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RappresentazioneperilProgettoEsecutivo

Branka Cuca Sara Tonolini


Gruppo di Ricerca SITECH (Surveying Information Technologies for
Environment and Cultural Heritage)
Dipartimento BEST (Building Environment Sciences and Technology)
branka.cuca@polimi.it

Quadronormativo
LEGGEQUADROINMATERIADILL.PP.
(leggeMerloni)
CODICEDEIBENICULTURALIEDELPAESAGGIO
(codiceUrbani)

DPR 554/99: REGOLAMENTO DI ATTUAZIONE DELLA L. 109/94 LEGGE QUADRO IN


MATERIA DI LAVORI PUBBLICI (E SUCC. INTEGRAZ.)
Art.35 (Documenti componenti il progetto esecutivo)
Ilprogettoesecutivocostituiscelaingegnerizzazionedituttelelavorazionie,
pertanto,definiscecompiutamenteedinogniparticolarearchitettonico,
strutturaleedimpiantisticolinterventodarealizzare.Restanoesclusiipiani
operatividicantiere,ipianidiapprovvigionamenti,icalcolieigraficirelativialle
opereprovvisionali.
Ilprogettoredattonelpienorispettodelprogettodefinitivo nonchdelle
prescrizionidettateinsededirilasciodellaconcessioneediliziaodi
accertamentodiconformiturbanistica,odiconferenzadiserviziodi
pronunciadicompatibilitambientaleovveroilprovvedimentodiesclusione
delleprocedure,oveprevisti.

Ilprogettoesecutivocompostodaiseguentidocumenti:
a)relazionegenerale;
b)relazionispecialistiche;
c)elaboratigraficicomprensivianchediquellidelle
strutture,degliimpiantiediripristinoemiglioramento
ambientale;
d)calcoliesecutividellestruttureedegliimpianti;
e)pianidimanutenzionedelloperaedellesueparti;
f)pianidisicurezzaedicoordinamento;
g)computometricoestimativodefinitivoequadro
economico;
h)cronoprogramma;
i)elencodeiprezziunitarieeventualianalisi;
l)quadrodellincidenzapercentualedellaquantitdi
manodoperaperlediversecategoriedicuisicompone
loperaoillavoro;
m)schemadicontrattoecapitolatospecialediappalto.

Art.38(Elaboratigraficidelprogettoesecutivo)
1.Gli elaborati grafici esecutivi , eseguiti con i procedimenti pi idonei, sono costituiti:
a) dagli elaborati che sviluppano nelle scale ammesse o prescritte, tutti gli elaborati
grafici del progetto definitivo;
b) dagli elaborati che risultino necessari allesecuzione delle opere o dei lavori sulla
base degli esiti, degli studi e di indagini eseguite in sede di progettazione esecutiva.
c) dagli elaborati di tutti i particolari costruttivi;
d) dagli elaborati atti ad illustrare le modalit esecutive di dettaglio;
e) dagli elaborati di tutte le lavorazioni che risultano necessarie per il rispetto delle
prescrizioni disposte dagli organismi competenti in sede di approvazione dei progetti
preliminari, definitivi o di approvazione di specifici aspetti dei progetti;
f) dagli elaborati di tutti i lavori da eseguire per soddisfare le esigenza di cui allarticolo
15, comma 7;
g) dagli elaborati atti a definire le caratteristiche dimensionali, prestazionali e di
assemblaggio dei componenti prefabbricati.
2. Gli elaborati sono comunque redatti in scala non inferiore al doppio di quelle del
progetto definitivo, o comunque in modo da consentire all'esecutore una sicura
interpretazione ed esecuzione dei lavori in ogni loro elemento.

Art.15 (Disposizioni preliminari)


Comma 7. Gli elaborati progettuali prevedono misure atte ad evitare effetti negativi
sullambiente, sul paesaggio e sul patrimonio storico, artistico ed archeologico in
relazione allattivit di cantiere ed a tal fine comprendono:
a) uno studio della viabilit di accesso ai cantieri, ed eventualmente la progettazione di
quella provvisoria, in modo che siano contenuti linterferenza con il traffico locale ed il
pericolo per le persone e lambiente;
b) lindicazione degli accorgimenti atti ad evitare inquinamenti del suolo, acustici, idrici
ed atmosferici;
c) la localizzazione delle cave eventualmente necessarie e la valutazione sia del tipo e
quantit di materiali da prelevare, sia delle esigenze di eventuale ripristino ambientale
finale;
d) lo studio e la copertura finanziaria per la realizzazione degli interventi di
conservazione, protezione e restauro volti alla tutela e salvaguardia del patrimonio di
interesse artistico e storico e delle opere di sistemazione esterna.

D. Lgs 42/2004: CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO


TITOLO XIII DEI LAVORI RIGUARDANTI I BENI CULTURALI
CAPO I Beni culturali | Art.211 (Applicazione)
1. Ai fini del presente regolamento, per beni culturali si intendono le cose soggette alle disposizioni
della vigente legislazione in materia di beni culturali e ambientali. Agli stessi si applicano le norme
tecniche in materia di metodologie del restauro.

Art.212 (Scavo archeologico, restauro e manutenzione)


1. Le tipologie delle opere e dei lavori di cui al presente titolo si articolano nelle seguenti sezioni:
a) scavo archeologico;
b) restauro e manutenzione di beni immobili;
c) restauro e manutenzione di superfici architettoniche decorate e di beni mobili di interesse storico,
artistico ed archeologico.
2. Lo scavo archeologico consiste in tutte le operazioni che consentono la lettura storica delle azioni
umane, succedutesi in un determinato territorio, delle quali con metodo stratigrafico si recuperano le
documentazioni materiali, mobili e immobili. Lo scavo archeologico recupera altres la
documentazione del paleoambiente.
3. Il restauro consiste in una serie organica di operazioni tecniche specifiche indirizzate alla tutela e
valorizzazione dei caratteri storicoartistici dei beni culturali e alla conservazione della loro consistenza
materiale.
4. La manutenzione consiste in una serie di operazioni tecniche specialistiche periodicamente ripetibili
volte a mantenere i caratteri storicoartistici e la materialit e la funzionalit del manufatto
garantendone la conservazione.

CAPO II Progettazione
Art.213 (Attivit di progettazione per i beni culturali)
1. Lattivit di progettazione, salvo quanto previsto dai successivi commi e dallarticolo 16,
comma 2 della legge, si articola secondo tre livelli di successive definizioni tecniche, in
progetto preliminare, progetto definitivo e progetto esecutivo.
2. Per quanto concerne i lavori di scavo archeologico e quelli di manutenzione di beni
immobili e di beni mobili di interesse storicoartistico la progettazione si articola in
progetto preliminare e progetto definitivo.
3. Per quanto concerne i lavori di restauro di superfici architettoniche decorate, di beni
mobili di interesse storico e artistico, e per lavori di restauro di beni immobili di importo
inferiore a 300.000 Euro la progettazione si articola in progetto preliminare e progetto
esecutivo.
4. I progetti sono costituiti da elaborati grafici e descrittivi indicati nel Capo II del titolo III
per quanto compatibili e con riferimento alla specificit dei beni sui cui si interviene.
Art.216 (Progetto esecutivo)
1. Il progetto esecutivo per gli interventi sui beni culturali definisce in modo compiuto le
tecniche, le tecnologie di intervento, i materiali riguardanti singole parti del complesso;
prescrive le modalit esecutive delle operazioni tecniche; indica i controlli da effettuare
in cantiere nel corso della prima fase dei lavori. Esso pu essere redatto per stralci
successivi di intervento, entro il quadro tracciato dal progetto definitivo, e si avvale, ove
necessario, di nuovi approfondimenti di indagine a completamento delle indagini e
ricerche precedentemente svolte.

RappresentazioneperilProgettoEsecutivo

Lelinee.
Tipie
applicazioni
LINEEDIRICHIAMO

Quaderno
Tecnico
Ilprogetto
esecutivodegli
edificiinC.A.
Progettazione,
Calcoloe
Disegno
Esecutivo.

LELINEE.Spessoreescaledirappresentazione
(mm)

LELINEE.Ordinedipriorit.

Cisonocasiincuidueopitipidilineedifferentivenganoacoincidere.Inqueicasi
necessariodarelaprioritinprimopianosecondolordineillustratodallatabella.

IFORMATI

PIEGATURADEIFORMATIA1EA0

MARGINIESQUADRATURE
In linea generale, le indicazioni dedotte dalla norma Uni 936 circa la squadratura sono
le seguenti:
la squadratura che delimita la zona di disegno deve essere tracciata con linea
continua di spessore minimo pari a 0,5 mm. Essa pu avere una distanza dal bordo
di rifilatura del foglio variabile da 5 mm a 20 mm, in base agli elementi inseriti.

Un eventuale sistema di coordinate, deve essere indicato con linee aventi spessore
minimo di 0,25 mm. Le maglie del sistema di coordinate deve essere compreso tra
25 e 75 mm, e devono essere identificate con lettere maiuscole lungo il lato
minore e con numeri lungo il lato maggiore, assumendo come origine il lato
opposto a quello delle iscrizioni.

Possono essere previsti segni per la piegatura (UNI 938)

MARGINIESQUADRATURE
Esempidisquadratura

ZONE DI DISEGNO E
DELLE ISCRIZIONI
(UNI EN ISO 9431)
In generale, lo spazio del
foglio da disegno suddiviso
in:
una zona per il disegno;
una zona per il testo;
un riquadro delle iscrizioni.

(a)

(b)

ZONE DI DISEGNO E DELLE ISCRIZIONI (UNI EN ISO 9431)


ZONA PER IL DISEGNO
Le figure sono di solito disposte secondo righe orizzontali e colonne verticali. La figura
principale, se identificata come tale, deve essere disposta nella parte superiore
sinistra del disegno o nella parte superiore sinistra di un gruppo di figure.
(Se possibile, le figure devono essere disegnate tenendo conto delle piegature del foglio da
disegno in formato A4)

ZONA PER IL TESTO


La zona per il testo generalmente situata lungo il bordo destro del foglio da disegno;
la larghezza della zona deve essere uguale a quella del riquadro delle iscrizioni
(170/190 mm) e al minimo 100 mm. (a)
Se una figura occupa tutta la larghezza del foglio da disegno, la zona per il testo deve
essere situata lungo il bordo inferiore del foglio da disegno. (b)
(La zona riservata al testo deve essere divisa in colonne della giusta larghezza tenendo conto delle
eventuali piegature)

ZONE DI DISEGNO E DELLE ISCRIZIONI (UNI EN ISO 9431)


ZONA PER IL TESTO
Nella zona riservata al testo sono generalmente inserite le seguenti informazioni:
Spiegazioni: info necessarie per la lettura del disegno (es. spiegazioni dei simboli
particolari, designazioni, abbreviazioni e unit di misura)
Istruzioni: info supplementari a quelle contenute nella zona disegno e necessarie per
l'esecuzione di ci che rappresentato nel disegno (es. istruzioni relative al materiale,
alla realizzazione, al trattamento delle superfici, al montaggio, al numero di unit e
loro dimensioni)
Riferimenti: i riferimenti a disegni supplementari e ad altri documenti.
Figura di localizzazione o orientamento: se necessaria deve essere posizionata in
modo da restare visibile anche a disegno piegato.
Tabella delle modifiche: deve essere utilizzata una tabella per la registrazione di tutte
le modifiche, come correzioni e/o integrazioni successive alla prima edizione. La
tabella delle modifiche deve contenere le seguenti informazioni: descrizione della
modifica e, se necessario, il numero di posizioni in cui sono state apportate correzioni;
data della modifica; firma del responsabile della modifica. L'altezza di ciascuna riga
nella tabella delle modifiche deve essere minimo 5 mm.

ZONE DI DISEGNO E
DELLE ISCRIZIONI
(UNI EN ISO 9431)

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LINEEDIRICHIAMO
Lelineedirichiamohannoloscopodiindicareunelementoallinternodel
disegnoalloscopodiidentificarloe/odidescriverlo.
Lelementodiestremitdelrichiamodeveesseredifferenteasecondadei
seguenticasi:
unpuntoseterminaallinterno delcontornodelloggetto.
unafrecciaseterminasulcontornodelloggetto
senzaelementiseterminasuunalineadimisura

NOMENCLATURA DEGLIELEMENTINEGLIEDIFICI
Elementistrutturali
Pilastri,solai,muri,travi,ecc.,dovrebberogeneralmenteesseredesignatiutilizzando
quattrocaratterialfanumerici,amenocheilnumerodipianioelementinonsia
maggioreditalelimite.
PRIMOCARATTERE:letteraindicanteiltipodielemento(designazioneprincipale)
SECONDOCARATTERE:numeroindicanteilpiano.
CARATTERISUCCESSIVI:numerazioneprogressiva

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LANUMERAZIONEdeglielementi
TRAVI
Due modalit:
a) Indicare ciascuna trave con un nome (metodo pi diffuso) : T101, T102 etc.

b) Indicare la travata e la singola campata viene identificata con il nome degli appoggi.
es: nella travata T101 vi saranno le campate P01P02 e P02P03

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LA NUMERAZIONE dei pilastri dovrebbe avere un prefisso di designazione principale (solitamente


P), un numero indicante il piano, che pu anche essere omesso, ed una numerazione
progressiva. Tale numerazione pu essere disegnata allinterno di unetichetta specifica (che pu
contenere anche le dimensioni), allinterno del pilastro, o in prossimit del pilastro.

LA RAPPRESENTAZIONE DEI PILASTRI


GRAFIA
Per quanto riguarda la rappresentazione in pianta dei pilastri, vi sono molteplici
tipologie di rappresentazioni possibili, in relazione alla scala e alla complessit del
disegno, nonch al tipo di tavola (carpenteria, tracciamenti, ecc.).
I riferimenti dei pilastri possono essere:
I fili fissi (allineamenti degli spigoli mantenuti a tutti i piani)
oppure
Gli assi di simmetria
La grafa pu essere riassunta nelle seguenti tipologie:
a)solo contorni con linea fine o grossa, da impiegare per scale
elevate
b) Pilastro linea grossa, assi con linea mista fine
c) Fili fissi extra grossa, il resto fine
d) Con retino c.a.
e) Tratteggiato per pilastro nascente o che si restringe al piano
superiore.

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LA RAPPRESENTAZIONE DEI SOLAI


La rappresentazione dei solai certamente uno degli aspetti pi rilevanti nel
disegno degli elaborati esecutivi. In questa fase devono essere chiarite le
misure, le tipologie, il montaggio, i dettagli costruttivi.

La rappresentazione deve contenere le seguenti informazioni minime:


Indicazione della tipologia attraverso commento e sezione di dettaglio
Indicazione in pianta dellorditura
Identificazione e numerazione dei diversi schemi di solaio
Computo del numero di travetti per ogni schema di solaio

LARAPPRESENTAZIONEDEISOLAI
TIPO1 ORDITURE

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LARAPPRESENTAZIONEDEISOLAI
TIPO2 SCHEMATICA

LARAPPRESENTAZIONEDEISOLAI
TIPO2 SCHEMATICA

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LARAPPRESENTAZIONEDEISOLAI
TIPO3 DETTAGLIATA

QUOTATURA
La definizione delle linee di quota e delle misure deriva dalla conoscenza del processo
costruttivo e deve limitarsi alle misure necessarie al montaggio e alla definizione
completa delle geometrie, senza riportare quote ridondanti o ripetute.

Negli elaborati per il progetto esecutivo tutte le misure


necessarie devono essere espresse: nessuna di esse deve essere
ottenuta come somma di altre misure!!!
Nella quotatura devono essere poste le linee di misura minori pi vicine al disegno e
quelle maggiori pi lontane, per evitare lintersezione tra linee di misura e di
riferimento.
Le quote non devono mai:
coincidere con assi
coincidere con linee di contorno
coincidere con linee di riferimento.
intersecare altre linee del disegno (per quanto possibile)

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QUOTATURE:Sistemidiquotature
Quotatura in serie
Ogni quota viene determinata rispetto alla quota contigua. Questo sistema molto
pratico nellattivit di tracciamento in cantiere, ma presenta il problema dellaccumulo
degli scostamenti ovvero errori. Per questo motivo necessario fornire anche quote
ausiliarie per la verifica!!!

Quotaturaconorigineincomune
Pi quote con la stessa
direzione possono avere
unorigine comune. Questo
sistema evita la possibilit
di accumulo di errori.
Metodi: in parallelo o a
quote sovrapposte.

QUOTATURE:Sistemidiquotature
Quotaturacombinata
Laquotaturacombinatadelleduetipologie(quotatureinserieeconorigineincomune)
unsistemapispessoutilizzatoechepusoddisfareogniesigenzadiquotatura.

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ESEMPI

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ESEMPI
REQUISITI

CHIUSUREVERTICALI

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