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Ironia della sorte

Fu amore a prima vista.


Lui bello, aitante, allegro, simpatico, intelligente.
Lei bella, formosa al punto giusto, sagace, ottima cuoca.
Quando si presentarono seppero di essere davvero fatti l'una per l'altro.
"Piacere, Ignazio" disse lui stringendo la mano di lei qualche secondo in pi del dovuto.
"Piacere, Della. In realt avrei dovuto chiamarmi Delia, ma mio padre si present
all'Ufficio anagrafe leggermente ubriaco e... il commesso scrisse ci che aveva capito"
spieg lei sorridendo.
"Mi piace Della" rispose lui sorridendo.
I primi problemi si presentarono quando decisero di sposarsi.
"Ignazio Laporta e Della Cantina?" esclam sogghignando l'ufficiale comunale preposta
alle pubblicazioni di matrimonio, ma loro imperterriti, sorrisero e firmarono ci che c'era
da firmare.
All'addio al celibato di lui gli amici ci andarono gi pesante.
"Ecco Ignazio Laporta"
"La porta? E chi porta?"
"Semmai cosa porta!"
"E cosa porta?"
"Porta della"
"Della che?"
"Della Cantina"
E gi risate.
Ridevano tutti, al "Cocorito Bar", quella sera.
"Ignazio, me la controlli tu?"
"Cosa?" chiedeva ingenuamente lui.
"Laporta Della Cantina!"
E gi risate.
Ignazio faceva finta di niente, ma in realt un leggero sentore di quello che sarebbe stata
la vita assieme alla sua futura moglie si stava insinuando nella sua ancora serafica mente.
All'addio al nubilato di lei, in un locale di spogliarellisti maschi, ovviamente , le cose
erano un tantinino diverse ma neanche poi molto.
"E quando avrete una figlia? Come la chiamerete? Viola?"
"S, certo, Laporta Viola!"
"No, no, meglio Rosa... Laporta Rosa!"
"Che fa? La porta Rosa ma che cosa?" e gi risate anche l.
Inutile dire che anche nella romantica testolina di Della si stavano delineando orizzonti
futuri ben poco rosei.
Ma venne, finalmente, il grande giorno. E mentre lo sposo entrava in chiesa, tra gli amici
di lui cominciarono a fioccare...
"Ecco che varca la porta Laporta"
"Ehi, basta dirlo una volta sola"
"Ma l'ho detto una volta sola"
"Cosa?"
"Laporta"

"Ma la porta PORTA o Laporta Ignazio?"


"Ma Ignazio, no?"
E gi risate.
Dall'altra parte, le amiche di lei, ancora alticce per la serata appena trascorsa...
"Vuoi tu Ignazio prendere Della come tua sposa?"
"Prendere della cosa?"
"Della sposa"
"Ma in tutto o in parte?"
"Beh, ma tutta, che diamine!"
"Allora vuoi prendere tutta Della come tua sposa?"
"O tutta o della, Don. Si decida!"
"Allora, mi state confondendo! Vuoi tu Ignazio Laporta prendere la qui presente Della
Cantina tutta intera come tua legittima sposa?"
"Ma della cantina COSA?"
"La porta?"
E gi risate.
Non si pot dire che fu una cerimonia noiosa: alla fine ridevano tutti, persino Don
Ciriaco, che a detta di tutti era il parroco pi serio e meno ironico che si fosse mai avuto.
L'unica volta che qualcuno lo vide sorridere a parte ovviamente il matrimonio di
Ignazio e Della, ma l si trattava di risate grasse con lacrimoni che gli rigavano il volto
fu quando mor Devoto Polvere, ovvero nel momento in cui, durante l'omela funebre,
arriv il momento del: "Polvere alla polvere, cenere alla cenere". Ecco, proprio in quel
punto gli si sollevarono gli angoli della bocca, la cui cosa non piacque alla vedova,
signora Maria Cenere.
Il pranzo di nozze, poi, fu un vero tormento!
Ogni due per tre, sia dai tavoli dei parenti stretti che da quelli degli amici e conoscenti
intimi, arrivavano le battute pi inopportune.
"Ignazio, Laporta Della Cantina non chiude bene, che facciamo?"
"Ignazio, mi daresti Della torta?"
"La vuoi da Ignazio o da Della?"
"Basta che sia Della torta, Laporta"
"La torta della porta?"
Insomma, le battute rimbalzavano di tavolo in tavolo e pi le battute rimbalzavano pi i
sorrisi in faccia agli sposi si spegnevano.
Alla fine, per i due, il pranzo di nozze fu un vero tormento. Persino mentre salivano in
macchina si sprecavano gli:
"Ehi attenti alla porta!"
"Della, macchina, eh?"
"S, Laporta Della macchina!"
"Ma no, Della Cantina!"
E gi risate.
Quella sera Ignazio e Della non consumarono.
Il giorno dopo, senza nemmeno salutarsi o guardarsi in faccia, si diressero ognuno con la
propria automobile, verso gli uffici della Sacra Rota. In effetti il loro era stato un
matrimonio "bianco", come si suol dire, quindi avrebbero immediatamente ottenuto
l'annullamento senza il minimo problema.

"Richiesta di cancellazione del matrimonio fra Ignazio Laporta e Della Cantina, avanti"
annunci trattenendo un sogghigno il messo pontificio.
Firmarono nuovamente tutti i documenti che si dovevano firmare e si diressero verso
l'uscita.
"E mi raccomando... La porta!" fu il saluto del segretario pontificio.
Lasciarono l'edificio con l'eco dell'ultima risata che si spegneva alle loro spalle.