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TRA I GENERI

-INTRODUZIONE
(Genere: termine ombrello, utilizzato per distinguere tra differenze biologiche di sesso e i
significati legati a quelle differenze.
Dunque: genere come insieme dei significati che gruppi sociali diversi conferiscono alle
differenze di sesso, idee che vengono coltivate intorno a queste differenze,
rappresentazioni culturali che vengono costruite. Il genere problematizza ci che dato
per scontato, rimette in discussione il senso comune.Genere come insieme di significati
che gruppi sociali diversi conferiscono alle differenze di sessi)
Il (gender) genere nella ricerca sociologia una dimensione classificatoria che descrive
categorie di persone sulla base di caratteristiche comuni: let, classe sociale, le differenze
razziali/etniche e cos via. Il genere che si trasforma in categoria sociale non offusca solo i
suoi tratti conflittuali, di critica sociale, che costituiscono le fondamenta su cui poggia.
Finisce anche per cancellarne la specificit discorsiva e storica, privando le categorie
(donne e uomini) del carattere mutevole. Queste categorie sono infatti prodotti storici, in
relazione reciproca, i cui mutamenti non possono essere correttamente interpretati sulla
base di tale rispettivo rispecchiamento.
SESSO: inteso come dimensione biologicamente determinata;
GENERE: inteso come la dimensione costruita culturalmente.
Fino allinizio del XIX sec fu convinzione comune che donne e uomini avessero medesimi
organi sessuali: solo che quelli femminili erano semplicemente interni

-1. A CONFRONTO CON IL GENERE


INTRODUZIONE
In inglese GENDER (connotazione sessuale intrinseca) diverso da GENRE (concetto di
specie o tipo), in italiano non presente questa differenza. (Genere pu essere: musicale,
letterario, umano, maschile/femminile)
Gender rimanda a una idea generativa che evoca la differenza tra i sessi in termini di
relazione sociale distinguendosi da sex, che connota pi strettamente le differenze tra i
sessi inscritte nella materialit dei corpi.
PERCORSI DI GENERE
Genere e Gender termini di grande successo grazie soprattutto allutilizzo in ambito
accademico.
GAYLE RUBIN egli chiama sex-gender system il sistema di relazioni sociali che
trasforma la sessualit biologica in un prodotto dellattivit umana e nel quale i bisogni
sessuali cos trasformati trovano soddisfazioni. Il sex gender system emerge come
dimensione strutturale delle disuguaglianze sociali al pari del modo di produzione. Il
problema che le donne non sono solo oppresse perch donne, ma anche perch
costrette a soggiacere a sistemi di relazione che costruiscono donne e uomini come tali. Il
Genere emerge dunque come una divisone tra i sessi imposta socialmente. Per quanto
diversi siano uomini e donne, sono simili uni agli altri pi di quanto non lo sia ogni altra
cosa al mondo. Il sex gender system dunque un prodotto storicamente determinato.
Il saggio di Rubin anticipa di molti anni tematiche che si svilupperanno nel corso degli anni
80. Leterosessualit obbligata costituisce un elemento centrale delloppressione delle
donne. La sua analisi rimanda a una tensione ineliminabile e inscindibile tra natura e
cultura.
Il Gender si trova di fatto esposto alle sollecitazioni prodotte dallirruzione di nuove
soggettivit sessuate o di differenziazioni generazionali con la loro urgenza di definirsi,
rivela la sua forte carica politica.

GENERE E POTERE
W.SCOTT ritiene che sia necessario un progetto di storia in cui non ci si chieda che
cosa accaduto a uomini e donne e come essi si siano comportati, ma come sono stati
costruiti i significati collettivi di uomini e donne in quanto categorie costitutive dellidentit.
Il genere un elemento costitutivo delle relazioni fondate su una cosciente differenza tra i
sessi, e il genere un fattore primario del manifestarsi dei rapporti di potere
Essa propone una lettura del Gender come modalit fondativa della costruzione del potere
non solo per quanto riguarda le dissimetrie tra uomini e donne, ma come terreno al cui
interno e per mezzo del quale viene elaborato il potere.
Scott nel suo saggio La donna lavoratrice nel XIX secolo : il fatto che le donne siano
confinate nei lavori pi marginali e malpagati viene a essere giustificato come frutto della
trasgressione della naturale differenza di funzioni tra donne e uomini.
Lidentit sessuale emerge come frutto di relazioni di potere ed a sua volta uno
strumento primario di generazione delle disparit.
JUDITH BUTLER il Gender una messa in scena di norme. Il paradigma
eterosessuale che fonda le dimensioni di Gender si rivela cos come una commedia
imposta che deve ripetersi.
Mettere in discussione il paradigma eterosessuale significa intaccare uno dei capisaldi che
giustifica la naturalit delle relazioni tra i sessi
IL GENERE TRA NOI
Mascolinit e femminilit sono state concepite prevalentemente in quanto categorie
socialmente costruite (il genere appunto) in opposizione al sesso, visto come relativo alle
differenze biologiche del maschile e del femminile (che vengono assunte come date)

-3. GENERAZIONI E GENEALOGIE FEMMINILI NEL MEZZOGIORNO


INTRODUZIONE
Nellapproccio mannheimiano, lo studio delle dinamiche generazionali appare infatti come
un essenziale strumento per la comprensione dei processi di mutamento sociale, fuori da
ogni riferimento meccanico ai ritmi del rinnovamento demografico.
La dimensione generazionale consente di mantenere lattenzione per quellaspetto che
gi Simmel poneva al centro della riflessione sociologica: la continuit nel tempo della vita
societaria.
Evocare le generazioni implica, rinviare al rapporto tra presente, passato e futuro. Si pu
affermare che le generazioni rappresentano il simbolo del carattere insieme temporale e
sociale dellesistenza umana. Il richiamo alle generazioni impedisce di chiudere lazione
nel presente e in una cornice strettamente individuale.
LE GENERAZIONI FRA TEMPO DELLA STORIA, TEMPO SOCIALE E BIOGRAFICO
-LA VISIONE POSITIVISTA DI AUGUSTE COMTE
COMTE La sua volont era quella di individuare nel tempo quantitativo, oggettivamente
misurabile, un metro della linearit del progresso. Sulla base del legame tra progresso e
succedersi delle generazioni, per calcolare il ritmo del primo sufficiente individuare il
tempo medio nel quale una generazione viene sostituita, nella vita pubblica, da una nuova
(30 anni secondo Comte)
Il tempo sociale biologicizzato: cos come lorganismo umano, anche quello sociale
soggetto a usura; le giovani generazioni prenderanno il posto delle vecchie. Un conflitto tra
le generazioni potrebbe nascere solo nel caso in cui la durata della vita umana diventasse
eccessivamente lunga, impedendo alle nuove generazioni di farsi spazio (nel caso la vita
fosse eccessivamente breve, il predominio di questo istinto finirebbe per creare quilibrio
sociale)

-LAPPROCCIO STORICISTA DI DILTHEY


La proposta positivista di Comte messa in discussione nellapproccio storico-romantico,
che sottolinea invece la stretta relazione tra ritmi della storia e ritmi delle generazioni. Ci
che conta soprattutto la qualit dei legami che unisce al loro interno i componenti di una
generazione. DITHLEY per lui non ha rilevanza la successione delle generazioni. Le
generazioni, ai suoi occhi, sono definibili nei termini di relazioni di contemporaneit: coloro
che condividono una stessa serie di esperienze, eventi e di vissuti comuni. E la storia a
garantire allo spirito umano la possibilit di emanciparsi, acquistando autonomia sia dalla
tradizione sia dalla natura
-LA FONDAZIONE SOCIOLOGICA DI MANNHEIM
La proposta analitica di Mannheim in tema di generazioni un vero e proprio spartiacque.
Il suo intento duplice: prendere le distanze tanto da positivismo e dai suoi approcci di
stampo biologico alle generazioni quanto dalla visione romantico-storicistica. Ci che
forma una generazione non la comune data di nascita ma ci che del processo storico i
giovani di una medesima classe di et si trovano effettivamente a condividere. 2 elementi
centrali (dalla quale nasce un legame di generazione): da un lato la presenza di eventi
spartiacque, che determinano una rottura della continuit storica; dallaltro lato il fatto che
di queste discontinuit i membri di un gruppo di et fanno esperienza in un particolare
momento formativo.
-ANALISI DI ABRAMS
PHILIP ABRAMS Il continuatore della prospettiva di Mannheim, egli approfondisce
laccezione storico sociale di generazione accostando il concetto di generazione e quello
di identit. Punto di partenza la convinzione che individualit e societ siano costruite
storicamente. Lidentit considerata lanello di congiunzione tra individuo e societ.
Per Abrams una generazione in senso sociologico il periodo di tempo durante il quale
si costruisce unidentit sulla base di un sistema stabile di significati e possibilit. Nuove
generazione creano nuove identit e nuove possibilit di azione. Le generazioni
sociologiche non si succedono perci sulla base di cadenze temporali riconoscibili. Tutta
la storia di molte societ tradizionali pu includere una sola generazione sociologica
Per Abrams come per Mannheim, linizio di una nuova generazione segnato da
discontinuit rilevanti, che rompono luniverso storico e istituzionale sin l dominante.
Generazioni e identit sociali, sono i processi di mutamento a produrre le une come le
altre.
DALLE GENERAZIONI ALLA COSCIENZA DI GENERAZIONE
Generazioni e Discendenza non sono sinonimi.
Il concetto di coscienza di generazione permette di mettere in relazione tempo biografico,
tempo storico e tempo sociale. Consente di introdurre la dimensione della riflessivit nello
studio delle dinamiche generazionali e dei processi di mutamento sociale. 2 principali
caratteri fondativi del concetto di coscienza di generazione: da un lato, il riferimento alla
storicit, dallaltro lo stretto legame con la dimensione dellesperienza.
Se le generazioni di per s contribuiscono a strutturare il tempo sociale, differenti
generazioni incarnano il passato, il presente e il futuro collettivi, la coscienza di
generazione permette di elaborare soggettivamente questo legame. Collocare se stessi
nel flusso delle generazioni significa non solo porsi in relazione con il tempo sociale, ma
inscrivere il proprio tempo di vita, la propria storia pi ampia, che la comprende.
La capacit della coscienza di generazione di favorire un contatto profondo con il tempo di
vita, un suo attraversamento critico che permette la crescita della consapevolezza di s
come soggetto separato e unico; la coscienza di generazione comporta una presa di
coscienza della vicinanza/lontananza rispetto alle altre generazioni familiari viventi (a
partire dai rapporti di discendenza)

ISABELLE BERTAUX-WIAME mette in luce lesistenza di una memoria lunga di cui i


componenti di una famiglia sarebbero involontari portatori, ricordi trasmessi dalle
generazioni precedenti e diventati parte integrante degli itinerari di pensiero di chi, pi o
meno coscientemente li assimila. La memoria familiare incarna la continuit tra le
generazioni (impedisce che vengano esaltate le diversit, salvaguardia lunit di gruppo)
La coscienza di generazione si configura come un potente strumento per trasformare le
differenze tra le generazioni nella base per lauto-riconoscimento
GENEALOGIE FEMMINILI
La coscienza di generazione presuppone il confronto con le generazioni precedenti, non
significa che essa si costruisca contro quelle generazioni, tende piuttosto ad assumere
rilievo lidea di genealogia, intesa come continuit di cambiamento.
Es:(narrazioni biografiche di 3 generazioni di donne calabresi: figlie, madri, nonne inizi
anni 90)
-LE NONNE: LA MATERNITA COME DESTINO
Obbligo matrimonio (tappa naturale) e relazione sessuale, questultima allinterno della
riproduzione. Centralit della famiglia nellesistenza femminile, ruolo minaccioso maschile,
auto-costrizione e rinuncia femminile.
-LE MADRI: FRA TRADIZIONE E MODERNITA
Le madri trasmettono alle figlie lesperienza di uninfelicit diffusa, a cosa hanno
rinunciato, alla socialit incentrata sui rapporti di vicinato senza poter godere delle nuove
forme di socialit legate ai processi di modernizzazione e urbanizzazione.
Donne nuove: per qualit e quantit dei desideri coltivati (pi che realizzati), sentimenti
interiori confusi, impotenza frustrazione, bisogno di autorealizzarsi, sessualit inizia a
essere legata al benessere fisico, relazione coniugale con dialogo e perde in parte i suoi
tratti minacciosi.
-LE FIGLIE: SOGGETTI DELLA PROPRIA STORIA
Le figlie hanno fatto dellautodeterminazione e della scelta aspetti irrinunciabili del loro
ideali dellIO. Donne interessate a conquistare uno spazio di vita anche esterno alla
famiglia, unidentit multipla, aperta al cambiamento. Fondamentale relazione col mondo
del lavoro retribuito, dellindipendenza economica e lautonomia. Si delineano le risorse
per laffermazione della propria differenza, ma anche i limiti che accompagnano lingresso
nel mondo della scelta: la solitudine e l0incertezza che la affiancano.
Le madri sono un punto di riferimento effettivamente centrale, ma rappresentano modelli di
vita improponibili. La debolezza delle madri rispetto alla sfera pubblica suona come monito
per le figlie, a non seguire le orme materne. Esse continuano a guardare al materno come
una forma si espressione non rinunciabile del proprio s, dallaltro lato prendono le
distanze dal tipo di biografia chiusa nel privato.
CONCLUSIONI
La relazione corporea impedisce alla genealogia di perdersi in un circuito temporale
astratto. Il riferimento alla genealogia implica un rimando specifico al tempo. Dando corpo
alla temporalit, essa materializza lappartenenza generazionale. La consapevolezza di s
diventa consapevolezza della propria collocazione in un tempo. La riflessione sulle
strutture normative che sono alla base della produzione di identit delle donne delle
generazioni precedenti consente di trasformare la genealogia in una risorsa per lazione.

-4. GENERE, ETA E GENERAZIONI NEL FARE SOCIOLOGIA


GENERE, ETA E GENERAZIONE NELLA TEORIA E RICERCA SOCIOLOGICA
il concetto di Genere costituisce una forma critica ai modi di pensare e dinterpretare
lapparenza di sesso e i rapporti col sesso, consente, di sviluppare un punto di vista critico
delle scienze sociali in rapporto ai temi quali le disuguaglianze, il potere

A lungo le donne erano sparite dallorizzonte dellanalisi dei fatti e delle relazioni sociali
nascoste dalla storia. In sede danalisi sociologica i contributi importanti non sono solo la
condizione della donna ma anche la revisione del concetto di lavoro. In economia ci si
interroga sulla posizione delle donne nel mercato del lavoro, ma anche sulla collocazione
della divisione sessuale del lavoro.
CARTA DIDENTITA: UN ESERCIZIO AUTORIFLESSIVO
Le scienze sociali hanno nei confronti del femminismo un grande debito intellettuale: in
quanto ha tolto dalla invisibilit unimportante dimensione sociale il genere e i rapporti di
genere.

-5. DONNE DI CONFINE. GENERE E INTERSOGGETTIVITA IN UNA


SOCIETA CHE CAMBIA
PREMESSA
BAUMAN scrive: il cittadino globale un soggetto segnato dallincertezza, su cosa sia
meglio fare in un mondo sovraffollato di possibilit.
La necessit di scegliere inevitabile, quotidiana e ripetuta. Il soggetto che vive nella
contemporaneit globalizzata dunque un soggetto in crisi. Tema importante che emerge
la responsabilit, nella sua duplice dimensione: individuale rispetto al mondo (rispondere
di), rispetto ai soggetti che lo popolano (rispetto a)
INTERSOGGETTIVITA E ALTERITA
Il soggetto moderno un soggetto che si espande nello spazio, che conquista, che fa
scoperte. Il senso dinsicurezza porta il soggetto ad accentuare la medesimezza,
lomogeneit, e ad attribuire la diversit allesterno.
IL MIGRANTE COME ALTRO EMBLEMATICO E LA DOPPIA ALTERITA DELLA DONNA
IMMIGRATA
In quanto persona fuori luogo, il migrante una figura insieme imbarazzante ed epocale.
Imbarazzante per il suo essere. Quella dello straniero, del migrante unidentit sospesa:
tra due mondi, quello di partenza e quello di destinazione; tra 2 regimi temporali, quello
ancorato al passato della tradizione e quello sul presente della tarda modernit; tra 2
culture, una che non pi, e una che non ancora. Non solo tra un dentro e fuori,
le tensioni possono essere presenti dentro lo stesso nucleo familiare. Lambivalenza
presente altres dentro al soggetto stesso, che vive lo spaesamento e sperimenta
lincertezza. La condizione di soggetti spaesati e incerti si manifesta in modo
particolarmente evidente. Le donne migranti vivono una doppia marginalit: come
migrante ( quindi non-persona) e come donna (e quindi sub-persona) ma da questa
doppia marginalit che scaturiscono le risorse per la donna. (RICOMPOSIZIONE DEL
MODNO= ricomposizione dellindividuo, creazione del Soggetto come capacit di
coniugare lazione strumentale con unidentit culturale comprendente le relazioni
interpersonali e la vita sessuale e affettiva, nonch la memoria collettiva e personale)
TRADUZIONE E DNEGOZIAZIONE
1 storia) Donna egiziana vive a Milano da 12 anni, sposata con musulmano, 4 figli e
lavoro mediatrice.
I RUOLI DI GENERE NELLE CULTURE TRADIZIONALI
La centralit del ruolo femminile nella trasmissione della cultura di origine, lei a
preoccuparsi delle forme di trasmissione delle competenze linguistiche dei principali
contenuti culturali legati al paese di provenienza. Evidente, quanto la donna non viva pi
nella sfera pubblica, non svolge unattivit lavorativa, non ha relazioni al di fuori del nucleo
familiare. Le donne restano prigioniere della dimensione tradizionale. In qualit di custodi
della tradizione. (Non un caso che le donne immigrate, pi che gli uomini, possiedano
spesso un basso grado di competenza linguistica del paese ospitante)

Componente maschile assume ruolo di traduttore rispetto al linguaggio e di selettore


rispetto allidentificazione degli elementi e dei fatti salienti della cultura ospitante.
PRENDERE LE DISTANZE
TOURAINE quando la comunit a fare da tramite tra limmigrato e la societ ospitante,
si riducono i traumi e le reazioni provocate dalle difficolt di integrazione, ma si rende pi
difficile lintegrazione stessa. La cultura dorigine non pi ci che media rispetto al
contesto, ma un repertorio dal quale attingere risorse per far fronte alla situazione
presente in una maniera pi ricca.
SCELTE IRREVERSIBILI: TRA MEMORIA E PROGETTO, OLTRE IL PRESENTE
ASSOLUTO
La dimensione iterativa: forma attraverso la quale il passato viene conservato e mantenuto
significativo per il presente, incorporando rituali, tradizione nelle routine quotidiane.
La dimensione proiettiva: i soggetti tendono a proiettare in un futuro utopico, il proprio
sogni di ritorno, formulandosi ipotesi che probabilmente paiono a loro stessi altamente
inverosimili.
Per quanto riguarda latteggiamento verso il passato, prevale la dimensione della memoria
su quella della storia. La memoria custodisce un repertorio fondamentale da cui attingere
le risorse per la costruzione delle traiettorie di azioni. Latteggiamento verso il presente
caratterizzato dalla capacit di muoversi tra repertori diversi, alla ricerca delle risorse pi
appropriate alle diverse situazioni.
IL PROCESO DI NEGOZIAZIONE TRA PUBBLICO E PRIVATO
1 livello di processo di negoziazione lappropriazione, consiste nellincorporazione del
materiale simbolico offerto dal contesto nel proprio universo di significati.
2 livello traduzione che consiste in una appropriazione e in una trasposizione del
materiale simbolico acquisito nei propri schemi di riferimento, con la disponibilit a
modificarli in parte.
Per tradurre devo innanzitutto riconoscere che la mia lingua e la mia cultura sono solo un
sistema tra molti, occorre che il traduttore accetti di prendere le distanze da s e di
lasciarsi scuotere dalla lingua altra.
SILVERSTONE distingue tra 2 forme di appropriazione: loggettivazione: che consiste
nella collocazione nello spazio degli artefatti di cui ci si appropria e il loro utilizzo per la
costruzione di un ambiente simbolico (maschile o femminile, adulto o infantile ecc) ;
lincoroporazione: che riguarda invece la dimensione temporale (tempi di uso, costruzione
di routine, rituali ecc).
3 e ultima dimensione la conversione che implica che il lavoro di appropriazione e
trasposizione operato dal soggetto sbocchi nella costruzione di significati spendibili
allesterno e abbia come esito una dimensione dialogica pubblica.
Uno dei problemi pi evidenti della comunicazione interculturale quello della mancanza
di una dimensione pubblica dei soggetti appartenenti ai diversi gruppi.
Sempre Silverstone , mediante la metafora del denaro, afferma che i significati che sono
convertibili hanno una dimensione pubblica; quelli esclusivamente personali e privati non
sono convertibili, non possono avere una rilevanza pubblica.
Da un lato la dimensione narrativa: raccontarsi serve per dare ordine alla propria
esperienza e presentarsi agli altri, chiedendo il loro riconoscimento; dallaltro, il racconto
ha una profonda funzione relazionale: le narrazioni non possono coesistere senza
influenzarsi a vicenda. Il racconto chiama in gioco tanto la dimensione intersoggettiva(si
racconta di qualcuno e a qualcuno) quanto quella temporale (il racconto parla del tempo e
parla nel tempo).
RICOEUR scambio di memorie: la memoria si intreccia con la narrazione che le d
forma e consente di rendere pubblica la capacit di conservare e richiamare il passato.

-6. MEDIA E IMMAGINARI FEMMINILI


Ci si interroga sullimmaginario riprodotto e veicolato dai media nella societ odierna,
tenendo in considerazione il punto di vista del giovane pubblico femminile.
Si parte dal presupposto che la dimensione immaginaria sia una componente
fondamentale della realt quotidiana.
Limmaginario: complesso di rappresentazioni individuali e collettive che vengono
formulate riguardo alla realt, che guidano e danno significato allagire quotidiano.
Limmaginario da considerarsi come una dimensione non separata, ma strettamente
intrecciata con quella reale.
Vi sono molteplici orizzonti immaginari femminili (a seconda dellet, del ceto, del livello
distruzione, della razza, delletnia) che si rapportano per a un macro-immaginario della
contemporaneit, costruito, alimentato e veicolato in larga misura dai media. I media
contribuiscono infatti a creare un immaginario collettivo diffondendo rappresentazioni
sociali delle donne e degli uomini, valori, modelli di comportamento e stili di vita che
segnano unepoca. I media contribuiscono a costruire la realt sociale nel senso che
riproducono fatti, situazioni e valori sociali che vanno a costituire orizzonti di significato a
cui fare riferimento. I media non sono uno specchio fedele della realt ma ri-produttori di
porzioni di realt incorniciate da punti di vista e interpretazioni.
Usi che i pubblico fa dei media: i contenuti mediali permettono molteplici esperienze
virtuali, stimolando la riflessione sui progetti futuri e divenendo un bacino in cui proiettare i
proprio sogni (linformazione sempre pi spettacolarizzata e la fiction sempre pi
realistica, fino alla commistione pi evidente di realt/finzione operata dai reality show. La
direzione dei media quella di imitare sempre di pi la realt)
LAMBIVALENZA DEI MODELLI FEMMINILI MEDIALI
I personaggi fittizi o reali che i media propongono possono divenire interlocutori virtuali con
cui confrontarsi. Quale immagine della femminilit viene attualmente costruita e diffusa
dai media? Parecchi stereotipi sono caduti a favore di una maggiore uguaglianza nella
rappresentazione dei sessi. Anni 70 2 immagini di donna: donna-oggetto e moglie-madrecasalinga. Anni 80 (beautiful, dynasty, dallas) affascinanti donne in carriera che sfidano il
potere maschile dimostrando la loro superiorit sugli uomini. Maggiore visibilit e
autorevolezza acquisita dalle giornaliste speaker dei telegiornali e dalle giornaliste inviate
di guerra, spot televisivi: donne mascolinizzate al volante. Nella produzione
cinematografica passiamo da: una donna in carriera, a Nikita. Queste e altre immagini
femminili sono sicuramente di forte impatto sul pubblico delle adolescenti e giovani donne,
contribuendo ad alimentare orizzonti immaginari di autoaffermazione. Si possono
riscontrare contraddizioni per: osservando i programmi tv dinformazione e dattualit, si
rileva la tendenza a ridurre la complessit della vita delle donne in immagini femminili
ancora piuttosto stereotipate e a compartimenti stagni. Emerge che la professionalit e
lintellettualit delle donne continuano a non essere valorizzate.
Tutti questi aspetti nel loro insieme ribadiscono forti disparit tra i sessi e smorzano una
prima impressione di superficiale uguaglianza, attestando in realt la lentezza da parte dei
media a riconoscere valore al genere femminile. Strereotipi: se dovessimo prendere
Limmagine di un corpo femminile fatto a pezzi si selezionano: gambe, seno e sedere.
Laspetto pi valorizzante per il genere femminile il mito della giovinezza che si associa
al mito della magrezza, una sorta di violenza simbolica degli uomini sulle donne, in
quanto inducono le donne, giudicandosi continuamente inadeguate rispetto ai canonici
bellezza correnti, tanto da ricorrere sempre pi frequentemente alla chirurgia estetica.
Da un lato i media veicolano modelli di donne che potenzialmente spingono il pubblico
femminile verso lemancipazione professionale, atteggiamenti e stili di vita simili a quelli
maschi; dallaltro per enfatizzano aspetti tradizionalmente associati al genere femminile,

come la bellezza, lamore, la seduzione il ruolo materno, lasciandosi intendere che sono
questi i veri e principali ambiti di realizzazione delle donne.
CONDIZIONAMENTI MEDIALI E ATTI DI RESISTENZA AL FEMMINILE
Lambivalenza dellimmagine femminile nei contenuti mediali pu provocare indecisione,
incertezza, disorientamento su che donna decidere di essere nelle giovani generazioni
femminili. (combattere tra modelli contraddittori)
Confrontarsi con i modelli femminili mediali costituisce un esercizio quotidiano, conscio o
inconscio; che serve a ridefinire continuamente come si e come si vorrebbe essere.
THOMPSON gli individui modellano e rimodellano il loro progetto di s ricorrendo
allesperienza mediata sempre pi spesso. La crescente disponibilit di esperienze
mediate crea cos nuove opportunit, nuove opzioni e nuove arene per la sperimentazione
del s. Il concetto di bricolage proviene dallantropologia (elaborato da Levi-strauss) e si
riferisce al processo di costruzione di elementi preesistenti.
Nelle fantasie delle bambine si riflette quellambivalenza riscontrata nei modelli femminili
proposti dai media (Bella casa, bei figli, bel marito, lavoro e no casalinga)
Effetti duplici derivati dallambivalenza dei modelli femminili nei contenuti mediali: spinta
verso la realizzazione lavorativa in nome della parit tra i sessi da un lato e dallaltro
tentazioni romantiche che viceversa rimandando a una concezione asimmetrica dei
rapporti tra uomini e donne. Le ragazze sono divise tra desiderio di sognare e
consapevolezza delle difficolt reali, tra condizionamenti mediali e atti di resistenza al
femminile, le giovani generazioni femminili si trovano ad affrontare una grande sfida:
quella di conciliare molteplici immagini di s.
RIFLESSIONI POST-GEDER VERSO UNA NUOVA IMMAGINE FEMMINILE
Nella societ odierna le giovani donne assumono contemporaneamente pi ruoli e
cercano di trovare nuove vie di realizzazione personale rispetto a quelle tradizionalmente
previste per il genere femminile. Gli scenari stanno progressivamente cambiando. (Es:
studi sustili di vita delle giovani donne italiane cattive, ribelli con lavori e comportamenti
fuori dagli schemi e contro il sistema: una bassista, una bisex, Esse rifiutano di essere
femminili, con tutto ci che questo tradizionalmente comporta, ed esprimono invece
lorgoglio di essere femmine , ovvero di essere pi sensibili, intuitive, cercando il
compromesso tra libert e tradizione: un giorno fanno il rafting e il giorno dopo la crostata
di mirtilli)

-7. TECNOLOGIE TRANS-SEXING CONSIDERAZIONI CLINICHE E


DISCORSIVE
INTRODUZIONE
La psicologia clinica e la psichiatria descrivono la transessualit come un disturbo
psicologico che si pu diagnosticare secondo criteri stabiliti da curare con mezzi ormonali,
chirurgici e a volte psicoterapeutici. Teorie opposte hanno descritto la transessualit come
unidentit da rispettare e valorizzare. Il significato che attribuiamo ad alcuni cambiamenti
del corpo di gran lunga pi importante dei cambiamenti materiali che si sono realmente
prodotti. Il cambiamento di sesso ha assunto proporzioni esagerate nellimmaginario
pubblico:le fantasie intorno a questo cambiamento oscurano la cruciale diversit e fluidit
di ci che esso pu significare.
TRANSESSUALE: si riferisce pi spesso a un processo di cambiamento di sesso che
comprende unalterazione chirurgica.
TRANSGENDER: si riferisce ai casi i cui lidentit di genere pu essere modificata senza
dovere necessariamente ricorrere a cambiamenti chirurgici.
QUELLO CHE SAPPIAMO SULLA TRANSESSUALITA

Es. di un trans Ami, per lui la riattribuzione chirurgica di sesso non cambia chi lui
dentro, ha sempre quella sensazione dentro di s che il linguaggio non pu esprimere
(non si pu cambiare dentro, pu cambiare il corpo che ti riveste)
ANNE BOLIN antropologa, critica il ruolo della professione medica nel costruire la
transessualit come un fenomeno psicologico e medico, i dottori e gli psichiatri si
configurano come maestri di cerimonia, orchestrando il rituale e decidono a chi
permesso partecipare, chi ha i requisiti necessari per un cambiamento di sesso, chi
veramente transessuale.
Ma dove provengono veramente questi desideri di cambiare sesso ?
CAMBIAMENTO DI SESSO E INCERTEZZA
Il significato che viene proposto in senso clinico per il cambiamento di sesso molto
diverso da quello che esso assume per alcuni trans. La spinta positivista verso la certezza
scientifica supera ogni tentativo di mettere in evidenza lincertezza insita in tutte le
formulazioni di genere. I trans che ricorrono alla chirurgia spesso non sono in grado di
discutere sentimenti di dubbio o di confusione in un contesto clinico, per paura di mettere
a rischio laccesso alle terapie. Il cambiamento di sesso pu essere inteso come
ladeguamento dellaspetto fisico esterno con il proprio vissuto di genere. Il presupposto
che il sesso sia unentit fisica esterna mentre il genere costituisca una dimensione interna
e psicologica, una parte del s.
Il cambiamento di sesso quindi, legittimato allinterno dellistituzione medica come un
aiuto ai transessuali per raggiungere una sana congruenza tra sesso e genere.
Bolin scrive:Essi legittimano le convinzioni sociali predominanti secondo le quali coloro
che sono donne devono avere una vagina. La riattribuzione chirurgica considerata il
momento magico del cambiamento di sesso . Myra un dirigente dazienda MaF
(maschio-femmina come Ami), i disagi legati al fatto che lidentit legale si fonda sullo
status chirurgico: la legge prevede che ci si debba sottoporre allintervento, altrimenti non
si pu cambiare il proprio genere. assurdo, si tratta solo di un antiquato postulato
medico. Sono loro che hanno inventato questa regola, non noi.
STARE AL GIOCO
La scarsa fiducia degli intervistati nei confronti di psicologi e medici sembra provenire da 3
fonti: 1 il paziente spesso conosce il problema meglio del medico, 2 le dure prove cui
sono sottoposte le persone trans per ottenere i servizi desiderati, 3 la presunzione che la
transessualit sia una questione psicologica.

-8. GAY, LESCBICHE E ALTRO. DIFFERENZE DI GENERE


NELLOMOSESSUALITA
INTRODUZIONE
Lomosessualit una condizione poco conosciuta e studiata, oggetto di forti stereotipi e
pregiudizi in cui condizioni ed esperienze molto diverse vengono assimilate in ununica
categoria.
Il modello di riferimento ancora quello maschile. Nei modi di vivere la sessualit, le
donne omosessuali appaiono pi simili alle donne eterosessuali che agli uomini
omosessuali.
DEFINIRE IL PROPRIO ORIENTAMENTO SESSUALE
Le donne sembrano pi aperte alle varie sfumature della bisessualit, negli uomini infatti a
una definizione di s come omosessuali corrisponde un generale rifiuto della bisessualit.
Abbiamo maggiore fluidit della sessualit femminile rispetto a quella maschile. Le donne
che si dichiarano bisessuali fanno riferimento al fatto che la propria attrazione e le proprie
esperienze sessuali non sono orientate in primo luogo dal sesso del pater, ma dal
coinvolgimento emotivo sperimentato o immaginato. Limmagine dellomosessualit come
destino(perch non posso essere altro) viene pi fortemente richiamata dagli uomini,

mentre tra le donne si ritrova in modo pi chiaro e frequente il riferimento allomosessualit


come scelta.
IL PROCESSO DI SCOPERTA
La formazione dellidentit omosessuale stata spesso descritta come un processo per
fasi, scandite da eventi importanti: la prima attrazione sessuale verso lo stesso sesso, la
prima confidenza, la definizione di s come omosessuale, il primo rapporto sessuale con
una persona dello stesso sesso. Per le donne le sequenze di eventi appaiono spesso
molto diverse. Le esperienze sessuali etero avvengono mediamente a unet pi giovane
rispetto a quelle omo.
LE RELAZIONI SESSUALI E AFFETTIVE
Le differenze tra come uomini e donne percepiscono le relazioni sessuali e affettive non
riguardano solo i momenti iniziali di definizione del proprio orientamento sessuale, ma si
ritrovano nella loro intera biografia.
1 differenza riguarda il posto assegnato al rapporto sessuale. Nelle relazioni maschili,
tende frequentemente a segnare linizio di una relazione o a essere vissuto
separatamente, come incontro occasionale e impersonale: distinzione tra relazioni stabili e
occasionali.
Per le donne il rapporto sessuale appare invece pi legato, e subordinato, alla costruzione
di una relazione affettiva, o comunque a una conoscenza, per quanto breve della pater.
Relazione stabile in media 2 mesi per uomo omo e 10 mesi per donna omo.
Anche rispetto ai luoghi e modalit di conoscenza dei pater emergono tra uomini e donne
forti differenze. Vita sociale maschile si svolge soprattutto negli spazi pubblici (locali gay) ,
mentre quella femminile in quelli privati (casa di amici, lavoro, scuola o universit).
VIVERE IN COPPIA
Le coppie conviventi si presentano indicando un alto grado di simmetria nel potere
decisionale, nella distribuzione di compiti e responsabilit, cos come un forte grado di
interscambiabilit dei ruoli nel rapporto sessuale.
ALLA RICERCA DI INTERPRETAZIONI
La sessualit maschile caratterizzata da maggiore centralit della sessualit genitale,
per le donne invece maggiore importanza al coinvolgimento emotivo. Questo implica che
per molti aspetti, i modi di intendere la sessualit delle donne omo appaiano pi simili a
quelli delle donne etero che a quelli degli uomini omo. Le espressioni della sessualit tra
donne, in quanto non includono il vero atto sessuale, cio la penetrazione genitale, sono
meno facilmente riconosciute come violazione della norma eterosessuale. Le donne
possono pi facilmente mostrare segni daffetto in pubblico senza che questo provochi
reazioni negative (tenersi per mano praticato per la maggioranza da donne e solo il 23%
uomini). La maschilit omosessuale si stabilizzata come alternativa pubblica alla
maschilit egemone, una minore stigmatizzazione delle relazioni tra donne pu
corrispondere a un loro minore riconoscimento pubblico.

-9. MASCHILITA E OMOFOBIA. PAURA, VERGOGNA E SILENZIO NELLA


COSTRUZIONE DELLIDENTITA DI GENERE
Si intender la maschilit come un insieme di significati in costante mutamento. La
maschilit non n statica n senza tempo, storica, una costruzione sociale, creata
dalla cultura. I nostri comportamenti non dipendono soltanto dalla nostra natura umana.
MASCHILITA E RAPPORTI DI POTERE
La definizione egemone di maschilit si riferisce a un uomo che vive nel potere, con il
potere, insomma un uomo di potere. Essere virili significa essere forti, avere successo,
essere capaci, affidabili, dominanti.
ROBERT BRANNON: ha riassunto la maschilit:
1. Non fare la femminuccia! aka niente che ricordi la femminilit

2. Nella vita devi avere successo


3. Sii saldo come una roccia aka restare calmi e mostrarsi affidabili nei momenti di
crisi
4. Da loro del filo da torcere! aka sii audace e aggressivo.
LA MASCHILITA COME FUGA DAL FEMMINILE
Sotto il profilo storico ed evolutivo la maschilit stata definita come rifiuto della
femminilit, un vero e proprio ripudio delle caratteristiche femminili. La maschilit acquisita
deve essere continuamente dimostrata nel corso della vita. Freud ha identificato lorigine
del sessismo, la svalutazione della donna, nello sforzo disperato che il bambino compie
per separarsi della madre. In ambiente scolastico il ragazzo con atteggiamenti da bullo
infatti, profondamente insicuro della propria maschilit, tanto da doverla continuamente
mettere alla prova.
LA MASCHILITA COME LEGGE OMOSOCIALE
Ci di cui gli uomini hanno bisogno lapprovazione di altri uomini. una
rappresentazione omosociale. Noi ci sottoponiamo a dure prove, compiamo gesta eroiche,
ci assumiamo enormi rischi, unicamente perch vogliamo che altri uomini approvino la
nostra maschilit.
MASHCILITA E OMOFOBIA
Se la maschilit una rappresentazione mosociale, il sentimento che predomina la
paura. (necessit di dover provare ai loro simili e a se stessi che non sono effeminati o
omosessuali. Ogni attivit, ogni occupazione ritenuta femminile diventa per un uomo
estremamente sospetta) Il padre il primo uomo a giudicare la maschilit del bambino.
Ci che chiamiamo maschilit non altro che la barriera frapposta a questa scoperta, un
insieme di attivit frenetiche che fanno si che gli altri non vedano dentro di noi, uno sforzo
convulso di tenere a bada le nostre paure inconsce. questo, dunque, il grande segreto
della maschilit americana: gli uomini hanno paura degli altri uomini. Lomofobia trae
origine dal timore che altri uomini possano smascherarci, mettere in discussione la
nostra maschilit. Il timore di essere considerati effeminati domina le definizioni culturali di
maschilit. Da ragazzi impariamo a considerare i nostri compagni come una sorta di
polizia di genere, che minaccia costantemente di smascherarci e di rivelare il nostro lato
femminili. Lo sforzo che si compie per conservare lapparenza della propria maschilit
riguarda tutti gli aspetti della vita: abbigliamento, il modo di parlare, di camminare, di
mangiare.
OMOFOBIA, SESSISMO E RAZZISMO
Lomofobia profondamente legata sia al sessismo che al razzismo. Le donne e gli uomini
gay diventano laltro contro il quale gli uomini eterosessuali proiettano la loro identit,
sopprimendolo, gli uomini possono rivendicare la propria maschilit. Verso la fine del
secolo, anche i nuovi immigrati europeiandarono ad aggiungersi alla lista dei finti uomini,
specialmente gli irlandesi e gli italiani, considerati troppo passionali ed emotivamente
volubili per identificarsi con la solida quercia americana.
POTERE E MANCA DI POTERE NELLA VITA DEGLI UOMINI
Lomofobia la caratteristica essenziale della definizione dominante di maschilit in
America. Maschilit equivale a potere, nei confronti delle donne, di altri uomini.
Questa definizione di maschilit come impulso al potere stata elaborata dalle donne e
rappresenta lesperienza femminile della maschilit, ma la corrispondenza tra pubblico e
privato che essa individua non conforme al vissuto maschile. Relazione tra uomini, tra
uomini che impartiscono ordini ad altri uomini. Esclusione e fuga sono stati i sistemi pi
utilizzati dagli uomini americani per tenere sotto controllo le loro paure. La maschilit si
trasformata in un test spietato, attraverso il quale noi uomini dobbiamo continuamente
dimostrare agli altri uomini, alle donne e anche a noi stessi di essere in grado di recitare la
parte con successo

-10. MASCHILITA E MUTAMENTO NELLITALIA CONTEMPORANEA


Fine 800 e anni 50/60 del 900, 2 periodi accomunati da intense e rapide trasformazioni
socio-economiche e culturali, riassunte sotto il termine di modernizzazione.
UNIPOTESI DI PERIODIZZAZIONE
In ognuna delle 2 fasi si prodotta unintensificazione di processi di trasformazione
complessi. Da un lato intense dinamiche di modernizzazione industrializzazione
accelerata, urbanizzazione, movimenti migratori, crescita del ceto medio, aumento dei
consumi, innovazioni tecnologiche; dallaltra parte sono stati una stagione di avanzata
civile, sociale e politica delle donne. Questi due fenomeni hanno avuto ripercussioni
particolarmente profonde sul sistema della maschilit.
NOVECENTO
Per la maggior parte degli uomini, ad esempio, il voto alle donne avrebbe spalancato le
porte della catastrofe. Al tracollo della virilit della nazione, lingresso delle donne nelle
professioni (avvocatura, magistratura, medicina) avrebbero ridotto quei templi della
ragione maschile a ignobili pollai. A partire dagli anni dell800 giunse alla ribalta una
questione femminile e si lev anche una voce maschile del disagio, della denuncia. Si
sentirono allora per la prima volta discorsi che sarebbero tornati decenni seguenti:
ovunque, tra 8 e 900, fioccarono le cassandre letterarie e pubblicistiche dellumanit
guastata da se stessa, delle citt tentacolari e infette, di una societ overcivilized e quindi
sempre pi lontana dalla sobriet, dalla saggezza e dalla patriarcale serenit delle
generazioni precedenti. questo il periodo dello sviluppo in tutta Europa dei veri e propri
movimenti femministi, e le rivendicazioni di diritti civili e politiche delle donne. per la prima
volta a memoria duomo si metteva in discussione legemoni del maschio sulla vita politica
e sulle scelte che governano la societ. NellEuropa occidentale e negli Stati Uniti si
diffuse, a cavallo del secolo, una vera e propria ossessione per la presunta
femminilizzazione della societ e degli stessi uomini. La crescita nellet giolittiana di
orientamenti nazionalisti e bellicisti presso lopinione pubblica- in prevalenza, ovviamente,
maschile- pu essere letta anche come una possibile via duscita, dalla crisi di fine secolo
della maschilit. Il fascismo dal punto di vista dellequilibrio di potere fra i generi, si
preoccup con particolare solerzia di rimettere le cose al loro naturale posto: e la
costruzione di una maschia identit italica. D proteggere gli uomini, ma anche le donne,
dalle correnti modernizzanti che nelle altre capitali europee continuavano a indebolire
limmagine tradizionale della maschilit.
GLI ANNI 60
Gli uomini immigrati nelle capitali del benessere si lasciavano alle spalle rapidamente
abitudini e modelli di riferimento tradizionali, che nel contesto di unascesa sociale alla
portata di tutti si configuravano sempre pi come i contrassegni della cupa miseria di
sempre.
GIORGIO BOCCA 1963 disse: Nella civilt dei consumi luniverso del confort appare
affidato alle donne, sono esse a decidere gli acquisti e i primi a esserne persuasi sono i
venditori, prova ne sia che la pubblicit va ai giornali femminili nella misure del 70%, pi
del doppio di quanta ne vada nei giornali maschili-femminili
La messa in crisi della configurazione patriarcale del rapporto triangolare donne-uominimercato rappresent dunque uno dei principali colpi assestati dalla modernizzazione
neocapitalista del miracolo economico allidentit maschile tradizionale.
ANTHONY ROTUNDO scrive:Luguaglianza femminile si presentava come una
minaccia perch gli stessi uomini avevano contato sulle donne non solo per badare alla
casa, ma anche per mascherar le ambivalenze interne alla virilit
Nel 1963 una sociologa torinese: Lidea che la donna eletta per tradizione a custode delle
mura domestiche possa materialmente uscirne, si accompagna spesso a una visione di

rovina, quasi la continuit di quella presenza fosse lunico elemento su cui fare
affidamento per garantirne la saldezza. stato anche ipotizzato che la parit di
retribuzione, e di status, fra i coniugi possa essere causa di instabilit dei matrimoni.
CONSIDERAZIONI FINALI
Una prima grande crisi della maschilit labbiamo in coincidenza non casuale con certe
dinamiche di modernizzazione della societ italiana di fine 800, e una seconda grande
crisi, quasi un secolo dopo , in relazione a quella che potremmo definire una seconda
ondata di dinamiche di modernizzazione

-11. LIDENTITA IN QUESTIONE. LOMOSESSUALITA DA FOUCALT


ALLA QUEER THEORY
FOUCAULT E LA MODERNA INVENZIONE DELLOMOSESSUALITA
SULLIDENTITA
Lomosessualit si definisce per differenza del paradigma eterosessuale, e dal momento
che rappresenta nell0immaginario collettivo una deviazione della normalit, necessita di
giustificazioni.
Un eterosessuale presentandosi, poniamo a una cerchia di conoscenti non deve
dichiarare la propria identit sessuale, la quale si da per scontata. Lomosessuale non
necessiterebbe di accettazione se fosse considerata naturale. Il sociologo francese
BORDIEU riconduce la violenza simbolica, ad atti collettivi di categorizzazione: gli
omosessuali divengono in tal modo portatori di una stimmate che, a differenza del colore
della pelle, pu essere nascosta o dichiarata.
LA SESSUALITA SEDCONDO FOUCAULT
FOUCAULT indica convenzionalmente nel 1870 come data per lemergere dei discorsi
medici di una figura nuova, quella dellomosessuale. Prima esistevano comportamenti
sessuali tra persone dello stesso sesso, ma non soggetti riconoscibili in virt di unidentit
riconducibili a quei comportamenti. cosa nota, ad esempio, che nel mondo greco e
romano gli uomini potevano scegliere di amare indifferentemente donne ma anche altri
uomini, in un contesto culturale nel quale il criterio distintivo tra rapporti sessuali leciti o
riprovevoli non si giocava sullasse eterosessuale/omosessuale, quanto su quello della
passivit/attivit. Lassunzione di un ruolo sessuale passivo da parte di un uomo adulto era
considerato contro natura, ma biasimo sociale ricadeva sulla illiceit del comportamento.
Un nodo teorico centrale del pensiero di Foucault individuabile nellidentificazione della
nascita della omosessualit in termini di costruzione sociale. Secondo questa ipotesi,
lomosessualit costituirebbe non tanto la scoperta di una preesistente identit sessuale,
quanto piuttosto, linvenzione moderna di unidentit nuova.
Un nodo cruciale del suo pensiero che la sessualit lungi dallessere una componente
naturale della vita umana, una categoria dellesperienza che fonda le proprie origini nella
storia, nella societ, nella cultura, piuttosto che nella biologia. La sessualit una
costruzione sociale i cui significati devono essere rintracciati nel contesto socio-culturale di
riferimento. Se la sessualit uninvenzione, il frutto di convenzioni implicitamente
condivise, ne consegue che anche i significati attribuiti allomoerotismo dipendono dal
contesto culturale nel quale si sviluppano.
LA CARATTERIZZAZIONE DI GENERE DEI DISCORSI SULLA SESSUALITA
Per millenni lomosessualit femminile stata trascurata. Dopo Saffo ci rimangono
pochissimi documenti relativi alle lesbiche. Dal SVI secolo le donne lasciavano casa,
fingevano di essere uomini, sposavano altre donne, interessante che qualora fossero
scoperte venivano condannate a morte mentre le loro mogli, le partner femminili venivano
risparmiate (condannate e punite solo chi aveva violate le norme relative allappartenenza
di genere). Lattenzione cos si sposta sulla violazione delle norme di comportamento e dei
ruoli di genere; la partner femminile di una lesbica mascolina non violava i confini di

genere. A tuttoggi nella letteratura sia italiana sia straniera, il termine omosessuale
spesso implicitamente utilizzato come sinonimo di omosessualit maschile (quella
femminile percepita come meno problematica). Secondo alcuni autori, la minore
considerazione dellomosessualit femminile deriverebbe dalla collocazione deprivilegiata
delle donne nei rapporti di dominio, dal fatto che i minati sono, per definizione, meno degni
di interesse e quindi anche di disprezzo.
OMOSESSUALITA, LESBICA O GAY, ANZI QUEER
LA PROBLEMATIZZAZIONE DELLIDENTITA
Linsoddisfazione di coloro che non si sentono rappresentati dalle identit gay e lesbica
costituisce un primo attacco alle potenzialit indentificatorie di tali categorie, mettendone in
discussione la stessa efficacia di azione politica. Lhiv , nellimmaginario collettivo, la
malattia dei gay, una malattia di cui ci si vergogna perch indissolubile dal concetto di
colpa.
Parola QUEER reclamata per designare nuove identit politiche. Il sapere QUEER muove
da una critica alla soggettivit allidentit individuale e/o collettiva ponendo lattenzione
alla formazione discorsiva delle diverse categorie connesse alla sessualit, subisce
linfluenza degli scritti di Foucault e del suo modo di concettualizzare la sessualit come
categoria culturale. QUEER non semplicemente la versione pi recente di un concetto
che fa riferimento allomoerotismo, introdotto negli anni 90 , QUEER una nuova
prospettiva dalla quale osservare e pensare lidentit, la sessualit, il genere.
Doppia accezione:
1. autoidentificazione in un insieme di figure sessuali culturalmente marginali,
2. modello teoretico che si presenta come la pi recente trasformazione istituzionale
dei gay and lesbian studies
La queer theory. Ci che caratterizza il pensiero queer la sua indeterminatezza
definitoria e la sua elasticit. Il concetto di QUEER non pu che essere ambiguo,
sfuggente, impossibile da definire, una zona di possibilit.
Queer mette in discussione i modi convenzionali di pensare le identit sessuali; indica una
negoziazione dellidentit come qualcosa di fisso, coerente e naturale, lidentit di tutti
coloro la cui identificazione sessuale devia da ci che considerato normale.
Di conseguenza, la strategia vincente per legittimare la soggettivit dei gay lesbiche la
decostruzione dei modelli normativi di genere, mentre la naturalizzazione del desiderio
verso lo stesso sesso, tattica usualmente adottata dai movimenti gay e lesbici, non fa altro
che rafforzare lordine simbolico.
REAZIONI AL PENSIERO
Il pensiero queer, sfumando allestremo il concetto di identit, spinge a una sorta di
quietismo politico, appare troppo idealista e naive per essere politicamente efficace. una
reazione forte anche da parte di alcuni degli attivisti dei movimenti gay e lesbici, le cui
battaglie politiche si trovano ridotte, nel pensiero queer, a meccanismi di assimilazione e
complicit con la struttura del potere. Il rischio anche quello di un senso di perdita in
termini di appartenenza. La queer theory accusata di essere una teoria elitaria e
inaccessibile, un virtuosismo snob di intellettuali privilegiate/i che possono permettersi il
lusso di teorizzare senza mai immergersi realmente nella realt
CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE
sul finire dell800 che nasce il Loro, e si comincia a parlare di soggetti omosessuali, sui
quali ricade il biasimo sociale. Il Noi nascer solo molti decenni dopo, quasi un secolo, con
il formarsi del movimenti gay e lesbici. Verso gli anni 90, quel Noi gridato con orgoglio dai
movimenti, si indebolisce per crisi dellaids e le critiche da parte di coloro che prediligono
sessualit non-normative. in questa delicata fase che prende forma il termine queer
(come identit contro, queer come identit di chi non si riconosce nei Noi a disposizione)