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IL POPOLO VENETO

Fondato nel 1921 n.17/2014 www.ilpopoloveneto.it Direttore: Emanuele Bellato

VERSO LA 47^ MARCIA


NAZIONALE PER LA PACE
di Ivano Maddalena
Pace. Vocabolo antico, lo troviamo in tutte le lingue; in latino pax, in ebraico shalom, in arabo salam, in greco irene e da secoli porta con s un alone di idealit. Per
secoli la parola pace stata usata in modo errato quasi sempre a significare non
una vera pace ma una tregua tra un conflitto armato e un altro. Continuiamo ad
usare la parola pace e a invocarla ogni volta che sorge un conflitto tra Stati ma il
suo significato decisivo e pi profondo la nostra pace interiore con Dio e con il
prossimo. Di fatto abbiamo bisogno di riconciliarci con noi stessi e anche tra noi tutti. Ecco allora che rimane sempre di grande attualit il monito di Papa Benedetto
XV La guerra una inutile strage. La lettura della situazione mondiale ci conferma
nella consapevolezza che tale affermazione drammaticamente vera e fondata.
Sembra non bastare comunque. Non se ne parla mai abbastanza e finch non si
capir che nessuna civilt potr essere considerata tale se cercher di prevalere
sulle altre sorgeranno conflitti, distruzione e morte. Si avvicina levento della 47^ >>

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Marcia nazionale della Pace e questanno stata scelta Vicenza come luogo di
svolgimento. Perch la 47^ Marcia nazionale per la Pace a Vicenza? Tre sono i
motivi fondamentali. Il primo in quanto Vicenza nel 1915, era citt di confine, con il
fronte a poche decine di chilometri, fu dichiarata zona di guerra gi il 23 maggio del
1915, assieme allintero territorio provinciale. Il secondo motivo legato allattualit.
Della Diocesi di Vicenza sono i due sacerdoti che hanno vissuto lesperienza di prigionia in Camerun lo scorso aprile-maggio 2014. Da ultimo ricordiamo che Vicenza
la citt pi militarizzata d'Europa. I promotori della 47^ Marcia nazionale per la pace sono: Diocesi di Vicenza, Comune di Vicenza, Caritas Italiana, Paxchristi, Azione Cattolica Italiana, CEI, "Quelli dell'ultimo". La prima Marcia di Capodanno per la
pace si tenne il 31 dicembre 1968 a Sotto il Monte - Bergamo (23 Km) e aveva come tema: La pace non americana, come non russa, romana o cinese; la pace
vera Cristo (padre Davide Turoldo), voluta per contestare il modo consumistico
di iniziare lanno e per appoggiare limpegno per il riconoscimento dellobiezione di
coscienza. Da allora le Marce della Pace diventeranno momenti di sensibilizzazione sui problemi urgenti della societ civile ed ecclesiale. Si inizi uno studio pi approfondito e una azione pi decisa in favore dellobiezione di coscienza al servizio
militare. Il tema fu discusso in due tavole rotonde a Padova e a Bologna e fu poi oggetto di ulteriore approfondimento in due marce della pace, una a Peschiera nel
1969, con sit-in dinanzi al carcere della citt dove erano detenuti i primi obiettori, e
laltra a Filetto, in Abruzzo, nel 1970, con la discussione sul singolare caso Dreifegger. Le marce vennero dedicate al tema della Giornata Mondiale della Pace istituita da papa Paolo VI, il primo giorno dellanno, fin dal 1968. Cos i temi scelti ogni
anno dal Papa possono considerarsi altrettanti capitoli di un trattato sistematico sul

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la pace, e le riflessioni di Pax Christi, proposte durante la marcia di capodanno sempre affollatissima, soprattutto di giovani - altrettante applicazioni alle situazioni
concrete emergenti nel contesto italiano e internazionale. Per la celebrazione della
47 Giornata Mondiale della Pace del prossimo 1 gennaio 2014, Papa Francesco
aveva scelto questo tema: Fraterinit, fondamento e via per la pace. Lattenzione
di Papa Francesco si era focalizzata nel suo primo Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace sul tema della fraternit. Fin da subito Papa Francesco ha sottolineato limportanza di superare una cultura dello scarto e di promuovere la cultura
dellincontro, per camminare verso la realizzazione di un mondo pi giusto e pacifico. Sono passati 11 mesi. Cosa si riusciti a mettere in pratica di quanto proposto?
Gli scenari mondiali offrono ad oggi numerosi esempi di non pace, violenze e conflitti sembrano nona vere mai fine e la fragilit del dialogo e del confronto non violento ma pacifico messo sempre a dura prova. Sembra che la storia continui a
non essere maestra di vita e che luomo non abbia ancora appreso le lezioni impartite a caro prezzo dalle guerre. E guadiamo al nuovo anno che inizier tra circa un
mese gettando lo sguardo e il cuore, lintelligenza e la volont per fare nostro il te-

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-ma che Papa Francesco ha scelto per la 48^ Giornata Mondiale della Pace, che si
celebrer il 1 gennaio 2015. Non pi schiavi, ma fratelli. Facciamo nostre le parole di Papa Francesco: Per contrastare efficacemente la schiavit occorre innanzitutto riconoscere linviolabile dignit di ogni persona umana, e inoltre tenere fermo il
riferimento alla fraternit, che richiede il superamento della diseguaglianza, in base
alla quale un uomo pu rendere schiavo un altro uomo, e il conseguente impegno
di prossimit e gratuit per un cammino di liberazione e inclusione per tutti. Lobiettivo la costruzione di una civilt fondata sulla pari dignit di tutti gli esseri umani,
senza discriminazione alcuna. Per questo, occorre anche limpegno dellinformazione, delleducazione, della cultura per una societ rinnovata e improntata alla libert,
alla giustizia e, quindi, alla pace. Un progetto radicale ed esigente ma di vitale importanza. Da condividere a partir dal nostro piccolo quotidiano vivere.

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LINTERVENTO DI PAPA FRANCESCO


ALLASSEMBLEA DELLA FAO

Papa Francesco ieri mattina (gioved 20 settembre) ha tenuto un discorso nella sede della
FAO, a Roma, in occasione della seconda Conferenza Internazionale sulla Nutrizione. Ecco il testo integrale (fonte: vatican.va).
DISCORSO ALLA PLENARIA DELLA CONFERENZA
Signor Presidente, Signore e Signori,
con sentimento di rispetto e apprezzamento mi presento oggi qui, alla Seconda Conferenza Internazionale sulla Nutrizione. La ringrazio, signor Presidente, per la calorosa accoglienza e per le parole di benvenuto. Saluto cordialmente il Direttore Generale della FAO, il
professor Jos Graziano da Silva, e il Direttore Generale dellOMS, la dottoressa Margaret
Chan, e mi rallegro per la vostra decisione di riunire in questa Conferenza rappresentanti
di Stati, istituzioni internazionali, organizzazioni della societ civile, del mondo dellagricoltura e del settore privato, al fine di studiare insieme le forme dintervento per assicurare la
nutrizione, cos come i cambiamenti necessari che si devono apportare alle strategie attuali. La totale unit di propositi e di azioni, ma soprattutto lo spirito di fratellanza, possono essere decisivi per soluzioni adeguate. La Chiesa, come voi sapete, cerca sempre di essere
attenta e sollecita nei confronti di tutto ci che si riferisce al benessere spirituale e materiale delle persone, anzitutto di quanti vivono emarginati e sono esclusi, affinch siano garantite la loro sicurezza e la loro dignit.

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1. I destini di ogni nazione sono pi che mai collegati tra loro, come i membri di una stessa
famiglia, che dipendono gli uni dagli altri. Ma viviamo in unepoca in cui i rapporti tra le nazioni sono troppo spesso rovinati dal sospetto reciproco, che a volte si tramuta in forme di
aggressione bellica ed economica, mina lamicizia tra fratelli e rifiuta o scarta chi gi
escluso. Lo sa bene chi manca del pane quotidiano e di un lavoro dignitoso. Questo il
quadro del mondo, in cui si devono riconoscere i limiti di impostazioni basate sulla sovranit di ognuno degli Stati, intesa come assoluta, e sugli interessi nazionali, condizionati
spesso da ridotti gruppi di potere. Lo spiega bene la lettura della vostra agenda di lavoro
volta a elaborare nuove norme, forme e maggiori impegni per nutrire il mondo. In questa
prospettiva spero che, nella formulazione di tali impegni, gli Stati sispirino alla convinzione
che il diritto allalimentazione sar garantito solo se ci preoccupiamo del suo soggetto reale, vale a dire la persona che patisce gli effetti della fame e della denutrizione. Il soggetto
reale!
Oggi si parla molto di diritti, dimenticando spesso i doveri; forse ci siamo preoccupati troppo poco di quanti soffrono la fame. inoltre doloroso constatare che la lotta contro la fame
e la denutrizione viene ostacolata dalla priorit del mercato, e dalla preminenza del guadagno, che hanno ridotto il cibo a una merce qualsiasi, soggetta a speculazione, anche finanziaria. E mentre si parla di nuovi diritti, laffamato l, allangolo della strada, e chiede
diritto di cittadinanza, chiede di essere considerato nella sua condizione, di ricevere una
sana alimentazione di base. Ci chiede dignit, non elemosina.
2. Questi criteri non possono restare nel limbo della teoria. Le persone e i popoli esigono
che si metta in pratica la giustizia; non solo la giustizia legale, ma anche quella contributiva
e quella distributiva. Pertanto, i piani di sviluppo e il lavoro delle organizzazioni internazionali dovrebbero tener conto del desiderio, tanto frequente tra la gente comune, di vedere

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in ogni circostanza rispettati i diritti fondamentali della persona umana e, nel nostro caso,
della persona che ha fame. Quando questo accadr, anche gli interventi umanitari, le operazioni urgenti di aiuto e di sviluppo quello vero, integrale avranno maggiore impulso e
daranno i frutti desiderati.
3. Linteresse per la produzione, la disponibilit di cibo e laccesso a esso, il cambiamento
climatico, il commercio agricolo devono indubbiamente ispirare le regole e le misure tecniche, ma la prima preoccupazione deve essere la persona stessa, quanti mancano del cibo
quotidiano e hanno smesso di pensare alla vita, ai rapporti familiari e sociali, e lottano solo
per la sopravvivenza. Il Santo Papa Giovanni Paolo II, nellinaugurazione, in questa sala,
della Prima Conferenza sulla Nutrizione, nel 1992, mise in guardia la comunit internazionale contro il rischio del paradosso dellabbondanza: c cibo per tutti, ma non tutti possono mangiare, mentre lo spreco, lo scarto, il consumo eccessivo e luso di alimenti per altri
fini sono davanti ai nostri occhi. Questo il paradosso! Purtroppo questo paradosso continua a essere attuale. Ci sono pochi temi sui quali si sfoderano tanti sofismi come su quello della fame; e pochi argomenti tanto suscettibili di essere manipolati dai dati, dalle statistiche, dalle esigenze di sicurezza nazionale, dalla corruzione o da un richiamo doloroso
alla crisi economica. Questa la prima sfida che bisogna superare.
La seconda sfida che si deve affrontare la mancanza di solidariet. Una parola che abbiamo inconsciamente il sospetto di dover togliere dal dizionario. Le nostre societ sono
caratterizzate da un crescente individualismo e dalla divisione; ci finisce col privare i pi
deboli di una vita degna e con il provocare rivolte contro le istituzioni. Quando manca la solidariet in un paese, ne risentono tutti. Di fatto, la solidariet latteggiamento che rende
le persone capaci di andare incontro allaltro e di fondare i propri rapporti reciproci su quel
sentimento di fratellanza che va al di l delle differenze e dei limiti, e spinge a cercare insieme il bene comune.
Gli esseri umani, nella misura in cui prendono coscienza di essere parte responsabile del
disegno della creazione, diventano capaci di rispettarsi reciprocamente, invece di combattere tra loro, danneggiando e impoverendo il pianeta. Anche agli Stati, concepiti come comunit di persone e di popoli, viene chiesto di agire di comune accordo, di essere disposti
ad aiutarsi gli uni gli altri mediante i principi e le norme che il diritto internazionale mette a
loro disposizione. Una fonte inesauribile dispirazione la legge naturale, iscritta nel cuore
umano, che parla un linguaggio che tutti possono capire: amore, giustizia, pace, elementi
inseparabili tra loro. Come le persone, anche gli Stati e le istituzioni internazionali sono
chiamati ad accogliere e a coltivare questi valori, in uno spirito di dialogo e di ascolto reciproco. In tal modo, lobiettivo di nutrire la famiglia umana diventa realizzabile.
4. Ogni donna, uomo, bambino, anziano deve poter contare su queste garanzie dovunque.
Ed dovere di ogni Stato, attento al benessere dei suoi cittadini, sottoscriverle senza riserve, e preoccuparsi della loro applicazione. Ci richiede perseveranza e sostegno. La Chiesa cattolica cerca di offrire anche in questo campo il proprio contributo, mediante unattenzione costante alla vita dei poveri, dei bisognosi in ogni parte del pianeta; su questa stessa
linea si muove il coinvolgimento attivo della Santa Sede nelle organizzazioni internazionali
e con i suoi molteplici documenti e dichiarazioni. Sintende in tal modo contribuire a identificare e adottare i criteri che devono realizzare lo sviluppo di un sistema internazionale
equo. Sono criteri che, sul piano etico, si basano su pilastri come la verit, la libert, la giustizia e la solidariet; allo stesso tempo, in campo giuridico, questi stessi criteri includono
la relazione tra il diritto allalimentazione e il diritto alla vita e a unesistenza degna, il diritto

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a essere tutelati dalla legge, non sempre vicina alla realt di chi soffre la fame, e lobbligo
morale di condividere la ricchezza economica del mondo.
Se si crede al principio dellunit della famiglia umana, fondato sulla paternit di Dio Creatore, e alla fratellanza degli esseri umani, nessuna forma di pressione politica o economica
che si serva della disponibilit di cibo pu essere accettabile. Pressione politica ed economica. E qui penso alla nostra sorella e madre terra, al Pianeta. Se siamo liberi da pressioni
politiche ed economiche per custodirlo, per evitare che si autodistrugga. Abbiamo davanti
Per e Francia, due conferenze che ci lanciano una sfida. Custodire il Pianeta. Ricordo
una frase che ho sentito da un anziano, molti anni fa: Dio perdona sempre, le offese, gli
abusi; Dio sempre perdona. Gli uomini perdonano a volte. La terra non perdona mai! Custodire la sorella terra, la madre terra, affinch non risponda con la distruzione. Ma, soprattutto, nessun sistema di discriminazione, di fatto o di diritto, vincolato alla capacit di accesso al mercato degli alimenti, deve essere preso come modello delle azioni internazionali che si propongono di eliminare la fame.
Nel condividere queste riflessioni con voi, chiedo allOnnipotente, al Dio ricco di misericordia, di benedire tutti coloro che, con responsabilit diverse, si mettono al servizio di quanti
soffrono la fame e sanno assisterli con gesti concreti di vicinanza. Prego anche affinch la
comunit internazionale sappia ascoltare lappello di questa Conferenza e lo consideri
unespressione della comune coscienza dellumanit: dare da mangiare agli affamati per
salvare la vita nel pianeta. Grazie.
SALUTO AL PERSONALE DELLA FAO
Cari fratelli e sorelle, sono lieto di incontrarmi con voi, che svolgete la vostra opera al servizio della FAO, questa importante Organizzazione delle Nazioni Unite. Vi saluto tutti con affetto ed auguro a ciascuno di vivere in armonia con quanti vi sono accanto in famiglia, e in
ogni ambito in cui si svolge la vostra vita quotidiana. Mediante il vostro lavoro, spesso nascosto ma prezioso, voi venite a contatto con i vari eventi ordinari e straordinari finalizzati
alla promozione delle politiche produttive nel settore agricolo e alla lotta alla malnutrizione.
In particolare, avete la possibilit di accostare le problematiche e le sofferenze di quelle
popolazioni che hanno il diritto di veder migliorare le loro condizioni di vita.
Vi ringrazio per il vostro servizio in questa realt internazionale, che si pone lobiettivo di ridurre la fame cronica e sviluppare in tutto il mondo i settori dellalimentazione e dellagricoltura. So che avete uno spirito di solidariet e di comprensione verso tutti e che sapete
andare oltre le carte, per scorgere al di l di ogni pratica i volti spenti e le situazioni drammatiche di persone provate dalla fame e dalla sete. Lacqua non gratis, come tante volte
pensiamo. Sar il grave problema che pu portarci ad una guerra. In ogni ambiente pubblico e istituzionale, soprattutto nel vostro, c tanto bisogno di persone che si distinguano
non soltanto per la professionalit, ma anche per un senso spiccato di umanit, di comprensione e di amore. Vi invito ad essere premurosi e solidali verso i pi deboli, sullesempio di Ges che si caricato delle sofferenze e dei mali dellumanit, a non scoraggiarvi di
fronte alle difficolt, e ad essere sempre pronti a sostenervi gli uni gli altri e cos guardare
al futuro con speranza. Il vostro lavoro nascosto guarda alle persone - uomini, donne,
bambini, nonni, nonne persone affamate. E, come ho detto recentemente, queste persone non ci chiedono altro che dignit. Ci chiedono dignit, non elemosina! Questo il vostro
lavoro: aiutare perch arrivi loro la dignit. Vi assicuro la mia preghiera e chiedo a ciascuno di voi di pregare per me e per il mio servizio. Grazie!

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PAPA FRANCESCO A STRASBURGO

Nella giornata di oggi (25 novembre 2014, ndr) il Pontefice intervenuto al Parlamento europeo di Strasburgo, riunito per l'occasione in sessione solenne. Ecco i due discorsi integrali:
Discorso durante la visita al Parlamento Europeo (25 novembre 2014, ore 10.45)
Signor Presidente, Signore e Signori Vice Presidenti, Onorevoli Eurodeputati, Persone che
lavorano a titoli diversi in questemiciclo, Cari amici, vi ringrazio per l'invito a prendere la
parola dinanzi a questa istituzione fondamentale della vita dell'Unione Europea e per l'opportunit che mi offrite di rivolgermi, attraverso di voi, agli oltre cinquecento milioni di cittadini che rappresentate nei 28 Stati membri. Particolare gratitudine, desidero esprimere a
Lei, Signor Presidente del Parlamento, per le cordiali parole di benvenuto che mi ha rivolto, a nome di tutti i componenti dell'Assemblea.
La mia visita avviene dopo oltre un quarto di secolo da quella compiuta da Papa Giovanni
Paolo II. Molto cambiato da quei giorni in Europa e in tutto il mondo. Non esistono pi i
blocchi contrapposti che allora dividevano il continente in due e si sta lentamente compiendo il desiderio che l'Europa, dandosi sovranamente libere istituzioni, possa un giorno
estendersi alle dimensioni che le sono state date dalla geografia e pi ancora dalla storia
[1].

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Accanto a un'Unione Europea pi ampia, vi anche un mondo pi complesso e fortemente in movimento. Un mondo sempre pi interconnesso e globale e perci sempre meno
"eurocentrico". A un'Unione pi estesa, pi influente, sembra per affiancarsi l'immagine di
un'Europa un po invecchiata e compressa, che tende a sentirsi meno protagonista in un
contesto che la guarda spesso con distacco, diffidenza e talvolta con sospetto.
Nel rivolgermi a
partire dalla mia
store, desidero incittadini europei
speranza e di in-

voi quest'oggi, a
vocazione di padirizzare a tutti i
un messaggio di
coraggiamento.

Un messaggio di
sulla fiducia che le
diventare promounit, per vincere
lEuropa - insieme
sta attraversando.
gnore che trasforne e la morte in vi-

speranza basato
difficolt possano
trici potenti di
tutte le paure che
a tutto il mondo Speranza nel Sima il male in beta.

Incoraggiamento
ma
convinzione
ri dell'Unione eusideravano un fucapacit di lavoraperare le divisioni
pace e la comupoli del continenquesto ambizioso
vi era la fiducia
tanto in quanto citquanto soggetto
nell'uomo in quandi una dignit tra-

di tornare alla ferdei Padri fondatoropea, i quali deturo basato sulla


re insieme per sue per favorire la
nione fra tutti i pote. Al centro di
progetto politico
nell'uomo,
non
tadino,
n
in
economico,
ma
to persona dotata
scendente.

Mi preme anzitutto sottolineare lo stretto legame che esiste fra queste due parole: "dignit"
e "trascendente".
La dignit una parola-chiave che ha caratterizzato la ripresa del secondo dopo guerra.
La nostra storia recente si contraddistingue per l'indubbia centralit della promozione della
dignit umana contro le molteplici violenze e discriminazioni, che neppure in Europa sono
mancate nel corso dei secoli. La percezione dell'importanza dei diritti umani nasce proprio
come esito di un lungo cammino, fatto anche di molteplici sofferenze e sacrifici, che ha
contribuito a formare la coscienza della preziosit, unicit e irripetibilit di ogni singola persona umana. Tale consapevolezza culturale trova fondamento non solo negli avvenimenti
della storia, ma soprattutto nel pensiero europeo, contraddistinto da un ricco incontro, le
cui numerose fonti lontane provengono dalla Grecia e da Roma, da substrati celtici, germanici e slavi, e dal cristianesimo che li ha plasmati profondamente[2], dando luogo proprio al concetto di persona.

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Oggi, la promozione dei diritti umani occupa un ruolo centrale nell'impegno dell'Unione Europea in ordine a favorire la dignit della persona, sia al suo interno che nei rapporti con gli
altri Paesi. Si tratta di un impegno importante e ammirevole, poich persistono fin troppe
situazioni in cui gli esseri umani sono trattati come oggetti, dei quali si pu programmare la
concezione, la configurazione e lutilit, e che poi possono essere buttati via quando non
servono pi, perch diventati deboli, malati o vecchi.
Effettivamente quale dignit esiste quando manca la possibilit di esprimere liberamente il
proprio pensiero o di professare senza costrizione la propria fede religiosa? Quale dignit
possibile senza una cornice giuridica chiara, che limiti il dominio della forza e faccia prevalere la legge sulla tirannia del potere? Quale dignit pu mai avere un uomo o una donna fatto oggetto di ogni genere di discriminazione? Quale dignit potr mai trovare una
persona che non ha il cibo o il minimo essenziale per vivere e, peggio ancora, che non ha
il lavoro che lo unge di dignit?
Promuovere la dignit della persona significa riconoscere che essa possiede diritti inalienabili di cui non pu essere privata ad arbitrio di alcuno e tanto meno a beneficio di interessi economici.
Occorre per prestare attenzione per non cadere in alcuni equivoci che possono nascere
da un fraintendimento del concetto di diritti umani e da un loro paradossale abuso. Vi infatti oggi la tendenza verso una rivendicazione sempre pi ampia di diritti individuali - sono
tentato di dire individualistici -, che cela una concezione di persona umana staccata da
ogni contesto sociale e antropologico, quasi come una monade (), sempre pi insensibile alle altre monadi intorno a s. Al concetto di diritto non sembra pi associato
quello altrettanto essenziale e complementare di dovere, cos che si finisce per affermare i

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diritti del singolo senza tenere conto che ogni essere umano legato a un contesto sociale, in cui i suoi diritti e doveri sono connessi a quelli degli altri e al bene comune della societ stessa.
Ritengo perci che sia quanto mai vitale approfondire oggi una cultura dei diritti umani che
possa sapientemente legare la dimensione individuale, o, meglio, personale, a quella del
bene comune, a quel noi-tutti formato da individui, famiglie e gruppi intermedi che si uniscono in comunit sociale [3].
Infatti, se il diritto
di ciascuno non
armonicamente ordinato al
bene pi grande,
finisce per concepirsi senza limitazioni e dunque per diventare sorgente di
conflitti e di violenze.
Parlare della didente dell'uomo,
fare appello alla
sua innata capare il bene dal masola inscritta nei
che Dio ha imverso creato [4];
fica
guardare
me a un assoluun essere relale malattie che
oggi in Europa
propria di chi
La si vede partianziani, spesso
loro destino, covani privi di punti
di
opportunit
vede nei numepopolano le novede negli occhi
granti che sono
ca di un futuro

gnit
trascensignifica dunque
sua natura, alla
cit di distinguele, a quella busnostri cuori e
presso nellunisoprattutto signiall'uomo non coto, ma come a
zionale. Una delvedo pi diffuse
la
solitudine,
privo di legami.
colarmente negli
abbandonati al
me pure nei giodi riferimento e
per il futuro; la si
rosi poveri che
stre citt; la si
smarriti dei mivenuti qui in cermigliore.

Tale solitudine stata poi acuita dalla crisi economica, i cui effetti perdurano ancora con
conseguenze drammatiche dal punto di vista sociale. Si pu poi constatare che, nel corso
degli ultimi anni, accanto al processo di allargamento dell'Unione Europea, andata crescendo la sfiducia da parte dei cittadini nei confronti di istituzioni ritenute distanti, impegnate a stabilire regole percepite come lontane dalla sensibilit dei singoli popoli, se non addirittura dannose. Da pi parti si ricava un'impressione generale di stanchezza, d'invecchiamento, di unEuropa nonna e non pi fertile e vivace. Per cui i grandi ideali che hanno ispirato l'Europa sembrano aver perso forza attrattiva, in favore dei tecnicismi burocratici delle
sue istituzioni.

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A ci si associano alcuni stili di vita un po' egoisti, caratterizzati da un'opulenza ormai insostenibile e spesso indifferente nei confronti del mondo circostante, soprattutto dei pi poveri. Si constata con rammarico un prevalere delle questioni tecniche ed economiche al centro del dibattito politico, a scapito di un autentico orientamento antropologico [5]. L'essere
umano rischia di essere ridotto a semplice ingranaggio di un meccanismo che lo tratta alla
stregua di un bene di consumo da utilizzare, cos che - lo notiamo purtroppo spesso quando la vita non funzionale a tale meccanismo viene scartata senza troppe remore,
come nel caso dei malati, dei malati terminali, degli anziani abbandonati e senza cura, o
dei bambini uccisi prima di nascere.
il grande equivoco che avviene quando prevale l'assolutizzazione della tecnica [6],
che finisce per realizzare una confusione fra fini e mezzi [7]. Risultato inevitabile della
cultura dello scarto e del consumismo esasperato. Al contrario, affermare la dignit della persona significa riconoscere la preziosit della vita umana, che ci donata gratuitamente e non pu perci essere oggetto di scambio o di smercio. Voi, nella vostra vocazione di parlamentari, siete chiamati anche a una missione grande bench possa sembrare
inutile: prendervi cura della fragilit, della fragilit dei popoli e delle persone. Prendersi cura della fragilit dice forza e tenerezza, dice lotta e fecondit in mezzo a un modello funzionalista e privatista che conduce inesorabilmente alla cultura dello scarto. Prendersi cura
della fragilit delle persone e dei popoli significa custodire la memoria e la speranza; significa farsi carico del presente nella sua situazione pi marginale e angosciante ed essere
capaci di ungerlo di dignit [8].

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Come dunque ridare speranza al futuro, cos che, a partire dalle giovani generazioni, si ritrovi la fiducia per perseguire il grande ideale di un'Europa unita e in pace, creativa e intraprendente, rispettosa dei diritti e consapevole dei propri doveri?
Per rispondere a questa domanda, permettetemi di ricorrere a un'immagine. Uno dei pi
celebri affreschi di Raffaello che si trovano in Vaticano raffigura la cosiddetta Scuola di
Atene. Al suo centro vi sono Platone e Aristotele. Il primo con il dito che punta verso l'alto,
verso il mondo delle idee, potremmo dire verso il cielo; il secondo tende la mano in avanti,
verso chi guarda, verso la terra, la realt concreta. Mi pare un'immagine che ben descrive
l'Europa e la sua storia, fatta del continuo incontro tra cielo e terra, dove il cielo indica
l'apertura al trascendente, a Dio, che ha da sempre contraddistinto l'uomo europeo, e la
terra rappresenta la sua capacit pratica e concreta di affrontare le situazioni e i problemi.
Il futuro dell'Europa dipende dalla riscoperta del nesso vitale e inseparabile fra questi due
elementi. Un'Europa che non pi capace di aprirsi alla dimensione trascendente della vita un'Europa che lentamente rischia di perdere la propria anima e anche quello "spirito
umanistico" che pure ama e difende.

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Proprio a partire dalla necessit di un'apertura al trascendente, intendo affermare la
centralit della persona umana,
altrimenti in balia delle mode e
dei poteri del momento. In questo senso ritengo fondamentale
non solo il patrimonio che il cristianesimo ha lasciato nel passato alla formazione socioculturale del continente, bens soprattutto il contributo che intende dare oggi e nel futuro alla
sua crescita. Tale contributo
non costituisce un pericolo per
la laicit degli Stati e per l'indipendenza
delle
istituzioni
dell'Unione, bens un arricchimento. Ce lo indicano gli ideali
che l'hanno formata fin dal principio, quali la pace, la sussidiariet e la solidariet reciproca,
un umanesimo incentrato sul rispetto della dignit della persona.
Desidero, perci, rinnovare la
disponibilit della Santa Sede e
della Chiesa cattolica, attraverso la Commissione delle Conferenze Episcopali Europee
(COMECE), a intrattenere un
dialogo proficuo, aperto e trasparente con le istituzioni dell'Unione Europea. Parimenti sono convinto che un'Europa
che sia in grado di fare tesoro delle proprie radici religiose, sapendone cogliere la ricchezza e lepotenzialit, possa essere anche pi facilmente immune dai tanti estremismi che dilagano nel mondo odierno, anche per il grande vuoto ideale a cui assistiamo nel cosiddetto
Occidente, perch proprio l'oblio di Dio, e non la sua glorificazione, a generare la violenza [9].
Non possiamo qui non ricordare le numerose ingiustizie e persecuzioni che colpiscono
quotidianamente le minoranze religiose, e particolarmente cristiane, in diverse parti del
mondo. Comunit e persone che si trovano ad essere oggetto di barbare violenze: cacciate dalle proprie case e patrie; vendute come schiave; uccise, decapitate, crocefisse e bruciate vive, sotto il silenzio vergognoso e complice di tanti.
Il motto dell'Unione Europea Unit nella diversit, ma l'unit non significa uniformit politica, economica, culturale, o di pensiero. In realt ogni autentica unit vive della ricchezza
delle diversit che la compongono: come una famiglia, che tanto pi unita quanto pi ciascuno dei suoi componenti pu essere fino in fondo s stesso senza timore. In tal senso,

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ritengo che l'Europa sia una famiglia di popoli, i quali potranno sentire vicine le istituzioni dell'Unione
se esse sapranno sapientemente
coniugare l'ideale dell'unit cui si
anela, alla diversit propria di ciascuno, valorizzando le singole tradizioni; prendendo coscienza della
sua storia e delle sue radici; liberandosi dalle tante manipolazioni
e dalle tante fobie. Mettere al centro la persona umana significa anzitutto lasciare che essa esprima
liberamente il proprio volto e la
propria creativit, sia a livello di
singolo che di popolo.
D'altra parte le peculiarit di ciascuno costituiscono un'autentica
ricchezza nella misura in cui sono
messe al servizio di tutti. Occorre
ricordare sempre l'architettura propria dell'Unione Europea, basata
sui principi di solidariet e sussidiariet, cos che prevalga l'aiuto
vicendevole e si possa camminare, animati da reciproca fiducia.
In questa dinamica di unit-particolarit, si pone a voi, Signori e
Signore Eurodeputati, anche lesigenza di farvi carico di mantenere
viva la democrazia, la democrazia dei popoli dellEuropa. Non ci nascosto che una concezione omologante della globalit colpisce la vitalit del sistema democratico depotenziando il ricco contrasto, fecondo e costruttivo, delle organizzazioni e dei partiti politici tra
di loro. Cos si corre il rischio di vivere nel regno dellidea, della sola parola, dellimmagine,
del sofisma e di finire per confondere la realt della democrazia con un nuovo nominalismo politico. Mantenere viva la democrazia in Europa richiede di evitare tante maniere
globalizzanti di diluire la realt: i purismi angelici, i totalitarismi del relativo, i fondamentalismi astorici, gli eticismi senza bont, gli intellettualismi senza sapienza [10].
Mantenere viva la realt delle democrazie una sfida di questo momento storico, evitando
che la loro forza reale forza politica espressiva dei popoli sia rimossa davanti alla pressione di interessi multinazionali non universali, che le indeboliscano e le trasformino in sistemi uniformanti di potere finanziario al servizio di imperi sconosciuti. Questa una sfida
che oggi la storia vi pone.
Dare speranza all'Europa non significa solo riconoscere la centralit della persona umana,
ma implica anche favorirne le doti. Si tratta perci di investire su di essa e sugli ambiti in
cui i suoi talenti si formano e portano frutto. Il primo ambito sicuramente quello dell'edu-

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-cazione, a partire dalla famiglia, cellula fondamentale ed elemento prezioso di ogni societ. La famiglia unita, fertile e indissolubile porta con s gli elementi fondamentali per dare speranza al futuro. Senza tale solidit si finisce per costruire sulla sabbia, con gravi conseguenze sociali. D'altra parte, sottolineare l'importanza della famiglia non solo aiuta a dare prospettive e speranza alle nuove generazioni, ma anche ai numerosi anziani, spesso
costretti a vivere in condizioni di solitudine e di abbandono perch non c' pi il calore di
un focolare domestico in grado di accompagnarli e di sostenerli.
Accanto alla famiglia vi sono le istituzioni educative: scuole e universit. L'educazione non
pu limitarsi a fornire un insieme di conoscenze tecniche, bens deve favorire il pi complesso processo di crescita della persona umana nella sua totalit. I giovani di oggi chiedono di poter avere una formazione adeguata e completa per guardare al futuro con speranza, piuttosto che con disillusione. Numerose sono, poi, le potenzialit creative dell'Europa
in vari campi della ricerca scientifica, alcuni dei quali non ancora del tutto esplorati. Basti
pensare ad esempio alle fonti alternative di energia, il cui sviluppo gioverebbe molto alla
difesa dell'ambiente.
LEuropa sempre stata in prima linea in un lodevole impegno a favore dellecologia. Questa nostra terra ha infatti bisogno di continue cure e attenzioni e ciascuno ha una personale responsabilit nel custodire il creato, prezioso dono che Dio ha messo nelle mani degli
uomini. Ci significa da un lato che la natura a nostra disposizione, ne possiamo godere
e fare buon uso; dallaltro per significa che non ne siamo i padroni. Custodi, ma non padroni. La dobbiamo perci amare e rispettare, mentre invece siamo spesso guidati dalla
superbia del dominare, del possedere, del manipolare, dello sfruttare; non la custodiamo,
non la rispettiamo, non la consideriamo come un dono gratuito di cui avere cura [11]. Rispettare lambiente significa per non solo limitarsi ad evitare di deturparlo, ma anche di utilizzarlo per il bene. Penso soprattutto al settore agricolo, chiamato a dare sostegno e nutrimento alluomo. Non si pu tollerare che milioni di persone nel mondo muoiano di fame,
mentre tonnellate di derrate alimentari vengono scartate ogni giorno dalle nostre tavole. Inoltre, rispettare la natura, ci ricorda che luomo stesso parte fondamentale di essa. Accanto ad unecologia ambientale, serve perci quellecologia umana, fatta del rispetto della
persona, che ho inteso richiamare questoggi rivolgendomi a voi.
Il secondo ambito in cui fioriscono i talenti della persona umana il lavoro. E tempo di favorire le politiche di occupazione, ma soprattutto necessario ridare dignit al lavoro, garantendo anche adeguate condizioni per il suo svolgimento. Ci implica, da un lato, reperire nuovi modi per coniugare la flessibilit del mercato con le necessit di stabilit e certezza delle prospettive lavorative, indispensabili per lo sviluppo umano dei lavoratori; d'altra
parte, significa favorire un adeguato contesto sociale, che non punti allo sfruttamento delle
persone, ma a garantire, attraverso il lavoro, la possibilit di costruire una famiglia e di
educare i figli.
Parimenti, necessario affrontare insieme la questione migratoria. Non si pu tollerare
che il Mar Mediterraneo diventi un grande cimitero! Sui barconi che giungono quotidianamente sulle coste europee ci sono uomini e donne che necessitano di accoglienza e di aiuto. L'assenza di un sostegno reciproco all'interno dell'Unione Europea rischia di incentivare
soluzioni particolaristiche al problema, che non tengono conto della dignit umana degli
immigrati, favorendo il lavoro schiavo e continue tensioni sociali. L'Europa sar in grado di
far fronte alle problematiche connesse all'immigrazione se sapr proporre con chiarezza la
propria identit culturale e mettere in atto legislazioni adeguate che sappiano allo stesso

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tempo tutelare i diritti dei cittadini europei e garantire l'accoglienza dei migranti; se sapr
adottare politiche corrette, coraggiose e concrete che aiutino i loro Paesi di origine nello
sviluppo socio-politico e nel superamento dei conflitti interni causa principale di tale fenomeno invece delle politiche di interesse che aumentano e alimentano tali conflitti. necessario agire sulle cause e non solo sugli effetti.
Signor Presidente, Eccellenze, Signore e Signori Deputati,
La coscienza della propria identit necessaria anche per dialogare in modo propositivo
con gli Stati che hanno chiesto di entrare a far parte dell'Unione in futuro. Penso soprattutto a quelli dell'area balcanica per i quali l'ingresso nell'Unione Europea potr rispondere
all'ideale della pace in una regione che ha grandemente sofferto per i conflitti del passato.
Infine, la coscienza della propria identit indispensabile nei rapporti con gli altri Paesi vicini, particolarmente con quelli che si affacciano sul Mediterraneo, molti dei quali soffrono
a causa di conflitti interni e per la pressione del fondamentalismo religioso e del terrorismo
internazionale.
A voi legislatori spetta il compito di custodire e far crescere l'identit europea, affinch i cittadini ritrovino fiducia nelle istituzioni dell'Unione e nel progetto di pace e amicizia che ne
il fondamento. Sapendo che quanto pi cresce la potenza degli uomini tanto pi si estende e si allarga la loro responsabilit personale e collettiva [12], vi esorto [perci] a lavorare perch l'Europa riscopra la sua anima buona.
Un anonimo autore del II secolo scrisse che i cristiani rappresentano nel mondo ci che
l'anima nel corpo[13]. Il compito dell'anima quello di sostenere il corpo, di esserne la
coscienza e la memoria storica. E una storia bimillenaria lega l'Europa e il cristianesimo.
Una storia non priva di conflitti e di errori, anche di peccati, ma sempre animata dal desiderio di costruire per il bene. Lo vediamo nella bellezza delle nostre citt, e pi ancora in
quella delle molteplici opere di carit e di edificazione umana comune che costellano il
continente. Questa storia, in gran parte, ancora da scrivere. Essa il nostro presente e
anche il nostro futuro. Essa la nostra identit. E l'Europa ha fortemente bisogno di riscoprire il suo volto per crescere, secondo lo spirito dei suoi Padri fondatori, nella pace e nella
concordia, poich essa stessa non ancora esente dai conflitti.
Cari Eurodeputati, giunta lora di costruire insieme lEuropa che ruota non intorno alleconomia, ma intorno alla sacralit della persona umana, dei valori inalienabili; lEuropa che
abbraccia con coraggio il suo passato e guarda con fiducia il futuro per vivere pienamente
e con speranza il suo presente. giunto il momento di abbandonare lidea di unEuropa
impaurita e piegata su s stessa per suscitare e promuovere lEuropa protagonista, portatrice di scienza, di arte, di musica, di valori umani e anche di fede. LEuropa che contempla
il cielo e persegue degli ideali; lEuropa che guarda e difende e tutela luomo; lEuropa che
cammina sulla terra sicura e salda, prezioso punto di riferimento per tutta l'umanit!
Grazie.
[1] GIOVANNI PAOLO II, Discorso al Parlamento Europeo, 11 ottobre 1988, n. 5.
[2] GIOVANNI PAOLO II, Discorso all'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa, 8 ottobre 1988.
[3] Cfr Benedetto XVI, Caritas in veritate, 7; Conc. Ecum. Vat. II, Cost. past. Gaudium et spes, 26.
[4] Cfr Compendio della Dottrina sociale della Chiesa, 37.
[5] Cfr Evangelii gaudium, 55.
[6] BENEDETTO XVI, Caritas in veritate, 71.

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[7] Ibid.
[8] Cfr Evangelii gaudium, 209.
[9] BENEDETTO XVI, Discorso ai Membri del Corpo Diplomatico, 7 gennaio 2013.
[10] Cfr Evangelii gaudium, 231.
[11] Francesco, Udienza Generale, 5 giugno 2013.
[12] Gaudium et spes, 34.
[13] Cfr Lettera a Diogneto, 6.

Discorso durante la visita al Consiglio d'Europa (25 novembre 2014, ore 12.05)
Signor Segretario Generale, Signora Presidente, Eccellenze, Signore e Signori, sono lieto
di poter prendere la parola in questo Consesso che vede radunata una rappresentanza significativa dellAssemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa, i Rappresentanti dei Paesi
Membri, i Giudici della Corte Europea dei Diritti dellUomo, come pure le diverse Istituzioni
che compongono il Consiglio d'Europa. Di fatto quasi tutta l'Europa presente in quest'aula, con i suoi popoli, le sue lingue, le sue espressioni culturali e religiose, che costituiscono
la ricchezza di questo continente. Sono particolarmente grato al Signor Segretario Generale del Consiglio dEuropa, Signor Thorbjrn Jagland, per il cortese invito e per le gentili parole di benvenuto che mi ha rivolto. Saluto poi la Signora Anne Brasseur, Presidente
dell'Assemblea Parlamentare. Tutti ringrazio di cuore per l'impegno che profondete e il
contributo che offrite alla pace in Europa, attraverso la promozione della democrazia, dei
diritti umani e dello stato di diritto.
Nell'intenzione dei suoi Padri fondatori, il Consiglio d'Europa, che quest'anno celebra il suo
65 anniversario, rispondeva ad una tensione ideale all'unit che ha, a pi riprese, animato
la vita del continente fin dall'antichit. Tuttavia, nel corso dei secoli hanno pi volte prevalso le spinte particolariste, connotate dal susseguirsi di diverse volont egemoniche. Basti
pensare che dieci anni prima di quel 5 maggio 1949, in cui fu firmato a Londra il Trattato
che istituiva il Consiglio d'Europa, iniziava il pi cruento e lacerante conflitto che queste
terre ricordino, le cui divisioni sono continuate per lunghi anni a seguire, allorch la cosiddetta cortina di ferro tagliava in due il continente dal Mar Baltico al Golfo di Trieste. Il progetto dei Padri fondatori era quello di ricostruire l'Europa in uno spirito di mutuo servizio,
che ancora oggi, in un mondo pi incline a rivendicare che a servire, deve costituire la
chiave di volta della missione del Consiglio d'Europa, a favore della pace, della libert e
della dignit umana.
D'altra parte, la via privilegiata per la pace - per evitare che quanto accaduto nelle due
guerre mondiali del secolo scorso si ripeta - riconoscere nell'altro non un nemico da combattere, ma un fratello da accogliere. Si tratta di un processo continuo, che non pu mai
essere dato per raggiunto pienamente. proprio quanto intuirono i Padri fondatori, che
compresero che la pace era un bene da conquistare continuamente e che esigeva assoluta vigilanza. Erano consapevoli che le guerre si alimentano nell'intento di prendere possesso degli spazi, cristallizzare i processi che vanno avanti e cercare di fermarli; viceversa
cercavano la pace che si pu realizzare soltanto nell'atteggiamento costante di iniziare
processi e portarli avanti.
In tal modo affermavano la volont di camminare maturando nel tempo, perch proprio il
tempo che governa gli spazi, li illumina, li trasforma in una catena di continua crescita, senza vie di ritorno. Perci costruire la pace richiede di privilegiare le azioni che generano dinamismi nuovi nella societ e coinvolgono altre persone e altri gruppi che li svilupperanno,
fino a che portino frutto in importanti avvenimenti storici [1].

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Per questa ragione diedero vita a questo Organismo stabile. Il beato Paolo VI, alcuni anni
dopo, ebbe a ricordare che le istituzioni stesse, che nell'ordine giuridico e nel concerto internazionale hanno la funzione ed il merito di proclamare e conservare la pace, raggiungono il loro provvido scopo se esse sono continuamente operanti, se sanno in ogni momento
generare la pace, fare la pace [2]. Occorre un costante cammino di umanizzazione, cos
che non basta contenere le guerre, sospendere le lotte, (...) non basta una Pace imposta,
una Pace utilitaria e provvisoria; bisogna tendere a una Pace amata, libera, fraterna, fondata cio sulla riconciliazione degli animi [3]. Vale a dire portare avanti i processi senza
ansiet ma certo con convinzioni chiare e con tenacia.
Per conquistare il bene della pace occorre anzitutto educare ad essa, allontanando una
cultura del conflitto che mira alla paura dell'altro, all'emarginazione di chi pensa o vive in
maniera differente. vero che il conflitto non pu essere ignorato o dissimulato, dev'essere assunto. Ma se rimaniamo bloccati in esso perdiamo prospettiva, gli orizzonti si limitano
e la realt stessa rimane frammentata. Quando ci fermiamo nella situazione conflittuale
perdiamo il senso dell'unit profonda della realt [4], fermiamo la storia e cadiamo nei logoramenti interni di contraddizioni sterili.
Purtroppo la pace ancora troppo spesso ferita. Lo in tante parti del mondo, dove imperversano conflitti di vario genere. Lo anche qui in Europa, dove non cessano tensioni.
Quanto dolore e quanti morti ancora in questo continente, che anela alla pace, eppure ricade facilmente nelle tentazioni d'un tempo! perci importante e incoraggiante l'opera
del Consiglio d'Europa nella ricerca di una soluzione politica alle crisi in atto.
La pace per provata anche da altre forme di conflitto, quali il terrorismo religioso e internazionale, che nutre profondo disprezzo per la vita umana e miete in modo indiscriminato
vittime innocenti. Tale fenomeno purtroppo foraggiato da un traffico di armi molto spesso
indisturbato. La Chiesa considera che la corsa agli armamenti una delle piaghe pi gravi dellumanit e danneggia in modo intollerabile i poveri [5]. La pace violata anche dal
traffico degli esseri umani, che la nuova schiavit del nostro tempo e che trasforma le
persone in merce di scambio, privando le vittime di ogni dignit. Non di rado notiamo poi
come tali fenomeni siano legati tra loro. Il Consiglio d'Europa, attraverso i suoi Comitati e i
Gruppi di Esperti, svolge un ruolo importante e significativo nel combattere tali forme di disumanit.
Tuttavia, la pace non la semplice assenza di guerre, di conflitti, di tensioni. Nella visione
cristiana essa , nello stesso tempo, dono di Dio e frutto dell'azione libera e razionale
dell'uomo che intende perseguire il bene comune nella verit e nell'amore. Questo ordine
razionale e morale poggia precisamente sulla decisione della coscienza degli esseri umani
di un'armonia nei loro rapporti reciproci, nel rispetto della giustizia per tutti [6].
Come dunque perseguire l'ambizioso obiettivo della pace?
La strada scelta dal Consiglio d'Europa anzitutto quella della promozione dei diritti umani, cui si lega lo sviluppo della democrazia e dello stato di diritto. un lavoro particolarmente prezioso, con notevoli implicazioni etiche e sociali, poich da un retto intendimento
di tali termini e da una riflessione costante su di essi dipende lo sviluppo delle nostre societ, la loro pacifica convivenza e il loro futuro. Tale studio uno dei grandi contributi che
l'Europa ha offerto e ancora offre al mondo intero.
In questa sede sento perci il dovere di richiamare l'importanza dell'apporto e della re-

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-sponsabilit europei allo sviluppo culturale dell'umanit. Lo vorrei fare partendo da un'immagine che traggo da un poeta italiano del Novecento, Clemente Rebora, che in una delle
sue poesie descrive un pioppo, con i suoi rami protesi al cielo e mossi dal vento, il suo
tronco solido e fermo e le profonde radici che s'inabissano nella terra [7]. In un certo senso
possiamo pensare all'Europa alla luce di questa immagine.
Nel corso della sua storia, essa si sempre protesa verso l'alto, verso mete nuove e ambiziose, animata da un insaziabile desiderio di conoscenza, di sviluppo, di progresso, di pace e di unit. Ma l'innalzarsi del pensiero, della cultura, delle scoperte scientifiche possibile solo per la solidit del tronco e la profondit delle radici che lo alimentano. Se si perdono le radici, il tronco lentamente si svuota e muore e i rami - un tempo rigogliosi e dritti - si
piegano verso terra e cadono. Qui sta forse uno dei paradossi pi incomprensibili a una
mentalit scientifica isolata: per camminare verso il futuro serve il passato, necessitano radici profonde, e serve anche il coraggio di non nascondersi davanti al presente e alle sue
sfide. Servono memoria, coraggio, sana e umana utopia.
D'altra parte - osserva Rebora - il tronco s'inabissa ov' pi vero [8]. Le radici si alimentano della verit, che costituisce il nutrimento, la linfa vitale di qualunque societ che voglia
essere davvero libera, umana e solidale. Daltra parte, la verit fa appello alla coscienza,
che irriducibile ai condizionamenti, ed perci capace di conoscere la propria dignit e
di aprirsi all'assoluto, divenendo fonte delle scelte fondamentali guidate dalla ricerca del
bene per gli altri e per s e luogo di una libert responsabile [9].
Occorre poi tenere presente che senza questa ricerca della verit, ciascuno diventa misura di s stesso e del proprio agire, aprendo la strada dell'affermazione soggettivistica dei
diritti, cos che al concetto di diritto umano, che ha di per s valenza universale, si sostituisce l'idea di diritto individualista. Ci porta ad essere sostanzialmente incuranti degli altri e
a favorire quella globalizzazione dell'indifferenza che nasce dall'egoismo, frutto di una concezione dell'uomo incapace di accogliere la verit e di vivere un'autentica dimensione sociale.
Un tale individualismo rende umanamente poveri e culturalmente sterili, perch recide di
fatto quelle feconde radici su cui si innesta l'albero. Dall'individualismo indifferente nasce il
culto dell'opulenza, cui corrisponde la cultura dello scarto nella quale siamo immersi. Abbiamo di fatto troppe cose, che spesso non servono, ma non siamo pi in grado di costruire autentici rapporti umani, improntati sulla verit e sul rispetto reciproco. E cos oggi abbiamo davanti agli occhi l'immagine di un'Europa ferita, per le tante prove del passato, ma
anche per le crisi del presente, che non sembra pi capace di fronteggiare con la vitalit e
energia di un tempo. Un'Europa un po' stanca, pessimista, che si sente cinta d'assedio dalle novit che provengono da altri continenti.
All'Europa possiamo domandare: dov' il tuo vigore? Dov' quella tensione ideale che ha
animato e reso grande la tua storia? Dov' il tuo spirito di intraprendenza curiosa? Dov' la
tua sete di verit, che hai finora comunicato al mondo con passione?
Dalla risposta a queste domande dipender il futuro del continente. D'altra parte - per tornare all'immagine di Rebora - un tronco senza radici pu continuare ad avere un'apparenza vitale, ma al suo interno si svuota e muore. L'Europa deve riflettere se il suo immenso
patrimonio umano, artistico, tecnico, sociale, politico, economico e religioso un semplice
retaggio museale del passato, oppure se ancora capace di ispirare la cultura e di dischiudere i suoi tesori all'umanit intera. Nella risposta a tale interrogativo, il Consiglio

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d'Europa con le sue istituzioni ha un ruolo di primaria importanza.
Penso particolarmente al ruolo della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, che costituisce in
qualche modo la "coscienza" dell'Europa nel rispetto dei diritti umani. Il mio auspicio che
tale coscienza maturi sempre pi, non per un mero consenso tra le parti, ma come frutto
della tensione verso quelle radici profonde, che costituiscono le fondamenta sulle quali
hanno scelto di edificare i Padri fondatori dell'Europa contemporanea.
Insieme alle radici - che occorre cercare, trovare e mantenere vive con l'esercizio quotidiano della memoria, poich costituiscono il patrimonio genetico dell'Europa- ci sono le sfide
attuali del continente che ci obbligano a una creativit continua, perch queste radici siano
feconde nell'oggi e si proiettino verso utopie del futuro. Mi permetto di menzionarne solo
due: la sfida della multipolarit e la sfida della trasversalit.
La storia dell'Europa pu portarci a concepirla ingenuamente come una bipolarit, o al pi
una tripolarit (pensiamo all'antica concezione: Roma - Bisanzio - Mosca), e dentro questo
schema, frutto di riduzionismi geopolitici egemonici, muoverci nell'interpretazione del presente e nella proiezione verso l'utopia del futuro.
Oggi le cose non stanno cos e possiamo legittimamente parlare di un'Europa multipolare.
Le tensioni - tanto quelle che costruiscono quanto quelle che disgregano - si verificano tra
molteplici poli culturali, religiosi e politici. L'Europa oggi affronta la sfida di "globalizzare"
ma in modo originale questa multipolarit. Non necessariamente le culture si identificano
con i Paesi: alcuni di questi hanno diverse culture e alcune culture si esprimono in diversi
Paesi. Lo stesso accade con le espressioni politiche, religiose e associative.
Globalizzare in modo originale - sottolineo questo: in modo originale - la multipolarit comporta la sfida di un'armonia costruttiva, libera da egemonie che, sebbene pragmaticamente
sembrerebbero facilitare il cammino, finiscono per distruggere l'originalit culturale e religiosa dei popoli.
Parlare della multipolarit europea significa parlare di popoli che nascono, crescono e si
proiettano verso il futuro. Il compito di globalizzare la multipolarit dell'Europa non lo possiamo immaginare con la figura della sfera - in cui tutto uguale e ordinato, ma che risulta
riduttiva poich ogni punto equidistante dal centro -, ma piuttosto con quella del poliedro,
dove l'unit armonica del tutto conserva la particolarit di ciascuna delle parti. Oggi l'Europa multipolare nelle sue relazioni e tensioni; non si pu n pensare n costruire l'Europa
senza assumere a fondo questa realt multipolare.
L'altra sfida che vorrei menzionare la trasversalit. Parto da un'esperienza personale:
negli incontri con i politici di diversi Paesi d'Europa ho potuto notare che i politici giovani affrontano la realt da una prospettiva diversa rispetto ai loro colleghi pi adulti. Forse dicono cose apparentemente simili ma lapproccio diverso. Le parole sono simili, ma la musica diversa. Questo si verifica nei giovani politici dei diversi partiti. Tale dato empirico indica una realt dell'Europa odierna da cui non si pu prescindere nel cammino del consolidamento continentale e della sua proiezione futura: tenere conto di questa trasversalit
che si riscontra in tutti i campi. Ci non si pu fare senza ricorrere al dialogo, anche intergenerazionale. Se volessimo definire oggi il continente, dovremmo parlare di un'Europa
dialogante che fa s che la trasversalit di opinioni e di riflessioni sia al servizio dei popoli
armonicamente uniti.

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Assumere questo cammino di comunicazione trasversale comporta non solo empatia generazionale bens metodologia storica di crescita. Nel mondo politico attuale dell'Europa risulta sterile il dialogo solamente interno agli organismi (politici, religiosi, culturali) della propria appartenenza. La storia oggi chiede la capacit di uscire per lincontro dalle strutture
che "contengono" la propria identit al fine di renderla pi forte e pi feconda nel confronto
fraterno della trasversalit. Un'Europa che dialoghi solamente entro i gruppi chiusi di appartenenza rimane a met strada; c' bisogno dello spirito giovanile che accetti la sfida della trasversalit.
In tale prospettiva accolgo con favore la volont del Consiglio d'Europa di investire nel dialogo inter-culturale, compresa la sua dimensione religiosa, attraverso gli Incontri sulla dimensione religiosa del dialogo interculturale. Si tratta di un'occasione proficua per uno
scambio aperto, rispettoso e arricchente tra persone e gruppi di diversa origine, tradizione
etnica, linguistica e religiosa, in uno spirito di comprensione e rispetto reciproco.
Tali incontri sembrano particolarmente importanti nell'attuale ambiente multiculturale,[ multipolare, alla ricerca di un proprio volto per coniugare con sapienza l'identit europea formatasi nei secoli con le istanze che giungono dagli altri popoli che ora si affacciano sul
continente.
In tale logica va compreso l'apporto che il cristianesimo pu fornire oggi allo sviluppo culturale e sociale europeo nell'ambito di una corretta relazione fra religione e societ. Nella visione cristiana ragione e fede, religione e societ, sono chiamate a illuminarsi reciprocamente, sostenendosi a vicenda e, se necessario, purificandosi scambievolmente dagli
estremismi ideologici in cui possono cadere. L'intera societ europea non pu che trarre
giovamento da un nesso ravvivato tra i due ambiti, sia per far fronte a un fondamentalismo
religioso che soprattutto nemico di Dio, sia per ovviare a una ragione "ridotta", che non
rende onore all'uomo.
Sono assai numerosi e attuali i temi in cui sono convinto vi possa essere reciproco arricchimento, nei quali la Chiesa cattolica - particolarmente attraverso il Consiglio delle Conferenze Episcopali d'Europa (CCEE) - pu collaborare con il Consiglio d'Europa e dare un
contributo fondamentale. Innanzitutto vi , alla luce di quanto ho detto pocanzi, l'ambito di
una riflessione etica sui diritti umani, sui quali la vostra Organizzazione spesso chiamata
a riflettere. Penso, in modo particolare, ai temi legati alla tutela della vita umana, questioni
delicate che necessitano di essere sottoposte a un esame attento, che tenga conto della
verit di tutto l'essere umano, senza limitarsi a specifici ambiti medici, scientifici o giuridici.]
Parimenti sono numerose le sfide del mondo contemporaneo che necessitano di studio e
di un impegno comune, a partire dall'accoglienza dei migranti, i quali hanno bisogno anzitutto dell'essenziale per vivere, ma principalmente che venga riconosciuta la loro dignit di
persone. Vi poi tutto il grave problema del lavoro, soprattutto per gli alti livelli di disoccupazione giovanile che si riscontrano in molti Paesi - una vera ipoteca per il futuro - ma anche per la questione della dignit del lavoro.
Auspico vivamente che si instauri una nuova collaborazione sociale ed economica, libera
da condizionamenti ideologici, che sappia far fronte al mondo globalizzato, mantenendo vivo quel senso di solidariet e carit reciproca che tanto ha segnato il volto dell'Europa grazie all'opera generosa di centinaia di uomini, donne - alcuni dei quali la Chiesa cattolica
considera santi - i quali, nel corso dei secoli, si sono adoperati per sviluppare il continente,
tanto attraverso l'attivit imprenditoriale che con opere educative, assistenziali e di promo

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zione umana. Soprattutto queste ultime rappresentano un importante punto di riferimento
per i numerosi poveri che vivono in Europa. Quanti ce ne sono nelle nostre strade! Essi
chiedono non solo il pane per sostenersi, che il pi elementare dei diritti, ma anche di riscoprire il valore della propria vita, che la povert tende a far dimenticare, e di ritrovare la
dignit conferita dal lavoro.
Infine, tra i temi che chiedono la nostra riflessione e la nostra collaborazione c' la difesa
dell'ambiente, di questa nostra amata Terra che la grande risorsa che Dio ci ha dato e
che a nostra disposizione non per essere deturpata, sfruttata e avvilita, ma perch, godendo della sua immensa bellezza, possiamo vivere con dignit.
Signor Segretario, Signora Presidente, Eccellenze, Signore e Signori,
Il beato Paolo VI defin la Chiesa esperta in umanit [10]. Nel mondo, a imitazione di
Cristo, essa, malgrado i peccati dei suoi figli, non cerca altro che servire e rendere testimonianza alla verit [11]. Null'altro fuorch questo spirito ci guida nel sostenere il cammino
dell'umanit.
Con tale disposizione d'animo la Santa Sede intende continuare la propria collaborazione
con il Consiglio d'Europa, che riveste oggi un ruolo fondamentale nel forgiare la mentalit
delle future generazioni di europei. Si tratta di compiere assieme una riflessione a tutto
campo, affinch si instauri una sorta di "nuova agor", nella quale ogni istanza civile e religiosa possa liberamente confrontarsi con le altre, pur nella separazione degli ambiti e nella
diversit delle posizioni, animata esclusivamente dal desiderio di verit e di edificare il bene comune. La cultura, infatti, nasce sempre dall'incontro reciproco, volto a stimolare la ricchezza intellettuale e la creativit di quanti ne prendono parte; e questo, oltre ad essere
l'attuazione del bene, questo bellezza. Il mio augurio che l'Europa, riscoprendo il suo
patrimonio storico e la profondit delle sue radici, assumendo la sua viva multipolarit e il
fenomeno della trasversalit dialogante, ritrovi quella giovinezza dello spirito che l'ha resa
feconda e grande.
Grazie!
[1] Cfr Evangelii gaudium, 223.
[2] PAOLO VI, Messaggio per l'VIII Giornata Mondiale della Pace, 8 dicembre 1974.
[3] Ibid.
[4] Cfr Evangelii gaudium, 226.
[5] Catechismo della Chiesa Cattolica, 2329 e Gaudium et spes, 81.
[6] GIOVANNI PAOLO II, Messaggio per la XV Giornata Mondiale della Pace, 8 dicembre 1981, 4.
[7] Vibra nel vento con tutte le sue foglie / il pioppo severo; / spasima l'aria in tutte le sue doglie / nell'ansia del pensiero: / dal tronco in rami per fronde si esprime/ tutte al ciel tese con raccolte cime: / fermo rimane il tronco del mistero, / e il tronco s'inabissa ov' pi vero: Il pioppo in: Canti dell'Infermit, ed. Vanni Scheiwiller, Milano 1957, 32.
[8] Ibid.
[9] Cfr GIOVANNI PAOLO II, Discorso all'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa, Strasburgo, 8 ottobre
1988, 4.
[10] Lett. enc. Populorum progressio, 13.
[11] Cfr ibid.

Fonte: www.vatican.va

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SANTO GIOVANNI ANTONIO FARINA


Oggi (23 novembre 2014, ndr), in piazza San Pietro, Papa Francesco ha proclamato santo
il gambellarese Mons. Giovanni Antonio Farina, ex vescovo di Treviso e Vicenza nel XIX
secolo, fondatore della Congregazione delle Suore Maestre di Santa Dorotea Figlie dei Sacri Cuori, definito in vita il vescovo dei poveri per la sua mirabile opera di assistenza verso malati e anziani. Nei trentotto anni di episcopato e fino alla morte, - scrive Suor Emma
Dal Maso, Superiora generale, nellintroduzione al libro La Carit paziente (San Paolo,
2014) di Domenico Jr Agasso - il Santo visse personalmente i contrasti e i drammi che travagliarono la Chiesa
del suo tempo, e quelli politici del Veneto prima e dopo lunificazione italiana. Pur tuttavia, in mezzo a tali vicende, emerge nitida e
luminosa, la sua figura mite di pastore che
per tutta la vita si
chinato amorevolmente
sulle fragilit e i bisogni degli altri, senza
preoccuparsi di se
stesso, consumato alla
fine nellamore per
Dio e per il prossimo.
Prima della proclamagelo Amato, prefetto
delle cause dei santi
ve profilo dei sei nuovi
due indiani. Insieme a
na (1803-1888) sono
altari: Amato Ronconi
cola da Longobardi
co da Casoria (1814Elias Chavara; (1805vathingal (1877-1952).

zione il cardinale Andella Congregazione


ha tratteggiato un bresanti, quattro italiani e
Giovanni Antonio Farisaliti agli onori degli
(ca 1226-ca 1292); Ni(1650-1709); Ludovi1885);
Kuriakose
1871) e Eufrasia Elu-

Durante lOmelia Papa


Francesco ha spiegato la ragione delle canonizzazioni: Oggi la
Chiesa ci pone dinanzi come modelli i nuovi Santi che, proprio mediante le opere di una
generosa dedizione a Dio e ai fratelli, hanno servito, ognuno nel proprio ambito, il regno di
Dio e ne sono diventati eredi. Ciascuno di essi ha risposto con straordinaria creativit al
comandamento dellamore di Dio e del prossimo. Si sono dedicati senza risparmio al servizio degli ultimi, assistendo indigenti, ammalati, anziani, pellegrini. La loro predilezione per i
piccoli e i poveri era il riflesso e la misura dellamore incondizionato a Dio. Infatti, hanno
cercato e scoperto la carit nella relazione forte e personale con Dio, dalla quale si sprigiona il vero amore per il prossimo.
Dalla recente polemica di Papa Francesco contro i cosiddetti preti affaristi si capisce che
queste santificazioni siano particolarmente sentite da Papa Francesco, che nellAngelus
ha sottolineato: Lesempio dei quattro Santi italiani, nati nelle Provincie di Vicenza, Napoli,
Cosenza e Rimini, aiuti il caro popolo italiano a ravvivare lo spirito di collaborazione e di
concordia per il bene comune e a guardare con speranza al futuro, in unit, confidando
nella vicinanza di Dio che mai abbandona, anche nei momenti difficili.

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LASSOCIAZIONE VITTIME DELLAMIANTO


INCONTRA LE ISTITUZIONI
Dopo la sentenza della Corte di Cassazione del 19 novembre scorso sul caso Eternit che ha annullato le due precedenti condanne allazienda svizzera sulla base della
prescrizione, suscitando indignazione e
proteste tra i famigliari delle vittime e in tutto il paese, il Presidente del Senato Pietro
Grasso ha incontrato la signora Romana
Blasotti in rappresentanza dellassociazione Vittime dellAmianto.
Grasso ha raccontato il toccante incontro
in un post sulla sua pagina facebook: Si
parlato molto in queste settimane di Eternit
e di amianto, un problema che riguarda tutto il nostro Paese, da nord a sud. Romana
Blasotti, in rappresentanza dell'associazione Vittime dell'Amianto, mi ha raccontato
del suo immenso dolore legato alla morte
di 5 familiari e del dramma con il quale
costretta a convivere da 33 anni. Mi ha
commosso quando, guardandomi, mi ha
detto: ho finito le lacrime. E' dovere delle
Istituzioni e mio personale far sentire una parola di conforto a chi ha perso una persona cara a causa di malattie legate allamianto, ma la solidariet dello Stato non
basta: essenziale innanzitutto riconoscere alle famiglie delle vittime delle garanzie di tipo economico e sociale, oltre ad essere sempre al loro fianco nella richiesta
di giustizia. Abbiamo poi il dovere di intervenire ora per il futuro: non possiamo pi
rimandare un serio intervento di bonifica dei siti pericolosi, vere e proprie bombe
ambientali ad orologeria. Per quanto riguarda il ddl sui delitti ambientali, che gi
qui al Senato, ho contattato stamattina i presidenti delle commissioni Giustizia e
Ambiente che si sono dichiarati disponibili a licenziare al pi presto possibile questo ddl, che ha bisogno del parere della commissione Bilancio, che ci sar sicuramente in settimana. Compatibilmente con la sessione di bilancio, il Ddl contro gli
eco reati potr essere approvato entro gennaio.
Oltre a Grasso, la delegazione delle vittime dellAmianto ha incontrato in mattinata
la presidente della Camera Laura Boldrini e il sindaco di Roma Ignazio Marino (che
nei giorni scorsi aveva espresso solidariet al sindaco di Casale Monferrato Concetta Palazzetti), mentre nel pomeriggio si svolto un importante incontro a Palazzo Chigi con il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, gi impegnato nell'imprimere
una accelerazione alla riforma della prescrizione.

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APPROVATA LA RIFORMA DI
VENETO AGRICOLTURA

Azzalin: Il Pd riuscito a capovolgere l'impostazione della Giunta ed a migliorare una legge che non comunque quella che avremmo voluto. Questo, poi, non cancella certo le lacune evidenti e gravi della Giunta Zaia
Venezia - Come in ogni riforma vi sono aspetti condivisi ed aspetti che, invece, ci fanno rimanere perplessi. Come Pd abbiamo apprezzato lo sforzo di accogliere molte delle nostre
proposte emendative ed per questo che abbiamo votato a favore di un testo radicalmente modificato rispetto a quello proposto della Giunta, anche se permangono elementi di criticit. E' con queste parole che il vicepresidente della commissione Agricoltura Graziano
Azzalin commenta l'approvazione, avvenuta questa sera dopo una lunga maratona in consiglio regionale, della legge di riforma di Veneto Agricoltura che viene soppressa e sostituita dall'Agenzia veneta per l'innovazione in agricoltura.
Il nodo della vicenda - spiega Azzalin, correlatore in aula della legge - che il ragionamento della Giunta muoveva solo da ragioni economiche, non considerando ruoli e funzioni ma solo i costi. Non vi era, in sostanza, un disegno organico di riorganizzazione, mentre
una riforma del genere necessitava di un ragionamento complessivo sul settore primario:
se questa riforma una tessera di un mosaico, doveva essere accompagnata da altre riforme, altrimenti da sola non sta in piedi. Non solo, ma questo ragionamento contabile
muoveva da un equivoco, ovvero che i risparmi andassero ad esclusivo beneficio del sett-

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-ore, mentre cos non era. Se l'agricoltura recuperer risorse, questo grazie alle modifiche volute dal Pd. Che ha anche ribaltato la prospettiva iniziale che chiarendo nel dettaglio
le funzioni che la nuova agenzia avr. Non si tratta di dettagli, ma di aspetti sostanziali, anche se, ovviamente, questa non la riforma che avremmo voluto noi.
Come opposizione - aggiunge l'esponente dem - avevamo due strade: la prima era di
pensare unicamente alle incombenti elezioni e fare una nobile battaglia di principio lasciando che la maggioranza facesse passare con i suoi voti una riforma che avrebbe danneggiato l'intero settore primario, oppure lavorare sul testo e giungere ad una mediazione. E'
questo quello che abbiamo fatto: siamo riusciti a cancellare la delega in bianco alla Giunta
della bozza originaria ed a chiarire e specificare le funzioni dell'agenzia. La nuova formulazione dell'articolo 2 della legge, modificato proprio grazie alla una puntuale azione emendativa del Pd, esplicitano le funzioni dell'agenzia, che svolge attivit di supporto alla Giunta regionale nellambito delle politiche che riguardano i settori agricolo, agroalimentare, forestale e della pesca, sottolinea che questa si deve occupare di ricerca applicata e sperimentazione volte a migliorare la competitivit delle imprese e delle filiere produttive e la
sostenibilit nei comparti agricolo, agroalimentare, forestale e della pesca, di salvaguardare e tutelare le biodiversit vegetali e animali di interesse agrario, naturalistico e ittico nonch di gestire il demanio forestale regionale.
Concludendo, Azzalin sottolinea come solo dando una prospettiva ad un ente che si deve occupare di ricerca e, quindi, non vive sull'odierno, che si possono tutelare anche i suoi
lavoratori. In questo modo il loro ruolo non solo salvaguardato, ma valorizzato. Sia chiaro
che questa legge non una concessione alla Giunta, che non pu certo utilizzare questa
riforma come alibi per tutte le carenze programmatorie e riformatrici che sono e restano
evidenti e gravi.

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I CENTRI DI RICERCA E SPERIMENTAZIONE


POLESANI FULCRO DELLAGENZIA PER
LAGRICOLTURA REGIONALE

Rovigo - I centri di ricerca e sperimentazione polesani saranno il cuore pulsante di Veneto


Agricoltura. Per l'on. Diego Crivellari la riforma appena compiuta potr sostanziarsi solamente attraverso la continuit e un maggior investimento nei centri di ricerca e sperimentazione Gli emendamenti a firma PD - continua Crivellari - che sono stati approvati durante
la legge di riforma dell'Agenzia regionale per l'agricoltura, sono l'elemento di maggior interesse. Sanciscono almeno negli obiettivi posti, la continuit e la centralit della ricerca nel
settore agricolo e della pesca. Il fulcro saranno appunto i centri che sperimentano e ricercano innovazione, il Polesine ne ospita ben quattro. Per questo credo che la riforma di Veneto Agricoltura la cornice ideale per non solo salvaguardare occupazione e lavoro nelle
realt gi presenti nella Provincia di Rovigo, ma che tali strutture dovranno avere una forte
implementazione e sviluppo. Penso che le premesse poste in Regione sono da leggere come una rassicurazione per i centri polesani, ma che come ogni riforma occorre che gli atti
e gli investimenti futuri sostanzino in modo netto e forte, l'obiettivo della ricerca e della sperimentazione. Le professionalit e il capitale umano presente nei centri polesani - conclude
l'on.Diego Crivellari - sono un patrimonio indiscutibile e necessario allo sviluppo di un settore ancor oggi primario per la nostra Regione.

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15 MILIONI E MEZZO DI EURO PER METTERE IN SICUREZZA I


VECCHI TRATTORI E SALVARE LA VITA DEGLI AGRICOLTORI

Finalmente arrivano gli stanziamenti Inail per il settore pi colpito dagli infortuni mortali
Intervento di Mauro Rossato, Presidente dellOsservatorio Sicurezza sul Lavoro di Vega
Engineering
Finalmente una buona notizia per la sicurezza in agricoltura, perch il settore maggiormente colpito dagli infortuni mortali, ha ottenuto lo stanziamento di 15 milioni e mezzo di euro
su scala nazionale per ladeguamento dei vecchi trattori. Queste sono le risposte concrete
che un Paese civile dovrebbe dare pi spesso ai propri cittadini - lavoratori. E soprattutto a
coloro che, come gli agricoltori, faticano nella dura attivit nei campi e che spesso si trovano ad operare con mezzi a dir poco vetusti; in molti casi, poi, si tratta di veicoli fuori legge
nel senso che non sono a norma per la sicurezza di chi li conduce.
Del resto, a dare lidea del rischio quotidiano per chi opera con i trattori ci sono i numeri
degli infortuni mortali registrati negli ultimi anni dal nostro Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega Engineering. Nel 2013, ad esempio, lincidenza delle morti bianche in questo settore arrivata al 46 per cento di tutte le vittime del lavoro del Paese.
Stiamo parlando di 208 vite spezzate nei campi su un totale di 452 morti nei luoghi di lavoro. Cifre in aumento rispetto al 2012 quando gli agricoltori che avevano perso la vita erano
179 e rappresentavano il 35,2 per cento degli incidenti mortali sul lavoro nel Paese. In termini di incidenza, poi, il 2013 presenta una situazione pi drammatica anche rispetto al

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2011, quando la percentuale delle morti in agricoltura era pari al 39,6 per cento (219 vittime) su un totale di 553 morti sul lavoro.
Nella maggior parte dei casi gli agricoltori, soprattutto ultrasessantenni, sono deceduti a
causa del ribaltamento del proprio trattore, schiacciati o peggio ancora annegati nei fossati
dei loro campi.
Una tragedia che si drammaticamente evoluta negli ultimi tre anni.
Per il ribaltamento di veicolo/mezzo in movimento, infatti, i morti in agricoltura sono stati
124 nel 2013, 84 casi nel 2012, 101 nel 2011.
Nello specifico, molto spesso si tratta del ribaltamento di un trattore con 119 casi nel 2013
(su un totale di 130 casi avvenuti per ribaltamento), 79 casi nel 2012 (su un totale di 97 casi), 97 casi nel 2011 (su un totale di 121).
Spesso, confermano i dati, gli incidenti si verificano a causa dellinadeguatezza dei vecchi
mezzi agricoli utilizzati per lo svolgimento dellattivit, mezzi che non sono stati sottoposti
ad adeguamenti e alle pi recenti indicazioni di settore.
Ben vengano dunque i finanziamenti. Il contributo che verr erogato, tramite lInail, in conto capitale, coprir fino ad un massimo del 65 per cento dei costi sostenuti e documentati
per ladeguamento di un trattore agricolo. La scadenza delle domande alle 18.00 del 3
dicembre 2014.
Ci auguriamo che tutti i lavoratori coinvolti da questo importante stanziamento possano cogliere loccasione in nome della loro sicurezza e in nome del miglioramento delle condizioni del lavoro in agricoltura.

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NO OGM LA TERRA E NOSTRA


IL VIDEO AMBIENTALISTA DI LUCA BASSANESE CON JACOPO FO E IL CORO DELLE MONDINE DI BENTIVOGLIO

Ha per titolo "No O.G.M. La terra nostra!" il nuovo brano del cantautore attivista Luca
Bassanese interpretato assieme a Jacopo Fo e il Coro delle Mondine di Bentivoglio, prodotto artisticamente da Stefano Florio. Una canzone come manifesto per la tutela dell'ambiente che tocca in modo intelligente un tema di grande attualit e dibattito con un linguaggio originale e pro-positivo, dove la protesta diviene proposta per sottolineare l'urgenza e
l'importanza di un ritorno alla terra in modo sostenibile. "No O.G.M. La terra nostra!",
una moderna filastrocca su di una musica incalzante dove il giro di Banjo si eleva su di un
tappeto d'archi per una ballata aulica e al contempo popolare, tra commedia dell'arte e teatro-canzone. Ed cos che il testo del brano "gioca" in modo intelligente sul tema degli
O.G.M. con un linguaggio ironico e poetico. Dice Bassanese: " stata una gioia ed un onore collaborare con l'istrionico scrittore, attore, regista, fumettista, blogger e attivista italiano,ma soprattutto essere umano follemente innamorato della vita, Jacopo Fo, da sempre
attivista per l'ambiente e non ultimo fautore assieme all'educatore e scrittore Michele Dotti
dell'Eco-Futuro Festival, primo festival in Italia centrato sulle nuove eco-tecnologie. Altra
partecipazione della quale mi onoro in questo brano il Coro delle Mondine di Bentivoglio,
queste meravigliose donne resistenti che ci hanno dato modo di unire la storica difesa della terra con l'attuale impegno che tutti dobbiamo assumerci per un futuro Eco-sostenibile."

Il video: www.youtube.com/watch?v=SyXrKXhIsfE&feature=youtu.be

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NOVE MESI DI MORTI SUL LAVORO

Unepigrafe lunga e drammatica che conta 754 vittime. 569 gli incidenti avvenuti sul luogo
di lavoro e 187 in itinere. Sono i tristi contorni della geografia degli infortuni mortali raccontata nella pi recente indagine dellOsservatorio Sicurezza sul lavoro Vega Engineering
(sulla base dei dati Inail). 64 sono i decessi sul lavoro rilevati da gennaio a settembre in
Lombardia, 59 in Emilia Romagna, 54 in Puglia, 53 in Piemonte, 50 in Sicilia e 44 in Veneto
Nove mesi di morti sul lavoro per unepigrafe drammatica che conta 754 vittime: di cui 569
decedute sul luogo di lavoro e 185 in itinere. Sono questi, purtroppo, i freddi e tristi contorni della geografia degli infortuni mortali raccontata nella pi recente indagine dellOsservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega Engineering (sulla base di dati Inail).
Un panorama sconcertante che racconta il fenomeno delle morti bianche da gennaio a settembre 2014 nel nostro Paese e dove ancora una volta la Lombardia conta il maggior numero di decessi sul luogo di lavoro (64); 59, invece, sono quelli registrati in Emilia Romagna, 54 in Puglia, 53 in Piemonte, 50 in Sicilia e 44 in Veneto. Intanto, lunico valore in diminuzione il decremento della mortalit rispetto al 2013. Era, infatti, pari al 4,6 per cento
a fine giugno, mentre a fine settembre sceso a 2,4. (I dati completi sono disponibili sul sito www.vegaengineering.com ).
Il risultato peggiore sullincidenza della mortalit rispetto alla popolazione lavorativa secondo lOsservatorio mestrino viene, invece, rilevato in Molise (70,4 contro una media nazio-

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-nale pari a 25,3). Seguono Basilicata (50) e Puglia (46,7).


Il maggior numero di incidenti per macroarea geografica
viene registrato nel Sud della Penisola(139), mentre il numero minore di infortuni mortali nel Centro (109).
Il settore delle costruzioni quello in cui si verificato il numero pi elevato di incidenti mortali (13,7 per cento dei casi), seguito dalle attivit manifatturiere (12 per cento) e dai
trasporti e magazzinaggi (8,4 per cento).
Alla capitale spetta poi il record peggiore quanto a maggior
numero di vittime (sono 27), seguita da Bari (20), Torino e
Lodi (19). Mentre lincidenza pi alta della mortalit rispetto
alla popolazione lavorativa a livello provinciale viene registrata
ad
Isernia
(145,6).
Le donne che hanno perso la vita sul lavoro nei primi 9
mesi del 2014 sono state 33 (5,8 per cento del totale).
Gli stranieri deceduti sul lavoro sono 71 pari al 12,5 per
cento del totale.
Il gioved il giorno della settimana in cui si verificato il maggior numero di incidenti.
Quasi il 70 per cento delle morti bianche ha coinvolto lavoratori con unet superiore ai 45
anni.

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POLO MUSEALE VENEZIANO:

I GRANDI APPUNTAMENTI PER IL 2015

La Soprintendente Damiani annuncia 4 eventi espositivi. Plessi alla Ca dOro, una grande
proposta della Tagore Foundation al Grimani e, mentre prende il via lallestimento delle
Grandi Gallerie dellAccademia, de Kooning e Manuzio alle Gallerie dellAccademia.
Grandi appuntamenti annunciati dalla Soprintendente Giovanna Damiani per il 2015 nelle
diverse sedi del Polo Museale Veneziano. Il programma, messo a punto dalle strutture della Soprintendenza speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il
Polo museale della citt di Venezia coinvolge le Gallerie dellAccademia, la Ca dOro e Palazzo Grimani. Restano, per ora, escluse la quarta e quinta sede del Polo, ovvero il Museo
Archeologico e il Museo dArte Orientale ospitato a Ca Pesaro, Museo che per altro stato recentemente oggetto di un importante, ampio speciale della Rai andato in onda sul
canale tematico di Rai Scuola e che, proprio pensando allutenza scolastica, stato dotato
di un ulteriore programma di attivit e servizi per i pi giovani ed i giovanissimi. Altre puntate del medesimo programma Rai sono state realizzate anche nelle altre sedi del Polo.
Cominciamo dalla Ca dOro. La Soprintendente Damiani annuncia la grande mostra dal titolo PLESSI. LIQUID LIFE. Il flusso della memoria - 1000 progetti, una installazione site
specific sul tema dellacqua, tema che Venezia ha scelto come propria cifra in occasione
di Expo 2015, accanto allalimentazione e al cibo. Acqua come bene primario, elemento
connaturato alla fama e allidentit internazionale del sito, emblematica dellintera produzione di Fabrizio Plessi e che diviene nella sua opera, attraverso il tema del fluire liquido e
dello scorrere, metafora primaria della memoria, della storia e del processo creativo stesso. Verr proposta, articolandosi su due piani del palazzo, una grande installazione video

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Palazzo Grimani

accompagnata da una cornice di 1000 disegni, unopera - afferma la Soprintendente- di


sicura suggestione, in linea con la tradizione di stimolanti contaminazioni tra antico e contemporaneo avviata e perseguita negli ultimi anni dal museo.
Proseguiamo con Palazzo Grimani dove, in contemporanea con la prossima Biennale dArte, la Soprintendenza e la Tagore Foundation International presenteranno Frontiers Reimagined. 38 artisti internazionali, affermati o emergenti, esplorano il superamento
dellidea di frontiera culturale, testimoni e loro stessi protagonisti di un dialogo interculturale che crea gangli sempre nuovi, dove pi culture si scontrano e si fondono, come mai prima avvenuto nella storia dellumanit. E un nuovo mondo, stimolante e caotico, dove ogni
frontiera fissa, stabilita, codificata risulta superata, dove ogni giorno gli artisti concorrono a
creare delimitazioni nuove che non sono pi frontiere ma opportunit. La mostra, che si
apre con un omaggio a Rauschenberg, antesignano di questa esplicita ricerca, propone
opere di Sebastian Salgado, Lee Waisler, Robert Yasuda, Joel Shapiro, Susan Weil, Golnaz Fathi, Kenro Izu, Donald Sultan, Nino Suwannee Sarabutra, Hiroshi Senju, tra gli altri.
Passiamo infine alle Gallerie dellAccademia. La Soprintendente Damiani innanzitutto prefigura lavvio dellallestimento delle nuove sale: Stiamo attendendo il collaudo da parte degli uffici competenti dei lavori gi completati sulle strutture murarie, dichiara la dottoressa
Damiani. Nel contempo stiamo cercando di capire su quanti fondi si possa concretamene
contare per realizzare lallestimento. Nellattesa di questi due fondamentali elementi che
non sono di nostra diretta gestione, i nostri uffici hanno gi studiato e previsto, sala per sala, il percorso allestitivo. Non solo: abbiamo gi avviato il restauro delle tele che andranno
ad arricchire lattuale percorso e siamo pronti per dare funzione ai nuovi locali, appena disponibili collaudo e fondi. E stato un lavoro molto approfondito, che ha impegnato le no-

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-stre strutture per molto tempo ma che dar un volto nuovo alle Gallerie. Posso anticipare
che, allattuale percorso, si aggiungeranno sezioni dedicate allarte dellOttocento, alla statuaria, e troveranno uno spazio di grande respiro la pittura barocca del Seicento di scuola
italiana e non, e i dipinti di quella importante stagione artistica rappresentata dal Settecento veneziano.
Mentre si lavorer al nuovo allestimento, le Gallerie ospiteranno due rilevanti eventi temporanei. Lesperienza positiva, in termini di pubblico e di interesse, vissuta lo scorso anno
con la mostra dei disegni di Leonardo - continua la Soprintendente - ci ha convinto a programmare, per la primavera, una grande mostra, questa volta dedicata allarte contemporanea, che si terr in concomitanza con la Biennale. Sono in corso di definizione proprio in
queste ore i termini ultimi dellaccordo, ma posso gi anticipare che si tratta di una mostra
dedicata allopera di Willem de Kooning, organizzata con la collaborazione della The Willem de Kooning Foundation di New York. Per lautunno ospiteremo infine una esposizione,
promossa da questa Soprintendenza e, tra gli altri, dalla Regione del Veneto, che riguarder lopera di Aldo Manuzio, straordinario stampatore e intellettuale, e la cultura veneziana tra Quattro e Cinquecento. Per la qualit delle opere, non solo libri, e per il taglio innovativo che i curatori hanno scelto, si tratter di una vera mostra-evento di straordinario
spessore culturale ed interesse.

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A ROVIGO IL DEMONE DELLA MODERNITA


PITTORI VISIONARI ALLALBA DEL SECOLO BREVE

Sascha Schneider, Triumph der Finsternis (Trionfo delle tenebre), 1896, olio su tela collezione privata

Rovigo, Palazzo Roverella, 14 febbraio - 14 giugno 2015. Una grande mostra che racconta
per la prima volta il furioso travaglio che sconvolse lEuropa tra fine Ottocento e inizi Novecento, quando un immaginario fuori controllo, demoniaco per potenza e violenza, fece irruzione in un mondo dorato e frivolo. E lo dipinge con una forza e una libert mai viste prima. Gli ultimi fuochi di unepoca. Solo pochi anni, poi nulla sar pi come prima, con lirrompere vitale e innovatore della Modernit.
Lirrompere della modernit nel mondo tardo Ottocentesco e il suo deflagrare nei primi tre
decenni del secolo breve sono il soggetto vero di questa sorprendente mostra affidata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo a Giandomenico Romanelli, curatore della fortunatissima mostra che Palazzo Roverella ha dedicato questanno a LOssessione Nordica. Una modernit particolare, popolata da angeli e demoni, tra inquieto e ineffabile, tra conscio ed inconscio, tra prefigurazioni di morte e destini di luce.
certo una mostra in grado di dare forti emozioni, che accosta a vitalismi sfrenati e ambigui eterei straniamenti, incubi e sogni. Una mostra insolita e forse unica, e non solo per
lItalia. Eun viaggio, pregnante, forte, carico di emozioni che accompagna nelle profondit
pi oscure dellinconscio e fa ascendere alle terse luminosit dello spirito.

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Gennaro Favai, New York, 1930 ca, olio su tavola - collezione privata

Assieme ad alcune irrinunciabili icone delluniverso simbolista, saranno presentate opere


che uniscono la suggestione del simbolo e la libert visionaria e utopistica dellideale, facendo compiere al visitatore un percorso teso tra scoperte di unarte esclusiva e misteriosa
e la rappresentazione drammatica e cruda, talvolta sommessa, della follia della guerra.
Ma, tra resistenze e cadute, quella che viene messa in scena la irruzione di una modernit inquieta e tempestosa, prefiguratrice di morte non meno che sfrenata celebratrice di
un vitalismo tutto proteso verso nuove conquiste e nuovi miti.
Anche i linguaggi dellarte si rinnovano tumultuosamente, infrangono gli schemi rigidi di
ogni classicit, le tradizionali connessioni e relazioni spazio-temporali, introducono il movimento, le sonorit estreme, le contaminazioni tra i generi.
Non si tratta di una narrazione sistematica: attorno a impareggiabili figure del mondo nuovo, ad angeli di un destino di luce e alle tenebre gelide e sulfuree che circondano il maledetto e il reietto, le nuove forme dellarte spalancano orizzonti insospettati e fanno esplodere sopra le macerie del passato la potenza incontenibile e pur ambigua del moderno.

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Franz von Stuck, Il Peccato, 1900 ca, olio su tela - Zagreb, Museum of Arts and Crafts

A raccontare, interpretare e vivere nelle loro opere queste emozioni sono grandi artisti europei: James Ensor, Franz Von Stuck, Leo Putz, Odillon Redon, Arnold Boecklin, Paul
Klee, Carlos Schwabe, J.A.G. Acke, M. Kostantinas Ciurlionis, Max Klinger, Leon Bakst,

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Gustav Moreau: Le Voyageur ou Oedipe, voyageur. Muse de La Cour d'Or - Metz Mtropole 125 X 95

Alfred Kubin, Felicien Rops, Gustav Moreau, Hans Unger, Lovis Corint, K. Wilhelm Diefenbach e gli italiani: Mario De Maria, Guido Cadorin, Cagnaccio di san Pietro , Bortolo Sacchi, Alberto Martini, tra gli altri. In una sinfonia che inevitabilmente si contrappunta alle musiche di Wagner e alle originalissime immagini di New York di Gennaro Favai.
Per chi ama la grande arte, i confronti con le altre arti e soprattutto le forti emozioni.
Il demone della modernit. Pittori visionari all'alba del secolo breve una mostra promossa ed organizzata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo con il Comune di Rovigo, e lAccademia dei Concordi, a cura di Giandomenico Romanelli.

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ENRICO PAULUCCI: UN PITTORE IN PORTA


Dopo lesposizione Invasione di
campo, allo Juventus Museum va
in scena unaltra splendida mostra. A partire da oggi, mercoled
19 novembre, il tempio della storia bianconera esporr le opere di
Enrico Paulucci, pittore della generazione 1901 con un passato
da portiere bianconero. Erano i
primi anni 20, la Juve vincitrice di
uno scudetto era poco pi vecchia
di Paulucci e giocava in un campo
con la tribuna in legno, scarpe bullonate ai piedi, e gli spogliatoi sotto la tribuna.
La mostra, dal titolo EnricoPaulucci: un pittore in porta, organizzata in collaborazione con
lArchivio Paulucci, racconta attraverso dipinti, disegni, guazzi, fotografie e scritti inediti come la passione per la pittura sia vissuta dallartista di pari passo con quella del calcio, ai
tempi dei campi verdi e delle margheritine, delle scarpe e della magliette comperate per
correre con gioia e semplicit in un prato appena fuori citt (nelle parole di Laura Riccio,
curatrice dellesposizione). La rassegna composta da 20 opere che spaziano da Juventus. Una partita a Il Pittore Juventino. Autoritratto e Non sar mai pi cos bello il gioco
del calcio (Autoritratto giovanile) ed includono inoltre paesaggi, nature morte e opere ad
ispirazione classica. La mostra rimarr aperta fino al 22 febbraio 2015.
Immagine dopo immagine viene raccontata una storia al cui centro ci sono Torino e naturalmente la Juventus: agli inizi degli anni Venti, il pittore genovese classe 1901 milita infatti
nelle giovanili bianconere, vestendo la maglia da portiere e arrivando a disputare alcune
amichevoli con la prima squadra. In contemporanea, frequenta in citt artisti quali Chessa,
Levi, Galante, Menzio e Boswell, con cui costituir il Gruppo dei Sei.
Nel 1928 si reca a Parigi dove ha modo di conoscere la pittura francese, dallImpressionismo in avanti, interessandosi in particolare alle opere di Picasso, Matisse, Dufy e Braque.
Nel 1939 gli viene assegnata la cattedra di pittura dellAccademia Albertina di Belle Arti di
Torino, che dirige dal 1955, ovvero lanno dopo la sua esposizione alla Biennale di Venezia.
Le sue opere hanno fatto il giro del mondo: Londra, Parigi, Linz, Praga, Il Cairo, San Paolo, Stoccolma, Barcellona, New York e i paesi scandinavi solo per citare alcuni dei luoghi
che hanno avuto lonore di ospitare i suoi quadri. Che ora finalmente approdano al JMuseum, in un cortocircuito temporale assolutamente unico.
Orario mostra: lun-ven 10:30-18; sab-dom e festivi 10:30-19:30; chiusura il marted.
Biglietto dingresso: 18 museo+stadium tour+mostra, 12 museo+mostra, 5 solo mostra. Info: juventus.museum@juventus.com

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LA MOSTRA SU FREYA AD ASOLO


PROLUNGATA FINO AL 6 GENNAIO

Freya segreta conquista il pubblico, mostra prolungata sino al 6 gennaio 2015


Vaghe stelle dellorsa, la mostra documentaria dedicata a Freya Stark allestita nella Sala
della Ragione al Museo Civico di Asolo, sar prolungata sino al 6 gennaio. Lo ha deciso il
Comune di Asolo insieme alle Freyadi, il circolo di amiche ed estimatrici che hanno frequentato la scrittrice inglese negli anni asolani. Tra loro, anche la curatrice, professoressa
Annamaria Orsini. Una decisione assunta sullonda del successo di questa piccola, raffinatissima esposizione. La mostra, afferma il Sindaco Migliorini, partita quasi in sordina, anche perch Asolo da tempo non pi meta del pubblico delle mostre. Ecresciuta gradualmente per esplodere in queste ultime settimane, di pari passo con la forte attenzione che
la stampa nazionale, oltre che quella regionale, hanno riservato allesposizione, nei week
end tra la fine di settembre e ieri stata vista da pi di 1.100 persone. In queste ultime settimane sono fioccate, da tutta Italia, richieste di informazioni da appassionati che avendo
saputo della mostra chiedevano di prolungarla per poter venire ad Asolo ad ammirarla. Di
qui la nostra decisione di renderla visitabile sino al 6 gennaio. Proprio questo successo ci
conferma sulla decisione di far seguire alla attuale mostra una sala permanente dedicata a
Freya nel nostro Museo Civico. Dalla prossima primavera, Freya andr stabilmente ad affiancare le altre due grandi donnedi Asolo, la Regina Caterina Cornaro e Eloeonora Duse

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cui sono gi dedicate
due sezioni monografiche nel museo. Saranno levestali di
Freya,
ovvero
le
Freyadi, a proporre i
materiali della futura
Sala Freya al Museo
Civico. Sar un atto
daffetto ma anche un
giusto tributo alla memoria di una donna
che scelse Asolo come il luogo di una vita
e che qui grazie alla
sua fama internazionale, richiam una
piccola, vivacissima
corte, come gi fece
la Regina Cornaro.
Freya -annota il Sindaco Migliorini - era a
tutti gli effetti, pur inglese e pur suddita e
amica personale della
regina inglese, cittadina di Asolo. Aveva infatti ricevuto le chiavi
della Citt, onore che
visse con molta partecipazione. Ora Asolo
la ricorda, sullemozione del ricordo di chi
ha avuto l'onore di frequentarla, la sua memoria e la personalit
di una donna che ha
segnato la storia della letteratura ma, con i suoi servigi alla Corona in terra araba, anche la
storia con la esse maiuscola.
Vaghe stelle dellorsa... Il viaggio sentimentale di Freya Stark Asolo, Museo Civico - Sala
della Ragione (via Regina Cornaro n. 74), dal 27 settembre al 6 gennaio 2015. Orario Venerd 15.00-19.00/Sabato e domenica 10.00-19.00. Ingresso:intero 5, per i minorenni ingresso gratuito. Mostra promossa ed organizzata dal comune di Asolo, Assessorato alla
Cultura in collaborazione con Regione del Veneto, Assessorato alla Cultura. A cura di Annamaria Orsini; direzione della Mostra Chiara Carinato e Orietta Dissegna. Progetto e Allestimento Corde Architetti Associati. Catalogo e saggio critico a cura di Annamaria Orsini,
edito da Antiga.
Info: Ufficio Cultura di Asolo tel. 0423/524637 - cultura@comune.asolo.tv.it - www.asolo.it

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BOOKCITY MILANO 2014: CULTURA,


ARTE, LIBRI E GRANDI ARTISTI

A cura di Francesca Monti


Oltre novecento eventi in quattro giorni, nelle pi belle location di Milano. Tutto questo
BookCity Milano 2014, uniniziativa voluta dal Comune di Milano e dal Comitato Promotore
(Fondazione Rizzoli Corriere della Sera, Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, Fondazione
Arnoldo e Alberto Mondadori, Fondazione Scuola per Librai Umberto e Elisabetta Mauri), a
cui si sono affiancati la Camera di Commercio di Milano e lAIE (Associazione Italiana Editori), in collaborazione con lAIB (Associazione Italiana Biblioteche) e lALI (Associazione
Librai Italiani). Artisti, poeti, cantanti, personaggi dello spettacolo e dello sport, attori, attrici, scrittori italiani ed internazionali, hanno incontrato il pubblico nel corso delle varie conferenze e presentazioni delle loro opere letterarie.
BookCity Milano 2014 si aperta gioved 13 novembre con levento che ha visto protagonista lo scrittore israeliano David Grossman, che al Teatro Dal Verme stato insignito del
Sigillo della citt da parte del sindaco di Milano Giuliano Pisapia. Lautore di Applausi a
scena vuota ha ricevuto il prestigioso premio per quello che ha scritto, per il suo ruolo di
messaggero di pace, di testimone di chi vuole un mondo pi giusto, pi uguale, dove non
ci sia guerra. Nel corso dellincontro, Grossman ha discusso con il giornalista Edoardo Vigna sul tema La forza delle parole: Le parole possono avere una forza straordinaria. Per

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questo vanno scelte e dosate con cura e precisione. Nelle sue opere, Grossman ha analizzato la questione israelo-palestinese, battendosi contro lestremismo e la violenza di entrambe le fazioni, come lui stesso ha detto: Nei miei libri ho sempre cercato di raccontare
la verit che conosco, ma spesso la gente non vuole ascoltare. Per questo motivo pu essere molto importante imparare a raccontare la verit utilizzando parole diverse.
Venerd nella Sala Viscontea, completamente esaurita, al Castello Sforzesco arrivata invece Sophie Kinsella, per parlare del suo ultimo libro I Love shopping a Hollywood. Ho
scritto questo libro dopo 4 anni dallultimo, tornare a scrivere delle avventure di Becky
stato come ritrovare una vecchia amica, ha spiegato lautrice. Quando scrivo i miei libri
mi diverto tantissimo. Non riuscivo proprio ad immaginarmi Becky a Los Angeles, nella patria della citt crudista per eccellenza, dove tutti sono famosi, magrissimi e super in forma,
ma ho pensato: Come posso mettere in riga Rebecca? Facendola correre! E infatti in questo libro lei corre, tanto, per seguire gli attori famosi che si incontrano ad Hollywood, salvo
poi fermarsi ogni tanto per ammirare qualche vetrina!.
Sabato, dopo aver assistito presso lExpo Gate di Piazza Castello ad alcuni momenti di E
quindi uscimmo a riveder le stelle, unavvincente lettura integrale a pi voci della prima
cantica della Divina Commedia, lInferno, da parte di attori e di personalit della cultura cittadina e della societ civile (tra cui Elio De Capitani, Ferdinando Bruni, Federica Fracassi,
Francesco Mandelli, Bruno Gambarotta, Piergaetano Marchetti, Luca Formenton), abbiamo seguito la presentazione di alcuni interessanti libri.
Alessandro DAvenia, dopo il grande successo di Bianca come il latte, rossa come il sangue e Cose che nessuno sa, ha parlato del suo nuovo libro Ci che inferno non .
DAvenia per la prima volta racconta di s attraverso un alter ego, Federico, che ha diciassette anni quando don Pino Puglisi viene ucciso dalla mafia. Era scritto nella mia carne,
avendo vissuto in prima persona quella meravigliosa e tragica estate del 1993. Padre Puglisi era il professore di religione della mia scuola. Era sempre disponibile a rispondere alle
nostre domande, sempre sorridente. Era come se attingesse quel sorriso da una fonte inesauribile: il Dio di cui era innamorato. Quando all'inizio del quarto anno non torn in classe
perch il 15 settembre gli avevano sparato, nella mia vita ci fu uno spartiacque. Aveva 56
anni, era il giorno del suo compleanno, ma il killer non lo sapeva. Da scrittore ho ricevuto il
premio intitolato a lui e ho capito che dalla carne doveva passare alla carta", ha spiegato
DAvenia, che ha poi firmato centinaia e centinaia di copie del suo libro.
Chiara Gamberale, dopo il successo del romanzo Per dieci minuti, finalista al premio Bancarella, torna in libreria con Arrivano i pagliacci, rivisitazione del romanzo pubblicato 13
anni fa. La protagonista sempre Allegra Lunare, che prima di trasferirsi scrive una lunga
lettera, dove a parlare sono gli oggetti che lascia volontariamente nellabitazione, affidando
ai futuri inquilini la storia della sua casa e della sua famiglia. A ogni presentazione di un libro, almeno un lettore mi domandava: Perch non riesco pi a trovare Arrivano i pagliacci
in libreria? E innanzitutto per rispondere a questa domanda che ho sentito il bisogno di far
tornare i pagliacci: ma ho scoperto che ce lavevo anche io dentro, la stessa domanda. E
avevo dentro lurgenza di non perdere il contatto con quella storia, quelle pagine, ha detto
lautrice che ha anche letto il suo libro, alternandosi con due lettori non vedenti allIstituto
dei Ciechi di Milano, con la storia che ha preso forma nel buio attraverso suoni e rumori
come in un vero e proprio radiodramma.
Daria Bignardi ha presentato il suo quarto romanzo, Lamore che ti meriti. La storia ha >>

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per protagoniste Antonia e Alma, una figlia e una madre. Antonia aspetta un bambino e
vuole conoscere la verit su una serie di misteri familiari. Chi era Maio, lo zio mai conosciuto e perch non si mai parlato della sua scomparsa? Cosa nasconde il suicidio del
nonno? Approdata a Ferrara sulle tracce di Maio, Antonia, che di mestiere scrive gialli, far
delle scoperte decisive sulla propria famiglia e sulle famiglie in generale. Nell'inchiesta su
Maio si riflette il gioco delle generazioni, la cifra degli anni bui a cavallo tra Settanta e Ottanta, fino al destino stesso di Antonia. La storia allude al destino di una famiglia, apparentemente felice, e a quello che pu succedere quando c un segreto che viene rivelato
dopo tantissimi anni e che ovviamente sconvolge le vite di tutti i suoi componenti, ha spiegato lautrice.
Dulcis in fundo, la cantautrice Paola Turci ha presentato la sua autobiografia Mi amer lo
stesso allo Spazio Eventi della libreria Mondadori di Piazza Duomo, con la partecipazione
di Luca De Gennaro. Un libro in cui Paola si racconta, con episodi della sua infanzia in famiglia, il primo contratto discografico, i Festival di Sanremo, la sua esperienza come attrice
interrotta dallincidente del 1993, la forza e il coraggio con cui ha saputo affrontare e superare le difficolt, i suoi viaggi a Lourdes, ad Haiti, in Sudan, piccole curiosit sulla sua vita
privata e tanto altro. Mi ha convinta a scrivere questo libro Enrico Rotelli, stato una sorta
di angelo custode, mi ha dato la forza di pubblicarlo, ha detto lautrice, che sta registrando
il nuovo disco, un album acustico in uscita prossimamente, e che ha in progetto di scrivere la sua terza opera letteraria (dopo Con te accanto e Mi amer lo stesso). La presentazione si chiusa sulle note di due suoi splendidi brani, Ti amer lo stesso e Volo cos,
cantati a cappella da Paola Turci insieme al numerosissimo pubblico presente.

GRANDISSIMO SUCCESSO PER LA


3^ EDIZIONE DI BOOKCITY MILANO
Si chiusa domenica ledizione 2014 di BookCity Milano, che ha avuto una straordinaria
partecipazione di pubblico nonostante il maltempo, con circa 130.000 persone di ogni et
che hanno seguito con entusiasmo gli incontri, dando conferma di quanto BookCity sia ormai diventato un appuntamento atteso e seguito.
"Questa terza edizione di Bookcity conferma il successo di un formato che in continua
evoluzione e che ogni anno diventa pi ricco e pi ampio - ha dichiarato l'assessore alla
Cultura Filippo Del Corno -. Una delle novit di questa edizione l'estensione delle iniziative anche nell'area metropolitana, che hanno avuto una grande partecipazione di pubblico
facendo emergere cos l'identit anche culturale della nascente citt metropolitana. La nomina di 'Citt del Libro 2015' il premio per il grande lavoro che Milano sta facendo non
solo per la promozione del libro e della lettura, ma soprattutto nella conquista di nuovi lettori".
Il comitato promotore di BookCity Milano ha affermato: La citt di Milano e la sua area
hanno risposto con accresciuto, inaspettato date le condizioni meteorologiche, entusiasmo
ai mille eventi di Bookcity. Il libro ha vinto e ha popolato i duecento e pi luoghi dove ha
parlato. Il passaparola ed i commenti sui social network hanno travolto ogni ostacolo. Universit e scuole sono state in primo piano, protagoniste della manifestazione. Milano citt
del libro per il 2015 quindi citt e motore di crescita basata sul sapere. Con questo impe-

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- gno affrontiamo un anno denso di iniziative per la lettura e ci diamo appuntamento all'edizione Bookcity Expo dal 22 al 25 ottobre 2015.
Vi proponiamo alcuni interessanti libri presentati nellultima giornata di BookCity Milano
2014.
Allinterno dellevento La cucina anche allegria. Centinaia di nuove ricette, per tutta la famiglia, che si tenuto presso Cargo di via Meucci e ha visto la partecipazione di Selvaggia Lucarelli, Antonella Clerici ha presentato il suo nuovo libro La cucina di casa Clerici, nel quale la conduttrice de La Prova del Cuoco e di Ti lascio una canzone presenta
tanti antipasti, primi, secondi, contorni e dolci, tutti semplici e gustosi, quelli che cucina a
casa sua. E, come da tradizione, ospita anche i piatti di qualcuno a cui vuole molto bene ma per la prima volta si tratta del suo pubblico! Il volume, infatti, raccoglie alcune ricette che lautrice riceve direttamente dai suoi fedelissimi fan, tutte autentiche, buone e genuine come possono essere solo quelle che gli italiani preparano ogni giorno per la propria
famiglia. E unaltra interessante novit accompagna tutti i piatti di Antonella: tante curiosit
e aneddoti divertenti legati al cibo.
Matteo Marzotto nellambito dellevento The mission is possible: pedalare sempre tutti insieme per la ricerca, presso lArchivio di Stato, ha presentato insieme a Davide Cassani,
Iader Fabbri e Fabrizio Macchi, il libro BikeTour-Pedalando per la Ricerca, racconto per
immagini dell'emozionante iniziativa sportiva charity nata nel 2012 da un'idea dello stesso
Marzotto per raccogliere fondi a favore della ricerca per la lotta alla fibrosi cistica. A cinque
anni dall'uscita dell'autobiografia Volare Alto, Matteo ha voluto imprimere su carta il ricordo di un'avventura indimenticabile, condivisa con i volontari delle Delegazioni e dei Gruppi
di sostegno FFC assieme a un gruppo di amici sportivi, che in sella alle loro biciclette hanno attraversato l'Italia pedalando da Nord a Sud per infondere un messaggio di speranza a
sostegno dei malati e delle loro famiglie. Un reportage unico, realizzato dal fotoreporter Alfonso Catalano, che testimonia l'impegno profuso dal team di ciclisti nel sensibilizzare la
cittadinanza sull'importanza della raccolta fondi a favore della ricerca sulla fibrosi cistica
(Gioved 20 novembre, alle ore 20,30, il BikeBook far tappa all'Auditorium Comunale di
Chiampo (VI)).
Emis Killa ha parlato invece del suo primo libro Bus 323. Viaggio di sola andata. Fra
centri sociali e cavalcavia di cemento nella provincia milanese, dai piccoli furti e dalle pasticche, ai dischi di platino, il rapper di Vimercate si racconta in un libro autobiografico, tra
immagini di oggi e flashback del passato. Serate trascorse in discoteca e giornate spese
nel parco, a far nulla e senza prospettive nella grigia provincia lombarda. Fino a quando
nella vita di Emis Killa, all'epoca ancora Emiliano Giambelli, irrompe l'hip hop. La svolta il
323, il bus che d il titolo al libro, quello che da Vimercate lo porta a Cologno e poi a Milano, dove si fa la storia dell'hip hop, e dove tutto ha inizio.
Ventanni dopo Il Dio del fiume, il romanzo che ha consacrato Wilbur Smith al successo
di scrittore bestseller in Italia, il re dellavventura torna allantico Egitto con il romanzo pi
avvincente, trascinante e appassionante di sempre, dal titolo Il Dio del deserto. Wilbur
Smith, 81 anni, originario dello Zambia, lautore pi venduto in Italia, con 24 milioni di copie. Protagonista del nuovo romanzo Taita, il mago, il medico, il poeta, il consigliere intimo del faraone Mamose e poi del figlio, Tamose. Taita, luomo che regge nellombra le
sorti dellEgitto, che ora dovr occuparsi come tutore e mentore, delle due vivaci figlie
dellamata regina Lostris, Tehuti e Bakatha. A complicare la non facile situazione si ag-

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- giungono gli affari di stato e la minaccia degli Hyksos, che hanno ormai invaso il delta del
Nilo, costringendo il faraone a ritirarsi nel sud del paese. Per tentare di scacciarli Taita
dovr chiedere lappoggio del re di Creta, il potente Minosse. Tra mille peripezie, avventure e visite a luoghi esotici e pieni di meraviglie, come Babilonia e Sidone, Taita riesce finalmente a sbarcare a Creta La storia di Taita sempre nella mia mente. C voluto
un po di tempo per lavorare al nuovo progetto. Ogni personaggio ha un suo tempo e
un suo luogo, perch penso al mio lavoro come a una specie di progetto in evoluzione
continua, ha dichiarato lo scrittore durante la presentazione.
Il Premio Nobel Dario Fo stato il grande protagonista della chiusura di BookCity. Sul palco del Teatro Studio Mariangela Melato assieme a Piero Sciotto ha presentato il nuovo libro Ciulla, il grande malfattore, vita e avventure del pi grande falsario italiano. Una serata speciale tra teatro e romanzo, nella quale il grande autore e attore ha ripercorso le gesta di un antieroe anarchico, criminale e benefattore al tempo stesso, ambientate in unItalia del 1884 non tanto diversa dalla nostra, caratterizzata da scandali finanziari, abusi edilizi, corruzione politica e una crisi economica che arricchisce i pochi e impoverisce le masse. Paolo Ciulla, giovane catanese assai versato nel disegno, vuole studiare architettura e
diventare un artista: non ci riuscir. In compenso anni dopo, in una Sicilia sconvolta dalla
dura repressione degli scioperi agrari e del movimento dei Fasci siciliani, verr a galla il
suo vero genio: quello per la falsificazione di banconote. solo linizio di una carriera
che lo trasformer in un paladino dei poveri messi in ginocchio dalla crisi.

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PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI PAOLA


TURCI MI AMERO LO STESSO

Alla Feltrinelli di Genova, Paola Turci ha presentato il suo nuovo libro Mi amer lo stesso
(Mondadori), uscito lo scorso 30 settembre. Lincontro stato moderato dal giornalista Renato Tortarolo. Il motivo per cui ho scritto questo libro si evince dal titolo, per perdonarmi
quegli sbagli e quegli incidenti, non soltanto reali ma metaforici, che ho causato a me stessa nella vita. Inizialmente non volevo parlare di me. Mi ha convinta Enrico Rotelli che ha
curato il libro e mi ha dato la forza di pubblicarlo.
Un libro in cui Paola si racconta, con episodi della sua infanzia in famiglia, il primo contratto discografico, i Festival di Sanremo, la sua esperienza come attrice interrotta dallincidente del 1993, la forza e il coraggio con cui ha saputo affrontare e superare le difficolt, i suoi
viaggi a Lourdes, ad Haiti, in Sudan, piccole curiosit sulla sua vita privata e tanto altro.
Durante lincontro Paola Turci ha parlato dellincidente, del suo impegno sociale, del Festival di Sanremo del 1989, raccontando tanti aneddoti: Rispetto agli anni Settanta, oggi la
bellezza considerata un valore per va applicata allintelligenza, una ragazza che solo
bella ha vita breve nel mondo dello spettacolo. Rihanna e Katy Perry? Le trovo intelligenti,
perch sanno utilizzare la bellezza, che uno strumento divino, verso un certo tipo di pubblico, un modo furbo di collocare la loro immagine, perch ormai si parla fortemente di

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immagine. Anchio in questo libro paradossalmente parlo di immagine nel senso che in seguito allincidente, da ragazza carina che era sulle copertine dei giornali, mi sono ritrovata
a fare i conti con una met di me che non mi apparteneva, che non sapevo come nascondere, come raccontare. Il viaggio in Madagascar mi ha aiutato tantissimo, ho deciso di lasciare a casa il trucco, una delle mie tre coperte di Linus che mi portavo sempre dietro, le
altre due erano gli occhiali e i capelli. Con queste riuscivo a stare al mondo dopo lincidente. Poi ho cominciato a togliere gli occhiali e alla fine di questo viaggio ho trovato un parrucchiere che mi ha tagliato i capelli e fatto la frangetta. Cos mi sono liberata da queste
mie limitazioni, che in qualche modo mi proteggevano da me stessa.
Lincidente mi ha dato la forza, mi ha tolto tanto ma mi ha dato molto di pi, mi ha dato il
coraggio, una determinazione, una forza che non sapevo di avere. Prima dellincidente
non ero felice, e lho capito dopo, quando ho cominciato ad avere lobbligo verso me stessa di ricominciare con quello che avevo, rimettere insieme i pezzi sparpagliati e fare qualcosa di nuovo.
Lourdes, Haiti, Vietnam, Madagascar, Sudan, in tutti i luoghi che ho visitato ho trovato dolore, problemi, tragedie, ma non infelicit. Soltanto una volta in Kenya ho visto linfelicit.
Mentre tornavo da un villaggio di donne, insieme a unassociazione umanitaria, abbiamo
visto distesa a terra una ragazza. Era viva, ci siamo fermati, lei si alzata e ci ha detto che
non voleva pi vivere, che non aveva pi niente e stava in mezzo alla strada aspettando
che passasse una macchina. Ho trovato questa cosa agghiacciante. Nei miei viaggi ho visto tanti bambini, in Sudan, ad Haiti (dove opera la Fondazione Francesca Rava), ma pur
non avendo nulla non trasmettono infelicit. I bimbi di Haiti hanno assistito per la prima volta a un mio concerto, hanno visto una cantante che suonava la chitarra ed erano estasiati.

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Nel 1989 ho partecipato al mio quarto Festival di Sanremo nella categoria Nuove
Proposte e quando mi
hanno proposto di
cantare Almeno tu
nelluniverso, una bellissima canzone, avevo gi deciso di portare Bambini ed ho
continuato per la mia
strada perch volevo
un brano socialmente
grande che abbracciasse il mondo. Durante le prove al Festival ho ritrovato Mia
Martini che cantava
Almeno tu nelluniverso, conoscevo la canzone e amavo tantissimo Mia e ho sofferto
molto per quella schifezza che le hanno buttato addosso delle persone ignoranti e maleducate. Quando lho vista cantare mi sono commossa fino alle lacrime, ero al Teatro Ariston
con Valentina, che lavorava con me, ci siamo guardate, Mia Martini era la perfezione. Eravamo in dieci in teatro ma si levato un applauso tanto forte che sembravamo in mille. Poi
ho vinto il Festival e con Mia Martini, Albano e Romina, i Ricchi e Poveri, Dori Ghezzi, abbiamo fatto una tourne di 15 giorni nei cinque continenti, con concerti a New York, Toronto, in Brasile, a Tokyo e a Francoforte. Ogni volta ascoltavo Mia Martini cantare e mi emozionava, mi dava un brivido.
Infine Paola Turci ha risposto ad una domanda sul suo primo libro Con te accanto, scritto
con Eugenia Romanelli e ha parlato del nuovo disco che uscir prossimamente: Con te
accanto una storia inventata ma in realt autobiografica in tantissimi episodi, un racconto che mi ha aiutata a uscire fuori da certi inganni e da una relazione che stavo vivendo
in quel periodo. Ci sono dei tradimenti che si possono superare, ma non il tradimento dei
sentimenti. La relazione sentimentale, quella pura, difficile da sostenere, bisogna essere
dei veri artisti, bisogna amare davvero, amare laltro significa volere il suo bene. Crescendo ho scoperto che si pu essere amica di un uomo amandolo e questo mi d una grande
serenit. Sto lavorando con la mia band al nuovo album, sar un disco acustico per in
una dimensione da ascolto minimale.
Quindi Paola ha chiesto al pubblico presente di intonare per lei Ti amer lo stesso, canzone che ha ispirato il titolo della sua biografia, prima di firmare dediche e autografi e scattare foto con i fan.
Personalmente penso che Mi amer lo stesso sia un libro ben scritto e molto bello, che si
legge tutto dun fiato. Lo consiglio ai nostri lettori, perch queste pagine, queste parole, trasmettono una grandissima forza, quella che ha permesso a Paola di reagire, di affrontare
e di superare le paure e le difficolt, di tornare ad amarsi e ad accettarsi. La sua determinazione e il suo coraggio sono un esempio per tutti.

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90 ANNI DI RADIO
Uri, Unione Radiofonica
Italiana. 1-RO: stazione
di Roma. Lunghezza
donda metri 425. A tutti
coloro che sono in ascolto il nostro saluto e il nostro buonasera. Sono le
ore 21 del 6 ottobre
1924. Trasmettiamo il
concerto di inaugurazione della prima stazione
radiofonica italiana, per il
servizio delle radio audizioni circolari, il quartetto
composto da Ines Viviani
Donarelli, che vi sta parlando, Alberto Magalotti,
Amedeo Fortunati e Alessandro Cicognani, eseguir Haydn dal quartetto opera 7 primo e secondo tempo. Con
questo annuncio di Maria Luisa Boncompagni, seguito dal brano il Quartetto in la maggiore
per archi op. 2 n. 1 Hob. III: 7 di Franz Joseph Haydn, il 6 ottobre 1924, iniziava il primo
programma della storia della radio italiana. LUri (Unione radiofonica italiana) era sorta il 27
agosto 1924 costituita dalla fusione tra Radiofono (Societ italiana per le radiocomunicazioni circolari) e Sirac (Societ italiana radio audizioni circolari). Nel 1927 la Uri diventa
Eiar (Ente italiano audizioni radiofoniche), la quale nel 1944 si trasformer in Rai (Radio
audizioni Italia). Il 31 ottobre 1924 lagenzia giornalistica Stefani stata designata con delibera governativa unica fonte delle notizie che lUri pu trasmettere. Il 18 gennaio 1925
uscito il primo numero del Radio Orario, poi Radiorario lanno successivo, settimanale
ufficiale dellUri. Dal 16 marzo vengono trasmesse alle 13 e alle 19,30 le Comunicazioni
governative mentre il resto della programmazione prevalentemente musicale. Il 31 agosto dello stesso anno va in onda il primo segnale orario. L8 dicembre entra in funzione la
stazione radiofonica di Milano e il 14 novembre 1926 quella di Napoli. Il mese successivo
va in onda il primo collegamento in simultanea Roma-Milano-Napoli. del 19 giugno 1927
la prima radiocronaca sportiva in diretta: il Gran premio di galoppo da San Siro a Milano.
Sempre dal capoluogo lombardo il 12 luglio dal teatro Dal Verme viene trasmessa in diretta la Tosca interpretata da Beniamino Gigli. Il 25 marzo 1928 c la prima diretta di una
partita di calcio: Italia-Ungheria. Dal 7 gennaio 1929 va in onda il Giornale parlato in tre
edizioni quotidiane. Il 15 giugno 1930 Milano e Torino trasmettono i primi notiziari del
Giornale Radio. Con il passare degli anni la radio diventata una compagna irrinunciabile per tutti gli italiani, che ogni giorno ascoltano i programmi delle varie stazioni, a casa o in
auto, per essere informati sulle news di cronaca, di sport, di cultura, per ascoltare buona
musica o semplicemente per passare il tempo divertendosi. Per festeggiare i 90 anni della
radio, stata scoperta una targa sulla facciata di Palazzo Corrodi (prima sede dellUri),
mentre RadioRai ha celebrato lanniversario con programmi speciali in onda su tutti i suoi
canali, in tutte le fasce orarie.

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LOGICO TOUR: INTERVISTA


CON CESARE CREMONINI

di Francesca Monti
Lo scorso maggio uscito il suo nuovo splendido disco Logico, premiato al Medimex (il
Salone dell'innovazione musicale) come migliore album dellanno, i primi due singoli estratti Logico#1 e Grey Goose hanno riscosso un grandissimo apprezzamento. E un cantautore straordinario, da quindici anni ci regala brani uno pi bello dellaltro (a partire da
50 Special, prima canzone cantata con i Lunapop, passando per Un giorno migliore,
Qualcosa di grande, Vorrei, Gli uomini e le donne sono uguali, Vieni a vedere perch, Latin Lover, Marmellata #25, Mondo, Hello, Il comico (sai che risate), Una
come te, La nuova stella di Broadway, I Love You, solo per citarne alcuni), che attraverso la poesia e la dolcezza delle parole, e il ritmo della musica, ci fanno emozionare, sognare, ballare. E un ragazzo affascinante, che rimasto semplice, nonostante il successo.
Lui Cesare Cremonini e in questa intervista che ci ha gentilmente concesso (un ringraziamento speciale anche a Ginevra Gulinelli), ci ha parlato del Logico Tour 2014, con il
quale sta attraversando lItalia, a suon di sold out, e che dopo il concerto del 2 novembre a
Conegliano, far tappa nuovamente in Veneto il 27 novembre al PalaFabris di Padova, del
cortometraggio realizzato sulla canzone Io e Anna, della collaborazione con Fiorella Mannoia e del desiderio di ripetere lesperienza di attore.
Cesare, iniziamo dal Logico Tour 2014, che partito trionfalmente da Milano con

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un doppio sold out e che, dopo la tappa a Conegliano, torner in Veneto, il 27 novembre a Padova. Come definiresti questo tuo nuovo tour?
un tour che sa mettere in evidenza tutto ci che so o ho imparato a fare in questi 15 anni di musica. Che siano le mie voglie da rock star con la chitarra elettrica in spalla o i sentimenti pi intimi espressi attraverso la dolcezza di un piano e la voce. un concerto, quello
che sto portando in giro, che posso definire caleidoscopico, perch abbraccia e avvolge il
pubblico in un arcobaleno di suoni ed emozioni. lo show fatto su misura per me e per il
mio pubblico.
La scaletta del Logico Tour 2014 comprende non solo i tuoi grandi successi, ma
anche quelle canzoni che non sono state fatte conoscere al pubblico dalle radio...
vero. La vita di un artista non fatta solamente di successi. A volte le cose migliori restano nascoste negli angoli inascoltati di un album. Il live serve anche a questo, quando
c' l'attenzione del pubblico: dare una visione completa di ci che sei a chi paga il biglietto
per vederti. D'altronde se qualcuno vuole ammirare casa tua sar bene mostrargli tutte le
stanze.
Allinterno del concerto c un bellissimo cortometraggio su Io e Anna, canzone
omaggio a Lucio Dalla. Com nata lidea di questo cortometraggio?
Edoardo Gabriellini un regista di grande talento e umanit. Tea Falco una bravissima e
bellissima attrice. Io e Anna l'ideale continuazione di Anna e Marco, il capolavoro di
Lucio Dalla. Ho messo insieme questi elementi offrendomi come attore insieme a Tea per
portare il cinema, il grande cinema negli occhi e nelle orecchie dei migliori spettatori di
eventi musicali.

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Nel 2011 hai recitato nel film Il cuore grande delle ragazze di Pupi Avati. Ti piacerebbe ripetere lesperienza di attore?
Come no, magari proprio con Edoardo Gabriellini.
Il primo singolo Logico #1 stato a lungo il brano pi suonato dalle radio e anche
il secondo singolo GreyGoose ha riscosso un grande apprezzamento. Ti aspettavi
tutto questo successo?
Lo sognavo. sempre il pubblico che ha l'ultima parola, ed giusto cos. Ma non ho mai
avuto paura perch resto il pi grande critico di me stesso.
Da cosa trai ispirazione per scrivere le tue canzoni?
Solitamente era la vita di tutti i giorni, ora che sono in tour dal lontanissimo passato o dal
lontanissimo futuro.
Com' il tuo rapporto con i social network?
Ne sono dipendente ma in modo cosciente, un po come tutti. Di certo so che le canzoni
le scrivo ancora sui fogli di carta.
Com nata la collaborazione con Fiorella Mannoia, con la quale duetti sulle note
della tua canzone Le tue parole fanno male, inserita nel suo ultimo disco Fiorella?
Fiorella aveva cantato la mia "Le tue parole fanno male", nel suo disco precedente. stato un grande onore per me sapere che una interprete cos intensa leggesse attraverso la
sua voce le mie parole. Cantare insieme a lei stata la naturale conseguenza di tutto questo.
Sei stato ospite qualche giorno fa a X Factor. Cosa ne pensi dei talent musicali?

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Mi sono divertito a X-Factor. Penso che sia un ottimo programma televisivo.


Un saluto ai nostri lettori de Il Popolo Veneto
Un saluto caro a tutti i lettori de Il Popolo Veneto, una regione che mi sta dando soddisfazioni immense e alla quale devo tantissimo.

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INTERVISTA CON MARCO SELVAGGIO, LUNICO PERCUSSIONISTA IN ITALIA A SUONARE LHANG DAL VIVO
SULLA MUSICA HOUSE ED ELETTRONICA

di Francesca Monti
E uno strepitoso poliedrico percussionista, originario di Catania, ad oggi, lunico in Italia a suonare lHang (uno strumento musicale idiofono tra i pi rari al mondo, di origine
svizzera, di cui esistono poco pi di 10.000 esemplari, composto da due parti convesse di
metallo, unite luna allaltra, chiamate lato Ding e lato Gu) dal vivo sulla musica house ed
elettronica e a sposare le melodie dellhang alla musica lirica e pop. Nel 2010 ha iniziato a
curare le musiche di diversi spettacoli teatrali sperimentali e classici (lultimo al Teatro
Ghione di Roma per Claudia Koll) e a collaborare con diverse scuole di danza (tra le quali
la scuola Aire di Fia Di Stefano al Teatro Metropolitan) e compagnie di danza (come la
compagnia Zappal Danza con sede a Scenario Pubblico di Catania) accompagnando gli
spettacoli e suonando live i suoi Hang. Tra la fine del 2010 e il 2013, si esibito in numerosi concerti in Italia e in Europa, stato ospite per tre anni di seguito al Buskers Festival
di Vienna accompagnato dalla sua formazione musicale, The Autumn Leaves, composta
dal violinista Nicol Borgese, dal chitarrista e compositore Giuliano Fondacaro e dal soprano lirico Elisa Argentino con i quali ha partecipato anche al Festival delle Arti Teatrali e Musicali di Ypres (Belgio), mentre da solista si esibito allElectro Park Festival di Genova, al
Mojoca Festival (Campania) ed al Burning Mountain Festival (Svizzera). Lui Marco Selvaggio e in questa intervista che ci ha gentilmente concesso ci ha parlato del nuovo singo-

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-lo The Eternal Dreamer, di come ha iniziato a suonare lHang e del suo primo album,
The Eternal Dreamer (Waterbirds Records), che uscir prossimamente, e che vede la
collaborazione di artisti nazionali (The Niro) ed internazionali (Anne Ducros, Daniel Martin
Moore, Dan Davidson Tupelo Honey, Sidsel Ben Semmane).
Marco, uscito il tuo nuovo singolo The Eternal Dreamer, com nato questo brano?
Ho scritto questo brano almeno un anno fa, sia la musica che il testo. In questa canzone
suono lhang. Io sono stonato come una campana quindi la mia intenzione era di scrivere
un album con delle canzoni da far cantare ad altri, perch a me piace molto scrivere. Per
questo brano ho ascoltato almeno 50 voci diverse. Appena ho sentito su Youtube la voce
di Daniel Martin Moore, un cantante statunitense, me ne sono follemente innamorato. Tra
laltro lui abbastanza affermato in America e nella mia frenesia gli ho scritto una mail in
cui gli ho spiegato quale fosse il mio progetto, gli ho detto Queste sono le mie canzoni, e
mi piacerebbe che tu cantassi questo brano. E lui ha detto di s. La canzone parla di un
sognatore che guarda il cielo, ma con i piedi per terra. Un po quello che dovremmo fare

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tutti, per andare oltre gli impegni
quotidiani che ci portano ad essere un po chiusi. E un brano
con una vena molto romantica
ma anche un po nostalgica.
Questo il mio mondo ed la
canzone pi bella che abbia mai
scritto. Anche gli altri pezzi per
me sono bellissimi, ma questo
ha un significato veramente particolare.
Come sei venuto a conoscenza di questo particolare strumento di origine svizzera,
lHang?
La prima volta che ho visto
lhang ero in vacanza a Roma.
Ho sentito questo suono particolare provenire da un portone e
ho pensato che fosse un cd
messo da qualche locale. Cos
essendo molto curioso ho iniziato a seguire questo suono fino a
che mi sono trovato di fronte ad
un artista di strada dellEst Europa, e sono rimasto impressionato perch uno strumento incredibile. Ho chiesto allartista informazioni e mi ha spiegato che si
chiamava hang. Nella mia totale
ignoranza ho detto, ok domani
vado su Google, lo cerco e lo
compro. In realt per avere il primo hang ho dovuto aspettare un anno e mezzo, stata
unimpresa quasi impossibile. Successivamente sono riuscito ad acquistarne altri. Ogni
hang caratterizzato da scale diverse, provenienti dalla tradizione musicale di ogni parte
del mondo. Io posso suonarne anche due contemporaneamente e comporre ci che voglio. Questo un grande vantaggio, non tutti possono farlo.
Oltre allhang, tu suoni molti strumenti percussivi della tradizione musicale africana
e il didjeridoo della musica tradizionale australiana. Com nata questa tua passione?
Ero in gita a Pisa, vicino alla Torre di Pisa vendevano dei tamburi piccoli come souvenir e
io ho comprato quello pi grande che cera perch pensavo che fossero facili da suonare.
Si rivelata unimpresa difficileAllora ho preso tutto come un gioco, come una sfida e ho
deciso di mettermi a studiare insieme a degli artisti africani, che suonano la musica tradizionale africana. Sono migliorato e dopo aver fatto molti corsi di musica con questi maestri, ho preso la mia strada e ho iniziato a suonare le percussioni e lhang sulla musica

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house ed elettronica in discoteca per la prima volta
dal vivo. Estata una grande novit. Questo mi ha
portato ad esibirmi in concerti a Monaco, a Londra,
a Parigi, a Sydney, a Budapest, a Vienna. E stata
una sperimentazione sonora che ha avuto davvero un grande successo e
mi ha permesso di girare
molti club dEuropa.
Nel 2012 i Coldplay hanno postato sul loro sito
un tuo video in cui ti esibivi al Teatro Bellini di
Catania e dopo qualche
mese anche il videoclip
del tuo brano Painting my world. Ti piacerebbe collaborare con loro?
Sarebbe un piccolo sogno, diciamo che sono stato molto fortunato perch cera un form
da compilare dove migliaia di persone mettevano il loro video. Io ho messo il mio un po
per gioco, ma non ci speravo pi di tanto. Il giorno dopo ho ricevuto una mail in cui mi avvisavano che il mio video era stato selezionato come video del giorno ed era stato postato
dai Coldplay. Cos ho avuto migliaia di visualizzazioni, una cosa che mi ha fatto molto
piacere. Non so se mi abbiano scelto loro personalmente o chi per loro, per stato molto
bello. Una collaborazione con i Coldplay o con Damien Rice sarebbe uno dei miei pi grandi sogni.
Puoi anticiparci qualcosa riguardo al tuo primo disco The Eternal Dreamer che
uscir prossimamente?
Lalbum comprende dieci canzoni, sono tre brani strumentali, che hanno un retrogusto
elettronico, poi abbiamo sei canzoni in inglese e una in francese. Io ho scritto i testi di tutte
le canzoni e la musica di tre brani, due insieme al chitarrista e compositore Giuliano Fondacaro. Sono canzoni belle perch un pop molto sognante. E difficile trovare album di
questo genere, sia perch lhang usato per la prima volta come strumento cardine in un
disco pop, in questo siamo stati dei pionieri, sia perch ci sono delle collaborazioni con interpreti nazionali come The Niro che ha preso parte anche al Festival di Sanremo, e internazionali come Anne Ducros che canter la canzone in francese, Sidsel Ben Semmane
che ha partecipato qualche anno fa allEurovision e Dan Davidson, che un cantante canadese dei Tupelo Honey, un gruppo che in Canada sta andando molto forte. Sono featuring di tutto rispetto. Ho curato i testi in modo maniacale, pensa che avevo gi pronta una
canzone e ho voluto cambiare due parole perch non mi piacevano e abbiamo dovuto ricantare tutto daccapo. A me piace molto scrivere e vorrei, un giorno, pubblicare un libroLe grafiche sono state curate da Valentina Indelicato, che unillustratrice molto brava, stato tutto curato nel dettaglio. Il mio sogno lho gi realizzato, con la pubblicazione
del disco, di queste canzoni, sono soddisfatto e molto contento.

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FIORELLA, LA MERAVIGLIOSA ANTOLOGIA


MUSICALE DI FIORELLA MANNOIA

Francesca Monti (Vice-direttrice de "Il Popolo Veneto") con Fiorella Mannoia

di Francesca Monti
Alla Feltrinelli di Piazza Piemonte a Milano, Fiorella Mannoia, una cantante straordinaria
ma anche una donna intelligente e impegnata socialmente, ha presentato il suo nuovo album Fiorella, uscito il 27 ottobre, una meravigliosa antologia musicale ricca di collaborazioni straordinarie, con 18 prestigiosi duetti con i pi grandi nomi della musica italiana, per
celebrare in modo speciale i suoi 60 anni e i 46 anni di carriera. Lalbum include un doppio
Cd.
Il Cd 1 raccoglie il meglio del repertorio di Fiorella, da Caff nero bollente a Io non ho paura, passando per Sally, Come si cambia, Le notti di maggio, Fragile, Giovanna dArco, In
viaggio, Pescatore, Io posso dire la mia sugli uomini, Lamore con lamore si paga, arricchito dal primo e splendido singolo inedito Le parole perdute, dallemozionante duetto con
Laura Pausini nellinedita versione di Quello che le donne non dicono e dalle bellissime interpretazioni ne La Giostra della memoria insieme a Enrico Ruggeri, Il Cielo dIrlanda con
Massimo Bubola e Il Fiume e la Nebbia in duetto con Daniele Silvestri.

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Fiorella Mannoia ha parlato del duetto con Laura Pausini: Ci sono canzoni come Quello
che le donne non dicono che hanno attraversato diverse generazioni. La cantano le nonne, le mamme, le figlie. Ad ogni concerto devo cantarla perch la gente vuole sentire questo pezzo. Nel disco Fiorella non poteva che essere una donna a duettare con me sulle
note di Quello che le donne non dicono. Laura Pausini rappresenta tutte le donne che
non sono presenti in questo disco, a parte Dori Ghezzi che una outsider, non per discriminazione ma perch la mia vita stata attraversata soprattutto da cantautori uomini. Ho
chiesto a Laura se voleva cantarla con me e lei ha accettato volentieri, per lamicizia che ci
lega. Da Amiche per lAbruzzo non ci siamo mai pi lasciate, ci sentiamo, ci vediamo, ci
vogliamo bene, pur avendo un genere musicale differente. La generosit di Laura, il darsi
al suo pubblico, lessere rimasta la ragazza di sempre, questo laccomuna a me.
Nel Cd 2 sono presenti alcuni celebri brani della musica italiana che Fiorella canta con altri
grandi artisti, da Un bimbo sul leone, con la straordinaria e unica partecipazione di un
grandissimo artista, Adriano Celentano, passando per Claudio Baglioni (Amore Bello), >>

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Franco Battiato (La stagione dellamore), Frankie HI-NRG (Boogie), Dori Ghezzi (Khorakhan), Tiziano Ferro (La paura non esiste), Ligabue (Metti in circolo il tuo amore), Pino
Daniele (Senza e te), Ivano Fossati (C tempo), Niccol Fabi (Mimosa), Pau (Ho imparato a sognare), Giuliano Sangiorgi (Estate), Cesare Cremonini (Le tue parole fanno male):
Sono canzoni che ho cantato nel corso degli anni nelle mie tourne, ogni volta inserivo in
scaletta uno - due pezzi che mi piacevano per il piacere di cantare i brani che amavo e le
ho riproposte in questo disco. Da l partito tutto, ho pensato sarebbe bello se qualche collega partecipasse, se fossero stati 4-5 mi sarebbe bastato, invece quando chiedevo nessuno diceva di no e piano piano i nomi si sono aggiunti. Questo attestato di stima, di affetto
da parte dei miei colleghi stato un grande regalo. Avere la collaborazione di tanti artisti in
unantologia come questa raro.
Quando ho deciso di fare questo disco dovevo trovare una data di inizio. Sono 46 anni di
carriera, partendo da Castrocaro nel 1968, appena quattordicenne, ma in realt ho iniziato
a cantare molto prima, da bambina e intorno agli 11 anni il mio cantante preferito era
Adriano Celentano. A Castrocaro infatti portai Un bimbo sul leone. La scelta di questo
brano fu mia, anche se non era tra i pi conosciuti del repertorio di Adriano. Ho iniziato da
l, poi la Carisch, una casa discografica allepoca molto famosa, mi fece un contratto e usc
un 45 giri che si chiamava Mi piace quel ragazzo l, e quel ragazzo era Celentano. Quando ho deciso di inserire nel disco Un bimbo sul leone inizialmente non sapevo se chiedere ad Adriano di duettare con me, perch sembra inarrivabile, le sue apparizioni sono centellinate, non fa duetti dai tempi di Mina, poi ho deciso di provare a chiedergli se voleva fare questo brano, lui si ricordava di quel Castrocaro ed ha accettato. E stato un regalo inaspettato.

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A Ivano Fossati ho detto canta, parla, fai quello che vuoi, ma in questo disco ci devi essere. Mi venuta in mente questa idea e ne uscito un duetto molto bello, con questa voce
emozionante. Ivano straordinario.
Fiorella Mannoia ha poi parlato del brano che chiude il secondo Cd, Il parco della luna,
omaggio al grande Lucio Dalla: Ho voluto fare un omaggio a Lucio anche in questo album. Glielo dovevo. Lo ripeto sempre, non per sminuire le mie doti di interprete, ma non
sarei qui se non avessi incontrato i grandi artisti che ho avuto la fortuna di incontrare nel
mio percorso.
Quindi la cantante ha parlato del nuovo singolo Le parole perdute e del tour nei teatri che
partir il 27 novembre da Cascina (PI), alla Citt del Teatro (il 29 sar a Cremona al Teatro
Ponchielli, il 30 a Bologna all'Europauditorium, mentre a dicembre sar l'1 a Verona al
Teatro Filarmonico, il 3 a Lucca al Teatro del Giglio, il 5 a Milano agli Arcimboldi, il 9 a Napoli all'Augusteo, l11 ad Ancona al Teatro delle Muse, il 13 a Cesena al Nuovo Teatro
Carisport, il 15 a Brescia al Teatro Pala Banco, il 16 a Bergamo al Teatro Creberg, il 19
Torino all'Auditorium del Lingotto, il 27 e il 28 a Roma, all'Auditorium Parco della Musica):
Quando ho scritto Le parole perdute immaginavo quante parole abbiano perso il senso.
Questa una canzone molto pi politica di quanto possa sembrare. Quando dico Amami
amore mio, che siamo ancora in tempo, sembra che si parli ad un partner ma in realt
collettivo, amiamoci che siamo ancora in tempo, dobbiamo ritrovarci, perch i sogni ce li
portano via. Siamo sempre in conflitto con quello che vorremmo fare e quello che dobbiamo fare, con il dovere di genitori, di figli, di lavoratori. Non parlo per me perch io sono una
donna fortunata e privilegiata, ma non posso fare a meno di pensare alla vita quotidiana
della maggior parte della gente. Questa grande menzogna delluomo libero ma schiavo del
profitto, questo sistema che sta implodendo tutto, abbiamo sempre meno tempo da dedi-

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-care alle cose che ci piace fare, ai nostri figli, ai nostri affetti. Ripeto non parlo per me ma
questo non mi impedisce di mettermi nei panni degli altri, perch sento le persone come vivono, in un momento come questo di crisi, per questo dico ritroviamoci, diamoci da fare,
uniamoci perch abbiamo bisogno di speranza.
La prima parte del tour sar al nord, poi ci saranno anche i concerti al sud. Per questo tour
so quello che non voglio fare, non voglio un concerto di autocelebrazione. Vorrei che fosse
un giorno di festa, anche ironico ed autoironico. Sto recuperando dei vecchi filmati che non
sapevo neanche di avere. Voglio riproporre i vestiti che indossavo, si parte dagli anni Settanta, quelli pi grandi come me se li ricordano, i pi giovani saranno curiosi di vedere
comerano quei tempi, passando per gli anni Ottanta, con gli abiti con quelle spallone che
andavano di moda, per arrivare agli anni Novanta e al mio periodo di suora laica, con gli
abiti di Romeo Gigli, essenziali e abbottonati, con scarpe bassissime, fino agli anni Duemila e al vestito rosso indossato a Sanremo.
Per concludere Fiorella ha risposto ad alcune domande dei numerosissimi presenti, riguardanti i social network, i prossimi progetti e ha parlato della campagna di Amref, di cui testimonial: Mi piace esprimere il mio parere sui social network su questioni sociali, politiche, da cittadina. Il mio pensiero pu essere condiviso o meno, per c la libert di
espressione e di certo non mi far chiudere la bocca da chi non la pensa come me. Io non
ho paura. Mi piacerebbe lavorare per il cinema o il teatro ma finora nessuno me lha ancora chiesto. Invece non penso di scrivere una biografia n un libro. Una tourne con le
Amiche per lAbruzzo un progetto, ma per poterlo realizzare dovremmo fermarci tutte
per un anno e non far uscire nessun disco.
Colgo loccasione per parlare della campagna di raccolta fondi promossa da Amref Mai
pi senza mamma, con lobiettivo di ridurre drasticamente le morti di madri e bambini durante il parto, in Mozambico e in Sud Sudan, attraverso la formazione di 155 ostetriche.
possibile contribuire inviando un sms o chiamando da rete fissa il numero solidale 45507.

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INTERVISTA CON LUKA ZOTTI

di Francesca Monti
Tu puoi fare un sogno per ritrovare te stesso, abbi fede, i tuoi sogni ti consigliano il meglio, prova a seguire quello in cui credi, canta nella splendida canzone Forgotten Dream
che d il titolo al suo nuovo album, che arriva sette anni dopo il suo primo disco Colori
eMotivi. E un cantautore comasco, si esibito in numerosi e rinomati festival e locali in
Italia e in Europa, un polistrumentista, ma anche un appassionato di arte. Come pittore, ha tenuto diverse mostre collettive e personali in Italia e allestero. Ha realizzato opere
darte e darredamento (come le Chitarre Lampada, chitarre acustiche trasformate artisticamente in lampade e le Specchiere Musicali, specchiere ideate e realizzate a mano con
incorporati riproduttori musicali, speaker e luci), ma anche originali strumenti musicali professionali e personalizzati, come il pezzo unico Tree Pad Key Guitar, che incorpora chitarra, tastiera, percussioni e multieffetto, utilizzati nei suoi concerti. Lui Luka Zotti e in questa intervista che ci ha gentilmente concesso ci ha parlato del suo nuovo album Forgotten
Dream, un disco dalle sonorit folk e rock e di come ha iniziato a produrre gli strumenti
musicali particolari e dei suoi prossimi progetti.
Luka, com nato il tuo nuovo album Forgotten Dream?
Lalbum nato dopo che ho scritto Forgotten Dream, il brano che d anche il titolo al disco. Il testo di questo pezzo in particolare lho scritto dopo un sogno, era un periodo un po
buio da cui non riuscivo a uscire. Sono andato a letto e ho detto speriamo che arrivi una
soluzione, e quella notte ho fatto un sogno di cui non ricordo assolutamente niente, se

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non la sensazione che mi ha lasciato al risveglio, quella di andare avanti, di credere in me


stesso e nei miei sogni, di non abbattersi, che i momenti migliori sarebbero arrivati. Quindi
ho scritto il testo del brano Forgotten Dream tutto di getto e quando sono arrivato alla fine
ho pensato che fosse il momento di fare un nuovo disco.
Possiamo dire che il concept del disco la guarigione
S, guarigione intesa a 360 gradi, dellanima, del cuore, del pianeta Terra, ci sono anche
dei testi che parlano di come dovremmo trattare la Madre Terra, in tutti i brani c unevoluzione da uno stato di buio a una guarigione, a uno stato di benessere.
Tra i brani del disco c anche Floated away dedicato al tuo cane Mozart
Premetto che erano sette anni che non pubblicavo un disco, ho talmente tante cose da fare che avevo deciso di lasciare momentaneamente da parte la musica. Invece mi tornata
la voglia di scrivere un nuovo album nella speranza che le canzoni che ho composto, che
sono frutto del percorso interno che ho fatto, possano aiutare anche altre persone ad avere sollievo, o comunque a ritrovare la propria via. In particolare ho voluto includere anche

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questo pezzo dedicato al mio cane, tutti abbiamo avuto un animale domestico, cane, gatto,
cavallo, penso che anche gli animali abbiano unanima e che ci arrivino non a caso, nel
senso che ogni animale si avvicina a noi o viceversa perch c uno scambio molto profondo, tra la tua anima e la sua. Gli animali domestici sono un antidepressivo naturale. Il mio
cane se ne andato da tre anni ma le cose che abbiamo fatto insieme sono rimaste. La
stessa cosa vale anche per le persone, nel senso che i famigliari, gli amici, cos come gli
animali domestici, sono anime che si avvicinano a noi, con cui facciamo delle evoluzioni,
dei percorsi anche interni, e poi ognuno se ne va, nel circolo della vita.
Oltre al tuo grande amore per la musica, coltivi anche linteresse per larte e in particolare realizzi degli strumenti musicali particolari personalizzati, come quelli che si
vedono nel video di Forgotten Dream. Com nata questa tua passione?
E nato tutto spontaneamente. Ho sempre fatto delle modifiche particolari a degli strumenti che avevo gi, li adattavo in base alle mie necessit, poi mi son detto proviamo a costruire una chitarra. Il mio passato da arredatore, artigiano e anche la mia manualit ha
reso pi facile il primo approccio con gli strumenti che adesso costruisco sia per me sia
per gli altri. Strumenti personalizzati, decisamente fuori dal convenzionale, come quelli presenti sulla copertina del mio album. Alcune chitarre sembrano normali ma in realt non lo
sono, ad esempio hanno due corde per il basso, quattro per chitarra, oppure hanno il manico met con i tasti e met senza, con montaggi di carillonLo strumento che spicca sicuramente la Tree Pad Key Guitar che ingloba chitarra, tastiera, percussioni, multieffetto,
dei carillon, anche esteticamente assomiglia ad un albero. Ho voluto darle proprio questa
sembianza a met tra strumento musicale e opera darte. E anche tridimensionale, ricoperta con la corteccia dalbero, le foglie vere, che danno alla Tree Pad Key Guitar una caratteristica unica e naturale.
Dopo levento di domenica 26 ottobre al Battello Bisbino di Tremezzo, sul lago di
Como, in cui presenterai il tuo nuovo disco, quali sono i tuoi prossimi progetti?
Domenica sar un evento decisamente particolare per diversi motivi, innanzitutto la location, questo concerto sar effettuato su un battello, attraccato a Tremezzo, sul lago di Como. Sullaltra sponda si vede Bellagio, una location altamente suggestiva. Inoltre a questo Festival parteciperanno diverse band, due delle quali sono inglesi e sono in tour in queste zone. Levento inizier alle 18 con i Treebeard che fanno irish folk e suoneranno il loro
set in acustico, alle 20,30 io e la mia band presenteremo il disco Forgotten Dream, dopodich ci sar unaltra band, gli Haze, che torneranno ad esibirsi in Italia per la prima volta
dagli anni Settanta, e poi alla fine della serata le tre band si fonderanno insieme e faranno
un omaggio ai Pink Floyd. Questa una delle tappe del Forgotten Dream Tour che gi
iniziato e che proseguir con altre date che stiamo pianificando. Anticipo che oltre a suonare nei vari club e festival, stiamo programmando dei concerti in location particolari, dove
si respira arte e musica, quindi ad esempio gallerie darte, e poi faremo dei concerti in casa, una cosa che gi abbiamo fatto e che adesso vogliamo organizzare in tutta Italia, perch una dimensione che ci affascina molto, tanto quanto i palchi grandi, i festival. Lhouse concert molto bello perch si crea unintimit con le persone che mettono a disposizione la loro abitazione, il loro spazio per creare questo evento, si mangia insieme, si
chiacchiera, c uninterazione molto pi vicina. Ci piace lidea di suonare in posti in cui di
solito la musica live non arriva. Io e i miei collaboratori, i miei musicisti amiamo fare cose
particolari, perch penso che ognuno abbia la sua particolarit ed giusto che la sfrutti.

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RED CANZIAN IN CONCERTO


PER I DISOCCUPATI

Anteprima tour invernale sabato 29 novembre in concerto a Campodarsego (Padova). Un


lungo viaggio attraverso la musica e i ricordi aspettando il compleanno dellartista. Da verd 21 novembre in radio il nuovo singolo Per un attimo (con il testo di Giuliano Sangiorgi)
Sabato 29 novembre Red Canzian sar in concerto allAlta Forum di Campodarsego (Padova) per unimperdibile anteprima della tourne invernale che lo vedr calcare i palchi di
tutta Italia nei prossimi mesi.
A Campodarsego, accompagnato sul palco dalla figlia Chiara Canzian, dalla sua band e
da unorchestra di 12 elementi (lOrchestra del Conservatorio di Castelfranco Veneto), Red
proporr un concerto-racconto, un viaggio attraverso la sua musica e la sua vita, passando
per le mode e i modi di vivere degli italiani, dal dopoguerra ai giorni nostri.
E a mezzanotte Red festegger con tutto il suo pubblico il suo compleanno, che ricorre il
30 novembre!
Red Canzian si esibir sulle note del suo nuovo album da solista Listinto e le stelle e dell

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le canzoni che hanno segnato la sua vita, (da Grazie dei fior, che vinse Sanremo nel
1951, quando lui nacque, a Love me tender di Elvis Presley e Yesterday dei Beatles, a
altri grandi mitici successi). Non potranno ovviamente mancare i pi famosi brani incisi con
i Pooh.
La band che accompagner sul palco Red composta da Alberto Milani e Ivan Geronazzo
(chitarre), Daniel Bestonzo (piano) e Giorgio Murer (batteria). A guidare lorganico orchestrale sar il Maestro Serafino Tedesi, gi primo violino negli Archimia.
Sabato 29 novembre - ore 21.00 - Campodarsego (PD) - Alta Forum (P.tta Don Domenico
Pianaro, 7). Costo del biglietto: 10,00 / Prevendite aperte su Vivaticket.it - Per info:
www.arteven.it
Il concerto rientra nel progetto di diffusione della musica iniziato ad aprile 2014 che ha toc-

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-cato numerose comuni del Veneto e sostenuto dalla Vicepresidenza della Regione Veneto in collaborazione con il Comune di Campodarsego. I concerti dellartista dellultimo anno
sono stati tutti realizzati con lobiettivo di incentivare il volontariato sociale con raccolta fondi per le associazioni. Lincasso di questa serata sar devoluto ad un fondo creato dal Comune di Campodarsego per sostenere la disoccupazione.
Da venerd 21 novembre sar in radio Per un attimo, il nuovo singolo di Red Canzian (il
testo di Giuliano Sangiorgi) estratto da Listinto e le stelle (Blu Notte/Artist First), il nuovo progetto discografico da solista dallartista (il secondo della sua carriera).
Listinto e le stelle un luxury box che contiene il cd con 12 brani inediti intitolato Listinto e le stelle, un dvd con un docu-film della durata di due ore intitolato Lo sguardo e la
pelle contenente altri 4 brani inediti e 2 bonus track, e un booklet speciale di 72 pagine: il
tutto al prezzo di un normale cd, un vero e proprio regalo che Red fa a tutti i suoi fan con
tutto lentusiasmo di chi crede ancora nella musica.
Tutte le musiche sono state scritte da Red, mentre Miki Porru ha firmato la maggior parte
dei testi dellalbum e ha collaborato alla realizzazione del progetto.
Lalbum contiene anche la firma di Ivano Fossati, che ha scritto il testo del brano Tutto si
illumina.
La maggior parte degli arrangiamenti sono stati curati da Phil Mer (che ha suonato anche
la batteria in tutto lalbum) e da Paul Gordon Manners. Nellalbum, che vede anche la partecipazione di unorchestra sinfonica guidata dal quartetto darchi Archimia (gi in tour con
Red), si alternano i suoni di strumenti tra i pi vari, compresi strumenti vintage dellimmensa collezione di Red.
Il dvd Lo sguardo e la pelle un vero e proprio docu-film, girato vicino a Treviso a Villa
Corner della Regina, che racconta tutta la lavorazione del disco, narrata da Red.
Oltre a tanti contenuti speciali e alle interviste a tutti i musicisti e collaboratori che hanno
lavorato al progetto, nel dvd ci sono anche 4 brani non presenti nel disco (La musica feat. Capsicum Red; Il fiume - feat. Chiara Canzian; Noi due; E adesso) e 2 completamente riarrangiati rispetto alla versione su cd (Per un attimo - versione piano, voce e
orchestra; Sinfonia dautunno - feat. Paolo Schianchi).
Il booklet speciale composto di 72 pagine un lavoro grafico artistico, ideato da Sergio
Pappalettera, che rappresenta e racconta i contenuti del progetto. Il libretto comprende anche le sinossi dei brani scritte a mano da Red e moltissime fotografie che raccontano la
sua vita e la sua carriera.
Questa la tracklist del cd Listinto e le stelle: Elogio del silenzio; Tu ci sei; Corro verso
te; Linfinita; Sia quel che sia; Per un attimo; Ogni giorno un altro giorno che ti
amo; Inesorabilmente; Tutto si illumina; A un passo dalle stelle; Il boxeur; Sinfonia
dautunno.
www.redcanzian.itwww.facebook.com/RedCanzianOfficial
twitter.com/red_canzian
www.youtube.com/user/redcanzianofficial

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MENTRE RUBAVO LA VITA...! IL MERAVIGLIOSO SPETTACOLO DEDICATO AD ALDA MERINI

Quelle come me regalano sogni, anche a costo di rimanerne prive. Quelle come me donano lanima, perch unanima da sola come una goccia dacqua nel deserto... (Alda Merini)
Mentre rubavo la vita! ti conquista, ti emoziona, ti fa riflettere. Le venti canzoni, con
testi di Alda Merini musicati da Giovanni Nuti, arricchiti dalla drammaturgia di Monica
Guerritore e dalle proiezioni video di Lucilla Mininno e Mimma Nocelli, creano uno spettacolo elegante e intimo, energico e malinconico, dove la poesia diventa universale e fonte
di aggregazione.

Lattrice Monica Guerritore, nellinedita veste di cantante, e il cantautore e musicista Giovanni Nuti, attraverso parole e musica rappresentano la passione incandescente della
grande poetessa Alda Merini, di cui in alcune parti dello spettacolo si sente la voce originale. I due protagonisti sono accompagnati nel tour da una band di sei elementi composta da
Stefano Cisotto, (direzione musicale e tastiere), Massimo Ciaccio (basso), Daniele Ferretti
(pianoforte), Massimo Germini (chitarra), Sergio Pescara (batteria) e Simone Rossetti Bazzaro (violino).

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Giovanni Nuti con le sue meravigliose musiche e la sua voce calda, e Monica Guerritore,
con la sua voce dalle mille sfumature, raccontano Alda e le sue anime, tra spirito e sangue, follia e tormento, amore e passione. Una donna in cui ognuna di noi si pu riconoscere.
Il dramma dell'amore sfiorato in manicomio e del rossetto sulle labbra messo dalla vittima
per il suo carnefice, ma anche lironia di canzoni allegre come La Zanzara, dedicata ad
una vicina che stava facendo lavori di ristrutturazione nellappartamento al piano superiore
dellabitazione della Merini, o la splendida Il regno delle Donne, in cui traspare la speranza della rinascita.
Giovanni Nuti e Monica Guerritore giocano con il pubblico, lo trascinano sullonda della
magia della musica e della poesia, ballano per il teatro, coinvolgendo gli spettatori, fino al
brano finale, la stupenda Quelle come me, che chiude questo spettacolo bellissimo, che
regala emozioni, attraverso i due splendidi protagonisti, e che rende eterni i versi profondi
e incancellabili di una poetessa immensa come Alda Merini.

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E FUORI NEVICA
INTERVISTA CON VINCENZO SALEMME

di Francesca Monti
E un attore straordinario e simpaticissimo, ha interpretato film come Baciami piccina,
Ol, Ex, Baara, La vita una cosa meravigliosa, A Natale mi sposo, anche un
grande regista che ci ha regalato splendide pellicole come Amore a prima vista, A ruota
libera, Volesse il cielo!, Ho visto le stelle, Cose da pazzi, SMS Sotto mentite spoglie, No Problem, e bellissime commedie teatrali come ad esempio "E fuori nevica! e
Bello di pap. Oggi, 16 ottobre, uscir nelle sale E fuori nevica!, il film da lui diretto e
interpretato insieme a Carlo Buccirosso, Nando Paone, Maurizio Casagrande, Paola Quattrini, Giorgio Panariello e Margareth Mad. Stiamo parlando di Vincenzo Salemme, che ringraziamo di cuore per la disponibilit nel concederci questintervista (un grazie anche al
suo ufficio stampa, in particolare ad Alessandro Russo), nella quale ci ha parlato di E
fuori nevica!, del messaggio che vorrebbe arrivasse agli spettatori attraverso questa commedia, di come cambiata negli anni la comicit, degli attori con cui gli piacerebbe lavorare e dei suoi prossimi progetti.
Vincenzo, iniziamo parlando di E fuori nevica!. Com nata lidea di questo film,
trasposizione della tua commedia teatrale del 1994?
Lidea del film nata perch erano passati 20 anni da quando nel 1994 avevo scritto la

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commedia teatrale E
fuori nevica, quindi mi
sembrava un anniversario giusto. Poi erano
parecchi anni, quasi
quindici, che con Buccirosso, Paone e Casagrande non si recitava
tutti insieme. Per cui mi
sembrato doveroso
chiudere un cerchio, mi
piaceva dire agli spettatori che non successo
niente tra noi, che ci vogliamo tutti bene. Insomma questa commedia mi sembrava loccasione giusta.
Nel film, oltre al cast
presente nella commedia teatrale, ci sono anche Giorgio Panariello e Margareth
Mad
Esatto. Nella commedia teatrale e anche nel
film, io sono uno scommettitore di cavalli. Nella commedia teatrale
parlo con lui al telefono
ma non si vede, nel film
invece ho mostrato il
broker che Giorgio
Panariello. Margareth
Mad interpreta il ruolo
di una donna, che nella
commedia teatrale non cera. Lei la dirimpettaia della famiglia Righi, formata da me e dai
miei due fratelli. Ho voluto creare anche una storia esterna alla casa, per allargare un po
lorizzonte sentimentale. Mi sembrato bello mettere una figura femminile in una commedia.
Ci parli del personaggio che interpreti, Enzo Righi?
Il mio personaggio nel film si chiama Enzo Righi, ma si fa chiamare in arte David Carradine, molto presuntuosamente, perch lui unartista di navi da crociera, canta abbastanza
male tant che quando finalmente scende dalla nave per andare a leggere il testamento, il
comandante ne molto felice, perch se lo toglie di torno. Enzo manca da casa da
trentanni, si disinteressato completamente di questo fratello disabile mentale, di sua >>

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mamma che ha avuto una malattia grave. Quindi quando ritorna trova gli altri due fratelli,
che in qualche modo hanno del risentimento nei suoi confronti. Enzo il superficiale dei
tre, Cico (Nando Paone) il picchiatello, che in realt il pi arguto, e Stefano (Carlo Buccirosso) il fratello pi normale, un impiegato che per ha perso il posto ed anche disoccupato in questo momento di crisi. Per cui sono tre solitudini che finalmente hanno loccasione di tornare insieme, finalmente tra virgolette perch purtroppo loccasione la morte
della mamma.
E fuori nevica! tratta il tema della diversit. Quale messaggio vorresti arrivasse
al pubblico attraverso il tuo film?
Sicuramente un messaggio con il quale saranno daccordo tutti, cio che la diversit
normale, giusto che siamo diversi, nel mondo, nelluniverso non esistono due volti uno
uguale allaltro. Per cui la diversit un fatto naturale e mi piacerebbe che imparassimo a
capire che al mondo non siamo soli proprio perch c chi diverso da noi, non chi uguale a noi.
Hai recitato nella compagnia teatrale di Eduardo De Filippo. Secondo te com cambiata la comicit dai tempi di Eduardo De Filippo ad oggi?
Rispetto ai tempi di Eduardo, secondo me la comicit cambiata in quanto prima era un
po pi di relazione. E la comicit che facciamo nei nostri film, che faccio nelle mie commedie, cio i personaggi si parlano, in una determinata situazione e ne scaturisce la risata.
La comicit di oggi, da dieci anni a questa parte, con lavvento di Zelig, Colorado, di tutti
questi grandi show comici, molto individualista, molto pi di battuta, pi veloce, una

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comicit cabarettistica, non nel senso negativo, ma pi legata alla battuta che alla situazione.
Qual linsegnamento pi grande che ti ha trasmesso Eduardo De Filippo?
Forse limportanza di fare seriamente un lavoro che comunque poi ha a che vedere con la
sfera ludica, creativa. Fondamentalmente un gran bel gioco, che per va fatto molto seriamente.
Un consiglio ad un giovane che volesse diventare un attore comico
Innanzitutto di scoprire se fa ridere. Se ci riesci fai ridere anche quando sbagli, una qualit... Noi facciamo ridere allinterno di una relazione tra un personaggio e laltro, ma anche
in questo caso devi avere i cosiddetti tempi comici, che non sono universali, ma soggettivi.
Non esiste lattore comico, esiste lattore, che pu far ridere o far piangere. Quindi gli consiglierei di capire se riesce ad entrare nel cuore delle persone, di chi lo guarda.
Hai interpretato e diretto tanti film di successo. C un personaggio a cui sei pi affezionato?
In verit no, perch io non credo nei personaggi, credo negli attori. Penso che i personaggi diventino gli attori, nel senso che lattore il contenuto del personaggio, che solo linvolucro. Ci che c dentro lattore che lo interpreta. Quindi sono legato a tutti i personaggi che mi hanno dato modo di esprimermi, quelli che mi sono scritto, ma sono stato benissimo anche nelle compagnie di Eduardo e del figlio Luca, dove ho potuto fare una grande palestra con dei personaggi meravigliosi.

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Qual secondo te la battuta pi comica nella storia del cinema?
Forse Nessuno perfetto
del film A qualcuno piace
caldo.
C un attore o unattrice
con cui ti piacerebbe lavorare in futuro?
Ce ne sono tanti di attori
bravi. Mi piacerebbe fare un
film con Carlo Verdone o
con Leonardo Pieraccioni.
Come attrice, Margherita
Buy.
Dopo Famiglia Salemme
Show e Da Nord a
Sude ho detto tutto, ti
piacerebbe portare in tv
un nuovo show?
A me piacerebbe assolutamente.
Puoi anticiparci in quali
progetti, per il cinema o
per il teatro, ti vedremo
prossimamente?
Sar in tourne con una
mia commedia teatrale che
si chiama Sogni e bisogni,
comincer a met novembre e in questa stagione andr a Napoli e a Roma, mentre nella
prossima sar a Firenze, Bologna e Milano. E poi uscir anche un film corale (Ma tu di
che segno sei?, ndr) , a Natale, per la regia di Neri Parenti, dove io sar protagonista di
uno dei cinque episodi.
TRAMA FILM E FUORI NEVICA!
Enzo Righi ha cinquant'anni e vive cantando (male) sulle navi da crociera. Eterno immaturo, allergico a qualsiasi tipo di responsabilit. Quando arriva la notizia della morte di sua
madre, costretto a rientrare a Napoli per la lettura del testamento, dove, dopo anni, incontrer i fratelli Stefano e Cico. Ad attenderli una sorpresa: l'unico modo per ereditare la
casa di famiglia convivere tutti insieme. La quotidianit non si riveler affatto semplice e i
tre fratelli ne vedranno delle belle...finch una trovata geniale e spietata di Cico risolver il
nuovo, complicato, "stato di famiglia".

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Il CAPITALE UMANO
INTERVISTA CON GUGLIELMO PINELLI

di Francesca Monti
Ha esordito sul grande schermo nel film Il capitale umano di Paolo Virz, scelto pochi
giorni fa per rappresentare lItalia agli Oscar 2015, un giovane attore dal talento cristallino e prossimamente sar tra i protagonisti del film Una nobile causa di Emilio Briguglio e
della fiction Pietro Mennea - La Freccia del Sud. Lui Guglielmo Pinelli e in questa intervista che ci ha gentilmente concesso ci ha parlato di Massimiliano Bernaschi, il personaggio interpretato ne Il capitale umano, dei suoi hobby e dei suoi prossimi progetti lavorativi.
Guglielmo, iniziamo parlando de Il capitale umano, film di Paolo Virz con cui hai
esordito sul grande schermo e che stato scelto per rappresentare lItalia agli
Oscar 2015
Innanzitutto essere stato scelto alla prima esperienza cinematografica da un grande regista come Paolo Virz per me motivo di grande orgoglio e soddisfazione personale. Non
voglio ripetere le solite cose dette su "Il capitale umano", dico che Paolo stato straordinario, con l'aiuto di un cast eccezionale, a rendere ogni personaggio manifestazione di un
messaggio distinto che porta lo spettatore ad una profonda riflessione.
Come ti sei trovato sul set de Il capitale umano, recitando al fianco di attori come

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Fabrizio Bentivoglio, Fabrizio
Gifuni, Valeria Bruni Tedeschi,
Valeria Golino?
Benissimo, aver avuto la fortuna
di recitare al loro fianco e di poterli
osservare da vicino mi ha reso tutto il lavoro pi semplice.
Cosa ti ha pi affascinato di
Massimiliano Bernaschi, il personaggio che hai interpretato
nel film?
L'aspetto che mi ha maggiormente affascinato di Massimiliano la
sua estrema sensibilit e bont
d'animo, mascherate da un'apparente forte arroganza.
Sei anche tra i protagonisti del
nuovo film di Emilio Briguglio
Una nobile causa, presentato
alla Mostra del Cinema di Venezia
Ovviamente sono felicissimo di
questo. E un progetto importante,
la tematica del film ruoter attorno
ad un problema molto attuale (la
dipendenza dal gioco dazzardo,
ndr) ed avr ancora la fortuna di
far parte di un cast di primo ordine, per cui ho molti stimoli e grandi motivazioni.
Com nata la tua passione per la recitazione?
Non so bene come sia nata, posso per dirti che sicuramente esplosa durante le riprese
de "Il capitale umano" e che ora sto sostenendo questa passione anche attraverso lo studio.
Che cosa ti piace fare nel tempo libero?
Sport, fare passeggiate con il mio cane (un bulldog inglese di nome Luis) e andare in trattoria con qualche amico.
In quali altri progetti per il cinema o per la tv ti vedremo prossimamente?
Sono nel cast della fiction " Pietro Mennea - La Freccia del Sud ", sar appunto un riassunto della vita sportiva del grande Pietro Mennea (interpretato da Michele Riondino) che
andr in onda su Rai1 probabilmente a dicembre e in cui avr un ruolo ahim particolarmente odioso ma molto stimolante da interpretare.

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IL GIOVANE FAVOLOSO
PER RISCOPRIRE GIACOMO LEOPARDI

di Alessandra Imoscopi
Ho visto il film di Martone Il giovane favoloso, sulla vita di Giacomo Leopardi. Lo consiglio. Ha il grande merito di aver creduto in uno dei nostri pi grandissimi letterati e poeti,
sul quale per sembra non sia data la giusta attenzione e formazione. Purtroppo di Giacomo Leopardi si pensa, forse perch ce lo spiegano cos, che sia stato un giovane, per definirlo come direbbero i nostri giovani oggi, sfigato, malaticcio, che ha passato la vita a studiare e che per questo diventato ancora pi infelice. C anche oggi lidea radicata in pi
di una persona che chi studia lo faccia perch ricco e che alla fine lo studio lo rimbecillisca un po e gli precluda la vita privata. Spesso non si pensa ai sacrifici e allesperienza
che si accumula in tanti anni di studio. Il film ha molte citazioni del Leopardi stesso e sentendole ti accorgi che sono riflessioni che vanno bene anche al mondo di oggi, anzi sono
pi che mai attuali. Sono passati secoli ma la condizione delluomo rimasta quella che
da sempre: di fragilit, di incertezza, di aver paura di non essere allaltezza delle situazioni,
di aver paura del giudizio altrui, che per quanto uno cerchi di dare il meglio, spesse volte
non viene capito ma giudicato gi a priori.
Bellissima lamicizia che il film narra tra Leopardi e Ranieri. Mi ha colpito vedere una grande amicizia tra due uomini, gratuita e incondizionata, in cui Ranieri ha profonda stima e ri

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spetto per la grandezinsieme uninfinita tegiovane amico divoraLa grandezza del pendi un uomo che sale
compone lInfinito,
questi nostri tempi.
tanti la voglia di riscopoeta, ed insieme a lui
vissuto in questa nosiano passati secoli,
parare. Nel rumore dei
hanno fatto della crota il loro cavallo di batlenzio in quel poco di
abbiamo a leggere
no, provare anche noi
della nostra vita e dei
rebbe una grandissipassato per la vita, ha
segnare. E Giacomo
un originalissimo cacombattere ci che il
dosso quotidianamen-

za del Leopardi ed
nerezza per questo
to dai dolori fisici.
siero, la grandezza
su una collina e
come un antidoto a
Magari avessimo in
prire questo grande
tanti altri che hanno
stra Italia. Sebbene
avremo tanto da immedia, che ormai
naca nera ed efferataglia, mettersi in sitempo libero che
Leopardi e perch
a scrivere qualcosa
nostri pensieri, sama cosa. Chi gi
sempre tanto da inLeopardi sarebbe
vallo di Troia per
mondo ci butta adte.

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QUADROPHENIA

Quadrophenia fu lultimo vero lavoro degli Who. Lo considero un album epocale e


per questo ho voluto portarlo nel nuovo millennio. Pete Townshend
Il film capolavoro ispirato allomonimo album degli Who (che questanno festeggiano i 50
anni di carriera) arriva al cinema in versione restaurata e digitalizzata
Londra, anni 60. Lambrette, anfetamine, parka, scontri sulle spiagge tra mods e rockers.
La Gran Bretagna post bellica e la musica soul. Lesplosione di rabbia adolescenziale di
una generazione che vuole provare a vivere scrivendo da sola il proprio futuro e cede infine alla disillusione. Tutto racchiuso in un film straordinario, diretto da Franc Roddam, che
attinge linfa vitale e canzoni dallomonimo album capolavoro degli Who, uno dei 10 dischi
pi importanti della storia del rock. Con un giovane Sting nel ruolo di Ace, uno dei protagonisti del film.
A distanza di 35 anni da quel 1979 che lo vide uscire nelle sale di tutto il mondo, Quadrophenia, il film capolavoro diretto ispirato allomonimo album degli Who del 1973, torna al cinema in versione restaurata e digitalizzata solo mercoled 10 dicembre (elenco delle sale a
breve disponibile su www.nexodigital.it). Unuscita attesissima perch cade nellanno del
cinquantesimo anniversario della band. Il film, ripercorrendo le musiche dellalbum, racconta attraverso il protagonista Jimmy, i contrasti della generazione inglese degli anni 60 che
si divideva fra i Mods (giovani ben vestiti che guidavano scooter italiani) e i Rockers (se-

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-guaci del rock and roll americano anni 50, vestiti con giubbotti di pelle e sempre in sella a
grosse motociclette). Cos Quadropheniaresta probabilmente a tuttoggi il film capace di
mostrare come nessun altro il connubio tra rock e ribellione giovanile.
Mentre il film cult
bum degli Who
staurato e digitasal Music propoWho Be Lucky,
contenuto nuova
Who Hits 50!
vembre in occaanniversario della
Daltrey e Pete

ispirato
allaltorna in sala relizzato, Univerne in radio The
il brano inedito
raccolta
The
uscita il 4 nosione del 50
band di Roger
Townshend.

Con oltre 100 milioni di dischi


venduti nel mondo e la reputazione di migliore
gruppo dal vivo
di sempre, per
dirla con Eddie
Vedder dei Pearl
Jam, gli Who
(Pete Townshend
- chitarra, Roger
Daltrey - voce,
John Entwistle basso e Keith
Moon - batteria)
hanno rappresentato per molti
versi lemblema
del gruppo rock
per eccellenza, in
grado di influenzare svariate generazioni future.
Furia iconoclasta,
senso di appartenenza generazionale,
una
sconfinata ambizione musicale
e un talento fuori
da ogni schema
si uniscono sul
palco e in canzoni
diventate
pietre miliari della storia del rock,
come My generation, I cant explain e album come Whos next, Tommy e Quadrophenia, per la cui
definizione venne coniato il temine rock opera. Dopo gli esordi come gruppo portabandiera del movimento mod inglese, a partire dalla seconda met degli anni 70 gli Who si ergono a rockband a tutto tondo, costituendo un punto di riferimento e di influenza per band loro coetanee come Beatles e Rolling Stones, e finendo per influenzare, con la loro attitudine diretta e nervosa, anche i musicisti che daranno vita alla scena punk, nella seconda
met degli anni 70, i Clash in primis. Nonostante la morte di Keith Moon, avvenuta nel
1978, e quella del bassista John Entwistle, nel 2002, gli Who hanno proseguito a suonare
e a fare dischi, lultimo dei quali, datato 2006, si intitola Endless wire. Una delle loro ultime pubblicazioni stata proprio lalbum dal vivo intitolato Quadrophenia live, celebrazione di uno dei loro album pi belli di sempre.
Quadrophenia distribuito in Italia da Nexo Digital in collaborazione con Universal Music,
Radio DEEJAY e MYmovies.it.
Ecco il trailer http://bit.ly/1yM1MUS

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SCUSATE SE ESISTO
PRESENTAZIONE DEL FILM

Uscir nelle sale gioved 20 novembre la nuova commedia di Riccardo Milani, Scusate se
esisto!, che ha per protagonista una splendida coppia del cinema italiano: Raoul Bova e
Paola Cortellesi, che tornano a recitare insieme dopo Nessuno mi pu giudicare (film con
la regia di Massimiliano Bruno, ndr). Nel cast di Scusate se esisto! ci sono anche Corrado Fortuna, Lunetta Savino, Cesare Bocci, Federica De Cola, Antonio DAusilio, Marco
Bocci, Stefania Rocca ed Ennio Fantastichini. Alla presentazione milanese del film, il regista Riccardo Milani, gli attori Raoul Bova, Paola Cortellesi e Antonio DAusilio hanno risposto alle domande della stampa, parlando di com nata questa commedia e dei loro personaggi.
Lidea del soggetto di Scusate se esisto! deriva dal bisogno, sempre pi diffuso, di non
dire tutta la verit, di nascondere certi aspetti della propria vita, fingendo per alcuni motivi
o per esigenze professionali di essere qualcun altro. La composizione del cast nata fin
dallinizio, sia a me che a Paola, Raoul Bova piace molto come attore e ci sembrava che
non avesse mai interpretato un ruolo come questo. Non abbiamo riscontrato nessuna difficolt particolare a girare al Corviale, io sono cresciuto in periferia, lo stesso vale per Paola,
conoscevamo quello che siamo andati a raccontare. La periferia lelemento centrale della storia del film, infatti la protagonista, Serena Bruno, proviene dalla periferia e ha una vi

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sione ancora etica del mestiere di architetto. Scusate se esisto! rappresenta il tentativo di
dar vita ad unistantanea dellItalia, con tutti i suoi difetti e problemi, ma con la voglia di credere nel nostro Paese, con la convinzione che a portarlo avanti attraverso sacrificio, impegno e talento siano le persone e le forze sane, ha detto Riccardo Milani.
Nella stesura della sceneggiatura siamo partiti da una riflessione sullesperienza di tante
persone che vanno a lavorare allestero, con esiti positivi, e poi per qualche motivo vogliono rientrare in Italia. Un altro argomento che ci premeva raccontare era la differenza di
trattamento che c sempre stata tra uomini e donne nel mondo del lavoro, dove a parit di
bravura la figura maschile favorita su quella femminile, ad esempio per ricoprire ruoli ai
vertici aziendali o istituzionali. Inoltre in questa commedia degli equivoci, c la storia di un
amore condiviso da due persone che non necessariamente hanno uno stesso orientamento sessuale, ha dichiarato Paola Cortellesi, che ha scritto anche soggetto e sceneggiatura
del film. Raoul Bova nel cinema incarna il sex symbol, ma questa volta il suo personaggio,
Francesco, controcorrente rispetto a quello che ci si aspetta. Quando Serena lo incontra
se ne innamora perdutamente al primo sguardo, capisce che luomo della sua vita, salvo
poi scoprire che lui omosessuale. I due per sviluppano un legame di profonda amicizia
e intimit, vanno a vivere insieme, sentono di volersi prendere cura luno dellaltro e danno
vita ad un vero e proprio rapporto damore, sebbene meno convenzionale. Serena e Francesco saranno pronti a tutto per aiutarsi, condividendo segreti e inganni e impersonando il
contrario di ci sono in realt. Come ha detto Riccardo, non abbiamo avuto difficolt a girare il film al Corviale (situato a Roma, ndr). La cosa che mi preme parlare dei disagi, dei
pochi servizi che ci sono in questa zona. Il fatto di scegliere per il mio personaggio il me-

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-stiere di architetta mi ha fatto pensare che nella realt questo progetto di riqualificazione
del Corviale darebbe lopportunit di non gettare altro cemento e di reinventare spazi gi
esistenti e male utilizzati mettendoli al servizio dei cittadini di tutte le et che li abitano. Offrire servizi culturali e per il tempo libero di giovani e anziani, rende migliore la vita di chi ci
vive, genera una maggiore consapevolezza. Infine vorrei ringraziare Antonio DAusilio, che
ho avuto il piacere di ritrovare sul set, dopo lesperienza di qualche anno fa a Zelig.
Appena ho letto il copione, la storia, ho capito subito che avrebbe rappresentato per me
qualcosa di insolito e stimolante. Le vicende di Serena una donna capace che non riesce a
trovare lavoro perch vittima di preconcetti, mettevano in rilievo diverse questioni importanti della nostra vita quotidiana e sociale ed erano raccontate con grande eleganza e delicatezza. Francesco, il mio personaggio era trattato con grande sensibilit e intelligenza;
anche lui vittima per motivi diversi di altri pregiudizi cos come lo Serena. Mi ha colpito
anche il fatto che la commedia potesse essere vista dal pubblico come mezzo per affrontare temi importanti. Francesco ha un figlio, avuto da un precedente matrimonio, e la cosa
pi difficile comunicargli di essere gay, senza creargli traumi. Invece il figlio lo accetter
cos com. Spesso nella realt tendiamo ad essere quello che gli altri vogliono, ma secondo me possiamo essere il bravo figlio, il bravo padre anche restando noi stessi, con la sensibilit, con il rispetto, che sono valori fondamentali. Penso che la cosa pi onesta sia proprio essere se stessi, ha detto Raoul Bova.

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TRAMA: Serena un architetto dal talento straordinario. Dopo una serie di successi professionali all'estero, ha deciso di tornare a lavorare in Italia, perch ama il suo paese.
Nell'avventurosa ricerca di un posto di lavoro si trova di fronte a una scelta folle, farsi passare per quello che tutti si aspettano che lei sia: un uomo...O cos pare. Nel frattempo incontra Francesco. Bello e affascinante. Il compagno ideale. Se non fosse che a lui non
piacciono le donne O cos pare. Tra Serena e Francesco nasce un rapporto intenso e diventano la coppia perfettaPronti a tutto pur di darsi una mano saranno costretti a condividere segreti e inganni perch a volte, per essere davvero se stessi, meglio fingersi
qualcun altro!

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IL MIO AMICO NANUK

Appassionante avventura nellArtico canadese, con protagonisti un ragazzo e un cucciolo


di orso polare
E uscito il 13 novembre in 850 cinema italiani "Il mio amico Nanuk", un'appassionante avventura nelle sconfinate, bellissime ma ostili terre dellArtico canadese. Protagonisti Luke
(interpretato dal giovanissimo attore Dakota Goyo), ragazzo di 14 anni e Nanuk, un cucciolo di orso polare. Il giovane Luke scopre che un cucciolo di orso polare stato diviso dalla
madre, allontanata per essersi troppo avvicinata al centro abitato e considerata quindi pericolosa. Il destino pi roseo per il cucciolo, sembra quello di finire in uno zoo. Luke per
non ci sta ed intraprende un viaggio attraverso i ghiacciai, sfidando gli elementi naturali,
per riportare Nanuk, il cucciolo di orso a sua madre. L'unico adulto che sembra dargli retta,
appoggiandolo nel suo viaggio attraverso l'Artico, la guida Inuit Muktuk (interpretata da
Goran Visnjic, attore di ER, ndr) che lo aiuter a muoversi tra i ghiacciai e far riunire il piccolo orso alla sua famiglia, in uno scenario divenuto ostile a causa dei cambiamenti climatici e della conseguente fusione dei ghiacci. Il film esce in Italia distribuito da Medusa e
supporta i progetti di conservazione WWF sull'orso polare, in particolare la campagna adozioni, attraverso la quale possibile dare un contributo concreto al lavoro che il WWF realizza con il Programma Artico. Il film stato interamente girato sui ghiacci del circolo polare, tra la Baia di Hudson, lIsola di Baffin e le isole di Svalbard. Il mio amico Nanuk
una coproduzione italo-canadese, da una storia di Brando Quilici con la sceneggiatura di

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Hugh Hudson (premio Oscar per Momenti di Gloria), regia di Roger Spottiswoode, per le
sequenze artiche regia di Brando Quilici (figlio del documentarista Folco Quilici, che dal
padre ha ereditato la passione per la natura e il rispetto della stessa).
"A seguito del surriscaldamento del pianeta negli ultimi anni progressivamente la banchisa
polare si sta fondendo. Gi una parte grande quanto cinque volte lItalia stata persa - ha
detto Brando Quilici -. I cuccioli di orso polare sono tra le creature pi minacciate dagli
sconvolgimenti ecologici recenti. Non tutti sanno che la perdita della banchisa polare costringe gli orsi ogni estate a rientrare verso la terraferma dovendo nuotare anzich camminare sulla banchisa. Una volta si trattava di tratti lunghi decine di chilometri, oggi sono diventati centinaia. Sebbene la maggior parte delle madri riescano a sopravvivere a queste
lunghe traversate, spesso i cuccioli che sono pi deboli, con meno grasso e con capacit
di galleggiamento molto inferiori non ce la fanno. I ricercatori della baia di Hudson hanno
riportato negli ultimi due anni un aumento della mortalit dei cuccioli nel primo anno di
et".
Il Presidente onorario del WWF, Fulco Pratesi, racconta: "Quando, nell'ottobre del 1988,
andai nella Baia di Hudson in Canada per osservare gli orsi polari, a Churchill, dove abitavo, c'era gran fermento: era arrivato il documentarista Brando Quilici, figlio del mio amico e
coetaneo, Folco. Non c'incontrammo perch battevamo luoghi diversi. Ma gli orsi, gi allora apparivano in difficolt. Nel 2008, vent'anni dopo, alle Svalbard, ne potei osservare altri la cui situazione, a causa dello scioglimento della banchisa, stava diventando drammatica".
Le riprese in Artico sono state realizzate dal cameraman naturalista Doug Allan: "Dobbiamo fermare il surriscaldamento globale, perch questo il problema pi grande nella regione artica. Dobbiamo fermare le emissioni di gas serra, le trivellazioni petrolifere e anche
la caccia all'orso polare in alcune regioni", ha detto Allan.

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LA SCUOLA PIU BELLA DEL MONDO

Il nuovo film di Luca Miniero con Christian De Sica e Rocco Papaleo


Esce oggi, (13 novembre, ndr), nei cinema La scuola pi bella del mondo, la nuova commedia di Luca Miniero (gi regista dei film campioni di incassi Benvenuti al Sud, Benvenuti al Nord e Un boss in salotto), prodotta da Cattleya e distribuita da Universal, che ha
per protagonisti Christian De Sica, Rocco Papaleo, Angela Finocchiaro, Miriam Leone e
Lello Arena. Alla conferenza stampa di presentazione il regista e il cast hanno parlato del
film e dei loro personaggi.
Il racconto nord/sud sempre riempito da altri temi e stavolta mi interessava parlare della
scuola e del rapporto tra alunni e professori. Per pi che la scuola, lItalia che si trova in
una fase in cui la speranza da riporre nelle persone. Lo scambio con i ragazzi fondamentale e penso sia necessario mantenerlo vivo aiutando gli insegnanti, dando loro pi
strumenti e motivandoli. Il confronto poveri-ricchi oltre che quello sud-nord si rivela in ambito scolastico animato da un profondo divario. Il problema la mancanza di motivazioni di
una classe docente trascurata da decenni! La scuola sembra la coscienza di un paese che
invecchia eppure ha una responsabilit enorme su dei ragazzi che crescono. In questo film
c' il passaggio dall'infanzia all'adolescenza che comporta la crescita civile e culturale dei
prof. Un viaggio di formazione. Un pezzetto comico dell'Italia di oggi che invece di piangersi addosso si mette in cammino. Io cerco di fare un cinema popolare che possa parlare a
tutti ma soprattutto a me. Il nord e il sud sono un pretesto per parlare con leggerezza anche di altro, sempre cercando di intrattenere il pubblico. In ogni film che faccio c qualcosa che mi piace. Ovviamente prima di tutto mi piace il film, che ho scritto con Massimo

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Gaudioso e Daniela Gambaro. Per a pensarci bene di questo film adoro la sua attualit e
il suo messaggio comico-amaro. Il personaggio del preside napoletano, lo straordinario
Moscariello-Arena, infatti, mi pare davvero simbolico di un paese, il nostro, che ci prova a
rialzarsi nonostante il ritardo della politica. Mi piacciono gli attori che sanno esagerare con
naturalezza e verit. Per questo adoro Papaleo e Finocchiaro, perch sanno affrontare le
due fasi, difendere e attaccare, far ridere ed emozionare. Miriam Leone invece brava al
punto che dopo un po' riesce a far dimenticare la sua prepotente bellezza. Christian non
lo conoscevo personalmente ma siamo al livello dei grandi interpreti della commedia. Come Messi per il calcio, ha dichiarato il regista Luca Miniero.
"Non ho mai interpretato una parte del genere. Filippo non maleducato, volgare o misogino; competitivo e crede nella scuola, infatti i suoi alunni sono diligenti. una parte che
mi si addice per let che ho, non posso fare per sempre lamante cornificatore, non sarei
credibile. E un lungometraggio che sprigiona ottimismo. Un po come nei film degli Anni
60. Finalmente! Oggi mi sembrano tutti cos cupi. Mi sono trovato cos bene sul set che sono ingrassato di nove chili, ha dichiarato Christian De Sica, che sar prossimamente impegnato nuovamente a teatro con lo spettacolo Cinecitt e si dedicher al suo primo film di
nicchia con Lucia Mascino (Una mamma imperfetta, ndr).
Mi sento un prolungamento di Miniero, una specie di sua costola, ma non c niente di mistico. Anzi, suggerisco per i vostri titoli di scrivere che sono una costoletta di Miniero (Papaleo ha lavorato recentemente con il regista nel film Un boss in salotto, ndr). Ho molto a
cuore la questione del meridione e sento che questo tema, spinge lidea di non sentirsi assolti, ma di provare a fare un po di pi. Questi bambini sono straordinari, sono dei piccoli
professionisti e sono stati lo specchio di noi mestieranti che a volte siamo assorbiti dal professionismo e non ci rendiamo conto del lavoro che facciamo, ha spiegato Rocco Papaleo.
Sono figlia di un professore di liceo che ha vissuto amarezze e tanto si dato da fare.
Posso dire che quando c la fantasia, la voglia, limpegno, i ragazzi ti seguono. Ci hanno

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regalato lincanto lavorando insieme a noi, facendoci riscoprire la meraviglia del ciak, ha
commentato Miriam Leone.
TRAMA: Filippo Brogi (Christian De Sica), preside puntiglioso di una scuola media toscana, insieme alla giovane professoressa Margherita Rivolta (Miriam Leone), organizza un
gemellaggio con gli alunni africani di Accra (Ghana) per conquistare lambita Coppa di
Scuola dellAnno. Il bidello, per, manda per errore linvito a un istituto di Acerra. Cos in
Val DOrcia si presenta un gruppo di studenti napoletani guidati dalleccentrico professor
Gerardo Gergale (Rocco Papaleo) e dalla collega Wanda Pacini (Angela Finocchiaro),
vecchia fiamma proprio di Brogi. La tecnologia questa volta non ha di certo semplificato i
giochi: Accra stata sostituita accidentalmente con Acerra. Da quel momento inizia lo
scontro culturale tra bambini toscani e napoletani, tra una scuola modello che fa della disciplina il proprio vanto e una sgarrupata che arranca per ricordare allo Stato la propria
esistenza.

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INTERVISTA CON LUCIANNA DE FALCO

di Francesca Monti
Ha recitato in film di successo come La finestra di fronte e Il cosmo sul com, ha preso
parte a tantissime fiction, da Sei forte maestro a Le ragazze di Piazza di Spagna, da
Un medico in famiglia, a Il supermercato, da Nati ieri a I Cesaroni, alla recentissima
Unaltra vita. E entrata nel cuore degli spettatori con il personaggio di Addolorata Dolly
Salvetti, della soap Un posto al sole, unattrice bravissima e un vulcano di simpatia.
Stiamo parlando di Lucianna De Falco, che in questa intervista che ci ha gentilmente concesso ci ha parlato del successo avuto dalla fiction Unaltra vita, di Wanda, il personaggio
che interpreta nella nuova serie di RaiUno Una pallottola nel cuore (con Gigi Proietti,
Francesca Inaudi, Licia Maglietta e Marco Marzocca), di come si avvicinata alla recitazione, di Dolly di Un posto al sole e dei suoi prossimi progetti.
Lucianna, iniziamo parlando di Unaltra vita, la fiction di Rai Uno in cui hai interpretato il ruolo di una professoressa. Ti aspettava un cos grande apprezzamento da
parte del pubblico, con ascolti altissimi?
"Non avevo mai lavorato con Cinzia Th Torrini ma l'avevo spesso apprezzata in tv, stata
una bella esperienza, una regista che sa dirigere gli attori, una dote che non cos diffusa. E poi, unisola come Ponza il successo era nell'aria.

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Sei tra i protagonisti di Una pallottola nel cuore,
nuova fiction di
Rai Uno, la cui prima puntata andata in onda il 27
ottobre. Ci puoi
parlare del tuo
personaggio,
Wanda?
"Wanda unarchivista che verr sedotta dal grande Gigi Proietti. Sar assai invidiata da molte telespettatrici!
Un
personaggio
da te interpretato
che rimasto nel
cuore degli spettatori Addolorata
Dolly Salvetti di
Un Posto al Sole. Ti piacerebbe
tornare a recitare
nella soap?
"Dolly anche nel
mio cuore, un personaggio sopra le
righe a cui ho regalato credibilit e tenerezza, un vero
successo all'interno
di una struttura come la Soap dove i
"Caratteri" non durano tanto! Mi ha donato notoriet e l'affetto dei telespettatori che a distanza di 5 anni
dall'ultima apparizione televisiva ancora mi vorrebbero nella storia. Come potrei rifiutare?
Aspetto che mi ripeschino!
Come ti sei avvicinata alla recitazione?
Quand'ero bambina ero spesso nel salone di Parrucchiera di mia madre, sono di Ischia e i
turisti stranieri erano tanti: avevo inventato una specie di Grammelot ed ero convinta di
parlare tutte le lingue; questa "onnipotenza comunicativa" dovevo sfogarla in qualche modo!

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C un ruolo che non hai mai interpretato e che ti piacerebbe interpretare?


Mi piacciono i film in costume e i grandi personaggi storici, ecco nonostante la mia faccia
antica ho praticato poco quel filone.
In quali progetti ti vedremo prossimamente?
da pochissimi giorni su Youtube il cortometraggio "The Dream" diretto da Paolo Sorrentino per i 130 anni di Bulgari dove interpreto Anna Magnani, e prossimamente sar a teatro
con due spettacoli: Antologica: 100 anni dalla Grande Guerra" e "W Maria! La storia di
Maria Senese del Caff Internazionale". Vi aspetto!.

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CONFUSI E FELICI
LA NUOVA COMMEDIA DI MASSIMILIANO BRUNO

di Francesca Monti
E uscito il 30 ottobre, nei cinema, Confusi e felici, la nuova divertente commedia di Massimiliano Bruno. Il cast composto da Claudio Bisio, Marco Giallini, Anna Foglietta, Paola
Minaccioni, Caterina Guzzanti, Pietro Sermonti, Kelly Palacios, Rocco Papaleo e dallo
stesso Massimiliano Bruno.
Una malattia e una crisi esistenziale portano Marcello (Claudio Bisio), psicanalista cialtrone e cinico, a chiudersi in casa e a lasciare tutto, compresi i suoi pazienti. Anche gli psicanalisti possono cadere in depressione! Questo gesto "estremo" non viene accolto bene da
Silvia (Anna Foglietta), segretaria di Marcello, che decide di radunare i suoi pazienti per
cercare, tutti insieme, di farlo uscire dalla crisi. Un'idea bellissima se non fosse che, ad aiutare Silvia, ci saranno uno spacciatore affetto da attacchi di panico, Nazareno (Marco Giallini), un quarantenne mammone cronico, Pasquale (Massimiliano Bruno), una ninfomane
decisamente invadente, Vitaliana (Paola Minaccioni), una coppia in crisi sessuale, Enrico e
Betta (Pietro Sermonti e Caterina Guzzanti) e Michelangelo (Rocco Papaleo), telecronista

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in crisi per il tradimento della moglie. Strampalati
ma affettuosi e divertenti, i pazienti di Marcello
cercheranno in ogni modo di tirargli su il morale
riuscendo a farlo aprire alla vita per diventare
una persona migliore.
Alla conferenza stampa di presentazione del
film, tenutasi alla Terrazza Martini di Milano, tra
battute e risate, i protagonisti hanno parlato dei
loro personaggi.
Per me questo film stato molto importante,
stata una grande fortuna poter lavorare ancora
una volta con Federica e Fulvio Lucisano. E un
film particolare ed originale e sono contento che
attori come Claudio Bisio, Marco Giallini, e tutti
gli altri abbiano accettato di far parte del cast.
Racconta una realt molto profonda, e lo fa con ironia. Inizialmente il titolo doveva essere
Tutti per uno, poi ho deciso di chiamare il film Confusi e felici. C unassonanza con la
famosa canzone di Carmen Consoli, in pi il titolo era molto tematico perch i personaggi
sono confusi ma alla fine del film trovano la felicit. Per arrivare alla felicit necessario
passare attraverso la crisi, ha esordito Massimiliano Bruno. Mi ha molto colpito il film
Quasi amici, penso che si possa fare commedia anche parlando di temi difficili. Bisogna
ricominciare a parlare di film, perch lItalia ha una grande tradizione per quanto riguarda
la commedia. Per Confusi e felici ho scelto la strada dellemozione, c un messaggio di
speranza, se c un periodo difficile lo si pu superare con laiuto dellamicizia, dellamore.
Marco Giallini ha detto: Mi sono trovato benissimo sul set e mi piaciuto molto interpretare il mio personaggio, Nazareno, uno spacciatore affetto da attacchi di panico.
Ha preso quindi la parola Kelly Palacios: Non stato difficile per me interpretare Mercedes, anchio sono una ragazza straniera che ha dovuto integrarsi in un nuovo paese. Io sono colombiana, lei cubana. Mercedes incinta, anchio ho una bambina di tre anni. La
storia del mio personaggio si avvicinata molto alla mia.
Vitaliana una ninfomane, una donna sola, che ha questa sessualit compulsiva, con
cui cerca di compensare la solitudine. La caratteristica dei personaggi di questo film che
sono soli e vanno tutti dallanalista e alla fine cercando di aiutare lui, dimenticano i loro problemi, ha dichiarato Paola Minaccioni.
Uno dei motivi per cui ho accettato questo ruolo era la curiosit di lavorare con attori come Giallini, Rocco Papaleo, ecc. Lanalista che interpreto un uomo solo, ma c anche
un tema sottotraccia: lunione fa la forza. Io non ho fatto analisi, ma Max Bruno mi ha raccontato la sua esperienza dallanalista e cos ho preso spunto nellinterpretazione del personaggio, ha detto Claudio Bisio.
Infine Pietro Sermonti: Questo film mi ha dato la possibilit di fare un personaggio diverso, un 45enne molle, sdraiato, arreso, che in crisi con la moglie (Caterina Guzzanti). C
in lui una forma di autismo generata dallutilizzo dei tablet che atrofizza il suo rapporto con
la moglie, fino a che, durante una pizzica collettiva, gli cade lipad e si rompe. Questo fatto
gli permette cos di uscire dal piccolo ecosistema in cui vive.

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LA FORESTA DI GHIACCIO
INTERVISTA CON MARIA ROVERAN

di Francesca Monti
E uscito il 13 novembre il film La foresta di ghiaccio, per la regia di Claudio Noce, che ha
tra i protagonisti una giovane e talentuosa attrice, che ha esordito al cinema nel film Piccola Patria, e che abbiamo avuto nuovamente il piacere di intervistare. Si tratta di Maria
Roveran, che ci ha parlato di Sandra, il personaggio da lei interpretato nel film La foresta
di ghiaccio, del suo primo album dal titolo "Alleprofondeoriginidellerugheprofonde", e del
musical Cinque allegri ragazzi morti.
Maria, iniziamo dal tuo nuovo film La foresta di ghiaccio, in concorso al Festival
Internazionale di Roma, in cui interpreti il ruolo di Sandra. Puoi parlarci del tuo personaggio?
Sandra, una ragazza fragile e forte allo stesso tempo, partita dal suo paese in giovane
et a causa della guerra in Jugoslavia e giunta in Italia senza genitori stata cresciuta da
un gruppo di uomini-bestia in un paesino sperduto e freddo al confine tra Italia e Slovenia.
Al limite tra langelico e la pazzia, Sandra mi ha insegnato quanto potente possa essere la
sofferenza e quanto profondi possano essere degli occhi che poche volte hanno visto
lamore.

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Come ti sei preparata per interpretare Sandra?
Per quanto sia stato piccolo e circoscritto il mio ruolo, per interpretare
Sandra ho sentito la necessit di informarmi su ci che la Guerra in Jugoslavia ha rappresentato con la sua
brutalit e animalit. Una guerra
molto vicina a noi italiani, una guerra
troppo spesso taciuta e dimenticata
per quanto recente, un conflitto che
nel corso della mia infanzia mi ha
molto toccato. Ho studiato, ho cercato di costruire il mio personaggio sulla base di ricerche storiche, etniche
e culturali. Mi sono fatta contaminare
da immagini, filmati, musiche e ricordi ed ho lavorato molto con il corpo
consapevole che il mio personaggio
avrebbe spesso parlato pi con esso
che con la parola.
Com stato condividere il set con
Emir Kusturica, Ksenija Rappoport, Domenico Diele, Adriano
Giannini, Giovanni Vettorazzo?
Unesperienza grandiosa! Ho potuto
conoscere dei veri e propri professionisti, persone a cui ora sono molto legata e che molto mi hanno insegnato, ciascuno attraverso la propria esperienza e la
propria verit. E stato un cast davvero deccezione e devo dire che ho potuto imparare
molto anche solo osservando ciascuno di loro. Un feeling tutto speciale si creato con
Ksenija, una vera forza della natura, una donna profonda ed una presenza amica.
Nel film La foresta di ghiaccio spicca la canzone Putea dela luna, scritta e cantata da te. Com nato questo brano?
Putea dela Luna nato dallesigenza di dover presentare al mio primo provino per il film
una ninna nanna tipica veneta. Io non sapendo bene cosa portare, non conoscendo particolari ninne nanne, ho pensato di scrivermene una e di portarla comunque (ammetto di
averla spacciata per brano popolare, pensando che la cosa sarebbe poco interessata alla
casting o al regista).
Tuttavia, il provino and bene. Due settimane dopo tornai a Roma per il call back e mi
chiesero di riproporre il medesimo pezzo. Pi avanti mi dissero di essere intenzionati ad inserirlo nella sceneggiatura e mi chiesero di quale autore fossee l dovetti dire la verit.
Putea dela luna compare ora nel film eseguita da Sandrina, il mio personaggio che forse
con la luna qualche volta ci parla davvero

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Putea dela luna contenuta


nel tuo album desordio AlleProfondeOriginiDelleRugheProfonde", come mai hai scelto questo titolo per il tuo disco?
Perch alcune rughe nascono
prima del tempo e non sono visibili agli occhi ma allanima. In
questo mio primo progetto musicale, interamente nordestino e
prodotto da Simone Chivil, lavorando ai brani che ho scritto per
Piccola Patria e per La Foresta
Di Ghiaccio ho voluto dare voce
a qualcosa di antico e di nuovo
che da sempre fa parte della mia
natura. Questo solo un primo
lavoro che spero di poter ampliare grazie alla bravura e allesperienza di Simone, Moreno Marchesin, Piero Trevisan e Giovanni Schievano, musicisti con cui
ho avuto il piacere di lavorare.
Sei protagonista a teatro del
secondo episodio "La festa
dei morti" del musical lo-fi
Cinque allegri ragazzi morti,
per la regia di Eleonora Pippo,
tratto dall'omonima saga di
Davide Toffolo, leader dei Tre
Allegri Ragazzi Morti. Nello
spettacolo interpreti Sabina, la ragazza-lupo
Questo musical mette in scena lomonimo fumetto scritto da Davide Toffolo, disegnatore
fumettista nonch frontman del gruppo Tre Allegri Ragazzi Morti. Il progetto nato dalla
fantasiosa idea registica di Eleonora Pippo e dal desiderio di mettere in scena tutti i 9 capitoli del medesimo fumetto. Noi abbiamo presentato due puntate: LAlternativa, in cui io
interpreto il ruolo di Sabina, una ragazza-lupo alle prese con i propri sentimenti e le proprie
emozioni adolescenziali che la porteranno ad uscire dal suo corpo, mentre la seconda
puntata si intitola La festa dei Morti, episodio nel quale mi perdo, mi ritrovo ed affronto
unaltra tipologia di trasformazione. Il tutto alimentato dalle musiche e dalla bellezza dei
testi del repertorio dei Tre Allegri Ragazzi Morti e da una tipologia di comunicazione che
Eleonora ha cercato di rendere il pi possibile diretta, anticonvenzionale e potente nella
sua semplicit. Il nostro tour riprender il prossimo anno toccando le citt di Genova, Bologna e Pordenone, il 24 gennaio 2015.

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IL SEGRETO DI ITALIA
DI ANTONELLO BELLUCCO
Dal 20 Novembre nelle sale il
film Il segreto di Italia di Antonello Bellucco. Presentato in anteprima al cinema Adriano di Roma e ispirato a una storia vera, il
regista porta sul grande schermo
uno dei tanti episodi di violenza
che hanno oscurato i primi mesi
della fine della seconda guerra
mondiale.
Avvenuto tra il 28 aprile 1945 e
met giugno dello stesso anno,
leccidio di Codevigo, nel Veneto,
segna una pagina nera della storia della lotta per la liberazione
dal fascismo. Perpetrato dalla 28esima Brigata Garibaldi e del Cremona, le esecuzioni
sommarie dei partigiani rossi portarono alla morte di 136 persone tra militi della Guardia
Nazionale Repubblicana, delle Brigate Nere e civili inermi.
Protagonista della pellicola Italia Martin (Gloria Rizzato - giovane; Romina Power - grande), figlia di una coppia di contadini e tornata dopo cinquantanni a Codevigo per il matrimonio della nipote.
Ritornata nel luogo in cui ha vissuto lesperienza pi traumatica della sua vita, Italia comincia nuovamente a rivivere il passato obbligata dagli incalzanti ricordi, come il primo amore
e le prime delusioni, e da alcune vecchie conoscenze che non sembrano intenzionate a
darle pace. Mezzo secolo dopo leccidio, per trovare la pace che da sempre insegue lormai settantenne Italia dovr affrontare i fantasmi che la perseguitano da tutta una vita.
Creato con un budget di soli 250mila euro, Bellucco non solo offre al pubblico lesperienza
di un prodotto di ottima qualit sotto il profilo di fotografia e audio, ma riesce anche a conquistare il cuore dello spettatore grazie allincredibile impresa di rappresentare la storia
delleccidio di Codevigo in modo laico e neutrale.
Sforzo riconosciuto dalla stessa Power che riferisce di essere tornata nel mondo del cinema perch mi stato finalmente offerto un film interessante, commovente, profondo, trattato con delicatezza, un ruolo entusiasmante, un copione poetico anche se tragico. La verit non dovrebbe mai essere polemica, giusto che in ogni Paese vengano fuori le verit
nascoste, prima o poi la verit viene a galla, non si pu nascondere ed giusto che la gente sappia.
Ben lungi quindi dallessere unopera revisionista, il messaggio del regista chiaro e cristallino nel condannare stragi simili a prescindere dalla ideologia che le ha guidate.

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IL LEONE DI VETRO
INTERVISTA CON CARLA STELLA

di Francesca Monti
Ha lavorato in teatro con Lino Toffolo, Natalino Balasso, Carlo Simoni, Antonio Salines, in
campo cinematografico stata diretta da registi come Gabriele Salvatores, Marco Bellocchio, Marco Pontecorvo, Enrico Lando, ha preso parte a fiction di successo, da La squadra 2 a Terapia durgenza, nel 2001 ha vinto il Premio come miglior attrice al Forum Internazionale di Vilnius (Association Lithuanianen University Theatres). Stiamo parlando di
Carla Stella, bravissima attrice padovana, tra i protagonisti del film Il Leone di Vetro in sala dal 13 novembre. In questa piacevolissima intervista, che ci ha gentilmente concesso,
Carla Stella ci ha parlato di Marta Biasin, il personaggio che interpreta ne Il Leone di Vetro, e del suo laboratorio teatrale che cura per l'associazione culturale Euforia Costante,
dal titolo "Il Tempo prezioso", che si tiene ogni mercoled dalle 20,30 alle 22,30, presso lo
Spazio D di via Riello 5/A a Padova, da ottobre 2014 a maggio 2015, che si concluder
con l'allestimento di uno spettacolo teatrale in una location suggestiva all'interno della citt.
Per info: stellacarla@hotmail.com
Carla, sei tra gli interpreti del film Il Leone di Vetro, per la regia di Salvatore Chiosi, che uscir nelle sale il 13 novembre

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Ho visto per la prima volta il film a fine agosto alla
Mostra del Cinema di Venezia, stata unemozione grandissima. Sul set
ci siamo divertiti moltissimo, il film stato realizzato in pochissimo tempo. Penso che Salvatore
Chiosi sia il regista italiano lampo (ride, ndr)
Abbiamo lavorato tantissimo ma veramente bene. Chiosi ci ha messo a
nostro agio, eravamo in
uno stato di grazia, cera
molta umanit sul set, cosa difficile da trovare. Il
Leone di Vetro la storia di una famiglia veneta
nei giorni che precedono
il plebiscito con cui fu annesso il Veneto all'Italia,
il 22 ottobre del 1866. I
Biasin sono dei produttori
di vino Raboso del Piave,
che esportano in tutta
Europa. Le vicende di
questa famiglia si intrecciano con quelle dei vicini
di tenuta, i Querini, nobili
in decadenza.
Ne Il Leone di Vetro
dai il volto a Marta Biasin
Io interpreto Marta Biasin, moglie di Jacopo e
madre di Marco e Spartaco. Mi sono documentata su come potevano essere le donne ai
tempi, infatti non avevano il diritto nemmeno della patria potest, erano una specie di suppellettile. Una storia cos portata ai giorni nostri di grande attualit, non per quanto riguarda la condizione della donna, ma perch comunque le tasse ad esempio le stiamo pagando tantissimo anche noi, in questo periodo di crisi. Marta una madre che in un modo
o nellaltro vede che ci sono delle cose che non funzionano nella sua famiglia. Oltre al
caos fuori, perch ci sono quelli che odiano gli austriaci e quelli che invece vogliono unificarsi, c veramente un grande conflitto anche interno alla famiglia. Marta soffre per questo e vorrebbe un'armonia spesso difficile da trovare. Non pu parlare, per non soccombe, ma rimane a proteggere i suoi figli e preserva una sua idea che quella di emigrare, di
andare in un altro stato, perch l non era pi possibile vivere. Poi c il marito che la tradi-

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-sce, anche se una volta era una cosa
abbastanza normale Il tradimento
vero era non quello verso la moglie,
ma verso la famiglia. Inizialmente pensavo che Marta fosse un personaggio
di contorno invece ha un ruolo molto
importante nel film. E la recitazione
che piace a me, in sottrazione.
C qualche tratto in comune tra te e
Marta Biasin?
Per interpretare Marta Biasin non mi
hanno truccata o invecchiata particolarmente, sono invecchiata io sul set (ride, ndr) Sai quando fai le trasformazioni come
Woody Allen in ZeligC stata anche una trasformazione fisica perch io sono diversa
da questo personaggio, sono una persona esplosiva, esuberante, che protagonista del
suo tempo. Marta Biasin rispetto a Carla Stella molto riflessiva, molto attaccata alla famiglia, ma anche con un aspetto di lungimiranza, lunico tratto che abbiamo in comune.
A ottobre iniziato il tuo laboratorio teatrale Il Tempo prezioso, puoi anticiparci
qualcosa a riguardo?
Il laboratorio teatrale si svolge presso lo Spazio Danza in via Riello, a Padova. E iniziato
a ottobre, ma le iscrizioni resteranno aperte sino a novembre. Sono quattro anni che faccio
questi laboratori e ogni anno scelgo un tema diverso. Questanno Il Tempo prezioso, il
tempo percepito e vissuto dalluomo come un fluire di stati di coscienza, che costituiscono
un capitale prezioso. I miei allievi fanno con me un percorso interiore per entrare in sintonia con il proprio tempo fisico e metafisico, per prendere coscienza di se stessi, della propria memoria storica e culturale per proiettarsi in un tempo futuro consapevoli delle loro capacit, cercando nuovi approcci comunicativi all'interno del gruppo e rafforzando il proprio
percorso individuale. E importante avere una luce interiore che ti guida, nella vita non abbiamo mai finito di conoscere. E un allenamento dei sensi, una ricerca sulla parola che inizia dal saper leggere un testo con empatia, attraverso la conoscenza di se stessi, per entrare nel profondo dentro ad un autore. La poesia indispensabile. E importante scoprire
lautenticit di quello che si interpreta, leggere elementi espressivi, cercando di capire quello che c dietro al testo. Secondo me fondamentali sono due cose: la creativit e lemozione. Il laboratorio una sorta di porto franco, in cui chi partecipa lavora utilizzando uno spazio fisico, ma al contempo temporale, attraverso il quale ha la possibilit di esprimersi, di
tirare fuori quello che ha vissuto, quello che ha dentro, come faceva Socrate con larte
della maieutica. Insegnare per me significa dare e ricevere. Penso ad esempio allo spettacolo bellissimo realizzato con 25 ragazzi del Liceo Cornaro di Padova, Pescatori di sogni,
con musica, disegni e testi creati da loro, che mi ha regalato grandi soddisfazioni.
Questanno realizzer uno spettacolo sulla Prima Guerra Mondiale in occasione del centenario dellinizio del conflitto, e anche dellentrata in guerra degli italiani che avvenuta nel
1915. Ho preparato una cosa molto particolare, unelegia, si chiama Il cielo a memoria,
protagonista un soldato morto che guarda il cielo e dice che lo sa a memoria, perch
quando uno malato o sta morendo guarda in alto, ma non triste. E la vita che in un modo o nellaltro ti appare davanti agli occhi con i ricordi pi belli, anche di guerra.

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IL RESTAURATORE 2
INTERVISTA CON BEATRICE FAZI

di Francesca Monti
Ha iniziato a lavorare a teatro nel 1992, recitando nel Signor G. ovvero Il vecchio e il gatto di M. Greco, ha preso parte a programmi televisivi come Macao, Avanzi e Suonare
Stella, nel ruolo della filippina Corazon, ha recitato nei film Cosa centra lamore, Addio
al nubilato e La verit vi prego sullamore, con Pierfrancesco Favino. E entrata nei cuori
degli spettatori interpretando Carmela 'Melina' Catapano, nella fiction Un Medico in famiglia ed nel cast della serie di RaiUno Il Restauratore 2, nel ruolo di Dora. E unattrice
di talento, una donna simpaticissima e una grande tifosa della Roma. Stiamo parlando di
Beatrice Fazi e in questa piacevole intervista che ci ha gentilmente concesso, ci ha parlato
del suo personaggio, Dora, di come si avvicinata alla recitazione, passione nata quando
era una bambina, e dei suoi prossimi progetti.
Beatrice, sei tra i protagonisti della serie Il Restauratore 2, in cui interpreti Dora.
Cosa ti piace maggiormente di questo personaggio e ci sono dei tratti in cui ti rivedi?
Sicuramente mi appartiene moltissimo, ho attinto dal mio carattere per certe sue caratteristiche, come lessere gelosa e impulsiva, molto attaccata alla famiglia, molto materna. Dora una donna che crede in questo amore, in questo matrimonio con Arturo (Paolo Cala-

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-bresi), mamma fino in fondo, anche con il figlio che in America, vorrebbe provvedere
dalla piazzetta di Roma a fargli mangiare una buona amatriciana. E proprio come sono io,
coi figli e con mio marito. E poi attenta a quello che le accade intorno. E un personaggio
positivo, diciamo che se non proprio come sono io, come vorrei essere. Mi piace limmagine di donna tradizionale che Dora, che affaccendata tra lavoro e famiglia, riesce a
dare. Trova tempo anche per confortare una persona in difficolt, per occuparsi di Basilio
(Lando Buzzanca, ndr), insomma ha cura di tutte le persone che gravitano attorno alla sua
famiglia. Mi piace moltissimo. E quello che io cerco di fare nel mio quotidiano.
Come riesci a conciliare il lavoro di attrice con quello di mamma?
Con molto affannoHo sicuramente un aiuto fondamentale in mio marito, che il mio
compagno di vita, il mio appoggio totale in tutto quello che faccio, supplisce alle mie mancanze, mi aiuta, spesso mi fa anche da taxi quando mi devo muovere da una parte allaltra, diciamo che ci siamo divisi i compiti, la mattina per esempio prepara le merende per i
nostri due figli pi grandi che vanno alle medie e tornano un po pi tardi, per il pranzo
provvedo io, quando pu mi accompagna a fare la spesa, perch facciamo sempre dei carichi enormi Il problema che quando si tanti in casa si passa molto tempo a fare approvvigionamenti e a pianificare il menu Ho una tata che mi aiuta in casa nel pomeriggio, quando io lavoro va lei a prendere il piccolino che esce alle 16 da scuola. E poi c
sempre una rete intorno alla mia famiglia, di altre mamme Io riesco a fare tutto grazie alla solidariet, uno scambio continuo, un mutuo soccorso. Non si potrebbe fare altrimenti.
So di non essere sola. Sicuramente non ho puntato tutto sulla carriera, vedo che tutto quello che mi arriva un dono. Anche con i lavori, ci sono cose che avrei voluto ma che non
sono riuscita a fare. Vivo in attesa, con pochi programmi, con pochi progetti, cercando di
arrivare dove posso.

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Come ti sei avvicinata alla recitazione?
Avevo cinque anni quando fui folgorata per la prima volta da una scena di uno sceneggiato televisivo che aveva come protagonista Ugo Pagliai, La Baronessa di Carini. Ricordo
che la domenica intorno alla tavola stipata di parenti, facevo delle scenette, ripetevo la
scena madre in cui la Baronessa di Carini chiede in siciliano stretto Signuri patri, chi vinisti
a fari e lui risponde Signura figghia vi vinni a' mmazzari, facevo tutta la messinscena con
la musica, poi c quel famoso gesto di lei che trascina la mano insanguinata sulla parete
della fortezza, che io ripetevo andando da una parete allaltra in modo melodrammaticoL ho capito che mi sarebbe piaciuto diventare attrice, anche perch dopo questa performance mi davano dei soldini, quindi ho pensato hai visto mai che diventa proprio una
fonte di guadagno Comunque senza ironizzare diciamo che si acceso in quel momento questo fuoco sacro che non mi ha mai pi abbandonata. Ho pensato anche di smettere,
soprattutto nei momenti di crisi in cui non riuscivo a mantenermi con il mio lavoro, ma non
c stato niente da fare. E da l poi ho iniziato a recitare a teatro, a Salerno, a 14 anni.
Cera un piccolo teatro che si chiamava Teatro San Genesio, dove facevamo spettacoli nel
week-end e questa cosa mi ha anche tenuta lontana dalla droga, dalle cattive compagnie,
io andavo l nei pomeriggi per le prove, e poi sabato e domenica invece che fare lo struscio in via del Corso ero impegnata a fare lo spettacolo. A 18 anni ho deciso di venire a
Roma, ho tentato di entrare in Accademia ma non mi hanno preso, al Centro Sperimentale
ma non mi hanno preso. Mio marito ancora oggi mi dice ma non ti sei chiesta il perch?,
mettendo in dubbio il mio talento... In realt poi vinsi una borsa di studio in unaltra scuola
che era chiamata La Scaletta ed era diretta da Pino Manzari, col metodo del maestro Orazio Costa Giovangigli che era lo stesso metodo che si studiava in Accademia e da l ho cominciato a fare altre nuove esperienze, contemporaneamente mantenendomi come cameriera in un bar. Studiavo e facevo gli spettacoli gratis. Poi la mia carriera ha preso il via con
la televisione, con spettacoli pi importanti e sono arrivata al lavoro che mi ha dato la notoriet pi grande in assoluto, cio Melina de Il Medico in famiglia.
Carmela Melina Catapano di Un Medico in famiglia infatti un personaggio che
rimasto nel cuore degli spettatori. Ti piacerebbe tornare a recitare in questa amatissima fiction?
Mi piacerebbe tantissimo, non sono uscita per mia volont, sarei rimasta per tutta la vita.
Magari ideando uno spin-off tra Melina e Dante, una piccola serie per noi, cosa che mi era
stata proposta ma poi non si mai realizzata. Credo che comunque Melina sia rimasta nei
cuori degli spettatori, lo vedo dal fatto che la gente continua a scrivermi, a chiedermi perch non torni, come se dipendesse da me, io sono qua, vero che la linea narrativa si era
un po esaurita, cio ad un certo punto bisogna anche scegliere, o sviluppare un personaggio in altre direzioni o farlo morire, unesigenza proprio di copione. Io sono una persona
totalmente disponibile e innamorata di questo lavoro, per cui Melina la rifarei con piacere.
Un attore o unattrice con cui ti piacerebbe lavorare
Mi piacerebbe di nuovo lavorare in teatro con Paolo Calabresi, il mio partner ne Il Restauratore, perch trovo che sia un attore straordinario, un uomo retto, un padre di famiglia, un uomo pieno di qualit, lo ammiro, lo stimo tantissimo. Da Dora e Arturo secondo
me potevamo tirare fuori ancora tante cose, che chiss, potrebbero essere sviluppate in
futuro. Anche su questa coppia sono state dette cose magnifiche, mi ha fatto molto piacere
ricevere i complimenti del regista Oldoini, che mi ha addirittura telefonato per dirmi che era

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stato contento di lavorare con noi. E proprio
bello quando si lavora
cos, con dei colleghi
capaci, attenti, generosi, un piacere, capisci
che questo lavoro non
lo fai per i soldi, ma
proprio perch bello,
genera bellezza.
In quali progetti televisivi o teatrali ti vedremo prossimamente?
Ho iniziato pochi giorni
fa le prove di uno spettacolo diretto da Michele La Ginestra e scritto
da Giulia Ricciardi che
sar strepitoso, si chiama Parzialmente stremate, siamo quattro
donne ultraquarantenni
contemporanee,
alle
prese con tutti i problemi di quattro tipi di donne diverse di oggi. C
molto da ridere e anche
da riflettere. E poi sar
in scena di nuovo con
Fabrizio Giannini al
Teatro de Servi, a febbraio, in una pice intitolata Il Derby del cuore che parla sempre di
una coppia, che per
parte con una frattura incolmabile di fondo, che quella di essere luna laziale e laltro romanista. Ad aprile riprender invece per il terzo anno uno spettacolo che ha avuto molto
successo, sempre con Michele La Ginestra, si intitola Ti posso spiegare, lo abbiamo
messo in scena lo scorso anno al Teatro Golden, al Teatro 7 di cui Michele direttore, lo
abbiamo portato in giro per lItalia e ogni volta abbiamo raccolto un grande consenso da
parte del pubblico. Quindi per adesso ho in programma solo tre bellissimi spettacoliPoi
per la televisione sono in attesa di proposte, sto vagliandone alcune ma non c niente di
concreto. Unaltra cosa carina che mi successa che ho girato uno spot televisivo proprio accanto al mio Capitano, Francesco Totti, per 10 e Lotto e quindi vedremo questo
spot su tutte le varie emittenti, sui cartelloni. Finalmente potr dire che il mio volto associato a quello del mio Capitano, essendo io di fede romanista.

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QUALUNQUE COSA SUCCEDA, LA


FICTION DEDICATA AD AMBROSOLI

Luned 1 e marted 2 dicembre, alle ore 21,10 su RaiUno andr in onda la miniserie Qualunque cosa succeda, tratto dall'omonima opera letteraria di Umberto Ambrosoli (Sironi
Editore).
La fiction narra la storia di Giorgio Ambrosoli che su incarico della Banca d'Italia diventa
commissario liquidatore della Banca Privata Italiana di propriet del Banchiere Michele
Sindona con il quale d vita ad un duello durissimo. Un duello durato cinque anni e vinto,
anche se ad un prezzo gravissimo, da Ambrosoli, assassinato nella notte tra l'11 ed il 12
luglio del 1979 a Milano da un killer della mafia italoamericana, assoldato dallo stesso Sindona. Ambrosoli nella sua ricerca della verit deve scontrarsi con gli enormi poteri costituiti
dallo IOR, la Banca del Vaticano e dall'allora Presidente del Consiglio Italiano, Giulio Andreotti che avevano rapporti molto stretti con Sindona. Il film la storia avvincente e molto
commovente di un uomo con un altissimo senso dello Stato che, nonostante tutti e tutto,
riuscito a decifrare uno dei pi grossi affair politici, finanziari e corruttivi del secolo appena
trascorso facendo cos luce sui pi segreti e delicati meccanismi del potere nell'Italia della
met degli anni settanta.
Nella miniserie, Giorgio Ambrosoli interpretato da Pierfrancesco Favino. Il cast composto da: Anita Caprioli (Annalori), Andrea Gherpelli (Silvio Novembre), Massimo Popolizio
(Michele Sindona), Roberto Herlitzka (Enrico Cuccia), Giovanni Esposito (Giulio Andreotti),
Gregorio Ferreri (Umberto), Marco Boccardo (Filippo), Alma Noce (Francesca), Alberto

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Negrin. "Giorgio anche il
nome del mio primo figlio e
nel momento in cui ha aperto gli occhi mi sono chiesto
come lo avrei accompagnato a conoscere il nonno che
non ha mai conosciuto, a
spiegargli come fare a restare libero fino in fondo, anche
rispetto alle minacce di morte, ha detto Umberto Ambrosli, figlio di Giorgio, durante la presentazione della
miniserie. C'era stato il bellissimo libro di Stajano, "Un
eroe borghese" , ma io ho
voluto scrivere un libro che
non rivolto a chi ha vissuto
gli anni Settanta. Adesso
grazie alla fiction tanti conosceranno l'esempio di mio
padre e di Novembre, persone che sapevano cos' giusto fare per il proprio paese,
sono esempi che ci fortificano".
"Abbiamo girato nella sede
della Banca d'Italia, abbiamo avuto la massima disponibilit. L'omicidio di Ambrosoli un episodio che ancora tocca le istituzioni", ha
sottolineato Pierfrancesco
Favino. "Le speculazioni che hanno portato alla crisi economica di questi giorni non sono
cos lontane dalle invenzioni di Sindona, che elabor una serie di accorgimenti, dai titoli
gonfiati alle scatole cinesi. Eppure era in prima pagina sulle riviste economiche come "genio della finanza"". Girando due puntate abbiamo avuto la possibilit di avere pi spazio di
racconto rispetto al bellissimo film di Placido, abbiamo potuto raccontare un po' di pi l'Ambrosoli privato. Mi ha molto attratto la timidezza che esprimeva nelle poche foto e nei video
che ho visto. Una persona schiva, ma, mi sono fatto l'idea, con una ricchezza emotiva molto forte. Per me sempre una grande responsabilit interpretare personaggi con qualit
che possono diventare valori condivisi. Certamente ho parlato con Umberto, mi ha fatto un
enorme piacere incontrare Annalori e Francesca, ma da attore sai sempre di operare un
tradimento. Per questo chiedo scusa in anticipo. La scena pi difficile stata quella dell'ultima requisitoria: sono venute sul set Annalori e Francesca, sono andato in confusione. C'
un imbarazzo enorme per un interprete rispetto agli affetti, per loro vita vissuta: avevo di
fronte la moglie che aveva perso il marito e la figlia che aveva perso il padre. Senti il peso
della responsabilit".

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AYRTON SENNA E I LEGAMI CON IL VENETO

Mercoled 3 dicembre 2014 - Sala Chilesotti, Museo Civico di Bassano del Grappa (17.3019.00)
Nel ventennale dalla scomparsa dellindimenticabile campione di Formula 1, il Museo Bonfanti-Vimar in collaborazione con il Comune di Bassano del Grappa e la societ Elmo &
Montegrappa S.P.A. organizza una serata in cui si potranno rivivere momenti emozionanti
della carriera di Ayrton Senna. Condurr lincontro Beppe Donazzan, che a ridosso del tragico Gran Premio di Imola 1994 raccolse a Padova una delle ultime interviste del pilota
brasiliano in occasione della presentazione alla stampa della mountain-bike SENNA by
Carraro, prodotta in serie limitata dallazienda di Saccolongo PD. Il giornalista bassanese
presenter il suo libro Immortale - Ayrton Senna il campione di tutti (Castelvecchi editore
- Ultra Sport), in cui si possono rivivere ...la storia, la morte e leredit lasciata dal grande
campione, riannodando il filo che lega le sue imprese a quelle di chi lo ha seguito e che,
nella straordinaria personalit di Ayrton, continua a ritrovare uninimitabile lezione di sport
e di vita. Verranno ricordarti altri significativi accordi stipulati con aziende venete (De Longhi, Penne Montegrappa, Segafredo Caff), fatti soprattutto per sostenere la Fondazione
fortemente voluta da Ayrton per aiutare i bambini poveri brasiliani. E attesa anche la partecipazione di Jean Alesi, ex pilota di Formula 1 sempre nel cuore dei tifosi Ferrari, che con
Senna ha condiviso molti momenti indimenticabili. Infine Viviane Senna, la sorella del campione brasiliano, in un video messaggio aggiorner sullattivit della Fondazione che a tanti
anni di distanza continua la meritoria opera sociale nel nome di Ayrton.

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Programma, ore 17.30-19.00:


- Giovanna Ciccotti, assessore alla cultura del comune di Bassano del Grappa, porter i
saluti della Pubblica Amministrazione.
- Beppe Donazzan intratterr sul tema: Ayrton Senna e i legami con il Veneto. Jean Alesi
far rivivere le epiche imprese sportive che lo videro amico nella vita, ma antagonista in
pista, del pilota brasiliano.
- Massimo Vallotto, presidente del Museo Bonfanti-VIMAR, traccer un breve profilo del
futuro Polo Museale - Culturale Santa Chiara.
- Dalle 19.00, sar visitabile presso la boutique Montegrappa in piazza Garibaldi a Bassano del Grappa, lesposizione di tutti i modellini delle vetture con cui corse Senna, la mountainbike by Carraro, ledizione della penna Montegrappa di ventanni fa e quelle attuali, oltre al casco del pilota, foto e altri oggetti di memorabilia.
- Infine una sessione dedicata agli autografi e un rinfresco di commiato offerto dalla Elmo
& Montegrappa SPA.

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Numero 25/04 . Stampa in proprio (27/11/2014). Giornale gratuito. Non riceve finanziamenti pubblici e privati. Esce come e quando pu.