in banchi, sia piccoli come sardine o acciughe, che pi
grandi come gli sgombri che grandissimi come i tonni.
Il tipo di Rete da circuizione pi comune prende il nome di cianciolo o saccoleva ed
orientato alla cattura di piccoli pesci di banco (pesce azzurro), di solito il banco, nelle
ore notturne, viene attratto in un determinato tratto di mare da una o pi piccole
imbarcazioni dotate di potenti fonti luminose (lampara), quando il branco ben
compatto viene stesa intorno ad esso una rete rettangolare con sugheri nella parte alta
e piombi (lima di piombi) in quella inferiore, quando il banco circondato viene chiusa
nella parte inferiore e lentamente ritirata fino a quando i pesci sono concentrati in uno
spazio piccolo e possono essere recuperati con un coppo.

In PF viene disciplinata dal Titolo III, articolo 21, pag. 49-50.


In 5T viene disciplinata dal Capo II, articolo 13, pagg 82-83.
DISPOSIZIONI GENERALI:

In PF vietata la pesca professionale nella zona A.


In 5T vietata nella zona A e nella Zona B circostante Montenero.

PF! E vietata la pesca a strascico e con reti derivanti.


Nelle zone B e C consentita esclusivamente la piccola pesca
artigianale, riservata ai residenti nei comuni di Camogli, Portofino e
Santa Margherita Ligure nonch alle imprese e alle cooperative di pesca
aventi sede legale nei suddetti comuni alla data di entrata in vigore del
presente regolamento
Nel precedente regolamento era consentita la pesca professionale nelle zone B
e C a imbarcazioni di lunghezza inferiore ai 12 m e stazza minore di 10 TSL e
15 GT.
Questa tipologia di pesca riservata ai pescatori residenti o a cooperative di
pescatori con sede nei comuni dellAMP.

5T! consentita nella zona B circostante a Punta Mesco e zone C,


previa autorizzazione dellEnte Gestore, la piccola pesca artigianale.
Questattivit riservata alle imprese e cooperative costituite da soci
residenti, o che abbiano risieduto almeno 10 anni nei comuni dellAMP, e
con sede legale negli stessi.
!113

In 5T non viene data nessuna indicazione sulla lunghezza e la stazza


delle imbarcazioni autorizzate, lunico riferimento nelle definizioni di
piccola pesca artigianale.

Attrezzi e modalit di pesca


PF! Nel nuovo regolamento di PF. Nella zona B la piccola pesca artigianale
consentita esclusivamente con i seguenti attrezzi e modalit:
a) rete da posta fissa, disposta perpendicolarmente alla linea di costa;
b) con 1 solo palangaro avente un numero massimo di 200 ami di
lunghezza massima non inferiore a 22 mm, calato ad una
profondit non inferiore a 40 metri da Punta Chiappa a Casa
del Sindaco e ad una profondit non inferiore a 50 m da Casa
del Sindaco a Punta del Faro, ad esclusione dello specchio
acqueo antistante Cala dellOro;
Nella zona C la piccola pesca professionale consentita con i seguenti attrezzi
e modalit:
a) rete da posta fissa;
b) con 1 solo palangaro avente un numero massimo di 200 ami di
lunghezza massima non inferiore a 22 mm, ad una distanza
minima di 50 m dalla costa;
c) mediante Tonnarella e Mugginara, nel periodo marzo
ottobre, nei siti tradizionali in prossimit di Porto Pidocchio.
d) Nella zona B ogni attrezzo da posta fisso, posizionato a
distanza inferiore a 100 metri dai siti di immersione, dovr essere
calato unora dopo il tramonto e salpato entro le ore 8.00 del
mattino seguente.
Nelle zone B e C inoltre consentita lattivit professionale per la pesca del
rossetto (Aphia minuta), previa autorizzazione da parte dellEnte gestore, con i
modi e i tempi stabiliti dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, riservata
ai pescatori professionisti in possesso di specifica licenza, che abbiano gi
svolto tale attivit di pesca, autorizzata dal medesimo Ministero delle Politiche
Agricole e Forestali prima della data 31 dicembre 2004
Nel precedente regolamento veniva regolata dal Titolo VI, articolo 27, pag.31 e viene
fatta una distinzione tra gli attrezzi consentiti nella zona B e nella zona C.
Zona B (Comma I):
- a) rete circuitante, a batimetrie non inferiori a 50 metri, tranne che sulla
direttrice mediana esterna alla Cala dellOro;
- b) rete da posta fissa, disposta perpendicolarmente alla linea di costa, ad
esclusione del periodo dicembre - febbraio, nei seguenti settori: tra Punta
Chiappa e Punta del Buco, tra Punta Carega e Cala degli Inglesi e tra Cala
degli Inglesi e Punta del Faro di Portofino. In ognuno di questi settori il Soggetto
gestore individua 5 siti predeterminandone la rotazione e regolandone i turni
- c) palangari, con un massimo di 200 ami, di lunghezza non inferiore a 22 mm,
ad una distanza minima di 80 metri dalla costa, in tutta la zona B ad esclusione
della zona antistante Cala dellOro

!114

Zona C (Comma II): la pesca viene autorizzata attraverso tutte le modalit precedenti
ma con palangari collocati a distanza minima di 50 m dalla costa. In questarea viene
consentita la pesca anche mediante tonnarella, protetta da un recinto di sicurezza nel
periodo tra marzo e ottobre e mediante mugginara nel periodo tra aprile e giugno.

5T! Viene regolata dal Capo II, articolo 13, comma III, pagg. 82-83 non viene
fatta una distinzione tra gli attrezzi consentiti in zona B circostante Punta
Mesco e in zona C, ma vi una pi ampia descrizione delle modalit attraverso
le quali la pesca deve essere svolta:
a) pesca alla lampara o a circuizione, su imbarcazioni entro i 10 metri
di lunghezza f.t., con reti tipo cianciolo di lunghezza massima di 200
metri, calando la rete a non meno di 30 metri dalla costa e calando la
rete a non meno di 35 metri dalla costa.
b) con reti da posta, secondo le seguenti modalit:
- le reti devono essere calate non prima di 2 ore dal tramonto e salpate
non meno di 2 ore dopo lalba successiva e comunque non oltre le ore
08.00;
- le reti devono essere calate perpendicolarmente alla linea di costa;
- Ogni imbarcazione autorizzata potr imbarcare al massimo 2.300 metri
di reti cos suddivise:
x) ogni imbarcazione autorizzata potr imbarcare fino ad un
massimo di 2.300 metri di rete con maglie superiori a 55 millimetri
(comunemente nominate maglie del 9);
y) ogni imbarcazione autorizzata potr imbarcare fino ad un
massimo di 1.800 metri di rete con maglie da 55 millimetri
(comunemente denominate maglie del 9);
z) ogni imbarcazione autorizzata potr imbarcare fino ad un
massimo di 500 metri di rete con maglie da 38,46 millimetri
(comunemente denominate maglie del 13) ed un massimo di
1.200 metri di rete con maglie da 55 millimetri, vietato lutilizzo di
reti con maglie diverse da uelle indicate ai punti x), y) e z);
c) con palamiti, come previsto dalla normativa vigente.

!115

Modalit di autorizzazione
5T! E prevista lautorizzazione da parte dellEnte Parco allesercizio della
pesca professionale, cosa non prevista in PF.
o Questa autorizzazione deve essere presentata almeno 30 giorni
prima della data prevista per linizio dellattivit.
o Al momento dellautorizzazione deve essere dichiarata la lunghezza
totale, il tipo di maglia e il periodo di utilizzo delle reti da posta.
o Il rilascio delle autorizzazioni comporta lobbligo di fornire allEnte
parco dati e informazioni relativi allattivit di pesca esercitata, ai
fini del monitoraggio dellAMP.
PF! La richiesta di autorizzazione ad eseguire lattivit di pesca professionale
deve essere presentata almeno 30 giorni prima della data prevista di inizio
attivit.
I soggetti legittimati alle attivit di piccola pesca professionale devono
comunicare annualmente allEnte gestore i periodi, gli attrezzi utilizzati e le
modalit di pesca all'interno dell'area marina protetta ai fini del monitoraggio.
Tali comunicazioni vengono riportate su un apposito registro tenuto dallEnte
gestore, delle cui annotazioni viene rilasciata copia ai soggetti stessi.
A fronte di particolari esigenze di tutela ambientale, lEnte gestore si riserva il
diritto, con successivo provvedimento, di disciplinare ulteriormente le modalit
di prelievo delle risorse ittiche.
Portofino obbligava nel vecchio regolamento i soggetti autorizzati alla comunicazione
annua degli attrezzi utilizzati dei periodi e delle modalit di pesca, che vengono riportati
su un registro, effettua anche ricerche scientifiche mirate a monitorare, limpatto della
pesca professionale al fine di individuare e garantire una gestione sostenibile della
risorsa.

IL PESCATURISMO
Il Pescaturismo" consiste in un'attivit integrativa alla pesca artigiana che offre
la possibilit agli operatori del settore di ospitare a bordo delle proprie
imbarcazioni un certo numero di persone diverse dall'equipaggio per lo
svolgimento di attivit turistiche ricreative.
L'attivit di pescaturismo attualmente regolamentata dal decreto ministeriale
13 aprile 1999, n 293 che comprende lo svolgimento di attivit nell'ottica della
divulgazione della cultura del mare e della pesca: brevi escursioni lungo le
coste, osservazione delle attivit di pesca professionale, ristorazione a bordo o
a terra, pesca sportiva e tutte quelle attivit finalizzate alla conoscenza e alla
valorizzazione dell'ambiente costiero che possono servire ad avvicinare il
grande pubblico al mondo della pesca professionale.
Il pescaturismo rappresenta una proposta innovativa per rispondere
all'esigenza di diversificazione di parte delle attivit di pesca, in special modo
all'interno delle AMP, riqualificando una quota del mercato turistico in parte
esistente e creandone una aggiuntiva particolarmente interessante, il tutto in
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perfetta linea con l'esigenza di politiche che rispondano ai criteri di un "Turismo


responsabile".
Il concetto di "Turismo responsabile" nasce da nuove esigenze di valorizzazione
e riscoperta della realt sociale ed ambientale dei luoghi pi suggestivi e delle
antiche tradizioni della nostra cultura. Si vuole offrire al visitatore la possibilit di
inserirsi in maniera armonica nel contesto preesistente senza alterarne le
preziose particolarit.
Gli usi e le tradizioni legati alle marinerie italiane possono offrire nuove
possibilit di rilancio di questo settore, rispondendo contemporaneamente alle
politiche europee sulla razionalizzazione dello sforzo di pesca.
Il Pescaturismo pu portare molteplici vantaggi: il mantenimento di
quell'integrit sociale ed economica spesso danneggiata dal voler promuovere
attivit che non tengono conto del contesto locale; una valida risposta ai
problemi legati alla pesca, con la possibilit di integrazione del reddito degli
operatori del settore attraverso un'attivit non contrastante la loro stessa
identit storica e culturale; la razionalizzazione del prelievo delle risorse,
ottenuta tramite l'orientamento verso una graduale diversificazione delle attivit
produttive.
Il pescaturismo permette, infine al pescatore, di mettere in rilievo aspetti della
cultura marinara e delle tradizioni della pesca artigianale, spesso sottovalutati
In PF regolata dal Titolo III, articolo 22, pag.50
In 5T regolata da Capo II, articolo 15, pagg.85-86

PF ! Nel regolamento lattivit di pesca turismo viene disciplinata cos:


Nelle zone A vietata qualunque attivit di pescaturismo.
Nelle zone B e C sono consentite le attivit di pescaturismo, con gli attrezzi e le
modalit stabilite per la pesca professionale riservate ai soggetti legittimati alla
piccola pesca professionale purch in possesso di idonea licenza allesercizio
della attivit di pescaturismo.
Non consentito luso improprio di impianti di diffusione della voce e di segnali
acustici o sonori.
I soggetti legittimati alle attivit di pescaturismo sono tenuti a fornire allEnte
gestore informazioni relative alle attivit di pesca esercitate, ai fini del
monitoraggio dellarea marina protetta.
Nel precedente il Soggetto gestore, sentita la Commissione di riserva, nel rispetto delle
disposizioni del regolamento, definisce le misure per lo svolgimento e la promozione
delle attivit di pescaturismo cos come definite dalla normativa vigente.
Tale attivit pu essere svolta da pescatori professionisti residenti, nonch da
cooperative di pescatori professionisti costituite ai sensi della legge 13 marzo 1958, n.
250, con sede nei comuni territorialmente interessati dall'area marina naturale protetta
alla data del 1 agosto 1998.

5T! E vietata lattivit di pesca turismo nelle Zone A e B.


Nella zona C questa attivit consentita previa autorizzazione dellEnte parco
ed riservata alle imprese di pesca che esercitano lattivit individualmente o in
forma cooperativa, aventi sede legale nei comuni ricadenti nellarea marina
protetta alla data di entrata in vigore del decreto istitutivo, costituite
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preferibilmente da soci residenti o, in subordine, che abbiano risieduto per


almeno dieci anni nei comuni ricadenti nellarea marina protetta, e ai soci delle
suddette cooperative, inseriti alla stessa data nel registro di ciascuna
cooperativa, con gli attrezzi e le modalit previste per la pesca professionale.
Viene inoltre vietato luso improprio di impianti di diffusione della voce e di
segnali acustici o sonori, se non per fornire informazioni sugli itinerari e sulle
localit visitate, con volume sonoro strettamente indispensabile alla percezione
degli stessi.
Il rilascio dellautorizzazione prevede le stesse modalit adottate per la Pesca
Sportiva e la Pesca Professionale
Inoltre comporta limpegno, da parte del soggetto richiedente, a stipulare idonea
convenzione con lEnte Parco, anche in merito alle tariffe da praticare, che
dovranno prevedere appositi benefici per i soggetti residenti nei comuni
ricadenti nellarea marina protetta.

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CONCLUSIONI SULLATTIVITA DI PESCA

In PF non viene specificata la lunghezza e la dimensione delle maglie


della rete, n viene data unindicazione sulle orari nei quali devono
essere calate e salpate le reti, tranne se posizionate a 100 m da un sito
di immersione e comunque con orari diversi dalle 5T.
In 5T non viene data nessuna indicazione sulla lunghezza e la stazza
delle imbarcazioni autorizzate, al momento della disciplina della pesca
sportiva. Esse rientrano nella definizione di piccola pesca artigianale.
Viene definito differentemente lo stesso attrezzo da pesca in quanto
palangari sinonimo di palamiti. Inoltre il Disciplinare Provvisorio delle
5T non regola le dimensioni e le modalit di armamento dei palangari,
rifacendosi semplicemente alla normativa vigente.
Per quanto riguarda lattivit di pescaturismo nelle 5T viene previsto
limpegno, da parte del soggetto richiedente, a stipulare idonea
convenzione con lEnte Parco.
Nelle due AMP sono consentiti differenti attrezzi di pesca nella diverse
zone. LAMP 5T presta molta attenzione alla grandezza e lunghezza
della rete, mentre lAMP di PF si focalizza maggiormente sulle aree e sui
siti dove consentito lutilizzo degli strumenti, nonch sulla dimensione
degli ami.
Nelle 5T la pesca professionale vietata sia nella zona A (come PF) ma
anche nella zona B circostante Montenero.
In entrambe le AMP vietata la pesca a strascico con reti derivanti ma in
PF consentita attraverso la sciabica la pesca del rossetto, previa
autorizzazione e con tempi e modi stabiliti dal Ministero.
In entrambe le AMP previsto un monitoraggio dalattivit di pesca ma a
differenza del vecchio Regolamento non viene presentata una relazione
annuale al Ministero.
Con il nuovo Regolamento di PF vengono introdotti i divieti: delluso
improprio di impianti di diffusione della voce, delluso di esche o sistemi
di pesca che comportino la cattura di esemplari di cernia e di scarico a
mare di acque non depurate.
In entrambe le AMP la pesca sportiva consentita ai residenti nei
comuni ricadenti nellarea marina protetta. Per quanto riguarda la pesca
professionale consentita esclusivamente la piccola pesca artigianale,
riservata ai residenti nei comuni e nonch alle imprese e alle cooperative
di pesca aventi sede legale nei suddetti comuni alla data di entrata in
vigore del regolamento.

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ATTIVITA SUBACQUEA
In PF disciplinata dal Titolo III, articoli, 13-15

pagg. 40-45

In 5T disciplinata dal Capo II, articoli, 16-17

pag. 86-89

DISPOSIZIONI GENERALE E TIPOLOGIA DI UTENZA

PF! Nella zona A sono vietate le visite guidate subacquee, nelle zone B
sono vietate le attivit di didattica subacquea.
Nelle zone B sono consentite le visite guidate subacquee svolte dai centri
d'immersione autorizzati, esclusivamente presso i siti elencati nellarticolo 14,
pag. 42 e possono essere svolte esclusivamente secondo le seguenti modalit:
a) in presenza di guida o istruttore del centro di immersioni
autorizzato;
b) in un numero di subacquei non superiore a 5 per ogni guida o
istruttore del centro di immersioni autorizzato;
c) in ciascun sito non possono effettuare immersioni pi di 24
subacquei contemporaneamente.
d) in ciascun sito limmersione deve svolgersi entro il raggio di 100
metri calcolato dalla verticale del punto di ormeggio, fatto salvo il
sito di immersione Cristo degli Abissi, presso il quale le
immersioni devono svolgersi senza interferire col canale di
transito dei mezzi nautici.
Nelle zone B sono consentite le visite guidate subacquee notturne, svolte dai
centri dimmersione autorizzati dallEnte gestore, esclusivamente presso dieci siti
indicati dallarticolo 14, comma 5, pag. 42.
Nel precedente regolamento veniva disciplinata dal Titolo IV, articoli 13-20, pag. 26-29
e ne vietava le immersioni notturne.
Nella zona A vietato lesercizio dellattivit subacquea.
Nella zona B questa attivit con respiratore consentita solo previa autorizzazione
dellEnte Gestore. .
Nella zona B possono svolgere attivit di visite guidate subacquee i seguenti soggetti:
-a) imprese la cui ragione sociale prevede quale attivit prevalente
laccompagnamento a subacquei;
-b) associazioni senza scopo di lucro il cui statuto prevede espressamente lo
svolgimento di attivit subacquea a scopo didattico o ricreativo.
Il Soggetto gestore pu autorizzare lo svolgimento di visite guidate subacquee
da parte di imprese e/o associazioni che abbiano una comprovata esperienza
nel settore, previo parere conforme della Commissione di riserva, stabilendo,
eventualmente, il possesso anche di ulteriori requisiti.
Possono, inoltre, svolgere attivit subacquea i soggetti singoli secondo le
modalit autorizzative di cui allarticolo 16.
Nella zona C questa attivit libera ma il soggetto gestore ha la facolt di limitarla ai
fini di tutela dellambiente.

5T! Nelle zone A e B vietata lattivit di didattica subacquea.


Nella zona A sono consentite, previa autorizzazione dellEnte parco, le
immersioni subacquee guidate svolte dai centri d'immersione, iscritti nellelenco
regionale degli operatori del turismo subacqueo e aventi sede legale nei
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Comuni ricadenti nell'area marina protetta alla data di entrata in vigore del
decreto istitutivo e costituiti per almeno l90% da soci residenti nei comuni
ricadenti nellarea marina protetta, dal 1 maggio al 31 ottobre, con le seguenti
modalit:
a) ogni guida non pu condurre nellimmersione pi di 5 subacquei,
per un massimo di 2 guide e 10 subacquei per ciascuna
immersione;
b) per ciascuna zona A, consentito un massimo di 2 immersioni
dalle ore 06.00 alle ore 12.00 ed un massimo di 3 immersioni dalle
ore 12.00 alle ore 20.00.
Nelle zona A, per le esigenze di sicurezza delle immersioni subacquee guidate
stabilite dalle normative vigenti consentita, previa autorizzazione dellEnte
parco, la navigazione a remi e con motore elettrico ai natanti di propriet dei
soggetti autorizzati.
Nel caso che il natante disponga anche di fuoribordo con motore a scoppio,
fatto obbligo di sollevare il piede del suddetto motore in posizione di riposo, con
lelica fuori dallacqua.
Le immersioni subacquee in zona A sono consentite solo in presenza di guida
con grado minimo Dive Master.
Nella zona B
sono consentite, previa autorizzazione dellEnte parco, le
immersioni subacquee guidate svolte da centri d'immersione e associazioni
aventi sede legale nei Comuni ricadenti nell'area marina protetta alla data di
entrata in vigore del decreto istitutivo e costituiti per almeno l90% da soci
residenti nei comuni ricadenti nellarea marina protetta, dal 1 maggio al 31
ottobre, con le seguenti modalit:
c) ogni guida non pu condurre nellimmersione pi di 5 subacquei,
per un massimo di 2 guide e 10 subacquei per ciascuna
immersione;
d) per ciascuna zona B, consentito un massimo di 3 immersioni
dalle ore 06.00 alle ore 12.00, un massimo di 3 immersioni dalle
ore 12.00 alle ore 20.00 ed 1 immersione notturna dalle ore 20.00
alle ore 23.00.
Nelle zone B, la navigazione a motore alle unit navali adibite alle attivit dei
centri dimmersione e degli altri operatori del settore consentita a velocit non
superiore ai 5 nodi.
Nella zona C sono consentite, previa autorizzazione dellEnte parco, le visite
guidate subacquee svolte da centri d'immersione e associazioni aventi sede
legale nei Comuni ricadenti nell'area marina protetta alla data di entrata in
vigore del decreto istitutivo e costituiti per almeno il 90% da soci residenti nei
comuni ricadenti nellarea marina protetta, dal 1 maggio al 31 ottobre.
In zona C, la navigazione a motore alle unit navali adibite alle attivit dei centri
dimmersione e degli altri operatori del settore consentita, previa
autorizzazione dellEnte parco, con le seguenti modalit:
e) a velocit non superiore a 5 nodi, entro la distanza di 300 metri
dalla costa;
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f) a velocit non superiore a 10 nodi,oltre la distanza di 300 metri


dalla costa.

Modalit di autorizzazione
PF! Ai fini del rilascio dellautorizzazione per lo svolgimento delle visite
guidate subacquee nellarea marina protetta e leventuale utilizzo dei gavitelli
singoli predisposti a tale scopo, i centri di immersione richiedenti devono:
- a) risultare residenti nei Comuni ricadenti nellarea marina
protetta e in quelli viciniori alla data del 26 Aprile 1999, o essersi
associati entro il 7 agosto 1999 ai soggetti gi operanti nei Comuni
dellarea marina protetta alla data del 1 agosto 1998;
- b) risultare in possesso di specifici requisiti di compatibilit
ambientale, individuati dallEnte gestore con successivo
provvedimento;
- c) risultare titolari di una sede operativa nei comuni ricadenti
nellarea marina protetta;
- d) indicare le caratteristiche delle unit navali utilizzate per
lattivit, nonch gli estremi identificativi del brevetto subacqueo in
possesso dei singoli soggetti e versare allEnte Gestore un
corrispettivo a titolo di diritto di segreteria e rimborso spese.
Il rilascio dellautorizzazione comporta lobbligo di fornire agli utenti lapposito materiale
informativo sullarea marina protetta predisposto dallEnte gestore.
In PF il rilascio dellautorizzazione subordinato al pagamento di un corrispettivo
monetario. Lautorizzazione ha un periodo di validit non superiore ad un anno e viene
rilasciata attraverso le modalit necessarie ad assicurare la tutela ambientale.
Con lautorizzazione vengono anche individuate le unit navali adibite allesercizio
dellattivit: viene stabilito un massimo di sei unit navali per centro di immersione con
una lunghezza inferiore a 12 m.
Il Soggetto gestore dispone i criteri in base ai quali le vicende modificative od estintive
riguardanti soggetti autorizzati debbono considerarsi ostative alla sopravvivenza
dellautorizzazione in capo al soggetto nuovo o modificato.
Inoltre la violazione di quanto stabilito nellautorizzazione e dal presente regolamento
costituisce motivo di revoca delle stesse da parte del Soggetto gestore.

5T! Ai fini dellesercizio delle immersioni subacquee guidate nellarea marina


protetta, sono rilasciate le autorizzazioni da parte dellEnte parco secondo i
criteri e le procedure previste nel Capo III e nellAllegato 13 del Disciplinare
provvisorio, di cui costituisce parte integrante.
Ai fini del rilascio dellautorizzazione, le unit navali adibite alle immersioni
subacquee guidate, entro il 1 gennaio 2007, a seconda della tipologia, devono:
-a) essere equipaggiate con motore fuoribordo elettrico, a 4 tempi
benzina verde, o a 2 tempi ad iniezione diretta, o con motore
entrobordo alimentato a biodiesel, ovvero con motori conformi
con i requisiti previsti dalla direttiva 2003/44/CE, relativamente
alle emissioni gassose e acustiche;
-b) essere dotate di casse per la raccolta dei liquami di scolo e
sistema di raccolta delle acque di sentina, documentata con
autocertificazione;
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-c) essere muniti di un registro di scarico delle acque di sentina da


conservare tra i documenti di bordo, unitamente alle ricevute di
conferimento delle miscele di idrocarburi a centri di smaltimento
autorizzati.
Il rilascio dellautorizzazione implica lobbligo di esporre i contrassegni
autorizzativi rilasciati dallEnte parco, che comprendono sia bandiere o pennelli
da issare solo durante lesercizio dellattivit autorizzata, sia pannelli e/o adesivi
da esporre sullunit navale. I suddetti contrassegni devono essere riconsegnati
presso gli uffici dellEnte parco al termine di scadenza dellautorizzazione.
Il rilascio dellautorizzazione comporta lobbligo di fornire agli utenti lapposito
materiale informativo predisposto dallEnte parco.
Ai fini del rilascio dellautorizzazione, il soggetto richiedente dovr dichiarare il
proprio impegno a stipulare idonea convenzione con lEnte Parco, anche in
merito alle tariffe da praticare, che dovranno prevedere benefici per i soggetti
residenti nei comuni ricadenti nellarea marina protetta.
Leventuale rigetto dellistanza di autorizzazione, cos come uninterdizione
totale dellattivit, sar motivata dallEnte parco esplicitando le ragioni di tutela
ambientale di cui allart. 23, comma 6, sottese al provvedimento. LEnte parco
pubblicizzer con ogni mezzo i provvedimenti di interdizione e le modalit di
richiesta di autorizzazione, in particolare tramite affissioni in prossimit delle
aree interdette o le cui attivit sono state limitate, nonch sul sito internet
ufficiale.

Registro attivit subacquee


PF! Il responsabile dellunit navale, prima dellimmersione, deve annotare in
apposito registro previamente vidimato dallEnte gestore, gli estremi dellunit
navale, i nominativi delle guide e/o degli istruttori, dei partecipanti e i relativi
brevetti di immersione, la data, lorario e il sito di immersione. Il registro dovr
essere tenuto aggiornato, esibito a richiesta allAutorit preposta al controllo o
al personale dellEnte gestore e riconsegnato allEnte gestore entro il 31
dicembre di ciascun anno. I dati contenuti nei registri saranno utilizzati dallEnte
gestore per le finalit istituzionali.
Le unit navali autorizzate alle attivit di visite guidate subacquee sono tenute
ad esporre i contrassegni identificativi predisposti dallEnte gestore ai fini di
agevolare la sorveglianza ed il controllo.
Nel precedente le imprese e le associazioni autorizzate ad effettuare immersioni
devono riportare in un apposito registro, vidimato dallAutorit Marittima e dal Soggetto
gestore, per ogni visita guidata, la data, il sito di immersione, gli estremi dei
partecipanti e le guide responsabili dell'immersione.
I registri dovranno essere tenuti aggiornati a fine immersione ed esibiti a richiesta
dellAutorit Marittima e del Soggetto gestore.
I dati contenuti nei registri saranno utilizzati dal Soggetto gestore unicamente a scopo
statistico e ai fini della tutela ambientale.

5T! In 5T Il responsabile dellunit navale, prima dellimmersione, deve


annotare in apposito registro previamente vidimato dallEnte parco gli estremi
dellunit navale, i nominativi delle guide e dei partecipanti e i relativi brevetti di
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immersione, la data, lorario, il sito di immersione. Il registro dovr essere


esibito allAutorit preposta al controllo o al personale dellEnte parco.

Accesso, sosta e ormeggio


PF! Lormeggio delle unit dei centri dimmersione autorizzati dallEnte
gestore consentito ai gavitelli singoli contrassegnati e appositamente
predisposti dallEnte gestore, posizionati compatibilmente con l'esigenza di
tutela dei fondali, con le seguenti modalit:
-a) nel sito di interesse storico e culturale Cristo degli Abissi
consentito ai natanti, ormeggiati poppa-prua fra i gavitelli installati a tale
scopo;
-b) la sosta consentita per il tempo strettamente sufficiente per
effettuare limmersione;
-c) in zona B laccesso ai gavitelli deve avvenire con navigazione
perpendicolare alla linea di costa.
Nel precedente regolamento la navigazione delle unit navali, autorizzate dal Soggetto
gestore, deve avvenire perpendicolarmente alla linea di costa e a velocit massima di
5 nodi al solo scopo di raggiungere i siti di ormeggio individuati e predisposti in sede di
prima applicazione dal Soggetto gestore:
Vi sono due siti ad elevato interesse naturalistico, in cui ammesso lormeggio ad una
sola unit navale alla volta (Isuela e Altare) e 18 siti di interesse naturalistico, in cui
possono essere ormeggiate contemporaneamente 2 unit navali.
La sosta ai natanti e alle imbarcazioni delle imprese e delle associazioni autorizzate
dal Soggetto gestore e ai natanti dei subacquei privati consentita per il tempo
sufficiente per effettuare limmersione.
Il Soggetto gestore determina le modalit relative allutilizzo degli ormeggi e limporto
dei corrispettivi economici

5T! Lormeggio delle unit navali dei centri dimmersione autorizzati dallEnte
parco consentito ai rispettivi gavitelli singoli, contrassegnati e appositamente
predisposti dallEnte parco, posizionati compatibilmente con l'esigenza di tutela
dei fondali.

Modalit di svolgimento dellattivit subacquea


PF ! Simile lestensione nel disciplinare provvisorio delle 5T sul numero
massimo di partecipanti per guida e il codice di condotta sono elencati nelle
disposizione generali .
Non consentito luso improprio di impianti di diffusione della voce e di segnali
acustici o sonori, se non per fornire informazioni sugli itinerari e sulle localit
visitate, con volume sonoro strettamente indispensabile alla percezione degli
stessi da parte dei passeggeri a bordo.
Le unit navali utilizzate per lo svolgimento delle visite guidate subacquee non
possono avere lunghezza superiore a 12 metri, salvo quelle che siano state
autorizzate prima del 30 giugno 2001 per le quali non sia intervenuto
cambiamento di propriet.
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La navigazione nellarea marina protetta delle unit adibite alle attivit dei centri
dimmersione consentita alla velocit massima di 5 nodi.
Le visite guidate subacquee per le persone disabili, condotte dai centri di
immersione autorizzati dallEnte gestore, possono essere svolte esclusivamente
da subacqueo disabile con brevetto di livello A, B o C o equivalente,
accompagnato come previsto dalla didattica di appartenenza e in presenza di
guida o istruttore del centro di immersione.
Prima della visita guidata subacquea fatto obbligo ai centri di immersione di
informare gli utenti riguardo le regole dellarea marina protetta, limportanza
dellecosistema, le caratteristiche ambientali del sito di immersione e le norme
di comportamento subacqueo ai fini di non recare disturbo ai fondali e agli
organismi.
Al fine di contingentare i flussi turistici, in relazione alle esigenze di tutela
ambientale sottese al provvedimento istitutivo, il numero massimo di unit
navali impiegabili nelle visite guidate subacquee stabilito dallEnte gestore in
6 per ciascun soggetto.
Ogni variazione della flotta deve essere comunicata e debitamente autorizzata
dallEnte Gestore.
Le unit inserite nella predetta flotta adibita alle visite guidate subacquee a far
data dallentrata in vigore del presente regolamento devono essere dotate di
motore conforme alla Direttiva 2003/44/CE relativamente alle emissioni
gassose e acustiche.
Nel precedente le immersioni devono svolgersi secondo quanto previsto dalla vigente
normativa e, comunque, ad esclusione dei soggetti singoli, sempre alla presenza di
una guida ogni cinque subacquei.
Il numero massimo di immersioni al giorno per ciascun sito di 72, comprese le guide;
in nessun caso possono essere ammessi pi di 24 subacquei contemporaneamente su
ciascun sito.
Le visite subacquee devono essere svolte secondo le seguenti modalit:
-a) visite con non pi di dodici subacquei per volta nel caso di imprese; inoltre
nei siti in cui consentito lormeggio a due imbarcazioni contemporaneamente
ammesso lormeggio ad una sola imbarcazione se il numero di subacquei
trasportati di ventiquattro, qualora i documenti di bordo lo consentano.
-b) visite con non pi di sei subacquei nel caso di associazioni, e nel caso delle
visite subacquee di soggetti singoli.
Viene inoltre fatto divieto di eseguire e di far eseguire esercizi che prevedono
contatto con il fondo marino.

5T! il numero massimo di partecipanti per guida e i limiti delle velocit delle
imbarcazioni sono definiti nelle disposizioni generali e sono specifici per ogni
zona dellAMP.
Nelle zone A e B dellAMP delle Cinque Terre vietata lattivit di didattica
subacquea in quanto vietato il contatto con il fondo marino, lasportazione
anche parziale e il danneggiamento di qualsiasi materiale e/o organismo di
natura geologica e biologica, ed fatto obbligo di mantenere lattrezzatura
subacquea quanto pi possibile aderente al corpo.
Laccesso alle grotte sommerse consentito esclusivamente con lutilizzo di
apparecchi per la respirazione a circuito chiuso o semichiuso, con scarico
dellaria fuori dalle grotte.
fatto divieto di uso improprio di impianti di diffusione della voce e di segnali
acustici o sonori, se non per fornire informazioni sugli itinerari e sulle localit
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visitate, con volume sonoro strettamente indispensabile alla percezione degli


stessi da parte dei passeggeri a bordo.

Programmazione e monitoraggio
.PF! LEnte gestore effettua il monitoraggio delle attivit subacquee nellarea
marina protetta per contingentare i flussi turistici, in relazione alle esigenze di
tutela ambientale, e determinare la capacit di carico di ogni sito di immersione.
Egli adegua, con successivi autonomi provvedimenti, la disciplina delle
immersioni subacquee, eventualmente stabilendo il numero massimo di
immersioni al giorno per ciascun sito (prima ne venivano disciplinate massimo
72 per ogni sito).
Precedentemente il Soggetto gestore provvede alla programmazione ed al controllo
delle attivit subacquee previste dal regolamento, garantendo il rispetto dei limiti previsti.
Il Soggetto gestore effettua regolarmente il monitoraggio scientifico dei siti
dimmersione, per verificare limpatto ambientale e fornisce annualmente al Ministero
dellAmbiente e della tutela del territorio, alla Commissione di riserva ed allAutorit
marittima una relazione tecnica sullo stato ambientale dei siti e sul numero di
immersioni che si effettuano in ciascun sito.
Sulla base del monitoraggio e con parere conforme della Commissione di riserva,il
Soggetto gestore pu modificare le condizioni e i limiti per le attivit subacquee.

5T! LEnte parco effettua il monitoraggio delle attivit subacquee nellarea


marina protetta al fine di determinare la capacit di carico di ogni sito di
immersione e adeguare, con successivi provvedimenti, la disciplina delle
immersioni subacquee guidate.

Modalit di autorizzazione dei singoli soggetti


PF!

Lattivit individuale subacquea viene disciplinata e approfondita


dallarticolo 13, pag.40, il quale prevede a differenza del vecchio regolamento:
Nelle zone B, le immersioni subacquee diurne senza autorespiratore sono
consentite, previa specifica autorizzazione dellEnte gestore, esclusivamente
presso i siti individuati dal comma 4, nei limiti di tempo della normale
immersione con autorespiratore e nel rispetto delle distanze di legge dagli
attrezzi da pesca a posta fissa.
Nelle zone B le immersioni subacquee individuali diurne sono consentite,
previa autorizzazione dellEnte gestore, esclusivamente presso i siti individuati
dal comma 4 pag. 40.
Nella zona C le immersioni subacquee individuali diurne sono libere.
Le immersioni subacquee individuali, con o senza autorespiratore, presso i siti
autorizzati, possono essere svolte esclusivamente secondo le seguenti
modalit:
a) in caso di immersioni effettuate da persona singola,
esclusivamente se in possesso di brevetto almeno di
secondo grado e di autorizzazione da parte dellEnte
gestore;
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b) in caso di immersioni effettuate in gruppo, in presenza di


un subacqueo in possesso di brevetto almeno di secondo
grado, individuato allatto dellautorizzazione da parte
dellEnte gestore, in un numero di subacquei non superiore
a 5 per ogni subacqueo in possesso di brevetto almeno di
secondo grado;
c) in ciascun sito limmersione deve svolgersi entro il raggio di
100 metri calcolato dalla verticale del punto di ormeggio,
fatto salvo il sito di immersione di interesse storico e
culturale Cristo degli Abissi, presso il quale le immersioni
devono svolgersi senza interferire col canale di transito dei
mezzi nautici.
Le immersioni subacquee individuali per le persone disabili, con o senza
autorespiratore, possono essere svolte esclusivamente da subacqueo disabile
con brevetto di livello A, B o C o equivalente, accompagnato come previsto
dalla didattica di appartenenza e in presenza di subacqueo in possesso di
brevetto almeno di secondo grado in numero di uno ogni 5 subacquei.
LEnte gestore pu autorizzare immersioni subacquee individuali da natante
fino ad un massimo giornaliero di 90 subacquei, con un massimo di 6
subacquei per natante.
Lormeggio dei natanti a supporto delle immersioni subacquee individuali
autorizzate dallEnte gestore consentito ai gavitelli singoli contrassegnati e
appositamente predisposti con le stesse modalit di svolgimento del vecchio
regolamento. Viene inoltre disciplinato lormeggio nel sito di interesse storico e
culturale Cristo degli Abissi, che consentito esclusivamente ai natanti,
ormeggiati poppa-prua fra i gavitelli installati a tale scopo.
Ai fini del rilascio dellautorizzazione per lo svolgimento delle immersioni
subacquee individuali in zona B e leventuale utilizzo dei gavitelli singoli
predisposti a tale scopo, i richiedenti devono:
a) versare allEnte Gestore un corrispettivo a titolo di diritto di
segreteria e rimborso spese, secondo le modalit indicate dall
articolo 28;
b) indicare le caratteristiche del natante utilizzato per limmersione,
nonch gli estremi identificativi del brevetto subacqueo in
possesso dei singoli soggetti
c) individuare un subacqueo in possesso di brevetto almeno di
secondo grado, che dichiari formalmente di conoscere lambiente
sommerso dellarea marina protetta.
Le immersioni subacquee individuali nelle zone B e C devono rispettare il
seguente codice di condotta:
a) non consentito il contatto con il fondo marino, lasportazione
anche parziale e il danneggiamento di qualsiasi materiale e/o
organismo di natura geologica, biologica e archeologica;
b) non consentito dare da mangiare agli organismi marini,
introdurre o abbandonare qualsiasi materiale e, in generale,
tenere comportamenti che disturbino gli organismi;

!127

c) il transito nelle grotte naturali deve avvenire nei modi e tempi


strettamente necessari ai fini delleffettuazione del percorso
sommerso;
d) fatto obbligo di mantenere lattrezzatura subacquea quanto
pi possibile aderente al corpo;
e) fatto obbligo di segnalare allEnte gestore o alla locale
Autorit marittima la presenza sui fondali dellarea marina protetta
di rifiuti o materiali pericolosi e attrezzi da pesca abbandonati;
f) non consentito luso di mezzi ausiliari di propulsione
subacquea, ad eccezione di quelli eventualmente utilizzati dalle
persone disabili, previa autorizzazione dellEnte gestore.
In PF il Soggetto gestore, attraverso il vecchio regolamento, poteva autorizzare
immersioni subacquee di soggetti singoli fino ad un massimo di 90 subacquei al giorno
che effettuano limmersione sia con natante sia da terra (esclusivamente nei seguenti
siti: Punta Chiappa Levante, Dragone, Colombara ).
Le immersioni subacquee, effettuate da un numero di natanti non superiore a 30,
potevano svolgersi secondo quanto previsto per le immersioni guidate.
Il Soggetto gestore determinava leventuale pagamento di un corrispettivo monetario
per il rilascio delle suddette autorizzazioni.

5T! per lattivit svolta da subacquei singoli valgono i principali limiti imposti
per le immersioni guidate anche se essa viene disciplinata in maniera specifica
dallarticolo 17, pagg. 88,89, secondo quanto segue:
Nella zona A sono vietate le immersioni subacquee individuali.
Nelle zone B sono consentite le immersioni subacquee individuali autorizzate
dallEnte parco, compatibilmente con le esigenze di contingentare i flussi
turistici, dal 1 maggio al 31 ottobre, dallalba al tramonto, in gruppi di non pi di
5 subacquei, nei siti e secondo gli orari determinati dallEnte parco al fine di
garantire la non contemporaneit con le altre immersioni individuali e le
immersioni subacquee guidate;
Nella zona C sono consentite, previa autorizzazione dellEnte parco, le
immersioni subacquee individuali, dal 1 maggio al 31 ottobre.
Ai fini dellesercizio delle immersioni subacquee individuali nelle zone B, salva
la necessit di contingentamento dellattivit, possono richiedere
lautorizzazione:
a) i residenti nei comuni ricadenti nellarea marina protetta;
b) i proprietari di abitazioni nei comuni ricadenti nellarea marina
protetta;
c) coloro che abbiano risieduto per almeno 10 anni nei comuni
ricadenti
a) nellarea marina protetta;
d) i parenti di primo grado e affini dei soggetti di cui alle precedenti
lettere a), b) e c);
e) i risiedenti stagionalmente per almeno 3 pernottamenti consecutivi
in una struttura ricettiva nei comuni ricadenti nellarea marina
protetta.
Nel decidere il contingentamento dellattivit, lEnte parco stabilir un numero
massimo di presenze giornaliere, in relazione allattivit da limitare, che
risponda in termini tecnici alle esigenze di tutela ambientale.
!128

Ai fini del rilascio dellautorizzazione, considerato titolo preferenziale la


residenza nei comuni ricadenti nellarea marina protetta e ladesione da parte
della struttura ricettiva al circuito del marchio di qualit ambientale promosso
dallEnte parco nazionale delle Cinque Terre.

!129

CONCLUSIONI SULLATTIVITA SUBACQUEA


LEnte parco provvede alla creazione di un Albo dei centri di immersione

e degli altri operatori del settore abilitati ad operare allinterno dellarea


marina protetta sulla base di particolari requisiti, tra cui il possesso di un
idoneo brevetto per guide e istruttori rilasciato da una delle federazioni
nazionali o internazionali, liscrizione delle guide allElenco Regionale
degli Operatori del Turismo Subacqueo ed un curriculum professionale
che attesti la conoscenza di base dellambiente marino e delle norme di
tutela unitamente ad una approfondita conoscenza specifica dei fondali
dellarea marina protetta.
In PF viene previsto un codice di condotta che oltre a prevedere lobbligo
di tenere lattrezzatura subacquea aderente al corpo e il divieto di
interagire con il fondale (come nelle 5T), disciplina anche la propulsione
ausiliaria consentita solo ai disabili, il divieto di alimentazione e
asportazione di organismi marini e lobbligo di segnalare la presenza di
attrezzi persi o abbandonati.
Per quanto riguarda laccesso alle grotte in 5T permesso solo con
lausilio di apparecchi che consentano lo scarico dellaria fuori dalla
grotta.
Nelle 5T sempre prevista la richiesta dellautorizzazione per svolgere
questattivit ma le modalit e i tempi vengono stabiliti dallEnte Parco,
mentre in PF vengono prefissati dei siti di immersione nella zona, al
contrario nella zona C lattivit subacquea libera.
A differenza di PF sono consentite le immersioni nella zona A delle 5T
solo per i diving autorizzati e con modalit e tempi gestiti dallEnte Parco.
In PF non possono effetuare immersioni pi di ventiquattro subacquei
contemporaneamente nello stesso sito, mentre nelle 5T sono previste un
massimo di due guide e dieci subacquei per ogni immersione.
In entrambe la navigazione consentita a velocit non superiore ai
cinque nodi. Questo limite esteso a tutta larea in PF mentre nella zona
C delle 5T, oltre 300 m dalla costa, consentita fino a 10 nodi. Per
quanto riguarda lattivit subacquea, in entrambe vige il divieto di attivit
di didattica subacquea e lobbligo di illustrazione, da parte degli centri
autorizzati, delle caratteristiche ecologiche dellAMP. Inoltre previsto
lobbligo di compilare un apposito registro in cui si annotano tutte le
informazione relative alle immersioni.
Sia in PF sia in 5T viene effettuato un monitoraggio per determinare la
capacit di carico di ogni sito di immersione.
Nel vecchio regolamento di PF il soggetto gestore prevedeva un
massimo di settantadue immersioni per ogni sito e forniva annualmente
al Ministero dellAmbiente, allAutorit Marittima e alla Commissione di
Riserva una relazione tecnica sulla stato dei siti e sul numero di
immersioni effettuate.

!130

RAFFRONTI TRA LE ALTRE ATTIVITA


SOGGETTE A AUTORIZZAZIONI E RESTRIZIONI
Esauriti gli approfondimenti relativi alle attivit della pesca e della subacquea,
nelle differenti tipologie, dove per altro si sono evidenziate le discordanze si
raffronteranno, ora, i diversi argomenti che vengono via, via elencati nel
regolamento e nel disciplinare provvisorio delle due AMP.
Ancora una volta appaiono condizionanti:
- la diversa tempificazione nellestensione dei documenti;
- la morfologia delle due aree;
- la differente metodologia nell estensione grammaticale delle attivit.
- la disomogeneit nella sequenza assegnata alle titolazioni.
Nota ampiamente positiva si evince da quanto stato fatto con la pubblicazione
del nuovo regolamento dallAMP di Portofino (G.U. n 181, 4 agosto 2008) dove
pi che evidente il tentativo riuscito di omogeneizzare gran parte del testo con
altri esistenti. Un segnale pi che positivo del dinamismo degli addetti ai lavori
nel perseguire un costante miglioramento della normativa e della sua
applicazione.
Molto per rimane ancora da fare in special modo per quanto attiene a chiare
indicazioni e sostegni da parte del potere centrale ancora per un certo senso
schiavo del burocratese.
Non deve essere considerata unutopia lestensione di norme semplici che
trovino facile applicazione da parte delle autorit preposte e ancor pi facile
osservanza da parte di residenti, turisti e visitatori.
Definizioni
PF art. 2
5T art. 1
Differenti gli articoli di legge in riferimento per le voci:
- imbarcazione
- natante
- nave da diporto
per PF pi aggiornato
D.Lgs. n171 del 18 luglio 2005
in 5T pi datato
Legge n 50 del 11 febbraio 1971.
- piccola pesca artigianale
Relativamente alla datazione dellestensione del disciplinare provvisorio in 5T
manca il riferimento al Regolamento CE n 1967/2006 del Consiglio del 21
dicembre 2006, relativo alla pesca nel Meditteraneo.
- immersione subacquea
In 5T viene elencato addestramento subacqueo previsto in PF in una pi
specifica voce accompagnamento e supporto alle immersioni subacquee
In PF :accesso alaggio attivit didattica e divulgazione naturalistica
navigazione . sono voci mancanti in 5T
In 5T :acquacultura locazione unit da diporto noleggio unit da diporto
!131

misure di premialit ambientale trasporto passeggeri trasporto


marittimo di linea ripopolamento attivo sono voci mancanti in PF
TITOLO II Organizzazione dellaerea marina protetta
PF
I quattro articoli presenti in questo titolo di PF mancano nel disciplinare
provvisorio di 5T: gestione dellamp responsabile dellamp commissione
di riserva comitato tecnico scientifico
TITOLO III Disciplina di dettaglio e condizioni di esercizio delle attivit
consentite.
PF
Il nuovo Regolamento di PF riaggiorna lestensione degli articoli abbandonando
lallocuzione di
attivit vietate che vengono riportate allinterno di voci
specifiche e espone in sua vece le attivit consentite e le autorizzazioni da
richiedere.
Gli articoli: 8, 9, 10 in PF elencano aspetti generalistici che rappresentano un
basso impatto nei confronti dellAMP. Infatti attivit come soccorso,
sorveglianza, servizio o quelle di ricerca scientifica rivestono una presenza
saltuaria sullarea. Similarmente allimpatto che si pu avere in caso di riprese
fotografiche, cinematografiche e televisive, articolo 11.
In forma ed estensione diversa troviamo i medesimi temi in 5T
Balneazione
PF art.12
5T art. 5
Sintetica lestensione in PF che rimanda alle ordinanze degli uffici Circondariali
Marittimi (art. 12). Molto pi esteso ed articolato in 5T, larticolo 5 che equipara
a residenti, proprietari di abitazioni, etc anche i turisti che soggiornino per
almeno tre pernottamenti consecutivi nei comuni ricadenti nellAMP.
Navigazione da diporto
PF art. 16
5T art. 8
In PF, al comma 6.c) si indica <<lutilizzo di vernici antifouling a rilascio zero>>,
citazione mancante in 5T. Molto pi estesa e circostanziata nei vari articoli la
disciplina in 5T. Consentita nella zona A con delimitazioni, invece vietata nella
medesima zona in PF. Troviamo una specifica sui residenti ed equiparati per
laccesso alla zona B in 5T. Entrambe le AMP hanno delimitazioni per i motori
che al di l dellelencazione delle varie tipologie riferiscono la conformit alla
direttiva 2003/44/CE sulle emissioni gassose e acustiche In 5T per la zona C si
fa un preciso riferimento alla distanza dalla costa e alla velocit da tenere, entro
300 m. massimo 5 nodi, oltre i 300 m. massimo 10 nodi.
Trasporto passeggeri e visite guidate
5T
articolo 9
Locazione di unit da diporto
5T
articolo 10
Noleggio di unit da diporto
5T
articolo 11
Trasporto marittimo di linea
5T
articolo 12
Sono articoli che per etensione si rifanno, con specifiche particolari e ulteriori
limitazioni per le singole attivit al precedente aticolo 8, in 5T. Gli articoli
sopracitati non compaiono nel regolamento di PF, anche se si possono trovare
riferimenti in articoli che trattano temi differenti.
Attivit di ormeggio

PF art. 17

5T art. 6
!132

Sostanzialmente uguali i due articoli, eccezion fatta, per lelencazione dei residenti ed
equiparati in 5T che possono richiedere lautorizzazione per la zona B. Mentre in
PF per il rilascio delle autorizzazioni, godono titolo preferenziali le imbarcazioni
che utilizzano vernici antifouling a rilascio zero.
Attivit di ancoraggio
PF art. 18
5T art. 7
Di fatto la disciplina simile e sono le specifiche nelle differenti zone a
evidenziare delle differenze. In 5T consentita dallalba al tramonto e
comunque non oltre le 20 esclusivamente nella zona C. In PF nella baia di
Paraggi vietata dal 1 novembre al 28 febbraio.
Attivit didattica e divulgazione naturalistica PF art. 19
E un articolo che non trova riscontro in 5T se non con citazioni allinterno di
altri. E una ulteriore riprova di quanto gi espresso in relazione al dinamismo
delle autorit preposte e allo sviluppo di una reale coscienza naturalistica.
TITOLO IV Disciplina delle autorizzazioni allo svolgimento delle attivit
consentite nellAMP PORTOFINO
TITOLO V Disposizioni finali
Hanno unestensione pi ampia e circostanziata nei singoli articoli, frutto di
precedenti esperienze e confronti con il vissuto di altre AMP.
Si confronta con
CAPO III Criteri e procedure per il rilascio delle autorizzazioni allo svolgimento
delle a

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RINGRAZIAMENTI
Ringrazio prima di tutti la mia mamma, il mio pap e la mia nonna che con il
loro amore mi hanno accompagnato in questo percorso sostenendomi e
spronandomi a dare sempre il meglio. Grazie per aver creduto sempre in me e
per avermi permesso di vivere questa meravigliosa esperienza.
Ringrazio la mia migliore amica, la Zia, perch la sua amicizia molto preziosa
per me e non ho mai smesso di portarla nel cuore.
Ringrazio tutti gli amici di Genova, che hanno reso cos unica questesperienza,
e in particolare modo:
le pesciuline, il primo posto se lo merita la Ciaci con la quale ho passato
momenti indimenticabili e che mi stata sempre vicina durante questo percorso
dimostrandosi una vera amica.
Ringrazio poi Marti e Ire, le due anchue, amiche sincere e compagne di viaggio
fantastiche in tutti i momenti passati insieme.
Grazie alla betta, la prima perla incontrata a Genova, unamica straordinaria
grazie per le emozioni che mi hai regalato e che abbiamo condiviso in questi
anni insieme.
Grazie a Fra, per essere stato sempre presente nei momenti in cui ho avuto
bisogno di lui e per avermi dimostrato cos tutto il suo amore.
Grazie a Dav, grandissimo amico che mi accompagnato fin dallinizio di questo
viaggio standomi vicino e dimostrandomi sempre la sua amicizia.
Ringrazio Paola e Daniele, due grandi amici che mi hanno insegnato tanto e
che porter sempre nel mio cuore.
Ringrazio tutti gli amici di Milano, che nonostante la mia lontananza non hanno
smesso di volermi bene e di sostenermi, in particolare Marisa e Matteo che
hanno sempre creduto in me, Erik che mi stato sempre vicino e senza
dimenticare Mattia, Marte e tutti gli amici di Farina.
Ringrazio Chiara e Ilaria, per avermi presa sottobraccio nella via della
matematica e per avermi fatto uscire a testa alta.
Ringrazio Simone Gambazza e la Cooperativa dei Pescatori di Camogli per
essere sempre stato cos disponibile con me.
Rigranzio Simone Bava per avermi aiutato con la tesi.
Grazie a tutti perch non sarei quello che sono senza di voi!

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BIBLIOGRAFIA

Le Aree Marine Protette in Italia: problemi e prospettive Riccardo


Cattaneo Vietti, Leonardo Tunesi. Aracne Editrice.

www.ampportofino.it

www.ampcinqueterre.it

www.areemarineprotette.it

!135