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Dipinto di Enzo Bianco che ha ispirato il racconto

Nicola e Teresa andarono a rollarsi sigarette sulla spiaggia. Avevano


sedici anni e una smania dentro, che lievitava al calore del libeccio.
Le onde, nate e cresciute al largo, venivano a morire ai loro piedi
con un sospiro di stupore, ignare dellesistenza della terra, incredule
che lavventura terminasse l.
I due ragazzi lavoravano zitti, come operai alla catena, gli occhi
ostinati sulle mani assorte. Nicola, pi esperto di quellarte, fin per
primo e alz lo sguardo al cielo. La testa gli girava. Forse per questo, solo per questo, gli parve di vedere nello spicchio di luna un
mucchietto di lettere affastellate.
Aveva letto nei libri che le lettere scaturiscono dallatmosfera
infuocata del Sole; infatti privilegio di una stella instillare la vita
nei pianeti, e lalfabeto, nelle creature pronte a sopportarne il peso.
Ma il flusso incessante resterebbe segreto se la luna, propagandone
a volte i riflessi iridescenti, non ne svelasse limmane mistero.
Com strana la luna, stasera!, disse Nicola.
Dici? Non so....
Allora sono i tuoi capelli, che sono diversi. Dovera il nesso?
Non cera. Senza saperlo, cercava pretesti. La luna glinfondeva parole senza senso, buone solo a svelare il tremore della voce.
Ho fatto la piastra. Ti piacciono?.
Ora tutto era detto.
Sospinte da una forza appena nata, le dita di Nicola andarono a
impigliarsi in quei capelli. Teresa chiuse gli occhi, come chi si dispone alla preghiera. Avvenne il primo bacio, con la fatalit di un

terremoto. Le sigarette rotolarono gi, a disfarsi nellumido della


sabbia.
Nicola torn alla spiaggia un mese dopo. Teresa era tanto lontana
da non poterla mai pi rivedere. Quel giorno cera stata la tramontana, e lo spicchio di luna, con le sue lettere fuggevoli, si rifletteva
distintamente sulla pelle tesa del mare. Erano due lune gemelle,
luna sullaltra; ma in quella di sotto le lettere apparivano a rovescio.
Nicola cap solo allora che ogni discorso nasconde il suo opposto, che ogni dichiarazione di amore eterno prepara la sua contraddizione. La luna capovolta gli ricord lAppeso, larcano che Teresa
estrasse un giorno dal mazzo dei tarocchi. Era presagio di separazione, ma anche di rigenerazione...
Il padre di Nicola possedeva un piccolo gozzo, col quale andavano a pesca nelle domeniche di sole. Nicola salt dentro, sciolse
lormeggio e spinse sui remi, alla volta della luna di mare. Pensava
allo specchietto in fondo al gavone di prua, che un tempo agitava
nellacqua per creare riflessi e attirare i saraghi con lingannevole
speranza di una preda. Ora quel gioco crudele lo faceva di rado, e
solo per limpulso di oscure nostalgie.
Hop, hop!, scandiva con ritmo forsennato. Hop, hop!. Appena entrato nel fascio di luce, gli punt lo specchio contro, per suscitare un evento inaudito, un paradosso, un prodigio che scardinasse la vita dalle fondamenta, come quella volta con Teresa.