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Art. Del Noce

IL CENTENARIO DELLA NASCITA DEL FILOSOFO


AUGUSTO DEL NOCE*
GIOVANNI CUCCI S.I.

Il 2010 stato, tra le altre cose, anche lanno del centenario della
nascita del filosofo Augusto Del Noce 1, il cui contributo filosofico
e politico si concentrato soprattutto sulle origini dellepoca
moderna e i suoi sviluppi, in particolare il 600 francese, lidealismo
italiano e il marxismo. Tra i molti possibili spunti di riflessioni della
sua copiosa produzione si vorrebbe nel presente articolo soffermarsi
soprattutto sulla sua lettura dellateismo, che egli vede strettamente
collegato alle correnti filosofiche e politiche moderne, fino ai suoi
esiti nichilisti, culminanti nel suicidio della rivoluzione.
Il 600 secolo decisivo per la filosofia
Interesse centrale del nostro filosofo il problema dellazione e
della libert, che nasce dalla lettura giovanile de Lazione di Blondel.
Approfondendo questa tematica, egli scopre che il primo filosofo ad
essersene occupato in maniera esaustiva stato Malebranche, un
autore ritenuto di secondo piano rispetto al suo pi celebre
interlocutore, Cartesio. E il sacerdote oratoriano diventa oggetto
della tesi di laurea di Del Noce, facendogli scoprire che lo studio
dellazione nasceva in Malebranche come tentativo di ricomporre i
numerosi dualismi cartesiani, in particolare tra libert e necessit,
volont e conoscenza, ragione e fede. Tali dualismi sono le
* Pubblicato in La Civilt Cattolica 2011 I 432-444.
1 Augusto Del Noce nacque a Pistoia l11 agosto 1910 e mor a Roma il 30
dicembre 1989. stato professore di Storia della filosofia moderna e
contemporanea alluniversit di Trieste, e di Storia delle Dottrine politiche e
Filosofia della Politica alluniversit La Sapienza di Roma. Tra le sue opere si
possono ricordare: Il problema dellateismo (Bologna, il Mulino, 19904); Riforma
cattolica e filosofia moderna. Vol. I: Cartesio (ivi, 1965); Lepoca della secolarizzazione
(Milano, Giuffr, 1970); Il suicidio della rivoluzione (Milano, Rusconi, 1978); Il cattolico
comunista (ivi, 1981); Giovanni Gentile. Per una interpretazione filosofica della storia
contemporanea (Bologna, il Mulino, 1990); Da Cartesio a Rosmini (Milano, Giuffr,
1992); Scritti politici 1930-1950, (Soveria Mannelli [Cz], Rubbettino, 2001).

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conseguenze del tentativo di una fondazione meramente razionale


del problema di Dio e della conoscenza; in questa prospettiva
luomo viene ridotto a cosa pensante e Dio a mera garanzia della
verit del conoscere, di fatto estromesso dallorizzonte speculativo 2.
A differenza di altri interpreti, per Del Noce il problema
peculiare dellepoca moderna, il cui rappresentante esemplare
proprio Cartesio, non quello di giustificare la rivoluzione
scientifica dal punto di vista filosofico, ma il dualismo conseguente
allimpostazione razionalista, che porta a contrapporre conoscenza e
libert, ragione e fede, morale e politica.
Il tentativo di Malebranche, pur non riuscendo nellintento,
evidenzia la difficolt centrale della filosofia moderna, il
fondamento di tutti i dualismi cartesiani in quella originaria dualit,
non resa direttamente esplicita, di vita spirituale e di storia 3. Il
razionalismo infatti, ben lungi dal portare a soluzione chiara e
distinta il problema della conoscenza e dellesistenza di Dio, getter
le basi dellateismo moderno, che nasce da due affermazioni non
dimostrate, ma acriticamente accettate: limmanentismo (secondo il
quale per una conoscenza certa del mondo si deve prescindere da
Dio) e la nozione di una pura natura umana, astrattamente
considerata, senza alcun riferimento storico e sociale, giudicata
come essenzialmente buona, il che render sempre pi difficile
affrontare il problema del male, come Pascal obietter a Cartesio.
Del Noce vede una ideale linea speculativa che, a partire dalla
contrapposizione di Pascal a Cartesio, trova in Malebranche la sua
prosecuzione filosofica: Malebranche comincia dove Pascal finisce,
2 Si deve riconoscere che la filosofia di Malebranche lo sviluppo rigoroso
del cartesianesimo perch contiene la critica di due aspetti che contraddicevano la
sostanza del pensiero cartesiano: lo psicologismo, incompatibile con la distinzione
tra idee e modificazioni, e il virtuale storicismo, incompatibile con la
riaffermazione delle verit eterne (A. DEL NOCE D. SACCHI, Ontologismo, in
Enciclopedia filosofica, Milano, Bompiani, 2006, vol. 8, 8.149; cfr N. MALEBRANCHE,
Prefazione a La ricerca della verit, Milano, Mondadori, 2009, 4).
3 A. DEL NOCE, Il problema dellateismo, cit., 195s. Il contributo di Malebranche,
non riuscito nel suo intento, per ammissione dello stesso Del Noce,
accentuando alla fine quella separazione tra religione e societ, allorigine
dellateismo pratico, come si vedr (Cfr ID., Da Cartesio a Rosmini, Milano, Giuffr,
1992, 453; Il problema dellateismo, cit., 476s.).

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al modo che Pascal comincia dove Cartesio finisce []. Senza che si
possa parlare di diretta influenza, i punti di arrivo di Pascal, lunico
necessario e lorrore del divertissement sono per Malebranche il
punto di partenza 4.
La filosofia di Cartesio continuamente attraversata dal
problema di raggiungere una certezza assoluta, che puntualmente
sfugge alla presa della ragione, e che tormenter i pensatori
successivi, i quali per lo pi accoglieranno acriticamente questo
presupposto: La storia della filosofia moderna, per buona parte la
storia di una ossessione: lobiettivit 5.
Per Del Noce, Pascal ha il merito di portare alle estreme
conseguenze il discorso del cogito cartesiano e del suo rapporto con
la verit: essa posta o riconosciuta dal soggetto? In questo
interrogativo si annida la possibilit del diavoletto scettico 6, da cui
Cartesio non riuscir mai veramente a sbarazzarsi, fino a diventare
vincente con Hume. Secondo il filosofo scozzese, il dubbio non
pu ultimamente essere superato, perch luomo non in grado di
conoscere la verit, egli pu al massimo giungere a delle
generalizzazioni probabili: Mi trovo in un tale labirinto che
confesso di non saper n come correggere le mie opinioni anteriori,
n come renderle coerenti. Se questa non una buona ragione
generale in favore dello scetticismo, per lo meno una ragione

ID., Riforma cattolica e filosofia moderna. Vol. I: Cartesio, cit., 645. Il tentativo di
Malebranche risulter fallimentare per Del Noce a motivo della compresenza
nella sua filosofia di due elementi contraddittori, lontologismo teologico, ispirato
ad Agostino, e il razionalismo cartesiano che arriva di fatto ad escludere Dio (cfr
ID., Il problema dellateismo, cit., 477s.).
5 E. CASTELLI, I presupposti di una teologia della storia, Milano, Bocca, 1952, 7;
corsivo nel testo.
6 Io supporr, dunque, che vi sia, non gi un vero Dio, che fonte sovrana di
verit, ma un certo cattivo genio [genium aliquem malignum], non meno astuto e
ingannatore che possente, che abbia impegnato tutta la sua industria ad
ingannarmi. Io penser che il cielo, laria, la terra, i colori, le figure, i suoni e tutte
le cose esterne che vediamo, non siano che illusioni e inganni, di cui egli si serve
per sorprendere la mia credulit (R. CARTESIO, Meditazioni metafisiche, Milano,
Mondadori, 2008, I, 99s.).
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sufficiente per me di modestia e diffidenza in tutte le mie decisioni


7.
Non si pu dunque uscire da questo dilemma. Se la realt prima
il cogito, il rischio del soggettivismo rimane insuperabile; se invece
la conoscenza della verit, si deve rinunciare alla priorit del cogito:
Come si potr arrivare a una verit assoluta se questa soggettivit
ineliminabile? La via indicata da Pascal deve essere percorsa sino in
fondo ed essa implica la distruzione dellintera metafisica cartesiana.
Realmente Pascal ha saputo dubitare pi profondamente di quel che
abbia fatto Cartesio: e la sua tesi che il dubbio nella sua radice
intima possa essere vinto soltanto dalla presenza del Dio vivente,
non dalla metafisica delle prove in realt, per singolare che possa
apparire, il punto ultimo a cui un cartesianismo realmente integrale
dovrebbe arrivare 8.
La genialit di Pascal di aver notato come la posizione del cogito
richieda, per poter vincere il dubbio, la rinuncia al razionalismo,
inteso come superiorit della ragione sulla fede 9. Questa linea di
pensiero che si rifiuta di abbandonare la prospettiva della fede
cristiana, cio di un Dio incarnato e non ridotto a idea innata, si
concretizza negli interrogativi di Pascal, e viene ripresa in forma
sistematica da Malebranche: Il tema dellincarnazione costituisce il
punto di riferimento implicito dellintera argomentazione che si
sviluppata nellanalisi del cartesianesimo e nel confronto con il
dualismo metafisico. Solo cos le due esigenze di un nesso
ontologico tra lio e Dio e tra lio e gli altri soggetti potrebbero
trovare una reale composizione 10.
La questione decisiva della filosofia moderna dunque
essenzialmente teologica, in quanto il tema dellerrore e della verit
strettamente connesso a quello del demone tentatore e del peccato:
Il problema centrale della sua [di Cartesio] filosofia, non quello di
7 D. HUME, Trattato sulla natura umana, in Id., Opere filosofiche, Roma-Bari,
Laterza, 1987, vol. 1, 661s. Cfr anche ID., Ricerca sullintelletto umano, in ID., Opere
filosofiche, cit., vol. 2, 170.
8 A. DEL NOCE, Riforma cattolica e filosofia moderna, cit., 67.
9 Ivi, 67.
10 A. PARIS, Le radici della libert. Per uninterpretazione del pensiero di Augusto Del
Noce, Genova-Milano, Marietti, 2008, 208.

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rivelare il pensiero a se stesso ma il problema della libert, in Dio e


nelluomo. Appunto come esplicazione di questa libert posto il
dubbio metodico, fondato su una teoria dellerrore strettamente
ricalcata, come stato messo in rilievo, sulla dottrina teologica del
peccato 11. Questa era anche la conclusione cui era giunto molti
anni prima Gilson, il cui studio La libert chez Descartes tanto influsso
avr sullinterpretazione delnociana di Cartesio 12.
Lateismo come caratteristica peculiare della modernit
Una prima conseguenza importante di questa analisi che la
nozione di ateismo in quanto tale, come assenza del soprannaturale
positivamente affermata e teorizzata, un fenomeno specifico
dellepoca moderna: Io ho negato senzaltro che si possa parlare di
un ateismo precedente allet moderna; ma ci non nel senso di
negare che si possano trovare nel medioevo attestazioni sporadiche
di tentazione o di obbiezione ateistica; ma nel senso che nel
medioevo lateismo presente come ateismo sconfitto e
necessariamente destinato ad essere tale, mentre lateismo moderno
si presenta come conclusione invincibile in una determinata linea di
pensiero 13.
Secondo questa interpretazione, condivisa anche da altri autori
(Fabro, MacIntyre, Taylor) 14, la radice dellateismo moderno non si
troverebbe nella corruzione della Chiesa o nellincoerenza dei cristiani, come sostengono alcuni interpreti (Maritain, Lacroix,

11 A. DEL NOCE, Sulla formazione della filosofia di Malebranche, dissertazione


manoscritta, 3, in A. PARIS, Le radici della libert, cit., 97.
12 Cfr ID., Il problema dellateismo, cit., 454n.; E. GILSON, La libert chez Descartes
et la thologie, Paris, Alcan, 1913. Del Noce rifiuta tuttavia lipotesi di fondo del
libro, che la filosofia cartesiana nasca come tentativo di dare giustificazione
filosofica alla nuova scienza.
13 A. DEL NOCE, Il problema dellateismo, cit., 16n.
14 Cfr C. FABRO, Introduzione allateismo moderno, Roma, Studium, 19692, 2 voll.;
A. MACINTYRE, Dopo la virt. Saggio di teoria morale, Roma, Armando, 20072; CH.
TAYLOR, L' et secolare, Milano, Feltrinelli, 2009.

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Bonne)15. La scelta ateistica ha ben altre motivazioni, e nasce da un


preciso indirizzo filosofico (che poi di fatto una teologia rovesciata), accompagnato da un progetto politico: Nel processo della
dialettica che porta allateismo, Dio viene visto come il peccato,
come la ferita delluomo, la cui rinascita pu avvenire soltanto
attraverso un riacquisto (o una riconquista) dei poteri che aveva
alienato o che aveva dovuto alienare durante il processo storico
nella creazione di Dio. Di qui lessenzialit allateismo di termini
come surrealt, come uomo totale, come superuomo,
designanti un nuovo stadio cui si giunger attraverso un salto
qualitativo generalmente detto rivoluzione. Onde il carattere
mistico, di restaurazione di un sacro rovesciato che intrinseco
allateismo vero e proprio 16.
Laltro presupposto comune al pensiero della modernit,
allorigine dellateismo, la negazione di una ferita originaria nella
natura umana, in altre parole il rifiuto di riconoscere una scissione
interna alluomo, secondo la quale egli speculativamente tenderebbe
al bene, ma nella pratica portato a compiere il male (il dilemma di
Paolo, descritto in termini esistenziali da Pascal).
Questi presupposti portano ad una separazione totale tra
cristianesimo e mondo, espressa da celebri dualismi: ragione/fede,
sacro/profano, natura/grazia. Essi si trovano non soltanto alla base
delle quattro versioni dellateismo moderno a) Bruno e Spinoza;
b) lIlluminismo; c) Hegel e Marx; d) Schopenhauer e Nietzsche) ,
ma vengono ugualmente condivisi da autori profondamente
cristiani: La sproporzione tra la giustizia divina e la giustizia umana
in Pascal, la differenza qualitativa infinita del tempo e delleternit
in Kierkegaard, il totalmente altro in Barth []. Tali aspetti
spiegano la facile possibilit psicologica del passaggio dalla filosofia

15 Cfr J. MARITAIN, Il significato dellateismo contemporaneo, Brescia, Morcelliana,


1967; J. LACROIX, Le sens de lathisme moderne, Paris, Casterman, 1961; E. BORNE,
Saggio sullateismo contemporaneo, Catania, Paoline, 1966.
16 A. DEL NOCE, Il dialogo tra la Chiesa e la cultura moderna, in Studi
cattolici (1964), n. 50, 45-50, qui 48s. Cfr ID., Civilt tecnologica e cristianesimo,
in ID., Lepoca della secolarizzazione, Milano, Giuffr, 1970, 77-97.

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religiosa dellesistenza allateismo, anche se manchi in questo


processo alcuna sembianza di necessit logica 17.
Non diversa appare la situazione perfino in correnti filosofiche
che si vorrebbero poste al servizio del sapere teologico, come ad
esempio la seconda scolastica, che nasce con Molina e Surez (il cui
manuale di metafisica sar studiato da Cartesio al collegio dei gesuiti
de La Flche) 18.
Che questa concezione dellessere sia ugualmente condivisa dalle
correnti e autori pi diversi trova per Del Noce conferma nei
protagonisti della filosofia italiana contemporanea: Croce e Gentile,
in termini diversi, intendono proporre una filosofia cristiana, una
filosofia che sia cio una religione demitologizzata []. In che cosa
Gramsci dissente da loro? Nel rifiuto dellidea della religione come
philosophia inferior entro lorizzonte di una veduta radicalmente
immanentistica19.
Il tema della pura natura avr come conseguenza di separare il
cristianesimo dalla vita pubblica e civile riducendolo ad un mero
moto intimistico, del tutto incapace di influire sulle vicende storiche,
politiche, sociali e culturali del proprio tempo: Lateismo moderno
non negazione dellesistenza di Dio, non una delle due risposte

ID., Il problema dellateismo, cit., 94; corsivo nel testo.


Sino a che punto, ad es., lessenzialismo e lastrattismo che stato
rimproverato alla Seconda Scolastica, e in cui si deve vedere la ragione della sua
sconfitta, non trae le sue origini da uniniziale e indebita entificazione di
quellastrazione che lo stato di pura natura? [] Lidea della filosofia autonoma
non ha le sue radici nella teologia dello stato di pura natura? (ID., Il problema
dellateismo, cit., 66). Sullinflusso di Surez su Cartesio cfr . GILSON, Index
scolastico-cartsien, Paris, Vrin, 1923, IV-V e 49; C. ESPOSITO, Introduzione, in F.
SUREZ, Disputazioni metafisiche, Milano, Bompiani, 2007, 14/26. Si veda anche il
giudizio di M. HEIDEGGER: Surez il pensatore che pi fortemente ha
influenzato la filosofia dellet moderna [] formulando per la prima volta i
problemi ontologici nella forma sistematica che nei secoli successivi, fino a Hegel,
avrebbe determinato la partizione della metafisica (I problemi fondamentali della
fenomenologia, Genova, il Melangolo, 1988, 76s.).
19 A. DEL NOCE, Il marxismo di Gramsci e la religione, Milano, Ares, 1977, 77.
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alternative al problema dellesistenza di Dio; esso rimuove dalla


filosofia il problema stesso dellesistenza di Dio 20.
In questa prospettiva, infatti, non ha importanza sapere se Dio
esista o meno; pi semplicemente, la questione non interessa pi,
come si legge nel celebre passaggio del romanzo Lo straniero: Ho
risposto che non credevo in Dio. Mi chiese se fossi ben sicuro di
questa affermazione, ma gli dissi che non avevo bisogno di
chiedermelo: sembrava una cosa senza importanza []. In ogni
modo, io non ero forse sicuro di ci che mi interessava realmente,
ma ero perfettamente sicuro di ci che non mi interessava 21.
Una nuova progettualit politica
Un altro elemento fondamentale dellateismo moderno il suo
carattere politico, studiato con dovizia da Del Noce, perch vede la
politica essenzialmente legata alla filosofia moderna: La crisi
ateistica ha avuto il suo punto di partenza nella politica, in
Machiavelli, il vero maestro degli scrittori libertini, e nella critica di
Marx a Hegel []. Non un caso che lateismo accompagni dal
punto di vista politico i fenomeni dellassolutismo nella sua versione
laica e del totalitarismo 22.
Viene cos teorizzata, per la prima volta nella storia, una
concezione della natura umana e della vita da cui Dio risulta escluso;
questa opzione non tanto speculativa, ma un atto pratico della
libert che si autopone, senza alcun presupposto che non sia la mera
G. PIROLA, Originalit e specificit della lettura dellateismo della
modernit filosofica di Del Noce, in G. F. LAMI (ed.), Filosofi cattolici del novecento.
La tradizione in Augusto Del Noce, Milano, Franco Angeli, 2009, 13-28, qui 18 s.
21 A. CAMUS, Lo straniero, Milano, Bompiani, 1947, 142s. Del Noce,
intervenendo ad un Convegno sullateismo, riport un passo eloquente di Sartre:
Lesistenzialismo non un ateismo nel senso che si esaurirebbe nel dimostrare
che Dio non esiste. Esso dichiara piuttosto: anche se Dio esistesse, questo non
cambierebbe nulla (J. P. SARTRE, Lexistentialisme est un humanisme, Paris, 1946, 95,
cit. in A. DEL NOCE, Riflessioni sullopzione ateistica, in Il problema dellateismo,
Atti del XVI Convegno del Centro di studi filosofici tra professori universitari
Gallarate 1961, Brescia, Morcelliana, 1962, 172).
22 A. DEL NOCE, Riflessioni sullopzione ateistica, cit., 178; cfr ID., Il
problema dellateismo, cit., 353.
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decisione. Si tratta di un rovesciamento radicale anche a proposito


della concezione delluomo, inteso non pi come immagine di Dio,
ma solamente come homo faber, che nella trasformazione del mondo
e della societ, grazie al lavoro e alla politica, giunge a salvare se
stesso.
Di conseguenza, trattandosi non di un ragionamento o di una
dimostrazione, ma di una decisione volta al cambiamento e alla
trasformazione della realt, la scelta per lateismo rimane
inconfutabile: Lopzione atea moderna postulatoria o senza prove
o premesse giustificative; ma dopo lopzione adduce argomenti per
legittimarsi. Essi sono: lo scientismo e il politicismo []. La riuscita
della prassi politica costitutiva della realt sociale, il suo risultato
visibile, diventa la prova per entrambi della verit dellopzione
ateistica, da due diversi punti di vista: la teoria vera perch si
realizza di fatto, e se si realizza vera 23.
Un esempio per eccellenza di questa impostazione dato da K.
Marx, uno dei giganti della storia del pensiero economico, politico e
sociale dei secoli XIX e XX, nella cui mole sterminata di scritti Del
Noce non trova alcun contributo o riflessione speculativa sui grandi
problemi della filosofia, al punto che intitoler uno dei suoi saggi
pi celebri al riguardo La non filosofia di Marx 24.
Che questo progetto possa essere definito una teologia
rovesciata pu essere mostrato anche dalla funzione sacra che
lattivit politica riveste ad esempio per Gramsci, presentandosi
come una versione secolare della religione 25.
G. PIROLA, Originalit e specificit della lettura dellateismo, cit., 24.
Marx non ha direttamente affrontato i problemi classici ed eterni della
filosofia, il problema di Dio, dellimmortalit, ecc., non si affatto interessato di
teorizzare le forme spirituali, che sembrano estranee allattivit politica, larte e la
scienza []; manca alla sua pretesa filosofica non soltanto il carattere sistematico,
ma anche la ricerca dellorganizzazione delle idee in una visione complessiva della
realt; la totale subordinazione dellinteresse filosofico allinteresse politico
dichiarata proprio nellultima delle glosse a Feuerbach (A. DEL NOCE, La non
filosofia di Marx e il comunismo come realt politica, in ID., Il problema
dellateismo, cit., 233).
25 Cfr ID., Il suicidio della rivoluzione, cit., 181. La rilevazione di questo carattere
sacrale e dogmatico della politica di quel periodo si ritrova negli autori e nei Paesi
pi diversi. Ricordando la sua espulsione dal partito comunista francese nel
23
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Il suicidio della rivoluzione


La vittoria della concezione marxista, punto di arrivo della
modernit, secondo Del Noce coincide di fatto con la sua
distruzione, perch la sua proposta puramente negativa. Essa mira
infatti a sovvertire un sistema ingiusto, auspicando una societ di
senza senza Dio, senza patria, senza esercito, senza diritto,
senza famiglia, senza classi sociali ma manca di un programma in
grado di offrire unalternativa credibile 26. In secondo luogo il
marxismo, presentandosi come una teologia rovesciata, non ha altro
esito che la sua dissoluzione: Il futuro si sostituisce allaldil, e in
relazione a questa sostituzione-opposizione tutti i concetti teologici
ritornano nel pensiero rivoluzionario, ma completamente
trasvalutati []. Il compimento della rivoluzione coincide con il suo suicidio e
il momento presente della storia non pu venir altrimenti definito
che come processo verso questo suicidio 27. Questo carattere
nichilista insito nel pensiero della rivoluzione, sia esso fascista o
marxista, in quanto versioni politiche della destra e sinistra
hegeliana.
A conferma di questa linea di lettura, Del Noce mostra linflusso
che la filosofia idealista italiana (in particolare il pensiero di Gentile)
ebbe su Gramsci: Il pensiero gramsciano la versione rivoluzionaria
dellattualismo. Ma, si guardi bene, con ci non ho inteso affatto
parlare di Gramsci come di un pensatore eclettico, o come di un
marxista che non si completamente liberato da influenze
idealistiche []. Ho inteso invece riconoscere il rigore del suo
1951 per aver criticato Mao Tse Tung, il filosofo E. Morin osservava: Il
partito era come una chiesa, un ambiente sacro, qualcosa di inimmaginabile per i
giovani di oggi (A. GINORI, Lincontro/Pensatori. Edgar Morin, la Repubblica, 2
gennaio 2011, 44).
26 Il problema era stato avvertito nella sua gravit anche da autori posti su
posizioni differenti rispetto a quelle di Del Noce. Si vedano in proposito le
penetranti osservazioni di N. BOBBIO, Esiste una dottrina marxistica dello
Stato?, e Quali alternative alla democrazia rappresentativa? in ID., Quale
socialismo? Discussione di unalternativa, Torino, Einaudi, 1976, 21-41; 42-65.
27 A. DEL NOCE, Il suicidio della rivoluzione, cit., 6; corsivo nel testo.

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pensiero: c una necessit delle essenze filosofiche, e Gramsci vi ha


obbedito 28. ugualmente significativo che linterpretazione
gentiliana di Marx venne accolta con entusiasmo da Lenin, che in un
articolo del 1915 salut nel giovane filosofo idealista uno degli
interpreti pi acuti del pensiero di Marx 29.
Non un caso che il punto di arrivo storico di questo processo
sia sfociato nei totalitarismi atei, di destra come di sinistra: per
quanto essi sorgano da appartenenze politiche antitetiche e tra loro
avversarie, la considerazione della persona umana sia pressoch
identica, un ingranaggio al servizio del sistema. Questo mostra
nuovamente come la celebrazione assoluta della libert e della
ragione, dimentica dei propri limiti, abbia portato storicamente alla
sua negazione: Questo nesso sostanziale dellateismo con le forme
avverse della libert pu portare alla seguente domanda: se non sia
essenziale, anche di diritto, allateismo, di presentarsi come la critica
pi radicale della libert, anzi di condizionare necessariamente la
realizzazione di tali forme; se la crisi attuale della libert e linvasione
ateistica non siano facce dello stesso fenomeno 30.
Lo stesso problema del male, da cui lateismo moderno vorrebbe
liberare luomo, con la negazione di Dio e del peccato, non stato
eliminato dalla storia e dalla societ, esso si piuttosto esasperato e
ingigantito, fino a trovare una sua legittimazione allinterno della
28 Ivi, 253. Cfr anche 316: C un punto che accomuna Croce, Gentile e
Gramsci: la convinzione che limmanentismo sia un risultato del pensiero
moderno tale da non poter pi esser messo in discussione []: linsuperabilit e la
pari validit delle critiche che ognuno muove allaltro, dimostrano come la critica
debba ormai cadere su questo presupposto iniziale e sulle sue implicanze. E la
crisi filosofica ha un esatto riscontro pratico, perch la radice prima del disordine
presente sta nel fatto che un pensiero degno della maggiore attenzione come
espressione di una crisi insuperabile stato invece assunto a principio di una
rivoluzione intellettuale e morale. Linflusso di Gentile su Gramsci viene
mostrato pi volte nel corso del libro (cfr 168s.; 228-233; 245s.; 304s.; 309;
339).
29 Il libro di un idealista hegeliano, G. Gentile, La filosofia di Marx, Pisa 1899,
merita attenzione. Lautore mette in relazione alcuni aspetti della dialettica
materialistica di Marx, che di solito sfuggono allattenzione dei kantiani, dei
positivisti, ecc. (V. I. LENIN, Karl Marx, in ID., Opere, Leningrado, vol. XXI, 70,
in A. DEL NOCE, Giovanni Gentile..., cit., 56).
30 ID., Riflessioni sullopzione ateistica, cit., 178s.

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concezione hegeliana della storia, quasi un passaggio obbligato dello


svolgimento dialettico del reale. Da qui il profondo pessimismo
presente nella concezione atea, dal momento che lunica vera realt
alla portata delluomo alla fine soltanto la morte, in un mondo
senza luce.
Del Noce riporta, a testimonianza di questa deriva,
unaffermazione di Engels: La tesi della razionalit di tutto il reale
si risolve, secondo le regole della dialettica hegeliana, in questaltra:
tutto ci che esiste, merita di morire 31. In questa frase il nostro
autore ritrova, oltre allimpotenza della ragione, qualora venga
considerata criterio unico di valutazione, anche il mutamento di
paradigma interpretativo della morte, non pi conseguenza di una
caduta originaria e dunque innaturale e aperta a una speranza di
redenzione ma mera constatazione di fatto circa la natura umana
32.
Il rifiuto di Dio, ben lungi dal portare alla liberazione delluomo,
lo ha reso pi solo e infelice, privato della sua dignit: La
scomparsa del problema di Dio si sta realizzando in una forma che i
filosofi atei non avevano previsto. E che, invece, conferma una
veduta del pensiero religioso: quella secondo cui soltanto lidea della
partecipazione permette una reale distinzione tra luomo e lanimale;
lidea dellhomo faber la cancella, vedendo nelluomo un animale che
si serve di un particolare sistema di segni 33.
La stessa attivit politica ha smarrito la sua dignit: le battaglie sui
princpi e gli scontri ideologici che riempivano le aule parlamentari
hanno ben presto lasciato il posto al pettegolezzo da cortile e alla
polemica di circostanza, una situazione di cui il panorama politico
italiano costituisce purtroppo un esempio fin troppo eloquente. Il
F. ENGELS, Ludovico Feuerbach e il punto di approdo della filosofia classica tedesca, in
K. MARX F. ENGELS, Opere scelte, Roma, Ed. Riuniti, 1971, 1106.
32 Cfr A. DEL NOCE, Il problema dellateismo, cit., 359. Nella celebre
interpretazione di Hegel, compiuta da A. KOJVE, la mortalit la condizione
indispensabile perch luomo sia libero (cfr Introduzione alla lettura di Hegel, Milano,
Adelphi, 1996, 669.690), una conclusione che assomiglia in modo impressionante
al discorso del serpente di Gn 3. Cfr anche V. POSSENTI, Il nichilismo teoretico e la
morte della metafisica, Roma, Armando, 1995, 145-147.
33 A. DEL NOCE, Il problema dellateismo, cit., 567.
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Art. Del Noce

suicidio della rivoluzione ha portato con s la distruzione stessa


dellideale, trasformando la politica da azione sacra a cinica
gestione del potere. Tutto ci appare come una conferma ulteriore
delle tesi di Del Noce: Il fallimento della speranza rivoluzionaria
non lascia la storia qual era prima [], dato che ha subto la pars
destruens dellidea rivoluzionaria 34.
La necessit di un progetto alternativo
Il contributo di Del Noce rimasto sostanzialmente marginale
allinterno del panorama filosofico e culturale italiano, di ieri come
di oggi, che ha per lo pi sposato linterpretazione marxista della
storia. Eppure, alla luce degli avvenimenti successivi alla sua morte,
in particolare il crollo delle ideologie e limprovvisa scomparsa del
marxismo dallo scenario culturale dei maestri di pensiero,
mostrano come il vecchio professore, per quanto impopolare,
avesse visto giusto circa il possibile punto di arrivo di questa
impostazione filosofica.
Il nichilismo non rappresenta tuttavia per Del Noce lunica
direzione possibile per il pensiero moderno. Altre strade rimangono
percorribili, a patto per che, in coerenza con quella criticit tanto
spesso invocata, si abbia il coraggio di rimetterne in discussione
alcuni punti di partenza, in particolare i due dogmi, spacciati
surrettiziamente come evidenti dal razionalismo, due dogmi non a
caso negativi (la negazione del mistero del soprannaturale e la
negazione della tendenza delluomo al male): solo cos sar possibile
per Del Noce uscire da questa impasse mortale.
Allo stesso modo, limpasse del pensiero cattolico risiederebbe
nella mancata elaborazione di una filosofia della storia e, di
conseguenza, di un progetto politico capace di rispondere alle sfide
poste ad essa da parte del razionalismo 35.
Del Noce aveva a cuore questo progetto, fin dalla sua giovanile
dissertazione di laurea. In Malebranche egli aveva visto lepigono di
una corrente alternativa allateismo moderno che, pur partendo da
34
35

ID., Il suicidio della rivoluzione, cit., 326.


Cfr ID., Riflessioni sullopzione ateistica, cit., 185.

14
Art. Del Noce

Cartesio, si ricongiungeva idealmente allimpostazione di Agostino,


in particolare circa lilluminazione divina posta allorigine della
conoscenza dellessere. Si tratta di quella corrente chiamata
ontologismo che, nella sua versione moderna, porter da
Malebranche a Vico, Rosmini e Gioberti, consentendo di dare una
risposta speculativa al problema di Cartesio, circa la capacit da
parte delluomo di conoscere la verit 36.
Va riconosciuto tuttavia come questa tematica nei suoi scritti
risulti pi abbozzata che trattata specie se la si raffronta alla mole
di studi su Cartesio e i suoi interpreti e richiederebbe, oltre ad
una ripresa e un adeguato approfondimento, anche una maggiore
precisazione dei termini. Se lateismo e il nichilismo costituiscono
solo uno degli itinerari possibili della filosofia moderna, come ha
mostrato con dovizia la riflessione di Del Noce, rimane il compito
difficile, ma indispensabile, di individuare autori, temi e correnti di
pensiero capaci di offrire una alternativa plausibile a tali derive.
Lontologismo non ha certamente mostrato quella supposta ideale
continuit auspicata da Del Noce, mostrandosi come un complesso
insieme di teorie e pensatori tra loro difficilmente componibili 37.
Tracciando un bilancio finale, insieme alle numerose suggestioni
di una lettura indubbiamente articolata e affascinante che Del Noce
ha saputo presentare, in particolare del 600 francese, si dovrebbe
osservare che i molteplici fili conduttori rilevati nella filosofia di
Cartesio e dei suoi successori, sembrano in pi di una occasione
Del Noce definisce lontologismo la teoria secondo cui la conoscenza di
Dio, per intuizione a priori (visione), la condizione di possibilit di ogni altra
conoscenza (A. DEL NOCE D. SACCHI, Ontologismo, in Enciclopedia filosofica,
cit., 8.146).
37 Lo stesso Del Noce riconosce queste ambiguit: Se, come si cercato
sinora di dimostrare, lontologismo la forma necessaria che lidealismo moderno
deve assumere quando intenda conservare lidea della filosofia come metafisica ed
evitare un rovesciamento in cui pure portato a negarsi come idealismo, non
meraviglia che non si possa parlare per la successione delle sue forme di uno
sviluppo storico interno. Cos Malebranche in rapporto di effettiva continuit
col pensiero di Cartesio, non con Agostino e Bonaventura, e non pu far propri i
temi agostiniani se non trasvalutandoli; e il pensiero di Carabellese non in
correlazione diretta n con Agostino o Bonaventura, n con Malebranche o con
Gioberti (ivi, 8.153).
36

15
Art. Del Noce

scomparire. Sappiamo come il temine stesso di modernit


racchiuda in s una ricchezza e complessit tale di elementi e di
contributi, che difficilmente potrebbero essere ricondotti ad un
unico punto di partenza, senza esporsi al rischio di una eccessiva
semplificazione.
Lo stesso Cartesio ha a sua volta ripreso motivi e riflessioni
presenti in altre sedi epistemologica e teologica, oltre che
filosofica come si notava sopra, ricordando la seconda
scolastica, che negli scritti di Del Noce presenta accezioni
differenti, non soltanto negative. In particolare il contributo di L.
Molina, teso a rivalutare il contributo positivo della natura umana,
rimane comunque prezioso per riannodare i legami e ricomporre
eventuali dualismi 38.
Ugualmente problematico appare il reciso rifiuto di individuare
una caratteristica anche filosofica al pensiero di K. Marx, pur
riconoscendo come lutilizzo politico e ideologico compiuto dai
partiti che a lui si sono ispirati abbia costituito nello stesso tempo la
sua forza e la sua debolezza, portando in pochi anni il marxismo
dallegemonia incontrastata alla dimenticanza totale 39. Allo stesso
modo, un altro tema estremamente importante, posto alle origini
della modernit, come la secolarizzazione, risulta pi accennato che
affrontato negli scritti di Del Noce, e per lo pi identificato con il
razionalismo e lateismo moderno 40.

38 importante osservare come una certa rivalutazione del molinismo sia


necessaria al pensiero cattolico attuale, nel suo tentativo di riguadagnare la storia
senza cadere nel modernismo (A. DEL NOCE, Riforma cattolica e filosofia moderna,
cit., 625n.).
39 Cfr G. SANS, Che cosa rimane di Marx dopo la caduta del muro di
Berlino, in Civ. Catt. 2009 IV 127-136.
40 Il termine secolarizzazione sempre da ricercare in un giudizio sulla
storia contemporanea, generalmente favorevole alla rivoluzione marxista, o
allidea del progresso irreversibile per cui, nel corso dei secoli, si affermata la
mondanit del mondo (ID., Secolarizzazione e crisi della modernit, Napoli, Esi, 1989,
16).