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Corso specialistico sullo stampaggio: aspetti

teorici e pratici, II parte

Renzo Valentini

Curve Limite di Formabilit

Le principali cause di insuccesso nelle operazioni di


stampaggio
I fattori principali che possono determinate la fine delle operazioni di
stampaggio con linsorgenza di una grave non-conformit sono:
1.Incapacit della lamiera nel trasmettere le forze richieste. Se le forze
richieste per imbutire fino in fondo la lamiera eccedono la resistenza delle
pareti dellimbutito, si hanno fenomeni di instabilit (global instability) con la
presenza di un massimo nel carico richiesto e successiva strizione
generalizzata;
2.Strizione localizzata in qualche zona critrica dello stampo o in presenza di
difetti nel materiale;
3.Frattura fragile. E un fenomeno piuttosto raro nelle operazioni di
stampaggio ed comunque preceduto, a meno di gravi difetti nel materiale,
comunque da fenomeni di instabilit locale;
4.Grinze. Quando una delle tensioni principali di compressione possono
insorgere fenomeni di instabilit con ondulazioni nella lamiera.

Trazione semplice in un campione imperfetto


Applicando le relazioni tra tensioni, deformazioni e carichi trasmessi, si pu calcolare il
carico che provoca instabilit in un campione di lamiera (carico massimo o di rottura)
da una semplice relazione (ricordando che la deformazione al carico massimo
teoricamente pari ad n per materiali che seguono la legge di Hollomon):

In realt, dopo il carico massimo, i provini reali tendono ad una caduta di carico pi
ripida di quella teorica a casua delle imperfezioni del materiale.

Se si considera un provino con una piccola imperfezione dA0 rispetto allarea iniziale
del provino A0, in ogni istante si avr:

Il carico massimo si verifica nella zona con imperfezione prima che nel resto
del provino secondo la relazione

Cio il carico segue una legge difforme rispetto al campione ideale:

Cio lallungamento al carico


massimo in realt pi piccolo
spesso di poco, di n!

Leffetto della velocit di deformazione


In realt anche se m modesto a bassa temperatura, una volta che si sia
verificata la strizione il suo valore influenza marcatamente la forma della curva
post carico massimo.

Considerando una imperfezione nel campione:

Cio la differenza di velocit di deformazione tra imperfezione e resto della sezione


inversamente proporzionale ad m. A temperatura ambiente, quindi, per m piccoli
il carico reale scende molto rapidamente post carico massimo. Per materiali con m
elevati (circa 1 e pi) la differenza diventa piccola e si parla di superplasticit.

Instabilit plastica nel caso dello stampaggio


Nel caso di deformazione in plane stress, appare fortemente improbabile che il
meccanismo della strizione diffusa si verifichi realmente. Se infatti si verificasse un
simile fenomeno, si avrebbero situazione geometricamente improabili come mostrato
in figura tenendo anche conto che di solito i sistemi di stampaggio sono controllati in
spostamento piuttosto che in carico:

E molto pi realistico, quindi, prendere in considerazione fenomeni locali


di strizione. Consideriamo allora una generica lamiera sottoposta a carico
biassale:

Se il processo di deformazione si mantiene proporzionale, si ottiene derivando


lespressione precedente di T1:

Quando la T1 raggiunge un massimo, la sua derivata sar zero. Si ottiene quindi il


valore del cosidetto incrudimento adimensionale:

Considerando la classica legge di Hollomon generalizzata


E tenendo conto della proporzionalit delle deformazioni,
Si ottiene:

Rappresentando graficamente la situazione nel diagramma delle deformazioni:

Nella prova di trazione il carico massimo si ha per:


Questa conclusione molto importante e vuol dire che la strizione localizzata
avviene al doppio del valore di n per il quale si ha invece linizio della strizione
diffusa. Questa differenza ragionevolmente confermata dallesperienza almeno
per gli acciai a basso carbonio tipici di stampaggio.
Il grafico nel piano delle deformazioni, in condizioni di plane stress, detto
delle CLF (Curve Limite Formabilit o FLC in Inglese).

Nelle CLF, quindi, il II quadrante (<0) delimitato tra regioni che non subiscono
strizione e quindi frattura e regioni critiche dalla linea che rappresenta i carichi
massimi. Completamente diverso il discorso per la regione del I quadrante (>0) .
E intuitivo considerare che la strizione pu innescarsi solo lungo una direzione di
estensione zero cio:

Il circolo di
Mohr indica:

Il centro del cerchio nel punto

Di raggio

Imponendo dy=0
Per >0 non ci sono direzioni di estensione 0!!

La strizione per tensioni biassali positive


Consideriamo la figura seguente:

Definiamo come fattore di disomogenit:

Tipici ordini di grandezza sono:


Le compatibilit di deformazione si esprimono come:

Lo stesso sforzo si trasmette da A a B:

Si ricava immediatamente:

Landamento delle tensioni e delle


deformazioni si ottiene per via numerica,
date le condizioni la contorno. Da un punto
di vista qualitativo si possono tracciare i
diagrammi delle tensioni ed i vettori di
deformazione per le zone A e B:

Ovviamente nella regione B


la deformazione tender ad
essere maggiore che nella
regione A:

Il risultato sar che data la differenza di stato di stress e strain tra le due regioni, il vettore delle
deformazioni tender a ruotare verso sinistra e la deformazione B sar maggiore della A con
diminuzione di f. Il risultato della risoluzione numerica dar quindi i valori di 1A e 2A che sono
conusciuti come deformazioni limite. Ripetendo lanalisi per ogni coppia e , si ottengono per via di
calcolo le CLF parametrate in funzione del termine (1-f0)

Una soluzione numerica semplice per calcolare la deformazione, si trova in via approssimativa
da:

Anexp(A) = fnnexp(-n)

Ad esempio per 1-f=0.001 (difetto di un millesimo) la deformazione uniforme per un coefficiente


tipico di incrudimento pari a 0.2 diventa pari a 0.18 (cio si perde il 10%!!)

Effetti della n sulle CLF


I vari parametri del materiale hanno effetto sullandamento delle CLF. In particolare molto forte leffetto
del coefficiente di incrudimento n.

Leffetto immediatamente comprensibile sul lato sinistro del diagramma. Per il lato destro
ovviamente valgono le considerazioni fatte in precedenza e la traslazione delle curve
direttamente proporzionale al valore di n. E interessante notare che al limite di n->0 (acciai
fortemente incruditi) vi comunque una possibilit di stampaggio in condizioni biassali come
pure in imbutitura.

Effetti della m (velocit di deformazione)


Il valore elevato di m, come stato osservato sperimentalmente, ritarda in un certo senso linsorgenza
della strizione.
Per questo motivo valori alti danno un miglioramento delle CLF a parit di altre condizioni: in pratica
come se lintersezione con lasse delle ordinate si spostasse verso lalto.

Effetti della disomogeneit del materiale


Difetti esistenti sul materiale, come intagli, grosse inclusioni, irregolarit etc, hanno effetto negartivo
sulle CLF come intuitivo. Si pu, in un certo senso, esprimere lentit dellimperfezione attraverso la
deformazione a frattura: tanto pi questa ridotta tanto peggio saranno le CLF.

Effetti dellanisotropia r
Come noto il valore della r ha fondamentale importanza per caratterizzare lattitudine allo stampaggio
dei materiali metallici. E quindi sorprendente constatare come il suo valore, in realt, influenzi poco la
forma delle curve come a volte stato teoricamente predetto ma le successive sperimentazioni
pratiche hanno mostrato scarsa rilevanza di r mentre elevati valori di questultima hanno enorme
importanza, come vedremo, nei casi di imbutitura profonda.

Tendenza alla frattura del materiale


Nella pratica molti materiali, soprattutto nel regime dellespansione biassale, tendo improvvisamente
alla frattura tanto pi elevata la capacit di incrudirsi e questo tende a dare, in realt, un
peggioramento nel lato destro del diagramma allaumentare di n:

Inoltre nei casi reali viene spesso sottovalutato il reale valore di n in quanto, a causa di
estrapolazioni approssimative ove si tende a considerare costante lincrudimento anche
per elevate deformazioni, mentre la strizione localizzata avviene magari per valori reali pi
elevati:

La finestra di formabilit
Riassumendo tutte le cause di possibile criticit nello stampaggio si ottengono grafici detti forming
window del tipo:

Formule semplificate e casi applicativi delle CLF


In pratica la determinazione delle CLF piuttosto laboriosa e dispendiosa. In certi casi, se ci si accontenta
di una certa approssimazione, si impiegato formule semplificate in grado di tracciare landamento delle
CLF come nel caso della formula detta di Keeler-Brazier (KB):

1 = fld 0 + 2 ( 0.86 2 + 0.785) ) 2 > 0


1 = fld 0 + 2 (4.2 2 0.627) ) 2 0
dove fld 0 = (n / 0.2116)

( 23.36 + 14.042t )
100

t spessore(mm)
fld 0 minimo su asse verticale

In realt le curve sperimentali costituiscono linviluppo di numerosi punti


sperimentali

Molta importanza assumono anche le predeformazioni della lamiera e le traiettorie di deformazione.


Nella figura a sono riportati gli effetti di una predeformazione iniziale in tensione monoassiale sulle
successive CLF. Nella figura b sono invece riportati gli effetti di una predeformazione biassale

Il percorso seguito dalla deformazione


finisce per avere una forte influenza sulle
CLF: secondo il percorso 1 la curva reale
CLF la A, mentre se il materiale subisce
una deformazione come la 2 la curva la B
e la curva diventa C nel terzo caso.

Effetto dello spessore:


Si pu vedere bene leffetto dei vari parametri di
spessore, resistenza, n, ed e ottenibili dalle prove
meccaniche sulla modifica delle CLF.

Analisi semplificata dello stampaggio

In certi casi pu essere interessante valutare molto semplicemente le principali grandezze in gioco in una
operazione di stampaggio senza far ricorso a sofisticati modelli o codici di calcolo.

In molti casi comunque, si hanno situazioni molto pi semplici con profili circolari come:

Per ovvie ragioni di simmetria, considereremo solo met stampo::

Assumendo come comportamento reologico:

Combinando le varie relazioni, possiamo calcolare la forza


trasmessa per unit di lunghezza T1 (e quindi T2):

In condizioni di plane strain (=0, =1/2):

Calcoliamo quindi la deformazione al carico massimo

Per studiare linterazione delle operazioni di stampaggio tra lamiera e lapparato di stampaggio
stesso possiamo partire da una semplice considerazione considerando un arco generico del
punzone in contatto con la lamiera (punzone curvo):
Dove:
Lunghezza elemento

Area sup. per larg. un


Forze di pressione

Forza tangenziale
Lequilibrio delle forze in
direzione radiale :

Possiamo quindi scrivere lequilibrio delle forze lungo la lamiera :

Generalizzando tra due punti qualunque j e k, possiamo integrare:

Questa espressione valida se e solo se il materiale scorre sempre


nella medesima direzione e non vi sono punti di inflessione nel profilo
superficiale.

Condizioni di equilibrio tra punzone e premilamiera

Forza del punzone e distribuzione di forza sullintera sezione


Le forze agenti sul punzone si stimano molto
semplicemente considerando la situazione di
equilibrio considerata in figura:

Le distribuzione delle forza a partire dal punto O


segue immediatamente ricordando la condizione

Distribuzione di deformazioni e spessore della lamiera


Riscrivendo lespressione di T1 per condizioni di plane strain nella forma sottostante, si pu
calcolare la deformazione (ricorrendo a soluzioni numeriche:

Lo spessore dato dalla solita formula:

Le dimensioni finali dello stampato si ricava da un bilancio di volume:

Un esempio pratico:

Gli effetti dellanisotropia sulla deformazione plastica e sullo stampaggio


Abbiamo fino ad ora considerato i materiali isotropi. Ma, come abbiamo gi osservato, lanisotropia
considerato un vero fattore discriminante nella stampabilit dei materiali. Infatti se consideriamo
un materiale generico dovremmo prendere in considerazione i tre assi principali di anisotropia che,
in una lamiera, coincidono con la direzione di laminazione, la direzione transversa e la direzione
normale al piano. Per tenere conto di questo si introducono i 6 parametri che caratterizzano lo stato
di anisotropia etc.. Essendo la trattazione matematica dei materiali anisotropi generici
estremamente complessa, non verr di seguito analizzata in tutti i suoi aspetti limitandoci alle
formule pi importanti e di uso applicativo.
In tal senso, e facendo esplicito riferimento al solo caso del plane stress, la tensione equivalente o
efficace non pi quella ricavata da Von Mises per un materiale isotropo e cio:
_

= 12 1 2 + 22
_

Ma diventa:

3 1 + R 2 2R
( 1
1 2 + 22 )
2 2+ R
R +1
_

Analagomante per le deformazioni invece di:


_

Avremo:

d =

d =

2
(d1 d 2 )2 + (d 2 d 3 )2 + (d 3 d1 )2
9

2
2+ R
2
2
2
(
)
(
)
(
)
R
d

+
d

Rd

+
Rd

1
2
2
3
3
1
3 (1 + 2 R ) 2

E possibile anche riscrivere le equazioni del Levy-Mises in presenza di anisotropia ottenendo:

3 d R +1
R
( 1
2)
d 1 =

2 2+ R
R +1

d 1 3 d R + 1
R
=
(

1)
2
d 2 2 2 + R
R +1

d 3 = (d 1 + d 2 )
Un semplice esempio applicativo si ha nel calcolo dellangolo di strizione localizzata per un
provino di lamiera rispetto allasse del provino, infatti la strizione localizzata si ha imponendo
uguale a 0 lincremento di deformazione generico d=0:

d = d 1 (cos 2

R
sin 2 )
R +1

tg =

R +1
R

Come si pu notare per R=1 si ottiene un angolo di 55(come precedentemente


dimostrato), per R<<1 langolo tende a 0, per R>>1 langolo tende a 45.

Stampabilit per stiramento e per imbutitura


In molti casi le operazioni di stampaggio possono essere considerate come risultanti pi complesse di
operazioni semplici nelle quali prevalgono alcune forme di deformazione nel materiale.
1)

Stiramento: questa operazione ben descritta nella prova Erichsen:

Un disco di lamierini viene vincolato rigidamente


lungo il bordo ed un punzone rigido a testa
semisferica conferisce ad esso, a spese di una
notevole riduzione di spessore, la forma di una
bacinella. La pressione del punzone che nellipotesi
ideale di attrito nullo agisce perpendicolarmente
alla superficie del lamierino, di entit trascurabile
di fronte alle tensioni interne che agiscono
parallelamente alla superficie medesima, per cui
risulta lecito ammettere che il materiale sia
soggetto ad uno stato di piano di tensione. Se
inoltre si suppone che le traiettorie di deformazione
relative a ciascun elemento di volume del materiale
siano rettilinee, appare chiaro che il rapporto tra le
deformazioni razionali principali deve essere
compreso tra 0 e 1:

2
1
1

Sempre nellipotesi ideale di attrito nullo, lungo lasse del punzone (stato biassale) che si verifica il
cedimento del materiale, quando la corsa del punzone supera un certo limite. Pi precisamente,
dapprima si verifica linstabilit plastica, che provoca un assottigliamento locale del lamierino, e poi,
se la corsa del punzone aumenta ancora, si ha la rottura. Per questo motivo nella prova si ha una
ottima correlazione nella prova Erichsen tra lIE (Erichsen number cio corsa del punzone in mm
per diametri del punzone stesso di 20mm e forza di 10KN) e lindice di incrudimento n:

La prova Erichsen sottopone lacciaio a tre successivi stadi di sollecitazione:


1.

Stato di tensione biassiale con la lamiere che tende ad assottigliarsi al centro;

2.

Intaglio locale al centro della coppa;

3.

Frattura sullintaglio

Per un classico acciaio dolce al C-Mn, la correlazione tra IE ed n reale del tipo:

E possibile anche misurare la forza nel corso della deformazione della lamiera trovando una
relazione abbastanza lineare tra forza e deformazione fino alla rottura dellacciaio:

La prova Erichsen evidenzia quindi gli effetti positivi dei parametri n e m. In questo caso, per la
conservazione del volume, la deformazione nel senso dello spessore sar inevitabile e quindi nessun
vantaggio deriva dal valore della r. E meglio, quindi, avere alti valori di n ed m che ritardano lapparire
della strizione (alto valore della capacit di incrudimento dellacciaio):

2) Imbutitura Unoperazione di imbutitura semplice ma rappresentativa illustrata nella Figura. Un


disco di lamierino viene trasformato in un bicchiere da un punzone rigido a testa piatta. Si noti che
il premi lamiera ha in questo caso una funzione assai diversa da quella indicata per il caso dello
stiramento. Infatti il materiale deve fluire radialmente fra il premi lamiera e la matrice, per andare a
costituire la parete del bicchiere e, pertanto, al premi lamiera va applicata soltanto la pressione
necessaria ad impedire che il disco di partenza, mentre diminuisce di diametro, sia soggetto ad
instabilit plastica per compressione, con nascita di grinze. E questo un esempio tipico di come
nelle lavorazioni plastiche si possa impedire il cedimento del materiale per carico di punta. Lo
stato di tensione cui sogetta la flangia nettamente diverso da quello cui soggetta la parete
del bicchiere

Pi precisamente la flangia, per effetto della forza che il punzone trasmette ad essa tramite il bicchiere,
risulta sede di una tensione radiale di trazione e di una tensione circonferenziale di compressione
per cui la medesima diminuisce continuamente di diametro e la pressione serve appunto ad
impedire il cedimento del materiale per carico di punta. In base allosservazione sperimentale che
il lamierino cambia poco di spessore prima di entrare nella matrice, si pu supporre con buona
approssimazione che la flangia sia soggetta ad uno stato piano di deformazione, cio che si abbia
.
Nella parete del bicchiere la tensione longitudinale di trazione, in quanto esso trasmette alla flangia
lo sforzo dimbutitura. Daltra parte il diametro interno del bicchiere non pu diminuire (perch ne
impedito dal punzone), cosicch la contrazione circonferenziale risulta nulla la parete del bicchiere
si trova dunque in uno stato piano di deformazione, oltre che di tensione.

Occorre per precisare che secondo il valore del rapporto dimbutitura (cio del rapporto fra il diametro
iniziale della flangia ed il diametro del punzone) il bicchiere pu trovarsi, sia in regime elastico, sia in
regime plastico. Pi precisamente, per bassi valori del rapporto dimbutitura lo sforzo necessario per
deformare plasticamente la flangia si mantiene sempre inferiore (nonostante lincrudimento del
materiale) allo sforzo necessario per deformare plasticamente il bicchiere e di conseguenza il materiale,
nel passare dalla flangia al bicchiere, rientra in regime elastico. In tal caso, inoltre, la foggiatura del
bicchiere avviene praticamente senza variazione di spessore del lamierino.

Quando invece il rapporto dimbutitura supera un certo valore, la parete del bicchiere deve continuare a
deformarsi plasticamente (quindi ad incrudirsi) per sopperire allincrudimento della flangia che fa
crescere continuamente (per lo meno finch il diametro della medesima non sia diminuito a sufficienza)
il carico necessario per imbutirla.
In tal caso il lamierino si assottiglia sensibilmente, specie in quella particolare zona che, non avendo
praticamente subito imbutitura, non ha avuto modo di incrudirsi, motivo per cui, daltra parte, si pu
ammettere che nella zona stessa il materiale sia soggetto ad una traiettoria di deformazione rettilinea.
Ed l che, se il rapporto dimbutitura diventa eccessivo, si verifica linstabilit plastica seguita dalla
rottura.

Stampabilit per imbutitura


Considerando la stampabilit per imbutitura, facile rendersi conto che le caratteristiche del materiale
chiamate in causa sono necessariamente diverse da quelle che determinano la stampabilit per
stiramento. Nel caso dellimbutitura, infatti, non interessa tanto che il materiale possa subire senza
fratturarsi determinate deformazioni, quanto che possa sopportare lo sforzo richiesto per deformare
una flangia di determinate dimensioni; di conseguenza si potr trarre scarso vantaggio da
unaccresciuta attitudine di un materiale ad incrudirsi, sebbene ne derivi un aumento nel carico di
rottura del bicchiere, poich contemporaneamente aumenter pressocch nella stessa misura lo sforzo
necessario per deformare la flangia. Quanto si richiede nel caso dellimbutitura invece che il
materiale presenti la maggior resistenza possibile allo stato di tensione presente nel bicchiere e la
minor resistenza possibile allo stato di tensione presente nella flangia. In altri termini si richiede che il
materiale possegga in misura spiccata uno specifico tipo di anisotropia.
Allo scopo di individuare il giusto tipo di anisotropia occorre definire, con la premessa che il
materiale pu considerarsi perfettamente plastico in quanto la sua capacit di incrudimento non ha
importanza rilevante, in qual modo il coefficiente di anisotropia normale R influenzi la tensione
longitudinale capace di deformare il bicchiere e la tensione radiale necessaria per deformare la
flangia.

Facendo riferimento agli assi principali e ricordando che il potenziale plastico definito a meno di
una costante di proporzionalit, si pu pertanto scrivere (0 una media dei limiti di snervamento
misurati nelle varie direzioni del provino):

( 12

2R
1 2 + 22 ) = 0
R +1

Cio lequazione della cosidetta ellisse di


plastificazione di Hill-von Mises, curva
rappresentata, per diversi valori di R, nella
figura:

Oltre che ad uno stato piano di tensione, il bicchiere soggetto ad uno stato piano di
deformazione, cosicch la tensione capace di deformarlo data dallascissa di quel punto
dellellisse di plastificazione la cui ordinata 2 uguale ad [ R/(R + 1)]1 . Il luogo geometrico di
tali punti rappresentato dalla linea tracciata nel primo quadrante del diagramma della figura, dal
quale si deduce che 1 aumenta da 0 fino a 1.81 0 al crescere di R da zero a 5.
Considerando ora la tensione radiale necessaria per deformare la flangia, si deve osservare che
per gli scopi qui perseguiti lecito porre: 3= 0 ( in quanto lintensit di risulter sempre di gran
lunga inferiore a quella delle altre due tensioni), per cui il valore di 1 sar semplicemente dato
dallascissa di quel punto dellellisse di plastificazione la cui ordinata 2 uguale a 1. Il luogo
geometrico di tali punti rappresentato dalla linea tracciata nel quarto quadrante del diagramma,
dal quale si deduce che 1 diminuisce da 0.707 0 a 0.522 0 al crescere di R da zero a 5.

Si conclude quindi che, a parit di tutte le altre condizioni, al crescere di R la tensione longitudinale
capace di deformare il bicchiere aumenta e la tensione radiale necessaria per deformare la flangia
diminuisce, vale a dire che la stampabilit per imbutitura tanto maggiore quanto pi grande il
coefficiente di anisotropia normale.
In termini quantitativi si pu perfezionare una tale conclusione determinando la relazione esistente
fra R e il cosidetto Rapporto limite dimbutitura (R.L.I.), ossia il rapporto fra il diametro del pi
grande disco imbutabile ed il diametro del bicchiere, il che non presenta eccessive difficolt se si
continua ad adottare lipotesi della perfetta plasticit del materiale e ci si limita a tener conto
mediante un coefficiente empirico delle forze dattrito agenti alla superficie della flangia. Omettendo i
passaggi algenrici, si pu comunque dimostrare che il rapporto limite di imbutitura uguale a:

ln

D0
1
1+ R
=

d 1 + 2

Dove D il diametro del disco, d quello del bicchiere e tiene conto dei fattori di attrito. Questa relazione
risulta ragionevolmente in accordo con lesperienza e cio con il fatto che ad alti R aumenta limbutibilit,
ma i valori numeri non collimano con i risultati di laboratorio e questo per diversi motivi quali laver
trascurato leffetto dellincrudimento (quindi non si tenuto conto della piegatura a 90che la lamiera
subisce entrando nella matrice e successivo raddrizzamento per formare il fondo) e non si considerato
che lo spessore del lamierino subisce aumento nella flangia e poi diminuzione nel formare il bicchiere
tranne che nella zona indicata con dove non si ha imbutitura e si manifesta il minimo di spessore con
insorgenza possibile di instabilit plastica.

In pratica, a parit di altre condizioni, evidente anche leffetto del comportamento plastico del
materiale

Esempio di correlazione tra r


e imbutibilit

Effetto della r per vari


materiali sullimbutibilit delle
lamiere

Prova Swift di imbutitura


La prova Swift una prova di stampaggio a prevalente imbutitura.
Consiste nellimbutire un bicchiere cilindrico a partire da dischi di lamierino di diametro crescente. Se
una provetta di un certo diametro si deforma completamente assumendo la forma di un bicchierino la
prova deve essere ripetuta usando un disco di diametro maggiore. Questo procedimento deve essere
ripetuto fino a giungere al diametro di provetta tale da generare rottura durante limbutitura.
Lindice della prova il diametro della pi grande provetta in grado di essere formata senza rotture
(Dmax).
In alternativa, il risultato della prova pu essere espresso (Dpunz il diametro del punzone usato per
formare il bicchierino) come

LDR =

D max
Dpunz.

Dallesame del bicchierino imbutito possibile ricavare anche un indice dellanisotropia del
materiale H. Infatti a causa di questa anisotropia il bordo superiore del bicchierino non sar piano,
ma presenter un certo numero di orecchiette (generalmente 4).
Dette h1; h3; h5; h7 le altezze massime delle orecchiette, h2, h4; h6; h8 le altezze minime e h la
media aritemetica dei valori h1h8, il grado di anisotropia H definito da:

H = 100

(h1 + h2 + h5 + h7 ) (h2 + h4 + h6 + h8)

Nei casi pratici il parametro H proporzionale


allanisotropia planare:

4h