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Dalle monarchie locali allo stato moderno:

La creazione di alcuni stati in Europa durò dal 1474 al XIX secolo, ma fu nei decenni
intorno al 1500 che avvenne il passaggio dalle monarchie medioevali agli stati moderni.
Machiavelli, nella sua opera maggiore (il principe), descrive l’autonomia della politica
rispetto all’etica e alla religione e analizza i mezzi di cui i principi del suo tempo di
servivano: l’astuzia, l’inganno, lo spergiuro e la violenza. Ma in realtà la base del potere
di ogni principe era la sua capacità di costruire delle solide strutture.

Il monopolio statale della giustizia

I principi del XV secolo potevano far poco nel campo del diritto canonico (di cui si
occupava la chiesa) e in quello riguardante le tradizioni come ad esempio il problema
dell’eredità; ma essi nel campo del diritto penale pretendevano il pieno monopolio e
questo fu uno dei passi maggiori verso l’affermazione dello stato moderno. Ma per
ottenere il monopolio dovevano avere il controllo sia sull’altra giustizia (reati gravi e
pena di morte) sia su quella bassa (crimini meno importanti) e il pieno controllo sulla
bassa giustizia i principi lo ottennero dopo un lungo periodo di tempo

Il sistema delle finanze pubbliche

Le risorse finanziare dei principi erano date principalmente dai grandi patrimoni
terrieri ereditati o conquistati e dalle imposte indirette che venivano fatte pagare ai
mercanti. Delle volte i principi richiedevano alle assemblee cittadine degli aiuti
finanziari ma questi tipi di aiuti dovevano essere riscossi attraverso degli agenti del
fisco e questo genere di operazione era troppo costosa e veniva praticata raramente.:
più spesso i principi chiedevano dei prestiti alle banche di mercanti stranieri. Inoltre
con la nascita dello stato moderno vi fu un aumento delle spese per le guerre in quanto
non essendoci più i rapporti di vassallaggio i principi per difendersi dovevano utilizzare
i mercenari che comportavano delle ingenti spese. Per far fronte a queste spese
c’erano tre modi che il principe poteva utilizzare:
1. la manipolazione monetaria: clonazione fraudolenta di monete più leggere e con
una lega minore per pagare i debiti
2. introduzione di nuove imposte
3. rivolgersi ai mercanti e alle banche straniere come aveva fatto il re
d’Inghilterra facendo poi fallire i Bardi e Peruzzi del 1342-1346
la scelta che veniva fatta più spesso era quella di introdurre nuove imposte, queste
potevano essere di due tipi: imposte indirette ed imposte dirette:
• le imposte indirette erano le più efficaci, colpivano i beni di prima
necessità e venivano scaricate sui mercanti e successivamente sui sudditi
a causa dell’aumento del prezzo dei prodotti da parte dei mercanti
• le imposte dirette invece erano delle taglie che ogni famiglia doveva
pagare, esse divennero regolari in Francia a partire dal 1370 e finirono
per togliere all’assemblea degli ordini ogni tipo di potere fiscale

La riforma dell’esercito

Fino al XIII secolo le battaglie erano discontinue e male


organizzate mentre con lo stato moderno ci fu un totale
cambiamento. Infatti i re preferivano eserciti di mercenari o di
coscritti e inoltre ci furono nuove tecnologie in campo bellico
come ad esempio la polvere da sparo e i cannoni. I cannoni
crearono gravi problemi per il loro peso che non ne permetteva un
facile trasporto. Ci furono anche vari cambiamenti negli schemi di
battaglia e si affermarono nuove classi di combattenti come ad
esempio l’artiglieria da campo e l’artiglieria d’assedio. Nonostante
tutte queste riforme però rimase un punto fisso l’affermarsi
dell’aristocrazia in campo militare, infatti gli aristocratici
continuarono ad essere a capo degli eserciti per un lungo periodo.

Un nuovo ceto sociale: gli ufficiali del re

Gli ufficiali erano dei funzionari pubblici che, in nome del re, amministravano i beni del
re, presiedevano i tribunali, mantenevano l’ordine nelle province e raccoglievano le
imposte rendendo così possibile il funzionamento dello stato. Questi acquisirono molta
importanza soprattutto in Francia, essi infatti facevano parte del parlamento di Parigi
e avevano il compito di registrare gli atti del re e verificarne la legittimità. Lo stato
del XV secolo si era avvicinato sempre maggiormente verso la modernità ma per molti
aspetti si trovava però a metà strada fra il vecchio e il nuovo. Nonostante la
qualificazione dei funzionari della giurisdizione o della finanza queste cariche
tendevano a diventare dei possessi di famiglia trasmissibili ereditariamente o
addirittura queste cariche (come avveniva spesso in Francia) venivano vendute e
acquistate come degli oggetti.