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Capitolo 32

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Viscount Brouncker e EEE ci misero poco ad arrivare davanti alla casa
dell'alderman. La casa non era lontana dalla sede della Royal Society, e loro
avevano proceduto di buon passo per le strade vuote e buie. Bussarono forte
alla porta. Quasi subito videro muoversi luci all'interno. Evidentemente i servi
erano ancora al lavoro per rimettere a posto il disordine, dopo il sontuoso ricevimento.
Nel portone si apr uno spioncino
Chi ?
Sono Viscount Brouncker e il dottor EEE. Dobbiamo parlare immediatamente con l'alderman
Ma veramente. . . l'alderman sta riposando
Lo immagino, a quest'ora. Ma si tratta di una questione di Stato, una
questione di vita o di morte. Mi duole, ma dovr svegliare il suo padrone
Non sar contento, proprio la notte della festa e la vigilia del matrimonio
della signorina. . . 
La faccia meno lunga, giovine, o faccio buttare gi la porta. L'alderman
avr i suoi sbirri, ma mi ci vuole poco a chiamare gli Yeomen della Torre. Si
sbrighi e apra quella porta
Segu un prolungato rumore di catenacci (ma sempre meno di quello che
aveva sentito alla porta della vecchia governante di SC002, pens EEE). Poi
furono dentro, davanti a tre servitori in livrea, che li guardavano con aria interrogativa.
Mi porti dal suo padrone, subito fece imperioso Brouncker
Come le dicevo. . . ..
Giovane, forse lei non ha capito bene la situazione. Se dico subito intendo
subito Il tono di Brouncker non dava adito a discussione.
Il servitore fece spallucce e si diresse verso la scala di pietra che portava al
piano superiore. Salirono in gruppo, il servitore con una torcia, Brouncker, EEE
e altri due servitori dietro di loro. Le alte volte del salone rimandava l'eco del
pesticco dei passi nel silenzio della casa. Arrivati in cima alle scale percorsero
un corridoio su cui si aacciavano alcune porte
E' qui disse piano il servo, fermandosi davanti a una porta pesante, chiusa
Aprite
Il servo si fece avanti controvoglia, e buss lievemente
Brouncker lo spost, impaziente, e busso con forza con il pugno
Ma che succede ? disse una voce dietro di loro. Si voltarono e videro la
glia dell'alderman che si era aacciata, avvolta in una vestagliona bianca di
lana: evidentemente quella di fronte era la sua camera.
Rufus, chi sono questi signori ?
Sono Viscount Brouncker, signorina, e questo con me il dottor EEE.
Capisco la sorpresa, a questa ora della notte, alla vigilia di un giorno tanto
importante per voi e per questa casata. Ma dobbiamo assolutamente colloquiare
con suo padre, per una questione della massima urgenza, che purtroppo non pu
essere rimandata.
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Bussate ancora, allora disse la giovane, con un'aria preoccupata, e facendo


un cenno al servo mio padre ha il sonno pesante
Il servo buss forte, poi ancora pi forte. Parevano rintocchi di una campana,
che rimbombavano nel silenzio della casa, sopra il lieve crepitio delle torce.
L'atmosfera si faceva inquietante.
Non possibile che non senta disse il servitore, dopo avere battuto l'ennesimo
violento colpo sulla porta chiusa, anche se il padrone ha il sonno pesante non
pu non sentire questi colpi
Buttate gi la porta disse Brouncker
Mah signore. . . .
Buttatela gi, dico, potrebbe essersi sentito male e avere bisogno di aiuto
Il servo lanci uno sguardo interrogativo alla glia dell'alderman, che era
altrettanto perplessa e allarmata
Forse non serve buttarla gi disse EE facendosi avanti. Si avvicin alla
porta aperta della camera della glia dell'alderman e osserv il chiavistello, un
semplice paletto a caduta, che veniva abbassato dall'interno no a un gancio
ssato all'altro stipite. Poi, rivolto al servo
La porta dell'alderman ha la stessa chiusura dall'interno ? 
Si rispose il servo, le chiusure interne sono tutte uguali, su questo piano
Bene fece EEE. Si sl dal fodero che teneva alla cintura uno strano pugnale, con la lama forte, corta e larga, e una forma vagamente ricurva: sembrava
quasi una piccola daga romana, niente di simile agli stiletti in uso a quei tempi.
Ma che fate ? disse Brouncker
Tranquillo Viscount disse EEE so quello che faccio
EEE si avvicin alla porta chiusa, inl la punta della daga nella fessura tra
la porta e lo stipite, poco al di sotto di dove, per analogia con l'altra porta,
si aspettava che ci fosse il paletto. Poi cominci a muovere e ruotare la lama
nella fessura, come per scavare. Dopo pochi minuti, con tutti che trattenevano
il respiro, la lama entr di scatto, per un buon palmo, nella fessura. EEE allora
dette uno strattone verso l'alto, si sent uno scricchiolio metallico e uno scatto,
e la porta si apr.
La stanza era buia, nessuna lampada accesa, e dal corridoio non si vedeva
niente all'interno. Improvvisamente la glia dell'alderman, che aveva preso una
torcia dal muro, si fece avanti, facendosi largo tra i presenti, e fu la prima ad
entrare. La torcia illumin la stanza Gli altri dietro di lei la videro guardarsi
intorno, poi il suo sguardo si ss in una direzione, ebbe un sobbalzo, poi cacci
un urlo acutissimo, strozzato, e svenne, lasciando cadere la torcia.
EEE, che era subito dietro di lei, la prese al volo sotto le braccia prima che
cadesse a terra, e la pass alle cure dei due servi. Poi raccatt la torcia, prima
che desse fuoco a qualcosa, e con Brouncker, che si era fatto avanti da lato,
esplorarono la stanza.
La stanza era al tempo camera da letto e studio dell'alderman. Il letto a
baldacchino, a sinistra, era vuoto, le coperte scomposte, e segnate in pi punti
da larghe macchie scure. Dall'altra parte della stanza, vicino alla nestra, dove
la ragazza aveva guardata prima di svenire, c'era una grande scrivania.
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E alla scrivania, con la faccia stravolta e la bocca spalancata in un urlo ormai


muto, accasciato su un cumulo di carte e di gioielli, stava quello che in vita era
stato l'alderman. La veste da camera, la camicia da notte, e tutto il piano della
scrivania erano coperti di sangue che gli era uscito, si vedevano ancora i rivoli
coagulati, dalla bocca, dal naso, e dalle orecchie.
Che fosse morto non c'erano ovviamente dubbi.
Che fosse morto per eetto dell'apas, neanche.