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Una favola in pi

UNA FAVOLA IN PIU

Regno di Lubenstovar
Confini: ad Est con la Russia, a Sud con la Romania, ad Ovest con Ungheria e
Cecoslovacchia, a Nord con la Polonia
Superficie: 16.365 Km2
Popolazione: 1,2 milioni di abitanti
Capitale: Domivirsk, sede del Castello imperiale
Altre citt importanti: nessuna, solo due frazioni chiamate Falansk e Grs
Forma di governo: Monarchia
Regnanti: Sua Maest Ivan II Klgans e Sua Serenissima Madre Olga
Mereskaja
Lingua: prevalentemente Ungherese con influenze di Russo e varianti in
Polacco (nei sobborghi del Nord)
Moneta: Plivni (paragonabile al rublo)
Forme di sostentamento: fino al 1832, esportazione di pietre preziose ed oro
provenienti dai giacimenti e dalle miniere di Grs, ormai esauste. Dagli anni
seguenti ad oggi, commercio in prodotti agricoli e ovicoli (piante da frutto,
piante ornamentali, prodotti caseari, lana)
Attivit amministrativa: svolta dal responsabile designato dai regnanti, che
prevede imposte sui campi e gli allevamenti e dazi imposti alla frontiera
Religione: monoteista, prevalentemente protestante
Arti: nessuna in particolare; non si conoscono artisti indigeni che abbiano
realizzato opere di particolare rilevanza
Piatti e cibi folkloristici: spezzatino di capra allo zenzero con patate e cavolo
rosso
Festivit nazionali: nascita del Regno, 22 novembre; compleanno del Re, 11
marzo (variabile); compleanno della regina, 16 luglio (variabile)
Clima: prevalentemente umido, con temperature che variano dai 25 in
inverno ai 16/18 massimi in estate.
Il suono delle trombe spezz il brusio della popolazione accorsa nella grande
piazza prospicente il castello. Gli araldi, che due giorni prima erano passati di
casa in casa ad invitare i cittadini a presenziare allevento, si disposero in due
file compatte. Le alte uniformi, simbolo inequivocabile di un annuncio di
importanza nazionale, brillavano sotto il pallido sole ottobrino nelle decorazioni
realizzate in oro e piccole pietre preziose.
Dal grande portone in palissandro e ferro borchiato, con passo marziale e
ritmato, avanz lannunciatore, che si ferm al limite delle due ali di araldi e
srotol con autorevole lentezza il foglio in carta pergamena con sigillo in
ceralacca, recante lo stemma del regno.

Una favola in pi

Add 22 ottobre dellanno milleottocentosessantasei, esord con voce


autoritaria si annuncia la nascita del Delfino Piero I di Lubenstovar, futuro
erede al trono, e di suo fratello, Illustrissimo Principe Filippo.
Urla di gibilo miste a bandierine colorate esplosero festosamente, animando di
sincera letizia il piazzale reale lastricato in marmo bianco e rosa.
A partire da oggi e per tre giorni e tre notti, sia festa in tutto il regno. La
popolazione tutta invitata a celebrare il lieto evento con abbondanti libagioni,
canti e danze, in onore dei principini e delle Nostre Maest termin
lannunciatore, arrotolando la pergamena. Fatto questo, alz un braccio in
direzione del terrazzo reale addobbato a festa, su cui apparvero i sovrani,
ognuno recante uno dei figli: il Delfino Piero in braccio al padre, il Principe
Filippo amorevolmente sorretto dalla Serenissima Madre.
La folla accolse la famiglia reale esplodendo di nuovo in urla, fischi e sventolii
di bandierine colorate, dopodich si dette inizio ai festeggiamenti.
Reali preoccupazioni
Qualche anno pi tardi, mentre i sovrani stavano passeggiando nel parco del
castello, Sua Serenissima Madre Olga espose alcune perplessit al consorte.
A sedici anni lo sviluppo dovrebbe essere ormai completato e ci mi angustia
disse accarezzando distrattamente il bocciolo di una rosa. Da chi pu aver
preso? Guardaci: siamo entrambi proporzionati, di statura e corporatura
normale. Filippo cresciuto in maniera splendida, i suoi capelli, del colore del
grano maturo, sono ricci e morbidi e il suo fisico asciutto e gentile. Piero,
invece a prescindere dalla carnagione olivastra, dai capelli neri e dal fisico
tarchiato e muscoloso, che nulla hanno a che vedere con la nostra stirpe ecco,
non riesco a capacitarmi che sia ancora cos cos basso! Un ragazzo della sua
et dovrebbe perlomeno aver raggiunto, se non superato, laltezza del padre.
Invece addirittura pi basso di me sospir e temo che questo per lui sia
fonte di estremo imbarazzo termin con rassegnazione.
Inezie, mia cara, rispose con una scrollata di spalle il reale consorte
quisquilie. Piero un ragazzo di grandi qualit e forza morale. Diventer Re
indipendentemente dalla sua statura e tutti gli tributeranno il dovuto rispetto.
Ora, piuttosto, il nostro obiettivo primario devessere quello di trovargli
unadeguata consorte, visto che lui, a quanto sembra, passa il tempo
dedicandosi ad altre faccende. Non ho intenzione di regnare ancora a lungo,
credo sia arrivato per me, per noi, il momento di uscire di scena e di goderci un
po la vita. Mi piacerebbe molto viaggiare, visitare un po il mondo fuori dai
nostri confini e spero che questo sia anche il tuo desiderio sorrise in direzione
della moglie, che ricambi. E tempo di lasciare spazio ai giovani prosegu
. A tale proposito ho intenzione di indire un Gran Ballo di Corte e di invitare
le casate reali a noi confinanti, per capire se fra le figlie dei nostri vicini vi sia
qualcuna le cui grazie rientrino nei gusti di nostro figlio.
La notizia rasseren istantaneamente la Regina, il cui volto si illumin di un
sorriso radioso. Prese per mano il marito, sollev la pesante gonna di damasco e

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crinolina e si diresse verso il castello, trotterellando gaia: cera un matrimonio


da organizzare!
Non proprio due gocce dacqua
Alza la guardia, perdio! rugg Piero in direzione del fratello Quante volte te
lo devo dire? La lama va tenuta di fronte al viso e il corpo devessere
leggermente spostato in laterale! Devi offire allavversario la minor quantit di
corpo possibile! O preferisci essere infilzato? termin, appoggiando i pugni sui
fianchi.
Quante volte te lo devo dire IO, che a me della scherma e dei duelli e di tutte
queste attivit sanguinolente non interessa un benemerito fico secco! rimbecc
Filippo, inserendo la spada nel fodero e lasciandosi cadere sulla poltrona
rivestita in velluto amaranto della sala delle armature.
Piero osserv per alcuni istanti lespressione imbronciata del fratello, le braccia
incrociate al petto, che con langolo della bocca cercava di soffiar via dalla
fronte un ribelle ricciolo biondo.
Sei sei un essere inutile! Davvero non so cosa mi abbia trattenuto
dallucciderti mentre dormivi ancora nella culla! bofonchi Piero.
Oh, facile, io lo so: esclam Filippo alzandosi perentoriamente eri troppo
basso, non ci arrivavi!
Piero allung di scatto la spada verso il fratello. La punta della lama sfiorava il
pomo dadamo di Filippo, mentre questi degluttiva preoccupato.
Non provarci mai pi sibil il fratello maggiore e ci volle unabbondante
manciata di secondi prima che riabbassasse la spada, riponendola nel fodero.
Sapevo che non lavresti fatto disse Filippo tornando a respirare normalmente
e dandosi una sistemata al vestito e comunque ormai dovresti saperlo: ho altri
interessi. A fine mese parto, star a Parigi per qualche tempo. Sar ospite
presso un grande sarto francese, il noto Louis Bretignon, che mi istruir sui
segreti della modisteria. Quando sar un modista famoso diventer il tuo
curatore dimmagine, oltrech quello di babbo e mamma parlando, il suo
entusiasmo cresceva, cos come il movimento delle sue mani che disegnavano
svolazzi e ghirigori nellaria.
Non ho bisogno di un curatore dimmagine disse Piero scuotendo la testa in
segno di disprezzo.
E non ho intenzione di fermarmi a questo! cinguett Filippo garrulo,
indifferente al commento del fratello Risvolter come un calzino tutto il
palazzo: dar una svecchiata allarredamento, ai tendaggi e alle pareti;
imprimer il mio gusto personale in tutti gli oggetti, esaltandone il carattere con
la mia creativit. E poi, fiori, fiori, fiori dappertutto! Freschi, stampati, ricamati,
decorati, grandi, piccoli e profumati! Termin piantando i grandi occhioni
dorati sul fratello.
Fiori? Puah! replic Piero Roba da femminucce termin categorico. Poi
riflett un istante, osservando il fratello che si passava le dita fra i riccioli
biondi, sbattendo le lunghe ciglia e dondolandosi sulle lunghe gambe snelle.

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Dimmi, Filippo esord Piero insinuante, studiando la reazione del gemello


come va a donne?
La lunga pausa di riflessione di Filippo, a detta di Piero, poteva dare adito a
molti legittimi sospetti.
Donne? rispose stupito il primo, con un tono di voce leggermente acuto
Uh, donne? ridomand prendendo tempo e riportando il tono ad un livello pi
maschio Si simpatiche creature, non trovi? Magari un po troppo frivole e
civettuole, spesso anche noiosette. Ma interessanti, certo, certo Un ottimo
soggetto di studio per certo, per quanto riguarda la mia ricerca nella moda,
nei tessuti e nelle forme dichiar alfine, soddisfatto della sua risposta.
Ma le loro, di forme continu sornione Piero ti piacciono?
Beh, beh, beh, ecco Filippo insisteva nel prender tempo alcune un po
pi di altre ed altre meno, mentre alcune proprio no. Per esempio, ecco le
donne troppo grasse, o troppo magre non sono propriamente nelle mie corde
per non parlare di quelle con tanto seno o con i fianchi abbondanti, che trovo un
po volgari. Per quanto, anche i bacini stretti, ecco non che siano proprio i
miei preferiti
Piero, comodamente seduto su una delle poltroncine imbottite, non smetteva di
studiare le reazioni del fratello, che tentava di mitigare limbarazzo spostando
gli oggetti da un posto allaltro per poi risistemarli nel luogo originale.
Non trovi che questo orologio stia molto meglio qui? chiedeva Filippo nel
tentativo di riuscire a sottrarsi allinterrogatorio.
Quindi vorresti dirmi che ti piacciono le donne un po mascoline insinu
Piero.
Uuuuuuuuuh, ma guarda questo arazzo! esclam con ostentato stupore il
gemello Non mi ero mai accorto dei suoi splendidi colori e del pregevole
lavoro di trama e ordito! Non si vedono nemmeno i nodi e il disegno
praticamente di-vi-no!
Prima che Piero potesse controbattere, Filippo venne colto da unilluminazione:
Piuttosto, mamma mi ha detto del Gran Ballo di Corte che sta organizzando in
tuo onore! annunci battendo le mani.
Lespressione stupita di Piero conferm la sua totale ignoranza in merito
allevento.
Un ballo in mio onore? E perch? Siamo ad agosto, non ancora il mio il
nostro compleanno.
Ma come? ribad Filippo gioendo del fatto che finalmente il discorso donne,
almeno per lui, era chiuso Non lo sai? I nostri genitori ti stanno cercando una
moglie.
Piero si alz di scatto e cominci a passeggiare nervosamente per la stanza.
Una moglie? A me? Ma come, cos presto? poi corse verso il fratello e cerc
di prenderlo per le spalle, ma non riuscendoci lo afferr per i fianchi,
scuotendolo. C qualcosa che non so? Nostro padre sta bene? E malato? Sta
per morire?

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Filippo, con molta grazia, prese le mani del fratello e le allontan dai suoi
fianchi, poi sospir: Ma no, niente di tutto questo, rilassati! Fortunatamente
per me, sei tu il futuro successore al trono ed quindi arrivato il momento di
trovarti una consorte gli occhi gli si illuminarono.
Il Gran Ballo previsto per met settembre, ho tutto il tempo per realizzarti
una splendida divisa da cerimonia prosegu Filippo elettrizzato, senza lasciare
il tempo a Piero, che gi stava diventando rosso di rabbia, di inserirsi nel
discorso. Niente fiori, lo so, lo so! Ho memorizzato linformazione. Per ho
gi in mente tutto: i colori, i tessuti, i decori, il cinturone in cuoio con fibbia in
ferro battuto e rubini! Naturalmente dovremo dare fondo al portagioie di
mamma, perch di rubini e zaffiri, si sa, non ne circolano pi molti, nel regno,
ma sono sicuro che per te far questa eccezione. Mi autorizzi ad occuparmi
dellorganizzazione della festa? Ho gi qualche idea niente male anche per il
men della serata. Niente di impegnativo, per dovr far arrivare delle spezie
dallestremo oriente e anche un po di quella bevanda scura dicono che sia
afrodisiaca!
Piero si rese conto che non sarebbe stato facile interrompere il vulcano in
eruzione in cui si era trasformato il gemello e, comunque, quello che gli
premeva di pi, in quel momento, era parlare con i reali genitori per capire cosa
stava succedendo e quale sarebbe stato, di l a poco, il suo destino.
Il colpo di fulmine e non solo quello
La sala dei ricevimenti era un rutilante scintillio di fiammelle e cristalli. Il
lampadario centrale, a forma di rosone con cascata a spirale, dominava lampia
sala da ballo il cui pavimento lucidato a specchio rifletteva la luce delle candele
e dei calici abbondantemente innaffiati di vino spumeggiante.
Diversi tavoli, addossati alle larghe pareti in stucco e marmi nero e bianco,
erano stati apparecchiati con posateria dargento e piatti in ceramica bianca
decorati in oro zecchino.
Il colpo docchio era qualcosa di singolarmente eccezionale e i complimenti si
sprecavano.
Sua Serenissima Madre la regina, ad ogni istante veniva fermata da un
gruppetto di persone che elogiavano ogni cosa, dal cibo alle tovaglie in fiandra,
dal caviale del volga alla crema Chantilly, dal vino rosso allo Champagne.
Nulla era stato lasciato al caso e Filippo poteva senza dubbio essere considerato
il Deus ex machina del successo di una serata che aveva tutta laria di non
poter andare meglio.
Piero, dal canto suo, si comportava da perfetto padrone di casa, anche se
talvolta, per ottenere un po di attenzione, doveva ricorrere a colpi di tosse e
alzate di mano per poter essere facilmente localizzato. Nonostante questo, per,
nessuno perlomeno apparentemente aveva avuto il coraggio di commentare
la scarsa statura del futuro regnante. In parte, laspetto autoritario e marziale
veniva conferito dallalta uniforme che Filippo gli aveva realizzato e che gli
donava un aspetto indubbiamente regale.

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Sopra alla casacca in velluto damascato blu cina decorata con scene di caccia
tono su tono, la fascia da Delfino ricamata in oro e zaffiri turchese, incrociata
sul davanti, ben si intonava con la calzapanta grigia, abbinata a severi stivali al
polpaccio in lucida pelle nera; sulle spalle, due mostrine frangiate in oro,
rilucevano dei bagliori di piccoli topazi incastonati ad arte, mentre dal colletto
alla coreana fino al fondo della casacca, una fila di bottoni in perle dacqua
dolce completavano una mise formale ma di classe. Il tocco in pi: un paio di
morbidi guanti in pelle scamosciata color avorio, in tinta coi bottoni.
In sala erano gi presenti, mischiati alle varie famiglie nobiliari del regno di
Lubenstovar: la famiglia reale Rumena composta dal Re Olaf III e consorte,
assieme ai due figli Csaba e Marlina, questultima dotata di un giro-vita
talmente abbondante da non potersi sedere su poltroncine dotate di braccioli; Re
Hubert V e Regina Lenora di Cecoslovacchia con le figlie Irina e Selina,
entrambe talmente magre da sembrare anoressiche e pallide come un cencio
slavato; Sua Maest Boniwar I dUngheria e legittima consorte Fiondra, invitati
al Gran Ballo esclusivamente a scopo diplomatico perch senza prole (voci di
corridoio non confermate, sussurravano che il Re fosse sterile e che la regina
avesse individuato un prestatore di seme nello stalliere di corte); infine, la
famiglia reale polacca composta da Re Sandrij XII, Sua Leggerezza Tatjiana
dAustria, i due figli maschi Olaf e Gregory, anchessi gemelli, identici come
due gocce dacqua, e le tre figlie di sette, dieci e quindici anni, rispettivamente
Ivanka, Jolanka e Svetlanka. Questultima disponeva di un discreto personale,
un volto dai tratti delicati e proporzionati e di una favella alquanto allenata.
Nel momento in cui Piero prese consapevolezza dellesigua variet di scelta e
fece per dirigersi verso la prolissa fanciulla polacca, laraldo annunci, con i
classici squilli di tromba, larrivo degli ultimi ospiti, i regnanti di Russia.
Fu in quel preciso istante che Piero scelse, con lautorevolezza dettata dagli
ormoni ormai ingovernabili, chi avrebbe diviso con lui tutta la sua vita.
Dietro allo Zar Pavlov IV e alla Zarina Klaudia, dietro al primogenito maschio
Sergej, di anni 18 appena compiuti, dietro al terzogenito Ivan, di 13 anni
abbondantemente compiuti, apparve, come una visione angelica degna di un
quadro del Brunelleschi, la secondogenita Lijuba Katrina, splendida nei suoi 15
anni e nel vestito bianco in seta ricamata a mano e stola di volpe, anchessa
bianca.
Splendida e alta.
Molto alta.
Piero si fece largo fra gli ospiti sgomitando freneticamente e raggiunse lampio
scalone da cui stava scendendo la reale famiglia russa, posizionandosi sulla
destra; senza staccarle gli occhi di dosso, protese la mano in direzione della
fanciulla, pronto al baciamano, ma lei non lo degn della minima
considerazione mentre gli consegnava la stola, come si usa fare con un qualsiasi
maggiordomo.
Per nulla toccato o quasi da quel gesto velatamente sgarbato, Piero, sempre
senza staccare gli occhi dalla giovane, port la stola di volpe al viso,

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assaporandone avidamente il profumo: sapeva di rosa selvatica e muschio


bianco, il profumo inebriante dellamore.
I genitori di Piero si fecero incontro alla famiglia dello Zar e diedero inizo alle
presentazioni delle altre casate reali e degli ospiti, finch vennero raggiunti da
Filippo, alla vista del quale Lijuba Katrina non riusc a trattenere uno sguardo
dammirazione.
Ammirazione che si spense quasi immediatamente quando Filippo si mise a
commentare, con atteggiamento un po troppo lezioso, la mise dellaitante
Sergej, il cui ampio torace e il bacino stretto lasciavano intuire una forte
propensione per lo sport.
Scuotendo la testa con aria rassegnata e trepidante daspettativa, Piero si fece
incontro al gruppetto.
Oh, finalmente, eccolo esclam la reale madre vedendolo approssimarsi,
desidero presentarvi nostro figlio Piero, futuro re di Lubenstovar.
Allannuncio, tutti si volsero nella sua direzione.
Lijuba, addirittura, si alz sulle punte dei piedini e stir il collo alla ricerca, del
tutto legittima perch a suo tempo informati del parto gemellare, di un ragazzo
identico a Filippo, senza minimamente fare caso al ragazzotto scuro e basso che
si faceva largo tra la folla degli invitati.
Quando Piero le fu davanti o meglio, sotto la ragazza continu imperterrita
a guardare di fronte a s, alla ricerca di un ragazzo alto e snello e coi ricci
capelli color del sole.
Permettete? esord Piero battendo i tacchi e offrendo di nuovo la mano alla
fanciulla.
Lijuba Katrina finalmente abbass lo sguardo, lo fece scorrere un paio di volte
per tutta la figura del ragazzo e alla fine fece qualcosa che nessuno avrebbe mai
immaginato: rise.
La sua risata fu talmente sonora e cristallina che in pochi istanti tutti si
azzittirono, musicisti compresi. Nel silenzio quasi irreale, gli unici rumori
chiaramente distinguibili furono la risata della fanciulla, che sembrava non
avere nessuna intenzione di fermarsi, e lo scorrere del sangue che affluiva
repentinamente al volto di Piero.
Se qualcuno si fosse mai chiesto se un essere umano di carnagione olivastra
poteva arrossire, quella sera ne avrebbe avuto la prova: poteva!
I reali genitori di Piero si guardarono sgomenti. La famiglia reale russa si
guard sgomenta. I genitori di Piero e la famiglia reale russa si guardarono
sgomenti. Insomma, tutti, nel grande salone delle feste, si scambiarono sguardi
sgomenti. Qualcuno si lasci sfuggire una risatina sommessa, si udirono frasi
sussurrate del tipo Prima o poi sarebbe dovuto succedere e Lavevo detto,
io!, finch Sua Serenissima Madre Olga, per togliere il figlio dallimbarazzo,
non esclam: Musica!!!.
Gli orchestrali ripresero a suonare, gli invitati a gozzovigliare e finalmente
Lijuba Katrina smise di ridere, asciugandosi gli angoli degli occhi con una
deliziosa e rosea manina.

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Cessato il clamore del fattaccio, Piero riprese un contegno virile e maschio,


gonfiando il petto e raddrizzandosi il pi possibile: nonostante lo spiacevole
episodio, quella ragazza era lessere pi affascinante e delizioso che avesse mai
incontrato e non aveva la minima intenzione di lasciarsela sfuggire.
Far finta che tutto questo non sia successo esord asciutto in direzione della
soave fanciulla perch dal momento in cui siete entrata in questa stanza ho
capito, senza il minimo dubbio, di avere trovato la donna che sieder al mio
fianco quando regner su Lubenstovar.
Tante felicitazioni augur Lijuba Katrina lasciando ad intendere di non aver
capito lallusione, spero che me la presentiate, prima o poi. Sono curiosa di
conoscere la donna che riuscir ad essere alla Vostra altezza termin
ridacchiando senza ritegno.
Il sangue, che aveva ripreso a scorrere normalmente nelle reali vene, ricominci
ad affluire nella parte alta del corpo di Piero e ne imporpor di nuovo le
orecchie.
Vi state burlando di me incalz lui ma soprasseder ancora una volta,
perch apprezzo le persone di spirito e mi siete piaciuta al primo sguardo. Vi
consiglio, per, di non indugiare troppo nella burla perch ho un carattere
piuttosto spigoloso e non vorrei arrivare a gesti estremi. Siete bella, la donna
pi bella che io abbia mai visto e che abbia mai desiderato e sarete mia moglie.
Questo tutto. Ora vogliamo ballare? chiese tendendole la mano.
Ballare? Pensate forse che desideri ballare con un uomo di cui riesco a vedere
solamente i capelli impomatati? Pensate forse di cingermi per i fianchi o devo
inginocchiarmi io? ribatt con sfrontatezza la giovane donna.
Piero trasse un profondo respiro e socchiuse gli occhi, trafiggendola con lo
sguardo: State davvero tirando troppo la corda, principessa. State gettando alle
ortiche un sentimento sincero e profondo per colpa di un pregiudizio. Pensate
che il valore di un uomo stia nella sua altezza? Pensate che lamore, la passione,
la devozione si misurino forse in centimetri? domand sempre pi incollerito.
Io so solo una cosa, rispose prontamente Lijuba Katrina ed che non ho
nessuna intenzione di farmi vedere accanto ad un mezzo uomo e di subire i
commenti pettegoli di corte. Quindi Vi ringrazio e Vi consiglio di rivolgere
altrove la Vostra ricerca, nanerottolo concluse tagliente, voltandogli le spalle e
dirigendosi verso laitante Sergej, che per non la degn di uno sguardo, preso
comera dalla fitta conversazione con il lezioso Filippo, con cui sembrava
andare damore e daccordo.
Piero rest rigidamente immobile per alcuni minuti osservando Ljiuba
allontanarsi: osserv il sensuale movimento dei fianchi e le invitanti forme del
reale sederino, osserv la splendida massa di capelli biondi ondeggiare sulle
bianche e delicate spalle e alla fine medit vendetta.
Unazione eclatante
Filippo buss prima discretamente, poi con maggiore enfasi alla porta del
gemello: Piero, apri, SO che sei l dentro, non esci da tre giorni! Parlami.

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Mamma preoccupatissima e il babbo anche. Fai entrare almeno me, diamine,


sono tuo fratello!
Entra, perdio! url Piero.
Filippo si trov davanti un uomo quasi irriconoscibile: capelli scarmigliati,
barba incolta, camicia sbottonata e sguardo iniettato di sangue.
La stanza stessa sembrava aver subto un tornado, con il grande letto
completamente sfatto, i libri sparsi per terra e i vestiti ammonticchiati
disordinatamente.
Che vuoi? ringhi Piero passeggiando nervosamente per la stanza.
Sapere come stai, innanzitutto rispose il gemello, raccogliendo da terra i
vestiti e ripiegandoli con cura.
Come sto? domand seccato Come sto??? Come un uomo che stato
rifiutato dalla donna pi bella e desiderabile che il divino abbia mai avuto
lardire di creare, ecco come sto. Come un uomo sbeffeggiato, insultato,
vilipeso e mortificato, ecco come sto. Come un uomo che non ha intenzione di
subire passivamente e che agir con la forza necessaria, ecco come sto!
termin Piero con enfasi, piazzando sul fratello uno sguardo febbricitante.
Bene, bene, bene, replic Filippo con ironia mi fa piacere sapere che ti stai
riprendendo. Se posso domandare, quale sarebbe la tua prossima mossa?
Piero non si lascia ridicolizzare in questo modo da nessuno, specialmente da
una donna, bench meravigliosa! Esord il gemello Fosse stato chiunque
altro, ad insultarmi, qualunque altro uomo, o vigliacco, a questora se ne
starebbe inchiodato al tronco di un albero, infilzato dalla mia spada, ma con
lei Ho intenzione di fare qualcosa che nessuno ha mai fatto prima. Unazione
eclatante, una dimostrazione di forza quale nessun altro uomo abbia mai avuto
lardire di fare. Lijuba Katrina si pentir amaramente di come mi ha trattato.
Torner da me implorando piet e sar io, a quel punto, a ridere di lei e a
negargli il mio amore! termin gettandosi a peso morto sul letto sfatto, le
braccia incrociate dietro la testa.
Sono tre giorni che rifletto esclam risollevandosi repentinamente dal letto e
ricominciando a camminare nervosamente per la stanza e finalmente so cosa
devo fare!
Qualcuno buss discretamente alla porta.
Chi ? grid Piero.
Il suo pranzo, Signore rispose il valletto.
Avanti, avanti rispose distrattamente Posa pure qui e vattene ordin
sgombrando con una bracciata il piano di un tavolino in radica e marmo.
Rimasti soli, Filippo incalz: Coshai intenzione di fare, dunque?
Piero si sedette sulla poltroncina e cominci a sistemarsi il tovagliolo sotto il
collo: Mi serve il tuo aiuto. Ho un compito molto difficile da affidarti ma ti
prego di aiutarmi e, soprattutto, di non fare domande! Fatti aiutare da chiunque
ritieni possa esserti utile: uomini, contadini, valletti, guardie, fanti, chiunque ma
fallo! Esigo che tutto sia pronto per dopodomani Piero cominci a tagliare la
carne con gesti decisi.

Una favola in pi

Cosa devo fare? chiese Filippo, per niente stupito dalla ferma determinazione
del fratello.
Piero si mise in bocca un gran pezzo di carne ed esclam, masticando
voracemente: Voglio mille swawaveri rswuossi
Eh? fu la risposta stupita del gemello Co cosa? domand incredulo.
Masticando un secondo pezzo di carne, forse pi grande del precedente, Piero
rispose: Voglio mille swuavuaveri scwuossi!!
Lespressione stupefatta sulla faccia del fratello riemp Piero di orgoglio: Non
te laspettavi, vero? chiese questultimo asciugandosi la bocca col tovagliolo.
Filippo scosse la testa perplesso: Assolutamente no. Hai sempre detto che
Cio, davvero, non avrei mai pensato che tu che proprio tu arrivassi a fare
una cosa cos cos inusuale, ecco. Ma sei proprio sicuro? Vuoi davvero
Niente domande! ribad Piero puntando lindice verso il gemello. Mi
aiuterai? chiese.
Certo, certo. Ma cos su due piedi sicuramente complicato ma non
impossibile riflett Filippo.
Adesso vai, ordin Piero perentoriamente devo preparare il mio discorso.
A proposito, fai in modo che la popolazione venga avvisata che dopodomani
rilascer una dichiarazione di importanza vitale.
Sar fatto rispose Filippo avviandosi alla porta. Prima di uscire, per, si volt
ad osservare il fratello, che gli apparve sotto una nuova luce: la sua richiesta era
semplicemente incredibile! Fino a che punto si pu arrivare, per amore?
pens. Quanto si pu cambiare? Quante certezze si sgretolano e quali pazzie si
inventano, sotto la spinta della passione e dellorgoglio?
Piero sollev il viso verso il fratello; i due si scambiarono un lungo,
silenziosissimo sguardo e fu Filippo a distogliere gli occhi per primo,
abbassando la testa in segno di saluto. Usc e si apprest al compito che gli era
stato assegnato: aveva solo 36 ore per recuperare mille swuavuaveri
scwuossi.
Mai parlare a bocca piena
Il suono delle trombe, che circa sedici anni prima aveva annunciato un lieto
evento, spezz nuovamente il brusio della popolazione accalcata sotto il grande
terrazzo reale, per nulla addobbato a festa. Nessuna alta uniforme e nessun
bagliore doro sottoline il discorso che si tenne poco dopo. Quando Piero
apparve alla folla, nessuno sventolio di bandierine colorate o urla di esultanza
lo salut.
Senza troppi preamboli, Piero inizi il suo discorso: Come tutti ben sapete, la
famiglia reale di Lubenstovar di recente stata oggetto di scherno. Il vostro
futuro sovrano Piero, nella mia persona, stato messo in ridicolo dalla donna
che io stesso avevo scelto come futura consorte e Vostra futura regina. Tutto
questo inaccettabile e non pu passare sotto silenzio. Ho passato giorni interi,
rinchiuso nella mia camera, a riflettere su come agire, meditando unazione
degna del ruolo che mi compete e sono infine giunto alla soluzione.

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Una favola in pi

Lazione che sto per intraprendere verr ricordata negli anni a venire come La
guerra di Piero poich nessuno mai, prima di oggi, ha osato fare ci che io sto
per fare. Unazione potente, unazione che avr uneco tremenda che si
ripercuoter su tutti noi per molto, molto tempo, ma anche unazione che va
fatta! Sicuramente penserete che sono un pazzo, che mi sono lasciato trascinare
dallorgoglio ferito, che vi ho coinvolto in un gioco pi grande di voi, ma in
questi momenti che un uomo di valore deve dimostrare di non avere il timore di
osare e che non ci si pu fermare di fronte alle offese. Si comincia con un
insulto per arrivare alla perdita di credibilit e di stima e io non voglio
assolutamente che tutto questo accada. Per questo desidero informarvi che in
questo preciso istante stanno partendo in direzione di Mosca, dalle segrete del
castello, cinquanta carri contenenti mille cadaveri russi! termin Piero
enfaticamente.
Dalla folla si alz un unico ooooooooh di stupore la cui eco si protrasse per
molti secondi.
Prima che lesclamazione e il relativo brusio di commenti cessasse, sul terrazzo
reale fece la sua comparsa Filippo, felice come un bimbo a cui avessero
regalato delle caramelle: Eccoli, stanno partendo, guarda, guarda!!, cinguett
gaio, indicando lorizzonte.
Piero alz lo sguardo fiero verso il fondo del piazzale; la folla intera si volt.
Era tutto vero, non cera ombra di dubbio: una lunga carovana di carri stava
muovendo alla volta della Russia.
Per qualcosa stonava.
La folla ricominci a borbottare, molti si voltarono verso Piero, fermo al suo
posto sul terrazzo, con espressione sconcertata.
Sconcerto che stava prendendo il posto dellespressione dura e perentoria con
cui Piero aveva esordito pochi minuti prima.
Piero guard quellondata purpurea in movimento, a bocca spalancata.
Filippo, di fianco a lui, continuava a saltellare festosamente.
Piero si volt verso Filippo con unespressione tale che la gaiezza di
questultimo cominci a scemare fino a scomparire del tutto.
Che c, che succede? chiese Filippo, ormai serio.
Cosa sono quelli? domand Piero incredulo.
Quelli? I carri che hai chiesto rispose il primo.
Li vedo, ma cosa c, SOPRA? domand nuovamente il secondo.
Ma sono mille papaveri rossi! rispose ancora il primo Non quello che mi
hai chiesto?
Papaveri? PAPAVERI??? Quando mai ti ho chiesto dei papaveri???? url
Piero indeciso fra ridere, piangere o scaraventare il gemello gi dal terrazzo.
Come sarebbe a dire quando? Due giorni fa in camera tua, mentre divoravi
quella disgustosa bistecca sanguinolenta! Hai detto che avevi bisogno del mio
aiuto per recuperare mille sciuasciuaveri ruossci o roba simile e io lho fatto!
Sai quanto mi ci voluto per trovarne mille? O credi che nascano sotto i cavoli?
Li ho controllati uno ad uno per essere sicuro di mandare via dei fiori perfetti,

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Una favola in pi

senza imperfezioni, per evitarti brutte figure con la tua bella e questo il
ringraziamento? termin quasi istericamente Filippo.
Io non ti ho chiesto dei papaveri, ti ho chiesto dei cadaveri! MILLE
CADAVERI RUSSI!!! ribad Piero.
Beh, io ho capito MILLE PAPAVERI ROSSI!!! rispose il fratello,
rifacendogli il verso. La prossima volta prosegu non parlare a bocca piena,
se vuoi evitare fraintendimenti! Ho tentato di chiederti se eri sicuro di quello
che avevi detto ma tu mi hai impedito di farti domande, quindi ho fatto quello
che ho capito! spieg Filippo con una punta di permalosit.
Piero si volt di nuovo in direzione dei carri, ormai invisibili, dopodich si
precipit dentro al castello: forse era ancora in tempo per fermare la marcia di
quegli inutili vegetali.
Giunto alle scuderie, per, dovette constatare che tutti i cavalli erano stati
utilizzati per recapitare lomaggio floreale allimmeritevole e bella Lijuba
Katrina.
Non cera pi niente da fare.
Per sempre
Carissimo Piero,
con profonda vergogna e infinita gratitudine che mi accingo a scriverVi
queste righe, che spero Vi giungano gradite.
Dal giorno in cui mi inviaste quei mille papaveri rossi non ho fatto altro che
ripensare a Voi e al mio disdicevole comportamento durante il Gran Ballo
organizzato dai Vostri Eminentissimi genitori.
La domanda che mi sorge spontanea : potrete mai perdonarmi?
Non esistono giustificazioni plausibili per il mio comportamento meschino e
superbo e il peso di questa colpa mi toglie il sonno. Ripenso spesso alle Vostre
parole e solo adesso posso rispondere alle Vostre domande: no, non credo che il
valore di un uomo stia nella sua altezza e no, non penso che lamore si misuri in
centimetri.
Il vostro omaggio, rosso come la passione che vi ha divorato fin dal primo
istante, e il silenzio che lha accompagnato sono stati, per me, una grossa
lezione di vita.
Come posso meritare di nuovo la Vostra comprensione? Come posso
ricambiare laffetto e la dedizione che cos disinteressatamente mi avete
tributato?
Se bastasse solamente dirvi che vi amo, ecco, ve lo direi immediatamente.
Per sempre Vostra,
Lijuba Katrina
Regno di Lubenstovar
Confini: ad Est con la Russia, a Sud con la Romania, ad Ovest con Ungheria e
Cecoslovacchia, a Nord con la Polonia

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Una favola in pi

Superficie: 16.365 Km2


Popolazione: 1,33 milioni di abitanti
Capitale: Domivirsk, sede del Castello imperiale
Altre citt importanti: nessuna, solo due frazioni chiamate Falansk e Grs
Forma di governo: Monarchia
Regnanti: Sua Maest Piero I Klgans e Sua Meraviglia Lijuba Katrina
Lingua: prevalentemente Russo e Ungherese, con varianti in Polacco (nei
sobborghi del Nord)
Moneta: Plivni (paragonabile al rublo)
Forme di sostentamento: fino al 1832, esportazione di pietre preziose ed oro
provenienti dai giacimenti e dalle miniere di Grs, ormai esauste. Dal 1832 al
1883, commercio in prodotti agricoli e ovicoli. Dal 1884 ad oggi, produzione,
commercio ed esportazione di fiori.
Attivit amministrativa: svolta dal responsabile designato dai regnanti, che
prevede imposte sui campi e gli allevamenti e dazi imposti alla frontiera
Religione: monoteista, prevalentemente protestante
Arti: ristrutturazione di beni artistici e stilismo di moda ad opera di Filippo II
Klgans
Piatti e cibi folkloristici: Caviale alla Vodka
Festivit nazionali: nascita del Regno, 22 novembre; compleanno del Re, 22
ottobre (variabile); compleanno della regina, 15 maggio (variabile)
Clima: prevalentemente umido, con temperature che variano dai 25 in
inverno ai 16/18 massimi in estate.

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