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Il bacino idrografico

Bacino Idrografico - Watershed


Si definisce BACINO IDROGRAFICO relativo ad una sezione di un corso
dacqua (sezione di chiusura) la porzione di territorio che raccoglie tutte le
acque che defluiscono attraverso la sezione.
Il bacino idrografico superficiale delimitato dallo spartiacque topografico.
Analogamente, per il bacino idrografico
sotterraneo si definisce una linea di
spartiacque sotterraneo o freatico.
Appare evidente che il bacino idrografico
superficiale e quello sotterraneo non
necessariamente coincidono, e che molto
pi agevole la determinazione del bacino
relativo allo scorrimento superficiale.

P(t)

Q(t)

Il Bacino Idrografico - Watershed

La legge 18 maggio 1989, n 183 "Norme per il riassetto organizzativo e


funzionale della difesa del suolo" definisce invece allart. 1 il bacino
idrografico:
"il territorio dal quale le acque pluviali o di fusione delle nevi e dei
ghiacciai, defluendo in superficie, si raccolgono in un determinato corso
dacqua direttamente o a mezzo di affluenti, nonch il territorio che pu
essere allagato dalle acque del medesimo corso dacqua, ivi compresi i
suoi rami terminali con le foci in mare ed il litorale marittimo
prospiciente; qualora un territorio possa essere allagato dalle acque di pi
corsi dacqua, esso si intende ricadente nel bacino idrografico il cui
bacino imbrifero montano ha la superficie maggiore"

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Limiti del bacino idrografico

Lo
spartiacque
topografico
rappresenta fisicamente una linea
di displuvio.

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Limiti del bacino idrografico
Lo spartiacque topografico, essendo
nei fatti una linea di displuvio, corre
ortogonalmente alle linee isoipse.
Lo spartiacque topografico, essendo
nei fatti una linea di displuvio,
interseca le linee isoipse in
corrispondenza dei punti di massima
curvatura, laddove la concavit di una
curva sia rivolta verso unaltra curva a
cui compete quota superiore.

Il Bacino Idrografico - Watershed


Limiti del bacino idrografico
Il bacino idrografico superficiale delimitato dallo spartiacque topografico.
Analogamente, per il bacino idrografico sotterraneo si definisce una linea di
spartiacque sotterraneo o freatico.
I due bacini di solito non coincidono, soprattutto nel caso di piccoli bacini.
Lindividuazione dello spartiacque topografico di solito abbastanza agevole su
una carta, in opportuna scala, dove siano indicate le linee isoipse.
Non altrettanto agevole invece lindividuazione dello spartiacque sotterraneo:
la delimitazione del bacino sotterraneo si fa attraverso dettagliate indagini
idrogeologiche che consentano di ricostruire il movimento delle acque
sotterranee.

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La rete idrografica (o reticolo
idrografico) linsieme degli alvei
entro i quali scorre lacqua in
superficie.

Bacino del Fiume Tagliamento a Pinzano

Bacino del Torrente Rabbies

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Caratterizzazione di un Bacino Idrografico
Le caratteristiche di un bacino idrografico riguardano:
Caratteristiche morfologiche (o morfometriche o topografiche)
Caratteristiche geologiche
Caratteristiche della vegetazione
Le prime hanno effetti su sullo scorrimento superficiale, sullerosione dei
versanti, sul trasporto di sedimenti, sullinfiltrazione.
Le seconde condizionano lerosione, il trasporto di sedimenti, linfiltrazione e
lo scorrimento sotterraneo.
Le terze influiscono sulle perdite del bacino (intercezione,
evapotraspirazione, infiltrazione), nonch sullo scorrimento superficiale e
sullerosione.

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Morfologia del Bacino Idrografico
La morfologia del bacino ha effetti sullo scorrimento superficiale,
sullerosione dei versanti, sul trasporto di sedimenti.
Numerosi parametri compatti sono stati definiti per quantificare la
morfologia del bacino, in termini di dimensioni planimetriche, forma, rilievo,
pendenze, organizzazione della rete idrografica, tempo di percorrenza della
rete da parte dellacqua che vi scorre.

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Morfologia del Bacino Idrografico
Parametri connessi alle dimensioni planimetriche del bacino:
Area, A
Perimetro, P
Lunghezza dellasta fluviale principale, L, misurata dallo spartiacque fino
alla sezione di chiusura
Lindividuazione dellasta fluviale principale non sempre ovvia: ai fini della
descrizione morfometrica del bacino, ha senso considerare come asta
principale la pi lunga.
Dal punto di vista pi propriamente idrologico, invece, lasta principale
dovrebbe essere considerata quella appartenente al corso dacqua
caratterizzato dalle portate maggiori.
Non detto che le due definizioni coincidano sempre.

Il Bacino Idrografico - Watershed


Morfologia del Bacino Idrografico
Parametri connessi alla forma del bacino:
Rapporto di circolarit, pari al rapporto tra larea del bacino e quella del
cerchio di uguale perimetro Rc=4A/P2
Coefficiente di uniformit o fattore di compattezza (Miller), pari al rapporto
tra il perimetro del bacino e la circonferenza del cerchio di uguale area

Ru =

Fattore di forma (Horton) Rf=A/L2

2 A

Rapporto di allungamento, pari al rapporto tra il diametro del cerchio di area


uguale a quella del bacino e la lunghezza dellasta principale R = 2
A L
a

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Morfologia del Bacino Idrografico
Parametri connessi al rilievo del bacino:
Curva ipsografica, con in ascisse la quota e in ordinate larea della porzione
di bacino posta a quota superiore ad essa
Quota media del bacino
Rilievo del bacino zmax pari alla differenza tra la quota massima e la quota
della sezione di chiusura
Differenza tra la quota media e la quota della sezione di chiusura, zm

Curva ipsografica
l'altezza media altezza
corrispondente alla linea
di compenso della curva

l'altezza mediana
altezza alla quale
corrisponde nella curva
la met della superficie
del bacino)

Flesso della curva


rilievo la differenza tra
la quota del punto pi
elevato dello spartiacque
e quella della sezione di
chiusura

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Morfologia del Bacino Idrografico
Indici della pendenza media del bacino:
Indice di Alvard-Horton

im =

zi Li
A

in cui zi rappresenta lequidistanza tra le linee isoipse ed Li la loro


lunghezza totale
Rapporto tra il rilievo e la lunghezza dellasta principale

imax =

z max

Pendenza media dellasta principale

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Morfologia del Bacino Idrografico
Calcolo della pendenza media del bacino:
Metodo del reticolo

im =

z i
d
i
N
N

Media pesata delle


pendenze delle singole
strisce comprese tra
unisoipsa e laltra

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Organizzazione del reticolo idrografico
Definizioni di Strahler:
Nodo: punto sorgente di unasta o di una confluenza
Tronco: tratto che ha origine in un nodo e termina in un nodo o nella sezione
di chiusura.
Lordine di un tronco si determina secondo le seguenti regole:
un tronco che nasce in una sorgente di primo ordine;
due tronchi di ordine n che si congiungono danno origine ad un tronco
di ordine n+1;
il tronco che segue la giunzione di due tronchi di ordine n e m, con
n<m, ha ordine m.
Un corso dacqua (o asta fluviale) linsieme di tronchi consecutivi dello
stesso ordine.

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Organizzazione del reticolo idrografico
Parametri esprimenti lorganizzazione della rete:
Ordine del bacino, lordine del corso dacqua che termina nella sezione di
chiusura ( ovviamente condizionato al dettaglio del rilievo topografico di
cui si dispone per il tracciamento del reticolo idrografico);
Numero delle aste di primo ordine, N1;
Frequenza delle aste di primo ordine, F1=N1/A;
Densit di drenaggio, D=Ltot/A (Ltot la lunghezza totale delle aste del
reticolo idrografico);
Distanza media tra i corsi dacqua del bacino, Dm=Ltot/N (viene valutata
tracciando un reticolo ortogonale a maglie quadrate e contando il numero N
di intersezioni delle aste della rete con i lati del reticolo);

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Organizzazione del reticolo idrografico
Cosiddette leggi di Horton:
Il rapporto di biforcazione, RB, tra i numeri di corsi dacqua di ordine n e
n+1 allincirca costante nella rete (di solito compreso tra 3 e 5);
Il rapporto RL delle lunghezze dei corsi dacqua di ordine n e n-1
allincirca costante nella rete (di solito compreso tra 1.5 e 3.5);
Il rapporto RA delle aree medie dei bacini dei corsi dacqua di ordine n e n-1
allincirca costante nella rete (di solito compreso tra 3 e 6);
RA, RL e RB vengono di solito indicati come parametri di Horton.

Rapporto di biforcazione

RB = Nu-1/Nu
Rapporto delle lunghezza
delle aste

RL = Lu/Lu-1
Rapporto delle aree

RA = Au/Au-1

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Il tempo di corrivazione elementare (1) e di bacino (2)
(1) il tempo impiegato da una goccia di pioggia, che cade in un punto del
bacino, a raggiungere la sezione di chiusura.

(2) Il tempo massimo fra tutti i tempi di corrivazione elementari

un parametro utilizzato in alcuni modelli concettuali della trasformazione


afflussi-deflussi e, pur essendo in realt dipendente dalle condizioni di
riempimento in cui si trova la rete idrografica e dalle condizioni di umidit
dei versanti del bacino al momento in cui la goccia di pioggia perviene alla
superficie, si fa lipotesi che sia costante e dipenda solo dalle coordinata del
punto considerato.

Il Bacino Idrografico - Watershed


Il tempo di corrivazione
Esistono numerose formule per la stima del tempo di corrivazione a partire
dai parametri morfologici del bacino:
Formula di Giandotti (L in km, A in km2, zm in m, tc in ore):

4 A + 1 .5 L
Tc =
0.8 z m
Formula di Kirpich (L in m, tc in ore):

Tc = 0.000325L0.77im0.385
Formula del Soil Conservation Service (L in m, im in %, tc in ore):

0.8 0.5
Tc = 0.00227 L im ,%

[(1000 CN ) 9]

0.7

Questultima la sola che, tramite il parametro CN (curve number, numero


intero minore di 100), chiama in causa il tipo di suolo e le sue condizioni di
umidit.

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Le linee isocorrive
Sono le linee che congiungono i punti del bacino accomunati dallo stesso
valore del tempo di corrivazione.
Il tracciamento delle isocorrive si pu fare in vari modi:
Considerarle coincidenti con le linee isoipse;
Considerare il tempo di corrivazione di un punto interno al bacino
proporzionale alla grandezza Y = d 3 (z z c )
in cui d la distanza dalla
sezione di chiusura e z-zc la differenza di quota rispetto alla sezione di
chiusura;
Considerare il tempo di corrivazione proporzionale alla distanza in linea
retta dalla sezione di chiusura;
Considerare il tempo di corrivazione proporzionale alla distanza dalla
sezione di chiusura, misurata percorrendo il reticolo idrografico.

Pendenza
Distribuzione delle
precipitazioni medie annuali
nel bacino dei F. Uniti
(periodo 1990-2005)

L ito lo g ia d e l b a c in o d e ll'A n e v a

Ve

rg a

te ll

Ve rg a to

R io la d i L a b a n te
Anev

0 0 .5 1

4
K i lom e te rs

L eg e nd a
A re n iti e p e liti
A rg ille , a rg illit i e b re c c e a r g illo s e , m a r n e , a r e n a rie e o fio liti
Id r o g r a fia p rin c ip a le
L o c a lit p rin c ip a li

R en

C a s te l d 'A ia n o

Uso del suolo nel bacino dell'Aneva

Ve
rg

a te

llo

Vergato

Riola di Labante

Ren

Castel d'Aiano

A neva

00 .35
0.7

1.4 2.1

2.8
Kilom eters

Legenda
Affioramenti di roccia

Prati stabili

Zone industriali

Boschi di latifoglie

R imboschimenti

Zone urbanizzate

Castagneti da frutto

Seminativi

Zone verdi urbane

Cespuglieto

Zone agricole

C a r ta d e i d is s e s ti n e l b a c in o d e ll'A n e v a

Ve

rg

at

e ll

V e rg a t o

R io la d i L a b a n te
A n ev

00 .3 70 5.7 5

1 .5

2 .2 5

3
K i lo m e t e rs

Leg en da
Fr an a att iva

Idr o g r afia _p r incip al e

Fr an a qu ies cen te

Lo ca lit pr inc ipa li

D ep os ito di v er sa nte
Fr an a di c ro llo
Alv eo flu via le
Ter ra zzo flu via le

Ren
o

C a s te l d 'A ia n o

F. CECINA

Q u o ta (m s .l.m .)

140
120

y = 14.048e

100

0.0436x

R = 0.993

Profilo pianura alluv.

80
60
40

y = 12.452e

20

Profilo fondo

0.0454x

R = 0.997

0
0

10

20

30

Dastanza dalla foce (km)

40

50

F. Reno - Profilo p.l. al bankfull

Quota H (m s.l.m.)

60
y = 0.0205x2 - 1.51x + 46.8
R2 = 0.94

50
40
30
20

y = -0.1965x + 25.3
R2 = 0.99

gravel

10

sand

0
0

20

40

60

80

100

Distanza progressiva L (km)

H = H0e-kL

120

140

F. CECINA
90
R2 = 0.58

80
70

y = -1.0728x + 125.26

D (mm)

60
y = 64.077e-0.0157x
R2 = 0.29

50

D84
D50

40
30
20

D16
y = 29.094e-0.0271x
R2 = 0.25

10
0
30.0

40.0

50.0

60.0

70.0

Distanza dalla sorgente L (km)

D = D0e-aL

80.0