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COSMETICA

termine che significa ornamento. Scienza che ha per oggetto lo studio dei cosmetici.

Comprende quattro discipline diverse:

CHIMICA COSMETICA: si occupa dei costituenti chimici che entrano nella composizione dei cosmetici e delle loro proprietà chimico-fisiche. TECNICA COSMETICA: si occupa delle operazioni necessarie

per dare a materie prime, additivi e sostanze funzionali la forma

dei cosmetici COSMETOLOGIA: si occupa dell’azione e degli effetti dei

cosmetici sull’uomo e ne determina le norme generali dell’uso

pratico COSMESI: è l’arte di applicazione dei cosmetici.

PRODOTTO COSMETICO:DEFINIZIONE

Legge 713/86 Aggiornata con D.Lgs.126 del 24/4/1997

Direttiva europea 93/35/CEE

  • VI Modifica alla direttiva base 76/768/CEE

Art.1

“…si intendono per prodotti cosmetici le sostanze e le preparazioni, diverse dai medicinali, destinate ad essere applicate sulle superfici esterne del corpo umano (epidermide, sistema pilifero e capelli, unghie, labbra, organi genitali esterni) allo scopo esclusivo o prevalente di pulirli, profumarli, modificarne l’aspetto, correggere gli odori corporei, proteggerli o mantenerli in buono stato.

I prodotti cosmetici devono:

  • interagire con i tessuti di rivestimento

I prodotti cosmetici devono:  interagire con i tessuti di rivestimento Integrità funzionale  non hanno

Integrità funzionale

Qualità estetiche

  • non hanno finalità terapeutica

  • non possono vantare proprietà curative o preventive

REQUISITO ESSENZIALE

Innocuità del cosmetico nelle normali condizioni d’uso

FUNZIONI DEL PRODOTTO COSMETICO

FUNZIONE IGIENICA:

Ha

lo

scopo

rispettandone

di

le

DEODORAZIONE)

eliminare

lo

sporco

dalla

superficie

epidermica

caratteristiche

fisiologiche. (DETERGENZA,

FUNZIONE EUTROFICA:

Ha lo scopo di mantenere lo stato dei tessuti, sui quali i cosmetici vengono applicati, nelle migliori condizioni. Cosmetico eutrofico:

mantiene corretto trofismo cutaneo apportando sostanze che svolgono un’azione di supporto ai normali eventi fisiologici che si verificano in una pelle sana. ( PROTEZIONE, NORMALIZZAZIONE)

FUNZIONE ESTETICA:

Ha lo scopo di influenzare positivamente le funzioni sensoriali di vista e

olfatto. E’ l’anello mancante del circolo igiene- salute- bellezza. ( DECORAZIONE, TRATTAMENTI ESTETICI, PROFUMAZIONE)

“BERSAGLI” DEL PRODOTTO COSMETICO

EPIDERMIDE

ANNESSI CUTANEI

  • SECREZIONI DI GHIANDOLE SEBACEE E SUDORIPARE

  • PELI E CAPELLI

  • UNGHIE

  • LABBRA

  • DENTI E CAVO ORALE

  • MUCOSA PERIVAGINALE

DERMOCOSMESI FUNZIONALE

DERMA

  • PICCOLI VASI DERMA PAPILLARE (ANTICELLULITE,

STIMOLANTI)

  • FIBRE DERMICHE E SOSTANZA FONDAMENTALE (ANTIRUGHE, ANTISMAGLIATURE, ELASTICIZZANTI, RASSODANTI

LA PELLE

LA PELLE

CARATTERI FISIOLOGICI E ANATOMICI

La pelle nell’adulto normale occupa una superficie di circa 2 m 2

Le principali funzioni della pelle sono:

  • Contenimento: controllo nella perdita di fluidi vitali importanti.

  • Protezione da stimoli esterni dannosi (penetrazione sostanze esogene,

radiazioni)

  • Attenuazione di shock meccanici

  • Ricezione e traduzione di stimoli esterni

  • Sintesi e metabolismo di SOSTANZE SPECIFICHE

come CHERATINA, LIPIDI, SUDORE, VITAMINA D3

  • Termoregolazione

  • Riserva lipidica

  • Fotoprotettiva

  • Eliminazione di alcuni prodotti metabolici attraverso le secrezioni ghiandolari.

La pelle è un organo plurifunzionale grazie a connessioni attraverso

Circolo sanguigno

Circolo linfatico

Sistema nervoso

ANATOMIA DELLA PELLE

La pelle è composta da tre diversi strati. Dall’esterno all’interno si

distinguono:

EPIDERMIDE: barriera alla permeazione dell’acqua e resistenza all’abrasione. Formata da tessuto epiteliale corneificato.

DERMA: massa e resistenza della pelle. Formato da tessuto connettivo fibroelastico compatto.

La pelle è un organo plurifunzionale grazie a connessioni attraverso • Circolo sanguigno • Circolo linfatico

Questi 2 strati hanno spessore variabile da 0,5 a 4mm. Separati da GIUNZIONE DERMO-EPIDERMICA detta MEMBRANA BASALE

IPODERMA

EPIDERMIDE

Non è vascolarizzata, non è innervata Tessuto epiteliale a fitta stratificazione e molto differenziato Processo dinamico che trasforma le cellule basali in corneociti

ORGANO MALPIGHIANO Più profondo - Cheratinociti Si alternano gli strati basale proliferativo, spinoso, granuloso

STRATO CORNEO Compatto e desquamante - Corneociti anucleati I componenti dello strato corneo sono:

cheratina (75-85%)

acqua (15%; se si scende sotto il 10% produce screpolature)

sostanze lipidiche sostanze idrosolubili

ORGANO MALPIGHIANO

1) STRATO BASALE

I CHERATINOCITI originano dallo strato germinativo o strato basale; il più profondo, cellule cubiche a palizzata monostratificata, emidesmosomi di adesione

Elevata attività metabolica e riproduttiva

Presenza di filamenti intermedi citoscheletrici basici precursori di cheratina

Sono presenti anche cellule a struttura dendritica stellata (MELANOCITI)

ORGANO MALPIGHIANO

2) STRATO SPINOSO

Cellule poliedriche pluristratificate collegate tramite desmosomi

Presenza di intrecci di filamenti cheratinici acidi Assemblaggio in fibrille con i filamenti basici

Attività mitotica ancora presente

Sono presenti anche cellule a struttura dendritica (CELLULE DI LANGERHANS)

ORGANO MALPIGHIANO

3) STRATO GRANULOSO

Cellule appiattite mono e bistratificate, ad iniziale

disidratazione

Granuli di cheratoialina con miscela di proteine amorfe ricche di S, proteina ricca di P detta prefillagrina e lipidi

Prefillagrina diviene fillagrina, organizza i filamenti

cheratinocitici in microfibrille e poi si degrada

Granuli di Odland con miscela mucopolisaccaridi e lipidi per cementare poi lo strato corneo

ORGANO MALPIGHIANO

4) STRATO LUCIDO

(solo in palmo delle mani e piante dei piedi)

Passaggio da strato granuloso a corneo Sintesi di proteine non cheratiniche come involucrina, cheratolinina, vinculina

I filamenti di cheratina già organizzati in fibrille polimerizzano e danno cheratina vera e propria

STRATO CORNEO

Strato con cellule atipiche, avitali, anucleate.

Tra cellule adiacenti c’è sostanza cementante lipidica formata da

idrossiceramide e involucrina Diviso in

COMPATTO con lamelle cornee con ancora acqua

DESQUAMANTE privo di desmosomi e con cellule assottigliate

CELLULE CORNEE o CORNEOCITI

Formate da cheratina, scleroproteina insolubile in acqua, ricca di ponti

solfuro tra residui di cisteina, assemblati a forma esagonale Funzione barriera

La DESQUAMAZIONE parte dalle cellule cornee al di sopra di tutte le altre

EPITELIO PAVIMENTOSO STRATIFICATO CHERATINIZZATO DI EPIDERMIDE UMANA

EPITELIO PAVIMENTOSO STRATIFICATO CHERATINIZZATO DI EPIDERMIDE UMANA Si susseguono: A strato basale B strato spinoso C

Si susseguono:

A strato basale

B strato spinoso

C strato granuloso

D strato lucido

E strato corneo o desquamante

PROCESSO DI CHERATINIZZAZIONE

UNITA’ PROLIFERATIVA EPIDERMICA (EPU)

Differenziazione di cheratinociti in corneociti per attiva proliferazione cellulare con sintesi e accumulo di

cheratina, trasformazione delle cellule che perdono il

nucleo e altri organuli, formazione di complessi tra filamenti di cheratina e cheratina amorfa

PROCESSO DI CHERATINIZZAZIONE

FASI E TEMPI

1) MITOSI DI CELLULE BASALI

2 settimane circa
  • 2 settimane circa

2) MIGRAZIONE VERSO SUPERFICIE

2 settimane circa

2 settimane circa

3) CORNEOCITI

2 settimane circa
  • 2 settimane circa

4) DESQUAMAZIONE

LA CHERATINA

Principale proteina dei capelli e delle strutture

cornee. Ha alto contenuto di cistina, molti ponti

disolfuro e alta stabilità meccanica e fisica Non contiene idrossiprolina

PRECHERATINA: dimero a struttura alfa-elicoidale

Ogni subunità ha tre catene polipeptidiche, due uguali basiche derivanti dallo strato basale e una

diversa acida dallo strato spinoso

Ogni catena ha due frazioni ad alfa elica separate da una frazione non elicoidale

 
PROTOFIBRILLE (strutture a treccia arrotolata tra 3 segmenti peptidici) MICROFIBRILLE (assemblaggio longitudinale di 3 catene intrecciate)

PROTOFIBRILLE (strutture a treccia arrotolata tra 3 segmenti peptidici)

 
PROTOFIBRILLE (strutture a treccia arrotolata tra 3 segmenti peptidici) MICROFIBRILLE (assemblaggio longitudinale di 3 catene intrecciate)
 

MICROFIBRILLE (assemblaggio longitudinale di 3 catene intrecciate)

 
PROTOFIBRILLE (strutture a treccia arrotolata tra 3 segmenti peptidici) MICROFIBRILLE (assemblaggio longitudinale di 3 catene intrecciate)

FIBRILLE TUBULARI (avvolgimento ad alfa elica di 8 o 9 microfibrille)

SISTEMA PIGMENTARIO

Colore della pelle: fenomeni di riflessione e assorbimento, emoglobina, carotenoidi e da pigmento detto MELANINA

UNITA’ EPIDERMICA DI MELANIZZAZIONE (EMU) Associazione funzionale tra melanociti e cheratinociti Affinché si verifichi la colorazione della melanina essa

deve passare dal citoplasma del melanocita a quello del

cheratinocita tramite le giunzioni dendritiche del melanocita

FASI

  • 1. MELANOSOMI, avvolti a gruppi in vescicole lisosomiali, contengono MELANINA, densa struttura annerita

  • 2. MIGRAZIONE dei melanosomi nel citoplasma della cellula spinosa tramite i dendriti del melanocita. Melanosomi proteggono il nucleo del cheratinocita dai raggi UV

  • 3. FAGOCITOSI dei melanosomi ad opera dei fagolisosomi cheratinocitici. I lisosomi si riempiono di melanina fuoriuscita dai melanosomi

  • 4. MIGRAZIONE dei granuli di pigmento verso la superficie epidermica

LE MELANINE

Insolubili in H 2 O, resistenti agli agenti chimici La produzione è determinata da:

1) FATTORI NUTRIZIONALI:

Indispensabile TIROSINA e TRIPTOFANO. Inibizione per carenza di Cu, Zn, Fe, Ag, Bi (a giuste [ ] sbloccano

tirosinasi)

Iperpigmentazione per carenza di Vit. A e C (perdita di inibitori delle

tirosinasi)

2) FATTORI ENDOCRINI:

Melanogenesi influenzata da ormoni dell’ipofisi, della tiroide, delle

gonadi e del surrene. In particolare ipofisi produce MSH

(ESTROGENI portano a perdita dell’inibizione delle tirosinasi)

3) FATTORI NERVOSI:

Per la loro derivazione embriologica. Nell’epidermide non ci sono

terminazioni nervose

Distinte in EUMELANINE e FEOMELANINE

SINTESI

TIROSINA

Tirosinasi

Tirosinasi

DOPA

Tirosinasi

Tirosinasi

DOPACHINONE

Tirosinasi DOPA Tirosinasi DOPACHINONE LEUCODOPACROMO DOPACROMO ACIDO 5,6-Diidrossiindolo-2-Carbossilico 5,6-Diidrossiindolo INDOLO-5,6-Chinone

LEUCODOPACROMO

LEUCODOPACROMO
LEUCODOPACROMO
LEUCODOPACROMO

DOPACROMO

ACIDO 5,6-Diidrossiindolo-2-Carbossilico

5,6-Diidrossiindolo

Tirosinasi DOPA Tirosinasi DOPACHINONE LEUCODOPACROMO DOPACROMO ACIDO 5,6-Diidrossiindolo-2-Carbossilico 5,6-Diidrossiindolo INDOLO-5,6-Chinone

INDOLO-5,6-Chinone

Tirosinasi DOPA Tirosinasi DOPACHINONE LEUCODOPACROMO DOPACROMO ACIDO 5,6-Diidrossiindolo-2-Carbossilico 5,6-Diidrossiindolo INDOLO-5,6-Chinone

EUMELANINE e FEOMELANINE

DERMA

formato da tessuto connettivo fibroelastico protegge il corpo dagli urti meccanici

nutre l’epidermide

dà sostegno ed elasticità alla pelle

Diviso in

DERMA PAPILLARE (superiore): circolazione capillare, circolazione linfatica, terminazioni nervose di tatto e

sensibilità. Ha fibrille di COLLAGENE (I e III),

ELASTINA e numerosi FIBROBLASTI

DERMA RETICOLARE (+ profondo): meno vascolarizzato. Ha FIBRE ELASTICHE e di COLLAGENE

DERMA

Le fibre (collagene ed elastina ) sono immerse in una matrice extracellulare, un gel di natura mucopolisaccaridica dove sono presenti acido ialuronico e altre sostanze in grado di trattenere

acqua e di agire come collanti delle fibre

Nel derma, tessuto vascolarizzato e innervato, si trovano anche le ghiandole sudorali e gli apparati pilosebacei

GIUNZIONE DERMO-EPIDERMICA E’ priva di cellule e formata da:

LAMINA LUCIDA con due glicoproteine, laminina e fibronectina

La FIBRONECTINA, prodotta dai fibroblasti, agisce da

adesivo extracellulare e promuove il turnover cellulare,

impedendo l’invecchiamento cutaneo. Ha due catene

polipeptidiche con frazioni globulari e fibrose. Ha la

capacità di dilatarsi a compasso per connettere punti

distanti

LAMINA DENSA con Collagene IV

IPODERMA

E’ formato da abbondante tessuto adiposo

Ha due funzioni principali:

• riserva nutritiva per l’organismo

isolamento termico

MACROMOLECOLE BIOSINTETIZZATE NEI FIBROBLASTI

COLLAGENI

ELASTINA (FIBRE ELASTICHE)

PROTEOGLICANI

  • acido ialuronico

  • proteoglicani veri e propri

GLICOPROTEINE DI STRUTTURA fibronectina

laminina)

COLLAGENE

Più importante glicoproteina strutturale dei tessuti

connettivi

Fornisce resistenza ai tessuti

tendini 85% di collagene pelle (derma) 60% di collagene cartilagini 55% di collagene

vasi capillari 20% di collagene

I diversi tipi di collagene

(nella pelle

I,

III, IV)

si

differenziano in minima parte nella struttura primaria

delle catene polipepdiche, cioè nella sequenza aminoacidica

COLLAGENE

In tutti i collageni in ogni terza posizione della

catena primaria è inserita una Gly La successione sarà Gly-X-Y; inoltre in posizione X si troverà inserita spesso la Pro ed in posizione

Y la Hyp (a.a. tipico del collagene)

-Gly-Pro-Arg-Gly-Leu-Ala-

-Gly-Leu-Hyp-Gly-Pro-Ala-

-Gly-Pro-Arg-Gly-Leu-Hyp-

COLLAGENE

SINTESI

PROCOLLAGENE:

Singola catena peptidica ( Struttura primaria)

Sintetizzato nel reticolo endoplasmatico rugoso dei fibroblasti

100 residui in + all’estremità N-terminale e 300 residui in + all’estremità

carbossiterminale più lungo del collagene finale

COLLAGENE SINTESI PROCOLLAGENE: Singola catena peptidica ( Struttura primaria) Sintetizzato nel reticolo endoplasmatico rugoso dei fibroblasti

OSSIDRILAZIONE di Pro a Hyp e Lys a Hyl in reticolo endoplasmatico

liscio

Formazione di legami glucosidici. L’idrossilazione e la glicosilazione permetteranno l’avvolgimento ad alfa elica sinistrorsa (Struttura

secondaria) e la successiva formazione di legami idrogeno tra le catene di

tropocollagene e le fibre di collagene.

COLLAGENE SINTESI PROCOLLAGENE: Singola catena peptidica ( Struttura primaria) Sintetizzato nel reticolo endoplasmatico rugoso dei fibroblasti

RETICOLAZIONE e stabilizzazione attraverso ponti idrogeno

SINTESI

COLLAGENE

MIGRAZIONE del procollagene dal RE all’apparato del Golgi.

Formazione di super elica destrorsa formata da tre eliche sinistrorse

MIGRAZIONE del procollagene dal RE all’apparato del Golgi. Formazione di super elica destrorsa formata da tre

(Struttura terziaria)

ESOCITOSI del procollagene nello spazio extracellulare

ESOCITOSI del procollagene nello spazio extracellulare
 

DISTACCO

dei

propeptidi

terminali

con

formazione

di

TROPOCOLLAGENE

TROPOCOLLAGENE

AGGREGAZIONE

in

MICROFIBRILLE

delle

molecole

di

tropocollagene che si dispongono parallelamente con TESTA contro CODA; le teste sono sfasate e questo conferisce tipica spaziatura trasversale

tropocollagene che si dispongono parallelamente con TESTA contro CODA; le teste sono sfasate e questo conferisce

AGGREGAZIONE in FIBRILLE

 
FORMAZIONE di FASCI FIBROSI

FORMAZIONE di FASCI FIBROSI

RETICOLAZIONE e stabilizzazione attraverso ponti idrogeno

RETICOLAZIONE e stabilizzazione attraverso ponti idrogeno

 

COLLAGENE

DEGRADAZIONE

Proteina soggetta a modificazioni enzimatiche

PROTEASI trasformano collagene polimerico in

collagene monomerico

COLLAGENASI degradano il monomero

FAGOCITOSI dei filamenti ad opera di macrofagi

e DEGRADAZIONE LISOSOMIALE

EMIVITA: da poche ore a alcuni anni

FIBRE ELASTICHE

Formano un tipico intreccio che garantisce risposta elastica del derma

La pelle (derma) è costituita per il 2% di fibre elastiche

Le fibre elastiche sono di diverso spessore e sono formate da:

componente amorfa (elastina) componente fibrosa (proteina microfibrillare)

ELASTINA

E’ una macromolecola proteica pura a struttura ramificata

Contiene pochi a.a. basici, una piccola quota di Hyp e molta desmosina che le conferisce elasticità

ELASTINA

SINTESI

IDROSSILAZIONE di Pro a Hyp

MIGRAZIONE dal RE all’apparato del Golgi. Deaminazione ossidativa dei

residui di Lys a dare allisina

FORMAZIONE di un esteso INTRECCIO. Unione tra residui di allisina di

tre catene e residui di lisina di una quarta catena portano alla formazione di un residuo con legami trasversali, la DESMOSINA

DEGRADAZIONE

Proteina soggetta a modificazioni enzimatiche

ELASTASI degradano l’elastina

INVECCHIAMENTO di fibre elastiche per accumulo lipidi, UVA, Ca++

EMIVITA: più lunga di collagene

PROTEINA MICROFIBRILLARE

Glicoproteina ricca di ponti disolfuro che circonda

l’elastina

I tessuti giovani,

elastici

sono

ricchi

di

microfibrille; nei tessuti maturi l’elastina diviene più importante e la trama fibrillare meno compatta

SOSTANZA FONDAMENTALE

Gel colloidale costituito da

MUCOPOLISACCARIDI cioè GLICOSAMINOGLICANI (GAG) e PROTEOGLICANI

SOSTANZE di DERIVAZIONE EMATICA (H 2 O, glucosio, proteine, ioni)

GAG

Macromolecole formate da 2 diverse unità saccaridiche

che si alternano

  • 1. ESOSAMINA (GLUCOSAMINA o GALATTOSAMINA)

  • 2. ACIDI URONICI (GLUCURONICO o IDURONICO)

Catene lineari formate da 15-5000 unità disaccaridiche

Unici polimeri totalmente saccaridici; hanno funzione di supporto regolano la quantità di acqua del derma cementano cellule e fibre dermiche hanno azione filtrante

ANNESSI CUTANEI

Gli annessi della pelle comprendono:

UNGHIE PELI GHIANDOLE SEBACEE GHIANDOLE SUDORIPARE:

eccrine e apocrine

CAPELLI

ANNESSI CUTANEI Gli annessi della pelle comprendono: • UNGHIE • PELI • GHIANDOLE SEBACEE • GHIANDOLE

UNGHIE

Sono lamine cornee, dure, rettangolari convesse

traslucenti dello spessore di 0,5-0,75 mm, che rivestono la faccia dorsale delle falangi distali delle dita delle mani e dei piedi

La loro funzione è di protezione e di prensione Ricoprono un tratto di epidermide detto ungueale che, con la ricca vascolarizzazione ne determina il colore

rosato

La formazione dell’unghia ha luogo a livello della

matrice, gruppo di cellule specializzate posizionate

nella radice dell’unghia

UNGHIE

Nell’unghia si distinguono 5 parti:

RADICE: collocata sotto la piega cutanea prossimale (epinichio)

• CORPO: segue alla radice fino all’estremità libera

del polpastrello del dito (iponichio)

LUNULA: piccola area curva di colore biancastro ben delimitata nella parte prossimale

MARGINE LIBERO: estremità distale DUE BORDI LATERALI

PELI

Sono formati da cheratina con alto tenore di azoto dovuto alla cisteina

Si formano in una zona del follicolo pilifero

(invaginazione dello strato vivente dell’epidermide) detta papilla. Il processo di divisione cellulare e di migrazione delle cellule è simile a quello che porta

alla formazione dello strato corneo

I follicoli piliferi distribuiti sulla superficie corporea (no piante dei piedi, palmo delle mani e

labbra) sono legati al tessuto connettivo del derma

attraverso fibre muscolari lisce ( muscoli erettori

del pelo)

GHIANDOLE SEBACEE

Associate ai follicoli piliferi secernono miscuglio di lipidi; formazione del film lipidico superficiale dell’epidermide (pH circa 5) Film formato da: trigliceridi, acidi grassi, esteri cerosi, squalene, steroli. Soggetti a degradazione e perossidazione, sviluppo odore corporeo

GHIANDOLE SUDORIPARE ECCRINE

Associate al poro sudorale, diffuse su tutta la superficie cutanea, secernono una soluzione acquosa (99%) a pH 5

contenente acidi organici, sali inorganici, tracce di

sostanze organiche azotate e di zuccheri

Secrezione controllata da temperatura esterna,

esercizio fisico, S.N.A

Funzioni di questo sudore:

termoregolazione eliminazione di tossine protezione da radiazioni mantenimento del pH acido cutaneo

GHIANDOLE SUDORIPARE APOCRINE

associate al poro sudorale, localizzate in regioni specifice

secernono un liquido lattiginoso contenente proteine, lipoproteine, lipidi, saccaridi

secrezione controllata da stimoli sessuali, emozioni e

fattori ormonali

degradazione dei componenti da batteri saprofiti, sviluppo di sostanze a basso P.M., volatili e maleodoranti

CAPELLI

Nascono

nei

follicoli

piliferi, costituti

all'invaginazione

dell'epidermide

nel

derma,

di

forma più o meno cilindrica, che termina in

profondità con una formazione concava di nome

bulbo. Sul follicolo si innesta il muscolo erettore del

pelo

e

in

questo

sbocca il

dotto della ghiandola

sebacea. Il bulbo racchiude tessuto dermico

riccamente vascolarizzato, cioè la papilla dermica,

che serve per il nutrimento del pelo. I peli e i capelli

sono dotati di sensibilità propria tanto che possono

essere definiti come organi di senso cutanei

CAPELLI

Il follicolo può essere diviso in

tre parti:

  • L'infundibolo, che va

dall'imbocco follicolare al punto in cui il dotto della ghiandola sebacea sbocca nel follicolo

  • L'istmo, che è il segmento

compreso tra lo sbocco della ghiandola sebacea e l'inserzione

del muscolo erettore del pelo

  • Il segmento inferiore del

follicolo, che si diparte dal muscolo erettore del pelo ed è l'unica parte temporanea del pelo, perché scompare durante il ciclo di crescita del pelo

CAPELLI Il follicolo può essere diviso in tre parti:  L 'infundibol o, che va dall'imbocco

CAPELLI

Costituiti da cellule iperspecializzate, tricheratinociti

che producono la sostanza che compone peli e capelli:

la cheratina

ANATOMIA DEL CAPELLO

Capelli formati da:

STELO o FUSTO: parte esterna visibile. Formato da cuticola esterna, parte corticale e midollare

BULBO: parte sottocutanea, cellule in continua attività riproduttiva. Vi è la papilla altamente irrorata e melanociti (melanina, colore ai capelli)

Il fusto del capello è formato da vari aa.: cisteina, cistina,

serina, glicina, valina, arginina, treonina e acido glutammico.

A completamento elementi inorganici come Fe, Mg, Zn, Cu,Pb e vitamine

CAPELLI

CICLO VITALE DEL CAPELLO

Bulbo con ciclo riproduttivo diviso in tre fasi:

FASE ANAGEN: fase attiva di allungamento dello stelo (0,1- 0,4 mm/giorno) mediante sintesi di

cheratina. Stato vitale dell’85% dei capelli

FASE CATAGEN: fase di riposo senza crescita dello stelo (2 settimane). Bulbo in superficie.

Stato vitale dell’1% dei bulbi

FASE TELOGEN: fase di caduta del capello con termine dell’attività metabolica del bulbo. Stato

vitale del 14% dei bulbi

CAPELLI

CAPELLI Il fusto del capello è costituito da 3 strati:  midollo, che è la parte

Il fusto del capello è costituito da 3 strati:

midollo, che è la parte più interna

corteccia, che è la zona intermedia

particolarmente ricca di melanina

cuticola, che corrisponde alla zona più esterna del capello