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LA-

GENESI
DEL

CRITICISMO

VA-Z
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r,cr,i., l.,,,,.,{c rit.ri-.la |

JJJJ ty Librerie Mag.nla d(

KANTIANO

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1 XTIiOIMiZFDXK

(Jiian.lo nel 17!>7 il Ti>Hiiink mauilVsI :, K'iiiit. il <lesilci-io

<li curiirgli uiii raccolta flt^li wiilli ini,,,,,!, Kant. nel dare il mio
assenso, fu contrario che in essa veti isser coinprcRi gli scritti an
frt

teriori al 1770: la raccolta avrebbe potuto avere inizio, al pi. co


la dissertazione Ih- uni ini i misibilis atipie iiitclligibilis forma et

princi/iila (J).

Kipnftnava dunque a Kant die si riassumessero per la ripnbMiimionc vM scrini pieci-itici. Tale ricKnninxiniie dei documenti
delle vecchie posizioni jjiA snpiM-tite doveva parergli anacronistieu

. ]M-r lo meno, iii(pportuna, ora die il nuovo punto di vista tra


scendentale era penetrato nel vivo del pensiero gei-manico, e che
attorno a lui, vecchio maestro glorioso, prorompevano le interpretazioni, si accendevano le audacie degli ipercritici dal Beiiihold
al Fichte e fervevano anche le discussioni degli oppositori (2).
Mi Tallo, per, l'edizione delle Vrnnisrhic firhriftrii curata dui
(I)

Lcllciit ili Kiinl ti Jiiftiinn Ili-'iuii-li 'l'Icflmiik ilLl&2ma7.

{'2) r ttrirfr iibrr ,ii: l-anllm-.nr. l'hUtuuiiihir <lcl Itnliuld prntm iniHiii-Hl nel 17R(!-.S7: VAn,,-Mtlniiua lollo ScIihIk,. tiW 17IKJ; le critiche <li Jnititi crnn<i n.iiiiiicintc col Darla fuuir iibrr tini Clauhni vcc. del 17R7; Eij
svil]! dH Mniiiion <] Versimi, iibrr ,lir rranxznulvutalphiUmiphic (M
17!Mi: dui 17113 Hn-k liiv.tnivii nttctrno nlln crii ini kntitiann, sulla qnalp
Invii nel iTJHi milizia nli/IMirr F!taii,l,,inat. Fidilo ora eia piiRsiito dal
1 cr*iirh vinrr lirilik allrr Offaibuniuif (17!CJJ ni sistema della

schaflslrhrc (17WJ.

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Tieffnink iiH-mlsc molli il,.,!-!! sciilli |.milici r',. <!,. si s-,r,

lasscf-nAlo K:..,l ve
veli n.-,,,,,:..ir,.? IMI ,. ,.|.,. ci , ,!,,.
so del suo tii-U.pgio mi TU-m-iink limi sii,.,,!:,,,,,, ,.. si si:l|||,

svolle 1(. ose <). Ail njjni im.,1,, lV.lizion,.. n.llo |,. ,.. ,|,.| r,.(,(1|,,

(liscciiolti. Hu> ne dirciiilrvsi liirmli>v;i il |u>iisii>i-ii ;i II.,Ile ;,.,

jMim- rornitn .li un nvvi>rliiiM.|il.. p,-l |>ul.l.lir<.: i,, l)n IW

Iii'ftiniilc tiiurhivu il i-.-.|,,.oMo ci,,. .Ili-avi, il vitHiii

ih (HH'uli sciilli ili nuovo.

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iiiilnrix)!!.,

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piiirccliic o|m-ic .lei jiciioilo |.ivcHlico .inl.-iioii- :)| -7; j ,.,,i ,.,|j.

ori nrcvniiii tlovtilo iiiiiiiiri'Niiiiiiviih. coniine sii un ,cHo iiili>n>H>


lei imlil.lico. I0i;i loi-sc |hm- coni 1:1 ||m.isi :i hili dizioni hillc ,|-,
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ISSBPtZf

tSSS^Erwl

INtlMUlUZIOXE

XV

d'inleiiderc con maggiore aderenza Io sviluppo del suo pensiero.


Qui Fu lo hegeliano Kiino Fischcr ;nl siffroiitsire per primo il prlilciun Iella genesi ilei pensiero Umiliano e del rsipporlo dialettico

he eollegsi il periodo preerilieo col periodo ci-i(icisl:i.

liii condizione materiale ]i(>i- l:ilil studio, intanto, era gh ofCerlsi il.-illn

presenza delle su mciiziousilc edizioni eoinplele delle

opere kantismi', quella di Uosi'iikrsinzKrhuIicrl e i|iiella dello Ilsir(ensleiii.

<i nel ISijS, nelhi liiniigursilsrhrin : Claris kantiano. Qua


ria I. Kaul philoso/iliiar rritirar rlriiirnla inrriirrit (.Temi), il Fi-

schei- :ivev:i ;iddil;ilo negli i-rrilli preeHHci hi cliiiive por l'inlendinienlo di K:inl. .Menili' l'altro grande slorieo hegeliano di'lla
filosofisi, -loli. Idi mini Krdmaiin iH). pur cfis acuto e cosi vigile
iti nessi dialettici dei niouu'iili lilosolei, aveva saltato nella espo

t.NTRnilUZIOKl-:

XVI

in senso dialettico) nella storia interiore di Kanl e nella sloiia

generale del In filosofia.

Il [ftisso cosi compililo era roiidanicufalc: anche e snprallitllo

perch suscit la discussione, hi opposizione e rappiofoiuliiiienln.


; II Pisclier, infatti, era, ohh' nolo, mi idealista, di (ipo Jwjjclmno:
e la sua impostazione e le sue prosjietlive |iolevano e dovevano
venire discusse ed impugnate da chi non era hegeliano o addiiiltura non idealista. La discussione si accese su due fronli: sul Irou
te filologico e su quello (ilosolico. Ma sugli sviluppi di qnesla di
scussione torneremo ben pi-exlo a parlali*, verso la line della piesente Introduzione.

Kra opportuno questo sguardo relrospellivo, per i-icordaie co

me sorse storicamente lo studio ilei periodo pirciitico, in quali

sizione del pensiero kantiano il periodo preeritico, il Fischor nel-

quadri esso si inser, quali furono i bisogni a cui diede soddisfa-

l'opera clie nel 18150 aveva dedicalo a Kant e alla storia della sua
evoluzione noneli al sisleina ileil.-i lilosolia critica ('"), riprendeva
gli scritti pieci-ilici, per inquadrarli in un hegeliano schernii dia-

secolare, mostra che tale fenomeno non e misi cosa liltizia, un ci-

leltico: scliema dove si poteva disccrnere l'articolazione dei mo


menti razionalista, empirista e crilicista. suddistinti in momenti

minori, corrispondenti puntualmente fin troppo! alle vnrie


opere. Krsi come se il pensiero si vessi* rivissuto, in Kant, le sue
tappe dialettiche, percorse gi dalla lilosolia moderni! (a cui il Fischer aveva dedicato gis altri volumi, a cominciare dal liavone
del isr.fil, anelando d'altra parte a tappe successive: pacche tin

elli* Kant beninteso era un momento per i successivi supe


ramenti.

Ecco dunque che, con questa opera del Fischi1!1, il senso sto
rico trae finalmente dal limbo della dimenticanza o dell'iiTilevanjui gli scritti del periodo precritico, inserendoli organicamente (ma
(t4>

.T. K. Kihimann, Yrrxiirh rhirr irlxxrnrhufiltrimi- larxlcltttug ilrr

(li'xrhir.hlr ilrr nrurrn

l'hilwii>hic (Kiwi unii T<ci|tlr. ISlM-lfBKl). Ne lui

(umici rivcnlc'tiiciilc! ini FiiUkiiiIIc - Xciitiruck il (iloc-knrr.


(iti)
10ni (|iicsIm In 1 i-ill/.i
ili-llii iniiiinr:ilisi lisciicriniin su Kniil.
che fm-evii pnrle clcllsi siiti jfrsiinii- tlvxrlttrhlr ilrr nriirni Vhiluanphir. SI
su come cs:i nhiiiii siiliiln iiitlcviili ririii'lineiili. siiiiissninclili. inli'Kno'.ioiii.
nelle sili-cessi ve edizioni (in |mrlv ilcll'Aulure slcssn C2 ed. 1SIHI. :{n cil.
1.SKU, 4 ed. IS1KS), in seguilo ulte disciissiiini col TiTnilclenliurg, col Kli-lii.
col Oilicn, col PiiuIspii. (<<-. Kiii-hp nuli tulli .unno clic miclic quelli) prlniti

cillzionc tivevn imito uhm fiitlcnsn Kests'z'"'1 <' ''" 1IOVI' "ni. con Intime
linxr.iriiisiy.ioiii del

prrfnziotic.

prinm disifnii. ccime hi slesso uni un* nwertirn nellti

zione e in (piali forme si venne al leggisi udii.


l/iiileiidimeiilo storico dell genesi di un IViionieiio. ormai

priccio individuale; come, d'altra parie, la consapevolezza storica


simenlo delle rorme da esso assillile, mostrandone l
del comiizionsimenlo
, mostrandone le
liitii
lle inshf
ihi
limitazioni e le
inshflieieiize e le irrequielezzi*, pini giovare a unii
ricadrvi e suggerire il inculo di correggerle e di integrarle.

Comunque sisi, la semplice retrospezione storica per sem


pre qualcosa di insuniciciilc, ove si traili d'una questione di va-

loie. La storia, con le sue narrazioni e precisazioni, si aggira in


fondo sul quia faftir , e non basta a decidere sul quia 'j'urht .
H7c ist cs mijUvhf* per dirla con le parole di Kant : ro

me e possibile, cio, come intrinsecamente giuslilicabile uno sin-

fondare hi giuslideazione ideale e debbono costituirlo . ,,..

dio degli scritti precritici che abbisi valore tllosolico? Quali sono
le condizioni a priori o i presupposli essenziali che ne possono
larlo?

"

(Mover richiamare alcune pagine di Hans Vsiihingcr. mi |||o.

soro Illolofr. ,. di Wilhelm l'illhcv. un MIosoC storico delli li

losofin.

Nella prefazione sii suo Cnwwnitar :u Kauts Kritik ,/,, ,rf.


uni Venniff il Vaihinger ricordava che il bisogno e l'idea dell'i,

persi gli erano sorli dalla prassi dell'insegnamento, ,,,.||ii i,,,..... ,.,..
rienza fatta nei seminari di filosofia. ('
ve assisle,,. 1_ '...m

dice i s,,,,i |riovll,li ,.!, MUu.s ,,;,.,,,,., 1M, .,|,|,|,,r,)1|||i(.i (|(t|j

INTliniH'/.IONE

XVIII
XVII

Crilrn tirila ragion pura (e ci vale anche senz'ulivo per la Ragion


pralhtt e per la Crii irti tiri Uiinlkh) s'accorge che a dissipare i loro
imbarazzi non hasla l'ausilio dei copiosi libri, pi o meno felici, di
introduzione a Kaiil o di presei il azione complessiva del suo pen

siero. Anche a|la lei lava delle migliori di queste esposizioni, i


pi procedili e svegli tra i giovani, anzi proprio e soprattutto cosloi-o, trovano ineoinprcnsibili moltissime cose: e Io .slesso profes
sore verr a urtare in non pochi punii del libro, in cui, bench

'.latto a confondere lo spirilo di quei lettori, i quali alla

-.ascendentale non presi senz'alilo da un sacro brivido" (C

*>i e voluto riferir,- questa pagina .anche quello che pu seni

brine una troppo facile carica.,,,,, ha il ,,,. di un^i

germanica) perch essa risp

,o

,. alla ,,)SJl(l. J^" '

legge o fa leggere le grandi opere critiche di K,,,,l. l'or aiuHre


<lui.qi.ola comprensione dei testi criticisli e della stessa lilosl ,
''.tico;lrascendentale. il Vaihinger credette indispensabile mi ,
imhss.mo Counneufar .rhe purl.oppo rimase incompleto sonetto

armalo dei pi adulti strumenti di lavoro, trova difficolt, d'ogni


sorta. Anche se chiaro l'insieme e il nesso logico di tutta mia
parlo, rimangono per sempre dei particolari oscuri, che esigono
chiarimenti, ma che vengono passati sollo silenzio intenzional
mente o no da quelle esposizioni complessivo. La Vriticn della
rtujUm pura . davvero un'opera inulto pi difficile di quanto si
creda generalmente, o di quanto trasparisca da quelle esposizioni
di seconda mano spesso cos lisce, (tra hi asciutta concisione

evoluzione subita da Kan. e delle tendenze f

prolissit e l'ahlioiidtinza di ripetizioni e di variazioni, p. es. di una


parte dell'Analitica, che impediscono d'intendere il nesso logico
del tutto e il preciso senso dei particolari. A ci si aggiungano

kn.H.n..e sia critid.e che precri.iHie ,Kan. , i, n.igliore , er , . .

p. es. dell'Inliodli/.io

della Kslctiea trascendentale, tua la

quelle numerose contraddizioni, siano esse reali o apparenti in

cui intoppa a ogni passo un lettore non disattento u frettoloso.

Non sono i lettori peggiori, quelli a cui capita ci che capitava a


Seliillor. il quale confessava a Korner, che la Critica di Kanl gli
diveniva sempre pi oscura, quanto pi spesso la rileggeva! K che
una spiegazione di dettaglio possa non essere senza influenza sulla
comprensione di intere sezioni e Corse anche di tutta l'opero,
una cosa di cui ci si pu rendere conto in precedenza... .

A queste e simili osservazioni e preoccupazioni c' chi ribatte,


che un libro va letto ed inteso non secondo !a lettera, ma secondo
lo spirito. Ci vuole l'uno e l'altro! Non si pu Iraltare die di

questo: di stabilire ci che l'Aulore ha pensato, quando scriveva


quesla o quella pagina o quclhi espressione. Nolo un'accurata e co- \

scien/.iosa spiegazione di dettaglio ci pu liberare dall'incoiivc- !


uienle di certe iiiterprelazioni univisiiali, che se la vogliono ca

vare alla buona con un pochino di filologia; essa sola pu metter

line a quello pscudomclodo esegetico, che non vaponr un autore,

ina vi traspone il proprio pensiero; che (iuta dappertutto sensi


profondi e profondissimi : che immette nel lesto allusioni pi o
meno arcane; che impone il suo prestigio con l'oscurit, e che

,'

<1" IU. , sussidi della storia e della filologia

Nella medesima prefazione egli ne sottolinea i erileri hev,.


1""'"' ..'nl.oduzioue sul sigi.iliealo s.orioo e attuale di' K- , .

con ,m:i raccolta ,|i (ulte quelle espressioni i,, ,.,,j K.m, N<4'^su'

.r .

l!l M1:

sizi<"u> s("'"' 'li f'"e al dogmatismo e -ilio

sino, come egli la sentiva; eoi, uno schizzo generale ,1

iilosolia. Il commen.o piosjn-ssiv

I ,...,..;

lanieri
, ,

Ii Hi, Iht .ni singolo ,.. mIl|ill(i ||;1f'(ll(((.

". .

|,s
.

,.,.'-

d, se stesso,; _ deXma.eria.c esege.ico nm,,,,,,!,,,,;, hl lr

'

s,osnor1IOmJsl"1'o-:M!>ni ' Kani'" r"11""""' ' "i Primi


.

.. . '

'

continuatori lil dimenticarli, il oroteii

dere d. impostare un'esegesi senza tale continuit slorica espone

pencolo di sfondare porte aperte o di riaprirne delle ve I i ' "

d.mostrates, false); - dello studio dello sfondo storico

Kan emerge e a cui egli prende sempre riferimento .^i,

e,"

'

'" .7 "('Vl '' lfl**hw signilica .lerivarlo storicamente ///,/


ycschtchthrl, ahlrilv,,): - deil'uso di una vigile ma imparziale

2 ca immanente (evitando gli opposti eccessi di armoni^,

mento a tutti 1 cosi, di una tendenza a trovar dovunque conf.-.d


d.z.o.n o nicongnienze); -di una buona conoscenza dcU'immens-,
letteratura p,den.ica suscitala dalla tiloso.h, kanliana (la Critic',,

della ra,,,o,, para {. !t, ,,.,, ,,,.,. , ,. ||(i|||i ([is(.1|ssi((|).

'.('ll(; ll!l r('"(<


ni ' Mi"'Hl l-arle,. Il eoinnienlo deve porre
"'O:"<>.il""."Z"m' S" !
"'i -I
h......,.n. pun.i di par.e ,V.-,

ili'Kli epigoni, cos come su quegli ;,llri ,|.e furono ,

fi ,,j .,,,,,.,,,

''

'

I
XIX

di Kanl rispello alla speculazione precedente, togliendo in tal

j""do Ivant da quella specie li pre.lella is.dante su cui taluni lo


hanno .miniilo. Anche le polemiche menti Ira i razionalisti e
j nialer.alisli di oggi, ndle quali del reslo rivive la problematica
Kniiliiiim ed Ml.eggiano <<hi Ic.-.in.le variazi.n.i i suoi molivi eriliei
I.OSSO..O g,-llare qua!<-|.<> lue.., alla loro volta, su certe su,, pagine'

h poi evidente che un buon commento non ptdr fare a meno di


ri.rlare le grandi cntroversie tirolfri gi tra i Liutisti ip t>s
sullo s.-opi prefissosi da Kanl con la sua Crii ini,- sul metodo di'
essa, sul ver. arai (ere dell'apriori, sulla gem-si e composizione

in cui le singole concezioni si eoi legano tra loro e con le ultime prfondita del nostro essere. Solo per di rad. ci a disposizi.n.e un

i-ico-croliilivo. Segnalaine.il.. la storia lei pensiero Hlowilirn pu


airerijue solo mediante pieslo metodo il nesso unitario e lutale,
materiale ni

seri (lo inedito veramente .ic.-o e sufficiente a ri

Qu'slo lungo resic.nlo del metodo tramuto lai Vaihinger


,aM'inizio lei suo ramos. commento, non sar stato inutile per ramineMarci una verit eli.
vrehbe ,-ssere .miai lapalissiana- l'inl.n.!ini.'i.f. Mie ,., erilich
Iella lilosolia Iras.-en.lenlnle non
nella .nlinuil Iella sh.rin illa tihisolln. Or.-., m,,, .i,,i:

sin dal ISiii attorno allo Schleiermacher, e Ira pochi anni, nel

conda edizione, eec), Iraendone il massiinu vantaggio (").

possibil. senza sussidi l'mrrliyustorici e senza l'inserzione di lww.

pi imp<irtan(i e pi significativi in tale continuit senza dubbio

osi.(mio dagli scrii


ecrilici. Se pialcuuo vorr irrigidirsi sulla
formula abusai:
irincon.m,...snra,,ilil Ira p.-rjodo p.vrilico
e periol. riti,-,, appellandosi all'analoga incommeiisurabilil che
esiste Ira un'opera d'arte ed i suoi piece.le.Hi storici , eultur.
contenniisli.-i psiedogici, ririella che pii noi. proprio il taso
1 invo.-are lale analogia, (ini i precclenti s.no anch'essi filosofi.,
coiih^Jo sono gli sbocchi. Xoi si )
i |iK-ii da iiii'atlivil~spiritual'.'Ti

/"/alT;?Tra, ma si limane sem]re iiTI


ena yiera ilei pensiero, sia piirel {

/ t lHiHTilendo con"diverso ^railu li riflessione p .in;.; ^jyn-,^ -* \

Le parde he oni riferiremo lei Dillh.y illumii

aspetto della question<>.

o un altro

lMMi aver parlato del Myxfcmaiitvbrr Zitx<ni,,,iaih,u,<, avuto li

m.ra la Kanl sin dagli anni giovanili e non abbambinalo la lui


ii.niurli., negli anni della maturit e Iella v.-chiaia -onic m- ranno
rele .1 mah-riale maiioscrillo e le |ram. l.-lle i;;(..sM//o,/ilp|,.,1,
Icnenli a tulli i periodi cicli;, stia vHn. e he IVdizioue" monum...,lale deU'Accadeniia si preligg.va jiiikI di raccogliere e pubbli-

care), il Dil(|,.y viene a parlare li un alilo (impilo che le.lizi.n.e

iiazu.ual.. loveva ass.dvere agevolare: La storia dello sviluppo


(17)

II. V.uium:kii. itp. rii., |i(i.

1V-XII.

sia a proposito degli ai lisi j e <l.-i podi, sia a proposilo degli siici.
ziali e ilei iilosoli, la ricerca moderna si |
e ipieslo problema sin

solvere ailegualanieiile un lale compilo. Uicordiaino che sialo


proprio il Dilthey a sentire limi alla passione pu-sl. problema, pel
piale egli era taglialo da natura e mirabilnieule altrer./.alo da una
educazione .sl.ricislica multiforme (si era formalo ai grandi mae
stri della scuola storici tedi-sca, aveva assimilalo i migliori Ter.
menti hegeliani, e li aveva integrali con ]v pi concrete esigenze
posiUviste); aveva poi al suo all'ivo una buona esperienza in pro

della pinna -dizione, sul valor.- delle variazmni iiilrod..lt> nella se

> V

lei grandi jieusatori illumina i loro sistemi, ed la base impre


scindibile per intendere la sloria dello spirilo umano. Dappertutto,

posito: basti solo ricordare In- in lale spirilo egli aveva lavoralo

J!)05 avrebbe pubblicalo una .fugcnilf/wiiiclitr llcycls. La s(oi-iu dello sviluppo di Kant un caso li ipiesia specie; caso, per,

r
r

che in se slesso ha\nelie la pili grande signiiiranza umana e slo-

ica. In un procemointcriore estremamente complesso il polente


genio di Kant porta distinzione, l'aulica metafisica te.k'sca,
fonda il punto di vista critico e trova iifll'nllvil pura dell'Io
le basi irremovibili per la validit delle scienze sperimeli (ali e per
il valore incondizionato dei principi morali . Hi potr giungere al

intendere e ricostruire questo processo ulteriore solo se sf sapr

mettere ordiue nel copioso materiale che fortunatamente ci rimane.


Soltanto cos si potr, p. es., gettare luce nell'enigma di pici piiulici anni di silenzio interrotti tali sola Dissertazione lei
1770 .he corrono tra i Tramile, del 171H8 e la KrHik del I7S1.
Nulla bisogna trascurare, dei segni lasciatici da un grande pen
satore. La coscienza del pi grande compilo storico deve esser!
congiunta con cpietla riverenza per le cose insignificanti e pic
cole, che il segno distintivo dello spii ito storico genuino |'s|.

Il Dilthey non esita anzi a fare un'osservazione, che potr sem


brare un purndoKKo: anche frammenti lasciati andare o trascurali

(18) Palle inirolf .11 pri-scnltmiuir scm-rali- vi\ iniziili.. ilWIti ciIkIuii..
kantiana ih-oihohmh Inib Aiviirteinln .Icllr S.-icny.,. .li |:,mIiio lui,,/-* ,

mimutiJlr Kchriflni. I volume. v. Vili sgg

-"I l .>n..!Z...,MU .issi.,,,,,,,,, tl||.- '.,,.,.mima, ,,,,.


l.'1 |..,. .....moni ,,, ,,,,.,,,, ,,'
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-sod -j|iiu<ldi!
nps.) ()(tn.)i:i([iu<>.) ,j ik o.(t|m:| in. ip ,)ajss...his .).i|i

"<l<lii|!.i* oiiii i|i .Hiiiss.i.j .mi|l).i

,.

A.,,,,,,.

v. 0.IOU0JIM

non 'i:v!in:|.lochili imo|

i:iiii .u.iais oiiosko.I

a iiioj'/o.xio.) aAomi ous ||i:{i i|isssi(l.ios .|.u.

IIXX

ixx

JXTKOIll/ZHIXE

XXIII

nodo piceni in o ne promosse In studio, slava, conio si imitilo,


l'illesi li .sviluppo; hi ipiiile port iititiirsiliiivnlo al problemi! dellsi
poriodizzazionc. Tocc appunto ail un hegeliano il compilo ili ap
plicare a i|iiel campo la pi-ospolliva ilei momenti iileali e storici

ilcllo sviluppo iliiileltico.

Il n-imo passo concrelo fu iliini|iie. compililo ila Kmio Fi'lior. <!'


do m'Usi sua opersi su Knnt il" odiz.. Maimheim 18(50),
esaminando li sciilli proci-ilici, rilev che la teoria ilella Cri-}
Ulti non violi ruori iinnicilialai
le ilalla originaria iiionlalil/1
dogmatica ili Kant, ma che Ira ipicsla e i|iiella c' un pcrioiloj
li passaggio, ila lui carntferizzalo come epoca iloll'aeeonlo con lo!

*''t<eisi

li Ilunic f2"). Con la messa in evidenzii di questa fase'

inlernieilia ilivenivsi plaiisiltile l'idea ili uno sviluppo: mentre pri

ma non si poleva parlare che di una rivoluzione o di mi capovolgi-

inenlo o ili mi:i lonvcisiiiiie dal neri al Minici, o di un salto Ira

xxrv

(orza Taso inosfrorchhc Kanl. oltre che sodo l'influsso

isseaj

nello scrillo sullu Malattie umiliili e nel cenno siili'. lfc</<//n

in accordo con Illune nei Fot/ni ili un rixionaiio (-').


La_jrospetliva l'ischeriaua sosteneva, quindi, la lesi di uni

rondamontjilo conliniiil. sia pur dialHIica, Ira epoca preciiliil


ci

od epoca critica, e proponeva per la prima una periodizzazioue

in cui dava particolare rilievo a un poi-indo empirista, alla slip

volta ben dislinlo in Ire Tasi. Abbiamo voluto esporre le idee il


Kuno Fischer con le parole del Paniseli e del Iticlil por rar sentire
l'impressio
l'eco varia, che lo idee fischeriane destarono
i-slarono siiliila
Ira gli studiosi. Ala. prima di dar conio degli altri
ri e della loiS

varia reazione, tiene ricordare elio il Fischer nel


ielle successi\>

edizioni della sua opera su Kanl, pur maulonoudo le lineo ronda-

mentali dello schema, vi apport qualche modificazione, speciaff

mento per quanto riguardava la pici isazioue degli inNussi sulil]

concezioni opposte o iuiommcusiirnliili. adesso la presenza ili Ire


momenli. il divina lieo, l'empi risi ito e il eri lieo, col loro singolare
rapporto. suggeriva irresistibilmente l'applicazione dello schema
dia lei lieo hegeliano di lesi, anlilesi e sintesi. Nello sviluppo dia

da Kanl nell'epoca precrilicu. l'or essere, diciaiuo cos, pi oggellivi. lasciamo la parola ad Kiuil Arnoldl. il dolio kaulisla kiinigslior^

per la loro insignificanza. L'ingegnosit ,l,.| Fischer and anzi sino


a dare un'articolazione compiuta di tulli gli scritti precritici, ri
condotti puiiliia'meiile a successivi influssi storici. F.gli spiega

che ogni periodo ha ricevulo un ampliamento. Il Fischi-

le! lieo s'ingranavano cos gli scrii li proci-ilici, dapprima respinti

11
' (li i'J-'Ii< Hie cedere la paiola ad Alois Uichl che Kanl
sarebbe passalo inaii ninno per i punti di vista di AVollT. Locke e

Umile, prima di aver li-ovato il suo. Verci articola il periodo precrilico nel lempo dell'influsso di Lcibniz-WolIT fl74(M7(iO) e nel
(empi, dell'in riiienza della H Insorta inglese.
Sol lodisi ingue poi
nella sei-onda parlo del periodo Ire fasi. La In se lei passaggio alla
Illusoli esperimeniale inglese verrebbe documentala da tre scritti:

la S'olh/lirzut tiriti- fit/nie xilloi/ixlirhe, il Sni/t/io d'introtinzione


tiri runtelto tirile t/nantil nei/nlire. e r.ln/onteiih, /,,-r l'exixtenzu
ili Ititi. La rase dell'influsso della filosofia sperimenlale vorrebbe
a perla dall'opera premiata suVh'ritleuzu ,hllti iiutujtxhu. e sarelihe rappresentala dalle Oxxerrtizioni sul un, limetilt) <!</ Urlio r
tiri Hithlinr, nonch dal l'iotinnnnui tic! rorxo in reniti Ir t76~nGG. La

si.X.

1-1) l.-hii|MMl:iii/ii ili iiurslii pnisiiHIivn vi


osi rlli-vulti d;i| l'utnel su.. nxitrh rin.r i:iilirirl,l,lii*!irx,liirl,lc '; h.litlixrluil ' l-'r

/. ni li I n Ul Intuir ll.ci|i?;!n ISTS). ji. IH.

ghese. allento a esaminare nel 1882 la lerza edizione del FischeiT


In particolare, la pcriodizznzionc slrellanieiile sistemalii-a, v\\'e*

gli animelle |ietO'evoluzione di Kanl. . rimasta la medesima :

solo

licci
dici

" Xoi tlisliiiffniainn in i/iieslo periodo /neaitieo Ire fasi: r-i


/ninni. Knnt xfa xotto VinJluxHo tifila tneltif'mea talrum e dell,,

filosofia newton in mi della natimi ; nella aeeoudu, xotto tinello tleL

In filoxofia mi/tiristln e. della filosofa moralr tlrt/li int/lcsi; urlii


Irrzn, xotto tinello dello .ire.ttici.vno enipirxln e tlell'iudirizzo iden%
natinalisi,, d,-l filosofo t/inerriiio. Cos Wolff v Xeirlon, Loel.e e

Slinflexliun/, Illune e 1,'onxstcait xet/iiano le /loxizioni atlriirerxo li


tinnii Unni /inxx /ninni di trorarr. In pro/uin ". l-'cco che qui, a dil|^
fcroimi della seconda edizione, vengono considerali accaulo a WolIT
anche Newton, accaulo a Loclce anche Sliaflesliury, accanto a limili
anche Kinissenu pel loro influsso su Kanl i--|.
Il Fischer, dunque, aveva dovuto subire
anche lui

Musso degli aiuinoniiuenli e delle iulegrazioui altrui i-:1|. seblu l'Ho


(211

A. ItiKiu.. hr iihilti.toiilinrlir <rili:ixiniix. voi. I. |n ni., l.c'iizl

IS7. il 217 (Mi-Ila 3i> iilIxiniK'. ilol 1021. |. 1>(!2\ 11 Itii-lil si riferiva siil II

2 cil. USCItl del l-'isilicr.


(221 K. Aiimii.iit. (leu. Srlirifhlt. III. |i|i. 22!-2.'M>.
(2.'<) II nirrF.uicii. p. cs.. uvevn imlililirnln un vnluiiii- su

Xrirlmi
1S7S).

(TIIIiIiIki'- 1S7(i) e un Uro su

Kaut

inni

I,-i>iixx,,i,i

h'nul un

l'I'illihigc

XXVI
i.vrnouuzioNE

non

avesse hi,,,,,,!,,,,,,!,,

|i,|,.n

tMa

XXV

on

spiegazione genetica ,|(.| divenire kantiano.

dialettica nella/

Il <\Iimi, infanto, aveva preferito avviare la ricerca hi un al


ii senso pi,-, aualilico. IM t-l,c l'ostinarsi in ,,,,a earalterizziizioli ih'i-hmIi. gli sembrava utile lesa ini na.e In viluppo di sin-

oh concedi e r.n.UUnu ,-',:

i,lk. ricerca iivm.Whj f.,,,0 V(>(,n.

li del inuiHus m'iixibili.t, queste del mttiunx iiitclitfibiliit. IO tuie


rimarr la posizione della filosofia kantiana: salvare la conoscenza
razionale, la llosofia come conoscenza a priori... . Lo scopo della
('ritmi non quindi propriamente l'iucoucsciliilil delle cose in
s, come si sostiene generahneiile e come lo stesso l'aulscn aveva
fin allora creduto, ina

la

possibilil'i

di conoscenze pure e la

nii-iiliilf rillessioni particolari, dal periodo critico, in cui la giste-

foudanicntuziouc di una morale /nini e insinuimi la fondazione


di una concezione lei mondo basata sulla mi/ioiiv |2'|.
Il sapore dj una scoperta avviava cos uno studio die ril'iel-

U 11:1 slessa concezione dell'essenza della filosofia kantiana e

ma della Krkcititfnxflicorr.

gli lait'va concedere solo quella liinilata ntlenzione ni periodo pre-

Ma per poco tempo: giacche di l a poco, chiamalo aU'iuscgiinineiito della pedagogia, egli doveva rilrovare il vero campo dei suoi

levili hi disianza che separa il periodo precritieo, con le sue tor-

iimxioiH. filosofiea f|atsl|.a

|,. ]M,ssibile sul piano trascendentale

MI" sua pi vera eredil - il pun. ,ii vhIii del iickiuit8iiio -

n-ilhii (il che fri-im|1(,n di r.M.c ,u.,,c si||KoJe rettmc|ie crono.

logiche e sopra li n Ilo delle chiarilienz i fondamentali). Va no';' |h. he. rol rin.ellere in hire l'aspe!Io metodologico lei pen

siero kantiano ,. |;l sua ,.,Minessione eoi progresso del |>ensiero ma-

len.atu-o v Mienlilho, poleva olTrire lo slimolo ad ulteriori ri.erclie sul periodo pieni lieo sotto questo aspetto: come poi twent
mi diverso modo, il |;ielil ed il Cassirer.

Uiille_pi1,s1,Htii:e.dei.Ji:is<-lier-fu-inve(-e..sUiuolalo il l'aulsen

'

I';< <I'M sua .strada, dai problemi eliti e politici era passato a
<pi'Ni Iella teoria .Iella ..-onoseenza. solfo la spinta del movimento

IH ril.nno .-I Kiinl : ma auelie (ini oscillava tra la critica em-

inriKlH e quella razionalista, studiando appassionatamente insieme


limile e Knnl. Ledendo anche Kli scritti pieci-itici, gli si aperse il
senso della lilosolia kantiana. Io vidi il pensatore tedesco, prove
niente dalla metafisica wolliana, avvicinarsi successi vilmente -il
plinto -li vista ili nume: li scritti del decennio dopo il 17G0 ne

mostravano passo passo il miniino. Vidi poi come avviene per


'in improvviso colpo all'indieli-o, il cambiamento nella nhxcrtazhnr del "70: come se uno sguardo sull'abisso apertosi innanzi a

lui. labisNo dello sccllicisnio. l'abbia r.

indieli-c^iare: li ele-

meiili a pi.H dcirinliiizione e quelli del pensiero, lo spazio e il


tempo e le calcjjoric. rendono possibile la conoscenza a priori,
(2-1) 1] nnitisU, ilei Cuiibx. Dir s!i*lr>iitithct,n, lvi/riffc li- A'uii/t vorkrUi

sl.iitiiMlo i,| 1 vl. Irli iilixmm* |>o^liini>i ,l.|k- w Kvhriftn, ;, J-hil,,x;"'!lr '"', *"/.*,,.*/,.. Morii,, 1IKSR). t. liviso |,ir<ilII in ,,,|t,,| cho wn

ItHlH-nli .li inuvlli -li .nudisi e iiil.-si. ,li r.iRlun Millki,...le e ca"aH '

li sjnmu e tem1M,. t. ,,ui.||i psicolutriti I

tii

-.msant.i.

leva mi'ih'lrbiiix personale. L'anima del l'aliiseli riviveva il dram

interessi, ch'erano di natura elica e politica, sociale e slorica, re


ligiosa e antropologica. JM questi sludi erano ccrfamcufc necessari
presupposti la metafisica e la Icmia della conoscenza. .Ma con Tes

ser : |ter poter dire qualcosa d'imporlaufe nel campo della /.'/-

kviiittitixllicoric e della logica gli mancava... una premessa essenzia

le: la familiarit con le scienze esatte e con la matematica i 1.v


inchini! 1,1'bni, p. *hli, cosa che invece unti mancava all'amico ed

emulo M. Krdmaiin e iid Alois Kielil.

Qual' dunque la prospettiva che dallo svinppo kaulii


quanto rig

(per

da VKrkrinituxthrorir) fu il l'aitiseli col suo Vnxucli

del IS7H? KgM lo divide in tre periodi: il primo, che si pu chia


mare di razionalismo realista, mostra Kant sulla scia deila liloso

fia wollaua; il secondo si svolge nella direzione dell'empirismo, di


rezione opposta, che giunge alla negazione della conoscenza del so

vraseusibilc, o della conoscenza mix rriiur \cnninft ; il ferzo, che


un nuovo capovolgimento, provocalo dallo studio di Nume Ima ap

punto come reazione al di lui sceliieismot, si pu denominare ra


zionalismo critico, il cui punto di vista generale gi ragghialo
con la DHRvrtnziuitt' del 1770. ma riceve una modilicazioue ideali
sta nella Vrilivu ilrlln nuj'utn /inni (secondo la quale la conoscenza
razionale pura possibile solo per gli oggclii come fenomeni) \'M\.
Se vogliamo renderci conio, i
solo dell'evidente somiglianz

'">

KlHKIHIICII l'AILSCX. \ ti* ini iti. ni l.i li, n .1 iK/iinl, limu ni in,, n 11>,,.

<-"'

l'.ni.NKN. \<rxmh .iliil.i. ).: I ii|..ul i/.i,.n,- rininiu-. imi ,|iiMlrlic

sluilinl. .Icll.-l. l!lll!l, |i|i.

IS'I l!l:i.

leggerli lidiciii, nel volume sii h'unl ilei 1SJIS.

1NTR0IIUZIO.NE

XXVII

'.

1 '" ;' '<ferc ... ,-Ni.vo. contro l'eccessivo insistere llh


ondo campeggiare. ,,,,,, pimt() (H

Fis

Ala 1111:1 ventina danni dopo, i| Vuii^n, nel (raeeinre por I

"llli"l:l ' """" '' f"ll sinlH-o di k,,|, doveva


'"
T'?'"' nri"' '* l*-.|llMIm 1, forma o

|l . e nr I, teoria .MI.. conoscenza. , eIMe,,,evil ,

...Muziono ,,(,!,, definita come idealismo


| .M,o. OSS,a come ,, mHa.lsioa i.|,.;,lix,ifI. ,,! ,

ilVil-n |MiIIIiis|iHI<> '""" rii""> (ii ' -" 1*

. V '": '" <"m>v" " <ni* ('lie J ''enti capovolgimenti vis-

T'TT <M Kni" 'i'"""-anoih, teoria d,Ua Lu>*l,^

-I ...-lodo dHI:, i,,,.|fM, ,. ossia la HvyrS'Jin,,, razio,


;

.11 1-I urlrxuiiifcn


#
i anni
' sU"SSil
*<Iilsli
.illc
ilc-j-li
dopo
il -JI0wvm
(2T).

lleI I-'i lei 1750

AHiiim-ntr .narrala la ,,*,, di posizione di Alois Kiehl co,,


I.UI" !<'w ". l'Oriirnsso dal periodo n,,.,-.t
Tr^ ,.,

.^urr. e. '' "1 biiiiIh imo sco|

vqE3Lvl!L!ii.MHr.- tl^^u

., ,,.[, del Fim-her

HMUHMMS.KI,.,

Tn~

nccritico n,^,,,,, ia

J^^ ''j;H-lmi.l- il Sl,o divario dai TT^TT,

riDa I- I. r. non |oKli,. ,i sTano dH punti di al lacco ti


'7 II11|<> l"--dcnlc e h... crii risnllali di .|llm|u entrino nel pe.,su-ro s,,ss,^..n<c: ,1 capovolgimento del n.o.lo di pensare ,, R.
<27)

I'.mi^h.n. hn imi miri li,mi. Siili l.rhcu

'

il sistema dell'evoluzione, il Kielil oppone il sistema della o|ii"cnesi.

In ci la posizione del Ideili era analoga a quella del Cohen.

mili:) l percli {.'l'importa non il razionalism


i il crilicisnio. per
il quale ^essenziale propini ,|iu-l ft
iieualisn.o che al l'ai.l-

sen seml.rava invece un elemento accessorio; e anche perch la sua

concezione .lei criticismo, strettamente legala a'Ia sfera scienlili.a


e ai suoi proliloni melodoloici. non polreblie tollerare quella melalisica idealista . alla qiiiile si sarel.lie poi avvicinalo, .ia pure
con una rondameiilazione morale, il l'aitiseli.

i 7" <"!"i" S"'-'1:ISSJ""- '-' M" ie inunortale e fe-

';

del Fisclier. alla sua spiegazione della "elicsi della Crii ira secondo

..ii-iL'1'1'! si li'iif{in' per allr< verso dal Maulseii (die per non no

/.imi. e hi repulsione verso il pensiero di Ilun.e

1 r,1;.

in un

nuovo insieme, disonnila, alla continuit ... sia pur dialettica _

no ohe gli .,,,1,,,, pirt essenziale ,. fl|(|S((fl

INTRIMUIZIONE

pnifica la scippressione del fii pensalo, ma la sua assnn/.ic

7" t|""I1 <U" ^'"^ lll)I ?l"d

'<)n-o,,u mi i ,|nt., potremo dire che

! ' su;" "SS1S"!'(


*"" " Hce spontaneo e imJ
evoluzione, e semplifica |llBne le suddivisioni del

xxvni

Ter capir meglio questo reazioni del Kichl ltisona ini'.-illi i-i

cordare he per lui la melalisi.a ha lai lo il suo tempo, sin .la

quando la scienza moderna le ha lollo ano ad uno i suoi vari do

mini; 0 che la lilosofa oramai non pu essere che leoria della co


noscenza, rondaineiitazione della scienza. Wixxnixrl,<iftxlclin\ Lun

gi dal presumer di...sostituirsi alla scienza rou cosi razioni speculalive, odal temer di venir soppressa dalla scienza, la filosnl'ia deve
giustificarne il metodo, divenendo appunto leoria della esperienza.
Ecco fa filoso l a critica. La (pialo avielihe percorso Ire Tasi: la
prima, con Locke. come riDestarne psicologica sull'origine dei con
celli e come analisi di essi; la sei-onda, con Illune, come esami- del

concetto di esperienza e critica scettica (-") del valore dei suoi prin-

cipi; la terza, con Kanl. che riprendendo e approfondendo losaine


i dell'esperienza, ne dimostra e giuslilica il valore di conoscenza, dimosti and per .inelie che conoscenza si ha solo nollVsporiouzsi.
Jla allora non verrelihe il liichl a rinnegare la sua tesi della
originalit del eiilicismo kantiano, caratterizzalo gi come un sal
to, non spiognliilo con i precedenli slorici? (jucsli preced
i storici si (roverohhero, iiilulli. se noi
Ila prolileinalica della meta
fsica e dei suoi melodi, sulla linea della rillossione sul prolilcmn
della conoscenza e della sua analisi gi iniziala da Locke.
Tuo forse intendersi come risposta a questa oliiczione il l'alio
(211)

K- In n..|,ir(< <lic il ltit-1,1. i,H.|iln- n.-llii In ...liziniic dclh, m-.t

i|N.ni (per Il 1- viihimi-. In. >

f xIiiiip liiimmim

Il ,.!. l,,,,,,,,,,,. |S7I!| ,1HIiiv:i hi |N*i.

mi rriliclsm w,.|li,-., . ,. :{

nimt

/ mente Idenllcii nllit 2" (1m)K,, la .Ihiiri un ,,...<Uivis...u eli. ,.

1 t\

xxx

INTIIOIHTZ1ONK

XXIX

he il Kielil .((linci, nella cri.ica kantiana il superamento dell-,

ons.derazione psicologica, del problema psic, "

"

,iche 11 ciilicismo kantiano legalo piuttoslo alla'logica/aMnei"i, e, lincee di parlare ili l'acni l cr

II criticismo, dumjue, hI opp,,ie alla metafisica, e non va hi


l..n.n... con Ih psicologia. Ala ..Ilretlnnto .si sbagliereb e ci,

per 1 ,lealismo soggettivo di Fid.le e di Schope,]^

.!. lU.i .IH.VspenVnza e .Ic-I.a .sd.nza ; lo


lil "' n-H,naZio,K. del.,, c-os, , :

;:;^r;;;;(;r;;:I;;r:,:;;.j'U::;r

stor,co o della evoluzione personal di !, pen^'

'

h del is.li lo shidio m, Marlin ICnalzen.

cpiosla inh'i-iiralnxicnii! dd n-H icifuno lu

iHi

.SWj. che n,,se capo alla 1" edizione .Iella Crilln,,] Ve , e ,

v.-den, . p.Thmu.an, . punii di allam,, i parziali risultati die lo

vn.,0 po, hoecar, nel.a sintesi futura/l^i vanno


'
cml.noi.le ne. e p.eonupazioni meh,loloKi,he sorte neirani,,,/, i

. con ampie ricerche di prima ,, ,,.,,. '"'


uscitale nell-amlmM.te lilosnlico (elesco 1
,

K. nt a ro .la lo con la **.,, ,,,c rilllllIIO ,.,80 ^^

IIiihwm . N'eulon e ..elle riflessioni xnl.Vsperienza reale e sui suoi

P..nin destategli dairinflnsso di llume/ Hisogna per aggiunge

HiVgh La modo di sottolineare altri fermenti di^lutoi/de" ni

m nmonal.smo dogu.alico, e d'indicare nitri influssi (p. es q,, li


Ma PaUenzione del Kiel.l rivolta p.incipalmente al periodo
IH ml-,sm> vero e proprio, i- qu, ,.,,
fu L\

" 'mio; e . suo libro ha afllmlnt la ricerca attorno a Al


mi.li ..venni, ben presto nevralgici: ,.,,, {K

dd .,''',

--ll W de. .77., a.,a fri,! .Mtar,,^,, pJ^^Z


U ,U rappor,o tra il erhinsn.o :Pr,iril0fMi k , ,.
* u-kIii I m.piess.one che la prosp,.(liva rieldiana ..on va.la olire

': :::r;::r "l h

* "

in .p.egli anni iniziava la sua carriera di studioso

..mi l)_'l d<

essers. conquistalo uno lei primi posti nell-,

"loa hunfm..n. Allra menta.i.r,. ,a sua, aper.a anche ai

'

XXXtt
I.NTItimUZIOXK

XXXI

xlica formale (clic Hi levii sulla inlroduzione alla 1" edizione) e la


crilieisla Iclie mede in rilievo, coin scopo fondamentale, la delerminnzionc ilei limili ilella conoscenza). Ala Kant ne occasiona, in-

ilireManienle. alile ancora: che la sua dottrina sia una teoria dell'esperienza (se si parie dal risultalo ilella deduzione, in quanto le
calcio rie rendono possibile l'esperienza (. o che sia il criticismo del

Dopo lo s ,,d.o del punto di ,..*, kmthtM, ,.,..,,,,,,.,,,

de cimino critico, l'Krdniann delle un colpo di sonda s ,"i 2


...termedio, e proprio snl pun., pi ,.,,,,: sugli anni si ,

che vanno darta ,W,7^(/, ,,, ,,. ,, ,;,, ,, 2


"1 r"'"'
" H... la biblioteca dcll'univ-rsitr, di

; Tii(o " r

includo lllosolico (se si punta xnlVAunlitira e se si sottolinea il


carallcre propedeutico della Critica), o che sia il criticismo della

intuizione intellettuale (se si raccolgono certe sparse espressioni


kantiane xull'iiitrUi'ktutili1 .[iixrlHiuitiif/, ponendo questa come con
cello limile a base delIVslelicn e dell'analitica). T/Krdmann incli
nava per la terza (n-|; ma era consapevole della possibilit e della
legittimila di tulle, notando tuttavia che sou tutte parziali. Spemi,
do lui, e dalla mela del decennio precedente, dopo il 1860. che tali
possibilit d'interpretazioue erano divenute dei tentativi condotti
a roiid<) e con esclusivit: cosa dovuta al fallo, che Io studio di
Kant, piuttosto che venir (-midollo in modo storico, veniva direi lo ]

dall'interesse sistematico, o da quei problemi teorici che alla nuova ':


coscienza illosolica sembravano pi significativi nel criticismo kan
tiano. K si augurava che fosse giunto il tempo di tentare min rieo
si razione storica spregiudicala |3:'|.

Kicoslruzione storica oggeltivn. diinipie. ipiella che l'Kiilmaini vuole iierseguire. .Ma per farla, e per inlendere l'evoluzione
kantiana nel suo complesso e oscuro dinamismo e nelle sue molte
plici e profonde connessioni con la problematica dell'epoca, non
occorrer forse un occhio filosolico? K l'Krdinann non era soltanto
un eludilo, ma anche un tilosoro: e aveva il potere di aprirsi alle
esperienze ti loso lidie dei grandi e di riviverle. Ma, per porre la
questione in termini generali, lutto sta a vedere se il livello filosotico del critico lale da assicurargli un padroueggianieiito effet
tivo del pensiero kantiano e un giudizio superatole del!e sue in

-'

l)ulle an.mlazioni marginnli falle ,1,, Kanl sulla ,opi;, ,|,.r|;l

t*""1

'r111"'"1'1 " "" iMN>l""i"il '""' "' '' " " '

. ... essa mserm, n:,dn,a,,n Irasse la sua duplice .accolla -

ehm,, anche una seda - di framnu

.rispCtivamenlc 7 e

! ^7*-); JM.ovo sorprendente n.a.eriale. riflel.en.e la .,.

in> <""<"' "' imilc l'Krdmann lento di in.;,.

' ''

--.H.-dogi,,, i,, ,WMI. , llll;, sll!1

li" . ruzionc de lo svolgi,,,,,,.,, kan.h

,"

(-,. Ai ,. ,,,

g, premise delle vaste in.ro.luzioni. ferrale di erudirne ^

li p.-ospelf,ve mnovalrici e di aderenti discussioni, h, bas- , [


r.HMrhe,.s, sen.iva a>vorizza.o a proporre, ne. s,
vl..mo. una

1 -. co retla per,od,Zza>.i,,ne dclIVvoluzi,

"". .7(i
.7(i .pc-ioilo s,

kanli,

ivis in
i due
d fi.*.,
fi. .a
.
iviso
P

: dogma. .

"2"
,2a
dci
criii,!,

eL1770 eVIL .C f "Ie SI" U>IS" !l 17T-:


7T iiirlKi..,,,
iiil
la cui priuK,
e 1 interna elaborazione che dal !772 ccndu.e alla vigili/, "
l""l'-i" .Min

tarla rnglo ,u,ra. f'o,, parlicol;,,,. ,wirin egli mette-

"llwo T>W '" ft"'">"<' '-'ilala sul pensiero kmStam 1 ,. '

' de.h, antinomie sin dalla n,c: de. decennio dopo i, 1700
"" C " <>IIH0 (li Jl<-<'<'"i""e all'ulteriore nllivilA dell'Krdniann.

time di fleol ta.


noi-

(32)

f/nvcr inriViit ninic .cupo i-iipilsilc ili>lln


ini!/. i-mi

hi

zloin- i>ni|iirlsl:i ilu avvii-i un re


tiri vi'i-cliiii milieu l'uulsi'ii : V.
liiniiii ilei l'rolri/iiiiinin i> ilei
sclirlft fllr wisKeiisrlmCtliiOie
7-S2.

crilirn

knnlintin In

comkckiu-iiIc ;iriillciiv./:i/.ioiic ili essa

W-rlvn ,.,;:,. l

/k

corno puxi-

:i lincila ili Illune, gli ni lini le viiiiiiKtrinizc


Ir rivi-uxiiui! rlic ipirsll feci' ilc-ll'cit. crilniitiivuliiini' Kmilx h'iitirlxiiuix in VIiTleljnlirsI'hilosnplik- . 1S78. pp. 4S4--1!>7, e 1871) dii

r.KN.Mi KltliMAN.v. h'mit'x lirilirixmnx ere, I.cip/.it; 1R7S, |ip. 24:"217. l'fr. il prii-iilciili viiliniir. Vurlili h'iiiilrrn nini xi-hir '/.vi. pp, V-vi.

...........nii., kaN!.,,;;;;.;;;;;,;;;;;:;];;"'.'!7'"7,T,",,ml
.

ISS2:

ISR'' ""
.

'>**"

XXXIV
INTIIOIIUZKI.NE

XXXttt

1 .-.mudo ,,. Kgli 'inseriva vivamenle ndh, dis.-ussione sull-,

Egli, del resto venne empie pi attratto dal gorgo dclFei-udirionc-

fowe ... saenficio del suo talento speculativo

Ci min, soffermali un po' (,ue.slo periodo inizi

'(ll<1 tUl<il '

.mml,, del razioualismo e dcllidenlismo kan.iano e sul rappo.l

UU1Z"'-

a hrknn,nn,U,rorir e IV/WAr J/,7,,,,/,,,,,7,- ,, sis|(,mj| ^

Moslra.ulo ,, |,,, r;isi ,.

.nll(,.zi(1,1(1,,,., ,

,,

llil ''"' k'iiHiana, ina anche per il

lormeulala unilnriel.

le r.ccrche sulla genesi del pensiero kantiano. Si dJve

e ape,,, lo .studio delle opere preeritiche, non certo 1 ess


ri se
dune nostalg.eamen.e Kau. ai suoi inizi, ma p,, comprender,*
gI. .1 cnmm.no progressivo; e di tale .lutilo I lata una gii

^.cnzione , di p,in,ipio. Pensatori ispirante a.ln.ea.isn ,


.reelmno, o m.ranl, a un rinnovalo criticismo, o impegnali in
loro .orzo di ehinrilicazione iuleriorc tra l'empirismo ed il raz o

a ,,mo, trovavano internante e negano il reintegrar 1a \Z-

in, a ola.c ... Ka.,,, per re.uler.si conto del .suo viluppo persona e

..,llu sua uva inserzione nella storia della li.osofia, per ^2


U ! .ospen.ve che avanzavano erano condizionate dai loro punti

.11 vihIu e anche dallo 8|ttto delle ricerd.e e dal materiale di cui di!

1V0OlVn 'II diwtl-i"^' iw. a

m-erclH. ,. scoper.e, le .jua.i, alla lo.o volta, accendevano


n ov, pr., en., e determinavano delle approssimazioni pi aderenti

l'n analogo sondaci,, veniva op(.1:,,o da (iinlher ThiHc s,,l

"oli"'dell' r*"'hl!tiT" "'V'111'"11"1'- mia <on,e chiave di


di-jih sforzi e gl'impacci e l'insuriicienza. (jnnHic anno pi Im'.i!

In ppo
im'i1"*"1"!,,1""1
H<M'S'I"/'1"1 llf>l ' h'nt li!l"li:
suino, a par,ne dal peiiudo pieni I ico |::;).

un energico reagente ohe metteva in forse la sicurezza delle inter-

l>rel..u.u emplicistiche della iilosofia kanliana, col mostrare che

em. erano gi molte e diverse, che ne erano ben possibili delle a"
lw, e che inlanlo ne.ssuua poteva prelemlere al monopolio- un re-.
.'..U, anzi ,he metteva in luce le dillieoK c i conlrast

' " Mi-

<^i.(..s|., ,-sMUie

""";' ' munii degli scrini p,-,,rili,-i dovelle ,,,. ,, ,.


K. ricerche: non ,wI ,, p,,,s|H,,iva a proposito dH,a iu.uiz e

mlellelluale, che con hov eco. ma .lilfideuza.

Inlanh, ni. giovane filosofo. d.-s(i.1:,i,, ;, dive..,aie uno dei pi


MMl, econd, conoscloH di Kan, so,,., ),,,,! gli ils|lH|i ed in Inde
k' fasi della sua cvohmo,,.. fi,,,, ir,,,,* /*/,, ((. ,.,,

'";; anche lui dall'ci-udmon,.. col sacrificio degli ullimi


ann, della sua vita per la pul.l.licazione cilica del Xachl,,**) K.-icl.
Adickes. comincia^ la sua cani,.,,, col .!,,,,> il vi,,coio^;n~

I .tar.o della produzione kanliana. ; singoli ,,1(),ivi ,,,.;

4!!LidU^g^a formale (razionalisiica, della sistema,ica pi,', *


ali opi'i-jl

.l.,nlegral, pen.s.ero kantiano. U pi: tutto onesto lavoro era

..

ti

in

tu

pplu-azione enr.slica (|t.li srhen.i della prima (WZTm nUn


ue ). 1-orn.lo di lali vedule nnila.ie. v.dle ancl.Vgli schizzar

na storia delIVvoluzione delia kanliana Ucr,,,,l,mU,n,n^ dove

cgli sludiosi non avevano he inizialo il movimento

'

iIIn non s. dar <!.,. un rsi|tiflo

a,

'"'' |MI

IHIil lill<" (li MH venl,

io. Wilhelm Wi.,dHIMII,,|

|Im- d.,v,.va p, .-ivlarsi ,,,., mi.w ,,..,., )|(i||a n

sostanza, mente. ,.al,a /WW,,:,,,,,, ,,,., ,770, ,1(. illlMlli,,",;

esemplare dei loro indirizzi metodici e dei loro appo

INTIIIM'Zlf.\K

'

#.veva Nel,,,,,,,,,!,, [-attenzione sul posU. sistematico del concett


lHla ., i,, *,,,! filosofia kanliana, e aveva sentilo il LisoL'no di sludiare le oscillazioni e l'evo!.,*!,,,,,, del pensi,.,,, di K-,nt

nriihitnitm,l,ir

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O)iios,).ul .ioiio) uzti.iK o.i|i.i.i.).i(l iiimm.i.kI |i .Mi:i|iii|s otiti |s non .uno, i
||H<HUIt|OAOlll!.> J .) ,||OAS .)| '.MIUSO 'OIII|.H!| .>| .)|III!|SOIIOII - |ll IS_>|" III

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!p-o||,UHi o ouii.ul i !|i:p;[i!Aiio.> nss.i|s- im


i u.m.i.ij.1 i!||.m !|ii.)iii:iuui! 1:111 i.msiij.||s. udii ido.is \[f, .iiu

'ojzjpui;! |i:p "aiotl 'i|iini^sip jiiii //(;;(/(/1///;./ jp oioods 1:1111 o.i.io.mo

oiiiopi isoiLUi min 11 .).iii(|i.).)|.ii:'<l .V ..i,Jsjss:'.'i,mI -imo -oss.i|s o|o|j| |i:p


o|i:.)||nii iziii: o o)isimIo.h! o|s.)iif) -i:.h|,)ii,i7i .)iiiir/ii.i)so.)|.i 1:1111 .>.ii:| ip
.i| u; o|icl.uuo.> . o.io.Ui[

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cisn.i.liii... nomi un .)(j(|.mi:x op MiitHMii.Miliiio.iiiik.o.kIi.m.i imiii ;|t imii)

|IMJ l!| opill!p|l!s -.JIIMI.MZHHi.il O.I.)js||,|| |l! ,ll'.M2n.,| |'i: IIKtM.HM Ilici

imiii iHiitfin.u.1 iMii.-!|iiit>| ozzmpui.p !j<.s.|jj j ., oiim,m.>, ojirtu.MuJ'jj

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[Oli .i.ii!piitii|i|i: niiii).io(hln imo i.ii,i.i.to.nl i\s,\ 1 ;i,n| ;|i ouojziii


i)uoilsip non ()!

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i!|s,iili ns '|iiii.i.w| Miniili j|Au .tsojtlo.t uni ,M,|

;||ii| no.) um

i:.i| i:ns i:| osso) oi|. -111 isx| ,i|i:nli -jotl ',).io|i:sii.nl un im ;iii.>|(|o.mI i.i|i

ii|[op o|ii.)un:iij|i.i(i | .10,1 -,

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).i.)il 11.1.JA vm i| i|)iii:|.a|.i ii|ii.mi,M.)ii!.so'm.).>.M|


IS l!|||||| 3AO| O.I.HSU.hI |.M> |S||A

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|J 0.1 i:il IMj.'llj CAOplll |S [SII.) O|OS

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O|ijsop ot|t|O.i.\i: *os.ioj "i-i11\" '

IMA .lli||l|i| K|) oillMS IIOII O.)|)J,ID0.nl (>pOU.).| ),),. JA

iMis |.>|> .isuj imiii,pi.||.),> i:zii,us<mio.> i.'iioiui imiii i.-zii.is 'ojinl'nuili


i>:i i!| j|i:nli '.i|>|i!s i.imI ..ns .m.mIo .is*.,s .|j.| o.i.ia oiiisjiiiiiiMp |,"m
)iM!>l ..ii.k, .i.i.mimiii.1 unii js non :<M|n, O||.|. imimiiii o"|ir|s ! non
r/IIV -O||.Mlll j|l liZID.isolK..) IMIOIK, IMIU ||i .M,,|.M.MOjS j^ JliKSI! li|s

!P oi.iods 1:1111 pi: i|iiAop


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o.ii:pjos tMtAi:| o|si:a iso. un jp !)i:,|iisi.i 1 o.iimuiiiossi: ip 'imioui

t)UU) "Oli '|AIMI|. OAOllll 0|[0p 0.1111.1 OJ l|l i:s.)|.Mll l!| IM| UDII ! 0HOI'/i:|.Mll
.I.1JUI o is.)| iSAcuiii itiin oajjo non npiosaid js ;nl> oip t)i[)ii|s t>'j
XIXXX

3\"i>iz.iiioiun:i

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il

ri

l-ressore 3lnHI,, k!,!^,

riKXZA MBTAl-'IKICA E JIETOPOLOC.IA


MOLLA PIUMA OPI5KA PKECR1T1CA (')

NTK DI KuMGSHERC

AI tempo in cui Knnl rr.-ipienl l'universit, il corpo inse

gnante Iella laicit lilosolica ili Konislierg iflriva in rollilo

in

piccolo l'inimtigiiiu lei coni insti e Ielle coiilaiiiinnzioni caratcrisiielic Iella cultura, lilosoflca Iella Ormunia di allora (2).
Insistevano ancora i rappresentanti deirarisfotclisnio, -osi -01110

smmm
ru fi p.,.resso,c

di K....I stu

,,..

' vUrrl *'?'"" u '<)

ll""m"ls":' :'' ^^M.rmcnte snir:thilll:l

Giovane ed

esse, si era configuralo m<-I Seicento tedesco; non era assente l'eco

lei ctii-leKaiUMin. -iiiiiiiiciavaiio a penetrare gl'iiil'lussi inglesi. Era


apparso, ben inteso, e si era aiTeruiato il leibnizianesimo, in veste
wollinnn: il (.iottselied. ora pontefice Iella cult uni a Lipsia, si ricorilavn ancora degli miiii ili studente nella sua Konigsberg. qiunulo,
dopo essere passato da Carlesio a Locke, con mi po' di Chr.
Thomasius. aveva appreso lilialmente il verbo di Leibnia e Wolff.
1m nuova llosolia aveva dovuto Tare i conti e con gli ortodossi lu
terani e con i pici foli: lue (orzo, come si sa, tra loro avverse, e
delle quali la seconda aveva finito per prevalere.
Ambiente, tpiiudi. misto e non privo li frizioni. Qualche
cbiiiss iivevii provileI un wolliann irre|uieto. Clnist. <iabr. Kisilier |f ITni). i| (naie <>ra sl:ilo jiersino costretto all'esilio:
rientralo poi in patria, dopo i suoi viaggi in cui aveva preso con-

linnea per indicazione e slinml,, su

:""",. .i.nn..,,.. ii.?.'\',; .rtZT^-"'"''-l!ssl-lil11""

..^ijrzr^1^^

lonililrto H4-I 1T47).

l<-llii 2" ..llz. 1)715) 1,, i- , * .

... (2> rfr- JiFr"in Kiciimask, Martin h'imlzm nini xrlnc Zrit, (Lci|i7.ig
1Si.l. 1"c|i. : Dir iirMiuv Knlirirhhiug Kfntixhrrgx fon IVIOtl.;, 1111 H.47'

'il ..iw,.rv,,|1,,lc ,1,4 ,

l'rcuwn fR'inigsIu-rg, Kniiler-Vrrlni;. lilll).

L|

JIh a die disseppellir,.

(I) (lr,l,inl.ni ttw rfiv inilinn Srl,il:nii!/ ihr li briniinni Kiiiflr iKiiiiiksImmk. iAl. I.11 ilnlii si-Biiati ncllii fiiiu-rHiijt ' im-llii ilei J7-I0; 111:1 In
sliuiipji dnvclK- imilrnrei sino ni 17-1!); Il nmimscritto iliiretle per css.-rc

(..rz vns Sku.k, Owhichh! rf.r Alberih* Vnirnsiliil zii Kiinhjlug in

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.Vii: 1.1

Kfi.N

1 - t.A MIMA OI-KHA I-IIKCIIIIICA

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mi, loti
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,. ,iHllHr0ITme
,IM.Ccu,,-8ii,
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1;;:1::: ,":ir- i<>ni<: tMi Kauw* ^-^

i m, ,i i,, ,,,, ,, rol,(il.(. ,,nV((iViim(,lU. ;


controve,.s,a nltonduvu ]e sue nulicl, vMI.ni o imisil.ili, |
-1 imtnm.,,,, K,i,nni,o ,. nioso.i,,, ,,,, ,!,,. B ,,H SH,

.,J
- I,

,'

, /aie.UrtiUe Kt nd K.oSo problema della cu.Hta.loJ

h sSC 8T"Za: qn"1> ta IehlZ

M..,,. ,,,,,,,

, ,,,,,,,5^,,,, t.aUn

!l PIBIwrdlirc Ul" Jo sf'^) d"I lle .a-Ho le so

r,
ce tiT T^v l<hJ""ilVi< ri<*. P*I-"I .MI r.nz,.
conceUi di materia, di mmiale, di spazio ed Inirione. .li alii-

ulft, di inflaw.,, .li logRo llIl(llMlIt.. !, rc8lcMI lls,1ni


Hanno ,c monadi Pfa ,,;,/,,,, oIlro al|a fo,,a J
'l'"-',sil,N,

T:1U'ia ln .ren!(ft e ''" '.me.? Dualismo mt,uU

wnrc,,,re .1 commeirio , Ira anima e ,,.,,? ci sono

de oltre 11 CVinnn prima? Occa.siona.isn o, ^

cause

gg

; Mlll^;.IM"'? "" vedo come in (1u,s,o JoZ

g,a pamrlu di ,,Hl.i |c-ii mWalisici, clu- ,u-,Pom,,no

Ivnnt n. opere poziori del periodo prccrilico ().

"1>nia"mi

ritKS(IITf)STI KT0UIC1

K'IKNSW K J.KTAKIHKU P.tKSSO 1-AltTKBIAXI K I.KIIINI7.IAM


pppii eloi-ic-i ddlu conlroversia sulh, misura

for,e sono por cos dire, anfibi: p,rloi.ai,,,o ,,| fllll

SE ':Hl"
I"IS("lil-.lislinzionc
^ ' ""- che""i^ anche

come VP?
distinti: <N'niI
e a questa
o di liberatone reciproca - ha conlribuiUJ cno^-

OIKKZA K CTAF.s,c. M.KKKO CAUTKSIAM E I.El,mZUXl

I - LA 1-HIMA OI'KliA l'IIKt.RITU'A

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XrririT"'* T "' VS ill(Vi' ""-" ' """""^ '


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12

SCIKNZA E METAFISICA 1-ltESSO CABTESIAfc! E lEIIINIZlANl

11

1 - I.A I'UIMA II'KUA l'UKlitlTICA

Hip lo smistar!,, .Mln.,,umM.ll(l, ,lil(i,il,.. (iiova ,.,,-, ,,.,.., s,,,.


reniii.1.. , molivi srin.lilici d,.|r.,,,|,l,sizi,,n,. I.>Ihixi, alla mec

canica caHcsiana ,., ,,.

.BI1|in|ll |;| vs||l|(s|J!||1

,,.., f||

o >l problema della sua conserva/.!.,,,,. ,,,,. nHr,H,iv,.,so

m rfmr/m,, 7,,c ,<, (locoli ,,,

r , , " '''"'Ir" '.)lmo ''"(illiv" lM -'<>'

";''; <r' "7T a(/ "(0""" "'<<""" /'"o procedenti,,,,, te,,.

* / giacche tulli gli altri fenomeni naturali , sl,icgauo ,,(1


nolo locale). La scienza si occupa Ielle foe derivative e non del-

!.>

si,,., i,,

rhe (Ini cartesiane o assendianei. e di confrontarne le conse

pHimlive: le quali ultime nhi ,/ yc,,craleS causa* per-

guenze deduttive con la reaM fisica, del ,,,, , C)lll.

.luruiue i mo,lerui a non tenere conto delle vira primilivae

on emporaneamen,. ,

n-eto ,p,r sp.egare i fenomeni del ,,,,ale egli aveva ,liw,,al

Umili, <im,c phacnomcnis eolica,nii, snfficere non poMunt. Ben

Thruna , fTMirfr/,), Leib|lz ^

mollo una attenzione inquiela sempre ,,i d.-cisa al problema

nella ricerca scientifica /,, yen,,,, .edibili,,,,, canai, proprii*

*//.!, r. ,,./,.. L(. ,,.KK .,,,, ,,.,.,. ([i W|vi| 4> (|j ||(|v

La distinzione tracciata tra i due campi - e tra i due mete


di - e vigorosa e felice; ma inequivocabile e sufficiente? Se la

gens .siili urto dei corpi mesi,-ava,,., riusulTicienza. delle basi deli-,
meccanica n.H|.u.u .e della sua slessa Tkrorh ,/, aMn,vli):
...slava la cons.derazi.,,,.. w ,,lh. .leir.-lellricil per s,
aria

sla meccanica dal meccanicismo? E ,, m1 Hcadr

La ,,.,-,* d<;,,,,nsfn,li,, (lissiij avviava il concello di rori


Pl.nso , l,es,,,rles ,.-,. verso una delerminazione pi p,e,-isa '
7im; ir"?d iii(iih"1" ""ji ' kwhi*
ir..u. ve,;

spiegazione lei fenomeni spedali pu avvenire per leyes mecha*, u ni,,, efficicntibus ,ncvl,u,,ich, come si distinguer

e delle ine denuuhvae s.a sempre un dinamismo inconfondibile


! ;nH.<nsmo cartesiano, co,u,. si potr distinguere il Ji

Z ^i;101^1'0 <lall sii("iz

ld "

Per la questione della natura dei concetti dinamici adopera-

<. in sede sc.ent.fica, i te.npi non nano forse ancora maturi [,

Aeanche U Uolir, che pure pnorla delle precisazioni notevo


h e tenta una sistemazione esplicita dei germi leibnfaiuui t13) si
pu dire che giunga a una soluzione adeguata e stabile.
.Scienza e filosofia, fisica e metafisica sono in Leibnfe cos

Hl.rollm.MnUc abbracciale e cos vi.-endevo.menle condili,Usi

lune
lungo
no su

,nale e vinta b, resis


quanhl ,li m

za. e ,,o,

isi,a

,, .,,,.,;

, , ,

anche alle formule di unymm h,,I'pen.,.,,o e le leggi

li ialileo sulla caduta dei gravi.

fata

nr. WMWIW ,,,, ,, mpotmu, ,

di alteL:!:1 r"1""Iim"t'- """'""".

luhLta^nd^a

/jw<

'

di w.| aspe.li b.scia.i in ,,,nbra dnlla m

"; ^

m;-

i,,,,,.,,

(\~>)

\^.t|, ^o225.

Aliti'Y, up. pi/., p. 212.

gM

Dogli scrtti ini,,oH successivi, nei ,,!; vtm;wi


'.nare aspe,!,, filosoli.,, vale la pena di ricordare I

vnnenlo veloci.:,. ,,,. ,,,,,,,,,. ,

(llsku

, che uguale all'impuls,,, si muovev-

n, .live.si. IO ,,,,.,

.ontiene pure il lenitivo di fissare per , fisica i cncelli , ,u !

,,|>,.. ci i,,,|ic-, ,.

Lo Af/wr/wrji agumnivu,,,, cos prevale,.lemen le filo.sorico

ij

'

elKNitA K MCTAH81CA 1-ICKHHl. CAKTWJAN, K l.KII.MZ, tK

I - Ji PRIMA 111'K.nA IMIKCIUTU-A


...

1-1

Hompo .||,lvvitA. |,,lpilllHfl>. , W|>?k.,,o

fliirorn piA .Iti ravvisare ,,.J ,,!,. scie.Xin,,, e m-lio


pro^So.nH,,i,,, ,,,,,, , ,, llM| ...^ ,, riI|pro
<.UX

mni

W|o

fTf

M|I.

)(.(|psr|).

foner fro.Ho B(sIi n|,.wInillPn,|l;w J,

e .. p.M.ornlo dei .-approsonlnnii .1,11, sono], snonvificl,, ,li

l'i-iiiirin. TiikIiiUoith o Olanda (I!>).

: HlK,,inn,IIv,, |..tni,h, rl.o T*ll,,,b. fra

'"<le InS(IIll>liI "* ^V/" *" ><"'<" co

Oli spm.u ,HI,niZi:uM Rullo Torzo viv,- v R,,Hn ,.i,.n-,17|,,llP

|WI. fon venoro poi vnrimn.lr rrlHWi,,H nolln p,,!,,,^,

o mmmnto o ,,h1M. H,,. por .no,,,, so,,,,,, .....npoten.i o ,i

' ,

-.f. co,,,lusso,o s,,.l, von, m|BliriI ,,,., f.W vivo,. T>oV

pnnnoni:i ilclhi coiisi'Ivjikoiio ilrll.i foiz;i.

D.M.I.AI1.M..XIA l'HESTAKII.ITA Al.l/lNFI.rSRO PfPirft

TiA MKHIAZIONK nBI.t,O TVNITZKN.

,in,;

i!rn "'>I>1""1'
si""nrit' ":ii n"in"ssi
i""1'1"'"1 "'-i'"!" vr,ni,lr - orno v

, _ , mpatM.
...,,. inorisi,,, po.To.^.M.n.o hW

H..I. M ,ln,,o p,,SpH, vo Mrnlinrl, o .1-1 .. ,,,! ,11 lnv..rn.


L il n.ini.1,, ,loi piobloini .lol mon.Mlisn,
T prohlon,:, ,lolln r,r, viva o .lolla TOII niisni.a la r

noi a <.,|.,lo ro,,nv.M..Io doli;, roalfii. Q,,ol H,e vV di w|in


linniniNii.,. lollo .,

,di in sviluppo, cl.o

r'- PlH'('WIllW tn

,i:i Tni,

l.

pni (iimi

^^
^

iiialiMii,. -li ,., r.Wo,Sll o ,ii re, conii,,,, da ,

|Hn...lMK

nmna.lisli,,, dall 11,,.

=rsPnar-Tnn.m il fall,,, ,.,... la

;:;
d<)

tarne ,:,.,;, ,h. j,. i^ii,*,,,^ BIir u. ? .|s>

w
"

,,

Ki

l'.U.I "ARMONIA rnESTAHII.IIA ALL'IXKM'SSO FISICO

15

li" nniimiia preslnl.ilila. corno l'occasionalismo malel.ranehiano e il

pnrnllP|wmo spaziano, si orano Bvolu (1al AuaVmno cai.,esiimo

0.1 orano quindi |n||| qmin,i. come q,,osfo. contrai-? all'influsso

fiK,,.o tra co,,,,, ,. anima. ,, niol)!|(lp 0 111O11S1(1,.V Non

"> l'I . fnfl... Co Leibniz si erodeva in Rrado ,|| Bllwlm

<' soparatamonlc tanlo il fenomenalismo fcinelista) quanto il


realismo (dinamista).
' '

? T!fr.)1.VPva r(in'l)i"t0 1I dui dualismo


alla le.bn.z.ana armonia preslabilita. f wolfiani con-

o Io dno prospettivo, ornando ad applicalo la solaio-

1 "V : Iism<> i] iiipi"""> ii"'''isiii -"*

<|ii<-xf.i !,.,,, soprnlullo dol llilfinper (): clic per

.. no sollo^ con.ro di so o ronlro WollT. la reazione del pWI-

.. preoccupati di salvare la liberi* dell'anima, e aliarli


hoyare ncSl, sviluppi dol cartesianismo o nel sono sfosso dolici

amanosmio lo spoMro dol fatalismo spinozinno. Por par-iro

.|...l. ci,.. ; ntios.o accuso. Pr,,ppo di odoMici rlIon,A n*h


11111111 'M"n.. fisico <,,, corpo o anima e in Ponoro ra lo

In,,.: lon. ,, di jrinsli fica ria con IVsifronza lolh.,1.in.,, dci

.l....m.Wmo. TI OoMs-Hcd foco va.,ro i, IniilTO rIl(. rmiIina< ^ '^


-

t!
I"""'1S
MlA '"-"
j:.'.o n"V<>
,| ,.,.,,:
,, B1IO "Xl<inl),i.S(.1.|Hl](1.
1:,|(.k!-" di ,n,,ovoro o di

mol yo lodMn.Ku.o. H.o la noziono meccanica della l'orza t , d


nvnhro fenomeni,

No^inarin rrx

iafisica ,=

aw

irnrl,,, Knn.zon l'onore di svolere pin ampia, Ho , os l


" '; lim.lrl della filosofia leihnizio-woiriana. ,,} ZuZ

"l'I-;.l snmssa.a. R| ,mft P si dove amine.le,,. , JZ

h,

,,,

1 - I.A PIUMA CERA rilKCIIITIfM

KPmplici o monadi, sinit / /o,-,,, l,,.,,,.),,-. imgCHt /,.,. |{is,(.

Kiiora ammoller eoTl,etlmiz che dilli i simplicia ii1(|)i:ui<. per.-c

zioni? Rl: iMil ,,pi Rmso ,.],,, ,,ss ^p,,,^^,,,,;,,,, ^ ,.!.;,.,

ririollano lo coso esterno, conio lo si dico per Kli sp.'c.-hi o le immnpini o lo slalue. Ad ugni modo, ilio csisla (pielIVr/i., ,'. m. mi<o d'esperienza innojral.ile: audio so non ne possiamo ini loro
chiaramente e dislinf.-inienle il modo o il come ,-).

Krco duiupio Riusiiricala l'azione reciproca col principio leilinixiiiiin del diiiiimismo e della fondiinienliile om(eneili e coniinuilA dello monadi: ecco svollo il dinamismo leil.niziano. contro
il leilmiziano isolamenlo monailico. Ma non mancavano lo dilTivoUii. che un anilo occliio eri lieo non vrclilie mancalo di scorpore. -Nel sistema loiluiiziano. olire a i|,icxlo roiifliMo inlerno Ira di
namismo e isolamonlo. c'era l'aldo hi, I,. psichi.il delle monadi e

rl
fi

la loro collocazione nello spazio. Kiinlzen aveva smussato la ipo


lesi della noroo7.ii
in npni m<mad(- i.Iik- loh. por :il,nno a

una specie di molaToia : ,, |,iwvll.IV!, ..n,,,.,, ,|is,!,.,.,. ,,.., ,.

midi corporee e in.

di spirtiimli? E poi. se lo monadi sono orno-

pcnco. come si snlva la differenza essenziale Ini le animo do"li

nniinnll o .inolio ^inano? (='). Allrn dinicoll: so si ammollo cL


dobhiaiuo riconoscoro la .valla dellW/o. ,. ,,.nos.on.lono
il modo, non si dovr fra ma meni e iil.l.andonare il .riloiio niclodolopico carlesiano di affermare solo il chiaro e dislinlo. orilerio chyra per romliimonlalo anche por la menlalil razionalisla
leiliniziiina? Appariva insemini;), pili "onera Imeni e. il ronfiili., inIonio al leibnizinnesimo Ira l'esigenza dinamica e metafisica e IV
Bipeiiza razionalisla ma tema fica e meccanicista.
Lo Kniilzen non aveva tutti i torli. Rivendicava cerio csi.'cnzo del Inion senso e deiresponenza ; audio nella concezione del1 omogeneiIil delle monadi rialliorava rinliiizione tradizionale che
tlappoilnllo ci sono soslanze; anche la confessione del cara II oro

melarorico o analojrico della n-fu-arn-Hlali e .,iu-ll:l d<-ll:i snp..,io


ril: dolio .mime umano supli auiniali >iprosonlava lo lesi hjidi
rionali ilcH'analof-ia e dei piani Rennclii.i (corpi, pianle. iinim:i1''"''' '"'"""""' rffl,-i,;,thiw.

c,,4o /,,,/., m*.tri* tritumi principii,, L,,Jnu,U, X


J?

"1"1'1"""6 mimcill|" " mHl.. u <ni (.....,,

tmmaicrlatllatc coni mai tu (io ithiUimphU'n, 1711.

vhunicum rj-i.fi

nlrnrln lo i

i.-.km:tti.

mict.,,,..,.,,,;,,-,, ,.: .mkt.uisiw

t.A

l'Ili MA fH||.\

1MM (ItllllA

ma so,,,, fidali alruni ,,,,,eol(i .(..,lisi.-i sulla forza dei rami in

' '"""'! simili): porsi,,,, 1,, sforzo (1| fondere la vi, moiri* con

onorale /in paraRrafi: la m-onrfa un 1,,,,k1,SS,,,o esame dolio

1 ,,,,,1., stanziale ,. M, rimaneva alla .superficie, in un

iio la sua nnova val.nazi.nio dolio forzo vivo ,o,,,o la vera "misnra
Mio forzo della nalnra <$% 11 LtlO. Al.l.h.in,, dun.p,,. da disii,,-

r rrprnowHtntivti corrispondeva a suo morto nlin tesi del-

norehsmo non ,,,,,-,., , K,i niniIMwI


lrf I(liIiniziiMli L(,
slesso s, vede uri foniamo , ,,,,.,,, (T|M|I|I|$| (2I).

- .1-11, complessila dei problemi. K,,, ,., n,,re hl,lv,,oino< o

. .indio nello ne imitai..,.! elerodife. Ma il piova

"" lim(

"I"'" '- *''. K l'insoddisfazione H, ,s|t,,,.,v

l'ir.. .<,(. nii-riinlim' , ceri,. im

T ii:i.A\KK\ scirri, i.'jsi-kitii s.-ikntii-i.-<..


I.dOlcn |{ MKTAKIRIOll ("r')

' "I'"';. . MiMiciiio alla Prcfaziono. I.H donunonto psiColoKico

H .ova,,,ss,,,,o Kant: a. ,p,ale arrido l'idea di po.Jfow. Sire


' d,.fi,,1|,va , ,,,,a onlrovor^ia. ci,., da lompo divideva i

t'-I- <1! l>f"PI '""* IIUtStraiPiU1! "taH li ...

N . ,i, Lo,l,,,,z. p,,,. rrm (llllo H

!"" " '''. Ik..,,.,,,,.,-..!.,.. Clima di ilhuuinisn.o: c Dopo H,o ci -I

.M.ml. lo .ni.lo volle in ,. nnm.prosa. i, pm-lncm'chi rt ^


'' IIk.|,p por la <,*, della vorif. sa^ im? n.a-i.H-o elu"

:;,:.?t
i'";lii,l!i
vhi,1,,.miu>s"!i-sn
""-1, Ini,
"-^
mhi K. han-.ala
la v.a
!,.,,. Ita,,,.,,",
,,,, ,. ^
"" lM'i-:i ut

Rnore. nello oonsidorazm.i di TCanl, raR,,eU<, flosofico molafisi-

ro la T l'arie) e raspollo sHonfifi.-o ffT e TTT). Rem,

liiv <li Munirla (=").

I' wi-illii. ,Milev.dn,oM(o ampio, cuisla di Ir parli. TSVIla pi-Jrf,r

del ronoscorc.

La lesi Piirnilo dolio serii lo e ol.e lo Tor^o vivo, rp.ali si pr-

/senlano , ,,.,1,11,,. v:im, sfin:,!,. ,-..1 .p.adralo della vH.m-H-V 1-,


Minile minurn quella ,1,-i loi.,,n,ia,u: mn , l,!!,,,^,,-, ]ian)10 )m..
in a powrmrln milla malonialioa. ,;!.,.. ,., lnn(p|nnMca fla ,..

no . earles.ani. Ri soorCo snhilo. fll ,,,, pp|iuo ri,l((n ^.


o kaul.an,.. r8IIllll|,. ,. dislii.zioni moloilolo^.-l,,. ,, ,.,
p, c-mi.ni-fiiiu.|ili-f,,p,,i. el.e sar ,-os cara (forisi ieo per

I Txanl poslonoro. por ci ,,,,i alla.va violonlomenlo i,, ,.,,.,.


!" T11" '"' lV<-<ione lran,p,illan,o,,fo in n.elafisiea o in fiSar Inmip ,.,,,. d.M,,,,iin:, r:ls|,,.||o xriaUilirn. ,,{ l|II1.i,ll
il|fill(1 qnpJlo lltrfl,f}^i) m ,

s. Mio toccare, sia pnre in .nodo hrevissi,,,,,. ladis.in'zLo f '


le specie d, n.ovm.enln . ,WPlin ,. ,I:1K(, (]|,, T11:1(.Hlit|nso

Bile edilicio Roionlifico knnfiniio.

f '

tiPio da so noi corpo al q,,alo sialo eomnnicalo. 0 dura all'infimi., se non gli R Oppo,,,. al.nn i.npedimonfo ,os.: i, ...vimonlo
V' |1111.
l Tl 'v!nri,l,, della seconda spe.-io e cITello ..
(inno .1, una forza ineossanlomonlo sollcoilalrieo: 0 non 0 nr-iu
^ necessario ,,slae,,lo por annion.arl,,. porcW- si mm solo

'il
I: 1

sulla forza esler.oro. e .,,,. ,,,,, ;,,,,,.,

li
-fi

(I: '"""'nerlo ros.: il ,,,, ,,i ,,. Co Vo,,,,, spinla piai!


ma,,,,).

|n.ilI|(, mwim,nitt si

foil|ljl

della sostanza, che si sforza di n.anlonorlo. anzi ,r ionIhl

T. fssola dislinfioro <l,io s) i,. ,u n.oviinonlo ( ir.Hi)


TI mnr.n.rnlo do.la prima speno l,a qnosla proprieh. Co"si ,!

l''o co,, la

|, ,H.llo

pai-li se,enlinol,o apparo ad ni, dalo punto f^ IS-H1 e 55 RR noi


... .,<> mWarisi,-,,: di un, (ilosofia ,. dolhina del mei..,!,, e

;-. . !,, ,n,..,nHlil.H,ll,x,J111Il. , ,., r(,niin,iJ1V!,

Volli,

.'

vedine dei loinniziani sullo forzo vivo (SS 20-11."0 la lorz-, osno

un l'iv.o aspello, .inolio n,olodo1oi(,, ,..,,,. filos,,liro" ,''.,'in

- > r.n7"A 1(> ""' noi anni ,,i sh.denc a


li K-n,,.s.,,,.,, ,. ,,lwM|1 rimi||1|W ;lls,,ll(lisr;l((o

(i 120) o di .vivificarlo, im 0 lia

,,,,

,.

11?

I I.A l'Iti MA nrKRA riICCItITICA

l'asci;-n.i wit:\-Ti-iro mktoihiumsh-ii k mktakisico

l!)

rosa ,1 Mirmtto. Il secondo si iiiiniciita la s, non appena vengi


a mancare la rumi impulsiva tifila causa esterna. che ne e il fonlanifiiffi: nudi., kciikii osiamolo resistenza u nitrito; etl e qual;-iw;i ili fluii. Il primo ,l,m.,u(- suppone ., fonu| ,.,. V|| 1|lisu

Mia il quadralo ,|(.||,, velocita; il semini con la semplice veIoni si.

Ognuno vede la strana confusione concettuale manifestala

ini .la Kniil. ligi! lulolla la misura col quadralo .Iella velocit
nel "iso ili un movimento uniforme, impresso una Intona rollii a
principio da una forza momentanea e non noi caso tlel movimento

acceleralo

prodotto (!il 1Iim fun8a r0BtllI1,,.. B,1|ve m-mrHmm.u

iiM'iif .Iella legge .l-in.-iv.ia e la confusione .sul concetto .li accele

razione v.z.ano ia.li.-aln.cnl.. l'aspetto scientifico .Iella lesi soste-

nula .la .pieslo serillo giovanile, che nutriva la pretesa .li concilia

re, superandole, le alTcrmazioni .lei n.ateinalici u .lei fisici schierali

mi Mesearles o ,-..u Leil.niz. l,uiiK .lai .louiiuare la controversia il


...vane scienzialo-mctafisico ne aumentava le oscurila, portando
la confusione sui concetti fondamentali della meccanica e della fi
sica moderna, e innestando a questi concetti cos confusi le sue far
raginose dimostrazioni e sottigliezze e gli sconlnamenti metafi
sici pii. preoccupami. A quegli errori iniziali sono infatti stretta-

niente connesse le strane (.,!,. della fulruniun e. della Viriflvalhu


alle .inali aMiiamo accennalo (-T).

'

Non seguiremo il dettaglio delle prove e delle considerazioni

scientifiche della seconda e terza parte. Aon hanno rilevanza


sc.entilic;, e non olT.ono interesse filosofo; appartengono alla
.ni t della storia della scienza o delle polemiche scienliiiche dei

iliM.liu.il. Importa piuttosto notare, che le due specie di movi


mento vengono da Kanl ricondolte. la seconda alla visioiie nieccan.c.stica cartesiana e la prima alla visione dinan.ista leibnlisiniin
11 meccanicisino guidalo dalla mentalit matematica e il din-i-

misnio dalla iuenlalil;\ inelalisica.

il.

f: n questo punto che possiamo intendere l'aspetto wc-

I<mI..I,.kco. H,,.

|.(

|,,,||I18,I1M, p,,!,.,,,!,.,, ,.},

s..M n,.,sln,,i .ImII-Aimck

<ll-|ll

Sli.-lll ili,-,, ,|,.i ,/,.,//.,.

I!I24.. |q. |.JM. SI. Il- sW.. ,w. I/Adlck, com.. ff nolo
nolo ora
ora

...n.,.K,n.l H|,,luRi U-l kanti^.u; e per la parte |w.HIk !

u ,1,1 ,1,"

colpo ii) ipici paragrafi da noi sopra citali 13?

[gjl e SS-J10).

Kant precisa, di fronte ali. (limosirazioni <f^cirinaliwnniiclii>

dei leilniiziani. clic la sua opposi/.! riguarda piullosl il


metodo della .limosirazione che l'assmilo da (limosinilo. . che. a

proposito di conservazione, occorre distinguere Ini movimento e

Torza. ttgli ha di che sciogliere, non tagliare, il nodo gordiano.


Kgli non l'ha rotta con le forze vive: le ninnici le ;iii<<Iii- lui. ,,i:i
per via mei a tisica e imi un genere speciale di esperieuze. non per

prove ma tema lidie. Noi qui non contesi iamo propriaineiile la


cosa, ina il in min ni raitnosmTit! |^ MI), I.Vk.-AlIKg. T. p. (!.
I cartesiani non liannn che Tna inenialit malemalicii. e quin

di non cercano e non trovano die equivalenze Ira il movimento


causa e il movimento elTcllo. Ora i leil.niziani non capiscono che

fallilo male, e si danno (orto seguendo gli avversari sul loro ter

reno: e con il loro modo di dimostrine ikmi capiscono che nelle pr-

ve da essi adoperale c' sproporzione ed clcro^i-ncil Ira |,> -ondizioni delle premesse e CaHualil della conclusione.

ft necessario avere un metodo, per cui in qualunque caso,

esaminando in generale i principi su mi stala roslruila uit;i


certa teoria, e par.^onand.ili ,<, ]
iscgiienzii che da essi vi.-n

traila, si possa ricavare s


,-he l:i uni lira delle premesse coniprenda in se dillo quello che viene richiesto in vista delle condusioni Icori.lie . l.\l;-Ausg.. I. p. !::,. F,,., silll?|(. ..onsidcra
zione gli ha r.-illo intuire che i leilmiziaui dovevano avere torlo,

prima ancora clic egli avesse scoperto dove e come. Questo ine'
l'.'jljL^ l;l f""'1 principale di lulla questa mia <lallazione ^p !in T^a_jnancanz^Mliqiieslo mei..do ." una delle cause per
cui certi ci'
p

IIM' "'anifesirsnn-liiim.tli

l
lungo
ikihcosIi (p. itti)

(Jnesli paragrali sono messi in lidia line dal Cassirer i-s).

che ne trae Ihioii gioco per sottolineare la direzione metodologica


imperante di gi in Kaul. Ci. nalui-aliuciilc, non vorr dire die'l'in
teresse tiielallsico fosse in Kanl secondario, o addirittura assente.
In realt Kanl ha avuto sempre rode l'interesse melatisi.., h.

qiieslo slesso serillo giovanile dato vedere, come l'inleicsse me


todologico sia inlimaiuenlc congiunto :. .pieliti metafisico, sia anzi
da esso condizionalo od occasioni!Io. Kgli vuoi vedere chiaro (-)
<2S)

ltrhcn

,,

//f.ft|r

tmv .Iella sua nilziono .lei Knl r.rAe), boriili. 1!2I. W T.-^i
('Mi)

'""""

Cm scrverli n.-ir.-irt. Ki rit.: tiwrrnzlnnl e<r..~ pp. L'Rt! S7.

71 : f
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24

I.'AHI-MTO KUIKKIIIIC,, MK1W,J.|W1CI. K MKI Al 1S1CO

" ce.-le Irai da dimostrare, e compromesso da indebiti salti, p

es. dalle relazioni statiche a quelle dinamiche- r31)

Chi cl.iu.se, Ini punlo di vista scici.lineo, la controversia fu il


l> A eml.eil, che nel Traile ,c Dynamiquc (uel 17j:, qualche an>'< IniHiiiu prima del lavoro di Kaul., il quale per non ,.e ebbe

conoscenza) pose con nevosa brevit i principi che potevano .ser


vile a risolvere la questione delle forze vive, questione che culi di-

< -I, perfetta inntili. per la meccanica. 11 D.'Alewbert, che


detestava le enfia oscure della metallica (e voleva anzi costrui
re la sua scendi dcducendola dalla sola considerazione del inorileni), sfrondata la controversia ili tutto quello che non era scie,.l.l.co mostrava la JegiUimil e la coinpossibililu delle due mi-

siile ('-).

alla cartesiana conservazione della quandi* di ino-

Se .<. tvtr.n u-inli-mk. Hollunlo lu capacil che Ita

lu

1 -

IA l'HIMA IIJ'KRA J-KKrlUTICA

lo. occorre rari osservali rhc la <|ua.ilif .li i.kiIo non i> mia .umil

iila scalari1, ma una <|iiaiilit .Niella r:). Li-ilmiz aveva ragione

pai lare pintli>slo di conservazioni della tiiniiililux pnii/rexinix,

die si chiama o$;jji proiezimie della quantit di moto, somma al


gebrica della qnanlil di molo di tulli i punti del sistema. .Men
tre, si'con.lo Hescailcs. la

velocit di un alomo o corpuscolo n

limilo pu. piirclt resti di g.an.le/.za r.islanlc, venire alterala in

direzione, senza che varii la ipianlil di molo del sistema, senza


cio che si eserciti un'inlliienza sulle molecole vicine, Leibuiz as
sicura l'anno.lia Ini le varie parli del
variare della velocit di un pillilo sia in
modificherebbe la (piantila di progresso
mento di movimento in un :iloin non

sislcnui. gia.-cl. per lui il


grandezza sia in direzione,
del sistema, ove il cambia
venisse accompagnalo dal

n
r

cambiamento contrario l'uno <> di paret-.hi altri atomi r1).

La Icibuixiana .ons.'rva/.ionr della forza viva venne iuvrraln


nel moderilo piincipio d.-lhi rnuscrvnxioiie di-ll'energia. La l'orza
viva di Leibiii/. .irrisponde. ma dimidiala. alla lonniila della no
stra energia cinetica: quel che per si conserva costante in un si
stema isolalo le quindi nell'universo, consideralo come (ale) la
somma dell'energia ci nel ira. dell'energia potenziale e dell'energia
molecolare: l'energia ledale cio (:r'\.
Per queste distinzioni e precisa /.ioni ci volle non meno che il
lavoro .scientifico di circa due secoli, e piincijialiuenle il costituir

si della termodinamica. Ala Leilmiz ha il merito, non soltanto di


avere impostalo con singolare energia l'esigenza della conserva

zione dell'azione motrice, ma di avere anche replicalamente sotto


lineato l'aspetto potenziale, e di avere in line soslciiulo rhc nella
scomparsa macroscopica del

lavori ci doveva essere mi compen

so, sia pure invisibile: una trasformazione (> non una perdi
la dell'energia, ci
gli. Chino bifronte del meccanicismo e

del dinamismo, voleva concepire ancora come energia mecca idea

,m-1

nelle parli miniile .

CtSt

l'.i'IASSK. Ini luti uri imi / fvlltiir ilrx Iliruiiix /,- /,/ iiirrlmiii,/,!,.

|. J'JK sjjk.. Hindi la II A.MIi.i.N. /,. xtisliiitr tir Ihxntrlrx e" ni

.nui (i.iultoslo ,.,islIra .Iella ll/W.,/.,/,j/(/,,/.-. 7 ,' '


l"| '' muto) hanno ognuna, in senso ,|iv.,s(I> to i..i.,,Ha gi.Jli L." . ,'
U |N.ki..|i Ingaggiata ila I.cib..lZ poggiava lu... ,,',,,-r mu Z
-"..mi-si .inrf. r,7 mini, llnc-lu-. nln,rVi. rn.it,
Ak,..bert. (KB* Mach, ii/e Jf*/* , ttl
daiyv*U-llt, .7" ed., Leli.zig. 1U12, t). L'S'J).

1>. :C!5.

fliila

l'iiris Ufi)'

(IMI V. nrUnii/.ioii.- lii-lln Unnuilnltiiiiii furiila ihil l:<>iilruii\ la ii


Vn/i- liliale ilei I.iimaii(: sui |uiiiii|M il<-!l:i mici :. ni< : in KvsiarlfS e

li-iliniz

i|

<3"i)

'JiVj:!!

Tr. Asionhi Ki:u.i:iu<i in Ki

t'iivryiu, un. 5-S.

li:ili.ui:i Tieccani , mi,

Li

'ASl'lCTTO SriKNTlKIfi METOlHlUMIICO E METAFISICO

HI.

X.in iiM'iio in lei-essa ni e ili>irns]it>l(-o metodologico l'u-

IH-lli molalisieo. i:sm, si rivela in primo piano nella breve ma

lwia l'arto

I. Kiinl si riattacca n! dinamismo leibniziauo

'< Lnbii.z. cui f:n.l>. dove ,, ragione, insogn pel primo che

'"' ri"|m llsi1t>l,I(> "ll!l r'" HMi3Shil....| ,

1,. B|i spella. IIIlJ8, .,.

ni prima dellesle,,si,,,,e: r*l ulhfiil pruda- cxtcnsionnn, t,,,


".*.,. ,,,. (S

1<M":"' '''

,. Ak.AllSK.

,. ,,

l7)

JWa> c|ii, . n;

' hi I-oibniz rfo orti,;, anzich con i leibni-

amili (compreso |,, Knntzen) vi nwtrir. j\ incetto .li forza

non devi- venir filli dipendere .h.l concetto .li movimento (che e

.! ini fenomeno extorno di quello die interno e invisibile).

iip m. iiu-llo .iella stessa estensione (|it (|11ille per la incutalitt\ cai-

stana era in. pri,,*). Cos inloriorizzalo dovr sonile, anzi alla

spumone .Irli,, spazio ,. ,|,.| movi.,,,.,.!., ,. fon* ancora ilei lem-

]': I..VI-SI icido.e .i..:. voli.-, per .s,.,,,,,,,. |,, dineolla che ritmil"l.ii.< kiiI problema -Icll-in/l,..,*,, ,, lllirillt| ,. ,,,,,, Kj||lt R;i J,.(1_
ni parie |,, iM-f.i-.la .s|!r,.ssain....U. ,-|lc la vi* di Loibniz
vevii nsuscilalo Ya,tricchi,, oscnramenie a.ldilata da Arislotele

Con un KiiiKnlnre n.fiionam,

lipi,,, delle protese ap.io-

-si.!.<. ,|,.||M n.Halisin, razionalista. Ka,,i corca di do.lur,,.


I |Kixi.|. . .pici cainlH;,,nonl,, snecessiv,, di Ino,;!.! nello spazio
'< '' 'I niiivimenl,!, .|!iiriniel-,i,,i,e dolio intcriori forzo-s.,slanzo. ((' m, aiial..^., rafjionanionto AVoirf aveva creduto di

>-''' lt.Hlei-i,,,-il dulia div.-.silA. cimandole distanze Ira


I ra-ln, ,,inmM (|oll. coe estorne e il loro esser tlfrcmtc) die.

'T' '" " lll;>}:""' *S

' "liwinni il concello di ci che cliia-

''"amo luogo, si trover che esso indica le azioni vicendevoli del ; C fl: .,,. >>U. E si badi che in questo dinamismo

ImI.iiui.iiio, che kant adolln. Io sostanze semplici .sono iuestese- o


"' s. prosnppnno alTallo |., spazio, n si suppone cllc <4c

do,1,!!'.',"'"
3WJfl": "II.III> /,/,,,.,;,,,
llV('t(' '",,,.,s(
anni
<l"l> nella M,tUt,alWjM
l7rtti)Kt
,JmiH|.|H,rrt
^.^ otto
,.
'< .**.. ... al,-,..,;. rolnzio.K. li azione reciproca co,, altre so-

kmiiw: n,

lai ,-aso ,*, mMvu.

,., ,

imi |wl nel ...ondo, porci,,, sarebbe, i... ,

r.Miobbe,-,, .lollo soslanzc.

, ,w.ereolM, , .,,.

|o S{>, Un jao]|(,o

amicamente legale soltanto fra lo'-

!. e Kollralle a ogni .,:,pp,,,lo dinamico ,,,| ,,oslr


,.ndo K,| ,%
".SS..M.C Co Mio abbia cea.o ,, llllHim, di mondi o di uni-

JUM. .hiHitniramenle e mefMlisieamonlo indipendenti Ira loro

-"

t - I-A MIMA Ill'KKA l'KKCItlTICA

Le propriet dello spazio sono r (ale sulla forza cui la qua


le lo sostanze ngiscono |rn loro. So supponiamo che questa interaziono abbia tipi diversi, diverso leggi, ecco la possibilit di diversi
tipi di spazio, con altro qualit e dimensioni. A noi uomini iIn.
possibile rappresentarci uno spazio di pi che Ire dimensioni.
Torso perch la nostra anima riceve le impressioni esteriori con lo
leggi proprie del nostro mondo, dove lo Torze agiscono inversamente al quadralo dello distanze: perch la natura stessa della
nostra anima co) falla, che pulisce e agisco in questa guisa
I impossibilit dunque psicologico-guoseologica relativa all'uomo),
tu altri termini: il nostro spazio tridimensionale noi. l'unico
possibile, come credeva Leibniz che lo fondava su un'ini ima neces
sita matematica; ma riposa sulla natura della nostra anima ed
la logge che governa le forze di questo nostro mondo: natura e
legge ronl ingoiili, che cosi piacque a Dio .li sfin li. raro, f: pcn
abile che esistano pi universi: a condiziono che ciascuno di essi
abbia un tipo diverso di spazio < MI;. |jnn scienza di tulli
questi tipi di spazi possibili sarebbe indubbiamente la pi alla
geometria che un inlollollo finito possa intraprendere ( \k Ausg.. p. 2i).

Co" tj|lt> H'zione della forza interiorizzata e anleriorizzala al movimento Kant crede di essersi sbarazzalo delle
solite difficolt dunlistiche per comwcrcinm o influsso fisico Ira
anima e corpo. AlfreNanlo facile capire quella specie di pa
radosso, come cio sia possibile che la materia, della quale noi ci
immaginiamo che non possa produrre altro che movimenti, impri
ma all'anima corte rappresentazioni e immagini. Infilili la maleria messa in molo agisco su tutto ci che lo spaziali! Io con
nesso, quindi anche sull'anima : cio a diro, ossa mula lo sialo

interno dell'anima, in quanto queslo si riferisce ali esterno , os


sia in quiinlo Hhttu* rrpniexaitulirtix iinrcrxi . Dal l'ai Ira
parte: la questione, se l'anima possa cagionare dei movimenti
ossia so abbia una forza motrice, si trasforma in questi II ni:'

se la di lei forza essenziale possa venir determinata ad un'azione


verso l'esterno, ossia, se ossa sia capace di agiro fuori di s su
Mm esseri e di produrvi dei cangianienli. A questa domanda
si pu rispondere decisissimamente cos: l'anima devo pter agire ad crii;,, por il motivo che ossa in un luogo. Jiacch
e noi analizziamo il coliceli,, di ci che chiamiamo luogo, tro
viamo che esso indica lo azioni rociproche tra le sostanze ( 0:

28

BILANCIO

PI. 'JO'J). In questi sforzi di dimostrazione metafisica clic

Iva ut. la, si sente l'arzigogolo, se non addiritura il circolo vizioso.


Iiisommn: l'iiiiiiiia agisce perch in mi luogo; ed in un luogo

peitli agisce! Con le parolette interno ed esterno, molto

indistinte ed equivoci', si suppone lo status reprucsentafiviis uni-

rn-xi e il suo variare: quoti nttt tlemonstrantliim; e si presup


pone lineilo spazio e quel suo ordinamento geometrico e cineti
co che si presume dedurre!

concetti pin importanti di questa parte metafisica sono

dunque: l'originalit intcriore e misteriosa della forza, la feno


menalit del movimento e dctl'exteiisione, la relativit antropoloffita dello *puzio trUtimenxiomtle. I primi due sono fermenti
leibniziani; il terzo uno sviluppo sorprendente di questo gio
vanissimo Kant, che anticipa in certo mode le. prospettive della
uic.agcoinc.ria. Aliliiamo un alone romantico indubbiamente ge

niale e seducente, ma non privo di intime dinicolta. La principa


le di esse sta nello slesso concetto di forza o forza-sostanza. L'agi-

1 - J-\ l'Ili MA OI'KKA MlKCIIITICA

via della melatisi.,,, sono lampeggi;,,,,,.,,.! rivela..,,!,, di ,..*;,,.

poco p,,, -he ventenne, avid

avrebbero avuto imprevedibile svii,,,,,,,, ,,,, ,,.' ln .'na vita


La particolare questione, in ,-! H\ ,ls|ill(-, h| S1|J| ,

sebbene storia, tull'allro ,|,e m.-diocr,. Ci serva un pai-ago',,;.. "

il"! o 1""^' W' !l <>SSl'l(' KOV1""' "ivci-Hihii-io, i

non meno ci,,, il ,,,,, ,,-,,i,|,.I,ISI. ,,,. n..,.,',,,,,,1," ,.,

"V"
'' " "'"ii.... o spacco geologi,,, ,-,,,
"'Htere a nudo le radici pi segrete dlia scienza e della
Imi invero una ballagli,, ,,,.,-dula. (Wh ne abbiano
|wmm con,i.ladini e i co,1|,I11p.,1,ll,,. ,,,., (.m,,,si

<!etl<nil;en.

Bilancio

La riesumazioue di simili documenti di vecchie controversie


gi perente incile n dura prova la pazienza del lettore: il quale

ne pu venire indennizzalo solo se essa serva a sgombrare la via


della scienza dagli pseudoproblcmi o dai problemi mal posti, dimo
strandone la inconsistenza e la sturili, o se come nel caso noIr getti luce sulla genesi intima di un grande pensatore.

Ora, i (eihinken, non solo ci documentano la prima assimilai

- zioue culturale che ha fatto Knnl, questo suo primo sforzo di as


sorbire i fermenti scientifici e filosofici dell'ambiente e dell'epo
ca, ma ancora ci Tanno vedere conte nascono i suoi problemi. Non
solo ci aprono uno spiraglio sul carattere e sui propositi del gio
vane (quel timbro audace di certe espressioni della prefazione, la
stupenda consapevolezza di certe parole del 19 sulla difficile

p.de ,
.calla
poh,.
.,!

K,',[r'i m"!^!;""1'"'" '"'"""!l n lM" "' "*""" ("""'Wcbel e \-.,ig| . dainuriciosn Tii-nniiik). |Iii>I'iiIn>ri< giova

re. che deve spiegare l'estensione e deve agevolare l'intelligibilit

dell'influenza tra corpo e anima, viene definito: mutare lo sta


lo interno di altre sostanze . Ma che cosa sostanza? Essa .
la Tonte completa di tutte le. sue determinazioni ( 7: p. '22).
Tra l'iuia. e l'altra definizione non c' un contrasto? Questo con
trasto innegabile proprio al cuori' della parie metafisica dei

n.elafisica. che si getl-, ., PM|MI

fitto nella scienza: essi H rniino ancl,,> .,ssislere ali-, in'i-miimi


.lei Wl mondo ideale, al primo sigiare di qnei problemi" che

l'irro, cosi n ^sson TOWM. ,|,.||,. s-onril(,. r"m,|,' o. Va-i'Tim-l!

"'. .ini. p^g.n.e ci,,. Kanl slesso di l a p.,,.|,i a,,., .,.1,,,,.,,-, proposito di un Uro enigmi, l,1N(.rs,|,, ; ,.,.,.,!(. i...

'ibuiz

., i

tiiii'llii

" ,!

i ir

''iiili iiaii

""""* '""riirten.itirti rtimhiiiilltiiin,

, '

in.*iiesiino

caml ;i

i .!"!.. che capilo a quei figli della favolala eso dea L ! /


Ih m-er,-,! del presunto fsoro nascosto ,|,,l padre ,., ,-!,"'. '

'. uaih'o' il "'r,',' ","" 1lOV!lni" " 1rK0W.- "h intanto misero a
,s\ i|

,'

"' (OS

R''"lo'-dinariaii,enl(> fcc.ni-

K h ' Movane Kanl s. Hhv la .nano, e scov dei problemi

..

I-ere la scoperta delle grandi Torze che li,.v il ava., il milio-

I''.,s,,mo di allora: hesear.es Lcibniz (Newton ,'. ,, !

^rtTJrjtT .v<>11*-imHiVgii in iiriiiw """^ " *'"

.j

vi1 liii(*l'ii

fuori

|j inicslioni

noriei e i geimi pift rn-hi di avvenir.-: i problemi dell'esleu-

e dello spazio, della fon. e dulia causalit, del rapporto


eallrt profonda e la sua esterna manifestazione sensibile,

lm "'"I
I|.1M||I
:::1 '

1<>"Zi< <IHle
'"'He singole
singole sos.anze
soslanze ee iliu!
il nesso
l'-w
la loro ,, n'Hproca. ./M:l mila di ,b,n,ade inelafisicheTh111*

l'1>l'll li-Ili*!!

ITn.i

r..ll..

I!

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mpeva da. so.tosmdo de.la fisi,,,. Per ,, , verso, , , ,


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mi HOJ.DU. .UJ,, .rn.iA.Muii).: .......x,,,,,,.,, ., m.Ms.,,.,,.., ,",.,,, ,


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Kiij2t!noM,, .,,

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MOj 0, U.IOtIil.11 IHIBA.M...A I |M!jS,ll,|.W OHOjWUJWM H.,,', l|sun

V.mil.KISI.I Vii l.lll VIVIII.I VI - |

II - AI.I..\lli:AMi:.Mll IIKt.l.'lMt.ZZlI.NIi:

la qurttthiHr .ir hi Irmi nhb'ui xnhtu inni ntritizioiir mi min molo

ili minzioni*, la discussione fisica sul teina tfr la Irmi inrn-rln, la


grande Sturili nnirrrmilc ilrfln natimi r temiti ili-I rii hi, le tncdil:i-

zioni Ite iifiir, la l'rinri/iionnn /irinnninii viiijniliuuiit iinhi/iln/sicar mira ililnrhlafio. Aggiungi:!
a ipn-sli strilli ipiclli ilei I7I.".
gli articoli e l'opuscolo sui Trrrniinli, l'abbozzo sulla Trurin dei

rrnti e la dissertazione sulla MnnnihiliH/ia /ilii/xim ; e avremo

Il

il i|iiuln> completo degli argomenti che orinai dominano la sua at

A LLA I{( i A Al IJNTU DIOLLt >U J ZZ( >NTK SCI 1JNT1F1C0

Dal 1717 ai. 1751


axni ih hlkiuhazio.nk k .matiuia/.ioxb

Dai Ur.lu,,kvtt III... al prossimo segno ,li attivit intercorrono


ben selle anni. k',,,,1, ,ial venliduc mi hent'anni tiiriiifin-ti
lo''''" ''"'la citt, e fti il precettore in pinolo lH-ififA ".li

ini|.nKiin. l'ossi:...... immaginarcelo, in questa |,iImii-om solitudi

ne Ira due tendenze: (li la wtluxioiH- ,li audaci iN.H-n1iisi.uii ,. pr.


*pelhve ,|i tipo leibniziano, e il bisogno .li una sobria callida eriii". "elle pinne nlibininn visi,, un esempio nelle sue predilezioni
pei- !< rad.ral. ve.lule sugli spazi possibili. Odia seconda tendenza

abl,.an,o llIr,.spressioI1e pensosa nell'ultimo paratifo .Iella prima


palle dei Caiani,;;,: La nostra metafisica, come molte altre

wioiiw.. e appena sulla : ylia di un sapere he., fon.lato: Dio sa

se gliela vedremo varcare. Non difficile scorgere la sua debolezza

ni parecchie sue imprese. Come forma massima delle sue piove si


dova mollo spesso il pregiudizio. K nulla ne ha tanfo la eolpa,
J|iiiHo la tendenza dominante di eoloro che cercano di estendere
la conoscenza umana. Vorrebbero volentieri una grande fjl0Sf)fiu.
ma sarebbe da desiderare., che Tosse anche una solida filosofia...'
I- 111MMI.1 e mollo inclinalo all'applauso. ,.,| ,-. ,.,.,., ,,, im_
ile il frenarlo a lungo; . ,-i s
v.cbbe ii. rre una buona voll t|in-Hl srorzo.. per sacrificare alla rondalezza quello che di sedu-.te ha la vastit |f,V(/,,/,-,,,, S |i): AU.-Ausg.. I. ,,,,. :M).:M)

Di che cosa si ..ccupato K,


n ,,uesti anni di raccoglimenI. Quando egli ritorna a KinigsberK il754), leve avere parecchio
i.u.tc-i-.i.le con e. ph\ raccolto e pi meno mpmlnnU,: ne

documento la produzione apparsa nel 175+ e nel 1755: l'Emme del-

tenzione.

ha maggior parte di essi conccrnc (picslinni sciculifiche: ben


due delle tre dissertazioni Ialine si occupa
li filosofia della na
tura, anch'esse dumpic in margine alla scienza: meni re siilo la Vorn ililnriilalin si occupa, in prevalenza, di un altro houle l'ella
Illosoliii. piello per cui la melalsica coniimi con la logica e cin

la gnoseologia.

I/oggello p.cvaleiile eosliluilo duni|i.e da argonienli scien


tifici; ma anche pii. ipiello che inleressa nisiggiormcnlo il giovane
pensatore l'insieme: le leggi generali, e magali la sintesi slorieo-eosinologica o leorico-scienlifica.

l'ol.cnirno ahzi dire: pare che Kaul lasci in disparte, sia pu


re provvisoriamente, la mela fisica e si volga alla scienza. Vi avr
forse influito la stanchezza e riusoddisfazi
per il primo lavoro.
lutto impigliato in una imbarazzante contaminazione di scienza e
di metafisica. Ma di .piale metafisica si trattava ?
Dinamismo, meccanicismo, sono secoli.Io noi qualcosa ili anfi
bio: una metafisica fisicizzafa. o una Tisica melafisicheggiata. La
metafisica leibuiziaua. poi. inebriava cui vedute senza controllo:
simili ai sogni, dir Kanl nel I7li(.
La probabile stanchezza di Kanl. imballulosi in grovigli di
problemi superiori alla sue forze. |il giovane Lessing. in un epi
gramma del luglio 1751 noter che Kanl. nel valutare !e lorz vi
ve, non sa valutare le sue), l'avr pollilo spingere verso una mag
giore cojicrelezza. verso un migliore ennlallo coti l'osservir/ionc e
l'esperimento, verso un pi ricco imniagazziuanieulo di inaleriali.
I-M era l'aria stessa del secolo che invitava a ci. (li scicnziali
che da pi di un secolo si erano liberali dalle entit e dalle forine
sostanziali e dalle qualit occulte, adoperale a sproposito dalla
Scolastica decadente, si avvedevano ora di essere caduli solfo
un'altra servit, e (elidevano a disimpegunrsi dai quadri metafi

sici di Descarles e Leibniz. Di fronte, a loro sorla la Iella di

;!|

RAZlO.NAi.I8Mi) Kl) EMPIRI

II

- Al.t.AIICAMK.N'I'l) |lia.t.l>ltlZ/.<l.NTi: KCIKMTIKICU

gli inette in forse, o gli fa impallidire la personale venerazione per


la mentalit matematica. Quale sar dunque il vero metodo della
scienza moderna ?
Kauf slesso, in questa sua prima svolta dopo lo scritto sulla

misura delle forze vive, si cimenta ripelulameiite in lavori scien


tifici pi o meno sintetici. Quale metodo adopera? IO si pu scor

gere nel suo alteggiaineiilo il riflesso degli atteggiamenti metodici


dell'epoca?
E" opportuno dunque inquadrare il

'" K....^ h ; : ';;;:""'hi |Hwr


ii

; *: '
|

" '" Mli"M> f

rill o .Tan,,s

,,

ali. ,la W

SST <lil

resoconto, che daremo di

questi altri scritti, in alcuni cenni generali sulle correnti metodologiche, clic s'orano venule profilando nella scienza d'allora.

* T* '" W;lllI

I.

Si pu affermare clic in questo periodo Kanl conosca New

ton per se stesso, e non in relaziono a l'acone o a Locke. Questo


suo primo ma forte conlallo con 1* empirismo della scien
za sperimentale non coinvolge un conta Ito con l'empirismo genelieosoggel I ivista

lockiano e i suoi particolari proldemi gnoseolo-

gici. Neanche gli specifici prolilcmi del razionalismo n del meccani


cismo holiliesiano vi si sentono conne-ssi. i) lo slesso lacoue

lieti

altrimenti vicino allo spirilo della nuova scienza non pare fer
Za. .Al.. n>,,

mi il suo interesse. Certo una reale affinit, e continuit lega New

..

ton al gran cancelliere: ma Ira essi intercorre anche una reale, e


fonda menta le diversit, riguardo alla matematica. la cui funzione,

misconosciuta da l'acone ('l, mentre viene riconoscili In come es


senziale da Newton. La posizione melodo'ogica di Newton non po-

e fanno n g,.,ni j,.u..

irelilie invece venir compresa u valutala senza la conoscenza di


quella cartesiana, alla quale appunto egli vuole reagire sotto cer
ti aspetti e in modo deciso.

'{AZIO.VAUS.MU KU E.M1.IIU.S.MU

lf.

V.' di Descarles il sogno della niiillir.ii iniiirrxitis e quin

di l'assunto di far quasi generare la fisica dalla matematica. In


lui la materia ridotta a estensione, alla inlelligiliile estensione
geometrica, con la doppia ucgav.iitnc radicale (.- priori) del vuoto

a ,,. a,:.., "r


flM' ih-Kii w|.,i7r.H .li .

rT:;;:,; 7ii1m
"msii<>r
'lrs<;..ss-,o,,i ine<ol<,J..Ri.

e della forza. Il suo metodo comandalo dalla gnoseologia e dal


la metafisica del suo speciale idealismo. Agli occhi suoi lalilcn

ha, sl.il melilo ili avere esaminato gli argomenti fisici con ragioni
ina teina lidie: ma ha il demerito di inni averle esaminale .secondo

liu razionale ordine .sistematico: scimi aver prima considerato le

oi.U.|i.1H,n,,K.s, |F vi,

.vo a p.nni. Dalla scienza

iiivwb come una vonh.la einpirtetn, che

;!

(1)
I.:i cosa, gift nol:i|:i <t:i limilo e <t:t fonile, sfilisi uiiistr;il:i con
"' )ircclsazionl tini Koiiscsriv'. <l:iI r.i>uiclivicsi k d:i altri.

RAZIONALISMO ED EMPIRISMO

35

eauso primo della natura, lui soltanto cercato le ragioni di alcuni

((Tedi particolari, e perci ha costruito senza foiulnmrntn fletter


al Marsenno dell'I 1 ottobre lfiW). V. quali sono queste omise pri
mi1? To lio corcalo di trovare in generalo i principi, ossia lo causo

primo, di tutto ci dio o pu ossero nel mondo, senza considera re


altro die "Pio solo olio l'ha croato, n tra rii altronde che ria corti

semi di verit elio sono naluralmonte nelle nostre anime. Dopo ci


ho esaminato quali orano i primi o pi ordinar! effetti elio si pofevano dedurre da tnli cause. L'esperienza richiesta solo per
accertarsi, riguardo adi effolli pi pari Scolari, ornilo sia lsi via
sonni In dalla natura Ira lo diverso maniero con cui ossi si potreb
bero abbastanza comodamente spiegare con i nrineini che egli ave
va trovalo. Perci ha introdotto dolio ioolcsi . dello supposi

zioni; ma si noli bone: To le ho chiamalo snpnosizioni. perdio


si saputa eVio nonso nnlci-le dedurre da nnollo primo verit die
soirn ho spiedi to (Dittrorsn ilei Metmln. Parto VT). Ln fisica. nsomma. uno o dove avere cara (loro deduttivo; le sue teorie esplica
tive, lo sleso stinromc retrolo del movitneulo. nossono e debbono
venir dodollo lai principi dolio ma tema lidio, dall'idea innata di
estensione, dall'idea innaia di TMo. Sembrava un onore fatto alla
scienza, onesto renderla di necessita matematica: ma era invece
un iii!!:>inciarla siilo sorli del razionalismo innatista e dell'idonlisino auriorisla. e ninnili ini esporta a presunzioni teoriebe Crinelle
ipotesi , clic nel genuino senso cartesiano, non significano
come oggi dello sunnosizioui da lavoro, che solo il successo nel

la spiegazione dei fatti a mezzo loro pu provare a posteriori, ma

sitinificauo delle eonsoiniei'ze dedotte n nriorl dai primi principi


della metafisica cartesiana, esposto per al pubblico scientifico
come suppnsizoiti iniziali, senza il corrodo di nuolla esplicita gin-

si ifioaziono metafisica a nriorh f2) che l'esperienza poteva smon


tare, iufliffoiido loro dello umiliatili smontilo (come lo fu ben prsin di-i- vai-i umili della fisica radesinila, a cominciare dalle slcsso loirir dell'urlo e del ui'>\ imi'iilcO. Sembrava

un onore fallo a

l>io. intesto subordinare la scienza alla idea innata di Pio; ma ora

invoco un toglier alla natura il carallero della contingenza o al


lo spirilo l'umilia dell'esperienza.

30

H - AM.ABIAMKKTCI |lEI.L*OHIZZi>M'K WJK.NTIFICO

III. A questo pinilo s'inserisce la rei filli-azione, metodolo


gica di Xi'wlon. che chiama la sua scienza philoxophia erpetimentalis, per distanziarla laulo dalla uiotalisica delle formar
snbstaiitiales e dello umiliiate oeeulae degli scolasiici. quanto
dalle htipotheses dei carlesiani. La scienza della natura va cosimila, secondo lui, col doppio rilmo dell'analisi e della sinlesi: ut
a ptincnomcnis moiiium inrcstjemus rires alarne, tteintlc ab his
riribas tlemon stretti us phtieiwinena reliqua . Cos, nella sita mas
sima opera l'hihmipiac naturali principia malhematiea, dappri
ma ,-.,- phaaomcnix cnrlcxlibu*. per proponifhnes in lbris prio-

ribus mathematiee ,lrmonxtrat,tx, licrirautur rires graritalis, quibus corpora at soem et planetas sin,,n1os truilnnt\, poi e.r his
vinbns per proposithnes ci in,,, vtatbcmatinis tletlitvitntitr inotas pianeta,;,,,,, cometa,;,,,,, Innac et mari*. K cosi anche nell'ai-

tra grande ..pera Optiee. Il senso della reazione nottloniana alla


fisica ciiHwiniin sia il
osto: il risico non deve essere corrivo
nl erigere delle ipolesi, balenale
iiihiixii.ue ,.,,1,,!,. sll

(Tr. (iii.xo.N iit?l suo cuinriu'iilo (I)ks-akii:s. Ohi-duih rfe ; mvlliu-

li: Tcj-tv et rownttiitttirc, l'ari, Vrlii, 2* wl. 1930.1, pp. -170-472.

r
r
r
r
r

scarso numero di osservazioni e di esperimenti, o dedotte da pr-

Minio intubimi! mela fisiche . Occorre invoco pazienza, modestia


eplasTicil. di fronto alla reale complessila della natura. f,, ho,,
libro rann-ribvuila \,*\ comincia la parlo prima tMVOpliee
*nou. mihi iti h,xtit,,t,,nj,,it. ,,t positi* eertix hi/potiiexib,,*, {.

iiiinis proprietates esimie c.rpliearn,,: mi ,,t is'tax proprielutex


mnphvitcr propositi!* rutioue. ,lunttt.rut crperimentisque comprobare,,,. La sintesi viene sol. dop> un |,,,lgo ot.u,.,,o ,.IVO1,, (li

analisi.

Anche a proposilo della grnvilA. che la sua mii|H>i-ln e il


centro della sua opera e it.iimiir massimo .iella sua gloria euroIifii, egli fi assai guardingo, tlucten,,*, dice verso In fine del

ramoso SrUolium generale .lei Principia, phacnome,,,, celo,;,,,, et.

mans nostri- per riw graritatix e.,p,,s,,i, *c,l eausuw tparitatis ,,

,lam asshjnari. Col suo metodo, cio. Xewlon, parlendo dalle


Miiimmi. o dai fenoineui. arriva ali- r..r/.

i" Rimila; avverto per che egli no

Ih Mijsiniu. della gravila

||,. |,.wi. ,, ,.s .,,.

-,.. d'in

an- la causa o

, che si contenla di stabilirne resiste.,-

za e il con.porlamonlo. l'ros,rm. ii.mili: ,,<)ritnr uliqm bucc ris


a ci,ima al,,,,,,,, ,,,,,,r penetrai ,,,l ,,, ,.,./,- .w/;.v ,., p(,nil.ffl.

in,,,, s,ne rirt,,tis tlrmiuntione: qnaeque. a,,it non p,o ananlilale


(21

superficie,;,,,, partici,,,;,,,, h, qnas ayit (ut sole,,! causar meehaun-ae) sed pr guarnitale maleriar xofulae, et euhts adi,, i,, ;,.

L
L

IIAZHINAUHMO Eli KMl'UUSMO

,,-j

'nUiunv'ai' "'"'"'"';inni....
VXfn"Ut"r>
^retevmlo scmpcr in du.
fi<tl ione) t'ero ha rum oravitatis

'.,, r.r plmenume,,,, muntimi potai dcdiwcrc et hi

< on fnn,o. Qnicauid enim e* phaenomeim no,, dedr'''


e*, rocanda ct. et hyputhw* *ea wetaphijHeae. sei,

il,,,;,,,/,,,

oceiiltarimi, .Sv mevlutnivae, in phioso/.

, ' """ U"hnit- f" '"" Pllo*<>l>''' proposi,,,,llva ,..


ntat'iK iiiinitiicrnnt. Kt salis est oitod ararti

t, et iujat scanni,,,,, icyes a nohis erpostas, et ad clnmrin'n.


et ,,,an ,,o,tri ,,,ot,f,

IV
IV

11 iii.wlniiii
iii.wlniiii

:ts

ti

- ai.i..mh:amknto

credei (ero di pnler f;i i-i* ni, passo in,ia,i'/.i. olire il liseilm de! m;ie-

slro. Il Clcs. |i. va., soste,levji. jji in <|iielhi slessa |H-erazio,ie, die
bisogna ascrivere la pravit Ira le i|,ialil |irimarie ossia origina
rie della inaleria. al pari dcMVxIciisioiie. della nmliilil e delTim
pciK'Iraldlil. .Ala si al Chip imi ninnilo dello slesso New Imi il quale,

in una avvertenza premessa si una ristampa iMl'Optiec 11717), scri

veva: Et u f/iij yniritatcii iutrr esxeiitiates eurpunim pmpriv


iate* me, habere, c&Miineff yitttcxfioueni unitili de chi* eanttit ilicestipanda stthject. <}nacxtinuen\f m/num:

rem

intani ninnimi,

r:,;rT;;n(7iarIM
''?p^ "rfi-suIickki
- "^"
hmuhh (!il..) ,|,., J'n,n;p,a
tli .NVwlon.
i rUi.-i ,l,.l|.,
,M a nuMeri,, ,(,. ,,,, K,M,(<! nRlw o ^.^ J JJ^

/...h.i . . o,o ,;,., e invenlan,, fluidi viiHi, fornii i di otti IH

-"M.ie li mll InrMbilf, sdv.dandn d. (ali co C j

qitippe. qui e.i-/>criiiiniiiis

Intheam expitratum .

15 si coslo di

apparir

debole dinanzi agli sivversaii francesi Facendo delle con cessioni al


isi, loro inenlalils'i nieccauicisla, prospella anche la possibilit clic
l'attrazione venga ridotta s,

iiwiwvnimi,,, vivatM-monf,. Ih nolemcu con

NTK sc-u:.\Tincit

una pressione del fluido etereo. .Ma

sinch qui egli non esce dalla sua prudenza critica: e. pur indi
cando i buoni servizi che l'ipotesi di questo fluido potrebbe rende
re nella spiegazione di molti

fciiouieni iiatursili, egli sa

frenarsi,

aspettando anche maggior luce, dalla colbilHirazionc di stllri ricer

ca lori.
Altri newtuniaui

pi avvertili e meglio ([notali

per beneme

renze Keientifielie.Njnvece. come il Keill e il Freind, aumentavano


il riserbo critico: lo scienziato non deve ricercare le essenze o le
untare, ma descrivere le propriet dei corpi, che l'esperienza of
fro ai sensi e ricavarne altre determinazioni mediante il metodo
geometrico. Del resto non aveva fatto cos anche <!alileo, il quale

,w p0Slitlnt

lHclfh

onniun^aZde

mmm

non volle indagare la causa della gravila, ma si limilo si determi


nare la legge di accelerazione? l'i
V.

Con la scuola newtoniana cullarono in discussione i leih-

uiziani. ICssi condussero la polemica specialmente sulla rivisla -le-

tu arnditoriiiii di Lipsia; dove gi Leibniz aveva pubblicato il suo


Specimen difilli in innn | Idi (."), fondamentale per la dollriusi diuainisla.

Ivi. dopo si vere rivendicalo il concedo di l'orza, come co

stitutiva della soslanzsi. contro hi mera estensione e il movimento

si cui Cartesio si ferina va, Leilmi/. aveva distinto la. rix primiliai

dalla via deri ni lini. Di quella si occupa la nicluiisicsi ; di questa la


scienza. La ria primi firn (che pu essere iij adira primitiva, coin

-wnr ("'iiSrrs
viri -" - ..
4ii|iil|.r Col nhp %, V U,7''""/"t> l>HHoXoVhmuU (,,,.|IV(1 I.,..
lS,i ,. rultn, ,,Vl 171; i,rimi". Zvtalm,.Sl,,'''1lJ/,T'" C.'7""'" ""'

cide,ile con l'arislolelica enlelechisi o anima o forma sostanziale, e

nini

(I,
(Tr. KicMtr Ca6sii:ki:. /* iirtrtiiuhii*prbh'M in dcr l'Iiil'isti/ihic
W'inxfiiHchaft <(<r iicin-nn '/MI, 11. :\" cil. (.Mcilln. 1!I22), ini. 4U1-1OU.

itAZIIl.N.W.lSMO Kll IJMIMHISMO

IO

IVA

rh priinitint patinidi urti renixlrndi, pross'n poco corrispondente


:illn scolastica materia prima) appartiene il quei concetti metafisici,

che sono s Viiliilissitni. niii umiliisi ad tjenerates cansas periiunii, i/itnr plianiiniiriiix r.rplietindh xiiffime inni piixxnnl j> : sicIn- Tanno bene i moderni ;i non Icncinc mulo hi rrnini xnixihi-

filini musi proprii* xpetialilinxt/iir tradrudix. \m ricerca scien


ti lira <Iiiim|Im> non lavina In-sulle rirrx dniiatirar, le quali sono la

manifestazione IVnoiiiciiii-a determinala o mui lirica la i Ielle vires

primitinie metafisiche, i-(| hanno raspollo tli minute effieinitcx


infilitinirta; per cui omnia mevhinikr e.rplieari possimi hi na
timi. Questi filili Icihnizinni IrovaroiH) la loro sistemazione esplicila in Wolrr: il tinaie riaTTerni clic hi reddnidis rat ioni bus
pluienoiiieiiorinii spvrialinin, strii remin xrnxihiliuiii, non recurrcntinn est ad riw piiwitintin , ina elio ci si lehlia invece formare alle
rren d'erirat ira e: per le quali, o sul piano delle quali, la vera spie

gazione scienlirica o intelligibile, quella procurata dalle rajntar,

inoliix: rren linini Unir inhllii/ibili mudo e.rfdintnlnr per rnjiilas


nnitint (CtmnnltHiiu, $ .'!i;|. :{J5). Sccondn questi criteri inetoilo-

lit:ici la scienza non pu slmccare che nella spiegazione meccanicisla. IVi- altro. N'olii" ammetteva die la Tisica sia Torse ben lontana
ancora da questo ideale di philoRophia ineelninieu e abbia anzi

il diritto e il dovere di accontentarsi delle ragioni prossime (non


ultime), clic sono i prineipio plij/siea, ossia le fjitalitates corpiiscnforum derivaticoni in.

Questa almeno rii l'ultima codificazione wolllana (T.'U: data

della Cosnioioyia yaierais); la quale quindi distingueva tre pia


ni, e rispettivamente tre metodi, nella conoscenza della natura: la

plii/xica, o philosophitt corpnscitftiris, la phifusopha nicchiinica, e


la rtmiiiilot/iti (/enerai.i o franseeiidciitali (la quale ultima conside

ra le rires prhnitmtc o snbstantiac simplice*, ossia le monadi).


Intanto, nei primi anni del secolo. WolIT e i leibniziani, sulla
loro rivista tedesca, polemizzando coiihi i newtoniani inglesi, inxislevano sopralliillo nel criticare il loro concello di pravit come
i-is piini il ini o qualit primaria, proponendone invece una riso
luzione in concetti meccanici: .spiegandola p. es. con la pressione

dell'etere. I tedeschi del circolo leibniziauo credevano cos di ave


re una metodologia pi razionale e pi pura che non avessero i
newtoniani: il loro Lcilmiz aveva una filosofia Ihjii pi capace di
distinguere i terrilori e i metodi della inula Tisica e della scienza

fisica, impedendo le ultime ambiguit del rivale Newton: quella

II - .M.I..\ltli.lMr:.\TH llKI.I.'llItlZZIINTU SCIK.VTIKICII

Torza di attrazione, che questi aveva credulo di scoprire o biso


gnava risolverla in fenomeni di moto, o bisognava relegarla in
soflilla tra le vecchie e fantastici, qualit occulte degli antichi.
O fermarsi alle qualit sensoriali; o costruire umi teoria mecca

nicista: o elevarsi a
melallsica h-am-aniciilc inonadisla. La
scienza tisica, non aveva da scegliere che Ira le due prime tappe.

VI. ila l'impostazione leibniziana era lull'altro che l'ultima


parola. Piuttosto che rappreseli la re la conclusione dolinil iva, essa
i trovava alla vigilia di una specie -li rivolgimento nella menta

lit degli scienziati.

Xella prospettiva leibiii/.iaua. la listai veniva dunque invitata


a sganciarsi dalla nielajxic, e a cercare la sua strada o nel re
gno della quantit o in quello della .jnalit. tic sceglieva la prima
strada, ecco tornare la malemalica e il meccanicismo t. il ,-azionalismo deduttivo, ecco ritornare Carlosio. pi o meno corrollo e

sceglieva la seconda strada, cosa sarebbe successo?

Ora. immaginiamo che a un corto momento, nella prima met

del Settecento, l'esigenza empirista, del resto gi rialTei-ninla nella

scienza (sia pure in rorma limitala) da Xewlon, vogli:, scuotersi

li .losso, non solo la i,,!,.;,, del la priori molatisi,,), ma anche quel


la (ancora ammessa da Newton dollapriori matematico: avremo
mi nini del rivolgimento a cui accennavamo pi su. Rivolgimento
che pu scorgersi nella coscienza mediologica di quel periodo'

die, ali ingrosso, vada s'tSravesando al ISiiTTon.

L'esigenza dell'aposteriori, insonuna. vuole stringere pi d-i

presso la complessit v.irin e originale della natura. OH strumenti

metodici, dr'essa va escogitando per approssimarvisi sempre pi

sono, in ordine decrescente di rigore inaU-matioo, l'esperimento'

I osservazione, la descrizione, la classificazione, la storia he scien


ze ci. essa va inaii ninno costruendo, spostando il suo interesse
sono la meccanica, la tisica, la chimica, la geologia, la biologia;
ecc Soggetto dell'attenzione passa cos dalla quantit alla qua1.IA, ai generi e allo specie vegelali e animali, alla loro evoluzione
A poco a poco il panorama cambia; e dal ril.m. .Iella scienza un!
turale si passa a quello della storia naturale. Allo schema apriori
Iella necessit si va sostituendo la consapevolezza cesconle delli
contingenza concettuale e reale.

Anche la categoria e i problemi del lavoro scientifico e della

sua metodologia subiranno un analogo spostamento. Non ci meni-

l;

L-

42

II .W.I..UMAMKNTII liKI.l/llUI/./.o.Mi: s(

41

vigileremo n sentir parlare, tra gli sviziati. di j1MI|TOt (i eerozzc morali, ili assiomi pragmatici, d'illazione analogica, di evoluzione, coi. insofferenza sempre maggiore ,)(M. )., matematica

Ci avviene, appunto nollc ultime correnti metodologiche ileiI epoca dio gi immediatamente precedo o circonda il giovali.
Unni. Non ,k.||,, ,.-, ,.|... K.,.,1 |(. c.nosea o le apprezzi tulle
K corto per. che le iulluenzo dirotto o indirette del nuovo cliinn

scout.lieo arrivano sino a lui, e ,,r,m.llo in (.OI,r,,S0, 0 il]|neil(, ,,,.

certi versi, ne smussano <> nmuinrl.idisn.no la prima mentalit mxmiialiKlji. Aliti luce di questo inquadramento possiamo almeno
giudicare Ifllc lacune e Ic-Hh i.nmnluril della sna informazione
' 'Iella sua formazione scientifica. K possi.,,,,,, ,IIH.|,,, capire ..osiliva,,,,,, le pen-h i suoi lei. In (ivi di sintesi e le sue prospettive
scienlibohe ,li questo periodo subiscano certe strane oscillazioni
Inrald. con,,, vedremo. ,, volta ogli lonfu mia sintesi .li dimen-

siojie sto,-,,,, (I,, muri,, ,,,.,.,/,. nafnruh- r trovi,, del del,, del

IomI.i-M.Ih per allro da principi meccanici (con esclusione con-

less;, della considerazione della vita); un'altra volta savvia ,,ellu


direzione scientitica di una sintesi teorica, che alla .sua vUn si

Ki-tn.im. kiiI pia.

HI chimi,,, (il / ;,. ,,,., I7S5,

'IHIa l.s.ca ila Momnlolo,,!,, /,/,,/:,. del I7r,(i): un'altra volt;, anH'ia ahhozza una sinlesi descrittiva e slorico-evoluliva. in ci K

<rms!tU>l

S1<>"'" ^<-l.iol..J.nco.;,,ltropico della terni (i piccoli

sa^snna slori, de.la .erra, sui terremoti, sui venti, eie vanno
VII. Al periodo .Ielle ramose polemiche tra le scuole dei

Si-mi,!, costru(,! e sis1on.nl.Yi (Cartesio. Newton. U-Umiz) seBlu- dunque un periodo di polo.,,],, mtltv: Hvmh'U. per, che

mi e meno .uleressanle. che anzi, forse pin utile e feconda Vi


fa strada il huou senso, con minor rigore (ilos.ilco. ma , mnii.
Kiore plasticit e v.donl di arricchimento concroio I vmlvi ,ji
iiuiKKHiir fermento sono l'Olanda e la Francia.

''"V.!'

y <llll(-

" I"'1' li( SIIJ1 ''hwi |i<.sizio.,e ,.ra portata ad essere il

slica la palernilA e il palronalo della scienza di i|,.osli scienziati.

Questi si .spulciano dalla niHaNsiva e vogliono rimanere sul cani

I"' >vi h>


'i e dei fatti; ina non per questo sono le. lenisti.
'liticano le spiegazioni fatto in l.ase a pregiudiziali apiiori; ma
sono tuH'nlfro che sensisti: cl, anzi soslengoiu) h, nocessil ili

una elaborazione razionale dell'esperienza. Fanno delle riserve sul


la necessit razionale dello leggi; ma ne airerinaiio l'esistenza e

l'oggelliva uniformit: non sono diiiii|iie dei soggoliivisti. Ansi


lizzano il grado di cortezza delle ipotesi e dogli assiomi e discutono

nulla natura di essa; ma non sono afl'alto degli scodici. I due poli

del razionalismo dogmatico e dello scetticismo empirista, insom

ma, non li riguardano. Ci non toglie, per, che so ne sentano degli

echi e. Ielle analogie in certe loro rormiilazioni melodolo^iohc, nei


confronli con le riflessioni dei filoso!) dell'empirismo sulla scienza.
Il Cassirer, in alcune pagine del sur, volume sulla l'iluxojiit
thinUmniiihnio (*) utilizzando specialinci,le gli studi di-I l'.rnnel,

rammenta come il grande tisico olandese lluvglions, aveva nolati

che in fsica no,, si pu raggiungere la medesima, evidenza die si


raggiunge nelle dimostrazioni P deduzioni maleinalidio, ma solo

mia cerlezza inolio , e che nella coslru/.inne ,|,.|i:l srien/.a natu

rale una grande funzione esercitala dalle i/mtvxi, le (piali per


lui (a differenza dalle ipole.si carlesianej sono supposizioni espli
cative verosimili, che acquistano certezza (morale) se vengano con
formate dall'esperienza, l/allro olandese s'Gravesande mette in ri
lievo die il tisico, nello stabilire le sue leggi scientifiche, suppone
l'assioma (cll'uiiiformih) del corso naturale: assioma non dimo
strabile logicamente, mn. pragnintieniuonte ;
per via di de
duzione, ma per illazione analogica, rondala in ultima analisi
nulla bont del Creatore. ]| di lui discepolo .Mussdienbroek vuole
che Io scienziato si renili alla certezza
pirica della msttauzu tifila coesistenza di dinrxc (jnalil attestata dall'esperien
za nei corpi, senza presumere di dedurle le une dalle alile, e senza,
curarsi del problema metafisico, se tali qualit o propriet sgor

ghino dall'essenza della materia.

" '' <''<'"! r.an,Tsi. i,1Kh.si ,. ,t.,h.w,lc j, ,..

vi .KMvtoninno doveva seminare ai <ullo,i di scienza sperimenfale pii. adatto che non le monoliliH.e sistemazioni lilosolicl.o di

)e.scarles e di Leihniz. Ad esso si ,,,,iva rintluenza crescente dollemp.r.smo l||,,solico. in pie,,. sviluppo noi n.1}rh il terra
bisogna per andare cauti nellaltrilniire alla Mugoliti empiri-

!-)

Kknnt Cakkiukii. /,< fil<i*ufi,i ltiniliiiiiiiiisnio (Inni il

rcnw. l.ti Xii.,vm Muli. |!n>. Ci|i. II. . |i|

|.M.:llm.: v.uvxirr. v

[*K-r

i voi

Vii

'f* tilinm-iviiH ht.ltaiutoi* ,-t la iiivtlm,!,- <:n,r,i,iinil,ilc , Pruno- itti


-\1 III,,,- *i<\-lc (l'iiris, UWJ): Uu,,nt,tix, voi. Il: //,m- ,/ . ,,1,,,-r
rf.fH lu /.t-iiJirf wimllflquv et ptiilutHithluue <lu XVIIIimo aU-cli- (IViri.s IW'>

ItAZIilN.MJSMl) i:il KMCIU18M0

Vili.

13

In Francia avviene sposso, in questo periodo, che nella

stessa personalit ni preseli insieme lo scienziato e il filosofo; il

In* pu produrre degli inconvenienti, ove i due piani ventuno con


fusi. Pu darsi inoltre, che si lindi di un lili.si.ro che dileguile
in scienza, o di uno scienziato che Ilicilaute in IIokoIsi. La conlaminazione poi resa facile dal Tallo che il filosofo empirista
crede di occuparsi dei problemi ilei l'esperienza come lo scienzialo, inenlre in reall il suo vero prolileinti quello della gnoseolo

gia i> della psicologia della conoscenza sensibile, che allo scien
ziato non interessa.

Xon parlando dei filosofi materialisti (D'Ilolbacii, Lamettrie,


ere.) u dei filosofi scusisii M'omtillac, ecc), accenniamo a coloro

che. pi o meno scienziati e pi o meno filosofi, contribuirono ef


fettivamente alla

discussione metodologica :

l>'.\lcml)crt, .MauserInis, Diderol e UhIToii.

in

prima

linea

TT D'Aleniherl . un ma tenia licTcne crede di polersi ispirare

a Newton e insieme a Locke. Come newtoniano, combatte le ipo


tesi metafisiche. Come lockinno, afferma che tutte le nostre cono-

scema' direi te si riducono a quelle che noi riceviamo coi sensi; gli

assiomi per lui non sono che vuote proposizioni identirhe; le de


finizioni non altro che scelte, in l'ondo arbitrarie, di Tatti sensibili
elementari (il che spiegherebbe come i cartesiani e i leibuiziani non

si avvedessero che la loro controversia sulle forze vive era una que
stione di paiole, avendo essi scelto due diverse considerazioui f-

Domeniche, per altro egualmente legittime). Questo sensismo nointimitela non poteva per a lungo andare dar soddisfazione al
suo spirito di matematico. Infatti, nel considerare pi da vicino i
concelti geometrici e meccanici, egli, che pur li ritiene concetti
astratti dai sensi, riconosce loro un contenuto di verit ipoteti-

che , pi pure e pi esalte delle conoscenze di fatto; e concepisce


le proposizioni della gemile!ria come il limite intellettuale al quale
si approssimano le verit lisiche, anzi addirittura come la meta
fisica della tisica, ft evitica Icmvnte interessante questo contrasto
interno tra le persuasioni empiristico-sensisle e. il riconoscimento

del valore ideale della matematica, nella coscienza di un inatcmulieo aderente al lockismo.

Maiipertuis un fisico, che immette qualche altra dimensione

nel lavoro scientifico. Egli combatto il meccanicismo dei vortici


(artesiani e direnile Newton con la sua attrazione, sottolineando
ch' opera Iella scienza il descrivere, non il dare le spiegazioni.

Il

rj

" - AI.I.AItlA.MKNTI. I.l:i.l.-(.|!IX.Z<.XTK SIIKNTIKICI,

Ma ecco che una certa influenza tMht critica humiana lo pone

mi l> <'Hre o contro \cwlo,,. fjt, scienziato egli dice deve

at.fenersi agli elle!li. occuparsi, p. es.. della gravila, ma. della sua

ausa: , conserveremo, se si vuole, il nome di forza : ma non

la misureremo che con i suoi elicili apparenti: e ci ricorderemo

sempre che la Torza motrice, il potere che un corpo in inorimeli lo

h" ll' ""'""li.

gli altri, non che una parola inventala p.-r

suppl.re alle nostre conoscenze, e

signilica se non un risultalo

lei fenomeni. Notevole inline la sua ammissione di vedute te-

U'ologiche, che lo avvili.,:


nonostante le sue protesle, a Leibni*: difende il principio della minore quantit d'azione, o />,/,,>
<tn l//.//.r. come legittimo e recondo per la slessa ricerca e siste
mazione scienlilica. e come argomento valido per l'esistenza di un

Kssere onnipotente e sapienlissimo. ,<> ne dovre.

'"'I

I ^ far parob

| llr,r,is,,n,<t kauli

r!
r1

.ccupa.e -.1-

del 17.;:')

'

iMdeiol. uno spirilo vivo e irrequieto, che


,-ssi multiforni, dovevano portare ad una maggiore plasticit nell'in lerprelaz.one della natura: d.
b, Kn difTi.lenza verso la matematica
verso le sistemazioni, verso IVccessiva preoccupazione del metodo.
Mu.denza nonXceffica, ma critica: giacch egli oppone allo spiri-

to malenia ico. indo H.inso nella sua aulocoslruzione. l'indispen-

sal.,1, dell'esperimento ,. dcirosseiva/.ione; allo spirito di siste


ma, che presume di spiegare tutto, la funzione descrittiva dell-,

za. Fu specialmente la riflessione sui fenomeni della botanica che


gli recoi sentire i'insuncienza della metodologia malemafica e mec-

scienza; alla .schiavit di un metodo preconcepilo. il dovere di ade


guar*, incessantemente alla sempre nuova ricchezza dell'cspcrien-

'*! il ICISti .

fc col Itnh-wii che si compie co consapevolezza pi viva la

m vi e altri, che ci che vi abbiamo messo noi stessi. Le verit

svolta melodulogica dalla conoscenza tisico malematica alla conos.-enza biologica, anzi il passaggio dalla scienza alla storia della
natura. Le verit ma tematiche non s(
che verit di definizione-

fisiche non si appoggiano che sui ratti. L evidenza; qui certezza


Associando la matematica alla tisica, abbia,,,,, il vantaggio di'
splorare il qnaulo e il come delle cose: sennonch questa unione

''.' nMI whni " lisi(il '

!'' ifJ.iardare che un campo piccoli*

hiiiio d, <,ggetli; e il successo esplicalivo ch'essa pu raggiunKere


(p. es. con la concezione newtoniana dell'ai trazione) ottenuto -,
costo delle qualit tisiche dei corpi, da essa considerati in modo

L
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i .? "^ -e

- H!2 Ss.*

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i" - "Tui.\ i: iimiia >:. iiiui

Invia iiidovinariie il sommesso e sobrio rammarico. Quando il Lam


bert pubblic i suoi fnxuioloyisclir llhrfr (I7II), ove si prospellavano delle idee consimili, Kanl ridiiaui il precedente del suo

libro, rimasto ignoto al Lambert, e ne Fece un riassunto per inse


rirlo (come 7 Uri,ari, la a,/ .Iella 11 I':,,!,., nella sua nuova

opera Drr rinz'nj ntm/lh-lir ISiirris!fn,a,l H7V,:'.). (inalid pi lardi


nr

STOMA E TEOltlA )KL CLELO

[.Uti/niicinc \aluiijr.sdiklttc nini Thcorir. Ocs HiiiiiicIx del J755).


PlANO MKI.I.'oPKHA K SUOI rROlU.EMI

La sorpresa maggiore clic ci ofTre K:ml i|it|ii) i selle si li iti ili


silenzio e ili solitudine passali lonhino d:i Konigsborg, la pr-

spelliva astronomica t> cosmogonica presentata dal volume: Storia


11 nircr.*<ilc ih'lln inifimt e trinili tiri c'irlo, ossia Sat/yio sulla r.ostiI azione, e snll'orii/iiir inrrraiiirii ili lutto fu 11 irriso scrollilo i /irinrlii <li iXcirtoii.

Ten Ini ivo indubbiamente grandioso e vivo, risili hi lo di vaslo

lei turo e segno ili originalit geniale ohe sarebbe Imslalo nd assicurarc la Taina al giovane autore, si urlio perdio diretto al gran pub

blico e capace di appassionarlo per la sua calda eloquenza. ma


die un'avversa sorte capricciosa si divert a far rimanere pressoch
sconoscili lo ai contemporanei. Uno strano incidente il falliincu-

lo della casa editricc col consegnali (e sequeslro di tutte le pubbli


cazioni giacenti in magazzino imped die il volume, gi stam
palo laiionininj nel I7."m, avesse la sua prima naturale diffusione.
K vero, si. die ranno seguente il libro lorainai Fornito del nome,
dell'autore) poleva venire :ici|iiistalo nelle librerie, di .Konigshcrg;
ma il suo smercio duvet (e esser minimo, e gli mancarono segna
lazioni adeguale perch vi si ponesse attenzione nel pi largo pub
blico gei-manico: come si pollilo stabilire, sia in base a cerio
espressioni posteriori di Ilerder. sia per i dati receiilemeule rumili
dall'uliicio notizie delle bibliolccbc ledesdie (').
Slrano destino, al quale Kant seppe rassegnarsi. Tossiamo tutII)

Por i|in-sl

lix!i> 1. |,. altri i-In; seguono, pfr. Vhiii.amikii. Immaniicl

h'uiil, 1, ip. lii."tl(M; Aiiickks, Kaiit ala Xalnifnrxclin; II. pp. 200-20S.

apparve un'opera ilell'aslrouomo Ilerschel dall

luglio prospet

tive. Kaiil reco s che alla Iraduzii


lei losca di essa il'hrr tini
limi tir* II intuirli,, I7!l|| si aggiungessi, in appendice un osi ralle
del proprio lavoro giovanile, a cura di un suo amico proFos-:ore
Sia bello vedere, con quale .leFerenza egli si sia espresso in
ipielle duo occasioni nei riguardi di quegli uomini di scienza, e

eoli quale coscienza critica si sia accollo delle sue lacune e di ci

che v'era di arbitra rio in certe sue ipolesi d'una volla.


l'ole cos avvenire che non solo il Lambert e lo Ilei-schei, imi

il La placo etnei lesse, nel I7!lli. delle idee consimili, sempre senza

avere avulo notizia del precedeiile kantiano. Ci volle quasi un

secolo, perch l'Arago. vou lluiuholdl. |<> Seliopcnhaiier e altri rial-

lirasseru l'allenziune sull'opera rimasta sconosciuta, rivendican

do l'originalit d>^ giovane Kanl.

Tre sono le parti, in cui l'opera si divide, olire alla iulrodii


Rione. La. prima traccia in generale la sltiilliira del ciclo siedalo,

eoncepciido il sistema delle stelle lisse ad analogia del sistema pianolano e siippoioudo molli sistemi consimili iiell'immeiisil dello

spazio sotto la forma di nebulose ellitliche. La seconda parte


Ira-la dello sialo primitivo della ualiira. della rorinazione dei cor
pi celesti, delle cause del loto movimento e dei loro rapporti tanto
nel nostro sistema planetario, quanto in dilla la creazione. IO' di
visa in otto capitoli, che espongono lo ragioni di questa spiega
zione meccanica, voi do a Irallaro della diversa densit dei pia
neti, doll'eccentricil delle orbile planetarie, dell'origine delle comele, dei satelliti, dell'anello di Sahirno. della luce zodiacale,
della storia del sole, eie. I capitoli settimo e oliavo sono iiarlicolaimente intere salili, per lo sguardo gettalo sull'evoluzione inliuila dell'ituivciso nello spazio itilinilo e per la ricapitolazione
degli argomenti a Favore delhi
vii I -iti esplicativa. L'ultima
parlo, breve come la prima, si concede la libert di alcune piospedivo o ipotesi sull'abilabilit dei corpi celesti, sulla slrultura psicofisica dei loro abitatori e sul modo in cui possa e debba
pensarsi la vila rutura.

l'IA.NII IIKI.I.'oflMIA K BI'IH flIOIII.KMI

C' umilii roba, iliinquo. in iincsto scritto del trentenne Kniit.


Per valutare V Mhjniinnc Xtiftmjrxvhichtr in se stessa e dentro la
cornice dell'evoluzione lei pensiero preeritico kantiano, occorre in

primo luogo rendersi conto della sua singoli''' posizione tra la

scienza e la filosofia. Ter l'aspetto suo pi immediato, essa si pre


senta infatti come opera di scienza, sia pure in forma di abbozzo.
Ma min sguardo pi atfcnlo non tarda a scorgere un anirrcplan

lilosollco. che gi sostiene e dirige in qualche modo la stessa

spiegazione scientifica, e die poi fa sentire sempre pi la sua pre

senza nello rondo, con una quantit non indilTcreii|e di problemi


superiori, soprailutlo metafisici, sia pure soltanto sfiorati. Appar
tiene evidentemente al piano scientifico l'ipotesi della nebulosa
iper hi spiegazione del sistema solare e di tulio quanto il cielo
stellato!. Ila ci slesso suggerisce il problema del rapporto tra
scienza e storia della nalnra: cosa, che inquadra lo scritto kan

tiano nella storia della scienza, inserendolo nel momento in cui si

.pelava la svolta dal Newton al liulToii. Quando poi Kanl, appro

fondendo l'esame delle condizioni dei supposti di quella ipotesi

astronomica, passa ad esporre una spiegazione meccanica della eo^


sminuirne e dell'origine dell'universo, noi restiamo incerti se ci
troviamo in un clima scientifico o in un clima pi o meno filoso
fici! di cosmologia (il snono ili questa parola ci desta nella me
moria un'altra serie di problemi, e il loro trascolorile dalla
i'tmitolatjia omerali* di Wnirf del 17.I \rK**ai tic cosiiwloaic

III

frontiere tra la spiegazione scientifica e la persuasioue teistica,

o si allacciano sul rapporto Ira meccanicismo e teleologia; o urtanolu^lTldiTm lieila vita; o non possono fare a meno di accen

nine al problema del male e della leodicea. Anche per questa parte
Illosolica. e per le slesse sue relazioni o coiihiniiirnssioiii con i pro

blemi scientifici e cosmologici, l'opera kantiana accusa o fa rievo


care ilei precedenti storici, nelle dispule dell'epoca. N le compli

cazioni si arrestano qui: giacche il giovane scienzato e filosofo


senle il bisogno di esprimere delle vedute psicologici! a antropo-

logiche: sente anzi il bisogno di accennare a problemi religiosi, in


cui si sente l'eco della rivelazione cristiana.

Ora, se altri, nel render conto di quest'opera, possono prefe


rire di sfrondarla delle vegetazioni eterogenee, esponendo soltanto
quello che ad essi seminii pi essenziale e significativo e attutando

HIIIIIIA

V. 'IT.OKIA

lift.

CIK1.I)

i contrasti o le incerlezze. noi avremo invece la pii

iipuzione di

non perdere di visla la complessila dei problemi, nel loro mutuo


condizionamento e nel loro slesso incrociarsi e tenzonare. Tulio il
periodo precritico una fernienlazione e una crisi; e. uno dei do
cumenti pi significativi ne VAlluminili' Xiilnrtfwhh-blc. Si pre

cluderebbe la via a intendere il pensiero posteriore di Kanl colui


che non percepisse i limili e le lacune e le ilifficoll di questo
anteriore naturalismo, e non rilevasse il travaglio anlinotiiieo che

qui
come in nllre opere cronologicamente vicine sordamen
te in atlo. prima che nella coscienza di TCant sorga esplicita la

riflessione sul problema delle anlinoinie. C' anzi di pi. 11 grup


po di problemi in cui s'impiglia quest'opera del 17.". del rapporto,

per es.. Ira meccanicismo e finalismo, della nalura della viln. ecc,
non verr risolto u Incitalo nella Critica tirila rtiifhn pun e
nella ('ritira tirila nitritili pralira. ina rispunter nella Crii ira tiri
trinili;'! per ricevervi una pi adeguala soddisfazione. Lo studio
iusomma degli equivoci e delle esigenze fcruicnlanli in quest'ope

ra giovanile non pu dirsi del tulio indifferente per riuleiidimcnlo di (ulta la parabola del pensiero kantiano.
Non semltrvr dunque eeressivo al lei ture l'analisi che dedi
cheremo ai principali aspelli dell'opera.

La hikka'/.ionk i.a simkka/.ionk mkihmnuw iki. monili

k i.b ritovi: rat i.'ksirtknza ii ino {')

del Mauperliiis del 1751). Ila l'aspetto filosofici ci viene incontro

pi inequivocabilmente l dove le pagine kantiane discutono le

Kanl ben consapevole dell'ardimenlo pressoch leuierario


della sua impresa : scoprire ci che v' di sistema lieo nell'uni verso
fisico, dedurre In formazione dei corpi celesti e ronfiine dei loro
movimenTHIallo sialo priinilivo della nalura. secondo leggi mec
caniche!

'

Prevede che gli si muoveranno sopra!IiiMo due obiezioni.


Se il cosmo cimi ludo il suo ordine e la sua bellezza l'elicilo
('delle sole leggi generali del molo, allora si svuola l'argonieiilo per
resistenza del Crenlorc, dallo dalla bellezza dell'universo, giacche la mhira apparirebbe siifliricule a se slessa, e sarebbe inutile
jl governo divino. Non si ripreseli In cosi Hpicuro?
(2) Nini la sola l'rrfu; itine n offrir interesse filosofi-". - IVr i |iremteliH sl.n-i.-l iMl'AVfirmrlvr Xatttiyrtrhirl.tr olio repello filosofi!-", cfr.
IV Meszkr. Knfs Lchvr i-n <rr Kutiricklinuj In Valiti- uii-l arseliwlitr, WrUn 1011, i>p. (5-1.7.

l..\

I)'jillr:i

SIMKCAZIOM:

MECCANICA

IlEI.

parie, un simile progetto non supera

forse le forze

ik'llii ragione iiiii;iii;i?


Al hi

prima

obiezione

Kanl

risponde che egli,

III - Stl'IUA

51

MONDO

ben

convinto

<l('ll'inf;illibilit! delle verit divine e pronto si ribellino ci che vi


contrasta, incoraggialo nel suo proposilo proprio dulia concnr<liii ch'egli vede tra il suo sistema e hi religione. Uiconosee il va

lore degli argomenti che fiinno leva .sulla bellezza e sull'ordine


perivi lo del inondo, ma all'ernia che i difensori della religione, col

sconcertanli

per una

K TKIIItlA URI. CIKI.ll

ijiela fisica

prove

lomisle del

l'esistenza di Dio non ne troviamo una che faccia appello ai mi


racoli, o alla particolare utilit di certi fenomeni. Era questo in

vece il caso di certi apologeti illuministi del Sellerei!lo. e della


loro tisico-teologia (si ricordino la teologia tisica e la teologia
astronomica dell'inglese Dcrham; o il tedesco Lesser con la sua
teologi delle conchiglie e quella degli insetli). Ed era ciiiinentp.inenle illuministica la concezione del fiinilismo estrinseco e la sua.

dei mezzi al line fossero concepite trumo estranei.' siila natura; se

utilizzazione in teologia naturale: onde il molleggio di Vollaire,


che il naso, cosi, sarebbe sialo crealo per potervi mellere su gli
occhiali! Kiconliiiiuo aiicnni, che se lo stesso "Newton minile!leva
la necessita di Hloeehi divini per rimellere in carreggiala la 1o-

si ritenesse che questa, abbandonala a s soIm. non potrebbe dare

goraillesi macchina del mondo, egli in ci non si ispirava alTallo

servirsi niiiliimeuie di tali argomenti, perpetuano il conllitto coi


naturalisti, offrendo loro il Manco debole.

8e l'armonia, la bellezza, la llnnlilii, la {verfetln rispondenza

che disordine, e che perci essa abbia bisogno dell'intervento di


una mano estranea, allora s che la materia e le sue leggi genei-hI sarebbero iiialdcslrauiciilc riconosciute come indipendenti da.
Dio!

IO si

farebbe anche

torlo a

l>io, dicliiiiraudolo creatore; di

una macchina imperfetta, bisognosa di ritocchi estrinseci. Se poi,


nel constatare l'utilit di certi fenomeni (p. es. di quel vento fre

sco che si leva di mattina sull'isola della (ininaicn a temperarne


l'arsura), li si volesse considerare come disposizioni vtraordinarie,
da spiegare direilameiile con le cause liliali e coti Dio, si urlereb
be il naturalista che deve pur nudare in cerca delle cause naturati

alla linea cliissca della metafisica tradizionale.

^la in ci che dico TC:inI c' pure qualcosa, che esige qualche
precisazione. Vi affiora una cerla mentalit scientifica, che assu
me di linieri' tulio dedurre dalle sole leggi del molo e dalle sole
forze di attrazione e di repulsione, e che conferisce loro il peso
d'iin'intriuseca necessit. C' insomma la persuasione che la fisi
ca meccanicista\sia pure integrala dal dinamismo newtoniano,

sia suirieenle a spiegare l'universo, l puf rii davvero la fisica, in


'quanto scienza, provare Dio? f,e prove torniste erano di carallcrc

metafisico:

facevano leva

sulla

contingenza metafisica.

D'altra

li tali fenomeni nelle propriet pi generali dell'aria: e ogni pro

parte, la concezione meccanicista gi pi die mera scienza, per-

gresso fatto dal naturalista in tale senso sarebbe un trionfo per

eh conferisce ni suoi coucclli (le parlirelle. le due forze) un peso


metafisico e quasi il valore di principi assoluti. 'Nini sappiamo se

gli atei e i liberi pensatori.


Adoperiamo invece (|iielle armi stesse contro li loro. Quegli

ICniil, per adesso, sia venuto in chiaro sulla natura del conosce

effetti ip. es. i venti, le nuvole, la pioggia, i corsi d'acqua, ecc.)

re scientifico. Egli, per allro. crede di poter risalire a un Tnlel-

non sono prodotti da quelle leggi por un puro caso. Come sa

rebbe possibile che cose di diverse nature debbano tendere ad ef


fettuare armonie e bellezze cos egregie, a servire addirittura ad
esseri che si Irovinio al ili fuori dell'allibilo della materia moria,
e cio ali'ulilil degli uomini e degli animali, se ewe non ricono

scessero un'origine comune, e cio un intelletto infiniti in cui fu


rono convenientemente diseguale le propriet essenziali di tutte le
cose?. lAk-Ansg., I. p. 22"i(.

Queste considerazioni

kantiane

(che vedremo

ritornare, con

qualche nuovo sviluppo e spostamento concettuale, in un'altra olie

ra precritica di Kant del 17(K5, e cio iiHITh/co nryonieiilo puxxh


diniostrazione dell'esistenza di Dio) non sono poi

bile {icr inni

letto divino. Ma non sappiamo sino a qual jinuto egli conosca e


condivida i tentativi falli da Leibniz per armonizzare, totalmen
te e 7 hifrimero. la spiegazione meccanicista con la spiegazio
ne Ideologica. Tifi grave ancora l'affermazione, della necessit

delle leggi fisiche e del corso naturale, quasi fossero di necessil


malemat'ca o di necessit essenziale feil proprio quello che ap
parir nello sfondo coliceli u le dell'Pniro art/oiurnln possibile);
mentre Ira pochi anni vedremo Kanl sempre pi accorgersi del

carattere sintetico delle proposizioni fisiche e di esperienza: ca


rattere sintetico, che quindi le distanzia dalla necessil logica

dell'identit, e clic solleva problemi gnoseologie! (quello p. es.

I ;<[

fxt<
.A Sl'IKISAJilONK MKCCANICA IIIX MOMIU

tei

III - KTIHHA K TKltlHA IIK1. CIKMI

della liversit del e-onosi-ore umano da quello divino) e pro


blemi mctalisici ipiM- esempio tinello, se le leggi fisiche e il
orso concreto ilei mondo dipendano dall'intelletto o dalla volont
di

Dio).

Del resto, die il pensiero kantiano sui per lo meno mutilo in


questa Storia iniinTxale della natura e t varia del ciclo, lo mostra
il

fntto fhe, proprio sul

pi

liei In delle sue alTerinuzioiii mecca-

uit-islirlie, confessa rimpossiliilil di spiegare roti esse le pi sem

plici r<nnii' della vita organica : Siamo forse in grado di dire:


datemi della materia, ed io vi mostrer come possa generarsi un
liruco? Kon restiamo noi forse in secco appena fatto il primo
passo, per l'ignoranza die ulilihimo sulla vera, intima costituzio
ne dell'oggetto e per la. complessila clic aggroviglia le sue molte
plici propriet? Nessuno stupisca, dunque, se io non esito a
dire, clic pi Hi file veder cliiaro nella Formazione dei corpi ce
lesti, nella causa dei loro movimenti e, in una parola, nell'origine
di Indii quaulii l'attuale costituzione dell'universo, anzich cono

scere distintamente e adeguatamente mediante principi meccani


ci la produzione d'un filo d'erba o d'un bruco (li, p. 230).
__

Ad ogni modo, non si dimentichi che VAIIi/eiiicinc Xuturyt^


srhirlitc solo una parte del pensiero kantiano nel 17"i"i. L'altra fa e- 1

eia, pi decisameli le mela tisica, noi la vedremo nella Xont diliici- \


ila th.

La seconda obiezione potrebbe partire dal richiamo ai limiti


dell'in Ielle-Ilo umano, troppo debole per potere osare tale impre
sa. lo anniento questa dilTicolta risponde Kant mostra mio di
stintamente che proprio questa ricerca, tra le tante che si possono
Tare intorno alla natura, quella per cui si pu arrivare lino al
l'origine nel modo pi agevole e sicuro (li, p. 22U), appunto
per la semplicit e l'evidenza dei concetti meccanici cui essa ricor
re. Con ci vorr Kanl forse lire che l'intelligibilit meccanica
adegui la realt in s? f: in questo punto Ivaleva la pena d'in
dividuarlo nettamente nella sua origine o esemplificazione concre
ta) che s'innester l'autocritica inesorabile di Kant.
Ter altro, Kaul distingue nella sua spiegazione meccanica del
l'universo varie parli o vari aspetti, con vari grado di stringenza o ili probabilit (II, pp. J:!r>^:!(i). Ne parleremo ancora in se
guito.

in

Kant sotto

i.'akpktto kcikntikico

IO' opportuno distinguere, con l'Adickes (n|. la l'alio I dalla


Parie U dell'opera di Kanl. Quella costituisce la < teoria del eieIo, questa la storia naturale del ch'Io. La prima estende per
analogia la struttura del nostre sistema planetario a lutto l'uni
verso stellalo: la seconda vuoi dimoslrare l'origine meccanica del
mondo, e paliicolarinculi' lei nostro sistema solare, dal caos pri
mitivo alle formazioni celesti oggi osservabili, secondo le sole leg
gi meccaniche.

Dell'una come dell'alila, possono essere addititi dei preceden

ti storici.

Precursore di Kant. riguardo alle prospettivo della Teoria


del ciclo Tu Thomas Wrighl of Durham (da non confondere col
gi menzionalo Deiiisini della teologia Tisica e della teologia astro
nomica) in un'opera del I7~.(l. preceduti alla sua volta dallo Hailey (in uno scritto del 17.1.8). e dall'astronomo .Taines lt rad lev (.ceni

una pubblicazione del 17IR). Kant conobbe le idee del Wright solo
indirettamente', per mezzo di una recensione che no dava un espo

sto assai sommario o incompiuto; e cita anche il P.radle.v. Non


il raso di esponi1 qui quello eiie cV- di derivato e quelle che c' di
originale nella costruzione di Kant, il quale comincia l'estensione
analogica della struttura del sistema solare alla via lattea e allo

lenitanissime nebulose oliitiie-he. pree-orrende in parte la posterio


re eisservaziono telescopica.

Ter pianto riguarda i precedenti storici della spiegazione


meccanica lell'origino del sistema solare e dell'universo sidereo
in genere. >ggetto della II Parte dell'opera kantiana, da ricorda
re, inni tanto lo Swodenborg (4|, quanto il l'uiTnu (pel primo volu
me della sua llhtnirc iialitrcllc, 174!l|. Anche qui rosta un buon
margine per l'originalit di Kanl. Kgli procede pi scionlinVameii1/AnKKKs nel suo Knnl ni \nturfur*clirr, ilt-Uleii a i|in-slii i>jn-ra

eisinoiiHikn kiiiiliaiin im":ini|i;i si-zinni- d pi li UHI ]i:iirine lv<il. Il, pi'- 2O(i-

:U.ril, e si nvviil>, em< 0 ben niiluriih. dt-Kll Minii preiunlentl, tilt1 'M utlII/7.II

II COiTI'UCC (lll)Sl!lll7.:iliUIH'lllc.

Il)

I.'Aiiicki-x. vi si

riTinn

un pii"

l"/'. rii.,

lt. pp. Jlll-'JlMIi.

M:i

l:i

(i spirfi:tzlinii' iiiei'i-iinicit ilcll<i Swi'ili'iilini'K '* |>i<:< iti slriiin- esfiiKlInximil :


rr. H. llKN/. HirrHrnbiirti, Miiiirlii-ii. lil-IS. p. t:itl skk.. - Swcil-n1i<irK ^iin li
riciii-diii'f. |)intlosti), n propnsito itellc idee lui ni Iti ne stilisi iililliiliilllti ilvl
piimeli (III l'urlo ili-llii Ali;/. X<iliinnxrliiclit<r. efr. llKNZ, flViilciilionj ili
iirutxrhuHtl. Kmiikfurl, 1!M7, p. Jl!4 sg;;.

L'iroTKBI IH

KANT SOTTO l/AS PETTO SCIENTIFICO

55

te c!n> non il fantasioso S\veleiihorg. e si distingue nettamente,


|km- lii sua spe<'iale spiegazione del processo meccanico cui tleve
ronfiine il sistema solare, dal Unitoli (il quale invece supponeva
il cozzo del sole con una cometa).

l>(>l resto, (orniamo mi avveri ire che la scienza in Kanl si con-

jtainimi di ambizioni metarisiclie o filosofiche. Jfon si tratta tnn-

lo, per lui, ili slaliilire un ]irimo fatto, ili supporre cio un primo
Iivveninicnlo o ima situazione iniziale, da cui poi xccomlo le leggi
ueccaniclie e le Torze naturali si sarebbe svolto il processo di for

inazione del sistema solare (e degli altri sistemi celesti, del l'uni
verso in genere) sino alla configurazione attuale: quanto di de
durre tutto, i primi fatti e le prime coudizioni comprese, dalle g-

iiernli leggi del moto e dell'attrazione e repulsione. Lo stesso Desartes aveva dovuto supporre una certa quantit di moto, impres
sa inizialmente dall'esterno alla passiva materia estesa dalla inano del Creatore. Newton aveva intrinsecalo alla materia stessa la

forza di gravitazione (della quale per si era rifiutato di escogita

re la causa), ma si era accontentato li ricostruire col calcolo, in


base ai dati forniti dallo stato meccanico attuale, lo stalo mecca

nico di qualsiasi momento del passalo. Kaut invece tende a elimi


nare ogni supposizione e ogni dato di fatto; e sembra che voglia
lutti ricavare dalla pura formatila delle leggi della meccanica:
prcss'n poco come l'idealismo da lui sorlo tender poi a eliminare

ogni a posteriori e creder di poter dedurre il contenuto dalla for

ma, l'esistenza dall'essenza, la molteplicit dall'unit, il concreto


individualo e storici dal trascendentale.
Kello stato caotico iniziale Kant, forse in grazia della sua de

111 - STOMA E TKOItlA IIKI. VVA.

r,C

ne Tormale di quelle leggi: tanto meno ne pu venire dedotto o


spiegato il sorgere del movimento di rotazione, ch' pure il fatto
pi cospicuo e generale che l'osservazione astronomica ci attesta.

La meccanica, ci assicura che nessuna rotazione permanente pu


crearsi per effetto di forza d'attrazione. Kestu inoltre insoluta la

l questione lei senso di rotazione, cio per (piai ragione essa sia
Iquello che. gli astronomi chiamano direlto, ossia nel senso da de

stra a sinistra i"). K diratti il La pince, che diede all'ipotesi l'ar

ma tura matematica direi tante in Kanl, nel suo saggio di mecca


nica celeste, condotto con metodo .scieulilieo sgombro dei llloxidemi cheaduggiauo il meccanicismo kantiano, ammette (in dall'inizio
nella nebulosa, in base ai vari ordini di fenomeni che l'osservazione
ci presenta e che si tratta di spiegare, un movimento di rotazione,
non ulteriormente deducibile.

Il'nlIni parte, la lipicseiilazione laplaciana dell'ipotesi, con


tutta la sua integrazione mal
lica e I
iova impostazione me
todologica, doveva svelare, dopo un ampio e lungo successo, le

sue insudicienze. La diflicolt di spiegare con essa la dissimmetria


tra il piano equatoriale del sole e i piani delle orbile planetarie ed
altre diflicolt suscitale dalla posteriore osservazione astronomica,
(p. es. quella del moto retrogrado di alcuni satelliti), obbligarono
inaii ninno ad incessanti ritocchi e rielaborazioni teoriebe. Sorsero
cos la teoria riformata del Fave, l'ipotesi plauetesimale di Chainberlin e -Moulton, gli sviluppi originali del .Jeans, ecc.: e l'astro
nomia, specialmente dopo la teoria della relativit, , oggi pi che
mai, allo stato fluido.

duzione dalle sole leggi generali, deve ammettere una distribuzio


ne uguale delle particclle materiali nello spazio infinito. Seniion-

cli. per spiegare la. formazione di vari centri d'attrazione maggio


re, egli ben presi o cosi re Ilo a. postulare, non solo diverse specie
di elementi con diversa, densit specifica, ina anche unii, loro ine
guale distribuzione; e cio la presenza, iniziale di vari agglome

ri! menti pi densi, qua e l, e specialmente di uno maggiore al

centro dell'universo (.'"'). Queste presupposizioni non possono evi


dentemente, venire giustificate o dedotte dalla, sola considcruzio-

(.".) Kant. Mlpcmcinc 'Kalurycxchh'hlv ioc, II l'urte, cani- I e VII (im1I'ihI. ili-ll'Amuleiiiia, I, |>. 204, 201, 203, 311). Cfr. Aiiicker, />. cit., Il, p. 240
in noia ; i>. 251 in nota.

A IMI lOUl K Al'OSTRI! lOIU

Non

bisogna

per dimenticare che quest'opera

del

giovane

Kant stala scritta piasi due secoli la. La sua sintesi andare non

disponeva li tutte quelle conoscenze, che l'astronomia doveva


poi acquisire coi suoi crescenti e formidabili progressi. Sarebbe
quindi ingiusto il meravigliarsi del semplicismo, delle lacune e de
gli sbagli che in essa, non nimicano; Itcncli di tali deficienze la ve(li)
Sii.MK11.IANA, liiotixi r ilixi-iixxioiti i-oxintH/oiiirtic. hi 10ncii-1ii|irillii
rIiiiIim 1>lli> neh-ira' ilclli- l"i-i> ii|>i'li;r/liiii .. a i-imi ili A. IVcrlli. Militili
UHI. I. p. (!4!1. - Cfr. AmoKics. tip. rii.. II. ||. ">. KI. uniti H\ culi I rimanili
ti Ile oliere li Xkwwimii-Kjmif.i.makx. Sv. Auitin:.Nirs cil nitri.

APIln

Al'<>STKI!Hlt:l

r>T

sponsabilil. cada lidie sulla tendenza .leil'autore, ad abusare delle analogie \ iiisonnua. sul suo gusto per le costruzioni apriiliste. .Ma, in 'mezzo a mesti iiarlicolaii caduchi, quali intuizioni

[j-enjajj: I7eslensione ilei l'alt riduzine di un sistema planetario

I agli altri sdi e ratTei-iiiazione li una analoga sistematicit per la^


Calassi e per le altre, nebulose, anzi per tutto l'universo uuitaI riamente; 1=) concezione che la sterminata natura sia una Fe-

| njce che invecchia e rinasce nella contemporaneit li vari nion-

di o sistemi in vario irradii li^sviluppo: la sintesi di scienza e di


slTiHa della natura iiiiTsTuc l'ilea li evoluzione: cito delle intu

z'ioni irrandiose. che possnnn fare la gloria di un uomo.

Oggi, a dire il vero, imn ha pi il cimo incondizionato

per il genio e per le intuizioni geniali, proprio dell'et romantica:


I e ben si sa quale pazienza e quali cautele occorrano alla elabora-

| zinne l;orii-a, nella quale debbono inlrecciarsi i vari momenti e le


varie funzioni dell'osservazione. drU'ipolesi. della deduzione, del

calcolo. La costruzione deve partire dall'osservazione e non perder

mai il contatto con essa; l'analogia deve sottomettere i suoi sug-

in - storia t: Ti:mn.v mki. cii-i.o

r.s

infatti, ci -toccher di occuparcene, specialmenle a proposilo di


quei corsi di geografia lisira a cui egli si dedicher con crescente
interesse.

Newton e i principi della sua meccanica sono dunque cnlralh

lei l'orizzonte kantiano, e non vi tramonteranno pi I7). (ilici prin


cipi hanno dato lilialmente equilibrio alle varie esigenze avanzale

dalle diverse scuole: baiino portalo a rompimento l'elaborazione


dei concetti scientifici iniziatasi nell'epoca moderna: hanno ora
mai assicuralo la stabilit della scienza. Neanche la spiegazione
dell'evoluzione naturale pu farne a meno: si pu dire che essi ne

l'orinino la premessa a priori. (Ecco un secondo senso, pi preciso


e meglio rispondente alla mentalit kantiana, dell' apriori ). Si
pu seguire la traccia dell'influsso della scienza newtoniana,
divenula paradigma e criterio nello spirilo di Kanl, per tulio il pe
riodo previsto e olire. Tra qualche anno
ricordiamo qui soltan
to due tappe e srelte Ira le pi ra rat Irrisi irhe Kanl vorr, in
trodurre il melodi induttivo o speriineiilaleesallo nella melafisi-

' geriincnli all'esame concreto e al controllo del calcolo; l'ipotesi va

' ca o in qualche parie della filosofia [lrutttrlihrt, ITISI: Xn/olirc


(IriiKKi'ii, I7li:i).\per poi finire col concepire l'ontologia come scien
za degli apriori informanti la scienza Nsicoinalemalica. e cio dei

I apriorismo. (Kcco un primo largo sensi in cui pu venir preso il

hanno cara fiere formale, e .imo incapaci di generare quelle sin

deduttivamente sviluppala e sperinienlalmente collaudata. Altrij menti, costruzione, analogia e ipolesi rischiano di costituire un

termine apriori ).

Ora, se vero che VAfli/niniur Xiiinnfrxrhirhfr presenta, co-

I me Isivoro scientifico, il diretto di un cerio apriorismo per la nella

dcl> sue sintesi di fronte alla siarsezza dei suoi dati e ilei suoi
calcoli, e per le sue lacune e i suoi sbagli, faremmo male a dimen-

I licare che proprio in quest'opera, comincia a manifeslarsi l'indiiI so di Newton su Kanl. e proprio per quanto riguarda la conce
j

zione della scienza. Nonostante quei difetti e quelle intemperanze,


l'npcra appare ini'
tata dall'ideale della scienza newtoniana, col

1 suo rii ino alleiI

li induzioni- e di deduzione, i-osi diverso dal me

todo deduttivo ili Uesiarles. l" Newton che vi <-:impeggia. Anelic


pi del Unirmi: bench vi si lenti qualcosa, cui il grsinde inglese

non volle accingersi e si allacci invece il naturalista francese.

principi della meccanica newtoniana. ((Questi apriori. comunque,


tesi leoriche in ini si cimentavano le costruzioni apriorisliclie di
cui pi su si parlava).

Adesso, neir.l//.'/'7Mn'j/r X<iliir(frnvliivlilr, siamo ben

lontani

da questi sviluppi. Ila il geline, e l'esca per la riflessione proble

matica, ricca di tormenti e di sorprese, si pu dire che ci sono di


gi. K c' ancora qunlcos'altro. pi vicino oramai alla consapevo

lezza esplicita. La spiegazione scientifica meccanica dell'evoluzio


ne cosmica, per i suoi stessi orizzonti e le sue slesse esigenze ob
bliga lo scienziato a risalile senza fine nel passati e sulla sola li
nea delle cause meccaniche, respingendo il problema dell'inizio
temporale e facendo astrazione dalla spiegazione finalista. Kanl
crede in l>io ed persuaso che le chiavi del meccanicismo siano nel

la teleologia: ma nella sua opera di scienziato sento che non pu

cio la spiegazione dell'origine e dello sviluppi della terra e dei


corpi celesti, si rapisce che il compilo ili servirsi dei principi della
scienza newtoniana per dedurre la storia della natura compito

slrutliiiii metodologica; mentre, d'altra parte, lui, col suo peusiit-

Kanl in difficolt, che destavano una follsi di problemi. Tra poco,

(7| Cfr. J. SllMriKKit. Alo- Eiiiflwts ile* AVirfiir.ir/irii Wiltltlilcx ttnf


die l'hilu.ioiiliiv Kantx, in l'liil<iscilil-lifS Jiihrliuuii , l'-l-'il, pii. "2-"8.

uiauifcslalo persimi nel titolo dell'opera dovesse fai- imballere.

far ricorso ad essi, l.n scienza iu-deve prescindere per la sua slessa

MATERIA t: SI'IRITO

59

Ili - XT.IIIIA K TK.HtlA 1IJX CHIMI

io integrale, in virt ili min ragione filosofica rlie ben pi am


pi titolisi ragione scientifica matematica o meccanica, poni' quei
problemi come validi e incessali, Che la struttura della scienza,

corpo cli' la parlo visibile del suo essere, e la cui uuileria non so

ma limitalo e diverso dalla lealt in s? lErro un terzo senso di

visibile spirilo che l'anima, ma anche indispensabile a ripeterli

erriamo, indicare queste potenzialit nelle riflessioni kantiano


.li negli anni pu giovare intendere v valutare li sviluppi po

cui si sviluppa il suo corpo, le fa col l della sua natura pensante

steriori.

una capacit stabile e virilo solo quando le fibre dei suoi organi

i* agilit fisica. I.'ninno fallo per accogliere le inipresssioui e le

eccilazioiii. che il mondo dovr desiare in lui. per mezzo di quel

.lumino, sia un orizzonte ideale soggettivo, mi a priori necessario, si,

lo serve ad imprimere i primi concedi dogli oggetti esteriori all'in

priori, o un nuovo inculo di prospettarlo e valutarlo). e non

intornii monte, a coniici torli, insomma a pensare. Nella misura in

fi

ricevono allres corrispondenti gradi di perfeziono e raggiungono


hanno raggiunto quella salde;-./a e persistenza eh' il compimento

del loro sviluppo il. pp. :\?t?il\7,ti). Sembra quindi che anche per

La HI Parte si concede delle considerazioni sull'abitabilit,

rimane a questo grado di s\ iltippo. l.a facolt di coniici loro con

celli

Knnt attribuisce un valore che va dalla vcnmmiyliuiiza pi o nie-x


parte dei pianeti certo abitata; e quelli che non lo sono, lo sa

ranno un giorno (II, p. :B54); non cerio una. necessit il peu-i


sarlo, ma sarebbe una stoltezza (riuv Uuunrinithrit) il negarlo (11,
1 352). il credere l'uomo il centro e il fine di tutta la creazione.

studio sul o l'iisclies System .

dominare

le

passioni

mediani

una

lihe-

che sciupa le suo eccellenti facolt per quegli scopi, che le allre \

sicuramente e coiiveuieulemeiilo. Kgli diverrebbe la crealura pi


spregevole di tutte, almeno agli occhi della vera saggezza, so non

I
I

noti fosse riservata la fase di uno svolgimento completo (/Vi).

lo elevasse la speranza del fui uro e se itile forze in lui racchiuse I

flessione (li, p. :t~>4). Noi vogliamo esaminare quali limitazio

mordenti |...iiie di n suo urlici..: fw ci* ilelaphwkcr riv.il.. roiiln


rAccldi-iiiiu l'iiisshuia, elle aveva Indellu c.iic.irso n premio jht il

di

creature raggiungono con facolt di mollo inferiori. mollo pi \

tutto le nature, che la sua strabocchevole ricchezza produce. Dalla


.lasso pi sublime degli esseri pensanti al pi spregevole insetto
nessun anello le indifferente; e nessuno pu mancarle, senza
che ne venga spezzata la bellezza del tutto, che consiste nella con-

(Si Knnt mmrew.ii ed lm-iistcnin Moliti suii poni brani del Saggi millUwmn di .mei Voi* <!> wll *<**.. mino 17C5 il Uawiaii ilinwinvii nelle

g mono di tulli' le iillre creature lo scopo della sua esistenza, per- I

Wfinita della creazione abbraccia in s con uguale necessit

Il principio loibiii/iauo della continuila, illumiuisticniuenle

astraili

i
la applicazione delle conoscenze intellettuali fa tardi la sua
t comparsa, e in cerluiii mai in tutta la loro vila (Jl, p. ;:."i(i). Presso i pi. sembra, che la vila non vada oltre le funzioni di nutrir
si, riprodiirsi. croscer, invecchiare e inorilo. I/uomo ragginn^7

no iri-esistibile alla coui/Muni pi o meno ardita. La maggior

superficializza lo alla l'opc t") suggerisce dunque a Knnt l'idea di


una scala ili esseri rorporcospiriluali, con indefinite gradazioni
di sviluppo psichico, oorrispondonli ad nitrellanti gradi di finezza

Ir

disfare i bisogni pratici della vila corporea: e in cerii uomini si

deli ashi, e sulle relazioni Ira materia e spirito, che oltrepassa


levolmonle la cornice risica delle parti precedenti. Ad osso

ni patiscano la facolt di pensare razionalmente e il movimento del


corpo che le ubbidisce, dalla diversa, costituzione che lui la materia,
cui osso legato a seconda della distanza del sole (li, p. 3Z~A.

l'uomo siano concepibili dei gradi di sviluppo, anzi dello forme di


sviluppo incompleto, allo quali tanti individui possono anche fer
marsi. Lo prime a svilupparsi sono quelle Tarulla che servono a sod

MaTEKIA E RI'IHITO

1/UULi l.

follie intender queste strane ed amare espressioni kantiane?


C' da vedervi mia concezione naliiralislica, che nega a lauti, anzi
ai pi dogli uomini, il raggiiiugiinonlo della vila intellettuale espirituale, nel senso di ipieirarislocralico disprezzo del volgo,

di cui poi egli l'ara ammenda dopo la scoperta di i.onssoau? <> am


inoti oro per tulli la possibilit del pieno sviluppo morale, l'esi
stenza dell'identica essenza umana? Suffragano purtroppo la pri
ma inlerprolazione lo colisi.lei-azioni che seguono: ha natura
umana, che nella scala degli esseri costituisce per cosi dire il gra
dino intermedio, si vede psta in mozzo ai due limili osi remi della
[scala della | perfeziono, da cui i\\u> capi essa ugualmente lonta
na. Se pensando alle classi pi sublimi di creature razionali che

IL

L,
|
li!

~_

z 13

r- .r ' |

J
VK....A

mi - stoima k ti:hiia uh. ciri.u

(il

TK(1KS,.n

.Ma WUUtniiriur \,tlnni'X'lii,hlr rispecchia al tirsi, polreiaim


dire, tulle le complicazioni r sili equivoci drlla \nfkhintuti.

Parecchie citazioni del parafai" precedente sarai

stale

,
sorpresa per .|iialciino rhe di .piesfopi-ra kantiana conosceva
una convenzionale prese..fazione semplicistica. Quei Halli pessimi

stici son pure in un conleslo ollimista. t,uclln specie di empiri


smo che or ora abbiamo caratterizzalo nella cornice del raziona

lismo della intelligibilit meccanica. (Mei naturalismo che poro


Ta ci sembr il carallere sali.
lellallnale visione kantiana ha

ai suoi marini la presenza di Pio e la speranza delir.nin.orlal.la

,. :.,,.,! Mifiuw sop.auna'nralislici. (Mei mecca.lirismo conTessa i suoi limili di fronte all'eni}:nia della vita <<!::

a.

Orbene. Kanl cede nella ronciliabilil o nella i.lenlificaz.o,. orifiinaria del meccanicismo e del finalismo lcI ..campo delle

verit eterne.. ljn:inl mejjli.. .oi.osrcrenio la naliira. Inni |im

roinprcndr.rino rhe le pmpi irla ...musali dell.- rosr

slranee o separale Ha di loro. IYnr.rr.no a'l..ra :. a

sono i-

< l.e c-se

hanno affinila essenziali, mediante le .piali si prestano da se

a *oi.e}.ersi virendevolmenle nello stabilire disposizioni perlel-

^!^a!!l!i!*IlJ^R"anl sill pionieri

't

(e - razione\'e-i|'""<" ''^r|i i-nn-nli n'v l:l Im'IIi'zz:1 iIH ""l111,!


,ni,l,.Hah> e ,,iir\-..nli.|ii|Mininiim-nlr a vantaci., del mondo deh

spiHIi _ e che i enere le nature sinp.l


He ..*. cosliluisrono
"i-i Ira di loro per cos dire un sistema nel campo delle venia eter
ne, un sistema in cui una si rapporta all'alli-a: e I
presi., e. acroi-'crcmo rhe la loro propria parentela deriva dalla comunanza

delForijiine. dalla .piale esse tulle insieme limimi alliulo le loro


determinazioni essenziali il. |>. ">>I|.

D'altra parie, se Kanl cclie^ia in certe pagine i molivi fiiiilasiosi dell'oliimismo nalnralislico della trasmigrazione delle esisten
ze umane in altri pianeti, li supera decisan.enle con prospettive

risorli (/ (Vie. XV.nii. liberahice della creatura dalla vanita della

rrisr.ane in cui ai.io.ano i concelli paolini della nuova vila de.

vila lerrena \Rum., Vili. -Jtl. Al brano da noi sopra citalo si ;.f-innua un precedente pass
allei..: Keli-e Taaima che. Ira il Ul
timilo ilrgli elementi e le macerie della natura, posta sempre ad
un'altezza dalla .piale pu .piasi vedere passare soli.- i suoi pie

di il fremilo delle devaslazioni rii la radurit provoca alle cos<:


del mondo! Una felicit che la ragione non oserebbe, neanche, di
desiderare, la

rivelazione ci insegna a sperarla con convinzione.

Quando poi saranno ca.lule le catene che ci lenono le^.h a'Ie

XF.I.I.A CORNICI: llELt/lLMJMIMRMO TKDKSCO

G5

creature, nel momento destinato per lii trasfigurazione <U>1 nostro"]

| essere. li> spirilo iiiiiiioi'l:ilr, liberatosi ihillii dipendenza delle rnse. I


linile. lr<>vei-: nellii comunione (-(in l'essere in Uni In il gJ
ideila vera Minili (I. p. 'V2:\\.
Sono Corse quindi i lue culmini in cui si sentono il
sfurzo <> riiii|i(>Kno (leirinjicjrnn e dello spirito di KjuiI. L;i conciliiizionc e In ilecisioiio suprriitrice qui uou rn^iuntc potrnnno es
ser visle uditi Crii ini tiri (jindizio e nell'O/ws poni limimi da unsi

I parie e nella melafisiea mortile doliti Critica ilcila layimi prativa


e |iei-sin<i nella sn<;^et (ivil Iraseeudenliile dello spa/.io e del lem-

jpo della Crii itti ilcllti iiii/oii pun daH'.-ilIra.

Allo sitilo al diale non abitiamo die la lemicnlazione dei pro

blemi e il profilarsi d'una crisi con un ^iuoco di compensazioni die


.non ha acquistalo coerenza I corei ira.

JMXi

\.

T>

t;

J-'

1-lloltl.KM I B SINTESI HI STOItlA K SCIENZA IIKI.I.A NATl'ItA

il portar; coerentemente sino in fondo il liupiinppio cosi rissa


to fi.
Pi non loiilie che Kanl abbia avulo tuia buona conoscenza

Iella

IV

l'KOUMUil K SINTESI DI STONI A E IH SCIENZA


ukia.a natuua

I) K

I fi N E

1 K I.

letteratura

scientifica

del

lemiio d

abbia

anticipalo ini

bel numero d'intuizioni felici, che r-.i dovevano rivelare feconde


nel lavoro scientifico a lui posteriore (*). Tome si spiegano allo
ra pieste sue positive e perniine benemerenze nel campo della
scienza? Pi dovuto, secondo l'Adickes. alla sua capacit di sin
tesi e alla sua genialit iuliiiliva. Egli decisamente ano spirilo
sinottico, -Ite abbraccia l'intera natura come unit, che dapper
tutto scopre somipiiaiiz*. oonnssioni. e corrispondenze, anche tra
i fenomeni pi divei-si 0 i domini pi lontani. Ed ' dolalo di tptel
felice potere d'intuizione eninlc. che cosi fecondo e cenlrale.

Kant scienziato

<Y questo il (itolo <1H lavoro li Erich Adielas pia pi volte cilatti. Meri In no <li venir riportale le conclusioni, die sono anticipate
nella ini induzione premessa al I volunie.

Rjiichlie uno sbnplio il rilenere Knnl: uno scienziato nel scuso

proprio lella parola. Oli dirottano quelle iMialit.il e quelle capacita,


clie hanno reso possibile fili autentici scienziati di contribuire al-

l'efleUivo progresso lolla costruzione scientifica. Egli non trova

posto Ira i prandi sperimentatori, ne tra i prandi teorici, che ela


borarono a rondo in ninna strettamente matematica le loro teorie
ideate alla base di un'intima conoscenza dei fatti e poi ne ritro
varono imipiiihVnmonlo confcrmnte lai fatti stessi le conseguen

ze. Rotto il prinu aspetto, mancano a Kant la destrezza e l'abitudi


ne all'esperimento, il punto e la tendenza matematica. Non neanclie un buon calcola loro: nelle sue opere stampate i computi sono
pia spesso sbagliali die piusti... Del minilo intoprale e differen

ziale non svmbra che si sia iccupato un po' da. vicino... Oli manca
inoltre pici hisopno di rendersi presenti in modo plastico i pro

non solo per la creazione artistica e per la concezione filosofici,


ma anche per la escopri (azione delle ipoli-si e dolio teorie scHililiche. l/assimibr/.ionc 'Ielle loiihiliis-me iielnilose di ftirina el

lillica alla Via Lallea. di cui sil>lii:ini<> fallo panda. finitovi


luminilo dell'azione delle maree sul molo diurno terrestri, di

cni liriciclilo fra poco, suini esempi <>i tiuesle inluizioni precorri-

Irici. Vj cosi Ir,prandi idee direllriei dell'iinporlanza delle minime


azioni nel loro sommarsi coiiIimk. lolla solidariel esislente Ira
(ulti i fenomeni. Allo spuardo li Kanl i concedi slalico descrillivi
di limili, iimnlariie, velili, vulcani, onllpinmioni terrestri, ece.. si
spiopano nella, loro evoluzione pelletica. Epli ci cnnilin-e. lai di
venire del'sistema siden-o. al traverso il divenire della (erra, al di
venire deiriiinanil (nl.

E' ciarlo pori ebe lo spirilo << siimi lieo e la peninlil inlailiva josoin cedere alla li-illazione li violentare il paziente ed
osaMo proeodinuMilo scientifico. "Non mancano infalli in Kanl vio
lenze api stirisiielio. coslruzioii? schemalirlto. incuranza ili control
lo

melodico,

riduzioni

soinolicisliiho:

piri-di

che

diverranno

pi visibili in Si-helliup lA.lickes. i>. rii.. U I". IS. 1!). IMI.

cessi fenomenici di rissarli in schemi intuitivi, ch' cosi vivo

nei veri scienziati. Toiim-ssa a ci * hi sua prandi? (e purtroppo

liisupiia lire: srhictlaiuonlc filosofila ) pretiilezione per concelli


vnplii. polisensi. Si vede che (pialclie riluttanza ulteriore gli ven

de impossibile ottonicitersi alla stretta disciplina del metodo fi

sico ina teina lieo, il pensare secondo formule collaudate, il il e ter

minare osai lamento i sutii concetti mediante chiare definizioni e

(1)

Aiihkis.

Unni >ih

v.iM/1/.ii.//.!.

lini), pp. :is.:ki.

(2) Sono i Kimlizi *1<>1 IH" nns Kkvmom e 11 lli:t.MUi>i.r/. iri-rili il:i
Kiim. Knio. Kniit inni dir Xiitnnrixxcnxrlitifl (ItrniinsHiwi'lir. 1!KI7. p. 21.
VcliTi> Ivi. |>l- 218-210. pii ncci-iiuJ ni rimII'/.I iIorII spcclnllsll sul vitlon delle
piTsIa/.iiHii si-iriillficlio ili Knnh

fn

l"fr. Aiuckf, il. rii., i|. I.1-S2.

l'ItiHll.KMI

l>|

STI)i:IA

UKt. GLOBO TERRESTltE

iv -

PltOItl.H.MI 1>I STOMA. UHI. Ot.OHO TKIIUBSTRE


Sono iluc lirt'vi iiivoi-i. liscili :i piniliili' in un .sollininiiale di
Koiiig.shorg. nel
ninle

l:i

stesura

17H, prima ilelhi pubblicazione e quindi ilu tlvVAllt/emeine Naturge.tclnehfc

ttnd

Thcu

rie dex [[unnici*. Iella qnsiU sono come un assaggio e un preludio.


L'Ac-adciuia delle Scienze di

Iteri ino .aveva proposto per un

cnucni-Ko ;i premio per l'niino 175-1 il leniii : Ni le inotireineitl diur

ne, de lo terre a ie de timi tems de la mnte rapidi te, un noitf


Par quel* iiioi/ens oh pent n'en. unsttrerf Et cn mi* qn'il y alt qul*
(/ne iiictfitlit, (/nelle, en est In emise? . Non sar, inutile, mi pere
die il lei-mine per Iti presentazione dei lavori concorrenti venne
dilTorilo si 1 I7"(, e che il premio venne poi assegnalo a inni memo
ria presentala diil harnahilu

Paolo Irrisi.

Su picU'argoiuculo Kanl scrisse duuipie un articolo in due


piliil.-ile, sodo il

titolo:

llxtnne tlelln i/iirslionc, se In terni abbiti

ruo'ft.KMi

k kivii hi

ni

i: scii:nza hi:i.i..\ x.vrrii.i

L'idea di Kant doveva poi venire ripresa, quasi un secolo do


po, da Itfmerto Muyer, e, corredala di sviluppi matematici la (!.
If. Darwin, passare poi nel connine pai limonio scientifico. Non sa
ia senza interesse sapere, intanto, che picllo slesso Kauf che aveva
cos coniali intuizioni, era capace di compiere due non in
differenti sbagli di calcolo nel breve compiilo la lui schizzalo; l
milioni di anni invece di 200 milioni, 8 ore e mezzo invece ili ." mi
nuti! L'ha dimostralo .lolianncs |{;ih( nell'appendice critica alla
sua udizione dcH'uHicolo kantiano (nel 1 volume delle opere di
Kiiut a curii dell'Accademia Prussiana delle Scienze, pp. 540, r>PJ).
Interessante, dal punto di vista metodologico. <" l'osservazio
ne, che tale pressione delle maree quasi un nulla di fronte alla
grandezza del globo e della sua velocit. Sarebbe un pregiudizio in.
degno per un filosofo, ribalte Kanl. il ritenere insignificante un'a

zione, sia pur minima, che per continuamente sommala pu determinare etici li grandissimi.

Kiihln, dui ftriini leui/ii drilli siiti tirit/iiir, tiiitilt-lit: variazione nel

L'altro arlicolo, pariiiiciiti apparso lo sli-sso anno 1751* sulla

tuo moto rtittiloriti attorno ult'unite etm riti produce hi rivenda del

rivislina settimanale di KiVnigsbeig in sei puntati", sottopone a esame tsico il problema Ne In terni inteeelii. Arlicolo agevole, con

i/ionio e tirila notte, e rome noi po.ixiauio aeeertareene, con allu

sione al concorso indetto diill'Accadcmin.


Possiamo noi. per assidi ni rei dell'eventuale variazione della ve
locit del molo diurno, ricorrere a prove storielle, e cio a testi

monianze traile dai montimeli li o dai documenti dell'antichit?


K.-iiil inette da parie questo ricorso ai sussidi della storia: questa

antichi documenti sarebbero cos oscuri e cos poco attendibili, che


nessuna, luce .se ne potrebbe ricavare, liesla dunque la via delle pro
ve e dell' considerazioni fisiche.

La terra, unii volta raggiunta la "a stabile con Tigli razione,


continuerebbe a roteare adorno al proprio asse con umiliile, veloci l
iiidelinilamenle. se non si presentassero ostacoli o cause esterne
ad accelerarla o a rallentarla. A prescindere da cause esterne, e
renne restando le attrazioni del sole e Iella lima, il suo movimelili di ridnzUinc resterebbe invariato, se la lena avesse una massa
completamente solida. Ma questo non il caso: c' l'ingente massa

pillile brillauftylesiimito sii gran pubblico, ma ricco di conoscenze


scieiililicbe e di pensose prospettive.

Il problema ven lodo lai livello lei luoghi comuni, ove lo


Ira (tengono le bla lei-azioni dei laudatomi tein/iorin arti, ed eleva
to, oltre il dettaglio di singoli fenomeni particolari, alla conside-

razione della terra come un ludo in sviluppo. Quadro sono le cau


se, che siditaniente si adducono per riim'cchiamcnlo del nostre
glho torriiqiiet): la graduale diminuzione della salsedine, l'amiUlularsi lei detriti che. potrebbero lai- crescere il livello del inui-o
sino alla minaccia di un novello diluvio, il rilirarsi e conlrarsi
dei mari., lo svigorimento del 1IW///W*/ (<> intinta mandi). Kaul ritica le prime tre provo, pur nmmetlcmlo che l'iqiora coiilinua dolio,
piogge o dei fiumi possa tendere a livellare la superficie lem-sire,
col conseguente deriguraim-nto della sua fisionomia attuale, il che

potrebbe condurre ad alterine l'attuale distribuzione dolisi' vita e

liquida, degli oceani, rii " costantemente posta in movimento dal


l'ai trazione, solare e lunare, e proprio in .senso inverso al moto di
rotazione, all'asse terrestre. L'azione dunque delle maree con la lo
ro pressione sulle coste e sul fondo marino leve determinare un
ral leu la meli lo del molo rotatorio, e piiudi un allungamento del

a ooinprninolterne adtlirilnra l'esistenza. Uiguardo alla piarla cau


sa, Kanl fa delle considerazioni inlercssanli, alm<
lai punto di
vista della storia delle idee. .Non bisogna pensare a forze imma

giorno.

te adiva, che costituisce il prinripio a M ivo nelle produzioni un In-

teriali, a naturo plasliche, ad una anima ninnili, cose he sono me


ri parti della fantasia: ma ad una materia sodile, universalmen

l'Itoli!.K5U IH STORIA IEI, I.OIIO TERKESTRE

rali e come un vero Proteo proiito ad assumere ogni forma e fi


gura . Tale idea non poi cos contraria o estranea alla sana
scienza, come a prima vista parrebbe. Se si considera che la uatura ha posto, entro le piante, la parte pi energica e spiritosa in
un certo olio, Ja cui tenacit fissa la sua volatilit, e la cui sot
trazione, per via di esalazione o con operazioni chiiniche, non pro

duce alcuna perdila apprezzabile di peso, bench ci che rimane


non sia che una massa morta; se si considera come questo spiritus

rector, come lo chiamano i chimici, questa qu ili (essenza, che costi

tuisce il carattere distintivo specifico di ogni pianta, venga dapper


tutto generato con eguale facilit da uno stesso alimento, e cio
la pura nqua e aria; se si consitlera il fumoso acido volatile ch'
lilluso ovunque nell'aria, e costituisce il principio attivo nella
maggior parte dei sali, la parte essenziale dello zolfo e ci che vi

72

IV - HH'ill.hMI E KIN1KKI HI STOMA E 8CIKNZA HEI.I.A NATI'HA

riflessione, d'altronde pi propizie al progresso morale e scien


ti co.

'

NI nini sfondi di questa

< prolciea anima kantiana, che oc

chieggisi no qua e l da cerii spiragli occasionali delle opere pi


sobriamente scientifiche, e ehe poi inngaii si rivelano impensata

mente allo sguanlo iti altre opere pi metafisiche, squamando


gli schemi che avevano favorito all'incauto lettore inlerprctazioiii
pi scmplicistichc e correnti. (Ji troviamo infatti qui a con Indo

col problema della vii a (col problema cio rimasto in margine, e


fuori considerazione nclVAliyemehie A'atuiycschhhtc unii Tltcurio
iIch II ini hi ci), e eoi connessi problemi della chimica: lai. considerazione Cinica eil aslrniioniicn, con le sai; liei le spiegazioni meccaniche,
deve

l'aie i conii con

le altre dimensioni

chiiniche. e hiologiche,

una volta che si debba spiegare il tutto, e il tulio nel suo svi

di pi egregio nell'accensibile (Brvnnburcs) del fuoco, la cui for

luppo.

tricil, ch' cosi atto a vincere l'elasticit dell'aria e a provocare


nuove formazioni; se dunque si considera questo Proteo della na
tili:!, allora si tratti a supporre con verosimiglianza uua mate
ria sottile ovuuque attiva, un cosiddetto Wcltycist; ma si tratti
anche a temere, clic le incessanti produzioni non ne consumino
rinse sempre pi che non ne lasci la dissoluzione delle formazioni
naturali, e che la natura col suo sciupio non perda forse continua

insignillcuiilc o accidentale la presenza dei viventi e la loto storia

za attrattiva e repulsiva si manifesta cosi evidcuteiucute neH'elcl-

meli tu qualcosa Iella sua forza . (.Ak.-Ausg., 1, p. 212).

Abbiamo voluto tradurre con faticosa fedelt letterale tutto


questo faticoso e lungo periodo, per dare un'idea dell'intricato
groviglio li problemi naturali che Kant qui si prospetta. Confor
memente alle idee del tempo, quali venivano espresse nei conati
achilli ilici del leccher, dello Stalli, del Boerhaave, di Stephen llales
e di altri, Kant riconduce tutta una somma di fenomeni eterogenei
:il comune denominatore di un misterioso agente naturale, il Wcllijvtst. Ne dovremo riparlare a proposito Iella seconda parte del De
iyiie.

(J' di pi; lo svigorimento di questo naturale spirito del

Lo

sviluppo

della

lenii,

come un

ludo

cui

non

il

ilavvei-o

complessiva, suggerendo a Kaut il problema dell' iiiverrliinincnlo e Torse della morie, gli ripropone le gravi questioni del rap

porto tra meceVuieisnio e finalismo e li quello Ira malteria e. spi


rito. E lo conduco anclic a rivangare le teorie del nelluiiisiuo e del
vulcanismo, come ad anticipare le discussioni tra caliisti-olsti ed

evoluzionisti. L'ultima pagina del breve saggio si domanda infatti,

se le unitile prospettive sull'invecchiamento della terra siano quel


le precedentemente esposte. Kant non esclude ehe ci possano es
sere altre cause, le quali ad un dato iuouiculo provochino Ja cata
strofe lei nostro mondo nella sua attuale coiiliguruzionu abitabile.

.Invece di quel lentissimo sinorre, potrebbe avvenire un improvviso


cataclismi, operato dal erollo della crosta terrestre sulle inlerne
erosioni e corrosioni provocate lai fuoco cenila le.

Stili ki> attkijcia.mknti ih Kant tua i.a kimkn/.a k i.a stimma

LA NATIUtA - I.A VITA - 1,'llOMO

mondo sembra chi; pur Kant .si:i con nesso cu lo svigorimento delIVnergia psiologic>-moiaU lell'umanil; di quel fuoco , che
animava i popoli giovani dell'antichit a grandi o torbide cose, a
magnanimi o intemperanti entusiasmi, e che nei tempi pi maturi

seientillcn in succinto e Iccn-o Ialino, fermiamoci un momento a

dell'evo moderno si va raflVcddando per le vit* [i niediocii Iella

leggiaineulo della sua rillessione adorno albi realt naturale.

l'rinia ili passare al /'< '//'" con il suo tentativo ili teoria

guardare questo trentenne alla vigilia della sua abilitazione


alla 'attedia nello siile della sua espressione serii In e nell'al-

iv

STILI

Kit

ATTMHIIAMKNT1

IH

L'anno 1755 un suino ben ricco: in marzo pronta la stninpa

Ictlla Allucinane. NaUirgiutvhfchlc, in aprile consegnala la lesi

Ih- ii/nr |K'i- l'ol lenimento del Iitolo *I dottore in lilosollii o magisler. - in settembre, vieni- discussa la dissertazione Noni tlitiwttintiti per l'abilitazione alla libera docenza.

Tre produzioni, tre stili, e possiamo dire tre mondi. Si


perni alle pagine luminose e calile della prima, e, di Ironie ad essa,
al un* ycoinclricns e al l'asci u Mezza accademica della seconda e
della lerza; si pensi, inoltre, come, di fronte al mondo scientifico
della prima e della seconda, irrompa, sorpresa imprevedibile, il
mondo mela tisico della terza.

I.

Aliliianio parlalo di siile. ('Ili conosce, lo siile denso, avvi

talo, selvoso della ('ritira tirila ivi/itm intra, non a forse die
Kaiil se lo scelto illessivameule e quasi contro gusto, e se l'
plasmalo dopo lunghe esitazioni e tentativi vari ('). Clic egli Tosse
capace di una scrittura, viva, nervosa, e geniale, lo sa chi ha letto

almeno i Snyiti d'un visionario. Anche sotto quest'aspetto formale


dell'espressione e del suo limimi letterario Kaiit. complesso,
lui l'alt ro che uioiiotouo. Anche negli scrii li pi astratti e pili irli
di sterpaglia si svela a un trailo uno scorcio vivente; la comparsa
di certe frasi, vere perle o gemine, ci fa intravvedere che quel ri
gore non era aridit, ma disciplina inculale e spirituale, come la
pressione plasmai lice del seno della terra o delle acque madri,
l'assando in rassegna le sue opere maggiori e minori e i frammenti
e persino le uolazioni frettolose ed vii litichi*, abbiamo una gamma

molto variata, nella quale per seni pie riscontriamo una sincerit,

d'islinlo insieme e di proposilo, una probit che rifugge dal lezioso


e dall'evasivo; e sentiamo che c' stata l'opera dello sfrondai ore e
del potatore su una preesistente turgida ricchezza, 11 dove ora tulio

appare gi nudo e trasandato. Con questo, non vogliamo pel ca


dere nell'allro eccesso, di conguagliare cio (ulti gli siili, facendoli
daccapo iiKinolouameiile uguali in vivezza e perfezione. Da opera
ad opera, da fase a fase, da et ad et, Kant si colora o sbiadisce, si

slancia o si arrovella, guadagna in contatto con la vita o s'irrigi


disce

razionalisticamente

ovvero

s'impenna

Iraseendeulnlislica-

ineiile: e sul suo ninnilo si lirici tono gli entusiasmi e le ceneri, la


simpatia o Io stoicismo, la fede o la presunzione della composila
I h

numi.r.Mi

r. sintksi

ih

ktiuiia

i:

ki:ii:n/.a

urli.a

n minia

KANT

CO. Kaiii. Vuim.miki, Immaiutf liti ut (Lcipzig, 1021). II vnt.. p. i<S

era illuministica. K non per nulla passano gli anni anche per lui,
dalla giovinezza alla vecchiaia.

1 due piccoli saggi or ora ricordali, sulla variazione del moto

rotatorio e suH'invecchiamcnto della lena mostrano il nascere di


un Kant saggista. Scrive per un sciIintanale, parla al pubblico di
media cultura che ama informarsi e foruiarsi su una rivistimi loca

le quali le }\'iirlinillivlir l\iinit/*lien/ixrhr l'nty - nini Anxriynnyx


Xarliriclitrn. Il primo articolo ha un'aria pi ponderosa, quella
d'uno specialista che si abbassa al pubblici*, per comunicargli il ri
sultalo dei suoi studi ed informarlo dei suoi progetti. Ma il Inno
del secondo gi pi vivo e comincia con il tocco leggero della
causerie: come ne era maestro il Kon telici le, di cui egli appunto
ricorda un'amabile fantasia, fi il tono degli scrilluri popolari
deirillumiuisiiKi; degli essai/* o rn.initi in cui erano maestri gli in

glesi e i francesi; e quella rivistimi di Kiinigshcrg e le altre molle


riviste che erano spuntate in (ermania intendevano seguire a
modo loro l'esempio della tradizione inglese, aperta dal 'J'atlvr
e dallo Kpcclator.

Kant slesso dir un giorno che i ledeschi difettano di scriilori che sappiano dal lare con intelligenza la storia e i pi aridi
temi filosofici cos agilineiili come Ilutile, o carallerizzare la vita

morale come <>-SmiHi; e ammirer anche il .Meiidelssolni per la

sua eleganza i
disgiunta da (iriiinUirldril. Adesso, nel 1751,
Kant ancora lontano dagli spirili della cullimi letleraria e filo

sofici*- inglese pili recente e viva; e gli squarci che egli citer, nella
prossima Allyrinriiie XatimjexeliiHitc, di l'ope e di Addison sem
bra che li contimi piulloslo di seconda mano atira verso le tradu

zioni di r.rockes e Iella signora (ollsched. ila sembra anche inne


gabile, che almeno una parie della sua anima si gi sciolta dalla
pesantezza e dall'astrattezza ch'eri
la forma nicntis dei (ctlankai, e che. per influsso almeno della, recente letteratura filosollca
francese gi penetrala a lievi ino, nel cuore stesso della < lei-mania,
egli vuoi divenire pi agile ed eliicace, prendendo conflitto col
gran pubblico, assumendo un linguaggio pi fresco e pi gradilo,
per educarne il gusto e il criterio nella Imitazione di interessanti
questioni naturali. < per entusiasmarlo alle pi suggestive visioni
insiiiiche. l'i qiii'sl una linea che egli seguir sempre pi visiliilIm>li|(. eiime vedremo negli articoli del

17")! sui

lerreinoti

e anche in una parte della slessa attivit accademica, quando ini


zier tra poco i suoi corsi di geografia tisica.

STILI

l:i> ATTKlililAMKNTI

IX

75

KANT

Sicch non esagerato parlare quasi di due personalit, che

si rivellino nel Kiinl del .1735: l'una spaziante rigogliosamente nel


la Allynnciiv- Xnfin-yc.icliichlc, e l'altra costretta uella tenace ca
micia di foi-y.i del De iijnr. Due .stili inconfondibili.

11.

Ma non questione di solo siile. Si traila anche di due

atteggiamenti diversi di fronte alisi

natura; di due metodi, che

sboccano .su panorami divei-si: il panorama della storia e il pano


rama della scienza.

Quel

nesso

di

idee

dice

il

Dilthey

che

era

stata

la

creazione degli anni giovanili di Kant. .si estendeva dalla for


mazione

costituzione

alla geogrnlin

dell'universo

alla

storia

della

terra,

tisica ed all'antropologia. Ci che egli aveva pub-

liliciilo di questo piiino complessivo (lupo la Moria mi limile ilei

vivi aveva bisogno di venire integrato dalle sue lezioni univer

si la rie. Le idee sulla storia naturale del globo, la descrizione della


terra e lilialmente le concezioni sull'evoluzione della specie umana

sotto l'influsso delle cangianti coudizioni terrestri, formavano un


tutto ponderato da lungo tempo e tlelliiilivaiiu'iite lissato con la
eoseu-ii7.il criliea ilei limili della scienza di allora; u doveva essere

suo desiderio che tali corsi fossero pubblicati. Questo desiderio


stalo forse

ralToi-zalo dal

suo rapporto con

le Iticeli zitr l'Itilo-

Ho/ihir tlvr Unteli irli te drr Mriwrhht'it di JJerder. Ala la elabora


zione della Cieogralia Hsica arridala al Jtiuk, e la propria elabora
zione

dell'Antropologia,

non

esauriscono

l'ambito

di

tutto

ci

che egli aveva escogitato. Ed anche la pubblicazione delle suac


cennate

lezioni

sistemai ielle

nella

elaborazione

dei

suoi

sco

lari avvenuta solo in minima parti' e in modo del tutto iuadegualo (B). Mou ci importa qui di seguire il Dilthey nei partico
lari (egli parla della sorte dei resti editi e inediti kantiani, a propo

sito della edizione completa che l'Accademia Prussiana se ne pro


poneva): ci importa l'idea di questo %ns<ninucnh(iuy, di questo pia

no d'insieme che egli giustamente attribuisce a Kant. Questa gran


de

connessione,

che

va

dalla

Allyemtnc

Xatnryescliichte

unti

Titanio tica Ilinniich u\l'Au1ltrtipuloyie ha dimensione storica o


storico-genetica.
Clic Kant abbia avuto questo progetto vero almeno pel suo

periodo giovanile. La cosa problemaIira per quanto riguarda il


(fi)

IV - MIOJII.KMI K SIKTKMt IH HKIIHA K KCIKN/.A DELLA KATHIC.V

Kant smressivo. aia non forse incsallo il dire che anche nel se
condo periodo quel progetto sani rimasto vivo almeno come pro

blema. Dice Itene l'ani Mcuzcr: Che rimino occupi una posiziono
singolare nel complesso della natura e gli spelli un parlic..lare compiiti infili Inizii

lamentale, .sulla quale

gazione meccanicistica dei fatti naturali egli ne vede tuttavia i


limiti. e va alla ricerca di una integrazione sulla base giusliliraUva delle idee di Dio, della libert e lell'immortalil. Due soluioni ha limate Kanl per questo problema nelle liverse Tasi del
suo pensiero: nella ,S7W naturine e Icoria tic! rido e nella Uritira tic! giudizio. La. prima volta egli abbozza un disegno del gran
de ne-sso regolare di ogni ai--adimeii(o, < .-orca di assicurale un
posto all'uomo sulla base Iella sua nppai-1
nza a un sistema
universale in s.'- armonico. Kppure egli confessa che solo hi spe
ranza

ncll'alilil

pini dare ndempj

h,

|()|;l|e alle aspirazioni

limane. La seconda volta, sulla base delle esigenze indiali, co

struisce un r.-gno dei lini, che per la sua stessa essenza si spnge,

oltre le condizioni presunti, nell'aldil: eil ecco cominciale il ten

tativo di ordina^ la realt a piel moulo del dovere. Anche adesso per questa realt non sod.lisfa all'ideai... f: comuni- ad ambeIne i leu (ni ivi il rullo clic essi partono da onliiiamenli inlnnpo

rali: una volla lai mondo delle V.-ril eterne, un'altra voli
dalle Idee pratiche. R in ambedue i rasi l'acca.liiuenlo tempo
rale vien rappieseiilalo ime la nianireslazioiie fenomenica li un

qualcosa di eterno (/ Viarii ein uni/ viiirx F.wujr,,) yr-).


Questa pagina, del bel libro lei Alenzer, che abbiamo viduto

riferire perche, pur anticipando tutta la parabola kantiana, ci fa


per per ci stesso capire piello che vi di problematico iujI suo
inizio, ci pu servire a lue scopi: u intendere riniporlanza e il linamisiiio di questa prima svolla di Kanl; nel senso Iella sloria,

e ad infrenare il pathos dilllieiano per lo Zim,,,,,,,,;,/,,,,,,, sto'


lieo-scienti Ileo attribuito a Kanl, a tulio Kanl,

.Non possiamo realizzare meglio mesto secomlo scopo critico


che richiamami. l'intero sfond< Ielle idee dillheiane quale appare
nel suo saggi. Dtts tirlihrhith- .hihrhinitrrt unii die t/tatehivhllh

che 1I-Y7/ (). saggi. he vien riassunto dallo stesso Alen'zer nel suo

Ititi Viinrorl del Dii.tiik.v al 1 Voi. tirila Akiitk-mir - Ansgiiltc li-Ile

opero 11 Kiiut, i. VI.

Kanl

crea di orientarsi. Da olivini.) seguace e. prosecutori- della spie

(7t

n siiKgid tipiuirvi- siiiin a Hi-iiIsi-Iii- Itiinilsflmii nH nmi.

STILI Eli ATTMial AMENTI

MI

77

KANT

libro (*). Al Dilthey sta a cuore di mostrare il contrasto ilclla con-

rc7.ionp moderna della natura con qnclla religiosa IpI Medio Evo,

p solloliuearo la grandiosa p polente un il.tripla del movimento im-

niancntislioo nplla slnria e nella scienza del Rolioeenlo. Parlo dal


Kiiinscimciil

lalhi KiToi-inn e giungo fino a Nninozn e Looko.

adunando dilli i nuovi fermenti, dal rinorire dello siili a iiicllo

delle scienze, dn'ie concezioni storico-politiche di Machiavelli al


sorgere dogli siali nazionali p a quello della dollrina del diritto
nalnrnlo. dal metodo esalto dellp scienze naturali alln critica stolira, al Ionio all'idpa del raiionnlcr Ziixammenlitnti/ (ttea Ctc-ichch*. Sembra dunque elio sia qupslo lo sfondo storico-filosofi da
cui emergo la visionp complessiva o lo Ziisammcnhang avuto di
mira secondo il Dillho.y dal pensiero kantiano.
Xon sar difficile, credo, percepire le dissonanze di questa

sinfonia dillhoiaua. A guardare da vicini il liei quadro, non si


pu fare a meno di scorgere che la concezione rinascinipnlale del':

na (tira, per pspuipio. e mollo divprsa da qnplla della scienza osai la


inauguratasi col Seicento, e die solo per quest'ultima calza la
dciiatiiinaziiinc generalo di merini iisrhr Wflirrl;aruiq: die la
spiegazione naturalisliea

della

vila

psicologica o dello sviluppo

del genere umano non deve Irovarsi

in ]umTo1 In

consonanza con

gl'ideali eslelii-i. giuridici ed elici dello slesso umanesimo aulirnedievale pernieanle i sec<li XVI. XVII e XVIIT. Dissonante la con

cezione della scienza: dissonante la concezione dell'uomo e della

storia. Ancora pi dissonante e si ridente il conguagliamento di


scienza e di storia die si sarebbe maturalo in questi seco'i e die,
l'animilo nel Rei lordilo, si sarebbe trasmesso a Kaut. Una lale

storia sbocciala dalle Wfoxruxrhaftrn moderne, un tale senso del


la jvmhirhll'fu' WrU, una lale Crcxchichtxphiloxnphic, lunpi fini-

l'essere una luminosa ragione di superiorit del pensiero nuovo sui


pensiero vecchio, sono un nido di equivoci : e. ad ogni modo, rasso

migliano pi al

pasticcio lierderiauo die al

pensiero maturo di

Kaul die ne fece la critica.

Ora. per (ornare a noi. l'alleggiamenlo della storia naturali


stica ciisinico-Hiilropologicn

nel

Tvant

della

Alhfruirhtc

S'ulnn/r-

xchiihlf del 1755 pini tosto simile all'orientamento lienleriauo.

Falle queste precisazioni (non inutili per l'intendimento dell

totale evoluzione kantiana e dei problemi e delle crisi die mau


(S)

Mknzkk, i. rii., pii.

l'.K)-'.S)2.

78

IV - rllom.KMl E K1NTKRI 1 STORIA r. SCII'.NZA IIKI.I.A KATIMIA

mnnn la promossero), possiamo proseguire il nostro discorso, che

era sui diversi atteggiamenti del Kant Irenlenne di fronte alla na


tura. T due alleggiamenli a cui accenniamo sono, come si detto

ripelulamenle, quello dello scienziato e quello dello storico. Ma. a


togliere qualsiasi equivoco, ip-ieslo storico di cui si parla ha per

suo oggetto la natura (nuche*e ad essa appartengono gli uomini,


die qui per sono concepiti come produzioni naturali), i falli na
turali nel loro divenire secondo leggi fisiche necessario, secondo
leggi scienliliclie. E" la Xalurffcxchichic, la storia naturale o la
storia della naliira. che si vuole scrivere. Tale storia della nainra

si distingue dalla scienza della nainra perch guarda la nalura nel


suo formarsi e divenire, piuttosto che nella sua costituzione: ha la
cnicrelezza di chi linda ai Talli od tempo, agli esseri nella loro
individuazione, meni re la scienza lesse le sui formulo neiraslialto, in una universalit intemporale: assistendo a processi concreli. suppone deleriiiiua/.ioni. dislrilnizioni. collocazioni reali, po

sizioni nell'esistenza, che rappresentano solo una parie delle "nin


nile possibilit, ila l'altra parte lale storia della nalura guidala,
dalla concezione scientifica: suppone leggi costitutivi*, anzi leggi
di un cerio tipi, (quello per esempio meccaniche, siano esse mec-

canicislioho o diiiainiste. come il caso di Kant, il quale nel lilido slesso della sua opera ne sotlolinca il Irallanienlo mirti :n'irtnninclini nnniilxiiizrn).

Ognuno veie dio questa distinzione e questa connessione tra.


scienza e storia della ?ialur:i sono per se stesse un problema. Pro-

Ulema necessario, in cui doveva urlare un iulollelto acutamente


crilieo come Kanl : e anche scottante, per le premesse ideologiche
della scienza di allora. "Non per nulla Kanl. sar sempre sensibile
per le YnniHxxrtzHMfp'u del lavoro scientifico, per le l'nliufiiniifrii

che rendono possibile la scienza. Egli ben presto dovr chie

dersi che natura abbiano le leggi supreme e i principi coslilnlivi


e regolativi di quella scien/.a che deve spiegare l'origine e il
divenire dell'universo e intridere di s la storio naturale come rie
vocazione genetica. Ora. per divenir sensibile a questi problemi egli
doveva passare per l'esperii-nza di quel duplice alloggiamento di
scienziato e di storico della nalura: il per questo che il lettore
ci far grazia di queste nostre distinzioni e analisi che potrebbero
sembrare prolisse e superfluo.

Le premesso ideologiche della scienza di allora erano molto


complicate. IS'on ci stava sollaulo il meccanicisnio, ma anche il

BTIM

Kll ATTEOOIAMEKTI IH

KAHT

79

malornalismo. O. por ossero pili esatti e concreti: non solo c'era


la tendenza, a ridurre tilt le le leggi costitutive dei corpi a leggi
meccanielie, ina c'era la tendenza a far coincidere il reale col lo
gico, il fisico col matematico, l'esistente col necessario. Non meno

di tulio questo sfondo era supposto da quell'idea del nitinnairr


Ziisruiimcnliniiff nllrst (lcsrhc7iMS di cui parlava il Dilthey: ma
questa, che era la base originaria del pensiero di Kant, poteva
anche essere la fonie di lutti i suoi disagi, la sua freccia nel fianco.

SI)

IV - l'Itoli!.KMl K INTUII

descrizione delle meraviglie della natura, fa pensare alle scale del


la, vita, fa parlare con seria tristezza di logorii e di cataslroli (co
me nel secondo articolo del 17>4), dar Ira poco importanza e am

piezza crescente alla Ideografia fisica: e comincia a spingere sul


proscenio ruolini. Dar persimi un nuovo sapore e una nuova con
figurazione anclie metodologica all'astraila teoria scientifica
del U: it/nc.

intanto, l'esperienza di storico della mi tursi ebbe per Kant.

un dinamismo fecondo. Problemi come quelli della misura delle


forze l'avrebbero fallo rimanere nella prigione scientista. Ecco in
vece In natura, con la sua esistenza, con la sua varic.ta, col suo
svolgimento. IO' gi possibile die dulia sua penna vengano fuori
strane espressioni, come quelle di perfezione, di bellezza. La mec

canica celeste per aurora mecca nini. Ma ecco l'evoluzione


del globo terreslre, che pur") far pensare a un ciclo, cui sovrasti la
vecchiezza e la morie: e cos per tutti i corpi celesti, per tutti i
sistemi plnnctari e stellari. C" qualcosa di pili: la vita, e finnlmenle l'uomo. Si spiegano essi, nella litro striili lira, con le sole

leggi meccaniche? L'autore flcWAlhfnnt-hir Ifulitrtjrxcliichtc qui


sosta: un punto, in cui anche l'epoca scientista esita o si divide
in diverse opinioni. Ma anche, se quella spiegazione fosse scientiucnnicuic possibile, il quadro storico ha acquistato dei sensi e delle
dimensioni nuove, delle sintesi qualitative che a priori non erano
prevedibili u astrattamente deducibili, delle prospettive irreversi
bili che suscitano nuovi problemi. Quali rapporti collegano la na

tura e. ruomo, o anche semplicemente la natura e la vita? La


meccanica, cresciuta a fisica qualitativa e storica, comincia gi ad
adottare un linguaggio chimico, che suppone altre scelte sntetichc

e si preoccupa di sbocchi finali. (Ovvero, se impiega con dispetto e


mal celata, insofferenza la parola caso con lpicnro. si colora su

bilo di pessimismo con Luci-ozio). Quella chimica vuoi compiere,


lo sappia o no. una mediazione: nel teatro della geogralla e della

storia non indifferente la comparsa di quel Proteo cb' Vacillimi


iirtiiihiixxiwiiiii, cosi necessario ai viventi. T quadri stessi della
scienza vengono rimaneggiati, perch alla dinasta dei principi
millenni liei e meccanici minaccia di sostituirsi una nuova dinastia
di principi e concetti e ipotesi capaci di dare una nuova fisiono
mia albi teoria scientifica.

Il lievito storico gi all'opera: da un gusto nuovo per la

UT HTOIIIA K KI'IKNZA MF.I.I.A NATI'IIA

I'na kintkki trokh'a:

ii. hi:

mi n k

II t'itinlidiiluH ninnimelo Kant presenta il 17 aprili' 17." uno


scritto dal

lilolo:

M alii h limi ti m

ijiiiiriiiiiUiin

De

itine siiccinefa

ilclinciilin. spccimiuh csms:i . por ossero ammesso :\\\'erti inni ri-

iftiyoxitni presso la Piiotilla ili Kilosolia dcll't'inversil di Kiinigsborg por ol teneri' nniore Mitftixlri l'IiHoxo/iliiur. T/osaino oliilo luo

go il 1. maggio; il titolo Hi conferito il l'I giugno.


La contemporanea A 11peni ci tic Xaliinienehichle nini Thcurir tic*
fliiiiniclx presoli lava una spiegazione ilcll'originc dell'universn se

condo i princpi newtoniani: una concezioni' nioccanicisla. fonda


la sui soli presupposti di particello materiali animalo dalle forze

di a (trazione e repulsione, e prospettala sulla dimensiono storica


dell'evoluzione cosmica. Concezione soieiilillrn. notevolmente etero

genea al dinamismo metafisico che ora servilo di sfondo ni fntatitorti roti ilcr trillimi fivlinlznuij ilcr lehciiili/cii Kriille del

1717: o

insieme concezione sloriea. perci eterogenea al piano teorico di


questo saggio De ijiic.

Queste meditazioni sul Fuoco vogliono dunque essere mi sag

gio teorico: i primi lineamenti di una

teoria sulla costituzione

della, materia. La spiegazione dei fenomeni del fuoco si allarga


ad una concezione generalo della materia, diversa per altro

da quella che ci dar

la

M niitttl<>!<ni'w /iliii.icti del seguente anno

ITfl. T,a diversit sta

in ci. principalmente: clic iiieiilro l'atomi

smo del De hfiic non sorpassa in fondo il campo srienlitico (della

chimica), il dinamismo della .)foiiiiilt>hu(iii fihi/sica invader effet.livamoule il campo della metafisica.
L'Accademia dello Scienze di Parigi aveva indotto pel IT:iS uh
concorso a premio sul toma : la natura e la. propagazione del fuo
co. Della tronlina di lavori presentali, Ire avevano avuto il pre
mio (tra cui quello dell'Iunior) e duo la menzione onorevole ('quelli

IV -

UNA SIMILI TKIIIIIIW:

IL h III; ItiNl:

ritllliIKMI

K SINTKSI

HI

STdlilA i: NCIHNZA IHM.I.A NATt'ICA

SI

li Voltaice e di .Madama la marchesa di HiAtele!). 1-3 ipiosti cinque


lavori onino slnli pni pubblicati nel 1751; nini dell'Accademia.
Si Irallava dunque di un argomento ancora attualissimo. Ksuit
ni- Tu II mi lo. iil solilo, anche piirHii"- il problema iuri'sHvn noeossariaincnfe Indi a-l altri problemi della risini e k>ll chimica, siinii.liindo iid esplorazioni vtiric nelle pi vario classi di fenomeni,

e c.lil.ligando mi una Jm.s., di posizione, die non poteva non essere

sintetica e unitaria. T/Adiekos giunge a diro, elio TCant dovette


sentirne l'attrazione proprio perdio (ale argomento ofTriva la
possibilit di venir trattato anche senza una perfetta padronanza
di tulle ciucile conoscenze parlicolari die appartengono al lavoro
immilli dellii scienza nalurale iop. cit.. TI. p. 70). Non per nulla

ICaul eia filosofo! Del resto queste vedute gcnera'i sulla eosliluzinno dcllii iiialeria facevano parte del programma di intesi soionlilliii chi' 1'Mhinnriur Xttf tinteseli irli te alTronfiiva: e le medita/.ioni Ih- iinir non erano che l'integrazione di ci ohe quella trattazinne cosmogonica non aveva potuto direi L'unente svolgere.
Il piemie trattalo costituito da due parti, precedute da un
breve piiiemio. L'antoio. nelle liallute preliminari, dice di essersi
voliilanienle guardato dall'abuso delle ipotesi, e di esserci dili^'"l(
"'' allennlo alla guida dell'esperienza e della geomelria:

nhiri* stilh-rlcr cari, ,>r ht/imihvtirac rf arhUrariac dcmonsti-ai-

<!i ntlioiii liberili, vt /?/. hnlnl(/rmn, ra-pcrieitiac (itquc, (/cometrine, filnm, xinc qitn r nofiirnr rrcessiliu/t ri.r reperitili- 'criita

qittnitinn /mi iti ti ilh/ntt inaiine sretttuit. L'allusione a Newton e

l'adesione ai suoi principi metodologici sono evidenti (almeno per

del fatto, p. es.. che i fili metallici ti/t/iemiti /miniere uliqttniiliiUn ertemiit n tur aiuti/ne nipi ione* (proposizioni III e IV|. Keco
cosi

provala

IMpotcsi

zione atomistica

deHVIere. clit* viene a

della

materia, e

passa

integrare la

quasi

conce

sostituire o a

spiegare la duplice forza a lira II iva e repulsiva, ammessa Ira

le

particelle dalla Mlifeiiieine yttliin/esvliielite. Si in>ii intanili che


questa materia clastica eterea escici la due funzioni, di cui nini
si vede bene l'unila o il rapporto: divide e insieme unisce, eserci
ta una pressione e insieme deve spiegare l'attrazione.

Ma il compito dell'etere non si limila a questo. La Sezione II,

infatti tratta tic materia iynix rinat/iie iiiotfcationhu, calore et

friyorc; e l'etere diviene la chiave universale che disserra tutti i


segreti della fisica (e di-Ila rhiiiiica \, e spiega la

luce come il rsi-

lore e anello hi combustione, occ. Itol rcslo, l'oggetto proprio del


lo

scritto

kantiano

era

la

natura

del

fuoco:

la

Sezione,

nell'equilibrio complessivo del saggio, aveva soli ali lo il carattere


di una introduzione o cornice. Kcco il ealor e il fi'it/im, coi feno
meni della dilatazione e del rcslringiiiienlo. della dissoluzione e
della coesione, dell'evaporazione e della liquefazione e della soli

dificazione cecche li caratterizzano e accompagnano (prop. VI).


Knnt pariti ili una iiiuterin inni)): espressione che fa pensare un
po' ni

flogisto

(si

ricordi

il

ItrcitnUnrcx, che abbiamo

incon

trato in quel lungo passo che sopra abitiamo citalo dell'ari ionio
sull'iiivccchinincnto della

Terra),

bench

forse

non

coincida

con

tale concezione (allora assai diffusa nel mondo scientifico). Orbe

ne:

materia, ignis non est ni/ti (aeclinne proemiai ti ilexcriptm

materia clastica, t/nac corparnm <iuorn>nli1>rt cleinenla qnibii.s in

i|Uiiulo riguarda le intenzioni).

terni irla

Tiii prima parte o sezione tratta della natura dei corpi solidi
e riuidi. T fenomeni dei corpi fluidi f dello slato fluido dei corpi)

rius iti est, quod cttlorix nomine renit p (prop. VII). l>n questo
espressioni si pu vedere che Kant. oscilla tra una concezione so-

non possono sniegarsi con l'ipotesi rari esimia, secondo cui le pnrti-

stanzinlisla del calore e una sua spiegazione conio slato vibrato

ccllc malcriiili. siano pur lisce e scorrevoli, si Irovcreltiicro a. con

rio (di quella, sostanzii a lincilo che l'etere). Non basta : la mate

iai lo iniiiir. linlo. IVr spiegare il fatto clic i liquidi assumono mia
MiipciTicic orizzontale e non conica, bisogna ammettere die tra le
luiiliicllc clciii'Milari csislii una niIrriti qniieihini rlnttlitut d'etere!),

la cui iMc.-siiine si cscnili ippiiulo in tulli i scusi (proposizioni


I e 111. Ma iim-lie per i corpi solidi necessario ammettere tale

materia elastica distanziante e insieme colleganlo le loro particelle; altrimenti non potremmo spiegare la loro dilatazione e conIrazione, u potremmo renderci conto del fatto che essi, bench
dilatali o allungati, non perdono la coesione, non si rompono:

rat, collif/til ;

cinxiiiie

ninttis

miti nini urtila

seii

rilirtiln-

ria caloria rotore, od la materia lucia: inuleria nitori* non


est

nini pse tiether (xen

atlliticsionix) cor/iornm

liici.s materia) ralitla altractioiiix

ri intra i/ixontin

(.vr

interxlilitt i-twiprcxxii.-i

(prop. Vili).

Si suppone dunque ancora una forza d'alt razione perliiieiilo


alle slesso parliccllc materiali, e non risultante dalla pressione o

azione dell'etere.

Non basta. La prop. XI

si propone d'indagare

nttturani acrili et principii in ip>:>i clastici cansttm. Questo aliar-

81

M:i. ((l'Aliiti) llKI.I.'KIIICA

gamenlo ibdl'iinbigiue dovuto al fatto che il concetto di

nella niente di Kant e anche nell'ambiente scientifico a lui con


temporaneo, abbracciava due cose, rivelatesi poi ben distinte: i
fenoiiieiii ilei calore (oggetto di quella parie della fisica ci l' la
termologia) e i fenomeni della combustione (oggetto, che trova il
suo poslo in chimica). Ora. il caline si riscontra nella combustio

ne; e nella combustione impegnala Paria: quell'aria, che de


ve essere, o contenere, un principio di sorprendente elasticit o

attivit o vitalit, e che doveva attendere ancora, di l a poco, la


spiegazione dei suoi segreti dall'analisi scientifica. IIC intorno al
177(1 che si cominceranno a fare le grandi scoperte dell'ossigeno,
dell'azoto, ilei la
ne).

Kaul

vera

natura della

combustione e dell'ossidazio

IV

l-ItllItl.KMI

K SIMINI

HI

K'IlllllA K SCIKV/.A

IIKI.I.A

NAITIIA

ballo, per spiegare il 'fuoco'! All'anima del lellore si presenta


no le ombre di Flacone e dello stesso Telesio. con un sorriso ironi
co verso questo moderno frublcr, loro coniinualoie nel conato
di unificare Midi i fenomeni in funzione del calore. Effollivanienle, pochi temi e f rinculi problema liei sono stali cos aliivi, co

rno quello tir ini In ni if/iiin, a occasionare e a provocare 1e pi va


rie e fecondo ricerche. Lo si pu vedere dsilhi si orili del hi soionzsi
moderna, nello slesso costituirsi e svilupparsi della chimica e del
la tsica. La chimica del Seicento scioltasi dalle teorie alchiniisliche della trasmutazione il vaii llelmonl al T.oyle, al Mcccher,
a .Temi Tey. a John Mayow. allo TloocUo. al Lmery. .'ilio TTomberg. studia con particolare attenzione hi combustione, la parte
che vi ha Paria. Iti sua parentela con la resiiiriizione. il suo rap

ritiene che nell'aria abbiamo <navidiiin actiiosiasniiim

porto con la calcinazioni' (ossidazione), ecc. liti chimica ilei Selle-

et raUtlxxiwuiu ad atlberem costriiit/ciitliini ut I mellone, sua prin-

cento dallo Stali! al Lavoisier. iniziatasi con la teoria del Mogi-

epiimi ; in ali iv parole: Paria non nini aeitli per oinnein rerum

mi funi in

dix.teminiifi .siiililisxiimix hiIHiix, valori* qiitmtu-

hifiiiiuiiie gratili elaxtirilatem lealtnix , La materia itjitix tratte


nuta, la intiterhi litvix attratta da certi corpi, da certi sali, da

certi (dii: i quali perci traggono dalla materia aelherca la loro


misteriosa attivit e vitalit!

slo, deve lilialmente abbandonarla, dopo die si sono rivelati alla ri

cerca l'aumento di peso del prodotto delhi combustione e della os

jin

sidazione e il diverso coniporlainenio delle parli da cui appare

composta Paria: subito dopo il 1770 che si scoprono e isolano


Pazrdo. l'ossigeno. Pidrogen

vendish, ibi

dallo Melicele, dal l'rioxllcy. dal Oti-

Uaiiiele Kullicrford. occ. fnlanlo appare sempre pi

manifesta Pclcrogcncil, da questi fenomeni chimici della combu


stione e dell'ossidazione, di quelli
Nki. ul'Aimo ubli/bi'oca

fisici del calore:

fenomeni

della dilatazione, la meccanica dei gas. le leggi leriniche della fu


sione e dell'ebollizione, come pi lardi la genesi del calore per via

sin oltre la

di attrito e poi i fenomeni del calore raggiante, ecc. suggeri

morte di Knnt. L'autore non dovette tenerci molto a pubblicarla:

scono teorie soslauzialiste o dinainisle. mere formulazioni di rap

forse anche perch su parecchi punti le sue idee si ermi venute

porti fenomenici o ipolesi esplicative ciuci iste, ammissione di


fluidi imponderabili ed indistruttibili o vedute sulla eostiluzio-

La

disserlazione sul

cambiando,

passando a

fuoco

sviluppi

rimase mauosrrittn

pi

determinati

e. sempre

pi

complessi. T suoi contemporanei non dovevano averne notizia pre

ne molecolare e atomica dei corpi. Ecco qui un altro gruppo di

cisa d'amico Itorowski pare che alluda ad essa, 11 dove ricorda le

fenomeni che Kaul noi 175:1 non distingue bene da quello relativo

lodi dei profossori di TConigsbcrg al giovane Iva ut per una sua

alla combustione. P3 come per queslo primo gruppo di

l'rolM'Hclirift

non dovettero sentire il bi

Kant aveva la sfortuna di non poter conoscere ci che la scienza

sogno di vederla pubblicata, e magari ripubblicala, in edizioni au

avrebbe scoperto solo dopo il 1770 sulla composizione dell'aria,

ron

<lrr l-Uiixlit-tiil), e

fenomeni

torizzale e non autorizzate, come fu il caso della Afgcmeiun Ar-

cos pel secondo gruppo egli ha lo svantaggio di non potere in

turi/curii irli te e persino dei (ctluiiken. l'"u lo Rehubert. a riassume

dovinare ci che solo nella

re il manoscritto stampandolo nella sua edizione dei Ramnitlichc

scienza, da Radi Carnot al Joule, dir sull'equivalenza

U'erke ili Kaut iSchiilierl e Itoseli lira ir/., voi. V, IS:*.!)) e contempo-

re e lavoro. Svantaggi fatali, dovuti ili fatto.... che la scienza spe

ranca meli li* a lui lo Ilarfciislcin che ne aveva

rimentale progredisce: svantaggi dunque, che non potrebbero im

dovala una copia

malto.

Poco meno che tutta la tisica e hi chimica vengono tirate in

prima

met del secolo successivo la

fra calo

putarsi a colpa di TCant. se egli purtroppo non lasciasse trapela

IV

'< unii ri>r fretta ,. unificare ,. ., ,,.,., ,., ,,. ,.,,,,,

i|"l.s, esplicative, tendenze a cui In portava il ,, spirilo filo-

sol,,-,, razionalista. ,; .,,,, ,.,,,,. i>S).m|)io (U ,.. ft ,u vi()1(i|i(ii

'' 1SI<""' lh>i |I>I


"i nnii-i ii Inllii la loro variet coi
fenomeni lin..i..(,si operata co ridenUrica/.ionc, ii..||W//mt, della

Hniln-in calori* con la wulrritt litcix .

l'ili- iin (ali manchevolezze, la disse.!aziono kantiana () ino-

si .a un certo progresso metodologico. N(III ,.r riferiamo (auto ,,|.

le r.gme schematici,,, dio illustrano il lesto, n all'impiego ili

espressioni malematiehe e geonieli-iche del resto non sempre esatto


in- pi'ispu-,,,. ,,)mt. ,1IIIUIO JIM)S,rat0 j, L,IKMV||J5 u rAdckcg)

t flllu yolonU ,1,, vi (raspare di aderire con maggiore plasticit


.'Un va,-,,, a e complessit dell'esperienza. <ii 1,a h-propo.itiour,
in .mi, ,. ,,., ,.,l aHicolalo il |,.s<

r (N" '

,,. ,,,IMW

! I""1'1""'1 'IX):
,- w|(,,.iiUv.i:

l'Iiciml-.MI

,(M.muIall0

STOMA

V.

KCITN/.A

DMI.t.A N'ATTUA

listi o dei filosofatili. Neanche il suo approdo nella, filosofia erilisccndeiitali lo trasse fuori da quella curiosit e da ([ucll'iiiipegiio

verso i problemi Kcienlilici : come mostra, l'ultima sua meditazio


ne incompiuta, I'O/ik.v poni uhi 11 ih.
Kceo duni|m>, col

l>r h/ur del

I7"ii, apparii-c IVIere a

pini-

ilere cittadinanza nel suo mondo montale, sin (pii melali.sicodi-

namista e fenomenico-cinetista (Gcdaitint) o corpularisiico-attra7-ion istico (XutunfrsrhU-Ute).

Qual' la

parte che l'etere vi

assume? Alla sua

mentalit

fllosoflca importa pi il concetto di etere che il ruolo scienti lieo


di esso:

per dirla col liu^ua^gio del Cassirer, pi l'etere come

Ko.stiiiz:i, che IVIoro come l'unzione.

Tutti ricordano coin l'eti-re fosse apparso gi nella, specula


accanto e sopra

altro elemento, una quinta

,ft

III

'!'ca e in quella specie di stratosfera che erano i suoi prolih'ini Irn-

zione antica:
.si

i: SINTKKI

ai

quattro cleinenli, esso era un

essenza,

liopo questo

uso soslauzia-

JmiM.nl.. ,k.||t. hypofhcxrs ,- se ne propone j| romosm con le os-

lista, che si continu al traverso il medio evo e il rinascimento, la

< HI,. .|ml,s>. <,.,!,. kI,.h,. .silazi.mi inc,.,,^,,,.,,,.,. (,,. (.S. rlgaa,-

(come del

si..vazIon. . gli ..spurnonli (p. . XI,. Aud,,, nella formularono

'< alIHashnl ,..l alla r,,r, allral.iva, i,,,|i,.,,,,,, spirilo eau<< Jipi'rlo.

Kiguardo al l,aaf:lio .li cmn-lli ci... ., forma il contenuto, i


mjtivi md ,nl,;,Tssanli ,|,.||n ,lis.s,.rlaZion,. sono Torso quelli ,lel-

I Mere < tMVitcitiuii.

Hii volilo un po' di sfondo storico su questi due motivi, non


uirlilie du> la fogliare il citato lavoro deirAdickes (non solo la
wtlmili,,,, di pagine dedicate al De igne, ma tutte |,. prime duem ixigme del socondo volumi., dove si parla anche delle 1,0Klermi-i concezioni dello .stesso Kant sullargomeiito), e ancora

..." .1 vohim, x,V ,, della AUad,.n,i,..Aus,t.,e delle oper di

scieiililiea

concetto di

del

Seiceiilo

atomo, ere.) un

fa

di

nuovo

questo

uso, con

concetto
una

co

scienza istintiva che diventa sempre pi consapevole, pur passan

do iiattiraliueue per una prima fase di contaminazione. (Quando


un Ilu.vghciis o pi tardi un Fresile) o 1111 Hertz parlano dclr'clcre, essi se ne servono come di un'ipotesi per rendere conto delle
caratteristiche dei fenomeni luminosi (e termici, ed elelliomagnc-

ttei), per poterli sottoporre a trattamento ma (ematico e per po


tere sistemare le loro leggi in una coerente teoria scientifica. Ma
anche in taluno di essi, e pi ancora in Maleltranche. Jac. l'eruouilli, (Jrusiiis (che l'Adickes crede di polere individuare come

i pi diretti predecessori delle affermazioni kantiane), la consi


derazione dell'etere min ancora metodologicamente pura, e l'uo

mo di scienza si preoccupa dell'esistenza e delle propriet di una

T' A<li<la>s- K!1I1( si " "W II wkii inirssanteme.,-

zandola alla sua volta, rappresentando le sue onde pcriodichc co

di c.piosissinu, p.vzios,. (,. esplicative e slor'lie

il in;-iiiiei.l., .scienliN,,, ,M s.. |,.|,h., di lenn-.s! al

II- HovilA s,a ,., <p.a..l.. ritardava |,. wl,,K.,.(e ,,

per ,,, ,.|KH!in,,,va ,,. .lisiussi,,,,! deBli

mentalit

! fniinnieiili kantiani di ra.allere scienUlico e

KiU"\ '"h!m

;!

nuova

tale sostanza paradossale: e vuole immaginarla, magari atomiz


me moli locali, risuscitando per essa l'antinomia Ira dinamismo
e meccanicismo. Questo alleggiameiilo ancora pi scoperto in
Kant:

pi

ingenui) e

il

suo

realismo scientilico e cio la

sua

mela tisica . un ilirido di scienza e di mel:ilisica, di ima scienza

iiielalisicheggiaule e di una nielalisica lisiciz/.ala ; pi accanilo

il suo travaglio di oggellivare l'elasticit di una ipostasi che


appunto l'etere, e di spiegarsi con vicenda alterna la coinpres-

87

siotu dell'etere con l'attrazione Ielle molecole o l'attrazione con


la pressione dell'etere (").

IVi- l'iilh-o motivo iMVnrhhnn actuosissinitn, pi'romantico


e pi connesso con gli orizzonti della cliiinicn e delia biologia,
Kanl tributario di un'estesa corrente, pi o meno anch'essa
ibrida, i ni anelli ulliiui sono il ISocrhaavc e lo llales, come pre
cisa l'Adickes iKniit ni* S~alnrfr*cher, II, pp. (l-(l). Abbiamo

gi accennato, come questo secondo motivo meglio si prestasse a


trarre Kaut dal primo mondo chiuso della fisica e della teoria

usi iti (tu e 11 metterlo dinanzi ai problemi della vita, della storia
e del finalismo. Per dare un'idea della suggestiva prcgnanza che
questo concetto aveva nella mente dei contemporanei, si ricordi
il brano kantiano sul Wcllt/rtet che pi kii abbiamo riportato, e
che echeggia i libri del Iciupo: il 1 iImo dello llales, posseduto
personalmente da Kant: Vetjeluble fttalicks (del 1727, tradotto

in parecchie, lingue: in francese dal 1 Indoli), che nel magnillcarc


le virt del diiriisissimo e misterioso principio lo chiama Ermele volatile, o (dietro liacone) trasmutevole Proteo, o cita il
vergiliano ,/om oinnia piena; gli Elemento chnniac (1732)
del JSocrhnave, il quale richiama nella sua non meno alata de
scrizione l'antica quinta exacntia e lo spiritila rector degli alchi
misti.

Non ci fermeremo a sottolineare quel che di romantico pos


sano ancora avere le espressioni dello stesso Kant nell'articolo

del 1754, destinato al settimanale divulgativo di Kouigsberg. Gli


accenni nWaiiihiin nel Iti) yne- sono molto sobri, come ben con

viene alla loro inserzione in un abbozzo di teoria scientifica.


.Ma possiamo parlare di una teoria scientifica pel De /iirF
A questo punto si voglia richiamare quanto scriveva il Du-

heni (*'-) sulle operazioni fondamentali che oggi richiediamo da


una teoria fisica. Esse sono cosi riassunte (a p. 2J: 1) La defi
nizione e la misura delle grandezze fisiche; 2) La scelta delle
ipotesi; l) Lo sviluppo matematico della teoria; 4) II confronto
della teoria con l'esperienza . Nello scritto kantiano del. 17f>5,
del resto cos gracile, ovvio il difello specialmente del primo e
(11)

Sullo iisi-lllii/.iinii ili Knnl In priipnsllo, kIiiii iikII ultimi unni. cfr.

il riltilo Voi. XIV delhi Atj. Alisjc., |i|>. ai.ri-2l" (uniti ilrll'AnicKKH) cui rolli-

fig

IV - fltnlll.KMI V. KIMKKI HI 8TOIIIA V. HCIKN/.A IIKI.I.A NATIMI.*

del terzo momento. L'autore era solo un dileltanle in lisiioniate


matica. Jla giova insistere su un altro punto, sul quale ama ri
tornare il iHilicin. lOsso ci serve opporliiiianieule a sottolineare
.la mesctdauza di scienza e inda fisici che caratterizza il lavorello
kantiano

che

del

resto si

scientifica del tempo. Una

riscontra

uirKIicrlinril ffr.

1'. Di'iikm,

ivi, pp. IRl'i-lMii (sempre mila dell'Alik-Ues).

Tlii'urlc iilii/xhiHt', 2" odi/.., l'nrls,

1I14.

spesso

nella

lei telatura

teoria fisica non una e.r/ilirutit>ii.

il un sistema di proposizioni ma tematiche, dedotte da un piccolo


numero di principi, che

hanno

lo scopo di

rappreseli la re,

nel

modo pi semplice, completo ed esalto che sia possibile, un insie

me di leggi sperimentali lp. 24). Il Duliem insiste nel respin


gere, come improprie e dannose, le pretese esplicative: una teo
ria, scientifica deve essere soltanto una rappresentazione econo
mica (l:<) delle leg^i sperimentali, una classilicazione di qiiesle
leggi

che

tende

trasformarsi

in

una

classificazione

(pp. !!(>-"<). E in uno sguardo storici) ipp.

naturale

ll-i:') crede di potere

dimostrare, che nell'evoluzione delle teorie fisiche, del doppio ele


mento che ejili chiama /uni ir reprrxrillative e /imi ir r.r/il ini tiri:

la seconda parassita e la prima costituisce tulio ci che vi

di fecondo e di buono e di verameulc durevole. Il legume Ira esse


fragile ed aiMiliciale: e noi possiamo vedere nella storia della
scienza la continuila della tradizione nella parli; rappreseli lativ o classifica trice , mascherala dal chiasso incessali le del
le c-rpleationa.

Se questo l'ideale di una moderna teoria scientifici!, biso


gna dire che Kant si trovava proprio sul Tal Ira sponda. Egli era
assetato di spiegazioni, fi in questa esigenza, ben chiara sin dagli
inizi del suo period't precritico, che s'illumina uno dei sensi non
secondari della parola metafisica: di quella panda magica (e
un po' confusa), che doveva divenire il seguo di contraddizione
tra i kantiani e i non kantiani.

Possiamo chiudere l'orinai lungo capitolo sul Ih- itine. Non


senza per ricordare che la mentalit iiielalisicheggianle che in

torbida l'attivit scientifica di Kanl ha un'allra particolari' caral-

f'e.risliea : quella razionalistica. S'oi dobbiamo coglierlo in con


travvenzione a i|u;inlo egli stesso aveva solennemente dichiaralo
nel suo proemio: invece di melici- piombo alle sue ali, secondo il
monito del vecchio liacouc, invece di guardarsi dall'indulgcro alle

ipotesi, come Newton e i newtoniani insistentemente consigliava-

(ivi riiimiiili. Sulle iiphiiiinl .lei teorici |>ivrrilcntl .- ri>iili>iii|><inini'l. da r>os0-)

II Hiiik.m imi fii il nome ilei Mach.

ij

fi

!
I

li F

Ki. ((l'Almo [>ki.i.'kiv>cA

8fl

no, egli si lasciato prendere, senza, controlli e senza freni, dal

piacere di congeli imi re e li costruire su basi insufficienti e con-

Ai:

Insc. Nonostante il miglior contatto con l'esperienza, che questo

scritto testimonia, l'apriorismo e l'cx^nl de xyxlciiic conducono

Kanl a liiiiciaic le lappi-, a cosi i-infere in uno scheiiui unitario,


Itoppo unitario, la delicata diversit, gerarchica dei fatti mecca

nici, tisici, chimici e biologici; e il suo radicalismo impenitente


vi giudea il Inulto tiro di farlo passare con disinvoltura dal ra
zionalismo meccanicista all'inlui/Jouistuo romantico de] doppio mito tMVtH'thcr e iMVocitlitin

lii

V - I.A MKTAKIMICA KKI.1.A NOVA IHI.t'ClliATIO >

quello dell'etica o con quello della gnoseologia, ma col problema


della natura nVicn. Certo, non mancano in essi degli accenni al
l'uomo e a Dio (specialmente nella Allynnrhir Xntiirgrxrliirhlv):
e Kant. esprime su ili essi delle veduti* cani II crisi ielie e, talvolta,
anche strane: ina esse sono l ancora in germe e al margine.
Quello che domina, dunque, il problema cosmologico, della real
t tisica.

Abbiamo visto che curai (crisiico di questi primi scrii li


kantiani l'oscilli! re Ira. la scienza e la nielalisicii. Sappiami) Ih
che Itile, mescolanza era connine, pi o meno, anche ai mntempo

LA 3IKTATISICA DELLA NOVA IUMJC1DATI0

ranei. Le oscillazioni proprie di Kant possono Toi-se ridursi a


due: egli crede che hi stessa scienza abbia bisogno di principi
metafisici; persoiisilmente, non si appaga del lavoro slretlaiueiile

scientifico sui fenomeni ed ha un bisogno prepotente di spingersi

sino ai problemi mula Usici. La prima causa lo poller sempre pi


Chi lui situilo fin qui lo svolgimento del pensiero kantiano,
quale appaio negli m-illi finora esaminali, lo potrebbe credere
perfettamente chiuso nei problemi scientifici e cosmologici, e non
avrebbe il minimo sospetto dell'esistenza diciamo cosi
di un
suo secondo emisfero.

Doveva essere questa l'impressiono degli stessi contempora

nei di Kant, se Tosse loro sfuggii:! ., piinm ed unica stampa della


Xont tlilttritltilio (del 1755, pressi l'editore llnrtung). Nessun al
tro pens, lui vivo, a ristamparla. (Solo nel 1807 essa riapparve,
nella raccolta edilji dal Xicolovius; per poi venire regolarmente
assunta dalle prime edizioni complete del Ilosenkrauz e dello Hartenslcin).

lOppme, quesfallra met dell'anima di Kaut c'. Ed una


vera sorpresa la rivelazione ili questo secondo aspetto offertoci

dalle poche psiginetle della Xnni ilihtcitltith.


Kant davvero un tessitore prodigioso. Al suo telaio molti
fili, e superficiali e profondi, si annodano, di filile le sorte, sin
dai primi anni. Tenace e silenzioso e ricco, egli pu accantonare
dei problemi, che per son l n fermentare nel segreto, in attesa
dell'ora giusta, Li cui verranno a inani Test tirsi con matura espii
ci tozza.

Ordimmo di spiegarci l'emergenza di questi nuovi problemi


ciniu! se la loro successiva manifestazione ne rispecchiasse la
progressiva gemmazione.

Gli scritti anteriori vertevano sulla natura. Kant ripetia


molo non ha comincialo con il problema della storia o con

ad ulTronlare il problema del


lodo; la seconda lo porter non
soltanto a tentare grandi sintesi, ma a sboccare sempre pi nella
lilosolia.

(">

. A questo punto, anzi, possiamo quasi capovolgere le prospet


tive. Airinizio^era slata la passione per la lilosolia a portarlo ad
occuparsi di sefrnza; alla sua volta, il lavoro KcicnJiUni lo Ini rndofTo a rillellere lllosollcanienle sulla scienza e risosiiinlo verso
mel-a tisica.

Jn realt, il genio di Kant era un genio lilosolico. Anche nel


periodo della prevalente operosit scieiililica, i problemi lilosollci
unii furono assenti. Si tratter per di precisare con quale ordine
gli siano sfilati dinanzi allo spirito questi problemi.
Molto ci pu dire in proposito la Nom lihtcitluiio. l'issa

del 1755: contemporanea dunque ai pi notevoli di quegli acri Iti


scientifici. L'anima di Kant trentenne non perci totalmente
occupala dalle questioni di scienza iialurale e di storia dell'uni
verso, non viene saturala da queste siulesi cosmogonici)!- o leoriche, u dui connessi problemi di cosmologia melalisica: giacch

c' .tutta, una serie di problemi pi generali, che costituiscono lo


sfondo dal quale quelle slesse questioni scien li ldie e cosmologiche emergono e si staccano. La scienza naturale solo una partedei sapere e una forma, di quella scienza che l'ideale della ra
psu-lc della mei a Tisica. La
gione; la cosmologia soltanto una

(iliiciddlii) non che il documento esplicito di Itile medi


tazione sui problemi di fondo e di cornice: meililazioiic, che

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rumi

96

riuxciri

trascendentali knntiiini. clic diranno appunto modi di considera


zione

( liti nuli tu ni/xircixcit). principi

conio fonile soggettive

trascendentali : senso nuovo, clic :ippiii-ir nel Iva ut della Oritini tirila nu/ioii pura. Adesso, nel 1755. non situilo ancoro a tanfo;
iiii

non siamo neanche pi

nell'orizzonte tradizionale, della me

tafsica e della logica aristotelica. Metalisica. logica e gnoseolo


gia sono mescolate insieme, in un equilibrio installile, che ci spie
ga l'osci lazione dei vari pensatori in varie direzioni tra l'antico

e il nuovo, fc questa la situazione dell'oliiologiti razionalista, pri


ma che essa si Irasriguri in Illosofia trascendentale.
l'ini sguardo d'insieme sui quattro principi che Kaul presenta
nelle Ire Sezioni.

Lcihuiz aveva

mi:

rcplic-ilamctilo p:n-ialo dei due principi supre

il principio di conlraddizioiic* e il

cienle.

WolIT

ne

aveva

i-ipclula

principio di ragion suffi-

ranVriua/.ioue

nella

sua

dillo-

///, ed aveva cercalo di ricondurre il sc-ondo principio al pri

mo. Kcco i precedenti immediati. Che cosa fa Kant?


1)

II primo principio per lui

propriamente il

principio

d'identit; e da esso derivano il principio di contraddizione e il


principio del terzo escluso, li principio d'identit per doppio:
l'uno ciunamla Mille le verit all'erma dici, sodo la formula u quie
tili M rxt, vsl; l'allro le verit negalrici. sol lo la formula t{ uh:-

i/W inni rxtf nini cxf .

fc interessante notare la preoccupazione kantiana di ridurre


tulio a'iilnititi). e l'attenzione- che egli pone alla iir;)iizioin: I/iiua

e l'altra esigenza avranno sviluppo nella posteriore filosofia kan


tiana, che sar sempre preoccupata li spiegare come mai pos
sano esistere dei giudizi sintetici, (pici giudizi cio nei quali il

predicato non analiticamente identico al soggetto, e di mostrare


l'esistenza e la funzione delle quantit negative, della oppo
sizione

non soltanto

logica

ma

reale, dell'* antitesi .

K' interessante anche notare, che Kaul sembra conferisca al

.principio d'idealit, non soltanto un valore formale (come si face


va, e si fa nella logica formale), ma anche un valore contenutistico,
generativo dello stesso contenuto. In altre parole: il suo principio
l'identit pare clic non si restringa, al senso in cui lo si adopera

irudizionalmculc (ogni costi, od ogni affermazione se stessa, e non


fjopposlii), ma

eredita

il

problema

razionalista

della tlftluz/oiic.

|lrol)lenia assillilo poi anche dall'idealismo (tutta la molteJJTToits\

v - '* MKTAKISICA MKI.I.A NllVA llll.UCOIATIO

e diversit reale e ideale deve polorsi dedurre da un principio uni


co identico: la deduzione p. es. spinoziana dalla sostanza, o quel
la fieli fiana dall'Io: il programma logico meta tisico del panteismo).
(Jiieste fendeiize non sono certa melile esplicite o scoperte, nel
le presen+i pagine Kantiane: ma se ne sente quasi l'oscura, incu
bazione. l'I sono forse queste tendenze oscure che couleri.^couo alle
pagine della Dilin-itlutin una certa importanza o significanza slo

rica e spiegano anche il lormenlo di cerii problemi e di corte


diflicidl interne nell'animo di Kanl. Sin qui la I Sezione.
'-) II secondo principio, argomento doliti seconda sezione,
ftpiollo di ragion sufficiente o di rat/ioiir (Ictcnniinuitc (la secon

da denominazione quella prefer la da Kanli. che deve regolare e


giustificare tutti i giudizi non analitici (nei quali, cio, il predi
cato non identico al soggetto) e. tuffo le esistenze contingenti
(in cui cio resistenza si aggiungo all'essenza).
.Mollo significativa questa If Sezione, per la storia ilei ra
zionalismo, porche Kanl vi'musini chiara inculo la sua meiilalil
razionalista, deduzionista, determinista, ma insieme avverto r doninizia le difficolt inforno di questo stesso razionalismo. Fu sue

infatti lo oriK^he mosso dal Crusiiis alla equivoca e generica for


mulazione Icibiiziou-olfiaiia del principio di ragion sufficiente, e
quindi dislingue la rat io rxxrmlt o fintili dalla nttio roi/iioxcnnli,
ni fio multiti* dalla rat io erisimi ittc, eoe. Ri pu dire che egli

'ritirili l'esigenza fondamentale del razionalisino spiunzinuo U'tni-

fi^rtin). distinguendo appunto I^IitiiiTy ichc collega p. [s, ini

f'ojrma aH'tfltro). dallai-^usalfo*frhr--follega la -ausa reale al-

IVffello esistente). l'>sTrhTrmTT7Torig<>rosa niente resistenza3 duU'os"sitza^crTIica rargomenlo ontologico cartesiano.


^" tuflo ci kant poro non si linoni dal determinismo spi-

iniziano: che anzi lo sottolinea <>i| alTernia nella maniera pi radi


cale: anche per le azioni umane. VI pii egli si oppone decisamente
all'indetenninismo di Crusins. Anche questo mollo significativi,
por la sfori del

pensiero kantiano: giiicch tale determinismo

persister semine in Kant, per quanto riguarda la sfera teoretica:


e per l'affermazione della liberiti del valore umano egli non trover
he argomenti morali, di natura aloorelica.
Pi difficile ravvisare il perch dell'introduzione -he Kanl
fa lei suoi lue nuovi principi, e cogliere il loro senso e la loro
porta fa.

Kssi sono il principiimi xiircfxsioitix e il /nineipittili

V - I.A

i piumi rniuciri

ria la funzione che eserciteranno nella hif.uni Critica della raqion


m /"'' lo l'azio e il tempo, principi trascendentali, forme pure del

j conoscere sensibile: e .tallo sbocco finale potremo forse indovinare


quel che sar passato per la mente di Kant in questo suo passo
iniziale.

KgH, intanto, ci avverte, nel titolo stesso della III Sezione

Jchc questi ultimi due principi sono r.r principio rationi detenni'tianfisfftienila. In virt di pici principio, egli aveva detto nelle pro

li""1":

NOVA

llll.rCIDATKI

97

I //r (argomento della UT Sessione). Ora. richiamiamo alla ...,-...u-

Miri.WIHK'A lll-Xl.A

j V ll VI" ''<"" Hwmiie, nulla vero senza ragione de-

j lerminanle e niliil continuate cristcns potc*t carne rathnc cjc-

tentiam antecedenter determinante. Come possibile questa deter

minazione? 15* necessario porre un nc.ru., tra le sostanze perch

fogni loro slato anche interno non pu accadere senza una ratto
uManteccdctcr detenni,,,,*, ratto che non si pu trovare nell'inter3no della singola sostanza separatamente concepita, e che quindi
Insogna cercare fuori di essa.

In altri termini, Kant vuole spiegare le mutazioni che avven

gono nel mondo in divenire. Le mutazioni, la successione di esse e


nomadi il tempo, non sono possibili senza lwFus substantiarum
che e appunto il principiimi .iitcccxxionh: preposizione XII) Ma

filili sua rolla anche questo nessi deve avere la sua ragione o il
Jkho fondamento. Come si spiega infatti il nesso che collega tra

Ovvero, anche questa loro connessione li avvia a diventare prin


cipi fra seni ilni tali?
T piani e lo prospettive del filosofare di Kanl si Incrociano,

mutano, si contaminano. TI vocabolo_j>riiicipin si presta spesso

1 :f-questa incertezza oscillante-: <$7-fn/i/o)pii significare legge lo

gica, formale, fondamentale. pnVt sigiiilicaie anclie l<nul:lim'tl<>


ontofrigico oiiginsirio. o anche causa sii]ireiiia : o concetto gelici

radissimo; o'categoria isia nel senso oggittivo arisl'Teiico, sia ne


senso soggetflvo gnoseologico del fu turo Kaul); o condizione della

possilTilitA reale:^>coiidjKJNjjULLKHJ^ti'Ji'u'tM

la scienza. dcTla mssibiTit di lina iiiaiii.-ra del conoscere umano.


'

Kant intanto li chiama, lutti e quattro, printu principia co-

UiiHitniis inrltiplijfxicitr; e tiene a dirci rhe gli ultimi due, da lui

aggiunti a quelli leibniziaiii. sono mollo fecondi (nnilin.i et hi in tu-roiiKidaliitni: nel Vroeniio). K (ali che con essi la nielalisica. o la

coi/iiMii iiirliipuixirii. pu<"> cessare dall'essere una

iiIunh

ci

i>m

imitici! stili!ilil'is. sterile di sviluppi (nello Xclmlion finale). Forse


quanto egli vuoi dire pu tradursi cos: solo merc questi due ul

timi principi l'Ontologia razionalista pu riguadagnare il contat


to con la metafisica speciale ("cosmologia, psicologia, (oologia na
turale), e forse anche mettersi in grado di rendere conto di quel
inondo fenomenico che nello spazio e nel tempo e che le scienze
studiano a loro modo.

Ioni le sostanze, anche a prescindere dalle- loro mutazioni sue-/

wive nel tempo, e eiojjjiosso stesso per cui esse sono compresi'ii M<_l_unaJ11 i'a 11 ra, con quella compresenza, che forma Io spazio ?

Questo nesso di compresenza non sarebbe, possibile se IiPsingol


*^sbinzenon fossero state pensate insieme e predisposte l'ima al-

TaItrrna 1 l'I n(elleno u ivino (chiT il principium cocjcistcntiue: proJ(Missione XIII).

--.

Ksaniinerenio poi pi da vicino le idee di Kant a questo ri"i-lo. Inlanlo. notiamo l'importanza singolare di questa ili Se-

!'* <I<IU' si nrwiiilniM maggiori problemi metafisici (della co-

Jiolog.a, della psicol<gia, e delle loro radici teologiche) e si prepaypuo forse, da lontano, le prospettive critico-trascendentali
Xon cdinprendiamo bene per da quale punto di vista Kanl abU aggiunto questi ultimi due principi (della successione e della

|'.le,,za) alla trattazione dei primi due principi tradizionali

'(Millenni della ingioii sufficiente). Sono anch'essi principi

"/"', o sono tutti e quattro principi ontologici, ossia metafisici?

l'ill.Mll TASSO VKKStt l'NA I.OCKU |>HI, l'ONHtBTO?

Questo titolo potr sorprendere: e potr sembra re strano che

qui s'interrompa l'esposizione della fiora liitnvitatio con una digres


sione che ne trascende visibilmente l'anibilo. Ma a questa digres
sione siamo indolii dagli accenni or ora
Kaiii

prospetta

primi principi. Se si

l'adi sul modo cimi cui

tengono d'occhii i

In Imi

sviluppi kantiani e la conscguente problemafi<-a idealistica, un ten

tativo di orientarsi in merito, ora che se ne porge la prima occa


sione, non dovr sembrare inopportuno.
La Xont ililnc'uiitio pu venir dunque considerata nella suai

/importanza dal punto ili vista della logica, dal punto di visla <1'M\
Ila metafisica, dal punto di vista della gnoseologia. Ri pu caratte-v

I rizzarla come una dissertazione logico-mei a fisica : espressione

100

V - LA METAFISICA UKI.I.A tr NOVA DIl.rciMATM

ramo tasso vfjiso usa logica dei.

in cui erano stati precedentemente adopeiiiti. A tale equivocazio

die indica la contaminazione che allora si faceva di logica e di


metafisica nella cos detta Outlut,ht. in mi appunto la metafisica

ne contribuiva il modo astratto e generico con cui gli stessi idea

listi, p. es.. Fidile. Hegel, (eulile presentavano gli schemi logici

si mi nientalizzata di assumeva un aspetto deduttivi e, dall'allm

dell'ideili ila e dell'opposizione: .1 = .1. .1 = unii .1 : schemi che

dcdiiccudo anclie il coiitennto).

zioni. Queir.t invece, cambiava d'inleiir.ione e di senso; poteva .-i-

ttcncli Ria sproporzionato con l'argomento presente della No


ni <lilHcM,,tio, miti forse opportuno a questo pnnto Rettore uno

unificare una cosa isolata, un coucelto isolalo; ma poteva allu

dere, sul piano del giudizio o della

to . IV (|1ipsI;i ima espressione genliliana. che del resto si rifA a

ra, sul piano gnoseologico, riferirsi una voi In al soggetto conoscen

die Tu proprio iii'll.i hnyvu di Hegel die si realizz in pieno la fuurne ili logim e di metafisica, queliti tendenza cio di cui si pos-

capisce clic il problema dell'identit e dell'opposizione ha un certo

paile. la topini da (01-11111 h> tendeva a divenire reale rinvestendo e

sguardo innanzi accennando al problema della logica del concre


Hegel. Tale questi

{. ,,,.,.,-v l|uj ,,,., ,,|th> ., K|,n,|HM,ito:

iac.

' s<>nll(' Jll'""l '"li! l'orsino in questa prima opericciola pie-

i-nlica kantiana di carati...,. ontologico. E' carallerislica di Kimt


la sensibilit islinliv;, ,,,.r |,,||(. 1,. (endenze pi profonde dell'epo-

ca. l anelli, dove meni) ce l'ai (culleremmo.

Che ...sa significa l'opposizione Ira loi/ira tiril'ugni Ito e Ionica

tiri roui-rrt'!

rendevano est rema mente ambigue le loro Iroppo oscure dimostra

proposizione grammaticale,

una volta al soggetto e un'altra volta al predicato; e poteva anco


te lo lo) e un'altra volta all'oggetto conosciuto lo non Io). Ora, si
suo senso nel primo caso, ma acquista un tult'altro senso nel se

condo e nel terzo caso: poich il soggetto grammaticale e il pre


dicalo sono identici solo nel giudizio tautologico; e l'io coiioscenle
non pii", neanche dii-si iilculii-o al hi cosa conosciuta (se non in un

certo senso, non reale, ma intenzionale). Non si Ira dava dunque di

un medesimo problema, tua di Ire problemi ben diversi, almeno.


Ma perch la logica aristotelica o classica (0 scolastica) viene

Tulli saiipiamo che cosa siano le redole formali della logica


scoperte con sorprendente lucidit da Aristotele. I manuali di filosor.a scolastica da parecchio tempo, per, distinguono una log-

accusata di astrattezza ? |.; dov' da rintracciare la concre

regolano il normale funzionamento dei concelti, delle definizioni


de. gnid.zi. dei ragionamenti; questa si occupa del problema gno'
eologico e cio della oggetlivila del conoscere. Lsi logica dell'a
strailo riguarda sostanzialmente la 'logica miuor.
N
V- nota, d'altra parte, l'opposizione che l'idealismo ha mosso

1) Forma e coulnnito. Si rimprovera alla logica tradiziona


le di badare soltanto alla forma, di dare soltanto le leggi formali
del pensiero; p. es. le leggi del sillogismo, che sono sempre le sles
se, a. qualunque contenuto intelligibile si applichino (quasi stam
pi, in cui pu venir colata la pi varia materia).
Una tale logica, si dice, inttivlta perch Juniialr: e non pu
rendere conto del contenuto intelligibile; una tale logica suppo
ne gi le idee, i concetti, gli esseri; non li spiega u li crea. In al

in iunior v una mjn, mujor: quella stabilisce le leggi formali che

:l l!ll(> '"K"'" '"

l'-'Hstotelica. Jtasti ricordare come l'idealismo

poslKanliano abbia rigettato il principio di identit, conti-unno,


no.idogli il principio di contraddizione: intendendo questo, non

ali aulica come principio di //oh rutnuhlhiouv U = ,1 ;

- II. ma proprio con.,.

,.ssil: |.|tsi coni radii izion nell'i,,.

limo stesso ,M pensiero cITellivo e della rcallA spirilnale Sono no-

( anche le prolesle elevale dalle fil,sofie non idealisliclie e in gnere dal buon senso, contro tale alTermazione hegeliana, giudicata
perci fonie eversiva e assurda.

Nella polemica contro l'idealismo non direi per che gli oplosilori abbiano scelto il metodo migliore. Si sono contentati di
uhi cr.l.ca minuta e letterale di defiligli: e hanno creduto che le
spress.oni idealisliche adoperassero i termini nello stesso senso

tezza cui riilcalismii inir.'i ?

Possiamo ridurre a Ire le direzioni o le dimensioni, secondo


cui si parla di astrattezza.

tri termini: tale logica non rende conto neanche del Logo, del mon

do intelligibile.

Traduciamo ci in termini scolastici. La mente umana ha le


sue leggi e scorge le leggi e i principi del l'essere sin dai primi pas
si del suo esercizio, leggi e principi universali e validi per tulli

gl'individui e per (ulta l'esperienza di ciascnii individuo: ma il

contenuto vario e particolare delle sue conoscenze lo acquister


man mauo attraverso l'esperienza sensibile, e sar diverso da indi

viduo a individuo. Jla sar lo lesso per Dio? Lsi sua logica (dicia-

'Ii'IllMO I-ASSO VKItSO UNA UMICA DEI. CTWC

102

V - I.A MKTAK181CA ItKI.I.A <l MIVA IHUTIIIATIO

spirilo, allo puro. IVr ossa ro<:>llo ih-l jhmisci-o limano non
v solo il inoliilo, u la natura ni:ilci-iali\ ma aiu-lu- so slcsso; e |\n^Ilo adegualo dl pensiero divino lio stesso, l'am-rliio di i|in-llo ilit' l'idealismo din- dciratiioroseionza cclii'^ia la teologia lan

sar tn

che quella rivelata, sulla Trinit): teologia per, die l'idealismo


capovolge e rende irriconoscibile percli applicata all'uomo o av
viata sul piano mi ffviH-rix del trascendentale. Tanto la osservazio
ne tradizionale ehe il soggetto spirituale pu conoscere s slesso
eoli una riflessione in cui l'oggetto identico al soggetto, quanto

la speculazione teologica die parla della generazione del figlio e


della creazione del mondo e dei modi con cui Iddio conosce s e
conosce il crealo, possono gettare una luce superiore su ci die
l'idealismo assoluto dice sul problema gnoseologico, allorquando
esso da una parte sostiene l'identit e l'immanenza dell'oggetto al
soggetto, e dall'altra parte sostiene l'opposizione dell'oggetto al
soggetto (confondendo qui il Verini col mondo): una luce, die fa

=:

capire le ll-asposiy.ioui opecalesi nei prnlili-mi e ne pu :igevol:ii'c

la discriminazione.

Anche la dottrina idealista Iella diiiletticil e dello sviluppo

della lealt, svela il suo arcano seducente, una volta che si consi
deri che l'unica realt per l'idealismo il soggetto conoscente, e die
d'altra parte nell'idea Usino il Soggetto trascendentale una con

taminazione di divino e di umano, dove la vita di Mio viene conce


pita come la vita dello spirito umano, bisognoso di sviluppo (svi
luppo psicologico, che per altro viene contaminalo e confuso con
lo sviluppo ideale della scienza o delle categoi-ie).
Ma questo non ancoi-a tutto. Nella rampogna di astrai(ezz:i
pare ci sia ancora un altro motivo. Oltre alla dimensione formacontenuto e alla dimensione soggetto-oggetto, re n' una terza.

'onerelo.

.!r;.'"i

nsiero pesante o Log,,

l) l'i-iKtibilHt) v retili lo iHixxiliilitt't rii rxtxtt'iizn). Una del


le preoccupazioni maggiori dell'idealismo attualismi, ci sembra sia
quella d contraddistinguersi dall'idealismo piekanliano, sequestra

to nell'idea e incapace di raggiungere la realt ecislenle. (Quando


dunque l'idealismo attuale parla di logica del concreto, polemizza

contro la concezione prekautiana della logica come logica del pen


sabile o del possibile, come logica cio delle essenze e non delle
esistenze, come logica insouima astratta perch chius nell'ogget-

tivit meramente ideale delle entit concettuali universali. Msso


creile di uscire la tale limbo irreale (in cui sarebbero chiusi p. es.
Tintone e Leibuiz) con i nuovi nudivi gnoseologie! del pensare co-

I'himo casso vmso r.\\\ umici nm. concreto?

104

V - LA METAFISICA HEI.1.A a NUVA II1I.ITIIIATIU

on

ini' giudicare, delta categoria come funzione, coinp uulosintesi : mo-

si ni mio che il pensiero non ,\ mi;l i,|,.;l esimila, ma un giudizio che

alTcnna e realizza; riattaccando il concetto oggellivo aslrallo ila


una parie all'allivid dell'Io e dall'allia alla concretezza de] se.ii-

lirc; sottolineando che in (ale alTerinazioue ed in lale sintesi

l'Io si esso da; si realizza.

Su questi molivi, in cui ciascuno ravvisa gran parie del conte-

milo del SMrmv ili Luyvu del Olitile, ci si permetta no alni ne

considerazioni.

IO' iiileressanle questo sforzo del l'idealismo attua lisi a di su


perare le rornie precedeuli di idealismo che sono il .suggellivisnio
empirista, il inenlalismo razionalista e il formalismo trascenden
tale.

Ad ogni modo, le criliclie surriferite colgono. piuttosto che


la scolastica arixlolelieoloinisla, la lilosolia razionalista ili un

Lciluii/. e ili un Wolll". IO" sin lo proprio il razionalismo ;, seque


strarsi nel mondo delle idi
del possibile (l pensabile, e a pie

lendere di uscirne con l'argomento ontologico (pretesa di passare


dalla possibilit all'esistenza : Descarles, Leibniz, occ, che rinno
vavano l'argoinenlo plnfonizznnfc di S. Anselmo).

Le eri lidie geiitiliane vanno altres al formalismo trascenden


tale kantiano, che. se da mia parte superava l'astratta oggettivii
dell'idei! razionalisla soggettivandola in funzione o categoria trascendenlalc, dall'altra iiileudeva queste categorie come pure forme,

che avevano quindi bisogno di un contenuto da esse non generato,'

ma li-ovato come dato. Sicch anche in Kanl la logica trascenden

tale sequestrata in un mondo di forme pure a priori, incapaci da

sole a darci il concreto esistente.

Troppo lungo e qui certamente dioi-i po.slo sarebbe esa


minare se raltualismo genliliano sia tale da farci uscire dal cer
chio chiuso del pensiero puro e da rarci riguadagnare la realt: se

esso superi eirettivainenle il formalismo trascendentale di Kant,

sia pure arriccliilo delle integrazioni che uomini come il iWaimoii'


il Fidile lo Hegel hanno dalo alla sua pi radicale e ferace posi
zione. Come il razionalismo ebbe la sua crisi di dissoluzione, cos
il kantismo atlauagliato dalla dialettica che contrappone tra loro
i suoi stessi eredi. Il tentativo del Gentile solo uno dei tentativi

neokantiani e neohegeliani di portare ad unita sistematica tale

eredit e di superare la dilTieoll della filosofia dell'Io con una

sintesi in legnile. L'uni oc tisi gentiliana, anzi, ha forse minore p-

rezza metodologica e minore impegno dimostrativo di questi altri


tentativi nel dedurre il contenuto, l'oggetto e l'esistente; nel rea

lizzarci cio la prhmessa della logica del concreto. A meno che non
si operino delle contaminazioni di contrabbando, l'attivit gnoscologica dell'Io trascendentale mai pu spiegare la realt psicologi
ca malamente e a torlo denominata e diffidala come io empirico

delle coscienze concrete e delle volont responsabili. JCel suo

clima intemporale e universale anche raffermata concretezza del


sensibile non pu essere che il sentire in genere, in cui non possi
bile contraddistinguere la percezione diiH'imimiginsizioiic (e dallo
stesso sogno).

Non sar stata forse del tutto oziosa e inopportuna la nostra

ormai lunga digressione. Lo sarebbe stata, se si fosse trattalo di


altri che di Kaut. O, anche, se Kant si fosse fermato alla A'r ilihwUUttio; e non ci avesse poi dalo, con filtrature e sviluppi impen
sati, quella tilosolia trascendentale, dal cui seno dovevano pro
rompere quei problemi coi loro enormi sviluppi.

I" curioso come il primo frullo del pensiero logico-metafisico

di Kanl, abbia l'apparenza grinzosa e senile: proprio al contra


rio li quanto suole avvenire per i pi, l'impeto rivoluzionario sem
bra che in quest'uomo venga fuori e cresca inaii roano che si allon
tana dalla giovinezza; Con quelle grinze il pensiero giovanile di
Kant rispecchia la vecchiezza stanca del pensiero dell'epoca. Ma
dove i Icibnizio-wolfiani finivano, egli comincia. Sotto la calma
superficie delle acque wolfiaue, del resto, c'erano delle celale cor
renti vorticose. Ora, egli le indovina d'istinto e le fa sue. Cosi co
me subito sensibile al dinamismo radicale -he fa impallidire nel
la, fenomenalit l'estensione e il movimento, cosi come scova il pro
blema della genesi della storia del mondo e dei pi vari fenomeni

geofisici dalle eterne verit di poche leggi, nella stessa maniera si


sente attratto quasi senza volerlo dalle tendenze pi segrete Iella
logica-metafisica e dal mito della deduzione. (Vcorrer soltanto
l'immersione nella soggettivila psicologica perch dai poli della lo
gica e della metafisica si scaleni la latente corrente elellrica e ac

quistino senso trasfigurato ed abbagliante la deduzione e lo svi


luppo.

Ritornando alla Xorti ililtniilittio, possiamo ora valutarla dal


punto di vista della logica. l'Issa vuole darci, non una logica for

male (die sars piuttosto l'argomento del posteriore saggio sulla

Il10C

V - 1.A MKTAKIHK'A

(il) l'iitdiiiisinn di

Kpicuiii:

lll:l.l.A

il

NOVA 111 l.rctIIATIII

iinnido niiilciiiilc

lisiillciclilic di

ror|MiKeoli moltili noli" spazio vuoili, cslcsi, solidi, iiIIitoiiik-iiIc


iudivisiliili (ululili), foriiiIi di piirlii-uhirc li^ui'ii j;ni!iiclri<-;i.

l't's-

c:ilic, clic non ;iniini>tl>v:i il vnolo nisi hi koIi iiuiIcii il;t lui li

dothi siila meni cslcnsioiic, sii|i|ionc\;i pci- clic il iiioviiiicnto im


presso da Dio jill'csIeiisioiK'Mialeria l'avesse fi-;i ut limala in parli-

di due nuo-

'ri)oHeiiui""

celle pi > iiK-iio niiiiutc, pi o meno


sfregali lisi a

iricj;diiii. rollideiilisi

vicenda. Accanto a ipicsl i atomi o a queste parli

celi t> niiiteriuli. foinite di propriel inaleiiali, (nssciidi e Ocsi-iirIt's ainniellevano per nuclie il(re sosljinze npii-itunli, le iiiiime e
Dio, di natura assolulanieiile diversa

dalla inaleiiale.

t'altia eoncezione ern invece quelhi del nioiiadisiiio di

Una

lut-

Leiliniz:

anclie i corpi inaleiiali lisulterelilieio di monadi inesk'.se. iiniua-

(ei'iali, fornite ili oscura percezione e tendenza, soltanto di j^rado

diverse dalle altre monadi pii1) perfette che sono i principi di vi


ta, le anime dejrli animali, le anime umane, sino alla monade su
prema die Dio. WolIT aveva smussalo poi e dissimula lo i para

dossi del inoiiadismo leiliiii/.iano, per ijuaiilo riguarda i corpi:

corpi risullerehliero. s. di sostanze semplici incslcse (clic non so


e

NBXII8

no quindi

(m

u atomi, u particelle materiali, bench non siano,

d'ultra parte, .semplici punti

tiialcnialicij; ma Itene disinteres

sarsi della questione se questi1 sostanze semplici ulihiauo proprie


t rappresenta live o psidiiche come le altre monadi spirituali {<'<>nwoiinjuij -l:~>), liaslaudo dire che osse hanno una ria.

Uni, ti quale delle concezioni suddette k avvicina quella kan

tiana delle su ha In aliar shuiilcot ncllsi A" ora (liii-iilutiof .Sono es


se atomi? o sono monadi ? IScucli sia naturale avvicinare la con

cezione e lii teiminolagia kantiana a quella wolfiauu, la domanda

non e oziosa: perch Kant nei primi sentii precritici ha cITelli-

. del lon,

vamente avuto diverse oscillazioni iti riguardo. Nei l'aisini sul

la rem minimi tirile forze rirr del 1747 ci che vi ha di originario


e sostanziale la forza, meni re l'estensioni- e il movimento sono

> coi, in

Rl* lnfl<'

mei

11'1!'','.110 s""" ' """II. Talli Kli

qualcosa di secondario e fenomenale; m-l

/;< it/nc drl

la di

1-1V;

particelle i/iurlieithie, propo.si/.ioni

I7~if si

par

o m olmi ine. nuli-

dar, prop. Ili); la contemporanea tflorui itnireraulc dello Nat ti

ni parla ii^ualinenle di elementi o parlieelle (Hlemciile, Teilchen,


eleineiihtrisehe Purlikeiu:

l'arie II, Cap. Il materiali, di diversa

densit, e Tornile di forze essenziali iirrsnillielie h'riijlr); la

iiailoliKjia iilii/xicit del

Mn-

I7~i(> parler invece di monadi o sostanze

semplici ineslese, da concepire come centri di forza che per han-

l t'i

1
tK SOSTAXZK K II. KKXITB (ili 8KZI0NK)

'' min de crm.nala *M,,m, aHMMh ,,,,

1
...

107

,,,. ,.

,,

i,1)1)ilmlmi01.A

v - '-A MCTAKIHlCA

NOVA IlIl.t'CIIlATIO

Leihniz la lainone .lo!

,ft

dell'attivitA monadica, e miei che conia


ciascuna monade isolata : il complessivo
solo la resultante, ciascuna monade non
re inllHBHi rispetto alT"allre. La legione
sl'""ilcizii tra le monadi in divenire, sta

STl111; '" "" <- im-c.,,l,.K,m, ,. dinamismo,; ,, S


.p.,.Kj,.|,:MK , ,. , 1IMllHIIIII. I>;|| ,-,.
in

108

. ,,, si .,,, (l!ll ,,, IdlHliiuo;

IP|i'"">llr*l"nP
<H'" *'">*"""' P'<'cS in que/,. ,.,.. posleriorc di ,kk.|, mesi al /,,- ,'

precede ,1, poco pi,, ,,u. ,, SPnic,s(l.e ]:, .,,,,,,.


f eoe . mezzo, h, quel |wvc ,,,l(h) , ,
, /

'

il livellilo interno, ili


divenire inteiinoiiadico
|iu esercitare n riceve
iilliina, pcrT'dclla corriin Dio idonde: axuiuuia

). WolfT mantiene la concezione della ria come priain il itt timi li in; ina animelle che (inumili a .te iiinrriii~iiiF

/> ti ini tur | VoHmolotiit. $ 207)7 bench si astenga dal defluire se le

/ passione* cianai tortini siano reali o soltanto upparnttvx r/<ic/ madmodum visititi fuit Leibnith ( 2!)4, nota), per non cadere in
I diffiettlttttcs incxtricabilcs... Nel seno della scuola wolliaiia, lo

\^ Knutzen, maestro di Kanl, Unisce per aiiiuicltere Vinflitxus pliysicits tra le monadi.

rr,r

Ed ecco la posizione che assume Kant: 1) ogni sostanza, iso

latamente considerata, resterebbe iiumufahilc, anche nelle sue de]]


Ujrminazioni inlerne; -).stupesle ninlaiio, ci^dipendi'i dal ncnii

ea-ternus, e cio leumiiuziiiui ni terne haiuuTTirfom lagom de

Knnt, in ,,* dinw-i-ln^ciiH., el,,,le la noslra curiosit che


m* ,,,nTri,c le opinioni srienfifirhe. ma ,-i rivel
(.|u,

,fo ,0

"L 1J

-- le prii. pn p,e.sein,.ere .lalle .Jiverso l,rio ^Stabili fu


io , i Bca.in di Jiloo,ia della natnra). Ci

mauo nna

sene

T t

"

in

LL^LZi

ch'esi IIlia snceessione (p.op. XII). Da eh col di

pende .nes.a menamom ,,, Htl|f, ,. J.J,,

>

'J^^ '

plesso dele H,ln.,., de^.i s.a.i in.e.ni e .Irgli IH lm.l^

in sn,n..ss,one e.s.e.na nnmln llu ,, h|^

<(

^ ''; ;

...uro on.p.es.sivo ha la sua ,, delormina'nle nei


ilei singolo, o virevemi?

p'o ha il siw_7>i-incininni neljicxns siilmtantianmi); V.) questo

'nesso che collega le sostanze e nF cnsliluisce le rvlatio

ne* e il comma-cium, e cio la cocsislenza e la dipcndi-nza, deve

in|

alissin.,. m.^fl, nw niillllnillo { ,, ^

w-, funi le Innxc. tM)1.]mm,

tl-MliTrthU- iieIle_iuiiiazioiu_esteijMi.~(K'jueslo il principiimi .vie-

Biis della pr^ji. Xlircnaie si deliba intendere cosi: hi

'essere alla sua volta spiegalo col risalire a Dio, che nello schema
del suo inteUcctus pens correlate le sostanze e le loro esistenze
e il loro comma-cium. (Questo il principiimi coMstcnthie della
prop. X1JI, che pare quindi debba venire inteso cosi: la coFxistvit-

ti ha il suo principiimi nello schema inteUcctus divini).


Si osservi la presenle posizione kantiana: l'affermazione della
connessione tra le sostanze supera l'isolamento monadico, afTci inalo
da Leibniz per ragioni a priori, contro l'esperienza ; hi rivendica
zione di Dio, come presupposto di In le connessione e della slessa
coesistenza delle soslanze flnile, supera l'ateismo atomista.
,
In queste medesime posizioni, per, fauno capolino una cella aTfermazione determinista e una erri a tendenza panteista, l'er la pri
ma, le sostanze vengono ridollr a passivila assoluta e cio a modi,

i quali non possimi) che venire determinali dal di ruoli: passivila.'

che l'opposlo esali della pura sillivil della monade isolala

(due estremi apparentemente pi chiari e intelligibili, ma, di ratto,

Astratti semplicismi, mende la realt offertaci lail'esperienza in-

i '

LE SOSTANZE E IL XF.XU6 (HI SEZIONE)

109

I<supposto!]^) v.one ad essere causa tolale ed unica, che vie-

;:

'cip di forum costitutiva

TI bdancio delle soluzioni kantiano attuali tutt'altro die fa

h.Zl ^'vagnJrUe'co,^"'10 """'"-"^ mt* "IWPWflClC PennE'orM^


influisce nello tie^Tx^ZT'
1) Ri pu oramai dimostrare la reale iii....v.. 1

Hsa=tate=s=S

'"' " h-imi organico f,,,,,., ti n.

MliH di ni1,?111!1"1 ''";"?' "na 1"mn"l i-azione

'

llIIIfl a

dirolla dcH'iniuiudi-'1(| \j

,ili|A ,leira.n,,M.ia ..

,-tn .lnKrinniM.i n.fen.1. ](>

ila. Riac7j

pom.,1,,1,. malsiasi mntazinne inferiore


eriore f,,w,
f,,w, TF)
TF)

V - 1.A &1KTAKIXICA l!l:i.l.A .NOVA I>11.ICIIIAHI) li

ohi 11 io in miirrrm mutuo nr.ni rolfh/tiltt, dobbiamo cmidiidrrc che

Tl^cFH/t fi ubitu 11 un rimi si Tomla sulla uiiil di un piano divino.


iiih'llrrtas liirini trlinnn, cliejie liss hi sii ni limi e le

rorrrlaliiv, |iensandole <-ioc e (lspuiiciidide 111 n-la/.i

vorovo,, por ,, realt melatisi,,, delle sostanze: InnloTd^ennT

-') Ri ha ragione, di alTermaic ci.,, ludi g|j spil.in fl m

110

lnjil
^

U- uni- alle

altre. Le sostanze linilc hanno quiinli iitiiiiiuiiiiitiirni i/iunnilinn tiii


HHU
I'
'
he venir solloscritto da i|iialuii,pie lilosofo leisla: polroltlie anzi
far pensare all'armonia proslaliilila. dalla (piale invece Kanl vuole
distanziarsi. Quali sono diimpie le iilleriori precisazioni kanliauo
su questo urite uhi?

Kant, a dill'ci-cuza di Leibiiiz. siunnelle la reale ell'icacia reci


proca delle sostanze, d'er servirci del paragono della macchina: i
vari pezzi agiscono rcaliuenle l'uno sull'altro, e non sono come gli
orologi dell'esempio Icilmizia
che funzionano iiuloiiomatuciilc.
ciascuno por s. pur essendo sincroni per la predisposizione divi
na). M'allra parlo, a ditl'ereiiza dall
elalisiea aulica. Kaul ini
inanelli izza, in cerisi guisa, l'idea divin:
Ile cose e le cose nel

l'idea divina, e concepisco lo schema divino come un itrlnx /leidnni-

hilix, che_jion solo della o progolla la siriiHura. ma oosliluisoo

lallivil slessa jiK>finida dello sosianso e conserva in allo ,|iicsl:i

sTosssi ali Mila w siio vario'svTilgersiT i '. conw se lo xrlinnu divina


non fosse sol lauto coin il immollo doiPingognoro. ma coni;'.hi

cascala che l'iirnisco incossanleniciilc IV-ncjKJa al niaccliiiiario: e


cio non soltanto Isi creasse, ma hi cosi il u issi inliinsecainenle. ne

fossJM^o egli stesstiTwc/nx). l'or capire meglio ci. si osservi l'siiiibi.

guitA sollile delfa couce/.ione kantiana dol'o hcIioiiisi divino. IO' xrlirimi intrllert n>t divini, o xvlu-nui min uhi ti* il iviime f In altri termini:

Wr//rW,,v ,/-,,, discendono altre notevoli conse^onzo (cori

hi delineazione lelnzionalo dello veriIs necessario ideila connes


sione idealo che collega i vsiri concelti, p. es. della geometria:
Irismgoli. parallele, poligoni, circoli eco.), o l'armonizzazione delle
strulluic. delle esistenze e delle allivid degli esseri conliugenli

'' l^'lrpr^cindendo'r11'0 I>:'<>SI tlS5Sfl> '** "' W * lttM^

Ideila connessione reale che collega gli alomi. le molecole, i corpi,


le anime, le sostanze)? Le verit iiecessarie sorgono e si gerarcliizzano nell'Iiitcllcllo divino; gli esseri contingenti sono predisposii
e connessi por libera volont divina in visla della creazione, l'are,

Ir e si"illmmirhh'md "'".T"'" r1."' <>RS(' "lilllcl '" wlasinne. Ira iH


'"a macchina sono connessi ,1,, .dazini" ideali "'^V"''

livero, che Kaul animella che

Mio avrelilit- pollilo enunci Ine |r

coso allrimenli (,-rr. I e II nxitx della pmp. XIII): ma vedremi

che Ksiut lissor rnlleiizione sempre pi sullo connessioni necessa


rie della intrinseci! intelligibilit delle essenze, per cavarne la prfa migliore dell'esistenza di Min (cfr. Vl'iiivu nrt/nincnlo per min

i.k sokt.vnzi: r. il .vicsi-b

(ih

112

111

diversi ed indipcndenli e sulirienli, ciascuno comprendente delle

izione itcll'cintenza ili Dio, del 17fi^). Ora, questa comicssjioiiejiccessnria operata dall'Intelletto, o dalla Volont di Dio?
Siamo gin allo shocco fatale del razionalismo, il quale ilovev~nni-

sostanze legiite da. un nesso o spazio proprio (").

3) Siccome il nesso universale delle sostanze dipende dalla

causa comune H,e ne ha informala relazionalmenle l'esislenza

Incitiiiicazioiic radicale e rormale dell'infelici lo e della

Din ll-oncepili ;ill umana ;

unii ire. senza

ecco una dunosi razione dell'esislenza di Dio, pi, |,,.|la di quella'


fondata sulla contingenza.

le .listili-

sttinl I'jile su qucsTargoniculo dalla teologia cristiana), oscillan


do tra il doppio estremo: o di iilentilieare la volont con l'intel
letto ironie faceva Spinoza. per il quale lutto il possibile esisten
te, e lutto necessario di necessit geometrica), o di identi
ficare rinlelIeUo con la volont (come faceva Carfesio col suo arliiIrarismo, per cui Dio costituisce tulio arbitrariamente quia ipxc.

minii: non solo gli ,-s.seri creali, ma tulle le leggi e lutti i principi,
anche quelli della nialemalicn, della logica, della metafsica, della
inorale).

Tale schema divino, non solo Ulca, ma uri un Ornativo) e arlun


peni,inihilin (della conservazione del crealo), non soltanto prevede
e sceglie e coordina, ma anche sostiene ismlinct nell'enunciato

V - LA METAFISICA IIKI.I.A A.V.\ I.II.ITCIIMTIII ).

4) Si confuta cosi radicalmente .p.alsiasi dualismo manicheo

di principi divini dell universo.

5) Si pu giustiliearej^ltrnzionc newton
come legge
naturale, quae, mHnM ,,ro /^TnW^^) ntatrc juaitcr durai, cline

elletto fenomenico ,i,\ ,.,., stintattfmnnu.

^==

6) Possiamo (inalmenle prendere posizione di ironie all'ar' presfnhilita di Leihniz. al sislema delle cause k',.h,.,,mI

tisico. In'h'ndo
'i'-."1 *H!'m" I'<"IMI"""1""1': "''''< lell'inllusso
un o. vn| preselileiiieule sollolinea, coiilro l'armonia
I occasionalismo, la reall del ucrax, IVncacia della
. <|imlR vie,,,, presen.alo dai sos.eni.ori del-

della prop. XIII : efr. il nnntvnlat dello scolio al ! 22 .Iella Disscrlazi.n.e del ITTH| le sostanze e il loro nesso, essendo tiritpt cixtcn-

'

rim" K'ni"Z<1111- ' r:l "''" "'- rHh

Ha ni u, ulilnrhhili della prop. XI111. conserva l'esistenza e ri

V, //Ti
' '/"""'
r""tli"il SIlll<>m\sHlt'lil
che
latitarti
(e urto) sono
,, phacnomcnun
pinil0 vin.
,,,, B.B|riio

I/azione e la reazione universale (v. il V iimhx) si l'ondano .su


tale xchcnia o ori un pvnlnrobUin. che pare ne sia quasi la forma o
la forza segreta. K che cosa questo agire e reagire? E' un ne

11
l.i prima concezione
uet-,n2,
mela fisica r il |l!imiIll11'I""e V"<' lf.i prima concezione

fornisce la reale efficacia causale (/ni.

gpJEE

inrireiu rmprvrv. E che cosa Io spazio? Proprio questo agire e


reagire {.ipatii noti implicali* xtibxtantiarnm actioubiix ub.wiritur) (n); e il fenomeno di ci e qucll'avvicinarsi mutuo che si

chiama al trazione (sempre iti).

Chiarito cos ci die Itimi intende per schema inteneritisi ilirini. principiimi vp.rstrnlior, possiamo capire le conseguenze feorichc che Kant trae dalla prop. XIII IVI uxux).
I) Siccome lo spazio e il luogo e il silo non sono che quesle

relazioni lilieraiueiite poste dallo schema divi


e che Dio avrehhe
pollilo non imporre alle sostanze, ne viene che |h>ssoiio esistere
delle sostanze le quali utili nini in loro, senza alenila relazione
col mondo nostro (').

-( Dio avrelilie pollili) porre pliircx muinlox perrellanienle)


i:t|
t li

Si iiiifrollii il $ 111 dei liriiinkrn (1747).


(Tr. tnltiiikni, S 7.

nercouoscere umano, e cosiI-

!iL ">"' trascen.lentale ,M conoscere sensibile: la orarie,,-

2^ t-'f^<Law/w/fw/^7:7^^^^

irnKlollHer in

il H \l\u\T\ Cn'">"m"ti<'<- ""'" -itire cannila, come

. ella Dissertazione ,lel 177 (S 22). Lo spazio , ,1 analoga...te anche ,1 tempo) sar cos .-onsidera.o come forma sogget.h
.Msendentale della conoscenza ensihile. dopo un !.,,. ,. |,

osciUare ,ra g,i ,,(m

, ,.,", ^Z^l

e dell., spazio pl,an,,,,nn,,ni hoc l<n,,htlnm di l.eil.niz.

11 nod?" lIelIlil11s"s'illIZil ' f> vvhilo sul Innario della erisi.


Il mdo gordmno della m,K|.ini sussislenle e attiva, lungi dal
vemremolfo, sottoposto ad un taglio violento dulia spada della
(r)

Gfr. Oiilankin, f n.

PARRAfiGIO AI.I.A II 8KZIO.NK

li:1,

ca : di una malintesi

a sostanza-essere viene ridotta: 1) ad una enlilA Iolmc-, <m*\

-) ji iVnoineiii (infidi) s'iim iiuu i .

" nsi

''

jKSH'Oioi^K.*! (spcoiitlo si* il so di sin**

f Ifft Hi fct'll /-) fii*| HO lll(><*r**tti !*(//

*'

accorga, il giovane professore oiesciulo nll.n o..iw,i.. ...m

a ..

riihiiiio, I concezione che egli presenta ,le,,., soshll|ZJI ,


"""Ho .,,,,,m ashnl.o. ,|I1IIH| .no.a.n.nle utfr: o,l R

'' .. KIA lr,Ml,.,i. H,, dovrol.ho rtWlnn, h. " 1(~

n' K

I '

"""l" "I";"">- M"' 'ItI "' '<'' !hm ta-

V - 1.A MKT.U'IMCA HKJXA XIIVA idi.IrlllATIn ,

<esfii Iji roiilt di Rnstniizc: i corpi inorSaniri elio agis.-cmo e

dcter-

; "*. o attributi). ,,ssia a concetti f,,,,,,,,, senso di nLiJ^rrl^


j

Ili

scono, lo piante clic hanno miiJ e spontaneit, pii animali dio


Kcnlono e si muovono, noi uomini die smlianio di agire IMh'i-uInciilc nel roipo e sui corpi: x<>sl<ni:r e cttitsc, die rii-onosciaiuo
come esislenli e anelili indipendente!
le ilal nosho allo psicolo
gico di senlire e di intendere, col igiiale le percepiamo e pensiamo.
Tulio ci ammesso da! buon senso: e veniva rieonoxdtilo pili (>
ineiir osplicilanienle. dalla ma^ior parlo dei lilosoli h-adizionali ;
ma lia in s qualcosa di misteriosi. Il mistero divennlo per un
nodo gordiano all'occhio del razionalista postcarlesiano: il (|uale
vuole penelrarc iiilellettiialineirle la sostanza, lacendosenr TTT

cll
ii
ditit
l^i
tulo
cliiu.ro
e distinto.
vuol~spiegarsi
il sor-rero (

delle sue delerminazioni. precisandosene la jagione sunicienlo: e

ii

*'

"vii-i iiiiiiti/^ii'iii,

inn

iNiiitli'M

IH1

li

rii"

jcjj faceinlo. riduce quasi la sostanza "" uu'eiilil


e iiiniKibjle.
della piale non ooiiiproii.lo il nesso con |,. scnsil.ili leleriiiinay.ioni
ili divenire, e tlistinn le delei-niiii'xioii! in interno ed estei n<-,
non comprendendo il loro rapporlo reciproco. I suoi schemi espli

cativi e il suo tipo di iulelliiliilit sono poi titiiloi-jiii. universal


mente applicali a tulle le sostanze, si;

"

se materiali o spiri-

Inali: e questo nokpu che comp|i,are ancora il problema. j;iacch porta o a materializzare lo spirituale (introdiicendovi il doterininismo) o a spiritualizzare la materia (\i. es. con il monadi-

"" ''""""" *

stnol. mei (erniosi in contrasto i-o| Imioii senso e con resporiouza.

TVr compren.lere l'imbarazzo del lilosoTo moderno dinanzi al

fnodo jrordiano del problema della sostanza, bisofr,,;, ,.,,.,, ,.js.,Jj.

I re alla sua jjenosi slorica, che ci mostra la nuova impostazione dei


vp.rol>lemi.

T'assacrio alu II Sezioxb

TI nuovo punii di partenza quello carlesiano: lisona par


tire dallVr/, dal mt/Ho: ossia, pel doppio senso in cui potevano

venire intesi Ve,, (io particolare. lo trascendentale) o il nu,iU>

(atti psicologici di pensiero, o pensiero logico universale), bisogna

- -

partire dalla psicologia ovvero dalla logica. I-M erro, da una parte,
l'idealismo soggettivo dell'empirismo il quale, con lSerkelev < 1 lu

guoseologici.

rln - nrh d ii

me, non solo parie dalla psicologia, ma vi rimane imprigionalo:

gli esseri sono il firrri/ii: e eio. prima i corpi maleriali Icon IJerkeley)e poi anche le anime (con (lume) si riducono ai Tcnonieni di
coscienza. Xon ci sono dunque pi u sostanze n cause. Dall'altra
parte, l'idealismo oggellivo. ossia il razionalismo logico, da. Oarlesio ai leibniziani. parte dalla logica, por sequesllarvisi sempre
pi: quel dio importa la scienza con la sua ideale costruzione

lWSSAfifilO

AI.I.A

li

V - I.A METAFISICA IIKLI.\ MIVA Dtt.l-CII>.\THI n

115

SKZIONK

sistematica, con la catena di verit che parte dai concetti primi

vuole essere rat). Di fallo, noi siamo rnli die il sole riscalda

e dai primi principi per dedurne le conseguenze e le leggi pi de

questa pieti^i , o clip Paio commette un'impostura : ma in que


sti giudizi il predicato non identico ni soggetto; quindi, perdio
questi giudizi da certi divengano reri, occorre: o die li trasfor

terminale: non ci sono pi le sostanze e le cause al plurale, ma il


processo della Ragione che appare come runica vera sostanza e

miamo in giudizi pi distinti, tali die il loro soggello sia uhm

l'unitario dclcrniinismo.

nozione pili adeguala ci

13ra la nuova impostazione, che da se stessa faceva perdere il


ti fuori dell'atto psicologico e del valore logico.
Perci stesso, veniva a trasformarsi il concetto di verit. Nella

lilosolia

tradizionale la veril era adaequatio rei et iufcllectus;

[li

adesso^ Invece, ossa riguarda sonatilo nelle relazioni interne alla


sfra soggettiva o-idcnlc: lo leggi Ir.'l I fc'iioiiieui di coscienza (nel
l'empi risiilo), o i rapporti

logici

Ira

le

idee

(nel

razionalismo),

le veril di rapinile *m problema Icihnizinno). Le rr.it con l


loro

.so.slnintintila

In

loro

rniisnlil. cadevano__fnori

dell'attcn-

zioiicT3fi:igressivanu;nlc e fatalmente.

Knnl parie dal razionalismo. fc iiii|iorlaute notare, a questo


Ipunto, la strana

funzione che ha esercitato la grammatica sulla

logica e sull'ontologia razionale. In ogni proposizione noi abbiamo

un suggello e un

predienti) (si

tratta del soggetto logico-gram-

inatirale, non "del xuhp^etum reale che la cosa o la sostanza


csisleiile, n del soggetto conoscente che l'io). TI

problema del

rapporto Ira'la sostanza e le sue determinazioni l'prohlema melafisico) si

trasforma

in lineilo del rapporto tra

il soggetto grani-

mal ica Je e il predicato (problema logico). Questo rapporto ultimo

sarA. vero, quando si mostrcTaTidentila dei due termini. Ove

l'i'Tfn*'1^ 'uni appaia evidente a prima vista, bisogner cercare di


oltenerla

mediante il

ragionamento:

come si

fa

nel

sillogismo,

trasformata in una conoscenza razionale, logicamente vera : cos

il

ovvero nncheil rapporto di risoluzione tra le veriln di fatto a-p

JUL*~ A

oulenga in s la nozione del predicalo,

o clip troviamo la ragione la quale delermiui il soggello ri


guardo al predicato. La nostra conoscenza di fatto deve venir

contatto con le sostanze e le cause reali individuatamentc esisten

(I

soltanto avremo scienza vera e propria, ossia una conoscenza filosofica. in cui i concetti oscuri e confusi sono stati portali a con
celli ciliari, distinti e adeguati, e le nostre inferenze sono state
trasformate in trasparente procedimento deduttivo. TI problema
mctnfixieo si Iradolfo in un problema (jiioncolorfieo (non pen
siamo pili agli esseri, ma alle nostre nozioni e ai noslri alii
iosrilivi) o in un pnildema /<//< n (della riduzione alla ideai ila di
lineile nozioni, o della ricerca della mlo deteniiinnux che le col
leglli).

Quesle considerazioni potranno forse giovare a dare un'idea


delle complicaziov^ die i problemi melalKei Iiamio subito nel di
ma razionalista. Appaieulemeiile s
lira die i problemi siano
sempre gli stessi: i termini, p. es.. di sostanza, di causa, sono ri
masti immutati: ma in renila un nitro il senso in cui questi

termini vengono adesso intesi (non la sostanza, ma un (-micelio;


non la causa, ma la ragione, cec.. e i problemi da metafisici son
divenuti enoseologici. pur venendo tuttora cliiamali nielafisiri.

Posi, anclie il senso del principio di ideatila si intimamente mu


tato, venendo a significare la pretesa di fare sgorgare gnoseolocicamente tutto il diverso dall'uno e di ridurre logicamente oirni

riducono tutti i ragionamenti, nel quale

predicato al soggetto. Pretesa eminentemente razionalista, die il

appunto si dimostra- l'identit tra il soggetto e il predicato nella

giovane Tvant fa sua, pili o meno consapevolmente. Tra portii


anni efrli si accorgevi clic questa prclcsa fallace (clie il nredicalo
di nualsiasi giudizio non tautologico non riducibile iuntlilirnweu-

forma

tipica

cui si

conclusione mediante il loro confronto con un lermine medio nelle


due premesse: il lermine medio (.1/) proprio la mtio del nesso

le all'ideili ila col suggello, ma rapprese nln qualcosa die vi

Ira il soggello (fi) e il predicalo (P) nella conclusione.

xiii-

TI razionalista fa sul serio, quando parla di identit (tra ST e

trtirinuenfe aggiunto alla nozione del soggetto): e allora criticher

7'. Ira ft e ,lf Ira .1/" e P); fa sul serio, quando parla, di deduzione

con dispetto quel mito razionalista (credendo cos di criticare la

(della conclusione dalle

metafisica senz'altro. mentre si trattava della metafisica raziona


lista), accogliendo vari motivi dall'empirismo (senza, pci questo,
diventare empirista : e senza abbandonare lo spirito di quel razio-

premesse, per

Mentila e deduzione riilnitrice alla

riduzione alla

idenlilA sono il

identit).
suo mito:

l'ideale, che deve venir realizzato nel conoscere umano, se questo

118

tir

RATI, VKR1TAS, EXISTENTIA

V - t.A

METAFISICA DI'.D.A

NOVA Ut LITI HATH1 )

peraltro avviene compiutamente solo quando remili est insani fuc-

iiiilisinn radicalo, clic torner :i riapparivo sullo mudile vesli e con

tuin, perch lo spirito nulla conosco megli di quel che egli slesso

nuove prospettive ini|K>iisalc nel formalismo Inuseciuleutalc della

faT Non stiamo qui a vedere se Kaul intenda adesso quella distili-

sua filosofia critica). {'').

Telone proprio come la intendeva il Vico, e se soddisfi :i tulle le esi


genze vicinane, l'or adesso ci basta sapore che Kanl distingue Ira
il quoti e il quia: cosa che anche gli scolastici sapevano, seguendo

I ricom.KMi iiim.i.a II kkzionk


It A T 1

V K II I T AH,

Arislotele, che distingueva tra Yhli e il dili.


Le espressioni di questa pagina kantiana iprop. IV e su*JsrI2m-

K X I K T K N T I A

mento) non sono tutte chiare: ma pare che egli intenda la (^lozai

La 11 .Sezione della Nova dilucidati tratta de principio rationin ticterininuntin, vulgo sufficicntis. Kant preferisce il termine
crusiauo di nttio tietcrminans al termine lcihuiziaiio di rat io suffi
cienti solitamente adoperalo dalla scuola leibnizinmt.

come conoscenza del gitoti, e la /frilV'oiw conoscenza del guiti,


bench aggiunga

che la prima conoscenza della rulio gitoti la

muale sarebbe rulio conoscenti , meni re la seconda conoscenza delUn ratto eur la quale sarebbe rati cxxcutii rei fienili. L'esempio ini-

lelerininure c.xt pouere jn-tulii-n/. / ,...,.f,fo,,, nppnsH

Vliore che Kant adduce il seguente: osservando le eclissi dei sa

I*. es.: nel giudizio Caio siedo si afferma nel soggetti) Caio il

telliti di CSiove. gli astronomi conclusero che la trasmissione del

predicalo siede, escludendo che stia in piedi o si muova,

la luce non istantanea, ma richiedo un cerio tempo ; per, per ca

eco.: si dolormiun cio il soggetto, ponendo per lui un prodicalo

pire il perch ili questa propriet della luce, bisogna che il fisico

od escludendo il predicai opposto. Ci deve avere un perch: che

la spieghi in base a una teoria : p. es. con la teoria o ipotesi (da

la rati, cio gitoti ticiertniitat nubjeetitin impecia praedicati

Kant attribuita a Descartesi dell'elasticit delle particolle di aria

euiusdain.

che la luce deve successivamente attraversare far vibrare. L'osNervazione astronomica dell'eclissi era la rati quoti, o la rat io

<'on questi chiarimenti si apro la prop. IV, la. quale poi panna

4 | c^m-f'mr/dellil leggo della velocita (non istantanea) iTeTTa^luco:

a distingiicro la rulio in:

a) rulio uule.eedeuler tic! erminunx (chiamala anche ratto

quasi il motivo, o l'occasiono chi* ha portalo all'affermazione o alla

chi; nttio enneadi rei jiciidi) ;

b) ratto co n seuueu ter dctcrininaux (rhhnmla


gitoti, u ratto coynoxwntii).

conoscenza di epici la legge. l'esperienza che ha cornioli alia sco-

nnrhn rat in

peTla della legge: giacch insoinma quel fenomeni! era IVlTello di


quella propriet della luce. Il fisico teorico o il filosofo, inve

Siamo dunque sul piano logico-grammaticale della proposizio


ne. Abbiamo il soggetto abbiamo il predicato, che il soggetto

cos e cos determinato. Perch questa determinazione? Sembra che


Kant dica: Cita il soggetto sia cos e cos determinato, affare
ilei conoscere (certezza); ma c' ancora un altro aspetto: Perch.

il soggetto sia cos i- cos determinato, affare ontologico (verit).


La distinzione tra certezza e verit era stala gi fatta da al

tri: ricordiamo p. os. il Vico, che aveva assegnalo il t'ertimi alla

ce, vogliono risalili- alla causa ili (inolia propriet, e corcano ili
darcene la spiegazione. addtieoinhHa rulio eur, o rati exxeutli rei

ft*r<7L L'astronomo cerio di quella legge; ma nTimn verllit di


/essa si apre solo a chi ne penetra la razionalit. Nel primo caso,

'

abbiamo una. nttio ctimscqucnler tielerminttnx; nel secondo caso, una

\ \rntio unteectlcntcr tielenninunx.


Ri itssorvi dunque bene, quale senso forte e insieme esclusivo

filologia (conoscenza storica esterna di falli, di documenti), e il

Tlia Kant al terniine rerilsm: la velila non l'adegiiazione dell'oggotl evirameli la lo con la melile- ina la razionalit interna del ues-

remiti alla filosofia (conoscenza ideale genetica di ragioni) il che

so tra il soggolio e il predicai; razionalit intima al reale onlo-

(li) Ter 1 crii ira che Kanl funi Ira poco aliti logica <lciriilentil:'i <!<!
predicalo ni snunetln, cfr. l'ultima pagina clvlln Faina xottii/liczza (I7(:2),

Tfaiili nomini, l'or cinesi'ni lima osservazione si veda quelli! che Kaul

l'ittituifiiziniic cuciali: cuni-Iuslvn ilei Sani/io tulle grande:;? negative (17iS:tl,


viti-I imirsI della Klcei-m xuH'e.vitlcnia (17<U), spedaImeiite III, $ .1 | il .T'

?npitlu (tallii II l'urte ilei Sogni di un visionario (17CCi).

logico, che potrebbe esserci, in s^ anche se non venisse conosciuta


dice nello scolio della prop. X : Noi spesso ci coiileiiliani della
rat io conxegueuter tieteriniiiunx, piando per noi si tratti sol la n lo

ll.VMO,

VKItlTAS, EX1STKNIIA

119

della certezza; ma da quanto abbiamo dimostrato chiaro che vi J

sempre la rat io unleredcntcr determinans (genetica, se preferisci,/


ii almeno identici)), se vero che la ni Ho conxrqncnter determinatisi
non effirit vcrilatcw, seti explanat'.
Questo concelto li verit ci sembra per ancora astratto e va
go, e in al tesa di approroiidinieulo e piasi di collocazione. .L'ab
biamo identificala con la razionalit ontologica ed abbiamo per
simi detto che essa in s, indipendente dal conoscere umano. Ma

possibile parlare li verit senza avere riguardo ad un intellet


to? Questa non pu essere la persuasione di Kant, che si riferisce
spesso, naturalmente, alla intelligenza o cognizione di questa ve
rit:

bench non dica

nulla di esplicito, e non parli, pii, come

avremmo pollilo desiderare, dell'intelletto divino nella sua diffe

renza dall'intelletto umano. ICcco un problema. Ma ce ne sono de


gli altri, almeno in germe o in ombra. La rafia ronxeqiientcr deter
minanti fa pensare all'espressione a posteriori; la rat io antecctlrnlrr drlrrniinaiiti all'a priori . Ma si Irai la di un a poxtcriori

e di un a priori, diciamo cos ontologici? La domanda non ozio


sa: perch nello stesso Wolff il termine a priori noti equivaleva
ad innato (l'osse esso attuale o virtuale) secondo il linguaggio o
le. direzioni di l>cscarles o di Locke o di Leilmiz), u ali' a priori

guoscologic>-l ruscelli leu la le del futuro Kaul. Sentiamo in lauto che


nel Kaut di adesso non escluso un incrociarsi della dimensione
ontologica con quella coscienziale.

Un altro problema: la rrritan conosciuta per intuizione oi


per ragionameli lo?

Vantatili roti ni t io rationix xr.ntpev intii.ltu ni-

titnr (Nello scolio lena prop. V): cio noi conosciamo propria-]
melile la verit, quando intuiamo la ni Ho drtenninationix pittai irati in xttbjroto. Il vocabolo latino inlnitnx reso in tedesco da.. .

Kant :on Minttirht, veduta intcriore immediata ed evidente. Que- ' l

sta Kinxicht dell'intelligibilit Ielle, essenze e della razionalit del


reale (li ci che veniva chiamato anche Mpulichkcit o possibilitas,

come possibilit intrinseca in senso di pcusabilit) ^esigenza o


la pretesa del razionalismo. Ora, si ricordi che questo sogno del
razionalismo al piale il Kaut di adesso aderisce in pieno di
pii a pochi anni (cfr. la Itirrrra .sulla rridrnza del 17(51, i Ungili
di un

visionario lei

I7<i(i) apparir a

Kaut come una superba e

fallace pretesa.

K che cosa questa ni Ho iantrrrdcnlrr drtenninans: quella

vera, quella t'iU ci fa conoscere la irrilax. in senso vero e proprio)

120

V - t.A UKTAKISICA HKM.A NOVA IIIMTCIIIATIO

che noi intuiamo? Kssa, lice Kant in quello scolio, pu essere iden-

tira, ovvero finir! ira. VY rato idcnUen, a In- notiti xnlijcrl iter suoni

aim_j>raedivao prrfcrljuLjtleniitaTrin hoc determinai (Nota alla


propTTT): quando caie il~prdieato iden lieo al soggetto; si no
ti bene: quando la nozione del predicalo identica alla nozione del

soggetto, nella loro rappresentazione fonnalilcr tinti Ialiti, l'er gli

/scolastici, invece, una nostra rappresentazione non esaurisce tul// to rotrtrettf, il quale, quindi, pu benissimo per analisi rivelare
W altri suoi aspetti, i (inali, a successive prese di coscienza o appro! forni imcnti percettivi ej-i flessi vi, cosi i In iranno altre nostre rappre-

L-seiitazioni del mllesiiiMToggetfo. (Per questo il concetto di (inalisi


presso g j scolastici molto diverso lai concello di ami fisi nel
Kant, ili ora e dijioL; per essij'analisi feconda, per Kant idem
Jiet; Uhm). Ma questi giudei identici sono tautologici! dir Kaut
nellau_rr//im della rati'ion pinti. K dir bene. i\e possiamo numiIi
re a meno, perch non dicono nulla di nuovo, e non ci rivelano

limila, li -ni VHinxiclit razioiialisla possa andar fiera. Cesia la ru


llio ncnetica: che, se non erriamo, allude alla drjinitio t/cnclica (ri

cordare specialmente Spinoza e Tschirnlinus), per cui noi, p. es..

(comprendiamo la linea generandola idealmente col mulo del pini


to. O comprcndiami il circolo con le sue propriet generandoln

idealmente col far rolure quel segmento che '; il raggio adorno a
quel punto terminale che il centro, su un piano. Si ricordi qui il
vichiamo remili ipxnm facilini. Ma pu'sla intuizione della rat io
genetica, se si avvera in matematica isi ricordi quello die Kiinl

lira nella Critica tirila ragion parti sulla roxtrnziour. in maleniali-

ca), se pare che si avveri in meccanica, se forse si avvera in certe

parti delle scienze dello spirito , non si veile come possa avve
rarsi nelle altre scienze della natura pi evidenlemenle rejuttauti
agli schemi meccanicisti, o nella concreta realt slorica. Comun
que, tale rat Ut ijr.nr.tiea sta sul piano ideale, e le sue pi-Minzioni so
no altrettanto astratte o universali: vale cio pel mondo delle exsenso o delle idee, e non pel inondo concreto e individualo delle
esistenze.

Infatti, 'co irrompere improvvisamente in questo raziona


lismo il concedo di esistenza. .Mentre le proposizioni I V e V par

lavano della feritati come drtrrminatio prardicali in xnhjcclo, la


cui ratto doveva venire intuita, le proposizioni VI. VII e Vili si
occupano della cxixtentia. Quale sar la sua ratio'l La risposta di
Kant la seguente: je esistenze.contingenti (> l'esistenza dei con-

IIATM, VK1I1TAK. EXISTENTIA

"

122

liiigenlii iMumoJiisoguo della loro ialiti detenninanx (nron. Vili),


che la lori vinata (Qniegnid ratiininn v.rixlent'utv alicjitin rei in

xe coiiHiiet, hnjnx cuixtt ext : (limosirazione della prop. VI; e no

tiamo intanto l'ammessa distinzione Ira causa v_nithi: quella e

nell'ordine esisl clizia le. questa i lei l'ord iiieTTiTale)7 ma dclPIOssere

assoluta meli le necessario assurdo ricercare la ruffa o la citimi,

u ruori di s, u in s slesso (prop. VI e eor. della prop. Vili). In

altre pai-ole: [resislenga necessaria irrazionale; ed razionale che7,


le esistenze coiiungeiiii nltliiano la loro causa.

Se non erriamo, col prublema dell'esistenza il razionalismo ha

urtalo nel suo limile. Ci sar chiaro tra poco, quando vedremo
come Kiint respinga, per la sua logica razionalista, quell'argomen
to ontologico che pur era stalo ripresenlato. per motivo del razio
nalismo, da Descarles e Leibniz. Kant opera oramai, fatalmente, il
divorzio Ira essenza ed esistenza : esistenza di qua, essenza di l,
separale. Con ipiesla separazione il concello di ettxere perduto.

Abbiamo un dualismo simile a quello platonico: siamo quasi al


dualismo di noumeno (il pensabile) e fenomeno (l'esistente?), o al

futuro dualismo dei neokantiani moderni di Vert (valore ideale,

senza csislenza reale, senza essere metafisico) e Kein (essere bruto).


Nessuna meraviglia, per il rado die imi <pii accostiamo questi va
ri dualismi, clic pur hanno senso diverso. Una volli! <-hc. siimi--/

rijo il concedo metafisico di essere, e clic esso al filtro dell'Io o del


roj/ito si diflratlo in idea e in sensazione, non c', pi modo, di
riguadagnarlo, e ogni tentai ivo di reintrodurlo lo compromette con

del orinazioni smiipi.. pift i.t,.,.,... e disperate. Sulla nuova piatta'

rorma l'essenza diverr mera idea, o forma vuota, o valore; e l'esi


stenza diverr una a- irrazionale e bruta (fuori della coscienza uma
na), o coincider (dentro tale coscienza umana) con la soggetti
vila della sensazione, intesa nienlemeno che come principio di in
dividuazione. In alire pai-ole o con altra prospettiva: l'essenza
sar la sostanza, imi ridolla a idea ; e la esistenza coincider con
i modi fenomenici e accideiilaTT~ossia sar la om niin udii detenniiititjti ciurli aeciijeiili da nnojilla sostanza concep In conii; uni ver-

siJcJ ( IO' questa la eoncczionc^iaunigarliaTm^de.liyKltm'hza, che qui


K;"'l pare munii Nigerie righe della H-on^Vlll. uni ci", egli crilicher e respinger chiaramente nel 17/;;iVo an/oinoito possibile.
del 17ti.j). Tale concezione delt'esislenza sollever subilo quest'altfo problema, che angustier Kant negli anni dal 1755 al 17GU. I/eBistenza sar quindi il com[tlesso delle determinazioni particolari

t.A

METAFISICA

I1KI.I.A

NOVA

III l.tlCIIIATIO M

sentile (il complesso degli xtiitux interni o ertemi, di cui si occu


pa la III Sezione, e che abbiamo visto corrispondere press'a poco

ai modi spinoziaui, nel regno dello spazio e del Icuipo), e quindi il


complesso dei predicali, l/esisleiiza * diinipie predicato? A questa
conseguenza irresistibile Kaul sentir non meno irresistibilmente

di dover reagire, lo posso pensare e immaginare (iiulio Cesare, o


l'ippogrifo, con tulle le determinazioni che volete, anche di spazio
e di tempo: ma non per questo essi esisteranno! Tanto Cesare e
l'ippogrifo (soggetti), quanto le loro determinazioni com|tiute (pre-

Idicati),

potranno essere ugualmente possibili o esistenti; l'esislen-

7,a (lniM|iic non un nuovo predicato che si aggiunga agli altri, ma

la loro realizzazione o posizione assolala, isara questa la~ con


clusione pi jiiusla del 17(K!, nvWl'uieo nrifornenti) iio.ssihile (l'ar
ie 1. t"). lusonima, se si rimane chiusi uelIVr/i; o nel etxjitu, uou c'

modo di nri'Tvare. ali esistenza., ali 'un uh exxeiuli, AW'oawiv., n-c'

moilo ili iiisjiju;ucrc essi-nzialnieiile la sensazione ilairiiniiiagine,


o la veglia dal sogno. Questo limile fatale del razionalismo anche

il ~Timiie lei l'empi risiilo, anch'esso parlilo con Locke, esclusiva


mente dall'io, dalla coscienza.

\
L'ksistknza ih

Dio

Di Ilio si parla replica lameiile nella A'ora dilucidili fa. f/abbiamo gi visto nella MI Sezione, che ne dimostrava geiielicameule
l'immutabilit (prop. 11, imii-i IV) e presentava un nuovo argomento
originale e suggestivo della sua esistenza, tratto dalla considera

zione che il suo intellello fonda la coesistenza e il nesso di luMe


le cose (prop. HI, Hans 111). Ma e nella 11 Sezione che il problema
riceve la prima pi direi la Ira dazione.

Il problema di Dio viene introdotto non appena avviato il te


ma della cj'ixtcuthi. Abbiamo visto come tpiesta irruzione del con
cetto di esistenza sia, pel mondo inculale del razionalismo, un vero
col|M> di pistola,

l'urlroppo qui-sla

prima

opera

kantiana di

melallsica, che e la .Vorw ti il neiita liti, acceda senza discuterli e


senza, precisarli una (piantila di concelli correlili:
nel Moiiituiii premesso alla

Kant avverte

Sezione che ha ritenuto opportuno

di non cominciare uli oro e di supporre senz'aldo /mhx penititjutu eoi)nitione stithililnx el rectae ratinili ctmxiniiix liiihrnnix drfi-

nitiottes et axUwuitu . Peccalo! Proprio queste dcliuizioui e que-

ira

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11. HIORI.KMA I.K1.I.A I.IHKKT K I.A SUA SOLUZIONI: IICTERMINIRTICA

127

risulta dio. se si toglie Pio, si abolisco del tutto, non solo ogni
esistenza doTIc coso, mn anche la tessa possibilit infermi. Non'ci

rnysimi dunque sbagliali :JCanl fa leva sulla possibilit interna.

ossjn^silllii pensabili l. Questo stesso emergo ila quello elio egli

"W''"W '"II

Nfllj

II-. IQtrli si l|l(ii);iiu|;i: 1,. |.s.m-ny.i. sii..,. nc.

H'ssario? Sebbene miao roeitent li (ilosofi .lelbi molli IimI,,,7W>.

Wulli:""n ''"' '" "ff'llfli "hno assolutamente necessario, bisogna

ilhy-HiuHj.slo rxxrutiax rebnx abxolnfe necessario enwpetere T3


IIOJ '"!"" ?- w.. lossonsa .lei Iriang
-be consste nelbi oonpiumoni. .iTTHnnTTTins. n<7n~Tnilnllo per se necessario die Ma

emper Intera ennjiineta roncipiuiifur : se per s pensa il trian

golo, si pensano necessaria meni e i he lali: cliiiH|iic una necessita


'IH lipo ./ t/uh est, rv/. <),. come possibile die risulti In

128

V . L\ SIETAHKICA IIKI.I.\ .NOVA IIII.CCIIIATIO )>

Non si pu non sentire tale bisogno a proposito, p. es.. del


determinismo professato ila Knnl nella Xora hilii<i<htli<>, all'ini
zio delle sue espressioni sul campo speculativo.
'
La dissertazione parla iiifalli anche del problema della liber
t. In quale contesili si incastra late problema?
Kit ut ha distilli.) la ni fio rei-itati* dalla tulio en-htmtae. La.
rafia determinali rrritatix ha impero in rei/ione reritatinn
(scolio successivo alla prop. Vili): in ogni proposizione vera ci
deve essere una rat io che determina il concetto del soggetto rispet
to al conici lo del predicali; ma non necessario che sia una
j-7o aiiteeedenter letermiunux, perdio pu bastare la ratio itlen-

tiea, ritieni ita tra predicato e soggetto. (Juando invece passiamo


allo esistenze, hi e.rixleiitihn.i, il problema cambia e cambiano le

'"/.ione p. es. .li triangolo. combiuaiHb) e limitando e determinali-

soluzioni. Si tratta di cercare il perch della perlinenza del /uneiiimiiiii e.ri*tentiae a un suggello (esempio: Ilio esiste, Tizio esi

spazio d.mso. e-.. s <la avere p.alcosa ,,,! rn;,ilari politi

sto, la tale aziono di Tizio esisto...), ini non si pu parlare che di


una ralio aiiteeeilenter ilrtrnniiitins e la soluzione kantiana che

lo. in rniHlo d.e si :ii.,Mih,lin il pensiero lei lali. il pensiero <lello

.V.n ,\ possibile se non si risale a Mio. fan* onnx rrajitnth in


cui esisle qHhyHM reale e*t in imfmur . Pome si vele, si pai-le

sempre, non ,la csseii. ma hi nozioni. Vnw'a poco come se si par-

l's.se. non Halle cose, ma .(alle i.lee .li esso coni ,|(. m.|le parole .li
un libro: e si volesse insomma .limoslraro resisfenza e lesser di
io ,, ra.-,.,,d.. leva snlla (erra e sui pianeti e su-n .lshi. ma su
[Mi 111.io .li aslronomia e sulle sue parole e nozioni.

ossa non c' per l'esistenza necessaria di Mio, ma ci deve essere per
ogni esistenza contingento.

Ila questo |h'4ncipio della ni Ho tlrlrrwiiunix (che corrisponde

al principio di causalit ammesso dagli scolastici, ma con corte


trasformazioni pregiudiziali che gli scolastici respingono), Kaul
credo di dovere ricavare il delermiuisnio psicologico. Importa ve
der bene il gioco delle formule kantiane e il modo in cui egli im
posta il problema.

11. l'Knitl.KMA IIBI.I.A l.lltEHT


K 1.A SIA SOI.IZIOXK llKTKItMINtKTir.V

Non qui fuori posto anzi forse necessaria una bre


ve digressione, per inquadrare storicamente e teoricamente il pro
blema.

Come si fa o come si credulo di fare a provare la

In i|iuwlo genere di ricerche xloiicojrenolieho. .e chi si oonlenla di precisare e .li descrivere. Nel (ale anno Knnl giiiulo a
tal' posizione; la pensava cos su (ale problema. Ma una storia

Si pu pensare, che si possa fare ricorso a prove psiodogidie,


all'esperienza psicologica della nostra libera decisione: di po

tore, non pu limitarsi alla soddisfazione di potere relrodnlnro.

prove, ritenendolo sicuro e sudinoli li. .Ma gi Scliopenhauor, sia

".tenore, che voglia davvero infondere lo sviluppo ili un pensa

cerio posizioni, di documentare corte esitazioni, di Ussaro corti


liilli. Quello ,he importa, . invoco, a nostro parere, rinlcudiiiiciifo
del senso e del perch del Irava^lio evolutivo concretamenlp docu
mentalo: rinlendoro il senso dinamico dogli atteggiamenti e della
mentalit informante l'autore in quelle svolte, il perdio non solo
ps.oolog,co. ma soprattutto ideale delle sue irrequietezze e delle
sue crisi. K ci ualuralnioiile non pu farei senza giudizi di valore.

libert?

ter muovere un braccio, se lo vogliamo. Tanti si remi:

i tali

pure con un po' di cavilli, obici lava che se una pietra, cadendo a

lena, avesse coscienza di questa sua caduta, si sentirebbe nutrice


della sua aziono, libera. Altri psicologi che hanno messo in luce
l'oscuro mondo de! subconscio e dell'inconscio, fanno osservare che
certe decisioni, apparentemente libere, sono in realt (Inviile a im

pulsi e i-esultanze oscure. A sollevarci dal dettaglio di queste in-

,3

il. rmmi.KMA uixi.a miikrtA k la sua soluzione iiktkkm in istiga

129

| Iricatei polemiche pu baslare la saggia osservazione, fatta dagli

130

LA

MKT.ULKKA

IHXl.A

MOVA

III1.UU1I1ATIO

Nel l'orizzonte e nei metodi della scienza esiliisi moderna, i falli


umani, tutti i*fnMi umani, sono gisi oggetti vali ed irrigiditi in feno

scolastici pift responsabili, elio il problema della libert un pro-

meni, rotti dalle leggi della intelligibilit meccanica. E quando

. blcnia meta tisico, oggetto di una psicologia metafisica, e non di


una psicologia come scienza empirica fcnomeiiislica, quale R e

andare col pensiero, por intendere il suo linguaggio, n quello che

1 configurata ai (empi moderni.

Kaut parie rii, nella sua (ilosolla eri lira, della liberisi, non dovremo

il buon senso chiama realt psicologica, e che egli chisima uomo

Altri ricorrono a prove morali. Secondo la concezione kan

tiana Mei riifnro TCant della Critica tirila raqion pratica), siccome

I la scienza si limiterebbe ai fenomeni e tutlo il sapere teoretico

empirico, mn dovremo Irasferirci nel inondo esoterico dei noume

ni o del carattere intelligibile, o in quello impersonale del trascen


dentale.

non verterebbe elio su tale tino di scienza o sni fondamenti di essa,

[non resta clic una via exfrateoretica per salvare la libert: postu-

I l;iii(lol;i come condizione della mornlila. Quesla concezione per

Yen linei suini prima dolisi Critu-a tlvlht raijhm pun (17R1) e
Irenlalr anni prillisi Iella Crii ini dva iiujiott pniliri (17SS), Kanl

a ine un fatale dualismo tra conoscenza e aziono, al quale non


. hanno imitilo formarsi ueanclie i coniinnalori di TCant.

nella Xtim diiiriiltititi stlilii-accisi dei-isaineule il ilclcrmiiiisino. Ci

P: sitrninVativo die nella scolastica di un Tommaso d'Armino.


'non si (rovino anpelli all'esperienza psicologica, ne Tc7JTr

pensiero metafisico kantiano', e dolisi sua importanza consape

alle esigenze morali come prove. Le sue prove vogliono essere

non Isi cosa meno interessante di questa prillisi inauifostsi'/.ione del


vole anche l'autore che dedica ;i qucslsi questione molle pagine e
vuoi dare in esse hi misura delle suo forze opponendosi al pensiero

I mei a fisiche: e nella natura dell'uomo, essere capace della conoIscensa dell'universa lo. dio si fonda la nossibilil ilei lboro nr.
hifrin. A differenza elio nella piolra o nella pianta o noU'animaleT

del llosofo pili notevole di quegli suini, il Criisius.

iiiell'uomo f possibile la libert porcile la sua vita e la sua co-

ma anche la mcntslila da cui essi scaturiscono e traggono la loro

Isi-icnza salgono alla conoscenza intellettiva dell'universale, porcile


1 'uomo capace di riflettere su se stesso; porcile egli un essere

esistnte individuo con facolt e concetti, e lia una volont con


[coscienza del possibile e dcll'esisronle, dl'l liuti t' lU'I

^-__^__

Tale

trova inefafsica non e perci eia (Unifundt'ie cimi l.'l Spiegazione s>

psicologica fia quale invece spesso presume di rappresentarsi il


Jneccsinisrao dell'atto libero con schemi immaginosi che invece di

A noi importa, ripetiamo, conoscere i molivi di quesla deci


sione delerminiiUiosi : o non solititi lo le ragioni o gli sirgomenti,
vera o presunta forza'.

La mcntnlilsi, con la quale TCsmt alTroiita il pi-oblema dell'agire


umano quel medesimo razionalismo, col (piale egli affrontava il

problema della veri Isi: il razionalismo dell* analisi e del mon


taggio,

applicali qui

spiegare

l'oggollo.

spiegare il

soggel lo.

Por spiegare il nesso delle veri Isi ecco lo schema: soggoli n e

"negarlo lo comnromctlouo e lo automatizzano).

predicalo, da ricondurre all'idenlilsi. Ri tratlsi di due concelti, che,

Nello svolgimento storico, che ha seguito questa metafisica


'on i suoi sviluppi pili o meno impliciti o espliciti, avvenuto

meno l'esigenza che il razionalismo avanza in nome del principio di

nesso, come dice il proverbio, che gli albori non fanno vedere la

mediatile l'analisi, debbono essere mostrali identici : questa . al


identit inteso lelteralmenle e fanaticamente ( un tornirne ado
perato da Hegel), esigenza destinala

per sii

fallimento, gisieoh

lorosl:i. ftd ,\ intervenuto il gioco delle pregiudiziali sissiomalicho


e dei diatonismi metodologici: s che coloro stessi che parlavano

Kanl stosso si accorgersi che filili i giudizi che non siano storii-

cui allude il buon senso. L'uomo di Poscarles, secondo la logica

predicato aggiungo qualcosa sii soggetto). L'equivoco di tale spiega

li uomo o di liberisi non intendevano pii) la slessa cosa, ne quello

falsile del suo metodo, per mela una macchina agitata dalle leggi

jmpersouali del moto, e per met la cofiUatio o la Ragione imper

sonale. Nella logica del sistema spinoziano non c' forse posto per
l'individuo, ridotto a un gruppo di modi determinati; mentre la
liberiti divenuta la marcia necessaria della Ragione geometrica.

melilo Isutlologici limino qusiicossi di sintetico (che cio in essi il


zione razionalista dello verit oggellive. consisto, si nostro parere,
in ci:

che si scsunbisi l'oggetto con hi nostra

rsipproseulsizioiie

dell'oggetto. Es.: il corpo e posante. TI concetto di pesante


contenuto nel concetto di corpo ? Kant dirsi di no, perdio per

iflii
IL ritttm.B&IA DKI.I.A I.IIIKICT K LA SUA SOLUZIONE HF.TKKMIKISTICA

Ini l'oggetto corpo (soggetto grammaticale) si riduce nlla mia


rappresentazione o nozione astratta esteso figurato , nella quale
evidentemente non pensata la pesantezza, e questa, non poten
dosi

ricavare anali lira mento da

si n letica mei) le. Ma per un

quella, le deve essere aggiunta

filosofo realista il problema 6 male o

iiisnflicicntcmenlc posto, poich l'oggetto reale (al quale allude il


suggello della, proposizione graininnficaie) e molto pi ricco delle
rappresentazioni die via via ce ne facciamo noi guardandolo, toc
candolo, soppesandolo ere: molto pi ricco delle nostre prese di

coscienza, delle nostre nozioni .successivamente astratte e pensate.

K per risolvere il problema Insogna tener conto anche dell'ogget


to, oltre che. delle rappresentazioni o delle idee presenti alla co

scienza ; < liisogua

anche1 tener conto della

limitazione e della

asti-altezza del conoscere umano.

132

I.A

MCTAF1SICA

DKLI.A

a NOVA IHUCIIIATIO

idea (Iti nozione generica e astratta di nomo coi suoi predicati es


senziali), o flsicizznto in un congegno, ossia ridotto nd una som
ma di falli antecedenti o di determinazioni esistenziali, meccanirantolilo equivalenti ai

falli susseguenti che sono le altro deter

minazioni esistenziali indicale dal predicalo. Il suggello non c'


pi, e non c' pi l'azione; ma in compenso la logica

(del de

terminismo meccanicista) e salva!


Importarti vedere e caratterizzare la mentalit, che informa
e manovra le ragioni e gli argomenti del presente Kant determi

nista. A chi trovasse esagerala ed ingiusta questa diagnosi, po


tremmo rispondere che il primo a

consentirvi sarebbe forse lo

slesso Kanl: il quale spii!ira per lunghi anni di dovere lottare


contro questa duplice prolesa razionalista (di riduzione all'uiul
e di spiegazione delormiiiisla) che intossicava intimamente il suo
stesso pensiero, e consacrer molto pagine a mostrare la sintetici

l'or spiegarsi il pi-oilnrsi degli alii umani, quello stesso sche

t dei giudizi e dei prncipi, e a denunciare la siiggetlivil a priori

ma logico grammaticale fa sentire un'analoga tirannia. Caio

(iiiitulis rrrha: l'apriorismo) delle categorie e degli schemi che

mentisco; anche qui soggetto (grammaticale, clic 6 anche nog-

comandano la prospettiva delerminislica. T suoi sforzi e le sue

gello reale agonie) e predicato (una sua azione realmente esisten

fu In re soluzioni saranno pregiudicali dagli equivoci della

te). Non si traila del confronlo Ira duo idee, ma del confronto o

stazione iniziale. c\nranno poi rosi vani dal suo sempre pi ra

impo

del rapporto Ira un soggetto e un fallo. L, Io spirito razionalista

dicale rinchiudersi nel fenomeno per quanto riguarda la conoscen

astratte

za : e alla libert, che pur dovrebbe essere una propriet reale della

liellV irrigidite; qui, lo spirito razionalista, tende a smontare una

reale persona, non rester che rifugiarsi in un ineffabile regno

azione liliera nel congegno di un automa, in cui scattano predispo


sti falli psicologici bellV irrigiditi e visti dall'esterno, come pezzi

a teoretico o volatilizzarsi nel purissimo apriori impersonale del

smontava

una

verit

nel

congegno di

rappresentazioni

trascendentale.

materiali tra i quali occorre stabilire l'equivalente. L'automa

Premesso ci,

diamo un breve

resoconto

delle

proposizioni

il soggetto Caio, i pezzi sono le sue azioni nei momenti successivi.

VTII e IX. e della polemica che egli vi conduce contro l'indeter-

L. lo schema matematico (gli oggetti ridotti a rappresentazioni

nullismo del Crusius.

ciliare e distinte, tra le quali deve manifestarsi l'equivalenza idea

TI filosofo e teologo Cristiano Augusto Crusius aveva pubbli


cato nel 174^ la Dissertazione /)< unii ci liniitibim miuriniLratin

le): qui, lo schema meccanico (la vila spirituale ridotta a una


meccanica di falli psicologici, in cui deve imperare la legge della,
conservazione della quantit di moto). Poco importa che si tratti

ili azioni umane deliberalo o di riflessi fisici o psichici (a prescin


dere che anche nella seconda classi* esistono delle differenze non
i r ri leva liti :

Ira i falli meccanici e i fatti biologici e i fatti psi

chici animali); l'ima e l'altra classe di eventi deve essere spiegata


con il medesimo schema meccanico. Per la mentalit razionalista
sol" questo schema

intelligibile e oggettivo, perche: solo esso

soddisfa al principio di ragion determinante (preso alla lettera o

sostituito al principio di causalit e di ragione). Se si guarda be


ne, anzi, il soggetto non c' pi giacch Caio o ridotto ad Tuia

ni* tlefcrwiiianfis rulgn sii fftrini ti.*, in cui aveva criticato il prin
Leihniz. accusandolo di ambiguit

cipio di ragion sufficiente di

/(la rati ni .v\ o m/ivi se? <" causa elTicienle. o priiiri/ihnii -

Iffimxrniia millmi tlmlr? fisica, o morale eoe.? Hi :!)>): e. for

mulatolo pi esattamente col proferire al lomine xiifficir.nx (ambi-

Igiio: pht/airc o mnvititrr'! l 17) il termi ne ilrlrninnaiis pi consoni)


allo

in

spirito leibiiiziano e wolfiano, aveva fatto vedere come


esso sono contenute nove proposizioni vere e accettabili

( 20-1(1). ma una decima falsa e quindi da respingere (e cio


omiicin causai agvnfan ail aycmlnm, ncc non ad sic et non alitcr

f
134

V - LA METAFISICA littLLA NOVA ll!Ll'CII>ATIO

tf. PROBLMA llfcLLA LIRKRT K LA SUA SOLUZIONE DETERMINISTICA

Jtelcl rsto, anche Leibniz, onando parlava di

utjcntlum, prorsus ilc.lcnninari, ila iti stili usila cireunistantiis

non

uclinncs non omUtcrc vcl alitcr dirigere possit : che perci ogni

ne inorThrin* un spinto lornilo di ragiono e canapo, diM'inil: non

causa, il lidie quella liboia. si traili di ]>io o dell'uomo, detonili-

nt?rnttr. insomma, l'assenza di causa, ina la incsen/a di uniL-iam-

ii;i(:i: 41). In questa dissertazione, come noi l'ai tra He. appetiti'

sa ili diverso gonoro. causa siilTiciojilo. non detoi-ininanlo. Si ri-

aliiti opere pnslo-

fiufsi, per, di soUoinellere il processo viditivo a uno smontaggio

riori (le maggiori erano siale slanipsile dal 1744 til 1749), il Crii-

condotto secondo gli schemi iinniaginalivi (lolla meccanica psic.o-

sins aveva tenticcmcnte difeso la libert del volere, negando die


delle azioni Ubere si possa dare ni fin a priori, e sciogliendo le va
rie obiezioni filosofiche e teologiclie in contrario.

logisticn; anche perch noll'agire inoralo ci troviamo di fronte a

luts

insili* rolli n lui in limuuntic del

17 Ili e

in

Kant accetta parecchio dall'acuttesmus Crusius:

nuove dimensioni e nuovi valori superiori: il dover essere, l'ob


bligatoriet morale

riconosce

finali

( /,'n ti anta-

E" bene avvertire elio Kant studier ancora Crusius noi pros
simi anni. Quello che egli dice nella Aura tliiucittutio mostra sol
tanto un primo contatto col pensiero crusiano. Il Cassirer mostra

sto, l:i tiilo irrilulix dalla tufi ticliitililtttin (ofr. il commento

quanti altri molivi ontologici e critici ilei Crusius abbiano influi

alla prop. IX. inizio). Ala si rifiuta di seguirlo iicirindclcnniiiisiiin. ('rusiiis rii ione libertini voliliont'iii tiriti tlelcnninalam cxsc.

to sul pensiero tedesco dal 1745 al 177 i"|. Lo Ileimsoeth sotto

per crisi cui in in

linea l'efficacia dei di lui aiumoniinoiili critici e suggerimenti pro


spettici (").

munii, non uni certi rii In- prr rutioiirs e.tislenHu

.sua priora*; ci sola posinone actnulilalix uiimrs oppo-sitas tlclcruiinalioncs

cxvlutli, Itine nitione

determinante

opti*

non

Per adesso Kant prigioniero della mentalit psicologiciico-

case

ineccauicistica. Ideazioni sono determinale: non invero da ra

niello si-olio successivo alla prop. Vili). La logica e la mentalit

tinile* extra *ubfieli appetitimi et sptniluiteax inclinationes /io-

di Kiint traducono cos in termini chiari e disiili!i il pensiero di

s far; ma appunto da questa propeusio roti litui uni ci appelituum, qiiatcniiM allcclaincntix rcpracxcutalionimi luhcntcr obtcni-

Crusius, inchiodano cos sul letto di Proclisie la metafisica della


libert. .Actus libcroc volitbnm criniit (ivi); ecco Tatto psi
(logico, quasi una cosa tra altre cose a lei esterne, una roteili
na di quell'orologio che l'anima; quasi un essere per s stante,
che ha la sua brava esistenza accanto alla sua essenza, esistenza
che prima non c'era e poi c': uu essere contingente che deve
avere la sua causa; un movimento effetto che deve avere ui

(VcrbintWchkcit), le cause

altro

movimento

causa,

determinato

confesso,

ambedue

perni (prop. IX, confutati tliibinruin). Invano >j;li corca di distan

ziare questa determinazione da quella che avviene in brutis: crede

di farlo, ponendo per questi pu/itico-inccliaiiicae uctionc.H, conformiter soUicilationibiis et iinpnlxibiix crlcniix, mentre nell'uomo c'
arbitrii spontanea inclinatio. aia si vedo che il concetto di libert

per lui equivale a quello di spontaneit (che. secondo noi, c' gi nel-

este

riorizzati, secondo lo stesso schema che spiega le cose e i fenome


ni meccanici. Solo cos si pu einsclicn, vedere dentro, intuire, fa

ri Wisseuscii ufi, sciTntnT (Kant creder sempre che la scienza e

raniinale e. <U per so. non trascendo la sfcl- ammalo). I vocaboli in-

JT

fatti che ritornano nello adirali pagine Kantiane situo appctiinx, inclinationex, allecluwcnta: vocaboli, che avranno poi mi suono sini

stro nel lessico kantiano. Cai-ali risi ico, |ier(lo sfondo hityrnwMio

solo dei lJenoiiieni,'! che la sfera ili'.lla conoscenza coincidi con


qni'lla del determinismo), l'or tale inculali!:!
a usili U
it meccanica

/s'intravedo, che queste inclinazioni spontanee (e deleriiiiiiislicho)

la causalit *> nolo

[sono messe sul conto del soggetto, della sua responsabilit : o. possa-

e raUVriiiny.iom* della libert non pu up]ta

\ino

rire che come un cervello!ico ed ingenuo indetenninismo , cio

e debbano venir condannalo ila Dio, bench cos necessitale.

conio l'afToi-inazione di un effetto senza causa ; un assurdo puerile,


piuttosto che un mistero. In verit, questo equivoco termine di

indetenninismo non di Cnisjju^ma di qualche moderno (di

Max Wiintlt) che cos battez^ulCrusiuj) Crusius invece parla di


un doppio genere di causalit reale, quella fisica e quella morale

i I

chen), i valori inorali.

vera l'accusa di ambiguit e di oscillazione mossa alla formula


lcihuiziana, e perci Ini distinto aneh'egli. come abbiamo gi vi

vnji'

pensi!va alla determinazione meccanica. ina alla motivazio-

.C"

i. ni

(S)

1). Cahkiiikii.

Vrl.eiiiiliiixiiruhlt hi,

(Il)

II. Ilicimhoktii,

ViiI.

Il

Ci iili1/..). |i|. TOT

ik unii h'rllifc bei chi: A. ('nmiiis, UI2(,

\r
i
,1

la i hkZio.ne: un trinci rio contrauiotionir

Queste, in poche parole, le lesi kanliane, espresse nelle Ire pro


posizioni clic formano hi 1 Sezione.

II fa Ito clic nnclic il mondo psicologico e intellettivo umano


considerato conte un congegno di pezzi o di filiti; le idee presenti,

Cominciamo col notare dove si poi-la l'aMenzione di Kanl. Le


precisazioni, che egli sviile il bisogno di l'are, indicano che egli {'.
al Ira Ilo dal problema tleU'itlenHl dal problema tifila licitazione.
Sono, quesli, due temi o complessi problema liei che neon-era mio

le ragioni, oltre die le inclinazioni, sono filiti, numeri, di cui l'ani


ma non ' clic la somma. Questo del 1755 determinismo; cos forte

e. radicale che Knnl lo sentir come una camicia di Nesso. K far


sforzi erculei per liberarsene. Cos possiamo spiegarci le sue futu

incessantemente nella speculazione lei prossimi anni premiici (ri-

re appassionate criiiclii? allo spinozismo ruziouulislico-deteruiinista.

ordiire, p. es., le riflessioni sulla sinteticit dei giudizi, sulla di


mostrabilit di tante proposizioni fondamentali, sulle opposizioni
resili, negli scritti del decennio successivo), e che si ripresenterauno nel suo pensiero eri lirista (col problema lei giudizi sintetici
a priori, con quello Ielle antinomie, ere.): quesli due lenii, anzi,

Qualcosa di draimmilico; una chiave segrelii, clic non dovremo


dimenticare.

diverranno centrali nell'idea Usino, da l-'irlile a Hegel. Adesso, miluralmenle, non si Irai la che di vaghi includi, di gcniii npparciilc-

La I skzionk: hk l'iuxcirio conthaihctionis

menle insignilli-uuli.

Compiendo il nostro cammino a ritroso, ci resta da dire qual


cosa sul contenuto della [ Sezione.

Essa lu pi astraila, perch verte sul principio supremo li

della logica, o della cot/nitio niellifili i/sicu (gnoseologia? meta fi-II


siea?), secondo il termine un po' vago ed abbagliante dell'olitolo-1

ia storia delle polemiche svoltesi proprio in quegli anni nell'am

parentemente idenlita all'atmosfera della logica e della metafisica

biente filosofico tedesco. Chi ne volesse una informazione piuttosto

antica, ma attraversata da. correnti e tendenze nuove.


tutto,

riassumiamone

il

contenuto.

dettagliata, poi rebbi? giovarsi lei ruccoulo perspicuo ed culo che


ne fa il Cassirer nella sua opera sul problema dell conoscenza al

Mentre nella

Scuola leibniziiiua non si parlava clic del principio di con tradizio


ne come del principio supremo universale, che sta a fianco del prin
cipio di ragion sufficiente, Kniit. precisa che esso subordinato al
principio d'idenlili. Ma il principio di identit, secondo lui, ge

mino, non unico, perch le verit si dividono in affermative e ne


gativi1. Le formule, dei principi sono le seguenti:

<t Quieti ititi cui, cui : principio assolutamente primo, per le i


veri la le uff innati tex;

*(}uit;qititl non- cui, non cui; principio assolutamente prl-i

mo, per le veritalvs negante*; (ambedue questi principi simili vo-'


mi ni il r voni ni il n iter principiimi itlentittitis).
<t InijioxxibUc esl, iirin Minuti w.w tic. utni- c.w>: principio 1

di conti-adizione (che dipende dal principio di identit, e suppone I


anche l'altro principio del terzo escluso: cuiiiscuniquc opposi-\
timi est falsimi, illud est- veruni ).

li Mentita; ma nel razionalismo il nrineipio li iilenlil della loui-

k.U ca formale si e come gonfialo a principio ili deduzione a priori li

die non sia piesia una nostra esagerazione, v. dimostralo dul

crisi, pu forse aiulnre a raeesipezzsirsi in quest'aria rarefa ti a. ap

di

Come abbinino notalo prccedenlciuculc. non leve ingannarci


l'omonimia delle formule kantiane e Ielle formule tradizionali.
Tanto i filosoli tradizionali (piatilo i li I oso li razionalisti parlano

Ulti il pensabile e\li tutto il retile.^.

gi razionalista. L'avere gi esaminato le due sezioni successive,


dove si ma ni feslii va no gli spirili e gli sfondi del razionalismo in

l'iiiiiii

V - I.A METAFISICA DKJ.I.A NOVA DILUCIDATI*)

capitolo sull'ontologia e sui principi di conti-adizione e di ragion


sufficiente (10). Vi vedr come il razionalismo non facesse un misiero ili questa sua prelesa di leduzioiiisuio universale e di ridu
zione all'identit; e vi vedr, altres l'insorgere sempre pi deciso
; vasto dell'opposizione a tale pretesa, opposizione che conduce al

ii crisi e alla trasformazione del razionalismo slesso.


La tendenza risoluti ice e ridili Ilice raziona IkI a, in Tal li, si
preoccupa li tletlnrrc il principio ili ratjiou sufficiente tini princi

pio tii contratlizione, con Woirr stesso [Outolot/ia, li-70j e i suoi


seguaci Itilfingcr, Darjes, Carpov, Mendelssohn. eec. In lire pa
role, si vuole ridurre il principio di causalit al principio li iden

tit, analiticamente: in sens razionalista, non cii con chiarimeii(10)

Nel li Voi. lei suo Erkenntnixpioblan, m>. 521-057.

a
I. '
il

l..\ i suzione : in: r-m scino contrahictiokik

137

li esplicitanti, ina con espedienti logico-verbali. Si rifletta die,

moni re nella metafisica classica si parte dall'essere, il razionalista I

narle ih\\Viilai, mentre in niella si ha di mira il contenuto ogget- '


(ivi, il razionalista ha di mira la junna logica. Ora, parlando di

raTisa, il melalisico alliKlvvn alEVsstM'U nnr la sua essenza ed 'sislnza ; ma il razionalisla^i gi" sequestralo in un mondo mentale,

in cui improprio o addiritura impossibile parlare ili esistenza, e in


(ini l'essenza "si ridoUa idea chiara e distinta. Quella deduzione quindi doveva essere sofistica e surrettiza. E infatti noi abbia
mo visto, nell'analisi della li Sezione, coin lo stesso Kaut distin

guesse nell'ambiguo termine di ni Ho dctcnnimus i vari sensi di


ratto cognosccmli e ni Ih cxxvml vel fienili. (Per l'atteggiamento,
piuttosto negativo, di Kanl di frinite a quella deduzione wolfiana,
si veda l'ullima parie dello Scolio dopo la prop. VII).

Ala da notare die in quella deduzione c'era una doppia prele


sa: l) quella di dedurre i vari contenuti essenziali ed esisten
ziali da un unir reni (ornilo identico; -) quella, aucor pi ambi
ziosa, di dedurre il contenuto dalla forma: in altri termini, l'essere

dalla logica. L'esame Iella seconda pretesa giova a chiarire gli equi
voci nascosti nella 1 Sezione Iella .Yr diluvidath: mentre l'esa
me della prima pretesa lui trovalo in parte il suo posto nelle no
stre coiisitlerazioni sulla il Sezione.
Il principio di con tradizione, ei>, di cui parlavano i lcibiii-1

zio-wolfiani, e il principio di identit, di cui parla Kant, sono prin-/


cipi di dimostrazione, principi di logica formale, principi formaii.

/Tuli-anno questi principi logico-foriuali generare il contenuto? H

I (enerare il contenuto essenziale ed esistenziale dell'essere e deglil 1


Lesseri? O sia pure il contenuto meramente ideale (delle nozioni)? *""*
IC su questo punto che il Crusius attacca una delle sue bat-j

taglie contro il razionalismo wolfiano, ed esercita un influsso del


cisivo sul pensiero tedesco di piesli anni di transizione:
'
sue critiche ventrono cclH'innale e rinforzate

II principio di conlradizioiu-, dice: il OriislsTlcio sless> si

pu dire del principio d'identit) una nronosizion.fi

Hai: (11V/ sur Cvwissltcit, ecc, 1737,


73
li(Ht) ; una propo-sitio
iSpi/iwi ni Icrilte, itisi al'xi riti genuini tur materia, cui applicavi
potuti! t> (De una et liiuitibu* ecc, 174.'!, .".0, nella nota aggiunta
ili la 2* ed., che e del I7lit). Con altre parole: il principio logieo
])one soltanto un rapporto li contradditoriet io di identit) tra

termini o concetti presupposti, non posti quindi da esso (in giudi

138

V - 1-A MKTAFIKICA lll:).I.A o NOVA llll.UCIItATl

perci ipotetici: si quid vxi, vxt); <> la forma relazionale'pura,


che di per s jion spiega la presenza dei termini st:ssi della rela
zione.

/..

Scriver Lambert a Kant. in una leder lei VA novembre

17(55, nello sl's.s senso del Crusiux: Dalla sola forma non si

giunge ad alcuna materia, e si rimane chiisTiTelluleale e In mere


TTHiiimlygU.-^ M;~mni ci si volge a i-eira re niello che prima . per

g nensauiltCil^contenuto o il materiale oggeltivo Iella conoscen E indie sue opere" (Xuorojtniuno. 17M ; .1 reti ilclloii irafi 771 )

"TjieU.'r Io stesso ammonimento : rass<nza ' <i coni minzione, le


Ileggi togldli' Kimn KiHliiiilo-iiim i<nnliy.i(iiu' negativa deirewisiere.

ilieift che egli chiama il melalisicameiile


vero, il reale. 10 poi,
Isican
l'esistente.

^
__
formalit_ _logica
lei

principio di cnnlradizione non pu dumine sialurire il contenuto


pensabile (chiamalo per con Ivimini, he si prestano all'equivoco,
W'irkliclics, 1,'valcs); dalla legge li identit non pu venir Icdolla
la varia iiu>ltcpli<il lei contennii <U-i cosi delti principi ma
teriali (termine erusiano, opposto ai principi formali: Kant l'ac
cetter nella Uiccrca xiill'cridcnza, 17(:) o assumii non formali
Ielle singole sciente (termine ilei Lambert) < concetti semplici

irrisolubili e indiiiostrahili; tanto meno potr venirne dedotta


resistenza o la triale'lelle sue condizioni, la forza, l. spazi il
tempo (Crusius); dalla logica, insinuimi, sono iinU-rivnbili | forze,

che ci sono annunciate sdo dal senso > sentimento {Gt'fuhl:

Lambert).

Ed ceco che a questa pn'stione logico-ontologica si affianca


hi questione gnoseoltigicii : Umile noi I ragghiatilo la conoscenza del
contenuto molteplice e vario? E quella delle esisteuze attive? In
questo problema, squisitamente psicologie e guoseologico, le leggi
della logica formale hanno ben poco da dire. La terminologia ra
zionalista, come anche quella lei Crusins e del Lambert, sono am
bigue, perch vi si -oiituiniunno le diverse linieiisioni Iella logica,
della psicologia e della gnoseologia: un'ambiguit, che patentenieut'
si ritrova in Kant (pianilo parla li principia vognilhiiix metaphysieac. Che cosa ^ Ininpie il principiimi, li cui si va in cerca?
l'are che sia un principio Ionico: peirh si fa il nome del principio

li -ohtraditone e lei principio li iijenj.il:, .siipieiiie |-ggj loimali


della logica. Ma si |iri'lend< snl.il.. .!.,. .|n,.| priifi|iin fiiriiinnrHii

causa genei al lice, lei conlcnnlo Si badi bene: si vuole non solo

che le leggi Iella logica siano leggi della realt metafsica (il che

i! I

1.A I SK7.10NK : DE raiNCiriO CONTItAIHCTIONlH

139

I pu avere un senso legittimo anelli! agli occhi ilei metafisico, porI -he lauto il pensiero, cumulo Tessere debbono sottostare al prinLeipio H itlenlit e di conti-adizione ossia di iioucontradizionc),
,,m (.|u, nuelle legai producano deduttivamente il pensiero e che
ntirlo nreleso proceiliiiioiito del pensiero sia n >irt no meno ine

il piorediinento ontologico. In questo senso tendenzioso, il princi-

lijj logico diventalo principio ontologico, ina attraverso nuei pie-

V - LA METAFISICA DELLA a NOVA ItlLUCIIIATt l>

140

primi echi delle diflicoll interno, destatovi dalle criliclie degli op


positori esterni. Vi campeggiano le presunzioni deduzioniste e de
terministe della identit e della rat in: ma il discepolo di WolIT

code terreno dinanzi a Crusiiis, o scoiilina su terreno spinoziauo.


L'eredit Iciluiiziaua si sgretola o urla in impensate aporie > an
tinomie.

Non era forse inutile ripetiamo il formarsi un po' a

tegTJMM>mtiinenic. ileiluTTlvo del pensiero psicologizzato e tra-

lungo sulla

schiata la psicologi. Una psicologia irreale, pero: perirne, come

anzi, vedrebbe che in essa esigono ani-ora altri molivi teorici non
indifferenti, che la nostra analisi ha dovuto tralasciare por non di

soMidenTalizzato insime. TnOi lotrica e loutoiogia si era immi

limino niosTratequello criliclie anliwolllnne e poi in genere gli


psicologi l'inpirisli, il procedi melilo psicologico ralle loulauissiino da quel creazionismo deduttivo dulie mere forme logiche. A
questo punto viene il sospetto che il principio di cui si va in

ci-ca non Mia poi allm che il principio psicologico della faeoltil
lonosiilivn. tjuando si dice che il principio di con tradizione o
d'identit non pu generare il contenuto pensabile o esistente, che

solo l'esperienza e la sensazione e l'astrazione possono darci, Ri


dice in Tondo che il principiimi coynit ionia ninnarne non e la

Logica , ma l'intelletto legato al senso. Da questo spiraglio, da


ipiesto punto di vista, s'illumina improvvisamente tutta la proble
matica di Crusius, di Lambert, di Kant e degli stessi razionalisti.
Si capisce cos che Orusius cerchi altri principi , oltre a quello
di conti-adizione, indicandoli nella Wiilirnehmuna (percezione! e
nella Abstralction e nel Wcscu tira Vcnstamlcs_ (essenza dell'intelielto) umano, che cos e coni cin unteti te t (disposto, congegnato
da l>io, con le sue connessioni con le facolt conosi-UUeTiifel'iori).
Si~cipisce quel che "vuole dire il Lambert quando parla dell'in
telletto puro {reiner Ycrstuiid,) e della esperienza (Eifahning). Si
comprendono le presunzioni e gl'imbarazzi dei razionalisti, le cri
tiche degli empiristi, le crisi e i tentativi kantiani di superamento.
I piinomi d= '-ni "" v""" "' cercii sono nrincim paicolaalco-anoxvolonifi.. Si noti il senso che ora acquista hrhenntiihgnind (yaHit ruuuom-nidi). Non il momento di esaminare, e valutare le
proposte di Vusins e di Lambert, quello che esse hanno di pi o
meno vero, di pi o meno sunicieute. Ci dovr essere Tatto a pro
positi degli scritti preerilici kantiani del prossimo decennio. In
tanili possiamo gi orientarci sulla lettera e sugli spiriti della
Xont dilucidi Ho. Vi si parla di logica; ma vi si sottintende la
gnoseologia. Vi echeggia il razionalismo; ma vi si percepiscono i

Xont

ilitneiditlio. Chi volesse leggerla direi lamento,

ventare pi prolissa.

L'impressione generalo che ci li oviamo di Ironie a un dina-1


mismo di loinleiize allo stalo irorniinalo. ^e jlmina nani; noirepiTmo l'incipiente dissoluziinio di un patrimonio nassalo. <lall'l>
tra seni unno la fernieiilazioiie di sviluppi futuri.
1 primi principi (ideiliila. ragion determinante, successione,

compresenza) oscillano dunque tra la logica e la nielalisica, mo-

diatrici la gnoseologia e la psicologia: sono cio incontrati sulla


cugnitio trmanas suWin leticatila divino. Non dimentichiamo, in

fatti, che nella 1IX. Sezione lo spazio, il tempo, la compresenza e


la causalit vengonoNg-icondolti allo nchcina divini iutelleettix, co

me actus perda rabilin, orii/o cvistcntiaritm e loro tmxtcntuth conservatrice (Xlll, J)inc), come coni ni un in onuiiinn eiinm, che informai il ncxiis Uni remi li* (ivi, usus III). La logica delle rela-/^

aloni spazio-temporali, la metallsica della causalit esistenziale |


vengono cos ricondotte anch'esse al un principio psicologco-gno- /
semogico superiore, all'atto creativo della conoscenza divina. (Jeiy

me" anche uucslu. che si far strada nella ulteriore evoluzione del
pensiero kantiano, e die al suo inizio^ pii nella ,Vr ililnriilntio,

tradisce le sue origini icologiolio. anzi, direbbe il Maliuko (u), mistiche.


So ci *' vero, lo precedenti analisi

non sono soltanto

una

oziosa curiosit descrittiva, e neanche una hlaterazioiio recriiui-

natrice. E' spuntata la. cos-ionza die hi sisteiuazione razionalista


nflVtla dai limili del conoscer umano. La. id>iilideazione di lo
gica e di molalisica, sbocco del razionalismo, devo fare i conti con
(lt)

Si villano lo pagine 'A'2-'M\ ili-ll'nrlicolu 11 Diktiiicii Maiinkk, Dir

lialiniiiili'irriiiuj iter Mtixlil,- Imi l.elbnh unii Kanl in UHiltur fllr llfiil.-<rlie

l'hllosoihle , 1939, mi. 1-73).

r.A i hk/icink:

de rniNcirin contraihctionib

141

lo sviluppo reale psicologicognoscologico, con cui si vuoi fare


coincidere l'ideale sviluppi) sistematico. Di qui le difficolta della
sproporzione Ini

le Form1 logiche, conici affiorano e operano nel

pensiero uniiino, e il conleiilllo niiin nniini Jirqiilslln nell;i i'spi-rleu-

7.it: Ini i colicelii liiani generici e tisi l'iliI 1' l;i rninpU'MsUfl Klllledell'esistente.

fi spuntata o rispuntata la coscienza che il nesso del reale

non pu non trarre origine da un intelletto creatore. Quale sar


il rapporto Ira questo intelletto finitale e l'intelletto o il conoscerci
umano?

I/uno e l'altro nodo di problemi sono antichi e necessari per


la (ilos'ilia. Adesso rialiorano sulla piattaforma del razionalismo,
deformali dalle aherrauze di questo, ma da queste stesse alienali
7,e provocati.

In questa travagliali! discussione, interna al pensiero moder


no, seiulirano assenti i rappresentanti del pensiero aulico. Ma essi

debbono in cerio qual modo essere grati a questo giovane A miei o,


die richiama nel tempo dello scientismo e pur nel linguaggio
ad esso accessibile gli antichi e perenni motivi dei limili umani
e della imprescindibilit della conoscenza e dell'azione divina.

' P>

;<

ti

VI - K1I.IISIIKIA SCIKNTIKICA

144

B IMHlltAKIA FISICA

ipii che elTeltivamente KmiiI giunl


|nelle idee diiellive.
I dalle i|ll:ili s'r svilupp poi il suo sistema . I/osservassi
fondameutalmeiile giusta. Quei problemi li vedemmo spuntare gi nel
primissimo lavoro, e persislere poi nella varia produzione del fe
condo unno 1750. Se in questa ni lima produzione essi vennero

VI

FILOSOFIA SCIENTIFICA 13 CIlSOdltAFIA FISICA

coperti da una fitta vegetazione di questioni scienlilicii-cosmogoniche o fisico-chimiche e di questioni logiche e metalisiclie, indub
bia per la loro presenzii alle radici e nel ceppo slesso dell'albero
rigoglioso. Orbene, alla disianza di appena un anno, la Monadoiofli /ihifxicn del .17."i(i ci fa vedere clic la riflessione di Ksinf si
concentrala su quei problemi fondamentali, decisa a venirne in
cliiaro. Sfrondala dalle grandiosi escursioni cosmologiche della A'-

turgcschiohtc e dalle macellinosi1 e composite pari Scolarit del Jc


T IMloni.KMI KEI.I.A .MONAHOI.OCIA PHYSICA

Non ci addentreremo nei dettagli scientifici, che rendono o


possono rendere interessante la Moiuuluhujiu /iliystica del 175G, an
che dal punto di visla della sforisi della scienza (').

Ci interessa maggiormente vederne il significato filosofico,

indicarne le prosimi lire, generali, disegnare il bilancio dei progres

si in essa fatti sui problemi pi remoti e profondi.

Di (ali problemi alcuni hanno carattere metodologico, altri

riguardano il contenuto.

Che rosa la materia, nella sua ini inni eoslilir/.ioiie ed essen


za,? iTqnosIn la ipH-sliiuie. clic la Mutimitiloiji'i iiliiisim intrude
nielleiea fuoco. K siccome la materia presenta l'aspetto deUVslensitine, tallo ovvio pel buon senso, ina divenuto pnradossaliueule

osculo agli occhi dei lilosoll. quale il rapporto della maleria con
10 spazio? Anello questo problema al cenni nella dissertazione.

Kesla in margin il problema della causalit: ebe verr posto in


pruin linea nel prossimo decennio. Cosi, resta anclie nello sfondo
11 problema del movimento, che verr nVonlato, tra un paio di
anni, nei i ii>S.

i. Cominciamo dai secondi. Si pu ben dire ch'essi si rias


sumano in quelli della maleria, dello spazio e della forza. Sul
campo della scienza naturale scriveva il Knig (=) a proposi
to di piesta prima rase del pensiero kantiano dominata dallo

slmili della natura furono essenzialmente i concetti di siia_zjo, di materia e dUsmsalil a provocare la riflessione critica; ed
rii

igne, riemerge la base del 1717.

A tuie siii|io sono utili : (koiii: Simmki.. lti* Wrxm tiri- \lnitrir

muli hmilx iihiixixclnr ,l//i,//,//, (|..|>., l{,.r|jM, |ss|i: f, Tiiikik Kaut


roti.lilix.hr \,ilitil>liilox,,,,hir (||u||,., I.ss2i: ,\ || prlm volli
IHUi sii:i
|"'lil siilln filosofili kiiiilinini nel silo m-sso sisleiiiiiliro e lielln sii:, evolu

Ognuno di questi problemi Ini naturalmente le sue germinazioni e diramazioui. T problemi della maleria e dello spazio da una

parte suscitano la discussione sulle concezioni del dinamismo, dell'atomismo e del meccanicismo, dall'altra occasionano la questione
metodologica del rapporto tra la scienza, In ma tonisi tira e la me
tafisica. Analogamente, il problema della causalit provocher inuslioni connesse di Ionica e in mioseoiogia ; e lineilo del movimento

sollever la questione della relativit, sia sol lo l'aspri lo metodologico sia sotto l'aspetto guoseologico.

Dietro quei problemi c'erano delle personalit che ne riunii


ziousiviino

lo

.sfondo

storico:

vogliamo

alludere

aMa

costella

zione IokIcii e Hliirlm: R. Kniii.kk. Katilx iihi/xixrlir loniiilnlm/ir ini Ynhilit.

zione Descartes Leibniz Newton. Il lei loie ci vorr dispeu-

Aitu'Ki. lumi nix Xiiliirfiiixrliir, I (Ueilin. 1112-1). Il liivoio di O. Ki'ttnmc


llixlmixrli iirurlixvliv UnxIrlliinu vim Kaiilx mxrhtririirn Anxirlilrn b'rr
nx Wvxm iter latcrir (Berilli. ISSO): iiromlo delln fiicolli'i fllosoficu ili

ssire tliil compilo di una rievocazione esplicita {'). Ne abbiamo

nix zar l'hUixiinhir nini X<ilunrixxnirli<tft tiri- '/.rii (|.-l>.. I,el|ir.lj{ |ir- K

Jterlino. Hemliru nllAdl.koR (op. eit., . UHI, notti 2) vistato dn nrliitri.

(2)

Kdm. KtiNiu, Kaut

W07I, pii. 18-19.

inni die XatHnvlwiixchaft

(Kraunsclnveic

\'\) <Tr. KoNtii, />. rii., p. I sji!!., o il


hi viti \M Cnssircr, ni i-npildli ris|ii'llivi.

voi.

V \

T
146
I rillllll.KMI IIM.I.A M()NAIK)I.(KiIA

rilYRICA

VI FILOSOFIA SCIENTIFICA F. (JKOOHAF1A FISICA

145
tur Vrxpncc rl le trwps ["). Il tasto dolente proprio

gi partalo ih.*1 secondo capitolo; e ne dovremo riparlare tra po


co, in modo pili aderente e meno generico, (piando l'impostazione
ilei |troMeini, soprattutto di quello dello spazio, avr ricevuto una
determinazione pi precisa e ani hi.

ft da nolare, per, die al punto cui siamo arrivati, il conflitto


si localizzato sul binomio Leihuiz-Newton. Nel 1717 Kant com-

batteva Ira Leibuiz e Pescarle*. 11 Fatto nuovo. da stilarli, l'in

flusso crescenti' di Newton nell'orizzonte kantiano: cosa clic di


venuta maiiiresla wU'MIffnnniir Xatnrffmhichte del 1755. Del
resto, il trionfo generale delle vedute scientifiche newtoniane per
tutta l'IOiiropa aveva respnto in margine le concezioni della scienza cartesiana.

}la non si dimentichi che la discussione kantiana, della MiukIoUh/iii /iln/wa lia il sapore di un monologo, piuttosto che di un
a ibi Ira lo. Il conflitto Lcibniz-Newlon gli si svolge sulla piattafor
ma che egli ha ereditalo da WnilT. 10ra nello stesso WolIT che si

scontravano le due esigenze d'intelligibilit : quella meccanicistica


e quella iiiouadistica ; o, se vogliamo, quella che si ispira alla ma

tematica e quella che si ispira alla mela fisico.


furioso, che la geometria venga assegnata in patrocinio pritna a Mescartes (nel 1747) e poi a Newton (nel 1755-50), e non a
Leibniz (si ricordi il monito fatto dal giovanissimo Kaut ai leibniziani: il loro torto sarebbe stato quello di appellarsi ad argomenti
geometrici, i quali viceversa andavano bene per la tesi cartesiana),

ufi a WoltT. al matematico e niatematista "NVolff. Kant sente in


Leibniz e in Wolff soprattutto la metafisica. Di "Wolff e dei wolIlani, non apprezza e non rammenta tante la felice polemica metodologicn condotta sul campo scientifico contro i newtoniani Freniti
e Keill dalle colonne degli Acta Rruditoruni . quanto il tentativo
di nxmoiHjiu trnnxrrmh'ntui* (ne vedremo subito l'accenno nel
proemio). Le tre tesi della geometria rammentate nel proemio
e no la divisihililiV dello spazio all'inflnilo, lo spazio vuoto e

la gntritn* iniir.nsuJin meccanicisticamente inesplicabile corrispoudouo puntualmente ai tre principi sostenuti dal Keill sin dal

1708 (4). "WoltT quindi divenuto un problema per Kant: come


vanno d'accordo matematica e niefafisica? fe il problema che gi

qualche anno prima, nel 17-18, aveva indicato l'Euler nelle sue
(I) ViiIitiip In ni'ciisiiiin. nel (nino IV F!iii>i>l<iii<nl,,riiiii (Irgli a Acta
Kmdilomm (1710), p]i. 27I-2SO.

quello dello spazio, della sua natura ideale o reale, in funzione me

todologica o melalisica. Mentre per Leibuiz e WolfT la vera inlelli-

gibilil Iquindi: itoumcnicn) quella inclalisicn, che stabilisce la.


realt delle monadi, e riiilclligihiiil geometrica verte in fondo sul
fenomeno che l'estensione, l'Killer invertiva le prospettive, affer
mando che la certezza dei principi meccanici ci deU* servile di

guida nelle spinose ricerche della metafisica sulla, natura e sulle


irprielA dej corpi r pi chiara e pi reale la conoscenza lisico-matematica.

II.

~~~^^^

Ai problemi su esposti, che riguardano il contentilo, si

.'inimicano problemi di carattere metodologico.

Si tratta di costruire la scienza naturale e di stabilirne i


principi e i metodi, fo indubbio che l'esperienza vi gioca una gran
parie. T/esperieuza coglie i fenomeni immediati, nel loro moltepli

ce e vario del taglio, (juale parie sar riservala, nellii cosi ruzione

della scienza, alla ragione? Quale funzione e quale valore vi avran


no le ipolesi? Su che cosa esse si fondano, e sin dove sar lecito
abbandonaits? Kant. ha. su questo argomenlo una sua. esperienza
personale: il Itv^iyur dell'anno precedente pieno di ipolesi e di

congetture: V.lll)/ciii^iitr Xnlnrffcxcliirhlr tessuta dal doppio mo


to) dell'atteggiamento deduttivo e dell'aileggiamento storico: la
Xoni ililitrhUitio

tradiva

preoccupazioni della

la presenza delle superiori esigenze e

logica. Anche per questo verso bisogna

af

frontare il problema del ruolo metodologico spettante alla mate

matica e alla metafisica nella costruzione scientifica, problema gi


affiorato nel prillassimo scritto, nei (li'riaiikcii del 1717.
Tutti questi motivi e problemi risiioiiauo. come Lctlntutrv, nel
preludio della dissertazione.

Il lettore invitalo a rileggersi le due pagine nel loro latino.


l'ilo avere il suo peso anche quel non so che di Ioga classica
che decora ed

impaccia

il

giovane scienziato e

filosofo. Quanto

pi limpido e reale il latino IcciicmiiiciiIc borghesi* di |)escarles,


di Leibniz, di Newton!
Oprrtnn mmwt , rinunciitiris imiis filiU<i.io/ihi , Mutuimi
f.r0 Vi si (lorrti riliiriiiiro ipuiinl" verni l'um <1H1:i l'nli rsmlinuii iilirv
dir rntirhkrll del 17I2 n del Saggi" sulle Nfijiilrr. r.riixxrn IH ITO:
Itiaiiilo il iiroblcnin diverr ncnlo.

i rrtom.KM i uklu\ a mwsai>oi.<xiia piiysica

147

runxruxn vunltieni ni ... TI guaio si che questa veste letteraria

non solo unii preoccupazione che si aggiunga sii gi pensato, ma


allei la anche, ttilviilln, il contornilo stesso, rivelandone mia fatale

imprecisione infima. TI concetto di scienza naturale, che noi desi


dereremmo chiaro e (lisi in le, invece reso con rrnnn vallimi in ni

perscruta Ih, espressione adatla a manlonere l"e(|iiivoco tra scien

za e filosofia della mi (uni. Volete una precisazione sulla funzione

della peonie!ria? T/imprecisione documentata dalla vaga espres


sione lei forata t/romrtnu interprete. Si vuoi sapere l'iifTirin della

niolalisiea nella ricerca fisica? Eccoci conlentafi con le sonore pa


role: inhiiiiiiniio rxt ci htinn neeniilit mvIh apii //,alea. Si potrebbe
coniimi:! re. ]tfa guani hi ino piuttosto al contenuto.
Ci sono due eccessi opposii da evitare nella scienza naturale:

148

VI - KII.(IKHK1A 6C1KNTIFICA E RKOGIIAKIA FISICA

ipiesla
questa

lo

esclude;

respinge

i|iielbi

come

nulo alle ipotesi, ma alle speculazioni) e andata tini Coltre., clic


parecchi, non osando allo xr. roinniUleir, hanno creduto di dovere
em per itnx leijere, cadendo nell'ai (ro eccesso di chiudersi nelle
espcr.enze immediate. IVr tale va ?w mttnrae esponete -prfedo poxxnmnx, Ict/nin orii/inein et vamin non possnmits. Giac
ch non basta tener dich-o ai .fenomeni, ma occorre tendere
alla conoscenza delle cause prime.

Kmi venirci incontro la metafisica con i suoi approfondimen

ti e, ahim, con i suoi problemi oscuri. T corpi risultano di parli


primilne semplici. Riempiono esse lo spazio con la loro seinplice compresenza, o col niuliio conflitfo delle loro forze? Dovrebbe

pii venirci in aiulo la geometria. Mn in piai modo si pu sperare


di conciliare la melafsica con la geomef ria. rum f/n/phes fitriimt
citili*. i,m,ni phUnxopliin trnnseemlcnlitlis () ijemnetrne jnn,, pnxxr. "
liiliunlni-? Le Idi-,, concezioni som. coulrnslnuli (si ,.} nl,,A

riilure antinomie): la geometria sostiene la divisibilit infinita


dello spazio, la filosofia I.ascendentale b
p, ; ,lwHa Htiene/
iien-ssarir lo spazio vuoto per la possil.ilifiY dei movimenti,./

1 ("\ I! ,v<"illlol frnuMcnirulalh npimio In W..IIT rlfrrHii alln ('(.sino-

I..KI11 luclnrislci) si,", ,.) nhrurmis pniclimimiri .Min snn r.,,,,1,;, fg 7S- KllZ

CwhwL,!,!,, nrm-ivll* Uvu^-mUnlnM. IVr 1 Nr.m,Ja wollnno ,11 ncZ


ti'rmliH' mi iicrmetto di rnumiKlnrc ni mio Cr. Woff, I, p 230

vano

l'ali razioni*
parlo

universale,

della

che

immaginazione.

Le bai tuie surrircrilc indicano abbastanza bene gli interroga


tivi metodologici e contenutistici ai quali Kant vuoi rispondere.

Egli per cosciente delle diflicolli); e vuoi presentare le sue solu


zioni solo come un contributo.

< li tilt imi cenni del proemio ci fauno capire il pillilo di vi


sta dinamislico della disserlazione. Egli parler della ria clcincn-

forum insila, in quanlo niofri.r, nel doppio senso dell'attrazione


e della repulsione. Rara suo intento ilcinrrrc itimi liner /iriiir/iiu
c.r pxa clcincnlnnnn uni uni ci prilliti iris (iffcrfionbn.i fa questa

doppia'deduzione corrispondono le due sezioni della dissertazione).

la Iorner riel delle escogitazioni e la pavidit delle constatazioni


miniile. Da tempo si ormai d'accordo, di non indulgere alla
roiijrrhiiiili limili,, ti,,,,,n>,lir,i 11,11jr,In tuli lihitto, ripeter, nella
pi-op. XII) e di alteneisi alla esperienza ed alla geometria. Ma la
azione all'abuso delle congetture Move par si accenni non sol-

amiuelfe

un

\i.i/./,.\zm\i:. vicii.ia

nia.i.A

iiih:.\i.i7.'/..\7.ionk

II gran fallo del ITrW, nell'evoluzione inferiore di Kanl. la


sua decisione per il dinamismo radicalo.

Esso signi lira la siila Icrializzaziouc della realt corporea. P.


una

lappa

fondameli tale, alla quale seguir

pi

lardi, per allri

molivi clic dovremo a suo tempo esaminare, la soggellivazione.


Quali sono i molivi che avranno spinto il giovane pensalorc. che
l'anno prima parlava ancora di parlice'le solide, corpuscoli o alomi,

a decidersi per la loro risoluzione in centri ineslesi di forza?


Che l'essenza dei corpi non consistesse ncll'eslelisione (Carle-

sio). ma nella forza, questa ora stala la persuasione di Kaitl sin dui-

l'injzio (sulle orme di Leihmz). Mui lincino le parole grosse di raz


za germanica e di razza Ialina, per spiegare queste fonane monti*
o queste opzioni. "Ne- ricorreremo a scenari slorico-eulMirali, risa
lendo al rinascimento (lriino. cosniosofia tedesca, ecc), o magari
al
ma

pitagorismo
a

hi rigo

e simili.

andare

(li

accostameli li

risiili crebbero

sarebbero

delusovi,

perch

seducenti,
ci

fareb

bero rimanere nel vago e quindi nello sterile. La monade del Krniio

inni la monade di Leibniz. E la monade mela fisica psichica di


duesr'uUJmo non 1=1 monade fH'-n di l-Ttnid Alla line dei conii
11011 importa forse tanto il motivo o il gonne speculativo o intui

tivo che si abbarbica nell'aniina di generazioni e generazioni per


prosperarvi tenace nella pi varia maniera, quanto la diversa giu

stificazione teoretica che esso inaii ninno vi assume e appunto la


varia maniera in cui, cosi, reso capace di fron loggia re le nuove

BJIATERUUZZAZIONK VIGILIA I.EIXA IDEALIZZAZIONE

149

wifii.ii. e i nuovi progressi ,|,.| ,)(.n*i.|o sdenlifleo e filosofi


s" con front !;,, i
tuuiKiiio di Lclbiib mi dinamismo dui
i . "(.scovici,, a accorgiamo agevolmente della enorme loro dilTe-

wi.. Sulla Ime che li unisce e li distanzia c' la comparsa di

;,La '"""k' WlmW"nn h' nnmil caratterizzata come

EVMI
i nil'P'eSen(a(iva e appesiva, ha una fisionomia che
I.ivmina alle prospettive pnnpsichiste. e fa certo una strana fi-

gura ni un laboratorio di fisici moderni. Anche come monade ente-

lei-lira o pnmtim - a detla dello stesso Leibniz - i

per la ricerca scienliliea. Porta poi in * _ qacl d,


>' paradosso sconcertante, strettamente legato alla sua

<l.e senso ha dunque ch.amarle forze? Ne sa qualcosa Kant di

.lu;.st. unpani e grovigli, che mettevano a dura prova i suoi teita

v.. .1,, h.h.,.,,mB si,,, logica o metanica. Nc Ml|imuio .

. ."" Kl" lz<>" ni" li( 'Mifcgrazi,

della causalit psieolisic-i e

u.termondana mediante il suo iufflumus phym-us

.Merinu'nHl1,""0 -'*:""0 Ncwton arauito " Bnerla e di metodo

Mininviila e e .li bo., senso realistico: e a poco a poco aveva

fililo irercm nella lessa acmi,..,!,,, non, della ditlatum le b,I

J.o-w.df.ana

Versino dei cadedra.ici wo.fiani, con

Samuel

150

VI - FILOSOFIA SCIKNTIFK-A E CI.OCIUFU FISICA

alla forza egli pin realishi di Kcpler, il piale, pur sottolineando


la funzione inercaiiira della forza < purgandola da ogni rcliquat

di rappreseli (azioni aniniistidie ("), si era fermato piuttosto al


loro aspetto cinema lieo. Il dinamismo di Newton iusomnia reali

sta sia per 1< spazio, sia per la materia, sia per le causalit della
forza.

Ancora netto, ma decisamente pin rislrello, il realismo di


Boscovidi: limitato oramai alla forza (ai punti dinamici inestesii
e allo spazio (quello per fisico, non quello geometrico): la nisiteria eslesa rigettala, roiisapcvoluifiilc. e in sede scienlirica. Conteiiiporaiieamenlc a Ini ("'), andic Kanl aliltracria il dinamismo

radicale. E' certamente significativo, olire che


to che due pensatori, di diversa provenienza e
distinte, abbiano approdato negli stessi anni
cezione: ci fa pensare che a un dalo tempo
l'aria. Se si comprende e quasi ci disi>ricnf:i

vidi, non meno ci deve mera vigliali- il l'itilo gi-ninlr di Kanl, die

scova i problemi pi ardui e pi gravidi di avvenire.


Ma quali sono siali dunque i motivi die spinsero Kanl ad ab
bracciare il dinamismo (<-|k> mai pi abbandoner, sia pure idea
lizzandolo sempre pi)?

'al.ca per conciliare il loro Wo.fr con Necton. Non par amo
po. degli scendati, come I'IOnler, che minori preoccupazioni ale

Kant sempre complicalo. La spinta gli venula dapprima


sul campo filosofico, dalla concezioni, leibniziana (la forza la
reulfft profonda e originali:!, e l'estensione e il molo ne sono dei
derivati), ;i cui fgli aderisce gi ud 17-17 (nel lavoro sulle Forzi-

Bjninno, in nome della n.n.emaliea e delia scienza,

seguenze paradossali (come quella della possibilit di altri uni

Koj..K C), davano ornai da fare, con accademica arte Zo

vano d, salvare pedali tradizioni losche, e che t^

(Infatuai, della metafisica (s).

Newton realista: suppone la

'

\Z

virr) con tale decisa passione, che non esit a sostenerne delle con
versi con altri tipi di spazio).

Tali paradossi, e ancor pi, certe ingenuit scientifiche, (come


(!>)

reale
t-JI

xorpiendcnle, il fat
per motivazioni ben
alla medesima con
certe idee sono nel
l'aculezza di Nosco-

delle

Cfr. 11. IIkimhiiitii. Hit: v/i* iiioxxcn

Tinnirli ,/,r ,i Imi,UH mi-

Ixchcu iltthaphuxit; miti iltr .\u*tjaug <lvx Milltiulhrx (Hcilin. 1!fcK. n. ir..1*,

flit* filli un rilit'Vo di Mux Dcssolr.

(HI) Cfr .li' mio nulo nll Monailolot/in piiimU-ti, in /> i/nulini ilhmihisioiii Ittllnr di Kant '
i. 1!MI. pp. Ilil. Iliii. <Tr. :im-hc IViihh I|<iknk.n,
CoxiiiUmiui Vlm cil.
l ISCHI,
ISCHI Miniisi,
M
tliil
Ci
tlnivcrsilii
Cri-Kuriiiici
). p. :t!l!l. nn|;i. hi mi

rlln limi iIsscilitzIc.iK-1|rl I-I2S ili Ai.. Mai Mi. riiihixt>iilii,t riiii>ii.i,i,l,nix li. I.
lltunitrlrh prtiiiu/tilii tilt/itc e.rttiiiiinilii. V. Il
n rii licnc ipiiiHli :i ilrll:ii(l'iis-surzliilic (IH Ideili, che susli-licvil In prcccil<-li/.ii ili K.ml sul lt.isii.vlih.

M Tltcoria philwtiiiihitu: uuturulix ili i|iicl'nltiiiiii del 17">S; ma ru-

tnrt ne aveva i-sp<>slc Iu ilice principiili sin dal J7-l.~t in misi iliKwrl:iy.iini<. />(rlrlbuH rtrl* clic iivi-vji iivulo i-lstumiixii. i> in nllrl npusenli dello slrssu ileceiinio che eniim sitili ,i-kii:iI:iII i> rei
sili Minili- in Cerniiniiii (viili il.
cs. gli o Acl Kriidiliiriini del 1750, pp. UU-ltniJ.

8MATKRIAt.1ZZA7.IO.NE VIC1IUA DELLA IIIEALIZ/.AZIOKE

151

quelle .Iella vivificazione <11ln forza e del misconoscimento ile)


principio .I-inerzia: cose, .li cui abbiamo parlalo a suo (etimo) gli
attrassero una sfavorevole recensione, una vera Ironcatura sulle
colonne dell'autorevole e .UlTusa rivista Acta Kruditorum del
Tossiamo ben immaginare i senlimenli .li K.ml i,, Bpgiii(o a
tale stroncatura. Il suo lavoro giovanile prestava il fianco a tnJi

ironie, per la sua immaturit scientifica. Afa egli crediamo di


non ingannarci accetta la. fidi.. Cosciente della pregnanti delle

sue intuizioni metafisiche appoggiatasi ai profondi motivi leibnimhiii, cercher anni migliori 1H.r difenderne la sostanza. Desideri-)
faMos. pi impellente ora che egli divenuto libero docente ed ha'
inizialo rinsegnaineiito nella pallia universit.

Fermiamoci un momento a enratterizare questa sua intuizione di partenza. 1 paragrafi metafisici dinamistici dei GnUudcn

contenevano in gemi,, un ,,,-i,,,,, idealismo: il muvintenlo e sol

. fenomeno esle.no... ,S :{)t ,.V. IK.| .,p,> ., n.i-xii essenziale,

che gli appartiene addirittura prima dell'estensione ( 1) o me

glio: un seinirealisn.o, eh e un seni idealismo. Dietro Lelbniz e

AYolll, egli comincia col parlare di fenomeno, a proposito del

movimento; con.

ia col far dipe.


re lo spazio ihiiVOrtinumi
piesla dalla Vvrbiduug, e questa dalla forza e dalle sue leggi
(& V). A questo punto di partenza, il vocabolo fenomeno pu
significare soltanto manifestazione (quasi un accMe; non sostan
za; quasi un rffvrlu, non causa): d l, a dire che una manifesta
zione visibile per noi, e non quell., che in se, il passo breve- e
hi pu indovinare che si giunger forse un giorno a dire ch'eio

e una apparenza, non una realt. lOeco le tappe che dal seiuirea-

liwno iniziale, potranno condurre all'idealismo finale. Sin dall'ini


zio, dunque, c' come un alone magico, che circoufonde per Kant
(11)

Ac-lii Kiii.litoiiiiii I,iisU.iisinm , nmmlii 1752, im UT.iTn t ..

nwiwloii,., niiouimii, Hi Crini. |.rhictimlinciiCi< sul!,. ,,,. ,. , f'li.lra SlJn

,m,ss,.j,,, !,,,. meri!., il immcniru I: Ilmv rh.rissinm A,.Ir "l,l ni

.H.I.S .,.. ita,,, HiilM.|ni.ll,.r...,, ,.,.1.,....,.

, (|llll(. ,.,,, , ,, (Vm

.-si. inlolliKliims militili., n,,,,,,. |iniH. |,, ,, t.(ll

,. ,,'

hiJHI li iis

.I|m. xiK-r o,.tlu I.K..U .>v..h,m. ......In lu.rc hI.m. n,,,,,. houI " Int'! Ili^' ,"{
nllu mlliiu; in ..<>.!

nn-Mii.nl,, |,w-

cup.l,. linbciilnr, mibllmiiim muli... ,mm ,. ,.. =

.),. mio

Un- ,,,rll ,|..| |||)r,,, ,,,,.!,,,. .,!,,.

HI 1....H- ,.s,.| ,.,,( (. .lo.nmwl.:,!,, !,.,: ,, Ani,,,-,..... ,,,,HIIIH

wt. NohiH il viuirliie el li'inporis jnm cimi Ihk- libcll

iit

'

152

VI - FILOSOFIA SCIENTIFICA E GEOGRAFIA FISICA

la conoscenza dell'estensione e. del movimento; come <'> anche, iu


lui, accanto ad uno sguardo critico che Irafora le rose, una forte

propcnsioiie per le vedute fuori del .'omiine, per le prospettivi; csoteriche. (Je ne ricinilereu.o a suo tempo, <li questi preludi ideali

stici, quando dovreuio esaminare per quale via e con quale argo
mento egli abbia credulo in seguito di dimostrare l'idealismo.
I tempi non erano insensibili alle prospettive strane. Le ardi

te concezioni dell'irlaudesc lSerkeley erano passate lui l'altro che

inosservate, e i lettori ne incontravano spessi il nome anche nei li


bri dei filosofi che le bollavano come stranezze, rialonici di Canibridge, psicologi empiristi, teologi inelafisicheggiaiili come il Uaphson, persino scienziati come il Newton, avevano dello delle cose
strane sull'essenza dei corpi, sulle certezze scientifiche, sulla natu

ra dello spazio. Nella scuola leibniziana non mancavano i cervelli


disposti a una specie di idealismo magico. Come per la letteratura,
cosi per la filosofia si pu pii ria re di mi pi-fi-oiu;i illirismo inglese
e ledfsi-ii. IO, rome per il |ilrr<nii:uil ckiiiu IH lenii io si piu'i lisiiliic

a fermenti gi esistenti nella et barocca, cosi analogamente per

i paradossi protoidealisti si possono scorgere dei prodromi


nei grandi sistemi barocchi: nei motivi spiuoziani dell'imma
ginazione (cicatrice delle illusioni sensibili e aulropomo.-fej e del
realismo concettuale (restitutore dell'unit pantelstica), o nella
lotta condotta contro il buon senso dai sistemi dell'occasionalismo,
del parallelismo e dell'armonia prestabilita. Si ricordi come il

borghese AVolff, con inano vellutata, sospingeva iu margine quei pa


radossi, fuori dell'attenzione dei suoi lettori borghesi.

Nel medesimo Kant. di quegli anni abbiamo visto gi altri mo


tivi e fermenti indicatori di tendenze simili: p. es. nella .Xara iliIticidutio quello sclwinn iiitcllcvtus duini, fallo sostegno quasi im
manente del nesso e dell'aliili ita. delle sostanze creale.

Di tanta complessit lo sfondo su cui va collocato il dina


mismo kantiano. Adesso, egli accantona pel momento i problemi

gnoseologie'!, psicologici e metafisici, e metto a fuoco il problema


del dinamismo sul terreno scienlifii-o.

ila quello sfondo c'. K per seni irne la dill'ereiiza dallo sfondo

che inquadra

il

conleuiporaueo dinamismo del

Uoscovich, basti

osservare che per il ISoscovich ideale lo spazio geometrico con


tinuo, ma reale la discontinuit dello spazio tisico e dei centri di
forza: mentre per Kant tutta quanta la spaziatila e la meccanica
sono sul piano fenomenico.

IL

K.UHCAI.fc

153

II. DINAMISMO KAIUCAI.K

lid proposizioni cosi Uniscono la dissertazione. Le prime

1 folIlia" Isl >nuna w*"'V destinata a mostrare resistenza


*" '>- i fhll.c in !,,, ac,,,rdo con lR gcomc,ril. J
n.H,u:. cosl,lu,nU la seconda sezione, Imu.i.o U compito df Ine
le tfccrW* o propriet genera lissime delle monadi fisiche che

con la loro divenuta spiegano la varia natura dei corpi.

'

* desume. Lo spazio che i corpi riempiono, |K.r s divisi

1G4

VI - FILOSOFIA BC1KNTIF1CA E (IKOIIHAFIA FISICA

A questo pillilo inlci-vengono le teorie s<ienlil'i<-|ie e le escogilazioni ineiarisiche. Ora, ti


ire i leoiici della scienza si appaga

no degli atomi o delle partirci li elementari, i metafisici li tipo


wolfiaim introducono un loro furioso Irai lamento logico-analitico
dei concetti di composto e di semplice. Vale la pena di sentirne

Teco ueirattuale dimosli-azione kantiana delle monadi: I corpi

constano di parli, che separai amen le l'ima dall'altra hanno esi


stenza durevole. Ora, siccome per tali parti la composizione non 1

che^ una relazione, e quindi mia deleiiiiiuazioii in se contingente,

che pu (lenissimo togliersi, salva restando la loro esislenza, ma

'-w add."\ (li llil(llI!l "nieWca( anche Se Kimt nella

^1 'l "1<I'"tl"( hi"""

-Mi /

a Zr^;!u*z
wlu> SI>ilto dc"a >Um>M" - ^
I corpi invece risultano di monadi (prop. H). Che cosa sono

UH 'di "
' '"Zt> K"lll|llirl: rif"' ltl! t!" "<" hanno pln.aaltre (pi-op. J). jUomi.li, sostanze .semplici, element'i mnteiSnH ni

primitive corporee, sono pcl- Kant tenuinl'^nl^


^
La diiiiKlrazione ha sapore analilicoconcettale
le, metafisi-l
e> . Iu fondo, potremmo dire, essa parte dall'osservazione
vazione o la J
o minore quantit loro indifferente
composizione questa loro quantit maccioe preesistenti, possiamo ben

i acciilciilnle. Da questa espeu-e, si pu jassare ad una esperienza pia


1 "io la livisione della maleria si arrivi

nifesto che si pu abolire ogni composizione del corpo, ferme re

stando tuttavia tulle le parli che prima erano composte. Ala tolta,

ogni composizione. le parti superstiti non hanno affatto composi


zione, e perci sono affatto prive della pluralit sostanziale, e dun
que semplici. Ogni corpo dunque risulta di parti primitive asso

lutamente semplici, ossia di monadi I (limosirazione della pro

posizione 11).

La. lunga e noiosa citazione era forse necessaria per far senti

re il carattere sornione lapalissiano e insieme ambiguo

della

metafisica 1^1 cui parte Kant, e dei procedimenti analitici


e sintetici da essa adoperati. In grazia di tale trattamento lo

gico-metafisico gli atomi o i minimi naturali sono diventili mo


nadi, esseri semplici ed ineslesi, capaci li oscillare tra la psichicila leibiiiziana, la malemalicil zenoiiiana r. la Tisicil, kantiana.
La geometria ci ha comlolli alla divisibilit infinila dello spa
zio, la metafisica alle monadi ineslese e di numero finito. Come
conciliare una cosa con l'altra? Il lettore si sar intanto accorto
che si gi profilala neirintelletto di Kant una delle future anti
nomie: la seconda antinomia cosmologici!, die nella. Critica della
rttffon pura ricever una parlicolare fisionomia nei quadri di una
impostazione sensibilmente diversa.
Assolvono il compilo di tale conciliazim; le proposizioni V-VIT.
Ogni elemento semplice del corpo, e cio la monade, non solo
nello spazio, ma anche riempie lo spazio, salva restando tuttavia
la sua semplicit (pnqi. V). La, nioiiatle definisce (o delimila)

il breve spazio della sua presenza non per una pluralit di sue
!"
h

corpi da essi mullanli sono composti).


12) Cfr. Aiiickes, op. ci/.. I, [i.

parti sostanziali, ma per la sfera della sua attivit, mediante hi

quale tiene lontane le moiiatli esterni coni preseti li lall'ax vicinarsi


ulteriormente a lei, (prop. VI). Anche la prop. VII destinala
a chiarire il rapporto Ira lo spazio e la moinule che l'occupa cou

i j

ino

II. DINAMISMO RADICALE

Siccome solo quest'ultima pluralit sarebbe rmili-aria alla

la sfera, della sua attivit, sciogliendo le obiezioni in


li., monadi *,,! / *,,;. t,,pln,l x,,,,!,,,,,, c
M/m : ecco delle espressioni realistici,,., di presenza

*1><"

Keahsmo di monadi attive: realismo, ,,, wmhra


spazio. Vedremo per subilo che questo secondo realismo,'quello
Hello spaz.o, e sollil,m.,,te ma decisamente ristretto a un iouo

renomen.co. 1,,.. resto, anche il realismo delle monadi acc


hnnente c.rcoscri.lo: la mo , che non pi la monade lei.!-

'?" r;-V >-''l;>-*n,1t,Hr<, vi lrmlr.HH, viene .l'altra parte ama-

.'.al.zzala e Hdolla a forza. J'nr nello spazio, la monade

"'1 *'

ri/ff/ .vn,r: 1., qnnIe il(tivi(A ,

analmente impenetrabilit (prop Vili)

'

K-...I80.
ll'T l'1'tl!ISS!":: alIt> '" morve e precisazioni che
K....I. rilH|,K, ,..sp|,nlai,M.,.t,( , sorprendente copiosit corre

' eiTZ '

VI - FILOSOFIA SCIENTIFICA E CKOCIIAKJA FISICA

155

'1 7"SS"I( lllIIM|III! mIm H'U * d ^ lotto

seuipliril inoiuidica , e Kanl l'iiveva esclusa, manifesto clic


la divisibilit dello spazio non all'alio in contrasto con la sem

plicit della monade!1"). K lo scolio soggiunge: Nella discus


sione sugli clniicnla nulla ha tanto impellilo il connubio della
geometria con la metafisici, quanto l'opinione prceoucella e non
portata

abbastanza a fondo, che la divisibilit dello spazio oc

cupato da

un elemento

implicherebbe

anche la

divisione

dello

monadi, e coloro che sostengono le monadi, hanno credulo di do


vere considerare come immaginarie le propriet dello spazio geo
metrico . Eppure, conii,ma. noi abbiamo mostrato che non si
sbaglia il geometra e neanche il melafisico: si sbaglia invece chi,
contro l'uno e l'ali 10, volesse sostenere che un elemento assolutamelile semplice ninniti niihxliiiiliinn non polrclilic occupare In spa

I- co ,,, p,^,!,,!,., wi fare emerger,, un interessante sfon

. <l.,ll essere una digressione inopportuna e un lusso, e invece in""-

sostanza, ina (jh-tuliUnii crtvnwc. .subiti ani inni in trini imi is phar-

...fin , agenda,-,, l'intendimento genetico della'probl^m ci


il |,.,,s,,,o ,h K:,,,, ,. n p(,lsi,.m ,wllliJt|wlM||e c ,,

parte dello spazio esiste fuori dell'altra. Ma giacch lo spazio non

tntmcnoii, ne viene ch^il poter dividere in due la relazione d'una

sola e medesima sostanza no,, in coni rasio con la semplicit o,


se preferisci, con l'unit della sostanza. Quello infatti che si trova

*>

a destra o a sinistra della linea divisoria, non qualcosa di cos


separabile dalla sostanza che possa, separalo da quesla, conserva
re la sua esistenza (ci clic invero si richiederebbe per una divi
sione reale, incompalibile con la semplicit), ma l'azione eser

S ?T* 'W ;Tri(' t>(>I1l1"^ 5I -.Po-amento dino


<l'lla antinon,,,, ,, geometria e metafisica con l'affermai

citala o la relazione di una sola e medesima sostanza da una par

la ,o,,.n,,,,,A |ni ,, posizioIK. !|(h,ilk, (|| K

I,,, e le posizioni, anche, de.ridealisn.o ne.K.iticiJ.a,

>

ili l!enouvier e Lachelier.

Vediamo an^ilntl,, ,rome Knnt nie(U.siino in

- MI fenomenalit dello spazio. Ri,,ome ogni co^po ^Sbi


. - .... numero defin , Hementi se.npliei. menfre I1Vece 1, Ja!
I1 "-"-;"|.a<,. ,Hn.UH,llc di .llvlnlom, ..ll'innnl^ og, -

"< I. qnest, elementi om.per una cerlu parie dello spazio

|il lM-r conto suo sar ulleriounenle divisibile. Ma siccome la

.l.v.,one dello spazio non e i ep,,,,,,,,,, cI, entita ' e',t"

H.na separata,,,,.,
,,, ., 1I1Ml (,is(,|li5f,
"":. !., ,.,,11 .diamo ,,.,,.., |IinA

r1 -^^^

X J tl

stesso elemento in parti sostanziali, li che si ritenuto sin qui


come cosa cos indubitabile, che coloni che difendono la reale
divisione infinita dello spazio noi, hanno volalo sentir parlare di

zio se non perdendo la sua semplicit. Una linea o superficie


che tagli in due un cerio sjitftiotmii, indicher certamente che una

1 Ione: quello del tubyrmthus continui..


La rievoimlom, stori.n di questo travagliato problema, luu-

! !

t-yX

te e dall'altra: e trovare in quesla urli o rrluliu una cerla pluraliln non significa all'alio squarciare in parli la sostanza sles

sa (").

(13)

(14)

ilonaitnlotjia

phiixirti.

|ini[i.

V. liiiinslr.-mniie.

MonuththMjUl lihltxirtl, SHiulinli <|n|>i> hi |irn. V. - (Mi slrssi i-olicrlli

volpino rilimlili nella (limuslrir/.iniii! ilclla ]ini|i. VII: a Ma, ilii:ii. in ipirsli
*l>atii>litm c' la sostanzii. In i|imlc iinwutc in ugni punii) di esso: i]iini|ur

fili (livide lo fipiuln, divide In scHiiiizi. liis|>iiiiilo: i|tiexl<i stesso s|i:i/.iii


."inibito della presenza enlenm ili i|iicslo elenieliln. Chi dunque livide In
H\n\zU) divide la <|iinntili estensiva dellii sua presenzii. Ala utile nlla pieseiizu
eslerim. ehn> alle ilelerniiimzlonl relnlive di-Ila sipsI:iiiz:i. re ne suini delle
nitro luterae; e se meste Inleino inni ! fomeru, 1 chUtiiu udii nrrvbki-ru un

158

IL DINAMISMO JIADirAM!

iiesi,, la fri

.-,..., "V H'1"11"'1'"."1 (> lllHi''isi<"'- 1/eslensione. iiisomma. e tutla sul

'ilio dello spaz,,,. , non riguarda , non invale alTalto la sosta,,za cor].or,a. 11 suo invero un giudizio salomonico che '.
sogna due punii perlcl lamento disiimi ed eterogenei alle so-

stanze ,.p,i si parla di sosia,,, ,-orporea) e all'esigono s ,

-|- P-a sorgere neanche la possihilil di un conlli.lo, o lomhra

Vrl"Z-"ll

"*""'"' <"VU' S"sl:IIlza winpli,-,. o monade, ch'

ine un anima: si rileggano le espressioni kantiane! e si vedr co

2 " -l'PoHo tra la monade e i, .suo ,/, .si;1 in,es, s ^r

alla slregua del rapporto fra l'anima o il su., corpo. Tra poco

i, Per Hliiin.i,,,,.,,,. , ,,,, t. rivendicarla contro Io

al

VI - FILOSOFIA BCIKNTIFICA E KOCiK.UIA FISICA

157

ncom'

>SI ""' *" '

pono cos clastici , vafilii. elio non ranno pi atlrilo. Kra slato lo
sforzo della Oufoor/'m di WolIT tpiello di togliere ai concili scolasliVj l'n oscuriti , la courusione . porliiinloli a nozioni chia

ro e distinte, imitando un po' i inafeuiafici. Isanl sulla mede


sima linea. Abitiamo vislo il giunco magico ed illusorio d,i conretti ili semplice e composi.,. Allreltauln illusoiia la ter
minologia ili interno , di esterno, die vuoi, spiegare con
una analogia locale, resa astrattissima , irricouosciliil,. la dilTeronza tra il sostanziale e il relazionale, ovvero tra rinlelligiliil,
(niMiincnicci) e il sensibile <T

uni'iiico), ovvero Ira lo psichico e il

fisico. (Mie cosa saranno piegli siali inlerni che coslihiiscono la


sostanza? 10 come vi corrispondono le .letenninazioui eslerne? I
grovigli della Xont tfilitfhhtfi si esasperano. Una prova della

irrrqiiirtczzu p della sconlenlezza di Kant il suo oscillare, nella

MoiuuhthtfiUi fisica, tra diverse carallerizzazioni e analogie per


spiegare l'o^ljatajone, designala ora coini^T7-/<i>) oni cume (t-htl

del

'"''' '

" " l"1""(ll(- s''<i iusomma che viene"saltalo'il'uro

.".

I essenza slessa lei


un,. ,i,

m f

la cui si era partili ud;

"

ora. ronie^ttff/(/fA ora come 0ittcn<>wfifnT7~Olivv al giocoTTTla

oscillazioni c'^TmrTinello delle seniplificazioni,


manovrato dalla tendenza pi o meno consapevole di ridurre i

concedi mcliilisiciN^ inlelligihili m;ilcnial ii : p. es. ili ridurre


l'esleiisioue corporea'allo spazio geometrico.

,.[, ,.

:,.::; ';:';!::.: '"" * *"?-- ,. .

Si avrelil>e jkm- trto a credere che Kaul voglia diverlirsi


eoi, gratuite capziosilA. I proldenii -'erano, e le loro limicoli*
avevano innervosito gli spirili gi ila lompo. Non " una iperliol;

il dire -he essi avevano travaglialo di gi i greci: tulli ricordano


Zenoiie o la scuola eleatiea. e la crilica da loro esercitata sui pa

radossi eh, offro l'analisi dello spazio, del tempo , del movimento.

. cl.e fa senli.e vicino lo scop

; dive,,.

Ora il curioso e avido Sciceli lo europeo si era compiaciuto a ri


mettere sul tappeto elncultrazioui consimili. Vi libro spesso ci
talo nell'epoca iinmedialamenie auleriore a Kant, anche da Lei li
ni. N'olii". KntiiMHi (IS). il iMhifrhillinx continui (UU5I) di Mliprlus Fromondus, amico , successore di Ciauseuio alla rat lei Ini di
Lovanio: un libro, il cui lilolo klesso indica riinbarazzo e loslupore
linaiizi al prolileiiia del continuo, ed insieme la volont di venirne
il capo. <ii il Snarez. nel semi dcll'uHiiiia granile Sccdaslica. ave
va posto speciale attenzione ad alcuni aspelli di queslo problema
(ITO

I,n Knih-/.i:n. Siixlruia rmixanim fffirinilimii e'" mi. 17IH) g l:i

iii-iTiiii:iiido ni lilini i- nlhi ,-rv.,

li simili |ir.>l>lrnii. khiiiw: Ti

ci Inni Iiih- in involili imliis tu-crolHlH .

in ili'

1
IL DINAMISMO RADICALE

159

situato ni confine trn la metafisica e In ntn temili fon () Altri


scolastici del Seicento, com l\\rriaR. l'Orioiln. ruilon. il LosnhIii. sostenevano addirittura, come inmhl ,,, Umncn ,,eiIa s|la

Cntmoloffia. ("). che il coni inno e composto li indivisibili (punii

linee, superficie) e non quindi divisibile all'influito.

Quelle discussioni scolastiche non ciano stale per die un


preludio. 31:,.. mi;
!. ]., filosofia scolastica impallidiva o si
tniKlorninva, la discussione venivi, rilevala e proseguita <lni nuovi
IHoson che mi trovavano in contatto pi vivo con i circoli .Iella

nuova sc.enza lisi,-.-, e matematica. Il Tadrc II,,,..,,... .ironia la ir-

iiii-ii -.....piacenza del |j,1>vl- n<.| sollolh.care. nel suo Dirtitniuaire


luxtonqnc et critiquc, le polemiche imbarazzale Ielle tre sette
filoRoflriic > (soslenenti la divisibilit all'infilili .IH continuo o
atomismo, o la risoluzione in punti zenonici). ai lini .lei suo scetinsnio; e ricorda co...,, sia..., Iati .picslj imbarazzi a portare

Ii4

"* !l1 Sll<> MwiIhm

P-mm-i,,,|,,

li

scolaslici

Ho spazio ('",. L., .limcll-, ,.|M. .,vova


era

che

la

divisihilil

ain..fiuilo

lei con (.uno iinporl..rel,l,e l'assurdo <li un numero infinito di


parli il. atto: la di nicol la che spinava Leibniz a negare la realt
del coul.uun era che in tale continuo rea listici, mente inteso le purt. sen.pl.c. dov.ehl.ero essere anteriori al dillo. ^ attualmente

es.slcnl, e determinate, il che sarebbe un'assurdit metafisica La


imiiumilia tra residenza matematica e p.ella metafisica conduce
dunque Leibniz a sostenere li. fenomenalit del conii..,,,,- ,..

'""" i;lwil.K '"" '"feriore alle ,.,.Hi. ma le parti no,, so-

no che potenziali ed indeterminate; per ci slesso che il ,,.,

mateini.!.c Il(

venir risoli,, in elementi iiwlldilivi primi si

deve concludere ch'esso non reale, ma .jui.lcosa di mentale e

1G0

VI - FILOSOFIA SCIKNTIFICA K lKlKJIIAFIA FISICA

li,il l'nl ho designa che possibili l ili parti, non i|iii>lcosa di at


tuale rn).

Lo sforzo di conciliare la stessa :mfiii<>nii:i spinge Knnt ades

so, nel 1750. al dinamismo radicale; e lo spinger iilteriormenle,

nelln fase critica del suo pensiero, all'idealismo trascendentale. La


stessa antinomia muover poi il Renonvicr e il Lael.elier allo
stesso shocco idealistico.

Tutto Ho e ben visto e ben esposto dallo TToenen : il quale


ha buon gioco nel far vedere che nuelle diflicoll (del numero in.
finito in allo, e della attualit determinata delle ]arli del coniiuno) non limino ]>resa siill'aulica concezione arislolelicolon.isla,
da lui riddila alle, due tesi: piirtrs roulint unii unni mi in urlii
ned in potml in tanlum, qurw polca Hit est ufiiine nrtiii prosima*;
* continuum non enmpnutiir ex iiuliriitihitihiix; nude in iufnitnm
ent (irhihilc (-0).

Quell'aulica

coiicezione e cerio osnira , m:i

priifiinda.

f:

tronpo comodo dividere la complessit del reale in nozioni chiare


e distinte: da una parte la realt sostanziale (monadi e forze), e

HO) Snnn )hjp lancili loilmiznni. frutti i:i un:i trifora ni RciiioikI

(Cerii.. PhilMophlslie Schrtften, TTT. p. 22> o da min Irllora ni Pc Vnl.W


(ir. p. 20R>. rllntl rtnilo Hnpnpn.
f2n) IIkknkn. rnxmohtflii. p. fi ssk. : I. 22 src. - (Tr. iri. p. :il : II
Tfciiiiiivirr illro olio r'iniHi^thililfi ilol nuniprn InTiliilo vide por IVnli- In ai-.
Min urti vale- iter II foiiMimn rMi..iiir>ii:ilr o Idra le. eli,' <* niijrrfirc in wcntr no.
alni. V, iirnlic non vnle? rore-lif- in ipicsln lo pnrll wm solo piili In potenza :
ini'iili-f. cniin egli Pdc n torli, noi mutilimi renio esso fioroni oprovo In atto.
Riunire ,'tfll l'imc-odo oRnlioll:iiiioii|<> olie in distinzioni- nr'.olnlelit-n Irn alto p
polonica risolvo In pieni In difili-iiil : mn n torlo erede elio la potenti s=I
possi! trovare soMniilo in rehux proni uni nbrrlirr In mrule vostm ; i.jr|l
nnn eoinipiiilo in notoiis-.n suliieltlvn ronlo. f'nmprosn t|iipsln. In polir/ione

nrlHliitollea nvrfl vnloro lineile uor 11 pontiliiin ronlp . Aiminjm privlsii-/!<iui>


I.. li .Inverno

*.

In

(IN)

Mun
I.
.J, p. 2

).

iiln .r.'Mif IIai

l>. a-'.. SI

io

un

ilrl"l<l*ivanim

liini,,

li,,

i,,.

||,, .,

II.wkkk. ci/, rii.. p|i. 28, .TJ. 7, cnu |,. ,.\[AUm\ reluUv... SI ri,-or,||

ne -II U: ,M||,
, ..,, vrSII)ll ,.st ,,,,,
<
" Irl |Nm.. .,..nm iiKs,,,,, ,,!,,,, ,,.

.siiimiII:

,, v,.| sii,.,-,s!v..iuin ... (Cicrlmnlt. VII. p .|7) fri

',.'4'r''i'" '" 1"'1'"" >rl*r>t*cl,,tftlirhn, <lni,Ih,,,in,


ErkvuuhtUpruMvm, 11 (3 di*.. 1U22), p. J!l.

vn futili di frnnlo n T^il.nlz: E' vorissinin olio tutti ali enti attillili dolilmiin
ossero dotormlnnll, o elio trn lnrn non possa ossorri nieuneli d'indofinitn. >I!%
a tnrto so no coni-Inde olio In si osso pontlnun non pnssn essoro renio e tdl etile:
Hileeh lo slesNii c-iml inno leteinillinto. (li-flnilo: se le sue pii ili (e il loro
prillino: I Jinnll nella lincili sono Indetorinlntitl. pi non devi- rute meniviKlln. porcile nono rullii pnlrnlinlin nello slessn roti liun n in nclmilr. unllii
osln por loro, n onnfosslono ili Trillili/., elle siniin iudeleriniicile. K i-li::ir.i
dnn,|iip nn'nltrn vitlln: runieii ensn elle innueiii :i I.elinix per IUtertirp' dsii
Inlilrliito dol mulinilo 11 eniipotfo di poleiiz snliielllvn frenle). Atti eli'nn
ali rosi, elio Iti diffidili fi non nossii essere risoli n da eld sostiene clip lo imrll

dpi continuo nttunte s'uno enfi hi nlto. l'ololi dniu|iio le oslconw sia dolln
inotnflsicn sin delln intitolimi ini. possono ronlr 1ienli?slmn oondllnto ptirelu" si
nppl'olil 'i -nnoprto di nolpuzn sulilptttvn frcnle, evidente l'orrore di oolorn elio, ner In supnosln eoiiti-ndillzlonp dpl oontlnno, pnssnrono ni dinninlsnif

o nll'hlpnllsino (p. 37).

"i

Jlii

162

It IIINAMI8.MO RADICALE

tliill-nllrn In idealit geometrica (lo spazio)- di

(che

Pfw. |ifl r.lfs..,,o,,tP, ., pi1IKIHin di sostanze


l'v.s.l.d.tA airinlh.ito (. ,H ,,,,.,, ,u i(
rm U..CO. Co,, simili (agli - ripetiamolo -

qua la

"lisi intellettualisti,,, postcarlesiana. le

sperano, scoppia.., i dualismi, si rendono possibh, . capovo

i e le negaz.oni pi radicali: e si uccide la realt che ni

negare. Questa realta il corpo naturale: ens crtZZ

min, dicevano g. antichi, i quali iri not-ivnnn

stud.ilo da tre scienze, orrispondenti a tre


ionie ente dalla

mi

,.,Hs^<Vh7lhM<>
SllII<l ;!VSil(ilhA W "Ti. inpl mciMlmo uomo
li in.ii. ,-. ,!. ,lwl,,,,,o di voli in volisi In veste del metafisico e

. ma en.at.co e .lei fisico. ,, deve essere corrivo a


... 11 altro,
altro -lie
-lie la
la struttura
strutt
dll realt corpore
della

S5

n leco ,i 7T

n.

VI - lir.oH()l-IA SC-li:STI|-|(!A K UKfHiRAI'IA FIHICA

1G1

uggire pe

tale ei|i.ililirio. che i nostri conleu.poranei hanno Invitto reinventarlti. in nome o col sussidio dei projiressi scientifici, mentre pa

recchie costruzioni e parecchi conati grandiosi del razionalismo,


dell'empirismo e dell'idealismo hanno rivelalo In loro insufficienza
e la loro irrequietezza interna.
La soluzione kantiana del ITff certo uno sforzo significati
vo. Ma Kanr stesso non vi si pol fermare. La Unfcrsurunif/ i-hrr
die DrutlirlilrH. composta nel I7(2. ripeter parecchio di quello
che la Uroiuutnoffht ph/fnir Ita detto sullo spazio e sulla forza, ma
avvieni la riflessione sulla origine e sulla natura ilei concetti, dif
fondendosi a n.iislrare la diversit del procedimelo metafsico
nei confronti del procedimento matematico (). TI saggio sulle
Xrgafrr (rnuxr.n, consegnato alla stampa nel 17(5:, insisieril sulle
spine di queste divergenze metodologichc (s>). TI connubio iusonima della geometria con la melafisica. avviato con fiducia da
amliedue le parli nel 1751!, sia pure con la segreta inlesa di una
separazione di piileri a compariiim-iili-stagni, si HKistra lieti pie-

sto problematico. Tns-omma. il dinamismo e lo spazio sono etero

genei. T punti dinamici sono si nello spazio, hanno s una sfera

determinata orazione nello spazio, ma hanno una natura asso-

non

lutamenle diversa dallo spazio. E quel eh' pi. quello spazio ha


una renila sui"griirris, perch . in un senso ancora impreci-

;L "llitiIllletl rf rita la diversa uatu-

"h 'r'71
h
r7 ('t""' "niIH fl"M -'ren.1 nei diversi
COnl"mItft

sato, phaciiomcnoii. E non si sa bene cosa voglia fare quella meta


fisica (clic <k poi sempre la metafisica dei wolfiani. Accampa i
suoi diritti di inoiiopolio sulle sostanze semplici, bench non le
tratti pi come monadi psichiche. ma come forze: e d'altra parie
non sa acconciarsi a tacere sullo spazio, a rinunciare alle sue elu

cubrazioni sulla estensione.. Ma con piale diritti? e con quali


metodi?

i t ^

TI maggior lievito di irreqnielezza forse quella fenomenali ih


Iella estensione: una esigenza Icihniziana. assorbita da Kant sin
dal 1747. ma rispello alla quale 'gli nel 175(5 faceva un regresso
di fsicizzazionc e di realismo (-'). Questa esig'iiza originaria, per
(22)
(2:0

CM)

: ... talune delle loro risposte

Bllr (lmmne)

Jhiilirlil:ril, I. 8 2: II. llcis|iicl.


ffrgalirr (Irnxxrn. ViiitihIi.

IM ri-slii I.cIImiI/ crii sialo l"r:iiiil<-so < sii|.cill.i:ili/.7.:ilu ilsii Mimi-

xi.in. i-lie iKirllviiiiii tirilo K|i:i-/.io riun, ordini' <lcll


colltir:ixliiiii> ppccinlc delle uioiiiiili. l^ilinlz sirovn

111:1111. uri senso <|l mei


lil:ir:inieiile niiiiiioiiil:

aiuii Ileil<inilins nniiiil

lllienl<-r vi-IIi>iiiiih. pinc

nicorc oRsp in puiicto cniis;lobl;is unt in spnlin iUkrpmiIiiiiIis. rxl (|iill>ns-

l>"nm llne

osiil nli. tltim

Ininprituifl

'tinitiiiii InrolllKi imssiiiit. (Orli:irdl, ir. p. -iriO, cilitlr ila (V\khiri:ii, .rbiii:'
System, ii. 2CC).

li

104

SCIWTIHCA? F.LOSOFIA DELL. SATURA?

VI

- FILOSOFIA

Sl'IKNTIFICA K URflQRAFIA FISICA

La noiijulp, infatti, ha ora stillilo un processo di fisicizzazioiie: la


forza motrici non pu clic rrpriln-r ni fnihrrr, non

pu venir

concepita clic nei din* scusi di forr.n di iiHniy.iono e forza ili repul-

noi

sione. R bisogna atninettere sia l'ima che l'allra: fiacche, con in.
sola repulsionp avremmo la rf/ssi/w/<r> vvmvntunnn e non la loro

colliytitio <K componrinhi cor/iora, e con la sola forza attrattiva


poi remino spiegarci, si. 'a collh/ntin, ma non la rrtensio definita e
Io spazio.

fi questo mi ragiomimento o uno sclieinn che verni con-

/servato da Kant anche in seguito, nei Mrllmphy.tinche Aitfauys/ ijrumlr (e perdurer anche nella llosolia tedesca della natura, p.

/ es. di Schclling: le due forze opposte costruiscono o generano

TR..RIA 8CIKNT1KICA? FH.OSOF.A DBL

\ la materia).

Questo preludio viene ripreso e svolto dalla prop. X: scor

pora per rini militili impelici rullii ititi is min t/tutti ereut tirfi nilo n>-

Inuline, nixi mi (arri oli pnrilrr insila allrtielinuis, rum

jiinetim

iiiiilem

tlefnni.s

r.i-lenxitinis .

L;i

forza

di

Ulti etm-

repulsione,

chiamata anche iinpcnctrahilil. sarclilic dumpie una forza di espan


sione (da notare, tra parentesi, l'oscillazione tra questi (re sensi),
la quale verrelioc limitata da una forza

in senso inversi, quella

dell'attrazione. ITI lettore rammenter la persistenza anche di que


sto motivo nel romanticismo idealista: p. es. nello schema lichliaiio
la

n.

s.

dell'attivit e della sua limitazione).


II rapporto dell'una con l'altra forza sarchhc uguale in tutti

,7 "

la

0 InItlosha

gli elementi (fielialiou): e. da ci verrebbe che tulli gli eleinenli go

"

dono di uguale volume {{'(irollarium).

A questo punto Kant sente il bisogno di ammettere una terza


forza. In fondo, diciamo noi. le prime due forze costituirebbero la

materia, ossia

spiegherebbero

la

sua

esistenza

fenomenale :

ma

non spiegherebbero ancora la sua mobilit, i suoi movimenti par

nei

Ph-

Pntniot

,.jr|j

.,....,

.,.,.

ticolari con le loro leggi. K necessario dunque introdurre i"n) un

altro fattore: * rix inertiae est in ifimliliet rlemnilo <inanlitiili.i


definitile, t/nae 'ni dirmi* poteri!

,.rr

iirinw

cxxe ina.rime tlirerxa

l'prop.

XT). Pi il fai (ore. sembra, che corrisponde ;ill;i mtiami newtoniana.


r/introtliizione di esso ha anche un altro motivo: deve spiegare
(2ft) Cfr. Gf.oiki Sim.mki.. Ui Wencn lirr Materie mieli Knnln fii
xelter Motmilotoglc (Itcrlin. ISSI), pp. t7-L'l : tt. Kniu.kk, Kant* pii asineli e Maiiainlugie ini Verhiltnis sur Phllomtphle inni Xatttririxxensehaft lier Zeit

<<)
"inrimlico.

In

**

.,, ,1ISco,.HnilIW ,Iel |lIurnI[smo

U-i\n\K. l!H)2. pii. 2. 02 sgjj. (CUntl liiirAmcKFR. Knnt alt Xaluiforxcher, l'

pp. 100-1(11. in nodi).

MA ClICKmpit'AT FILOSOFIA I.KU.A NATl-RA?

16G

VI - FlI.OSIiriA AVIKNTIFK'A K Cr.Ofill.UlA PIRICA

smo e del meccanicismo dei teorici del Seicento e del Settecento

bisogna porre la stessa domanda e fare lo stesso discernimento:


distinguendo, poniamo, tra l'atomismo lilosolieo del (iasseudi e

!
i

l'atomismo scienlilico del l'.oyle.

Ora, come filosofia della natura, quale forza e quale stillicidi

za possiede la concezione dinamica del Kant attuale?

La scienza pu attenersi ai dati, pu contentarsi di modelli

fecondi per la ricerca esatta, pu appagarsi nello sviluppo mate


matico e nella organizzazione sistematica delle leggi sperimentali.
Non cos la filosofia: la quale, oltre a porsi il problema del valore
della conoscenza e della giuslilieazi
ilei melodi, vuoi rendersi
anche conto degli stessi concetti obiettivi iniziali di ogni costru
zione scientifica. Lo scienziato pu, p. es. supporre l'atomo (o
il corpuscolo, o l'onda, ecc), e non andare pi oltre alle sue
spalle, ila le propriet di questo fatto o modello divengono un
problema per il filosofo, il quale vi trova qualcosa di sinteti
co, e si pu domandare il perch della determinata struttura
geometrica degli atomi, del loro numero, della loro somiglianz,
delle loro differenze, delle leggi che regolano il loro moto recipro
co, la loro riumojie in complessi regolarmente caratterizzali, e

wmmm
'

cos via. Dissolviamo pure l'atomo in forza, e all'atomismo sostistuiamo il dinamismo. Ma anche il fallo o il modello di questa
forza e qualcosa di dato e di sintetico: la pluralit dei centri di

forza e la loro natura similare, il loro rapporto con una determi


nato sfera spaziale, la loro obbedienti a precise leggi comuni che
regolano la decrescenza della loro eflicacia secondo Je di

stanze o il trainutnmeuto dell'attrazione in repulsione, il fallo


della discontinuit, ecc, denunciano, nella loro stessa sempli
cit, delle composizioni, che gli antichi chiamavano composi

zioni metafisiche (le quali magari riappariranno, sotto mutato re


gistro, come sintesi o concrezioni di parecchie categorie nella co
stituzione di un medesimo oggetto ciupiricoj. La cosa non pu di

venire che pili vistosa, quando questo dinamismo assume, sulla


bocca di un razionalista, la pretesa deduzionisla : e vuole dal con
cetto di forza fare sgorgare le propricl espansiva, repulsiva, ela

stica, ecc. Abbiamo visto infatti come Kiwi, in questa 11 Sezione,


pretenda dedurre oltre alla impenetrabilit, l'attrazione, e oscilli
nel caratterizzare la prima tra l'espansione e la repulsione, e senta

ICS

vi - Kit/)soriA Scientifica e ckoihafia finicA

ragoniamo

con

1 ' iloinorfismo

nrislotelico -scolastico,

dobbiamo

francamente dire clic essa gli inTcrioro. La concezione ilemor-

fica apparcntcnuMilc arcaica e non su Iliaca la da^li apporti della

-'i cui dispone, i

"! inorganici? L... di

fl"' Cl'e

-.me! i. compito d
o., persi,,,, in

nlenvato e posteriore.

1Ics(j

^-"''"1 .lli verit, n'e-

* profonda: J

attiva, (|| fl,,nte allil

r ,7 v v

e di subordinato

"*wta.). Wll dLL

livellar,., nellnrigidire Ie

eduzioni: ng,o toI11,c d|

compiace di soppressioni,

ntale
! qnilIco" dl "Mentale
" osl"<'Ioeia ari-

*mlual e si

re le compier e

vane lezi,,,,! deir

scienza moderna (la <|ii:ilo scniln-a invece avere snirra^alo e svilup


pato atomismo e dinamismo), aveva l'issalo nei suoi concedi (ma

teria e forma, atto e potenza, natura e individuazione, necessita


e contingenza, ecc.) le condizioni ontolopclic della diveniente rcalts'i

materiale clic la scienza studia sul suo piano fenomenico astrat


to in modo pi completo e pi radicale che non l'atomismo o
il dinamismo filosofico o la inonndologia fisica di Kant. Concetti

metafisici, quelli, non sostanze n immagini additatili; condizioni


ontologiche, non parli fisiche che si possano .separare col coltello
o schierare a destra o a sinistra: l'astrazione metafisica di Aitato
tele non aveva le pretese u gli equivoci iiiluilivisli della metafi
sica razionalista. Ora, meni ir nella teoria kantiana la variet e spc-

cilicaz-ionc dell'esperienza viene ammessa e supposta, ma non in


virt dei principi della stessa leoi-ia, e piomba perci iiliuinli, l;i

" Pnuni .Hfficoli del di.mmisu vT nIJ """""e on che

*A |K.,iHc,,, della <U^Tnt*T!>O(* te .ltn della di-

'"* qnn.ilanve; dell, ^^


S T* ^
^ ^ """

,, ' /
U S('mI'lici e dei

componi ,.,liU)il,.

lopos(e cori radicai,' i hwLi ^ " Bcnenclie,


~ ,"fflltt^
C" le sue
i oli corpi inorganici?
miche riguonlo

cosmologia

aristotelica

scolastica

elabora

suoi

concetti

astracudoli dalla realt integrale, che gi fornita di tutte le sue

dimensioni e ricca di tulle le sue strutture. Pu quindi rendere


conto (tllosolcainente, si badi bene: giacch questo il suo com

pito, ben diverso dal compito della scicu/.ii, la ((itale ricerca e si

stema, di certe dimeiiHioni e di certe slrutlurc, le leggi funzionali


nella determinata trama fenomenica, coi suoi particolari metodi)

dell'unit, dell'attivit e della speci Menzione, come dell'estensione


e dell'individuazione dei corpi; delle diverse propriet degli ele
menti come delle propriet diverse e nuove dei composti chimici,

d'l In Iwhg n megli !j 't ,,, '


forze elciuciilari??

L iifoiiuiloloffia fisica
Lji

'

'10,Veilhe ||<*1

' " '1IIt>llc lle <Iro ort

lo acriveviijiio altra voi la ,-", _ "/?, IJ"l'lll1l'"u ' "l^Hare quaii-

!^^*"

ir';:11:;*

con la costanza dei loro complessi qualitativi e delle loro leggi


ponderali e quantitative, l'u rendere conio dell'aspetto meccanico
come dell'aspetto Ideologico, delle cause materiali ed etlicieuti,

come di quelle forma li e finali; e pu quindi

fornire i principi

radicali per lo studio, non soltanto dei corpi inorganici, ma anche

dei viventi .

I reniti'MOTI, I VKNTI B I.A (iKOIMlAKIA KISICA

La Manadoog'ut fisica non fu l'unico frutto dell'attivit di


Kant nel 1750.
., , K

Capita opportuno un breve richiamo di carattere biografico,

i-

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TO|t.A

VI - FILOSOFIA SCIKNTIKICA K UKCKilUFIA FISICA

172

confrontare gli offeHi con la 'iitisa supposi a . Da uno Krienziato


si altuiidc pi -Ite da un dilettante: non basta indicare alla
buona ventura una musa Hit* lia i|ual<-nsa di simile eon l'effetto:
ossa deve essere anelli propomotiala rispetto alla grandezza l,3").

1;:1!;;: r;1:;

Ma una disgrazia spaventosa come i|iiella del lei-remolo del

1755 solleva altri problemi, e il pubblico voleva sentire anche su


questi unii panda dal filosofo.

Anche limitandosi a descrivere il lavoro della Natura cojne dice Kant (I, -l:'4), l'uomo di scienza non pu non inquadrare
l'episodio straordinario nell'economia generale del globo, e parlare

za ,. ,i;

ia io

'' '" fww '" b"" file,

""' IlH"OUe d wtwUt WWt

magari della utilit dei terremoti (vedi pp. 435-458): ricor


dando le molteplici funzioni del fuoco sotterraneo nei processi geo
logici, supponendo che gli sconvolgimenti sismici dovuti alle, ac
censioni sotterranee immettano nell'ainmsfera depauperala nuo

re provviste di sali e di principi attivi indispensabili a una prospe


rosa vegetazione, cos come il sorgere di un vulcano pu esseri con
siderato come una valvola di sicurezza, ere. Con questo ordine di
considerazioni la scienza, qual' vagheggiala da Kaul, si solleva dal

dettaglio dei fenomeni e delle leggi particolari a vedute d'insieme


e a sistemazioni in funzione di poche leggi supreme: dalli siste
mazioni teorich\ passa a vedute storielle sulla genesi e sull'evolu

zione del mondo; dalla considerazione causale meccanica viene


tratta a considerazioni teleologiche. Non una cosa indifferente u
un caso, che l'evoluzione geologica metta capo ai viventi, ijuasi

senza avvedersene, Kanl parla di una koiiomie tlrr Ntilurrcwlte


(p. 458): espressione, che del resto avrebbero sottoscritto la mag
gior parie degli scienziati e dei Illusoli del suo tempo.

E l'uomo, quale posto occupa in questa Onlnuiitf del mondo fi


sico? E che cosa dovr dire e pensare, quando viene schiacciato o
ridotto alla miseria e allo strazio da uno degli effetti di quest'or
dine cosmico? Problema tutl'altro che nuovo: e poco prima era

stato il problema della ThvtnUvvv di Leibniz. Non sar vano ave


re fatto questo nome: tra due o tre anni Kant scriver un Suggio
di alcune considerazumi siiirolliiiiisiini, un breve scritto che chiu

der il periodo da noi studiato nella prima parte di questo lavoro.


In questo punto, in cui la scienza assume la dimensione sto
rica come gi lvW'Alli/nnviiK- Xatiirifc-icliivlilo . e la storia

(.HO)
mugen

Qimsi nll'inlziii uVllu Fnrlovxctzr IMitirlitmi!; lcr Knlcrxrliti tic-

(Ak.-Au.ig.,

I,

p.

!">(!).

iis

I TEBKKMOTl, I VKKTI E LA GEOGRAFIA FISICA

173

, ' 1"lSnll e <h 'rte por Rli sfossi sistemi stellari e pi


<-M'",

per

,,!,

,| problema della

;::;m" """l'""""
i

,. (. ,,,.

.,

-'^volo angoscia: ini uoko

Xn "n"puIwl"! si iIV In filosofia, osser-

! .-^...e ,Hl)ill(. |Ie, ^^ e (k.inm!lllo (]. Knnt ^

^r11*'11"' nm (li MIIU MQoU*in "* """'Aliata,

problema non certamente portato a fondo; nm sot-

>1 Pensoso nserbo si sentono delle possibili.* aperte. W rige .

ato , f.nahsnu, immediato di Ci in ogni evento straordinario^n, ipos.zHM.e dnctta e miracolosa per Hndivi

174

VI - |-||.I>SIIKIA At'IKKTlrM-A K OKlNtnAMA FISICA

Rtiche che la Kalnra nella sua lolalil un ospito lini pi de.mio


della. Rapienzii e delle disposizioni divine e deplora che noi sia
mo una parlo della Xnfm-:i e vogliamo i>ssi>re il tulio fpnj;. 4i(l.

parla egli da illuniinisla o da ciedenle? Sulla bocca dell'uno o del-

Taltro le stesse parole hanno senso diverso e suppongono sfondi di


versi. Tnralli, che cos' i|iicll;i Natura? e c|tie!!'ordiiic totale sol
tanto fisico, naturale? e p-nil' il senso preciso dell'essere sol
tanto una parie riferid, ad un'anima immollale, che secondo lo
stosso Leilmiz una niminde e pu dire di slare con lin xnln cimi
xoln ? Tra nualche anno nel dicembre del I7.r,fl TTaiiuuin lirei un
po' le orecchie al Jluifhlrr illuniinisla, e all'oliimisla iinisKoviano
dira qualche imroia piegnaiile sul'a l'invvidenza che lui il suo leimine nell'iudividun.

romniupie. Kanl sa dire delle parole degne: l'uomo non


nato per eoRlruire delle capanne eterne su questo lenir della va-

:, ,.

(i " "swl^"i. m morali e religiosi; non i.r

K ..earc e condannare, ma per migliorarci e per stac are , al

I .inmed,a.ezza errena. Kssa umi.ia l'uomo, 'facendog.i Vedere

citM, m,,, |,a .,!,. ,|,rjf|Ot f| lInu,i|o ^

attendei-si

<!< te cgg, naturali stabili.e da Mio servano solo alle sue corno

lZ -.n7' imiT f".7nilPlie rosl n vn1iV-Hie wst " w

Jli >i .. ,,-1,1, no,, dovrebbe ragionevolmente contenere il termine di

<He le sue mire <V. MI). In considerazione com-hlsivn ,

| w oHol.nea che lo spellacol,, di (aule miserie, provocate dalle .


Hr,.f, S.sm,che, dovrebbe muovere a pietA ed amore- con

I' ITndifii'p'
Inllrtir," *i7jSf'Wblie
'.mt'iK
Stl<i <rjmi"m
'" ' " ^'essc in
i
dei colpevoli. Questo modo di

di inlni.,. l lilST,"'*. P1^":^"'"', ' ;iIe pretenderebbe


di inlerprotarli secondo

di Knnt

Irali il r .!!lfK;mill Slli 'Vlt" oine sui peccatori Tolgo| . e ,| fariseo ,.,{!(, anche il crclenle timoroso di Dio"
I. snnmagma che tutto ci che nel mondo torna a comodi
e piacere Ma li solo per riguardo nostro , * proprio il Xhno

fr non piuttosto i. deista de.l'i.luminism ,ZIhtl


w..t oppone a siffatte presunzioni antropocen.ricl o

'

Ilil . (" ili esse uil'ccii }i;iolill:l. lo sono lieii lillC'i ihil d:ile :i
pensare che rimino sia abbandonai a un inimiifaliile desiino di

leggi u Inni li senza riguardo ai suoi speciali vanlagsri. Proprio la


medesima Sapienza suprema, dalla quale il eorso della naliira ha
ricevuto <|iiHr<HhUn;micnlo preciso clic non ha alcun bisogno di cor
rezione, ha subordinalo i l'ini inIVrioi-i ai superiori: e proprio nelle
intenzioni in cui essa ha spesso ratto le pi ini poi-I :i n I i eccezioni
alle regole universali della iiihna. per raggiungere i fini iiifinitn-

menfe superiori die stanno sublimi ben al di sopra di ludi i mez

zi nalin-ali. il governo del genere umano prescriver leggi allo sles

so corso delle cose naturali nel regime del mondo <pp. HiO-tOI).

Hipelinmo. per, che il pensiero kantiano non sembra univo


co, o almeno non portalo a fondo. .Ma notevole come in ipieslo

preludio risuonino parecchi dei fui uri lenii della speculazione kan
tiana.

II. Riguardo alla leoria dei velili (l'abbozzo leorico dell'apri


le 17r.(i. e le pagine in appendice nWEnlwnrf del 17.77) non il

caso di sorrermarsi nel darne il conici.ulo: u sia renio a darle un

iimiundramciilo slnrico. l.'icordeieiuo si.limilo che la bella spie


gazione della direzione degli alisei e dei con d'alisei per l'influsso
della rotazione lerreslre aveva avulo mi procedente nel saggio del

l'inglese (!. Mndley, roiunniiif/ fin' <<tit.tr of th tjcnrntlc tvaivirhux n.'tf (che Kant non conobbe. e Tu poi confermala e iulrn-

lollii nelle ilollrinc correlili dal Dove con la sua opera: Clu-r

176

I TKHRKMOT,, , VKXTI E M <7n>C.,um BICA

VI - KII.Il$UFIA SCIKRTIFICA K OMmilAFIA FISICA

Lo stosso motivo ritorner wU'Utiiro anioni ni fa possbile lei 1763,


nel 2 Iella CoiiKlpimione 1" ilcll:i Vmio il: T/:irhi con le stesse

'le km.lim. ,

p.ccc-

propi-iHA, non di pi. !

imiki iicccssiiric solliinlo per hi respira

zione, ila nello slesso tempo occasione :u| una ]tiTiiiil/i ili lidie con
seguenze, die vi si iiccoinpiipinno in inoilo iiecessiirio e non limino

vi

bisogno di essere promosse da spedali disposizioni . Quelle prpiieta generali rendono possibile, p. es.. il sucdiiare dei poppanti,
il fuuzioiiiiinenlo delle pompe, ece. Ter quelle propriet ruiniditA
viene atti-atta su in vapori die ndl'nllo si condensa 110 in iiulii, le
qunli abbelliscono il giorno, temperano spesso l'eccessivo calore
del sole, mn specialmente servono a bsignaiv le contrade aride della
superficie terrestre con quanto tolgono dagli alvei delle molli bas
sure (11. p. !)7) |SB|.

"H"""

l>al 1755 al 1 T*S-t evidente, dunque, la persistenza del mede

simo motivo, sottolineata dall'impiego del medesimo esempio: i

venli. la loro molteplice utilit i- la Imi spiegazione mi-dianle una

'11

unica generai issi ma legge meccanica. (Analogamente anche i ter

remoti, con la loro scia di problemi Ideologici, ritornano nel 17iTS:

i """ '""' """ "'l.iiT .-.!. gel-

"

,.r,.,,,ic(rt

.l,,
,,,.

I-'"

'"-M

.
,:

E' il problehn della teleologia, die ha occupalo sempre Knnt e

troverA la sua lti ima espressione nella Crtirn ilei i/huizio del 1790.
Tome si pu armonizzare il dualismo col meccanicismo? Questo

problema s'intreccia con quello del rapporto tra inollep'icita e

"retwit"
I". lermlrc, e

IO. :t" Considerazione della slessa Parte II iM\Tiiiro itruomcnfo).

"<

', "' """ lc ""''ne


' I"'"!"1"""

unit, esaminato specialmente nv'T'inro tinfontcnto, dove l'auto


re s'indugia a mostrare la unit del molteplice delle essenze delle
cose nelle propriet dello spazio (in geometria) e nelle leggi fon
damentali nm-ssarie. del molo (in fisica), ecc. (TI, p. WA e segg.).
E', in fondo, il problema tWUW noni11 unii del cosmo, del modo in
cui essa si avvera, delle condizioni che la rendono possibile.
Tua imposizione vigorosa ralla gi nella. Mhfcnicinc Na

turarseli irli te. il. 11. Cap. XIII). roiilcmplando l'ordine cosmico
non si pu non pensare alla mano di Ilio, alla sua suprema sa
pienza, alla sua poleuza iuTinila. Solo che ci resta da decidere
se il piano della disposizione cosmica sia sialo posto dalI'Tntellello supremo gi ndle deleiniina/.ioni essenziali delle eterne.
nature e radicalo ndle leggi universali del molo, perche ni svol
gesse senza costrizione da esse in un modo conveniente all'orf32) Trini, ili Ciiriitu-llt.se
Un lui caroti, p. 05.

Kant. Sniffi Miniili (nnil, r.:iU-rzu, 15)23)

15

il

178

VI - HI.OSliFIA BflKKTIUfA E GKOCIMFIA FISICA

, vknt, e la iwoium eie*

nel suo disegno regolatore della concreta storia com


plessiva dell'universo.

" miniiti., lappo,-,, ,,.,.

h'

""10"m e IIOM

,,,

" r

'"'cIIil Ione e

Neira(Tprnia7.ioiie. ingomma, clip VA unni minfi del mondo rea


le non e dovuta a inferventi estranei e miracolosi e a correzioni

impreviste, ma alla fecondila delle leggi supreme, c' una esigen

za giusta e profonda, ma c' anche qualcosa d'insufficiente e di


equivoco. Tali leggi

supremo sono le sole leggi costitutive delle

essenze? E si riducono esse, stesse alla sola regolarit matematica

e meccanica? C' inoltre l'ombra di una pregiudiziale non ben


eli hi vita : elio la nostra conoscenza (astrntfa o geiiptico-scbeinatiea di quelle leggi supreme sia tale da poterne dedurre il concre
to. Qui urliamo forse gi nel grosso problema, trasmesso da TCant

h,rnlH

livi.]

<(>"ni"e l' '" lf)l" f<e

* "' '" mttln '" ">'*nre la poni.

!* 'essa doli-

alla speculiizione romantico idealistica, t\vV.\iiscJiMninni e del Vrrstanti nell'uomo e in TMo.

TTT.

(inalidii alihiaiiii, pallaio 1I..II1 in o

Rul significato della Geografia fisica nell'orizzonte, del

l'attivila scientifica kantiana, abbiamo dello gi qualcosa nel pa

ragrafo Stili ed atteggiamenti di Kant Ira la scienza e la storia.

La natura, la vita, l'uomo j> del Pap. IV.

Olii volesse; farsi un'idea particolaroggisita sulla estensione e


sullo sviluppo dei corsi geografici kantiani e sulla natura del mate

riale rimastoci, dovrebbe ricorrere alle ricorrile ili Tienilo Enlmanii, dell'Arnold!, del Monzcr e dell'Adickes (m).

per 1

prospettive im-

"*sibc <el l763,

-l'-vco hnpncito nelle pa-

'' <>rn ri""'te. L'esisfeii-

;111ineti<nn.ina.ioni

v ItiKo liiwit,,,
,

cc.

,1, J(iW(il

", Htorln nuin, d

("

""'^ (l(><l'"e tutti Hi

**

d ter-

Pare elio Kant abbia tenuto il primo corso di geografia fisica


.gi nel 175(5. Sino al 17flfi. anno in cui tenne l'ultimo, sono ben 47

li corsi semestrali di geografia fisica elio da lui sono stati annun-

jziati e elio egli probabilmente avr tenuto di fatto Mi almeno "0


ilio si pu documentare), flifra e fatto davvero sorprendenti, che
Vlannn a vedere la predilezione che il filosofo aveva per tale. iiroguameiilo. Le atleslazioni dei contemporanei fin primo luogo quelCtt) Ofr. i elicei iuliiiiliilllvi tlcit'Eniimitin :ill;i sn:i i-ili/.iniu- delle ffrflrxtnnrn Kautx :nr krltlxrltm Phitoftoplilr. T voi.. T.nijmij:. 1RS2: h'iitixihr
1-lTl-irxr Ini ClriiUie ilrr Kantfovsrhnuti ili FJmii, Arkoijit. rnccnlll in (m.
Srtir.. volumi IV <> V fsiirvlnlmonle il THI I. ori]s|ioniliiilo :il voi. IV. RcrUn mns. |ip. Sin.)."?n: sii iki-ciih ili 1\ MKN7.rn. In Kanlx hrhrr mn irr
EntiricUting in Xnliir nini Uisrliirhlc. Tti-rlin mi1. |i. ~r, fjjrc : 1 iniiniM o
ciiiiclnslvl sfilili ilell'AincKKH. Ihilcrxucliunurn zii KiiiiIx phiixlxrhrr frntiranlilr, 'l'filihiKoli imi : Knulx .Uixichtni

uhir (7<xcltirhlr unii lUni ticr F.nlc.

Tlilr. 1!)11 : |p note nirniizlniip rtrl frniiunonti ili Ri-iiKrnfln flsii'ji noi viti. XIA'
(1011 ilclln Ak.-AlisR.. pp. nSO-fiSTi: Kf wrtninfgcfmulnic* KoUrgkcft
narh Kantx Tnrcxinq uhcr plit/xiclir acnprapliie, Tflb. 101.1; Knnt alx S'nturfarxchcr, voi. II

(102S), pp. .173-400.

VENTI

180

OBnonAFM

VI - FII.IIHIIF1A RI.IKNTJIKA K CIKIKIIIAKIA FISICA

(li pnbblirnre lineilo folcimeli le quelle rotili Ki <li.spar:ile e inlirotte e niiliqiintc, i prese In lilicrlA ili rieliiboriule a suo cnto, p per lo sfilo e per il onliMiiifo.

|b

poi si,, II0Kli n|1|1, |Ift ,

,.

Mii il noi non iiilcicssniw. im-sf,- |>:iHi<-ol:ii-ilA liioriirii-lio e


niolnjrirhc. che <k.| irslo si iir'iKr..n<, a perieli poslciio.i ,p,ello che noi Rtuiliimi. Ci interessa pintiosl ve.lere il siKni[lcalo dell'itifcefoituneiito <li Keofrr:ifia li.sira secondo il pensiero e nella co
scienza Riami .li Kant. IVi- ikihIiii foilumi, (>Kii stesso si presa la
cma ili niiinirmtiirci le sue i.le. (, ie sii,, iulcnzioni in projM.silo.
Ken'Viiticurf nini AiihiiiKii/iin,, chic* VnUnjii tvr plu/siscltci
Gvofftaphic (annunzio e programma insieme li ini corso del seme
stre estivo 1757 e rimiro srriflo knnfinnn ilril'siniiii). si pivinelle
eh.' Ih eoKiaria iisp,.,,,|,. airinleress.. P,m- |(. m>>*wr.1igl-rtv
<n- ,,l,,r nelle altre parli del fsloli H.e si Irovano Inori'do! noRfro ori7.Z(,,ile consuet... Questo inlen-sse cnrallerislico pel g,,.

' ': Sm 'TI ""zio e

wmmmm

verare 1 K, ,r

lJ

1mii.. razionai... p.-r.-l,,-. il senso della nu-ravi^lia vhv polrH.1... spin

gerci verso il favoloso Ini ,-edulo il p..slo iillVsaine. crilico


liliale soltanto pu prosperare la scienza.

"' and'c clop cIlc

pn,,i., ,11 ]mrimza c ,

I cHild: e, invece di

,llin,,criir , 8coInri

C___nm, hip^P p-opafia (,: La_ffi;oilrjiria ma tematica


vi si posso

:\

ecgflnfis!cnC0DipnrnfirI 8U

acciaro. La igiignifiii politica insoLma co-

I poimli la societA che si istituisce Ha rii ,.,m,lnl .In foinill |i rtMfinn razione e rinlorPssLJl'-'T " li re
^li usi, ecc. La giM.gnillii
fisica esamjM_Jiol^nfo~a
g
mjM_Jiol^nfoa coslicosli^
del Kioio e ci die
d
in essii si frova- i mari il

. nini....
mente, le monta'jinl

riunii, l'atmosfera, jsrli uomini. >di aui-

nuih. le piante e i minerali: iuflo ci per non con quella conip.nlezza e con quel!:, esattela filosofica nelle parti, che sono ,.
prie della i.s.ca della storia della miHn-.i. ma con la razionale
curiosit di un via^ialore chi- va dapperlull.. alla ricerca del
.|.|ln

li* il i1"* !" "


Ilmni s"c

cui

considera la 1,-rra.cnm.' liTTorpo elcste di forma .piasi shntca e


nioto^^creanu-e
| tfrjibdezza.
d
^u, c n^
_enMniL |,,
[aJ^nTraTTcirco.

uiillnn

T- "'

sto razionile del nostro scredo illuminalo ,a): BI1J|J(I K; ,,.|(]i

Pr011*11"0- fli t,,,-n]istico, o il perse-

filli

! I

rhr ,1,- h, runsci,,,,;- ,,/',, (j.m.|s

|1|lrlllMllft '"""l" 1 .llffus,. ,.,

n.n,:ll

"

I III',!

1!Ktll ..,,..

182

I TKItllfcMOTI, I VfcNTI V. .\ OWHitAFIA FISICA

VI - FltOHOKIA fiCIKNTUlCA E UKUtiiiAFlA FISICA

1S1

notevole, dello strano e del hello, e mette a confronto le osserva

mi,, cos accumulalo e riHette sul suo piano (II S).

Le ,l.-l.mll..Kl,.,.| sono OTl.l,...lno..le -li.H(|-he e sanno ,,


''.' '" !" "'. M ..".. siamo radivi co,, K.u.l, so finalmente

mie la lihe.-l aperta del vh^low , viaggiato ,*o

,Le ha un suo pian,, e secondo questo tlmimilh, J^^ '


tt .sm,/,o no, i-ijs..1i ranghi della scienza e Iella metafisica'

sei. a come il filosofo, alla distanza di circa un dece

o, giudica

quello che Im ratto e prospella quello che Tara in geografia fisica


Qnnnd io, quasi all'inizio del mio insegnamento universitario mi
accorsi che una grande mancanza della giovenl studiosa consiste
va nel fatto ch'essa impara tosto a ntsiovhiarr., senza possedere sufllcienti cognizioni storici,,-., quello che possono tenore il luogo dell-i
esperienza prativa, concepii il progetto di prese,,lare la storia dello

stalo attuale della terra o la geografia in senso larghissimo quale


compendio piacevole e agevole di ci che potrebbe prepararla -,

una ragiono pratica e servire a destare la voglia di allargare sem

pre pi le cognizioni ivi iniziale rii, p. :n).

L'insegnamento di geografia risica dovova'dun.,,,,, servire a I-,-

ore e della loro slo.ia. Qui, ,,,.11.., parte spedale si tr,l.

..vece ,le he regni della natura, del minerali, dolle l,"e c ,"o
! ..Ino. secondo le diu"crenzc dell,, s,,a inazione nalnrule e

I ,,., colore. ne..e diverse regioni del.a terra,. Ques "


"l'io |mtA. tra .'altro, le inclinazioni degli min

.,., dnl c.in,i in ci vivono, , Vill,e,a dei "oro p


tl<l|l!l 1((I" "'Halit. in ,,, , ,.;,.,

,.,

rte
"H

"

[H-'r 'onoscere incoio s ses..,: IIIMI ,M.m. llIti ,k,He , , ^ /^


:" mi e della ,oro scienza ; eniunerazione del var/ ,1
-, naturali secondo le rispettive localit; la qualit del

L:7^Tid h

tarmi, a secolo non olo di Jilim.,,, , di Montesquieu !'mZ

la geogra ,a fisica, i. razionalismo apre la finestra alo c,re,

,.u,S ,el,o quasi per dare aria e duttilit al suo mndo a"t

e wlienmUc. N contro il brutto scherzo che gli pn , ' e

; T,ra isn,o ' ""il

.-.l.i,, egli Ki

Kii imminiuo per lasciare qui in ..speso la meleori dell-i

fisica neirinecrte.zu de. sno pri.no dinan^o Po t


svilupjm delle sue linee di lo,, bisogner

le parole oste tradotto sono in.p.adrale in un imporlnno conte-

sto, che solo adesso Km in grado


rale, in cu, il lilosoro quarantenne
ziato dalla mentalit dell'ambiente
accent, che ci ricordano quasi il

di scrivere: un conlesto gene


mostra di essersi gi distan
razionalista wolliano e con
Vico, sento la neeessil di

.,; 11>lft ""H'reto


Hwto e' vivo
011 metwl<,'
vi"' nella
e"a formazione
formazione ,,w
,,w

,.!,.
,,io.
,.,, iH
iH KO.

US;!: Nn Avremo riparlare a suo tempo. Anche la ,-o,,rigu ,ziono


deirmsegnamento della geogn.ria si notevolmente m^liricata

latto il nome della geograna tisica, egli infatti aggiunge: Ha

allora ,o ho a poco a poco allargato quest'abbozzo, ed oggi penso

U Kn.,1 di questi anni, o almeno di .p.este lozioni, appartiene

ie dei giovani uomini sperimentati e a prepararli alla pralcUxchc


^cn,u,lft. Tale intenzione Kiml l'avrebbe avuta sin dall'inizioma e chiaro che non invano sono passali pia di otto anni giacch

tii

restnngeudo quella parte che si occupa delle singolari

della terra di guadagnare tempo per svolgere con" maggiore am-

P le altre parti, che sono di utilit comune ancor2

Z r7
"? ""IU|m>pur""Uoccup,
BW1Br"fIaoSifhh">
' T1"1
L;1 lre.At,
delle MakwiirL,

della natura noi suo, tre regni, trasceglier quelle pift a raent, e pi importanti per la vita economica degli stali e e. i
loro scarni,, e rapporti, si da farne il fondamento della storia r,

"01" rC0USlel'eiA
^^
VilVMi
<k>"e ,,S
costumi
(). "*"*
l,t ,Mlrll.
1M,m.iwl

I TEIWEMOTI, I VENTI E LA GEOOtUm FISICA

della vita deg stati e dei popoli, ,,on tauto per quel che dipend
datazione o dal destino di ingoii uomini e di mugoli avveui-

menti polilin e militari, quanto per quello che e pi costante e


prolomlo, cio per la posizione dei loro paesi, i prodotti, i eostuii.i, 1 industria, l'attivit e la popolazione (li, p. msh Qusta mes
sa a fuoco sotloliueu, come si vede, rindirizzo pragmatico del-

VI - FILOSOFIA RCIKNTIFK-A F. CKINiRAFIA FtSKA

terewe per la considoraz..,,,,. i.,ni|,.: ., mtwuierazUme morale


che ancora legala ai qu.-.dri natura lisi hi. come in I|mier ,.,

che non potr non cercari- |c vie p,r lilwiirwi,,.

1 insegnameuto.

1775: chiusa dello scritto Vun dai ccrschicdcncn liacen dcr


JieuKhen. Anche in questo scritto di dieci anni pi tardi ci

sono espressioni che precisano ulteriormente il posto ed il


viso della geogralia Jisica: La geografia lisica, su cui mi accingo
appunto a Cenere il corso, in stretta relazione con l'idea che io mi

faccio intorno ad un utile insegnamento universitario che posso


chiamare la propedeutica alla conoscenza del mondo E' questa

conoscenza del mondo che serve a procurare a tutte le scienze e


abilita acquisite per altra via il momento pragmatico, mediante, i!
quale esse divengono utili non solo per la muoia, ma per la vita
e il giovane maturo viene introdotto sulla scena della sua desti
nazione, cio nel mondo. Qui gli si stende innanzi un duplice c-iin

po, di cui gli occorre avere un disegno provvisorio per potervi or


dinare secondo regole tutte le sue future esperienze: e cio H
natura e ri,,0. Tutte e due le parti vi debbono per essere con
siderale cosmologicamente: e cio, non secoudo quello che i loro
oggetti in particolare hanno di notevole (Fisica e Psicologia em
pirica), ma secondo quanto ci fa vedere il loro rapporto cou la to
talit in cui essi stanno e in cui ciascuno pratile il suo posto

Chiamo Ucografw fasica il primo insegnamento, che previsto per


il semestre estivo, e Antropologia il secondo, che sar svolto nel

semestre invernale (1,1, p. 4415).

Non era forse inutile questo sguardo anticipatore, per co


gliere il dinamismo latente nel proposito delle lezioni di geogra

fia fisica sin dal loro inizio. Abbiamo cosi visto l'emergenza pro
gressiva del punto di vista antropologico e di quello pragmatico
nel seno slesso della scienza nalurale e dHla storia della natura,
di un punto di vista organico e (odile, c|,,. ndl'ultimo documento'
oaraUerislicainenle si battezza cosmologico. La novit prospet
tica si collega anche ad una novit metodica e pedagogica, che sem
pre pi si rivela anJirnzionalislicamenfc induttiva e storica men
te concreta. Oltre la taira e sulla fisica si apre e si eleva gi l'in-

'

1SG

VII - LA RKL.VTIV1TA IIKI. MOTO

none di spazio e di tempo ([I). Fondandosi sul Lode il Law ri

duce spazio e tempo a idee relative . Quando pensiamo alla ne


cessit, influita e indipendenza dello spazio, vero ch'esse non

sono propriet delle cose materiali, ma falso ch'esse apparten


gono a un Essere infinito ed indipendente: si tratta di i.lee astrat

te, manipolate dalla immaginazione e consolidale dall'abitudine-

idee, che peraltro non ci fanno mai uscire dal relativo.

ft naturale che a questo relativismo psicologislico dovesse con

VII

LA RELATIVIT' DHL MOTO

tinuare ad opporsi viftoriosamenle l'esigenza newtoniana di uno


spazio assoluto, se non melaiisicamente, almeno metodologie-amen
te, per la fondazione della scienza meccanica (111).

Ma anche spiegabile che (ale assolaiinazione, dello spazio

l'.V SECOLO IH CONTROVERSIE


SULLA NATI'HA DELLO STAZIO

f: raro Irovaiv, dalla vecchia opera del Ita limami (') ad oggi,

m'Ha vsislii IH loia Ima sorta sullo svihi]ipo k( orici delle concezio
ni sullo spazio, un resoconto Incido ed essenziale come quello di
Ki-iikI Cassirer. I| suo panorama (=) delle discussioni dell'epoca
precedente a Kant prende le mosse da ^llnniv Un. (Hiichiridhn
><'<'/>!>t/*ir; 1*7) i. termina col lioscovicl, (Throria vhin,

I phiav luttimtlix, 17K). Cerchiamo d'indicare brevemente le svolte

| l'i salienti di questa lunga serie di controversie.

Si parie cio dalla spiritualizzazione dello spazio e del tempo


(I) operata dal More (.1(57!)) e dal Kaphson (1702), i quali con spe
culazioni di tipo meta sito e teologico assolutizzano e radicano

in cui si mescolavano ,

.iguanienfe molivi scie.ililici e molivi fi'

losohci, e cio esigenze metodologie!- ed esigenze melalisiche do


vessero sollevare una doppia opposizione (IV) sul campo della

nuova filosofia nella sua duplice concie, la cmpirisUca e la ra


zionalistica: da parie cio di Ite.kclcy e di Leibniz. Merkelev (/><

motu 1721), movendo dalla sua critica dei concelli astraiti e'd-ilh
sua analisi psicologica, crede .suHiciente alla scienza il relativismo
fenomenistico. Leibniz (nella polemica con cimice, I7ir>-171G e
nei postumi iVoMeciiff* E*mu), fondi

il valore dell-i s.-icnz-i

sulle verit eterne come norme logiche e criliche di ' oggettivit intende lo spazio e il tempo come idee dell'intelletto puro
e trasforma cos Vassolufo di Newton in un intelligibile; bench'
d altra parte faccia scadere l'estensione a una specie di apparenza
fenomenale dovuta ai sensi e riservi il concetto di vera realU all',

* in Dio rinfiiii hi e immobile estensione, o dalle propriet dell'e

monadi inestese e psichiche.

I fluita onnipresenza ed eternit di Dio, loro prototipi eminenti e

n e leibniziano) di concezione dello spazio, ritornano nel primo


Se (ecento e vengono svolli dai pensatori minori con variazioni
pi o meno inleressantLLa variazione che pi ci interessi
senza dubbii quella di^O^ (V), d,,, ,Hir .llU.,.eil(,0 u New't(m

stensione e della durata degli esseri corporei e fluiti salgono alFiu-

| traseendenlali.

Ma a questa concezione, per un verso connessa con qualciie


I motivo della metalisica tradizionale e per l'altro consonante con
t'erte vedale di Newton (1701) suffragate dal Ulnrke (1715-1710),
e che eoa i suoi paradossi desia li: di nicol (a e le perplessilA di
Walts (17:82), si oppone il Law (17:!J) con la sua psicologizza-

,,,/J'- J,"" *VlJVB "AlniAfirJ- I)ie **hrc von /?,. Zcit uiul Muthc
vini liiinllirill, 1- vnl., Iti'rlln 1RII8-1SIJ0.

I.
i<2i. *}' CA88lllrat' lhl* KihiiiiUnixprnblrm in i/.v l'IiiloHoiihie unii Wi*.
\*n,*rl,,,f, ,lcr ,;,. Zcit. II v,,l. (3- !., iJ^rlh,. 1!CJ2). ,,. M2 ) " 11
|M-iuilo cniiltirt (//, ,! zeli) del VII Libro (I'H AVirloii su Kant).

Quelli che sono i tre fjpi fondamenlali (newtoniano, berkelcia-

8 nyv'""a a mia disci-iminazione del concetto di verit in senso

matematico ed in senso mela fisico. Non gli importa se lo spazio

assoli!to esista o ..... ma lo csip coni,"ram.rcsen(azione, nosl'il'alo

e Criterio (J/rr/m/m,,, i,:h,I7I2). Lejcggi del moto ed i principi

della meccanica, con in cima il i.rincu.io d'inerzia, sono validi al


disopra, delle..sqle filosoliylie e a prescindere dalla deduzioni,
che si nonna o no fMW. .18 essi, da princi,,; mefaflsici (Rcflcxiuns
sur Vcspacc ctjcjcmp*, 1748). Ora, esse poggiano sui concetti J?

VK SKCOU DI CO.NTItOVKttSlK SULLA KATrilA KKLLO 8IUZI0

iss

1S7

l_\ IIHI.ATIVITA ,.,:,. M..T.I

moto e di quiete assoluti, sull'idea del puro spazio assoluto, che


deve essere quindi qualcosa di reale, di oggettivo. Cosa, 110; ina

*S;:.' "

essa non delio stesso genere delle astrazioni che universalizzano'

oscovich col SUo I1I1WII- ,;,,,;,;, z.!;;;;,;; ;'"; ;',7iin/a <1mi


..

f J- c*lpeIn''irto e noi ripensare crii Znlu- l"i ! ;.":'llZZ:"? " r'"'neio IH-

L'ultima svolta consideri(> rl-ii r

neanche prodotto immaginario. Postulato? Astrazione? Comunque,

mente interessante vedere .,|W|

le propriet sensibili dei corpi o delle astrazioni metafisiche. Non

mancano peraltro delle oscillazioni nel pensiero di Euler: come

poSo 'ii'ir'coZ;;^t^ 'az^";;:


t1'
in bii^"<i
n
l supporre una

quella tra l'ammissione d'una concezione relativistica uella parte


foronomica e quella assolutistica nella parte dinamica della sua

graduale e continua c-rcwif.i e .le.iese

opera ultium: Thvovia motti* (del 17G5).

gi prima iMl'urlo, nv,n> n,-,.,,, ,.i,,. '.. ' '

Altre variazioni son quelle di alcuni idealisti o feuoineualisti


(dell'estensione e dello spazio), oscillanti tra Berkeley e Leibuiz.
Spazio e tempo cio avi-vano perduto il loro peso metafisico al
Mitro dell'idealismo. Alii, dice il Cassirer, il termine lHosollco ge
nerico di idealismo forma una unit solo apparente, che bisogua
sottoporre ad analisi, per giungere alle varie correnti di pensiero
che vi operano {op. ci/., pp. I87-I8SJ. Al fenomenalismo del mondo
corporeo si pu arrivare con uno psicologismo empirista o con una
inelalisiea monadista; e l'idealit dello spazio pu venire intesa
in senso soggettivo e relativistico o in senso oggetUvo e superiudividuale. Eil ecco il contrasto tra la concezione dello spazio del
ManiK-iluis (1752) e quella del Jfloucquet (1761) (VI): l'uno lo dis
solve ili,sensazioni di estensione e durezza, soggettive come quelle

<"'.''

"Ha in maniera
. dinanzi alle

zio e del

'" clli""ini '""feria

.'
NNil1' '' l|osilo
l|osilo delle,
delle,

O^^M.n.i(^n

' ,

oro pfopTioTn o

solo il ,,,.,,,.-LL

' "" '" vull!i

""e.

tiljjitl

rciwe-4uagu:he); l'alilo, per salvarsi dall'idealismo aofrfrRM.ivoj fa

' "ltew"i""J

. Allra cosa tinln

dello spazio una rappresentazione non dell'uomo, ma diDio: cos

/che il soggettivismo relativista del primo volge verso~o"scetticisiiio, e l'oggettivismo assolutista del secondo verso il misticismo

10

SlPM^n

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in iriiiiiiifii

| cuna esistenza fuori delle rappresentazioni divine; spinge i nieta-

V fisici (come certi monadisli) contro le finzioni immaginarie della

i I

11' \

La conclusione che Cassirer Ire il|.|"ih... r


<1 quasi un secolo di rillcHsioni i
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ll\r)rf|ljj|[

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W .li

/l'applicazione del calcolo inlinitesimale alla conoscenza fisica, di-

/ venta per Houcquet una prova che spazio e tempo non hanno al-

ti

IKMItl

Mitezza non valgono'p^'Ja ^na'"^"J" <livisil(im* "HiiiUi J \

di una visto realt Dei.

Adesso la medesima dMIcolla, formulandosi attorno aT

COI<|I''

i suoi ro

ili vonj>cuz ilissoliiLJL^piido materiale in fenomeni n ?.. vvn.

aveva <rcdiLUi.<lLjlovi-io ridurre snnzii. e leni p ;t ordinamenti dei

enso logico

molto diversamente il leibnizianesimo superficiale di ELerhard e

.VII). JLJl labirinio nei connmT. per sfumile al quali T.i.ilmi

0llA (k>1 "1".

.ento dall'attrazione in n^M,MV^"X;Sr^ V' m^'

a proprio da qucsla spiegazione ili

di .odore, siiono e gsTT^iegate dall'abitudine psicologica (e non

Intanto il calcolo JulUiitesimale, col problema della divisibi*


ilUllL!!IIil e jc_8iie antinomie, poiULilL-imbarazzo i pp^ntm-T

,,-.

, ora come fornZo.,e *

'IUWl:IIe""tr"

ino
8KCOMI 111 CIINTKIIVKIIAIK Hl'LI.A NATI'HA W.l.U 8f.V7.I0

jsale. Analogamente la loro esistenza fu concepita a modo di una

Desistenza per s stante e indipendente: ovvero essi vennero intesi

omie mere propriet o modi delle cose, o anche come rapporti ogsgottivi tra di esse. Oramai stato passato in rassegna tutto l'am-

jbilo dell'essere fisico o psichico possibile, senza che i concetti ili

spazio e tempo abbiano trovato il loro vero posto logico. La chia


rificazione definitiva del problema possiamo attenderla solo da una

ininsnfln, che parta da una trasformazione del concetto di essere e


Iivvicini i domini del mggettiro e dell'oggeltir in un rapporto
completameli (e nuovo (s).

Tulle le categorie inelalisii-ho e psifolotriche generalmente ani-.

j""'^' s

VII

I.A Iti XATI VITA IIKI.

MOTO

189

insonjinn per Cassirer insnnicionti q darci conto deUa|

vera rea U dello spazio e ilei tempo, che per lui di cnrnltcrcl

ideale. mi7Tolilogjcj>. trascendVniale. fc V!iim |iallaie Iella natii-

fa tifilo spazio e del tempo, impostando cio il problema in modo

inielatisico | poich essi non sono u sostanze n accidenti, n es

seri, u loro propriet); . anche vano cerea ir la loro origine o

la genesi psicologica (spiegandoli con la sensazione o l'associa

zione o l'astrazione o la visione intuitiva), f: esclusivamente la

l>ro_funzione nella nuova s<-ienza fisico matemaTica esaUa clic ne

le sue prospettive, dn distinguei-p accn rat amento sia dal fenome

nismo psicologisti di nerkelev <o d-l Sranpertuis. col .piale uno


Scliopenhaupr l'aveva malamente confuso), sia da quel fenomena
lismo che la metafisica monadista loilniiziana nflennara per IVstensione e per la materia. T/idealilA l;:intiana dello s|azio e del
tonino {intuizioni pure formali e Irasceudenlali). come Viilealit:"i dello cateporie. che su tpiella trama onerano le lor valide sin
tesi fenomenicho. non hanno altro senso che di rondarneulnre l'oggotliviti scienlilra. ossia di r lei- possibili i giudizi univer
sali e necessari della matematica o dolisi fisica. Mossa cosi a fuoco
la questione, evidente clip la verila di spazio p lonipo fuori

dello categorie ontitativo della mola fisica o Cuori dolio caselle e

delle classi lei Catti psicologici.

Concezione acuta e rigorosa <|iiella del Passii-or. che in buona


parte noi pensiamo li potere utilizzare, per l'esegesi della filosofia
kantiana e pel giudizio sulla sua validit. Ma ossa insuDlciento
a sniegnre tutto TCanf e tulio il suo idealismo. V.{\ altres insuCfieientc a sorreggere un sistema filosofico compiuto che renda con
to di tutte le dimensioni p articolazioni del reale. Ma non piesto il posto per aprire "a tale discussione.

^nostra il raion; e trova e gnislilioq il loro |mio illgltMi. munii di

1-oHdizioiii (soggettivi', in senso critico fi-ascendentale) lell'oggetti4il_scjiuiti(ica. Wi capisce ipiimii come il Ciissirer veda nella >/>)rUuulizzttzfauc deirestcnsoiie operata lai More e lai Kaphson e
iella psicologizzazittnc dell spazio
operaTq
^lal
Jterkcley
p
p
^
eeley e
e dal
dal

o leHe tappe dclln~"jo liliale idealizzazione, la quale do

veva risolverle superamki la meta tisica in crisi e inverando il co|iato genetista soggettivo; si capisce, come egli, per l'impostazione

Jiift vera del problema dello spazio e lei tempo, richiami persi

stentemente il lettore al binario Iella nuova ricerca scientifica e


|lelle sue preoccupazioni metodologie]', dove addila l'albeggiare

Jli un nuovo concetto del l'oggetti vita v Iella realt, piale appare,
in manieri

ergica se pur diversa, in Newton, Leibnia ed Killer.

J*i capisce aiiconi l'importanza i-In- il Cassirer assegna a pieslo


"olivo iiielodob.gii-o ut-Ila genesi del pensiero critico kantiano,

1 l'inJerpretiizione che egli, cimi la scuola li .Marburg, da dell'idea

lismo trascendentale: idealismo che, nelle sue giustificazioni e nel


Oji. di., jip. 51U-r.2O.

La niov.\ iiotthina si'i, moro k siii.i.a

II precodento inquadraineiitn storico, desunto dal Cassirer. "


i^ troppo ampio e generale; si riferisco quasi a tutte le questio
ni connesse con il problema dolio spazio e potrebbe servire d'in
troduzione tanto al Tfrnrr Lrhrhn/riff do; I75S quanto agli altri
scrilti knnUnni. pieci-itici e critici, che si sono tilterioniienle occu
pali dello spazio.

Noi dovremo tornii re a servircene. Olii alcune d-lle voci rie


vocate dal Cassirer si fecero sentire solo dopo il 17(J0 (Unici-.
Plou-piel. Hoscovich, ecc. per alcuni loro scritti). Era necessario
adunare i vari temi e motivi vari di natura e disseminati

por un ampio periodo in una veduta d'insieme, per coglierne

la organici!- .pmsi diale!lira che. li conno!le e li oppone vicende


volmente. Ma altra fu In via e altro il ritmo che segui l'intelletto
li Kaiit nell'addontrarsi nel selvoso intrico.
TI Lelirbegriff del 17f,S cj viene innanzi col problema della
relativit del movimento. Un problema alla volta! Oli altri pr-

~i
LA NUOVA INtTTRIKA SUI, MOTO E BUIJ.A JUIRTB

192

nella zona eli penomhra.

Che cosa importa la emergenza lei problema della relativit?


Khni. lo si ripetuto, e un gran Prohicmatter: un istinto

singolare lo porta verso i problemi pi oscuri e fatali.


Noi pensiamo alla teoria di Einstein, quando incontriamo il

formine di relativil. TI breve scritto kniifinnn del 17f,R non l,a


nulla a die Tare con tali prospetlive modeniissime. S'inserisce an
zi. Iranqiiiliamenle nell'orizzonte della relativit classica, ammes
sa dagli nomini di scienza suoi contemporanei, figli di Oalileo e
di TCewlon.

Pero, tale relativit, gi acquisita dalla scienza di allora,


clic ciaf- nessuna esperienza (almeno se si tratta di moto rettilineo
e uniforme), sia capace di rivelare questo movimento, appare a
Kanh con qualcosa da rieonmiislnre e gli suggerisce problemi clic
stimolano in varia direzione il suo spirilo di teorico e di filosofo.
Per i precedei!li storici della particolare questione die Iuit.
ngila nel presente opuscolo fo meglio programma di un eorso da
tenere nel semeslre estivo del 175S). non necessario risalire sino
ai suoi prodromi riscontrabili nel pensiero antico. L'Enriquez ()
lia chiarito die gli Eleali, solitamente falli passare per negatori

radicali del moto. Tu inno in reali a gli assertori della nuova idea del

la relativit di esso. TI concetto relativistico influ sulla costiluzione stessa dell'astronomia antica, preoccupata di salvare i fe
nomeni; il che implicava il riconoscimento che le apparenze visi
ve ci danno soltanto moti relativi. E' notevole che. di fronte a ta
le imposizione mediologica, i filosofi fossero invece gi preoccu
pati di arrivare a qualcosa di assediilo nel movimento rispetto ni

vuoto.

Un'ero di quest'antica distinzione tra considerazione geome


trica e considerazione fisica e ravvisarle nelle polemiche sorle all'inizio della scienza moderna al torno a Copernico e a Oalileo

sul scuso da dare alla loro astronomia, se di ipotesi cio chiusa

nel puro relativismi geometrico o di atlribnzione assoluta del m


lo alla terra.

Ma i veri antecedenti della questione kantiana sulla relativit


(4)

Art. Slitln m-iin < Knriclojicilia Italiana (XXIII, liKM) ilrnv

-e J Hfiiwva alle pm-clwili sue |inMilk-ns!iil. lini Problemi ilvll*

?'!'/*",

? """ '"*''"''" '''7 '"'"''"' rinitifivo i-miiincliita a |iiihl>l!curi> il

>- cui iiiiiiiiiann.

VII - l.\ IIKJ.ATIVIT IIKI. MUTO

191

hlcmi. si sa. sono pi o mono present o potenziali, nello sfondo

1 'V

non da cercare nel periodo che ione da Descarles a Lcihuiz: e pre

cisamente nnlle discussioni sollevale nella sistemazione teorica dal


mutuo influsso della nuova scienza e della nuova filosofia. Per
Cartesio, che aveva ridotto il corpo all'estensione, il movimento era

una variazione delle distanze, per la cui considerazione bastava la


sola geometria, e la disianza e la sua variazione non erano perci
che qualcosa di relativo. Newton aveva opposto al cinema Usino car
tesiano il suo dinamismo, e. preoccupalo di distinguere il moto as
soluto dal relativo, credeva di poterlo fare con la considerazione
delle forze: precisamente con quelle re:i di Taglie, indicabili con l'e

sperienza (mentre per i moli rettilinei ed uniformi poteva valere il


principio delia relativit), lluygeiis oscilla tra la fonmnmin rela
tivista cartesiana, il criterio newtoniano della Torza centrifuga e
l'ammissione della pressione dell'etere sui corpi, heibniy. ci appare,
in una lelleia a lluygeiis del :TS giugno Hiill. da una parie persila-

so^che i rcnaincni di moto, qualunque sia il ninner ilei corpi che


si muovono, e guai inique si hi natura idi iliaca e iinjlpiine o circo
lare del movimeli tei. non fornii ebbero, u a noi u agli angeli, rii-

gione_infallibile per detei minate il suggello iT molo o il suo ginfilili' e dalrali^n parie convinlo clic non si possa negare clic ve

ramente ciascuno abbia un cerio grado di molo o se si vuole di forza, nonostante l'eipi iva lenza delle ipotesi e che in natura esi-

sta (nnrhlie allui l'osa olire ci che pn"~delerniiiiarc la geometria .

Una certa eco di questo problema c' anche nel carleggio-Riio con
Clnrke; ma la questione viene subordinala alla sua concezione par
ticolare tlello spazio e rniiiplicala con l'inserzione di lesi logieomelalisiche a lui care, come qucllt- del principio di ragion siiflifidilo e del principio degli indiscernibili. Cerne al salilo, scienza e
nielalisica si intrecciano, y'i stimolano e si intorbidano a vicenda.

Un aldo a:: lecci leu le ancora pi .significativo sarebbe il De

jwiof di lterkelcy. Il filosofo irlandese, che aveva gi pubblicalo


1 1710 il Triiltitto ani fuiiiri/i! della riunirneimi mimmi e nel
171:5 i D'mliHjUi Ir fijliit e l'Iiilmioiis, si sent spinto da un con

i-orso, indetto dall'Accademia delle Scienze di l'arigi sulla cau

sa del molo, ad applicare a (ale tema i principi della sua filo


sofia, e pubblic cos nel 1721 la sua dissertazione Ialina l>e inolii.
(he

Kaul

abbia avuto conoscenza di questo scritto berko-

leinno non pu venire alTermalo, bench, non possa neanche veni


re escluso. Nel De inolii Iterkeley nominava per la prima volta
Lcibniz, morto poco prima, ricordandone, per crii icario decisameli-

LA NUOVA IH1TTI11NA SUL MOTO E BULLA QUIETE

le, il

193

realismo inolii Tisico ili-Ila forza. Prima di morire, Leibniz

aveva arili occasione, in una leder ilei 1715 al Dea Bosscs, di

esprimersi mitro il paradossale nogalore della realta corporea,


coiniscinto invero indirettamente. Nei tre o quattro decenni suc

cessivi il nomi' di IScrkclcy ricorre non di rado nella letteratura


filosofici! ledescii, anche nelle opere di AVoltT; e appare anzi qual
che traduzione parziale di scritti suoi li DaUxjhi tra llijas e Phi-

hiiis. VAIrifmiic, parie della Siris, una miscellanea). Tutti poi


uno come dopo la ('ritiro drlht rinfittii pun il nome delF idea-

lisla Uerkeley sia ritornato nelle ostili recensioni apparse con


i ro l'opera kantiana la cominciare da quella del Garve e del Fdei- nelle (ittinger gclehrto Anzeigen del gennaio 17S2) quale
rimprovero e monito. come Kant si sia dovuto difendere energicimvnle da questn assimilazione sia nei 1'rolryoinrui sia nella seeonila edizione della Criticu, coiilra|ipoiiendo il suo idealismo tra^cendeiilale all'idealismo empirico, wi/xtixtlt e srhirarmrrixch del
IScrliHer (r>).

Cilecche ne ;ililii;i poi pensato lo Kchopcnhaucr. i due ideali-

bnii non possono andar confusi. Jfa anche in questa prima fase precritica la Xutirtt dui t rimi tiri unito r dritti quirtr d Kant respira
un'aria completamente diversa da quella del Ite motti berkeleiano: anche se si potessi' per avventimi dimoslrare ohe Knnt l'abbia
etto.

Sarebbe per interessante sognare appunto (;ile diversit,

subito diro che i due criiII non sono comparabili.


*2iK'!lo del ISerkeley . pure nella sua brevit, un vero trattato

Jien disposto e compiuti, mentre quello di Kant un assaggio, unsi


puiiluia esplorativa, enei gira si, ma abbagliante e incerta. Non

ji (Trottiamoci a conclude:e sulla diversit dei due spiriti, acuto

l'uno, profondo l'altro. Il fallo che l'irlandese treutascienne lia

%i coiii|iiistato una sua filosofia, ha gi le sue posizioni gnoseologivhe precise, ncH'aeeingersi a scrivere il De wntu; mentre il

1li">-itaqualtreuiie tedesco, noll'all di scrivere il suo Mtrbcyriff,


jg' ancora impiccialo d;< un'armatura posante di cui non si pu
diro sia contento, e solo Ira un paio di decenni potr muoversi sa

jmsizioiii gnoscologichc, molodologichc e filosofiche sue, fnticosa-

liiente riiggiiiule. Allo slancio lei primo contribuisce min decisio-

*ie lucida, polsino non rifuggente dal p:ir:nlosKo; all'impaccio


(il)

Cfr. VAniiNiKit. Cammrntar zii limita Crtik tiri- rriimi Ycruuuft,


ltliIH, IWfJ), pi. J!M-r.OTi; UA88IRKR, ErLatiitiiisiroblciil,

VII - LA RELATIVIT DEL MOTO

194

del secondo non estraneo il proposilo eroico di procedere con

callida, nulla tralasciando delle difficolt e delle antinomie che


il suo pensiero dappertutto scopre.

Le basi remote dell'empirismo berkcleiano operano gi fin


dai primi paragrafi. La risoluzione dellV.vw ne! pervipi e la stron
catura dei concetti astratti mettono fuori campo le forze e ridu
cono tutto alle sensazioni. Il cinema!isino cartesiano, al filtro del
geiietismo sensisla. e divenuto rigoroso fenomenismo. Le idee
fenomeniclie, che costituiscono i corpi, non sono causa n origi
ne ilei fenomeni del moto; esse sono essenzialmente passive. Una
passivit, certo, che qualcosa di pi o di meno che il fenomeni
smo metodologico della scienza, la quale prescinde da

valenze

metafisiche e da rillessioni guosoologioho : giacch lale palivi l


atTcnuala per una specie di melalisica capovolta e per una gnoseolo-

gi psicologislica, e serve infilili come di Irampoliiio pur l'imma


terialismo volontaristico. T fenomeni di molo sono, e non possono

non essere, essenzialmente relativi: una relativit, dunque, la qua


le, pili che avere senso metodologico scientifico, ha significato
coscienzialistico.

Felici le baltijte sulla irrappreseutabilit dello spazio asso


luto e del moto assoluto, rapida e audace l'asserzione della loro
irrealt. Sin questo critico li Newton ha le mani un po' legale
verso la filosofia meccanica newtoniana: questo eversore delle
astrazioni le dichiara pur utili per il calcolo e per i ragionameli li
matematici, ft qui il tallone di Achille, o la lacuna, dell'empirismo
berkeleiano. Non questo il caso di KjiiiI, die ha sempre creduto
nel valore della logica e della scienza.

Cerii Ioni di ironia nel preludio del breve scritto kantiano


mostrano che nell'anima dell'untore ni aperto un disagio. LI do
ve gli altri proseguono sicuri nelle loro deduzioni, egli ha scorto
delle difficolta: l'edificio

leorclico della loro meccanica

ha

dei

punti sordi o delle incrinature che non si sa dove possano portare.


Kant per esporr le sue difficolt, sebbene sappia che quei si
gnori che sono abituati a gettar via come pubi lutti i pensieri,
che non sono stati versali ed ammucchiali sii mulino del sistema
wolfiano o di altro sistema celebre, dichiareranno, gi al primo
sguardo, superflua la macina dell "esalile, e falsa (ulta

la discus

sione (n).
(0) Trnd. Carabellcse (In: M. Kant, Scritti minori, Irmlutli da 1". Carnbcllcse, Bnri, interza, 1023, li. 1T). (Ak.-Ausg., II, p. lf>).

T,A NUOVA IlOTrllIKA SUI. MOTO B SULLA QU1KTB

195

196

A noi sembra che l'ai tacco kantiano non sia rivolto tanto
contro pii oppositori della relativit

Avanza i suoi dubbi anche sul principio li coni imi il fi nelle


sue applicazioni in fi dea, ch'egli vuole ben distinto dal princi
pio di -ontiuuit in senso logico. Che Kiiul qui alluda alle novit
saltuarie attcstale dalla fisica in coulrnslo con le esigenze del
pensiero matematico? Kit urli gi nel proliloma che contrappo

(questo principio non era

pii una eresia, e nel campo scientifico, dopo Galilei, Descartes,


Newton e Leibniz. pur in diversi contesii e su diversi sfondi, rac

coglieva la maggioranza dei suffragi), quanto contro quei philoxo/ihi merhanci della scuola razionalista -wolfiana, che non si ren

neva allora, e avreblic poi sempre contrapposto razionalisti ed em

piristi: quale sia cio nella costruzione scicnlil'ica, la parie ra


zionale a priori e la parte dovuta alle constatazioni sinictichc

devano conto delle oscurit e delle difficolta che potevano proveni


re tini pensarlo a fondo, e cio dalle conseguenze imbarazzanti

dell'esperienza?

che ne nsii-elibero sorte a proposito dogli stessi primi concetti e

Kant ha posto la ninno in un vespaio. Nini dimentichiamo

primi principi della meccanici classica.

l'altro colpo di sonda dei lontani (Snhmln del 1747. sulla pos
sibilit di diversi tipi di spazio. Disparali e abrupli, i due prnlileiii possono continuare la loro germinazione occulta nel suo pen
siero e provocarvi alile scosse, per poi magari riemergere solidali

Ci sembra pero altres che la trattazione kantiana sia impac-

ciiita e immatura : per quel tanto di vecchio e di nuovo che vi ten


zona, ed anche perdio epici critico della sicurezza razionalista
aurora inlriiiseenniciilo rnziousilisln nel suo modo di vedere e di

':

nel pensiero non pi suo. ma ilei nostri lenipi. Sono nnivoche le


idee di fenomeno . di < rchilivo ? (jndl'iilca della relativit era
un'abbagliante meteora, che ciascuno poteva intender a suo mo

pensare, nella sua brama di Einxiolit e di Dcdulction.


TCaut, adunque, accetta e svolge il principio di relativit. Co-

niiiuin a dire che, in base ti questo principio inteso come recipro

do: come all'orinazione dello condizioni della pcrcclliltilit e del


la misurabilit dell'evento fisico, e come soggettivismo psicologi
stico; come ricoHoscinicnlo dvH'oggcttlvu relazionalit universa
le, e come compiacimento di relativismo solipsistico. Cos come
anche oggi In stessa parola di relativit pu da una parte accen
dere la retorica dei dilettanti e pu animare dall'altra lo sforzo
di interi raduno tutti i linguaggi scicntillci e cio lo sforzo di su
perare la relativit con la teoria della relativit.
li concetto della relativit o reciprocit del movimeli lo verr
poi ripreso e svolto, sulla nuova base trascendentale, noi Mela-

cit, il fenomeno dell'urto di un corpo apparentemente in moto


su un altro apparentemente immobile si pu meglio spiegare con

una assegnazione o spartizione delle velocit ai due corpi nrtantisi, foi-se per cavarne fuori, cosi, una esegesi e una giustificazio

ne iiiliiiliva del principio di uguaglianza, tra azione e reazione.


Tnvosle poi decisamente la forza d'inerzia. Cosa strana: Kant

pare combatta un curioso concetto di forza d'inerzia, che forse

non il concetto classico. Parte dall'urto; e attribuisce agli avversari la concezione che, all'urto del corpo urtante in movimen
to, il corpo urtato, in riposo o in equilibrio, sprigionerebbe da so

Aiifinifist/riiuric iter Xtt'ttrrixxnixclittft del I7SI! |R).

una forza inleriore naturale, una resistenza autogena: concezio

Apparirsi allora la fusione tra l'esigenza metodologica e quel


la idesilistica. Del resto, anche il Kerkolo.v uell'iilliina Hise del

ne che poi quella medesima da lui stesso avuta nei Ordanl'cn

del 1747, in forza di pregiudizi del suo dinamismo monadistico.


Sennonch questa improvvisa spallata del Kant attuale pu far
pensare a un presentimento di vera importanza storica, se si
pensa che di l ad un secolo lo svolgimento logico dell'esigenza

suo pensiero, culminante nella Kirix, superer la sua gnoseologia


scusisiicn con esigenze che si possono diro piatomene. Se non
che, per quanto riguarda le conoscenze scicn liriche, ma Ionia lidio
e fisiche, egli persister nel ritenerle astrazioni e finzioni utili,
giacch lo spazio e il movimento sono allo stosso livello delle qua
lit sensibili. Ora. su questo punto elio a Kaiil nei l'mlrt/owc-

relativistica nvrehhe proposto pi chiaramente il problema di una


revisione crilien dei principi della dinamica, a partire dal princi
pio d'inerzia (7).
(7). Si lendini". IH cltnlo articolo (loll'KnriqupT!. eli nrrenni storici a
Ini' revisione condotta proRressivnmente Ini Rpleli, dal Pulmino!. Ini Mncli,
Mino nllo prospettive lei Neumann, (leU'Enrlqncz-Glorgt, del Lorcntz, del. rElnsteln.

VII - I_\ lUXATIVIT.i DKI. MOTO

(X) Cfr. Kiim. Ki'mci. h'uiil nini ilir X<ihtnrixi nxiluift. ItrcmiisHiWfi;
11)117, p. WS sgg. ; E. AliRKK. Kaut uh Xnturfttrxrlirr, Uorllli. I!rj4, 1- voi

,1

p. 2C5 sgg.

.A NI'liVA IMITTIH.N'A SUI. MOTO E SVU.A OT1RTE

197

un preme di sottolineare e rivendicare allo Tonne dello spnzio e


<U'I tempo l'nprinril, clip fonda la possibilil-i della nostra conosrcii7.ii ii priori degli oggetti dell'esperienza (")

Si potrebbe anche <lin\ per lenii ina re il conrroiito trii Ilerkc-'


ley e K'iinl. clic, incnlre il

P.crkelcy passa d;il soggettivismo gno-

seologico ni rdazionismo inclodole'igieo, KiiiI <-oinpi(> il processo


inverso, impianlticli p;iss:i diilhi reliilivilt metodologica del ITHS

al l'Idea Usino trascendcnlnle del suo periodo critico. E' singolare

l'accorilo dell'uno e dell'ai Ir nel rilevare die i concetti della mec-1


canica indichino una leggo piuttosto die ima e;msn (')
2Con sar inutile notine, per inciso, die la problematica del
Ncui'r Lfhibvtjriff inforno al

principio d'iuer7.ia peti a

luce sul

concetto di sostanza nella Xnni ilihtci<lntio : dove perci d;i sen


tire l'in(lusso defili schemi della costrizione scientifica meccanica.
Concludendo, pare clic

l'alltialc

relativit

kantiana

sia

vi

si rei la :il movimento, ed abliin calali ere metodologico e non ab

bia

nulla di

pxicologislieo. Ma

non sappiamo die cosa attender

ci da'le profondit oscure dello spirilo di

Kant. Abbiamo infat

ti accennato die a questo primo concetto anodino si avviciner,


la sua aulica su^^esiione della fenomenalit dello spazio, facen
do shoccare la relativit nella soggettivit trascendentale. Si pen
si ancora alla prospettiva: nella doppia partita forze e movimen

ti (lealt e fenomeno, come in Uerkeley, come in Schopenhauer)


impallidiscono le monadi ed emergono le leggi e i principi scien

tifici. Perduto il senso della realt, l'occhio non vede che la rela
zionatila fenomenale, l'universale ritmo delle equazioni.

C'.\shihi:ii, Erl-niitlnhiiriilinii. Il, |ip. :tX-.'!27. Al ncrkple.v si

riiivvlfiiicrii il M:ich. hrncln"' f:i<-ci;i n|ii-k.sii il imnir d Kanl : vedi il Kiuijixm


ilei

l'rizoidi

lUilirirklumj

iii'ir:i|)|icii<ll<'(' stiii iI1'ci|iit:i ilrl


( l.ri|i/.i-

lirjl. Vili

cd.l. p.

M.ic-li.

Dir Merlimi il,- in liner

l'MI kuk.

(.Uh r.KUKKl.KV, v molli, SS 1(1, 71. 72: K.vxt. AYmit l,tlirlnyriff, Ak.Aiikk., li, a. 20, tnul. Cnriibi'lloso, p. tl. Qiic.mIo punto viene messo in evi

denzii dii Kurd Lasswitz uellc notu alla sua edizione del Lehvbcgriff nulla
Ak.-Ausg., li, p. 4uO.

2()0

Vili - II. IMIDCIIAMMA Hll.l.'ol IIMISMO K lo KI'IIMIIM CON IIAM.WN

Prima di parlare di questo Xow/io ili nicniir runsiirrazitnii


suirottiniisbto ! sole pagine ch'egli abbia publit-ato nel I7~>!)
vale In pena di stralciare dalla medesima lettera alcune alili1
espressioni che ci aprono un meraviglioso spiraglio sul suo inlimo. I/ambiente di Konigsherg, iniversii compresa, assai me-

ITIocre: Da parte mia, io siedo ogni giorno nll'iucudine della'


Vili

IL PROGRAMMA SULL'OTTI SEISMO


S LO SCONTJtO CON JIAftlANN

min cattedra e conduco colpi ninnoloni ni pesimi e martello nelle


sempre uguali lezioni. A volle mi coglie una nostalgia superiore,
di espamleruii al disopra di questa angusta sfera: ina il bisogno
la ad assordarmi con la sua voce impetuosa e a minacciarmi,
ritrasciuaudomi senza posa al pesante lavoro intentili amjurn
t# intonai ore .

II canto iikl cigno dku.'ottimista


In iiiin leder .lei i!S ofltihrc 175!) Knnf scrive al suo amico

Liudner, dandogli notizia dcll'aiiibiunlu rcgiomontniio: Qui ap


parsa ulteriormente una meteora sull'orizzonte accuileinico. Il si
gnor Weymann cerc di render solenne il suo primo ingresso su
questa scena, clic ha i suoi arlecchini come la compagnia comica

di lliirerding, con una dissertazione contro l'ottimismo scritta

e pensata discreliinicnte male. Io, a causa della ben nota immo

destia di costui, evitai di entrare in discussione facendo Vopjwatur: per il giorno dopo feci distribuire un mio programma (')
in cui brevemente difendevo l'ottimismo contro le obiezioni del
Crusius senza darmi alcun pensiero del Wejmami. La sua rabbia
scoppi: e la domenica successiva venne fuori uu suo foglio, pie
no di iusolcnze e storture, in cui rispondeva a quello che egli ri
teneva un mio attacco a lui diretto.... (2).

Queste sono le grandi cosi-, di cui noi piccoli spiriti ci me


ravigliamo che fuori di Konigsberg non si parli . Kuut che non
vuole dare spettacolo di s scendendo a pugilato con uu rozzo ci-

clope, e che si sente appoggialo tini giudizio del pubblico illumi


nato, ha deciso di rispondere con la sola maniera diguitosa: il si

^j

Le poche parole cos intense' ed intime, che si smorzano in


una serena e forte rassegnazione irida hi | uldclurohl... licfrictti/r

irli mieli... nini trii unir inrin l,ct,,u limili) ci rievocano lulla la
grandezza inorale di inexli mun di ;:o|ihidin<> e di vigilia.

Kant ha trentaciu|ue anni. Unica voce ili quest'anno, ripe

tiamo, le pagine sull'oliimisino.

Prima di sorriderne, solInvalutandole con piglio Tacile, con


la facilita Ielle\nosire pose romaiiliilic o tilaniclie. cercliiamo
di capirne la probl classica i> umana.
D'altra parte, non dimentichiamo <|iiell<> che ci nana il |'ede!e
amico e biografo ISorouski. Tua volta ch'egli feci1 memoria di
questo scritto al filosofo gi vecchio, questi si rannuvol: non so

lo non ne volle sentir parlare, ma preg l'amico di distruggere


ogni copia che, per caso, se ne fosse ancora trovata. Quelle pagine
gli dovevano apparire singolarmente siipertlciali, e quasi un docu
mento fastidiosi della mentalit razionn:isln di una volta.
Lo scritlerello va inquadralo nelle discussioni sul mondo mi
gliore, a cui aveva dato voga la Temi imi di Leibniz. Anche l'Ac
cademia di Berlino aveva nel J7":? proposto un tema a premio
sull'ottimismo: l'oliimistno, invero, non di Leibniz, ina.... del poe

lenzio.

ta inglese Pope: O itnninnlv /'.,/< iln siisti,,,,- ,le // ,.


tvnn (liuti* In imiitosi funi; funi viti (tini . La fVnse, Wiintirir i.t,

(1) II Vcrtuoh ciniger Bclrachtitiiffcn iber den Opllmismiia costituiva


nuche rimimelo Ielle lezioni per il semestri in venni l(. 175MSO. Krn gli sitilo

ia tight era stala una ha.se. iieirftxMii/ ,,n muti del I7:'.(i:'.1 (Kp
I, v. '2H), e in uu contesto cauto. Il etili ivo gnslo dell'Aci-ademia

presentato alili ten.suni lolla l'ucoltii il 0 ottobre. Iji (liHscrlii/.lone ilei Weyluiinii fu tenuta 11 (!.

(2)

Ak.-Aiisp., X, 2<i chI. 1J122. n. 1. La lettera fu scoperta Ini finoE-

TiitrvBKN e pubblicata nel SitzuiiKsbcriclito dell'Accademia Prussiana teli


Scienze il 1" febbraio 1000.

che voleva vedervi uu sistema, meglio che nel proprio Lcibuiz,


aveva suscitato la stroncatura di Lessing e di Jlendelssolin : l'o/ic,
Chi Metaplnjskcrl (J7D5). Era venuto poi anche il terremoto di

II.

TAMII

IIKI.

CIUM

HKI.I.'oTTl MISTA

2(11

Lisbona a screpolare gli stucchi dell'illuminismo barocco o roco


c, l^i inala lingua di Voltane u aveva fatta la parodia, colman
do li guai l'ottimista Vtintlith' e facendo impiccare dall'inquisi
zione il .suo maestro, il Dollor l'angloss, con la Hiia massima:
Chi liti dello clic ludo Itene, ha letto una scioccliezza; biso
gnava, dire che ludo va al meglio! s>

Eppure \'ollaii-e, con dillo il suo nervosismo di fronte a Pa


scal, era un ottimisti! anche lui, del progresso dui Itimi... 13 il Pojie si era ispirili, pi che al cristianesimo, a Uolingbroke o a
SliaIlesinirv. Che la tesi del mondo migliore non fos.se un frutto
genuino della vita religiosa e del pensiero cristiano, ma una con
taminazione dci.slica e un equivoco razionalista, l'aveva poi mo
stralo, almeno per la (ierinania protestante, l'opposizioue fattavi
dal (.'riisins (:l).

Ad occasione dell'ingresso lei crusiaiio WVviiiann nell'univer


si l;'i ingresso nslenlalaiiH-nle polemico a cominciare dal (itolo
della di.sKerlay.ione De minuto non vpliino Kant sente dunque

il bisogno di scendere in lizza, con alcune osservazioni stese un


po' alla svelta {inii chiiycr Viljertiykcit, li, p. 30), a favore del

202

Vln " l'IWOllAMMA RII M.*rri MIMMO K WI SCONTRO CON HAMANN

e presentala poi nella immediata forma riassuntiva di una spe

cie di argomntazione a priori (pp. :"-35).


Lo sforzo maggiore di Kant di spuntare l'obiezione crusiana, che il mondo migliore sarebbe in fondo una fiotto tlcccptrut

(felice termine leibuiziauo) come quella di numero massimo. E


crede li

farlo, sottilizzando sui conce!li di realt, perfezione,

qualit, grado, positivit, limite. Ma il (alloue d'Achille dell'argomentazioue kantiana che, dopo avere* riconosciuto che nessun
mollilo pu avere le perfezioni dell'assoluta indipendenza, suffi
cienza,

ubiquit, forza creai ricc,

forma Ime lite proprie

della di

vinit, crede tuttavia di dovere ammettere un ultimo gradino nel

la scala degli esseri, di qua dall'abisso clic separa l'Eterno da


qualsiasi creatura, gradino clic sarebbe appunto il mondo miglio
re (pp. '.Vi:\:\).

Disinvolto quella

specie di argomculo ontologico clic vidi

fuori nella chiusa riassiinlrice: Un mondo perfettissimo pos

sibile, perch esso reale; ed esso retile, perch stato prodotto


dal decreto pi sapiente e pi Inumo .

A legger bene l'opuscolo kantiano nell'illirico dei meandri e

dogma illuminisla, contro i sodili errori di chi ama pi Iti pro

nella radura

pria originalit che la velila. Un'idea cosi facile, cosi naturale,


cos ripetuta che diventa comune e da noia alla gente li gusto
lulicalo, non pu mauliuiere a lungo il suo presiigio. Che onore

della metafisica razionalista e del deismo illuministico. Tu clima

si ricava dal pensare come la pensano i pi, e dall'affermare una


lesi che cos faci.e a provare! Ed cos che da qualche tempo
si trovato dapprima interessante, poi bello e finalmente giusto
alTeruiare che a Dio piaciuto di scegliere tra tutti i mondi
possibili queslo mondo, non perch fosse il migliore degli altri
che erano in suo potere, ma perch insonni in gli piacque cosi. E
perch piacque a Te, o Elenio, domando io umilmente, preferire
il peggio al meglio? 10 degli uomini pongono sulla, bocca dell'Al
tissimo la risposta: ini piac|iie cos, e ci basla (11, pp. 2Q-H0).

finale, si ba la percezione clic nulla di nuovo esso

presenti, ma metta''piuttosto a mulo la debolezza e gli equivoci


razionalista, il inondo un nesso di idee-essenze o di eventi mecca

nici

intelligibile e concluso;

rinlelledo divino, l'occhio

panora

mico di questi intelligibili cosmi e mondi possibili; la volont di

vina, determinata dull'oggcdo alla creazione e a tale creazione;


Dio, inteso all'umana, sul livello delle idee chiare e distinte. In
clima illuminista, olire a queslo inlelligibilismo e ai suoi presup

posti quasi pantelstici, c' l'ottimismo superficiale, col suo poco


o nessun senso del peccalo e del male, Iella tragicit del libero

arbitrio, e con la sua iniscoiioscciiza Iella carit redenlrice: Lcibub*

supcrricinlizzato in Pope.
Cerio, le intenzioni

dell'autore li questo

Vorsuch nono

lei-

Alla carica dira della l-si avversaria segue la I faccia della

stiebe. Ma lo sfondo da cui esso promana il naturalismo infila-

diniiislrazione di-Ila propria lesi lei mondo migliore, condolili dap


prima con Ielle precisazioni ceniceli ila li e metafisiche (pp.oO-3:!),

la via percorsa da allora non sono mancali dei problemi nuovi

i'-i Nella siiii Mi-I ti risica iKiitmtrf lvr uutirniilii/nt Vmi unfi ira li rHilrn ,-.-<.. l W|.. 17-ij. Il W!.. I7ii:i> v negli opuscoli minori. Cfr. per Cnisius
< r.ipiT:i siiti in cenere il <-:t|iit<>|(> ilciiicnto^li |n Mas Wuniit, Kant tils 1/rlli<ti>li>,xil;cr (Suatjiart. UCMl. |.|.. 52-S1. - Del Crusius torneremo a imrlnre.

lista e ottimista dell".\Htfnnciiiti Natiirfio/tchichlc. Anche se nel


((incili p. es. suggeriti dagli studi sui

lei-remoli e sulla

geogra

fia fisica) e dei monili cristiani (piale quello della vanit delle
prospettive

terrestri

iiiiiiiauenlisliclie), la mentalit

iniziale non ne stala intimamente scossa:

razionalista

come lo provano il

IAMANN E l'aI-TIU MET

Vili - li. riUMKAMMA Hfl.l.'ltrn.MISMO K l.O SCONTISI! CON IIAMAN.V

203

determinismo della Nova dilucidano e l'apriuri.siiiu clic corona


questo Versiteli.

Occorrersinno altre riflessioni ed altri colpi di martello criti


co per smsiutcllure hi cittadella razionalista: inaii iuano che, pa

rallelamente, l'attenzione del pensatore si sposter sul dramma


della vita morsile, sul valore della persona, e magari sulla miste
riosa presenzii delle inclinazioni e del male radicale.

IIamann e l'altra met.

coiulo, ed ersi un uomo gi si poslo v ci'lclin'), conic dite campioni

di specie

favolose, si

tsislsivsino con

le antenne i loi'i cervelli.

Kant insoninisi tent di spingere Mainami si lavorare, si Irailiirie

alcuni

articoli

di

estetica

di

economia

della

Hiiri/rloiu'ilf

francese, per trovare la siisi vocazione e placare la sua irrequie


tezza.

Ilaniauu promise una risposisi: si sarebbe fatto vivo tra un


paio di giorni, chiedendo sii professori" un regolare colloquio. Ma

invece di andarvi racconta IIamann slesso sii Lindner in


una lettera del JS agosto < la mia Musa evoc il coboldo di
Soci-ale gi dalla lumi e lo maiul a nome mio (al Magisler) con

una granata piena di razzi l").


Questa risposta pirotecnica appunto hi prima lettera di Ha-

Kant lisi iniindalo unsi copia del suo Programma sull'ottimi


smo a udir a Ilanianii. I-} noi possediamo il giudizio di IIamann,

maini a

Kant

(ilei

'2~ luglio), lei (era

nella sua lettera allo stesso Lindncr, l'amico di Kunt, del 12 ot

mour e di tlispello e lutisi piena di allusioni si prima vislsi indeci

tobre J75>.

frabili. Il succo : mi si lasci in pace, lili arlicnli de^li cncic|o|ie

Ma proccilimito cuu ordine (').

disti sono cicalecci

La conversione di Johann Georg IIamann, avveratasi come

sulle correr, che ssirebbe intollcrsibile riirn'c (rsnliirre... Le in

un colpo di fulmine a Londra nel 17~S, conversione su tutta la


linea, morsile, religiosa e le tt ersi ria. ersi sembrata una stranezza

discrezioni di

scopia/.zsili dsigli

tutta scoppietlsiule di hu

inglesi; o

roba

economica

Itcrcus sono meschine; egli non mi conosce, come

non conosce sN^tesso. Mi (ralla dsi ipocoudrisico e maialo: mu,

morbosa all'amico Johann Cristoph Berens di Itiga, che a Londra


sippunlo aveva mandato il giovane irrequieto per istradarlo nel

un uomo al (male la malattia delle proprie passioni da unsi for

l'operosa vita del commercio.

Capi (sito si Konigsberg nell'estate del 1751), e trovato Filmico

za a pensare e a sentire, che un sano non possiede. In quanto


convertirmi... Ci a

cui

il

vostro amico

non

crede

m'importa

tanto poco, quanto si lui ci in cui io credo. Io debbo sorridere,

indocile, il Bercns concep il disegno di riconvertirlo alla sanit

per la scelta di un filosofo siilo scopo di produrre in me un cam

(>d alla saggezza illuministica, con l'aiuto nieii temono!


filosofo Kanl.

del

biamento di spirito. lo voglio una buona volta, mio caro signor

Unsi bella seni del luglio incipiente eccoli dunque insieme,


IIamann, Ilercns e Ksint, si prendere un boccone alla trattoria del
Molino a vento. Verso il L'5 luglio Berens porta Kaut a casa
dell'amico selvatico, nel suo Romitorio (B). Che cosa si sar
svolto in quei colloqui? Colloqui ditlicili e diplomatici: perch

certe cose, che io posso giudicare meglio di voi, perch possiedo

Jtcrciis Toc! i suoi sfoghi forse parecchio indiscreti, mentre i coneit-

nomi pi vivaci:

tadini Kant e Jlaiiiann (il primo aveva sei anni di pi del se

nozsi, Batteux, Pope, eec: si vede che il superstizioso dsi siddot-

Magister, togliervi lsi spersiiizsi di entrsire a parlare con me su

pi dati su ci, mi fondo su fatti, e conosco i miei autori non dai


giornali, ma per faticosi) e quotidiana rumiiisizioiic; e ho letto,

non degli estratti, ma gli slessi Alti in cui vengono dibattuti


gli interessi sisi del

Ile che del Paese. La lei tersi formicola dei

Ilntehcson, llogarth, II urne, 5Ioiitesquie.ii, Spi-

trinaie, l'ignorante da illuminare vuole scoucerlsire il suo peda


ti)

K.

Ai.miljit.

Il

cii|i.

h'anl inni Jlalitami

in fi ma in in ili r Heliriflni,

III. II. Alii.: II. \\'hiii:ii. /Yiiic II anni unta lui, Miiiii-lirii, IKI'i; U. II.mikii. Ila.
minili inni dlv .\nfklSnimj. .Iena UHI ; K. Mktzkk. J. l. llanitnnin Niellimi/

in ilrr l'hiluxoiiliiv tir* IH. Jnhrhuiulvits (Halle 1034); J. N.\iu.rai, Job. (Icori/
li ti mtt n it. livr Zcuyc ili-x Corpus iiiiixticum (Snlzburg l!M!l).
(fi)
1Iam.vn.vh Scliriftcn inni Itricfc, si cura di Morftz l'etri, I (Hiuinovcr, 1S72), m. 215, 220.

gogo in fatto di cultura moderna e straniera (T).


K' uno scontro, pi che un incontro. Kanl

(fi)
(7)

KiIkIoiii* Ilnmniiltiiiii di-I Itimi. I. 40!).


Ak.-Au.g., X, 1. eli., pp. 7-1C.

trovava un uomo,

Itfi

; I

[II

HAMA.NN

L'ALTRA

META

205

clic aveva i suoi nodi e i suoi problemi, un nonio di :iltre dimen


sioni, die aveva brucialo le tappe dell'illuminismo con una ma
turazione intcriore die gli vietava di ricadrvi; trovava tuia cul
tura, die forse gli faceva sentire i limili della propria.
Sappiamo dunque die Kant mand una copia del suo Pro/mimii suU'ottimismo anche allo strano nuovo amico.

I suoi

argomenti non li capisco scrive in merito a ci lliiinnmi al


comune amico Lindiier is) ; le sue trovate poi sono cagnolini

ciechi Imitati da una ragna frettolosa. Re valesse la pena di con


futarlo, mi sarei data la pena di capirlo... Egli si appella al Tut
to, per {-indicare il inondo ("). Ma a ci si richiede un sapere che
non sia pili frammento. Argomentare dal tutto ai frammenti 6
dunque come argomentare daminolo al noto. Un filosofo dun
que che vi comanda di guai-riniti al tutto, avanza su di me una
prelesa cosi grave, conii- un altro che mi comandasse di guardare
al cuore con cui scrive. Il tulio mi appunto cos nascosto coin
il Ino cuore. Credi In dunque, ch'io sia un Mio? vi-r. Forse son

(pii ila avvicinare alcune altre espressioni di Ilamnun in un'nlIra lettera posteriore allo stesso Kanl (del dicembre 1750):
Chi sostiene un inondo oli imo, come llons^eau, e nega una Prov

videnza individuale, atomistica e momentanea, si contraddice. Se


c' un caso accidentale nelle piccole cose, allora il mondo non pu

pi essere u sussistere buono. Tome le piccolezze sgorgano da


leggi eterne, e come un secolo risulta da infiniti giorni, cos .
propriamente la Provvidenza nelle pi piccole parti che fa buo
no il tutto (10).

Il dialogo, conie si vede, s'infittisce. <) meglio, non il caso

di parlare di dialogo: perch Kani non risponde, o almeno non


ha mandato risposte che siane state conservate. 13' sempre lui, lo

20G

Vln " " i'wwkamma sci.i/ottimismo i: i.<> sconti <ix iiamann

s/fr, una fisica per fanciulli, in collaborazione! In un paio di leltere (senza itala, ma appartenenti sempre al 175!!) Damami torna

e ritorna sullo straordinario progetto: e si veda (piali nuove di


mensioni assuma ai suoi ocelli il proli'eina di una fisica per fan
ciulli, capitalo ipiasi per caso sulla bocca di (piel professore che
aveva

incominciato a

prender gusto alla pini-tim-he Gcofjni pitie'.

Voi siete in verit un maestro in Israele, se slimale una picco


lezza trasformarvi in fanciullo, a dispetlo della vostra dottrina!.
Re avete cuore, voi siete anche un
et sapere ATTDV! . La

filosofo per fanciulli. Tuie,

pili grande legge del

melodi coi

fan

ciulli consiste dunque ili ci. iieH'nhbnsssirsi alili loro debolezza;


diventare il loro servo, se si vuole essere il loro maestro; tener

dietro a loro, se l si vuole guidare; imparare la loro lingua e.


la loro anima, se vog'iamo muoverli

ad

imitare la

nostra .

V-

quale sar il piano di questo bel libro ili scienza naturale per i
fanciulli? Kant

ne pnlr

essere il irealmc in sei guriiale. se...

adoperer nessun :tllro schernii che la naliira nei sei giorni della

sua nascila: fc per me una mera viglia, come al saggio Architet


to del inondo sia potuto venire in mente di darci per cos dire

conto del suo lavoro nella grande opera della creazione: giac
ch nessun uomo scaltro si assoggetta volentieri alla fatica di scal
trire fanciulli e pazzi sul meccanismo delle sue azioni. Nuli'nitro

che amore verso noi bimbi lattanti della creazione lo ha potalo


muovere n questa debitlez7.ii C1).
Knul tace. E le effusioni di TTumnnn, non corrisposte, si in
gorgano e si esasperano. L'amore divenuto geloso: ne un do
cumento la lettera lei dicembre, che fa pensare a quel breve trat

to di cui parlavano 'Newton e Tntovi eh. in cui l'attrazione tra


passa in repulsione. Ifamaun ha l'occhio acuto per difetti de'-

scontroso Illumini), a cui non par vero di p lei- parlare finalmen

l'amico enigmatico o abbottonato; e provoca, aggredisce, cerca di

te con un uomo, un povero grande uomo, lucido e temprato co

offendere il professore. Re debbono essere amici, se debbono colla-

me un diamante, ch'egli vuole scal lire e penetrare, orgoglio con


tro orgoglio, anima contro anima. K la sitila diventa amore. A

1 io rare, essi debbono conoscersi viceiidevolmeule e denunciarsi le

debolezze l'un dell'altro: e Kant deve opporsi violenleinenle nl-

Kant sfuggila una strana proposta: comporre una Khitlvrpuj-

ramico, come questi fu con lui. O teme egli di tradirsi, di sco

prire l'inipurezzii delle sue intenzioni e la debolezza delle sue for


ze? Creilo, prnpler iftuu

IS|
Pi-riiti. I. 'J~.7 riS. V. Aknki.ht. o/i. rii.. III. |>p. l'.HMilS.
(!M Alisi Uni- ilei Vrrxitrh Kjinl. ilnpu tivrre ispn-ssii l:i sn:i ui'n per
osi-n- sliln. lii-ii<'|ii> Milt-Kiiu. rl.'llo iImU'oMiiki itigli Usseri nel pi jn>r.

Afa voi

non

mi

potete

cusatore e un contradditore. T3 voi non volete credere. Credete

felli ilei pillili < tumidi possibili o, i-(incliiilcv:i ilnss il.-is (iiinw In* llcxlr k;|,
inni ni Ics uni Ics Cimarli illeii puf sei <||, pp. iu:T>).
(Idi Ak.-Aiisg.. X. oil. cl., p. 30.

inculila mini.

convincere, perch io non sono tino dei vostri scolari, ma un ac

(11)

Ivi, i>n. 2'J-2.1.

il

iiamann e l'altra

met

207

li spiegarvi le mie uscite (Kbifinir)? Non sospettale neanche che

''OS

VI" ' " rlKMlKAMMA Sri.l/OTTIMISMO E l.O SCONTIMI CON II.VMANN

Erano due mondi, il mago del nord e il creatole dell'Io tra

le voshe spiegazioni sono pi bishu-ehe e stia vaganti dei miei


hiufallc. Tra l'appassionata polemica, lampeggiamenti geniali
pur nella solita forma nipsodica e paradossale: La Natura
mi libro, una lettera, una favola (in senso filosofe) o comunque
vogliate chiamarla, l'osto pure clic noi no conoscessimo tutte le
lettere nel mori migliore possibile, e ne sapessimo sillabare ed

scendentale, ohe non potevano andare d'accordo. Il loro contai lo

' wi-iHn, tuffo rio abbastanza, per capire un libro, e giudicarne


darne la aratlerislicn o Tarno un compendio? Ter interpretare
la Natura ci vuoi pi die la fisica. La fsica non ebe PAIKJ La

Sturili unti Diva;/, romaniicismn. esistenzialismo tinnii In


li'ltrr; fede. Itibbia, esperienza religiosa: sciiliincnln. passione,
senso dell'individualit, senso del peccalo: irrazionalismo, pessi

ebraica, die viene scritta con le sole consonanti, a cui l'intelletto


deve appone i punti. Noi scriviamo per una nazione, come gli

col suo psicologismo, con la sua finezza artistica. <'ol passare degli

poeti.

zioni. Ma gi adesso il razionalismo e lo scientismo intoppavano in

doveva degenerare in incomprensione. Kppure i due geni si sono


frugati con una miraliile Incidila nell'intimo e si som scnlili at

tratti ad un conguaglio dinamico: Mainami in maniera pi tra


boccante. Kant con cauto silenzio pensoso, l'ira la prima volta,
forse, che Kanl sentiva passare accanto al suo inoliilo razionali

espr.mere tutte le parole, e possedessimo persino la lingua in cui

sta l'induzione di ima procel'a magnetica che lo sconvolgeva.

Natura un'equazione di una grandezza incognita: una parola

mismo. Nello sfondo, per ora. il mollilo inglese, col suo empirismo,

enciclopedisti francesi; per un popolo per. che richiede pj|fOI.j ,.


.Valiorrihux esse, porti*

Aro;/ hoinincs, unti di, non coucmxcrc rnjumiiar.

Questa non una trovala di Orario, bens una legge della Na


tura e del buon gusto. Ma fui te le idee stanno nel vostro intelletto capovolte come le immagini nel vostro occhio... Con questa
maniera capovolta di pensare sar impossibile che noi si vada
d accordo .

Ormimi il dispello dell'amore deluso e ferito degenera in


smorfia: Volete essere un dolto conquistatore, come .Bacco? Al-

Ioni bene die vi lasciate accompagnare da un Sileno. Amo* il


vino non per il vino, ma perch mi da modo di potervi dire sul

mio asino la veri!A nell'ebbrezza (12).

Avremmo dovnfo trascriverle tutte, queste pochissime ma lun

ghe lettere hniinnninno. per la ricchezza di molivi, di accenni di

scorri preziosi alla conoscenza dei due nomini ,. d,.| loro tempo' A

ben leggerle, vediamo spuntarvi i problemi di TTamann. i temi delli


sua requisitoria contro la ,1 iifkliir,,,,, n,,ei gOlinj _ ,.,. ,,},.',.
una sul linguaggio divino che forniranno ispirazione alla

Mlcxlc Vrkinuh' dr.s ircnischcngr.ioJiicrfilex di TTorder. su cui TCant


torner nel U74 con una lettera ad TTamanu (finalmente, dopo

quindici anni!), die significher la sua rivincita.

anni, con il progredire e l'allargarsi del proprio orizzonte culturale,

ITaiuann sar in grado di dare a Kant altre indicazioni e sollecita


un avviso energico, ila parli1 di un nonio geniale, che incorporava tut
ta una nuova mentalit.

Non crediamo di errare se pensiamo che Kanl ascoll con

estremo ini riesco la sliana lezione. Dovette sentire il bisogno di


rinnovare il suo gusto, di affacciarsi a nuovi autori e nuove let
ture, di integrare Usuo spirilo, l'n rinfivscaiiienlo della sua cul
tura lo si osserva subiti sin dai primi anni del decennio succes
sivo: gli anni in cui il giovane llcrder sorpreso della freschezza
della anima kantiana, o in cui come abbiamo acceniiiilo nel
capitolo precedente il rinnovamento del melodi e del contenuto

nel filosofo si danni a vedere (in negli annunzi programmatici


delle lezioni. Lo spirilo universale di Kanl era capace di quesla
plasticit assimilati-ire: Inori le1 vielo militili di una evoluzione,
ipertrofica e insieme ninnolnra e di una epigenesi estrinseca ile-

formatrice, il suo g:-ni'.> sapeva lilulTarsi nel hi totalit cir l'ani


ma umana, per potenziarne, a occasione lei monili d*gli esempi
esterni, i gerini e le viriti rigenerai liei e integra Itici.
Del resto, rocchi ili Kaut non doveva lardare a percepir
nell'emulo e innamoralo invadente i difelli e gli eccessi di cui
ipiesli

invci-o non mancava ; la slerilil critica e rosimi Uva di

quelle pose la Sibi'la e da Sileno: i pericoli inelalsici, morali e

religiosi covanti in ipielTirrazitHialisiiiii di cui egli si compiaceva.


Cos almeno doveva sembrare a Kant. Sta di fatto per che ni Tor

(12)

ivi, pp. 28-30.

di io di poeti e eri lui contemporanei la rii lira di Mainami ura (ut-

HAilASN E L'AMIA MET

-U (il do! 1

ttflc"

=HS

209

e.

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1
%

1 - CtllTICA IC METAFISICA

214

La nuova produzione piwiulutu da un periodo di silenzio.


Dal J7r al" l"<il : pn-scinilcre dairiinnunzio ]n-t>ji-sinuii:itifi)
<lel '57, lai Liiirbri/rijf sul molo e la quiete dal Versarli sull'oli i-

nisiuo, .scrilli di In-cve respini Katii

lare. (Ira, i>au\ voi la -In1

Kaiil si chiude nel silenzio sialo cos dal "17 al Ti"i, e cos

sani prima della Dissertazione del "7(1 e poi prima della ('ritira
della rutjion pura del 1*81 mippiamo che ci si deve attendere qual
che novit. Tali pause sono una mal.urazione, o gestazione che dir
si voglia, e preludono tu Ioni ad una esplosione.
11 livello pi alto che enliamo alla ripresa del lavoro produt

CHITJCA E METAFISICA

tivo e la compattezza maggiore die la nuova produzione, offre, sono


dunque un indizio della fecondit della silenziosa elaborazione che

la precede (').
Ala il trullo pi iinporlanlc di queslo periodo che Kant si
impegna a fondo con la mei a tisica.

noi nuovi .scritti kanti

pare la foniltt dellu ,,,

il, ,i,,, l'ulliueameiito

/% S

!irKr.ilI. Soprattutto

rttp| " l, con

nn 1 ir

1
,

Bile h

e che v

'"* iU80-

di Kant

?"? d*il'hl""VJ co,.

lCC:ule""c> d'ordinario iu lak-o, cou ]a divisione il

vivOj alieno dui: giacch

j pi libera

Ci provalo chiaramente dal

Indico cosliluilo t\;\i\'Unir

un/omento posnihite. per una <tiniolnizii>un dvlVr*Klruza ili Dio,


dalla liccreu .vull'cr'ul.rnzii ilei principi itetlu
detta

leuloijia naturate e.

morale, e dal Tentaliro tt'iutrtnttirrr il enarrilo tirile t/ran-

itezze neifuticc isfiloxofa (-). fj con l.-i meditazione assidua e decisa

di questi problemi- strettamente connessi che si apre il decennio

dopo il 1700.
In
aspetti:

tale meditazione possono gi


l'approfondimento

teoretico

notarsi
di

o distinguersi due

.singoli

problemi

melali-

i per questo lato non'ciwiomw..^ i *W)lani0 di 8ia ni>**to ^anteriore, dove ICant aveva moSrTc'! i^preJeitenti uel decennio

sici e la riflessine sulla portala, sulla validit e sul metodo della

JvoJ/iani. Solo che adesso l^ qua, a siTT " ^ Cattedl


J'ti: anche perch lo sniSo e . * /", 1>i CStanti e
pecialmunte nella capitale

'desco erano mutati

Dcutlichkcit. Se spingiamo lo sguardo sino ai Soi/ni ili un vixioim-

amento qualit, che difettar no ner o PS.*edere el s

filimii(minni della fraiiceK^"'U|IBIa'Ua'* """^ 6 dilto vedei


'onda imiii-uf-...!!'"!" C/CCad.t'1""1 lU IJe'''ino.

ho apptlI,e foni, \

*' in.in.an.cte, no,,' ^ .

IIm'"U'> "che perch so, , ^


<-H..i(nritA. Non detto UT

. *<"', li qualche Si

. Le opere ,

cI>c conferisce al

metafisica. 11 primo aspetto si rivela pi direttamente nel Heirc'ut-

grumi e nelle Neyutire (rosxen; il secondo principalmente nella


rio chiariti con sogni delta inetti fisica {Tramile), ci accorgeremo che
in essi si rivela l'uno e l'altro aspetto. Kant, dunque, in questo pe

riodo si occupa intensamente di mola Tisica, e perch affronta i mas


simi problemi impegnandosi in una discussione a fondo con le so
luzioni correnti, e perch porta a oggetto della sua

(1)

Nvllil pri'fii'/.iout- lei Hiinixi/nuul si ilici' chi1 Ir iniisiilcr:r/.ii>iii in

i-sri> esposte attilli il fruii ili 1111:1 linitfu riflessione

'i conlemporauea-

li" rannorto di Com- i''u Ja. vicino,


''i di vari filoni, di vari

riflessione il

procedimento stesso della scienza nielalisica.

MI. |i. Mi). A |ir<i|insiln

lolla Dnitllrhkrit Kinit scrivi ili Kitnm-.v, il 2S ninnilo ITIE!, clic il suo iircinculo lui occupato cifi l:i xmt riflessione da niellili anni (X, I lei Itrirftccclisct, 2 ili.. 1U22, i. 41).
(2)
Cilcri'ino d'ora in imi !< Ire opere rispeltivuniciili' cusi : llrirri*grillili, Dvtittivhkcit, Xyyatirr

il

hi

1 - CMTICA E METAFISICA

216

CttlTICA E METAFISICA

215

gina, costituito ila Ila Critica tirila ragion pura. Ma ci non gin-

ili

stiliea la fretta-, e tanto meno il silenzio, su quello ch'egli ha preeedentemeute pensato e scritto. La Critica germinala da una crisi:
e questa si maturala in questi anni dopo il "(H). Se non si vede
Itene in questa crisi, apcrlaui proprio nel Icnipo del maggiore impe
gno metafisico, si rischia di non capire il perch e il senso della so
luzione critica stessa.

Se ci occupiamo di questo periodo, in cui egli lutto preso dallo


sforzo di elaborare una metafisica, non per considerarlo isola lamente in s e come scopo a se slesso, con l'illusione di una sua
pretesa consistenza e sufficienza, fingendo d'ignorare l'esito capo-

rolgitore e annullatore che lo segu; tanto meni per contrapporlo,


come maggiormeute valido, al periodo critico ("). .Non aliliiamo af
fatto la nostalgia di rivalutare una fase kantiana da lui slesso su
perata e condannata. IS" crediamo nella consistenza e validit della
sua prima metafisica: che anzi il nostro studio ne dovr mostrare
l'irrequietezza e instabilit intcriore. N intendiamo perder d'occhio
la Critica della rugion pura, il rilcriniento alla quale ci accompa

AKinn}IK,n.o :, questa caratterizzazione del nuovo contenuto"

,'. ,1, ,,, chIlIra voIoilta ([i nMmw%mB


mt.ea, la m.gl.ore e pi ampia conoscenza che or

ili

gner costantemente per illuminare e giudicare il tormentato pe

riodo precritico: bench rileniamo che non bisogna perder l'oc

chio neanche le altare due Critiche, come purtroppo accade a chi


riduce tutta la filosolia kantiana al problema gnoseologico.
Quest'ultima osservazione vuole iippnulo richiamare la mul

tilateralit dell'edificio sistematico kantiano e l'organicit della

i 11

sua problematica, per cui stato possibile che sorgessero e sor

memoria l'Immagine viva della tfmutt%Z?Z


,, _ ? I cui Kant. cominci ad essere co, se ufo fttori ,1

konigsberg, , cerehie pi ampie, u IJer.ino e in ernmnia


<.niya per un questo p,.,-iodo, anche su ,,,( ocon.l,,
"Ul ll! " ''" '".""m1<) Pm-rilln,. la prevenzione dovuta alla

e ,)in

IM-os,,,!.,,,, sloriograncn. secondo , (|tllll. ,,,,, ,M ! , t

:: '
* " "IW BI^-.il |nh. (luin
rale appena a.-cenuak-, non dio con ,H.t| , <, con
ma co,, , ;,,,, di e ,1T1!1,cosa di .,./ fare
,

spediva non I,,, hl rMllIl, (ol,o; e

gano diverse interpretazioni genetiche o strutturali, storielle o teo


retiche del suo dinamismo interno; per cui anzi fu possibile che
sorgessero parecchi continuatori a proseguirne anche in senso di

vergente lo slancio, con sistemi imponenti che non possono ridursi


alla sola critica della conoscenza. La interdipendenza di questi pro
blemi, e cio tra il problema della giustificazione e dell'impianto
di uno studio del periodo precrilico e il problema ilciriulerprelnzioue della filosolia kantiana e il problema dello sviluppo di essa
Ct)

Come forse inlcxi-

fini'

Uvnli-r: iilnirii c<iini<

KiiiI

inli-si- clic

Ilenlor nvesse falli ni'lln min Mi-lnl;rilil.\ Si rimnll niiconi min viillu il

1 '

1 .1 n.,..lnlP del.a storia persona.e di Kant, il fatto p ri|!

caino e fondamen.ale per la filosofia posteriore, che da , fri S -

rnccoiit clic It. Kriliiiiilili fu ilei molivi <lcll:i rm-<-<>lhi <-iirnl:i iliil ItiNK.
M il urli diri zar <! farli irli Ir ilrr mrttikrilixv.licn liimxiwi (ISO(I) per desiderio
ili Kiinl. Il .suo si-o|io ilovrvn cssrro: o llvnlfrx Mrlnkrilik nix riuru Vvrxiirh
ilil rz il Ir;ini, tini krilixr.lirn Kiwi [mil Ililfr lluintiunx) iliirvh tlcu rurlcrilixchai- :u icUlnUycit-n. (IIknno Kooma.nn, llifU-sionvn Jinulx :ur Alitinopologic, Lelnzig, 1882, p. 0 sgg.)

li

-t
CRITICA E METAFISICA

,...

ri, -

21S

1 - CRITICA E MKTAKISICA

MK'I'AKISU'A

' n<.'Ile comjut puatkaiiUiine e il problema della

ta dell evoluzione personale dello stesso "


Miler.I.pendeiiza, alla piale abbiamo ripetutamei

'

i|ual. lovrcmo purtroppo rilornare sino alla


i'(>iiKiuci'<iui tisi iiiiunli Jiincrcbbiii'o nvi>f*i

ti della storia le loro semplificazioni e rii

SroiziiiiiMici per un nionienlo di Irasri'iidore quell che si iioi^v cliiiimaro il Fallo peisonale di Kiinl con la iiii'IiiIsm-si per
guardarlo in una cttrnico pi ampia.

IS'on . solo KHiit, ma tutto il mondo moilerno, lai rinasciuu'iito in pia, che appunta i suoi strali contro la nietalisica.
Jja metalisica non ha dccisanicnte come si dice una
buona stampa. Se il problematicismo e il lu-opositivismo di oggi
scrollano le spalle al sentirla nominare, l'idealismo di recentis
sima memoria ne parlava con compatimento, come di osa morta
e sepolta.

certo indiante sapere quale u^uiWca av^ l ^


""""01 810"11' ~ e 'l'1^ U avesse gli della ineUu'

IMIW rW "" Illm''SSe' e IIU "-"mente pratico

"*-1'""-, ii sigiuucaio ueile

in, la portata precisa dei suoi giudizi; il riandare il

dramma, conoscendo p.a.i radici quella mela isica aveva ne


Ri pender giovanile, di .p.ali malattie essa olTriva, di che

l/avversione per la metafisica non , dumpie, li oj;i o di ieri.


Una scorribanda per la storia dello spirito moderno polirhiii! Facil
mente mostrarne la presenza e la dilTiisionc enlro gli ultimi cinque
s!:oli, s*illo le l'orine e con gli accenli pi diversi: ora come ribel
lione. lolla contro il di lei predominio, ora coin canlo di vittoria
per la di lei dislatta; ora come canzona tura o irrisiotie, ora come
critica i condanna, l'i ci, sia nel campo propriamente lilosolico,
sia sul terreno della pnbblicisliea e della. IcMernliii-n.

Si poti'-l-1"' csi risalire dalle ribadile condanne di oggi alla


sentenza di morte proclamata dagli esecutori teslamenlari di Kaut.

1/ontologia ixt vun Kunt proakribuTl , spiegava Fidile ai suoi


primi scolari, nel corso di logica e metalisica (*J. Ci che ieri
si chiamava inelansica* scriveva Hegel n'l ISlii nella, prelazione
alla prima etliscione Iella Logica stato sterminato sin dalle
radici (iut, sozttsaunt, mit Htumpf unti titu't un*ucrt>ttvt ironie)

ed scomparso dal numero delle s-ienze... (r>). 10 si sa che, se


Fichte ed Hegel e Schelliug e gli altri grandi eredi e continuatori
della lilosofia trascendentale converlirono piesla, in parie, in una

nuova specie di melalisica, il neokantismo insorse poi, per ricon PI"rU,,,o parlare

durla alla purezza delle origini, con un ritorno al vero Kaul.; come
si sa ch\ ogni volla die alcuno (dal Paniseli ti Al. Wiimlll Ita osalo
parlare di Kaul. iihiic mei a Tisico, sono insilili i pi redeli e alitolizzati rappn'sentanti della tradizione kantiana, a direndere lo
spirito del criticismo.

Dai filosofi si pu passare ai poeti: a Schiller, che parodiava

(I) .!. O. Kicjitk. Xtwhgrlaaxwc Schrlftrn, 11: A uh din Juhrni


/S00 (prilli. 1i"), |i. Iti.
(T.) HKdia., Loti ih: Yorrnlc :nr I. AiiHfutOr. (1S12), 2" wi

METAFISICA

219

le sp^gazioni metafisiche come Volire aveva parodiato la virtus


ilormitua; a Goolhe, che faceva tessere l'ironico elogio della nieUilwip,, proprio da Uofistorele all'ingenuo e sbalordito scolaro ().

.Ma dall'era kjiuliiiiia si pu risalire indietro. Se infatti dalla


""< ili-I Netlcccnlo risali;,,,,,, hII'iik di quel secolo, anche allora,
"I orgcrc iMV.lHfklarnui; (edest-M, potremo aulire espressioni di

l"1ilM e d'irrisione verso la metafisica - la Sckulmctaphysik


protestante che gi da un secolo iloniinuvu in Germania iu
bocca u uomini rappresentativi come Cristiano Thomasio lo sto
rico della lilosolia JJrncker, il teologo pielisfeggiante Uuddeus Voci
li decisa avversione non erano mancate, del resto, nello stesso
periodo del suo trionfo, quando cio, nel Seicento, la metafisica di

220

1 - CRITICA K MKTAF1HICA

clima iilosolco pivoccupato della metodologia e ilei problema della

conoscenza e rinchiuso nella soggettivit, quale si svolto lai cri

ticismo all'idealismo trascendentale e al positivismo.

In tutte queste correnti, iu tulli questi atteggiamenti, iu tutte


queste sistemazioni lilosolche la mclalisica osteggiata come un
peso morto, un corpo cstram^o, o sbandita come un incubo imma
ginario o una chimera.

Abbinino voluto risalire a ritroso lungo le vicende e le svolte


lei pensiero tedesco degli ultimi quattro o cinque secoli e anche

spingere lo sguardo attorno, oltre la Ucrinnuia, iiell'lOuropa del-,


l'evo moderno, per guadagnare orizzonte e renderci cos miglior
conto del fenomeno iudulibiameiitc siguilicalivo che costituito da

Iijmi suareziano conquistava una ad una le llwhsvhulcn tedesche


une!,,, e miimlt.nllo le lulerane, e preslava i suoi servigi all'inse""""''
'logico: avve.-siono, che si rifaceva all'originario irraznmatismo e sopra,ina finalismo di Lnlero, che s'ispirava ,ille
orioni, in.slicoesoleriehe (p. es. del llohmc). Alu dal Seicento pos-

questo ripetuto rigetto della metafisica. Il coro imponente, nella

periodo umanista, come anche agli iui/.i della lliroi-nui, potremmo


spigolare un'alli-n gran quantit di espressioni dispeltose e di con-

gnificativo?

canzonino il gergo barbarice o l'astrusit della metafisica, sia che

per una ragione liveisa. La ragione per cui l'umanista deride il

sua estensione nello spazio e nel tempo, nella sua coucordia e con

tinuit: e costituisce alla sua voll;i uu problema. Ci sembra di


trovarci di

fronte a

un giudizio storico. 10' vero, per altro, che

questo coro non < all'unisono, giacch risulta di voci diverse. Ma

hiiiiuo risiilire ancora in.lielro: e nel Cinquecento e in genere nel

l'accordo di diverse note non sarebbe forse per ci stesso pi si

danne e di lielTe, sia che esse, in bocca agli umanisti, deplorino o

cennato sono concordi ucll'ostcggiarc la meliilsici, : ina ciascuna

sul labbro dei luterani, indichino l'avversione .. la preoccupazione

cattivo gusto e le malinconiche o balzane astruserie degli Scola

per I insidia razionalista e pagana in essa celata (7).

Ci siamo ristretti all'orizzonte tedesco: ma il discorso potrebbe

venire esteso agli altri campi nazionali in cui s' svolto il nnovo pen-

8lel '
iiinwimento hi qua. Anche in essi bench in modi e toni
diversi, dato cogliere l'avversione contro la metafisica: si tratti
dei circoli nominalisli, o del nuovo spirito umanista, o della nuova

scienza sperimentale, o dell'empirismo psicologislico o fenomenisi .co. o della mentalit matematica, o di quella giuridica o economica, cos dimise nell'era illiiuiiuisla, o, dualmente, del nuovo
llli;nli' " '.BVAiv

"H ni' li

NltHieh-}v*HUi*vhr. unii

17. .lahrhmulnlx, irumburir MKiT ,. 77

Ki'iidiamoceue conto. Tutte quelle

coitimi(i

cui

abbiamo ac

stici, non quella per cui il luterano ne diffida come di una wpientia carnis o di

uirtfnr ttnihfita diaboli (");

la

ragione che

muove Galilei non (niella che muove Lorenzo Valili; il motivo


aiitimctnusico del politico non quello dell'artista u quello del

critico della conoscenza; e cos di seguito. Tulli d'accordo sul Jier-

I saglio, non lo sono sul motivo o sulla direzione dei loro attacchi ;

anzi non sono l'accordo tra loro slessi, nella loro eom-ozioiiT- del
I mondo e Iella vita. L'uiinnlinH materiale copre una elTcUiva di-

Yersit formale: e, dato :he il valore e la portala di un'azione sono

costituiti dal loro intimo perch, qut'sti perclu1 diversi, ;ui/,i diver
genti, non si sommano, ma possono ancln1 elidersi. Insoniiua, alla
forza, probanlc di qiuwlo consenso variopinto si pu applicare la
vecchia massima : qui iiimix /inibiti, niliil finibili.

Ma c'' ancora un'altra cosa da osservare. E' proprio unico il

(7n V "'"'i''" rimami:,re al 1il.ro gi fimi ,1,.) T.ewaj.tkk o ali,.

ttn,,*c,,la,,,K Wl,B. ,vei) e .ti .Max IToJS

phdosophiv uu Zrilallvr ,hr Aufkanwg, Tttbiiigen, ]!Wr.)

"'C"C

(S)
Sono cxiircssloni ili Damki. Hofmann ({ lini) p di Johann AnokI.1UR von Wkuiikniiac.kn (.}. l(i2). QucsL'nltinio fini ciitiisinsta dui lluluuc;
ma unclie nllorn si esprimeva in iiuel motto.

ti

1^

ti

^T

__

^ "~ =- ~r B s-1^

|I.^ S e
su

- = " J: <= -i "S = k "

CRITICAI)

293

'o.'0 mia corrente flosofica che non rivendichi per s


T.wl* "* Ci si prosenta, anche qui. ,, va.

'-'' n '*

.."..T"!"!." <U'"P cf>Pliricazioni storiche che se


azioni che si e

livello o teliti

224

1 - C111T10A K MKTAKIKICA

iif.
massiccio dominai isinn. ma .la

mi pensiero erteli ivo nel quale la

esigenza critica aveva avuto jri; iikhIo .li Far senlire i suoi fcrnitMi-

ti. il ci clic i seguenti c:i])iloli vorrelilicM'o mostrare in modo pi


determinato. E questo appunto il coni rilutto che simili ricerche
storielle vogliono portare. Quale caso migliore e pifi adatto e red
ditizio potremmo poi incontrare fo non qui'Jlo ili KiiiiI? Se la sua

rssr:

esperienza di critico davvero esemplare per la sua costanza at

, Fi

traverso una vita inlera. per la molteplicit e la ricchezza delle sue


analisi, per lo sfm-zo metodico e l'impegno sistema lieo di formula
zione progressiva, si pu esser sicuri che la fatica al torno a lui
non spesa invano.

n n, il

T ::nlP '" T"n 11PlIn s(<"-i" ^"a filosofi. AJ

pnnu usfa, no potrebbe sembrare ,, vo(1). ,,.,. __

Non bisogna intimi.) dimenticare che il vocabolo critica,


non cerlauieiite nuovo, aveva cominciato a ricorrere con sistema
tica frequenza sin dagli inizi lei Kcflcccnio, anzi dagli ,ili imi de

cenni del secolo precedente. Appariva su vari campi. |T,io era il

:.,s,. ,., vari |,mm,,. M H hl,Here.,lM. precis:,.

,,: giacrh ,,,,,.11,, .onsiderazione

campo 111.isolici. s|n'ci:iliui'iilr

nel sei Lire della

esegi-si

liililica.

nomi pi calzanti. ]>er indicare la nuova consapevolezza che vi ac

ntisi, o !.. articolerebbe , una spe,ie , ,,,.,, lU.,IVsJ{;eiIza

Non . il -timi .li sorr.Miii.Misi <j.ii :, |,.|,|,m. ^ WolKiiiK.|,f, die

I"m^ms
S", ^
ZT^lHllHV
* S "OSSSI- " - ";ii "" in n S
1 1
P;.tnl>llfre !" "IHTlflHIA .Mio sue o,nlonf
IH.IRI .ol loro monopol.o. o se l'e.sijrei,zn rilica sin ffOri

quistava lo spirilo critico, possono esser quelli del protestante Jean

Le (Mere (lobanues derirus) e del cattolico Uichard Minimi (").


T/altro campo fu^ cui il termine aveva acquistalo piena cittadinan
za, era .piello dell'estetica : dal l>uhos al fiollschcd e agli Svizzeri,

por finire con TTonr.v TToine. che issava il nome rrildsm come una

bandiera sulla sua opera divelliti ben preslo notissima (10).

Era inevitabile che dal campo della storia e del gusto il voca
bolo fatale passasse un liei giorno a quello della filosofia. TI dubbio

,lcllffl,

t]

p(.llsim,

,lcl|I

|nk.||llpilR|

nnBln.,,,lHfl con ,-sso. ,,,,, ,, Opposizi<M,e .livor,, o ,"

"H- n.u. SM,eri.M ,l| nUtoM ninl^e inolim!n..bni: o i " .'. ai

e qui itoih. * ,li ,loh,.. che I1M,ie si r,,n.,,,M. R

* ; *

e l'esame non vi erano gi in atto? E se il l.ayle aveva adoperato


la

parola

nel

titolo del suo

Itivinnnuirr hHloru/iw et oritiqnc

nfiOfi) che molto si occupava di filosofia, il suo traduttore ledesco


rollsched, <'1iiain:iml)> enfiaci la sua poetica, ne voleva significare
la

fondatezza filosofi.-a. 1 Inviti Ifiiiuo, iter altro, nell'introduzione

i"epoc-l.oi pnssnle ,lclln storin ,1riln


'""rf1.| nrlln

al suo Tnuilhc (M'.W). che doveva divenltire un classico della cri

// ."'..lnulo il s,m,so ,loll lo,,, .! .-...hm,..;, /.!,, loro 1, !.

za del gusto, allineata con le altre scienze della logica, della ino

fiL i

Y;n.|.I..M,, ,h multi v.,lwi ,.ht. h, slo.i:, pilfl ,,,,, Al.nlir, ,.

.........1.,. lo pHvis^ioni KiA m,,,, i', .H(i Ki, H"i!,ri

lo

Ni-ri..na. ,: kim.iiI.iIo. miroMio come un {,I,oli,o i sonliori Ki tr.c-

U iirtln rmrHln e voleri, rinf.rnvem.re ,,el follo. ,, J^ntl


.jrnnolio , , recide,. proprio vn,,fwlo qnei . che

as

n. p,o .*.., sol.,,,,,, s,,,.s,,,H. e ,Mco,,,inci.,re. i,,Son,,ni,.,,;, capo

II cr,hc,s,,,o ,li Kant sfato prccelnto. non la un generico e

tica filosi,fica, adoperava il nome di rrHrmn per designare la scien


rale e della politica.
M

Ofr. l'Ari. U.v/Aitn. I.n rrixr ile In roiixrirni'r riinipri'iim; HI voi.:

\ittrx rt rfiftrrurrx. Vnris. 1K5-I. ,i|i. 7S-7!.

(W)

Prima. Jrflcrinn ri-ilir/ursi xur In fini'aiV il In prhilnn; 1710.

(iittbciikm. Crilxrhr lirlttkuiml. 1730. itnDMKtt o TttiKlTlNflKR Ira il 17-10 p


il 1741 pul)l>Hc:irono pi il'iinn Critixrlir Abhnnillimu sul mcmriclioso, sui

liin.lrl jinplici. sul |uimnni... TI. IIomf. F.lcmrnlx nf rrilMum. 17(!2. lion
lircsto (nidolto in tpthwo (la wl. 17KM7!0).

-r

Ui

Ili
I OltlTICA B MRTAMfilCA

220

Inno il uriiim ihmisovh li "Kniif. Mclodo iinnlisi erano le voci iloniiiiiiiili IV|mh-;i. ir Woll" l'eli t> iiii|>ii'jin:iv:i l'iihnuslcrii ili KuiijjkIhm'jj
'cijjlh'vu in so IVit'tlih Ii'ilmixiaiiit < nnHii' i|iualhi c:ii-U'si:tiiii. Si
si Ilo csiij;iiiz( k'ila riiiilanii'iitjmml. N'Ha iUmUizoiic. tirila si-

li)

iaiicilA. rosi vivo in t\\w\ razionalismo.


Quando il razionalismo lfiluiizio-wolliano kuIi

in varia finisa l'asKillo 'ni|iiiisla. si |in Iicii ilire tlic si Irai lava ili'll'iiifonlro
rnn un'altra farina u'HIVsif'enza i-rilica. Uni l'avvoi-limi'iilo tlcllii

......,.,.v,.lrazi, , IC:lll,

iiMlis|icnsalilit ilcHVsjici'icnzsi : <"<1 era un altro senso -In- si iliiva


alla rifk'ssiono, avviandola ad mia analisi della coscienza in eieinculi psicologici e al lenlativo di ima sua spiegazioni jionotini.

Era audio il farmeli lo di uno scetticismo, elio so non altro spingeva


a un nuovo atteggiamento melodico.

Ognuno vedo conio la doppia azione del Movilo critico dol razio
nalismo e di quello deircnipirisnu) si possa scorgere, variamente
dislrilmila e varianienle inlrc.-ciala. nel primo e nel secondo de
cennio dell'allivil ilei giovane lilosidn.

lSicliiamiamo sommariamente e scliemalicainonto i principali


molivi critici affiorati nella coscienza di Knnl dal 1747 al 175!!.
Quello elio oYcnrro non una filosofia grandiosa, ina una filo
sofia solida, fondata. Importa fare a Menziono al niottux connosconti. Si sia lilteri di criticare, pur cimi rispodo, un Newlon, un

Loihniz, mi Descartes (fctltinLcu). rrocodere nhht cittxclichlciul,


xnixlcni prfnnl, non sentenziando tua esaminando ih ti ir Enie

rcraltc). TI tentativo di dedurre sisleiualioamonte l'ordinamento

e l'origine della natura rx proprii* principii*, dalle propriet uni

versali della natura, secondo i principi newtoniani. TI problema

della conciliazione di necessit e razionalit (Mluciiiriic Nuturj/esrhichti'). Vi et nilionc. Filimi cxpn-icutiuc et ycowrtriac
(De iifiic). Prilliti iiriiici/iiit coffa il ionia, h'titio ih-tn-nihuiwt rrritiitix eri Iniii in et foun (S'urti tlilin-ittttli<>\. La 1 inerenza meto

dica tra l'aslrologia e la scienza il-'ortticxctzlc P>rl meli finn/).


T'aita inettiph{/.tiene citili tjromrtriti jinicltic. Lo nporie e le anlino-

mle: Ira la filosofia trascendentale e la geometria iMuniuUilwfui


pluixicti).

M rapporto Ira la leoria scioltiilica e la conferma spe

rimentale i'I'licoric iter Wiiitlc). -

t'orno si venga ai eoneolli e ai

principi della meccanica. Dipendenza del loro valore dall'imposta

zione iniziale, dal riferimento assoluto o relativo (Mrtietjriff).


E cosi via.

E non sarebbe lecito parlare ancora di un'altra forma di ain-

228

CRITICA

"onimenlo erilieo quando i(1 ,.,,, ,. ,

zii. dello spazio, della causa, della sostanza, dell'analisi e della

sintesi, deir:i|*i-!nri e dell'apiisieiioii. della di Ile le 11 za ira il includo

^7 '"" II-"-"'- '" ,11 Il.mi.m un,

ia

I - CRITICA E METAFISICA

niafoinalico e il metodo filosofiro. (l'er taluno di <|iiesli proldcmi,


tinello, p. es., dello spazio, si va dalle Xn/alirr (Irhuni del tifi"

? I)lovot|lpr ! i fratti. (Tale sar anche

n\'lTittrr*rhh'tl tlcr (n/i'inni del

I7IJS, si risale anzi dietro e si

tende olire ipielle date).

'"- Dato l'in(irccin di rillessione crilicii sulla l'orina del pensare


e di ricerca critica sul millennio pensalo, e data la mulini stimola
zione e citiiipencl razione dei prnldcini, ci si pu al leudere clic si
acuisca il disagio della coscienza ili Kaul. impregnala di raziona
lismo, scossa dall'empirismo, sollecitala da

vari

fcrinciili. come

quelli haniauniani e roussoviani.

i dell.

L"^

**

II confronlamenlo. appunto, del razionalismo e dell'empirismo

nel groppo di problemi divenuto oramai esasperatile, spinile Kaul


alla eri lira delle crilirlie razionalista ed empirista. lVII'ima e del
l'ali 1:1 ci{li vede le istanze piixilive. che per bisogna couriliare r-

rendere complementari, dell'una e del l'ai Ira egli scorge le lacune:


e se infastidito dal vuoto delle presunzioni razionalislielie. sente
anclie crescergli riiisiidilisfazioue |iei- la cecit empirista di finn liai valori.

l non sono forse manireslazioiii dello spirilo critico, in juista fase, il

tener fermo ai punti aci|iiisili foruiulaudoli accuraia-

mente. l'accorgersi delle antinomie e il tentarne una soluzione.


si

,i

l'accorgersi della presenza di presupposii da jjiuslil'icarc. l'im

, e.si. Vedremo c|ie <|,,<li<;OKn (I1 d0 s,

I>">""' lMirte wvovve nolare che la riilossione crtica si affila


, |iiHu> 1 infoiinone alla forma del pensare in lui hit in...

v- < In cos.ddH.a n.o.a.isica special,, e ,-io i, problen a fo

pegnarsi a una sislmazione quant' pi possibile coerente ed esau

stiva? E non sar critico il sentire, non solo l'insufficienza dell'a-

priori formale. 111:1 anche l'insufficienza lei soli problema

gno

seologie?
Ila ceco presentarsi allre svolle nella escavazione riflessiva,
altre esplicazioni lei fcrmeulo eri liei. A un dato momento si po

tenzia un'esistenza gi viva da tempo: quella dcH'inininiiculismo.


La critica assume il viso di un progni tu ina che deve 1 limosi rare la
immanenza del tulio nella coscienza. Il vecchio problema ilei pou-

le Ira la coscienza e la rea U viene avvialo verso una soluzione

'!"
!' '

... ,

i.Irl,,. Ki,iwl jmi.|,,. ) ,,,H:,rri,a ,..-

'"''- 'I -loppi <*."..' rri..,,|,. , ,,,al,rialt. sr-, ,,

r.H. ., sorio di pro.,l,,ni spaiali, che riprendono alme o ,arfo

Mini Hpecnlafivi o lodici Ki vivi nel pensiero di Kant

or volta, con ,-,,, . IllIove RoIn5!<)Ilij 1l,sfoi,nano' ^^


fon.. generale. Sono i problemi, p. es.. lell'esistenza e

radicale, la quale per cerca un assesta inculo che eluda gli squili
bri passali e salvaguardi i punti fermi acquisiti. La tensione Ira
l'esigenza

idealista

e lVsiurnza

metodologica

rivela

lo sforzo di

trovare una nuova soggcllivil clic assicuri im'oggcllivil superio

re. Intanto apparsa una soluzione che sembra superare molle dif-

a CUIT1CA

229

inumi
ih.

'^1 "

'

"""' " bm"- m

';::,::;/:,,c":1:;::1::

I, fi

232

II - EST KU OVEST

berg, otliinamente ToiiiKa; e Jaiislololico Chrislian Dicier (KilO1088) ai suoi,tempi era onlenU di Irovarvi ludo qm-llo die desi

derava ('). 3la ([ilanli di quei volumi della Kcliiilincliitiliijtiit del


Seicento saranno siali aperti la Kaul?

f...'.....

'egli anni di studente quanta parie delle tradizioni storielle


della sua universit sar entrata nell'ambito dei suoi iiitm-cssi ?
l'ochissima, crediamo. Lo vediamo dai problemi i-lie l'appassio

II

nano e dai nomi citali che contrassegnano la sua rullimi; Jo in

EST ED OVEST

studio solitario; e conosciamo, dagli scritti che pubblic al suo

doviniamo da ci che non dice, l'oi, erano venuti gli anni dello

ritorno in Konigsberg, di quali autori e di quali temi si fosse


mitrilo: s'era formala una cullimi prevalentemente scienlilica e

occidentale.

,, *z , ' "T

'/''" ri"vllHliI "

' '

""

sidi
I\ Ti
" ,.,
"
l-"lK-vlHB,
dell'autore
Mudi.,.,,,
f;milo ,ium.
,e":lfaMl
i
J'er condizioni ambientali possiamo intendere anche e

'< .1 i-himi spiritual con 1, h,,,. In,.!!.],,! fll,S 1


1.*..-*, co,, 1, tendenze spesso ,M-,,nl(,ss, ,, sin^de ^ ^

minale questioni scientifiche o liloso/iche. e simili

"''- ""<>', ...-, rl.*, ci. KB11, n,,,sh

.1. a sua cult,,,:, , d,,|, Wltt ,,,

,, p ,,.,

sfondi ila|tprima silenziosi deirainliienle.

pure per tramite di WoltT. TS' Koni^sberg rappresentava d'alita


parte tutta l'anima germanica in tulle le esplicazioni e com

di KO

plicazioni.

in^ m.,

ilo ,r

Intendiamo servirci ili questi inquadramenti nini ijninu utili*.


Nessun pensatore, Imito meno Kant si spiega con gl'influssi o

fas dello

oiiidcnlali-, avr

rate e semplicisticiie, basti richiamare il nome di Leiltniz, germa

ti H.e ui, semplice valore ,li ,Hcasio,u, slimolatrice, cornei

Inno are n,,l,Hlo,,0 (cmpesliva, e so.npr,' ne,essnri men.e

<-iiIIiii:i

nico quanfaltri nini e pur perfettamente europei e assimila loie


delle migliori e pi fi profonde esigenze occidentali. Anche a Konigslterg si poteva trar beneficio dalla sintesi da lui operata. sia

c-o., mdett, pe,; determinati temi, o ,e polemiche srte'u

'".' <". l..lMl.lIKS s,n,pr, ,,,,ppo vas.a per es.^e

iiiodcrna

avuto occasione e necessit di prendere altres coscienza delle


tradizioni e della storia due volle secolare della sua universit.
Teniamo presenti e distinti i due aspetti, rievochiamo bre
vemente la dop|)Rvcornice ambientale, per quella luce che possono

Mi
w-t :\i

tazione si riguarda il mondo germanico, con la seconda il mondo


franco-inglese, flla, a smussare il pericolo di prospettive esage

....1. da l'estero, gli scambi intellettuali .. quei o

n|.wmlm Ir ,.rnM! manilVs.a.ioni k!IM,ia,,,. |11VW

sempre meglio alleulo alhi

I
1

termini un po' solenni e pesanti, diremo che con la prima aiubien-

che homo , libr, e le riviste e gli :,Mi delle varie Accademie, ,i

brB; ma s,d,. p,.,- (JUPi ,, H|V|,, ,1,.(,,SS!|1.io

Ma ora che il May'mtcr, ottenuta la rmiu ilinnidi. tiene corsi


dal 17"i">, si pu ? si deve lilciicrc HiVgli si sia progressivamente
insci-ilo nel mondo :irr:idi-min> lor;i|i\ II kiiii spirilo, <;i:i apcrli <

dare alla prossima attivit kantiana. Se vogliamo adoperare due

un,,, , o .ncarnanli rciicacia ,11 singo.i muorile fermenti


mi t mhmIi, possimi,,, anche comprendervi li iuflussi

>P '. I.Wi.m predilo la rl,WHmlo,,


.-al,,,-, da .lb.lrilHi.li,. s,,,
. ,.,. h,,

Mi1

Ad esempio, cera bene una bil,lio(eca niiivewitaria a Konigs-

(1) OiTtz voi Sim.i.i:. Ormrliirhh: >hr Mhnlitx-riiinrxittit zii Ki~,.


iliffmura In l'nttxxm. Ki'inlRslier. 1H, p. <is. |>hIIVIi>ii<ii IH libri filoxnfi.-i
<ll bit. X\ li cslslcnli urli., liililinliilif (iMlcKHir. <h<> Max Wiimit incinullc
nlln sui) |HTii: Die ihiilxt:h,- Hrliuliinliiiiliiixik ./.* n. Julirhmulnlx (TiihillfTi'll, 1!:. |i|>. X-XXVI). si Miri visiere <|ii:ili fnssiT nii-sriili itila ITnivi*r

siliilKl.IblH.lhek 11 KiiiiipJl,,T:

"'

!
!

Iiit
I

Mi
:!P
lift L

LE TIAI.IZIOXI UNIVKIlSIT.UtlE Dt KONIOSIIKIt.l

ZrHU

234

!?r '" " ~8'Wo'o Hchp.Woi.0 che

ni.i latto della pnlr.a tradizione culturalespirituale non

l,.,d,an,o afalto dire che si sa trattato di una regione pa !


iiitiil.ik. \

misi anzi rungilo, ma con una consapevolezza nuovi-

ne rA errilo ,.,, defluire meglio se stesso. Ovvero il nuvo

I"ilU"Iil irml.iO,.! e alla u

.i

i I

II

- EST E OVEST

Luter nei primi anni di Sfumi inni Diuikj rifornii!lorio a Wilteil- /

berg, a un atteggiamento di veemente -ondanua della lilosolia, f


specialuienle li piella aristotelica, e Iella sistemazione teologica

degli scolastici, in nome della nuova fele biblista e paolina. In


seguito, per'necessit riconosciute almeno in

parie dallo stesso

Luter, e per ragioni che a lungo andare lo avrebbero distanzialo

la lui, Melanchlhou ridiede spazio agli sludi

umanistici ed alla

attivila razionale e riabilit l'utilizzazione li una certa parie Iella


filosofia aristotelica nella stessa formazione della dogmatica pro
testante (-). Tale irrequietezza nella concezione dei rapporti tra
fede e ragione, ed anche i contrasti tra i vari elementi ideali e

i qualche slimolo

tra i diversi fattori storici della rivoluzione protestante, nonch

gli dalla

la tensione tra le forze religiose, politiche, sociali e culturali che


dovevano dirigere l'ordinamento

accademico,

stavano

come

una

omiiiosa costellazione alla culla dell'universit.

l'n episodio ilei priiiiissiiui anni mise in cviitcnzn la parados

ocei.lenhl

' K

sale situazione lei nascente aleneo: l.i venula li Osiaudcr, il teo

logo misticheggiantc, amico di iMclauchthoii e ammiratore di Luter


ma anche di Iteucldiu, Copernico e l'ico, con la predica R,ill'./?/>rii-

IK TIMfilZin.M PNIVKKRITAttin HI KoKICSBKRa


J rironom. ,|n ludi ,-,,,. wolnsIm, c

|o(,

S"
r.lim"-sf"1;!i
iHidii,,n,i<lm>iiiii
<idhi vHi'u^'
fcli ";
iiHimi. .\d
oK... modo, Pi,
llom luett((Ilo
"

s polare c-omponehazione di elomenli cullurali e spirita ,H Z S

-Ter* allo,,, a Kant e che ,i elTelfua in ogni vila cneril


,,,.,

-IH. R... J(1!1,.sh-o deli-Ordine 'JY,,lo,,ir, necol.iVirVnUwl


o. suo ,,ssaWio alla ,,usa luterana, aveva i due S'
wnl. covane sludeute, avr polulo assislere alle feste giubilar
la sullo sfon.lo policromo e drammatico lcgl'ImVi dell-i R

^r plmm dI ri

icl(ore ne era sialo il jjoner (icori? Subinus

S .ens, nn p(, alla parabola pe,rom, ,la 3rcl..,,cl.U,on:

enlus.ns.a ,|,.B,, ,, n|HH

slione non soltanto la teologia luterana, ma anche la funzione che

l'universit doveva assolvere.

I contrasti politici, resi pi acuii pel fatto del pi stretto nesso


di stato e chiesa in regime protestante, si erano accesi per il pre
dominio sulla vita universitaria, che veniva conteso dal duca fon
datore, dagli HI ii urie cittadini e dal re di Colonia; e non si seda

"'f,i"i

r.a AII.Hii,,,,, H.iamala cos dal Tondalore il dm-a Ali,-

Jornw. |/m*lwiB tlH 111I0V0 il(,m>(>

Ira le proteste dei colleglli e i coni rasi i fra le varie Iciiilcn/.e prole-

slanl iche e l'imbarazzo del luca r'|. (Juci lenii mei levano in pie-

I' ' '' ! Phmhosso della formazione iniziale di Kant Ha

l..so,,a nsalne ,|,, qlIl.i <k.mm


della umveisil <li Konigsberg.

hild Gottcs e la disputa all'universil su Gcsciz nini Hrangcliuw,

"Z*

rono neanche piando dal H51S rantolila politica si stabilizz nella

persona del principe elettore di Brandenburg, la cui fede calvini


sta insospettiva i celi politici locali, oramai irrigiditisi nella cosid

detta ortodossia luterana; e neppure pianilo nel 1701

il principe

elettore assunse il titolo e la corona di re di Crussia e cominci


la sua politica religioso-culturale col proleggere i pici isti.
I coni rasi i religiosi, dapprima sullo sfondo Ielle violente lolle
(")
C-fr. l'irmi I'ktkiwkn. (U-xvh'whlr ilir arixliiti-lisrlicn /7ii7<vk;i/mV imi
jirolrxltmlixrhfii tcutsrUlumt. \.v\\r/.'\K l'.l'-l, |i|i. 1!1-IS. ITr. nuche il vi-ci-hin.
ru:i M'inprc Cornili iiirril;il<'. lilir ili Kiinst Tiiiii.i.tkcii, Vi rumi fi nini tffenhnrnug bvi lohnini UiThtinl nini M< lunch Uhm. (liitrrxurlmitti znr (Smchchlc

tltr aNiirotcsIatttixcltcn 7'ltcoUigit', GuUIiwii, 1891.


(3) Gora von Selle, oji. eli., pp. 35AI.

11

R TIAMZIOKi NIVERSITARIE I>I KONIUSBERO

235

li - Krt i:d ovkht

io: professore di teolci^m, volle con In siisi Sapirnfia sru Philuxn

msmm
s

biiii

pli'ia prima,(1<S4:-1) mostrare crune si potessi' e si dovesse ulilix./.iiir


Arislotele. Un ciHifi-oulo rol Culov pu Itene il [inni 11:1 ic il diversi
modo in cui s'intender tale utilizzazione a Koiii^sliei-^ (ma nnrlie
altrove). Tanto il Calov quanto il i>reier si ri*-liiaiuav;iiio espiicitaiuente a un motto dello .Sclieyk lf 1587): Timi tinniti (>>
(jnicfas et bvattis ecclesia*, ni uut J'Iiiloxo/ihi [Mctiiphi/shi) rnr timi
opcram Thrologiun, tmt Tlieolot/i pii iIusopii ni tur pv . Non t-lii
non veda, come tale programma ideali; fosse mi superamento del

l'iniziale luIcrnncKiitio puro, impaziente, e liflldente verso ogni in


tervento della ragione nel mondo della fede. Non dillicile vedi-ri".
inoltre, cirrato superava nuche le prospettive melodiche e le di
sposizioui didattiche di Melaiichthon : gini-chr Yiixitx nrtfitiiinis d:i
questi concesso riguardo alla tisica e all'antropologia (olire che
alla logica), di Aristolele, veniva concepito in maniera coni ingente
ed estrinseca (confer concepito in modo formale quello della I
gicu), e non comprendeva la mela tisica. Il Calov e il Dreier as<ti
nievauo adesso. Uopo una riabilitazione operatasi nella Ortnunia
protestante sin dall'ultimo decennio del Cinquecento, proprio la
metafisica, la parte per cos dire pi pericolosa di Alivi
tele. Ma, mentrcMl Calov l'adoperava, non solo come mezzo apolo
getico e dilucidatoHo, ina anche come arnia controversisi ira cmi
tro i calvinisti e i sociniani e. gli zwingliani e i gesnili, il iMeier le
riconosceva pi pienamente un valore per s, sottolineando nella
prefazione alla sua opera quoti l'hilumph'm prr e lumi hi te in(fcnii studio ditjiia- sif et uh titillimi usimi addixctttm; srd i/m *H
iltimtts finis an felicilas naturali/i, ad qttam homo mlx/nit : e

l'adoperava nuche con intenzioni ireniche, nel quadro del moti


mento calixtiauo. 11 modo, dunque, con cui il Dreier concepita la

i..;loKlelM.... BiMwh.l.l,.|,,. ic inni

(te i>nnoHo,,hUvh,- Montini; Z

./.r Or,hU,loxU; U>\Vv.\g HNI7 10


jt. cfr. V.

2i Sg.

(f.)

i,0

" """

nietalisica e la sua funzione nelle facolt delle universit piote


stanti costituiva un passo lieu significativo: saldava la rottura
con la Scolastica iilosoucn-tcologica, rottura avvenuta agli inizi
della Riforn, riprendeva il contatto con la tradizione filnsofira
classica di cui s'era con moto progressivo nutrito il medioevo la
tino, si apriva con fiducia all'opera della ragione nella sfera di un
umanesimo cristiano, riconosceva la legittimila e la validit di una

distintivo di

() Ter il Preler la philoxnpha prima, e cio il culmino della Mrtafinte di Arlstotelc, iion era nitro che Micologia naturali. E* ni.lcv..!e cht

1>"I113:{13(5- '"'-' novit


!'?k7.IUllli k-tTbb
op.

l/iirlsl..|,.|!sni(

s..n nmni,,:,. ,. si i,.,,,,,

su hmir IHv ,h-,,l*<h

52
fronte Ile

g.riiinulcli.

teologia iiatmale (") e la possibilit di una sistemazione teologica

ti

'

TltA

INI

COI

menti

iinimi

oey.|5;I

237
>n ap-

LE TltAIHZlONI UKIVEItSITAIlIB DI KCNIOSDKRO

239

s "felici si cliiiinn,im-nno se Li metatlsicn o l'ontologia 1101, fosse


Hip un Lr.nl.-on phitonphicnm rii termini generalissimi c rapso'"' II lenti,Ine, |,(.r altro hiteressanle, d'integrare hl me.tansiea

240

EST F.D OVEST

chiesa ili sialo, ma anche e soprallulfn perche si crii

ius:ihhiat

nella supcrflcialilA e infccondila relifiiosa riejili stessi suoi pi-omotori (").

r.slolel.coscolasliea con !.. scienze proemiali o nusilinrie riditi

(...oslologin t. della Neologia _ l*.,il:Hiv a cui si licle tutta una


iHC'i-n .li filoso!"! "> _ si ora ,,moscialo ,.11,. fine del secolo sotto

Il

le critiche o 1,. in-jsioni ("'). Ti grave ,,, ,., rrnltiirn col .moro

tanto indiretta ch'esso pu gettare sulla problematica filosofie"

ni.Mlcii.a. ("era. infine, pIn o 1I1PI)(, jIIrollwl,K,voIe dissimulata

mente conoscili In. (li episodi pi salienti della vita universitari:)

spirilo sciciiihco. |M.r l'incomprensione che gli aristotelici io,,H.


miiivimn .-.,1 avere per le iiialematicbe e per la fisica e l'astronomia

religiosa di Kant.

iii.il gravissima iitniiin-Ri>iritiiiil(.. IV,- reagir,. all'esclusivismo .Iella"


rIc e tifila soprannatura, i difensori della metafisica sei-ano dati

rii Konitisberg sono la comparsa del pietismo, la diffusioni Iella fi

a "un iin.rophito.w/tlmthcnh,!,;,,, .piale i novalori del Cinquecento


avevano deprecata, e praticavano una specie rii razionalizzazione
pi Ungimi: 1 accusa rii razionalismo . molla loro gi rial Wer-

.le.ihngen nel UV.i'2, acquisiva quindi sempre maggiore risonanza,


- e verr rinforzala tra poco dai pielisli. (iuardanrio all'insieme

.l.alefl.co .lei travaglio rie! moii.lo protesti.nle (che non bisogna


min perder di visti., per capire il dramma della fiat Ima violenta e
nirauta dell,, sintesi cattolica !.. tronconi conlrnstanlisi). si eompiPi.de bene el.e quella ontologia livellatrice e pansonea dovesse

a|'|me. a qu.-.i.ti conservavano il senso ac.

lei soprannaturale

p ilelln ferie, ernie una negazione della trascendenr.,. rii Dio riel
mondo ascetit-o e mistico e dei misteri cristiani. Ce ne dovremo

ricordare, per capire certi rinalismi c eerte compensazioni riel fu


turo mou.lo kantiano. _ Come in quel preluriio rii razionalismo si
pu vedere In minaccia rii ehi Voglia risolvere o laicizzare la Rivehiz.one. oosl in quella sorta rii intellettualismo si pu vedere mi
modo esistenziale riello spirito: latteria mento di chi non porca
surr.cente i.llenzione alla voce intcriore della semplicit morale e
"mi si abbandoni nll'inrffo inerfabile della rinascila evangelica E
rmse il molo sii.erelisla ersi milito, non solo perche si era .n-iplmfo trii gli scogli dellii opposizione iissionale e inleressata .Iella
K. ltAltlllKI.H. (KII.FIS.

.l'in. n..|l rliii. hi

fili

v , ,. ,r

Krnn.i. .lill .SV/i //,/./, ,,/. ,|| j|

SI ." iiririiiinld |iin su itile critlrlio ilei IIiikikii

inr
."^"T"
y"l!!rlIlcA 'M>l Prim'"ta" '" "-' ^..von.o
7
h"rhr'lr- W* * 'H-haclahrtr Costoni,,

n*rr

rber-Xat,,,M,re; Pneumatica odcr Gcslcrci

1!:

Valeva la pena rii iliffoiiricisi un p* su questo perio.lo non n


noltt noto ricll'univcrsit ili Koi.ijisberjj, per la luce sia pur sol

1?

Coi F!cttccepto entriamo in un periodo meglio e pi univcr.e:ri<

losofia wolfiiiua. e finalmente la conciliazione o il compromesso tra


l'uno e l'altro elemento ari opera dello Rcl.ultz.
di

Il

L'ingresso del pietismo si pu dire che si effelhii con la venula


i lli7OI7:!U, cliiamalo nel ITI):! si diriucie il

Ilciniich Insili*

l'riitlrii-lixl.olltt/iittii (l'isliluln che ICanl dnvi-va pni riri|iii'iil:in> ihil

17:t2 al 1710) e siiccessivameule incaricalo anche all'universit. Il


Lysius era

passalo

per

una

varia

esperienza

spirituale:

d|n>

aver preso una certa conoscenza della filosofia cartesiana, dell:. p:i

t.ristica e delRvi.lee rii frozio. aveva trovalo se stesso alla lettura


lei Yirr /J7rftrr r* trillimi ('lirhlniliiins ilei mislico Armll (+ \C>'21\
e iti contatto con iN*//ri/ /lifttttix di IF:itnlxirir e di .Temi. Ili-dira-

tosi alla formazione spirituale dei giovani e de<;li slmleuli ili teo

logia, dovette fronteggiare l'opposizione dei luterani orloilossi in


citt e nel mondo accademico e riusc a superarla: il re liiMii:un<>

accennato che all'inizio del secolo il Kurfilrst aveva preso la co

rona di Prnssia) lo sosteneva riecisnniente, anche se egli aveva par


lalo male rii Aristotele e ricH'inriimzo dominai.te nella facolt teo
logica. Sennonch (|j || t| poco si aperse un al Ir froule: olire iteli
orloriossi. sempre aupoggiali riagli Stanti: si schier contili il I.v-

sius un inanipolo rii wolfiani. eli Ini li di fresco iiiruuiversil.


La lolla ebbe varie e mnvimcnlnle vicende. L'avversario pi ru
moroso era Chrislinii l'iabriel Fischer i1fiS<-17"in? niilile per
(111 Ter I i-iinli-iiHli fllusofiil rKiiiinliiiili rniisl.ili'iismn ili i|in^|.> jtr'i-il e jicr le iiiifsliiiiii cniiiirssc (-fr. I ciliill lavori ilei "\VrxnT. del Trii Rn.
<lrl I.KWAi.Ticit. li liJVra v-in Ski.i.k. ilei TmiKi.TROii. Si viiji nuche: I'mii. WritKlt, IHr liliilii.iiipliixrhr ,s'r'i(i/./(7,- itvx lnilxr.hvu Vrtilrxtiititixiiiux ini Zittiitvr ttrr OrthmliiTi; l.clir/.ic |!MI7: Kaiii. Ksoiiwkii.ki!. ltir /7i//<i>;.;i.- rf.r
*imuS*rhni ftpiitxr.tniluxtil; mif tini li-nlxrlmi VnrrrailSIrn tti* il. Jnhrhuaitrrtx (in a S|ian!sclie F<trsrliiiitj;cii ilei- Cirri'Psespllsi-linft . I. Unni!.

I
3

|i|. 2H1 -325).

(li

TIIAIUZ10NI UNIVERSITARI!: HI KNIOSBRRO

241

| irregolare del wollismo. Dopo la cacciala di WolIT ila Halle (172:1),

|un intervento del rapo del pietismo hallense Franche M33-1727)

11

242

- r.RT

KD OVEST

ila quello che pi precisameli le c'interessa, pel nostro discorso.


l'atteggiamento del pietismo di fronte alla filosofia. Questo atleg

indusse il ie ad espellere Fischer da K'nigsberg. Non per questo

giaiuento poteva comportare tutta una gamma: estraneit, incom


parabilit, avversione, coinpossibilit. Sleale e cuore (cos come in
Kousseau e pi lardi in .Incolti: e sono due nomi che s'intrecciano

avrebbe risolili in modo impensato il condiito, con un metodo cio

con la storia spirituale di Kant ( possono rappresentare un'antitesi,

jcess l'ostruzionismo, ad amareggiare li nlliini anni del vittorioso


Lysius. Jla quand'cgli mori (17:51). entrava in citt l'uomo die
e eoa un programma di conciliazione: Franz Albert Selmlz (1692-

llifiK).

Pi che riandare il dettaglio e riferire il pettegolezzo, importa

cogliere il senso di queste, vicende.

A Konigsbei-g si ripercuoteva, in piccolo, ina con notevole conjn'iilrnzione. la situazione generale religiosa e culturale di quei
decenni. TI fenomeno del pietismo, sorto e configuratosi merc In
personalit dell Speuer (IfK'.5-!705) e la vva esperienza religiosa

lilei suoi cullci/hi pirltili* (die diedero il nome al movimento), riIs|ininl'\:i ji un'esigenza, i cui fermenti e le cui radici risalivano agli

inizi della Riforma . nni lieti pi su. e le cui propaggini si sareb-

llicro sviluppale variamente a Leipzig. a Halle, nel AVurttenberg,

|:i llcrriiliut e altrove, sino ai tempi del romanticismo ed oltre.


evidente il suo bisogno di riforma intcriore e nello stesso tempo di
carit attiva: per cui si potrebbe dire ch'esso rappresentasse una

liforma della Kilonna. l'istanza cio di integrare la luterana giusti-

Vicazione per la sola fede con le buone opere, e d'infondere un nuovo


lievito individuale o comunitario all'arteriosclerotica chiesa itffi-

"iale. oramai volta all'ordinaria amministrazione esterna o nll'in-

Jellel Ina Usino cattedratico. Strada facendo, questo, ch'era in fondo


un bisogno di santit, si color nel modo pi vario, frangendone
finche il dinamismo totale nelle sue componenti, in forze cerca-

jrieliedi diverso e talvolta dubbio valore. E ci fu un pietismo cari

smatico, o scni|iliccmculc di mero seni minilo; ovvero un pietismo


caritativo, ti morale, o addirittura moralistico; ovvero anche un pieflfriiio visionario, o metafisico, o magari teosofico; e cosi via. Po-

Jcrono scaldarsi alla sua fiamma poeti come Xovnlis, o Illosofi e

t'ii|o:i come lo Mi-ltlcicrtuadicr: pot questa fiamma accendere sin-

tfhe le ire e le passioni persecutorie: pot, persimi, dalla sua indif-

Jereiiza verso il dogma e la chiesa visibile svolgersi od occasionarsi


%ialeos:i dell'. I ujlliiriimj ('-).
|

(12)

Prilli vuoili liiltliiipnfin pilo qui snllnnln In vccrliin opem ilei

BiTrcm.. (Ivxvhlvhtr !< l'ictixniux Ci voli.. 1SSO.1S.SIH ; || jmnnmnm di Wkiil'R MAliiiii<ii.it. /)<r ilnitxclir l'Utixiniia. IJinc AukkiiIiI chi ZviujhIxxcii, Ur-

ma anche un dualismo con l'intesa di un reciproco riconoscimento

di autonomia, e cio con un regime di separazione che lascia piena


lineria a ciascuno. La posizione del pietismo, per, non pu esau
rientemente definirsi in una topografia psicologica che abbia i-i
guardo alle sole facolt dello spirito, giacch esso un movimento
religioso cristiano; e la coppia mente-cuore va cambiala nel
l'altra filosofia-religione , se non addiriltura in quella ragimie
rivelazione. Ognuno indovina che cos nasce una
ricca di

tensioni.

Il pielisla

il

'Mi

prohlcmalira

l/vsiiis, ammiratore di Spener e di

Kraucke. viene a Kiuiigsberg e 111 iva all'uni versi l. fucina li pasti


ri e di professionisti, l'arislolclisino teologizzante e la teologia me

tafisicheggiante: egli non potr non sentire, nell'uno un pensiero

presuntuoso e fittizio (il Lvsius, come mormoravano gli ortoi]ns>:i.


aveva persuasioni cartesiane e copernicane), e nell'ultra un nizinu Usino spiritualmente infecondo. Sar meglio penser scio
gliere l'infausta alleanza dei filosofi e dei teologi. Ma un tale se

Ili

paratismo sar possibile e definitivo, anche per altre forme ili fi


Iosofia e per teologi di altre mentalit? Angus! Ilei inaiili Fram-ko.

a Halle, vede sorgere una lilosolia quale la wolliana, che scaldsi la


testa dei giovani con un razionalismo ponente in dubbio i consueti
argomenti per l'esistenza di IHo e la possibilit ilei miraroln. con
un determinismo rassomigliatile al fatalismo spitioziauo. con un ut

tunisino che dichiara questo ni mitili-? puttUmt 'ni iiiiif'njiiii conio il


mondo migliore possibile, una lilosolia che difende la morale natu

rale dei cinesi d'accordo con l.eibniz e i gesuiti...: egli vi vedr il |*>-

tere delle tenebre, dir Mutiti dir l'iuxtrniixx! Se si pu conceilcrp

die il teologo qui era miope, ci si pu dall'altra domandare se il filo

sofo non fosse un po' invadente. Come possibile in simili condi


zioni un accordo, o anche una nella separazione di competenze?
Nel decennio successivo lo Scliuliz, parroco ed educatore zelante,

kmulcn- tnid llrl.iiililiiixsrn mi itnn 17., IH. initt /.'. hilirhiintlrrt. IWrlln.
1!>21; In confrri'iiMi ili IIkinz I,.\aii, IUr l'ictteiutt. chi Htihubnrhrr rf<r
xchen Aufkliiruug, in Tliuuloglwii* lURHer, MI, 1024.
*\

l'i

LE TRADIZIONI UN1VKHSITARIE DI KONIOStlEnO

243

temperamento equilibrato, carattere rutto nella mia fermezza (qua

lit per cui pot disarmare i partiti), riesce ad attuare nel suo in
segnamento e. mediante la sua influenza, nell'ambiente universita

rio un'armonizzazione dello spirito religioso e del pensiero wolfiano; e mi suo protetto, Martin Knutzeu (1713-1751), il profes
sore prediletto dal giovane Kant, ne collauda poi il programma,

apportando qualche ritocco al sistema wolfinno, come quello dell'in


flusso fisico, in certi punti scottanti.
Influiva forse il buon senso di KonigKberg, aliena dagli eccessi
che hanno reso spesso incandescenti altri centri germanici; e si pu
vedere in questo equilibramento, raggiunto con relativa facilita,
una ripresa dello spirito irenico manifestatosi nel Seicento. Restia
mo per in dubbio sulla profondit e sulla validit della concilia
zione operata. Se le intenzioni erano buone, l'esecuzione rest solo
:ili inizi, <> ad un livello di mediocrit. 11 contrasto tra razionalisino e

irrazionalismo venne solliinlo sop lo; e

In

Sellili 1/. e

In

K li ni zen diedero dell'apologetica htve il pubblico forse richiedeva

della teologia. La smagliante meteora del pietismo divenne- nella


scuola modello, il FrUlericianum, se non proprio una idrica disci

plina (u), una morale di buon senso, con opportune pratiche reli
giose. I>el wolfismo che andava gi colorandosi di eclettismo
lo Kimtzcii valorizzava l'apertura verso la cultura matemnticosciontifica occidentale e la disciplina logico-concettuale, accoglien
do qualche istanza empirista; ma non si sa bene quale apporto

avrebbe dato all'ontologia wolfiann e quale posizione avrebbe pre


so tra l'aristotelismo o il pensiero moderno, perch la morte im
matura lo colse quando si accingeva ad elaborare una metafsica (").

244

II - EST ED OVEST

presto, poi. da quello slesso s.inl.icnle, sopito in ,.,.[,. ,ij .


promesso, sarebbero emersi al suo sguardo sempre pi aculo i pio-

blemi radicali e insoluti, i griimH r-i-nifjifi ilcll'nniiiia germanica,


quali covavano nella metafisica e nella gnoseologia di Leibniz o nei
groppi spMtmili della ltirrain (|. K a<l aprirgli gli occhi su questa

problematica e su questa preistoria avr contribuito il contatto con


Ramami, avvenuto, come sappiamo, no H'universit (ninnami vi

do il reduce .lai periplo occidentale aveva -inpiistulo la pi dram


matica consapevolezza della eredit gci-niiinicii.

DI TSkKI.IMI K I.A SIA INTM'KNZA

Olire a questo mondo li.inigshrrghesc c'eiii il vasto mondo mo


derno, che :nev:i i suoi ,enlH ihoi.uIm.ii i iii'H'OiM-ideiili-, e i mi ri
chiami e messaggi giungevano anche qui. sempre pi ritti di >itm

in anno.

Non era la sola Lipsia a guardare da quella parte. Anche ila


quell'estrema pipita orientale, da quell'angolo di Vrussia proteso

verso il mondo slavo ch'era K.inigsberg. il pensatore o lo scrii loro


doveva volgersi con n,, ,ei(o desiderio alla IWriiln vidi cuMinale

di Francia e dTiighillcriii. alle grandi vie di comunicazione P ,|j

ciicidazione del nuovo iiensiero (losorico e scienlirico. spingendo


lo sguardo oltre l pianura settentrionale e le linee dei monti sot
tostanti, oltre quei fiumi che. dalle citta goiiche e barocche di-I

cuore germanici scendt-vano verso i mari del noiil.

Era questa la situazione che Kant aveva trovato da giovane alruniversita. Non irrilevante il fatto, che il suo pensiero abbia co
minciato a svilupparsi in un dima di pace e di relativo equilibrio,

Non ci si attenda una rievocazione della cultura occidentale


come abbiamo Tatto di quella regiomonliin,,. ii nella 1 l'arte ah-

che smussava i ricordi dei contrasti passati. Aveva potuto cos


aprirsi, senza scosse e senza crisi, al mondo della scienza moderna.
Ma gi il suo primo slancio alla conquista del pensiero occidentale
superava la mediocrit lei suoi maestri e lei suo ambiente. Den

f'Ti'' ll<'V(K'nzi(""' (li 'Micst.i ^rimilo unii sia ,I,.I milo Inutili*.

(13) Come, con slmpatlcu oiifn.sl retorica, pretendeva 11 Rtihnkcn, scri


vendo 11 10 imirz ITTI n II'mitico compagno di scuoln Knnt (Ak.-Ausg., X, 2

I.. p. 117).
(1-1) lVr In Kntitzi'ii cfr. Il vn-cliio Invetrii fnnilniiiriiliilc ili Hknn.i Eniimann, Martin Knnlzm unii scine Zvlt. Uhi lcilrng sur (Ic.ichichte tcr Wolfi*chcn Svinile unii iiiubcaonilcic sur F.nttcickungsgcachichlc Kanta (Lclpzlg,
1870).

il

era mitrato nel 17-lfi, allorch Kant ne im-mi). ma nel 17H1 ,,,.;,.

ton; pnwnlo niiiitnririil di tuli.

,.,!.., .- .11 luti., IV

"'""" A" sl"H'in ll"l'1'- " <1S" "<l|l!l ''."'" ><rl,.,lt, ,l.r
' '':"""/' vciW.no mori i rlsull.
,,:, |,,nCT f,.r.
!I<1 """ "lln. un:. .,..1.1... ,.rn.-ndn m>ll.<

V t w M "Cr "" >lr'1<-'''"li- ' viwlln v.-iler.. la pr..f.,Zi..n..

fimo

^ V'' f/''7"r" <1cr hh"""' '''''"'/''. Iffnmlmrjr. 1KW. p,v 7-1S


ii

.it/hR. M. Wi.siit. N. Uaiitmann. Mkimkiiktii

SmwK.T7.Kn.

, Tll. SlCfltll.. UVKT, ScllMAI-BSIIACIl).

<nii

Si

fi'

v.

i.\mvaiemia

RVA

frequenlo (I(,,,SO1H. (|i ,,.

215

, ,

a -scienza d, Ka,,<. Hello a..re personalit che eserciteranno

n . mrin* snl penero kantiano sar meglio p,rlare inaa mnno

die I loro presenza snr sentita entro il suo orizzonte


Cera poro nn cenilo di raccolta e li propulsi,,,, ,|el ,,uovo

pcmnert, s.luato nella stessa Germania, ,' [^


'^
PiUH-m in cui s, sentiva gi incorporala K.inigsberg, che J| ",
Orto.. Merlino olimaie non ora la sola Accademia. Baste IH-nsare al dnplice soggiorno di I,e.sing nella capitale p

mi..., a, suoi amici Nicoli e Mcnck.Ilw

, ,>,,,,

l llf' *

.numl.vei.el campo .teli,, cnllnra viva e della criti

.<-. altra m,,cs ...davano operando ,, .'Occidente c , ^


'""": "' illll(> VIW "vivIiIh..-.! d:.lo :.irilhM,,inisn,o (.-desco

,.

, '' V

:l l'l--ilsi - promossa dall'Are:

mia ohe.

'ir. adesso , ,, ,.,. plllIllIKSI, , ,;,, m.,.dl.l((, ,.

U pruno origini delPAccadena ci fanno risalire a Federico I

I ''ssm .g, 111 di iiranden.Mug, e a Leibniz. Nel 1700 con


.1.1'lo.i.a .pne era sta.a r.I..fn Wrt rforr Sch,,tia, (fio-

W rf ^r,r,ltw, seriveva Leil.niz idealo,,, del piano) in m.oHa

l*riu. Hm. ,1 Crande KleKoro aveva voluta centro di cnlt

la r,a d, fni i ft,wnHP11 reII io||, e

,.,

^ tl'

, e
c

lagone dc.la cittA. ehe a..,,,,, poteva contare nn trentamila bi^, ti

a cost.tn.lo dalla colonia f,ancese). Il for.non.o della nuova fa !


,z,one - che j.rese ,-orpo finalmenle nel 17J1 come Socicf&t ,/

Menschajc con ..nattro classi sezioni _ erano proprio dgl

* " ^ 1M; ^^ oH a Leil.,^ H ,.r.,.tanle S!

meco JnWo.i8k., Loemo e nipote del Comenius. lex-benedettino

I- roze. fnggi.o da Parigi nella Svizzera ca.vinisla e a St

"'"'

' rilIHflsl- x" vi manc la parleripazione, o la simpath

pie(isn,o indigeno, r/altivi. culturale della %

246

II - EST ED OVEST

abbastanza anodina) degli Aicthophli: woiriani capeggiati dal


Manteuffel e'dal lleinbeck, che avevano preso pur mollo il fatidico
Sapere uude! (17:Ui). Ma pi caratteristica e viva, a suo modo,

fu la Soviic Vittimile, costituitasi nel 174:5: un 'circolo senza

sede fissa, una specie li club formato prevalontemente la francesi.


affluiti attorno al nuovo re Federico li, allernanti l'avventurosa
vita da campo con le serale brillanti e con le tornate letterarie e
scientifiche. Non pi il latino Iella vecchia Societ scicntiininn.
ma il francese moderno e mondano; non la Griintik-hkvU Iella
filosofa wolliana, ma Ycsprit dell'illuminismo francese.
Si gi detto ch'era cominciato il regno di Federico II (I7III-

!';i

li

1786), il giovane monarca che faceva pensare a Giulio Cesare, e


che desiderava essere un nuovo Augusto. Egli, infatti, cen sin da
principio di realizzare il sogno che aveva accarezzato da Kronprinz:
cptello di un'autentica Alciulcmir dcr Wsscnschaftni inni KCwslr.
Uno lei primi suoi passi Tu l'invitare Maupertuis e W.dfT a liri
gere la progettala istituzione. <'>me si sa, WolIT ridillo: non si

sentiva di farcela, in un'impresa dalle molte incognito, a fianro


di uomini cos eterogenei e in un ambiento cos mobile e fluiti*.
Appena le operazioni militari glielo permisero, Federico fmid.
nel gennaio 1744, l'Accademia, fondendovi l'autic Sociciiit e la
recente Stwivtc ittCruirv. Mauporluis ne fu formalnn'iile il presi
lente dal 1746 lino alla sua morto | I(i5!l|; di UiHn lo fu poi IOuler

e dal 1704 IVAlembert ('").

Dalle vicende accennate si possono indovinare gli spiriti e lo

cariiti eristiche della berlinese Acatlcinic l{o,f,ilr ,!,:* Scimri'x et


BclcsLettres. Non che quei dati esteriori e quello circostanze pi
o meno pittoresche, attorno a cui si potrebbe adunare larga mosse

di curiosit e anche di pettegolezzi, possano dare la misura del


valore intrinseco del nuovo grande organismo, chiamato a (rompiti
imponenti perla vita scientifica e culturale della (iermania sin lai
primi decenni. Ma non senza significato, di fronte a ci che si

al campo scent.fioo (risica e medicina: matematiche) e

SS
'n"nirUKt"<'
K<""1!"li<-'
e-.esiasU ,"
); la
Mosoha non (nmi"
vi aveva
esplicito eposlo

<"fr. Almi*1 IIaknack. Ccxrhivhlr ,l,r HCnii/lirli /rM..,;.,/(, U.


tinnir da- }\'iitvnxrtniftrn zii Ihrlhi, .8crl.ii limo. 1. M.-iml i naifu- (per h

11*
il|?)1;nm>llii"'>: * <" I" Orlino altre i.u
a so,ld,sn.re .p.ei |,taw,| ,, ,,, , ,

memorie e Ini enntritmiI prcscnlali tiirAti-nili-mln iiulililiinil n,.Kii \,n


(Hcltl H fnnlcinilo filosufic. sono flciunll iifl.c pp. niS-fiiT) - |'<.r nntir.U-

3lrh> Leil.niz, la socielA, col pesare l.'gli anni, si burocrati/zo

storia fino n. 17S) ,. !>. 15


| <|,,.r I .|.lciimi>nll n-lsillvl). il 3. Itnml v ,.,iitulio dal lue ropioslsslmi Imlici, rumi alfiil.Hi.o Vallro sislnimlko titillo

ora ,ne^,(.e di convogli:,,, e pmilllove,,, T,,, ,e Im,^ J*


... e forse inerilevole di menzione la societ filosofica (invero

sul miiKKiorl iittiMlcinii-i riloKuri pu K.>iii|in- iMen> iilile: (iiuikiian aiitiui'iMERS. Wntuirr philomiihhiuv ,lr l'.-Utnlnuir .Ir l'ntxxr ihnnix I.rii,ni: /H.vVj

Schcllinp iiartlculimncnt soiix FrtUterfc-lc-drana, Paris 1850-lRTil

il

E'.
I

l'accamkm ia ni iikiimm) r. i.a sta infi.itnza

247

disse della vita intellettuale Iella remota Konigsberg, l'aver sottolineato rinne.sto dello spirito francese con l'universalismo leibnizinno operatosi a Itcrliuo, e quel certo influsso delle correnti calviniste e pietistiche in un primo tempo e del movimento enciclopedista

nell'epoca successiva, e quell'apertura alla scienza angio-francese,

lie vi divenne sempre pi evidente e determinante. L'Accademia di

Federico li pot gareggiare con le altre grandi accademie europee,

con le quali si mantenne in comunicazione; con la nomina di mem

bri onorali e corrispondenti irradi la sua attivit in Germania e


all'estero. Se non seppe valorizzare le voci della nuova Germania
e ignor o misconobbe Lessing, Winckelmann, Herder, Kant, riu
sc per ad attrarre nella sua orbita uomini come Killer, Lambert,
Matipcrtuis, D'Alembcrt, ricorrendo, vero, pi spesso a stra
nieri lKiller, Bguelin, Sulzer, Merititi erano svizzeri; e molti i
frullerai, illustri o ancbe inediocri): paradosso da spiegare con il
pii indossa le fenomeno li un re, il quale, fondatore della nazione
tedesca, preferiva esprimersi in francese.

248

II - KST ED OVEST

mey (Lex /irenrex de l'crMenee de Die, riinicnres un.,- noli,,,,*


eiminiiinex; lanini en de in preme </' lire dex jinx il,- la X,,t,,,r

pulir cliittlir l'c.ri.tlime de /Uni, culi:iml>c del 171!, del Snlzcr

Maggiore stimolo dovettero esercitare su Kant i concorsi a

premio indetti dall'Accademia di JJerliuo (cos come facevano lialtre accademici su dati lenii. Siccome abbiamo avuto occasione
di parlarne e prossimatneiiiu ci capiter ancora di farlo, non di
spiacer al lettore die qui se ne ranimenfino i principali di argo,

mento lilosolico (l7j.

IVr l'anno 1717 il teina a concorso aveva riguardalo la dui-tri


ne dea Munndes. Un altro p.-r il 1751 vert sulla buona e cattiva

fortuna in dipendenza dalla volont o dalla permissione ili Din

c '" 1(>lilzi(

'' doveri ildl'iiomo. AiiiMiiiainiiio i;-, ., sllo Ulpt

al qliisilo slill\i.-,H.l;.y.i..

IH molo .limilo |,.,n-slir. sul mo.lo

di costatarla e sulle sue eventuali cause (per l'j

o 17"0j. Parlamino, e torneremo Ira poco a parlarne, del tema indetto sul Si/-

1 limiti, dovuti a queste contingenze del gusti e della politica


regale, furono aggravati dalla mediocrit e dal conformismo del
l'apparato direttivo. Hssi appaiono specialmente nel ramo filosofin, dove l'eclettismo, ispiraulesi alle mode occidentali e appena
infrenalo da uno spiritualismo superficiale, sembr trovar gusto

stime de Pupe e sul l'ottimismo, per il 1755. Venne poi il n.ii


corso sul tema Xdla elidente e ddla iirlitiide dei primi principi

n mei ter da parte o ad abbassare lo spirilo leibuiziaiio, die pill


er stato alla culla dell'Accademia. Proprio questo fece scattare
la reazione di Lessing e di Mendelssolin {Pope, citi McUtphysiker!).
K ci spieghiamo, cosi, come Kant, dopo aver forse accollo con at

anni successivi, ricordiamo qualche altro tema sigiiiHeutivu,I*o

tenzione gli slimoli berlinesi, ne sia rimasto alla fine deluso, conferniiindosi nel suo proposito di revisione e di approfondimento.

I volumi delle comunicazioni e dei mmoires accademici (do


po i sette tomi dei Miscellanea Jierolineintia mi Utcrcmcntum ttccntiminii, 1710-17-1", i volumi animali della llixtoirr ile l'Acitdcntic
Roi/itle de Scicnccs et Rellcx Letrex a partire dal 1745 e inter
rotti sol lauto dalla guerra dei Sette Anni nel periodo pi acuto)
dovevano ben arrivare a Konigsberg. Clii li sfoglia, oggi, pu age
volmente immaginare die lo sguardo di Kanl si sar posato, p. es.,
su certi contributi del Maupcrltiis (/> luix tilt inoiirenient et <lu
rrpox, rietini Ics d'un principe inliiphi/nique, 174S; Exnineii philosopii it/uc de In preti re de, l'cirixtcuce. de. lieit eniploj/e thtnx l'Kxxui
ile (Utsiiittliujie, 175S), dclHCtilcr ih'cfte.ritnix .tur t'Nxpiicc et le
Tcmps, 1750; Sur le principe ile la tuoiutire (idioti, 175J5), del For-

[Kccltcrchcs sur ruriyine dex aaitiincns ityribles et dcxnt/rihtrx.


175J!; A ini li/ne dn Vnie, 110% lauto per ricordare qualche un'moire JllosoHco, senza parlare di altri di caratlere scientifico.

della teologia naturale e della morali-; ma, siccome esso Tu l'occagione della composizione della Deutliehke.it kantiana, sar be

ne parlarne a parte per dargli il debito rilievo. Anticipando sudi

perch avr potuto sollecitare l'attenzione di Kaut nel prossimo


periodo, o perch legato a qualche episodio della storia liloso-

ca o culturale tedesca: Ylotjc de Lcibniz, pel 17S ila propo


sta per un fjlutje de Uai/le fu bocciata nel 177:!); il tema sull'ori

gine del linguaggio (vinto da Morder nel 17711: quello 8U||(. ,..
se della decadenza del nsl.. (:l||,;, villnria di Ilcrdcr, 1775): ,,u,-lJo ancora sulle due (in primitive iMI'ihmiiiii, erlle de eoniinl
tre rf celle de sentir, indetto due volle. m-I 177:! e nel 1775 (vini.,

da Kberbaid: ed a questa occasione che dobbiamo uno degli


scrilli pi signilicalivi di Ilerder). IO si poli-ebbi- contili -e. "se
ci non esorbilasse dal nostro orizzonte.

finto .ilill
tinto (tinto

11iu-IIl!"1'"'1'
'V(;'/""'/<""'''' MI
/. rii., li. itnnd, jip. :!ari-:jo!i.

.li

K.-.I.-ii,-. Il ,'.

lii
il

la ciionouxia i>i:<:m sciimi tra n. 17U2 e ii. 17J

Ojf)

T,a cito.voi.ouiA i,i:<jt.i scuirri tua ir. I7(il> E u, n<;|

250

lt - rsT rn ovkst

ccsrvo ordine alcune delle considerazioni

if

pi iniporlanli su un

il

soggetto, che gr da alenai anni ha occupalo la mia riflcssinnc, o


sul quale io adesso ini Insiligli ili esseri- mollo vicino :ill;i meta r.

Queste

iiujytibni a parteciparvi.

..arn^nJT''"'1''' '" '"* lw"l ''""""'^'/'' gitimi et m

li .Uon r sout wcvptiMc, de 1 ,,iCme cridccc () qilc Ics cri-

noliziole

sulla

f iridi

nciralleslimcnlo

iMll'nt'i-

ttHcInmg, dopo il lungo indugiare a iniziare la stesura, aiutano :i


rievocarci le occupazioni di Ivant in quegli anni.
Sappiamo dall'Ai nolill

|-u| che il semestre invernale

I TilH2

era stato mollo pesante pel nostro Illosofo: hen sei corsi (logica,

metalisica, matemalica, fisica, geografia tisica, elica), con qualche

. , cnnvhlioltf

rote;ailo i

cosa come 24 ore d*iiisi>gn:imculo settimanali. Egli dovette sentire

il bisogno di alleggerirsene, per potersi dedicare ai lavori |)erso-

nuli che gli stavano a cuore, giacch le indicazioni sicure raccolto

j7(;;

dal l'Arnold t parlano solo di due corsi pel semestre estivo 1702 (lo

Kiiigbcrff e ui richiami culturali che no-

ter,,,, prorenlru dalla o,.,id,nfaliala iterIllIo. JSfJ

ZZri|>r

"K|M"!llrilliKi

'

I lavori a cui egli attese nel 17(!L' erano, oltre alla (ratiazione
Merlino (Vl'iilrniurbituif), quelli sull'esistenza di

(il lictcchi/iniid) e sul sillogismo

la

l'io

(la KpilzfiudiykcU). E non e

escluso che, se non l'elaliorazione, almeno la fermentazione dei mo

!fic und dei- Munii. La pO|0 presentare appena in tempo utile-

g acche sappiamo che il Forn.e.v, segretario pc-rpetuo del 'Accade>'.>. accuso ricevuta del nv. scritto kantiano il :J1 dicembre 17 *
I

tre pel semestre invernale 1762-G3 (logici,

metafsica, matematica).
del tema di

Kjili palli-cip.'. ;il iihiii-h,,, niaiiiljuiil ap

l'i-opno .,lla vigilia della scadenza ().

gica, metafisica) e di

ctiui.ie 1.0.,

Min.i, ionie ne .siamo informati dallo stesso K-mf-

tivi problematk"i sulle grandezze negative (del Versiteli) si trovi


gi iniziata iielio^ stesso anno 17(52.
Nessuna meraviglia, del resto, che la gestazione di queste ope

re sia stata contemporanea. T vari temi s'intrecciavano e si condi

zionavano a vicenda: la dimostrabilit delle verit metafsiche e


morali poteva

rimandare all'essenza della dimostrazione sillogi

Ier quanto riguarda laccuralezza, la precisione e l'elegan.a del'.

stica ; il problema del metodo metafsico integrava le riflessioni sui

t -nnlt "' r""1?": n '|Ildhl lettpP!l l8eri.L,HtlSei S

di questo periodo, agitatasi per mollo tempo tra gli studiosi di

- Sn Vi!*"0/0'1 <lillV r"m"ia mmi' Pw""^Sttanw


;:"";!1. ll"[llz^iI;J;:iii "^l Hi!| siv ' -a stai,, Ki,,,iini,o
,

!.' ).'IU>UI " J(1|II|I I iirrrx.iit) ;i quello premialo

r-

^iiiii

^iiiiii^k)

I | \ Ol (l\4) |(i

j] ||

Ii|S 11 T'l

vari problemi metafisici, teologici e cosmologici.

Qui siamo alla vessata questione della cronologia degli scrini


Kant, sin dalla monografa kantiana di Kuno Fi se he r (I* ed. li><!U).

Non ci sar bisogno, per fortuna, di spendervi molle parole, dopo


che la positiva indagine filologica ha integralo e superalo le co
struzioni ipoleliche suggerite in fondo da cosiddette ragioni in
terne o da prospettive esegetiche. Il Fischer, infatti, .sedotto dai
suoi schemi, ma poi anche appoggiandosi a qualche dato filologie
eslerno, aveva

soslciiulo ,|uesl'ordine cronologico:

SpUzfiudiffkril - S'vijnlirr (ris.srn ISi'irfstp-iiiid Ih'uflirhkfit.


in 17(11, iiicevn

* "! nC )'" '""'"' '" "''"'"''"""w ''" 2S "'" iwi (Ak..A,w.

Ilermaiin Cohen, appoggiandosi alla critica interna (nel


(20)

K. Aiinolut, (in. Sdir., Numi V, 'IVil II, ]>. 177 w

il

LA CltllXOLOCIA UMILI BCIUTTI TRA II. 17C2 E IL 17fi4

251

li
Sii

II - K8T Ku OVEST

252

modo in cui egli credeva di contraddistinguere e scaglionare le va

nuovo nel suo orizzonto incnLitc, m:i che :ulesso *oiiv<>gliiiva espli

successione :

sura fu, come abbiamo sentilo, dilazionalii, lincile l'incombere del

rie opcic por Io sviluppo crescente li furti concetti) prospettava la

citamente le s*ue li flessioni per iniii cl:ilioi;i/.i<ine irgiinicii. l-;i sle-

Beweis-

la scadenza non costrinse alla tensione delle energie e alla fretta.

firmiti.

Perch quella dilazione? Xon certo per indecisione o per pigri-

11 l'iiulsen la proponeva per conto suo cos:


Beweixyrund - forse la Deutlichkcit Negative Crossai e Spitzfindgkeit.
Ma le precisazioni Nlologichc, accumulatesi da Iieniio Erdmanii agli editori dcirAkadcmie-Ausgabe, permettono di stabilire
la successione nel seguente modo:
Hpitzfindiykcit - Jciecmjnind -DcutichkcH 'Negative Qr'ssen.
Sappiamo infatti, da una lettera di Hamanii al Nicolai del ili.
cembre 1702 che il Bcweisyrmid era di fresco uscito di stamperia:

zia ; che anzi mici li furono mesi iiltameiite attivi e Fecondi, giucche

Xpitzfindigkeit

- Dvutlivhkeit Xegulire Crossen

il manoscritto sar slato dumpte pronto almeno qualche mese pri


ma. Noi quarto dei suoi llirlenbriefe diin fieli ulti ritinti hetreffend,
Infitto col 17 novembre del medesimo Mimo, lo stesso Umiliimi ci

tava dalla hpitzfindiykcit: hi quale dunque dovr essere uscita


precedentemente Iniii, a quanto pare da altri indizi, non da molto).
DvWUnfcr.iiicInniy sappiamo gi che il manoscritto, composto
in fretta, pervenne nelle mani del Forme.y alla vigilia del termine
ultimo, il :*.l dicembre 1762. Del Temidi sulle grandezze negative
esiste negli Ahi della. Facolt, di Filosofia d Konigsberg la regi
strazione della consegna in data 3 giugno 176*:* (21). Questi e altri
dati positivi mettono al sicuro il rapporto cronologico degli scritti
kantiani: anche se le date apposte sulla copertina e le menzioni
apparse nei cataloghi delle fiere pel mercato librario potevano e
potrebbero dare materia ad almanaccarci su (22).
Insonuua : l'anno e mezzo che passa dalla pubblicazione del
bamlo dell'Accademia (giugno 1761) alla consegna del manoscritto
31 dicembre 1762) fissa evidentemente i termini cronologici del

ad essi dobbiamo una. delle opere precriticlie pi intense e matui-e,


quella sull'Unico argomento imwibilc per la dimontrwz'umts dell'esi
stenza di Dio: l'altro tema che occup lo spirito li Kant in pici

periodo, tema metafisico, che adesso venne positi su.l'incudine, ma


che gi da tempo era oggetto di lominaiite riflessione e motivo di
faticosa raccolta di materiali

(chi

unili sa in

i/exitnnnelteH

lluiuje-

rdlh). Kant stesso infatti ci lice clic picll'opcra sull'esistenza di

Dio fu il frutto di lunghe rillessioni (dir Folye einett hinyen Natiidenkcn.1) (33). 10 ueniH'h'essa poti*' essere scritta a pieno agio e con
I compililo"/./.!! olio Kiinl

.'ivi-oblic ilesiili-ralo :

il

modo ili esposi

zione ha il curili I ere ili iin'cl:ilioi:izionc iiicoinpiiil;i, pel

Indo chi!

liverse

occupazioni

non

mi

limino

lasci:iti

il

tempo

ci

ri

chiesto .
11 breve scritt> sulla

Falsa sottigliezza delle quattro figure

sillogistiche, In collocare anch'ess verosimilmente nella seconda

met del 1762, fu invece un laviro di poche ore.

l'impegno di Kiinl :iIloriio al (ma sul metodo esitila certezza nel

le discipline Illosoliche: tema, che invero non era assolutamente


(21)
Voill lo Inli-nilu/Jonl erillclio 11 Patti. Mknzkii e 11 Krim Larrvitz
ncli'scrii II in iitioslimic. noi II voi. doH'Ak.-AiiKK..
(22)

l.a Siiilzfiniliykcit porta nulla 1 od. In iliitn 1702, o vlrno millllli-

gintn sol iilln Fiora ili I'ihi|i\ii del 17(13. I<n dnlu sulla copertimi del Heirringruiul dot 17(13. \iVntcrnurhuwg venne stampata con molto ritardo, noi
17G4 (noi maggio ohi k a Kiiiilgstierg: ofr. loftora If Umiliimi a Mnilnor
<lrl 1G maggio 17CI). Il Virimeli porta in copertina In tata 1703, ed menzio
nalo noi (ululoni del 17CI.

(23)

Ainboduo ! frasi si trovano nolla prefazione al IlcircUgruiitl (Ak.-

., li, p. CO).

III

251

1.1:

s<u

i././i

ni:i.l..\

i.<n;l< A

vi si preparava, come ne fanno lede le osservazioni, di cui ami


per anno infarciva il lesto nei margini e Ira le righe o in fogli in
sciiti Ira le pagine: osservazioni e aggiunte, dio l'Adickrs ha pa
zicnlcmentc decifrato, smistalo cronologicamente e pubblicai. "
lenendone un volume di S7<l pagine |''|.
Dobbiamo deplorare lulta questa fatica? l'issa polreldie seni
hrarci addirillura grottesca e malaugurata. >-r pensiamo che ..Ini.

il quale vi si astringeva, aveva quali-osa di Iteli altro e di pi al'"


da realizzare, lippurc. ho l'ingenuit di credere die tale l"nli:i gli
sia stala tiill'allro che vana. Quella palla al piede ch'era la l-
n ii n filili ir ,M .Meier. il manuale da commentare agli scolari di gni

Capitolo III

LK SOTTHIUEZ55K DKLLA LOGICA

anno, ol.ldigava a un impegno incessante di controllo e di -!.


frinito. Quel doversi occupare rinnovnlaiiirnlc di logira forma !
cosliluiva un attrito reale le senza attrito i
possibile ncaiidi.-

il volo), e una specie di collaudo continuo dei congegni della nnm:i

kaul |,;i .lovnl,, i.,s,KIIJI,r |.,,Ki,.,, ;, |IIIOIMI cinquantina .li

.voli,- ( e ,, cinquantina .1! corsi (semestrali), daU'inizio ilei

suo insegnamento m-ll'invcrno .l..| I7RS ,1 tai-.Io 17W. che segn-i

niwai 1)lolli

mp"< ' >* ''"" * HivilA accademica - su

quest'arida, ingrata 111:1 tciiu!

C' iln eompiai.gerlo. Intl .,m.|1(, ,ifl ammirarlo. Non solo nei- hi

imtnetum e fastidiosa f||,.,i cui egli avr dovuto assoggettarsi, ma


.-inolio per l;i coscienziosit con cui assolse il compito. (Macch
ini- Ih-ii sappiamo, (.j,|j ,,,, m, ,,, ,,., r.|r k, ^ n ^^

Iqiiflle iwitlr ore Kellrmnnali, alle otto li inni finn o addirittura

nllo sette, no,, c'ora ,la far clnacchiere: cera un programma da


|svolKe,e, iliclio tm manuale (s) ,Ia comniontare e integrare E Kant

pioldcmaliia louim trascendentale. La rrsislriiza

iliciaiii "-i

- della logira forma Ir. 'a resistenza della log'n-a anlira ira-lizi
naie pur nella rarefazione da essa subita nel di
lei razionali
sino, quali-osa che dovette dar da pensare a Kant. Non Mimale che egli siir sialo cosi rei lo a riflel Ine sui lapponi e >ule
contaminazioni Ira logica e psicologia e ontologia e gniiselvri:i

Non senza interesse osservare come oscilli Ira gli scrupoli < i
violeiilameiili: non senza interessi- il vederlo, dopo qiiaranl":ni! t

di i-iriessioiii. e cio alla line della parabola del suo pei-si.-r. f-t

marsi a mezza strada mentre l-'ichle e Sclielling e ISardili


vano il! vario modo di Irasliguraie la logica l'ormale in logica j
col riconoscere alla logira astraila il cai-altere di sririr/.a ] t
s stante gi provvisla di giustificazione autonoma i'i. l'el n-".

qualcosa di simile dillo vedere i:rlla storia della logii-a d|- l<
morte di Hegel: quel benedetto mUri/ntui Ithfiruiu. il co i-mi di !
,iinnmi ilei minisliii v.Hi /..-.Ililz :i .Ii-|.Iiu:iiIi. k iiilitiss:iiin- ii..I:ii.-. ! :l
|Minislri> fiU-evii iin'i-ci-i/.iniii- |n-r il |>rf. K:ml il su >>!<" 'li <:-
Uisirii. iliivi- imi" i-lie iMiirii sinr:i mi lesi
!:iM" . iAijm'M'I. '

Cll Ki:i il rutilili:! ! ili Cium; Khii ihm. ii Mini:. l:'<" '< ' '
li li!Ih Un illiille. IT.'i^i. .Ili- l\\ilii-fcrs h:i pensai l.ilu- ili rT~l :mi1 :< i '' '
XVI delle Kiliit'x .'/'''"'"'"" Orlilifh n. i-iiiilenenli le riTI i"i ili--!"'Knlil

sulla

Ili

liiilili:iu:i

sos,i(uirvi . prpri ,,,.

1Ii-i.

ITr. In |tref:iKt.>ne ili <' i'- .\ \>-<u>- iilla s


I ISditi.

lixiniir <\<U> ' '

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H zr.i

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~ ~E E

ATTKlifilAMKXTI

III KANT VIHSO I.A

UMICA

257

jmosfro invernalo 17(15-1700, si miro In nuova prospettiva del do])-

Jfi modo in cui si pu trattar la |oiea. e ingomma ili ima doppia

specie <li lenir. La prima va posta all'inizio dell'insenamcnlo fi.


f'olir, rome ima specie .li quarantena a mi sottoporre il io-

nc studente clic ilalla reione ile] pregiudizio e dell'errore, vuoi

25S

in - i.r. soitihukzzi: m:i.t.A umica

ci viene incontro il duplice uso dcH'inlollctto. Yiisiix rnilix e l'iisu*


liif/irnH. A (luest'ulliiuo, che (ralla i coucefli. comunque e da i-ua

spello alla liniversalil. sci-oinlo il principio di non coiitraddizi"


no. non va pi riuleresse di Kaul. Le fornii- e i principi che suini

r<>c(ln della dissertazione e occupano oramai il fuoco dcll'ailcii-

lilosolia e la storia della filosofia. Quella una crilica e norma

tra loica foruiale e loica trascendentale, che appari* nella rW/iV.i

zione del filosofo, hanno scuso uoseo|oico e iuelodoh>ico.

Sviluppo finale del pensiero critico kantiano la distinzione

iVnrxi'hrifi] del sano intelletto: questa una crilica e norma

tliilu nti/imi /nini del

lima deli-intera lilosolia nella sua totalit v). Tralasciamo per


<tf, oni considerazione su (|iiesle ronniile e sulle prospettive che

nato, ricordando le precisazioni

fklla vera e propria dottrina . orbano dello scienze. critieu e

esse aprono nell'evoluzione onoralo del pensiero kantiano.

T Lasciando da parto alile parlicolaril. accenniamo a corti ri-

I7SI. I >islinzioi:e. che per non una ridu

zione o risoluzione della prima nella seconda: lo alil-ianio airen


falle a

tale riuardo dal dUi-i-

polo .lasche, autorizzalo a ci evideulemcnle dallo stesso iillim-Kanl.

A chiusa di questo lirove e provvisorio schizzo dell'evoluzion-

J-chi che la fisionomia o la dcliuiilazioiie della logica suhiscono

kantiana in maleria di |oica. crediamo di poter sottolineare "'

J":li romiti dal Mino di testo del Oleici-, si concedono delle oscur
iti su tenitori limitrofi: accanto alla critica della ragione

dominio uoli interessi di Kanl. della loica sulla psicologia: n.-i

t critica del usto i). che dove considerare, di fronte ai valori

trarr le sue iustiticazioni o le sue sucslioui ridealisuio - l t i .

\Jivverle la presenza dello |oi psieoloicl,e <> nntropologiche clm

secondo punto da sollcdiueare che la logica, in lui. sollecitat

-| Non l.isojina poi dimeiilicaro clic li scritti nmiori coinpo-

e. ipiollo della jiossiliilil della scienza : e sullo sfondo d'Ila 1<-

hrussai) dcleiiuinnvano prospettive clic non potevano ossero indif-

come rornm vivente < articolata, quasi onleloehin deiroi^anNni"

in qiiexli medesimi anni. Le lezi..ni di logica, sfin (and alcuni ap-

r ora intesa pross'a poco conio logica) apparo l'esifronza "ili una

I fin. i valori estetici della conoscenza: accanto alle loi logiche

''il inolio s'incrociano p).

punii. Il primo quelli) IciriiilpiM-lair/.a della logica nel pcn-ii-t.-

kantiano. f-I inutile spendere molle parole per rilevine i|ucsi<> |>i<
dalla psico|oi:i. non da un snt-ucllivismo psicoli^i^liro. !

lii-ns dai valori ool(ivi e ideali della logica e della scicii/.a. Il


a (rasforinarsi in melodoloia. Il |irolilcina. che lieti pn-sin iin. i

\J..IMlfil il""i pw-'ii'iili iHrmisi/nintl, h-ullirhlvit, Xri/ativc

ica forma le con le sue forme astraile e vuole einerer ima l"i:n :

rort-nli por la logica. (Viti unitivi ( prcdilemi. da ipielli della di-

scientifice. Finalmoule -e questo il terzo punto


il piol.I.-iti:.
doll'oellivil loica si Irasfoimora nel proldema il.-H'n^L'ii<iv.
zione. della couosciMiza che pone e inquadra il mondo .Ic-.-li ::

iiziono Ira logico e reale, del conlronto Ira malematica e metai-a. a i|itelli della sintesi. doiro]iposizioni.. di-Ile proposizioni pri

mi- indiinosiral.ili. o dei princim' maloriali. non potevano non inJre. sia piile'imlii-llauictilc . a lutila scadenza. siill'oraii:iiiioii.

olii.

Iella stessa Iocji.

1*1. fo.NTKNrTo liKI.I.'of'fSi'ol." lf.l. I "''''

Kd eccoci al nuovo clima della Dissertazione del 1770. In essa

Qual' dl1ll<|lle il contenuto della l'itixt-ltr Hfiil;(iu<l;iki il.' ">


Ak.-AnsK.. II. |t. :tm.
Nel In su-ssi \,irl,,irbl .hi I7c,ri: Ak.-Aiis^.. II. p. .'ili.

""., Si viiIhihi. per


sii iii.iciiii-nll e per qn.-st.. .s.iiisi.ini. |(
MM..1 KmvMl,.Wsl;i 1 Mlr...l!izi..i.,. :il I.,i;liU;,ll.v Iriisnii-ss.. .1! ,
i

Kiiwalewski.

ii/V

hHhU
nixl

IO quali i punii o li aspclli ili essa, ohe iiierilauo di venir i-^ii:i


lali?
,11

'

luiiqiic fonte vendano offerii, siiliordinaudoli li uni :iuli alili li

. swire al dominio ilcirillnniiuata ragione e dello scienze; la


.cromia pu trovare il suo posto solo alla fine, dopo la Imitazione

1l'esercizio delle singole scienze e discipline, dopo ditta quanta

\f

f!O
T)ir fillxrhf Spii: filiili'l.i il ti ir vi'r "t//<ii//./i.Vn u l'i-iui-i'. '''''
(Ak.Ansjr.. II. p|i. l,--iil).

<|

Ih

li. ciixtkmtii nt:i.i.'oi>i*s(-M].<> m:i. ne.2

260

259

o il risultato dell'opuscolo, steso, come dice Io stesso

Riero di Kant ch'esse sarehhero false, se pretendessero di piosenlarsi coinr allrellanle r..nne semplici e |mre di ar}roinenlazio..c.

Kiint, in poche (ni>, ma rispecchiaiile riflessioni certamente non


improvvisate, niiilmalesi atlraverso l'insegnamento ripetuto .lei

K Talsa insomma la sollhiliezza isi ri.onli il lifolo dell'opu


scolo) .he i logici hanno speso ncll'cri^ere dilla ipicsla macchinosa
teoria, la .piale poi non si ,' acconlenlala .Iella csc...uilazioii,. delle
(|liattro ligure, ma vi Ita ajiuiuiil.. una complicala lalx-lla di modi,
coiilraddislinli ,hi nomi harliari.-i : modi, che hanno cosdello i lo

.-.usi. ,|j l.i.iri.ii. eh,, h, ,iivisi,iU. logica delle limili-,, r,,,,v si||o.
i-'lslirl,,. ,-. ., ful-x.- s.dligliezza (litoti) ilei i; r,|.

<*lii!iiilii hi imlm-ii ,l,-| ragionamenti urliti sua lumi;, emioni,

't chV' il sillogismo, i|,vi l'ari irolazione ilei tic giudizi mostra

r<irpnrl

nza di un inclinilo a un soggell. attraverso la niediu-

ici alla Talica della <|iialc per aldo si sono visihilu le com
piaciuti di slahilire .piali di essi siano l.-illiini e .piali illeiril
limi. Tutta .piesfa macchinosa Talica dei uoslri auleuali i posteri

xmiie <h>| fermine i


li.i ij; li: indicala hi doppia limola suprema di
dilli i sillogismi i:,.| duplice principio //;/</ uutur rxt clini,, unta
rei ij,H,ix e irpinniiinx i,,,l,,r rr/tiu/intl rri />/ 155 i>): ,nvSiSt. ,|a ,,.,,.je

potranno si ammirarla, ma dovranno anche deplorarla!

li' inferenze immediate. l temile per lo pi mediante conversione

E .pii la pagina kantiana si avviva improvvisamente di una

<> inni rapposizioiic logica g :t|; disliulo il ni fiorini11 tu pillimi, do

osservazione e l'ini mollilo ,-hc rivelano lo sguardo acido e la lempia morale del maestro. (vnalc lallegs-iainenlo spiriluale .he ha

ve 'tastano de proposizioni e la conclusione sgorga dalle due piemesse, dal niloriiiiiim h libriti 1,,,, mislo. dove la conclusione non

pu essere giustificala che solfi

spinto laule generazioni di logi,-i ;. |:l|(. proluvie di sol liglie/.w?


i: una specie di siipcislizione: 4 Colui he per la prima volta schie

udendo Hn'dlh-ii proposizione.

M'ciaiile per inferenza iiiiiueiliala la conversi

o coni rnpposizio

ro su Ire righi le proposizioni ,li un sillogisi


|,. consider coni,.
una scacchiera e si mise a provare ci .-he poteva venir fuori cani

ne logica di una delle due premesse ihhlaii); Kant sosliene clic i


raziocini puri si possono presentare solo m>j sillogismi della V fi-

Mando di poslo il ferini!., indio. ,,llilMd,, si avvide che ne veniva

ny < l'i.

un senso ragionevole, pn.w. un'impressione simile a ipiclla .Im

Importa duu.pie a Kanl di lai- emergere da dille le svariate


l'orine ili ragionamento elencale dai lodici. l'essenza, la Torma es
senziale del ragiona inculo. .piHh, ch'egli .liiaiua raziocinio puro
irriti,-,- Vermutflxrlilmxu Ksso si inoslra. nella sua seniplicil .mniiina. nella I" liura: e cosliluis.e il neri,. anche dell.' altre tre figu
re, dove per mescolalo e complicalo con altre operazioni, o. nialgradii Tappareiil imnoslazioue diversa, rislahilito mediante sot(inlese proposizioni iuferme.lie. I/iillima anzi di ipieslo aldo Ire
liiiurc ila I" liura. la alenicai va conlro l'ordine limolare die
vuole l'eslremo loieauie>ile may-iorc nella prima premessa e il
niinore nella seconda, e pu venir considerala come rarlillciosa
inversione delle ,\\w premesse e |-i due eslremi della 1" l['ura.
Torse .he Kanf rilen^a false le Ire ullime liure? Non si pu

neare che in dille ipiesle (piatir ligure si possa argomentare cor


rei lameiile. .Ma imlulihio ch'esse dille, salvo la prima, concludono
allraverso un rigiro e con l'inserzione di inlVrcuzc iiilermedie, e

die la medesima conclusione dal medesimo (ermiiie medio s-jor<rlieiclii.c pura e senza ines.olanza nella prima lisina 1 inizio del 5).
San-lihero .|im<]iic. piulfoslo clic false, solamenle indiiliV 11 pen-

111 - i.i: sin-nr.i.iKzzi: i>ri.i..v t.ocica

prova chi scorge in un nome un anagramma . L'allegrarsi dell'ut,:,

cosa come dcll'alfi-a davvero infuni ile. j|., ,*. destino die l'in
Jiegno umano o si dia ad almanaccare su .Ielle scioccliezzc iiiu-

gendo a sole carica Ime di pensiero. ., si dia protervo a Iropp

grandi speculazioni acchiappando nuvole. C' chi sceglie il nume


va fifi(!. e chi l'origine degli animali e delle pianle. o gli arcani dei-

In Provvidenza. Lo sbaglio in cui gli imi e gli allri incorrono, si

colora diversamente seminio i gusti, secondo la diversil .lei cer

velli .(").

Kc.o ,,.., i,,,,,,,., ezionr di guslo e di misura. Kssa acpii

sia un sapore speciale, e rivela una parlicolare opporluuil-i. se si


pensa che veniva direi la. non solo ai lonlani medievali dalle .-..

t:

.11.

s,,;i:fin,ii!,l;-ii. S :. i.ifc...\,,SB.. n_,,,,. .-..;..-,7..

x,.,. si .li,,,,,,

I chi e ... I ximrhi e il <IsKiin|.. |,er le solli^liezze e le .isl.lls.rie enti.. -,.j

Nln del leinpo. Xellii sii:i lnh'iiihirliu mi ithihwiih^im milini,,, .lei Iliss Cui-

I Ite.MAH (Tllnltiusiiisi e^Ij;ev.i elle 1,1 lnjricji r..sse /.;,(. (,,,'lli*. xnhiix s'rl,.,!.,
ih,;,n,ut r,i,;,,t.
s.ill.i line:. ! <l.-,l |{;
s lai <|ii:ilc ile.lii-i.lii 17/...

lc/i 1 c.n\Ine., .il TImuihisIiis. i.llriivers,, innubi c.-ilvliilsll. Ti

.ilei

-.

ei-nii Max r.Mrr. Ili. ./././. s,-l,///,i/.,,;,/,;, ,, Z.iiult,,- ,/,, \,,fu.i

'.'"."; "?""S|1"- in|S; P- M Bff. - Krsn Fihi-iikb. nel ln,.B

lei suo /. hanl, liiliiiima il pm-nk-nlo I.iic.iiii.iuo.

.riis,,,.,,,!,,,...

!f

il

II

II. contkxut iii:i.i/(iim;.s( ii

2G

lidie sottigliezze, ina anche sii vicini eoinpntriolli germanici, spesso


turgidi di barocche metafisicherie; se .si pensa, vorrei aggiungere

anche :t quel complesso .li Unse

(culaie itvhirnnuvrci che covava'

nello .lesso animo di Kmi.I. K.| ero l'avvcrlinicnlo salutare: U"i

si accumulano fjli oggclli che degnamele sollecitano la i.oslTa


liraiim ili scienza. J!eu presto divella troppo debole la nostra ca
pacit, (toppo breve la vita, per abbracciarne ...Manto la parte pi
utile. Si olirono al nostro sguardo dovizie in prolusione, per iiU.
ingessarsi delle quali noi (lobbismi gettar viti parecchia zavorra
inutile. Sarebbe stalo miglio, se non ce ne fossimo inni caricati .
K si rilletla su quest'altra frase, in cui meglio si rivela l'atleggiainenlo di Kant verso quel tipo di logica : Troppo io mi lu
singherei, se credessi, con questo mio lavoretto steso sulbi carta
in podi.- ore, di potere abbai (ere il colosso che spinge il suo capo
Ira

le nuvole .lciraiili.-l.il-,

e ha

2" e la :!" figura nei con fi-utili con la I". persuasione dei logici ri

masli IVdeli';tIla scolastica, die. i loro sillogismi si riducono a


quelli della 1' ligura come l'iinperl'elto al perielio, e ,be. conlra

riamente a quanto pensa il Lacliclier. essi non hanno un primi


pio supremo proprio, ma domandano soltanto che si pariicolarizzi
per ciascuno di essi il doppio principio supremo comune ululimi
ile umili, riictiiiit tir utilh>\ con una deleruiinazioiie speciale (l::i.

supremo principio logico: al tradizionale principio ili, Inni tir mimi


(col corrispettivo tlirlinn ,1,- uullu\, mantenni ancora dal Wolll

e. dal .Mcicr. egli sostituisce il principi imiti imlur est imiti ni

IMhm (col corrispettivo negativol. In quesla Kiisliluzione si pu


ravvisare la tendenza a porsi dal solo punto di vista della cun

suo corso di logica, per quale motivo .-li. est rei lo a commeiilare

di sopravvalutare questo passaggi, die nini poi cos nello i'-'i:


u di irrigidire il coni rasi Ira le due prospettive, le (piali in l'ud

, spiegare, ..li uditori ,l,.|

il libro di lesto del Aleicr, non si .soffermer die brevemente in in.

posso dispone ludo secondo le mie vedute, imi sou coslrcllo a

compiacere in pareccliio il gusto dominante' (.!; 5).

Questo il contenuto .lei primi cinque paragrafi dell'opusco1", che ne costituiscono l'assunto diretto. f>iill'iilliiuo sesto paragrufo, il quale si allaccia su notevoli prospettive che trascendono
l'orizzonte propriamenie logico sillogistico. parleremo in seguito.
Intanto, per vagliarne in cerio modo il bilancio, sar bene os

non sono esclusive l'ima dell'altra. .\l pi. si polrcblic vedere nella
predominali della considerazione della comp elisione una muse
guenza della Ielidei)/..1 razionalista, die. listala l'attenzione sul con

tenuto concettuale e sull'analisi ideale, trascurava sempre pi il


rapporto logico e melatisi.-., dell'universale con gl'individui < f:n-.va astrazione... dall'astrazione, dal nesso del cuncctl con la percezione.

loro gusto e alle loro persuasioni. Neanche i rilievi critici del S I

li, giacch si fallo il nome del razionalismo, si osservi li


stalo d'animo. meglio la mentalit, con cui l'attuale Kaul coui
dera la sillogistica. Il sillgism: ecco I slritmcnl della .leduzi
ne! Il razionalista Kant lo sottopone al microscopio: si din-bl-.
con una certa Krlittrfnifrntilr. Il suo occhio di razionalista i un
po' iniih/rr Itti, indovina che IVlTellivo pensare beli pi comple^-n
di quella schematica macchina logica dedulloria. a cui il razion.i
Usino vuole ridnrlo. Tra poco egli vi snider lauti Znixihnn/lii.h.
e coaguli empirici, dilanio, egli sfronda lo slriiiitenio dediti imi..

4* figura. .Wisl.ilele e tulli i logici antichi riliulano di annoverarla


come ligura distinta, perch essa conclude sempre indirettamente e

ii::i Maritain. /.. rii., p. 'Jl!i: <rr. p. l*::s. n,.l:i :!7: i- mm.-I,,- (1. ji::.
dove |ii>r i.llrii si iml.-i ehi- l:i li* hi :::. rimmi l.:.iii.n i Inni v:tl:tui;i -,-, ..n.|-

servare ch'esso non propria meni e rivoluzionario.

Oli ammonimenti del $ ."> sono un richiamo alla misura, piut-

loslo che una eversione della logica formale. l,o sfiondnmenfo delle
sottigliezze parassitane non reca pregiudizi all'organismo sano
della logica scope lo dagli antichi: e si pu dire che riconduca al
costituiscono delle vere e proprie novit. IVr quanto riguarda la

por la slessa sua natura dev'essere ridotta alla I' ligura in modo

da concludere direi(amenle (-). Anche per quanto riguarda la


(12)

Maritain, l'etile

e, a t.,i.F inr|Si uno, p. 220.

il

l'i signilcativa almeno come indizio di una certa tendenza


potrebbe essere la nuova formulazione che Kaut .l (nel $ l'i del

prensione, trascurando quello della estensione 1"). xi, ,\ i| casi,

lune parli: giacche in ,,,,,.s(o corso . 1 |,,Bi,.,,. ,|i,.(. K.inlj ; n(|||

111 - 1.1: sorruii.1r7.z1: iii-xu i.oi:ioa

,,j,.,li ,|i ni-illa . fucsie

pagine soggiunge vogliono solfi

26U

!< ciiTosliinzc.

(Ili
I l.'il

V. niirnr.-i Maiit.mn. ii;i. rii., pp. 2lsj|'.i.


('unii' si pu vr.lciv tl.-.lli- l-illi-ssloiii :j-JI I ::_!7 lln-ll:i lmin,-i;i:</..ii.

ili-ll'Ail-t-kes. iii-I ImiiiI XVI ili-n.i Aknil.-tni.- .\.isk:iIm-i :il S ::.;:: .I.-IT \,,*;,,.', ...
ila- Yrnmuflrhrr ilei Mi:ir. in cui li- <l.u- f...

Si IIK-SCIllilllO.

l:i/.i...il , \ .In- |.iin!i ,li \u\.i

u:

'!sli

1.KI.1.A

261

.m; cxi.\ti.i?siv.\

liliMi imilili ' ll;li P'Hi verbali e dagli pseudoproblemi

N.ni]dihcl,iamo il colosso imbarocchilo: pi lardi apparir uno i

piedi di argilla.

in - li: sottici.iij'.zi: iuxi.a liiuica

ila torlo quindi il .\leier. ijaando allribuisce agli animali concetti

IAlistiuli. Un bue, p. es., pu avere nella sua rappreseli!azione della


/stalla una chiara rappresentazione, della polla: ma non arriva a
rappreseli tarsi la pori a come una noia (tils citi Mvihimtl) della

I stalla: sta. proprio ijui il passaggio dal chiaro (,/ug al distilli"


Li: i-uosi-kttivk i>i:i.i,a i.o.\siii:i:azio.\k -.incusiva

Alla luce di quesla prospettiva si considerino adesso le ultime

pagine, la Coiixidnazioiic ruudiixiru (Sdihixsbclriwhtuiiff), che co

stituisce il 8 (i. col quale si chiude l'opuscolo.

in queste ultime pagine, che sono certo le pi signilicalive


mollo si parla del giudizio. Il sillogismo si e pone di giudiziImIIo deirinferenza esso slesso un giudizio, non immediato ma'
""'"'"" |:<I ""' K|"'cc .li gi.I.zio deve annidarsi forse m.j con.

rlli. che so., In \nm. ,|,.| ^indizio ,. del rag

*"""ii

ii'j.>r

nvi

l fili-

amento. a\uwmt S(.

Illesii ciMicelli vogliono essere distinti e adeguali.

I punii, inralli. che Kanl sottopone all'attenzione del lettore

nel | tara grafo conclusivo, sono:

') '"" '""Hlo dislinlo {dnttli<l,er Itn/rff) possibile solol


mediante uh giudizio: un colicelio adegualo [rolMiindlidier J,:\
U'-iff e possibile solo metlianle mi raziocinio, l'er avere p es mi
oneello insnnto ,1, corpo, io del,!,,, rappresentarmi
lltlll?!
l.ililT

if l'I allibi

Ifti

^^^^^^^^^^^^^^^^

uri*,

Uislinlo
stesso,
.^

r ^

\:\\\

' per crii esso In

-K-rnsr ai.alogTnMTCliUI II11 OOIU-BUO


OollclillO iWkde-

guaio. Da ci appare chiaraniculc un difello essenziale della h>-\


pini quale viene mtlitnoienle esposta: che si faccia cio la trattaione .le. eoncetli disiimi adeguali anleriormenle alla trattario./
ne de. g.ud.z. e dei raziocini, sebbene ,,uelli non siano possibili

die mediante piesli .

I-M Per rendere possibile il concetto listini, come per reii-7


possibile un concetto adeguato, non si richiede una taiiill*
[<:nu,,l/,n,fi, l'iitn./kciti diversa : g;,,,-!,,-, si Irai la s,.,,.pre di ni.
allo giu.licalivo. iiniuedialo nel pi ii

.,,s,,t mediato nel secondo


Intelletto e 1,'agione. ambedue consislono nella laccdl di .'in

care .

<

2_

:t) Stando cos le cose, e cio consistendo |:l |;,,.,dl conosci,


liva superh.re liu contrapposizione alla inferiore facolt conosciUva. ipiella sensibile) nella facollA di giudicare l Vcnnm/en -w ,

fnln,) {. da riporre in (1uesta la dilTerenza tra 'iicmii e' rantolale"'

ideili lidi). Ovvero, con alile parole: se si vuul riconoscere all'ani


male un cerio potere di unhnvlividcii idislingucrcj, il suo sar mi

/ idtyxisvli HHlrrxdtvidni. in quanto p. es. la rapprcsc.ilazione di un


| pezzo di carne arrostila sveglia un'appetizione pi viva che
la
H rappreseli (azione di mi pezzo di pane, in:
un luysvli unhi
ndtvii!m, die un conoscere che la cosa A non IJ.

A) A questo punto nasce il problema: quaT il potere segre


to che rende possibile il giudizio? u |a|e problema Kanl ava'n/.:-

(//un tentativo di risposta : La mia attuale opinione va nel senso.


che tale potere o lale facolt non aldo che la facolla d-.-l .*.,<*.
W interini liimnrr Xiuii), di lare cio le proprie rappresenta/.!
I gel lei dei propri pensieri. Xolhimo |:) .-:
|:, , |:, ,,;,!,. K.|nl
presenla la sua allnale opinione. Viminei- Xiint avr in se

guilo degli sviluppi, i: notiamo anche il comparire li un nuovo


concetto, quello ilei giudizi iudiiuoslrabili [ttiienreixtidie Urh-if. ,.
che avr anch'esso ulteriore sviluppo. Infatti:

i) Ki-liiamali i due principi supremi di tulli i giudizi lil


principio d'ideili il ti, ciiililu.-t *itbjvvt <///(/ tvvdini limi *H.i

| ideiliivuin, per i giudizi allennalivi, e quelli di conlraddizi..!..-.


imiti siibjeelo coni {ivi il pittedivatum #ibi <>i>poxitiini, per i gin.|i/.i
negutirij * lue. principi supremi di tulli i raziocini (notti noi,,'

est nota rei itmitis; uj.'injfiiiiiiii iwtae oi>i><niil,tr rei i/m/j, Kaiil > I
serva: Tutti i giudizi che stanno immediatamente sotto i principi )

d'identit e di contraddizione, presso i quali cio l'identit > la

contraddizione vieti colla iinmcdinlaincnlc non i Mante una w.


la inlermeilia (e ipiiudi non mediante l'analisi dei com-cilii. n..h..

giudizi iinlimoslrabili [mnrirnulidn' l ti vile \; quelli, in cui cs-:t


pu venir conosciuta medialaiiiente, sono dimostrabili. Ora. la e
noscenza umana piena di tali giudizi indimostrabili. Di ,.*.

ce n' sempre prima di ogni deliuizioue: l'er giungere alla .Ini


nizione. iptello che vieti e
.scinto dapprima e iiuuiedial:iiu<-ni.in mia cosa, si rappresenta come ima nota di essa . Ala imn bis.,
gnu esagerare, aminelleiuloiie pi del giusto: se errano mimo . |,.-

ne aminellouo solo una. di queste iudiiuoslrabili velila l'orni:

-..

e cok.-i.UWva

in - t.r.

0(J,

iii il /./.i:

i>i:i,i.a

i.iulrA

cswnzijili (k'simiihili dalle i-ose, in fondo svcmuIo ];. vi-

Hiialc della* gnoseologia, della

logica v della metafisica tradizio

nale.
Certo, la lu-ubluinutiru tradizionali! i: invextita dal cliniii ra
zionnlislii, e perdo subisce qualche spostamento e presenla (|ii1rla>

irrequietezza. I/attenzione infatti si fissa sulle essenze-idee, e pa


re, clic si chiuda nella loro orbila, perdendo di vista la rullerete/./.;,
individuata delle cose o il riferii.ionio ad esse. In secondu hi'>u'<>.
e forse proprio per quel sequestro nella

idealit, smarrita

la

chiara distinzione tra la .sensazione u il concetto: .siccome co

me abbiamo gi notato l'opera dui l'in lei licenza vien fall:. <n

minciare con l'analisi o distinzione introdotta dal ^indizio nel scimi


dell'indislinlo concello chiaro, siccome cio si trascura la pre

' gi il conce. Io ,|U ,,!S7

BM HlK.ml ,1,1

via opera disindividuaiile e illuminante dell'astrazione .nel sciiti

V11""1 ""

aulico e proprio della parola), il punto di pai-lenza ch' il Ittrrr

""i-Naie.' in miesl;, pRro|oi-i l-.n.i.,,, ,

"ei./.a intiiH-j, ;, ....M.ji,,!,, .J.-n-.-v-j,..,.,) ,

*''. k-""mii. ''"a cono-

ll.. l.-icna ha F.L i,,n , ,' . i ' VT"1'111""-1: e su


'si distillai,,,. i/y,.,,//;,./,;...;,.' ' K ' "*e ';i chiarezza (Klurlicit) e

Jlcyriff non si sa bene se sia sensazione o concetto. Si badi che


questa non un'inezia e non una nostra supposizione: fiacche
Knnt dovr in seguito spendere parecchia fatica per riguadagna in
la distinzione qualitativa tra sensibile e intelligibile obliteratasi
nella teoria lcihjti/.iana della loro continuila. K filialmente, l'uso

iperbolico che il razionalismo fa del principio indentila. Frainten

dendolo nel senso di una pretesa deducibilil di tutti i coiilcnuii


noziouali da una nozione primigenia, far scoppiare una reazione:
quella clic si esprimer nel l'icouoscimeiilo del carattere sii.letico

iH giudizio vengono considerali _ ,., ,- ,

di tutte le nostre conoscenze (sintesi, in un primo niomenlo. con

M-iizsi esplicilazioue dislinta l'aspetto "ci.4"<"vo


.: si

r!;r.i

tenutistica, ideale, e non ancora trascendentale, come lo sar in


seguito, nel periodo ritieo).

dl

Tale reazione, infatti, ci pare che si annunzi ncirulfima patii-

"na della Kirit.?fiitlh(l;<iil, l dove si dcnmiziano i giudizi indirli"


strabili di cui sarebbe piena tutta la nostra conoscenza. Il con

""I......
K|
"."'"
l,,.ri
inseriu,.,,, ., ,.,,., hadizio.,,.- ..!,.'

testo non chiaro: sembra, anzi, che nel presento opuscoli! Knnt
chiami cosi quei giudizi o quelle proposizioni in cui si vede con

'Ufljlomo rnTion <iiel1''i'iiii "l "-""" f:'-c'ol(il 0'i-nnot/vn). esistente

evidenza l'identit del predicalo col soggetto. Jla chi precorra col

''^'''''leulalesoj.^.,,)1^1"!"11 .V15! ' '''-llT-'"'"' "" '"'l'P'Mto non

cetti irrisolubili

J.

"Sl'

llsii-ii t radizTi.n-ile i. |;, v..."' i' "": sosl<'llt>VJI ' psicologia ,(.,.
'

I ^*ltl*i ii

'

-*

'

"'^^wrc'iivo. al nipporiu ,.j,,,. ,,,/

pensiero ci che Kant tra poco dir nella cntliciticeli sui con

iitiuinfloxlivlic ln/rffc:

1. ltetrachlung. ? 3.

dove ritorna anche il lerniine iiin'nccixlirhc Milze), non potr non


vedervi lo scoppio di quel primo gcriuc mascheralo. Infatti. l'ana

lisi differenziante del giudizio non pu che esplicilare la differenza


*

l''"l\rC.' #\ ||^^

IV

li

- 4*^ \

"*

"''*lll

f>ll4*

impiici la nei concelli di base, che doveva un dunque essere sinteti


ci. Ci pare insoinnia clic Kant nella H[nlzfHtigkrit abbia urtato,

IK

sis,,
''. Ile Unii spirilo)7)

* *
.

prio-

fHPB

IV

l'RK

l'K.V

IIIMSII!A/IHNK

IH

Ilio

Al tema Kiint aveva )ensa(o da lungo (<>inpo. Ta- consiilcia7.OH clic pii io presentii, sono il risultalo di una limici riflcssio.
ne; epli fiirnisco :il Iclloi-c un tiiiileriali1 rcilii-osiiinente raccol

to (f-Aiaii., p. "0: Ak. Ansjur., p. <>ti|. Possiamo anzi precisale: e al


meno al 1755 che bisogna risalire, l'anno della Xtnu ti ti v'ululiti, la
ipiale s'era iudiiifiala non poco su Dio. sulla sua esistenza e sulla

IV

PKH UNA DJMOSTltAZIONE DI DIO

sua iniprcscindiltilit per spiegare il nesso universale delle cose;


ranno, ancora pi. della Mltfniitiitf Stilnnjcxrliivhlv, clic aveva ]

sto il proidcnia del rapporto tra

la

spiegazione meccanica

della

natura e la spiegazione religiosa, e clic viene adesso espressamente

menzionata e utilizzala
costituisce addirittura

lun riassunto della


mi

capitolo, la

ipotesi cosmogonica

Ylf Considerazione della

Parte 11, dell'opera presente).

Vi l'UKI.CI.lO NBI LoSB ill.ATTKIl

L'esistenza di Dio. adinupie. si svela snllicientemciile alla sa


na ragione: ed provvidenziale clic sia cosi, altrimenti la gran
massa degli uomini, che non (-(riamente Formala da filosofi, timi

del.a ,,, edizione (l) _ , ,|(.,li(.ilt)) !|)]a (Utll^.nz]0M

polrelibe raggiungere la propria destinazione, e vei-relilie privata

1 HI essenza ,, Di,, ,la Knnl uuaranlenne. Non a dire che la

delle veri Ili necessaire perla felicita. Di una dimostrazione in tutta

vocazione dolio prospel.ive seicntihYhe pi one.ni, si servano H

tuttavia dii*e Kaut noi non possiamo fare a meno dal cer

f.scuss.onc ,k., pnncipali concetti metafisici. ,-.....c anche la rie-

regola tale convinzione o persuasione non avrelilie Insogno.

| el fona, co,,,e ,,,,,e.sto: , ,,. |i|ip ^.^

care se una

^lic ncinp.ouo il volume, un tono di scettiri*,,,,, di distacco verso

spogliarsi un inlellello altilualo all'indagine, di raggiungere <|tial-

|>v**T leirau.oro. Cs ne.:, pria pagina cune no!"l

sfinlameute]

tale' (limosirazione non ci. si offra

Poich, senza accennare al

Pur

in (pialche parte.

legittimo desiderio, di cui non pu

indi verit tradizionale, ..a quale ,1Iwe vW,,IIe d^ Ui *e

cosa di compiuto \'t>ll.itiiiiiitirs] e di chiaramente [lnillrh. di-

Jima k. par;, .pn^unonlc di .,nm|n persuasione mie di cosa

rare ancora che. una volili padroni di una cognizione cosi (Tallii, il

'va e sosian^le, e In le da non ,,(,.,. venire nmproBMwn dal-

e sodile della sua .plldtnxlonc lin.osrativa (

concep lo in cos importante conoscenza, ila spe

suo oggetto possa eswerne mollo pi chiarito. (Tak., p. '!(: A.A..


p. !>">). E' legittima, insonima, l'esigenza razionale di sottoporre an

che questa maleria all'analisi e alle linone regole del metodo, per
arrivare a concetti chiari e distinti e alla adeguatezza e compie
lezza di una (limosirazione iueccepiiiile. Ma a

raggiungere que

sto scopo bisogna avventurarsi enlro l'aliisso senza fondo, che In


mela fisica. Oceano leneliroso. senza

sponde e senza

fari,

in cui

fiisogiia condiirsi come chi, navigando in mare non ancora solcalo,


non appena niella piede su una (pialclie icrra. esamlil:! II kiiii cani
silli>j;:snil redolii rinfili

iim-ssi . Cl'nnl. ('aiiaiiki.i.i:si-:: K. Kant. Sn-ilti ni

miri. Unii. ma::, ini. 2!i-:sci: Ak.-Au^:..

i!1"1 <l0Mp Sbolli comni.


,,r .1 Inill"mto1ll vn<ln rlceraimlo Invano <lnp.
precisa con concetti esattamente determinati, o con

necessari" die ci si |icrsu:i<1:i

proprio rusl

iiccrssjirin die

Ak.-Ansg., II, l(B).

II. o. cm. l" in Itili. e \t imi"

|frrc//"| lolla cslsleiiiui ili r<>. ma unti .'

In

si

(limosiri .

(Trail.

Oirsilicllesi1. ji.

13*:

t'

', 1

l'.N

l'IIKI.|t|)[(i

XEl

a i.

ni-TTER

271

rimilo, e cerca se mai delle inavvertito correnti marine non abbiali


Idevialo il sin corso, non ostante ogni precauzione che possa mai

^prescrivere PaHe del navigare.

ir questo un passo ramoso, die indica quali fossero le convin


zioni di Kanl sulla modi (taira intorno al 1702. JMsogn avvici

nare a questa pagina le pagine non meno famose dei Trii ti me.

tt7fili), per comprendere in uno sguardo Indo l'andamento della


parabola percorsa da Kant nella esperienza medi fisica di questi
quattro anni r"). L'immagine dei l'avventura marina preludia di gi
alla delusione finale; ma il (mio rassegnalo di questa espia l'au
dacia di queliti.

5Ia di quale metafisica si IrIdi?

Non ora di certo piccola l'ambizione della mela fisica vagheg


giala da Kanl, jior quanto riguarda il metodo. Se se no vuole fare

la caratterizzazione, non c' che da sfogliare i Trii urne, dove il de

luso metafisico dir la diagnosi amara di lutto quello j.rotese gnoseologiche o inolodologiolio (preteso di lliiixirhl. aliatisi", dimosTrn-

Jr'OIH'' 'lrHwMo. eco.} e di fililo quello coiilaniiiiazioni inirlcTTTMiihi.

sl.icho e di lui lo miei verbalismo ch'erano propH della metafisica


razionalista, e die noi abbiamo avuto occasiono di riscontrare in
inolio pagine kantiane del precedente decennio, dalla Kor dillirMalio allo scritto sull'oli imismo. Chi volesse confondere il me
todo di questa metafisica con quello della niodilisica scolastica, si
potrebbe disingannare considerando in-WOiitooifio woltiana, i nu
merosi paragrafi in cui le nozioni confuse degli Scolastici ven

gono portate a nozioni distinte .

Tallio meno modesta era la brama di quella metafsica riguar


do al contentilo, all'oggetto da som di re. Vogliamo l'arreno un'idea?
Prendiamo alcuni Lotte WiUter, scrii li da Kanl quasi certamente
un po' prima del ]7">5 e che una fortuna singolare ci ha conserva

li I4). Ci pu sembrare una digressione inutile; ma si vedr che


(.'{)

T,n nielafisita doliti linaio in Im in irlo di ossero innamoralo,

Iti ut imi|tio solo raramente possa gloria imi di i|imlehe suo rnvore. viene

incontro all'animo linnmiso di scrutare le propriet niiseosle delle cos- imi


lesiti troppo spesso non fu che deludere Iti sportitizn . Il vero viiiiIiikkI"

non si Im elio i|tmndo si ri.iKrpisi-a Iti meinrisiili come hi sileny.ii dei limili
di'lhi raj.-i.nir umilii:! . (Trattine, li, 2". Irmi. Cui., pp. 1 J2-tn:t - A-A ir
pp. 37-3(i8).
'

(4) N'oll'Ak.-AilSK.. XVII. pp. 22!>-2:t!>: licflej-iancn 3703. .770}. 370.7


lEit piihhlionte dui UpcRo). Vedi ivi le note dcll'Adiekos f1!2ro.
CTr.
Mk.nzkk, Kanlx Helirr voti tlrr Knlinrkliing In Xatttr miti Gmcliiclttr. Boriili

uni, pp. CS-71. Si veda nuche: Victoii Deluor, Im philunophic pratique tic

272

IV - TER UNA I>IMOSTR.V7H)NE IH DIO

l'argomento di questi fogli giovanili non solo ci mo.sfra la conti


nuila del pensiero kantiano dal I75:t al 175!! dumo del Verxiich

sull'ottimismo) e al 17<.'J. ma ci porta al cuore della problemi!!ira

del lleiceifsf/niiKl^

Kant. si dovei le seni ire a qiianlo sembra spinti) a scri


vere quei fogli per il concorso inde!In dall'Accademia di lieiliiio (nd

1753 pel 1755) sul tema dell'ottimismo di Pope e di Leibniz. Il

bollo ch'egli, aurora abbastanza ingollilo per ravvisare le sornione


intenzioni doH'Arrademia, la quale voleva colpir Leibniz attra
verso Pope, difende a spada traila l'off imismo deista e. cadendo

nella trappola lesa dal bando, istituisce un roiifrmilo in regola

Im la visione del poedi inglese e la concezione loihnizian. dando

per conto suo la palma a

Pope, con un lusso di argomenti che

prova dell'acume del suo giovane ingegno. !" inferessaulo e sigili-

firnfiva la predilezione ch'egli mostra per il poemello dell'inglese.


VtlHxttif ,,n ,n,,,l (I7:'.(t l"::i). d'achilli gi io tedesco dui ltrocfcex.

Se al Vollnire, anche lui amniiralore del poeniello. non sfuggiva la


ambiguit fru abbiamo gi arrenila lo) di quella visione oseillanfc
tra Shaflesbur.v e Itoliugbroke lTl). Kant non sembra abbia per ndcs

<w

so alcuna prevenzione di froufe a un ottimismo fondalo su un


deismo acrisliauo se non aiiliciisliauo. e anialgamanle la coscienza
morale con l'estetismo e con il naturalismo (").

Quello del Pope era infatti un Riiperollimismo. di fronfe til

l'oli imismo loibniziano. La regniti pi egregia della perfezione del


mondo rosi Kanf rende il pensiero dominatilo del poema inglese
ohe esso sia completo in sommo grado, si da esistervi lui lo ci

eh' possibile, e ohe nella catena degli esseri e nella mnlloplicit


delle loro mutimoni nulla vi manchi die abbia qualche capacit
di esistere. Cosa curiosa, per, tale ottimistica plenitudine coniprende pur lutti i difetti, dei quali di torlo o a ragione) si binimitimo i pessimisti. II campo della rivelazione della potenza divi
na da notare il senso che qui da Kanl alla parola "rivelazio
ne '> rome di uni nin-sf aziono o esplicazione n.-ilurale di Dio Com
prendo perci tulli i generi di cose finito e per una specie di rieKant, 2 ed., l'mis l!2li. p. SS in nula. < I < ni. liHKi. l.e prime 2!tS |i:iL-lnc in-

rnriHimnn1 la lesi presenltilii nel HllKi sullo il Iitolo: Kxxal sur la tonnotir.n
,lc la pitinunphir prnlinnr ilr Kant),

(TO VoLTAtnK. l'nralllr a" 11 timer, tir loileau et tir Pupe. Cfr 11 I ixiiAlf. Dir Tlicatllrer Ini tS. .lahrlinntlrrt. I.eipzip. 1011. p. fio.

(C)

Cfr. A ha riinsi-Rno. /; porta itti razionali*,!!,) ritmiti,*,;,

saiulro Pope, Bnrl. 1M3, pp. 122-12!!.

tir,

V.N PIIKI.ITDIO XKI I.OSB IILTTKR

274

273

osfcude. ,no ai difetti [jW.,rf] e 1,0.1 aUrfmenli .si perde

.'....ne sino , nulla (A..A.. XV1T, .,,n) ,. J^.


J
..(. d, eh. p es. vorrebbe minor lenebi,, nella sua .nenie e

turalistica di Kant.

^.'lii lui qualche conoscenza della filosofia scolasiica non tarda

a percepire il senso preoccupante elio in queste palino assumono


quasi tutti i concetti, quasi tulle lo proposizioni. Ogni cosa

^r, eon quelle proprie.A : sarebbe nn andnr contro se s*ss g a"


Hi- 1 mor ,1, s r*rf6.,//r6,] abbonisco dall'annientamento' (fri)
veri mnlM T T RPRnIlIino ' "n*ln.,| di Kant. - come

buona : cosi dicevano anche gli scolastici, ma aggiungevano tsinli>


precisazioni e distinzioni, che non appaiono invece qui, dove na
tura ed alto, perfeziono 0 priva/joiie, mondo tisico 0 mondo inoralo

,e , , li o
7'" ' tVM] ]m' <>lIi Ri ernni.o le auime
- ,L* 7"/ ""R"11"'"* I:l 1' -Pi, mio che

vengono iiafuialislicamoiilo livellali. Tulio ulilo: e l'espres

ss.. ..ma do,,, o permetterli per scogliere il mino,- ,,,nle (p. es

sione assume, la dimensiono dell'iliililarisnio. con la i-iiluzimio del


l'antico concetto di ulilo a una sola sua forma, anzi all'infcrirno
forum economica o eudemonistica, e con la prelesa dio ogni utilit
egoistica sia i/ut fnrtn vantaggili di lutti. Si cara Ilei-izza conio

<' I wn, d,.lla liherln e molla del bene morale). Tra i


'v-i.ifi. Ili sn-lse il In,K,,o

metafisica timi rumi la ili

n.jrioni melafl-

sliaziouo leiliniziaiia di Ilio, e lo

si contrappone un'altra via dimostrativa elio parte dalla visla | Ahlitici-, p. '2'\:\\ e dalla considerazione \ 11<-tritili tu 11 <j, p. l'V.Sl del mon

Mi .h,urne a n,o dalla cousiderazione del mondo*? Ora, fn


osi:, ia viil s,,.,,:1 ,,,, p,l|1(, , viII Hip M,UomHte '

do reale. Metafisico vaio duuqup apriori? o non apparlcir alla


nielallsica l'analisi della realt? Clic che non . si viene fini a
sapere che la seconda dimostrazione, diciamo cos a posloiimi.
considerer del mondo solo quello che vi di necessario 0 univer

ni dominio di un TWe on.inaiio onnisu^ente

I. -...0. o rhe nioslra oo.ne oSni ., ,.,. w s<ossa roi!R)lt.ra,a ,

''"". Le .le<ern.Ini.7.,oni essenziali e necessari,, delle cose e le

rupi senerali da se sfesse si armonizzano e oomlm-ono alla perfe-

sale, le leggi matematiche e meccaniche {'). Un analogo discorso si


pu fare per i singoli concetti mctaltsid di natura, essenza, per
fezione, possibilit, esistenza, mancanza, e cos di seguilo.
Oceano davvero tenebroso con lauta prolesa di panoramii-a
esauriente lucentezza questa nielalisica in cui si dova impi
gliata la teologia o la leodicea di Kanl! TI (piale, d'altra parlo,
crede appunto che por parlare di Dio e della sua sapienza ncmi-t-a

Sr'rpT'oSSj^11 " K'- e llS"mP n(;CllRf!I"-i"'""e Rinva alle


fino sarebbero, insonuna. i difefli della concezione

-iIimrimH^^
l'indipendenza e l
'j^sbordandolo alla necessaria lah.lih
>' Homo desiino*

ino

della prima teologia naturalo che sarolihe meglio chiamare na

TT1-,11<lcHji eiiin|)iiii
^
!
ohe desideraren":(miKMi(o
di non esistere
di farsi "ii("-sostituire
da nitri

mi. (...mIi-om, ,,r.x,,p,M,1M.v:, ,. dininslrala. per

ni

scopo, ch' quello d'indicare li sfondi complicali e toi-ineut:iti

niiiior x.ole,,,,, nelle si,,, passioni: desiderare delle propriel ohe

WMH||

i\\.\

per Itittf i concelti meiafisici e morali, ivi ancora allo stato fluido.
Comunque, ci die abbiamo messo in rilievo pu bastare al nostro

ho a traverso tutti i gradi decrescenti .Ini radi supremi della

iv i-Kit

in

'iii

jf avere procedentemente risolto tutti i problemi, od esigo una ili

mosti-azione adeguata di tutto e una conoscenza poco mono che

| esauriente di Dio. (", in fondo alla nielalisica razionalista, la


preiosa di una pitffeeipny.iono inluitiva al regno delle verit
j

(7) ir i|iiclli> il, si vrtliji iii-II.i l'urie II ilt>l nnnhiiniinl. - SI ..ti


fnnill In Urfh-j-iuii ;;.S7-'. ihiirAill.-kcs :iss.mi:il:i :i
fuso ili )>..... )u~i.

capacitarsi
T, ;;/ 7 fr ?
capacitarsi
in lei r III1f.clW'll<lIp kni"lano ' Keslazione. .lovrebbe pero farne

" loJtm-a dnetfa, e vi froverebbe una arrn messe li osservazioni

riure: r,-islcny.i ilei l'Usseri- mvex.iiriu unii iu ,-sseiv iliiiiiwlrjilsi rii.- -jwt
'lem Xnlirritatiteli. Kj- tnxcx*mix, nvevu letto anello i|iisilrho sitiltisilr prlre: cfr. il nnslro nrlicol Viti mitologie r ria roxiuohi/iift. dove nliMnm

i-pronto ili c:irnl(eriz-/iirp M sfiinll e li <x|iiiv<iei ili In lo ini|ius|azlmo Of


Cami-h, OrU-iitnuiriiti, Vnn-se. ni. M.in.nhi. 1!ir,:t. pp. ill-ir.7).

i" -

UN PRKI.rUIO NEI L08K ULTTCIt

275

Al Si. rq
al.Pov,eiuo tlell l'rorvMcniii. Il poeta o il filosofo
t iMi x lilZIOIli"S|<11 h" "" 1' l'ri un piccolo Grande
Ai.luleHo. Non pensa ohe i suoi concetti, lungi dal potersi appli-

* n.vocamente a Dio, portano il marchio di Llu, co ::;;;:: r; enifco fTo>die iciic i>.-' <** .n cono.
senza dello stesso mondo morale, o addirittura del mondo della
tilii Imo <,g,ca iacch persino per la vita e per la morale si

g.a mostrare che sarebbe, a dir poco, bizzarro il voler subordinare

I" dimostratone della loro essenza e del loro valore alla previa

so uzione ,1. tutti 1 loro problemi e alla loro .spiegazione /esa


nenie... con gh schemi meccaniro deterministici.

I/iimtinin a qtioi L,,<- Itliillvr pu essore .sufficiente a giusti-

nne Huan.o si diceva su. contenuto e sul metodo della metrica

7'!C!1 *nti,,n. K pn spiegare allres la reazione seguitane


.H.an1modH.oste.s.,o Knut. A quell'ingenua fiducia nel!a sua ade

;Ts;della
nvei;si
r<niu>
i"iiilihavivon<>
iu imo- s umana:
"11*
IzMi.,,.
vihi che
la verit
nella coscienza
inve-

S....M. di d.rez.one che. se non erriamo., si manifesta gi nella Dcut-

mi
1' ',,r Killlt 1Fl0tllMA SUllil <iertwHMI t! "-evidenza e ni
netodo tlcll iininim conoscenza metafisica. (Fi. inizio di tale fino-

siamelo ,|, prospettiva era forse nel M,rh,w;ff del ,7ns. in quanto

sso moslrava l'incidenza del nostro modo di relazionare e Ili mi-

surare sulla costituzione slessa della scienza meccanica). Alla pre


sunzione razionalista d'intuire e di dedurre il ,,/,/* nUUMbU

li* si contrapporr, nei Tritume, la consapevolezza dei limiti della

conoscenza umana.

Al sotli'e naturalismo di quella metafisica con quel suo dal


tonismo determinista reagir l'esigenza li salvare la libert e la
morale. Da questo punto di vista perfettamente spiegabile la fufura reazione critica alla metafisica; solo che bisogna ulterior
mente domandarsi, se tale reazione, d. e diretta contro quella meiilisica, valga anche contro ogni Torma di metnnsica, e contro la

metafisica in genere. Jla su ci si dovr ritorntwc.

H'nllm parte, per quanto riguarda l'oitimlxmo, abbiamo vi

si" neirullimo capilo!,

Ih, |.HI.,, f ,,. ,,,,,, r,)milljlU, ,,u K.|n,

ni'l I toc* nu'ujvr /lrtn,rl,l,,m/ni iibrr ,/, Opti,,,!*,,,,!* del 175!


e ne abbiamo rilevato il pretenzioso apriorismo e l'equivoca reli
giosit. Quest'ultimo rilievo non sembri superfluo. Tutta quella
controversia, aperta od occasionata dal bando dell'Accademia e
naturata dal terremoto di Lisbona, aveva infatti uno sfondo re

27(5

v - per rsA iiimostiiazio.nt; ni ino


; il!

ligioso, come ben ha mostralo il LOtgcrt (*). TI problema vero era


di ordine spirituale, se lo guardiamo nella sua massima conn-elozzn
storica, dalla piale ricevono luce li sfessi coni rasi i mela fisici.
Una diagnosi spirituale pu dir pareerhio sulle preteso doM.-t me
tafisica razionalista, gi intesa a razionalizzaro la l{iv-laziono: su

quel surrogato di Tede hVia quell'oliimisinn eiMlciiHUiislico. a ro

vinare il quale polo bastare il ferrcmolo lishouese: sull'opzione


per un deismo, che con la sua religinsil estetizzane dispensava

dalla croce e enn il suo dcliM-miuiKinn faceva ditncnlicarr Tinte-

Jl'.?.1!1!^. cJ." r?spoi.sji!nlHj. Ttisognerel.lip. per altro, softonorre a


tale diagnosi non solo l'illuminista, il cui occhio vedeva oramai
soltanto il terrestre e le sue utilit, ma lo scolastico decadente, il
cui spirito non era pi religioso ma ratIcdraticanwirie soffii... ..
curioso, o polemico, e tradiva solfo Ir pur Irgiflimc preoccupa
zi>ni scientifiche e melodologicln' riiili-rriizione gi in lui avvenula dell'osmosi o della sliniolii/.iunc viva fra filosofia o teolo-

Ria C). Uh nitro fenomeno bizzarro da decifrare con un discer


nimento degli spiriti era rillnminalo o lo ftrlnnlrmcr. il quale, .liversamento dal razioiiiilisla he secolarizzava la ltivi>l':iziom> da Ini
stesso de)tauperitai, immoflova i mislori rivolali nella sua filosofia,
elucubrandovi Ro|ira e faiilaslM>ando. o |irolomlondo d'inluiro i cui
cotti metafisici e le'trulla mislicbo rto. - IVr la cronaca (\ cui
(S) W. Lotckrt. Dir F.rxfhittrrinifi iih Oiitimi.imii.i ihirri ilnx />./
hrhm ron TAxxnbnn f7.7.T. liritrait zii- Frilil; il.:* Vorxrh,iii/rx/jauhm* ihr \u(
hhlnmij. ("Jllerslnli. inni. pp. 1-H.

<) rrnrpnlcnte cinHiiiiiviTsIlA .1) II cinipi p.H I'Arsisakik. ne! sim /).
cmixtftuttnnc et partibnx ntrtniilnixirar Irnrtiilux (1(5(lT.. rimproverava n Sua-

rpz ciroKll ppraliro nmnilntvn o iilllizznvn di pnrlnr lrp|m ili \v<n


roiixMcratux xnt> xim licitai*, p .li lini pii ( ira re Hip In mrtnnsl.ii li:i ria furo
rnii Pio s<.lr> corno prnrc.ipiia pitrx Enlix. rtiiirnllrn parto, il pii milncmiiFin
Thomas nAKnus. leirimirerslli'i .TI nnstook. noll'oppra Pi-rrhiilm mrt,,,,h>i
xira lrxhrrntixxhnn (lfitO) (Ipfinivn rumo minili imi* Srhniac nini- las
unrp nlln incintisi por ojtbpMo IViis ,,f ,m.. rfr. Kknkt T.FAi.Ti:n. Siwnhrl.frsuitixpiir. FfH<f. iiritlxrh-httltcrtxchc Melnithtixil: ilrx 11. Jnnlnnulnt* Fi,,
ili-triift sur arxrhirlitr ,1,r ilirri.irh-ffrulxrhni Kiiltm-hr;i<hntin, nini ;u,
Voi-ffcurlilrutr drx drufxchm hlralltmu*. Itiiinliiire. m^H. pp (17 :!7.aR Hui

tornano Koininiiiro pi nciiln oiii tu si-nsil.ilil;-) por I prolil.-ml <lrl rnp|..>n..


Ini rcili. p niRioiio. n pi vlv.i II prrlrnl.i .11 .liv:iii.-arp vpis.i rirriuInn.-ilNin.i

verso II nixliiiial'siii... M:i non Iisociii ili,


liiaiv .hi- :inilii< im-II'invI
Ionio cnlliiliio po|,-v:i darsi II pi-rirolo ili<> il .om-HIo ili .* snl.i^.- mi pr
corro ,|| dospirlliializzazi,
,U .1,.,-lassnziom. al pi bussi, livoll.

(10)
i Vf"".

I.n prospiiza Iella Iriuliziono too.orira p.l osolorirn. I cui iii):i<trl


Sno lr>m<% wl "Plliipror. non va .llmonlioala nella ii.v<:iz|..n..

(IPII ambiento storico noi .piale s-ins.-iivim. Kit ut e riilc-tlist

I.n n..,irn

storiografia studia Kant I>rcvnl>iitcnirnto alla luce della prolilcmatiia frati

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2(7

"* nella 8un

.la ri

404-409),

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Spione che il l'.,,(;2

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. I tutti ;,S ^

Hice*ioiie ci-Hlm,m della Jl

Wlmitll revisbruM-ri k

(el,lg)), diede

l'- quello la

taimc.mil nella
W
che

i1

"lto iu s

li clima del Bcivctetjntnd e sereno. Sin dallo siile: giacch,


pur nel loro impegno di approfondimento analitico e di panora
mici ttk sintetica, le presenti pagine kantiane sono di agevole e
gradita lettura, non pi gravate della cinciscliiata e concisa Torma
accademica di certe dissertazioni latine precedenti, n ancora oscu
rate dai meandri dialettici di certe operi: critiche da venire. Clinia,
lmi solo sereno, imi religiosamente serio; e il teismo che vi si re
spira sostanzialmente quello tradizionale.

"<m )Ild essci>e '

l'inizio animato di coscienza critica nei riguardi della sua opera e

ticosamente raccolto, che presentato all'esame del conoscitore,


perch con i prassi che possali servire compia IVdilicio secondi le

regole della solidit e dell'annullisi. JO quanto poco vo' che si ri

}1'., che vedemmo

laulo poco sono gi delui/.ioni le analisi dei concelli di cui mi

tenga come la stessa dimostrazione ci che qui io presento, ;illret1

servo . Xel mio caso la forma dell'opera non completamente svi

'

' richla">vn alla


a con

,m

K."t; e *,

1)ibli(:oP'ofetica

lll<Wflco- Tra U

nale omissione, lo volli soltanto abbozzare le prime linee di mi di

segno fondamentale, secondo il quale si potrebbe, io credo, innsilzarc un edificio di non piccolo pregio, se il disegno, capitato in
pi esperte inani, ricevesse maggiori' esattezza nelle parti e com
pleta regolarit nel lutto. In una trattazione di Itici le come la
presente, io ben posso gi. in precedenza acconciarmi al pcusirro

che qualche proposizione sar inesatta, qualche spiegazione iliadeguata, e qualche esposizione difettosa e manchevole. Se altri le

corregger, egli Siir pronto ad accedine raiiiniaesli-iimeiilo. Infittii


non meno onorevole il lasciarsi convincere che il convincere, e
quella

prima azione da forse pili verace onore, in quanto ]icr

essa, pi che per l'altra, si richiede abnegazione ed aulocrilica .

luppata, da atlriliuire non tanto a incuria quanto ad intenzio

venni,,,

religioso).

' fi

del contributo che con essa intende offrirci. Ci die io pii forni
sco, soltanto l'argomento per una dimostrazione: un materiale fa

? !iY " ^: motivo,

e n svelare i

., un

lai

Z i ,,J

l'KA MIMOSIIIA/.UINI'. DI MIO

Lungi dal posare con iattanza, il Illosufo ci si mostra sin dal-

" Sentil>si s"

"-.u..uhi,,,,,;fI,ai:

IV - l'Kll

278

.\ki

" S'' Knl'n


''w<, -o, e per re,,ui.

(C.\it.. pi. yO-:U!:

A.A., pi. (iti-tiS).

Autocritica, vigile

modestia.

rettitudine.

Ci sono anzi ammonimenti per noi lettori: non esser corrivi


a condannare e a lanciar rimproveri di eresia; nel giudicare un
libro si guardi all'insieme e non ci si fermi a cavillare sui detta
gli; si porga orecchio al pr e al coitila. Se i giudizi ili non de

formata ragione, in diverse persone pensanti si esaminassero con

la sincerit li un arbitro imparziale, che, di due parli in questione,


pondera le ragioni, ponendosi egli slesso col pensiero al posili ili

novit n.vioi..xiii:iii: : i.Wstknza k i.a cossiiiii.itA

279

che gliele presentano, per valutarle tanto quanto esse no*

san nini valere, e solo allora stabilire a qual parte egli voglia

I. mi, vi h.. ,he molto mlnor discordia nelle opinioni dei ffloSl

una no,, mi,I equit nel prendere a cuore, per quanto pos-

2S

IV

- I-KB

UNA IHMOHTIt.WIlliXK IH

liti)

infelicemente manipolalo, ina purissimo, (mito coiK-ltisioni erronei',


che si sono estese ad una delle parli pi eccelse dulia llosoliii .

Comincia in questo modo la parte pi importante dei prolego

meni all'esistenza di Dio. rrolegomeiii ontologici, che occupano le

ilile. In parte opposta, unirebbe tosto su una sola via le menti

due prime Considerazioni della l'arte 1.

stesso abbia voluto attenersi costantemente a questa norma- si


..frontino le espressioni .simili ricorrenti p. es. nella lettera a
lf.'1-.l.M- del il maggio 17C8, e in quella ad llerz del 7 giugno im

di possibilit [MoijlidihcU]. Strada facendo, appaiono una folla di

U stesso garbo col quale egli apprezza la sana ragione e i

di un elemento formale [das Formule o tlus /jogischc] u di un ele


mento materiale o contenutistico [(lux Materiali; ovveiosia i

ivl,g,.,,ll,. <Cauv 2: A.-A., S7-US). IO" bello vedere come Ka

l Ak.Ausg., X, ed.. J922, pp. 74, 122).

celti dinamo cos, del senso comune [mtihlicher ynneincr


\ vinta,!}, e segno del suo buon senso. La Oonsidcrnz. 1' della
I arte 1 ripete con.maggioro, esplicite;^, ci die la Prefazione aveva
leH ,. inizio. No, disponiamo di tanti concetti, di comuni con

M. soltanto chiari [hlo, kturc ya,,ni,c ISryriffr: p. 70], che barn",


il loro valore e che noi possiamo usare senza dar luogo ad alcun

Vi sono discussi i concetti di esistenza [Oliscili a fc'.W.Wr7/~] e

precisazioni e di concetti di non minore importanza: il concetto di

posizione [Sctzmiy], quelli di cosa [Uiiiy] e di predicato o di de


terminazione [Ifcstiuuiuiny], la distinzione entro il possibile

Data], hi funzione del principio li contraddizione, lu funzione del

concetto sperimentale [tJrfaltruityfibcyriff],


[wirklich], di principio reale [l\valyntiui\.

concetti

di

reale

1" un vero e proprio capitolo di ontologia, di una ontologia


che dal senso razionalisti.-o wollano tende a riguadagnare l'antico

malinteso, anche prima di averli analizzati e definiti- i concetti

(senso realistico della parola. Bench non vi appaia che di straforo,

tutti analizzare sarebbe forse impossibile; e. comunque, non sua


.menzione .1 voler cominciare con definizioni formali. Ammonisce
anz, contro i pericoli di una pedanteria metodica che volesse tra'

del Jcircfiyniin rupprcscnlnno la novit forse pi importante, della

ma del metodo, l'imitazione de. matematico che si avanza sic 0

no connesse intimamente con unu delle parti pili uccelse della li-

tafis.ca, causata min moltitudine di tali passi falsi, che, per quanto
continuamente presenti ai nostri occhi, pure lasciai, poco sper re

Dio, non sar inopportuno considerarle adeguatamente.

per es., di spazio, di rappreseutazione, di desiderio, e simili Volerli

insomma del concetto niutallsico .li essere FiS'ci/H che si diseule,.


Siccome le discussioni e le posizioni di Knnt in queste pagine

sua esperienza di pensiero di quegli anni e costituiscono un sigili-

sportale m metafisica il procedimento della matematica: La sma

Jleiilivo momento critico dell:, sua [>aialnila totale; .siccome esse, so

su ben costrutta strada, ha, sullo sdrucciolevole terreno de'l

losoliu e cio con la trattazioni' dell'esistenza e della natura di

ria- apprenda da essi a star sull'avviso e ad esser pia accor

'<'"<; = A,A., 71). - Tutti questi motivi, notiamolo tra ,en

tesi, troveranno riscontro nella Dcullchhcit.

}\'vxcn1 questo vocabolo ha finito per significare essenza; se lo rende


Ma non si tratta soltanto di fenomeni linguistici, folletti biz

Novit ontologiciib

Tra questi comedi semplici ,.,1 ovvi airiMlelligenza, ce n'e nero

|l'"".0' ni"

"' <l'IIVsistenza f/W,,]. die Knnt ,.,,,c /, bj.

sogno di chiarire e precisare, date le confusioni a cui esso ha dato

luogo in teologia naturale. II dove si parla di esistenza necessaria

e contingente. Una troppo sottile indagine ha qui. da ,,n concetto

II

La lingua tedesca (ci si consenta questa osservazione) si trova


in un curioso disagio rispetto al concetto di ente: se lo traduce con

con Diuy. lo irrigidisce e despiri tua lizza, facendone una cosa.

L'esistenza b la possiihut

'

zarri e talvolta ironici. Nella (ermnnia razionalista l'ente era di


venuto un rompicapo, lauto si era volatilizzalo. Non era stato lo
stesso Kunt a dirlo?

Guardiamo l'essere nella logica in clima

razionalista. Nella

loltrina ilei giudizio, studialo con particolare predilezione, abbia

mo il rapporto Ira soggetto e predicalo: ora, l'esistenza non pu

essere che un predicalo; o. se la vogliamo vedere rannicchiala nel-

l'i della copula, quest' non importa che una connessione logica,

2S2

novitA oNTOMHiieur: : i/rsistknza k la rosmmi.n

2S1

insonni! un Yrrbiiniitiujxbrtfnff. (Non siamo noi. ma Kant a dir


lo, per opponisi oramai indispettito).

IV

rii:

i na

iiimiistua/.Ium:

ih

ino

nella zona d'cllicaciu del lillrn cartesiano. Anelli* l'empiristi! lui In

nell'aileggiameiilo della riflessione: rillcllc sulle impressioni n sul

le immagini, e sulla vila psiculugica. AucliVgli si chiude, in una

Il razionalismo, nella sua predilezione per la logica, oltre al

prigione diversa, anzi opposta, ma pur analoga a quella del razio

mnchc nei concetti non poh-va trovare che dei poxsibiin, e nei ra

e le altre, nel cerchio l'alalo, l'i se una certa nostalgia si manifesta

giudizio considerava per altres il concetto e il ragionamento: se-

gionamenti Ille ratifnirx. .Neanche pii gli era dato d'incontrar


si con l'esistenza e con l'efficienza. Il guaio era che esso, anche uscen
do dalla logica, ne traspollava fuori il daltonismo. Ohe cos'era la
metafsica o in genere la filosofisi, se non la scienza dei possibili?

E il possibile wollinno era il pensabile o il pensato, come non con


tradditorio. Un complesso li cause o di occasioni o di stimoli della
pili varia natura, che qui non il caso di rievocare e di enumerare,
avevano condotto l'ontologia razionalista ad estenuarsi e nieutaliz-

zarsi i11). La verit aveva finito nei- essere Vaiucniintio. non rei et\\
iiilrllritnx,m.\ xiihjrrli ri uranlirali. L'olio il dinamismo della in-'
lry.nnnjlit. conoscitiva, la rillcssione si era rivolta

la grazia di

uno psicanalista direbbe: ini roveri ila sugli enti mentali II moli-

do, per un razionalista, era divenuto un "rnTulim hitcllhiibilis: di


idee, li essenze (conte H]>Hi-di ri'{>rar,?cnititionest. di verit iu'ca-

lena iratrna irrituliini). La riflessione, che aveva inlerrTf"TTnteii


zinnali la (fa quale oramai appariva stranamente come Teile), p
leva per altro avere come suo campo visivo, non solo gli enti men
tali, ma anche gli alii inculali: Patto pensante, il metodo, la scici
I za. i persimi la rix rr/iracicntaiini. Non staremo qui ad esaminare

| se le cose fossero lisce, e se non ci fossero delle contaminazioni di

nalista. Le verit di fallo e le verit di ragione sono, le une

nei surrogali li essere e di esistenza che i sistemi empiristi e razio


nalisti credono di offrire, o nei rimbrotti e nelle contrapposizioni
ch'essi si ranno vicendevolmente, o nelle ipolesi p. es. ilei paralle

lismo o dell'armonia prcslahilila che supponendo la realt ne esco


gitano la corrispondenza con

la

rappresciilazione, o anche nello

scetticismo che negando la conoscibilit del reale Io suppone,

pur vero che lauto nel razionalismo quanto nell'empirismo la clau


sura avvenuta. L'essere della uiclalisicn divenuto un

trascen

dente: una fisima insussistente. <> un inconoscibile che impone il


lornieiiloso e forse impossibile problema ilei
M:i, si

dir, ipicsla

tuia

punir.

c:iri<-:ilura.

l>oniaiidalcl<t

Kanl ! Almeno per il razionalismo.


L'imporlanza dell'aitaceli del Hcii-fisi/runtl nelle sue pagine ontologicbe sta nel fatto che il razionalista, sia pure li non stretta

osservanza, ch' ncora Kanl. a un certo momento avverte ili esser


chiuso in un miudo logico-ideale, a 'ili manca il lUnu'iit. Lasciamo
da parte la considerazione, ch'egli di questo Ihtxrin deve pur avere
l'intendimento (poich non si pu avvenire la mancanza di qual

cosa che in certa guisa non si conosca e in cerio modo non si pos
sieda), e che nuche nello stessi alto di riflessione fuiizUuin l'inten

diversi piani e di dimensioni eterogenee, e quindi delle difficolt in


terne in questo mondo sostituitosi all'antico. Il fatto che nella
mentalit razionalista operava una tale epoche: ed era stato il

zionalit del conoscere sull'essere, inteso nell'articolazione delle sue

bisognava partire era il em/itoi la coifiUttio o il cogito, il Pensiero

zione cli' siala la sua. dcnuimando il lisagio ch'egli ora avverte.

varie dimensioni psicologiche, logiche e reali, di fallo e li valore,


anche se sull'essere come tale e su queste dimensioni non si rilh'lla.

I filtro cartesiano a produrla o a fondamentarla. Il principio da cui

(Suardiauio soltanto a quello ehVglP"dicc. diagnosticando la situa

I o l'Io.

La sua critica non cessa di essere notevole pel fatto ch' una cri

<'Vra anche l'empirismo: il quale rivendicava parecchie cn.se

che il iii/.ioii;ilisnio dimenlicava, sopratlullo quella percezione e


quell'esperienza che il mondo della logica razionalista non degnava

pili di uno sguardo, ma senza la cui irrorazione i concetti e i guI dissi e i ragionamenti minacciavano li ridursi a fantasmi. Sennon
ch niio strano ma logico destino coinvolgeva anche l'empirismo
(11)

Si v(rli:i riil>ru il mio studio Cristiano WoTff e il ra;ionali.imo

prcailico, in particolari' l'urlo I, Cap. 0", e passim.

tica interna falla a se vi esso, :\\ suo inondo, al mondo di AVolli' e


di nauingarU-n ; non -essa di essere interessante pel fallo ch'essa
un conato, magnifico colia lo, che per, dopo avere urlalo nei limili

della propria mentalit, ricadr iieirinipd>uza. Tanfo pi interes


sante e ricco d'insegnamenti, forse, per ci slesso.
I/esistenza non affatto predicalo, o delcrNiina/.ioiic di una
qualche cosa i/. .Mitrilniii/. I, l'<!riuilitinitf, Si /. titolo: Cau., p. :>7:
A.-A.

p.

72).

IV li

Kanl

riin|><>sl;i/.ionc

del

problema

sulla

lo-

Hi

281
KovitA xtoijxkhk: i/ksistekza e la rosami i.ita

IV

- l'Eli

UNA

IM.MOMTK.VZIO.NK DI

Ilio

283

del quale agevole percepire la giuslezza, ma

gica della predicazione. Sentiamo l'esempio ch'egli fa ( singolare

za, alle insudicienti armi del razionalismo bisogna aggiungere quel

che di quell'esempio si fosse servilo, in alito conlesto. Li bui*, nel

13 di quel Diaconi* de iiicfaplii/sique, che sarebbe stato pubblicato

inolio pi tardi, ma del quale egli aveva parlato nelle lettere scam
biale con TAinauId): Prendete, a vostro piacimento, un soggello,
p. es., <iiulio Cesare. Marnigliele in esso tutti gli immaginabili suoi

indovinare altres

le possibilit iti equivoco. Ter render conio del giudizio di esisten


le della iilosofia empirista: alla logica dei concedi bisogna aggina-

gerela psicologia e la gnoseologia ueue percezioni, jia vorreiiiiuo


sostenere die resistenza, iieiia quale pur tulli" abbiamo l'intendi

mento semplice e inequivocabile, consista senz'alilo nel giudizio

predicati, non esclusi quelli di tempo e di luogo, e subito vedrete

di esistenza? che la differenza tra possibile ed esistenle si spieghi

sere che dette l'esistenza a questo mondo e, in esso, a questo eroe,


polea riconoscergli ttilti questi predicati non uno escluso, e pur

concetti e le percezioni, o le immagiui e le impressioni, senza un

se rum- del suo consiglio... Non pu dunque essere che esse [tutte
quelle determinazioni, o predicati, tra cui pur non c'era l'esisten
za], quando esistano, contengano un predicato di pi; giacch non

sensibilit? Equivoci futuri...

che esso pu, o non, esistere con tutte quelle determinazioni. L'Es

con la differenza Ira il ne classi di fenomeni psicologici, siano essi i

riguardarlo come una cosa semplicemente possibile, che non esistes

peggio, che l'esistenza non appartenga all'intelletto, ma anche alia

pu mancare alcun predicalo nella possibilit ili min cima presa

in lui la la sua determinazione. V) se Mio avesse avuto piacere di

ulteriore perch del privilegio di una classe rispello all'altra? o,

Che neanche Kaut Tosse culi leu lo di questa spiegazione, lo


mostra il 2: L'esisleiiza la posizione assoluta \<ihxolittc l'n-

.siiimi, o anche NcIzhhi/\ ili una cosa, e in ci anche si distingue


da ogni nredicato. che, in ipiniii hili, / poslu [i/rncl^l\ sempre

creare un'nllrn serie di cose, un alito inoliilo, questo sarebbe esi

solo relativamente ad un'altra cosa. <(Jah.. :i!S: A.-.\., 7o). Xvn

stilo con tulle !e determinazioni t non pi che egli pur rico


nosce in esso, sebbene sia semplicemente possibile (ir/.)
Si
traila evidentemente, notiamolo di passaggio, non di un concetto
astrailo e indeterminato, ma di una rappresentazione omninnitlr
trlrniiiiinfa, perfettamente individuala, quale quella che ha l'inlellelto divino, o anche la fantasia di un poela. L'esistenza non'

pi porre logicameli le in relazione un predicalo con una cosa, come

aggiunge dunque nulla alla <|italiHenzione o caratterizzazione con

ce! tuale di una cosa; non una ninna nota che si aggiunga alle
altre nella comprensione di un concetto o in una definizione. R"?ic

sanfallora V

""

. -

Quando nel parlare comune si presenta l'esistenza come un


predicato soggiunge Kmit con uir'leiitativo di precisazione che
vai la pena di sottolinea re essa non lauto predicalo della
cosa gnaulo pini tosto del pensiero che se ne ha. Per esempio al

liocoiilo di liial'e spetrn-i^islenza. a quello di terra no. Ci non"

vuoi di re Ti Uro che questo: la rappresentazione del IjocTnn "ma-

rino iin<goucetto di esperienza [Krfuhniin/sbrorifn. cio la rap

preseli! azione ili iiiiaTsirsislente. Per ci anche, per dimostrare

Tesarlezza ut questa proposizione della esistenza di una tal cosa,


non si cerca nel concetto del soggello, poich in esso si trovano
soltanto i predicali della possibilit: ma nell'origine della cono
scenza [hi timi Untpruinjt' ilrr lhkmiitiiix] che io ho della cosa x>
(t\\u., -"^-.''S: A.-A.. 72-7:5). Interessante questo rilievo kantiano,

[avviene con T dulia copula, ma un porre assolutaineiile la cosa

lin s e per s. Unti illustrazione irresistibile fa qui Kaut: Im

maginiamo che Dio dica il suo onnipotente fini per un mondo pos

sibile: egli noli partecipa nuove dctcrininsizioni al tulio rappre


sentato nel suo intelletto, non aggiunge un nuovo predicalo; ma

questa serie di cose, nulla quale prima ogni cosa era posta solo
i relativamente u questo lutto, egli pone, con tulli i suoi predicati.

I assolutamente, semplicemente. (Car., ;5!>: A.-A., 71). Jl verbo ibi.scili, col suo speciale sapore, rende meglio quello che Kaut intende

j /dire: non il semplice essere, sej/^niu PCsserc HT^'esserci," l'esiste-

I \ re, dusdtii. Jj altro verno nct;cn, porre, cir qui vediamo apparire.
jb che avr, fortuna enorme da Fidile in poi, indica il creare, ch'

[mi porre dal nulla nel resistenza, e pare che indichi anche quel-

ITutto mentale che non giudica un raiuiorlo logico, ina la realt di


luna cosa. Kaut avverte: il concello o l'idea di esistenza empii-

ceTTffiuii ulleriornienle aualizzabile [tnuinfli'utHvh: questo leriniiip


lo vedremo rispuntare nella DcntlichkcH), e si rischia ili renderlo
iucompreusibile a l'uria di volerlo spiegare. IO si scusa di aver fattn

(pieste aride analisi, uecessarie per dissipare gli equivoci, selilu-ne


non trovi gusto nella sopralliua sapienza di coloro che nel l:il><i

ratorio chimico della loro logica stiracchiano, levigano. r:illin:ino

ili

28G

novit nxi,.nnin,E: lVj.wto.za e la roBsimuA

;1'-firm ;i

UNA

l>I.\UISTll.\ZH)i\E III

Ilio

, < iiiiiii<j;t> ini fjf ( un i/iimitlo fuori lei pensieri . fon

in

nllrc piirole: sfia/.in |mii|hi smio ubslnirhi trr Kj-xIcii; [sul essi

" Ppm Mi'* Kl..ri.iii..|.IP importante quella che. ,,..1

IV - l'KR

WZ"M 'Tn.lHJo,, date lai razionalisti. Po

Cnisius iijigiiinjic subito i1<i|mi. la forza). Orlo, C'nishis lui viv<

il koiiso del Tesse re e dcH'esislonza, e. reagisci' vivaineiilc contro il


rnzimiiilisino wolllauo, clic gli n|ii>art' cieiMi su questo punto. Msi
<|Uiiii(li> ef;li ]t;iss;i liiiravvcrtiiiiento ili presi;i e;ir(>ii7.;i

ragionali-

sta alln sua critica, e da questa alla elaborazione positiva propria.

ci lascia insoddisfatti: forse per l'instiflicicnza delle anni di cui


dispone. Queste armi jjli erano slate foni He da un indirizzo di

.^rf^m/Mfa.
fa. Ma qu
questa si

pensiero, clic, di anello in anello, ci riporta da

conoscenza sensibile, anch'essa interioreiti

HolTinaim

(17o:!-

1711) a liiidiger I K7:!-I7.".I | e da quesli a flii'isliaii Tlioiuas.lTIioinasius) ( Ilirn-17JS) e,-se vogliamo, al patire ili costui, .fakob ( Hi-1*-

.v, orideando , ro.u-olli nsln.lli c

J(SI) (|:1|. Ora. in (piesta 'orreute (die possiamo cliiamare lipsien-

: ;:"'mii;wlti
umtr
^
rm cvi.Joh. tini
inon.l
so

se) solo al punto di partenza, e cio in .1 alcoli Tlminas. si vede un


contallo con la mcfah'sica aristolclizzaiile, ^iudicalii jici in crisi.

Mal Melili <'lirisl i:m in pni il elinia un :ilhi>, < si osservano :illie

nal.xh. (V.isiu* j,,, ,IHIV.sisl,.,iZ:t. X,.| ,,,,,

lendenze. e si sriii^nm iillii inlliissi della pi varia provenienza:

la lendenza. p. es.. ad un empirismo che si rifa cos alla psicologia

aiislolelico-scolastica come a Locke. Il teologo Cnisius avr forse


integralo l'ereditai di questa varia fermentazione di pensiero con

quaiclie studio dello fonli scolastiche, ma solo sino a un certo pun


to, l'in* avendo chiara l'esigenza dell'esistenza, ej;li. invece di darne
una definizione, ce ne oltre mi con trasse}: no. nel legame ch'essa li:i

ow,!n. Eltt

f (n. ,.,,,,.

"siiUan "

con la percezione: e per farcene rapire rindipendenza dal |ensiei"


soggettivo la prospetta nello spazio e nel tempo: complicami"
l'oscuro problema con altri problemi pi oscuri, (piali quelli della
realt di questa condizione spazio-temporale e della sua applica

zione, non certamente univoca, allo stesso Dio. Senza dire, che
quella prospettiva dello spazio (e del tempo) con' condizione e
segno e rome ahxlmelimi dell'esistenza, rassomiglia

^
il ihl'ivi n

striiiiaineiile

alla prospettiva di Ilobbes inou ignoto, almeno per la parte poli

tica,

alla

<ermauia tlcll'incipicnte

Settecento):

ymi tiuni

r*t

pliinio-iiiiii rei rj-slruli atnttcnn.i f\ri*fe///.


1

Kant critica, adesso, la delucidazione criisiana dell'esistenza


osservando ch'essa potrebbe valere anche pel pensiero o per la pre-

visione spazialmente e temporalmente determinala di cose possi

bili; e l'obiezione plausibile, se dell'esistenza non si sa dare die

' .' ' 1 1III:I ""' l'(r ''" "*. Bili-In fnr r,slil.i'r.

M:t)
l'i- <|iu>sli untori i-rr. il i-ihilo invoro ili
xoiiliic e rullio siilin

M.

Wr.Nin

stilhi Si-

11!

T
NOVIT ONTOUKIK-IIK : L'ESISTENZA E I.A POSSIBILIT

2S7

il contrassegno soggettivo d<>) modo di conoscerla. Domani egli con


siderer lo spazi. e il lempo come condizione e fondamento della
'ggctiivif scicnlilica delle matematiche e della tisica.

e in essa che H abbozza npuzione all'ICssere necessario.

Ci dovremo preoccupare d'intendere le intenzioni concrete e

h' radici sloriche dei termini adoperali e dei problemi discussi .pii
da hanl. Se_no. a nostro parere, si naviga nel generico e nell'equi
y*

~^^^

*m"w

'

i: mi wiilliano. che. cresciuto in m'nlmosrern nuova, quella

ulaiil .scieulili.-a i

lemalica. e rimiNlo sin .pii

pressori!"' ignaro del vecchio mondo mela fisico i cui esangui nippic-

senlauli pur radorniavano a K.init-sl.ei^. a un cerio momento


avveile delle lacune e delli- carenze nel pi-o|trio orizzonte razionn-

lisla. La sua situazione e diversa da quella di |{iidi};er e di Tlorf-

inann, che, fjiA radicati in nn'alli-a inentalil. avevano reagito al

renoineno nuovo della filosofia wolfiana, lintandovi la mancanza di

ci di cui erano sia pure in modo somma Ho e conl'iiso _ in pussesso: diversa da quella di Ousius, die. ralTorzat dairinseunainenfo di ITofTnumii nel suo realismo e volontarismo e nelle sue per
suasioni filosonco-religiose sui limili della ra-ione umana, coiul.atleva il w.dlismo per le deficienze elio vi scorgeva al riguardo.

|J\ani ha dunque avvertilo l'assenza .li nual.osa neironlologiii

i>

razioiialisla: essa non uno ii'mler confo dell'esisleiiza. .Vil'esMTn\-

vt'ile che neanche sul conceflo di possil.ilil essa ha "i-iIlelh7~aI>


l^ii_tiossiliililA, p(.| razionalismo n-olflano, equivale ad assenza

di conna.hliy.ioiie. Ora. dice pi-ess'.-i poco Kanl. hi contia.ldizione


iiii-o|i|iosizione lomca._:jiiialcosa di Ionico e j\[ roimale; ina

to stesso mondo del possibile conli;-iie lien pi Th la mera" formil

nonostante esso pur un triangolo, e pnrimculi il quid quadralo

relazioni iThlentita o drTTrmgmnm.i di cui jtj omnnr la

logica, (fucsia ripugni!nza io la~cliiann>*TI fDniiltf de la impeti-

saTilit o impossibilit: il nni/niulr, che vi e dato e che si trova

:'

"Tsono il materiale, i dati (ilio lnlu), che possono trovarsi

o no in accordo. K questo accordo io chiamer anche il Itufivu


della possibilit, poich il ragguaglio dei predicali col loro sog
getto secondo la regola ilei la verit non altro che relazione lo
gica: il qualcosa, ovvero ci che sia in queslo accordo, si dir talora il reale della possibilit (C.\n., pp.

H4t; A.A., pp. 77-7S).

Si osservino i termini con i quali Kanl cerca di designare e


caratterizzare ci ch'egli

ha

scoperto e individuato come sodo-

somma come contenuto pensabile: dati, materiale . reale*

tifili* su,. posizioni anleiioii. non si pu inlciidc-

'

in sifTaflo conlraslo, pur qualche cosa in s. e pu esser pensalo.

7Tu triangolo t-he sia quadralo, assolulameiile impossibile. Ci

pro-

ie senza il .-..nli ontn ,-,, |., problema liii scolastica Iradizioiialc.

liastanza.

PIO

stante alla forma logica, presupposto dalle relazioni logiche, in-

ft'ririiin

l.-lla moderna

l'NA MMOSTIAZIONE HI

pojjsiliHila i iloi/lirli/.v-TQ^miio hi Iraspo-

l>ll'n"<i nTHrialici. knnl. e Vsrmntfa nnp^^diinento ee

ad una levisi.

IV TEIt

e in su qualcosa . Il triangolo, l'angolo redo, il quadralo, ere.

Non meno importante della Considerazione dedicata al con<Hto di esistenza quella dedicata al concedo di possibilit. E.1

voco,

288

(ffrnlrs), nel

I; pensabile (Itrnklirlir.*, liriiklttircx). nel 2:

deferininazione

0 designa

(I fruii tintinnii), ci che significa

\ltrzrirlmrl\ qualcosa, nel

(linlru(rl)

I. (inanimitili bene in

questi sforzi d'indicare il qu'ul che le leggi formali della logica ini
brigliano, e die d'altra parte si distingue dall'esistenza, ci pari1 che
1 vari fermini gravitino adorno a ci che gli antichi chiamavano

essenza. lTii*c<7jr. per altro, che nel clima dell'era posi car
tesiana era divelluta

idra : ma si scale che l'ali naie pensiero di

Kanl ricupera qualche valenza metafsica obliterala. Lo da a in

'ini

dicare quel Jfrtilrn, che echeggia termini rralitiilrs, militi, ricor

renti in lutla la lellcrniura lilosoflca dell'epoca, con intenzioni me

tafisiche lina con i pili .couccrlnuli Irascoloriineuli i"):j\ pi suifl-H

CCr. Annei.iksk SIaiku. Kaiilx QualltiilKtoili'gorirn (ti. IH iUtkIL l-*"-

F:\ii7.iniRsliorte .lolln rivista Knnl-Shi.llcti ). Horliii. 1H30. 1/iiili'irsssinlf


studio Illumini! la ccncsl e il scnsn del .coniilo grupp ili c:itriforii- kniil1nn>>.
ilovi In n-iiUft unii pii rrrln i-sseri1 un .luplirnlo Ioir rs'slnizsi .IHIo
ciiloKor!.1 moiliiti. ed apporta nulln .oluplc.'isii ]>i-'i1ili<m.-iti.-n 1<:hi(::im:i ili-lhpm-'sjizlniii. Hie min iinssimo venire temi ni le .1 rii! Irjrae smini- Kiwi. I'it .punii.i rlmiard.-i 11 .unsiiilile si^nifii-ito ilei termine, rnililii* il>'mlit'iti
ir'nstn l'uso roiitlneiiliile. che risiile alinenn n^li sentisiI. ori1iii:iri:un.'iitn
intesa dn Knnt cime yiitililtllxkiitrtinrir. e rifM'1 rulne |irailic-:il liolil neeltunle. insoniinn c.inic iiiihlililnx n Rnrhhrfl lutthrll : e siilo lnr.ll ili
M:iicr precisa: dopo il I7l>s). pr influsso di-lln li-rmino|o^i;i cin|iiiislii:i InK'ese (dove rrnlitii Ville rslslcii/;O. iurilisso kii sentilo pure dal Telrn.
viene dn Kanl ndopei'iiln anche nel senso di JWii'k'TIrhkrilagrtunii. eslslunxn.

ij

WlrlVrh sici|i|li':i nero sempre esistente ci Mninlhrijriff.

(Jniinilo perci i Iriidiillori relidoiio roti runica psiroiu reale il ili>|tnln o diverso lenii Ine mil e trlrkllrh. rendono liieonipreusiliile I pncnn

knlitinnn : p. es. cune in (\\n.. pp. -14, ". 4!). "(. ree., e nellsi lr:nlii?.Iniir ili
Paolo Cci.eria (nel voi. Sfinii kantiiini. Koma, 1023, pp. I!. 20. e.e.1.

:?!'

290

NOVIT OKTOLOOICIIU: INSISTENZA B LA POSSIIHMTA

or,, il modo in mi Knt vi r,, lev:

289

dimostrare H^ere divino

ma energia. La Parola significato ,,,. avere ni, senso soltanto

T"

-P",Q,

iHtl11iiP1 corfamenlc il carattere anop c , ma m),U(.I,ndfA '

fronte al Formalismo Ingii^nia potrebbe non trascendere la co-

zione verso ,1 realismo mettfi.sico, nlI'aUro estremo, verso ndealfi

"%'" 1?" ' "T


"."" Ogget(o di
Chc " ')C"sie
1'"
^_^
tra
>"><' ^' attenderci,
t i termini

riale di dati pensabili, ovidenlomonle molli e diversi (In).


Kesta da confrontare la nuova posizione kantiana con .piclla
di setto anni prima, nella Xoni tliliiritlntio. Anche .piell'opera del

e la loro realt: Jtiirc ititi in, <pin<- mini possibili imi umiliimi
roncr/tt ii imi

rrlnt ina ferutie (l'rop. Vfl). Non era

per esplici-

< a tucul e falla la distinzione, nel seno della possibilit. Ira l'ele
mento

logico

(("oimale-l e

IVh'Uiculo

i-eale

(conleuiifislico),

cos

adopera-

chiara nel Hnicisi/niiul iforse per le sopraggiunte riflessioni della


ffpitzfiitiffkrit); si diceva anzi t-lie fHix.iibilitus iioimini imi imi imi

'"'operato ancora da Descartes, da Spino,, da Leibniz e ricor-

billttlh nolin coliti titiiir restii hi I iiri). Si aggiunga, a (ale pr-

... Kant. <|iu>llo di perfezione; ma proprio onesto termine

I ' ' "' I Maumgarlen. viene evilalo da Knl a ragion veduta


'.V

"";"ll'l!tz"

V. Si -.): seguo, crediamo, del depotenziamento

Mix-In sua melatisi.,, del Rclvs. Un altro segno ne pu essere

-nona parto deg , esempi addotti, che son tratti dalla matematica.
onmn.p.o. ,. ,. *,. H,e abbiamo visto slagliarsi di fronte al

I r ! !r!:.'"lI "''"" Sl<'SS" lll>IIa l-w'WHta (MwjUvhkcii), . ben diI

nrri.i-

(/mini rivendica, di Ironie al formale della logica, il mate

17H5 ammetleva la presenza di iinfioiifx presupposte dalla colUtta

scienza. Il fermine l%sabilS> sembra riportarci, dopo l'oscilla

81110 ;;"": lH.nd,a sia oi.nortnno rirordarsi cl,e.


f pensabile, o.n,lelligilMJeA significavano, non miy

Tra l'uua e l'altra (ina le Ire opere si dislanziaii di pochissimo


tempo, e hanno avuto una ^.'stazione coiilcmporaiifa). il

<' m lerimni, per, .li cui Kant si servo, non hanno la medesi

stono,-, de contornilo. 1 8lln <.OIim,z

IV - TER UNA DIMOSTRAZIONE HI DIO

ifiinniiHnm jiinctannii inni rc/utf/iitml'ni olixolrilnr utfiufm' /tnsxi


^resKii

nelhi

riiiiri>-/.iiiiii' ilei

Nonoslanle lutto .,uesle incerlozze o ambiguit sul poso on)nlenulislico della possibilil, avvenuta

I iiHanlo. una chiarilicaziono. Co stata di mezzo l'esperienza delift


|' pilzfiudinkcil. Kniit. con la radioalita che oramai lo contrariili1 nigno, ha voluto portare il razionalismo sino all'estremo della
sua esigenza o pretosa. La ragione, veramente pura da ogni conipromosso enunrislico, ,l,,vi-A ,>J.,. ..., ,,Tr., ';
indeliuilamonle nel! idei.Iilc:i7i

"i vniu||,.ti

la

.,.

f )(

,...:

nella

II"

che noi Iln

\
Lr

vib

Dopo |uosfo promosse onlologicho Kant alTi-oula il probleniii


deiresistenza di Dio.

Egli se no ora occupalo di gi wV llt/i-inriitt' Xnfurfit'xchirhir


e nella Xora d il nettiti fio, com il IH loro ricorder. Le vie per arri
vare a Dio erano siate, in fondo. d.uo. La prima moveva dall'armo
nia e dalla bellezza deH'universo. elTettuafe inlrinsecamonto dalle
leggi pirt generali nell'ariicolazione e cospirazione delle pi di

ne da un iulellello iulinilo che le avesse previsto e disposte. Que


possitele (nel senso

^,,,,!,

|M'i>mi-ssi>

verse naturo: osse non potevano spiegarsi senza un'origine comu

M e.-.-o il risull.-ito

vc-nire

l'allrii

predicato, e si avr il senso della novit dello posizioni xilologi,

sl.nlo daUVsislenle ( ll7,/.7(V/tr.v). (Considerazione Tf. ")


in og,co dell'olemenl

possibili',

zioue di esistenza, riiiicepila rome posizione assoluta e non come

^qisTaTirT\ reno .IH


s,,i,^,|6
i

,|,||,

\neica
\-

vwh" '""Vsame della S,,itzfin4i,,krit: il pudizio, ono\

la vitn .-onos.-iliva e disiinone l'uomo dall'animale, preal suo lavoro di ttnaVw P distinzione una materia confusa

'; !!? '"';;? '! .Ino(n *t I '..<- a primi pudici indimo",'," 'rciiMPiite ancora la DvnlUvhlct. che sar pronta
Hialohc mese, punter il dito su primi ii'iceMi irrislnbili

st'argomento, accennato iu'\V.\llf/niiriiir l\Tiifiirf/rxchic!ite, si ripresentava perfezionalo da notevoli approfondimenti nella TTT Sezio
ne della contomporant'a ATmv ilihteitiulin: por spiegare il tt\ntn
xtilistttiititirtiin bisogna ammcllore una min ni imiti 'immiti in orini(1~t) Siiir:iiiimisslr>ii(. ili i|nrsl! (In li clcmi'iill ni limi iissiiluti. di i|il.'sin o jissoliil.nmcTilc iiiullo|iliri> , <li i|iics|r> iIomikiiiii reti lisi irti funilaiiii'li-

lnle . < sui pnililcnii i-ili il litiiK. si siilTcriiiii il Caii.miki.i.hhk iii-IIi siiii HItmo/ii ili Kant. 1. l/i<lrn trooi/int < Klrcnzo. 11127): <-fr. le pimlK' ri:i.esunlll<-i
121123, In noln.

li

Ili

T
292

IV - TER l'RJl DIMOSTRAZIONE IH

Kant, Mo,.si sentiva Jeisla. nel

DIO

pros|trtl:ire le sue due vie.

clic eondiKTvauo appunto a Min. Tiilellello inlinilo ed Essere rea-

^^

1 issi ino e necessario. Ma

(pieirinlellifienza compiva

in

fondo la

funzione di assicurare VuuMariel inlcllifrliile del cosmo, cos co

.>Vi tM**"
Mr
;!r"losllillc ^s'enzn come cotanta
! Wo n,it,,do rcalitatis (secondo il coargomento ontologico), dimostrava che la stessa

s3S

me quell'Essere assicurava l'uuilariH della realt, f noli re, come


lo schema inlrln-tiis ilirni costituiva, quasi, l'ordine universale

oscillante tra la legge e l'azione reciproca, cos il divino nifi unirimi poteva forse essere la noiiiiiii piullosloclu\hi*'ausa dei reali,
oscillanti fra

la possibilit e l'esistenza. l'areccliio rimaneva nel

l'ambiguo, in quell'alone die favorisce le suggestioni. Anclie il rap


porto tra Dio e la untimi subiva delle oscillazioni : mentre VAIIfir

me in e Knfiirr/rxchichfc il" Capitolo della l'arte IT) prospettava l'in


finit della natura, la Xora rfiluchhtto ( l'rop. X. \) ne .afferma va
la finitezza: limifiita cuini ruf urlo lri crnitrix. />n> mtioiic ru

scientifica del!.-, ,,,,, e d,ll,. ,. leggi

: ;:; v;:"
n

-...izza

, d, essenza ed esistenza. S(,I)Z1 nk.mi

.li <').k,.11, -,,.,.,..,. La prima visl |)er .,,,,

uil^

ffa Umiliili firniliirriuli . Ne bisogna dimenticare il earai Ieri1 u(inalisiico di questa teologia razionale, dove il finalismo scaturiva

necessariamente dalle leggi del meccanicismo, e lo scopo della crea

zione non era lauto il mondo migliore, quanto il mondo pi rea

le f16).

Siamo cosi ginn ti l TtnrrixtinnuJ del 17(12. Nella nuova opera


si conserva la dualit lei tipi di argomentazione: vengono cliia-

rite alcune ambiguit ; rimangono, anzi acquistano maggiore ri


lievo,

gl'inconvenienti

fondamentali

della

iniziale

impostazione

kantiana.

n ih

!!!
' '.

E' proprio Kanl a dare il battesimo di ontologico e di cosmologico ni dne tipi di argomentazione, o almeno alla precisazione e

correzione ch'egli fa di essi. Mi si pennella di chiamare onto


logica la, prima prova, cosmologica, poi. la seconda (FTT. -t: Cui.,
p. 135: A.-A. p. 1(fl). T/espressa

denominazione implica

un pro

gresso nella consapevolezza della diversa origine gnoseologie o


metodologica delle due prove. Tulli gli argomenti per dimostrare
rllo

7 , '" C|;il< "llh'n"llp P'.'lBli iella cosmologia

Jn
Mi! '"r 'r1""1"01"" 1-Iori della metafisica del ,*
<.i.i nlluni K,inl aveva nm-U-um di aver ,),.((

l'esistenza di Pio possono esser presi o dai concelli intellettivi


f Versilimlrstlicffriffr'] del semplicemente possibile f Miiiilirlint'] o dai
concetti

empirici

\Kr(ahniiiijxhrprffr'\

dell'esistente

ite*] (ttt. i : r.vit., p."i:in: A.-A.. pp. ir,r.-ir,r,).

li

\E.rxlrru-

Nel primo caso si Ita ila fare con un pi-occdintento apriori. nel

'i-i riiniirraiino nel Bcwcisynuul e oltre

**, apporti del n,,ovo decennio e persino nelle trasvalutal'

. -lei susseguente periodo rritico. Ma V- dell'altro, a mi dobbto-

no porr; a ,,,, p,M. (,1|(il.e , fn,m.f wf,

fillA

le inlegra/.ioiii fulure.

^ '

<i()

C.fr. Ji'i.ii'H Oi'ttmann.

h'mit.1 11'niIrxliftlift in .stinti- imsitirni

KntirU-klnnij. (I. Rrciiii/.iuiRslu-n ili r> Kaiilsliiiiii-n A TVrliu. l!N)li. ]ip. 1-2.
clip rlcnpltolnno II procortrnlp Un- notli'xbryrlff Kunt, T.-T)., TCrrslnu,
pp. 1-10.

IV

tE DUE VIE

sti

UNA

tinnii, clie. pard'iido da un

IVsisle|iy,a ili Ilio, inni ri-^

"><< II- Qu-md,,i ,m-

, ' Cl'e SCgI1U H l'aggi" alla

hckainit innlai] at(i-ivers< r

UI"" conoscere: die uus

I-P-iel essenzia.i ,i,,J ^^ ^ .^" salutazione delle

terminazioni necessare dell-i l'X'"^*?1'-1'01'1'"10' |IIir lloJlc Ufr

niolleplice e concordanza in ci elio * '. .

dere nei* l*i v-i ,i,,ir..

lll"se<-"i, unit nel

' S(I'<ll4|rc>. polrenio noi concili-

i" lil >'' della conoscenza un(/>;..>; . i

ogni possibilit e Irovn--'

li

unno principio di

ale della esistenza nssolulnineiite necess-n-i-i

lavamo parlili ]H>r la via a uriari ni',


-' l"(s|t'parole sono siinicienti'i cbi-ii ii

enigmatico anche a causa dei ti|( r '

"'"

*i

e* 0ll"llluei1"

DIMOKTilAZlDNi: 111

t]iialsi:isi,
^ |Hli't

Illl)

li limosirare
Ulto :i

iii.iilii.n.ipiji^ in!i jnlTin j^l liiiniMi a ilnlilii i|ii;iin-|n vuoi nioslrainc la

necesBJta iissoluta, eil > iimipnco di Irarri- ila questo cimiccII li

nrio le propriet della nomina perfey.ioiu' e nnij


gp
j
7,ii incorrere indehitaniente a un ai^onieiiio il'allio li;, i-onn-i|in- lo
rnHesiano. \s>\ qiiiirla l'orina infine, la lornia I'.- Hpic-ainenie rap
presentata lnll'iiipnnciilo cosmologico ilclla li.siro-(i>olo<-ia, clic dai

k-oiicetti empirici di cose esistenti rii iene di potei* arrivare alIVsiKtenxa e alla natura di Dio, cerlameule persuasiva eil ellicaci' |>er

,! "" * iniucll)!o

l'intelletto sano dei pi A che non amano i ragionamenti astraili e

>>'. ^i.,

'ge a un Autore iulelligenli> di grande sapienza, polenta e lionlfi.

lappoito un po'

vogliono essere commossi ni elevati, ma incompleta, perch giuu-

[ina non pu dimostrare con certezza ed esattezza inalemalica che


'gli sia il Dio unico e perieliissiiuo (III Parie, 1-J|.
<" un po' di soverchieria in i|iii'sli> |iagine scli<'iiiali<-he. cIh1
stilai
condensa no
iiidnliliiaini-nlf
i lisnllali <li una Iniiu.i
riricssiiinc. Sia dal punti di vista sluriro. sia dal -niiilo di visl.-i

teorico. I/iiniiieiisa iiroldennilica slinica sull'esisieiiza ili Dio vi


Hemplilicata oltrenutdo; e il pensiero cartesiano e wollinuo al ri

J?lcydl,?ll<lBtf"-11

s3?
'H'I cartesia;; le ,-?1^r"'11111""4'I'">>Wme|W

1"' mi i.mli,,l../|., r'V

guardo ben pi\coinplcsso e ricco della riduzione e stilizzazione


che ne fa Kaul <n). Dal pillilo di vista Icorelico, il criterio che

guida la elassilicazione e la discussione kantiana. la distinzione


eio Ira possibilit ed esistenza, discutibile, e rappresenta, del
resto, solo una tappa del pensiero Kantiano in evoluzione. >Si pre
suppone che sia ben chiara la distinzione Ira Vcrxtaiitlc.ihviiriffi-vtl

rfaliriniifubrifriffr, che rispecchia il disagio attuale di Kaut Ira il


TzfoTniiiSino'eTespeiienza, tra il inondo dell'ontolo-ria wolliana <

'a nm-oso'pagh.e
Ilh S r,rte '?, * T"-'"^1 "elIe ^
j ''.
La r,,.-,,,a A, ii.-.le\-f Vi ir ' V' lM?Ile ""'Pare sin
('' KI!MrW' ^wleiuMi

Mi

lineilo della scienza newloi-iana : e la disfinzione comincia a di

ventare una fonte di equivoci, perche vieti falla coincidere con la

distinzione metafisica lo pscudomclafisica) Ira la possibilit (con


tenuto ideale) e l'esistenza mirra inell'abile posizione), e con la di
stinzione guoscolo^icn e inelodo|o*>ica ha l*npriori minatisijco?
outologislico?) e l'aposleriori (seusislico alla l.ocke? sperimeli tale
alla Cacone alla Newton?. l'er giungere a Dio non ci sarebbero

che due strade, incomparabili e divise, ollrech male individuale:


(17) MI liclitii'ltn ili riiii:iii<1:iri> ni nili-i s!|k : Via niilulut/irn riti r.
xmithtgU-n (in: OiiniliniKiili. gh\ cliniI): l.n iiKtitfixiin iwzimutlislii prrl.iintian (In; Vinitt;ii>ni nulla xtnria ilrlln filti.it>fin nimici-iut. I5n-s-iji. IJlM'i:
Crini inno Il'of/JT r il niziuiuiHxiiui iinvrilirti. gi i-ilnlo. in. ~>TA, (5(!:;.

F
* i' '

'li

t-b due vie

Hln.,l ..ITHilv,,,^

s.

205

., ""St; "H imri'"f; mentre

precede,,,; moveva Ig 3 ne' ci" /"^ "" l'"l'(o dcI I'tJllSillli

leva alla loro coutingin a " io 3 1^^ Vmi' e fawa

essenza ed esistenza

Agli inconveniculi deirimposlazione iniziale che perniangom


nel linrcmjnitui, abitiamo irift reIlicatainenle acc
alo; e li por.

remo in luce pi paHieolarogi,'isilamonlt. in seguilo.

le"SI0UC lu essi vivcutc tra

gi ante cose che verrai^Trito U enBL7T^ lirefl.

sinologico e ontologico diventa , , con' Iutail<1l1 "asto co-

siamo che vi sta sotto hi litri 7"

SC"S i'lsuisibil e pen-

umentau,, del con^ee se en "' ] IIIC0B1lblt tra 1} fe.


pensiero ,i.osii,(, ^ ^^Z^T'T r '" "M>lllfl"1 **
lega. Te,U1,o verr che i ZZtZmifZlt1""0- * """^
JtJiwte a info,ul!1Ix. la stc.ssa ^ se e tn ! TT "i Categ1e

l'Eli USA DIMOSTIIAZIONJ: III IMO

i:iF^'t

L'akuomkkto a ritmiti

Qual' duiMpte il nuovo argomenlo oulologico kantiano?


Kwo campeggia nella l'arte l: la parte pi spinosa e pi
metatlsica . Nella l'arte li, Kaut (e con lui il Icllorej si seulir
meglio a suo agio. Qui, invece, T oceano tenebrose, non certo

Dove e come si compie il passaggio dal reale della possibilit


(nel senso kantiano gi chiarito) all'Esistente eli' Dio?
li punto decisivo da cercare ci sembra nel 1 della '2"
Considerazione. Kaul ha gi distinto, nella possibilit il h,.

fi-.1
i-.1 ^
^jr^i'sr^^r^rt1^ -r- ^

poiejie chi cos la negasse, la negherebbe millanto, e cadrebbe in


contraddizione solo chi l'airermnsse e negasse insieme. Ma che

forn,a,ioUi *^^ZZTTV " *"* *~


notala energica di.sti112olle tm ,)Ossibim 1

T Ug' la l

femazione ,,i, eS1,licia che "iH non ^ W'BteiUIU' "' 1>01' 1>tafo 1 causa (Or,,,,,) tlclle ^Mto/rtT
' ^ " IH"Cl'i"

Contraine ^enn

* -...testo di patire OriJ" ITT Tfl' "'V IUe"I,!mI>oift). Ne dovremo riparlare

ntOriMl ' ' e

fi

gico formale e il maieriale con (cimi lislicor. ir riguarda a

* "T
U01tlIe- swpiendente

^a teoretica^

zioni che possono degenerare in astruserie.

questo secondo elemento o aspetto, ch'egli si propone di dimostrare


che la possibilit intrinseca di tutte le cose presuppone una qual
che esistenza. Inatti, se ogni esistenza [allvs hawiu] viene
tolta, non posto [ym-tetl semplicemente nulla | hi uirht*
sdilcchthii, gritctell, non dato [tjvyvhn<\ ""Ibi alTallo in gene
rale, non dato materiale a un qualche pensabile [DniUirhrx]:
vien cos del tutto meno ogni possibilit. Certo, prosegue ,

tlicevnuio
la wi-ssIput-i .1;
tlicevnuio

11

delle Sclttcunnircivii misliche o pseudomistiche, ma delle astra

11011 vi f<>"truddizione intrinseca nella negazione di ogni esistenza

vi sia una possibilit e pur non vi sia nulla di esibente [correggiamo il Car., che traduce reale il M'irUivlics del lesto], ci
contradditorio; giacch, se non esiste nulla, neppure dato nulla
che sia allora pensabile, e ci si conlraddice se (uMavia si vuole
che qualcosa sia possibile. Nell'analisi del concclto di esistenza

[Uasrin] noi abbiamo compreso come l'essere [Hriu], ossia il seni-,


pliee _ essere - posto [xrhhvhthhi C,v*vtel /), quando quesla
parola non adoperala per esprimere le rehmoui logic-lic dei pre
dicali col soggetto, abbia un signilln
sallissimamenle identico
alla esistenza [D^rh,]. Perci dire:-non esisle [,:rhti?l] ini||/,

vai quanto dire: nulla alla!Io |V.v /,/ ,,- ,/ ,,, ,,;,-l,l^ n,g. t

>'

I :! I

li
[ i

L'ARGO! P.NTO A 1-niOItt

20S

IV

- l-Kll

UNA

lltMOSTUAZIOM:

111

PII)

297

/giungere, ci nonostanle,. che qualcosa sia possibile, evidente-

(n.enle coni,addito, io (], t, 2: Cau., pp. 44-45; A,A., p. 7Sl


Si e voluto riferire luffa la pagina, perch il lei foro avesse
soUocch.o (ulto .1 testo essenziale. N ci sono in seguito altri

renda possibile un qualche possibile, ma di ci snza di cui si to


glierebbe \j mnlcriale di ogni possili!!.' <> verrebb.! ni*gala ogni
possibilit. La iliniosliazione |icifcll;i, |iciclir .Miniisira chi- im
possibile il contrario. Se si nega ogni csi.sfrn/.a [ullrn J)tixcht],

apporti ..uro delucidazioni die integrino il qui detto. Confesso

vieti tolta anche ogni possibilit. Quindi assolutamente impossi


bile che. non esista nulla nITnfto ti, 2% :i: Cui., p. 45; A.-A., jt. li)).

quanti Klorsi faccia di frugarla e ponderarla. (Del resto, Kant non

I/argomentazioiie poi procede, con ima lunga catena di altri


sviluppi. Noi ce ne potremmo disinteressare: si pu forse appendere

d, non vedere la stringe..*, dell'argomentazione kantiana, per


e (ornato pi su questa dimostrazione, tanto meno nell'epoca cri
tica). Ne ci sembra che il diretto stia dalla parte di chi legge e
noi.i comprende, giacch ci si sforzati di mettere a fuoco il si

gi., fica o dei termini adoperati da Kant, giusta le intenzioni da


Iu, dichiarate e sullo srond., della problematica storica e in conronlo con gli esiti futuri. _ Si potrebbe pensare: forse a Kant
Imi eia nel pensiero qualcosa di simile al primato dell'atto sulla
potenza. Ma qui si fratta l'altro: la sua MdtjUchkeit (possibilit
... senso wolfiano) in.n^la potenza degli aristotelici. malTTen

salnle. - o rorse. si dir, il senso Mia dimostrali.,.,,, kantiana

rfie-il ppiixaliilc suppone IVsislcnza di una .nenie. Neanche- por


che d. c,o non ce il minimo accenno, e dell'intelligenza e della voIontA divina *. parler solo pi tardi. - II fatto che il punto da
ci, Kant prende le mosse la possibilit o pensabili razionali-

st.. e -he stalo propru, lui. Ullil volta dralal.mi e aperti gli occhi
sulles.slenza.. a caratterizzare rosi il suo primo razionalismo e a

de.mnziarne la cecit e l'impotenza riguardo all'esistenza stessa

Ma che |ueiresislenza-pisizione fosse soltanto il pone o il pen


sare .1 pensabile? Neppure: bench questa interpretazione abbia
la sua s.iggesl.ouc, se si pensa a ci che poi avverr Iella Selz,,
noia filosofia idealistica. Adess., per, le intenzioni sono indubbieegli vuole e deve arrivare all'esistenza di Dio, Kssere necessario h evi. ente, comunque, cl.c l'essere lo ha folgorato, quell'essere che
splende al pensiero spontaneo ed elTettivo di tulli. Sol., ch'egli non
1111 II" :11" I'1' >'I"iarl, in pieno e ,.,. ki,kIII.s,iW|o: nw^\o
i-B i ha. lorse per dell,- pregiudiziali gnos,,,Iogie|,e, spuntalo o spez
zai., quelle arnu di cui tutti naturalmente si servono. 10 l'anromen-

tawo,,,. sua fallis.e nel punto decisivo: non si vede come dalla pos-

sibilila si possa e si debba arguire l'esistenza. Il critico dll'argo.

11 paragraf., suerssivo inlende perf.-zionare la (presun(a) prova


I esistenza. Non si (rada, egli dice, di un qualsia*! essente che

o oulologi.-o rinnovato.

un vestito reale a un chiodo dipinto? Ma, d'altra parte, se cos

facessimo, butteremmo via il bambino in una coi. la vasca da bagno.


(li altri anelli, infalli, recuperano per la lincslni molta meta

fisica tradizionale, che non era etili-ala regolarmeli le dalla porta.

in grazia di tali sviluppi ulteriori che si

pervieni- a

un essere

necessario unico, semplici1, eterno, essere rcalissimo, spirilo inliniln,

Dio (:n e 4n Considerazione;.

Si conceda attenzione atl alcune ballule preliminari, millennio


iM'H'ulliino paragrafo <g l| della '_' r<itisidfr;r/.iuiii-. l-c pnKsiMlil
le possiamo cliianiarli> reni ila tei, nel linguaggio della semda wul-

fiana) o sono in un esistente (in timi Wirklichm) come sue determi


nazioni (lvttliiiiwtniycn), o sono per mezzo o in virt di un'alfra
esistenza (ilun'k^vin tintici- Ihwcin) come sue conseguenze (l''tilijrn\.
Come il principi' di contraddizione il primo principio logico del
formale della possibilit, cos ci dev'essere un primo principio
reale Ulcr ernie. tetthjnnul): quoircKistonle, dal quale itimeli meivhes) data l'intrinseca possibilit degli altri, e che fornisce i dati
pensabili (tlie Da tu unti /.? Muleriule ini Deuhlielten irfeii).
Ma quali sono gli esempi che Kyiit olTre di questi .bili, di que
sto reale della possibilit? Aveva gi dal come esempi, secondo
quanto accennammo al principio, il triangolo, l'angolo rei lo, il qua

drato li, 2% 1). Adesso ce ne fornisce degli nitri: il corpo, il fuoco,


rimpencli-abilit, l'estensione o lo spazio (I, l'\ II. l'i tardi ne atl
luna ancora degli :i II i-i. come l'inlellello <> la volunl (I, :!', C). Itj.

sogna confessare che ci si senfe alquanto ilisorienlali di fronte a<l


esemplilicazioni cos curiosamente eterogenee. 1-3' vero ch'esse si
trovano in tre luoghi diversi, in un diverso contesto preoccupato
dadiITcrcnti problemi : ma ci slesso da l'impressione elio le idee di
Kani in merito ai materiale pensabile e alle reali tu Ir.? siau
rapsodiche e immature. (Ci apparir chiaro, del resto, dall'esame
della piasi coiilen.poranea Deut liciticeli e del prossimo saggio sulle
lirc (Irusxeiij nelle quali opere ci sono altri andirivieni sui dati

li

l'aihmimkkto a fiuoni

29

"

300

IV - rF.ll UNA DIMOSTRAZIONE IH DIO

possibilit all'esistenza, Tatta all'inizio in ,p,,.| vallimi generico

e ambiguo, fosse lungi lai persuaderci.

Si deve per dire die li schemi astraiti .Ielle prime conside

razioni, con la loro pallida inde!

ez/.a Ira l'ideale e il reale si

rinsanguano mau mano che Kant procede nella sua ricerca di />io.

Se non che non il primo anello a rogare la successiva catena:

questa acquista inaii mano consistenza e vita dalla linfa metafisica


e crist.ana che le perviene dalla tradizione, nonostante i setti e i

I in franimi frappostivi dagli ultimi secoli.

lf

lf
! b"im UllU 11CL'lca di u " li categ
e 1 estensione e l'impenetrabilit (si ricordino le

Se si vuole un tipo di teologia razionale astraila tale da su


scitare l'insoddisfazione degli animi pieni di esigenze morali e
rel.g.ose, bisogna proprio additare questi primi capitoli kantiani
he a metalisicu degli arislolelizzanli del Setolilo (e ce n'era., d

quelli che chiamavano Teologia la Filosofia l'rima di Aristolele)

suscitava le amare rampogne dei luterani e dei pici feti, cosa avreb
bero dovuto dire della ...Halisi,-:, ,li qu,-sli ,.,-itii vMpiloli .1.-1 /.'<di imp

venir ponti in pi shetto contatto con li

dal. , geometrici della prima esempi ilicasioue, e

irasynnui? Verso un'Ksislenza H,u, <. si sa con,,.. Immani! fu

(la principio ai dati pensabili, verso un l!a,hjn,m( che fonda la

possibilit intrinseca del materiale di ogni pensabile, non si pu


davvero innalzarla preghiera. Non sol., per la laicit _ diciamo
cosi della geometria o della scienza tisica <h<> vogliono da lui
esser fondate, ma anche per l'ambiguil del suo ruolo ,ii Tonda-

che

sideral come delle rcuUU^s. Quando liuallueil e k^

empu, di *,/ l'intelletto o lu volont, il contesto

loro, bru/, meravigliosa ma proleica parola gei manica, die pu


gmflcare principio, base, ragione, causa: Inda la gamma dal-

laicale al reale, e-dall'immanenza alla trascendenza. L'ontologia

che serve di pedana per una cosi incerta ascesa a Dio, auchW.
incerta; e non ci si pu orizzontare, perch manca qm.lsiasi ..unt

di riferimento, fosse anche l'atto del pensiero o la resistenza del

corpo o il dovere dell'azione. Si comprende bene come Kant in


. segiuto, non vorr pia saperne di una tale metafisica e di una 'file
leojo^sia perch dogmalicjm^non criiiche, sia
7^
e areligio^, per il lotf

gmmo __ 1(CI. ja lo,eza s(rarc7Te (.ascendeiHale

P|108n 8"-*l0Blcl: la mentalit male-

[Non per .... la questa teologia confluir nella teologia trasccn-

ui p.an,, non lo sono jm lHfV j problemi melafluld del terzo Pd

furioso ,, problematico reli.p.alo persiste.


P||Vr H-ilir,
D.cmamo che il sangue comincia a circolare coi passi sue-

e la mentalit scientista, forse sufficienti per i due

e ol su quesfuIUnu, che | puf, pa,.,,,,^ propriamente di'est

teli, o ,1. essere, e si pu affrontare il problema dell'esistenza di


J>">. Ora hi capisn. pm.|,f. Muell'ar-omentazione kantiana dalla

dentnle delle 1 ,-/WMf, iibn- ,lir. plnlo,,,,,/,!,,^ IMi,,oll!t,c,m.

ess.v.. Non sapremmo per stabilire da quando. La m ,OII(,,,,C.


razione da l'impressione di un'ambiguit, che si pu |,.ggm. e in-

I.\\nGOMENTO A PRIORI

301

I torpretnre in due modi: almeno in cerii paragrafi (1-3). giacch


col S I n'introducono termini, come quello di 8ub*tamcn, che
1
"" 'cimimi e valenze realisliche. T/ambiguil cessa con la
IV Considerazione, la quale, del resto, si dichiara sin nel titolo
I come l'iiigoinenlo per ima dimostrazione dell'esistenza di Dio.
V: solo diniipie qui che bisogna cercare il nerbo dell'opera, l'ar|gomeiilo. di cui le considerazioni precedenti costituivano soltanto

|i prolegomeni? Ma lo conclusioni della TIT Parie, che abbiamo


dianzi anticipali), daranno tuia, diversa prospettiva: l' unico argomenlo possibile, il nuovo argomento onlologico di Kant, slsi

osseiizialnionle in quei prolegomeni.

Ti'argonienfazione della TV Considerazione, insomma. impie

ga esplicilanienle j supposti realistici che avevano occhieggiato


Iqna e l nelle pagine precedenli. ancora avvolti nella generica

|nebbi:, ontologica. Ci sono in aldo parole esseri o cose o sostanze, fiiiuile li propriet e di attivila di grado limitalo Tra

questo propriet o realt ci stanno nutritati e il volere, posseluti da alcuni sseri. Nel mondo cos vario e attivo esiste ordine,
perfezione: relazioni reali, che sono rese possibili soltanto da un
inleliodo ch- le disegna e un volere che le traduce in atto. V. cosi

hm. Qm-sle e simili persuasioni, che l'astrai lezza dell'onfologia

Javevii sollanlo messo in parentesi e. la gnoseologia e l'ideali


smo trascendentale non hanno ancora dissidio, vengono da Kant
^adoperate come cose ovvie, non bisognose neanche di osplieila gin-

Jililicazione. Su questa base possibile dimostrare che l'essere


Necessario uno spirito, che vi un Dio: arrivare cio a

Si'".', teologia nafurale (non naturalistica) che non soffra degli


quivoci e della instabilit e degli inconvenienli di cerii suoi sur-

|-nli. Essa impiega di fallo, se non di nome, il concello di con

tingenza mela fisica.

JTra le ulfiino considerazioni, inradi, c' un passaggio ohe alidi- energica moni e aH'esscre contingente dell'uomo e del mondo:
IVh.ni la prova quale si addotta, ognuno potr mollo facilmenj
J'c aggiungere conclusioni evidenti conio le seguenti: To che pe.n7
'. non sono un ossero cosi assolulamcnfo i ossario, poich noi
"o il prinri,,!,, di (.'ili roall. io sono mutabile: ninn nitro es

*, il cui non essere possibile, cio tale che il suo esser tolti
f loglio nello slesso f-mpo ogni possibilit, ninna cosa mutaJ" '. o M, cui vi siano d-i limiti, e quindi neppure il mondo di
' mi limi: il mondo non un accidente della divinila, giacch

302

IV - TER VK.\ HI.MOSTI!AZIONE IH Ilio

in osso si Ivovauo opposizione, mancanza, inutabililA. cose dille

.onlraric alle .Icloiniiua/.ioni j /{<ni ini ni 1111 ;/r n | di 1111:1 divinila:

lio non l'unica sosl:inzii clic vi -sislo. e tulle b< :t111*> vi sono
sollanlo come li|iendenli da lui: e cos via ( I. I", 4 : ('.ut., pp. r.SrD; A .-A., pp. !!)-!) I). l'aieccliie di qucsle conclusioni sono pini In
sto indicale che svolle: anche se lo pagine precedenli avevano
fiilto delle linone precisazioni su la luna di esse, come sulle oppo
sizioni reali e sulle mancanze, e limitazioni iclY. I. :!\ li).
Ville la pena di riferire un altro luogo, nel quale Kant spiega
peivh non si sia avvalso del concedo di perfeziono, che ci sa rem
ino atteso in |Ucslo schizzo li teologia m-.-latisica : In tulio il
nesso di ragi.ni linora esposti- a sostegno .lolla mia prova, i.i non

i:

ho mai mon(ovaia la paiola prrjninne. Non che io rili-nessi por

i-i ohe la realt adegui la perfezione |wi' neh tw no riti ir ir alle


VnUlonunriiliril], ovvero che questa sia nsliluila lalla massima

concord.inza ncll'iint. II., impin-liinli molivi |M-r a'Iuiilanaimi mol

lo la questo giudizio di inolii aldi. Dopo avere por lungo fcinpo

fallo accurate indagini sul concedo di perfezione in generale o in

particolare, mi son dovuto persuadere che in una pi rigorosa co.

noscenz;i di essa\|ia nascosto moltissimo, dio pu chiarire la na

tura r|i uno spirilo, il noslro proprio sculimculo e anche i ronco!li


primi della tllnsnfn pratica. Mi sono necorlo che rospi-essi duo perfcziour, quantunque in alcuni oasi subisca, por rineorlezzji di ogni
lingua, degenerazkini abbastanza rilevatili dal senso proprio, pure
nel significalo a cui principalmente ognuno adendo anche in quelle
deviazioni, presuppone sempre una relazione ad un essere clip ha
conoscenza e appetito il. |\ :\: Cai:., pp. 57-5S: A .-A., p. IO). J'e,-

eato. che ragioni di opportunil iiell'economia del lavoro abbiano


spinto Kant ad accouleiilarsi li questo accenno e ad evitare l'ar

gomento. Non forse essenziale il coiteci lo di perfezione por una


metafisica che voglia sunor:ni> i
|uiviic:ibilinonle la moulalil 111:1-

lomalii-a 0 scionli;:l:i. e intonila pensare rossore uri sim dinamismo

e nelle sue tensioni. Ini allo 0 potenza, e tra ossero e dover ossero?

Raccogliamo intanto il conno che qui si fa: egli amer servirsi del

concedo di perfeziono nel inondo inorale.

La

teologia

naturalo piesi-ulalii

nella

IV Considerazione

dunque soltanto un.abbozzo. pirHroppo. Dopo lo sviluppo Un trop


po ampio delle discutibili novit ontologii-ho. avremmo desideralo
una traIlaziono adeguala della parie in cui egli riguadagnava la
tradizioni*. Questa sua adesione alla Ira.lizioiie risoli in di apparire

V.

L'AltGOllENTO A POSTERIORI

lf - l'Eli UNA lllMOfmCAZKiNr. Ili MIO

30G

305

tou non avrebbero impressionalo Descarlcs p). Kd ecco mia rapida


i-iKWKii. Egli non esaminer 1\ii|r*.inon< ibiiriclna li un Ussero
infliiilo: idea (roppo gnimlo ,,or polcila Inuto da noi fi,,i(j. Non

sulle piante.'sui pi vari particolari, come la pelle del rinoceronte,


ecc, osserva che parecchie di qnesle formazioni potinttifiti fittntiire inutilcs un auinibvh . Aimnirahih il serpenti* per la sua strut

tura, cos atta a certi suoi bisogni; Mais a qutti tout rrfn avrt-Ut

citer il consenso universale, al quale s'appellava gi Cicerone N


insaler sulla prora Imita dall'intelligenza clic noi troviamo in
noi sfossi, scintille li saggezza e di potenza che suppongono mia
loro sor-onte (pp. TI - IV). Tarliamo piuttosto dalla contempla
zione dell'universo, dove si possono trovare indzi della sapienza
e della potenza di Chi lo governa. E siccome in questi ultimi tempi
fai. prove si sono moltiplica te, facciamone mi riporoso esame e una
m'Ita. Mettiamo da parie coloro che sin dall'antichit si son rifeiil. genericamente, alla bellezza, all'ordine e alla disposizione del1 universo, e sentiamo piuttosto un Philosophe , elle ne poteva
im'tfui (tarlare per le sue scoperte e per i suoi ragionamenti pi

ii la con serrai io d'un animai ttont ir tifiti tur Vlimumc*. E il di

vono nel medesimo senso in orl.ite quasi conecntricho. Questa nni-

bocca al

precisi . Newton, il quale punt sul fatto clic i sei pianeti si muo

rornnla, come anche l'uniformila osservata nella struttura degli


.miniali, cosi meravigliosa ed utile, seconde lui non potevano ossero
he 1 effetto della volonia d'un Kssere supremo (pp. VI-VII) Ca
ra II eristiche le critiche che il Mniiperhtis fa agli argomenti newto

niani. Quanto alPnniformila del moto dei pianeti, chi sa din non
si possa scoprite un:i ritmiti risica, p. es. la pressione del fluido am-

h.enle. come aveva tentato Daniele ISernouilli? Quante all'unifor


mila strutturale degli animali, essa potrebbe essere smentita dal
li altro fatto della loro variet. Re l'argomento tratto dalla conve

nienza delle diverse parli dogli animali con i loro Insogni sembra

jmft solido, si potrebbe opporre ad esso la spiegazione che nella com| '"azione fortuita dcl'e innumerevoli produzioni nalurali si sareh'io conservale le specie dove s trovavano quelle convenienze, ed

scorso prosegue, andando a urlare nel problema del male: le mai


r/r tonte* <ltt cufH'ccH;, ir tlrannlrc, ir rrimc. u doulntr.... Spiriti
grandi, corno Malebrauche. confessano l'imbarazzo loro a compren

dere come tutto ci possa essere l'opera ci i un lOssere sa pioti tissimo


e onnipotente. Leilmiz cerca d giustificare l'io, dicendo ch'egli ha
fatto tutto ci che poteva far di mglio: ma ci non diminuisco la
sua onnipotenza? Topo n(l'erma che tutto ci che , bene: ma que
sta proposizione suppone la fedo in l>io: e sembra < mora rio, mentre

non tende, in fondo che a sot Ionici lei e tutto alla necessita (pp.
XVfU-XXVn. l>:ivvero spigliato lf sli'c ilei 3laiipc>Muis. anche per
i roticelii e per l:i lisriisxitiiH1... A ogni limilo, K:int

prcsidcnlo fiain<>sr dt'irAccadcinia

rilrivav;i, in

prussiana, parcerhi

problemi ch'egli andava da tempo rimuginando.


Notevole mi nitro spunto critico. <Mie ncH*unverso si prcscn-

tino tante serie ni elTetti convergenti verso qualche scopo, ci pu


esser prova di intelligenza, di una qualche intelligenza abile, che
per non detto sia saggia e buona: zrcht ne prourc atte tir. /'/
trliffcuce rt de* tctxrinft: c'rxt tia ita ir hai tir rcx tlcasrins qu'i fa ut
rhrrrhrr a sagome, f/liahitr ttans Vr-rcrufion nr ttnffit /mi*; i (atti
qua Ir moftf soit raixotmaitr... fi! Vou nr dcrouvvoU tlaim Vanirmi
(pie ir parriirn r/io-sc*, fi pourrait n'rirr qnr Vourratfc itrtt tirinoli* .

Ed ora sentiamo la proposi:! positiva del Muupertuis. Non nei


dettagli, non nello varie parti dell'iiniveiso, i cui rapporti noi co
nosciamo troppo poco, che bisogna cercare le prove di

Hio. ma

<Ianx ir* phruomrtint doni Vnnirrrxaitr nr muffir auvnur rrrrp-

.eliminali lutti grindividui di esse sprovvisti fpp. XXIV).

h/f'ojf, rt aar irnr nini pi tei Ir r.rpnnr rtitirrrmrnt notrr mr . nelle

gimenti che mino non poco hiteressaitli, sia per il loro esplicito ri-

/della quiete (XXTX). Infilili, i saggi raccolti nel voIuimoIIo inten

TI tema del finalismo, cos introdotto, viene proseguilo con vol

fnirsi nllc polemiche dell'epoca, sia perch danno un'idea concreta


Mol mudo curioso (nntropooonlrioo ulililario terreno) in cui tale fljjialivnio si concepiva. Il Mnuperluis, dopo aver paralo della leleoKi di Newton riguardo agli organismi e aver accennalo alla fio'tur;i pi e meno mediocre li scritti fisico-teologici sugli insetti

i-

xxxiV).

Mr. .,,.; Mai-pkr.


n!ll!lnll|; "**"" ar riw""w'*. '> Mr.

paguii che uifcrr^mno sono iicfl'.-tnfii/-/'i^ijT (pp. i-

I prime leggi della naliirn. nelle regole foudameithili del molo e


dono offrire la formulazione pi correli! di queste leggi

Idopo

quelle tentate da Descartes, Min-gens. Wallis eil altri), e la loro


deduzione da un principio metafisico e, in ultima analisi,
dagli attributi dell'Intelligenza suprema.

Quando si s;ytf-diu--twJ4e-k*--Jej;gi del moto e della quieti

sono fotnlnte snl/7'rineipi tiri .l/ry/Zio^non si no trii pia iTirrhire


ch'esse debbono il loro stabilimento ;i un lasser onnipotoiito e y

l'argomento a roSTF.niom

307

pientissiino (21). 11 principio infiitti della tuoiini re qtmntit tl'ncUdii ;illii fili scoperta o alta cui migliore e pi esplicita formu
lazione scientifica il .Alaiipcrluis k'iievji (2-) dovuto secondo

lui, non sul 1111:1 necessit lunlomutica o logica. 111:1 a zraisons de


rhoi.r et de prrfrmu'V l":t): dn ricondurre, ilitiiquo, al Principe

hi Mirn.i; principio evidentemente teleologieo, ila lui presentato

V-onie metafisico (-*).


Il confronto dol Jlrirvixt/riiiid con gli sci-itti del Maiipertuis,

ci molti1 sotto ^li ocelli nella pi vini concretezza la circolazione


delle idee e le discussioni del tempo. La parte crii ita dello uden/.ialo francese non cerio da paragonare con la complessit e la
pene!razione delle analisi

kantiano condotte con aspra esigenza

sistematica, l'or (pianto riguarda


struttiva

del

saggio

l'idea eentrale della parte co

inanpertuisiaiio, chiaro

clic

il suo nrgo-

nienio cosmologico lui esercitalo un corto Cascino su Knut, il quale


In cil:i cui debito rilievi e lo f:i suo nel hi Considerazione I (lolla

l'ai lo II. (racile . poi. o addirittura inesistente, nel Mauperluis,


(io sfruttamento propriamente meta tisico o filosoficn dell'argomen

to: si conclude a Dio bruciando le tappe, senza cio indicare ed


esaminare pii anelli die debbono portare ni l'Essere divino e alla
sua natura. Si gi visto, invece, quanta attenzione ubbia dedicato
Kant alla loro espiici (azione e discussione.

308

IV - l'Eli UNA D1MOSTUAZIO.NE DI DIO

Il fatto fin saliente 0, n orii modo, elio l'interesse di Kant,


per quanto riguarda le prove cosinnlojriclio. ocello della farte TT.

i porta essenzialmente a ci clic vi di necessario nell'ordine na-

/turale, alle fondamentali <> universali lonjii ma tema lidie e mecca-

! niclie: proprio nel senso delle proposto, del Mauperliiis, a prescin-

li leologiea (e quindi di coni incoiile elo.L'ililiilila) die questi dava alle


lofi^'i del moto.

Abbiamo parlalo di interesse essenziale o prcilmniuuulc: jjiaeeli la liin/^a tratlazione della l'arte U del lirti-cist/rniiti non si li
mita a far leva sulle legni necessario, ma contiene molli al fri spun
ti, pi aderenti albi complessila qualitativa della natura osi.
stente. Kant, infatti, ha modo di prendere in considerazione le sintesi contingenti 11HI0 propriet delle cose e nel nesso delle varie
specie di cose iTT. !V\ 2). li organismi viventi fTT, '!". 2; U. i", 2).
(le azioni libere e persimi la possibilit del miracolo in connessione
ad esse fTT, -1". 1). Non esitiamo, anzi, a dire che le considerazioni
kajii4mM-axtajoro_cotnplesso sono sostanzialmente compatibili con
un teismo cristhma^ non il caso di sospettare che le sue am

'missioni pi abbondanti san donile a cautela prudenziale o a for

zato conformismo). Tu un illuminato e solido teismo (pensiamo al


l'equilibrio organico della visione lomistal trovano posto, non solo

la distinzione tra di|iendonza daU'Tntellotlo e dipendenza dalla Vo-7

Ex?<iu tir rumnoliiiiir, ed. eit.. p. 11 (noi eap. !<'* Inix tltt unitive-

inrnt rl il 11 rcpnx tlrtl Uc* tir* 11 tirili nix ile In suprme Inlrllii/rncc.

C22) Si veda n mosto proposito rintorosmiito studio di I'irmie IIim.'NKT,


Eludi' hnliiriquc sur lv principi' dr hi mnhidrr urtimi (Paria, 1D38), elio rlemmin 0 discute In questione dolili originalit innuportuisliinn noi etinfriinti
fi

Lelliniz o culi

Killer. - II

Koenig alline vlnlciitolncnto

il

Mau|icllllM

noi 1751 sugli Adii ICrndilnriini . rirondk-iindii la priurit di Loiuuis:, e la


polomU'ii oblio un notovoio strascico.
I2;t)
M.vi:n:ilTi'lK, Hximiru pliilimiipliliiur tir In prrurr di' rrTixtrnrr
rfc Iliril rmptttilt'r dini.1 ninniti tir rtixiiiulmiir, in 1 llslniro ilo rAiiidnili^
Itn.Villi- ili'* Sciclicos ol

ltolli-s-l.<!llri-s ,

Aiiik't

IT.'ii;

(Merlili,

IT'iSi. p.

UH.

C'U
V. In iiioiiKiriii pn-sonliilii irii nel 171(1 siirAroudoinin di IWtIIihi:
l,rx liiix dn nnturrmrnt il il 11 rr/uin ilriluilm d'un prinvlpr mrliipltixiiur, inseril:i poi mi U'Vf iiKHlificiixiiiiio dol Ululo nel citato l'xxiti dot 1751. K'
inlcrcsstiiilc. noi liivoru su riciirdiilo dol Itrnnot. In storia dolln fortuna
o dolio sviluppo posteriore dol principio (lolla minima ii/.lnue. od II confronto
diViill fa tra l'inizialo vrslo lolonlofjlcu o mctnriHlcn. mi osso conferita dal
Manperlnls, o rt'.prwslone rlKonisaineiitp matematicn (lutagli pui dui Lngriingr, p la trasvnlulnziono opislcinolopca inipro^sagli In tempi pifi rpoentl
dal .Mneh o dal l'otzoldt Idi snimi clic esso ni pu ridurr, n un postulato,
di <-ni si avvale In scienziato per rendersi intelligibile la natura). V. 0/1. rii.,

Vnu:lunlvu, pp. !>-t01.

<&\

I dere da qualche del faglio, come quello della curai terizzazione te

lont divina, con risjelhvo riguardo ali essenza e all'esistenza del

(121

'M

mondo (TT. 2"). ma anche quella tra dipendenza da Dio ossore~saggio^rttipendenza da Do attraverso la sua sniwzzn olotlrice Uri.

Mn fine): non solo la distinzione tra ordine necessario e ordine con


tingento della natura III. .".". 2). ina anche quella tra ordine imiti:
mie^^
e ordine sopranna turate (TT,

1".' 1 ). a pi oscindorf <la ima

dizione disentibjje. Vi nossimo trovar posto anche le regolo da se


guire nelle ricerca scionlifica della natura (If. l\ 2): le critiche ai
difetti di metodo della tsico-teologia allora corrente (Tf, 5". 21 e gli
ammonimenti per un metodo emendalo di essa (TT. fi". .1).
Si guardi per alle ultime battute de1 paragrafo successivo ili.

b". 0. l dove si scaglionano i diversi radi della spiegazione filosofeii . i modi progressivi in cui s'invera lo spirilo della (ilo-

sofia nel giudicare la perfezione della natura come argomento a


Dio: e si vedr, tra le tante cose ragionevoli, il sottile giunco di
un'esigenza metodologica che incide sull'oggetto. ITna specie di pio

giudiziale vpnvhr molte in parentesi tulio quello che non neces-

l.'AKIiUMKNTII A ltWTERICIIII

309

sano n riducibile allu formalit fisico-matematica. I/interesse di

Ivant e prevalentemente per Poi-dine geometrico e meccanico per


I UJiiriftisioiit. del molteplice e la fecondi!* degli sviluppi ohe splen
dono t.rili> propriet fondamentali o nelle leggi univer.sali dello spa

.110

VK.\ III\I(ISTII.\/II)NK

Quando si sottolinealo il sodile gioco dell'esigenza metodo


logica, gi. visibile nell'attuale impostazione kantiana, se n* smon

tala a lidie IVrfimcia reale, fu daltonismo uieindolo^ico min ," uhm


diinostrazione, non ha la r.n-zn di dislruggeir IVITcldiale corup|..s-

zio e del movinienlo. Qui., secondo lui, e |u ,,,, mig|iOI.e per Di,,,

sit da spiegare..

non .si arrivi a un vero Dio; e proprio perch non si parie dii un

un orizzonte u priori. K ci proprio quando il razionalisla Kanl.

la maniera pi filosorica pel- dimostrarlo. Ma ,-i .sembra che cosi'

vero mondo.

.<!iil "

l(iI 'l'i'l">nenle incarnante - come un modello

Icone - |:, mlelligibilil matematica e meccanica, sarebbe sem

pre ima concrezione, per via della sua esistenza e individuazione

Intenzione o prospettiva metodologica significa limitazione, in

avvertita la rarefazione del suo mondo logico-ideale, si volge all'e


sperienza, alla conlemplazione dell'universo . per integrare sulla
via cosmologica il suo argomento ontologico. Non vedr che la legi
Klazione dello spazio e del movimento; e in essa vedr la perfe

l elhoae.a e storicit; cos come l'anima pi sublimata in pensiero

zione dell'universo, da considerare in modo degno di un filo-

.La prova agostiniana di Dio dalle verit e dai numeri - In provi'


i;in simile alla kantiana - poteva articolarsi nell'ingranaggio del-

per questo che il Kanl del Itrirrist/niiul naviga ancora in pieno na

puro sarebbe sempre una conerezione d'idea e di atto psicologo

sofo (r/w/ riuv tlrr \\ rii mixluil aii-sliiiiili./r Ari: A.A.. p. l-'il). j>

I esser,- merc l'attrito e il confronto con le concrete ow fluenti e

e di carit, occorrer svegliarsi ai problemi del dovere, de? dolore,

"li .1 concrelo divenire dell'uomo assetato di conoscenza) Ficui-ars. ,1 reale e vario mondo fisico, chimico e biologico! Ma anche
senza pensare ai vim,lif si pohebbero forse spiegare le determinazio elTe ,ve della f.s.en terrestre dalla mera formalit dei con-

lT , > n'^1 "niv;rsaIi? Lil ""'"'e teleologia degli scambi

lei ivnli dalla terra ferma al mare e viceversa dice il Cele


*ia <-| - non discende affatto nc-cssa riamente dalle legni cene

rai, considerate nel loro enuncialo astratto quale appreso dalla

>on e nostra . Come quella fecondit delle leggi generali non spie-

pi il mondo, cosi non limino virt di dimostrare il Dio vivente uhm


recondita e una teleologia* meramente ideali. E non ha niu

senso parlare della contingenza di tali Jeg<'i |-(j

tura lismt, pur discorrendo di Dio. Per giungere al Dio di giustizia

ilei male, oltre che dclIVxisIcny.a.

Il Ih'UTitti/nnitl, ripetiamo, non solo quel nuovo argomento


ontologico e qnell'argomenlo cosmologico corredo. IV irrorato au
cora dalla linfrvilclla tradizione. .Ma non in questo residuo ti-a-

dizionale, bens ih quei due lincici, che Kant spiritualmente pre


sente, di presenza esistenziale. Quel residuo impallidisce, fuori del
suo interesse e del sur | siero effettuale: non gi perch l'abbia
criticato e distrutlo, ma perch ne ha ritirato l'attenzione, o perch
l'ha messo tra parentesi. La rivoluzione razionalisla e criticisla
operata da una tendenza, pi che da dimostrazioni, tf sono quelle
riduzioni (della stessa esistenza, della stessa esperienza) che si pre

stano alla trasvalutaziouc trascendentale.

Intanto, l'argomento cosmologico cosi ridodo andava a comba


ciare con l'argomento ontologico rinnovalo: dal pensabile all'esi

stente, dalle leggi necessarie del mondo all'Intelligenza divina.

l'i'

31

V - I.A BICKIICA 8U1.I.'i:VII1F:KJ;a B 8UJ.LA CKIlTlr/ZA

ultimo giorno utile per la presentazione. Jleiidclssolm riport il

premio; ICant l'accesitit {-).

(J'interessa ora di ristabilire lo sfondo.

<iia il Uartl.olmss, nella sua storia dell'Accademia di liei-

lino (). notava che il tema proposto dal Hnl>r poteva avere una

LA KICERCA SULL'EVI DKXZA K SULLA CKJtTEZZA

hni Nini il Sulzer, il versai il,.e ftromlo fllfiw.ro svizzero (pr-

viui.|il,. dal rimilo iSodine.-llicilinger e wollia.ieggianlc, ,rm|||t.

(ore .li Illuni., psicologo mi esletico), chiamato sin .lui 1750 tilF-Vt*.
cademia di Berlino, n proporre pel concorso del 17<W il tema sul
1 evidenza o sulla certezza dei principi della teologia naturale e

connessione con la memoria prese

re de l'e.rhtenee de Die,, emplui/e dn* l'K*m\ de Cosnwhyie.


Nella prima parte di essa, infatti, il .Mauperluis aveva parlato
sur I cvidencc et tu certitiidc niuthmafhjne, per poi passare nella
seconda parte, all'esame di quelle leggi del moto, che nelia sua
formulazione si prestavano a venir dedotte dal principio della mi
nima azione e a fornire quell'argomento per l'esistenza di Di.,,
eh egli aveva gi esposto nel saggio di cosmologia del 1751.
r/indicazione lei llarlholmss va senz'altro raccolta, e anzi
ampliata. Nei due scritti del .MaiipcHnis del IT")! e dcM7r,
abbiamo effettivamente un precedente, non solo del lSeiremjrunt
(comesi mostro nel capitolo precedente), ma anche .Iella Denti!,/,,

zione lei l<"ormey.

La traduzione tedesca, che ne era apparsa sulle Uerlinische

ael.ricliten von Stante . ,! Oelelirten Snclicn del 2,'t giugno


lil. reiMleva le parole: suscettibili dell,, echini:,, con la frase- dcr

datUivUci neweisc fiihiy (capaci di dimostratone, di argomentauni distinte). Una sfumatura non trascurabile: ridenec veniva
resa con Dcntlchkvit (J).

Si gi parlalo, in un capitolo precedente, della decisione di

Kanl a partecipar., al concorso su que

.,, ,.|H. (|,,v,.Mt. stimolare

un suo inli.no Insogno; delie sue rillessi,


.,. .. buon anno e
mezzo, i.ilreccialc alle ririessi
per 11 a-i lavori; della consegna

del manoscritto avvenuta appena in tempo, il ::i dicembre 1701',

,lic nr,nM,lUZ'"\W ;,'r"/';/'-'" ' ncloiM*i.l

11. I'I(K<'KI>R.\TK HKI. MAUI'KItTIIS

T/iniportanza del Mauperlnis per la storia del pensiero scien


tifico e Hlosolico della (lei-mania alla met del Settecento non
certosa sottovalutare (). Divenuto nel 171(5 presidente dell'AiK*" n|)|r.-so th it hi.,, lavoro

'llrrn del
<U>l |,,Voni.
"S |jl"slm
17(3' ""die.f"'
w>Hllnwin le1.11In-.'
PtiNlolrwMip
CIiIihIpimI..
In "imiVriiitmil
casinne .lei suo lavoro m ,Hlr|t. .toll-Aw-mlMiita. Kli si ,,,,C
".esso ,1 npporvi iii.-,,,,,,.,,,!!,,. ,,, ,i.|,,oi|lzi,mi e svilu,,,,i.

s
A.m'nnSlmnrtT
"M;"V "lll1v">Uiu
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fnlk.T
- i m i. :1n! Imi""'IHiHp niii
willmilo
.|,i K|N>nin>

fi-llro |i,.r In lilofu.Mn aslrnll.i >. (A.A.. X. -Jt" I.. iiuj. -IM-)
iih-ss,, Kn f1I t|!ll)): ,nn .,,,, ,.,. K
, ,!,:llN;-'

*p. .|.i.iii,l 1m pubbli,.,,-,!..,,,, nvv,.,,,,, ,

raltn. or.in

raltn. or..,in,.

mrta,,h!,*hcbn,

li Bruii..
<,lllWV

..,,,,;

il iMto ern qnell.


I immurili mm n^lnnl, ,li sorl,,. (ffr l
.U-1 Ummm. nHIn min ,.,li/. ,. ,,,.r lArrmlrn.i,, : A.-A.. II. ,, Ufi,
(.)

Knnt: Unin-mu-humj uba-

l'fit kantiana.

della morale.

N abbiamo riferito nltrorc il testo francese nella formula

(;, all'Accademia ipialche anno

prima, nel J75IJ, dal Maii|eituis: Hnvwn, philnmpUiquv de Ut pien-

( MlllRTlAN

ll.iRTll.il.MfwH, Uixfliir iihiltumphlunr ,lr /' I

T$ "*""""

vtv (l'aris. littJl).

'

' i

un (w||,.
,.

...

IL FftECKIlKNTK IIEL MAUI'KIIIUIS

V - U\ UICKUCA HlM.l/KVOllINZA K SULLA CKUTK/./A

:n:\

endemia, rinnlii a nuova rifu sotto Federico II, egli, per in fiducia

die gode da parlo del gran re, per i molteplici contai ti con le persoiialil pi eminenti del mondo scientifico e culturale e per l'enei-gi ilei suo temperai
Io, vi svolgo per chea una quindicina di

rii'

ft tult-'allro che improbabile, che Kant abbia sognilo la varia

attivit del Slauperluis. Gi da tempo aveva posto attenzione alla


di lui attivit scientifica (s|; il saperlo presidente dell'Accademia
di Iteri ino, e quindi al centro del circolo culturale della capitalo.

anni (sino alla morie, avveniifa nel I75!lj una funzione di primo

non poteva che renderlo allento allo altre sue i


i Tosi astiimi (i
volumi annuali dei Mrmtiirrs o doli7/;*/;/> tir l'Artitlrnic royatv

per la misura del meridiano al circolo polare, egli non solo con
tribuisce a iiilroilurre le vedalo newtoniane nel continente (*), ina

alle sue idee metodologiclie (die s'incontravano con le analoghe


preoccupazioni di Kant), e anche alle sue prospettive iilosoficbe,
che avevano irritato i leibniziani (") e suscitalo polsino dei pette
golezzi clamorosi {">). Ce lo possiamo agevolmente immaginare,
questo Kant, appartato professore nella remota Kimigsberg, ina

piano, fc lo Hfraniero che adiva nella Jtci-Iiuo intellettuale la cir


colazione delle ideo occidentali, (ita membro dell'Accademia delle
Scienze francese e della Societ Keale inglese e noto specialmente

anche di (Tonile la sensibilit por i problemi metodologici (n) c'per-

sino agita fermenti gnoseologie! e filosofici dell'empirismo inglese,


che suppongono una erta conoscenza di IJerkelcy e di lluuie.
Appartengono appaiilo a quest'ultimo aspetto il filoso

fi co dell'aliivit del .Uaupoiluis le considerazioni della I l'arie


tlvU'Vjviiim philoHophijiu; intitolate: Hur roucncc et la certinule Hittllicmttti'fm: Evidenza e certezza: non sono questi
i termini che ricorrono, poi, nel tema del bando e nei lavori di
Kant e di Mendelssohii? IO non gi qui l'impostazione del con
fronto tra la matematica e la fisica e la meta fisica? Si noti, infine,

che le considerazioni del aiatiportuis, se da una parte s'inserivano'

nelle sue dominanti preoccupazioni melodologidie. dall'altra si


rifacevano esplicitamente al problema dell'origine e del valore delle
conoscenze umane. Questo secondo genere di problemi sul quale

ritorneremo in seguito quando verremo a parlare del vivo insor


gere del problema gnoseologie-i) nella coscienza di Kant era
stato modulato dallo stesso Uaupcrtuis in scritti meno accademi

camente impegnativi e destinati dapprima a circolare soltanto in


una cerchia di amici: le- h'cjlcj-hiis philumpliiqiics sur 'oriqiiw
dea Itiui/uos et ht ujinfmitinu tlvs iikix del I74S, e le Leitren

ile 8ciencc.i vi bcllcx-lcttrm dovevano ben essere letti a Kiiiiigsbrg),

consapevole delle sue audacie cosmogoniclie e dei suoi tenaci ap


profondimenti della problematica logica, metodologica e metafi
sica, che sta a guardare lo straniero rorluiialo divellalo un po'
dilettante in filosolia.

Quando si dice che gli scrilli del iMaiiporluis sono un proce

dente delle opere kantiane del 17152.. non s'intende dire ch'essi le
.spieghino. Ne sono l'occasione, una dello occasioni, non la causa.

graric. Una delle sue forze sta appunlo in questo profil I a re

: il

delle occasioni e degli stimoli per arricchirsi e rinnovarsi. Ifoli,


che nella sua giovinezza si era affaccialo alla scienza e allo sintesi

scientifiche, e che poi era slato in corta guisa rimorchiato dalla


problematica astratta dei wolfiani le degli autiwolliiini) delle uni
versit tedesche orientali, viene adesso cos ricondotto, per quel
Noi

17.15

nrevn

ridilli

ic|>Mrnl:inu-nlc

iicir. I//</</< ir

Xuliir-

(!) Si di!'! iKTi'liiinlo tilln iiolcinicii siisrlliil:i iln Siiiiini-I K.'iik. i-Iii'
rivcuilicnva In pilori IH loihiil/.litiiii iu>||;i riuii-<v/.ioiii> ilrl piliu-inio ili-ili mi

f") tJiH-sti dui- xcrllO, conii' rullio: Kimlf-mr ,lr la imi me iiliiiiirso
iln|iirlnni iisiMKloiiimo. resi iiniorl pur iut1scii>Kloiu> e \wr Ininne nluislv.
furono poi ristiiinimll lui Mniiiicrliita stesso uri 17r.(i, nel 1 e II roluin

Irilc snu Onivrc.

il
'I

lic
ct improrvisazioni
iiii superficiali,
fiili per corroggorJe
J cinte
i
su certe

noi* et In mvthmlr r.ri>crim>iitalr un Fra,;; un .VI'///' xifvfc (l'urta. UKillJ.

nir riitlnxi,,ii,iv ttrr .\iifl,Uiriiiit;, c-np. Il, r. (inni. II. l'owir. Firenzi' XKtr,

;'l

pe>jipprofondire
questioni~ modo suo, esercita il suo senso eri
eripp
lle qestioni

(S)

V. nurfiiiui fiutoni- noi Ciip. II dolln I I'nitn. Cfr. IO. Cwsinn

;5 *

sente sumoiato da cene impostazioni lelio, da olii Ilae lo punto

Vv, il tnildllo li .W:iii|M'llUK Ritite fluii,;- ,lri r,,ri,i rrlali m;i .Ini ,-,..
amimi degli Aedi Umilii cimimi : A.A.. I. pp. -j:'^'. ur.l.

(li)

li,

du^dn. tempo agita in so. egli osserva, ascolta le proposte aUnTi, si

I'. 15IIPNIT. l.'illlrmlurlm tir thrnrirn ,!, Xnrlun tu Fntlirr un

Wni' KlMr - J. Ar.,,,1 I1.1S e Parla. 1CS1). Cfr. li,.. L,g phiixivhx Itoli,,,,,

/il pensiero di JCanf lui il min .liimmivi.,., {..i,.,..w^i'.... ; |,r,,|,|,.mj

(lei 1752 (7).

(SI

i, ijl;

nlmn nzione (1751-17!).


(IO)

'

E' la ilintrilm inilisprlllla e iimliKiwi iti Vnllnlrc. clif ria l'ullio

nipttfvn in riilicolo |(> vwltid. III.iwoIcIk- iIi-kII si-rilti mi

i .M Ahiupnliiis

Bnnrlatn n Boriino nel 1752 por ordine ilei ni lu Diatribe ti ti Doclnir A tea Ma'.
Vnltulre. fuggito dulia rriissla, In fece rlRtniiiiinrc con nitri sviluppi
unturl all'estero.

II. I-IUXKIIE.NTK llKf. MAtTCERTlMS

310

LA RICEKCA Kiri.l/KVIIlKX/A |: St'I.I.A CKBTKZZA


HI;

contatto vivo mi pensiero berlinese, al punto di sutura tra scienza

e filosofia t. j,,u.||e (,.., eaUedm e vila.

J)el resto, i problemi del Maupertuis s'inserivano in tutta la


trama dell'epoca e non ne erano che un episodio. Sull'evidenza e

sulla certezza delle com.s.-enze limane ormai un gran discorrere

da parie di molli, nelle memorie degli accademici come nella pub


blicistica degli indipendenli. Se gli scienziati si fanno a volle,
come il Ataupertuis, psicologi e gnoseologi, non mancano i filosofi
die si mettono a parlare di .scienza e fanno i inelodologi.
N c' una cortina che tra la Germania occidentale e quella
orientale impedisca oramai l'osmosi. Al primo flusso e riflusso del
pensiero cartesiano e di quello leibniziano si sovrapposta l'altra
ondala pi recenle dell'empirismo inglese e francese, che ha tro
vato modo d'infillrarsi fin nel wolfismo. Quando si parla dell'ecletI forno .Iella met del Sclfoeenfo fedesco, si ,,|i,,,|c appunto a questa

instabilit dei rimili, he favorisce le onliuninazioni, come anche.

la volgarizza/.ione dei problemi, sin qui moiiopolio delle universit


e dei competenti e la loro superficializzazione.
La discussione provoca In dal suo argonieiifo cosmologico ob
blig, dunque, il .Maupcrluis ad esporre e chiarire gli sfondi scien
tifici e lilosolici ch'esso supponeva. Quell'argomento infatti si di
stingueva dagli altri tradizionali o allora correnti per la sua imposiamone su base scientifica generale: per direnderlo, occorreva
precisare la natura della scienza fsica, e in particolare della mec
canica, nei confronfi con la matemalicn da una parte, e con la filosolia dall'altra; esaminare il problema della necessita o della
contingenza delle leggi del moto; passare criticamente in rasse
gna la meccanica di Carlesio, di Leibniz, di Newton, di Hmgens
Ora, il Jlaupertuis si avvide che, per portare a fondo tutto questo

esame, era necessario rnnuntrr jnxqtruwr premier* prncipe* de


110.1 con mi ixmurea, n,nr<iitvr re i/ni leu ilixtiiiijiic enli'cUes par topport A lem- ccrtitiuh; pinnqiwi leu ime mnt ptns susceptibles
il'crilnicc t/iic ics intimi, vi junqu'n non* poin-oiix voinph-.r sur

celli: cthlciiec ("l. Si sentiva Hoc coslrello a toccare delle qu,;.


Klioni di psicologia Iella conoscenza e dei problemi di gnoseologia.

Lt% *'

111:,

-Insioni a cui arriva il Maupertuis su questo terreno

(11) MAirrnHTiMB. Esuma philonoplilqnc tic. la prc.uvc eie I Pnrn


In IlMoire <lc l'AcaMmlc, ITfiO, pp. 300-391.
"
*"""'

gnoseologia, che non chi il suo e in cui s'era inollialo suo mal
grado, seno slegale, Torse cnnliaslsmlj. L'accordo iinivcrsiile e
l'evidenza ne tnnirnil i/tn- ilint* /. xrenrr* wtilhrwnlitpicx

(Parte J, IX;; questo privilegio della ma tematici, e Iella emetria dovili. alla irrplhttbilU Ielle nozioni di numero e di
estensione ( XIII - XVII. XXII), e n<
irii,,,,,IMm. o s,iriutuiz.one li verit eterne, u al fatto che saremmo noi n creare le
Pillila matematiche, u al Tallo che l'attrazione imi tematica co-lierelilic essa sola l'essenza dei mr|ii rid.lla airestensioue ig JV XIII). Dove c' replicabilil, c misura: e ci si avvera [lerMJa1IM'I|(*'
"' -Iimix
alemaliche. \,,n ,M.s p,.,- |,. M(l:lliir, st..
condarie (colori, sapori, suoni...;, dove la misurazione soli
o
indiretta e impropria ; il ehe pu portare a equivoci ci errori.
Tanto meno in ci che l'oggcllo della morale. Iella polili.a del
HrilJo naturale, della melalisi.a. dove l'applicazio
li misure

"."11"

i! .

<>lloli- O|JI- 1">l "". <"< ffli "Kelli puiiunente ii.mI.-iiim-

liei e g. oggelli inorali o ineliilisiei, ,-e un ceri., genere in cui la

replieabilil perfetta non si dova, nu da cui lullaviii non inleramente esclusa: e son gli oggetti fisici. Ln linamini. anche se
non da semprni-isuKali eos evidenti come piclli dell'aiilmelic.-i e

Iella geoinelria.-parlecipii lullavi.i nlIVriilenni e alla cerlezza che


regnano in incile due scienze: solo che ci s
la temere degli er
rori, piando p. e. gli oggeKi di-Ila dinamica passon,, venir consi

derati sotto aspetti diversi (g XXIU - XXX>. (Non era cos av


venuto nella polemica sulla misura delle fuze vive?;. Quanto alle
leggi naturali lei nn.fo. il tentativo di delude dalle sole nozioni
matematiche, come hanno fallo dei filosofi quali Dcscartes. .Male-

Ili-anche e il giovane Leibniz, ha portato ad errori le Lcibiiiz ma-

turo lini riconosciuto); pi accolli sono siali Jluvgens, Wallis e

gli altri, die, pur essendo dei mafeiuatici, hanno parlato di ipo
tesi da cui partire e di esperienze da attendere a conferma i Pnrte li, Vili . Xfll). No,, si imiti, duuipie li verit necessarie,
u di leggi necessarie. Ifeslnva quindi valido il suo argoiiienlo per

l'esistenza di Dio.

Questo giro di pensieri non esaurisce per hi gnoseologia del


Jlauperluis: au<h<- perch il ,
r,,,,!,, |,.,, m!l|en.aliea. tisica ,.

metafisica resi ring., la pr..hl

ili,-.i mila slV.a della <-..sfruzi..ne

scienfilica, sul piano della metodologia e della epistemologia. Mn


egli aveva anche delle sue idee sul problema dell'origine, delle
nostre conoscenze. <!ia in pieslo suo Kxninni ritorna l'airerma-

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320

319

Del fVusius abbiamo dovuto rare rcpliealamenfe il nome. OiA


nella Xoni <lilut-Ululi ('i l'attenzione di K'iinl crn stata attratta
hi rcrle opinioni del (Viisius. non ,T,|,, favorevoli :il sistema leibniziowoiriano, e ltilhi critica ch'egli aveva mosso jil principio ili ra
gion sufficiente. Dopo sette unni il sin nome tornato, nel Jinrcisannu, specialmente a proposito dellu nozione di esistenza ; e noliuiiiiiii che Ktml ne ha napello i libri ('). Di questo pi attento
studio del Oiiniis abbinino ora una conferii,: Ilo troni lo neces
sario di fai- ipii menzione, del metodo di questa niiiiva filosofia.
Kssji divenuta in breve tempo cosi celebre, e anche a riguardo della
migliore chiaririrazione di pai-ccHiie vedute lui acquistati) meriti
talmente riconosciuti, clic sarebbe grave mancanza il passarla sotto
silenzio, quando si parli di metafisica. Ci ch'io qui tocco e sola

cenni per ,1 riconoscimento .Iella sua portata filosofie, nei viguani, dell evoluzione kantiana (',. K ,-ignarda an,-be il prnl.lem:.
della sua genesi, poich. ,,,
si t, Wconnesso il <Y,,si,,s ad Adolf

rnedr.cl, Tlorfinann. suo girane ,,,,,,, ,.,, , .,,,. (|i

Sull'opera e sulla fortuna del Trnsins non il caso d'indugiare,

qui. Anche perch, per un complesso di circostanze e di motivi, le.


Tonti stesse. a'Ie quali dovrcblie attingere un tentativo di ricostru

zione della persona e dell'ambiente, sono andate trascurate e forse


disperse. Ci riguarda, in primo luogo, la sua fortini: tra i con-

t'inporiiei. presso i quali fa considerevole, almeno attorno a


Lipsia; nelle generazioni successive, in cui inaii maiio si ecliss, sia
sul terreno filosofico per il trionfo del nuovo idealismo, sia sul ter
reno teologico, pel tramonto della biblhrlipropltctixclic Tlirolngfc

di fronte al rinnovato razionalismo religioso; e poi successiva

mente, nel riapparire del suo nome come sigili lieti I ivo per la teo
logia, verso la meta del secolo scorso (1R). o, in questi ultimi de

Andreas I fl.I.ger. si dello forse ancora poco. N l'ambienle (ho".as.ano ], fUristi,, Tho,n:,s, da ci emerge il medico Kudiger n

la renzM.ne antiwolliana del indico Uoffmann, ne .l'altra parteVe-

soges, m,stico.apocalitti,.n ,iH ,.,.,., ,.; ril|1I|(,,.

-K, ,|( provp|lip|1JS}1

lo la melaf.sica crusiana e 1V.piilil.ri caraIteistico delle sue tesi


e Iella loro f>ndan..n(azione. [' studio esauriente sul Cvn*in<* -

' ne varrebbe certo la


a -. dovrebbe esaminar I
, oltre che le
gtunlnr,. ,|,.| suo edillcio .I..IIriun,., le nnlici sloriche che connel-

fn a sua personale elaborazione concettuale ai vari indirizzi della


Xchnlmct,,,,!,,,*-* tedesca del Seicento, alla scolastica e alla ..cose.,,

mente il suo metodo: giacch la diITcrciiza su singoli punti non


ancora xiilTicicnlc per segnare la differenza essenziale di una lilosolla dalle :ilire fi').

V - LA RICERCA Rll.l.'FA 1IIF.N7.A E H\n.U\ Cr.KTK7.Z.\

lastica cattolica.

Non dunque a tesi pari icoh.ri vuole alludere ora Ka.,1. ,,:.
Lindo del rvus.u*. , :,| S1,o lm.|.,,|. all'imposizione della sua
metar.s.ca. o al concello ch'egli ha della metafisica. Xoi sareinni-,
invero enlati di ritenere (Yusius pi. importante per singoli fri-

''<' '< noii^i- una visi,,,,,, organi.:,, di giudicrlo insonin.a pi

un reall.vo che un sistem:l|i.o. e di ridurre perci |,, p,,,!;,!.-, ,|,.| su


imiIhIhiI. Ma inleressa,
I,,. , i,, K,..,l i.bbia scorto nel .li

Im pensiero, non solo delle lesi singole, per altro degne di conside-

"mone, ma anche uu,i significa (iva unita formale d'indirizzo e di

metodo.

*'n

Shi *i"'"i hl r!|"*"r" '-' -iK. '."! ha ritenuto di

Li leali,, -onoscenza melarisica t.ill'nn'allra forma: nel senso che


('fri. non riconobbe al principi,, di contraddizione il privilegio di

esserci principio universale e supremo di Inda la conosce,, ,.


ll;.) \. supiii | VnrU'. Clip. V. Nrlle unte :ippi.slr ,|;,| ^.swltz jilla
Aom <hii,i,hiliu lA.-A.. I. |i. HI; sKK.) si possi....) vr.l..|c I riintilitit iillc nperc

cTiwhiiie |n>r I <ini|iic ri.liiiiiiil ,-h(. Kniit fu ulti- i.l


M (Vushis (n pr.
ImwIIii li-llu iiiiKltoif (Iclciniliiii/.lorii. i|<<| ]irlm-l|ili ili ingioii siiinclclilc e
ilcllii siisi iliiiinslitiliiliii'i, tiiiiii-lii> delle iinifieinifiixf |mt kII Iti HIktI, c lltml-

sti.ib.l, e affermo che la loro giuslezza si capirebbe dalla natura

W nostro intelletto secondo ,a regola: ci ci,'io non posso pe,,'",;!

mi'iili' n iinijiiisllo ilHI;i coiiih-ssoiio (IcU'iiiiliiin col corpo).


Illil Vwll siipm il f-:ipilnlo |>n-r<ilcnlc.
(I7t iicHtlMtkvlt. III. S . A.-A.. p. 2!KJ, n.iln.

IISj Cfr. Kuanz Demtzscii. Die. biblhch - prnphcthclir Tlnoloi/r ttirr


1-wtUltiliiiiff ilmi-li Chi: A. Cnixiix inni lltrr iicnmlc RntirM,-liwg iteti dcr
Chrstoloffic irriiffutrulun/s (Lpi|i7.ig. 181'.). I situilo nipcllo Informnto e
111- vii pili in piiifi.iidilfl. pi-r solo por rusppllo tiMiliiKipii: cos-irrli si ri-

il
)

i 1
11

.,

,,

ll;lr

<wl,,l,lqh,h

mmio ilflusi per I'iiksciiz.-i li un nnnlngo ii|i['n>fomlliiicii(o di Crushm Illo-

wfo.

H
i

LA

riIKSA 1)1

321

rOSlZIOSE VERRO CBU8IUS

altrimenti clic vero, e vero. Tra simili principi vengono, trai gli al
tri, annoverali: ci ch'in non posso pensare esistente, non nean
che esistito; ogni ente [l>iiiy, cosa] dev'essere in qualche luogo e
in qualche tempo, e simili ^).

Che cosa ha trovalo Kamt in Cr lisina di, cos notevole, da sem


brargli una novit?

La novit era ciurliti di una metafisica., ch'era concepita e im


postala ben altriiueuli che l'unico tipo di meta Tisica possiamo
dirlo a cui s'era abituate Kant. Quello che Kamt riteneva come
la mela Tisica senz'ai Ir. l'uiiica degna di considerazione, era hi me
tafisica razionalista della scuola wolliann, la quale aveva gi sosti
tuito

l'ancora

confusa

metafisica

aristolclico-scolastica

aveva

sgombralo il terreno dalle altre forme pi fantasticlie di metafisica


provenuteci dall'antichit e dal rinascimento. Se n'era nutrito an

che lui, basterebbe ti mostrarlo la Xovh dilucida fio. Non die egli
ignorasse le differenze che screziavano la scuola lcilniizio-wolfiana :
egli slesso si eia presa la libert ili correggere le opinioni degli al

tri e di presentare dei nuovi apporti; ma, pur avventurandosi in


un'attivit anfibia tra scienza e metafisica, si credeva forse ancora
solido il terreno sotto i piedi. IOra, a ogni modo, la metafisica di
una scuola che sapeva bene cosa fossero metodo e sistema; che
aveva spinto al massimo l'esigenza razionale, sino a configurarsi

come scienza a priori, con procedimento deduttivo. Ora, la novit


di Crusius era elicgli, non solo si opponeva a quelle esigenze o
pretese, ma vi aveva contrapposto una sua metafisica con procedi
mento diverso.

322

V LA HICERCA 6UI.I/EV1IIENZA E SULLA CERTEZZA

interpretarsi come un riconoscimento del carattere sintetico del co-

noscere umano, che non pu presumere ili ridurre tutto all'identit

o di tutto dedurre dall'identit.

Non solo: ma Otisius fa nolai-c il carattere formale di pi-jn-

cipi come quello di contraddizione, e >uisliene la i

essila di ricono

scere altri principi materiali o conlenulislici. fc interessante os


servare quanto piaccia al Kaul di questi mini silTalla innovazione:

Tali principi inaieriali cosliluiscono. come a ragione dice Ouxius,


la base e la solidit [Uniiidtih/c tnid h'v*1'ujkvit\ dcH'umniia ra
gione. Ciacche, come abbiamo sopra osservalo, essi sono il mate
riale per le definizioni, sono i dati, dai quali possono con sicurezza
traisi conclusioni, miche se non si possiede alcuna definizione. IO <,ui

lui ragione Crusins di biasimine le ;i||rc scinde llosnliclic, perch

esse hanno trascuralo questi principi materiali, attenendosi sol


tanto ai-foTjimli ().

fi
C\usiu3 lmduuquo ridi ia ina lo l'attenzione sii nualcowi. die In
eliilHM-azHMH' )oica della melalNc-i aziona lis^~ aveva diim-nli.Ml,.:

sul contenuto, chTTjuene stessi' leggi o forine logiche presiippi.iigimo; sul punto di appoggiali di jiarfen_z>i, da cui duella slessa le-

ifnzione iinjversUy imi innceder'. Teniamo i|-occliin questo motivo.


vTw vedemmo appirJie in qnesTf stessi anni, nel Itvirnuiintud (l, J
1), dove il formale e anche detto il Indico. Ma a|)punlo perch si
tratta di un erme che fa fermentare f riflessioni di Kant. cer
chiamo di rendercene esalto conto. Questo millennio o punto di

Apartenza qualcosa di sensibile o d'intelligibile? Questi principi

materiali , o questi dati , sono gl'innumerevoli e sempre diversi

(ia a cominciare dalla questione dei principi supremi. Oushis,


che aveva sottoposto a dissezione critica il principio di ragion suf
ficiente, si opponeva alla melalisicu wolliana (pianto al poste e alla
funzione da assegnare al principio di contraddizione. IOsso per Cru
sius non l'unico e dominante: u ad esso pu far capo la pretesa

dati concreti ofTui-liei dall'esperienza,


io cerii concetti irrisolubili (come in questa stessa lh'uliclilrH si dice, I. :t|? 10 si tratta
di concetti (ln/iiffc) a di proposizioni o principi i Mi ter, (IntuiiHtUzt'Y! IO sono essi acquisiti, come molle espressioni farebbero pen

deduzione universale. Le poche parole di Kant, in questa sua rapida


catatterizziizimie ilei pensiero crusinno, non sono certo sufficienti:

perch importa sapere quello che precisamente l'oggetto della


meditazione kantiana, in questa .sua svoliti. slimolaf:i dal CYusius,
bench non soltanto da lui: perch vari som. i pioblemi che qui
si uffroulano o si sfiorano, e di varia provenienza, e gl'interpreti di

il lei loie dovr rammentare, che Crusius, oltre al principio di continddizioiic, ne poneva altri due: il prhic/ritnii iiinciiiinthUiuiii, e il
iuri/>iKin inanijiintfibiliiiiH l"-'1), e 'he questa aggiunta pu forse
(20) IJrHtlU-hkcit. li, 8 3. A.A., II, pp. 2fl:i-2!)4.
(21) Questi altri lue principi erano slitti gi proposti iltil nincolro
ili Criisius. Aiiih.k Frifjiricii Hoffmann. nellu sua Loyicti. C'fr. M. Wi'sirr,
/)(< lU-iitHcbr Bi'hiipliHuiuiiihh! ccc., p. 252.

sare, o possono anche essere innati? fc bene Tarsi queste domande,

questa svoliti kantiana possono invece confonderli. Lo slesso K.-ml


di questo periodo e lo slesso f'rusius polerono anche non averne
sempre coscienza distinta.
(22)

ncitnuhi.cn, m, ? :t (a.-a., 11, p. )-,)

li;

la

rnrsA

posizione vkiisu cbusius

323

I/aininissionc knntinnu di questi dati non necessariamente


empiristica, non da ascriver quindi senz'ai tro a un influsso in(,'liw, empirista o scnsistu chi' dir si voglia. Si

ricordi clic tali

dati sono il Trullo di un'analisi [XmjlinliTiuijf, al Icrmiuc della


quale si giunge appunto a Hiniiffliinlirfir llri/riffr (concetti irrixolu-

hili)

(J:'i. espressione clie risponde alla

crusiana

di

rhifachc o

ciufudiste lcyriffe (2I). KITettivaniente, il proldenia o il programma


di un'analisi della conoscenza, clic mettesse capo a elementi sem

plici, chi

molto diffuso nell'epoca: e basta

ricordare

Descartes,

Ifohhcs. l<cihuiz, Locke. per vedere in quante maniere e direzioni


tale analisi poteva venire condotta, psicologici icainen te o razio
nalisticamente e, in qti(*sta seconda dilezione, con mentalit mate

rna lini o con melilalil ontologica. I cjnieeUi semplicissimi di (.'riisiik non sono sensazioni elementari

u classi psicologirhe, ma

olivelli fondamentali dell'ontologia (2r'), olleiniti con una speciale


awl razione. Il consenso ili Kanl mostra die anch'cgli su questa

direzione non sTixisia ne psicologici Ica : ina ilovremo volere poi in

nnlc senso si innovano i suoi sviluppi. V* allora sar il momento


di osservare un al Ir caso simile al suo, svoltosi proprio in quegli
anni: quelle di Lambert, il quale per, (dire all'impostazione eru-

siana, ricorder anche quella Iockiann, ma per subito trasvalutarla.


Occorre ancora qualche precisazione sulla proposta crusiana,

che Kanl fa in qualche modo sua. I concetti irrisolubili sono molti,

ma non innumerevoli come gli apporti sensoriali. Il loro problema


in connessione con quello dei principi materiali. Se fossero
la stessa cosa (come fa pensare l'uso promiscuo che Kant fa delle
due espressioni), si capirebbero non solo il loro numero limitato

(ancora da scoprire e fissare), ma anche il loro carattere intelli


gibile, anzi forse funzionale: potremmo indovinare come essi si
mostrino a nini alle categorie onlologiche da una parte e, dall'al
tra, alle fuliire categorie trascendentali. Si noti ancora, che i prin
cipi

materiali .supremi

dallo slesso ('riisiiix

vengono

ricondotti,

come il supremo principio formale, al tt'rxni /< Vernili mini, alla

u!uni iittcllccttix tpn'uix (-'"), eh' poi il supremo rritvrinit veniaCE)


leiitlh-lil.rit. 1, S 3 (A.-A.. II, p. 2S0).
(2-1) NpIIii Min iiii'ltillslrii. Untimi'/ ilcr iintirvnillgm Vvniiiiiflmihrhrilin. pcc. (I-eipzig 1743), $5 7-S.
(EVI Kufiriirf, $ 0; efr. 102.
(2li) Etitwurf, 15; De usn et limitibus principii ratiniti determi
nanti* fi-. 27. Su qm-Nlo limito, cfr. Heisisobtii, Mclaphii*tk unii Kritik
bei Citi: A. Crusius, p. 38.

324

V - LA RICERCA StTM/GVinEXZA E RtTLT.A PFJtTEZZA

tisi cosa che Kanl non trascura di notare nel suo breve riassunto.

Tutto ci prova che le proposte crusane, a cui Kanl viene con


tanti) interesse incontro, non sono di provenienza empiristica: u
i suoi concetti irrisolubili sono sensazioni elementari, u i suoi prin
cipi materiali si riducono o equivalgono a un semplici rimando alla

esperienza e al materiale da essa fornito. Ma allora ci possiamo

domandare che cosa distinguerei.!.:. friiRins dall'innatismo rnzionalista dei principi e daH'<f/#>'* razionalisla di Leibniz (per
non parlare di Descartes e, per fa sua quota parte, di Ilobl.es)? E

perch Kant avrebbe allora messo in tanto rilievo la sua imposta


zione come qualcosa di nuovo di fronte al consueto razionalismo?
Quello ehi distingue (Viisius dagli altri . a nostro parere die

ninnici-.. ,,iit..i.. .. | nsiraai,,,,,.; ,.,,|, ,,., speciale asTraTTonc.

Qli' il metodo della metafisTy>> Kssti si applica xnuVfndirMim. e


noe sin rotistinijlirir Dinar: da nnalsiasi cosa reale, che si presenta

ili nostri sensi, si pu asinini tutta quaula l'ontologia (27|. Crusin*


iuTalli sottolinea che il punto di parlenza la realt concreta, e si
sforza di distinguere il procedimento astrattivo del metafisico da
quello del matematico (ss): distingue anzi la npil-alikrhr DnitlHiIrit fdistiii7.ioiu\o anche evidenza logica), peculiare dei concetti metallsiei, da quella yanciiir (comune, volgare) delle evidenze sensibili
e da quella minvhniirmlr (miniiha) delle astrazioni matematiche o

meccaniche (*).

Che cosa dunque ha trovato Kant di significa tiro e di stimalaute in Crusius? La logica razionalisla impari alla realt. Ar-

ciinto af principio di contraddizione bisogna ammettere Uri prin

cipi. Sono questi aliri principi die possono gel lai- luce sulla Kiltriehtitiiu drr lrf/iiffr, sulla genesi e struttura dei nostri si essi con(27) A'. In T-opIcii di Cinshis. Wrt/ ziti- (tnrhxhrit inni y.iiwriixxhilcit
thr tnrnsrhhchru Rrl-runlnt. jf 7, ilovo s iIIsIImriioiio Hi..|iip spor,. .li

nivlntnilinlo Abstmction ... p In Min MWnlisii-ti. tUUwiirf < 8 !> dure


(raccln uno schizzo rtell'oiiloloalii coi suoi coliceli 1 n I,. suo inirlfeinni fmi.

ilninoiilnli.

(2S1

il j io ilei hi LoKim rrusinn.i cniiinrr:i ben ni.vi> ilirrerru/.o n

(2!>l

r.fr. <!ahhiiimi. KrlinnlnixptohUiii.

In "iiiic.sifnxn Illosuficn i- i|iu>lla inni.tiltlicn.

II.

|i|>. SM-KK!. clic ri|iil-t

litiimn imrlo ilei n 7 < S ,M\n M..|iiI1hI<-<i .riisliiiin. . IliiMKorn,. H,I,,,,L,,M


inni hnlik: p. ai ,. ,,. :i!l m..I:i -J-. i|..vt> [mio s :ivv.-ii:i lr..|

.- huiikali'xi-br

nllil aiixrliaiicini,- lh,,tlirbl.;l. J|n lo sl.^ssi. llriinso.-lli. in |


Il,,,,, ,.,..
tnuilP Inroro. clic v limito ili mvnUn si sin siilim snl Cnisns. lui mnslniilicne qiinnto dlstl. RPtondo II Oiiislus. ilnlla nnxvhonrn.lr F.rhcmitnix. In *ymimiitrlir Erleniiliih con cni il Illiisoro |k>sii pur puh non inliiniv pprlczza
le firnntiK-rilftr, || arnutticrxrn, l'IOsscrp divino. l'Infinito.

; l

L.V l'ItKSA III rOHI7.1O.NK VKII8O CKUKIL'H

325

cctli (30). Non si pu applicare il metodo matematico alla metafi


sica: la certezza lilosoliea non "lo dcll'intuitiviti e dimostrativit
matematica, e non ne li per altro bisogno. Occorre riconoscere i
limili della ragione umana {:>l). E' dunque necessario alla metafi
sica un nuovo metodo.

L'analisi della Vcittlhhkct ci far vedere come Kant ha ac


collo e sviluppato questi stimoli, ila non ci mernviglieremo se il
nuovo metodo dar frutti incerti e insoildisfaceuti nelle inani di

Kanl : anche in Otisius c'era qualcosa d'insufficiente e forse anche


di equivoco. Felice e acuto nella sua parte negativa, come reazione,
il pensiero crusiano non appare altrettanto costruttivo nella parte"
positiva. Fiorila nello spazio di un decennio (L7::!)-17(>: dal 1750

alla morie, .177.", Crusiiis non si occuper che di teologia), sem

bra che la sua opera non abbia radici n stagione di frutti.


Certo, egli ha dovuto studiare bene AVolff e i leibnizio-wolfiani, per
aver potuto cos bene diagnosticare il loro male; e l'equilibrio in

solito e pur deciso delle sue soluzioni mostra che, al disopra dei
suoi maestri Hoffmaun e IJudiger, dovette riprender contatto con
la beliti linci a(iltysik del Seicento tedesco e forse con i pi chiari

scolastici medievali: ma queste radici non si vedono (occorrerebbe


una buona ricerca sulle origini e sulla formazione lei pensiero
crusinno), o non se ne vedono la profondit e la consistenza. Kant
trovava in lui, con sorpresa, tante analisi e tanti concetti che non
gli accadeva di trovare nei wolfinni, e sar (ornato e ritornato su
quelle pagine: ma quell'opera era qualcosa di gratuito senza la con
nessione con le sue fonti, senza la conoscenza dei suoi presupposti
(30) Logica di Ciusitis. ll'tj? zar aetriss/teit ecv., 8 200, riportalo e
messo in evidenzii fisi Carsiiikh, Krkcnntitt*proMrin. Il, pp. .Wt-nru. Cfr. De
usti et liinilibiix oec, $ 30, l'aggiunti! della 2" 1. : Xixl alia {principia) luihrrcinii, i/min uni io ti in nostra nnn avtioniiimiur [itrinit t tornili iflrlticrcnt, u
ijwitm tiiiUIem t>riiwipiiiin cnntratlietinitis iiiiiih/iiiiiii nobin proiUmct. et nmnln
iinxtnt jiuliciti hijimttivtica cxxent. Qui/ipc in m est iirn/iitsitio hlentivu et steriiiii, nixi niia via ei/iiiratiir mula-in, etti npplieitri ptutsit . V. IIf.imrcictu,
p. e.it., ii. -13.

(31) I risultati dello studio di Hoinz Heinisoclli. Inteso appunto conio


ronlril.iilo iillii preistoria ontologica fiditi Critica di-Ila rimimi pura nel se
colo XVIII. roiiKKloiiii nel nicltcrc in rilievo ipicsli Ire nuclei crii lei cillsiinil : rii-razionatila di molla parie dell rc:ill:*i. per cui di cssi ci possiliili-, limi iiii.-i /,' in uh:hi, imi inni <i.n.isii'ii/:i kIiiiIhiIi-ii : In cinii|ilc.sKllj| del friIrriiti vrritutiH ,- hi moli epiici li) ilei principi noli riducildli ni principio di
coiitruddi'/.iune; la nuora concezione <li sp:r/io e di tempo conio abntiiicla exi-

*teutiae. Ci sarebbero diiniiue in (.'nisius dei preludi criliclsti piospolock-onictafi.sk'i, pur con certi presupposti dogmatici e con reli(|iiatl razionalisti.

'.'26

v - '-A i!ii:itiA hI-i.i.'i:viiii:nza k sci.la ci:ii'ii:x/.a

storici e speculativi, questo lavoro di risalire e approfondire Kanl


. non ebbe il tempo o il modo di farlo; comunque, la conoscenza i

talisca di Crusius non equivaleva alla conoscenza della metafisica


arislolelica e scolastica, che Crusius riepilogava e loix'jiinlie cimi
^rollici leva. Pii po' per queslo difello di conoscenza

mediala e

approfondita, un po' per la sua gi costituii iiieulalil ila quale


aveva anche i suoi problemi, che non vedeva alVionlali da Crii
siusi. mi po' per il direi lo di Crusius rimasto a mela e passalo gi
alla teologia e non solilo a inserirsi iicH'aMiialil della discussione
e dello scambio epistolare, il colloquio Kanl - Crusius fu un ca
pitolo mancato, e lauto meno equivale a un colloquio con... Xuarcz
o con S. Tomiuaso.

Ci non toglie che. per questo Iramile sia pur ululilo, Kanl
sia vernili a coniai lo con qualche parie della li-adizione scolastici
cristiana: per cerii concelli melalisici, come p. es. quelli di es
senza ed esistenza, meno equivoci che in Wolrr: per il rapporlo
Ira pensiero 11111:1110 e pensiero divino, col conseguente problema
dei limili dell'umano conoscere: per il rapporlo Ira ragione e ri

velazione, dove Crusius trovava modo di recuperare la li-adiziouc


di l dal disorienl
Io proleslanle Ira l'esasperazione luterana
e la dissoliizioiie\iizii>nalisla i:'->. N loglio, che Crusius gli sar
ancora stimolo efficace per il problema della liberi e del mondo

11
I

inorale r).

Hi accennalo che c'era dcirinsulVicieiite e forse anche del


l'equivoco nel nuovo metodo della ntclnflsica crusiana. Non
tutto chiaro nei suoi accenni sull'usi razione, laido meno sulla sua
giustilicazione: e Kanl poteva rraiiilenderlo. come poleva non ri
manerne alla lunga convinto. La dcliiiiziouc della melalisica come
scienza delle nhrvmlUjt> YeniiiiijhniliiUvilni (veril rimontili
necessarie. in quandi coni ruppi iste alle coiilingeuli , come suona
nello stesso li(olo) non si capisce come polesse distinguerla dalia
slessii malemalica <> dall'elica. Il lealismo crusiaiio non senza

qualche rcliqualo apriorisla del razionalismo,

l/iilliuio rrilerio

i'.V

Crusius prese posi/i

i:t:t)

iiiii-kI'iiMi-m nspclii. di-ll'iurtiisso Disiali su Knnl. della <c.rpreii-

puscol,.: Ih ,, /;. /.//, ,-,-,./,


/ihni i-I Iliiiiluiiia. 17-15.

r1!

sul pii>lilciii:i della doppia virila i-mi IN..

,,,- ,//. ,-,,,, ,.,,., ,.,. , .,,,,/,.

lente alTiiLl Ira le rivendicazioni frustane e i 1 i<-..ii.,s,ii,i,.,ili del p,.sleii..rc


Kanl. fu Ik-ii lumet'gialo da M. WT.m.t liei suo Knnl ah il, laiil,iixil.;,- Slnll
gart 1024. p. ia sgg., ed sialo ripreso da llcimsocfli

li.

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V - LA RICKItrA Kfl.l/lTIItKXZA F. Sl'Lf.A CKIUK/ZA

clic jivij'i iiclln Crii ini) i suoi o<:Hfi o ceni.-ci li <> le sue il>finizinni. Ilei lesiti. iii-.-iiiHic |:i in:ilcni:ilic;i pm'i tulio "fiirnirc. nel
NIKI xh'KKii rjunpci: ^incclir. se li- li^un- (n i ci.ucci li. o le ilH'ini

zioui) del tni]M'7,i<>. ilt'l culli, i'it., iiriscoiio |icr mi suo ;illu di min
posiziono iii-MImisi. il coiirclli. [llri/riff; A.A.. p. L'77. vw.] li
spazio le (" d.ilo. riun- |<> som il.ili fili :i11i-i coimtM iriisoluliili il".
S 1, '>: A.A.. pp. U7S, ^7!l %_'S(I).
\iijiii ( jiiu-hc l;i ilisliii/.iuiii' Ira l"/ riunirli) \'hi ithslnirt.

Non nppjuc niicoiii hi ncll.-i ilisciiuiiiiazioiic (ni la slVia inlniii\:i


la sfcia colilaIiva : n si distinguono osplirilaniculc nippn-si-ii

(aziono, sogno, simliolo. rosa; n ci s'ihIii^:i si rilevalo il nipporii.


da riiiilivi.liiazioiic della eosa o la ^oneialil del concello. I,a pie
solite analisi kantiana iudelei-uiiiiata jior limili voisi. eil ali"

slsilo fluido, porche vi s'indovinano (aule possibilit di sviluppi. <!.


difalli oerliieusiiauo nel inalcrialc di l.'r(l,:iiniru dei vo'uini XVI
XVII ilell'A.A. lirerenlisi a ipieslo derennio: ina sareMie Ijunm

.HII. ,,| ,:, ;. ,

mollo Milito e spropoix.ioiialo al nostro disii.iso il viderle ipii i-:i

i; r i.
,

33S

ininarp.

Lo altro duo ililToiouze Ira la conoscenza ma Ionia (iea e la r

nosceiiza lilos^riea sono ancoia meno rilevali!i, perch sono di j-ra

non

pormcl-

Wii crilicisla

do. di pi o moiV <' on ili i|iiali( : l'essere cio pochi o molli i lom
concelli iriisolnliili, e l'essere Incili o dil'licili ad analizzare i lom

''

'" .nialiliro che poH;l -, disii,,*;


', "7" ""1|ilIIS""'
>" ili'lln (.orcezi,
:.. .,...
' I/'""K" il ||:|( miotico

Tiiiporlanlo . cordi, la <|iieslionc ilei con rei li iiiisolnliili e dillproposizioni indinioslraliili. Neanch'essa per nuova: l.asii ti
ciinlaro le modulazioni loiltuizianc sulIVr/.s- rliimirlnixlirti. se n>n

si vikiIc risalire addiiillura all'Alslod o a l.'aiinondo Kullo. Lini


porlnuza sia nvl fallo ilio Kaul vi di-dica una cos .mando alien
ziono. vodoiulovi ini unitivo critico contro il razionalismo, rotili
la logica razionalista dell'identit e della deduzione. Sullo i:i|.
aspollo. Kanl. con ipiesla rivendicazione aiifirazionalisla del < :i
rallore sintetico ih-lli- nostro ci

molli, forse innumerevoli.

scen/.e e della irridnciiiill -l'i

olii clcutculnri. raccoglieva e f:i

cova sua no avesse coscienza o no un'esigenza storica. ia|'

presentala su terreno gonnanico dal i;iidi<:er. e che superna i


ipiesti i curiosi titoli di l'iiiln.in/iliiu xi/nllirlirit (I7ll(i| e /'/ii'>

I.'KSI'KIUENZA

340

V - LA RICERCA SULI-'EVIUENZA E SULLA CERTEZZA

estenui ili <l:ili onfusi inici-ni, siml drudi. Ron 1 ulte rose, ijnesle.
che iloliliiiiino n'^islmre con p;izicnz;i. per non conrondere IVinpirisino li Kmit con l'einpirisino di Locke. Serkeley e Illune. In fondo,

la distinzione trii conoscenza distinta e cnnosccnzsi confusa, anche

L^"a ielle conosci^

osoii.-i doveva regredire

""' '""

1:

se la vedessimo tradotta in quella tra apriori ed nposteriori, j>otrelilie ancora stare entro i cancelli ilei leibnizianesiino.

'""' '""" qqn.-ii.. |;,


li.
|.. (i.

Ora, il nome di Newton che pi direilainenlc vien ricordalo

"" nana

da Kant, (|iiando parla di Krft li nini/. Cos il melodo di Newton

nella scienza della natura cainlii I'arltiliio [t'iifirliitiiinihrit] delle


ipotesi fisiche in un procedimento sicuro secondo l'esperienza e la
genitivi ria iliitrotliizionr; A.-.V.. p. '21~). II metodo pennino della

metafisica in fondo Inll'nno con pielln che J\!ewlnn ini riunisse

ITeilii si'k'IIZJI Ililturale e clic vi fu di lauta utilit. l'Isso dice: si


aviiiu sellsn pnrhni. TTj ,..;.,,:, .;t<

'

th'vono, per mezzo di sicure esperienze, a ogni limilo con l'aiuto

. <" """""'. non jivi.|,|h.

aii;i|n:i
i-i.nsljihiyi,,,,,.
,.,:
"' ' J"'11'1"'' ..:
"'loia, la, mr.lesim.i ,,
....
.i/JMiuiH>Hii uiise. ti.. ,..,
ali ionie llirisl.uiy.;, eni|iiii.s| l'rie

Iella ucoincl'ria.
le ri'L'olc secondo cui :ivv<'iiu<>m> -erli fcria, ccrrar1
cerear
ni lincili dell:

"'" preseli

osi Ineve lenipo? o si.inio ni i " ''"*' ' ;|vv''mi1" <l giri di

ualur:

Aiicjie se min si vene 1:1 inni prima v.tti

[o causa, o fondamento: Urti mi | nei orni, " |T


tu\ji

cln-

essi operano secondo questa legge, e i complicati eventi naturali si


spiegami^ se si

inoslra

distintamente Come essi siano

coiifeuiiti

sotTo quHle h'en'Hjmosli-iite h-tioU1. l'l-o|il'H> cl IK'llil Ihelahsica :

erjate, mciliaiilc una sicura esperienza interna.'cio jmm* mezzo di


im iriim'ilni!i cusi'lt'liy.a "evitlenle. quei caraIIeri

[o note concct-

Inali: MrrkiHnlc\ che sfanno certaineule nel conceflo di una qualunque proprit'tA [o qiTaiila : licsrlintji'iilifil] generale, e anche se

mSii conoscete Tutta l'essenza della -osa, voi potrete inutilit via
servirvi sicura mente di esse, per ricavarne molto, riguardo alla

cosa (2, alla fine: A.-A.. p. 2.ifi.

l'aginn interessante e f)iidameutale. per caratterizzare l'atleggiamento metodologico di ICnitl : ina anch'essa ci lascia ili sospeso.
Si (ralla di un includo speriiuenlale, il quale, ira l'altro, ci da
un monito di modestia, giaci-lu'' ci dice che noi possiamo rilencrci

si'iiri di certe precisazioni e afTc-inazioni. anche quando non aves


simo raggiunto la completezza li una conoscenza totale o non fos
simo pervenuti a quella intuizione essenziale e a qm-Ila dinioslrazione iiilriuseca di cui presumevano di essere in possesso i razio
nalisti (gli esempi addotti prima e dopo quella pagina sono: che

osa il lempo? la liherl? la tendenza? la natura IH corpo?). "Sin

quel metodo Kant crede di poterlo e di doverlo adoperare lauto

nella scienza sperimentale, quanto in metafisica: anzi anche nHlsi


critica, e persiuo nell'astrazione comune. (iiuge a dire che la

II
i

rnnsronrivK ii classificazione

il

V - U\ niCKKfA sri.l.'KVIIlKX/.A K ST1.I.A VVMTVXZA

1M2

: curiosoche. Ira i coiicelli irrisnliiltili addotti ad esempio da

(:

Kanl.

manchino

proprio ipiclli

ontologici

di

essere, essenza, esi-

za, alto. |ioteiizn. le categorie arislolclichc, ecc.


La rapsodia

degli esempi kantiani strana ed est

interessante. Su parecchi di qucsli esempi di concelti irrisi


(spazio, estensione, corpo, tempo, coscienza, sentimento, ecc) do

vremo ritornare in segnilo. .Ma

IMI'. l i

"''l'emiui.nl ,1, induzione u ,,,,.

Insogna

gelisi re uno sguardo nei

Luxv Uliillrr e nelle 1%'rflr.riinifii per vedere ci che lievitimi nella


coscienza ili Ksmt in quegli anni. <'i limiteremo a qualche accenno

che pu dar luce sulle varie direzioni in cui si incamminava il suo


pensiero ili evoluzione.

KiMTontava

il

fedele .lasche nel

IStH), in un

li Ino polemico

contro Ilerder: In quel tempo, in cui Ilerder era trii i suoi udi
tori, Kiiul aveva prospettato i concetti di spazio, tempo e forza co
me i Ire concelti fondamentali di ogni sintesi. allVrinaudo ch'e-si
fossero gli unici concelti sinlelici della

inHalr;ic:i. e elle

tulle le

altre idee melalisiclie. p. es. i coiicelli foiidauienliili melalisici di


possibilit,

impossiliilit. necessit, contingenza,

scio voltanti) iiualilici. Kanl

si ricorda a

uiiil, ecc.

fos

tult'oggi lieuissimo del

modo ancora dogmatico in cui egli allora si rappreseli In va questi


coiicelli fondamentali melalisici della sintesi prima che avesse as
sunto il punto di vista critico di ogni speculazione

metafisica e

lilialmente scoperto in modo chiaro e dclcrminalo la vera origine

e hi validit di tulle !e proposizioni siulclichc ti priori i l:'i. ('. da

DI CMSSIFICAZIOHR

ricordare che spsizio. tempo e forai costituivano per Crusius la


completa possibilit d'una cossi |'")

"""

Una rillessione, prohiihiliuenle posteriore, accenna mi una di

stinzione Ira conoscenza iipriori e conoscenza aposleriori : Tulli'


le conoscenze date si posteriori sono date come sensazioni < feno
meni, oppure sono sorte per astrazione coin concetti cio come

n.ncnlnli

imli

Taiipi-esen Iasioni

generali e

Sicilia ninno

rimi-r/ilux, sono

copie.

whllHit'. Le conoscenze date a priori: niilioiirs t ''). Si badi a que


sta distinzione trii i-iiin-roliis lenirti rie il e uuthiufx (8nim|e api-in-

ji|: e si osservi come in una posteriore riflessione si presenti


l'ulteriore distinzione di nozioni trascendentali, le quali rsipprc-

mondueimento

11.">(

l""lt. Tu.

ISivk.

Mimi lirihii zur Hi iih'ilitr tlrr inilul. i ilixiln 11

In

rtixiwi. Ischi. |i. (ire unii., rircrilo il:i Aiiickik: A.-A., XVII, |i. -~>~ in iinlii
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| Uva. E non Maio ancora deciso se sia la facolt conoscitiva o il


I NcntiiuL'iito a fondale (ali principi.

Infatti, non ulibiauiu ancora portalo a evidenza, distinzionc


e certezza il concetto di obbigazione. 11 dovere (solla,) indica uni /

scio dei principi materiali, in ultima analisi anch'essi indiino


i,

dice Kant ia facolt di rappresi'!1'1"*' " vero; il seiilimenlo


~la facolt di'sentire il bene uhm tlulv zii nii/ifimlnu. Ora. anche

debbo lai- qualcosa, come mezzo, se voglio raggiungere qualcos'al


I do come .scopo: ma chiaro che questa non una vera obbligalo
|| ne morale, bens una prescrizione o istruzione a un idoneo modo d
operare in vista di un delerminato risultato. Uu esempio: se vuoi

su questo campo si leve arrivare, per un'analisi operala dall'intel


letto, al semplice e indiinosirabile. Ter esempio: Ama chi li ama :
ovvero: fa' ci ch' conforme alla volont di Dio: qui siamo
di fronte a indiuiostlabili principi maleriaii. che stanno immedia
tamente sotto il supremo principio formale della obbigazione. Non
si dimentichi, per, rhe/j<econdo Kanl il sentimento iCrfiilil) a
rivelarci il bene. fc opera leH'inkMiflTnnmilHKiHII't' II l'oM|ldsUI e
confuso concetto del bene e renderlo distinto, mostrando coni'csslTsorgii da'sentimenti \Kinpfunluuuni'\ iiiu semplici ilei bene. .Ma

| esser felice, devi far qticslo e lasciar quello. Ora, anche se si poles-

sero ricondurre a (ale principio tutte le dottrine della morale, le!


awom cos prescritte sarebbero contingenti, nou venendo suboi-dJ

nate a un line in s necessario. La necessita* legali* (si prendili


forte senso,,,. i, ,,.,.,, (|i ,,,,. Umelz,

. Ja ,lm.ssi(jJ

| H Une. qui abb.an... la vera obbigazione; qui l'azione coman


dala come inimediataineiile necessaria, lo debbo, p. es. prouiuo-

Ifira il giudizio: </</<-x/ r 'Unir del


ludo indiinosiralnle ed r un cITcl lo imincdialii della cusrienza del

| vere lulla la massima perfezione; ovvero: io debbo agire eonfor-X

seiitiinento derpiacerc con la rappresentazione deiroggeUo. K sic

| memenle alla volont di Dio; a qualunque di questi due principi


losse subordinata Finter Jihwolui pratica, questo principio se
dev'essere una regola e un fondamento di obbigazione, deve'co] mandare razione come immediatamente necessaria e non sotto la

come certissimo clic si irovaTio in noi mohi senlininTi semplici


del Itene, cTis ci syno muHmti (ali rappreseiiiazioni iriisoiiiKill
(p. L')9).

Questo tentativo di conciliazione del razionalismo fonici le e

dell'empirismo psicologico suscita qualche perplessit,

l'riiua di
lutto generico, e poi si sente la frella con la quale sono siali
amalgamati i vari nuclei. Non esistono possibilit ili equivoco? Il
primo a sentirne riusu