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LA CAPRA NON NEL RECIPIENTE

di Valentina Daniele
(pubblicato in Strade Magazine)

Nel bel libro Lultimo comunista di Matthias Frings (pubblicato nel 2012 da Voland nella
traduzione di Chiara Marmugi) lautore racconta dello stato di ansia in cui si trovava allinizio
della stesura del suo secondo libro, Anni di fuoco, scritto nel 1983 con Elmar Kraushaar.
Lansia era dovuta al fatto che il tema del libro era ladolescenza e Frings temeva di non
essere in grado di scrivere non sulladolescenza, ma per gli adolescenti.
Anche per un traduttore la frase Ho una traduzione da proporti, si tratta di un romanzo per
ragazzi di ambientazione scolastica solitamente seguita da una decina di minuti di
sconforto.
Come scrive Simona Mambrini in un bellarticolo sul numero 96 di LiBer: La traduzione per
ragazzi pi target oriented che source-oriented, ossia tende, in linea di massima, ad
avvicinare il testo al lettore e quindi smussare ogni estraneit o elemento di potenziale
incomprensione della cultura di partenza 1.
Si tratta di una sintesi perfetta di ci che le case editrici chiedono ai traduttori di libri per
ragazzi. Se per i libri rivolti allinfanzia il traduttore viene invitato a esprimere tutta la sua
creativit nella resa di rime, filastrocche e giochi linguistici, appena let dei lettori sale pare
che lesigenza sia, al contrario, quella di normalizzare il pi possibile.
come se, per non perdere lattenzione dei lettori pi giovani, si cercasse di adeguarsi a un
linguaggio che noi adulti percepiamo come semplice e immediato e che non ci sentiamo
sempre in grado di riprodurre.
Questo tipo di traduzione pone pi di un problema: il primo, il pi pressante, quello di
rendere il gergo giovanile senza cadere nei regionalismi. Al traduttore allora tornano in
mente di colpo tutte le battute e i modi di dire di quei tempi, incomprensibili a chiunque
avesse pi di quindici anni, a chiunque non fosse nativo di quella citt, di quel quartiere o
addirittura a chi non fosse iscritto a quella scuola. La negoziazione che alla base del lavoro
di traduzione in questo caso sembra pi ardua del solito.
Per, per lappunto, sembra, perch qui entra in gioco una delle competenze fondamentali
richieste a chi traduce letteratura per ragazzi: in mancanza di un gergo standard comune a
tutti i lettori in quella fascia det, il traduttore raggiunger come al solito un compromesso,
attingendo al patrimonio culturale comune a tutti gli adolescenti, a partire da tutti quegli
elementi del testo che permettono al lettore laggancio con la propria realt: riferimenti
allattualit, ad altri libri, a film, programmi televisivi eccetera. Nessun adolescente si aspetta
di sentir parlare i personaggi di quel libro esattamente come lui: quello che si aspetta di
riconoscerli, di capirli al volo comunque.

Altro ostacolo, a volte imprevedibile, al lavoro del traduttore sul linguaggio adolescenziale
lopposizione di alcuni editori alluso di termini volgari, anche se gli autori li utilizzano
generosamente. Sappiamo che il nostro quello strano paese in cui si mandano in onda
fanciulle seminude in fascia protetta ma poi si scrive indignati alla redazione di Salani
perch Hagrid, il guardiacaccia della scuola di magia frequentata da Harry Potter, parla
senza usare il congiuntivo. Quindi capita anche che un traduttore si senta dire che no, anche
se nel testo abbondano parolacce e aperti riferimenti sessuali, occorre smussare gli angoli.
Al di l di qualunque considerazione sulla censura, questo tipo di imposizione crea non
pochi problemi. Davanti a una ragazzina inglese che definisce una coetanea slut, cercare
un traducente che non sia volgare ma che non sembri uscito da una rivista femminile degli
anni cinquanta pu essere unimpresa non indifferente. Un termine percepito come troppo
alto dove invece doveva esserci una volgarit avr inevitabilmente un effetto straniante sul
lettore, che dal canto suo sa esattamente cosa avrebbe detto in quel caso.
(Per la cronaca, il Ragazzini riporta tra le possibili traduzioni di slut, oltre allovvio puttana
anche sciattona, donnaccia, sgualdrina, sfacciatella. Quale dei nostri figli o nipoti
adolescenti non usa questi termini?)
Naturalmente tutte queste considerazioni di norma non si applicano al fantastico, al fantasy,
allurban fantasy e a tutte le sue declinazioni, sempre molto gradite dal pubblico degli young
adults e che di solito non presentano particolari problemi nella resa del registro linguistico. Il
che dimostra, tra laltro, che gli adolescenti non leggono cercando necessariamente la
propria immagine riflessa.
In conclusione, come aveva risolto Matthias Frings il suo problema di registro linguistico?
Allora mi venne in mente unantica storia buddista, che probabilmente non era n antica n
buddista. Un gruppo di giovani monaci deve risolvere un problema: in un grosso recipiente
di vetro con un buco stretto per laria c una capra. I novizi meditano: come tirare fuori la
capra dal vetro senza romperlo? Nessuno riesce a trovare la soluzione, finch non tocca
allultimo monaco, che se ne esce con una frase geniale: La capra non nel recipiente! []
La questione della pubert si risolveva negando semplicemente il problema linguistico [] se
evitavamo di arruffianarci i lettori, la cosa poteva persino funzionare 2.
Ecco un autore che sa parlare al cuore del lettori. E dei traduttori.
1Simona Mambrini, Non un gioco da ragazzi, in Liber n. 96, ottobre-dicembre 2012, pp. 42-43
2Matthias Frings, Lultimo comunista, trad. di Chiara Marmugi, Voland, Roma 2012