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1.

Claudio era lunico essere umano lungo quel costone roccioso che
digradava veloce verso il mare. Quella discesa gli era familiare, e
ormai riusciva a tenersi in equilibrio senza posare le mani sulle rocce
roventi e certi arbusti ispidi che le macchiavano qua e l.
Il sole sembrava essersi accorto di lui e dei suoi spessi occhiali
da vista. Si divertiva a generare riflessi, che scivolavano veloci sulle
rocce o si frantumavano in mille pezzi fra le piante, per riapparire
improvvisi, perfettamente ricomposti, su altre rocce, e disciogliersi
infine nella luce di cui erano fatti.
Il grande scoglio nero al fondo della discesa, lucido e liscio per
il lavorio secolare di onde e vento, era la base per le sue escursioni.
Altri scogli, pi alti e irregolari, lo circondavano, creando un angolo
riparato e unombra salvifica nelle giornate torride come quella.
Claudio si liber dello zaino che teneva sulle spalle e si spogli
senza fretta. Sotto i pantaloni aveva gi il costume a mezza coscia
che gli aveva regalato Paola, col suo tripudio di fiori tropicali. Troppa opulenza, per lui che amava soprattutto le erbe e, tra i fiori, la ginestra, il mirto, il caprifoglio; piante che crescono a stento, comera
cresciuto lui, chera piccolo e secco. Tutto sommato, per, quel costume era robusto, gli stava davvero bene, e asciugava in un attimo;
per questo lo indossava volentieri, quando sapeva di non condividere la spiaggia con nessuno, come quel giorno di fine maggio.
Tir fuori dallo zaino la sua maschera graduata, ripose gli occhiali nellastuccio e se la sistem con cura, facendola aderire bene al
viso. Il mare batteva allegramente sugli scogli, e la brezza ne raccoglieva le gocce pi minute, spargendole nellaria. Quel profumo era
per Claudio come lodore del sangue per il predatore: lasci tutto
dovera, e si butt a capofitto nellacqua viva, gelida e scura.

2.
Rientr allo scoglio sospinto dalle onde, che in quella mezzora di
esplorazioni si erano ingrossate. Nuotava veloce, a dispetto delle
braccia stanche, per via di un presentimento che non gli dava pace.
Quando salt su ritrov lo zaino e la maglietta, rimasta incastrata fra
due rocce, ma il mare sera portato via i pantaloni, e soprattutto
lastuccio con gli occhiali. Si ributt in acqua, e simmerse per tutto
il tempo che le sue forze gli concessero; il fondale era lontano, nero
e fangoso, e Claudio sapeva che il suo astuccio color antracite era
ormai introvabile, come uno scorfano tra le rocce. Il prossimo, pens, lavrebbe preso rosso.
Non gli restava altro da fare, se non mettere ad asciugare le sue
cose sulla pietra rovente e andare via. Vuot lo zaino e dispose tutto
sotto il sole. Trov un angolino dove sedersi poggiando la schiena, e
chiuse gli occhi. Stava per togliersi la maschera, ma si alz il vento, e
dovette rincorrere la maglietta e lasciugamani, che rotolavano verso
lalto, a impolverarsi fra gli sterpi. Con pazienza li riport sulle rocce, e ve li ancor con quattro pietre agli angoli. Fatica inutile, perch
al vento seguirono subito certe nuvole grosse e nere. Claudio cap
che il sole non avrebbe asciugato pi nulla, e che la sua giornata al
mare finiva l.

3.
Procedeva pianissimo, la grande maschera graduata incollata alla
faccia, la faccia quasi incollata al parabrezza. Erano le due del pomeriggio, e in costiera non cera nessuno. Sul sedile posteriore teneva il
cestino da pic-nic, ma fame non ne sentiva: voleva solo salire da Paola, fare un bagno caldo, e stare un po con lei.

Dei due poliziotti della volante appostata al bivio di Castiglione, lassistente capo Antonio Palmieri era in pausa pranzo. Quando
vide passare quello scassone guidato da un uomo mascherato con
una postura non ortodossa, smise subito di masticare il panino prosciutto cotto e mozzarella. Il suo collega guardava altrove, seguendo
con gli occhi una turista di passaggio. Palmieri avrebbe potuto far
finta di nulla e finirsi il panino in santa pace; ma porca miseria,
quando gli ricapitava uno cos?
Mich, parti! Fermiamo quella Fiesta gialla!
Quando vide lauto della Polizia che lo superava sventolando la
paletta, Claudio accost, spense il motore, e aspett linevitabile.
Palmieri scese dalla volante, ripulendosi dalle briciole che si erano annidate nella divisa. Non aveva nessuna voglia di seguire la
procedura: voleva solo capire. Quando si affacci al finestrino e vide quel ragazzotto con una maschera da sub e una maglietta nera
strizzata e umida, gli mancarono le parole.
Patente e libretto? domand Claudio, con la voce distorta
dalla maschera, che gli copriva il naso e gli premeva il viso.

4.
Claudio trov da parcheggiare proprio davanti alla farmacia. La volante accost subito dietro di lui, come per impedirgli ogni possibilit di fuga. Claudio usc dallauto guardando in direzione di Palmieri,
che gli fece cenno di andare avanti, e lo segu. A testa bassa, per la
vergogna e per vedere bene dove metteva i piedi, entr in farmacia,
con Palmieri dietro di lui di qualche passo. Dalle punte dei capelli gli
colavano goccioline dacqua sulla maglietta, che aveva stampate in
rosso le fauci spalancate duno squalo. Deformati e come spinti in
avanti dal vetro graduato, due occhi enormi fissavano la giovane e
spaurita farmacista.

Salve. Avrei bisogno di una confezione da trenta di lenti


morbide giornaliere, meno sette.
La farmacista volse lo sguardo al poliziotto, come per chiederne lapprovazione. Palmieri le fece cenno di procedere. La farmacista prese una scatolina dalla vetrinetta dietro di lei, e la pos sul
bancone.
Sono trentacinque euro. Gliele incarto?
No, no, grazie, le metto subito.
Dal portafogli tir fuori una banconota da cinquanta euro, bagnata e stropicciata come la maglietta, e la pos sul bancone.
Sono mortificato, ma il mare a volte imprevedibile.
La farmacista aveva rinunciato a capire: voleva solo che quei
due uomini se ne andassero, e si affrett a consegnare il resto e lo
scontrino.

5.
Paola pos sul tavolo una tazza di t.
Ce lo vuoi un po di limone?
Non lo so, tu che dici?
sempre vitamina C, ti fa bene.
No, non mi va.
Come vuoi.
Claudio prese la tazza con due mani e ci soffi dentro; non per
raffreddarlo, ma per smuovere la superficie. Non tollerava i liquidi
immobili. Quando gli versavano del vino, di tanto in tanto roteava il
calice, con la scusa di ossigenarlo; e quelle poche volte che trovava il
mare completamente piatto, subito cercava una grossa pietra per
scagliarcela dentro, e godersi le piccole onde generate dallurto.

Paola and a sedersi di fronte a lui, e lo osserv in silenzio.


Dopo il bagno, gli aveva fatto indossare il suo accappatoio rosa. Gli
andava largo, sia perch era pi alta e robusta di lui, sia perch le
piaceva stare comoda, e quando poteva prendeva una taglia in pi.
Sul volto di Claudio era disegnato un solco rosso, limpronta della
maschera che non voleva andare via.
Claudio pos la tazza sul tavolo e guard fuori, oltre la finestra,
sulla quale la pioggia batteva con forza.
Sono stanco di finire in queste situazioni, voglio operarmi.
Lhai gi detto altre volte.
Stavolta sono sicuro.
E come mai?
Te lho detto... E poi voglio vedere la pioggia.
Paola poggi i gomiti sul tavolo e si prese la testa fra le mani,
sconfortata.
Perch, adesso non la vedi?
Laveva detto con un sospiro, per fargli capire quanto fosse
stanca delle sue bizzarrie. Claudio si gir un attimo verso di lei, poi
torn a guardare fuori dalla finestra, o il vetro, o la pioggia.
S, la vedo... Ma non la stessa cosa.

6.
Seduto su una sedia bianca in ferro smaltato, il mento e la fronte
immobilizzate nella lampada a fessura, Claudio sembrava pi inerme
del solito, alla merc delloculista. Soltanto una seduta dal barbiere
gli dava pi noia, con quelle dita che gli spingevano continuamente
la faccia di qua e di l, e i frammenti di capelli che rischiavano di infilarsi sotto le lenti.

Paola era seduta su uno sgabellino poco pi in l, e osservava


quel ragazzo minuto e fragile che da due anni era il suo uomo. Pens che sempre pi spesso si ritrovava a guardarlo con gli occhi di
una madre, pi che di unamante, e senza accorgersene si contorse
sulla sedia, sospirando.
Oh, ecco fatto... disse il dottore. Anche il fondo oculare
labbiamo indagato per bene, e non vedo complicazioni. Insomma,
non dovete preoccuparvi di nulla: ormai si tratta di un intervento di
routine.
Il suo tono era gioviale e rassicurante. Paola assent, con un
piccolo sorriso. Quando pot rialzarsi e rimettersi gli occhiali, anche
Claudio finalmente sorrise, fiducioso, a Paola, che intanto si era avvicinata al dottore per consegnargli una busta piena di banconote.

7.
Le alte querce del parco proiettavano sul prato lunghe ombre, in
quellora ormai prossima al tramonto. Con gli occhi protetti da un
paio di occhiali scuri, Claudio camminava lentamente, avvinghiato al
braccio robusto di Paola. Una ventina di metri dietro di loro, un
giovane con le mani ficcate nelle tasche dei pantaloni sembrava seguirli.
Cos come siamo, tu sembri una badante ucraina, e io un
vecchio rimbambito disse Claudio, serio. In altri tempi sarebbe
stata una battuta da ridere.
Non sei cos vecchio, hai solo tre anni pi di me rispose
Paola, seria pure lei; ma poi si dispiacque di quelle parole svogliate, e
prov a cambiare discorso.
Ti va una granita al limone?
Non lo so, tu che dici?

Qui al chioschetto la fanno buona, ci mettono ancora le


scorzette.
No, non mi va.
Come vuoi.
Claudio fece strisciare la punta del bastone sulla ghiaia del vialetto. Fin da quando era bambino gli piaceva raccogliere lunghi rametti e camminare puntandoli sul terreno, per sentirli piegarsi e resistere, elastici e fieri. Stavolta, per, era diverso. Stavolta era cieco.
Piove! disse Claudio.
Paola guard su nel cielo.
Ma no, che dici? Non c una nuvola!
Ti dico di s! Guarda qua, sulla mano. C una goccia!
Aveva alzato la voce, si vedeva che era nervoso. Avvicin il
dorso della mano al viso di Paola, aspettandosi unispezione minuziosa.
Hai ragione disse Paola, nervosa anche lei; e gli pass il
palmo sul dorso, come un tennista che cancella un segno, concedendo il punto. Poi si volt indietro, incrociando lo sguardo del
giovane uomo che sembrava seguirli. Claudio si accorse di qualcosa.
Che c?
Niente, niente.
Ma non era vero, nemmeno un po.

8.
Si misero a correre sotto il diluvio. Paola trascinava Claudio,
che invano cercava di rallentare, morto di paura, col bastone puntato in avanti.
solo acqua! gridava.

Il giovane uomo li seguiva a fatica, cercando di non fare troppo


rumore, con la sua leggera maglietta di cotone tirata sulla testa.

9.
Claudio se ne stava seduto buono buono sul bordo del letto,
avvolto dal suo confortevole accappatoio celeste, mentre Paola gli
asciugava i capelli col phon, sfregandoglieli con forza. Stava in piedi
davanti a lui, e indossava solo gli slip e il reggiseno: i suoi vestiti erano stesi sul termosifone. Lunica luce che illuminava la stanza era
quella giallognola di un lampione.
Hai le mani pi delicate del mio barbiere fece Claudio,
provando a mettere un po di allegria nella voce.
Ecco fatto disse Paola, spegnendo il phon. Non aveva voglia di dargli retta, e poi aveva fretta.
Grazie.
Paola fece per muoversi, ma Claudio lafferr per un braccio.
Lo sai che da quando non ci vedo mi sembri ancora pi bella?
un complimento?
Claudio rise. La tir gi per portarla alla sua altezza.
Mi sto dimenticando i difetti della tua faccia, sono rimasti solo gli occhi e la bocca. E i capelli.
Paola cominci a piangere, in silenzio. Claudio le accarezz il
viso e se ne accorse.
Che fai, piangi?
No. Per adesso devo andare.
Resta un altro po.
Paola gli diede un bacio sulla fronte.
Fammi andare. Tu riposa.
8

Paola tast i vestiti sul termosifone. Erano ancora zuppi


dacqua.
Ti dispiace se mi metto qualcosa di tua madre? I miei vestiti
non sono ancora asciutti, e la roba tua non mi va.
Certo, fai pure.
Grazie.
Paola and nella stanza di fronte, e senza starci a pensare troppo scelse dallarmadio una gonna e una maglia. Claudio rest immobile, ad ascoltare il suono della sua donna che si rivestiva.
Con la fretta nei piedi, Paola torn da lui, apr un cassetto, prese un maglioncino, e lo infil furtivamente in borsa; poi ne apr un
altro, prese un pigiama, e lo pos sul letto.
Qui c un pigiama. Ora rivestiti, prima che arrivi tua madre.
A proposito, ricordale quelle carte per linvalidit.
Perch hai aperto due cassetti?
Eh? Non ricordavo dove tieni il pigiama.
Ok. Vai pure. Per prendi un ombrello.
Certo.
Quale prendi? Il piccolo o il grande?
Il grande. Piove ancora molto.
Va bene.
Paola gli diede un rapido bacio sulle labbra.
Ciao. Ci vediamo domani.
Va bene, a domani.
Paola era gi vicina alla porta quando torn a voltarsi verso di
lui.
Da quando ti conosco non ti ho mai visto piangere. Neanche
ora che... Mi dici come fai?
Non lo disse per curiosit, tantomeno per ammirazione. Era
piuttosto un rimprovero, che si teneva dentro da chiss quanto

tempo. Claudio non rispose, accenn solo un sorriso. Poi sent lo


scatto della porta che si apriva.
Tornerai?
Paola si sforz di dare alla sua voce un tono allegro, ma le usc
solo un filo di voce mezzo storto.
Certo che torno! Te lho detto: ci vediamo domani. Ciao!
La porta si richiuse, col rumore di un piccolo tuono.

10.
Luomo del parco aspettava fuori dal portone. Era bagnato fradicio.
Quando Paola usc, per prima cosa tir fuori il maglione dalla borsa
e glielo diede.
Ti avevo aperto, che ci fai qui fuori?
Cera gente che entrava e usciva, non sapevo come giustificarmi.
Qualcuno ti ha fatto qualche domanda?
No, per...
Lascia stare, cambiati.
Luomo si tolse la maglietta, la strizz, facendo precipitare a
terra uno scroscio dacqua, e la butt in un cestino. Poi indoss il
maglione, che a malapena gli entrava. Era pi alto di Paola, molto
pi alto di Claudio.
Perch lhai strizzata, se volevi buttarla?
Non lo so, non ci ho pensato... Ma tu, come ti sei vestita?
Sembri mia nonna!
Divertente... Tu invece sei inguardabile, ti esce pure la pancia. Ho preso il maglione pi grosso che aveva, mi dispiace.
Lui sorrise, le prese lombrello di mano e lo apr. Poi le pass
un braccio intorno alle spalle, che lavvolse come uno scialle caldo.

10

Cos, stretti luno allaltra, andarono via, con la fretta nei piedi. Aveva quasi smesso di piovere.

11.
Claudio era ancora seduto sul bordo del letto, con gli occhi chiusi,
come ormai gli capitava sempre pi spesso: stava perdendo il riflesso che ancora lo portava, di tanto in tanto, a tenerli inutilmente aperti. Dun tratto si alz, e and verso il termosifone. Tast i vestiti
di Paola, afferr la maglia di cachemire, e quasi se la schiacci sul viso. Sebbene lacqua lavesse diluito, riusciva a distinguere ancora il
profumo al muschio bianco che Paola aveva cominciato a usare in
quel periodo. Se la ricordava bene, quella maglia: era leggera e soffice, e blu. Torn a sedere sul letto, e cominci a respirare profondamente, come faceva prima di unimmersione; poi si lasci cadere indietro, con un tonfo che somigliava a quello di un tuffo nel mare.
Ora vedeva il blu sottomarino, sentiva il battito rallentato del cuore,
e la pressione dellacqua sulle orecchie. Sprofondava senza una meta
precisa dentro il buio, finch non vide sul fondo una macchia rossa,
che a ogni bracciata diventava pi familiare. Fece un ultimo sforzo,
battendo forte le gambe, e riusc ad afferrare quelloggetto, per poi
risalire in fretta, ormai allo stremo delle forze e dellaria.
Riemerse a bocca spalancata, stringendo in mano lastuccio degli occhiali, dalla forma di un grosso cannolicchio. Si iss sul suo
scoglio e and ad accucciarsi in un angolo riparato, come una bestia
che vuole godersi in pace la preda. Lastuccio si apr con un clic, e
Claudio sorrise al pensiero di quelloggetto cos docile. Un mollusco
avrebbe opposto resistenza, proprio come i suoi amati rametti; per
goderne il frutto, avrebbe dovuto infilare una lama fra le valve, o
frantumarle con una pietra.

11

Tir fuori gli occhiali, soffi via le gocce dacqua, li inforc e si


alz in piedi. Di fronte a lui, oltre quelle lenti opache e salmastre,
limmensa distesa del mare non era mai parsa cos bella.
Quella beatitudine, per, non dur a lungo. Il suo volto si rabbui, come per unimprovvisa, sgradevole intuizione. Si sedette a fatica su uno sperone di roccia, si sfil gli occhiali, e li pos con cura
accanto a s, come se potessero ancora servirgli. Accost al viso le
palme aperte delle mani, e premette forte, come aveva premuto la
maglia di cachemire blu. Poi si lasci andare a un pianto silenzioso,
irrefrenabile, che sembrava volesse sfasciargli il petto. Avrebbe voluto che Paola vedesse quelle lacrime: le sarebbe sembrato tutto
meno assurdo, lavrebbe abbracciato, e la tensione che li stava avvelenando sarebbe svanita in un attimo.
Intorno a lui, la luce allegra e crudele di una magnifica giornata di
sole nutriva le piante, riscaldava i granchi, faceva strillare di gioia i
gabbiani.

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