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In uno degli scompartimenti di una delle carrozze dellespresso RomaCatania, il giovane Mauro leggeva con giovanile accanimento un libro di

poesie di Neruda. A occhio e croce, avr avuto diciottanni, che proprio let giusta per certe letture. Accanto a lui, sul lato del finestrino, sedeva un soldato di pochi anni pi grande; di fronte al soldato, un suo amico e commilitone. Quei due sproloquiavano con modi da scalmanati, e
Mauro cominciava a infastidirsi. Quando il soldato che gli stava accanto
sinfil le cuffiette nelle orecchie e le colleg al cellulare, le parole di Vasco Rossi e Pablo Neruda si confusero alle sue orecchie in modo inestricabile e intollerabile.
Ah, se solo il mondo la smettesse di crearmi problemi! era il pensiero di Mauro in occasioni come quella. Tuttavia, capirete che si tratta di
una pretesa piuttosto sciocca, perfino infantile: bastava affacciarsi nel
corridoio per veder nascere nuovi problemi ad ogni istante: due genitori
che si accapigliavano per una merendina da dare o non dare al figlioletto;
il bambino che, ottenuto finalmente lambito premio, lo lasciava cadere
distrattamente a terra; poco pi in l, un vecchio che si accendeva una sigaretta nonostante il divieto, e un finestrino che non chiudeva bene, generando molesti tintinnii. Non si capisce, quindi, perch deglinfiniti
problemi del mondo non dovesse spettare una piccola parte anche a lui.
Sostenuto dalla convinzione di essere nel giusto, Mauro ondeggi la
mano davanti al soldato per richiamare la sua attenzione, e gli chiese con
la voce pi carezzevole e falsa del mondo se poteva per cortesia abbassare un po il volume. Il soldato lo fiss con stupore, fece una specie di
cenno di assenso, poi torn a guardare fuori dal finestrino, abbassando il
volume in maniera impercettibile, per dare a Mauro una soddisfazione
puramente simbolica e toglierselo dai piedi col minimo danno.

Ma tu guarda! Con quel profilo affilato, quella barbetta rada, aveva


tutta laria di uno che si crede furbo. E la sua furbizia, vera o presunta,
stava per scontrarsi con lottusit di un altro occupante lo scompartimento: luomo che leggeva Tex. Seduto di fronte a Mauro, questo napoletano
sui quarantacinque anni teneva il volumetto quasi attaccato agli occhi,
per un difetto di vista che nemmeno le spesse lenti riuscivano a compensare. Costui esordisce in questa storia in maniera piuttosto intempestiva.
Ma vediamo i fatti.
Il treno era da poco partito da Roma, quando il soldato ricevette
una telefonata.
Ciao ma... Eh, stiamo ancora a Civitavecchia, penso di arrivare
verso le sei e mezza sette... No, che vieni a fare fino alla stazione, ci vediamo al ponte, comunque ti chiamo io...
Chiunque, di fronte a quella plateale bugia, avrebbe capito al volo.
Chiunque, tranne luomo che leggeva Tex. Costui, infatti, finita la telefonata, subito si premur di correggere il soldato.
Ma quale sei e mezza sette? Tu devi andare a Pompei, no? Alle
cinque sei arrivato!
Sono fatti miei... Lo so bene a che ora arrivo...
Luomo che leggeva Tex ci rimase secco. Mauro, che suo malgrado
non si era perso una parola, per limbarazzo si pieg ancora di pi sul
suo libro. Sollev appena gli occhi verso luomo che leggeva Tex e ne osserv lo sguardo perso a mezzaria, la bocca semiaperta in uno sforzo
vano di comprensione. Che imbecille!, pens. Peggio delle bugie, peggio della tracotanza, per Mauro cera solo lincapacit di cogliere i segnali
che la vita ci manda per aiutarci a scansare i pericoli che lei stessa dissemina sul nostro cammino.

Dopo quelluscita balorda, luomo che leggeva Tex fece di tutto per
recuperare, infilandosi senza invito nei discorsi da caserma dei due soldati.
Ogni volta che mio padre diceva: Ti servono soldi?, gli rispondevo di no: me la sono sempre cavata da solo... La pacchia stare in cucina. L ci sta sempre quello che ruba, e allora gli dici: O rubiamo insieme, o non ruba nessuno. Per devi anche avere le palle di dirgliele,
certe cose.
Luomo adulto cercava cos di affermare la propria autorit sui due
ragazzi. Lui che aveva gi attraversato per intero lesperienza della caserma, poteva abbracciarla con uno sguardo rivolto allindietro, coglierne il
senso definitivo. Sembrava ignorare che da tempo non esisteva pi la leva obbligatoria, che forse quei due ragazzi avevano gi fatto pi caserma
di lui e rubato pi merluzzi e conigli di quanti non ne avesse rubati lui.
Difatti lo ascoltavano con distratta condiscendenza, fino a quando, in
prossimit della stazione di Napoli, luomo che leggeva Tex si apprest a
scendere. E qui si arriva al passaggio delle consegne, quasi a un lascito
spirituale.
Tie, vuoi leggere?
Il numero 500 di Tex pass al ragazzo con la barbetta rada, che lo
accolse senza una parola. Non appena luomo che leggeva Tex attravers
la porta dello scompartimento uscendo dalla nostra storia, il ragazzo diede una rapida scorsa alle pagine, senza trovarvi nulla che potesse interessarlo. Lo pass allamico, che a sua volta lo rifiut, preso comera da una
impegnativa pulizia delle unghie. E cos il volumetto fin sulla poltrona
lasciata vuota da quelluomo insulso, come un suo emblematico surrogato, lequivalente di un foulard di seta per una donna fascinosa.

Cera nello scompartimento unaltra persona: la ragazza malinconica. Finora non ci siamo accorti di lei perch non ci ha offerto nessuno
spunto interessante: se n stata l, per conto suo, seduta accanto a Mauro
dal lato del corridoio, lo sguardo testardamente rivolto fuori, come a rimarcare che lei, con quel gruppo di soli maschi che il caso le aveva riservato come compagni di viaggio, non voleva avere nulla a che fare.
Mauro sinteress a lei quando si affacci nello scompartimento il
venditore sordomuto di pupazzetti, lasciando sui braccioli dei cagnolini
gialli e dei bigliettini nei quali comunicava la sua triste condizione, implorando lacquisto delloggetto. Eseguita questa operazione, in un lampo
pass allo scompartimento successivo, in questo modo procedendo per
tutta la lunghezza della carrozza. Tempo qualche minuto, e sarebbe tornato indietro per tirare su le reti e vedere quanti pesci cerano finiti dentro.
Per una curiosa coincidenza, il cagnolino di Mauro e quello della ragazza malinconica sembravano guardarsi negli occhi. Trascinato da
quellidillio, Mauro immagin che avrebbe potuto innamorarsi di lei, e
subito dopo farla innamorare di s. Un amore necessariamente breve, ma
proprio per questo intenso e perfetto, senza litigi, senza stanchezza.
Chiuse il libro, per non distrarsi da quel nuovo, promettente pensiero,
ma proprio allora avvert una potente pulsione nelle parti basse: gli scappava la pip.
Si alz, lasciando Neruda a rappresentarlo sulla poltrona, e pass
davanti alla ragazza malinconica badando a non sfiorarle nemmeno un
ginocchio; eppure, quale magnifica occasione per scusarsi e sorriderle! Il
cagnolino giallo rimase sul bracciolo, a fissare malinconicamente quello
della ragazza malinconica.

Nella scomoda e lurida toilette, mentre cercava faticosamente di liberarsi, Mauro non pot fare a meno di leggere un messaggio, scritto in
rosso proprio davanti ai suoi occhi: 15/9/06 Rm-Ct Offro bocca e
culo a maschi Tel. 335/4529XXX Sono sul treno.
Era proprio la data di quel giorno! Quelluomo chi pu dubitare
che fosse un uomo? era l, poco lontano da lui, e offriva a chiunque ne
avesse voglia, fra Roma e Catania, i suoi servigi, senza chiarire se a fronte
di un compenso. Li offriva nella maniera pi becera, con una scritta in
una toilette, eppure... si offriva qui e ora, non bisognava fissare un appuntamento fra un giorno o due, quando forse non ne avremmo avuto pi
voglia o ci avrebbe preso il rimorso. Lui era l, e nessuno dei suoi potenziali amanti o clienti aveva impegni fino a destinazione. Esiste forse una
condizione migliore per accettare lofferta? Quelluomo stava dicendo a
Mauro che il tempo che ci concesso di vivere non va sprecato, che un
viaggio non solo un inevitabile intervallo fra la partenza e larrivo, ma
un calderone in cui bollono succulente occasioni.
Tutto preso da questa strabiliante scoperta, Mauro tir su la zip e si
sciacqu le mani con un filo dacqua, dopo aver provato inutilmente a
cavare del sapone dallerogatore. Uscendo, si trov di fronte un omone
sui cinquantanni, dai tratti marcatamente meridionali, che si precipit
dentro, e quasi lo scaraventava a terra col solo spostamento daria. Ora
legger il messaggio, pens Mauro, e chiamer.
Oltre i finestrini del corridoio, Mauro vide sfilare rapidamente la
stazione di Pagani. Per Agropoli, la sua destinazione, mancava ancora
unora. Era quello il tempo che gli era concesso, non di pi. La ragazza
malinconica poteva scendere prima: a Nocera, Salerno, Battipaglia. Che
scendesse con lui gli parve una fortuna davvero inverosimile.

Al rientro nello scompartimento, Mauro trov i due soldati stranamente silenziosi, luno preso da un giochino sul cellulare, laltro intento a
masticare un panino alla mortadella. Una rapida occhiata gli rivel che
dai braccioli erano scomparse le macchie gialle dei cagnolini. Forse per
questa piccola distrazione, forse per calcolo, fatto sta che Mauro urt il
piede della ragazza malinconica; la quale, con uno stupore quasi doloroso, alz meccanicamente lo sguardo verso di lui, incrociandone il lieve
sorriso di scusa.
Nel riprendere il libro dalla poltrona, Mauro si accorse che non si
trovava nella posizione esatta in cui laveva lasciato. Si sedette, tenendolo
in mano, mentre un piccolo brivido gli attraversava il petto. Alla sua destra cera il soldato, alla sua sinistra la ragazza. Chi dei due lavr preso in
prestito? A che scopo? Forse il soldato, per farsi beffe di lui, lavr mostrato allamico con un commento mordace, e avr tentato inutilmente di
coinvolgere nello scherzo la ragazza.
Oppure... oppure sar stata proprio lei, a prenderlo, per curiosit
verso Neruda o forse, dolcissima illusione!, verso di lui. Mauro se lo rigir nelle mani, provando a guardarlo con gli occhi della sua amata: era
unedizione economica, perch altro non poteva permettersi, e se ne vergogn un po. Sulla quarta di copertina, lignoto redattore malpagato aveva scritto che quelle poesie trascinavano il lettore a contatto con forze
primordiali, nella forgia infuocata dellamore dove due anime si fondono
in una. Orribili sciocchezze, per il suo gusto, ma forse alla ragazza quelle
parole erano piaciute, suscitandole pensieri romantici che in questo momento le stavano divorando il cuore.
Mentre attraversavano a tutta velocit la galleria che da Nocera porta a Salerno, la ragazza prese dalla borsa un piccolo cartoccio, dal quale

tir fuori unalbicocca, che subito addent con timida grazia. Mentre osservava con discrezione quella scena, a Mauro venne in mente un verso
di Neruda che amava molto e che conosceva a memoria, nonostante la
sua poca familiarit con lo spagnolo. Era una frase che Melisanda dice a
Pelleas: Cuando yo muerda un fruto t sabrs su delicia. Quando morder un frutto, ne saprai la delizia.
Dopo pochi minuti, la ragazza malinconica poggi una tempia contro il vetro fra lo scompartimento e il corridoio, come se volesse assopirsi. Che incredibile coincidenza, che segnale inequivocabile! Il verso successivo, la risposta di Pelleas a Melisanda, gli piaceva ancora di pi:
Cuando cierres los ojos, me quedar dormido. Quando chiuderai gli
occhi, mi addormenter.
Il pensiero gli torn al messaggio della toilette, a quelle parole sconce
che competevano in saggezza con quelle dei grandi filosofi. Intorno a loro, il buio della galleria spezzato da lampi improvvisi, il vento e le rotaie
che rumoreggiavano attraverso un finestrino aperto, le pesanti tendine
che volteggiavano, un sapore di ferro che attraversava le narici, come
leco di spade in battaglia. Tutto sembrava dire: Giovane eroe, la tempesta infuria, la tua donna tinvoca, il momento arrivato!.
E fu cos, che assecondando la volont delluniverso, Mauro mise il
libro sotto gli occhi socchiusi della ragazza malinconica, e sottovoce, per
non darle troppa noia e per non rendere partecipi quei due grossolani individui del suo amore, le domand: Hai mai letto Neruda?
La ragazza si riscosse, lo fiss per un attimo con occhi spalancati e
pieni di sdegno, poi si alz di scatto cacciando un rantolo strozzato, raccolse le sue cose ed usc, senza una parola. In quei pochi secondi si erano
gi levate alte e sguaiate le risa dei soldati, come una liberazione. Mauro

se ne stava l, col libro in mano, come unofferta respinta dalla dea, segno
di malaugurio. Aveva lo sguardo perso a mezzaria, la bocca semiaperta
in uno sforzo vano di comprensione. Sent solo salirgli una rabbia impotente contro quei soldati che si contorcevano negli spasmi di
unincontenibile ilarit. Qualcosa era successo, fra loro e la ragazza, mentre era via; qualcosa di spiacevole, in cui forse centrava il suo libro; qualcosa che ora, a lui innocente, gli si rivoltava contro. Li guard con ferocia, ma loro non se ne curavano.
Dun tratto la vergogna scacci via la rabbia, insediandosi in quel
petto che poco prima aveva ospitato un brivido pieno di speranza. Che
imbecille!, pens, e stavolta non ce laveva con luomo che leggeva Tex.
Raccolse anche lui di fretta le sue cose e lasci lo scompartimento, prendendo la direzione opposta a quella della ragazza sdegnata. Oltrepass la
toilette, dove forse due uomini si stavano scambiando un po di piacere, e
prosegu a passo svelto e storto, urtando cose e persone, verso un posto
lontano, dove non potessero pi raggiungerlo quegli sghignazzi osceni.