Sei sulla pagina 1di 6

-I

IL N U O V O
SAGGIATORE
Direttore Res pon sab ile
Renato An gel o Ricci
Direttori Ese cut ivi
Antonio Ber tin. Pio Picchi,
.A..ndrea 'Taroni e AntOnio Vitale

3 EDITORL>\LE
di Re nat o Angelo Ricci

8 EDUARDO CAIANIELLO, BEPP


OOCCHIALIN I, BRU:-.rO PONTECORVO.
BRUNO
ROSSI
di .J\ntonio Be rti n e An ton io Vit
ale
33 ILLARGEHADRONCOLLIDE
RDELCERN
DI Gli"IEVRA: STATO E PROSPE'IT
IVEDEL
PROGETTO
di Gio rgio Brianti

45 FISICA FONDA.'\IENTALE
ED ASPETTI
APPLICATIVI DELLA SPETTRO
SCOPLA
CON VillONI POLARIZZATI
di Ce sar e B ucei

59 SE SIM PL ICl O AVESSE AVUT


O UN CRAY
di Giu lian o Pre par ata
64 ASPETTI CHIVUCO-FISICI DE
LLA DEPOSIZIONE CHIMICA ASSISTITA
DAL PLASMA
di Ser gio Carr e Maurizio -Masi

76 SCIENZA ED ETICA ALLE


SOGLIE DEL
TERZO MILLENNIO
a cura di Do me nic o Ga lb iati .
Padre Eligio
Ge lmi ni, Re nat o An gel o Ricci.
Gio ach ino
Rig am ont i e Elio Sin don i
Re cen sio ne di Gio van ni Big nam
i

77 TH E COSMOS FROM SPAC


E
di Da vid H. Cla rk
Re cen sio ne di Giorgio Gia com elli
78 SCELTI PE R VQ[ - Ge om etr
ia moleco lar e e
ott ica non lin ear e - Ro ttu ra di sim
me tria nel
codice gen etic o? - A tav ola con
gli ant ena ti

BiblioiorrafiB
R.L. GAAWlN, L.M. LEOBIlMAN Dnd M . WJ;;INIUCH: Phys. Rev.,
t05 , 1415 ( 1957).
(2) R.P. FEYNMAN (Editor): Leewres in PhYIlIt:II, VoL 111
(3) O. IlARTMANN: PhY!l. Rev. Lett., 39. 832 ( 1977).
(4) A . BAUDRY, P. BOYt:R, A . ClIIKOENE, S. W . HARltIS and S.F.J,
Cox: Hyperfine Internct .. 64, 657 ( 1990).

(I)

(5) J . KoNOQ: Physico B, 124, 25 119M); K. YAldAO": PrO/J.


Theor. Phys .. 72, 279 (1984).
(6) B. Pm.mN el al. : Phy~. Rev. B, 42. 8019 (1990).
(7) Y.J. UeMuRA: Phys. Rev. U:U., 66, 2665 (1991).
(B) T . ScIlNEIOER and H. KEUJ;R: Physico C, 207. 366 ( 1993).
(9) M. RICC et 01.: J. Chem. PhY$., 86, 4198 (1987).

(lO) T.J.S.

DESN1!!,

K. P1WI5WES, E,

RODUNO!,

L.

CRlSTOrOU~1

and R. DE REmi: J. Phys. Chem., 97, 8553 (1993).

111) Proceedings ofthe TopicaJ M<*!ting on Muon Sptn IWtntion:

a) F.N. GYGAX, W.

KUKN01G

and P .F. ,\'IElt:!t

(EdiLor!ll:

Hyperfine In/trllct... 6 (1979).


b) .}H. B!U:WEIl and P.W. PERCTVM. (Edllors): Hypcr{ine

8 (1981).
cl T. YA.\lAL\KI a nd K. N"c"MINE (Edilorg ): Hyperfne I1I1e

Inli'racl.,

rvct" 17, 18, 19 (1984).


d) O. HARTMANN

and R.

W APP1.1NC

(Edi to,,), Hyper(ine

(n/erael .. 3 1, 32 09Sal.
e)

S.F J, Cox and G EATQN i EditorSI:

f1yp('r!j't~

1r!l<'rnct..

64 11$)0),

(121 R. DE RE-"'"ZI et al.: Phys. Rev. B. 30, 186. 197,196<1 1,


1131 A. SC!lENCK: M,wr! Spl1l RotaltlJn Spt!clrascopy IAdnm

Hllger. Brist.ol and Boston. 1985),


( 14) 3 D, ro\TrERSOIV: ReI). Jfod.. Ph)s., GO ( 198R),

CesaTe Bueci (nato n Milano nel 1938 ) e ordinario


di Fisica dello Stato Solido e Preside della Facolt di
Scienze v.Il'Universit di Panna . Negli ultinu quindici
annl:S1 dedic3 toallosviluppoed utilizzodelJu spettro
:scopin con muoni polarizzati. presso il CERN pnllla ed
al Rutherford Laborntory successivamente, conducen
do ricerche principalmente nel campo delle transizioni
di fase magnetiche e della supercondutLlvit ad alta
temperatura critica tramite sia le tradizionali spettro
scop ie di Risonanza Magnetica s ia la pi recente ).1SR.
Ha coordinato ricerche a livello internazionale anche in
altri settori quali le propriet dinamiche di cristalli
molecobri e le propriet elettroniche e dmallllche dI
idrogeno e muonio iu stati paramagneticl radicnlari.

come il nostro, dovei! tedio e le difficolt dei calcoli


difficili della fisica era stato eliminato per sempre. La cosa mi pareva talmente evidente che mi
associai anch'io con tutto il cuore al sentimento di
compassione per quelle generaziOni lontane di
scienziati la cui lotta per la conquista dei segreti
della natura, scritti secondo la famosa metafora
galileiana in caratteri geometrici e matematici,
si svolgeva cos penosamente, con strumenti cosi
primitivi. Come non sentire l'angoscia per i lunghi anni di calcoli astronomici di Ticho Brahe, il
primo grande astronomo moderno? Non c'era
dubbio, avevo avuto una fortuna immensa ad
intraprendere una carriera scientifica in un mondo che possedeva calcolatori che stavano diventando sempre pi potenti.
Sono passati due decenni da quegli anni di
entusiasmo per la nascente "rivoluzione informatica, che prometteva lo sviluppo di macchine
di calcolodi una potenza difficilmente immagi nabile. Promesse puntualmente mantenute nei
Supercomputer di oggi, come il poderoso CRA y,
che in grado di effettuare miliardi di operazioni
al secondo. Ebbene, cosa capitato aUa Scienza,
e pi in particolare alla mia disciplina, la fisica?
Si sono poi avverate le suggestioni che tanto
avevano colpito la mia fantasia di giovane licercatare?
Mi rendo conto che tentar ecli dare una risposta
esplicita a queste domande, senza entrare in
polemiche infinite e in malintesi inestricabili,
un com pito quasi disperato; ho deciso pertanto di
riprendere il suggerimento dell'anonimo estensore del manuale del mio HP di immaginare cosa
sarebbe accaduto a Galileo se il suo avversario,
!'aristOte l.ico Simplicio, avesse avuto accesso alla
potenza di un Supercomputer parallelo come il
CRAY.

SE SlMPLICIO A VESSEAVUTO UN CRAY


Giuliano Preparata

lNFN Laboratori Na,zionali di Frascati


j

Ricordo ancora la viva emozione quando, giovane fisico teorico, entrai in possesso di un calcolatore elettroruco tascabile; era uno dei primi
modelli della Hewlett-Packard , Wl salto in avant.i enorme rispetto aJ regolo calcolatore, fedele
compagno degli anni di Universit e dei primi
a nni di ricerca. Sfogliando il manuale ili istmzioni mi colp molto un invi to che vie1'3contenutoad
immaginare cosa sarebbe stata la vita di Galilei
se avesse avuto la fortuna di vivere in un mondo

Cerchiamo di ricreare nella nostra fantasia le


memorabili giornate del Dialogo sui massimi
sistemi del mondo di Galilei, in cui, nella villa del
nobile veneziano Sagredo, Galilei-Salviati discute della struttura del mondo con un tipico rappresentante del mondo accademico del tempo, che
ha lo pseudOnimo di Simplicio, dal famoso commentatore dell'opera di Aristotele, l'autorit indiscussa su tutti i problen di filosofia, inclusa
ovviamente quella naturale (la Scienza). Orbene
nelle discussioni abbastanza civili tra Sinlplicio,
un agguerrito rappresentante della scienza nor
male.. che aderisce al paradigma aristotelico (*),
!.) P ~o"egucndo nella drcz.ionc tot-almen te antistori ca di
questa mia ricos tru 7.ione s to anche utilizzando In nomenc\atu
ra dello storico della scienza contemporaneo Thomas Kuhn.

59

giustificano il comportamento. Ed cos che


per il medico aristotelico di Molire,la spiegazione delle propriet stupefacenti del papavero
mediante la sua ..vis dormitiva perfettamente soddisfacente. un mondo in cui le uniche
domande cui si pu dar risposta sono quelle che
riguardano il come" delle cose; e le risposte
sono lunghe descrizioni di rapporti causali fra
vari elementi, spesso simili alle ricette dei libri
di cucina.
Il mondo dei ribelli, come GaWeo-Salviati
invece un mondo archimedeo, che le intuizioni
di Giordano Bruno avevano espanso all'infinito, costruito sui punti, le rette e i piani della
geometria euclidea, dove il moto rettilineo il
moto naturale .. , e non quello della gmnde
complessa macchina teatrale del Cosmo di
Aristotele, con le sue complicate sfere, mOLanti
aLtorno all'..ombclico" dell'Universo, la Terra.
Come negare per che il mondo di 8implicio
molto pi "ragionevole e realistico di quello
di Salviati? Non vero che da tempo immemorabile l'uomo ammira con sgomento gli astri
volgergli attorno, seguendo traiettorie complesse. disegnando al'abeschi arcani e affascinanti nel firmamento? Cosa ha a che fare con
questa grande, antica saggezza il semplice
giocattolo geometrico dei copernicani? Non.
aveva Claudio Tolomeo, un grande scienziato
del periodo ellenistico, gettato le fondamenta
per l'analisi matematica di queste affascinanti
traiettorie? Certo e ra difficile negare che i
calcoli richiesti da un ingranaggio complicato e
infernale di circoli che girano attorno a traiettorie circolari, i famigerati epicicli, erano penosi
e port3vano via anni ed anni di paziente lavoro ai
poveri sventul'ati che dovevano seguire i capl~icci
dei corpi celesti, ma la ricompensa di questo dw-o
lavoro grande: i "fenomeni sono salvati, e i fatti
vengono recuperati al grande schema aprioristico del mondo aristotelico.
Per i copernicani come Galilei-8alviati questo modo di vedere le cose non era pi sosteni bile, la spiegazione - il salvataggio" - dei
fatti non scalfiva mai il perch .. delle cose, si
appagava nell'introdurre (ad hoc) gli elementi
sempre nuovi - gli e picicli - per far quadrare
le cose, in una rincorsa senza fme. D'altra parte
la visione eliocentJ;cadi Copernico aveva spazzato via tutto il ciarpame che si era accumulato
dai tempi di Tolomeo e con ipotesi semplici sul
moto dei pianeti, Terra inclusa, attorno al Sole
si riusciva a vedere che gli orrendi epicicli altro
non erano che artefatti di una descrizione quella geocentrica - sfortunatamente inadej

Fig. I. - Frontespizio di Stefano DeI.]a Bella ai Massimi

sistemi.

60

e Salviat, uno scienziato geniale e ribelle che


segue le idee eterodosse e accademicamente sereditate di Nicola Copernico, alla presenza di Wl
ricco uomo politico, colto e curioso, il nodo della
contesadi importanza non trascurabile: come
fatto il mondo, quali sono le "leggi che ne
governano l'evoluzione, e come pu l'uomo scoprirle e metterle al suo servizio?
Nella visione entusiasta, e cos gravida di
conseguenze, di Galileo-Salviati si tratta di
costruire le fondamenta' di quella che poi
divenuta la scienza moderna, cos legata alle
problematiche, alle fantasie e ai sogni degli
uomini del Rinascimento. affascinati dall'idea
{platonica)che il mondo o.bbedissea leggi esprimibili con il linguaggio vero ed eterno della
malematica. Ma questo programma ambizioso
di giovani ribelli si scontra frontalmente con il
potere accademico, costruito su secoli di tradizione, anche gloriosa, nell'elaborazione del1a
visione di Aristotele, uno degli uomini pi
intelligenti e creativi dell'antichit.
Il mondo aristotelico un mondo ricco e
complesso popolato da oggetti fisici che debbonoi loro pi disparati modidj essere ad un gran

numero di (qualit e "potenzialit)) che ne

Fig. 2. - Cristiano Banti. Galileo davanti al1'inquishio


ne, Firenze. 1857.

guata. Non solo, ma la dinamica che i.ncominciava a manifestarsi. basata sulla grande intuizione di Bruno e Galilei del pJ'ncipio di
inerzia, faceva intravedere l'azione di leggi
matematiche, universali e potenti, a cui tutti i
corpi sono sottoposti. Ed su queste problematiche che Salviati sottopone Simplicio. sotto lo
sguardo divertito. partecipe e un po' partigiano
di Sagredo, ad un vel'O e proprio calvario. cui
egli cerca di sottrarsi con argomenti prevaJentemente di metafisica e di tradizione, cui Salviati giustamente insensibile. E la rovina
scientifica del povero Simplicio inevitabile.
Cos nella storia, ma proviamo ad immaglnaTe come avrebbe potuto reagire Simplicio se
la sua Universit, come molte prestigiose Universit di oggi, avesse posseduto un CRAY.
Come <.'Ibbiamo visto, uno degli argomenti
pi devastanti di Salviati l'enorme complicazioneche il geocentrismo aristotelico introduce
ne!la descrizione del mOto d~gli astri. Complicazione che il sistema copernicano abolisce
completamente. Ma riflettete un momento, cosa volete che sia questa complicazione per un
CRAY?La macchina compie miliardi di operazioni al secondo, '.mangia e'nmmi quantit di
numel;. seguire gli arabeschi celesti veramente una bazzecola. Pensate che calcoli com~
plicati deve [are un "patriot,. per intercettare
uno SCUD! Quindi l'argoment.o dell'inadeguatezza del sistema geocentrico assolutamente
privo di fondamento, anzi il sistema coperni~
cano che inadeguato.
La pretesa che le traiettorie dei pianeti at~
torno al Sole siano circolari porta ad un gran
numero di discrepanze piccole e grandi con le
osservazioni, da cui il sistema tolemaico, con la

sua gran flessibilit e adattabilit, del tutto


immune. S, vero che le ellissi di Keplero
hanno migliorato sensibilmente le cose, ma
alcune discrepanze rimangono.
Quanto poi al principio di inerzia, chi ha mai
visto un corpo muoversi indefinitamente su
una traiettoria rettilinea? Non c' nessuna
evidenza sperimentale che i corpi si comporti~
no in questo modo. D'altra parte si pu costru~
ire tutta una serie di modelli,. che, mediante
sofisticate simulazioni (con il popolare metodo
Monte Carlo); descrivano accuratamente il moto
di una palla di archibugio in condizioni atmo~
sferiche sfavorevoli. con pioggia, vento ed altre
perturbazioni. Cosa dice il SignorCopernicosu
tutto ci? Nulla, assolutamente nulla. E, alla
fine di alcune giornate veramente di passione,
al povero Galileo-Salviati non resta che scomparire; l;viste, conferenze, cattednl universitaria e cos via gli saranno (per sempre?) inac~
cessibili. Dei sogni, speranze e conquiste di que~
sto gruppetto di figli del Rinascimento non I;mar~
J'anno che alcune note a pi pagina nei libl; di
storia della gloriosa scienza aristotelica.
Ora che questa ricostruzione da incubo
finita , e che per fortuna Simplicio disponeva al
piil di un pallottoliere, vorrei concludere queSto .. divertissement" cercando di tI'arre dalla
situazione paradossale che ho appena tratteg~
giato qualche lezione per la Scienza d'oggi.
Occorre che chiarisca subito che sono convi nto che l'enorme sviluppo dei mezzi di calcolo
avvenuto nell'ultimo ventennio costituisce una
delle conquiste pi impressionanti della nostra
civilizzazione. Negarne l'aspetto positivo sa~
l'ebbe una rivisitazione del peggiore luddismo.
I calcolatori hanno permesso alla scienza di
oggi di acquisire una quantit di importantissime informazioni, dalla fisica subnucleare
alla biologia molecolare, altrimenti inaccessibili; il moderno lavoro di laboratorio, l'analisi
dei dati, l'elaborazione di correlazioni sarebbe~
ro oggi impossibili senza i calcolatori elettronici, dai grandi elaboratori paralleli, come il
CRAY, ai "personal", ai calcolatori tascabili.
Detto questo, vorrei ora cercare di trasporre
ai nostri tempi la fantastoria di Simplicio "a rmato,. di CRA Y. Uno degli aspetti vincenti
della polemica galileiana, che port alla nascita della scienza moderna, fu l'estrema sempli
cit del mondo di Copernico rispetto al marchingegno aristotelico. La possibilit diriconoscere, senza nessuna mediazione, nei moti degli astri strutture semplici, le (divine), sezioni
coniche di Apollonio che avevano abbagliato

61

62

Fig. 3. - Due disegni della Luna realiuati da Galileo ilei


1609 e 'rotti dal Sidereu5 NlI.ndu,.

Keplero, fu considerato come un segno della


verit. "Raffinato il Signore, ma non malvagio,. il famoso aforisma 'di Einstein, che rappresenta mirabilmente l'atteggiamento di fon do dello scienziato moderno di fronte alla ric-

chezza, variet e spesso complicazione dei fe


nomeni naturali, cos come essi ci appaiono.
s vero che la natura ci appare complicata, ma
solo se rimaniamo alle apparenze, nel fondo la
ricerca senza tregua della semplicit, che spesso associamo romanticamente alla bellezza,
sem prestat.3 premiata dalla scoperta di s intesi
teoriche di grande potenza e profondi t, che ci
banno rivelato il volto del Signore, benevolo e
raffinato, come esso appariva a Einstein. E non
c' alcuna ragione di pensare che questa mera
vigliosa catena di doni, che la Scienza ci ha
fatto, debba interrompersi proprio adesso.

Ma dobbiamorenderci conto che la rivoluzione informatica sta cambiando il quadro di


riferimento in cui si muove oggi lo scienziato.
L'accesso ai grandi calcolatori ba permesso ai
ricercatori di trattare numericamente problemi di una complicazione infernale. pur vero
che ci sono sistemi come queUo meteorologico
che ancora sfugge in gran parte alJ'analisi. Ma
la sensazione prevalente che le prossime
generazioni di elaboratori elettronici saranno
all'altezza del compito. L'enorme investimento
intellettuale ed emotivo che il giovane ricerca
tore sta oggi facendo per padroneggiare il computer, che quanto pi potente tanto pi. sembra
capriccioso, per non dire idiosincratico, nel suo
comportamento, lo porta inevitabilmente a
riversare su questi problemi gran parte deUe
sue energie, anche perch occorre seguire la
convulsa evoluzione tecnologica di questo set
tore. Non c' quindi da meravigliarsi se l'eventuale Simplicio di oggi, seguace di una scuola di
pensiero scientifico inadeguata a raccogliere le
sfide di nuovi fenomeni, messo in difficolt da
una visione rivale ancora in embTione. usi la
sua arma, il eRAY, per difendersi econtrattaccare a sua volLa. Non solo, ma le grandi risorse
del suo strumento gli pennettono di si mulare i
fatti, e, con opportuni aggiustamenti e .. modellini, la versione odierna degli epicicli, pu riuscire
ad an;vare ad u.n ",buon accordo qualitativo con
i fatti. Con buona pace dei .. rivoluzionari .. che
quando non sono ignorati vengono additati al
mondo scientifico istituzionale - Universit,
Accademie, Enti e Istituti di Ricerca -come dei
seccatori che propongono nuove inutili teorie per
un mondo fenomenico che pu (deve?) essere ben
descritto nell'ambito delle teorie accreditate.
li computer, grande alleato dello scienziato
nelliberarlo dall'immensa fatica di calcolare,
cataJogare e correlare, diventa quindi suo nemico nello sbarrargli psicologicamente la strada della ricercaru nuovi punti di vista, di nuove
visioni del mondo, che sempre hanno accompagnato le enormi liberazioni di energia creativa
delle rivoluzioni scientifiche. un pericolo che
non bisogna assolutamente sottovalutare, ne
pu discendere un ritorno indietro alla scienza
aristotelica, dove il quadro fondamentale, quello
dell'ipse dixit, non pu mutare , e le uniche
operazioni scie ntifiche permesse sono quelle
astute strategie, come gli epicicli. necessarie a
riportare i fatti nell'alveo del quadro immutabile, a salvare i fenomeni. E il CRAY. infatica

bile macina di epicicli, lo strumento pi


adatto e provvidenziale.

possibile evitare questo terribile pericolo?


lo spero di s, e credo che la medicina contro
Questa involuzione sia di liberarci dal feticcio
del numero". che domina la scienza contemporanea. n numero, questa arma potente nelle
mani del drappello rivoluzionario di Galilei,
questo pilastro fondamentale della scienza
moderna si sta paradossalmente tramutando
nella sua rovina. Infatti sotto la spinta della
civiJt del computer il numero platonico-archimedeo, immagine di ordine, armonia e bellezza, mutato diventando una sequenza di bitda
usare per ogni operazione utilitaristica, da
piegare alle esigenze politiche, economiche,
accademiche, e altro degli utilizza tori.
Spero per che non mi si fraintenda, e che
non si pensi che stia contemplando il ritorno
alb "vis dormitiva. aristotelica. Niente afTa tto, credo lOvece che la scienza moderna debba
riappropriarsi della visione del numero che

avevano gli uomini dci Rinascimento, della


loro concezione della spiegazione scientifica
incentrata sul perch e non sul come)j, che
sempre segue quando al "perch,. stata data
una risposta adeguata. E soprattutto occorre
che essa utilizzi il CRAY con parsimonia, con la
netta coscienza che solo uno strumento, magnifico, potente ma anche pericoloso.

Giuliano Preparata (nnt.o a Padova nel 1942) ardi


nario di Fisica Nucleare delle Alte Energie all'Uni\'ersit. s tatale di Milano. La. sua ricerc3 si rivolta
principalmente alla fisica teorica delle alte energie e
recentemente allo svilu ppo dell'analisi delle alterazio
nI elettrodinamiche coerenti nella materia condensata,
Eautore di \lltre trecento pubblicazioni suUa fisica del
:\lodello Standard. dei laser. della mat.eria conden!<t3{J.
e suirevoluzione molecolare,

LA PROGRAM~L<\ZIONE DEI DOTTORATI E IL CUN


Il numero di dottorati di ricerca nelle diverse discipline dovrebbe essere, almeno nelle
grandi linee, programmato in vista del fabbisogno di ricerca fondamentale e applicata,
prevedibile dai piani di sviluppo deUa ricerca scientifica e dell'industria.
Tale programmazione andrebbe perci fat.ta dagli organismi rappresentativi deUe Univer~
si t (C UN ) e dalla Ricerca Scientifica e Tecnologica (CNST), sulla base dei piani di sviluppo
elaborati dagli organismi del MURST,
Attualmente la ripartizione dei posti di dottorato operata dal CUN. La composizione
attuale del CUN fondata su una rappresentativit per Facolt: essa rispecchia cio pi
l'organizzazione didattica degli atenei che non quella della ricerca.
Oltre ad essere perci operata ad un livello che non in grado di tenere conto della
programmazione della ncerca scientifica in Wl contesto pi vasto di quello universitario, tale
ripartizione risente di una strutturazione che non rispecchia le strutture di ricerca universitarie.
questa. a nostro avviso, la reale origine di proposte avanzate da alcuni settori del CUN,
secondo i quali il numero di posti assegnati alle diverse discipline deve tenere in gran conto
il numero di laureati. Tale parametro non ovviarnente del tutto irrilevante. ma per certo non
pu essere assunto come determinante, perch non rispecchia di certo il fabbisogno di ricerca..
Vi sono infatti alcune facolt (ad esempio, econoinia e commercio, giurisprudenza e ingegneria) il cui prodotto essenzialmente destinato a libere professioni e funzioni (produttive e di
servizio, pubbliche e private).
Un CUN riformato a rappresentare le aree di ncerca, invece che le Facolt, sicuramente
gestirebbe il problema con maggiore competenza e consapevolezza. Si auspica perci che la
riforma prevista dalla341/90diventi operativa. Peraltro una indicazione del Ministro basata
sulle linee di sviluppo della ricerca e su una probrrammazione di respiro pi vasto, anche
europeo, dOVI'cbbeesseredata anche in occasione della distribuzione delle borse del dottorato,
cos come avviene in occasione della distribuzione delle altre risorse destinate all'Universit.

63