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AGDGADU

MASSONERIA UNIVERSALE
GRANDE ORIENTE D'ITALIA
PALAZZO GIUSTINIANI
RL951

Leonessa Arnaldo

AllOr di Brescia

Il lavoro muratorio nei 3 gradi


Lavoro muratorio - definizione
Per lavoro muratorio s intende, oltre che lattivit svolta in Loggia dal Libero
Muratore, anche e soprattutto il lavoro individuale che il Massone chiamato a
svolgere su di s, al fine di transitare dalla condizione di uomo perfettibile a quella di
uomo evolvente.
Nel linguaggio figurato della Massoneria, tale attivit si compie attraverso la
sgrossatura della pietra grezza e si completa successivamente con la rifinitura della
pietra cubica.
Il Massone svolge il proprio lavoro in gruppo, insieme con gli altri fratelli di Loggia, e
singolarmente. Il suo un lavoro di ricerca e di costruzione. Nel suo compito egli si
avvale degli esempi e del confronto con gli altri fratelli, pur non trascurando l'aspetto
che, per il suo stato di iniziato, ognuno maestro di se stesso. Il massone per
svolgere il suo lavoro utilizza strumenti di due diverse nature. La prima esoterica,
in riferimento alle varie forme del pensiero che non sono comunicabili, come
l'intuizione, la riflessione, la contemplazione, la meditazione. I simboli e il rituale sono
mezzi sfruttati per facilitare l'insegnamento di tali forme di pensiero. La seconda
natura essoterica e si riferisce al raziocinio, alla disciplina e al rigore interiore, che
sempre devono accompagnarsi ai lavori interiori.
In ogni modo, per utilizzarli bene occorre conoscere a fondo il metodo della
Massoneria. La libert interiore, almeno in potenza, dovrebbe essere concepita senza
limiti. Succede invece che siamo soggetti a profonde restrizioni interiori, che ci
impediscono non solo la libert di manifestarci ma addirittura di concepire un
superamento dei nostri limiti. La maggior parte delle volte siamo noi stessi a costruire
i nostri limiti, in genere persuasi da irrazionali timori nei riguardi del diverso e del
nuovo. allora che vengono costruite barriere difensive interiori, utili solo ad
imprigionarci in una sterile solitudine. Invece si dovrebbe concepire questo aspetto
come libera espressione della Vita, scoprendo cos un mondo pieno di ricchezza, nel
quale possiamo specchiarci in piena libert. Il lavoro massonico nella Loggia propone
anche proprio di accettare le differenze degli altri, quale fonte per l'accrescimento
della nostra ricchezza interiore.
Al di l dellespressione simbolica, perch il lavoro muratorio possa dar luogo a
riscontri oggettivi, necessario che esso poggi su indicazioni operative; la Tradizione
Iniziatica ha codificato modalit che costituiscono un allenamento progressivo
allesercizio della volont sulle abitudini inveterate e sulle piccole pigrizie, e
rappresentano anche un modo semplice ma efficace per conseguire, gradualmente, il
controllo e lo sviluppo di dinamiche istintive, emotive e mentali. E sotto questa
prospettiva che vanno considerati precetti, regole e tecniche.

Il lavoro in loggia
Senza l'opera continua di identificazione di ogni Fratello nell'altro Fratello, senza cio
la continua reciproca ricerca non si svolge lavoro muratorio. Quelle Logge nelle quali
uno o pochi Fratelli si arrogassero il diritto di "insegnare", lasciando agli altri Fratelli
solo l'eventuale possibilit di chiedere ulteriori spiegazioni o chiarimenti, non
svolgerebbero un reale lavoro muratorio.
I Liberi Muratori si ritrovano nel Tempio per lavorare in modo rituale e simbolico.
Si dice simbolico perch una metafora del lavoro, ma non in senso materiale.
In altre parole, i massoni si riuniscono ritualmente per simboleggiare il lavoro di una
officina di mastri muratori operativi.
L'avere definito con precisione i termini ed i contenuti di questa rappresentazione
simbolica rende rituale questa azione.
Tuttavia, il lavoro massonico rituale e simbolico anche nel senso che i simboli
presenti nel Tempio sono un particolare strumento didattico.
I simboli sono presenti per rendere pi immediata e soprattutto pi profonda la
comprensione e la memorizzazione di alcuni concetti di fondamentale importanza, che
vengono assimilati per mezzo dei simboli interiorizzati tramite la ritualit dei lavori.
Una volta interiorizzati, i simboli divengono base del ragionamento e parte integrante
della coscienza del libero muratore. Questo secondo aspetto sicuramente il pi
significativo, e merita un approfondimento. La Libera Muratoria mira a una forma di
conoscenza che non erudita, ma assimilativa ed iniziatica; prevede la possibilit di
soffermarsi sul simbolo risalendo al principio a cui si ispira, in modo che nel
subcosciente il simbolo si unisca indissolubilmente al concetto e ne divenga parte
integrante.
Il risultato quello di una conoscenza non deduttiva, ma in qualche modo intuitiva e
analogica, tanto pi efficace e memorizzabile quanto pi sar stata emozionale.
Simboli e rituale rappresentano la base sulla quale poggia la costruzione massonica,
intorno alla quale si sviluppano i valori che sono i caratteri dell'opera muratoria, quali
amore, saggezza, tolleranza.
In ultima analisi, la simbologia il linguaggio universale di tutti i massoni.
In quanto simbolico, il rituale per propria natura veicolo di conoscenza iniziatica e,
come afferma R. Gunon, esso costituisce l'elemento essenziale per la trasmissione
dell'influenza spirituale e per il collegamento alla catena iniziatica.
Sempre Gunon afferma inoltre che il rituale ed il simbolo sono strettamente legati
dalla loro stessa natura. Infatti ogni rituale comporta necessariamente un senso
simbolico in tutti i suoi elementi costitutivi e, inversamente, ogni simbolo produce in
colui che lo medita effetti paragonabili a quelli dei rituali propriamente detti. Ovvero,
i rituali sono simboli messi in azione.
LApertura dei Lavori il momento fondamentale affinch la Loggia si ricostituisca
come entit funzionale ed operativa. Per la transizione dal tempo-spazio profano a
quello simbolico del Tempio, sono richiesti lordinamento degli elementi fisici,
emozionali e mentali di ciascun Fratello, e l ordinamento del Tempio.
La predisposizione del Tempio a cura del Maestro delle Cerimonie procede
contemporaneamente, fuori dal Tempio, alla preparazione dei Fratelli, i quali
caratterizzano il loro spazio interiore separandosi dalle qualit profane, ed alimentano
le qualit atte a propiziare larmonia di gruppo: quindi sono invitati ad una breve
introspezione, nella Sala dei Passi Perduti, prima di varcare la soglia del Tempio.

Costituitosi quindi lo spazio operativo, il Maestro Venerabile ne procede alla verifica


con il sostegno dei Fratelli. I due Sorveglianti constatano quindi, dalla posizione
allOrdine, non solo formalmente che tutti i presenti siano LL.MM.; ma anche la
giustezza della collocazione individuale dei Fratelli, e lidoneit della condizione
interiore ordinata ed orientata (posizione allOrdine e rivolta verso lOriente).
Il Lavoro di Loggia, espressione del lavoro iniziatico che ciascun Fratello compie
individualmente, non mai interrotto definitivamente, ma solo sospeso.
Il riannodarsi delle varie fasi indicato dalla Tavola del Segretario. Essa, pi che
verbale della precedente tornata, va intesa come ricostruzione della memoria di
loggia.
Il rito di Apertura infine si perfeziona e si completa con lapposizione o il tracciamento
del Quadro di Loggia da parte del M.d.C..
Il mantenimento della condizione di ordine, acquisita in fase di caratterizzazione
dello spazio interiore, rappresenta un requisito irrinunciabile. Vi dovr aderire ciascun
Fratello; adesione che dovr riflettersi anche allesterno, in modo che allarmonia
invisibile corrisponda anche unarmonia visibile.
Nel Tempio dunque necessario che vi sia uniformit di abbigliamento, uniformit di
posizione e uniformit di comportamento.
In particolare, assolutamente da evitare di sedere con gambe accavallate od
incrociate, ed a braccia conserte, non solo per non interrompere esteticamente la
forma da mantenere in Officina, ma perch, secondo le indicazioni tradizionali,
incrociando gli arti si interrompe il flusso energetico, causando quindi una disarmonia
sottile allinterno della catena.
I Dignitari ed Ufficiali che reggono uno strumento simbolico dovrebbero inoltre tenerlo
sempre nella posizione corretta, senza mai lasciarlo se non per movimenti rituali.
Luniformit di comportamento contribuisce al mantenimento della regola ed
alladeguarsi al luogo ed al tempo, al di l delle significazioni, simboliche e pratiche,
contenute nelluso di richiedere la parola ai rispettivi Sorveglianti.
La parola nel Tempio, in Tornata Rituale, uno strumento per il Lavoro Massonico, e
va quindi usata nella maniera pi corretta possibile.
Innanzitutto, la modalit di intervento deve far s che al controllo del fisico si associ il
controllo dellemotivit, e sia in questo modo sintetica nel contenuto e nella durata.
La possibilit di intervenire, di norma, una sola volta su di un argomento invita il
Fratello a parlare con forma e sostanza controllate e coincidenti, facendogli cos
compiere un esercizio pratico di Lavoro iniziatico.
Daltra parte, impensabile ritenere di poter esaurire qualsiasi argomento nellambito
di una Tornata rituale; in questo stesso concetto vi sono da approfondire ulteriori
significati esoterici.
Infine, luscita ordinata dal Tempio prevede lattesa dei Fratelli, in ordinato e
dignitoso silenzio, del completamento delle operazioni da parte del M.d.C. e del MV.
La conclusione della ritualit ed il rientro nel mondo quotidiano, filtrato da successivi
momenti di fraterna convivialit, avviene solo dopo che il M.d.C. ha riferito al
M. Ven. che tutto nel Tempio in perfetto ordine, quindi il MV pu adottare la frase
finale: Fratelli, il nostro Lavoro continua.

I 3 gradi
Relativamente ai tre gradi della massoneria azzurra, ritengo utile affermare che nel
passaggio da apprendista a compagno prima, e da compagno a maestro
successivamente, il lavoro muratorio si svolge evolvendosi in ragione del percorso
che ogni fratello compie, ciascuno diverso dall altro.

L adesione al forte sistema di valori che la massoneria propone un atto


assolutamente individuale, ovvero ciascun fratello vive secondo la propria personalit
questi valori, collettivamente in loggia ed individualmente nella vita di tutti i giorni.
Secondo Ivano Mosca, il Lavoro Muratorio si svolge, in ciascuno dei tre Gradi, su tre
diversi livelli: fisico (Apprendista), animico (Compagno dArte) e spirituale (Maestro).
1) In Grado di Apprendista il Lavoro Muratorio deve tendere alla realizzazione sul
piano fisico, con lassunzione di un atteggiamento di carattere positivo-attivo. Si tratta
cio di incanalare lo slancio entusiastico iniziale nella conquista del Silenzio, nella
ricerca razionale e nella profondit dellosservazione, e nellavviamento del cammino
sul sentiero di elevazione che il solo mezzo per rendere effettiva lIniziazione
virtuale ricevuta dalla Loggia.
2) In Grado di Compagno dArte il Lavoro deve tendere alla realizzazione sul piano
animico, con lassunzione di un atteggiamento di carattere ricettivo. Si tratta di
indagare in s stessi, di dominare gli autocondizionamenti del carattere, di vincere
le suggestioni, per attingere allimmaginazione ed aprirsi allarchetipo della Bellezza.
3) In Grado di Maestro il lavoro deve tendere alla realizzazione sul piano spirituale,
con lassunzione di un atteggiamento di carattere equilibrante. Si tratta di
conquistare la pi difficile delle libert, quella interiore, dalle incrostazioni
dogmatiche, di aprirsi allintuizione della Legge che dentro e fuori di noi, perseguire
la concretizzazione degli ideali a cui aspiriamo.
Conclusione
Abbiamo notato in precedenza che la caratteristica principale dell'insegnamento e del
metodo di lavoro della Massoneria il costruire.
Qual perci lo scopo del lavoro massonico?
Non la sola ricerca delle Virt, perch essa il mezzo, e dobbiamo (o dovremmo?)
possederle gi prima di essere Massoni (poich dovremmo essere uomini liberi e di
buoni costumi), e per quanto possibile perfezionarle.
N il nostro lavoro potr riferirsi alla conoscenza del GADU, di cui non si pu avere
scienza completa.
Credo che lo scopo del lavoro massonico sia la formazione di una coscienza migliore,
che ci permetta di creare un ponte ideale fra la dimensione immanente e quella
trascendente, per il bene dell Umanit che vive intorno a noi.
Cos, quella che nel mondo profano considerata la dialettica tra spiritualit e
ragione, diventa Saggezza nel mondo massonico; il mondo circostante lo si vede non
solo nella sua apparenza fisica, ma nella sua vibrazione spirituale.
Per poter osservare ed agire in modo diverso da altre organizzazioni occorre avere
un pensiero derivante da una coscienza-conoscenza diversa da quella comune, e dare
conseguentemente concretezza al percorso di perfezionamento interiore, che per
definizione un processo che dura quanto la vita.

aprile 2012 E V

Rif. Studi Muratori, ed. Atanr, Gennaro Vitalone


Simbologia della massoneria, ed Perugia libri, Ivano Mosca
Ren Guenon